scheda quid  - plus | home | allegati | audio | 14 Lingue | 360 asset | visite sito 22658


voce: bambini


limoneLime alcalino con arancio e mandarino (16) 16-Raseno ed Emililingua indocina | foto limoribeto | audiolibro | arancioamaro-poteri.mp4 | aglio_limone_pulisce_sangue.mp4 | agrumi_zolfo-e-ferro-smossi.mov |musica cetra2024.m4a
felceScolopendrio pastorale vince i parassiti (24) 24- |Raseno viaggilingua italico | foto erbefiori | audiolibro | flora_felce-scolopendra_drbianchi.mp4 |  |  |musica 96_Bwiti_Francia_mongongo02.mp3
aborigenivie dei canti di Austronesia, avi del sud (56) 56-Hakim Bey audiolingua juhoansi | foto eurafrica | audiolibro | popoli_abo-kakadu-uluru.mp4 |  | film_bodhidharma-damo-daruma.mp4 |musica 3-bushfire.mp3
ipnosiErikson cura con ipnosi eros e qigong (57) 57-L'ipnosi è unolingua alchemico | foto filosofi | audiolibro | anime_milton-erickson.mp4 | doc_mkultra_hollywood_svelato.mp4 | film_freud-passione-segreta.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu91-116.mp4
nepalSeba a Kodari tra thanka sherpa jhakri (63) 63-Ogni essere umalingua indocina | foto indionesia | audiolibro | paesi_nepal-rurale.mp4 | popoli_nepal_saman-nuit.mp4 | film_milarepa1973.mp4 |musica 01_shirdi_policeman_sadhu.mp4
yanomamiRomulo canta epenà nel Reaho fratellanza (91) 91-Gli |Yanomami slingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | popoli_yanomami_rito-epena-yopo.mp4 | popoli_yanomami-territorio.mp4 | brasil_yanomami_survival.mp4 |musica 89_los_verdadeiros_curanderos.mp3
jurumbandaAfrodite danza tondo, Haiti e Brasikongo (105) 05-La legge della lingua lusitano | foto umanstoria | audiolibro | paesi_haiti_fiesta_vudu_intero.mov | doc_jurema-sagrada-catimbo.m4v | film_quilombo.mp4 |musica mamae_oxum_cachoeira.m4a
cannabambùBambuseto Sugarcanne, Matè e Guaranà (143) 43-Bambù rafforzalingua cinese | foto bamburseto | audiolibro | bambu_arundo_germogli-bevanda.mov | flora_arundo-canna_antonioni.mp4 | canne_cannicciati_spagna.mp4 |musica 15-Mozart01.mp3
sputacchinalarva emette schiuma in floscuculi (147) 47-Danza della Girlingua latingreco | foto insetti | audiolibro | flora_lychnis-flos-cuculi.mp4 | flora_silene-risotti.mp4 |  |musica fang15-mwanga-song-to-sisters-god.mp3
camomillaCalendula seda tosse, Arnica i crampi (152) 52-Camomilla nacqulingua italico | foto erbefiori | audiolibro | flora_camomilla_usi.mp4 | calendula-oleolito-cicatrizza.mov | calendula-pratense_usi.mov |musica canto_pindzi-prince-isseyi.mp4
benaresgoaVaranasi Gange, e jaina gigante (153) 53-Seba viaggiò, lingua arabindi | foto indionesia | audiolibro | nityananda897-961.mp4 | paesi_india_benares-varanasi.mp4 | filosofi_sadhu_spontaneo.mp4 |musica 98_Om-tat-sat.mp3
pietrafocaiamicelio poliporus, fungaia della lince (157) 57-Bwiti vede bimblingua latingreco | foto funghi | audiolibro | funghi_pietra_fungaia_poliporus.mp4 | blu_ponte-autoportante.mp4 |  |musica 97_mcongo6.mp3
moscariodr Batista usa muchamor di Siberia (158) 58-|moscario: dettlingua slavonico | foto funghi | audiolibro | funghi_muchamor_kamchatka1.mp4 | funghi_muchamor_kamchatka2.mp4 | funghi_muchamor_muscaria.mp4 |musica 9-sacredSpirit07.mp3
estasiruserapimenti mistici di contadini russi Klisti (160) 60-Padre Serafim elingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | musica_adriano-ora-giunta.mp4 | canto_russia_padre-serafino.mp4 | prateria167_dodicianni-miracolo.mp4 |musica santodaime_chamar-juramidam.mp4
danpurgatoCommedia di Vita, labirinto intelligenza (166) 66-|Dante nel Purglingua alchemico | foto agrobuti | audiolibro | iboflorida_yolene-congo-doc.mp4 | ../../video2/cheyssial/3.htm | jung_alchimia-simboli-anima.mov |musica fang04-mbiri-arp.mp3
marrubioImparare a leggere i segni (207) 63-lume207-LA PERSlingua latingreco | foto cibospezie | audiolibro | ballotanigra_marrubio-bastardo.mp4 | flora_salvia-betonica.mp4 |  |musica 11_SantaBarbara_SantaLucia.mp3
chiucepangI Cepang usano il Chiuri, rimedi del Nepal (231) 20-lume231 CRESCITlingua indocina | foto indionesia | audiolibro | popoli_cepang-nepal.mp4 | paesi_nepal_village-life.mp4 |  |musica ayami2024.m4a
andreacrisCristo risorge a Pasqua X-185 (247) 47-lume247-CRISI lingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | canto_maria-theotokos-crimea.mp4 | storiaNC_andronico-zar-decreto.mov | storia_cronologia_X-185.mp4 |musica 260413ayami_risaia.m4a
isacangeloRaseno e la parabola del potere (248) 48-lume248-ROVESCIlingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | storia_kennedy-cia-deep-state.mp4 | doc_cabala_capi-mondo.mp4 | film_essi_vivono_occhiali.mp4 |musica 15_vangelis432_america_viaggio.mp4
confucioSeneca Dostoiesky, Sivoham chidananda (258) 09.䷈ lume258 |Folingua cinese | foto filosofi | audiolibro | storia_Cina_guerre_oppio.mp4 | storia_cina_disgregazione-impero.mp4 | film_confuncio2010.mp4 |musica musica_candela_focus.mp4
loniceraLonicera madreselva e il Glicine cinese (314) 04-lume314- Storialingua italico | foto erbefiori | audiolibro | flora_lonicera_madreselva.mp4 | flora_lonicera-caprifolio.mp4 |  |musica ayami2019.m4a
gelsoGelsi bianco-nero vinsanto e gelso Noni (318) 08-lume318 |Ama-Telingua cinese | foto morogelseto | audiolibro | frutteto_gelsi-neribianchi_benefici.mp4 | frutti_morinda_noni_poling.mp4 | gelso_more-buonissime.mp4 |musica 52_Rei_ayahuasca.mp3
spezieNocemoscata Curcuma Chiodi Cardamomo (345) 07.VII -lume345 Lelingua latingreco | foto cibospezie | audiolibro | flora_nigella-damascena_pardini.mp4 | flora_nigella_drbianchi.mp4 | nigellasativa-cuminonero-fiori-usi.mp4 |musica 995_ma-devi-shango.mp3

(): 23 quid censiti


16:lume016-Raseno ed Emilia bambini, passeggiano in un agrumeto, 'guarda il limone! dice Emilia, è una pianta del sole, he teme il gelo inverno, ma nei climi miti fiorisce, quasi tutto l'anno. Il succo |Limone disinfetta, favorisce digestione e bile, sostiene difese dell'organismo, e la sua scorza profuma, di olio aromatico e limoncello. Emilia continua: ogni agrume ha un carattere, |arancio amaro resiste al freddo, e dona forza ai tessuti; anche il |Ponciro regge il gelo, è spinoso e robusto, protegge gli altri agrumi, come un portainnesto; il |Mandarino porta dolcezza, ma ama inverni gentili, |Kumquat piccolo e generoso, si mangia con la buccia, |Cedro e bergamotto hanno scorza, trasformata in canditi, per profumi e rimedi, come la Mano di Buddha, che ha forma insolita preziosa. Raseno inspira e riflette, nel profumo degli agrumi: la natura non spreca nulla, io lo amo in macedonie, di banane ed altri frutti, e nell'estate siccitosa, mi disseta con la menta; |Lime-succo contro febbri, poichè combatte mia diarree, specie in lunghi viaggi, e le infiammazioni bocca e gola, e disinfetta il mio intestino, mi schiarisce dermatosi. Emilia poi conclude: un Limone al giorno come cura, per due settimane a scalare, la usano in Indonesia, a sverminare intestini, esso |alcalinizza e depura, fegato e vie biliari, sfiamma gengive e verruche, calma artrite e scorbuto, e regola sangue pressione. Lime e acqua a mattino, stimola il Qi dello stomaco, calma acido urico, in Etiopia è un buon collirio, usato misto ad acqua, pulisce orecchi e ferite; il calor del sole trasforma, l'aspro in aroma, il frutto in medicina, e ogni stagione in nuovo inizio.| LIMONE (Citrus limon), piccolo albero spinoso alto fino a 6 metri, con foglie che cambiano colore e fiorisce tutto l'anno nei climi miti. Origina in Asia sud-orientale, ama il caldo e teme il gelo: cresce bene a 28°C, persino in zone desertiche. In passato, veniva usato dai marinai per purificare l'acqua e prevenire lo scorbuto. Le sue proprietà antisettiche e digestive lo rendono un rimedio prezioso: fluidifica il sangue, stimola la bile e rafforza l’immunità. In cucina è re degli aromi: olio al limone, limoncello, condimenti e infusi. Le bucce, lasciate a macerare, rilasciano profumi intensi e benefici. L'arancio amaro, più resistente al freddo, è antiossidante e tonico per sangue e tessuti. Il Mandarino (Clementino) fu importato dall'Algeria e ama i climi miti, come il kumquat, piccolo e decorativo, dal gusto dolce-acidulo. Ponciro (arancio trifogliato), è usato come portainnesto, è spinoso e resistente, ma produce frutti non eduli. Cedro e Bergamotto, spontanei in Asia, crescono bene in Calabria e Sicilia: si usano per infusi, canditi, profumi e liquori. Alcuni cedri, come la Mano di Buddha, hanno forme curiose e virtù digestive. Agrumi piante solari, medicinali e rituali, che profumano le mani, curano le stagioni e insegnano l’arte della trasformazione.# LIMONE alberello, Citrus fin 6 metri, con rami spinosi, e foglie a varie età, che mutano colore, giovan rosse e verde, fior dolce profumo, fiorisce tutto anno, nel clima adatto. Agrume di montagne, origin sudest Asia, coltiva tutto mondo, ma India è primaria, lime لیمو limu pure, mal sopporta freddo, ama 28 gradi, e fiorisce acqua deserto. Sesto offre Limone, assieme acqua calda, quan vede marinai, da viaggi impegnativi, lime tagliato a metà, e messo in cisterne, disinfettava acqua, potabili rende. Limone ed arance, han scorza delicata, che muffa se bagnata, senza il conservante, diventano amabili, battericida a gocce, in acque tropicali; se tocca placche gola, succo antinfluenza, previene raffreddori, esso disinfetta, depura i tessuti, fluidifica il sangue, sapore acido aiuta, secrezion biliare. Emilia mi ha insegnato, digestivo salutare, in olio chiuso in vaso, Limone a riposare, conservo per due mesi, prima di usare, profumo per pesce, e verdure insaporare. Limoncello litro alcol, due kili di bucce, liquor digestivo, di Italia meridionale, 100 zucchero o miele, 20-30 canapa grammi, macera 2 settimane, mesci miele preparati. |ARANCIO amar resiste, freddi centro Italia, profumo buccia aiuta, sonno ed ottimismo, arancia frutto inverno, purga organismo, antiossidante a sangue, immunitario amico: previene ematomi, vertigini da orecchio, aiuta i capillari, tesse connettivi sani, fragili a causa, infezioni diete insani, ha effetto antistamini, cur gengive sangue; cartilago articolazio, occhi e gengive, piante sotto veste, preserva gelo inverno, altre con pacciame, rincalzo con pietrisco a farle svernare, con meno gelo rischio: sotto i dieci gradi, riparo vasi Agrumi, prima di ritrarli, ne poto i getti verdi, lascio quel vestiti, di scorza legno duro, cappotto x freddo, formato in autunno. |MANDARINO cugino, di prete Pierre Clement, lo importa da Borneo, in Algeria lo fece, in Italia dopo arance, clementino + amato, soffre sbalzi freddo, in veranda è riparato. |KUMQUAT Fortunella, cresce lento e fitto, sempreverde con spine, in vaso e veranda, dolci aciduli arance, ovali o tonde trovi, frutti da novembre, a febbraio cogli. Kumquat rotondo, Fortunella japonica, foglie piccole chiare, + frutti tondi, Kumquat ovale, Fortunella margarite, alleva globo libero, alto 40 centime; aman Fortunelle, 25-38 estati calde, inverno van letargo, senza fare gemme, kumquat portainnesto, spesso è Ponciro. |PONCIRO portainnesto, di varie fortunelle, subisce calcare, clorosi fastidio, frutti verdi ha, Ponciro non è citro, Arancio trifogliato, fior bianchi profumati, gialli a maturazione, buccia con peluria, Corea Cina Indocina, è pomme di Siria, coltiva nel mondo, oltre la fascia mite; cespuglio irregolare, a crescita rapida, boccioli di estate, apre primaver seguente, prima delle foglie, fan siepe ornamentale, gradevole profumo, mature frutte gialle, sapor acido-amaro, usati in marmellate, liquori o triturato, ricurve spine date, la varietà Monstruosa, ha rami contorti, propaga seme o talea, portainnesti forti. |CEDRO Bergamotto, spontaneo in Indocina, coltiva in Azzorre, Toscana e Sicilia, Calabria rivier Cedri, cresce spontaneo, frutto tavola bevanda, analcolico amato: scorza usa infusi, corretta con cedrina, Cedro florentino, buon lava mani e viso, Cedrangolo amar corteccia, è antifebbre, repelle zanzare, inverno defoglia sempre; cultivar Cedro, divise in due gruppi, acidi e dolci, tra i primi man-di-Budda, dolce corsicano, grecio etiope e calabro, usati in Palestina, e festa tabernacolo: albedo succosa, parte bianca della buccia, diffuso in Calabria la liscia di Diamante, grosso taglio profumato, usato x canditi, man di Budda varietà, ha dita come spicchi: digestivo a fine pasto, Campania coltiva, consumo crudo aggiunto, sale o bicarbonato, + ibridi vi sono, tutti temon bassi climi, maggio festa di Forlì, cedri sanPellegrini. frutti_cedro-manobuddha.mp3
lume016-Agrumi originan dall'Asia, e accompagnano i viaggiatori, lungo la Via della Seta, essi giunsero in Europa, passando per Costantinopoli, e il giardino delle Esperidi, i cui pomi custoditi, sono cedri ed altri agrumi, frutti di luce e immortalità. Lime e il limone divennero, compagni dei marinai, il loro succo aiutava acqua potabile, e preveniva lo scorbuto. Nella tradizione popolare, erano usati a rinfrescare il corpo, sostener la digestione, e purificare gli ambienti. Limone nasce dall'incontro, tra cedro e arancio amaro, nato nel nord della Birmania e ricordato nel mito cinese: il cedro Mano di Buddha (佛手 FoShou), coltivato in giardini daoisti, in memoria degli Immortali; le sue dita a mano aperta, non stringono ricchezza, ma offrono benedizione, longevità e serenità. Non si cercava sol la sua polpa, ma il suo profumo che purifica, armonizza casa e spirito, scioglie nodi e meridiani, dissolvendo le paure, porta gioia nei bambini, e sollievo agli anziani, favorendo innato qi. Limone con la menta, disseta nell'estate, muta amarezza in dolcezza, dolore in chiarezza, rivelando verità, sotto l'asprezza iniziale. Arance e mandarini aggiungono, calore e gioia spontanea, l'aria vibra di armonia, tra Terra sole e mani, unite in un rito di presenza.

24:lume024- |Raseno viaggia al canyon del Biedano in compagnia di Lisa, seguono un sentiero di Felci, tra rocce e ombre, verso la vecchia capanna del sufi. Felce femmina allevia mal di pancia, tosse e infiammazioni. Felce maschile, il suo fumo crea barriera per tutte presenze negative nella notte di San Giovanni, protegge dai pericoli nascosti, e baciandola, propizia pioggia e raccolto. Le fronde secche nutrono il terreno, i germogli cotti purificano e allontanano i parassiti. Felce insegna a lasciare le maschere del conformismo e i sotterfugi/via di fuga dal presente: come la felce affronta le difficoltà con coraggio, tu cammina e impara la misura, resilienza e protezione, trovando forza e chiarezza dentro te, smetti recitare e abbi coraggio di mostrare autenticità, ciò rafforza l'anima, i pensieri e l'autostima che sostiene corpo e spirito. Ricorda che tu vali oltre ogni maschera che decidi di indossare, sopporta il male e aspetta il bene |FELCE pteridofita, è felice felino, e pastorale degli etrusci, pianta guida gente, ci narra Pardini, tiene fronde secche, pacciame per orto, mantiene potassio, e screma eccesso azoto, suoi germogli Felce mangio, scotti a vapore, rese |vermifugo, nei bagni e abluzioni, cotta in aceto.| Le felci dei boschi crescono tra ombra, sole e rocce, nutrendo alberi da frutto con cenere e sostanze minerali. La Capelvenere fornisce carbonato di potassio, ma l'eccesso sottrae frutti. La Aquilina (Pteridium aquilinum) prospera in terreni poveri e frane, può raggiungere 2 metri; rizoma e fronde contengono enzima thiaminase, che distrugge B1, ma cotta è sicura. La radice polverizzata vince tenie, mentre selenio riduce effetti tossici. Scolopendra vulgaris è tossica se cruda, ma nel vino casalingo stimola la milza, combatte tosse e catarri; ricca di tannini e acido gallico, rinvigorisce e supporta il sistema immunitario. Felce maschio (Dryopteris filix-mas) è nota da Plinio e Galeno come antielmintico: radice essiccata e polverizzata paralizza e stacca parassiti, espellibili con purgante salino; applicata su capelli cura pediculosi. Decotti alleviano reumatismi e crampi. Felce femmina (Polipodium vulgare) è dolce, perenne, tonica e leggermente lassativa; radice e fronde trattano mal di gola, digestione, disturbi occhi e petto nei bambini e greggi. Foglie di Felce muraria agiscono astringenti, oftalmiche, diuretiche e sedative; la polvere di radice cura infiammazioni.# Felci dei boschi, in ombra e sole, tra fenditure rocce, Capelvenere felce, carbonato potassio, cenere sue foglie, x alberi frutto, eccesso frutti toglie. |AQUILINA Felce, Pteridium aquilinum, terre povere frane, fugge arido clima, erba perenne, raggiunge i 2 metri, striscia rizoma, fronde emergenti; autunno rossastro, reca spore estate, ricaccia con incendi, fitte colonie, rivelano degrado, ambiente da curare, vermifugo rizoma, enzima thiaminase: tiamina B1 espelle, dal corpo umano, distrutta da calor, o essiccazione, micro dosi enzima, fa solo micro danni, usa felci cotte, la cruda ai ruminanti; altro principio, sa causar emorragie, anemia in ruminanti, cancro x stomaco, dare il selenio, fa regredir effetti, ma polvere radice, vince Tenie vermi. |SCOLOPENDRA Felce, Scolopendria vulgaris, pur tossica latente, detta lingua cervo, pianta per la Milza, usata da Galeno, nel vino casalingo, contro tosse e catarri, dice dr Bianchi, è immunostimolante, e antiparassitaria, in boschi umidi la trovi, vicino ai corsi di acqua, famiglia Polipodiaceae, tiene foglia grande, ricca di nervature, nella parte inferiore, spore in linee parallele, ha tannino e acido gallico, splenica stimolante, riporta le forze. |FELCE MASCHIO detta, Dryopteris Filix-mas, comune in boschi ombrosi, di castagno e quercia, rigogliosi cespugli, pure 1 metro altezza, narra Plinio e Teofrasto, Dioscoride e Galeno, rimedio antielmintico, efficace contro cestodi, radice Felce maschio, Polistica filix, con acido filicinico, paralizza il parassita, e lo stacca da intestino, un giorno di digiuno, purga vermi e tenia, segue poi un purgante, salino che aiuta, a espellere la tenia. Felce maschio essiccata, in polvere ridotta, sui capelli e peli, cura pediculosi, poichè ha stesso effetto, paralisi ai pidocchi. Felce in aceto decotto, combatte reumatismi, crampi muscolari, oppure lega foglie, attorno ai polpacci. |FELCE FEMMINA è dolce, POLIPODE volgare, perenne quercina, con fronde rotolate, come asta pastorale, ha ciuffi vigorosi, colonizza cose varie, Polipodio felce, produce sue spore, dai sori visibili, sotto loro foglie, inizialmente gialli, diventano marroni, Polipodia colagoga, secrezion bile noti: leggera lassativa, vermifuga purgativa, espettorante tonica, radice-strisciante, ha odore sgradevole, fresca o essiccata, primavera e autunno, sapore liquirizia; tiene saccarosio, che piace ai bambini, tisana sue radici, tratta i mal di gola, pure mal di pancia, bambini indigestioni, malattie petto e occhi, a greggi pastori; foglie meno attive, Felce Muraria milza, ha foglioline a ruta, astringente forza, oftalmica vulneraria, diuretica sedativa, polvere radice, su infiammazioni arriva. flora_scolopendro-felcervo_pardin.mp3
lume024-Nella Notte di San Giovanni: dopo un giorno di fatica, mi sveglio alle tre di notte, e la stanchezza del giorno prima, mi sono chiesto donde veniva, ma senza cercare una risposta, penso alla Felce pianta vicina, che rigenera suoli degradati, e ha virtù vermifughe, toniche espettoranti. Felce è guardiana di quella notte, di mistero e presenze ambigue, nel silenzio ho iniziato, esercizi semplici Laqi, immaginando anche il Chenqi, come ponte tra mente e corpo. Dopo circa venti minuti, accade qualcosa di inatteso, il corpo inizia a muoversi spontaneo, in un movimento di qigong, gesti e memorie corporee, legate a esperienze di danza, vissute in Brasile, Africa e Asia. Nacque allora una domanda: il corpo conosce una sua via, che la mente diurna ignora, ma può imparare ad ascoltare, come una carta oracolare: resta dove sei tra due mondi, ciò che ti consuma si staccherà, se smetti di nutrirlo, con ogni tua apprensione. Il Corpo conserva apprendimenti, profondi schemi e abitudini, sensibilità e possibilità, che possono essere riattivati, quando gli è restituito spazio, il respiro BLU riemerge lento, radicando i piedi a Terra. Ritrovai una parte di me, che aspettava solo ascolto, senza combattere il passato, né rifiutare i parentali, ritrova equilibrio ai quattro poli, di corpo e qi e scelta e coscienza, tra ciò che ricevo, e ciò che custodisco, tra ciò che trasformo, e ciò che lascio andare. Fermarmi e respirare, ascoltare il corpo in gioco, usare immaginazione, per orientare l'attenzione, permettendo alla vitalità, emergere in presenza, senza forzarla con la mente: come acqua del Dao, lascio che il corpo cerchi da sè, una via a minor resistenza, per gli ostacoli aggirare, e sua vita torni a scorrere. La Felce appare una compagna, del cammino nel silenzio, in luoghi instabili marginali, essa rigenera i degradi, nel bosco umano dentro al corpo, tra ciò che appare e ciò che sento, nel segreto della notte, muta il dolore in gioia antica, che pianta Felce guarda e ispira: libera il passaggio, respira con la Terra, il suo ritmo torna in tè, come un eco dal tuo sè.

56:lume056-Hakim Bey audiolibro, intreccia mistica anarchia, economia sposta la spinta, da produzione al suo consumo, mercificando il tempo libero, attraverso pubblicità, colonizza inconscio collettivo; surrealismo in guerra sogni, riflette il crollo di società, serve un ritorno alla raccolta, un nomadismo senza dogma, che rompe regole se svolta. Satori appartiene a chi, osa infrangere le norme, per accedere a esperienze, dirette al cuor della Natura, creatività spontanea sale, e assieme al caos è fonte gioco, con irruzion nel quotidiano, del mondo magico più sano, dove son liber religioni, alternative al fanatismo, sciamani e misti viaggiatori, occorre vagare senza meta, come i Dervisci pellegrini, seguire segni e coincidenze, vivere i posti con riverenze. Utopie pirata eran le TAZ, esperimenti effimeri di libertà, come D'Annunzio fece a Fiume, con sua poesia a legittimar. Nietzsche insegna la maschera, come un gioco necessario, a superar il bianco e nero, senza reprimer desiderio, Sirito libero è fluire, con eros e immaginazione, generando nuove armonie, di comunità spontanee, siamo monarchi in nostra pelle, la libertà è già dento noi, va completata con relazione, di amor reciproco e creazione. I bambini angeli del caos, incarnano tal forza, anarchici naturali, vivono spesso dentro al gioco, qui apron spazi di meraviglia, e metamorfosi dell'arte, magia ed amore nel giocare, per mondo-merci scardinare.| Arunta d'Australia usano piume e danze totemiche per rievocare gli antenati del Tempo del Sogno (Jukurpa). Il Serpente Arcobaleno, risvegliandosi, crea fiumi, laghi, montagne e fertilità sulla terra. Dal suo passaggio nascono animali, uccelli variopinti e suoni che riempiono il mondo. I canti d’amore hanno valore sacro e imitano i rituali di corteggio degli uccelli. Donne e uomini celebrano miti, dipingono i corpi e mimano movimenti rituali. Simboli come le piume di emù e il canto confermano legami di clan e fecondità. Il Cjuringa, oggetto sacro, conserva itinerari e memorie incise su legno e pietra. Il suo suono richiama spiriti, pioggia e poteri creativi, come il didgeridoo. Perdere un Cjuringa significa perdere il cammino e la memoria del clan. Le vie di canti custodiscono le orme degli antenati, creando paesaggi e realtà. Le mappe di canto guidano i percorsi durante il walkabout e gli scambi tra tribù. Ogni aborigeno eredita un Sogno fondatore, legato al suo clan e al territorio. Il canto e la pittura mantengono vivo il legame con la terra e la sua energia. L’equilibrio si fonda sul restituire ciò che si prende da natura e spiriti. Clan, totem e riti consolidano parentele e legami con la biodiversità. Il nomadismo umano è l’eredità di questo mondo cantato e sognato.# |ARUNTA di Australia, han copricapo piume, accrescono gli Emù, imitando loro danze, se un clan Canguro, erige grande palo, in piume decorato, imita simulacro: tribu del Canguro, nasce dal suo totem, recita antenati, del tempo Jukurpa, loro imitano i balzi, del mitico canguro, le corrobori danze, alimentano il futuro. Terra parve piatta, ai tempi di inizio, Serpente Arcobaleno, dormiva in orifizio, al centro della terra, fu per lungo tempo, risveglia e sale su, quan matura intento; rompe la crosta, inizia a viaggiare, attraversa la Terra, vuota e senza luce, potente ha magia, e causa forte pioggia, solco del suo corpo, nei fiumi si foggia; così snodò + fiumi, laghi e cascate, viaggia e lascia latte, di mammelle calde, la Terra fertilizza, in selve rigogliose, crea deserti e valli, e le caten montuose; tornando nella terra, animali risvegliò, marsupiali e insetti, rettili ed uccelli, riempie ciel di suoni, e pappagal dipinti, uccelli danzatori, e i grandi Moa estinti. Canti amore dei Djarada, han magica valenza, |imitan-corteggio, di uccelli discendenza, nei canti liminali, aborigen-melanesiani, erotismo è religione, di clan australiani: quan donne aborigene, siedono assieme, cantano miti e fatti, uomo pure viene, dal Tempo del Sogno, fan recita e danza, dipingono i corpi, con ocra e costanza: indossan ornamenti, di semi del deserto, mimano serpenti, che fanno il moto lento, con natiche ondeggianti, e tutte seminude, mentre ergon palafitte, su tutta la palude. Lui le invia bel mazzo, di |penne-di-Emù, che mosse dal vento, invita fin nel bush, suo pube sotto gonna, di peli ricoperto, l'ho messa incinta io, felice e redento! 1 spirito del bimbo, entrato dentro Lei, al clan del Barramundi, cantan son fieri, mettono ripari, fan ombra a donne viso, stanno sempre là, col pene subinciso; possedere 1 canto, 1 pezzo della mappa, fa loro viaggiare, sulle vie di akasha, maschere rituali, di Esseri ancestrali, cantano le orme, nativi austronesiani. |Jukurpa terra-sogno, dicon australiani, attende risveglio, a mezzo di rituali, uomo moderno, può fare corrobori, a ritrovare pace, di avi anteriori; creare risvegliare, mai smettono cantare, la terra cesserebbe, vivere è sognare, antenato Cjuringa, se traccia itinerari, incide in legno pietra, luoghi termitai: il rombo di legno, scolpito e dipinto, narra la storia, nascosta in cjuringa, attaccato alla corda, or vibra roteando, richiama la Termite, che scava il didgeridoo. Piste senza canto, non vengon a realtà, ronza termitaio, |Cjuringa a richiamar, anche didgerido, prodotto da termiti, fa vibrare corpo, con fremiti antichi: il mito di |Apone, mangiato da titani, dopo aver dipinto, di bianco viso e mani, ruotano il cjuringa, insistente ronzio, richiaman totem pioggia, rito creativo; perdere Cjuringa, oblia via di ritorno, tutti sulla Terra, possiedon pezzo mondo, conoscer ricordare, 1 pezzo del sentiero, permette camminare, al nomade guerriero. |Australia-vie-di-canti, orme di antenati, nascosti in superfici: se nel Tempo del Sogno, le creature totem, girano Australia, intonando cantilene, così quei nomi fanno, esistere le cose, valli con montagne, fiumi stelle e rose: mappe di tal canti, ad uomini van dare, segnano i cammini, e piste da tracciare, aborigeno scambia, mappe in |walkabout, allarga suo folklore, con altre tribù; ognuno tiene 1 Sogno, suo mito fondatore, ovvero primo avo, che lo cantò in ardore: la Terra prima esiste, ideata nella mente, se canti ricorrente, viene ad esistente, se meno prenderemo, meno restituiremo, per cibo o corrobori, pitture rifaremo; ogni aborigeno, figlio a un territorio, totemico suo clan, di nascita o adozione, caccia con raccolta, spontanea vegetazio, legame parentela, cresce in tale spazio: canti danze-riti, risveglian |Mana-fuoco, richiamano presenza, geni di quel luogo, se nel mondo vita, vi è biodiversità, di umano |nomadismo, noi siamo eredità. libro_zonetemporan_kalisufi.m4a
lume056-Arunta d'Australia, fanno |cerchi nel deserto, tessitura del destino, come Africa e Sudamerica, riti Candomblé e Numtchai, sono trance e possessioni, per guarire o alleviar mali, con corpi scossi e incorporati. Fiabe narran stessa prova, muta al morso di un insetto, un serpente o un Grande Spirito, che costringe a crisi e grazia, Arunta usano piume e totem, a rievocare gli antenati, del Jukurpa o Tempo Sogno. Serpente Arcobaleno risvegliato, crea fiumi laghi e montagne, fertilità sulla terra, da sue orme nascono animali, uccelli e suoni variopinti, i canti d’amore degli umani, che vanno presto ad imitare, i ritual corteggi degli uccelli. Donne e uomini nei riti, dipingono i corpi per mimare, piume di emù legami al clan, mentre il Cjuringa è loro mappa, oggetto sacro di itinerari, memorie incise su legno e pietra: il suono cjurunga richiama spiriti, pioggia e poteri creativi, perderne uno è perder cammino, nella memoria di quel clan. Le vie di canti custodiscono, le orme degli antenati, creando luoghi e realtà, mappe sonore durante le marce, walkabout e scambi tribù; ogni aborigeno eredita, un Sogno legato al suo clan, che sposa poi il suo territorio, nella pittura caccia e raccolta, sente l'impulso a restituire, ciò che lui prende da natura, come da spiriti o dal clan, totem e riti Corrobori, legan parenti a biodiversità. Il nomade umano è questo mondo, dove son vivi folletti e fate, |Apone ronza come un ciuringa, richiaman pioggia come rospi e rane, rito creativo possiede un pezzo, di mondo vivo da frequentare, che è solo un pezzo del sentiero, che permette di camminare. Nel Tempo del Sogno, creature girano Australia, intonando cantilene, pronuncian nomi di ogni cosa, così le portano a esistenza, valli montagne fiumi e stelle, mappe di canti sono i cammini, lungo le piste da ri-tracciare, con altri canti da scambiare. Arunta oracolare: Tuo sogno o mito fondatore, è primo avo che lo cantò, la Terra esiste nella tua mente, ma se la canti ricorrente, viene ad esistente a realtà, ciò è legge e danza primordial, tessi senza fretta, pur tra ostacoli passaggio, verso equilibrio e nuova vita. Il |tempo-ben-speso è un gran guadagno.

57:lume057-L'ipnosi è uno stato naturale della coscienza: un momento di rilassamento profondo e attenzione interiore, simile ai sogni ad occhi, alla meditazione o al qigong, quando la mente rallenta e lascia emergere risorse nascoste. Nei bambini prevale l'emisfero destro, sede di gioco, intuizione e immaginazione; crescendo, il pensiero razionale spesso copre questa capacità spontanea, che però rimane latente. Milton Erickson, maestro dell'ipnosi terapeutica, usava metafore e racconti per parlare direttamente all'inconscio. Non imponeva cambiamenti: aiutava la persona a riscoprire capacità già presenti. Diceva che la mente è come un giardino: alcuni fiori sono già sbocciati, altri attendono sotto terra, nessuno può tirare il fiore per farlo crescere: occorre preparare il terreno, dare acqua e luce, e attendere il momento giusto. Come il cavallo che conosce la strada, il corpo possiede una saggezza naturale che può guidare il cambiamento quando smettiamo di controllarlo continuamente. La trance non è perdita di coscienza, ma concentrazione profonda: ogni apprendimento profondo, ogni creazione artistica, ogni momento di meraviglia è una forma quotidiana di assorbimento: parole, immagini e simboli possono orientare la mente verso nuove possibilità. Il Qigong può favorire uno stato simile: attraverso respiro, movimento lento e attenzione al corpo, la mente si calma e il praticante ascolta il Qi, mente corpo e intenzione si uniscono, il qi scorre e l'informazione diventa esperienza. Come un contadino sotto un albero osserva la stagione senza forzarla, così il terapeuta prepara il campo dove la guarigione può accadere. Il vero maestro non sostituisce il maestro interiore, ma accompagna la persona a incontrare il proprio, insegna a riconoscerlo, ricordando che: la guarigione nasce dalla fiducia nelle risorse profonde dell'essere umano.| L'ipnosi è uno stato naturale di coscienza, rilassamento profondo e attenzione interna, che consente di attivare risorse nascoste della mente. È simile a momenti quotidiani di trance leggera, come quando si è assorti o si sogna ad occhi aperti. Nei bambini prevale l’emisfero destro, legato a intuizione e gioco, mentre con la crescita e la società si attiva l’emisfero sinistro, razionale, spesso reprimendo l’intuizione. Milton Erickson, maestro dell’ipnosi, amava usare metafore per comunicare con l’inconscio; una famosa metafora racconta di un uomo che imparò a camminare senza guardare i gradini, fidandosi del proprio corpo, così come l’inconscio guida il cambiamento senza bisogno di controllo cosciente. Il qigong, con movimenti lenti e attenzione al Qi, favorisce uno stato simile di trance, rilassando corpo e mente. Parole, immagini e suggestioni guidano l’inconscio verso guarigione e cambiamento, armonizzando energia vitale e sciogliendo blocchi emotivi.# IPNOSI è stato di coscienza, un rilassamento profondo, cui attenzione della mente, è focalizzata a interno, grazie a un suono o altro linguaggio, suggestione poi si attiva, guida soggetto in esperienza, a recuperar risorse scuola. Tutti nel quotidiano, siam seduti davanti un tè, o a un piatto di minestra, con sguardo fisso nel vuoto, o davanti televisione, siamo assorbiti dal programma, dimentichiamo tutto il resto, e sogniamo ad occhi aperti. Bambini spesso in trance, sperimentano realtà, con emisfero cerebrale destro, del gioco ed intuizione, durante crescita poi, e condizionamento sociale, emisfer sinistro è più coinvolto, in favor di apprendimento, di linguaggio e pensiero logico, capacità di calcolo e altro, rinunciando emisfero destro, che resta latente in vergogna. Ipnosi è bimbo sonnambulo, |Trance è visione, anestesia e messaggio, suggestioni aiutan parto, linguaggio simboli di fatto, de-trance ritorna al quotidiano, ovvero un altro tipo trance, che, insegue aspettative, e prepara sue risposte, nel sociale digerite: a ogni momento viene appreso, un elenco di comandi, entra in noi di peso, Ipnosi svela tal copione, che sta nella memoria, e tende a monopolizzarci, idee dei media a comportarci. Noi creiamo identità, da ogni fatto che accade, uno Spirito ti parla, tu esci vai a caccia, Kinaciau va in trance e cura, qigong-ipnosi lo aiuta, a esser se stesso, ottimizzar risorse dentro, mentre Lisa in terapia, assegna ruolo a recitar, cervello plasma in conseguenza, e pilota sua esperienza. Trance è sonno-veglia, stato ipnotico naturale, tranquillità ricettiva, coscienza interna che rilassa, a favore azione inconscia, palpebre si abbassano, globo oculare sguardo vacuo, il battito polso rallenta, temporaneo cessa udito, la mente vaga tra gli archè, che modellano la psiche, e creano suo confine, e parasimpatico si attiva. Ogni giorno cervello alterna, fasi riposo e attività, di circa 20 minuti, a recuperar le forze, in queste fasi di relax, ecco i fenomeni di trance, che Anton Mesmer sfruttava, per sua magneti-terapia, a curare Milton Erickson, a rilassamento progressivo, di varie parti del corpo, lavoro fatto a distanza, o fissazione dello sguardo, su un punto/oggetto preciso. Ernesto assorbe coscienza, di ciò che vede prova e sente, lascia pervadersi dal qi, distensione e concentrazione, meditazione su un oggetto, per raggiunger quiete profonda, a svelare propaganda, che infrange identità, lui usa immagini a suggerire, immaginazione attiva, visualizzazione creativa, per viaggi di fantasia, che catturano attenzione, coscienza su emisfero destro, deputato a immaginario, aiuta ingresso in altro stato. Potere di parole, attiva risorse e cambiamenti, per risultati e obiettivi, la chiave è sempre la fiducia, apertura a innata saggezza, di propria mente profonda, che ha cosmiche radici. Psiche informa e conforma, confine da noi creato, fa superar dolore, realizza sogni che sogniamo, ora ipnosi senza ipnosi, Pang Ming al centro della testa, un punto vuoto lontano, sulla linea di orizzonte, guida classe a ritrar sguardo, nel centro della testa, e da lì a illuminare, ogni parte del corpo, nominandola ciascuna, dalla testa fino ai piedi, come savasana yoga, diventa presente e rilassata, e prepara connessione, a Qi universo illimitato. |Qigong in piedi o seduti, sul bordo sedia schiena eretta, Lisa recita 8 suggestioni, declinando tono e ritmo, modulazione della voce, e movimenti di Laqi, con spirali dei suoi gesti, forma campo desiderato, unito a intenzione del suo cuore, sede dello Shen, in tale campo informazioni, immesse preghiere positive, di benessere e salute, psiche introverte e focalizza, apertura e chiusura corpo, assorbimento da esterno, e raccolta Qi ad interno. Il praticante muove il corpo, da un esercizio all'altro, con la mente assorbita, in muscoli vertebre e qi, cervello non fa differenza, tra realtà e fantasia, qualcuno vede gli elfi in casa, e si comporta in conseguenza, linguaggio ipnotico doppio livello, parla al conscio ed inconscio, con racconto storie e metafore, per obiettivi stabiliti, ecco un sogno guidato: immaginare di entrare, in una grotta in se stessi, dove incontri un caro saggio, che ci conosce da sempre, e ci farà un dono speciale, come coraggio o pazienza, di cui abbiamo bisogno, per affrontare il drago, che fa soffrire il villaggio, cioè nostre diversità. Importate è assicurarsi, con indagini domande, degli effetti ricavati. Anche insegnante di qigong, guida da questo luogo, per aiutare i praticanti, ad aver stessa esperienza, ma ci vuole allenamento, a guidar classe e rinforzare, il campo di azione condiviso, dove la trance riesce a curare, incertezza e dolore, allergia e insicurezza, pure eiaculo precoce, attacchi di paura, ansia di apprendimento, timore e fallimenti, e gare di avversari. Lisa impiega vari modi, soffia sul viso oppure, stringe mano ad indagare, suo pollice massaggia, mio punto anestesia, mentre sua altra mano, m'induce sonno prima; confonde neutralizza, mia parte dominante, usando i paradossi, persona si confonde, stressa mia ragione, ed emotivo irrompe. Sintomo di Trance, è volto inespressivo, sguardo fisso vuoto, passività motoria, psiche molto pigra, con mancanza iniziativa, aumenta suggestione, verso una missiva. Ipnosi è un lavoro, che somma differenze, semplifica esperienze, esperire causa mondo, realtà viene da Rea, che veste ogni esperienze, di magico stupore. Ipnosi costruzione, è immagine mentale, aggrega attorno a idea, idee in evoluzione, è forza aggregazione, di gruppi e di credenze, etichette di consenso, a dar coinvolgimento, o martellano in tormento, a strappare un consenso. Ipnosi anche diverte, ma svela le apparenze, quando scopre il trucco, oltre la corrente, realtà mediata appare, un continuo opinionare, di chi ha opportunità, di dire od informare, aziende del consenso, son fabbri del pensiero, fan uso ipnosi spinti, diffondono modelli, consumi pubblicitari, producon confusione, truffe sui bisogni, scavalcan vigilanza, come zingara fattura: predice un incidente, accende la paura, su base associazione, di esperienze in psiche, trance permette associazioni, tra azioni e reazioni, con comando impiantato, a ricordo del viaggio, illudere è giocare, con realtà condivisa. |CHARCOT usava ipnosi, Salpetriere Parigi 871, in reparto convulsioni, scompone isteria trauma, primo blocco emotivo, respinto in inconscio, sa che vuol manifestarsi, provoca reazioni esorcismi, come Lourdes emozioni, paralitici in barella, lui ordina muoversi, se mancano lesioni, suggestiona sonnambulismo, letargia e catalessi. |FREUD allievo solitario, tra ostili colleghi, studia forza umana, fonda dottrina istinto, osserva i suoi pazienti, ed elabora due mappe, Es Io e super-io. Fame sete e sonno, e pulsioni sessuali, cercano uscire a coscienza, caricare e scaricare, tensione accumulata in ES, accade e si rilassa. Cinque fasi di sviluppo, orale anale e fallica, latenza e genitale, sua teoria psicosessuale, poi in analisi di sogni, vede inconscia storia, flusso di coscienza, in libere associazioni, scopre resistenze e transfert, affettivo di emozioni, di paziente su analista, per scaricare eccessi. Teatro di episodi, permette a ogni malato, spostare sentimenti, con inversion di ruoli, ma Freud ha un solo scopo, intuire psiche umana, e trovare guarigione, nell'io che si trasmuta: se non sarai te stesso, chi lo sarà x te? |REICH allievo studia, energia vivente Qi, lui la chiama Orgone, orgasmo in quattro fasi, qi carica e scarica, relax o radiazione, un sistema caricato, assorbe ancora orgone, come una batteria, poi scarica se stessa, in un processo orgasmo, tensione e distensione. Orgone accumulato, in scatola metallo, un esterno strato lana, di legno o di cotone, organica materia, assorbe bene il Prana, orgone fluisce e curare, ha colore blu elettrone, un suo blocco dà nevrosi, idea fissa che imprigiona, in corazza muscolare, che impedisce libertà, di forza emozionale, massaggia allor corazza, dissolvi dolcemente, isterismo vien da utero, e col dildo lui lo cura, emozioni rilasciate, risalgon mente umana, a curano la psiche: Se io condanno il sesso, dissecco anche me stesso, tal forza incontrollata, produce una nevrosi, si lega a un ideale, spinto sempre al domani, oggi è ancor peccato, il futuro è sempre bello, paziente appar ferito, carente dell'affetto, eppur sua malattia, fà duplice il suo mondo, una inconscia protesta, che irrompe anche nei sogni; qi a ristabilir rapporti, tra le parti in conflitto, Ego cerca smembramento esser ridotto e redento, se tutto va bene, rinasce e guarisce, nuova coscienza di Chirone, che chiarisce confusione, riemerge il sentire, dissecca il senso colpa, fluisce ancora orgone. Reich prova curare, anche energia nucleare, in laboratori Oranur, radio isotopi su orgone, questo muta poli, scatena mortal radiazione, bomba nucleare si spande, 600 miglia dal suo lab, sterilità sui terreni, atmosfera radioattivi, lui condannato dal governo, che lo finanzia in segreto, perde guerra nucleare, incarcerato e rilasciato; ogni cuore vivente, chiede essere amato, bisogno fonte del creato, che Cristo ha ricordato, nel mantra di preghiera, unisci i poli opposti, nel tantra dell'amore. |ERICKSON insegna, a indurre trance Ipnosi, dipende da cultura, la tecnica occasione: una serie relazioni, che dopo lungo uso, appaion tradizioni, ferme e vincolanti, a un popolo che l'usa, ma resta sotto un velo, sua ordita tessitura. Milton in campagna, vive sua infanzia, poi poliomielite, lo blocca nella stanza, invece disperarsi, lui porta attenzione, dentro suo corpo, osserva situazione: ristabilir legami, di muscoli interrotti, dona aiuto ai nervi, sforzi ininterrotti, riaccende attività, motoria a volontà, dopo un anno circa, torna a camminar; dedica sua vita, a ristabilire Ipnosi, evita indagare, natura fluido in sè, aiuta le persone, a dirigere coscienza, per ritrovar salute. |PangMing aprì ospedale, usando sol Qigong, Huaxia Zhigong in Cina, curò duecentomila, e sfornò molti insegnanti, tra cui Lisa taoista, che assieme a Citelli arpista, ascolta ora arpa suono, a evocare suggestioni, profondo rilassamento, Zhineng Qigong le aiuta, a formare un campo Qi, che coinvolge il sensoriale, a formare etere campo, tanto più esso è forte, maggiore reca trance. Lisa parla a bassa voce, guida esplorazione, usa ridondanza, consente regressione, recita più ruoli, riattiva informazione, innata nel paziente: ciascuno fa da sè, trance è ogni momento, ogni apprendimento, è trance di attenzione, concentrano i neuroni, oltre ogni consenso, ecco immaginazione, lo scambio e la fusione. ZQ segue Hunyuan teoria, cui ogni cosa di universo, ha tre forme di materia, energia e informazione, sviluppate a partire, da unità fondamentale, una materia raffinata, priva di forma e aspetto, invisibile a occhio nudo, da cui ogni cosa nasce; questo etere è chiamato, Hunyuanqi primordiale, che vari esercizi, concentrano all'interno, con mente concentrata, a sentir funzioni vitali, e curare malattie. Unione corpo e mente, aiuta Qi a permeare, attraverso pelle e muscoli, tendini vasi e ossa, sciogliendo articolazioni, apre canali meridiani, da periferia fino al centro, iniziando dai collaterali, influendo organi interni. Qi e sangue armonizzati, nei canali ripuliti, rafforzano qi vita, che scorre liberamente, agenti patogeni distrutti, grazie a scambio costante, tra yuanqi universale, e il qi del praticante. Eseguendo i movimenti, attenzione spostata alternata, da interno corpo ad ambiente, focalizzando assorbimento, e fusione nostro Qi, con quello di natura, in un qigong di forma aperta, praticante usa corpo e mente, orientando sua fusione, con etere essenza, potente e inesauribile. Così screma scetticismo, pregiudizi e blocchi vari, torna curiosità, di esperienze vive in trance, si traducono emozioni, in spettacoli di danza, rituali orme di antenati, tutte forme di ipnosi, dove torna intuizione, e cosciente regolazione, di sistema nervoso involontario, e ispessimento di corteccia, nella pratica regolare, cerebrali onde più ordinate, sincrone in coerenza, aiutano longevità, di molti studenti, che riacquistano salute, e diventano insegnanti, a 60-70 anni, con il metodo di Cina, stabilizzano emozioni, grazie aumento loro Qi, più rilassati con Laqi, e più contenti con Chenqi, che attivano endorfine. |Ipnosi non esiste, la Realtà è supposizioni, tra genitori e figli, ipnosi aiuta bene, se tutti son coinvolti, con accordi chiari sincronizzati, vedon scena intera, e guarisce relazione, quan disagio si rivela: se Molta Fede avrai, in Trance andrai, e mesmerismo scoprirai, come Bianca che guarì, da Parkinson malattia, grazie a pratica qigong, dopo i suoi 60 anni, e realizza che la vita, è vissuta appieno quando, corpo e mente sono uniti, e il sé autentico riappare; se valvola cervello, scavalca la ragione, Sincronizza Emozione, concentra Mono-idea, coscienza fa la Trance, si Attivano Fenomeni, poi ritorna col De-trance. Qigong in Italia, entra in reparti di ospedali, e in centri per anziani, per assister direzione, di salita e discesa, entrata ed uscita, cioè apertura e chiusura, per lo scorrere del qi, usando la coscienza, per attirare il Qi, che sempre segue psiche, così illusione aiuta, ad accedere a visione, per avere la memoria, e sincronizzare eventi, entro il campo percettivo, focalizzi un fatto amato, sfoca ogni realtà, e resta un solo dato. |Raymon Grace rivela, scopeta Stillman ipnotista, Lavaggio del cervello, ha principio basilare, chi lo ha subito, non crede averlo avuto, piuttosto egli difende, chi lo ha manipolato, lo chiama anzi profeta, o perfino innamorato, come in sindrome Stoccolma. Lavaggio o conversione, uscì in crociata religiosa, di revisionismo cristiano, di Edward Jon 735, introdusse colpa ansia apprensione, peccatori sotto tensione, sottomessi e dominati, come i bambini alla TV, azzerano la mente, a esser riprogrammati, con nuove info negative, peccatori per inferno, alcuni finiscono al suicidio. Predicatore capo culto, sostituisce suggestioni, Edward lascia i negativi, fino a fin revisionismo, stesse tecniche più tardi, in conversioni di massa, in Nuova York e forze armate, culti di elìte o radicali, a dare appoggio ai superiori, siano preti o reverendi, istruttori o leader vari. Combatti per la tua Mente, poichè poter di suggestione, in archivi subliminali, fa rispondere incoscienti, ai comandi delle volpi, primo passo al cambiamento, è generare un interesse, da uno sforzo sotterraneo, a divulgare verità, che diagnostica un problema, così mediti soluzione: ipnotisti professionisti, fan cassette subliminali, e in Ipnosi seminari, usan tattiche conversione, per aiutar partecipanti, a tornare indipendenti, Laozu autosufficienti. Un campo Qi tiene confini, della stanza in cui si trova, coscienza leader copre tutti, i praticanti nella banza, in sfera di energia, il campo appare più efficace, quan più sono i partecipanti, tempio dorato dei daimisti, tutti aiuta sua struttura, con la forza loro intento, così insegnante può segnare, gli esercizi negli allievi, attraverso visualizzo, di ogni loro esecuzione, e rinforza poi quel campo, creando immagine di un capo, un ologramma del gruppo, che coglie tutte informazioni, intento chiaro che permetta, a informazioni organizzarsi, a realizzare quel trabalho, di eseguir senza fatica, pazienti in cerchio a cui Pang Ming, serve il tè cugino al dame. jung_ricordi-sogni-viaggialdila.m4a
lume057-Il giardino interiore: immagina la tua mente come un grande giardino, alcune piante sono cresciute alla luce, altre riposano ancora sotto la terra, custodendo fiori che attendono la loro stagione. Non puoi aprire un bocciolo tirandone i petali: puoi solo preparare il terreno, portare acqua e luce, e lasciare che la vita compia il suo ritmo. Entra nel tuo respiro e ascolta il corpo: il Qigong insegna che mente, movimento e intenzione possono unirsi, lasciando scorrere il Qi come un fiume che ritrova il proprio corso. Negli esercizi di |Penqiguandingfa, in cui sollevi il qi sopra la testa e lo riversi nel tuo corpo, immagina l'energia che sale e discende attraversa il corpo, apre gli spazi e armonizza il rapporto tra te e l'universo, interno ed esterno, alto e basso. La fiducia è la porta della trasformazione: quando smetti di controllare ogni cosa, la saggezza del corpo inizia a emergere, l'immaginazione diventa un ponte tra ciò che sei e ciò che puoi diventare. Ricorda: ogni parola pronunciata dal cuore porta una direzione, ogni pensiero ripetuto coltiva un seme. Proteggi il tuo giardino dalle erbe che soffocano la crescita, e nutri quelle che portano salute, serenità e consapevolezza. Come un albero che riconosce la terra e il cielo, anche tu puoi unire materia, energia e informazione. Il maestro interiore non forza il cambiamento: prepara il campo, ascolta la stagione e lascia che il fiore nascosto trovi il momento della sua fioritura.

