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voce: marsi


capsellaCapsella antiscorbuto ed emorragia (13) 13-Si racconta chelingua arabindi | foto cibospezie | audiolibro | flora_capsella-borsapastore_d-k.mp4 |  |  |musica 991_Peyo_04.mp3
olivolioOlio crisma e pentecoste di Maria (18) 18-Un giorno gli alingua latingreco | foto oliveto | audiolibro | olivocoltura-secolare_spagna.mov | olivo_frantoio-tazlida-marocco.mov | olivo-foglie-benefici_patrizia.mp4 |musica 12-SoleMio.mp3
mesmerMesmer cura isteria con magneti e fede (50) 50-Franz Antono Melingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | doc_galileo_frodi_gesuiti.mp4 | santorosario_latino.mp4 | film_mesmer.mp4 |musica 990_NAC_Sioux_04.mp3
coccinellaLucciole giugno e Coccinelle mangia-afidi (60) 60-La Coccinella, lingua italico | foto insetti | audiolibro | fauna_coccinelle_orto.mp4 | fauna_metamofosi.mp4 |  |musica ildegarda2023.m4a
finforeadeGambesecche o Finferlo, o entoloma clypeatum (71) 71-Si racconta chelingua latingreco | foto funghi | audiolibro | funghi_marasmius_delle_fate.mp4 | funghi.mp4 | funghi_cantharellus_galletti.mp4 |musica 69_SaudacaoTodosCaboclos.mp3
iquitosSeba in Amazzonia con Romulo rane e daime (86) 86-Don Romulo, curlingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | filosofi_don-emilio1982.mp4 | filosofi_amaringo.mp4 | doc_peyote_road.mp4 |musica 93_yage_rio_momon04.mp3
biaccoBiacco e Cervone, Saettone di Cocullo (87) 87- Serpente di fulingua latingreco | foto rettili | audiolibro | fauna_biacco-copula240512.mp4 | fauna_colubridi_bisce_innocue.mp4 | fauna_serpenti_cocullo-sandomenico_rai.mp4 |musica 91_icaro_kestenbetsa.mp4
lattugaCappuccina mantovana seda Galeno Min (95) 95-Luna sul Rio Molingua latingreco | foto ortoverno | audiolibro | ortoverno_lattuga_coltivazione.mp3 | flora_lattucario_usi.mp4 | lattuga-selvatica_raccolta-lattice.mp4 |musica dreaming-night.mp3
crotoneemsanguedrago Marsiglia, Yemen e Perù (98) 98-Croton lechlerilingua arabindi | foto arboreto | audiolibro | olioneem-saponepotasso_curagrumi.mp4 | flora_croton-lechleri_sanguedrago.mp4 | flora_azadirachta-neem.mp4 |musica sdaime_trabalho_sao-miguel-1mensage.mp4
betelnuthèBetelnut stimola, Tè verde riscalda (123) 23-Seba attraversalingua indocina | foto cibospezie | audiolibro | flora_tea-verde-daoismo-cina.mp4 | flora_betelnut-nganga-taiwan.mp4 |  |musica mongongo2019.m4a
durianDurio zibetino, re dei frutti tropicali (127) 27-Durian (Durio zlingua indocina | foto frutteto | audiolibro | frutti_durian_familiare.mp4 | frutti_mango_albero.mp4 |  |musica yo-bxa-mama-jurema.mp3
mantideMantide tanglang prega in zhanzhuang (156) 56-Il maestro Wanglingua cinese | foto insetti | audiolibro | qigong_zhineng-intero_pangming.mp4 | qigong_13luohan-shaolin.mp4 | film_kungfu_frate-shaolin.mp4 |musica preghieraming_8formule.mp3
androginiaKrisna narra mito, di avo Ermafrodito (159) 59-L'androginia colingua arabindi | foto indionesia | audiolibro | storia_krishna-arjuna-kulikovo.mp4 | device_krishna-insegna-yoga-arjuna.mp4 | film_spazio1999_divinita.mp4 |musica 01_Hare-krishna.mp3
estasiruserapimenti mistici di contadini russi Klisti (160) 60-Padre Serafim elingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | musica_adriano-ora-giunta.mp4 | canto_russia_padre-serafino.mp4 | prateria167_dodicianni-miracolo.mp4 |musica santodaime_chamar-juramidam.mp4
daninfernoinferi e cieli, Dante scala oggi e ieri (164) 64-Pellegrino in plingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | filosofi_dante-purga-ultimaprova.mp4 | arendt_male-banale_caravero.mp4 | storia_isaccoangelo-lucifero.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu117-128.mp4
pentecostePentecoste, da Maria al mondo (169) 69-Pentecoste è ilingua mescahuatl | foto agrobuti | audiolibro | doc_santodaime.mp4 | filosofi_dante_bernardo_maria.mp4 | agrobuti.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu01-30.mp4
scarabeoLo scarabeo della coincidenza (187) 07-lume187-SINCRONlingua alchemico | foto insetti | audiolibro | fauna_scarabei_famiglia.mp4 |  |  |musica ayami2023.m4a
pitagoraPitagora aiuta Dante scender salire ritmo (195) 55-lume195 |SCOPO lingua alchemico | foto filosofi | audiolibro | filosofi_pitagora_fibonacci.mp4 | filosofi_pitagoratesla369.mp4 | film_nikola-tesla_1980.mp4 |musica fibonacci-musica.mp4
zafferanoZafferano risotto, memoria ti riporto (202) 24-lume202-PROTEGGlingua latingreco | foto aglieto | audiolibro | ortoverno_zafferano_isabella.mp4 | zafferano_25marzo_vergine_spagna.mp4 |  |musica chamei-mamae-jurema.mp3
piselliPiccolo seme, grande nutrimento (209) 29-lume209 DISTRUGlingua italico | foto faveto | audiolibro | ortoverno_piselli_su_rete.mp4 |  |  |musica ancilla2020_2sem.m4a
buglossaBoglossa calma catarro, Borrago è coraggio (224) 61-lume224 |L'ANIMlingua arabindi | foto cibospezie | audiolibro | flora_buglossa-anchusa-azurea.mp4 | borrago-sbollentata.mp4 |  |musica
lucaniaSeba canta la nostalgia della Lucania (238) 40-lume238-STASI slingua slavonico | foto eurafrica | audiolibro | paesi_lucania_terremoto1857.mp4 | popoli_lucania_sud-demartino.mp4 | film_li-chiamarono-briganti.mp4 |musica canto_madonnanera_tindari.m4a
alanirasnaTago e Nevio: il serpente cambia forma (243) 43-lume243-TRASFORlingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | storia_andronico-e-amazzoni.mp4 | storia_petrarca_crea_rinascimento.mp4 | film_spazio1998_odissea.mp4 |musica canto_madonna_lourdes_bernadette.m4a
caricacquaTalete ama ghiaccio trote e piogge (251) 01.䷀ lume251 |Illingua alchemico | foto acquaetere | audiolibro | doc_schauberger_tragendeWasser.mp4 | film_thrive2foster_chikumbutso.mp4 | sator_sigillo.mp4 |musica len-acqua-energia.mp3
organiAscoltare il corpo e custodire la forza (275) 26.䷙-lume275-Forlingua cinese | foto acquaetere | audiolibro | qigong_chiaro.mp4 | medicina_orologio-energetico.mp4 | qigong_baduanjin-shaolin.mp4 |musica daime-me-balancou.mp3
finocchiosemi Finocchio, Cumino e Anice stellato (330) 20-lume330-Talvoltlingua alchemico | foto cibospezie | audiolibro | ortoverno_finocchio_coltura.mp4 | manuale-salute-santa-idelgarda.pdf | finocchio-selvatico-fiori-usi.mp4 |musica 02_comprami.mp3
giuggiolospine di Olivello, Giuggiole e Marruca (336) 26-lume336-Il Giuglingua cinese | foto frutteto | audiolibro | giuggiole_buone-salutari.mov | arbusti_olivellospinoso.mp4 | frutti_ponciro-aranciotrifoli_usi.mp4 |musica 78_ye_ye_Yemanja.mp3
origanoOrigano scalda sangue, Issopo cura petto (340) 02.II -lume340 |PAlingua arabindi | foto cibospezie | audiolibro | origano-oleolito_benefici.mov | olioliva-erbecure-artemisia.mp4 |  |musica 16-aroma.mp3
fumariacalma spasmi biliari e Semprevive cicatrizza (353) 15.XV -lume353 |Lelingua latingreco | foto cibospezie | audiolibro | flora_fumaria_benefici.mp4 | flora_semprevivo.mp4 |  |musica alfredo-eu-pedi.mp3

(): 29 quid censiti


13:lume013-Si racconta che il professor Raseno, viaggiando nella bassa Maremma, arrivò davanti a un vecchio muro di pietra, consumato dal vento e dal sale. Portava con sé una piccola borsa da pastore, vuota e leggera. Ai piedi del muro cresceva una pianta umile e tenace: la Capsella bursa-pastoris, la borsa del pastore. I suoi frutti hanno forma di piccoli cuori rovesciati. Raseno la osservò a lungo, cresceva ovunque, nei margini, nei passaggi dimenticati, come ciò che sopravvive tra le soglie del mondo. Toccando il muro, Raseno trovò incisa una parola: EDUCARE-EDUSCERE, ma le lettere sembravano consumate, come se chiedessero di essere lette al contrario, in modo anagogico, così gli vennero in mente i versi di Dante: 'sol sotto il velame de li versi strani si nasconde vera sostanza'. Raseno comprese che la forma ammalia, distoglie, disorienta il lettore, così Educare deriva da e-ducere, tirare fuori. Come la pianta che non si impone, ma rivela ciò che già è nascosto nel terreno. Sopra il muro, il cielo si divideva in due segni: da una parte il Cancro, il ritorno alle origini, la pelle che protegge e trattiene; dall'altra la Bilancia, il gesto che misura, confronta e apre lo spazio tra le cose. Tra i due, il sole segnava l'arco della stagione estiva: del solstizio del Cancro, all'equinozio della Libra. Raseno capì che vivere, era oscillare tra questi due movimenti: custodire e lasciare andare, nascere e redimere, e ancora i versi di Dante lo colsero: l'Umanità è sempre salva nella mente divina, ma dimentica sé stessa: un buon poema aiuta l'anima a risvegliarsi, poichè il cuore che sa discernere tra apparenza e verità, supera ogni prova; ogni velame è un invito a non fermarsi alla forma, riconosci la guida dietro il velo, la tua anima sa dove andare. La borsa del pastore si mosse leggermente, come se respirasse, dentro non c'era nulla, per questo poteva contenere tutto. Il muro senza parlare insegnava che, educare è imparare a vedere ciò che cresce ai margini: come la Capsella, come il pensiero umano, come la luce che passa tra Cancro e Bilancia quando il cielo cambia stagione.| Capsella bursa-pastoris, detta Borsa del Pastore, è pianta perenne, biennale o annuale, con radice fittona legnosa e odore solforato. Le foglie basali sono sagittate, le altre indefinite; porta piccoli fiori bianchi quasi tutto l’anno. I frutti hanno forma di cuore rovesciato, contenenti semi marron chiaro, rifiorisce continuamente. Si adatta a zone aride, accompagna migrazioni e coscienze agricole, ed è edule: foglie giovani sostituiscono il cavolo, crude o cotte, in insalate e zuppe; hanno sapore pepato che aumenta con l'età. Essiccata conserva nutrienti in periodi di scarsità. In Cina è usata per il parto, stimola contrazioni uterine, cura emorragie interne ed esterne, calcoli urinari e sanguinamenti nasali; i semi hanno effetto insetticida su larve di zanzare. I germogli e fiori sono ricchi di ferro, calcio e vitamina C; l’olio dei semi è edule. L'infuso della pianta intera è antiscorbuto, astringente, diuretico, calma ipertensione, stimola la guarigione di ferite e cura reni, stomaco, polmoni e utero contratto. Borsa del Pastore unisce alimentazione e medicina popolare, tra sapore, nutrimento e protezione della salute.# BORSA-PASTORE, Capsella bursapastoris, rubella borsacchina, Capsella hirtentasche, Shepherd's purse perenne, annuale biennale, ha gemme sul terreno, protocarnivora pare; si adatta a pedoclima, radice fittona, legnosa se la tagli, odora solforato, Capsella foglie base, picciol sagittate, forma freccia poi, indefinite l'altre. Porta bian fiorelli, quasi tutto anno, in autunno/primavera, rosette lessare, condire olio oliva, limone e portulaca, tener foglioline, con rucola insalata. Fior ermafroditi, insetti impollinanti, i semi fa cadere, e continua rifiorisce, produce frutti a forma, cuore rovesciato, borsa pastore, semi marron chiaro. Cresce aride zone, con fiori piccini, alimentare amara, pungente e aromatica, meno acre di altre, crucife consorelle, accompagna migrazioni, agrarie coscienze. Edule in cucina, par cavolo insalate, durante l'estate, ha sapore tagliente, acido bursinico, cavolo sostituisce, sue giovani foglie, son pepate con età, essiccate in periodi, di cibo scarsità. |Capsella in Cina, usata duran parto, comprovate forza, di utero contratto, rimedio popolare, cancro o sangue naso, calcolo urinario, tannin cicatrizzando. Giovan germogli fiori, crudi/cotti si, sono ricchi in ferro, calcio e vita C, mentre semi piccini, in zuppe ripieni, olio edule hanno, tossico a zanzare, mille semi, uccidon 10 mila larve: semi nell'acqua, attirano zanzare, lega insetticida, bocca di insetti, enzimi inumiditi, tossico digestivi, efficacia varia, da presenza fungo, che vedi su pianta. Addolcisce suolo, e stimola latte, zenzero sia, radici fresche/secche, rimedia emorragie, interne/esterne, e cura diarrea, varici emorroidi, il fusto trattato, cura dermatosi. |Infuso intera pianta, |antiscorbuto, astringe diureti, calma |ipertensione, sia vasocostrittore, sia vasodilatore. Stimolante |vulnerario, 1 tazza di the, 2 cucchiai foglie, 3 volte al giorno, rimedio sovrano, a tutte |emorragie, reni stomaco polmoni, e |utero contratto. 
lume013-Serafina Mahari reca la Bussola d'Oro, guida interiore che apre il varco, verso il divino spontaneo, senza costringere il cammino. Donna liminale nei sogni, o nei margini della coscienza, il suo incontro è sempre prova: guarisce chi sa attraversarla, ma confonde chi la vuol come possesso; è presenza femminile, come una strega di palude, o una sposa celeste, che unisce attrazione e iniziazione. Talvolta è l'Ayami, spirito dei sogni siberiani, che sceglie e forma gli sciamani, talvolta è un eco antiche guide, come Fatima o Beatrice. Ayami accompagna tutta la vita, come amante e come tigre, alata o vecchia misteriosa, lo istruisce e lo protegge, con sua Borsa Pastore, come una miss lo mette a prova: chi fugge da questa prova perde direzione, chi vi si abbandona senza discernimento rischia di dissolversi. il suo insegnamento è semplice e severo: il desiderio può diventare trappola, e solo chi mantiene integrità attraversa la soglia senza perdersi. Così l'anima oscilla, tra sogno e realtà, tra materia e visione, ma imparando a riconoscer differenza, tra guida e seduzione, tra amore che libera e amore che consuma. Serafina è bussola e palude insieme: orienta e disorienta, apre e chiude, nella sua presenza lunare, mutevole come il ciclo della luna, riflette il mistero femminile, del limite che accoglie senza possedere, e conduce al cuore solo chi, sa restare integro nella notte, come le streghe delle Eolie, che volan su Alicudi, o le Baba-jaga slave.

18:lume018-Un giorno gli alberi cercavano un re, invitarono l'Ulivo, il più antico del bosco, ma lui sorrise e rispose: non posso lasciare il mio dono per comandare, preferisco offrire il mio olio, che porta luce, nutrimento e pace. Nato secoli prima sulle rive del Mediterraneo, l'Ulivo aveva visto passare popoli, viandanti e contadini, imparando che la vera forza cresce lentamente. Ogni primavera si copre di piccoli fiori, e con pazienza prepara i suoi frutti; a novembre le famiglie si ritrovano sotto la sua chioma, stendono i teli, pettinano i rami e raccolgono le olive, tra canti e sorrisi. Raseno e gli amici del Terabuti, raccolgono ancora le olive nel cesto, con gesto lento e rispettoso, accompagnando la raccolta con i proverbi, custoditi negli antichi lunari, e nei calendari di Frate Indovino e Barbanera: per San Silvestro ogni oliva nel canestro (entro fine dicembre la raccolta sia conclusa); Oliva raccolta a mano, olio da sovrano; Chi coglie presto, poco olio ha nel cesto; chi aspetta troppo, il vento fa il resto. I contadini ricordano che l'olivo vuole cinque S: sole, sasso, silenzio, solitudine e siccità; olivo sia potato da povero e concimato da ricco, perché chi pota l'olivo ne raccoglie l'oro; olivo e vite vogliono il padrone, cioè cura costante. Al frantoio le olive si trasformano in olio prezioso, capace di nutrire, conservare e rendere più buono il pane, oltre a sostenere il corpo; anche le foglie offrono il loro aiuto, ricordando che ogni parte dell'albero ha un valore; resiste al vento, alla siccità e al tempo, purché riceva rispetto e una buona potatura. Per questo viene tramandato di generazione in generazione, e i vecchi ripetono ancora: Olio nuovo e vino vecchio (l'olio è migliore appena franto, il vino dopo invecchiato). Pane e olio fanno il figlio gagliardo, con pane e olio si campa da re: ogni oliva piena è promessa di futuro e grazia. L'ulivo cresce lento ma vive contento, poichè è il nonno longevo del podere: insegna la pazienza e ricompensa a lungo. L'ulivo non tradisce chi lo rispetta, chi custodisce un oliveto conserva la memoria della propria terra. L'olio buono nasce da mani pazienti; quanto più l'olivo è carico, tanto più si piega: la vera sapienza non si innalza sopra gli altri, ma si fa umile e generosa. Chi pianta un olivo lavora per i figli; l'olio è il sole dell'inverno sulla tavola. Ulivo rimane simbolo di pace, saggezza e speranza, e insegna che la pazienza fa maturare i frutti migliori. L'Olivo della Rosa dei beati, mostra a Dante che non basta proclamare fede, contano cuore e intenzione, non giudicare, perché la salvezza non segue la logica umana, ma la volontà divina, così il tuo poema sia rito e scuola di risveglio, trasmetta con simboli l'indicibile, e guidi l'uomo oltre la logica umana, verso libertà e saggezza interiore. La raccolta delle olive e come quella del Qi, il rito è lo stesso, mani e anima che seguono saggezza e memoria innata.| |Olivo (Olea europaea) è albero millenario, simbolo di pace, saggezza e prosperità, diffuso da Siria e Creta fino al Mar Nero e al delta del Nilo. Fiorisce a maggio-giugno e richiede mesi freddi per fruttificare. La sua storia intreccia miti e tradizioni: Ercole lo porta da Iperborea, Virgilio lo celebra, olio unguento sacro, crisma e simbolo liturgico, usato per battesimi, cresime, sacerdoti e malati. La raccolta avviene a mano tra novembre e dicembre, stendendo le olive su teli e pettinandole dai rami, con pazienza e cura, per poi molarle e separare l'olio dal mosto e dall'acqua vegetativa. Olio crudo è nutriente, ricco di vitamine D ed E, lubrifica intestino, protegge fegato, cuore e ossa, abbassa glicemia e ipertensione, e può essere combinato a limone o tuorlo per benefici biliari. Le olive si conservano in salamoia, sottolio, sottosale, al forno o congelate, con aromi come aglio, alloro, timo, menta e buccia di agrumi. L'infusion delle foglie reca effetti depurativi, antinfiammatori e antimalarici. Olivo ama terreni mediamente sciolti, clima temperato, tollera freddo fino a –10°C e siccità, resiste a malattie se innestato su olivastro. Moraiolo, Canino, Leccino, Frantoio e Pendolino offrono frutti e oli differenti, bilanciando vigore, resistenza e sapore. Gli oliveti storici, curati da generazioni, uniscono lavoro comunitario e tradizione: dai cupellari fenici ai contadini arberesh calabresi, fino ai trappeti moderni, olivo resta simbolo di fertilità, nutrimento e memoria culturale.# Siria patria OLIVO, albero massiccio, fiorisce maggio-giugno, spontaneo millenario, da Creta di Saturno, fin Mar Nero elleno, Elaia Olea latini, sul delta del Nilo, unguento per defunti, vuole mesi inverno, per dare fiori e frutti. Ercole lo porta, dal paese Iperborea, poi Aristeo insegna, a spremer olio frutto, Virgilio lo decanta, poco lavoro e grande resa, è Genesi alleanza, nata dopo diluvio, ULIVO nasce dopo incendi, unge Cristo e i coribanti, Domenica di palme, porta pace e giustizia, saggezza prosperità. Alberi del Khan, si misero in cammino, nel darsi un nuovo Re, proposero Ulivo, questi lor rispose, non posso rinunciare, a produrre olio, al fin di comandare. Anfora di Vulci, mostra la raccolta, con pertiche sui rami, e coglitore a terra, un giovane tra i rami, pettina le olive, canta annunziazione, di arcangel Gabriele, a Maria da Concezione, col giglio di purezza, dopo diluvio sofferenza. Getsemani orto antico, di ulivi di antenati, che parlan lingua Geez, trasmisero frantoio, assieme ai candelabri, cioè alberi di ulivo, che recano felice, unioni coniguali. Unguento divien Crisma, in liturgie cristiane, battesimo e cresima, unzione a sacerdoti, a malati ed anziani, curati e coltivati, da Atena Menerva, nel nuovo patto aiuto, dopo diluvio mare, fatto da Poseidone, simbiosi terra-umani. Puoi mitigare amaro, di olive verdi acerbe, rispetto alle nere, più dolci e oleose, in bacile acqua fredda, senza ammaccature, cambia mattina e sera, due/tre settimane, se tagli aiuti acqua, poi lava aceto bianco, mangia oppur conserva, sotto Sale o al forno. Olive nere al FORNO, in teglia uniforme, 150 gradi 20 min, raggrinzite fuori, adatte aperitivo, pizza o bruschette. |Olive-SOTTOSALE, metti in un secchio, 20 giorni al buio, Sale è conservante, toglie liquidi e amarogno, tu liquido scola, infine lascia olive in acqua, con o senza aceto bianco, metti in vaso pulito, aggiunti vari aromi: aglio ed alloro, origano o peperoncino, buccia limone-arancio, prezzemolo o menta, dispensa ambiente fresco.Olive in |SALAMOIA: 1 kilogrammo olive, sode e saporite, per un anno intero, 80 gr sale a litro, serba nere e verdi, pria ammollo 20 giorni, acqua fredda a 4 gradi, cambia acqua ogni giorno, bolli in pentolino, olive nei vasetti, coperte in salamoia, con aglio ed alloro, fettine di limone, menta timo o rosmarino, a strati tra le olive, tutto in salamoia, barattolo ermetico, in luogo fresco buio, capovolgi ogni tanto, e rimetti il verso giusto. Dopo 10 giorni, assaggia se dolci, in caso contrario, chiudi e ancora serba.Olive |SOTTOLIO, raccogli in scolapasta, ricopri a sale grosso, lascia dieci giorni, pulite e condite, con alloro e aglio, origano o timo, serba in vaso olio. Olive |CONGELATE, mantengono sapore, senza ammaccature, asciuga metti nei sacchetti, di congelamento freezer. Quan serve tira via, in frigo qualche ora, sal temperatura, restando sode buone. |Atena statua olivo, nel tempio di Tago, con lampade e lucerne, delizia i palati, aiuta cuore e corpo, memoria intelligenza, immuno resistenza, e aiuta la pazienza. 60gr foglie infuse, 15 minuti acqua, 3 tazze ogni giorno, abbassa glicemia, rapido osservi, contrasto al diabete, calmi gengiviti, se mastichi foglie: bolli 80 grammi, 20 minuti acqua, 1 giorno riposa, scende malaria febbre, bevi a giornata. Olea usa a crudo, su pomodori e funghi, oppure frigge e cuoce, sopporta 180 gradi, e in periferia rimane. Condisce e conserva, lubrifica intestini, vince stitichezza, prezioso nei bambini, mielizza cervello, aiuta assorbimento, di lipo vitamine, mineralizza ossa, porta vitam D, e vitamina E, rallenta invecchiamento. Olio bicchierino, calma ipertensione, misto a limone, bevi a digiuno, contrae cistifellea, che sblocca la bile, 1 ora coricato, su lato destro corpo, previen tumori colon; se aggiungi tuorlo uova, un poco mentolo, i calcoli biliari, riduce senza dolo; fegato colite, cucchiaio ogni mattina, con parietar bollita, ragadi lenisce, riposa 10 giorni, strizza olio filtra. Decotto corteccia, emorroidi orticaria, per dolori muscolari, macera fiori gelsomino, 120gr in quarto di olio, per due settimane, massaggia ripetuto: mentre per Artrosi, macera fiori camomilla, 100 gr secchi, per tre settimane, in mezzo litro olio, poi filtra e massaggia, o friziona nuca fronte, in casi Emicrania. Balsamo Samaritano, succo olive immature, su colonna vertebrale, lenisce fatica, Olio + vino e chiara di uova, mescola sbattuti, ungi piaghe e ferite, o scottature solari: se con aglio pestato, sfiamma distorsione, con bardana varici, con canfora i reumatismi, massaggia le gambe, di sani e dolenti, muscoli e petti, ungi mani e piedi, emolliente su pelle, estrae spine varie, buon lubrificante, libera orecchie, da otite e cerume, se tiepido scaldi, due gocce versate, chiudi con cotone, |Olio-ferrato, di Marsi e Piceni, contro vipere morsi, foglie sui foruncoli. Toscanella Pian di Mola, su fiume Marta Larthe, recinto in cupellari, abitanti e forestieri, lo lasciano a eredi, come getsemani, pagan canone annuo, o ritorna comunale. Cupellari appezzamenti, yuda sardi etrusci, libera braccianti, che lascia ai figli, recintam cupellari, apicoltori e pastorelli, per avere olivi, legumi grani e uva, portati a Venezia, per essere imbarcati, smerciati dai fenici, che portano ulivo, in America Australia. Aprile anno 813, prefetto obbliga cupellari, a piantare 20 olivi, viti e alberi frutta, acri dei cupellari, ravvivano contrada. Arberesh di Calabria, 5mila abitanti, nel Parco Pollino, alzan case pietra, coltivano olivo, come bulgari pomacchi, scala esterne noti, e vicoli a intrico: gitonie donne slave, colgono le olive, con rosse bandane, con ceste su scale, qualcuna ha salterio, intonano canti, a Giorgio Castriota, eroe dei Balcani, e Bisanzio in rivolta, fuggiti su Appennini, ricordano storia. |ULIVO albero tempio, Catone ci ricorda, in suo libro almanacco, de Agri-cultura, in tufo dimorato, con pala e piccone, zappato e sovesciato, ogni decennio potato; quando alcune olive, iniziano a virare, lasciando il resto verdi, è momento di raccolta, a mano in giorno sole, distendi sulle stuoie, vaglia e pulisci, porta presto al torchio, a novembre-dicembre: pettino 1 a volta, a terra stendo teli, armati delle scale, Seba e Pamela, gran pazienza vera, olive cadon giù, le ore van veloci, passa 1 giornata, tra risa e discorsi, duole corpo a notte, senza addormentare, aiuta una tisana, fiori o passiflora, lenire e passeggiare, 1 settiman fatica, infine ecco raccolto, sui 30 kili media, ogni pianta olivo, al trappeto reco, per olio ricavare. Emilia ci spiega, che trasformar oliva, fu origine importante, trappeto in sottosuolo, calor reca costante, aiuta decantare, mosto separa in olio, e acqua vegetazio. Olio estrae oggi, molando in frangitura, tramite molazza, polpa si frantuma, assieme ai noccioli, a far da drenatori, poi gramolatura, rimescola ulteriori, rompe emulsione, olio misto acqua, Pressatura estrae, nella terza tappa, il torchio a vite preme, fiscoli con pasta, centrifuga separa, olio con acqua. Quan molazza è ferma, manca identita, trappeto a sè raccoglie, intera comunità. Emilia ama oliveto, inerbito e consociato, con asparagi e polli, che mangian mosca olivo, coltivan dopo vigna, orto e saliceto; se trascurato in anni, torni a coltivarlo, presto si rimette, riprende primo posto. OLIVO ama clima, medio temperato, sotto -10, si ammala raffreddato, in suoli a medio impasto, fugge umidità, se innesto su olivastro, resiste a siccità; potami dal legno, e ti arricchisco di olio, al fico ramo pende, a olivo ramo insorge, pota in inverno, avanti a primavera, vedo che innesto, su olivastro impera. Poto rami secchi, sterili intrecciati, lascio i porta frutto, che sole ha puntati, si abbassano i + vecchi, tendono rientrar, cosi perdono sole, e smettono fruttar. Emilia dona forma, a globo o palmetto, salice piangente, ma olivi secolari, liberi tiene, armonia della chioma. Olivo acqua di giugno, par rovini tutto, mentre olio e mosto, pioggia di agosto, oliva quan + pesa, tanto pare rende, terre assai sassose, ama come ambiente. Olivo innestato, su Olivastri Sardanu, reca poco olio, ma resiste al freddo, Olivone Viterbo, Crognolo e Maurino, Canino di Tuscia, Moraiolo e Pendolino.|Canino chioma ricca, e frutto piccino, resiste al distacco, e matura tardivo, adatta al terreno, leggero è Leccino, detto silvestrone, vigoroso antico: chioma espansa e rami, apice arcuati, inclina tutti rami, drupe nero–viola, freddo nebbia venti, tollera Leccino, regge carie rogna, occhio pavone fino. |Frantoio piccante, Pendolino piangente, chioma folta spande, polline per tutti, ha media resistenza, freddo e malattie, in media rende olio, delicate olive. Moraiolo morellino, tollera siccità, drupe tonde nere, resa a 20 arriva, olio amar piccante, fruttato gentile, come Frantoiano, frutto lungo verde, pur con lenticelle, ma troppo freddo teme, precoce nel frutto, matura scalarmente, olio sapido rende. |Ascolano piceno, medio vigoroso, olivo chioma densa, frutto grande ha, polpa tenera latte, ottimo su mensa, regge freddo centrale. Regno Napoli olea, Itrano e Fonnanello, Moschettini Sanlorenzo, Cajetana e di Spagna, Resciola e Urcelluto, selvaggio Gliannata, innestato a sardi forti, fatti con piantoni, oliveto da ceppaia, creata con succhioni, in calcare olivo sale, in argilla scolora. Oliva Majatica, buone olive mangiate, infornate a Ferrandina, fin dal 700, dentro forni a legna, drupe grandi cotte, han retrogusto dolce, e polpa generosa. Erittonio bimbo olivo, nato dalla Terra, Ercole lo porta, come san Cristoforo, su spalle da Iperborea, porta olio di Oliva, ogni mal si porta via, la verità si dice, è luce di olio viva, spalma sul pane, con aglio abbruscato, davanti al focolare. olivo-foglie_amaro-ipotensivo.m4a
lume018-Poseidon e Atena si contendevano il patrocinio della futura città. Zeus stabilì che avrebbe vinto chi avesse offerto il dono più utile agli uomini. Poseidone donò un cavallo guerriero, mentre Atena piantò il primo olivo: gli abitanti giudicarono l'olivo più prezioso perché dava cibo, olio luce legno e pace, così la città prese il nome di Atena. L'olivo sacro dell'Acropoli era detto immortale, poichè anche se incendiato durante l'invasione, il giorno dopo emise un nuovo germoglio, come il Ginko di Hiroshima. Il poema medievale ebraico, chiamato Testamento di Adamo, racconta che il ramo portato dalla colomba a Noè, provenisse dall'Albero della Vita dell'Eden, piantato sulla terra dopo il Diluvio, in vari punti, diede origine ai primi olivi, tra cui quelli di Atene, unendo così il giardino dell'Eden al mondo degli umani. Il mito dell'olivo di Atena, insegna che la vera ricchezza, è ciò che nutre, illumina e accompagna intere generazioni. Eracle decennio dopo raggiunse la terra di Iperborea, e riportò nel Mediterrano l'olivo, come dono per una civiltà rinata. Il Monte degli Ulivi, nella tradizione cristiana, è giardino di Getsemani (avi di Giza), un uliveto antico dove Gesù pregò la notte prima dell'arresto. L'oracolo di Dodona parlava, attraverso il fruscio delle foglie di una quercia sacra, presso cui crescevano olivi consacrati: i pellegrini offrivano olio, per ottenere protezione e risposte. Olivo di Romolo: i sacerdoti romani usavano rami d'olivo durante i riti di purificazione e di pace, mentre gli ambasciatori che chiedevano una tregua, portavano rami d'olivo come segno di inviolabilità, poichè gli alberi più vecchi custodivano gli spiriti degli avi, e abbatterne uno senza necessità, attirava sfortuna sulla vita e sul raccolto. Demetra in Sicilia consacrò olivi grano e orzo, così fu chiamata dea delle messi. La tradizione sarda narra di alcuni olivastri millenari, abitati dagli spiriti dei padri del villaggio, e dalle fate Janas: l'olio nuovo veniva benedetto e offerto anche ai poveri, come gesto di pace con i vivi e con i defunti. Nell'Impero romano-bizantino, l'olio d'oliva era un dono della Provvidenza, con cui alimentare le lampade delle chiese, e preparare il santo crisma con cui consacrare imperatori e vescovi. Per la spiritualità bizantina, e per la tradizione islamica, l'olivo è simbolo della sapienza divina, luce che non si spegne: il Quran (Corano) narra di una lampada, alimentata dall'olio di un olivo benedetto, né d'Oriente né d'Occidente, olio che brilla anche senza essere acceso.

50:lume050-Franz Antono Mesmer fu un guaritore del 700, che cercava un filo capace di unire l'essere umano alla grande armonia del cosmo. Lui immaginava che, tra cielo terra e corpo scorresse un fluido invisibile, una corrente sottile che poteva perdere equilibrio e ritrovare accordo, così voleva ascoltare il disordine nascosto e accompagnare il corpo verso una nuova armonia: usando magneti, mani, musica e presenza, cercava di risvegliare forze profonde, creando condizioni in cui emozioni, memorie e tensioni potessero emergere e trasformarsi. La crisi era una soglia, un passaggio attraverso cui l'animo poteva liberare ciò che era rimasto nascosto. Da queste esperienze nacquero nuove esplorazioni dell'ipnosi, della trance e degli stati di coscienza, cioè il rapporto tra coscienza e inconscio. Mesmer diceva: ogni disagio porta un messaggio, ogni guarigione nasce da un ascolto più profondo. Dentro ogni essere umano scorre una corrente invisibile da sentire: a volte basta un respiro, un suono, un incontro o un momento di quiete, perché ciò che era separato ritrovi il proprio ritmo. Chi sa ascoltare l'intelligenza innata del corpo, e ne vede l'accordo con l'intelligenza esterna del cosmo, può iniziare a guarire anche ciò che ancora non comprende: tu non sei rotto, sei in trasformazione, lascia fluire ciò che sei. Mesmer amava ascoltare il Flauto Magico di Mozart e leggere il Faust di Goethe, ma fu osteggiato da accademie e clero, perché vedeva nella fede e nella crisi terapeutica la via alla guarigione, dove emozioni collettive e poteri invisibili agiscono come forze cosmiche.| Franz Anton Mesmer, medico-filosofo del 700, sviluppa la teoria del magnetismo animale: un fluido invisibile collega terra, astri e corpi umani. Cura malattie ristabilendo l'armonia del flusso con magneti, cristalli, mani e musica (violino, glassarmonica). Le sue cure includono ipnosi, crisi catartiche e armonizzazione dei flussi vitali, sfociando in sonnambulismo e stati estatici, influenzando massoneria, filosofia e arte (Mozart Flauto Magico, Goethe). Osteggiato da accademie e clero, vede nella fede e nella crisi terapeutica la via alla guarigione, dove emozioni collettive e poteri invisibili agiscono come forze cosmiche.# Franz Anton MESMER, 700 medico filosofo austriaco, cacciatore e rabdomante, piste dei boschi segue, eredita dal padre, musica e radioestesia, a cerca acqua presente, con bacchetta di nocciolo: amplifica e sente, movimenti del corpo, generati dal suoni, risonanza di acque in sottosuoli. Mesmer fece tesi laurea, influenza degli astri, su tutto e su animali, forza penetra corpo, armonizza oppur contrasta, se diviene malattia. Sottile fluido chiama, magnetismo animale, che lega terra e stelle, se manca son scompensi, guaribili attirando, fluidi magnetizzati. sue Mani taumaturghe, induce ipnosi, sonnambulismo o chiarveggenza, con etere magnetismo, il cui atto fascinante, conoscon popoli nativi, che chiamano mana, per caricar feticci. Mozart iniziato, suo amico a Vienna 784, scrive Flauto Magico, a descrivere i rituali, oggi in inno nazionale, ricorda accademia di Firenze, guidata da Marsilio Ficino, che attira razionalisti, con matematica e geometria, Goethe, Mozart e Franklin. Acacia del Maestro, è segno magistero, dove squadra e compasso, son mostrati alle riunioni, assieme al Libro sacro, Bibbia Corano o altro, a cui i membri di una loggia, recano obbedienza, o traggono ispirazione: un fratello massone, è detto dormiente, se partecipa poco, ai lavori rituali, a motivi personali. Istruzione del massone, a mezzo simboli muratori, ha per scopo umanità, libertà e verità, a realizzare fratellanza, con riti affiliazione, lealtà e fedeltà, bontà e sincerità, tolleranza universale, astension da fanatismo, essere free-born, Liberi Muratori, non imprigionati, o servi della gleba. Ciascuno lavora, attraverso ogni grado, partecipa a un rituale, in cui impersona un ruolo, assieme ai membri loggia, biblica scenografia, costruzione del tempio, del mito Salomone, come cuor del singolo, e cuore comunità, e cuore di universo. Ogni massone lavora, nei gradi susseguenti, progressive iniziazioni, studia le lezioni, libero di dare, proprie interpretazioni, di rituali stabiliti, dalle costituzioni; tante verità, come santodaime, a ciascuno che ascende, è chiesto preparare, tesi filosofiche, e conferenze correlate. Jean |Josipovici scrive, di mason Anton Mesmer, estasi magneti, loggia dei filadelfi, 18 dicembre 785, fonda loggia Armonia, magnetismo animale, diffonde sua teoria. Illustra tesi laurea, a fratelli iniziati, il consulente di Washington, è il generale Lafayette, iniziato da Mesmer, alla villa baronessa, di Maria Bosch moglie al ministro, tesoriere re Francia, e capo Amici Riuniti, loggia prima a Parigi, Mozart lui conobbe, e il gesuita Maxim Hell, poi la notte di Natale, Mesmer pratica un salasso, medicina di Hildegarda, a un malato sangue sgorga, Mesmer lo ha fermato, cura emorragie, imponendo le sue mani, come taumaturgo, in Egitto mamelucco. Massonica obbedienze, segni e gesti nascosti, compiuti con le mani, mutuo conoscimento, stringere la mano, toccamenti e parole, di antico testamento. Hell direttore, di osservatorio Vienna, paragona magnetismi, a influenze astri e animali, ferro magnetizzato, usa a placar crampi, mentre armi costruisce, e realizza magneti, al convento di Toledo, dove nascono le armi, poi a Vienna migrato, dopo la fine gesuiti, in Spagna 767. Rivoluzione Francia, chiude sua loggia, magnetismo sopravvive, a Berlino capitale, Eros nella cura, minaccia i puritani, Mesmer diffamato, è indagato da scienziati, in commissione re Luigi, poichè magnetizza donne, dai maschi fascinate. Sua cura reca, sonnambulismo pre-ipnosi, sfruttato in propaganda, ecco le quattro fasi: magnetismo animale, riempie ogni regno, connette umano a umano, la terra con le stelle, ma carenza di tal fluido, origin malattia, allora serve incanalarlo, a dar crisi nel paziente; trance attiva di animali, per curare malattie, inibito istinto base, catalessi ipnos ricavi, ecco la quarta fase, che riequilibra organismo, avvien sonnambulismo, a risposta motoria, in prime 3 ore sonno, per 5 minuti, naturale nei bambini, scompare quando adulti. Ogni isterismo, narra storia, il corpo malato inarca, delira senza resistenza, impone salto nell'ignoto, tra nomadi stelle, guida l'errabondo, sappi dove andare, oltre solide credenze, che son trama d'illusioni, Via Lattea indifferente, notte ingloba tutto. Mesmer medico scopre, malattia è sforzo corpo, a ristabilir sua via, equilibra funzioni, un potere vitale, sostiene organismo, fattore essenziale, acquisir eterei |soffi, emanati da astri, trasmetterlo a infermo, e oltre se stesso, diffonde in lui con lui, come sfera luce, richiamata a distanza, sa causar male pure, sa ridare salute, campo magnetico d'uomo, irradia e obbedisce, a sua volontà, di agire sul corpo, e su spirito altrui, ha spessor risonanza, e collega tutti. Questa vera scienza, progredisce a intuizione, interpretar musica cielo, è arte profeta, sa condur profonda pace, la felicita, percepire relazioni, tra pianeti e terra, comprende indole individui, loro stato salute, cioè loro destino: molti individui, ascoltan stessa armonia, senton 100 influenze, come in fiesta sacra. Mesmer inizia coi magneti, poi scopre le sue mani, suo magnetismo vien dato, dal fluido animale, magneti quarzi giada, acqua lana e legno, vetro ed oggetti, rafforzano lo stesso. Siede letto e fa, gesti del vestire, organismo ben funziona, se flusso armonioso lo attraversa, ma disfunzioni e malattie, son dovute a blocchi flusso, difficile scorrimento, di etere e ricordi. Curare è stabilire, armonia flusso cosmo, a mezzo magnetismo, ipnosi crisi convulsa, ad aver guarigione, applica calamite, su parti del corpo, che bloccano energie: poco a poco Mesmer vede, pazienti migliorare, suggestion mentale, lui sa provocare, sviluppa arte ipnosi, legame medico-paziente, che magnetismo accetta. Mesmerismo ispira, Rolan Toro biodanza, Milton ipnosi, trance tamburo incanta, il gesuita Hell poi stampa, libro a screditarlo, Mesmer risponde, mio scopo è curare, da Vienna a Parigi, camicia seta indossa, e da casa sua cura, febbri e convulsioni, paralisi e insonnia, gastralgie varie, e completa terapie, con violino e Glassarmonica. cioè bicchieri con acqua, di diversa misura, sfrega dito inumidito, su bordo ciascuno, mentre dà un pensiero, pranizza in modo Emoto. Mesmer in campagna, trova sua pace, e Raimondo Lullo amico, gli canta libro salmi, fonda tempio Armonia, a malati manda empatia, indovina malattie, con imposizione mani, e ascolto del polso, in trance senza crisi. Mesmer ha canarino, in camera gabbia aperta, ogni alba si posa, sulla testa e lo sveglia, a 80 anni lui smette, udir canto canarino, quel mattino esalava, l'ultimo respiro; qui la zingara Kamilla, che predisse l'evento, accompagna il suo trapasso, con musica note. |Mesmer un giorno, andò alla processione, il cielo si scurisce, aria umida assorbe, Mesmer comprende, il mistero delle origini, lassù in profondo cielo, sente e vede tutto, abolito il quotidiano, riemerge un solo culto, la fede gioca il ruolo, di incanalare il flusso, verso la guarigione, dall'etere al polmone. Quel giorno il temporale, uman contatti disperde, il disordine subentra, nella cerimon corrente, esplode devianza, esaltazione muta senso, mendicanti e borsaioli, riprendono lavoro, miracoli fede rimanda, ad altra occasione, vita ordinaria ricomincia, senza esitazione. Mesmer poi ripensa: i pezzenti su strada, fan discendere a loro, forza della cura, pur senza conoscenze, o il potere del massone, emerge tra la gente, vera estasi di fede. Mesmer visse reazioni, affettive a catena, in sua brutalità, conosce il fervore, scoppia in lui una crisi, ha benefici effetti, il miracolo accelera, le guarigioni vere. Oggetto di fede, vero o falso sia, ma è causa risultati, guarigione emozionale, dal centro qi latente, muove e cura i mali. Verità sconvolge l'ego, ma sazia il cuore che, cerca contatto di natura, a recuperar salute, bisogna impoverirsi, la mente è in slanci fissi. Amare è creder vita, cercarne intimità, scambio di emozioni, che una crisi dà, rimorsi e trabocchetti, impediscono di andar, ferite del passato, cedono alla grazia, proiettano il paziente, verso futuro nuovo, potenza della fede, riempie il cuore vuoto. Fortuna salute felicità, o il suo contrario, di nostra vita interiore, sono il risultato, Mesmer questo spiega, forze invisibili ovunque, influenzano tutto, raccolti e salute, e saperle indirizzare, nell'attesa disperata, di un evento decisivo, cresce la certezza, che nessuna barriera, resista alla discesa, così turbamento muta, in isteria o impresa. Una folla sa creare, comunione di forze, ondata emotiva, violenta che attraversa, tutti corpi fa gridare, la folla che vedo, è miracolo in cammino, hanno obbligato il cielo! Luna agisce flussi, riflussi terra-mare, umani hanno interessi, lontano da essenziale, sebbene governati, da influenze sconosciute, attrazione-repulsione, su organ nervi fluide. Magnetica-materia, fa comprender esistenza, cielo si riflette, nell'essere che siamo, tu 5 sensi tieni, aggiungi 1 senso innato, idoneo a captare, sensazioni delicate, di mana e coscienza, immaginare è creare, disturbi o guarigioni, è arte terapeuta, convincere la mente, tu ascolta attentamente: uomo subisce, riflusso di etere, che determina cause, di male o salute, sintomi osservati, mutazioni in natura, a soccorrer chi soffre, tu causa crisi pura. Mesmer fa bere, pozione |ferro-ortica, poi lascia calamita, e sperimenta corpo corrente, laa crisi artificiale, generata dal minerale, consegue risultato, in complice risonanza, tra lui e il paziente, nasce empatia, con mani fluido invasa, fascio vibrazioni, ogni organo lava, reagisce in silenzio, suo sforzo concentrato, male strappa a pezzi, migliora sistema, decongestiona bene, ipocondrio epigastrio, regolando il respiro, una mano antenna in alto; ora ha impressione, rigenerare tessuti, a mezzo del num, ch'egli lento introduce, esplora ogni punto, paziente sente freddo, lui copre con coperte, la mano sul plesso; calore violento, senza febbre invade lei, suoi gesti rituali, descrivono disegno, graduali sulla donna, mani apre e chiude, ampi movimenti, concentrici ripetuti. Mesmer stringe mano sinistra, a Luisa mano destra, formicoli energia, paziente ha provocato, diviene un torpore, e lei si abbandona, pacifiche emozioni, scivola in dolce coma. Il magnetico sonno, la porta in astrale, da sofferta realtà, al viaggio stellare, il magnete ha lavorato, assieme alla luna, acqua carta legno, ogni cosa Qi conduca, orgone si impregna, fluido universale, su organica materia, un magnetismo animale, permette esseri umani, attrazion repulsione, di una forza vitale, che resetta ogni dolore, rimette ordine mentale, dentro un paziente, va in organo malato, de-magnetizzato, il medico emette, un fluido da stelle, onde vibrazioni, che investe nervi pelle, con magnete o esercizi, o farmaci attenua. Mesmer trova Karl, figlio giardiniere, che epilettica crisi, in temporale prese, orina dappertutto, Mesmer fa sfogar malato, senza intervenire, poi ad acme della crisi, appare moto selvaggio, lui cerca una coperta, il ragazzo avrà bisogno, gran calore in corpo, per duplice polo, avvolge con cura, aggiunge coperte lana, tutto dipende, da sua volontà affilata, senza indugi-dubbi, sua lucida lotta, è nata da incontro, di medicina e stelle. |Karl fanciullo abbandona, ogni suo sussulto, mille demoni a cranio, trema sotto coperte, come braccato, da febbre e delirio, da immagini animato. Antonio assistente, suona il violino, un aria danza cresce, calma o aggressiva, Antonio sa e comprende, dipen da malattia, cimbali e tarante, fan crescere piante, mezz'ora vibrazioni, laceranti possessi, dei nervi fanciullo, Antonio suona freneti, note arco violino, le dissonanti feriscon, conficcano la carne, e Mesmer oscilla, gesti magnetici, movimenti sue mani, salgono a spostare, altrove i qi contrari; mentre tenta ridestare, istinto vitale, impegna una lotta, con l'essere interiore, che percuote sua preda, intacca riserva, e tocchi brevi dà, ai posti giusti, accelera cadenza, danzano i morti, Anton delira ritmo, intensa sensazione, suoni aspri e violenti, scuotono il fanciullo, un suono Karl afferra, sta per trarlo sopra, trascorrono secondi, Mesmer preme mano, ha distrutto i focolai, concentra sui 2 poli, a ristabilire cuore, gira da destro a sinistro, e trova la radice, di quel male innato; risonanze arco violino, riportan Karl in vita, ora osserva le sue mani, e la corda stringe a dita, una Corda immaginaria, trascina Karl a riva, scosse e spasmi vari, Karl chiude gli occhi, Mesmer calma i poli, modifica frequenza, e influsso va fuori, suo spirito sovrasta, la forza depressa, la sommerge esaurisce, fin che muta polo, riflette nel corpo, e linfa forte invade, la crisi conclude, in silenzio musicale, Karl smette aggrapparsi, a sofferenze male. Mesmer affaticato, addormenta in suo studio, e il sonno gli parla, scarica le angosce, la magnetica cura, ha colpito nel morale, coltiva sua forza, che influisce gli umani, lui usa alga Nostoc, elisir lungavita, essa vive in acqua dolce, e la pioggia la ravviva, se secca si riprende. rowbotham2_sole_luna.m4a
lume050-C'era una volta un giovane, che cercava lontano ciò che da sempre abitava dentro di lui. Aveva imparato ad ascoltare molti rumori del mondo, ma aveva ignorato la voce silenziosa del proprio corpo. Un giorno incontrò una maestra che gli disse: Il corpo è un antico custode, prima delle parole conosce il ritmo, l'equilibrio dei movimenti, il respiro e il modo di adattarsi alla vita; non è una macchina da comandare, ma un saggio compagno da ascoltare. Il giovane imparò a fermarsi. Quando il giudizio si quietava e la mente diventava limpida, qualcosa di misterioso accadeva: il respiro ritrovava la sua danza, il movimento nasceva senza essere forzato e il corpo sembrava conoscere la strada. La maestra gli mostrò che molti popoli avevano incontrato lo stesso segreto: nelle danze sacre, nelle arti marziali, nello yoga, nel qigong e nel taiji. Alcuni chiamavano questa armonia guarigione, altri estasi, altri ancora un incontro con il sacro: non insegnare al corpo soltanto cosa fare disse la maestra. Crea le condizioni perché possa ricordare ciò che già sa. Così il giovane scoprì che il cuore-mente (xin心) può diventare quieto, la coscienza (shen神) luminosa e presente, e l'essere umano può accordarsi al grande respiro della vita, il Dao道. Da quel giorno non cercò più di dominare il proprio corpo, ma imparò ad ascoltarlo, perché il corpo custodisce una saggezza antica: una danza invisibile che attende soltanto il silenzio giusto per rivelarsi, come i tre tesori |Sanbao 三宝, ascolta ciò che il corpo già sa, e ricorda che sei immerso in una rete più grande di te (dicono Mesmer e Laozu).

