lume020-Le forme di allevamento della vite, nate per adattarsi a clima e vento, fertilità del suolo e metodo di raccolta, sono metafore di diversi modi di vivere: adattarsi, collaborare, proteggere e organizzare. Ecco le più rustiche e diffuse: Alberello mediterraneo o |Zibibbo (sud Italia, Grecia e Spagna): pianta bassa senza sostegnio un piccolo tutore, poca manutenzione, ideale in terreni aridi, ventosi e siccitosi, come l'Alberello di Pantelleria, ceppo scavato in una conca per proteggerlo dal vento, 4–10 branche corte, resiste a siccità e venti forti, produce uve molto concentrate detta Zibibbo; insegna umiltà, si abbassa per resistere al vento. |Vite maritata etrusco-romana (Campania Emilia e Veneto) dove la vite si arrampica e imita gli alberi vivi con cui cresce insieme, olmo acero pioppo o gelso; insegna cooperazione con altri esseri viventi. |Pergola trentina: tralci distesi su un tetto inclinato sui pendii, limita umidità e aumenta sole e aerazione; pergola veronese ha copertura orizzontale sostenuta da pali, elevata produzione e buona ombreggiatura. |Pergola pugliese: retto orizzontale alto 2 metri, ideale per uva da tavola, facilita il passaggio sotto le piante. Le pergole insegnano protezione. |Guyot francese: diffuso ovunque, un solo tralcio produttivo rinnovato ogni anno, semplice potatura. |Cordone speronato: tronco permanente con speroni corti, meccanizzato, produttivo e durevole. |Filare moderno, facilita potatura, spruzzi e raccolta, insegna ordine favorendo equilibrio e ugual diritti.
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