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vie dei canti di Austronesia, avi del sud | audio: libro_zonetemporan_kalisufi.m4a | video: popoli_abo-kakadu-uluru.mp4 |  | film_bodhidharma-damo-daruma.mp4 | brano: 3-bushfire.mp3 |
|foto eurafrica Arunta d'Australia usano piume e danze totemiche per rievocare gli antenati del Tempo del Sogno (Jukurpa). Il Serpente Arcobaleno, risvegliandosi, crea fiumi, laghi, montagne e fertilità sulla terra. Dal suo passaggio nascono animali, uccelli variopinti e suoni che riempiono il mondo. I canti d’amore hanno valore sacro e imitano i rituali di corteggio degli uccelli. Donne e uomini celebrano miti, dipingono i corpi e mimano movimenti rituali. Simboli come le piume di emù e il canto confermano legami di clan e fecondità. Il Cjuringa, oggetto sacro, conserva itinerari e memorie incise su legno e pietra. Il suo suono richiama spiriti, pioggia e poteri creativi, come il didgeridoo. Perdere un Cjuringa significa perdere il cammino e la memoria del clan. Le vie di canti custodiscono le orme degli antenati, creando paesaggi e realtà. Le mappe di canto guidano i percorsi durante il walkabout e gli scambi tra tribù. Ogni aborigeno eredita un Sogno fondatore, legato al suo clan e al territorio. Il canto e la pittura mantengono vivo il legame con la terra e la sua energia. L’equilibrio si fonda sul restituire ciò che si prende da natura e spiriti. Clan, totem e riti consolidano parentele e legami con la biodiversità. Il nomadismo umano è l’eredità di questo mondo cantato e sognato.# |ARUNTA di Australia, han copricapo piume, accrescono gli Emù, imitando loro danze, se un clan Canguro, erige grande palo, in piume decorato, imita simulacro: tribu del Canguro, nasce dal suo totem, recita antenati, del tempo Jukurpa, loro imitano i balzi, del mitico canguro, le corrobori danze, alimentano il futuro. Terra parve piatta, ai tempi di inizio, Serpente Arcobaleno, dormiva in orifizio, al centro della terra, fu per lungo tempo, risveglia e sale su, quan matura intento; rompe la crosta, inizia a viaggiare, attraversa la Terra, vuota e senza luce, potente ha magia, e causa forte pioggia, solco del suo corpo, nei fiumi si foggia; così snodò + fiumi, laghi e cascate, viaggia e lascia latte, di mammelle calde, la Terra fertilizza, in selve rigogliose, crea deserti e valli, e le caten montuose; tornando nella terra, animali risvegliò, marsupiali e insetti, rettili ed uccelli, riempie ciel di suoni, e pappagal dipinti, uccelli danzatori, e i grandi Moa estinti. Canti amore dei Djarada, han magica valenza, |imitan-corteggio, di uccelli discendenza, nei canti liminali, aborigen-melanesiani, erotismo è religione, di clan australiani: quan donne aborigene, siedono assieme, cantano miti e fatti, uomo pure viene, dal Tempo del Sogno, fan recita e danza, dipingono i corpi, con ocra e costanza: indossan ornamenti, di semi del deserto, mimano serpenti, che fanno il moto lento, con natiche ondeggianti, e tutte seminude, mentre ergon palafitte, su tutta la palude. Lui le invia bel mazzo, di |penne-di-Emù, che mosse dal vento, invita fin nel bush, suo pube sotto gonna, di peli ricoperto, l'ho messa incinta io, felice e redento! 1 spirito del bimbo, entrato dentro Lei, al clan del Barramundi, cantan son fieri, mettono ripari, fan ombra a donne viso, stanno sempre là, col pene subinciso; possedere 1 canto, 1 pezzo della mappa, fa loro viaggiare, sulle vie di akasha, maschere rituali, di Esseri ancestrali, cantano le orme, nativi austronesiani. |Jukurpa terra-sogno, dicon australiani, attende risveglio, a mezzo di rituali, uomo moderno, può fare corrobori, a ritrovare pace, di avi anteriori; creare risvegliare, mai smettono cantare, la terra cesserebbe, vivere è sognare, antenato Cjuringa, se traccia itinerari, incide in legno pietra, luoghi termitai: il rombo di legno, scolpito e dipinto, narra la storia, nascosta in cjuringa, attaccato alla corda, or vibra roteando, richiama la Termite, che scava il didgeridoo. Piste senza canto, non vengon a realtà, ronza termitaio, |Cjuringa a richiamar, anche didgerido, prodotto da termiti, fa vibrare corpo, con fremiti antichi: il mito di |Apone, mangiato da titani, dopo aver dipinto, di bianco viso e mani, ruotano il cjuringa, insistente ronzio, richiaman totem pioggia, rito creativo; perdere Cjuringa, oblia via di ritorno, tutti sulla Terra, possiedon pezzo mondo, conoscer ricordare, 1 pezzo del sentiero, permette camminare, al nomade guerriero. |Australia-vie-di-canti, orme di antenati, nascosti in superfici: se nel Tempo del Sogno, le creature totem, girano Australia, intonando cantilene, così quei nomi fanno, esistere le cose, valli con montagne, fiumi stelle e rose: mappe di tal canti, ad uomini van dare, segnano i cammini, e piste da tracciare, aborigeno scambia, mappe in |walkabout, allarga suo folklore, con altre tribù; ognuno tiene 1 Sogno, suo mito fondatore, ovvero primo avo, che lo cantò in ardore: la Terra prima esiste, ideata nella mente, se canti ricorrente, viene ad esistente, se meno prenderemo, meno restituiremo, per cibo o corrobori, pitture rifaremo; ogni aborigeno, figlio a un territorio, totemico suo clan, di nascita o adozione, caccia con raccolta, spontanea vegetazio, legame parentela, cresce in tale spazio: canti danze-riti, risveglian |Mana-fuoco, richiamano presenza, geni di quel luogo, se nel mondo vita, vi è biodiversità, di umano |nomadismo, noi siamo eredità.
