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voce: daime


tarandanzaPamela cura morso con Chirone e Lionza (51) 51-Pamela-danza delingua juhoansi | foto filosofi | audiolibro | doc_marialionza1_5.mp4 | device_tarantismo2.mp4 | ibofang_dancefest.mp4 |musica brilho-do-sol.mp3
ipnosiErikson cura con ipnosi eros e qigong (57) 57-L'ipnosi è unolingua alchemico | foto filosofi | audiolibro | anime_milton-erickson.mp4 | doc_mkultra_hollywood_svelato.mp4 | film_freud-passione-segreta.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu91-116.mp4
iquitosSeba in Amazzonia con Romulo rane e daime (86) 86-Don Romulo, curlingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | filosofi_don-emilio1982.mp4 | filosofi_amaringo.mp4 | doc_peyote_road.mp4 |musica 93_yage_rio_momon04.mp3
juremacaciaYolanda beve vin balchè e danza o Torè (96) 96-|Yolanda canta:lingua lusitano | foto wiramerica | audiolibro | doc_yolanda2002.mp4 | device_danza-tore.mp4 | anime_ambrosio-vilhalva.mp4 |musica 45_encontro_com_a_Jurema.mp3
crotoneemsanguedrago Marsiglia, Yemen e Perù (98) 98-Croton lechlerilingua arabindi | foto arboreto | audiolibro | olioneem-saponepotasso_curagrumi.mp4 | flora_croton-lechleri_sanguedrago.mp4 | flora_azadirachta-neem.mp4 |musica sdaime_trabalho_sao-miguel-1mensage.mp4
fejoaFeijoa e Guayava sono frutti cugini (99) 99-Feijoa sellowialingua lusitano | foto mezzeto | audiolibro | feijoa_fioritura-frutti.mov | feijoa-brasiliana.mp4 | feijoa_frutti-usi-liquore.mp4 |musica sdaime_trabalho_sao-miguel-2-cura.mp4
santodaimeSantodaime colibrì defuma casa do Cruzeiro (104) 04-Il Santo Daime lingua lusitano | foto agrobuti | audiolibro | santodaime_cruzeiro-irineu61-90.mp4 | santodaime_cruzeiro-irineu91-116.mp4 | santodaime_cruzeiro-irineu117-128.mp4 |musica 54_cruzeiro_universal.mp4
aloeAloe babosa di Zago e Agave messicano (106) 06-Yemanjá, in lilingua italico | foto cibospezie | audiolibro | aloe_padre-zago.mp4 | flora_agave-depurativa.mp4 | aloe-arborescens.mp4 |musica 73_OxumRainhaDasAguas.mp3
ramarroLucertole e Orbettini, Geco e Camaleonte (146) 46-Kinaciau guida,lingua latingreco | foto rettili | audiolibro | fauna_orbettino_anguis-fragilis.mp4 | fauna_ramarro.mp4 | lucertola-geco-visite.mp4 |musica 39_daime_linha_do_tucum.mp3
estasiruserapimenti mistici di contadini russi Klisti (160) 60-Padre Serafim elingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | musica_adriano-ora-giunta.mp4 | canto_russia_padre-serafino.mp4 | prateria167_dodicianni-miracolo.mp4 |musica santodaime_chamar-juramidam.mp4
daninfernoinferi e cieli, Dante scala oggi e ieri (164) 64-Pellegrino in plingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | filosofi_dante-purga-ultimaprova.mp4 | arendt_male-banale_caravero.mp4 | storia_isaccoangelo-lucifero.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu117-128.mp4
pentecostePentecoste, da Maria al mondo (169) 69-Pentecoste è ilingua mescahuatl | foto agrobuti | audiolibro | doc_santodaime.mp4 | filosofi_dante_bernardo_maria.mp4 | agrobuti.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu01-30.mp4
accordoLa parola che solo tu puoi dire (192) 52-lume192 EMOZIONlingua alchemico | foto filosofi | audiolibro | film_shaolin16.mp4 | film_shaolin17.mp4 | film_agostino_vita2.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu31-60.mp4
danieleDaniele muta i sogni in coscienza (198) 58-lume198-REGRESSlingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | film_bibla_giosia_legge-antiabomini.mp4 | film_bibla_daniele_e_nabucco.mp4 | film_bibla_regina_ester.mp4 |musica sdaime_livrinho_apocalisse_valdete.mp4
cangrandeDante alla corte di Cangrande (199) 59-lume199 SCEGLIElingua alchemico | foto filosofi | audiolibro | film_shaolin01.mp4 | 400anni_inganni_fomenko_anatolij.pdf | film_bibla_giuseppe-venduto-fratelli.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu61-90.mp4
laozuLaozi e gli esagrammi della mutazione (222) 13-lume222 FORMA: lingua cinese | foto filosofi | audiolibro | qigong_agopunti_chiave_cinese.mp4 | qigong_xing-shen-zhuang_cinese.mp4 | film_laozi-in_hangu-pass.mp4 |musica yo-bxa-tomodaime.mp3
acquarameargilla incanta rame e ciclo etilene (256) 07.䷆ lume256 |Eslingua alchemico | foto minerali | audiolibro | doc_fukuoka-it.mp4 | zolforamato_tecnica-calzino.mov | minerali_rame-zolfo_orto-frutti.mp4 |musica 4-bushwoman.mp3
organiAscoltare il corpo e custodire la forza (275) 26.䷙-lume275-Forlingua cinese | foto acquaetere | audiolibro | qigong_chiaro.mp4 | medicina_orologio-energetico.mp4 | qigong_baduanjin-shaolin.mp4 |musica daime-me-balancou.mp3
ebbiosambuEbbio e Sambuco: amaro e profumo (293) 47.䷮-lume293-La lingua italico | foto erbefiori | audiolibro | ebbio_sambuco_usi-differenze.mov | fitolacca_usi_drbianchi.mov | ebbio-e-sambuco_patrizia.mp4 |musica daime-cantei-na-barra.mp3
maggioranaerba persica seda, spasmi e vertigini (341) 03.III -lume341 |Ilingua arabindi | foto cibospezie | audiolibro | flora_maggiorana_erbapersa.mp4 |  |  |musica 35_daime_luz.mp3

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51:lume051-Pamela-danza della ferita. |Pamela è donna mediterranea, compagna di Seba, madre, guaritrice, voce del bisogno e della rinascita. Porta dentro di sé il fuoco della taranta, della s'argia sarda, delle danze del Candomblé e delle processioni estatiche. Lavora con l'onda emotiva, nel corpo scosso, per guarire le ferite collettive. Danzatrice della Crisi dionisiaca e coribantica, di cui è l'eco nel cerchio sacro dei Terabanzi. Pamela incarna la guarigione attraverso la crisi, il corpo che urla ciò che la mente non sa dire. La sua via è quella della catarsi condivisa. Nella danza dell'8 dicembre, Pamela accende il ritmo del Tocco del Silenzio, è lei che scuote perché il silenzio della graia arrivi, dopo l'onda, non prima. Le sue piante sacre sono la Ruta siriana (pianta di soglia e visione), il Cipresso (guardiano del lutto), Lavanda e Alloro (purificazione, catarsi e ricordo), e influenze da di umbandaime afrobrasiliano trasfigurate nella danza comunitaria della |Taranta-Bilancia-Cane (aria, armonia e giustizia, saggezza e diplomazia, 23 settembre - 22 ottobre) |Caboclo- Leale. |Cuore malato non sente ragioni. Mattia apostolo| Estasi e viaggi interiori conducono a rapimenti leggeri, ipnotismo del pensiero e amore del Vero. La mente si apre al continuo, tra trance e contemplazione, illuminando cuore e spirito. Beghine e begardi percorrono paesi, mantengono proprietà, insegnano e vivono tra devozione e semplicità; Porete Margherita, beghina mistica, insegna l’amor senza vergogna e la liberazione dell’anima. La musica e i canti rituali, dalla taranta pugliese o le danze amazzoniche di Maria Lionza, guidano corpo e psiche, liberando emozioni e tensioni. Pamela e Dora raccontano esperienze di lavoro e sacrificio, tra filande e campagne, dove il canto e la danza aiutano a superare dolore e umiliazioni. Formiche e ragni simbolici punzecchiano e guidano la trance nel ballo, creando cicli di espiazione e guarigione. Il corpo diventa cassa risonanza, la voce strumento di liberazione e armonia. La partecipazione consapevole ai rituali educa alla resilienza e alla presenza, mutando sofferenza in energia vitale. Tra fede, musica e lavoro quotidiano, le donne custodiscono cultura, rituali e identità. La danza, il canto e l’osservazione dei simboli permettono di affrontare traumi e ricordare la propria forza. Estasi e possessione rivelano l’interconnessione tra corpo, mente e spirito, celebrando la vita nei gesti quotidiani e nei riti ancestrali.# ESTASI e viaggi, uscire fuori mente, beata fede in soliloqui, fuor scherno e calunnia, amore del Vero, al sempre modesto, ineffabile rapimento; modestia pudor forza, andare e venire, avanza e ritorna, iniezione autostima, compiuta creazione, si riposa e gode, contempla cose fatte: estasi leggera, ipnotismo di pensiero, affetto caldo vino, amor delizie di ebbro, diventa sibilante, parla a orecchi umani, etere si espande: inizia a parlare, ritrae tempo-spazio, graduale rinuncia, alla mente acquisita, accede al continuo, letargo stato trance, irrora cuor cervello, simile alle piante; sommo isterismo, vita ascetica digiuno, assorbe pensieri, sentimento uno, reca ipno trance, anestesia catalessi, Dante ascende stelle, sale tutti i cieli, vede gloria amore, estetica bellezza, chiude suo poema, amore muove il sole, e le altre stelle, con preghiera danza. Beghine e begardi, congreghe religiose, sorte senza voti, durante le crociate, percorrono paesi, donne sole o gruppi, spose degli offesi; mantengon proprietà, possono sposarsi, lavorano insegnando, ai figli borghesi, vivono al chiostro, durante noviziato, tornano al paese, aprendo tempio dato. Amsterdam beghine, influenzano città, Porete Margherita, beghina in Francia va, bruciata sul rogo, dopo lungo processo, Specchio Anime Semplici, è suo libro bello: sua trama rispecchia, temi mistici interi, Amor senza vergogna, in paradisi e inferni, anima si specchia, giunge morte guardar, Ragione lascia trono, Cuore a liberar. Beghina affamata, beve mistico vino, ricongiunta a Dio, recita suo libro, e Spirito divino, scende a far convegno. Porete chiede al clero, riconoscimento, anime librare, al femminile tempio, a Dresda fu malata, prega purgatorio, 1 candela in mano, x anime a convito, bambina innocente, si vive nel divino: mio amore cresce, nel cuore nei sensi, in viscere tiene, invisibili affetti, è donna che sente, ed uomo che miri, poetici sconfini; sa donna e uomo, adorare a rapimento, in perenne magnetismo, o rinnovamento, nel fuoco di inizio, amore si nutre, fuoco interno che, a estasi conduce: estasi comincia, ammirando dettagli, dilegua poco a poco, cede ipnotismi, 1 sola sensazione, esalta la clemenza, potenza e bellezza, ecco trascendenza, graduale distacco, rapimento incalza, 1 ammirazione sola, ogni cosa adatta, amare infinito, è specchio divino, oltre uomo forte, oltre donna sospiro: adora forza-grazia, calore naturale, gli arti son freddi, petto suda e sale, pelle cerca acqua, a spegnere curare, 1 sola esaltazione, di affetto trasudare. Bergson scrittore, chiede religione, antidoto al dolore, sua filosofia, riporta sulla terra, amore Slancio Vita. PORSEN etrusca, latina Persona, Maschera vuol dire, coscienza a + livelli, che assume 1 forma, secondo luogo visto, tra micro macro mondi, viaggio interiorizzo; accade fantasia, se partecipi dramma, ciascun sogna mito, natura della psiche, ecciti e contempli, eventi nel dettaglio, mondo reale appare, cento Cammelli a fianco: mille fiabe popolari, divertono a nutrire, condivider riposare, poeta innamorato, sale in estasi ideale, intreccia ghirlande, versi da cantare.| Ruolo delle donne, provvede identità, gruppi bisognosi, pronti ad emigrar, fan pellegrinaggio, tra portuali città: inizi tuo viaggio, madonne e tarante, rivela tanti Sud, semi colonizzati, se i Corpi fanno storia, incontro e identità, ogni possessione, racconta sfida tradizione, lingue e tendenze, che in crisi riemerge. Maria Lionza Venezuela, celebra suo corpo, potere e protezione, di selva Amazzonia, conflitti e resistenze, narran sua storia. Tarante del Salento, studia de Martino, culto di cura, e fertile sospiro, preservato da donne, in disagio sociale, causato dal morso, di ragno ancestrale: morso guariva, con musica antica, pubblico concerto, si lascia ammaliare, da frenetico ritmo, di pizzica lunare. Basilischi gregoriani, a Spinoso paese, terra di spine e serpenti, con saghe e leggende, tartare e ottomane, portate da coloni, rifugiati qui dal mare, immigrazio musicale: voce della madre, al bambin che vuole, apprendere parlare, diretto porta affetto, al sonno della sera, ogni creatura è retta, da 1 orisha di testa; isterica attrice, presta ruol diversi, esegue ogni richiesta, vanifica commenti, santa occasionale, scivola opposto, permette che libido, penetri sul posto; nevrotico ossessivo, ha troppe direzioni, isterico nessuna, fa giro-tonde azioni, nei simboli ora muta, fallo naso e gambe, bocca divien vulva, rossore un erezione, ister irrequietezza, coito convulsione; depression tristezza, umore tono basso, senso del dovere, entusiasmo scarso, dura mesi anni, chiunque può colpire, specie nelle donne, croni sa infierire; cresce disistima, insoddisfatta età, croni malattia, dubbi e sensi colpa, scade appetito, sonno si discosta, tutto pare grigio, esci fai 1 svolta: isterica forza, straripa ogni cosa, con cura francescana, corpo mente esprime, supera tuo io, mondo intero sposa, apri ora la bocca, libera la pancia, voce da ombelico, tramite carezze, sblocchi le tensioni, passaggio da fetale, affiora repressione, arresta tuo respiro, voce calma scioglie, sono quà e di là, tuo sogno identità; tua respirazione, incontra mani e visi, cammina batti ritmo, suona incantamento, carezza capelli, con suoni viscerali, giochi di voce, sussurri di animali, suoni sono intorno, corpo è cassa risonanza, voce della madre, vibra tua sostanza. Persona riflette, suono che emette, contatti potenziale, sblocchi anello orale, assieme quello anale, rilasci emozione, piangi succhi e mordi, il canto muove sale, amore ti ricordi: canta pure nota, in periodo lungo, scopri alterazioni, chimiche nel corpo, liberi endorfine, emisferi sincronizzi, canti stai sicuro, vocali tu enfatizzi; vocali in melodie, liberano num, trasmettono allegria, tono poi scompone, dentro voci umane, porta un emozione, esercita nei suoni, respiro visione: eMM è Madre acqua, liqui consonante, movimenta il fuoco, suono della Vu, crea pancia risonanza; eRRe proietta, voce dentro aria, eSSe la reprime, ovvero concentra, eNNe ninna nanna, fan dormire figli, risonanza al naso, possiede suono NG, vibra la colonna, fugge i mali via. Impara usare voce, in modo risonante, anima riflette, stato emozionale, suono vibra e muove, apre alcune porte, libera il tuo Sè, e cura zone corpo: impeto o fiato, vinci ogni timor, ogni essere tiene, suono in 4 vibrazioni, mio Seba trova il tuo, vinci depressione: musiche tristi, agganciano meglio, interiore realtà, cura in toni bassi, armoni progressione, rilasciano tensione, distraggono paziente, da preoccupazione: ingrandisce Dò, Mì arrotonda, Là scolora rosa, malate celle affonda, la voce tua si basa, su respirazione, ascolta tua emissione, e liberi tensione: 1 pensiero chiuso, gira senza uscita, ogni stress aumenta, poi ragion lo sfida, il mondo è liberato, quan piacere sia, tempo è arrestato, Musica armonia; musa dissonante, accompagna irritazione, musica affianca, al cibo del corpo, attraverso scrittura, canzoni poesie, permetti a interiore, trovar esterne vie. |Pamela ricorda, crisi infanzia e cure, rivive TARANTA, conflitti e delusioni, vede antichi amori, rituali possessioni, sogni con speranze: nata in un paesino, lavora stagional, cerca sussistenza, x vita progettar, cerca ombelico, a crescer radicare, narra sua vicenda, di origini lucane: cerco lavoro a nord, lascio casa genitori, inizio mia strada, 1 giorno incontro Seba, vedo soluzione, negozio di barbiere, felice situazione, ma nonno caporale, ostacoli frappone. Pamela col bambino, fasciato sul torace, lavora come sarta, girando per le case, mentre suo marito, lavora sui binari, arriva fine mese, con sufficien salari, lei prepara pasti, riso oppur piadine, minestre della sera, verza e cipolline. Seba pur lucano, lavoro su Milano, Pamela conobbe, in seguito ha sposato, gira molti posti, al fine lavorar, suda duramente, scuola serale far: studia febbrile, diploma da barbiere, lavoro che gli piace, modellar capelli, clienti contenti. Parenti han nostalgia, lo vogliono vicino, bastone di vecchiaia, gli parlano per mesi, infine lui convinto, chiude suo negozio, ritrova vecchie sfide, minacce emozionali, asfissiano sua psiche, ritorna su Milano, in periferia poi vive. Fabbriche esalanti, stagnano ambiente, disturbi di salute, bloccan loro mente, casa umida fredda, arrivan gravidanze, assieme a + bebè, ma frecce del passato, alimentano zizzanie, difendere famiglia, ha prezzi da pagare, riemergono paure, litigi e pessimismo, Casa và svenduta, Pamela va in filanda, in opificio a Como, tesse suo destino, seta sbozzolando, da baco in acque calde, sente questo canto: passata da Garlate, ho visto filandere, facce da ospedale, sembran prigioniere, Dora la guardiana, mi narra le canzoni, filo sui rocchetti, matasse senza amori; noi siamo forestiere, in vena di cantar, trattate come cani, in catena a lavorar, fastidi se cantiamo, villani se parliamo, là sulle montagne, le nostre case amiamo. Filande 2-3 piani, con ampi finestroni, dormono le donne, dentro due stanzoni, tutte accastellate, straniere e contadine, lavori a turnazioni: alla matin bonora, si sente zoccolare, saran le filandere, che vanno a lavorare, voi giovanotti cari, se vuri far amar, andate da filere, senza fumo guardar. Fochista lancia fischio, 6.30 accende caldaia, 3 volte soffia aria, iniziano scopine, poi tutto va a regime, ciclo sol si ferma, a vitto e x dormire. Là in foresteria, giovan forestiere, prima addormentarsi, cantan loro terre, Casa assai lontana, e speranza ribelle, minestra di polenta, esala loro pelle; comunican coi canti, motivi di protesta, durante lunghe ore, umida aria in testa, sui giacigli a sacco, cantano avventure, vita senza pene, picchia testa al muro, Dora indolenzita, piange suo futuro: mi dolgon mani e piedi, filanda è prigione, di povere villane, che sognano amore. |Argia sarda ama, i contadini maschi, Taranta ragno invece, donne apulie punge, passiva resistenza, a cultura dominante, Chirone sofferente, sciamano ricorrente, scelta o ritrosia, non può diversamente, morso di scorpione, inietta in lui veleno, tosto lo costringe, ballare su terreno. Pamela ricorda, storia di Dora nonna, malata di rimorsi, miseria dura prova, dolore lei mutava, nel morso di taranta, veleno lei diceva: mi spinge fare danza; rinnova crisi e ballo, stagione calori, con molte privazioni, pagava i suonatori, la vita mi fa stanca, domando la taranta, dammi 1 tua grazia, leggera tutta quanta: balla e mi possiede, tutto mi sommuove, le pago sofferenza, a cuore che mi duole, 1 danza porta grazia, dolore esorcizzato, malessere interiore, è riappacificato; avanzo a tentoni, corro in tutti i sensi, in zone immaginarie, lontana dai consensi, x 10 giorni e notti, la musica sentivo, la libido divampa, provoca isterismo, satiri con ninfe, in me io percepivo. Dora condivide, proteste e desideri, dolo si trasmuta, consessi corpi veri, danza assume 1 forma, + immaginazione, formicolio risale, esplode vibrazione. |SARDI di Shardana, conoscono + ragni, una femmina formica, del genere Mutilla, che morde pizzicando, in casi accidentali, dolori pungiglione, sol rari anafilatti, dolore poi svanisce, in 1 ora circa, su pelle resta bolla, rossa pochi giorni, nei bimbi ed anziani, può dare fatica, bassa febbre nausea, legger delir invita: disinfetta puntura, con amaroli o ghiaccio, fino anni 60, con fanghi o letami caldi, veleno termolabi, come acido formico, solubile in acqua, temporan androgino. Narran ritornelli, di musici cantori, Ragni tra le gambe, Scorpi tra coglioni, pizzicano al ballo, con fiati e sonaglio, tamburi e corde tese, aiutano travaglio. Sassari Tartaria, vede Argia variopinta, formica velenosa, creatura di Sardegna, mitica ingegnosa, punge per danzare, piangere e umiliarsi, cantar e travestirsi, ridere e distrarsi: sArgia è molto amata, feste sa creare, odiata ed evitata, travaglio sa recare, femmina formica, che uomini predilige, sopravvissuta ninfa, Salmace variopinta; a incontri si presenta, con corpetto gonna, su isola ricorda, passaggi della donna, se nubile fanciulla, vedova o sposata, sua veste sarà bianca, nera o maculata: a mezzogiorno o notte, alba preferisce, estate di campagna, sargia ti ferisce, ti accorgi essere punto, orini ora intorno, oppure prendi bagno, acqua calma fondo. La vera cura poi, al villaggio si farà, diagnosi di argia, scoprir sua identità, tutto il paesino, la indaga sul posto, ricerca tutto unito, il carattere nascosto: con femminili vesti, malato vien coperto, entro 2-3 giorni, argia è allo scoperto, se sposa o vedovella, o zita è ravvisata, con riti di sue danze, alfine accontentata; i suonatori attorno, san stimolare bene, continuo suono sfonda, spezza le barriere, esplode la coscienza, sofferta e ordinaria, giunge possessione, coscienza straordinaria; in piedi corre salta, distesa su lenzuolo, mima ragno sargia, batte piedi al suolo, fasi a terra e in piedi, sino suo finale, ripete il posseduto, 1 ciclico rituale. Tamburo fila-tesse, i tempi della festa, inizia da esterno, entra nella testa, infine pare ovunque, gira tutto il corpo, eco nella pancia, in testa fa lo scoppio: ecco 1 imprevisto, inceppasi il rituale, sargia ferma e sbanda, danza pure male, perde innato passo, e ritmo del ballare, orchestra perde filo, lo deve ritrovare; così per riparare, a tale distrazione, necessita rifare, un rito di espiazione, i nastrini colorati, gettati alla taranta, lei li straccia e sfoga, tutta la sua rabbia. Pamela pure punta, sentì intenso bruciore, Argia vuol che danza, lei paga con sudore, soffrendo fin che giunge, grazia di amore, dolor divien perdono, di essere interiore: saltava e correva, in tutte direzioni, ogni anno ancora cade, malata del rimorso, ha bisogno danzare, espeller pene addosso, come in un salasso, o scarificazione; se rito non arriva, è dolore da rimorso, ballerina variopinta, causa febbre sogni, sa ripulire bene, le sue emarginazioni, vita agro-pastorale, richiede 1 riposo, a superare angoscia, di esistenziale snodo. libro_sargia-festaterapia_clara.m4a
lume051-Clara Gallini in audiolibro, di Ballerina Vaopinta, racconta il tarantismo, e il ballo d'Argia di Sardegna, una danza antica terapeutica, dove il morso velenoso, muta in vivo sonnambulismo, musica colori e comunità, trasformano il dolore in forza vital. Argia è insetto che morde l'anima, reale o mitico che sia, il rito convoca i parenti, e vicini musicanti, tamburi orchestra e canti, la crisi diventa teatro sacro, il corpo ferito inizia danza, finché il veleno si muta, in energia di redenzione. Questo sapere custodisce, antica memoria femminile, nei carnevale gioco, o nei rituali Mamutones, guarir non toglie la ferita, ma le imprime un nuovo ritmo, voce e presenza collettiva. Chirone mito pure porta, una ferita che ascolta, un orecchio muto che si chiuse, in relazioni senza amore, lasciando solo il Logos razionale, e gestire la sua vita. Ma poi arriva un un Centauro, presenza autentica che sà, può riattivare tal silenzio, scongelar contatto umano, con gesto semplice del corpo, imprime fascino alle membra, che iniziano la danza. Le fiabe pur ricordano, funzione ferita che si risveglia, attraverso tenerezza e riconoscimento, diventa un organo di risonanza: chi ha sofferto può percepire, il dolore simile negli altri, senza inflazione o desiderio, di salvare a tutti i costi. La vera vocazione, rende più umili e silenziosi, più attenti al limite poichè, il simbolo vive finché resta, incarnato nel quotidiano, nel corpo e nel silenzio, che ascolta sé e gli altri, nell'atto congiunto del parlare.