60:lume060-La Coccinella, o coleottero di Maria, è da secoli associata alla fortuna e alla protezione: in inglese Ladybird, in tedesco Marienkäfer (scarabeo di Maria), il rosso del dorso richiama il mantello della Madonna e i punti neri i segni della grazia. Nelle campagne europee si diceva che, se una coccinella si posa sulla mano, annuncia un cambiamento favorevole o un viaggio imminente. Ma bisogna lasciarla volare: la fortuna non può essere posseduta, perché ciò che trattieni perde forza, mentre ciò che liberi può ritornare luminoso. La coccinella, messaggera del cambiamento, richiama la parabola del Figlio Prodigo: il perdono autentico è gratuito, e chi ritorna trova accoglienza e gioia. La vera ricchezza non nasce dall'accumulo di rabbia o possesso, ma dalla misericordia e dalla capacità di trasformarsi. Marie-Louise von Franz avrebbe riconosciuto nella coccinella e nella lucciola gli archetipi dei piccoli aiutanti delle fiabe: quando l'eroe cerca grandi soluzioni, spesso è un essere minuscolo a indicare la via. La saggezza arriva dal margine, attraverso relazioni invisibili. La |lucciola, piccola lampada vivente nelle sere di giugno, insegna che la luce non deve illuminare tutto il mondo: basta custodire il proprio spazio. La luce più vera non appartiene a chi la possiede, ma a chi la lascia brillare. Pamela bambina, con una lente davanti a una rosa, mentre canticchia la filastrocca 'Coccinella, fortuna e luce nascosta', osserva una larva di coccinella, mentre nel giardino le lucciole accendono la notte: l'anima impara così il linguaggio dei piccoli esseri. Barbanera direbbe: l'equilibrio del mondo non nasce solo dalle grandi forze visibili, ma da milioni di piccoli accordi nascosti.| se allevo COCCINELLE, in recipiente vetro, da larve grigio-viola, punti neri-gialli, divorano gli afidi, allevati da formiche, se escon Coccinelle, le tratto come amiche: acqua cotta Patate, su piante nebulizzo, oppure 1 macerato, con Aglio e Rosmarino, su piante bassa taglia, spargo pure sale, con ceneri o talco, asfissia disidratare; insetti uova-larve, se copri asfissieran, spruzza fronde verdi, e micosi calmeran, se pianti 1 Assenzio, funge da richiamo, amica Coccinella, tien gli Afidi lontano; ortica pure aiuta, presenza Coccinelle, se vi è vi sono loro, pianta qualche fila, osservo con la lente, su Rosa e Carciofo, coccinelle larve, mangiar afidi in coro. Coccinelle 7 punti, se sentono imminente, mutamento clima, fermano a mezzaria, Libellula se piove, vola a pelo acqua, mentre se si innalza, clima bello si alza.Una |LUCCIOLA catturo, spegne sua luce, torna in libertà, si accende ancor riluce, in belle sere Giugno, brillano più posti, corteggiano con luci, respirano + forti. rowbotham5_duescuole_astronomia.m4a
lume060-Coccinelle e lucciole, alleati invisibili del giardino. Nel giardino Pamela osserva il piccolo dramma della vita: le larve di coccinella, grigio-violacee con punti neri e gialli, sono voraci predatrici di afidi, piccoli vampiri vegetali che succhiano la linfa delle piante. Le formiche invece proteggono gli afidi perché si nutrono della loro melata, creando un'alleanza tra allevatori e parassiti. Così nasce un equilibrio naturale: la pianta custodisce la vita, gli afidi consumano energia, le formiche cercano nutrimento e la coccinella ristabilisce la misura divorando gli eccessi. Anche il piccolo giardino diventa un teatro ecologico dove ogni creatura svolge il proprio ruolo. Per favorire le coccinelle si possono coltivare piante amiche come ortica e assenzio, osservare con una lente rose e carciofi, lasciare spazio alle larve e proteggere la biodiversità. Contro le formiche che allevano afidi si possono usare macerati naturali di menta (|macerato-menta-repelle-formiche), mentre aglio e rosmarino aiutano a difendere le piante. La natura insegna a osservare prima di intervenire: il pericolo può diventare una lezione, il veleno una medicina, il nemico un segnale da comprendere. La coccinella mostra che anche il più piccolo essere può proteggere la vita. E nelle sere di giugno, quando le lucciole accendono la loro luce intermittente, il giardino ricorda che la meraviglia non è lontana: basta imparare a guardare. Proverbio di Barbanera: Chi vince e ci rifà gli tocca da pagar.

71:lume071-Si racconta che il |Finferlo, o |Gallinaccio, sia nato da una risata delle fate caduta nel bosco dopo una pioggia d'estate. Da allora non ama la solitudine: cresce vicino agli alberi, soprattutto castagni e abeti, come un amico fedele che sa che la forza nasce dalle buone compagnie. Un vecchio cercatore insegnava al nipote che non basta avere occhi per trovare un fungo: occorre imparare ad osservare. Il bosco rivela i suoi doni soltanto a chi cammina senza fretta. Così il ragazzo imparò che il Finferlo non era soltanto un cibo pregiato, ma un piccolo maestro: il suo profumo ricorda la frutta matura, la sua carne rimane soda e il suo sapore rende ogni piatto più ricco. Ma il suo insegnamento più grande è un altro: saper distinguere ciò che è buono da ciò che gli assomiglia soltanto. Come nel bosco esistono funghi sicuri e altri ingannevoli, anche nella vita occorre imparare a riconoscere le scelte che nutrono da quelle che consumano. Per questo il Gallinaccio continua a comparire, silenzioso, tra l'erba e le foglie. Non cerca chi corre, ma chi sa fermarsi. E a chi lo raccoglie con rispetto sembra sussurrare che la pazienza è il terreno dove cresce ogni autentica saggezza.| |GAMBESECCHE-Marasmius, Fungo di Oreadi, sanscrito ahi-chattra, parasole avvinghia, cresce in estate, in cerchi-streghe prati, senza concime, micel libera ammoniacali; se manca acqua, assorbe umido attorno, erba interna marrone, subisce venti secchi, raggrinzisce tutto, gonfia prima pioggia, lamel larghe tiene, gambo lungo tenace, odor mandorle amare, ha tracce cianidri, innocuo a salute, ciò serve riconoscerlo, dai Lepiota mortali, se ne torci il gambo, sopporta 7 torsioni, prima spezzar gambo. |Entoloma-CLYPEATUM, entòs vuol dire dentro, lòma vuol dire bordo, cioè orlo cappello ondulato, clypeum scudo latino, con centro umbonato, e margine ondulato, o involuto e fessurato, nei funghi maturi, il colore è grigio scuro, più chiaro a tempo asciutto, lamelle spaziate, intercalate da lamellule, bianche all'inizio, e rosa a spor mature, carne soda e fibra gambo, buon sapor farina, da febbraio fno a maggio, associato alle rosacee. Clypeatum puori mangiare, da frutteti non trattati, diserbanti anticrittogami, soffritto di erba cipollina, aggiungi funghi e pasta, son funghi molto sodi, adatti anche sottolio, oppur se fai seccare, li usi nei risotti. Sinuatum-lividum, suo parente velenoso, più grande con lamelle, giallastre smarginate, odor di candeggina, così evita pure, |ONFATUS-dell'olivo, bello in apparenza, ma tossico alfine. 
lume071-I nonni raccontavano che le Oreadi, le ninfe delle montagne, danzassero nelle notti d'estate finché la rugiada non posava il suo velo sui prati. Dove i loro passi disegnavano un cerchio, il mattino seguente nasceva il Gambesecche, il |Marasmius oreades, piccolo fungo dal gambo sottile ma tenace. Sembra fragile eppure custodisce un segreto: quando il sole e il vento prosciugano il prato, si raggrinza senza morire; bastava la prima pioggia perché torni a distendersi, come se il tempo non fosse mai passato. Così insegna che la vera forza consiste nel sapersi risvegliare dopo ogni stagione difficile. Il suo gambo, elastico come un filo d'erba, può essere torto più volte prima di spezzarsi, mentre il lieve profumo di mandorla accompagna chi lo riconosce con attenzione, distinguendolo dai funghi che gli assomigliano ma non offrono la stessa sicurezza. In Francia è ancora oggi uno dei funghi più apprezzati della cucina di campagna, dove i prati umidi lo fanno crescere generoso. Nei pascoli più asciutti dell'Italia centrale, resta invece piccolo e discreto, quasi volesse premiare soltanto chi sa guardare da vicino. Forse è proprio questo il dono del Gambesecche: ricordare che il valore delle cose non si misura dalla loro grandezza, ma dalla pazienza di chi ha imparato a riconoscerle. Ricetta comune: scartato il gambo dei Marasmius più grandi, viene immerso appena in acqua e bicarbonato, sciacquato e lessato, poi mezzo minuto in acqua e aceto, aglio aromi e sale, scolato e aggiunto di foglie di Nepitella e aglio crudo, mescolato e messo in vasetti di olio chiusi e capovolti, finchè crea il sottovuoto.

86:lume086-Don Romulo, curandero in Iquitos, sul Rio Momon, unisce la saggezza delle Ande e della Selva. Le sue parole scorrono lente come pietre nel fiume e raccontano la medicina amazzonica, delle piante sacre che accompagnano guarigione, preghiera e conoscenza. Seba partecipa con Romulo e Maria a cerimonie di purificazione con Ayahuasca, Huachuma, funghi sacri e Mapacho, attraversando prove fisiche e interiori che insegnano equilibrio, coraggio e fiducia nel proprio corpo. Nella riserva botanica osserva ocelot, arbusti medicinali, funghi e la vita nascosta della foresta, percependo la selva come un organismo vivente. Ayahuasca, unione della liana Caapi e della foglia Chacruna, richiede digiuno, preparazione e rituali: la purga libera paure e memorie profonde, aprendo visioni simboliche di mondi paralleli. Giaguari, draghi d'acqua, serpenti, Bufeo rosa, volpi e ragni diventano immagini degli antenati, delle forze interiori e degli insegnamenti della natura. I curanderos ricevono gli icaros attraverso sogni, diete e rapporto con gli spiriti delle piante: il canto ordina la visione, guida la guarigione e crea un ponte tra corpo, mente e mondo invisibile. Romulo canta in quechua: |Mi voz te susurra, cosa que crees no saber, dentro ti va encontrar, respuesta a tu ser. Soy energia en ti dormida, despierta ya, mi voz te guia, a traves del agua del amor. Mapacho è tabacco sacro, nutre i Mariri, spiriti aiutanti, e accompagna le cerimonie con soffio, profumo e protezione: i Mariri custodiscono le melodie di potere e trasmettono ai futuri pajè, parole, ritmi e conoscenze per diagnosi e cura. Sachamama, madre della selva, e Yacumama, serpente delle acque profonde, ricordano il legame tra esseri umani, ambiente e antenati. Nel mito, Sinchihuyacui appare in sogno a Gamacuina e insegna che la liana nata dalla sua tomba, può offrire consiglio, memoria del passato e sviluppo della coscienza. La Maloca diventa così luogo d'incontro tra uomini, spiriti e natura, dove la medicina non è solo una pianta, ma una relazione fatta di disciplina, ascolto e rispetto: come il fiume che attraversa la foresta, anche la coscienza può purificarsi, trasformarsi e ritrovare il proprio ritmo profondo.| Seba, in Amazzonia sul Rio Momon a Iquitos, partecipa a cerimonie con Romulo e Maria, pulendo corpo e mente con cactus Huachuma (San Pedro), liane e funghi sacri. Attraversa ponti, combatte vertigini e apprende lezioni di equilibrio e coraggio, sudando e riprovando fino a motivarsi. La Riserva Botanica offre osservazioni di ocelot e arbusti anti-malaria; funghi e lime freschi, in cicli rituali, elevano coscienza e visione della selva. Ayahuasca, decotto di caapi e Psychotria viridis (chacruna), purga e apre il cuore, svelando paure e traumi; la bevanda stimola visioni di mondi paralleli, giaguari, draghi d'acqua e rane in orchestra, riorganizza ricordi e emozioni. La preparazione richiede tempi, precisione e digiuno; la liana Caapi e la foglia Chacruna interagiscono con enzimi MAO per effetti terapeutici su mente e corpo; le Cerimonie includono icaros (canti maestro), mapacho (tabacco rituale) e diete specifiche; i curanderos apprendono melodie e rituali sotto guida dei Mariri, sviluppando capacità di diagnosi e cura. Le visioni rivelano miti, storie ancestrali e simboli animali: Bufeo rosa, spiriti di volpe, giaguari e ragni insegnano piacere, disciplina e protezione. Mito di Ayahuasca: Sinchihuyacui, re mestizo, apparve in sogno a Gamacuina, indicando come usare la pianta cresciuta dai suoi capelli per vedere il passato, ricevere consigli e sviluppare la psiche. La pianta-guaritrice lega uomini e antenati, cuore e selva, creando ponti invisibili tra il mondo reale e quello spirituale.# Seba in Amazzonia, sul fiume Rio Momon, da Romulo e Maria, in Perù presso Iquitos, chiarisce intenzione, pulisce corpo e mente, con cacti liana e hongo. HUACHUMA cacti detto, Sanpedro bevanda, in Romulo fazenda, Seba supera strizza, attraversare 1 tronco, posto su torrente, vertigini combatte, striscia da serpente: passare sopra ponte, lezione ricorre, maldestri tentativi, portano a imparare, sudore in ogni prova, riesce a motivare. Romulo e compagni, in botanica riserva, vedono Ocelot, in agguato nella gabbia, graffio gli ricorda, la visita prosegue, arbusti anti-malaria, e le hongo distese; fungo e lime fresco, dopo un ora e mezza, innalzano al cielo, le forme della selva, 3 funghi per 3 cicli, fan nove sacrifici, su fiume rio Momon, son acque di confini. Viva narrazione, incorpora nel canto, stratifica ogni cosa, che vedo camminando, sopra e sotto acqua, uguali e rovesciati, riflessi son 2 mondi, paion rispecchiati; draghi di acqua e selva, svelano misteri, poggian su esistente, i mondi paralleli, rane in sottofondo, gracchiano in orchestra, frutti Amazzonia, e cactus di Sierra, Achuma ed Ayahuasca, in cerimonia mesa. Tricheco per 10 ore, 3 fasi va snodare, calma rilassante, graduale mal di testa, 1 mango freddo prese, Seba nella mesa, nausea indigestione, gira nella stanza, effetto scende sale, cura in acqua calda; se effetto tarda, probabile non viene, Romulo ci pensa, parla alla sua pancia, mantieniti in attivo, canta oppure balla, dopo di 4 ore, cammina scrive e parla. |AYAHUASCA purga amara, Liana morti in lingua quechua, avvita piante al cielo, su alberi Amazzonia, Seba legge storia, di nascita di liana, da Villavicencio ispano, che narra sua esperienza, in conca rio Orinoco, attorno al 500: ebbero antenati, ascoltato preghiere, mossi a compassione, dei fratelli selve, inviano mama foglia, e yagè consolatore. Mama chacruna foglia, offre suo bambino, pianta smembrata, offerta in banchetto, ogni indio mangia e beve, restano scarti, interrano in selva, secon Mama dettagli: su alberi attorciglia, Liana pianta di avi, cerca via del cielo, è spirito di Caapi, liana di ayahuasca, che sale senza affanno, a casa dei giganti, gli umani impareranno; da seconda sepoltura, nacque arbustello, rubiacea foglie verdi, unita a ritornello: se yagè con chacrona, in pentola bolle, liquido marrone, è raccolto nei vasi, usato in cerimonie, curare e divinare, avi e umani uniti, a mezzo di bevanda, nei corpi spasmo cresce, si forma gruppo mente. Tag-huasca decotto, india medicina, onora mogli e amici, o simposi solitari, risveglia visione, ognuno bello e brutto, rivede il fato suo, lancia invettive, a spettri e malattie: se molte volte beve, indio coi compagni, necessita un gruppo, a prevenire danni, vertigine innalza, inizia lui volare, vede gran città, con ponti e tartar case, assalito dalle fiere, difende strenuamente, dorme si risveglia, emicrania leggermente. |Ayahuasca vino 鬯 chang, decotto curativo, prodotto miscelando, banisteriopsis caapi, detto bimbo yage, jagube daime natema, e psychotria viridis, chacruna ugual caffè. Caapi corteccia liscia, ha foglie lanceolate, fior racemi rosa, samara alato seme, teme attacchi fungi, se ha troppa umidità, aiuta camomilla, innaffia sa svezzar, poi escono piantine, dopo due settimane, germogli con pazienza, controlla umidità. Decotti di liana, sposati a chacruna, pestati posti a strati, in pentola di acqua, bolle 3 ore, esce liquido amaro, sgradevole marrone, travasano in bottiglie: decotto blocca MAO, così diversi cibi, come la tiramina, aumenta noradrenalina, crisi ipertensiva, 4 ore avan rituale, sen farmaci digiuna, via carne caffè, vino birra e latticini, lui beve acqua limone, nausea eliminar, mastica zenzero, amaro mitigar. |CHACRONA tropicale, mesoamerica e caraibi, propaga via seme, o per talea foliare, grappol bacche rosse, come caffè, arbusto ha 4 semi, fusto scarificato, peluria rosso-bruna, cresce 5 metri alto, foglie verdi brillanti, opposte ed ovali, lunghe 10 larghe 4, nido piccoli animali, acari simbionti, la proteggon da funghi; in chacras peruane, la coltivano tutti, a partire da talea, 1 foglia sufficiente, ingrediente al decotto, enteogeno yagè: effetti dopo 1 ora, dalla ingestione, dura 4-6 ore, con picco 1 ora e mezza, + spiriti Mariri, rito chiede incantar, per entrare in cuore, e una cura attivar; chacrona triptamine, simil serotonina, attivata da iMao enzimi, forniti da liana, armina armalina, se assunta regolare, è antidepressiva, parkinson allevia, effetto antitumore, vince alcolismo, e abuso di sostanze, calo di attenzione, autismo crisi ansie, vince parassitosi, e febbre da malaria. Cerimonia di cura, di analoghi ayahuasca, può dare vomito nausea, 20 minuti tutti, pallore e tremore, scema la paura, serotonina calma, aggressione scalza. 鼎 ding vaso rituale, è coppa intagliata, che azzera differenze, allinea gruppo intero, a terre frequenze, aiuta spostamenti, di scale e priorità, ripristina speranze, in gruppi identità: prescrizioni vari, di cibi e situazioni, precedono rituale, purga di emozioni, a fare differenza, buona o dolorosa, possibile esperienza: la medicina scende, va nel cuore tempio, scopre sua bellezza, dopo un certo tempo, gioia per la vita, spontanea guarigione, il gruppo alla Maloca, fa rassicurazione; la pianta-guaritrice, impone disciplina, a chi manca di rispetto, lei fa dispetto, in lezioni di vita, oppure a mezzo sogni, fa esser ricettivo, chiarifica bisogni: sinfonia di rane, con piogge temporali, suoni della selva, reali e immaginari, tappeti di fogliame, gigante ecosistema, che in circolo rimette, vita con materia. Albero di Vita, del mito dei toltechi, vive in Amazzonia, Brasile e Venezuela, se Liana dei morti, può esser riannodata, permette agli umani, viver nicchia data; se un umido legno, non sa bruciare bene, allor nostra persona, limpeza richiede, al fine di sognare, e mondo immaginare. Romulo mi dice, che inarrestabil fiume, sono le intuizioni, 1 corpo come piume, mentre pone a strati, Caapi con Chacruna, in pentola con acqua, bolle la mistura: se medicina sale, come fumo bottiglia, scende nella pancia, la mente scompiglia, apre porta inconscia, viaggia la visione, la medicina è viva, lavora a profusione: pressione con calore, risale dentro me, paura del distacco, nel corpo sta yajè, velocità di fuga, mi assalgono paure, assieme insicurezze, mentali le torture. Giaguaro di Amazzonia, forza di otorongo, vomita e ruggisce, potenza a tutto tondo, il malessere si esprime, al fine liberare, turbina la mente, mosaico a riordinare. La mente della infanzia, fu piena di paure, peccati e sensi colpa, si incarnano in creature, molte proibizioni, imbrigliano gli istinti, piaceri e punizioni, mischiano indistinti; totale confusione, fiducia sol rimane, mi aiuta nuovamente, rinascere purgare, immagini cangianti, al canto di un icaròs, sprazzi di passato, e futuro a zigo-zago. Romulo canta in quechua selva, IKARAY verbo soffiare, fumo e messaggi, parole adatte a dirigere, 1 visione cura od emozione, con Icaro mapacho, che amplifica percetti, poichè icaro son canti, appresi sotto ispirazione, indotta da bevanda, quintessenza del potere, di ogni buon vegetalista, che apprende nei rituali, con diete e profumi, sogni e animali; vede gli icaros rubati, da brujo curandero, travestiti nelle feste, in città di Loreto. Romulo amico dei Shipibo, ci porta a visitare, villaggi Bora e Yagua, lungo rio Momon, su cui brilla la luna, riflette la notte, sui costumi dei Boras, copricapo in piume uccello, mentre il piede batte a terra, loro volano nel cielo. Romulo e Maria, recan bagni floreali, e icar commoventi, purgan dai veleni, aggiungono ingredienti, secondo esigenze, di cure personali, erbe in infusione, e profumi acqua sanGiovanni, di selva medicina, esperienza audiovisiva, con sinfonie di rane, e insetti fastidiosi, mangiati dagli uccelli. Jan Kou in quella selva, chiamata Sachamama, segue un corso acqua, fino al Rio Amazzoni, che nel mare sfocia, cuore di floresta, vide in tela ragno, gioco di finzioni, credenze e culture, mappe interiori, visioni di erbe, gli dice Questembetsa, che veglia cerimonia, dell'uomo di Blueberry: se chiedi alla pianta, ti mostra drago a scaglie rosse, che porta umana storia, sequenze di stagioni, tutto accoglie in sè, mali e sofferenze, come fiume Yacumama, Anaconda delle acqua, che sfama e pulisce, ma a volte punisce, insegna disciplina, le regole del gioco, a vivere quel luogo. Ayahuasca + chacrona, svelan meccanismi, di ogni rigida prigione, poi le orme dei tuoi avi, nel bacino di Amazzonia, segui flussi migratori, lavoratori di caucciù, e gesuiti coloniali, che assistono alla cura, con bevande alle missioni, amerindie riduzioni, dal 700 in poi. Tre gradi medicina, son Muraya Sumi e Banco, dove i pajè prendon Yagè, più volte a settimana, si astengono dal sesso, 3 giorni prima e dopo, a evitare ingelosire, spirito femmina di pianta. Pajè nelle visioni, apprendono canti, parole e nomi ridondi, esempio notte sia tapiro, selva sia patata, giaguari ceste intrigo, lingua twist impara, gemello twin legame, diagnosi e cura emana. Mapacho tabacco, è cibo dei Mariri, nutriti per restare, in bocca al curandero, aiutano la cura, e vanno preservati, da furto dei brujo, che teme fum tabacchi. Muraya-cai sono piante, creatrici di pajè, recan spiriti aiutanti, a mezzo diete e sogni, mariri insegnano a icarare, le melodie di potere, al novello curandero, parole ritmo e suono. Se la dieta si prolunga, molte canzoni apprendo, e se uso altrui canti, ne chiedo il permesso, chiunque ha pazienza, riceve melodie a lui adatte, e padre/pajè diventa. Ogni curandero ha proprio idioma, dei canti vari a zona, spiriti di avi o natura, subacquei o di animale, icaro son tanti, ognuno fa un lavoro, di cura e mondo sogno: se ti appaiono cantando, erotiche sirene, catturano umani, con seduzioni vere. Pusanga canto amore, del Bufeo delfino rosa, nel fiume di Amazzonia, sotto acqua insegna, un prete erotizza, Bufeo è spirito forte, ha carisma sessuale, come spiriti di volpe, piacere encanto per curare. |Pablo Amaringo vegetalista, in Amazzonia peruviana, narra un mito su Ayahuasca, dei mestizo di Pucallpa, un re chiamato Sinchihuyacui, sconfitto giunse affranto, in un giardino di Ande, morì e fu seppellito, anni dopo apparve in sogno, a sua moglie Gamacuina, le chiese andar sua tomba, con alcune principesse, portando suo scudo e lancia, sua mazza bronzo e fionda, una zucca per bicchiere, e un vaso per la chicha; le diede le istruzioni, a mezzo sogni e canzoni, la regina faccia uso, di pianta nata su sua tomba, lasci armi del marito, vicino a tomba fiume, vedrà emergere un Bufeo, col suo corpo rosa brillante, che porta una mazza d'oro; ma regina e le compagne, stramazzan spaventate, incapaci di guardare, ma il re disse via delfino, non abbiate paura, ascoltate mie parole, per comunicar con me: morii triste e amareggiato, a causa di sconfitta, che fui incapace a prevedere, ma ho fatto crescer pianta, fuor dai miei capelli, e ogni volta che vorrete, avrete buon consigli, conoscenza su altri mondi, con liana che qui cresce, presso albero mia tomba, e fiorita reca semi, voi prendete delle fette, Ayahuasca la chiamerete, liana del morto in quechua. Ecco perché le canzoni, che questa pianta insegna a noi, sono tristi e melanconiche, come melopee di arpe, mescolate liana con chacruna, che cresce dai miei piedi, sarete in grado di vedere, colori e suoni vari, e sviluppare vostra psiche, in visione del passato. Romulo ayahuasquero, incanta le sue pietre, come quarzi curativi, e Pablo dipinge le visioni, con disegni da icarare, Aranita piccin ragno, insegna e tesser corteggiare, mentre altri san curare, dar sapienza e caricare, di energia di protezione, al paziente che arriva, canta e soffia buon intento, con mapacho e con yagè, ogni icaro ha portento, che guida fuor del tempo. quid_icaros-di-iquitos_romulo.m4a
lume086-Il ritorno degli amici interiori. Un giovane sognò di tornare al vecchio collegio della sua adolescenza. Cercava amici lontani, compagni di studio e di gioco, persone con cui aveva condiviso risate, idee e palloni da basket; ma mentre li cercava comprese che forse non cercava loro, cercava una parte di sé rimasta in attesa. Lui immaginava mondi nuovi e desiderava seguire il proprio cammino. Per molti anni aveva portato una promessa: proteggere gli altri, aiutare la famiglia, essere forte per chi amava. Era un dono prezioso, ma a volte aveva dimenticato di ascoltare la propria voce. Una notte, sentendosi stanco, uscì sotto il cielo silenzioso; ricordò gli icaros della foresta, i canti delle piante maestre che invitano ad ascoltare il cuore, e iniziò semplici movimenti di qigong: respirò e immaginò il Qi fluire nel corpo, lasciò che il movimento diventasse naturale. Piano piano il corpo ricordò ciò che la mente aveva dimenticato: leggerezza ritmo e fiducia. Come un fiume che trova la sua strada tra le pietre, anche lui scoprì che la forza non nasce dal controllare tutto, ma dal collaborare con ciò che vive dentro. Da allora, nei momenti di fatica, si fermava qualche minuto, ascoltava il respiro, guidava l'attenzione e ringraziava il corpo. Capì che la vera magia non era fuggire dalla realtà, ma abitare pienamente il presente. Gli amici del sogno erano tornati: non fuori di lui, ma dentro quella parte libera, creativa e gioiosa che aveva sempre accompagnato il suo viaggio e il suo respiro. |Ha na nai nana ha roi, nini ha nana ro (discende nella pancia, inizia vibrare come un Anaconda che segue una pista). Mi voz te susurra, cosa que crees no saber, dentro ti va encontrar, respuesta a tu ser; ocho doble círculo fecundo dos serpientes, te habla sin decir, te dicen sin hablar, soy energia en ti dormida, despierta ya; quiero ascender, cerrar el círculo aquel, donde flor duerme, cuando el azul llegue, tu cara y la luna, a tu cabeza su encuentro, serpiente roja desde base, fundirme col sol. Y mi voz te guia, a traves del agua del amor. Il piccolo dottore viene ancora: io ti lascio parlar, dentro mia mente ogni cosa va mostrar, dammi una canzone, che riesce tutto a collegar.

87:lume087- Serpente di fumo esce dal vaso rituale in cui soffia dona Maria, curandera compagna di don Romulo. Sognare animali della selva (felino, lupo, orso, insetto velenoso, scorpione, vespa) rivela spesso i nostri istinti più feroci, la sensazione di essere sotto scacco o colpito da angosce senza volto, sesso incontrollato, passioni/emozioni forti, desideri oscuri e violenti, inconciliabili con le regole e i tabù civili. Fiere sono presenti nei miti di tutti i popoli, come cavalcatura o servitori del dio. Lupo appartiene a Odino e Ares, orso ad Artemide, serpente a Visnu e Maria, tigre e toro a Siva e Devi, e mettono in luce la necessità di domare la fiera che è in noi, senza ucciderla: è la fatica di Ercole che raggiunge il leone di Nemea al centro della sua tana, la stringe al collo e la guarda negli occhi per attraversarli e sottometterla. Dopo averla presa e conosciuta, la passione può esser tenuta sotto controllo senza la dolorosa e insensata repressione. Le fiere prestan volto a nostre paure e istinti, gli stessi che Dante collega ai 7 vizi capitali, tra cui l'accidia, la paura di esporsi, di vivere e mettersi in gioco, la quale blocca ogni relazione profonda. Il sognatore di fiere sente che qualcosa sta cambiando, una fase della vita sfugge all'autocontrollo, così la parte conscia reclama più energia di gestione.. La carta rovesciata indica insofferenza vero schemi e coercizione, ribellione a uno scacco, paura di non essere compresi o di non avere un'identità unica. Tuan18: guarda le tue passioni negli occhi e imparerai a controllarle e integrarle nella vita quotidiana. Beltà e follia vanno spesso in compagnia. (23ott - 21nov). Exù che cerca di esprimere emozioni e autenticità. Oxum romantica che cerca identità e significato| In Italia e in Europa i serpenti locali mostrano varietà, abitudini e miti popolari. Il Biacco di campagna (Coluber viridifla) è colubride innocuo, lungo e snello, pupille rotonde, maschi fino a 1 metro; diurno, caccia arvicole, lucertole, uccelli e insetti, fugge beffardo se disturbato e si rifugia tra radici in inverno. Il Cervone (Elaphe quatorlineata), giallo-bruno con quattro barre scure, lungo 80–240 cm, nuota e arrampica con agilità; predatore di roditori, conigli e uova, depone uova in buche o fessure, proteggendole tra le spire. A Cocullo ricopre la statua nella festa dei Marsi, collegato al culto della dea Angizia e alla fertilità del latte. Il Saettone di Esculapio (Zamenis longissimum), verde-oliva, lungo 120–150 cm, elegante e veloce, vive in boschi e radure, arrampica e uccide per costrizione; se minacciato morde e secerne sostanza maleodorante dalle ghiandole cloacali. Coronella austriaca, grigia o marrone rossiccia con punti chiari e stria nera sugli occhi, lunga 70 cm, predilige topi, lucertole e orbettini; timida, può mordere difendendosi, ma veleno poco pericoloso per l'uomo. La Natrice dal collare (Natrix natrix), biscia di acqua e terra, testa tonda con collarino giallo bordato di nero, corpo oliva o grigio macchiato; ottima nuotatrice, predatrice di rospi, usa difese come finta morte, soffio e lingua penzolante. Tutti questi colubridi sono spesso fraintesi, ma svolgono ruolo ecologico importante, controllando roditori e insetti, e riflettono leggende, rituali e conoscenze di natura e salute del territorio.# |BIACCO di campagna, coluber viridifla, morde ripetuto, se provi a catturarlo, sibila or sembrando, grande pericoloso, fugge poi beffardo, ha morso doloroso; vipere non teme, se occorre sa predarle, arvicole ed anfibi, lucertole e ramarre, uccelli ed insetti, è colubride innocuo, ritira fine autunno, tra radici ristoro: anfratti di suolo, esce a primavera mite, di notte si rifugia, in tane roditori, testa piccola ovoide, e pupilla rotonda, ner squame brillanti, maschi 1 metro conta; se corpo lungo-snello, e coda lunga vedi, ecco Serpe innocua,colubridi famiglia, poche scaglie tiene, ordinate e definite, pupille e occhi tondi, capo e corpo unite. |CERVONE colubride, Elaphe quatorlineata, 80-240 centime, giallo-bruno barre scure, 4 barre longitudi, da cui viene il nome, serpe diurna poco veloce, buon nuotatore: ama ambienti caldi, 30 gradi pure umidi, vive in cattività, oltre ventanni, mangia arvicol-topi, lucertole a volte, soffoca in spire, conigli e scoiattoli, nidiacei di uccelli, donnole toporagni; ingoia uova intere, in 4 ore si accoppia, specie in declino, x Convenzione Berna, muta 1 volta mese, in estate 2 volte, 4 anno in poi, 2 volte anno sveste, Italia centro-sud, sassi sole prende; agile arrampica, fa forza sulla coda, prensile raggiunge, 1 ramo 1 metro o +, inverno trascorre, gallerie di roditori, solo o nei gruppi, compagno a saettoni: in Aprile-Giugno, dopo 40 giorni, depon uova buche, fenditure roccia, arbusti radici, uova guscio bianco, molle dapprima, indur aria contatto; femmina protegge, uova tra le spire, 3-5 giorni, altre volte le insaliva, dopo 50 giorni, escono i serpentini, 30 centime lunghi, 3 anni velocini. Cervone a Cocullo, è protagonista primo, a feste sanDomenico, assieme altre serpi, ricopre la statua, portata in processione, al culto dei Marsi, dea Angizia guarigione: se serpe ha escrescenze, piccine sul capo, credenza popolare, vuol che attiri latte, di vacche e capre cui, ricerca mammelle, lecca dalle labbra, dei lattanti in erbe. |SAETTONE di Esculapio, Zameni longissimum, comune bel serpente, con livrea verde-oliva, inferiore giallastro, lungo 120-150 centime, slanciato affusolato, veloci agili amiche: capo oval squame lisce, e pupille tonde, elegante di boschi, radure spazi al sole, su muretti a secco, pascoli prati rurali, rapido e scattante, può arrampicare; uccide a costrizione, saettone fiero è, se minacciato morde, soffia e secerne, sostanza maleodore, ghiandole cloacali, biscia di Cocullo, e dei Romei granai. |CORONELLA austriaca, Colubro liscio grigio, marrone rossiccio, + punti chiari al dorso, su occhi 1 stria nera, pigmenti + scuri, sopra la testa, fem grigio e maschi bruni; lungo 70 centime, presente tutta Europa, schivo ama topi, lucertole e orbettini, spesso fa siesta, ma in caso minaccia, vuol mordere ogni cosa, sua cloaca spara: ghiandola veleno, sopra la sua bocca, veleno come cobra, che respiro paralizza, di coniglio o cavia, 1 passero o 1 rana, dopo alcune ore, in uomo nulla causa; in mano si dimena, assume attacco a eSSe, appiattisce la testa, qualcuno lo alleva, inoffensiva diffusa. Coronella girondeo, timido ama acqua, e ispira il Caduceo. |NATRICE dal collare, un serpente biscia, vive a rive fossi, stagni prati boschi, attorno rural case, paga con sua vita, ignoranza e paure, di umani senza spina. Natrix testa tonda, collar 2 lune gialle, bordate di nero, pupil tonda corpo oliva, o grigio macchiato, inferiore + chiara, nuota bene e caccia, rospi terra e acqua; se tento afferrarla, si arrotola e soffia, denti corti e pieni, incapaci a inoculare, difesa finge morta, con cani gatti e umane, mette ventre in aria, e lingua penzolante. 
lume087-Il Consiglio dei Serpenti. C'era una volta, ai piedi delle montagne d'Abruzzo, un bosco dove tutti gli animali vivevano in pace. Solo una creatura era temuta da tutti: il serpente. Appena un biacco attraversava un sentiero, gli uomini urlavano e lo inseguivano con bastoni e pietre. Un giorno il giovane pastore Luca si smarrì nel bosco. Davanti a lui comparve un lungo serpente nero lucente, con testa ovale e pupille rotonde, era il |Biacco: non aver paura, disse il serpente, se ti sibilo è solo perché voglio essere lasciato in pace. Caccio topi che mangiano il raccolto, e tengo lontane perfino le vipere, e anche se mi difendo mordendo e sibilando, sono innocuo per l'uomo; d'inverno riposo tra radici, anfratti e tane di roditori. Luca esitò, ma decise di seguirlo. Poco più avanti incontrarono il grande |Cervone, che custodiva il suo nido: tutti mi credono feroce,ma proteggo soltanto le mie uova. Sono il più grande colubride italiano, ho colore giallo-bruno con quattro strisce scure, nuoto, mi arrampico e libero campi e granai da roditori, conigli e altri piccoli animali. Anche le mie cugine aiutano la natura, la |Coronella austriaca ad esempio, è timida e cattura topi, lucertole e orbettini, è grigia o marrone rossiccia, con stria nera sugli occhi, può mordere per difesa, ma il suo veleno agisce solo su piccole prede; invece la |Natrice dal collare vive tra acqua e terra, si nutre di anfibi e, quando è minacciata, finge di essere morta. Su un ramo comparve allora il |Saettone di Esculapio: gli antichi videro che cambiavo pelle ogni anno, così divenni simbolo di guarigione, io in cambio rivelai ad Asclepio il segreto della guarigione, e avvolsi il suo caduceo, il bastone della medicina. Sono verde-oliva e slanciato, frequento boschi radure e muretti a secco, mi arrampico con facilità e catturo le prede per costrizione, mi difendo solo se disturbato, mordendo ed emettendo una sostanza sgradevole. Infine apparve una donna avvolta in un mantello verde, con un serpente sulle spalle, era |Angizia, dea dei Marsi, protettrice contro i morsi dei serpenti e conoscitrice delle erbe medicinali. Ogni creatura ha un compito, disse sorridendo, il coraggio non consiste nell'uccidere ciò che si teme, ma nel conoscere ciò che non si conosce, la paura nasce dall'ignoranza, il rispetto dalla conoscenza. Con un gesto mostrò a Luca campi invasi dai topi, boschi impoveriti e raccolti distrutti se i serpenti fossero scomparsi. Da quel giorno Luca osservò sempre i serpenti da lontano, lasciandoli vivere, anche i suoi amici impararono che i colubridi sono preziosi custodi dell'equilibrio naturale. Ancora oggi in Abruzzo, durante la Festa dei Serpari di Cocullo, cervoni e saettoni accompagnano la statua di San Domenico, rito che riprende il culto di Angizia, confluito nella devozione cristiana.

95:lume095-Luna sul Rio Momon, gioia riconquistata. Lattuga erba di luna calante, reca sogno e quiete, insegna silenzio e misura: chi ascolta la terra trova la quiete. Dalla selvatica nasce la dolce, dal latte amaro la pace. Chi semina con la luna giusta raccoglie serenità: se scema la Luna non seminar cosa alcuna, ma concima frutteto e interra cipolla e lattuga. Ildegarda scrive: Lattuga ripulisce le budella solo se preparata correttamente: tagliata a pezzi e condita con aceto, aglio e olio, lasciata fermentare 10 minuti prima del consumo, assicura freschezza alla testa. Usata da Galeno e dai medici arabi, sedava e guariva la vista offuscata, placa mente e cuore come madre che allatta, mangiala a sera quando il mondo tace: nel suo succo bianco, amaro e medicinale, che placa nervi, tosse e ansia, vive la saggezza del saper scegliere se volgersi al mondo come amici o nemici, poichè la forza è nel respiro che sa fermarsi e non tutto ciò che calma è debolezza. Lattucario è resina del suo succo, onirogeno leggero che ne miti nutre falchi e uomini, unendo cielo e terra. Oggi resta pianta sedativa e purificante, ma potente se abusata, unisce nutrimento e visione nei giardini sacri dove gli dei riposano e sognano.| Lattuga virosa o spinosa, sorella della scariola, è alla base della coltivata Lactuca sativa, cappuccina e romana. Semina e trapianto avvengono a luna calante, ama ombra e suoli smossi; se esposta a pieno sole spiga presto. Biennale, può superare i due metri, con fusto e foglie ricche di lattice bianco amaro, sedativo e galattogeno. Favorisce la digestione, calma nervosismo, insonnia e tosse; usata in tisane, cataplasmi e decotti cura ematomi, irritazioni e affezioni oculari. A dosi basse dilata la pupilla, ad alte dosi provoca visione e disturbi oculari. Il lattucario essiccato conserva principi attivi, impiegato in compresse e preparati omeopatici. Tra gli animali, mucche e falchi sfruttano le proprietà della pianta, mentre culture antiche lo associavano a fertilità, desiderio e riti sacri. La lattuga stimola la produzione di latte nelle puerpere e agisce come leggero anestetico. Usata nella medicina Unani e occidentale, è antisettica, espettorante, sedativa, diuretica e antispastica. Controindicata in glaucoma, iperplasia prostatica e in dosi elevate può causare tachicardia, sudorazione e stanchezza. La pianta rappresenta equilibrio tra nutrimento, cura e sogno, unendo virtù sedative e potere visivo. Galeno in vecchiaia, mangia lattuga, la sera x dormire, sonni tranquilli.# LATTUGA Serriola, virosa o spinosa, spontan cavolaccio, sorella di Scariola, da cui deriva coltivata, Lactuca sativa, cappuccina e romana, scarola indivia Mantovana. Seminate a lun calante, necessita ombra, specie di estate, altrimenti spiga presto, come le virose, senza dare insalate. Erba umile e preziosa, semina trapianta, da Marzo a Ottobre, risemino lattughe, no luna crescente, spiga sale prima, sole la innalza, latte a seme arriva, recido con la vanga, radice lunga sia;, ben resiste inverno, coperta o interrata, diventa fol bianche, anno in anno sveste, torna foglie oval, prende latte amaro, aiuta sogni anziani. Mangio inizio pasto, migliora digestione, di piatti ricchi grassi, depura emuntore, cura pure occhio, galattogena lattuga, usata a favorire, latte nelle puerpere, ma in dosi eccessive, causa insonnia, libido nervosa. Galeno in vecchiaia, mangia lattuga, la sera x dormire, sonni tranquilli, lattuga a fuoco lento, tisana sedativa, ha vitamina A, e cura nervosismo. Sativa meno forte, di Lattuga virosa, calma la tosse, è sedativa nervosa, blando ipnotico, fa tiepi cataplasmi, guariscono con oli, ematomi contusioni, irritazion cutane, scarola ugual virtù, protegge da sole, mangia insalata, modifica la vista, lattucario amico pelle, macchie e veli occhi, cura affezioni, offuscamenti vista. |Virosa alta 2 metri, pianta bienne, orienta nord-sud, radici odor fetido, robuste fol dente, ama suoli smossi, fiorisce luglio-sette, con capolini gialli, reca frutti neri; spezzando sua parte, lattice esce, bianco amaro ricco, di principi attivi, olio sedativo, lattucario a seccare, dà resina bruna, odora come oppio, effetti fin 2 ore, poi scema lentamente. Virosa a dosi basse, dilata la pupilla, rispetto le papagne, ma agisce su cervello, come giusquiame, è anti-stimolante, tropanico alcale, spiega la midriasi, e a larghe dosi, disturbo di visione. Selvatica lattuga, provoca visione, la usano i falchi, quan vista annebbia, estraggono latte, spalmano su occhi, a ritrovare arte. Medici 800, usan lattucario, anestetico locale, narcotico leggero, luppolo lo scalza, sciroppi sedativi, in Usa torna moda, tra i giovani 70, alte dosi succo. Ricavi lattucario, tagliando fusto fior, poco sotto infiore, latte poi raccogli, a mano o raschietto, essicca + giorni: da 100 gram succo, 10 gram lattucario, in forma commerciale, compresse circolari, in lacrime rossastre, di sapore amaro, viene seccato, al buio conservato. Colte avan fior, quan fusto fiorifero, copioso latte esce, dai tagli x 1 mese, erbe secondo anno, produce meno latte, fusto + legnoso. Mucche di maremma, Tauro-minotauro, mangiano lattughe, selvatiche di prati, accendon desiderio, dei Tartari del mare, Turuska di Egitto, ricordano dio Min, oasi di Siwa, riti Afrodite, latte di piante, è lubrificante, in acqua diluito, assieme matraguna, melograno e silfio. Lattucario succo, cura pertosse, bronchiti ansietà, e pelle smacchia, riduce irritazioni, sapone schiuma bagno, omeopatica lozione. Sicilia foglie fresche, bollite per partorienti, a stimolare loro latte, mentre Unani medicina, impiega Lactuca detta kahu, come sedativo e ipnotico, antisettico espettorante, purgante e vasorilassante, diuretico e antispastico: 5g semi Lactuca, in polvere 6 settimane, ha ridotto pressione arteriosa, dei soggetti ipertesi, mente un suo estratto, protesse topi dal veleno, dello scorpione Buthus atlantis, attenuando lesione ed enzimi, e inibendo il falciparum. Lattuga selvatica controindicata, da chi soffre di glaucoma, o iperplasia prostatica, alti dosaggi posso dare, eccessiva sudorazione, dilatazione pupilla, tachicardia e stanchezza, e difficoltà respiratorie. med_lactuca-selva-antidolorifico.mp3
lume095-Seba insonne, in alcune calde notti di Luglio, passeggia per scaricare il calore e lasciare il suo letto raffreddare, poi mangia un piede di Lattuga per conciliare il sonno e ricorda Galeno, il medico romano che prendeva lattuga per calmare irrequietezza ed artrite, mal di testa ed emicrania, depressione e indigestione, acidità gastrica e dolore articolare. Galeno prescriveva il succo lattucario (lactucarium), raccolto ed essiccato nel periodo della fioritura (giugno e agosto), tenuto lontano dalla luce, per insonnia ansia e nervosismo, tosse secca, pertosse e reumatismi. Lattuga selvatica o serriola, per lui, era il fratello minore dell'oppio, ma non creava dipendenza: a basse dosi è calmante, ad alte dosi è antiveleno e antibatterico; gli Egiziani ne usano i semi per un olio afrodisiaco, analgesico e ipnagogo, e fanno un decotto con le parti verdi fresche per calmare i problemi mestruali. Tornato a letto, Seba mette la testa a nord per un magnetico riposo, e sogna la fiaba di Pollicino. La fiaba narra che a causa della miseria, una coppia di genitori decide di abbandonare sette figli nel bosco, Pollicino è il più piccolo dei sette fratelli, così minuto da sembrare insignificante, ma era il più intelligente e osservatore. La prima volta, avendo previsto il pericolo, Pollicino semina sassolini bianchi e riesce a riportare tutti a casa. La seconda volta può usare solo briciole di pane che vengono mangiate dagli uccelli, e i fratelli si perdono. Giungono allora alla casa di un orco. Pollicino, con astuzia e sangue freddo, riesce a salvare i fratelli, provocando involontariamente la morte delle figlie dell'orco, che questi scambia per i bambini. Successivamente Pollicino ruba gli stivali delle sette leghe dell'orco, grazie ai quali percorre enormi distanze, salva i fratelli e aiuta un buon re, da cui ottiene un ricco compenso che gli permette di riscattare la famiglia dalla povertà. Seba nel sogno diceva: io sono Pollicino, nato dalla nuda terra accanto a un piede di Lattuga, sono piccolo come un seme, ma aiuto a propiziare il sonno ai pastori erranti d'Eurasia e agli Hopi dell'Arizona, offrendo loro foglie di lattuga imbevute nel latte di capra.

