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voce: lucania


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51:lume051-Pamela-danza della ferita. |Pamela è donna mediterranea, compagna di Seba, madre, guaritrice, voce del bisogno e della rinascita. Porta dentro di sé il fuoco della taranta, della s'argia sarda, delle danze del Candomblé e delle processioni estatiche. Lavora con l'onda emotiva, nel corpo scosso, per guarire le ferite collettive. Danzatrice della Crisi dionisiaca e coribantica, di cui è l'eco nel cerchio sacro dei Terabanzi. Pamela incarna la guarigione attraverso la crisi, il corpo che urla ciò che la mente non sa dire. La sua via è quella della catarsi condivisa. Nella danza dell'8 dicembre, Pamela accende il ritmo del Tocco del Silenzio, è lei che scuote perché il silenzio della graia arrivi, dopo l'onda, non prima. Le sue piante sacre sono la Ruta siriana (pianta di soglia e visione), il Cipresso (guardiano del lutto), Lavanda e Alloro (purificazione, catarsi e ricordo), e influenze da di umbandaime afrobrasiliano trasfigurate nella danza comunitaria della |Taranta-Bilancia-Cane (aria, armonia e giustizia, saggezza e diplomazia, 23 settembre - 22 ottobre) |Caboclo- Leale. |Cuore malato non sente ragioni. Mattia apostolo| Estasi e viaggi interiori conducono a rapimenti leggeri, ipnotismo del pensiero e amore del Vero. La mente si apre al continuo, tra trance e contemplazione, illuminando cuore e spirito. Beghine e begardi percorrono paesi, mantengono proprietà, insegnano e vivono tra devozione e semplicità; Porete Margherita, beghina mistica, insegna l’amor senza vergogna e la liberazione dell’anima. La musica e i canti rituali, dalla taranta pugliese o le danze amazzoniche di Maria Lionza, guidano corpo e psiche, liberando emozioni e tensioni. Pamela e Dora raccontano esperienze di lavoro e sacrificio, tra filande e campagne, dove il canto e la danza aiutano a superare dolore e umiliazioni. Formiche e ragni simbolici punzecchiano e guidano la trance nel ballo, creando cicli di espiazione e guarigione. Il corpo diventa cassa risonanza, la voce strumento di liberazione e armonia. La partecipazione consapevole ai rituali educa alla resilienza e alla presenza, mutando sofferenza in energia vitale. Tra fede, musica e lavoro quotidiano, le donne custodiscono cultura, rituali e identità. La danza, il canto e l’osservazione dei simboli permettono di affrontare traumi e ricordare la propria forza. Estasi e possessione rivelano l’interconnessione tra corpo, mente e spirito, celebrando la vita nei gesti quotidiani e nei riti ancestrali.# ESTASI e viaggi, uscire fuori mente, beata fede in soliloqui, fuor scherno e calunnia, amore del Vero, al sempre modesto, ineffabile rapimento; modestia pudor forza, andare e venire, avanza e ritorna, iniezione autostima, compiuta creazione, si riposa e gode, contempla cose fatte: estasi leggera, ipnotismo di pensiero, affetto caldo vino, amor delizie di ebbro, diventa sibilante, parla a orecchi umani, etere si espande: inizia a parlare, ritrae tempo-spazio, graduale rinuncia, alla mente acquisita, accede al continuo, letargo stato trance, irrora cuor cervello, simile alle piante; sommo isterismo, vita ascetica digiuno, assorbe pensieri, sentimento uno, reca ipno trance, anestesia catalessi, Dante ascende stelle, sale tutti i cieli, vede gloria amore, estetica bellezza, chiude suo poema, amore muove il sole, e le altre stelle, con preghiera danza. Beghine e begardi, congreghe religiose, sorte senza voti, durante le crociate, percorrono paesi, donne sole o gruppi, spose degli offesi; mantengon proprietà, possono sposarsi, lavorano insegnando, ai figli borghesi, vivono al chiostro, durante noviziato, tornano al paese, aprendo tempio dato. Amsterdam beghine, influenzano città, Porete Margherita, beghina in Francia va, bruciata sul rogo, dopo lungo processo, Specchio Anime Semplici, è suo libro bello: sua trama rispecchia, temi mistici interi, Amor senza vergogna, in paradisi e inferni, anima si specchia, giunge morte guardar, Ragione lascia trono, Cuore a liberar. Beghina affamata, beve mistico vino, ricongiunta a Dio, recita suo libro, e Spirito divino, scende a far convegno. Porete chiede al clero, riconoscimento, anime librare, al femminile tempio, a Dresda fu malata, prega purgatorio, 1 candela in mano, x anime a convito, bambina innocente, si vive nel divino: mio amore cresce, nel cuore nei sensi, in viscere tiene, invisibili affetti, è donna che sente, ed uomo che miri, poetici sconfini; sa donna e uomo, adorare a rapimento, in perenne magnetismo, o rinnovamento, nel fuoco di inizio, amore si nutre, fuoco interno che, a estasi conduce: estasi comincia, ammirando dettagli, dilegua poco a poco, cede ipnotismi, 1 sola sensazione, esalta la clemenza, potenza e bellezza, ecco trascendenza, graduale distacco, rapimento incalza, 1 ammirazione sola, ogni cosa adatta, amare infinito, è specchio divino, oltre uomo forte, oltre donna sospiro: adora forza-grazia, calore naturale, gli arti son freddi, petto suda e sale, pelle cerca acqua, a spegnere curare, 1 sola esaltazione, di affetto trasudare. Bergson scrittore, chiede religione, antidoto al dolore, sua filosofia, riporta sulla terra, amore Slancio Vita. PORSEN etrusca, latina Persona, Maschera vuol dire, coscienza a + livelli, che assume 1 forma, secondo luogo visto, tra micro macro mondi, viaggio interiorizzo; accade fantasia, se partecipi dramma, ciascun sogna mito, natura della psiche, ecciti e contempli, eventi nel dettaglio, mondo reale appare, cento Cammelli a fianco: mille fiabe popolari, divertono a nutrire, condivider riposare, poeta innamorato, sale in estasi ideale, intreccia ghirlande, versi da cantare.| Ruolo delle donne, provvede identità, gruppi bisognosi, pronti ad emigrar, fan pellegrinaggio, tra portuali città: inizi tuo viaggio, madonne e tarante, rivela tanti Sud, semi colonizzati, se i Corpi fanno storia, incontro e identità, ogni possessione, racconta sfida tradizione, lingue e tendenze, che in crisi riemerge. Maria Lionza Venezuela, celebra suo corpo, potere e protezione, di selva Amazzonia, conflitti e resistenze, narran sua storia. Tarante del Salento, studia de Martino, culto di cura, e fertile sospiro, preservato da donne, in disagio sociale, causato dal morso, di ragno ancestrale: morso guariva, con musica antica, pubblico concerto, si lascia ammaliare, da frenetico ritmo, di pizzica lunare. Basilischi gregoriani, a Spinoso paese, terra di spine e serpenti, con saghe e leggende, tartare e ottomane, portate da coloni, rifugiati qui dal mare, immigrazio musicale: voce della madre, al bambin che vuole, apprendere parlare, diretto porta affetto, al sonno della sera, ogni creatura è retta, da 1 orisha di testa; isterica attrice, presta ruol diversi, esegue ogni richiesta, vanifica commenti, santa occasionale, scivola opposto, permette che libido, penetri sul posto; nevrotico ossessivo, ha troppe direzioni, isterico nessuna, fa giro-tonde azioni, nei simboli ora muta, fallo naso e gambe, bocca divien vulva, rossore un erezione, ister irrequietezza, coito convulsione; depression tristezza, umore tono basso, senso del dovere, entusiasmo scarso, dura mesi anni, chiunque può colpire, specie nelle donne, croni sa infierire; cresce disistima, insoddisfatta età, croni malattia, dubbi e sensi colpa, scade appetito, sonno si discosta, tutto pare grigio, esci fai 1 svolta: isterica forza, straripa ogni cosa, con cura francescana, corpo mente esprime, supera tuo io, mondo intero sposa, apri ora la bocca, libera la pancia, voce da ombelico, tramite carezze, sblocchi le tensioni, passaggio da fetale, affiora repressione, arresta tuo respiro, voce calma scioglie, sono quà e di là, tuo sogno identità; tua respirazione, incontra mani e visi, cammina batti ritmo, suona incantamento, carezza capelli, con suoni viscerali, giochi di voce, sussurri di animali, suoni sono intorno, corpo è cassa risonanza, voce della madre, vibra tua sostanza. Persona riflette, suono che emette, contatti potenziale, sblocchi anello orale, assieme quello anale, rilasci emozione, piangi succhi e mordi, il canto muove sale, amore ti ricordi: canta pure nota, in periodo lungo, scopri alterazioni, chimiche nel corpo, liberi endorfine, emisferi sincronizzi, canti stai sicuro, vocali tu enfatizzi; vocali in melodie, liberano num, trasmettono allegria, tono poi scompone, dentro voci umane, porta un emozione, esercita nei suoni, respiro visione: eMM è Madre acqua, liqui consonante, movimenta il fuoco, suono della Vu, crea pancia risonanza; eRRe proietta, voce dentro aria, eSSe la reprime, ovvero concentra, eNNe ninna nanna, fan dormire figli, risonanza al naso, possiede suono NG, vibra la colonna, fugge i mali via. Impara usare voce, in modo risonante, anima riflette, stato emozionale, suono vibra e muove, apre alcune porte, libera il tuo Sè, e cura zone corpo: impeto o fiato, vinci ogni timor, ogni essere tiene, suono in 4 vibrazioni, mio Seba trova il tuo, vinci depressione: musiche tristi, agganciano meglio, interiore realtà, cura in toni bassi, armoni progressione, rilasciano tensione, distraggono paziente, da preoccupazione: ingrandisce Dò, Mì arrotonda, Là scolora rosa, malate celle affonda, la voce tua si basa, su respirazione, ascolta tua emissione, e liberi tensione: 1 pensiero chiuso, gira senza uscita, ogni stress aumenta, poi ragion lo sfida, il mondo è liberato, quan piacere sia, tempo è arrestato, Musica armonia; musa dissonante, accompagna irritazione, musica affianca, al cibo del corpo, attraverso scrittura, canzoni poesie, permetti a interiore, trovar esterne vie. |Pamela ricorda, crisi infanzia e cure, rivive TARANTA, conflitti e delusioni, vede antichi amori, rituali possessioni, sogni con speranze: nata in un paesino, lavora stagional, cerca sussistenza, x vita progettar, cerca ombelico, a crescer radicare, narra sua vicenda, di origini lucane: cerco lavoro a nord, lascio casa genitori, inizio mia strada, 1 giorno incontro Seba, vedo soluzione, negozio di barbiere, felice situazione, ma nonno caporale, ostacoli frappone. Pamela col bambino, fasciato sul torace, lavora come sarta, girando per le case, mentre suo marito, lavora sui binari, arriva fine mese, con sufficien salari, lei prepara pasti, riso oppur piadine, minestre della sera, verza e cipolline. Seba pur lucano, lavoro su Milano, Pamela conobbe, in seguito ha sposato, gira molti posti, al fine lavorar, suda duramente, scuola serale far: studia febbrile, diploma da barbiere, lavoro che gli piace, modellar capelli, clienti contenti. Parenti han nostalgia, lo vogliono vicino, bastone di vecchiaia, gli parlano per mesi, infine lui convinto, chiude suo negozio, ritrova vecchie sfide, minacce emozionali, asfissiano sua psiche, ritorna su Milano, in periferia poi vive. Fabbriche esalanti, stagnano ambiente, disturbi di salute, bloccan loro mente, casa umida fredda, arrivan gravidanze, assieme a + bebè, ma frecce del passato, alimentano zizzanie, difendere famiglia, ha prezzi da pagare, riemergono paure, litigi e pessimismo, Casa và svenduta, Pamela va in filanda, in opificio a Como, tesse suo destino, seta sbozzolando, da baco in acque calde, sente questo canto: passata da Garlate, ho visto filandere, facce da ospedale, sembran prigioniere, Dora la guardiana, mi narra le canzoni, filo sui rocchetti, matasse senza amori; noi siamo forestiere, in vena di cantar, trattate come cani, in catena a lavorar, fastidi se cantiamo, villani se parliamo, là sulle montagne, le nostre case amiamo. Filande 2-3 piani, con ampi finestroni, dormono le donne, dentro due stanzoni, tutte accastellate, straniere e contadine, lavori a turnazioni: alla matin bonora, si sente zoccolare, saran le filandere, che vanno a lavorare, voi giovanotti cari, se vuri far amar, andate da filere, senza fumo guardar. Fochista lancia fischio, 6.30 accende caldaia, 3 volte soffia aria, iniziano scopine, poi tutto va a regime, ciclo sol si ferma, a vitto e x dormire. Là in foresteria, giovan forestiere, prima addormentarsi, cantan loro terre, Casa assai lontana, e speranza ribelle, minestra di polenta, esala loro pelle; comunican coi canti, motivi di protesta, durante lunghe ore, umida aria in testa, sui giacigli a sacco, cantano avventure, vita senza pene, picchia testa al muro, Dora indolenzita, piange suo futuro: mi dolgon mani e piedi, filanda è prigione, di povere villane, che sognano amore. |Argia sarda ama, i contadini maschi, Taranta ragno invece, donne apulie punge, passiva resistenza, a cultura dominante, Chirone sofferente, sciamano ricorrente, scelta o ritrosia, non può diversamente, morso di scorpione, inietta in lui veleno, tosto lo costringe, ballare su terreno. Pamela ricorda, storia di Dora nonna, malata di rimorsi, miseria dura prova, dolore lei mutava, nel morso di taranta, veleno lei diceva: mi spinge fare danza; rinnova crisi e ballo, stagione calori, con molte privazioni, pagava i suonatori, la vita mi fa stanca, domando la taranta, dammi 1 tua grazia, leggera tutta quanta: balla e mi possiede, tutto mi sommuove, le pago sofferenza, a cuore che mi duole, 1 danza porta grazia, dolore esorcizzato, malessere interiore, è riappacificato; avanzo a tentoni, corro in tutti i sensi, in zone immaginarie, lontana dai consensi, x 10 giorni e notti, la musica sentivo, la libido divampa, provoca isterismo, satiri con ninfe, in me io percepivo. Dora condivide, proteste e desideri, dolo si trasmuta, consessi corpi veri, danza assume 1 forma, + immaginazione, formicolio risale, esplode vibrazione. |SARDI di Shardana, conoscono + ragni, una femmina formica, del genere Mutilla, che morde pizzicando, in casi accidentali, dolori pungiglione, sol rari anafilatti, dolore poi svanisce, in 1 ora circa, su pelle resta bolla, rossa pochi giorni, nei bimbi ed anziani, può dare fatica, bassa febbre nausea, legger delir invita: disinfetta puntura, con amaroli o ghiaccio, fino anni 60, con fanghi o letami caldi, veleno termolabi, come acido formico, solubile in acqua, temporan androgino. Narran ritornelli, di musici cantori, Ragni tra le gambe, Scorpi tra coglioni, pizzicano al ballo, con fiati e sonaglio, tamburi e corde tese, aiutano travaglio. Sassari Tartaria, vede Argia variopinta, formica velenosa, creatura di Sardegna, mitica ingegnosa, punge per danzare, piangere e umiliarsi, cantar e travestirsi, ridere e distrarsi: sArgia è molto amata, feste sa creare, odiata ed evitata, travaglio sa recare, femmina formica, che uomini predilige, sopravvissuta ninfa, Salmace variopinta; a incontri si presenta, con corpetto gonna, su isola ricorda, passaggi della donna, se nubile fanciulla, vedova o sposata, sua veste sarà bianca, nera o maculata: a mezzogiorno o notte, alba preferisce, estate di campagna, sargia ti ferisce, ti accorgi essere punto, orini ora intorno, oppure prendi bagno, acqua calma fondo. La vera cura poi, al villaggio si farà, diagnosi di argia, scoprir sua identità, tutto il paesino, la indaga sul posto, ricerca tutto unito, il carattere nascosto: con femminili vesti, malato vien coperto, entro 2-3 giorni, argia è allo scoperto, se sposa o vedovella, o zita è ravvisata, con riti di sue danze, alfine accontentata; i suonatori attorno, san stimolare bene, continuo suono sfonda, spezza le barriere, esplode la coscienza, sofferta e ordinaria, giunge possessione, coscienza straordinaria; in piedi corre salta, distesa su lenzuolo, mima ragno sargia, batte piedi al suolo, fasi a terra e in piedi, sino suo finale, ripete il posseduto, 1 ciclico rituale. Tamburo fila-tesse, i tempi della festa, inizia da esterno, entra nella testa, infine pare ovunque, gira tutto il corpo, eco nella pancia, in testa fa lo scoppio: ecco 1 imprevisto, inceppasi il rituale, sargia ferma e sbanda, danza pure male, perde innato passo, e ritmo del ballare, orchestra perde filo, lo deve ritrovare; così per riparare, a tale distrazione, necessita rifare, un rito di espiazione, i nastrini colorati, gettati alla taranta, lei li straccia e sfoga, tutta la sua rabbia. Pamela pure punta, sentì intenso bruciore, Argia vuol che danza, lei paga con sudore, soffrendo fin che giunge, grazia di amore, dolor divien perdono, di essere interiore: saltava e correva, in tutte direzioni, ogni anno ancora cade, malata del rimorso, ha bisogno danzare, espeller pene addosso, come in un salasso, o scarificazione; se rito non arriva, è dolore da rimorso, ballerina variopinta, causa febbre sogni, sa ripulire bene, le sue emarginazioni, vita agro-pastorale, richiede 1 riposo, a superare angoscia, di esistenziale snodo. libro_sargia-festaterapia_clara.m4a
lume051-Clara Gallini in audiolibro, di Ballerina Vaopinta, racconta il tarantismo, e il ballo d'Argia di Sardegna, una danza antica terapeutica, dove il morso velenoso, muta in vivo sonnambulismo, musica colori e comunità, trasformano il dolore in forza vital. Argia è insetto che morde l'anima, reale o mitico che sia, il rito convoca i parenti, e vicini musicanti, tamburi orchestra e canti, la crisi diventa teatro sacro, il corpo ferito inizia danza, finché il veleno si muta, in energia di redenzione. Questo sapere custodisce, antica memoria femminile, nei carnevale gioco, o nei rituali Mamutones, guarir non toglie la ferita, ma le imprime un nuovo ritmo, voce e presenza collettiva. Chirone mito pure porta, una ferita che ascolta, un orecchio muto che si chiuse, in relazioni senza amore, lasciando solo il Logos razionale, e gestire la sua vita. Ma poi arriva un un Centauro, presenza autentica che sà, può riattivare tal silenzio, scongelar contatto umano, con gesto semplice del corpo, imprime fascino alle membra, che iniziano la danza. Le fiabe pur ricordano, funzione ferita che si risveglia, attraverso tenerezza e riconoscimento, diventa un organo di risonanza: chi ha sofferto può percepire, il dolore simile negli altri, senza inflazione o desiderio, di salvare a tutti i costi. La vera vocazione, rende più umili e silenziosi, più attenti al limite poichè, il simbolo vive finché resta, incarnato nel quotidiano, nel corpo e nel silenzio, che ascolta sé e gli altri, nell'atto congiunto del parlare.