57:lume057-L'ipnosi è uno stato naturale della coscienza: un momento di rilassamento profondo e attenzione interiore, simile ai sogni ad occhi, alla meditazione o al qigong, quando la mente rallenta e lascia emergere risorse nascoste. Nei bambini prevale l'emisfero destro, sede di gioco, intuizione e immaginazione; crescendo, il pensiero razionale spesso copre questa capacità spontanea, che però rimane latente. Milton Erickson, maestro dell'ipnosi terapeutica, usava metafore e racconti per parlare direttamente all'inconscio. Non imponeva cambiamenti: aiutava la persona a riscoprire capacità già presenti. Diceva che la mente è come un giardino: alcuni fiori sono già sbocciati, altri attendono sotto terra, nessuno può tirare il fiore per farlo crescere: occorre preparare il terreno, dare acqua e luce, e attendere il momento giusto. Come il cavallo che conosce la strada, il corpo possiede una saggezza naturale che può guidare il cambiamento quando smettiamo di controllarlo continuamente. La trance non è perdita di coscienza, ma concentrazione profonda: ogni apprendimento profondo, ogni creazione artistica, ogni momento di meraviglia è una forma quotidiana di assorbimento: parole, immagini e simboli possono orientare la mente verso nuove possibilità. Il Qigong può favorire uno stato simile: attraverso respiro, movimento lento e attenzione al corpo, la mente si calma e il praticante ascolta il Qi, mente corpo e intenzione si uniscono, il qi scorre e l'informazione diventa esperienza. Come un contadino sotto un albero osserva la stagione senza forzarla, così il terapeuta prepara il campo dove la guarigione può accadere. Il vero maestro non sostituisce il maestro interiore, ma accompagna la persona a incontrare il proprio, insegna a riconoscerlo, ricordando che: la guarigione nasce dalla fiducia nelle risorse profonde dell'essere umano.| L'ipnosi è uno stato naturale di coscienza, rilassamento profondo e attenzione interna, che consente di attivare risorse nascoste della mente. È simile a momenti quotidiani di trance leggera, come quando si è assorti o si sogna ad occhi aperti. Nei bambini prevale l’emisfero destro, legato a intuizione e gioco, mentre con la crescita e la società si attiva l’emisfero sinistro, razionale, spesso reprimendo l’intuizione. Milton Erickson, maestro dell’ipnosi, amava usare metafore per comunicare con l’inconscio; una famosa metafora racconta di un uomo che imparò a camminare senza guardare i gradini, fidandosi del proprio corpo, così come l’inconscio guida il cambiamento senza bisogno di controllo cosciente. Il qigong, con movimenti lenti e attenzione al Qi, favorisce uno stato simile di trance, rilassando corpo e mente. Parole, immagini e suggestioni guidano l’inconscio verso guarigione e cambiamento, armonizzando energia vitale e sciogliendo blocchi emotivi.# IPNOSI è stato di coscienza, un rilassamento profondo, cui attenzione della mente, è focalizzata a interno, grazie a un suono o altro linguaggio, suggestione poi si attiva, guida soggetto in esperienza, a recuperar risorse scuola. Tutti nel quotidiano, siam seduti davanti un tè, o a un piatto di minestra, con sguardo fisso nel vuoto, o davanti televisione, siamo assorbiti dal programma, dimentichiamo tutto il resto, e sogniamo ad occhi aperti. Bambini spesso in trance, sperimentano realtà, con emisfero cerebrale destro, del gioco ed intuizione, durante crescita poi, e condizionamento sociale, emisfer sinistro è più coinvolto, in favor di apprendimento, di linguaggio e pensiero logico, capacità di calcolo e altro, rinunciando emisfero destro, che resta latente in vergogna. Ipnosi è bimbo sonnambulo, |Trance è visione, anestesia e messaggio, suggestioni aiutan parto, linguaggio simboli di fatto, de-trance ritorna al quotidiano, ovvero un altro tipo trance, che, insegue aspettative, e prepara sue risposte, nel sociale digerite: a ogni momento viene appreso, un elenco di comandi, entra in noi di peso, Ipnosi svela tal copione, che sta nella memoria, e tende a monopolizzarci, idee dei media a comportarci. Noi creiamo identità, da ogni fatto che accade, uno Spirito ti parla, tu esci vai a caccia, Kinaciau va in trance e cura, qigong-ipnosi lo aiuta, a esser se stesso, ottimizzar risorse dentro, mentre Lisa in terapia, assegna ruolo a recitar, cervello plasma in conseguenza, e pilota sua esperienza. Trance è sonno-veglia, stato ipnotico naturale, tranquillità ricettiva, coscienza interna che rilassa, a favore azione inconscia, palpebre si abbassano, globo oculare sguardo vacuo, il battito polso rallenta, temporaneo cessa udito, la mente vaga tra gli archè, che modellano la psiche, e creano suo confine, e parasimpatico si attiva. Ogni giorno cervello alterna, fasi riposo e attività, di circa 20 minuti, a recuperar le forze, in queste fasi di relax, ecco i fenomeni di trance, che Anton Mesmer sfruttava, per sua magneti-terapia, a curare Milton Erickson, a rilassamento progressivo, di varie parti del corpo, lavoro fatto a distanza, o fissazione dello sguardo, su un punto/oggetto preciso. Ernesto assorbe coscienza, di ciò che vede prova e sente, lascia pervadersi dal qi, distensione e concentrazione, meditazione su un oggetto, per raggiunger quiete profonda, a svelare propaganda, che infrange identità, lui usa immagini a suggerire, immaginazione attiva, visualizzazione creativa, per viaggi di fantasia, che catturano attenzione, coscienza su emisfero destro, deputato a immaginario, aiuta ingresso in altro stato. Potere di parole, attiva risorse e cambiamenti, per risultati e obiettivi, la chiave è sempre la fiducia, apertura a innata saggezza, di propria mente profonda, che ha cosmiche radici. Psiche informa e conforma, confine da noi creato, fa superar dolore, realizza sogni che sogniamo, ora ipnosi senza ipnosi, Pang Ming al centro della testa, un punto vuoto lontano, sulla linea di orizzonte, guida classe a ritrar sguardo, nel centro della testa, e da lì a illuminare, ogni parte del corpo, nominandola ciascuna, dalla testa fino ai piedi, come savasana yoga, diventa presente e rilassata, e prepara connessione, a Qi universo illimitato. |Qigong in piedi o seduti, sul bordo sedia schiena eretta, Lisa recita 8 suggestioni, declinando tono e ritmo, modulazione della voce, e movimenti di Laqi, con spirali dei suoi gesti, forma campo desiderato, unito a intenzione del suo cuore, sede dello Shen, in tale campo informazioni, immesse preghiere positive, di benessere e salute, psiche introverte e focalizza, apertura e chiusura corpo, assorbimento da esterno, e raccolta Qi ad interno. Il praticante muove il corpo, da un esercizio all'altro, con la mente assorbita, in muscoli vertebre e qi, cervello non fa differenza, tra realtà e fantasia, qualcuno vede gli elfi in casa, e si comporta in conseguenza, linguaggio ipnotico doppio livello, parla al conscio ed inconscio, con racconto storie e metafore, per obiettivi stabiliti, ecco un sogno guidato: immaginare di entrare, in una grotta in se stessi, dove incontri un caro saggio, che ci conosce da sempre, e ci farà un dono speciale, come coraggio o pazienza, di cui abbiamo bisogno, per affrontare il drago, che fa soffrire il villaggio, cioè nostre diversità. Importate è assicurarsi, con indagini domande, degli effetti ricavati. Anche insegnante di qigong, guida da questo luogo, per aiutare i praticanti, ad aver stessa esperienza, ma ci vuole allenamento, a guidar classe e rinforzare, il campo di azione condiviso, dove la trance riesce a curare, incertezza e dolore, allergia e insicurezza, pure eiaculo precoce, attacchi di paura, ansia di apprendimento, timore e fallimenti, e gare di avversari. Lisa impiega vari modi, soffia sul viso oppure, stringe mano ad indagare, suo pollice massaggia, mio punto anestesia, mentre sua altra mano, m'induce sonno prima; confonde neutralizza, mia parte dominante, usando i paradossi, persona si confonde, stressa mia ragione, ed emotivo irrompe. Sintomo di Trance, è volto inespressivo, sguardo fisso vuoto, passività motoria, psiche molto pigra, con mancanza iniziativa, aumenta suggestione, verso una missiva. Ipnosi è un lavoro, che somma differenze, semplifica esperienze, esperire causa mondo, realtà viene da Rea, che veste ogni esperienze, di magico stupore. Ipnosi costruzione, è immagine mentale, aggrega attorno a idea, idee in evoluzione, è forza aggregazione, di gruppi e di credenze, etichette di consenso, a dar coinvolgimento, o martellano in tormento, a strappare un consenso. Ipnosi anche diverte, ma svela le apparenze, quando scopre il trucco, oltre la corrente, realtà mediata appare, un continuo opinionare, di chi ha opportunità, di dire od informare, aziende del consenso, son fabbri del pensiero, fan uso ipnosi spinti, diffondono modelli, consumi pubblicitari, producon confusione, truffe sui bisogni, scavalcan vigilanza, come zingara fattura: predice un incidente, accende la paura, su base associazione, di esperienze in psiche, trance permette associazioni, tra azioni e reazioni, con comando impiantato, a ricordo del viaggio, illudere è giocare, con realtà condivisa. |CHARCOT usava ipnosi, Salpetriere Parigi 871, in reparto convulsioni, scompone isteria trauma, primo blocco emotivo, respinto in inconscio, sa che vuol manifestarsi, provoca reazioni esorcismi, come Lourdes emozioni, paralitici in barella, lui ordina muoversi, se mancano lesioni, suggestiona sonnambulismo, letargia e catalessi. |FREUD allievo solitario, tra ostili colleghi, studia forza umana, fonda dottrina istinto, osserva i suoi pazienti, ed elabora due mappe, Es Io e super-io. Fame sete e sonno, e pulsioni sessuali, cercano uscire a coscienza, caricare e scaricare, tensione accumulata in ES, accade e si rilassa. Cinque fasi di sviluppo, orale anale e fallica, latenza e genitale, sua teoria psicosessuale, poi in analisi di sogni, vede inconscia storia, flusso di coscienza, in libere associazioni, scopre resistenze e transfert, affettivo di emozioni, di paziente su analista, per scaricare eccessi. Teatro di episodi, permette a ogni malato, spostare sentimenti, con inversion di ruoli, ma Freud ha un solo scopo, intuire psiche umana, e trovare guarigione, nell'io che si trasmuta: se non sarai te stesso, chi lo sarà x te? |REICH allievo studia, energia vivente Qi, lui la chiama Orgone, orgasmo in quattro fasi, qi carica e scarica, relax o radiazione, un sistema caricato, assorbe ancora orgone, come una batteria, poi scarica se stessa, in un processo orgasmo, tensione e distensione. Orgone accumulato, in scatola metallo, un esterno strato lana, di legno o di cotone, organica materia, assorbe bene il Prana, orgone fluisce e curare, ha colore blu elettrone, un suo blocco dà nevrosi, idea fissa che imprigiona, in corazza muscolare, che impedisce libertà, di forza emozionale, massaggia allor corazza, dissolvi dolcemente, isterismo vien da utero, e col dildo lui lo cura, emozioni rilasciate, risalgon mente umana, a curano la psiche: Se io condanno il sesso, dissecco anche me stesso, tal forza incontrollata, produce una nevrosi, si lega a un ideale, spinto sempre al domani, oggi è ancor peccato, il futuro è sempre bello, paziente appar ferito, carente dell'affetto, eppur sua malattia, fà duplice il suo mondo, una inconscia protesta, che irrompe anche nei sogni; qi a ristabilir rapporti, tra le parti in conflitto, Ego cerca smembramento esser ridotto e redento, se tutto va bene, rinasce e guarisce, nuova coscienza di Chirone, che chiarisce confusione, riemerge il sentire, dissecca il senso colpa, fluisce ancora orgone. Reich prova curare, anche energia nucleare, in laboratori Oranur, radio isotopi su orgone, questo muta poli, scatena mortal radiazione, bomba nucleare si spande, 600 miglia dal suo lab, sterilità sui terreni, atmosfera radioattivi, lui condannato dal governo, che lo finanzia in segreto, perde guerra nucleare, incarcerato e rilasciato; ogni cuore vivente, chiede essere amato, bisogno fonte del creato, che Cristo ha ricordato, nel mantra di preghiera, unisci i poli opposti, nel tantra dell'amore. |ERICKSON insegna, a indurre trance Ipnosi, dipende da cultura, la tecnica occasione: una serie relazioni, che dopo lungo uso, appaion tradizioni, ferme e vincolanti, a un popolo che l'usa, ma resta sotto un velo, sua ordita tessitura. Milton in campagna, vive sua infanzia, poi poliomielite, lo blocca nella stanza, invece disperarsi, lui porta attenzione, dentro suo corpo, osserva situazione: ristabilir legami, di muscoli interrotti, dona aiuto ai nervi, sforzi ininterrotti, riaccende attività, motoria a volontà, dopo un anno circa, torna a camminar; dedica sua vita, a ristabilire Ipnosi, evita indagare, natura fluido in sè, aiuta le persone, a dirigere coscienza, per ritrovar salute. |PangMing aprì ospedale, usando sol Qigong, Huaxia Zhigong in Cina, curò duecentomila, e sfornò molti insegnanti, tra cui Lisa taoista, che assieme a Citelli arpista, ascolta ora arpa suono, a evocare suggestioni, profondo rilassamento, Zhineng Qigong le aiuta, a formare un campo Qi, che coinvolge il sensoriale, a formare etere campo, tanto più esso è forte, maggiore reca trance. Lisa parla a bassa voce, guida esplorazione, usa ridondanza, consente regressione, recita più ruoli, riattiva informazione, innata nel paziente: ciascuno fa da sè, trance è ogni momento, ogni apprendimento, è trance di attenzione, concentrano i neuroni, oltre ogni consenso, ecco immaginazione, lo scambio e la fusione. ZQ segue Hunyuan teoria, cui ogni cosa di universo, ha tre forme di materia, energia e informazione, sviluppate a partire, da unità fondamentale, una materia raffinata, priva di forma e aspetto, invisibile a occhio nudo, da cui ogni cosa nasce; questo etere è chiamato, Hunyuanqi primordiale, che vari esercizi, concentrano all'interno, con mente concentrata, a sentir funzioni vitali, e curare malattie. Unione corpo e mente, aiuta Qi a permeare, attraverso pelle e muscoli, tendini vasi e ossa, sciogliendo articolazioni, apre canali meridiani, da periferia fino al centro, iniziando dai collaterali, influendo organi interni. Qi e sangue armonizzati, nei canali ripuliti, rafforzano qi vita, che scorre liberamente, agenti patogeni distrutti, grazie a scambio costante, tra yuanqi universale, e il qi del praticante. Eseguendo i movimenti, attenzione spostata alternata, da interno corpo ad ambiente, focalizzando assorbimento, e fusione nostro Qi, con quello di natura, in un qigong di forma aperta, praticante usa corpo e mente, orientando sua fusione, con etere essenza, potente e inesauribile. Così screma scetticismo, pregiudizi e blocchi vari, torna curiosità, di esperienze vive in trance, si traducono emozioni, in spettacoli di danza, rituali orme di antenati, tutte forme di ipnosi, dove torna intuizione, e cosciente regolazione, di sistema nervoso involontario, e ispessimento di corteccia, nella pratica regolare, cerebrali onde più ordinate, sincrone in coerenza, aiutano longevità, di molti studenti, che riacquistano salute, e diventano insegnanti, a 60-70 anni, con il metodo di Cina, stabilizzano emozioni, grazie aumento loro Qi, più rilassati con Laqi, e più contenti con Chenqi, che attivano endorfine. |Ipnosi non esiste, la Realtà è supposizioni, tra genitori e figli, ipnosi aiuta bene, se tutti son coinvolti, con accordi chiari sincronizzati, vedon scena intera, e guarisce relazione, quan disagio si rivela: se Molta Fede avrai, in Trance andrai, e mesmerismo scoprirai, come Bianca che guarì, da Parkinson malattia, grazie a pratica qigong, dopo i suoi 60 anni, e realizza che la vita, è vissuta appieno quando, corpo e mente sono uniti, e il sé autentico riappare; se valvola cervello, scavalca la ragione, Sincronizza Emozione, concentra Mono-idea, coscienza fa la Trance, si Attivano Fenomeni, poi ritorna col De-trance. Qigong in Italia, entra in reparti di ospedali, e in centri per anziani, per assister direzione, di salita e discesa, entrata ed uscita, cioè apertura e chiusura, per lo scorrere del qi, usando la coscienza, per attirare il Qi, che sempre segue psiche, così illusione aiuta, ad accedere a visione, per avere la memoria, e sincronizzare eventi, entro il campo percettivo, focalizzi un fatto amato, sfoca ogni realtà, e resta un solo dato. |Raymon Grace rivela, scopeta Stillman ipnotista, Lavaggio del cervello, ha principio basilare, chi lo ha subito, non crede averlo avuto, piuttosto egli difende, chi lo ha manipolato, lo chiama anzi profeta, o perfino innamorato, come in sindrome Stoccolma. Lavaggio o conversione, uscì in crociata religiosa, di revisionismo cristiano, di Edward Jon 735, introdusse colpa ansia apprensione, peccatori sotto tensione, sottomessi e dominati, come i bambini alla TV, azzerano la mente, a esser riprogrammati, con nuove info negative, peccatori per inferno, alcuni finiscono al suicidio. Predicatore capo culto, sostituisce suggestioni, Edward lascia i negativi, fino a fin revisionismo, stesse tecniche più tardi, in conversioni di massa, in Nuova York e forze armate, culti di elìte o radicali, a dare appoggio ai superiori, siano preti o reverendi, istruttori o leader vari. Combatti per la tua Mente, poichè poter di suggestione, in archivi subliminali, fa rispondere incoscienti, ai comandi delle volpi, primo passo al cambiamento, è generare un interesse, da uno sforzo sotterraneo, a divulgare verità, che diagnostica un problema, così mediti soluzione: ipnotisti professionisti, fan cassette subliminali, e in Ipnosi seminari, usan tattiche conversione, per aiutar partecipanti, a tornare indipendenti, Laozu autosufficienti. Un campo Qi tiene confini, della stanza in cui si trova, coscienza leader copre tutti, i praticanti nella banza, in sfera di energia, il campo appare più efficace, quan più sono i partecipanti, tempio dorato dei daimisti, tutti aiuta sua struttura, con la forza loro intento, così insegnante può segnare, gli esercizi negli allievi, attraverso visualizzo, di ogni loro esecuzione, e rinforza poi quel campo, creando immagine di un capo, un ologramma del gruppo, che coglie tutte informazioni, intento chiaro che permetta, a informazioni organizzarsi, a realizzare quel trabalho, di eseguir senza fatica, pazienti in cerchio a cui Pang Ming, serve il tè cugino al dame. jung_ricordi-sogni-viaggialdila.m4a
lume057-Il giardino interiore: immagina la tua mente come un grande giardino, alcune piante sono cresciute alla luce, altre riposano ancora sotto la terra, custodendo fiori che attendono la loro stagione. Non puoi aprire un bocciolo tirandone i petali: puoi solo preparare il terreno, portare acqua e luce, e lasciare che la vita compia il suo ritmo. Entra nel tuo respiro e ascolta il corpo: il Qigong insegna che mente, movimento e intenzione possono unirsi, lasciando scorrere il Qi come un fiume che ritrova il proprio corso. Negli esercizi di |Penqiguandingfa, in cui sollevi il qi sopra la testa e lo riversi nel tuo corpo, immagina l'energia che sale e discende attraversa il corpo, apre gli spazi e armonizza il rapporto tra te e l'universo, interno ed esterno, alto e basso. La fiducia è la porta della trasformazione: quando smetti di controllare ogni cosa, la saggezza del corpo inizia a emergere, l'immaginazione diventa un ponte tra ciò che sei e ciò che puoi diventare. Ricorda: ogni parola pronunciata dal cuore porta una direzione, ogni pensiero ripetuto coltiva un seme. Proteggi il tuo giardino dalle erbe che soffocano la crescita, e nutri quelle che portano salute, serenità e consapevolezza. Come un albero che riconosce la terra e il cielo, anche tu puoi unire materia, energia e informazione. Il maestro interiore non forza il cambiamento: prepara il campo, ascolta la stagione e lascia che il fiore nascosto trovi il momento della sua fioritura.

