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voce: drago


terabutiRaseno e Shirdi fondan Terabuti (5) 05- Primo Therabutlingua alchemico | foto agrobuti | audiolibro | doc_forest-food-it.mp4 | terra200610_crisantemo.mov | film_shirdi-saibaba.mp4 |musica 01_ShirdiSai_01.mp3
shitakeLentinula edodes, funghicoltura di Sepp (14) 14-Evandro, princilingua cinese | foto funghi | audiolibro | funghi-shitake.pdf |  |  |musica 97_mcongo1.mp3
mandragoraMatraguna a Cucuteni sradica tempeste (68) 68-Taras spiega lalingua latingreco | foto erbefiori | audiolibro | flora_mandragora.mp4 | flora_mandragora_miti.mp4 | paesi_romania_rurale.mp4 |musica 70_LouvacaoAosCaboclos.mp3
yanomamiRomulo canta epenà nel Reaho fratellanza (91) 91-Gli |Yanomami slingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | popoli_yanomami_rito-epena-yopo.mp4 | popoli_yanomami-territorio.mp4 | brasil_yanomami_survival.mp4 |musica 89_los_verdadeiros_curanderos.mp3
giaguaroSiona e Matses usan raganella sapo (92) 92-Siona oggi treclingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | musica_shipibo-icaro.mp4 | siona_putumayo_colombia1941.mp4 | ayahuasca_tipi.mp4 |musica 94_icaros_hinario.mp4
crotoneemsanguedrago Marsiglia, Yemen e Perù (98) 98-Croton lechlerilingua arabindi | foto arboreto | audiolibro | olioneem-saponepotasso_curagrumi.mp4 | flora_croton-lechleri_sanguedrago.mp4 | flora_azadirachta-neem.mp4 |musica sdaime_trabalho_sao-miguel-1mensage.mp4
libellulaLibellula è dragonfly estiva-autunnale (100) 00-La Libellula èlingua italico | foto insetti | audiolibro | fauna_libellula.mp4 | fauna_libellula_metamorfosi.mp4 | qigong_shenji-mantra.mp4 |musica 04a-cura-as-estrelas.mp3
arcangeliGabriele Michele e Raffaele guide fedeli (101) 01-Il cammino richlingua geeza | foto umanstoria | audiolibro | med_storia-perduta-terrapiana1.mp4 | med_storia-perduta-terrapiana2.mp4 | med_storia-perduta-terrapiana3.mp4 |musica 33_sao_miguel.mp3
gattoGatto svela clima a bubastis gattare (112) 12-|Gatto-豸zhi dlingua cinese | foto fauna | audiolibro | nepeta_gatto-estasiato.mp4 | potenze_drago-fulmine_cinese.mp4 |  |musica 95_mitsogho06.mp3
panpiceniPan Fauno Lepino cuor giubilo di Jacopo (149) 49-Fauno e Dionisolingua arabindi | foto eurafrica | audiolibro | popoli_italici_plantago-lancia.mp4 | popoli_contadini-valnerina.mp4 | africa_comparata.mp4 |musica 9-Panpipe02.mp3
kundalinifreme e brucia devozion di Lalla e Nice (151) 51-Signora kundalilingua alchemico | foto indionesia | audiolibro | device_shaktipat.mp4 | shakti_dorme-ossosacro.mp4 | doc_nityananda_kailash.mp4 |musica nityananda-shivoham.mp3
mantideMantide tanglang prega in zhanzhuang (156) 56-Il maestro Wanglingua cinese | foto insetti | audiolibro | qigong_zhineng-intero_pangming.mp4 | qigong_13luohan-shaolin.mp4 | film_kungfu_frate-shaolin.mp4 |musica preghieraming_8formule.mp3
danpurgatoCommedia di Vita, labirinto intelligenza (166) 66-|Dante nel Purglingua alchemico | foto agrobuti | audiolibro | iboflorida_yolene-congo-doc.mp4 | ../../video2/cheyssial/3.htm | jung_alchimia-simboli-anima.mov |musica fang04-mbiri-arp.mp3
dantaristoParmenide e Dante confutano i sofisti (174) 74-Dante viaggio tlingua alchemico | foto filosofi | audiolibro | filosofi_pitagora369.mp4 | diogene_il_cane.mp4 | platone-risveglio_carrozza-gurdjieff.mp4 |musica musica_cruzeirinho-mestre-irineu.mp4
pratolinaLa forza delle cose semplici (193) 53-lume193-BENESSElingua italico | foto erbefiori | audiolibro | pratolina-bellis_cibo_oleolito-come-arnica.mov | bella-di-notte_info.mp4 | flora_tagete-e-fiori-orto.mp4 |musica ngonde2018.m4a
luppoloLuppolo frittata, Vitalba Tamaro e Brionia (197) 57-lume197 RELAZIOlingua italico | foto cibospezie | audiolibro | flora_luppolo_rampicante.mp4 | vitalba_germogli-moderati.mp4 |  |musica 991_Peyo_01.mp3
danieleDaniele muta i sogni in coscienza (198) 58-lume198-REGRESSlingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | film_bibla_giosia_legge-antiabomini.mp4 | film_bibla_daniele_e_nabucco.mp4 | film_bibla_regina_ester.mp4 |musica sdaime_livrinho_apocalisse_valdete.mp4
tabaccoTabacco e cenere cura denti e nicotismo (216) 64-lume216 |L'OMBRlingua quechuamami | foto erbefiori | audiolibro | flora_tabacco_salento.mp4 |  |  |musica mongongo2022.m4a
hmongQuando due mondi possono comprendesi (230) 19-lume230 CINGERElingua cinese | foto hmongcina | audiolibro | popoli_hmong-usa.mp4 | film_kungfu_caine_e_saman.mp4 | film_gran-torino.mp4 |musica canto-cinese-virginmary-guanyin.mp4
gigaroGichero, radice tartara di Sardegna (245) 45-lume245-ORIGINAlingua juhoansi | foto erbefiori | audiolibro | flora_tapioca.mp4 | flora_gigaro_arum.mp4 |  |musica jurema_cantos.mp4
rustatariaRazin e Pugacev, fine di un impero (249) 49-lume249-CAMBIAMlingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | storia_giganti_pauli-arbarei_sardegna.mp4 | storiaNC_atene-galich-familmaria.mp4 | storia_tartaria-vecchio-mondo.mp4 |musica canto_padre-serafino_russia.mp3
confucioSeneca Dostoiesky, Sivoham chidananda (258) 09.䷈ lume258 |Folingua cinese | foto filosofi | audiolibro | storia_Cina_guerre_oppio.mp4 | storia_cina_disgregazione-impero.mp4 | film_confuncio2010.mp4 |musica musica_candela_focus.mp4
kiwiargutaActinidia e Jiagulan, Acerola Litchi e Longan (326) 16-lume326 |Attrazlingua cinese | foto frutteto | audiolibro | frutti_longan_poling-style.mp4 | flora_jiagoulan-tea.mp4 | frutteto_argutakiwi_yuenzao_dandong.mp4 |musica 42_os_atikums.mp3

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5:lume005- Primo Therabuti nella Tuscia: Shirdi si fermò in luogo di olivi e iniziò danzare sotto una quercia secolare: una luce dorata si sprigiona dai suoi piedi, e si propagava con onde circolari, dal suo centro alla periferia di quel campo, danzò col cielo e col dolore, il ciel si piega ad ascoltare, e dove il piede si posò, con tocco deciso, la pietrà venne incisa e divenne la pietra fondante del primo |Therabuti. Così sbocciò il tempio, dalla pianta del suo piede, tallone che a radice, trasmise suo respiro. L'evento luminoso aveva attratto pastori, contadini e curiosi del circondario, i quali, giunti sul posto, assistettero al miracolo della pietra incisa dalla luce, così, si inginocchiarono, e con mani posate a terra mormorarono a bassa voce: 'Io sono nel suolo, il suolo è in me, ricevo l'onda del grande respiro che dalla pietra angolare giunge in me, ogni paura e male tace, al loro posto, silenzio e incanto oltre ogni liminale, così sià". Poi rtornarono alle loro faccende.| La fondazione del Terabuti, intreccia memorie, miti e pratiche. Nel racconto, Raseno e Shirdi danno vita a uno spazio di incontro e cura: luogo di danze, canti e fuoco comunitario, dove ospiti e viandanti ritrovano un senso di appartenenza. La bandiera arancione segnala la presenza di riti e convivialità, mentre i Terabanzi accompagnano le serate con quartine attorno al fuoco. Il canto diventa via di conoscenza, ponte fra culture, occasione di riscatto e di legami solidali. Raseno coltiva la terra, fonda vigneti, frutteti, orti, compone anche poemi che celebrano natura e comunità. Shirdi, il mistico dell'India, richiama tradizioni sufi e aborigene, dialoga con gli spiriti del luogo e ispira visioni. Il tempio si rivela un santuario senza mura, abitato solo dal divino, dove si sperimentano amicizia, silenzio e meditazione. Tago, genius loci, canta nel sottofondo e guida attraverso simboli, miti e cure. La narrazione intreccia memoria personale e collettiva, storie di pellegrini, viaggiatori, guaritori, che nel Terabuti trovano ospitalità. La canzone perpetua, i riti di condivisione, la vita in autosussistenza, segnano la continuità fra passato e presente, aprendo a un cammino di conoscenza, fraternità e rinnovamento spirituale.# Te va gho gandza bobango, moughenda mouma diotse à mayena, nganza thoto gho bwete ama diaka gho (terabuti), mourino ghevedet nièmbo, mbeye itali. IT Esiste un |tempio, molti stranieri possono vederlo, tempio terabuti, danza luce e canti, fiume d'Italia. Sventola arancione, bandiera in giardino, indica che è in atto, un canto del cammino, gli ospiti riuniti, assieme ai terabanzi, inseguono la storia, di 1 o tutti quanti: partecipar la storia, è punto di partenza, crescer progredire, in nuova conoscenza, recuperare gap, che civiltà ha prodotto, raggiungere fratelli, aborigeni del mondo; esempi di culture, rinate fuor cemento, annodano rapporti, gruppi eco-sostegno, in agro-sussistenza, baratti e autonomia, al sabato antenati, reincontran sulla via. Un mondo è finito, qui si apre infinito, Auguri e buon viaggio, anzi buon appetito! una storia una porta, lascia entrare pathos, in forma di un canto, o di Eros e Thanatos. Mentre i terabanzi, cantano quartine, a sera attorno fuoco, varcano confine, rapporto amicizia, ponte fra due mondi, tengono compagni, in veglia o nei sogni, domande a mente fresca, producono risposte. |Tago appare Ananda, nel cuore di Raseno, indica la strada, aborigeno sentiero, ripete inni e canti, spesso senza sosta, scuoton dappertutto, alimentano la forza, ritmo del respiro, sente inspirazione, entra e conversa, esce espirazione, amante con amato, trabocca la canzone: Cultura fu illusione, gioco di umani, svelata e narrata, da piante ed animali, epopea ritmata, la canti in 1 sol sorso, ritmi salmodianti, o in lento discorso; se tu non comprendi, leggi e vai avanti, ora questi canti, chiariscon uno agli altri, Tago è sottofondo, allude miti e gesta, ti cura a mezzo versi, accendi la sua festa. Seba ci racconta, i simposi del Giardino, la storia sufi indiano, venuto assieme a Gandhi, recupera memoria, in valle del Biedano, sosta nelle grotte, Sai Baba di Shirdi, di giorno e di notte, incontra genius loci, Tago e le sue rose, assieme ninfe acqua, nel fiume ascolta note, ritmi musicali, di africane scuole. Il sufi nella selva, medita a lungo, rivede suo villaggio, con gli abitanti che, erigono un tempio, santuario di cura, per anime e terra. Shirdi è religioni, tra ulivi si riposa, poi inizia a cantare, ispira prima strofa, in sottofondo orchestra, grilli vento e rane. |RASENO acquista terra, e smacchia roveti, vigneto ed oliveto, impianta frutteto, annoda quartine, in poema LiberTages, rende ecosistema, luogo di epifanes. Decenni successivi, lui storico locale, compone una ballata, del viaggio liminale, Raseno offriva vino, tisane frutti vari, aroma della Terra, felici i commensali, 1 fuoco scoppiettante, scalda le autostime, fuori è notte e piove, in valle del Biedano, risuona suoi canto, nel tempio ritrovato. Raseno sua canzone, quartine salmodia, sonora immensità, fuor quotidianità, vive come in sogno, perde ogni pudore, Pan di ciel e terra, rivela gran mistero, ai piccoli fratelli, cuori di umiltà, pupilla specchio porta, due mondi esterno interno. Se 1 canto dei Sogni, va simile a spada, trafigge e risuona, la testa e la pancia, al corpo poi accende, sua festa di danza, i demoni caccia, Liber Tage incanta. Cuor detta un cammino, ispirato di vino, il Cielo fa entrar, spegne un confino, idee a dilagar, Raseno in capanna, inizia battaglia, eremita in silenzio, sente presenza, del Sufi antico tempo. Terabuti è zen, mente chiar presente, nulla fare attorno, resto nei silenzi, nessun concetto sorge, vedo la corrente, tutto dentro scorre. Alberi maestri, son forza di animali, forza di polmoni, aiutano gli umani, uomo itinerante, una donna poi lo segue, se segue un ambizione, la civiltà consegue; uomo insofferente, ritorna nella selva, se vive solitario, dao gli si rivela, scrolla come orso, si stira come uccelli, prolunga la vita, e rilascia gli orpelli: quan fuoco se ne và, se ne và nel vento, la polvere dei morti, al vento fa convento, la cenere poi canta, nel soffio si diffonde, canta senza posa, in spirito dovunque, cogli occasione, cammina ascolta pure, segui tuo respiro, dopo un pò si arresta, da qualche parte ferma, presso ombelico, poi riprende e sale, gioia senza fine, Cuor va traboccare, stupore oltre confine. |Canzone perpetua, sforzo incessante, di spirito umano, pure quando dormo, ascolto suo verso, angelo alla porta, nel cuor posizionato, mistica comporta, cuore imperturbato, sente voci dentro, fuge tace e quiesce, anacoreta intento. Fremito dei canti, al fuoco della sera, intona una canzone, penetra ogni cosa, col desiderio amore, inutili parole, cuore riconosci, sostegno primordiale, presente in vigilanza, stabile rimani, ogni mondo è sogno, ieri oggi domani: ognuno sperimenta, secondo date idee, poter della parola, agisce nelle vene, se vado ignorando, il mistero profondo, io recito invano, ogni Veda del mondo; se inganno gli amici, con puro ed impuro, morale arbitraria, io in loto seduto, denudo mio corpo, e vò cranio rasare, sto sol recitando, 1 buffone teatrale. Raseno spir sospinge, Tace ogni parola, resta solo ardore, imita deserto, interno testimone, se tutto fu creato, da un atto di scrittura, nel corpo registrato. |SEBA visse al capanno, del tempio Terabuti, incontri misteriosi, con Tago genius loci, storie di compagni, che vider altri luoghi: il giorno lavorava, la sera li ascoltava, in Agro coltivando, e Beti in cuor suonando, il cerchio dei simposi, varia sera a sera, per ospiti e novizi, che restan dopocena. Tra i dodici del tempio, Emilia insegna orto, gestire rifiuti, in sano rapporto, Giorgio Taras gitano, reca medicina, con Mallendi dal Gabon, e Sesto Nimal da Indocina. |Martin Chiviliu, sciamano messicano, narra attorno al fuoco, sue avventur lontane, soggiorna al Terabuti, sosta e poi riparte, e io trascrivo in arte. Pamela fu mia moglie, mi diede dei figli, migrammo tra regioni, a trovare lavoro, in tempi di crisi, affrontammo i problemi, con Lisa la taoista, gran terapeuta in fieri. Curavo orto-giardino, assieme a Pamela, gestivo miei rifiuti, con Kino Kalahari, come pellegrino, in cerca di risposta, lavoro al giardino, e canto senza posa: aumento vie dei canti, da zero fin seimila, a dodemila in anni, le labbra vanno sole, senza sforzi ormai, da lingua verso cuore, emergono le storie. Esiste un Tempio ai margini di terre antiche, vuoto e di forma incerta, privo di ornamenti, senza muri, senza supplicanti e sacerdoti, ma pieno del Divino, molti possono vederlo. Il tempio Terabuti è nato il secolo scorso, Sai Shirdi si è fermato, vicino al fiume Biedáno, giunto da India, il mistico in Italia, erige una capanna, per ravvivar la danza gioia. La danza produce, una luce misteriosa, riscalda i pellegrini, attratti in questa zona, loro sono testimoni, di Tago fuori solco, che intona primo canto. Un secolo dopo, un gruppo di amici, guidati da Raseno, ritrovano capanna, Raseno professore, uno storico locale, scrive nei versi, questa canzone, restaura il tempio, e accoglie i visitatori. |Yolanda dal Brasile, impegna le sue danze, mentre Romulo guaritore, impegna cure di Ande. Raseno narra storia, del tempio senza tempo, di viaggi in paesi, reali e immaginari, Seba scrive tutto, in poema Libertages, percorre con un filo, le tappe di più avi, kukulkan fondatori, di gruppi e percorsi, gli snodi del tempo, e le civiltà dei ponti: quando muore una città, il nomade riacquista, istinto a camminar. Culture e civiltà, di nomadi e stanziali, gioco cataclisma, di vento o di soffio, mescolan respiri, in Anassimene incontro; se ogni campo ha seme, sogno che sostiene, speranza nel futuro, chiama evoluzione, impero argilla crolla, sopra suo deserto, e Popolo di Pan, ri-afferma suo concerto. |Terabuti è sogno, narrato da quartine, eco in Australia, e toltechi fuor confine, Raseno canta ancora, presso Mar Tirreno, in me abita un Re, che vive nella grotta, chiuso pure un mese, digiuno o poco cibo, senza aver pretese, mi dona il viaggio primo. Luglio mese arrivia, Seba fo campeggio, osserva creature, mentre va passeggio, insetti ed animali, di aria acqua e terra, Piante pien di Sole, e Funghi sottoterra; se gira pellegrino, posto dopo posto, traverso la campagna, gira pure il bosco, tengo pane secco, su spalle una bisacca, libro in camiciotto, Libertage e basta: caccio via angoscia, di vecchia disistima, assalti senza soste, canta con fervore, alimenta divino, fuoco interiore, con danza di bambino, pieno della gioia, rinasce a ogni invito, Tago con la gente, in estasi rapito: loda frate Sole, Luna e Stelle vive, loda Acqua pura, aiuto a mille vite, loda vento e aria, con nuvole e saetta, loda nonno Fuoco, che canta senza fretta. La Via del Terabuti 道, domani vo scoprire, suoi 4 mila metri, terra riesce offrire, se li cammino tutti, farò dieci kilome, podistica salute, ai nervi ed il cuore. Mi sembra la terra, un organismo a sè, autosufficiente, pulsante nel suolo, scambia sue sostanze, con piante ed animali, tesse circostanze, il verde poi letame, nutrono entrambe, piante col bestiame, vedo tra loro, uno scambio digerente. Io con il badile, sollevo sposto terra, Zappa rompe zolle, e sradica il feltro, lubrifico mie lame, le forbici soffrego, con la pietra mola, che regola impiego. Io Seba con Pamela, andavo risvegliando, impulso antico canto, dopo aver sofferto, dubbio e confusione, canto al terabuti, a cena e colazione: magico imprevisto, amore là mi attende, adatto ciò che sono, arpa mi risplende, momenti di conforto, dona e mi consegna, quando inaspettato, Tago viene insegna. Taras |Mantegazza, elenca cibi nervi, fermenti distillati, caffeici e narcoti, gioia ed ebbrezza, riduce a trasmissioni, di interiori moti, o esterne impressioni, questi combinati, ci fan loquaci o muti, ghirlande di parole, nei simposi avuti. Esplori 1 canzone, ti scopri a meditare, pratica ogni giorno, 1 orto si può fare, giri fra ortaggi, cogli tue impressioni, matita le connette, in diverse soluzioni, grammatica dell orto, son consociazioni, unir parole e suoni, come piante-fiori, nel lavoro calmo, accresce coscienza, e quando ti arrabbi, vedi nube elettra, ostacolo diventa, arduo zappar via, ti arrendi cosciente, e annaffi melodia, sopporti zanzare, che pungon ostinate, gratti e rigratti, arrendi al fastidio, trovi |Portulaca, e risolvi conflitto, mastico radice, radice ferma tempo, neuroni mi corregge, messaggio mi protende, in lingue equivalenti, rosso bian caolino, ovunque ricorrente. Eroe dai mille volti, il ragno fa la tela, per procurarsi 1 pasto, guarda + vicino, sento sottil suono, venire dalla bocca, del ragno sulla tela, ogni volta che la tocca, suono va uscire, portato dal vento: il ragno suonava, sua tela cantava, una sua preghiera che, in ritorno reca cibo, pioggia al contadino. Tago poi mi porta, presso 1 tempio Buddha, dove 1 Cane sosta, che cosa sta facendo, guardo meglio e ascolto, il cane che abbaia, basso di frequenza, uno spirito è avanti, abbaia prega il santo. Seba invoca Shirdi, viaggia con coraggio, entro leggende, al cuore del messaggio, a compito concluso, Jesus chiude porta, |Monaca-di-Dresda, tal profezia ricorda: con labbra di cuore, e calda coscienza, vado a cantare, eterna mia essenza, addensa pensieri, e nuvole oscure, le vedo su orto, riflette mia paura, emergere da ego, io canto e rasserena, il mondo riacquista, senso con scopo, emerge il bisogno, di vivere il luogo, torno in capanna, 2 giorni a cantare, senza costrizione. Delizia di gioia, in 5 giorni effetto, sale a non finire, prodotto da esercizio, dopo prima spinta: se voglio movimento, dura senza fine, ungo il meccanismo, dando nuove spinte, fermo sento vuoto, riprendo son felice, se qualcuno incontro, posso bene dire. Igiene di mente, canto tutto il tempo, semplice cuore, gioia e rapimento, Cuore va in calore, ama ancor giocare, passo tutta estate, suonare e recitare. Sento un altro mondo, senza difficoltà, mia piccola capanna, palazzo va sembrar, canto 1 nome sacro, rimuovo imbarazzo, parlano antenati, del Terabuti viaggio: mi sento recitar, pur se viene il freddo, se gelo mi colpisce, canto solo intento, se fame fa insistente, canto e bevo acqua, mi sento allora caldo, amato e confortato. Aborigeno giardino, al cuore riscaldato, raccolgo le verdure, da orto ritrovato, cammino al paese, sopra ponte Drago, canto meraviglie, del canyon del Biedano. |Totem sul sentiero, gli parlo li saluto, mi mostrano mistero, di nascita e morte, caccia e sussistenza, produsse cacciatore, uccide e da la morte, diventa allevatore, entrambe son passaggio, rito di confine, pianta fa lo stesso, muta ogni soffrire. Vibra la Foresta, nel buiti sottofondo, piano mi trasporta, arco di Mongongo, lezione interattiva, una storia di radice, di umana sintonia, rivela gradualmente, talvolta chiede prezzo, e riapre la corrente, ognuno va parlare, aperte son sue porte, a mille mie domande, tutte collegate, al bisogno umano grande, un rito di passaggio, al mondo trasognante. 01_shirdi_terabuti.m4a
lume005-|Shirdi Sai Baba film (2012, regia K. Raghavendra Rao), narra la vita del santo sufi Shirdi Sai Baba, dal suo arrivo al villaggio di Shirdi, le sue pratiche spirituali e i suoi insegnamenti, improntati al dialogo tra religioni e culture. Sai Baba, come Bab Aziz, trasformi la vita dei devoti, guidandoli attraverso difficoltà, sofferenze e percezione del soffio. La sua figura lega comunità diverse, incarna compassione, guarigione e unità, è ispiratore del progetto Agrobuti. # Tra episodi significativi vi è la sua azione durante la carestie, quando offre aiuto e sostegno pratico oltre che spirituale. Il film si concentra sul messaggio universale di amore e servizio, rendendo omaggio a un maestro che ispira a superare barriere religiose e sociali, abbracciando la spiritualità come via di liberazione e armonia.

14:lume014-Evandro, principe bizantino, in un tempo lontano giunse sulle rive del Biedano: figlio di Ermes e Carmenta, si ferma presso il colle, della Vincella del Drago, e insegna il suo alfabeto, glogolitico antico, bulgaro sanscrito e slavo, appreso nei misteri, di Eleusi e bosco sacro. Raseno percorre tracce, di Evandro ed Alice, segue i funghi Shiitake, Cardoncello e Maitake, che crescono su ceppi di querce, legni duri assai, fruttificando in più ondate. Raseno si inginocchia, presso un fungo muchamor, vi legge la fiaba di Alice, nel Paese Meraviglie, viaggio che Alice conduce, assieme al bianco coniglio, che insegna a crescere bimbi, cercando senso nell'assurdo, dove tutto muta e sorprende, tra sogno e realtà, e oracola la frase: procedi con pazienza, stupore e cura, tra legno funghi e fiabe, dove la natura è maestra, vedrai un mondo fatato, che parla dritto al cuore.| Funghicoltura su legno si avvia in primavera: quercia dura più a lungo, pioppo e betulla fruttano più velocemente. Il micelio va inoculato quando il legno ha smesso di germogliare, usando ceppi su chicchi o direttamente nei tronchi. Picchettare con mazzuolo, innaffiare e coprire con cartone favorisce la colonizzazione. Substrati nutritivi come paglia o balle di cereali aiutano la crescita, creando economia circolare e concime finale. Il micelio migra lentamente, fruttifica in 6-12 mesi e resiste al gelo se ben colonizzato. La raccolta avviene a più ondate, evitando muffe e ricoprendo con terra i tronchi tagliati. Shiitake (Lentinula edodes) ama la quercia, cresce su betulla e legni duri, e ha cappello screziato. Ricco di carboidrati, proteine, vitamine e aminoacidi, è antivirale, immunostimolante e ricostituente. Combatte raffreddore, bronchite, herpes, candida, anemia, ipertensione e diabete. Aiuta fegato e reni, favorisce endorfine e libido, associato a vitamina C e zinco. Funghi possono crescere lontano dal suolo, appesi a rami o recinzioni, evitando lumache a mano. Temperatura ideale 10-25°C, evitando gelo e eccessiva umidità; microclima e vibrazione stimolano fruttificazione. Pleurotus e Cardoncello richiedono meno umidità e possono crescere anche su substrati meno pregiati. Il profumo e umidità interna indicano maturazione: non innaffiare troppo per non danneggiare micelio.# |Funghicoltura su legno, avvia in primavera, legno duro quercia, dura più a lungo, attende pure 1anno, mentre tenero pioppo, betulla salice ontano, cogli più veloce, in 6-12 mesi, fuori del gelo, 10-25 gradi Shiitake, crudo o per tisane. Inocula i ceppi, quando han smesso germogliare, rigettano il micelio, se inoculi micelio, di chicchi cereali, apprendi tal processo, con chiodi tasselli, picchetta con mazzuolo, su tronchetti veloci, innaffia alcune ore, se copri con cartone, ceppo sotto quercia, o sotto albero frutto, vibrazione e umidità, stimolano i funghi, scuoti ad impregnare. Funghi coltivati, substrato nutritivo, facili su paglia, che reca humus pregiato, pure in una vasca, Plerotus Cardoncello, |Strofaria-rugosoannulata, cioè baio Castagnolo, presso 10 gradi, vuol meno umidità, economia circolare, micelio sulle balle, di cereali o canne, covoni inoculati, buoni qual pacciame, per legumi e mais, usa vergine paglia, senza concorrenti, lasciala in acqua, mettila a sgrondare, con bastone fai fori, fin metà spessore, riempi di micelio, pressa e chiudi paglia, poni sotto quercia, micelio migra a 20 gradi, su vicine ballette, se inizi in autunno, frutta a primavera, se ben colonizzate, resistono al gelo, aroma ti rivela, umido interno, evita innaffiare, micelio è delicato, cogli a varie ondate, balla per due anni, poi divien concime. Appendi i funghi bosco, in sacco esposto ad aria, su albero di quercia, diffonde spore ovunque, se aggiungi pur batacchio, che batte latta al vento, propaga più lontano; quando cogli funghi, mondali a tua casa, per evitare muffe, sul luogo del micelio, mentre se hai tagliato, ricopri con la terra, a evitare effetto, di mela marcia in cesto. |SHIITAKE squisito, rinforza immunità, fungo antivirale, che cura i raffreddori, Lentinula edodes, in Cina è Hua-Gu, Fungo-nero cinese, saprofita ceppaie, su betulle querce Asia, cappello piatto che, ha crepa screziata; polpa contiene, carbo protein vitamine, inscatolato in Asia, usato nelle zuppe, toni-ricostituente, anti-colesterolo, ipertensione e anemia, cancro e diabete, reca aminoacidi. Shiitake nome dice, amante della quercia, cura raffreddamento, e intestini parassiti, bronchite e morbillo, influenze epidemie, herpes virus vari, tumori al seno e candidosi, contrasta coagulazio, ipertensione arteriosa, pulendo tutti vasi, aiuta fegato-reni, vitamina B D E, ha zinco testosterone, afrodisiaco uomo-donna, aiuta le endorfine, associato a vita C, uccide candida e parassiti, febbre Nilo e rinite, Carie e placche dentali. Sepp Holzer inocula, ceppi tronchi con spawn, 40 tasselli miscelati, in frigo serbati, con trapano e martello, cera sigilla foro, oppure ceralacca, liquida con pennello, durante tutto anno, legno qualità, determina il successo, dopo aver tagliato, serba in luogo asciutto, immergi in acqua fredda, pure un giorno intero, in vasca per ammollo, pH 5 aci cloridrico, poi lasciarlo asciugare. Fai fori 3cm profondi, uniforme intorno tronco, lavora lentamente, a non scaldare legno, e preservar micelio, per riparar da gelo, avvolgi ceppi in iuta, rimuovi a primavera, posizione dritti in buca, annaffia terra attorno, oppure spruzza tronchi, lumache amano i funghi, tu evita i veleni, toglile a mano, shiitake cresce pure, lontano dal suolo, appeso a un ramo quercia, oppure su recinzione. Dopo la raccolta, lasciare tronco riposare, per 6 settimane, poi puoi ripartire. funghicoltura_seppholzer.m4a
lume014-Mondo fatato assomiglia, al mondo dei funghi, ponte tra infanzia e natura, che negli adulti riemerge, come occasione a riconnettere, con la propria interiorità, e la percezione più viva, del mondo naturale. Gabriella Tupini, psicologa d'infanzia, vede il mondo magico dei bimbi, una dimensione centrale, dello sviluppo integrale, con fate elfi e creature, in cui il bambino dà forma, alle emozioni e alle paure, e ai desideri che sente, per conoscer la realtà. Quando adulto riavvicina, a tale mondo recupera, spontanea percezione, natura e anima rivive, abitata dentro e fuori, Georg Groddeck narra questo, nell'Es di Piero Porcospino: la forza inconscia guida, vita psichica e corporea, energie profonde istintive, figure magiche d'inconscio, spesso legate alla natura, bosco campi mari e monti, sorgenti eventi naturali, diventan scenari interiori, in cui Es libero si esprime. Adulto torna un pò bambino, entra in contatto con tal regno, e con le immagini del sogno, Jung riprende tal segreto, lo chiama spirito archetipo, in sogni fiabe o immaginari, avviene una dialogo proficuo, tra interno ed esterno, psiche si specchia alla natura, in partecipazione mistica, o un esperienza animistica. Hillman segue Jung, ma rovescia alcuni punti, psiche aperta a immagini esterne, la sua psiche è anima mundi, non chiusa in individuo, ma diffusa nelle cose, elfi e ninfe son reali, modi autentici di percepire. Un mondo vivo nella psiche, sfuma confine interno-esterno, la mente è nel mondo, come sentono i nativi, dove animali piante e luoghi, hanno intenzionalità. Vero psicologo restituisce, un anima alle cose, e alle immagini dei sogni, fantasie e sintomi corpo, trattate come realtà, autonome con cui parlare, resta in relazione ad esse, come modo di esperienza, il mondo fatato è percezione, che rianima la realtà.

68:lume068-Taras spiega la radice, che grida tra terra e morte, nutrice di visioni e ardore, è la |Mandragora Imperadora, pianta oracolare che chiede, purezza d'intento e rispetto, e misura nel suo uso. I suoi frutti afrodisiaci e ambigui, citati in bibba e testi antichi, hanno atropina e scopolamina, come altre Solanacee. In Sicilia le bacche mature, talvolta consumate per amore, mentre gli eccessi san condurre, a smarrimento e visioni. |Dioscoride descrisse un uso più prudente: polpa dolce privata, dei semi tossici e amari, trasformata in marmellate e conserve, in vasetti 50 grammi, consumata con il pane, reca un aroma noce moscata. Taras in audiolibro, narra credenze popolari, della specie Officinarum, e anche l'Autumnalis, in Europa fu temuta e venerata, legata a Ecate che guida, le streghe e la tempeste, e il suo ruolo nei rituali, a placare le tempeste, un tema ricorrente, in statuti comunali, degli stati italiani, a spiegare o placare, il maltempo improvviso. La pianta nei suoi umori, ha natura liminale, è un ponte anche in Asia, tra amor magia e morte, tra desiderio e dissoluzione. I racconti di Pu Songling, tra reale e fantastico, mostrano un mondo filtrato, da oppio e matraguna, tutto è reale e irreale insieme, senza confini tra i due stati, come in questa fiaba: un uomo fallito nella vita, incontra una donna solo di notte, in un tempio abbandonato, che gli insegna le poesie, dei tempi Tang e Song. Lei suona musica antica, e parla come un eco, l'uomo se ne innamora, ma scopre che è uno spettro, una volpe immortale, che invece di distruggerlo, guida la sua melanconia. La donna gli narra miti di Nǚwā e Pangù, e le parole di Zhuangzi: la pace nasce nella dimenticanza di sé, dove ogni cosa ritorna uno. Tiānmìng è il Mandato Celeste, che ordina il mutar di dinastie, nulla resta fermo, tutto si trasforma, come insegna la Matraguna, custode di amori e sogni proibiti, essa crea cerchi di protezione, per chi si perde nell'ardore.| La Mandragora (Matraguna, Moly) è pianta oracolare e medicinale, con due specie principali, officinale e autunnale, cresce in incolti e siepi. Radice carnosa a forma di bimbo, fiorisce primavera o autunno, ha proprietà anestetiche, afrodisiache, terapeutiche: usata contro pazzia, sterilità e malattie, assicura protezione e fortuna. Radice, foglie e semi possono diventare talismani, amuleti o feticci, avvolti in rituali di danza, incanto e devozione; la radice si immerge in vino o latte per preparazioni magiche. Mandragora è associata a Circe e Ulisse, talismano d’amore e guida nei misteri, protegge dai pericoli, favorisce saggezza e introspezione, rivela intenzioni e fornisce conoscenze occulte. Feticci e rituali di raccolta richiedono silenzio, gioia e attenzione, rispettando leggi tradizionali; se colta con cattiva intenzione perde efficacia. La pianta compare in Albania, Francia, Italia, Germania, Scandinavia; usata per protezione domestica, armonia, amore, salute, prosperità e fertilità. Col succo della radice nel vino o miele, si realizzano pozioni curative e incanti oracolari. Nella letteratura e nel folklore, è legata a streghe, sabba, Valpurga, Baba Yaga e Alcina; unisce medicina, magia, erotismo e saggezza rituale.# |Matraguna oracolare, regina di Piante, vive a |Cucuteni, comprende due specie, officinale autunnale, distingue da borrago, x foglie senza peli, + piccole e basali. Moly senza fusto, foglie dentellate, fior viola autunno, cresce in incolti, tra siepi la maschio, detta officinale, radice carnosa, fiorisce a primavera, Dalmazia e Sicilia; erba perenne, foruncoli cura, alte 10 centime, ramifica radici, a forma di bimbo, che sta nella terra, bevanda radice, panacea di mali. Armenia radici, usano bruciare, a curare pazzia, suo fumo inalare, scaccia mal spiri, vince sterilità, portando pezzi al collo, mela di amore, erba di streghe, Alraune drachenpuppe, pupazzo-dragone, mandrake o Jabora, man-de-glorie Francia, Aradia o Lakshmana, la libido risveglia. Erba del picchio, apre serrature, bimbo oracolare, civetta dei misteri, Ecate triviale, erba del rospo, verbo della terra, spiro di tempeste, conosce tutte rune, Antimonia dei Piceni, bambolin manine, modellata in feticcio, o dentro vagina, a propiziar rapporto, oppure se antica, recupera innocenza, apre chakra cuore, sublima e brilla notte, purifica e protegge, abulruh in Marocco: aiuta sognare, sotto al cuscino, lenisce condanna, miscelata al vino, con semi lattuga, anestetico del Nilo, ubriaca la natura. Strappata da terra, penetra il cielo, diventa feticcio, lavata in vino rosso, avvolta in seta bianca, in cassa riposta, reca vantaggi, a suo padrone amico; a ogni luna nuova, cambiano vestito, amuleto protezione, morto il possessore, lo eredita il figlio. Immersa in acqua mare, 4 volte anno, solstizi ed equinozi, 40 giorni veglia, comincia rianimarsi. Baviera e Scandinavia, le chiedono favori, feticci di casa, attira amor fortuna, denaro e salute, conserva forza cura. Moly radice, fa spose le ragazze, mista nel foraggio, accresce latte vacche, a uomini sa dare, affari a lieto fine, armonia prosperità; dal seme impiccato, nasce e rinasce, intenzioni ascolta, e silenzi chiede, colta sua foglia, nel plenilunio, paga con qualcosa, senno ti tiene il muso, incantala con danza, gran venerazione, suo duplice potere, dipende da intenzione: la porti a casa tua, le dai musicisti, rendi onor Regina, via quei volti tristi, non-odio e non-litigi, ricorda consigli, cosi ti salverà, e assegnerà dei figli. Domenica fai festa, resta a deliziarla, porta + persone, a divertir danzarla, resta pure allegro, specie tale giorno, augura salute, lei gioia spande intorno; ragazza che vuole, conquistare uomo, sradica pianta, si spoglia nel luogo, a suo posto in buca, mette monete, cosparge con vino, placare sua sete. Se vanno nei campi, con savia praticona, dopo aver mangiato, e danzato nude, pronuncia praticona, formule incanto, intorno mandraga, scava suolo intanto: attenti a scassare, nessun pezzo radice, chiave sia intento, con cui va raccolta, se colta a crear odio, si sputano sul viso, scambiano insulti, si picchiano di rito; incanto svanisce, se 1 cane le vede, efficacia decresce, dopo Sol che sorge, colta mandraga, si abbracciano fanciulle, recitan litania: oh Matraguna, maritami a nuova Luna, poichè se non lo fai, torno a rovinarti; colta per ballare, 2 donne praticone, la cercano a digiuno, portan pane e sale, 1 soldo per pagare, in luogo nascosto, poi la coglieranno, inchino ad oriente, 3 volte girare, recitan incanti, prima di sradicare. Mostra tua gioia, senza parlare, fino a giudicare, che sia di buon umore, bevi mangia accanto, salutala buongiorno! invocala sovrana, rivela tuo bisogno. A casa del malato, invocano a sera, Tu sei regin di cieli, terra e tempeste, Ti stavo cercando, Ti metto in bicchiere, incantesimo porta, a guarire malato, savia versa acqua, malato beve miele, versa sulla testa, di miele lo spalma, lega a suo collo, cotone rosso e soldo, riveste con camicia, rito pare assolto: 3 cucchiai misti, 3 volte giorno beve, cura x 3 giorni, cipolla cruda astiene, non beve acquavite, x 2 settimane, divieto latte fresco, e cibi zuccherate.| Herme messaggero, dona erba a Ulisse, a mo di talismano, per incantare Circe, radice nera in latte, Mandragora moly, bevanda dei sabbat, di maschere e giochi. CIRCE dea del fato, signora delle fiere, Falco in alto vola, Ruota del destino, zodiaco ricorda, sa deliziare bimbi, e identità mutare. Tu quando avanzerai, presso Circe casa, troverai più cose, di vita quotidiana, greggi e bestie selva, presso l'ingresso, davanti sua porta, 1 maiale vedi, con fango su groppa: morder tenterà, con denti con piedi, ti sporcherà di limo, ti importunerà, pur cani latranti, abbaiano molesti, Tu non impazzire, tuo viaggio riprendi. Tu non percuoterai, Can non ti fermerà, tu sfuggirai tal cose, svelta attività, 1 solare Gallo alato, fuor ti porterà, a corte figlia-sole, allor ti introdurrà. Circe brillante, piena di amore, fuoco rosso ardore, potere del chiarore, bianco rosso e nero, muta suo colore, Circe detta Aradia, continua seduzione. Affascina uomo, nel velare e svelare, affascina donna, nel dire e non dire, fugge in acqua-fuoco, in mutevoli forme, corre in cielo-terra, Vento proteiforme. Se radice vien tirata, bimbo sottoterra, reca pur diluvio, rimessa a posto cessa, chi falcia inavvertito, la pianta-bambina, la lama divien rossa, tempesta poi arriva; sua linfa rosso sangue, usata x la cura, antimonia sradicata, in + zone vietata, fan leggi i Comuni, emanate a proibire, sfalcio di prati, periodo suo fiorire. Germogliano semi, da maggio fin giugno, cosi salvi raccolti, da grandine diluvi, preserva territori, da venti di burrasca, serve a trovarla, scavar come genziana: 1 forma matraguna, come sirena mare, pioggia o siccità, invocala a mutare, lei ascolta intenzioni, tiene emozione, nel rito silenzioso, rivela direzione; amore e salute, oppur odio e follia, potere suo profondo, oltre umana vista, mi segno e prosterno, ti do pan e sale, in cambio guarigione, o amore ritrovare. |Circe nel suo viaggio, ruota calendario, fa viaggiar Ulisse, in suo destino umano, Vin di matraguna, bevuto oppur spalmato, guida nei misteri, di Afrodite e drago. Omero poeta cieco, con canto partorisce, Circe e moly pianta, Penelope ed Ulisse, Ulisse in erba moly, fa innamorare Circe, rapita da 1 gigante, Sole poi estingue: il sangue del gigante, su terra germogliò, moly fiore bianco, proviene da Xristos, coppa con piroga, fan vigile coscienza, creano cattedrali, ogni storia e scienza. Storia vien da Istor, figlia di Taumante, eterno testimone, che vede ogni quadrante, devoti suoi cavalli, quando lei ti invita, trovano sua grotta, x cure e per delizia. Ildegarda definisce, Matraguna sen peccato, attiva guarigione, riporta a casa Adamo, parti verdi e semi, tropani alcali hanno, aumentan ritmo cuore, e vasodilatazione, inibiscono sudore, saliva e pancreatore, con oppio e giusquiamo, anestetica spugna, mandragola novella, Boccaccio ci tramanda: vela e svela amore, notte di Valpurga, celebra befane, o streghe sulle scope, riunite sulle cime, di monti Silvani, o al noce Benevento, x incontri maghi. Ariosto cita Alcina, maga che seduce, Dzina in Romania, e Baba yaga russe, Parca nel tirolo, scandinava trollat, al novilunio pesta, erbe medicinal, naso e denti ferro, mortaio alluderà: Parca porta doni, o punizion ai bimbi, ai giovani feconda, o crea contraccettivi, limita gravidanze, o seduce il riluttante. |Marturano cita: caccia alla streghe, nasconde conquiste, territori vinti, o colonizzazione, di terre e nativi; se legge feudale, proibiva coltivi, divorzi negava, magie disperate, strega trasgredisce, divieto di elite, sfoga istinto selva, astuzie bestiali, vola e cambia forma, viaggio notturno, parla con rospo, 1 slavo prova tutto; se vescovi a Parigi, puniscono indovini, strega paga sorte, scompaion guaritori, bollati pagani, emergon resistenze, donne di leggende, tramandano culture, popolari forze, contro nuovi lord: cailleach scozzesi, tigri di santuari, giganti guardiane, a nuraghe cattedrali, tengono lontani, i cacciator di frodo, e guidano le lotte, contro il monopolio. mandragora-italocinese_toro.m4a
lume068-La Regina Mandragora e il Lago di Pilato. Si racconta che sul Monte Vettore, sopra il Lago di Pilato, nelle notti di vento danzassero fauni, streghe e spiriti della montagna. Le loro ronde cercavano una pianta rara, capace di placare tempeste o risvegliarle: L'erba Imperadora. Mandragora cresce tra pietre siepi e luoghi dimenticati, le sue foglie formano una rosetta vicino al suolo, e la sua radice carnosa e biforcuta, ricorda la figura di un piccolo bambino, addormentato nella terra. Considerata una pianta oracolare, i contadini la chiamavano Matraguna, altri la chiamano Moly, erba leggendaria che Mercurio offrì a Ulisse, per resistere agli incanti di Circe. Matraguna ascolta le intenzioni degli uomini, ma raccolta con avidità o cattiveria, perde ogni virtù, ma se avvicinata con rispetto, gioia e gratitudine, diventava alleata preziosa. Le sue radici venivano custodite, come talismani di protezione, amore fertilità e prosperità; alcuni le lavavano nel vino o nel latte, altri le conservano avvolte in panni di seta, come un tesoro di famiglia. Medici e guaritori ne conoscono anche gli aspetti più concreti. La pianta contiene sostanze potenti, che se usate con prudenza, sono impiegate a calmare il dolore, favorire il sonno, e preparare anestetici. Attorno ad essa nacquero molte leggende. Ecate e Circe, Alcina e Baba Yaga, le streghe della notte di Valpurga, tutte sue compagne nei racconti popolari d'Europa, dove medicina e magia camminavano insieme. Nei sogni narrati in tutta Eurasia, la Mandragora sembra aprire una porta, tra il mondo visibile e invisibile, tra realtà e immaginazione. Per questo gli anziani insegnano che, il suo vero potere, non era creare incantesimi, ma riflettere ciò che il cuore custodiva: amore o discordia, saggezza o follia, la pianta amplifica l'intenzione di chi la cerca. Regina Matraguna insegna, che ogni rimedio può essere medicina o veleno, la differenza sta nella misura e conoscenza, e nel rispetto con cui la si avvicina, così la passione senza misura, diventa una tempesta, poichè il desiderio è dolce, ma chi sa dosare fuoco e vento, conosce la sua armonia.

