lume080– Emilia spiega che la parabola del grano e la zizzania (Mt 13) sottolinea la necessità di lasciare crescere insieme bene e male (giusti e ingiusti) fino al momento della separazione finale: un uomo semina buon seme nel campo, ma mentre dorme, il nemico semina zizzania tra il grano. Alla mietitura, il raccolto sarà separato: il grano andrà nel granaio, la zizzania sarà bruciata. Il cerchio batte le mani, mentre l'arpa apre porte e cuori e i sonagli, fatti di semi di fagioli, accompagnano il discorso. I fagioli rosso-neri della selva, che ornano polsi e caviglie, tintinnano come richiamo agli spiriti della concordia. Chi partecipa al rito si nutre di armonia, come il campo che vive solo se trova acqua. Emilia prosegue: Un piccole seme di senape cresce fino a diventare un grande albero che cresce in mezzo al mondo: anche da piccoli inizi può nascere qualcosa di grande e potente, che si sviluppa nonostante la presenza di avversità. Così un poco di lievito fa fermentare tutta la farina: Il bene cresce in modo invisibile ma trasforma nella società. Nel mondo reale, bene e male coesistono e non sempre è possibile o giusto intervenire a separarli, la separazione definitiva avverrà per opera divina, nel frattempo il bene cresce silenzioso dall'interno di ciò che sembra piccolo o nascosto.
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