58:lume058-Arpa di Viggiano tesse la trama musicale di una storia, dove l'uomo fà il luogo e il luogo fà l'uomo. Il ragno condivide il potere di tessere la trama delle vite, il fato destino ineluttabile, come i fili delle Parche, che possono essere spezzati, solo dalla volontà divina: chi cade nella tela non ha scampo, ma ecco emergere il doppio volto della tessitura, può essere inganno o rivelazione, condanna o salvezza, ma sempre obbliga a confrontarsi, con la verità nascosta dietro l'apparenza. Māyā e Arachne mostrano il lato ambivalente del filo: non tutto ciò che appare è reale, la trama può rivelare o nascondere, come ci ricorda la lingua Popè del Bwiti africano: |nzodi-èyaa-kasa! me va tsina sa getete-ge ege, me-tsi-eneke sene soma na m'enaka kambi ee na ndondo ee na mokuya a matsopi na gebokambi kumu ago mbemba, neee edi disumba eee! yiee eeee! o-daka mambu teta nzambe eee! disumba yieee! Nzodi figlio del pappagallo, sei arpista che canta, nel viaggio all'albero motombi, dove il neonato vede il sole-kambi, il rovo-ndondo e i braccialetti colorati; poi ode queste parole: anziani e banzi salve! padre e madre, mostraci la radice dei riti e delle danze, mangiamo eboga salve! Ngombi arpa, tu sei nata ai piedi delle radici che trattengono la terra, tua madre è la corda motombodi mongòngo. Arpa tu vibri ai fianchi del mondo! da ovest dove son venuti i bianchi, e dove dimorano i defunti; vibri a monte del fiume, nell'uovo di |Muanga-benda, da dove nacque il dio Nzambe, |Evanga-vanga dio del soffio, e vibri dal giorno cui l'infante, scala la montagna con le ginocchia, fino al giorno in cui egli, arriva al porto del fiume dei trapassati. Ngombi tu vibri, dalla culla alla tomba, dalla cima del monte, al fondo del mare.| Viggiano, paese arroccato a mille metri, con uliveti, vigneti, boschi e noccioleti, masserie in fondovalle e antiche torri colombare; la popolazione decresce per terremoti, briganti ed emigrazione, mentre l'economia locale, basata su agricoltura, pastorizia e artigianato, oggi include estrazione di petrolio. Fondato da monaci e cavalieri basiliani fuggiti da Costantinopoli, passò attraverso feudalesimi normanni, longobardi e borboni, con insurrezioni e loggia di Muràt a Potenza. L'arte musicale vanta l’arpa di Valdagri, zampogne, violini e tamburelli, strumenti dei pastori e contadini, con repertori di serenate, tarantelle e pastorali, tramandati in famiglie e nei pellegrinaggi, ascoltati da Pascoli e apprezzati fino a Roma. Il culto della Madonna Nera, ritrovata da un pastore e portata al santuario di Caggiano, anima il paese: pellegrinaggi maggio-settembre, statue portate a spalla, processioni e canti accompagnano la devozione popolare, con fedeli scalzi e soste lungo otto poggi. L’arte liutaria persiste con arpisti e mastri d’ascia, che costruiscono strumenti con legno locale e corde di budella o rame, conservando tradizioni musicali tra scuole napoletane e lusitane, scambi di repertori, brani colti e popolari, e tarantelle in feste, messe, funerali e calende agricole, nonostante emigrazione e sparizione graduale dell’arpa lucana.# Viggiano sale in alto, ma descresce popolazio, masserie a fondovalle, torre colombara, paese a mille metri, uliveti e vigneti, boschi cedui e prati, e rari noccioleti. Capanne transumanza, tumuli di terra, fitta rete fattorie, con oliveto e vigneto, pascoli bestiame, vini latte e tessuti, lino canapa e pietra, locale calcestruzzo, fabbri e carpentieri, oggi pozzi petrolio, dati ad estranei, per pochi privilegi, su Appennino in declino, dissipan risorse, estrazione idrocarburi, 50 mil barili giorno, zolfo gas naturale, Eni sceglie raffinare. |Viggiano paese, come puebla messicani, nacque da monastero, cavalieri basiliani, insediati su vetta, dopo fuga da Czargrad, ricordano leggende, feudi russi slavi, normanni longobardi, poi baronìe borboni, Corleto insurrezioni, contro dinastia, lunga cospirazione, corletani poi delusi, da Savoi dominazione. Terremoti e briganti, esili in oltremare, dimezza popolazio, nasce loggia di Muràt, con banca di Potenza. Viggiano |arpa-di-Valdagri, dedicata a Maria nera, arte liutaia meridione, contadina e pastorale, ha repertor sonori, arpicedda di Lucania, serenate e tarantelle, con zampogna e violino, flauto e tamburelli, organetto e cupicupi, accompagnan voce e danze, in orchestre parentali, di barbieri e falegnami, monti e mari san girare, a Roma detti carciofari, alle feste di Natale; arpisti viggianesi, conosciuti in tutto il mondo, Pascoli li ascolta, a |SantaRosa di Viterbo, in lucana devozione. |Leone-papa 890, incorona Madonna nera, Regina dei Lucani, conferma di altri papi, icòna |bizantina, ritrovata da pastore, mentre pascola suo gregge, in calda notte luglio: in cima vide fiamma, che illumina vallata, la raggiunse e nel terreno, trova statua in oro, il pastorello la portò, nel santuario di Caggiano, amico di Viggiano. |Madonna-Nera-lucana, ha volto dolce di una madre, Gesù sulle ginocchia, cara a ogni famiglia, di sierra contadina, che tiene tale immago, e descrive processione, prima domenica di maggio, pellegrini al Monte, con squadre portatori, ricambio nel percorso, inclinato accidentato, lungo strada Maria nera, dislocan 8 poggi, a riprender forze e acqua, con vino assieme cibo, più fedeli pure scalzi, altri sembrano Demetra, dai vicin paesi, prima domenica Settembre, percorso inverso torna, da Monte a Chiesa Madre, preghiere canto e muse, i fedeli van Viggiano, a omaggiare la Madonna. Fiera e bancarelle, arpe in legno pero, Luigi arpista narra, i pastori e contadini, giran case e campi, in periodi natalizi, novene e invocazioni, alla Madonna nera, son viggianese doc, se ho violino o zampogna, o arpicedda al col. Inverni e freddi venti, estati siccitose, neve tormenta e nebbia, girano arpaioli, emigrano ovunque, a cercare fortuna, quando incontran bardi celti, di Bretagna ed Irlanda, scambian repertori, brani in consonanza, trovan ritmi lusitani, nei buitisti subsahariani, accompagnan poi le navi, da foreste del Gran Congo, alle mabanze brasiliane. Luigi fù in Brasile, a corte Pietro II, narra suo paese, adagiato a monte Enoc, dirupi boschi fitti, pianoro Maddalena, con ruderi e mulini, santuar della Madonna, dorata in legno olivo, volto nero e veste greca, in grembo tien bambino. Fede semplice sincera, di pastori e suonatori, 50 mila pellegrini, ogni anno alla Valdagri, prima domenica di Maggio, statua sale dal Santuario, fin su vetta di montagna, poi dal Monte torna in basso, prima domenica Settembre, si festeggia protettrice, Madonna Nera di Lucania, cuor pulsante regionale, che alimenta da ogni dove, stendardi pellegrini, con zampogne e organetti, giran tre volte attorno, la cappella sopra Monte, prima toccar urna, con rami fiori onore, portan statua a spalla, coperta in oro puro, come |Madonna-Montserrat, bruna madre Umanità: per volere dei fedeli, copia statua di Viggiano, và Melbourne Australia, novembre 964, culto Vergine amata, dai locali bizantini, dopo guerre di Crociate, molti ordini religiosi, portan Madonne Nere, con San Bernardo Chiaravalle, che ama Cantico dei Canti: Sposa nigra e formosa, sono nera e sono bella, porto pace alla tua casa, suona e canta la novella. Mastri d'ascia-liutai, usan legno locale, budella pecora per corde, oppure fil di Rame, transumanza stagionale, isolati molti mesi, allenan repertori, così pure i contadini, fan calende musicali, suonano intermezzi, con i cicli agrari. |Tarantelle fatte al chiuso, questue in terme e spiagge, funerali nelle chiese, e nei pellegrinaggi, scuola di Valdagri, ama scuol napoletana, ispirata a lusitana, appresa dagli anziani. Giuseppe Gala narra che, un tipo di baratto, in Lucania è detto staglio, barbieri e contadini, scambian prestazioni, con sarti e falegnami, ortaggi ed accompagni, di arpisti e sampognari. Italia unisce i repertori, duran servizi leva, archetipi comuni, riemergono due scuole: i repertori contadini, accordatura a orecchio, son cultura iterativa, di brani colti e popolari, accompagno a bordone, armonia in terza e quinta, melodia intervallata, da arpeggi frequenti, da corde acute a gravi, a imitar zampogna, serenate a dispetto, o lutto di lagnanza. Chitarra battente, usa pure corde in rame, millimetri 0.23, 4 corde Mi Si Re La, se son 5 al centro è Sol, a volte 4 corde doppie, loro amalgama di accordi, fà toni improvvisati, al Santuario di Viggiano, Madonna nera esprime, dal sacro monte al cuore, vibrazione nostalgia, come nei santuari Buiti. Arpa lucana estingue, dopo Grande Guerra, arpisti vagabondi, seguon massiccia emigrazione, di italici nel mondo, rimangon pochi anziani, Luigi e Rocco Capobianco, residua repertorio, arpicella dei rituali, in feste messe e funerali, tarascone e tarantella, e novene natalizie, pastorali con zampogne, allietano i bagnanti, sui litoral lucani, da Viggiano e Moliterno, sant'Arcangelo e Grumento, trova un bravo falegname, per arpicella progettare. paesi_viggiano.m4a
lume058-Antenati emersero dalla terra e attraversarono il mondo, cantando il nome delle cose, così le cose vennero all'esistenza, così narra una leggenda. Poi un giorno Brahman chiese a Maya: se un filo di paglia può donarci la gioia, cosa potremo creare con la nostra musica?. Maya sorrise e propose un gioco a nascondino: nacquero allora il cielo e il mare, il sole e la luna, le stelle, le foreste e gli animali, gli esseri umani e ogni altra creatura visibile e invisibile. Poi la Dea prese Brahman e lo disseminò in milioni di frammenti, uno in ciascun essere e poi disse: 'Vediamo se saprai ritrovarti, ti resteranno soltanto i canti della fede, che indicheranno la strada'. Da allora conoscere un canto significa possedere un tratto della mappa; fra quei canti vi era quello di Viggiano, paese di montagna tra boschi, ulivi vigne e noccioleti, fondato da monaci in fuga da lontani imperi, poi attraversato da cavalieri e feudatari, rivolte e migrazioni. Il borgo imparò a custodire la voce degli avi, nella musica di Arpe e zampogne, violini e tamburelli, che accompagnavano pastori e contadini, lungo sentieri e feste, pellegrinaggi e stagioni del raccolto. Poichè poeti e viandanti, di ogni epoca e luogo, ne restavano incantati, si trovò che sopra il paese, vegliava la Madonna Nera, ritrovata da un pastore, onorata con canti e lunghi cammini aborigeni. Scalzi o festanti, i viandanti salivano gli otto poggi, come se ogni passo fosse una nota, e ogni nota un ricordo. E mentre città nascevano e morivano, tra terremoti briganti e migrazioni, l'animo nomade riprendeva il cammino, scambiando di mano in mano, le antiche melodie degli avi. Così il grande gioco di Maya continua ancor oggi: ogni canto svela un poco, dell'illusione del mondo, e ricorda che il Creato è una danza, in cui ciascuno custodisce una scintilla del tutto: quando un mondo finisce, un altro sentiero si apre. E il viaggio ricomincia.

64:lume064-Cannabis sativa è una pianta antica delle regioni eurasiatiche, capace di crescere in molti ambienti, dalle pianure europee alle steppe dell'Asia. Dalla sua fibra resistente l'uomo ha ricavato per secoli tessuti, corde, vele, carta e materiali utili alla vita quotidiana. Nelle campagne italiane la |canapicoltura era un lavoro collettivo: si seminava in primavera, si raccoglieva in estate, si lasciavano macerare gli steli nei fiumi e poi le fibre venivano filate e tessute dalle famiglie. La canapa vestiva le persone, accompagnava i viaggi e custodiva la memoria dei nonni. I semi della pianta offrono nutrimento grazie alle proteine e all'olio, mentre le radici profonde aiutano il terreno migliorando la fertilità dei campi: così la canapa era insieme alimento, fibra e compagna dell'agricoltura. In molte culture orientali la pianta ebbe anche un valore rituale: in India il bhang è legato ai racconti di Shiva, mentre altre tradizioni asiatiche usarono la canapa come sostegno alla meditazione e alla contemplazione. La stessa pianta appare in forme diverse: materia concreta nelle mani del contadino e simbolo spirituale nei racconti di sufi, yogi ed eremiti. Anche la poesia contemporanea ha raccolto questa immagine: Franco Battiato, ne Il ballo del potere, ricorda i Pigmei dell'Africa seduti sull'erba, che con un movimento dissociato dalla testa e dalle gambe, vivono un rito di socialità e contemplazione. Così la canapa diventa la pianta della tenda del sogno, filo della terra e della memoria. Conoscere una pianta significa conoscere anche il modo con cui l'uomo sceglie di incontrarla; il film L'erba di Grace (2000), racconta con ironia come la coltivazione della canapa diventi occasione di rinascita, solidarietà e creatività. Ogni dono della natura contiene una luce e un'ombra: la |canapa consegna un filo, ma nessun tessuto è già scritto, alcuni ne fanno una vela, altri una corda, altri una prigione. La saggezza consiste nel ricordare che non è il filo a decidere il destino, ma la mano che lo intreccia.| La canapa cresce un pò ovunque, adattandosi a diversi terreni. Si distingue tra varietà indica, sativa o muraria; le sue fibre sono robuste, usate per tessuti, vele, corde e carta. In Italia, la coltivazione tradizionale ha segnato la vita contadina: seminare, macerare, filare e tessere diventava rituale collettivo e nutrimento per la comunità. Semi e olio apportano proteine e nutrienti, usati in cucina o come rimedi naturali; foglie e infiorescenze, se ingerite o fumate, possono dare effetti rilassanti e creativi, stimolando fantasia e introspezione. Canapa è impiegata anche in pratiche religiose: nei riti indiani, nepalesi o sufi, come strumento di meditazione, celebrazione e connessione spirituale. In piccole dosi, calma il corpo e la mente, facilita il gioco e la socialità; in eccesso, provoca sonnolenza e alterazione della percezione. L’erba è da rispettare: coltivazione e uso possono nutrire corpo, mente e spirito, ma richiedono consapevolezza e misura, come ogni dono della natura.# Pianta |CANAPA 麻ma, va dal basso Danubio, fino alla Manciuria, e steppe di Eurasia, a sud del Mar |Caspio, e nord del Mar Nero, Altai e Marocco, Etiopia ed Egitto; impollinata dal vento, fior maschili pannocchie, foglie in ascelle, femminili in 4 gruppi, forma corte spighe, coperti a peli pube, che resina secerne, e semi produce. Cannabis indica, sativa o muraria, secondo il prevalente, uso che si fà, a livello industriale, per tessere fibre, cresce alta 2-6 metri, in canapai canepine. Emilia tien ricordi, di canapa dei nonni, tessuto lavorato, che veste e nutre sogni, lavoro collettivo, di suo inter villaggio, a ricavare vele, adatte per il viaggio: primo navigare, incontro rocce e secche, e riapro le mie vele, di Canapa sul mare, vedo piantagione, nel vento di Estate, tra isole incantate, di cime profumate, che svestono pudore, evito arrossire, in chimico furore, Tu sovesci bene, suolo del frutteto, aiuti miei pensieri, bionda fibra telo; al canyon del Biedano, nonno recitava, Sei forte bionda pianta, pure delicata, robusta sei preziosa, perfino spiritosa, capelli tuoi di stoppie, bevono ogni Aurora. Nonna nel cortile, con fuso e con rocca, filo tien bagnato, costante con saliva, fila canapa e lino, macerate nel rivo, mamma aiutava, tesser vestitino. Marzo e inizi Aprile, seminavano pianta, miete fine Agosto, 8 giorni a macerare, fascine accatastate, in acqua trattenute, sfaldan loro fusti, sotto pietre fiume; ora fusti in fibra fina, stoppia chiamava, bionda canepina, messa su telaio, a mezzo di ricamo, tesseva prima stoffa, come fosse 1 rito, tovaglie e tovaglioli, tessuti lentamente, lenzuola canovacci, a dote di un parente, sacchi e bisacce, jeans medicinali, cordame resistente, vestiti di fustagno, x abito corrente: stendere asciugare, attorcere pressare, canapicoltura, sovesci sacchi e panne, le logore lenzuola, continuo riciclare, morbide x fasce, ai neonati da cullare, facili a lavare, la pelle preservare. Canapa cura terreni, a cereali e ortaggio, sua radice profonda, preleva nutrienti, poi secca e ritorna, nei fusti possenti, ad Atella è risorsa, economica primaria, orienta costumi, di Frattamaggiore, seminate 20 Marzo, attendono pioggia, 2 settimane poi, esaudita preghiera, vigore cime alte, recuperano geli, di freddo prime parte, canapa diserba, soffoca infestanti. Canapa si adatta, collina e montagna, 50 kili ettaro fibra, o 35 kili seme, seminatrice grano mais, con disco adattato, 20 centime tra file, 2 centime sprofondato: varietà climi freddi, in clima italiano, anticipa fiori, la crescita bloccando, pianta regge siccità, ma muore a ristagno, fittone va profondo, a trovare umidità; rende di +, pianure alluvionali, 130 quintali. Ciclo 120 giorni, sviluppa veloce, secondo pedo-clima, di ogni canepina, seme Carmagnola, su terre presso fiumi, in Emilia e Campania, semi misti trovi. Canapicoltura, muore Italia nel 50, in Campania resiste, fino 64, scompare presso laghi, e rive Volturno, a causa tabacco, e petrolio a turno: la fibra campana, in Europa sen rivale, ma dopo la crisi, porta esodo campagne, un tempo preparate, a pascone e sovesci, e letami presenti. Canapa sfiamma, semi e olio cibo, leniscono artrite, aiuta immunità, cura gli autoimmuni, diabete asma e acne, malaria e menopausa, infezioni virali, mentali depressioni, olio canapa estratto, fredda spremitura, semi ogni giorno, aminoacidi essenziali, proteico rinforzo, a carestie australi, assieme olio oliva, lubrifica legami. Canapa in cucina, nutre corpo e spiri, germogli in insalate, salsa spaghetti, pachini canapa e olio, sale basilico e cepa, soffritte indoro, sminuzza a indorare, aggiungi pachini, scottati in acqua, spellati alfine. Focacce fior tostati, lievito e farina, rosmarino sale e cime, fil olio oliva, 4 pani croce, lievita 3 ore, copri panno riparo, da correnti aria, 4 pizze tonde, poni in teglia oliata, spennella rosmarino, a 220 infornata; dopo 20 minuti, giungi fiori tostati. Bruschette pomodoro, 2 minuto in forno, frittate cipolle, e cana-patate, salvia e rosmarino, vino-alloro fate.