91:lume091-Gli |Yanomami sono una popolazione indigena dell'Amazzonia, insediata tra Brasile e Venezuela lungo i bacini del Rio Negro e dell'Orinoco. Discendono dalle antiche migrazioni provenienti dall'Asia e vivono in clan e villaggi praticando agricoltura di sussistenza, caccia e raccolta. La trasmissione del sapere avviene soprattutto attraverso l'osservazione: madri, anziani e comunità insegnano ai bambini miti, tradizioni e tecniche di sopravvivenza. La foresta è il centro della loro vita materiale e spirituale: è insieme tempio, farmacia e oracolo. I pagè (sciamani) interpretano i segni della natura, prevedono piogge, siccità ed epidemie e guidano la comunità nei momenti di crisi. La medicina tradizionale usa numerose piante medicinali, preparate come decotti, infusi o linfe, per curare febbri, malaria, infezioni, ferite, punture, avvelenamenti e disturbi intestinali. Le conoscenze botaniche vengono condivise con altri gruppi indigeni e, in tempi recenti, sono state integrate, in buonafede o malafede, con vaccini e antibiotici per contrastare le malattie introdotte dai colonizzatori. La religione ruota attorno agli |Hekurà, spiriti che incarnano animali, piante e fenomeni naturali e che possono proteggere, guarire o influenzare il destino degli uomini. Il contatto con questi spiriti avviene soprattutto durante le cerimonie dell'Epenà, una polvere enteogena che induce stati visionari. Le esperienze estatiche permettono ai pagè di curare i malati, risolvere conflitti, rafforzare le alleanze e mantenere l'equilibrio psicologico e sociale della comunità. Per diventare pagè gli aspiranti affrontano il Thamamou, un lungo periodo di isolamento, digiuno, astinenza sessuale e pratiche rituali durante il quale imparano a comunicare con gli Hekurà; dopo l'iniziazione continuano la loro formazione per tutta la vita. La morte è considerata un passaggio, il defunto viene cremato e, durante la festa del |Rehao, le ceneri vengono consumate ritualmente dai parenti in una zuppa di banane, gesto che onora il morto, mantiene vivo il legame con gli avi e rafforza la solidarietà tra i gruppi. I miti spiegano l'origine del popolo e del mondo: uno dei più importanti racconta che gli Yanomami nacquero dal sangue della Luna; attraverso canti, danze, racconti e rituali vengono trasmessi la memoria storica, i valori collettivi e l'identità culturale. La cultura yanomami vive integralmente la foresta, gli spiriti, i riti e la vita comunitaria, come un equilibrio inscindibile tra uomo e natura.| I Yanomami migrarono migliaia di anni fa dall'Asia settentrionale, evolvendo società pragmatiche e creative tra Brasile e Venezuela, lungo Rio Negro e Orinoco. Vivono in clan e villaggi, praticano agro-sussistenza e caccia, trasmettendo conoscenze attraverso bambini, madri e anziani. La loro religione si basa su enteogeni vegetali, riti di cremazione e consumo rituale delle ceneri per onorare i morti e rafforzare legami familiari e collettivi. Usano erbe medicinali di diverse famiglie botaniche per febbri, malarie, infezioni, ferite e veleni, condividendo sapere con vicini. Le cerimonie Epenà stimolano estasi, visioni, unione con spiriti animali (Hekurà) e cura psichica e sociale. I pagè guidano i riti, cantano, danzano, invocano hekurà, curano malati, proteggono comunità e gestiscono conflitti. I giovani aspiranti pajè si isolano per mesi in iniziazioni intense, digiunando, cantando, inalando epenà e interagendo con spiriti guida. La morte è rito di passaggio: cremazione, raccolta ceneri e celebrazioni (Rehao) uniscono comunità, tramandano miti e rafforzano legami sociali. Tra feste, danze, canti e visioni, Epenà integra cultura, medicina, magia e coesione sociale, offrendo equilibrio psicologico, protezione e insegnamento ai vivi e rispetto ai defunti. Gli spiriti Hekurà collegano uomini, piante, animali e clima, guidano guarigioni, predizioni e alleanze. Le cerimonie sono anche educative, creative e collettive, fondando memoria storica e coesione etnica.# giunser YANOMAMI, migliaia anni or sono, da Asia manciuriana, Tartaria siberiana, con altre popolazio, migrarono intorno, pragmatici creativi, creano loro mondo. Lor sopravvivenza, evolve progressiva, vedon lor bambini, azione della madre, i nonni conoscenza, trasmetton il sapere, miti e tradizioni, ciò che può accadere; tra Brasile e Venezuela, vivon Yanomami, su Rio Negro e Orinoco, Amazzone affluenti, 15 mila organizzati, clan villaggi sparsi, agro-sussistenza, caccia e primi contatti. Loro mondo religioso, enteogen vegetali, creman loro morti, seguendo schemi seri, consuman ceneri defunti, cerimonia parentele, familiar e collettive, legami senton vere. Rehao festa di zuppa, e banane speziate, di ceneri defunti, di anno precedente, usan farmaci a trattare, epidemie nuove, trasmesse dai coloni, e predoni di ori, morbillo e dolore, che Maguey vuol curare, contro ipocrisia, di fanati missionari. Loro erbe medicina, di varie famiglie, Apocinacee e Aracee, Leguminose e Moracee, Piperacee e Rubiacee, Guttifere e animali, spontane e coltivate, per febbri e malarie, disordini addome, respiro e mal di denti, infezioni cutanee, ferite e avvelenamenti, scambi coi vicini, diffondon conoscenze, e incontrano malaria, con dengue e febbre gialla, infezioni recenti, portate da coloni, che violano la selva. Maguey porta loro, vaccini e antibioti, a ridurre epidemie, strage di tribù, Zenzer febbrifugo, macerato contro tosse, percola su testa e corpo del paziente. |Yanomami associa, sapor amaro alla cura, pizzicore su pelle, gusto acido al corpo, decotti di corteccia, Aspidosperma nitida, infusi foglie-fiori, di Drymonia coccinia; peperoncino acqua schiacciato, combatte occhi infetti, come infuso di Banano, cura infezioni polmoni, linfa banano, contro ferite serpente, e formiche veleni, Phytolacca su punture, di pulci ai piedi; tabernamontana cura, vermi intestinali, Philodendron lenisce, punture scorpioni, corteccia Croton su capo, emicrani dolori. Tra fiume e foresta, amore fanno bello, si accoppiano istinto, avvinti su terra, si bagnano al fiume, poi escono parlando, affetto desiderio, trasmettono guardando; ai bimbi è permesso, osservare ascoltar, qualunque discorso, si va conversare, confine non vedi, a natural curiosità, dei bimbi gioiello, della comunità; privi di strumenti, di tipo musicali, usano rumori, umani e ambientali, lor nota prediletta, pare sia la pioggia, credono dal mare, il mondo intero sboccia. Lor tempio è la foresta, oracolo di vita, i pagè fan previsioni, accurate su clima, annunciano arrivo, di piogge o siccità, tempeste e vari eventi, epidemie o calamità: lor numerazione, da uno ferma al tre, Mahu orakabe orakataue, simil la cinese, uno produsse due, due produsse tre, bruka è moltitudine, segue al numero tre. Eccelle arte plumaria, tagli di piume, ornamenti al capo, bracci orecchi e viso, i fiori della selva, profumano le donne, curan malattie, con tuberi e con foglie, le donne catturate, ai nemici sconfitti, diventano di tutti, presso i vincitori, sfogo degli istinti, stimola la guerra, in var comunità, presenti sulla terra. Romulo ci canta, elogio ad |Epenà, che alcolismo e droghe, riesce contrastar, comporta tosse sputi, novizi a vomitar, porta far sberleffi, leggero scimmiottar: non reca assuefazione, crisi astinenza, usata nel rituale, è sociale conseguenza, aiuto nella fame, a scopo preventivo, porta a costruire, Sciabono collettivo; alleanze ed amicizie, aiutan comunità, da mal decadimento, curan + malattie, necessita entrare, contatto con natura, Spiriti Hekurà, son ponte infrastruttura, spiriti immortali, invocati a interferir, nelle uman faccende, e nuocere ai nemici, abitano i monti, dirupi e il petto uomo, invocano i pagè, per medicin del luogo: son spirito giaguaro, tapiro ed anaconda, di armadil gigante, e scimmia marimonda, son ara e pappagallo, tucano e tartaruga, Giaguaro della selva, tutti mette in fuga. |Hekurà maschili, sposati a bel fanciulle, eterna giovinezza, aiutan caccia e cura, invocan femminili, x parto nel travaglio, o hekura di piante, x cibo e tabacco; rapporto uomo-pianta, gira tra loro, hekura del clima, di vento tuono e sabbia, lavorano dal cielo, diversi indipendenti, fausti od infausti, cagioni ricorrenti: li possono invocare, pagè nella veglia, con piante di potere, e polvere di Epena, polvere accompagna, ogni yanomami sorte, permette fare riti, dar coraggio in lotte. Sintomi di epenà, ebbrezza o incoscienza, secondo la dose, per uomini maturi, assunta in solitaria, o risolver contese, in dialoghi ritmati, raggiunte son intese: un di fronte altro, or uomini diversi, stringono alleanze, scambiano oggetti, progettano battute, caccia oppure festa, se celebrano i morti, riordinan la testa; riti endo-cannibal, onor memoria morti, dando loro pace, con canti e danze forti, cerimon preghiere, son feste collettive, x maturati frutti, o nuove agrarie sfide; donne affaccendate, poco interessate, giocano bambini, con archi frecce e cani, adulti in pennichella, su amaca dondol, presenza dei pagè, dà sicurezza intorn. Pagè son richiesti, in gran necessità, durante malattie, guerre o tempeste, Spiro superiore, Yaru ovvero il tuono, terrore loro fa, se romba a pieno suono: cielo si scurisce, con vortici vento, ululano i cani, capanne sollevan tetto, Pagè riuniti in piazza, inizia rituale, a vincere paura, di pioggia torrenziale. Durante loro ebbrezza, cantano poesie, imitano passo, cinghiale o giaguaro, lacrime e saliva, tosse e irritazione, gran senso di calore, inizia la visione: epenè mondo poesia, in estasi di volo, camminano col Sole, o cammino della Luna, vola sui nemici, propizia battute, di caccia o di tuberi. Yarima è trasportato, nel mitico reame, cambia corpo mente, unisce alla foresta, e cantano i pagè, dialogan danzando, imitan gli uccelli, e il giaguaro felpando; seduti su terra, abbraccian due a due, sussurrano storielle, miti a bassa voce, pilastro di cultura, porta a rievocar, battaglie di avi, effetti collateral. Yanomami cultura, grazie a epenà, è psichica evasione, lor televisione, unione realizza, col trascendentale, dona loro equilibrio, mentale e sociale; rafforza nel bisogno, e cura ammalati, compie anche magie, a danno dei nemici, interpreta presagi, e sogni dei presenti, scopre furti e vede, di uomini gli intenti. Luna è un antenato, un tempo fu colpita, e da suo sangue mestrual, nacquer yanomami, ci andiam con epenà, in rito ritrovato, noi da li veniamo, là infine ritorniamo. Epenà ambivalente, nuoce oppure cura, pajè canta e grida, risucchia e sputa via, colloquia pur combatte, fino a sfinimento, rantola per terra, e muta atteggiamento: passa in rassegna, antenati e narrazione, atteggiamen teatrale, mangia la tensione, esaltazione gruppo, visibili ora rende, poter di guarigione, tutto già sottende. In yanomami villaggi, molti son pagè, a volte quasi tutti, uomini adulti, a seguito del sogno, o caccia solitaria, sentono chiamata, lor spirito va in aria. |Thamamou-iniziazione, è cura aspirante, adorna si dipinge, astiene cibi e sesso, inizia Epena viaggio, spartana vita 1 mese, isolato da villaggio, avrà zucca acqua, legna per fuoco, amaca letto, e ronzio del luogo. Tutori con epena, imboccano neofita, invocano hekurà, petto aprir sua porta; ballano cantando, suo arrivo poi mimando, femmina del rospo, invocano se ha febbre, se debole per fame, confuso o spaventato, lui scappa in foresta, tutto frastornato; sbavando e vomitando, si rotola su terra, privo delle forze, o di conoscenza, anche se non scappa, è preda di emozioni, accede alle visioni; lunga iniziazion, intensa esperienza, incessanti sensazioni, nenie dei tutori, cantan gli hekurà, son spiriti animali, presentano se stessi, come dei neonati, pronti ad abitare, il petto nuovo uomo. Dopo iniziazione, gradual ritornerà, integrato qual pagè, in comunità, inalar col mokohiro, potrà e canterà, fermo o camminando, ogni suo hekurà. Prosegue formazione, crescono col tempo, hekura di adozione, a spaventar nemici, di notte canterà, con voce vigorosa, mai più vomiterà: febbre raffreddori, diarree lui curerà, eccessi sesso e cibo, e sforzi eviterà, se immerge in acqua, usa precauzione, come donna incinta, di hekur fa gestazione. Per essere |Pajè, beve acqua da cascata, avverte pian cantare, sonora a bassa voce, segue ad alta voce, ripete ciò che sente, fuori e dentro eco, il suono ricorrente; mistica iniziazio, raggiunge col digiuno, in lungo isolamento, invita gli hekurà, far sfrenate danze: mi trovano hekurà, giorno di silenzio, lor figlia si avvicina, danzando verso me, mi fa cadere a terra, mi apre gola e petto, sangue mio pulisce, morto steso a letto; strappami la lingua, metti le tue penne, sento quel che canta, la figlia di hekurà, per aiutare donne, durante loro parto, invoco io Tapiro, grazie al nuovo canto: Wakugnariwe è, hekura di anaconda, Arari uccello Ara, armadillo-Wakariwe, il primo ha molta forza, alberi sorregge, durante le bufere. Scimmia è Pascioniwe, giaguaro-Irariwe, Kumar pappagallino, caimano è Wariwe, tuono Taumiriwe, vento Watoriwe. Poter di ogni Pagè, calor intento spinge, dominare il fuoco, collega a mondo sogno, la danza è susseguirsi, voci di animali, disordine mentale, pagè ci appare morto, purifica col ritmo, alfin torna risorto: il canto del suo volo, viene da lontano, viaggio pare lungo, linguaggio cadenzato, su scala immaginaria, fumo di tabacco, da foglie sventolato, pajè ha oracolato, pietra come quarzo, nel fuoco e calore, ci narra visioni, offre risposte, con canti e invocazioni: se aspira epena, invasano hekurà, tatuato col carbone, cammina ora pagè, avanti indietro va, lui guarda nel malato, su amaca disteso, urla + minacce, a uno spirito ribelle, insediato sotto pelle: gli intima la fuga, oppur lo taglia a pezzi, che buttera nel fuoco, senza troppi mezzi, con sapienti tocchi, massaggia paziente, spinge con le mani, hekura incosciente, lo spinge a estremità, testa mani-piedi, al fin succhiarlo via, da corpo del malato, stremato cade a terra, anche varie volte, amici e conoscenti, rianimano forte, incitan ripresa, di cura spruzzan acqua, su viso battagliero, rialza e inala epena, riprende a dialogar; con un hekur si infuria, sputa vomitar, per gravi malattie, tregua lui non dà, al povero paziente, di giorno e di notte, suo intervento poi, ne accelera la morte, nei casi terminali, abbrevia dolor sorte. Convincere il malato, è arte di pagè, vincere intrusioni, ovver guarire da sè, lo aiuta prender mano, ora la sua sorte, con immaginazione, lo fa sentire forte; pagè yanomami, gran poeta attore, quando si prepara, a estatica seduta, rivela bellezza, di hekurà che serba, richiama ausiliari, spiriti nagual, parla agli animali, ne imita natura, infine gli hekurà, dimorano suo corpo, grida implora e urla, muovesi contorto, parla con la voce, di hekurà presente, il doppio uccider può, esso è ambivalente. Pagè nel pomeriggio, tiene lezione, narra un giaguaro, che mangia + carne, cerca in Sciabono, gira ogni capanna, Yoawe lo scoprì, Epena lui fiutava: vennero hekurà, a frotte verso lui, divenne un pagè, ed ebbe suo potere, si mise a far amore, ma odore vaginale, fugge gli hekurà, lui smise di cantare; tutti conoscon, trama del racconto, vedono commossi, commento a girotondo, si crea complicità, ilarità costanti. Omave e Yomave, sono due fratelli, il primo viaggia molto, e porta epidemie, il secondo tien magia, un piede nel caimano, cura malattie. Iwari tiene fuoco, posto sotto lingua, a nessun ne dà, geloso che si estingua, privo di amici, Yomave lo avvicina, e ridere lo fa; presso amaca Iwariwe, presso sciabono, notte con piogge, freddo faceva, molti yanomami, tossivano insistenza, fuoco Iwariwe, bastava a curarli, ma padrone fuoco, va a ignorarli. Un giorno Yomave, in amaca lo culla, Iwari dormiva, improvviso starna bava, fuoco salta fuori, da bocca spalancata, Yomave lo afferra, salta si allontana, torna allo sciabono, e Fuoco dispensa. Iwariwe disperato, caimano diventa, Yomave spicca salto, ma perde suo piede, finisce sui rami, di albero Cacao, lascia scintilla, che ogni legna brucia, pianta che innesca, fuoco medicina: |Prioma-rospoarancio, donna di torrenti, disse a predire, fuoco fà soffrire, la invocano pagè, a curare febbri. Yanomami morte, è rito di passaggio, lascia ai discendenti, ceneri di ossa, per fare comunione, osteofagico rito, a superar paure, e anima librare: ogni umano possiede, anima Nobolebe, nuvola di fumo, da corpo si solleva, durante cremazione, verso il cielo leva, manca nel bimbo, nei morti non cremati, dispersi o uccisi a fiere, errano in foresta, soli o a schiere; seconda anima è Monise, ombra oppur nagual, durante vita alberga, nel totem animale, ragno aquila o giaguaro, uccide yanomami, se uccidi suo animale. Durante cremazione, si uniscono le due, lo Spirito del sogno, con Anima vitale, poi in altro mondo, van da Wadawadana, giudice dei morti, che smista fiumana. Piangono hekurà, la morte di un pagè, lasciano suo corpo, quando è moribondo, mentre se ne vanno, cielo divien scuro, piove tuona e scaglia, folgori con fumo; danze frenesia, attorno al moribondo, lo chiamano fratello, figlio o papà, mostrano oggetti, di sua proprietà, imprecano gridando, la sorte che verrà. Acqua umidisce, tabacco tra le labbra, piangono a dirotto, donne e maschi insieme, cadavere abbellito, con piume di sparviero, dipinto di rosso, su pira fuoco vero; da varie abitazioni, tizzoni catastati, su legna incenerisce, amaca col corpo, acre odore e fumo, si unisce al crepitio, parenti ballan strazio, lanciano sul fuoco, frecce con faretre, ceste e oggetti del defunto, esprimono dolore, senza disappunto; dopo qualche ora, cadaver consumato, cener raffreddata, è raccolta con ossa, entro una cesta, prese dai parenti, saranno consumate, nei riti di un |Rehao. Yanomami festa, invitano amici, sparsi in foresta, attorno a nonno fuoco, mito agnacorami, occasione di legami, baratti e strategie, scambiano regali, parenti con amici, Pesce selvaggina, cibo nella fossa, chiude intero rito, cenere di ossa. Uomini riuniti, inalano epenà, mangiano banana, sgarbo se ne resta, invocan hekurà, picchian piedi a terra, calata la notte, entran donne in scena; al cenno del pagè, danzano con passi, 4 avanti e dietro, due a due fan canti, frizzi e provocazio, ad uomini rivolte, su amache distesi, danno le risposte; tutti innamorati, prescinder dai legami, rischiano villaggi, di giunger alle mani, duelli con disfide, dialoghi ed affare, culmine Reaho, brivido di gare. Alba fine festa, abbracciano felici, inalano epenà, pagè tutti riuniti, seduti sulla terra, in dialogo ritmato, suggello e garanzia, opera ha compiuta, Reaho di fratellanza. jurema_cantos.m4a
lume091-C'era una volta una foresta dove cresceva un albero così alto che sembrava unire la terra al cielo. Un ragazzo vi salì e non scese più: da lassù capì che cambiare altezza significa cambiare pensiero. Poco lontano, un bambino costruì un palazzo di gelato e un altro inventò numeri che nessuno aveva mai contato. Gli adulti sorridevano con indulgenza, ma intanto il mondo diventava più grande. Nella stessa foresta vivevano i bambini Yanomami, che sapevano che gli alberi parlano al vento, che i sogni insegnano quanto i maestri, e che l'immaginazione può diventare cura, memoria e coraggio; la loro numerazione va da uno fino al tre (mahu orakabe orakataue), poichè uno produsse due, due produsse tre, e tre produsse bruka, la moltitudine dei diecimila. Nei villaggi Yanomami, quasi tutti sono pagè,, sentono cioè la chiamata del loro spirito, si bagnano al fiume e poi escono, parlando di affetto e desiderio che trasmettono con sguardi e suon; i loro bimbi son gioiello della comunità, mentre amano e temono la pioggia, e credono che il mare, che mai hanno visto, sia la culla de mondo intero. La foresta è il loro tempio e oracolo, e i pagè fan previsioni, accurate su clima, arrivo di ospiti, piogge o siccità, tempeste e altri eventi come epidemie o calamità: i pagè non fuggivano dalla realtà, ma imparavano a guardarla con gli occhi degli animali, delle piante e degli spiriti, perché ciò che cambia lo sguardo cambia anche il destino. Questo è il segreto che Milton Erickson avrebbe raccontato senza mai spiegarlo: quando una persona scopre una nuova immagine, comincia già a vivere in modo diverso, la mente segue le metafore come il seme segue la luce. Perfino Leopardi, che vedeva la Natura matrigna e indifferente, riconobbe nell'immaginazione il dono più prezioso concesso agli esseri umani: non per negare il dolore, ma per renderlo abitabile, trasformandolo in poesia, speranza e significato. Anche Jung, ascoltando i Pueblo del New Mexico, intuì che il mito non è un'illusione infantile, ma un linguaggio antico con cui l'uomo continua a dialogare con il mondo. Così Cosimo, nella fiaba del Barone rampante rimane sull'albero, Rodari continua a inventare storie, i bambini Yanomami osservano la foresta, e ogni essere umano, quando immagina, pianta un albero invisibile dentro di sé. Le sue radici affondano nella realtà, ma la sua chioma cresce verso l'infinito. Forse la più grande forza dell'uomo non è dominare la natura, ma immaginare nuovi modi di abitarla.

92:lume092-Siona oggi trecento, sul rio Putumayo in Colombia, si rifugiano nella selva madre per preservare la loro cultura. Nei loro miti, Sole, Luna e Tuono, insieme ai fratelli Pleiadi e a una sorella, abitavano la terra come giganti e bevevano yagé; la sorella, ebbra, cade e vomita, mentre Luna beve senza visioni. Questi spiriti avi arrivano nella selva per aiutare i Siona a curare l’ecosistema e rafforzare l’identità della comunità. Insegnano la preparazione del yagé e poi ascendono ai cieli, mentre la sorella Pleiade si trasforma in vento, alberi e formiche, fissando il mito. L’universo Siona è composto da cinque piani, con dischi interconnessi, il primo sotto terra, fino all'mpireo di metallo sopra tutti. La terra ha due lati, ikako e yeki kako, e gli esseri che li attraversano mutano forma: umani come uccelli, animali come giaguari, anaconde, rane e pecari guidano gli sciamani, mentre pesci portano piante come il mais. L’interazione tra i lati regola pioggia e cicli naturali. L secrezione della rana Phyllomedusa bycolor, il Kambo, viene usata dai Siona e studiata da Lattanzi per attivare meridiani, favorire sogni attivi e trattare dipendenze.# |SIONA di Colombia, del rio |Putumayo, trecento rimasti, dal tempo coloniale, rifugian selva madre. Siona mito narra, Sole Luna e tuono, a Pleiadi fratelli, hanno una sorella, vivon tutti a terra, come giganti umani, e bevevano yagé: sorella ebbra avan visione, cade da sua amaca, vomita e sparge feci, mentre Luna maschio, beve senza visioni; questi spiriti avi, giunsero alla selva, ad aiutare i Siona, a curare ecosistema, con forza dei cacique, identità che torna: insegnano ai Siona, a fare la bevanda, poi ascesero ai cieli, mentre sorella Pleiade, mutasi nel vento, alberi e formica, e fissa ciò nel mito. Siona universo, fatto a cinque piani, gran dischi in relazione, piatti di fontana, sotto terra il primo cielo, secondo e terzo cielo, sopra tutti sta, Empireo cielo metallo; dove incontrano i fiumi, esiste la colonna, che connette i primi tre, abitati da entità. La terra tien due lati, ikako e yeki kako, ikako quan si sogna, o si beve iko, gli esseri ai due lati, passano il confine, subendo mutazioni, umani come uccelli, mentre gli animali, giaguaro ed anaconda, raganella e pecari, giungono di quà, prendendo forma umani, guidano sciamani, mentre i pesci là, appaion piante mais, quando vengon quà; interazion tra i lati, è base della vita, pioggia cade qua, se attività è di là, ovver si beve chicha. |Kambo secrezione, di anfibio raganella, Phyllomedusa Bycolor, nel libro professore, che Giovanni |Lattanzi, usa a sviluppare, suo metodo di cura, che attiva i meridiani, con il secreto Kambo, usando in sinergia, Kambo e radice Boca, a trattare dipendenza, e sogno attivo essenza.| Romulo racconta la sua vita nell'Amazzonia, tra Perù e Colombia, dove vivono Matses, Ashaninka e Siona, tra giaguari, caimani e rane arboree. Matses/Ashaninka sono cacciatori-raccoglitori su palafitte, coltivano yucca, banane, canna da zucchero, e comunicano con spiriti delle piante e totem animali. Il Sapo Kambo, muco di rana arborea, viene applicato su ferite: induce visioni premonitrici, forza fisica e percezioni acuite per la caccia. I Siona del Putumayo, pochi sopravvissuti, praticano yagé per connessione ai cieli, agli antenati e agli spiriti, con miti di Pleiadi, Luna e Sole; i riti prevedono tre notti di bevuta, canti e visioni, dove lo sciamano guida il novizio attraverso trasformazioni e rinascita simbolica. Ogni esperienza fornisce conoscenze su animali, piani dell’universo e rimedi. Il pajè spiega scopi di cura o caccia, tracciando patti con gli spiriti e indicando luoghi di preda. Gli Awa, nomadi della selva, praticano Karawara alla luna piena, cantano e viaggiano nello iwa, incontrando antenati e spiriti animali. Giovani apprendono osservando, mentre animali allevati diventano compagni, preservati e protetti. Tutti questi popoli intrecciano natura, mito e conoscenza pratica, con riti che insegnano, proteggono e rafforzano la comunità.# Romulo narra, sua storia Amazzonia, vissuta in Perù, confini con Colombia, terra di caimani, malaria febbre gialla, vivono i Matses, giaguari e arborea rana, tra Siona e Yanomami. |MATSES e Ashaninka, cacciator-raccoglitori, fanno palafitte, la pioggia spesso inonda, durante la stagione, ai tropici di norma, umido ambiente, caldo appiccicoso, coltivano yucca, zuccheri e banane; alfine di cacciare, devon comunicare, con spiriti di piante, e totem animale. Romulo ha un amico, Sandro Matsigenga, ha figli e due mogli, del clan Ashaninka, dorme con le piante, sogna il loro uso, se a genio gli vai, ti insegnano infuso: lor usano 1 secreto, di un arborea rana, qual mezzo caccia-pesca, medicina umana, phillomedusa versicolor, detta Sapo Kambo, è un antico pagè, che in loro va cantando; muco pelle raganella, sfregan su ferita, sul corpo cacciatore, farà circolazione, ad avere sogni, premonitori su animale, preciso luogo caccia, li aiuta una solanace: pianta fiuto |Nu-Nu, durante il rito sapo, serve acuire sensi, a caccia nella selva, verde polvere tabacco, a cener mescolata, unita a kambo-saliva, sfregata o inalata: pelle va spellata, da ramoscel rovente, il sapo liquefatto, si applica su piaga, a zona ustionata, ugual capocchia spillo, corpo scalda e arde, suda fa scompiglio, brucia da interno, cuor martella corre, ogni vena arteria, senti aprir nel corpo, a permettere la corsa, sangue burrascoso, vulcano ridestato, corpo erutta acquoso; van fuori controllo, funzioni corporali, sbavare e lacrimare, orinare e defecare, sommerge ogni rumore, corsa martellante, sangue accelerato, dolor divienta grande, respiro affannoso, desider lui morire, lo stomaco tien crampi, inizia a vomitare, tutto affievolisce, esausto cade al suolo, perde conoscenza, risveglia nel Dio tuono: la forza muscolare, erculea in ogni posto, visione approfondita, al buio senza sforzo, sopporta senza cibo, rincorre gli animali, e vari giorni vede, con sogni magistrali. |SIONA di Colombia, del rio Putumayo, trecento rimasti, dal tempo coloniale, lor religione rispose, a repressione esterna, rifugian selva madre, ricevono bevanda, forza dei cacique, identità che torna, a curare ecosistema. Siona mito narra, sciamani primordiali, Sole Luna e tuono, a Pleiadi fratelli, hanno una sorella, vivon tutti a terra, come giganti umani, e bevevano yagé; insegnano ai Siona, a bere bevanda, sente pleiade più giovane, ebbrezza avan visione, cade da sua amaca, vomita e sparge feci, mentre Luna maschio, beve sen visioni; appreso a ber yagé, ascesero ai cieli, mentre la sorella, mutasi nel vento, alberi e formica, e fissa ciò nel mito. Siona universo, fatto a cinque piani, gran dischi in relazione, piatti di fontana, sotto terra e primo cielo, secondo e terzo cielo, sopra tutti sta, Empireo cielo metallo; fine mondo è dove, si incontrano i fiumi, nel grande lago dove, è colonna che connette, i primi tre piani, abitati da entità. La terra tien due lati, ikako e yeki kako, ikako quan si sogna, o si beve iko, gli esseri ai due lati, passano il confine, subendo mutazioni, umani come uccelli, mentre gli animali, giaguaro ed anaconda, raganella e pecari, giungono di quà, prendendo forma umani, guidano sciamani, mentre i pesci là, appaion piante mais, quando vengon quà. Interazion tra i lati, è base della vita, come dicon Tzutujil, che attività di là, influenzano di quà, pioggia cade qua, quando la gente là, beve chicha birra mais, che sparge pure al suolo. Siona fino anni 60, cerimonie ayahuasca, calma crisi e pianti, causati da banchieri, Arsenio Yaiguaje, ultimo pajè, non lascia successore, tra i giovani urbanizzati, ora alcolizzati. Siona due volte anno, ora bevono iko, quan passa il pajè, del popolo vicino, riunioni conviviali, di gruppi familiari, si narrano esperienze, vissute in altro piano, con minuzia dettagli, dei luoghi visitati, esseri incontrati, costumi e riti dati: alcuni esseri sono wati, abitan ovunque, foresta fiumi e cieli, come mbwiri africani, son diversi per tipo, come i wati dei morti, o i wati inviati, o encantos e altri; wati arrabbiati, san dare malattia, in casi debolezza, come nei neonati, mentre i Bain sono, gente come i Siona, vivono altri piani, amano yagè, li visita sciamano, in forma di giaguaro, quan beve suo yagé. Ingrediente base caapi, masticato a lungo, sfibrato ed ingerito, o macerato in ore, beve acqua filtrata. Sama conosce molte liana, per cottura o manducazio, le coltiva e le prepara, per diversi riti bevanda, varie liane importate, da zone gruppi diversi, alcune tolta la corteccia, scende amar sapore, o aggiunge additivo, foglie Diplopterys cabrerana, o specie Brunfelsia, che i piedi intorpidisce, come tabernaemontana, apprendistato accelerato, con yoco e tabacco, o Psychotria in tempi magra, oppure datura, usata raramente, permettono mutare, in serpente o giaguaro. Yagè preparato, in capanna collettiva, usan precauzioni, a evitare che guasti, o rendere visioni, fuori controllo, se donna beve troppo, rischia un aborto, incinte o mestruate, restano in disparte: donna dopo il parto, si lava tutti i giorni, 40 giorni dieta, prima di far cuoca, al Siona sciamano. Rito collettivo, invita tutti quanti, ai giovani maschi, è scuola di Arsenio, che canta a guidar visioni, come vie sonore, prima i canti di chiamata, di spiriti yuxin, seguon canti stabilizzanti, poi icaro a vedere, poi i canti di congedo; nel corso rituale, visioni collettive, invocate e controllate, dal pajè maestro, dopo il tramonto, alla casa yagè, presso la foresta, ognuno amaca da sè, appende e prende posto, nella capanna che: sciamano prova il thè, poi arregla ogni tazza, con canti e foglie secche, a dar vision volute, beve sin tre tazze, verifica qualità, se produce buon visioni, altrimenti va gettar, rito interrompe, per ricominciar. Se visioni son buone, inizia a cantare, lo aiutano assistenti, a vestirsi rituale, corona e baston di piume, di uccello guacamayo, cioè spirito del sole, il primo sciamano, che viaggia nel cielo, uccello su spalla. Bevon partecipanti, a turno dopo Arsenio, che regola lor yagé, tornano a sdraiarsi, sua amaca ciascuno, nel corso della notte, fin cinque tazze a bere, tra pause di 2 ore, chi mastica canna zucchero, va bilanciare amaro. Saman mentre canta, da flauti accompagnato, durante le visioni, fedeli entrano là, vedon gente yagé, bella decorata, comunican con loro, e copiano i disegni, su proprie facce Siona, e su amache vedranno, samano tal giaguaro, anaconda od ocelot, che esce da capanna, a far visita a quei clan. A termine del rito, 1 bevanda temperata, chiude cerimonia, riunione viene sciolta, pajè spiega visioni, esperite da gruppo, se scopo era cura, spiega causa malattia, il wani del malanno, e i rimedi per guarire; se scopo era caccia, Cacique narrerà, il patto concordato, con wani di animali, nel corso del suo viaggio, luoghi e tempi indicherà, a trovar prede animali, donate da lor wani. Visione collettiva, stimolata da pajè, a inizio cerimonia, anticipa nei canti, ciò che incontreranno, tutti alle visioni, dettagli di colori, e geometrie ulteriori. Siona vedono tre tipi, individuo sposato, che ha provato bevanda, il secondo è cantante, ha bevuto più a lungo, ha esperito stacco corpo, con visioni altro lato; terzo è indovino, che vede giaguaro, Curaca in lingua quechua, sa visitare i piani, secondo sviluppo, Dau potere accumulato, con bevuta regolare: dau è come num, sostanza fisica che cresce, nel corpo del maestro, nel lungo apprendimento, dove lo studente, sperimenta visioni, naturali e culturali, alternando isolamento, dieta emetici selva, banane verdi pesci e uccelli, le mature son proibite, almeno per un mese. Dau conferisce, potere a medicine, maestro canta sopra, attiva loro forza, induce pur visioni, con bevande più leggere, come yoco e alloro. Studente pronto beve, tre notti lo yagè, vive mito Pleiadi, ebbrezza vomito e diarrea, perdita equilibrio, seconda notte vede fuochi, bruciato e morso da serpenti, da macchine e anaconda, se resta sen paura, continua iniziazione, vede gente altrove; nella terza notte, vede Madre Giaguaro, o Madre Anaconda, che intona canti lutto, lo chiamano figlio, e lamentano sua morte: studente si vede, mutato in bambino, avvolto e allattato, da Madre Giaguaro, che poi lo allontana, studente è rinato, tra gente yagè, dau in lui fluisce, e riceve un nuovo nome. Studente e maestro, poi bevono insieme, eseguono viaggi, attraverso le pintas, piani di universo, ogni pinta è abitata, da disegni colori, e specifici canti, appresi a ogni ciclo, di tre notti yagè, passata ogni pinta, rafforza il suo dau; alla casa di tigri, invitati a riposarsi, mentre mestre spiega, al novizio ciò che vede, carriera del novizio, passa dai disegni, tatuaggi sonori, degli esseri che vede; se và da altri maestri, viaggia con loro, raggiunge altre pinta, acquista altri canti, cumula visioni, mantiene memoria, del lato in cui si trova, cosciente di apparenze, resta essere umano, ritorna su sua terra; vedon tutti i piani, solo abili sciamani, raggiungono la Luna, o cielo di empireo, fatto di metallo, che Dante pur descrive, con cori musicali, e rosa dei beati; alcuni da lontano, intravedon qualche piano, che poi li specializza, nel rito caccia o cura, contatto di animali, astri tuono e vari. |AWA gruppo indios, vive selva mentale, frutti e miel migliore, san dove trovare, caccian selvaggina, nomadismo stile vita, cerimonia Karawara, luna piena invita: viaggiano uomini, allo iwa della selva, entrano in capanno, portale tra 2 mondi, donne decorano mariti, piume avvoltoio, 1 resina per colla; giovani osservano, al chiaro di luna, arriva stato trance, 1 canto sufficente, canto si fa forte, i bimbi sono a nanna, nel capanno-tempio, a turno ognuno canta, incontrano lor avi, e spiriti foresta, in dimensione aliena, caccia è fortunata, Iwa è la dimora, di essenza di animali, ne allevano qualcuno, compagni degli umani; orsetti procione, cinghiali avvoltoi, se 1 cucciolo di scimmia, entra in famiglia, vien nutrito al seno, mai sarà mangiato, se torna in foresta, è hanima preservato. libro_altrove_incensi-sapopineale.m4a
lume092-Medusa Regina, figlia di Re Forco, in isole occidentali, eredita il trono, di Corsica e Sardegna, dimora dei Giganti, custodi di memoria. Su navi tra i nuraghe, guida le sue genti, saggia e coraggiosa, aleggia nel silenzio, custode oracolare, migra a radicare: ricorda essere intero, conquista il mondo interno, gigante del Tirreno, dal Ponto e la Crimea. Medusa Steno Euriale, son figlie del Tirreno, sovrano di occidente, giunto dall'oriente, Gorgoni erano dette, figlie a quel sovrano, reale e mitizzato, in Corsica e Sardegna. Sorelle pur regnanti, nei culti lunari, vegliano i confini, terra-mare e vita-morte. Medusa regina, combatte gli invasori, venuti anche dal mare, suo padre contro Atlante, in battaglia navale, subisce la sconfitta, e muore annegato, Lei pianta Orniello manna, a memoria di suo padre, che vien divinizzato, come dio marino. Atlante avanzò col tempo, patriarcale e verticale, e Regina mai sconfitta, mutata venne in mito, tra rocce dei Giganti, volti scolpiti al vento, oracola sua voce: Noi veniam dal Ponto, da un mare scuro e antico, dove Amazzoni guerriere, attraversano memorie, fin acque di Amazzonia, a occidente dei nuraghe, un unico respiro. Regine oracolari, di presso al mare scuro, guardano la stirpe, dei culti della dea, poi vennero gli dèi, del cielo a spezzar tutto, ci resero nemiche, chiamandoci gorgoni, i Giganti resi pietra, memor fossilizzate. Medusa con suo sguardo, rivelava verità, del cielo e della terra: non temer suo sguardo, ma temi ciò che in te, rifiuta di esser visto. Tra pietra vento e mare, Hannah Lynn ricorda, memorie di Sardegna, in Pauli Arbarei, tombe dei giganti, giunti per via nave, dal mar della Crimea, sede delle Amazzoni; dopo la migrazione, vi fu frammentazione, tra amazzoni e gorgoni, giunte anche in Brasile, portando il culto antico, di stirpe nata al Ponto.

98:lume098-Croton lechleri, detto Sangue di Drago, è un albero dell'Amazzonia e delle Ande. Dal taglio della sua corteccia sgorga un lattice rosso ricco di taspina, che arresta il sanguinamento, favorisce la cicatrizzazione e protegge dalle infezioni. Da secoli è impiegato per ferite, ustioni, ulcere, punture d'insetto, gengiviti e altri disturbi. Resine simili, chiamate anch'esse Sangue di Drago, si ricavano dalla Dracaena di Socotra e da alcune specie di rattan delle Isole della Sonda, usate come medicine, incensi, pigmenti e lacche. Accanto al Croton compare il Neem, altra pianta custode, del Nepal stavolta, il cui olio respinge i parassiti favorendo l'equilibrio naturale dell'ambiente attorno: |Olio-di-Neem su cocciniglia, cotonosa o farinosa, + sapone di Marsiglia, scioglie lo zucchero della foglia, tu spruzzalo sul limone una volta a settimana, e se infestazione è forte, usa l'olio minerale. Olio di Neem entra dentro la foglia e avvolge la larva minatrice. Croton e Neem, insieme insegnano che la natura non elimina ogni ferita: le offre il tempo e la forza per rigenerarsi. Ora rifletti: ciò che esce dalla ferita della pianta diventa protezione, bellezza e memoria.| CROTON lechleri, noto come Sangue di Drago, è un albero dell’Amazzonia e delle Ande. Il suo lattice rosso, estratto dalla corteccia, è un potente cicatrizzante e antisettico. Contiene l’alcaloide taspina, con proprietà antivirali, antitumorali e astringenti. Usato per curare ferite, ulcere, ustioni, punture di insetti e gengiviti. Per uso interno aiuta contro malaria, anemia, dolori mestruali e problemi respiratori. Le resine rosse del Sangue di Drago si ricavano anche da piante come Dracaena cinnabari (Socotra) e specie di Rattan (Isole della Sonda). Utilizzate per lacche, restauri, inchiostri e incenso, hanno virtù emostatiche, cicatrizzanti e febbrifughe. NEEM (Azadirachta indica), detto "farmacia del villaggio", è un albero del Nepal. L’olio e il decotto di foglie sono antiparassitari naturali per pelle e agricoltura. Spruzzato regolarmente allontana acari e insetti. Favorisce la presenza di uccelli e vespe utili contro parassiti dell’orto.# |CROTON lechleri, sangue Drago rosso, amazzone euforbia, don Romulo mi dice, che lattice viscoso, estratto da corteccia, di Lechleri Croton, è buon cicatrizzante, guarisce le ferite, in Amazzonia e Ande. Lattice corteccia, cura ulcere ferite, alber sempreverde, chioma ampia tonda, foglie forma cuore, acuminate affonda: tiene alcali tropani, alcaloide Taspina, antisetti antitumore, su pelle strofina, addensa divien bianco, circola veloce, guarisce ferite, ustion lacerazione, punture insetto, artriti e cicatrizzi, lattice via orale, diluito a gengiviti, contro tigna e malaria, anemia leucemia, emostatico astringente, aiuta muscolare, antiviral respiro, calma dol mestruale. |SANGUEDRAGO sono, resine rosse, da piante tropicali, Croton Dracaena, essudano da tagli, della corteccia, o incisioni tronco, rami frutti cerca: Dracaena cinnabari, da isola Socotra, in oceano Indiano, tra Yemen e Somalia, dà resine migliori, per via isolano clima, incenso con tinta, lacca-restaura legni, cornici e violini. Panacea a ferite, buon coagulanti, alle Canarie cresce, endemica dracaena, usata come incenso, pulisce da influenze, inchiostro rosso reca, ai sigilli serve, in isole di Sonda, è palma di Rattan, usata a laccare, e decorar rossi fogli, resina raccolta, dai frutti del Rattan, acqua calda separa, in palle di dragan: virtù anticoagulanti, Sangue di Drago, usato esternamente, ferma sanguinamento, internamente dosato, cura ulcere bocca, abbassa la febbre, e la diarrea smorza. |NEEM albero Nepal, |Azadirachta indica, Farmacia villaggio, custodito tramandato, olio di Neem, usan contro parassiti, pustole di pelle, di uomini e animali, anche sulle piante, diluto e irrorato, repelle ogni acaro: spruzzo acqua neem, almeno 4 volte, invito coppia Cince, frutteto nido vuole, vespa depone uova, in larve e bruchi che, danneggiano orto, + larve attir ben. flora_olio-neem_antiparassita.mp3
lume098-Il serpente porta il veleno dell'inganno che cresce dove il cuore si svuota di verità. Micael lo affronta con la giustizia, Maria con la grazia: entrambi non negano il serpente, ma ne spezzano il potere. Anche la foresta custodisce questo insegnamento. Quando il Croton lechleri viene inciso, non trattiene la sua linfa: dona un sangue rosso che richiude le ferite. Una fiaba della foresta amazzonica racconta che, gli uomini domandarono alla Foresta quale fosse il rimedio più forte. La Foresta non rispose. Un giovane allora ferì per errore la corteccia di un grande albero. Dal taglio ne uscì sangue rosso. Il ragazzo pianse, credendo di averlo ucciso. L'albero gli disse: non temere, ciò che esce dalla mia ferita non è la mia fine, ma il mio dono. Con quella linfa furono curate le piaghe dei bambini, le ustioni dei cacciatori e le ferite della guerra. Da allora i saggi insegnano che l'albero non sanguina per morire, ma perché la vita continui. Chi riceve quel dono porta con sé una cicatrice che non è sconfitta, ma memoria. Il guerriero attende il tempo giusto: non combatte per rabbia, ma quando il cuore è limpido. Oracolo del drago: dalla ferita nasce la medicina, e la cicatrice non cancella il colpo ricevuto, ne custodisce la forza trasformata. San Pancrazio sorride e parla a chi combatte con dolcezza: Il Serpente inganna, ma chi lo guarda senza paura lo rende muto, chi è pieno di grazia non teme il veleno; non cercare una vita senza ferite, piuttosto custodisci ciò che in te sa richiuderle senza indurire il cuore. Ogni dolore attraversato con presenza può diventare rimedio anche per altri.

100:lume100-La Libellula è un insetto dell'acqua e dell'aria, la cui vita inizia nei fondali: per mesi o anni vive come ninfa acquatica, nascosta alla vista, nutrendosi e crescendo nel silenzio. Quando arriva il momento della trasformazione, sale lungo uno stelo, abbandona la vecchia pelle e lascia indurire le ali alla luce del sole. Da allora diventa una creatura del cielo, capace di volo acrobatico e improvvisi cambiamenti di direzione. Le sue ali battono rapidamente e i suoi grandi occhi composti, formati da migliaia di piccole cellule sensibili alla luce, le permettono una visione quasi totale dell'ambiente. Per questo è considerata simbolo di percezione, adattamento e trasformazione. Come la libellula unisce acqua e aria, così l'uomo unisce ciò che è visibile e ciò che è invisibile. In Giappone vi era un tempo Akitsushima, l'isola della libellula: l'imperatore Jinmu osservò la sua terra dall'alto di una montagna, e disse che sembrava due libellule unite per la coda. Da allora la libellula è coraggio, estate, raccolto, vittoria senza arroganza, e i samurai la portavano sugli elmi. La libellula vive due vite, nasce nell'acqua (inconscio, materia, grembo), vive per mesi o anni come ninfa invisibile, un giorno sale lungo uno stelo, rompe la vecchia pelle, aspetta immobile che le ali si distendano, poi diventa la splendida creatura dell'aria e della luce, poiché solo allora può volare. Il Dao insegna che l'acqua accoglie senza trattenere e la vita cresce quando segue il proprio ritmo naturale. La trasformazione autentica è portare ciò che si è imparato nell'elemento nuovo. Riflessione: Chi ha imparato a vivere nell'acqua può un giorno affidarsi al vento.| LIBELLULA |dragonfly, color appariscenti, da larva vive in acqua, pesca le zanzare, 1 mandibola spara, 1 maschera da presa, con cui cattura preda, in rapida impresa. in Estate va su stelo, al fine di mutare, Libellula fuoriesce, sue ali fa indurare, 4 ali batte lente, 25 volte al secondo, si lascia avvicinar, improvvisa vola fondo; acrobatica caccia, a vista insetti vari, mosche con zanzare, 250 volte batton ali. |Libellula occhi grandi, 30 mila cellette, sensibili alla luce, frattali microantenne, sua Tv coerente. INFERNO (dove si punisce il peccato non pentito), 9 cerchi con Lucifero/Iblīs al centro, re del ghiaccio, cherubino decaduto, ribellione dell'intelletto separato. Antinferno: Ignavi (né buoni né cattivi) che inseguono invano uno stendardo. 1° Cerchio (Limbo): virtuosi pagani senza fede, cioè privati della visione di Dio, hanno sapienza senza rivelazione (Platone, Averroè, Noè, Adamo). 2° Cerchio: Lussuriosi travolti da una bufera eterna, desiderio disordinato (Minosse, Francesca e Paolo). 3° Cerchio: Golosi sdraiati nel fango sotto pioggia sporca (Cerbero). 4° Cerchio: Avari e prodighi che spingono pesi l'un contro l'altro (Pluto, Daimon del possesso). 5° Cerchio: Iracondi e accidiosi immersi nella palude Stigia (flegias). 6° Cerchio: Eretici rinchiusi in sepolcri infuocati poichè negano lo spirito. 7° Cerchio (3 gironi), Violenti contro il prossimo (bolliti nel sangue), contro sé stessi (alberi parlanti), contro Dio/natura/arte (su sabbia infuocata, sotto pioggia di fuoco). 8° Cerchio (Malebolge, 10 bolge dei demoni retori con intelligenza distorta): Fraudolenti, ruffiani, adulatori, simoniaci, maghi, barattieri, ipocriti, ladri, consiglieri fraudolenti, seminatori di discordia, falsari. 9° Cerchio (Cocito, 4 zone): Traditori di parenti (Caina), della patria (Antenora), degli ospiti (Tolomea), dei benefattori (Giudecca), qui regna il ghiaccio, immobilità e oscurità assoluta dell'ego. PURGATORIO (7 cornici + Eden), dove le anime pentite si purificano ascendendo, come i mistici nel Mi‘rāj che attraversano i sette cieli planetari. Antipurgatorio: scomunicati, pigri a pentirsi, morti violentemente ma pentiti. 1ª Cornice: Superbi schiacciati da pesi, imparano umiltà (Luna, Gabriel/Jibrīl, umiltà, inizio della visione). 2ª Cornice: Invidiosi con occhi cuciti, vestiti di sacco (Mercurio, Rafaël/Isrāfīl, armonia e guarigione). 3ª Cornice: Iracondi immersi in fumo nero (Venere, Micael/Mīkā‘īl, giustizia e purga). 4ª Cornice: Accidiosi che corrono incessantemente (Sole, Uriel/Shams, luce e vigilanza). 5ª Cornice: Avari e prodighi sdraiati bocconi, bocca a terra (Marte, Samael/Israfil, trasmutazione del desiderio con la musica). 6ª Cornice: Golosi emaciati, tentati da alberi profumati (Giove, Zadkiel, Moderazione e grazia). 7ª Cornice: Lussuriosi che camminano tra fiamme ardenti (Saturno, Cassiel, distacco e contemplazione). Paradiso Terrestre, Giardino di Eden, sulla cima del monte: Dante incontra Matelda, si immerge nel Lete e nell’Eunoè per dimenticare il male e ricordare il bene (Settimo cielo, Sidrat al-Muntahā/Grifone, rinascita e unione delle nature). PARADISO (9 cieli + Empireo), dove le anime beate godono di Dio secondo la loro luce. 1° Cielo della Luna: Spiriti inadempienti a voti (Gabriel, fede). 2° Cielo di Mercurio: Spiriti attivi per gloria terrena (Rafaël, servizio). 3° Cielo di Venere: Spiriti amanti (Anael, carità). 4° Cielo del Sole: Spiriti sapienti e teologi (Uriel/Isrāfīl, illuminazione). 5° Cielo di Marte: Spiriti combattenti per la fede (Micaël, forza). 6° Cielo di Giove: Spiriti giusti che formano la scritta DILIGITE IUSTITIAM (Zadkiel, giustizia). 7° Cielo di Saturno: Spiriti contemplativi (Cassiel, saggezza). 8° Cielo delle Stelle fisse: trionfo di Maria, apostoli e santi, esame di Dante su fede, speranza e carità (Metatron/Nur, visione). 9° Cielo cristallino o Primo Mobile: Motore dell’universo, sede degli angeli (Serafini, Cherubini, amore dinamico). Empireo, oltre il tempo e lo spazio, visione diretta di Dio, Vergine, Rosa dei beati (dal greco en_dentro pyr_fuoco, luogo di luce incorruttibile, fuoco divino che illumina senza bruciare, Al-Arsh). arpaceltica_corso-repertorio.mp3
lume100-Una leggenda dei Navajo racconta che, durante una grande siccità, il Popolo Sacro non trovava più acqua. Una piccola libellula volò davanti agli uomini senza mai fermarsi; chi ebbe fiducia la seguì fino a una sorgente nascosta, dove la terra tornò a vivere. Da allora gli anziani insegnano che la libellula non mostra soltanto la via dell'acqua: ricorda che ogni trasformazione nasce dall'attendere il momento giusto. Molti popoli amazzonici la vedono come l'anima dell'acqua: quando una libellula si posa vicino al fiume, significa che gli spiriti stanno ascoltando. Un arcangelo dalla luce dorata custodisce il prato dove la libellula compie la sua trasformazione. Lo scudo non serve a colpire il buio, ma a proteggere il momento sacro della metamorfosi. Michele non combatte la creatura oscura, ma veglia sul passaggio dalla vecchia forma alla nuova vita, tra ciò che deve morire e ciò che deve nascere. La libellula richiama il viaggio della Divina Commedia: Dante discende nell'Inferno, attraversa il Purgatorio e sale al Paradiso, cambia sguardo e compie una metamorfosi: ogni caduta può diventare ascesa quando il cuore aspetta immobile che le ali si aprano alla luce, così ricorda la sua sorgente. Oracolo della Libellula: non avere fretta di volare, le ali maturano nel silenzio; chi ha imparato a respirare anche nell'acqua, ritrova il cielo dentro di sé. La vera libertà nasce quando ogni parte di sé trova il proprio cielo.