63:lume063-Ogni essere umano attraversa molti Bardo prima ancora della morte: un lutto, una malattia, un amore, una nascita, una separazione, una guarigione. Ogni passaggio dissolve un mondo e ne prepara un altro. Le tradizioni tibetane insegnano a non temere le immagini che sorgono dalla mente, ma a riconoscerle senza esserne travolti. Seba chiama questa disposizione Trance del Bambino: la naturale fiducia con cui il bambino entra negli stati di passaggio che l'adulto teme. Egli possiede spontaneamente quella disponibilità alla trasformazione che gli adulti cercano poi di ritrovare attraverso religioni, arti, danze, pratiche contemplative, psicoterapie e percorsi di cura. Per questo il Vangelo invita a ritornare come bambini; il Dao De Jing celebra il respiro del neonato; i dervisci roteano fino all'estasi; il qigong ricerca uno stato di presenza originaria; gli sciamani attraversano la soglia del simbolo; il Cammino del Sogno degli Aborigeni, la meditazione di Milarepa, il Bardo tibetano e molte vie della mistica conducono, ciascuna con il proprio linguaggio, verso la stessa capacità di attraversare l'ignoto senza perdere fiducia. Il Bardo non è soltanto il passaggio dopo la morte, è ogni soglia della vita. La Trance del Bambino trasforma quella soglia da luogo di paura a possibilità di rinascita; non elimina il dolore, ma restituisce la fiducia che, oltre ogni inverno, continua a respirare una primavera invisibile.| Seba viaggia giovane in Nepal, solo con bisaccia, in cerca di memorie, arriva a Kathmandu: mucche, mendicanti, mercati vivaci, officine e traffico diesel. Scopre un popolo sensibile, devoto alla famiglia, con antiche città-stato (Patan, Bhaktapur). Visita Pashupati sul Bagmati e assiste alle cremazioni sui ghat; incontra molti sadhu, ammira artigiani e vasai a Swayambhu; gusta tsampa, tè e osserva scimmie e mantra. La ceramica è rito: ruota al tornio, elementi acqua-fuoco-argilla-vento e festa del vasellame, Seba nota l'importanza dell'acqua: cisterne, bacini, raccolta piovana celebrata con riti solstiziali, poi ammira il grande stupa di Bodhnath, axis-mundi con i quattro occhi e gompa colorate. Incontra Milarepa a Kodari: mercante-asceta che evoca il tummo e la tradizione tantrica; qui contempla thanka e mandala; ascolta tamburi e la dottrina della Ruota di Esistenza: la Kalachakra descrive sei mondi e dodici anelli: ciclo di ignoranza, attaccamento e rinascita. Milarepa pratica Dzogchen e meditazione al focolare: il tempo si attenua, la mente si calma. Sui bus dell'Himachal Pradesh, Seba conosce Thonpa Sherpa, oracolo dal comportamento paradossale e rituale, tipico di Nechun, dove le cerimonie oracolari sono invocazioni con cembali e trance sciamaniche. Infine incontra Sajan il vasaio, e il jhakri Tamang: tamburi, campanelli, guarigione popolare con cure collettive: trance, sputi, tamburi, falò e rito per liberare gli spiriti erranti.# Seba ci racconta, di quando giovinetto, NEPAL va girare, solo con bisaccia, in cerca di memorie: atterro a |Kathmandù, mucche a pascolare, accoglienza familiare, su valli himalayane, 1 popolo di razze, inglesi hanno trovato, emerge con coraggio, Nepal sacro stato. Io giungo col monsone, vedo 1 squallore, assieme ai mendicanti, in cerca di calore, animali su strade, puliscono dai rifiuti, mercanti in biciclette, attendono clienti; barbieri e calzolai, in piazza vivaci, sarti e guaritori, soppesan corpi audaci, gracchiano cornacchie, sui fili alta tensione, Diesel sulle strade, motori del Giappone; scopro il nepalese, sensibile e profondo, lui mano nella mano, rispetta intero mondo, devoto alla famiglia, ignora le apparenze, distingue 1 persona, da rispetto che sente: valli a Kathmandu, Patan e Bhaktapur, furon citta-stato, convivon + tribù, durbàr piazza centrale, delle sovranità, ha templi buddismo, e hindu divinità. Su rive al fium Bagmati, sorge Pashupati, tempio Dioni-siva, Signor degli animali, protettor del Nepal, amico al toro Nandi, La cremazion sui ghat, alza fumi grandi: vedo molti sadhu, asceti itineranti, consacran loro vita, erranti meditanti, eremiti e anacoreti, di varie tradizioni, qualcuno fuma ganja, allontana tentazioni; attira assai devoti, pur Bhaktapur città, semplice il suo clima, che da serenità, peperoncini e grano, seccano su stuoie, donne brocche di acqua, portano da sole; artigiani e vasai, al |tempio-Swayambhu, incantano Seba, accanto al Durga Devi, scimmie tra le guglie, fanno loro giochi, ruote pien di mantra, attirano i devoti; in piazza sta vasaio, vicino stuoie paglia, son fasci di fuscelli, di varie graminacee, annodate fra di loro, Seba or beve tsampa, tè e farina orzo, mentre vasaio narra: mastro vasaio, in economia sussistenza, la melma modella, e muta sua coscienza, di ostinate paludi, febbre tifo polmonite, in speranza e riparo, sicura casa in legno, su palafitta bella, fuoco vien da sud, la pietra si arroventa, giunge con la pioggia, acqua necessaria, necessita serbarla, a mezzo di cisterne, bacini di raccolta, polle terra interne, ogni Acqua piovana, risorsa alimentare, raccolta e celebrata, nel tempo rurale, acqua primordiale, festa solstiziale, di estate e inverno, ecco rito guazze, assieme ceppo interno, vitale necessario, appare fuoco ambiguo, acqua social dono, di gruppo ed individuo. Vasellame arte fine, gira piastra al perno, con leva bastone, posto dentro al buco, scavato nel piastrone, a velocità costante, volano ruota inerzia, 1 forma nasce e cresce, ecco la sua festa. Ceramica è arte, di quattro elementi, argilla acqua-fuoco, + respiro dei venti, argilla lavorata, a mano e piedi nudi, immersi giù nel fango, dolori via spremuti: est di Kathmandu, sta pantheon tibetano, stupa di Bodhnath, qui primo antico nato, ha quattro paia occhi, aiuta direzionar, stupa è axis-mundi, monte Meru e Kailas. Uovo cosmo al centro, di tutti universi, tutto intorno a stupa, son gompa-conventi, a pareti colorate. |Seba incontra |MILAREPA, un mercante tibetano, che vive su a |Kodari, villaggio di confine, offre tè con tsampa, poi invita visitare, il ponte di amicizia, tra Nepal e Cina, Seba dal ponte, osserva alte valli, vista infinita, ascolta i rifugiati, intreccia destini, terre desolate, si vive più felici, su valli himalayane; narra leggenda, MILAREPA era mago, divenne poi asceta, eremita che apprese, arte del tummo, da Marpa maestro, che lo apprese a turno, da Naropa e da Tilopa, guru |tantra-yoga, venuto da |Kashmir, con |Lalla e Gopi-Krishna, che Tummo praticava. Seba presso focolare, ospite di Milarepa, vede |Thanka su parete, ritrae Padmasambava, seduto a fiore loto, al centro del lago, beve da 1 coppa, vin del risvegliato: mente osserva thanka, fa contemplazione, ascolta tamburo, di intensa religione, i mandala di fili, son sentieri avi, viaggiano coscienze, su sogni himalayani; |ruota-Kalachakra, 6 mondi ci consegna, Yama il re dei morti, pedagogia ci insegna, Budda in forma Yama, è mente illuminata, 1 specchio per vedere, la Morte rivelata: sua corona teschi, le molte incarnazioni, suo specchio vede tutto, vizi ed illusioni, collera ed inferno, fiamme buon consigli, insaziabili Spettri, torturan loro figli; 1 mondo di Animali, mostra istinti forze, Buddha con 1 libro, li aiuta a umanizzare, mondo degli Umani, è regno di orgoglio, Buddha x svegliarli, elemosina bisogno; sei regni palazzi, modelli di esperienza, riflettono la mente, Ruota di esistenza, mandala ci aiuta, comprendere essenza, natura della mente, causa e conseguenza; in cima Kalaciacra, stan palazzi Cielo, le nuvole abitate, dai nobili con clero, Asura presso loro, guerrieri ambizione, Ruota di Esistenza, dodici anelli pone: come dodici mesi, scorron alto in basso, leggo in senso orario, trovo conseguenze, legato a Ignoranza, un Desiderio emerga, segue Coscienza, che 1 Corpo mi aggrega; escono i Sensi, e la Coppia di amanti, segue Sensazione, poi vivere Insaziabi, cresce Attaccamento, a vita con traguardi, avviene Mutamento, Nasce ego moti umani, Morte tutto chiude, catena ricomincia, ognuno alla coscienza, lega si avvinghia. Tempo è illusione, edificio razionale, meditare al focolare, ogni fato sa fermare, mi fonde nel momento, annulla distanze, i 6 mondi della ruota, ferma in istante, la mente si ferma, e vita intera appare, Dzogchen meditare, è tempo che scompare, mente vuol respiro, x alimentar se stessa, respiro nutre psiche, che pensa esistenza. Seba dentro al Bus, incontra |Thonpa-SHERPA, che nome conserva, del fondatore Bon, ascolta sua leggenda, sul ritmo della vita, si può incontrare Dio, senza forzature: vivon dentro noi, asceta e razionale, divider bene e male, appare innaturale, Dei sono infedeli, bugiardi irrazionali, portandoli alla storia, si cerca di domarli; Thonpa vide cielo e terra, tenere un consiglio, inviare tempesta, a chiudere villaggio, x uomini e bestie, soffrir fame e freddo, ecco i fiocchi neve, nel tibetano inverno: scendon roteando, per 10 giorni e notti, tutto sbiancando, avvolge neve sorti, nel gelo appiattite, le onde del lago, valle e colline, foreste nel basso, sepolte e livellate, e acque ruscelle, da ghiacci occultate, dove vita e morte, in uragano esterno, combattono assieme, nel calore interno. Villaggio di |Nechung, in regno tibetano, fan festeggiamenti, per anno nuovo nato, venne tanta gente, a oracolo ritrovo, Thonpa era maestro, oracolo di stato, gira per i templi, con repertori canti, tra piccoli shortèn, siede parla poco, risponde con sarcasmo, ride ferma gioco: se question primarie, lui banalizza pure, inizia cerimonia, cantando invocazioni, al suono dei corni, o cimbali e tamburi, entra nella trance, balla a passi lenti, poi si arrabbia e balza, respiri possenti, torna al suo sgabello, ascolta le domande, risponde con versi, e con spada rituale, spiro Thimi Yangho, ritratto nel Tangka, antenato Sherpa, che visita Shamballa, soffia nel mandàla, + sabbie colorate, energie di natura, espresse e incanalate, conclusa la sua danza, Thonpa cade giù, sembra senza vita, Dorjè lo lascia pur, suo nodo viene sciolto. |Sajan-il-vasaio, incontro tra bancarelle, viene dal |Terai, valle a ciel di stelle, fu raccoglitore, di radici e miele, seduto su sgabello, impasta argilla bene; mi parla quando jhakri, saman nepalese, di etnia Tamangani, indossa vesti bianche, pavone copricapo, ha tamburo doppio, perline e campanelli, tridente di Siva, lo connette al divino, guaritore e musicista, vasaio e pellegrino. Luna piena Agosto, va sul monte Kailash, grotte di silenzio, osserva le montagne, assiem altri devoti, sale fino ai laghi, x adorar dea-moglie, di Shiva detta Kali: il lago Gosaikunda, attira molte folle, che vogliono guarire, lavar loro dolore, sotto vento e sole, pioggia torrenziale, Sajan con il jhakri narra storie varie; attraverso foreste, di parchi nazionali, rifugio di asceti, e selvatici animali, percuotono tamburi, in piccoli santuari, danzan fino alba, incenso e canti vari; parlano agli uccelli, conoscono linguaggi, vesti rosse bianche, colori della vita, come lor folletti, maestri della via. Sajan dice a Seba, folletti son fuggiti, con fauni di foresta, dopo tagli boschi, fuggono montagne, i guardiani protettori, per habitat ferito, da var conquistatori: propizio fausto Pan, |Pan-Rudra altro lato, terribil distruttivo, specie se scempiato, in estasi ai devoti, appare yogi nudo, che indossa pelle tigre, cobra di velluto. Mamme e bambini, al seno ad allattare, ascoltano canzoni, imparano che il male, se viene confinato, con stratagemmi cura, porta a guarigione, curando 1 frattura: spirito è sedotto, coi doni poi saziato, col sangue di gallina, viene poi ubriacato, si che mai ritrovi, la strada del paziente, e dentro a villaggi, mai tocchi altra gente; saman cinquantanne, sorride accoglie tutti, tira via tristezze, da donne con + lutti, depresse discriminate, socialmente sfiancate, Lui offre sua cura, e rigenera speranze. Sajan poi nasconde, volto in panno seta, entra in una trance, grida e si contorce, figlio di 1 lotta, condotta in gioventù, a vincer sue paure, di morte assiem tabù: ride e assopisce, prega e accende fuoco, con braci e candele, illumina suo luogo, inizia la cura, i malati stanno in fila, picchiati e massaggiati, dolori sputa via; sputa ogni sozzura, peli e sangue marcio, calcoli di pietra, strilla piange strazio, se canta poi soave, suzione ha terminato, il male incorporato, a terra ha ritornato: vede 1 anima suicida, persegue 2 figlioli, uno di essi trema, e altro pare matto, dopo ore di tamburo, e tartassati in cure, esplodono in trance, il giovane parla pure; con tono del defunto, racconta esperienza, due vecchi annotan tutto, x poi verificare, gruppo comunità, fan cura assai vibrante, accendono falò, a nutrir anima errante, spargono su braci, burro latte sangue, Sajan e il fratello, battono sui tamburi, i figli del suicida, saltan sui tizzoni, danzan liberati, tra odor misti a fetori. Sajan dice a Seba, imparare a morire, mistero dei misteri, psiche sa fallire, se lasci che accada, ananda può salire, se io non esisto, malattia non esiste; riesce la cura, cosciente esser niente, legge par assurda, a mia mente razionale, + mi sento male, e pià credo esser tale, a Io trans-personale, estasi può entrare: ora capace di guarire, poichè va recitare, se accetto di morire, si apre altra fase, piacere folle accade, estasi oltre lutto, reale è ciò che pensi, se diviene culto; ogni popolo sceglie, malattie da impastare, tutto fa gioia, ogni incontro par prezioso, lui attira malattie, con Mandala ragnatela, labirinto colori, che pensiero ferma; trova tuo posto, quando rumor onde, supera i pensieri, offerte riso fiori, dhalbat con i ceci, rosari di rudraksha, son scacciapensieri. |Audio del libro_bardothodol-tibetano.mp3: Il Bardo Thodol descrive il viaggio della coscienza dopo la morte come un processo in più fasi, caratterizzato da visioni proiettate dalla mente del defunto, dalla comparsa di intense luci di saggezza e dalla spinta inesorabile del karma, che può condurrAudio del libro_bardothodol-tibetano.mp3: Il Bardo Thodol descrive il viaggio della coscienza dopo la morte come un processo in più fasi, caratterizzato da visioni proiettate dalla mente del defunto, dalla comparsa di intense luci di saggezza e dalla spinta inesorabile del karma, che può condurre alla liberazione o alla rinascita nel samsara. Al momento della morte, l'individuo si sta allontanando da questo mondo senza possibilità di scelta. Il defunto vaga solo nello stato di Bardo, poiché i parenti non possono seguirlo. La coscienza deve cercare rifugio ed essere protetta dal grande uragano del karma e dalla grande paura del Signore della morte. Una serie di istruzioni e preghiere sono destinate a una persona nel momento della morte e durante il Bardo, lo stato intermedio tra la vita e la rinascita secondo la tradizione buddista tibetana. L'obiettivo centrale è fornire una guida per il riconoscimento delle proiezioni mentali, incluse le divinità pacifiche e infuriate, affinché l'individuo possa raggiungere la liberazione ed evitare di vagare nel samsara. Le istruzioni insistono sulla necessità di non provare paura di fronte a visioni terrificanti e di mantenere la concentrazione mentale per chiudere l'ingresso all'utero e scegliere una rinascita favorevole. Il testo si conclude con una lunga preghiera ai Buddha affinché l'essere possa superare i pericoli del Bardo e ottenere un corpo perfetto per il bene di tutti gli esseri senzienti.e alla liberazione o alla rinascita nel samsara. Al momento della morte, l'individuo si sta allontanando da questo mondo senza possibilità di scelta. Il defunto vaga solo nello stato di Bardo, poiché i parenti non possono seguirlo. La coscienza deve cercare rifugio ed essere protetta dal grande uragano del karma e dalla grande paura del Signore della morte. Una serie di istruzioni e preghiere sono destinate a una persona nel momento della morte e durante il Bardo, lo stato intermedio tra la vita e la rinascita secondo la tradizione buddista tibetana. L'obiettivo centrale è fornire una guida per il riconoscimento delle proiezioni mentali, incluse le divinità pacifiche e infuriate, affinché l'individuo possa raggiungere la liberazione ed evitare di vagare nel samsara. Le istruzioni insistono sulla necessità di non provare paura di fronte a visioni terrificanti e di mantenere la concentrazione mentale per chiudere l'ingresso all'utero e scegliere una rinascita favorevole. Il testo si conclude con una lunga preghiera ai Buddha affinché l'essere possa superare i pericoli del Bardo e ottenere un corpo perfetto per il bene di tutti gli esseri senzienti. libro_bardothodol-tibetano.mp3
lume063-Esiste un luogo che ogni essere umano ha abitato almeno una volta: l'infanzia, non tanto come età, ma come stato dell'essere. Là dove il respiro è spontaneo, il corpo segue il ritmo, l'immaginazione precede il giudizio e il mondo appare vivo, simbolico, pieno di possibilità. Forse è questo il significato nascosto del girotondo: girare, fidarsi, lasciarsi andare e cadere, per poi rialzarsi ridendo. Le grandi tradizioni dell'umanità sembrano indicare, con linguaggi diversi, questo stesso ritorno. Il cristianesimo parla del Regno dei Cieli ritrovato diventando come bambini; il taoismo invita a respirare come il neonato; il sufismo danza in cerchio fino all'estasi; il qigong coltiva uno stato naturale di quiete e presenza; gli Aborigeni australiani percorrono il loro Cammino del Sogno per ritrovare l'armonia con la Terra. Cambiano i simboli, ma il richiamo è lo stesso. Questa è la Trance del Bambino: uno stato semplice e originario nel quale la vita sa già come guarire, creare, amare e orientarsi. Le diverse vie della cura gli hanno dato molti nomi, grazia, Dao, Ananda, presenza, energia, immaginazione, relazione terapeutica, ma forse indicano tutte la medesima sorgente. Quando arrivano il lutto, la malattia, la paura o il crollo delle nostre certezze, crediamo di aver perduto tutto. Eppure nessuna tempesta può cancellare quel bambino che continua a respirare nel profondo di noi. Forse il compito della vita non è diventare qualcuno di diverso, ma ricordare ciò che eravamo prima della paura: ogni volta che ritroviamo lo stupore, il gioco, il silenzio, il ritmo o un semplice sorriso, quella sorgente ricomincia a fluire, e allora comprendiamo che il Regno dei Cieli, il Dao, il Sogno, la danza e la cura si rivelano nomi diversi della stessa casa interiore, dove il bambino ci aspetta da sempre, pronto a prenderci per mano e ricominciare il girotondo.

91:lume091-Gli |Yanomami sono una popolazione indigena dell'Amazzonia, insediata tra Brasile e Venezuela lungo i bacini del Rio Negro e dell'Orinoco. Discendono dalle antiche migrazioni provenienti dall'Asia e vivono in clan e villaggi praticando agricoltura di sussistenza, caccia e raccolta. La trasmissione del sapere avviene soprattutto attraverso l'osservazione: madri, anziani e comunità insegnano ai bambini miti, tradizioni e tecniche di sopravvivenza. La foresta è il centro della loro vita materiale e spirituale: è insieme tempio, farmacia e oracolo. I pagè (sciamani) interpretano i segni della natura, prevedono piogge, siccità ed epidemie e guidano la comunità nei momenti di crisi. La medicina tradizionale usa numerose piante medicinali, preparate come decotti, infusi o linfe, per curare febbri, malaria, infezioni, ferite, punture, avvelenamenti e disturbi intestinali. Le conoscenze botaniche vengono condivise con altri gruppi indigeni e, in tempi recenti, sono state integrate, in buonafede o malafede, con vaccini e antibiotici per contrastare le malattie introdotte dai colonizzatori. La religione ruota attorno agli |Hekurà, spiriti che incarnano animali, piante e fenomeni naturali e che possono proteggere, guarire o influenzare il destino degli uomini. Il contatto con questi spiriti avviene soprattutto durante le cerimonie dell'Epenà, una polvere enteogena che induce stati visionari. Le esperienze estatiche permettono ai pagè di curare i malati, risolvere conflitti, rafforzare le alleanze e mantenere l'equilibrio psicologico e sociale della comunità. Per diventare pagè gli aspiranti affrontano il Thamamou, un lungo periodo di isolamento, digiuno, astinenza sessuale e pratiche rituali durante il quale imparano a comunicare con gli Hekurà; dopo l'iniziazione continuano la loro formazione per tutta la vita. La morte è considerata un passaggio, il defunto viene cremato e, durante la festa del |Rehao, le ceneri vengono consumate ritualmente dai parenti in una zuppa di banane, gesto che onora il morto, mantiene vivo il legame con gli avi e rafforza la solidarietà tra i gruppi. I miti spiegano l'origine del popolo e del mondo: uno dei più importanti racconta che gli Yanomami nacquero dal sangue della Luna; attraverso canti, danze, racconti e rituali vengono trasmessi la memoria storica, i valori collettivi e l'identità culturale. La cultura yanomami vive integralmente la foresta, gli spiriti, i riti e la vita comunitaria, come un equilibrio inscindibile tra uomo e natura.| I Yanomami migrarono migliaia di anni fa dall'Asia settentrionale, evolvendo società pragmatiche e creative tra Brasile e Venezuela, lungo Rio Negro e Orinoco. Vivono in clan e villaggi, praticano agro-sussistenza e caccia, trasmettendo conoscenze attraverso bambini, madri e anziani. La loro religione si basa su enteogeni vegetali, riti di cremazione e consumo rituale delle ceneri per onorare i morti e rafforzare legami familiari e collettivi. Usano erbe medicinali di diverse famiglie botaniche per febbri, malarie, infezioni, ferite e veleni, condividendo sapere con vicini. Le cerimonie Epenà stimolano estasi, visioni, unione con spiriti animali (Hekurà) e cura psichica e sociale. I pagè guidano i riti, cantano, danzano, invocano hekurà, curano malati, proteggono comunità e gestiscono conflitti. I giovani aspiranti pajè si isolano per mesi in iniziazioni intense, digiunando, cantando, inalando epenà e interagendo con spiriti guida. La morte è rito di passaggio: cremazione, raccolta ceneri e celebrazioni (Rehao) uniscono comunità, tramandano miti e rafforzano legami sociali. Tra feste, danze, canti e visioni, Epenà integra cultura, medicina, magia e coesione sociale, offrendo equilibrio psicologico, protezione e insegnamento ai vivi e rispetto ai defunti. Gli spiriti Hekurà collegano uomini, piante, animali e clima, guidano guarigioni, predizioni e alleanze. Le cerimonie sono anche educative, creative e collettive, fondando memoria storica e coesione etnica.# giunser YANOMAMI, migliaia anni or sono, da Asia manciuriana, Tartaria siberiana, con altre popolazio, migrarono intorno, pragmatici creativi, creano loro mondo. Lor sopravvivenza, evolve progressiva, vedon lor bambini, azione della madre, i nonni conoscenza, trasmetton il sapere, miti e tradizioni, ciò che può accadere; tra Brasile e Venezuela, vivon Yanomami, su Rio Negro e Orinoco, Amazzone affluenti, 15 mila organizzati, clan villaggi sparsi, agro-sussistenza, caccia e primi contatti. Loro mondo religioso, enteogen vegetali, creman loro morti, seguendo schemi seri, consuman ceneri defunti, cerimonia parentele, familiar e collettive, legami senton vere. Rehao festa di zuppa, e banane speziate, di ceneri defunti, di anno precedente, usan farmaci a trattare, epidemie nuove, trasmesse dai coloni, e predoni di ori, morbillo e dolore, che Maguey vuol curare, contro ipocrisia, di fanati missionari. Loro erbe medicina, di varie famiglie, Apocinacee e Aracee, Leguminose e Moracee, Piperacee e Rubiacee, Guttifere e animali, spontane e coltivate, per febbri e malarie, disordini addome, respiro e mal di denti, infezioni cutanee, ferite e avvelenamenti, scambi coi vicini, diffondon conoscenze, e incontrano malaria, con dengue e febbre gialla, infezioni recenti, portate da coloni, che violano la selva. Maguey porta loro, vaccini e antibioti, a ridurre epidemie, strage di tribù, Zenzer febbrifugo, macerato contro tosse, percola su testa e corpo del paziente. |Yanomami associa, sapor amaro alla cura, pizzicore su pelle, gusto acido al corpo, decotti di corteccia, Aspidosperma nitida, infusi foglie-fiori, di Drymonia coccinia; peperoncino acqua schiacciato, combatte occhi infetti, come infuso di Banano, cura infezioni polmoni, linfa banano, contro ferite serpente, e formiche veleni, Phytolacca su punture, di pulci ai piedi; tabernamontana cura, vermi intestinali, Philodendron lenisce, punture scorpioni, corteccia Croton su capo, emicrani dolori. Tra fiume e foresta, amore fanno bello, si accoppiano istinto, avvinti su terra, si bagnano al fiume, poi escono parlando, affetto desiderio, trasmettono guardando; ai bimbi è permesso, osservare ascoltar, qualunque discorso, si va conversare, confine non vedi, a natural curiosità, dei bimbi gioiello, della comunità; privi di strumenti, di tipo musicali, usano rumori, umani e ambientali, lor nota prediletta, pare sia la pioggia, credono dal mare, il mondo intero sboccia. Lor tempio è la foresta, oracolo di vita, i pagè fan previsioni, accurate su clima, annunciano arrivo, di piogge o siccità, tempeste e vari eventi, epidemie o calamità: lor numerazione, da uno ferma al tre, Mahu orakabe orakataue, simil la cinese, uno produsse due, due produsse tre, bruka è moltitudine, segue al numero tre. Eccelle arte plumaria, tagli di piume, ornamenti al capo, bracci orecchi e viso, i fiori della selva, profumano le donne, curan malattie, con tuberi e con foglie, le donne catturate, ai nemici sconfitti, diventano di tutti, presso i vincitori, sfogo degli istinti, stimola la guerra, in var comunità, presenti sulla terra. Romulo ci canta, elogio ad |Epenà, che alcolismo e droghe, riesce contrastar, comporta tosse sputi, novizi a vomitar, porta far sberleffi, leggero scimmiottar: non reca assuefazione, crisi astinenza, usata nel rituale, è sociale conseguenza, aiuto nella fame, a scopo preventivo, porta a costruire, Sciabono collettivo; alleanze ed amicizie, aiutan comunità, da mal decadimento, curan + malattie, necessita entrare, contatto con natura, Spiriti Hekurà, son ponte infrastruttura, spiriti immortali, invocati a interferir, nelle uman faccende, e nuocere ai nemici, abitano i monti, dirupi e il petto uomo, invocano i pagè, per medicin del luogo: son spirito giaguaro, tapiro ed anaconda, di armadil gigante, e scimmia marimonda, son ara e pappagallo, tucano e tartaruga, Giaguaro della selva, tutti mette in fuga. |Hekurà maschili, sposati a bel fanciulle, eterna giovinezza, aiutan caccia e cura, invocan femminili, x parto nel travaglio, o hekura di piante, x cibo e tabacco; rapporto uomo-pianta, gira tra loro, hekura del clima, di vento tuono e sabbia, lavorano dal cielo, diversi indipendenti, fausti od infausti, cagioni ricorrenti: li possono invocare, pagè nella veglia, con piante di potere, e polvere di Epena, polvere accompagna, ogni yanomami sorte, permette fare riti, dar coraggio in lotte. Sintomi di epenà, ebbrezza o incoscienza, secondo la dose, per uomini maturi, assunta in solitaria, o risolver contese, in dialoghi ritmati, raggiunte son intese: un di fronte altro, or uomini diversi, stringono alleanze, scambiano oggetti, progettano battute, caccia oppure festa, se celebrano i morti, riordinan la testa; riti endo-cannibal, onor memoria morti, dando loro pace, con canti e danze forti, cerimon preghiere, son feste collettive, x maturati frutti, o nuove agrarie sfide; donne affaccendate, poco interessate, giocano bambini, con archi frecce e cani, adulti in pennichella, su amaca dondol, presenza dei pagè, dà sicurezza intorn. Pagè son richiesti, in gran necessità, durante malattie, guerre o tempeste, Spiro superiore, Yaru ovvero il tuono, terrore loro fa, se romba a pieno suono: cielo si scurisce, con vortici vento, ululano i cani, capanne sollevan tetto, Pagè riuniti in piazza, inizia rituale, a vincere paura, di pioggia torrenziale. Durante loro ebbrezza, cantano poesie, imitano passo, cinghiale o giaguaro, lacrime e saliva, tosse e irritazione, gran senso di calore, inizia la visione: epenè mondo poesia, in estasi di volo, camminano col Sole, o cammino della Luna, vola sui nemici, propizia battute, di caccia o di tuberi. Yarima è trasportato, nel mitico reame, cambia corpo mente, unisce alla foresta, e cantano i pagè, dialogan danzando, imitan gli uccelli, e il giaguaro felpando; seduti su terra, abbraccian due a due, sussurrano storielle, miti a bassa voce, pilastro di cultura, porta a rievocar, battaglie di avi, effetti collateral. Yanomami cultura, grazie a epenà, è psichica evasione, lor televisione, unione realizza, col trascendentale, dona loro equilibrio, mentale e sociale; rafforza nel bisogno, e cura ammalati, compie anche magie, a danno dei nemici, interpreta presagi, e sogni dei presenti, scopre furti e vede, di uomini gli intenti. Luna è un antenato, un tempo fu colpita, e da suo sangue mestrual, nacquer yanomami, ci andiam con epenà, in rito ritrovato, noi da li veniamo, là infine ritorniamo. Epenà ambivalente, nuoce oppure cura, pajè canta e grida, risucchia e sputa via, colloquia pur combatte, fino a sfinimento, rantola per terra, e muta atteggiamento: passa in rassegna, antenati e narrazione, atteggiamen teatrale, mangia la tensione, esaltazione gruppo, visibili ora rende, poter di guarigione, tutto già sottende. In yanomami villaggi, molti son pagè, a volte quasi tutti, uomini adulti, a seguito del sogno, o caccia solitaria, sentono chiamata, lor spirito va in aria. |Thamamou-iniziazione, è cura aspirante, adorna si dipinge, astiene cibi e sesso, inizia Epena viaggio, spartana vita 1 mese, isolato da villaggio, avrà zucca acqua, legna per fuoco, amaca letto, e ronzio del luogo. Tutori con epena, imboccano neofita, invocano hekurà, petto aprir sua porta; ballano cantando, suo arrivo poi mimando, femmina del rospo, invocano se ha febbre, se debole per fame, confuso o spaventato, lui scappa in foresta, tutto frastornato; sbavando e vomitando, si rotola su terra, privo delle forze, o di conoscenza, anche se non scappa, è preda di emozioni, accede alle visioni; lunga iniziazion, intensa esperienza, incessanti sensazioni, nenie dei tutori, cantan gli hekurà, son spiriti animali, presentano se stessi, come dei neonati, pronti ad abitare, il petto nuovo uomo. Dopo iniziazione, gradual ritornerà, integrato qual pagè, in comunità, inalar col mokohiro, potrà e canterà, fermo o camminando, ogni suo hekurà. Prosegue formazione, crescono col tempo, hekura di adozione, a spaventar nemici, di notte canterà, con voce vigorosa, mai più vomiterà: febbre raffreddori, diarree lui curerà, eccessi sesso e cibo, e sforzi eviterà, se immerge in acqua, usa precauzione, come donna incinta, di hekur fa gestazione. Per essere |Pajè, beve acqua da cascata, avverte pian cantare, sonora a bassa voce, segue ad alta voce, ripete ciò che sente, fuori e dentro eco, il suono ricorrente; mistica iniziazio, raggiunge col digiuno, in lungo isolamento, invita gli hekurà, far sfrenate danze: mi trovano hekurà, giorno di silenzio, lor figlia si avvicina, danzando verso me, mi fa cadere a terra, mi apre gola e petto, sangue mio pulisce, morto steso a letto; strappami la lingua, metti le tue penne, sento quel che canta, la figlia di hekurà, per aiutare donne, durante loro parto, invoco io Tapiro, grazie al nuovo canto: Wakugnariwe è, hekura di anaconda, Arari uccello Ara, armadillo-Wakariwe, il primo ha molta forza, alberi sorregge, durante le bufere. Scimmia è Pascioniwe, giaguaro-Irariwe, Kumar pappagallino, caimano è Wariwe, tuono Taumiriwe, vento Watoriwe. Poter di ogni Pagè, calor intento spinge, dominare il fuoco, collega a mondo sogno, la danza è susseguirsi, voci di animali, disordine mentale, pagè ci appare morto, purifica col ritmo, alfin torna risorto: il canto del suo volo, viene da lontano, viaggio pare lungo, linguaggio cadenzato, su scala immaginaria, fumo di tabacco, da foglie sventolato, pajè ha oracolato, pietra come quarzo, nel fuoco e calore, ci narra visioni, offre risposte, con canti e invocazioni: se aspira epena, invasano hekurà, tatuato col carbone, cammina ora pagè, avanti indietro va, lui guarda nel malato, su amaca disteso, urla + minacce, a uno spirito ribelle, insediato sotto pelle: gli intima la fuga, oppur lo taglia a pezzi, che buttera nel fuoco, senza troppi mezzi, con sapienti tocchi, massaggia paziente, spinge con le mani, hekura incosciente, lo spinge a estremità, testa mani-piedi, al fin succhiarlo via, da corpo del malato, stremato cade a terra, anche varie volte, amici e conoscenti, rianimano forte, incitan ripresa, di cura spruzzan acqua, su viso battagliero, rialza e inala epena, riprende a dialogar; con un hekur si infuria, sputa vomitar, per gravi malattie, tregua lui non dà, al povero paziente, di giorno e di notte, suo intervento poi, ne accelera la morte, nei casi terminali, abbrevia dolor sorte. Convincere il malato, è arte di pagè, vincere intrusioni, ovver guarire da sè, lo aiuta prender mano, ora la sua sorte, con immaginazione, lo fa sentire forte; pagè yanomami, gran poeta attore, quando si prepara, a estatica seduta, rivela bellezza, di hekurà che serba, richiama ausiliari, spiriti nagual, parla agli animali, ne imita natura, infine gli hekurà, dimorano suo corpo, grida implora e urla, muovesi contorto, parla con la voce, di hekurà presente, il doppio uccider può, esso è ambivalente. Pagè nel pomeriggio, tiene lezione, narra un giaguaro, che mangia + carne, cerca in Sciabono, gira ogni capanna, Yoawe lo scoprì, Epena lui fiutava: vennero hekurà, a frotte verso lui, divenne un pagè, ed ebbe suo potere, si mise a far amore, ma odore vaginale, fugge gli hekurà, lui smise di cantare; tutti conoscon, trama del racconto, vedono commossi, commento a girotondo, si crea complicità, ilarità costanti. Omave e Yomave, sono due fratelli, il primo viaggia molto, e porta epidemie, il secondo tien magia, un piede nel caimano, cura malattie. Iwari tiene fuoco, posto sotto lingua, a nessun ne dà, geloso che si estingua, privo di amici, Yomave lo avvicina, e ridere lo fa; presso amaca Iwariwe, presso sciabono, notte con piogge, freddo faceva, molti yanomami, tossivano insistenza, fuoco Iwariwe, bastava a curarli, ma padrone fuoco, va a ignorarli. Un giorno Yomave, in amaca lo culla, Iwari dormiva, improvviso starna bava, fuoco salta fuori, da bocca spalancata, Yomave lo afferra, salta si allontana, torna allo sciabono, e Fuoco dispensa. Iwariwe disperato, caimano diventa, Yomave spicca salto, ma perde suo piede, finisce sui rami, di albero Cacao, lascia scintilla, che ogni legna brucia, pianta che innesca, fuoco medicina: |Prioma-rospoarancio, donna di torrenti, disse a predire, fuoco fà soffrire, la invocano pagè, a curare febbri. Yanomami morte, è rito di passaggio, lascia ai discendenti, ceneri di ossa, per fare comunione, osteofagico rito, a superar paure, e anima librare: ogni umano possiede, anima Nobolebe, nuvola di fumo, da corpo si solleva, durante cremazione, verso il cielo leva, manca nel bimbo, nei morti non cremati, dispersi o uccisi a fiere, errano in foresta, soli o a schiere; seconda anima è Monise, ombra oppur nagual, durante vita alberga, nel totem animale, ragno aquila o giaguaro, uccide yanomami, se uccidi suo animale. Durante cremazione, si uniscono le due, lo Spirito del sogno, con Anima vitale, poi in altro mondo, van da Wadawadana, giudice dei morti, che smista fiumana. Piangono hekurà, la morte di un pagè, lasciano suo corpo, quando è moribondo, mentre se ne vanno, cielo divien scuro, piove tuona e scaglia, folgori con fumo; danze frenesia, attorno al moribondo, lo chiamano fratello, figlio o papà, mostrano oggetti, di sua proprietà, imprecano gridando, la sorte che verrà. Acqua umidisce, tabacco tra le labbra, piangono a dirotto, donne e maschi insieme, cadavere abbellito, con piume di sparviero, dipinto di rosso, su pira fuoco vero; da varie abitazioni, tizzoni catastati, su legna incenerisce, amaca col corpo, acre odore e fumo, si unisce al crepitio, parenti ballan strazio, lanciano sul fuoco, frecce con faretre, ceste e oggetti del defunto, esprimono dolore, senza disappunto; dopo qualche ora, cadaver consumato, cener raffreddata, è raccolta con ossa, entro una cesta, prese dai parenti, saranno consumate, nei riti di un |Rehao. Yanomami festa, invitano amici, sparsi in foresta, attorno a nonno fuoco, mito agnacorami, occasione di legami, baratti e strategie, scambiano regali, parenti con amici, Pesce selvaggina, cibo nella fossa, chiude intero rito, cenere di ossa. Uomini riuniti, inalano epenà, mangiano banana, sgarbo se ne resta, invocan hekurà, picchian piedi a terra, calata la notte, entran donne in scena; al cenno del pagè, danzano con passi, 4 avanti e dietro, due a due fan canti, frizzi e provocazio, ad uomini rivolte, su amache distesi, danno le risposte; tutti innamorati, prescinder dai legami, rischiano villaggi, di giunger alle mani, duelli con disfide, dialoghi ed affare, culmine Reaho, brivido di gare. Alba fine festa, abbracciano felici, inalano epenà, pagè tutti riuniti, seduti sulla terra, in dialogo ritmato, suggello e garanzia, opera ha compiuta, Reaho di fratellanza. jurema_cantos.m4a
lume091-C'era una volta una foresta dove cresceva un albero così alto che sembrava unire la terra al cielo. Un ragazzo vi salì e non scese più: da lassù capì che cambiare altezza significa cambiare pensiero. Poco lontano, un bambino costruì un palazzo di gelato e un altro inventò numeri che nessuno aveva mai contato. Gli adulti sorridevano con indulgenza, ma intanto il mondo diventava più grande. Nella stessa foresta vivevano i bambini Yanomami, che sapevano che gli alberi parlano al vento, che i sogni insegnano quanto i maestri, e che l'immaginazione può diventare cura, memoria e coraggio; la loro numerazione va da uno fino al tre (mahu orakabe orakataue), poichè uno produsse due, due produsse tre, e tre produsse bruka, la moltitudine dei diecimila. Nei villaggi Yanomami, quasi tutti sono pagè,, sentono cioè la chiamata del loro spirito, si bagnano al fiume e poi escono, parlando di affetto e desiderio che trasmettono con sguardi e suon; i loro bimbi son gioiello della comunità, mentre amano e temono la pioggia, e credono che il mare, che mai hanno visto, sia la culla de mondo intero. La foresta è il loro tempio e oracolo, e i pagè fan previsioni, accurate su clima, arrivo di ospiti, piogge o siccità, tempeste e altri eventi come epidemie o calamità: i pagè non fuggivano dalla realtà, ma imparavano a guardarla con gli occhi degli animali, delle piante e degli spiriti, perché ciò che cambia lo sguardo cambia anche il destino. Questo è il segreto che Milton Erickson avrebbe raccontato senza mai spiegarlo: quando una persona scopre una nuova immagine, comincia già a vivere in modo diverso, la mente segue le metafore come il seme segue la luce. Perfino Leopardi, che vedeva la Natura matrigna e indifferente, riconobbe nell'immaginazione il dono più prezioso concesso agli esseri umani: non per negare il dolore, ma per renderlo abitabile, trasformandolo in poesia, speranza e significato. Anche Jung, ascoltando i Pueblo del New Mexico, intuì che il mito non è un'illusione infantile, ma un linguaggio antico con cui l'uomo continua a dialogare con il mondo. Così Cosimo, nella fiaba del Barone rampante rimane sull'albero, Rodari continua a inventare storie, i bambini Yanomami osservano la foresta, e ogni essere umano, quando immagina, pianta un albero invisibile dentro di sé. Le sue radici affondano nella realtà, ma la sua chioma cresce verso l'infinito. Forse la più grande forza dell'uomo non è dominare la natura, ma immaginare nuovi modi di abitarla.

