✖Oracolo gemello (quidf)
Ermete Trismegisto fonda una scuola di sapienza sincretica, che unisce le tradizioni di Mosè e Zoroastro, incentrata sulla ricerca del Sé e sul rapporto tra l'uomo e il Divino. La sua filosofia si sviluppa attraverso una gnosi che eleva la coscienza umana e si manifesta come un incontro mistico con il Nous divino. Ermete è associato all'arte alchemica: dal dolore nasce la sapienza, e dal piombo si ottiene l'oro, simbolo di trasformazione spirituale. Il suo pensiero influenzò filosofi e teologi, dai Padri della Chiesa fino al Rinascimento, dove la sua filosofia venne tradotta in latino da Marsilio Ficino. Hermes è visto come un messaggero alato, portatore del Logos, Verbo Divino che illumina l'intelletto umano. Il Corpus Hermeticum, una raccolta dei suoi scritti, è un testo base per comprendere la visione esoterica della creazione e la relazione tra cielo e terra: nel ri-nascimento, l'interesse per l'ermetismo rinvigorì la pratica della magia, alchimia e astrologia. La Tavola Smeraldina, con il suo celebre motto "Ciò che è in basso è come ciò che è in alto", ne divenne il simbolo. La filosofia di Ermete fa sua la dottrina sufi della trasformazione dell'anima e unione con il divino, mistero che permea pensatori come Giordano Bruno e Pico della Mirandola, e si estese a società segrete e movimenti spirituali.
lume178- Dante come Seba, usa poema a fare un viaggio ultraterreno, specchio del cammino interiore dell'anima smarrita. L'Inferno è un abisso nato dalla caduta di Lucifero, dove i dannati sono puniti secondo colpa e intenzione. Le tre fiere mostrano il dramma umano tra vizi e aspirazioni. La selva oscura è lo smarrimento, ma anche la soglia della rinascita. Beatrice chiama Dante al desiderio autentico, Virgilio è la ragione, Bernardo la mistica visione. Il poema è una mappa del viaggio iniziatico dell'anima, via di salvezza per l'uomo: quando tutto sembra perduto, segui chi accende una luce nel buio. Il desiderio vero è la chiave che riapre la strada. Lo Spirito divino appare e rimprovera Dante di aver scelto sofferenza e infelicità (beni terreni), rinunciando alla missione: sceglier solo il dolore è atteggiamento vittimista che usa dannazione come alibi. Dante si volge al Pentimento, cantato dagli angeli come atto liturgico di redenzione, il suo pianto è catarsi, dove il cuor si scioglie sotto calore e compassione di Iside: allora Amor si drizza al vero bene, fonte di felicità duratura. La sofferenza muta in luce, libera dai traumi mutati in giustizia libertà e sapienza, fondendo natura umana e divina in unica armonia. Il cammino culmina nell'incontro con Sophia, eterna e ineffabile sovrana creatrice. quando-Dio-non-vuole-i-santi-non-possono. |Disumba ande mokoko, adengano mapoma na manze na esuba ea ngambo
|
🎧 ascolta
|
⏹ ferma