86:lume086-Don Romulo, curandero in Iquitos, sul Rio Momon, unisce la saggezza delle Ande e della Selva. Le sue parole scorrono lente come pietre nel fiume e raccontano la medicina amazzonica, delle piante sacre che accompagnano guarigione, preghiera e conoscenza. Seba partecipa con Romulo e Maria a cerimonie di purificazione con Ayahuasca, Huachuma, funghi sacri e Mapacho, attraversando prove fisiche e interiori che insegnano equilibrio, coraggio e fiducia nel proprio corpo. Nella riserva botanica osserva ocelot, arbusti medicinali, funghi e la vita nascosta della foresta, percependo la selva come un organismo vivente. Ayahuasca, unione della liana Caapi e della foglia Chacruna, richiede digiuno, preparazione e rituali: la purga libera paure e memorie profonde, aprendo visioni simboliche di mondi paralleli. Giaguari, draghi d'acqua, serpenti, Bufeo rosa, volpi e ragni diventano immagini degli antenati, delle forze interiori e degli insegnamenti della natura. I curanderos ricevono gli icaros attraverso sogni, diete e rapporto con gli spiriti delle piante: il canto ordina la visione, guida la guarigione e crea un ponte tra corpo, mente e mondo invisibile. Romulo canta in quechua: |Mi voz te susurra, cosa que crees no saber, dentro ti va encontrar, respuesta a tu ser. Soy energia en ti dormida, despierta ya, mi voz te guia, a traves del agua del amor. Mapacho è tabacco sacro, nutre i Mariri, spiriti aiutanti, e accompagna le cerimonie con soffio, profumo e protezione: i Mariri custodiscono le melodie di potere e trasmettono ai futuri pajè, parole, ritmi e conoscenze per diagnosi e cura. Sachamama, madre della selva, e Yacumama, serpente delle acque profonde, ricordano il legame tra esseri umani, ambiente e antenati. Nel mito, Sinchihuyacui appare in sogno a Gamacuina e insegna che la liana nata dalla sua tomba, può offrire consiglio, memoria del passato e sviluppo della coscienza. La Maloca diventa così luogo d'incontro tra uomini, spiriti e natura, dove la medicina non è solo una pianta, ma una relazione fatta di disciplina, ascolto e rispetto: come il fiume che attraversa la foresta, anche la coscienza può purificarsi, trasformarsi e ritrovare il proprio ritmo profondo.| Seba, in Amazzonia sul Rio Momon a Iquitos, partecipa a cerimonie con Romulo e Maria, pulendo corpo e mente con cactus Huachuma (San Pedro), liane e funghi sacri. Attraversa ponti, combatte vertigini e apprende lezioni di equilibrio e coraggio, sudando e riprovando fino a motivarsi. La Riserva Botanica offre osservazioni di ocelot e arbusti anti-malaria; funghi e lime freschi, in cicli rituali, elevano coscienza e visione della selva. Ayahuasca, decotto di caapi e Psychotria viridis (chacruna), purga e apre il cuore, svelando paure e traumi; la bevanda stimola visioni di mondi paralleli, giaguari, draghi d'acqua e rane in orchestra, riorganizza ricordi e emozioni. La preparazione richiede tempi, precisione e digiuno; la liana Caapi e la foglia Chacruna interagiscono con enzimi MAO per effetti terapeutici su mente e corpo; le Cerimonie includono icaros (canti maestro), mapacho (tabacco rituale) e diete specifiche; i curanderos apprendono melodie e rituali sotto guida dei Mariri, sviluppando capacità di diagnosi e cura. Le visioni rivelano miti, storie ancestrali e simboli animali: Bufeo rosa, spiriti di volpe, giaguari e ragni insegnano piacere, disciplina e protezione. Mito di Ayahuasca: Sinchihuyacui, re mestizo, apparve in sogno a Gamacuina, indicando come usare la pianta cresciuta dai suoi capelli per vedere il passato, ricevere consigli e sviluppare la psiche. La pianta-guaritrice lega uomini e antenati, cuore e selva, creando ponti invisibili tra il mondo reale e quello spirituale.# Seba in Amazzonia, sul fiume Rio Momon, da Romulo e Maria, in Perù presso Iquitos, chiarisce intenzione, pulisce corpo e mente, con cacti liana e hongo. HUACHUMA cacti detto, Sanpedro bevanda, in Romulo fazenda, Seba supera strizza, attraversare 1 tronco, posto su torrente, vertigini combatte, striscia da serpente: passare sopra ponte, lezione ricorre, maldestri tentativi, portano a imparare, sudore in ogni prova, riesce a motivare. Romulo e compagni, in botanica riserva, vedono Ocelot, in agguato nella gabbia, graffio gli ricorda, la visita prosegue, arbusti anti-malaria, e le hongo distese; fungo e lime fresco, dopo un ora e mezza, innalzano al cielo, le forme della selva, 3 funghi per 3 cicli, fan nove sacrifici, su fiume rio Momon, son acque di confini. Viva narrazione, incorpora nel canto, stratifica ogni cosa, che vedo camminando, sopra e sotto acqua, uguali e rovesciati, riflessi son 2 mondi, paion rispecchiati; draghi di acqua e selva, svelano misteri, poggian su esistente, i mondi paralleli, rane in sottofondo, gracchiano in orchestra, frutti Amazzonia, e cactus di Sierra, Achuma ed Ayahuasca, in cerimonia mesa. Tricheco per 10 ore, 3 fasi va snodare, calma rilassante, graduale mal di testa, 1 mango freddo prese, Seba nella mesa, nausea indigestione, gira nella stanza, effetto scende sale, cura in acqua calda; se effetto tarda, probabile non viene, Romulo ci pensa, parla alla sua pancia, mantieniti in attivo, canta oppure balla, dopo di 4 ore, cammina scrive e parla. |AYAHUASCA purga amara, Liana morti in lingua quechua, avvita piante al cielo, su alberi Amazzonia, Seba legge storia, di nascita di liana, da Villavicencio ispano, che narra sua esperienza, in conca rio Orinoco, attorno al 500: ebbero antenati, ascoltato preghiere, mossi a compassione, dei fratelli selve, inviano mama foglia, e yagè consolatore. Mama chacruna foglia, offre suo bambino, pianta smembrata, offerta in banchetto, ogni indio mangia e beve, restano scarti, interrano in selva, secon Mama dettagli: su alberi attorciglia, Liana pianta di avi, cerca via del cielo, è spirito di Caapi, liana di ayahuasca, che sale senza affanno, a casa dei giganti, gli umani impareranno; da seconda sepoltura, nacque arbustello, rubiacea foglie verdi, unita a ritornello: se yagè con chacrona, in pentola bolle, liquido marrone, è raccolto nei vasi, usato in cerimonie, curare e divinare, avi e umani uniti, a mezzo di bevanda, nei corpi spasmo cresce, si forma gruppo mente. Tag-huasca decotto, india medicina, onora mogli e amici, o simposi solitari, risveglia visione, ognuno bello e brutto, rivede il fato suo, lancia invettive, a spettri e malattie: se molte volte beve, indio coi compagni, necessita un gruppo, a prevenire danni, vertigine innalza, inizia lui volare, vede gran città, con ponti e tartar case, assalito dalle fiere, difende strenuamente, dorme si risveglia, emicrania leggermente. |Ayahuasca vino 鬯 chang, decotto curativo, prodotto miscelando, banisteriopsis caapi, detto bimbo yage, jagube daime natema, e psychotria viridis, chacruna ugual caffè. Caapi corteccia liscia, ha foglie lanceolate, fior racemi rosa, samara alato seme, teme attacchi fungi, se ha troppa umidità, aiuta camomilla, innaffia sa svezzar, poi escono piantine, dopo due settimane, germogli con pazienza, controlla umidità. Decotti di liana, sposati a chacruna, pestati posti a strati, in pentola di acqua, bolle 3 ore, esce liquido amaro, sgradevole marrone, travasano in bottiglie: decotto blocca MAO, così diversi cibi, come la tiramina, aumenta noradrenalina, crisi ipertensiva, 4 ore avan rituale, sen farmaci digiuna, via carne caffè, vino birra e latticini, lui beve acqua limone, nausea eliminar, mastica zenzero, amaro mitigar. |CHACRONA tropicale, mesoamerica e caraibi, propaga via seme, o per talea foliare, grappol bacche rosse, come caffè, arbusto ha 4 semi, fusto scarificato, peluria rosso-bruna, cresce 5 metri alto, foglie verdi brillanti, opposte ed ovali, lunghe 10 larghe 4, nido piccoli animali, acari simbionti, la proteggon da funghi; in chacras peruane, la coltivano tutti, a partire da talea, 1 foglia sufficiente, ingrediente al decotto, enteogeno yagè: effetti dopo 1 ora, dalla ingestione, dura 4-6 ore, con picco 1 ora e mezza, + spiriti Mariri, rito chiede incantar, per entrare in cuore, e una cura attivar; chacrona triptamine, simil serotonina, attivata da iMao enzimi, forniti da liana, armina armalina, se assunta regolare, è antidepressiva, parkinson allevia, effetto antitumore, vince alcolismo, e abuso di sostanze, calo di attenzione, autismo crisi ansie, vince parassitosi, e febbre da malaria. Cerimonia di cura, di analoghi ayahuasca, può dare vomito nausea, 20 minuti tutti, pallore e tremore, scema la paura, serotonina calma, aggressione scalza. 鼎 ding vaso rituale, è coppa intagliata, che azzera differenze, allinea gruppo intero, a terre frequenze, aiuta spostamenti, di scale e priorità, ripristina speranze, in gruppi identità: prescrizioni vari, di cibi e situazioni, precedono rituale, purga di emozioni, a fare differenza, buona o dolorosa, possibile esperienza: la medicina scende, va nel cuore tempio, scopre sua bellezza, dopo un certo tempo, gioia per la vita, spontanea guarigione, il gruppo alla Maloca, fa rassicurazione; la pianta-guaritrice, impone disciplina, a chi manca di rispetto, lei fa dispetto, in lezioni di vita, oppure a mezzo sogni, fa esser ricettivo, chiarifica bisogni: sinfonia di rane, con piogge temporali, suoni della selva, reali e immaginari, tappeti di fogliame, gigante ecosistema, che in circolo rimette, vita con materia. Albero di Vita, del mito dei toltechi, vive in Amazzonia, Brasile e Venezuela, se Liana dei morti, può esser riannodata, permette agli umani, viver nicchia data; se un umido legno, non sa bruciare bene, allor nostra persona, limpeza richiede, al fine di sognare, e mondo immaginare. Romulo mi dice, che inarrestabil fiume, sono le intuizioni, 1 corpo come piume, mentre pone a strati, Caapi con Chacruna, in pentola con acqua, bolle la mistura: se medicina sale, come fumo bottiglia, scende nella pancia, la mente scompiglia, apre porta inconscia, viaggia la visione, la medicina è viva, lavora a profusione: pressione con calore, risale dentro me, paura del distacco, nel corpo sta yajè, velocità di fuga, mi assalgono paure, assieme insicurezze, mentali le torture. Giaguaro di Amazzonia, forza di otorongo, vomita e ruggisce, potenza a tutto tondo, il malessere si esprime, al fine liberare, turbina la mente, mosaico a riordinare. La mente della infanzia, fu piena di paure, peccati e sensi colpa, si incarnano in creature, molte proibizioni, imbrigliano gli istinti, piaceri e punizioni, mischiano indistinti; totale confusione, fiducia sol rimane, mi aiuta nuovamente, rinascere purgare, immagini cangianti, al canto di un icaròs, sprazzi di passato, e futuro a zigo-zago. Romulo canta in quechua selva, IKARAY verbo soffiare, fumo e messaggi, parole adatte a dirigere, 1 visione cura od emozione, con Icaro mapacho, che amplifica percetti, poichè icaro son canti, appresi sotto ispirazione, indotta da bevanda, quintessenza del potere, di ogni buon vegetalista, che apprende nei rituali, con diete e profumi, sogni e animali; vede gli icaros rubati, da brujo curandero, travestiti nelle feste, in città di Loreto. Romulo amico dei Shipibo, ci porta a visitare, villaggi Bora e Yagua, lungo rio Momon, su cui brilla la luna, riflette la notte, sui costumi dei Boras, copricapo in piume uccello, mentre il piede batte a terra, loro volano nel cielo. Romulo e Maria, recan bagni floreali, e icar commoventi, purgan dai veleni, aggiungono ingredienti, secondo esigenze, di cure personali, erbe in infusione, e profumi acqua sanGiovanni, di selva medicina, esperienza audiovisiva, con sinfonie di rane, e insetti fastidiosi, mangiati dagli uccelli. Jan Kou in quella selva, chiamata Sachamama, segue un corso acqua, fino al Rio Amazzoni, che nel mare sfocia, cuore di floresta, vide in tela ragno, gioco di finzioni, credenze e culture, mappe interiori, visioni di erbe, gli dice Questembetsa, che veglia cerimonia, dell'uomo di Blueberry: se chiedi alla pianta, ti mostra drago a scaglie rosse, che porta umana storia, sequenze di stagioni, tutto accoglie in sè, mali e sofferenze, come fiume Yacumama, Anaconda delle acqua, che sfama e pulisce, ma a volte punisce, insegna disciplina, le regole del gioco, a vivere quel luogo. Ayahuasca + chacrona, svelan meccanismi, di ogni rigida prigione, poi le orme dei tuoi avi, nel bacino di Amazzonia, segui flussi migratori, lavoratori di caucciù, e gesuiti coloniali, che assistono alla cura, con bevande alle missioni, amerindie riduzioni, dal 700 in poi. Tre gradi medicina, son Muraya Sumi e Banco, dove i pajè prendon Yagè, più volte a settimana, si astengono dal sesso, 3 giorni prima e dopo, a evitare ingelosire, spirito femmina di pianta. Pajè nelle visioni, apprendono canti, parole e nomi ridondi, esempio notte sia tapiro, selva sia patata, giaguari ceste intrigo, lingua twist impara, gemello twin legame, diagnosi e cura emana. Mapacho tabacco, è cibo dei Mariri, nutriti per restare, in bocca al curandero, aiutano la cura, e vanno preservati, da furto dei brujo, che teme fum tabacchi. Muraya-cai sono piante, creatrici di pajè, recan spiriti aiutanti, a mezzo diete e sogni, mariri insegnano a icarare, le melodie di potere, al novello curandero, parole ritmo e suono. Se la dieta si prolunga, molte canzoni apprendo, e se uso altrui canti, ne chiedo il permesso, chiunque ha pazienza, riceve melodie a lui adatte, e padre/pajè diventa. Ogni curandero ha proprio idioma, dei canti vari a zona, spiriti di avi o natura, subacquei o di animale, icaro son tanti, ognuno fa un lavoro, di cura e mondo sogno: se ti appaiono cantando, erotiche sirene, catturano umani, con seduzioni vere. Pusanga canto amore, del Bufeo delfino rosa, nel fiume di Amazzonia, sotto acqua insegna, un prete erotizza, Bufeo è spirito forte, ha carisma sessuale, come spiriti di volpe, piacere encanto per curare. |Pablo Amaringo vegetalista, in Amazzonia peruviana, narra un mito su Ayahuasca, dei mestizo di Pucallpa, un re chiamato Sinchihuyacui, sconfitto giunse affranto, in un giardino di Ande, morì e fu seppellito, anni dopo apparve in sogno, a sua moglie Gamacuina, le chiese andar sua tomba, con alcune principesse, portando suo scudo e lancia, sua mazza bronzo e fionda, una zucca per bicchiere, e un vaso per la chicha; le diede le istruzioni, a mezzo sogni e canzoni, la regina faccia uso, di pianta nata su sua tomba, lasci armi del marito, vicino a tomba fiume, vedrà emergere un Bufeo, col suo corpo rosa brillante, che porta una mazza d'oro; ma regina e le compagne, stramazzan spaventate, incapaci di guardare, ma il re disse via delfino, non abbiate paura, ascoltate mie parole, per comunicar con me: morii triste e amareggiato, a causa di sconfitta, che fui incapace a prevedere, ma ho fatto crescer pianta, fuor dai miei capelli, e ogni volta che vorrete, avrete buon consigli, conoscenza su altri mondi, con liana che qui cresce, presso albero mia tomba, e fiorita reca semi, voi prendete delle fette, Ayahuasca la chiamerete, liana del morto in quechua. Ecco perché le canzoni, che questa pianta insegna a noi, sono tristi e melanconiche, come melopee di arpe, mescolate liana con chacruna, che cresce dai miei piedi, sarete in grado di vedere, colori e suoni vari, e sviluppare vostra psiche, in visione del passato. Romulo ayahuasquero, incanta le sue pietre, come quarzi curativi, e Pablo dipinge le visioni, con disegni da icarare, Aranita piccin ragno, insegna e tesser corteggiare, mentre altri san curare, dar sapienza e caricare, di energia di protezione, al paziente che arriva, canta e soffia buon intento, con mapacho e con yagè, ogni icaro ha portento, che guida fuor del tempo. quid_icaros-di-iquitos_romulo.m4a
lume086-Il ritorno degli amici interiori. Un giovane sognò di tornare al vecchio collegio della sua adolescenza. Cercava amici lontani, compagni di studio e di gioco, persone con cui aveva condiviso risate, idee e palloni da basket; ma mentre li cercava comprese che forse non cercava loro, cercava una parte di sé rimasta in attesa. Lui immaginava mondi nuovi e desiderava seguire il proprio cammino. Per molti anni aveva portato una promessa: proteggere gli altri, aiutare la famiglia, essere forte per chi amava. Era un dono prezioso, ma a volte aveva dimenticato di ascoltare la propria voce. Una notte, sentendosi stanco, uscì sotto il cielo silenzioso; ricordò gli icaros della foresta, i canti delle piante maestre che invitano ad ascoltare il cuore, e iniziò semplici movimenti di qigong: respirò e immaginò il Qi fluire nel corpo, lasciò che il movimento diventasse naturale. Piano piano il corpo ricordò ciò che la mente aveva dimenticato: leggerezza ritmo e fiducia. Come un fiume che trova la sua strada tra le pietre, anche lui scoprì che la forza non nasce dal controllare tutto, ma dal collaborare con ciò che vive dentro. Da allora, nei momenti di fatica, si fermava qualche minuto, ascoltava il respiro, guidava l'attenzione e ringraziava il corpo. Capì che la vera magia non era fuggire dalla realtà, ma abitare pienamente il presente. Gli amici del sogno erano tornati: non fuori di lui, ma dentro quella parte libera, creativa e gioiosa che aveva sempre accompagnato il suo viaggio e il suo respiro. |Ha na nai nana ha roi, nini ha nana ro (discende nella pancia, inizia vibrare come un Anaconda che segue una pista). Mi voz te susurra, cosa que crees no saber, dentro ti va encontrar, respuesta a tu ser; ocho doble círculo fecundo dos serpientes, te habla sin decir, te dicen sin hablar, soy energia en ti dormida, despierta ya; quiero ascender, cerrar el círculo aquel, donde flor duerme, cuando el azul llegue, tu cara y la luna, a tu cabeza su encuentro, serpiente roja desde base, fundirme col sol. Y mi voz te guia, a traves del agua del amor. Il piccolo dottore viene ancora: io ti lascio parlar, dentro mia mente ogni cosa va mostrar, dammi una canzone, che riesce tutto a collegar.

96:lume096-|Yolanda canta: Defuma com as ervas da jurema, defuma com arruda e guinè, alecrim benjoim e alfazema, vamos defumar filhos de fè.|Defuma defumador, Esta casa do nosso senhor, leva pras ondas do mar, o mal che aqui estar.| o Rei que veio pra Rainha (yolanda.38), Ele è o Rei, Que veio pra Rainha, Ele è o Rei, Das bandas de la, Que veio a qui no sertao, Com a Jurema se encontrar, E este Rei, Foi se casando com a Rainha, E no reinado, Do sertao nasceu a flor, que os caboclos da Jurema, batiza com louvor. |Eu-caminhando (yolanda.41), Eu caminhando E veio a ordem do meu Pai, Me ordenou Que eu saisse da ilusao, Também me disse Que para se ter amor, E so lembrar Que a gente tem um corasao, Este caminho Ele beira tanta incerteza, E tambem passa Por tanta escuridao, Peso a meu Pai, Que me de muita firmeza, Para eu dar, Conta da minha missao, Eu veio a lua E as estrelas a brilhar, Chamo a Jurema Pra comigo festejar, Dou viva ao ceu E peso ao Rei do Firmamento, Me de a luz Me de a forza do luar. |encontro com a Jurema (yolanda.45), Eu viajando E me encontrei com a Jurema, Que o segredo De outras linhas revelou, Ela trouxe os seus encantos aos congares, E nos altares Sua prece ela rezou, Oh Jureme o Juremà, Sua beleza vem do luar, Oh Jureme oh Juremà, Trazendo a bensao, De Oxalà, Estes misterios, Ela tem como siencia, Sua magia, Desabrocha como flor, E no terreiro Ela è luz da verdade, Ela è Jurema Filha do Rei Criador, Oh! Jureme o Jurema.. E na jornada, Dentro desta luz divina, Eu encontrei Com um mensageiro do Senhor, Ele era um Rei Mago do universo, Ele è estrela no congar do meu amor, Oh! Juremè o Juremà. |Jurema-chegou (yolanda.09) Foi a Jurema, Quem trouxe tanta beleza, Brilhando estrelas, Os planetas e o luar, E o universo, Se abrindo como flor, Festejando este amor, e a Jurema fez brilhar, E aqui na Terra, No jardim da esperansa, Ela è uma planta, Que o Pai mandou plantar, e Sua raiz, è medicina do astral, Para combater o mal, E o Divino habitar, Foi ela quem Cantou nas matas do sertao, |Unindo irmaos, De varias tribos no congar, E o caboclo, Que carrega a tradisao, Brinca |Torè la no sertao, Chamando a forza pra reinar, Ela è Jurema Ela è a linda flor, que Deus mandou, Para brilhar o meu congar, Quando a Jurema chegou, Ela fez balansar, la vem com Xangò, Ela vem com Oxalà, Dando brilho a estrela, Da Rainha do Mar, Ela è Jurema de Deus, E veio aqui nos curar, El trouxe o amor, Pra nos alimentar, Ela trouxe a uniao, Pro povo se reencontrar.| Le piante della famiglia delle Fabaceae, Acacia, Robinia e Mimosa tenuiflora, sono usate in medicina tradizionale e rituale. Acacia offre gomme, infusi curativi e decotti utili contro arteriosclerosi, ferite, epilessia e infezioni. La Robinia pseudoacacia, con i suoi fiori eduli, è impiegata in cucina e come miele. La Mimosa tenuiflora detta Tepezcohuite o Jurema preta, è al centro di rituali spirituali in Brasile, Messico e Ande: cicatrizzante potente, curò migliaia di ustionati a Città del Messico. La corteccia macerata genera una bevanda sacra, la Jurema, usata in cerimonie per guarigione fisica e psichica. Le popolazioni indigene come i Kariri-Shoko, Truká e Atikum, la integrano in danze (Toré), culti sincretici (Umbanda, Catimbó) e pratiche di resistenza culturale. La Jurema unisce piante, spiriti e memoria ancestrale: si beve in contesti comunitari per contattare gli antenati, guarire il corpo, purificare l’anima. Yolanda, guaritrice italo-brasiliana, partecipa a queste cerimonie, introduce la Ruta (harmala) nella miscela, e contribuisce a riti profondi che combinano medicina naturale, trance e canto sacro, recuperando identità e tradizioni minacciate.# ACACIA albero cibo e cure, corteccia trasuda gomma, eccipiente farmacie, mentre 10 foglioline, in tazza acqua bollente, infuso 6 minuti, filtra e bevi acqua, cura Arteriosclerosi, in ricetta Luz Maria. Dogòn usan corteccia, di radici ataxacanta, in decotto per ferite, epilessia e sifilide, i Masai per oftalmie, e Bulul senegalese, purga anti-diarrea, vermifugo afrodisiaco, cura gonorrea; baccelli di acacia, macera in acqua, pesta in mortaio, seccati nel sole, emolliente protettivo, di ulcere e ascessi, disturbo digestivo. |ROBINIA pseudoacacia, cresce rigogliosa, suoi fiori nel risotto, liquido miele dona, o prepara una pasta, con uova farina birra, immergi fior robinia, come fiori zucca, friggi in olio o poni, qual frittelle o pizza. Come Acacie e Robinie, le selvatiche mimose, temon tramontana, ma se radicano bene, spaccano la pietra, e fanno assai polloni. |MIMOSA TENUIFLORA, detta hostilis preta, è alberello cespuglioso, alto 5-7 metri, spine robuste sui rami, e rigonfie a loro base, spontanea in Messico e Brasile, e tutta America Centrale, Venezuela e Colombia, dove è detta carbon negro, cabrera cují e cabrera, nahuatl Tepezcohuite, jurema preta e ajucá. Yu rema vuol dire, vino in lingua Tupi, in Caatinga ecosistema, cura crisi e guerra, se terra è in siccità, vive solo Acacia, col cactus Mandacaru; cresce alla Caatinga, foresta povera in Sertao, cura mal aria e mal viento, paura e spavento, invidia e malattie, della società andina, in Perù settentrionale, dove il trattamento cura, prevede paziente cerimonia, amuleti a base di erbe, Asteraceae e Solanaceae, e Lamiaceae aromatiche, per via topica e orale, miscele da bollire, in acqua o spirito di canna. Tepezcohuite è albero-pelle, che sa cicatrizzare, corteccia e radici, sfiamma antibattere, tannini e saponine, alcali kukulkani, unguento sulla pelle, cura ustioni + gradi: rigenera tessuti, in presenza di ferite, eritemi e bruciature, ulcere dermatiti, polvere corteccia, curò vittime esplosione, di gas e petrolio, presso Città Messico, 5000 gravi ustioni, svuotarono farmacie, per trattamento bruciature, allora misero su ustioni, corteccia Tenuiflora, che cresce abbondante locale, rigenerando loro pelle, con ottimi risultati, assieme a fiori Calendula, si produce una pomata, che cura ragadi mammarie, 90 % dei casi. Tenuiflora forma crosta, solidale con cute, stimola collagene, elastene e ialuronico, induce pelle rinnovo, crosta cade a guarigione, lungo tutto corpo, nervi bocca e varici, e decubito forzoso, acne eczemi micosi, herpes genitale. Altre cortecce mimose, ophthalmocentra è rossa, detta Jurema vermhela, poi Mimosa Verrucosa, detta Jurema branca, poi Mimosa Acutistipula, è alberello jureminha, poi Mimosa arenosa, infine la aomnians, dal Messico ad Argentina, ha colore rossastro, trasmesso alla bevanda, in cui è fatta macerare, corteccia radice 24 ore, in fredda infusione, poi è aggiunto miele d'api, a correggere il gusto, astringente ubriacante, miele agisce da conservante. Radice posta su una pietra, pestata con altra pietra, a battitura completata, si mette massa in bacinella, viene spremuta con le mani, piano acqua si trasforma, in brodo rosso spumoso, adatto a esser bevuta. La battitura di corteccia, è come liana di caapi, o radici kava-kava, sfilaccia fibre legnose, per acquosa estrazione, con spremitura a mano, dove corteccia sfilacciata, reca in acqua schiuma bianca, saponacea poi rimossa, prima di bere amar bevanda. |LACANDONI figli del Balchè, fanno altra medicina, con corteccia altra mimosa, assieme miele fermentato, di Apis melipona, priva di pungiglione, essa purga e unisce tutti, in cerimonie regolari; Maya rimasti nella giungla, fanno canti abiti bianchi, in ricordo al tempo antico, di espansione in Yucatan, disboscando e coltivando, i curandero e sacerdoti, fermentano acqua-miele, a ricavare un idromele, macerando la corteccia, Mimosa Lonchocarpus violacea, un alberello-farmacia, di Yucatan-Chiapas, a purgare e curare, dai vermi intestinali. Lacandoni dopo un mese, bevon balchè idromele, a curare e vedere, testa cuore e intestino, Ciankin vecchio loro capo, mescia il vino rito e mito, purga e muta in cerimonia, ogni ansia