✖Oracolo gemello (quidf)
Anscensores, coloro che ritrovano il mito originario, dove la parola nasce come azione, diventa radice e infine concetto: prima era il mito, poi l'etimo e infine il logos, da cui è possibile trasalire per tornare al mito e chiudere il ciclo. An nella radice indoeuropea indica il Cielo, la matrice (caos) di natura che diventa cultura; quando l'uomo inizia a parlare, i miti diventano suoni che li rappresentano, nasce il linguaggio ordinario, fatto di radici monosillabiche, significati fluidi e parole con poco soffio vitale. Il viaggio a ritroso porta alle radici della mente umana, a quell'inizio dove ancora non c'erano né popoli né lingue, ma solo forze che cercavano equilibrio. Dal quel silenzio sorse la Prima Forza che divide, separò luce dal buio e forma dal caos. Era un lampo e una ferita insieme, un duello senza vincitore. Gli antenati aborigeni la ricordano come due esseri in lotta; gli indoeuropei come il conflitto primordiale trasferito nei bellatores che tracciano confini. Dopo la separazione, venne il Canto, un respiro vivo che faceva esistere ciò che nominava: le Vie cantate degli Avi, dove il verbum porta ordine/ritmo, e nacquero gli oratores: coloro che danno forma parlando. Poi, ciò che era canto e luce si condensò, cadendo nel basso, nacque la Materia, il Peso, la Fatica (per gli aborigeni è il momento in cui gli avi si depositano nella terra, diventano rocce, fiumi, animali, luoghi), emergono i laboratores, quelli che mantengono il mondo con il loro lavoro manuale; ma la materia è il punto da cui inizia la risalita alla luce. Il lavoratore trasforma la materia in forma e continuità, primo gradino dell'ascensione; per Platone è la caduta nell'ombra, che sotto la spinta di eros, permette il ritorno al Bene; nel cristianesimo medievale (Agostino e Dante), l'umiltà (humus) di ciò che è in basso è via della salvezza; nei miti aborigeni gli avi scesi nella terra diventano forma, e gli uomini risalgono ritualizzando il paesaggio, dando ad esso un significato simbolico/mitico. AN è il naturale compimento dei laboratores, definisce gli anacoreti, i poeti erranti, i trobadores. Diotima spiega a Socrate che Amore è desiderio di generare nel bello, per partecipare all'immortalità: gli esseri incarnati (in basso) cercano immortalità attraverso la prole o le opere. Dante canta la risalita come alleggerimento: in Inferno i più pesanti sono in basso, in Purgatorio ci si alleggerisce salendo; in Paradiso si diventa luce pura. Persino Lucifero e i peccatori peggiori hanno un percorso potenziale di risalita, perché nulla è totalmente privo della scintilla originaria, così è per gli asura vedici: la massima caduta ha il potenziale della risalita, la caduta è premessa della salvezza: ciò che cade al massimo può salire al massimo; per i popoli aborigeni, chi cade nella terra diventa paesaggio sacro, humus che permette la risalita mitopoietica.
ijing45.䷬ lume242 |La-raccolta (萃cui, tui), Lago al di sopra della terra: Raccolta, unione e concentrazione. Il nobile raccoglie armi e strumenti e si prepara ad affrontare l'ignoto. L'Acqua di un lago, se tracimasse dagli argini di terra, travolgerebbe tutto. In bilico tra l'intensità e l'eccesso, con tutte le energie concentrate su un solo scopo, la persona nobile si organizza, accumula quietamente le risorse e si prepara alla battaglia, invitando tutti a vigilare. Grande riuscita, laddove il re è presente, vi è un tempio, è propizio incontrare persone di valore per ottenere un vantaggio. La perseveranza è fruttuosa. Chiama a raccolta i tuoi numerosi ruoli e punti di forza. Esplora le radici comuni, se possibile facendoti guidare da persone sagge, che ti aiutino ad armonizzare il tuo impegno con il tuo scopo, e a percepire le comuni attività quotidiane come tassello di un mosaico più ampio. (In cosa stai investendo? Cosa ti viene chiesto?). Se non gela di Febbraio, poco raccolto di grano
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