| Riso Funghi e cepa, e bicchiere vino, versa funghi affettati, dopo 2 minuti, aggiungi canapa trita, versa riso e vino, rimesta continua, mestolo acqua calda, ottieni risotto, metti parmigiano, fior zucca e cime oro, assoda uova, sotto acqua fredda, tagliale a metà, x maggior lunghezza, mescola a imbiondire, incorpora latte, poco a volta lascia, 5 minuti addensare, mettere in forno, versa salsa cipolle, accomoda su uova, o salsa ulteriore. Semi lava e mesci, per impasto pane, aroma fragrante, ricette ideali, per 4 persone: 300 grammi semi, cucchiaino bicarbonato, lascia in ammollo, 24h acqua normale, aggiungi i semi, 20 minuti fuoco lento, patate grattate, foglie alloro e aglio, cuoce 10 minuti, unir prosciutto paio. Zuppa e crostini, pane abbrustoliti, cepa piccola e sale, e sugo pomodorini, lascia mollo 24h, sempre acqua bicarbonato, burro e cepa tritata, aggiungi tomato, cuoce mezzora, salare gusta caldo. Semi + castagne, x 8 persone, 400 grammi ognuno, 50 gram nocciole, 100 sedano e cipolla, sugo pomodoro, 100 grammi burro, 4 uova aglio e timo, lessa castagne e pela, lessa pure semi, fatti ammorbidire, in bicarbonato, e a nocciole mesta; burro unito a uova, versar in terrina, mescola ogni cosa, versa nello stampo, pressa bene impasto, livella superficie, metti a forno caldo, 200 gradi 1 ora, sodo va sfornare, servire dopo raffreddato. India Egitto e vari, soffriggono cime, fiori-foglie nutrienti, come bhang indiane, se poco euforizza, troppo dà pressione, influenza percezione, dopo ingestione, effetto lentamente, dura una o due ore: dopo ingerita, pure 4 fin 8 ore: se panino o miele, riporta giù veloce, scemano effetti, di troppo boccone, principio assimilato, in grassi flora o animali: se olio e burro và bile, che resina digerisce, alcol va sangue, che circola espande, miele-zucchero assorbiti, rapidi in sangue, limitano effetto, |THC resta fermo, mentre aiuta bene, micro dose alcol miele; se olio burro aiuta, processo attivazione, cruda canapa tiene, acido precursore, che per esser thc, necessita calore. Burro nepalese, fior tostati o tritati, scalda 5 cime, in olio burro latte, burro a bagnomaria, + canapa tritata, amalgama lenta, mescola continuo, tenendo fuoco basso, pur 30 minuti, nulla si attacchi, fà verde omogeneo, filtra colino, vasetto in frigo tengo, capovolgi ogni tanto, burro va coagulare.| Raseno ci ricorda, che popoli di Scizia, viaggiano coi morti, in fumi di amicizia, in saune temporanee, riuniti senza vesti, gettan semi Ganja, su pietre roventi. Cannabis dal greco, e arabo quinnab, erba vuole dire, tra i mistici Fuqar, se mangiano foglia, crolla lor babele, Dio li vuole tempio, capaci a contenere. Sue sommità fiorite, vendute come Ganja, a dar mazzetti foglie, pillole di bhanga, raggiungono Londra, esposte nei mercati, spezie di bevande, inebrianti preparati. Egitto fà dolci, con foglie estremità, taglia fioriture, 3 giorni ad asciugar, in Persia la si chiama, bevanda qinar, mastica le foglie, indiani ad inebriar: cani gatti e galli, corvi ed avvoltoi, risentono + forte, azione di narcosi, erbivori di meno, risentono effetto, pur ad alte dosi, cavallo sta perfetto: prodotto utilizzato, per pasticceria, in polvere fumato, col tabacco in pipa, effetto esilarante, con appetito sano, magico delirio, è giardino himalayano. se in India e Nepal, ganja assume ruolo, tutto religioso, dai tempi di Tartaria, è usata frammista, a pratiche in montagna, in scuole Siva-Devi, himalayano tantra: Maya è 1 tenda, tuo segreto nasconde, chi lacer la tenda, pur lacera se stesso, poichè dietro tenda, nulla è oggettivo, fuor di mondo e corpo, sta il soggettivo. Napoleone da Egitto, porta farmacie, ganja antiemetica, e anticonvulsa, seda dolore, in francesi letterati, nei caffè di Gautier, Baudelaire e Dumas; tempo dopo industrie, altri derivati, aspirina barbiturici, antidolor oppiacei, poi declino e guerra, repressa viene pianta, proibita sostanza. |Baudelaire ne parla, spinge uomo ammirar, incessante se stesso, ricorre spesso a lei, mezzo x pensare, e libri pubblicare: suoni a distanza, immagini visive, in oggetti e percezioni, tatto gustative, percepisce distanze, rallenta carpe diem, accetto ambiguità, e sento telepatie, deja vu introspezione, associazion vivaci, cinestesia creativa, dolori tollerati, Ganja scioglie memoria, fin dimenticarti, inizi conversare, in ricordi lontano, remoti eventi potenti, e calma sessuale, rende attraente, vivo senza intossicare, distaccato rapporto, fa pensiero vagante: se scema ruolo sociale, ami giochi infantili, solidale nel gruppo, migliora umor appigli, dispone a esperienze, sensazione libertà, mancanza inibizioni, sicurezza in se dà. |Kaneh-bosm bibbia, erba Gaza e beduini, in Marocco è la Kif, coltiva monti Kiff, consumano fumerie, verde guida dei sufi, Mrabet narra storie, popolari suoi fumi; esempi lezion vita, Kif sa offrire, come cento Cammelli, dentro a 1 cortile, strano scalpitio, in testa si accende, ai suoi devoti offre, la grazie cosciente, anche agli animali, risveglia tale istinto. |Hashisha-al-fuqara, pianta planetaria, antica consolante, amor del miserando, Shadanaj poetessa, uomo fa sultano, al rito ritrovato, uccide e vien uccisa, spirito suo verde, cobra sale e scende: artisti e maestri, gli fondano scuole, e fanatici e ladri, fan stragi di cuore, vestiti con stracci, attiran disprezzo, distacco da ego, tiene un suo prezzo; foglia di Battriana, fa rider se stessi, aiuta la pancia, e riduce il malumore, ai malati terminali, annulla il dolore, concilia col fato, paur dissociazione; sfiamma gli ascessi, canapa pestata, contrasta le otiti, con olio spalmata, sommità fiorite, 1 giorno in acqua, ascolta tua voce, ascoltino il mantra. sul Kham occidentale, al confine del Pamir, oggi Afghanistan, sopravvive gente Kailash, |KALASHA di Chitral, e 3 valli in Pakistan, cui religione impone, 1 rituale su animal: uomo sparge acqua, sulla pecora o capra, che uccisa sarà sol, dopo che si sciacqua, usanza pur di slavi, ognuno schiocca bacio, procede sacrificio, ha permesso totem dato. Kailasha han subito, conversion forzate, ma conservano storie, di propria gente, invece convertirsi, si gettan nel fiume, sebben panteismo, è pressato senza fine; chiamati pur Kafiri, in terre Nuristan, infedel pagani detti, a nord Afghanistan, dove Hindukush catena, lega a Karakorum, nel nodo del Pamìr, 1 anfiteatro forum. Contadini e pastori, barattan fra clan, mercato sen moneta, Capra 1 valore dà, 1 mucca ne val dieci, 6 mucche 1 casa, ai festival paesani, donar prestigio alza: durano + giorni, canti e danze in gruppo, assieme vino-ganja, eloquenti gare a tutto, ogni Kalash famiglia, possiede varie capre, formaggi carne lana, al gruppo van tornare, conoscono i Kefir, e yogurt fermentati, che Taras ci propone, con canapa altopiano, per flore intestinali. Raffaele Valieri, narra sue esperienze, primario ospedale, di Incurabili a |Napoli, 887 scrive Hascish, in arabo Erba dice, fakiri e dervishi, Bab Aziz sul confine: lui conobbe turista, inglese da indie, che trasmise ricette, su indie miscele, nudo stende a terra, 1 tappeto e cuscino, beve fin ebbrezza, 1 cane sta a guardia, intelligente amico: anglo sguardo magrissimo, fegato abusato, di tutti tempi e luoghi, uomo selvaggio e civile, tende ad ebbrezza, anche a costo vita, per attutir coscienza, in vecchia farmacia, ritir diverse droghe, rare in Gabinetti, tra esse 1 nardo indiano, Valeriana Ialamensis, puzzo urin di gatto, suda fregola animale, isterico attratto. Canapa e fantasia, espande infinita, assoluto appagamento, splendido teatro, mormorio di acque, con grotte misteriose, foreste giganti, praterie a fiori e sole; ninfe mai vedute, immensità del mare, fiumi trasvolati, in chiarezza radiante, creazioni di idee, motti spiriti occasioni, ingrandito o alleggerito, tutte dimensioni, mense vini e profumi, alterna rapida-mente, il tempo pare lungo, orologio segna poco, prof de Luca sperimenta, raffiche di fuoco, mordono sua pelle, da periferia al centro, 1 senso fremito sale, titilla centripeto, Io cosciente di se, di quanto gli accada, nel secondo periodo, oggetto si allontana; sollevati da suolo, o aumenta in altezza, indumenti van lontani, rispettosi del corpo, si è contenti di se, noncuranza superiore, su tutto il circondario, limpidezza intimità: compiacenza propri fatti, ammirato contento, mentre canapa nostrana, a Casoria e dintorni, in epoca fioritura, semi emanano fragranza, conte Spinelli botanico, gentil mi assicura, che sue vaste tenute, a canapa coltiva, pesantezza di testa, e sonnolenza nervosa, accadevano in lui, e ai suoi mezzadri, in epoca fioritura, sotto ombra di piante, cosi case coloniche, site in suoi campi, avverton testa grava, sonno sogni strani, primo grado ebbrezza, diventan riottosi, ciarlieri e rissosi, audaci mimici attori; a tramonto e di notte, per diverse sere, mi reco nel fondo, conte Spinelli assieme, resto qualche tempo, in mezzo vegetazione, sento testa grave, loquace sensazione, distesi nei solchi, sonno intercalato, da tendini sussulti, poi sogni gioia, in uno dei sogni, recitai gran poesia, in altro io parlo, creativo con rima; stretto da asma, tormento da insonnia, uso tali rimedi, e trovo cura buona, esalazioni di fresca, canapa nostrana, recano uguaglianze, di canapa indiana, sebbene attenuate, io completo studi, sperimento su di me, resina ed effluvi, durante il giorno, intesi ascender calore, polso rafforzato, poco la respirazione; in asmatici pazienti, isterici nevralgi, fornisco decotto, cime a stomaco digiuno, doppio dose giorno dopo, ogni quarto di ora, calore e formichio, frizzo ascende a capa, poi sonno buono, e postumi di giornata; resina cannabina, presenta in commercio, 2 forme preparate, metodo Smith e Gastin, la prima aroma viva, seconda meno attiva, mesciata a fiori nostri, inalo in terapia. Decotto erba secca, vidi preferirsi, filtrato da inalare, oppure masticato, 3 volte al giorno, ingoiano a saliva, o tengono in bocca, aiuta gola e lingua; formula + usata, 1 grammo acqua tazza, utile per bagni, abluzioni e gargarismi, nevralgie locali, inalazioni respiri, per nervosi asmati; suffumigi braciere, impregna atmosfera, utile x asma, ammalato si trattiene, circa 20 minuti, 3 o 4 volte al giorno, come le pasticche, tinture o sciroppo, cime essiccate, se pestate in olio: indica e italica, identica terapia, differisce quantità, nativa poesia, se tipo moralista, evoca leggi punitive, terapeuta vi cerca, rimedi a malattie, sopporta la fame, aiuta mistici digiuni, ricette risananti, di Sanniti lucumoni, dopo rito ipnosi, ogni anno fan letargo, con ascish ingerito, o unguento spalmato; contro melanconie, isteria epilessia, asma-enfisema, emicran tosse convulsa, pur tetano e colera, delirium e demenza, seduti nella sauna, piedi scalzi a terra.| Taras ci descrive, prima sua esperienza, avvolge sua faccia, in calda coperta, guardando una foto, coi sensi + acuti, presto si accorge, vedere propri ludi: giravano le idee, piacere penetrante, gira e gioca il num, essuda e dopo arde, mio sangue ribolle, corre oppure innalza, sento di morire, vedo intera infanzia; bevo e sento meglio, acqua fresca sazia, lavo la mia faccia, collo assieme braccia, il vuoto e la pienezza, sento nel cervello, ronzano orecchi, preme soffio interno; lingua ingarbuglia, imbrogliano idee, scoppia la risata, immensa e fragorosa, rido di me stesso, la mia ragion dispera, graduale si dissolve, e Tago si rivela: tutto si abbellisce, intorno luce vera, riemerge la canzone, radice vedo intera, inonda volti vari, 1 serafico apparire, canto e sfoggio versi, belli da sentire; a volte borboritmi, fitte addominale, nausea fa sentire, evacuazione sale, copiosa e semiliqui, i sintomi conclude, dissipa nel sonno, ebbrezza qui si chiude. Ognuno meraviglia, sentirsi non padrone, di propri atti e pensieri, resta testimone, vissute e oscurate, impressioni rinnovate, ogni cosa pare nuova, cosi la vita piace: assisto spettatore, un magnetismo sale, qi sulla colonna, estende un movimento, si scuote da interno, fin cervelletto, credo che ne muoio, continua carosello; ora le mie azioni, precedono coscienza, accetto tale morte, godo sua presenza, cambiano di luogo, il freddo con calore, secondo individuo, varia convulsione, qualcuno fa danza, altri in catalessi, clown gesticolante, giro tra presenti; dopo poca tregua, danza ricomincia, battere coi piedi, seduto costringa, miei dolori corpo, sento alleggerire, formicolii sui piedi, paiono formiche, se faccio pipì, sciolgono effetti, ogni vomito gradito, riduce movimenti, il vomito copioso, nel tizio + nervoso, modesto al sanguigno, linfatico riposo, io auspico per tutti, 4 ore di riposo, senza turbamento, svesto vado a letto, vedo il mio passato, scorrere a diletto. |Audio di med_canapa_mazzucco.m4a, illustra cinquemila prodotti diversi (tessuti, alimenti, materiali da costruzione) che possono essere realizzati con la canapa. Poi spiega come l'emergere della canapa a basso costo ha minacciato gli imperi del magnate della carta R.W.Hurst e della società petrolchimica DuPont, entrambi finanziati dal banchiere e Segretario al Tesoro americano Andrew Mellon. Per proteggere questi interessi, Mellon nominò suo genero a capo dell'Ufficio federale narcotici, che orchestrò una potente campagna mediatica, alimentata dai suoi giornali e da Hollywood, per demonizzare la canapa come droga pericolosa. La campagna culminò nell'approvazione di una legge che proibì l'intera coltivazione della pianta in America, segnando l'inizio della guerra alla canapa a livello mondiale. Infine, la fonte sottolinea come la proibizione abbia non solo favorito le industrie della carta e petrolchimica, ma abbia anche contribuito all'attuale disastro ecologico e alla perdita di un importante farmaco storico, citando l'esempio di Rick Simpson e il suo olio curativo. L'erba di Grace (film 2000)# Grace è una signora inglese di mezza età che vive in un villaggio della Cornovaglia. Dopo la morte del marito, scopre di aver ereditato molti debiti. Rischia di perdere la casa e la vita tranquilla a cui è abituata. Per guadagnare rapidamente, decide di sfruttare la sua abilità botanica in modo bizzarro: coltiva canapa insieme al suo giardiniere. Tra equivoci, traffici maldestri e personaggi eccentrici del villaggio, Grace riesce a trasformare una situazione disperata in una nuova occasione di vita. Il film ironizza sul confine tra legalità e sopravvivenza, mette in risalto la solidarietà e l'amicizia di una comunità; racconta la resilienza e capacità di reinventarsi. La cannabis esiste da secoli, e sebbene esista il rischio di banalizzarla in adolescenza, quando si sta ancora formando la propria identità, ha usi adulti religiosi o terapeutici. med_canapa_mazzucco.m4a
lume064-Taras il viandante, incontra una pianta dai molti fili: una fibra che veste il corpo, un seme che nutre la terra, una resina che apre domande sull'anima. La Canapa cresce nei campi degli umani, ma nei racconti antichi attraversa anche montagne, deserti e sentieri spirituali. I viaggiatori del passato raccontavano di semi portati dal vento delle steppe, di riti del fuoco degli Sciti, di asceti dell'Himalaya che cercavano nella pianta un aiuto per il raccoglimento. Ma Taras insegna ai bambini che nessuna pianta può sostituire il viaggio interiore: una porta può essere aperta soltanto da chi possiede la maturità per attraversarla. La canapa, come bionda fibra dei nonni, ha un volto domestico: la nonna che fila la fibra, il contadino che prepara il raccolto, macerazione nel fiume, telaio, semi, pane, la famiglia che trasforma una pianta in tessuto e nutrimento. Ha anche un volto simbolico: la ricerca della libertà, della creatività e della trasformazione. La sua fibra costruisce vele per viaggiare nel mondo, mentre il suo sogno offre vele per viaggiare nella mente. Come nella storia di Grace, che trasforma una difficoltà in una nuova possibilità, la vera forza non nasce dalla fuga ma dalla capacità di reinventarsi. La canapa consegna un filo a ogni viandante: alcuni ne tessono una vela, altri una corda, altri ancora una prigione. La pianta offre il filo, ma è l'uomo che decide quale tessuto creare. Oracolo del lume: ogni dono della natura contiene una luce e un'ombra, la saggezza non consiste nel rifiutare il dono, né nel diventarne schiavi, ma nell'imparare a usarlo con coscienza. Proverbio di Barbanera: i nonni son fatti per amare e aggiustar le cose.