98:lume098-Croton lechleri, detto Sangue di Drago, è un albero dell'Amazzonia e delle Ande. Dal taglio della sua corteccia sgorga un lattice rosso ricco di taspina, che arresta il sanguinamento, favorisce la cicatrizzazione e protegge dalle infezioni. Da secoli è impiegato per ferite, ustioni, ulcere, punture d'insetto, gengiviti e altri disturbi. Resine simili, chiamate anch'esse Sangue di Drago, si ricavano dalla Dracaena di Socotra e da alcune specie di rattan delle Isole della Sonda, usate come medicine, incensi, pigmenti e lacche. Accanto al Croton compare il Neem, altra pianta custode, del Nepal stavolta, il cui olio respinge i parassiti favorendo l'equilibrio naturale dell'ambiente attorno: |Olio-di-Neem su cocciniglia, cotonosa o farinosa, + sapone di Marsiglia, scioglie lo zucchero della foglia, tu spruzzalo sul limone una volta a settimana, e se infestazione è forte, usa l'olio minerale. Olio di Neem entra dentro la foglia e avvolge la larva minatrice. Croton e Neem, insieme insegnano che la natura non elimina ogni ferita: le offre il tempo e la forza per rigenerarsi. Ora rifletti: ciò che esce dalla ferita della pianta diventa protezione, bellezza e memoria.| CROTON lechleri, noto come Sangue di Drago, è un albero dell’Amazzonia e delle Ande. Il suo lattice rosso, estratto dalla corteccia, è un potente cicatrizzante e antisettico. Contiene l’alcaloide taspina, con proprietà antivirali, antitumorali e astringenti. Usato per curare ferite, ulcere, ustioni, punture di insetti e gengiviti. Per uso interno aiuta contro malaria, anemia, dolori mestruali e problemi respiratori. Le resine rosse del Sangue di Drago si ricavano anche da piante come Dracaena cinnabari (Socotra) e specie di Rattan (Isole della Sonda). Utilizzate per lacche, restauri, inchiostri e incenso, hanno virtù emostatiche, cicatrizzanti e febbrifughe. NEEM (Azadirachta indica), detto "farmacia del villaggio", è un albero del Nepal. L’olio e il decotto di foglie sono antiparassitari naturali per pelle e agricoltura. Spruzzato regolarmente allontana acari e insetti. Favorisce la presenza di uccelli e vespe utili contro parassiti dell’orto.# |CROTON lechleri, sangue Drago rosso, amazzone euforbia, don Romulo mi dice, che lattice viscoso, estratto da corteccia, di Lechleri Croton, è buon cicatrizzante, guarisce le ferite, in Amazzonia e Ande. Lattice corteccia, cura ulcere ferite, alber sempreverde, chioma ampia tonda, foglie forma cuore, acuminate affonda: tiene alcali tropani, alcaloide Taspina, antisetti antitumore, su pelle strofina, addensa divien bianco, circola veloce, guarisce ferite, ustion lacerazione, punture insetto, artriti e cicatrizzi, lattice via orale, diluito a gengiviti, contro tigna e malaria, anemia leucemia, emostatico astringente, aiuta muscolare, antiviral respiro, calma dol mestruale. |SANGUEDRAGO sono, resine rosse, da piante tropicali, Croton Dracaena, essudano da tagli, della corteccia, o incisioni tronco, rami frutti cerca: Dracaena cinnabari, da isola Socotra, in oceano Indiano, tra Yemen e Somalia, dà resine migliori, per via isolano clima, incenso con tinta, lacca-restaura legni, cornici e violini. Panacea a ferite, buon coagulanti, alle Canarie cresce, endemica dracaena, usata come incenso, pulisce da influenze, inchiostro rosso reca, ai sigilli serve, in isole di Sonda, è palma di Rattan, usata a laccare, e decorar rossi fogli, resina raccolta, dai frutti del Rattan, acqua calda separa, in palle di dragan: virtù anticoagulanti, Sangue di Drago, usato esternamente, ferma sanguinamento, internamente dosato, cura ulcere bocca, abbassa la febbre, e la diarrea smorza. |NEEM albero Nepal, |Azadirachta indica, Farmacia villaggio, custodito tramandato, olio di Neem, usan contro parassiti, pustole di pelle, di uomini e animali, anche sulle piante, diluto e irrorato, repelle ogni acaro: spruzzo acqua neem, almeno 4 volte, invito coppia Cince, frutteto nido vuole, vespa depone uova, in larve e bruchi che, danneggiano orto, + larve attir ben. flora_olio-neem_antiparassita.mp3
lume098-Il serpente porta il veleno dell'inganno che cresce dove il cuore si svuota di verità. Micael lo affronta con la giustizia, Maria con la grazia: entrambi non negano il serpente, ma ne spezzano il potere. Anche la foresta custodisce questo insegnamento. Quando il Croton lechleri viene inciso, non trattiene la sua linfa: dona un sangue rosso che richiude le ferite. Una fiaba della foresta amazzonica racconta che, gli uomini domandarono alla Foresta quale fosse il rimedio più forte. La Foresta non rispose. Un giovane allora ferì per errore la corteccia di un grande albero. Dal taglio ne uscì sangue rosso. Il ragazzo pianse, credendo di averlo ucciso. L'albero gli disse: non temere, ciò che esce dalla mia ferita non è la mia fine, ma il mio dono. Con quella linfa furono curate le piaghe dei bambini, le ustioni dei cacciatori e le ferite della guerra. Da allora i saggi insegnano che l'albero non sanguina per morire, ma perché la vita continui. Chi riceve quel dono porta con sé una cicatrice che non è sconfitta, ma memoria. Il guerriero attende il tempo giusto: non combatte per rabbia, ma quando il cuore è limpido. Oracolo del drago: dalla ferita nasce la medicina, e la cicatrice non cancella il colpo ricevuto, ne custodisce la forza trasformata. San Pancrazio sorride e parla a chi combatte con dolcezza: Il Serpente inganna, ma chi lo guarda senza paura lo rende muto, chi è pieno di grazia non teme il veleno; non cercare una vita senza ferite, piuttosto custodisci ciò che in te sa richiuderle senza indurire il cuore. Ogni dolore attraversato con presenza può diventare rimedio anche per altri.

123:lume123-Seba attraversa l'India e il Kashmir, dove incontra pellegrini, mercanti e monaci che gli parlano di due antiche piante. Il Betel (Piper betle), liana della famiglia delle piperacee, che viene masticato insieme alla noce di areca, calce e spezie, formando il quid da masticare, diffuso in Indonesia, India, Sri Lanka sino al Vietnam e oltre, come gesto di ospitalità, amicizia e socialità. Poco distante cresce la Camelia sinensis, la pianta del tè, che secondo la tradizione, nacque dalle palpebre del monaco Bodhidharma (Daruma), cadute a terra durante la meditazione. Dal Tibet alla Cina, fino all'Europa, il tè accompagna lavoro, dialogo e contemplazione con un risveglio più dolce del caffè. Giunto in Kashmir Seba ascolta i racconti Lalla (Lal Ded), mistica medievale e maestra della tradizione Kaula e dello Shivaismo non duale. Lalla insegna che il divino non si cerca lontano dalla vita quotidiana: corpo e spirito, femminile e maschile, desiderio e silenzio possono diventare un unico cammino di consapevolezza. Ogni gesto, respiro e incontro può trasformarsi in meditazione, quando nasce dall'attenzione. Il suo insegnamento è semplice: non fuggire il mondo né combatterlo, ma attraversarlo con presenza, finché ciò che sembrava separato ritrova naturalmente la propria unità.| Il Betel, liana della famiglia delle piperacee, è diffuso in gran parte dell'Asia come blando stimolante ed euforizzante naturale. Le sue foglie vengono masticate formando il quid, un impasto di foglia di betel, noce di areca, lime (idrossido di calcio) e talvolta spezie come anice e cardamomo. La noce di areca, che contiene l'alcaloide arecolina, produce un effetto tonico e colora di rosso la saliva. Questo rituale, nato nelle foreste indonesiane, è oggi comune in India, Sri Lanka, Filippine, Vietnam, Taiwan e Nepal. In India le foglie servono anche come offerta o moneta di scambio, mentre in Vietnam il betel è simbolo di amore e ospitalità. Masticarlo riduce fame, stress e timidezza, e favorisce la socialità. La pianta cresce spesso nei giardini familiari accanto alle spezie sacre come curcuma e chiodi di garofano, usate in medicina popolare. In parallelo, la Camelia sinensis, madre del tè, nata in Cina e poi diffusa nel mondo, offre un risveglio più dolce e stabile: è tonico, digestivo e lenitivo, soprattutto se addolcito con latte. Bevanda di scambio e meditazione, il tè unisce popoli e tradizioni, dal Tibet all’Inghilterra, portando chiarezza mentale e conforto quotidiano.# |BETEL foglie liana, consumate da emigranti, in Asia euforizzante, fa nervi stimolanti, se Kava è piperace, famiglia Pepe piante, Piper betel cugine, son blande stimolanti. Betel forma quid, con o senza tabacco, assieme noce Areca, anice e cardamomo, LIME idrossi calcio, unisce ingredienti, in forma alcalina, per circoli interni. |Noce-di-ARECA, alcaloide arecoline, che colora rosso, e stimola saliva, miscela Betel quid, fu dono dei nativi, foreste indonesiane, a stimoli nervini: foglie di Betel, assieme a noce Areca, detta betel-nut, sud Asia serve intera, cerimonia in India, viene detto kattha, in Filippine e Burma, Taiwan Nepal Lanka. Indù usano foglie, di betel e areca, come moneta scambio, a pagare un prete, ragazze Betel nut, in Taiwan son comuni, vendon sigarette, da chioschi luminosi. Vietnam rompe ghiaccio, per conversare, simbolo di coppia, sopprime pur la fame, dentro polver lime, riduce stress nervi, previene litigare, e colora pure i denti; molte famiglie, coltivano betel, + areca nel giardino, sacro alleato, assieme a otto spezie, canfora e curcuma, x raffreddori, chiodi-garofa e cardamomo, x digestione. |CAMELIA Sinensis, Tè origina Cina, da palpebre di Darma, da monti di Fokien, arriva con Olanda, Compagnia di indie, pianta Himalaya, tra ruscelli e fiumi, ombra della palma; i cinesi maestri, ne fan preparazione, infuso con limone, cresce eccitazione, cibo per alcuni, nutre sostanza fina, detto legume, per via di albumina, acuisce + sensi, meno che il caffè, risvegli senza scosse, carezza dolce Tè: ggiunta di 1 alcali, la rende calmante, Latte ammorbidisce, asprezza di tannino, zucchero la guasta, fan russi raffreddar, torbido un tratto, eccitan precipitar; chiodi anice finocchi, mettono persiani, burro sale ed orzo, aggiungono tibetani, inglesi ne van pazzi, tartari li frena, profuma le narici, e la mente rasserena: scaccia sonnolenza, lenisce mal di capo, aumenta stitichezza, frena ubriachezza, utile in inverno, igien in climi freddi, compagna di lavoro, a conversar aiuta, la fogliolin cinese, Emilia pure cura. libro_tantrakaula-lalla_danielod.m4a
lume123-Un giorno Nimal Sesto ricordò due tazze di tè. La prima gli era stata offerta in un ostello dell'India, aveva il profumo delle spezie e il sorriso della cortesia, ma al risveglio aveva perduto i documenti e la fiducia nelle apparenze. Molto tempo dopo, sotto il sole dello Sri Lanka, dopo una giornata trascorsa a costruire capanne, spostare pietre e ripulire un bacino prosciugato, insieme ai volontari e ai contadini del villaggio, un'anziana gli porse una semplice tazza di tè al limone e cardamomo. Era forse il tè più buono che avesse mai bevuto, non per le foglie, ma per la fatica condivisa, il silenzio, il sudore e la gratitudine. Fu allora che incontrò il medico Tekur Prasad, il quale gli mostrò che perfino le dita custodiscono sentieri di cura e gli parlò dell'Ayurveda, della medicina tibetana, della medicina cinese, della tradizione Siddha e della Unani. Poi sorrise e disse: quando litigo con mia moglie non cerco di cambiare lei, cambio stanza, lascio che il corpo si calmi e poi condivido una tazza di tè, così anche la mente cambia stanza. Lalla sorrise: Vedi? non è il tè che calma il cuore, è il cuore che finalmente trova il tempo di ascoltare. Da quel giorno Nimal comprese che il Betel può destare i sensi, ma è la presenza che risveglia la coscienza. Il tè non cancellava la fatica, la trasformava in amicizia, e il fremito che cercava non nasceva dalle foglie, ma dall'incontro tra mani che avevano lavorato insieme, respiro che si acquietava e cuore che smetteva di difendersi. Il viandante impara a leggere le persone, i gesti e le situazioni: non tutto ciò che ti viene offerto va accolto senza discernimento, ma quando ciò che ricevi nasce da lavoro condiviso, ospitalità sincera e presenza, anche una semplice tazza di tè può diventare un'esperienza che accompagna tutta la vita.

127:lume127-Durian (Durio zibethinus) è chiamato il re dei frutti, cresce nelle foreste tropicali del Sud-Est asiatico fino a venticinque metri d'altezza. Il suo frutto, protetto da una scorza spinosa e celebre per l'odore intenso, nasconde una polpa cremosa molto apprezzata. Miti malesi raccontano che il Durian non cade mai addosso alle persone, e che chi raccoglie un frutto appena caduto riceve fortuna. Fiorisce una o due volte l'anno ed è impollinato dai pipistrelli; il frutto nutre oranghi, elefanti e molte altre specie della foresta. La polpa viene consumata fresca oppure con riso, latte di cocco, dolci, gelati, curry e preparazioni fermentate come il tempoyak; i semi, una volta cotti, sono commestibili. Foglie, radici e fiori appartengono alla medicina tradizionale locale, mentre il frutto è ricco di energia, vitamina C, potassio e triptofano. Il suo odore è così persistente da essere vietato sui mezzi pubblici in diverse città asiatiche. Accanto al Durian, nasce un giardino edule come ecosistema vivente: un insieme di alberi, arbusti, erbe spontanee e piante acquatiche che cooperano creando microclimi, fertilità, biodiversità e capacità di trattenere l'acqua; ciascuna specie sostiene le altre, trasformando un terreno in un sistema autoregolante, capace di nutrire persone, animali e paesaggio. Il Lume invita a non fermarsi all'apparenza: le spine proteggono un nutrimento prezioso; l'attesa precede la maturazione, e la pazienza trasforma il tempo in raccolto. Come il giardino edule prospera grazie alle relazioni invisibili tra le piante, così anche la vita umana cresce quando impara a custodire ciò che sembra difficile, estraneo o scomodo, fino a scoprirne il valore nascosto.| Durian Durio zibethinus, albero di Austronesia, alto fino a 25 m, con foglie alterne e fiori rosa. Il frutto, pesante e ovale, ha buccia spessa e spinosa, polpa cremosa giallo-rossa, e semi eduli tostati o grigliati. Vietato trasportarlo su mezzi pubblici per l'odore intenso. Caduta frutti è regolata da miti locali: il durian non colpisce mai le persone, e porta fortuna a chi lo raccoglie. Fiorisce due volte l'anno, impollinato da pipistrelli; attrattivo per fauna selvatica come oranghi, elefanti e tigri di Sumatra. Consumato da solo può irritare labbra e gola, ma combinato con riso o dolci è il re dei frutti: fresco con riso, in gelati, dolci malaysiani (dodol, lempuk), Tempoyak fermentato, fritto con cipolle o in zuppa di pesce. Parti vegetali (foglie, radici, petali) usate in medicina tradizionale per febbre e sudorazione. Ricco di nutrienti: zuccheri, grassi, triptofano, vitamina C e potassio. Afrodisiaco malese, è congelato esportato in Cina e venduto per strada.# Durio zibethinus, albero di malvacee, via da sotto frutto, |DURIAN 榴槤 liu lien, avvisan le persone, cartelli Indonesia, albero di jungle, Borneo e Austronesia: se coltivato, frutto a spin taglienti, malese nome durio, sta per Re dei frutti, frutto che cade, su testa causa ingiurie, copioso sangue esce, ma morte non conduce. Dayako detto dice: durio ha occhi e vede, il luogo dove cade, mai cade in ore giorno, a non colpir persone, ketiban runtuh durian, prendi durio che cade, e ricevi la fortuna. Albero 25 metri, con foglie alterne, fior color rosato, che emana odore acre, avviso indonesiano, a raccoglitori frutto, invita usare casco, protegger usufrutto; dopo 4 anni vita, una due volte anno, fiore è impollinato, da miti pipistrelli, frutto a forma ovale, pesa pur tre kili, fuori ha buccia dura, ricca a spessi spini, dentro ha + sezioni, separate da membrana, ospita ciascuna, una polpa gial-rossastra, cremosa mangiata, al naturale o aggiunta, a yogurt e gelato, e i semi pure ghiotti, tostati o grigliati, son come noci. Durio pure caustico, se mangi in eccesso, labbra e gola dolo, segui allora usanza, prepara col riso, o con dolce pietanza; cinesi e tailandesi, dicono yang caldo, consigliano mangiarlo, alterno a |Mangostana, tampone frutto yin, Durio amato-odiato, ha gusto gradevole, emana odore suvrumano: anche frutto chiuso, invade la città, Singapore e Bangkok, vieta treno e bus, credon javanesi, afrodisiaco durian sia, frutto ed erezione, fanno sinergia: duri jatuh sarung naik, cade frutto e sarong sale, forte odore frutti, caduti nella giungla, attrae animali, orango ed elefante, e tigre di Sumatra, lecca e consuma frutto, selvatico mana; narra mito malese, Orang Mawas ama durio, varietà senza spine, cresce in Filippine, dono dei nativi, ai civili del pianeta, Durian congelati, esporta china impresa; suo gelato venduto, su strade Indonesia, malay candy ice-kacang, dodol lempuk frullo, riso glutinoso vapore, piatto durian pulut, con latte di cocco, servito maturo. Sabah durio rosso, fritto + cipolle, servito contorno, polpa e zuppa pesce, polpa durio essicca, Tempoyak fermentato, mangia riso e curry, a spezie miscelato. |Tailandia mangia durio, fresco con riso, in mercati lo trovi, a pezzi adulterati, con pasta zucchine, semi tossici crudi, bolliti fritti o rosti, diventano eduli. Petali dei fiori, mangiati in Indonesia, offre buon miele, nettar polline api, contro febbre in Malesia, decotto spalmato, con foglie e radici, antipiretico mangiato: succo foglie su testa, a pazienti febbre, medicina nativa, contro eccesso sudore, ferma versando, acqua in vuoto suo guscio, dopo polpa mangiata, bevi e imitar durio; frutto rinfresca, zucchero e grassi, tiene triptofano, vita C e sal potassi, solfuro nel frutto, agisce da |i-Mao, a donne gravidanza, sia sconsigliato. libro_giardinoedule3_ventotene.m4a
lume127-Il Durian insegna che, non tutto ciò che ha valore è immediatamente accogliente: occorre attendere il momento della caduta, raccogliere il frutto e custodirne i semi. Seba è su un treno in Indonesia, intento a lavorare con il computer portatile. Il viaggio si interrompe improvvisamente: il convoglio potrebbe essere guasto e tutti i passeggeri devono scendere. Mentre molti salgono su un altro treno, si accorge di aver lasciato sul vecchio treno il bagaglio e il computer. Un capostazione lo rassicura: gli oggetti saranno recuperati, ma aggiunge che il treno si muove ancora lentamente e può essere raggiunto. Seba corre lungo il binario. Tre camerieri, con piatti fumanti diretti al vagone ristorante, gli fanno capire che il convoglio è ancora accessibile. Raggiunge il suo scompartimento e trova che un inserviente ha raccolto in un unico mucchio tutto ciò che era rimasto. Recupera il computer e il bagaglio, poi nota un piccolo orologio da donna ancora funzionante e tre sacchetti di semi. Poiché nessuno li reclama, li prende con sé. Poco dopo arrivano anche altri viaggiatori a recuperare ciò che avevano lasciato. Al risveglio, il sogno richiama il recupero dei semi nel Giardino Edule e la necessità di salvare il lavoro custodito nel portatile. L'interruzione del viaggio non si rivela una perdita, ma un'occasione. Come il Durian, che nelle foreste dell'Asia sudorientale viene raccolto solo quando cade spontaneamente e non viene strappato dall'albero, anche alcune esperienze maturano soltanto quando si smette di forzarle. Tornare indietro permette di ritrovare ciò che davvero merita di essere custodito. Il computer, i semi e il piccolo orologio diventano immagini del lavoro creativo, del futuro ancora invisibile e del tempo opportuno. Come suggerisce il Dao De Jing, il cammino non consiste soltanto nell'andare avanti, ma anche nel custodire ciò che il viaggio rischiava di disperdere; quando il percorso si interrompe, non sempre è il momento di correre verso il nuovo: talvolta è il momento di raccogliere ciò che è essenziale, parti preziose della tua esperienza, affinché possano accompagnare il viaggio successivo, come semi del futuro.

156:lume156-Il maestro Wang Lang osservò una piccola |Mantide vincere il confronto con una Cicala. Colpito dalla sua calma, precisione e capacità di cedere senza soccombere, sviluppò lo stile Tang Lang Quan, il Pugilato della Mantide. La Mantide religiosa chiamata in Cina Tang Lang, vive tra le stoppie dopo la mietitura, immobile come chi ascolta il vento. Gli antichi dicevano che sapeva leggere il cielo e annunciare la pioggia, ricordando ai contadini il rispetto per i ritmi della natura. Una leggenda racconta che il maestro Wang Lang, osservandola affrontare un avversario più grande, comprese che la vera forza non nasce dalla violenza, ma dalla calma, dalla precisione e dal momento giusto. Da quell'incontro nacque lo stile della Mantide, dove ogni gesto unisce attenzione, equilibrio e consapevolezza. Anche Wang Xiangzhai, maestro del Zhan Zhuang, insegnò che la radice della forza è la quiete: un corpo ben radicato e una mente limpida valgono più di mille movimenti affrettati. Per questo la Mantide invita a fermarsi, osservare e ascoltare prima di agire. Ogni difficoltà può diventare un maestro, ogni passo un'occasione per ritrovare armonia tra mente, corpo e spirito. Come il giovane monaco del film Shaolin, chi persevera nella disciplina impara a proteggere i più deboli e a trasformare sé stesso, un giorno alla volta. Anche il cammino della guarigione procede così: non sempre è diritto, ma continua per chi sa ritrovare il proprio sentiero interiore. Il proverbio contadino ricorda: San Bartolomeo porta freddo e rugiada, e specchia tutto l'autunno. Come la Mantide, anche noi possiamo imparare a prepararci con pazienza alla stagione che verrà.| Mantide religiosa è un insetto affascinante, che vive nelle stoppie dopo la mietitura e viene associata a culti ancestrali: simbolo di potere e mistero, capace di annunciare temporali, la sua presenza è legata a danze e riti che riflettono la vita agreste e il rispetto per la natura. Tang Lang è chiamata in Cina, e la sua lunga osservazione insegna tecniche di combattimento per colpire e difendersi in modo strategico, colpendo punti vulnerabili del corpo avversario. Il Film 'Shaolin' racconta la storia di un giovane che cerca di diventare monaco e imparare le arti marziali per difendere i deboli. La disciplina e la perseveranza sono temi centrali nel percorso di formazione del protagonista. Wang Xiangzhai, un innovatore delle arti marziali cinesi, ha sviluppato un approccio che unisce pratica fisica e consapevolezza mentale, enfatizzando l'importanza della radicazione e della calma interiore.# |MANTIDE-religiosa, è signora dominante, dopo mietitura, su stoppie di granaglie, assieme Cavallette, annuncia temporali, totem di Shaolìn, e culti di antenati: cantano i proverbi, piove a ciel sereno, nuoto sotto pioggia, clima estivo vero, foglie di Alchemilla, raccolgono rugiada, pianta in estate, respira molta acqua; se la luce acceca, regna suo silenzio, Pamela percepisce, mistero di presenza, Dio di vita agreste, pomeridian riposo, tremolar di aria, in afa senza moto. Fragore del tuono, ai bimbi fa terrore, pronuncio suo nome, prudente sottovoce, è nonno che bussa, o sciacqua la botte, spacca + legna, io spiego alla corte, balla la vecchia, nel meriggio estivo, dopo la pioggia, guardo nonno Lombrico, si rotola a terra, su Fungo porcino, ascolto sua voce, di fianco vicino, Processionar pelosa, madre del Pino. Mantide parla, in un vortice aria, la selva mi dice, voglia che brama, il Gatto mi porta, sul colle Ghepardo, tra Giglio Madonna, e bel Rosolaccio. |Befana dal buco, trema aria sbornia, cavallo di streghe, folletto senza noia, se canto con labbra, cuore è rapito, esperienza immediata, semplice invito. da libro di Tago, imparo preghiere, guida in silenzio, mi fermo e mi chiedo, di fronte ad 1 fiore, annuso il mistero, riprendo cammino, in dolce respiro, riposo in capanna, e lavoro Giardino, mistica guida, immediata esperienza, invoco presenza, Mantide maestra: Mantide Tang lang, in Cina militar, che studia 4 forze, duro vince morbido, forza inganna duro, attacco detto yang, difesa detta yin, alto-basso avanti-dietro, esterno interno, osserva coscienza, e inconscio intento; avvolge poi ruota, duro-morbido leva, lungo corto in azione, tutti scambiano posto, simultanei sono, leggeri ma stabili, mai stagnanti blocchi, morbido mai molle, veloce mai disordinato, in attacco c'è difesa, viceversa è intesa. Tang indica alto, ma colpisce in basso, poi si porta alto, ed esegue orizzontale, Tang indica sinistra, ma colpisce a destra, mentre difende sinistra, nasce suo sistema; Tang esamina nemico, inganna mostrando, pieno come vuoto, trova 8 punti ferire, tra occhi e sotto naso, dietro l'orecchio, sotto costa e sotto addome, e sotto ginocchio, punto tra scapole, o su toracica cassa, osso pubico e gamba, poi tibiale cresta; 8 punti letali, tempie gola orecchie palmi, centro petto ascella reni, perineo genitali. Grande |SHAOLIN film, regista cinese Benny Chan, prodotto da Albert Yeung, cinematografo di Hong Kong, nato a Canton 943, inizia carriera lavorando, per giornali e riviste, poi spettacolo intrattenimento, in anni 70 fonda azienda, Emperor Motion Pictures, tra le prime case a Hong Kong, poi anni 80 e 90, ha difficoltà finanziarie, e controversie legali, con celebrità e con le banche, quindi investe altre industrie, come musica e turismo, lascia sua impronta su industria, cinematografica a Hong Kong. Film narra il giovane Wuxian, nel suo percorso formazione, al tempio di Shaolin, durante dinastia dei Qing, quando il tempio fu attaccato, dall'esercito imperiale, e molti monaci uccisi, per litigi tra casate, ma un rampollo sfugge, in monastero vuole andare, e Wuxian vuol diventare, cioè monaco erborista, per difendere i deboli, e sconfiggere oppressione, con zen Chan nella sua mente. Prima respinto perché impulsivo, convince i monaci a provare, a imparare discipline, dharma gongfu e qigong, erboristeria e agopuntura, con orologio bi-orario, di organi e visceri, pur soldati sa curare. Shaolin esalta perseveranza, allenamento e disciplina, umiltà e sacrificio, a raggiungere obiettivi, promuover pace e giustizia. |WANG-Xiangzhai 1885-1963, innovatore dell'esercito, di arti marziali cinesi, stili in scambio di esperienze, come Shaolin e Wudang, dal monte omonimo taoista, lui origini Zhan Zhuang, posizione statica |Qigong. Wang combatte tutti i leader, di ogni stile conosciuto, poi insegna xingyiquan, boxe di forma e intenzione, osserva allievi troppo intenti, nella forma corporea, trascurando il mentale, così cambia nome a disciplina, che diviene sol yiquan, toglie carattere xing, e lascia volontà/intenzione. Accresce pratica |ZhenZhuang-esercizio-statico di radicamento, pilastro base suo insegnamento,azione nasce da inazione, immobile madre del movimento. Wang Xiangzhai poi negli anni, affinò il suo insegnamento, con gran lavoro di teoria, di cui diede conto pubblicando, sintesi ai diversi stili, sia interni che esterni, è capì ogni posizione, pur praticata in vario modo, aveva stesse focus: esempio posizione Wuqi, nello stile di Shaolin, è molto bassa a piedi larghi, ginocchia piegate angolo retto, imita postura a cavallo, rafforza gambe del cavaliere, mentre nello stile interno, è posizione più alta, con piedi a larghezza spalle, e ginocchia appena flesse, più morbida e rilassata, con obbiettivo a irrobustire, muscoli e pensiero. Xiangzhai lavorò su esercizi, del Palo eretto ZhenZhuang, attirando alla sua scuola, più allievi di ogni altra, poi insegna tecniche posturali, nel Parco Zhongshan di Pechino, riconoscimento ufficiale, di terapia sua disciplina, introdotta in vari ospedali, della Cina dove insegna; morì luglio 963, e il suo allievo lo ricorda: maestro impareggiato, per contributo arti marziali, parte da posizioni base, statiche e simmetriche, wuji vuoto senza poli, precede formazione yin yang, tenere questa posizione, porta a stato della quiete, dritti in piedi a giusto posto, rilascia blocchi e tensioni, muscolari-emotive, in anni accumulate. Quando stiamo in piedi, siamo in triangolo rovesciato, col vertice piedi a terra, e la base spalle in alto, rovesciare la posizione, costruire base appoggio, piedi a larghezza spalle, immagina essere sospesi, per la sommità del cranio, baihui a un filo spinge il mento, leggermente verso il petto, riduce curva cervicale, e senti la testa svettare, così abbiamo riportato, triangolo in posa naturale. Ora rilassa a immaginare, di sedersi su gran pallone, flettere un poco le ginocchia, lascia affondare il peso ai piedi, ruota il bacino anteriormente, per distendere colonna, a contrastare sbilanciamento, del peso verso i talloni, prodotto da alluci che premono, sul pavimento radici a terra; braccia lungo i fianchi, coi gomiti puntano fuori, leggermente scostati, e con palmi rivolti indietro, le dita distese ma non tese, separate un pò tra loro, la posizione riduce pressione, di colonna sul lombare, aiuta apertura articolazione iliaca, e libera il cavo ascellare, sede di nervi e linfonodi, vasi linfatici e sanguigni, eliminando i ristagni, indotti da posizione chiusa di ascella. Posizione Wuji favorisce, circolazione di sangue, qi e fluidi corpo, a mantenerla guida mente, rilassamento a tutto il corpo, dalla testa sino ai piedi, e respira spontaneamente, a ogni sintomo stanchezza, ripercorri mappa corpo, distendendo contratture, che si sono ricreate. Da posizione wuji forma, le altre posizioni, in ti bao shi sostieni palla, con braccia e mani palmi in alto, a sostenere un pallone; cheng bao shi abbraccia la palla, che Xiangzhai chiamò hunyuanzhuang, poi respingi la palla, di tutte arti marziali: le braccia restano ferme, in posizione arrotondata, facendo perno su omero, salgono al medio dantian, ruotano i palmi verso torace, scapole aprono e petto svuota, come un pallone davanti al viso, le braccia perno su omero, salgono al dantian superiore. In ciascuna posizione, la mente pensa al suo dantian, la prima postura attenua stress, e disturbi legati a fegato, beneficia il digerente, e il sistema nervoso, sebbene esclusa dalle donne, durante il loro ciclo; la seconda reca bene, ad apparato cardio-respiratorio, la terza aumenta il flusso qi, coi palmi verso esterno, come a respingere la palla. Con le braccia dietro, appoggiando dorso mani ai reni, è posizione di riposo, tensioni braccia e spalle, scioglie lombi spalle e braccia, da posizioni fisse di lavoro. Posizione stare nel ruscello, braccia distese laterali, palmi di mani altezza vita, son rivolti verso il basso, le dita puntano esterno, immagina trattener coi palmi, due palloni che galleggiano, sulla superficie acqua, senza che le afferri, morbide mani sui palloni. zhineng_lukchan96_101.m4a
lume156-Zhineng Qigong statico in piedi, è detto San Xin Bing Zhan Zhuang, e insegna a unire mente, qi e corpo, raccogliendo il qi nel dantian inferiore: all'inizio la postura può provocare tremori e fatica, ma con costanza emergono quiete, stabilità e presenza. |Pang Ming consiglia di iniziare e terminare con il Pengqi Guanding Fa (apertura e chiusura). Il corpo è eretto, peso centrato, ginocchia morbide, bacino rilassato, colonna allungata. La lingua tocca il palato, lo sguardo si acquieta e gli stimoli esterni si attenuano. L'attenzione percorre il corpo dal naso a Huiyin, risale lungo Weilu, Mingmen e la colonna fino a Baihui. I punti Tianchong sopra le orecchie, aiutano a raccogliere lo shen nel centro della testa. La zona di Yaoshu, tra sacro e coccige, viene rilassata per favorire il flusso del qi. Le mani, raccolte come una sfera davanti al ventre, sostengono il pensiero limpido e il vuoto mentale. I tre centri, testa, palmi e piante dei piedi, convergono nel dantian inferiore. Il respiro resta naturale; quando è spontaneo si introduce il respiro addominale e, più avanti, quello inverso. La mente guida il qi, mentre il corpo si armonizza con Terra, Cielo e Dao. Le visualizzazioni aiutano: raddrizzare lo scheletro, respirare nel dantian, diffondere luce o calore in tutto il corpo. Con la pratica il qi interno si fonde con quello della natura (Hunyuan Qi). Possono comparire immagini spontanee: si osservano senza inseguirle. La pratica migliora la postura, respirazione e circolazione di qi e sangue, digestione e mobilità lombo-sacrale, attenuando molte tensioni e dolori cronici. Sono normali iniziali tremori, formicolii o sudorazione; è preferibile evitare la pratica dopo abbuffate, digiuno prolungato, forte stanchezza o intensa agitazione emotiva. Ogni seduta ricomincia da zero: il progresso non è lineare ma nasce da pazienza, fiducia e continuità. Zhan Zhuang diventa così uno studio di sé, dove la mente guida il qi nei meridiani, conserva jing, rafforza il qi e coltiva lo shen. Il buon Qigong sviluppa il gongfu, qualità del lavoro interiore, attenzione, volontà e naturalezza.

159:lume159-L'androginia compare in molte tradizioni come immagine dell'unità originaria e dell'incontro tra polarità complementari. Nel Convito di Platone, Aristofane narra che gli esseri umani erano originariamente completi; divisi dagli dèi, conservano il desiderio di ricongiungersi alla propria metà, facendo dell'amore una ricerca dell'unità perduta. Il mito di Ermafrodito, figlio di Ermes e Afrodite, racconta la fusione con la ninfa Salmace in un unico corpo, dentro l'acqua di un lago, immagine della riconciliazione tra maschile e femminile, istinto e ragione. Nei culti agrari, Pan, Fauno, Cernunnos, Demetra, Eros e Kāma esprimono la fecondità che nasce dall'unione degli opposti; simboli come il palo di maggio, il fiore e il vaso, la spada e il fodero richiamano la reciproca complementarità delle forze vitali. Nel Mahābhārata, Krishna guida Arjuna oltre l'illusione di Māyā, mostrando che il conflitto può trasformarsi in crescita della coscienza; in altri racconti assume anche forma femminile, mentre kundalinī e caduceo rappresentano la convergenza delle energie complementari. Jung interpreta l'androginia come integrazione degli opposti psichici, e Tiresia, dopo la sua trasformazione, diviene simbolo di sapienza e guarigione. Numerose culture riconoscono figure di terzo genere o 'due spiriti', considerate sciamani, guaritori o mediatori: dai popoli nativi americani alle tradizioni dell'India, dell'Indonesia, della Thailandia, della Polinesia, del Madagascar e della Siberia. Pur nelle differenze culturali, questi miti e pratiche riconoscono nella relazione tra polarità una fonte di fecondità, trasformazione e armonia tra individuo, comunità e natura.| Sintesi: Pan e l'androginia, demiurgo caprino, simbolo di fertilità e libertà che incanta la natura e l'unione di forze opposte. Arjuna nel Mahabharata, affronta la guerra tra i Pandava e i Kaurava. Krishna, il suo cocchiere, lo guida attraverso le illusioni della vita, rivelando il significato vero ultimo delle esperienze umane. La sintesi delle polarità è centrale in Jung, e dove Ermafrodito incarna la fusione di maschile e femminile, così Tiresia, un veggente androgino, possiede poteri di guarigione: l'androginia è qui vista come una soluzione ai conflitti interiori. Ermafrodito è pure associato a riti di cambiamento di genere, tipo lr pratiche culturali degli indigeni Berdache, che celebrano equilibri tra identità maschili e femminili, portando a riflettere sulla fluidità dei generi e sulla necessità di armonizzare le diversità nella società.# In treno fino ad |Agra, Seba va a |Meerut, dove legge libro, epopea Mahabharata, al centro sta la guerra, che fonda India tartaria, tra fratelli Pandava e i dubbi di Arjuna, Krisna uomo blu, pian piano li confuta: Arjuna guerriero, è un fratello Pandava, prototipo di eroe, in guerra Kurukshetra, dura 18 giorni, a combatter sua famiglia, mentor parenti amici, riuniti alla fazione, di malvagi Kaurava, usurpatori trono di Yorosolima. Arjuna avrà sconforto, e combattere rifiuta, ma Krishna suo cocchiero, riporta a retta via, con sacri insegnamenti: gioco di illusioni, è la esistenza umana, sogni di Maya, che narrano fiumana, impazienti due eserciti, stanno di fronte, fermo tra i due, Arjuna indugi rompe: Krisna cocchiero, rivela ogni finzione, disastri e sofferenze, modellano vicende, recano un senso, e accrescono coscienze: se storia si ripete, cento anni con inglesi, espansione su rovine, di canati fuor imperi, tensioni tra nazioni, di nuovo conflitto, sete di conquiste, dopo diluvio fitto. |Krisna scomparve, nella foresta fitta, lo cercano le Gopi, devote pastorelle, pien di amore intenso, cantano scappatelle, Krisna blu guerriero, eterno amante ardente, continua |Mahabharata a Villipuram villaggio, la |notte-Amavasya, al tempio Koothandar, attuano un mito, rinnovano le nozze, di figlo del re, rimasto senza moglie, eunuco in battaglia, lui cerca moglie, così quando morirà, Lei lutto piangerà; Krishna appare donna, si offre di sposar, a notte lo sposa, a mattina può partir, morto in battaglia, lei lutto può indire, alfine si rivela, Dio Krishna tra i presenti, vedon suoi misteri. Kunrat-ermafrodito, da base spin dorsale, fin ghianda pineale, sakti egizia sale, ascesa kundalini, caduceo di Pasupate, a gopi innamorate, drago alato appare, con un paio seni, tiene squame e penne, unione forze opposte, crea luce astrale. |Cernunno Fauno Pan, fa streghe innamorate, capro umano alato, con un paio seni, corpo tiene squame, penne e pure peli, acme di alchimia, unione forze opposte, crea luce astrale, torcia tra le corne. Cultura nativa, incoraggia terzo sesso, in casi di bisogno, cambia gioco ruolo. Raseno ci racconta, |Ovidio-Ermafrodito, da Naiadi allevato, presso lago Frigio, lascia quindici anni, monti suoi nativi, giunge in altre lidi, e toglie vestiti: a riva venne visto, da ninfa Salmace, lei si innamora, un fuoco senza pace, il giovinetto ignaro, rifiuta amor di ninfa. Salmace si gettò, dentro al laghetto, dove immerso era, nudo il giovinetto, a lui si strinse forte, tutto lo avvinghiò, come Edera sul tronco, fusa a lui restò; poi gli Dei pregò, non esser separata, sebbene Ermafrodito, resiste disperato, accolta la preghiera, eterna fu unione, 1 corpo solo poi, emerse in effusione. Ermafrodito ottiene, da padre suo Mercurio, che chi alla fonte andrà, merger suoi dolori, avrà per medicina, medesima sua sorte, metamorfosi cura, apre e chiude porte. Androge ermafrodito, 2 generi sessuali, di corpo e di anima, in culture sociali, Ermete suo padre, è Mercurio caduceo, antico dio di Luna, e primo scriba vero, simile Atteone, scioglie nel mistero. Ermafrodito somma, due polarità, sintesi androgina, di psiche identità, è Venere e Mercurio, due diversità, la lor natura compone, ogni mentalità. Ermafrodito migra, navigando sui mari, venne dalla Siria, giunge sino a Cipro, sbarca pure a Creta, e bizantin città, dona nuovi culti, per crisi fronteggiar: spiega tale mito, conflitto della mente, tra istinto e ragione, dolore si protende, in sintesi dei 2, esso offre soluzione, danza in frenesia, sarà la guarigione. In Scizia e Anatolia, Siria e Palestina, avvennero rituali, di cambi transessuali, Scizi in ritirata, saccheggiano |Ascalona, Dea Venere adirata, berdache li trasforma. |Tiresia nato a Tebe, assaggia sul Cillene, potere del serpente, lungo lo intrattiene, gli dona la sapienza, poter di guarigione, Lui oracola vivente, per Ercole missione: sapiente sciamano, primo sacerdote, fù veggente cieco, androgino Tiresia, dopo aver visto, due serpenti copulare, memoria assai Templare. A corte di Federico, l'abate Becarelli, farmaco possiede, a invertire i sessi, potere mascolino, vestito con corazza, dentro attore cala, pudore si sbarazza. Traversa Ermafrodito, i secoli del tempo, portandosi le idee, assieme suo modello, narra lo straniero, idea di perfezione, in tempi di incertezza, paura alienazione; giunge in Inghilterra, nel rinascimento, re Giacomo ferma, costume travestimento, donne della city, di ceto borghesia, infrangono tabù, di sesso e classeria, accusate di immorali, e di prostituzione, a causa di indossar, maschile vestizione. In molte società, si arriva a squilibrio, di generi o risorse, di femmine o maschi, saggezza interviene, stimola a mutare, costume locale: due-spiriti chiamate, indigeni |Berdache, sfoggian vesti donne, si lascian corteggiar, da cacciator guerrieri, fratellanza di arme, dopo iniziazione, x forze equilibrare: dove sta squilibrio, sociale o naturale, persone mutan sesso, + facilmente pare, imitando forma, esteriore dei rapporti, coito anale o tibie, x peni sovrapposti. Tupinambas guerriere, imitavano maschi, in lavoro e costumi, capelli accorciati, in guerra o caccia, con archi e frecce, ognuna tiene donna, che le cura e serve; 2-spiriti sciamani, trattati con onori, se pratican rituali, medici o sacerdoti, sakala in Madagascar, waria in Indonesia, mahu a Tahiti, faafa in Samoa, auracani in Cile, |kathoey in Thailandia, riducon pomo adamo, tramite ormoni. Acque sud India, Yellama Dea fiume, ha potere mutare, generi a chiunque, uomini e donne, invertono i ruoli, in + situazioni, riti oppur giochi. |Azande donne in Congo, sfregano banane, per gioia e piacere, favori scambiare, tra Ganda del Nilo, sesso fà scuola, sin da bambini, si apprende ogni cosa, piacere valore, avanti al villaggio, parate ben fatte, senza imbarazzo. Cultura nativa, incoraggia terzo sesso, apprezza diversità, di psiche mistero, corpo si adatta, a suo interiore stato. Clan nativi americani, sanno affinità, tra umore di piante, e uman sessualità, capace a rivelare, identità interiore, atto di ingerirle, è atto fare amore: presso i California, e Pueblo di Arizona, 1 uomo vigoroso, è scelto e masturbato, molte volte al dì, a produrre debolezza, così testosterone, scivola in scarsezza; fatto andar cavallo, atrofizza genitali, cadon peli e barba, la voce alleggerisce, incline al femminile, ora è mujerada, assume nuovo ruolo, nel social casato. Cabeza de Vaca, esplorando Florìda, descrive tra nativi, androge meraviglia, ragazzi effeminati, accettati dal gruppo, li chiama Berdache, 2 cuori in un corpo; sacri e aggraziati, i maschi guaritori, molti erano mogli, a guerrieri coraggiosi, medicin-man, sciamani e consiglieri, rare donne pure, dan prove da guerrieri: nadle tra i |Navaho, winkte tra Lakota, 2 sessi e 4 generi, offre loro storia, elsa tra gli Yuma, scoprono in sogno, osservan fanciullo, e presagi van dare, clan li autorizza, cambiare e sposare. Chukci di Siberia, sciamani pur 2 cuori, amati rispettati, se ottengon risultati, chi sogna Dea Anukite, vede bene fondo, apprende medicina, arte cucina fuoco: se persona resiste, saman vocazione, o ruolo di capo, subisce depressione, sol quando accetta, visione chiamata, smette soffrire, il clan lo ha perdonato; accettare dentro sè, autentica natura, porta a integrare, in sociale struttura, se accettano persone, sacre sue visioni, psiche si riflette, in loro situazioni: su |isola-di-Bali, uomo occidentale, è turista percepito, qual transessuale, a causa dei costumi, detto è berdache, uomo dominante, qui è vinto da |Salmace. krishna-insegna-arjuna1.mp3
lume159-Può accadere, entrando nel mare in una mattina d'estate, che per un istante non distingui più dove finisca il movimento dell'acqua e dove cominci il tuo. Il corpo continua a muoversi, ma il confine fra te e il mare sembra sbiadire, come se il respiro delle onde attraversasse anche il tuo respiro. Sopra di te i gabbiani volteggiano, seguendo invisibili correnti d'aria che l'occhio non vede, non creano il vento, non lo comandano: imparano a riconoscerlo e si lasciano sostenere dal suo movimento. Forse nella tua vita è già arrivato il tempo della rondine: nel giorno di San Nicola la rondine passa i mari, dice il proverbio di Barbanera. La rondine non forza il vento, attende la corrente favorevole, e quando la riconosce, attraversa il mare quasi senza sforzo. Anche alcuni incontri nascono così, non quando due persone diventano uguali, ma quando ciascuna permette all'altra di entrare nel proprio paesaggio interiore, offrendo con la stessa fiducia il proprio. Forse l'amore più autentico non consiste nel possedere qualcuno, ma nel diventare ospiti del suo mondo e accoglierlo nel proprio. Le differenze non scompaiono, diventano un ponte: gli opposti non cessano di esistere, ma imparano a stare in relazione. Come il gabbiano, questo Lume non crea il vento e non indica una direzione, invita a riconoscere la corrente che già soffia nella tua vita, quella che rende attraversabile un confine. Forse il lume dell'Androgino è questo: lasciare spazio a ciò che sembrava estraneo, fino a scoprire che il confine può diventare un luogo d'incontro, come nel Ponte delle Gazze.