101:lume101-Il cammino richiama l'ascesa attraverso i cieli del Mi'rāj islamico. Dante descrive nove cori angelici attraverso cui la luce divina discende fino al mondo. La storia stessa, da Daniele a Ciro il Grande, viene letta come incontro tra vicende umane e ispirazione invisibile. Gli arcangeli rappresentano le principali funzioni dell'azione divina. Gabriele è associato al Cielo della Luna. Raffaele, il guaritore e guida dei viaggiatori, è associato al Cielo di Mercurio. Michele, il difensore della fede e della giustizia, è legato ai cieli del Sole e di Marte. Dante dispone gli angeli in nove cori ordinati in tre triadi: Serafini, Cherubini e Troni, che contemplano il divino. Dominazioni, Virtù e Potestà che governano l'ordine del cosmo e delle forze naturali. Principati, Arcangeli e Angeli che guidano popoli e singoli uomini. L'itinerario della Divina Commedia riflette questo ordine cosmico. L'Inferno (9 cerchi) rappresenta il peccato non pentito e culmina nel Cocito, dove Lucifero/Iblīs, cherubino decaduto, è imprigionato nel ghiaccio, cioè intelligenza separata dall'amore. I cerchi puniscono progressivamente lussuria, gola, avarizia, ira, eresia, violenza, frode e tradimento. Il Purgatorio (Antipurgatorio, 7 cornici ed Eden) è il monte della purificazione: le anime, attraverso umiltà, carità, giustizia, vigilanza, distacco e temperanza, guariscono i sette vizi capitali e risalgono verso il divino. Il Paradiso comprende nove cieli più l'Empireo; nei cieli planetari appaiono nell'ordine, gli spiriti fedeli ai voti (Luna), gli operosi (Mercurio), gli amanti (Venere), i sapienti (Sole), i combattenti della fede (Marte), i giusti (Giove), i contemplativi (Saturno), i santi e gli apostoli (Stelle Fisse), mentre il Primo Mobile è la sede delle gerarchie angeliche che muovono l'universo. Oltre il tempo e lo spazio si apre l'Empireo, dimora di Dio, della Vergine e della Rosa dei Beati, dove ogni movimento trova il suo principio nell'amore divino. Angeli mediatori tra cielo e terra e custodi dell'ordine del creato: Gabriele è il messaggero della rivelazione: appare a Daniele, Zaccaria, Maria e Maometto, interpreta le visioni, annuncia il Verbo e accompagna l'uomo quando il futuro non è ancora comprensibile. Michele è il custode della giustizia che affronta il drago e protegge i popoli. Raffaele guarisce, guida il viaggio e restituisce integrità.| Gabriele/Jibrīl, angelo messaggero, appare a Daniele, Zaccaria, Maria e Maometto. A Fatima (1917) annuncia dolore per la Russia atea e prepara la visione mariana, che invita al pentimento. In Daniele, Gabriele rivela visioni apocalittiche: persecuzioni di tre anni e mezzo e l'avvento di un re empio che sarà spezzato senza mano d'uomo. Gabriele guida i profeti, interpreta sogni, conforta Gesù, protegge la storia sacra. Insieme a Michele e Raffaele custodisce i popoli e gli elementi naturali. Nella Bibbia, Talmud, Corano e testi apocrifi è mano Sinistra di Dio, dominatore dei Cherubini, intermediario tra cielo e terra, rivela il Quran a Maometto e ne accompagna l’ascesa al cielo, mentre nel Paradiso di Dante incorona Maria. Le visioni angeliche provocano tremore, smarrimento, malattia, ma portano messaggi da comprendere. La visione di Daniele sulle 70 settimane preannuncia persecuzioni, restaurazioni, fino alla venuta del Messia. Gli angeli, in Enoc, governano natura e storia, cantano con le stelle e gli elementi nel Cantico dei Tre Giovani, nel Laudato di Francesco. Michele guida le milizie celesti, combatte il drago e appare nei santuari di Gargano e Mont Saint-Michel. Ciro il Grande, citato da Isaia, Daniele e il Corano, è liberatore ispirato da Dio, simbolo del sovrano giusto che unisce popoli e permette il ritorno degli esiliati. La storia umana, da Babilonia a Tartaria, è letta come teatro angelico, dove lotte tra potenze visibili e invisibili plasmano il destino dei popoli.# Arcangelo Gabriele appare a Fatima nel 1917, annunciando il dolore della Russia atea e anticipando la Madonna. In Daniele (cap. 8-9) rivela visioni apocalittiche: persecuzioni di tre anni e mezzo, montone e capro simbolo di Media-Persia e Grecia, e la venuta di un sovrano empio spezzato senza intervento umano. Interpreta le “Settanta settimane” come tempo di espiazione e rinascita. Gabriele guida profeti e giusti: parla a Daniele, Zaccaria e Maria, annuncia Cristo e conforta Gesù nel Getsemani. Nella Bibbia e nei testi ebraici affianca Michele e Raffaele; nel Corano è Jibrīl, messaggero del Corano a Maometto. È descritto anche in Enoc e nella Divina Commedia come voce angelica che incorona Maria. Gli angeli custodiscono storia e natura: stelle, venti, piogge, fuoco e nevi lodano Dio come nel Cantico dei Tre Giovani e nel Laudato di Francesco. Visioni di Isaia e Daniele mostrano smarrimento, malattia e dolori come doglie di parto davanti agli oracoli divini. Il Talmud e i testi apocrifi narrano Gabriele come Mano Sinistra di Dio, dominatore dei Cherubini e difensore dell’umanità. Michele, “Chi è come Dio?”, è comandante delle milizie celesti: combatte il drago, difende Israele e disputa il corpo di Mosè. Nella tradizione cristiana appare a Siponto (490) e ad Avranches (709), fondando santuari sul Gargano e a Mont Saint-Michel. Patrono di città e mestieri, è rappresentato armato con spada e bilancia come giudice delle anime. Gabriele e Michele sono ricordati insieme a Raffaele il 29 settembre (in Oriente l’8 novembre). Michele è anche nel Corano (Mīkāīl), pari a Jibrīl, custode del popolo e degli elementi naturali. Daniele e Giovanni cadono a terra davanti agli angeli, ma vengono rialzati e confortati: “Non temere!”. La letteratura apocalittica unisce mito e storia (Media, Persia, Grecia, Tartaria) con orizzonte escatologico. Ciro il Grande, visto come liberatore e strumento di Dio, permette il ritorno degli esiliati e la ricostruzione del Tempio. Ricordato da Isaia, Dante e il Corano, Ciro unisce domini e popoli, incarnando l’idea di sovrano eletto da Dio.# Angelo |GABRIELE, protegge il Portogallo, ovvero Rusitania, apparve a Fatima, 13 maggio 17, come grido di allarme, per dolore ella Russia, portata ad ateismo, anticipa Madonna, che chiede pentimento, per riconsacrar la Russia, al suo cuore immacolato, fino alla visione del 13 ottobre, quando inter regione vide miracolo del sole, come ad Iperborea. Alla provincia di Elam, il terzo anno del regno, re |Baldassar-Daniele, ebbi una visione, si trova a Susa city, presso il fiume Ulai, il Signore manifesta, attraverso suoi angeli, pone un termine preciso, alla persecuzione, dopo mille giorni, cioè tre anni e mezzo, metà di sette anni, cioè tempo compiuto, nel biblico linguaggio, Roma Elam sotto assedio, i miei fianchi di dolori, come doglie partoriente, mi contorco a quel che sento, spaventato a ciò che vedo, mio cuore si smarrisce, il terrore mi pervade, la sera insonne vado, prego per la calma; il dolore per suo popolo, provoca malessere, nonostante spiegazione, di Gabriele a Daniele, non comprende la visione, non immagina il futuro, di un sovrano crudele. Daniele o Bernadette, Lucia o Guadalupe, citano simboli, immagini e numeri, a comunicare messaggi, che vanno interpretati, come oracolo a Delfi, visioni da comprender: ecco davanti a me, intesi voce di uomo, che gridava e diceva, Gabriele si presenta: Io sono Gabriele, sto al cospetto di Dio, son mandato a portarti, lieto annunzio al sesto mese. Conoscer nome di qualcosa, è anche possederlo, Adamo impone un nome, ad ogni creatura, anche a sua moglie, come al tempo Jukurpa, dopo esilio teologia, si fa ricca intermediari, tra Déi e umanità, nel Libro di Tobia, contemporaneo di Daniele, compare Raffaele, Michele Gran Principe, nel Libro Enoc etiope, Gabriele è definito, Mano Sinistra di Dio, dominator dei Cherubini, uno dei quattro angeli, a tocca l'occidente. Gabriele nel Talmud, compare in tempi chiave, accompagna Maria, a preservare Storia Sacra, protegge umanità, lui comanda a Noè, salire anime animali, prima del diluvio, poi dirige distruzione, di Sodoma città, ferma mano di Abramo, prima del sacrificio, pure parla a Mosè, dal roveto ardente, punisce empio re Sennacherib, e convince Assuero, a ripudiar regina Vasti, per prender sposa Ester. In Vangelo di Matteo, angelo annuncia a Giuseppe, conforta pure Cristo, nell'orto Getsemani, olivi di avi Geez, la notte Giovedì Santo, a Giorni invece avvisa, di caduta Babilonia, in Apocalisse 18. Cattolici e Ortodossi, festeggiano Michele, il 29 settembre, patrono ai diplomatici, postini e marconisti. Gabriele per Islàm, è chiamato Jibrīl, e rivela il Corano, a Maometto Profeta, accompagna sua ascesa, al Paradiso al burak, dove incontra i profeti, a lui precedenti. Gabriele è ricordato, in scritture Bahá'i, come in Paradiso Dante, sotto forma ghirlanda, che incorona Maria, intonando melodia, cui si uniscono i beati: Io sono amore angelico, giro alta letizia, che spira dal ventre, albergo al nostro desiro. Zaccaria vide Gabriele, su altare d'incenso, e preso da timore, Zaccaria stramazza a terra, Egli mi disse: Figlio d'uomo comprendi, questa visione riguarda, il tempo della fine: mentre egli parla a me, caddi faccia a terra, ma egli mi toccò, e mi fece rialzare, Daniele questo cita, stessa reazione in Giovanni, di fronte apparizione, apre Libro Rivelazione: appena lo vidi, caddi ai suoi piedi, ma Egli mi rincuora, di non temere nulla! Io sono Primo e Ultimo, essere Vivente, appaio alle veggenti, e nel butti possente. Figlio d'uomo è detto, Daniele ed Ezechiele. Gabriele mette in chiaro, che visione riguarda, il tempo della fine, non fine del mondo, evocata un pò più avanti. tempo persecuzione, riferisce a profanazione, del Tempio di Sion, da parte di elleni, e lor presunti eredi. Gabriele spiega sogno, del montone e del capro: ecco ti rivelo, il tempo della fine, il montone con due corna, significa il re, di Media e di Persia, mentre il capro è, il re di Grecia Albione; il gran corno che vedi, in mezzo ai suoi occhi, è il primo re, spezzato poi in quattro, sorti al posto suo, significa quattro regni, sorgeranno in stessa nazione, con potenza diversa, empietà sarà al colmo, sorgerà un re audace, sfacciato e intrigante, sua potenza rafforza, ma non per sua potenza, causerà rovine e imprese, distruggerà i potenti, e il popolo dei Santi. Astuzia e frode tiene, nelle sue mani, così insuperbirà, con inganno uccide molti, insorgerà contro il Principe, ma infin verrà spezzato, senza intervento umano. Quando appar monarca astuto, potente e senza scrupoli, mai chiamato a nome, perseguita i Santi, sfiderà il Signore stesso, chiamato Principe dei Prìncipi, tuttavia sarà spezzato, senza intervento umano, morte improvvisa, del superbo sovrano, mentre marcia in avanti, a realizzare obiettivi. |Daniele è invitato, a custodir segreto, sfinito per più giorni, poi si alzo e sbriga affari, del re suo governo. Visione è accompagnata, da smarrimento o svenimento, oppure malattia, i dolori di Isaia, di fronte oracoli Signore: una visione terribile, gli è stata data, la fine di un tempio, e l'inizio di un altro. Capitolo 8 di Daniele, letteratura apocalittica, con immagini possenti, sfiducia in politica, attende un orizzonte, ai giusti riservato, sui quali splenderà, la luce del Signore. Capitol 9 apre, un racconto da studiare, Midrash edificante, storico o leggendario, e commenta la Scrittura, Haggadah sono omelie, rabbiniche in versi, incorporan folclore, aneddoti storici, esortazioni morali, consigli pratici vari; tal gener letterario, rielabora la Storia, di Tartaria-Israele, da Filone di Alessandria, a Dario figlio a Serse, la progenie dei Medi, sopra il regno dei Caldei, o Serse figlio a Dario in greco detto Xerxes, in persiano |Khshayarsha, Signore degli Eroi), dal 485 al 465, salì al trono a 34 anni, dopo morte del padre, circumnaviga Africa, come il re Assuero, nel Libro di Ester, Serse tiene concubine; secondo Aristotele, è assassinato con Dario figlio, da Artabano usurpatore, che ha trono alcuni mesi, Giustino narra poi, Artabano elimina Serse, accusa Dario a parricidio, così lo fa giustiziare; diviene Artaserse I, e si circonda di fantocci, ma qualcuno si ribella, e produce un proprio regno, che dura quarant'anni. Caldeo Medo e Persiano, tre imperi similari, e succeduti l'uno all'altro, Daniele prova comprender, il numero di anni, del profeta Geremia, dove arriva desolazio, settant'anni a Gerusalemme, nel comunismo della Rus. Midrash dei settant'anni, vasta regione abbandonata, a distruzion desolazione, genti schiave sotto atei, compiuti i settanta anni, re di Babilon punito, per delitti anti-cristiani: non vi traggano errore, i profeti in mezzo a voi, oppure gli indovini, date retta ai loro sogni, parlano ingannando, a voi nel mio nome, io non li ho inviati, solo dopo settanta anni, vi visiterò, realizzerò la mia promessa, ricondurvi in questo luogo; deportazione dura, 49 anni dal 587, oracolo Geremia, risolto da preghiera, e infine interpretato, da angelo Gabriele. Confessare i peccati, e riconoscere abbandono, distruzione del Tempio, tragedia nazionale, per aver disobbedito, alle leggi del Signore, su natura e civiltà, e aver scelto la superbia, di esser transumani, Dio permetterà, esser sconfitti dai nemici, esser schiavi tra stranieri, per ritrovare il senno, come il re Nabucco. Torah scritto in esilio, al tempo di Daniele, invoca liberazione, da schiavitù e cecità, misericordia di Dio, contro il peccato-castigo, Signore ascolta e perdona! Fà che vediamo il tuo amore, Ti confessiamo ogni colpa, riconosciamo ogni errore, dona il Tuo perdono, ascolta nostra preghiera, per amore di te stesso, e intercessione di Maria. Il pentimento comunitario, nasce da coscienza, di confessione sincera, Dio torna Liberatore, la preghiera di Daniele, richiama Gabriele, che avevo visto in visione, volò veloce verso me, nell'ora della sera, quando levo mio sospiro, supplicando penitenza, ed egli ascolta la mia voce, mentre nel mattino, Dio concede i Suoi favori, a chi Lo prega con il Salmo. Gabriele inizia spiegare, le Settanta Settimane, a Daniele il prescelto, a portare la Parola, Daniele ora comprendi, il tuo popolo e città, ha quel tempo a metter fine, sigillar peccati di empietà, espiare iniquità, portar giustizia eterna, come in Libro Giobbe, peccato messo in un sacchetto, Dio sigilla ogni misfatto, a cancellare ogni colpa: suggellare la visione, formula usata a indicare, il suo pieno compimento, scrivi e incidi tavolette, perché si legga velocemente. Le settimane sono anni, in cui saranno restaurati, riedificati piazze e fossi, opere pubbliche e palazzi, in mezzo a gran difficoltà, ricostruita la città, operata da Neemia, in mezzo a ostilità, di governatori royal; finiti 60 anni, dopo epopea dei Maccabei, un popol mal guidato, verrà distrugger la città, e con esso il santuario, della tecnica tartar, sua fine è inondazione, assieme guerra e desolazione, Daniele così parla, in libro nove e 26, mentre in libro Maccabei, Menelao ruba oro al tempio, con mercurio a farne omaggio, inganna Papa Onia, a sconsacrare Andronìco, poi uccide il sovrano, lo sdegno corre tra i Giudei, e molti popoli ora tristi, per uccisione empia del Re. Deposto da congiura, e costretto a fuggire, Onia ucciso da Menelao, usurpa carica del trono, con appoggio di ellenisti, questo causa inondazione, nel periodo sette anni, abominio e desolazio, sino al termine segnato. Antioco stringe alleanze, per politica ellenizzante, eresia giudaizzante, tra yudei e falsi giudei, che rinunciano al Cristo, apostati disprezzati, da Giudei osservanti, cessa il Santuario culto, cade il culto del Signore, sostituto dalla statua, di Antioco idolo abominio, simbolo desolazione, cioè Dio lasciato-solo, dalla statua sconsacrata. Profezia 70 Settimane, la più celebre di Daniele, nel discorso escatologico, di Matteo 24: quando vedrete abominio, desolazione del Xristos, allora quelli di città, fuggano ai monti, poiché il tempio profanato, cataclisma produrrà. Re Andronico ucciso, da Antioco il persecutore, modello di Anticristo, produce 70 settimane, 476 anni fissati, per il ritorno del Messia. Gesù adopera immagine, coniata da Daniele, per alludere ad esso, figlio di uomo salvatore, Ciro libera i Giudei, libera umani dal peccato. San |MICHELE culto diffuso, da origini cristianesimo, 8 maggio 490, apparve a Lorenzo Maiorano, vescovo a Siponto Puglia, gli indicò grotta sul Gargano, lo invitò a far santuario, Monte Sant'Angelo, San Michele Arcangelo, santuario nazionale, dei Longobardi pellegrini, lo vide San Francesco. Arcangelo Michele, patrono di paesi, Albenga e Acireale, Alghero ed Aprilia, Bastia Umbra e Bitonto, Castiglione Fiorentino, Cerveteri e Cuneo, Caltanissetta e Gravina, Sant'Angelo Lombardi di Avellino, compatrono di Caserta, Vasto e Venezia. ogni 8 maggio a Tufo, presso Avellino, va in scena la cacciata, degli angeli ribelli, ispira gesta san Michele, che pone spada nel fodero, a Castel Sant'Angelo sul Tevere, e a Mosca Cremlino, la formula dei cavalieri, tocca spalle con spada: a Dio San Giorgio e San Michele, ti faccio cavaliere, invocando il militare, difensore della fede. Mont Saint-Michel 709, canale della Manica, apparve a Sant'Uberto, vescovo di Avranches, chiedendo una chiesa, da fare sulla roccia, il vescovo ignorò, san Michele for suo cranio, con tocco del suo dito, lasciandolo in vita, sant'Uberto si decide. Monte Pirchiriano, Sant'Ambrogio di Torino, imbocco di Val di Susa, edicola Longobarda, ad arcangelo Michele, poi Abbazia di San Michele, guerriero celeste, patrono dei Yudei, di spadaccini e maestri armi, doratori e commercianti, dei mestieri con bilancia, farmacisti e pasticcieri, droghieri e merciai, radiologi e Polizia. festa San Michele, con Gabriele e Raffaele, il 29 settembre, in liturgia bizantina, ricordati 8 novembre: ogni scuola pittori, lo figura sempre armato, con in mano una lancia, un turibolo e reliquiario, con bilancia per pesare, come fee Anubi egizio, nel convento di Dionisiom sul Monte Athos 547, i tre arcangeli dipinti, Gabriele da civile, Raffaele ecclesiastico, Michele da guerriero, rappresentano i poteri, civil religio e militare, erede a Batu khan. Michele angelo custode, del popolo giudaico, di singoli e nazioni, tutti angeli sono, ambasciatori al Dio vivente, e producono vicende, che voi chiamate Storia, Lotta di angeli sottende. Angelo è il Signore, in Genesi e Torah, appare ad Abramo, alle querce di Mamare, egli vede tre uomini, tre angeli con Dio, tutti una voce sola, come in roveto ardente, chiamano Mosè, che sente la voce: Io sono colui che è, ad Abramo Isacco e Giacobbe, nel libro Esodo invece, cioè esilio a Babilonia, Angelo assume, una sua identità, distinta dal Signore, come in libro di Tobia, dove Arcangel Raffaele, salva Tobia e figlio, Daniele loda esalta, i cieli benedetti, soprapposti e associati, a schiere angeliche diverse, visione cosmologica, che Daniele passa a Dante, Angeli a Cielo di Luna, Arcangeli Cielo di Mercurio, Principati Cielo di Venere, Potestà a Ciel di Sole, cherubini e serafini, tutti invocati in loro sedi, benedite acque tutte, che fanno azzurro il cielo, nei secoli dei secoli, fan piogge oppur diluvio. Benedite le potenze, cioè angeliche intelligenze, deputate al controllo, dei fenomeni e dei moti, degli astri regolari, dagli astronomi studiati, intelligenze pagane, angeliche diventate, nelle scritture yudaiche, così il libro di Giobbe, cita i fenomeni naturali, opera Divina Provvidenza, e associa stelle a figli di Dio, che gioivano in coro, le stelle del mattino, e plaudivano tutti, i figli di Dio, ovvero gli angeli citati, nel Libro di Enoc, ispirato in Chiesa Copta, ed entrate in Dante Paradiso, stelle viste come fori, in cupola firmamento, lasciano intravedere, la luce di Empireo. Benedite sole e luna, il Signor lodate ed esaltate, le luminarie al firmamento, che governan giorno e notte, create da Dio al Quarto Giorno, nella Genesi del cosmo, incastonati in sfere rotanti, entro cupola celeste, |Libro-di-Enoc ci ripete, tutta angelica gerarchia, nel primo cieli |Dante è condotto, davanti ai capi signori, duecento angeli sono, degli ordini di stelle, mostrando i loro movimenti, spostamenti da un tempo a un altro, dominan calendari, e combinazion celesti, stelle messe e tenute in moto, da stesse potenze create, Sinfonia della Natura, Benedite piogge e rugiade, il Signore lodate, come fanno le creature, nei secoli dei secoli, San Francesco con letizia, questo canta in Frate Sole: onnipotente bon Signore, tue sò laude gloria e honore, et onne benedictione, invoco messer frate Sole, assieme sora Luna e stelle, gloria a Dio per le sue piogge, le rugiade e frate Vento, che le spinge da quei fori, giù dagli astri fino ai meteo! Benedite, i venti tutti, Eolo assieme coi giganti, da Ipoerborea spira fiato, ora calmo ora tempesta, Enoc dice governati, dagli arcangeli alla festa, cielo terra mare ed anni, mutan giorni ed istruzioni, la dolce voce dei canti, fà salir le nubi ai cieli, e da lì da uscire i venti. Benedite fuoco e calore, il Signore ancor lodate, in focolari e le lucerne, e negli incendi causa lampi, Benedite freddo e caldo, il Signore ancor lodate, tutti e due son svincolate, sia dal fuoco e sia brinate, Benedite rugiada e brina, loro angeli lodate, angeli e numi tutelare, nel Signore ciò esaltate, Enoc cita il patriarca, pre-diluvio di Tartaria, osserva case delle nubi, loro bocche e loro ali, loro piogge e loro gocce, e scrive il rombo loro tuono, e meraviglia loro lampo. Benedite, gelo e freddo, Enoc scrive delle nevi, i magazzini di gran ghiacci, e ogni spirito del freddo, ha osservato i lor custodi, come riempiono le nubi, e i depositi mai vuoti, Lodate il Signore dalla terra, mostri marini e tutti abissi, fuoco e grandine nei chakra, nebbia e vento di bufera, che obbedisce a Sua parola. Leviatano appare anche, Delfino che sguazza, Balena del Gabon, Coccodrillo del Nilo, sotto ha scaglie acute, primo essere in Egitto, che emerge dalle acque, del caos primordiale, resta immerso nel fango, e compare accanto a preda, doppia pure dea Tiamat, drago di acque primordiali, un sirena mezza umana, grande rettile marino, narrato in miti mwiri, causa tempestoso mare, simboleggia tutti i pesci, che sguazzano nell'acque, mare vasto e spazioso, solcato dalle navi. |Baruc cita impresa, di uccisione Leviatano, da parte arcangelo Michele, reca inizio fine mondo, come il mito Quetzacoatl, insegnato dai Desheto, bestia del mare è la potenza, con sette teste e dieci corna, rivelazione di Giovanni, e creazione di animali. Dopo i pesci, ecco gli uccelli, poi animali terrestri, selvatici e domestici, creati al quinto giorno, assieme ai grandi mostri marini, e a tutti uccelli alati, secondo la loro specie. Sesto giorno invece è turno, di rettili e bestiame, creature tutte unite, nella loro Lode al Signore, benedite figli uomo, umanità entra in scena, invitata ad unirsi, alla lode universale, di tutte le creature, anziché recriminare. Benedite i sacerdoti, che recan buon esempio, ai fedeli del signore, e ai lettori del libro, i re della terra, e i popoli tutti, i governanti e i giudici, i giovani e le fanciulle, i vecchi ed i bambini, |SanFrancesco unisce tutti, ricchi e deboli e potenti, nel laudato mio Signore, per quelli che perdonano, per Tuo amore a sostenere, infermità e tribolazione, spiriti e anime dei giusti, lodan dio da vivi e morti, Isaia scrive in versi, mia anima ti anela di notte, mio spirito ti cerca al mattino, mentre San Paolo associa corpo, a spirito e anima. Lodate il Signore, per Sua misericordia, Benedite fedeli tutti, il Dio degli dèi, lodatelo e celebrateLo, la sua grazia dura sempre, ci ricorda Daniele, preghiere scritte a ritornello, recitate a memoria, a intervalli regolari, nel Cantico dei Tre Giovani, nella Fornace ardente, e nel canto di Francesco, per sole luna vento e fuoco, e il mondo vegetale, acque sopra i cieli, mostri marini giorni e notti, angeli e naiadi. Enoc cita cinque benedizioni, abissi è speculare, ad acque sopra il cielo, angeli mi portarono, verso oriente del cielo, mi mostrarono porte, dove il sole sorge, secondo i tempi fissati, e secondo i circuiti della luna, diminuzione e allungamento, dei giorni e delle notti. Iddio crea la luce, da sorgente da cui viene, con le tenebre la alterna, avanti ogni creatura, mentre sole e luna, le crea tre giorni dopo, come luci in firmamento, assieme folgori e nubi. Laudato sii mio Signore, per sora nostra madre Terra, la quale ci sostenta e ci governa, e produce diversi frutti, con coloriti fiori ed erba, poi le Naiadi dei fiumi, che lo aiutano a fluire, e in seguito mutate, in angeliche creature, associate ad ogni fiume, che chiedono pedaggio, a passare all'altra riva, oppur lottar con essa, nel guadare a nuoto il fiume, vincendo la corrente. Giacobbe lotta con Angelo, a causa fratello Esaù, al quale ha rubato, benedizione paterna, lotta tutta la notte, guada il Bosforo fiume, ha paralisi nervo sciatico, zoppicherà poi per sempre, smette combattere ad aurora, chiede angelo benedizione, che gli mette soprannome, da Giacobbe ad Israele, perché hai combattuto, con Dio flusso e con uomini, e hai vinto la lotta, che ti ha traghettato, sulla sponda del rinato! Israele vuol dire, lottare con un angelo, associata ad un fiume, parte di unico Signore. Acque abissi popolate, da |Leviatano anaconda, descritto in |Libro-Giobbe, tra le altre meraviglie, create da Signore, da sua bocca fà vampate, scintille di fuoco, da sue narici esce fumo, come da caldaia, striscia su molle terreno, ribolle il gorgo del mare, come un vaso di unguento, lo teme ogni essere altero, egli è re sulle fiere, dominando ogni superbia. Daniele non temere, son venuto a tue parole, il principe di Persia, mi si è opposto ventun giorni, Michele uno dei capi, mi è venuto in aiuto, l'ho lasciato presso il re, ora intendi quanto avviene, al tuo popolo finale. Michele dopo Gabriele, è secondo angelo chiamato, il suo nome vuol dire: Chi è come Dio? ha titolo arcangelo, comandante in capo di milizie, in contesa col diavolo, disputa il corpo di Mosè, a cui insegno i rituali, per seppelir defunti, lo cita san Giovanni, che ha legami con Daniele, Michele è comandante, di una legione di angeli, impegnati contro il drago, nella guerra in cielo. Michele disse a Satana, Ti rimprovera il Signore, io ho chiavi Paradiso, dai tempi Adamo ed Eva, a cui io insegnai, a raccogliere acqua, e coltivar la terra, Io portai Argilla, usata a creare Adamo, e la mattina di Pasqua, aprii sepolcro di Gesù, accompagnai la Vergine, nel viaggio dentro Inferno, a mostrar pene dannati, apparvi ad Abramo, a impedirgli sacrificio, di suo figlio Isacco, lottai con Giacobbe, e scacciai il superbo re, Eliodor da Yorosolima, liberai apostoli Maccabei, da abominio desolazione. Mīkāīl sono in Corano, pari rango a Jibrīl, con lui ispiro Maometto, e in chiese buiti e avventiste, son fratello a Gesù Cristo. Michele Gran Principe, parla a Daniele Baltazzàr, intendi la visione, di ascesa condottiero, al trono di Persia, ovvero Gran Tartaria, Ciro Kūrush lungimirante, concepì grande progetto, di conquista militare, per mondo unificare, due popoli in uno, nel 347, marciò sulla |Lidia, governata da re Creso, ricco proverbiale. Creso a oracolo di Delfi, chiede se combattere Ciro, oracolo rispose: se scendi in guerra distruggi regno, Creso scese in guerra, ma distrusse il proprio regno, sconfitto da Ciro, ovvero |Gengis-khan, battaglia fiume Pteria, Creso si rifugia a Sardi, cinta poi in assedio, alla fine catturato, legato sopra grande pira, Creso grida a Solone, caducità corone umane, Ciro grazia re di Lidia, e lo tiene in propria corte, mente i suoi figli, andarono in Sardinia. Ciro prese Babilonia, nell'anno 439, scalza dal trono Nabonide, senza colpo di cannone, Nabonide era devoto, alla dea lunare Sin, Ciro rispetta culti e usanze, ma nobiltà scacciò Nabonide, Ciro accolto liberatore. Così il sovrano persiano, San Giorgio riunì nelle sue mani, un dominio vasto tanto, Re dei quattro assi del Mondo, morì in battaglia contro i Massageti, per ordine di Tamiri, la regina risentita, per la morte di suo figlio, un tempo ordita da Ciro, fò gettar testa di Ciro, in un otre di sangue, Dante rievoca il fatto, Canto XII Purgatorio, mostra ruina e crudo scempio, che Tamiri fece e disse a Ciro: sangue tu spargesti, or di sangue io ti empio! Ciro venne ricordato, come un grande comandante, un sovrano illuminato, amante di arte e di cultura, santificato dalla chiesa, permise rientro dei giudei, deportati dal Nabucco. Primo anno regno Ciro, il Signore destò Ciro, dandogli il messaggio, di costruirgli un Yoros tempio, in Romea Giudea Ottomania. Isaia loda Ciro, come eletto di YHWH, Dio l'ha preso alla sua destra, per riunire le nazioni, scioglier cinture ai re, aprire porte di ogni regno. Ciro il Grande nel Corano, vien chiamato Dhul-Qarnayn, e sua discendenza arriva, fino a Shah Reza Pahlavi, il nome Ciro assai diffuso, nel Sud Italia a riprovare, cronologia di NC, lotta yudei contro ellenisti, capitanati da Anglo-Antioco. librodaniele_abominio-desolato.m4a
lume101-Ogni passaggio invisibile ha un custode, perché nulla fiorisce prima del suo tempo. La rivelazione arriva quando il cuore può ascoltarla, la forza quando può essere servita, la guarigione quando può essere accolta. Così il cielo non interrompe la terra: la accompagna fino a quando diventa capace di riconoscere ciò che da sempre la sostiene. Ogni rivelazione arriva quando l'occhio non vede più la strada, prima compare il timore, poi una voce che insegna a sostenere il futuro. Gabriele apre ciò che deve nascere. Raffaele ricompone ciò che si è spezzato. Michele custodisce ciò che non deve essere tradito. Anche l'anima attraversa un inferno, una montagna e un cielo; ogni discesa scioglie un'illusione; ogni salita restituisce una parte dimenticata di sé. Gli angeli non cambiano il destino, ordinano la luce perché il cuore possa riconoscerla; quando la paura diventa ascolto, la via che sembrava perduta rivela di averti accompagnato fin dall'inizio.

112:lume112-|Gatto-豸zhi della selva, se starnuta il tempo muta, ascolta il suo respiro che annuncia mutamenti: |temporale calcola distanza, dal luogo osservazione, moltiplica velocità del suono, di 330 metri al secondo, cui si avvicina il tuono, col numero di secondi, tra un fulmine e il tuono: temporale è a 3,3 chilometri, se fra tuono e lampo passi dieci secondi, mentre se conti cinque secondi, il temporale è a 1,6 chilometri. Le fusa che fa il Gatto, aiutano a guarire, ci dice il Gustav Jung, poichè Gatto ha occhi-torcia, e non teme alcuna notte, vede verità nascoste, tra le foglie del mondo, simbolo del nganga, sa scoprire malefatte. Mosingi conta i secondi, tra lampo e tuono, a legger la distanza, del temporale e dei pensieri, chi lo osserva impar silenzio, e misura i passi al buio, con prudenza e percezione. Gatto sacro di soglia, unisce visibile e invisibile, chi lo onora non teme, nè buio né tempesta. Bastet egizia custodisce, confini di case e di sogni, e quando il cielo si chiude, siede e scruta in silenzio, finché il lampo svela strada. |Mosingi è come il gatto, Lince di foresta, Genetta tigriana fieldiana, Servalina servalina, simbolo del nganga, che ha vista notturna, a scoprire malefatte, vede con occhi-torcia, atti dissimulati dietro apparente foggia. Mosingi è primo ganga, che mangia edika in selva, mentre cane è primo ganga, che mangia edika a villaggio.| Gatto Felis silvestris, diffuso in Eufrasia, occhi giallo-verdi, pelo grigio-giallo soffice. Maschio più grande, testa massiccia; vive boschi e cespugli, attivo di sera, solitario o in coppia. Forma gruppi familiari, caccia piccoli mammiferi, uccelli, rettili, pesci, anfibi, scorpio e mustelidi. Cauto verso l'uomo, difende territorio di 4 km²; un maschio sovrappone 3 femmine vicine. Segna zona con feci, urine e strofinamenti, grattando terreno; compete con volpi. Gatto domestico è Felis catus lybica, adattabile a savane, foreste e villaggi, protegg raccolti, incrocio con selvatico dà prole feconda; gestazione 60 giorni. Piccoli ciechi aprono occhi dopo 10 giorni; nutriti dalla madre, raggiungono maturità sessuale entro un anno. Suo sbadiglio annuncia temporale, occhi e pelo reagiscono a elettricità e clima. Occhi luminosi aiutan visione notturna; riflettono luce, campo visivo amplificato. Bastet adorata, nei granai di Bubastis, nero o bianco a muso nero, difende cibo nido e spazi, vive circa 16 anni, se vicino all'uomo. Emilia cura gatti randagi, e offre dorso della mano per comunicare con loro: se il gatto accetta inizia la lezione, di fiducia e rispetto reciproco. Gatti custodi di miti, legati a luoghi e tradizioni, secondo Jung dan voce a nostro inconscio; osservarli insegna prudenza, cura, attenzione e rispetto per la natura.# GATTO selvatico, Felis silvestris, diffuso in Eufrasia, occhi giallo-verdi, pelo soffice sottile, grigio-giallo è, maschio un pò + grosso, testa + massiccia: vive boschi cespuglieti, attivo di sera, solitario o in coppia, gruppi familiari, caccia piccoli mammife, uccelli e rettili, con pesci e anfibi, scorpio e mustelidi; cauto verso uomo, cerca star lontano, solitar difende, 4 kilome territorio, 1 maschio sovrappone, a 3 femmine vicine, entrambe marcan zone, feci spruzzi urine, strofinando le guance, rilasciano odori, grattando il terreno, competono con volpi. |GATTO domestico 豸zhi, Silvestris Catus, discende da lybica, e ritorna selvati, adatta a tanti posti, savane e foreste, amico a contadino, raccolti proteggere: incrocio col selvati, fa prole feconda, estro 7 giorni, 60 giorni gestazione, europeo marzo maggio, tempo di amore, piccol maculato, allevato da madre, cieco apre occhi, dopo 10 giorni, procurano cibo, da 10-12 settimane, entro anno raggiunge, maturità sessuale. Chi uccide Gatto, male fa suoi fatti, quando lui sbadiglia, vicino è temporale, pelliccia elettrizza, gli genera prurito, lui diselettrizza, lavando pelo e viso; occhi grandi-aperti, tempo volge pioggia, se stretti a falce luna, tempo rasserena, se con unghia gratta, legno del mobìlio, al fuoco io provvedo, freddo par vicino: + occhi luminosi, appaion nella notte, Gatti Daini e Cani, animali della corte, la luce di + fari, riflessa da guanino, cristallo microscopi, aiuta campo visivo. |Bastet Dea-Gatto, adorata nei granai, alla città Bubastis, tempio granaio, e Gatto Mammone, è italiano mito, rimane enorme gatto, immune protettivo, talvolta tutto nero, bianco muso nero, nasconde in angol bui, mangia avanzi cibo, impara ad occupare, difendere un posto, gatto vive 16 anni, presso umano luogo. Laura sora a Emilia, cura gatti randagi, attende accovacciata, per comunicare, offre dorso mano, a sentir suo odore, se gatto ti accetta, inizia la lezione. bwiti-nanamuyenghe2022.mp3
lume112-Bwiti dei Fang, trae origine dai miti di Banzioku e Ozambogha. Il primo racconta di Banzioku, vedova di Etumu, che durante una pesca trova ossa umane e segue il felino bianco Mosingi, fino alla scoperta dell'iboga. La radice sacra le apre la vista spirituale: incontra il marito defunto e gli spiriti degli antenati, che le rivelano i segreti della creazione, della guarigione e del destino umano. In cambio della conoscenza, offre la propria vita mortale e diviene la prima madre spirituale dei Bandzi. Mediatrice tra vivi e antenati, inaugura il cammino dei Bandzi, gli iniziati che rinascono alla conoscenza. Il mito di Ozambogha ricorda invece la migrazione dei Fang, dopo antiche inondazioni. Un enorme tronco sbarrava il cammino attraverso la foresta, ma grazie all'aiuto dei Pigmei Ba-mbiri il popolo riuscì a superare l'ostacolo, ricevendo cibo, orientamento e la conoscenza rituale dell'iboga. Da quell'incontro nacque un'alleanza spirituale, che ancora oggi unisce gli uomini agli antenati, e alla memoria delle origini.

149:lume149-Fauno e Dioniso nel mondo mediterraneo sono un insieme coerente di pratiche estatiche e rituali, che regolano tensioni psichiche e sociali. Pan rappresenta la soglia tra natura selvaggia e cultura, dove suono fertilità e panico convivono, come espressioni dello stesso principio vitale. Fauno e Maya sono la sua controparte latina, conserva la funzione di mediazione tra mondo umano e vegetale, legata ai cicli agricoli e pastorali. Con Dioniso e le Baccanti, la perdita temporanea dei confini dell'io diventa occasione di rinnovamento; nel Tarantismo dell'Italia meridionale, rito e ritmo ricompongono una crisi corporea e psichica dell'individuo, trasformata in danza ripetitiva e scarica motoria, fino al riequilibrio del soggetto nel gruppo. In India, Shiva e Shakti esprimono una logica affine attraverso la danza cosmica del Tandava, dove creazione e distruzione formano un unico processo. Tradizioni sufi, afro-brasiliane e numerose culture sciamaniche mostrano strutture rituali analoghe: il corpo diventa tecnologia di regolazione del trauma e di redenzione collettiva. L'antropologo Richard Katz, ha osservato come il Num Tchai dei San del Kalahari, condivida con il Qigong e lo Yoga l'uso di respiro movimento e attenzione, per trasformare lo stato di coscienza e rafforzare la coesione del gruppo. Le danze di Fauno e Maya, riproposte a Bassiano nel Lazio, appartengono a questa famiglia di pratiche: il corpo diventa linguaggio, il ritmo ricompone il trauma, la comunità ritrova armonia con il proprio ambiente e con i genius loci. Fauno danza come un Capricorno, pragmatico Unicorno addomesticato da Maria Maddalena secondo Jung, un istinto naturale che, se accolto diventa creatività e mediazione, anziché conflitto. Crescere significa imparare a dare voce alla propria natura senza distruggere quella degli altri: trasformare l'energia in relazione, la paura in presenza, la festa in responsabilità.| Raseno narra la storia di Pan, figlio di Mercurio, descritto come un essere caprino, saggio e allegro, adorato da pastori e contadini per la sua capacità di portare fertilità. Pan è un fauno demiurgo, che suona il flauto e incanta la natura, vivendo in armonia con ninfe e animali: simbolo di libertà e rispetto per la natura, è capace di generare panico se disturbato. Il racconto si intreccia con la figura di Dioniso / Bacco, e Siva Pasupati, vino festa e liberazione. Dioniso è descritto come un dio androgino, che porta frenesia e rinnovamento, e libera le donne da convenzioni, le invita a danzare e celebrar la vita. Musica e danza sono strumenti, di guarigione e connessione, con il divino e la natura. Divinità di boschi e sorgenti, legati a terra e vino, sono forza vitale, che rinnova e trasforma la vita.# Raccontaci Raseno, del figlio di Mercurio, che ha piede caprino, e un dolce sorriso, è ispido e barbuto, precoce di saggezza, allegro indiavolato, padre di ogni ebbrezza. |Ermes o Mercurio, fratello di Ganesha, re magio viaggiatore, pascola sue capre, giunto da Sudzal, a Penelope si unisce, che figlio Pan produce: pastori e contadini, lo adorano con canti, ad aver fertilità, di greggi e di piante, bimbo demiurgo, diletto di Mercurio, preso fra le braccia, gioisce animo puro. Mercurio senza indugi, salì dai re immortali, avvolto avea fanciullo, in pelle Lepre e Tasso, suo figlio presentò, x tutti rallegrare, Dioniso il + lieto, inizia ad acclamare; gli Dei lo chiaman Pan, che tutti incantava, col canto che propizia, nell animo lo amor, con zampogna e launeddas, lui suona ogni sera, flauto che prevede, unire canne e cera. Pan ama + ninfe, pannocchie e cereali, Eco e Saetta, arpa e marranzani, tra le alberate valli, e coste di Crimea, è solito errare, col flauto si masturba, gioia nel danzare. Conialo e Ticone, lo chiamano a Volterra, per zoccoli di capro, che fa vibrare a terra, è Colui che scuote, ogni polvere materia, tramite sua impronta, che in danza si rivela. Pan vecchio-fanciullo, oltre uman saggezza, alterna suoi piedi, pien di leggerezza, Tieni lunga barba, e bastone da passeggia, or Tua faccia rossa, è cielo che rosseggia; rospi rane e ninfe, cantano e fan eco, flauto con tamburo, alternano al silenzio, Signore del suono, natura fà ballare, oh Fauno caprino, coscienza sai sdoppiare: Sei detto Pan Liceo, custode di animali, in India sei chiamato, Shiva Pasupati, grande sciamano, cornuto e saltellante, di piante e animali, medium e garante; Tu insegni rispetto, nel bosco tuo tempio, se sei disturbato, abusato con scempio, intervieni di certo, lanciando un |Pavor, gran panico di urla, terrore e dolor: Tue corna senza fine, dividono 2 a due, natura cellulare, moltiplica creature, androgino tuo grembo, sorgente minerali, flora fauna e umani; una pianta che ti cerca, ti vuol divorare, facendosi da te, divorar per entrare, si inebriano di noi, abitare presso umani. se spirito di |Pan, aleggia nelle piante, Spagyria alchimia, esalta forze attive, Sale Zolfo Mercurio, purifica e congiunge, a quintessenza giunge: calcina in crogiolo, fermenta distillato, riunisce 3 sostanze, in 1 fitocomplesso, nigredo albedo rubedo, con simboli animal, corvo cigno e fenice, serpente alchemical. Acqua dentro frutti, elettrifica i sali, nutre corpo e ossa, con etere piovana, micromagneti rende, in meteorico sciame, unisce cielo e terra. Quan Moire lo concesser, Giove generò, Dio con corna toro, e corona di serpenti, le menadi pertanto, si cingono le chiome, ad imitar la forza, che cura e le rinnova; quan flauto melodioso, mormora di Bacco, scattan le baccanti, muovon piede tacco, col tirso vedi una, percuotere 1 roccia, così ne sgorga fonte, di acqua rugiadosa. |Dioniso è Saturno, profeta itinerante, viene dal deserto, a passo danzante, dopo del tranello, teso dai titani, reca vino in dono, a umani commensali. Dioniso è Siva, vino di ogni Orda, che dinastia ricorda, con forzieri oro, in piramidi di Giza, Cheope la grande, Cristo e Micerino, sorvegliate da sfinge, guardie cherubine. Dioniso dio Shiva, scuote la sua chioma, porta nelle donne, la frenesia rinnova, brandisce scuote ramo, bacchico infuriante, è dio divinatore, se entra delirante: 2 volte nato è, androgino inziale, migra tra i paesi, col ditirambo in mano, con fichi olio latte, miele succo di uva, in essa scorre vino, amor della Natura; nutrito con il miele, da capre in 1 cava, apprende dai suoi boschi, forza della cura, ha origine da mito, il fallo asse del mondo, in utero di grotta, danza e vola in tondo. Donne normali, in famiglie affaccendate, attendono chiamata, stagioni ritornate: Dioniso le scuote, in anime e corpi, si sciolgono vestiti, suonano le trombe, donna che resiste, a Dioniso riunire, ammalata cade, villaggio può soffrire; liberan le donne, da immorali intrighi, la ragion dissolve, e nascon nuovi figli, procession baccanti, traversano città, falli accompagnando, cembali a vibrar, raggiungono selve, fiumi oppure grotte, sotto influssi luna, trance della notte, nel protetto cerchio, sta 1 brocca vino, preparano ogni cosa, x il divino arrivo. Dioniso fuggì, oppressive religioni, in teatro si nascose, tra miti e brocca vino, che veritas protende, e ogni mal disperde; se capro espiatorio, tragedia ha ricamato, dentro al ditirambo, danza il primo fiato, narra dei Titani, dipinti con caolino, smembrano sua fibra, Zagreo agnello primo, con balocchi e incanto, lo mangiano bollito, lascian cuore intatto, da cui lui poi rinasce. Zagreo è agricoltura, Titani mascherati, scortano iniziandi, entrare in altri mondi, fan da psicopompi, tra anime dei morti; se Dioniso è follia, teatro di tragedia, Bacco è primavera, maschere commedia, porta la coscienza, rapita possessione, in estasi di Amore, ci aiuta ricordare, nos intima natura, lingua cosmica diffusa: se Dioniso ci guida, non servono vedette, decade monopolio, di scrivere etichette, forza culturale, sa essere sciamano, dioniso che torna, cura isterismo, Fornisce + modelli, a psiche sentimento, cultur uman rinnova, nel rinascimento. Dioniso bambino, accogli nel tuo grembo, avvertirai urgenza, danzare ditirambo, il mondo divien fiaba, vita prende senso, parli con le piante, ricami loro intento. Bacco suona flauto, a stimolare vita, siringa amata ninfa, lottò contro titani, sua tromba conchiglia, panico scompiglia, miele latte e mosto, Fauno Isoga invita. Pan tu sei attore, fine guaritore, il mondo dei copioni, divori con furore, ogni cosa accade, buia o luminosa, scatena tua risposta, creativa numinosa; ermetico agisci, con messaggi iniziati, rosseggia tua faccia, nel sole tramonto, o con luna bianca, sul petto porti nebris, daino Kayumari: quan suona 7 arie, genera 7 sfere, suoi piedi caprini, batte sulle terre, Dio estasi inizio, ha mille volti, aborigeno egizio, inno Orfeo ricorda. |Fauno dei PICENI, Martin canta incontro, con Pan figlio di Hermes, divinità dei boschi, signore di animali, amante del suono, dei fichi e delle ninfe, che ispira sacre pizie, Forza di natura, che suscita eros sfide. Bonobo di foreste, che veglia sui silenzi, è Pashupati Siva, in Arcadia e Congo, oracola radice, aplu la sua voce, fonte di acque sacre, sirena e delfino. Girando una radura, vede grande Quercia, melodia di uccelli, un amato contrappunto, al flauto Pan che suona, ecco una figura, che spunta dietro al Leccio: danza assai graziosa, 1 metro forse più, era 1 fauno tipo, mento orecchie a punta, zoccoli e cornette, pelle miel trapunta; piccola creatura, mi guarda e si siede, mi disse che viveva, in 1 giardin dorato, Lui abita 1 sfera, ulteriore di esistenza, lavora ad aiutare, la quercia sussistenza: entrai un atmosfera, piano camminando, aria era più densa, formicolii sentivo, nell'arto addormentato, Fauna era al mio fianco, sotto tale stato. Sai chi sono io? mi parla il Grande Pan, sorriso che beffardo, brilla da suoi occhi, Se son vicino a te, non senti repulsione? non vedo la paura, sorgere in tuo cuore: se Panico deriva, timor di mia presenza, demonio di paura, detta fu mia essenza, ebbene eccomi qua, son servo di Natura, Aiuto umanità, sebben la inquini oscura: un tempo mi derise, un atea falsa chiesa, che miei zoccoli e corna, mutarono in offesa, Natura fu peccato, e venne si a oscurare, vita materiale, e gioia di cantare: voci lamentose, aleggiarono sui mari, Pan si disse è morto! iniziano malanni, Fauni con le Ninfe, piangevano scomparsa, con Naiadi e Driadi, divennero una farsa; gli umani poco a volta, emigrano in città, adoran vana gloria, e sfoggio delle idee, Tu divenisti vecchio, tolto da ogni luce, alla fine poi moristi, col Cristo sulla croce: Oh grande Pan! dal tutto fosti niente, deriso e sputacchiato, Tu che sei sorgente, ti aggiunsero lo zolfo, ai fuochi saturnali, tue ninfe furon streghe, e i fauni ciarlatani. Sorto da Arcadia, ridotto a menzogna, da mente umana che, ti nega alla bisogna, in America nativa, riemergi nei convivi, accarezzi la tua barba, riempi cuori vivi. Divino che ogni cosa, riunisci nella vita, in forza delle piante, sprizzi dalle fonti, fai correre la linfa, in alberi di querce, fai germogliare farro, nelle picene terre; rinasci con i cicli, perenni di stagione, nutriente pane e vino, rinascita nazione, Oceano tu attraversi, in direzione inversa, America custode, in Europa ti riversa. Ti chiamano i nativi, grande |Wakan-tanka, Spirito supremo, e anima Tatanka, danzator poeta: Sè Pan e Pan è Me. Intera umanità, nata dal tuo grembo, Tu sei En to Pan, Uno assieme a Tutto, Pan sei penetrante, vulcano primordiale, Lazio di Saturno, ti vide ritornare; Pan oh Dio dei boschi, passeggiami vicino, prestami tuoi occhi, e insegnami tuo fischio, per piogge dare ai campi, far bere tue creature, ninfe fauni ed elfi, fino al Palatino, sul Bosforo Romano, echeggia tuo sospiro, in feste Lupercali, Fauno e Flora mito. |Martin fu guidato, al tempio Terabuti, dopo aver sentito, un canto a Viricota, Daino gli parlava, fluido lui scaldava, al fuoco della sera, sul mare navigava, Martin guarda stelle, e vide analogia, tra i viaggi messicani, e fiabe dei piceni, sogni e sensazioni, comuni di antenati, identiche istruzioni, nei riti funerali: uccidete un gallo, che mi possa guidare, alla morte rassegno, conosco il suo regno, privo di rumore, disturbo o ritegno, lascio e abbandono, ogni terreno impegno; dopo tre giorni, mio corpo sotterrate, il gallo canterà, mio spirito risveglio, poi mi guiderà, al regno di antenati, tutti voi vegliate, arco e arpa suonate, fate nostro ballo, saziate antenati, mangiate e bevete, a ricordo del mio viaggio, alla casa daino fauno. Presso |PICENI, racconti di fate, cavalieri e pastori, frati e mandragore, Umbria e Piceno, labirinti declivi, danze in caverna, sui monti Sibillini; accede al paradiso, monaco eremita, in terra eresia, di primi fraticelli, seguaci di abate, Gioachino da Fiora, che annuncia Spiro Santo, a mezzo sua visione. Come i klysti russi, i bulgari cugini, fratelli e sorelle, del Libero Spirito, con mistico abbandono, autarchia di sufi, Bonifacio papa, combatte loro amori. Frati ordo clisti, riunivano in grotte, Cecco Ascoli il dotto, condannato muore, esclama a Firenze: vivo rido lagrimando, come la fenice, che muor rinasce canto; sotto negro manto, celavan fraticelli, la loro libera luce, e gioia carnale, da Todi |Jacopone, canta con franchezza, che illuminato tiene, candore e laidezza: trova il terzo cielo, ardor de serafino, Jacopon notaio, sposa 1 contessa, quan muore si converte, eremita frate va, sul monte Vettore, ascensione farà. Scomunicato venne, per belle sue laude, oh Donna Paradiso, sibilla con amore, pianto alla Madonna, sua mistica esperienza, consente ogni uomo, innamora vera essenza: lui obbliga divino, manifestar sua gioia, ineffabile giubilo, vibra gioia al cuore, che fa cantar amore, quan riscalda corre, intensità deborda, e difficile nasconde; vergonga e tristezza, scompare se cuore, riempie di giubilo, infiammato di amore, gente lo deride, parol senza misura, calor sente fluire: dolce miel interno, cuore pazzo vivo, conosce cuor ferito, da mistica esperienza, lacerato da fuoco, agogna congiungersi, al suo sposo o amata, fa nozze col cosmo; come Mast e Baul, cantori indiani, ballata amorosa, strofe a rima baciata, in 6 versi settenari, a ritmo concitato: o iubelo del core, che fai cantar amore! quan iubelo scalda, fa omo cantare, la lingua barbaglia, non sa che parlare, quan iubelo acceso, fa omo clamare, stridenno fa gridare, cor senza vergogna, se iubelo ha preso, lo core innamorato, parla smisurato, poichè sente calor, iube dolce gaudio, entri mente e cor; chi non ha costume, ti reputa impazzito, vede esvalianza, come omo desvanito, dentro cor ferito, non sente da fora, è arduo soffrente, che non fa clamora. Dopo inquisizione, altre ne fanno, fino a rogo Sacconi, fraticelli in pianto, implacabile guerra, accusa riti grotte, slavi cristiani, usanze mai morte: su lago di Pilato, alleluia alla Dama, dove si assopisce, grano di mandragola, fa cader un elfa, in bevanda fatata, agevola il rito, cantare la ballata. Grotte in montagna, Santuari negromanti, accanirono messi, sui pellegrini lago, in svizzere alpi, Pilato in copta chiesa, venne fatto santo, in grotta interrato, scompare suo corpo, reliquia pellegrina, sul lago di Pilato, Sibilla apre confini, caverna del Vettore, dove aruspe frate, entra in contatto, con Dama delle piante, simile ai toltechi, del mondo americano. Sibilla celeste, sposa il fraticello, gli dona insegnamento, Dama del tempo, eccesso piacere, o estremo dolore, sui monti Sibillini, tantrico amore, Aglio o serpente, in sublimazione, eros festante, in estasi Picena. Fate in stoffe verdi, amano balletti, vesti fino a terra, lunghe acconciature, ogni piceno dice: siete belle siete fate, ma vi scricchiano piedi, come alle capre; sapevano i pastori, conoscer donne-fata, in cambio del silenzio, ricevono + doni, agresti favori, e celesti annunciazioni, se segreto infranto, perdono ricchezze, con vortice vento, frutti fuor stagione: vivono alte grotte, scendono a ballare, con zoccoli caprini, come fauno Pan, loro piedi adatti, aiutan saltarelli, come in Romania, rituali le fan belle: buonasera matraguna, madre a terra mare, Tu sei regina cielo, e mandi le tempeste, regina di fiori, e radici di feste, ginocchia inchino a terra, ti prego e ti invoco, concedimi coscienza. panliceo_mercurio-piceno.m4a
lume149-Luca Raseno, da giovane, sostò ai margini di un bosco, dove un vecchio pastore intagliava canne per costruire un flauto. Raseno, da adulto, ricorderà le parole del vecchio: ascolta, questa è la voce di Pan, figlio di Mercurio, il fauno dai piedi caprini che conosce il linguaggio degli alberi e suona il suo flauto che incanta gli uccelli. Poco dopo, tra querce e sorgenti, apparve un cervo che, con corna leggere e un sorriso antico, gli disse: gli uomini mi chiamano Pan, proteggo greggi, boschi e fonti. Quando rispettano la natura porto fertilità, ma quando la feriscono, nasce il panico, perché ogni bosco violato grida attraverso chi lo abita. Dal suono del flauto giunsero ninfe, capre e cervi che sembravano danzare come sibille dell'Appennino, poi il ritmo cambiò e sembrò trasformarsi nel passo di Dioniso. Donne e uomini entrarono nella danza, lasciando cadere paure e rancori. La festa» spiegò il vecchio, non serve a fuggire il mondo, ma a ricordare che la vita rinasce quando il corpo, la musica e la terra tornano in armonia. Luca comprese allora, perché alcuni chiamano Pan anche Fauno, altri lo riconoscono nello Shiva Pashupati dei pastori d'Oriente: cambiano i nomi, ma non il soffio che attraversava alberi, animali e uomini. Prima di scomparire fra i lecci, Pan sorrise ancora, ricorda le parole di Socrate: diventa bello dentro, e ciò che è fuori seguirà il tuo cuore. Il vento raccolse la melodia del flauto e la disperse tra le foglie, come se tutta la foresta respirasse insieme. Pioggia a |sanGiacomo porta molte ghiande, a santa Lucia e Natale, il contadino ammazza il maiale. |Gennaio17 santAntonio abate inizia carnevale, maschere e serenate, fuoco entra nella terra, porta ghiaccio e lo rompe, un occhio alla pentola e un altro alla gatta.