83:lume083-La Strega dal cappello a punta: si narra che la Psilocybe semilanceata, detta bruja o cappello della strega, nacque quando la rugiada dell'alba si posò sui pascoli delle montagne. Cresce tra l'erba umida, vicino alle vacche, con gambo sottile e piccolo cappello a cono, dalle Alpi svizzere alla Val di Fassa, e lungo molte montagne d'Europa. I pastori raccontavano che chi trovava il suo berretto, poteva scoprire tesori nascosti, incontrare folletti o ascoltare la voce del Gnefro, antico spirito dei boschi. Come il Teonanácatl del Messico, il fungo divenne ponte tra il mondo visibile e quello invisibile. Presso i popoli nahua e mazatechi, accompagnava canti, danze e riti di guarigione, e durante la festa della Trasfigurazione, veniva assunto con rispetto, perché aiutasse a cercare consiglio. Anche Montezuma interrogava i sacerdoti, che attraverso il fungo cercavano visioni utili a comprendere guerre, alleanze e destino del popolo. In ogni continente, la stessa famiglia assume forme diverse: Bohemica, Cyanescens, Cubensis, Azurescens, cambia il paesaggio ma rimane la medesima domanda: come vedere oltre l'apparenza senza perdere il cuore? Le leggende ricordano che, il vero tesoro non è il fungo in sé, ma l'attenzione con cui lo si incontra: chi cerca soltanto stupore si smarrisce; chi cerca conoscenza torna con occhi nuovi. Per questo il piccolo cappello della strega, insegna che ogni visione vale solo quando diventa cura, memoria e responsabilità, verso la Terra e la comunità.| Psilocybe semilanceata è un fungo detto anche bruja o strega cappello-punta, tipico delle Alpi svizzere e delle valli italiane come la Val di Fassa. Ha un gambo sottile e cresce spesso vicino alle vacca, in luoghi erbosi. Questo fungo è associato a riti e leggende folkloristiche, come il "Teonanactl" messicano, simbolo di ricerca spirituale. La sua forma a cono è descritta come un "berretto" che, secondo la tradizione, può rivelare tesori nascosti a chi lo trova. In Italia, la psilocibe è legata a storie di folletti e spiriti, come quelli di Sabina e Romagna, ma anche alla figura mitologica del Gnefro. Funghi simili si trovano in varie regioni, da Cyanescens e Moravica in Calabria, Sicilia e Lucania, fino al Cyanescens canadese e l'Azurescens di Hawaii, associati a rituali di purificazione e espansione della coscienza. In Messico lo psilocibe è usato in riti sciamanici e il festeggiamento della Trasfigurazione di Gesù (6 agosto), consumato da etnie come i Chichimechi durante balli e canti; rituali, che coinvolgevano anche il khan Montezuma II, usati a tessere alleanze politiche o celebrare vittorie in guerra o indurre un'esperienza di dimensioni religiosa oltre la realtà.# PSILOCYBE |Semilanceata, bruja que tien pico, strega cappello-punta, presso i castigliani, capel diavolo fungo, popolar Val di Fassa, han gambo sottile, come psilocy messicana; funghetti seguon vacca, detta filo o pitpa, su Alpi svizzere parla, come |Teonanactl, ma psilo semilancia, rito inciso su rocce, italico folklore, berretto a cono fogge: a volte si perde, chi trova berretto, riesce trasalire, scoprir tesor nascosti, la fiaba 3 fagioli, per oca uova d'oro, |Gnefro in Valnerina, o elfo di Petrolo. Folletti di Sabina, o monti di Romagna, succubo e succuba, seduttor di umani, a Gorzano 2500 metri, sui monti della Laga, sta Bohemica serbica, |Cyanescens moravica, in Calabria e Sicilia, Lucania pure cresce, testa tonda su letame, di bovini ed equini; a Cuba è |cubensis, Golden teacher che, mestre messicano, ha cappello da mago, lignicoli funghi, i cyanescens Canada, azurescens Hawaii, scuole Usa Tailandia, tutti parlan festanti, rituali di cura, Maria Sabina e Montezuma. Messico Amatlan, festa Jesu trasfigurato, commemora 6 agosto, fungo immolato, fulvo sapor acre, e gradevole odore, ridere e vedere, oltre maya dimensione; appreser Chichimechi, le erbe-radici, scoprirono alleati, durante loro riti, eccoli riuniti, han bevuto e mangiato, notte e giorno canti, ballo incantato; piangon giorno dopo, lavano con acqua, parlano ai piccini, nati sotto erba, x campi e monti, dicono mi infungo, a feste regali, di re sopraggiunto: signori di province, ne mangiano tutti, han cuore come miele, alla corte adornati, poi vanno a ballo, indetto da chi regna, |Montezuma II, con funghi li rallegra, tra dignitari regionali, sono intrufolati, pur nemici mascherati, scoperti e trattati, con clemenza dal sovrano, partecipan feste, Montezuma avan guerra, oracola in tempeste: ai vecchi preti fa, mangiarne con bevande, veder vittor sconfitta, o tessere alleanze, cosi narra Martin, al paese Yanhuitlan, svolgon ogni anno, rito zucca a illuminar. ||Dune, film di fantascienza del 1984, diretto da David Lynch, romanzo di Frank Herbert: nel lontano passato dell’universo di Dune, l’umanità creò macchine pensanti a sua immagine, ma queste si ribellano, instaurando un dominio oppressivo. Scoppiò la Jihad Butleriana: fuoco, sangue e intere città spente come candele. Gli uomini vinsero, ma a caro prezzo, giurando: mai più daremo alle macchine il cuore e il pensiero. Da allora, l'IA fu bandita, e la civiltà si sviluppò su potenziamento umano: Mentat, Bene Gesserit, naviganti mutati dalla Spezia. La Spezia Melange, prodotta dai vermi giganti del pianeta desertico Arrakis (Dune), dona coscienza, visione e longevità. Chi controlla la Spezia, controlla l’Impero. La famiglia Atreides sfida gli Harkonnen per il dominio di Dune, mentre i Fremen, popolo del deserto, attendono il Mahdi, il liberatore profetico. Paul Atreides diventa Muad’dib (topo del deserto) guida carismatica e mistica. Dopo di lui, il figlio Leto (nel film I Figli di Dune), sacrifica parte della sua umanità per fondersi con la Spezia e guidare l’Impero verso un futuro più saggio. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Allo stesso archetipo si ispirano i miti animati giapponesi: Kyashan (Casshan) e Jeeg, dove l'uomo non distrugge la macchina, ma si fonde con essa per redimerla, ricordando che anche dentro l’acciaio può battere un cuore umano.# La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico noto come Dune, dove vivono vermi giganti fonte del Melange, una spezia essenziale al viaggio tra i mondi, una sostanza preziosa e fondamentale a molte attività, poiché conferisce capacità psicofisiche potenziate, lunga vita a chi la assume regolarmente, come il popolo dei Freman su Dune. Il film segue la famiglia Atreides mentre assume il controllo di Arrakis, e si scontra con la casa rivale degli Harkonnen. La storia antecedente a Dune, è nota come guerra tra macchine e umani, in un era dove l'umanità ha creato una grande intelligenza artificiale, la Lega delle Macchine, la quale si ribella contro l'umanità, cercando di ottenere potere politico ed economico. Inizia così una guerra brutale, tra la Lega e gli umani, con uso di armi nucleari, e androidi e droni da combattimento. Gli umani, uniti nella Butlerian Jihad, una guerra che durò decadi, fecero una ribellione contro le macchine pensanti, e alla fine prevalsero, ma a un prezzo molto alto, le macchine pensanti furono bandite, innescando divieti su simili tecnologie, e fu data preferenza alle abilità umane come la intuizione; la sconfitta della Lega delle Macchine, segna dunque il divieto di creare intelligenza artificiale, e l'esplorazione di sostanze come la Spezia, capaci di nutrire la capacità intuitive degli umani. Quando l'umanità iniziò a dipendere sempre più da macchine intelligenti, androidi e supercomputer detti Mentat, perse il controllo su molte sfere della vita umana, così la rivolta contro le macchine, guidata da Serena Butler, un'eroina leggendaria che col suo movimento cercò di sradicare ogni dipendenza dai mentat, e fissò lo scopo della Jihad: preservare il pensiero umano sopra ogni macchina artificiale. L'eredità della Butlerian Jihad pervade tutto la saga di Dune, influenzando cultura politica e credenze dei suoi abitanti, anche dopo centinaia di anni, dove sorsero scuole come le Bene Gesserit, un ordine femminile di consigliere e sacerdotesse, legate al potere e alla manipolazione genetica. |I figli di Dune è il terzo libro di Frank Herbert, pubblicato nel 1976 e adattato in miniserie TV, in tre episodi trasmessi nel 2003, diretta da Greg Yaitanes e prodotta da Richard Rubinstein. La trama si svolge anni dopo gli eventi del secondo libro, Paul Atreides, che ha preso il nome di Muad'Dib e ha governato il pianeta Arrakis, è scomparso, lasciando il giovane figlio Leto alla guida dell'Impero. Leto ha una gemella anch'essa nata con la spezia, incoraggiato dallo spirito del padre, cerca di guidare l'umanità verso una nuova era, ma deve affrontare molte sfide, il suo corpo viene alterato dal siero della navigazione, una sostanza molto amara che gli conferisce abilità sovrumane, ma anche rischia di mutarlo in essere mostruoso. Nel frattempo le altre grandi famiglie nobiliari continuano a tramare per il potere, e i vecchi nemici cominciano a risorgere, tra intrighi politici, battaglie epiche e scontri spirituali. Leto deve affrontare la sua stessa umanità, e prendere decisioni difficili per la salute del grande impero di umanità. |I-figli-di-Dune tocca temi di potere, deificazione destino e responsabilità, ed è una delle saghe più amate. Noi siamo |Fremen, dice nomade deserto, sfida aridi venti, di luogo inospitale, dove nasce spezia, ricchezze + grande, benzina per navi, di impero più grande; chi controlla Dune, controlla la Spezia, impero senza spezia, di esistere cessa, Freemen gente silenziosa, attende il suo Mahdi, messia con profezia, che riesca a liberarli. Giunge su Dune, il giovane figlio, del duca Leto il Giusto, che lunga attesa chiude, chiamato |Muad-dib, il Topo del deserto, colui che abbatte o innalza, e le fedi ravviva, con parole osa tutto, trascina o scompiglia, fanteria e cavalleria, o fortezza che difende; suo soffio scalda cuore, discorso tra fratelli, smaschera oratori, senza umiliazioni, estatico chi ascolta, assieme a chi parla., visione e longevità. Chi controlla la Spezia, controlla l’Impero. La famiglia Atreides sfida gli Harkonnen per il dominio di Dune, mentre i Fremen, popolo del deserto, attendono il Mahdi, il liberatore profetico. Paul Atreides diventa Muad’dib (topo del deserto) guida carismatica e mistica. Dopo di lui, il figlio Leto (nel film I Figli di Dune), sacrifica parte della sua umanità per fondersi con la Spezia e guidare l’Impero verso un futuro più saggio. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Allo stesso archetipo si ispirano i miti animati giapponesi: Kyashan (Casshan) e Jeeg, dove l'uomo non distrugge la macchina, ma si fonde con essa per redimerla, ricordando che anche dentro l’acciaio può battere un cuore umano.# La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico noto come Dune, dove vivono vermi giganti fonte del Melange, una spezia essenziale al viaggio tra i mondi, una sostanza preziosa e fondamentale a molte attività, poiché conferisce capacità psicofisiche potenziate, lunga vita a chi la assume regolarmente, come il popolo dei Freman su Dune. Il film segue la famiglia Atreides mentre assume il controllo di Arrakis, e si scontra con la casa rivale degli Harkonnen. La storia antecedente a Dune, è nota come guerra tra macchine e umani, in un era dove l'umanità ha creato una grande intelligenza artificiale, la Lega delle Macchine, la quale si ribella contro l'umanità, cercando di ottenere potere politico ed economico. Inizia così una guerra brutale, tra la Lega e gli umani, con uso di armi nucleari, e androidi e droni da combattimento. Gli umani, uniti nella Butlerian Jihad, una guerra che durò decadi, fecero una ribellione contro le macchine pensanti, e alla fine prevalsero, ma a un prezzo molto alto, le macchine pensanti furono bandite, innescando divieti su simili tecnologie, e fu data preferenza alle abilità umane come la intuizione; la sconfitta della Lega delle Macchine, segna dunque il divieto di creare intelligenza artificiale, e l'esplorazione di sostanze come la Spezia, capaci di nutrire la capacità intuitive degli umani. Quando l'umanità iniziò a dipendere sempre più da macchine intelligenti, androidi e supercomputer detti Mentat, perse il controllo su molte sfere della vita umana, così la rivolta contro le macchine, guidata da Serena Butler, un'eroina leggendaria che col suo movimento cercò di sradicare ogni dipendenza dai mentat, e fissò lo scopo della Jihad: preservare il pensiero umano sopra ogni macchina artificiale. L'eredità della Butlerian Jihad pervade tutto la saga di Dune, influenzando cultura politica e credenze dei suoi abitanti, anche dopo centinaia di anni, dove sorsero scuole come le Bene Gesserit, un ordine femminile di consigliere e sacerdotesse, legate al potere e alla manipolazione genetica. Noi siamo |Fremen, dice nomade deserto, sfida aridi venti, di luogo inospitale, dove nasce spezia, ricchezze + grande, benzina per navi, di impero più grande; chi controlla Dune, controlla la Spezia, impero senza spezia, di esistere cessa, Freemen gente silenziosa, attende il suo Mahdi, messia con profezia, che riesca a liberarli. Giunge su Dune, il giovane figlio, del duca Leto il Giusto, che lunga attesa chiude, chiamato |Muad-dib, il Topo del deserto, colui che abbatte o innalza, e le fedi ravviva, con parole osa tutto, trascina o scompiglia, fanteria e cavalleria, o fortezza che difende; suo soffio scalda cuore, discorso tra fratelli, smaschera oratori, senza umiliazioni, estatico chi ascolta, assieme a chi parla. quid_mariasabina-funghetti.m4a
lume083-L'uomo costruì una macchina perché ricordasse tutto, ma la macchina dimenticò di sognare. Una donna, Serena Butler, guidò la ribellione, ricordando che il futuro della specie non dipende dalla potenza delle macchine, ma dalla coscienza e dal cuore con cui si usa la tecnica. Nacque così la guerra delle macchine pensanti. Dopo la vittoria gli uomini giurarono di non affidare più il cuore all'acciaio, e impararono a coltivare la coscienza anziché soltanto la tecnica. Su Arrakis la Spezia blu sostituì i computer: non rendeva più potenti le macchine, ma più profondo lo sguardo umano. Paul Atreides divenne Muad'dib (topo del deserto), e comprese che il vero dominio non consiste nel controllare il deserto, bensì nel dominare se stessi, prima del mondo. Per questo i Fremen dicono che chi conquista il mondo senza conquistare il proprio cuore ha già perduto. |Dune, film di fantascienza del 1984, diretto da David Lynch, romanzo di Frank Herbert. Nei Figli di Dune, Leto e la sorella Ghanima proseguono l'opera del padre. Leto percorre il Sentiero Dorato, sacrificando parte della propria umanità per preservare il futuro; Ghanima custodisce invece la memoria, l'equilibrio e il legame con ciò che rende umano quel sacrificio. Insieme ricordano che nessun impero sopravvive senza unire potere e compassione, previsione e amore. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Un tema affine ricorre anche nei miti animati giapponesi come Casshan e Jeeg: l'uomo non distrugge la macchina, ma cerca di orientarne la forza verso la difesa della vita, ricordando che anche nell'acciaio può riflettersi un cuore umano.