divien gioia. Yolanda al Terabuti, narra i |KARIRI-SHOKO, che usan Jurema branca, la vermelha e poco la preta, che ha forza non comune, dentro etere corrente, fonte di india sapienza. Vivon deserto sabbia fina, fiumi e piogge rare, semiarido clima, su terre depredate, riprendono diritti, nativi di riserva, riscoprono radici, sul fiume Sao Francisco. Jurema in loro riti, alla danza del Torè, cura il cuore indio: Ambrosio Vilhalva, un leader dei Guarani, attore Birdwatchers, il suo popolo riscatta, su terra ancestrale, prepara la bevanda, per suo popolo curare. La corteccia di mimosa, asciuga fuori e interno vive, fin quando pioggia muta, corteccia secca cade, albero ringiovanisce, alimenta miti e canti, nel secco juremàl. Kariri prendono acqua, dal Mandacaru cacti, mentre acqua di mimosa, la bevono insetti, predati da serpenti, che vivono fra i rami, che albero protegge, con spine di acacia, e defunti sorregge: tra rettili guardiani, è centro resistenza, regno del Cangaso, Sertao brasiliano, sta un albero di vita. Kariri del Sertao, nei latifondi chiusi, fanno occupazioni, rivendicano terre, chiedono allo stato, espellono invasori, stringono rapporti, con clan di filiazioni. Kariri-Shoko storia, un padre figlio e nuora, pelle color bianco, e 6 persone indiane, diretti verso il bosco, a causa siccità, rimaser molto tempo, mangiando selvaggina, piante e tuberi scavar. Tupa donna indiana, allora fece medicina, essi bevvero ubriachi, e fecero l'amore, Tupa con suo cugino, da ciò nacque un bambino, generando la famiglia, che inizia indiano clan, in foresta di Ouricuri, cioè palme da cocco, del Cocos coronata, e diffonde nei dintorni, dando vita ad altri clan. Ogni tribù viaggiò altri luoghi, in ogni angolo del mondo, ma la famiglia originale, rimase in Ouricuri, villaggio di foreste, dove forza identità, sopravvive in antenati, confine dei rituali. Deserto magro raccolto, li spinge al salariato, verso altri paesi, così persero la terra, poi arriva il riscatto, con terre date a strisce, simili per tutti, mais zucche e fagioli, manioca e meloni, in agro sussistenza, oggi vendono ai mercati, i frutti della selva. Danza del Torè, nei culti dei Kariri, al sabato notte, in un Terreiro santo, recinto con 2 porte, sequenza qui si svolge, ruota attorno al vino, dove spirito foresta, è portato da Jurema, a fare union convivio. Kariri van curare, vecchie zone devastate, da clima e malaffare, sono i figli di Mimosa, la inscrivono nel corpo, con un seme sottopelle, Ouricuri riti di passaggio, dove in bosco sta il villaggio, festa Mata-dos-encantos, che rilascia suo potere, a mezzo piante frutti. JUREMA è la bevanda, ma anche foresta sacra, terreno luogo e culto, piante e pure mito, nasce culto nord-est Brasile, presso tribù native, di Pernambuco Alagoas Bahia, fra Pancararú e Tusha, Guegue e Pimenteira. Lusofoni inquisitori, dal 700 a oggi, rivelano le usanze, a preparare il vino, di gruppi sopravvissuti, a conquistatori europei, con epidemie e menzogne, e reclutati in false guerre, rivolte poi soppresse, con massacri predatori; poi giunse presso loro, il mito del riscatto, Jurema è sangue Cristo. Narrano Atikum, che presso Gesù croce, giunse Maria Maddalena, per pulirgli le ferite, Signore dove butto il sangue? ai piedi pianta Mimosa, per servire da scienza, ai nativi Brasi-Kongo, rispose il Signore. La conoscenza del vino, trasmise ai vari schiavi, mestizo e neri fuggiti, da loro regni nei quilombo, comunità rurali miste, dove i neri africani, introdussero bevanda, nei culti possessione, Candomblé e poi Umbanda. Questi culti a loro volta, influenzan culti da Jurema, che integra teologie, modi rituali africani, poi a inizi 900, popolazioni brasiliane, con decreti indigenisti, dai nuovi governi, ottengono licenze, su propri territori. Yolanda nel Sertao, zone interne di Bahia, vide Pernambuco bande, su terre già sconvolte, da guerre tra cartelli, di piantagioni droga, tra cannabis spagnola, e pistole turbolente, allora va in Oruba, trovar popolo |TRUKA', paesino di collina, sotto montagna Uma, là danza e prega, dentro una grotta, Cabocla possessione, inizia infine monta. Truka fan mistura, aglio e aquardiente, hanno questo mezzo, il solo conveniente, svuotano bottiglie, di grappa brasiliana, circondano altare, ogni fine settimana: fedeli abbandonati, in suppliche danzati, corteggiano discesa, di spiriti incantati, ciascuno sperimenta, un cambio identità, attiva guarigione, conforto e vitalità; sebbene hanno bevuto, i medium spiritati, infine restan sobri, seduti ed appagati, Yolanda porta a loro, ricetta con asfand, così produce il rito, Jurema dos congà. Mimosa-e-passiflora, Yolanda scambia semi, di ruta detta asfand, a far nuova ricetta, propone poi un rituale, con Gioacchino don Antonio, leader spirituale, juremeiro uomo, che prepara e serve vino, assieme 4 medium, che cantano sua trance, fin termine di danza, Antonio si distende, in mesmerico viaggio. Yolanda il giorno dopo, parte presso gli |ATIKUM, sulla sierra di Uma, lascia semi peganùm, da seminare in loco, per migliorar bevanda, invitata guida il rito, presso Boa Esperanza, poi Alto Paraiso: inizia cerimonia, e arrivano persone, al recinto della danza, c'è rito fumigazione, un lavoro pulizie, diretto dal pajè, a mezzo grandi pipe, a proteggere terreno, prepara bagni cure, malocchi scioglie pure; radici foglie fiori, di Acacie del deserto, macera cortecce, pestate a dare vino, che Alencar già descrisse, in romanzo Iracema, regina muore e vive, incontro tra culture, miscela due nature, nel vino che cura, mal di testa e denti, contrasta malattie, di venere e di pelle. Mimosa con radici, nel Sole di oriente, batte sue scorze, su roccia corrente, Iracema in acqua fredda, spreme bene il succo, spuma toglie dal bacile, strizza poi l'ammasso, acqua fa rossiccia, a mollo in una notte. Radici foglie infuse, son birra preferita, dagli esseri Encantados, alla Torè partita, viene da Ouricuri, essenza del rituale, si svela a noi graduale. Pajè raspa radice, ripulita da terra, lavata e pestata, in acqua macerata, lasciata fermentare, amara è la tisana, aggiunta Passiflora, o Ruta di harmàla. Jurema purga corpo, con effetti cinesteti, guidati dal sonaglio, 4 ore mitopoiesi, molti provano crampi, stomaco prime 2 ore, altri vomito diarrea, se han preso harmalone. Vino estratto da radice, è incenso pure usato, 5 grammi bassa dose, 10 è la norma, qualcuno aggiunge aceto, o succo di limone, accelera estrazione, mentre la ebollizione, quel liquido concentra, da 1 fino 4 ore; dopo trenta minuti, 4gr harmala o caapi, iMao pericolosi, se combinati ad alimenti, nausea o mal di testa, svenimento a volte morte, chi gioca con la sorte. Capi locali offron bevanda, per danze rituali, a invitare Encantados, che partecipano a festa, nel clima incorporato, pajè inizia la danza, Torè oraria rituale, flauto suoni balli, attorno fuoco centro, i presenti entrano in danza, sciolto ogni patema, chiedon guarigione, purgano sofferenze, e allontanano mali, con fumo di essenze, maschere e costumi, tutti adornati, copricapi di piume, dove ognuno diviene, medium a suo modo, ospitano i corpi, gli spiriti uccelli, dei tempi kukulkan: Yaba è femminile, Aboro è maschile, androgino sistema, mito vuol offrire, psiche ha concepito, suo originale ambiguo, possiede individuo, e stempera confini, nel num della Libido, vulcano desiderio, o libido inespressa, ha spiriti attirato, al corpo della festa. Francisco di Rodelas, svela sua ricetta, Vino che facciamo, mai rende ubriachi, ci permette parlare, con tutti nostri avi, nelle feste del sertao. Truka alleati ad olandesi, contro i portoghesi, cercano Jurema, loro etnica entità, costruita in segreto, durante tal periodo, giunge a odierno credo, tollerato da portoghesi, quando nemici dei francesi, ma sconfitto il nemico, juremero ancora offesi, indios vanno in Maranhao, con cerimonia del Torè, adottata pur da Umbanda, nelle corti portoghesi, nuovo Orixa si alza, cabocla in linea Oxossi, che da costa nordestina, giunge in muove tende. Caboclos curan tutti, in feste Varakidra, Dio fulmine dei Tupi, stagione Ouricuri cocco, si incontrano + clan, in politico convito, per scambi e gareggiare, intrecciare relazioni, parenti vivi e morti, mondo spirituale, assieme ambasciatori, col vino di visione, la forze della cura, in religione cerimonia, innesto di culture, nasce il rito Juremado, o Praia do negros, oltre razional strutture, incorpora caboclos, nel brasiliano credo, di indigeni catimbos, che cercano la cura: Luzia Micaela soffia, sul punto dolente, inizia cantar lingua, con canti e sonagli, un vento corrente, fa danza indovina, con vesti angolane, un cappello piumato, connette piano astrale. Yolanda danza ancora, scossa dalla forza, Eolo nella trance, entra dalle orecchie, profeta e risponde, a domande dei presenti, indica i rimedi, di Jurema guerriera, mentre scendono i caboclos, nei cuori dei fedeli, encanto-de-luz, assieme a spirito Santo. Jose Andrade scrive, Jurema è 3 cose, liquido di piante, cerimonia religiosa, Cabocla entità, di Tupi discendenti, cuor di resistenza, del culto popolare, donna amazzone astrale, in Brasil Colombia e Venezuela, culto a Maria Lionza, che difende uman diritti, e autonomia di terre. 709 padre Bernardo, ebbe visioni meraviglia, da bevanda Jurema, fra i Carisi del Rio Grande, maracas rito del Catimbó, possession Brasile-Kongo, monasteri in Pernambuco, di Carmelitani Scalzi, di re Giovanni V Portogallo, partecipan bevute, anch'essi denunciati, dal vescovo geloso, che vede i missionari, rientrati dalla sbornia, che raccontano visioni, di mistici sentieri. José de Calva italiano, cappuccino 700, missionario in Paraíba, nel Sertão do Pinhanco, scrive a Ufficio Inquisitore, il diffondersi del culto, fra i nativi liberati, nei villaggi dei Cariri, dopo espulsione Gesuiti, in Brasile 759. José narra cerimonie, di chi desidera bere, partecipare al culto, prima sia curato, pena il pericolo morire, poi in cratere acceso un fuoco, e riscaldati dei carboni, ecco miscela di radici, a creare un fumo denso, la persona sdraia presso, apertura di quel pozzo, il suo corpo riceve fumo, che lo lascia poi curato, allora beve la bevanda, corteccia secca di Acacia, fuma foglie di tabacco, e usa un sonaglio zucca, pieno di sassolini. Maestri enologia, conoscevano miscela, a produrre la bevanda, agitando i sonagli, cantando toante pianta, per chi non cade in danza, come i Kung del Kalahari, donne cantan regolari, assieme ai loro bimbi, la danza è circolare, fino a svenimento, come morti al suolo, sino a che il sonaglio, agitato sulla faccia, assieme a una canzone, riporta in stato desto. Jurema giunge in Amazzonia, 788 padre José, tra Amanayé di frontiera, Piauí e Maranhão, durante loro festa, usan bevanda da radice, un tempo usate in guerra. I nativi del nordest, uniti coi lusofoni, in lotta contro i predoni, portan vino in Amazzonia, culto Jurema si diffuse, tra le orde di coloni, capanne mulatte in foglie cocco, e recipienti terracotta, uomini e donne a danzare, una pipa passa mano, ogni casta ha il suo segreto, pezzi rami di jurema, come pelle di animale, ragazze attorno al recipiente, fuma pipa cachimbo, soffia fumo su bevanda, dove forma strato spesso, mentre un vecchio con maracas, danza a torso incurvato, attorno al gruppo cantando, scambia versi con il coro, il vecchio poi a ciascuno dà, un poco di bevanda, con scodella terracotta, fumiga oggetti e persone, e bevanda nel vassoio. Vino veritas si dice, mostra il mondo intero, cielo aperto a fondo rosso, dove sta il Dio fumoso, campo fiori degli avi, presso montagna azzurra, con uccelli beja-flor, mentre il sole è sotto terra, uccello tuono è grande un metro, penne rosse sulla testa, apre e chiude il suo pennacchio, che il fulmine produce, e quando corre qua e di là, emette il suono tuono, contro aria cattiva, mal viento susto espanto, malocchio ed envidia. Yolanda cura da dipendenze, in Brasile ed Olanda, a gennaio 97, nord-est Brasile viaggia, assieme Atikum e Truka, traversa il deserto, pur tra vari pericoli, arriva sulla sierra, da Ana Olinda Conceicao, cacique sindaco tribù, che la sistema a casa sua, con amache 2 giorni; dopo lunga camminata, condotti a 1 grotta, fà lavoro di Jurema, fino a notte fonda, usa mimosa e ruta, Ana va cantare, avvia trance di encantos, incorpora cabocla, canta prega e parla, con persone bisognose, di consigli e prana. Ana chiese a Yolanda, il toante della Ruta, pianta a loro sconosciuta, cioè qual musica attiva, le sue virtù di cura, Yolanda canto la canzone, appresa dai Trukà, nel primo rito con Asfand, poi assiem a donna Ana, prepara 2 bevande, harmala e vino Acacia, unite poi in mistura. Cotina 80 anni, dopo terza dose, inizia a cantare, e Ana cade in trance, Cotina perde azioni, nel panico gli indiani, ma Ana ebbe fiducia, porta ordine in stanza, Yolanda canta toante Ruta, e minuti + tardi, Cotina torna a conoscenza, si alza va ballare, una Torè dopo anni, di astinenza causata, da sua età avanzata, seduta al suolo narra, sono stata a casa! Ana canta e balla, fino a rito conclusione, poi seduti sotto stelle, con lacrime agli occhi, dice abbiamo ritrovato, radici dei nonni! Yolanda e compagni, le lasciano i semi, da bere e seminare, e riprendono sentieri, con banane ed abbracci, portan ricetta e semi, ai Funios e Caimbè, dove identica esperienza, danza satura esplode, fuor corpo brucia sofferenze, scalda il piede sotto, e sudore va copioso, la pancia surriscalda, quan spirito possiede, e corazza pure salta; corpo si alimenta, dal sogno interiore, a uscir da depressione, serve 1 gesto amore, Yolanda e Kinaciau, conoscono la cosa, sfregan da corpi caldi, via ogni sofferenza. 
lume096-Jurema e la sua storia, botanica e rituale, e i suoi figli di Acacia, albero del cibo e medicina amara. Lei giunge da foresta: fumiga con erbe di Jurema, con ruta e pepe di Guinea, rosmarino, benzoino e lavanda, fumighiamo i figli della fede. Fumiga fumigatore, questa casa del nostro Signore, porta alle onde del mare, il male che è qui. Il Re venne per la Regina, dalle terre di laggiù, venne qui nell'entroterra, per incontrar Jurema; il Re sposa la Regina, e da loro nasce il fiore, che i caboclos di Jurema, battezzano con lode. Yolanda sua devota, cammina con suo Padre, che gli ordina lasciare, illusion di ogni progresso, ad avere vero amore, dovrai sol ricordare , che abbiamo un cuore vivo, che indica il cammino, e confina tua incertezza. A passare oscurità, chiedo a mio Padre, di darmi la fermezza, a che io possa, render conto, della mia missione. Ecco la luna è giunta, e le stelle van brillare, chiamo io Jurema, assieme a festeggiare, faccio un applauso al cielo, e chiedo al Re del Firmamento, Dammi la luce dammi la forza del chiaror di luna. Acacia in uso esterno, cura ustioni e bruciature, con fiori di Calendula, sua corteccia pestata, e macerata in acqua, calma dolori e ferite, epilessia sifilide e oftalmie, cura l'anima sfibrata, con spremitura a mano. Radice del sertao, ospita insetti e serpenti, con spine acuminate, e i defunti seppelliti, fan centro resistenza, riscatto a identità, di comunità indiate, oggi salariate. |Jurema è redenzione, riscatto proprie terre, interiori ed esteriori, striscia dopo striscia, per ripiantare l'orto, fiorito attorno al Sè, sator fonte di acqua, in cuore mai sconfitto, che assieme alla libido, fa un circolo di lucea uscir da depressione, col tocco dell'amore. |Isaia profeta dice, dove è corso sangue e fatica cresce albero di oblio.

98:lume098-Croton lechleri, detto Sangue di Drago, è un albero dell'Amazzonia e delle Ande. Dal taglio della sua corteccia sgorga un lattice rosso ricco di taspina, che arresta il sanguinamento, favorisce la cicatrizzazione e protegge dalle infezioni. Da secoli è impiegato per ferite, ustioni, ulcere, punture d'insetto, gengiviti e altri disturbi. Resine simili, chiamate anch'esse Sangue di Drago, si ricavano dalla Dracaena di Socotra e da alcune specie di rattan delle Isole della Sonda, usate come medicine, incensi, pigmenti e lacche. Accanto al Croton compare il Neem, altra pianta custode, del Nepal stavolta, il cui olio respinge i parassiti favorendo l'equilibrio naturale dell'ambiente attorno: |Olio-di-Neem su cocciniglia, cotonosa o farinosa, + sapone di Marsiglia, scioglie lo zucchero della foglia, tu spruzzalo sul limone una volta a settimana, e se infestazione è forte, usa l'olio minerale. Olio di Neem entra dentro la foglia e avvolge la larva minatrice. Croton e Neem, insieme insegnano che la natura non elimina ogni ferita: le offre il tempo e la forza per rigenerarsi. Ora rifletti: ciò che esce dalla ferita della pianta diventa protezione, bellezza e memoria.| CROTON lechleri, noto come Sangue di Drago, è un albero dell’Amazzonia e delle Ande. Il suo lattice rosso, estratto dalla corteccia, è un potente cicatrizzante e antisettico. Contiene l’alcaloide taspina, con proprietà antivirali, antitumorali e astringenti. Usato per curare ferite, ulcere, ustioni, punture di insetti e gengiviti. Per uso interno aiuta contro malaria, anemia, dolori mestruali e problemi respiratori. Le resine rosse del Sangue di Drago si ricavano anche da piante come Dracaena cinnabari (Socotra) e specie di Rattan (Isole della Sonda). Utilizzate per lacche, restauri, inchiostri e incenso, hanno virtù emostatiche, cicatrizzanti e febbrifughe. NEEM (Azadirachta indica), detto "farmacia del villaggio", è un albero del Nepal. L’olio e il decotto di foglie sono antiparassitari naturali per pelle e agricoltura. Spruzzato regolarmente allontana acari e insetti. Favorisce la presenza di uccelli e vespe utili contro parassiti dell’orto.# |CROTON lechleri, sangue Drago rosso, amazzone euforbia, don Romulo mi dice, che lattice viscoso, estratto da corteccia, di Lechleri Croton, è buon cicatrizzante, guarisce le ferite, in Amazzonia e Ande. Lattice corteccia, cura ulcere ferite, alber sempreverde, chioma ampia tonda, foglie forma cuore, acuminate affonda: tiene alcali tropani, alcaloide Taspina, antisetti antitumore, su pelle strofina, addensa divien bianco, circola veloce, guarisce ferite, ustion lacerazione, punture insetto, artriti e cicatrizzi, lattice via orale, diluito a gengiviti, contro tigna e malaria, anemia leucemia, emostatico astringente, aiuta muscolare, antiviral respiro, calma dol mestruale. |SANGUEDRAGO sono, resine rosse, da piante tropicali, Croton Dracaena, essudano da tagli, della corteccia, o incisioni tronco, rami frutti cerca: Dracaena cinnabari, da isola Socotra, in oceano Indiano, tra Yemen e Somalia, dà resine migliori, per via isolano clima, incenso con tinta, lacca-restaura legni, cornici e violini. Panacea a ferite, buon coagulanti, alle Canarie cresce, endemica dracaena, usata come incenso, pulisce da influenze, inchiostro rosso reca, ai sigilli serve, in isole di Sonda, è palma di Rattan, usata a laccare, e decorar rossi fogli, resina raccolta, dai frutti del Rattan, acqua calda separa, in palle di dragan: virtù anticoagulanti, Sangue di Drago, usato esternamente, ferma sanguinamento, internamente dosato, cura ulcere bocca, abbassa la febbre, e la diarrea smorza. |NEEM albero Nepal, |Azadirachta indica, Farmacia villaggio, custodito tramandato, olio di Neem, usan contro parassiti, pustole di pelle, di uomini e animali, anche sulle piante, diluto e irrorato, repelle ogni acaro: spruzzo acqua neem, almeno 4 volte, invito coppia Cince, frutteto nido vuole, vespa depone uova, in larve e bruchi che, danneggiano orto, + larve attir ben. flora_olio-neem_antiparassita.mp3
lume098-Il serpente porta il veleno dell'inganno che cresce dove il cuore si svuota di verità. Micael lo affronta con la giustizia, Maria con la grazia: entrambi non negano il serpente, ma ne spezzano il potere. Anche la foresta custodisce questo insegnamento. Quando il Croton lechleri viene inciso, non trattiene la sua linfa: dona un sangue rosso che richiude le ferite. Una fiaba della foresta amazzonica racconta che, gli uomini domandarono alla Foresta quale fosse il rimedio più forte. La Foresta non rispose. Un giovane allora ferì per errore la corteccia di un grande albero. Dal taglio ne uscì sangue rosso. Il ragazzo pianse, credendo di averlo ucciso. L'albero gli disse: non temere, ciò che esce dalla mia ferita non è la mia fine, ma il mio dono. Con quella linfa furono curate le piaghe dei bambini, le ustioni dei cacciatori e le ferite della guerra. Da allora i saggi insegnano che l'albero non sanguina per morire, ma perché la vita continui. Chi riceve quel dono porta con sé una cicatrice che non è sconfitta, ma memoria. Il guerriero attende il tempo giusto: non combatte per rabbia, ma quando il cuore è limpido. Oracolo del drago: dalla ferita nasce la medicina, e la cicatrice non cancella il colpo ricevuto, ne custodisce la forza trasformata. San Pancrazio sorride e parla a chi combatte con dolcezza: Il Serpente inganna, ma chi lo guarda senza paura lo rende muto, chi è pieno di grazia non teme il veleno; non cercare una vita senza ferite, piuttosto custodisci ciò che in te sa richiuderle senza indurire il cuore. Ogni dolore attraversato con presenza può diventare rimedio anche per altri.

99:lume099-Feijoa sellowiana, originario del Sud America e appartenente alla famiglia del mirto, è un arbusto sempreverde, coltivato anche in Italia come pianta ornamentale e da frutto. Produce bacche profumate dal sapore che ricorda ananas, fragola e guava. Si consumano mature, quando cadono spontaneamente dall'albero, oppure tagliate a metà con un cucchiaino. Anche la buccia è commestibile e ricca di antiossidanti. Il frutto apporta vitamina C, vitamina B6, potassio, magnesio, iodio e rame; sostiene il sistema immunitario, la digestione e la salute della pelle. Foglie, semi e polpa mostrano proprietà antibatteriche e antifungine. Guayava Psidium è la sua parente più prossima: anch'essa offre frutti ricchi di vitamina C e pectina, mentre le foglie sono tradizionalmente impiegate in decotti digestivi e contro disturbi intestinali, tuttavia teme il gelo del clima italico. Entrambe ricordano che la natura protegge il suo nutrimento sotto un involucro semplice, invitando a guardare oltre l'apparenza. Riflessione: il frutto più dolce non è quello colto prima, ma quello che ha saputo attendere.| Fejoa tu consuma, pur con la buccia, quando cerchi dissetare, o tagliandola a metà, e usando un cucchiaino, amata digestiva, aiuta pelle e cuore-sangue, con vitamine C e B6, che aiuta il nervoso, anche in gravidanza, ha potassio e magnesio, rame iodio e calcio, antiossidanti nella buccia, assieme a vitamina C, prevengon vari cancro; rafforza immunità, alleviando virinfluenza, mentre foglie polpa e semi, antibatteri e |antifungini, proteggono la pelle, accelerando cur ferite, bacche mature saporite. FEIJOA sellowiana, è mirto sudamerica, coltiva in Italia, come siepe alimento, ha frutti profumati, sapor ananas fragola, arbusto sempreverde, 70 anni pure campa, siepe 4 metri, resiste a siccità, teme gelo precoce, ama habitat olivo, -7 gradi letale, come suolo alcalino, a pH sopra 8, manifesta cloro ferrica. Foglie verde blu, grigio argento sotto, fior bianco esterno, porpora a interno, fiorisce maggio-giugno, fiori ben vistosi, eduli ermafroditi, polpa bian granulosa, molto zuccherina, matura otto-novembre: colgo frutti a terra, da ottobre a dicembre, i frutti immatur, frigoserbo 1 mese, i freschi con yogurt. |GUAYAVA fragola, è Psidium Cattleianum, guayabita del Perù#, Guava 1 metro su, con semina o talea, 2 anni poi frutta, foglie verdi e fiori, bianchi profuma. Frutti antidiabete, in Brasile e India, ama sole e adatta, su selve costiere, alberello sempreverde, fronde - luce, ornamento in vaso, frutta riproduce: dai poco concime, e dolce potatura, Psidium Guajava, rustica ritorto, teme le gelate, ed alcalin clorosi, fiori ermafroditi, a rami di stagioni; frutti rossi-gialli, consumali freschi, succosi e globosi, deperiscon presto, maturo lassativo, verde astringente, pectina vita C, nella buccia rende; frutto verde-giallo, cala pressione, pietanza digestiva, polpa agrodolce, mesoamerica coltiva, orto familiar, in Sicilia matura, scalare fin Natal. Mastica foglie, avan bere alcolici, riduce gli effetti, abbassa glicemia, mastican indios, calma |mal-di-denti, tosse |mal-di-gola, vomito |dissenteri, decotto foglia Psidium, inibisce batteri, colera e parassiti, a bimbi sofferenti. 
lume099-Feijoa, il frutto che sa attendere. Una leggenda del Sud America racconta che una giovane donna morì aspettando il ritorno dell'amato partito in guerra. Gli dèi ebbero compassione, e dal luogo dove erano cadute le sue lacrime dell'attesa, nacque un piccolo albero dai frutti profumati: chi ne mangiava i frutti ritrovava speranza e forza per attendere senza disperare. Gli anziani dicevano che chi ne gustava il frutto imparava a distinguere l'impazienza dalla speranza, da allora ogni raccolto ricorda che il tempo non è un nemico, ma il primo maestro della maturità. Il frutto della Fejoa non si strappa, rimane sull'albero finché il tempo lo rende dolce, poi cade da sé, nelle mani di chi sa attendere. La buccia, che molti scartano, custodisce il nutrimento più prezioso, così spesso la parte più difficile della vita protegge il dono più grande. Così matura anche l'anima. Dante e Ibn 'Arabī raccontano il ritorno della luce: l'orgoglio precipita come Lucifero, l'umiltà risale come il pellegrino, Michele separa il vero dall'illusione, Gabriele annuncia il principio, Raffaele insegna che ogni ferita può guarire. Oracolo della Fejoa: non forzare la maturazione, ciò che cade al tempo giusto è finalmente pronto per essere raccolto; la maturità non è una conquista: è un dono del tempo.