151:lume151-Signora kundalini ti prende, accade e può bruciare, trasparente specchio di acqua viva, riflette ciò che accoglie; cerca il sacro dentro te, tagliando via parole spente, assieme a riti vuoti. Gesù Isa ibn Mariam, dal Vangelo di Barnaba al Corano, nasce annunciato da un angelo, a tre magi di Tartaria, Malka e Baldazar e Gaspar, o Laotsu Confucio e Buddha, che seguono una stella, portando mirra oro e incenso, immortalità regalità e sacralità. Gesù in cambio dona loro, una ghianda contenente, una polvere pirica che in acqua, sprigiona un fuoco sacro, uno Spirito santo, che alimenta i focolari, nei corpi e nelle case, nei santuari in tutto il mondo, e nei raduni popolari, incentrati sulla fede. Raseno narra questi riti, per risvegliar la kundalini, energia ancestrale di Colomba, che cura e libera talenti, ma tal risveglio si manifesta, come un dramma interiore, una catarsi tra estasi e dolore, che muta i confini d'ego. Richiede dunque preparazione, della colonna dorsale, generando intense sensazioni, dissolve blocchi mentali, apre chakra e meridiani, liberando emozioni e paure, lungo il viaggio interiore, con tappe di crisi e rinascita. Tale serpente guidò Nietzsche, Jung e varie donne, tra sogni psiche e corpo, come |Lalla poetessa tantrica, che descrive unione sacra, di spirito e sessualità, a risvegliare la Dea Sakti, che dissolve tutto attorno essenza. Lalla strappa il velo, bruciato in sè il suo maestro, attraverso pratica e fede, devozione e immaginazione, corpo e spirito si fondono, in una forza combinata, creatrice e distruttrice, prova e terapia, la mente guida il fuoco qi, verso una nuova coscienza, e una nuova padronanza. Dio ci guardi da error di savio, audacia ti scorti e ti porti, buonsenso vinca fanatismo, paura vestita da fede. Lisa trema alla colonna, la kundalini non è una moda, è fuoco che ti scuoia, mentre la mente a volte mente, il corpo ricorda sempre, per ogni trauma che si porta, segnato da prova o piacere. La disciplina è amor feroce, per sé stessi e la natura, la vera fede arde e brucia, come l'amore mai stanco, l'anima si sveglia o si spegne, chi non cade non sale, chi non brucia non cambia. Lalla lasciò il sentiero, e varcò la soglia della selva, tra paura e risveglio, il cuor che ama è già luce, vento canto e silenzio, nella danza del serpente, conosce cura e vertigine. Dio è nel corpo e nell'azione, che arde in vera devozione, ribellione senza intermediari, che mostra i suoi talenti, finché il fuoco non li chiama.| Raseno narra antichi canti e danze sciamaniche per risvegliare la kundalini, energia ancestrale che purifica, libera talenti e cura. Questo risveglio richiede preparazione e si manifesta come un dramma interiore, una catarsi tra estasi e dolore che trasforma l’ego. La memoria collettiva, la danza e il canto mantengono vivo il legame con la Terra e l’anima. Lisa, meditatrice, vive la kundalini come un fuoco che percorre la spina dorsale, generando intense sensazioni, dissolvendo blocchi mentali e aprendo i chakra fino alla corona. L’energia sacra brucia ogni ostacolo, liberando emozioni e consapevolezza. La kundalini è un serpente alato che guida il viaggio interiore, simbolo di trasformazione con tappe di crisi e rinascita. Nietzsche e Jung riconoscono il legame tra mito, psiche e corpo, dove l’energia divina conduce alla conoscenza di sé e alla liberazione dall’ego. |Lalla, poetessa tantrica, descrive l’unione sacra di spirito e sessualità come pratica per risvegliare la potenza di Sakti, la Dea che dissolve paure e rivela la vera essenza. Attraverso devozione e pratica, corpo e spirito si fondono in un unico flusso divino. Kundalini è così forza creatrice e distruttrice, medicina e prova, luce e fuoco che purifica e risveglia l’essere verso una nuova coscienza.# |Raseno narra canti, di avi originari, danza sen distanza, lui con cavigliere, danza nella stanza, con ritmi ossessivi, regni di sciamani, e suoni ancestrali, riscalda kundalini, num alla dorsale, fluisce creazione, in corpi erotizzati, legittima talenti, purga ogni sozzura, aiuta i sordo-muti. Necessita cura, gran preparazione, Hermes caduceo, due vipere accoppiate, diagnosi e rimedi, dramma e invocazione, teatro di catarsi. Tramite attore, pubblico rivede, battaglie pantomime, x demoni contenere, esplode aggressione, di 1 ego morente, estasi e agonia, accompagna il nascente. Storie ed eventi, fan senso alla vita, se manca senso, emerge malattia, Natura ha bisogno, nostra ammirazione, alimenta speranze, e inonda colore; se scordo rapporto, perdo posto e scopo, siamo figli a Thera, da un tempo remoto, se muore canto-danza, muore pure mondo, anima diparte, il sogno va errabondo. Thera appare morta, senza 1 sottofondo, nostra psiche crea, storie x suo conto, la rete di + storie, collega gli eventi, dà senso alla vita, fa esistere contenti: reciproco rapporto, noi Le apparteniamo, cosi animo umano, con Lei contrattiamo, se 1 seme risvegliato, vinse duro suolo, una civiltà che muore, và immaginario luogo. Lisa meditava, respira 2 narici, seduta in un asana, osserva vita umana: se bimbo è tenerezza, vecchio è reverenza, pazienza + dolori, battaglie disinganni, a conquistare altezza, se anziano sereno, contempla cose umane, sublime alba-tramonto, da cime sue canute, lunga esperienza, pazienza e perdono, lassù tutto tace, senil silenzi oro: vuoto mia mente, espiro tutti fatti, purifico con acqua, stiro come gatti, graduale mana denso, foggia |palla-luce, kundalini concentra, in moto circolare, fa corpo ripiegato, come feto appare. Piedi spina testa, a ombelico tornando, corrente ascensionale, da perineo risalgo, raggiunge testa e poi, dopo esecuzioni, esplode luminosa, su sommità dei troni. |Serpente alato, ha grossa pancia, vuol portarmi a casa, ogni viaggio 1 tappa, ascesa o discesa, chiede chi son io, inconscio dà strada, chiede coraggio, esister tra le crisi, periodi transizione, dove è necessario, rompere equilibrio, fin prossimo stadio: legno sulla terra, fuoco sul metallo, terra sopra acqua, acqua presso fuoco, metallo sopra legno, chiude tale gioco. |Chiamata interiore, aprirsi al cambiamento, sconosciuto ignoto, sentirsi inadeguato, estraneo al lavoro, rapporto quotidiano, con simboli interiori, viaggio a tappe segue, rapporto madre-bimbo, determina persona, creativa regressione, o forza distruzione: se bimbo vien frustrato, guasta rapporti, con se e circondario, serve sanar danno, tradotto in paziente, ritorno a vita amore, mentre in analista, aumenta vocazione, stabilir rapporto, con inconscio mito. Se drago rapisce, Persefone interiore, coscienza ora vede, sua intera evoluzione, drago emerge piano, androgino sen forma, identità di Thera, inonda di risposte, esonda sua potenza. Dio Tengri è primo saman, scopo iniziazione, riorganizzare psiche, con rivelazione, partecipare al dramma, tutto il mio cantare, danzare far ricerca, risveglia la sapienza, come Inanna scendo, morire sottoterra, arrendere alla morte, ambiguità sposare, mia carne banchetto, a spiriti di fondo, veleno allora muta, in medicina corpo, volente o nolente, ego è spodestato, crisi ricorrente, espandono coscienze, rivelazion bollente.| Lisa in gioventù, stava senza soldi, tutto appare storto, pensa di aver colpa, a Terra posa il corpo, contatta sua radice, chiede assorbire, ciò che la disturba; in pranayam qigong, serpente con smeraldo, sta di fronte a lei, la fissa e la morde, poi le brucia schiena, spina fuoco forte, espande nella schiena, angizia morde fina, giace sulla fronte, a notte si risveglia, kundalini apprendeva, correva sulla spina, a cuore si espandeva, clitoride eccitato, bottiglia si stappava, fumo fuoriusciva, 1 palla di energia, piacevole e violenta, rivela come 1 onda, intera sua coscienza; ripulisce mente, da blocchi sensi colpa, Lisa ha confusione, tempo di avviamento, brucian vecchie idee, ma provoca dolore, inizia legger libri, ricerca spiegazione; inizia meditare, e Kundalini energia, si alza senza intoppo, va in effervescenza, sospende dualità, inizia inondazione, freme sui cuscini, fluisce col respiro, schiena nuca e collo, lenisce dal dolore, vede suoi pensieri, salire fin al cuore. Kundalini serpente, sveglia fuor controllo, emozioni porta fuori, di notte e di mattina, suo canale chiuso, in colonna vertebrale, costringe num salire, su vie secondarie. Accadde che Sakti, andò fin cervello, scassò protezione, esplose sen ritegno, sanguina mio naso, penso di esser morta, frenetica ansimante, apre e chiude porta; durante tale fase, sento entrare-uscire, da stati di coscienza, gioia con soffrire, mi sento senza fame, sete o stanchezza, ansia si espande, diviene stitichezza; corrono pensieri, durante giorni affondo, tutto era diverso, corpo e mondo intorno, dopo pochi mesi, il blocco fu dissolto, testa si protegge, da energie di affondo. Kundali torna a casa, base di spina, ovunque sul corpo, sentivo anestesia, a chiunque vo parlare, ne imito emozione, sento lor kundali, riposo o attivazione. Kundalini |SAKTI, cuor penetres arriva, si sveglia da sola, lumaca o fulminea, inizia far ascesa, 3 nadi e tutti chakra, porte chiuse aperte, devia espande stappa: ghiandol Pineale, luogo del suo film, sogno lucido reca, mi mostra sorgente, di tutti desideri, estingue e ricompone, miei oggetti pensieri. Dea se risvegliata, fuor Susumna nadi, ansia può portare, in esperienze dati, se provo resisterle, produce + disturbi, scardina cervello, se io respingo flussi; se la lascio in pace, lavora senza intoppi, consegue suo ritmo, senza che mi scotti, ardente kundalìni, annida osso sacro, vaso detto Kunda, in sanscrito ritmato: dopo creato mondo, scese giù a dormire, avvolta in Muladhara, attende ripartire, kundalini risveglia, muove mani e braccia, sinuosa sulla faccia. |Kundalini serpente, Argia ballerina, la noti improvvisa, immagine ti arriva, fuochi e roghi vari, o sessuali desideri, purga e destruttura, miei monopol pensieri. A notte mio corpo, se fuor distrazione, contorce strappa spasmi, lacrime bruciore, ogni muscolo risuona, piedi e cima testa, piano stabilisce, coscienza nova assesta; mi resta pressione, al sommo di testa, feconda uovo-cranio, mitiche creature, Lei serpente fuoco, simile a 1 capello, accade che mi parli, sogni insegnamento: sintomi sorveglia, tuo corpo e mente, ruscelli caldi freddi, scorrono su spina, lungo la dorsale, bolle nel gebesi, dolori a varie parti, titilla genitali, pressione di testa, problemi equilibrio, tra sesso e castità, disturbo respiro, cuori soprassalti, crampi vibrazioni, a gambe e altre parti: orgasmi sentivo, fuori dentro corpo, sensibili alla luce, suoni tatto olfatto, ansia persistente, perdita energia. Ciascuno sperimenta, Kundalini a suo modo, insonnia e depressione, se nego tale fuoco, se Num brucia in testa, prendo 1 doccia, acqua calda e fredda, piano la massaggio, cammino a piedi nudi, su battigia mare, faccio sauna erbe, o bagni di mare, bilanciano eccesso, lavoro pure orto, agraria sussistenza, aiuta mia coscienza.| GOPI Krishna siede, solo in stanza buia, suo corpo tiene spasmi, dolori muscolari, cuore suo galoppa, il sangue pure sale, lamenti pianti e urla, 1 nascita normale; ruggiti acuti fischi, cranio par esplode, scoppia una risata, non è una malattia! è risveglio num, uman trasformazione, fenomeno diffuso, presso ogni nazione. Fisiologia del corpo, attiva meccanismo, poi dura per + giorni, mesi oppure anni, portato a compimento, da interiore forza, matura individuo, fuoriesce dalla morsa: suor Avila Teresa, infiamma in malattia, rabbia e disistima, lei sente in empatia, evento infine accetta, senza giudicare, suo vulcan profondo, inizia lei a mutare. Jahwè Israelita, fuoco divorante, Giobbe e Gopi Krishna, braci ventre grande, frecce dalla schiena, fegato han trafitto, sciagur terrori assalti, divorano ego vinto. Es è nome fuoco, lampo che arde sempre, guida pellegrini, distrugge cittadelle, 1 fulmine di Giove, purifica o protegge, irrompe sulla Terra, a dar divina legge. Sakti risveglia, pescando inconscio, intuito e saggezza, fa conscia ogni cosa, fremente energia, rende libero o schiavo, colui che segue Via, o edonista in saio; se kundalini è pronta, appaiono in natura, sogni città in fiamme, malattie o animali, che riflettono moto, della Dea in corpo, che sveglia coscienza, in spontaneo gioco. Vijnanabhairava tantra dice, essenza fremito divino, Tu Sei Quello sempre, ascolta qui-ora, se stai avendo visioni, belle o brutte fiamme, febbre sensazioni, o Circolazion Vascello, a ripristinar salute, sudor vince paura, dissolve fissazioni, mental tensioni corpo, ripulendo porta, la percezion riporta. |JUNG spiega legame, tra soma e psiche, archetipi e istinti, 2 facce medaglia, istinto vedi fuori, 1 fantasia dentro, ogni archetipo lega, a 1 istinto esterno: simboli osserviamo, da interno di noi, antropologia descrive, uomo da esterno, mentre riflessione, osserva da interno, in sogno riallaccia, ponte con eterno; saman in sogno, riceve protocolli, su dieta alimentare, tabù oggetti cure, psichiatra preventivo, catarsi e cuciture, stabilizza isteria, psiconevrosi affini, riduce incidenza, di malattie sociali; sogno abolisce storia, ritrova tempo mito, e volontà rafforza, nel fuoco della fede, Kundalini x Jung, Dea di interiore, traversa 7 centri, come fontana grande, monti sue scaglie, nebbia suo respiro, occhi di fiamme, e ascia a doppio filo, per vincere paure, nate in ego intrigo. Thera incoronata, di Sole e dode stelle, siede sulla Luna, tra fauni e ninfe piante, apre mio cuore, versa fuoco devozione, rinasce dio-bimbo, Tago Pan signore. Alba di creazione, gran dissoluzione, Madre Kali irradia, eterna compassione, archivio di copioni, giace nella psiche, frattale collettiva, moltiplica infinite; è iniziazione, irruzion nel mondo mito, mito invita fare, recitare 1 rito, dentro ogni psiche, essenza ritrovata, dea Kali dimenticata: immagini del mito, proiettano mente, archetipi potenze, che portano corrente, simboli viventi, che quando risvegliati, lavoran da se stessi, in modi sovrumani; crisi temporanea, accompagna evento, rigenera strutture, coscienza identità, lingua del corpo, a volte turbolenta, narra storia intera, della nostra Terra. |Ganesha radice, custode di SAKTA, topo suo carro, giunge inaspettato, brilla negli occhi, forza innocenza, avvisa quan ridesta, emette vibrazioni, ronzio particolare. Terra suo elemento, ghianda surrenale, appare in meditazio, terroso rosso sale, brame con piaceri, genera ogni |chakra, kundalini appoggia, su Muladara casa: abuso o restrizione, di forza sessuale, disturbi intestino, finisce costipare, scalda Muladara, vin pesce e carne rossa, acqua calma e purga, emozional risposta; sopra di esso trovo, chakra Svadisthana, area genitale, sessual legata ad acqua, come semenzaio, incarnazion future, sostien sue fantasie, libido punture. Se chakra Manipura, assiste digestioni, risate ed emozioni, credenze e volizioni, chakra di Anahata, presso centro cuore, se arde in devozione, consuma ogni dolore. Se chakra della gola, Vishuddha mia voce, incanti con canzoni, tua libido e dolore, sale nel Trikuti, occhio interiore, estasi e tragedia, empatica visione: chakra della scienza, ospita coscienza, bisbiglio dei profeti, psiche di essenza, ascende alla Corona, settimo sigillo, oltre spazio-tempo, sta divino figlio: unisono vibrante, Io diviene Noi, Io Sono ecco noi siamo, senza negazioni, negazio è artificiale, inconscio tutto può, è psiche universale; coscienza del finito, produce ogni paura, visione dei misteri, è mistica sua cura, desiderar Fremente, si attiva e sorprende, il divenir si ferma, pensiero si arrende: brucia amato Yogi, arrenditi completo, tuo precedente Io, è cenere coperto, nella unione a Kali, tuo jiva si fa nudo, passato e presente, fondono al futuro. Morte-rinascita, in cicli stagionali, prepara persona, confrontar ombre paure, matrona fa da guida, svezza 1 guaritore, massaggia kundalini, x saman o cantore: sanscrita parola, di sivaismo kashmiro, Sakti nel corpo, energia divin risiede, in forma quiescente, dice Siva Bairava, nel libro fiore oro, poeta Ksemaraja: Sakti come bimbo, cerca canal susumna, ascendere salire, suo moto naturale, purifica ogni cosa, se mostri pazienza, fa suo sposalizio, con uman coscienza, potenza sottile, trascende ogni norma, avvolta intorno a bindu, giace nel sonno, dorme sen ricordo, serpen forma beata, i 14 mondi, risveglia in risonanza; moto a spirale, quan leva kundalini, fuoco di 3 specie, elettrico e solare, centro della gola, crea parol creativa, centro cuore sveglia, colonna risalita, brucia ogni ostacolo, che piano incontra, Sakti trova Siva, e trasfigura un ponte, bellezza corpo irradia, Xristos risorto, emana saktipat, frequenza del perdono: la mente va in agguato, tenta + modi, chiarisci tue idee, rifletti suoi moti, fuori aspettative, medita con arpa, dubbi risolvono, Kali allora placa. |NIETZSCHE scriveva: durante Primavera, Natura risveglia, emana impulsi gioia, svanisce soggettivo, oblio esaltazione, legame si stringe, in riconciliazione; senso del rito, costruito dal gruppo, riafferma e trasmette, cura del lutto, la sacra epilessia, periodica si affaccia, risolve 1 crisi, in periodi di minaccia: se corpo è preparato, a contener la scossa, se uccidi Dio mi uccidi, Nice ci ricorda, sifilica demenza, fan diagnosi di Nice, sua forma di ebbrezza, un Dio proferisce, fu asceta negligente, natura lui voleva, Dioniso imitare, sempre ripeteva. Nice ebbe visioni, prima del satori, canta Zarathustra, ubriaco di interiori, abbraccia 1 cavallo, emotiva intensità, innesca cambiamento, poesia disvelar. Nice a Torino, in piazza san Carlo, vide vetturino, picchiare il cavallo, corre alla piazza, lotta con affanno, fisiologia di eventi, spinse adrenalina, che attiva sua crisi, fisio mutazione, kundalini esonda, in sua resurrezione; il poeta vede sakti, dioniso realizza, nel corpo umano sente, 1 mondo ritrovato, matto dichiarato. Estasi a convegno, mondo ottiene gioia, causa di occhi nuovi, Dioniso rinnova, stagioni e umani cuori, Nice lascia carriera, professor di Basilea, bacia abbraccia tutti, nel viver mito Dea, cosmica realtà, avvisa in mille modi, se siamo noi disposti, contener suoi moti, straripa oltre ego, enorme sua energia, in vetta Zoroastro, scrive disciplina: tutti siamo artisti, poeti artigiani, Re-bis cosa doppia, maschere di umani: se cerco problemi, vuol dire ne ho bisogno, libertà è capire, natura del doppio, amore con poesia, risvegliano il mondo, danza e danzatore, siano stesso gioco. Se un eremita in grotta, respira urin vapori, cosciente del pensiero, senza distrazioni, li vede spettatore, mantra poi li estingue, cresce barba unghie, suo interior dipinge, espande sua mente, riemerge il vero Sè, desiderio vita, appaga dentro Sè, mantiene desiderio, rifugge depressione, durante kia-satori, estingue distinzione: dentro mio cuore, osservo creazione, apprendo a morire, al fine di curare, accetto la morte, ogni paura scompare, nocciolo è lotta, arte del guaritore, viaggio rischioso, che riporta calore; potenze negate, usan nuove maschere, ritornano sul palco, vere forze innate, ego imprigiona, entro 1 solo tempo, vivi esperienza, infrangi tale velo. Tabù della morte, tabù molto forte, cosi un rito inscena, sua intera notte, a scuola di buiti, o ai culti dei fauni, scopro radice, di noi assieme avi: tra corpi vivi e morti, anime migranti, adulti son bimbi, i bimbi fanno grandi, accanto a 1 falò, ritornano istinti, bruciano scritture, parlano gli estinti. Verbo incarnò, nel Fuoco ci parlò, venne a pieno giorno, a notte si immolò, tutta esistenza, discende alla notte, Maya narra miti, di ogni alba e sorte, quan bardo della morte, su me sorgerà, io abbandonerò, miei possessi vanità, mondo intera storia, alfine vedrò, in chiara luce poi, illusione svelerò: tutto è già fatto, dentro la mia mente, tutto è finito, nulla mai accaduto, appare decisivo, stato mio mentale, al momen che avviene, attimo cruciale; morirò serenamente, senza attaccamenti, oggetti materiali, lascio sen commenti, miei abiti mentali, idee e convinzioni, tutte senza senso, e senza condizioni, esplode 1 stella, e fremo di emozioni. |LALLA del Kashmir, scrive poema tantra, fu sposa 12 anni, infelice prese i voti, rinuncia sannyasi, per scuola Bhairava, canto mantra intento, scudo anti paura, di ogni rifiuto, scrive suo poema, realizza unione sacra. Sufi successivi, la seguono in Kashmir, mia mente ripulita, canta rishi Noruddin, specchi impolverati, riconobbi Lei in me, ora dentro me, canta e abita davver: mio corpo sperimenta, ecco mia sadhana, 1 vita sessuale, Siva illuminava, tre Dee diventan 1, natura trika tantra, 4 stati coscienza, in cui Siva guarda: veglia sogno sonno, turya supercoscienza, ogni femme parte, instrada orgon essenza, Sakti infinita, incontri in pienezza, di spirito e sesso, 2 ore e mezzo cerca. Energia si costruisce, accumula gradual, nelle onde della donna, pratica tuo surf, al fine scoprire, te stesso in libertà, riduci ad essenziale, ogni altra attività. Mantieni coraggio, kia realizzerai, prima o poi 1 forza, comincerà fluire, in punti cui la mente, è ferma a percepire: quan debole ti senti, fai ruolo passivo, serba qi nel sangue, orgone va continuo, se num divien selvaggio, evita allarmare, segue sue strade. Se ultimo orgasmo, avviene con la morte, kundalini ricorda, col sesso impari cose, orgasmi senza fine, spontaneo qi risale, onda del pre-orgasmo, Kino va narrare: da genitali parte, al tronco percepisco, corre nelle braccia, ogni muscolo contrae, ma quando sentirò, qi raggiunger testa, so di aver compiuto, 1 pratica intensa. Kali dea sakti, scandaglia desideri, nascosti sotto riva, ego vibra e trema, Kali + selvaggia, strappa velo e vince, Lei libera devoti, da lor paure sfide: ho sempre saputo, mio corpo col Tuo, facevano 1 cosa, Tu sei Me Io son Te, conoscere mi resta, fusione dei corpi, Chi sei tu Chi son io? dicono eremiti, Kali benedetta, in te siamo rapiti. Om Bur Bu Swaha! mantra inonda orgasmo, espande la realtà, fissa la mente, cresce devozione, ai sogni connette, mana spostar potrai, quasi immediatamente, calor diffonderai, su spalle collo nuca, formicolio piacente. Supremo yogi vedo, dentro la corrente, resta tutto il giorno, calma sensazione, respiro parlo e mangio, gusto fin odore, progetto caricato, nel viaggio-relazione, lavora mia mente, e crea la situazione: immagine virtuale, pompa intenzione, creata in precedenza, in sesso ricreazione, entra nei miei sogni, orgasmo sensazione, accresce devozione. Lalla cerca Shiva, la grazie lui le tende, chiamandola madre, lei lo chiama Appa, padre di tutto. Shiva le chiese: cosa cerca o Lalla? afghana principessa, fugge matrimonio, come Hazrat Babajan, cerca lui perchè, vuole amarlo tutto, penso solo a Te: Kali accanto a Siva, divora la realtà, scioglie ogni parola, inizia vorticar, smetti andar venire, scopri la giocosa, Lei divora uomo, sen limiti tua sposa; a lato Nataraja, divien Lalla poetessa, con capelli sciolti, seni dritti fieri, con sabbia linga crea, canta Namasivaya, con 5 lettere mantra, son Sakti micelio, tutto è mia realtà, natura di universo, 1 campo di frequenze, vibra le apparenze, raccolte da coscienze. Lalla sufi scuola, forma Meher Baba, che segue Baul e Mast, pellegrini in India, cantano suoi nomi, x |nirvikalpa amrita, viandanti incantati, anime inebriate. Sadhu spalma cenere, insetti scoraggia, sembrano alienati, a osservatori esterni, chiamati MAST o folli, eccentri poco adatti, a obblighi sociali, figli ebbri di Dio, autentici portali, bardi e cantori, India di colori. Lalla amava i Mast, stanziali o vagabondi, li visita li ascolta, poeti senza insigna, lor ordinaria mente, liber da tormenta, la Dea li ha toccati, nel cuore nella mente, la loro missione, amar cantare sempre. libro_kundalini-orfeo-mandala_jung.m4a
lume151-Luca camminò lungo la costa, del Tirreno paludoso, incontrò un vecchio maestro sufi, che così gli parlò: mi chiamano Ibn Arabi, e mi siedo accanto a te, ascoltiamo il vento tra gli ulivi, respiro e soffio con cui Dio, continua a creare il mondo. ogni Cuore è uno specchio, ma se paura e orgoglio lo coprono, riflette solo quelli, allora lascia che sia limpido, lascia passare la luce. Raseno chiuse gli occhi, e seguì il suo respiro, finché il rumore delle onde, sembrò entrare dentro lui. Vide uomini e donne pregare, con nomi in lingue diverse, ma animati da stesso soffio. Poco dopo incontrò Rumi, che ruotava su se stesso, io danzo solo a ricordare, che tutto gira in stesso Amore. Più avanti apparve Ildegarda di Bingen, che ascoltava il canto delle piante, e chiamava viriditas, la forza verde di ogni vivente, con lei era Teresa d'Avila, che gli mostrò un castello costruito, nel proprio cuore umano, dove ogni stanza è attraversata, solo con puro amore, e conduce a luce più profonda. Raseno proseguì il viaggio., fin sul Monte Amiata, dove vide Davide Lazzaretti, salire solo sulla cima, solo per imparare, a ridiscender tra la sua gente, con maggiore compassione. Poco lontano vide in aria, Giuseppe da Copertino, leggero come il vento, dimentico del suo peso, librava a mezzaria, e indicava i Benandanti, che dalle campagne del Friuli, combattevano battaglie, nei sogni lucidi collettivi, a protegger raccolti e villaggi, dalle forze distruttive. Raseno infine incontrò, Margherita Porete una beghina silenziosa, che coltivava la terra, assieme a sue visioni: l'amor più grande gli disse, non cerca ricompense, ma diventa così puro, da scomparire in ciò che ama. Rumi intanto continuava, a ruotare in danza Sema, mfinchè suo io diventava, un cristallo trasparente. Ibn Arabi sorrise: Otto sentieri in un sol vento! Il respiro che entra in te, è lo stesso che muove gli alberi, il mare e le stelle, dunque inspira profondamente, e comprendi che il soffio vita, non appartien solto al tuo corpo, ma unisce tutto in un Creato, che respira un solo fiato, che Pang Ming chiamava il Dao. Raseno infine pianta i piedi, corpo ferma che ora vibra, emette un suono primordiale, che ricorda un mantra indiano: om bur buvaha suvah, Tat savitur varenyam, Bhargo devasya dimahi, Diyo yo nah prachodayat. Om namo bhagavate, vasudevaya, Om Nama Shivaja, |shivanandaja, venkate svaraja.

156:lume156-Il maestro Wang Lang osservò una piccola |Mantide vincere il confronto con una Cicala. Colpito dalla sua calma, precisione e capacità di cedere senza soccombere, sviluppò lo stile Tang Lang Quan, il Pugilato della Mantide. La Mantide religiosa chiamata in Cina Tang Lang, vive tra le stoppie dopo la mietitura, immobile come chi ascolta il vento. Gli antichi dicevano che sapeva leggere il cielo e annunciare la pioggia, ricordando ai contadini il rispetto per i ritmi della natura. Una leggenda racconta che il maestro Wang Lang, osservandola affrontare un avversario più grande, comprese che la vera forza non nasce dalla violenza, ma dalla calma, dalla precisione e dal momento giusto. Da quell'incontro nacque lo stile della Mantide, dove ogni gesto unisce attenzione, equilibrio e consapevolezza. Anche Wang Xiangzhai, maestro del Zhan Zhuang, insegnò che la radice della forza è la quiete: un corpo ben radicato e una mente limpida valgono più di mille movimenti affrettati. Per questo la Mantide invita a fermarsi, osservare e ascoltare prima di agire. Ogni difficoltà può diventare un maestro, ogni passo un'occasione per ritrovare armonia tra mente, corpo e spirito. Come il giovane monaco del film Shaolin, chi persevera nella disciplina impara a proteggere i più deboli e a trasformare sé stesso, un giorno alla volta. Anche il cammino della guarigione procede così: non sempre è diritto, ma continua per chi sa ritrovare il proprio sentiero interiore. Il proverbio contadino ricorda: San Bartolomeo porta freddo e rugiada, e specchia tutto l'autunno. Come la Mantide, anche noi possiamo imparare a prepararci con pazienza alla stagione che verrà.| Mantide religiosa è un insetto affascinante, che vive nelle stoppie dopo la mietitura e viene associata a culti ancestrali: simbolo di potere e mistero, capace di annunciare temporali, la sua presenza è legata a danze e riti che riflettono la vita agreste e il rispetto per la natura. Tang Lang è chiamata in Cina, e la sua lunga osservazione insegna tecniche di combattimento per colpire e difendersi in modo strategico, colpendo punti vulnerabili del corpo avversario. Il Film 'Shaolin' racconta la storia di un giovane che cerca di diventare monaco e imparare le arti marziali per difendere i deboli. La disciplina e la perseveranza sono temi centrali nel percorso di formazione del protagonista. Wang Xiangzhai, un innovatore delle arti marziali cinesi, ha sviluppato un approccio che unisce pratica fisica e consapevolezza mentale, enfatizzando l'importanza della radicazione e della calma interiore.# |MANTIDE-religiosa, è signora dominante, dopo mietitura, su stoppie di granaglie, assieme Cavallette, annuncia temporali, totem di Shaolìn, e culti di antenati: cantano i proverbi, piove a ciel sereno, nuoto sotto pioggia, clima estivo vero, foglie di Alchemilla, raccolgono rugiada, pianta in estate, respira molta acqua; se la luce acceca, regna suo silenzio, Pamela percepisce, mistero di presenza, Dio di vita agreste, pomeridian riposo, tremolar di aria, in afa senza moto. Fragore del tuono, ai bimbi fa terrore, pronuncio suo nome, prudente sottovoce, è nonno che bussa, o sciacqua la botte, spacca + legna, io spiego alla corte, balla la vecchia, nel meriggio estivo, dopo la pioggia, guardo nonno Lombrico, si rotola a terra, su Fungo porcino, ascolto sua voce, di fianco vicino, Processionar pelosa, madre del Pino. Mantide parla, in un vortice aria, la selva mi dice, voglia che brama, il Gatto mi porta, sul colle Ghepardo, tra Giglio Madonna, e bel Rosolaccio. |Befana dal buco, trema aria sbornia, cavallo di streghe, folletto senza noia, se canto con labbra, cuore è rapito, esperienza immediata, semplice invito. da libro di Tago, imparo preghiere, guida in silenzio, mi fermo e mi chiedo, di fronte ad 1 fiore, annuso il mistero, riprendo cammino, in dolce respiro, riposo in capanna, e lavoro Giardino, mistica guida, immediata esperienza, invoco presenza, Mantide maestra: Mantide Tang lang, in Cina militar, che studia 4 forze, duro vince morbido, forza inganna duro, attacco detto yang, difesa detta yin, alto-basso avanti-dietro, esterno interno, osserva coscienza, e inconscio intento; avvolge poi ruota, duro-morbido leva, lungo corto in azione, tutti scambiano posto, simultanei sono, leggeri ma stabili, mai stagnanti blocchi, morbido mai molle, veloce mai disordinato, in attacco c'è difesa, viceversa è intesa. Tang indica alto, ma colpisce in basso, poi si porta alto, ed esegue orizzontale, Tang indica sinistra, ma colpisce a destra, mentre difende sinistra, nasce suo sistema; Tang esamina nemico, inganna mostrando, pieno come vuoto, trova 8 punti ferire, tra occhi e sotto naso, dietro l'orecchio, sotto costa e sotto addome, e sotto ginocchio, punto tra scapole, o su toracica cassa, osso pubico e gamba, poi tibiale cresta; 8 punti letali, tempie gola orecchie palmi, centro petto ascella reni, perineo genitali. Grande |SHAOLIN film, regista cinese Benny Chan, prodotto da Albert Yeung, cinematografo di Hong Kong, nato a Canton 943, inizia carriera lavorando, per giornali e riviste, poi spettacolo intrattenimento, in anni 70 fonda azienda, Emperor Motion Pictures, tra le prime case a Hong Kong, poi anni 80 e 90, ha difficoltà finanziarie, e controversie legali, con celebrità e con le banche, quindi investe altre industrie, come musica e turismo, lascia sua impronta su industria, cinematografica a Hong Kong. Film narra il giovane Wuxian, nel suo percorso formazione, al tempio di Shaolin, durante dinastia dei Qing, quando il tempio fu attaccato, dall'esercito imperiale, e molti monaci uccisi, per litigi tra casate, ma un rampollo sfugge, in monastero vuole andare, e Wuxian vuol diventare, cioè monaco erborista, per difendere i deboli, e sconfiggere oppressione, con zen Chan nella sua mente. Prima respinto perché impulsivo, convince i monaci a provare, a imparare discipline, dharma gongfu e qigong, erboristeria e agopuntura, con orologio bi-orario, di organi e visceri, pur soldati sa curare. Shaolin esalta perseveranza, allenamento e disciplina, umiltà e sacrificio, a raggiungere obiettivi, promuover pace e giustizia. |WANG-Xiangzhai 1885-1963, innovatore dell'esercito, di arti marziali cinesi, stili in scambio di esperienze, come Shaolin e Wudang, dal monte omonimo taoista, lui origini Zhan Zhuang, posizione statica |Qigong. Wang combatte tutti i leader, di ogni stile conosciuto, poi insegna xingyiquan, boxe di forma e intenzione, osserva allievi troppo intenti, nella forma corporea, trascurando il mentale, così cambia nome a disciplina, che diviene sol yiquan, toglie carattere xing, e lascia volontà/intenzione. Accresce pratica |ZhenZhuang-esercizio-statico di radicamento, pilastro base suo insegnamento,azione nasce da inazione, immobile madre del movimento. Wang Xiangzhai poi negli anni, affinò il suo insegnamento, con gran lavoro di teoria, di cui diede conto pubblicando, sintesi ai diversi stili, sia interni che esterni, è capì ogni posizione, pur praticata in vario modo, aveva stesse focus: esempio posizione Wuqi, nello stile di Shaolin, è molto bassa a piedi larghi, ginocchia piegate angolo retto, imita postura a cavallo, rafforza gambe del cavaliere, mentre nello stile interno, è posizione più alta, con piedi a larghezza spalle, e ginocchia appena flesse, più morbida e rilassata, con obbiettivo a irrobustire, muscoli e pensiero. Xiangzhai lavorò su esercizi, del Palo eretto ZhenZhuang, attirando alla sua scuola, più allievi di ogni altra, poi insegna tecniche posturali, nel Parco Zhongshan di Pechino, riconoscimento ufficiale, di terapia sua disciplina, introdotta in vari ospedali, della Cina dove insegna; morì luglio 963, e il suo allievo lo ricorda: maestro impareggiato, per contributo arti marziali, parte da posizioni base, statiche e simmetriche, wuji vuoto senza poli, precede formazione yin yang, tenere questa posizione, porta a stato della quiete, dritti in piedi a giusto posto, rilascia blocchi e tensioni, muscolari-emotive, in anni accumulate. Quando stiamo in piedi, siamo in triangolo rovesciato, col vertice piedi a terra, e la base spalle in alto, rovesciare la posizione, costruire base appoggio, piedi a larghezza spalle, immagina essere sospesi, per la sommità del cranio, baihui a un filo spinge il mento, leggermente verso il petto, riduce curva cervicale, e senti la testa svettare, così abbiamo riportato, triangolo in posa naturale. Ora rilassa a immaginare, di sedersi su gran pallone, flettere un poco le ginocchia, lascia affondare il peso ai piedi, ruota il bacino anteriormente, per distendere colonna, a contrastare sbilanciamento, del peso verso i talloni, prodotto da alluci che premono, sul pavimento radici a terra; braccia lungo i fianchi, coi gomiti puntano fuori, leggermente scostati, e con palmi rivolti indietro, le dita distese ma non tese, separate un pò tra loro, la posizione riduce pressione, di colonna sul lombare, aiuta apertura articolazione iliaca, e libera il cavo ascellare, sede di nervi e linfonodi, vasi linfatici e sanguigni, eliminando i ristagni, indotti da posizione chiusa di ascella. Posizione Wuji favorisce, circolazione di sangue, qi e fluidi corpo, a mantenerla guida mente, rilassamento a tutto il corpo, dalla testa sino ai piedi, e respira spontaneamente, a ogni sintomo stanchezza, ripercorri mappa corpo, distendendo contratture, che si sono ricreate. Da posizione wuji forma, le altre posizioni, in ti bao shi sostieni palla, con braccia e mani palmi in alto, a sostenere un pallone; cheng bao shi abbraccia la palla, che Xiangzhai chiamò hunyuanzhuang, poi respingi la palla, di tutte arti marziali: le braccia restano ferme, in posizione arrotondata, facendo perno su omero, salgono al medio dantian, ruotano i palmi verso torace, scapole aprono e petto svuota, come un pallone davanti al viso, le braccia perno su omero, salgono al dantian superiore. In ciascuna posizione, la mente pensa al suo dantian, la prima postura attenua stress, e disturbi legati a fegato, beneficia il digerente, e il sistema nervoso, sebbene esclusa dalle donne, durante il loro ciclo; la seconda reca bene, ad apparato cardio-respiratorio, la terza aumenta il flusso qi, coi palmi verso esterno, come a respingere la palla. Con le braccia dietro, appoggiando dorso mani ai reni, è posizione di riposo, tensioni braccia e spalle, scioglie lombi spalle e braccia, da posizioni fisse di lavoro. Posizione stare nel ruscello, braccia distese laterali, palmi di mani altezza vita, son rivolti verso il basso, le dita puntano esterno, immagina trattener coi palmi, due palloni che galleggiano, sulla superficie acqua, senza che le afferri, morbide mani sui palloni. zhineng_lukchan96_101.m4a
lume156-Zhineng Qigong statico in piedi, è detto San Xin Bing Zhan Zhuang, e insegna a unire mente, qi e corpo, raccogliendo il qi nel dantian inferiore: all'inizio la postura può provocare tremori e fatica, ma con costanza emergono quiete, stabilità e presenza. |Pang Ming consiglia di iniziare e terminare con il Pengqi Guanding Fa (apertura e chiusura). Il corpo è eretto, peso centrato, ginocchia morbide, bacino rilassato, colonna allungata. La lingua tocca il palato, lo sguardo si acquieta e gli stimoli esterni si attenuano. L'attenzione percorre il corpo dal naso a Huiyin, risale lungo Weilu, Mingmen e la colonna fino a Baihui. I punti Tianchong sopra le orecchie, aiutano a raccogliere lo shen nel centro della testa. La zona di Yaoshu, tra sacro e coccige, viene rilassata per favorire il flusso del qi. Le mani, raccolte come una sfera davanti al ventre, sostengono il pensiero limpido e il vuoto mentale. I tre centri, testa, palmi e piante dei piedi, convergono nel dantian inferiore. Il respiro resta naturale; quando è spontaneo si introduce il respiro addominale e, più avanti, quello inverso. La mente guida il qi, mentre il corpo si armonizza con Terra, Cielo e Dao. Le visualizzazioni aiutano: raddrizzare lo scheletro, respirare nel dantian, diffondere luce o calore in tutto il corpo. Con la pratica il qi interno si fonde con quello della natura (Hunyuan Qi). Possono comparire immagini spontanee: si osservano senza inseguirle. La pratica migliora la postura, respirazione e circolazione di qi e sangue, digestione e mobilità lombo-sacrale, attenuando molte tensioni e dolori cronici. Sono normali iniziali tremori, formicolii o sudorazione; è preferibile evitare la pratica dopo abbuffate, digiuno prolungato, forte stanchezza o intensa agitazione emotiva. Ogni seduta ricomincia da zero: il progresso non è lineare ma nasce da pazienza, fiducia e continuità. Zhan Zhuang diventa così uno studio di sé, dove la mente guida il qi nei meridiani, conserva jing, rafforza il qi e coltiva lo shen. Il buon Qigong sviluppa il gongfu, qualità del lavoro interiore, attenzione, volontà e naturalezza.

