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Gambesecche, il fungo che rinasce
71.finforeade (vedi lume): Gambesecche, il fungo che rinasce

quidf: lume071-Un vecchio cercatore raccontava che le Oreadi, ninfe delle montagne, danzassero nelle notti d'estate finché la rugiada non posava il suo velo sui prati. Dove i loro passi disegnavano un cerchio, il mattino seguente nasceva il Gambesecche, Marasmius oreades, piccolo fungo dal gambo sottile ma tenace, oppure, dalla risata delle fate, cadute nel bosco dopo una pioggia d'estate, nasceva il Finferlo o Gallinaccio, Cantarellus cibarius, vicino alberi di castagno e abeti, amico fedele che ama la forza delle buone compagnie. Il cercatore di funghi diceva: non basta avere occhi per trovare un fungo, occorre imparare ad osservare, confrontare, aspettare e non cogliere ciò che non si conosce con certezza, poichè il bosco rivela i suoi doni soltanto a chi cammina senza fretta. Il Gambesecche sembra fragile, eppure custodisce un segreto: quando il sole e il vento prosciugano il prato, si raggrinzisce senza morire; con la prima pioggia torna a distendersi. Così insegna che la vera forza non consiste nel non piegarsi, ma nel sapersi risvegliare dopo ogni stagione difficile. Il suo gambo elastico resiste alla siccità, mentre il fungo attende pazientemente che tornino le condizioni favorevoli. Anche nella vita esistono stagioni in cui sembra non accadere nulla: ciò che appare spento può conservare una forza invisibile. Forse è questo il dono del Gambesecche, ricordare che il valore delle cose non si misura dalla loro grandezza, ma dalla pazienza necessaria per riconoscerle: quando ti senti prosciugato, non concludere che la tua vita sia finita. Potresti essere semplicemente in attesa della pioggia.

quidp: lume071-Il Gambesecche, Marasmius oreades, cresce soprattutto nei prati e nelle radure, spesso formando i caratteristici cerchi delle streghe. Il cappello, inizialmente convesso, tende ad appianarsi; il colore varia dal beige al nocciola e il gambo è sottile, tenace e fibroso. Dopo la pioggia il fungo può riprendere la propria forma anche dopo essersi fortemente disidratato. Questa capacità di tollerare l'essiccazione ha dato origine alla sua fama di fungo che rinasce: sembra scomparire, ma conserva nel tessuto la possibilità di tornare vitale quando l'umidità ritorna. In cucina è considerato un fungo apprezzato, soprattutto per il profumo delicato e la consistenza dei cappelli. Tuttavia, come per ogni fungo selvatico, la raccolta richiede identificazione certa: specie simili possono essere difficili da distinguere e non devono essere consumate sulla base del solo aspetto. Il suo nome scientifico richiama le Oreadi, ninfe delle montagne della mitologia greca, e il mito dei cerchi delle streghe lega da sempre questi funghi alla danza notturna delle fate.

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