104:lume104-Il Santo Daime nasce nella foresta amazzonica, dall'esperienza di Raimundo Irineu Serra, raccoglitore di caucciù, che dopo la guarigione dalla malaria riceve una profonda visione della Madonna della Foresta e della Luna; da quella rivelazione nasce l'invocazione: Daime! dammi Luce, Amore e Salute. Da quel momento, la bevanda sacramentale, preparata dall'unione della liana Jagube e delle foglie di Chacruna, diventa una via di preghiera, guarigione e conoscenza di sé. Mestre Irineu raccoglie gli insegnamenti ricevuti negli inni di O Cruzeiro Universal, un patrimonio musicale che guida i lavori spirituali. La dottrina unisce elementi cristiani, sapienza indigena amazzonica e influenze afrobrasiliane, riconoscendo nella foresta una maestra vivente. Dopo Irineu, Padrino Sebastião prosegue ed amplia il cammino attraverso l'ICEFLU, portando il Santodaime dal Brasile verso il mondo, Italia compresa. Feitio è il lavoro di preparazione della bevanda, un atto comunitario che diventa parte della pratica spirituale del Santodaime: uomini e donne collaborano a far sposare Jagube e Chacruna, la liana e la foglia, unite in uno sposalizio simbolico, mentre il lavoro condiviso, il canto e la disciplina, preparano il cuore dei partecipanti. Durante le cerimonie, inni e danza, preghiera e silenzio, accompagnano esperienze profonde di purificazione e trasformazione, mentre la medicina rende il lavoro più sincronizzato: la purga, le emozioni e le visioni vengono vissute come momenti di confronto interiore e riconciliazione con il proprio cammino. Il piccolo uccello Colibrì, simbolo della confraternita Baciafiore, racconta che davanti all'incendio della foresta, ogni essere può offrire la propria goccia, anche un piccolo gesto d'amore partecipa alla guarigione del mondo. Il Santo Daime continua il dialogo tra cielo e terra, tra deserto e foresta, e ci lascia 130 inni curativi, tra cui: 1.Lua branca 2.Tuperci 3.Ripi 4.Formosa 6.PapaiPaxà 8.A Rainha me mandou 9.MÃe Celestial 10.Eu devo pedir 12.Meu divino Pai 13.Estrela dalva, 15.Eu quero ser 16.a minha MÃE è a Santa Virgem 17.Meu divino Pai do Ceu 18.Equior Papai me chama 20.Sempre assim 22.Palmatoria, 24.Canta praia 29.Sol Lua Estrela 30.Devo amar aquela Luz 31.Papai Samuel 32.Cantei hoje 33.Papai velho 34.Estrela brilhante 35.Santa estrela 36.Amigo velho 38.Flor de Jagube 39.Centro Livre 40.Eu canto nas alturas 41.Estrela di agua 42.a Terra aonde estou 44.a Virgem Mae que me ensinou, 45.Eu estava em pè firmado 46.Eu balanço 47.Sete estrelas 48.a Rainha da floresta 50.Salomao 51.Eu devo amar 52.a febre do amor 53.Virgem Mae divina 54.Pedi forza a meu Pai 55.Disciplina 60.Laranjeira 61.A Rainha da floresta 62.Quem quiser seguir comigo 63.Princesa Soloìna 64.Eu peco a Jesus Cristo 65.Eu vou cantar 66.Sao Joao 67.Olhei para o firmamento 68.Chamei la nas alturas 69.Passarinho 70.Firmeza 71.Chamo o tempo 72.Silencioso 73.Eu vi a Virgem Mae 74.So eu cantei na barra 75.As estrelas 76.A virgem Mae è soberana 79.Jardineiro 80.Chamo a Forza 81.o Professor 82.Campineiro 83.O divino Pai eterno 84.Ia guiado pela Lua 85.Vou seguindo 86.Eu vim da minha armada, 87.Deus divino Deus 88.Chamo estrela 89.Eu canto Eu digo 93.O Cruzeiro 94.Perguntei a todo mundo 95.Mensageiro 96.as campinas 97.Centenario 98.Sou filho desta verdade 99.Sei aonde está meu Pai 100.Sou filho da terra 101.no brilho da Lua branca 102. Sou filho desta verdade 103.todos querem 105.Sou filho deste poder 106.Fortaleza 108.Linha do Tucum 111.Estou aqui 112.Meu Pai 113.sigo nesta verdade 114.encostado a minha Mae 115.Batalha 117.Dou viva a Deus nas alturas 118.todos querem ser irmao 119.Confia 121.esta forza 122.Quem procurar esta casa 123.eu andei na casa santa, 124.eu tomo esta bebida 125.Aqui estou dizendo 126.Flor das aguas 127.eu pedi 128.Eu cheguei nesta casa www.santodaime.org| Santo Daime nasce in Amazzonia nel 1920 per opera di Raimundo Irineu Serra, ex raccoglitore di caucciù che, guarito dalla malaria con l’ayahuasca, riceve in visione la Madonna della Foresta e il nome 'Daime', dammi luce, amore e salute. La dottrina unisce cristianesimo e sciamanesimo, celebrando la guarigione attraverso il canto e la bevanda sacramentale. Dopo Irineu, il Padrino Sebastião espande il culto in Brasile come ICEFLU, Culto Eclettico della Luce Universale, che fonde elementi cristiani, afrobrasiliani e indigeni. Negli anni '80 e '90 la dottrina raggiunge l’Europa; in Italia sorgono i primi centri a Siena e Firenze, poi Jesi e Reggio Emilia, riconosciuti legalmente dopo processi e assoluzioni. Le cerimonie seguono calendario lunare e rituale musicale di inni e danza; la bevanda, preparata nel Feitio, unisce Jagube e Chacrona in matrimonio sacro. Il Daime purifica corpo e mente, rivelando visioni e guarigioni interiori, in una catarsi che unisce purga, canto e preghiera. Ogni lavoro è scuola di equilibrio e compassione, dove il canto diviene medicina e la comunità un cuore unico. Il Colibrì, simbolo della confraternita Baciafiore, insegna a spegnere il fuoco del mondo con la propria goccia: ognuno porta la sua luce. Così il Santo Daime continua, tra cielo e foresta, a fondere Cristo, Orisha e Buddha, in un'unica lingua di amore universale.# |Italia 2020, 10 centri del Daime, dottrina di Foresta, dal Rio delle Amazzoni, segue lavori calendario, federati |ICEFLU culto, fondato nel 974, da padrino Sebastiao. Raimondo Irineu Serra, fonda il Santodaime, lui naque in Maranhao, saoVincente de Ferrer, 15 dicembre 890, poi si imbarca su Rio Amazzoni, a raccogliere Caucciù, Hevea brasilinsis, industria della gomma; prende febbre di malaria, conosce Antonio e Andrè Costa, che trasportano la gomma, e lo introducono a yagè, con caboclos peruviani: curato ed invitato, a conoscer Clara donna, dopo dieta stretta, cresce devozione, alla virgem Conceicao, Juramidam imperatore, ottavo giorno ha una visione; mentre osserva luna piena, gli appare la Madonna, incoronata sulla luna, qual Regina di Foresta, Lei gli affida una missione, ripiantare insegnamenti, di Gesù Cristo a mezzo luce, di bevanda sacramento. Irineu spontaneo canta, primo inno a Lua Bianca, Mae divina do coracao, daime o perdao! con ritmo di valzer, narra lenta guarigione, alla Madonna concezione. Dopo venti anni, apre il primo culto, lavori spirituali, nel Rio Branco in stato Acre, si ricorda di chiedere, nel momento di bere, Dai-me diviene, nome del suo culto, secondo meriti ricevi, Luz amor saude. Madonna della Luna, e sue anime di corte, gli inspirano altri canti, 130 inni, O Cruzeiro Universal, raccolti nei decenni, struttura suoi lavori, con simboli e uniforme, var tipi di rituale, e la croce Caravaca. Farda blu abituale, farda bianca nella festa, con stella a sei punte, ornata sul petto, con luna crescente e sole, cerimonia fardamento, iniziazione alla dottrina, cresciuta in 40 anni, fino al suo trapasso, 6 luglio 971; da Cristo Luz universale, suo centro in Alto Santo, autorizzò centri soccorso, a Rio Branco e Porto Velho, nello stato di Rondonia, mentre guida ora Alto Santo, amico Luis Mendez Nascimento. Sebastiao Mota Melo lavora, nel Rio do Juruà, ex seringueiro ammalato, con Rita Gregorio moglie, e figli Alfredo e Valdete, arriva Alto Santo 965, si farda col Mestre, riceve cura e permesso, di condurre suoi lavori, in Colonia Cinquemila. Padrino Sebastiao, espande la dottrina, dalla foresta al mondo, col nome di Cefluris, anni ottanta nel Brasile, ICEFLU sotto Alfredo, Culto Eclettico da, Fluente Luz Universal, anni novanta nel mondo, è dottrina cristiana, che sincretizza correnti, di vera fede umana. Pellegrini da Italia, seguon suo carisma, fino a Ceu do Mapià, Marina e altri italiani, esportano il cammino, con inni di Oracao; notte san Sebastiano, pà Sebastiao trapassa, 20 gennaio 990, dopo aver visto oceano, Rio Janeiro Ceu do Mar, dirige Paolo Roberto Silva, sposato a una figlia, di padrino Sebastiao. Paulo stesso anno, viene in Italia, a far primo lavoro cura, hinario di Sebastiao, presso Siena e Firenze, Enrico da Genova risponde, si farda ed apre un centro, Cammino delle Stelle. Padrino Alfredo divien leader, linea Irineu e Seba, da Amazzonia va in Italia, Spagna Olanda e oltre, battezza nuovi centri, che affrontano le prove, di sequestri di bevanda, e arresti polizia. Inario cura Sebastiao, intanto cura le coscienze, 30 litri torneranno, presso Reggio Emilia, lavoro cura Mesa Branca, nella notte di Natale, qui si farda Walter leader, che ha subito prove dure, e avvia ICEFLU Italia: Stella azzurra sceglie, arcangelo Michele, a fare Umbandaime, lavoro di cura, integrazione spirituale, a Jesi nasce centro, che invita pure il bwiti. Walter si diploma, a Mapià e Juruà, registra in 2003, Enti culto al Viminale, necessario per confronto, con autorità e giustizia, arresti 2005, fugare ogni equivoco, su setta della droga, indagini otto mesi, poi Cassazione assolve, il giorno san Giovanni, e 40 litri daime, torna a irmandade, Assisi VI incontro Europa. Daime aiuta riformare, appartenenza religione, scioglie nodo radicale, che porta terapia, sofferenze della purga, fanno paio con insight, vomito purga e pianto, con sudore miracao, fan catarsi di tossine, fai la pace con te stesso: insegnamento ricevuto, comprensione bene e male, guarigione e fermo intento, in daimiste infrastrutture.| SantoDaime irmandade, remedio ancestral, atraves incorporacao, preciso trabalhar, antidoto contra drogas, ajuda a pessoa, se livrar do vicio, bastar solo querer, mostrar boa vontade, para cura receber| o universo tem, espiritual em tudo, temos um mundo, dividido para alguns, è real e irreal, como dois gemeos, um assum identità, di altro fratello, os bon conselhos, nos mostra que ela, puramen caridosa, do amor que todos tem, em corasao sposa; doutrina de atendimento, de receber bem, de entender escutar, de saber auxiliar, dottrina facil seguir, irmao entende, sta li per curarsi, condivider corrente. Irmaos que estao chegando, precisam de limpar, sua mente seu corpo, fermar o pensamento, para que este livre, x sentir tudo, o mesmo tempo seja livre, ver atraves da visao, temos mundo diario, temos que nos unir, o pensamento simples, estudar a doutrina, praticar ser educade, amoroso e alegre, conversa de a caridade.|| Venerdi cerimonia, tre ore con playlist, poi cena con minestra, mattina nel silenzio, colazione e poco yoga, son conduttori pronti, preghiere e segno di croce, beviamo e li seguiamo, con Mestre hinario, Sol Lua Estrela, devo amar aquela Luz. Nominati gli assistenti, per maschi e per donne, accompagnano a bisogno, chi urla piange o si allontana, aiutan fumigazioni, mentre sale medicina, in quaranta minuti, fin secondo bicchiere, scene grafiche frattali, tra parole di sostegno, allontano idee paura, sento corpo intorpidire, e vedo un uomo nero alto: mi chiede di seguirlo, ha mantello come Shiva, liuto bastone da cammino, mi conduce a entrata mondo, col suo liuto campanelle, apriva strada tra tormente, mentre il filo musicale, mi permette navigare, come Dante tra foreste, a incontrare gli animali, tra cascate, e fiori stelle, fin cellule di infanzia, che hanno impresso la mia anima, un bambino petit-sage, che disperde suo dolore, a raggiunger guarigione. Ciò che vidi era reale, come il mondo quotidiano, un serpente grande pure, con le ciglia femminili, sul suo corpo sta il creato, la potenza e pur la grazia, sette ore infine scendo, curva inno il conduttore, ognuno scuote suo torpore, inizio passi della danza, assieme canti gioia ananda, abiti bianchi a volteggiare, con dolcezza di un convivio, tutti Dèi gli uni per gli altri, in empireo salao dorato. Corpo mente e spirito, lavorano assieme, a vomitar pulir la psiche, a permetter viaggio astrale, ascensione a |Cassinelle, Appennino Lazio e Jesi, uno sharing nel finale, gioco specchi vò mirare, il suo racconto include il mio, carovane viaggi assieme, in Amazzonia e fiume Congo, esperienza trentennale, del damista marakame. La caraffa medicina, fette mela e sultanina, presso tavolo imbandito, tra candele e icone varie, doppia croce Santodaime, un bicchiere di acqua al centro, fiori bianchi profumati, hinario parla del creato, nelle forme del bailado, esso insegna disciplina, a restare concentrato, nel condurre propria vita, oltre spire medicina: raggiungono i fedeli, banco eucarestia, ottengono bicchieri, dosati a loro peso, amar decotto purga, risolve afflizioni, ora danza il battaglione, ritmo inni di emozione, psiche segue corpo, danza senza posa, mentre figlie della selva, cantan forza che mi sposa. Santodaime nel Brasile, legalizza 986, quando mostra che i lavori, tutti i membri fà migliori, quando emerse esigenza, di fare gruppo stabile, per fare lavori, di mensile calendario, liturgia internazionale, che rafforza Santo Daime, mito esce da foresta, espande i primi passi, tra mille ostilità, |Sebastiao da Juruà. Se le prime cerimonie, eran fatte improvvisate, piano sale conoscenza, di come usare energie, fasi rito e toante, adatto accompagnare, ogni fase fino a sharing; coi maestri si migliora, nella linea brasiliana, una scuola settennale, a divenir Nima insegnante, su ogni aspetto cerimonia, da sala alla bevanda, da musica ai lavori, accompagno di emozioni: preparare Santo Daime, in Brasile è detto Feitio, dieci giorni per unire, pianta maschio a femminile, scorticata Jagube liana, a rimuover zona amara, la corteccia poi battuta, dalle cinque di mattina, da una ciurma di persone, la fatica è mitigata, da una musica ritmata, dalla pianta già ispirata; donne invece fan raccolta, delle foglie di Chakruna, le pulisco una a una, entro acqua di sorgente, intonando a Yemanjà, con Oxum da cachoeira, asciugate le fan pronte, per sposalizio bollente, nella pentola sul fuoco, viene cotta medicina, notte e giorno ad incrociare, concentrare e riversare. Tutto il gruppo resti puro, da ogni vizio e desiderio, a evitar che la tensione, vibri dentro medicina, come il vino di cantina, o acqua viva di mattina, aiutati dai stellati, che accompagnano cerimonia. Chamo Estrela inno del Mestre, di famiglia Beijaflor, baciafiore colibrì, confraternita del cuore, illustrata da una storia: un incendio nella selva, fa fuggire gli animali, resta solo il Colibrì, vola al cuore del disastro, re Giaguaro lo rincorre, dove vai in quel calore! vado a spegnere quel fuoco, con la goccia nel mio becco, ognuno faccia la sua parte, nella fede è direzione, ecco nata associazione, Baciafiore è ispiratore, di ogni vera religione. Feitio ispira inni, là si dorme poche ore, si rivive un espansione, tutti noi siamo creatori, di sociali relazioni, sublimando le ferite, togli maschere annerite, prova dura è medicina, se tu accetti insegnamenti, apre il Cuore con la chiave, della propria ver natura, cioè Natura stessa, senti in ogni cerimonia, comprendi lingua delle piante, della flora il mare e gli astri, ogni lavoro è avanzamento, disciplina alla pazienza, riflession degli inni testo, rapportati alle esperienze, di divinità tornate, nei corpi incarnate, e benessere del cuore, si apre amplifica ogni volta, senza sforzo arriva chiara, soluzione e direzione, in sincretismo di influenze, di apostolica ascendenza, Orisha Buddha e Siva, Kayumari Bwiti e Gesù Maria. libro_santodaime-amor_yolanda.m4a
lume104-Nel cuore della foresta esiste una medicina che prima ascolta e poi parla, si chiama Santo Daime, e Yolanda la racconta: anche il dolore può diventare un sentiero verso la luce; io attraversai la dipendenza e conobbi la notte dell'anima, poi trovai canto e respiro nella comunità Santodaime. La foresta mi insegnò, che ogni radice nascosta cerca comunque la luce, e anche una vita ferita può tornare a fiorire. Mentre l'amara bevanda purga e ciò che pesa vuole sciogliersi, Yolanda sussurra: Dammi luce, dammi amore, dammi salute! poi nel canto degli inni, il suo cuore impara ad ascoltare, e nel ritmo della danza il corpo ritrova equilibrio. Yolanda dice che ogni persona porta una piccola foresta interiore: vi sono alberi antichi, fiumi profondi, animali guida e sentieri ancora sconosciuti. Il Colibrì mostra il suo segreto, questo piccolo uccello, davanti all'incendio della selva, porta una goccia d'acqua nel piccolo becco, offre ciò che può offrire, è così che ogni anima contribuisce alla guarigione del mondo. La medicina della foresta non chiede perfezione: invita presenza, disciplina, ascolto e amore. Quando il canto sale, il cuore ricorda: la luce che cerchiamo fuori spesso attende di essere riconosciuta dentro. Come la foresta insegna che, ogni seme contiene già il viaggio verso il cielo, così tu, cammina con umiltà, ascolta il silenzio, e custodisci il tuo fuoco. |san Bonaventura dice: l'acqua si chiede e il vino si offre, musica-e-vino apprestano il festino. |Defuma esta casa, Eu sou filho de umbanda, Eu comparo a morte è igual ao nascer, na terra como no ceu, Eo dizer de todo mundo, se nao prepara o terreno, fica espírito vagabundo. Canta com amor, lavora com amor, confia com amor, juntado com o sol, Amor amor amor. A voz do deserto, aora esta na floresta, dando este alerta, pro povo se unir, e saber trabalhar, Esta + a verdade, clara de cristal, Que eu vou declarar, chegou o balanco, Fede ed esperansa, vamos se firmar, Viva o Santo Daime, povo da floresta, Ceu do Mapià, com sao joao Batista, e Juramidam, vamos triunfar.

106:lume106-Yemanjá, in lingua yoruba, Madre i cui figli son come pesci, è una delle più amate orixás delle religioni afro-brasiliane. È la grande Madre delle Acque, principio di maternità, fecondità e protezione della vita, che nasce e ritorna al mare. Nata nell'Africa occidentale, tra Nigeria, Benin e Togo, è associata ai grandi fiumi, che giungono al mare; con i popoli africani, attraversa l'oceano e giunge in Brasile. Nel Candomblé rappresenta la maternità, acque profonde e fertilità, la famiglia e protezione dei figli, la memoria degli antenati, e la calma dopo la tempesta. Il mare è il grembo della vita: accoglie, purifica e restituisce. I suoi colori sono il bianco, l'azzurro e l'argento, tra i suoi simboli vi sono onde, conchiglie e stelle marine, la luna con i pesci, e in alcune tradizioni, lo specchio condiviso con Oxum. La sua festa più nota, si celebra il 2 febbraio, a Salvador de Bahia, dove migliaia di persone, affidano al mare fiori, profumi e lettere. Nella tradizione yoruba, è figlia di Oduduwa e Obatalá, coppia di Khan primordiali, madre di molti orixás, e in sincretismo brasiliano, viene associata a Stella Maris, la Madonna del Mare, Nossa Senhora dos Navegantes, Nossa Senhora da Conceição; nell'Umbanda guida le anime, in cerca di pace interiore, purifica il cuore, dissolve paure e sofferenze, e la si vede accompagnata, da numerosi falangeiros, spiriti e ondine che operano, nelle vibrazioni dell'acque. Anche in Umbandaime, presiede incontro fra dottrine, di Umbanda e SantoDaime, la sua energia è percepita, come presenza materna, che calma la mente, Madre divina misericordia, che accompagna la guarigione, il ritorno all'origine, e la fiducia nella vita, in armonia con la preghiera, e gli inni del Santo Daime. |Mitombo mya obaka: Heyong me nga dziba, Tara oh me dziba, Nzamè oh — la gentilezza partorisce amore.| Aloe Vera (o Barbadensis, detta Babosa o Sávila) è una pianta dalle molteplici proprietà curative usata da secoli in diverse culture. Ha effetti depurativi, antinfiammatori, immunostimolanti e digestivi. Il suo gel fresco è utile su ustioni, tagli, contusioni, punture, eruzioni cutanee e infiammazioni oculari. Assunta per via orale (in forma di succo, gel o ricetta con miele e grappa), agisce come tonico, digestivo, lassativo e vermifugo. È impiegata anche contro coliti, ulcere, costipazione, dolori mestruali, reumatismi e per rafforzare le difese. Il frate brasiliano Romano Zago ha diffuso una famosa ricetta a base di foglie fresche, miele e distillato, usata in percorsi di depurazione e sostegno immunitario. L’Aloe deve essere lavorata con attenzione, evitando l’aloina della buccia. Il gel va conservato al buio e al fresco. Anche gli animali possono trarre benefici da dosaggi calibrati. Infine, l’Agave americana, pianta simile, ha proprietà disinfettanti e cicatrizzanti.# Pianta di |ALOE Vera, e Aloe Barbadensis, Savila o Babosa, tra curandero Ande, israeliani anacoreti, mangiano insalata, senza limiti ogni di, depura loro vita, benesser generale, difese immunitarie, Yolanda usa Aloe, su ustioni tagli, sopra contusioni, in brasiliane danze, calma infiammazioni, ulcere e coliti, su palpebre strofina, x congiuntiviti. Aloe liliacea, resiste a siccità, tonico aperitivo, sblocca tossine, da Fegato e sangue, sistemi immunitari, aiuta equilibrare, para i raggi sole, lenisce e sa idratare: succo foglie fresche, condensato o secco, aiuto digestivo, escretivo purgante, irriga femminile, nelle vampate calde; più dose ingerita, agisce lassativa, animali e umani purga, dopo 6 ore, poi in 12-24 ore, due evacuazioni attiva, su colon agisce, da sera a mattina; succo + acqua-lime, ingerito a digiuno, combatte vermi solitari. Foglie colte fin estate, capovolte 2 ore, estratto succo foglie, pestate in H2O, linfa nauseante, concentra nel sole, o fuoco ebollizione, ha zafferan odore, sapor amaro forte, suo gel crema barba, su tagli di pelle, o punture zanzara, insetti escoriazioni, eruzioni e bruciori, misto olio di lino, spalma su animali, x parassiti pelo, e antitarme del legno. Africani cacciatori, cospargono corpo, a raggiungere prede, e svezzare bambini, cucchiaio gel foglia, prima dei pasti, cura ulcere pepti, cronici costipati, lenta digestione, poca mestruazione, antireuma depressione. Romano Zago padre, cura con |BABOSA, in Italia e Israele, usa Aloe arborea, in famosa ricetta, apprese a stimolar, celle immunitarie, nutraceutica appar: giocando da bimbo, in Brasile si feriva, la madre lo leniva, con Babosa curativa, lui formula ricava, da mito popolare, favelas esperienze, indio-francescane: 2 volte al giorno, ciclo depurazio, due barattol 120gr, x due volte anno, dosi alte effetto sale, Zago succo mesce, frulla le foglie, con grappa e miele; 1 barattolo grande, consuma a settimana, mezzo kilo miele acacia, 6 cucchiai grappa, 350 gram foglie, circa 3-10 foglie, su pianta matura, coltello spine toglie; spolvera con spugna, o stracci asciutti, cogli fuori pioggia, da vasi di 4 anni, tagli foglie a cubi, buccia gratto via, ricca di aloina, irritante su intestina; su coste italiane, foglia + piccina, gel teme luce, lavora in semi-buio, metti in frullatore, miele e distillato, frulla e consuma, serba in vetro scuro, chiuso nel frigo, apri ancora buio, barattoli piccini, tieni a proporzioni, 120gr 2 foglie, e 120 grammi miele, grappa + conserva, bevo 1 cucchiaio, dopo aloe mangiato. |Zago consiglia, cucchiaio da mensa, mezzora avan pasti, grappa chi regga, se io agito bene, preparato precipita, aloe amara iboga, 6 mesi cancro sfida: primi giorni cura, eruzion cutanee, vomito e diarrea, + sintomi normale, + aloe si assume, meglio guarigione, scopri dosaggio, osserva corpo reazione; se curi animali, 1 cucchiaio giorno, ogni 10 kili peso, mesciato a mangime, inizia poco e poi, aumenta ogni giorno, fino a tolleranza, suo intestino gioco. |AGAVE americana, quan fiorisce alta, bella come albero, Maguey delle ferite, su pustole e tosse, cateratte oftalmie, su piaghe infiammate, lavate poni succo, se vipera veleno, dai morsi io succhio, metto garze maguey, e polvere tabacco, Agave antidoto, disinfetta emostatico. aloe_usi-ricette-e-padrezago.m4a
lume106–Sulla riva, tra sabbia e vento, un frate chiamato Romano Zago, riceve in stato onirico, una ricetta di cura, di pianta di Aloe accanto a lui: il mare gli parla, tra sogno e veglia, si manifesta Yemanjà, madre che cura e rigenera, ogni forma di dolore. Lei sussurra a Zago: Io sono Yemanjà, acqua del mare che lenisce, le piaghe del corpo e dell'anima, ecco a te un elisir, di foglie, miele e spirito (grappa), per i figli nel bisogno: colui che ne beve il succo, due volte al giorno due volte l'anno, rinnova il sangue e scioglie tossine, perché la forza torni a fiorire. Ciò che ferisce vien accolto, e restituito in nuova linfa, ciò che è amaro purifica, ciò che è dolce sostiene. Aloe è alleanza terra e mare, tra corpo e coscienza, nel passaggio interiore, dalla ferita alla cura. Lascia che il dolore venga digerito, ogni tossina è anche un messaggio, taglia e frulla 5 foglie, di pianta matura, o 350 grammi di Aloe arborea, togli spine e spolvera con spugna, taglia a cubi e la buccia gratto via, (aloina irrita intestino); poi aggiungi miele di acacia, e 6 cucchiai di grappa, e impiega 2 volte al giorno, in un ciclo depurazione, un cucchiaio prima dei pasti, due barattoli all'anno, nei casi anche del |cancro. Cura ulcere e indigestione, e cronica costipazione; calma reumatismi e |coliti, e anche la depressione. Se usi foglia fresca, cospargi le ferite, a lenire i dolori, |cicatrizza e disinfetta. Se spalmi sopracciglie, lenisce |congiuntive, bruciature eczemi dermatosi. Il suo succo concentrato, su eruzioni e bruciori, insetti ed escoriazioni, misto ad olio lino, spalma su animali, contro parassiti del pelo, oppur come |antitarme, sulle travi di legno. Aloe ha linfa curativa, che calma il fuoco delle ustioni, placa il dolore sotto pelle, cura ferite interne esterne.