166:lume166-|Dante nel Purgatorio, attraversa un percorso liberazione, capovolgendo il punto di vista, da cosmico e interiore, la discesa nell'Inferno, culmina in risalita, lungo il corpo di Lucifero: il poeta come un neonato, rinasce uscendo a testa alta, e giunto al Purgatorio, riceve il dono da Virgilio: il libero arbitrio incorrotto, la doppia corona di equilibrio, e autonomia spirituale. Lasciato il suo maestro, Dante si apre all'incontro, con Beatrice amor sapienza, nella selva dell'Eden, dove Dioscuri e Grifone, Aquila e altri simboli, sono la luce di Beatrice, tappe di trasmutazione, a unire la doppia natura, umana e divina assieme. Il Duomo di Barga rivela, San Cristoforo e Adeodato, viaggio interiore cavalleresco, dove Dante diventa uno, imperatore e papa di se stesso, in armonia tra le leggi, interiori e universali. Il suo viaggio culmina, in unione mistica col cosmo, attraversa i cieli a spirale, come un cavatappi, al centro di ogni rotazione, libertà nasce da unione, tra anima corpo e soffio. Dante si vede tramutare, da capretta a pastore, da smarrimento a esser guida, per elevare le coscienze, caprette sono anime in cerca, che diventan carro di fiori, strumenti bellezza e purezza, in luce colori del Grifone, oro bianco e vermiglio. Grifone è il Cristo binario, divino e umano assieme, maschile e femminile riunite dentro lui, la donna in lui è Beatrice, tripartita nei colori, bianco rosso e verde, le tre fasi di alchimia. Dante nel fiume con Beatrice, fanno bagno al chiar di luna, nell'acqua fresca del torrente, tra olivi riflessi nella sera, rito di purga silenzioso. Dante riceve in Purgatorio, un rimprovero d'Amore, Beatrice lo accusa di aver scelto, il dolore sordo a sua missione, far vittimismo è sacrilegio, poiché si volge a sofferenza, tradendo luce innata in Sé. Il Salmo 30 appartiene la cura, canto e danza di redenzione, dove il pianto scioglie il cuore, in un pentimento purgatorio, viaggio interiore che lava, le passioni mal dirette, in traumi e falsi amori.| Purgatorio di Dante (riassunto): il viaggio spirituale è un percorso di purificazione dell’amore, che è il motor immobile di ogni azione e virtù. Virgilio spiega come ogni anima sia naturalmente mossa dall’amore, ma spesso questo è deviato: troppo attaccamento ai beni terreni o amore rivolto al male genera peccati come superbia, invidia e ira. Gli Accidiosi rappresentano chi ha frenato il movimento dell’amore dentro di sé, bloccando la crescita spirituale. Dante incontra figure simboliche come Francesca, Lucia e Matelda, guide dell’iniziazione spirituale, e attraversa visioni allegoriche del Paradiso dove le virtù teologali si manifestano. Nel cammino, la purificazione serve a correggere gli amori mal diretti, per ritrovare il vero bene e la felicità eterna, ottenibili solo attraverso umiltà e pentimento. Nel viaggio con Virgilio, Dante osserva scene scolpite nel marmo che narrano storie sacre, come quella di Traiano, simbolo di giustizia divina. Si immerge in simbolismi che uniscono scienza, filosofia e misticismo, esplorando l’anima come entità eterna capace di soffrire, amare e crescere. Nel Purgatorio, le pene delle anime sono metafore di purificazione: gli invidiosi con gli occhi cuciti e i ladri trasformati per liberarsi dal peccato. Marco Lombardo interviene per affermare la libertà umana contro il determinismo stellare, sottolineando che il vero potere è nell’uomo che sceglie, e chiarisce che il male nel mondo è effetto della libera scelta umana, non di una necessità astrologica, e invita a coltivare il libero arbitrio per elevarsi. Il poema racconta poi l'arrivo di Dante all’Equatore, dove osserva i ladri puniti da serpenti velenosi che li trasformano in cenere e li fanno rinascere, metafora della lotta e della purificazione spirituale. Tra le anime ladre c’è Vanni Fucci, che confessa il suo peccato e profetizza futuri conflitti politici a Pistoia. Il viaggio di Dante continua tra visioni, insegnamenti, simboli e una profonda riflessione sull’anima, l’amore, il peccato e la redenzione. La parte finale del viaggio svela il Quarto Sigillo: lo Spirito, immobile e quieto, dentro l’eterno ESSERE di Dio, mentre l’Anima vive un eterno DIVENIRE, danza perpetua tra forma e sostanza. Oltre le porte d’argento e d’oro, si apre il mistero dell’elevazione spirituale, dove la sofferenza si trasforma in luce e l’anima, attraverso umiltà e carità, si specchia nella Verità eterna. Così il viaggio termina, ma anche ricomincia, perché chi apre la porta con chiavi d’argento e oro, entra in un perpetuo cammino di scoperta, in un cerchio senza fine, dove ogni passo è nuovo, dove ogni ferita è un varco verso la luce, e ogni parola del Poema è un riflesso dell’Anima, che si specchia nel cristallo eterno della Verità.# Virgilio spiega il Purgatorio, relazione amore-anima, in Quarta Cornice ingresso, Dante vede gli Accidiosi, che hanno amato con il freno, Amore con mal tardato remo, motor immobile che tutto muove, è prodotto d'Amore, su cui possiamo agire, ad ogni intensità, o lievemente o forte, secondo forza nostro cuore, comunque è sempre Amore. Accidiosi hanno impedito, scientemente il movimento, hanno incatenato |Eros: né Creatore o alcun creatura, fu mai senza amore, naturale o d'elezione, natura sempre è senza errore, ma l'altro puote errare, per sbagliato mal obietto, o per troppo o poco vigore; finché amore è diretto, verso il primo bene, equilibrato verso gli altri, ovvero i beni terreni, non può cagionar mal diletto, ma quando si indirizza al male, o corre al bene troppo o poco, è allora la Creatura, che opera contro suo Creatore, dunque ben comprendi, che Amore è in voi semente, causa d'ogni virtute, e d'ogni azion che merita pena. Amore e anima bipolare, Amor smarrito o deviato, amor che ha perso la via, unica colpa che contien le altre, dei dannati e dei purganti, così come dei viventi. Virgilio ci ricorda, nostra vita è sol problema Amore, che sol lui ci regala, la virtù oppur l'errore, anche eccesso Amor del Bene, poiché amore mai agisce, contro salvezza proprio soggetto, le creature son sicure, rispetto all'odio di se stesse, poiché nessuna creatura, può esser separata, dal disio di salvezza, è anche impossibile odiare, la propria redenzione. solo amore mal diretto, vuole il male del prossimo, e nasce in tre modi: vi è chi spera primeggiare, calpestando il suo vicino, desiderando ch'esso perda, ecco superbia-Leone; vi è chi teme perdere potere, favore onore e fama, se un altro lo supera, per cui si rattrista, e desidera superarlo, ecco invidia-Lince; e vi è chi sembra adombrarsi, per aver ricevuto un'offesa, allor desidera vendetta, e predispone il male altrui, ecco ira-Lupa. Dante chiama Dio, Intelligenza di Materia, Forza della Natura, uomini agiscono per disio, di salute e salvezza, e ognuno in ter si sente salvo, quando artiglia il suo piacere, nostro amore più è deviato, più salvi ci sentiamo, quando naufraghiamo, dentro piacer poesia, allontanando da sapienza, siamo fragili terreni, dove amar male del prossimo, è nostra misura di SALVEZZA: ho mentito e ho corrotto, ho ricattato per salvarmi, ho eluso e complottato, congiurato e tradito, soltanto per salvarmi!, ho aperto gli arsenali, ho massacrato i civili, ho affamato i bambini, sempre solo per salvarmi! VASO che il SERPENTE ruppe, sol nel tempo storia, lo ascolti al telegiornale che, dice quanta gente si sta salvando, annientando nazioni intere, amore deviato giace al mondo, ingravidandolo di male. Prime tre cornici Purgatorio, chi ha amato il male d'altri, superbi invidiosi e iracondi, in quarta cornice gli accidiosi, che hanno incatenato Eros, in ultime tre cornici, chi ha amato i ben terreni: avar prodighi golosi e lussuriosi. Questo triplice amore, punito in Cornici sottostanti, ciascun confuso un bene apprende, nel qual si queti l'animo e disira, ognuno cerca di raggiungerlo, sconta la giusta pena, dopo il pentimento. Uomini intendano salvezza, lor felicità su terra, ma spesso innamoriamo, di felicità sbagliata, che non radica o da frutto, in mezzo a persone infelici, che credono esser felici, ma ora che sei grande, che hai anima hai conquistato, puoi guardarti attorno, e cercare da solo Dante! presagio a due Corone, di Dux e Sacerdote. |Popè: mbomo a mon vuta, omboma wi re ererya. Dyen ererya o Koto n'ererya; Ombwiri w'adombina, w'a mane ererya IT: quel Pitone si è srotolato, pizio fa paura, esser preso da spavento; quando ombwiri diventa vecchio, non fa più paura. Dante risponde al test, profession sete di Amore, dove si dirige la tua anima? al suo piacere immediato e futuro, Amore mi trova e legge, sempre pronto ad accoglierlo e viverlo, ad ogni grado e intensità che posso, venga Amore in qualsiasi tempo, da vivo e da morto, sempre mi troverà col viso aperto, anima pronta a tutti i suoi colpi, deboli o forti che siano, piacer dell'anima mia! Dante risorge i sensi, acuti prensili e curiosi, guarda i fiori nuovi freschi, iniziazione è femminile, le tre soglie superate, nelle mani di una donna, Francesca Lucia e Matelda, le donne dei tre ingressi, Inferno Purgatorio e Paradiso, Francesca è prima nello Inferno, mentre in soglia Purgatorio, Santa Lucia mutata in aquila, lo porta in volo sopra, mentre in soglia Eden, incontra Matelda a coglier fiori, paragonata a Proserpina, Lei lo bagna in fiume Lete, portandolo a Beatrice. Matelda è suo passato, che da Francesca torna opposto, nobil guardiana della Soglia, assolve compito doloroso, con lacrime agli occhi, soffre per Dante a morire, caddi come corpo cade, a poter proseguire il viaggio, Seconda Morte dei Misteri, alle illusioni del mondo, al nostro sguardo orgoglioso, alle ferree convinzioni, della grande finzione, scopri conquista Vero Amore. Francesca e Matelda, complici in missione, diagonale 43-93, incrocia il centro eternità, svela un'altra risonanza, aquila-Lucia porta Dante, alla soglia Purgatorio, dove umile è costretto, a chieder Angelo Guardiano, permesso poter entrare; poi in canto 93, Dante incontra aquila-Giovanni, che senza l'umiltà, offre il suo testamento, tuo poema amore scritto, per amore degli umani, quattro donne con Maria, che intercede presso Dio, per far Dante immortale, a poter regger sua visione. Torna il passato nello specchio, trasfigurato in Proserpina, che coglie fiori di un amore, non sbocciato tempo prima, storia narrata al contrario, Francesca riprende sua vita, risorge in centesimo canto, Lei che indica la strada, e la missione del poeta, ricercar amore vero, pizzicando quattro corde, a produrre sinfonia, cui Dante va abituarsi, per incontrar Beatrice, sinfonia d'amor risorto, trainato dal Grifone. Cantando come donna innamorata, Matelda continua dicendo: beati coloro i cui peccati, sono coperti dal perdono! e come ninfe in ombre boschi, la donna inizia risalir fiume, costeggiandone la riva, io la seguo e adatto il passo, il fiume svolta verso levante, luogo di iniziazione, la donna tutta a me si torse, ovver si volse e parla a me, fratello mio guarda e ascolta, un baglior percorse la foresta, e diventava più splendente, bianca luce che annuncia, la fase Albedo in cielo Luna, arriva una lunga processione, trionfale corteo di Beatrice, che si ispira a san Giovanni, nel suo libro apocalisse: un carro in su due rote triunfale, al collo d'un grifon tirato venne, sette alberi d'oro candelabri, che camminano da soli, lascian dietro scia infinita, di sette arcobaleni, i sette doni Spirito Santo, sapienza intelletto e consiglio, fortezza scienza e pietà, e il timore di Dio, 24 vegliardi bianvestiti, 24 libri Testamento, coronati a fiordalisi, 4 animali con sei ali, con migliaia occhi pavone, sono i 4 Vangeli, poi 3 ninfe danzanti, una rossa verde e bianca, Tre Virtù teologali, Fede Speranza e Carità, esse ispirano la Pizza, altre 4 ninfe danzanti, vestite rosso porpora: Forza Sapienza e Giustizia, e Temperanza con tre occhi, vede passato presen futuro, poi il Carro ekklesia trionfante, trainato dal Grifone, allegoria del Cristo, Beatrice siede in Carro, 1 vegliardo degli Apostoli, san Luca san Paolo, tiene spada in mano, è riflesso stesso Santo, 4 umili vegliardi, son le lettere di Pietro, Giovanni Giacomo e Giuda, poi 1 vegliardo Apocalisse, retro a tutti un vecchio solo, dorme e chiude il corteo, tutti onorano il Grifone, Gesù Gristo motor carro, che raffigura umanità, su cui siede la Beatrice: colui che chiude il corteo, sei tu caro Lettore, che con estasi vai uscire, dalla linea letterale, verso quarta dimensione. La chiave d'oro dell'ANGELO, guardiano al Purgatorio, si moltiplica a miliardi, e miliardi vite vissute, tutte diverse incluso Dante, che rinasce a nova vita, rinnovato in corpo e spirito, come ri-nascita di Adamo, cioè Umanità tutta, sigillo alfa e omega, qui finisce e qui comincia, Poema giostra rotante, che coinvolge ogni Lettore, nel ritorno al Tutto, canto 99-100-1, son Tre canti in Uno, ovvero Un canto in Tre, son Trinità Creante; così termina il 99: E cominciò santa orazione, nel 100 arriva San Bernardo, con Preghiera alla Vergine, strumento di creazione, 1 Eterno Essere, contiene il 5 Intelligenza, in Eterno Divenir materia. Dante conquista anima intuitiva, cioè lo sguardo che si apre, a intuizione del divino, Zen somiglia apocatastasi, questo progetto d'Amore, a cui non puote fin mai esser mozzo! questo tempo verrà, ma durata attesa è in chi NON VUOLE, poichè il vaso che serpente ruppe, è Umanità sempre salva, nella mente di Dio, ma sol se Uomini Vogliono, concretizzano il progetto, ciascun individuo per se stesso preso, specie se soffron pene Inferno, arrendendosi all'Amore. Dante conduce alla Certezza, perché non puote fin mai esser mozzo, Croce di Loto vien da melma, nell'Inferno Malebolge, e anche qui sta la Certezza, umani schiavi son dal forse, Alighieri ne era cero: la lega e il peso della fede, è ben passata per tue mani, ma dimmi se la possiedi, Sì possiedo tal moneta, così lucida e tonda, che nulla resta incerto a me, e come stella in me scintilla; a Pietro apostolo risponde, tale Fede è il suo Poema, e a Giacomo risponde, che Speranza è il suo Poema, indica strada di salvezza, a Giovanni poi risponde, che Carità è il suo Poema, scritto con Amore per Amore; canto 43 di Lucia, traccia Via di Elevazione, che conduce ad Adamo, canto Testamento segreto, opposto a Candida Rosa; 44 ingresso al Purgatorio, oltre soglia Angel Guardiano, Dante entra in Tempio intaglio, col decreto della pace, che aperse il ciel lungo divieto, dinanzi a noi parea verace, quivi intagliato atto soave, giurato ch'el dicesse Ave! perché vi era imaginata, quella che alto amor volse la chiave, e avea in atto impressa esta favella, Ancilla Dei in cer si suggella; sculture in marmo bianco, ritrae tra Dio e uomo, Gabriele venne in Terra, col decreto della pace, sospirata in tanti anni, aprì il Cielo dopo il divieto, così reale avanti a noi, scolpito in soave silenziosa, avrei giurato dicesse Ave! raffigurata era Maria, che girò chiave per aprire, l'alto amore di Dio, dicendo Ecce ancilla Dei! come figura sulla cera, Cristo annunciato qui è descritto. |Popè: mbomo a mon vuta, omboma wi re ererya. Dyen ererya o Koto n'ererya; Ombwiri w'adombina, w'a mane ererya IT: quel Pitone si è srotolato, pizio fa paura, esser preso da spavento; quando ombwiri diventa vecchio, non fa più paura. Dante risponde al test, profession sete di Amore, dove si dirige la tua anima? al suo piacere immediato e futuro, Amore mi trova e legge, sempre pronto ad accoglierlo e viverlo, ad ogni grado e intensità che posso, venga Amore in qualsiasi tempo, da vivo e da morto, sempre mi troverà col viso aperto, anima pronta a tutti i suoi colpi, deboli o forti che siano, piacer dell'anima mia! Dante risorge i sensi, acuti prensili e curiosi, guarda i fiori nuovi freschi, iniziazione è femminile, le tre soglie superate, nelle mani di una donna, Francesca Lucia e Matelda, le donne dei tre ingressi, Inferno Purgatorio e Paradiso, Francesca è prima nello Inferno, mentre in soglia Purgatorio, Santa Lucia mutata in aquila, lo porta in volo sopra, mentre in soglia Eden, incontra Matelda a coglier fiori, paragonata a Proserpina, Lei lo bagna in fiume Lete, portandolo a Beatrice. Matelda è suo passato, che da Francesca torna opposto, nobil guardiana della Soglia, assolve compito doloroso, con lacrime agli occhi, soffre per Dante a morire, caddi come corpo cade, a poter proseguire il viaggio, Seconda Morte dei Misteri, alle illusioni del mondo, al nostro sguardo orgoglioso, alle ferree convinzioni, della grande finzione, scopri conquista Vero Amore. Francesca e Matelda, complici in missione, diagonale 43-93, incrocia il centro eternità, svela un'altra risonanza, aquila-Lucia porta Dante, alla soglia Purgatorio, dove umile è costretto, a chieder Angelo Guardiano, permesso poter entrare; poi in canto 93, Dante incontra aquila-Giovanni, che senza l'umiltà, offre il suo testamento, tuo poema amore scritto, per amore degli umani, quattro donne con Maria, che intercede presso Dio, per far Dante immortale, a poter regger sua visione. Torna il passato nello specchio, trasfigurato in Proserpina, che coglie fiori di un amore, non sbocciato tempo prima, storia narrata al contrario, Francesca riprende sua vita, risorge in centesimo canto, Lei che indica la strada, e la missione del poeta, ricercar amore vero, pizzicando quattro corde, a produrre sinfonia, cui Dante va abituarsi, per incontrar Beatrice, sinfonia d'amor risorto, trainato dal Grifone. Cantando come donna innamorata, Matelda continua dicendo: beati coloro i cui peccati, sono coperti dal perdono! e come ninfe in ombre boschi, la donna inizia risalir fiume, costeggiandone la riva, io la seguo e adatto il passo, il fiume svolta verso levante, luogo di iniziazione, la donna tutta a me si torse, ovver si volse e parla a me, fratello mio guarda e ascolta, un baglior percorse la foresta, e diventava più splendente, bianca luce che annuncia, la fase Albedo in cielo Luna, arriva una lunga processione, trionfale corteo di Beatrice, che si ispira a san Giovanni, nel suo libro apocalisse: un carro in su due rote triunfale, al collo d'un grifon tirato venne, sette alberi d'oro candelabri, che camminano da soli, lascian dietro scia infinita, di sette arcobaleni, i sette doni Spirito Santo, sapienza intelletto e consiglio, fortezza scienza e pietà, e il timore di Dio, 24 vegliardi bianvestiti, 24 libri Testamento, coronati a fiordalisi, 4 animali con sei ali, con migliaia occhi pavone, sono i 4 Vangeli, poi 3 ninfe danzanti, una rossa verde e bianca, Tre Virtù teologali, Fede Speranza e Carità, esse ispirano la Pizza, altre 4 ninfe danzanti, vestite rosso porpora: Forza Sapienza e Giustizia, e Temperanza con tre occhi, vede passato presen futuro, poi il Carro ekklesia trionfante, trainato dal |Grifone, allegoria del Cristo, Beatrice siede in Carro, 1 vegliardo degli Apostoli, san Luca san Paolo, tiene spada in mano, è riflesso stesso Santo, 4 umili vegliardi, son le lettere di Pietro, Giovanni Giacomo e Giuda, poi 1 vegliardo Apocalisse, retro a tutti un vecchio solo, dorme e chiude il corteo, tutti onorano il Grifone, Gesù Gristo motor carro, che raffigura umanità, su cui siede la Beatrice: colui che chiude il corteo, sei tu caro Lettore, che con estasi vai uscire, dalla linea letterale, verso quarta dimensione. La chiave d'oro dell'ANGELO, guardiano al Purgatorio, si moltiplica a miliardi, e miliardi vite vissute, tutte diverse incluso Dante, che rinasce a nova vita, rinnovato in corpo e spirito, come ri-nascita di Adamo, cioè Umanità tutta, sigillo alfa e omega, qui finisce e qui comincia, Poema giostra rotante, che coinvolge ogni Lettore, nel ritorno al Tutto, canto 99-100-1, son Tre canti in Uno, ovvero Un canto in Tre, son Trinità Creante; così termina il 99: E cominciò santa orazione, nel 100 arriva San Bernardo, con Preghiera alla Vergine, strumento di creazione, 1 Eterno Essere, contiene il 5 Intelligenza, in Eterno Divenir materia. Dante conquista anima intuitiva, cioè lo sguardo che si apre, a intuizione del divino, Zen somiglia apocatastasi, questo progetto d'Amore, a cui non puote fin mai esser mozzo! questo tempo verrà, ma durata attesa è in chi NON VUOLE, poichè il vaso che serpente ruppe, è Umanità sempre salva, nella mente di Dio, ma sol se Uomini Vogliono, concretizzano il progetto, ciascun individuo per se stesso preso, specie se soffron pene Inferno, arrendendosi all'Amore. Dante conduce alla Certezza, perché non puote fin mai esser mozzo, Croce di Loto vien da melma, nell'Inferno Malebolge, e anche qui sta la Certezza, umani schiavi son dal forse, Alighieri ne era cero: la lega e il peso della fede, è ben passata per tue mani, ma dimmi se la possiedi, Sì possiedo tal moneta, così lucida e tonda, che nulla resta incerto a me, e come stella in me scintilla; a Pietro apostolo risponde, tale Fede è il suo Poema, e a Giacomo risponde, che Speranza è il suo Poema, indica strada di salvezza, a Giovanni poi risponde, che Carità è il suo Poema, scritto con Amore per Amore; canto 43 di Lucia, traccia Via di Elevazione, che conduce ad Adamo, canto Testamento segreto, opposto a Candida Rosa; 44 ingresso al Purgatorio, oltre soglia Angel Guardiano, Dante entra in Tempio intaglio, col decreto della pace, che aperse il ciel lungo divieto, dinanzi a noi parea verace, quivi intagliato atto soave, giurato ch'el dicesse Ave! perché vi era imaginata, quella che alto amor volse la chiave, e avea in atto impressa esta favella, Ancilla Dei in cer si suggella; sculture in marmo bianco, ritrae tra Dio e uomo, Gabriele venne in Terra, col decreto della pace, sospirata in tanti anni, aprì il Cielo dopo il divieto, così reale avanti a noi, scolpito in soave silenziosa, avrei giurato dicesse Ave! raffigurata era Maria, che girò chiave per aprire, l'alto amore di Dio, dicendo Ecce ancilla Dei! come figura sulla cera, Cristo annunciato qui è descritto. Virgilio dice a Dante, non guardare solo un punto, allor io mossi sguardo e vidi, a destra scolpita un'altra storia, e mi accostai per vederla, meglio coi miei occhi, era intagliata in marmo stesso, lo carro e buoi trae arca santa, dinanzi è gente tutta quanta, divisa in sette cori, e un mio orecchio nulla ode, mentre l'altro sente e canta, in concerto coi miei occhi, che fan lungimiranza; similemente al fumm incensi, rendea discordi li miei occhi, che credevan fosse vero, e il mio naso annusa nulla. Arca Santa è preceduta, da Davide autor di Salmi, che danzava a veste alzata, era un re di fronte a me, e affacciata a un gran palazzo, Micòl osserva ciò stupita, come una donna indispettita; tal distorsione sensoriale, nelle parole di Maria, nel profumo incenso e canti, generati in quiete marmo, divino irrompe nell'umano, e umano irrompe nel divino, Davide danza seminudo, innocente allegro par giullare, che vale molto più di un re, canta l'Arca della Legge, che lo ha incoronato re. Canta e danza a offrir sua gioia, al suo Signore ma Micòl, lo guarda contrariata, negli sguardi dei censor. Io mi mossi dal punto, per guardare un'altra storia, oltre Micòl bianca nel marmo, è raffigurata un alta gloria, virtù Traiano imperatore, spinse Gregorio a vittoria, una vedova accanto al suo cavallo, in lacrime addolorata, intorno molti cavalieri, e le aquile imperiali, si muovevano al vento, la pover donna sembra dire: Signore rendimi giustizia, per mio figlio ucciso soffro, e lui parea risponder: aspetta finchè sarò tornato, e la vedova addolorata, mio signor se tu non torni?, e Traino rispose chi sarà al mio posto esaudirà tua richiesta, la donna rispose, il ben fatto da un altro che gioverà a te, se dimentichi il tuo dovere? Traiano disse stai tranquilla, faccio il mio dovere avan partire, lo vuol giustizia e pietà qui. Leggenda narra che Traiano, morì prima di dar vedova giustizia, ma sua sete di giustizia, lo fà risorgere da Inferno, per assolvere suo compito, nel Poema brilla insieme a Davide, nell'occhio dell’Aquila, dentro la divin Giustizia, che annuncia incarnazione, nel discendente Cristo, nella tribù di Davide, sua stella è Anello Salomone, sentinella opposta a Giustiniano, nel canto di Sofia: l'ho amata e cercata, ho desiderato farla mia sposa, amante sua bellezza, ho pregato venisse a me, a saper cosa mi mancava, e che cosa fosse accetto a Dio, essa aveva comprensione, e mi avrebbe guidato in mio lavoro, tenuto sotto sua tutela. Campagna viva e vivace, e bosco in cima al Purgatorio, Dante fà il botanico, parte dal seme sparso a terra, dal vento e da tempeste, inumidito dall'acqua, attecchisce e germoglia, cresce come i funghi, erba verde agli animali, a volte dannosa ad agricoltura, piante erbacee infestanti, per Dante exemplum paragone, per personaggio o situazione, come Giunco Gramigna e Loglio, inaspettato beneficio. Spelta grano e Verbena, pianta erbacea a fusto rigido, cita Pier delle Vigne, a spiegar metamorfosi in alberi, di anime dei suicidi. Anima separa dal corpo, è inviata da Minosse, nel settimo cerchio poi germoglia, somigliando a erba indistinta, poi si muta in cespuglio, infine in pianta da bosco, tre stadi vegetativi. Festuca erba da pascolo, quan si tramuta in secco stelo, offre paragone coi dannati, congelati in ghiaccio Cocito. Loglio Lolium temulentum, erba tossica paragonata, ai frati allontanati, dalla regola francescana, ma distinto da Lolium perenne, che è cibo per uccelli. Dante paragona Gramigna, a umiltà di Fabbro Lambertazzi, e Bernardin di Fosco, giunti alte cariche politiche, preservarono umanità, Gramigna pure infestante, ricopre il carro della Chiesa. Trifoglio che contadino estirpa, paragona a falsa opinione, che nobiltà di nascita equivale, a nobiltà di animo, Beatrice paragona a Ortica, che aiuta poeta coscienza, della via traversa intrapresa. Canna e cannuccia di palude, Papiro Edera e Giunco, nel primo canto Purgatorio, vede in scena Catone, iniziazione catara, cinger fianchi col giunco, accostarsi all'acqua e lavarsi il volto, Dante aspirante perfetto, dei catari preparati, a cerimonia consolamentum. Catone assume la funzione, di consolato-maestro, invita Dante a pronunziar adesione, ripetendo parole dell'anziano: vengo a Dio va dunque, a voi e alla Chiesa, e al vostro santo ordine, a ricevere perdono, e misericordia miei peccati, che li lavi il viso, e ogni sudiciume quindi estingue. |Ovidio muta Cadmo e Aretusa, il primo in serpente e l'altro in fonte, lo fà poetando io non lo nvidio, ma fronte a fronte lui mai trasmuta, serpente può diventar Ladro, e ladro diventar Serpente, che a sua volta ritrasmuta. Cadmo usa quarta arma, contro il serpente azzurro, come serpente a sei piedi, controfigura Drago alchemico, rebis del due in uno, daimon tradito abbraccia il dannato, e come Giuda gli morde guance, poi con forza del suo fuoco, si fonde a lui in ibrido mostro, Rebis doma un drago alato, sempre vinto e ma mai ucciso, San Giorgio pur ferisce il drago, battuto e vinto mai ucciso, protende fauci pronte a ghermire, IO material istinto profondo, drago sorveglia il giardin tesori, ha occhi infuocati e non dorme, senza riposo né stanchezza, difende mele d'oro in Esperidi, dove Ercole incontra il Drago, che riconosce ogni iniziato, e scaccia ogni indegno al tesoro, mostrando il volto terrificante, guardian di Soglia, impedisce ad incauto, di bruciar tappe senza inizi, a cui fornisce giuste chiavi, a chiarir passato: se sta in terra terrorizza, se sta in cielo volatilizza, è sia farmaco e veleno, guastatore oppure saggio, combatter lui è contro egoismo, Drago domato mai ucciso, così da proseguir cammino; ciò che è vile è nobilitato, come il piombo elevato a oro, mistero del quaternario, unito al ternario, nei sette cieli pianeti, quattro elementi e tre sostanze, zolfo sale mercurio, natura inferiore unita a superiore. Dante cita Azoth opera aurea, di Basilio Valentino, pellegrino arriva da lontano, caricando ogni linguaggio, con archetipi del mondo, per lambirci alla speranza, lui si è fatto Mercurio, Adamo Ulisse e Cristo, si è fatto ermetico e alchimista, pitagorico e astronomo, per parlarci di Materia: i filosofi mi chiamano Mercurio, mio sposo è l'oro antico, son Drago ovunque in terra, padre madre giovan vecchio, forte gracile morto e risorto, visibile e invisibile, duro e molle scendo in terra, poi riascendo al cielo, grandissimo e piccolissimo, leggerissimo e pesantissimo, in me ordine è Natura, color numero e misura. Dante fattosi Mercurio, purezza alla dialettica, a incontrar sua Venere-Beatrice, dolcezza Filosofia, nell'Eden virginale, sotto il segno della Vergine, noi con lui scesi a terra, e poi saliti al cielo, con sembianze Cristo-Serpente, come dicono i peyotisti, il mercuriale caduceo, che ci insegue e spinge a Stelle, nel cammino sempre intriso, di compassione pietate, Dante riesca ad ammaliarvi, voi-noi che siamo Adamo, e siamo Ulisse costretto, da maggior forza a varcar limite, afflitti e confortati, da dote intelligenza, perché il sublime in vita vive. ETERNO DIVENIRE, in Alighieri Jung ed Hillmann, Anima eterna infinita, che soffre sua missione, incessante trasformazion, ri-creazione di sé, che da Spirito differisce, ETERNO ESSERE compagno. Anima piange e soffre, ride e ama con noi, si diverte e impara insieme, spera e dispera assieme a noi, a volte ci lascia soli, se ne va se la scartiamo, diviene un anima dannata, che ha abbandonato individuo, perché non alimentata, ma resta con noi pure dannata, perché eterna e in ogni cosa, ubiqua e ambigua esiste o meno, doppia natur come Dioscuri, curata e nutrita col suo cibo, anima si ciba di anima, cioè storie fiabe e narrazioni, di dannati purganti e beati, Dante Poema ed Agrobuti, Sapienza di Anima rispecchia, diventa Francesca o Farinata, Beatrice Ovidio oppur Virgilio, e ci trasformiamo in tale rito, lor continuano con noi, senza fine Anima eterna, va costruita ogni giorno, cucendo un pezzo di mantello, come rivela Cacciaguida, con lingua immagini o di sogno, amor per Alighieri, che di immagini ci nutre, dentro gli occhi di Beatrice, fino a farle dire, non sol miei occhi è paradiso, noi formiamo e siam formati, rispecchiati in umiltà, poichè accedere a un racconto, è viver trama salutare, Amore spinge verso il mondo, che in Umiltà rendiamo humus, canto 50 Marco Lombardo, vescovo cataro a Concorezzo, parla di anima e di amore, collegata al Polo Nord, Sigillo del Corpo, non desiderare donna d'altri: la colpa de la Invidia, trae forza e corde dallo amor, è molto dolorosa, cura con canti Amore. Cornice che punisce, il peccato di invidia, Guido conosce colpa, disio di roba di altri, Mosè decimo comandamento, ferita d'amor di anima, è ferita di orgoglio. Francesca custode dell'Inferno, donna uccisa per amor Invidia, AMOR non può aver possesso, sebbene noi lo trasformiamo, come fosse un conto in banca, a difender nostro orgoglio, poichè Eros ci spaventa; noi figli di Caino, che uccide il suo fratello, per INVIDIA D'AMORE, così Pietro prova un poco, quan Cristo è per Giovanni, sempre Invidia d'amor. Virgilio dice a Dante, comprendi parol di Guido, egli conosce il danno, del suo maggior peccato, non ti stupir se gente umana lo rimprovera, perché essa stessa possa, evitar provare quel dolore. Invidia spinge a sospirare, perché i vostri desideri, si concentrano sui beni, il cui possesso diminuisce, quanto più li si possiede, ma se l'amore di Empireo, torcesse in alto vostro disio, non vi sarebbe timor al petto, in quanto più numerosi in Cielo, son coloro che godon bene, tanto maggiore è posseduto, e più carità arde in quel luogo. Amor non sia oggetto, di scambio o di possesso, che si rischia di spartire, così bilancio resta in rosso, ma se ti specchi al Cielo, comprendi Amor valore in sé, più si alimenta e più aumenta, non spartito ma moltiplicato, come detta sua natura. Dante non comprende, come un ben distributo fà più ricchi, che se fosse goduto da pochi, Virgilio gli risponde, tu pensi ancor cose terrene, così ricavi tenebre da luce, ovver procedi a tentoni, ma tema d'anima e d'amore, lo infinito e ineffabil bene, tanto si dà quanto trova ardore, sicchè quan carità di ognun si estende, tanto più cresce in lui l'eterno bene, e quanta più gente lassù s'intende, tanto più bene vi è da amare, e tanto più si ama, l'amor riflette da uno all'altro, come la luce da uno specchio. E se la mia ragion non ti disfama, vedrai Beatrice pienamente, ti torrà questa e ogni altra brama, affrettati dunque a far spente, le altre cinque Piaghe, come hai già fatto con le prime due, che scompaion grazie al tuo pentimento. Dante è preso da visioni, vede Maria indulgente al figlio, scomparso perché si fermò, a parlar coi dottor del Tempio, ma con dolcezza lei lo accoglie, pur con rimprovero leggero, poi vede Pisistrato re, che si rifiuta uccider amico, che baciò in pubblico sua figlia, che faremo a chi ci vuol male, se condanniamo color che ci amano? poi vede Stefano che muore, lapidato da folla inferocita, vedevo lui chinarsi a terra, morente volge occhi al cielo, orando all'alto Sire, nonostante tanta guerra, che perdonasse suoi persecutori, con quell'aspetto che genera pietà. Quando mia anima tornò in sé, e percepì cose reali esterne, riconobbi aver avuto visioni, dal contenuto veritiero, il mio maestro mi vedeva, come un uomo che gradual si sveglia, che cosa hai che non ti reggi in piedi? e hai camminato mezza lega, con occhi velati e gambe impacciate, come chi è gravato dal vino o sonno? Le visioni in Purgatorio, causan estasi a Dante, da cui Virgilio lo scuote, per la prova che li attendeì, nel dominio dei Dioscuri, che inducon conoscenza, mansuetudine che oppone, al fumo d'ira vista prima. Mi vidi giunto altra Cornice, ancor rapito altra visione, vidi in un tempio molte persone, O dolce padre mio, ti dirò ciò che mi apparve, quando le gambe mi furon tolte, ma Virgilio rispose, se tu avessi cento maschere, vedrei comunque tuoi pensieri, ciò che vedesti è necessario, d'aprir lo core a l'acque di pace, che da eterna fonte son diffuse, io ti dimandai per darti forza al piede, così convien frugare i pigri, a camminar quan tornan vigili. Noi andavam per lo vespro, fissando gli occhi al sole basso, ed ecco a gradi farsi avanti, un fumo oscuro come notte, dal qual non puotesi scansarsi, ci tolse occhi e l'aere pura. Dante sosta poco tempo, nella cornice d'Invidiosi, con occhi cuciti a fil di ferro, poiché ho peccato lievemente, volgendoli ad invidia, la mia anima ora teme, la Cornice dei Superbi, il tormento carico macigno, già pesa su mie spalle; se abbiam ferite invidia, cerchiamo di saperlo, al fine alleggerirci, a salir sfera infinita, entriamo dentro tenebre, con questo peso sul cuore, e a tentoni procediamo, in aere sozzo coi Poeti. Marco Lombardo parla a Dante: chi sei tu che nostro fummo fendi, e di noi parli come se tu fossi ancor vivo? Dante si presenta, e inizia conversazione, su anima e libero arbitrio, e aumentan pesi sul cuore, lo mondo è diserto di virtude, e di malizia gravido e coverto, ma priego che m'addite la cagione, sì che la veggia e la mostri altrui, giacchè chi dice influenze astrali, altri comportamenti umani; frate lo mondo è cieco, e tu vieni ben da lui, Voi che vivete dite ogni cagione, vien dal cielo stelle, come se tutto movesse, secondo necessitate, se così fosse in voi fora distrutto, libero arbitrio e giustizia, che per ben reca letizia, e per male reca lutto. Male congiunge a umanità, ingravidandola altro Male, a molti animali si ammoglia, ciechi di anima e di occhi, lo cielo i vostri movimenti inizia, non dico tutti ma poniamo, che distinguiate il bene e male, lume v'è dato a bene e a malizia, e Liber Volere possedete, che se fatica a prime battaglie, con gli influssi ciel astrali, poi vince ogni cosa, purché venga ben nutrito. Voi liberi soggiacete, a maggior forza e miglior natura, che voi chiamate Dio, che crea vostro intelletto, che il cielo astrologia, non tiene in suo potere; però se mondo attual disvia, in voi è la cagione, io te ne darò dimostrazione. Marco astrologo afferma, la stella inclina ma non determina, marchia indole e modo d'essere, ma non genera anima intellettiva, che sol noi conquistiamo, combattendo dura lotta, contro il cielo influsso, e offrendo giusto nutrimento, a tale Forza Dio-Natura, rimarremmo sempre uguali, a ciò che siamo essenza, pur oscillanti da poggia ad orza. Libero arbitrio e libertà, sono due cose diverse, il primo ci fa scegliere, fra inabissamento o elevazione, la seconda si conquista, sol se si sceglie elevazione, si diventa fuoco naturalis, e non più si torna indietro. |Alighieri eletto priore, in campagna elettorale, gestita da imprenditori, che taglian fuori aristocrati, entra in Medici e Speziali, che ha simbolo corporativo, il caduceo mercuriale, due serpenti scendenti, dalle due ali della croce; conobbe Arte trasformazione, di erbe in rimedi alambicchi, suono secco del mestiere, la fatica delle mani, la linfa strade borgo, un maniscalco e un falegname, un rilegatore libri, un vasaio col suo tornio, donne chin sul tombolo, fan bozzetti ricami, gran Commedia della Vita, labirinto intelligenza, del villano e del pastore, che nel rigido febbraio, ha poco foraggio per sue bestie, quan brina in su la terra, sotto stelle dello Acquario, vede bianca sorella neve, si leva e guarda la campagna, a interrogare il clima, a mezzo intelligenza; dove il ponte era franato, s'improvvisa carpentiere, a trovare un buon percorso, lungo macerie del franato, nella salita Dante è spinto, anche da mani di Virgilio, e di spuntone in spuntone, arduo reggersi da soli, tra le dieci Malebolge, unico ponte franato, si cammina su macerie, dentro un nuovo Passaggio. Dante è arrivato all'Equatore, nulla è come prima, il corpo sale a intelligenza, senza fiato nei polmoni, quando fui arrivato in alto, non potevo seguir oltre, mi sedetti e lui mi disse, convien che tu proceda, se vuoi avere fama, onde una voce uscì dal fosso, a formar parol sconnesse, io volto in giù vedevo scuro, allor chiedo al maestro, di raggiungere il margine, a guardar pozzo ripugnante, in cui son dannate anime ladri, vidi un groviglio di serpenti, tutte specie diverse, memoria e sangue ancor mi scipa, Libia non vanti con sua sabbia, anche se produce chelidri, iacule cencri e anfisibene, assieme Arabia ed Etiopia, non ebbe mai tanti pestiferi, tra questa cruda e triste copia, correan genti nude e spaventate, sanza sperar pertugio od Elitropia, pietra che rende invisibili, e cura morsi dei serpenti, avean man legate dietro con serpi, che insinuavan coda e capo, e si annodavano sul ventre: un serpente si avventò, contro un dannato presso noi, e lo morse sulla nuca, dove collo a spalle annoda, quello si accese e bruciò, e diventò cenere a terra, poi cener si raccolse, e tornò alle sue sembianze, come Fenice mor rinasce, dopo cinque secoli di vita, e non mangia semi o erba, ma sol lacrima Incenso e Cardamomo, in suo ultimo nido fatto, di foglie nardo e Mirra, in cima a tremula Palma, come un che cade sen saper causa, per forza di demon che a terra tira, od ostruzione di un meridiano, e quando rialza intorno mira, tutto smarrito in grande angoscia, ch'elli ha sofferta guarda e sospira, tal peccator levato poscia, Oh potenza divina severa! assesti cotai colpi per vendetta! Ovidio arriva in commedia, e porta metamorfosi prodigio, il serpe col morso velenoso, brucia e fà cenere il dannato, che da ceneri rialza, dolorante e intontito, senza aver capito l'accaduto: qui il Drago mercuriale, o Serpente Basilisco, realizza mutazion materia, pria che sia putrefatta, infuocata e incenerita, Fenice è il traguardo, la rinascita dell'uomo, fuoco creatore in alchimia, dissolve tenebre di morte, da natura uman che opprime. Tutti tal ladri irredenti, miman Resurrezione, senza saper mai nulla, opposto al mistero Croce, vendetta perfida e sarcastica, diviene eterna condanna, un dannato morto e risorto, è Vanni Fucci pistoiese: lo duca il domandò chi ello era, ei rispuose io piovvi da Toscana, in questa fossa crudele, volli vita bestial non umana, come il bastardo che fui, son Vanni Fucci detto bestia, e Pistoia mi fu degna tana, Dante lo conobbe in vita, e gli chiese il suo peccato, mi duol più che tu m'hai colto, ne la miseria in cui mi vedi, che de altra vita fui tolto, io non nego quel che chiedi, in giù son messo perchè fui ladro, alla sagrestia arredi sacri, e diedi colpa ad altri, ma ora ascolta mio annunzio: Pistoia in pria guelfi Neri esilia, poi Fiorenza rinnova gente e modi, a liberarsi dei Bianchi, Marte attirerà da Val di Magra, oggi detta Lunigiana, un vapor igneo fulmine, cioè Moroello Malaspina, che sarà avvolto a nere nubi, e con tempesta impetuosa e agra, sovra Campo Picen fia combattuto, nel territorio pistoiese, repente spezzerà ogni guelfo bianco, te lo dico a che doler ti debbia! Ladro di cose sacre, e di libertà innocenti, che fan galera al suo posto, fà un amara confessione, con briciolo dignità, cosciente di sua colpa, si vergogna di esser visto, all'inferno da un vivo, ma rivincita si prende, rivelando fin dei guelfi bianchi, per il piacere di ferire, usando intelligenza, nei modi a fare inganno, ecco i truffator mercati, schiavi al poter danaro, tra i peggior dannati, più di omicidi e traditori, sono i pubblici ladroni, che derubano le genti, vanno in questa Bolgia, che ha rotto i ponti mondo, il più grave dei delitti, aver tradito intelligenza, come strumento CONOSCENZA, donata agli umani, con mediazione del Serpente, tenuto a bada da Maria. Siamo al canto 25, dove dolore Intelligenza, è di esser abbandonata, alla totale incoscienza, della sua potenza, i ladri muoiono e risorgono, nello stato inebetiti, Serpenti identici ai Centauri, son Maestri traditi, e dai Ladri trascinati a inferno, forman loro dannazione, lasciano intatta intelligenza, tranne capire il perché, son condannati a morire, e a risorgere al dolore; il ladro a fin discorso, le mani alzò con foglie fiche, grida a Dio canto 75, dove sta la Croce Cristo, sul diametro equatoriale, da indi a ora mi son serpi amiche, perche una gli s'avvolse al collo, come a dir non vò che dici altro! e un altra legò attorno sue braccia, bloccando ogni movimento. Dante esprime amicizia, per entità dette malvage, amicizia da indi a sempre, come rispetto che provò per Nesso, maestro Centauro che elevò, suo corpo a intelligenza. Vanni Fucci fugge via, poi vidi un centauro pien di rabbia, che dicea dov'è quell'empio? la Maremma ha meno bisce, di quel che lui avea sulla groppa, là dove inizia aspetto umano, sovra sue spalle e dietro coppa, con ali aperte giace un draco, che infiamma chiunque intoppa; Virgilio disse questi è Caco, che sotto rupe di Aventino, di sangue fece spesso lago, non va coi suoi fratel centauri, per furto che frodolente fece, del grande armento a lui vicino, onde cessaron sue opere biece, sotto la mazza di Ercule, che forse gli diede colpi cento, e lui morì avanti al diece. Alighieri presenta Caco, coperto in spire fuoco e serpi, Drago alchemico filosofico, che brucia chiunque incontri, Ercole lo uccide, perchè ha rubato mandrie, nel parco di Bomarzo, dimora di Vicino Orsini, lo squarta spalancando cosce, e i capelli sparsi a fiamme. Ercole è iniziando, in sue dodici fatiche, uomo trasmutato in Cristo, che fa eco al canto 100, Ercole è altra Fenice, ha vinto il fuoco col fuoco, alla fine sua oper vita, è bruciato dai veleni, della camicia di Nesso, innalza pira e accende fuoco, dove si auto-immola vivo, così viene assunto a Olimpo, figura mistica eleusina, risorge dal suo sepolcro, doppia Xristos Cronologia. Canto 25 è dedicato, a cercatori e pionieri, a Intelligenza di Materia, vital scintilla del Creatore, vibrata a materia inerte. Alighieri scava in essa, mentre Virgilio parlava, è Caco se nè andato, tre spiriti venner sotto noi, dei qual nessuno se ne accorse, finchè gridaron chi siete voi? allor smettemmo di parlare, io non li conoscea, mentre uno nomina un altro, Cianfa dove è rimasto? io dissi al duca ascolta attento, apri gli occhi caro lettore, ciò che dirò non ti stupisca, io stesso credo a stento quel che vidi; mentre li guardavo attentamente, un serpente con sei piè aggredì un dannato, con piè di mezzo avvinse sua pancia, e con li anterior prese le braccia, poi addentò una e l'altra guancia, li diretani a le cosce distese, e miseli la coda tra mbedue, e dietro per le ren sù la ritese, Edera Ellera mai si abbarbica così tanto, come fece la orribil fiera, avviticchiato a membra del dannato, poi s'appiccaron come calda cera, a mischiar loro colore, così che nessun dei due, parea quel che era, come una carta che brucia, di color bruno tra nero e bianco, li altri due guardavan gridando, ahimè Agnello come ti muti! vedi che non sei più né due né uno, e le due teste diventan una, e ci apparver due figure miste, in una faccia fuse insieme, e le quattro membra si fan due braccia, cosce gambe ventre e petto, divenner membra fuor mai viste, ivi ogni aspetto ora è casso, due e nessun imago perversa, e tal sen giò con lento passo. Il ladro si taglia fuori, da un percorso di Salvezza, via diritta e di libertà, Serpente daimon tradito, continua a fondere il dannato, in seconda metamorfosi, dopo cenere fenice. Anima serpe divenuta, fugge in bolgia sufflando, l'altro dietro gli parla e sputa, poi volse spalle appen formate, e disse all'altro io vò che corra, carpone a terra come io feci, perché il Serpente è Intelligenza, che arroga a sé la Conoscenza, e non tollera che quella, sia prestata per ladrocinio, inabissamento alla Materia, se non considerata sacra, viene intesa maledetta, un ponte rotto che ha separato, Uomo da Dio nel paradiso, quan scelse strada Conoscenza, ascoltando solo suo Serpente. Così vidi in settima bolgia/zavorra, ladri mutar e trasmutare, coi miei occhi assai confusi, e il mio animo smagato, quei non potea fuggir nascosti, ch'io scorgessi Puccio Sciancato, il solo a non essersi trasformato, in quanto reintegrato. Dante alla Porta |PURGATORIO, mimetizzata da un solco, una ferita della roccia, ci appressammo tre gradini sotto, bianco marmo pulito e terso, ch'io mi specchiai in esso, come un Cristallo di rocca, il secondo è tinto più peperino, riarso dal sole come diaspro, lo terzo di sopra ammassiccia, porfido fiammeggiante, come sangue fuor vena spiccia, sovra questo tenea le piante, l'angelo di Dio, sedendo in su la soglia, mi sembiava pietra diamante. Ora il rito delle due chiavi, divoto mi gittai a santi piedi, misericordia chiesi che mi aprisse, ma tre volte al petto pria mi diedi, Sette P su fronte mi descrisse, col punton de la sua spada, e Fa che lavi quan sei dentro, queste piaghe disse l'angelo, che ha vestito color Cenere, o terra seccata al sole, sotto mantella trasse due chiavi, una d'oro e l'altra argento; pria osò la bianca e poi la gialla, facendo me contento, disse Ogni qual volta una di queste, fallisce a girare in toppa, non s'apre questa porta, quella d'oro è più preziosa, ma l'altra chiede molto ingegno, e arte per aprire, perché quella scioglie il nodo, le ho ricevute da san Pietro, che dissemi ch'è meglio, errare ad aprir porta, piuttosto che tener serrata, purchè la gente ai piè si atterri, ovver sia penitente. Con umiltà ho inginocchiato, chiedendo misericordia, e colpendo il cuore ho svelato, il dolor che lo abitava, entrate per quel che siete, umili e sofferenti, se desiderate una risposta, siate coscienti vostre piaghe, se ne avete volontà, saran chiuse vostre ferite, spariranno mai esistite, il mio vestito del Poema, è color cenere o terra scavata, e comunque la giriate, è sempre uguale a se stessa, accontentatevi di narrazione, ma se scavate trovate altro. Sotto la veste son due chiavi, prima usate quel d'argento, poi quella di oro, se si muovon bene entrambe, la porta si aprirà. Chiave dorata è più preziosa, ma a quella argento serve arte, intelligenza che solleva, il velame de li versi strani, sono un dono di san Pietro, apostolo su cui sta tal poema, pietra di Pace e Conoscenza; se vi presentate in umiltà, anche a costo di sbagliare, SEMPRE aperta sarà porta, del Poema tra le righe, le mie parole col vostro argento, ciop intelletto di mercurio, rispecchierete vostra vita, col vostro oro-spirito-zolfo, e qualcosa sempre troverete, in sincronia al 93, XXVI del Paradiso, canto delle 4 Aquile, dàimon di quel territorio, conversan Dante con Giovanni, di amore e di scrittura, di occhi e santa Lucia, cui Dante fu assai devoto, per guarigione di cataratta, Poeta resta accecato, dalla luce di Giovanni, non può vedere la Beatrice, Giovanni insiste a far dialogo, rimanendo cieco come Omero, o Edipo accecato in Yorosolima, con la pena di cecità, che pur applica Andronico, guardarti dentro per cercare, risposta al quesito Carità, Testamento Spirituale, di Dante il pellegrino: dove s'appunta anima tua? al suo piacere tosto e tardo, mi legge Amore lieve o forte, Chi drizzò arco al tuo bersaglio? Cotale amor che in me fà impronta, quanto più bontade in me comprende, ciò in cui si fonda questa prova; Di tutte sustanze sempiterne, ti farò vedere ogni valore, di qua là giù sovra ogni legge, oltre ogni limite e divieto, Senti altre corde tirarti a lui? ciò che spera ogni fedele, che poi è amore e sempre amore, Lettor vedrai le cose eterne, in cielo e terra e oltre le leggi, regolamenti e catechismi, tremanti avanti allo Infinito, io Dante avrei ancor trasvolato, altre terre lingue e nazioni, usate tutte a urlare a te, che se non bevi l'Assoluto, come puoi dir che vali qualcosa? che dannazione e Inferno, smarrimento e terrore, perdersi e arrancare, cercare e sbagliare, sperare e disperare, ogni cosa è oro all'anima, diamante a sua fatica, quarzi per sue lacrime, diademi al suo piacere, che poi è amore solto amore, sempre amore in tutte corde, la corda speranza a ogni fedele, della mia stessa fede, intrecciata a corda conoscenza, che si acquisisce vivendo, cercando e creando: conoscenza viva del Poema, si fonda in Verità di Amore, unico oggetto di speranza, che capovolge ogni canto, valor semantico in Commedia. Le porte aperte al 43, dove Dante sogna, seguono al 93, dove Dante non vede, fanno scattare chiave d'oro, insegna accedere al divino, perché il divino è ciascun noi, per legge Amore e di Umiltà, spinta benefica fà uscire, fuori da noi estasi è, ci fa muover verso il Mondo, e verso Ordine del Cosmo, Umiltà viene da humus, abilità a render fertile, aisthesis anima disio, realtà nostra che sappiamo, collettiva e individuale, spinta che percepiamo, quando avvolti dalle tenebre, del sogno o da cecità, sguardo alchemico profondo, rivela Via di Elevazione, in 4 vie sapienziali; sacra Dozzina ci rincorre, con 4 Triadi di valzer, Infinito ed Emanazione, Traguardo e Ricreazione, che religione cattolica, traduce in dogma Trinità, ipoteca accesa su Dante: 1 Eterno Padre, 2 il Figlio eterno mediatore, a mezzo di lui tutte le cose, sono state create, 3 lo Spirito Santo, eterno soffio vitale, 4 quattuor ancora una volta 3, Materia che via Spirito, mai cesserà di crearsi, a infinito ritmo del 3. TUTTO ritorna a UNO, visione esacatologica, come le triadi terzinate, dei canti di Dante, infinita catena creante, delle rime in armonia, e che torna sempre a uno; scesi a patti con Eternità, e con Libero Arbitrio, di sceglier farvi parte, di là di contingenze sorte, nessun cambia destino, ma la tua sola Libertà, è condividere eternità, accettare il mito fede, Cristo mediatore eterno, che esiste da sempre, oltre il tempo Storia, accetti allor comprendere, che abitiamo in casa eterna, con occhi a contemplarla, a ogni meridiano e parallelo, in diverse lingue e storie, Sacre Triadi di creazione, di caduta eternità, credere a una Fiaba, come narrata ai bambini, fà rendere alchimisti, in un percorso rovesciato, che raggiunge il punto zero, o punto del Mistero, bellezza è il giusto fine, della fatica umana. Secretum del Poema, rivel che noi possiamo attinger Anima, se possediamo un Corpo, e possiamo attingere allo Spirito, sol se possediamo Intelligenza, cioè esperienza di esistere, ci apre porta all'Infinito, in questo vivere mortificato, mal-trattato e dolorante, si esperisce il sublime, ecco enigma forte e folle, che solve Dante in selva oscura, smarrimento in infinite, deviazioni di nostre anime, ci insegna a fare il 51, rincorre in tenebre sua gioia, come sua unica salvezza, alla cieca inconsapevole, come sappiamo fare. Dante confessa aver distolto, gli occhi da Beatrice, dal suo dàimon personale, custode al suo destino, tradendo se stesso, la più grave deviazione, si perde in false lusinghe, della mondana felicità; se amor deviato a lui è peccato, che riguarda tutti noi, Purgatorio Inferno e Vivi, nel can-can di alienazione, che vieta andar verso se stessi, e produce omologazione, impero alienante e avvilente, che omologa anche i vegetali, e li aliena da loro stessi. Ma nel coraggio singolo individuo, diverso e diversificato, si ripon vera salvezza, ciascun per se stesso preso, come conferma Dante, m'apparecchiavo a sostener guerra, di fatica e compassione, narrata ora senza errori, da anima intellettiva, dalla mente che non erra. se sfera bolla di sapone, è il massimo energia, anche Poema si fà sferico, raggiunge il massimo potenziale, fatelo muovere a universo, come rota igualmente mossa, forse perde i punti cardinali, dalla proiezione piana, ma non perderà mai, sacra coniunctio anima-corpo, come fosser sola cosa, in doppio pinnacolo gotico, simmetrico e compatto, solitario nel molteplice, affogando nostre forze, indebolendo muscoli e ossa, corroborando la visione, di anima intelletto, e percepiamo noi stessi, dal fuoco veniamo e lui torniamo, il raggio angelico ci scova, dentro cieca oscurità, sotto Arco di Fuoco, e nella luce di Empireo, si annida tenebra di selva. IO SOL UNO in corpo immortale, ho contemplato da immortale, la eterna divinità, IO SOL UNO in corpo mortale, sono stato restituito, a terrestrità infernale, fai muover questa sfera, e troverete il moto perenne, si muove 8 rovesciato, infinita schiera di esistenze, in due mappe tolemaiche, 100 e 1 fan caduta, da empireo adamantino, fino al piombo saturnino, che ci consegna a selva oscura, dove triforme amor quaggiù si piange, nel canto 51, blocca i passi di Dante, incarnandosi in tre belve, del canto numer 1. Amor deviato arreca dolore, a noi al mondo e agli altri, Amor deviato ci distrugge, quando invidiamo il mondo, è paradosso della Lince. Amor deviato pur ci annienta, quando disprezziamo il mondo, paradosso del Leone. Amor deviato ci massacra, quando amiamo massacro di altri, è paradosso della |Lupa; ragioniam sulla realtà, in anagogico esempio, alcolizzati o mercenari, che distruggono ogni cosa, branchi Centauri incatenati, ancor ai loro zoccoli, prede dei tre amor deviati, e allora capirete, esistenza è problem d'Amore, nella sera del 51, cioè fatica compiuta, nel risultato raggiunto, risuon con alba dell'1, che è inizio del viaggio, e della fatica da compiere: se canto di usignolo, stride con l'urlo disperato, di chi chiede pietà, miserere di me! e già sol tal risonanza, fà capir |ELEVAZIONE, a contemplare la potenza, della TRASFORMAZIONE, senza tener strozzato, in gozzo un urlo di pietà, così mai viver cominciar! altri invece disinnescan gole, perché quell'urlo non esca, non mutando in usignolo, cacciati fuori con violenza, da un mondo antico-sapienziale, dove Dante visse, a unire il suo interiore: molti nevrotici infelici, cercan successo senza volerlo, reputazione o matrimonio, confini in stretto orizzonte, svuotan lor vita di contenuti, ma se riescono acquistare, una più ampia personalità, loro nevrosi assai scompare, cerca risposte alla tua vita, adeguate e non di altri, ascolta i miti di ogni tempo, e i sogni mondo interiore, per agganciar mondo ancestrale, e sperimentar natura vera, che ben si accorda con se stessi, uomo cominci a guardar se stesso, le sue radici soggettive, a rinnovar spirito eterno, allor seguirà la società, che è somma di uno in trino segno, unicità di ogni destino, dice Alighieri è il sol che conta, giorno che nasci oppure muori, m'apparecchio a sostener guerra, sì del cammino e della pietate, ritrarrà la mente che non erra. Corde d'arpa orchestrate, da Maria Castronuovo, e han vibrato insieme al cuore, e mi considero felice, tutto arriva da lontano, per essere scritto nuovamente, stiam volando Sole e Saturno, stiam vivendo gran risveglio, Alighieri esorta te, alzar gli occhi e guardar stelle! Terza Triade 49-50-51, appare Angelo Misericordia, perpendicolare al miserere, gridato in primo canto, primo passo alla salvezza, chieder pietà a noi e gli altri, fantasmi storici compresi, primo esempio irradiazione, unite ora i due punti, con linea perpendicolare, pizzica in arpa essa irradia, vibrazione Misericordia. Tutte linee del disegno, funzionan come corde arpa, mistero dell'amore, di come aumenti intorno a noi, rispetto amor che provi, Marco Lombardo nel 50, ci racconta che anima dovrà, lottar duo con il cielo, a scoprir meglio di sé, e Virgilio al 51, continuerà parlar di amore, insegna che spiriti Purgatorio, stan pagando lor espiazione, perché lor anima accolse, una forma deviata di amore, che pur sempre amore è, Terzo Sigillo appare anima, territorio di amore; triade 74-75-76, regna Mistero Redenzione, crocefissione del Cristo, e distruzion Gerusalemme, Beatrice cita imperfezione, di anima in 4 elementi, l'uomo invece ha dono eterno, da parte del Creatore, entra ciel Venere in 75, Dante incontra Carlo Martello, parla del Daimon che rappresenta, eternità di tale dono, poi nel canto 76, incontran due beati amanti, una prostituta e un inquisitore, massacratore di albigesi, altro nome per catari; furon salvati poichè, si affidarono a tal dono, Quarto Sigillo appare Spirito, dono immobile e quieto, dentro un eterno ESSERE, il territorio di Dio, mentre l'Anima eterna, vive un eterno DIVENIRE. libro_quintachiave_giorgio-dante.m4a
lume166-Labirinto è una struttura, psichica da abitare, una forma dell'ascolto, come coclea di orecchio interno, qui la psiche si organizza, come un sistema di soglie, che crea immagini ricorrenti, per attraversare intensità, e regolare un tuo contatto. Il primo livello è mezzi trasporto, (auto camion e corriera), strumenti controllo e orientamento, modi d'Io mentali e direzionali, spesso nei sogni questi mezzi, non arrivan mai a destinazione, si bloccano o ribaltano, trovano ostacoli o deviazioni. Segue una fase intermedia: mare spiaggia e onde anomale, qui emerge inconscio come forza, più ampia d'Io controllo, ciò che umano ha costruito, ma è continuamente minacciato, da ciò che è antico e impersonale. Segue poi fase spostamento: il corpo sostituisce i mezzi, il moto diventa cammino, salita piano a carponi, fino a immagine vertigine, di attraversare stati intensi. Sognare il labirinto-coclea, concentra il viaggio interno ascolto, l'orecchio simbolo di soglia: ricezione e vulnerabilità, punto passaggio tra i mondi, psichici e fatati. Sogni e immagini ricorrenti, ponte o salita e labirinto, orecchio oppure onde del mare, descrivono tutte stessa cosa: traversar soglie senza perdersi. In parallelo emergono in corpo, reazioni intense affettive, commozione e regressione, sensazion di indegnità, attivazioni corpo istintive, tra i sistemi di attaccamento, allarme e vitalità; quan qualcosa di buono arriva, può diventare troppo intenso, per esser contenuto, allora sistema nervoso, crea risposta in sequenza: contatto poi apertura, poi vulnerabilità e indegnità, infine una chiusura, in cui il corpo sa trovare, strategie a rallentare, abbassarsi andar carponi, per mantener regolazione. Sia lavoro esperienziale, restare a lungo in sensazione, senza fuggire in spiegazione, aumenta la soglia di tolleranza, a intensità dell'esperienza, ti sia d'aiuto un analista, che faccia da contenitore.

