lume075-Martin Wirarika, sciamano huichol e cantore, racconta la via del peyotl attraverso i cinque colori sacri e le piante che abitano il mondo visionario della NAC (native american church). Il piccolo cactus è messaggero ed eucarestia; i funghi, carne degli dèi, furono offerti da Maria Sabina; la Salvia del veggente apre invece un'altra via al sogno. Anche le piante più ambivalenti, come il Toloache e le Dature, appartengono a un sapere che richiede cautela e responsabilità. Come oracolo, Martin insegna a sussurrare nomi preziosi e a riconoscere i luoghi della memoria: Tatewari, Kauyumari, Hikurì e Wirikuta, dove il silenzio diventa padre e la visione madre. Dal colle di Leunar il sole sorge come Rosa dell'Est, immagine di un sapere che non si impone ma si rivela. Il rito diventa così atto estetico, preghiera e responsabilità etica: ciò che viene visto interiormente acquista valore soltanto quando sa trasformarsi in cura, relazione e memoria condivisa. Come il pellegrino che attraversa il deserto, anche il viandante deve imparare a seguire il proprio Daino azzurro, senza separarlo dalla terra, dalla comunità e dal ciclo del mais. Barbanera dice: per Sant'Andrea (30 novembre) o neve o bufera; a veste logorata poca fede vien prestata.
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