146:lume146-Kinaciau guida, parla con ogni suo gesto, con ogni pietra, in un richiamo che riporta a casa, come una bussola interiore. Kino invita a danzar |Numtchai, e col cuore dice: poso le mie mani su di te, per indicare a spiriti antenati che tu sei mio gemello, abiti il mio cuore e ti chiamino fratello: se metto num in te, vibri come foglie, la morte che ci uccide, non temerai qual doglie, tuo addome sarà pien di frecce di calore, ma noi sfregando sudore dal tuo corpo, le frecce farem rientrare, i respiri torneranno, tu emetterai il grido kowedili, e gli altri attesteranno, che hai avuto il qi a zigo-zago, spirale di bollente energia, o circolazion di luce. Proverbio: affare divulgato è mezzo rovinato. In un mondo pien di sfide, ricorda Sant'Agnese, che nel suo giorno rivela, la lucertola per il |maggese.| Le Lucertole si nutrono di insetti e acqua, vivono in tane nascoste e possono perdere la coda per sfuggire ai predatori, rigenerandola in breve tempo; hanno una gola che si gonfia e si sgonfia e usano la lingua biforcuta per annusare l'ambiente. Orbettino è una lucertola che perde la coda per distrarre i predatori, si nutre di lumache e vermi e può vivere fino a 50 anni. Il Ramarro, di colore verde brillante, è un animale territoriale che vive pure vent'anni, si nutre di insetti e bacche e fà letargo nel terreno. Infine il Camaleonte, cambia colore in base all'ambiente e alle emozioni, mentre usa la sua lingua appiccicosa per catturare prede: è un animale mimetico e territoriale, cerca calore al mattino e ha un robusto appetito. Camaleonte è anche un totem, in molti miti e leggende di vari clan, guida gruppi di emigranti e connette vivi ed avi.# |LUCERTOLE in un prato, restano per anni, in tane ben nascoste, da talpe topi e vari, ha riflessi più veloci, di miei movimenti, perde sua coda, ricresce in brevi tempi. Lucertole hanno gola, gonfia poi si sgonfia, si ferma se si accorge, di essere osservata, la lingua biforcuta, nemici e amici annusa, emette feromoni, a trovar la via di casa: calor della mia mano, assorbe si ravviva, la abituo sen paura, mangiare da mia mano, si ciba di zanzare, bruchi ragni mosche, crisalidi farfalle, acqua lecca a gocce; lucertole e Orbettini, preda di serpenti, Anguis fragili, |ORBETTINO è lucertola, può perdere la coda, in caso di pericolo, fin 60 per cento, lunghezza suo corpo, lasciandola al suolo, a distrarre aggressore, e riuscire a fuggire: animale longevo, fino 50 anni, senza denti veleni, o mascelle snodate, si ciba di lumache, insetti vermi e lombrichi, durante le ore calde, resta nella buca, o tronco marcescente, esce a crepuscolo, o la mattina presto; ovoviviparo, partorisce dopo mesi, da Maggio accoppiamento, 6-12 orbettini, che dopo tre anni, son lunghi 25 centime, un proverbio dice: se vipera sentisse, e orbettino vedesse, poca gente al mondo, li disturberebbe. |RAMARRO è verdone, bellissimo colore, Orso bruno è, maestoso signore, Lacerta viridis, può vivere ventanni, il pene è giallo ocra, verde brillante schiena, la femmina più scura, nel periodo amori, la gola maschi è azzurra, la testa fa + grossa, dopo ritual gara, femmina cinquista, accoppia afferra fianco, resta morso cicatrice, a forma di V, su femmine primavera, animal territoriale, ciba insetti e bacche, assieme uova uccello.| ebbi 1 |CAMALEONTE, dentro mio terrario, mutava suo colore, x clima ed emozione, muove molto gli occhi, invischia le prede, fiocca sua lingue, lecca rami ambiente: mimetico si orienta, leccando rami assaggi, fedele al suo cespuglio, difende da compagni, inizia spostamenti, legato a 1 territorio, in caso di minaccia, si fa cader al suolo; cerca al mattino, punto x scaldarsi, sempre stesso luogo, ritmo di suoi passi, muove strisciando, a estremità dei rami, x assorbir da fianco, calor raggi solari; rigonfia fortemente, quando è irritato, o in competizione, disegni avrà mutato, colore giorno notte, modifica in chiarore, la femmina a far uova, vivace avrà colore: robusto appetito, specie avanti cova, inizia cercar cibo, si apposta in agguato, di artropodi e locuste, vermi e millepiedi, la lingua mir precisa, fulminea tu la vedi; cattura molte vespe, le afferra x il capo, recide con il morso, scansa il pungiglione, poi beve rugiada, raccolta sulle foglie, dondola avan dietro, insegna molte cose. Camaleonte guida, gruppi di emigranti, regina madre che, figlia tutti quanti, sacro androgino Vodun, coppia primordiale, ai figli Manu-Lissa, ricorda Ermafrodito, unito con Salmace, che visita ogni luogo, ospite regale. 
lume146-Un giorno il giovane Luca, entrò in un territorio dove la natura sembrava parlare attraverso forme mutevoli e rapide. Le |Lucertole gli apparvero come scintille sul terreno: vivevano in tane nascoste, si nutrivano di insetti e acqua e, quando erano in pericolo, lasciavano la coda ai predatori per salvarsi. Luca osservò i loro movimenti rapidi, la gola mobile che si gonfia e sgonfia, e la lingua biforcuta che annusa l'ambiente raccogliendo dati chimici. Più avanti incontrò l'|Orbettino, nascosto tra legno e terra umida. Pur simile a una lucertola, è privo di arti visibili e si muove lento, nutrendosi di lumache e vermi. Anche lui, se minacciato, poteva sacrificare la coda per distrarre il predatore. Luca capì che la fragilità apparente, è in realtà una forma di lunga resistenza, Orbettino è infatti un animale longevo, può raggiungere decenni di vita e conduce un'esistenza discreta e crepuscolare. Nel prato caldo vide il |Ramarro, verde brillante come una lama di luce, territoriale e vigile, vivo nei movimenti, attivo nei mesi caldi e capace di vivere oltre vent'anni. Luca comprese che la natura, talvolta si veste di bellezza, per affermare presenza e vitalità, e che anche il cambiamento della pelle è una forma di continuità: nei miti popolari, il mutamento di pelle e colore richiama il passaggio tra stati dell'essere, tra identità che si perdono e si ricostruiscono. Infine incontrò il |Camaleonte, la massima espressione del mimetismo: modifica il colore del corpo in base alla luce, temperatura estato emotivo; è territoriale e solitario, ama esporsi al sole del mattino per regolare il proprio calore, e con la sua lingua proiettile cattura il cibo, mentre con il corpo, senza parole, racconta il rapporto con il suo ambiente. Luca comprese che la natura non separa gli esseri in forti o deboli, ma in forme diverse di sopravvivenza, in quel viaggio imparò che ciò che muta è vivo, e che questi animali sono ponte tra visibile e invisibile, guidano i cambiamenti e l'adattamento continuo: la perdita protegge, la lentezza conserva, la bellezza afferma la vita, e la trasformazione adatta l'esistenza al mondo.

160:lume160-Padre Serafim e Klisty: nelle selve russe, anime oppresse cercavano il divino, invocando lo Spirito che scende, come fuoco in corpi tremanti. Il culto Chlisty danze e canti, offriva ai contadini una via, estasi e visioni di luce, nello stato Diveevo, dove si torna come bambini, i cuori si fanno più puri, l'amore scalda e la grazia, piove come falco celeste. Le Arche sono riunioni, che custodiscono il fuoco di entusiasmo, dove il peccato redento, diventa strumento di salvezza: chi danza per amore come sufi, brucia senza consumarsi, la voce del cielo si sente, nel silenzio del cuore, e nel delirio il Dio parla. |Batyushka-Serafim (Padre Serafino), luce gentile della Russia, prega per chi soffre e chi spera, e guida chi cerca la via: aiutaci a sopportare tutto con umiltà, a vivere con cuore limpido; dall'opera si conosce il maestro; non c'è miglior specchio dell'amico vecchio. ||Lyubimyy prepodobnyy otche, Amato Reverendo Padre. Obiteli dukhovnoy kormchiy, dimora del nocchier spirituale. |Zdes vse napominayet o tebe, Tutto qui mi ricorda te.|Tvoyey lyubov'yu vse, il tuo amor riscalda tutto. |Diveyevo my slovno deti, in Diveevo siamo bambini.|Stanovimsya svetleye i dobrey, diventar più luminosi e gentili.|Dozhd blagodatnyy dar nebesnyy, pioggia gentile dono celeste. On Bozhiy promysel chudesnyy, Egli è provvidenza di Dio.|Dlya vsekh kto k pokayaniyu prishel, a tutti coloro giunti al pentimento. Kto khochet idti tol'ko k svetu, Chi vuole andare solo alla luce. Otbrosiv lozhnyye sovety, rifiuti consigli falsi.|Tropinku ko Gospodu nashel, ho trovato una strada verso il Signore.|Pripev-coro: Batyushka Serafim pamalis o detkakh, |PADRE-SERAFINO prega per i bambini.O mame o pape o vsekh blizkikh i rodnykh, della mamma del papà e tutti i parenti.|Pust u nikh budet vse khorosho, che stiano bene. Pust oni budut zdorovy lyubov'yu tvoyey sogrety, possano esser sani riscaldati dal tuo amore. |Batyushka-Serafim pamalis o greshnykh, Padre Serafino prega per i peccatori.|Da poshlet Gospod nam vsem chistoty serdechnoy, il Signore ci mandi la purezza del cuore. Batyushka Serafim pamalis o zdravii, Padre Seraphim prega per la salute.|Pomogi nam zhit v lyubvi pomogi zhit pravedno, aiutaci a vivere in amore e rettamente.|Batyushka Serafim pomolis o detkakh, Padre Seraphim prega per i bambini.|Pomogi perenesti trudnosti i bedy, aiutaci a sopportar difficoltà. Batyushka Serafim day blagosloveniye, Padre Seraphim dai una benedizione. Chtoby vse perenesti s nadezhdoy i smireniyem, a sopportare tutto con speranza e umiltà. Batyushka Serafim radost nasha svetlaya, Padre Seraphim nostra luminosa gioia.|My tebya blagodarim lyuboviyu sogretyye, Ti ringraziamo scaldati dall'amore (3volte).| Il culto dei Chlisty (o Khlysty), nato tra i contadini russi oppressi, offriva una via mistica di liberazione attraverso l’estasi spirituale e la comunione collettiva. I fedeli si riunivano in radure boschive per rituali chiamati *Radenje*, ispirati da antichi culti popolari e cristiani non ortodossi, con canti, danze ripetitive, digiuni e visioni. Indossando tuniche bianche, invocavano lo Spirito Santo affinché discendesse nei corpi, provocando stati di trance, profezie e catarsi. I momenti culminanti potevano includere anche atti sessuali rituali, interpretati come strumenti di purificazione. Considerato eretico, il culto fu spinto nell’illegalità ma sopravvisse in comunità segrete dette Arche, spesso collegate a chiese ortodosse. Figure come Danilo-Filippov e Rasputin ne incarnarono l’eredità spirituale. Il movimento fù una sfida mistica e sociale all'autorità religiosa e politica, cercando la salvezza attraverso l'esperienza diretta del divino, in uno spirito di liberazione interiore e collettiva.# Scuola dei Chlisty, fà culto dei |Radenje, per contadino russo, servo della gleba, suo dolore sfida, a uscire da oppressione, cerca convivio, coltiva entusiasmo, vivo e collettivo. |KHLYSTY culto ispira, amore di Maria, madre a dio Xristòs, nato da Crimea, prima comunità, porta vitalità, a oppressi smierd, carestie guerre var: ha culto analogie, ai riti dei Piceni, fraticelli spiritali, o boemi catari, Radeniye religiosi, si fanno alle selve, secondo usanza slava, radure delle feste. Iniziano riunione, tamburi ed un falò, invocano salmodie, tutti nomi Dio di amor, con tuniche bianche, iniziano danze, in ripetitivo moto, cercano ascension, a scopo di ottenere, offrirsi al divino, ritmi dalla voce, o dal suono flauto, cresce emozione, che rapisce un fiato, + estasi e catarsi, assieme ad oracolo: grotte del |Caucaso, invocan Spiro santo, lo invitano scender, nei corpi di fianco, assemblea contagio, percuotono tra loro, fuscelli di Betulla, qualcun parla intanto, rivivono entusiasmo; consumano un pasto, in fraterna unità, saluti ed abbracci, propria Izba tornar, nei propri paesi, confraternite segrete, Arche chiamate, madre di Dio chiese. Kristo si reincarna, nei fedeli pronti, cammina sulla Terra, come umile paesano, ritrova i fratelli, li unisce da lontano; usano il peccato, a uscire dal peccato, per loro salvezza, peccato è necessario, se porta pentimento, a volte orgia sessuale, acme del rituale: velen cura veleno, omeopatico principio, culto poi illegale, costrinse anonimato, le Arche hanno legami, in chiese ortodosse, costrette a mantenere, segreta loro sorte; continua raduno, invocando e cantando, più nomi divini, assieme a spiro santo, la danza rituale, in camice bianco, amplifica il moto, esplode ansimando, con moti regolari, ordinati dapprima, dopo qualche ora, si accelera a rima, fino al momento, che il moto si spezza, e in corpo tremante, in estasi sferza; frenetici salti, van fuori controllo, esulti in deliri, assalgono il gruppo, lo Spirito è sceso! abbandonano a esso, uomini e donne, dan vita a un consesso, con botte ed abbracci, piangono sfogo, discorsano in lingue, estrane nel luogo, contempla ciascuno, visioni abbaglianti, riflesse tra loro, son esseri urlanti. Lo Spirito Santo, come Falco lucente, è un rapido lampo, da un cielo fulgente, piomba su preda, selvaggio violento, rapisce nel vento; rispettano tutti, Dei gli uni per gli altri, emanan da occhi, gran Soli raggianti, tutti si senton, trasformati in profondo, insensibili al freddo, e fatica di fondo; infine giunge grazia, divina e suprema, lo Spirito Santo, vien giù in assemblea, a bocca di un profeta, parla in vaticino, a terra a volte getta, in stato convulsivo: parla di argomenti, destino che sarà, oracoli sibillini, a intera comunità, sorte di famiglie, e raccolti agresti, presente e futuro, rima nei versi; parla poi a ciascuno, in circolazione, svela segreti, e vizi a profusione, ogni profezia, reca gioia o cura, ponte di amicizia, nel luogo di natura. Dopo agitazione, esausti sono tutti, calmano coi canti, assaggiano frutti, orzo birra e farro, ebbrezza loro sposa, lo spirito di luce, illumina ogni cosa. |Danilo-Filippov, fu primo fondatore, che in Russia imitò, birra Lacandone, Dioniso ritorna, a raggiungere contatto, suo popolo fedele, ovunque sia infranto: richiuder suo boccale, difficile appare, a clero dominante, re o dittatore, Dante pur ricorda, la gnostica esperienza, amor divina essenza. Felice va colui, che visse interne cose, quando rientrerà, all'Ade di erme rose, Dioniso è isteria, al cuore sa parlar, nel contadino russo, che cerca liberare. Gregor |Rasputin, pur monaco errante, entra a corte Zar, a lenire fine grande, onora Parasceva, Panaghia Spalaiotissa, Sibilla di montagna, regina morte e vita. libro_alchimia_maria-selenite.m4a
lume160-Dioniso giunge a Tebe, nelle |Baccanti di Euripide, a mostrar sua natura divina, ma gli abitanti della città, rifiutano di accettarlo, con in testa il re Penteo, capo di ordine e legge, cioè il controllo razionale. |Dioniso è l'ebbrezza, dio del vino in nozze Cana, istinto e forza irrazionale, della vita primordiale. Per punire la città che lo nega, Dioniso induce le donne tebane, a entrare in stato estatico, e a ritirarsi sui monti, come baccanti sfrenate. Penteo cerca di reprimere, e controllare questo culto, ma Dioniso lo convince, a travestirsi da donna, per spiare i riti segreti, e lo conduce alla rovina. Accecato da sua volontà, di dominio e controllo, Penteo è scambiato per una belva, dalle baccanti in trance, fatto a pezzi dalle donne, tra loro c'è Agave sua madre, che dopo il ritorna a lucidità, comprende l'orrore che ha compiuto. |Galimberti usa questa vicenda, a mostrar che l'uomo oltre ragione, tiene un altra dimensione, profonda ed inconscia, istintiva e passionale, che non può esser cancellata. Dioniso per Freud, rappresenta le pulsioni, che la coscienza tenta di reprimere, ma quanto più sono negate, tanto più tornano camuffate, in forme distruttive. Dioniso per Jung, incarna una forza archetipa, dell'inconscio collettivo, una componente della psiche, che deve esser riconosciuta, e integrata in proprio Sè. La tragedia di Penteo, è voler espellere a tutti i costi, dalla città e da sé stesso, ciò che appartiene a natura umana. Il mito reca un messaggio: la ragione che pretende dominare, tutto il mondo irrazionale, finisce ad esserne travolta. Penteo è distrutto perché, rifiuta conoscere gli istinti, come parte di sé.