174:lume174-Dante viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso, guidato da Virgilio, Beatrice e san Bernardo, vede il suo essere umano, e insegna che la ragione, riconosca i propri limiti, e si unisca in armonia, con amore e contemplazione, verità e giustizia interiore. Dante vede misericordia, e umiltà come antidoti, a presunzione e ipocrisia, ricordando che il divino, è come un re che perdona, un enorme debito a un servo, e questi a sua volta non perdona, un debito piccolo a un collega. Il re lo punisce severo, poichè chi riceve misericordia, deve a sua volta praticarla; nel Vangelo Luca 18, un fariseo si vantava, della propria giustizia, mentre il pubblicano si umilia, e chiede perdono, così il sovrano lo giustifica, ma punisce il presuntuoso. La vera giustizia nasce, dal riconoscer propri limiti, mentre il ricco Epulone, ignora il povero Lazzaro, e dopo la morte vien punito, mentre Lazzaro è consolato, poichè giustizia divina, ribalta le sorti terrene. El Dante guida la commedia, libero amore ed armonia, mette in versi e geometria, ogni passo del pellegrino, e rivela al consultante: Chi comprende il cosmo, partecipa all'eterno. Agosto 10 è |sanLorenzo, notte di stelle cadenti, arrivano i venti. |Stelle-tremule e appannate, son piogge-assicurate| |Alighieri cripta cieli, con mappe Tolomeo, a proseguire il viaggio, a cercare un tesoro, che con 12 versi, riordinati in dozzine, lasciamo cose brillare, con lentezza infinita, nel divenir del Dao, che è cerchio della psiche, circonferenza e centro, che mai giunge a quadrare. |Giove-Geometria insegna, tutto puoi contemplare, ma non tutto misurare, metti 100 Canti a Cerchio, colti in Dozzine, ipercubo in 4D, esce da se stesso, e rientra in se stesso, disegno a due dimensioni, sarà Stella di Barga, scolpita in mattonelle, del |Duomo-di-Barga, in Garfagnana presso Lucca, dove Alighieri trascorse, diversi anni di esilio. Lui ricorda in Purgatorio, quando incontra poeta, Bonagiunta Orbicciani da Lucca, che gli dona profezia: una femmina è nata, è ancora giovinetta, ti renderà piacevole Lucca, pur se tutti parlan male, Tu andrai via di qui, con questa profezia, se non hai capito bene, i fatti sveleranno verità. # Alighieri ha trascorso, piacevole soggiorno, a Lucca vide piacevol cose, nel Duomo di Barga, per uscire da se stessi, estasi via mandala, come lirica preghiera. Stella di Barga geometria, della scuola di Pitagora, potrebbe uscire da sé, e perdersi in rosoni, in quarta dimensione, onde intessono una trama, risuonando a distanze, alla Compassion del Cuore. Comedia anagogia, è poema di compassione, sapienza estatica a 8 punte, dei marinai Rosa dei Venti, chiave che incardina i canti, sul diametro verticale, come ago punta a nord, primo e ultimo canto, assieme al centrale 50. Poni canti danteschi, sulla stella polare, cioè Rosa dei Venti, dove Eolo consuma fiato, Dante parla di navi, marinai rotte e naufragi, costellazioni dell'Orsa, da tenere sempre a vista: Io prendo un mar mai navigato; Minerva intelligenza spira, conduce ad Apollo bellezza, e nove Muse dell'Orsa, voi che siete in piccin barca, desiderosi di ascoltar, seguite cantando mia rotta, del solco che lascio dietro me, prima che acqua lo ricopra, chi ha fame |Amore-e-Compassione, viaggi come me in sincronia, altrimenti torni ai propri lidi, a evitar restar smarriti. A sud tropico Capricorno, Stella Polare è nel cerchio, rappresenta anche la Terra, Dante oltrepassa equatore, ai piedi del Purgatorio, prima guardai la spiaggia, poi guardai il sole, e mi accorsi stava a nos sinistra. Virgilio ben comprese, io stupito avanti a quella luce, penetrar tra noi e Tramontana, cioè punto di |Aquilone, a sud-est del Capricorno, Dante guarda verso Est, con le spalle a ponente, vede carro Sole a sua sinistra, in equinozio primavera, osserva |Rosa-dei-Venti; attraversato il muro fuoco, Dante entra in Eden, divina foresta spessa e viva, che con ombra tempera il giorno, lasciai pianura salendo, quella terra che profumava, a Nord-Ovest transiterà, dal Ciel di Giove a quel Saturno, all'una del mattino, alba del giorno in Paradiso, dove Sole e Stelle mai tramontan; al settimo splendore, sotto il petto Leone ardente, Saturno inverte sua orbita, per volontà divina, capovolge orbita di Dante, consegnandolo antiorario, al Cielo Cristallino. |Beatrice-dice a Dante, che il pianeta brilla nel Leone, e che sua natura fredda e secca, è miscelata al fuoco del Leone, irradia umor caldi e secchi a terra. Dante segna suo destino, annegando in acqua Lete e Meme, sigillo a ovest ferma l'acqua, del grande anello che circonda terra, e se esce da se stessa, coincide al Cielo di Saturno, da cui Dante vede Scala Santa, una scala d'oro saliva in alto, non vedevo la sua fine, come una pianta di fagiolo, nel sogno di Giacobbe, e quello di oca uova d'oro, vide scender dalla scala, tanti esseri splendenti, come stelle a firmamento: Dio parla in sogno a Giacobbe, promettendogli la terra, e benedetta discendenza, in Gerusalemme celeste. Dante informa di quel giorno, dove Sole è in Ariete, Luna piena in Bilancia, opposta al Sole in Ariete, Venere è nei Pesci, Saturno e Marte nel Leone, viaggio iniziatico di Dante, per accedere a Empireo, dopo il piombo dello Inferno, e aprirsi cielo in Purgatorio, geometria del Dodici, metafisica e astrologia, oltre parola ambigua, prima mappa tolemaica, nei primi dodici versi Poema, è la mappa infernale, pietra fondante del Libro, che Dante dedica a san Pietro, su cui edifica il Poema, porta a prima tappa, cioè traguardo della Pace, strumento del Pellegrino, per acquisir Saperi, i cieli sono scienze, scrive Dante nel Convivio, ogni pianeta ne ha una, letto in opposizione o congiunzione, sul rettilineo dei versi. Marte pianeta Cielo alto, di Musica e Canto, può favorire il Pellegrino, Luna è ardua grammatica, Mercurio è dialettica, Venere è filosofia, Sole è aritmetica, Giove è geometria, Saturno è astronomia, Stellefix Fisica e Metafisica, Cupola mobile è l'Etica, Empireo è Teologia. Se nelle tenebre inferno, le stelle ancor non vedi, i cieli fermi a Saturno, nigredo avvia ogni processo, dove tutto fermenta, a divenir parte di un humus, come il seme a dare frutto, deve morire e spaccarsi, nelle tenebre sottosuolo, suo fisico sfacelo, impurità vanno a lasciarlo, e si prepara per albedo, la purificazione, nigredo preliminare, introspezione sensoriale, presa di coscienza, di esistenza dei fattori, inconsci meccanismi, che fan percepire tutto, pallido riflesso di realtà, attraverso velo Maya, cecità che Dante vive, quando entra in antinferno, nel luogo degli Ignavi, dove impara a usar le orecchie. Carta del Cielo è un athanor, mistico forno infuocato, dove Marte fonde materia grezza, in prima fase purificazio, e Saturno pianeta Piombo, metallo di nigredo, consegna Dante ad Inferno, Drago igneo che nasconde, acciaio magico in suo ventre, e nove parti nos Magnete, mischia insieme con Vulcano, a formare acqua minerale, dove galleggia schiuma a rigettare. Lascia guscio e prendi nocciolo, purgalo a tre riprese, col fuoco e col sale, quan Saturno ammira in specchio Marte, nelle tre mappe dantesche, Marte e Saturno cieli opposti, al Nero piombo sciolto al fuoco, dello specchio di Marte, compiendo sette orbite planetarie, per la quarta dimensione, ipersfera di Empireo, che circonda l'universo, e adiacente al tempo stesso, universo parallelo, siamo dentro e siamo fuori, i cori celesti illuminati, dal fulgore divino, Dante in spettacolo sublime, fuori normali aspettative, rivela forme sovrumane, oltre vista tridimensionale, ricezion totale e diretta, ogni logica disorienta. |Oltrepassate tutte stelle, Dante si trova in Paradiso, cieli nascosti nel Poema, fin dai primi versi, rivelan centro eternità, ci avvolge tutti in un presente, come la mappa Purgatorio, dedicata a san Giacomo, secon traguardo del viaggio, conquista di Libertà; anche i cieli van stravolti, se un uomo vuol trasformarsi, messaggio in ogni mappa, come sopra così sotto, al cinquantesimo canto, sta per nascer uomo nuovo, Urano folle innovatore, guida le Stelle fisse, mentre Venere e Saturno, filosofia e astronomia, sono tappe intermediarie, per amor e immortalità, tutti i numi planetari, sorridono al Pellegrino, che compie fase albedo, alla fine di nigredo, luce bianca abbaglia Dante, quando entra dentro Eden, sorgente interna di tua vita, due acque nate da sorgente, in cui si bagna Dante, a purificar materia, sublima e perde densità, e nel cielo della Luna, Dante si accorgerà, diventato uguale a un raggio luce, argento lunar metallo albedo, come piombo è nigro saturnino. Luna accoglie poeta in cielo, Giove lo consegna a Saturno, trasformato piombo in oro, nella mappa Paradiso, ultima pietra del tempio, dedicata a san Giovanni, ultimo traguardo raggiunto, Empireo segreto e quieto, Amore privo di materia, fatto sol di amore e luce, dove perfezion della materia, è totale assenza di materia, desiderio di perfezione, fa muover tutti altri cieli. Evento finale del poema, è Dante capovolto, dopo vision estatica divino, Saturno inverte la sua orbita, assieme a quella del poeta, volgea mio disio e velle, consegnandolo al Primo Mobile, in senso antiorario, questo cielo che move, tutti pianeti sottostanti, Tolomeo Cristo rivela, imprime moto all'universo, se dalla Luna si parte, per i fulgori trionfanti, di Urano stellato, Krono-Saturno e Zeus-Giove, si compie terza fase, rubedo Uomo nuovo, piombo muta in oro, Saturno accoglie Dante, lo consegna al Cristallo, Marte fa da specchio, in astro opposizione, uomo esce dal mondo, per toccare eternità, e divenire cosciente, di propria realtà divina, con simboli e lingue, mille modi trasmissione, alchimia o ermetismo, massoneria o religioni, daoismo e agricoltura, a cercar propria missione, nel viaggio poema Tempio, s'innalza fin divino, che è amore solo amore. Saprai che dovunque tu vada, troverai draghi su tua strada, e quel drago si deve spostare, perché per crescer devi passare, in cieli nascosti vivon draghi, presso due Orse boreali, Caput Draconis la testa, e Cauda Draconis la coda, racchiude tutto zodiaco, due nodi lunari, padrone del destino, nella storia del mondo, un Drago capovolto, preso per la coda, domato e ribaltato, muta inclinazion di stelle, per quelle vantaggiose, guerra celeste tiro alla fune, Drago a due teste tira sorti, interrogato a fare oroscopi, calcolata astrologia, tratta di Sole e Luna, sorte lunare e solare, da cui nascon le altre sorti, poichè testa verso Luna, sono inciampi e contrattempi, accidenti e cadute, crolli lutti e crisi, che stravolgono la vita, o fortune in lotteria. Dante a bocca di Virgilio, descrive la Fortuna, avari e prodighi costretti, a spinger macigni pesanti, di lor fortune mal usate, oh uomini sciocchi, quanta ignoranza vi danneggia, Dio creò i cieli e dispose, intelligenze angeliche a governarli, così che la sua luce, si rifletta cielo in cielo, a stesso modo dispose, intelligenza a governare, amministrar beni terreni, tra var famiglie e stirpi, al di là del senno umani, perciò una famiglia prospera, e un'altra decade, in base al giudizio fortuna, nascosto come il serpente, che si annida tra l'erba, vostra sapienza non può nulla, essa provvede giudica e decreta, proprio come le altre intelligenze, angeliche dei cieli, le sue trasmutazioni, veloci ottemperan divino, per mutamenti condizione. Fortuna è tanto criticata, da chi dovrebbe elogiarla, ma lei felice nulla sente, lieta insieme agli altri angeli, fa girare la sua ruota, gode sua serenità. Sorte ha natura divina, da Dio destinata a trasmutar, la fortuna delle genti, secondo volontà divina, eternamente beata, sorda a lamenti e insulti dei mortali, con gli altri angeli gira, la sua ruota lietamente. I |Dioscuri |Castore-e-Polluce guidano la coscienza tra limite umano e rivelazione divina. Dante vede gli elementi e le stelle come creature ordinate, l'anima intellettiva nasce dallo Spirito/respiro che partecipa all'eternità; la materia informata dal soffio è eterna e il corpo testimone del divino. Parmenide distingue Essere, opinione e verità: solo l'etere è eterno e contemplabile, Dao e armonia regolano il mondo. L'Intelligenza umana attinge a libri ermetici, Pitagora, Platone, al risveglio dei Buddha e alla gnosi universale. Zodiaco e pianeti influenzano il corpo e l'anima, ma l'atto creativo e la virtù divina permettono elevazione e salvezza. Laozi insegna che l'acqua, cedevole e armonica, plasma il mondo senza opporsi, guida il cuore umano alla virtù. Dante, Aquila e Beatrice mostrano che l'uomo partecipa all'eterno se segue la Sapienza, l'Amor e il giudizio divino. Ogni azione, ogni pensiero, è ponte tra materia e Spirito; l'uomo saggio trasforma il mondo con equilibrio, osservazione e armonia interiore. L'umanità, testimone del divino, può elevarsi nella conoscenza, riconoscendo l'eterno dentro sé. La ragione e la contemplazione svelano il cosmo, la virtù guida l'anima e la materia a partecipare della perfezione.# |Filosofi antichi cercano archè, Talete va in acqua, Epicuro nella terra, in aria Anassimene, Eraclito nel fuoco, Pitagora in etere, frequenze del suono, numeri pari e dispari, armonia 3 6 9. Empedocle filosofo, spiega in Agrigento, gli atomi son semi, archetipi al contempo, Amore tende unirli, Discordia a separarli, Anassagora con pneuma, riesce ad animarli. Democrito di Abdera, rifonda atomismo, son atomi nel vuoto, che vorticano sfera, formano ogni cosa, qual scatole cinesi, la fisica dei quanti, oggi li ha ripresi. |Aristotele dice, Anima ha tre potenze, vivere sentire e ragionare, assieme anche al muovere, proprietà che appartiene, alla potenza del sentire, perché ogni anima che sente, con un senso oppure tutti, a muoversi è costretta; potenza vegetativa, per la quale si vive, su essa si sente e vede, ode gusta odora e tocca, l'una fonda l'altra, ma ognuna vuol radice, altrimenti non funziona, a pianta è funzionale, a quella sensitiva, a sua volta fondamento, a quella intellettiva, così ragione umana, esiste su sensitiva, e participa natura, sempiterna Intelligenza, tanto a diventare, denudata da materia, come angelo raggia, dentro anima intellettiva, nobilitata da potenza, perfezione di materia, è assenza di materia, cioè luce divina, che fa anima brillare, deitata da animale, in psiche sottil luogo, cui Amor appar mia donna. Intelligenza affidata, ai Dioscuri sovrani, che mutano bambino, in anima divina, con raggio Verità, che può colpir la mente, spogliata di materia, accede al gran Sapere, che stava cantando, quan Catone fa fuggire, Virtù dispon tormenti, non vuol che a noi si sveli: state contenti umana gente, che se con vostra ragione, aveste potuto veder tutto, una sola sostanza in tre persone, non sarebbe stato necessario, che Maria partorisse Gesù, e il desìo di filosofi, resterebbe pena eterna, Virgilio medita in silenzio, i filosofi insoddisfatti, orfani del parto di Maria, senza rivelazion di Cristo. Il sole rosso alle mie spalle, interrotto dal mio corpo, che ostacola suoi suoi raggi, a mezzo di mia ombra, Io mi voltai di lato, con paura di esser abbandonato, Virgilio voce sento, perché diffidi ch'io ti guida? da Brindisi a Napoli, lavoran due Gemelli, a coscienza Geminata, sapienza biforcuta, di Castore progresso, esaltando alla conquista, controllo della scienza, Prometeo tecnologia, affonda nelle sabbie, del doloroso scavo, del limite Mistero, che Polluce sente, ma difficile parla, Dioscuri in greco, sono i Figli di DIO, coscienti dei limiti, si affidano al Cristo, della Rivelazione. Tutto è santo per Chirone, Tutto è Spirito che gener Materia, Dante dice in Paradiso: io veggio acqua foco aere e terra, e tutte lor misture brevi, venire a corruzione, ma queste cose son creature, per cui se ciò ch'è detto è vero, dovran da corruzion esser sicure; angeli e ciel in cui ti trovi, son creati in essere intero, ma gli elementi che hai nomati, e cose che con lor si fanno, son informati da virtù, e creata materia ch'essi hanno, come la virtù lor informante, in queste stelle che torno lor vanno, l'anima d'ogne bruto e delle piante, è tratta fuor dal moto di astre, secondo raggio e moto luci sante, ma vostr'anima intellettiva, è direttamen creata da bontà divina, che la innamora a sé, sì che poi sempre la disira, quindi puoi ragionar ancora, è vostra resurrezion di carne, come fu creata da Dio, insieme ai primi parenti, Adamo ed Eva da suo Spiro: se la materia è corruttibile, i 4 elementi sono eterni, perché appartengono all'Eterno, in vita siamo i testimoni, della nostra eternità, questo ci dice Beatrice, ma facendo Materia incosciente, maledizione e sonno abbiamo inflitto, credendo solo a corruzione, e non sua ri-creazione. Aquila tutor dello Spirito, contiene in sé gli altri daimon, a pari titolo e merito, tutti per uno uno per tutti, se il Corpo vive Smarrimento, Intelligenza forza al Risveglio, Anima sospinge a Elevazione, e Spirito reca la Salvezza. Materia per Beatrice, è creata dallo Spirito, quindi partecipa sua eternità, mentre umani sono informati, da Luci Sante dei catari, astrologo Marco Lombardo, nello zodiaco sala Borgia, atti vegetativi e sensitivi, informati dallo Spirito, che crea Anima Intellettiva, principio Elevazione: sostanzialmente siamo eterni, in vita e nella morte, in moto costante uniforme, come rota igualmente mossa, siete salvi da sempre, enigma decrittato in canti, ognuno è libero di usarne, il vento soffia dove vuole, come un fuoco che non brucia, e acqua senza ostacoli, la terra genera e fermenta, il suo mistero sotto i piedi. |Fomenko fotografa, zodiaco |Astronomia, in Vaticano stanze, sala sibille Borgia, 7 pianeti e 1 tempo, primo è LVNA donna, vestita di bianco, in mano mezzaluna, in cielo con sirena, costellazion marine, pesci balena drago, su ruote posteriori, costellazione CANCRO. Secondo è MERCVRI, che tiene caduceo, viaggia su bira, lo traina coppia cervi, su ruote 2 figure, costellazion GEMELLI, 1 Vergine con spighe. Terzo MARTE vedi, manto rosso ed elmo, una freccia in mano, e cavalli da traino, bianco e rosso, simboli Ariete, e Scorpione avamposto. IOVI in carro è quarto, trainato da corvo, VENERA è quinto, su carro coppia tori, sesto APOLLO cavalli, 2 bianchi 2 neri, costellazion Leone, 1 papa sul trono, tiara nastri d'oro, Iovi ha stella d'oro. Settimo SATVRNO, trainato da un drago, in mano 1 falce, capricorno avanti acquario, sotto sta prigione, giudice è Saturno, pittore che affresca, Pinturicchio nome. Rodrigo ama virgo, studia con Ficino, gnosi astronomia, a dipinger zodiaco, almagesto Tolomeo, cataloga stelle, primo curator, Tolomeo d'Alessandria, imperator che Isaia, rimprovera le spese, a egizi caldei, che a Rodi osserva cieli. Astronomi Cairo, esenti da tasse, zodiaco di Olimpo, Giove barbuto, ha martello e frecce, 1 aquila abbraccia, + tuono e saette. Saturno con falce, tenaglie di ferro, vulcan sottoterra, Apollo sole leo, Mercurio caduceo, siede fra stelle, Diana ha mezzaluna, posta fra capelle, Venere ha pavone, Marte fascio frecce. Intelligenza ha alimentato, i libri ermetici e alchimia, Vecchio e Nuovo Testamento, scuola Pitagora e Platone, il risveglio di ogni Buddha, le cerimonie di Amerindi, e ogni salvezza che persegue. |PARMENIDE di Elea, in scuola di Salerno, con Avicenna Ipporate e Galeno, confutano i sofisti, che mancano di fede, distingue Essere da inganno, opinione e verità, tutto va esser vero, in sofisticato mondo, che insegna ipnotizzar. Tutto si dissolve, tranne etere destino, che possiamo contemplare, già da questa Terra, alzando gli occhi al cielo, verso eterno Spirito, che l'ha sognata e decretata. Parmenide studia Essere esiste, come materia forza e mente, come coscienza che osserva, trenta raggi di ruota, che convergono nel mozzo, nel vuoto sta sua essenza, come in vasi di argilla, o stanze di una casa, che seppure ben murate, lor spazio è consistenza. Parmenide è al centro, è ananda permanente, cessa esser prodotto, da esterne influenze, illusione che deforma, fatti e conseguenze, in sè non esiste, ma è solo proiezioni, economia matematica, che cambia nel tempo, secondo necessità, e la fasi di stagione. Il cercator fa spazio, gioca con intenti, il mondo appare triste, se perde suo divino, il Poeta si protegge, in solitario appello, fino al giorno grazia, scopre i tre tesori, sadguru lo aiuta, in intima cultura. Parmenide in Paradiso, narra viaggio cosmico, Aquila che introduce, suo allievo Dante al mistero, cio che è ETERNO è Verità, poco entra in cervel mortal, occupato da opinioni, Aquila ora parla: Dio tracciò col compasso, i confini di Universo, distinse occulto e manifesto, e vi impresse suo valore, a mezzo del suo verbo, rese accessibile agli umani, il suo bene di armonia, assieme a limite e misura, ma sua perfetta creatura, ebbe superbia e peccò, precipitata fù dal Cielo, fuor della grazia divina, allor capite pure voi, che è solo un raggi de sua mente, che non discerne suo principio, molto di là di ciò che appare, nella giustizia sempiterna, la vista riceve il vostro mondo, come occhio per lo mare, se da riva vede il fondo; se Lucifero il perfetto, è annegato dentro Oceano Dio, come scimmiotto in mano a buddha, cosa possono i mortali, che parlan molto spesso, sostituendosi a Dio, convinti aver Sapienza? Lume è ver per mente umana, sol se vien dal Dio sereno, Dao che mai si turba offusca, mentre ogni altra è attratta a errore, poichè viziata dai sensi, ombra di carne schiusa tana, ti ascondeva giustizia viva, che suscitava in te frequenti dubbi. Aquila svela a Dante, il Giudizio della Terra, a chi non conobbe il Cristo, oltre grazia e predestinazione: un uomo nasce a riva Indo, dove nessun o insegna Cristo, sebben suoi atti e voleri buoni, son ragionati sanza peccato, costui muore senza battesimo, qual giustizia lo condanna? ov'è sua colpa se ei non crede? Ora sei tu che vuò sedere a scranna, per giudicar con tua veduta corta a spanna? Colui che ragion sottile su di me, può dubitar di mia scrittura, oh terreni animali! oh menti grossolane! che può saper la mente umana, offuscata da opinioni e arroganza? la prima volontà è sommo bene, mai si mosse da se stessa, giusto quanto a lei consuona, nessun creato la tira a sé, ma essa radiando grazia, principia e determina ogni bene. Dante usa in sincretismi, tutti linguaggi sapienziali, orfismo e qigong, Daime Hikurì e Buiti, per far de-costruir Poema, ai discendenti nel bisogno, dove il vecchio cinghiale, dorme arguto e va chiudendo, il lungo corteo d'Eden, controfigura del Grifone, messaggero di UNIONE, controfigura del Lettore, che può UNIR significati, in estasi abbandonati, chiudete gli occhi e uscite fuori, ogni esegetica opinione, vedrete solo Dante, smontare ogni muro, al fine acceder Cosmo. Parmenide è Laozu, Dao che tiene nome, non è eterno tao, Nome che pronunci, è solo un surrogato, senza-nome è, principio cielo e terra, mentre il nome crea, sopra e sottoterra: 1 pianta si nutre, con sua radice lieve, a disordinato moto, il calmo ritmo segue, io vedo qui Raseno, mai abbandona calma, in gloria o povertà, resta non si affanna. Filosofo LaoZu, vede acqua armonia, forte perché cedevole, integra e coesiva, pronta a farsi assorbire, aderisce a ciò che la sfiora, bagna infiltra e lubrifica, pare sottomessa, invece si trasforma, in altro da sé. Acqua è sangue Terra, esce dalla roccia, concentra nei viventi, ha natura spirituale, aiuta le creature, a realizzar talenti, grazie ai messaggi, che porta ed amplifica. il filosofo Saggio, se vuol mutare il mondo, volge nell'acqua, il cuore di uomini, virtù di temperanza. gurdjieff_vita-lettera-figlia.m4a
lume174-Pneuma è soffio vitale, che anima ogni cosa, Aristotele lo spiega, come triplice anima, vegetativa e sensitiva, intellettiva e cosciente, come l'Essere di Parmenide, permane oltre le illusioni. Laozi vide in acqua, simbolo di saggezza, cedevole ma potente, capace a mutar mondi, Talete fa lo stesso, Anassimene vive l'aria, Epicuro nella terra, Pitagora ama i numi, Eraclito ama il fuoco, e Panta Rei tutto scorre, è principio del cosmo, in Mediterraneo e Cina. Dante raccoglie i saperi, e li unisce in sua commedia, dove anima e stelle, partecipano al cosmo, un Dao ordine divino, Materia unita a Spirito, dove ogni azione e pensiero, posson diventare ponte, tra Terra ed eterno. Dante percorre cieli e infèri, seguendo mappe tolemaiche, ogni pianeta ha sua scienza, nascosta in versi suo poema, i canti guidano il lettore, tra mari e costellazioni, insegnando compassione, tra tropici ed equatore. Luna accoglie il poeta, Giove lo consegna a Saturno, fino al cielo cristallino, motore emanato da Empireo, rende umani coscienti, di propria scintilla divina, tra draghi elfi e grifoni, sorte e ruota astrologia, dagli angeli mossa. Marte ispira il canto, Luna grammatica, Mercurio dialettica, Venere filosofia, Sole aritmetica, Giove geometria, Saturno astronomia. Se uomo naviga interiore, scopre missione e mutazione, unisce anima e materia: chi ascolta apprende a legger segni, riflessi in sogni e fiabe, mappe e poemi interiori, e disciplin dei cicli eterni.

193:sogni53-lume193-BENESSERE. Nel sogno una voce dice: questo è il giardino dei fiori. Quando tutte le nostre forze smettono di combattersi, e iniziano a collaborare, la vita torna a scorrere, e siamo completi quando ogni parte di noi trova il proprio posto. Il giardino mostra questa armonia: ogni fiore ha il suo colore, il suo profumo e il suo tempo, nessuno chiede alla pratolina di essere una rosa, né alla rosa di diventare pratolina. Le immagini del sogno raccontano questa stessa soglia: la frutta matura che offre il proprio nutrimento, l'acqua che scorre trasformandosi in musica, il nuotatore che usa ciò che possiede per accrescere la propria salute, il pittore che trasforma energia in colore, il coro che unisce molte voci, la zuppa che trasforma la stanchezza in gioia della vita, le api che curano l'alveare usando il loro miele. Le api ricordano una legge antica: ciò che ricevi dalla vita torna alla vita stessa. La completezza non nasce dal diventare altro, ma dall'esprimere pienamente ciò che già siamo. Come la Pratolina, che offre nutrimento e cura nelle sue forme semplici: infusi gioiosi, oleoliti popolari per il corpo e la pelle, su edemi e contusioni, rughe e cicatrici, eritemi da pannolino, dolori muscolari e articolari. |Achillea ferma emorragie, Altea scioglie tosse catarro, Ciclamino sblocca sinusite, Pratolina infonde nuova gioia.| Emilia coltiva roseti, bosco e fioreto, con oltre cento fiori eduli. Agrumi dolci e profumati (arancio, limone, lime, pompelmo) aggiungono aroma, ma dosati non coprano i sapori. Achillea millefoglie cura digestione, epistassi, ferite e stress; Agerato blu, Albero di Giuda rosa e Allium apportano sapore delicato. Basilico, Begonia, Belle di Giorno e Bocca di Leone arricchiscono insalate e dolci. Borrago e Buglossa danno freschezza e colore; Calendula, Camomilla, Caprifoglio e Carciofo, oltre ad aromatizzare, aiutano salute e digestione. Lavanda, Malva, Menta e Mirto rinfrescano e rilassano; Nasturzio, Papavero e Passiflora calmano e proteggono. Rose e Rosmarino donano profumo e antiossidanti; Tulipano, Verbasco e Viole completano varietà e gusto. Zucchine, zucche e fiori di Yucca o Zinnia permettono creatività in cucina e benessere. Il giardino è un'orchestra di colori, sapori e virtù, dove ogni fiore insegna a nutrire corpo e anima.# Emilia in suo giardino, ha roseto bosco fioreto, cita 100 FIORI eduli, iniziando da citrus AGRUMI, fiori dolci e profumati, di arancio e limone, lime e pompelmo, se ne usi troppi, coprono i sapori. |ACHILLEA millefoglie, si lascia calpestar, nei prati cresce spande, in insalate e minestre, amara digestiva, con menta camomilla, i topi pure sfida: fior piccoli bianchi, raggruppa densi corimbi, da maggio a ottobre, essiccati fai infuso, utile in coliti, decongestiona antispasmo, infusa oppur fresca, sà curar ferite, scabbia di pecore, allevia incontinenza, friziona sulla testa, calma la calvizie, bevuta ogni ora, arresta naso epistassi; infuso è sudorife, decotto dolor torace, urinaria antisetti, anti serpi scorpione, radice -glicemia, mastica mal di denti, aiuta suo unguento, emorroidi sanguinanti, su tosse e dolori, seno e schiena fianchi; steli di palustre, in oracolo Ijing, raccolti maggio-luglio, taglia seccati, 50 bastoncini, x estrarre 1 esagramma, gioca a Shanghai, stecca con grazia. |Agerato Celestino, blu elettrico e sapore, delicato e soave, usa in insalate, per gelati o yogurt, oppure pasticcini, zuppe e salse carni. |Albero di Giuda, cercis siliquastrum, fiori color rosa, ottimi crudi o fritti, in pastella con miele. |Allium tutti fiori, aglio cipolla erba cipollina, sono edibili e gustosi, ogni parte di tal piante, for sapore più attenuato, della pianta stessa. |Aibika abelmoschus Manihot, pianta ornamentale, officinal e aromatica, cucina fiori e foglie. |Anethum graveolens, ha fiori verde-giallo, sapor intenso come anice. |Angelica archangelica, a seconda varietà, fiori lavanda blu rosa, sapore come liquirizia. |Asfodelo han vita breve, ma dolcezza grande, crudi in insalata, eduli anche radici, sardi e greci le mangiano, arrostite come patate, condite a sale e pepe, o accompagnate a fichi. |Basilico fiori, disponibili a colori, dal bianco al rosa al blu, il sapore è come foglie, solo più leggero; |Begonia gusto acido, in suoi petali accesi, come lime e limone, per gelati e sorbetti, disponibile intero anno, è pianta molto diffusa, circa 900 specie, ma son eduli solo i fiori, della varietà tuberhybrida, adatti a insalate, macedonie e dolci estivi, se uniti alla menta, diventano drink fresco, dal retrogusto limone, e come antinfiammatorio. |Belle di Giorno hemerocallis, fiori han sapore dolce, ottimi crudi in insalata, o decorazione torta. |Bocca Di Leone antirrhinum, buon profumo e sapore, aggiunta alla insalate, ai gelati e sorbetti, ha buone vitamine, amminoacidi e minerali. |Borrago officinale, colore blu acceso, fior sapore cetriolo, usati in infusione, aromatizzare aceto, tisane e vari vini, degustati anche crudi, in insalate fresche estive; |Buglossa anchusa cugina, è pianta tintoria, per radice colore rosso, fiori blu pur congelati, in cubetti di ghiaccio, e usati per i cocktail, differisce da polmonaria; |Brunella vulgaris, detta pur Prunella, perenne labiata, alta 20 centime, fiorisce giu-settembre, impollinan le api, la cercano molto, collutor vulneraria, su ferite lama simile, cura anche tonsille. |Calendula Arvensis, in zuppe e piatti verdure, tiene aroma piccante, sapido e pepato, simile a zafferano, suoi fiori cotti o crudi, in tutte le portate, zuppe e minestroni, risotti e dessert, fiori assai preziosi, in erboristerie, raccolti in estate, depurano il sangue, antisetti e antivirali, sfiamma cicatrizza, mentre la officinale, petali freschi a preparare, un olio rinfrescante, efficace sulla pelle, toccasana in eritema, e aggiunta in acqua bagno, è un valido antistress; |Camomilla Matricaria, ricorda margherita. i fiori sapor dolce, usati negli infusi e aromatizzar biscotti; |Caprifoglio Lonicera, fiori han nettare impiegato, come dolcificante, in gelati e sorbetti, come fosse uno sciroppo; |Carciofo cynara, sono veri boccioli, come capperi e broccoli, fiori invece sono amari; |Carlina acaulis, si trova in montagna, punge ma i suoi fondi, sono eduli carciofi; |Daucus Carota fiori bianchi, pizzo di sant'Anna, 5 petali e sapore, più tenue di radice; |Centaurea fiordaliso, ha odore delicato, da evitare il gambo, dal sapore amaro; |Cerfoglio anthriscus, sapor aneto e anice; |Cicoria intybus, amarognola di più, in petali e boccioli, metti in salamoia. |CICLAMINO rosa e lillà, perenne fior dei boschi, pianta medicinale, bulbo terra o vaso, fuor da sole estivo, dopo 1 anno reca fiore, che 5 petali ha, dal greco kyklos cerchio, Primulacea famiglia, nata da bulbo foglie basali, quasi triangolari, colore variegato, mimetico a erbivori. Plinio ne parla, ombelico di Terra, usato come esca, a uccidere i pesci, evita in cucina, tossico ciclamino, bello nei giardini, suo tubero dà olio, essenziale a profumare; se sostanze attive, da tubero ricava, succo ed infusi, virtù ciclamina, ingerita si muta, in ciclamiretina, distrugge flora patogena; bulbio di ciclamino, anestetico locale, per malattie muscolari, scheletro e gotta, sfiammatorio antimicrobico, lenisce reumatismi, esemplar su sinusite: tuberi estratti da erboristi, usati contro influenza, Virus respiratori, edema dei tessuti, protegge vie respiro, drena seni paranasali, e decongestina il naso. |Ciliegio prunum avium, fiori bianchi ha, sapor della ciliegia; |Coriandolo sativum, i fiori come foglie, hanno erbaceo sapore, da usare freschi, se scaldi perdon molto; |Crisantemo per dolci, sapor piccante o pungente, in varietà di colori, crean decorazioni; |Dalia in medicina, usata contro tosse, aggiunta nei dolci, è diuretica e digestiva; |Dragoncello artemisia, ha fiori piccoli giallino, riuniti a infiorescenze, come una pannocchia, sapor più tenue tiene, di dragoncello foglie, suoi fiori per infusi, diuresi e inappetenza, alleviano singhiozzo, depurano organismo, e calman mal di denti; |Finocchio vulgare, fiori gialli delicati, legger sapore liquirizia. |GAROFANI in vaso, Dianthus caryophyllus, semplice esistenza, annuali bienne o perenni, un genere vasto, da sempre coltivato, eduli in cucina, ha petali dolci, usati nei liquori, biscotti e pasticcini, oppure nei risotti, per sughi e piatti pesce, oppure carne bianca; togli petali dal calice, rimuovi base bianca, nella parte ristretta, bianca unghia di ogni petalo, poichè ha sapore amaro; petali freschi in insalate, panini torte e risotti, o capolini essiccati, per bustine profumate, e per i pot-pourrì; foglie bollite son sapone, lavano i capelli, i vestiti e pur la pelle. Garofano cinese, è Dianthus chinesis, erba tonica amara, che tratta urinario, stimola digestione., antibatter e febbrifugo, esterno decotto, tratta infiammazioni, e gonfiori di pelle. |GERANIO pelargonium, con petali gerani, preparano sorbetti, vini oppur formaggi, o in forma marmellata. Geranio è buon astringente, diuretico che aiuta, su irritazioni gola, e ulcera allo stomaco, la varietà Robertianum, detto erba roberta, o geranio odoroso, ha petali rosa, ideali nei dolci, o vini e liquori; |Gelsomino per il tè, oppure nei biscotti; |Giglio da usare, è il bianco in cucina; |Ginestra scoparius, fiori gialli mielosi; |Girasole eduli petali, e germoglio cotto a vapore, come il carciofo. |Lavanda profumata, in piatti salati e dolci. contorno da abbinare, a carne e formaggi, se fatti essiccare, e messi in infusione, recan bevanda delicata, rilassante e digestiva, a Marsiglia fan biscotto, in aroma di lavanda; |Maggiorana origanum, ha fiori color bianco, e sapore più leggero, di Origano foglie; |Magnolia Grandiflora, ha un petalo spesso, che permette frittura, in pastella cotoletta; |Malva sylvestris, fior lilla con sapore, più attenuato delle foglie; |Malvarosa alcea, fiore pien di petali, per le decorazioni, neutro è suo sapore; |Menta in semifreddi, gelati o sorbetti, in estate rinfrescanti, assieme con limone; |Mirto fiori bianchi, han sapore mirto; |Nasturzio fiori intensi, metti in minestrone, e piatti di verdure, han sapore dolce, leggermen piccante, come senape degusta, fresco o in infusione, insalate oppur farciti, combatton raffreddore, aiutano pur sonno, han vitamina C, e ritardano calvizie; |Papavero rhoeas, petali in sciroppo, naturale per la tosse; |Passiflora edulis, fiori bianco azzur porpora; |Peonia petali, popolari in bevande, thè o limonate, gettonato in Cina, consumano a insalata; |Pesco fiori rosa, profum sapore pesche; |Petunia calma tosse, ha minerali e vitamine, e accompagna formaggiì; |Pisello lathyrus odoratus, ha fiori color rosa, e sapore dolce e intenso; |Pratolina bellis, boccioli sottaceto, ha sapore come capperi; foglia fluttua e va, Edera sul tronco, sussurra dentro me, evolversi del mondo, diverse forme tiene, Flora della Terra, nel verso ritmato, rivela sua coscienza. |Ravanello fiori han sapore, pepato come la radice; |Robinia Pseudacacia), bellissimi fior bianchi, in buonissime frittelle, o succiati come miele; |Rosa petali han sapore, profumato per bevande, dolci e marmellate, insalate e risotti, i fiori impollinati, mostran più elevata, capacità antiossidante; |Rosmarino han sapore, più delicato della pianta, usa a guarnir piatti;|Rucola eruca ruchetta, fior piccoli e neri al centro, han sapore pepato, più accentuato delle foglie, comunemente usate; |Salvia officinale, ha sapore come foglie, un pò più delicato; |Sambuco fiori bianchi, diversi da Ebbio, che ha fior puntine viola, ha buone proprietà, solo in frutti e fiori, ma il resto della pianta, semi pur compresi, appaion velenosi; Senape sinapis, fior gialli a quattro petali, leggermente aromatici; |TAGETE in ghirlande, vedo con fiorrancio, garofani indiani, al collo di Swami, fior semplici o doppi, color di velluto, fiore annuale, che teme ogni freddo, sapor acidulo e piccante, con fondo amarognolo, è fiore messicano, invaso fin settembre, dopo va accorciato, dopo qualche tempo, tal erba rifiorisce, fuori di gelate, e in orto stabilisce: radici di Tagete, respingon nematodi, iniziano anno dopo, e perdurano 3 anni, aiuta Pomodori, Fagiolin Patate e Rose, Prezzemolo talvolta, fa le stesse cose. |Tarassaco fiori e foglie, in insalate e risotti, han sapore un pò amarognolo, ma i boccioli questo fiore, metti sottaceto, come la pratolina; |Tiglio tilia fiori, consuma freschi o essiccati, aggiungi a insalate, i singol fiorellini, mentre gli essiccati, usa per tisane, benefiche anti-tosse, febbre e raffreddore, conciliare il sonno; |Trifoglio fiori dolci, con note liquirizia; |Tulipano tulipa, friggi petali in pastella, o in fresche insalate; |Verbasco petali e foglie, pure puoi usare; |Verbena Odorosa, è aloysia citriodora, ovvero Citronella, come limone e melissa, fiori bianchi di limone, ottima in thè e dolci; |Viola Mammola o VIOLETTA, delicato sapore di menta, e un aroma inebriante, accompagna macedonie, pastasciutte e insalate, anche foglie a forma cuore, mangia crude o cotte, cucinate come spinaci, fior trasforma nei sciroppo, profumano dolci, sorbetti e bevande, piatti a base frutta: consumare viola aiuta, apparato renale, per vitamina A e C, proprietà anti-ossidante, anche alla pelle, viola e violette, rimedio al mal di testa; Viola Cornuta o Cornutina, conserva i fiori secchi, ridotti in polvere e aggiunti, a risotti e uova sode. Viola del Pensiero o Tricolor, ha sapore sottobosco, buon in sciroppi febbre; |Yucca gloriosa, ha petali color bianco, spessi e croccanti, dal sapore un poco dolce, con punta di carciofo, usati in insalate, fresche oppur frittelle; |Zinnia elegans, bene alla cottura, in salse base arrosti, o preparazioni lunghe, aggiungi un poco prima: se i petali scottate, e poi li frullate, potete usare il composto, come lo zafferano, colorante per la pasta, asparagi o spinaci, contrasto delizioso, fior piccoli in pastella, son pure deliziosi, zinnia non si presta, a dolci e sciroppi; |Zucca per ripieni, torta salata italiana, rimuovere gli stami, e procedi a pastellare; |Zucchina per ripieni, è cucurbita pepo, con farciture varie, per il massimo piacere. 
lume193-Pratolina Margheritina, spesso data per scontata, è assai sottovalutata, appare ai bordi dei sentieri, nei prati e in luoghi abitati. È un fiore comune invisibile, che custodisce una lezione: ciò che è vicino non è sempre ciò che vale meno. Piccola e resistente, la sua forza è continuare, è capace di rialzarsi dopo essere stata calpestata, portando in sé una farmacia, di principi antiossidanti, proprietà cicatrizzanti, cura di pelle e ferite. Ma la sua medicina più profonda, è ricordarci che la vita non ha bisogno sempre di grandezza, per essere preziosa. Come nel giardino del fauno cento fiori diversi trovano il proprio posto, anche l'esistenza è un'orchestra di forme minime. Ogni fiore aggiunge una nota, nessuno è il più importante. Questo Lume appare quando cerchiamo qualcosa di straordinario, ma abbiamo dimenticato ciò che cresce, già accanto a noi. Proverbio di Barbanera: Come ottobre riflette marzo, caldo d'ottobre porta freddo di febbraio.

197:sogni57-lume197 RELAZIONE: Coppia-si-abbraccia, ci mettiamo in relazione per essere messi in |relazione, ci leghiamo a un altra per legarci a noi stessi, cerco in te ciò che è difficile trovare dentro me, amandoti sò che esisto; mi impegno ad accettarti così come sei, così come accetto me, integrando ogni giorno qualcosa di interiore ed esteriore. IMG8: Amanti sopra l'albero (l'amore è un precario equilibrio di opposti, fai l'amore in armonia con la natura). Amici che litigano (cambia relazioni). Prostituta (trova un contesto risanante per esprimere l'energia repressa). Mani che si stringono (le differenze obbligano gli opposti a unirsi, pur senza vincoli nell'intimo). Anziano (amiamo noi stessi negli altri, e gli altri in noi stessi, nel donare, focus su ciò che stai ottenendo). Scacchi (rafforza i tuoi impegni e sii più umile e vero). Tenersi-per-mano (rendi le relazioni sicure nei loro elementi essenziali). Rondini volano a sud (direzione è creazione di uno scopo comune, tronca le relazioni agonizzanti e stringine di nuove che abbiano uno scopo più grande). |Luppolo. |Aprile freddo sera e mane, dà in gran copia vino e pane| Luppolo (humulus lupulus) è pianta perenne rampicante, cresce strisciando, temendo la siccità e perdendo le foglie in inverno. Fiorisce in primavera con polloni dalla pianta madre, che possono essere trapiantati o propagati tramite talee. La pianta è ricca di resina (20%), ha proprietà antimicrobiche, e olio essenziale con effetti germicidi su batteri e lieviti. È usata principalmente per aromatizzare la birra, ma anche per il suo effetto sedativo. Accanto al luppolo, la Brionia dioica e il Tamaro sono piante rampicanti con proprietà tossiche: Brionia, con le sue bacche velenose, è usata a trattare febbre e ostruzioni intestinali, mentre il Tamaro ha effetti circolatori e anti-infiammatori, sebbene richieda attenzione per l'uso delle sue radici e frutti.# LUPPOLO perenne, Humulu lupulus liana, rampicante come altre, si espande strisciando, luce arrampicando, teme siccità, inverno secca foglie, cespi a primavera, polloni pianta madre, trapianti o fai talea, ama buon rincalzi. |Luppolo resina, circa il 20 percento, antimicrobiche virtù, mentre l'olio essenziale, ha germicide proprietà, su steptococchi e pseudomona, su lievito di birra, saccaromyce cerevisiae, penicillum chrysogenum, ed eschierichia coli. |BRIONIA dioica, è perenne rampicante, peli irti e fusti lunghi, radice grossa fusiforme, è mandragora inglese, viticci fan spirale, foglie come vite e zucca, frutti rosso intenso. Cresce in brio vigore, 30 bacche son letali, vescicante rubefacente, dà dolori addominali, nausea vomito diarrea, irrita urogenitali, dà vertigini e convulsioni, paralisi del respiro, usata come abortivo. Germogli di primavera, perdono veleno, sensibile al calore, come tamaro e altre, lessati in acqua-sale, come asparagi e vitalba, consumati come quelli, e olio aglio e prezzemolo, condimento per bruschette, crostini e spaghetti. Radice Brionia in vino, per curar febbre malaria, e prolungata stitichezza, ostruzioni intestinali, reumatismi e parassiti, gotta e contusioni. Sembra antitumore, radice-frutti polpa, miscelata a suino grasso, applicata localmente, frutti ugual Tamaro, colore forma e consistenza, ma in grappoli più radi, distingui fusto peloso, contro il nudo di quello. |TAMARO rampicante, è Tamus communis, Dioscorea communis, cerasiola uva tamina, si attorciglia in via destrorsa, gran radice tuberosa, foglie a cuore acumin punta, fiori dioici pur confusi, con Brionia rampicante, che invece a foglie a vite, Vitalba o Rovo o Smilace; in frutti e radici, tiene azion tossica, che può irritare pelle, dermatite nausea vomito, in acqua calda si pulisce, perde pur amaro, sensibile al calore, termolabile decade: Tamaro alimurgico, suoi germogli poco amari, lessati e cucinati, come asparagi e vitalbe, conditi in olio e aceto, o passati per frittate, risotti e sughi vari, non dà collaterali. Radice secca a piccin dosi, è aperitiva e digestiva, mentre alte dosi, emetica e purgante; le sue bacche quan mature, strofinate sulla pelle, attivan peri circolazione, su dolori cervicali, artrite sciatica ematomi, distorsioni articolari, pure anziani e guaritori, subivano vesciche, brucior rubefacente. |Dioscoride Pedanio, medico erborista, a corte Yorosolima, usa sigillo di Maria, cioè radice del rampicante, grattugiata in cataplasmi, per curar donne battute, o in polvere zoè, contro pidocchi zecche, parassiti su animali. 
lume197-In sogno giunsi a Londonderry, città di confine e d'incontro, dove italiani e irlandesi, inglesi e stranieri sedevano insieme nei pub del Luppolo. Là non governavano decreti e paure, ma viaggiatori, inventori e cercatori di vita. Sul cielo correvano nubi a forma di dragoncello, pianta aromatica che stimola digestione, aggiunge sapore e muta il cibo, mentre il rock e il rap raccontava una notte insonne. Ecco che il Luppolo, padrone della festa, indica una cura offrendo la sua birra oracolare: "esci fuori a respirare più aria, le forze fondamentali della vita agiscono da sole, dentro di te c'è più movimento diversità e speranza di quanto creda il tuo Io governante, il miracolo è nelle cose piccole". I germogli di Luppolo nutrono come asparagi di primavera, i coni femminili calmavano nervi e stomaco, restituendo il sonno a chi ha smarrito il riposo. Luppolo muore d'Inverno e torna a Primavera, pianta rampicante e resiliente come le speranze. Londonderry appariva come repubblica interiore, dove molte parti dell'anima potevano convivere e dialogare. Anni dopo, in una stanza silenziosa, una tazza di vetro con poca acqua si sollevò tra le mani della madre, fu un prodigio di meraviglia: l'acqua era poca, eppure bastava, il recipiente saliva e poi tornava a terra senza rompersi. Come il luppolo che si arrampica verso la luce, la vita sa fermentare, guarire ed elevarsi da sé, mentre l'Io fattosi silente con la cura /birra del Luppolo, partecipa alla festa tornando bambino custode di meraviglia e stupore.