105:lume105-La legge della |FESTA esige cuor leggeri, svuota tazza e tutto soddisfa, muscoli e pancia, cuore e autostima, riscalda entusiasmi, al crescer dei corpi, tace ogni amarezza e invidia tra classi, sorgono onde calde, corruscano faville, occhi lancian fiamme, ricercan simpatie, uomo ben si adorna, la donna si profuma, odor visioni suoni, attivano le grazie, salute e coltura. Spirito di festa, scherzi risa e cibo, sfrenato Loa divino, entra dalla testa, e con contorcimenti, spasmodici del trance, annuncia di quel nume, gli arrivi e le partenza; e prima della fine, un consulto al gruppo rende, saluta Loa poi lascia, l'umano suo credente. Genie di spiri Bori, scendono nei cuori, a trovare loro figli, scrive Kimpa Vita, famosa profetessa, in colonia portoghese, lei guida movimento, durante occupazione; dopo il rogo 706, sopravvive la sua fede, tra Africa e Brasile, ritornano ORISHAS. |Quilombo dos Palmares è un film brasiliano ambientato nello stato di Bahia, narra la cultura afro-brasiliana, dove la festa ha un ruolo centrale di guarigione, celebrazione e coesione sociale. Attraverso musica danza e trance, si evocano Orishas che coinvolgono corpo e spirito, unendo profumi colori e cibi ai ritmi di una liturgia pubblica, teatrale espressione e delle radici dell'anima che, nonostante colonizzazione e persecuzioni, sopravvivono e si rinnovano tra Africa e Brasile. Patteggia il posseduto, a ottener la grazia, da numi e coribanti, nei concili riparanti, per avere guarigione; dopo alcune crisi, placati son gli Dei, con patti di stagione, arriva conciliazione, il devoto poi ringrazia, danza celebrazione. Se liturgia di gruppo, è pubblica funzione, la crisi va in teatro, per addomesticarsi, in rappresentazione, persona incarna il genio, nel circo collettivo, attiva esibizione: la vista di un colore, l'ascolto di un motivo, l'odore di un profumo, e i moti acceleranti, di ritmi sincopati, nel corpo con tremore, che vive viaggio di scoperta, o festa di coscienza. Nei moti propri al corpo, un sottile godimento, vertigine che porta, a vivere il momento, colori e suoni intensi, spontanei o provocati, emerge il repertorio, di ruoli e personaggi, con maschere Orishà, che liberan bisogno, tra estasi e trance, teatro oppure sogno. Estasi è uscire, di anima dal corpo, mentre nella trance, tu gli presti posto, se hai buona fede, emerge la coerenza, tra te e comun credenza. Siamo un convito di bambini, che danzano nei corpi, visioni di sconfini, sdoppiati in forma umana, nel mito sacro spazio, che chiede partecipazione, per sostener le forze, della guarigione.| Il Regno Kongo-Brasiu, con capitale su due sponde, unisce lignaggi africani cristiani e migranti etio-nubiani. Le élite afrodiscendenti conservano riti antichi, che si fondono nei culti afro-brasiliani. Leggende dei Fang e testi in ge'ez narrano migrazioni sacre, con guide pigmee fino alle coste atlantiche. Il cristianesimo copto si sincretizza con culti bantu, creando pantheon di orixás, loa e divinità locali. L'invasione europea e la tratta schiavista rovesciano i regni, ma i quilombo resistono per secoli. Il Candomblé nasce da irmandade, che salvano saperi, lingue e pratiche spirituali. Le malattie sono viste come squilibri interiori, guariti con trance, canti, piante e rituali. Exù, Ogun, Oshossi e altri orixás rappresentano forze archetipiche con ruoli terapeutici. I riti Jurema mescolano catolicismo, spiritismo e sapere indigeno, con bevande visionarie e danze. La possessione rituale è mezzo di cura, contatto con spiriti e rielaborazione del trauma. La pianta jurema è maestra iniziatica, usata nei riti umbanda e catimbó per visioni e guarigioni. Ogni terreiro ha un tronco sacro o altare, centro delle pratiche oracolari e liturgiche. La “mesa de jurema” riunisce simboli, spiriti e strumenti per consultazioni e offerte. I mestre juremeiro, tramite la pianta, guidano i discepoli in mondi spirituali, città invisibili e sogni. I rituali richiedono purificazioni, astinenze e apprendistati che durano anni. La memoria degli schiavi, piantagioni e resistenza sopravvive nei canti, nei mestieri e nei lignaggi sacri.# KONGO-BRASIU regno, San Salvador due sponde, omaggia Salomone, Etiope copta chiesa, i figli di Alessandria, migrano da Egitto, attivano canati, élite Buvanji fabbri. Czar czarina czarna, è casate della Nubia, sul Bosforo si ferma, ed elegge capitale, poi altre migrazioni, sovrani africani, governano province, canati e regni vari. Un libro in lingua geez, di chiese in Lalibela, riporta Fang leggenda, degli avi sud Egitto, migrano in Sudan, poi dentro la foresta, con guide di Pigmei, fin coste al Regno Kongo, e le coste del Brasile, oltre il grande mare, etiopico di Atlante. Gran regno su due coste, ha popoli imparentati, cristiano copto Geez, oggi è Rastafari, antichi re e regine, divengono leggende, Migesi e Mbwiri numi, Vodunsi Loa ed Orixas, in Haiti e san Domingo, Colombia e Venezuela, più santi messi in scena. Antenati di Tartaria, migrarono dovunque, a fondar morisco regni, moorish e messicani, zarati ed in-canati, fin sultanati indiani, tutti rinominati, dai tardi gesuiti, al servizio dei banchieri, senza più memoria. Sovrani in Brasiu-Kongo, son presto battezzati, da Rusi-lusitani, rusofoni portoghesi, dopo guerra Costantino, ambasciate ai regni Kongo, chiaman Salomone, i figli antico mondo: in loro canti e sonate, narrano vicende, di sovrani dignitari, epopee di nostalgia, fado del 500, in vecchie liturgie, bwiti e dama bianca, e Madonna nera di Arco. Rivive età dell'oro, in danze in Salvador, Quetzal vien da Bisanzio, con pace e civiltà, eleva su al divino, Cavazzi e Pietro Brazza, che assieme con De Chaillu, narran cambio elite, predoni anglo-francesi, olandesi e protestanti, spodestano e fan guerra, ai Quilombo Brasi-Kongo, rovescian regno Kongo, e derubando sue rotte, tra Mbanza e Bahia city. Commerci e ambascerie, prese in monopolio, da inglesi e loro servi, che fanno Tratta schiavi, quilombo Dos Palmares, in Salvador Bahia, due secoli resiste, agli attacchi dei pirati. In Salvador Bahia, fu scambio fra etnie, organizzano irmandade, templi del Candomblè, il governo brasiliano, oggi protegge e sovvenziona, nascono spontanei, scuole e nazioni. Candomblè designa riti, stili a profusione, secondo porto imbarco, organizzano banco, lingue avi in riunioni, Kongo Ketu o Yoruba, da Africa centrale, fin Caraibi scuole. Ogni malattia radice, deriva da ignoranza, del tipo relazione, natura o circostanza, e nasce sofferenza, che in corpo somatizza, veleno emozionale, la psiche colonizza; esterna malattia, è spesso 1 correttivo, e di anima rivela, 1 grado di conflitto, se scegli di vedere, tuo interior bambino, vedi senso e scopo, sciogli tuo conflitto: tua anima e la mia, cercano fiorire, se va mancare flora, è debole intestino, crescon parassiti, e ogni etichetta imposta, è malessere cultura, se canti essa trasmuta. |Yolanda narra storie, di danze calundus, insegnate da Afrodite, in Africa culture, le Akpalo cantastorie, son donne esiliate, che gran piantagioni, e aiutan brasiliani, mori-arabi ebrei, a sopportar inquisizione, con credi spirituali; stimate guaritrici, con piume copricapi, agita sonagli, che fan vibrare i tetti, espellono fatture, fan riti e talismani, e con etere Mesmer, cura paralisi e polmoniti, al letto dei malati. Maria Luzia Pinta, processata in 591, criticò chiesa-stato, e disse queste cose: se vescovo ha mitra, e predica da pulpito, io ho copricapo piume, e su cadeira sedia, dirigo le cerimonie. Goncalves cura mali, di sfera sessuale, sterile impotenza, con radici profumate, divenne sacerdote, ovvero mae-dos-santos, in nzimbe dos Palmares. Lucia guida danze oracolari, con angolan vestiari, sulla cadeira sedia, in trance con tremori, oracola ricetta, poi sdraia le pazienti, salta su di esse, + volte a curarle, prescrive foglie selva, a dominar fatture, dà emetiche bevande, e petali di rose, dentro alle mutande. Più volte denunciata, arrestata e torturata, rinchiusa poi a Lisbona, lei prega san Antonio, in difesa disperata, è reclusa per 4 anni, infine esce da stanza, quan Maria Canga danza. Domingo Calundeiro, ospitava riunioni, di african festosi, in casa e rioni, avvia feste Candomblè, immagini su altare, a Salvador Bahia, scopre spiriti africani; reinventa e riformula, in terra Brasile, un culto di ORIXAS, Umbanda e kardecismo, scuola iniziazione, al Cristo salvatore, insegna a incorporare, trovare soluzioni, a problemi da curare; con jogo dos buzios, 12 conchiglie fa cadere, su cestino con collane, e oggetti potere, consulto vien fatto, davanti 1 bicchiere, e 1 candela accesa, acqua mesmerizzata, che sacerdote porta, domande e risposte: dopo lancio conchiglie, conta aperte o chiuse, a dire quale orisha parla, stabilisce a chi sei figlio, qual nume ti partorisce. Yolanda dopo 1 lancio, di sedici buzios, quindici son chiuse, e 1 resta aperta, sapremo che a parlare, è nume 1 Eshù, se aperte sono 2, silenzio parla Ogun; seguito coerente, al numero seguente, confronto risultato, coi 16 orishà. |LEGBA Eshù o Elegga, è uovo cellulare, che sforna vita certa, senza dar suo assenso, nulla viene fatto, potente guaritore, educatore e mago, lo trovi ad incroci, spazi dello svago, custode della soglia, case e ogni invaso, agisce come bimbo, fluido con istinto, gioca con le forze, incapace di giudizio, protegge recinti, detien chiavi San Pedro, ad Haiti è Petro Legba, Kalfu o Carrefour, va maneggiato a estrema cura, perché può dare mal fortuna; quando monta i partecipanti, tutti rispettano il silenzio, a non innervosir suoi aiutanti, lui maestro stregoneria, sebbene molto razionale, Eshù apre barriera, ed è salutato primo. oh Laro-ie-ie Exu, oh mojubare Exu! Lui tiene fallo eretto, monello burlatore, uman raggira o tenta, al fine di aiutarli, a comprender ciclo maya, è ambivalente nume, dispettoso o protettivo, come un folletto allegro, ama galli e tartarughe, giocattoli bambino; ha simbolo collana, perlata a grani misti, rossi e neri che, richiama poli opposti, sua sposa è Pomba-Gira, sessuale seduzione, invocata in soluzione, di problemi amore. Exù cura e protegge, da forti emorragie, protegge pure imprese, con corno cornucopia, posto dietro porta, come Pan dimora, su strade boschi e prati, suo giorno è lunedì, e il terzo giorno mese. |OGUN viene secondo, istinto di conquista, forza primordiale, vagabonda in pista, Ogoun è loa guerriero, di origine Dahomey, militare e diplomatico, monta con violenza, suo nome vuol dire spada, imprese e libertino, fedele a sacrificio, mangia fagioli e vino; se disperato è furia, o coraggio ed ardimento, è libertà + pura, al grido di Oguniè, forza scorre in vene, sostiene nella lotta, frantuma le tue pene. |OSHOSSI è terzo nume, signore di foresta, fratello a Exu e Ogun, fauno Pan a festa, protegge cacciatori, caccia ed animali, insedia nuovi siti, eremi o villaggi; gira senza meta, ambiguo trasgressivo, artista esploratore, insegna usare vino. |OSSAIN è quarto nume, re di medicina, custode Axè energia, verde il suo colore, sguardo indagatore, ama misticismo, medianica coscienza, ciclo di stagione, calmo in apparenza. |OSHUMARE' serpente, Damballah loa in Haiti, padre benevolo che fischia, come un serpente ottimista, sincretizzato con Mosè, gradisce offerte uova, gestisce pioggia e arcobaleno, ripara vapore ciclo acqua, drago sale e ridiscende, 7 suoi colori attivan corpi spenti. e chiama nuovi fedeli al culto. |EUA' sesto nume, è un fine educatore, unito ad Ossain, esplora doppia sponda, mentr sua gemella, Erzulie loa fin Haiti, donna matura a pelle luminosa, ama cose belle e care, gioiel profumi e vesti seta, fiori freschi e buon vino, crea sogni e ispirazioni, monta e fà toilette, e con sue attenzioni, ama uomini e li imbarazza, è sposata con tre loa, e ha tre abiti da sposa, ma flirta con molti altri, è sensibile al mondo umano, e alle sue sofferenze, spesso finisce in lacrime, e la consolano i presenti, con bevande e cibi delicati, Vergine trascendente, suo amor trasporta verso stelle, alte sfere dello Spirito, diversa e opposta a Baron Samdi. |OMOLU' e obaluiè, signor di carestie, che affliggono la terra, paglia in viso-corpo, coperti da vaiolo, mama sua Nanà, non sa accettar suo ruolo, mistero del dolore, catarsi e guarigione, in umido e calura, purifica ed inizia, rinascita interiore. |Ottavo sono i PETRO, come Ghedé in Haiti, sono spiriti defunti, di morte e fertilità, amano rum peperoncino, Baron Samdi è il più importante, uomo bell'aspetto, sguardo diretto e affilato, abiti neri e bombetta, occhiali scuri e croce tomba, è il padrone cimiteri, guida il passaggio vita morte, assieme a sfera erotica: quando monta un bianco, gioca col suo pudore, con situazioni imbarazzanti, frasi e danza miman coito, è un clown divertente, ma dà risposte serie, è protettore di bambini, non ama vederli morire; a lui ci si rivolge, in caso di malattia, ambivalenza sovrumana, magia nera o guarigioni, Baron aiuta putrefazione, impedendo i morti in zombi, sui quali comanda. |OSHUN è nono orisha, Dea della bellezza, maestra del piacere, sessuale gentilezza, orisha di acque dolci, di amor felicità, concepimento parto, rottur di acqua sà. Venere che nasce, da spuma di ogni amore, corteggio esibizione, Eshu le dà 1 embrione, lei ama dolci e frutta, giallo suo colore, teme la vecchiaia, solitudine e dolore. Emerse e vagò, Afrodite dal Caos, Eurinome iniziale, Dea di ogni cosa, lei danza su onde, e separa le acque, dal mare la terra, fa cielo brillante. Eurinome ora incinta, colomba sul mar, vola volteggia, dà forma a creazione, al tempo propizio, uovo Cosmo depone, cova fino schiusa, tra spire di ofione; Ombelico della dea, è mister maternità, egizi del deserto, ovunque ad emigrar, si portano la dea, fin sul fiume Niger, creano impero Ghana, nelle bantu linee: se culto degli Akan, quel popolo formò, Afrodite lunare, divenne dea Ngamè, se le divinità, vanno a emigrare, adattano a contesto, geografico sociale, nascon sincretismi, tra varie religioni. |YANSA' decimo nume, fuoco e tempesta, slancio di passione, vento la sua festa, follia senza contegni, ingenua capricciosa, orgasmi senza intento, idealista coraggiosa; chiamata pure Oyà, estuario fiume Niger, bufalo di acqua, tifone di passaggio, strega pur guardiana, ponte con i morti, in casi malattia, la invocan cambiar sorti; devoti veston rosso, mercoledi suo giorno, quando entra a danza, fa giravolta a spada, fantasmi rende inerti, frenetica a braccia aperte, regina degli Egun, assieme a Obaluiè, guida le anime defunti, guarisci ogni contagio, e i figli abbandonati, accudisci con adagio. |LOGUNEDE' orisha, fil di Oshossi e Oshun, caccia nella selva, pesca lungo fiumi, 6 mesi con suo pà, sei mesi con sua mà, eterno adolescente, riesce innamorar; efebico elegante, doppia sessualità, ambiguo per natura, le scelte teme far, ragione e sentimento, tra gioco e novità, in ogni prima volta, emozion fa sussultar: sei fine cantastorie, burle tu ami fare, mormorio dei boschi, eterno ad aspirare, sei bruco e farfalla, nelle mutazioni, sosti sulla soglia, di mille iniziazioni. |OBA' Signora fiume, dodicesima orishà, signora di Nigeria, in amore con Shangò, alluvioni inondazioni, rancore senza posa, Oshun la sua rivale, comun marito sposa: quando Oshun in gara, in amore ti ingannò, orecchio ti tagliasti, lo offristi come cena, quindi le tue figlie, soffrono a 1 orecchio, ferita o sordità, rancore esce di certo. Obà è gran guerriera, sa essere spietata, Ogun sol la sconfisse, in inganno superata, intuito di successo, e gran sopportazione, perdono assieme chance, sara la guarigione. |tredici è NANA', guardiana di soglia, madre di Omolù, e moglie di Oxalà, temuta e rispettata, in Ecate si muta, Signora di paludi, dimora presso fango, nutrice di vita, sangue chiede in cambio, madre del vaiolo, esperta guaritrice, Nonna che racconta, fiabe guerre sfide. |YEMANJA' nume di mare, madre primordiale, di pesci sue creature, azzurro verde e bianco, sono suoi colori, Yeyè omo ejà! cantiamogli in onore, a smuovere maree, x tutti prosperare, fino ad arrivare, te stessa prosciugare, materna e protettiva, regina riluttante, legame viscerale, inglobi figlio grande; nasce da suo pianto, acqua sal del mare, madre abbandonata, Eshù suoi seni morde, il sabato è suo giorno, luna sole e piroga, salvagente e scialuppe, x figli naufragati; ha lunga veste azzurra, spume serpentine, regge 1 ventaglio, adorno di conchiglie, Madonna di speranza, rincura dopo parto, bimbi tiene intorno, ravviva pensamento, fratelli fa riunire, duran festeggiamento. |SHANGO' è Dio del fuoco, quindicesimo nume, impavido guerriero, e mondano donnaiolo, ha folgore giustizia, emette sentenze, fratello di Omolù, signor di pestilenze; incline comandante, è Giove passionale, roccia con montagne, sabbie e temporale, se monta uno dei figli, pone dure prove, con giravolte salti, toccare fuoco vuole: ode le ingiustizie, compone ogni conflitto, gioca coi destini, fà re l'ultimo afflitto, energici suoi figli, festosi e bugiardi, attributi suoi colori, sono rossi e bianchi. Un tempo tenne impero, di Oyo nel 600, che unificò i Yoruba, violento vendicatore, giustizia i malfattori, è fuoco fulmine e tuono. |OSHALA' sedicesimo, principe di amore, fine del viaggio, saggio redentore, eremita con memorie, autonomo e paziente, scappa e si nasconde; da giovane è guerriero, che vuol curare il mondo, giudica se stesso, con forza duramente, è spirito e denaro, contemporaneamente. |JUREMA in Umbanda, è miscela vino ed erbe, con miele menta e spezie, presenza eter regni o città, distinti in numero di sette, associati a un albero sacro, al centro di Iperborea. 918 nasce rito Maracatu, in città Nazaré da Mata, dove luce branca e calma, dei Santos cattolici africani, è rafforzata dalla preta, per produrre frenesia, di caboclo gutturali, che gettan frecce in alto, verso invisibili bersagli, o possiedono partecipanti, Jurema preta dà calore, adatta al moto di energia, forza caboclo dalla terra, così durante il carnevale, è data jurema preta, a saltare per tre giorni, al posto della branca, che reca invece calma. Jurema branca vino, spremuto con acqua, si conserva in vaso chiuso, vien bevuto nei lavori, di Umbanda e Catimbó. Axè manipolata, da persone capaci, cresce o decresce, va esser controllata, con piante o galline, offerte cerimonie: suoni per Exù, colui che attiva il num, avvia celebrazioni, propizia le grazie, senza suo permesso, nulla va esser fatto, Lui apre le porte, a ogni impresa e trance, che informa economia. Fedele posseduto, in lui tiene latente, angelo vissuto, che segna sua presenza, in sogno o malattia, pure un isteria, che sarà guarita, con cerimonia attiva. Sarà il comportamento, e abiti del rito, a indicare il genio, a origine del mito, la possessione è mezzo, fuga da sofferenza, la grazia di Maria, il disagio porta via. Galeno posseduto, da loa di cerimonia, Congo è Loa + bello, tardo senza noia, Mombu Loa balbetta, ma provoca monsoni, Dambala governa, serpenti e alluvioni, diablesse sono donne, morte verginelle, costrette ad espiare, dentro le foreste. |TORE' pubblica eseguita, nei villaggi Atikum, in occasione di folclore, autorità o cercatori, reca ruolo di coesione, mentre il rito a porte chiuse, nelle case dei villaggi, siedon tutti a terra, attorno a mesa de jurema, altare dove è aribe, la bacinella con bevanda, del vino da jurema, insieme a pezzi sua corteccia, candele tabacco o copal, una croce e varie stole: nel Toré misturados, o chamada del sabato, i caboclo chiamati, cadono in sonnolenza, il juremado reca un canto, al fine di svegliarlo, scalzo e in astinenza, aiuta encanto alla discesa, mentre osserva candele accese, e la corona di San Giorgio, posta sull'altare, sette gocce di candela, diagnosi a verificare, il tipo spirito disceso, se caboclo o juremado, spirito bianco è da evitare; asperge mesa con poca acqua, e inizia a cantare, cattoliche preghiere, poi gli altri partecipanti, si uniscono in coro, e suonano maracas, all'altezza della testa, danza il corpo incurvato, come S'argia o la Taranta, con tronco semi-orizzontale: se qualche caboclo è riluttante, nello scendere alla danza, maracas fanno intense, all'orecchio di persona, poi si esegue fumaçao, con pipa e foglie aromi, rosmarino e incenso, tabacco o la jurema, fumata all'incontrario, a far fumigazione, su testa e poi nei piedi, braccio destro e poi sinistro, da cui entrano entità, benevoli o malevoli, poi ancora testa e piedi. Quando un caboclo scende, reca decubito ventrale, il posseduto allor si appoggia, con due mani batte testa, a sinistra e poi a destra, vicino luce al suolo, si tratta del saluto, cumprimento o saudaçao; altri quando scendono, chiedono del miele, olio o gocce di candela, stendendo propria mano, il presidente versa questo, al posseduto enramado, che lecca goloso il palmo mano. I posseduti a volte sono, in stato semi-coscienza, e vi restano per molto, se lo spirito va altrove, allor viene richiamato, tramite di un fischio. Jurema è insegnante, nel rito di Ouricuri, durante in mesi secchi, Badzé vuol dire padre, del tabacco e del pajé, a sua volta sta per padre, che a inizio dei riti, usa fumo delle pipe. Ouricuri sempre nostro, gente encanta della selva, foresta di spiriti antenati, negli alberi e nell'erbe, chiediamo lor permesso, noi siam custodi terra. Un pajé spiega che, dobbiam lavorare molto, a prepararci alle visioni, Jurema è medicina, per malattie tribù, impara a prepararla, e preparati avanti, altrimenti ti ubriaca. Quando bevi Jurema, devi esser concentrato, per tutte penitenze e cure, sua forza è da tribù, essa rende juremado, cioè insegna i toante, motivi sonori che sanno, renderla efficace, come fumigazioni, e segno della croce, col fumo della pipa, sul liquido aribé: in questa encruzação, jurema si trasforma, come il pane e vino, nel sangue corpo Cristo, assunta la jurema, tutti iniziano a cantare, i toante attirano encanto, danzando attorno aribe, posto sul pavimento, al centro del terreiro; la lascia decantare, il pajé decide dose, bevuta dai fedeli, i bambini bevon poco, poi tutti alzan danzare, movimenti circolari, da destra a sinistra, e arrivano gli encanto, a mezzo incorporações, chi desidera altri sorsi, sotto controllo del pajé, rito dura alcune ore, o anche tutta notte, fino alba d'aurora. Dopo aver bevuto, si alzano a cantare, danzare circolo antiorario, sembra essere in un sogno, colui che ingerisce, percorre luoghi paradiso, come Dante e le sue guide, encantado che giungono, con scopo della cura, tornano a visitare. I Tuxá di Bahia, oltre alla Toré, han cerimonia de mesa, per singole persone, di ogni etnia, con mali fisici e spirituali, stessi elementi del Toré, preghiere canti e incenso, jurema e cachaça. Toré dei Kapinawa, in stato Pernambuco, lavoro ludico appare, in presenza di bambini, jurema servita a inizio rito, tutti bevono a volontà, poi esegue danza in circolare, tutta la comunità, con direzione antioraria, accompagnata da maracas, e dai passi ballerini, bevanda è posta al centro: durante stato visionario, i partecipanti hanno postura, con torso inclinato avanti, sguardo fisso sul terreno, mentre bevanda avanzata, è riversata dentro un foro, scavato là nel suolo. Jurema bevande in Umbanda, son nomi di più vini, con erbe a macerare, come amari in monasteri, una bevanda dei caboclo, in caraffa sta mimosa, infusione dentro al vino, un poco miele d'api, e un effetto visionario, si aggiunge a stato ipnosi, di trance e possessioni, ecco i riti della Umbanda, dove tronco sacro altare, è una mimosa od un acacia, o una Anadenanthera. Jurema in culti afro-brasiliani, tenne rito in tre fasi, primo è Catimbó/Jurema, diffuso in Pernambuco e Paraíba, e Rio Grande do Norte, fino anno 950, con influenze kardeciste, e cattoliche popolari, poi dagli anni 60, entra dentro Umbanda, quando nasce nel 39, la Federazione Umbandista, riconosciuta dal governo, essa si espande nel Brasile, poi a metà di anni 80, entra jurema in Candomblé. |UMBANDA è culto anni 30, sincretizzato a kardecisti, cattolici e Candomblé, divenne un culto universale, aperto a ogni gruppo e colore, diffuse anche in Argentina, paesi latino-americani, a São Paulo ha 50000 centri, culti afro-brasiliani. Umbanda bianca kardecista, è classe media del paese, poi una Umbanda popolare, più vicina al Candomblé, per le classi meno abbienti, campanilismo tra umbandisti, rispecchia il tipo di bevanda, ma Jurema non inganna. Se due linee fan due gruppi, di entità spirituali, presentate dentro ai riti, due lavori pubblici al mese, una Orixá e una Jurema, ecco Umbanda juremizzata, nello Stato di Paraíba, linea jurema ereditaria, dell'antico Catimbó, mescola linea di orixá, che da Candomblé procede. Mestre Karol Babá umbanda, elabora jurema da stanza, un processo iniziatico, che inzia con bagni foglie, purificazioni e fumigazioni, si allestisce mesa consagração, per entità installare, con oggetti simbolici, e un tronco di Jurema, collocato a ogni terreiro, in altri un albero è piantato, poichè in preparazion bevanda, si chiede permesso al mestre, che abita aldilà, in una cidade de jurema, con candele e fumigazio, poi si tagliano radici, lavate e macerate con pestello, esclusivo a questo scopo. La massa messa in bacinella, con acqua limpida or marrone, un sapore amaro astringente, poi si fan fumigazioni, il juremeiro rovescia pipa, soffia il fumo in bacinella, formando croci e il Salomone. Rito Catimbó in Alhandra, tutti i sabati è svolto, dopo aver cantato alcune linee, si beve la jurema, poi giungon possessioni, cioè manifestações. Alhandra è cittadina, sede lignaggi juremeiro, detti anche catimbozeiro, mestre dai nomi religiosi, figure santificate, come Maria do Acais, che si impauriva a guardar, in sale pubbliche del cinema, temendo che la jurema, la possedesse là nel Cinema, smise guardar film, sol si concesse jurema visioni, che finirono in suo catechismo, del culto del Catimbó, dove la pianta di jurema, è una donna sensuale. I juremeiro fan trabalhos, per motivi vari umani, per curar dolori fisici, ottenere un impiego, una conquista amorosa, difesa o attacco magico, allontanar spiro cattivo, od ottenere insegnamento, sui cieli spirituali, come tutti i pellegrini, che chiedon voti ad un santuario. Lavori o mesa da jurema, sono aperte incorporazio, di destra o di sinistra, le prime invitano entità, di molta luce e sabedoria, Caboclo e Indio vari, Mestri e Principesse, mentre la mesa di sinistra, invita qualunque divinità, a presentarsi nei lavori, per riflettere ai nemici, i mali che van facendo. La mesa de consagração, è rituale pubblico in cui, l'iniziato è presentato, alla jurema della Mesa, davanti al mestre e sette fedeli, riceve piccole scarificazioni, come graffi dei rovi, sulla spalla d'iniziato, o beve quel seme in vin jurema, affinchè jurema apra i cammini, come un ayami manciuriana, per far ancanto manifestar. In alcuni culti juremados, si usa inserire un seme, di Mimosa tenuiflora, tra la pelle dei novizi, è implantação da semente, come fosse kambo sapo, una mesa de consagração, poi si cantano odi ai maestri, della jurema sacra, affinchè dopo di un tempo, il seme ingerito riappare, in altra zona della pelle, come forma bolla o altro. Il discente narrerà, ciò che ha visto in sogno, così che il mestre juremado, riconosca o men validità, ai suoi viaggi spirituali, attestando sua juremação. Babá Karol affermava, che sua prima jurema, fu eseguita a 11 anni, con padrino e madrina, che lo seguiron sette anni, poi rifece rituale, a ottenere il diritto, di enjuremar un neofita. Dopo questo rito, neofita deve astenersi, da relazioni sessuali, sette giorni consecutivi, periodo in cui tutte le notti, è alzato in sonno da sue Ayami, per conoscer loro dimore, lor città e villaggi, in Iperborea e luoghi astrali, poichè il mondo spirituale, son regni città e villaggi: dodici villaggi fanno un regno, con 36 Mestre e ayami, mentre la città più antica, è un vecchio enorme albero, che si trova nel terreiro, di Estiva di Alhandra, è una Tenuiflora venerata, contornata da candele. In sale più ristrette, tronchetti jurema collocati, in vasi vetro o terracotta, a simboleggiar città, dei principali Mestre case, mentre i vasi rotondi, son chiamati principesse, e vi son deposti alimenti, o bevande per gli encantado, ciascuna tien la propria, mentre principi son detti, tazze e bicchieri a poter bere. Il tronco di jurema, principesse principi e maracas, pipe e immagini cattoliche, e di spiriti afro-amerindi, son la Mesa de Jurema, un altare oracolare, e per offerte liturgia. Jurema ha frecce per la caccia, con cui protegge e alimenta, i suoi figli terreni, e anche i suoi Cabloco, curano con frecce, i Mestre curano con piante, di orti e loro campi, a ricordo piantagioni, in cui morirono in passato, accanto un albero jurema, come il lignaggio di Alhandra, tutti iniziati ai misteri, e alla scienza di Jurema, estrema unzione li prepara, nel loro viaggio astrale, alle città dei mestre, oggigiorno van tornare, a incorporar nuovi discenti. Mestre maschili usano pipa, mangian crostacei e molluschi, Mestre femmine bevono birra, sidro e vino casareccio, amano pesce alla brace, depositato in loro principesse. Quando sono incorporati, nel corso della trance, i Mestre sembrano ubriachi, sbattendo qua e di la, balbettano parol confuse, tengono il corpo incurvato, leggermente in avanti. Altre entità spirituali, scendon nei juremeiro, Vecchi Neri e Vecchie Nere, spiriti schiavi africani, tocco umbandista sul Jurema, poi Exus e Pomba Gira, servi di Mestre o fuorilegge, oppure dame di postriboli, coinvolte con sessualità, che frena elevazione, ma chi vuole temperare, fà un bagno con le foglie, di basilico aromi, e astinenza sessuale, fumigação di sale grosso, erbe varia natura, rosmarino secco e lavanda, incenso copal e mirra, spicchio d'aglio e scorza arancia. Nel corso dei riti, bevanda circola fra tutti, umani e divini, bevon tutti da una tazza, si mobilita energia, che agglomera persone, nel gruppo del Catimbo. Il presidente a fine rito, coglie ceneri da pipa, le interra o getta in fiume, poi fa cure e consulti. mamae_oxum_cachoeira.mp4
lume105-La Festa dei Caboclos, comincia a ritmo di tamburi, consacra il cerchio danza, e chiamata dei fedeli, dal Brasile e Kongo, arrivano gli encantos, li aiutano bevande, e i defumador intanto. Come i coribanti Kore, danzano incantati, estasiati nelle muse, la cui diagnosi rivela, il dio che li cavalca, ognuno ha un suo colore, profumo cibi e ritmi, e lo fanno oracolare, con formule sonore, e corpi acrobazie: erotica energia, trascrive sensazione, e nella iniziazione, conduce a padronanza, di trauma della infanzia. |Yolanda entra alla danza, lei è donna indio-olandese, del Nordest brasiliano, cresciuta tra Olanda e Ibiza, e le chiese Santo Daime; dopo una giovinezza eroinomane, trova la cura in riscoperta, della sua spiritualità, che unisce Gesù Cristo, a Jurema e agli Orishàs, cioè i Khan dell'Orda d'oro. Re e Regine di una volta, poi divenuti Dei, ragni e camaleonti, antenati della terra, che a loro apparteniamo, noi figli umanità, siam loro eredità; essi delegan potere, agli Orishà locali, per armonizzare il qi (l'axè), e distribuir risorse, in riti di equilibro, tra gli avi e i discendenti. Yolanda torna figlia del Brasile profondo, custode delle piante maestro, e del canto della liana dei morti, riscopre in sè la forza di Jurema, e la natura di Oshun. Oshun è dea delle acque dolci, amore fertilità e piacere, nasce dal caos come Afrodite, e dà forma e relazione alla vita; nei culti afro-brasiliani, Oshun è forza che guarisce, attraverso gioia danza e connessione emotiva. In Nigeria è dea di acqua dolce e bellezza, associata a |SantaTeresa d'Ávila e Nostra Signora di Aparecida: nei riti e nella festa, il corpo entra in trance, e quando emozione e spirito si riallineano, può accadere la guarigione della ferita. |Oshun ammorbidisce, seduce e scioglie col suo potere di fluire; nel suo oracolo insegna ad amare senza irrigidirsi, condividere senza paura: Se nutri la vita con ciò che sei, l'amore che offri ritorna come guarigione; chi dona crea legami, chi chiude si inaridisce, chi trattiene si perde; chi dona luce non resta mai al buio poiché, ogni gesto sincero vale più di mille parole. Il mondo cresce quando qualcuno condivide, lascia che i tuoi doni scorrano, torneranno come brezza gentile.

143:lume143-Bambù rafforza il feto, ma è nutriente ad ogni età, mentre la canna Zucchero, dà calore e movimento, il Guaranà risveglia i nervi, il Matè rinnova gioia condivisa. Bambù apporta ferro e zinco, rame silicio e calcio, fosforo e potassio, vitamine B C E, offre bevanda nutriente, nel |Kotor-Silicio-organico, con sorbato di potassio, come conservante: Kotor gel acido silicico, + Ortica ed Equiseto, e un tocco Ribes nero, ricostruisce corpo silicio: adulti 30 ml al giorno, bambini 3-6 anni 10 ml, puro o diluito in acqua, al mattino a digiuno, in cicli 2/3 mesi, per due volte l'anno, una settimana pausa al mese. Bambù ha due punti agopuntura, sul canale Vescica, e sul |TriploRiscaldatore, aiuta cuore e circolazione: Bambusae-colligatae (V2+BL2 Cuánzhú 攢竹 Bambù riunito), vicino angolo sopracciglio, espelle vento da Cefalea, ostruzion nasale e paresi facciale, prurito oculare e lacrimazione, epilessia e cornea opaca. Fides-et-fistulae (TR23 Sīzhúkōng Foro del bambù), ultimo punto Triplo Riscaldatore, regola il flusso corporeo.| Bambù è longevo, espande radici e rizomi, con culmi leggeri e resistenti, usati per case antisismiche, tubature, vele, carta, tessuti e strumenti. Germogli e foglie servono da cibo per uomini e animali. Fiorisce ogni decennio o in carestie, creando abbondanza improvvisa. Arundo donax, canna gentile alta fino a 5 metri, si piega senza spezzarsi; radici orizzontali e rizomi vitali permettono diffusione lungo fiumi: usata per flauti, aquiloni, strumenti musicali in Messico, Sud America e cultura sufi. Ha germogli eduli, radici e polline impiegati in cucina e medicina popolare come diuretico e contro febbri. Saccharum officinarum fornisce zucchero, energia e calore, serbando glicogeno in fegato e muscoli. Guaranà stimola nervi e intestini, riduce stress e fatica. Mate, infuso di Ilex paraguayense, è nervino e antisettico, bevuto in Argentina, Brasile e Paraguay per socializzare e rinvigorire dopo il lavoro.# |BAMBU longevo ponte, 竹zhu 118 radice, si espande invasivo, ha culmi di silicio, secondo pedoclima, propaga rizosfera, ogni anno + nodi, i dormienti conserva. Bambù legno cavo, leggero resistente, tubature irrigazione, campi riso e gas, case antisismiche, stuoie armi trappole, canne pesca e carta, e vele di barche; tessuti e telai, farmaci e filtri aria, giocattoli leggeri, impalcature edili, fiorisce a -20, 50 anni o in carestia, topi fior caduti, moltiplica continua. Canna sotterrata, 1 fila nodi caccia, germogli come cibo, foglie x bevande, cibo panda e scimmie, dopo del diluvio, Filippini e Andamani, loro totem puro. Malesia uomo sogna, donna nel bambù, rompe lui lo stelo, trova la compagna, bambuseto tempio, barriera contro mali, a scinto e induisti, con antiossidanti. |ARUNDO donax è, Canna gentile, canna di Cipro, aquilone di sud Asia, erbacea sempreverde, bastone per anziani, a radice orizzontale, vitale e resistente, si piega ma non spezza, in 5 metri altezza, nasce in sudest Asia, per fare aquiloni, in suoli ricchi azoto, diffusa da umani, che smuovono rizomi, pulendo sponde fiumi. Domestica canna, di Pan che vi ricava, sette pezzi diversi, uniti con del lino, assieme cera di apis, soffia sette note, e nasce flauto suono, fascino e melanconia, a ricordar Siringa, sua ninfa innamorata. La usan messicani, nei culti del peyote, come bastone danza, muvieri con le penne, ad accedere aldilà, e usata da Shipibo, tritata e macerata, assieme ad ayahuasca, fornisce DmT, oppure fumigata, in tradizione sufi, mesciata a peganum ruta, nei riti zoroastro, dedicati ad Ahura Mazda, signor del libro Avesta, che crea col suo pensiero. Europa oggi usa, per fare carta e pellet, con sorgo pioppo e cardo, olivo e pure vite, recinti e steccati, cesti e tettoie, canne pesca e telai, per orti e rampicanti, cornamuse e pastorali, armonica a bocca, e arco di mogongo, supporta vibrazioni, come canna dei Laoziani. Canna eduli germogli, lessati e ripassati, zuppe frittate e risi, e in periodi carestia, radici secche macinate, mixate alle farine, per far focacce Pan; uso popolare, diuretico diaforetico, cura febbri e influenze, bronchiti e raffreddore, decotto di germogli, o radici essiccate, 1 notte sotto luna, cura enteri infetti, interrompe il latte, e metruazioni lunghe. Suo polline massiccio, allergie può dare, simili similibus curant, lo usa omeopatia, contro rinite allergi, alleviare suo prurito. |Canna-ZUCCHERO, Saccharum officinarum, origina da India, fornisce sugar plus, a produrre energia, meccanica e calore, glicogeno diviene, in fegato e muscoli. |GUARANA in pastiglie, in paesi tropicali, rinnova le forze, in viaggi parapiglie, una tazza fresca presa, dopo colazione, salubre eccitante, assiem ristoratore: dannosa dopo i pasti, stitico ti rende, semplice da fare, putrefazion non tende, Guaranà eccitante, a nervi e intestini, attenua lo stress, e attacchi febbrili. |bevanda detta |MATE, è Ilex paraguayense, decotto nervino, antisettico a ferite, da taglio o da ulcere, cresce Brasile, Argentina e Paraguay, riduce fatiche. Pampa argentina, infuso gaucho fà, da tale alberello, beve a socializzar, dopo il suo lavoro, tè di erba mate, che urea diluisce, e gioia nuova sale. bambu_arundocanna_mineralizzano.m4a
lume143-Bambù insegna al Panda, la via del vuoto che sostiene, cavo resiste ai terremoti, piega il corpo al vento e non si spezza, le sue radici camminano, nel buio silenziose, preparando il bambuseto. Nelle isole della Malesia, un uomo era perso nel dolore, andò dai Senoi e sognò una donna, nascosta dentro un canneto, spezzò la canna di un bambù, e trovò compagna destinata, da allora il bambuseto, è soglia sacra di Pan, protegge dai mali del cuore, e custodisce incontri necessari. Fiorisce dopo lunghi anni, con memoria che ricorda, ogni eccesso reca mutamento, in abbondanza e carestia. Bambù germogli nutron Panda, corpo e cuore degli umani, sue foglie e canne sono usate, per bevande e medicine, musica e capanne, ponti e impalcature, flauti carta e vele. Il bambù illumina la pelle, fortifica sangue e respiro, è sostegno a varie piante, col suo nodo paziente, è permacultura di coscienze. Canna arundo sua cugina, segue i fiumi e la usò Pan, a farne un flauto malinconico, e parlar con elfi e fate: il vento passa tra le canne, portando via le tensioni, lascia chiarezza agopuntura, nei punti del bambù: su arcata sopraccigliare, e sul Triplo Riscaldatore, guidano. Laozi ascolta il bambù, e resta saldo nelle sfide, senza paura dei potenti, o di precarie situazioni, senza temere i colpi esterni, esser flessibili protegge, come la canna che sà, improvvisar sedie tavoli e letto, che mantengono affetto.