164:lume164-Pellegrino in piedi su una soglia, tra Inferno e Paradiso, ai suoi piedi un gran pitone, si attorciglia a una clessidra, nel cielo una spirale aurea, collega stelle e numeri. Il pellegrino si smarrisce, nella selva oscura, viene salvato da Virgilio, e guidato in sottoregni, di una Terra immobile al centro, circondata da nove sfere, di cieli ed Empireo, sede di luce divina. La struttura dei tre regni, riflette cosmologia, nove cerchi all'Inferno, due balze e sette cornici Purgatorio, nove cieli nel Paradiso. Il viaggio si apre in tono tragico, ma si conclude in visione luminosa, mostrando possibile redenzione, in natura arte e architettura, vibrazioni Emoto e Lakosky, in agraria e medicina, per curare e far crescere, orto materia viva. L'oracolo dice: guarda serpente negli occhi, il tuo canto gli è atteso, ciò che è stato ferito può fiorire, la tua |Preghiera è cura, il vecchio Piton non fa paura, mentre le piume del parrocchetto, sono parola ritrovate, libertà nella visione. Jung rivela che il serpente, va solo attraversato, è soglia tra istinto e sapienza, tra ombra e rivelazione.| Dante compie un viaggio, iniziatico aldilà, espulso da Firenze, vive l'esilio come dolore e missione. La Commedia denuncia corruzione politica e religiosa, proponendo un rinnovamento morale. Virgilio è la ragione, Beatrice è fede amore, Bernardo è visione mistica.# |INFERNO, grande voragine a forma cono, col vertice a centro terra, formatosi quan Dio, fece precipitar Lucifero, capo degli angeli ribelli. Ingresso inferno è segnato, dal fiume Acheronte, sulle cui rive anime vanno, di tutti i trapassati, in base a gravità peccato, si decide pena che da subire, nei vasti cerchi separati, lungo pareti del cono, trovan posto i dannati. Il male detto peccato, secondo chiesa cristiana, nasce da tre atteggiamenti: incontinenza agli istinti, senza uso di ragione; violenza contro Dio e il creato, contro se stesso e contro il prossimo; frode invece usa l'inganno, a compiere il male. Inferno diviso in 3 aree, a loro volta in nove cerchi. |Lucifero in fondo baratro, con sue tre bocche maciulla eterno, Giuda traditore di Gesù, Bruto e Cassio traditor del khan, traitor di chiesa e impero. Cacciaguida annuncia a Dante, che sarà costretto a esilio, lasciar Firenze e casa, a causa intrighi Bonifacio, corte papale fà commercio, di Cristo e cose sacre, Cacciaguida antenato, gli preannuncia accoglienza, presso Bartolomeo della Scala, khan signore di Verona, con stemma di aquila imperiale, generoso in suo favore, senza volere nulla in cambio, prima che Clemente V, inganni Arrigo Enrico, sua giustizia ed umiltà, saranno note a tutti, future imprese del signore, incredibili ai mortali. Dante abbandona tutto, ospitato in varie corti, prova spiacevole sapore, del pane fatto altrove, faticoso salir scale, dei palazzi altrui; altri esuli fiorentini, di comune sventura, vanno contro lui, ma finiscono in battaglia, sanguinosa della Lastra, disfatta senza senso. |Cacciaguida esorta Dante, non odiar concittadini, giacché la tua vita, dura oltre la punizione, che il destino ha in serbo a loro. Dopo incontro Cacciaguida, viaggio Dante promuove, rinnovamento morale, di umanità ferita, da cupidigia capitalista, e rifondare Chiesa e Impero, in funzioni originarie, Dante ricerca divinità, da riconsegnare a umani. La luce indica grazia, Virgilio lumen naturale, cioè luce d'intelletto, Beatrice è lumen gratiae, illuminazione della fede, cui Dio rivela all'uomo; Bernardo lumen gloriae, guida che assiste ultimi sforzi, a condurre Dante viaggio, a vision suprema divinità. Dante in canti Cacciaguida, alleggerisce sua zavorra, a raggiunger Arco Fuoco, introietta dentro sé, materiale e immateriale, con occhi pellegrin mortale, e poi dopo la visione, con occhi san Bernardo: costui da infima lacuna, ha visto anime tutte, supplico a te per tua grazia, conceder lui virtù a sollevarsi, cioè immortalità, per guardar ultima salvezza, serve assimilarsi a Dio, dove è suprema intelligenza, che si contempla in un cristallo, una foresta e ciel stellato, materia e uomo sono uniti, nel riscatto di MATERIA. Spirito eleva e rifà il Corpus, se alchimista partecipa, col suo calore dentro il fuoco, tra gli alambicchi e la fornace, del suo corpo a trasformare, propria natura in nerezza, da questa in nuovo giorno albedo, nigredo è già un gran conquista, nel progetto elevazione, del camminare in salita, per un traguardo e una discesa, fin Paradiso e poi Materia: se vuoi DIVENIRE un tuo progetto, già deve ESSERE dentro di te. |Cacciaguida a Dante, espone sua missione, lo invita a scriver tutto, in suo diario viaggio, molti offenderanno, ma i posteri ameranno, il tuo grido come il vento, mirando la dottrina, sotto ai versi strani, per gli intelletti sani. Dante cita Aristotele, chi possiede ragione, sempre sceglie il bene, per essere felice, tutte altre scelte, portano infelicità, odierna falsa élite, sfoggia falso umanesimo, oscura luce Cristo, vela luce di speranza: la ricchezza dice Dante, avvelen genealogia, classista e finanziaria, la chiama eresia, radice error morali, nobiltà sia perfezione, della propria natura, frutto e dono assieme, di un personal lavoro. Mezzo al cammin di nostra vita, mi ritrovai per selva oscura, la diritta via smarrita, appare cosa dura, malato in depressione, rinnova ogni paura, non so come vi entrai, tanto ero nel sonno, smarrito nel dolore, che coglie impreparati, Fiorenza mi respinse, Dante pur sconfitto, a morte condannato, esule pellegrino, abbandona sua città, Beatrice gli rivela, che tradita è la speranza, in terrestre Paradiso, se devia buon cammino, di cristiano cittadino, lei amica degli umani, si volge ai fiorentini, e mostra iniquità, ingiustizia del suo tempo, poi accenna la sua cura, a mezzo de-sideris, che reca Vita nuova, Amore mette in lui, ritrova il sogni primo. Uomo natura è desiderio, di crescita costante, alla novità di sé, mentre malata civiltà, frena e reprime desiderio, di superar se stesso, per giunger fino al cielo. Dante poema sacro, aiuta Intelligenza, invita tutti noi, a convito spirituale, incluse donne e bimbi, slavo-bulgaro viaggio, Commedia apre visuale, su cose nude in sè, svela il vero volto, di ladro od invidioso, suicida o traditore, segreti in loro cuori. Dante si proclama, fedele alla Speranza, rinuncia a sue speranze, nate da illusione, si oppone a ogni menzogna, il male va guardato, è realtà senza speranza, poi auspica un monarca, che incarna in sé virtù, giustizia e pace in terra, assicur felicità, aspirazione alla sapienza, e una Chiesa che guidi, a beatitudine celeste, realizzando umanità, con ragione e fede assieme, che crea felicità, nessuno usurpa l'altro, giustizia è primo amore, legge di Giustiniano, cioè Andronico Xcristos, politico cristiano, geocentri lex naturae, guida genere umano, ispira dal Cielo, a educare nobiltà, insita in ciascuno, Spes trasforma inferno, in |Dostoiesky bellezza, e Pasternak dottor Zivago. Poema appare pneuma, Cattedrale di parole, sostiene il tuo respiro, a mezzo di tre pietre, collocate in giusto luogo, pietra una e trina, che in STELLE chiude canti: salimmo a riveder STELLE, canto 57 dello Inferno; Puro e disposto a salir a STELLE, cinquantesimo canto Purgatorio, punto nevralgico che eleva, pietra al centro che sostiene, le due mura del poema, in Terza Cornice Iracondi, fumi densi e neri ira, soffocan Pellegrino, che mal distingue ciò che è attorno; ultimo canto Paradiso, Amor che move il sole e STELLE, Dante vivo in Paradiso, SPERA e sogna di tornare, come poeta in sua città, con altra voce e volontà. Tutti i viaggi dei sapienti, son guidati dalle stelle, se tu segui la tua stella, arrivi a glorioso porto, dice a Dante ser Brunetto, Mercurio-Hermes è tua stella, domina tuo segno dei Gemelli, dove addensano gli indizi. Brunetto Latini, maestro di Dante, notaio di Firenze, inviato ambasciatore, sente vicende tristi, esilio resta in Francia, e vaga in una selva, dove Natur lo invita, a scriver del Creato, bellezze in settenario, ritmo didattico cantato; torna in sua Fiorenza, vicario degli Angiò, quando i ghibellini, sconfitti da Manfredi, in Toscana scrive summa, che chiama Tesoretto, un libro sussidiario, che Dante bimbo studia, a memoria brani in rima, zoologia e astronomia, botanica e storia, geografia e teologia. Tesoretto in versi, in rima baciata, Dante influenza, in 7 Arti Liberali, del Trivio e del Quadrivio: gramma retorica e dialetti, aritmeti e geometria, musica e astronomia, avviate da Gesù,in Yoros grandi scuole. Brunetto parla a Dante, in Girone sodomiti, Dante è reverente, e si duole che è dannato, esposto a pioggia fuoco, retore omaggiato, da tutti in sua Firenze, capitale sodomita, la descrive san |Bernardino, predicator di Siena. Dante ama scoprire, valori e vizi umani, lui inizia nel Convivio, da stupor e meraviglia: considerate vos semenza, che fatti non foste, a viver come bruti, ma a seguir virtute e conoscenza. Vedere udire eventi, fanno reverente, stupore è punto inizio, di indagine realtà, a ogni campo di natura, dice Beatrice in Cielo Luna: sol da sensato apprende, ciò che intelletto degna, e rinuncia sillogismi, su vegetali e piante, cui solo la esperienza, può fornir certezza. Dante a Padova è con Giotto, in cappella dei Scrovegni, cinque canti qui dipinti, luce radiosa di Beatrice, con maestà della Madonna, Cristo e arcangeli nei lati, Pietro Giacomo e Giovanni, tre apostoli prescelti, saliti al monte dei Misteri, a veder la Verità, poi rimasti folgorati, a contemplar divinità, come Dante epopte cieco, pose mano a poema sacro, per molti anni consumato, a riunire cielo e terra, e vincer crudeltà che serra, lupi a ovile portan guerra, con altra voce ed altro vello, poeta indossa cappello, barba e bian capelli; zodiaco rotor stelle fisse, trasfigura sua spavento, dopo anni di fatica, innamorato ed estasiato, al calare del sipario, Alighieri esce sul palco, a ritagliarsi eco applauso, poi offre consigli, nel Leggere il poema, indagando la morale, dentro allegorie dottrine, come quelle del Vangelo, Cristo al monte trasfigura, davanti sol tre apostoli, poichè secrete cose, chiedon poca compagnia, a varcare orizzonte, dove Creator guarda il Creato. |Giasone viaggia con marinai, di nave Argot argonauti, mentre Orfeo suona l'arpa, si avvicina a secrete cose, galleggia in mente di Dio, come mare di Nettuno, torna a Firenze sol da vecchio, arricchito in conoscenze, nuovo vello oro Sapienza. Dante e Orfeo stesso mito, se hai occhi corpo spalancati, fallisci impresa ultraterrena, Euridice è congelata, Dante appresa la lezione, tiene occhi fissi a terra, fino a ordine imperioso, di Beatrice la sua guida. Jung in specchio acqua, vede propria imago, riflette faccia tua nascosta, dietro attore personaggio, prima prova di coraggio, nel percorso interiore, scopre propria ombra, e spaventa le persone, che si proiettava su ambiente; scavar dentro è rintracciare, propria nigredo pesantezza, e lasciarci dietro complicità, di nostro agire sotto sonno, che produce pasti ai lupi, detto alchemico Vitrolum. Virgilio e Dante si abbracciano, camminando in nero buio, aere amaro e sozzo, fumi densi avvolgon tutto, parole oggetti e significati, tutti immersi in cecità, poi si alza una voce, che si rivolge a Dante, chi sei tu che il fummo fendi, a penetrar nostro passato? Marco Lombardo è tale spiro, vescovo cataro a Concorezzo, grande astrologo che dice: del mondo seppi e amai valore, a cui ciascun depone le armi, son stato facile all'ira, come Apollo infuriato, che dall'alto scaglia frecce, contro chi lo offese. Dante subito intuisce, argomento conversazione, è vero quel che dici, oggi il mondo è abbandonato, da ogne virtù come tu dici, sol di malizia è ingravidato, allor tu rivelami la causa, sì ch'io la veggia e mostri altrui, laggiù su terra ove qualcuno, dice è colpa delle stelle. Marco Lombardo |cataro, che intrattenne salotti, di saturnina astrologia, risponde a questo modo, Frate lo mondo è cieco, e tu vien ben da lui, ciò che accade sulla terra, Voi credete vien dal cielo, se così fosse voi è distrutto, libero arbitrio e facoltà, di sceglier bene e male, con impossibile giustizia, se si procede secondo bene, a ottener premio letizia, e per male avere lutto. Lo cielo i vostri movimenti inizia, non dico proprio tutte, come insegna astrologia, lume vi è dato a bene e malizia, assieme a libero voler, e in primi anni vostra vita, costretti a faticar col cielo, a temperare inclinazioni, ma ne uscite vincitore, se avete buon nutrimento, di maggior forza e natura, più grande di voi, liberi soggiacete, e quella forza cria in voi, intelligenza che le stelle, in sua cur non può creare, così se il mondo oggi disvia, in voi è la cagione, e io te ne sarò spia. Ordine e perfezione hai, se libertà vien ben nutrita, si sale a Dio persona, che Bene e Grazia crea, fa dono Intelligenza, a seguir progetto opera, che solo a Dio appartiene, e manca nelle stelle. Pellegrin celesti sfere, arriva a Stelle Fisse, seguendo loro guida, che dal purgatorio vedi, in matematico linguaggio, guardo senza paura, dinamo orizzonte, oltre limite insuperabile, sta il sublime della Grazia; Dante ha paura un poco, non ha penne a volar alto, ma come i bimbi prova gioia, nel sentirsi trasportato, sopra il vento di aquiloni, con la profezia del Veltro, nel Proemio del Poema, Virgilio ferma i suoi passi, assieme a quelli dei Lettori, enunciando che infine, il veltro divino verrà, farà morir lupa con doglia, la caccerà di villa in villa, finchè è rimessa nello nferno, da dove la prima invidia, ribellione di Lucifero, l'aveva liberata. Cristo Trionfo è tale veltro, tra le schiere dei beati, che vede interno della terra, correggendo la via diritta, troverai pietra nascosta, che è la vera medicina, enteriora lapidem terrae, dove salvezza è affidata, a un intervento divino, quando ciascuno trova, il Veltro entro se stesso, e strappa via da proprie carni, zanne feroci della lupa, e la respinge nel suo inferno. Dante parla in tante lingue, pitagorici e alchimisti, ebrei arabi e cristiani, templari e massoni, per raggiunger molti cuori, in un mondo di sordi, tanti gradi iniziazione, molti suoni di un gran mare, per solo scopo di instillare, Fede a principe imperiale, e ogni fratello templare, esser Principe di Grazia, simile a Beatrice, che con Virgilio e San Bernardo, sono guide in Chiaravalle, Dante scelse San |Bernardo, ordinatore dei templari, dopo strage di quell'orda, per mano monarchia francese, Bernardo onora con preghiera, incrocia sguardo di Maria, come fece Jacques Molay, che muore e guarda Notre Dame, immensa nave da crociera, ferma alla banchina, con sue navate e campanili, in attesa del gran viaggio, dagli inferi al cielo, scritta in lingua degli Argoti, lingua cifrata di veggenti, nomadi ancora disprezzati, ribelli avidi di libertà, curan dialetto ancor bandito, dalla buona società, di benpensanti in ermellino, immersi nella fatuità: argot di minoranza, fuori leggi codificate, convenzioni usi e protocolli, di anonimi architetti, maestri ermetici alchimisti, pitagorici o templari, trascritti in cattedrali, santuari della scienza, e dei credi popolari, dei grifoni e dei Beati, cerchi angelici antenati, nel portone e nel rosone, vetro e marmo in sette cieli, pietra di angolo staccata, dal trono Dio precipitata, reca fondamento al mondo, e tiene unito ogni edificio, aiuta ogni uomo a farsi tempio, principio e fine di ogni tempo. Dante erudito, sa tutto di allora, e sotto ispirazione, usa penna o arpa, e naviga la Bibbia, dottrina della Chiesa, e tutto mischia in rima, dal moto degli storni, alla grazia delle gru, i fiori con la brina, che sciolgono a mattina, poi usa simbolismo, assieme allegoria, messaggi cifrati, e parla ai suoi lettori: O voi che siete sani, mirate la dottrina, che si asconde sotto, il velam di versi strani! Chi vede e riconosce, è genio osservatore, descrive lui Gerione, si avvita e nuota in aria, scende lungo un elica, di forma cilindrica, e |Giganti delle Torri, fan mura incandescenti, San Francesco meso a sacco, da astuzia del demonio, con logica truccata, in Guido Montefeltro. Angelo in Purgatorio, ispira Dante luce, riflette astronomia, che crea cronologia, precisa ora del giorno, e la pelle bianca nera, enigmi insegnamenti, più alti e degni fede, se son più incompresibi. Dante pensier discende, in sua anima da Dio, che è primo motore, come canta Branduardi, da unità s'irraggian tutti, altri numeri beati, che contemplano Dio, come in uno specchio, ogni pensier umano, riflette avanti esser pensato. Dante conosce numeri grandi, fino alle migliaia, così cita Trinità: uno due e tre sempre vive, regna sempre in tre due e uno, non circunscritto, ma tutto circunscrive. Dio è sostanza divina, due nature unite in una, nella persona di Cristo, e tre Persone in trinità: Padre Figlio e Spir Santo, tal figura è detta chiasmo, da lettera X greca, melodia di questi versi, fanno eco ordine inverso, crescente e decrescente, pienezza in sè ritorna, in ciascuno pari e dispari, tutte cose esser numero. Aritmetica è nume, studiata da Ishango, un babbuino del Congo, numera tacche su colonne, divise in dispari e pari, poi arriva Brahmagupta, che assieme Aryabhata, reca zero concetto, filosofia indiana, al vescovo Siria, di Arabi Tartaria, che diffusero l'uso, in tutto il Mediterraneo, poi Leonardo Fibonacci, da Pisa scrive Abaci, Matematica islamica, mentre Giuseppe Peano, formulò cinque assiomi, per numi naturali, e tutta aritmetica, prescindendo da intuizione, legata a necessità, come conteggio dei giorni, o capi di bestiame, ecco la sequenza, del numero uno, a cui segue un successivo, mentre Numeri diversi, hanno succession diversi, se primo numero è due, segui logica binaria, quinto assioma di Peano, è principio di Induzione. |Galileo Galilei, legge i versi di Dante, a cercare la misura, altezza dei giganti, e di Lucifero lor capo, disegna uomo vitruviano, dove un braccio appare un terzo, di altezza di persona, Dante è 1 metro e 75, statura perfetta, è uomo alto otto teste, mentre atleta ha nove teste. I giganti han corpo macho, muscoli e forza bruta, alti 44 braccia, 25 metri e mezzo, così il vermo reo, che mondo fora e ribella, è alto 1200 metri, con sei ali protese, su tutto il Cocito, ghiacciandolo col proprio, incessante moto, ha tre teste a scimmiottare, la Trinità Divina), ciascuna bocca stritola, uno dei tre traditori, di intera umanità, tutti e tre giganti, Giunio Bruto e Cassio Longino, congiurati contro Cesare, fondatore dello Impero, e Giuda Iscariota, traditore del Xristos, maciullato da Lucifero, e con schiena scorticata, Re di Tenebre in eterno, rode i peggiori peccatori. Galileo Galilei, in Accademia Fiorentina, tenne conferenze, su Inferno dantesco, vide Ghibellin fuggiasco, disseminare suo libro, di matemati e geometria, su imbuto infernale, e il lago ghiacciato, nel punto più in basso: vidi mille visi cagnazzi, fatti per freddo, in gelati guazzi, teste dei traditori, immersi in Cocito ghiaccio, diversi tali sguardi, ai desideri ardenti, che costringono miei occhi, a fissar occhi lucenti, di Beatrice sul grifone, tra le anime beate, del Cielo di Mercurio, mille splendori udia, a crescer nostri amori, nel purgatorio luci, del sole che solleva, ai Beati della Rosa, specchiarsi in mille soglie, agli angeli festosi, che circondano Maria, ciascun distinto pure, di fulgore e di arte. Dopo tal visione, mi volsi e vidi avanti, e sotto piedi un lago gelo, che sembrava vetro, diviso in quattro zone: Caina e Antenora, tolomea e Giudecca, da Giuda Iscariota, eretico del verbo; in Caina son puniti, i traditori dei parenti, seppelliti nel ghiaccio, fino al loro collo; in Antenora son puniti, i traditori della patria, sepolti fino a cintola, con parte alta esposta, a gelidi venti infernali, come Antenore gigante, che ebbe tradito Troia; in Tolomea son puniti, i traditori degli ospiti, distesi supini, con la schiena nel ghiaccio, poichè Tolomeo, fece uccidere Pompeo, per ruffianar Cesare; in Giudecca son puniti, tutti i traditori, di benefattori umanità, immersi tutti in ghiaccio, nel mezzo ultima zona, fa orribile mostra, il Lucifero signore: in Giudecca ghiacciata, con lui gigante mi convegno, mperador dolore regno, da mezzo petto uscia fuor ghiaccia, incapace a far di braccia, in sua ghiaccia residenza, dove son confitti i peccatori, del giron della Giudecca. Lucifero il gigante, fin ghiaccio suo ombelico, coincide a centro Terra, baricentro dei pesi, di sfera senza gravità, dove lo duca con fatica, volge testa e zanne, ci aggrappiamo al suo pelo, per salire al cunicolo, altra faccia di Giudecca. Dante vide ovunque, tanti altri giganti, da Giove minacciati, con tuono-folgore dal cielo, primo gigante incontra, è Nembrot architetto, della Torre di Babele, alto 25 metri, tredici volte più di un uomo, ha faccia lunga e grossa, come Pigna di bronzo, del cortile Vaticano, si proporzione ad altre ossa, in 3 metri e duecento; il massone gigante, ha tempi di reazione, più lenti di un umano, che può sfuggir suoi assalti, ragion per cui suoi arti, impiegan molto tempo, a compiere un lavoro, senza velocità, seppur grande potenza, a sollevare un colle, come gru e betoniera: le creature più ridotte, usan riflessi a spostarsi, rapidi a ogni mossa,come il topo che corre, aggiusta il tiro a ogni passo, mentre un gigante o elefante, sposta zampa avanti, e si affida a predizione, speranza a non trovare, un intoppo sul cammino, compensa sua lentezza, dovuta a dimensioni, Anteo gigante in Africa, ammazza più leoni, grazie alla sua forza. Galileo sà che distanza, tra ombelico e metà petto, è un quarto altezza uomo, trova il raggio di |Giudecca, in oltre 290 metri, mentre la Tolomea, ha raggio mille braccia, ovvero 580 metri, Antenora 1500, ovvero 875m, e la Caina di 2000, ha raggio 1166 metri; stessi calcoli conduce, per le Malebolge, ottavo cerchio dell'Inferno, residenza ai frodatori, disposti in dieci bolge, bolgia è confusione, dieci fosse concentriche, cerchiate da mura, come fortificazioni, di un castello medievale, cinto da più fossi, aventi ponticelli, fatti con la roccia: le malebolge di pietra, hanno color del ferro, ovunque macigni e anfratti, oscurità della frode, di mente tortuosa che inganna, nel mezzo del campo, un pozzo largo e profondo, dieci valli profonde, concentriche al pozzo, collegate da ponti, che ne scavalcano estensione, dalla riva esteriore, fino al pozzo centrale. Dante passa in prima bolgia, dello ottavo cerchio, vede folla di dannati, di ruffiani e seduttori, tormentati da diavoli, crudeli e beffardi, la folla in due schiere, che camminan senso opposto, come vedi camminare, in due file di folla, a Ponte Castel Santangelo, i pellegrini chiamati, dal Giubileo romano. Più narra il caos degrado, più geometria fà regolare, come fisica del Caos, in penultima bolgia, i seminatori di discordia, e scismi religiosi, 3 kilometri diametro, mentre decima bolgia, quella dei falsari, 6 kilometri diametro. Canto VII Inferno, demone Pluto invoca, papè Satàn aleppe! a terrorizzare Dante, invocando Lucifero, Virgilio lo sgrida, Lucifero è al cupo, dove Michele fé vendetta, del superbo stupro! peccato di superbia. Gioacchino Belli cita, Michele nei sonetti, anno 833, angel ribelli caduti, Michele al galoppo, con Stendardo biancogiallo, al suon tamburo e piffero, lesse sto editto: Iddio condanna ar callo, l'angeli neri, con Capitan Luscifero! Michele qui è vestito, capitan guardia pontificia, che inalbera stendardo, dopo aver suonato, per richiamar la folla, come un banditore legge editto di condanna, dove Lucifero è trattato, come un capitano di ventura, ribelle condannato ar callo. Passando al Basso Inferno, Dante conosce uomo-bestia, nel viaggio tra assassini, tra violenza e infamia, fin sede di Lucifero, entriamo in luogo Belve, in preciso domicilio, tre giron settimo cerchio, sta Lupa del dolore, che ci procuriamo in guerre, getta ombra sui violenti, contro le cose e gli altri. Lince, appar dolore, fatto su noi stessi, getta la sua ombra, su chi picchia sè e sue cose, Leone appar disprezzo, del Mondo e del Mistero, getta sua ombra sui violenti, contro Dio e le sue cose. Quattro incontri coi Guardiani, di Inferi e città di Dite, più di mille sulle porte, da ciel piovuti quattro volte, tentan fermare il viaggio Dante, Caronte usa l'ira, vecchio bianco antico pelo. Minosse insinua il sospetto, a non fidarsi di Virgilio. Pluto il ricco rabbioso lupo, invece gli dice di tacere, ma è piegato da Virgilio; poi tracotanza demoni in Dite, piegata dal Messo Celeste. |Minotauro quan ci vide, guardian settimo cerchio, mezzo uomo e mezzo bestia, guardiano-bestia solo infuria, non sa usare le parole, sua furia orribil ringhia, resta impotente da sua furia, si morse preso ad ira, mio maestro lo sgridò: pensi che questo sia Teseo, il duca di Atene, che nel mondo ti diede morte, tu vergogna di Creta, concepita in finta vacca, Pasife unita al Toro bianco, vattene via bestia, Dante non viene qui seguendo, istruzion di Arianna tua sorella, ma vien vedere vostre pene, poi Virgilio grida a Dante, corri al passaggio e scendi, mentre il mostro è in preda a furia, così vidi il Minotauro, come toro che barcolla, dopo il colpo mortale. Canto 12 è ingresso, nel basso Inferno, Virgilio accorda con Chirone, per la salvezza di Dante, quando Aquila cede, staffetta ai Centauri, poi canto 62, Virgilio dice addio, e dà due corone a Dante, i Dioscuri cedono, staffetta al Grifone, si entra nell'Eden, e termina nigredo, conta 50 canti, e arrivi sul Burrato, che spacca Inferno in due, e dal quale sale un puzzo, i Poeti si difendono, fermandosi a parlare, dietro tomba papa Anastasio, ultimi cerchi infernali, dove son puniti i violenti, fraudolenti e traditori, colpe che più offendono, la bontà divina: qui Dante cita il libro Genesi, in cui vedi leggi naturali, e fa spiegar Virgilio, che grande errore d'Uomo, è tradire il lavoro, ispirato dal divino, che sempre fa creazione, in cui umano può specchiarsi, per sostentarsi e