✖Oracolo gemello (quidf)
lume106–|Iemanjà e l'Aloe arborea: nel respiro del mare si manifesta Yemanjà, madre che dissolve e rigenera ogni forma di dolore. Le sue acque trasformano, ciò che ferisce viene accolto e restituito in nuova linfa. Sulla riva, tra sabbia e vento, un frate chiamato Romano Zago, riceve in stao onirico una ricetta di cura: "taglia e frulla 5 foglie di pianta matura, o 350 grammi di Aloe arborea, togli spine e spolvera con spugna, taglia a cubi e la buccia gratto via (aloina irrita intestino); poi aggiungi miele di acacia, e 6 cucchiai di grappa e così impiega: 2 volte al giorno, in un ciclo di depurazione, due barattoli all'anno, un cucchiaio di gel prima dei pasti, cura ulcere pepti, lenta digestione e cronici costipati, calma reumatismi |coliti e depressione. Se usi foglia fresca, cospargi le ferite a lenire i dolori, |cicatrizza e disinfetta; sei spalmi sopracciglie, lenisce |congiuntive, bruciature eczemi dermatosi e |cancro; usa il succo concentrato su eruzioni e bruciori, insetti ed escoriazioni e, misto ad olio di lino, spalma su animali, contro parassiti del pelo o, come |antitarme, sulle travi di legno. Il frate vede la pianta di Aloe accanto a lui, e il mare gli parla tra sogno e veglia, la visione di Yemanjà è semplice: ciò che è amaro purifica, ciò che è dolce sostiene, Aloe miele e spirito è alleanza tra terra e mare, tra corpo e coscienza, nel passaggio interiore, dalla ferita alla rigenerazione: lascia che il dolore venga digerito, ogni tossina è anche un messaggio.
lume106- Yemanjá, rainha delle acque, canta l'Aloe babosa come un ponte tra l'umano e il divino, tra la sofferenza e la guarigione. Immagina di essere come l'Aloe, una foglia portatrice di linfa curativa che resiste al sole e alla sete, calma il fuoco delle ustioni, placa il dolore sotto la pelle, cura ferite visibili e invisibili nella danza della rigenerazione. Yemanjà è Aloe che disinfetta e disperde l'ombra della congiuntivite, placa la colite, lenisce le piaghe del corpo e dell’anima. Padre Romano Zago ne fece un elisir di foglie, miele e spirito/grappa: colui che ne beve il succo due volte al giorno due volte l'anno rinnova il sangue e scioglie le tossine, perché il ciclo si rinnovi e la a forza interiore torni a fiorire. Anche gli animali figli della Terra possono attingere a questo dono che libera da parassiti e dolore mentre l'arpista suona e canta: |Mitombo mya obaka: heyong me nga dziba, Tara oh me dziba, Nzamè oh, la gentilezza partorisce amore
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