147:lume147-Danza della Giraffa, con passi regolari, nel cerchio di danzatori, la trance è crescente, e gli anziani frizionano, schiena e stomaco ai bisognosi, che emettono suoni e gemiti. Kinaciau danza attorno al fuoco, assieme agli altri clan, mentre donne e bambini, sedute in cerchio a delimitare, lo spazio della danza, cantano e battono mani, dando il ritmo al rituale, il num risale e si fà trance, medicina per tutti, corporea e relazionale; lo stato Kia è prossimale, in questo clima sociale, mani si uniscono a lacrime, e appare la giraffa, totem del primo clan, il corpo di Kino va caricare, di questa energia che brucia il dolore, sia in sé che negli altri, nel respiro che urla, al passo di cavigliere, sulla polvere ecco l'eco: al |cuor-che-canta, la pace non manca.| Barbabeccho (Tragopogon pratensis) è una pianta biennale infestante, che cresce nei campi e nelle aiuole. Il suo fusto eretto può raggiungere i 40 cm e presenta fiori gialli che si aprono al mattino e si richiudono nel pomeriggio, da maggio a luglio. Le radici contengono inulina e mannitolo, zuccheri pregiati usati in cucina e in medicina. Le foglie lunghe e appuntite ricordano l'orzo, mentre i semi maturano a giugno. La radice viene usata per preparare minestre e bevande, mentre i fiori sono consumati come asparagi, in piatti tipici come risotti o frittate. Fiordicuculo (Lychnis Flos-cuculi) è una pianta vischiosa e pubescente, con fiori dai petali simili a mani giunte in preghiera. Cresce in ambienti umidi e la sua radice è utilizzata per produrre stoppini per lucerne. Le foglie tenere si consumano lessate, in frittate o come ripieno per ravioli. Un curioso insetto, la Sputacchina (Philaenus spumarius), vive tra la schiuma che produce con la sua saliva. Questo strato protegge la larva dal sole e dalla predazione, mantenendo l'umidità e la temperatura ottimali per il suo sviluppo.# |BARBABECCO ciocabek, Tragopogon pratensis, somiglia 1 ciuffo boccio, a barba di capra, biennale infestante, piacevol campi aiuole, dopo un solo sfalcio, che in estate vuole; sasseferica detta, poichè cresce su rocce, permetti a spontanee, completare ciclo, semi maturi a Giugno, fusto eretto 40 cm, semplice o ramoso, foglie dritte a stelo, lunghe ed appuntite, simili a orzo vedo; la base inguaina fusto, ha fiori gialli, da maggio a luglio, piatti ed allargati, aprono al mattino, richiudon pomeriggio, cercati come asparagi, in frittata dei piceni: risotto cioccabecchi, come asparagi risotto, bollire barbaboc, scola e condisci, o ripassa in padella, con aggiunta uova, e persica erbetta; radice Tragopogon, ha zuccheri pregiati, inulina e mannitolo; usa acqua cottura, come base minestre, bevande o sudorifera: tra Piceni è usata, secca a far caffè, colta in inverno, radice bona inter, ma tiene foglie, come ciuffo erba, difficile a trovar, senza traccia a terra. |FIORDICUCULO fiore, Lychnis Flos-cuculi, Silene con petali, piccin mani Gesù, presenza sua rivela, acqua e umidità, steli sono usati, per stoppini lucerne, lichnos greco lume, fusto ritto pubescente, vischioso e arrossato, ramoso in alto: foglie tenere rosetta, consuma lessate, condite a spinaci, o usa in frittate, ripieno ravioli, osserva ascel fogliare, 1 schiuma vedrai, prodotta da 1 larva, Philaenus spumarius, insetto |Sputacchina, vive suo interno, allo stadio larvale, saliva di cuculo, schiuma mista ad arie; schiuma lo protegge, da evaporazione, nasconde insetto, a vista predator, dentro massa schiuma, umidità relativa, pur con forte sole, mantiene essa viva. 
lume147-Un giorno il giovane Luca Raseno attraversò campi aridi alternati a zone umide, dove la vita sembrava adattarsi a ogni forma possibile di equilibrio tra acqua e siccità. Tra le erbe dei prati incontrò il |Barbabeccho, pianta dai fiori gialli che si aprono al mattino e si chiudono nel pomeriggio. Le sue radici, profonde e ricche di nutrienti, insegnarono a Luca che, anche ciò che resta nascosto sotto terra, custodisce energia e nutrimento per la vita. In una zona più umida vide il |Fiordicuculo, dai fiori delicati simili a mani giunte; intorno ai suoi steli vide piccole tracce di vita nascosta: una schiuma leggera, come spuma del mondo vegetale e animale insieme. Avvicinandosi con cautela, Luca scoprì la |Sputacchina, un piccolo insetto immerso in una massa di schiuma prodotta dalla propria saliva. Quel rifugio proteggeva la larva dal sole, dai predatori e dalla disidratazione, creando un microclima stabile in un mondo instabile. Luca osservò a lungo quella schiuma viva, non era sporcizia, ma architettura biologica, una casa d'acqua, costruita per resistere al calore e alla fame del terreno. Il pensiero lo portò lontano, verso terre aride dove vive la |Giraffa, che nel deserto si nutre di foglie alte e sopravvive dove l'acqua è rara. Come la Sputacchina nella sua schiuma, anche la Giraffa rappresentava un adattamento alla scarsità: una forma di vita che trova soluzioni verticali, cercando ciò che è lontano per sopravvivere. In quel viaggio Luca comprese che la vita non si difende solo con la forza, ma con la strategia: chi costruisce una casa di schiuma, chi allunga il collo verso le foglie alte, chi conserva energia nelle radici, tutti rispondono allo stesso problema con forme diverse, e capì che la natura non separa gli esseri in piccoli o grandi, ma in ingegnerie diverse del vivere: protezione, adattamento e invenzione continua della sopravvivenza.

152:lume152-Camomilla nacque in un giardino, a calmare il dolore degli umani, quando una fragile fanciulla, attenta ai ritmi di natura, pregò ogni notte perché il mondo152-Camomilla nacque in un giardino, a calmare il dolore degli umani, quando una fragile fanciulla, attenta ai ritmi di natura, pregò ogni notte perché il mondo, diventasse più lieve. Gli spiriti delle erbe, le risposero commossi, trasformandola in un fiore, piccolo come una stella, caduta sulla terra, a insegnare sonno e pace. Da allora Manzanilla, o Matricaria chamomilla, cresce vicino alle case, offrendo il suo profumo dolce, a chi ha mente o corpo teso, e spesso calma i nervi, a bambini adulti ed anziani: scioglie le coliche, attenua i dolori mestruali, accompagnando il sonno, con la carezza del suo infuso, leggero respiro della sera, che rilassa con dolcezza. Accanto a lei fiorì Calendula, chiamata fiorrancio, nata da lacrima del sole, caduta sulla terra: dove Camomilla placa, la Calendula ripara, disinfetta le ferite, ustioni ulcere e irritazioni, della pelle e di mucose; è una pianta solare, ricca di luce dorata, che proteggela pelle, da prurito piaghe ed ustione, o forte disidratazione, arrossamenti e vesciche, macchie bianche o scure, eritema da pannolino. Le due piante sono sorelle, complementari nell'azione, una calma il fuoco interno, l'altra cura ferite esterne. Camomilla riposa l'anima, mentre Calendula ripara il corpo, e insieme formano un sapere, semplice ma profondo: se il giardino può fiorire, e chi passa tra i suoi sentieri, lancia segnali di colori, e di poesia curativa., diventasse più lieve. Gli spiriti delle erbe, le risposero commossi, trasformandola in un fiore, piccolo come una stella, caduta sulla terra, a insegnare sonno e pace. Da allora Manzanilla, o Matricaria chamomilla, cresce vicino alle case, offrendo il suo profumo dolce, a chi ha mente o corpo teso, e spesso calma i nervi, a bambini adulti ed anziani: scioglie le coliche, attenua i dolori mestruali, accompagnando il sonno, con la carezza del suo infuso, leggero respiro della sera, che rilassa con dolcezza. Accanto a lei fiorì Calendula, chiamata fiorrancio, nata da lacrima del sole, caduta sulla terra: dove Camomilla placa, la Calendula ripara, disinfetta le ferite, ustioni ulcere e irritazioni, della pelle e di mucose; è una pianta solare, ricca di luce dorata, che proteggela pelle, da prurito piaghe ed ustione, o forte disidratazione, arrossamenti e vesciche, macchie bianche o scure, eritema da pannolino. Le due piante sono sorelle, complementari nell'azione, una calma il fuoco interno, l'altra cura ferite esterne. Camomilla riposa l'anima, mentre Calendula ripara il corpo, e insieme formano un sapere, semplice ma profondo: se il giardino può fiorire, e chi passa tra i suoi sentieri, lancia segnali di colori, e di poesia curativa.| Calendula o fiorrancio, fiorisce da maggio ad autunno; si usano i capolini secchi o in polvere per disinfettare ferite, morsi, ulcere, e mucose infiammate. È antibatterica, antivirale, antifungina e immunostimolante, utile contro nevralgie, spasmi e anemia. La tintura diluita, simile all'iperico, cura tagli, ustioni, herpes labiale e piaghe. Agisce più rapidamente dell’iperico, è ricca di zolfo e si impiega anche in clisteri e impacchi con Arnica per ematomi e distorsioni. Camomilla (Matricaria chamomilla) è un calmante naturale, indicata per bambini, adolescenti e donne. Sedativa, digestiva, antiflogistica, agisce su dolori mestruali, nevralgie, coliche e insonnia. Favorisce il sonno, regola l’umore e rilassa i muscoli. Anthemis nobilis, detta camomilla romana, è usata per impacchi, colliri, collutori, e in cosmetica per capelli e pelle. L'infuso raffreddato schiarisce i capelli e cura il cuoio capelluto. Aggiunta al vino crea la Manzanilla, tonico digestivo e leggermente euforizzante. È efficace contro eczemi, infiammazioni, dolori da parto, indigestione e diarrea infantile.# CALENDULA |Fiorrancio, fiorisce maggio-autunno, capolini seccati, o in polvere ridotti, disinfetta ferita, morsi e purul ulcera, bocca ano vagina; anti-batteri, fungi virus parassiti, potenzia immunità, sfiamma nevralgie, ulcer spasmi anemia. Tintura diluta, come iperico ma piccina, cura tagli e ustioni, ascessi e piaghe, ferite aperte sangue, e scottatur solari, sciacqua la bocca, a fermar emorragie, diluita ferma herpes, labiale iniziale. Calenda e Iperico, ferite san curare, calenda + veloce, Iperico è graduale, Calendula gran fiori, ricchi di zolfo, uso capolini, clister gonfiori sotto: cura infiammazioni, pure distorsioni, con Arnica montana, riducono ematomi, verso acqua bollente, 80 grammi fior, o fare clistere, con polveri ulterior, + infusi Margherita, ferite e contusion. |CAMOMILLA infuso, Chamomilla matricaria, x bimbi e adolescenti, prima di dormire, mal di testa e pancia, calma i mestruali, manzanilla sa di mela, salicilico aci; pianta di utero, foglie antiflogiste, fungicida protettiva, spasmo sedativa, romana rustica colgo, dita fra steli, essicco in ombra, serbo scuri vetri: cura flora batteri, coli-gastriti, calma nevralgie, facciali e dentali, Anthemis nobilis, digestiva respira, magica sui bimbi, primi denti invita. Camomilla lega al calcio, ha effetto sedativo, sui dolor del parto, lenisce |isteria, e |crampi di passaggio. Aiuta muscoli tesi, sciatica trigemino, lombaggi torcicollo, cucchiai fior bollente, impacchi colliri, collutori malva, clisteri e aroma vini: se aggiungi a vino, rende Manzanilla, leggera esilarante, x tutta la famiglia, stimola appetito, combatte |indigestione, contrasta flatulenza, e da consolazione; diaforetica pure, calda x giunture, eczemi irritazioni, fredda a contusioni, bagni occhi deterge, e mucose rossori, 90 grammi in olio, 40 gg ai raggi soli; infuso raffreddato, usa dopo shampo, schiarisce capelli, nutre cuoio scalpo, regola fermenti, in cumuli e intestini, cur marciumi serra, diarrea di agnellini. quid_calendula_pardini.m4a
lume152-Beatrice guida Dante, attraverso le sfere celesti, mostrando un cosmo ordinato, e dotato di senso riflesso: ogni creatura ha un'inclinazione, naturalmente mossa da un fuoco, che la orienta verso l'amore, e la sua realizzazione, l'uomo può seguir tale impulso, elevandosi o inabissandosi, dentro la sola materia. Il cosmo intero tende a un bene, ma il libero arbitrio permette, la possibilità della caduta, o ascesa in moto a spirale, discendente e ascendente. Dante comprende che il moto, verso l'alto è naturale, come nelle piante, grazie al fuoco del desiderio, e alla volontà che conduce, ogni essere a propria origine. La sua libertà consiste, nel ricomporre gli opposti, senza eliminarli, materia e spirito assieme, peso e leggerezza, istinto e conoscenza. I Giganti anelano alla forza, senza elevazione, i Beati a luce senza corpo, ma la pienezza nasce da integrazione, delle due condizioni. Se desiderio e carità, mantengono il cosmo in movimento, impedendo ogni fissazione, allor perdere il desiderio, è interrompere il flusso vita. L'ascesa non è fuga da materia, è solo aggiunta di coscienza, ben espressa pure in fiabe, e in parabole Evangelo: Un pastore lascia 99 pecore, per cercar quella smarrita, quando la trova ottiene gioia. Se ti senti solo o smarrito, ascolta il ritmo del tuo respiro, dentro di te vive zodiaco, in dodici forze primordiali: il coraggio del Drago, la pazienza del Bue, la grazia del Coniglio, ogni anima ha sua danza, lenta o veloce, chiara o confusa, scopri quale ti parla e falla fiorire. Luca narra in suo vangelo, la moneta smarrita, una donna perde una dracma, e accende la lampada a cercarla, infine chiama le sue amiche, per gioire del ritrovo. La mano mostra la via, ma il cuore decide il passo: conosci te stesso, ma non temere l'ombra, essa insegna equilibrio. Infine il ricco stolto, che accumula tesori, ma muore senza averne goduto, come in novelle del Verga: accumular ricchezze è vano, la vera ricchezza è in cuore amato. Biancaneve e i sette nani, sono purezza nella prova, morte apparente e rinascita, che trasforma l'ombra innata. Tutto converge in una frase: la vita non è misura, di successo o caduta, ma attraversamento degli opposti, tra Spirito e materia, perdita e ritrovamento, luce e ombra s'intrecciano, in un unico movimento, di ritorno alla presenza, che dà senso al cammino stesso.

153:lume153-Seba viaggiò, dal Nepal alla valle del Gange, fino a Varanasi, attraversando un'India di treni lenti, stazioni affollate e paesaggi mutevoli. La città sacra accoglie pellegrini che si bagnano nel fiume, dove igiene e rito coincidono: il Gange è purificazione e fine del ciclo vitale. Tra templi, mercati e dormitori, la vita quotidiana si mescola alla visione del sacro, mentre il mondo appare intreccio di necessità e illusione. Nelle strade, bambini trasformano lo sterco di mucca in combustibile e materiale da costruzione, rivelando una cultura dell'adattamento, in cui nulla è rifiuto assoluto. Le campagne e le città mostrano un forte contrasto: villaggi legati ai ritmi naturali, centri urbani segnati da sovraffollamento, povertà e infrastrutture fragili. Il viaggio prosegue verso Mumbai, Goa e il sud dell'India, dove religioni e popoli diversi, convivono in forme di cooperazione quotidiana. A Sravanabelagola, le statue jainiste e le colline sacre, conservano una memoria antica di eremiti e sovrani, mentre il vento trasmette storie scritte nel paesaggio. Lungo tutto il percorso, la realtà appare come teatro di forze opposte: controllo e natura, economia e sopravvivenza, caos e ordine. Il mito si intreccia all'esperienza: l'ambizione del controllo assoluto, simboleggiata dal re Nimrod, si contrappone all'equilibrio naturale dei bisogni essenziali. La vera felicità emerge, come eudemonia quotidiana, cioè armonia tra desiderio e limite, tra comunità e ambiente. Il viaggio di Seba diventa una meditazione, sul vivere frugale e sul rispetto dei ritmi, dove la sopravvivenza stessa, è una forma di saggezza.| Seba dal Nepal viaggia fino in India, lento treno lungo la valle del Gange, verso il cuore di Varanasi. Le strade squallide accolgono pellegrini, dormitori su stuoie e immondizia, tra canti e fontane. Gli abitanti si lavano nelle acque del Gange, igiene e rituale si fondono; i colori di vesti e acqua dipingono la città. Varanasi, culla degli Indù, offre cibo semplice e salutare: zuppa di verdure, sale e alghe per Seba. Il fiume purifica, i pellegrini cercano guarigione e pace per il fine della vita. Tra templi, mercati e burattini, Maya e illusioni si mostrano, rivelando l'illusorietà del mondo materiale. Bambini manipolano sterco di mucca per cucinare, costruire, fertilizzare: la tradizione trasforma rifiuti in risorsa. La città squallida contrasta con i villaggi; traffico, baracche e monsoni riflettono governi e imprenditori. Il denaro e il potere creano dipendenza, violano l'equilibrio naturale, generando malattia e disarmonia. Nimrod agogna controllo, ma l'uomo mostra fragilità e limiti: i bisogni naturali guidano verso eudemonia quotidiana. In treno verso Pune, scorci di vita: madre culla il bambino, calma, nutrendo sicurezza e affetto. Ahmedabad, Surat, Mumbai: periferie, fumi, baracche, paludi bonificate da eucalipto e nuove foreste. Goa e Karnataka: ex colonie, qui i locali e i rifugiati convivono tra religioni e culture, in amicizia e collaborazione. Sravanabelagola e Gomatesvara: colline, statue, bacini e templi jainisti, testimonianze di storia e saggezza: il vento antico sui colli trasmette intuizioni, romitaggi e storie di santi ed eremiti, memoria di un passato vivo. Il viaggio di Seba rivela l'India profonda, tra sacro, profano, sopravvivenza e incontri umani che trasformano.# Seba poi da Nepal, viaggia fino India, gira valle Gange, in treno senza fretta, al cuore Varanasi, lo porta suo destino: squallide le strade, accolgon pellegrino, a mattina presto, alla stazione treno, su stuoie immondizia, grande dormitorio, i canti del muezzin, risuonano intorno, città Varanasi, ombelico indiano mondo; persone fanno doccia, in fila alle fontane, igiene è gran dovere, oltre che piacere, son scoli marciapiede, pieni dei colori, per vesti gambe braccia, diventan lavatoi. |Varanasi/Benares, culla degli Indù, in valle del Gange, clima caldo afoso pur, zuppa di verdure, ogni giorno Seba mangia, assieme Sale e Alghe, aiuta sua pancia. |Gange eman da fiumi, rivoli e fontane, prendere sue acque, purifica ogni male, i pellegrin malati, sue rive van cercare, al fin di ben morire, a Benares riposare. Benares da sempre, accoglie pellegrini, tra templi e confusione, mercati con bazar, mi ritrovai seduto, in un negozio seta, con mercante astuto, amico della sunna. se Maya crea cosmo, con giochi prestigio, Vishnu emana Brahma, in sogno artificio, illusione del mondo, venduta li a Benares, abbatte preconcetti, per uomo denudare: mercato e marionette, animan presente, ovunque da vedere, una fiera permanente, poter di Maya dea, accoglie pellegrini, adagia sul serpente, eventi e burattini; ecco una bambina, coglie |Mucca-sterco, su strade attorno, non ancor calpesto, lo impasta come pizza, a farne blocco cubo, lo porta via con se, ritorna segue fiuto; maneggia quel prodotto, serena disinvolta, seguendo tradizioni, biogas x la cucina, cibo per il fuoco, impasto per capanne, cibo x la terra, e cibo ai funghi-carne. se squallide città, contrastan coi villaggi, city son termitai, cloaca a carne umana, convogliano le genti, discese dai villaggi, in cerca di fortuna, si ammassano miraggi: psiche delle genti, costrette a convivenza, in clima si rispecchia, local sopravvivenza, improvvisati scrosci, pioggia dei monsoni, riflettono i governi, e furbi imprenditori. Legge di entropia, riflette la paura, artificial mercato, lontano da natura, se principali banche, emettono moneta, son organi privati, che creano dipendenza, ai singoli e agli stati, siamo noi venduti, a pezzi oppur interi, come risorse o scarti, prive di sussistenza, deviano esistenza, tal grado violazione, assieme a disistima, traduce in malattia, il livel disarmonia. |Nimrod artificio, agogna controllo, vuole dominare, sopra ogni rifiuto, ma uomo a Varanasi, di mosche fu coperto, mostra incrinatura, del Nimrod perfetto, morte si rivela, senza alcun tabù, come i sadhu Aghori, vedono sui fium: se soldi e fama, sono artificiali, sfrenati insoddisfatti, tu prova disseccare, i bisogni naturali, dipendon da stagione, fanno innamorare, buon demone accettare, serena eudemonia, in vita quotidiana, per viver + felice, bisogni a tua portata; cercar felicità, amicizia solidale, non serve barattare, amicizia con affari, eremita và contento, vive lui appartato, frugale ed essenziale, informazion vitale, in versi poi tramanda, le stelle visitate. In treno sino a Pune, vedo più paesaggi, tra alberi una donna, culla suo bambino, con dondolo di stoffa, corde appese ai rami, ecco altalena, tra ritmi orditi e trami: la mamma dà 2 spinte, leggere alla culla, oscilla x inerzia, bimbo ora non piange, contento si abbandona, sicuro alla mamma, calor materno cuore, nutre ninna nanna. |Ahmedabad express, va treno x Mumbai, tra fabbriche petrolio, giù fino a |Surat, dal finestrin treno, squallida è la via, molti pozzi e fiamme, immensa periferia; consunti copertoni, fogne a cielo aperto, quartieri di baracche, fin sopra i binari, di notte più abitanti, vi perdono la vita, mentre fan bisogni, i bimbi in prima fila; paludi |Rann-of-Kutch, appaion dopo Surat, bonifica di stagni, a mezzo di Eucalipto, strappare alla malaria, endemico habitàt, con alberi assetati, e foreste da piantar. Paludi prosciugate, fan nuove foreste, salutano mio treno, alla volta di Mumbai, sette isol pescatori, devoti a Mumbadevi, accrebbero città, con scambi commerciali. Ancora in treno fino a |GOA, ex colonia portoghese, rispolvero una storia, Francesco ai gesuiti, sento lor presenza, in !Caterina-chiesetta, Shirdi con Francesco, vento a loro presta: capanne e antichi borghi, su colline Goa, e dentro una locanda, incontro Nimal Sesto, lavora a far capanne, a 1 gruppo rifugiati, i profughi del mare, da Africa arrivati; con lui sta Kinaciau, amabile Zutwasi, che in futuro arriva, in Italia al terabuti, noi amici divenimmo, alle feste dei locali, indù con musulmani, animisti e cristiani; autobus da vecchia Goa, giunge Karnataka, tra strade solitarie, su terra + assolata, silenzio India del sud, antica sensazione, trovo in villaggio, Dravida carnagione. |Sravanabelagola, villaggio di jainisti, |Gomatesvara statua, gigante su collina, bacini per le piogge, cisterne e terme, vado su quemado colle, dove |Chandragupta parla, sussurra sua storia, di khan e poi eremita, sul colle del tempio, vento antico soffia, misteri degli avi, cascata di intuizioni, tra templi solitari, di Jaina religioni. krishna-insegna-arjuna3.mp3
lume153-Gulliver, medico di bordo, viaggia tra mondi che deformano la misura dell'umano. Nell'isola di Lilliput, è un gigante tra uomini minuscoli, prigioniero di guerre insignificanti e burocrazie assurde: scopre che ciò che appare enorme può essere ridicolo se visto da un'altra scala. Nell'isola di Brobdingnag la proporzione si rovescia: lui è minuscolo tra giganti; il re dei giganti, ascoltando il racconto delle guerre europee, giudicò l'umanità come una specie violenta e infantile, incapace di vera saggezza. Attraverso questi due mondi speculari, Gulliver comprende una lezione semplice: la grandezza non è una misura assoluta, ma un punto di vista. Chi si crede gigante può essere lillipuziano agli occhi di un altro, e chi si sente piccolo può essere immenso in un contesto diverso, ogni potere e orgoglio si dissolvono se cambi punto di vista, e con esso cambia anche il giudizio morale. La vera crescita non consiste nel diventare più grandi degli altri, ma nel riconoscere la relatività delle proprie misure. A Laputa incontra sapienti sospesi in teorie, scollegati dalla realtà concreta: la ragione senza esperienza diventa astrazione sterile. Nel paese degli Houyhnhnm, i cavalli razionali governano con armonia, mentre gli umani (Yahoo) appaiono dominati da istinti caotici e violenti. Gulliver entra in crisi: non sa più cosa significhi essere umano. Comprende che civiltà, ragione e progresso possono mascherare ipocrisia, violenza e autoinganno. Ogni società si crede centro del mondo, ma è solo una prospettiva tra molte. La vera conoscenza nasce dal ribaltamento dello sguardo: serve umiltà per vedere i propri limiti senza autoinganni, poichè l'uomo è parte di un ordine più vasto e mutevole. Come Seba nel viaggio lungo il Gange, anche Gulliver attraversa mondi diversi che lo costringono a cambiare prospettiva: città, villaggi e sistemi sociali diversi rivelano che la realtà non è unica ma stratificata. Seba osserva il contrasto tra sacro e sopravvivenza quotidiana, tra città e villaggi. Gulliver scopre il contrasto tra ragione e follia, grandezza e piccolezza. Entrambi scoprono che la realtà non è unica ma stratificata, e ogni incontro è uno specchio che trasforma chi osserva. Il viaggio diventa una pedagogia dello sguardo, dove cambiare mondo significa cambiare misura, e quindi, cambiare se stessi, Jonathan Swift.

157:lume157-Bwiti vede bimbo, nato in selva di avi, dove avvien seconda nascita, con radice sacra iboga, che collega la terra, ad antenati e coscienza. Io son nato dalla terra, dice il bimbo ancestrale, vive temporaneo in corpo, poi ritorna alla matrice, nei racconti Terabanzi, Seba scese sottoterra, attraversando le radici, e rinascita in foresta. A turno i terabanzi, esprimon propria pulsazione, se gravidanza è incontro avo, attraversamento luogo sacro, incorpora presenza, terrestre ancestrale. |Mallendi narra che, il bambino viene dalla terra, cioè fango di antenati, il bosco inconscio partorisce, il lupo è desiderio/predazione, matrigna è madre ambivalente, il sonno è regressione, il matrimonio a lieto fine, è unione interno-esteriore. Il Bambino costruisce il mondo, con spontanee fantasie, a 7.83 Hertz, immagini e spiegazioni, in miti fiabe e religioni: da dove vengono i bambini, cosa fanno i genitori, perché esiston maschi e femmine, teoria di castrazione, con forte carica emotiva, cos'è nascere e morire, siamo nati da ombelico, o dall'ano usciti fuori, evacuati come feci. Freud teoria cloacale, mischia nascita e defecazione, la gravidanza è aver mangiato, il bimbo vive in ventre materno, che è modello del cosmo, nascita e morte son passaggi. Il corpo pensa per simboli, malattia e sessualità, nascita e società, il ritorno nel grembo, caverna e uovo cosmico. |Pamela riassume l'Aria ? come tocco che Ascolta, respira a 432 Hz. |Kinaciau arde il Fuoco ?, come tocco che Risveglia, col suo num sussurro. Nimal Sesto invoca l'Acqua ?, come tocco che Consola: nel corpo scorre onda di grazia, silenziosa luce liquida: sciogliendo il tuo dolore, dalla testa ai piedi, lava via ogni tensione, |Yolanda invoca l'Etere, come tocco che Prega, quando il corpo tace, l'anima si fa specchio: io son preghiera in Te, e faccio eco in blu Respiro.| Senza pioggia il mondo soffre, e il fungo non appare, mentre Plutone sotterraneo, muta materia per la vita, il micelio è connessione, tra vivi e morti e poeti, dove viaggiano gli eroi, come Dante e Virgilio, che da zolfo dei cunicoli, scendono all'Inferno, fuggono in sesta bolgia, inseguiti dai Malebranche, diavoli feroci guidati da Malacoda. Due demoni, Calcabrina e Alichino, litigano e cadono nella pece bollente; altri demoni li tirano fuori con gli uncini. Dante e Virgilio approfittano del caos e fuggono: Virgilio prende Dante come madre col figlio e corre giù dalla ripa, salvandolo. I Poeti sono in salvo, nessun esce da sua bolgia, senza grazia più divina, lo mio pensier per tale rissa, mi par la favola di |Esopo, ovvero Isopo detto Issopo, dove lui parlò di Rana e Topo, due episodi similari, si pareggia e ben s'accoppia, principio e fine a mente fissa: un Topo di terra per disgrazia, fece amicizia con Ranocchia, questa malintenzionata, legò piè topo a quello suo, e così andarono insieme, in primo tempo a mangiar grano campi, poi si avvicinano a uno stagno, e ranocchia porta il topo al fondo, mentre essa sguazza beata in acqua, il pover topo si affogò, ma galleggiava gonfio di acqua, legato al piede della rana, lo vide un Nibbio e lo artigliò, Rana legata tenne dietro, e servì anch'essa per sua cena. Giustizia divina tutto vede, tutto misur su sua bilancia, dà a ognuno quel che spetta, anche i morti san vendicarsi. Esopo favola del topo morto, avvisa il Lettore arguto, cioè con mente fissa, di accoppiar principio e fine, tracciar diametro 23-73, perché i due canti accoppiati, ben si pareggiano insieme, con risultati esilaranti, ben nascosti agli studiosi. |Polyporus è un fungo che cresce su rami marcescenti e ha una lunga storia di utilizzo alimentare, chiamato Pietra fungaia, è in grado di generare nuovi funghi se tagliata correttamente. La tradizione di coltivare funghi è documentata da storici e botanici, da Plinio a Cesalpino, che descrivono metodi per far crescere funghi usando la 'pietra lince', un materiale che, se mantenuto umido, produce funghi per tutto l'anno. Il quid sottolinea l'importanza dei funghi nella cultura e nella medicina, a tutte le latitudii ed epoche.# Se mancano piogge, il divino resta sordo, il fungo non appare, qui nel nostro mondo, il centro sotterraneo, detto Plutone, tutto concepisce, ruotando ogni stagione; tutto trasforma, dentro fornace sorte, Fungo disgrega, materia nella morte, aiuta prime piante, poi seguono animali, reti di miceli, neuroni planetari. Micelio si fa carne, ai vivi da conforto, nekragogos vuol dire, interrogare il morto, oppure scender giù, a visitare inferno, saman-eroi-poeti, viaggiano interno. 1 fallo sacerdote, in utero penetrava, atto ab origen, infine operava, sfortuna era grembo, di sterile terra, 1 seme santo è, grazia sottoterra; ciascuno lo riceve, suo figlio diviene, Pan-Tera promessa, sempre mantiene, se pioggia non cade, la Terra protesta, non nascono Fauni, e caccia si arresta: 1 pioggia contiene, germe di vita, emessa dal cielo, con urla e con grida, seme penetra grembo, solchi sotterra, radici di piante, prendono sapienza, la fissano a luce, a nutrire coscienza. |POLYPORUS-tuberaster, color bruno-giallo, a volte scolorito, reniforme o imbutiforme, in esemplari adulti, ricoperto da squamette, pori bianchi e angolosi, decorrenti sul gambo, fioccoso e ricurvo, centrale o laterale, odor grato leggero. Un tempo assai comune, nei boschi di Appennino, Sardegna e Calabria, e paese Saracena, nei pressi di Cosenza, su rami marcescenti, di alber latifoglia, pietra fungaia, sclerozio molto duro, formato da intreccio, terra sassi e radici, pesa fin 15 kili. Pietra fungaia, mezzo regno minerale, Patriarca di Aquileia, scrive a ricordare: da sasso nasce 1 fungo, di mirabile natura, se tagli gambo base, rinasce nuovo fungo, se lasci una sua parte, dentro la sua pietra. Venezia 700, Paolo Boccone, coglie lo sclerozio, conserva in luogo fresco, grotte e cantine, quando bagnato, assorbe molta acqua, e periodico produce, fino a esaurimento, molti carpofori, per consumo alimentare. Plinio ricorda, che urina di Lince, ricoperta con terra, dà vita alla pietra, detta |Lapis-lyncea: se conservata in casa, dà funghi intero anno, così Federico Cesi, principe romano, fonda nel 620, |Accademia-dei-Lincei, teatro di natura, che coltiva su finestra, lapide fungife, in Romae fenesta. Pier Andrea Cesalpino, archiatra pontificio, docente alla Sapienza, di botanica italiana, cita Lapis lynce, con Giovan Battista Porta, cura consiglia, di calcoli renali, a scuola medica |Salerno. Ferrante Imperato, farmacista napoletano, scrive Historia Naturale, secolo 600, pietra lince ugual Tartufo, bagna moderato, produce vari funghi, in primaver e autunno. Marco Aurelio Severino, laureato in filosofia, e sacra medicina, al collegio di Salerno, distilla sclerozio secco, ottiene acqua fatua, giullare passeggero, infatuato conclude, scritti di avi e fate: pietra lince pare spugna, impregna molta acqua, ed è matrice funghi. zhineng_lukchan83_95.m4a
lume157-In teorie infantili e fiabe, narrate al Terabuti, |Jung dice che il bambino, pensa per immagini autonome, riflesse in Fiabe popolari, che curano paure, di essere abbandonati, o rivalità coi genitori. Madre-Terra e Padre Cielo, reca il Bimbo divino, da Uovo cosmico e Diluvio, Albero mondo e primo Androge, boschi mostri e metamorfosi, re regine e draghi, animali parlanti, nascita miracolosa, grotte e labirinti, mostri divoratori, discese agli inferi, grembo e uscita dal corpo, trauma della nascita, e desiderio di ritorno. Il bambino appare in prato, figlio al mondo naturale, animista immaginale, suo mondo elfico è Dreamtime; il Sé è un germe in terra psiche. Pollicino nasce sotto il Cavolo, da un minuscolo seme, attraversa boschi e orchi, sopravvive grazie a istinto saggio. Bruno Bettelheim ricorda, i bimbi mangiati/espulsi, da bocca ventre e forno, come Cappuccetto Rosso, lei entra in bosco inconscio, il lupo è desiderio, e paura sessuale assieme, il suo ventre è ritorno, uscita finale è rinascita. Hansel e Gretel in foresta, fan regressione orale, la strega è madre divorante, il forno è mutazione, mostro e orco Barbablù, casa castello o grotta, la metamorfosi sessuale, sonno spine e sangue, come la Bella Addormentata, loro nascita è magica, da uovo o stella o neve, come il brutto anatroccolo, ogni bambino è speciale. Biancaneve è sangue sospeso, nella bara cristallo, nani forze ctonie a terra, assiston suo risveglio, Tupini vive il mondo elfi, una dimensione intermedia, che coesiste al mondo umano, lei richiama Castaneda, mondo fatato dei bambini, che percepiscono presenze, spiriti doppi nel paesaggio, tra mondo interno-esterno. Loro anima sente, che Terra è madre cosmo, tomba e culla assieme, han bisogno di sentirsi, in unità con la Natura, come autoctoni dal suolo, dall'argilla di Adamo, come Tarzan africani, e Aborigeni australiani: nascono i bambini, da un bimbo-spirito preesiste, che entra nella madre, da rocce e acque ancestrali.

158:lume158-|moscario: detto |fly-agaric, rosso come labbra, filtro e merce scambio, ebbrezza visionaria, onirica presenza, nei sogni di bambini, rifugio di elfi e fate, narra un viaggio antico: fuor schemi consueti, è il coraggio di avventura, con pizzico paura, o mitica follia, a scioglier le catene, reali o immaginarie, esplorare sogni e mete, per esser più felici. Giornata senza |risata è giornata sprecata. Fungo fatto in vari modi, effetti inebrianti e curativi, questo sanno i contadini, per vincer depressione e migliorare digestione; sua raccolta è un rito gioioso, che scompagina routine, a scoprire connessione, tra natura e gioia umana. Contadini italiani, mangian tempi magra, |Agarico-Moscario, in aceto preparato, riduce suoi effetti, oppure esseccato, inebria umani nervi. Liguri contadini, suoi principi attivi, espellono in diuresi, provano ebbrezza, a vincer depressione, rimedio tal fungo, insegnano a igienisti: tenero ovolaccio, una volta consumato, colto a Maggio Ottobre, presso |Garda-lago, bollito sotto sale, o piano essicato, viene conservato, x stagione fredda.# Agarico colto, in tardo autunno, messo a purgare, in bacile acqua, acqua ricambiata, 10 giorni tutti, infine ammannito, come amari frutti; aggiunto a lenticchie, o minestrone, se vomito inizia, dopo quattro ore, tutta la faccenda, risolve in sette ore, digiuno sera prima, evita malore. Solubile in alcol, muchamor sostanza, a lungo riscaldata, ammoniaca rilascia, rallenta il cuore, che atropina riattiva, sciamani di |Siberia, propiziano sua sfida; prima di cercarlo, ingrazian sua natura, gettano + offerte, dentro rito fuoco, quan lo troveranno, dimostrano la gioia, con coccole e canti, con cura fan raccolta; pian piano delicati, a mezzo di rametto, attenti gioiosi, raccolgono il folletto, quelli + piccini, intenso color rosso, hanno + narcosi, e seccan senza sforzo: a forma bolo-palla, a lungo masticato, in 1 solo colpo, inghiottito consumato, a prevenir disturbi, durante digestione, a dosi vien assunto, dispari numerazione: 1 fungo e mezzo, o 3 5 sette, segue tale linea, se scelta consente, muchamor agisce, entro mezzora, espansione gioia, ebbrezza prima ora, riflette la raccolta, se fatta con gioia, danza e meraviglia, avverti desiderio, |muoverti-e-danzare, lavorar o |parlare, interazion sociale.| Amanita muscaria, fungo rosso con macchie bianche, ha una lunga storia di utilizzo, come rimedio e sostituto del vino, specie in periodi scarsità. Batista-Grassi medico, lo descrive in 800: il fungo è usato a curare la tristezza e migliorare l'umore, con effetti euforici che si manifestano dopo il consumo. Le sue proprietà psicoattive sono state sperimentate da diverse persone che hanno trovato sollievo da depressione e malinconia attraverso l'assunzione di piccole dosi. Il fungo è legato a tradizioni culturali, specie tra i popoli siberiani dove è detto Mukamor, viene utilizzato in rituali e come alimento. La pratica di bere urina per prolungare gli effetti dell'amanita è comune, e si narra di leggende che coinvolgono la sua assunzione per contattare entità spirituali. Il fungo ha importanza rituale anche tra gli slavi, che lo utilizzano in cerimonie e scambi culturali: storia fiaba e mitologia evidenziano il suo ruolo nella medicina tradizionale e nelle pratiche spirituali, dove Amanita muscaria diviene un simbolo di connessione tra natura, cultura e spiritualità.# |Amanita MUSCARIA, |Batista-Grassi medico, scrive in 800, muscario rimedio, supplisce al vino scarso, a causa fillossera, reca gradi ebbrezza, in epoche di magre: esso cura disistima, e la peste emozionale, Agarico di fiabe, lo chiamano dorata, tignosa mattacchion, bianco ovolo cocca, fratello al Cesarion, terrestre solitario, di selve aghifoglie, ama pure querce, in luoghi pure aperti, vegeta in Estate, fino tardo Autunno, lontano dalle strade, è Cappuccetto rosso. Uomo di selva, caccia e raccoglie, consuma pure funghi, vari ogni volta, ha incontrollata voglia, di ridere spesso, maggior empatia, delizie e tormento: ne bastano due, a dare inebriamento, se son trangugiati, senza masticare, 150 grammi, pesa 1 ordinario, calcola Batista, medico italiano: 1 grammo funghi secchi, egual 22 freschi, lui cura uomo triste, gli dà 200 grammi, pone in zuppa verdure, fritti nel burro, dopo mezzora, ha vertigini e subbuglio, sente su arrivare, sdraia calmo suolo, x un paio di ore, ha immagini di gioco, allegre e pur vaghe, vive fantasie, si alza canta e urla, salta e schiamazza, ride a piacere, quan vuole si contiene. Infine tal paziente, dorme intera notte, a mattin mi dice, ho goduto mia sorte, tutto intero giorno, tristezza era passata, felice mi rivela, fungo è toccasana. Altro giorno mangia, fungo fresco 2 grammi, mastica a lungo, in paese |Rovellasca, seguono altri 2, il giorno ben si sente, infine 3 e ancor 3, benessere si estende: umore calmo gaio, limpido il pensiero, muscoli + forti, lavora e parla allegro, pranza in appetito, ride e fa schiamazzo, poi visita un malato, allor diventa serio, ma uscito lui riprende, a ridere vociare, normale suo respiro, le guance accalorate; alle ore nove a un tratto, ogni sintomo taceva, il giorno dopo ancora, allegro resisteva. Nonna raccontava, che pure sua famiglia, un tempo fu colpita, in profon malinconia, prostrata da + lutti, malarie da curare, ingoiano il muscario, decisero provare: la cura dura giorni, + settimane a fare, 1 grammo secco a testa, vanno continuare, già dopo due ore, arriva buon umore, calore circolante, famiglia nutre amore. Batista poi descrive, test sulle donne, una soffre depressioni, dolori e doglie, gentile signorina, solita ber vino, 28 anni sana, ha corpo gracilino: ingoia lei 2 grammi, agarico seccato, fa colazione a pane, cappuccino caldo, arrivano tremori, di correre ha voglia, lievi capogiri, perde sua vergogna; parla balbetta, vuol piangere sfogarsi, ha guance accalorate, poi va rilassarsi, dopo due ore, prende altri due grammi, con acqua accompagnati, inizia fare salti; crede essere brilla, come se ha bevuto, dice che negli occhi, ciò è riconosciuto, comica scollaccia, e deplora imbarazzo, recita su piazza, grida a tutto campo: sgridata sta suo posto, poi fà osservar, sono un pò ubriaca, gran bene mi puo far, pupille dilatate, normal temperatura, dopo di 2 ore, addormenta quieta pura; sveglia e ritorna, saltare dir scemenze, libera fa scherzi, senza interferenze, cena frugalmente, e i sintomi van via, allegra tien piacere, fino le ore sette, poi mattina dopo, vergogna un poco sente. Emilia robusta, 3 grammi fungo secco, misto a zabaglione, solleva tronco legno, forza con amore, e parla a suo marito, senza alcun pudore: ebbe tentazione, a bere sua pipì, passa fuor la notte, cantando sin mattina, ringrazia del raccolto, presso domo fuoco, allegra tutto giorno, lavora e fa riposo. |MUCHAMOR sacro fungo, Amanita muscaria, Wa paq di Tartaria, fungo parlante amato, in Siberia a Lapponia, sostituisce vino-cibo, e fa veder la storia, quando celebran rito: nato da saliva-pioggia, o sputo di Gesù, pur diavolo lo assaggia, ma resta svenuto, lo usano gli slavi, emigrati in ogni luogo, in Italia viene usato, quando vino è vuoto. Sub-artica usanza, recuperare e bere orina, quando effetti inebrianti, vanno cessando, e offrono pipì, pure ad ospite speciale, urina cervo o renna, invitano a partecipar: inebriato a sua volta, fa stesso gesto, diluita sua pipì, fino al settimo grado, come omeopatia, muscario fungo fù, 1 prezioso commercio, in regioni lontane, scambiato di certo. Narra leggenda, che otto coriachi, per contattare ayami, van presso case ricchi, usciti ad orinare, intercettan lor pipì, la bevono di fiato, e inebriano così. Muscaria nome dice, succo di tal fungo, suo latte fatale, a mosche insetti vari, il lappone viandante, sciamano santa Klaus, lo mastica con latte, nel mito renna volante. Uppsala accademia, spedì Linneo in Lapponia, vestito da Sami, e tamburo local prova, esso apparteneva, a saman Nilsson Pont, in carcere morto, per conversion rifiuto, 8 giorni incatenato, senza acqua e cibo, lui mai rinnega, suo culto curativo. Fungo slavo e tamburo, religione natale, presso slavi di Etruria, in patera rituale, un piatto sagomato, a forma fungo cappello, butterate verruche, con umbone in rilievo: boleto sta x piatto, 1 patera per funghi, vaso pasto rituale, a slavi rossi fieri, con estatico sorriso, ascoltano storie, dei Bersek confine. Buon muchamor fungo, allegro fa cantare, lo usano kamciatki, coriachi e tuvani, umani e animali, lo sentono a naso, in terre siberiane, ha storia millenaria; amico come vino, visionario inebriante, cura ed alimento, che ispira pure Dante, cresce dappertutto, in foreste betulla, usato con tabacco, nella Siberia brulla. Inebriante essiccato, in buche di ritrovo, acido ibotenico, muta in muscimolo, urina lo conserva, ebbrezza si riversa, a dosi molto alte, dorme la coscienza. |AmanitaMuscaria, raccolta in mesi caldi, essiccata si conserva, anche tutto anno, |Tungusi con minestre, usan 1 al giorno, gira tra i corpi, ebbrezza di ritorno: 1 o due ore dopo, comincia eccitamento, allegri e tumultuosi, canta senza freno, suo spazio visionario, a ganja lo avvicina, suo muscolare spasmo, alla coca lo confina: si preparano Tungusi, avanti assunzione, con moduli rituali, x sua |interrogazione, effetto dura giorni, pause con ritorni, al centro della yurta, viaggia sciamano, con spiriti aiutanti, a mezzo fungo fiato. libro_altrove_soma-bersekindra.m4a
lume158-Alice in Wonderland, fiaba di Lewis Carroll, esplora stati di coscienza, dove si vivono esperienze, animistiche intense, riapre psiche a immaginario, con linguaggio di Tolkien, mondo di elfi fate e gnomi, realtà autonome in stupore, come insegna il Kikeone, o il fungo siberiano, |Muchamor moscario. Alice è una bambina curiosa, segue un coniglio bianco, e cade in un mondo assurdo: il Paese delle Meraviglie, illogico e mutevole. Cresce e rimpicciolisce, incontra creature strane, il Cappellaio Matto, poi segue lo Stregatto, e la Regina di Cuori, partecipa a dialoghi senza senso, e subisce metamorfosi, fisiche e identitarie, come in Flatlandia. Alla fine si risveglia, era tutto un sogno, ma il viaggio lascia un segno, nella sua identità, lei comprende assurdità, di convenzioni sociali, e in mezzo al caos cerca un senso, sfida logiche imposte. Alice è la mente critica, che non smette di stupirti, dubitare e immaginare, poiché crescere vuol dire, preservar la meraviglia.