160:lume160-Padre Serafim e Klisty: nelle selve russe, anime oppresse cercavano il divino, invocando lo Spirito che scende, come fuoco in corpi tremanti. Il culto Chlisty danze e canti, offriva ai contadini una via, estasi e visioni di luce, nello stato Diveevo, dove si torna come bambini, i cuori si fanno più puri, l'amore scalda e la grazia, piove come falco celeste. Le Arche sono riunioni, che custodiscono il fuoco di entusiasmo, dove il peccato redento, diventa strumento di salvezza: chi danza per amore come sufi, brucia senza consumarsi, la voce del cielo si sente, nel silenzio del cuore, e nel delirio il Dio parla. |Batyushka-Serafim (Padre Serafino), luce gentile della Russia, prega per chi soffre e chi spera, e guida chi cerca la via: aiutaci a sopportare tutto con umiltà, a vivere con cuore limpido; dall'opera si conosce il maestro; non c'è miglior specchio dell'amico vecchio. ||Lyubimyy prepodobnyy otche, Amato Reverendo Padre. Obiteli dukhovnoy kormchiy, dimora del nocchier spirituale. |Zdes vse napominayet o tebe, Tutto qui mi ricorda te.|Tvoyey lyubov'yu vse, il tuo amor riscalda tutto. |Diveyevo my slovno deti, in Diveevo siamo bambini.|Stanovimsya svetleye i dobrey, diventar più luminosi e gentili.|Dozhd blagodatnyy dar nebesnyy, pioggia gentile dono celeste. On Bozhiy promysel chudesnyy, Egli è provvidenza di Dio.|Dlya vsekh kto k pokayaniyu prishel, a tutti coloro giunti al pentimento. Kto khochet idti tol'ko k svetu, Chi vuole andare solo alla luce. Otbrosiv lozhnyye sovety, rifiuti consigli falsi.|Tropinku ko Gospodu nashel, ho trovato una strada verso il Signore.|Pripev-coro: Batyushka Serafim pamalis o detkakh, |PADRE-SERAFINO prega per i bambini.O mame o pape o vsekh blizkikh i rodnykh, della mamma del papà e tutti i parenti.|Pust u nikh budet vse khorosho, che stiano bene. Pust oni budut zdorovy lyubov'yu tvoyey sogrety, possano esser sani riscaldati dal tuo amore. |Batyushka-Serafim pamalis o greshnykh, Padre Serafino prega per i peccatori.|Da poshlet Gospod nam vsem chistoty serdechnoy, il Signore ci mandi la purezza del cuore. Batyushka Serafim pamalis o zdravii, Padre Seraphim prega per la salute.|Pomogi nam zhit v lyubvi pomogi zhit pravedno, aiutaci a vivere in amore e rettamente.|Batyushka Serafim pomolis o detkakh, Padre Seraphim prega per i bambini.|Pomogi perenesti trudnosti i bedy, aiutaci a sopportar difficoltà. Batyushka Serafim day blagosloveniye, Padre Seraphim dai una benedizione. Chtoby vse perenesti s nadezhdoy i smireniyem, a sopportare tutto con speranza e umiltà. Batyushka Serafim radost nasha svetlaya, Padre Seraphim nostra luminosa gioia.|My tebya blagodarim lyuboviyu sogretyye, Ti ringraziamo scaldati dall'amore (3volte).| Il culto dei Chlisty (o Khlysty), nato tra i contadini russi oppressi, offriva una via mistica di liberazione attraverso l’estasi spirituale e la comunione collettiva. I fedeli si riunivano in radure boschive per rituali chiamati *Radenje*, ispirati da antichi culti popolari e cristiani non ortodossi, con canti, danze ripetitive, digiuni e visioni. Indossando tuniche bianche, invocavano lo Spirito Santo affinché discendesse nei corpi, provocando stati di trance, profezie e catarsi. I momenti culminanti potevano includere anche atti sessuali rituali, interpretati come strumenti di purificazione. Considerato eretico, il culto fu spinto nell’illegalità ma sopravvisse in comunità segrete dette Arche, spesso collegate a chiese ortodosse. Figure come Danilo-Filippov e Rasputin ne incarnarono l’eredità spirituale. Il movimento fù una sfida mistica e sociale all'autorità religiosa e politica, cercando la salvezza attraverso l'esperienza diretta del divino, in uno spirito di liberazione interiore e collettiva.# Scuola dei Chlisty, fà culto dei |Radenje, per contadino russo, servo della gleba, suo dolore sfida, a uscire da oppressione, cerca convivio, coltiva entusiasmo, vivo e collettivo. |KHLYSTY culto ispira, amore di Maria, madre a dio Xristòs, nato da Crimea, prima comunità, porta vitalità, a oppressi smierd, carestie guerre var: ha culto analogie, ai riti dei Piceni, fraticelli spiritali, o boemi catari, Radeniye religiosi, si fanno alle selve, secondo usanza slava, radure delle feste. Iniziano riunione, tamburi ed un falò, invocano salmodie, tutti nomi Dio di amor, con tuniche bianche, iniziano danze, in ripetitivo moto, cercano ascension, a scopo di ottenere, offrirsi al divino, ritmi dalla voce, o dal suono flauto, cresce emozione, che rapisce un fiato, + estasi e catarsi, assieme ad oracolo: grotte del |Caucaso, invocan Spiro santo, lo invitano scender, nei corpi di fianco, assemblea contagio, percuotono tra loro, fuscelli di Betulla, qualcun parla intanto, rivivono entusiasmo; consumano un pasto, in fraterna unità, saluti ed abbracci, propria Izba tornar, nei propri paesi, confraternite segrete, Arche chiamate, madre di Dio chiese. Kristo si reincarna, nei fedeli pronti, cammina sulla Terra, come umile paesano, ritrova i fratelli, li unisce da lontano; usano il peccato, a uscire dal peccato, per loro salvezza, peccato è necessario, se porta pentimento, a volte orgia sessuale, acme del rituale: velen cura veleno, omeopatico principio, culto poi illegale, costrinse anonimato, le Arche hanno legami, in chiese ortodosse, costrette a mantenere, segreta loro sorte; continua raduno, invocando e cantando, più nomi divini, assieme a spiro santo, la danza rituale, in camice bianco, amplifica il moto, esplode ansimando, con moti regolari, ordinati dapprima, dopo qualche ora, si accelera a rima, fino al momento, che il moto si spezza, e in corpo tremante, in estasi sferza; frenetici salti, van fuori controllo, esulti in deliri, assalgono il gruppo, lo Spirito è sceso! abbandonano a esso, uomini e donne, dan vita a un consesso, con botte ed abbracci, piangono sfogo, discorsano in lingue, estrane nel luogo, contempla ciascuno, visioni abbaglianti, riflesse tra loro, son esseri urlanti. Lo Spirito Santo, come Falco lucente, è un rapido lampo, da un cielo fulgente, piomba su preda, selvaggio violento, rapisce nel vento; rispettano tutti, Dei gli uni per gli altri, emanan da occhi, gran Soli raggianti, tutti si senton, trasformati in profondo, insensibili al freddo, e fatica di fondo; infine giunge grazia, divina e suprema, lo Spirito Santo, vien giù in assemblea, a bocca di un profeta, parla in vaticino, a terra a volte getta, in stato convulsivo: parla di argomenti, destino che sarà, oracoli sibillini, a intera comunità, sorte di famiglie, e raccolti agresti, presente e futuro, rima nei versi; parla poi a ciascuno, in circolazione, svela segreti, e vizi a profusione, ogni profezia, reca gioia o cura, ponte di amicizia, nel luogo di natura. Dopo agitazione, esausti sono tutti, calmano coi canti, assaggiano frutti, orzo birra e farro, ebbrezza loro sposa, lo spirito di luce, illumina ogni cosa. |Danilo-Filippov, fu primo fondatore, che in Russia imitò, birra Lacandone, Dioniso ritorna, a raggiungere contatto, suo popolo fedele, ovunque sia infranto: richiuder suo boccale, difficile appare, a clero dominante, re o dittatore, Dante pur ricorda, la gnostica esperienza, amor divina essenza. Felice va colui, che visse interne cose, quando rientrerà, all'Ade di erme rose, Dioniso è isteria, al cuore sa parlar, nel contadino russo, che cerca liberare. Gregor |Rasputin, pur monaco errante, entra a corte Zar, a lenire fine grande, onora Parasceva, Panaghia Spalaiotissa, Sibilla di montagna, regina morte e vita. libro_alchimia_maria-selenite.m4a
lume160-Dioniso giunge a Tebe, nelle |Baccanti di Euripide, a mostrar sua natura divina, ma gli abitanti della città, rifiutano di accettarlo, con in testa il re Penteo, capo di ordine e legge, cioè il controllo razionale. |Dioniso è l'ebbrezza, dio del vino in nozze Cana, istinto e forza irrazionale, della vita primordiale. Per punire la città che lo nega, Dioniso induce le donne tebane, a entrare in stato estatico, e a ritirarsi sui monti, come baccanti sfrenate. Penteo cerca di reprimere, e controllare questo culto, ma Dioniso lo convince, a travestirsi da donna, per spiare i riti segreti, e lo conduce alla rovina. Accecato da sua volontà, di dominio e controllo, Penteo è scambiato per una belva, dalle baccanti in trance, fatto a pezzi dalle donne, tra loro c'è Agave sua madre, che dopo il ritorna a lucidità, comprende l'orrore che ha compiuto. |Galimberti usa questa vicenda, a mostrar che l'uomo oltre ragione, tiene un altra dimensione, profonda ed inconscia, istintiva e passionale, che non può esser cancellata. Dioniso per Freud, rappresenta le pulsioni, che la coscienza tenta di reprimere, ma quanto più sono negate, tanto più tornano camuffate, in forme distruttive. Dioniso per Jung, incarna una forza archetipa, dell'inconscio collettivo, una componente della psiche, che deve esser riconosciuta, e integrata in proprio Sè. La tragedia di Penteo, è voler espellere a tutti i costi, dalla città e da sé stesso, ciò che appartiene a natura umana. Il mito reca un messaggio: la ragione che pretende dominare, tutto il mondo irrazionale, finisce ad esserne travolta. Penteo è distrutto perché, rifiuta conoscere gli istinti, come parte di sé.

164:lume164-Pellegrino in piedi su una soglia, tra Inferno e Paradiso, ai suoi piedi un gran pitone, si attorciglia a una clessidra, nel cielo una spirale aurea, collega stelle e numeri. Il pellegrino si smarrisce, nella selva oscura, viene salvato da Virgilio, e guidato in sottoregni, di una Terra immobile al centro, circondata da nove sfere, di cieli ed Empireo, sede di luce divina. La struttura dei tre regni, riflette cosmologia, nove cerchi all'Inferno, due balze e sette cornici Purgatorio, nove cieli nel Paradiso. Il viaggio si apre in tono tragico, ma si conclude in visione luminosa, mostrando possibile redenzione, in natura arte e architettura, vibrazioni Emoto e Lakosky, in agraria e medicina, per curare e far crescere, orto materia viva. L'oracolo dice: guarda serpente negli occhi, il tuo canto gli è atteso, ciò che è stato ferito può fiorire, la tua |Preghiera è cura, il vecchio Piton non fa paura, mentre le piume del parrocchetto, sono parola ritrovate, libertà nella visione. Jung rivela che il serpente, va solo attraversato, è soglia tra istinto e sapienza, tra ombra e rivelazione.| Dante compie un viaggio, iniziatico aldilà, espulso da Firenze, vive l'esilio come dolore e missione. La Commedia denuncia corruzione politica e religiosa, proponendo un rinnovamento morale. Virgilio è la ragione, Beatrice è fede amore, Bernardo è visione mistica.# |INFERNO, grande voragine a forma cono, col vertice a centro terra, formatosi quan Dio, fece precipitar Lucifero, capo degli angeli ribelli. Ingresso inferno è segnato, dal fiume Acheronte, sulle cui rive anime vanno, di tutti i trapassati, in base a gravità peccato, si decide pena che da subire, nei vasti cerchi separati, lungo pareti del cono, trovan posto i dannati. Il male detto peccato, secondo chiesa cristiana, nasce da tre atteggiamenti: incontinenza agli istinti, senza uso di ragione; violenza contro Dio e il creato, contro se stesso e contro il prossimo; frode invece usa l'inganno, a compiere il male. Inferno diviso in 3 aree, a loro volta in nove cerchi. |Lucifero in fondo baratro, con sue tre bocche maciulla eterno, Giuda traditore di Gesù, Bruto e Cassio traditor del khan, traitor di chiesa e impero. Cacciaguida annuncia a Dante, che sarà costretto a esilio, lasciar Firenze e casa, a causa intrighi Bonifacio, corte papale fà commercio, di Cristo e cose sacre, Cacciaguida antenato, gli preannuncia accoglienza, presso Bartolomeo della Scala, khan signore di Verona, con stemma di aquila imperiale, generoso in suo favore, senza volere nulla in cambio, prima che Clemente V, inganni Arrigo Enrico, sua giustizia ed umiltà, saranno note a tutti, future imprese del signore, incredibili ai mortali. Dante abbandona tutto, ospitato in varie corti, prova spiacevole sapore, del pane fatto altrove, faticoso salir scale, dei palazzi altrui; altri esuli fiorentini, di comune sventura, vanno contro lui, ma finiscono in battaglia, sanguinosa della Lastra, disfatta senza senso. |Cacciaguida esorta Dante, non odiar concittadini, giacché la tua vita, dura oltre la punizione, che il destino ha in serbo a loro. Dopo incontro Cacciaguida, viaggio Dante promuove, rinnovamento morale, di umanità ferita, da cupidigia capitalista, e rifondare Chiesa e Impero, in funzioni originarie, Dante ricerca divinità, da riconsegnare a umani. La luce indica grazia, Virgilio lumen naturale, cioè luce d'intelletto, Beatrice è lumen gratiae, illuminazione della fede, cui Dio rivela all'uomo; Bernardo lumen gloriae, guida che assiste ultimi sforzi, a condurre Dante viaggio, a vision suprema divinità. Dante in canti Cacciaguida, alleggerisce sua zavorra, a raggiunger Arco Fuoco, introietta dentro sé, materiale e immateriale, con occhi pellegrin mortale, e poi dopo la visione, con occhi san Bernardo: costui da infima lacuna, ha visto anime tutte, supplico a te per tua grazia, conceder lui virtù a sollevarsi, cioè immortalità, per guardar ultima salvezza, serve assimilarsi a Dio, dove è suprema intelligenza, che si contempla in un cristallo, una foresta e ciel stellato, materia e uomo sono uniti, nel riscatto di MATERIA. Spirito eleva e rifà il Corpus, se alchimista partecipa, col suo calore dentro il fuoco, tra gli alambicchi e la fornace, del suo corpo a trasformare, propria natura in nerezza, da questa in nuovo giorno albedo, nigredo è già un gran conquista, nel progetto elevazione, del camminare in salita, per un traguardo e una discesa, fin Paradiso e poi Materia: se vuoi DIVENIRE un tuo progetto, già deve ESSERE dentro di te. |Cacciaguida a Dante, espone sua missione, lo invita a scriver tutto, in suo diario viaggio, molti offenderanno, ma i posteri ameranno, il tuo grido come il vento, mirando la dottrina, sotto ai versi strani, per gli intelletti sani. Dante cita Aristotele, chi possiede ragione, sempre sceglie il bene, per essere felice, tutte altre scelte, portano infelicità, odierna falsa élite, sfoggia falso umanesimo, oscura luce Cristo, vela luce di speranza: la ricchezza dice Dante, avvelen genealogia, classista e finanziaria, la chiama eresia, radice error morali, nobiltà sia perfezione, della propria natura, frutto e dono assieme, di un personal lavoro. Mezzo al cammin di nostra vita, mi ritrovai per selva oscura, la diritta via smarrita, appare cosa dura, malato in depressione, rinnova ogni paura, non so come vi entrai, tanto ero nel sonno, smarrito nel dolore, che coglie impreparati, Fiorenza mi respinse, Dante pur sconfitto, a morte condannato, esule pellegrino, abbandona sua città, Beatrice gli rivela, che tradita è la speranza, in terrestre Paradiso, se devia buon cammino, di cristiano cittadino, lei amica degli umani, si volge ai fiorentini, e mostra iniquità, ingiustizia del suo tempo, poi accenna la sua cura, a mezzo de-sideris, che reca Vita nuova, Amore mette in lui, ritrova il sogni primo. Uomo natura è desiderio, di crescita costante, alla novità di sé, mentre malata civiltà, frena e reprime desiderio, di superar se stesso, per giunger fino al cielo. Dante poema sacro, aiuta Intelligenza, invita tutti noi, a convito spirituale, incluse donne e bimbi, slavo-bulgaro viaggio, Commedia apre visuale, su cose nude in sè, svela il vero volto, di ladro od invidioso, suicida o traditore, segreti in loro cuori. Dante si proclama, fedele alla Speranza, rinuncia a sue speranze, nate da illusione, si oppone a ogni menzogna, il male va guardato, è realtà senza speranza, poi auspica un monarca, che incarna in sé virtù, giustizia e pace in terra, assicur felicità, aspirazione alla sapienza, e una Chiesa che guidi, a beatitudine celeste, realizzando umanità, con ragione e fede assieme, che crea felicità, nessuno usurpa l'altro, giustizia è primo amore, legge di Giustiniano, cioè Andronico Xcristos, politico cristiano, geocentri lex naturae, guida genere umano, ispira dal Cielo, a educare nobiltà, insita in ciascuno, Spes trasforma inferno, in |Dostoiesky bellezza, e Pasternak dottor Zivago. Poema appare pneuma, Cattedrale di parole, sostiene il tuo respiro, a mezzo di tre pietre, collocate in giusto luogo, pietra una e trina, che in STELLE chiude canti: salimmo a riveder STELLE, canto 57 dello Inferno; Puro e disposto a salir a STELLE, cinquantesimo canto Purgatorio, punto nevralgico che eleva, pietra al centro che sostiene, le due mura del poema, in Terza Cornice Iracondi, fumi densi e neri ira, soffocan Pellegrino, che mal distingue ciò che è attorno; ultimo canto Paradiso, Amor che move il sole e STELLE, Dante vivo in Paradiso, SPERA e sogna di tornare, come poeta in sua città, con altra voce e volontà. Tutti i viaggi dei sapienti, son guidati dalle stelle, se tu segui la tua stella, arrivi a glorioso porto, dice a Dante ser Brunetto, Mercurio-Hermes è tua stella, domina tuo segno dei Gemelli, dove addensano gli indizi. Brunetto Latini, maestro di Dante, notaio di Firenze, inviato ambasciatore, sente vicende tristi, esilio resta in Francia, e vaga in una selva, dove Natur lo invita, a scriver del Creato, bellezze in settenario, ritmo didattico cantato; torna in sua Fiorenza, vicario degli Angiò, quando i ghibellini, sconfitti da Manfredi, in Toscana scrive summa, che chiama Tesoretto, un libro sussidiario, che Dante bimbo studia, a memoria brani in rima, zoologia e astronomia, botanica e storia, geografia e teologia. Tesoretto in versi, in rima baciata, Dante influenza, in 7 Arti Liberali, del Trivio e del Quadrivio: gramma retorica e dialetti, aritmeti e geometria, musica e astronomia, avviate da Gesù,in Yoros grandi scuole. Brunetto parla a Dante, in Girone sodomiti, Dante è reverente, e si duole che è dannato, esposto a pioggia fuoco, retore omaggiato, da tutti in sua Firenze, capitale sodomita, la descrive san |Bernardino, predicator di Siena. Dante ama scoprire, valori e vizi umani, lui inizia nel Convivio, da stupor e meraviglia: considerate vos semenza, che fatti non foste, a viver come bruti, ma a seguir virtute e conoscenza. Vedere udire eventi, fanno reverente, stupore è punto inizio, di indagine realtà, a ogni campo di natura, dice Beatrice in Cielo Luna: sol da sensato apprende, ciò che intelletto degna, e rinuncia sillogismi, su vegetali e piante, cui solo la esperienza, può fornir certezza. Dante a Padova è con Giotto, in cappella dei Scrovegni, cinque canti qui dipinti, luce radiosa di Beatrice, con maestà della Madonna, Cristo e arcangeli nei lati, Pietro Giacomo e Giovanni, tre apostoli prescelti, saliti al monte dei Misteri, a veder la Verità, poi rimasti folgorati, a contemplar divinità, come Dante epopte cieco, pose mano a poema sacro, per molti anni consumato, a riunire cielo e terra, e vincer crudeltà che serra, lupi a ovile portan guerra, con altra voce ed altro vello, poeta indossa cappello, barba e bian capelli; zodiaco rotor stelle fisse, trasfigura sua spavento, dopo anni di fatica, innamorato ed estasiato, al calare del sipario, Alighieri esce sul palco, a ritagliarsi eco applauso, poi offre consigli, nel Leggere il poema, indagando la morale, dentro allegorie dottrine, come quelle del Vangelo, Cristo al monte trasfigura, davanti sol tre apostoli, poichè secrete cose, chiedon poca compagnia, a varcare orizzonte, dove Creator guarda il Creato. |Giasone viaggia con marinai, di nave Argot argonauti, mentre Orfeo suona l'arpa, si avvicina a secrete cose, galleggia in mente di Dio, come mare di Nettuno, torna a Firenze sol da vecchio, arricchito in conoscenze, nuovo vello oro Sapienza. Dante e Orfeo stesso mito, se hai occhi corpo spalancati, fallisci impresa ultraterrena, Euridice è congelata, Dante appresa la lezione, tiene occhi fissi a terra, fino a ordine imperioso, di Beatrice la sua guida. Jung in specchio acqua, vede propria imago, riflette faccia tua nascosta, dietro attore personaggio, prima prova di coraggio, nel percorso interiore, scopre propria ombra, e spaventa le persone, che si proiettava su ambiente; scavar dentro è rintracciare, propria nigredo pesantezza, e lasciarci dietro complicità, di nostro agire sotto sonno, che produce pasti ai lupi, detto alchemico Vitrolum. Virgilio e Dante si abbracciano, camminando in nero buio, aere amaro e sozzo, fumi densi avvolgon tutto, parole oggetti e significati, tutti immersi in cecità, poi si alza una voce, che si rivolge a Dante, chi sei tu che il fummo fendi, a penetrar nostro passato? Marco Lombardo è tale spiro, vescovo cataro a Concorezzo, grande astrologo che dice: del mondo seppi e amai valore, a cui ciascun depone le armi, son stato facile all'ira, come Apollo infuriato, che dall'alto scaglia frecce, contro chi lo offese. Dante subito intuisce, argomento conversazione, è vero quel che dici, oggi il mondo è abbandonato, da ogne virtù come tu dici, sol di malizia è ingravidato, allor tu rivelami la causa, sì ch'io la veggia e mostri altrui, laggiù su terra ove qualcuno, dice è colpa delle stelle. Marco Lombardo |cataro, che intrattenne salotti, di saturnina astrologia, risponde a questo modo, Frate lo mondo è cieco, e tu vien ben da lui, ciò che accade sulla terra, Voi credete vien dal cielo, se così fosse voi è distrutto, libero arbitrio e facoltà, di sceglier bene e male, con impossibile giustizia, se si procede secondo bene, a ottener premio letizia, e per male avere lutto. Lo cielo i vostri movimenti inizia, non dico proprio tutte, come insegna astrologia, lume vi è dato a bene e malizia, assieme a libero voler, e in primi anni vostra vita, costretti a faticar col cielo, a temperare inclinazioni, ma ne uscite vincitore, se avete buon nutrimento, di maggior forza e natura, più grande di voi, liberi soggiacete, e quella forza cria in voi, intelligenza che le stelle, in sua cur non può creare, così se il mondo oggi disvia, in voi è la cagione, e io te ne sarò spia. Ordine e perfezione hai, se libertà vien ben nutrita, si sale a Dio persona, che Bene e Grazia crea, fa dono Intelligenza, a seguir progetto opera, che solo a Dio appartiene, e manca nelle stelle. Pellegrin celesti sfere, arriva a Stelle Fisse, seguendo loro guida, che dal purgatorio vedi, in matematico linguaggio, guardo senza paura, dinamo orizzonte, oltre limite insuperabile, sta il sublime della Grazia; Dante ha paura un poco, non ha penne a volar alto, ma come i bimbi prova gioia, nel sentirsi trasportato, sopra il vento di aquiloni, con la profezia del Veltro, nel Proemio del Poema, Virgilio ferma i suoi passi, assieme a quelli dei Lettori, enunciando che infine, il veltro divino verrà, farà morir lupa con doglia, la caccerà di villa in villa, finchè è rimessa nello nferno, da dove la prima invidia, ribellione di Lucifero, l'aveva liberata. Cristo Trionfo è tale veltro, tra le schiere dei beati, che vede interno della terra, correggendo la via diritta, troverai pietra nascosta, che è la vera medicina, enteriora lapidem terrae, dove salvezza è affidata, a un intervento divino, quando ciascuno trova, il Veltro entro se stesso, e strappa via da proprie carni, zanne feroci della lupa, e la respinge nel suo inferno. Dante parla in tante lingue, pitagorici e alchimisti, ebrei arabi e cristiani, templari e massoni, per raggiunger molti cuori, in un mondo di sordi, tanti gradi iniziazione, molti suoni di un gran mare, per solo scopo di instillare, Fede a principe imperiale, e ogni fratello templare, esser Principe di Grazia, simile a Beatrice, che con Virgilio e San Bernardo, sono guide in Chiaravalle, Dante scelse San |Bernardo, ordinatore dei templari, dopo strage di quell'orda, per mano monarchia francese, Bernardo onora con preghiera, incrocia sguardo di Maria, come fece Jacques Molay, che muore e guarda Notre Dame, immensa nave da crociera, ferma alla banchina, con sue navate e campanili, in attesa del gran viaggio, dagli inferi al cielo, scritta in lingua degli Argoti, lingua cifrata di veggenti, nomadi ancora disprezzati, ribelli avidi di libertà, curan dialetto ancor bandito, dalla buona società, di benpensanti in ermellino, immersi nella fatuità: argot di minoranza, fuori leggi codificate, convenzioni usi e protocolli, di anonimi architetti, maestri ermetici alchimisti, pitagorici o templari, trascritti in cattedrali, santuari della scienza, e dei credi popolari, dei grifoni e dei Beati, cerchi angelici antenati, nel portone e nel rosone, vetro e marmo in sette cieli, pietra di angolo staccata, dal trono Dio precipitata, reca fondamento al mondo, e tiene unito ogni edificio, aiuta ogni uomo a farsi tempio, principio e fine di ogni tempo. Dante erudito, sa tutto di allora, e sotto ispirazione, usa penna o arpa, e naviga la Bibbia, dottrina della Chiesa, e tutto mischia in rima, dal moto degli storni, alla grazia delle gru, i fiori con la brina, che sciolgono a mattina, poi usa simbolismo, assieme allegoria, messaggi cifrati, e parla ai suoi lettori: O voi che siete sani, mirate la dottrina, che si asconde sotto, il velam di versi strani! Chi vede e riconosce, è genio osservatore, descrive lui Gerione, si avvita e nuota in aria, scende lungo un elica, di forma cilindrica, e |Giganti delle Torri, fan mura incandescenti, San Francesco meso a sacco, da astuzia del demonio, con logica truccata, in Guido Montefeltro. Angelo in Purgatorio, ispira Dante luce, riflette astronomia, che crea cronologia, precisa ora del giorno, e la pelle bianca nera, enigmi insegnamenti, più alti e degni fede, se son più incompresibi. Dante pensier discende, in sua anima da Dio, che è primo motore, come canta Branduardi, da unità s'irraggian tutti, altri numeri beati, che contemplano Dio, come in uno specchio, ogni pensier umano, riflette avanti esser pensato. Dante conosce numeri grandi, fino alle migliaia, così cita Trinità: uno due e tre sempre vive, regna sempre in tre due e uno, non circunscritto, ma tutto circunscrive. Dio è sostanza divina, due nature unite in una, nella persona di Cristo, e tre Persone in trinità: Padre Figlio e Spir Santo, tal figura è detta chiasmo, da lettera X greca, melodia di questi versi, fanno eco ordine inverso, crescente e decrescente, pienezza in sè ritorna, in ciascuno pari e dispari, tutte cose esser numero. Aritmetica è nume, studiata da Ishango, un babbuino del Congo, numera tacche su colonne, divise in dispari e pari, poi arriva Brahmagupta, che assieme Aryabhata, reca zero concetto, filosofia indiana, al vescovo Siria, di Arabi Tartaria, che diffusero l'uso, in tutto il Mediterraneo, poi Leonardo Fibonacci, da Pisa scrive Abaci, Matematica islamica, mentre Giuseppe Peano, formulò cinque assiomi, per numi naturali, e tutta aritmetica, prescindendo da intuizione, legata a necessità, come conteggio dei giorni, o capi di bestiame, ecco la sequenza, del numero uno, a cui segue un successivo, mentre Numeri diversi, hanno succession diversi, se primo numero è due, segui logica binaria, quinto assioma di Peano, è principio di Induzione. |Galileo Galilei, legge i versi di Dante, a cercare la misura, altezza dei giganti, e di Lucifero lor capo, disegna uomo vitruviano, dove un braccio appare un terzo, di altezza di persona, Dante è 1 metro e 75, statura perfetta, è uomo alto otto teste, mentre atleta ha nove teste. I giganti han corpo macho, muscoli e forza bruta, alti 44 braccia, 25 metri e mezzo, così il vermo reo, che mondo fora e ribella, è alto 1200 metri, con sei ali protese, su tutto il Cocito, ghiacciandolo col proprio, incessante moto, ha tre teste a scimmiottare, la Trinità Divina), ciascuna bocca stritola, uno dei tre traditori, di intera umanità, tutti e tre giganti, Giunio Bruto e Cassio Longino, congiurati contro Cesare, fondatore dello Impero, e Giuda Iscariota, traditore del Xristos, maciullato da Lucifero, e con schiena scorticata, Re di Tenebre in eterno, rode i peggiori peccatori. Galileo Galilei, in Accademia Fiorentina, tenne conferenze, su Inferno dantesco, vide Ghibellin fuggiasco, disseminare suo libro, di matemati e geometria, su imbuto infernale, e il lago ghiacciato, nel punto più in basso: vidi mille visi cagnazzi, fatti per freddo, in gelati guazzi, teste dei traditori, immersi in Cocito ghiaccio, diversi tali sguardi, ai desideri ardenti, che costringono miei occhi, a fissar occhi lucenti, di Beatrice sul grifone, tra le anime beate, del Cielo di Mercurio, mille splendori udia, a crescer nostri amori, nel purgatorio luci, del sole che solleva, ai Beati della Rosa, specchiarsi in mille soglie, agli angeli festosi, che circondano Maria, ciascun distinto pure, di fulgore e di arte. Dopo tal visione, mi volsi e vidi avanti, e sotto piedi un lago gelo, che sembrava vetro, diviso in quattro zone: Caina e Antenora, tolomea e Giudecca, da Giuda Iscariota, eretico del verbo; in Caina son puniti, i traditori dei parenti, seppelliti nel ghiaccio, fino al loro collo; in Antenora son puniti, i traditori della patria, sepolti fino a cintola, con parte alta esposta, a gelidi venti infernali, come Antenore gigante, che ebbe tradito Troia; in Tolomea son puniti, i traditori degli ospiti, distesi supini, con la schiena nel ghiaccio, poichè Tolomeo, fece uccidere Pompeo, per ruffianar Cesare; in Giudecca son puniti, tutti i traditori, di benefattori umanità, immersi tutti in ghiaccio, nel mezzo ultima zona, fa orribile mostra, il Lucifero signore: in Giudecca ghiacciata, con lui gigante mi convegno, mperador dolore regno, da mezzo petto uscia fuor ghiaccia, incapace a far di braccia, in sua ghiaccia residenza, dove son confitti i peccatori, del giron della Giudecca. Lucifero il gigante, fin ghiaccio suo ombelico, coincide a centro Terra, baricentro dei pesi, di sfera senza gravità, dove lo duca con fatica, volge testa e zanne, ci aggrappiamo al suo pelo, per salire al cunicolo, altra faccia di Giudecca. Dante vide ovunque, tanti altri giganti, da Giove minacciati, con tuono-folgore dal cielo, primo gigante incontra, è Nembrot architetto, della Torre di Babele, alto 25 metri, tredici volte più di un uomo, ha faccia lunga e grossa, come Pigna di bronzo, del cortile Vaticano, si proporzione ad altre ossa, in 3 metri e duecento; il massone gigante, ha tempi di reazione, più lenti di un umano, che può sfuggir suoi assalti, ragion per cui suoi arti, impiegan molto tempo, a compiere un lavoro, senza velocità, seppur grande potenza, a sollevare un colle, come gru e betoniera: le creature più ridotte, usan riflessi a spostarsi, rapidi a ogni mossa,come il topo che corre, aggiusta il tiro a ogni passo, mentre un gigante o elefante, sposta zampa avanti, e si affida a predizione, speranza a non trovare, un intoppo sul cammino, compensa sua lentezza, dovuta a dimensioni, Anteo gigante in Africa, ammazza più leoni, grazie alla sua forza. Galileo sà che distanza, tra ombelico e metà petto, è un quarto altezza uomo, trova il raggio di |Giudecca, in oltre 290 metri, mentre la Tolomea, ha raggio mille braccia, ovvero 580 metri, Antenora 1500, ovvero 875m, e la Caina di 2000, ha raggio 1166 metri; stessi calcoli conduce, per le Malebolge, ottavo cerchio dell'Inferno, residenza ai frodatori, disposti in dieci bolge, bolgia è confusione, dieci fosse concentriche, cerchiate da mura, come fortificazioni, di un castello medievale, cinto da più fossi, aventi ponticelli, fatti con la roccia: le malebolge di pietra, hanno color del ferro, ovunque macigni e anfratti, oscurità della frode, di mente tortuosa che inganna, nel mezzo del campo, un pozzo largo e profondo, dieci valli profonde, concentriche al pozzo, collegate da ponti, che ne scavalcano estensione, dalla riva esteriore, fino al pozzo centrale. Dante passa in prima bolgia, dello ottavo cerchio, vede folla di dannati, di ruffiani e seduttori, tormentati da diavoli, crudeli e beffardi, la folla in due schiere, che camminan senso opposto, come vedi camminare, in due file di folla, a Ponte Castel Santangelo, i pellegrini chiamati, dal Giubileo romano. Più narra il caos degrado, più geometria fà regolare, come fisica del Caos, in penultima bolgia, i seminatori di discordia, e scismi religiosi, 3 kilometri diametro, mentre decima bolgia, quella dei falsari, 6 kilometri diametro. Canto VII Inferno, demone Pluto invoca, papè Satàn aleppe! a terrorizzare Dante, invocando Lucifero, Virgilio lo sgrida, Lucifero è al cupo, dove Michele fé vendetta, del superbo stupro! peccato di superbia. Gioacchino Belli cita, Michele nei sonetti, anno 833, angel ribelli caduti, Michele al galoppo, con Stendardo biancogiallo, al suon tamburo e piffero, lesse sto editto: Iddio condanna ar callo, l'angeli neri, con Capitan Luscifero! Michele qui è vestito, capitan guardia pontificia, che inalbera stendardo, dopo aver suonato, per richiamar la folla, come un banditore legge editto di condanna, dove Lucifero è trattato, come un capitano di ventura, ribelle condannato ar callo. Passando al Basso Inferno, Dante conosce uomo-bestia, nel viaggio tra assassini, tra violenza e infamia, fin sede di Lucifero, entriamo in luogo Belve, in preciso domicilio, tre giron settimo cerchio, sta Lupa del dolore, che ci procuriamo in guerre, getta ombra sui violenti, contro le cose e gli altri. Lince, appar dolore, fatto su noi stessi, getta la sua ombra, su chi picchia sè e sue cose, Leone appar disprezzo, del Mondo e del Mistero, getta sua ombra sui violenti, contro Dio e le sue cose. Quattro incontri coi Guardiani, di Inferi e città di Dite, più di mille sulle porte, da ciel piovuti quattro volte, tentan fermare il viaggio Dante, Caronte usa l'ira, vecchio bianco antico pelo. Minosse insinua il sospetto, a non fidarsi di Virgilio. Pluto il ricco rabbioso lupo, invece gli dice di tacere, ma è piegato da Virgilio; poi tracotanza demoni in Dite, piegata dal Messo Celeste. |Minotauro quan ci vide, guardian settimo cerchio, mezzo uomo e mezzo bestia, guardiano-bestia solo infuria, non sa usare le parole, sua furia orribil ringhia, resta impotente da sua furia, si morse preso ad ira, mio maestro lo sgridò: pensi che questo sia Teseo, il duca di Atene, che nel mondo ti diede morte, tu vergogna di Creta, concepita in finta vacca, Pasife unita al Toro bianco, vattene via bestia, Dante non viene qui seguendo, istruzion di Arianna tua sorella, ma vien vedere vostre pene, poi Virgilio grida a Dante, corri al passaggio e scendi, mentre il mostro è in preda a furia, così vidi il Minotauro, come toro che barcolla, dopo il colpo mortale. Canto 12 è ingresso, nel basso Inferno, Virgilio accorda con Chirone, per la salvezza di Dante, quando Aquila cede, staffetta ai Centauri, poi canto 62, Virgilio dice addio, e dà due corone a Dante, i Dioscuri cedono, staffetta al Grifone, si entra nell'Eden, e termina nigredo, conta 50 canti, e arrivi sul Burrato, che spacca Inferno in due, e dal quale sale un puzzo, i Poeti si difendono, fermandosi a parlare, dietro tomba papa Anastasio, ultimi cerchi infernali, dove son puniti i violenti, fraudolenti e traditori, colpe che più offendono, la bontà divina: qui Dante cita il libro Genesi, in cui vedi leggi naturali, e fa spiegar Virgilio, che grande errore d'Uomo, è tradire il lavoro, ispirato dal divino, che sempre fa creazione, in cui umano può specchiarsi, per sostentarsi e progredire, ma usuraio altra viene tiene, poichè disprezza la natura, disprezza sua operosità, e ripone spes in tempo falso, e fraudolento dell'usura. |CENTAURI mezzi uomini e cavalli, guardiani in primo girone, dei violenti contro gli altri, il girone della Lupa, tra la ripa e ampia fossa, il fiume sangue Flegetonte, sono immersi gli assassini, e corrono in fila i centauri, armati di arco e frecce, come andassero a caccia, nelle selve del Rio Congo, nel vederci arrivare, tre divisero dal branco, venendo a noi con archi e frecce, pronte ad essere scoccate, uno grida da lontano, a qual martiro venite, quale condanna destinati, voi che scendete il burrone? O lo dite o tiro l'arco, nel frattempo a migliaia, pigmei centauri attorno fossa, scoccan migliaia di saette, a far morire gli assassini, perenne eternamente; mio maestro allora disse: la risposta noi daremo, solo al paziente Chirone, poi rimprovera Nesso, il centauro che rapì, Deianira ed Ercole, il quale lo fermò, uccidendolo con freccia, e Nesso prima di morire, invitò donna a serbar suo sangue, a miscelarlo con profumo, per intrider la camicia, che da Ercole indossata, impedisce innamorar di altra donna, ma di questa camicia, Ercole morì avvelenato. Folo il terzo centauro, ospitò Ercole a cena, costretto aprire giara buon vino, che Dioniso lasciò in grotta, altri centauri inebriati, da intenso profumo vino, presi da furia attaccaron, grotta di Folo e di Chirone, per impadronirsi del vino, si accese lotta selvaggia, a colpi di frecce, vinse Ercole tra tutti, ma Chirone fu ferito, da una freccia rimbalzata, mentre Folo morì, per aver toccato freccia, da Ercole avvelenata; dopo carneficina, Ercole fu disperato, per aver ucciso incosciente, i suoi due alleati, ora al leader Chirone, lui e Virgilio vuol parlare. Chirone prese una freccia, con punta pettina sua barba, fino dietro alle mascelle, così scoprì gran bocca, e disse ai suoi compagni, vi siete accorti che quello che sta dietro, muove ciò che tocca? i piedi dei morti non fanno così, e Virgilio duca sen timore, vicino al petto di Chirone, dove si sposan due nature, alza frasi imperiose, lui è davvero vivo, io devo mostrargli lo inferno, non è un viaggio di piacere, ma è necessità che ci conduce, venne un anima dal paradiso, dove cantano alleluia, a chiedermi obbedire, Dante non è un ladro, io non son anima dannata, per quella Volontà che mi permette, di muovere i miei passi, in questa strada selvaggia, presta un dei tuoi centauri, per guadare la fossa, e farci superar la prova, costui porti Dante sulla groppa, perché non è spirito che vola. Chiron ferito a freccia, è sapiente in medicina, non può guarir se stesso, e quel dolore lo accompagna, fino a supplica agli dei, di morire al posto Prometeo, brilla in Ruota degli Dei, costellazion del Sagittario, le stelle di Chirone, sono incontro tra maestri, in ogni punto vedi un dio, o le orme sua presenza, tutto santo alla natura, Chirone parla a Giasone, ed Esculapio suo maestro, istruito da Medea, maestro pur di Achille, come Virgilio guida Dante, sà curar anima e corpo, quest'uomo va salvato! silenzioso patto stringe, tra i maestri più famosi, senza parola espressa, Chirón si volse a destra poppa, disse a Nesso di tornare, fai spostar quelli che ostacolano, prendi in groppa i due poeti, passa il guado e indica a Dante, alcuni nomi dei dannati. Nesso è ora tuo Maestro, ed io sarò il secondo, Virgilio lascia il posto al daimon, entità mito-stellare, che ha compito condanna, di trafiggere assassini, così da lor ferite sgorga, sangue in cui sò immersi. Centauri hanno peso, di anima su terra, ai bambini donan quattro gambe, per gattonare e scalpitare, urlo per chiamar possesso, impossibile condivisione, la dolorosa convivenza, di due nature da integrare, nella conquista del terrestre, la folla dei centauri, è un branco di entità, urlanti e scoordinate, pronte a schiamazzo e capriccio, incapaci a regger vino, assai golosi e ubriachi, scatenan guerre improvvise, isteriche e violente, in cui si uccidon fuoco amico, o cede a istinto predazione; quan si ferisce un bambino, dolore è inflitto a un Centauro, una presenza divina, che a domar serve Chirone, che sotto il suo comando, assassini di assassini: sono lì in schiere ordinate, a colpir chi resta belva, i tiranni affogano nel sangue, che essi resero profondo. Centauri son maestri, traditi in pedagogia, che Chirone come tata, aiuta a risalire, trasformando in genitori: se centaurismo infantile, prolunga adolescenza e oltre, prende forme delle sbronze, notti bianche nel frastuono, delle morti sulla strada, predazione e mercimonio, aggressione e gelosia, stupri branco ed omicidi tra conflitti e alterazioni, nella crescita o educazione: mutar Centauro in Dioscuro, nella profezia del Veltro, colui che caccerà la lupa, di villa in villa fino a inferno, da dove invidia dipartita; se Centauro trafigge il lupo, tra sue zampe ha il crocefisso, Croce Sud che Dante vede, come segno Elevazione, contro avidità dolore, allor Centauro si eleva, dal Corpo a Intelligenza, su due gambe esploratore. Dante in basso Inferno, scende lungo il Burrato, entra in tre Cerchi di Violenza, fiume del sangue in cui bolle, cieca cupidigia e ira folle, e tra Ladri e Fraudolenti, ode il canto di Ulisse, portato dal vento, di Castore e Polluce, i Gemelli del suo segno, tra giorno 12 e 13, sotto tutela dei Centauri, che elevan Corpo a Intelligenza, comandati da Chirone, Dante passa il Flegetonte, a caval centauro Nesso. Carlo Martello dice a Dante, nel Cielo Venere Afrodite, il Sole viaggia da Est a Ovest, ci conduce al braccio equatoriale, nella vertigine stupita, Fuoco Sacro si offre ad Anima, luce sapienza e amore, amor di conoscenze vive, percependo nostra anima, che cammina in questa eternità, fino al canto di Sapienza, dello Spirito dell'arpa, uomo esplora e si offre, alla Libertà mai sazia, ma ecco anime ingannate, da genti empie in cose vane, sentite vostre tempie, rivolte a vanitatum? Beatrice ferma occhi su me, di caro assenso al mio disio, al mio voler beato compenso, dissi dimostra che miei pensieri, son riflessi alla tua mente, ch'io possa in te refletter penso, onde la luce a me ancor nova, del suo canto che cantava, iniziò a parlar così: in quella parte malvagia terra, compresa fra Rialto Venezia, e le sorgenti Brenta e Piave, sorge un colle poco alto, là onde scese una facella, che fece a contrada un grande assalto, Ezzelino da Romano, tiranno massacratore, ora si danna in Flegetonte, dove più profondo è fiume sangue, così lo indica Nesso, mentre traghetta Dante in groppa, su fossa sangue di assassini, per arrivar foresta dei suicidi, che nessun sentiero segna. Cunizza sorella di Ezzelino, di sè fece mercimonio, per aiutar fratello, nei suoi loschi inganni, non si pente esser meretrice, perché ciò le ha conquistato, intelligere spiritum, e questo il volgo non capisce, la SALVEZZA è in nostre mani, e per diventar Beati, serve conoscere terra Inferno. Folchetto di Marsiglia, di lui rimase fama, trovatore e religioso, provenzale in Tarragona, poi presso Alfonso di Castiglia, dopo vita sua mondana, si fece frate poi abate, vescovo a Tolosa, massacratore di Catari, contro gli Albigesi, ora in Ciel di Venere, con prostitute e assassini, che si sono salvati, andando verso il Sole, fu famoso in crudeltà, ora vive seconda vita, da Spirito salvato, nelle parole di Cunizza: peccatore che si pente, per rimorso e disagio d'anima, per orrore del suo male, rinnega ciò che ha fatto, riceve Grazia del perdono, errore strumento di salvezza, come afferma Cunizza, ninfa d'acqua e del Battesimo, che con Folchetto vien salvata, dopo transito in inferno, da Intelligenza dello Spirito. Dante in canto 13 e 37, tra Inferno e Purgatorio, accordati e risonanti, Centauro Caco paga condanna, per essere stato ladro, inizia salita al Purgatorio, sotto costellazione Sagittario, stelle Chirone Guaritore, che illumina il divino, con le corde pizzicate. Pier delle Vigne consigliere, a Federico II e Manfredi, figlio di Federico, biondo bello di gentil aspetto, nipote a Costanza imperatrice, ha figlia Cecilia Taragona, erede a corona di Sicilia, Lui centauro guerriero, muore colpito in battaglia, ultimo eco della lupa, che in ultimi istanti si affida, a misericordia divina, nonostante peccati orrendi, bontà infinita lo abbraccia, accoglie chiunque a lei rivolge, mentre Pier delle Vigne, sopraffatto da suo orgoglio, preferisce il suicidio, muore da centauro, mentre lo portano in carcere, gettandosi dal cavallo, fratturandosi la testa, nella selva dei suicidi, in albero trasformato; la Compassione del Poeta, assimila i personaggi, vissuti in stesso ambiente, entrambi traditi e disonorati, pur simmetrici tra loro, fan due scelte diverse, Pier dannato a non parlare, e Manfredi inaugura i Dioscuri. Centauro si trasforma, in Castore dioscuro, che muore in battaglia, trafitto nel petto, e mostrommi una piaga, metamorfosi del Daimon, i Gemelli son |DIOSCURI, pizzicati in corda d'arpa, per salire verso i cieli. Castore gemello mortale, tiene in mano il frustino, per domare i cavalli, centauro doma sua bestia, mentre Polluce è immortale, pugile agile e leggero, forte nelle braccia, insieme naviga su nave, di Argonauti di Giasone, discepolo di Chirone, coraggiosi esploratori, sulla Nave Conoscenza, ascoltando i canti Orfeo, che narra loro imprese, lui marinaio in stessa nave. Dante viaggia stessa nave, costellazione al Polo Sud, Nettuno ammira ombra di Argo, navigar su mente Dio, la nave temeraria esplora, sul mare DOPPIA CONOSCENZA, ogni uomo è diviso in due, figlio a tenebre e luce, Dioscuri Gemelli, è costellazione mercuriale, sotto quale Dante nacque, mentre Orfeo và in Oltretomba, a cercar la donna amata, nei Misteri Eleusi e Buiti, che Dante conosceva, e ritrova donna amata, nel mondo beati spiriti, uscendo vincitore. Seconda navigazione, conduce Platone a iniziazione, livello anagogico ritrovi, Castore è curioso, mentre Polluce è in silenzio, mis/misteri in greco è taci! in palazzi e fonti dei Farnese, due Gemelli in due opposti, uno legge e l'altro ascolta, uno guarda e l'altro dorme; un miracolo accade, nel cuore degli umani, quando si alzan su due gambe, e si spoglian doppia natura, catturano intelligenza, sepolta nella terra, e la conducono alle stelle, mutando in anima intellettiva, alzano occhi al sole, e ammiran carro luce, mi colpiva da sinistra, tra noi e nord Aquilone, ovvero tramontana, Virgilio mi disse: se costellazione dei Gemelli, fosse congiunta a quello specchio, che fa salir scendere la luce, nel solstizio estivo tu vedresti, lo Zodiaco rosseggiante, ruotare più vicino al nord, a men che non esce suo cammino; a capir vai immaginare, Gerusalemme e Purgatorio, equidistanti da Equatore, paralleli simmetrici e opposti, così che abbian solo orizzonte, ma diversi emisferi, per cui vedrai cammin del sole, procede a Yoros da una parte, e dall'altra per chi è qui. Certo maestro mio, prima faticavo a comprendere, che il cerchio meridiano Primo Mobile, chiamato Equatore celeste, resta sempre a metà, tra il sole e l'inverno, per la ragion che dista da noi, tanto quanto agli Ebrei dal sud. Castore e Polluce in compagnia, di quello specchio che sù e giù, del suo lume conduce, a veder Zodiaco ed Orse, nel loro stretto roteare, fà uscir vecchio cammino, accolto nel pensare, monte Siòn su terra stare, entrambe un orizzonte, pur diversi gli emisferi, che Feton non seppe carreggiare, andando all'uno e all'altro, che intelletto chiaro bada, l'Equator che sempre rima, tra il sole e il verno. Caro Dante se tu fossi, nel solstizio di giugno, quando sole sorge in Gemelli, nel dì più lungo d'anno, a Nord lo vedresti brillare, ora sforzarti a comprender, che sei giunto agli antipodi, di Czargrad Gerusalemme, sei in emisfero sud, stessa distanza da equatore, in cui sta Yoros la nel nord, qui ti sei capovolto, sinistra vedi come destra, nord vedi come sud. Umanità mutilata dello Spirito, oscilla da poggia a orza, resa monca della scintilla, di eternità che la abita, ferita causata da isteria, del poter che vuol soggiogare, ma solo Spirito incarnato, può riparar mutilazione, e rigenerar conciliazione, nuova Alleanza sen parole, in risonanza di terzine, vibrate in arco e arpa infine: ficca l'occhio entro l'abisso, de l'eterno consiglio quan puoi, al mio parlar giustizia fisso, non potea mai uomo solo, espiar peccato originale, con umiltate obediendo, quanto superbo nel peccato, ciò cagion uomo precluso, poter sodisfar per sé dischiuso, a Dio convenne le vie sue, riparar l'omo a sua intera vita, perdonando o punendo o entrambi, ma poiché l'ovra tanto è più gradita, da l'operante quanto più appresenta, de la bontà del core onde è uscita, divina bontà che il mondo impregna, volle usar tutte due le vie, a riscattarvi e fu contenta, nè in tutta storia umana, tra ultima notte e il primo die, sì è mai visto tal magnifico processo, per l'uno o l'altro modo fie, ché più largo Dio fù a dar sé stesso, per far l'uom a rilevarsi, che s'elli avesse sol perdonato, e tutti li altri modi erano scarsi, al Figliuol umiliato a incarnarsi. Aurora bianca e vermiglia, illuminava in cima al monte, suo incontro con Beatrice, amore per rime musicate, e cantate da Casella, umani spiriti si ferman, ascoltan estasi fin quando, li rimprovera Catone, inviandoli a salire: canto unisce a gentil donna, bella e onesta figlia tutta, a Imperadore di Universo, chiamata Filosofia, Beatrice rappresenta, divina luce assai mi mostra, colla mia anima un sol cosa, continua nasce in me pensieri, che indagavano ammiravano, il valore a questa donna, nel luogo della mente. Dante chiede a Belacqua, perché non sali a porte Purgatorio? lui risponde che è inutile, pigri i suoi muscoli, senza anima intellettiva, di cui Belacqua è monco, poichè muoversi è potenza, congiunta col sentire. Dante rimprovera pigrizia, chi manca impulso alla salita, se traguardo del tuo viaggio, accumular conoscenze, infinite informazioni, finchè peso tuoi bagagli, impedisce il tuo cammino, sarai costretto a gettar tutto, in un fiume come i Hmong, per ritornar leggero, e imparar volare, fin quando tuo intelletto, diventa sottile purificato, dal tuo cumulo affrancato, vedrai galleggiar questi relitti, sulle acque del Lete, raccolte a foce del Tevere, da angeli Dioscuri, in città Roma due corone, che risucchia nel gorgo, messaggio doppio dei Dioscuri, nei 25 canti dei Gemelli. Castore muor ferito al petto, Polluce non si dà pace, nel dolor senza fratello, a Zeus chiede grazia di morire, sua libertà di scelta, se Castore è Manfredi, Catone sarà Polluce, iniziati ed iniziandi, in Marocco arriva notte, sopra l'Equatore. Diritta via 18-68, Inferno e Paradiso, corrispondenza risonante, simmetria li tiene insieme, due ingressi in due luoghi, in un Poema in cui ogni canto, è una soglia a oltrepassare, ma tutte soglie diseguali. Ottavo cerchio in dieci bolge, dove vengono dannati, i ruffiani e i seduttori, adulatori e simoniaci, indovini e barattieri, ladri e mal consiglieri, i seminatori di discordie, ipocriti e falsificatori. Dante e Virgilio vi giungono, in groppa al Gerione alato, che li fa scendere in volo, dalla ripa discoscesa, e viene usata cintur di Dante, come redini a trattenersi, al collo del mostro, a indirizzarlo sanza terrore, davanti a Caronte, Minosse Cerbero e Furie, Medusa e Minotauro, il volo, da ripa scoscesa, conferma conquista iniziato, un potere che userà, ci Giganti e con Lucifero. Conoscere mostri che ci tormentano, dare loro un nome, il grande volo si conquista, quan possiamo cavalcarli, vincendo gran paura. Fetonte ebbe paura, quando lasciò redini Sol carro, allora il cielo si incendiò, Icaro si sentì spennare, dalla cera surriscaldata, mentre il padre suo gridava, stai sbagliando strada! Tornato a terra Dante vede questo pozzo ad imbuto, chiuso in dieci cerchi, concentriche malebolge, tutto di pietra color ferrigno, dove nel mezzo si apre un vuoto, molto largo e profondo, ha bordo fatto a terrazze, suddivise in dieci valli-bolge, una spirale di dolore, sprofonda nell'abisso. Alla prima bolgia vanno, ruffiani e seduttori, camminan senso contrario, frustati dai diavoli, in seconda adulatori, immersi nello sterco, che tosto ritorna a terra. Dante avverte volando su Gerione, lo scroscio del Flegetonte, assorda la mente fin lacrime, basta un secondo a cambiar polo, sotto i piedi di Dante, si apre un pozzo stretto, che divide ottavo e nono cerchio, e in basso il Cocito ghiacciato, non c'è ombra altro Gerione, ma solo cinta muraria, con torri a perimetro del pozzo, vidi Giganti di otto metri, dalla cinta in basso dentro al pozzo, esso stesso fatto in pietra, sono i Titani fratelli a Cronos, che a Zeus son ribellati, sconfitti diventano i Guardiani, del cerchio dei traditori, ultimo luogo infernale, incatenati in varie forme, a immobilizzar corpo superiore, dal bacino in giù son dentro roccia, come la spada di re Artù, solo Anteo ha le braccia libere, e coglierà Virgilio e Dante, si comporta con gentilezza, per adagiarli a fondo pozzo, che divora Lucifero e Giuda, dopo chinato si raddrizza, come albero di una nave; mentre in 14 Paradiso, siamo nel Cielo del Sole, in mezzo a Spiriti Sapienti,e re Salomone parla a Dante, dell'ultimo giorno, quan sarete uniti al vostro corpo, brillerete ancor di più, di intensità diversa, a seconda propria intensità, di Amor che occhi corpo regge, carne gloriosa e santa, cresce in ardor che a Dio s'accende, cresce lo raggio che da esso vene, come carbon che fiamma rende, vision Dio sarà più intensa, sì che sua parvenza si difende, poiché li organi corpo saran forti, a tutto ciò che darà diletto; appare san Giovanni luminoso, e Dante rimane abbagliato, luce proporzionata a intensità, di ardore di carità, Beatrice formula sua domanda, i Beati rispondono con gioia, felici a scioglier dubbi a Dante, come quelli che danzano in cerchio, spinti da maggior gioia, alzan la voce e più lieti i gesti, così le sante corone, mostran nuova felicità, alla preghiera devota di Beatrice, i Beati dispongono in cerchia, tonda come quella dei Giganti, ma i santi pien di luce e gioia, Salomon risponde a nome tutti, rivelando la spes intensa, di riconquista integrità, poiche a lor pur manca un pezzo, come ai Giganti manca il basso, pietrificata nella roccia, ai beati manca loro carne, che li renderà perfetti a sguardo Dio. |ULISSE Ladri e Fraudolenti, seconda triade 24-25-26, i peggiori criminali, più di assassini e traditori, usan lucido intelletto, per scopi criminali, ma Dante in canto 26, fà sigillo a intelligenza, vede Ulisse fraudolento, gli dice essenza umana: Considerate vostra semenza, fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza; senza fiamma della carne, non si accede al pian Divino, Grifone è dàimon collettivo, da qui verbo ingrifare, incarnato da Mercurio, che ispira tutti amare, la Venere in desìo, la bella principessa, figlia al re Universo, unirsi con Sophia, al banchetto di Sapienza, sconfina nel Mistero, delle fiabe tutti tempi, dove Anima è Biancaneve, lo Spirito Principe azzurro, e Ombra è orco e strega, dopo varie peripezie, Spiri sposa Anima, nel Corpo e Intelligenza. Ulisse ritorna, da viaggio errante, sedante o eccitante, trascendere umano, è suo scopo primo, in estasi o samadhi, con ego ridotto, saggio + felice, ora sa capir cuori senza velo, grazie ghostdance tolteco mito, dentro piante egli vede, sorgente di unità, e Adamo albero di vita, estende sue radici, fonte di ogni ego: se ego esce scoperto, calpesta la terra a far battaglie, esamina e divide ogni materia, classifica ogni pezzo di Natura, e diviene Vita inanimata, sol da soldi misurata, Tera ridotta e abusata, Civiltà si scopre condannata, catastrofe di sangue e morale, a cui Avi cercaron soluzione, riunir soggetto ed oggetto, a integrare la visione, apollinea razionale con inconscia, sanar frattura nel samadhi, Shaolin cosciente unione, Anima e psiche puro amore. INRI anche vuol dire, Igne Natura Renovatur Integra, ogni cosa è rinnovata, col fuoco di Vulcano, Afrodite e Marte, imprigionati in rete d'oro, si aman due divinità, in corpo ed in spirito, etere e materia, ri-uniti a eternità. Dante ammira tal prodigio, e in Ulisse narra evento, chi resta confinato, solo al piano carne, fà esser proci a vita, necessita liberarli, ovvero liberarsi, e procedere ascensione. Eros aquila Grifone, è Spirito amante, che in ardua salita, fà essere arguti, la coppia appare un Tre, Sacra Tetrade 4, un quartetto coi due daimon, custodi del destino, pronti a ribellarsi, a chi ostacola fiaba sorte. Ulisse in canto 26, controfigura Adamo, e Albero di Conoscenza, tra Salvezza e Ribellione, i due Poli Equatoriali, spiro del tempo e del profondo, rivel mistero del Xcristos: da eroe uomo non è redento, ma diviene un Cristo egli stesso, il Salvatore e uman ribelle, son 74-76 e 24-26. Vanni Fucci adiacente e opposto, a Ulisse che brucia in sua furbizia, muore e risorge da insipiente, perché ha corrotto sua Intelligenza, Ulisse in sé invece l'ha accolta, come architetto ingannatore, di tranelli ed esploratore, di vizi umani e lor valore, svela a Dante re-integrazione, d'Intelligenza ricollegata: Oh frati che per cento milia, tra perigli giunti all'occidente, non negate a questa piccin veglia, che riman vostri ultim anni, l'esperien del mondo senza gente, dietro al sol verso occidente, considerate vostra semenza, non siete bruti ma gloriosi. Ulisse uomo del Mare, conosce due passioni, sincroniche e discordanti, di nostalgia del ritorno, e nostalgia del viaggio, appartiene a tutte sponde, fino ai ghiacci dell'Antartide, dove affaccian continenti, e copre stesse rotte, che seguono crociate, parla del seme di Adamo, che ha scelto strada conoscenza. Ulisse cuce nostro mare, con viaggi guerre e commerci, ma Alighieri aggiunge al Mito, sua esplorazion mortale, narra il viaggio in aldilà, ridando intelligenza a Ulisse, gloriosa resurrezione; da vecchi siamo esploratori, con un mare di risposte, vecchio-sapiente ancora cerca, con mani piene di domande, le guarda con serenità, e diventa esploratore, nel piacere dell'ignoto, durante il punto morte. Ulisse insegna la fatica, di abbatter divieti Ercole, varca i limiti in coraggio, mette la morte in conto, Dante può parlare ai Morti, perché viaggia in stato Grazia, in quanto seme Adamo, ma in esercizio di virtute, con coscienza illuminata, usa il sapere suo acquisito, poichè vendicarsi è conoscenza, che ritorce a chi la usa. Un marinaio mai scappa, perché il mare è dentro lui, carnefice e amico: noi rallegrammo e poi venne il pianto, ché da nova terra un turbo nacque, tempesta che colpì la nave a prua, percosse del legno il primo canto, Tre volte il fé girar con tutte l'acque, a la quarta leva poppa in alto, e fece inabissar la prua, come narra pure Emerson, finché il mar sovra noi richiuso. Il naufragio di Ulisse, è sua morte e resurrezione, serve lo spirito suo tempo, e crede fuggir spiro profondo, ma il profondo lo conduce, dentro il mister di Cristo, e fà parte del mistero, che uomo diventi Cristo, Jung rivela sincronia, nel Poema dantesco, Ulisse opposto alla Croce, è lo specchio del Cristo, nel sacrificio compiuto, ad accumular sapienza, per ottener salvezza. nel canto 51, triforme amor deviato, riporta al canto 1, deviata via davan tre belve, canto 50 astro Lombardo, fa conquistare a Dante, mappa Cielo stelle fisse, nella leggenda Vera Croce, amata e nota in Medio Evo, alla Basilica di Arezzo, con Pier della Francesca, racconta che il legno croce, del Cristo, è legno Albero di Conoscenza, attorno cui è avvolto serpente, come al collo del blu Siva: nel vangelo di Nicodemo, un giorno Adamo era malato, il figlio Seth va in Paradiso, a chieder olio legno misericordia, con cui unger corpo padre, e restituirgli la salute. Gli apparve arcangelo Michele, sullo sfondo insieme a Seth, gli disse non piangere per l'olio, del legno Iboga misericordia, in nessun modo potrai averlo, fino al tempo del Cristo, così Michele dette a Seth, un ramoscello da piantare, dell'albero che Adam fece peccare, poi disse a Seth tuo padre guarirà, quan questo ramo frutterà, Seth a casa trovò il padre morto, piantò ramoscello su sua tomba, il ramo divenne un albero, che giunse ai tempi Salomone, epoca di ladri e di serpenti, a preservare qualche ladro, dalle atroci metamorfosi, come Puccio Sciancato, del canto 25; ladri muoiono e risorgono, ai piedi di una croce, su cui Cristo è morto e risorto, come lor maestro tradito. Angelica intelligenza, che parla con voce Dio, custode nostro destino, anche se non lo viviamo, tutore nostre attitudini, e della nostra missione, diretta emanazione di Spirito, che abita entro noi: chi torce natura dei giovani, torce natura degli uomini, distrugge persone e procura, offesa allo Spirito, Educatori dell'Anima, incuranti del potere, che vuole tutti uguali, san re-integrare Spirito, accoglier voce del daimon, che è nostra diversità, ciascun se stesso preso, è contro anestesie, di società omologanti, contempla risonanza 25-75, canto di alchimia, e canto dei talenti, nel silenzioso lavoro, del fuoco di officina, eche lavora la Materia, che si muove e trasforma, secondo leggi sconosciute, di un ordine sacro, a raggiungere profondo, Spirito in Materia. Carlo Martello risponde, che anche Uomo è un alambicco, configurato dal mistero, di tutti i suoi talenti, che dovrebbero esplodere, se non fossero negati, repressi mortificati, e annullati dal Potere, che devia spirito profondo, che alimenta la materia, nostre persone da bambini, in mente di Dio tutto è scritto. Carlo Martello narra futuro, e se mio frate Roberto, antivedesse tutto questo, eviterebbe l'avarizia, dei Catalani in Catalogna, serve qualcuno che al suo posto, provveda a che il suo regno, non subisca ulterior danni, dei suoi antenati liberali, avrebbe bisogno di soldati, non soltanto mercenari, come son franchi catalani, Roberto è diverso da me, anche se figli a stesso padre, lui è avaro illiberale, meschino farà mal suo regno, come Cunizza ed Ezzelino. Dante curioso chiede a Carlo, fatto m'hai lieto fammi chiaro, parlando dubitar m'hai mosso, come dolce seme può essere amaro? se posso mostrarti verità, rispetto al dubbio che sollevi, lo ben che ruota il Paradiso, volge e contenta ogni virtute, Provvidenza alla sua mente, che è perfetta di per sé, non sol determina varie nature, ma insieme ad esse anche il lor fine, ovver non sol influssi celesti, come una freccia sul bersaglio, se ciò non fosse il ciel che tu cammine, producerebbe li suoi effetti, che sarebber sol ruine, e ciò non può succeder, se li ntelletti che muovon stelle, son perfetti come il primo, poichè natura mai fallisce, quel che è necessario, ora dimmi cosa è peggio, per l'omo che vive in terra, se non si fosse cittadino, e svolge ciascuno una funzione, vostro Aristotele scrive il vero, è necessario che sian diverse, le radici dei vostri effetti, uno nasce legislatore, e un altro condottiero, un sacerdote Melchisedèch, e un altro ingegnere, come Dedalo che volando, perse il figlio per l'aere, intelligenza angelica imprime, la circular natura ai mortali, ma non distingue l'un dal'altro, ovver non fà le preferenze, Esaù è diverso da Giacobbe, Natura generata ha suo cammino, che i generati seguon sempre, così interviene Provvidenza, che è più forte di quegli astri, e chi ti era dietro ora è davanti, ora ti dono un corollario, sempre Natura se fortuna trova, discorde a sé fà tal semente, fuor sua region fa mala prova, e se mondo terreno badasse ai ritmi, cioè inclinazioni di natura, seguendo lui avria buona gente, ma voi torcete alla religione, tal che fia nato a portar spada, e fate re chi è nato prete, onde vos traccia è fuor di strada. Artigli aquila ci appare, dentro canti Stella Polare, irradiazioni di Giustizia, che ci porta a guardar alto, dal punto vista Padre Eterno. Classica esegesi ripete: carro è Chiesa corrotta, il Grifone è Cristo nella Storia, che punisce preti corrotti, assatanati in molte colpe, ma chi diviene immortale, racconta Storia dal di fuori. Dante vede poi una volpe, che si avventa a fondo carro, digiuna pare da ogni pasto, ma è accusata di gran colpe, ma Beatrice la mia donna, mise quella volpe in fuga, volpi che guastano le vigne, quando sono belle in fiore. Canto dei Cantici rivela, tre volte volpe è nel poema, come simbolo di |FRODE, allegoria delle eresie, che tormentano la storia, inganno astuto del raggiro, nella Cornice d'Invidiosi, menzogna usa Guido del Duca, divin Giustizia raggirar, lui duca in Montefeltro, accecato dalla invidia, come un Vate cieco vede, quel che non si può vedere, io rispondo a sua domanda, sul luogo da cui vengo, nella valle fiume Arno, in cui spazia mezza Toscana. Rinier da Calboli gli chiese, perché non nomini quel fiume, Guido rispose che quel nome, vorrei scompaia dalla valle, poichè sorgente di quel fiume, di Appennino e del Peloro, tutti fuggono la virtù, come biscia fugge un luogo, che la induce a fare questo, per sventura o per mal uso, abitator misera valle, hanno mutato lor natura, Circe li ha mutati in bestie, come scrive san Bernardino, tra brutti porci degni a galle, cioè ghiande Casentinesi, che di cibo fatto da umani, Arno scorre verso il basso, e trova botoli a ringhiare, più di quanto quanto torcon muso, e devia corso disdegnosa, di toccar tali Aretini, tale valle sciagurata, scende più in basso più si allarga, tan più trova Fiorentini, cani divenuti lupi, acqua poi discesa a fossa, cioè bacini più profondi, trova volpi pien di froda, che non temono altra astuzia, che possa catturar Pisani; ecco valle senza nome, se lo avesse reca danno, se lo togli esce da storia, valle di lacrime governata, da natura avversa e contraria, che trasmuta uomini indeboliti, in folti branchi di belve, affamate e arrabbiate; questi versi affondan lama, nel dolor di umanità, esiliata e sprofondata, in valle lacrime di astuti, Volpe animal notturno, diffidente affonda il morso, nelle tenebre del Corpo, nella fame delle notti, aggredendo il carro umano, mutilato nel suo spirito, e che ancor non hanno visto, la Giustizia di Maria. Beatrice caccia la volpe, dal carro uman tragedie, poi vidi Aguglia tornare, da indi era venuta, la vidi scender giù nell'arca, e lasciarvi alcun sue penne, compatendo il male umano, come cuor che si rammarca, tal voce uscì dal cielo e disse: o navicella come sei mal carca! da quando foste fuori Eden, vi ho contattato direttamente, con la salvezza incarna in Cristo, allora appare il Cristo in penne, abbandonate sul quel carro, in supremo Atto di suo Amore, dove nessuno ha mai veduto, oltre donazio Costantino! ipocrisia di uomini umani, rifiutan veder sol verità, che nel duomo di Barga, dura secoli un anno un giorno. Parve a me la terra aprisse, tra ambo ruote del carro, e vidi uscirne un drago, che conficcò la coda al carro, come vespa che ritragge ago, a sé traendo coda maligna, trasse del fondo e gissen vago, portò via una parte del carico, e se ne andò serpeggiando, quel che rimase come gramigna, sulla vivace terra, di piuma offerta fu coperta, con intenzion sana e benigna, come si è aperta la terra, a ultimo respiro del Cristo, così da tal voragine, sorse il secondo tradimento, di umani contro quelle penne, corrotti dai lor calcoli, di possibili guadagni, e i Giusti soffocati, dagli ingiusti senza cuore, chiedon soccorso a quelle penne, a dar Salvezza e Dannazione; dopo che il fuoco ebbe ruggito, l'acuta punta mosse qua e là, e poi diede cotal fiato: se io credesse che mia risposta, fosse a persona che torni a Terra, questa fiamma staria in silenzio, ma poichè da fondo Inferno, nessuno esce vivo, se sento dire il vero, ti rispondo senza timore, di essere infamato. Guido da Montefeltro, chiuso in fiamma come Ulisse, consigliere fraudolento, ingannatore anche a se stesso, crede confidar sue verità, a un dannato dello inferno, fui uomo d'arme e poi francescano, credendo di fare ammenda, dei miei peccati col cordone, ma poi il papa Bonifacio, mi indusse ancor peccare, il gran prete mi rimise nelle colpe, ipocrita anche in nome! fintanto che fui carne e ossa, col corpo datomi da madre, lavoravo con astuzia, come volpe e non leone, conobbi trucchi e vie nascoste, accorgimenti e coperte vie, io seppi menar lor arte, a fama in tutto il mondo, quando mi vidi alla vecchiaia, dove ognuno ammaina vele, e pentirsi dei peccati, ciò che prima mi piaceva, mi dispiacque e feci frate, dopo pentito e confessato, ma ciò non mi ha giovato, poichè novo principe di Farisei, ovvero papa Bonifacio, combatteva guerra in Laterano, contro i Colonna cristiani, evitando Saraceni o Giudei, ogni suo nemico era cristiano; se Costantino chiamò a sé, papa Silvestro dal Soratte, a guerir della lebbra, Bonifacio chiamò me per la sua febbre, mi chiese un consiglio, io tacqui a tale pazzo, mi disse di parlare, io ti assolvo fin da ora, purché mi mostri arte di spia, io posso aprire e chiuder cielo, assolvere e condannare, due sono le chiavi, che Celestin mai ebbe care, mi convinsero argomenti, poichè tacere ha conseguenze, Padre poichè mi assolvi, da quel peccato in cui ricado, prometter molto e mantener poco, ti fò trionfare nel tuo trono; secondo tradimento a Dio, mischiar grano con gramigna, non riconoscer differenza, fra giusti ed ingiusti, Celestino mai voleva, aprir chiuder cielo al Male, giace tra gli Ignavi, per causa gran rifiuto. Francesco venne quando fui morto, a prendere mia anima, ma un diavolo gli disse, lascia non farmi torto! deve venire ai miei dannati, diede consiglio fraudolento, così gli fui alle costole, chi non si pente non è assolto, poichè è contraddizione, io dolente mi scossi, quando mi prese e mi disse, forse tu non pensavi, che io fossi filosofo! Trasformato il carro santo, mise fuori delle teste, tre sul timone e quattro in angoli, le prime cornute come il bue, le quattro un solo corno, avevano per fronte, allegoria di Apocalisse, mostri di anima uomini, tre belve con due corna, lince leone e lupa; le quattro belve con un corno, son cambiate di segno, quattro ninfe Cardinali, che si vedono nell'Eden, trasfigurano tenebre, tutte e sette assieme, zavorra che ci schiaccia, impedendoci a volare, sorgenti del dolore, Castronuovo estrae: |LINCE è narcisismo, opportunismo ed egoismo, indifferenza e alienazione, ha pelle maculata, ossessione per l'istinto, nevrosi ipocondria, da immaginarie malattie, prensilità felina, cioè shopping compulsivo, inquieta delusione, azzerata ogni empatia, pulsione al movimento, sfrenato colmo in nulla, ansia e invidia al mondo. |LEONE materialista, ma per uso di ragione, aggressivo dominante, di un mondo fatto a lui, dissolve entro il potere, nel tempo suo ruggito, superbia fame mondo, ossessionato dal controllo, del mondo al suo servizio, manie persecuzione, se viene ostacolata, la vanità in suo regno, nel centro di sè stesso, lui è sua verità, ma teme dolore e morte. |LUPA è fuorilegge, questa è la sua legge, schiava e padron di eccessi, sua furia è negazione, violenza ed omicidio, dissolve in nichilismo, regista di tragedie, insaziabile sua mente, ha un Io disgregato, che lei ricuce allora, disgregando gli altri, suo alimento è odio, in forma paranoia, possiede per brama, e rabbia del mondo, non per bisogno. Le altre quattro carte, son forza per il corpo, sapienza per la mente, giustizia per l'anima, temperanza per spirito. |Aquila irradia in tre cantiche, lo Spirito di Dio, manifesta divin giustizia, e nel sesto canto Paradiso, Giustiniano narra la storia, di Aquila Imperiale, dalla guerra di Troia, fino al tempo di Dante; le sue ali convergono, sul canto 66 Purgatorio, dove Dio torna parlare, agli uomini del Carro, due sue opere Giustizia, cioè cacciata da Eden, e incarnazion del Cristo, mentre in 28 Inferno, emerge losco Guido Montefeltro, che volea ingannar Giustizia, indossando il saio francescano, Guido maledice Bonifacio, ingannatore di Dio, e restituisce a Celestino, la santità che gli è dovuta. Nei canti 86 e 87, Aquila parla a Dante, mentre canto 1 proemio, è chiave volta Arco di Fuoco, arco di Aquila che unisce, le due selve visitate, di smarrimento e ingresso Eden, sempre la stessa selva, trasformata in nuovo Dante: dinanzi a me con ali aperte, eran le anime liete, in dolce visione di Dio, parea ciascuna rubino acceso, che nei miei occhi Lui rifrange, io vidi e udii parlar lo rostro, il becco di aquila parlava, diceva io e mio, ma intendeva noi e nostro, per esser stato giusto e pio, son qui esaltato a quella gloria, che non si lascia vincer a disio, e in terra lasciai mia memoria, che persin genti malvage, lo lodano ma non seguono, così un sol calor da molte brage, si fa sentir con molti amori, usciva un suon da quella image. Aquila parla al singolare, dando voce ai Beati, che sua forma compongono, doppia natura di un dàimon, il più vicino a Dio, rispecchia eterno fluire, dell'Essere Spirito, parla in prima persona, è la Giustizia Divina, Aquila è un tetragono: UMANI diventati BEATI, formano simbolo di un ANGELO, che parla con voce DIO, questa immagine dice, che non esiste separazione, dentro emanazion divina, poichè i molti Spiriti, parlan unico suono, a cui partecipiamo in vita. Ben io so che cielo altro reame, divina giustizia fa suo specchio, in angelica gerarchia, io sempre pronto ad ascoltare, come un falcon disia volare, io vidi aquila entro lodi, dei Beati della grazia, che san legger mio digiuno, che nessuna cosa sfama. Dante usa stessa image, per Testamento Paradiso, Mosè davan roveto ardente, verde fuoco che non brucia, mentra ascolta voce di Dio, che gli sta dettando Legge: oh fior di eterna beatitudine, col profumo di vostra voce, interrompete il digiuno, che mi fè patir la fame, non trovando a saziarlo, nessun cibo sulla Terra. Sapienza è il motore, che ispira divin Giustizia, enigma di Beatrice, sul vaso rotto dal serpente, Umanità da sempre è salva, nella mente di Dio, Dante agisce come l'Aquila, nella sua voce vibran tutte, le domande dei mortali, senza esplicita richiesta, DIO perchè permetti accada? le guerre e i massacri, carestie e pestilenze, ingiustizie del mondo, le ferite nella vita, Aquila risponde, iniziando Dante al Ciel Saturno, dove incrocian quattro corde, che risuonano in accordo, in sincronia del corpo, con anima e intelligenza, per lo spirito attirare, e risposta respirare. |GRU nello Inferno, associate ai lussuriosi, trascinati da bufera, e destinati a girare, vanamente sempre in tal aria, recuperano in Purgatorio, capacità di migrazione, movimento verso una meta. Poi citate nel Paradiso, appaion giunte a tale meta, dove si cibano liete, e poi si alzano in volo, a formare lettere di selva, oscura selvaggia e forte, dove preval forza natura, vergine e intatta, che impedisce penetrarla, ma dentro ha vita variegata, con un robusto cerro e abete, che in alto si digrada, frassini tigli e platani, ai loro piedi un sottobosco, fitto intricato di cespugli, di rovi piante e semi, gru disegnano volando, lettere alfabeto, poi forman aquila imago, simile al falcone, cicogna ed allodola. Beatrice beata paragonata, a un aquila e a un uccello che attende alba a nutrir piccoli. ALTA FANTASIA vuol dire, che viene dall'alto, da intelligenza cieli, ecco Libro di |Ester, che rivel suo sposo re Assuero, di essere ebrea, quando il ministro Aman decreta, sterminio ebrei di Babilonia. Aman condannato a morte, da crocifisso ancora espande, suo disprezzo e sua ferocia. Dante con occhi aperti, piovve in altra fantasia, vide Aman crocifisso, con aspetto amar disdegno, che moriva in questo modo, intorno a lui presenti, re Assuero e sua moglie Ester, e il giusto Mardocheo, integro in parole e azioni, quan questa imagine svanì, come bolla che vien meno, perché sotto manca l'acqua, sorse in mia visione, una seconda Fantasia, da Eneide ispirata: io vidi una fanciulla, che piange forte e grida, a sua Amata madre regina, Lavinia in sposa a Enea, a pacificar troiani e latini, ma sua madre detta Amata, moglie al re Latino, si impicca a fermar nozze, che evitan la guerra, fra Troiani e Latini, Lavinia parole grida, madre io ora piango, più per te che pei Latini! perché per ira hai voluto, esser suicidata a me, ora mi hai perduta, e io son qui che mi addoloro, per tua inutile rovina. Ester salva gli Ebrei, Lavinia vuol salvar Latin da gue dante-aldila-morte-fisica_brizzi.mp4
lume164-Xristos scende agli inferi, per tre giorni inscena un carnevale, dove lui recita la farsa, cioè la parte di anticristo, per ottenere anime pronte, alla redenzion di amore. La Divina Commedia, è il viaggio/poema di Dante, in 100 canti in tre cantiche, Inferno Purgatorio e Paradiso, scritto in terzine, con rime incrociate. |MariaCastronuovo mappa poema, tra stelle segrete e quiete, Dante inizia 8 aprile, viaggio in regni ultraterreni, peccato espiazione e salvezza, la notte venerdì santo. Il |viaggio-del-Pellegrino, dura una settimana, Dante scopre piano piano, che dannati e santi obbediscono, a precisa volontà divina, inscritta nella storia, come maestra di vita, rivelata sulla Terra, immobile al centro. La Terra riflette geometria, |Fibonacci-serie frattale, dove ogni numero è somma, dei due precedenti, 0 1 1 2 3 5 8 13 21.. spirale in crescita naturale, in fiori e foglie e conchiglie, nubi cavoli e galassie, e Tartaria architetture. Spirale aurea pure emerge, nelle forme musicali, di Chladni ed Emoto, e negli anelli di Lakosky, essa si associa a ogni cosa, come i diagrammi SATOR AREPO, ovvero i mandala del mondo, che son strumento visivo, per meditare e contemplare. |MasaruEmoto dimostra, che vibrazioni e parole, influenzano struttura, di acqua molecolare, che nutre organismi, come un oracolo pregava: amore e gratitudune, nutrimento e protezione, guarigione ed istruzione, elevazione ed armonia. Amen