| quidf gemello 56 audio: Hakim Bey, poeta e filosofo visionario, intreccia anarchia, misticismo e critica sociale. Sostiene che il Neolitico nacque dal desiderio di surplus, ma l'economia moderna ha spostato il desiderio dalla produzione al consumo, mercificando perfino il tempo libero attraverso la pubblicità e l'inconscio colonizzato. L'implosione del surrealismo segna la guerra dei sogni: tradimento del desiderio e crollo delle vecchie strutture sociali. La risposta è un ritorno psichico alla caccia e raccolta, a un nomadismo interiore, alla gioia selvaggia che rompe regole e convenzioni. Il Satori non appartiene ai monaci, ma a chi osa infrangere norme per accedere a esperienze dirette. Caos e creatività si trasformano spontaneamente in ordine: il caos non è mai morto, è la fonte di gioco, arte e poiesis. La vera rivoluzione è quotidiana: l'irruzione del meraviglioso nell'ordinario. Le religioni libere, gli sciamani e i mistici sotterranei possono offrire alternative alla mercificazione della New Age e al fondamentalismo, entrambi figli della stessa insoddisfazione. Come i Dervisci erranti, occorre vagare senza meta, seguire segni e coincidenze, vivere la città come geografia sacra.# Bey esalta le utopie pirata: esperimenti effimeri di libertà (dalle repubbliche dei corsari a D'Annunzio a Fiume) che preferiscono il tumulto creativo al sonno della stabilità. Nietzsche insegna la maschera come gioco necessario del superuomo. La narrativa moderna, invece, riduce tutto a poliziotti, vittime e criminali, preparando a una società di controllo che reprime il desiderio e trasforma l'energia vitale in auto-repressione. Lo spirito libero, al contrario, lascia fluire l'eros e l'immaginazione, generando nuovi ordini spontanei. Siamo già 'monarchi della nostra pelle': la libertà è qui, da completare con l'amore reciproco e con atti di creazione. I bambini selvaggi, gli angeli del caos, incarnano questa energia primigenia: anarchici naturali che vivono nel gioco, nell'eros, nell'immaginazione. Il caos diventa forza cosmica e poetica: non annuncia catastrofe, ma apre spazi di meraviglia e metamorfosi, dove l'arte, la magia e l'amore scardinano la civiltà delle merci. Ogni gesto poetico, ogni sabotaggio estetico, ogni gioco collettivo diventa scintilla di libertà.

| oracolo 56 lume056- |cerchi nel deserto, tessitura del destino: in Africa e Sudamerica, riti di Candomblé, Zebola e Numtchai praticano trance e possessioni danzate per guarire o alleviare mali, con corpi scossi, spiriti che incorporano, suoni che aprono alla guarigione. Le parabole religiose narrano la stessa dinamica di prova e mutazione, ma al morso di un insetto sostituiscono un capro, un serpente o lo Spirito divino, che costringe alla crisi e apre alla grazia; nelle culture Pueblo è Spider Woman, levatrice cosmica: insegna a tessere e coltivare, e guida i popoli attraverso il sipapuni, varco di nascita nel mondo. Il Ragno, come tessitrice del cosmo, ma anche di inganni, crea le prove del destino con pazienza e precisione, e nella crisi invita a guardare dentro di sé, riconoscere paure, lasciare il dolore e accogliere coraggio: ogni filo è connessione, intreccio di sofferenza e forza, e chiunque può scegliere di usare le proprie capacità per il bene e la crescita congiunta. Oracolo: tessi senza fretta, il veleno è passaggio verso equilibrio e nuova vita. Il |tempo-ben-speso è un gran guadagno

|semine: 2015-04-18 viaggio Perth
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