lume058-Arpa di Viggiano tesse la trama musicale di una storia, dove l'uomo fà il luogo e il luogo fà l'uomo. Il ragno condivide il potere di tessere la trama delle vite, il fato destino ineluttabile, come i fili delle Parche, che possono essere spezzati, solo dalla volontà divina: chi cade nella tela non ha scampo, ma ecco emergere il doppio volto della tessitura, può essere inganno o rivelazione, condanna o salvezza, ma sempre obbliga a confrontarsi, con la verità nascosta dietro l'apparenza. Māyā e Arachne mostrano il lato ambivalente del filo: non tutto ciò che appare è reale, la trama può rivelare o nascondere, come ci ricorda la lingua Popè del Bwiti africano: |nzodi-èyaa-kasa! me va tsina sa getete-ge ege, me-tsi-eneke sene soma na m'enaka kambi ee na ndondo ee na mokuya a matsopi na gebokambi kumu ago mbemba, neee edi disumba eee! yiee eeee! o-daka mambu teta nzambe eee! disumba yieee! Nzodi figlio del pappagallo, sei arpista che canta, nel viaggio all'albero motombi, dove il neonato vede il sole-kambi, il rovo-ndondo e i braccialetti colorati; poi ode queste parole: anziani e banzi salve! padre e madre, mostraci la radice dei riti e delle danze, mangiamo eboga salve! Ngombi arpa, tu sei nata ai piedi delle radici che trattengono la terra, tua madre è la corda motombodi mongòngo. Arpa tu vibri ai fianchi del mondo! da ovest dove son venuti i bianchi, e dove dimorano i defunti; vibri a monte del fiume, nell'uovo di |Muanga-benda, da dove nacque il dio Nzambe, |Evanga-vanga dio del soffio, e vibri dal giorno cui l'infante, scala la montagna con le ginocchia, fino al giorno in cui egli, arriva al porto del fiume dei trapassati. Ngombi tu vibri, dalla culla alla tomba, dalla cima del monte, al fondo del mare.
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