169:lume169-Pentecoste è il simbolo universale della trasformazione interiore: una convergenza delle vie interiori presenti in tutte le culture, fuoco che passa da una persona all'altra senza consumarsi, il momento in cui una scintilla nascosta diventa forza capace di generare relazione, comunità e rinascita. Il fuoco che scende sugli Apostoli richiama antichi simboli dell'umanità: la fiamma custodita, il respiro vitale, la luce che risveglia la coscienza. Maria è il centro silenzioso dell'attesa: come nel Carmelo rappresenta il grembo che accoglie (lume165), nella Pentecoste diventa lo spazio umano dove lo Spirito può manifestarsi. Il femminile custodisce il mistero, il fuoco maschile lo porta nel mondo. Dante racconta questo passaggio nella Divina Commedia: Beatrice conduce oltre i limiti della ragione, mentre san Bernardo apre la porta della contemplazione. La Candida Rosa dei Beati è l'immagine di un'umanità ricomposta nell'armonia. La Pentecoste insegna che il vero cambiamento non consiste nel diventare qualcun altro, ma nel lasciare emergere ciò che in noi è già vivo. Ogni persona custodisce una fiamma: quando viene condivisa, diventa linguaggio comune oltre le differenze. L'oracolo del lume domanda: quale dono hai ricevuto che aspetta soltanto di essere donato o condiviso?| Riassunto: alla festa del concepimento di Maria, nel cenacolo radunato dagli Apostoli con lei, sanguina l’attesa del Consolatore: nel cinquantesimo giorno dopo la Pasqua, lo Spirito Santo discende su 120 persona con lingue di fuoco e colomba su Maria. Gesù aveva annunciato che sarebbe partito affinché potesse venire il Paraclito che convincerà il mondo di giustizia e giudizio. Prima deboli e timidi, gli Apostoli ora vengono ri­pleni di Spirito, abbandonano la paura e diventano predicatori del Risorto, anche di fronte a imperatori crudeli, dando vita alla Chiesa apostolica che si estende oltre i confini del mondo conosciuto. Pietro, convertito dopo il tradimento, diviene capo della Chiesa e conduce alla conversione migliaia di ebrei. La Pentecoste inaugura l’inizio della missione universale: popoli, lingue e nazioni sono chiamati. Maria guida questo cammino: riconosciuta come Vergine Madre e sposa, figura della Misericordia e della speranza che vede Dio in ogni uomo. Nel Canto XXXI della Divina Commedia, Dante, accompagnato da san Bernardo di Chiaravalle che ama Maria, contempla la «Candida Rosa» e riceve da Bernardo, tramite Maria, la guida finale verso l’empireo. Bernardo, riformatore cistercense, fondatore di decine di monasteri e predicatore della Crociata, medita Maria come intercessione e creatura degna, 'figlia del tuo figlio', tramite la quale l’uomo può ascendere dall’umiltà alla gloria. Dante fa esperienza della visione diretta di Dio, interpretando in forma poetica il viaggio che ogni uomo può compiere verso la pienezza. Il viaggio è un epopea che unisce ragione e poesia, uomo e divino, femminile e maschile, fino alla piena unione dell’anima nella luce della Santissima Trinità.# Alla festa di concepimento, o discesa di Maria, Bernardo in Chiaravalle, guida il poeta Dante, a descrivere il mistero, asceso Gesù al cielo, Apostoli radunarono, nel cenacolo con Maria, a ricevere il |Consolatore, Pentecoste cinquantesimo, giorno dopo Pasqua, festa inizio mietitura, assistono promessa: Vi dico un verità, è meglio che me ne vada, così a voi verrà, il Consolatore che, convincerà il mondo, su giustizia e giudizio, disse Gesù maestro: come a creare uomo, cooperarono in Trinità, così alla redenzione, Padre Figlio e Spirito Santo, Padre prepara e manda Figlio, Cristo passione e morte, Spirito Santo vivifica, anime sostiene e santifica. Alba decimo giorno, forte rumore scosse casa, e tutte 120 persone, in sala attorno a Maria, si inginocchiano tremanti, ecco sopra loro teste, comparve un globo fuoco, dividendosi in fiammelle, che scendono su ognuno, mentre candida colomba, aleggia su Maria: repleti sunt omnes Spiritu Sancto, e inzian loqui variis linguis, discesa di amore, produsse cambiamento, su Apostoli che pensavano, a Messia regno terra, ma da deboli e timidi, acquistan forza e coraggio, grazia Spirito Santo, li rese giusti e fedeli, umili vincitori del mondo. Se prima eran nascosti, abbandonando lor Maestro, ora predicano a tutti, Gesù risorto eterno, e rinfaccian peccati e vizi, pure a crudeli imperatori, e in atroci tormenti, non cessano predicare. Pietro capo della Chiesa, pur vinto da servetta, nel rinnegar Gesù, converte ora tremil Yudei, in zelo sen confini, nuova Chiesa di Gesù, rianima e fortifica, esce dalle mura, comincia a far proseliti, su ogni sponda dei mari, sopporta persecuzioni, calunnie ed eresie, assistita e confortata, dallo Spirito Santo; morirono i persecutori, malvagi ministri di Satana, si estinguono scismi, Chiesa apostolica resiste. Pentecoste invoca i doni, a mezzo di preghiere, irruzione ai cuor fedeli, a mezzo Spiro Santo, bene e consolazione, mutiamo nostro dolore: oh Gesù ti chiediamo, divenirti compagno, insegnaci a rialzarci, dal peso della croce, sulla strada del Calvario, a vedere nel dolore, un disegno di amore, insegnaci ad amare, per bene soffrire, e insegnaci a soffrire, al fin di bene amare. Dammi Amore oh Daime! a fecondar dolore, che alimenti accresca Amore, nutrici di Te, nel tempo eternità, offro sofferenza, alla amara tua fatica, a rendere valida la nostra, così che venga Tuo Regno, Signore Juramidam. Giorno Pentecoste, conclude il tempo sacro, con effusione in memoria, inizio Apostoli missione, fra tutte le tribù, lingue popoli e nazioni. |Madonna guida cose grandi, con ciascuno di noi, vede Dio in ciascuno, lungimiranza di Madonna, Misericordia è cuore ai poveri, magnificenza è cose grandi, Vergine Madre e sposa, a Giuseppe consacrata, uomo del silenzio, Dante saluta ave Iosep, presenza nascosta, accanto ave Maria. Nel in canto trentuno, Dante contempla Candida Rosa, Beatrice torna al seggio, lui gli porge domande, ma invece vide a fianco, |SanBERNARDO CHIARAVALLE, a guidarlo in empireo, ultima tappa mistero. Bernardo ama Maria, nella mistica ed azione, e medita continuo, umile e alta creatura, intercessione a Dio visione, Bernardo oratore vivo, guida ascesi Dante, fin dove era iniziata, superbia intelligenza, che causò lo smarrimento, in razionale selva oscura, ora è redenta, corretto usa ragione, eloquenza in Chiaravalle. Bernardo volge sua preghiera, affida Dante alla Madonna, che è Regina Cielo, per viaggio in empireo: Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e più alta creatura, che nobilitasti uman natura, da farsi sua fattura, quando nel ventre tuo, accese amore caldo, da germinare il fiore, qui sei intermediaria, face di caridade, giuso intra mortali, di speranza sei fontana, Donna a cui ricorre, chi vuol grazia tua benignità, soccorre a chi domanda, in te misericordia, pietate e magnificenza, creatura di bontate. Dante fà esperienza, diretta di Dio, uomo del viaggio, epopea del pellegrino, interpreta suo tempo, viandante alla dimora, di desiderio interno, che cerca una pienezza; dunque sua proposta, valida a ogni uomo, viaggio che pregusta, patria luce cui già tende, seguendo sua speranza, vita di avventura, degna esser narrata, con ragione e poesia. Dante passa da Beatrice, al Cavaliere di Maria, Beatrice è specchio Dio, la vera teologia, mentre San Bernardo, è Dio mistica esperienza, diretta contemplazio, oltre amor riflesso, è mistica Chiaravalle, che edifica la Europa. Divina Commedia, è architettura cattedrale, vi troviamo tutti luoghi, di ragione e di poesia, San Bernardo benedettino, entra giovane in monastero, lui riordina e rinnova, avvia ramo cistercense, comunità in Chiaravalle, poi predica in Italia, avviando monasteri, di monaci-guerrieri, oltre agricoltori, a mezzo rame slavo, è scrittore viaggiatore, muore a 73 anni, in Champagne 153. Bernardo fa esperienza, continua di aldilà, ma forgia pur la storia, fonda 68 monasteri, cistercensi in Inghilterra, Svezia Sicilia e Libia, vi annette scuole agricoltura, e tessile manifattura, bandisce la Crociata, a liberar Santo Sepolcro, ordina monaci-cavalieri, scrive regola ai Templari, pacifica i sovrani, e riordina la orda. Aneddoto racconta, lui si ferma a un edicola, vede immagine Madonna, con Ave Maria! la saluta, allora immagine si anima, rispose Ave Bernardo! nelle notti misteriose, parla a Dio e la Madonna, agisce meditando, Europa edificando. Tommaso Aquino dice, che lo interiore di ognuno, è bene spirituale, che vale più di Universo, comprende cosmo intero, mentre lo Universo, non comprende uno solo. Peccato originale, somiglia ai dolori parto, fuor disegno di Dio, che invece vuole pace, a far germinare il fiore, manifesta volontà, mysterium iniquitatis, vi lascio la pace, vi do la mia pace, che non si perde mai, simbolo è percorso, che uomo può compiere, per uscire dal non-senso, linguaggio per umani, bandiera vittoriosa, Madonna è medium face, luce sol splendente, speranza fontana vivace, di acqua zampillante, che sempre si ravviva, per uomini su terra, sorprese nella vita. Gesù risponde a Cana, in risposta a Maria, cosa c'è tra me e te o donna? ecco tuo figlio, da cui nasce stirpe, che schiaccia testa al serpe, Donna vestita di sole, con luna sotto i piedi, e corona di stelle, simbolo di Ecclesia, Madonna benigna, che soccorre chi domanda, nel mezzogiorno amore, grazia al desiderio, di felicità immortalità, amore e conoscenza, insita in umani, come carta identità, tiene sua radice, e suo compimento in Dio, ma per giungere a Lui, serve mistero femminile, a completare uomo. Dante narra il femminile, durante sua ascensione, cioè cammino vita, siam fatti per il bene, il bello e il vero fiore, alla Rosa dei Beati, ventre Ave Maria, amor caldo reca Fiore, di oro di Laozu, pienezza dei tempi, trasmette grande pace; nel cammino di Dante, viaggio verso Brahman, Beatrice passa il testimone, a Bernardo Chiaravalle, come sanPaolo ai Galati, usa percorso antagonista, a quello di Anticristo, che vuol donna ambigua, sterile prostituta, mentre Bernardo loda, la Madonna figlia del tuo figlio, e madre al Verbo carne, umile ed alta, si fece sua fattura, dimensione femminile, prima di accesso a Dio. Vangelo è paradosso, conferma ragione luce, che Dio ha dato a uomo, a conoscere il Vero, ma aperta al mistero, ciò che svaluta ragione, è cattiva teologia, poichè ricerca umana, giunge al limite ragione, dove sta contemplazione, di ciò che sta oltre, mistero e paradosso, di tutto il Vangelo: gli ultimi saran primi, i primi saranno ultimi, Matteo ci ricorda, chi vuol esser primo serva tutti, Umile humus terra, come è dentro è fuori, paradosso evangelico, per avviare civiltà, riscrive ruolo donna, di Vergine Madre, femminile e maschile, due sentieri necessari, a percorrer strada vita, per arrivare a Dio. Verbo si fa carne, a mezzo di una donna, donna unita al Cristo, in morte e resurrezione, Gesù rivela tutto, parabole maschile e femminile, annodate come perle. Re in guerra e maschile, lievito è femminile, così cuore di Dio, utero misericordia, maschile canto fedeltà, grembo che si scioglie, Dio sorgente di bontà. |8DICEMBRE, Yolanda con Pamela, assieme a Raseno, preparano FESTA, per celebrare Thera, a luce di candela. Kinaciau e Mallendi, suonan arco e arpa, Sesto con Emilia, preparano copàl, desheto e vin Raseno. Taras col tamburo, canta un muchamor, Martin con la Lisa, han proprio repertor, canti medicina, hikuri e desheto, don Romulo si unisce, con icaros Loreto. Amici riuniti, alla festa di Muse, cantano in coro, vedranno ballar Pan, Tago Krisna e Siva, Ganesha con Gesù, cuore vien rapito, mistica ascensione, tamburi con maracas, flauti e campanelle, richiamano potenze, lenire sofferenze, a turno tutti quanti, esprimono qualcosa, 1 sogno una quartina, pianto che si sfoga; se spiriti antenati, discesi son venuti, sulle nostre teste, a celebrar misteri, kundalini interiore, entra nella danza, diventa una cabocla, migonzi oppur gauwasi, danza una realtà, Yolanda chiama Encantos, a danza del Torè, spiriti de Luz, Jurema viene pur: in voi siamo rinati, al cuore del devoto, nel ballo ritrovato, suo Regno arriverà, sol quando umanità, ritornerà in possesso, sua femminilità, che perse x errore, ignoranza o cecità, in estasi comune, si ha mente liminal. Sogni ed emozioni, son fine propaganda, strutturano realtà, gioie e pure ansia, se mi tolgo occhiali, dello spazio-tempo, riesco già vedere, cuor di puro evento; musica speciale, mi aiuta a battagliare, nel mondo di passioni, aiuta bilanciare, Seba canta intanto: mi imbarcai sul fiume, sacro del biedano, quan Raseno e Lisa, mi chiesero una mano, evento fondatore, un secolo anteriore, quando a Shirdi apparve, Tago danzatore, presso la vincella, del drago del biedano, i canti di Jurema, santo han risvegliato; daime cerchio danza, appar Gesù con Shirdi, Laotsu con bimbo Tago, che in Africa ci prende, da li ci espanderemo, nei giorni di declino, a ristabilire rito, del buon tolteco primo, nel canyon del biedano, risuona umbanda invito, Don Bosco salesiano, predisse nuovi culti, emersi da foreste, + chiese innovative, aborigeni a convito, diffondono nel mondo, speranze curative, a nascere di nuovo, se Essere che sono, è altro essere Te, Tu Sei un altro Me, Uno che specchia doppio, dove va la mano, segue il mio sguardo, dove va lo sguardo, segue il pensiero, dove va pensiero, segue sentimento, dove questo arriva, Ananda appar momento. Buitisti con daimisti, e nativi americani, acqua fuoco e stelle, assistono gli umani, Yolanda si trasforma, madrina della festa, con Kino che lenisce, angosce della testa: con piume costumi, tutto il gruppo danza, Kino gira e cura, bollente lagnanza, Raseno offre vino, al cuore primitivo, vino del deserto, e vino di foresta, unione di correnti, per la nostra festa. 1 giorno misterioso, radice ci parlò, origin Tera e drago, e di umano cuor, Gesù 8 dicembre, si unisce alla gente, di + classi e caste, parla dolcemente: sono qui alla danza, tra adulti bambini, bianchi con neri, a cerchio sen confini, conoscono suo nome, lui si meraviglia, fà la fila indiana, giunge da madrina, chiede di chiarire, Mama gli sorride, bene lo capisce, invita ad adorcire. Iesus ritemprato, ora canta sottovoce, Padre Ti ringrazio, hai nascosto cose, ai ricchi ed eruditi, ai sempli le hai date, divido io con loro, pane tuo inebriante. Luna va brillare, Ogun ed orixas, vengono annunciare, caboclo battaglieri, brillano col fuoco, danza come vento, in area del ritrovo, 1 ad uno vedo, potenza assieme grazia, cavalcano la mente, e canto-cuore sazia, traversano tormente, sudore di ogni cielo, ricevono lezioni, a corte cielo impero: uniti a sole luna, ritrovano antenati, misteri ritrovati, Jurema e rosmarino, purifican la via, spazio della danza, riporta luce in vita, san Damiano salvia: Dolce è sentire, come nel mio cuore, ora umilmente, sta nascendo amore, dolce capire, che non son + solo, ma che son parte, di una immensa vita, che generosa splende, etere amica, se Ci hai dato cielo, e luminarie stelle, con fratello sole, e sorella luna, frutti prati e fiori, fuoco vento e aria, acqua pura Fonte, di vita a sue creature, Dono di Lui, del suo immenso amore. |Sintesi: Dante descrive il fiume Arno come simbolo della decadenza morale: scorrendo, attraversa terre popolate da uomini trasformati in bestie feroci (porci, cani, lupi, volpi), emblema della degenerazione spirituale e sociale. Il poeta denuncia la corruzione di Firenze e Pisa, paragonando la condizione umana al mito di Circe, dove l’uomo, per scelta o per abuso, regredisce alla bestialità. La valle di lacrime rappresenta l’umanità smarrita, lontana da Dio. Il carro, simbolo dell’umanità redenta (l'Ekklesia), è stato profanato da un serpente-drago: il male istituzionalizzato, soprattutto attraverso il potere ecclesiastico corrotto. Bonifacio VIII e Guido da Montefeltro incarnano il tradimento della grazia, per calcolo e frode, condannati da Dante tra i dannati per simonia e inganno. Il Paradiso piange, e anche i pianeti si commuovono, come fonti cosmiche che lavano il dolore del mondo in attesa di una rinascita spirituale. In parallelo, la parabola evangelica del figliol prodigo rivela che Dio perdona chi si pente sinceramente, senza merito ma per pura misericordia. L’amore divino non è meritocratico: va in cerca del peccatore, lo solleva e gioisce per ogni ritorno. La logica del Vangelo è ribaltata: il perdono è totale, la compassione supera la giustizia.# Come biscia fugge un luogo, fiume Arno fugge la virtù, uomo fugge dalla grazia'. Arno divien metafora della decadenza, attraversa una valle i cui abitanti, son come bestie feroci: porci cani lupi e volpi, allegoria di valle corrotta, da umana degenerazione e degrado morale. Fiorentini e Pisani, in discesa più corrotti, li descrive san Bernardino, e col mito di Circe, Dante indica la bestializzazione dell'uomo, malato e degradato, incapace a elevarsi per abuso e per scelta. La valle di lacrime esprime, umanità lontan da Dio, degradata per propria colpa o dramma storia. Il Poema di Dante avverte: Il carro (umanità) è stato violato dal serpente-drago, cioè il male istituzionalizzato. Il carro divino è l'ekklesia, umanità redenta, violato da un drago in un secondo tradimento successivo alla cacciata Eden, causato da clero ipocrisia e dal potere mondano, con calcoli corrotti e tradimenti, inganno contro Grazia ricevuta dal divino: il carro profanato da Bonifacio VIII, papa-traditore, con Guido da Montefeltro, consigliere fraudolento e ingannatore, di se stesso e del popolo, rivela anima traviata, che tenta di salvarsi per calcolo. Dante li pone nell'Inferno, entrambi tra i dannati, per simonia e frode, ipocrisia clero e politica. Se piange il Paradiso, piangono i pianeti (fontana) allo scopo di mondare il dolore cosmico per la degenerazione del mondo e preparare una nuova primavera. |Parabola del figliol prodigo (o padre misericordioso, Lc 15,11): Un figlio abbandona la casa e sperpera tutto, poi torna pentito e il padre lo accoglie con festa, mentre il fratello maggiore si indigna. Insegnamento: Il perdono di Dio è totale e gratuito per chi si pente; la gelosia dei giusti rivela spesso mancanza di compassione. Allah cerca attivamente chi si perde e accoglie con gioia chi ritorna, indipendentemente dai suoi errori passati. La gioia del ritrovamento è più grande della perdita: Dio si compiace più di un peccatore che si converte che di molti che non sentono il bisogno di conversione. Questa parabola rovescia la logica umana: non il merito, ma la misericordia è il cuore del Vangelo. Dio non si limita a perdonare: va in cerca, solleva, riporta a casa e gioisce per ogni ritorno. L'amore divino non è meritocratico, ma attivo, personale e incondizionato. 02_festa-otto-dic.m4a
lume169-Nel cenacolo della città santa del Re dei Re, Maria rimane con gli Apostoli nel silenzio dell'attesa. Sono uomini fragili, ancora chiusi nella paura, ma custodiscono una promessa: un Consolatore verrà a rinnovare il cuore umano. Nel cinquantesimo giorno dopo Pasqua, un vento improvviso attraversa la casa, una luce appare sopra ciascuno e il fuoco si divide in molte fiamme. Lo Spirito Santo non elimina la fragilità degli uomini: la trasforma in coraggio, parola e amore. Gli Apostoli escono dalle porte chiuse e parlano lingue diverse, perché il messaggio non appartiene più a un solo popolo, ma a ogni essere umano. Pietro, colui che aveva rinnegato il Maestro, diventa colui che annuncia la speranza. Dante incontra questo stesso mistero quando, alla fine del suo viaggio, passa da Beatrice a san Bernardo: la ragione prepara il cammino, ma la contemplazione apre alla luce. Bernardo conduce il poeta davanti a Maria, 'la Vergine Madre, figlia del tuo figlio', grembo dove il divino e l'umano si incontrano. L'oracolo della Pentecoste domanda: quale fuoco dentro di te aspetta ancora di essere acceso? Quale paura può trasformarsi in dono? Come l'8 dicembre rappresenta il concepimento del mistero nel grembo di Maria, la Pentecoste rappresenta il momento in cui quel mistero diventa fuoco condiviso nel mondo. Ciò che riceve amore non rimane chiuso, ma cerca una via per diventare luce negli altri. Dopo il silenzio della montagna, dove Maria accoglie il pellegrino, arriva il tempo della fiamma: ciò che è stato accolto nel cuore chiede di essere donato al mondo. Ciò che è stato custodito nel silenzio diventa parola, relazione e servizio.