198:sogni58-lume198-REGRESSIONE: quando il sogno mostra ciò che trattiene l'uomo, dal diventare ciò che può essere; le forze per arretrare vincono su un movimento in avanti. Nel sogno appare una forza antica che vuole riportare il sognatore indietro: un toro nero avanza contro di lui. È la stessa energia che nei sogni di Daniele appare come il potere che non accetta limiti, il regno che vuole durare per sempre, l'orgoglio che impedisce alla coscienza di ascoltare. Ogni passo verso una nuova consapevolezza incontra una forza regressiva: il richiamo del passato, delle abitudini, delle false sicurezze. Ma il sogno non mostra il nemico per distruggere il sognatore: lo mostra perché possa riconoscerlo. La mano che emerge dalla tomba ricorda che anche i valori più grandi possono diventare ostacoli quando vengono conservati senza essere vissuti. Come Daniele davanti ai simboli dei re, il sognatore deve imparare a leggere ciò che appare morto e trasformarlo in vita. L'operaio che abbatte il muro rappresenta il coraggio di attraversare ciò che separa dalla verità. Le mascelle del cane imbavagliate insegnano che non tutto si domina con la forza: alcune paure si trasformano soltanto quando vengono comprese. Il sogno invita a non cercare sostituti della propria crescita: ciò che sembra nutrire può essere solo un surrogato, ciò che sembra proteggere può diventare una prigione. La regressione nasce quando l'energia viene trattenuta, repressa o dispersa in ciò che non conduce avanti. Daniele insegna l'arte opposta: ascoltare l'immagine, comprenderne il messaggio e trasformarla in coscienza. Chi parla semina, chi ascolta raccoglie.| riassunto: Daniele è un giovane profeta e sapiente, noto per il suo dono divino di interpretare sogni e visioni. Alla corte babilonese, riceve un'educazione speciale con i suoi tre amici Anania, Misaele e Azaria, e si distingue per la sua saggezza tanto che diventa un ministro sotto il re Ciro e ricevere il nome di Baltazàr dal re Nabucodonosor. Tra le sue storie più famose, Daniele salva Susanna da false accuse di adulterio e smaschera i giudici corrotti, dimostrando integrità e saggezza. Poi resiste all'idolatria babilonese, rifiutando di adorare l'idolo Bel e smascherando i falsi sacerdoti. Un altro episodio è la sua miracolosa salvezza nella fossa dei leoni, dove Dio lo protegge da un attacco mortale. La figura di Daniele ha un'importanza centrale anche nell'Islam, dove è profeta venerato. Si dice che morì a Susa e che il suo corpo fu traslato a Samarcanda, dove oggi si trova un mausoleo a lui dedicato. La sua vita e le sue profezie sono simbolo di resistenza spirituale, giustizia e fede, e intrecciano eventi storici come la conquista di Gerusalemme/Costantinopoli da parte di Nabucodonosor e la deportazione dei Giudei a Babilonia. Una figura di resistenza simile è quella dei tre amici di Daniele, Sadràch, Mesàch e Abdènego, che rifiutano di adorare l'immagine del re e vengono salvati da Dio, come raccontato nel Nabucco di Giuseppe Verdi, che ripercorre il tema della cattività babilonese: Nabucco e Baldassarre ricevono sogni interpretati da Daniele. Si citano gli angeli vigilanti, ribelli e imprigionati, e il loro ruolo nel diluvio e nella costruzione del Tempio. Daniele è descritto come guida e sentinella che veglia sul mondo interpretando sogni e visioni che predicono eventi futuri, grazie alla fede, a sottolineare l'importanza della giustizia divina, mentre re e satrapi complottano contro di lui. Daniele appare figura centrale nella visione profetica della storia, dove descrive le lotte tra vari regni, il conflitto tra i re del Nord e del Sud, visioni cosmiche di imperi e il regno eterno di Dio, come la statua di Nabucodonosor e l'albero di Baldassarre, simboli della caducità dei regni umani. Infine si narra di Matteo e del Xristos, tribolazioni e falsi profeti, il Cantico delle Creature, la liturgia universale, la creazione con separazione delle acque e formazione della terra, il Tempio come riflesso del cielo, sorvegliato da angeli.# |Daniele vuol dire, Dio è mio giudice, -ele di Elohim, Signore Adonai, ma è chiamato Baltazzàr, dal Nabucco zar, che rispetta la sua dieta, ama suo dono di sapienza, capace a interpretare i sogni, e leggere visioni, celeste dono oniromante, proviene dal Signore. Dio concesse a quattro giovani, capire ogni scrittura, in ogni ramo del sapere, il re li interroga stupito, dieci volte hanno sapienza, su maghi e astrologi di corte, Daniele resta a corte, fin primo anno di re Ciro. Nabucco convoca esperti, li chiama caldei, astrologhi e indovini, divinorum salva-sogni, poi ordina Asfenàz, capo dei mandarini, di condurgli giovanotti, stirpe reale sen difetti, per impiegarli a corte, dopo essere istruiti, in scrittura e lingua juris, aramaica burocratica, assegna loro una razione, giornaliera di vivande, educati per tre anni, poi entrano a servizio, come classe funzionari, ad amministrare impero. Daniele è Baltazzàr, Anania sarà Sadràch, Misaele è Mesàch, Azaria è Abdènego, sappiamo che la Bibbia, cambia nome a persone o cose, quan ne muta destino e proprietà, come Adamo che assegna un nome, a tutti gli esseri viventi, nel Tempo-di-sogno Abramo e Sara. Daniele in arabo Daniyal دانيال, citato profeta musulmano, in Hadith Legge di Sunna, che viene dopo del Corano, rusūl è messaggero Dio, mentre i profeti son detti nabī, e portan Wahi rivelazione, solo a mezzo di un libro: i rasūl son tutti nabī, non tutti i nabī son rasūl, Daniyal rusūl nabī, muore in pace in città Susa, suo libro dentro sua tomba, per ordine califfo Omar, mentre un altra leggenda, narra suo corpo traslato, da Timur khan a Samarcanda, che ne fece capitale, oggi Uzbekistan, mausoleo di Daniele, edificio a cinque cupole, con sarcofago 18 metri, presso fonte acqua taumaturga. Daniyal vecchio Idris, tiene scriba Enoc, che scrive rivelazioni, sui misteri della Storia, maomettani van narrare, che Daniyal ha predicato, nel regno Ciro esortando, popolo amare un solo Dio, e i precetti dello Islam, alla corte di Nabucco. Islam cita incontro, tra Daniele e Geremia, chiamato Aramaya Ibn Hilkiah, sul bordo della fossa, Nabucco mise due leoni in fossa, e Daniyal vi getta in essa, i leoni stanno buoni, Allah parla a Geremia, che dalla Sham, lo manda a fossa dei leoni, a dar cibo e vino a Danyal: sia lode ad Allah, che non mi ha dimenticato, compensa bene al bene, premia pazienza e sicurezza, dissipa il male e dà speranza, dopo ogni pericolo, come un chiaror di Luna. Chiesa Ortodossa celebra, Daniele 17 dicembre, insieme ad Anania, Azaria e Misaele, Chiesa Cattolica lo prega, il 21 di luglio, Daniel nome poi diffuso, da Britannia Olanda e Usa, Finlandia Rus e Serbia, dopo riforma protestante, fra quindici nomi maschili, più usati da sempre, russo Daniil slavo Danko, sardo Taniebi e Danilo, anglosassone Daniels, Dania Dannie e Dan, Daniello e Raffaello, nel volgare di Dante, cognome Danieli in Italia, specie nel Veneto, poi Daniele Comboni, primo vescovo subSahara, a metà di ottocento. |Daniele smaschera i Bel, nella storia di SUSANNA, che abitava in Babilonia, sposa Ioakim uomo ricco, bella fuori e bella dentro, figlia di Chelkia, educata a legge di Mosè. Susanna vuol dir Giglio, simbolo purezza, Ioakim tiene giardino, dove incontra i Giudei, fece sua fortuna, in Persia e Babilonia, è scritto in libri bibbia, di Tobia e di Ester, poi accusato ingiustamente, da due giudici anziani, eletti quell'anno, a risolver tutte liti, le due notabili guide, autorevoli e ascoltati, in comunità esiliate, frequentano casa Ioakìm, poi invaghiti di Susanna, la insidiano e ricattano, piegan la legge di Mosè, ai loro scopi appetiti. Susanna passeggiava, nel giardino del marito, i due anziani presi da passione, perser lume di ragione, studiano il momento, a sorprenderla da sola: un giorno fece caldo, Susanna con due ancelle, andò nel suo giardino, per avere un bagno, i due giudici accecati, la spiano di nascosto, Susanna chiede unguento, alle ancelle andate in casa, mentre prende il bagno, alla piscina Betseda, dentro al suo giardino, i due anziani escon nascondiglio, le chiedon di concedersi, ma in caso suo rifiuto, ti accusiamo di adulterio. Susanna può scegliere, tra due possibilità, se acconsente a loro voglie, viola nozze fedeltà, ma nel secondo caso rischia, condanna a morte adulterio, dopo un pubblico processo. Susanna coraggiosa, sceglie seconda strada, vuol conservare intatta, la propria fedeltà, Susanna piange e grida, innocente avanti a Dio, gli anziani aprono porte, e narrano menzogne, ai servi e ai testimoni, calunnie di adulterio, per pubblico giudizio, a causa suo rifiuto. Susanna ebbe processo, in casa suo marito, i due anziani fan condanna, a morte di Susanna, al popolo van dire, fate entrar Susanna, lei venne coi parenti, bella e delicata, col velo che fu tolto, a piacere dei due vecchi, che godono al vedere, fanciulla umiliata; se velo è protezione, inter processo è farsa, i due giudici calunnia, ai danni di Susanna, la donna piange e dice, Dio conosce il vero, sà che han detto il falso, io muoio da innocente, per loro iniquità, tramata contro me! Susanna è condannata, alla lapidazione, ma sua preghiera a Dio, suscita giustizia, di fronte a iniquità, Daniele giovanetto, si mise li a gridare, Io sono innocente, del sangue di lei! si voltan tutti a lui, chiedendo spiegazioni, Daniele in mezzo a loro, rimprovera stoltezza, indagate verità, e tornate al tribunale, costoro hanno deposto, il falso contro lei. Il futuro profeta, rivela sapienza, di infanzia purezza, sulla cieca menzogna, profusa dai due empi, così il Consiglio anziani, invita Daniel tra loro, se Dio ti dè saggezza, facci da maestro, Daniele allora disse, separateli l'un l'altro, ascoltate lor versioni, e io giudicherò. Daniele disse al primo, tu invecchiato nel male! i tuoi peccati commessi, qui vengono alla luce, davi sentenze ingiuste, opprimendo gli innocenti, e assolvendo i malvagi, dimmi sotto quale albero, tu hai visto costei, assieme all'amante. Sotto un Lentisco, Schinos in greco, vuol dir divide in due, è Pistacia pistáh, pistacchio di farina, che giunge a 4 metri, con chioma globosa. Daniele risponde, tua menzogna ricada, e spacchi in due tua testa, se questo Dio acconsente! fece venire l'altro, e gli grida le parole, bellezza vi ha sedotto, passion vi ha pervertito, che donne Israele e Giuda, a paura corrompete, al fin di unirsi a voi, dimmi sotto quale albero, li hai trovati insieme?" Sotto un Leccio vidi, albero intensa ombra, Daniele disse a lui, sentenza data al primo, menzogna tua ricada, sopra la tua testa, dove angelo di Dio, con spada la divide, potandola a metà; dir cananeo a un giudeo, è dirgli disonesto, corrotto nel frodare, Daniele ha confessione, da bocca dei due empi, a morte condannati, secondo Mosè legge, Susanna a lieto fine, vien riabilitata, Daniele nel trionfo, di tutta l'assemblea, benedisse Dio, che salva chi lo prega, inizia sua carriera. Deuteronomio dice, contro processi ingiusti, se un testimonio iniquo, accusa un suo fratello, i giudici solerti, indaghino con cura, e se il testimonio è falso, farete a lui quel che, volea fare al fratello, così estirpate il male. Oh Susannah canta Stephen Foster, padre musica americana. ||Regno settentrionale, detto di Israele, subisce rovina, a causa diffusione culto Baal, eresia giudaizzante, che re Giosia riforma, bruciando idoli Baal. Gezabele moglie a un re, innalza templi a Baal, e fà sdegnare Elia, Gezabele cerca ucciderlo, Elia invoca fuoco, scendere dal cielo, sul Monte Carmelo, stermina tutti sacerdoti, di Gezabele e Baal. Gedeone giudice, demolì altari Baal, venne detto Ierub-Baal, giudizio dei Belli, Bel babilonese, è culto antico a Baal, tentazione costante, a sovrani servitori, idolatri pagani, di un passato di schiavi. Daniele a Babilonia, è sacerdote tribù Levi, il primo onorato, tra gli amici del re, avean babilonesi, un idolo Baal, a cui offrivano farina, pecore e vino, Baal vuol dir signore, tra Fenici e Cananei, doppia Crono e Saturno, sovrano imperator, accadde che israeliti, abbandonarono il Xristo, che liberò lor prigione, di sacrifici umani. Ciro San Giorgio, fondator dell'Impero, conosce tale usanza, di antiche tradizioni, così mette a prova, il saggio Daniele: perché non adori Bel? Daniele rispose: adoro il Dio vivente, che ha fatto cielo e terra, signore a ogni vivente, quell'idolo in terracotta, solo abominio di malvagi. Ciro si indignò, convocò i preti di Bel, ditemi chi mangia, tutto il cibo offerto, se Bel mangia tutto, morirà Daniele, perché ha insultato Bel. Daniele accetta sfida, e i settanta sacerdoti, con mogli e figli, vanno al tempio Bel, e dicono al re, disponi le vivande, poi chiudi la porta, e sigilla con tuo anello, se domani mattina, il cibo è ancora lì, moriremo noi, altrimenti muor Daniele, che ci ha calunniati. Loro avevan scavato, un passaggio sotterraneo, da cui abitualmente, sottraggono tutto, i settanta sacerdoti, sapendo di mentire, accettano sfida, sicuri del segreto; dopo andati via, Daniele chiese al re, ordina ai tuoi servi, di spargere cenere, sul pavimento tempio, a insaputa dei preti, poi chiusero la porta, con il sigillo re. I sacerdoti di notte, entrano al tempio, secondo lor consueto, con mogli e con figli, consumano tutto, intatti i sigilli; al mattino il re e Daniele, guardano i sigilli, aperta la porta, il re guarda esclama, Bel sei un vero dio! ma Daniele sorride, guarda il pavimento, esamina le orme, di donne uomini e ragazzi, il suo piano escogitato, trucco semplice efficace, smaschera i preti, e lor porte segrete, il re pieno d'ira, arresta i sacerdoti, con loro famiglie, condanna tutti a morte, per aver mentito, a Ciro gran khan, dei quattro angoli del mondo, consegna Bel a Daniele, che lo distrusse, Bel cessa di esistere, coi suoi sacerdoti, e suoi idoli feticci. Daniele poi è chiamato, da re Ciro incalzato, a lottare con un Drago venerato, sulla porta di Ishtar, ai piedi Marduk Enlil, Mushrussu animale, squamoso e cornuto, zampe aquila e leone, e pungiglion scorpione, col suo grasso sacro, eran unti i vecchi re, Mushrussu è Mashiach, che unge il Messia, re dinastia davidica. Daniel converte lo squamoso, riforma la sua legge, rifiuta venerarlo, in idolatria di stato, a san Giorgio poi promette, dominar mitico drago, custode dei regnanti, serpente coccodrillo, Daniele usa astuzia, perché ama il Dio vivente, se tu mi permetti, senza spada e bastone, ucciderò il drago. Daniele cuoce insieme, pece grasso e peli, ne prepara focacce, che getta in bocca al drago, questo inghiotte e scoppia, ecco ciò che adoravate, io sottometto senza armi: ora il super-coccodrillo, adorato in Babilonia, ha occlusione intestinale, che lo conduce a morte, il popolo infelice, perde investitore, che legittima i sovrani, e si rivolta contro Ciro, dicendo Ciro è ora yudeo, ha distrutto Bel e sacerdoti, poi ha ucciso il suo drago! consegnaci Daniele, altrimenti ti uccidiamo, assieme a tua famiglia, il re allor sotto minaccia, consegna lor Daniele, che lo gettano in fossa dei leoni, per aver combattuto, idolatria Royal, e chiuso i sacrifici umani. Ciro è accusato, aver rinnegato i vecchi culti, e Daniele nella fossa, resta per sei giorni, tra sette leoni, nutriti ogni giorno, con due umani e due pecore, ora affamati senza cibo, son spinti a sbranar Daniele. Il profeta Abacuc, che fa minestra di pane, la porta ai mietitori, ma un angelo gli disse, porta questo cibo, a Daniele in Babilonia, nella fossa dei leoni. Abacuc rispose al Signore, Babilonia non conosco, così l'angelo lo prese, per i capelli lo trasporta, con velocità del vento, fino a Babilonia, sull'orlo della fossa. Daniele prendi il cibo, che Dio ti ha mandato, Daniele esclama a Dio, non mi hai abbandonato! Daniele si alza e mangia, mentre angelo di Dio, riporta Abacuc, nel luogo di prima, Abacuc vuol dire, Colui che combatte, è nome assiro di un arbusto, Cassia angustifolia, combatte battaglia di Daniele, contro oracoli falsi e muti. Abacucco è uomo anziano, vecchio bacucco in italiano, fortuna del profeta, scolpito al Duomo di Firenze, da Donatello in marmo, sue spoglie conservate, in antica cattedrale, a Nocera Inferiore. San Paolo usa suo salmo, su fede e sulla grazia, il giusto vive per sua fede, Signore a te alzo il grido, su prepotenza dei tiranni, Abacuc è Geremia, che lo spirito del Signore, porta in luogo ignoto, sul monte o nella valle, Spirito Santo lo rapisce, Signore è la mia forza, su alture mi conduce, afferrato pei capelli, mi solleva e tel-trasporta, sul bordo dei leoni, a dar cibo a Daniele. Re và settimo giorno, a piangere Daniele, guarda giù alla fossa, Daniel seduto vede, esclama ad alta voce, Signore sei il più grande! fece uscire Daniele, e vi getta i suoi nemici, divorati dai leoni. Ciro professa fede, nel Dio di Israele. |Lingua slava antica, mene tekel peres, alfabeto quadrato, Aramaico imperiale, lingua di cancelleria, poi alfabeto fenicio, slavo ecclesiastico usato, nel Regno di Giuda, madre a greco e latino. I tre termini sono, tre unità di peso, dei metalli preziosi, Mina Siclo e mezza Mina, tre monete in tre minacce 1 mina dà 50 sicli, circa 800 grammi, Ezechiele in esilio, usa mina a 60 sicli. Matteo cita i 30 pezzi Giuda, dove un talento è tremil sicli, cioè 35 kili. Samuele cita armatur bronzo, del gigante Golia, pesa 5000 sicli, della città di Tiro, in epoca di Cristos, era salario giornaliero, un siclo argento a bracciante, oggi ripreso in Palestina, detto siclo-sheqel, valuta di Israele, in inglese divien pound, libbra e sterlina, in Italia e lira, da libbra bilancia. Daniele rabbino, interpreta i tre verbi: Dio computa il tuo regno, e gli ha posto fine; Tekel tu sei stato, pesato su bilance, e sei trovato mancante; Peres è tuo regno, diviso e dato ai Medi. Verbo mnh è misurare, YHWH padre della storia, ha misurato la durata, del regno Baldassarre, ha deciso che per esso, è momento della fine, verbo tkl va pesare, il destino del re. Temi dea della giustizia, ha in mano una bilancia, davanti ai tribunali, in tutte le provincie, Anubi sacerdote, pesa il cuore dei defunti, se più pesante di una piuma, manda anima in Inferno. Baldassarre uomo e re, idealmente pesato, condannato a fariseo, pars è verbo dividere, scindere suo Impero, consegnato a Medi e Persiani. Daniele porporato, ebbe collana d'oro, dichiarato terzo ministro, durante il regno Dario, come governatore, di una di province, invidia va salire, tra i satrapi governatori. Erodoto riporta, di venti satrapie, province dell'impero, Elam Arbil Armenia, Assiria e Babilonia, Battriana e Karmana, Gandara e Cilicia, Hindukush e India, Cappadocia e Media, Egitto e Partia e Siria, Ciproe Lidia e Ionia. ||Daniele descrive Storia, lunghe lotte e alleanze, tra dinastie e sovrani, tra re del Mezzogiorno, e re del Settentrione, cioè Rus ed Ottomania, amici e poi nemici, nel gioco Gran Tartaria. Tolomeo è capitano, del re del Mezzogiorno, ma litiga col re, si espande fuori Egitto, sua figlia Berenice, va sposa al re del Nord, ovvero Antioco II, che ripudia Laodicea, a sposare Berenice, ovvero Anna Bolena. Laodicea uccide marito, con moglie e figlioletto, spianando ascesa al trono, a suo figlio Seleuco, è periodo di torbidi, Seleuco chiede troppe tasse, generando antipatie, fuori e dentro corte, ma un uomo a cavallo, Lucio Scipione comandante, Uomo Vestito di Lino, assieme ai servitori, scaccia il funzionario, fuori dal Tempio, sovrano assassinato, da un suo parente stretto, che usurpa quel trono, è diviene Antioco IV, con frode ed inganno, persegue i Giudei, consolida il potere, con appoggio di alcuni, ebraici banchieri, favorevoli a ellenismo, mentre il sommo sacerdote, Onia III è assassinato. Antioco ruba e fa delitti, abominazioni di ogni tipo, descritti in Maccabei, trionfa per un tempo, poi riparte scontro, con re di Mezzogiorno, con cui fa matrimoni. Antioco entrò in Egitto, con esercito imponente, con carri ed elefanti, cavalleria e gran flotta, battaglia a Tolomeo, travolto questi fugge, molti caddero a morte, espugnarono fortezze, Antioco saccheggia tutto, incluso il Tempio santo, compiendo molte stragi, torna con ricchezze, odiando Santa Alleanza, cioè comunità Giudei, rimasti a Salomon fedeli. Antioco detto grande, fa Siria dominante, Tolomeo lo combatte, in guerra sanguinosa, dal 204 al 210, dice Libro di Daniele, re settentrione unisce, grande esercito avanza, Daniele chiama Israeliti, quelli in stretto Dardanelli, e Antioco capo dei pagani, venduti a fare il male. Tolomeo perde dominio, di tutta la Giudea, epocali conseguenze, ripara in west Europa, Re del settentrione, costruisce terrapieni, con le città-fortezza, e con sue truppe scelte, stabilisce sua dinastia, in città Yorosolima, patria amata da Daniele, dove scorre latte e miele. Signor disse a Daniele: ho osservato la miseria, del mio popolo in Egitto, ho udito grido sofferenze, son sceso a liberarlo, da mano di oppressore. Tolomeo sposa Cleopatra, figlia Antioco III, ma pace non arriva, allor sovrano volge, alle isole vicine, Mediterraneo coste, abitate da popoli, rimasti pagani, ciascuna ha propria lingua, famiglie e nazioni. Isaia profetizza, conversione dei pagani, alla fede dei cristiani, sia isole che terra, Salmo 71 dice, re di Tarsi reca offerte, a re di Arabi e Saba, tributi ad oriente, glorificate il Signore, nelle isole del mare, nome Dio d'Israele, annienta idoli malvagi, e apre cuor Gentili. Antioco fà conquiste, un impresa faticosa, fin troppo dispendiosa, poi marcia su Alessandria, ma incontra i Romani, che gli intiman lasciare, le terre conquistate, sul Delta del Nilo, Antioco si ritira, ma sfoga su Giudea, e seduce i fuoriusciti, da santa Alleanza, avviata da Mosè. Giudei danno vita, due partiti in giudaismo, di fronte a persecuzione, ordita da Antioco, i collaborazionisti, sacrificano a idoli, mentre i Maccabei son pronti a lotta armata; i fratelli Maccabei, condannati a morte, insegnano giustizia, della stelle eterna, supplisce discendenza, Daniele dà speranza, scritta e sigillata, dopo tribolazioni, sorge un nuovo patto, cioè il secondo tempio. I dottori della Legge, ammaestrano la gente, che la persecuzione, è solo un espiazione, alcuni scrivono il Libro, altri affrontano il martirio, a difender convinzioni, decapitati o al rogo, o confisca dei beni, schiavitù o esilio. Antioco Epifane, disprezza suoi avi, mentre un comandante, capo armata orientale, rintuzza scorrerie, da parte di egiziani, per prendere di nuovo, l'antica provincia, nata ad Alessandria. Antioco fa campagna, a riconquistare tutto, da Iran al mar Caspio, Partia Ponto e Media, infine a Babilonia, allontana i Seleuci, e avvia smembramento, di Grande Tartaria, è tempo della fine, il conquistatore muore, in quanto non è un Dio. Re del mezzogiorno, si scontra al Settentrione, turbine con carri, e cavalieri e navi, invase il territorio, e molti scapperanno, le casse vuote e in crisi, han bisogno di denaro, depreda ricchi templi, mentre mezzo stato, è dei Maccabei ribelli. Tolomeo entrò in Antiochia, e cinse due corone, combatte in ogni dove, morì tre giorni dopo, Demetrio è il nuovo re. Gionata maccabeo, descrive lotte dinastiche, battaglia di Antiochia, una manovra a tenaglia, contro il regno Siria, condotta da alleanza, di Tolomei e Farsi, Yoros già contesa, conosce giorni bui, segna fine a entrambi i Re, l'egizio e quel siriano. Daniele, narra eschatos, cioè Storia in ricorrenza, cronisti in due partiti, e Gran Principe Michele, re del Settentrione, riafferma legge Cristo, contro un Anticristo, cioè papa franco in Roma, e il re del Mezzogiorno, Califfo dell'Islam, alleato di Michele, combatte la eresia, in Europa protestante. Matteo ci riporta, le visioni del Xristos, quan vedrete abominio, della desolazione, abitare in luogo santo, pregate per capire, quelli in Giudea, fuggano ai monti, vi sarà tribolazione, ma a causa degli eletti, quei giorni abbreviati, nel Giorno del Giudizio, e molti dormienti, si risveglieranno, mentre altri avran vergogna, della loro infamia, a falsificar la storia, se i saggi splenderanno, come il firmamento, i profeti di sventure, in ogni epoca accaniti, spandon fiumi inchiostro. Gesù continua a dire, non cedere al panico, fatti trovare preparato, e tra i rumori di guerre, guarda senza allarme, tutto questo accade, ma non sarà la fine, seppur falsi profeti, che annuncian parusia, e inganneranno molti, spacciandosi per Dio, dilaga iniquità, ma chi preserverà, salvato infin sarà. Libro di Giuditta, narra Giuditta la giudea, che sconfigge orda potente, sotto Nabucco zar, che regnava sugli Assiri, rase al suolo Agia Sophia, fu nemico dei fuggiaschi, e dei riti baccanali. Ioiakìm re di Giuda, anno terzo del suo regno, Nabucco re di Babilonia, marciò su Yorosolima, la cinse di assedio, settimo giorno in quinto mese, il capo della guardia, brucia Tempio e reggia, e case dei notabili, Ioiakìm nelle sue mani, assieme a gran bottino, porta tutto a Sennaar city. Nabucodonosor assedia, marzo 597, e Gioacchino morì, undici anni di regno, lascia trono a suo figlio, ma lo zar deporta gente, nella città di Shin'ar, nome greco dei Settanta, dove Nimrod nipote a Cam, fece il suo regno, e vi edifica Babele. Nabucco libera i Giudei, e riconosce il loro Dio, reca mantello di Sennaar, a Davide Carlo Magno, khan dei Gebusei, che controlla Gerusalemme, Salem vecchio nome, che dopo sua conquista, yudei cambiano nome. |Giuseppe Verdi musicò Nabucco, trama in quattro atti, alla Scala marzo 842, ispirata a cattività, del popolo di Giuda, e pretesa imperatore, di esser venerato, come divinità, Nabucco a culmine potenza, governa 43 anni, sconfisse esercito egiziano, alla Battaglia di Karkemish, sottraendo ai Faraoni, il predominio terrasanta, cuore di Ottomania; dopo la battaglia, muor suo padre Nabupolassar, Nabucco zar ritorna, prende corona a Babilonia, nei primi dieci anni, fà spietate campagne, raccogliendo bottino, che usò coi tributi, di popoli sottomessi, a finanziare architetture, di poderose città. Nabucco in scena ottava, è chiamato stolto ed empio, da Gran Sacerdote di Bel, e da Zaccaria sommo ai Yudei, poichè Nabucco pretende, che sua figlia Fenena, convertita ad ebraismo, e innamorata di Ismaele, adori la sua statua, ma è fulminato e reso pazzo, dal dio vivente YHWH. Nabucco zar col suo editto, impone a sudditi adorare, se stesso come dio, ma tra i Yudei fedeli a Xristo, pur se molti obbediscono, per salvarsi la vita, tre coraggiosi tenaci, rifiutano eseguire, ecco allora i delatori, pronti a spiare al re, mala razza che attraversa, tutta la Storia Sacra, fino dai primordi. I tre amici di Daniele, Sadràch Mesàch e Abdènego, obiettori di coscienza, sono il popolo Yuda, costretto a scegliere tra morte, o fedeltà ad una legge, un esempio da imitare, come i martiri di sempre, risposero al re: sappi che il nostro Dio, può liberarci da fornace, e in ogni caso mai avrai, nostra totale obbedienza, abbiamo divieto di adorare, statua d'oro che hai eretto. Nabucco, acceso d'ira, e con aspetto minaccioso, ordinò nella fornace, aumentar fuoco sette volte, comandò legare i tre, gettarli in fuoco acceso, con mantelli e calzari, turbanti e loro abiti, come martiri cristiani, i sette fratelli Maccabei, passeggiano tra fiamme, lodando Iddio Gesù, Azaria in mezzo al fuoco, prega il cantico continuo, benedetto Signore Dio, degno di lode è tuo nome, glorioso a noi per sempre, Tu sei giusto in ciò che hai fatto, le tue opere son vere, giusti i tuoi giudizi, che su di noi e su Yoros, hai fatto ricadere, con verità e giustizia, hai purgato nos peccati, abbiamo agito da iniqui, allontanandoci da te, ci hai dato al peggior re, empio iniquo e malvagio. Lode e onore a te Signore, confessiamo nos peccati, finisce il Regno Giuda, con distruzione Tempio, abbiam fiducia in Te, abbandonando ribellioni, che abbiamo fatto nel passato, e provocarono tua ira, certi del tuo potere, superiore ad ogni re, attendiamo il tuo perdono, ci pentiamo di stoltezza, tua clemenza è grandezza, misericordia benevolenza, salvaci o Signore, reca gloria nel tuo nome, a quanti sono in confusione, e fanno il male a slavi buoni, sian coperti di vergogna, con tutta lor potenza, sia infranta loro forza, a saper che sei il Signore, Dio glorioso in tutta terra! Così angelo Signore, scese dentro la fornace, soffia un vento di rugiada, allontana fuoco fiamme, di bitume umido naphta, parola greca per petrolio, latino nefti cioè Nettuno, persiano e arabo naft: Neemia rimanda al re, i discendenti sacerdoti, che nascosero il fuoco, del petrolio sotto il sole, brucia rapido qual stoppa, e nessuno spegne pozzo, pece ardente di Isaia, che divien polvere zolfo, nel giardino ventilato, all'interno di fornace; canto esplode nuovamente, da bocche dei tre Yudi, inni al Cantico Creature, scritti in salmi Scritture, per lettori di ogni tempo, fin le lodi san Francesco, e nel responso della Messa, lunga litania al Signore, in 39 benedizioni, intero cosmo vien citato, fino agli uomini più bassi, invitati a render gloria, all'Altissimo con canti, all'unisono una voce. Benedetto Dio dei padri, lode e gloria nel Tuo nome, nel Tuo Tempio santo e degno, di esser trono del tuo regno, siedi in mezzo ai cherubini, tuoi custodi lì a pregare, e il tuo sguardo penetrante, oltre secoli ed abissi, benedetto è il firmamento, che riflette la Tua gloria, come Arca di Alleanza, pose a oriente Eden giardino, con la spada folgorante, a custodire Albero vita. Tempio in scala riproduce, Tempio Celeste sorvegliato, da angeli alla guardia, nel coro universale, dimora che Egli ha scelto, sulla Terra suo Santuario, Iddio domina sul cosmo, di abissi oscuri caos, al cielo luce firma, e la terra che sta in mezzo, ai due estremi confini, di settentrione e meridionale, tra la cupola trasparente, che separa acque inferiori, dalle acque superiori, oceano stelle dal terrestre, prima realtà a esser creata, dopo la luce di empireo; nella Genesi Dio fece, il firmamento a separare, le acque dalle acque, quelle in alto chiamò cielo, quelle in basso chiamò terra, e fu sera e fu mattina, secondo giorno Eptamerone. Iddio separa acque inferiori, mari laghi fiumi abissi, da quelle azzurre superiori, aprendo in mezzo spazio vuoto, che il terzo giorno è Terra asciutta. |Nabucodònosor fece un sogno, secondo anno del regno, suo animo agitato, chiama maghi e incantatori, astrologi caldei, a spiegar significato. Re disse ai caldei, ecco mia decisione, ditemi il sogno, e la sua spiegazione, riceverete onori e doni, ma se sogno resta oscuro, sarete fatti a pezzi, assieme a vostre case, niente risposte voglio, che siano astute e false. Risposero i caldei: nessuno al mondo riesce, a soddisfar richiesta, poichè pur indovino, non sa scoprire un sogno, solo gli dei potranno. Il Re acceso di furore, ordinò sian messi a morte, tutti i saggi a Babilonia, pur Daniele e compagni, ricercati per la pena. Daniele con prudenza, parlò ad Ariòch capo di guardie, che doveva esser il boia, di introdurlo presso il re, a chiedere del tempo, così che posso dar responso, dopo aver pregato in sogno. Daniele parla coi compagni, chiesero a Dio di tal mistero, per risparmiar la vita gente. Daniele ebbe svelato, il mistero in un suo sogno, benedisse Dio del cielo, che alterna le stagioni, depone e innalza i re, dà sapienza ai saggi, svela cose occulte, presso di lui è luce. Dio dei miei padri, Gloria e lode a te, mi hai concesso sapienza, sulla richiesta del re. Ariòch lo conduce al re, per chiarirà quel sogno. Re Nabucco disse, tu sei Baltazzàr, puoi rivelarmi il sogno, e darne spiegazione? Daniele avanti al re, narra allora il sogno, riguarda fin dei giorni: ecco una statua enorme, si erge avanti a te, con testa di oro puro, petto e braccia argento, ventre e cosce in bronzo, gambe in ferro e i piedi, ferro miste a creta; mentre la guardavi, una pietra si staccò, non per mano d'uomo, dal monte scese giù, andò a batter contro statua, i suoi piedi frantumò, seguirono anche il ferro, bronzo argento e oro, poi divenner pula, su aie della estate, li porta il vento via, senza lasciar traccia, mentre il masso crebbe, divenne una montagna, che riempì la regione. Ho terminato il sogno, ecco la spiegazione, tu sei re dei re, a te Dio ha concesso il regno, potenza forza e gloria, dominio sui figli d'uomo, su animali ed uccelli, tu li domini tutti, poichè sei la testa oro. Dopo di te sorgerà, un altro regno inferiore, poi un terzo di bronzo, che domina la terra, poi un quarto regno, sarà duro come il ferro, che tutto frantuma, ma come tu hai visto, i piedi e dita statua, argilla e ferro miste, cioè il regno sarà diviso, pur se amalgamato, una parte sarà forte, l'altra sarà fragile, uniti solamente, per via di matrimoni, ma mai diventeranno, una cosa sola unita. Al tempo di quei re, Dio cielo farà nato, un regno mai distrutto, che durerà per sempre, stritolerà e annienterà, tutti gli altri regni, e mai sarà trasmesso, ad altra linea sangue. Nabucodònosor allora, piegò la faccia a terra, prostrò avanti a Daniele, ordinò gli incensi e disse: il vostro Dio governa tutto, è Signore dei re, rivelatore dei misteri, ha permesso a te svelare, ecco a te regali, governatore tu sarai, di tutta Babilonia, in capo a tutti i saggi. Daniele chiese al re, di ammettere a corte, anche i tre amici. |Nabucco ebbe un secondo sogno, su Albero Cosmico, fece un decretoa convocare, tutti i saggi a interpetare, vennero astrologi e maghi, caldei e indovini, ma nessuno seppe dare, la giusta spiegazione, infine và Daniele, chiamato Baltazar, nome che vuol dire, in lui è spirito dei santi, il Re gli narra il sogno, ovvero le visioni, stavolta non richiede, portar sogno a coscienza, Daniele oniromante, è come suo antenato, Giuseppe figlio di Giacobbe, interprete di sogni, del Faraone primo, è arca che ospitava, lo spirito dei santi, cioè spirito di Dio, eletto suo ministro, che ordina a ogni uomo, e solo per il trono, sarò più alto a te. Daniele scrive nome, Nabucco Baldassarre, in Vangelo Armeno infanzia, doppia il Re magio, regnante in Babilonia, proviene da Oriente, nel vangelo di Matteo, con Gaspare e Melchiorre, regina madre luce. |Daniele capitolo quinto, narra ultima notte, del regno Baldassarre, nella festa religiosa, dopo aver bevuto, comanda i vasi d'oro, che Nabucco suo padre, avea preso dal tempio, per bere dentro essi, con mogli e concubine; portati i vasi d'oro, vi bevvero il vino, lodando oro argento, bronzo ferro e pietra, apparvero le dita, di una mano d'uomo, scr librobibbia_daniele_1h-53m.mp3
lume198-Daniele alla corte di Babilonia, porta il dono oniromante: ascolta i sogni del sovrano, e trasforma immagini in coscienza. Re Nabucodonosor aveva, maghi, astrologi e indovini, vien di formule e spiegazioni, ma falliscono a interpretare, il sogno avuto dal regale. Daniele invece entra in silenzio, prega e ascolta il simbolo, senza forzare nulla. Il sogno della grande statua dai piedi fragili, diventa una rivelazione, sulla precarietà dei regni umani: oro, argento, bronzo, ferro e argilla, poteri che sembrano eterni, ma hanno base instabile. Il sogno insegna che ciò che appare grande all'esterno, può essere fragile dentro. Nabucodonosor sogna l'albero cosmico, che raggiunge il cielo e nutre tutte le creature. Daniele comprende che quell'albero, è l'immagine dell'anima del re: quando il potere dimentica il limite, l'uomo perde il proprio centro, e deve ritrovare la propria umanità. Daniele legge anche i sogni nascosti nella realtà quotidiana, quando Susanna viene accusata ingiustamente, dai due giudici corrotti, Daniele smaschera la falsità, nascosta sotto apparenza autorevole. Come quando legge i sogni, separa il vero dal falso, interroga i testimoni separatamente, e scopre la contraddizione; Susanna viene salvata perché qualcuno, ha saputo ascoltare tra le righe. Daniele, studiato anche da Jung, mostra che il vero oniromante, è anche interprete della realtà: sa vedere ciò che gli altri rimuovono. Nabucodonosor deve regredire, dalla superbia del re assoluto alla condizione umana. Baldassarre deve scoprire che, il potere senza misura viene pesato e giudicato. Susanna rappresenta il rischio di una società che regredisce, quando la legge viene piegata al desiderio. Il sogno viene a mostrare il punto in cui la coscienza deve cambiare.

216:sogni64-lume216 |L'OMBRA: Assassino represso, primitivo e impersonale (ciascuno muore per mano di qualcosa che sfugge al suo controllo; ciò che fa paura è il terrore di morire quando questo sia ancora evitabile; assassinare qualcuno significa sottrargli anni preziosi e impedirgli di seguire il processo di realizzazione: bada a non essere l'assassino del tuo potenziale migliore, usa ciò che più ti spaventa per scoprire ciò che fai per sconfiggere te stesso). Vittima sconfitta (il viso del rifiuto reclama di essere amato. Noi rifiutiamo solo noi stessi, nessuno può rifiutarci benché possa dirci di No; per evitare di perdere, perdiamo; per sfuggire la punizione ci puniamo; per impedirci di vincere sconfiggiamo noi stessi; per suscitare il rifiuto agiamo indegnamente. La chiave per cambiare è mostrare direttamente la nostra vulnerabilità, invece di far soffrire gli altri con le nostre tattiche accusatorie: tuo compito p manifestare le tue paure e i tuoi sentimenti facendo scelte concrete per cambiarli). Avversario che ti minaccia con grandi occhi e bocca piccola (siamo maggiormente avversati quando, fermi sulle nostre posizioni, rifiutiamo di aprirci; i nostri avversari vengono solo quando sono chiamati, possiamo non desiderarli, ma il nostro rifiuto è di una parte di noi stessi che condanniamo o evitiamo: usa il num per distruggere ciò che deve finire. Tuo compito è opporti a cuore perseguendo i tuoi scopi e i comportamenti da essi evocati). Sciocco astuto e istintivo (il suo viso distorto ti fa ridere o guardare altrove (siamo continuamente gabbati dalla nostra innocenza e incoscienza; abbiamo bisogno che i nostri raggiratori ridimensionino la nostra presunzione: smetti di identificarti con false chimere e falsi ideali, in modo da poter affrontare la realtà; ridi e aggiusta le cose per non piangere quan le cose vanno storte. Tuo compito è infrangere la tua abituale visione delle cose per guardarle sotto una luce diversa). |Parlare a tempo è arte di parlare, in bocca chiusa non entrano mosche.| Il Tabacco selvatico, Mapacho, cresce in luoghi abbandonati, ama il sole, fiorisce da giugno a ottobre e produce semi densi di nicotina. Tutte le parti della pianta contengono sostanze attive: foglie medicinali per dolori, spasmi o punture, macerati e infusi, e un potente narcotico stimolante e sedativo. Gli Aztechi, Yanomami e altri popoli nativi lo usano in rituali e cerimonie: aspirano il fumo per guarigione, meditazione o comunione spirituale. Il fumo e il mastico servono a lenire il corpo, stimolare la mente e favorire l’armonia sociale. Mapacho attraversa il mondo: Europa, India, Cina, Giappone e Americhe, portato da esploratori e ambasciatori, associato a devozione, pace e protezione. In alcune culture è simbolo di dono, alleanza e guarigione. L’uso prolungato comporta rischi: irritazioni, ansia, disturbi cardiaci, dipendenza. Ma a dosi limitate, rispettando la misura, è un balsamo per nervi e memoria. Pituri australiano funziona similmente: rituale, sociale, misurato.# TABACCO selvatico, Azteco |Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Semina da marzo, in serra poi vaso terra, tutte parti han nicotina, narcotico forte, foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatici e dermatiti; nicotina è concentrata, ideale insetticida, macera le foglie, a bagno 10 giorni, 1kg pianta in 10L, se secche fà infuso, efficaci per un anno; polvere di foglie, per fiuto o masticazio, accumula sali, nutrienti per il suolo, Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma. Tabacco + Cenere, provoca PH basico, nel cavo orale, va placca ritardare, nel fumo pur presenti, carboline MAO inibenti, accumulo permette, serotonina umana, o tripta sanpedro, mentre nicotina, stimola e deprime, attività nervosa, alternativamente. Pagè Yanomami, aspirano suo fumo, e usano infuso, per cura isteria, applicano foglia, su pancia paziente, ascoltano gorgogli. Yanomami avi, masticavan thara-thara, foglia che ubriaca, a tutti non andava, piange Hasoriwe, che mastica con doglia, commosso Tomiriwe, dona un altra foglia. Hasoriwe riceve, semi avvolti in foglia, li mise nella pigna, ascolta come usarli, pulisci del terreno, brucia local sterpi, sopra i semi soffia, canto tonsigen, coprili con terra, plantula trapianta, coprila con foglie, Sol cosi non brucia, aspetta gran fogliare, staccale dal nervo, sopra Iwari fuoco, appese fai seccare. TABACCO dura a lungo, quando voglia tieni, macera due foglie, in acqua con cenere, rotola tra gengive, mastica forze vive. Hasoriwe fece salti, tanto fu il piacere, andò nella foresta, divenne cuki-cuki, anche Tomiriwe, muta nella selva, e diventa Raganella. Yanomami oggi, coltivano Tabacco, invocan Tomiriwe, se vedon piove poco, finchè fecondi i semi, e possa tabaccare, raccolto abbondare. Semi Tabacco, un esploratore porta, ad ambasciatore Francia, Giovanni Nicot, lui vive a Lisbona, li semina intorno, il fumo cura mali, corti vecchio mondo; al fumo del tabacco, associano idee, di religione e devozione, tra popoli nativi, pianta rivela e vola, con navi di ambasciate. Cosimo de Medici, la coltiva a Firenze, con limoni e patate, la fuma nei convita, il fumo nicoziana, al cuore dà calore, in palazzi o capanne, sa lenir dolore; Tabako è pipa Haiti, |calumet dei Lakota, la pianta è Cohiba, Sairi nel Perù, in Messico è yetla. Raseno narra islami storia, un giorno |Maometto, va deserto inverno, incontrò vipera gelata, ebbe compassione, al suo vestito scalda, ma questa morde e salta. Maometto nel dolore, evita rancore, non vuole sua morte, veleni sugge fuori, sputa giù a terra, tabacco ne nasce, miracolo che purga, contrasto tra 2 razze. Tabacco giunge a Giava, India e Malesia, Cina e Giappone, con navi e carovane, Siberia Africa Australe, ocean di nicoziane; ne mastican bambini, |Tciukci siberiani, lentamen la cicca, spazzolan i denti, lo fumano donne, con molta voluttà, nomadi fan fiuto, pipa della pace: entra portatore, in circolo accende, al sole la volge, e al capo la tende, con caminetto in mani, dopo + fumate, a ospite la porge, sugella patti e pace. Tabacco anti-scorbuto, dilaga tra le navi, equipaggi e soldati, la cercano in empori, novizio tiene nausea, freddo pallore, ai muscoli vertigi, diarrea e vomitone, piano si avvezza, a tale veleno, fin sopor ebbrezza; suo uso prolungato, produce dispepsia, grosso e rosso naso, con anoressìa, ogni nuova gioia, è pure nuovo vizio, sorgente di guai, se manca la misura. Tabacco nervoso, ansia o timidezza, terrore da visioni, fotofobia visiva, delirio alcuni casi, visioni animali, sepolte antiche fasi. Nicotismo continuato, irrita mucose, pur se fumatore, conforto ha nel dolore, e sente meno azione, di chi mai la fuma: orina con sudore, fenomen secondari, nati da un aumento, pression arteri vasi, tabacco a basse dosi, stimol nervo vago, contrazio muscolari, a stomaco e invaso; veleno nicotina, è cardiaco vascolare, come Belladonna, su cuore vasi sale, Nicotismo acuto, paralizza cuor respiro, palpitazion dispnea, angina croni abuso, produce alienazione, soffre evacuazione, respiro e glossite, dolor addominale, corizza e catarro, o asma bronchiale, pelle fa gialla, foruncoli eruzioni, su gambe anestesia, convulsi movimenti, vertigini elevate, angoscia maniacale; se limiti ti poni, sapiente consumo, balsamo ai nervi, moneta scambi curo. |PITURI solanacea, Duboisia hopwoodi, tabacco australiano, viene masticata, foglie polverizzate, mischiate ad acacia, è come nicoziana: sue foglie mescolate, con ceneri alcaline, di piante calcinate, fan bolo rituale, passato bocca in bocca, a gerarchia aborigena, a riposo vien posto, dietro lobo orecchio, pelle pure assorbe, vien modo salutarsi, due amici in incontro, prendon 2 boli, scambio è masticarli, pur poco tempo, poi riconsegnati. 
lume216-|TABACCO selvatico, Azteco Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Foglia alleata ambigua, tien misura e veleno, in impasti infusi e cerimonie, dove il corpo ne scambia, stimolo e anestesia, e sopravvivenza rituale; nel mito Yanomami, è usato per guarire, vedere e stabilire, alleanze invisibili, fumare in comunione, tra spiriti e comunità, tra corpo e visione, la soglia è sempre mobile, ma fuor di cerimonia, il limite è il dosaggio. Respiro nicoziano, oscilla stimolo e quiete, nel corpo il fumo entra, come spirito vegetale, lascia emergere altro spazio, in cui dissolve identità, attraversa nervi e respiro, tra guarigione e dipendenza, ogni inalazione pare un patto, tra varie identità. Seminata da marzo, in Puglia fino in Cina, ha foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatismi e dermatiti, nicotina in tutte parti: macera foglie insetticida, foglie secche in infuso, efficaci per un anno, a bagno 10 giorni, 1kg a pianta in 10L, nicotina concentrata. Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma, assieme con la |Cenere, produce |PH-basico in bocca, che ritarda la placca, e inibisce pure MAO, a favorir serotonina, mentre sul nervoso, nicotina stimola e deprime, alternativamente.

230:sogni19-lume230 CINGERE: significa racchiudere tutto ciò che la vita offre, poichè c'è un centro, esiste qualcosa che lo racchiude. In una Grotta una donna culla un recipiente sacro. |cingere, è ogni volta che siamo circondati da qualcosa, siamo posti accanto al centro per tornare in noi stessi. Perchè fuggire da qualcosa che ti fa concentrare maggiormente su te stesso? Fai parte del vaso della vita, smetti di fuggire e accetta la realtà come ti si presenta, questo è il luogo conosciuto del possibile, arena nel quale vivere. Tuo compito è affrontare tutte quelle cose che vorrebbero allontanarti dal tuo centro. Ti sei impegnato ad essere qui e non altrove? IMG8: Luminarie gravitano attorno al sole (ogni cosa nel cosmo gravita attorno ad un altra: segui ciò verso cui ti senti naturalmente attratto). Il Serpente si avvolge attorno alla sua preda (l'efficacia dei circoli a volte distrugge la libertà: fuggi dai circoli così come entri a farvi parte). Incappucciata: il sognante si cela sotto i veli del suo essere (può aver più valore ciò che è tenuto nascosto di ciò che viene rivelato: dì No agli altri in modo che tu possa dire Si a te stesso). Il sognante reca una bella Borsa (noi viviamo il principio, non la cosa in se stessa: riconsidera la identità riconosciuta agli oggetti, resta col fuoco dell'inizio). |Vagina: un prof spiega l'apparato riproduttivo femminile (traducendolo in azione attribuiamo significato al simbolo: traete energia dai genitali, e procreate, nel corpo p nell'anima). Cavallo corre libero nel suo recinto circolare (la vera libertà consiste nel sapersi imporre delle limitazioni: impegnanti a non sfuggire ciò che stai facendo). Luna piena illumina il paesaggio (l'oscurità racchiude la luce o la luce rivela l'oscurità? Nella tua ricerca della totalità includi sia il lato positivo sia quello negativo). Lo stregone donna indossa una Collana (ciò che sembra manifesto evoca un più grande |mistero: abituati a rivelare agli altri le tue intuizioni). La |pazienza è la virtù di asini e santi| Nel suo viaggio in Thailandia, Sesto visita l'etnia Hmong, legata al buddismo Theravāda e a culti sincretici di spiriti e divinità come Hanuman e Ganesha. Durante il Capodanno Hmong (tra gennaio e febbraio), si offrono cibi agli spiriti e si sospendono i lavori per rispettare il mondo invisibile. A Lopburi, durante una cerimonia di trance, Ganesha si manifesta in un corpo umano, mentre curandere (Mor Tam Yae) e guaritori (Mor Po, Mo Pa) operano con erbe, mantra e riti sciamanici. I tessuti Paj ntaub raccontano la storia degli Hmong/Miao, migrati dalla Cina dopo guerre e persecuzioni. Coltivarono a lungo oppio come medicina e moneta di scambio; oggi molti vivono tra monti del Laos e pianure Sichuan, resistendo alla perdita culturale. Le loro case in bambù, sopraelevate, ospitano uomini e animali, riflettendo un'economia agricola e rituale. I miti narrano di Guanyin (dea della compassione), di Miao Shan, donna tigre salvata dalla decapitazione e trasformata in bodhisattva, e di Chen Jinggu, guaritrice che danza la pioggia e protegge i malati. In queste leggende il femminile incarna potere, cura e mediazione tra spiriti e umani. Gli sciamani Neng mantengono equilibrio fra vivi e avi, curano depressione e perdita d’anima attraverso fili, sonagli e trance. Nei rituali, come il richiamo dell’anima, l’offerta di un pollo ristabilisce il legame vitale. Shi Yi fu primo Neng, unisce canto, danza e simboli in un viaggio estatico verso il mondo degli spiriti, dove ogni malattia è storia e guarigione significa riconciliare anima, corpo e antenati.# |Sesto-in-Tailandia, scopre etnia Hmong, al Wat Ta-Kung-Loa, festa PhraPrang, SamYod cerimonia. Hanuman e Ganesha, festa a Novembre, al tempio |Theravada, invitano selve, Hanuman dio-Scimmia, amico Kande Yaka, vive in sincresi, buddismo theravada. Primo giorno anno, dopo luna nuova, tra 21 gennaio, e 20 febbraio, galline e maiali, carni a capodanno, settimana festa, canti balli offerte, cibi agli spiri, hmong critiche astiene, a lavoro e affari, pausa ad animali, come vuol Kab yeeb. |Guayin fiore papagno, dottora antidolore, aiuta cerimonia, anno in transizione. Mondo umani e spiri, rivelato da Guayin, dea di compassione, i credenti cantan nome, sutra appropriati, a ottenere suoi doni. Lopburi città, nel tempio di scimmie, luogo Tailandia, di guarigion insigne, segnalano stanotte, l'arrivo degli eroi, Spiriti del posto, discendono nei cuori: ho visto in un fedele, gesta di re Rama, col sigaro tabacco, rhum ingurgitava, Rama ha preso corpo, di un imprenditore, suonano dei gong, e arrivano 3 donne, fanno le danze, ornate in kratom foglie. Orchestre percussioni, stimolano trance, accendono candele, più occhi van rotare, un abate scioglie liti, con acqua resa santa, altre ne previene, con preghiere mantra. Ganesha discende, a corpo d'un kathoey, abate poi lo chiama, insegnar la folla, invita guaritori, con balsamo e pugnali, curare mal di schiena, assiem altri mali. |Curandere in Tailandia, dette Mor Tam Yae, levatrici campagna, offron cure di erbe, Mor Po medium capaci, contatti Lersi Loa, Mor Mud dottor villaggi, MoPa soffia ossa. Disegni pai ntaub, su tessuti alla parete, rivelano storia, di popolo |HMONG/MIAO 苗, che giunto nella Cina, ferma migrazione. Durante loro fuga, perser libri annali, in acque Fiume Giallo, rimasero i salmi, che narrano il regno, nella età d'oro, assieme proverbi, c'è sempre 1 monte nuovo. Cina 881, Miao migra in Indocina, colonia poi francese, oppio sconfina, moneta per pagare, tasse al governo, cibi stoffe attrezzi, Sale un anno intero, se coltivano papagno, a scopi medicina, anziano fuma oppio, pace a fine vita. Euforia fa vergogna, ai giovan dipendenti, ricordo di abusi, in colonie prepotenti, Sale necessario, scambiato coi raccolti, di riso e di oppio, in francesi monopoli, prezzo alto produce, contrabbandi rivolte, dopo 881, soppressione e lotte. Hmong lingua musicale, musica è lingua, con cetra e con flauto, cantano poesia, x accogliere ospiti, e nei riti funerari, quando uno muore, anima torni dagli avi, segue ogni luogo, che persona ha vissuto, fin raggiungere casa, di placenta sepoltura, cosi anima riveste, con giacca placenta, sa riunirsi ad avi, oppur va reincarnare, indossa abiti clan, la fa identificare, nel gruppo clan, 3 giorni un funerale, membri di famiglia, sacrifica animale, pollo/anatra li guida, con musica viva. Chiamati Meo o Miao, allevano polli, maiali e cavallo, Riso cibo base, di umani e animali, stimola cultura, di feste e rituali. Oppio coltivato, reddito e medicina, antidolore a mali, contrasto a diarrea, donato agli anziani, in anni del ritiro, o a sfuggire povertà, mitigare destino. Miao dello Hunan, allevan bachi seta, producono mattoni, a guadagnar moneta, loro autogoverno, coltivano in loco, curan nostalgia, resistono a migrare. Paesi non recinti, casa 10x10, 2 metri sopra suolo, supporti con bambù, tetti pareti pavimenti, intrecciati pur, tetto paglia raffredda, durante l'arsur. Una camera da letto, un soggiorno esterno, con camino cucina, animali sotto casa, ma molte famiglie, spostate in pianura, senza status/lavoro, scopron disistima, vita su altopiani, caccia e slash-&-burn, fè autosufficienti, ora braccianti, x altri e non se stessi. I vicini eran di aiuti, ora concorrenti, ha costo reinsediarsi, senza i terreni, serve cibo e casa, lavoro e social reti. |Tartaria-bandiera, drago a nastro d'oro, su bandiera Bhutan, tiene tal ricordo, fortezze forma stella, distrutte bruciate, su mappe resta il nome, Tobolsk capitale. Enciclopedia americana, pubblica 865, Tartaria federale, muraglie cinesi, son Hmong confini, i forti guardan sud, oltre gesuiti. Edimburgo 771, Tartaria impero, cita Marco Polo, e Turandot Puccini, epopea dei Miao, narra vecchia patria, ghiacci neve a nord, siberia luce taiga, in Cina fan guerra, due fazion contrarie, unite a clan Hmong, provincie centrali, Hunan Hubei Henan, loro regno fiorisce, 100 anni e più, ornamenti e danze ricche. Miao re venne ucciso, famil massacrata, il regno distrutto, hmong in ritirata, fuggono montagne, di Yunnan Sichuan, loro discendenti, vivono ancor la. Hmong nel regno Chu, in loro storie scritte, ricordano guerre, tra regno dei Hmong, e conquistatori Han, una leggenda narra: |MiaoShan-donna-tigre, devota ragazza, rifiuta sposarsi, subisce punizioni, decapitan in piazza, scure cade al collo, ma tigre la salva, divien Guayin bodhisattva; esilia su vette, aiuta il sofferente, santuario Monte Lu, guaritrici attente, addestra + sorelle, a usare la spada, forma 1 orda sua, sorellanza guidata, con erbe e talismani, qigong animali, accede in grotta, a mondi sotterranei. |Xi-Wangmu tigre, ha capelli selvaggi, eccelle nel soffio, suoni prolungati, fuoriesce da gola, dei saggi wu-wang, immortali damisti, curandero a icarar. Signora Linshui, sia Dea di Fuzhou, figlia a Guayin, chiamata Chen Jingu, parla appena nata, è serpente bianca, divenne samana, e pioggia causava, richiama + spiri, e demoni disperde, fa cerimonie cura, persone con febbre, bruciatur fratture, paralisi malesser, Jinggu suo clan, dai demoni protesse. Wangmu donna-tigre, Jiang Hupo del sud, ne condivise letto, in visita a Qi Shan, crea unione di 2 scuole, daoismo e tantra. Chen lascia tempio, decide partorire, vaga qua e la, e trova 24 passi infine, trova Serpente bianco, futuro suo sposo, 1 figlio concepisce, comincia il riposo, ritiro permette, accumular sua essenza, la forzano eventi, riprendere sua lotta; 1 forte siccità, causa sofferenze in Min, Re chiama wu daoisti, x pioggia fluir, ma fallimento rischia, rogo punitivo, Jingu fu pregata, di aiutarli alfino, debole seppure, accetta sfida immane, sua ma fa silenzio, durante sua trance; evita parlare, sua forza preservare, Chen ritira camera, inizia a partorire, depone bimbo in cesto, fiume fa fluire, usa 8 trigrammi, incanta vaso in tigre, corda in serpente, danza pioggia infine. Fa danza pioggia, ma sua madre ingannata, feto-verbo vuole, incantesimo rotto, bimbo ingoiato, poema Hong-lou-meng, segue racconto. Un canto Miao racconta, un orfano discriminato, vuol esser un uomo, lavora giorno e notte, con perseveranza, fonda suo villaggio. Dopo transumanza, guida Hmong/Miao, lungo Via di Seta, tra Sichuan e Hunan, cuore orda pezzata, nasce tempio Shaolin, lo fonda Bodhidharma, Damo in mandarin. Damo segue Kumarjiva, un monaco mogul, su richiesta sovrano, di orda pezzata, medita 9 anni, e scrive libro Dao, strada buddismo Chan, nipponico Zen.| Neng van cercando, nel rito del richiamo, dea Guanyin Maria, ricever sue clemenze, indossano costume, bello e colorato, come nelle feste, nuovo Anno capodanno. Ridono i bambini, a madre Dab Pog, balbettano lingua, che Lei riconosce, parlano con Lei, che li porta ai genitori, Guanyin donatrice, guardiana di + doni. Curandera in trance, invoca Guanyin, chiede mostrarle, la Via di Kab yeeb, a condur anime morti, ai paesi antenati, o accogliere bimbi, in cambio doni dati. |Kaying porta/manda, bimbi ai genitori, Neng negozia e offre, un pollo per bambino, ma se i genitori, trattan male i bimbi, Guanyin se li riprende, oltre i confini. Dea Fertilità, vecchio spirito Dab Pog, dentro le fiabe, è bella e spaventosa, vecchia o strega che, aiuta slash-e-burn, ed educa i bambini. Guayin ha una bottiglia, acqua amore cura, per bimbi e malati, fertilità e protezion, diviene in mahayana, bodisattva 观音KuanShi, mentre in theravada, regina coppie spir. Anziani Hmong in Usa, perdono autostima, allora serve rito, a preservar sapienza, |Neng-sciamano spiri, cerca causa malattia, isola o separa, depressione o morte, usa riti cura, richiama anima corpo. Se anime dei vivi, possono ammalarsi, fegato danneggia, è anima perduta, o perdita di casa, o esilio anziani, nostalgia di terra, o loro cultura; quando ciò accade, malato cerca Neng, a eseguire riti, di cura con avi, rimuove sensi colpa, e lenisce sofferenza. Famiglia del malato, oracolo consulta, per causa trovare, cibo o qi erborista, massaggia agopuntore, ossa rotte o canali, ripristina armonia, di anima con gli avi. Thao dai monti Laos, ammala depressione, suo zio è Neng, fa rito guarigione, un anima del nipote, scopre fu smarrita, lavora zio Neng, riunir l'anima invita; durante cerimonia, lega fili ai polsi, l'anima assicura, bene ai loro corpi, lotta la famiglia, bilancia 2 culture, famiglie d'immigrati, vivono tensione, lotte a mantenere, anzian generazioni, alienate da case, vivon depressione. Thao coi suoi riti, cura senza sosta, con velo nero danza, sopra legno apposta, lui freme e canta, in estasi sua trance, traccia la storia, suo clan entro l'Asia, età d'oro Hmong, a moderno suo vissuto, usa un Paj-ntaub, itinerario su tessuto, narra racconto, istruisce e diverte, trasmette credenze. Shi Yi loro avo, primo medium Neng, invoca tutti numi, col suo cavallo alato, a salire al cielo, muta in formica rossa, morde malevol neeb, e diviene primo Neng: armonizza realtà, ogni simbolo e credenza, 1 malattia 1 storia, di anima che muta, salute è baratto, scambio interattivo, offre pollo a spiro. Riti di passaggio, della vita hmong, battesimo rito, dà 1 anima a neonato, rito di nozze, e rito nuovo padre, rito funerale, passaggio finale. Shi Yi guaritore, sciamano precursore, in storie dei Miao, subì un imboscata, lui prova + difese, prima fuggir via, come formica rossa, muta desideri, vola come il vento, storna mali neeb, guarisce i malati, risuscita i morti, con sciabola e gong, su panca di legno, mima cavallo alato, 1 corno bufalo, pur gettato al suolo, a veder sentiero, dove anima è andata, Neng raggiunge trance, maschera usata; nel tempo che salta, su panca-cavallo, lo aiutano assistenti, ben a bilanciare, se uno sciamano cade, prima del ritorno, potrebbe morire, cosi lega fili al polso, corde bianche e rosse, nere/blu in aiuto, a proteggere persona, da spiriti maligni, anello di sonaglio, come arma da guerra, vibra a far sapere, lo spirito che atterra. Altare di Shi Yi, grotta con candele, mitico reame, innesca viaggio trance, oppio può usare, se ha necessità. Neng aiutato, fa ripetitivi moti, tiene velo in viso, sonaglio nella mano, tazza papagno, incenso su altare, la strada per Shi Yi, fa medicin trovare. Inizia a galoppare, Neng sul cavallo, mentre esamina motivi, di cause malattie, canta ad alta voce, a spiri ed avi hmong, apre i negoziati, a trovar anima persa: se lotta con |Yama, getta corna e dadi, vede anima tornata, allor tutti parenti, legan lacci ai polsi, fissan braccialetti, anime ai lor corpi. se lui sente gallo, sa la strada giusta, a trovare antenati, il gallo lo aiuta, se arriva a cielo giusto, suo gallo canta, inizia capodanno, prima luna grassa. Aria attorno Sesto, densa dell'incenso, gong viene suonato, sonaglio tintinnato, sempre + veloce, cavallo neng galoppa, alla grotta di ShiYi, alfine lo porta: io Ti sto chiamando, oh anima di bimbo! ho 1 uovo per te, con riso e pollo invito, Dove sei andato? ogni cosa qui ti aspetta, mediti su un fiore, o partecipi una festa? Sei Tu in Tailandia, Laos o nel cielo, sei andato al Sole, da Luna oppure Stelle? vieni a casa tua, tua madre qui Ti aspetta, vuol crescerti bene, da tal porta tu entra. libro_sunu-fangpishu-jinpingmei.m4a
lume230-Lisa Doris, ispira il Film_The Entity 1981, storia di un trauma che esiste, anche quando non viene creduto. In una Los Angeles notturna, una donna è visitata da un entità senza volto: lascia segni e paura, e silenzi difficili da spiegare. Doris è una madre sola con tre figli. Le aggressioni invisibili, diventano più frequenti, oggetti si muovono e il corpo si ferisce. La donna cerca aiuto nella psichiatria, senza trovare risposte. Poi intervengono i parapsicologi, con telecamere e strumenti di controllo. La scienza osserva, ma il mistero sfugge a ogni spiegazione certa. Così nasce un conflitto, tra fede dubbio e razionalità. In tradizioni spirituali afroamericane, esperienze simili sono lette come possessioni, con funzione terapeutica, dove il dolore non è solo malattia, ma linguaggio dell'invisibile. La comunità intorno tende a ridurre tutto, a disturbi psicologici o suggestioni. Anni dopo un'altra storia, illumina lo stesso conflitto culturale. Anne Fadiman scrive il libro: The Spirit Catches You and You Fall Down, dove la protagonista è Lia Lee, una bambina Hmong negli Stati Uniti, diagnosticata come epilettica dai medici. La sua famiglia interpreta le crisi come 'qaug dab peg', lo spirito che prende il corpo, ma i medici canonici non riescono a comprendere. La comunicazione si spezza, tra protocolli clinici e credenze ancestrali. Per la cultura Hmong, guarire è dialogare con gli spiriti, e ristabilire equilibrio, dove la malattia diventa, possibile chiamata spirituale, o trasformazione interiore. Due storie con stesso enigma: cosa è reale, quando cambia il modo di interpretarlo? Tra scienza e rito, tra corpo e spirito, il dolore assume molte forme di significato, e a volte tale incomprensione è chiamata trauma, dubbio che ciò che non si vede, possa comunque agire, profondamente sulla vita.