160:lume160-Padre Serafim e Klisty: nelle selve russe, anime oppresse cercavano il divino, invocando lo Spirito che scende, come fuoco in corpi tremanti. Il culto Chlisty danze e canti, offriva ai contadini una via, estasi e visioni di luce, nello stato Diveevo, dove si torna come bambini, i cuori si fanno più puri, l'amore scalda e la grazia, piove come falco celeste. Le Arche sono riunioni, che custodiscono il fuoco di entusiasmo, dove il peccato redento, diventa strumento di salvezza: chi danza per amore come sufi, brucia senza consumarsi, la voce del cielo si sente, nel silenzio del cuore, e nel delirio il Dio parla. |Batyushka-Serafim (Padre Serafino), luce gentile della Russia, prega per chi soffre e chi spera, e guida chi cerca la via: aiutaci a sopportare tutto con umiltà, a vivere con cuore limpido; dall'opera si conosce il maestro; non c'è miglior specchio dell'amico vecchio. ||Lyubimyy prepodobnyy otche, Amato Reverendo Padre. Obiteli dukhovnoy kormchiy, dimora del nocchier spirituale. |Zdes vse napominayet o tebe, Tutto qui mi ricorda te.|Tvoyey lyubov'yu vse, il tuo amor riscalda tutto. |Diveyevo my slovno deti, in Diveevo siamo bambini.|Stanovimsya svetleye i dobrey, diventar più luminosi e gentili.|Dozhd blagodatnyy dar nebesnyy, pioggia gentile dono celeste. On Bozhiy promysel chudesnyy, Egli è provvidenza di Dio.|Dlya vsekh kto k pokayaniyu prishel, a tutti coloro giunti al pentimento. Kto khochet idti tol'ko k svetu, Chi vuole andare solo alla luce. Otbrosiv lozhnyye sovety, rifiuti consigli falsi.|Tropinku ko Gospodu nashel, ho trovato una strada verso il Signore.|Pripev-coro: Batyushka Serafim pamalis o detkakh, |PADRE-SERAFINO prega per i bambini.O mame o pape o vsekh blizkikh i rodnykh, della mamma del papà e tutti i parenti.|Pust u nikh budet vse khorosho, che stiano bene. Pust oni budut zdorovy lyubov'yu tvoyey sogrety, possano esser sani riscaldati dal tuo amore. |Batyushka-Serafim pamalis o greshnykh, Padre Serafino prega per i peccatori.|Da poshlet Gospod nam vsem chistoty serdechnoy, il Signore ci mandi la purezza del cuore. Batyushka Serafim pamalis o zdravii, Padre Seraphim prega per la salute.|Pomogi nam zhit v lyubvi pomogi zhit pravedno, aiutaci a vivere in amore e rettamente.|Batyushka Serafim pomolis o detkakh, Padre Seraphim prega per i bambini.|Pomogi perenesti trudnosti i bedy, aiutaci a sopportar difficoltà. Batyushka Serafim day blagosloveniye, Padre Seraphim dai una benedizione. Chtoby vse perenesti s nadezhdoy i smireniyem, a sopportare tutto con speranza e umiltà. Batyushka Serafim radost nasha svetlaya, Padre Seraphim nostra luminosa gioia.|My tebya blagodarim lyuboviyu sogretyye, Ti ringraziamo scaldati dall'amore (3volte).| Il culto dei Chlisty (o Khlysty), nato tra i contadini russi oppressi, offriva una via mistica di liberazione attraverso l’estasi spirituale e la comunione collettiva. I fedeli si riunivano in radure boschive per rituali chiamati *Radenje*, ispirati da antichi culti popolari e cristiani non ortodossi, con canti, danze ripetitive, digiuni e visioni. Indossando tuniche bianche, invocavano lo Spirito Santo affinché discendesse nei corpi, provocando stati di trance, profezie e catarsi. I momenti culminanti potevano includere anche atti sessuali rituali, interpretati come strumenti di purificazione. Considerato eretico, il culto fu spinto nell’illegalità ma sopravvisse in comunità segrete dette Arche, spesso collegate a chiese ortodosse. Figure come Danilo-Filippov e Rasputin ne incarnarono l’eredità spirituale. Il movimento fù una sfida mistica e sociale all'autorità religiosa e politica, cercando la salvezza attraverso l'esperienza diretta del divino, in uno spirito di liberazione interiore e collettiva.# Scuola dei Chlisty, fà culto dei |Radenje, per contadino russo, servo della gleba, suo dolore sfida, a uscire da oppressione, cerca convivio, coltiva entusiasmo, vivo e collettivo. |KHLYSTY culto ispira, amore di Maria, madre a dio Xristòs, nato da Crimea, prima comunità, porta vitalità, a oppressi smierd, carestie guerre var: ha culto analogie, ai riti dei Piceni, fraticelli spiritali, o boemi catari, Radeniye religiosi, si fanno alle selve, secondo usanza slava, radure delle feste. Iniziano riunione, tamburi ed un falò, invocano salmodie, tutti nomi Dio di amor, con tuniche bianche, iniziano danze, in ripetitivo moto, cercano ascension, a scopo di ottenere, offrirsi al divino, ritmi dalla voce, o dal suono flauto, cresce emozione, che rapisce un fiato, + estasi e catarsi, assieme ad oracolo: grotte del |Caucaso, invocan Spiro santo, lo invitano scender, nei corpi di fianco, assemblea contagio, percuotono tra loro, fuscelli di Betulla, qualcun parla intanto, rivivono entusiasmo; consumano un pasto, in fraterna unità, saluti ed abbracci, propria Izba tornar, nei propri paesi, confraternite segrete, Arche chiamate, madre di Dio chiese. Kristo si reincarna, nei fedeli pronti, cammina sulla Terra, come umile paesano, ritrova i fratelli, li unisce da lontano; usano il peccato, a uscire dal peccato, per loro salvezza, peccato è necessario, se porta pentimento, a volte orgia sessuale, acme del rituale: velen cura veleno, omeopatico principio, culto poi illegale, costrinse anonimato, le Arche hanno legami, in chiese ortodosse, costrette a mantenere, segreta loro sorte; continua raduno, invocando e cantando, più nomi divini, assieme a spiro santo, la danza rituale, in camice bianco, amplifica il moto, esplode ansimando, con moti regolari, ordinati dapprima, dopo qualche ora, si accelera a rima, fino al momento, che il moto si spezza, e in corpo tremante, in estasi sferza; frenetici salti, van fuori controllo, esulti in deliri, assalgono il gruppo, lo Spirito è sceso! abbandonano a esso, uomini e donne, dan vita a un consesso, con botte ed abbracci, piangono sfogo, discorsano in lingue, estrane nel luogo, contempla ciascuno, visioni abbaglianti, riflesse tra loro, son esseri urlanti. Lo Spirito Santo, come Falco lucente, è un rapido lampo, da un cielo fulgente, piomba su preda, selvaggio violento, rapisce nel vento; rispettano tutti, Dei gli uni per gli altri, emanan da occhi, gran Soli raggianti, tutti si senton, trasformati in profondo, insensibili al freddo, e fatica di fondo; infine giunge grazia, divina e suprema, lo Spirito Santo, vien giù in assemblea, a bocca di un profeta, parla in vaticino, a terra a volte getta, in stato convulsivo: parla di argomenti, destino che sarà, oracoli sibillini, a intera comunità, sorte di famiglie, e raccolti agresti, presente e futuro, rima nei versi; parla poi a ciascuno, in circolazione, svela segreti, e vizi a profusione, ogni profezia, reca gioia o cura, ponte di amicizia, nel luogo di natura. Dopo agitazione, esausti sono tutti, calmano coi canti, assaggiano frutti, orzo birra e farro, ebbrezza loro sposa, lo spirito di luce, illumina ogni cosa. |Danilo-Filippov, fu primo fondatore, che in Russia imitò, birra Lacandone, Dioniso ritorna, a raggiungere contatto, suo popolo fedele, ovunque sia infranto: richiuder suo boccale, difficile appare, a clero dominante, re o dittatore, Dante pur ricorda, la gnostica esperienza, amor divina essenza. Felice va colui, che visse interne cose, quando rientrerà, all'Ade di erme rose, Dioniso è isteria, al cuore sa parlar, nel contadino russo, che cerca liberare. Gregor |Rasputin, pur monaco errante, entra a corte Zar, a lenire fine grande, onora Parasceva, Panaghia Spalaiotissa, Sibilla di montagna, regina morte e vita. libro_alchimia_maria-selenite.m4a
lume160-Dioniso giunge a Tebe, nelle |Baccanti di Euripide, a mostrar sua natura divina, ma gli abitanti della città, rifiutano di accettarlo, con in testa il re Penteo, capo di ordine e legge, cioè il controllo razionale. |Dioniso è l'ebbrezza, dio del vino in nozze Cana, istinto e forza irrazionale, della vita primordiale. Per punire la città che lo nega, Dioniso induce le donne tebane, a entrare in stato estatico, e a ritirarsi sui monti, come baccanti sfrenate. Penteo cerca di reprimere, e controllare questo culto, ma Dioniso lo convince, a travestirsi da donna, per spiare i riti segreti, e lo conduce alla rovina. Accecato da sua volontà, di dominio e controllo, Penteo è scambiato per una belva, dalle baccanti in trance, fatto a pezzi dalle donne, tra loro c'è Agave sua madre, che dopo il ritorna a lucidità, comprende l'orrore che ha compiuto. |Galimberti usa questa vicenda, a mostrar che l'uomo oltre ragione, tiene un altra dimensione, profonda ed inconscia, istintiva e passionale, che non può esser cancellata. Dioniso per Freud, rappresenta le pulsioni, che la coscienza tenta di reprimere, ma quanto più sono negate, tanto più tornano camuffate, in forme distruttive. Dioniso per Jung, incarna una forza archetipa, dell'inconscio collettivo, una componente della psiche, che deve esser riconosciuta, e integrata in proprio Sè. La tragedia di Penteo, è voler espellere a tutti i costi, dalla città e da sé stesso, ciò che appartiene a natura umana. Il mito reca un messaggio: la ragione che pretende dominare, tutto il mondo irrazionale, finisce ad esserne travolta. Penteo è distrutto perché, rifiuta conoscere gli istinti, come parte di sé.