187:sogni07-lume187-SINCRONICITÀ: La memoria del mondo risponde con lo scarabeo d'oro; nell'antico Egitto lo scarabeo era associato a Khepri, il sole che rinasce ogni mattina, simbolo di trasformazione e di ciò che emerge dall'oscurità verso la luce. Gli amuleti a forma di scarabeo accompagnavano i vivi e i morti, come segni di protezione e di passaggio. Questo antico simbolo riappare nella storia raccontata da Jung: una paziente, chiusa in una visione del mondo troppo razionale, sogna uno scarabeo d'oro. Mentre racconta il sogno, uno scarabeo reale urta la finestra dello studio. Jung lo prende e glielo mostra: quell'incontro inatteso apre una frattura nella sua certezza e permette alla cura di procedere. Lo scarabeo non spiegava il sogno: lo rendeva vivo. Il significato non era nell'insetto né nella coincidenza, ma nell'incontro fra un'immagine interiore e un evento esterno. Jung chiamò questo movimento sincronicità: non una sostituzione della causalità, ma un altro modo di ascoltare la relazione fra psiche e mondo. Le immagini del sogno ricordano che la sincronicità è il modo in cui partecipiamo a ciò che accade. Il volto che unisce giovinezza e vecchiaia invita a riconoscere la propria storia intera; il libro dalle pagine infuocate chiede di passare dal pensiero all'azione; la trottola all'incrocio mostra il punto in cui una possibilità incontra una scelta; il telefono che squilla ricorda che spesso la verità arriva da ciò che preferiremmo non ascoltare; le comete che convergono ricordano che alcuni eventi acquistano senso solo quando vengono osservati da una prospettiva più ampia. La coincidenza diventa trasformazione quando siamo presenti all'incontro. Marie-Louise von Franz vedeva nei simboli del sogno un dialogo fra coscienza e inconscio. Forse lo scarabeo della coincidenza non porta una risposta: porta l'occasione di accorgersi che il mondo, a volte, sta già rispondendo.| In primavera compare lo scarabeo: le sue larve si aggrappano ai calabroni per farsi portare nei nidi, dove divorano uova e miele prima di mutare. Il maggiolino emerge dal suolo, ronza tra le foglie cercando compagni. Il carabo dorato, verde oro, resta nascosto e caccia bruchi, mentre il ditisco giallo-nero, acquatico, si nutre di girini e pesciolini. Lo stercorario, sacro agli Egizi, protegge i piccoli sotto le ali e simboleggia Khepri, che spinge il sole; i suoi amuleti erano sigilli, anche per il vino. Nelle tombe guida le anime al giudizio. Jung racconta di una paziente razionale e bloccata: sogna uno scarabeo d’oro e, proprio mentre lo racconta, uno scarabeo reale batte alla finestra. Jung lo afferra e lo offre: è la svolta della cura. Questo è un esempio di sincronicità, evento carico di significato, ma non spiegabile causalmente. La scienza misura, ma ignora questi legami. Jung, studiando immagini e simboli antichi, scoprì somiglianze tra alchimia, psiche e filosofia orientale: lo scarabeo diventa ponte tra inconscio, destino e mondo, come nelle coincidenze tra Tesla, Newton, Pauli e l'I Ching.# |SCARABEO lucente, incontro a primavera, larve van sui fiori, aspettan calabrone, afferrano a viaggiare, ospiti suo nido, divoran uova miele, aspettan muta alfino: larva Maggiolino, trovo nella terra, adulta trova strada, gonfia e volo sferra, ronza annusa foglie, ha naso sulle antenne, gira sulle piante, incontra maschi e femme. Maggiolino verdeoro, è Carabo dorato, incapace a volare, nasconde sotto sasso, nero Scarafaggio, caccia bruchi a notte. |DITISCO giallo-nero, diurno coleotter, lungo 4 centime, osservo nel laghetto, divora pesciolini, girini insetti a terra, larva con mascelle, tenaglia sugge sferra. |Scarabeo stercoraro, origina da Tebe, protegge suoi piccoli, sotto sue ali, adorna regin consorti, |Khepri tira il sole, amuleto talismano, sigilla buon vino. Kefren piramide, veglia dalla sabbia, a cuore dei defunti, fornisce istruzioni, su come comportarsi, a giudizio dei morti, uscirne trionfanti, testimon delle sorti. |Jung narra giovan donna, istruita altolocata, che rimane a psiche chiusa, poiché crede saper tutto, razionale cartesiana, ha geometria della realtà, Jung attende evento, inaspettato e irrazionale, che scoppi la sua bolla, di intelletto sigillata. Un giorno spalle alla finestra, seduto avanti a lei, ascolta sogno di ella, avuto notte prima, lei riceve un gioiello, SCARABEO d’oro costoso; mentre narra Jung avverte, qualcosa sbatter su finestra, si volta e vede insetto, che cerca entrare in stanza, apre finestra e afferra insetto, uno Scarabeo dorato, colore verde-oro, lo dà alla sua paziente, che immediata aprì il suo varco, ruppe la sua bolla, e la cura si palesa. Scarabeo di sincronia, arriva quan paziente, parla di scarabei, e loro prestano attenzione, se cogli sincronia, appare allor disegno, superiore da chiarire, passi anni a meditare, sui fatti e lor dettagli. Scienziato usa statistica, a far ordine a capire, se una cosa non comprende, spesso lui la scarta, se tu danzi a invocar pioggia, poi arriva dopo siccità, scienza usa probabilità, non vede sincronicità. Una paziente a Jung, divien sua segretaria, ricorda lui sfogliava, un libro settecento, immagini senza testo, passa sera assieme, a comprendere inconscio, tra filosofia cinese, stessi schemi di alchimia, diversi pur nel mondo, son psiche in sincronia, come lo scarabeo, che arriva quando parla, a produrre sua realtà, legando scienza e psiche, come effetto Pauli, scienziati acquista fede, e ad evitare danni, spengono gli attrezzi, specchio buiti-daime. Jung ascolta effetto, lo spiega in sincronia, produce una teoria, che unisce interi studi, fenomeni acasuali, senza volere alcuno, eventi in coincidenza, incroci tra destini, cioè sincronie possenti, come Tesla e Pauli, o Newton alchimista, e I Ching libro di Cina. libro_sogni-mondo-marie-jung.m4a
lume187-In primavera lo scarabeo emerge dalla terra, senza sapere quale incontro cambierà il suo cammino. Il piccolo animale attraversa il mondo seguendo odori, tracce e correnti invisibili: cerca il nutrimento, trova un compagno, incontra una strada che non aveva previsto. Forse anche nella tua vita esistono momenti in cui qualcosa arriva da fuori, proprio mentre dentro di te una domanda è pronta ad aprirsi. Un incontro, un'immagine, una parola o un evento sembrano casuali, ma portano con sé un significato che nasce solo quando li riconosci. Lo scarabeo ricorda che non tutto ciò che conta può essere previsto: alcune porte si aprono quando il mondo esterno e il mondo interiore si incontrano. Domande del lume: Quale coincidenza recente ha attirato la tua attenzione? Cosa nella tua vita sta chiedendo di essere riconosciuto? Quale incontro inatteso potrebbe contenere un messaggio? |Pan frutto di sudore ha gran sapore.

195:sogni55-lume195 |SCOPO è la nostra scelta di impegnarci con valori che diano significato alle nostre vite. Chiediti ogni giorno, |per-cosa-vivo? Quando muori a qualcuno mancherà lo scopo per il quale sei vissuto, senza valori più grandi della vita muoriamo alla vita, le cose del mondo possono distrarci da ciò che ha importanza, ciò per cui scegliamo di vivere è ciò per cui moriamo, poichè il significto della morte è nell'aver vissuto in modo completo, dando tutto a ciò che trascende se stessi. Tuo compito è aumentare il livello di impegno verso i valori più grandi del tuo Io. IMG8: Sogni di alire scale (sii guidato dalle fonti interne, non dal tuo io). Serpente (la chiave è l'essere aperti, non il far succedere le cose; chiediti, sono pronto a qualunque cosa succeda?). Sognatore-studia-grande-libro (leggi libri senza mente, ma solo a rafforzare scopo e orientamento nella vita). Gemme (metti alla prova i valori guardando la prospettiva opposta). Teschio (per evitare la morte scegli il tuo modo di morire, affronta la tua morte vivendo all'origine in modo completo). Neonato (afferma ciò che importa). Cancello (della città mistica (assumi un impegno che darà scopo alla tua vita). Aquila vola cercando la sua preda (lo scopo rende attivi invece che reattivi, determina cosa ti manca principalmente, e quali sacrifici e affermazioni farai per ottenerlo). Notte d'inverno, cielo stellato, giorno seguente rannuvolato| Pitagora a Crotone è un pellegrino sul cammino, insegna numeri armonia, di sacra Tetractis (1+2+3+4=10), con sequenza Fibonacci, sezione aurea che ordina, natura musica e cosmo. Numeri e geometria, son disciplina e contemplazio, sette arti e nove Muse, educano corpo mente e spirito. Ogni cifra tiene un senso: 1 è origine e fuoco, 2 è divenire, 3 compimento, 4 è materia, 5 giustizia, 6 ordine kosmo, 7 provvidenza, 8 armonia, 9 limite e potenza creativa, 10 eternità. Dante usa questi numi, nei suoi canti e terzine, per un cammino di ascesi. Tre fiere (lonza leone e lupa) chiama passion vizi, che imprigionano l'uomo, ma in Purgatorio e Paradiso, si trasfigurano in virtù, per la ricerca di Dio al maschile e femminile. Itinerario appare mappa, interiore e universale, dal dolore alla giustizia, dall'azione all'amore, fino a contemplazione. Pitagora cerca ordine in caos: suoni acqua e vibrazioni, mostran proporzioni cosmo, nella musica e nel ritmo. Sua sapienza Maatema, edusce fuori la sopfia, cioè Dao armonia nascosta. La leggenda tra le fave, lo rivela un fine sufi, alla ricerca di un ponte, fra umano e divino.# |PITAGORA a Giamblico, nella scuola di Crotone, reca suoi consigli, in linguaggio cifrato, come cammino di Santiago, il pellegrino sotto sole, cerca un albero riparo, cammino di ogni umano, è cammino di Dante, filosofia perenne, in dodici versi, con numeri e geometria, conta i suoi passi, dieci dieci dieci, sacra Tetractis, invoca numeri divini: 33 canti in terzine, 33 sillabe ciascuno, con Proemio stiamo a 100, quadrato del 10. Numeri per calcolare, misurare e cifrare, simbologia perenne, armonia e filosofia, aritmetica e geometrica, armonia musicale, naturale e sociale, cosmologica e teologica, etica e stellare; alla sacra decina, stanno accordi di ottava, quinta e quarta di Pitagora, 7 note corde tese, con pesi di bronzo, musica aiuta la salute, con melodie ricomposte, a combattere passioni, di ira e distorsione, rimorso e scoramento. Pitagora vestiva, tunica lino bianco, chiuso in tenda lino, narra ai suoi discenti, seduti fuori tenda, iniziati siedon dentro, sussurran bassa voce, preghiera numerale. Benedici a noi, o numero divino, che emani dei e umani, santa |Tetrade radice, eterno flusso di creazione, in sequenza Fibonacci, dall'Uno arrivi al quattro, che tutto lega e comprende, sei abaco e pentalfa, origine a ogni cifra, somma vertice a base, 1+2+3+4=10, 10 sassolini messi in fila, detti rìtmoi in greco, e calcula in latino, diventano 12, Sacra Dozzina per gli eletti, in 4 terzine versi, numerati a nominarli, per i posteri citarli, 12 sassolini in fila, fanno linea dritta, aurea regia strada, cammino verso il TUTTO, un tracciato sapienziale, che guida un Iniziato, in percorso disciplina, studio e contemplazione, del corpo ed emozioni, benessere integrale, vitale e spirituale, usando ingredienti, di sette discipline: aritmo e geometria, con logica grammatica, dialettica e filosofia, poesia musa e danza, astronomia e cosmologia, natura fisica e politica, etica e teologia. Eterno immateriale, nel sunto del poema, è scolastico programma, studiato e applicato, in italica schola, un sasso dopo l'altro, sotto guida del Maestro, insegnamenti graduati, svelati in Alighieri, con numeri Universo, a tradurre passi e soste, vie dritte o le smarrite, via ascesi di salita, quattro numeri fin dieci, poi dodici chi può: dal punto alla retta, al piano e allo spazio, radici alla Decina, 1 identica a se stessa, 2 avvia diversità, 3 dispari in atto, 4 è pari in gioco, loro somma reca 10, che riporta 1 individuo; diversità e relazione, quando a 1 segue il 2, come in dodici si fà, segue potenzialità, 3 agire in un senso, o 4 nel suo opposto, così Pitagora riflette, Socrate e Platone, Virgilio Dante e Bruno, Leonardo ed Ildegarda. Triade è un due e tre, avvio cammin traguardo, valzer di ogni azione, terzin dopo terzina, Dante ritma tutto, numeri procedono in triadi, TETRAS in greco, tre sassi ancor tre sassi, in alto arriverai, QUA-TER vuol dire dammi, ancora un altro tre! 1 è Intelligenza, inizio istante tempo, Hestia oppure Vesta, che alimenta il fuoco, in braciere circolare, al centro della casa, 1 dimora al centro, dei quattro elementi, li genera e alimenta, nel mezzo delle cose. 2 è Divenire, passare attraversare, dolor separazione, chiamata Erato Musa, del canto corale, e |poesia-amorosa, raffigurata con la Lira, invocata dagli aedi, a inizio loro canto, subisce Eros assalto, cioè 2 subisce 1, e genera fin nove. 3 Traguardo compimento, mai smette di creare, prudenza assennatezza, suo nome è Pietà, deriva da TREmare, temere ed esser cauti: la LUPA è terza belva, che trema vene e polsi, Dante chiede miserere, allo spettro di Virgilio. 4 è Materia tutta, nei quattro elementi, si espande nel creato, la croce Geometria. 5 è Giustizia civiltà, mondo organico e vegetale, Etere separa Terra e Cielo, detto Unione e Luce, mistero intuizione. 6 è Ordine integrità, salute membra union di amore, numero Afrodite, irradia e forma stella, esagono resistenza. 7 numero venerabile, provvidenza di Dio, creatore del mondo, delimita un ciclo Settade, come Triade Tetrade e Decade, trae radice da Uno, primogenito universo, strumento del Creatore, che sta nella sua mente, fa impronta di bellezza, di tutta la Creazione. 8 è Armonia, otto armonici accordi, soave numero di Euterpe, ottava Musa della Musica, Grazia Divina via ngombi, porta voce del Cosmo. 9 è il più grande, limite insuperabile, Oceano Orizzonte, ultimo Cielo conosciuto, poi ricomincia 1, nel 10 sua spirale, dedicato a Tersicore, Musa della danza, 9 dirige e fa girare, danzatori in ricorrenza, converge più rapporti, verso il centro inizio, la dinamo creativa, che avvia altro progetto, di Triade instancabile, che contiua crea, in infinito corso. Universo è in potenza, sempre in ogni istante, Nove son le Muse, a sostegno umanità: storia e commedia, tragedia e poesia, danza musica astronomia, retorica eloquenza, è Betrice potenza, di Eterna Creazione, Banzioku Dinzona. Dante le promette, scriver opera per Lei, sua anima amata, e dire ogni segreto, che mai venne detto. 10 è cosmo Cielo, destino eternità, forza con fiducia, coscien Necessità, può essere pensato, 9+1 è il Creatore, che guarda il suo Creato, contempla il potenziale, che lo può trasformare, intelletto contemplante. 1 irradia il 2, ma diade è uguale a Uno, ovver mai lo raddoppia, poi raggiunge il 3, a mezzo clonazione, Triade tre entità, son unica entità, Concilio Trento afferna, nella preghier del Credo, Gesù Figlio di Dio, Dio vero da Dio vero, generato non creato, stessa sostanza del Padre, a mezzo di lui, tutte cose son create, poi Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, procede da Padre e Figlio. Se prime tre cifre, son tre tempi di un valzer, mentre Quater ripete il tre, sempre in triadi si procede. Uno irradia 5, come somma Diade e Triade, o |Tetrade e Monade, e viene detto Unione legge, giustizia e civiltà, bilanciere ai primi 9, poi col 10 torna 1. Prodotto Diade e Triade è 6, primo numero perfetto, uguale a somma suoi divisori, 1 + 2 + 3, è numero del Cerchio, bellezza ordine universo, cosmos e cosmè, protetto da Afrodite, poichè reca prodotto. Fondano sul 7, matrimoni e Costituzioni, di Stati e famiglie, sette note equidistanti, sette stelle in sette cieli, Luna Mercurio e Venere, Marte Sole Giove Saturno. Regnan numeri su tutto, come pesci in Oceano, li respiri fino a 10, Via Diritta di Giamblico, per uscire da ferite, da dolore e da passioni, da paure e dalle colpe, recan Mito in quattro modi, secondo i protagonisti, Dio o la natura, vicende umane o interiori, storia di anima o di Stato, Umanità o Universo. Via Diritta è via di Ascesi, che porta anima in alto, tu osserva gli incorporei, Tetragono è Tetrachtis, distogli da passioni, che inchiodano al corpo, accosta orecchio a tenda bianca, a percepire i sussurri, che liberan le teste, da pastoie e da catene. Tre belve in labirinto, impediscon risalita, tre forze sovrumane, incarceran il cuore, toccato un dì sarà, da un disegno di Grazia, ma ancor non ha notizia: la Lonza rappresenta, il dolore auto-inflitto, il Leone rappresenta, denigrazion Mistero, attorno e dentro a noi, la Lupa so le brame, il dolore delle guerre, degli uni contro gli altri, armati sol di offese. Tre fiere san narrare, la geografia infernale, di Lonza lussuriosa, Leone con superbia, e Lupi mai sazi, son causa del Dolore, in tre zone e Nove Cerchi: da II a V cerchio, è luogo della lonza, i dannati trascinati, da lor passioni eccessi, fan male su se stessi, golosi accidiosi e lussuriosi, avar prodighi e iracondi; da sesto cerchio gli Eretici, è zona del Leone, negan disprezzano il mistero, eterno della Vita, poi in settimo cerchio, tre gironi dei violenti, richiamano la lupa, violenti contro il prossimo, contro se stessi invece, richiamano la lonza, contro Dio e il creato, richiamano il leone. Domina la lupa, abisso dello Inferno, ottavo e nono cerchio, male Bolgie e |Traditori, simmetrico ed opposto, or leggi il Purgatorio, i Negligenti nel pentirsi, di colpe contro il prossimo, o i Superbi del leone, alla prima cornice, mentre alla Settima cornice, invidiosi e iracondi, accidiosi avari e golosi, rifletton zona lonza, ultima chiusa in lussuriosi, riflette Inferno inizio, con Paolo e Francesca. Tre fiere trasfigurate, or fanno mappa di Salvezza, dal Cielo di Mercurio, al Cielo del Sole, gli Spiriti Attivi, Amanti e Sapienti, cambiati di segno, son tratti della lonza, passione per Azione, Amore e fame scienza; dal Cielo Marte a Giove, son Militanti e Giusti, tratti della lupa, che lottan per Amore, del prossimo e di Dio, e la fame di Giustizia; nel Cielo di Saturno, ecco i Contemplanti, leoni splendidi, radiosi per amore, di Dio e le sue cose, ogni verso tiene eco, in nostra vita e forma, ogni epoca riflette. PITAGORA vuol dire, annunciatore Pizio, oracolo di Apollo, e musico sospiro, con rituali fave, nutre anime defunte, mentre lui si astiene, ha favismo anemia, codice ereditario, per vivere in malaria. Pitagora ricerca, apparente caos di forme, con colori e suoni, riflesso in ordine superiore, un cosmo che ha potere, trasmetter senso pace, tranquillità interiore, in Acqua trasmissione. Pitagora osserva, moto ritmico di acqua, che dona qualità, in ogni ecosistema, spesso ostacolata, da sola mente razionale, pensiero lineare, senza intuito risonanza, del ritmo nei sensori. Sezione Aurea scopre, rapporto fra due lunghezze, disuguali in proporzione, la somma delle due, è numero irrazionale, chiamato phi Φ greco, cioè 1,618033988, rapporto di due cifre, consecutive in Fibonacci, segna proporzioni, di simmetrie naturali, riprse da Pacioli, in De divina proportione. |EDUCARE tirar fuori, e-duscere dentro, suscitar uomo fuoco, richiede relazioni, Pitagora in Calabria, tra cedro e bergamotto, assieme a liquirizia, vegetali e frutti, e animali da cortile, di Cane ha compassione, se vede maltrattato, urla al padrone, smetti di colpirlo! sento anima che grida, Cane amico antico, gli manda sua armonia. Presso officina fabbro, un dì ascolta suoni, colpi di martello, su incudine ritmo, echi in risonanza, fan numerici accordi, consonanze monocorde, ottava lui ricorda. Ficino di Firenze, riprende aurea sezione, sequenza di numeri, che |Fibonacci trasmette, col Ritmo di Platone, che genera ipercubo, in cattedral rosone, del duomo di Barga, moto naturale acqua, e fluido movimento, Acqua porta ritmo, che esprime in organismi, mediando con ambiente, i ritmi correlati, uniti ma diversi: Rospo suono dinamizza, induce ritmo ad acqua, aiutando i processi, di crescita organismi, vibra ad aiutare, nascer suoi girini. Acqua aperta a influenze, elemento senza forma, accoglie ogni forma, caos sensibile a cosmos, Essere e divenire, un moto dolce indotto ad acqua, ritorna una forma, di medusa pulsante, felce o laringe, coclea timpano od ossa, quando moto si arresta, la forma collassa, poichè movimento, lega ai processi formativi. Pitagora leggenda, 3 fave o 1 baccello, avente 7 semi, fortun auspici attendo, ascolta Universo, 1 spazio curvo vede, musica sen senso, in epoca rumore, la scienza gesuita, distorce successione, ma TESLA ci ripete, la giusta direzione, Triade e Settade, raggiunge la Decade, eter spazio mente umana, 1 raggio 1 sonata, lampi di un concerto, ascoltali di inverno, numeri equazioni, e musica di sfere, messaggi di senso, diretti alla mente, esiste universo, in armonia coerente, mentre sua bellezza, causa-effetto rende: tal musica è ciclo, eterno dei cieli, pur piccola stella, è parte sinfonia, ai battiti del cuore. |SEKHEM Energia, Pitagora vive, in camera sepolcro, piramide egizia, orgone attirato, appaga suo sogno, cerca fare ponte, con mondo sepolto: da Cairo camminava, x valle dei re, al villaggio di Giza, Nilo riva west, entra nel tunnel, acustico effetto, ogni passo suona, respiro suo petto; ora camminava, sentiva come a casa, vede sarcofago, con testa verso nord, se colpito risuona, 1 profond boong, distese ibernato, suono si avvicina, figura a 8 punte, rotea in energia, penetra suo cuore, sente + calor, suono è battito suo cuor, portato da esterno, verso interior, contempla tutta notte, bagno di amor; uscito Lui trova, sufi Bab Aziz, invita sua madrasa, x alcuni giorni, fa danza spirale, e vede varie forme, spontanea energia, ai canti conforme: sente fluire dentro, orgone num, sempre + forte, poi si quieta pur, a terra seduto, osserva ogni danza, ecco alternarsi, notte di stanza, dopo 1 settimana, inizia aver visioni, uomo con turbante, apre narrazioni. filosofi_platone-claudiovolpi.m4a
lume195-Si racconta che Pitagora dicesse ai suoi allievi: La Natura non cammina in linea retta, ma danza. Un giovane partì allora per scoprirne il segreto. Osservò l'acqua di una sorgente e vide che, quando scorre libera, gira in piccoli vortici. Un contadino gli mostrò come farla passare in canalette e terrazze, perché irrigasse meglio i campi senza sprecare energia. Più tardi incontrò musicisti che accordavano le corde con rapporti numerici, e comprese che anche l'armonia nasce da proporzioni invisibili. Un maestro di qigong gli insegnò che, anche il respiro e il movimento seguono traiettorie morbide e spiraliformi, come rami mossi dal vento. Continuando il viaggio osservò girasoli, conchiglie, felci, nubi e galassie: ovunque ritrovava la stessa forma. Fibonacci descrisse quella crescita con una successione di numeri, proporzioni ricorrenti della natura. Il pellegrino capì allora che la spirale è un modo di crescere: l'acqua irriga, la musica accorda, il corpo si muove, le piante si sviluppano, e il cielo ruota seguendo ritmi che sembrano appartenere a una stessa famiglia. Più tardi, leggendo Dante, riconobbe ancora quella forma: il viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso è una lenta ascesa, come una spirale che trasforma ogni esperienza in conoscenza. Così comprese l'insegnamento di Pitagora: i numeri non servono solo a contare, ma ad accorgersi delle relazioni in natura. Guardando il paesaggio, vedeva ciò che si poteva toccare (acqua e terra, orti e persone); così immaginò il mondo come una grande spirale dorata che saliva dalle zolle del campo fino alle stelle, passando attraverso la musica, la danza, il qigong e i bagni di mare. Il ragazzo sorrise: sembrava proprio un cammino 'dalle stalle alle stelle! Dante avrebbe forse chiamato quella meta Empireo; Laozi avrebbe parlato del Dao. Lui non sapeva quale nome fosse il più giusto, ma intuì che entrambi indicavano un'armonia più grande, verso cui ogni cosa sembra tendere. Da quel giorno il ragazzo capì che studiare non significa riempire la mente di nozioni, ma imparare a riconoscere la stessa spirale nell'acqua, nei campi, nella musica, nel corpo e nelle stelle, e ogni volta che la ritrovava, gli sembrava di sentire la Natura danzare.

202:sogni24-lume202-PROTEGGERE significa custodire ciò che sta nascendo senza soffocarlo. Come il bulbo dello zafferano rimane nascosto nella terra durante l'inverno prima della fioritura, così alcune emozioni hanno bisogno di silenzio, tempo e cura. Proteggere significa impedire che il fuoco interiore venga disperso troppo presto, preservare la nostra natura essenziale da ciò che potrebbe distruggerla, custodire ciò che è fragile, come una madre che salta il vuoto stringendo il figlio: richiede forza, presenza e amore. La sicurezza è un valore fondamentale nelle prime fasi della crescita: costruire un rifugio, fermarsi, permette alla trasformazione di maturare. Mettere confini in questo caso guarisce, come una benda su una ferita. Dire No con fermezza può essere un atto d'amore verso se stessi. La fiducia comprende anche il lasciarsi aiutare, prevedere i pericoli, come aprire un ombrello prima della pioggia, evita perdite inutili. Alcuni semi devono restare nascosti finché non saranno abbastanza forti da emergere alla luce. Lo zafferano insegna che il fuoco non va represso, ma custodito. La vera forza consiste nel sapere quando contenere e quando lasciare andare; non sempre puoi evitare il dolore, ma puoi impedire che si allarghi. Mano grande che dà sostegno: la fiducia cresce quando vivi come se fossi sostenuto. Lei nuda che si protegge: se ti senti sopraffatto, custodisci il tuo spazio più intimo. Ponte levatoio e castello: troppe difese trattengono nel passato; apriti quando è il momento. Serratura e chiave: dire No protegge ciò che sta maturando. Cappello rigido: valuta sempre il prezzo di ciò che guadagni. Braccio bendato: la ferita va protetta per poter guarire. Foresta cintata: i limiti rendono possibile la crescita. Ombrello sotto la pioggia: prevedere i pericoli significa custodire il proprio cammino.| Zafferano (Crocus sativus) è pianta perenne, bulbi fioriscono ogni anno, produce stimmi rossi da essiccare. Ottobre germoglia, Novembre fiorisce, ogni fiore dà tre stimmi, raccolti al sole per risotti e spezie. Resiste a freddi fino a -15°C; foglie crescono fino a Marzo, poi seccano; bulbo sopravvive e si moltiplica. Bulbi piccoli del primo anno sono più produttivi al terzo; trapianti nuovi richiedono anno di adattamento. In cucina è digestivo, stimola nervi, antispasmodico, calma sindrome premestruale e favorisce la digestione. Tonico per pelle, fegato, prostata e circolazione; in India unito a canapa, burro e parmigiano nel risotto. Usato anche da tintori e monaci per colorare stoffe, saponi, profumi e rimedi tonici. Al-Muktar lo combinava con Iperico: migliora circolazione, calma nervi, protegge cuore e pelle. Croco cugino dello zafferano, mito narra Kore e Ade: viaggio nell’aldilà con sacerdoti krokonidai. Legato ai polsi dei neofiti per protezione nel ritorno sicuro, rituale di Settembre. Croco lega Medea e Prometeo, bulbo dai poteri simbolici, collegato a Pancratium maritimum e canto Alessandrino. Fiori usati da Koribanti e Korykia per ornare templi, quarantene, moribondi e malati. Bulbi e fiori, simboli di protezione, passaggio e purificazione, ricordano cura e spiritualità, tra uso pratico e leggenda. Zafferano e croco uniscono mito, medicina, arte e rituale: cibo, colori, profumi e poteri sacri.# ZAFFERANO fiori, sono Crocus sativus, parenti del Croco, in giardino o balcone, bulbi perenni, fioriscono ogni anno, stacca fil rossi, essicca conservando; dicono lucchesi, spianta bulbi ogni anno, a togliere i guastati, dopo lungo interrato, bulbi ambientano bene, pure per 3 cicli, producon fior e figli. Ottobre germoglia, a Novembre fiorisce, in Aquila coltivato, come pianta protetta, cogli stimmi al sole, ogni fiore ne dà 3, stimmi rossi cogli essicca, per risotti ghiotti; pianta inizia a primi freddi, e resiste a -15: raccogli al mattino, a completa fioritura, poi scerba a Marzo, quando foglie crescon molto, poi aprile-giugno, iniziano a seccare, il bulbo sopravvive, inizia moltiplicare, i bulbi di anno prima. se a Giugno espianti, serba in buio asciutto, contro ogni fungo, serba in scatola carta, fino al prossimo trapianto, bulbi piccini anno dopo, sono più produttivi, al terzo anno impianto; se li metti in nuovo campo, hai bassa fioritura, durante primo anno, è anno adattamento, ma cresce second'anno. |Zafferano è digestivo, stimola il nervoso, antispasmodico a Dioscoride, tonico-eupeptico ai persiani, che usano la polvere, a frizionare gengive, irritate e doloranti. Polvere messa nel risotto, calma sindrome premestruale. Spezia stami gialli yang, cura stitichezza, prostata e fegato, in India unito suo risotto, con canapa e burro, cepa e parmigiano, usato anche dai tintori, a colorare stoffe in giallo, di monaci shaolin, o far saponi e profumi, tonici di pelle. Al-Muktar usava petali, assieme ad Iperico, aiuta circolazione, rimuove stasi sangue, allevia depressione, protegge cardiovasi, calma nervi e diabete, disintossica pelle, in pediluvi o cuscino, Tè 5 fili beve. |CROCO fiore è, cugina a Zafferano, suo mito narra Kore e Ade, mentre coglie fiori, narcotico viaggio, aldilà ponte grotte, fiume acheronte, con sacerdoti accompagnatori, detti Croco krokonidai, verso mese Settembre, i devoti alla |Theokrokon, legan lacci croco, ai polsi di neofiti, cosi da viaggio in Ade, ritornano sicuri. Croco autunno lega, Medea a Prometeo, bulbo dei poteri, Pancratium maritimum, di Xristo Pankrator, canto nato in Alessandria, tra i fedeli |Koribanti, a Kore la |Korykia, doppio-serpente drago, regina madre scura, nata là in |Crimea, fior Iris alata, su stemma di casate, e isola di |Creta, fiori croco ad ornare, templi |quarantena, di |moribondi e malati, o per sereno trapassare. cibo_zafferano_benefici.mp3
lume202-Zafferano è una spezia, di modulazione emotiva, regola intensità energia, con stimmi rosso sangue, che agiscono sui nervi, su umore ed emozioni, con micro-dosi fuoco; stimmi raccolti a novembre, per cucina profumi e saponi, friziona su gengive doloranti, uniti a tralci di vite, calmano e tonificano, mentre in polvere in risotti, aiuta fegato e digestione; ha funzioni antiossidanti, e calma mestruazioni. Il bulbo continua sotto terra, nel passaggio tra mondi, rituale giallo Core e Ade, ciclo ritorno di stagioni, Zafferano è luce condensata, tra simbolo e corpo, tra morte e ritorno, tra quiete ed emozione, calma nervi e tensioni, e colora stoffe in giallo. |Zafferano+Iperico, ricetta anti-tristezza, calma disperazione, o perdita motivazione, disordini alimentari, del sonno e dell'anima, aumentano il piacere, e capacità decisionale, equilibrio emotivo, contro stress e sbalzi umore. Iperico ripara sonno e umore, Saffron è contro depressione, con Magnesio B9 B12, i due aiutano il nervoso, |Magnesio marino e cime iperico, 0.3 di ipericina, con stimmi 2% saffranale, curan tristezza e disistima, senso di insicurezza, indegnità e irrequietezza, insonnia e cefalea, vertigini e cardiovene, combattono fatica, e mancanza di energia, con due perle al giorno, fuor gravidanza e allatto. |Concia-bulbi Zafferano, con fumo di Tabacco, per qualche minuto, o spruzza zolfo giallo, a proteggerli da insetti, avanti del trapianto, o bagna acqua ramata, o infusi al Rosmarino, o Timo Menta Lavanda.

209:sogni29-lume209 DISTRUGGERE: un onda gigante causata dalla marea si infrange sulla spiaggia. Oppio e Tabacco nascono dal corpo della defunta: nel centro universale risiede una grande forza distruttiva che alcuni chiamano male. Le immagini della Carta dei Sogni parlano di una forza che separa, spezza e trasforma ciò che non può rimanere com'è. Prigionieri sono uccisi nei campi di concentramento (ciò che facciamo agli altri lo facciamo a noi stessi: affronta l'immaginario negativo e interiorizzalo nel tuo animo). Guerriero mascherato è pronto a uccidere (coloro che sono da entrambi i lati di un fucile soffrono lo stesso destino: tratta con i tuoi impulsi distruttivi). Bomba atomica esplode sulla città (non evocare più di ciò che puoi integrare o usare: renditi cosciente quel tanto che basta per affrontare la situazione). Il Teschio viene lucidato per essere adorato (esamina le tue paure della morte e affrontale). Aereo esplode a mezz'aria (meglio rischiare la tua vita e vivere, piuttosto che limitarla non rischiando. Distruggere talvolta significa lasciare una forma perché qualcosa di diverso possa nascere. Il pisello offre una risonanza più mite dello stesso movimento, il seme deve aprirsi, perdere la propria integrità e trasformarsi per diventare pianta. Che cosa accade quando smettiamo di opporre resistenza a ciò che deve cambiare? non tutto ciò che perdiamo è una sconfitta; alcune forme devono cedere perché la vita possa continuare. La Carta invita a distinguere ciò che deve essere difeso da ciò che deve essere lasciato andare. Il Lume non chiede di distruggere, ma di sacrificare il controllo quando il controllo impedisce la trasformazione, di scegliere come accompagnare ciò che sta cambiando. Barbanera aggiunge: Febbraio vien con tempeste e se ne va col sole. |Candelora, se nevica o plora da inverno siamo fora. Anche il tempo cambia forma, e al contadino resta il compito di preparare la terra e aspettare il momento giusto.| PISELLI tu semina, dopo 21 aprile, soffrono gelate, oppure in alveoli, poi trapianta a terra, a inizio maggio. Piselli cogli primavera estate, serba nel frigo, due giorni con baccello, o 5 giorni se sgranati; evita quelli in scatola, causano allergie, cucina freschi o secchi, a vapore con il riso. |Piselli fitoestrogeni, aiutan occhi e vista, con vitamina A, aiutan pure il cuore, sistema circolatorio, B6 anticoagulante, regola glicemia, grazie a C vitamina, magnesio calcio e proteine. |Taccole e piselli, usate a integratori, hanno proteine, che aumentan tono muscolare, e sua fibra sazietà, control colesterolo. Piselli e fagiolini, fibre amiche al colon, riequilibra intestino, sebbene poche proteine, hanno vitamine e sali, e un gusto apprezzato, da adulti e bambini. Se conci semi e bulbi, di pisello e zafferano, esporli a fumo di Tabacco, per qualche minuto, a proteggerli da insetti, oppure Olio di Neem, protegge semi e bulbi, dai tonchi e dagli insetti, tratta avanti semina. Pepe di Cayenna, ha proprietà repellenti, una leggera spruzzata, di polvere a semi e bulbi, o la Menta piperita, ha forte odore repellente, metti qualche foglia in vasi, di conservazione semi e bulbi. Pure infusi Rosmarino, di Timo o Lavanda, protegge semi dagli insetti, spruzza a semi e bulbi, prima di piantarli. 
lume209-|PISELLI ricchi e dolci, antiossidanti betacarotene, minerali e vitamine, aiutano il nervoso, calmano intestino, cuore vista e sangue, prevengon |depressione, utili in gravidanza, |allattamento e |menopausa; leggeri a digerire, assieme con le fave, curano stitichezza, conformano le feci, bloccano i batter nocivi, prevengono coliti, e colon irritabile, oppur colon tumore. Nel verde seme del Pisello, dorme promessa d'amore, nutrimento e alleanza, tra carne e luce, un eros discreto, che si apre a terra calda, dopo la Candelora. semina dopo il gelo, o in alveolo sotto serra, trapianta a maggio e attendi: i baccelli acqua e zucchero, conservano poco perché vivi, meglio freschi o secchi, tra menta neem e fumi di tabacco, la loro forma minuta, richiama i sogni che parlano, per immagini e fibre, nel mito di Persefone, che scende e ritorna a Primavera, dalla perdita si muta, in dolcezza del raccolto, con voce che nutre, dal mondo invisibile, pianta della Pizia, sorella a fave e taccole, insegna forza gentile, che costruisce stabilità, regolando senza eccesso, ciò che sale e ciò che ristagna, mentre nel fondo resta, l'eco di un vento che chiama, nel Blu respiro che attraversa, l'orto e il sangue circolante, a ondate regolari, a fine aprile questo fiato, entra ed esce sen permesso, nel ritmo delle rondini.

224:sogni61-lume224 |L'ANIMO: Dittatore (il tuo piccolo viso è ingigantito dalla presunzione, un rigido dominio è esercitato da coloro che odiano perdere il controllo; noi evitiamo di guardare un dittatore per timore che la sua insicurezza metta aggressione sulla nostra strada. Tuo compito è affrontare con decisione l'arroganza e aggressività, in un uomo, in una donna, in te stesso). Padre forte addolcito dall'umorismo (il padre mostra la realtà delle nostre azioni in modo fermo ma affettuoso; le attività della nostra vita devono avere struttura e scopo, altrimenti ci perdiamo in sfrenate e dissipanti attività, mancando di diventare efficaci con la nostra propria abilità e con la nostra visione delle cose. Tuo compito è di avvicinarti alle attività scelte, con valido impegno). Figlio con viso aperto, bramoso se manca il riposo (l'attività può derivare da eccessiva energia o dai bisogni di una natura creativa. Avere interesse in qualcuno dà un centro di interesse che può dare eccitanti risultati; tre le cose, invece di parlare solo, le tramuta in realtà. Tuo compito è cercare attività che ti ispirino e che contengano il massimo delle tue possibilità). Amico del Cuore (perfezione e salvezza sono più nella proiezione che nell'amato. Ciò che ci ispira lo cerchiamo sia mediante le relazioni che trovandolo nel nostro intimo; quando le cose vanno male, non perdere mai ciò a cui il tuo cuore e la sua volontà ti hanno condotto; permettere all'amore di trasformarsi solo in odio uccide l'ispirazione. Impara a camminare saldi su questa terra, anche se i tuoi occhi e le tue fantasie si perdono all'orizzonte).| BUGLOSSA comune, Anchusa officinale, ondulata o arvense, tinctoria bienne, una borraginace, rara perenne, setole miste a peli, fusti ramosi a base, edule AP alcale, x api e cosmesi. Anchusa espande, da steppe Eurasia, segue pascoli ovini, su incolti propaga, 1 stelo lessato, accompagna uova sode, foglie pure lessa, con olio e limone; fusto sotterraneo, radice x decotti, purifica sangue, e calma tossi forti, medio espettorante, fluidifica catarro, infuso infiorescenze, tramite sudore, polmoni intestini, pomate contusione; erba lassativa, diureti rinfrescante, contro reumatismi, + mirra e zafferano, detta lingua-bue, con oppio e giusquiamo, sedativa pare. Foglia cataplasma, contro scottature, afte e pruriti, o screpolature, foglie cime fiori, fresche essiccate, forza sudorife, emolliente depurante. Arabo Abou-rach, padre del sudore, utile nei bimbi, reumatismi forme, infuso calma tosse, croni bronchiti, petali in aceto, aroma fragolino, effetto aceto, suoi peli duri doma. |CINOGLOSSA Creta, Lingua Cane bienne, radice fittone, rosetta e fiori maggi, epatossico abuso, AP alcali difensivi, anche nel miele, frena insetti erbivori, infusi di rado, usa poco miele AP alcali fiori. 
lume224-La Giostra: si racconta che, in un luogo non segnato sulle mappe, esistesse una piccola radura dove una vecchia giostra continuava a girare, anche quando nessuno sembrava azionarla; non faceva rumore, se non quello del legno che respirava e del vento tra gli animali scolpiti. Un giorno arrivò un uomo da lontano, aveva camminato molto e i suoi piedi nudi conoscevano la polvere dei sentieri, la freschezza dell'erba e la pazienza della Terra. Quando vide la giostra non si chiese perché fosse lì: rimase ad ascoltare. Intorno alla ruota cresceva la Borragine, le cui foglie ruvide custodivano piccoli fiori azzurri, come frammenti di cielo caduti sulla Terra. L'uomo sfiorò una foglia e intuì che, ciò che appare duro, talvolta protegge ciò che è più delicato. Salì sull'animale che sembrava aspettarlo, e mentre la giostra girava lentamente, riaffiorarono movimenti dimenticati, respiri antichi e la leggerezza, di quando non era necessario sapere dove andare per continuare il viaggio. Ad ogni giro cadeva qualcosa che non serviva più: una vecchia preoccupazione, un peso portato troppo a lungo, un voce che chiedeva di correre quando era tempo di ascoltare. La Borragine restava ai margini, conosceva il tempo del seme che cresce senza fretta, e il coraggio silenzioso di chi lascia raffreddare le proprie ferite, prima di rifiorire: il suo succo rinfresca ogni cuore affaticato, e il suo colore blu ricorda la calma dopo la tempesta. Quando la giostra rallentò, l'uomo scese. I piedi erano ancora scalzi, ma il cammino era cambiato: non aveva trovato risposte, aveva ritrovato uno spazio dove le risposte potevano nascere, mentre le piante ai margini, sono compagne che tracciano un passaggio. Da allora, chi attraversava quella radura aveva la stessa impressione: la giostra sembrava girare più dolcemente, quando qualcuno smetteva di cercare la strada giusta, e iniziava ad ascoltare il proprio passo. Forse ognuno custodisce una ruota invisibile, e qualche volta basta salire, respirare e lasciare che sia il corpo a girare, a ricordare la via.