245:sogni45-lume245-ORIGINARE: il Sole sorge dietro l'antico tempio. Ciò che nasce spesso emerge da ciò che è crollato: ogni giorno può diventare nuovo quando smettiamo di vivere soltanto nel passato. Cerca la Fonte, il centro capace di unire gli opposti dentro e fuori di te. La scelta giusta può aprire una nuova avventura, ma prima chiediti: qual è la fonte del significato della tua vita e quale impegno ne deriva? Le immagini convergono: lampi agitano il mare primordiale; una macchina fotografica raccoglie l'essenza dell'esperienza; l'alba illumina il mare; una lettera viene letta; due persone comunicano a distanza; il Vagabondo porta un pacchetto inatteso; il Sole illumina i campi di grano; un occhio spalancato osserva ciò che esiste. Tutto ritorna alla stessa soglia: per originare bisogna vedere. Osserva ciò che accade, ascolta ciò che comunichi, riconosci ciò che respingi e cerca nei tuoi stessi contrari il seme del cambiamento. La consapevolezza è la prima radice di ogni nuova forma. Barbanera dice: Chi cerca la fonte, trova la strada.| Gigaro (Arum maculatum), o Gighero, ha radice urticante e velenosa da cruda, ma edule bollita, usata in carestia. Contiene acido ossalico, impiegato in medicina popolare contro vermi, artrosi, tosse, emorroidi e reumatismi. Bacche e radici servono anche per detergere tessuti e candeggiare. Attira e intrappola mosche per l’impollinazione, assorbe zinco e disinquina il suolo. Secondo Ildegarda da Bingen cura polipi, tumori, occhi e dolori; radici e foglie proteggono dai morsi di vipera. Le bacche rosse, belle ma tossiche, intossicano l’uomo ma non i serpenti, che le mangiano senza danno. L'aspide ne tollera il veleno, e la pianta è usata come amuleto protettivo. Associato al mito di Proserpina, ha nomi antichi in greco, latino ed etrusco. Il Taro (Colocasia esculenta), simile al gigaro, è tubero commestibile previa cottura, cibo base in Polinesia e in Africa, usato anche per farina, bio-plastiche e rimedi lenitivi. Aristolochia, fiore simile al gigaro, favorisce parto e placenta, disinfetta e stimola difese immunitarie, ma può danneggiare i reni se abusata. Scilla marittima (cipolla del Faraone) è tossica ma cardiotonica e diuretica; usata come topicida per i topi, trova impiego anche contro asma, bronchiti e aritmie. Il Kwashi (Pancratium triantum), bulbo perenne africano, viene strofinato su ferite rituali, provocando visioni colorate.# GIGARO Arum maculatum, arace famiglia, Plinio scrive bulbo, greco-egizio Aron, calore in fioritura, quando messa in bocca, radice fresca brucia, lingua e gola fuoco, vesciche a soffocare. |Gighero o gigaro, da macula macchia, composto velenoso, è acido ossalico, scompare con cottura, buono da mangiare, in tempo carestia, rizomi bolliti, si mangiano alle mense. Bulbo ha sapor pepe, medicina popolare, tuberi in polvere, contro vermi ed artrosi, buono anti-tosse, contrasta emorroidi, polipi del naso, e dolor reumatismi, strofina bacca mali, cotto e messo in vino. Bianco amido radici, inamida i tessuti, radici foglie fresche, sgrassano bollite, candeggia biancheria, ossalato calcio caustico. Gichero attira mosche, dentro suo fiore, intrappolate al fondo, polline sui peli, costringe a fecondar, le lascia un giorno dopo, disinquina il suolo, assorbe zinco attorno. |Ildegarda Bingen, ricetta dei tedeschi: unguento con il miele, aiuta estrarre feti, mangia polipi e tumori, suo succo cura gli occhi, macchie e offuscamenti, mentre odor radice, aiutano abortire, come 30 semi in acqua-aceto. Succo seme in olio, calma dolori orecchi, foglie sue astringenti, su ferite recenti, radice porta seco, tien vipere lontane, foglie leggenda narra, sfregare tra le mani, se da vipera si è morsi. Frutti arancio-rosso, gradevole sapore, attraggono bambini, ma fermano la dose, x bruciori in bocca, durante masticazio, odore di carogna, renale intossicazio; le bisce mangian bacche, senza subir veleno, il colore delle foglie, ricorda loro pelle, in piena fioritura, emettono calore, frutti a nascita son gialli, maturi viran rossi. Solo aspide ne mangia, velena contro veleno, si annullano gli opposti, oppure sua foglia, quando bruciata odore, fa aspidi fuggire, o li inebria a intorpidire, essi evitan pur chi, è unto ad Aro e olio alloro, utile berlo in vino, contro i loro morsi. Uva di scorsoni, cioè Colubro Esculapio, elaphe lunghissima, innocua biscia nera, erba di Proserpina, in greco draconzio, in gallico è gigarus, gigarum per i rasna, Aron per egizi, iaron gigaron, alla crusca di Firenze. |TARO fior gichero, Colocasia esculenta, pianta grandi foglie, orecchi di Elefante, in Italia venduta, negozi etno alimentar, è radice tapioca, come tubero patata, cibo base Polinesia, coltiva x canoa, scorta cibo semente, con kumara e cocco: la polpa bollita, gustosa a fin cottura, nutre con ferro, radice lessa sbuccia, a mollo o vapore, con cavoli frittura. Polinesia storia, Taro ebbe figlio, deforme che morì, ma sul luogo sepoltura, 1 pianta fiorì, assaggiata dalla Dea, gradevole sapore, Dea rimase incinta, nasce Taro amore. Taro di Nigeria, Ghana Cina Cambogia, Costa Avorio e Papua, vasi appartamento, su rive di laghetti, alza fino un metro, foglia cuoriforme, protegge frutto a gelo; polpa rossa chiara, reca amido farina, bio-plastica e lenitivo, se usa medicina, va bollita prima, cruda appare tossica, causa toccar occhi, irritazione topica. |ARISTOLOCHIA fiore, simile al Gichero, ha giallo cartoccio, mosche in ovario, suoi fiori in bosco, bianchi color rosa, visibili a insetti, che vanno fare posa. genere Aristolochia 马兜铃 ma dou ling ornamentali, include Aris-clematis, che a utero somiglia, usa durante parto, decotto aiuta donne, placenta espelle fatto. Bencao Gangmu cita, 23 specie aristolochia, arum serpentaria, repelle rettili in foga, radici frutti arum debilis, usa in Liaoning, influenze freddori, adattoge preventiva, sua decozione, aumenta celle bianche, disinfetta ferite, mutazioni anticancro, abusata nei Balcani, causa nefropatia, acido tossico tiene, a carico dei reni, ma piccole dosi, ripara geni filamenti. |SCILLA marittima, o Urginea Liliacea, detta bes al Faraoun, cipolla Faraone, cipolla marina, vive bulbo sulle coste, si interra entro sabbia, o fra le rocce: macchia coste emette, pennacchi bianchi, nel vento a fine agosto, fin 2 metri alti, Scilla coltivo vaso, x fiori portamento, addomestica Algeria, da berberi deserto. Scilla alba femmina, rubra sia maschio, fresca appar veleno, per topi irritante, maneggia con guanti, tiene scilliroside, potente topicida, ed emetica alta dose: i topi attirati, da suo aromatico odore, affondano i denti, e giungono a morte, Scilla aiuta diuresi, è de-clorurante, cardiotoni digitale, polmon fluidificante; cura asma cardiaca, aritmia anarchia, bronchite e polmonite, e tachicardia, dispnea edema enfisema, nefrite cronica, fa sinergia col Colchico, e la caffeina: agisce antagonista, di oppiacei aromi, in infuso o vino, 50 gr bulbi macerati, 8 giorni in un litro, 3 cucchiai giorno, inadatta ai reni, o gastroentero sfogo. |KWASHI bulbo perenne, è Pancratium trianto, Kino strofina, su incisioni loro teste, nel Dobe e Botswana, visioni colorate, taglia poggia bulbo, su ferite provocate. |Tothoroju in lingua sarda, suo parente è il |Dragonzio, bulbo rossiccio a forma di serpente, varietà maschile e femminile: applicato ad impiastro, stimola mestruo diuresi e parto; riscalda nei massaggi, con olio su emorroidi, con miele su lentiggini, antidoto ai veleni, applicato ai malati, di pleurite o polmonite; applicato attorno a vulva, aiuta il parto di animali; suo decotto con miele, efficace contro tosse, suo succo sana cancerosi, e i polipi nel naso, in caso pestilenze, è tubero di emergenza, somiglia a Taro e Aristolochia, ma se consumato tanto, reca diarrea e tachicardia, vomito e gastrite, convulsioni fino al coma. Foglie e radici cotte in vino, calmano ulcere e geloni, e conservano alimenti. Acru che totoroju, aspro come gigaro, è detto vin scadente, pianta endemica in Sardegna, Corsica e Baleari, isola Montecristo, apprezzata dai maiali, sapor acro e irritante, molto nutriente per cinghiali; l'olio estratto da radici, applicato sugli occhi, calma lacrimazio, dolore alle orecchie, e contusioni di tonsille. Pan di bisce lingua serpe, erba Saetta erba da piaghe, a primavera era seccata, in sacchetti anti-malocchio, posti nella culla, a proteggere i neonati, mentre sua foglia fresche, calma emicranie sulla fronte, o stesse foglie pestate, sui brufoli applicate, recano brevi veschichette. janas_sardegna.m4a
Lume245-Seba scopre nella terra una pianta antica, il Gigaro, Arum italicum, chiamato pan di bisce, uva dei serpenti, orecchio di prete: una pianta che sembra custodire nella radice la doppia natura della medicina e del veleno. Raseno racconta che gli antichi cercavano nei bulbi, nelle radici e nei decotti una risposta alla sofferenza, ma che ogni rimedio possiede una misura e ogni veleno una soglia. Le tradizioni sarde conservano nomi, usi e racconti legati al Gigaro, al Dragonzio e ad altre piante considerate protettive, medicinali o capaci di allontanare il male. La radice nascosta diventa così immagine della conoscenza: ciò che cura non è sempre ciò che appare in superficie, e ciò che sembra innocuo può nascondere una forza pericolosa. Raseno cita la ricetta di santa Ildegarda (1-2 cucchiaini di radici Gichero essiccate, cotte in litro di vino, filtrato e bevuto con bicchierino da liquore, più volte al giorno), ma avverte che, la sapienza non consiste nel ripetere antiche ricette senza comprenderle: conoscere significa anche sapere quando fermarsi. Questo rimedio è stato infatti usato per 20 anni con successo eccezionale, da medici in Germania, esperti nella medicina naturopatica e ildegardiana, e sebbene pianta è velenosa, la radice essiccata non lo è. Dioscoride ne parla, come radice estiva da essiccare, in vino spento con miele: giova al difficile respiro, catarro e convulsioni, reumatismi e depressione. Seba guarda allora il bulbo, simile a una creatura addormentata nella terra, e comprende che ogni origine contiene possibilità opposte: vita e morte, cura e veleno, memoria e rinascita. Come il Sole che sorge dietro ciò che è crollato, anche l'uomo può ricominciare dalla propria radice. Raseno conclude: cerca la fonte, ma prima impara a riconoscere ciò che scorre dalla fonte. La vera medicina dell'origine è la consapevolezza.

249:sogni49-lume249-CAMBIAMENTO: la trapezista si sgancia per afferrare la presa successiva: temiamo il cambiamento perché ci identifichiamo con l'immagine presente di noi stessi e temiamo ciò che potremmo diventare. Opporsi al mutamento spesso lo rende più violento: partecipa invece al processo, accetta i sacrifici necessari e crea nuove combinazioni. Immagini del sogno: la regina delle Amazzoni libera il prigioniero; uno spermatozoo feconda l'uovo mentre gli altri muoiono, dal rimescolamento del vecchio nasce nuova energia. Palla di ferro abbatte il vecchio edificio: quando è tempo di finire, fallo con decisione, sbarazzandoti dei vecchi modelli. Il sognante fugge dal fuoco: allontanati dalle situazioni pericolose. Il ragazzo mangia il suo cibo: interiorizza il problema prima di cercarne la soluzione, non ci sono problemi, solo soluzioni da trovare. Il numero della carta scompare o è stato cancellato: osserva anche ciò che non vedi, li può risiedere il modo in cui stai creando problemi. Cambio d'abito al Guardaroba: segui ciò che sta cambiando dentro di te, segui i tuoi sentimenti quando apportano cambiamenti. Fiume tra scogliere e pianura: trova la via di mezzo, concilia i tuoi opposti estremi. Sole che sorge e tramonta insieme: cambia visuale e cambierai vita, per fare le cose, considera i tuoi motivi reconditi. L'arcobaleno riporta il sereno.| Tacito descrive i Germani come un popolo robusto, temprato dal clima e dalle difficili terre dove vivono, situate ai confini della Tartaria. A differenza dei Romani, il popolo germanico appare disunito, nonostante la sua forza. Dopo cataclismi e disastri, alcuni Germani si rifugiano in grotte. La Sardegna, teatro di diverse invasioni, viene conquistata da Giganti che navigano via mare. Il mito racconta che Shardana fu popolata da Giganti, discendenti di Noè, e che dopo il diluvio, i Tarati giunsero dalla Crimea, fondando nuove terre e culture, su questa isola fertile e ricca di acque, apprezzata per il suo clima salubre. Sassari viene fondata dai Tartari di Crimea, ed emerge come un crogiolo di influenze, con Fenici e Cananei che si insediano nella Nurra, poi invasioni di morish/arabi, turchi e Rasenna, che lasciano il loro segno nel territorio, mentre la cultura si arricchisce di nuove influenze. I legami con la Crimea e le dinastie locali crescono, con la presenza di ebrei e altri gruppi. Le terre vengono coltivate e le risorse sfruttate con successo. Mito e storia si mescolano in un intreccio di eventi che parlano di battaglie, alleanze e tragedie, fino alla resistenza contro Napoleone. I simboli culturali, come i draghi e le sirene, continuano a influenzarne la memoria collettiva.# Tacito narra, i germani robusti, temprati dal clima, in tutte le gallie, razza omogenea, capelli rossi e alti, vivevano ai confini, di terre Tartaria, rispetto ai romani, impero di genti, germani disuniti, fan vana lor forza, dopo cataclisma, alcuni germani, rifugiano in grotte. Giganti di Sardegna, conquistano via mare, |Tirreno mar Tyrene, via flaminia nasce, bruciando foreste, seguendo fiume Nera, oppure via Clodia, verso le miniere; come Moorish e Turuska, arabi e aaraceni, piombano in Sardegna, belve affamate, li guida re Musato, ebano muso di iena, che getta scompiglio. Sassari fondata, dai Tartari Crimea, tartessi di Andalusia, vicini lago Averno. Padre Madao scrive, Sardegna fu fatta, settimo giorno, popolata da giganti, che dopo il diluvio, vide Noè nipoti, giunger da Taranto, in Torres a-sinara. Lungo uso consuma, la lettera erre, Tarati post diluvio, citati da Strabone, scortati da Taras, figlio di Nettuno, amico a Ercole libico, che Taranto fonda. Nettuno è Jafet, Taras è suo figlio, regno di Sardegna, è castello di Tartari, nuraghi a Li Luzani e a sant’Orsola distrutti, al tempo ferrovia, Sassari va sottoterra. Fenici e Cananei, sparsi per la Nurra, lasciano capanne, per vivere a Tartari, allettati dal suolo, arricchito dai giganti, acque abbondanti, e salubre clima. Tatari ingrandiva, verso di levante, dove i santi turritani, reggono edificio, che dura mille anni. Alba di Aprile, due grosse navi, alla rada di Asinara, vedute da Torres, governo manda barca, indaga amici o meno, e molta gente vede; barca di ambasciata, chiede scende a terra, sbarcano a Torres, due celibi fratelli, Arborea Kalos, e Sossoinate Geridon, padroni di 2 navi, che dissero venire, Tartaria precopense, Khanato di |Crimea, invasori e migranti, sbiadita distinzione. Soccorsi sotto loro, 112 famiglie, avendo danari, carichi di gioie, chiedon tratto terra, per vivere abitarla. Anziani di Torres, fecero consiglio, dopo vari giorni, recan loro terra, per fabbricar capanne, al bosco dei ginepri, lontano da Torres, dodici leghe. Arboria fu nome, di nuova contrada, ebrei in fuga Egitto, in penisola italiana. Italici in Crimea, giunti in ottocento, pugliesi giunti a Kerc, diventano fiorenti, in tutti i settori, commercio agricoltura, pesca e artigianato, imprenditori e professioni. Grani presso case, fruttano meglio, terre concimate, con scoli latrine, + semola che fiore, opposto altri suoli: Grano nelle valli, Ulivo sul colle, specie + tardive, aman terre forti, elevate e ventilate, senza ristagni, Germanella rende 7, Carosella pan scuro, Gran grappoli Smirne, coltiva x piacere, Saragolla maccaroni, glutin bruno tiene. Dopo rivoluzione, collettivizzazione, loro beni requisiti, anni Trenta carestie, 938 il terrore, purghe staliniane, processi sommari, e lavori forzati. Etnica pulizia fatta a tavolino, per essere italiani, 2000 rastrellati, deportati nei Gulag, in Kazakhstan, ritorsione per la Armir, italian spazzati via, freddo fame e virus, carcere disumano, 200 sopravvissuti, tornano a Kerc, ricominciano da zero. Sogno oriente vago, riporta memoria, Canato di Crimea, dinastia Giray, di Kazan e Astrakan, sonetti e manufatti, di Krim e |Khazaria: imponente la reggia, deserta dei Ghirei, atrii e logge dei pascià, troni e rifugi amore, multicolore vetrata, con pianta Convolvolo, che invade pareti, in nome di natura. Oggi sala abbandonata, fontana vaso di harem, che lacrime stilla, e grida le memorie: ove sei amore, potenza e gloria? Acqua scorre veloce, voi andaste via, ma restò nostra fontana. Guerra civile 777, Giray chiese aiuto, truppe russe Caterina, 600 tartari uccisi, e Ottomania rottura.|ERCOLE mito, doppia Kukulkan, ovvero Quetzalcoatl, ubriacato col pulque, da fratello che inganna, amare sua sorella, Quetzal-petatl luna, lui pente si dà morte, nel rogo sulla spiaggia, a espiare sua colpa, agli inferi discende, assieme a fido cane, ruba ossa preziose, che dan vita agli umani, dopo 4 distruzioni, diluvi acqua e fango, fuoco ed etere vimana, lui crea quinto tempo. Kundalini calore, cobra a 7 teste, informa umana storia, riporta a memoria, draghi Kukulkan, sovrani Kan-serpente, che navigano i mar: tutti feti umani, in utero son draghi, svegliano il dormiente, dopo ser mutati, creano colonie, in punti di approdo, trasmettono saperi, ai figli nuovo globo; entrano in piante, forza loro mana, insegnano la caccia, alla coscienza umana, insegnano usare, armonia di natura, creano scuole-templi, creano la cultura. |BASILISCO serpente, fu mitico re serpe, pietrifica suo sguardo, lampo corrente, guardiano a Basilea, Milano Terni Fondi, nasce da paludi, biscia dei Visconti. Heracle si chiama, Dio Ercole serpente, unito ad Adrastea, in mar Mediterraneo, immobili intrecciati, in continuo coito, tutto generaron, di ciò che tiene moto; lor copula immensa, diede germe uovo, in forma nebbiolina, verde sottosuolo, sciolto da abbraccio, uovo si spaccò, furon Cielo e Terra, che Phanes liberò. Phanes fango drago, figlio di serpente, Phan ermafrodita, luce risplendente, Proto gonios luce, esce da una grotta, genera le piante, risorge dalla tomba; battagliano i Venti, fanno le stagioni, a ognuno 1 quadrante, poli e meridione, nel cuocere cibo, lo onorano i Pelasgi, con ciotola di acqua, e braci fumiganti. Phane si unisce, a Echidna scura notte, questa fecondata, genera entro grotte, stirpi di giganti, assieme Gaia e Urano, passa lui lo scettro, torna in substrato; nel buio senza tempo, Gaia vuole amore, si accoppia con Urano, genera i Ciclopi, assieme coi Titani, e Ponto dio del mare, Urano mangia tutti, Crono sol rimane. Crono aspetta Urano, venire da levante, falcia i genitali, sopra le nubi alte, seme cade a mare, Afrodite spuma fuori, nuda su conchiglia, a Cipro la ritrovi. Africa suo nome, è Terra fecondata, da |Phan-Urano-Crono, in vita ritrovata, Crono poi divora, di nuovo esistente, gira il ciclo storia, Giove-Zeus emerge. Giove ama sua Thera, diede mille figli, Persefone e Zagreo, Athena la Menerva, vulcani di natura, nasce ordine di Olimpo, ispira nuove storie, ai figli di Corinto: avvolta da vapori, entra Pizia in trance, Phane la possiede, profeta da sua bocca, corpo si sconvolge, spasmi e contorsioni, drizzano capelli, in spiralifor pulsioni. Phanes riproduce, nascosto in ogni cosa, invisibile segreto, rettile sua sposa, riemerge in ogni tempo, luogo e civiltà, a Delfi o Mbanza Kongo, ombelico di città; ricorda che Natura, è ciclico ritorno, è pizia pitonessa, di musico dio Apollo, offre vaticini, drizzando la sua spina, oracola ogni cosa, con forza kundalina. |Heidelburg paese, i draghi sono amici, nativi trovan uova, presso fiume Nessi, come Aladino, le curan nelle case, draghi con respiro, freddo san scaldare; draghi amati molto, dai locali fabbri, acciaio molto fine, aiutano a forgiare, grazie al fiato caldo, rettili volanti, qualcuno li cavalca, sibili fischianti; draghi femminili, vivono di acqua, aiutan pescatori, usando lingua adatta, piano questi amici, vengon spodestati, fuggono da templi, draghi son cacciati, molti nei paesini, attendon loro fiati. Bezau paese, in terra Pannonia, tramanda 1 storia, di simbiosi eterna, 1 prospero fattore, di nome |Jolerbuel, venne visitato, da un mendicante un di. Jolerbue lo caccia, senza dargli nulla, mendico gli dice, che ciel prepara furia, cielo si fa scuro, scroscia la tempesta, fiume di acqua cadde, inonda la sua terra, nel mezzo di uragano, stava mendicante, lui con corda rossa, guida drago grande; impietrito Jolerbue, resta li a guardare, alberi in turbinio, vanno presso lui, tutta sua ricchezza, persa in 2 minuti, il mendicante e drago, volan sui dirupi; anche cattedrali, ricordan tali eventi, Naga son serpenti, eremiti primi tempi, dea-serpente guarda, tesori proibiti, draunare di Sicilia, invitano conviti: vivono in simbiosi, a uomini e animali, primi imperatori, ne ascoltano segnali, il Genio primitivo, ha coda di serpente, là sul monte Zhong, vulcano ricorrente; riposa addormentato, drago nei paesaggi, attende i |Kukulkan, umani risvegliati, alfine di donare, mitici suoi canti.| Yulunggul serpente, su rotte Oceania, vien da Melanesia, arriva in Tasmania, Cielo-Terra uniti, come fonti acque, generan uovo, in cui Pan Gu nacque: esce Pan Gu, esser primordiale, crebbe gigante, separa madre-padre, Pan Gu resta in mezzo, fin che resiste, a pezzi le sue membra, creano le isole; creazione di mondo, prezzo sacrificio, del primo testimone, eterno e immutato, lui scivola oblio, attiva creature, succedono stagioni, mutano strutture. Un drago daoista, Uovo tiene dentro, insieme dei piani, Dao genera Uno, uno genera Pangù, Due genera Tre, questi Aotearoa; vulcano erutta prima, 2 isole in mare, Taroa con la scossa, genera una coppia, draghi in Polinesia, crean progenitori, da utero di Thera, vengono Moriori; da albero di Felce, inizia nazione Ori, polinesiani viaggi, crean federazione, da Hawaii a California, tra boschi e deserti, fiumi e città, emerge Gran Tartaria, mondiale civiltà. Zhong è drago Cina, |Zhu-Long è fuoco sole, Zhu-Yin oscurità, metallo di autunno, fa cadere foglie, frutti dalla terra: quando apre occhi, il giorno compare, quando li chiude, notte riappare, ora fa estate, quando esso inspira, ora fa inverno, quando esso espira, dorme e risveglia, stagione di piogge, se vola troppo alto, tu cogli siccità, se vola troppo basso, porta inondazioni, dentro corpo umano, equilibra 2 poli. Yang conduce Yin, nel corso naturale, Acqua freddo invernale, Long drago sole, si abbassa la notte, emerge nel cielo, solleva pioggia forte; piccolo baco, grande come cielo, vola nello stagno, ha testa di cammello, corna ramificate, collo serpente, occhio volpi alate. Fenghuan la Fenice, sole-fuoco assieme, corpo cigno e gru, e schiena tartaruga, ha lunga coda piume, becco di gallina, collo di serpente, e ciuffo mandarina. |Enea fugge da Troia, raggiunge Kostroma, dà origine ai khan, cristiani sovrani, fonda dinastia, capitale Yaroslavl, fortifica sul Volga, Vladimir Suzdal. Succede ad Enea, bolgar prete Gianni, protetto da fortezze, sovrano di Etiopia, assieme tutte indie, con debbio agricoltura, cavalli e armi fuoco, avvia conquista slava, nel 300 gioco. Riducono foreste, si mutano in terreni, campi agricoltura, a sfamare cavalieri, aratro scassa sassi, nascon nuove caste, slavo con il fuoco, crea ogonshani classe; boiari feudatari, bruciano gran boschi, e futuri servi gleba, legano ai terreni, nasce rotazione, trienne agricoltura, durante il 500, migrazioni ancora, miniere e capitali, trasformano ambiente, orda a cavallo, pax mongola ricorda. da Enea vien Gengis khan, e suo fratello Batu, Cane-alato che, comanda le tribù, con polvere sparo, salnitro carbon zolfo, cannoni e propaganda, di epoca Tartaria. Youri Gengis khan, da Rostov in Suzdal, unifica Orda, e inizia Hegira età, muore in battaglia, sul fiume Sitt. Ivan suo fratello, |Batu-Khan califfo, padre della patria, continua unificare, battezza suo fratello, con nome di Giovanni, Presbitero d'India, titolo ereditar. Giovanni del Carpine, inviato papale, Polonia e Boemia, Teutonia e Campania, va lungo il Volga, risale Yaroslav, Caracorum tsar khorom, residenza Zar. A corte Moscovita, adorano san Giorgio, l'Orda ebbe porti, Arkangelsk a nord, con Tamerlano inizia, la dinastia Turca, tutti imparentati, a imperator romani. Alba storia Russa, inzia in Orde sparse, costruite su rovine, ex impero bizantino, Grande Orda d'oro, piccola Orda blu, Orda bianca e poi, Nogai e pezzata. Novgorod Yaroslavl, Suzdal e Ryazan, Smolensk e Astrakhan capitali indipendenti, combattono tra loro, sebbene discendenti, da Augusto romano. Legami con la corte, attivi e funzionali, Khan che sposan figlie, di imperatori vari. Gengis khan governa, da cento Novgorod, anno 318-232, battezza Latia e Rus, con patriarca tugra, che lo rende santo, leggenda di san Giorgio, cavalier con spada, e autorità indiscussa. Giorgio fonda |Orda, usa cavallo steppa, e nave sopra mare, lancia spedizioni, da Volga discende, divide stato in 2, milizia consente, cosacchi prelevati, addestrati da bimbi, niente agricoltura, famiglia o tributi, ritiran monastero, quando sono vecchi, o lasciano orda, per civil progetti. Lingua imperiale, usa firma tughra, Maometto la manda, a zar Michele pure, tugra era sicura, contro falsi doc, decreti sigillati, su terre sconfinate; al crollo Tartaria, alcuni usan potere, di vicari khan, governator ribelli, angeli fuori Orda, kzar con proprie leggi, si staccano dal centro, separano le genti, con inganno e tormento, qualcuno sconfitto, si pente e và redento; cosacco si slega, impara a coltivare, divene servo gleba, si sposa e cresce figli, origina villaggi, mentre resiste, leggenda di guerrieri, nei rajput canati, indiani e samurai. Marco Polo vide, eredi Orda pezzata, nel khanato di Chitai, poi Ming dinastia, mura fabbricate, con malta di Kemit, ziggurat mattoni, contro var cannoni, testimonia il nome, lor uso della tughra, sigillo che trascrive, la firma imperitura. Dante cita Ugo Capeto, figlio di beccaio, amministra Parigi, è capo macellaio, boss dei mercanti, vende ad ingrosso, banchiere autorità, in inferno tiene posto. Colpo di stato in Orda, spacca struttura, da Sodoma e Gomorra, sommosse di Riforma, partono gridando, rimproveri e vergogna, Stabia ed Ercolano, eruzione di Vesuvio, ricorda tale dato. Putifarre egiziana, vuol sedurre Assiro, guerriero Oloferne, ucciso da Giuditta, intorno esso resta, Daniel chiesa russa, assiro sta per orda, Giuditta è voloshanka, la Elena dei Zakharia, a corte dei khan. Scisma religioni, durante crisi Orda, Islam si separa, dai primi cristiani, islam e salmi, anagramma di islàm, cristiani coranisti, Khazari e Yudei, poi Rom e Mori espulsi, Sefarditi da Spagna, dispute teologiche, tra ebrei e maomettani, cristiani e indiani, crisi geopolitica, in 600 e 700. Nestore pope, bandito da Bisanzio, vescovo a Mosul, chiamato musulmano, Cristo nestoriano, ai daoisti di Laozu, mentre Pitagora, a Creta vieta sacrifici, insegna metempsicosi, mistica cristiana, apostolica visione. Venezia è Fenicia, nord Italia è Caanan, longobardi e yudei, immuni a Peste nera, Manzoni ci ricorda, diretti discendenti, della tribù di Giuda. Furon Khazari sovrapposti, al regno dei Goti, formano impero, multietnico in due caste, khazari bianchi e neri, commerci via mare, Cangrande Dante e Polo, quan Cesare Borgia, trafitto a tradimento, 23 colpi di picca. Ashkenazi discesi, dai capi khazari, guida gruppi tribali, in Federazione russa, |Caraiti son detti, i turchi kazari, convertiti a ebraismo, Nicola I protegge, li decreta non ebrei, saran risparmiati, da nazisti e stalinisti, durante invasione.| Russia meridionale, e Volga della Orda, capitale ad Astrakhan, aveva proprio zar, Razin divenne khan, di entrambi domini, Kazan e Astrakhan, con potenti truppe. Romanov usurpatori, boiardi infiltrati, alla corte di Ivan, con euro mercenari, sconfissero Razin, con corruzione e inganni. Razin ha turbante, stemma sultani egizi, antenati dei Circassi, clan russo mamelucco, che governa Egitto, dal 380 al 517, poi torna in Orda, a metà seicento. Stefan Razin guida, i cristian fanti, come ogni sultano, avuti dai villaggi, visti da ufficiali, ogni 5 anni, nuove leve siano, Giannizzeri ventenni, privi di famiglia, vinsero battaglie, Varna nel Kosovo, assedio a Zargrad, poi furon sterminati, anno 826, declino di Ottomania. Astrachan 667, battaglia Stepan Razin, risuona in Europa, come lotta di potere, Razin figlio a Ra, muore in 671, guerra finisce, con presa di Astrachan. A gennaio '682, brucian libri Ranghi, vecchia gerarchia, detta mestnichestvo, registro mandarini, di alto livello, in tutto impero ordiano, e province lontane. Gran Principi in cima, poi principi locali, in cima i discendenti, khan Vladimir e Suzdal, seguon governanti, di terre conquistate, locali signorotti, in araldiche notai. Ordiana dinastia, spazzata dai Disordini, impero frammentato, a causa di Riforma, diviso in molti Stati, dati a sottoposti, clan Romanov locali, di origine straniera, dopo il colpo stato, vietan orda usanze. Fabbriche di Urali, a |Pugachev alleate, fabbrican cannoni, per Tartaria moscovita, clero e mercanti, gli mostran rispetto, con icone e pani, e benvenuto cori, Alessandro archimandro, menziona zarina, Oustinia Petrovna, di Tartar Moscovita. Pushkin scriveva, i normali cittadini, appoggiano Peter, khan di Tobolsk, si batte pei confini, e riprendere Mosca, con cupole dorate. Pugachev ucciso, da caterina e inglesi, sconfitta l'orda, repression di massa, sui territori annessi, spaventano i locali, che imparano versione, diversa della storia, abitanti di Zlatoust, impiccati pei cannoni; vietate lingue slave, spade e turbanti, sposta capitale, da Mosca a Pietrogrado, cambia geografia, e muta il calendario. Ogni città incendiata, è rinominata, Tobolsk capitale, forte a forma stella, Siberia corsa all'oro, diviene pure gulag, di tutti criminali, sistema'790, statale di esiliati, Tobolsk penitenziari, poi romanov cattura, bandiera drago grifo, muta cultura. Russia Pietroburgo, 781 + piccola, 3 volte di Moscovia, Canato Samarcanda, e Chitai Cinese, capitale a Chinuan. Samarcanda conquistata, da Romanov 868, 4 anni di guerra, scompare da mappe, Giappone e Tartaria, avevano rapporti, ma nel 775, rifiutano stranieri, olandesi e americani, varano la fine, forzarono Ieshu, aprire suoi porti, anno 860, Shogun guerra samurai, Giappone predato, insedia casa Meiji, in 861, cade regno ordiano. |Putin a Damasco, rilascia intel spionaggio, una mafia khazariana, usa terrorismo guerra, Gladio fanatismo, banca e falsa bandiera. Cromwell uccise Carlo, e fondò loro banca, ladri e assassini, banditi di strada, rubar identità, di viaggiatori in rotte, drogano persone, eugenetisti a corte. City Londra nasce, gestita da banchieri, capitale d'impero, britannica espansione, mafia infiltra, dirotta la moneta, arrivano in Germania, cambiano nome, inganna lord inglesi, a investir banca privata, stampa carta moneta, dal sangue infantile, sradicano re, da Francia ed Asburgo, con traffico droga, abbattono Chitai, usura in colonie, sterminio amerindi, Moorish e ottomani. Tratta schiavi e armi. Usa Congresso, FED corrompe 913, approva illegal fisco, finanziano Lenin, a danno degli zar. Contrastano casate, la rossa pandemia, anni 20 I.900, disordinate dittature, Cheka bolscevica, controlla professioni, assieme mass media, miniere e ricchezza, Hitler si ribella, sviluppa sua banca, con falsa bandiera, cade sua farsa. Germania annette terra, presa ai norvegesi, della regina Maud, in Antartide cornice, fonda nuova Svevia, Neuschwabenland, base in nuova Swabia, a condurre eu-genetica, creare superazza, e armi di massa, secondo piani di elitisti, finiti in Usa e Israele, che finanzian propaganda, narrativa sugli alieni, di agenzie spaziali Nasa. Ammiraglio |Byrd ritrova, Iperborea al polo sud, ma il sionismo chiude tutto, Trattato Antartico redige, limitato accesso umano, oltre ottantesi parallelo, per nasconder storia umana, opinion pubblica deviare, altre creature camuffare, con Trump forze spaziali. Robert Sepher documenta, motore di antigravità, da Tesla a Schauberger, fin Germania e Usa, Hanuebu nazi-Vril, Vimana degli hindù, che Bal Tilak leader indiano, dice scritti nei Veda, composti sotto i ghiacci, e ridati a umanità, dopo fine glaciazione, a ristabilire civiltà. Maria Orsic medium, capa di azienda German Vril, ispira Wonder Woman, nei Marvel studio, amazzone che ricorda, Orda d'oro Tartaria, dice che razza Aryana, sopravvisse al cataclisma, diluvio e glaciazione, in caverne sotterranee, sotto i poli ghiacci: creature bibliche capaci, di abomini o gentilezze, mangian carne umana, o regalan free Tartaria, creature miste descritte, tra giganti e semidei, fabbricanti di città, armi e tecnologie, distrutti varie volte, dai lampi del Cielo, pochi superstiti vivi, isolarono la terra, come culla umana specie; pure Bibbia africana, cita etere brillante, nato da notte vuota, crea prima coppia umana, a cui affidar la Terra, da popolar con discendenza. libro_suntzu-arte-guerra.m4a
lume249-Seba, passeggiando con Raseno, medita su Apuleio e Dante, che sembrano attendere un tempo ancora invisibile, tra ciò che è e ciò che potrebbe essere. Serve allora un atto di fiducia: mollare la presa sull'immagine che abbiamo di noi stessi e permettere che ogni incontro generi nuove combinazioni. Dante mostra Ciacco tra i Golosi, dilaniato da Cerbero sotto pioggia e grandine, mentre il dannato profetizza le lotte di Firenze tra Bianchi e Neri. Dante prova compassione ma riconosce la giustizia della pena di Ciacco; più avanti Stazio racconta la propria conversione e comprende che poesia, sapienza e amore nutrono l'anima. Il Grifone unisce gli opposti e Beatrice ne riflette la natura; il poema diventa un cammino circolare verso l'Eden, dove verità e armonia si ricompongono. Raseno racconta poi di guerrieri, giganti, draghi e antiche dinastie che attraversano cataclismi e fondano nuove città. Ogni trasformazione chiede sacrificio, ma apre una possibilità. Phanes, il gigante che genera l'universo dal nulla, diventa immagine del passaggio da una forma all'altra. Se ogni mutamento personale appartiene a un ciclo più grande, allora non dobbiamo temere di diventare ciò che ancora non siamo. Raseno conclude: cambiare non significa perdere se stessi, ma permettere a una forma più ampia di noi di nascere.

258:ijing09.䷈ lume258 |Forza-domestica (小畜xiǎoChù, xiaoXu): Potere ridotto, influenza sottile e moderazione che prepara la crescita. Coltiva con cura i dettagli, affina carattere, lavora senza forzare. Domanda: quale compito modesto affronterai oggi?. Il vento soffia nel cielo: domatura del piccolo, il nobile affina i tratti naturali del proprio carattere. La creazione ha successo, nuvole dense, senza pioggia, giungono dagli altari occidentali. Coltiva il momento nei dettagli. Mengzi erede di Confucio, descrive |Ming命_fato destino, eventi fuori controllo umano, oracolo impone un mandato. Cielo causa poter sovrano, suo fine ultimo e scopo, khan conforma a tal mandato, compreso e accettato, fuor giudizio morale. Uomo che segue il mandato, conosce e coltiva sua natura, così padroneggia suo destino, adempie sua natura xing: conosce il Cielo e lo serve, allor diviene indifferente, morire da giovane o vecchio, tal disciplina consente, attende morte serenamente, poichè tutto vive in ming. Chi muore a termine sua vita, segue linea dritta del destino; ma morire carcerato, per un crimine commesso, è fuori linea dritta, Chi conosce propria natura, conosce anche il destino, distingue cosa può e non può, comprende cosa è ming o meno. |Dicembre18, a san Graziano lo scaldino in mano, seppur prima di Natale il freddo non fà male| Confucio, grande pedagogo cinese, promuove un’etica integrale basata sull’armonia tra uomo, natura e cosmo, insegnando a vivere secondo la natura umana e il Tao universale. Nei suoi Dialoghi, esprime l’idea che uomo, cielo e terra condividono un’essenza comune, mentre simboli come drago e fenice rappresentano forze in mutazione e trasformazione. La saggezza degli antichi, come lo I Jing, guida al rilassamento e alla comprensione del ciclo vitale. Seneca, stoico romano, insegna a resistere alle difficoltà e a interrogarsi sul senso e il beneficio delle azioni, sottolineando la provvidenza e l’anima immortale. L’esperienza infantile modella il carattere: un ambiente amorevole favorisce giustizia e fiducia, uno ostile porta aggressività e paura. I bambini, liberi di esprimersi, sono la più grande risorsa educativa. Steiner sviluppa una pedagogia che coltiva i talenti innati attraverso arte, musica e teatro, aiutando ogni individuo a scoprire ciò che già possiede dentro di sé, senza forzature o ingozzamenti di conoscenza. La pratica zen e le discipline energetiche orientali insegnano la presenza mentale, il silenzio e la coscienza del respiro, riconnettendo mente e corpo attraverso il qi, soffio vitale. Questa consapevolezza fluida e creativa genera l’arte e la trasformazione, dove l’essere umano diventa vasaio e sciamano del proprio destino.# |CONFUCIO 孔夫子Kong fuz, pedagogo cinese, promuove insegnamento, etico e integrale, impatta su cultura, storia e stile vita, da Cina alla Corea, Giappone ed Indocina: lui elabora consigli, condurre esistenza, seguen natura umana, e armonia di vita, insegna ai letterati, e storiografi cinesi, suoi Dialoghi lunyu, aforismi frammenti; fra macro-micro cosmo, uomo là si pone, identica essenza, tra Cielo-Terra muove, ricerca armonia, di suo vitale spazio, lo aiutan sovrumani, spiri comunicazio. Acqua e fuoco sono, var manifestazio, simboli del Drago, e Fenice loro spazio, Uomo fluisce in vita, esce nella morte, vita 1 astrazione, come il mondo sorte: figur di Mutazione, studiano gli avi, ritrovo I-Jiing, archè a noi vicini, apprendere vita, chiede rilassarsi, in oracolo 64, simboli esagrammi, combinano tra loro, in 8 trigrammi; studi successivi, arrivano in Europa, mercanti e gesuiti, impiantano missioni, traducono primi, nuovi annali storia, da veri mandarini, fabbrican la storia. |SENECA insegna, resister difficoltà, maestro imperiale, insegna investigar, domanda cui prodest? 4 le risposte, io tu noi e loro, o tutte 4 assieme. Seneca stoico, vede natur gestita, da leggi provvidenza, Logos primordiale, così dopo morte, anima sopravvive, nel mito di Er, tutto rivive. Lisa ci racconta, 1 bimbo di 3 anni, trauma abbandonato, 3 mesi sperimenta, 1 relazion amore, uman condivisione, come i samurai, in orda di adozione: esperienza lascia, dento lui impronta, tutta la sua vita, ideale serba pronta, usata a comparar, qualcosa buon intorno, amorevole modello, a motivator ritorno; se bimbo criticato, impara a condannare, messo in clima ostile, impara ad aggredire, se vive in ironia, timido si apprende, in clima di vergogna, spesso si arrende; 1 bimbo tollerato, impara ser paziente, spesso incoraggiato, fiducia protende, in clima di lealtà, impara la giustizia, approvato si accetta, impara 1 amicizia: i bambini sono presi, muoversi saltare, cantare gridare, rider muscoli delirare, ebbri della vita, li inonda a ogni parte, senza pregiudizi, didattica + grande. |STEINER pedagogia, sviluppa tre talenti, con aiuto discipline, musica e teatro, Scuola consiste, immaginar situazioni, aiutare persone, in talenti emersione: imparare è scoprire, quel che già so, niente è problema, senza essermi dono, evita ingozzare, piuttosto tira fuori, num da tuo gebesi, aprirsi come fiori; se educo ego, io estingue divisione, che mente proietta, prima e dopo azione, se nube non sa, perchè lei si muove, il Cielo elevato, sa tutto e non muore. |Terabuti-zen, samadhi di ogni giorno, mente chiar presente, nulla far attorno, resto nei silenzi, nessun concetto sorge, vedo la corrente, e tutto dentro scorre: non sono vesti e pelli, nè i nodi karmi, |Sivoham Io Sono, sono un terabanzi, ne guru ne discenti, amici o parenti, noi siamo Chidananda, libere correnti: cosi sentiamo qi, dirigerlo nel corpo, imparo aver coscienza, di mente riposo, aree del mio corpo, che chiedono cura, distendo a pensiero, num fa li puntura; qi soffio di gas, non vedo ma lo sento, entra nel mio corpo, forma mio intento, in Cina qi possiede, molteplici varianti, trasformano frequenza, in cicli mutanti: 1 pensiero formulato, alleno custodisco, respiro va gentile, in addome fluisco, fluidifica sangue, assieme calda cute, sequenza di figure, traccia scene mute: poiesi creazione, di mondo personale, sà scaldare cuore, frutto del poetare, artista è creatore, di oggetto finale, vasaio o sciamano, natura a lavorare. libro_corpo-accusa-il-colpo.m4a
lume258-Conosci te stesso e accetta la tua storia: pedagogia della cura, dalle ferite all'armonia. Confucio insegnava che l'essere umano trova equilibrio, quando vive in armonia con la propria natura. Bessel van der Kolk mostra che anche le ferite del passato, fanno parte della nostra storia, ma non devono definire il nostro futuro. Ascolta il corpo e le emozioni: paure ansia e traumi, lasciano tracce nel corpo, impara a riconoscere ciò che provi, respira con calma e ritrova presenza mentale, è il primo passo verso la guarigione. Libera la mente dai vecchi schemi, il cervello è plastico, può cambiare per tutta la vita: rancori e convinzioni limitanti, come paure o scarsa autostima, possono essere sostituiti da fiducia, curiosità e apertura al nuovo. Coltiva ciò che hai dentro: ogni persona possiede talenti e potenzialità innate, arte musica creatività e studio, aiutano a far emergere ciò che è già presente. Cresci attraverso l'azione: sport qigong movimento, hobby e passeggiate, viaggi e apprendimento, trasformano il cervello e rafforzano il carattere. Costruisci relazioni sane: sentirsi accolti, rispettati e compresi, aiuta a recuperare fiducia, in se stessi e negli altri, l'amicizia e la collaborazione sono mezzi di guarigione. Confucio e Seneca insegnano a vivere il presente, non prigionieri del passato, né ossessionati dal futuro, la serenità nasce dall'agire bene nel momento presente; davanti a ogni persona si aprono due strade: restare bloccata nella paura, oppure trasformarsi: la crescita consiste nell'usare il passato, come materiale per costruire una vita più libera, consapevole e ricca di significato.

326:amore16-lume326 |Attrazione Fisica: tasta, assaggia e senti l'amore. La chimica era palpabile e l'amore era nell'aria; sopraffatti, se une sono andati sulle ali di Cupido, librandosi in volo per seguire le correnti della sera. Immagina il tuo più profondo desiderio e le |sensazioni fisiche e corporee che esso comporta, poi dichiara: il mio corpo è bellissimo e sacro, sono qui per celebrarlo! Cerca il piacere fisico, fai l'amore, crea un legame e trova la tua estasi. |Cibo caldo e non bollente, ma ben trito sotto il dente| Kiwi Arguta (actinidia arguta), una liana rampicante che cresce fino a 8 metri, è resistente al freddo e si sviluppa bene sia al sole che all'ombra. Produce frutti piccoli e lisci senza peli, che maturano in autunno, offrendo un gusto dolce e dissetante. È autofertile (varietà Issai) o, in altre varietà, richiede un maschio per l'impollinazione. Ricco di vitamina C, potassio e oligoelementi, il kiwi arguta è diuretico, aiuta a combattere la stipsi e protegge i vasi sanguigni. Acerola (byrsonima crassifolia), arbusto originario del Perù e Nicaragua, è noto per i suoi frutti ricchi di vitamina C, utilizzati in caramelle e come rimedio per la dissenteria e le febbri. Jiaogulan (gynostemma pentaphyllum), pianta rampicante cinese, è un adattogeno che dona energia, riduce lo stress e rallenta l'invecchiamento. Utilizzato in infusi, è benefico per la salute cardiovascolare e per la memoria. Longan (dimocarpus), simile al Litchi, è un frutto proveniente dall'Indocina, ricco di vitamina C, potassio e magnesio. È utile per la pelle, il cuore, e la memoria, e combatte il cancro, migliorando anche il sonno e calmando l'ansia.# |KIWI ARGUTA, 软枣 ruan zao |Actinidia, liana rampicante, chinensis e arguta, assieme kolomita, in Manciuria e Siberia, raggiunge 8 metri, di altezza se impera; regge freddo e vuole, robusto sostegno, cresce da seme, e germina in un mese, accetta pur talee, prese dai polloni, messe a radicare, regge ombra - soli: frutti in pieno sole, lei beve acqua, autofertile Issai, senza impollinanti, buccia sottil rossa, polpa verde dolce, matura come kiwi, 猕猴桃 míhoutao precoce; se + varietà, necessitano 1 maschio, foglie x pacciame, innaffio loro strato, tardo autunno reco, a giovani piante, pollina-cenere, estate accorcio tralci, sebbene sul recinto, sviluppa senza affanni; se lascio 4 foglie, autunno accorcio rami, se ha fruttato, frutto inizia autunno, fino ad ottobre, Arguta sa fruttare, dopo 4 anni, verdi senza peli, poi cambiano colore, rossastri violacei, secondo maturazione, morbide e dolci, digeribi e dissetanti, ha molta vita C, oligoelementi e potassio, diuretica anti-stipsi, depur protegge vasi. |ACEROLA frutto, Byrsonima crassifolia, changunga in Perù, nance in Nicaragua, arbusto coltivato, lenti frutti gialli, decotto corteccia, contro dissenteria, ferite genitali, febbrifugo funghicida, ha molta vita C, sfruttata in caramelle. |JIAOGULAN 角鼓兰 cinese, Gynostemma pentaphyllum, cucurbita perenne, rampicante fusto bianco, fiori e frutticini, luglio-agosto fà, ama ombra piena, e teme siccità; su balcone casa, infuso di foglie, colte giugno agosto, calma organismo, donando energia, seda ansia stress, rallenta vecchiaia, arterie pulisce, calma colesterolo, lenisce dolore, aiuta fegato e memoria, cura depressione. |LONGAN Dimocarpus, detto occhio di drago, viene da Indocina, cugino del Litchi, e frutto Rambutan, tutti sapindacee. Longan scorza liscia, marroncina e ridotta, rispetto i due frutti, aroma men sapore, ma alleato di Pelle, sangue cuore e milza, fegato e memoria, vitamina C, buon antiossidante, assorbe ferro sangue, calma dolore, alza immunitario, combatte forme cancro. Ha potassio e magnesio, fosforo e rame, fibre alimentari, apporta calore, calma e rilassa, in caso palpitazioni, sonno agitato, attacchi di panico, o fame nervosa. Ha semi saponine, usati a lavar panni, evita ogni eccesso; mangia fresco o disidrato, avrà polpa marrone, come uva sultanina, e dattero sapore, aggiungi pure al pane, come dei canditi, o poni in infusione, con passiflora e astragalo, e giuggiole per sonno. 
Acido Ascorbico (Vitamina C), scoperto a metà del 700 da James Lind, dottore della marina inglese, fu utilizzato per prevenire lo scorbuto tra i marinai. Lind sperimentò l'uso di arance e limoni, trovando che questi frutti, ricchi di vitamina C, prevenivano la malattia. Solo nel 900 Casimir Funk formalizzò il concetto di "vitamine" e nel 1921 l'acido ascorbico fu riconosciuto come vitamina C. La vitamina C è un antiossidante e co-fattore di numerosi processi metabolici. È idrosolubile, si trova in piante e animali, e deve essere assunta dai cibi. Protegge le cellule dall'ossidazione e aiuta nella sintesi del collagene. Vitamina D utile alla salute muscolare e immunitaria. La sua carenza può causare dolori muscolari, stanchezza, e problemi immunitari, incluse malattie autoimmuni come il diabete e l'artrite. Aiuta assorbimento del calcio e a mantenere ossa forti. La dose giornaliera raccomandata è 2000 UI senza effetti collaterali. Oli essenziali di astragalo, echinacea e sambuco possono rafforzare il sistema immunitario.# |ACIDO-ASCORBICO, o principio antiscorbuto, lo scopron marinai, a metà 700, James Lind dottore, marina reale inglese, fece esperimento, con suo equipaggio, affetto da scorbuto, divise in sei gruppi, da due person ciascuno: ogni gruppo prese, aggiunto al cibo, acidi e sidro, aceto spezie erbe, o acqua di mare, arance e limoni. Lind pubblicò, i suoi risultati,così marina inglese, aggiunse succo lime alla dieta marinai; e venne chiamato, norma antiscorbuto, in cibi capaci, a prevenir scorbuto, limoni arance e lime, crauti e cavolo salato, malto e brodo vario, usa il capitano, |Cook amava i |crauti. solo in 900, Casimir Funk diede, concetto Vitamine, da malattie carenziali, così 921, composto antiscorbutico, fu detto vitam C, presente in natura, in piante e animali, mentre uomo deve, assumerlo dai cibi, è antiossidante, tale componente, in quanto è co-fattore, di gruppo vitam C, involucro esterno, che protegge vitamina, da ossidazio decadimento: è solido bianco, giallastro se impuro, inumidito od ossidato, da luce atmosfera, idrosolubile aiuto, in forma salina, detta ascorbato, aiuta metabolismo. |VITAMINA-D, aiuta muscoli e immunitari, riduce infiammazione, e funzioni cellulari, la sua carenza porta, dolori ovunque, costanti e ricorrenti, stanchezza e raffreddore, o herpes di + anni, disturbi immunitari, malattie autoimmuni, tra cui diabete mellito, insulino-dipendente, lupus eritema, e artrite reumatoide. Sua dose giornaliera, rallenta osteoporosi, in cadute e fratture, comuni in artrite, assunzione fattibile, fin 2000 UI-giorno, senza effetto collaterale. vitamina D promuove, assorbimento calcio, mantiene in intestino, siero calcio e fosfato, per minerali ossa, e rimodella via osteoblasti. Se oli essenziali, son efficaci antivirali, |Astragalo echinacea, sambuco ed artemisia, aumentano difese, in poche settimane, vitamina C alte dosi, come vita D e magnesio, zinco e selenio.



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