
quidf: lume276-Martin parla del granturco, Zea mays, detto frumentone: un seme arrivato dalle Americhe, capace di adattarsi a climi e terre, fino a diventare alimento di molte civiltà. Ogni pianta nasce da un chicco e può generare una spiga ricca di semi: abbondanza, continuità, moltiplicazione della vita. In Mesoamerica il mais è sacro: nella milpa cresce con fagioli e zucche, in un equilibrio di scambi e sostegni. È alimento, medicina, cultura; poi viaggio, incontro, trasformazione. In Messico il mais viene trattato con la nixtamalizzazione, cottura in acqua alcalina, con calce o cenere, che rende più disponibile la niacina, vitamina PP, la cui carenza può provocare pellagra. La pianta cresce alta, chiede sole e acqua e affida alla terra le sue spighe, laterali e feconde. Martin canta il mais come memoria di popoli, viaggi e scambi: focacce, polente, piatti, bevande di chicha. In Lucania diventa anche Rappasciona, dove mais, grano e legumi si raccolgono nella stessa pentola. È una pianta migrante, capace di entrare in identità diverse: in Italia fu alimento di sopravvivenza, ma una dieta povera e troppo basata sul mais poteva aprire la strada alla pellagra. Martin soffia tra le pannocchie: ascoltare e comunicare sono due movimenti della stessa bocca. Ciò che mangiamo è relazione fra terra, corpo e sogni. Questo Lume del mais ti invita a nutrire ciò che sogni e, a dare ai tuoi sogni la dignità di una fame vera.
quidp: ijing27.䷚-lume276-Nutrimento/mandibole (頤 yí): sotto la Montagna il tuona il movimento del nutrire. La bocca riceve cibo e lascia uscire parole: per questo il nobile pesa ciò che dice e sceglie con cura ciò che mangia e beve. Nutrire non significa semplicemente riempire, significa riconoscere ciò che sostiene e ciò che impoverisce. Anche un'opinione può essere alimento, anche una parola può nutrire o avvelenare. Perseverare significa osservare la propria bocca: che cosa cerchi quando hai fame? Che cosa lasci entrare nel corpo, nella mente, nelle relazioni? E che cosa offri agli altri, ogni giorno? Il mais porta qui una lezione concreta: una pianta può nutrire molte persone, ma il nutrimento dipende anche dal modo in cui viene preparata, combinata, condivisa e trasformata. La Rappasciona raccoglie mais, grano e legumi nella stessa pentola: nutrire è anche fare posto alla relazione. Barbanera dice: Pan di sudore ha grande sapore. Forse la carta chiede non solo che cosa desideri mangiare, ma quale nutrimento vuoi diventare. Che cosa ti alimenta? In che cosa ti trasformerai accettando questo nutrimento?
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