238:sogni40-lume238-STASI significa attraversare un momento nel quale l'energia sembra non avere ancora una direzione. Il mostro di fango rimane immobile al suo posto: non è necessariamente una sconfitta, può essere il tempo nel quale qualcosa deve essere ascoltato prima di poter ripartire. In Lucania, questa sospensione incontra la memoria di una terra segnata da terremoti, partenze, guerre ed emigrazioni. Chi parte lascia una casa, ma porta con sé un paesaggio interiore fatto di voci, canti, montagne e ricordi. Le immagini della carta mostrano lo stesso movimento trattenuto: le onde continuano a infrangersi, il ragno tesse pazientemente la propria tela, il giardino chiede gesti semplici, mentre la figura che medita scopre che, anche il non fare può diventare una forma di presenza. Il ponte spezzato non indica necessariamente la fine del viaggio: invita a fermarsi e chiedersi quale direzione abbia ancora senso. La stasi diventa allora una soglia, tra ciò che non può essere recuperato e ciò che può ancora nascere. Il tuo compito non è forzare il movimento quando non sei pronto, ma lasciare che il silenzio distingua ciò che deve essere lasciato andare da ciò che merita di essere riportato con te. Come l'emigrante che ritorna alla propria terra, puoi scoprire che il luogo perduto non è soltanto fuori di te: una parte di esso continua a vivere nella memoria. Barbanera ricorda: Chi vuol godere la festa, digiuni la vigilia.| Il Regno di Sicilia nasce intorno al tempo di Cristo, con la sua storia segnata da conquiste e lotte di potere: nel XIII secolo, papa Clemente incorona Carlo d'Angiò, che opprime i siciliani, causando la Rivoluzione dei Vespri e la separazione della Sicilia dal resto del Regno. I Borboni conquisteranno il regno di Napoli e Sicilia nel 1735, portando a una divisione amministrativa fra le due regioni, che resteranno separate fino alla fine del XVIII secolo; nel 1796, con l'arrivo di Napoleone, invasione francese, il regno subisce saccheggi e mute di governo, fino a quando, nel 1816, il Congresso di Vienna riunisce i due regni sotto il controllo dei Borboni. Tuttavia, la fine del Regno delle Due Sicilie arriva nel 1861 con l'Unità d'Italia, dopo l'intervento dei mercenari di Garibaldi. Il terremoto del I.857 colpì gravemente la zona, provocando oltre 20.000 morti e contribuendo a una serie di emigrazioni verso l'America. La regione, devastata da sismi, pestilenze e lotte politiche, ha visto l'alternarsi di dominazioni, tra cui Normanni, Angioini, Aragonesi, Borboni e continue resistenze locali; tragiche vicende legate a guerre, invasioni e disastri naturali, vengono raccontate nelle saghe lucane, in cui la gente del Sud, pur emigra, continua a mantenere vive le tradizioni culturali e religiose, come il culto della Madonna di Viggiano. La memoria storica di questi eventi sopravvive nel canto popolare e nei ricordi di chi, come il poeta Leonardo Sinisgalli, celebra la propria terra natale, con nostalgia per le sue radici e la sua cultura rurale.# |Regno-di-Sicilia, nato al tempo Cristos, oltre faro di |Messina, cioè stretto di mare, un secolo dopo, franco papa Clemente, incorona Carlo Angiò, che vessa i siciliani, fin Rivoluzione Vespro. Parlamento siciliano, offrì corona a Pietro I, erede a Re Manfredi, uomo di Federico, contro usurpo degli Angiò, Anglo Saxon eredi, inizia guerre dei Vespri, Sicilia in secessione, dal faro del Continente, in mano agli agli angioini. Carlo di Borbone, figlio a re Filippo Spagna, e Farnese Elisabetta, in 735 conquista, i regni Napoli e Sicilia, austriaci sconfiggendo, fino pace Vienna 738, che concluse guerra di Polonia, nuovi accordi stipulati, Austria cede ai Borbone, i regni Napoli e Sicilia, che essa aveva scambiato, con Sardegna in 720. Ramaglia storico locale, narra grave epidemia, che causa molte morti, in anno 739, il popolo di Saponara, avvia culto di Maria, sul Monte Castello, per curar flagello. Borbone tenne i due reami divisi, attorno faro di Messina, a Napoli è corte monarca, in Sicilia è parlamentare, come i Re Inghilterra, due le capitali, Napoli e Palermo. Carlo poi re di Spagna, lascia regno a Ferdinando, mentre francesi 796, entrano con Napoleone, contro austriaci e locali, Napoli è saccheggiata, il re fugge a Palermo, e refurtiva va in Francia, Musee Napoleon oggi Louvre. Repubblica Napoletana, ebbe corta vita, travolta da reazione, dei ceti popolari, province ancora immuni, congresso Vienna 816, assegna ai Borbone, con Legge 8 dicembre, due reami in un sol Regno, infine rovesciato, dai Mille anglo mercenari, la resa di Francesco, febbraio 861, nasce Regno Italia, dei Savoia piemontesi, Regno Due Sicilie, colpito da un sisma, da Londra sorvegliato, |Terremoto857, il primo in Italia, danno documentato, da Royal soci inglesi, che studiano effetti, di un sisma come arma: 20 mila morti, narra Times di Londra, il terzo terremoto, più grande in Europa, tre violente scosse, su 180 comuni, Paesi rasi al suolo, epicentro a Montemurro, con 5 mila morti, e limitrofi comuni, Grumento Saponara, Viggiano e Saraceno, Marsico e Paterno, Atena Lucana, fin Vallo Fauno Diana, provincia di Salerno. Dopo il terremoto, reagiscono i cristiani, da Spagna Catalogna, torna culto di Maria, Moserrat in Saponara, oggi Madonna di Grumento, a Pasqua sale al monte, a fine Agosto scende, così in tutti i comuni, |Viggiano-e-Montedoro, portate in processione, a proteggere popolazione, rito poi disperso, in molti comuni, dopo altro terremoto, 23 novembre 980, da Irpinia frane ovunque, altra emigrazione, oltre oceano mare. MARIA Servigliano, distrutta da frana, Montis Murri migrazione, eco del passato, di normanni visigoti, vandali e longobardi, ispani ed albanesi, bulgari e saraceni, angioini e aragonesi, feudali baronie, sanseverino montesano, borbon savoia infine, influenzano credenze, oliveto e cimitero, vigneti e municipi, concia pelli e cuoio, canapa tessuti, vasi e taglialegna, gas metano Siri. Montemurro epicentro, tardò insurrezione, rivolta anti-borbone, capeggiata da carboni, Giacinto Albini e Culopizzuto, aderirono protesta, di pastori anti-sabaudi. Sierra Montemurro, odor di fresca sera, falò di luce intesa, colline tondeggianti, la cima Monte Agresto, santo Jaso Viricota, oggi eolico parco, di società Bolzano, fà kilowattora, nel santuar lucano. Italia sud 960, diga sbarra fiume Agri, nasce Lago Pertusillo, presso Sagra del Fagiolo, a Sarconi e Moliterno, ancora torre longobarda, slavi alla ribalta, tartari-bizantini, su via Galasa greca, sorge paese Armento, coinvolta nelle saghe, della guerra a Troia, con resti antiche mura, e monaci basiliani, tra vette del Sirino, massiccio da duemila, innevate tutto anno, fiume Sinni fonte, lingua di confine, rion castiddu e burgu, tra feudi in rivalsa, in sacro bosco di noccioli, un fortino con fossato, roccaforte difensiva, difende lor passato. Terre di Laurìa, olio sotto torchi, al rione di Rabìt, il castello saraceno, con borgo e vedetta, un feudo normanno, Bisanzi commerci, e Guglielmo di Altavilla. Amico al basilisco, aggiunse lauro stemma, poi insedia monastero, sul colle della Sierra, chiesa poi distrutta, truppe napoleon, rinasce santuario, con Sanseverino bolla; poi peste del 600, e massacro di 800, resistono i borbone, a napoleone ferro; segue repressione, incendi delgi archivi, tutti a Lagonegro, tribunale e municipio, poi in seconda Guerra, ecco bombardamenti, Paul getty vicenda, Usa che bombarda, i tedeschi in ritirata, oggi sotterranea, è cisterna popolana, sui ruderi si erge, nuovo Municipio, e piazza plebiscito. Leonardo |Sinisgalli, poeta di LUCANIA, emigra fin Milano, canta sua Valdagri, nostalgia di contadini, slavi tartari Lucani: al pellegrino che, scende strette forre, cammina sulla Serra, vede nibbio in volo, con rettile in artigli, emigrante ritorna, da esilio o da guerra, al santuario mariano. Canto il pastore, che dorme in ovili, il mezzadro e il mercante, Lucania apre lande, dove lenti fiumi vanno, su polvere sognante, 1 spirito silenzio, al suono di 1 arpa, in eremo grotta, la voce di Maria, che narra sua gente, prima del terremoto, or cresce erba fiore, su colline franate, + volte emigrate. Sole sbieco sui lauri, avido di bimbi, in piazze ha passo pigro, di asini e bue, lascia chiazze larve, terra grasse mamme, padri scuri e magri, raccolgono olive, sapore del pianto, terra magro grano, stenta pur granturco, vino con la menta, e alberi del colle, respiran suo lamento; querce ingrossan ceppi, mana giù dal cielo, 1 ragazzo su un abisso, sporge coglie miele, tra zanzare e tarantole, alla sera torna a casa, ascolto arpa canto, a Madonna di Viggiano; odo fumar stoppie, e un merlo cantare, 1 gatta sulla casa, strapiombo sul fosso, là in boscaglia sacra, rifugio di briganti, mio pà dal Sudamerica, ritrova suoi passi. Contadino vignaiolo, ha |nostalgia-lucana, sua Terra natale, torna a tarda sera, si ferma ad una fonte, parla a un ortolano, vissuto suo orizzonte. Lucus bosco selva, anima inconscia, con vita e pericoli, a ogni esser superbo, tien avi di natura, ostile o accogliente, a indifferen creatura, daini lupi orsi, cinghiale nibbi volpi, su rupi e scogliere, guano pipistrello, tra affreschi vegetali, impronte della mano, poggiata su roccia, messaggio di riparo, memoria di una volta. paesi_lucania.m4a
lume238-Seba attraversa la Lucania come un paesaggio della memoria, dove montagne, boschi, paesi e vallate conservano le tracce di chi è partito e di chi è tornato. Nel Val d'Agri il terremoto, le epidemie, le guerre e le migrazioni hanno spezzato molte vite, ma non hanno cancellato il legame con la terra. Il canto popolare, la devozione alla Madonna di Viggiano e la poesia di Leonardo Sinisgalli custodiscono ciò che la storia ufficiale rischia di perdere: la voce dei contadini, dei pastori, degli emigranti e delle famiglie rimaste. Seba ascolta questa terra e comprende che la nostalgia non è soltanto dolore: può essere una forma di appartenenza che continua a vivere anche quando si è lontani. Il paesaggio diventa così una memoria incarnata: il bosco è rifugio, la montagna è limite e protezione, la fonte è ritorno, il santuario è un luogo dove ciò che è stato perduto può essere nuovamente chiamato per nome. Anche l'emigrazione contiene una lunga stasi: per un tempo la vita sembra sospesa tra due terre, senza sapere dove sia veramente casa. Ma ciò che resta immobile può preparare un movimento nuovo. Questo Lume appare quando senti di essere fermo tra un passato che non puoi più abitare e un futuro che non riesci ancora a raggiungere. Non ti chiede di dimenticare ciò che hai perduto, ma di ascoltare quale parte di quella memoria può ancora accompagnarti. A volte tornare significa semplicemente riconoscere dentro di sé il luogo da cui si proviene.

243:sogni43-lume243-TRASFORMAZIONE appare quando una forma non può più rimanere quella di prima. La trasformazione non richiede necessariamente una distruzione violenta: talvolta ciò che sembrava minaccioso cambia semplicemente natura. Il serpente nel cestino rappresenta qualcosa che si vorrebbe contenere e controllare. Ma quando il contenitore viene aperto, il serpente diventa geco e se ne va. Il sogno suggerisce che una parte dell'energia trattenuta può trasformarsi proprio quando smettiamo di costringerla dentro una forma conosciuta. La carta invita a non confondere il controllo con la sicurezza. Prima di cambiare qualcosa all'esterno, osserva ciò che sta cambiando dentro di te. Lo specchio rotto invita a vedere la verità anche quando l'immagine abituale di sé si frantuma; la caverna chiede di entrare nell'oscurità senza fuggire; la farfalla ricorda che una nuova forma nasce dopo un periodo nel quale la vecchia non è più sufficiente. La trasformazione può essere anche quotidiana e discreta: un vecchio desiderio di viaggio può diventare amore per la terra; il bisogno di riempire le giornate di esperienze può lasciare spazio alla gioia di un cocomero fresco, di un lavoro compiuto, dell'uva matura, di una persona vicina. Il compito non è distruggere il passato, ma permettere alla sua energia di assumere una forma nuova. Quale parte della tua vita stai ancora cercando di tenere nel vecchio contenitore? Barbanera ricorda: luna calante rilascia qi abbondante, luna crescente lascia qi carente; avaro e scroccone si intendono benone. Ogni trasformazione comincia, quando una forma si apre abbastanza da permettere alla vita di cambiarla.| Gli Alani, nomadi iranici sarmati, abitano tra Danubio e steppe eurasiatiche, citati dai cinesi come Alan-liao. Popolo guerriero, contano 200 mila arcieri e commerci con mongoli; ogni clan nomina la propria terra fino a Occidente. Usati come mercenari da Bisanzio/Costantinopoli, fondano insediamenti in Italia e influenzano guelfi e ghibellini. Praticano riti funebri complessi: kurgan, imbalsamazioni, banchetti di quaranta giorni, affreschi tombali; culti legati a cavallo, lupo e maschere animali. La tradizione li collega a sciti, etruschi e turchi Ashina: il mito della lupa accomuna Alani, Romani e popoli turanici. Le amazzoni alane, vestite di seta e oro, compaiono a corte moscovita e nelle cronache europee. Testi ricordano anche riti di trasformazione in lupi mannari e culti lunari di Diana/Aradia. Dal patrimonio etrusco derivano medicina preventiva, igiene, musica e salmodie curative; feste e balli comunitari hanno funzione terapeutica. Il Mundus romano mantiene il culto familiare, unendo vivi e morti; il guardiano Charun/Caronte custodisce il passaggio. Fuggiti da Bisanzio, i Rasna contribuiscono alla Roma papale, fondendo tradizioni etrusche, slave e orientali. Il fuoco rituale e i riti solstiziali etruschi (Monte Amiata) segnano il passaggio all’età adulta, con falò, tamburi e danze in onore di Diana, Tago e Dioniso.# Alani 阿蘭聊 |Alan-liao, clan nomade irani, bellicosi sarmati, situati su Palude, fin delta Danubio, amazzoni e scizi, gigan corpo canuto. Citano cinesi, vasta steppe Yen-ts'ai, detta Alan-liao, dove abbondan pini, aconito e rapa, muchamor bisaccia, e villaggi Hmong, originan Cosacchia. 200 mil arcieri, cavalcano a regione, importano cammelli, mercanzie mongole, ogni clan stanzia, nomina sua terra, Gallia e Pannonia, Etruria e Venetia, Spagna e Lusitania, Numidia e Zungaria, fino isole esterne, come la Britannia. Impero bizantino, li vuole mercenari, re di Svezia porta, titol Re di Alani, Alania cristiana, 1 regno della orda, battaglia a Kulikovo, con bulgari Volga, e cazari Mar nero, conquistano mondo, a ondate in Italia, guelfi e ghibellini, saccheggiano Apulia, fondan Tavenna, Napoli e Ruma, Firenze ed Etruria. Haldia kolyadovtsi, significa cristiani, astronomi Caldei, sapienti alan di Egitto, casta sacerdoti, Haldia loro regno, kemi alessandrini, casta di bramini, Alani in più domini. |Maria-dei-mongoli, madre di re slavi, matraguna Romania, Alania theotokis, madre al re-cristo, in occasion di riti, indossa pelli cervi, nei cortei guidati, di maschere uccelli, su aste sormontati. Cavallo baldacchino, araldo sovrano, dietro passan carri, di real defunti, con ventre ripuliti, di aromi ricuciti, rituali seppelliti, con servi e concubine, dentro fossa pietra, kurgan tombe prime. Cadaveri comuni, portati dai parenti, ogni amico offriva, banchetto in cimiteri, rito cibo dura, quaranta giorni lutto, fino sepoltura, espiano ungendo tutto. Vimini e giunchi, corteccia betulla, affreschi nelle tombe, della rus etruria, camere ulteriori, corpi di servitù, tumuli 20 metri, in grotte muro pur. Corpi imbalsamati, nudi ingioiellati, cinture bracciali, amuleti scorte pasti, genti etrusche ovunque, turani tibetani, ondate successive, guidate da atamani. |Ashina clan reale, gokturks goti-turchi, Mustafa Kemal cita, con simboli Asena, lupa emblema teatro, mito romolo remo, di Tartaria stato. Un paese cinoturco, distrutto dai soldati, sopravvivono bimbi, li trova Asena lupa, tra i ragazzi-lupo, Ashin è capa clan, da lor discendon slavi, genti turanian. Rasna di Tarquinia, discendono da lupa, simbolo che passa, a Roma papale, lupo animale, folklore popolare, di nativi americani, turchi mongoli alani, cacciator di steppe, figli ai lupi slavi. Lupi di Alaska, fratelli dei Pawnee, Ainu del Giappone, discendon loro unione, lupo nell'India, protegge e distrugge, lupi poliziotti, dragon d'imperatore. Amazzoni a corte, di re moscoviti, fino al 700, han volto caolino, Giovanni Danimarca, sposa figlia khan, Xenia Borisovna, che a cavallo va. Amazzonia sarmazia, tra Azov e Volga, indossa copricapo, bianco a seta gialla, bottoni d'oro e nappe, cadon sulle spalle, tutte vanno a coppie, ciascun cavallo bianco, lunghe vesti seta, e stivali gialli, 24 donne, fan cerimoniale, usanze di Moscovia, da principe Mosokh, principe Ross, principe Sarmat, cosacche donne ordiane, in lotta contro Greci, guerriere donne alane, scizie ed iraniane. Mauro Orbini scrive, che canti di Natale, serbano memoria, di pope bizantino, da Odoacre spaventato, re dei Perugi, sue donne in notti luna, veston pelle lupo, si ungono di piante, maschere animali, ipnosi li trasforma, in lupi mannari. culto Dea Turanna, brilla Aradia luna, amazzoni dianae, errano alla selva, corron chiara luce, ululano accoppi, nelle grotte nude, salgono sui rami, cercano visione, sotto ombrelli aperti, respingon radiazione, raggio luna che, reca possessione. |Tarquinia nasce, presso fiume Marta, toscani creano mito, |Dardano greco-lidio, Dioniso poi Bacco, danza il ditirambo, Firenze grande Mir, volgare lingua muta, quan corte Bisanzio, fugge sul Tirreno, riscrive novo imperio, tratta coi toscani, lingua corso-franca, chiamalo latino, italiano segue usanza. Pope militari, appoggian nuova classe, fanno propaganda, edificano Vaticano, su immagine antica, tesor di Costantino, nasce Roma antica. |Oroscopi papali, datano gli eventi, sui palazzi Borgia, e dipinti conventi, oppure nei canti, |carnascialeschi, rime di nostalgia, sfoghi irriverenti: ogni Rasna paese, risuona sottofondo, armonie musicali, diffuse nel mondo, soffi nel flauto, echeggiano in-canto, di giorno di notte, senza rimpianto; poi satira arriva, fà satur-azione, miscela esplosiva, cioè improvvisazione, di attori istrioni. Contadini avvinazzati, riscattan se stessi, giorni di festa, fescenni Fallisci, scurrile colore, recitano a feste, o in gare onore. Raseno dà stile, con ottave rime, adagia poesie, su popolar melodie, sua metrica struttura, suona così, otto endecasillabi, BA BA BA Ci Ci, 3 distici fà, con rima alternata, ultima conclude, la rende baciata; son frasi ritmate, vocali musicali, scandite cantate, ugual salmodiali, saper salmodiare, 1 ritmico andare, terapia musicale, costanza del fare. Ritmare si accorda, ai balli di gruppo, lenire fatiche, resistere a lungo, nenie e salmodie, richiamano pioggia, proteggono umani, bimbi e bestiame, da varie mal-arie, e morsi di fame. |Rasna medicina, è assai preventiva, usa terme e spezie, fogne e acquedotti igiene dentista, musica e danza, radici minestra, polenta e focaccia, di Farro farina, medicina di pancia. Carne saltuaria, per pochi sicura, Sol vin e olio, ricchezza di Etruria, contro mal-aria, zanzare paludi, esternano sfogo, ai faunus ludi, ballo di gruppo, invoca guarigione, malati in delirio, scende febbrone. Mundus di Ruma, al centro del foro, famiglie di clan, gli portan decoro, Fan ritmi di qua, e ritmi di là, il loro aldilà, è nostro aldiqua, culto familia, di grande antenato, sopra la tomba, banchetto e mercato, 2 volte anno, aprivano il mundus, a festeggiar, coi vivi il fecundus, è corrispondenza, tra mondi vicini, potere dei sogni, e dei vaticini. Guardiano blu, presidia accesso, di porto aldilà, del mondo stesso, Divino Charunt, poi detto Caronte, scorta ciascuno, oltre quel fronte, custode di Tago, e verso sibillino, quan tornerà, a tempo stabilito. Dopo fuga da Bisanzio, con aquila e lupa, nasce pontificia, Roma franca copia, Lupa di Alania, mito ancor diffonde, crea nuova nazione, storia si confonde: i rasna yudei slavi, sedotti da migranti, uniti ed enzimati, da nuove lingue usanze, latini e romani, bulgari e ottomani, mistero di Et-ruschi, papato và creare. |FUOCO arancio centro, cuore dei villaggi, attorno a se raccoglie, stolti con saggi, trasporta i piccini, alla fiaba popolar, in veglia con adulti, attorno a focolar, presso Monte Amiata, antico rito attende, la Selva illuminata, da giovani fiammelle: solstizio d'Estate, baldi giovanetti, fasce canne in spalle, seguono vie cave, dentro grotte tufo, fan luce col fuoco, x interior visione, inizi adulto ruolo. Percorrono viaggio, da tenebre a luce, scoprendo misteri, e affrontando paure, vicino mezzanotte, canne sono accese, rullano tamburi, scandiscono imprese, saltano coi piedi, 2 brevi e 1 lungo, arrivan fondovalle, spogliano di tutto, fanno 1 catasta, per fare gran falò, Raseno riparte, e narra etrusca stor: la notte di Diana, Tago fuori solco, danza del sudore, Luna a ferragosto, cerchi di Funghi, Diana attira danze, a mezzo di Puffi, Funghetti di fate. Tago figlio a Thera, nato nel terreno, in campo seminato, da bulgar orzo nero, festa annuale solco, |Volterra-e-Bacugno, propizia in Toscana, |Pan-Fauno in pugno. Tago pan afflato, spirito incantato, sceso nei raccolti, in corpo celebrato, dona magnetismo, e vita ha riportato. Tage da i segreti, ai musici poeti, Aplu divinatore, Dioniso iniziatore, Vener Afrodite, infonde folle amore: da bocca del folle, esce sapienza, parla x enigmi, esprime un evidenza, Dioniso freme, in assurdo linguaggio, offre sue gemme, a fare ghirlanda: Tag nuovo anno, in festa di locanda, Tin dio del Sole, Tanit dea di Luna, lettura circolare, o tartara scrittura. Tin nuovo giorno, 12 coppie orarie, per viver festeggiare, ciclo della luna, ciclo di stagioni, natura umana doppia, fiumi inondazioni, misteri senza nomi. |Tago, aruspice e pastore, con berretto e bastone interpreta voli di uccelli, meteore e lampi per guidare la sua gente; nei sacrifici legge le viscere degli animali, traendo auspici per azioni future. Studia fulmini e tuoni, ne distingue fonte, colore, fragore, durata e odore, valutando se siano segni divini o eventi vani. Custode di sorgenti, mastica edera e alloro, componendo canti-oracoli in versi a rima. Con flauti, mantelli e campanelle, dissolve nebbie e tormenti, richiamando lo spirito sulla terra. Aruspici girovaghi fondano templi presso boschi e acque, dall’India alla Cina, fino all’Italia. , curano il fuoco e l'acqua piovana, cantando il nome di Tago/Gesù, costruendo ponti tra mondi e lingue. Vivono come sabbia isolata, ma in gruppo diventano malta, custodi del sogno e del passaggio umano. Nevio è aruspice discepolo, usa pietre di quarzo e coralli per leggere i fulmini, sà che ogni lampo lascia una pietra sul luogo colpito, poichè Tinia (Jupiter) scaglia i fulmini diurni, Saturno quelli notturni. Nevio classifica i lampi come perentori, ostentatori, devastanti o informativi. Da bambino, Nevio perde le scrofe al pascolo e chiede aiuto agli avi in un sacello. Promette uva in cambio, e dal volo di uccelli riceve l'indicazione per ritrovarle. Traccia il templum, orientato ai punti cardinali, osserva il cielo e i segni del volo, poi esegue i riti: exploremus per l’interpretazione, exoremus per la purificazione, e infine controlla i sogni. Tago e Nevio incarnano l'arte aruspicina, l'arte di leggere nei segni divini il destino degli uomini.# |TAGO Aruspice signore, veste umil pastore, berretto appuntito, e ricurvo bastone, osserva gli uccelli, e meteore cadenti, dal volo e da lampi, scruta gli eventi. In tempi di guerra, offre gli auspici, ai capi guerrieri, con polli ed offici, se viscere indaga, di corte animale, interpreta enuncia, l'azione da fare. Aruspice indaga, nei fulmini e tuono, se serve li attira, evocandone il tono, indaga la fonte, il colore e il fragore, lor tipo e durata, e se emana acre odore: lampo ha sfiorato incendiato a distanza, che cosa è colpito, in qual circostanza, se fulmini son secchi, umidi o chiari, se son segni di fato, o eventi pur vani. Aruspici detti, custodi sorgenti, raccolgon parole, oracoli viventi, masticano foglie, di Edera ed Alloro, sistemano in versi, i canti del coro: con passo viandante, flauti e mantelle, e 1 liuto bastone, assieme campanelle, apron la nebbia, chiariscon tormenta, cosi da invitare, lo spirito a Terra. Girovaghi artisti, di terre e mari, templi han fondato, con semplici mani, da India alla Cina, Africa e oltre, raggiungono Italia, seguendo le orme: questi son Templi, dei primi tempi, Boschi e sorgenti, anfratti clementi, chiamano l'acqua, e il fuoco danzando, col canto di Tago, che librano in alto, se fabbricano ponti, collegano i mondi, viaggiano in tondo, tra lingue del mondo, da soli son sabbia, in gruppi son malta, parlan ferventi, aborigeni a danza, ritiran con garbo, se vanno in letargo, custodi del sogno, di umano passaggio. |Aruspice Nevio, sfugge nebbie-tempeste, usa pietre quarzo, assieme a coralli, sa che ogni lampo, ha cuore di pietra, la trova sul posto, cui cadde la sera: Tinia scaglia, 11 manubie diurne, Saturno summano, lancia le notturne, se utile o dannoso, lampo perentorio, dimostrativo di ira, lampo ostentatorio, lampo devasta, poi cambia e trasforma, lampo presagum, dissuade o ti informa. |Nevio era un bimbo, e pascolava scrofe, un di si addormenta, al campo del padre, poi sveglia e piange, ha perso i maiali, entra al sacello, consulta i suoi avi: chiede trovar scrofe, promette Uva bona, esaudito desiderio, cerca in vigna sua, dunque suddivide, la vigna due a due, dal volo di uccelli, trae auspici sue; traccia suo templum, volge viso a sud, dai punti cardinali, solchi mette giù, posto nel centro, ora osserva il cielo, dai voli di uccelli, segue un sentiero. Nevio procede, fa rito exploremus, interpretazione, è interpretemus, se fa purificazio, lui esegue exoremus, infine controlla, sogno oraleus. aruspice.m4a
lume243-Tago e Nevio appartengono a un mondo nel quale ogni evento può diventare un segno: il volo di un uccello, un lampo, un tuono, un sogno. L'aruspice osserva ciò che accade per comprendere quale direzione possa prendere la vita. Una notte, a tavola con altre persone, il sognante vede un serpente agitarsi dentro un cestino coperto: dice di avere la situazione sotto controllo. Poi gli altri si alzano e se ne vanno; lui rimane, lascia che il serpente esca dal cestino e raggiunga il pavimento, convinto di poterlo ancora controllare. Ma il serpente non attacca: si trasforma in un geco e scompare. Il giorno precedente, proprio un geco era comparso più volte nella cucina della madre anziana di Nevio: era innocuo, ma bisognava farlo uscire per evitare che lei si spaventasse. Il sogno riprende l'immagine reale e la trasforma: ciò che appare minaccioso può cambiare natura quando smettiamo di volerlo tenere chiuso e sotto controllo. Il serpente custodito nel cestino rappresenta un'energia inquieta che non sappiamo ancora quale forma assumerà. Il geco invece è piccolo, agile e innocuo: a volte la trasformazione consiste nel lasciare che qualcosa trovi da sé una forma diversa e possa poi allontanarsi. Anche le immagini riemerse durante il giorno, sembrano appartenere a un'altra trasformazione: un tempo il desiderio era viaggiare, uscire, visitare luoghi e condividere esperienze; oggi può bastare il lavoro nella terra, una moglie che aiuta in campagna, un cocomero fresco dopo il lavoro o l'uva matura mangiata vicino al mare: è una diversa forma della stessa ricerca di vita. Come Nevio aruspice osserva il fulmine, senza confondere il lampo con il destino, così il sognante può osservare le proprie immagini interiori senza doverle dominare. Tago e Nevio insegnano a leggere i segni; il serpente e il geco insegnano che il segno stesso può trasformarsi. Forse non tutto ciò che entra nella nostra vita deve essere trattenuto, combattuto o spiegato. Alcune cose chiedono soltanto di essere viste, comprese e lasciate andare. Che cosa stai cercando di tenere sotto controllo? E se, lasciandolo uscire dal suo cestino, potesse trasformarsi in qualcosa di meno minaccioso di quanto pensavi?

251:ijing01.䷀ lume251 |Il-Creativo (乾qian, chien): energia in moto continuo, forza vitale che nasce dall’interno e si manifesta senza sosta. Potere creativo, perseveranza e inizio di ogni percorso. Acqua vorticata vince gravità, conserva energia ed è memoria vivente. Come una batteria, si carica di luce e vibrazioni, rigenera corpo e natura. Canali ombreggiati e sinuosi la mantengono fertile e viva. |Cielo a pecorelle, acqua a catinelle, se il Cielo fa la lana piove in settimana, a sant'Anna rondone lascia campagna e se piove, acqua diventa manna. #Il Cielo si muove senza sosta, così il nobile non conosce pause nella sua forza, che la trova in sè, intima e naturale come il respiro, non ha bisogno di riposare, la perseveranza dona frutti. Potere creativo, iniziativa, energia attiva e forza vitale, che circola tra le persone e gli eventi, dove una ispirazione vuole essere realizzata e procede verso la manifestazione; assecondala e trova il modo di arricchire la tua azione, sostieni il flusso bidirezionale tra questa fonte e l'azione, mantieniti fedele al tuo intento iniziale e allineati a questa visione per produrre risultati. (Come potresti liberare quest'energia creativa? Cos'è che che chiede di essere creato?) Bagatto, primo arcano, è impulso iniziale a una catena di eventi, una scintilla affine al primo segno I Ching: il Creativo. Come Talete, deriva potere dal suo contatto con lo Spirito (otto rovesciato sulla testa, evoluzione del cappello del matto che è arcano zero dei tarocchi marsigliesi), divinità nell'uomo, capacità di pensare in tutte le direzioni. I 22 Arcani Maggiori rappresentano le varie tappe di una iniziazione, e il Mago-neofita, dopo l'illuminazione, che spinge a cercare una nuova via, eccolo al principio di un percorso in cui è un giovane iniziato che porta una cintura costituita dal serpente Uroboro.| Talete pone l'acqua come principio di ogni cosa e motore della vita; Anassimene e Aristotele, con la sua entelechia, ampliano il cosmo animato. Pollack descrive oggi l'acqua EZ come 4° stadio dell'acqua, immagazzina energia e separa cariche, creando gocce e influenzando flussi e fenomeni (ghiaccio, capillarità, effetto Mpemba). Schauberger mostra l'acqua come organismo: nei vortici e nelle spirali diminuisce l'attrito, si ricarica al freddo/om­bra, specie a 4 gradi, e rigenera fiumi curvilinei. Deforestazione e raddrizzamenti di fiumi ammalano i corsi d’acqua (piene, insabbiamento), mentre ghiaie a pettine, curve, ombreggiamento e laghetti intermittenti riportano il flusso al centro, ricreano il letto, il manto vegetale e la salute del bacino. |Amperaggio misura la corrente, che batteria può erogare in un dato momento, e quanto a lungo: esempio batteria 60 Ah, eroga 1 ampere 60 ore, o 6 ampere per 10 ore, eccetera; un Battery Monitor misura Ah usati e disponibili in %, mentre il Tester/Voltmetro legge la tensione a riposo, di batteria ferma da mezzora senza carica né scarica (durante uso/carica la misura è falsata), poi tu confronta la tabella: se tensione a riposo è 12.6V, ha piena carica residua stimata. Se 12.5V = 90%, 12.4 ~75%, 12.2 ~50%, qui inizia zona critica, 12V ~25%, 11.8 o meno, ci dice 0% batteria scarica: evita scendere, sotto i 12V, se vuoi conservarla a lungo. |Acqua ama fluire, in gorgolii sinuosi, in tubo ritto ha resistenza, a spirale vince gravità, alimentata da suoni, in notti fredde inverno, fa levitar le pietre, danzanti sagomate, con curve sinuose, fai sponde ombreggiate, protegge da luce e calore: se AUTO non parte, tu attendi con calma, motore ama energia, che viene da esterno, ricarica auto batteria, che ha acido e acqua, suo EZ ti aiuta, ad aumentar protoni. Talete connesse, energia e geometria, nelle forme della vita, si influenzano a vicenda, con fede lui la smuove, a mezzo di poesie, per farla agire a Lourdes, in agro e omeopatie. Acqua plasma comportamenti, tra umani e territorio, assorbe luce e crea ordine, produce var tipi di lavoro: motore assorbe e spende etere, attira batteri a infrarosso, come antenna di messaggi, Acqua EZ informazioni. Batteria naturale, in fotosintesi o ghiaccio, poliacqua russa esagonale, grafene e polietilene, nanobatterie cellulari, son nervi e vasi linfatici. Acqua vorticata ha + ossigeno, immagazzina la poesia, più fredda della norma, è salute ad organismi, Acqua espande a 4 gradi, e forma nuova acqua, emulsion ossigeno e idrogeno, galleggia e forma ponti, mentre goccia EZ danza, riceve istruzioni, da lampo o vibrazioni, musica e sentimenti, numeri e contenitori, e parole di Neruda. Acqua assorbe sole, e forma nidi ape, struttura EZ potenziale, muta goccia in bollicina, risale capillari reti, di quarzo o di Sequoia. EZ gonfia radici, sotto i marciapiedi, rompe guscio noce, e invischia navi mare, EZ acqua bipolare, muove in cariche opposte, elettrostatica osmosi, attrazione e repulsione. #|BATTERIA al piombo non sia, scaricata completamente, poichè sotto il 50%, può ridurne vita utile, Ursus è batteria AGM, piombo-acido sigillata, oltre a quelle a gel e litio. Volt misura la Tensione, o pressione elettrica. Ampere Corrente istantanea, Ampere-ora capacità di carica, come 60 Ah. Wattora-Wh misura energia in batteria, calcola Volt×Ah, esempio 12V×60Ah = 720Wh, 0.72 kilowattora-kWh. Se misuri durante uso/carica, i valori son falsati, aspetta 1 ora o mezzora, per lettura corretta a riposo, esempio batteria 60Ah: tester reca 12.4V, cioè 75% energia, cioè 45Ah, ricavato da calcolo, di 60Ah × 0.75, ovvero 540Wh, ancora disponibili, da calcolo 12V × 45Ah. Tester multifunzione, mostrano Ah consumati, % carica residua, tensione e corrente istantanea, se metti in parallelo, avrai somma di Ampere. |TALETE di Mileto, uno dei sette saggi del Mediterraneo orientale, era un vasaio che predisse una buona raccolta di olive grazie alle piogge che vide nel cielo. Egli considerava l'acqua come elemento fondamentale da cui tutto ha origine e affittava frantoi per trarne profitto. |Talete credeva che l'acqua nutrisse la terra, permettendo la crescita della vegetazione, vedeva l'acqua come la fonte della vita, in grado di assumere ogni forma e creare la realtà. Amava l'acqua così tanto da considerarla come un soffio spirituale chiamato protone e viriditas, Panta plere theon, Dio è presente in tutto, in forma pioggia e mari, fiumi pozzi polle. Talete insegnò questa dottrina ovunque andasse e morì mentre assisteva a una gara alle Olimpiadi. Alessandro Magno trovò, su tomba di Talete, messaggio su tavola smeraldo, di Ermete Trismegisto: acqua è primo elemento, che contiene in sé entelechia, energia che forma cosmo, seguendo un flusso toroidale, di etere a spirale, che genera sole luna e vento, Terra è sua nutrice. Acqua stanca e pigra, di giorno ferma e dorme, di notte risveglia, nel chiaro di luna, diventa fresca e viva, capace a sostenere, tronchi faggio e pino, disperde banchi fango, aumenta la sua forza, in grondaie a serpente, sinuoso torrenti, e laghetti intermittenti, Acqua tien sue leggi, è organismo vivente, tu puoi regolare, solo da interno, lascia sponde abbandonate, frena acqua veloce, con barriere ghiaia, pettini anti-furia, il flusso torna al centro, scorre in strati EZ, rinasce canal fluviale, attira manto vegetale, curva a spirale, è processo vitale.Talete lasciò la sua scuola ad |ANASSIMENE, che considerava l'aria, come elemento primordiale, anima del cosmo che si condensa, in vento nuvole e pneuma, e si trasforma in fuoco, quando si rarefa. Anassimandro successore, aggiunse che il cosmo, è organismo, che respira, mentre i terremoti, son causati da correnti, di vento sotterranee, soffi di acque o nelle vene, influenzano emozioni, di gimnosofisti indiani, che controllano respiro, a narici alterne ida e pingala, sole rosso e luna bianca, nadi sodana yoga, per calmare la mente, arte detta pranayama. |ARISTOTELE metafisica, inizia scienza dal principio, Motore immobile di tutto, fonte e ultima meta, sostanza che permane pur mutando proprietà, Teofrasto suo allievo, Physis natura chiamerà. Entelechia principio secondo, potenziale interno in tutte cose, che cerca realizzarsi, nel modo più completo, via moto e mutazioni stagionali, dà significato e scopo vita, sia come causa esterna, che agisce su oggetto, sia forza interna, che spinge oggetto verso suo scopo: con aiuto di entelechia, il seme pianta si sviluppa, potenziale per adulta, lavora al suo obiettivo. Gerard |Pollack narra ACQUA, che serba energia, infrarossa e radiante diventando potenziale, H2O si trasforma, in ioni idronio protoni e OH negativi, creando Zona di Esclusione, che respinge ogni cosa, e sviluppa ordine esagonale, formando acqua in quarta fase, una elastica sostanza. Robert Brown vide il polline, danzare nel liquido, scopre energia di ambiente, e aiuta la entelechia, come polvere sospesa in un fascio di luce. I moti browniani della luce, dissocian cariche in perpetuo, dirigon linfa in capillari, acqua è forza di lavoro. EZ forma buccia intorno, a gocce e bolle di acqua, vescicole leganti, in esagoni o a stella, di ossigeno e azoto reti, attrazione e repulsione, tra terra e nubi produce, vapore per volare, sui tappeti di Aladino. Lo schema ricorrente di vaporizzazione, levitazione e ritorno in pioggia, ripete in bevande calde, e nei vapori del Delfino, che gioca con suoi anelli vapore, dissipati in vescicole, come gocce di aerosol, diffondon luce nei cristalli, creando aurore arcobaleni. EZ cristallina, si forma dentro vasi sanguigni, escludendo batteri e impurità, cristallo idrofoba come ombrello, ha una carica negativa, e un potenziale più stabile, rispetto acqua normale. EZ acqua protonata, crea connessioni tra molecole, come collante naturale, di latte o sangue, osmosi e attrazione, tra il sale e l'acqua, coinvolgono EZ. flussi energia e ioni idronio. EZ separa acque marine, Mar Baltico e Mar del Nord, dove EZ salina, esclude altre sostanze, la luce infrarossa di astri, stimola vita negli abissi, grazie EZ in sua acqua. Acqua fonte di energia, genera volt di Kelvin contagocce anti-gravità, con risalita di una goccia, come un cumulo nembo, cioè cumulo di nuvole, pesa 15 mila elefanti, sospesi nel cielo, loro caduta dipende, dalla carica elettrostatica negativa, che seduce dalla terra. Ogni oggetto in movimento, genera onda che propaga, e ogni ricevitore, trasmette a sua volta, come in danza Santodaime, maggiore è lunghezza onda, maggior velocità propagazione; lunghezza d'onda può cambiare, attraversando la materia, un muro assorbe il sole, e lo irradia in una stanza, oggetti più riscaldanti, emettono più radiazioni, mentre le nuvole assorbono, e irradiano infrarossi, acqua emette calore: metti una mano su teiera, assorbi calore che ti arriva, come info nella mente, se di meno appar freschezza. Acqua e acido solforico, può bollire esplosivo, o reagire con polvere cemento, a formar sostanza dura, lasciando riposar un giorno. Miscela acqua-etanolo, nel rapporto 40:60, si riscalda e fà viscosa, a causa di zone escludenti, che danno corpo all'etanolo. EZ segue forma, a nido esagonale, dal fondo oceani e otri, prosegue in atmosfera, fin cupola ionosfera, rimbalza più volte, subendo e influenzando, creature che incontra. Ossigeno e Azoto, esistono sempre, legati in proporzioni, ricevon vibrazioni, per piante o per tsunami. EZ batteria con patate, due elettrodi in ciascuna, di metallo diverso, zinco con rame, come pila Volt, irradia infrarosso; acqua calda gela più veloce, secondo effetto Mpemba, un cuoco di Tanzania, che studia EZ in |GHIACCIO, passa da esagoni sfalsati, a esagoni ordinati, legati e sovrapposti. Cristallo neve ha simmetria, esagonale e a volte non congela, a causa carica infrarosso, acqua a basse temperature, pur -40 o -80 gradi, cristallo neve esagon stella, portà in sè un bagliore lampo, che segnala transizione, e invasione di frequenze, che forman cristalli ghiaccio, in quartieri localizzati, di protoni concentrati, invasori un tempo esclusi, ora protagonisti, superata una soglia, fan cooperazione, a ondate successive, diventano attrattori. Fusione è transizione, da ghiaccio ad EZ, presso sciolti iceberg, è appiccicoso o scivoloso, dipende dai protoni, presenti in superficie, se assenti avrai la lingua, elettrostatica adesione, mentre se presenti, avrai basso attrito, per pattinar su ghiaccio. Cariche separate, erogano energia, Ghiaccio congela, da alto verso basso, preserva vita pesci, mentre produce ordine, pure acqua in vapore, è ordine creato, riduce entropia. Cartilagine è gel, che riduce attrito, per EZ moto di protoni, che fissano cristalli, e lubrifica articolazioni. Spumante esce stappa, acqua protonata, a causa asperità, dentro la bottiglia, EZ vi aderisce, e forma bollicine, protonica pressione, le spinge verso luce: asperità fatte ad arte, induce bollicine, a far comprar champagne, reca fascino danzante, goccie mature, diventan bollicine, se cambia pressione, và liquido a vapore, ma se scende pressione, Sale evapora fin nubi, nucleo per le gocce. Il sale calma bolle, poichè restringe EZ, così quando acqua bolle, scoppiano le bolle, rilasciano protoni, dal liquido al vapore, assieme vari aromi. Vetri automobile, rivestiti da EZ, umida atmosfera, goccia vi aderisce, per forza di attrazione, goccia appiattisce, se acqua si espande, idrofilo sei detto, mentre se ti imperla, idrofobo rimbalzi, in piccole sfere, su foglie di loto, lasciandole asciutte. Minestra nella tazza, ogni bolla che si rompe, dà suono gorgogliante, rilascia protoni, che spingono vapore, lungo teier che fischia. |ACQUA VIVA muta forma, in tubo ritto ha resistenza, ma in tubo a spirale, resistenza scende a zero, diviene negativa, e vince gravità, oltre moto rettilineo, espande aldilà. Acqua muove come vuole, in corno Ariete scorre, simile alla vite, attira particelle, fino a grandi pietre. |TROTE in risalita, saltano cascata, vincono correnti, tu cogli connessione, tra moto-energi e forme, Acqua ama fluire, in gorgolii sinuosi, di vecchia sorgente, con moto vorticoso, alimentato da suoni, in notti fredde inverno, orchestre a levitare, metalli e pietre danzanti, sagomate in strutture, elettro caricate: in notte chiara luna, si muove circolare, attorno alla pietra, giunta in superficie, forma cerchio ghiaccio, che fà galleggiare, altre pietre in successione, tutte a forma uovo, mentre le spigolose, restano sottacqua. Schauberger mette pietre acqua, ombreggia suoi canali, con curve sinuose, sponde ombreggiate, protegge da luce e calore, corrente in notti fredde. Inverno 918, gran legno fu abbattuto, da violen tempeste, animali tiro assenti, mangiati dalla guerra, Schauberger usa ruscello, durante luna piena, tronchi scende a valle, in tipi di grondaia, che seguono torrente, in percorso tortuoso, in spirali serpente, orari e antiorari, acqua scorre strette forre, pur poco volume, laghetti intermittenti, cui rotolare i tronchi. Dopo la guerra, alberi abbattuti, asciugano piogge, sorgenti e torrenti, arriva tecnologia, che vuol percorso breve, denuda foresta, distrugge fauna e flora, distrugge letto fiume, che poi straripa a piogge, flussi fan selvaggi, AP smette di pulire, suo natural canale, riempie ghiaia e fango, erode sponde esonda, dopo piogge e sgeli, prosciugano fontane, livello scese ovunque, torrente scompare, salvo post diluvio, è corso minaccioso, a edifici e abitanti. Le compagnie legname, da Stato incoraggiate, mutano alberi in denaro, in Svezia fan radure, e idro-ingegneri, aggravano ogni cosa. Acqua tien sue leggi, è organismo vivente, tu puoi regolare, solo da interno, lascia sponde abbandonate, frena acqua veloce, con barrier ghiaia a intervalli, come pettini anti-furia, il flusso torna al centro, rinasce canal fluviale, cinghiale frena in curve, rende moto a spirale, attorno asse flusso, curva di urina in corsa. Foresta ama piogge, raffredda con canali, disposti obliquamente, acqua spinta a spirale, al centro canale, scava il materiale, scorre più veloce, e parti turbolente, dividono in piccine, presso entrambe sponde, mentre flusso al centro, scorre in strati EZ, si caricano dentro, e trasportano materia, che cade verso i lati, verso acqua turbolenta, frammenta in piccin sabbia, spinta verso i lati, evitando insabbiamento, di asse principale, ecco un fiume sano, si espande laterale, costruisce proprie sponde, attira manto vegetale, curva a spirale, è processo vitale. Inn e Danubio, hanno acque separate, quando si incontrano, scorron paralleli, per lungo tratto, in stesso canale, mentre il Reno malconcio, un tempo possente, con acqua cristallina, fino al letto fondo, di notte cresce forza, le pietre trasportava, urtando e raschiando, a dar luce gialla, sul fondo del fiume, origine di miti, di nani e gemme oro, subì triste destino, dopo disboscamento, su svizzere sorgenti, sconvolto equilibrio, rettifican le curve, eliminan le anse, fiume va insabbiarsi, e genera la piena, i tecnici di acque, cementano le sponde, dragano il canale, lucro di compagnie, dopo un temporale, raddrizzano meandri, infinita manutenzione, AP li erode sempre, profitto dei cementi. Idrica forza, dipende da sorgente, sinuosa verdeggiante, temperatura fresca, ma in deforestazione, AP subisce febbre, sopra i 4 gradi, scende energia, incoraggia i patogeni, perde potenza, cerca di curarsi: acqua a 4 gradi, aumenta moto a spirale, cicloide centripeto, ritorna sana e viva, si forma nuova acqua, attraverso emulsione, di ossigeno e idrogeno. respiro_batteria.m4a
lume251-C'era una volta una collina tanto arida che perfino il vento aveva dimenticato il suo nome. Un giorno arrivò il primo albero. Nessuno capì perché avesse scelto proprio quel luogo. Poi ne arrivò un secondo, un terzo, e lentamente le chiome impararono a parlarsi nel linguaggio silenzioso delle foglie. Ogni mattina il sole le invitava a respirare il cielo, e mentre respiravano, dalle profondità della terra saliva una lunga collana di gocce: una chiamava l'altra, l'altra sosteneva la successiva, finché la vita raggiungeva la cima dell'albero. Intanto, senza fretta, il suolo diventava più fresco, le foglie cadute si trasformavano in una morbida spugna, le radici intrecciavano sentieri invisibili e la pioggia imparava a fermarsi invece di fuggire. Passarono gli anni, dove prima c'erano pietre comparvero arbusti, fiori, uccelli, animali e, un mattino, una piccola sorgente. Nessuno vide nascere la prima goccia: tutti notarono soltanto che la sete aveva smesso di comandare. Un vecchio viandante sorrise e disse alla giovane Emilia che lo accompagnava: Ricorda, la foresta non corre mai, custodisce. Il ragazzo rimase in silenzio. Guardò il bosco, poi ascoltò il proprio respiro e si domandò se anche dentro ogni essere umano esistesse una foresta invisibile, fatta di sentieri, correnti e sorgenti da proteggere. Forse gli antichi, parlando di soffio vitale, avevano trovato un modo poetico per ricordarlo, e forse la scienza lo racconta con altre parole, ma entrambe sembrano suggerire la stessa prudenza: ciò che viene custodito continua a nutrire la vita. E da quel giorno, ogni volta che piantava un albero, Emilia aveva la sensazione di piantare anche una radice dentro di sé, e ogni volta che imparava a prendersi cura del proprio corpo, gli pareva di sentire, da qualche parte, una sorgente che ricominciava a cantare.lume251-C'era una volta una collina tanto arida che perfino il vento aveva dimenticato il suo nome. Un giorno arrivò il primo albero. Nessuno capì perché avesse scelto proprio quel luogo. Poi ne arrivò un secondo, un terzo, e lentamente le chiome impararono a parlarsi nel linguaggio silenzioso delle foglie. Ogni mattina il sole le invitava a respirare il cielo, e mentre respiravano, dalle profondità della terra saliva una lunga collana di gocce: una chiamava l'altra, l'altra sosteneva la successiva, finché la vita raggiungeva la cima dell'albero. Intanto, senza fretta, il suolo diventava più fresco, le foglie cadute si trasformavano in una morbida spugna, le radici intrecciavano sentieri invisibili e la pioggia imparava a fermarsi invece di fuggire. Passarono gli anni, dove prima c'erano pietre comparvero arbusti, fiori, uccelli, animali e, un mattino, una piccola sorgente. Nessuno vide nascere la prima goccia: tutti notarono soltanto che la sete aveva smesso di comandare. Un vecchio viandante sorrise e disse alla giovane Emilia che lo accompagnava: Ricorda, la foresta non corre mai, custodisce. Il ragazzo rimase in silenzio. Guardò il bosco, poi ascoltò il proprio respiro e si domandò se anche dentro ogni essere umano esistesse una foresta invisibile, fatta di sentieri, correnti e sorgenti da proteggere. Forse gli antichi, parlando di soffio vitale, avevano trovato un modo poetico per ricordarlo, e forse la scienza lo racconta con altre parole, ma entrambe sembrano suggerire la stessa prudenza: ciò che viene custodito continua a nutrire la vita. E da quel giorno, ogni volta che piantava un albero, Emilia aveva la sensazione di piantare anche una radice dentro di sé, e ogni volta che imparava a prendersi cura del proprio corpo, gli pareva di sentire, da qualche parte, una sorgente che ricominciava a cantare.

