|foto rettili In Italia e in Europa i serpenti locali mostrano varietà, abitudini e miti popolari. Il Biacco di campagna (Coluber viridifla) è colubride innocuo, lungo e snello, pupille rotonde, maschi fino a 1 metro; diurno, caccia arvicole, lucertole, uccelli e insetti, fugge beffardo se disturbato e si rifugia tra radici in inverno. Il Cervone (Elaphe quatorlineata), giallo-bruno con quattro barre scure, lungo 80–240 cm, nuota e arrampica con agilità; predatore di roditori, conigli e uova, depone uova in buche o fessure, proteggendole tra le spire. A Cocullo ricopre la statua nella festa dei Marsi, collegato al culto della dea Angizia e alla fertilità del latte. Il Saettone di Esculapio (Zamenis longissimum), verde-oliva, lungo 120–150 cm, elegante e veloce, vive in boschi e radure, arrampica e uccide per costrizione; se minacciato morde e secerne sostanza maleodorante dalle ghiandole cloacali. Coronella austriaca, grigia o marrone rossiccia con punti chiari e stria nera sugli occhi, lunga 70 cm, predilige topi, lucertole e orbettini; timida, può mordere difendendosi, ma veleno poco pericoloso per l'uomo. La Natrice dal collare (Natrix natrix), biscia di acqua e terra, testa tonda con collarino giallo bordato di nero, corpo oliva o grigio macchiato; ottima nuotatrice, predatrice di rospi, usa difese come finta morte, soffio e lingua penzolante. Tutti questi colubridi sono spesso fraintesi, ma svolgono ruolo ecologico importante, controllando roditori e insetti, e riflettono leggende, rituali e conoscenze di natura e salute del territorio.# |BIACCO di campagna, coluber viridifla, morde ripetuto, se provi a catturarlo, sibila or sembrando, grande pericoloso, fugge poi beffardo, ha morso doloroso; vipere non teme, se occorre sa predarle, arvicole ed anfibi, lucertole e ramarre, uccelli ed insetti, è colubride innocuo, ritira fine autunno, tra radici ristoro: anfratti di suolo, esce a primavera mite, di notte si rifugia, in tane roditori, testa piccola ovoide, e pupilla rotonda, ner squame brillanti, maschi 1 metro conta; se corpo lungo-snello, e coda lunga vedi, ecco Serpe innocua,colubridi famiglia, poche scaglie tiene, ordinate e definite, pupille e occhi tondi, capo e corpo unite. |CERVONE colubride, Elaphe quatorlineata, 80-240 centime, giallo-bruno barre scure, 4 barre longitudi, da cui viene il nome, serpe diurna poco veloce, buon nuotatore: ama ambienti caldi, 30 gradi pure umidi, vive in cattività, oltre ventanni, mangia arvicol-topi, lucertole a volte, soffoca in spire, conigli e scoiattoli, nidiacei di uccelli, donnole toporagni; ingoia uova intere, in 4 ore si accoppia, specie in declino, x Convenzione Berna, muta 1 volta mese, in estate 2 volte, 4 anno in poi, 2 volte anno sveste, Italia centro-sud, sassi sole prende; agile arrampica, fa forza sulla coda, prensile raggiunge, 1 ramo 1 metro o +, inverno trascorre, gallerie di roditori, solo o nei gruppi, compagno a saettoni: in Aprile-Giugno, dopo 40 giorni, depon uova buche, fenditure roccia, arbusti radici, uova guscio bianco, molle dapprima, indur aria contatto; femmina protegge, uova tra le spire, 3-5 giorni, altre volte le insaliva, dopo 50 giorni, escono i serpentini, 30 centime lunghi, 3 anni velocini. Cervone a Cocullo, è protagonista primo, a feste sanDomenico, assieme altre serpi, ricopre la statua, portata in processione, al culto dei Marsi, dea Angizia guarigione: se serpe ha escrescenze, piccine sul capo, credenza popolare, vuol che attiri latte, di vacche e capre cui, ricerca mammelle, lecca dalle labbra, dei