113:lume113-Cinghiale-Gepombo, re della macchia e del pantano, entra nel fango e scava, radici e segreti, guida la marcia nella selva, come capobranco che avverte, con grugno e zanne a terra, rivolta il mondo nascosto, solleva ciò che marcisce, e lo trasforma in nutrimento, respiro che guarisce. Gepombo è madre alfa, guida il branco in fila indiana, come Ecate nelle notti, in cui il mondo è sospeso, tra respiro e silenzio, appare al trivio una figura, che attira giovani iniziandi, che voglion scoprire il desiderio, e gli adulti segnati, da passioni da trascinati, o i cercatori di illusione. Ecate insegna che il desiderio, può diventar catena o ali, come anche la paura, può esser vertigine o saggezza, il piacere nutre o consuma, l'amore è dono o possesso. Il rito di Ecate, è semplice e tremendo, guardar la propria ombra, senza esser divorati, per questo porta tre chiavi: del corpo cuore e psiche, a legare le passioni, e liberare la coscienza. Contieni ciò che ti domina, e smetterà di domarti. Ecate muta il desiderio, sul bordo del precipizio, quando il discepolo comprende, confine tra eros e ossessione, tra amore e dipendenza, Lei sorride e dice: ora puoi amare senza perderti. Preghiera di Ecate: oh Ecate Triforme, custode delle soglie, e delle notti profonde, guida il mio desiderio, verso ciò che illumina, e proteggimi da ciò che consuma. Tu che conosci i sentieri, del corpo e dell'anima, insegnami la misura, la trasparenza e la verità. Fà che io non diventi schiavo, di ciò che temo, né prigioniero, di ciò che bramo. Dammi il coraggio, di guardare la mia ombra, e la forza di non confonderla, con la mia essenza. Apri le tre porte, della mia natura, corpo cuore e mente, affinché Eros mi elevi, e non mi distrugga dunque. Tu regina dei mondi, del trivio e quadrivio, trami e disfi ogni destino.| Cinghiale (Sus scrofa) vive in macchie, paludi e sottoboschi di Eufrasia, spesso raggiunge oliveti notturni per scavare con grugno e zanne, solleva radici, funghi, tartufi, piccoli animali e carogne; teme solo il lupo. Corpo tozzo e arti brevi, muso allungato e due canini ricurvi; in autunno si accoppia e partorisce a primavera 3-12 piccoli. Indole calma ma madre feroce, vive in branchi guidati da femmina alfa; maschi chiudono la fila, anziani restano solitari. Onnivoro, lascia tracce scure e pozze d'argilla dove si rotola durante i viaggi notturni. Simbolo di forza e istinto, ricorda Ecate-Scrofa, dea lunare e degli incroci, che regna sul mondo sotterraneo. Le notti di luna piena, Ecate cammina con cani e torcia, accolta da offerte agli incroci. Nel carnevale lucano, maschere cornute e cupa-cupa rievocano i fauni e la morte che danza col fuso. Il maiale (豕 shi), allevato in grotte o capanne, viene sacrificato d'inverno e conservato sotto sale e spezie. Simbolo di abbondanza e comunione, il maiale nutre la casa e sostiene l’economia contadina (prosciutti, salsicce e piatti rituali di festa). La mattanza invernale è rito collettivo: maschere, vino, campanacci e frittate animano i villaggi. Suino e cinghiale condividono l’arte del rivoltare la terra e riciclando gli scarti; dopo il bagno d'argilla si strofinano agli alberi, lasciando corteccia segnata e lucente. Nel bosco, lontano da loro, il capriolo silenzioso bruca foglioline e fugge al minimo rumore.# |CINGHIALE sus scrofa, frequenta la macchia, paludi e sottoboschi, di tutta Eufrasia, spesso vedo tracce, pur in oliveto, a notte vi si reca, a far scavo completo: con grugno e zanne, compie bio-aratura, porta su radici, piccoli animal feriti, anfibi o carogne, funghi tartufi bulbi, forte e robusto, teme solo i lupi. Corpo tozzo e arti brevi, muso allungato, con 2 canin ricurvi, in autunno si accoppia, partorisce 3-12 piccoli, poi a primavera, indole tranquilla, divien mamma bufera; suoi branchi guidati, da femmina alfa, lungo piste che percorre, a fila indiana, al passo o galoppo, maschi chiudon carovana, vecchi solitari, onnivoro che lascia, escrementi nerastri, lunghi 10 e spessi 5, centimetri sparsi: nel bosco molte tracce, portano alle terme, pozza con argilla, pantano del Cinghiale, dove esso regolare, si ruzzola fà il bagno, duran peregrinaggi, notturni senza affanno, ricorda Ecate-scrofa, Dea di oltretomba, che dona suo cinghiale, totem di Troia, |Hecate dea luna, Phorcus fila fato, 3 Parche evanescenza: notti luna piena, cammina x le strade, da cani accompagnata, assieme 1 torcia, fermata dai fedeli, offerte agli incroci, sussurra conoscenza, regina della notte, di spiriti defunti, governa sottoterra. I pastori lucani, con maschera cornuta, grossi nasi a gallo, al ritmo cupa-cupa, segnano arrivo, di fauni in nerofumo, 1 parca fra la gente, volteggia con fuso, creando scompiglio, paur della morte, a tutti si avvicina, ma quaremma veste nero, in braccio ha neonato, frastuono campanacci, arriva transummano, Orsa in pelli capra, emigrante tornato, nel carneval Lucano: feticcio Carnevale, portato in giro case, nessun va toccare, ma sol offrir frittate. |MAIALE 豕shi allevati, dentro a Tufe grotte, ucciso in Inverno, prosciutto molto forte, freddo di Gennaio, conserva le sue carni, sotto sale e spezie, x feste occasionali. Maiale sostava, in cinese capanna, su pavimento legno, 50 centimetri altezza, assi fessurate, permetton caduta, di sterco animale; poi scelsero cemento, inzia ammalare, + infezioni ai piedi, allor usan mattoni, così problema scema, suini son preziosi. Suino familiare, x acquisto sale e riso, o farina mais, grano duro e castagne, olio vino acciughe, pan secco di gennaio, serba tutto l'anno, ammorbidito e accompagnato, da brodo grasso, sanguinaccio e ricotta. |Carnevale rituale, mattanza Maiale, nel cuore d'inverno, col vino a scaldare, il freddo accompagna, maschere agghindate, in corteo per paesi, sfilan campanacci, taralli-focacce, a far focarazze. Maiali son bravi, aratori natura, apportan letame, migliorano struttura, resti di cucina, residui di raccolto, nutrono i maiali, e buca del composto: tolgono insetti, bagni argilla pozza, strofina dopo bagno, albero sen fretta, come il cinghiale, corteccia consumata, tutta inzaccherata, da zanne fu intaccata. |CAPRIOLO si aggira, lento e sospettoso, lontano da cinghiali, cerca foglioline, fugge in macchia grande, a minimo rumore. fantasia_ecate1.m4a
lume113-|Gepombo mokongwadi engolayobe, il cinghiale maschio capodanza delle marce rituali. Porta l'epandi ya misambo, liuto-bastone e insegna del misambo, e marcia davanti alla truppa, distanziato, avvertendo con il grido. Mombe è il più anziano nima, regola e interrompe marce e ronde, come i myobe obango obendeya. Cinghiale e maiale domestico evocano festa, solidarietà e alleanza tra villaggi, purificandosi insieme nel bagno d'argilla. Popè-na-popè lingua: Diroba na diroba coba ngoye, il rispetto è reciproco. A-tsopeo-na-mogesi, alonga wi be numuna, anumuna wi be donga: chi segue il proprio mogesi, l'avo interiore perturbante, trova la via; i primi saranno gli ultimi e gli ultimi saranno i primi. Ecate è figlia di Perses e Asteria, appare come una Shakti-Kali mediterranea; dopo la Titanomachia, conserva il dominio su terra mare e cielo, e custodisce le chiavi dell'Ade, collegando vivi, morti e spiriti. Protettrice delle soglie e delle trasformazioni, è associata alla scrofa sacra, simbolo di fertilità, sangue, abbondanza e rigenerazione. Il suo culto si lega a Troia, alla scrofa bianca cercata da Enea e ai destini dei popoli. Dea dei trivii e dei crocicchi, guida tanto la katabasis quanto l'anabasis, integrando Eros e Thanatos, luce e tenebra, ascesa e discesa. Regina della notte, dei misteri erotici e della potenza femminile ctonia, nel folklore anatolico rimane la Grande Dea Nera della Kaaba. Con l'affermarsi del patriarcato, molte sue funzioni vengono ridotte, o trasferite ad altre divinità, e da maestra d'iniziazione, viene relegata ai margini, come dea delle ombre, come anche suggerisce il contrasto tra, Master e Mistress: il sapere femminile viene svalutato e nascosto, ma continua a vivere come una Sophia oscura, che custodisce il cammino verso il centro del Sé.

171:lume171- Amore e Psiche, nella fiaba di Apuleio, ricerca interiore, connessione tra conscio e inconscio. Psiche vive una relazione magica con Amore, ma la sua curiosità (accensione del lume) portano alla rottura di questa magia. La luce del lume è un tentativo di razionalizzare e controllare qualcosa che è misterioso e ineffabile. Ibn Arabi parla di un amore mistico la cui comprensione richiede un abbandono del razionale fine a se stesso (Virgilio) e una resa all'esperienza mistica nell'abbraccio dell'ignoto. La fiaba di Apuleio illustra la tensione tra il desiderio di conoscenza e la magia dell'amore, tra conscio e inconscio, tra razionale e misterioso. La ricerca della verità va compensata con la fede nell'incanto. Jung sosteneva che ogni persona possiede nella psiche sia aspetti maschili che femminili, e l'integrazione di queste parti è la chiave del processo di individuazione, il percorso verso la realizzazione del Sé. Anima è la parte femminile dell'inconscio di un uomo, Animus è la mente istintiva maschile dell'inconscio di una donna. Corteggiare l'anima è un viaggio personale, secondo la disponibilità di ciascuno a esplorare e accettare le diverse parti nascoste di sé: affrontare l'inconscio può essere doloroso e destabilizzante. Psiche non può vedere Amore poichè la conoscenza diretta distrugge il rapporto; l'anima può entrare in relazione solo in una modalità indiretta. Von Franz scrive: quando una funzione congelata comincia a piangere, non sta guarendo, ma sta ricordando chi è, il pianto indica scongelamento dell'Anima, ritorno della capacità di ricevere, in apertura temporanea. Lucio e la |Rosa-sole tra i rovi di spine, ci insegna che il dolore e ogni ferita, può diventar saggezza; la Candida Rosa di Dante, mostra che dentro ognuno esiste un cielo infinito e inesplorato, dove ogni prova è lezione. La Rosa/hikurì resiste, fiorisce e profuma nel cuore interiore, alimentato da fiducia, pazienza, coraggio e rispetto, di te stesso negli altri. Dante come Lucio, affronta Pietro Giacomo e Giovanni, Fede Speranza e Carità, da cui apprende: Fede guida a costruire la tua vita come un tempio, dove ogni esperienza è un mattone. Speranza è luce che scende dalle stelle, libertà da conquistare tra smarrimento e perdono, perdersi a ritrovarsi. Caritas è Agape, pietà e gentilezza che porta pace e apre strade, condivise con altri, è il Sole della Rosa, che illumina tutti i sentieri.| Rosa damascena: fiori e profumi curano corpo e anima; petali astringenti, semi antielmintici, foglie antidiarrea, alleviano dolore e depressione. Roseti e siepi crescono con potatura e compost, mantenendo vigore, forma e colori brillanti. Rosa canina: bacche rosse, diuretiche, lassative e sedative; decotti e tisane calmanti, marmellate nutrienti e curative. Ruscus pungitopo, diuretico e anti-reuma, cura emorroidi e varici; rami e bacche proteggono e purificano. Artiglio del diavolo e Sutherlandia: analgesici, adattogeni, sfiammano articolazioni, antibatterici e antivirali. Rosa nevi e rododendro caucasico: simboli di resistenza e bellezza spirituale. Apuleio e Psiche: l'anima affronta prove, scende nel regno dei morti, ritrova Amore e Grazia, simbolo di rinascita e libertà interiore. Amore divino guida verso libertà e unione col divino, lungo il percorso iniziatico, di catabasi e anabasi. Beatrice e Candida Rosa, conducono il viaggio spirituale, da umano al divino, sotto Sole Luna e stelle, fin nel ventre della Terra. Dante in Paradiso, mostra l'eterno presente, armonia dei cieli e moto, e cicli stagionali a Terra, e accolgono il poeta, tre spirali di Beati, maestri santi e triviali, lo guidan verso la sapienza. San Tommaso e Francesco, Domenico e Bonaventura, incarnano fedeltà, contro a inganno e ipocrisia, mentre Sophia è sentinella, guida e protegge da illusioni, insegna all'anima sapienza, assieme Amore sentimento, che se cresce condiviso, trasforma ogni azioni di ogni sorta, in bontà e bellezza antica, come Amore e Psiche sanno, nei petali dei beati: gloria luce e ardore, da loro ascende fino a Dio, ogni volto in ciò riflette, l'armonia del Dao creatore. libro_asinodoro_vonfranz1.m4a
lume171-Rose di Iside: Lucio cade nell'eccesso della curiositas libidica, ruba un unguento, diviene asino che attraversa peripezie, subisce umiliazione servitù e privazione, poi tra lacrime e preghiere invoca il divino, giunge in riva al mare dove in sogno gli appare la Dea Iside nelle sue 4 forme: Venere amore, Demetra del grano, Diana della caccia e Persefone/Ecate sul trono degli inferi. Lucio apprende che deve mangiare le rose dalla mano di un pastoforo durante una processione, capisce che come asino subì la schiavitù, umiliazione e privazioni, una fase necessaria, ma transitoria. Iniziato da Iside, torna umano, trasformato e reintegrato nella comunità. come i moderni sub, con le loro femdom, accetta la perdita di autonomia, erotizza la condizione asinina, e infine chiede il riscatto della forma. Nei misteri di Iside e Osiride, Lucio apprende in sogno la ricetta del Rosolio: petali macerati in alcol, poi uniti ad acqua e miele, macerazione e riposo un mese, prima del consumo, è liquore profumato, come l'Acqua di rose, amori interni ritrovati. Rosa nasce dal sangue di Venere, attira Dante in Paradiso, che incantato contempla cosmologia, paesaggi e firmamento: da sua lingua or fatta luce, moto e coro spinge in alto, dall'inferno all'Empireo, mentre l'Aquila osserva tutti i sentieri laterali, specchio dei cieli dentro noi, che sulla Terra appar Leone. Lucio iniziato da Iside, ritorna uomo trasformato, e capisce che lo stato asinino fu una fase transitoria ma necessaria.

219:sogni10-lume219 STRUTTURARE: manifestare ordine nel mondo materiale. L'artigiano costruisce un utensile per il sognante. |Strutturar le emozioni umane possiamo evitare di esserne spazzati via, ogni legame serve sia a contenere il num sia ad esternarla sotto forma di amore. Tuo compito è organizzare la tua vita come un gioco, facendo una meditata ripartizione del tuo tempo per le tre classi di scopi primari. IMG8: il bancario consegna le monete (sfrutta ciò che hai a disposizione, non ciò che non hai). Il poliziotto dirige il traffico (infrangere leggi fa perder senso della realtà, a meno che le leggi del paese in cui vivi minacciano la tua integrità o via spirituale). Automobili su catena di montaggio creano ricchezza solo materiale (crea spazi liberi durante la giornata a soddisfare anche lo spirito). Fabbro forgia acciaio caldo con martello e incudine (convogli ail tuo num in modo funzionale). Incantatore di serpenti controlla il suo serpente (cambia te stesso in accoro al |flusso-del-Dao che accade). La coppia costruisce assieme la casa (lo scopo comune costruisce più relazioni di una reciproca attrazione temporanea). Piramidi si ergono nel deserto (eguaglia con l'impegno ogni inadeguatezza). Chi troppo si consiglia, marito e moglie non piglia| Fuoco e Quercia, Martin in Febbraio, nel cuore dell’inverno, accende fuoco sacro,nella sua capanna rotonda, pietra e tronchi lo proteggono. Dal tetto il fumo esce, l’anima si placa. Fuori, querce centenarie danzano col vento. Una di esse lo chiama: tronco possente, radice antica, la tocca e lo cambia, lo guida nel profondo. È spirito selvatico, amore e forza, erotismo e resistenza, linfa che risveglia. Pan vive in ogni fibra, sussurra tra le fronde, ma muore se ignorato, se il fuoco non è rispettato. Il legno spaccato su ceppo sacro, è rito e sudore, è rinascita. Rovere, roverella, betulle e carpini, nutrono la fiamma che scalda l’anima. Le ghiande sfamano, le cortecce curano,la cenere conserva, il profumo evoca. Pan vive nella sfida, nel dono, nella simbiosi. Là dove l’uomo ascolta, la natura risponde. Il mattino spegne il fuoco, ma resta brace viva. Soffia su essa: è lì la memoria, tra ciò che è partito e ciò che resta.# Martin narra storia, mese di |Febbraio, al centro sua capanna, arde un focolare, dal vento riparato, con 1 muretto pietra, mente sopra tetto, si apre un apertura, per fuoriuscita fumo, di fuoco di cottura. Capanna circolare, ha base in pietra dura, tetto cono a tronchi, di rami e frascatura, chiuso lo protegge, dalle piogge forti, dormire gli consente. Porta tiene a sud, a nord le sempreverdi, riflettono la luce, laghetto pur presente, vicino sta recinto, per piccoli animali, costruito alla bisogna. un delimitato spazio. Cataste legna quercia, un albero proteso, che tutta sua forza, da intemperie ha preso, pianta salda a terra, bella da guardare, guardo attentamente, comunica qualcosa, occhi miei socchiusi, sensazione posa, graduale mi avvicino, mette sicurezza, profonda nella mente, mano lo accarezza: mi guida sua voce, a interiore mondo, ricorda albero Pino, custode di mia casa, sibila fischiando, al vento del polo, rivive sua vita, ogni stagion rinnovo. Albero vigore, succhia dalla Terra, libra su tutto, assorbe luce al sole, viscere di mondo, nell'anima racchiude, fremito legnoso, a vita pian si schiude. Dona vita agli altri, ora ci incontriamo, penetra mia vita, assieme ci influenziamo, parla sua lingua, in amore cerca me, rivendica esistenza, assomiglia a me; viene da interno, ogni sua resistenza, magnifico contrasto, tronco nerboruto, freme di energia, emana tutto tondo, sento che mi cambia, vita nel profondo, selvatico irraggia, forza lui mi da, espande profumo, che di erotismo sa. Trementina esalo, pare gli assomigli, oh albero concedi, un poco tuo potere! aiutami alla vita, ti do un pò di me, brandelli di mia veste, strappa rovo spine. |QUERCIA centenaria, presso terabuti, fornisce microclima, fà crescere il Ribeto, accanto la fungaia, e protegge limonaia, col Cristo là vicino, Quercus reca ombra, il migliore fresco luogo, di tutto il Terabuti. 2007 roverella, spontanizza semi, produce molte ghiande, che chiedono lo sfalcio, e trapianto in altra zona, riparo alle galline, e rettili in inverno, impregna di tannino, antibatteri puri, resiste a marcescenza, + scuro legno par, lui marcisca lento, se lampo va scagliar. Fuoco accensione, immutata da sempre, da alto verso basso, in camino oppure stufa, impila i pezzi legno, i più grossi alla base, in modo ortogonale, son ciocchi sovrapposti, con spazio fra loro, come una cornice, che circola aria; in cima di catasta, blocco accendifuoco, un rotolo di lana, di cera impregnato, evitando come innesco, carta cartone o altro, un fiammifero basta, ad accendere fiamma, che scende verso basso, brucia fumi che salgono. Lo spacco della legna, richiede precisione, destrezza e conoscenza, di fibre dei var legni, il ceppo su cui spacchi, è altare spaccalegna, quercia faggio o castagno, alto fino al bacino, spaccar legna su esso, è fatica che scalda, scarica tensioni, e pensieri negativi, reca soddisfazione, piega gambe e sfrutta peso, di scure o accetta mentre cade, per colpi netti e precisi. Legno adatto al fuoco, una volta essiccato, legno dolce accende, legno duro conserva, primo tipo sono; Pioppo Salice e Betulla, che ravvivano fiamma, mentre Quercia Carpino e Castagni, dan potere calorife, aggiunti a braci ardenti. Querce dette oak, slavo-russo dubravy, cerro cerqua farnia, segnano i confini, vive mille anni, antenati di Lucania, Pargianja nei veda, Perom in slovacco, Hercynia Quirinus, Piorun in polacco. Presso Slavi son prime madri, esseri di Arcadia, cosi a popoli arabi, da cespi vegetali, fioriron teste umane, Pan è Dio Silvane. Europa inizio era, piena boschi querce, Sugheri con Cerri, e ghiande mangerecce, Pianta ermafrodita, su rami foglie gemme, galle cicatrici, sminuzza fai polvere, calma bruciature, sfiammano vescica, assieme vie urinarie. Albero di vita, ha sette livelli, amica dei Tartufi, ripara Vischio uccelli, accumula calcio, e respinge lumaconi, foglie con tannini, calmano le tossi; querce suber bosco, umidi rifugi, con altre piante, crea lettiera funghi. |ROVERE quercia, petraea caducifoglie, simile a Farnia, cui ibrida spesso, ha chioma + aperta, e rami + dritti, Rovere boschi, castagni sostituiti; legno pregiato, botti mobili e navi, bare x defunti, combustibile carbone, Roverella pubescens, ovunque si adatta, resiste aridità, diffusa in Italia. Inverno lascia foglie, secche sui rami, ceppaia resiste, ai tagli degli umani, |ROVERELLA par tozza, chioma irregolar, fusto ramificato, branche contorte ha; foglie con peli, gemme ovali pelose, travi per navi, e traverse ferrovie, forma boschi misti, ama sud al sole, legna buon calore, lenta combustione; corteccia rami nuovi, astringe epistassi, emorroidi e diarrea, febbre e alcolismo, decotto corteccia, strofina sulla mucca, su zoccoli e bocca, geloni e ulcere cura; foglie secche quercia, vaso terracotta, x fumo insetticida, in serra brucia bene, tu asciutto conserva, cener prende umido, riscalda le membra. |Ghiande per maiali, durante carestie, recano farina, a focacce e piadine, animale ne mangia, cresce sano e forte, carne + tenace, sapor robusto forre; riduci tannini, con acqua in ammollo, come i lupini, o fai lungo decotto, tostate a purgare, indio ghiande frantuma, x porridge misti, scorte emergenza, nei rigidi inverni, rese commestibi, con cenere e argilla, varietà + amare, tostate e ridotte, in polver macinate, stoccate in caverne, o 200 gradi forno. Segreto rapporto, col pino detto Pan, aprire o chiuder porte, a ricettività, se dico son sciocchezze, quelle che sento, scambio di energia, fermo in un momento. Albero Tu grande, Ti ergi a gran forza, assorbi da viscer, la linfa della terra, or guardati da me, o vecchio antico |Pan, ti tolgo la vita, per ceppi-travi far. Là sulle montagne, chi ebbe fuoco campò, la notte attorno fuoco, resto in piedi scaldo, cosce glutei e spalle, bevo calor fuoco, prendo falò vita, ad alimentar la mia. Lassù vedo la Luna, ancor affiora in Cielo, mi turba nella sera, mentre la contemplo, le donerò qualcosa, a mezzo di 1 donna, voglio ringraziarla, don delle sue corna. Albero son caldo, son forte son felice, in questa notte fredda, il terabuti ride, torna fuoco nume, fissato dentro un Pino, nel sole risiedeva, poi albero lo prese, ora a mezzo Fuoco, torna in sue distese. Profumo del Pino, brucia e pare miele, Martin suggerisce, sta fermo non parlare, altrimenti la parola, da la morte a Pan, dio che va soffiar, nel flauto a 7 can. Aprire la porta, punto di svolta, accresce sensazione, che tutto possiede, ostinata esistenza, speciale rapporto, di vita in simbiosi. Riscopro lo scopo, di viver mia vita, con chi mi circonda, profondo rapporto, tra uomo e universo, ciò che esprime vita, mi nutre mi da senso. Quando vien mattino, fuoco pare morto, le cener della notte, restano sul posto, su esse soffierò, a ridestar contatto, tra essere partito, ed essere rimasto. Memoria di avi, calore di contatto, bevuto il suo calore, Pan rimane intatto, mentre Sol tramonta, prendo sua potenza, identità del Cervo, mi ha donato essenza: vedo grande roccia, si erge sulla pista, aiutami alla caccia, dammi la fermezza, io ti fo in omaggio, un albero trapianto. Pan ancora vive, ma piano sta morendo, pure tra i nativi, se perdono natura, se Universo è vinto, Pan rimane morto, nulla rimane, a transumana vita, noia in agguato, senza viva sfida. Magia è rapporto, inventiva quotidiana, le cose conquistate, l'uomo invero perde, un mondo reso schiavo, serve poco o niente, riduce quel mistero, che anime connette, incontro viene meno, vita resta inerte. Fuggi conquista, se vuoi che Pan ritorni, puoi vivere per viver, non per conquistare, soffrir potrai la fame, oppure le fatiche, ma a te |Cosmo vivente, parla e pure ride. flora_quercia_corteccia-benefici.mp3
lume219-Martin incontra la quercia nel cuore dell'inverno. La guarda nel silenzio del bosco, posa una mano sul tronco e sente una forza antica, terrestre, che non ha bisogno di correre per essere potente. Accanto all'albero arde il focolare: il fuoco trasforma la legna senza cancellarne completamente la memoria, e ciò che era materia diventa calore, cenere, luce. Martin comprende che anche l'energia interiore ha bisogno di una forma per poter essere trasmessa. La quercia non cresce soltanto verso l'alto: affonda nelle radici, allarga i rami, crea riparo, nutre con le ghiande e offre spazio a insetti, uccelli e piccoli animali. La sua forza non è isolarsi, ma diventare struttura per molte altre vite. Pan sembra respirare tra i rami: ciò che vive nella natura chiede relazione, scambio e misura. Martin pensa allora al ponte. Anche il ponte è una struttura che non combatte ciò che separa: rende possibile attraversarlo. Come la quercia sostiene senza trattenere, il ponte sostiene il passaggio senza fermare il cammino. Il fuoco scalda senza distruggere quando trova il proprio focolare; l'acqua scorre quando trova il proprio letto. Questo Lume appare quando nella tua vita c'è molta energia, ma manca ancora una forma capace di contenerla; non ti viene chiesto di spegnerla, ma di costruire il luogo nel quale possa diventare forza utile, relazione, nutrimento e cammino. Messaggio del Lume: non reprimere ciò che arde; dagli una forma. Costruisci ciò che può sostenerti e permettere alla tua energia di raggiungere l'altra riva. Domande per te: Dove la tua energia ha bisogno di una struttura? Che cosa potresti costruire per trasformare la forza in nutrimento? Quale passaggio della tua vita chiede oggi un ponte?