275:ijing26.䷙-lume275-Forza-Ponderata il Cielo dimora al centro della montagna: Tale forza rappresenta la capacità di domare e gestire la propria energia interiore, trovando equilibrio tra potenza e controllo. Lisa osserva il corpo come una montagna che custodisce una forza invisibile; nell'Esagramma 26 (大畜 Dàchù), Grande Accumulo o Forza-Ponderata, il Cielo dimora nella Montagna: la potenza non viene dispersa, ma raccolta, contenuta e resa disponibile al momento opportuno. Kinaciau ascolta lingua, volto e orecchio; Mézières osserva le compensazioni della postura; il Qigong ascolta il respiro. Tre modi di avvicinarsi allo stesso principio: prima conosci la forza che già possiedi, poi impara a governarla; non tutto ciò che senti deve essere corretto subito, e non ogni tensione chiede una risposta impulsiva. La Montagna insegna a fermarsi abbastanza da distinguere ciò che è davvero necessario da ciò che è soltanto accumulo. Il corpo conserva memoria nelle abitudini, nelle posture e nei modi di respirare; ma ciò che è stato accumulato può anche essere trasformato. Una forza trattenuta con consapevolezza diventa riserva, non rigidità. Lisa invita a raccogliere esperienza, disciplinare l'energia e prepararsi ad attraversare il grande fiume quando arriva il momento. Anche il respiro del Qigong segue questo ritmo: raccogliere, conservare, lasciare maturare, poi muovere. La vera forza è quella che può essere custodita senza perdersi. Lisa sorride e infine chiede: quale forza stai imparando a contenere? Che cosa stai accumulando dentro di te? È peso o riserva? Quale forza, se custodita con pazienza, potrebbe diventare il tuo prossimo movimento? Barbanera aggiunge: gestendo la tua potenza, la perseveranza è fruttuosa. Callo che duole è pioggia vicina.| Il plasma marino, Quinton Acquamare, è usato in odontoiatria per pulire radici, alleviare gengive, contrastare parodontopatia e dolore dopo estrazioni, favorendo rimineralizzazione e cicatrizzazione. In agopuntura, il siero idrata dischi vertebrali degenerati, riducendo dolori e migliorando mobilità con infusione sottocutanea lungo la colonna vertebrale. Mezier, con la sua tecnica, corregge deformazioni e compensazioni corporee che generano dolori e tensioni muscolari, ristabilendo l'equilibrio tra forma e funzione tramite posture specifiche e massaggi mirati. La pelle, organo emuntore, assorbe sostanze e comunica con gli organi interni, influenzando la salute generale. Agopuntura e Qigong aiutano a riequilibrare energia, migliorano il sonno, la digestione e favoriscono il rilascio emozionale, essenziale per il benessere fisico e mentale. I denti, connessi alla memoria psico-emotiva, riflettono conflitti interiori; l’armonia degli organi dipende dall’equilibrio energetico che queste tecniche aiutano a ristabilire.# |Quinton Acquamare, per DENTISTA ambulatorio, a pulire le radici, attenuare le gengive, formidabile risulta, contro parodontopatia, dopo estrazione dente, e nevralgie facciali: Arteil di Tolosa, dentista inizia piano, goccia anestetizza, senza adrenalina, su apice dente estratto, per ultimo soltanto, iniezion plasma marino, come terza tappa, sollievo è immediato, il dolore scompare, uno due giorni; se fà endodonzia, tratta dente devitalizzato, dopo disinfettato, con olio essenziale, usa plasma di Quinton, a irrigare canali, aiuta cicatrice, e informa il dente, che dopo sua morte, diventa porta per microbi: siero Quinton permette, ristrutturare memoria, cristallina del dente, e annullare tossine, che rifletton zone corpo. Anziano dentista, fino al 976, dice che acqua Quinton, è base odontoiatra, che il corpo rispetta: se perdita ossea, ritira gengiva, che circonda i denti, e consegue caduta, colpisce 15%, ma usando il siero, apporta minerali, che aiutan proteine, in tessuto parodontale, che recupera aspetto, in arco di 1 anno, denti rimineralizza: difficil fiala in bocca, ammette dotto Arteil, che consiglia tenere, Quinton sotto lingua, almeno 3 minuti, equivale a un endovena, meglio ancor lo gel, posto in zona da trattare; iniettare la gengiva, pure alcune gocce, aiuta il trattamento. DENTI serbano memoria, psico-emotiva, mal di denti è messaggio, di nostra vita, messaggio portato, a nostra coscienza, irrisolta question, nascosta incoscienza; bocca destra alta: aspiro a manifestar, qualcosa di concreto, o mondo material, quadro sinistro alto: voglio esprimer che, 1 sentimento che pulsa, da tempo entro me; quadro destro basso: attuo in concreto, mia aspirazione, in lavoro o professione, quadro sinistro basso: traduce interiora, 1 mia sensibilità, nel mondo che affiora. PREMOLARI corrisposti, all'io desiderio, il primo destro alto, denota come voglio, manifestami in società, primo sinistro alto, è affetto desiderio; primo sinistro basso, come esprimo volontà, primo destro basso, realizza miei progetti; secondo destro alto, indica un figlio-progetto che, vogliamo in concreto; secondo sinistro alto, a karma collegato; secondo destro basso, progetti di lavoro; secondo sinistro basso, denota energie madre, verso nostro ripiego. INCISIVI centro alti, sono padre madre, spuntano assieme, ai denti prim molari, tappa importante, evoluzione del bambino, destro corrisponde, ad archetipo maschile; sinistro risponde, ad archetipo femminile, narrano incisivi, relazioni di individuo, con archè padre madre, fanno integrazione, individuo realizza, sua coppia interiore. Incisivi e Molari, compaiono a 7 anni, periodo cui bambino, assume suo posto, rispetto ai genitori, invece il molare, corrisponde a posto che vorrebbe, in società tenere; incisivi laterali, recepiscon qi centrali, incisivi centro bassi, posto dei genitori; centrale destro basso, madre/anima archè, centrale sinistro basso, maschile vede sè. CANINI compaiono, verso 13-14 anni, assieme a sviluppo ,di libido energia, canino corrisponde, trasformazioni vita, se estratti san dare, vitalità riduttiva: canino destro alto, è modo in cui agisco, canino sinistro alto, è modo in cui sento, canino destro basso, è corporea crescita, canino sinistro basso, vita esterno riflette. MOLARE destro alto, 1 posto che vogliamo, primo sinistro alto, artista che saremo, primo sinistro basso, denota modo in cui, voglio ser riconosciuto, affetti ricevuti; primo destro basso, rappresenta 1 lavoro, con morte-rinascita, che io muto e trovo; molari a 12 anni, riflettono rapporto, individuo + altri, proiettano su altri, riflesso reazione, che altro manda a me, idee con affetti, e + emozioni archè; secondo destro alto, dice eventi oggi, secondo sinistro alto, empatico affetto, secondo destro basso, rapporto materiale, secon sinistro basso, scambio relazionale. |DENTI GIUDIZIO, van spirito integrare, dente cristallizza, qi di individuo, collega coscienza, collettiva del mito, evoca unione, terrena e ulteriore; destro alto e basso, forza sviluppata, x integrarci, nel mondo fisico e spiro, esprime sentimenti, nel nostro cammino; dente sinistro alto, pur indica paura, innata profonda, ser respinti dai mondi, 1 basso sinistro, risponde a energia, qi fisica inserita, sulla terrena via. Quinton ACQUAMARE, contro mal di |SCHIENA, inoculata sottopelle, idrotomia percutanea, fra allopatia e omeopatia, somministra sostanze, diluite in acqua sale, iniettata in punti corpo: calma sciatica ed artrosi, herpes zoster dermatiti, emicrania e sinusite, gola naso e pancia. Francois Epineuze, flebologo omeopata, in clinica dimostra, superior plasma marino, sui sintetici sieri, a freddo sterilizza, isotonica che cura, mal di schiena ernia discale, di dischi vertebrali, collassati o assottigliati: è meccanico problema, radici nervi fan dolore, inutile chirurgica, la causa è disidratazio, chi reidrata ingrassa i dischi, Quinton flacone 250, somministra localmente, lombare dorsale o cervicale, a mezzo un deflussore, infusione detta piovra, otto aghi sottocute, effetto rapido che cura, per oltre 5 anni, dieci sedute dura, variabile a seconda, lavor trauma su schiena. Quan dolore ricompare, il male è inferiore, e sufficie una seduta, aghi sottocute, lungo colonna vertebrale, 4 a destra e sinistra, a 2 cm centro schiena, distanziati 3 cm, collega gli aghi al flacone, di Quinton isotonico, attaccato a piantana flebo, apre rubinetto, regola flusso 1 goccia sec, 30 minuti seduta, a termine sessione, ore successive, forse febbre e tremori, reazioni adattamento, i dischi reidratati, riprendon loro posto.| se la FORMA di 1 corpo, appare deformata, accade compensazio, funzione va falsata, cattive sinergie, dolori o patologie, scoliosi iperlordosi, forzatur invite. Gestalt |Mezier, normalizza Forma corpo, organismo si ripara, la Forma è funzione, osteopatia agisce, su ossa e viscere, con nevralgie: 1 storta caviglia, causa mal curata, poca ampiezza flessa, cosi compenserà, ginocchio tende più, e forza legamenti, sacro-iliaco sfrega, sforza a ogni piè, tirando i legamenti, causa lombalgie, altre compensazio, in zone inattese; se regione dorsale, vedi irrigidita, a causa di respiro, corto senza vita, ciò genera ansietà, inquietudine croni, posizioni troppo fisse, in ufficio noti; vecchio trauma schiena, artrosi graduale, colonna par bloccata, carica cervicale, cervicalgie e torcicolli, forzano spalle, recando infiammazioni, peri-artriti tendiniti, il dolore appare, in zone compensazio, il mal resta nascosto, senza manifestazio. Forma da normalizzare, sia unica guida, vera causa torcicolli, bisogna ritrovare, attraverso posture, o moti articolari, disfi gioco dei compensi, errati abituali: osserva in corpo, comportamenti adattativi, semplici stiramenti, logici ma precisi, se correggi dimorfismi, giungi lesion prima, usando podologia, Mezier Kinesiologia; allenta tensioni, riallunga muscoli corti, posizioni stiramento, esercita trazione, continua simultanea, a estremità muscolare, impedisci compensazio, di adattamenti var; da esame del paziente, suo comportamento, ogni seduta adegua, 1 insieme di risposte, nelle fasi posturali, chiavi personalizza, con Asana destinate, a muscolare sfida: posizione partenza, 1 decubito supino, oppure laterale, fai posture poi riposo, x problemi dolorosi, reumatismi nevralgie, ortopedie muscolari, cardiaci e digestive; + reazioni passeggere, dopo le sedute, crampi vecchi dolori, freddo fame sete, aborto spontaneo, iperpressione addominale, sonno riso pianto, tosse vertigo tremare. Simile al massaggio, tessuto connettivo, da 7 anni fino 100, grandi risultati, su nevralgie dolori, rigidi articolari, artrosi mal schiena, disturbi circolari. Mezier butta busto, usa solo il qi, uomo 30 anni, dolor di anca sinistra, scopre sua caviglia, apparente guarita, mentre invece aveva, 1 storta antica, dopo una seduta, caviglia normalizza, tessuti molli di anca, stanchi compensare, liberati da sforzo, fan dolore cessare; posizio globali, van tenute con rigore, tempo lungo associato, lavoro espirazione, combatte lordosi, e allunga diaframma, 1 donna di affari, cefalea a casco lagna: cervicalgia da 10 anni, x auto incidente, 1 femore frattura, vita intensa e stress, lombalgia blocchi acuti, in piedi e seduta, dopo tolti i plantari, rilassa generale, posta muscoli ritratti, corpo armonizzare; signora soffre mal testa, da + 30 anni, ha protesi fastidio, la vuole abbandonare, distende riequilibra, appoggia al suolo, piedi liberan tensioni, date a cervicale, dopo lavoro 3 mesi, cefalee van cessare. |PELLE assorbe bene, sostanze contatto, pori suoi ostruiti, accumulano scarto, se pori traspiranti, fai liberi fluire, assieme intestino, aiutano a dormire. Organi emuntori, affiancano la pelle, Fegato e Intestino, Reni con Polmoni, estreme condizioni, attivano ammonio, alcalino forte, che ferma pandemonio: 30 grammi al dì, va bene a proteine, eccedere vuol dire, sangue inacidire, pompa sodio-calcio, tampona poi di svelta, organi emuntori, lavoran con + fretta. Masticare lento, sa stimolare i Reni, disintossicare, prana liberare. |Stomaco non sforza, se uso una tisana, mattino dopo sveglio, acqua riscaldata: dormo testa a nord, allineo magnetismo, emoglobina ha ferro, aiuta nervo fibro, Thera magnetismo, aiuta umore e sangue, e fiori officinali, aiutan sogno grande. Utero e Prostata, se perturbati, recano disturbi, a conscia relazione, capacità Polmoni, a Colon correlata, individuo avaro, pertuba sangue arterie, se solo dà, perturba il venoso; malesseri di Colon, o assimilazione, è disturbo Intestino, Bile evacuazione, costipazione spesso, è contratta psiche, e capita di più, a persone introvertite. |Intestino Tenue, assorbe + alimenti, condizionato da, scelte che intraprendi, quelle non gradite, ti fanno risentire, corpo fa ingrassare, oppure dimagrire: intestino riflette, turbamenti nervosi, disturbano dentro, tue motivazioni, subiamo conflitti, tra potenze interne, potere di etichette, ogni paziente sente; paziente o studente, su banco di scuola, riceve suggestione, cosciente o nascosta, se comincia incubare, sogni di gioia, anche occhi aperti, vita felice esplora; corpo vulnerabi, ha dolori articolari, dolorano carni, pensieri van pazzi, a letto tu riposa, sdraia orizzontale, x viscere calore, e pelle equilibrare. |Fegato e Pancreas, Stomaco e Intestino, assieme Cistifellea, esprimono coraggio, carenti di energia, cadono in sconforto, Stomaco si blocca, Pancreas pare morto. |Reni filtro primo, fatican troppo cibo, alteran funzione, di organi e ghiandole, Vescica con Reni, organi coppia, insidian disturbati, mentale chiarezza, slaccia piedi nudi, num sale da terra. |Polmoni e Torace, aria e linguaggio, senso fallimento, blocca passaggio, Cuore sensibile, a tutto amore allude, aiuta mie cellule, a comunicar salute. |Laringe esprime bene, armonia del Sè, a mezzo di parole, chiare e ferme che, se in disarmonia, tale voce trema, cambia suo tono, aumenta o perde lena. |Tiroide dà forma, a sistem nervoso, ogni autocensura, lo rende scontroso, ghiandola Ipotalamo, regola ormoni, aiuta quando può, dirimer congestioni: si manifesta al petto, tua femminilità, laringe pomo Adamo, mascolinità, rabbia in eccesso, il Fegato corrode, organo bersaglio, di tossin e tensione; disintossicarlo, con piante curative, dreno via stress, con acqua deglutire, vasi Vene-Arterie, emotivi flussi sono, Cellule con Lingua, comunican tra loro. |Agopuntura e Qigong, aiutano il sonno, energia e digestione, auto-guarigione, più lucidità mentale, maggior coscienza corpo, maggior sensibilità, repulsione a vecchie idee, che sembrano normali, come stress che curva spalle; dopo un trattamento, quella tensione cerca urlare, le cose stan muovendo, su più livelli in sè, da bloccato a sbloccato, a volte effetto paradosso, cioè recrudescenza, di sintomi è un buon segno, ma fai sessioni un pò più calme, a capire la questione. Se in prime sedute, si ha peggioramento, alcuni effetti laterali, fatica lividi e dolore, contrazioni muscolari, stordimento e sintomi attuali, esacerbati o risvegliati, rilascio emozionale, o dolore muscolare, lontan da sito di puntura, ma scema in 24 ore, ogni dolore agopuntura, ma se sono punti trigger, dolor residua alcuni giorni, nessuno serio per la vita: se hai mani fredde-sudate, è carenza yang nel rene, dovuta a qi sangue insufficiente, mangia legumi tra cui fave, fagioli e lenticchie, se hai dolore intestinCrasso, premi punto tra pollice e indice, Agopuntura è assai efficace, per artrosi cervicale, vertigini e problemi, vestibolari orecchio. Qigong e agopuntura, equilibrano organismo, dopo assestamento inizio, con sintomi momentanei, qualcuno a volte piange, in massaggio o agopuntura, a causa rilascio di emozioni, soffocate nella vita; sensibili a lacrime, durante una seduta, o nei giorni successivi, è normale segno che, sta lavoro funzionando. Cosa sono le emozioni? movimenti di energia, legate a organi interni: cuore sede felicità, ma eccesso di euforia, potrebbe danneggiare, specie in estate, sua stagione caldo che affatica. Polmoni sede malinconia, e tristezza naturali, basta non indugiar troppo, altrimenti è depressione, ristagno qi respiratorio, collegati con autunno, influenze e raffreddamenti, più comuni a ciel coperto. Reni è sede di prudenza, che se portata a squilibrio, diventa paura e panico, qi dei reni dispersione, porta stanchezza e astenia, e danneggia altri organi. Dantian inferiore siede, tra reni e ombelico, e nostro stato di salute, dipende da sua quantità, di qi in questa zona. Fegati a destra e sinistra, sono sede della rabbia, frustrazione e sdegno per ingiustizie, osservate e o subite, facilmente ci si accorge, del salire della rabbia, che se repressa produce, afte in bocca e sulla lingua. Milza-pancreas è sede, della riflessività, il cui squilibrio è detto, pensiero ossessivo, auto-osservarsi senza giudizi, è un metodo pan-indigeno, sana abitudine a esser presente, a vedere reazioni meccaniche. |Kino osserva la lingua e il volto per individuare disfunzioni di stomaco, intestino, fegato, reni e cuore, collegando segni fisici a disturbi emotivi e mentali. Massaggia e pulisce le orecchie per lenire dolori e disagi, favorendo il riequilibrio e la prevenzione di infezioni. Tecniche semplici come la stimolazione dei punti auricolari, o la respirazione, aiutano a liberare tensioni interne, migliorare la circolazione e sciogliere blocchi energetici. Kino sciacqua e massaggia l'Orecchio col palmo della mano, e in poca acqua calda di mare scioglie il cerume. Kino si avvale di metodi tradizionali per rimuovere abitudini negative, riequilibrare emozioni come la colpa e la rabbia, e trattare patologie come ipertensione, asma ed ernie. Il lavoro corporeo, unito all'attenzione per segnali sottili, facilita il ritorno alla salute globale, armonizzando corpo e mente.# |Kino osserva |lingua, se bianco-grigio è, stomaco fa sforzo, è stitico intestino, avere lingua secca, quando sei bambino, bordi e punta rossa, è malattia da tifo; fa diagnosi del volto, vede borse gonfie, insufficen renale, troppa ritenzione, borse al terzo occhio, fegato è malato, se è sotto narice, polmone impantanato; borsa in punta naso, cuore disturbato, naso rosso dice, difficil circolazio, borse centro mento, problemi ai genitali, preserva energia, iberna azioni vari. Kino cura asma, con num respirazione, armonizza convivenze, scompar costipazione, chiarisce infedeltà, toglie sensi colpa, che ulcera causava; tolse avarizia, facendo pagar molto, cura ipertensione, via tension interna, gran parte malattie, abitudin negative, cerca sbarazzarsi, muta stili vite. Kino cura ernia, in Africa e Italia, famiglia del bimbo, scegli piccin quercia, vien spaccata in 2, a losanga biforcata, traversa la fessura, bambino x + volte, 2 parti ricongiunte, cicatrizzan sorte. |ORECCHIO sciacqua massaggia, a lenire afflizione, con palme li copri, fan delicato ascolto, in poca acqua calda, cerume si discioglie; con acqua sciaquato, eustachio palpato, mia mano a conchiglia, sento gorgogliare, se ho perdita udito, strofino ed ascolto, tappo il colpito, lo indago a buon conto; dolore Orecchio esterno, rivela 1 disagio, se a orecchio medio, rivela raffreddore, quando è purulento, possibile infezione, acqua tiepida scioglie, il Cerume tampone: con siringa senza ago, Kino spruzza audio, orecchio invaso di acqua, al mare o lago, inclina verso terra, appoggia una mano, a conchiglia percuoti, con le dita piano; sbalzi altitudine, creano depressione, alle tuba di Eustachio, tu mastica gomma, o succhia caramella, di zenzero a pezzi, massaggia le orecchie, esterni e interni; passeggia riva al mar, cerca felicità. zhineng_lukchan62_70.m4a
lume275-Kino insegna ad ascoltare il corpo prima di correggerlo: osserva lingua e volto, nota tensioni, gonfiori, cambiamenti della pelle e del respiro, e considera questi segnali come inviti a prestare attenzione. Anche l'orecchio diventa una porta d'ascolto: lo massaggia con le mani, ne percepisce le tensioni e lascia che il gesto lento restituisca presenza al corpo. |Mézières mostra invece come una deformazione possa generare compensazioni lontane dalla causa: una vecchia distorsione del piede può modificare il modo di camminare, coinvolgere il bacino e arrivare fino alla schiena o alla cervicale. Il lavoro posturale cerca allora di riconoscere le catene di tensione, allungare ciò che si è accorciato e restituire al corpo una relazione più armonica tra forma e funzione. Il Qigong completa questo ascolto attraverso respiro e movimento: non forza il corpo, ma lo accompagna finché il Qi torna a circolare con maggiore libertà. Kino ricorda che anche le emozioni possono manifestarsi come tensioni corporee: rabbia, paura, tristezza o pensiero insistente diventano esperienze che modificano respiro, postura e tono muscolare. Questo Lume appare quando hai accumulato abbastanza esperienza da non dover reagire subito. Prima osserva, poi raccogli le forze, infine intervieni. La guarigione non consiste sempre nell'aggiungere qualcosa: talvolta significa togliere una tensione, interrompere un'abitudine, respirare diversamente, o lasciare che il corpo ritrovi gradualmente il proprio equilibrio. Che cosa sta cercando di dirti il tuo corpo? Quale forza stai disperdendo inutilmente? Che cosa puoi custodire, invece di consumare?

330:amore20-lume330-Talvolta la vita ci ferisce non per ciò che accade, ma per la difficoltà di riuscire a digerirlo: una parola rimane nello stomaco, un'offesa continua a tornare, una paura si gonfia dentro come vento trattenuto. Il Finocchio cresce dove pochi lo coltivano. Il sole lo attraversa, il vento lo piega senza spezzarlo e il suo profumo si libera proprio quando viene sfiorato. Così accade anche nell'amore. L'amore non cancella ciò che è difficile. Lo rende attraversabile. Come il Finocchio accompagna il cibo senza sostituirsi ad esso, così un abbraccio, una parola gentile o una presenza silenziosa permettono al cuore di assimilare ciò che prima sembrava troppo pesante. Per questo l'Abbraccio ricorda che essere accolti è il primo nutrimento: quando qualcosa viene accolto, anche ciò che sembrava amaro può trasformarsi lentamente in forza. Il Finocchio trasforma il cibo in nutrimento. L'amore trasforma il dolore in forza. Circondati di amore e accetta l'amore nella tua vita, sia esso grande o piccolo. Proverbi di Barbanera: l'amore è come un ottimo vino, migliora col tempo. Dove ride la malizia piange la virtù, sciocchi e ostinati fan ricchi gli avvocati.| Finocchio selvatico (Foeniculum vulgare), detto anito o Madaro, cresce su suoli incolti, biennale o perenne, fusto fino a 2 metri, fiori gialli ad ombrella, semi da giugno ad agosto. Teneri germogli e foglie si raccolgono a fine inverno, usati per pesce, ravioli o insalate. In cucina, fusto e semi fungono da digestivo, antispasmo e depurativo; tisane con semi alleviano meteorismo, disturbi intestinali e ciclo femminile. Semi e foglie, insieme a anice, cumino o prezzemolo, compongono sciroppi, decotti e gemmoderivati. Finocchio aperitivo e alteratore di gusto nelle osterie veneziane, distingue bevitori esperti da inesperti. Radici e fusti bruciati nei falò purificano ambienti e persone, e come talismano proteggono da malocchio, incantesimi e morsi velenosi. Soldati e popolazioni lo usavano per coraggio e forza; rametti tengono lontane mosche, pidocchi e zecche grazie a canfene, anetolo e limonene. Foglie e semi aromatizzano zuppe, verdure, carni, pane e ricette tradizionali come pesto, curry e acquacotta. Olio essenziale e infusi hanno proprietà galattogene e rassodanti, a basse dosi stimolano latte e vitalità, ad alte dosi sono narcotici o abortivi. Semi e decotti sono afrodisiaci, alleviano singhiozzo, coliche, asma, pertosse e nausea, mentre l'Anice stellato (Illicium verum) integra digestione e azione antivirale.# FINOCCHIO Selvatico, anito o Madaro, biennale o perenne, Foeniculum silvestre, fennel o fenuggiu, odora di foraggio, sole suoli incolti, cugina |Finocchiella, a fin inverno cogli, tener fili foglie, per pesce e ravioli. Fusto fin due metri, fiori ad ombrelle, 5 petali gialli, semi giugno-agosto. Osterie veneziane, offrivano a clienti, finocchi e piccante, a impedire bevitori, discernere ciufega, dai vini migliori, altera il gusto, clienti infinocchiati. Finocchio selvatico, origina ortolano, dolce base carnosa, in parte sotterrata, detto grumolo aperitivo, trapianto a metà autunno, rincalzo a colletto, e cogli a Natale, o fai produzione seme, è digestivo antispasmo, sfiamma e depura. Fennel semi antispasmo, come quelli di ANICE, Pimpinella anisum, o |CUMINO cymino, contro alito cattivo, bolli 100gr semi, in litro acqua tisana, 1 tazzina dopo pasto, vermifugo e vulnerario. Sciroppo 5 radici, con Asparago e Pungitopo, Sedano e Prezzemolo, o gemmoderivato, per spasmi intestini, disturbi del ciclo, meteorismo digestivi. Finocchio come fetus, tuo spirito rinasce, sconfigge malocchio, fatture e incanti, in forma talismano, o fusti da bruciare, accendino dei falò, camino oppure stufa, purifica gli ambienti, e corpi di invasati, legato a Prometeo, con esso ruba il fuoco. Lo mangiano i soldati, ad aver coraggio e forza, cura male agli occhi, e morsi velenosi; rametti sui giacigli, tengon lontane mosche, pidocchi pulci e zecche; ha canfene e anetolo, limonene e ossalato calcio, germogli dei suoi semi, aggiungi ad insalate, getti e tener foglie, frullati o come salsa, in padella ripassati, con acciughe e pinoli, son pesto del Cilento, con olio e parmigiano, o nel curry indiano, miscela di spezie. Semi foglie e steli, accompagnan zuppe varie, patate e melanzane, porchetta e tarallini, castagne lessate, e salamoia olive. Finocchiella e uova, fagioli cepa olive, con tenera cicoria, e cime di vitalba, bollire la mistura, versa fette pane, brusco a fin cottura, ricetta acquacotta; suo olio essenziale, sa rassodare il seno, aiuta latte a basse dosi, con Galega e Fienogreco, narcotico ad alte dosi, con prezzemolo abortivo. Afrodisiaco pare, suoi semi in vin bianco, o aceto e liquori, o con latte capra, miele e liquirizia, cura frigidità, elimina singhiozzo. |ANICE seme, per colica bimbi, calma spasmi e nausea, espettorante che, aiuta latte e nervoso, singhiozzo e pertosse, asma e bronchiti, aerofagia e vomito, in zona intestino. |ANICESTELLATO, Illicium verum è, albero tropicale, fa 8 punte baccello, come liquirizia, decotto digestivo, assieme lime menta, buon aperitivo, su vomito diarrea di origine batter, tiene + |anetolo, |bronco-espettorante, infuso anti-virale, e anti-influenzante. med_ildegarda04.m4a
lume330-Talvolta la vita ci ferisce non per ciò che accade, ma per la difficoltà di riuscire a digerirlo: una parola rimane nello stomaco, un'offesa continua a tornare, una paura si gonfia dentro come vento trattenuto. Il Finocchio cresce dove pochi lo coltivano. Il sole lo attraversa, il vento lo piega senza spezzarlo e il suo profumo si libera proprio quando viene sfiorato. Così accade anche nell'amore. L'amore non cancella ciò che è difficile. Lo rende attraversabile. Come il Finocchio accompagna il cibo senza sostituirsi ad esso, così un abbraccio, una parola gentile o una presenza silenziosa permettono al cuore di assimilare ciò che prima sembrava troppo pesante. Per questo l'Abbraccio ricorda che essere accolti è il primo nutrimento: quando qualcosa viene accolto, anche ciò che sembrava amaro può trasformarsi lentamente in forza. Il Finocchio trasforma il cibo in nutrimento. L'amore trasforma il dolore in forza.

336:amore26-lume336-Il Giuggiolo (Ziziphus jujuba), chiamato in Cina zao (枣), è il dattero cinese: un albero antico resistente e silenzioso, capace di vivere in terre difficili grazie alle sue radici profonde. Cresce lentamente, sopporta siccità e condizioni avverse, protegge con i suoi rami spinosi e offre frutti che attraversano una trasformazione: inizialmente aspri e croccanti come una mela, con la maturazione diventano dolci, scuri e rugosi. Il Giuggiolo rivela: ciò che è acerbo può maturare, ciò che attraversa la prova può trasformarsi in nutrimento; nelle tradizioni antiche è associato alla protezione e alla memoria. Albero piantato presso luoghi sacri, compare nella cultura mediterranea e orientale come simbolo di resistenza, continuità e custodia. Le sue spine richiamano il tema della protezione del fragile: il confine che preserva ciò che è prezioso da ciò che può ferire. I suoi frutti conservati, essiccati o trasformati evocano la memoria dell'estate oltre il trascorrere del tempo. La loro dolcezza non è immediata: nasce da un processo di maturazione. Nel mito dei Lotofagi ricordato da Omero, i frutti fermentati offrono un oblio dolce e seducente, capace di sospendere nostalgia e dolore. Nella tradizione cristiana, il legame simbolico con arbusti spinosi come la marruca (Paliurus spina-christi) richiama la corona di spine: la sofferenza che custodisce una trasformazione. Nelle medicine tradizionali il Giuggiolo è associato al nutrimento, alla calma e alla cura: frutti, semi e infusi vengono utilizzati come sostegno del corpo e riequilibrio. Come il Giuggiolo diventa dolce attraverso il tempo, anche l'amore diventa dolce quando attraversa la soglia della fiducia.| Giuggiolo (Ziziphus vulgaris), detto dattero cinese 枣 zao, appartiene alle Rhamnacee, cresce lentamente, resiste alla siccità e ha radici profonde. Albero del silenzio, piantato presso templi, ha corteccia rugosa, legno rosso scuro, foglie piccole e lucenti con spine. Fiorisce tra giugno e agosto in due varietà di frutti: crognole oblunghe o rotonde, che maturano in settembre-ottobre. I semi, duri da germogliare, si aprono tagliandone la punta. Omero ricorda giuggiole fermentate, che divenivano vino dei Lotofagi, e lega al giuggiolo e alla marruca (Paliurus spina-christi) la corona di spine di Cristo; i suoi frutti essiccati surrogano il caffè e in infuso sono diuretici, ipoglicemizzanti e antidoti a veleni. Siepi spinose proteggono campi e danno miele. Olivello spinoso (Hippophae rhamnoides), affine arbusto delle Eleagnacee, cresce su fiumi e dune, fissa azoto, resiste al freddo e inquinamento, e nutre uccelli e insetti. Le bacche giallo-arancio di fine estate, sono ricche di proprietà medicinali: succhi astringenti, semi e polpa lenitivi per mucose, bruciature e vie respiratorie, olio che rigenera tessuti e cura ustioni solari, mentre in Tibet cura catarri, tumori e ascessi.# GIUGGIOLO Jujube, Zizyphus vulgaris, arabo zizout, in cinese 枣 zao, contorti rami spini, rhamnace famiglia, diffuso in Libia, Siria Cina e India: albero silenzi, piantato presso templi, dattero cinese, che cresce lentamente, si adatta a molte terre, non disturbate, resiste aridità, ha profon radici nate; ha corteccia rugosa, e scuro legno rosso, può' subire danni, da gelate autunno, sopporta inverno, aiuta rimboschire, foglie piccole lucenti, con spine uscenti; fiori piccoli verdi, appaiono scalari, da giugno-agosto, 2 varietà principali, a frutto tondo detto, giuggiolo a mela, frutto oblungo crognola, simile a pera: matura rosso scuro, a settembre-ottobre, usa pollonare: ha seme duro robusto, restìo a germogliare, tagliando sua punta, con forbici da pota, acqua dentro entra. Omero scrive, Giuggiole selvatiche, dopo fermentato, fan libico vino, che incanta Ulisse, fuor rotta tempesta, a isola Lotofagi, libica Djerba: quel brodo liquoroso, sconfisse nostalgia, blando lassativo, richiama altra storia, quan prima della morte, Gesù ebbe corona, di spine sulla testa, arbusto di |MARRUCA, Paliuru spina-christi, Paliuro di Libia, Mareg in Romagna, pur esso ramnacea, arbusto perenne, ramificato e spinoso, dei climi asciutti, con edule frutto, di mela essiccata, tostato e macinato, surroga il caffè, infuso suoi frutti, diuretico buono, abbassa glicemia, e urico acido. in Libia suoi semi, antidoto ai veleni, di serpi scorpioni, cura calcoli e tosse, siepe antintrusione, foglia sgrassa pelle, fiori per le api, producon buon miele. |OLIVELLO SPINOSO, Hippophae rhamnoides, arbusto cespuglio, di Eleagno famiglia, spontaneo sui fiumi, collina dune coste, ospita simbionte, Frankia fissa azoto; siepe rimbosca, cibo insetti uccelli, bacca medicina, aiuta i malnutriti, polloni fitte macchie, da spine protetto, muore se in ombra, da Hindu-Kush provengo; siepi spinose, sopporta inquinamento, freddo e siccità, e fa tamponamento, in Cina conserva, acqua sub-superficie, propago x seme, e talea germogli radice; distingue da salici, x eduli frutti, bacca giallo-arancio, usata per succhi, colte Ago-ottobre, polpa astringente, sgradevole allora, surgela coerente; semi e polpa sfiamma, occhi e mucose, bruciature + turbe, di respirazione, medico tibetano, sfiamma espettorante, blando lassative, antido intossicante: tratta raffreddori, assiem melograno, tumori ed ascessi, catarro a polmone, olio idrata pelle, e placche senili, rigener tessuti, UV legger ustioni, foglie x cavalli, analgesi antibioti. frutti_giuggiolo_brodo_infuso.mp3
lume336-Sul mare, presso una piccola barca guidata da una donna che custodisce un bambino sulla prua, Seba si avvicina nell'acqua e nasce un'intesa fondata sull'invito reciproco. La donna permette l'accesso alla sua profondità e la penetrazione diventa un atto di conoscenza, un ingresso fiducioso nel mistero dell'altro. Il buco a spirale immaginato in sogno da Seba, diventa una soglia verso l'interiorità: il desiderio nasce dall'essere accolti e dalla possibilità di incontrare ciò che è più nascosto. L'intensità non deriva soltanto dal corpo, ma dalla promessa di una comprensione profonda. Il bambino sulla barca rappresenta ciò che può nascere dall'incontro autentico: una nuova possibilità, una relazione, una parte rinnovata di sé già presente e in attesa di essere riconosciuta. Il sogno dialoga con il Giuggiolo: albero dalle radici profonde, capace di resistere alla siccità, custode di frutti che maturano lentamente trasformando l'asprezza in dolcezza. L'amore autentico non forza il mistero, ma lo accompagna fino alla maturazione. Domande del Lume: quale facoltà genera questo simbolo quando entra in relazione con te in questo momento della vita? Forse la facoltà di amare il mistero senza possederlo: entrare nell'altro con rispetto, essere accolti e generare insieme uno spazio di fiducia. Che cosa nella mia vita ha bisogno di essere custodito abbastanza a lungo per trasformare la durezza in dolcezza? La carta d'amore di Barbier, Ricordi e rievocazione, richiama la dimensione affettiva del Giuggiolo: l'amore vissuto nel passato può tornare come energia presente quando viene ricordato e onorato. Il Giuggiolo rivela: l'amore vero non è soltanto un incontro improvviso, ma una dolcezza che matura nel tempo, attraversa prove, conserva memoria e continua a nutrire.

340:tarot02.II -lume340 |PAPESSA - il Silenzio-che-Tocca: Colei che sa, ma non dice. La Papessa è soglia, silenzio, grembo iniziatico. Seduta tra due colonne, custodisce un libro chiuso: lo si legge con l’intuizione, non con gli occhi. Porta il triregno, unisce terra e cielo; indossa il velo di Iside, il mantello di Sophia, reca i frutti della Dea Madre. È Minona del Benin, è Nana-Buruku delle acque profonde, è Santa Ana, madre della Madre. È Maria, Ildegarda, Pekkala, Ayami, guida celeste e spirito iniziatore. Non seduce: chiama; non impone ma attende. Ascolta la tua voce interiore e segui la tua intuizione., lei ti trasforma. Il suo sapere è velato, ma vivo. La sua voce non parla: tocca. È la parte spirituale della donna, intuizione che salva, conoscenza che guarisce. Figura di soglia che invita al discernimento: ciò che vedi è ciò che è? Come Ayami nelle nozze celesti, offre visione, alleanza, risveglio, la Papessa appare quando il consultante è pronto ad ascoltare dentro. È madre senza possesso, amante senza corpo, ma presenza che nutre. Il suo dono è l’arte di riconoscere la verità sotto il velo, e la capacità di attraversare la notte dell’anima senza perdersi. Se appare rovesciata, può indicare illusione, dogmatismo o paura del sapere. Ma eretta è l’inizio del cammino: un silenzio che tocca, un sapere che guarisce. Accogli la sua chiamata: il ponte tra mondi è dentro di te.# FAUL: |Donna-Olimpia, dominatrice principessa, di San Martino Cimino. Papessa passiva e riflessiva, conduce a far cadere, illusioni e separazioni, invita a uscir da guscio, a costo di ferite, induce riflession sul proprio yin, femminile interiore, con freddezza intellettiva, a discapito relazioni, manca sessuale empatia; reca saggezza ponderata, melagrane sopra il velo, ora fiaccole Dea Madre, nei trionfi marsigliesi, richiamo ad intuizione, chiarudienza chiarveggenza, trame segrete in consultante. BOCCACCIO: con studio e tenacia traguardi insperati. Ma giunti al vertice agire con prudenza, ogni successo ha un costo. BOSCH: la conoscenza scaturisce dalla concentrazione, da cui nasce la preghiera. CINA 5: L'Attesa, o Cina 44: Il Farsi Incontro.| |ORIGANO vulgare, fior viola e gusto amaro, il siciliano e greco, tappezzante perenne, di rocce e scarpate, solari e drenate, aroma pasta e pizza, carne pesce e verdure, efficace respirato, contro depressione, e gastrointestinale: vitamina K, che coagula sangue, A C e gruppo B, timolo e carvacrolo, antibioti |battericida, sfiamma |gastriti, aiuta |capelli, frizionato in testa, reca buon umore, come rosmarino; in tisana un cucchiaio, di foglie secche, lenisce infezioni, urinarie da freddo. |ISSOPO vermifuga, anti-pidocchi e batteri, infusa sà di menta, seda crisi asma, aroma nei liquore, e in acqua di Colonia, amata da Ildegarda. Issopo purga flemme, dal petto dice scuola, e assieme e carne pollo, con fiori Finocchi, vince infezioni. origano_tisana-benefici.m4a
lume340-|Origano aiuta digestione, e calma le |allergie, è antibiotico e sfiammatorio, di infezioni fungine e streptococchi, |antivirale e rimedio, a |parassiti-respiratori, combatte cancro e tumori, aiutando plastici neuroni, contro stress ossidativo, riducendo i danni radicali. Origanum vulgare, è aromatica perenne, di terreni rocciosi, soleggiati e ben drenati, con suoi piccoli fiori viola, sapore intenso un poco amaro, domina cucina mediterranea, siciliana greca e oltre, dove arricchisce pizza e pasta, carni pesce e verdure. Origano porta buon auspicio, poichè nacque da Afrodite, che lo fece crescere sul Monte Olimpo, come simbolo di gioia, armonia e felicità. Ricca in vitamine K, A C e del gruppo B, ha timolo e carvacrolo, antimicrobiche sostanze. In tisana foglie essiccate, aiuta vie respiratorie, alleviando i disturbi, stagionali e urinari, suo oleolito è apprezzato, per balsami ed aromi, in medicina popolare, aiuta difese naturali, e flora microbica intestina. Origano chiama la Papessa, silenzio e conoscenza interna, pianta discreta ma potente, che colpisce per l'essenza, essa aiuta la memoria, sfiammando i neuroni, e aiutando apprendimento: come Papessa custodisce, un saper nascosto dietro il velo, nelle sue foglie un patrimonio, di aromi e tradizioni, che si rivelano a chi osserva, e l'ascolta con attenzione.

353:tarot15.XV -lume353 |Le-DIABLE: Riconosci e libera te stesso dalle catene, eccessi umani, illusione bugia, manipolazione, attaccamento o dipendenza, materia corpo animalità o sessualità, ego tirannico, sadico, politica, mancanza libertà, tristezza, trappola truffa, irritazione, |ribellione. Il Diavolo è la carta del magnetismo, erotismo, del piacere inebriante che concupisce corpo mente e anima, appare un essere ermafrodito, cornuto e con ali di pipistrello, seni femminili e genitali maschili, gambe caprine e zoccoli da fauno (dio Pan), sta in cima a un piccolo ceppo a cui sono legati due diavoletti tentatori: satiri e ninfe con zoccoli e ghigno, forze di natura. Oltre a magnetismo e passione sfrenata, capace di creare dipendenza e rovina, è anche la carta del genio, colui che, raggiunta l'innocenza naturale del |bambino (nityananda), può volare oltre il bene e il male. La sfida è a non immedesimarsi del tutto con le maschere che lo spirito ama provare, per essere ogni forma di vita che desidera conoscere. FAUL: acque termali del |Bullicame, presso cui sostò |Dante nel suo viaggio a Roma, e che volle ricordare nel canto XII dell'inferno: Il centauro si affisse, sopra uno fino in gola, parea che da Bulicame uscisse, mostrando un ombra solitaria, era Guido di Monteforte che aveva ucciso il principe d'Inghilterra, cioè Enrico di Cornovaglia, nella chiesa viterbese di San Silvestro. BOSCH: Crudeltà, anche se il male trae gioia dal male, l'uomo non è fatto per quella gioia. AFRO: Anansi il beffardo in West Africa, fascino giochi di prestigio e inganno. |Logunedè ermafrodito, san Lorenzo. BOCCACCIO: turbamento e |sensualità estrema, contro la noia e ripetitività, batti strade nuove o |kamasutra cinese, dal dolore si può passare al piacere. CINA 51: |Turbamento/Tuono, Cina 38: Il-Contrasto, o Cina 60: La Limitazione. Se |preghiera-cura, vecchio |piton non fà paura| Fumaria officinale, Papaveracee, è pianta che veniva usata dai pompieri per purificare i polmoni dal fumo. Le sue virtù stimolano la secrezione biliare, migliorano la vista e favoriscono la longevità. È un potente depurativo, contenente alcaloidi come la berberina e il protopino, ed è conosciuta per le sue proprietà diuretiche, lassative, toniche e antispasmo. La pianta, che fiorisce il 3 marzo, è benefica in basse dosi per stimolare la circolazione e la respirazione, mentre in dosi elevate può avere effetti sedativi. La sua azione rilassa i muscoli e abbassa la pressione sanguigna. Semperviva è una pianta succulenta della famiglia Crassulaceae, nota per la sua capacità di sopravvivere in ambienti estremi come terreni rocciosi e freddi. Cresce in forma di rosetta e immagazzina acqua, il che le permette di resistere anche al gelo invernale. Questa pianta è conosciuta per le sue proprietà curative, in particolare per trattare calli, scottature, morsi e dermatosi. I suoi fiori, che variano dal rosso-giallo al rosa, sono ermafroditi e la pianta fiorisce e poi muore, lasciando nuovi germogli. Semperviva è usata per le sue proprietà antispasmodiche e viene impiegata a trattare diverse affezioni cutanee.# |FUMARIA officinale, famil papaveracee, francese Fumeterre, oppure Fumo-sterno, usata dai pompieri, a cacciar fumo dai polmoni, a mezzo di tisana, antica soluzione. In giro nel mondo, suo fiore stimolante, di secrezion biliare, protettor di vista, diventa centenari. 3 Marzo è suo giorno, zuppa teneri getti, sapor fumo amarognolo, basse dosi stimola, respiro circolazio, mentre alte dosi, deprime i due sistemi, usa in parsimonia. Fumaria tien tannino, contiene alcaloidi, berberina e protopino, è depurativo primo, suo acido fumarico, è diureti detergente, tonica e lassativa, ipotensiva potassa, rilassa muscolatura, e prolunga la vita. |SEMPREVIVE crassulace, perenni succulente, roccia reggon freddo, duplica rosette, su umido suolo, radica in pochi giorni, foglie poni a tagli, scottatur punture morsi, dermatosi screpolate, cura calli emorroidi. Erba-da-calli, edibile antispasmi, tannino aci formico, cresce su muri tetti, sopravvive gelo inverno, da Marocco Armenia, ad Alpi e Carpazi, Balcan Caucaso turca, in grosse sue foglie, acqua immagazzina, a vivere su rocce; antenati tropicali, jovibarba macronesia, Madera fin Canarie. Semperviva ha foglie, anche in inverno, sopravvive lunghi mesi, anche sotto neve, van fiocchi neve, grazie a forma rosetta, disporsi a forma igloo, cosi non congela; vive aridi climi, terreni rocciosi, radici in anfratti, trova nutrimenti, fà fiori ermafroditi, iniziano i maschili, fiori rosso-gialli, rosa o bian stelline: erba fiorisce e muore, + germogli lascia, su tetti e muri cinta, detta tectorum, da fulmini protegge, su calli e |scottature, radici senza fretta, se vive alle gelate, mangia sua rosetta. 
lume353-Fumaria in Rosso corpo, attraversa fumo e desiderio, Fumaria purga i polmoni, dal veleno invisibile, scioglie spasmi del fegato, ma in alte dosi stordisce. Sempreviva trattiene acqua, e si chiude a forma di difesa, mentre il Diavolo lega, il corpo e il desiderio, in un nodo erotico e animale, dove piacere e dipendenza, coincidon con la cura, che può diventar catena. Fumaria cresce ai margini, e nei terreni disturbati, muta scarto in medicina, mentre la Sempreviva, vive su roccia e tetti, immagazzinando resistenza, e il Diavolo è natura, che non si lascia coltivare, seduce o domina e invade. |Fumaria-infiorescenze, Verde famiglia dei |papaveri, rimedio topico su pelle, congiuntiviti e tumori, buon potenziale sedativo, suo decotto in acqua e aceto, basta 1 sol cucchiaio, a indebolir pareti celle, sobbollire con coperchio, fino a 1 ora a saturare, aggiungi acqua se serve, filtra e scarta solidi. Gialla conoscenza nasce, da depurazione e soglia, Fumaria in farmacia, in Soluzione |Schoum, 4 cucchiai al giorno, contro spasmi dolore, di vie urinarie e biliari, vero medicinale, nel |Rheum depurativo, a 12 erbe miscelate: fumaria e cardomariano, tarassaco carciofo, rabarbaro e achillea, sambuco e betulla, 1 misurino giorno e sera, per 2 settimane, |Fegato depura, linfa poi drena, aiuta digestione, il segreto della cura, |depurativa Rheum, in erboristeria. Fumaria a piccin dosi, apre il fegato e la vista, mentre l'eccesso di tintura, confonde e dò diarrea, con tremori e convulsioni. Sempreviva insegna il limite, tra gelo e permanenza, mentre il Diavolo è il sapere, della soglia proibita, dove l'energia istintiva, diventa coscienza o prigionia. Blu respiro di Fumaria, espelle il fumo interno, e ridà circolo al qi, mentre Sempreviva, è respirazione lenta della roccia, che trattiene vita e acqua, come il Diavolo magnetismo, che unisce e lega il qi vitale, mentre sale o precipita.



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