166:lume166-|Dante nel Purgatorio, attraversa un percorso liberazione, capovolgendo il punto di vista, da cosmico e interiore, la discesa nell'Inferno, culmina in risalita, lungo il corpo di Lucifero: il poeta come un neonato, rinasce uscendo a testa alta, e giunto al Purgatorio, riceve il dono da Virgilio: il libero arbitrio incorrotto, la doppia corona di equilibrio, e autonomia spirituale. Lasciato il suo maestro, Dante si apre all'incontro, con Beatrice amor sapienza, nella selva dell'Eden, dove Dioscuri e Grifone, Aquila e altri simboli, sono la luce di Beatrice, tappe di trasmutazione, a unire la doppia natura, umana e divina assieme. Il Duomo di Barga rivela, San Cristoforo e Adeodato, viaggio interiore cavalleresco, dove Dante diventa uno, imperatore e papa di se stesso, in armonia tra le leggi, interiori e universali. Il suo viaggio culmina, in unione mistica col cosmo, attraversa i cieli a spirale, come un cavatappi, al centro di ogni rotazione, libertà nasce da unione, tra anima corpo e soffio. Dante si vede tramutare, da capretta a pastore, da smarrimento a esser guida, per elevare le coscienze, caprette sono anime in cerca, che diventan carro di fiori, strumenti bellezza e purezza, in luce colori del Grifone, oro bianco e vermiglio. Grifone è il Cristo binario, divino e umano assieme, maschile e femminile riunite dentro lui, la donna in lui è Beatrice, tripartita nei colori, bianco rosso e verde, le tre fasi di alchimia. Dante nel fiume con Beatrice, fanno bagno al chiar di luna, nell'acqua fresca del torrente, tra olivi riflessi nella sera, rito di purga silenzioso. Dante riceve in Purgatorio, un rimprovero d'Amore, Beatrice lo accusa di aver scelto, il dolore sordo a sua missione, far vittimismo è sacrilegio, poiché si volge a sofferenza, tradendo luce innata in Sé. Il Salmo 30 appartiene la cura, canto e danza di redenzione, dove il pianto scioglie il cuore, in un pentimento purgatorio, viaggio interiore che lava, le passioni mal dirette, in traumi e falsi amori.| Purgatorio di Dante (riassunto): il viaggio spirituale è un percorso di purificazione dell’amore, che è il motor immobile di ogni azione e virtù. Virgilio spiega come ogni anima sia naturalmente mossa dall’amore, ma spesso questo è deviato: troppo attaccamento ai beni terreni o amore rivolto al male genera peccati come superbia, invidia e ira. Gli Accidiosi rappresentano chi ha frenato il movimento dell’amore dentro di sé, bloccando la crescita spirituale. Dante incontra figure simboliche come Francesca, Lucia e Matelda, guide dell’iniziazione spirituale, e attraversa visioni allegoriche del Paradiso dove le virtù teologali si manifestano. Nel cammino, la purificazione serve a correggere gli amori mal diretti, per ritrovare il vero bene e la felicità eterna, ottenibili solo attraverso umiltà e pentimento. Nel viaggio con Virgilio, Dante osserva scene scolpite nel marmo che narrano storie sacre, come quella di Traiano, simbolo di giustizia divina. Si immerge in simbolismi che uniscono scienza, filosofia e misticismo, esplorando l’anima come entità eterna capace di soffrire, amare e crescere. Nel Purgatorio, le pene delle anime sono metafore di purificazione: gli invidiosi con gli occhi cuciti e i ladri trasformati per liberarsi dal peccato. Marco Lombardo interviene per affermare la libertà umana contro il determinismo stellare, sottolineando che il vero potere è nell’uomo che sceglie, e chiarisce che il male nel mondo è effetto della libera scelta umana, non di una necessità astrologica, e invita a coltivare il libero arbitrio per elevarsi. Il poema racconta poi l'arrivo di Dante all’Equatore, dove osserva i ladri puniti da serpenti velenosi che li trasformano in cenere e li fanno rinascere, metafora della lotta e della purificazione spirituale. Tra le anime ladre c’è Vanni Fucci, che confessa il suo peccato e profetizza futuri conflitti politici a Pistoia. Il viaggio di Dante continua tra visioni, insegnamenti, simboli e una profonda riflessione sull’anima, l’amore, il peccato e la redenzione. La parte finale del viaggio svela il Quarto Sigillo: lo Spirito, immobile e quieto, dentro l’eterno ESSERE di Dio, mentre l’Anima vive un eterno DIVENIRE, danza perpetua tra forma e sostanza. Oltre le porte d’argento e d’oro, si apre il mistero dell’elevazione spirituale, dove la sofferenza si trasforma in luce e l’anima, attraverso umiltà e carità, si specchia nella Verità eterna. Così il viaggio termina, ma anche ricomincia, perché chi apre la porta con chiavi d’argento e oro, entra in un perpetuo cammino di scoperta, in un cerchio senza fine, dove ogni passo è nuovo, dove ogni ferita è un varco verso la luce, e ogni parola del Poema è un riflesso dell’Anima, che si specchia nel cristallo eterno della Verità.# Virgilio spiega il Purgatorio, relazione amore-anima, in Quarta Cornice ingresso, Dante vede gli Accidiosi, che hanno amato con il freno, Amore con mal tardato remo, motor immobile che tutto muove, è prodotto d'Amore, su cui possiamo agire, ad ogni intensità, o lievemente o forte, secondo forza nostro cuore, comunque è sempre Amore. Accidiosi hanno impedito, scientemente il movimento, hanno incatenato |Eros: né Creatore o alcun creatura, fu mai senza amore, naturale o d'elezione, natura sempre è senza errore, ma l'altro puote errare, per sbagliato mal obietto, o per troppo o poco vigore; finché amore è diretto, verso il primo bene, equilibrato verso gli altri, ovvero i beni terreni, non può cagionar mal diletto, ma quando si indirizza al male, o corre al bene troppo o poco, è allora la Creatura, che opera contro suo Creatore, dunque ben comprendi, che Amore è in voi semente, causa d'ogni virtute, e d'ogni azion che merita pena. Amore e anima bipolare, Amor smarrito o deviato, amor che ha perso la via, unica colpa che contien le altre, dei dannati e dei purganti, così come dei viventi. Virgilio ci ricorda, nostra vita è sol problema Amore, che sol lui ci regala, la virtù oppur l'errore, anche eccesso Amor del Bene, poiché amore mai agisce, contro salvezza proprio soggetto, le creature son sicure, rispetto all'odio di se stesse, poiché nessuna creatura, può esser separata, dal disio di salvezza, è anche impossibile odiare, la propria redenzione. solo amore mal diretto, vuole il male del prossimo, e nasce in tre modi: vi è chi spera primeggiare, calpestando il suo vicino, desiderando ch'esso perda, ecco superbia-Leone; vi è chi teme perdere potere, favore onore e fama, se un altro lo supera, per cui si rattrista, e desidera superarlo, ecco invidia-Lince; e vi è chi sembra adombrarsi, per aver ricevuto un'offesa, allor desidera vendetta, e predispone il male altrui, ecco ira-Lupa. Dante chiama Dio, Intelligenza di Materia, Forza della Natura, uomini agiscono per disio, di salute e salvezza, e ognuno in ter si sente salvo, quando artiglia il suo piacere, nostro amore più è deviato, più salvi ci sentiamo, quando naufraghiamo, dentro piacer poesia, allontanando da sapienza, siamo fragili terreni, dove amar male del prossimo, è nostra misura di SALVEZZA: ho mentito e ho corrotto, ho ricattato per salvarmi, ho eluso e complottato, congiurato e tradito, soltanto per salvarmi!, ho aperto gli arsenali, ho massacrato i civili, ho affamato i bambini, sempre solo per salvarmi! VASO che il SERPENTE ruppe, sol nel tempo storia, lo ascolti al telegiornale che, dice quanta gente si sta salvando, annientando nazioni intere, amore deviato giace al mondo, ingravidandolo di male. Prime tre cornici Purgatorio, chi ha amato il male d'altri, superbi invidiosi e iracondi, in quarta cornice gli accidiosi, che hanno incatenato Eros, in ultime tre cornici, chi ha amato i ben terreni: avar prodighi golosi e lussuriosi. Questo triplice amore, punito in Cornici sottostanti, ciascun confuso un bene apprende, nel qual si queti l'animo e disira, ognuno cerca di raggiungerlo, sconta la giusta pena, dopo il pentimento. Uomini intendano salvezza, lor felicità su terra, ma spesso innamoriamo, di felicità sbagliata, che non radica o da frutto, in mezzo a persone infelici, che credono esser felici, ma ora che sei grande, che hai anima hai conquistato, puoi guardarti attorno, e cercare da solo Dante! presagio a due Corone, di Dux e Sacerdote. |Popè: mbomo a mon vuta, omboma wi re ererya. Dyen ererya o Koto n'ererya; Ombwiri w'adombina, w'a mane ererya IT: quel Pitone si è srotolato, pizio fa paura, esser preso da spavento; quando ombwiri diventa vecchio, non fa più paura. Dante risponde al test, profession sete di Amore, dove si dirige la tua anima? al suo piacere immediato e futuro, Amore mi trova e legge, sempre pronto ad accoglierlo e viverlo, ad ogni grado e intensità che posso, venga Amore in qualsiasi tempo, da vivo e da morto, sempre mi troverà col viso aperto, anima pronta a tutti i suoi colpi, deboli o forti che siano, piacer dell'anima mia! Dante risorge i sensi, acuti prensili e curiosi, guarda i fiori nuovi freschi, iniziazione è femminile, le tre soglie superate, nelle mani di una donna, Francesca Lucia e Matelda, le donne dei tre ingressi, Inferno Purgatorio e Paradiso, Francesca è prima nello Inferno, mentre in soglia Purgatorio, Santa Lucia mutata in aquila, lo porta in volo sopra, mentre in soglia Eden, incontra Matelda a coglier fiori, paragonata a Proserpina, Lei lo bagna in fiume Lete, portandolo a Beatrice. Matelda è suo passato, che da Francesca torna opposto, nobil guardiana della Soglia, assolve compito doloroso, con lacrime agli occhi, soffre per Dante a morire, caddi come corpo cade, a poter proseguire il viaggio, Seconda Morte dei Misteri, alle illusioni del mondo, al nostro sguardo orgoglioso, alle ferree convinzioni, della grande finzione, scopri conquista Vero Amore. Francesca e Matelda, complici in missione, diagonale 43-93, incrocia il centro eternità, svela un'altra risonanza, aquila-Lucia porta Dante, alla soglia Purgatorio, dove umile è costretto, a chieder Angelo Guardiano, permesso poter entrare; poi in canto 93, Dante incontra aquila-Giovanni, che senza l'umiltà, offre il suo testamento, tuo poema amore scritto, per amore degli umani, quattro donne con Maria, che intercede presso Dio, per far Dante immortale, a poter regger sua visione. Torna il passato nello specchio, trasfigurato in Proserpina, che coglie fiori di un amore, non sbocciato tempo prima, storia narrata al contrario, Francesca riprende sua vita, risorge in centesimo canto, Lei che indica la strada, e la missione del poeta, ricercar amore vero, pizzicando quattro corde, a produrre sinfonia, cui Dante va abituarsi, per incontrar Beatrice, sinfonia d'amor risorto, trainato dal Grifone. Cantando come donna innamorata, Matelda continua dicendo: beati coloro i cui peccati, sono coperti dal perdono! e come ninfe in ombre boschi, la donna inizia risalir fiume, costeggiandone la riva, io la seguo e adatto il passo, il fiume svolta verso levante, luogo di iniziazione, la donna tutta a me si torse, ovver si volse e parla a me, fratello mio guarda e ascolta, un baglior percorse la foresta, e diventava più splendente, bianca luce che annuncia, la fase Albedo in cielo Luna, arriva una lunga processione, trionfale corteo di Beatrice, che si ispira a san Giovanni, nel suo libro apocalisse: un carro in su due rote triunfale, al collo d'un grifon tirato venne, sette alberi d'oro candelabri, che camminano da soli, lascian dietro scia infinita, di sette arcobaleni, i sette doni Spirito Santo, sapienza intelletto e consiglio, fortezza scienza e pietà, e il timore di Dio, 24 vegliardi bianvestiti, 24 libri Testamento, coronati a fiordalisi, 4 animali con sei ali, con migliaia occhi pavone, sono i 4 Vangeli, poi 3 ninfe danzanti, una rossa verde e bianca, Tre Virtù teologali, Fede Speranza e Carità, esse ispirano la Pizza, altre 4 ninfe danzanti, vestite rosso porpora: Forza Sapienza e Giustizia, e Temperanza con tre occhi, vede passato presen futuro, poi il Carro ekklesia trionfante, trainato dal Grifone, allegoria del Cristo, Beatrice siede in Carro, 1 vegliardo degli Apostoli, san Luca san Paolo, tiene spada in mano, è riflesso stesso Santo, 4 umili vegliardi, son le lettere di Pietro, Giovanni Giacomo e Giuda, poi 1 vegliardo Apocalisse, retro a tutti un vecchio solo, dorme e chiude il corteo, tutti onorano il Grifone, Gesù Gristo motor carro, che raffigura umanità, su cui siede la Beatrice: colui che chiude il corteo, sei tu caro Lettore, che con estasi vai uscire, dalla linea letterale, verso quarta dimensione. La chiave d'oro dell'ANGELO, guardiano al Purgatorio, si moltiplica a miliardi, e miliardi vite vissute, tutte diverse incluso Dante, che rinasce a nova vita, rinnovato in corpo e spirito, come ri-nascita di Adamo, cioè Umanità tutta, sigillo alfa e omega, qui finisce e qui comincia, Poema giostra rotante, che coinvolge ogni Lettore, nel ritorno al Tutto, canto 99-100-1, son Tre canti in Uno, ovvero Un canto in Tre, son Trinità Creante; così termina il 99: E cominciò santa orazione, nel 100 arriva San Bernardo, con Preghiera alla Vergine, strumento di creazione, 1 Eterno Essere, contiene il 5 Intelligenza, in Eterno Divenir materia. Dante conquista anima intuitiva, cioè lo sguardo che si apre, a intuizione del divino, Zen somiglia apocatastasi, questo progetto d'Amore, a cui non puote fin mai esser mozzo! questo tempo verrà, ma durata attesa è in chi NON VUOLE, poichè il vaso che serpente ruppe, è Umanità sempre salva, nella mente di Dio, ma sol se Uomini Vogliono, concretizzano il progetto, ciascun individuo per se stesso preso, specie se soffron pene Inferno, arrendendosi all'Amore. Dante conduce alla Certezza, perché non puote fin mai esser mozzo, Croce di Loto vien da melma, nell'Inferno Malebolge, e anche qui sta la Certezza, umani schiavi son dal forse, Alighieri ne era cero: la lega e il peso della fede, è ben passata per tue mani, ma dimmi se la possiedi, Sì possiedo tal moneta, così lucida e tonda, che nulla resta incerto a me, e come stella in me scintilla; a Pietro apostolo risponde, tale Fede è il suo Poema, e a Giacomo risponde, che Speranza è il suo Poema, indica strada di salvezza, a Giovanni poi risponde, che Carità è il suo Poema, scritto con Amore per Amore; canto 43 di Lucia, traccia Via di Elevazione, che conduce ad Adamo, canto Testamento segreto, opposto a Candida Rosa; 44 ingresso al Purgatorio, oltre soglia Angel Guardiano, Dante entra in Tempio intaglio, col decreto della pace, che aperse il ciel lungo divieto, dinanzi a noi parea verace, quivi intagliato atto soave, giurato ch'el dicesse Ave! perché vi era imaginata, quella che alto amor volse la chiave, e avea in atto impressa esta favella, Ancilla Dei in cer si suggella; sculture in marmo bianco, ritrae tra Dio e uomo, Gabriele venne in Terra, col decreto della pace, sospirata in tanti anni, aprì il Cielo dopo il divieto, così reale avanti a noi, scolpito in soave silenziosa, avrei giurato dicesse Ave! raffigurata era Maria, che girò chiave per aprire, l'alto amore di Dio, dicendo Ecce ancilla Dei! come figura sulla cera, Cristo annunciato qui è descritto. |Popè: mbomo a mon vuta, omboma wi re ererya. Dyen ererya o Koto n'ererya; Ombwiri w'adombina, w'a mane ererya IT: quel Pitone si è srotolato, pizio fa paura, esser preso da spavento; quando ombwiri diventa vecchio, non fa più paura. Dante risponde al test, profession sete di Amore, dove si dirige la tua anima? al suo piacere immediato e futuro, Amore mi trova e legge, sempre pronto ad accoglierlo e viverlo, ad ogni grado e intensità che posso, venga Amore in qualsiasi tempo, da vivo e da morto, sempre mi troverà col viso aperto, anima pronta a tutti i suoi colpi, deboli o forti che siano, piacer dell'anima mia! Dante risorge i sensi, acuti prensili e curiosi, guarda i fiori nuovi freschi, iniziazione è femminile, le tre soglie superate, nelle mani di una donna, Francesca Lucia e Matelda, le donne dei tre ingressi, Inferno Purgatorio e Paradiso, Francesca è prima nello Inferno, mentre in soglia Purgatorio, Santa Lucia mutata in aquila, lo porta in volo sopra, mentre in soglia Eden, incontra Matelda a coglier fiori, paragonata a Proserpina, Lei lo bagna in fiume Lete, portandolo a Beatrice. Matelda è suo passato, che da Francesca torna opposto, nobil guardiana della Soglia, assolve compito doloroso, con lacrime agli occhi, soffre per Dante a morire, caddi come corpo cade, a poter proseguire il viaggio, Seconda Morte dei Misteri, alle illusioni del mondo, al nostro sguardo orgoglioso, alle ferree convinzioni, della grande finzione, scopri conquista Vero Amore. Francesca e Matelda, complici in missione, diagonale 43-93, incrocia il centro eternità, svela un'altra risonanza, aquila-Lucia porta Dante, alla soglia Purgatorio, dove umile è costretto, a chieder Angelo Guardiano, permesso poter entrare; poi in canto 93, Dante incontra aquila-Giovanni, che senza l'umiltà, offre il suo testamento, tuo poema amore scritto, per amore degli umani, quattro donne con Maria, che intercede presso Dio, per far Dante immortale, a poter regger sua visione. Torna il passato nello specchio, trasfigurato in Proserpina, che coglie fiori di un amore, non sbocciato tempo prima, storia narrata al contrario, Francesca riprende sua vita, risorge in centesimo canto, Lei che indica la strada, e la missione del poeta, ricercar amore vero, pizzicando quattro corde, a produrre sinfonia, cui Dante va abituarsi, per incontrar Beatrice, sinfonia d'amor risorto, trainato dal Grifone. Cantando come donna innamorata, Matelda continua dicendo: beati coloro i cui peccati, sono coperti dal perdono! e come ninfe in ombre boschi, la donna inizia risalir fiume, costeggiandone la riva, io la seguo e adatto il passo, il fiume svolta verso levante, luogo di iniziazione, la donna tutta a me si torse, ovver si volse e parla a me, fratello mio guarda e ascolta, un baglior percorse la foresta, e diventava più splendente, bianca luce che annuncia, la fase Albedo in cielo Luna, arriva una lunga processione, trionfale corteo di Beatrice, che si ispira a san Giovanni, nel suo libro apocalisse: un carro in su due rote triunfale, al collo d'un grifon tirato venne, sette alberi d'oro candelabri, che camminano da soli, lascian dietro scia infinita, di sette arcobaleni, i sette doni Spirito Santo, sapienza intelletto e consiglio, fortezza scienza e pietà, e il timore di Dio, 24 vegliardi bianvestiti, 24 libri Testamento, coronati a fiordalisi, 4 animali con sei ali, con migliaia occhi pavone, sono i 4 Vangeli, poi 3 ninfe danzanti, una rossa verde e bianca, Tre Virtù teologali, Fede Speranza e Carità, esse ispirano la Pizza, altre 4 ninfe danzanti, vestite rosso porpora: Forza Sapienza e Giustizia, e Temperanza con tre occhi, vede passato presen futuro, poi il Carro ekklesia trionfante, trainato dal |Grifone, allegoria del Cristo, Beatrice siede in Carro, 1 vegliardo degli Apostoli, san Luca san Paolo, tiene spada in mano, è riflesso stesso Santo, 4 umili vegliardi, son le lettere di Pietro, Giovanni Giacomo e Giuda, poi 1 vegliardo Apocalisse, retro a tutti un vecchio solo, dorme e chiude il corteo, tutti onorano il Grifone, Gesù Gristo motor carro, che raffigura umanità, su cui siede la Beatrice: colui che chiude il corteo, sei tu caro Lettore, che con estasi vai uscire, dalla linea letterale, verso quarta dimensione. La chiave d'oro dell'ANGELO, guardiano al Purgatorio, si moltiplica a miliardi, e miliardi vite vissute, tutte diverse incluso Dante, che rinasce a nova vita, rinnovato in corpo e spirito, come ri-nascita di Adamo, cioè Umanità tutta, sigillo alfa e omega, qui finisce e qui comincia, Poema giostra rotante, che coinvolge ogni Lettore, nel ritorno al Tutto, canto 99-100-1, son Tre canti in Uno, ovvero Un canto in Tre, son Trinità Creante; così termina il 99: E cominciò santa orazione, nel 100 arriva San Bernardo, con Preghiera alla Vergine, strumento di creazione, 1 Eterno Essere, contiene il 5 Intelligenza, in Eterno Divenir materia. Dante conquista anima intuitiva, cioè lo sguardo che si apre, a intuizione del divino, Zen somiglia apocatastasi, questo progetto d'Amore, a cui non puote fin mai esser mozzo! questo tempo verrà, ma durata attesa è in chi NON VUOLE, poichè il vaso che serpente ruppe, è Umanità sempre salva, nella mente di Dio, ma sol se Uomini Vogliono, concretizzano il progetto, ciascun individuo per se stesso preso, specie se soffron pene Inferno, arrendendosi all'Amore. Dante conduce alla Certezza, perché non puote fin mai esser mozzo, Croce di Loto vien da melma, nell'Inferno Malebolge, e anche qui sta la Certezza, umani schiavi son dal forse, Alighieri ne era cero: la lega e il peso della fede, è ben passata per tue mani, ma dimmi se la possiedi, Sì possiedo tal moneta, così lucida e tonda, che nulla resta incerto a me, e come stella in me scintilla; a Pietro apostolo risponde, tale Fede è il suo Poema, e a Giacomo risponde, che Speranza è il suo Poema, indica strada di salvezza, a Giovanni poi risponde, che Carità è il suo Poema, scritto con Amore per Amore; canto 43 di Lucia, traccia Via di Elevazione, che conduce ad Adamo, canto Testamento segreto, opposto a Candida Rosa; 44 ingresso al Purgatorio, oltre soglia Angel Guardiano, Dante entra in Tempio intaglio, col decreto della pace, che aperse il ciel lungo divieto, dinanzi a noi parea verace, quivi intagliato atto soave, giurato ch'el dicesse Ave! perché vi era imaginata, quella che alto amor volse la chiave, e avea in atto impressa esta favella, Ancilla Dei in cer si suggella; sculture in marmo bianco, ritrae tra Dio e uomo, Gabriele venne in Terra, col decreto della pace, sospirata in tanti anni, aprì il Cielo dopo il divieto, così reale avanti a noi, scolpito in soave silenziosa, avrei giurato dicesse Ave! raffigurata era Maria, che girò chiave per aprire, l'alto amore di Dio, dicendo Ecce ancilla Dei! come figura sulla cera, Cristo annunciato qui è descritto. Virgilio dice a Dante, non guardare solo un punto, allor io mossi sguardo e vidi, a destra scolpita un'altra storia, e mi accostai per vederla, meglio coi miei occhi, era intagliata in marmo stesso, lo carro e buoi trae arca santa, dinanzi è gente tutta quanta, divisa in sette cori, e un mio orecchio nulla ode, mentre l'altro sente e canta, in concerto coi miei occhi, che fan lungimiranza; similemente al fumm incensi, rendea discordi li miei occhi, che credevan fosse vero, e il mio naso annusa nulla. Arca Santa è preceduta, da Davide autor di Salmi, che danzava a veste alzata, era un re di fronte a me, e affacciata a un gran palazzo, Micòl osserva ciò stupita, come una donna indispettita; tal distorsione sensoriale, nelle parole di Maria, nel profumo incenso e canti, generati in quiete marmo, divino irrompe nell'umano, e umano irrompe nel divino, Davide danza seminudo, innocente allegro par giullare, che vale molto più di un re, canta l'Arca della Legge, che lo ha incoronato re. Canta e danza a offrir sua gioia, al suo Signore ma Micòl, lo guarda contrariata, negli sguardi dei censor. Io mi mossi dal punto, per guardare un'altra storia, oltre Micòl bianca nel marmo, è raffigurata un alta gloria, virtù Traiano imperatore, spinse Gregorio a vittoria, una vedova accanto al suo cavallo, in lacrime addolorata, intorno molti cavalieri, e le aquile imperiali, si muovevano al vento, la pover donna sembra dire: Signore rendimi giustizia, per mio figlio ucciso soffro, e lui parea risponder: aspetta finchè sarò tornato, e la vedova addolorata, mio signor se tu non torni?, e Traino rispose chi sarà al mio posto esaudirà tua richiesta, la donna rispose, il ben fatto da un altro che gioverà a te, se dimentichi il tuo dovere? Traiano disse stai tranquilla, faccio il mio dovere avan partire, lo vuol giustizia e pietà qui. Leggenda narra che Traiano, morì prima di dar vedova giustizia, ma sua sete di giustizia, lo fà risorgere da Inferno, per assolvere suo compito, nel Poema brilla insieme a Davide, nell'occhio dell’Aquila, dentro la divin Giustizia, che annuncia incarnazione, nel discendente Cristo, nella tribù di Davide, sua stella è Anello Salomone, sentinella opposta a Giustiniano, nel canto di Sofia: l'ho amata e cercata, ho desiderato farla mia sposa, amante sua bellezza, ho pregato venisse a me, a saper cosa mi mancava, e che cosa fosse accetto a Dio, essa aveva comprensione, e mi avrebbe guidato in mio lavoro, tenuto sotto sua tutela. Campagna viva e vivace, e bosco in cima al Purgatorio, Dante fà il botanico, parte dal seme sparso a terra, dal vento e da tempeste, inumidito dall'acqua, attecchisce e germoglia, cresce come i funghi, erba verde agli animali, a volte dannosa ad agricoltura, piante erbacee infestanti, per Dante exemplum paragone, per personaggio o situazione, come Giunco Gramigna e Loglio, inaspettato beneficio. Spelta grano e Verbena, pianta erbacea a fusto rigido, cita Pier delle Vigne, a spiegar metamorfosi in alberi, di anime dei suicidi. Anima separa dal corpo, è inviata da Minosse, nel settimo cerchio poi germoglia, somigliando a erba indistinta, poi si muta in cespuglio, infine in pianta da bosco, tre stadi vegetativi. Festuca erba da pascolo, quan si tramuta in secco stelo, offre paragone coi dannati, congelati in ghiaccio Cocito. Loglio Lolium temulentum, erba tossica paragonata, ai frati allontanati, dalla regola francescana, ma distinto da Lolium perenne, che è cibo per uccelli. Dante paragona Gramigna, a umiltà di Fabbro Lambertazzi, e Bernardin di Fosco, giunti alte cariche politiche, preservarono umanità, Gramigna pure infestante, ricopre il carro della Chiesa. Trifoglio che contadino estirpa, paragona a falsa opinione, che nobiltà di nascita equivale, a nobiltà di animo, Beatrice paragona a Ortica, che aiuta poeta coscienza, della via traversa intrapresa. Canna e cannuccia di palude, Papiro Edera e Giunco, nel primo canto Purgatorio, vede in scena Catone, iniziazione catara, cinger fianchi col giunco, accostarsi all'acqua e lavarsi il volto, Dante aspirante perfetto, dei catari preparati, a cerimonia consolamentum. Catone assume la funzione, di consolato-maestro, invita Dante a pronunziar adesione, ripetendo parole dell'anziano: vengo a Dio va dunque, a voi e alla Chiesa, e al vostro santo ordine, a ricevere perdono, e misericordia miei peccati, che li lavi il viso, e ogni sudiciume quindi estingue. |Ovidio muta Cadmo e Aretusa, il primo in serpente e l'altro in fonte, lo fà poetando io non lo nvidio, ma fronte a fronte lui mai trasmuta, serpente può diventar Ladro, e ladro diventar Serpente, che a sua volta ritrasmuta. Cadmo usa quarta arma, contro il serpente azzurro, come serpente a sei piedi, controfigura Drago alchemico, rebis del due in uno, daimon tradito abbraccia il dannato, e come Giuda gli morde guance, poi con forza del suo fuoco, si fonde a lui in ibrido mostro, Rebis doma un drago alato, sempre vinto e ma mai ucciso, San Giorgio pur ferisce il drago, battuto e vinto mai ucciso, protende fauci pronte a ghermire, IO material istinto profondo, drago sorveglia il giardin tesori, ha occhi infuocati e non dorme, senza riposo né stanchezza, difende mele d'oro in Esperidi, dove Ercole incontra il Drago, che riconosce ogni iniziato, e scaccia ogni indegno al tesoro, mostrando il volto terrificante, guardian di Soglia, impedisce ad incauto, di bruciar tappe senza inizi, a cui fornisce giuste chiavi, a chiarir passato: se sta in terra terrorizza, se sta in cielo volatilizza, è sia farmaco e veleno, guastatore oppure saggio, combatter lui è contro egoismo, Drago domato mai ucciso, così da proseguir cammino; ciò che è vile è nobilitato, come il piombo elevato a oro, mistero del quaternario, unito al ternario, nei sette cieli pianeti, quattro elementi e tre sostanze, zolfo sale mercurio, natura inferiore unita a superiore. Dante cita Azoth opera aurea, di Basilio Valentino, pellegrino arriva da lontano, caricando ogni linguaggio, con archetipi del mondo, per lambirci alla speranza, lui si è fatto Mercurio, Adamo Ulisse e Cristo, si è fatto ermetico e alchimista, pitagorico e astronomo, per parlarci di Materia: i filosofi mi chiamano Mercurio, mio sposo è l'oro antico, son Drago ovunque in terra, padre madre giovan vecchio, forte gracile morto e risorto, visibile e invisibile, duro e molle scendo in terra, poi riascendo al cielo, grandissimo e piccolissimo, leggerissimo e pesantissimo, in me ordine è Natura, color numero e misura. Dante fattosi Mercurio, purezza alla dialettica, a incontrar sua Venere-Beatrice, dolcezza Filosofia, nell'Eden virginale, sotto il segno della Vergine, noi con lui scesi a terra, e poi saliti al cielo, con sembianze Cristo-Serpente, come dicono i peyotisti, il mercuriale caduceo, che ci insegue e spinge a Stelle, nel cammino sempre intriso, di compassione pietate, Dante riesca ad ammaliarvi, voi-noi che siamo Adamo, e siamo Ulisse costretto, da maggior forza a varcar limite, afflitti e confortati, da dote intelligenza, perché il sublime in vita vive. ETERNO DIVENIRE, in Alighieri Jung ed Hillmann, Anima eterna infinita, che soffre sua missione, incessante trasformazion, ri-creazione di sé, che da Spirito differisce, ETERNO ESSERE compagno. Anima piange e soffre, ride e ama con noi, si diverte e impara insieme, spera e dispera assieme a noi, a volte ci lascia soli, se ne va se la scartiamo, diviene un anima dannata, che ha abbandonato individuo, perché non alimentata, ma resta con noi pure dannata, perché eterna e in ogni cosa, ubiqua e ambigua esiste o meno, doppia natur come Dioscuri, curata e nutrita col suo cibo, anima si ciba di anima, cioè storie fiabe e narrazioni, di dannati purganti e beati, Dante Poema ed Agrobuti, Sapienza di Anima rispecchia, diventa Francesca o Farinata, Beatrice Ovidio oppur Virgilio, e ci trasformiamo in tale rito, lor continuano con noi, senza fine Anima eterna, va costruita ogni giorno, cucendo un pezzo di mantello, come rivela Cacciaguida, con lingua immagini o di sogno, amor per Alighieri, che di immagini ci nutre, dentro gli occhi di Beatrice, fino a farle dire, non sol miei occhi è paradiso, noi formiamo e siam formati, rispecchiati in umiltà, poichè accedere a un racconto, è viver trama salutare, Amore spinge verso il mondo, che in Umiltà rendiamo humus, canto 50 Marco Lombardo, vescovo cataro a Concorezzo, parla di anima e di amore, collegata al Polo Nord, Sigillo del Corpo, non desiderare donna d'altri: la colpa de la Invidia, trae forza e corde dallo amor, è molto dolorosa, cura con canti Amore. Cornice che punisce, il peccato di invidia, Guido conosce colpa, disio di roba di altri, Mosè decimo comandamento, ferita d'amor di anima, è ferita di orgoglio. Francesca custode dell'Inferno, donna uccisa per amor Invidia, AMOR non può aver possesso, sebbene noi lo trasformiamo, come fosse un conto in banca, a difender nostro orgoglio, poichè Eros ci spaventa; noi figli di Caino, che uccide il suo fratello, per INVIDIA D'AMORE, così Pietro prova un poco, quan Cristo è per Giovanni, sempre Invidia d'amor. Virgilio dice a Dante, comprendi parol di Guido, egli conosce il danno, del suo maggior peccato, non ti stupir se gente umana lo rimprovera, perché essa stessa possa, evitar provare quel dolore. Invidia spinge a sospirare, perché i vostri desideri, si concentrano sui beni, il cui possesso diminuisce, quanto più li si possiede, ma se l'amore di Empireo, torcesse in alto vostro disio, non vi sarebbe timor al petto, in quanto più numerosi in Cielo, son coloro che godon bene, tanto maggiore è posseduto, e più carità arde in quel luogo. Amor non sia oggetto, di scambio o di possesso, che si rischia di spartire, così bilancio resta in rosso, ma se ti specchi al Cielo, comprendi Amor valore in sé, più si alimenta e più aumenta, non spartito ma moltiplicato, come detta sua natura. Dante non comprende, come un ben distributo fà più ricchi, che se fosse goduto da pochi, Virgilio gli risponde, tu pensi ancor cose terrene, così ricavi tenebre da luce, ovver procedi a tentoni, ma tema d'anima e d'amore, lo infinito e ineffabil bene, tanto si dà quanto trova ardore, sicchè quan carità di ognun si estende, tanto più cresce in lui l'eterno bene, e quanta più gente lassù s'intende, tanto più bene vi è da amare, e tanto più si ama, l'amor riflette da uno all'altro, come la luce da uno specchio. E se la mia ragion non ti disfama, vedrai Beatrice pienamente, ti torrà questa e ogni altra brama, affrettati dunque a far spente, le altre cinque Piaghe, come hai già fatto con le prime due, che scompaion grazie al tuo pentimento. Dante è preso da visioni, vede Maria indulgente al figlio, scomparso perché si fermò, a parlar coi dottor del Tempio, ma con dolcezza lei lo accoglie, pur con rimprovero leggero, poi vede Pisistrato re, che si rifiuta uccider amico, che baciò in pubblico sua figlia, che faremo a chi ci vuol male, se condanniamo color che ci amano? poi vede Stefano che muore, lapidato da folla inferocita, vedevo lui chinarsi a terra, morente volge occhi al cielo, orando all'alto Sire, nonostante tanta guerra, che perdonasse suoi persecutori, con quell'aspetto che genera pietà. Quando mia anima tornò in sé, e percepì cose reali esterne, riconobbi aver avuto visioni, dal contenuto veritiero, il mio maestro mi vedeva, come un uomo che gradual si sveglia, che cosa hai che non ti reggi in piedi? e hai camminato mezza lega, con occhi velati e gambe impacciate, come chi è gravato dal vino o sonno? Le visioni in Purgatorio, causan estasi a Dante, da cui Virgilio lo scuote, per la prova che li attendeì, nel dominio dei Dioscuri, che inducon conoscenza, mansuetudine che oppone, al fumo d'ira vista prima. Mi vidi giunto altra Cornice, ancor rapito altra visione, vidi in un tempio molte persone, O dolce padre mio, ti dirò ciò che mi apparve, quando le gambe mi furon tolte, ma Virgilio rispose, se tu avessi cento maschere, vedrei comunque tuoi pensieri, ciò che vedesti è necessario, d'aprir lo core a l'acque di pace, che da eterna fonte son diffuse, io ti dimandai per darti forza al piede, così convien frugare i pigri, a camminar quan tornan vigili. Noi andavam per lo vespro, fissando gli occhi al sole basso, ed ecco a gradi farsi avanti, un fumo oscuro come notte, dal qual non puotesi scansarsi, ci tolse occhi e l'aere pura. Dante sosta poco tempo, nella cornice d'Invidiosi, con occhi cuciti a fil di ferro, poiché ho peccato lievemente, volgendoli ad invidia, la mia anima ora teme, la Cornice dei Superbi, il tormento carico macigno, già pesa su mie spalle; se abbiam ferite invidia, cerchiamo di saperlo, al fine alleggerirci, a salir sfera infinita, entriamo dentro tenebre, con questo peso sul cuore, e a tentoni procediamo, in aere sozzo coi Poeti. Marco Lombardo parla a Dante: chi sei tu che nostro fummo fendi, e di noi parli come se tu fossi ancor vivo? Dante si presenta, e inizia conversazione, su anima e libero arbitrio, e aumentan pesi sul cuore, lo mondo è diserto di virtude, e di malizia gravido e coverto, ma priego che m'addite la cagione, sì che la veggia e la mostri altrui, giacchè chi dice influenze astrali, altri comportamenti umani; frate lo mondo è cieco, e tu vieni ben da lui, Voi che vivete dite ogni cagione, vien dal cielo stelle, come se tutto movesse, secondo necessitate, se così fosse in voi fora distrutto, libero arbitrio e giustizia, che per ben reca letizia, e per male reca lutto. Male congiunge a umanità, ingravidandola altro Male, a molti animali si ammoglia, ciechi di anima e di occhi, lo cielo i vostri movimenti inizia, non dico tutti ma poniamo, che distinguiate il bene e male, lume v'è dato a bene e a malizia, e Liber Volere possedete, che se fatica a prime battaglie, con gli influssi ciel astrali, poi vince ogni cosa, purché venga ben nutrito. Voi liberi soggiacete, a maggior forza e miglior natura, che voi chiamate Dio, che crea vostro intelletto, che il cielo astrologia, non tiene in suo potere; però se mondo attual disvia, in voi è la cagione, io te ne darò dimostrazione. Marco astrologo afferma, la stella inclina ma non determina, marchia indole e modo d'essere, ma non genera anima intellettiva, che sol noi conquistiamo, combattendo dura lotta, contro il cielo influsso, e offrendo giusto nutrimento, a tale Forza Dio-Natura, rimarremmo sempre uguali, a ciò che siamo essenza, pur oscillanti da poggia ad orza. Libero arbitrio e libertà, sono due cose diverse, il primo ci fa scegliere, fra inabissamento o elevazione, la seconda si conquista, sol se si sceglie elevazione, si diventa fuoco naturalis, e non più si torna indietro. |Alighieri eletto priore, in campagna elettorale, gestita da imprenditori, che taglian fuori aristocrati, entra in Medici e Speziali, che ha simbolo corporativo, il caduceo mercuriale, due serpenti scendenti, dalle due ali della croce; conobbe Arte trasformazione, di erbe in rimedi alambicchi, suono secco del mestiere, la fatica delle mani, la linfa strade borgo, un maniscalco e un falegname, un rilegatore libri, un vasaio col suo tornio, donne chin sul tombolo, fan bozzetti ricami, gran Commedia della Vita, labirinto intelligenza, del villano e del pastore, che nel rigido febbraio, ha poco foraggio per sue bestie, quan brina in su la terra, sotto stelle dello Acquario, vede bianca sorella neve, si leva e guarda la campagna, a interrogare il clima, a mezzo intelligenza; dove il ponte era franato, s'improvvisa carpentiere, a trovare un buon percorso, lungo macerie del franato, nella salita Dante è spinto, anche da mani di Virgilio, e di spuntone in spuntone, arduo reggersi da soli, tra le dieci Malebolge, unico ponte franato, si cammina su macerie, dentro un nuovo Passaggio. Dante è arrivato all'Equatore, nulla è come prima, il corpo sale a intelligenza, senza fiato nei polmoni, quando fui arrivato in alto, non potevo seguir oltre, mi sedetti e lui mi disse, convien che tu proceda, se vuoi avere fama, onde una voce uscì dal fosso, a formar parol sconnesse, io volto in giù vedevo scuro, allor chiedo al maestro, di raggiungere il margine, a guardar pozzo ripugnante, in cui son dannate anime ladri, vidi un groviglio di serpenti, tutte specie diverse, memoria e sangue ancor mi scipa, Libia non vanti con sua sabbia, anche se produce chelidri, iacule cencri e anfisibene, assieme Arabia ed Etiopia, non ebbe mai tanti pestiferi, tra questa cruda e triste copia, correan genti nude e spaventate, sanza sperar pertugio od Elitropia, pietra che rende invisibili, e cura morsi dei serpenti, avean man legate dietro con serpi, che insinuavan coda e capo, e si annodavano sul ventre: un serpente si avventò, contro un dannato presso noi, e lo morse sulla nuca, dove collo a spalle annoda, quello si accese e bruciò, e diventò cenere a terra, poi cener si raccolse, e tornò alle sue sembianze, come Fenice mor rinasce, dopo cinque secoli di vita, e non mangia semi o erba, ma sol lacrima Incenso e Cardamomo, in suo ultimo nido fatto, di foglie nardo e Mirra, in cima a tremula Palma, come un che cade sen saper causa, per forza di demon che a terra tira, od ostruzione di un meridiano, e quando rialza intorno mira, tutto smarrito in grande angoscia, ch'elli ha sofferta guarda e sospira, tal peccator levato poscia, Oh potenza divina severa! assesti cotai colpi per vendetta! Ovidio arriva in commedia, e porta metamorfosi prodigio, il serpe col morso velenoso, brucia e fà cenere il dannato, che da ceneri rialza, dolorante e intontito, senza aver capito l'accaduto: qui il Drago mercuriale, o Serpente Basilisco, realizza mutazion materia, pria che sia putrefatta, infuocata e incenerita, Fenice è il traguardo, la rinascita dell'uomo, fuoco creatore in alchimia, dissolve tenebre di morte, da natura uman che opprime. Tutti tal ladri irredenti, miman Resurrezione, senza saper mai nulla, opposto al mistero Croce, vendetta perfida e sarcastica, diviene eterna condanna, un dannato morto e risorto, è Vanni Fucci pistoiese: lo duca il domandò chi ello era, ei rispuose io piovvi da Toscana, in questa fossa crudele, volli vita bestial non umana, come il bastardo che fui, son Vanni Fucci detto bestia, e Pistoia mi fu degna tana, Dante lo conobbe in vita, e gli chiese il suo peccato, mi duol più che tu m'hai colto, ne la miseria in cui mi vedi, che de altra vita fui tolto, io non nego quel che chiedi, in giù son messo perchè fui ladro, alla sagrestia arredi sacri, e diedi colpa ad altri, ma ora ascolta mio annunzio: Pistoia in pria guelfi Neri esilia, poi Fiorenza rinnova gente e modi, a liberarsi dei Bianchi, Marte attirerà da Val di Magra, oggi detta Lunigiana, un vapor igneo fulmine, cioè Moroello Malaspina, che sarà avvolto a nere nubi, e con tempesta impetuosa e agra, sovra Campo Picen fia combattuto, nel territorio pistoiese, repente spezzerà ogni guelfo bianco, te lo dico a che doler ti debbia! Ladro di cose sacre, e di libertà innocenti, che fan galera al suo posto, fà un amara confessione, con briciolo dignità, cosciente di sua colpa, si vergogna di esser visto, all'inferno da un vivo, ma rivincita si prende, rivelando fin dei guelfi bianchi, per il piacere di ferire, usando intelligenza, nei modi a fare inganno, ecco i truffator mercati, schiavi al poter danaro, tra i peggior dannati, più di omicidi e traditori, sono i pubblici ladroni, che derubano le genti, vanno in questa Bolgia, che ha rotto i ponti mondo, il più grave dei delitti, aver tradito intelligenza, come strumento CONOSCENZA, donata agli umani, con mediazione del Serpente, tenuto a bada da Maria. Siamo al canto 25, dove dolore Intelligenza, è di esser abbandonata, alla totale incoscienza, della sua potenza, i ladri muoiono e risorgono, nello stato inebetiti, Serpenti identici ai Centauri, son Maestri traditi, e dai Ladri trascinati a inferno, forman loro dannazione, lasciano intatta intelligenza, tranne capire il perché, son condannati a morire, e a risorgere al dolore; il ladro a fin discorso, le mani alzò con foglie fiche, grida a Dio canto 75, dove sta la Croce Cristo, sul diametro equatoriale, da indi a ora mi son serpi amiche, perche una gli s'avvolse al collo, come a dir non vò che dici altro! e un altra legò attorno sue braccia, bloccando ogni movimento. Dante esprime amicizia, per entità dette malvage, amicizia da indi a sempre, come rispetto che provò per Nesso, maestro Centauro che elevò, suo corpo a intelligenza. Vanni Fucci fugge via, poi vidi un centauro pien di rabbia, che dicea dov'è quell'empio? la Maremma ha meno bisce, di quel che lui avea sulla groppa, là dove inizia aspetto umano, sovra sue spalle e dietro coppa, con ali aperte giace un draco, che infiamma chiunque intoppa; Virgilio disse questi è Caco, che sotto rupe di Aventino, di sangue fece spesso lago, non va coi suoi fratel centauri, per furto che frodolente fece, del grande armento a lui vicino, onde cessaron sue opere biece, sotto la mazza di Ercule, che forse gli diede colpi cento, e lui morì avanti al diece. Alighieri presenta Caco, coperto in spire fuoco e serpi, Drago alchemico filosofico, che brucia chiunque incontri, Ercole lo uccide, perchè ha rubato mandrie, nel parco di Bomarzo, dimora di Vicino Orsini, lo squarta spalancando cosce, e i capelli sparsi a fiamme. Ercole è iniziando, in sue dodici fatiche, uomo trasmutato in Cristo, che fa eco al canto 100, Ercole è altra Fenice, ha vinto il fuoco col fuoco, alla fine sua oper vita, è bruciato dai veleni, della camicia di Nesso, innalza pira e accende fuoco, dove si auto-immola vivo, così viene assunto a Olimpo, figura mistica eleusina, risorge dal suo sepolcro, doppia Xristos Cronologia. Canto 25 è dedicato, a cercatori e pionieri, a Intelligenza di Materia, vital scintilla del Creatore, vibrata a materia inerte. Alighieri scava in essa, mentre Virgilio parlava, è Caco se nè andato, tre spiriti venner sotto noi, dei qual nessuno se ne accorse, finchè gridaron chi siete voi? allor smettemmo di parlare, io non li conoscea, mentre uno nomina un altro, Cianfa dove è rimasto? io dissi al duca ascolta attento, apri gli occhi caro lettore, ciò che dirò non ti stupisca, io stesso credo a stento quel che vidi; mentre li guardavo attentamente, un serpente con sei piè aggredì un dannato, con piè di mezzo avvinse sua pancia, e con li anterior prese le braccia, poi addentò una e l'altra guancia, li diretani a le cosce distese, e miseli la coda tra mbedue, e dietro per le ren sù la ritese, Edera Ellera mai si abbarbica così tanto, come fece la orribil fiera, avviticchiato a membra del dannato, poi s'appiccaron come calda cera, a mischiar loro colore, così che nessun dei due, parea quel che era, come una carta che brucia, di color bruno tra nero e bianco, li altri due guardavan gridando, ahimè Agnello come ti muti! vedi che non sei più né due né uno, e le due teste diventan una, e ci apparver due figure miste, in una faccia fuse insieme, e le quattro membra si fan due braccia, cosce gambe ventre e petto, divenner membra fuor mai viste, ivi ogni aspetto ora è casso, due e nessun imago perversa, e tal sen giò con lento passo. Il ladro si taglia fuori, da un percorso di Salvezza, via diritta e di libertà, Serpente daimon tradito, continua a fondere il dannato, in seconda metamorfosi, dopo cenere fenice. Anima serpe divenuta, fugge in bolgia sufflando, l'altro dietro gli parla e sputa, poi volse spalle appen formate, e disse all'altro io vò che corra, carpone a terra come io feci, perché il Serpente è Intelligenza, che arroga a sé la Conoscenza, e non tollera che quella, sia prestata per ladrocinio, inabissamento alla Materia, se non considerata sacra, viene intesa maledetta, un ponte rotto che ha separato, Uomo da Dio nel paradiso, quan scelse strada Conoscenza, ascoltando solo suo Serpente. Così vidi in settima bolgia/zavorra, ladri mutar e trasmutare, coi miei occhi assai confusi, e il mio animo smagato, quei non potea fuggir nascosti, ch'io scorgessi Puccio Sciancato, il solo a non essersi trasformato, in quanto reintegrato. Dante alla Porta |PURGATORIO, mimetizzata da un solco, una ferita della roccia, ci appressammo tre gradini sotto, bianco marmo pulito e terso, ch'io mi specchiai in esso, come un Cristallo di rocca, il secondo è tinto più peperino, riarso dal sole come diaspro, lo terzo di sopra ammassiccia, porfido fiammeggiante, come sangue fuor vena spiccia, sovra questo tenea le piante, l'angelo di Dio, sedendo in su la soglia, mi sembiava pietra diamante. Ora il rito delle due chiavi, divoto mi gittai a santi piedi, misericordia chiesi che mi aprisse, ma tre volte al petto pria mi diedi, Sette P su fronte mi descrisse, col punton de la sua spada, e Fa che lavi quan sei dentro, queste piaghe disse l'angelo, che ha vestito color Cenere, o terra seccata al sole, sotto mantella trasse due chiavi, una d'oro e l'altra argento; pria osò la bianca e poi la gialla, facendo me contento, disse Ogni qual volta una di queste, fallisce a girare in toppa, non s'apre questa porta, quella d'oro è più preziosa, ma l'altra chiede molto ingegno, e arte per aprire, perché quella scioglie il nodo, le ho ricevute da san Pietro, che dissemi ch'è meglio, errare ad aprir porta, piuttosto che tener serrata, purchè la gente ai piè si atterri, ovver sia penitente. Con umiltà ho inginocchiato, chiedendo misericordia, e colpendo il cuore ho svelato, il dolor che lo abitava, entrate per quel che siete, umili e sofferenti, se desiderate una risposta, siate coscienti vostre piaghe, se ne avete volontà, saran chiuse vostre ferite, spariranno mai esistite, il mio vestito del Poema, è color cenere o terra scavata, e comunque la giriate, è sempre uguale a se stessa, accontentatevi di narrazione, ma se scavate trovate altro. Sotto la veste son due chiavi, prima usate quel d'argento, poi quella di oro, se si muovon bene entrambe, la porta si aprirà. Chiave dorata è più preziosa, ma a quella argento serve arte, intelligenza che solleva, il velame de li versi strani, sono un dono di san Pietro, apostolo su cui sta tal poema, pietra di Pace e Conoscenza; se vi presentate in umiltà, anche a costo di sbagliare, SEMPRE aperta sarà porta, del Poema tra le righe, le mie parole col vostro argento, ciop intelletto di mercurio, rispecchierete vostra vita, col vostro oro-spirito-zolfo, e qualcosa sempre troverete, in sincronia al 93, XXVI del Paradiso, canto delle 4 Aquile, dàimon di quel territorio, conversan Dante con Giovanni, di amore e di scrittura, di occhi e santa Lucia, cui Dante fu assai devoto, per guarigione di cataratta, Poeta resta accecato, dalla luce di Giovanni, non può vedere la Beatrice, Giovanni insiste a far dialogo, rimanendo cieco come Omero, o Edipo accecato in Yorosolima, con la pena di cecità, che pur applica Andronico, guardarti dentro per cercare, risposta al quesito Carità, Testamento Spirituale, di Dante il pellegrino: dove s'appunta anima tua? al suo piacere tosto e tardo, mi legge Amore lieve o forte, Chi drizzò arco al tuo bersaglio? Cotale amor che in me fà impronta, quanto più bontade in me comprende, ciò in cui si fonda questa prova; Di tutte sustanze sempiterne, ti farò vedere ogni valore, di qua là giù sovra ogni legge, oltre ogni limite e divieto, Senti altre corde tirarti a lui? ciò che spera ogni fedele, che poi è amore e sempre amore, Lettor vedrai le cose eterne, in cielo e terra e oltre le leggi, regolamenti e catechismi, tremanti avanti allo Infinito, io Dante avrei ancor trasvolato, altre terre lingue e nazioni, usate tutte a urlare a te, che se non bevi l'Assoluto, come puoi dir che vali qualcosa? che dannazione e Inferno, smarrimento e terrore, perdersi e arrancare, cercare e sbagliare, sperare e disperare, ogni cosa è oro all'anima, diamante a sua fatica, quarzi per sue lacrime, diademi al suo piacere, che poi è amore solto amore, sempre amore in tutte corde, la corda speranza a ogni fedele, della mia stessa fede, intrecciata a corda conoscenza, che si acquisisce vivendo, cercando e creando: conoscenza viva del Poema, si fonda in Verità di Amore, unico oggetto di speranza, che capovolge ogni canto, valor semantico in Commedia. Le porte aperte al 43, dove Dante sogna, seguono al 93, dove Dante non vede, fanno scattare chiave d'oro, insegna accedere al divino, perché il divino è ciascun noi, per legge Amore e di Umiltà, spinta benefica fà uscire, fuori da noi estasi è, ci fa muover verso il Mondo, e verso Ordine del Cosmo, Umiltà viene da humus, abilità a render fertile, aisthesis anima disio, realtà nostra che sappiamo, collettiva e individuale, spinta che percepiamo, quando avvolti dalle tenebre, del sogno o da cecità, sguardo alchemico profondo, rivela Via di Elevazione, in 4 vie sapienziali; sacra Dozzina ci rincorre, con 4 Triadi di valzer, Infinito ed Emanazione, Traguardo e Ricreazione, che religione cattolica, traduce in dogma Trinità, ipoteca accesa su Dante: 1 Eterno Padre, 2 il Figlio eterno mediatore, a mezzo di lui tutte le cose, sono state create, 3 lo Spirito Santo, eterno soffio vitale, 4 quattuor ancora una volta 3, Materia che via Spirito, mai cesserà di crearsi, a infinito ritmo del 3. TUTTO ritorna a UNO, visione esacatologica, come le triadi terzinate, dei canti di Dante, infinita catena creante, delle rime in armonia, e che torna sempre a uno; scesi a patti con Eternità, e con Libero Arbitrio, di sceglier farvi parte, di là di contingenze sorte, nessun cambia destino, ma la tua sola Libertà, è condividere eternità, accettare il mito fede, Cristo mediatore eterno, che esiste da sempre, oltre il tempo Storia, accetti allor comprendere, che abitiamo in casa eterna, con occhi a contemplarla, a ogni meridiano e parallelo, in diverse lingue e storie, Sacre Triadi di creazione, di caduta eternità, credere a una Fiaba, come narrata ai bambini, fà rendere alchimisti, in un percorso rovesciato, che raggiunge il punto zero, o punto del Mistero, bellezza è il giusto fine, della fatica umana. Secretum del Poema, rivel che noi possiamo attinger Anima, se possediamo un Corpo, e possiamo attingere allo Spirito, sol se possediamo Intelligenza, cioè esperienza di esistere, ci apre porta all'Infinito, in questo vivere mortificato, mal-trattato e dolorante, si esperisce il sublime, ecco enigma forte e folle, che solve Dante in selva oscura, smarrimento in infinite, deviazioni di nostre anime, ci insegna a fare il 51, rincorre in tenebre sua gioia, come sua unica salvezza, alla cieca inconsapevole, come sappiamo fare. Dante confessa aver distolto, gli occhi da Beatrice, dal suo dàimon personale, custode al suo destino, tradendo se stesso, la più grave deviazione, si perde in false lusinghe, della mondana felicità; se amor deviato a lui è peccato, che riguarda tutti noi, Purgatorio Inferno e Vivi, nel can-can di alienazione, che vieta andar verso se stessi, e produce omologazione, impero alienante e avvilente, che omologa anche i vegetali, e li aliena da loro stessi. Ma nel coraggio singolo individuo, diverso e diversificato, si ripon vera salvezza, ciascun per se stesso preso, come conferma Dante, m'apparecchiavo a sostener guerra, di fatica e compassione, narrata ora senza errori, da anima intellettiva, dalla mente che non erra. se sfera bolla di sapone, è il massimo energia, anche Poema si fà sferico, raggiunge il massimo potenziale, fatelo muovere a universo, come rota igualmente mossa, forse perde i punti cardinali, dalla proiezione piana, ma non perderà mai, sacra coniunctio anima-corpo, come fosser sola cosa, in doppio pinnacolo gotico, simmetrico e compatto, solitario nel molteplice, affogando nostre forze, indebolendo muscoli e ossa, corroborando la visione, di anima intelletto, e percepiamo noi stessi, dal fuoco veniamo e lui torniamo, il raggio angelico ci scova, dentro cieca oscurità, sotto Arco di Fuoco, e nella luce di Empireo, si annida tenebra di selva. IO SOL UNO in corpo immortale, ho contemplato da immortale, la eterna divinità, IO SOL UNO in corpo mortale, sono stato restituito, a terrestrità infernale, fai muover questa sfera, e troverete il moto perenne, si muove 8 rovesciato, infinita schiera di esistenze, in due mappe tolemaiche, 100 e 1 fan caduta, da empireo adamantino, fino al piombo saturnino, che ci consegna a selva oscura, dove triforme amor quaggiù si piange, nel canto 51, blocca i passi di Dante, incarnandosi in tre belve, del canto numer 1. Amor deviato arreca dolore, a noi al mondo e agli altri, Amor deviato ci distrugge, quando invidiamo il mondo, è paradosso della Lince. Amor deviato pur ci annienta, quando disprezziamo il mondo, paradosso del Leone. Amor deviato ci massacra, quando amiamo massacro di altri, è paradosso della |Lupa; ragioniam sulla realtà, in anagogico esempio, alcolizzati o mercenari, che distruggono ogni cosa, branchi Centauri incatenati, ancor ai loro zoccoli, prede dei tre amor deviati, e allora capirete, esistenza è problem d'Amore, nella sera del 51, cioè fatica compiuta, nel risultato raggiunto, risuon con alba dell'1, che è inizio del viaggio, e della fatica da compiere: se canto di usignolo, stride con l'urlo disperato, di chi chiede pietà, miserere di me! e già sol tal risonanza, fà capir |ELEVAZIONE, a contemplare la potenza, della TRASFORMAZIONE, senza tener strozzato, in gozzo un urlo di pietà, così mai viver cominciar! altri invece disinnescan gole, perché quell'urlo non esca, non mutando in usignolo, cacciati fuori con violenza, da un mondo antico-sapienziale, dove Dante visse, a unire il suo interiore: molti nevrotici infelici, cercan successo senza volerlo, reputazione o matrimonio, confini in stretto orizzonte, svuotan lor vita di contenuti, ma se riescono acquistare, una più ampia personalità, loro nevrosi assai scompare, cerca risposte alla tua vita, adeguate e non di altri, ascolta i miti di ogni tempo, e i sogni mondo interiore, per agganciar mondo ancestrale, e sperimentar natura vera, che ben si accorda con se stessi, uomo cominci a guardar se stesso, le sue radici soggettive, a rinnovar spirito eterno, allor seguirà la società, che è somma di uno in trino segno, unicità di ogni destino, dice Alighieri è il sol che conta, giorno che nasci oppure muori, m'apparecchio a sostener guerra, sì del cammino e della pietate, ritrarrà la mente che non erra. Corde d'arpa orchestrate, da Maria Castronuovo, e han vibrato insieme al cuore, e mi considero felice, tutto arriva da lontano, per essere scritto nuovamente, stiam volando Sole e Saturno, stiam vivendo gran risveglio, Alighieri esorta te, alzar gli occhi e guardar stelle! Terza Triade 49-50-51, appare Angelo Misericordia, perpendicolare al miserere, gridato in primo canto, primo passo alla salvezza, chieder pietà a noi e gli altri, fantasmi storici compresi, primo esempio irradiazione, unite ora i due punti, con linea perpendicolare, pizzica in arpa essa irradia, vibrazione Misericordia. Tutte linee del disegno, funzionan come corde arpa, mistero dell'amore, di come aumenti intorno a noi, rispetto amor che provi, Marco Lombardo nel 50, ci racconta che anima dovrà, lottar duo con il cielo, a scoprir meglio di sé, e Virgilio al 51, continuerà parlar di amore, insegna che spiriti Purgatorio, stan pagando lor espiazione, perché lor anima accolse, una forma deviata di amore, che pur sempre amore è, Terzo Sigillo appare anima, territorio di amore; triade 74-75-76, regna Mistero Redenzione, crocefissione del Cristo, e distruzion Gerusalemme, Beatrice cita imperfezione, di anima in 4 elementi, l'uomo invece ha dono eterno, da parte del Creatore, entra ciel Venere in 75, Dante incontra Carlo Martello, parla del Daimon che rappresenta, eternità di tale dono, poi nel canto 76, incontran due beati amanti, una prostituta e un inquisitore, massacratore di albigesi, altro nome per catari; furon salvati poichè, si affidarono a tal dono, Quarto Sigillo appare Spirito, dono immobile e quieto, dentro un eterno ESSERE, il territorio di Dio, mentre l'Anima eterna, vive un eterno DIVENIRE. libro_quintachiave_giorgio-dante.m4a
lume166-Labirinto è una struttura, psichica da abitare, una forma dell'ascolto, come coclea di orecchio interno, qui la psiche si organizza, come un sistema di soglie, che crea immagini ricorrenti, per attraversare intensità, e regolare un tuo contatto. Il primo livello è mezzi trasporto, (auto camion e corriera), strumenti controllo e orientamento, modi d'Io mentali e direzionali, spesso nei sogni questi mezzi, non arrivan mai a destinazione, si bloccano o ribaltano, trovano ostacoli o deviazioni. Segue una fase intermedia: mare spiaggia e onde anomale, qui emerge inconscio come forza, più ampia d'Io controllo, ciò che umano ha costruito, ma è continuamente minacciato, da ciò che è antico e impersonale. Segue poi fase spostamento: il corpo sostituisce i mezzi, il moto diventa cammino, salita piano a carponi, fino a immagine vertigine, di attraversare stati intensi. Sognare il labirinto-coclea, concentra il viaggio interno ascolto, l'orecchio simbolo di soglia: ricezione e vulnerabilità, punto passaggio tra i mondi, psichici e fatati. Sogni e immagini ricorrenti, ponte o salita e labirinto, orecchio oppure onde del mare, descrivono tutte stessa cosa: traversar soglie senza perdersi. In parallelo emergono in corpo, reazioni intense affettive, commozione e regressione, sensazion di indegnità, attivazioni corpo istintive, tra i sistemi di attaccamento, allarme e vitalità; quan qualcosa di buono arriva, può diventare troppo intenso, per esser contenuto, allora sistema nervoso, crea risposta in sequenza: contatto poi apertura, poi vulnerabilità e indegnità, infine una chiusura, in cui il corpo sa trovare, strategie a rallentare, abbassarsi andar carponi, per mantener regolazione. Sia lavoro esperienziale, restare a lungo in sensazione, senza fuggire in spiegazione, aumenta la soglia di tolleranza, a intensità dell'esperienza, ti sia d'aiuto un analista, che faccia da contenitore.

207:sogni63-lume207-LA PERSONA appare nel sogno quando una parte della nostra vita è pronta a diventare maestra. Come il naturalista osserva il clima, gli animali e le piante prima di agire, così ogni guida autentica nasce dall'ascolto della realtà, più che dal desiderio di dominarla. Guarire significa imparare a leggere i segni del tempo, interiori ed esteriori, finché la natura diventa consigliera silenziosa. La Guaritrice ricorda che la salute consiste nel permettere alla vita di trasformare il cuore. La Guida sa orientare gli altri perché ha imparato prima a lasciarsi guidare dalla realtà. L'Eroe tenace non spreca energia contro ciò che non può cambiare, ma concentra ogni forza su ciò che può far crescere. Il Realizzatore costruisce pazientemente il futuro rispettando il ritmo delle stagioni, senza forzare il tempo. Tuo compito è osservare con maggiore attenzione i piccoli segni della vita: spesso la direzione che cerchi è già presente davanti ai tuoi occhi. Barbanera dice: spesso il proverbio custodisce una medicina antica.| Ballota nigra o foetida, è una pianta perenne della famiglia delle Labiatae, cresce in aree incolte e può raggiungere 1 metro di altezza. Ha un forte odore di fuliggine e un gusto acre che la rende sgradita a uomini e animali. I suoi fiori sono porpora e bilabati. Utilizzata in fitoterapia, è un sedativo neuro-sedante e antiossidante. Viene impiegata per contrastare ansia, disturbi del sonno e stress, in particolare durante la menopausa. Un infuso di Ballota (50 g di fiori in 2 tazze al giorno) calma tosse, crampi gastrointestinali e nervosismo, ed è utile contro l’acufene (ronzio nelle orecchie). Inoltre, può alleviare tosse convulsa e malattie infettive nei bambini. Stachys o spiga di api, è usata in medicina a trattare acufene e disturbi della menopausa; simile alla Ballota, è coltivata in Giappone, Cina e in alcune zone d’Italia. Betonica è un altra pianta utile in fitoterapia, con radici emetiche e foglie a forma di cuore. Il suo infuso calma le palpitazioni, il mal di testa e le nevralgie, ed è utilizzato anche per purgare l'organismo e trattare infezioni e ferite.# |BALLOTA nigra o foetida, Labiata Laminae, odor di fuliggine, e un gusto acre amaro, allontana umani e animali, conta 35 specie, cresce in aree incolte, alta 1 metro viene; fior porpora tiene, bilabati e ascellari, fusto legno coperto, di leggera peluria, quadrangolo pochi rami, radice fittona, fol dentellate, neuro-sedante e antiossidante. |Marrubio fetido detto, aroma sgradito, erba fresca o secca, molto sfruttata, in fitoterapia, contrasta stati ansia, disturbi sonno e stress, specie menopausa: 50 g cime fiorite, 2 tazze a giorno bevi, calma tossi spasmo, crampi gastro entero; infuso Ballota, correggi a menta finocchi, blando seda-ipotensivo, virtà colagoga, calma irritazione menopausa, 40 g litro acqua, calda 10 minuti, ber 2 tazze giorno, rimedio a nervosismo, e acufene ronzio orecchi. Se infuso è anti Pertosse, malattia infettive, epidemia tosse convulsa, vomito e catarro, che colpisce bambini, 20 g cime fiorite, con aggiunta di menta, foglia fresca litro. |STACHYS spiga di api, coltivano a orto, Cina e Giappone, e palustre Italia, vive presso fosse, fiori rosa bianco, eduli tuberetti, per cure antispasmo: usata come Ballota, cura di acufene, disturbi menopausa, |BETONICA cugina, ha porpora spiga, foglie base a cuore, starnutatoria radice, polver di foglie: se uso interno purga, da vomito nausea, emetica radice, sa dar vertigo aria, foglie in cappello, passa mal di testa, essiccate e fumate, starnuto completa; fol fresche |cataplasmi, x |ulcerazioni, vulneraria cicatrizza, ferite e |infezioni, infuso Betonica, calma istere |palpitazio, |nevralgie mal di testa, è anti-catarro. libro_saury_clima-dietanaturale.m4a
lume207-Raseno guardava il cielo: prima osservava le rondini, poi il volo dei pipistrelli, il silenzio delle rane, il verso improvviso delle cicale. Il tempo, diceva ai suoi studenti, non cambia all'improvviso, lo annuncia sempre a qualcuno. Camminando nella Maremma raccoglieva marrubio, ballota e betonica. Ogni pianta aveva il suo momento, come ogni persona ha il tempo giusto per parlare o tacere. Chi ascolta soltanto il calendario, sorrideva, finisce per perdere la stagione. Così imparò che la natura non dà ordini, ma indizi. Le piante, gli animali e il vento non costringono a scegliere: aiutano a vedere ciò che già sta accadendo. Questo Lume appare quando continui a cercare risposte lontane e non ti accorgi dei piccoli segnali che la vita ti mette accanto ogni giorno. Domandati: Quale segno stai osservando senza ancora comprenderlo? Dove potresti rallentare invece di cercare di controllare tutto? Che cosa ti sta insegnando il tempo che stai vivendo?

231:sogni20-lume231 CRESCITA: è il concretizzarsi della vita in un essere completo, vediamo la vita laddove la morte ci chiama a sè. Una donna gravida si contempla nello specchio. Nostra sola immortalità è nell'abilità della vita a ritornare su se stessa, e dalla ferita riprodurre il germoglio vitale, la grande continuità del divenire. |Cresciamo per realizzare uno scopo, la fertilità dello spirito accompagna la fertilità della terra vivente. Preghiamo la nostra Grande Madre, dalla quale ha origine il nostro essere e alla quale ritorniamo, per una sostanza liberata dal suo impellente bisogno. Tuo compito è concentrarti su ciò che nella vita è in fase di crescita e valutar quali altri impegni ti assumerai per favorire la tua crescita personale. IMG8: un Gregge di pecore lascia il pascolo (equilibra ai confini tra invecchimaneto e attività vitali). Alla base del Cranio si sviluppa un tumore (cresce per il gusto di crescere uccide lo scopo: infrangi le tue barriere per adottare un nuovo stile di vita). Il serpente si muta in un maiale e questo in un Uomo (evoluzione vuol dire vivere così che ogni perdita si muti in un guadagno: quando dici No, di Sì a qualcos'altro). Il sognante visita una famiglia o collegio con molti bambini (spesso chi pensa di non esistere produce più del suo fabbisogno: ristabilisci le tue priorità). Dalla gemma sbocciano foglie, fiori e frutta (rispetta tutte le tappe del tuo sviluppo, impegnati a terminare ciò che è essenziale al tuo scopo nella vita). Sta in piedi vestita solo dei suoi Lunghi Capelli (ogni traguardo è un passo verso nuovi inizi: fai onore a ciò che hai compiuto lasciando che vada). Nel campo di Grano maturo vi sono cinque cerchi (grande è la crescita, ma più grande è lo scopo: porta la tua fertilità ad un livello di consapevolezza maggiore). Le Viti coprono il tempio (l'essere troppo spirituale o razionale evoca la dea della fertilità: poni gli istinti dove hai posto l'istinto e lo spirito dove erano gli istinti). Si parla tanto della |festa finchè viene| I Cepang, detti Praja, vivono in piccoli villaggi dei colli centrali del Nepal, parlano lingua birmana e discendono da antenati cacciatori e raccoglitori. Dipendono dalla foresta e dall’albero del Chiuri, alto 7 m, sempreverde, fonte di cibo, medicine e reddito per gran parte dell’anno. Ogni famiglia possiede da 5 a 20 alberi, trattati come membri della famiglia, ereditati equamente, e curati persino dagli sciamani in caso di malattia. La leggenda narra che il primo Chiuri nacque dove una bufala cadde in un precipizio; il frutto, chiamato Yoshi, produce succo bianco simile a latte, olio seminale simile a burro, e semi neri contenenti miglio. Il Chiuri nutre, cura la pelle e i reumatismi, serve per saponi e candele. Varietà selvatiche e coltivate forniscono ghee e grassi alimentari. Negli ultimi decenni la caduta dei frutti è aumentata per perdita di rituali, erosione e pratiche agro-industriali. Il sapere sulle tecniche di semina, raccolta e lavorazione è tramandato all’interno delle famiglie, e la ricchezza dipende dal numero di alberi posseduti.# CEPANG detti Praja, tra 61 clan etnici, riconosciuti in Nepal, su 80 descritti, parlan lingua birmana, vivono in villaggi, pochi nuclei familiari, sui colli centrali, detti Mahabharat: antenati cacciatori, coglitori selva, fin cento anni fà, coltivan slash-&-burn, dipendon da foresta, e albero del Chiuri, a ricavare cibo, medicine ed introiti, a vivere 8 mesi, poi a febbraio-giugno, provano raccolta, o vanno indebitarsi, silvicoltura fonte, di redditi e pasti. Loro |albero-CHIURI चिउरी , alto 7 metri, sempreverde che vuole, buona insolazione, tollera il freddo, luogo sub-himalayano, da mare fino al Buthan, sale piano piano: ogni famil possiede, cinque o 20 alberi, pure senza terra, in terreni comunitari, possesso da diritto, coglier frutti semi, fino metà luglio, tutti vanno averli; tali alberi trattati, come membri di famiglia, ereditati e divisi, in parti uguali a tutti, il legame con la pianta, è simile ai sardi, che 1 albero malato, curan via sciamano. |Cepang cultura, associata al Chiuri, frutto detto yoshi, Diploknema butyraci, narra lor leggenda, che molto tempo fà, 1 Bufala scappò, in campo miglio a mangiar: al tempo di tornare, dato che era buio, cadde in precipizio, e rimase incastrata, nessun potè aiutarla, la bufala morì, in tal luogo fertilizzato, nacque primo Chiurì. frutto del Chiuri, dà succo bianco, latte della bufala, mentre olio semi, resta burro suo, e granelli neri semi, son miglio che mangiò. La notte del buio, dicono i Cepang, Chiuri è bufala da latte, e burro dei suoi semi, è acido palmito, contiene flavonoidi, con antiossidanti, bianco profumato, sapon x base piatti, rimedio a dermatiti, adatto per candele, senza odore e fumo, + trenta nomi tiene; usato internamente, febbre biliare e stipsi, nutre come cocco, usato esternamente, emolliente e lenitivo, su pelle infiammata, o secca e lesionata, rimedio ai reumatismi. Ban Yoshi selvatico, Rang Yoshi coltivato, ghee burro dei semi, loro prima fonte, di grasso alimentare, 30 kili anno, ancora sopravvive, in isole Andamane. Nepal ancor trova, su pendii precipizi, germoglia a 20 giorni, su suoli sassosi, ora da 1 decennio, cadon frutti immaturi, per cause culturali, dicon gli sciamani, causa è scomparsa, di danze rituali, industria farmaceutica, e geoingegneria, agro-industriale, con erosione suolo, attacchi di insetti, e piantagioni mono, acido palmitico, scalza pian medicinali, del gener Terminalia, Gurjo e Mirobalani. Cepang han rapporto, stretto con Yoshi, 1 famiglia è ricca, x quanti ne possiede, il sapere tramandato, su tecniche semina, raccolta di frutti, e lavorazione intera. 
lume231-Ruth protagonista nel film_Holy Smoke, parte in India alla ricerca del divino, ma scopre che il viaggio più difficile, è dentro di sé, tra libertà e controllo. Viene guidata e sfidata da chi dovrebbe salvarla, fino a ribaltare ogni certezza. Alla fine nessuno resta uguale: qualcosa brucia nel cuore, un fuoco invisibile che trasforma; lo stesso fuoco delle antiche donne sufi, come Lalla Arifa, che visse nel Kashmir, tra dolore e risveglio spirituale. Dopo una vita segnata da sofferenze domestiche, abbandona regole sociali, e intraprende un cammino di poesia mistica, unendo Sufismo e Shivaismo: nei suoi versi ogni gesto è preghiera, ogni esperienza del corpo è ricerca del divino, presenza che trasforma tutto ciò che tocca. Come altre mistiche, il suo insegnamento è semplice e radicale: il divino si incontra nell'intimità del cuore, non nei soli rituali. Accanto a lei, brillano altre figure, come Rābia al-Adawiyya, che parlava di amore puro, senza ricompensa, e molte altre donne sapienti, che hanno attraversato la storia, dell'Islam e oltre. In tutte queste vite, il sé si scioglie nell'amore, e ciò che resta, è una coscienza più ampia, senza confini religiosi rigidi. Poeti e pensatori come Dante, hanno raccontato un viaggio simile, dove l'anima si purifica, attraverso amore e conoscenza: chi attraversa il proprio fuoco interiore, scopre una luce che non si spegne, trova la propria guarigione, e la propria completezza.