238:sogni40-lume238-STASI significa attraversare un momento nel quale l'energia sembra non avere ancora una direzione. Il mostro di fango rimane immobile al suo posto: non è necessariamente una sconfitta, può essere il tempo nel quale qualcosa deve essere ascoltato prima di poter ripartire. In Lucania, questa sospensione incontra la memoria di una terra segnata da terremoti, partenze, guerre ed emigrazioni. Chi parte lascia una casa, ma porta con sé un paesaggio interiore fatto di voci, canti, montagne e ricordi. Le immagini della carta mostrano lo stesso movimento trattenuto: le onde continuano a infrangersi, il ragno tesse pazientemente la propria tela, il giardino chiede gesti semplici, mentre la figura che medita scopre che, anche il non fare può diventare una forma di presenza. Il ponte spezzato non indica necessariamente la fine del viaggio: invita a fermarsi e chiedersi quale direzione abbia ancora senso. La stasi diventa allora una soglia, tra ciò che non può essere recuperato e ciò che può ancora nascere. Il tuo compito non è forzare il movimento quando non sei pronto, ma lasciare che il silenzio distingua ciò che deve essere lasciato andare da ciò che merita di essere riportato con te. Come l'emigrante che ritorna alla propria terra, puoi scoprire che il luogo perduto non è soltanto fuori di te: una parte di esso continua a vivere nella memoria. Barbanera ricorda: Chi vuol godere la festa, digiuni la vigilia.| Il Regno di Sicilia nasce intorno al tempo di Cristo, con la sua storia segnata da conquiste e lotte di potere: nel XIII secolo, papa Clemente incorona Carlo d'Angiò, che opprime i siciliani, causando la Rivoluzione dei Vespri e la separazione della Sicilia dal resto del Regno. I Borboni conquisteranno il regno di Napoli e Sicilia nel 1735, portando a una divisione amministrativa fra le due regioni, che resteranno separate fino alla fine del XVIII secolo; nel 1796, con l'arrivo di Napoleone, invasione francese, il regno subisce saccheggi e mute di governo, fino a quando, nel 1816, il Congresso di Vienna riunisce i due regni sotto il controllo dei Borboni. Tuttavia, la fine del Regno delle Due Sicilie arriva nel 1861 con l'Unità d'Italia, dopo l'intervento dei mercenari di Garibaldi. Il terremoto del I.857 colpì gravemente la zona, provocando oltre 20.000 morti e contribuendo a una serie di emigrazioni verso l'America. La regione, devastata da sismi, pestilenze e lotte politiche, ha visto l'alternarsi di dominazioni, tra cui Normanni, Angioini, Aragonesi, Borboni e continue resistenze locali; tragiche vicende legate a guerre, invasioni e disastri naturali, vengono raccontate nelle saghe lucane, in cui la gente del Sud, pur emigra, continua a mantenere vive le tradizioni culturali e religiose, come il culto della Madonna di Viggiano. La memoria storica di questi eventi sopravvive nel canto popolare e nei ricordi di chi, come il poeta Leonardo Sinisgalli, celebra la propria terra natale, con nostalgia per le sue radici e la sua cultura rurale.# |Regno-di-Sicilia, nato al tempo Cristos, oltre faro di |Messina, cioè stretto di mare, un secolo dopo, franco papa Clemente, incorona Carlo Angiò, che vessa i siciliani, fin Rivoluzione Vespro. Parlamento siciliano, offrì corona a Pietro I, erede a Re Manfredi, uomo di Federico, contro usurpo degli Angiò, Anglo Saxon eredi, inizia guerre dei Vespri, Sicilia in secessione, dal faro del Continente, in mano agli agli angioini. Carlo di Borbone, figlio a re Filippo Spagna, e Farnese Elisabetta, in 735 conquista, i regni Napoli e Sicilia, austriaci sconfiggendo, fino pace Vienna 738, che concluse guerra di Polonia, nuovi accordi stipulati, Austria cede ai Borbone, i regni Napoli e Sicilia, che essa aveva scambiato, con Sardegna in 720. Ramaglia storico locale, narra grave epidemia, che causa molte morti, in anno 739, il popolo di Saponara, avvia culto di Maria, sul Monte Castello, per curar flagello. Borbone tenne i due reami divisi, attorno faro di Messina, a Napoli è corte monarca, in Sicilia è parlamentare, come i Re Inghilterra, due le capitali, Napoli e Palermo. Carlo poi re di Spagna, lascia regno a Ferdinando, mentre francesi 796, entrano con Napoleone, contro austriaci e locali, Napoli è saccheggiata, il re fugge a Palermo, e refurtiva va in Francia, Musee Napoleon oggi Louvre. Repubblica Napoletana, ebbe corta vita, travolta da reazione, dei ceti popolari, province ancora immuni, congresso Vienna 816, assegna ai Borbone, con Legge 8 dicembre, due reami in un sol Regno, infine rovesciato, dai Mille anglo mercenari, la resa di Francesco, febbraio 861, nasce Regno Italia, dei Savoia piemontesi, Regno Due Sicilie, colpito da un sisma, da Londra sorvegliato, |Terremoto857, il primo in Italia, danno documentato, da Royal soci inglesi, che studiano effetti, di un sisma come arma: 20 mila morti, narra Times di Londra, il terzo terremoto, più grande in Europa, tre violente scosse, su 180 comuni, Paesi rasi al suolo, epicentro a Montemurro, con 5 mila morti, e limitrofi comuni, Grumento Saponara, Viggiano e Saraceno, Marsico e Paterno, Atena Lucana, fin Vallo Fauno Diana, provincia di Salerno. Dopo il terremoto, reagiscono i cristiani, da Spagna Catalogna, torna culto di Maria, Moserrat in Saponara, oggi Madonna di Grumento, a Pasqua sale al monte, a fine Agosto scende, così in tutti i comuni, |Viggiano-e-Montedoro, portate in processione, a proteggere popolazione, rito poi disperso, in molti comuni, dopo altro terremoto, 23 novembre 980, da Irpinia frane ovunque, altra emigrazione, oltre oceano mare. MARIA Servigliano, distrutta da frana, Montis Murri migrazione, eco del passato, di normanni visigoti, vandali e longobardi, ispani ed albanesi, bulgari e saraceni, angioini e aragonesi, feudali baronie, sanseverino montesano, borbon savoia infine, influenzano credenze, oliveto e cimitero, vigneti e municipi, concia pelli e cuoio, canapa tessuti, vasi e taglialegna, gas metano Siri. Montemurro epicentro, tardò insurrezione, rivolta anti-borbone, capeggiata da carboni, Giacinto Albini e Culopizzuto, aderirono protesta, di pastori anti-sabaudi. Sierra Montemurro, odor di fresca sera, falò di luce intesa, colline tondeggianti, la cima Monte Agresto, santo Jaso Viricota, oggi eolico parco, di società Bolzano, fà kilowattora, nel santuar lucano. Italia sud 960, diga sbarra fiume Agri, nasce Lago Pertusillo, presso Sagra del Fagiolo, a Sarconi e Moliterno, ancora torre longobarda, slavi alla ribalta, tartari-bizantini, su via Galasa greca, sorge paese Armento, coinvolta nelle saghe, della guerra a Troia, con resti antiche mura, e monaci basiliani, tra vette del Sirino, massiccio da duemila, innevate tutto anno, fiume Sinni fonte, lingua di confine, rion castiddu e burgu, tra feudi in rivalsa, in sacro bosco di noccioli, un fortino con fossato, roccaforte difensiva, difende lor passato. Terre di Laurìa, olio sotto torchi, al rione di Rabìt, il castello saraceno, con borgo e vedetta, un feudo normanno, Bisanzi commerci, e Guglielmo di Altavilla. Amico al basilisco, aggiunse lauro stemma, poi insedia monastero, sul colle della Sierra, chiesa poi distrutta, truppe napoleon, rinasce santuario, con Sanseverino bolla; poi peste del 600, e massacro di 800, resistono i borbone, a napoleone ferro; segue repressione, incendi delgi archivi, tutti a Lagonegro, tribunale e municipio, poi in seconda Guerra, ecco bombardamenti, Paul getty vicenda, Usa che bombarda, i tedeschi in ritirata, oggi sotterranea, è cisterna popolana, sui ruderi si erge, nuovo Municipio, e piazza plebiscito. Leonardo |Sinisgalli, poeta di LUCANIA, emigra fin Milano, canta sua Valdagri, nostalgia di contadini, slavi tartari Lucani: al pellegrino che, scende strette forre, cammina sulla Serra, vede nibbio in volo, con rettile in artigli, emigrante ritorna, da esilio o da guerra, al santuario mariano. Canto il pastore, che dorme in ovili, il mezzadro e il mercante, Lucania apre lande, dove lenti fiumi vanno, su polvere sognante, 1 spirito silenzio, al suono di 1 arpa, in eremo grotta, la voce di Maria, che narra sua gente, prima del terremoto, or cresce erba fiore, su colline franate, + volte emigrate. Sole sbieco sui lauri, avido di bimbi, in piazze ha passo pigro, di asini e bue, lascia chiazze larve, terra grasse mamme, padri scuri e magri, raccolgono olive, sapore del pianto, terra magro grano, stenta pur granturco, vino con la menta, e alberi del colle, respiran suo lamento; querce ingrossan ceppi, mana giù dal cielo, 1 ragazzo su un abisso, sporge coglie miele, tra zanzare e tarantole, alla sera torna a casa, ascolto arpa canto, a Madonna di Viggiano; odo fumar stoppie, e un merlo cantare, 1 gatta sulla casa, strapiombo sul fosso, là in boscaglia sacra, rifugio di briganti, mio pà dal Sudamerica, ritrova suoi passi. Contadino vignaiolo, ha |nostalgia-lucana, sua Terra natale, torna a tarda sera, si ferma ad una fonte, parla a un ortolano, vissuto suo orizzonte. Lucus bosco selva, anima inconscia, con vita e pericoli, a ogni esser superbo, tien avi di natura, ostile o accogliente, a indifferen creatura, daini lupi orsi, cinghiale nibbi volpi, su rupi e scogliere, guano pipistrello, tra affreschi vegetali, impronte della mano, poggiata su roccia, messaggio di riparo, memoria di una volta. paesi_lucania.m4a
lume238-Seba attraversa la Lucania come un paesaggio della memoria, dove montagne, boschi, paesi e vallate conservano le tracce di chi è partito e di chi è tornato. Nel Val d'Agri il terremoto, le epidemie, le guerre e le migrazioni hanno spezzato molte vite, ma non hanno cancellato il legame con la terra. Il canto popolare, la devozione alla Madonna di Viggiano e la poesia di Leonardo Sinisgalli custodiscono ciò che la storia ufficiale rischia di perdere: la voce dei contadini, dei pastori, degli emigranti e delle famiglie rimaste. Seba ascolta questa terra e comprende che la nostalgia non è soltanto dolore: può essere una forma di appartenenza che continua a vivere anche quando si è lontani. Il paesaggio diventa così una memoria incarnata: il bosco è rifugio, la montagna è limite e protezione, la fonte è ritorno, il santuario è un luogo dove ciò che è stato perduto può essere nuovamente chiamato per nome. Anche l'emigrazione contiene una lunga stasi: per un tempo la vita sembra sospesa tra due terre, senza sapere dove sia veramente casa. Ma ciò che resta immobile può preparare un movimento nuovo. Questo Lume appare quando senti di essere fermo tra un passato che non puoi più abitare e un futuro che non riesci ancora a raggiungere. Non ti chiede di dimenticare ciò che hai perduto, ma di ascoltare quale parte di quella memoria può ancora accompagnarti. A volte tornare significa semplicemente riconoscere dentro di sé il luogo da cui si proviene.

