lume054-Il pipistrello insegna un orientamento diverso dalla vista: attraverso l'ecolocalizzazione, emette segnali e interpreta gli echi che ritornano, modificando continuamente la propria traiettoria, non costruisce una mappa completa prima di partire: riceve informazioni, corregge il volo e continua. Un ostacolo non è sempre qualcosa da eliminare, può essere un'informazione sullo spazio che stiamo attraversando. Culture diverse hanno elaborato modi differenti di attraversare l'incertezza, la crisi e il passaggio: le tradizioni Bwiti del Gabon hanno custodito per generazioni forme di attraversamento con musica, danza comunità, memoria degli antenati e rito, per accompagnare esperienze di trasformazione individuale e comunitaria. Il pipistrello diventa allora immagine del forestiero, che entra nel buio della grotta senza pretendere di possederla, e poiché non conosce ancora il luogo, deve ascoltare ciò che ritorna: una parola, un gesto, una risposta, un ostacolo, lasciando che l'incontro modifichi la sua rotta, poi ancora ascolto. La crisi può essere attraversata anche così: non chiedendo immediatamente quale sia il significato definitivo di ciò che accade, ma raccogliendo abbastanza segnali per compiere il passo successivo. Come il pipistrello ascolta la grotta, così la cura può cominciare dall'imparare a riconoscere ciò che ritorna: una danza intensa o un ritmo, in presenza o meno, può diventare un'eco che insegna dove siamo.
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