lattanti in erbe. |SAETTONE di Esculapio, Zameni longissimum, comune bel serpente, con livrea verde-oliva, inferiore giallastro, lungo 120-150 centime, slanciato affusolato, veloci agili amiche: capo oval squame lisce, e pupille tonde, elegante di boschi, radure spazi al sole, su muretti a secco, pascoli prati rurali, rapido e scattante, può arrampicare; uccide a costrizione, saettone fiero è, se minacciato morde, soffia e secerne, sostanza maleodore, ghiandole cloacali, biscia di Cocullo, e dei Romei granai. |CORONELLA austriaca, Colubro liscio grigio, marrone rossiccio, + punti chiari al dorso, su occhi 1 stria nera, pigmenti + scuri, sopra la testa, fem grigio e maschi bruni; lungo 70 centime, presente tutta Europa, schivo ama topi, lucertole e orbettini, spesso fa siesta, ma in caso minaccia, vuol mordere ogni cosa, sua cloaca spara: ghiandola veleno, sopra la sua bocca, veleno come cobra, che respiro paralizza, di coniglio o cavia, 1 passero o 1 rana, dopo alcune ore, in uomo nulla causa; in mano si dimena, assume attacco a eSSe, appiattisce la testa, qualcuno lo alleva, inoffensiva diffusa. Coronella girondeo, timido ama acqua, e ispira il Caduceo. |NATRICE dal collare, un serpente biscia, vive a rive fossi, stagni prati boschi, attorno rural case, paga con sua vita, ignoranza e paure, di umani senza spina. Natrix testa tonda, collar 2 lune gialle, bordate di nero, pupil tonda corpo oliva, o grigio macchiato, inferiore + chiara, nuota bene e caccia, rospi terra e acqua; se tento afferrarla, si arrotola e soffia, denti corti e pieni, incapaci a inoculare, difesa finge morta, con cani gatti e umane, mette ventre in aria, e lingua penzolante.
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quidf gemello 87
lume087-Ai piedi delle montagne d'Abruzzo, Seba si smarrì nel bosco quando era ancora dodicenne, e credeva che ogni animale incontrato nascondesse un segreto. Davanti a lui comparve un lungo serpente nero e lucente, dalla testa ovale e dalle pupille rotonde. Non aver paura, disse il Biacco, se sibilo è perché desidero esser lasciato in pace. Sono innocuo per l'uomo, anche se posso mordere quando mi difendo, caccio topi che divorano i raccolti e tengo lontane le vipere; d'inverno riposo tra radici, anfratti e vecchie tane di roditori. Seba esitò, poi lo seguì. Poco più avanti incontrò il serpente Cervone, che custodiva il suo rifugio: tutti mi credono feroce, ma proteggo solo ciò che mi è affidato, le mie uova; sono il più grande colubride italiano, giallo-bruno, attraversato da strisce scure, nuoto, mi arrampico e libero campi e granai da roditori e altri piccoli animali. Dal sottobosco apparve la Coronella austriaca, timida e discreta, capace di catturare piccoli roditori, lucertole e orbettini. Poco distante, presso l'acqua, una Natrice dal collare osservava in silenzio: si nutriva di anfibi e, quando veniva minacciata, fingeva di esser morta. Su un ramo comparve poi il Saettone di Esculapio, verde-oliva e slanciato: gli antichi videro nella mia muta un'immagine di guarigione, per questo divenni compagno di Asclepio e mi avvolsi al caduceo, simbolo della medicina. Vivo nei boschi, nelle radure e presso i muretti a secco; mi arrampico con facilità e catturo le prede per costrizione. Se non sono disturbato, non cerco lo scontro. Infine, dal bosco uscì una donna avvolta in un mantello verde, con un serpente sulle spalle: sono Angizia, dea dei Marsi, legata alle erbe medicinali e alla protezione dai morsi. Ogni creatura ha un compito, disse la dama, il coraggio non