252:ijing02.䷁ lume252 |Il-Ricettivo (坤kūn): potere della Terra, come la Terra accoglie, così l'acqua sostiene. Ricettività, pazienza, apertura, costanza. La perseveranza della giumenta dona frutti. "Quando il pozzo è asciutto, si conosce il valor dell'acqua". # Il nobile con generosità sostiene tutti gli esseri. Dalle sorgenti sgorga il successo, la perseveranza della giumenta dona frutti. Il nobile intuisce la sua direzione, ma i percorso deve ancora essere pianificato. In principio incertezza, vedi davanti a te molte strade, ma in seguito, compiuto il primo passo, riceverai i segni e la guida che illumineranno la tua strada e ne conseguirà il dominio: costanza e calma arrecano buona sorte. (Cos'è che ti guida? Come puoi esercitare la tua forza?) ricettività, pazienza, apertura, accoglienza.| Il tempio di Terabuti sul Mignone è giardino sacro in cui acqua e latte divino curano uomini e animali. Miti di elefanti e santi legano sorgenti a fertilità e guarigione. L'acqua appare come madre o sposa: dono di Giunone, Maria d'Agosto, Feronia. Guarisce orfani, fonda villaggi, bonifica paludi e porta identità. È ponte tra mondi, memoria e oblio. Riti battesimali e pellegrinaggi mostrano l'acqua come donna sacra, che cura ma anche punisce. Foreste e piogge riflettono il suo potere vitale e comunitario. #Terabuti tempio, è mitico giardino, che giunge fino al mare, Mediterraneo antico, presso Civitavecchia, sul fiume Mignone, in un boschetto querce, scapole con zanne, Elephas Antiquus, emergon da substrato, vulcanico scavato, da Istrice famiglia, con daini e cavalli, bovi e avvoltoi, incisi nelle grotte. Cacciatori-coglitori, nomadi al Mignone, manufatti in pietra, cacciano animali, sfruttano carcasse, son nomadi indigeni, giganti savoiardi, di miti aborigeni. Il popolo ELEFANTI, ritrova vecchia pista, ogni anno con arrivo, di stagione secca, vicino fiumi e fonti, sentieri ospitali, femmina esperta, guida i pachidermi, poi nuclei familiari, lasciano il branco, maggior garanzie, in ere di travaglio. Muta ecosistema, nel corso del tempo, mutano itinerari, di questi animali, dal clima tropicale, al sub-tropicale, lunga esperienza vita, li fa riadattare: aspetto e dimensioni, fossili resti, in tutti i continenti, tantissimi anni fà, emergon pure umani, iniziano affiancarli, con meli e frutti vari, africani ed europei, attestan convivenza. |Raseno sfiora il vaso, di creta modellato, mescia 1 bevanda, narra nuovo fiato, un giovane pastore, vide Dea Giunone, che allatta suo bebè, presso Giglio fiore, Lei gli mostra fonte, di acqua polla dolce, dono x sua gente, in paese lui racconta: tempio di sorgente, da vergini mammelle, cui fuoriesce acqua, divin latte corrente, cosi Maria di Agosto, rifonda villaggio, celebra memoria, con solco tracciato. Acqua ambivalente, confine del mondo, ponte mediazione, con altro continente, fonte di memoria, e fonte di oblio, Acqua di vita, e acqua morte limo. Acqua di Eurinome, dea Atropa Minerva, fiore loto e ruota, su acqua di riserva, dal lago di Bolsena, Lei guarda la volta, vorta e antevorta, di Ade una porta. Giunge con pioggia, acqua necessaria, come in Palestina, Arizona e Australia, necessita serbarla, a mezzo di cisterne, bacini di raccolta, polle terra interne: ogni Acqua piovana, risorsa alimentare, raccolta e celebrata, nel tempo rurale, acqua primordiale, metafora esistenze, di singoli e gruppi, trascende sofferenze, riti acqua estivi, i mali fan cessare, invocano pioggia, umani e rospo e rane; Silvestro con Romana, sul monte Soratte, preservano fonti, galassie acque guazze, donne senza latte, bevono tal acqua, bagnano mammelle, da fonte lattaia. Acque di calcio, hanno aria lattescente, condensan stalattiti, a forma di mammelle, ricordano Egeria, dei popoli Aethalia, giro delle fonti, dei culti fontinalia; su monte Soratte, avi ed eremiti, preservano le fonti, attiran pellegrini, fan giro coi canti, riscoprir territorio, grotte anfratti boschi, circo-ambulatorio. Madonna nere in Gallia, come in Lucania, Michele protettore, di polle sorgive, mescola suo latte, signor delle caverne, aiuta a partorire, ricorre a sue mammelle: orfani piccini, san Vivenzio e Mammante, irrorano col latte, terre abbandonate, vincendo la palude, un drago dell'oblio, bonificano 1 sito, riattivano un convito. Senzia eremita a Blera, a Lucca e Spoleto, soggiorna sul Biedano, scopre suo mistero, la Vincella del Drago, boschi verdi attira, il canyon si riveste, orzo e nuova vita. Fonti e sorgenti, del canyon son protette, da epidemie e disturbi, e lucri monopoli, acqua collegata, a latte della donna, natura madre che, emana qual madonna. Acqua offre legame, social comunitario, nel mito fondazione, femmina di umano, che suscita rinsalda, legame identitario, si dona con fatica, travaglio quotidiano. Femmina impossessata, donna che si impone, fatica signoreggia, su testa tien Concone, coscienza sua si aliena, fugge dal presente, quel peso sulla testa, vita ancor consente: di notte alla fontana, Emilia ci racconta, sonnambule talvolta, nude e con la brocca, nessuno va toccare, senno le piglia male, ritornan loro casa, nel letto a dimorare. Cariatidi di acqua, portano su testa, brocche vita essenza, presa alla fontana, vegliata da 1 saggio, su eremo sorgivo, dissetano villaggio. |ACQUA genesi divina, Allah dona pioggia, vivifica terra morta, Ap e Ma in Corano, ha creato specie umana, affine a ogni vivente: come battesimo cristiano, islamiche abluzioni, riportano il fedele, in stato di purezza, acqua segna passaggio, da esteriore a interiore, da spazio profano a sacro. Donne sono ACQUA, acqua sembra donna, a vincer siccità, e dar vita identità, Acqua di Rea Silvia, fonda Rieti paese, discende Appennini, acqua di Feronia, divinità che sgorga, da folto di selve, grotte di eremiti, sedi sue riserve. Acqua se scarseggia, riduce vita essenza, acqua in abbondanza, malaria sofferenza, se acqua corrente, la beve il serpente, la bevo pure io, potabile in corrente. Se rivoli Apus, rinfrescano viandante, cannelli fissi in tufo, versano grande, acqua è bene sommo, ceduto sulla strada, gran regole ospitali, esigon sia donata. Fravashi son chiamate, acque primordiali, nutrono germi vita, acque medicinali, impiego di tal acque, richiede simpatia, ferma mia intenzione, a volerne compagnia. Ap è acqua viva, distrugge aiuta e cura, acqua di Appennino, sua sorgente pura, Sibilla oracolare, Battista acqua Michele, o mortifer salutare. Alpi acque montagne, rivelano la sorte, Acque di eschatos, discorso sulla morte, bimbi abbandonati, da madre senza latte, allattati d apus, diventan battezzati. Esseni guaritori, pratican nei fiumi, battesimo rituale, acque del Giordano, Giovanni di Bisanzio, esercita giustizia, immerge e purifica. Andronico Cristo, in acqua battezzato, conosce la discesa, di spiriti orixas, in corpi battezzati, cielo si aprirà, lui muta acqua morta, in acqua di gioia, acqua della festa, nel cuore stupefatto, acqua di lavanda, prepara piedi a Pasqua, lacrime di amore. Fiume apocalisse, nutre albero vita, che produce frutti, radici medicina, dodici sue foglie, tracciano sentieri, con dodici canzoni, mesi andirivieni. Giovanni descrive, uomo va tornare, a Paradiso inizio, natura alimentare, senza malattie, senza schiavitù, felicità sei tu. Acqua gorgogliante, è prima medicina, umano fu guarito, con acqua bollente, cura digestiva, mentre acqua fredda, richiude pori pelle, a evitare effetto, di correnti d'aria, rafforzo immunitario, con bagno alternato. |Giovanni Pascoli narra, dal Duomo di Barga, una stella a otto punte, dipinta al pavimento, come pitagora con cetra, canta sua poesia: al mio cantuccio sento, brusir reste del grano, il suon viene col vento, dal borgo montano cade, come una voce che persuade, come acqua che ancor scorre, lascia un poco ancor io guardi, albero e ragno, ape e stelo antichi, come nubi vengono e vanno. |Phnom Kulen fondo fiume, in Cambogia Kampuchea, vari lingam sottacqua, scolpiti e allineati, in celle quadrangolari, abitanti in questa zona, vanno seminar risaie, usando acqua fiume, su sterile terreno, costruiscono più lingam, lungo fondo fiume, acqua acquista forza, migliora fertile quel suolo, e crea semente luogo, e il rito religioso, bagnar linga con acqua. Periodo in |SICCITA', puoi reperire acqua, desalinizzando il mare, processo lento ma certo, se usi buche al suolo, a desalinizzare, scegli un suolo asciutto, evitando le paludi, scava buca 1-2 metri, secondo tipo di terreno, poi riempie con strato, sabbia fine 10-20 centime, a creare un letto ad acqua, poi versa acquamare, e lasciala infiltrare, per alcune ore o giorni, secondo meteo e suolo. Acqua si decanta, su sedimento sali, cogli acqua superficiale, più dolce a minor sali. |Schauberger produsse, acqua viva termale, la gente accorreva, cura febbri e morale, foreste commerciali, o concime artificiale, lasciano acqua immatura, fuor ciclo naturale, che invece di dare, attingono energia, muore legno risonanza, di qualità musicale, timbro Stradivari: se suolo ha poca flora, dopo taglio legno, è riscaldato al sole, più delle piogge, impedisce a umidità, di penetrar terreno, AP scende poco, riscalda e presto evapora, senza dare i sali, sole scalda suolo, in deforestazione, acqua non risale, sorgente scompare, manca tappeti foglia, fabbrica di carbo-isolanti, che separano il suolo, caricato negativo, da aria positiva. Riforestazione, influenza macro vortici, di clima e marea, pioggia scende a spirale, su rocce sottoterra, dove cresce calore, sale a moto spirale, coglie ioni minerali, fino a incontro luce. Bosco è fonte acqua, che invia num ai campi, da laghi di stoccaggio, foresta eter centrale, su paesaggio attorno, ogni albero irradia, come i corsi AP, cisterne sotterranee, in zona di radici, ha circa 9 gradi; foresta è rifugio, di acqua divina, quando distrutta, AP incattivisce, falda si affonda, catastrofe inonda, piogge irregolari, agricolo declino, condanna gran cultura. Gestire foreste, è sopravvivenza umana, poichè produce acqua, ovvero sangue sano, più freddo è clima, più calda sarà AP, aria -30, acqua aumenta 10, mentre in estate, resta presso 4. Acqua del Turkestan, potabile fornita, in canali sotterranei, di legno e di pietra, AP scorre fresca al buio, acqua è come sangue, le oasi fertilizza, cambia di continuo, stato e pesantezza. Dopo un lungo caldo, senti tuono rumore, dal fondo del lago, acqua inizia moto spirale, alberi succhiati al centro, e portati nel profondo, poi erutta colonna, di acqua al centro lago, matura in qualità, cambia punti ebollizione, oppure di congelo, solleva senza pompe, fino sulle vette, sorgenti di montagna. AP in profondità, causa raffreddamento, in bacini drenaggio, idrogeno in pressione, sale e rilascia, anidride carbonica, mentre i sali attorno, disciolti porta a riva, raffreddata da flora, che reca nutrienti, a radici di piante. Col manto vegetale, si hanno falde alte, che apportano nutrienti, ai campi dentro boschi, poi acqua da terreno, prende sali-vitalità, viaggia sottosuolo, matura internamente, se assorbe carbonio, diviene carboniosa, 96% in castagneti, miscelasi nel buio, muove a spirale, scende a 4 gradi, a 8 la puoi bere, presso fonte a Fiuggi. acquagosto_elefanti.m4a
lume252-Acqua è custode del valore nei miti del Terabuti, risorsa e pozzo sacro, che permette alla comunità, di attraversare gli anni difficili. Una sorgente custodita, garantisce il futuro del villaggio, come riserva di valore, sul fiume Mignone, un giardino sacro di sorgente, boschi e animali, custodi di vita comunitaria. Acqua è dono antico, chiamata con molti nomi: Giunone o Feronia, Maria Magdala d'Agosto, sgorga come latte materno, nutre orfani e bestie, guarisce e fonda villaggi, rende fertili le campagne, è madre sposa e ponte, tra memoria ed oblio, purifica o punisce, chi dimentica il suo rispetto. Attorno alle fonti, nascono pellegrinaggi, battesimi e ospitalità, identità condivisa, di molte comunità. Foreste e monti serbano acqua, come un tesoro comune, la attirano trattenendola, rilasciandola lentamente, nei tempi di siccità. La pioggia scende nella terra, come memoria nascosta, attraversa il corpo di montagna, nei suoi cunicoli invisibili, incontra pietra e pressione, e si raccoglie in profondità, come nel grembo di Maria. Acqua dentro la montagna, si organizza e si orienta, tra roccia e radici, diventa memoria strutturale, del luogo che attraversa, come fosse una batteria, influenzata da canti e frequenze. La forma del monte, guida l'acqua verso i sorgivi, incanalata e compressa, riemerge alla sorgente, che scende a ritornare, trasformata in un tesoro, o inondazion calamità, se manto verde mancherà. Una civiltà vive finché, preserva il verde patrimonio, e custodisce acqua risorsa, invece di disperderla, lungimirante apparirà, ai discendenti umanità. Bere acqua pura, è medicina corpo e mente, che alimenta campi ed orti, senza consumarsi in un sol giorno, come insegna l'acqua del Terabuti: la ricchezza nasce dalla cura, di una sorgente sorvegliata, come fece san Girolamo, che fece un eremo nel bosco, presso sorgente Santangelo, che ancora dona acqua preziosa, ad umani ed animali, e alimenta il senso di Comunità, nella fiducia del qi vitale, come dice il mito popolare: la Signora del Monte, sale ogni estate a Ferragosto, fino alla vetta in attesa, di riscendere a Settembre, quan ricominciano le piogge, serbando in grembo la promessa, di nuova vita da orientare. Quan la montagna è pronta, con sua struttura a calamita, richiama l'acqua verso l'alto, attraverso vene segrete, tutta una rete di capillari, ritorna in luce una sorgente, nel ciclo eterno di natura, salire e scendere dal monte, dopo essersi trasforma, per strutturare le radici, e la memoria di quel luogo, che attraversa intera storia.

257:ijing08.䷇ lume257 |Unione (比bi), le acque si raccolgono nella terra, nasce appartenenza. Unire è collaborazione sincera, come l'argilla/malta che collega corpi e comunità, un potere che nasce dall'aggregazione intima e autentica. La carta oracolare invita a non combattere il serpente, simbolo del male o delle forze manipolative, ma a trasformare il legame, a trovare la luce attraverso la preghiera, la cura, l’armonia interiore. Questo Esagramma muta il serpente in guardiano interiore: non un avversario da eliminare, ma uno specchio profondo da guardare negli occhi e abitare con sincerità. Come il Lampascione, selvatico, addomesticato in coltura. Scegliere a chi appartenere e come sostenere relazioni è fonte di guarigione. Terra-fangosa dà spiga granosa: nutrimento e legame.# Il fiume sopra la terra, ricerca dell'unione. I re fondavano città e stringevano patti con i feudatari; al pari dell'acqua, le persone si muovo e si raccolgono sopra la terra, sostieni le tue relazioni come la terra sostiene le acque, accettando il loro flusso naturale e assecondandolo. L'unione è propizia, la consultazione dell'oracolo è una fonte inesauribile di perseveranza e non genera errore. Senza sosta, giungono da ogni dove, non è propizio attardarsi.. Sei alla ricerca di connessioni e di appartenenza, di nuove relazioni e supporto reciproco; seguendo la corrente puoi compiere scelte giuste usandfo introspezione e prestare attenzione alle richieste che ti vengono fatte, evita di procrastinare. (a chi e a cosa appartieni? la tua appartenenza ti soddisfa?). Uomo saggio e perfetto ha di sè umile concetto| Il lampascione (Muscari comosum), detto cipollaccio, è un bulbo bianco-rosato dall’amaro afrodisiaco, da non confondere con il colchico tossico. Cresce in vigne, oliveti, pascoli aridi e strade, con fiori blu a spiga che sbocciano in primavera e autunno. Ricco di minerali (fosforo, potassio, ferro, calcio, rame, magnesio, manganese), mucillagini e gomme, ha proprietà diuretiche, ipotensive, emollienti e antimicrobiche, utili per stomaco, vescica e intestino. Amato nel centro-sud Italia fino in Toscana, ha tradizione quaresimale tra i greco-ortodossi, ed è coltivato anche in Spagna come hierba del querer. Si raccoglie con forca fino a 30 cm di profondità da settembre a estate, reimpiantando i bulbi esterni per moltiplicarli. Per attenuare l’amaro si lessano i bulbi in più acque e poi si consumano con olio, aceto, limone, fritti in pastella, in padella con uova o parmigiano, con agnello o capretto, o conservati sottolio e sottaceto. Si usano anche le foglie tenere crude o cotte, e infiorescenze immature per zuppe e frittate. Affini sono gli Ornithogalum (latte-uccello), usati in carestia, e altri Muscari (es. neglectum), ricchi di flavonoidi, acido caffeico, quercetina e apigenina, con azione antiossidante e protettiva. Bulbi e poltiglie hanno impiego tradizionale come disinfettanti cutanei contro scottature e ascessi.# LAMPASCIONE cipolla, |Muscari comosum o Leopoldia comosa, Asparagac cipollaccio, col fiocco nelle vigne, tiene bulbo bianco-rosa, ricco in minerali, e amarognolo sapore, retrogusto afrodisiaco, evita confonder tossico colchico. Comosa in greco è chioma, nastro infiorescenza, fiorisce autunno e primavera, fior colore blu, decora i coltivi, alto 30 cm, foglie erette da giovani, poi tendono a prostrarsi. Cresce margini di strade, incolti e frutteti, vigneti e oliveti, prati e pascoli aridi, suo bulbo ricercato, apprezzato in centro-sud, si espande pure al nord, segue i migranti, arriva fin Toscana, gustosa medicina, con gastro benefici, Leopoldo Granduca, ai primi 800, apre Herbarium Firenze, copia greco-ortodossi, che mangian lampascioni, in Quaresima pasquale, da febbraio a marzo, conditi ad olio oliva, pane integrale. Coltivata in Spagna, per bulbo testicolo, hierba del querer, aglio di Tartaria, diuretica abbassa pressione, sfiamma fuoco vescica, e intestino tumori, contro microbi e funghi, del candida ceppo. Piemonte lo chiama, pan di Cuculo poiché, esce a primavera, quan torna tale uccello, come altri bulbi, legati ad uccelli, poichè succo bulbo, ricco in mucillagini, sigilla bene crepe, di olla terra cotta. Scava profondo, pure 30 cm: dice un vecchio lucano, tira fuori con forca, da settembre fino a Estate, quan foglie sono gialle, ripianta bulbi esterni, in apposita aiuola, a media profondità, ti ringrazieranno fiori primavera; graduale moltiplicazione. Lampascione amido bulbo, mucillagini e gomme, fosforo e potassio, ferro con calcio, rame e magnesio, alfine manganese, privati delle tuniche, a stemperare amaro, lessa 15 minuti, in acqua salata, poi cambia acqua salata, e riprendi la cottura, altri 15 minuti, infine taglia i bulbi, macera in acqua fredda, 12 o 24 ore: dopo lessati, condisci a olio crudo, aceto o limone, fritti in pastella, o cotti con uova, o salta in padella, con burro e parmigiano, serviti con verdure, e carne di agnello, o capretto al forno, conserva sottolio, sottaceto o agrodolce. Se usi pure foglie, le tenere crude, in insalata o cotte, miste altre verdure. Le stesse indicazioni, per simili piante, a diversa infiorescenza, e struttura fogliare, di genere Ornitogalo, umbellatum o comosum, e divergens Boreau. Erbe Latte-uccello, esce dal fusto spezzato, si usavan pure i bulbi, un sapore delicato, assieme tener getti, e immature infiorescenze, crudi in insalata, frittate risotti e zuppe, specie in carestie, son magra alternativa, tutti questi bulbi, ridotti in poltiglia, son disinfettanti, applicati sulla pelle, a trattare infiammazioni, scottature e ascessi, ipoglicemi e diuretici. Lampascione a altri Muscari, come il neglectum, hannoo acido chinico, fumarico e kaempferolo, apigenina e caffeico, flavonoidi e vitamine, antiossidante protegge stomaco, da tetracloruro di carbonio, e tutte Candida infezioni. Lamapascioni lassativi, emollienti e ipotensivi, quercetina antiossidante. flora_lampascione_pardini.mp3
lume257-Un giovane domandò alla terapeuta: esiste un'energia capace di guarire? Lei non rispose subito. Prese in mano un lampascione, ancora amaro di terra, e disse: anche questo bulbo non perde il suo sapore, lo trasforma. Così è la libido. Il percorso porta a una risposta diversa: la trasformazione dipende dalla qualità della presenza. La redenzione della libido non è repressione né scarico impulsivo, ma mutamento della sua funzione: l'eros diventa forza relazionale viva che custodisce, ascolta e permette all'altro di ritrovarsi, facendo emergere la vita nascosta. Jung parla di trasformazione della libido in energia creativa e simbolica, per lui l'eros è principio di relazione: connette due soggettività e può includere la sessualità senza coincidere con essa. In analisi questa qualità può essere erotica senza essere sessuale: attenzione, presenza e affetto permettono la nascita del nuovo. Winnicott descrive l'holding environment, uno spazio incarnato in cui il paziente può cadere senza essere lasciato cadere, attraverso voce, sguardo, silenzio e postura. Reik parla di terzo orecchio: il corpo dell'analista risuona con quello dell'altro; lacrime, tensioni o calore interno diventano informazioni cliniche se riconosciute senza agire. La psicoanalisi considera il transfert erotico e il controtransfert fenomeni frequenti e significativi, essi non vanno realizzati, ma compresi e trasformati, per preservare uno spazio sicuro e non sfruttato. La sensualità affettiva è presenza incarnata: sguardo accogliente, voce calma, silenzio condiviso; in questa sicurezza i sistemi nervosi si regolano reciprocamente e le emozioni possono emergere e trasformarsi. Aspettative, suggestione e contesto relazionale possono produrre stati corporei intensi: pianto e tremori, espansione, scariche emotive. La libido diventa capacità di creare uno spazio in cui l'altro possa ritrovarsi. Buber descrive l'Io-Tu dove il Tu non è oggetto ma presenza. Fromm parla dell'amore come arte che genera crescita reciproca. Così la guarigione non dipende da un fluido o da una tecnica, ma dalla qualità della relazione. L'eros è la capacità di presenza tale da rendere possibile l'integrazione del Sé, del qi e del Dao.