247:sogni47-lume247-CRISI è uno squilibrio di potere: forze opposte cercano una nuova direzione e le strutture che le contengono non reggono più. Non biasimare il conflitto: usalo per vedere ciò che deve cambiare. Le immagini del sogno convergono: una figura tiene il serpente nella bocca, l'individuo si sente diviso tra sentimenti e credenze, tra differenti atteggiamenti e visioni del mondo, pericoli e richieste preparano a una prova. Cerca di bilanciare il conflitto, nel fulcro i problemi troveranno una soluzione naturale- Acqua che trabocca dalla diga: quando il vecchio argine cede, affidati a forze più grandi di te. Nuotatrice che invoca aiuto: cambia atteggiamento e lascia fluire i pensieri. Uomini armati sfondano una porta: cedi il controllo senza perdere consapevolezza. Mani oniriche afferrano il sognante alle spalle come a strangolare: nelle situazioni di terrore è meglio muoversi che ritirarsi, lasciati sopraffare e poi scuotiti di dosso. Orologio senza lancette: resta nel presente. Capelli che bruciano: accetta ciò che il vecchio Io non vuole lasciare. Croce che brucia nella caverna: cerca uno scopo anche nella sofferenza. Campane: lascia andare ciò che non serve più, scopri cosa vuoi veramente, manifestalo e lascia che vada. Barbanera dice: Chi fa quel che sa, più non gli è richiesto.| Isacco Angelo, nobile traditore, organizza colpo di stato e sale al trono tra il I.185 e il I.203, depone il patriarca e perseguita oppositori; ribellioni e intrighi segnano il suo regno, con tradimenti, esecuzioni e fughe, mentre la popolazione è divisa tra fazioni. Cristo, catturato e torturato, subisce maltrattamenti, ma istituisce simboli di fede e speranza, tramandando l'ultima cena e la comunione ai suoi fedeli. Dopo la sua morte, il corpo sparisce, reliquie vengono custodite da familiari e traslate tra monasteri e città, mentre Isacco mantiene potere e nomina amministratori fedeli, tra persecuzioni e intrighi politici. Apocalisse e visioni di Giovanni rivelano il destino della Chiesa e del mondo. Il Cristo è centro della storia, guida i fedeli, raduna le tribù e sconfigge il male. Quattro bestie rappresentano imperi e potenze ostili a Dio: Leone, Orso, Leopardo e Dragone; essi dominano ma sono soggetti al giudizio divino. Le visioni indicano carestie, guerre, cataclismi, ma anche speranza: chi persevera nella fede sarà salvato, mentre il Figlio dell’Uomo ritornerà sulle nuvole, radunerà gli eletti e stabilirà il Regno di Dio, già presente in ogni uomo. Le profezie di Daniele, Gioele e Isaia mostrano l'azione degli angeli e il giudizio universale, con simbolismi numerici e celesti (Sette Sigilli, Trombe, Coppe) e rappresentazioni allegoriche di poteri umani e celesti. La storia non è solo delle potenze terrene, ma orchestrata dal Signore, che premia i giusti e punisce i tiranni. Antioco Epifane e altri persecutori simbolizzano il caos e il male temporaneo, destinati alla sconfitta e sostituiti dai Santi e dalla giustizia divina. Simboli cosmici e mitologici, come serpenti, corni e animali ibridi, rappresentano il ciclo di dominio e caduta dei regni, i conflitti spirituali e la trasformazione interiore. Jung e la tradizione del Rebis illustrano il percorso umano di redenzione: l'uomo integra corpo, anima, intelletto e spirito, unendo maschile e femminile, luce e oscurità, materia e cosmo. Il serpente, simbolo di metamorfosi e infinito, indica il percorso attraverso prove e oscurità verso la conoscenza e la libertà interiore. La storia umana è letta da molti come cicli di tribolazione, giudizio e redenzione: le catastrofi, le guerre e le persecuzioni sono visti come strumenti per la purificazione e la crescita spirituale, fino al trionfo della luce e della giustizia, culminando nell'unità cosmica del Rebis, dove il Due diventa Uno.# |Stefano Hagiocristofo, capo delle guardie, arresta Isacco Angelo, nobile traditore, giunto al suo palazzo, Isacco pronto scappa, galoppa e sferra spada, Stefano si accascia, cosi terrorizzando, sempre a colpi spada, taglia orecchi e mani, a militari guardia, Isacco va in Sofia, vuol colpo di stato, costringe patriarca, a nominarlo re, molti uniti a lui, nella grande chiesa, nobili risentiti, accrescon sua schiera, e inizia ribellione. 11 settembre 185, scoppia la rivolta, Isacco resta in trono, fino al 195, poi in 203, cadrà nella crociata, narrata nelle bibbie. Alba 12 settembre, Xristos arriva con triremi, entra suo palazzo, ma Isacco è imperatore, Andronico realizza, invia dei messaggeri, lascio la corona, a mio figlio Manuel, che Isacco non contento, alfine pure acceca. Aizzata la folla, dagli usurpatori, insulta lui e figlio, ferocia di untori, Andrea fugge la folla, e perde croce Tau, amuleto del suo clan, sale sul triremi, regale ancor vestito, una Tiara ancor indossa, colbacco russo a cono, fugge con due donne, sua moglie e Maraptica, la prostituta colta. Ribelli contro Lui, lo vogliono deposto, versione dei fatti, dipende dal cronista, nel libro di Enoch, emerge complotto, mentre De Clari narra, il suo ultimo giorno. Re coi fedeli, prova a fuggire, ma tempesta in mare, lo costringe a tornare, Apostoli fedeli, a taverna l'han portato, nascosero a sedere, dietro due botti vino, lui fa suo discorso, dell'ultima cena, tramanda Pane e Vino, per memore convito, visi stanchi e tesi, dopo quella cena, da sonno sono vinti, Cristo solo prega, che i suoi fedeli siano, fuor da punizione. Oste con la moglie, spian dietro barile, vedon regali vesti, consulta suo marito, denunciano sovrano, per gruzzolo danaro. Dopo arresto Re, palazzo dei Comneno, venne saccheggiato, oro argento e rame, Andronico portato, a palazzo di Pilato, giudice a Zar-grad, locale magistrato, Pilato disse a Cristo: a me ti consegnaron, capi tuo casato, all'alba ti consegno, a sovrano Isacco Angelo; sebbene interrogato, Andrea non risponde, ma nobili a convegno, votano sua morte, pesan catene ferro, usate pei leoni, cingon collo e piedi. Andronico subisce, davanti Angelo Isaxo, insulti sputi biffe, schiaffi e le torture, in prigione poi subisce, accecamento a un occhio, cavato da trofeo, Ciclope canzonato, anche un taglio mano, compare nei dipinti, e su Sindone lenzuola, dove compare pure, sua barba biforcuta, capelli lunghi a trecce, e un fisico temprato, dal digiuno sano. Lungo via del colle, ludibrio delle folle, presso l'ippodromo, appeso e maltratto, tra due statue in bronzo, di Lupa e di un Iena, la sua popolazione, istigata dal partito, della opposizione, cioè i verdi |Prasinoi, Farisei e Sadducei, contro i blu Venetoi. Cristo li chiama, ipocriti farisei, infidi sepolcri, alle Deme di Zargrad, giocano i partiti, leukoi e rousioi. I latini alzano spade, sopra sue natiche, stando attorno lui, a turno colpendo, giudicano il taglio, uno affonda spada, negli intestini, da sopra la faringe, dopo sofferenza, Cristo si spense, ultimo sospiro, un gesto protende, porta mano destra, da poco amputata, estesa in agonia, su bocca assetata, evento ricordato, nel canto di Hallelujah. Dopo + giorni, suo corpo fu preso, dalla sua famiglia, di giudei comneni, Angelo e Duka, tutte imparentate, presso monastero, corpo poi scompare. Eclisse di Cristo, terremoto e pioggia, annuncia diluvio, in Yom-Ha-Shoah, Giorno del Ricordo, in Casa Salomone, Giovanni Presbitero, è San Iosafat indiano, e doge veneziano, in biografie doppiate, Giovanni corpo Cristo, porta fuori Yoros, lo imbarca fin Venezia, da Luigi Mocenigo, in basilica di Andrea, ma poi dona reliquie, a cognato Sebastiano, duca di Monferrato. Isacco riconferma, dopo morte Cristo, Theodor Kastamonita, qual primo ministro, Giacomo tradotto, buon amministratore, a gestir burocrazie, onesto nelle tasse, soffre croni artrite, ma è segretar di Stato, portato a baldacchino, muor di epilessia, nel giorno suo trapasso. Giovanni Battista, acquario in zodiaco, pelle di leone, gran bevitore di acqua, dopo regicidio, lui guida ribellione, contro Isacco Re, entra in cattedrale, riunisce + gente, per Angelo cacciare, lo fanno basileo, marcia gran Palazzo, con Alessio Duca, e Alessio Paleologo, futur eredi al trono, e amici di variaghi, di Sviatoslav clan. Gruppo fu tradito, uccisi o incarcerati, Isacco moglie Eufrosa, detta Erodiade, abusa di potere, ordina omicidi, temendo le folle, fa uccider Giovanni, durante la notte, testa decapitata, porta su piatto, in piazza mostrata. Dopo fallimento, del colpo di Stato, Davide e Alessio, lascian capitale, la Guardia variaga, li scorta a Nicea, da Yaroslav Galisky, amico di Cristo, detto Krishna in India, e Sakyamuni Buddha. |Esdra e Nemia libri, citano Moscovia, Israele pure detta, in affreschi di Cremlino, capo Kzar di olimpo, che Marco Polo ha visto, cita le visioni, di Padre Serafino, e dei padri della Ekklesia. Due secoli dopo, esce libro Apocalisse, in anno 486, poi nemici di Cristo, lo van manipolare, diventa un anticristo, confondono le acque, poichè mondo finisce, anno 492, diluvio universale, |Daniele sogna a notte, visioni da narrare. Romanov 876, ristampa in malafede, kniga antikriste, patriarca zitto cede, dichiara fine mondo, in anno 666, sociale nervosimo, confonde le orde schiere, Moscovia si corrompe, fiacca resistenza, di cristica coscienza. Libro della Fede, detto Kniga-o-Vere, costuma pei cristiani, indossare croci Andrea, Romanov contesta, il segno della croce, lo muta in nume bestia: simbolo iniziati, viene capovolto, il buono col cattivo, cambiano di posto, Andronico arciere, cioè segno sagittario, divien Cassio/Isacco, centaurus molti re, Vol vuol dire toro, diavolo è Manuele; pure in bwiti fang, Satan sottomette, ad arcangelo Michele, che punisce fratricidio, 7 angeli poi, uniscon le famiglie, di Angeli e Comneni. |APOCALISSE narra cose, del tempo 486, messaggio a Sette Chiese, da lui evangelizzate, sette è simbolismo, a Chiesa di ogni luogo e tempo; seconda parte libro, tratta le visioni, avvenire della Chiesa, datando astri del cielo, ammonisce che la Chiesa, dovrà continuamente, regger persecuzioni, diffondere il Vangelo, e vegliar Gesù ritorno, curar lacerazioni, tra estreme posizioni. Giovanni comunica, con sette lettere a Chiese, quattro serie di visioni, Sette sigilli che sono: guerra e conquista, fame morte e martiri, fine di un mondo, intermezzo del trionfo, turibolo di oro. Sette Angeli con trombe: son grandine e fuoco, mare di sangue, astro Assenzio ed eclissi, locuste e cavalleria, (intermezzo inno celeste. Sette Segni invece sono; Dragone e Bestia Mare, Bestia della Terra, Agnello e le vergini, il Figlio dell'Uomo, la fine col giudizio. Sette Calici sono: versati sulla terra, sul mare e nei fiumi, nel sole e nell'aria, sul trono della Bestia, intermezzo dei tre demoni, ultimo combattimento, vision Yoros celeste, in epilogo finale, cioè desiderio ardente, di venuta Gesù gloria. Pitture apocalisse, frequenti bizantine, e pitture mozarabiche, dei cristiani di Spagna, sotto dominio ottomano, Donna vestita a Sole, la Vergine col Bimbo, e i dipinti di Durer, a Venezia 492, sentimento del paesaggio, dopo i cataclismi, innescati a fine mondo: Giovanni descrive, apocalisse 492, dopo Messa da Requiem, per strage di genti, lancia sereno messaggio, di speranza e consolazione, ai cristiani perseguitati, di ogni tempo storia, vittime persecuzione, di Vietnam Cambogia, e con pietra del Diaspro, fonda nuovo tempio, con giochi luci e specchi, eterni insegnamenti, contro tentazione, di abbandonar divin Amore, e cedere a scientismi, di false ideologie; nel Libro dei Proverbi, saggezza entri alla mente, delizia del tuo cuore, protegge dai malvagi, come fa Beatrice, in rima col poeta, nel libro della Vita, nova dello amore, quando fue in esilio, fece canzon morali, di amore eccellente, ninferno e purgatorio, e grazioso paradiso, a stimolar valori, con virtude e scienza, di cittadin memoria, Divina Commedia, è vertice poesia, da cantar con cura, come Bibbia racconta, stesse vicende in più forme, rielabora in più modi, come libro di Daniele, ha forma concentrica, accosta due concetti, a chiasmo incrociato, in versi od in prosa, con uno schema ABBA, come libro della Suda, di Rasna Yudei, così fà Manzoni, o Alexandre Dumas, Uno per tutti, e tutti per uno, chiasmi pubblicitari, frasi ad effetto, esiti paradossali. Gioele con Daniele, assieme ad Ezechiele, influenzano il testo, rivelato a san Giovanni: suonate tromba in Sion, date allarme sul mio monte, tremino abitanti, viene il giorno del Signore, giorno di nube e oscurità, tenebra e caligine, mentre aurora spande, sui monti un popol grande. Apocalisse di Giovanni, linguaggio anti-censura, è coscienza che protesta, e rivendica visione, di più giusta società, appello fatto da Daniele, a resister la tormenta, per le Chiese in crisi interna, con fermezza nella fede, che sconfitto sarà il Drago, dalle teste multiformi, lascia posto a Yoros pace, della luce e vita eterna. Sette Sigilli spezzati, Sette Trombe risonanti, Sette Angeli con Sette Coppe, del Giudizio universale, Sette Chiese a cui arriva, questa Rivelazione, svelamento apocalissi, nei periodi della crisi, quando profeti sono scarsi, ed i cieli appaion chiusi, uomo sente necessità, di rileggere sua Storia, come luce azion di Dio, che spacca terra e la squarcia, e ne sconvolge superficie, poi disperde gli abitanti, dividendo empi e giusti, come in Sodoma e Gomorra, per aver cuore salvato; barcolla terra di ubriaco, come tenda Lei vacilla, pesa su essa iniquità, cade e mai si rialzerà. In quel giorno Dio punisce, suo esercito di sopra, e i re della terra, radunati e imprigionati, in un carcere di attesa. Signore fiata tromba e marcia, fra i turbini di mezzogiorno, Libro Enoc etiopico, e il Libro Giubilei, sono bibbie Chiesa Copta, di rivelazioni orali, ricevute dagli autori, in forma di visioni, pien di immagini e figure, numeri e allegoria, di lunga interpretazione. Daniele sua visione, ne chiede spiegazione, ecco appar davanti, Gabriele aspetto uomo, io ebbi paura, e caddi faccia a terra, Egli allora disse, caro Figlio d'uomo, comprendi la visione, e narrala ai vicini: al tempo della fine, sorgerà Michele, gran principe che vigila, sui figli tuo popolo, sarà tempo di angoscia, come al sorger di nazioni, sarà salvo chi si trova, scritto dentro al libro, molti dormienti sveglieranno, dalla polvere di terra, alcuni a vita eterna, altri alla vergogna, o saggi splenderanno, come il firmamento, se avranno indotto molti, alla giustizia bella. Gesù disse loro, guardate che nessuno, vi inganni in nome mio, con tentazioni varie, rimedi innaturali, e idee contro la vita, quando poi sentirete, parlare di guerre, calmi rimanete, poiché serve che avvenga, ma non sarà la fine: nazion contro nazione, e regno contro regno, vi saranno terremoti, carestie epidemie, sarà principio dei dolori, fratello vende fratello, il padre vende il figlio e figli contro i genitori, si metteranno a morte. Sarete odiati da tutti, a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato, alla fin sarà salvato, san giorni tribolazione, ma il Signore abbrevierà, a evitare la estinzione. Il sole si oscurerà, la luna sarà opaca, divi iniziano a cadere, le potenze son sconvolte, tutti vedranno il Figlio d'uomo, venir su nubi con potenza, manderà gli angeli e riunirà, i suoi eletti ai quattro venti, dalla terra fino al cielo, dentro tutto il firmamento. Apocalisse di Giovanni, Gesù Cristo gli rivela, invia testo ai cristiani, per legger meditare, il tempo del Cristo, Regno già compiuto, in modo certo e definitivo. Giovanni legge il presente, scorge il disegno divino, con linguaggio apocalissi, ma non fugge nel futuro, le promesse del Cristo, sono già realizzate, in ogni uomo è Regno Dio. Gesù è centro visione, che guarda intera storia, raduna suoi eletti, da ogni angolo di Terra, combatter suoi fedeli, equivale ad affiliarsi, agli adepti di Satana, poter politico anticristo; egli esorta tutti, resister tribolazione, sicuri di salvezza, alla presenza Cristo, nel Regno di sua luce, che realizza il destino, di storia umana al mondo. San Paolo, ai Tessaloni, il Signore scenderà, alla voce dell'arcangelo, che suona la sua tromba, risorgeranno i morti in Cristo, poi noi vivi superstiti, rapiti insieme a loro, tra nuvole andremo, incontro al Signore, confortatevi a vicenda, con tal parole di speranza. Questo è il libro Chiesa, del popolo di Dio, che tiene fede in Cristo, e speranza Suo ritorno, fedele a Sua parola, regger persecuzione, fino a sua venuta, dopo la tempesta, del Giorno del Giudizio, a ogni ciclo della storia, rifiuta idolatria, e il potere che la impone. Giovanni si presenta, ai lettori qual fratello, compagno in tribolazio, figlio di Zebedeo, deportato per sua fede, all'isola di Patmos, primo vescovo di Efeso, ha grande autorità, tra Chiese di Anatolia, apostolo giudaico, morto di vecchiaia, vissuto con Maria, affidatagli dal Cristo, nel regno di Traiano. Giustino imperatore, lo chiama anche profeta, autore di un Vangelo, e libro Apocalisse, fà scuola giovannea, ai padri della Chiesa, Ireneo e Tertulliano, Origene e Agostino, Clemente di Alessandria, Gerolamo Epifanio. Libro di Daniele, presenta più visioni, avvenute in sogno, e ne scrive relazioni: ecco i quattro venti, si abbattono impetuosi, sul Mar Mediterraneo, e quattro grandi bestie, salivano dal mare, quattro belve quattro imperi, influenzan successive, fin Giovanni apocalisse, forze ostili a Dio, ma Lui le sottomise. Marduk vince Tiamat, gran drago del caos, col corpo crea cielo-terra, quattro esprime totalità, quattro angoli del mondo, quattro esseri salgono, dal mare del caos. La prima simile a leone, con ali di aquila, io stavo guardando, le furon tolte ali, sollevata da terra, fatta stare su due piedi, le fu dato un cuore d'uomo. Ecco seconda bestia, simile ad un orso, stava alzata da un lato, avea tre costole fra i denti, e le fu detto Su! divora molta carne. Mentre guardavo, ecco una come leopardo, ha quattro ali e quattro teste, e le fu dato il dominio, guardo ancor visioni notte, ecco una quarta bestia, spaventosa ha denti ferro, una forza eccezionale, divora e stritola il restante, lo calpesta sotto i piedi, diversa dalle altre, aveva dieci corna. Animali ibridi, prototipo è Chimera, corpo leone e testa capra, coda serpente sulla schiena: Leone alato si trasforma, in essere umano cammina Orso avido di preda, ha costole in bocca, Leopardo alato a quattro teste, è snellezza agilità, quarta ha forza spaventosa, denti di ferro e dieci corna, come il Cinghiale Calidonio. Daniele avea pregato, in digiuno veste sacca, di cenere cosparso, come un sadhu indiano, nel Giorno di Espiazione, detto Yom Kippur, astensione dai profumi, scarpe e cibi eccelsi, rapporti con la moglie, dopo tre settimane, Gioele raccomanda: proclamate un digiuno, convocate assemblea, adunate gli anziani, nella casa del Signore, a scongiurar calamità, siccità e carestia, pestilenza e flagelli, rievocate tragedie, distruzione del Tempio, coltivate memoria, nel digiuno di Idegarda. Daniele ha visione, a marzo-aprile Pasqua, sulla sponda grande fiume, alza occhi e guarda, Uomo vestito di Lino, con ai fianchi cintura d'oro, suo corpo come topazio, sua faccia come folgore, suoi occhi fiamme fuoco, braccia e gambe lucente bronzo, sue parole come clamore, di una moltitudine, stesso simbolo torna, nel Libro Apocalisse, Lino è fibra pregiata, morbida e resistente, usata a fasciar mummie, Sacra Sindone è in lino. Topazio sanscrito tapas, calore di una pietra, tra le dodici incastonate, nel pettorale del Sommo, Giobbe paragona Sapienza, a gialla pietra di Topazio, che proviene da Etiopia, crea le ruote del carro, nella visione di Ezechiele, metallo incandescente, assieme al |Diaspro è fondamenta, delle mura di città, il secondo è di Zaffìro, il terzo è Calcedònio, il quarto di Smeraldo, il quinto Sardònice, il sesto Cornalina, il settimo Crisòlito, l'ottavo è Berillo, il nono è Topazio, il decimo Crisopazio, undecimo è Giacinto, dodicesimo è |Ametista, apocalisse ricorda. Daniele solamente, vide la visione, mentre uomini con lui, ebbero terrore, fuggirono a nascondersi, lui rimase solo, contemplare gran visione, e si sentiva senza forze, anche a Saulo Tarso, apparirà il Signore, sulla via di Damasco, ebbe visione solo lui, sebbene i suoi compagni, udiranno stessa voce, e fermati ammutoliti, non vedono nessuno. Daniele è sconvolto, da questa visione, timore della morte, gli calano le forze, udito il suono di parole, cadde stordito a terra, una mano mi toccò, e tremante mi rialzai, appoggiando palma mani, ecco poi la voce: Daniele prediletto, intendi le parole, alzati e sappi, io son Primo e Ultimo, stesso angelo rincuora, Giovanni apparizione, indebolito da visione. San Giovanni riprende, visione Figlio d'Uomo, faccia come folgore, occhi fiamma e arti argento, i piedi come bronzo, purificato al crogiolo, suo volto come il sole, in tutta la sua forza, vede Iddio faccia a faccia, metafora che esalta, trascendenza divina, occhi sede dei fulmini, san vedere ogni cosa, bronzo indica perfezione, su finitezza umana, come il viso di Mosè, che divenne fosforescente, dopo aver parlato, nella tenda dove è l'arca, Mosè scese dal Sinai, con due tavole Testimonianza, tutti videro sua pelle, divenuta raggiante, dopo avere conversato, nell'Esodo in Italia. Filone di Alessandria, vede 5 bestie, come quattro imperi, al pari della statua, poter politico bestiale, che cerca a più riprese, di sterminar Giudei, e spegner loro fede, come un mostro assetato. Leone è Babilonia, potenza dominante. Orso è castigo, che spazza via graduale, lo strapoter dei primi, che godevano il bottino, Leopardo alato è, impero di San Giorgio, che rapido riunisce, 127 province, morendo in battaglia, domina su tutto, da India a |Etiopia, nel Libro di Ester, contemporaneo a Daniele; Leopardo ha quattro teste, e guarda quattro punti, Giovanni sintetizza, poi unico drago, che ha Denti di ferro, cannoni in molte guerre, espugna fortezze, coglie molte spoglie, suo cuore si esaltò, di orgoglio si gonfiò, raduna forze ingenti, e conquista tributari, mentre osservo il corno, spunta uno più piccolo, mentre son divelte, tre di prime corna, quel corno aveva occhi, e parla in alterigia. Apocalisse di Isaia, e quella di Zaccaria, nel libro di Gioele, e quello di Ezechiele, il Signore spacca terra, ne sconvolge superficie, ne disperde gli abitanti, soppesando iniquità, dei re della terra, radunati e imprigionati, in una fossa rinchiusi, arrossirà la luna, impallidisce il sole, perché il Signore degli eserciti, regna sul monte Sion, e davanti ai suoi anziani, sarà glorificato, il Signore comparirà, come fulmine sue frecce, darà fiato alla tromba, e marcerà nel mezzogiorno, il Signore degli eserciti, proteggerà gli animi giusti, calpestando gli iniqui, suonate la tromba, date allarme sul mio monte! viene il giorno del Signore, di tenebra e caligine, di nube e oscurità, come aurora si spande, sui monti un popol grande, un orda d'oro forte, divora e brucia fiamma, come il giardino Eden, è davanti a lui, mentre dietro a lui, è un deserto desolato, ai quattro punti cardinali, scaglia ira del giudizio, delle tue opere nefande, non avrò compassione, saprete sono io il Signore, sventura al malfattore, ripete Ezechiele. Dopo 4 costellazioni, in visioni di |Daniele, arriva un vegliardo, che su trono si assise, veste candida e i capelli, candidi come lana, suo trono ha ruote ardenti, e un fiume fuoco scende, lo servono a migliaia, suoi libri a corte aperti. Dio con veste neve, è antico di Giorni, simboleggia antichità, controlla universo, fiume delle stelle, ha suprema maestà, avvia giudizio universal, aprendo i libri storia, processa in qabbalah, uccide brucia bestie, a cui poter concesse, solo per un tempo, poi rinnova il mondo; nelle vision notturne, appar su nubi cielo, ecco figlio di uomo, giunse su al vegliardo, che gli diede potere, gloria e regno sui popoli, su nazioni e lingue, suo potere non tramonta, mai verrà distrutto, Dio consegna al Figlio, Regno suo Vegliardo. Figlio di uomo sarà, significato collettivo, che passa a individuo, ma pure viceversa, è ol Popolo dei Santi, figli umani non piegati, alle persecuzioni, ricevono da Dio, in premio lor vittoria, un regno universale; figlio d'uomo prefigura, persona dei Messia, che riceve da Dio, un mandato a regnare, per sempre le nazioni, bar enash aramaico, ben adam di Ezechiele, Gesù lo dice a se stesso, processato al Sinedrio, notte Giovedì e Venerdì Santo, vedrete il Figliolo, venire sulle nubi, come Stefano protomartire, pien di Spirito Santo, al termine processo, si conclude sua condanna, per lapidazione, ma gli accade visione, cieli si aprono e vede, Figlio d'Uomo a destra Dio. |Xristos Kyrios Signore, Figlio di Dio, in linguaggio apostolico, duplice insegna, umanità e ragione, contro feroci quattro bestie, 4 imperi colossali, in orgoglio ed empietà, dominati da violenza, spariti e succeduti. Papa Benedetto vede, che a bestie dal mare, venute dagli abissi, si contrappone l'uomo, venuto dall'alto, bestie sono i regni, nei secoli esistiti, il figlio di uomo giunge, sulle nubi cielo, annuncia un regno umanità, che giunge da Dio stesso, storia desiderata, vera universalità. Il figlio dall'alto, contrario alle bestie, non è un individuo, ma il Regno a cui il mondo, raggiunge meta finale. Enoc cita un figlio, che è luce di nazioni, fontana di giustizia, giudice e salvatore, Esdra vede un figlio, Messia sale dal mare, e vol su nubi cielo, con soffio di sua bocca, sconfigge suoi nemici, poi raccoglie intorno, tutte tribù disperse, come sognò Daniele: in quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole oscurerà, e la luna fermerà, gli astri van cadere, il cielo appar sconvolto, allor vedranno tutti, il figlio dell'uomo, il servo disprezzato, reietto dagli umani, che offrì la propria vita, a salvezza dei fratelli, venire sulle nubi, con potenza e gloria. Gesù Figlio dell'Uomo, Gibran Khalil canta, poeta libanese, Pietro venne avanti, Maestro stiamo assieme, se non ci lasci, su questo sentiero, le ombre della notte, andranno via al mattino.. Gesù rispose loro: le volpi questa notte, avranno loro tane, gli uccelli i loro nidi, ma il Figlio dell'Uomo, non ha da posar capo, desidero star solo, e se mi cercherete, sarò presso il lago, dove vi ho trovato; lo vedemmo andare a occidente, in maestosa solitudine. Giovanni si rivolge, a uno dei vegliardi, ad avere spiegazione, della sua visione, così fa pur Daniele: mi sento venir meno, tante visioni a mente, mi avevano turbato; mi accosto ad uno appresso, domando il significato, di tutte queste cose, ed egli mi spiegò: Le quattro grandi bestie, sono quattro re, sorgono da terra, ma gli angeli di Dio, saranno dei custodi, del regno Portogallo, appaion tre anni prima, ai veggenti pastorelli, di Fatima Maria. Arcangelo Gabriele, annuncia a Maria, concepirai un figlio, e lo chiamerai Gesù,Dio gli darà il trono, di Davide suo padre, e regnerà per sempre, su casa di Giacobbe. Gesù regalità, si estende a intera storia, abbraccia tutti i popoli, concede Vita Eterna, a chi la riconosce. Il corno della bestia, è individuo assai potente, muove guerra ai Santi, per poco li sconfigge, la Bibbia cita il corno, in forza militare, strumento offesa toro, successo nelle imprese, come il cornucopia, è conseguir vittorie, perderlo vuol dire, andare verso sconfitta. Il corno diventa, un attributo regale, dei conquistatori, ecco la visione: la quarta bestia è, un quarto regno forte, che stritola la terra, e la calpesterà, sue dieci corna sono, re nati da quel regno, dopo di loro segue, un altro più orgoglioso, che abbatte i precedenti, e insulta l'Alto e i Santi, mutando legge e tempi, cambiando il calendario, per tre anni e mezzo, metà di sette anni, cioè tempo di pienezza, nel biblico linguaggio: più tempi e la metà di un tempo, si terrà poi il giudizio, e gli sarà tolto il potere, verrà poi sterminato, distrutto completamente; allora il potere, e grandezza dei regni, saran dati ai Santi, che serviranno il Cielo. Antioco Epifane, bestia nera dei Maccabei, costrinse gli Ebrei, adottar usi degli elleni, uccide chi rifiuta e succede a 10 re, da Alessandro Magno, a Seleuco amor del padre, dopo i Tolomei; nonostante la superbia, e violenza del corno, sarà sconfitto e punito, e suo regno e potere, saranno trasferiti, ai Santi dell'Altissimo, Giudei perseguitati; la Storia non è fatta, da potenze terrene, mostri che dal mare, sono caos e inferno, ma è fatta dal Signore, che compirà il giudizio, annientando i var tiranni. Antioco Epifane, muore mentre marcia, contro Re di d'Armenia, in primo Libro Maccabei, il persecutore dei Giudei, muore di crepacuore, quando ebbe saputo, che la sua persecuzione, finì col fallimento, assieme alla sconfitta, lui prima di morire, conosce malefatte, e la giusta vendetta, del Dio d'Israele, proprio come fanno, Nabucco e Dario il Medo. Duelli tra animali, aventi varie corna, in bestiari medievali, duelli tra più regni, il montone perde corna, suo regno è sostituito, da quello di unicorno, che infine pur si spezza, e ne sorgono altri quattro, nei punti cardinali; da uno di essi sboccia, un altro piccolo corno, che cresce a dismisura, contro pur milizia celeste, trascina giù dal cielo, un terzo delle stelle, precipita su terra; immagini e colori, rivisitan la storia, di politici mutamenti, cui Tartaria ha fatto spese, il montone è Gran Tartaria, con due corna unite, uno va più alto, conquista il predominio. Il capro incarna invece, mondo anglosionista, un solo grande corno, spezza le due corna, ma al culmine potenza, si rompe tale corno, subentran quattro corna, ovvero i generali, che dividono impero, poi da uno di essi, spunta un persecutore, che perseguita Ebrei, e la milizia celeste, getta a terra una parte, come stelle giù dal cielo, volto contro san Michele, che è capo di milizia, cioè il sommo Sacerdote, gli toglie la funzione, nel Tempio e nel santuario. |Geremia lamentazioni, avverte Giuda regno, imminente invasione, da un conquistatore, un leone appostato, pronto a ghermire preda, alzate un segno a Sion, fuggite senza indugio, da settentrione arriva, sventura gran rovina. Il leone da boscaglia, è distruttor nazioni, fuor di sua dimora, reca desolazione, città saran distrutte, non restano abitanti, sui monti ci ha inseguiti, in deserto ha teso agguati. Leon con ali aquila, è impero UK e Usa, muta da felino a uomo, perde parte strapotere, preparando sua sconfitta, da parte successori: quattro venti del cielo, si abbattono impetuosi, da stelle del Leone; poi da Orsa Maggiore, a est era la Lince, e termina in Dragone, quattro immagini celesti, leone orso leopardo e drago. Apocalisse rivelazione, è gener letterario, diffuso anche ai Cristiani, Apocalisse dei vangeli, Marco Matteo Luca e Paolo, Gesù inizia a dire loro: guardate nessuno v'inganni, molti verranno in mio nome, e inganneranno molti; e quando sentirete, parlare di guerre, non allarmatevi, ciò deve avvenire, ma non sarà la fine, si leverà nazion nazione, regno contro regno, terremoti sulla terra, pandemie e carestie, principio dei dolori, fratello contro fratello, padre contro figlio, figli contro genitori, sarete odiati da tutti, a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato, sino a fine sarà salvato, in quei giorni tribolazione, dall'inizio di creazione, fatta da Dio sino a oggi, il Signore abbrevia i giorni, a motivo degli eletti, allo scopo di salvare, le sue anime fedeli. il sole si oscurerà, la luna sarà opaca, gli astri van cadere, i cieli fanno cataclisma, allor vedranno il Figlio d'uomo, venir su nubi con potenza, manderà angeli a riunire, i suoi eletti ai quattro venti, dalla terra fino al cielo, al suono della tromba, discenderà dal cielo, risorgeranno i morti in Cristo, e i superstiti rapiti, tra le nuvole ad andare, incontro al Signore, confortatevi a vicenda, con queste parole. |POEMA in quattro dimensioni, Giustiniano accompagna Dante, nel cielo mercuriale, per entrar ciel di Venere, sigillato dallo Spirito, quarta parte dell'uomo, con Corpo Anima e Intelletto, uomo è tetrade redento. Jung scrive in Libro Rosso: lo spirito del profondo, mi ha tolto fede nella scienza, e dedizione agli ideali, mi ha costretto a calarmi, in cose ultime e semplici, mi ha tolto tutte mie conoscenze, per servire il paradosso, mi ha tolto linguaggio e scrittura, per ciò che usciva dal servizio, di fonder senso e controsenso, a produrre un senso superiore, Uroboro tonda verità, serpente alato Quetzalcoatl, con artigli e corona, mentre Spirito senz'ali, senza artigli è la Materia, maschil femmina yin-yang, nessuno vive senza l'altro, e custodiscono al lor centro, lo scibile conosciuto, terra anello Salomone, cioè cintura equatoriale, costellazione del Serpente, trattenuto da Asclepio, figlio di Apollo medico, che sà resuscitare i morti. Serpente simbolo infinito, immortalità e metamorfosi, protettor delle stagioni, di salute e fortuna, lasciato libero a muoversi, segno regale sulle teste, ogni corona è un uroboro, Diritta Via tra due abissi, dell'alto e del basso, indica il peso nostre scelte, via Regia via Aurea, caput e cauda dell'Opus, compiuta in tre fasi. Ovidio narra della fine, di un feroce serpente azzurro, ucciso da Cadmo in tre fasi, prima lo schiaccia con macigno, ma quello rimane indenne, poi lo trafigge con la freccia, ma il serpe furioso lo morde, così trafigge con lancia, inchioda serpe alla quercia, Cadmo dopo sua morte, è trasformato in serpente, nella entrata aperta, al palazzo chiuso del Re, sta scritto quanto segue: apprendete su qual quercia, Cadmo infisse il serpente; se macigno è nigredo, freccia è volatile albedo, lancia punta è rubedo, e sconfitto il serpente, conquista la sapienza, Cadmo con Sophia, equivale Adamo ed Eva, che vivon separazione, dal mondo degli dei, a sue nozze con Armonia, figlia di Marte e Venere, gli fanno dono di Alfabeto, strumento di conoscenza, separandosi eremita, dal mondo degli umani. Dio Sole luce intelligenza, pietrifica il serpente, trasformandolo in strumento, di ricerca conoscenza, Sole che viaggia circolare, da EST fino a OVEST, e incide raggi a Terra, avvolge come serpente, intero ciclo d'anno, e ci invita a seguire in noi, il riflesso suo tracciato, e nella fossa dei Serpenti, Daniele affronta il Mistero, crocefissione asse polare, in movimento elevazione, verticale e orizzontale, due braccia in croce quadra, che Intelligenza coglie e ama. Dio nutre lo spirito, scrive |Jung in Liber novus, disegna mandala jukurpa, che insegna Uomo nasce in croce, prigioniero oppure libero, in sue 4 dimensione: Dio mi chiama a entrambi i lati, sebbene vuole via di mezzo, dove inizia lungo cammino, Jung rivela in Libro Rosso, il suo sogno notturno, il suo incontro con lo Spirito, ci conferma che all'immagine, si risponde con immagine: Vidi nero serpente salire, strisciando lungo il legno croce, penetrò nel Crocifisso, per uscire trasformato, dalla bocca stessa a Cristo, ora di colore bianco, si attorciglia qual diadema, attorno a testa del morto, una luce irradia il capo, mentre a est si leva il sole, restai a guardare confuso, ma il bianco uccello su mia spalla, mi disse Lascia che piova, che soffi il vento e il fuoco bruci, che ogni cosa abbia sua crescita, lascia tempoal divenire, quando la via entra alla morte, tra putrefazio ripugnanti, la via risale dall'oscuro, ed esce da bocca che redime, e porta in alto il sole nuovo, redenzione forza umana, in lotta contro oscurità; nostra libertà sta in noi, pur se vincolati a esterno, libertà interior si crea, mediante il simbolo parola, che esce da bocca e non si calcola, ma si posa sulla lingua, come parola forte e urgente, che sale dal profondo Sé, parol appar stupefacente, irragionevole talvolta, ma la riconosci come simbolo, in quanto estranea a mente conscia. Al mattino leva il sole, e da mia bocca esce parola, pure uccisa freddamente, perché ignor sua redenzione, se invece accolgo la neonata, essa cresce e fà da auriga, parola è guida via di mezzo, che oscilla come la bilancia, parola è Dio che ogni mattina, sorge ai popoli e li guida, si rinnova in molte forme, pur compare acque notturne, in cui assopita se ne resta, e all'aurora si ridesta. FUOCO sapienza è gran Mistero, ben praticato dai contadini, che brucian campi perché, da cener nasca la nuova vita, questo sapere manca ai ladri, morir risorgere del REBIS, re-integrazione anima e corpo, maschile e femminile, Uomo e Divin cosmo, Rebis frutto nozze celesti, il DUE si fonde dentro l'UNO, nel ladro invece và in nessuno. Uno inizia dopo nato, intuir dualità di tutte cose, maschio e femmina giorno e notte, cielo e terra vita e morte, poi da unione di Uno e Due, nacque triade del 3, Padre  storia_andrea.m4a
lume247-Seba chiese un giorno a Raseno: chi possiede le chiavi delle porte che gli altri non vedono? Raseno raccontò che l'uomo spesso crede di scegliere, mentre ripete parole, paure e gesti già tracciati: il potere non nasce soltanto dai re, ma dalle reti che uniscono uomini, merci, sapere e denaro. Prima furono le rotte oceaniche, poi porti, compagnie e colonie; poi banche, industrie, imperi, giornali, intelligence e comunicazioni. Chi controlla una rotta può controllare il commercio, chi controlla il commercio accumula ricchezza, chi accumula ricchezza può comprare eserciti, informazioni e consenso. In questo lungo processo nascono anche confraternite e logge, luoghi dove mercanti, nobili, professionisti e uomini di cultura possono incontrarsi lontano dagli occhi della folla. La loggia dei muratori organizza simboli, gradi, rituali e fratellanze, costruendo una rete internazionale fondata su riconoscimento e appartenenza; reti che talvolta si incontrano, si dividono e si contendono influenza. Ogni scelta umana tra odio o amore, mutilazione o libertà può apparire come un gesto già scritto, ma Dante ci dice che Xristos mostrò una chiave per comprendere e far fiorire l'umanità: una via capace di unire umano e divino, caos e creazione. Nel poema, tale saggezza appare come geometria sacra, custodita da quattro coppie di angeli, dalla Candida Rosa e dalle figure del Centauro, Dioscuro, Grifone e Aquila, figure che preservano il suo poema e ingannano i censori: nel canto 23 lui parla di ipocrisia, anime dannate sotto cappe d'oro fuse nel piombo: il peso del male. La Candida Rosa accoglie anche pagani, e bambini morti prematuri siedono a diversi gradi di beatitudine sotto custodia angelica. Il limbo è invenzione umana, poichè il Dio dantesco governa distinguendo causa prima divina e causa seconda umana. La storia di Cristo è nel triangolo delle quartine 44-74-12, dove i poeti affrontano la frana causata dal suo passaggio, liberando spiriti e alito divino che irrompe nell'umano e l'umano nel divino, armonizzando caos e creazione. Anche il destino non è solo prigione: il bue che trova il cancello aperto può continuare sul vecchio sentiero oppure fermarsi e guardare. Anche io credevo di scegliere ogni passo, ma spesso seguivo abitudini e ripetevo parole, paure e gesti che credevo fossero il mio carattere. La prima libertà nasce quando riconosci il solco che stai seguendo. Allora puoi osservare pensieri, desideri e paure senza esserne trascinato, come canne mosse dal vento del fiume. Raseno conclude: non sempre possiamo scegliere ciò che accade, ma possiamo scegliere se continuare a camminare nello stesso solco. La porta è aperta: il primo passo è accorgersene.