consiste nell'uccidere ciò che temi, ma nel conoscere ciò che non conosci: la paura nasce dall'ignoranza; il rispetto dalla conoscenza. Con un gesto mostrò a Seba campi invasi dai topi, raccolti distrutti e boschi impoveriti: se i serpenti scomparissero, anche ciò che gli umani chiamano equilibrio comincerebbe a spezzarsi. Da quel giorno, Seba imparò a guardare i serpenti con altri occhi, senza bisogno di desiderare di distruggerli, e nel giorno di San Domenico visitò la Festa dei Serpari di Cocullo, dove biacchi, cervoni e saettoni accompagnano la statua del santo e l'invisibile presenza di Angizia, che così oracola: non uccidere ciò che non comprendi, guarda la tua paura negli occhi, forse custodisce una funzione che ancora non conosci.|
oracolo 87
lume087-Ai piedi delle montagne d'Abruzzo, Seba si smarrì nel bosco quando era ancora dodicenne, e credeva che ogni animale incontrato nascondesse un segreto. Davanti a lui comparve un lungo serpente nero e lucente, dalla testa ovale e dalle pupille rotonde. Non aver paura, disse il Biacco, se sibilo è perché desidero esser lasciato in pace. Sono innocuo per l'uomo, anche se posso mordere quando mi difendo, caccio topi che divorano i raccolti e tengo lontane le vipere; d'inverno riposo tra radici, anfratti e vecchie tane di roditori. Seba esitò, poi lo seguì. Poco più avanti incontrò il serpente Cervone, che custodiva il suo rifugio: tutti mi credono feroce, ma proteggo solo ciò che mi è affidato, le mie uova; sono il più grande colubride italiano, giallo-bruno, attraversato da strisce scure, nuoto, mi arrampico e libero campi e granai da roditori e altri piccoli animali. Dal sottobosco apparve la Coronella austriaca, timida e discreta, capace di catturare piccoli roditori, lucertole e orbettini. Poco distante, presso l'acqua, una Natrice dal collare osservava in silenzio: si nutriva di anfibi e, quando veniva minacciata, fingeva di esser morta. Su un ramo comparve poi il Saettone di Esculapio, verde-oliva e slanciato: gli antichi videro nella mia muta un'immagine di guarigione, per questo divenni compagno di Asclepio e mi avvolsi al caduceo, simbolo della medicina. Vivo nei boschi, nelle radure e presso i muretti a secco; mi arrampico con facilità e catturo le prede per costrizione. Se non sono disturbato, non cerco lo scontro. Infine, dal bosco uscì una donna avvolta in un mantello verde, con un serpente sulle spalle: sono Angizia, dea dei Marsi, legata alle erbe medicinali e alla protezione dai morsi. Ogni creatura ha un compito, disse la dama, il coraggio non consiste nell'uccidere ciò che temi, ma nel conoscere ciò che non conosci: la paura nasce dall'ignoranza; il rispetto dalla conoscenza. Con un gesto mostrò a Seba campi invasi dai topi, raccolti distrutti e boschi impoveriti: se i serpenti scomparissero, anche ciò che gli umani chiamano equilibrio comincerebbe a spezzarsi. Da quel giorno, Seba imparò a guardare i serpenti con altri occhi, senza bisogno di desiderare di distruggerli, e nel giorno di San Domenico visitò la Festa dei Serpari di Cocullo, dove biacchi, cervoni e saettoni accompagnano la statua del santo e l'invisibile presenza di Angizia, che così oracola: non uccidere ciò che non comprendi, guarda la tua paura negli occhi, forse custodisce una funzione che ancora non conosci.
|semine: 6ott_biacco-usa-timo-a-curarsi 22gen23_piccoloLetargoQuercia
|raccolta: 2024-11-10 biacco-morto-freddo-cibo-pollaio 11mag_2biacco-coppialove-tempiolivo-incontro_ore12 11dic22(biacco-sotto-quercia) 11lug19(biacco-pollaio-sottotrave)