312:amore02-lume312-L'innamorata scruta la sfera di cristallo di rocca, aiutata dai suoi angeli e spiriti guida, inizia a manifestare il proprio destino, man mano che la storia d'amore si sviluppa. Ferma il tuo sguardo su un cristallo, una pozzanghera o uno specchio d'acqua, stabilisci con esattezza cosa desideri davvero nella tua vita. Dichiara: sogno, vedo e rivelo cosa desidero ardentemente, la mia vita è piena d'amore! Prendi del tempo a immaginare il tuo ideale di amore, relazione, situazione di vita, il mondo è tuo! Se un amore è |felice ogni gesto lo dice. Nelle relazioni umane, affettive ed erotiche, emerge sempre una polarizzazione tra chi guida e chi si affida, chi imprime direzione e chi la accoglie, chi affascina e chi si lascia attraversare. In natura questa danza detta un ritmo funzionale: la volpe incanta il tacchino con movimenti lenti e ipnotici, sospende il suo istinto di fuga. La mantide femmina attrae il maschio in abbandono totale che ne chiude il destino, dissociando la propria volontà, permette alla relazione predatore-preda di compiersi, sia in natura sia cultura. Alfred Adler scrisse: ogni individuo ha una forza del Sé che, quando entra in relazione con un altro, tende a disporsi in gerarchia spontanea, creando un polo dominante e uno submissivo. Due fuochi bruciano e due acque ristagnano, ma fuoco e acqua generano movimento. Se in natura il predatore ipnotizza la preda per nutrirsi, la donna dominante nella sua forma più alta, innamora/ipnotizza l'uomo per nutrire e riplasmare la sua psiche, non consuma ma eleva; non domina per ridurre, ma per rivelare.| |Albicocco (Prunus armeniaca), proveniente da Cina e Armenia, è coltivato in Italia da secoli, specie in Lucania. Pianta rustica che odia potature, fruttifica tra maggio e agosto. Il frutto arancione è ricco di pectina, sorbitolo, betacarotene e vitamine (A, B, C). Migliora pelle, vista, intestino e sistema nervoso. Favorisce drenaggio, contrasta glicemia e ritenzione. Aiuta menopausa e metabolismo. Il Susinococco (ibrido) resiste al freddo e dona frutti estivi. Frutto precoce, nutriente e vitaminico. Albicocco è utile crudo. Ricco di potassio, ferro, vitamina A, B, C, e fibre. Favorisce sazietà, depurazione, funzione intestinale e metabolismo. Potente antiossidante e antidiabetico grazie all’acido abscissico. Aiuta sistema nervoso, contrastando stress, anemia e stanchezza. Tre albicocche al giorno riducono desiderio di zuccheri e combattono la cellulite. Fonte di boro, stimola estrogeni, utile in menopausa.# |ALBICOCCO Rosacea, |Prunus-Armeniaca, come mandorla e mela, vien da Cina Tartaria, Armenia è una tappa, del viaggio che fece, per giungere a noi, a dar vitamina A. Lucania valle Sinni, tra pere e albicocche, dal 700 è inscritta, nel libro ragguaglio 845, Agricoltura e Pastorizia, del Regno di Napoli, frutto più diffuso, dopo fico e pero, nel Regno cresce bene, in cinque varietà: albicocca Rotondella, Cafona e Palummella, Vitillo e Materana. A giugno raccogli, dopo i ciliegi, sua mandorla nocciolo, oleaginosa edule, sol quando è dolce, cianidrico acido. Cresce un pò ovunque, odia potatura, frutto ha pectina, solubile fibra, blando lassativa, assieme a sorbitolo, uno zucchero aiuto, che depura il colon, da scorie tossine, che recano stipsi, gonfiori e fermenti. Frutto arancione, ha vitamina C, B1 2 e 3, potassio e magnesio, calcio zinco e ferro, che cura anemia, fatica e depressio: 1 etto albicocche, ha tanto betacarotene, che nel corpo muta, in vitamina A, per curare occhi, retina invecchiamento, pur pelle e intestino, e sistema nervoso, con suo acido folico. Tre frutti han potassio, superdrenante, di liquidi in eccesso, antagonista al sodio, contrasta efficace, idrica ritenzione idrica, assieme cellulite. Albicocca migliora, circolar sangue linfa, previene varici e idro ritenzione, efficace contro stress, rinforza cervello, riduce glicemia, con acido abscissico, fitormone sangue, contro diabete, e insulino-resistenze, aiuta metabolismo, contro grasso addominale; suo betacarotene, contrasta alcuni enzimi, che rompono collagene, di pelle e vasi sangue: 3 frutti maturi, a giorno stagione, controlla desiderio, di dolci golosi, grazie a |Magnesio, che aiuta in questi casi, il sapore zuccherino, è solo apparenza. Infine aiuta calcio, previene osteoporosi, è fonte di boro, stimola estrogeni, assunti con legumi, soia e trifoglio rosso, aiuta menopausa, e periodo precedente; frutto secco lassativo, crudo anti-diarrea, secca albicocca, anidride solforosa, se voglio conservar, suo enzimi vo fermar, in rapidi passaggi, dentro acqua bollente. |SUSINOCOCCO dasycarpa, biricoccolo frutto, incrocio con mirabolano, plumcot vigoroso, resiste al freddo, matura di estate, scalar cogli a tempo: se non matura, ha sapore asprigno, polpa di susine, frutto albicocco, rende fine Inverno, mirabili fioriti, Mirabolano portainnesto, spinoso vigoroso, resiste suoli sfitti, aiuta fare humus, con cenere e pollina, in Susino emette gomma, detesta potature, sopra Susin frutti, bianca pruina cresce, lievito anti diabete, zuccheri converte. med_ildegarda07.m4a
lume312-sotto un albero di Albicocco, Diotima accoglie sul suo grembo il capo di Socrate, che piange per la gioia di aver capito i Misteri di Amore narrati nel mito di Eros, sotto . Diotima guida la mente oltre, trasmuta il fuoco del corpo in luce color albicocca, guida la discesa che Socrate necessita per inziar la risalita. Eco di questo mito, si trova nei gemelli |figli-di-Dune (saga di Frank Herbert 1976, adattato in miniserie TV nel 2003), dove Leto posa il suo capo sul grembo della Regina, sua gemella, a ricaricarsi e consolarsi, dopo ogni fatica che comporta il sentiero dorato. La trama si svolge anni dopo che Paul Atreides Muad'Dib ha governato il pianeta Arrakis, è scomparso lasciando due gemelli alla guida dell'Impero. Leto e la sorella, anch'essa nata con la spezia, è incoraggiato a guidare l'umanità verso una nuova era, ma deve affrontare molte sfide: il suo corpo viene alterato dal siero della spezia amara, che gli conferisce abilità, ma anche il rischio di essere mostruoso. Mentre le grandi famiglie nobiliari continuano a tramare per il potere, tra intrighi politici, battaglie epiche e scontri spirituali, Leto deve affrontare la sua stessa umanità e prendere decisioni: nelle sie metamorfosi riconosce e segue la guida della Signora delle soglie, che porta in sé l'esperienza di Diotima, la luce di Beatrice, la fiamma di Lalla che muta il suo Eros in sentiero dorato, dove la paura si scioglie e l'Anima rinasce dalla propria ombra. Grazie al gioco dominante/submissivo, alcune donne possono vedere ciò che l'uomo non vede in se stesso: pulsioni e fragilità, desideri e paure. Percezione che diventa magnetismo e guida, e induce nell'uomo fiducia resa e apertura. Una tale donna ha integrato il proprio animus in sè, così l'uomo accanto a lei scopre che il suo ruolo naturale è lasciarsi condurre, verso una parte di sé che da solo non raggiunge. Alcune di queste Mistress incarnano Diotima e le Madri del profondo descritte da Goethe, che Faust deve incontrare per conoscere se stesso; donne-ragno che dominano la cecità dell'uomo e aprono varchi interiori. Jung scrisse: l'uomo porta in sé un Anima femminile, spesso repressa da cultura e virilità forzata; ma la donna dominante, agisce come uno specchio vivente, dissolve le difese dell'ego e fa emergere questa polarità nascosta: la sottomissione consenziente diventa un metodo e un luogo in cui l'uomo incontra la sua ombra e la sua sensibilità, la sua nobiltà interiore e la sua verità, ne esce più reale profondo e più sincero.

357:tarot19.XIX -lume357 |SOLE (Soleil): Celebra vittorie, felicità, chiarezza e successo; simboleggia amore, protezione, vitalità e realizzazione materiale. Due fanciulli gemelli sotto un sole radiante indicano armonia, gioia, serenità e fratellanza fra umani. Carta benefica: coppie, figli, vicini, vacanze o progetti condivisi. Energia maschile, potenza creativa e fecondante: chi agisce alla luce del Sole potenzia il proprio sole interiore. Eccesso di personalità o tirannia delle idee rappresenta il lato negativo della carta. Faul: Rosa Venerini (1600) creò scuole per ragazze svantaggiate, elevandole spiritualmente e culturalmente. Bosch: la realtà che offriamo agli altri illumina il nostro cammino. Afro: Liza (Mawu-Lissa), Oxóssi, San Sebastiano, Ibeji (San Cosma e Damiano), caboclos: saggezza e natura ancestrale. Boccaccio: affetto e passione nascono dalla verità; nella nudità ciascuno ritrova se stesso. L'affetto materno si rinnova ogni giorno.# Fratellanza fra umani, felicità serenità gioia, associazione gruppi, carta benefica, figli o vicini di casa, coppia convivente, vacanza o yurta in costruzione: un grande sole radiante sparge gocce su due fanciulli gemelli, ritti in piedi vicino a un basso muretto in mattoni. Il sole dona energia maschile, potenza realizzativa e fecondante, colui che agisce alla luce del sole e potenzia il proprio sole interiore, avrà in premio la felicità, che deriva dall'amore e dalla tranquillità, vitalità e materiale realizzazione; di contro, un sole percepito come difficoltoso, indica un eccesso di personalità e tirannia delle idee. FAUL: |Rosa-Venerini, che a metà 600, concepì e realizzò il primo progetto di scuola pubblica per ragazze svantaggiate, a favore della elevazione spirituale e dell'emancipazione delle giovani donne del suo tempo, oltre che dei futuri cavalieri che, in cerca di dame da poter corteggiare, secondo il modello dell'amor cortese, potessero beneficiare della loro presenza per sviluppare i valori cavallereschi dei fedeli di Amore. Rosa Venerini, con i suoi istituti internazionali, illuminò il percorso di queste giovani donne, elevandole alla luce del sapere, capace di creare armonia. BOSCH: |Veglia, la realtà che dedichiamo agli altri illumina il nostro cammino. AFRO: Liza, metà maschile del dio creatore Mawu-Lissa. |Oxóssi, |SanSebastiano, Ibeji San Cosma e Damiano. Caboclos, spiriti colibrì, mestizo di natura e saggezza ancestrale. BOCCACCIO: affetto e passione nascono dalla verità, nella |nudità ognuno trova se stesso e può smettere di fingere. CINA 30: Il fuoco, Cina 14, il possesso grande. |L'affetto della madre ogni dì si rinnova. Madonna del rosario| Pistacia vera, famiglia delle Anacardiacee, come Lentisco e Terebinto, cresce lentamente fino a 4 metri, e vive in climi caldi e aridi di Sicilia, Siria e Iran. Frutti maschili e femminili, maturano fino a ottobre; fioritura ad aprile, prima delle foglie, impianto congiunto di 1 maschio e 8 femmine. Resiste a escursioni termiche, teme gelate primaverili; coltivazioni importanti in Sicilia (Bronte) e USA (California, Arizona, New Mexico). Frutti nutrienti: proteine, carboidrati, fibre, sali minerali, vitamine e antiossidanti; regolano glicemia e sono usati in cucina e dolci. Terebinto (Pistacia terebinthus), falso pistacchio, polline feconda pistacchio, corteccia rosso-brunastra, resina preziosa detta Trementina. Trementina balsamica curativa: ferite, irritazioni, reumatismi, digestione, alito e gengive. Germogli di Pistacchio, Terebinto e Lentisco usati in zuppe, paste e conservati sott’olio o in salamoia. Frutti di Terebinto, tosti e simili al pistacchio, furono caffè ottomano e liquori tonici.# PISTACCHIO famiglia, con Lentisco e Terebinto, è Pistacia vera, tutte Anacardiacee, arbusto coltivato, Sicilia Siria e Iran, alimento medicina, raggiungi 4 metri, cresci lentamente, longeva chioma tieni. Frastuca di Sicilia, fristach ottomano, tartaro fistich, frastucara persiano, ambiente naturale, caldo arido clima. Avan trapianto pugno, poco cicatrizza, sue ferite taglio, pota tu leggero, fra dicembre e febbraio, polloni e rami secchi, rotti e malati. Produce come il noce, dopo 6-10 anni, tronco contorto nodoso, grigia corteccia, legno duro giallo, rosso in piante adulte, foglie coriacee, che il fiore produce: in aprile fiorisce, prima delle foglie, le piante maschili, 3 fogliolin composte, maschi grosse antere, femminili i frutti, 1 maschio e 8 femmine, impianto congiunto. Grappoli frutti, matura fino a ottobre, negli Usa venduti, col nome nichelino, coltiva California, a clima caldo secco, preso dalla Persia, nel 29 inverno: 20 anni pistacchio, di Kerman varietà, contagia + stati, con tappeti persian, Arizona new Messico, classifica mondo, mil tonnellate anno, 10 paesi conto: Iran capolista, Turchia Cina e Siria, importa e rivende, Germania per prima, regge escursioni, ma teme gelo aprile, ferma fioritura, in Sicilia cresce vive: A Bronte sopravvive, araba varietà, su pendici di Etna, pur Napoli Vesuvio, scoscese pendenze, assieme a Terebinto, selvatici entrambi, portinnestato secolare. Inizi anni Novanta, pistacchieti trapiantati, da Grecia alla Lucania, in zona di Stigliano, che sa produrre bene, come quel di Bronte, un sol pistacchio di Stigliano, porta gioia buon umore. |TEREBINTO polline, feconda pistacchio, ma fiorisce terebinto, 20 giorni prima, tu sventola a mano, come fai col fico, per grappoli a settembre, cogli in 2 riprese, una pianta 8 kili, ogni drupa tiene mallo, secca facilmente, 5-6 giorni al sole, seme avvolto in pelle, rossa nutrizione. Frutto Pistacchio, regola glicemia, con acqua e proteine, carboidrati e fibre, sali minerali, calcio fosforo potassio, ferro zinco A C, con B antiossidanti, polifenoli e grassi. |Pistacia Terebintus, detto falso pistacchio, carrubo di Giudea, arbusto o alberello, corteccia bruno-rossastra, foglie alterne e fiori dioici, femminili stimmi rosso, maschil pannocchie gialline, sui rami scorso anno, congenere al Lentisco, cioè Pistacia lentiscus, pianta sempreverde. Pistah in persiano, ripieno di farina, si fà strada tra le rocce, detto spaccasassi, spagnolo scornabecco, cornicapra le sue galle, per manici di attrezzi. Citato nella |Bibbia, suo legno per altare, sua resina presiosa, detta |Trementina, esce da corteccia, incisa sui più vecchi, bruciata in cerimonie, è balsamo virtù, origina da Chio. Germogli Terebinto, freschi oppur scottati, a vapore come i Toona, a condir paste e zuppe, similmente i germogli, di Lentisco e Pistacchio, conserva sottolio, aceto o salamoia. In tempi carestia, tosti frutti Terebinto, sapore di pistacia, fu caffè di Ottomania, ancor fanno liquore, tsikoudia di Creta, bevanda tonica-afrodite. Prima fonte Trementina, oleoresina volatile, chiara fluida balsamica, cura ferite e distorsioni, lenisce irritazioni, di pelle e reumatismi, espettorante e digestiva, emostatica astringente, aiuta alito e gengive, pur olio essenza foglie, antisetti e antireuma. Trementina distillata, pur da Conifere gemme, Abete bianco e Larice, Pino domestico e pinaster. Galle del terebinto, dette carrube di Giudea, macerate nel vino, son rimedio astringente, a curar dissenteria, e sfiammare il digerente. 
lume357-Pistacchio cresce lentamente, nel caldo arido apre il mito, maturazione paziente, legame tra maschile e femminile, pianta dioica in Terebinto, suo parente selvatico, l acui resina guarisce, collega e protegge: il Sole del Giudizio, costruisce nel tempo, dove ogni frutto è risultato, di un'attesa tra stagioni, climi estremi e resistenze. Rosso corpo si nutre, di energia densa e vitale, perché pistacchio tiene grassi, proteine e nutrimento, mentre il suo ciclo lento, e la divisione tra i sessi, costruisce per cooperazione, e non per immediatezza. Verde materia è adattamento, pistacchio cresce in terre aride, resiste a siccità escursioni, mentre lentisco e terebinto, formano macchia mediterranea, di sopravvivenza dura, dove la vita si radica, nelle rocce e scarsità. Gialla sapienza appare qui, come etica della perseveranza, perché il Sole del Giudizio, dà valore alla pazienza, nella crescita graduale, dove matura gratitudine, insegnamento frutto raccolto, risultato della fiducia, nel tempo e ciclo che ritorna. Blu materia qui respira, come luce che struttura, pistacchio segue ritmi lenti, fioritura e maturazio, e la resina balsamica, del terebinto autoripara, protegge mentre espande, nel sedimento del tempo.



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