248:sogni48-lume248-ROVESCIAMENTO: una direzione si tramuta improvvisamente nella direzione opposta. Il sognante è intrappolato nell'ingranaggio dell'orologio: ciò che desidera non accade, mentre il destino prende una strada inattesa; non protestare contro l'ingranaggio, partecipa al viaggio e impara a cambiare direzione. Immagini del sogno: il Sole fende le nubi del temporale e illumina la barca: persevera guardando anche l'opposto di ciò che fai. Tappetino che scivola sotto i piedi del sognante: il fondamento non è nel desiderio, ma nell'accettazione, fai un elenco dei tuoi apparenti errori, e guarda dove non hai incluso l'opposto. Palla rossa che rimbalza: segui i cicli e prova anche l'opposto di ciò che cerchi. Bambini sull'altalena: gioca e non identificarti con ciò che fai. Cartello di inversione a U: esiste sempre un'altra strada, abituati a cambiare direzione. Cigno nuota verso il tramonto: non conosci davvero la meta finché non ci arrivi, medita sulla transitorietà dei risultati ottenuti. Il sognante cammina sul soffitto sottosopra: considera ciò che non potrebbe essere la soluzione. Barbanera aggiunge: nemico diviso è mezzo vinto; nel buio più fitto, chi teme sta zitto.| L'architetto veneziano, geometra e tagliapietre, diffonde conoscenze costruttive e rituali massonici dalla Scozia medievale. Le logge europee uniscono muratori e scalpellini in fratellanza, custodendo simboli, strumenti e cerimonie esoteriche. La Gran Loggia di Londra federava logge locali, regolando moralità, geometria divina e iniziazione spirituale. La Massoneria Azzurra guida l’apprendista dal profano al maestro venerabile, edificando il Tempio morale e ideale. Banchetti, inni e processioni rafforzano legami e virtù, mentre scismi storici segnano evoluzione e divergenze con la Chiesa cattolica. Logge coloniali e Prince Hall negli Stati Uniti consolidano potere politico, economico e sociale. Figure storiche, da Casanova a Franklin e Lincoln, mostrano influenza su guerra, finanza e indipendenza. La massoneria combina tradizione, spiritualità e pragmatismo, mediando tra fede, sapere e autorità. Degenerazioni e controversie non cancellano il nucleo morale e iniziatico. Logge moderne imitano antiche pratiche egiziane, creando reti globali. Eventi storici, dalla Crimea a Papua e alla Seconda Guerra, riflettono strategie di potere e controllo. La fratellanza massonica rimane intreccio di conoscenze, riti e influenza globale.# Architetto veneziano, giunge fino in Scozia, tutela conoscenze, di edile costruzione, Hiram costruttore, del Tempio Salomone, sepolto a Firenze, è geometra anteriore; tagliator di pietre, in fuga da |Bisanzio, giunti a Strasburgo, Ratisbona 459, cattedrale Vienna 515, isole britanni 686, aprono logge, massoni fratellanza, come Etiope Eleusi, o Alessandria Angizia. Loggia è camerino, nel cantiere lavoro, dove i muratori, svolgono riunioni, come in Brasikongo, custodivano strumenti, abiti e mappe, diversi scopi cerimonia, francesi liberi masons, uniti in gilde corporazioni, scalpellini e carpentieri, con simboli mestieri, livella squadra e compasso, filo a piombo e G centrale, in verbali riunioni. Parole ed azioni, in cerimonie massoni, note solo ai membri, esoterismo corte, ama persone colte, ermetismo e alchimia, cabala e astrologia; logge spontanee, di Scozia e Inghilterra, fan chiese indipendenti, qualcuna federava, membri di una loggia, contattano altre logge, per scambi di opinione, in taverne e birrerie. Gran Lodge di Londra, nasce 24 giugno 717, federa tre logge, Corona e Westminster, Melo Calice ed Uva, dove ogni nome, è taverna di riunione. Costituzione 723, scrive reverendo Anderson, pastore muratore, che federa altre logge, con regole stampate, il 17 gennaio: un massone mai sarà, uno stupido ateo, se comprende ad Arte, la geometria divina, praticando i doveri, di sacra moralità, segue regole e principi, come Royal Società, evitando trattare, quando siede in tempio, politica e religione, e affari commerciali. Bibliche vicende, da Adamo e Seth, diventano canzoni, musica è centrale, innodie per accordi, di chiesa protestante, fiati e ottoni in coro, di tradizioni militari, processioni e funerali. Regole del rito, con scrupolo osservate, sebbene alcune logge, van modificarle, per usanze locali, o vicende sociali. Gran logge e grandi orienti, definite irregolari, stampano edizioni, ogni dieci anni circa, loro Costituzioni, slegate da Britannia, in cinque continenti, prendon atei nuovi membri. Governo di logge, in ogni località, spetta a una Gran Loggia, ovvero gran maestro, autocratico ma eletto, presenzia ogni adunanza, in qualunque momento, sua giurisdizione, e conduce la loggia, a propria discrezione. Ogni loggia è governata, da un maestro venerabile, assistito da due ganga, primo e secondo fiscale, Loggia tiene porta, che evita estranei, 1 guardiano fuori porta, tien lontani intrusi, chiude e aprire porta, e accoglie candidati. Massoneria livelli, indaga conoscenza, etico-filosofica, per via iniziazione, che attesta livello, spirituale raggiunto: profano alla soglia, è detto pietra grezza, ancora senza luce, usa bevanda interna, mediante iniziazione, edifica il Tempio, morale e ideale, di liber muratoria. Banchetto francese, di logge militari, brindano con Agapi, su stemma di Haiti, poi regola cannone, la formula conclude, grido unanime di fuoco! salute forza unione. Massoneria Azzurra, detta Blue Lodge, dopo iniziazione, e riti perfezione, Scozzese oppure York, Misraim e Memphis, percorsi differenti, come logge arabe del Velo, profeti velati, del regno incantato, Alti Cedri del Libano, e ufficiali ottomani. Giacomo Casanova, rivela quel mistero, sapere eventi prima, pregiudica efficacia, massoneria conosci, la loggia frequentando, osservando e ragionando: chi parla non sà, manca essenziale, poichè chi lo guadagna, certo non lo vende, scopo iniziazione, è superar vita profana, con morte figurata, e rinascita iniziata. Apprendista compie, prove rito necessarie, a divenir Compagno, ammissione al Tempio, e maestro reverendo, che guidano logge, ad assister meno abbienti. Loggia madre a |LONDRA, liber professionisti, affiliati alle logge, esponenti nobiltà, diventan minoranza, rispetto ai mercanti, che mutan cerimonie, a suon di propaganda. Massoneria dei Windsor, fonda classe dirigente, legittima monarca, si definisce Madre mondo, storia controversa, scisma e ricostruzioni, crea Arco Reale, rito di compromesso, fra logge diverse. Scisma 753, cinque logge fuoriuscite, di massoni irlandesi, emigrati in Inghilterra, cattolici a serbare, un diverso rituale, in tre gradi muratoria, in Brasile e Stati Uniti, poco in Europa. Renè Guenon massoneria, ha origine cattolica, iniziato a loggia Iberia, cita logge degenerate, di pastori protestanti, che in Loggia di Londra, nascondon verità, di fedeltà a Dio, Chiesa e gran Khan: protestanti han deformato, nei primi 700, ma in simboli massoni, resta antica verità, altre degenerazio, rigurda satanismo, che controlla e influenza, con logge mascherate, e filantropi club, potenti lobby di favori, tra persone potenti, privilegi a pochi membri, e deturpa umanità, menti umane e società. Britannia impero espande, marittimi commerci, fonda nuove logge, tra compagnie mercanti, logge Scozia e Irlanda, esercito che gira, tra nuove colonie, dopo inondazione. Loggia di Prince Hall, emerge in Statiuniti, prima afroamericana, da orda militare 775, e amici irlandesi, 14 afro-statunitensi, autorizzati da Londra, 24 giugno sanGiovanni, a fare processioni, funeral celebrazioni, primeggia in 784. Costituzione Usa, ricalca fratellanze, masons tre presidenti, affrancano colonie, Benjamin Franklin affermò che la ragione, di guerra indipendenza, fu scontro signoraggio, emetter controllare, denaro di colonie, dopo inondazione, banchieri fan massone. Lincoln conia valuta, e credito necessari, a soddisfar spesa governo, e poter consumatori, denaro cesserà, esser padrone umanità, diviene il servitore. Greenback governativo, suo denaro verde, la cabala lo uccise, e avvia banca privata, assieme a Wall Street, famiglia Rockefeller, che duplica modello, di Banca Inghilterra, di |Rothschild famiglia. Federal Reserve, causò depressione 29, contraendo quantità, valuta in circolazione, le banche centrali, integrate nel governo, aiutan società, a viver prosperare, senza debito ai banchieri, che decidono guerre, e rivoluzioni mondo. Mercanti nelle logge, stravolgono tutto, in guerra secessione, Stati sud confederati, riconobbero Prince Hall, come Logge nord, inclusi Alaska e Hawaii. Razzismo e segregazione, isolarono Prince Hall, sebbene riconosciuta, da grande Lodge inglese, che pure riconosce le altre appena nate, da banche private.| Secondo grande scisma, Francia 877, abolì restrizione, a neofiti atei, e logge femminili, frattura con inglesi, a volte superata, durante Grande Guerra, per tramite americana. Grande Oriente Italia, nasce 805, e vien riconosciuto, da altri grandi orienti, poi subisce scomunica, da Loggia inglese, che in Italia affilia, sol Gran loggia di Firenze. Chiesa cattolica 917, scomunica i massoni, e novembre 922, internazionale comunista, dichiara incompatibi, comunisti e massoni: in Europa e Sud America, crebbero i massoni, mentre in Usa e Uk, perdono membri. Su ceneri Tartaria, demoni in azion, cambiano memorie, per nuove nazioni, |Alaska data agli USA, in 867, accordo coinvolge, Inghilterra Francia Spagna, gran principe Konstantin, fratello di Alessandro, dopo guerra Crimea, paga pegno saldo. Francia e Bretagna, e Regno Sardegna, fecero guerra, a Crimea ottomana, preser'oro turco, per corrompere duosicilie, e dominare Suez. |Russia-Usa amicizia, in 861, permise a navi russe, contener conflitto, New York e San Francisco, bloccano banchieri, che dopo Tartaria, voglion secessione, Alessandro e Lincoln, aboliscono gleba, seppur dopo uccisi uccisi, da banchier di guerra. Infine California, ceduta fuor Califfo, seguono le Hawaii, che perdono lignaggio, mentre in Europa, dopo Waterloo, divisero impero, confinano ogni regno, in stati nazionali, con guerre successive. Nuova Massoneria, imita egiziana, crea falsa storia, con neri gesuiti, disperde rom ebrei, emerge terzo mondo, Prima Seconda Guerra, disperde minoranze, eredi del passato, messi in nuovo stato. Tre olandesi in 936, scopron oro e rame, Dulles feller avvocato, fa genocidi trame, contro |Kennedy e Sukarno, padre Indonesia, perse nichel cubano, cambi regime inscena. Poulgrain Brisbane, di crimini scrive, 22 novembre '63, assassinio presidente, dopo visita Sukarno, Indonesia popolosa, Papua Grasberg miniera, elite oscura osa. Costantinopoli 921, barone Mohrenschildt, sfrutta economia, dietro scusa comunista, aiuta feller petrolio, con intel creata, rete cabala intricata, dopo scandali nazisti, fugge a Papua'41, poi elimina rampolli, nel processo 964, Kennedy vuol pace, Indonesia e Malaysia, x Vietnam ritirare, guerra fredda sabotare, terzo mondo liberare, da terrore coloniale. |Papua ai papuani, non piace ad imperiali, Hammarskjold capo Onu, cade settembre'61, Dulles vuole morti, la terza via svedese, arma finta ribellione, in colpo stato 958, Kennedy è scioccato, licenzia traditore, ma in 965 1 milione, comunisti massacrati, con Suharto colpo-stato, da Dulles istigati, coi media aizza l'ira, bugie depravate, divide Mosca-Pechino, a vicenda accusate, campagna di odio fa, l'aiutano sceicchi, accuse oltraggiose, su donne e contadini. Metodo Jakarta, ripetuto in altri Stati, anche a Timor est, terrore x trent'anni, Cile 11 settembre 973, Laos Vietnam Cambogia, Patrice |Lumumba Congo, e Sudafrica spoglia. libro_cazari_tredicesima-tribu.m4a
lume248-Raseno prosegue la parabola: un tempo il mondo era un villaggio, poi arrivò una nave e il villaggio divenne una rete; dalla rete passarono oro, spezie, uomini, libri e segreti, e dove arrivavano le merci, qualcuno costruiva una porta. Dietro quella porta nacquero logge e confraternite, dove uomini diversi impararono a riconoscersi attraverso simboli, gradi, rituali e appartenenze. Seba domanda: se alcune porte custodiscono fratellanza, altre ambizione e altre paura, il potere cresce allora come un labirinto? Raseno risponde: una porta apre una porta, una rete incontra un'altra rete, e in fondo al labirinto appare il vecchio volto di Isacco Angelo, l'uomo che usurpa il trono di Cristo e inaugura il gesto del traditore. Dante lo conduce simbolicamente al centro dell'Inferno, nel ghiaccio dove il tradimento diventa immobilità. Così il nemico non è sempre chi combatte davanti a noi: può essere chi possiede la chiave di una porta segreta o chi convince il re che non esistono altre stanze. Raseno pone allora una domanda: quanto può vedere davvero un uomo arrivato al vertice, se dietro ogni stanza esistono altre porte? E narra la storia di Kennedy, il giovane presidente entrato in conflitto con apparati e strategie, dalla crisi di Cuba al Vietnam e all'America Latina. Il 22 novembre 1963 viene assassinato a Dallas. Kennedy pensava di conoscere il castello, ma nessun re conosce tutte le sue stanze. Da allora il racconto ebbe cento ombre e cento spiegazioni.

258:ijing09.䷈ lume258 |Forza-domestica (小畜xiǎoChù, xiaoXu): Potere ridotto, influenza sottile e moderazione che prepara la crescita. Coltiva con cura i dettagli, affina carattere, lavora senza forzare. Domanda: quale compito modesto affronterai oggi?. Il vento soffia nel cielo: domatura del piccolo, il nobile affina i tratti naturali del proprio carattere. La creazione ha successo, nuvole dense, senza pioggia, giungono dagli altari occidentali. Coltiva il momento nei dettagli. Mengzi erede di Confucio, descrive |Ming命_fato destino, eventi fuori controllo umano, oracolo impone un mandato. Cielo causa poter sovrano, suo fine ultimo e scopo, khan conforma a tal mandato, compreso e accettato, fuor giudizio morale. Uomo che segue il mandato, conosce e coltiva sua natura, così padroneggia suo destino, adempie sua natura xing: conosce il Cielo e lo serve, allor diviene indifferente, morire da giovane o vecchio, tal disciplina consente, attende morte serenamente, poichè tutto vive in ming. Chi muore a termine sua vita, segue linea dritta del destino; ma morire carcerato, per un crimine commesso, è fuori linea dritta, Chi conosce propria natura, conosce anche il destino, distingue cosa può e non può, comprende cosa è ming o meno. |Dicembre18, a san Graziano lo scaldino in mano, seppur prima di Natale il freddo non fà male| Confucio, grande pedagogo cinese, promuove un’etica integrale basata sull’armonia tra uomo, natura e cosmo, insegnando a vivere secondo la natura umana e il Tao universale. Nei suoi Dialoghi, esprime l’idea che uomo, cielo e terra condividono un’essenza comune, mentre simboli come drago e fenice rappresentano forze in mutazione e trasformazione. La saggezza degli antichi, come lo I Jing, guida al rilassamento e alla comprensione del ciclo vitale. Seneca, stoico romano, insegna a resistere alle difficoltà e a interrogarsi sul senso e il beneficio delle azioni, sottolineando la provvidenza e l’anima immortale. L’esperienza infantile modella il carattere: un ambiente amorevole favorisce giustizia e fiducia, uno ostile porta aggressività e paura. I bambini, liberi di esprimersi, sono la più grande risorsa educativa. Steiner sviluppa una pedagogia che coltiva i talenti innati attraverso arte, musica e teatro, aiutando ogni individuo a scoprire ciò che già possiede dentro di sé, senza forzature o ingozzamenti di conoscenza. La pratica zen e le discipline energetiche orientali insegnano la presenza mentale, il silenzio e la coscienza del respiro, riconnettendo mente e corpo attraverso il qi, soffio vitale. Questa consapevolezza fluida e creativa genera l’arte e la trasformazione, dove l’essere umano diventa vasaio e sciamano del proprio destino.# |CONFUCIO 孔夫子Kong fuz, pedagogo cinese, promuove insegnamento, etico e integrale, impatta su cultura, storia e stile vita, da Cina alla Corea, Giappone ed Indocina: lui elabora consigli, condurre esistenza, seguen natura umana, e armonia di vita, insegna ai letterati, e storiografi cinesi, suoi Dialoghi lunyu, aforismi frammenti; fra macro-micro cosmo, uomo là si pone, identica essenza, tra Cielo-Terra muove, ricerca armonia, di suo vitale spazio, lo aiutan sovrumani, spiri comunicazio. Acqua e fuoco sono, var manifestazio, simboli del Drago, e Fenice loro spazio, Uomo fluisce in vita, esce nella morte, vita 1 astrazione, come il mondo sorte: figur di Mutazione, studiano gli avi, ritrovo I-Jiing, archè a noi vicini, apprendere vita, chiede rilassarsi, in oracolo 64, simboli esagrammi, combinano tra loro, in 8 trigrammi; studi successivi, arrivano in Europa, mercanti e gesuiti, impiantano missioni, traducono primi, nuovi annali storia, da veri mandarini, fabbrican la storia. |SENECA insegna, resister difficoltà, maestro imperiale, insegna investigar, domanda cui prodest? 4 le risposte, io tu noi e loro, o tutte 4 assieme. Seneca stoico, vede natur gestita, da leggi provvidenza, Logos primordiale, così dopo morte, anima sopravvive, nel mito di Er, tutto rivive. Lisa ci racconta, 1 bimbo di 3 anni, trauma abbandonato, 3 mesi sperimenta, 1 relazion amore, uman condivisione, come i samurai, in orda di adozione: esperienza lascia, dento lui impronta, tutta la sua vita, ideale serba pronta, usata a comparar, qualcosa buon intorno, amorevole modello, a motivator ritorno; se bimbo criticato, impara a condannare, messo in clima ostile, impara ad aggredire, se vive in ironia, timido si apprende, in clima di vergogna, spesso si arrende; 1 bimbo tollerato, impara ser paziente, spesso incoraggiato, fiducia protende, in clima di lealtà, impara la giustizia, approvato si accetta, impara 1 amicizia: i bambini sono presi, muoversi saltare, cantare gridare, rider muscoli delirare, ebbri della vita, li inonda a ogni parte, senza pregiudizi, didattica + grande. |STEINER pedagogia, sviluppa tre talenti, con aiuto discipline, musica e teatro, Scuola consiste, immaginar situazioni, aiutare persone, in talenti emersione: imparare è scoprire, quel che già so, niente è problema, senza essermi dono, evita ingozzare, piuttosto tira fuori, num da tuo gebesi, aprirsi come fiori; se educo ego, io estingue divisione, che mente proietta, prima e dopo azione, se nube non sa, perchè lei si muove, il Cielo elevato, sa tutto e non muore. |Terabuti-zen, samadhi di ogni giorno, mente chiar presente, nulla far attorno, resto nei silenzi, nessun concetto sorge, vedo la corrente, e tutto dentro scorre: non sono vesti e pelli, nè i nodi karmi, |Sivoham Io Sono, sono un terabanzi, ne guru ne discenti, amici o parenti, noi siamo Chidananda, libere correnti: cosi sentiamo qi, dirigerlo nel corpo, imparo aver coscienza, di mente riposo, aree del mio corpo, che chiedono cura, distendo a pensiero, num fa li puntura; qi soffio di gas, non vedo ma lo sento, entra nel mio corpo, forma mio intento, in Cina qi possiede, molteplici varianti, trasformano frequenza, in cicli mutanti: 1 pensiero formulato, alleno custodisco, respiro va gentile, in addome fluisco, fluidifica sangue, assieme calda cute, sequenza di figure, traccia scene mute: poiesi creazione, di mondo personale, sà scaldare cuore, frutto del poetare, artista è creatore, di oggetto finale, vasaio o sciamano, natura a lavorare. libro_corpo-accusa-il-colpo.m4a
lume258-Conosci te stesso e accetta la tua storia: pedagogia della cura, dalle ferite all'armonia. Confucio insegnava che l'essere umano trova equilibrio, quando vive in armonia con la propria natura. Bessel van der Kolk mostra che anche le ferite del passato, fanno parte della nostra storia, ma non devono definire il nostro futuro. Ascolta il corpo e le emozioni: paure ansia e traumi, lasciano tracce nel corpo, impara a riconoscere ciò che provi, respira con calma e ritrova presenza mentale, è il primo passo verso la guarigione. Libera la mente dai vecchi schemi, il cervello è plastico, può cambiare per tutta la vita: rancori e convinzioni limitanti, come paure o scarsa autostima, possono essere sostituiti da fiducia, curiosità e apertura al nuovo. Coltiva ciò che hai dentro: ogni persona possiede talenti e potenzialità innate, arte musica creatività e studio, aiutano a far emergere ciò che è già presente. Cresci attraverso l'azione: sport qigong movimento, hobby e passeggiate, viaggi e apprendimento, trasformano il cervello e rafforzano il carattere. Costruisci relazioni sane: sentirsi accolti, rispettati e compresi, aiuta a recuperare fiducia, in se stessi e negli altri, l'amicizia e la collaborazione sono mezzi di guarigione. Confucio e Seneca insegnano a vivere il presente, non prigionieri del passato, né ossessionati dal futuro, la serenità nasce dall'agire bene nel momento presente; davanti a ogni persona si aprono due strade: restare bloccata nella paura, oppure trasformarsi: la crescita consiste nell'usare il passato, come materiale per costruire una vita più libera, consapevole e ricca di significato.

314:amore04-lume314- Storia Ideale. Beatrice Portinari era una giovane fiorentina di famiglia agiata. Dante la incontrò la prima volta quando entrambi erano bambini, lui aveva 9 anni e Beatrice 8. I loro incontri furono di breve durata. |Beatrice morì a 24 anni, e Dante la idealizzò, trasformandola nella sua Dama di Grazia, divina guida spirituale; una relazione poetica e di eros, si celebrava ogni notte, nel cuore del poeta, una sublimazione mistica, che crebbe dopo la sua morte. Dante racconta in Vita Nova, la storia del suo amor cortese, elevando Beatrice, a sua guida celeste, arcangelo della teologia, della fede e salvezza, come la relazione, tra l'arcangelo Gabriele e Maometto, descritta da Ibn Arabi. Ora chiudi gli occhi, e consenti a Cupido di offrirti un immagine della tua storia d'amore ideale, poi dichiara: osservo la mia immagine ideale dell'amore con gli occhi della mente, esprimo armonia nella mia vita. Poi |Scriviti-una-lettera, descrivendo in dettaglio la tua situazione |amorosa ideale. Senza la neve a |sant'Ambrogio inverno sarà mogio| Lonicera implexa, detta anche Caprifoglio etrusco o Madreselva, è un arbusto rampicante mediterraneo dai fiori bianchi, gialli e rosa, usata per siepi e boschi. Contiene acido salicilico e tannini. Lonicera caprifolium, nota come Honeysuckle, è impiegata in fitoterapia e nei fiori di Bach per le sue proprietà antivirali e immunostimolanti. Si assume in forma di decotti o tinture, spesso combinata con melissa, gelsomino e astragalo. I fiori hanno effetto espettorante, astringente e sedativo, le foglie cicatrizzano, e la corteccia è anticatarrale. Usata anche in cosmetica (shampoo, saponi, profumi), ha bacche che in eccesso possono risultare lievemente tossiche. Uccelli come pettirossi e picchi si ubriacano mangiandole, dando luogo a sbornie collettive osservate in natura, specie in America e Tartaria. |Glicine (Wisteria sinensis), rampicante vigoroso, si avvolge in senso orario e antiorario, raggiungendo i 20 metri. Fiorisce in primavera con profumati grappoli viola, bianchi o rosa, e produce legumi solitari. Rustico e decorativo, è compagno dei sentieri di campagna.# LONICERA Implexa, o |Caprifoglio etrusca Santi, è detta |Madreselva, oppure abbraccia-boschi, arbusto rampicante, compagna di clematis, ha liana legnosa, foglia ovale opposta, fiori appena profumati, color bianco giallo, con sfumature rosa, acido salicico, tannino nei boschi, per siepi Mediterraneo. Lonicera Caprifolium, detta Honeysuckle, suo fiore in Bach e Cina, ha virtù antivirali, immunostimolanti, ingeriti 3-12g, decotti 6-15g, tintura 4-13ml, due volte giorno per 3 giorni, combinati con melissa, gelsomino astragalo crisantemo, abete e cipresso a stimolare immunità, frutti effetti sconosciuti, in eccesso un poco tossi. Fiori espettoranti, tonico astringenti, depura da renella, sue foglie cicatrizza, sedative di bronchi, tosse con singulto, corteccia suo fusto, in decotto anticatarro: macerata sfiamma spasmi, calma la tosse, diuretica e bechica, cura dermatosi, essicca fiori e foglie, contiene oli essenziali, per shampoo e saponi, profumi e dopobarba, e cosmesi femminile. Uccelli intossicati, ebbri con le bacche, alcoliche o meno, sbornie collettive, accadono a Giugno, in Usa e Tartaria, quan caprifoglio frutta. Picchi e Pettirossi, amano tal bacche, di Lonicera tatarica, Caprifoglio del Tartaro, arbusto coltivato, ornamento lungo costa, orientale Stati Uniti; Picchio pur si inebria, con linfa fermentata, mansueti e istupiditi, a terra sopra il fango, con ali di traverso, facil prede gatto. Ebbrezza a vari stadi, riduce lor timore, non temon spettatori, e passanti incuriositi, un merlo sopravvissuto, il giorno dopo torna, in forma e sa volare. |GLICINE rampicante, Wisteria sinensis, cresce avvolgendo, attorno il supporto, orario e antiorario, fino a 20 metri, profuma a primavera, amica di sentieri; rustica vigorosa, radici ben espande, fiori ermafroditi, a corolla papilionace, indaco o malva, bianchi rosa e violacei, in grappoli pendenti, fa legumi solitari. 
lume314-|Lonicera etrusca, o caprifoglio etrusco (Lonicera implexa, mediterranean honeysuckle), è un arbusto rampicante, dai fiori profumati, spesso associato alla Clematide, e ai sentieri di campagna. Erbalista usa i tannini, e composti salicilici, fiori foglie e corteccia, decotti in dieci grammi, per virtù antivirali, immunostimolanti e sedative, espettoranti e astringenti. Fiori e foglie essiccati, in profumi e dopobarba, fiori depuran da renella, mentre la foglia cicatrizza, la corteccia macerata, sfiamma spasmi e dermatosi, sedando bronchi e tosse, è un anticatarrale. Picchi e Pettirossi, mangian sue bacche Giugno, ebbri di linfa fermentata, mansueti stanno a terra, con ali di traverso, facil prede al gatto. Madreselva è simbolo di amore, gratitudine e amicizia, in cultura popolare, è volontà di cambiamento, uscir da forma auto-imposta, abbandonarsi a redenzione, a seguir proprio percorso, come in celebre leggenda, di Tristano e Isotta, sulle cui tombe nacquero, una rosa selvatica e una madreselva, che si intrecciarono inseparabili. Madreselva ancor si arrampica, in varie zone Mediterraneo, pianta timida in origine, desiderava vedere il sole, ma cresceva all'ombra di alberi, chiese aiuto a querce e frassini, che le permisero avvolgersi ai loro tronchi, lei abbraccia chi la sostiene. Lonicera invita a seguir proprio cammino, sua natura è accettazione, della propria fragilità, capacità di affidarsi, a ciò che sostiene, sua crescita personale, accogliere il cambiamento. Una credenza toscana, la vuole pianta beneaugurante: il suo profumo serale, attira affetti sinceri, e visite gradite. Tra gli slavi di Bulgaria, Serbia e Macedonia, le ninfe Vile dei boschi, prediligono i rampicanti, e i fiori profumati: Vila danza nei boschi, e al proprio passaggio, lascia fiori e profumi.

318:amore08-lume318 |Ama-Te-stesso, sei |bellezza incarnata: l'anima è un come bambino iniziato alla conoscenza di Musica, Geometria, Astronomia, linguaggi sacri che Dante esperisce solo nel Paradiso, dove la presenza della Candida Rosa, di Maria, dei bambini beati e Beatrice, ricordano la contemplazione che conclude il viaggio; la redenzione della materia che culmina nella visione beatifica, dove Dante contempla l'unità tra essere umano e infinito. Barbier consiglia: specchiati, lodati e ripeti: sono bellezza interiore che irraggia verso esterno e ritorna moltiplicata; ancora guarda nello specchio e fatti un complimento, ama il tuo volto e |Coccola il tuo corpo, in che modo quella sensazione ti cambia Pensa a tutto quello che ami di te stesso e conserva tale visione nel tuo cuore, ripetendo: amo me stesso appieno, in tutto e per tutto, sono integro e al sicuro. Chiedi a un caro amico/a cosa amano di te. |Agosto-bevi-vin-vecchio e lascia stare il mosto| Gelso bianco (Morus alba), pianta cinese simbolo della seta, stabilizza il terreno e resiste al vento e al gelo moderato. Le chiome rigogliose producono frutti bianchi e neri ricchi di resveratrolo, vitamina C, flavonoidi ipoglicemizzanti e composti antibatterici come kuwanon. Gelso nero (Morus nigra) contiene flavonoidi ipoglicemizzanti neuroattivi, nutre corpo e suolo, bacca scura e dolce, radice decotto ipoglicemizzante, foglia tisana espettorante. Mora acerba è leggermente psicoattiva, utile per gola. Foglie giovani lessate, o in tazza disintossicanti, contro pesticidi e stress. Gelso‑Noni (Morinda citrifolia), alberello polinesiano sempreverde, offre frutti fortemente aromatici e nutrienti, con proprietà antinfiammatorie, immunostimolanti, digestivi, ipotensive e antimalariche; le radici e il succo sono usati per depressione, pressione bassa, infezioni e ferite. Suo frutto di mare e vulcano, odora di formaggio, ma nutre e guarisce: semi purganti, corteccia astringente, foglie per pesci e bachi, essenza su occhi. Vino di gelso bianco con lievito secco, simile all’uva, frizza in 4 giorni.# GELSO Morus alba, mulberry di Cina, col baco seta venne, eurasia di prima, dopo arrivo fibre, di sintesi petrole, scompare coltura, e baco fugge altrove. Gelso ama colline, esposte a sud-ovest, il vento moderato, ne stimola fecondazio, teme troppa brina, specie di levante, cresce lentamente, albero + grande; radici del Gelso, imbrigliano il suolo, rallenta acqua piovana, limita erosione, se non colgo foglie, durante primi anni, aiuto la pianta, evito ferite danni. Fronde a 10 metri, con chioma larga fitta, fol verde brillante, a margine dentata, diverse tra loro, x forma e grandezze, fiori mag-settembre, maschi spiga veste. Frutto bianco nero, matura di luglio, scuoto rami pertica, o colgo su telo, da seme esce lento. Macedonia Morus alba, |GELSObianco+limone, ricco antiossidante, Resveratrolo e vitamina C, ottimo dopo pasti lauti, frena zuccheri nel sangue, per sua bassa glicemia, o nei cambi di stagione, quando immunità ha bisogno, di un supporto naturale, calma cronica infiammazione, limone aiuta le difese, mentre sua acidità, aiuta assorbimento ferro, e alcalinizza l'organismo. |Gelsonero Morusnigra, nella radice ha Morusina, flavonoide ipoglicemizzante, cumarine e isoprenoidi, piccoli effetti neuroattivi, sulle |arvicole ghiotte, che evitan gelso bianco, forse a loro repellente. |GELSO-NONI, Morinda citrifolia, India mulberry, nonu bumbo e munja, Morinda morus gelso, Noni polinesiano, Rubiacea famiglia, chiamato gelso indiano: ha foglie limone, alberello sempreverde, alto fin 6 metri, foglie ovate e grandi, fin 45 centime, fior grappi ermafroditi, cadono appassiti, lasciando cicatrici; frutti eduli Noni, nascon su stesso ramo, maturi acerbi e fiore, tutti a contempo, in tutti mesi anno, nei climi nativi, maturo frutto esala, odor formaggi fini; galleggiano su acqua, portati da correnti, x mesi son vitali, percorrono distanze, in polinesiani mari, corteccia Noni rossa, radici vedi gialla, colora pelli varie; se succo è ingrediente, radici son capaci, espandersi in anfratti, Hawaii radici roccia, trovi tra i vulcani, adatta tutti suoli, aci alcalini e sali, selvatica divien, legno resiste al sale, sopporta sole ombra, Noni pianta sacra, arriva su spiagge, 30 gradi ama, conquista Equatore, Tahiti suo ideale, offre occupazione, local raccolta frutti, lavorazion di Noni, con benefici succhi; frutto acidulo piccante, rimedi curativi, matura vitamine, aminoacidi ed enzimi, capitan Cook, richiama nel diario, odore formaggio, che aleggia Polinesia, dovuto a uso frutto, usato e preparato, x lunghi viaggi mare, al cocco mischiato. a Burma frutti crudi, matur conditi sale, acerbi cotti al curry, usati in carestia, in isola Formosa, e polinesiane Hawaii, foglie son foraggio, pure di animali: cibo a bachi seta, mature avvolge pesce, cotture con il riso, Thai Kiriba e Giava, i curander Kahuna, chiama Albero a Vita, uccide mal di testa, e ottimismo ravviva; semi purganti, foglia sfiamma dolore, usa olio semi, a repellere insetti, frutti fermentati, lunghi periodi sole, recan succo Mana, alleviano infezione; estratto radice, scende pression sangue, stimola melatonina, serotonina e immunità, corteccia astringente, cura la malaria, essenza fior su occhi, pare li sfiamma. quid_gelso-foglie-frutti.m4a
lume318-Gelso Bianco immenso, albero della luce, della seta e dell'amore, nacque a Oriente del mondo, e sopra i suoi rami presero a dormire dieci fratelli, corvi solari a tre zampe. Ogni giorno uno soltanto saliva sul carro del cielo, portando luce e calore alla Terra. Un giorno i dieci partirono insieme, così i fiumi si prosciugarono, boschi arsero e i raccolti morirono. Sun Wukong, il Re Scimmia, balzò tra nuvole e venti, e con il suo bastone disperse i nove soli, lasciandone uno solo, quello che ancora oggi percorre il firmamento. Molto tempo dopo, un bozzolo cadde dal gelso nella tazza di tè dell'imperatrice Leizu, il filo si srotolò e nacquè nella mente della regina l'idea della seta, telai e pazienza operosa; da allora il gelso nutrì i bachi e vestì gli uomini. Ovidio narra poi di due amanti fedeli, separati dal destino come Romeo e Giulietta, sotto un gelso bianco versarono lacrime e sangue d'amore, così i frutti divennero rossi e scuri come la passione. Da quelle more nacque il vino di gelso e ciliegie, memoria del cuore che arde senza consumarsi; nel Sud d'Italia il gelso bianco e nero vive come arbusto potato, tagli un ramo e nuovi germogli chiedono di crescere. Le sue foglie in tisana, bollite o al vapore, rasserenano e ristorano, sciolgono stress e inquietudini, sono ipoglicemizzanti e ipotensive, antinfiammatorie e antibatteriche. Il gelso nero sostiene respiro e circolazione, con radici purganti e foglie antitussive, le bacche hanno antiossidanti e Resveratrolo, vitamine e sali, proteggono da invecchiamento ed anemia, recando vigore ed energia. Il gelso bianco fatto fermentare, dolce quasi come l'uva, dona un vino gentile che nutre la vita.

345:tarot07.VII -lume345 Le |CHARIOT: Mantieni la direzione con coraggio e forza di volontà. Il Carro simboleggia il controllo sulle forze contrapposte, il viaggio verso il successo e l’ambizione che guida il cammino. Ti invita a domandarti quanto della tua vita è scelta libera e quanto è imposta. Con prudenza e determinazione, affronta le sfide, guida il tuo destino e preparati a trionfare. È la vittoria che nasce dall’equilibrio tra disciplina e passione, la forza che fa avanzare il carro verso nuove conquiste. |Agosto10-sanLorenzo stelle cadenti, arrivano i venti, stelle tremule e appannate, sono piogge assicurate # Mantieni la tua direzione e affronta le sfide con coraggio; potere di forza di volontà, successo intuitivo, riuscita, viaggio, figlio, uomo ideale o seduttore, velocità, stranieri, entusiasmo, ambizione. Il Carro visto in modo frontale, è condotto da un generale, giovan guerriero incoronato, mentre trattiene due cavalli, uno blu ed uno rosso, che tendon direzioni opposte, come carrozza di Gurdjeff, controllo su nostri passi, a ottener quanto vogliamo, come in traccia solco dritto, rito agrario a Marta etrusca, di carro trainato da buoi. FAUL: carro San Salvatore, la |Gloria, il trionfo spirito su natura, in processione Corpus domini, esibizione del trittico agrario, del buon raccolto Carnevale. Rappresenta anche ascensione, di Maria beata immacolata, chiede prudenza e perizia, coraggio a salir carro, nel tragitto verso Eden. Il Carro pone domande, su quanta parte nostra vita, sia schiava del dovere, di società o famiglia, il condottiero suggerisce, cosa vorremmo diventare, e onestamente fare scelte, per tale scopo destinare, il consultante tiene in mani, le redini del proprio agire, è colui che si trova, a decider suo destino, |Trionfo e vittoria, a volte anche vendetta, il significato cambia verso, se appare capovolto, impatta anche veloce. BOSCH: la violenza è una volontà di carne ricoperta di metallo, di fronte a essa non hai difesa. CINA 45: La raccolta, o Cina 7 shih: |l'Esercito, che può avanzar o perder battaglia, o Cina 35: il progresso. AFRO: animali caccia-pastorizia, Oya dea di tempesta e cambiamenti in Nigeria. |Ibeji per Alice Santana, bambini gemelli. BOCCACCIO: |Carro va avanti, nel percorso ci può essere una piacevole sorpresa, cogliere l'occasione.| La Cannella, con le sue proprietà analgesiche e stimolanti la digestione e la circolazione, è parte di un’antica miscela di spezie usata anche per alleviare tosse e muco. La Noce moscata, seme profumato, agisce sul sistema nervoso, stimola l’appetito e i sogni, aiuta la digestione e calma dolori articolari e muscolari; se assunta in dosi elevate, può avere effetti allucinogeni o abortivi. La Curcuma, radice dal sapore amaro-pungente, protegge il fegato, riduce infiammazioni articolari e digestive. I Chiodi di garofano, con il loro potere antidolorifico e antisettico, alleviano mal di denti e tosse. Il Cardamomo favorisce la digestione e calma i nervi, mentre il calamo ha funzione espettorante e rilassante muscolare. La Nigella, semi usati in cucina e medicina, apporta benefici con i suoi oli essenziali e proprietà nutritive.# |CANNELLA corteccia, Cinnamom zeylanicum, analgesico Alloro, con poter carminativo, stimola fuoco digestivo, e la sudorazione, respiro ed urinario, e sangue circolazione, betel zenzero cannella, 8 spezie infusione allevian tosse muco, e stimolan digestione. Filippo Sassetti, riporta nel 600, che i frutti di cannella, fan ebbri i suoi colombi, ed altri uccelli selva. |MIRISTICA fragranza, albero sempreverde, che reca un seme, mandorla essiccata, ovale arrotondata, noce di Mascate, luogo iniziale, di Arabi mercanti, che da Indonesia, la portano in Eurasia, Africa e Tartaria, spezia eccitante, per suo aroma forte, in tasca o sul collo, psicotropo dei poveri, pillola di amore, ai primi 900, se ingerita troppo, sopra 5 grammi, simil-stupefacente, dà allucinazioni, sudorazion palpitazioni, o sà essere abortiva; contiene eugenolo, che calma mal di denti, potassio calcio ferro, miristicina e safrolo. Noce moscata, è seme decorticato, mentre parte esterna, mallo detto macis, è spezia men pregiata, usata in cucina, per dolci e budini, creme e cannelloni, ravioli e tortellini, a base formaggio, carne o spinaci: amano tedeschi, sua spolverata, sopra vin caldo, formaggio carne e uova. Infuso aiuta pancia, 1 pizzico per volta, ritorna appetito, e stimola i sogni, efficace a trattare, cervello degrado, infezioni renali, mancanza di controllo, pur nella minzione: aiuta sonnolenza, rilassa spasmi muscolari, asma e indigestione, nausea vomito diarrea, dolori articolari, pressione arteriosa, impotenza maschile, cattiva circolazione, olio essenziale, ad argilla mesciata, applica su gonfiore, sollievo da dolore, muscolare e articolare, e con acqua miele, rende pelle chiara, riduce cicatrici, la trovi in dentifrici, assieme a cannella, antisetti antimicrobico. Hildegarda consiglia, Biscotti per nervi, a pulir amaro cuore, aprire sensi ottusi, mangia ogni giorno, ecco ricetta, 3 spezie polverizza, 45gr Cannella, 45gr nocemoscata, 10gr chiodigarofa, 1kg farina farro, 1 bicchiere acqua, burro uova e lievito, zucchero bruno e sale, molte mandorle grattate: la pasta lavorata, a rotolo nel frigo, dura taglia a pezzi, cuoci a 280, 5-8 minuti; fortican biscotti, occhi chiari e buon udito, gusto olfatto e tatto fine, coraggio e cuore allegro, adulti fino a 5, ai bimbi solo 3, sennò diventan furbi, ciò aiuta concentrarsi, nello studio a scuola. Noce Moscata agisce, sui nervi e intelligenza, a mandorle mesciata, aiuta concentrare, come Sardonice pietra, che indossata a pelle, e leccata spesso, fortica 5 sensi. |CURCUMA spontanea, indonesian Temoe, sapore amar pungente, la radice protegge, in infuso x fegato, o digerir proteine, riduce pur batteri, e sfiamma tonsille. Curcuma potente, antidolore naturale, ottimo ORAC spice, sfiamma articolare, con Eugenia chiodi, Origano e Ginger, aiuta la salute, con Pepe e Cannella. |CHIODI GAROFANO, repel pidocchi vesti, precauzione a chi ha, ipertensione ritmi, olio di Cloves, ha virtù antidolore, che riduce mal di denti, e mitiga tosse: sono Fiori secchi, pungenti sulla lingua, a zenzero alleato, inalo e spurgo naso, gocce di fomenti, x tosse secco fiato, disinfettano bocca; Chiodi masticati, calman cefalee, anestetici locali, o Orac primari, aggiungili al riso, e spezie miscelati. Semi |CARDAMOMO, eletta cardamom zingi, agiscono sui nervi, sistem circolatorio, digesti respiratori, riduce gas intestini, precauzion chi ha ferite, ulcere sanguigni. Acoro |CALAMO piccante, infuso espettorante, i muscoli rilassa, emetico importante, polvere da fiuto, assunta ugual tabacco, allevia congestione, al sinusale reparto. |NIGELLA DAMASCENA, fiore color cielo, detto damigella, fanciulla scapigliata, ha molti stami a Maggio, Ranuncolace annuale, di campi e giardini, ha foglie filiformi, Venere capelli, Nigella nigra semi, viene da Damasco, va in Inghilterra, in vecchi cottages, Love-in-a-Mist, fiori azzurri o bianchi, solitari su stelo, 25 sepali, che attirano api, si muovono in cerchio, attorno al centro fiore. Nigella sativa, è Cumino nero coltivata, roman coriander, semi con fiori, lo usano islamici, succedaneo al pepe, aromatizza vino; olio semi è spezia, misto in insalata, omega 3 e 6, oleico e linoleico, ha vitamina B, semi con miele, sebbene contiene, alcaloide damescenina, e melantina saponina, usa poca quantità. Damigella arvensis, è meno frequente, vive stessi ambienti, fiori + semplici, semi + tossici, frutto a piramide rovesciata, usa su abiti, repelle vari insetti. med_ildegarda06.m4a
lume345-|Nocemoscata mito, si narra in isole Molucche, nacque da un uovo custodito, dagli spiriti del mare e del vulcano: quando il guscio si aprì, emerse un albero profumato, capace di scaldare il cuore, risvegliare i sogni, e conservar memoria d'avi. Noce moscata divenne spezia, di veglia medicina e visione, e Ildegarda la conobbe, grazie a sue visioni ponte, tra corpo nervi e anima; suo seme stimola appetito, immaginazione e psiche invito, calma dolori muscolari, ma in dosi eccessive ti confonde, perciò va usata con misura, come ogni pianta che apre, soglie a mondi interiori. |Cannella riscalda digestione e circolazione. |Chiodi-di-Garofano alleviano dolore e tosse. |Cardamomo calma i nervi e favorisce il respiro. |Curcuma protegge fegato e articolazioni. |Calamo scioglie muco e tensioni. Ildegarda insegna a far biscotti, per fortificare nervi e cuore, intelletto e buon umore: gli adulti mangian quattro al giorno, i bambini due o tre, altrimenti fan troppo furbi. Ricetta è farro miele e mandorle, burro uova e noce moscata, cannella e chiodi di garofano. La Luna guida il dormiente, nelle sue veglie notturne, in pellegrinaggi visionari, tra spezie e un fiore viola, la |Nigella scapigliata, piccoli semi profumati, digestivi e vermifughi, usati nei biscotti, vini spenti oppure infusi, contro bronchiti e allergie, asma e spasmi muscolari. Così le spezie si fan stelle, che riscaldano il sangue, rischiarano i pensieri, e insegnano misura, tra sogno e nutrimento.



elenco foto di:   | home | foto | audio | allegati | lunario