progredire, ma usuraio altra viene tiene, poichè disprezza la natura, disprezza sua operosità, e ripone spes in tempo falso, e fraudolento dell'usura. |CENTAURI mezzi uomini e cavalli, guardiani in primo girone, dei violenti contro gli altri, il girone della Lupa, tra la ripa e ampia fossa, il fiume sangue Flegetonte, sono immersi gli assassini, e corrono in fila i centauri, armati di arco e frecce, come andassero a caccia, nelle selve del Rio Congo, nel vederci arrivare, tre divisero dal branco, venendo a noi con archi e frecce, pronte ad essere scoccate, uno grida da lontano, a qual martiro venite, quale condanna destinati, voi che scendete il burrone? O lo dite o tiro l'arco, nel frattempo a migliaia, pigmei centauri attorno fossa, scoccan migliaia di saette, a far morire gli assassini, perenne eternamente; mio maestro allora disse: la risposta noi daremo, solo al paziente Chirone, poi rimprovera Nesso, il centauro che rapì, Deianira ed Ercole, il quale lo fermò, uccidendolo con freccia, e Nesso prima di morire, invitò donna a serbar suo sangue, a miscelarlo con profumo, per intrider la camicia, che da Ercole indossata, impedisce innamorar di altra donna, ma di questa camicia, Ercole morì avvelenato. Folo il terzo centauro, ospitò Ercole a cena, costretto aprire giara buon vino, che Dioniso lasciò in grotta, altri centauri inebriati, da intenso profumo vino, presi da furia attaccaron, grotta di Folo e di Chirone, per impadronirsi del vino, si accese lotta selvaggia, a colpi di frecce, vinse Ercole tra tutti, ma Chirone fu ferito, da una freccia rimbalzata, mentre Folo morì, per aver toccato freccia, da Ercole avvelenata; dopo carneficina, Ercole fu disperato, per aver ucciso incosciente, i suoi due alleati, ora al leader Chirone, lui e Virgilio vuol parlare. Chirone prese una freccia, con punta pettina sua barba, fino dietro alle mascelle, così scoprì gran bocca, e disse ai suoi compagni, vi siete accorti che quello che sta dietro, muove ciò che tocca? i piedi dei morti non fanno così, e Virgilio duca sen timore, vicino al petto di Chirone, dove si sposan due nature, alza frasi imperiose, lui è davvero vivo, io devo mostrargli lo inferno, non è un viaggio di piacere, ma è necessità che ci conduce, venne un anima dal paradiso, dove cantano alleluia, a chiedermi obbedire, Dante non è un ladro, io non son anima dannata, per quella Volontà che mi permette, di muovere i miei passi, in questa strada selvaggia, presta un dei tuoi centauri, per guadare la fossa, e farci superar la prova, costui porti Dante sulla groppa, perché non è spirito che vola. Chiron ferito a freccia, è sapiente in medicina, non può guarir se stesso, e quel dolore lo accompagna, fino a supplica agli dei, di morire al posto Prometeo, brilla in Ruota degli Dei, costellazion del Sagittario, le stelle di Chirone, sono incontro tra maestri, in ogni punto vedi un dio, o le orme sua presenza, tutto santo alla natura, Chirone parla a Giasone, ed Esculapio suo maestro, istruito da Medea, maestro pur di Achille, come Virgilio guida Dante, sà curar anima e corpo, quest'uomo va salvato! silenzioso patto stringe, tra i maestri più famosi, senza parola espressa, Chirón si volse a destra poppa, disse a Nesso di tornare, fai spostar quelli che ostacolano, prendi in groppa i due poeti, passa il guado e indica a Dante, alcuni nomi dei dannati. Nesso è ora tuo Maestro, ed io sarò il secondo, Virgilio lascia il posto al daimon, entità mito-stellare, che ha compito condanna, di trafiggere assassini, così da lor ferite sgorga, sangue in cui sò immersi. Centauri hanno peso, di anima su terra, ai bambini donan quattro gambe, per gattonare e scalpitare, urlo per chiamar possesso, impossibile condivisione, la dolorosa convivenza, di due nature da integrare, nella conquista del terrestre, la folla dei centauri, è un branco di entità, urlanti e scoordinate, pronte a schiamazzo e capriccio, incapaci a regger vino, assai golosi e ubriachi, scatenan guerre improvvise, isteriche e violente, in cui si uccidon fuoco amico, o cede a istinto predazione; quan si ferisce un bambino, dolore è inflitto a un Centauro, una presenza divina, che a domar serve Chirone, che sotto il suo comando, assassini di assassini: sono lì in schiere ordinate, a colpir chi resta belva, i tiranni affogano nel sangue, che essi resero profondo. Centauri son maestri, traditi in pedagogia, che Chirone come tata, aiuta a risalire, trasformando in genitori: se centaurismo infantile, prolunga adolescenza e oltre, prende forme delle sbronze, notti bianche nel frastuono, delle morti sulla strada, predazione e mercimonio, aggressione e gelosia, stupri branco ed omicidi tra conflitti e alterazioni, nella crescita o educazione: mutar Centauro in Dioscuro, nella profezia del Veltro, colui che caccerà la lupa, di villa in villa fino a inferno, da dove invidia dipartita; se Centauro trafigge il lupo, tra sue zampe ha il crocefisso, Croce Sud che Dante vede, come segno Elevazione, contro avidità dolore, allor Centauro si eleva, dal Corpo a Intelligenza, su due gambe esploratore. Dante in basso Inferno, scende lungo il Burrato, entra in tre Cerchi di Violenza, fiume del sangue in cui bolle, cieca cupidigia e ira folle, e tra Ladri e Fraudolenti, ode il canto di Ulisse, portato dal vento, di Castore e Polluce, i Gemelli del suo segno, tra giorno 12 e 13, sotto tutela dei Centauri, che elevan Corpo a Intelligenza, comandati da Chirone, Dante passa il Flegetonte, a caval centauro Nesso. Carlo Martello dice a Dante, nel Cielo Venere Afrodite, il Sole viaggia da Est a Ovest, ci conduce al braccio equatoriale, nella vertigine stupita, Fuoco Sacro si offre ad Anima, luce sapienza e amore, amor di conoscenze vive, percependo nostra anima, che cammina in questa eternità, fino al canto di Sapienza, dello Spirito dell'arpa, uomo esplora e si offre, alla Libertà mai sazia, ma ecco anime ingannate, da genti empie in cose vane, sentite vostre tempie, rivolte a vanitatum? Beatrice ferma occhi su me, di caro assenso al mio disio, al mio voler beato compenso, dissi dimostra che miei pensieri, son riflessi alla tua mente, ch'io possa in te refletter penso, onde la luce a me ancor nova, del suo canto che cantava, iniziò a parlar così: in quella parte malvagia terra, compresa fra Rialto Venezia, e le sorgenti Brenta e Piave, sorge un colle poco alto, là onde scese una facella, che fece a contrada un grande assalto, Ezzelino da Romano, tiranno massacratore, ora si danna in Flegetonte, dove più profondo è fiume sangue, così lo indica Nesso, mentre traghetta Dante in groppa, su fossa sangue di assassini, per arrivar foresta dei suicidi, che nessun sentiero segna. Cunizza sorella di Ezzelino, di sè fece mercimonio, per aiutar fratello, nei suoi loschi inganni, non si pente esser meretrice, perché ciò le ha conquistato, intelligere spiritum, e questo il volgo non capisce, la SALVEZZA è in nostre mani, e per diventar Beati, serve conoscere terra Inferno. Folchetto di Marsiglia, di lui rimase fama, trovatore e religioso, provenzale in Tarragona, poi presso Alfonso di Castiglia, dopo vita sua mondana, si fece frate poi abate, vescovo a Tolosa, massacratore di Catari, contro gli Albigesi, ora in Ciel di Venere, con prostitute e assassini, che si sono salvati, andando verso il Sole, fu famoso in crudeltà, ora vive seconda vita, da Spirito salvato, nelle parole di Cunizza: peccatore che si pente, per rimorso e disagio d'anima, per orrore del suo male, rinnega ciò che ha fatto, riceve Grazia del perdono, errore strumento di salvezza, come afferma Cunizza, ninfa d'acqua e del Battesimo, che con Folchetto vien salvata, dopo transito in inferno, da Intelligenza dello Spirito. Dante in canto 13 e 37, tra Inferno e Purgatorio, accordati e risonanti, Centauro Caco paga condanna, per essere stato ladro, inizia salita al Purgatorio, sotto costellazione Sagittario, stelle Chirone Guaritore, che illumina il divino, con le corde pizzicate. Pier delle Vigne consigliere, a Federico II e Manfredi, figlio di Federico, biondo bello di gentil aspetto, nipote a Costanza imperatrice, ha figlia Cecilia Taragona, erede a corona di Sicilia, Lui centauro guerriero, muore colpito in battaglia, ultimo eco della lupa, che in ultimi istanti si affida, a misericordia divina, nonostante peccati orrendi, bontà infinita lo abbraccia, accoglie chiunque a lei rivolge, mentre Pier delle Vigne, sopraffatto da suo orgoglio, preferisce il suicidio, muore da centauro, mentre lo portano in carcere, gettandosi dal cavallo, fratturandosi la testa, nella selva dei suicidi, in albero trasformato; la Compassione del Poeta, assimila i personaggi, vissuti in stesso ambiente, entrambi traditi e disonorati, pur simmetrici tra loro, fan due scelte diverse, Pier dannato a non parlare, e Manfredi inaugura i Dioscuri. Centauro si trasforma, in Castore dioscuro, che muore in battaglia, trafitto nel petto, e mostrommi una piaga, metamorfosi del Daimon, i Gemelli son |DIOSCURI, pizzicati in corda d'arpa, per salire verso i cieli. Castore gemello mortale, tiene in mano il frustino, per domare i cavalli, centauro doma sua bestia, mentre Polluce è immortale, pugile agile e leggero, forte nelle braccia, insieme naviga su nave, di Argonauti di Giasone, discepolo di Chirone, coraggiosi esploratori, sulla Nave Conoscenza, ascoltando i canti Orfeo, che narra loro imprese, lui marinaio in stessa nave. Dante viaggia stessa nave, costellazione al Polo Sud, Nettuno ammira ombra di Argo, navigar su mente Dio, la nave temeraria esplora, sul mare DOPPIA CONOSCENZA, ogni uomo è diviso in due, figlio a tenebre e luce, Dioscuri Gemelli, è costellazione mercuriale, sotto quale Dante nacque, mentre Orfeo và in Oltretomba, a cercar la donna amata, nei Misteri Eleusi e Buiti, che Dante conosceva, e ritrova donna amata, nel mondo beati spiriti, uscendo vincitore. Seconda navigazione, conduce Platone a iniziazione, livello anagogico ritrovi, Castore è curioso, mentre Polluce è in silenzio, mis/misteri in greco è taci! in palazzi e fonti dei Farnese, due Gemelli in due opposti, uno legge e l'altro ascolta, uno guarda e l'altro dorme; un miracolo accade, nel cuore degli umani, quando si alzan su due gambe, e si spoglian doppia natura, catturano intelligenza, sepolta nella terra, e la conducono alle stelle, mutando in anima intellettiva, alzano occhi al sole, e ammiran carro luce, mi colpiva da sinistra, tra noi e nord Aquilone, ovvero tramontana, Virgilio mi disse: se costellazione dei Gemelli, fosse congiunta a quello specchio, che fa salir scendere la luce, nel solstizio estivo tu vedresti, lo Zodiaco rosseggiante, ruotare più vicino al nord, a men che non esce suo cammino; a capir vai immaginare, Gerusalemme e Purgatorio, equidistanti da Equatore, paralleli simmetrici e opposti, così che abbian solo orizzonte, ma diversi emisferi, per cui vedrai cammin del sole, procede a Yoros da una parte, e dall'altra per chi è qui. Certo maestro mio, prima faticavo a comprendere, che il cerchio meridiano Primo Mobile, chiamato Equatore celeste, resta sempre a metà, tra il sole e l'inverno, per la ragion che dista da noi, tanto quanto agli Ebrei dal sud. Castore e Polluce in compagnia, di quello specchio che sù e giù, del suo lume conduce, a veder Zodiaco ed Orse, nel loro stretto roteare, fà uscir vecchio cammino, accolto nel pensare, monte Siòn su terra stare, entrambe un orizzonte, pur diversi gli emisferi, che Feton non seppe carreggiare, andando all'uno e all'altro, che intelletto chiaro bada, l'Equator che sempre rima, tra il sole e il verno. Caro Dante se tu fossi, nel solstizio di giugno, quando sole sorge in Gemelli, nel dì più lungo d'anno, a Nord lo vedresti brillare, ora sforzarti a comprender, che sei giunto agli antipodi, di Czargrad Gerusalemme, sei in emisfero sud, stessa distanza da equatore, in cui sta Yoros la nel nord, qui ti sei capovolto, sinistra vedi come destra, nord vedi come sud. Umanità mutilata dello Spirito, oscilla da poggia a orza, resa monca della scintilla, di eternità che la abita, ferita causata da isteria, del poter che vuol soggiogare, ma solo Spirito incarnato, può riparar mutilazione, e rigenerar conciliazione, nuova Alleanza sen parole, in risonanza di terzine, vibrate in arco e arpa infine: ficca l'occhio entro l'abisso, de l'eterno consiglio quan puoi, al mio parlar giustizia fisso, non potea mai uomo solo, espiar peccato originale, con umiltate obediendo, quanto superbo nel peccato, ciò cagion uomo precluso, poter sodisfar per sé dischiuso, a Dio convenne le vie sue, riparar l'omo a sua intera vita, perdonando o punendo o entrambi, ma poiché l'ovra tanto è più gradita, da l'operante quanto più appresenta, de la bontà del core onde è uscita, divina bontà che il mondo impregna, volle usar tutte due le vie, a riscattarvi e fu contenta, nè in tutta storia umana, tra ultima notte e il primo die, sì è mai visto tal magnifico processo, per l'uno o l'altro modo fie, ché più largo Dio fù a dar sé stesso, per far l'uom a rilevarsi, che s'elli avesse sol perdonato, e tutti li altri modi erano scarsi, al Figliuol umiliato a incarnarsi. Aurora bianca e vermiglia, illuminava in cima al monte, suo incontro con Beatrice, amore per rime musicate, e cantate da Casella, umani spiriti si ferman, ascoltan estasi fin quando, li rimprovera Catone, inviandoli a salire: canto unisce a gentil donna, bella e onesta figlia tutta, a Imperadore di Universo, chiamata Filosofia, Beatrice rappresenta, divina luce assai mi mostra, colla mia anima un sol cosa, continua nasce in me pensieri, che indagavano ammiravano, il valore a questa donna, nel luogo della mente. Dante chiede a Belacqua, perché non sali a porte Purgatorio? lui risponde che è inutile, pigri i suoi muscoli, senza anima intellettiva, di cui Belacqua è monco, poichè muoversi è potenza, congiunta col sentire. Dante rimprovera pigrizia, chi manca impulso alla salita, se traguardo del tuo viaggio, accumular conoscenze, infinite informazioni, finchè peso tuoi bagagli, impedisce il tuo cammino, sarai costretto a gettar tutto, in un fiume come i Hmong, per ritornar leggero, e imparar volare, fin quando tuo intelletto, diventa sottile purificato, dal tuo cumulo affrancato, vedrai galleggiar questi relitti, sulle acque del Lete, raccolte a foce del Tevere, da angeli Dioscuri, in città Roma due corone, che risucchia nel gorgo, messaggio doppio dei Dioscuri, nei 25 canti dei Gemelli. Castore muor ferito al petto, Polluce non si dà pace, nel dolor senza fratello, a Zeus chiede grazia di morire, sua libertà di scelta, se Castore è Manfredi, Catone sarà Polluce, iniziati ed iniziandi, in Marocco arriva notte, sopra l'Equatore. Diritta via 18-68, Inferno e Paradiso, corrispondenza risonante, simmetria li tiene insieme, due ingressi in due luoghi, in un Poema in cui ogni canto, è una soglia a oltrepassare, ma tutte soglie diseguali. Ottavo cerchio in dieci bolge, dove vengono dannati, i ruffiani e i seduttori, adulatori e simoniaci, indovini e barattieri, ladri e mal consiglieri, i seminatori di discordie, ipocriti e falsificatori. Dante e Virgilio vi giungono, in groppa al Gerione alato, che li fa scendere in volo, dalla ripa discoscesa, e viene usata cintur di Dante, come redini a trattenersi, al collo del mostro, a indirizzarlo sanza terrore, davanti a Caronte, Minosse Cerbero e Furie, Medusa e Minotauro, il volo, da ripa scoscesa, conferma conquista iniziato, un potere che userà, ci Giganti e con Lucifero. Conoscere mostri che ci tormentano, dare loro un nome, il grande volo si conquista, quan possiamo cavalcarli, vincendo gran paura. Fetonte ebbe paura, quando lasciò redini Sol carro, allora il cielo si incendiò, Icaro si sentì spennare, dalla cera surriscaldata, mentre il padre suo gridava, stai sbagliando strada! Tornato a terra Dante vede questo pozzo ad imbuto, chiuso in dieci cerchi, concentriche malebolge, tutto di pietra color ferrigno, dove nel mezzo si apre un vuoto, molto largo e profondo, ha bordo fatto a terrazze, suddivise in dieci valli-bolge, una spirale di dolore, sprofonda nell'abisso. Alla prima bolgia vanno, ruffiani e seduttori, camminan senso contrario, frustati dai diavoli, in seconda adulatori, immersi nello sterco, che tosto ritorna a terra. Dante avverte volando su Gerione, lo scroscio del Flegetonte, assorda la mente fin lacrime, basta un secondo a cambiar polo, sotto i piedi di Dante, si apre un pozzo stretto, che divide ottavo e nono cerchio, e in basso il Cocito ghiacciato, non c'è ombra altro Gerione, ma solo cinta muraria, con torri a perimetro del pozzo, vidi Giganti di otto metri, dalla cinta in basso dentro al pozzo, esso stesso fatto in pietra, sono i Titani fratelli a Cronos, che a Zeus son ribellati, sconfitti diventano i Guardiani, del cerchio dei traditori, ultimo luogo infernale, incatenati in varie forme, a immobilizzar corpo superiore, dal bacino in giù son dentro roccia, come la spada di re Artù, solo Anteo ha le braccia libere, e coglierà Virgilio e Dante, si comporta con gentilezza, per adagiarli a fondo pozzo, che divora Lucifero e Giuda, dopo chinato si raddrizza, come albero di una nave; mentre in 14 Paradiso, siamo nel Cielo del Sole, in mezzo a Spiriti Sapienti,e re Salomone parla a Dante, dell'ultimo giorno, quan sarete uniti al vostro corpo, brillerete ancor di più, di intensità diversa, a seconda propria intensità, di Amor che occhi corpo regge, carne gloriosa e santa, cresce in ardor che a Dio s'accende, cresce lo raggio che da esso vene, come carbon che fiamma rende, vision Dio sarà più intensa, sì che sua parvenza si difende, poiché li organi corpo saran forti, a tutto ciò che darà diletto; appare san Giovanni luminoso, e Dante rimane abbagliato, luce proporzionata a intensità, di ardore di carità, Beatrice formula sua domanda, i Beati rispondono con gioia, felici a scioglier dubbi a Dante, come quelli che danzano in cerchio, spinti da maggior gioia, alzan la voce e più lieti i gesti, così le sante corone, mostran nuova felicità, alla preghiera devota di Beatrice, i Beati dispongono in cerchia, tonda come quella dei Giganti, ma i santi pien di luce e gioia, Salomon risponde a nome tutti, rivelando la spes intensa, di riconquista integrità, poiche a lor pur manca un pezzo, come ai Giganti manca il basso, pietrificata nella roccia, ai beati manca loro carne, che li renderà perfetti a sguardo Dio. |ULISSE Ladri e Fraudolenti, seconda triade 24-25-26, i peggiori criminali, più di assassini e traditori, usan lucido intelletto, per scopi criminali, ma Dante in canto 26, fà sigillo a intelligenza, vede Ulisse fraudolento, gli dice essenza umana: Considerate vostra semenza, fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza; senza fiamma della carne, non si accede al pian Divino, Grifone è dàimon collettivo, da qui verbo ingrifare, incarnato da Mercurio, che ispira tutti amare, la Venere in desìo, la bella principessa, figlia al re Universo, unirsi con Sophia, al banchetto di Sapienza, sconfina nel Mistero, delle fiabe tutti tempi, dove Anima è Biancaneve, lo Spirito Principe azzurro, e Ombra è orco e strega, dopo varie peripezie, Spiri sposa Anima, nel Corpo e Intelligenza. Ulisse ritorna, da viaggio errante, sedante o eccitante, trascendere umano, è suo scopo primo, in estasi o samadhi, con ego ridotto, saggio + felice, ora sa capir cuori senza velo, grazie ghostdance tolteco mito, dentro piante egli vede, sorgente di unità, e Adamo albero di vita, estende sue radici, fonte di ogni ego: se ego esce scoperto, calpesta la terra a far battaglie, esamina e divide ogni materia, classifica ogni pezzo di Natura, e diviene Vita inanimata, sol da soldi misurata, Tera ridotta e abusata, Civiltà si scopre condannata, catastrofe di sangue e morale, a cui Avi cercaron soluzione, riunir soggetto ed oggetto, a integrare la visione, apollinea razionale con inconscia, sanar frattura nel samadhi, Shaolin cosciente unione, Anima e psiche puro amore. INRI anche vuol dire, Igne Natura Renovatur Integra, ogni cosa è rinnovata, col fuoco di Vulcano, Afrodite e Marte, imprigionati in rete d'oro, si aman due divinità, in corpo ed in spirito, etere e materia, ri-uniti a eternità. Dante ammira tal prodigio, e in Ulisse narra evento, chi resta confinato, solo al piano carne, fà esser proci a vita, necessita liberarli, ovvero liberarsi, e procedere ascensione. Eros aquila Grifone, è Spirito amante, che in ardua salita, fà essere arguti, la coppia appare un Tre, Sacra Tetrade 4, un quartetto coi due daimon, custodi del destino, pronti a ribellarsi, a chi ostacola fiaba sorte. Ulisse in canto 26, controfigura Adamo, e Albero di Conoscenza, tra Salvezza e Ribellione, i due Poli Equatoriali, spiro del tempo e del profondo, rivel mistero del Xcristos: da eroe uomo non è redento, ma diviene un Cristo egli stesso, il Salvatore e uman ribelle, son 74-76 e 24-26. Vanni Fucci adiacente e opposto, a Ulisse che brucia in sua furbizia, muore e risorge da insipiente, perché ha corrotto sua Intelligenza, Ulisse in sé invece l'ha accolta, come architetto ingannatore, di tranelli ed esploratore, di vizi umani e lor valore, svela a Dante re-integrazione, d'Intelligenza ricollegata: Oh frati che per cento milia, tra perigli giunti all'occidente, non negate a questa piccin veglia, che riman vostri ultim anni, l'esperien del mondo senza gente, dietro al sol verso occidente, considerate vostra semenza, non siete bruti ma gloriosi. Ulisse uomo del Mare, conosce due passioni, sincroniche e discordanti, di nostalgia del ritorno, e nostalgia del viaggio, appartiene a tutte sponde, fino ai ghiacci dell'Antartide, dove affaccian continenti, e copre stesse rotte, che seguono crociate, parla del seme di Adamo, che ha scelto strada conoscenza. Ulisse cuce nostro mare, con viaggi guerre e commerci, ma Alighieri aggiunge al Mito, sua esplorazion mortale, narra il viaggio in aldilà, ridando intelligenza a Ulisse, gloriosa resurrezione; da vecchi siamo esploratori, con un mare di risposte, vecchio-sapiente ancora cerca, con mani piene di domande, le guarda con serenità, e diventa esploratore, nel piacere dell'ignoto, durante il punto morte. Ulisse insegna la fatica, di abbatter divieti Ercole, varca i limiti in coraggio, mette la morte in conto, Dante può parlare ai Morti, perché viaggia in stato Grazia, in quanto seme Adamo, ma in esercizio di virtute, con coscienza illuminata, usa il sapere suo acquisito, poichè vendicarsi è conoscenza, che ritorce a chi la usa. Un marinaio mai scappa, perché il mare è dentro lui, carnefice e amico: noi rallegrammo e poi venne il pianto, ché da nova terra un turbo nacque, tempesta che colpì la nave a prua, percosse del legno il primo canto, Tre volte il fé girar con tutte l'acque, a la quarta leva poppa in alto, e fece inabissar la prua, come narra pure Emerson, finché il mar sovra noi richiuso. Il naufragio di Ulisse, è sua morte e resurrezione, serve lo spirito suo tempo, e crede fuggir spiro profondo, ma il profondo lo conduce, dentro il mister di Cristo, e fà parte del mistero, che uomo diventi Cristo, Jung rivela sincronia, nel Poema dantesco, Ulisse opposto alla Croce, è lo specchio del Cristo, nel sacrificio compiuto, ad accumular sapienza, per ottener salvezza. nel canto 51, triforme amor deviato, riporta al canto 1, deviata via davan tre belve, canto 50 astro Lombardo, fa conquistare a Dante, mappa Cielo stelle fisse, nella leggenda Vera Croce, amata e nota in Medio Evo, alla Basilica di Arezzo, con Pier della Francesca, racconta che il legno croce, del Cristo, è legno Albero di Conoscenza, attorno cui è avvolto serpente, come al collo del blu Siva: nel vangelo di Nicodemo, un giorno Adamo era malato, il figlio Seth va in Paradiso, a chieder olio legno misericordia, con cui unger corpo padre, e restituirgli la salute. Gli apparve arcangelo Michele, sullo sfondo insieme a Seth, gli disse non piangere per l'olio, del legno Iboga misericordia, in nessun modo potrai averlo, fino al tempo del Cristo, così Michele dette a Seth, un ramoscello da piantare, dell'albero che Adam fece peccare, poi disse a Seth tuo padre guarirà, quan questo ramo frutterà, Seth a casa trovò il padre morto, piantò ramoscello su sua tomba, il ramo divenne un albero, che giunse ai tempi Salomone, epoca di ladri e di serpenti, a preservare qualche ladro, dalle atroci metamorfosi, come Puccio Sciancato, del canto 25; ladri muoiono e risorgono, ai piedi di una croce, su cui Cristo è morto e risorto, come lor maestro tradito. Angelica intelligenza, che parla con voce Dio, custode nostro destino, anche se non lo viviamo, tutore nostre attitudini, e della nostra missione, diretta emanazione di Spirito, che abita entro noi: chi torce natura dei giovani, torce natura degli uomini, distrugge persone e procura, offesa allo Spirito, Educatori dell'Anima, incuranti del potere, che vuole tutti uguali, san re-integrare Spirito, accoglier voce del daimon, che è nostra diversità, ciascun se stesso preso, è contro anestesie, di società omologanti, contempla risonanza 25-75, canto di alchimia, e canto dei talenti, nel silenzioso lavoro, del fuoco di officina, eche lavora la Materia, che si muove e trasforma, secondo leggi sconosciute, di un ordine sacro, a raggiungere profondo, Spirito in Materia. Carlo Martello risponde, che anche Uomo è un alambicco, configurato dal mistero, di tutti i suoi talenti, che dovrebbero esplodere, se non fossero negati, repressi mortificati, e annullati dal Potere, che devia spirito profondo, che alimenta la materia, nostre persone da bambini, in mente di Dio tutto è scritto. Carlo Martello narra futuro, e se mio frate Roberto, antivedesse tutto questo, eviterebbe l'avarizia, dei Catalani in Catalogna, serve qualcuno che al suo posto, provveda a che il suo regno, non subisca ulterior danni, dei suoi antenati liberali, avrebbe bisogno di soldati, non soltanto mercenari, come son franchi catalani, Roberto è diverso da me, anche se figli a stesso padre, lui è avaro illiberale, meschino farà mal suo regno, come Cunizza ed Ezzelino. Dante curioso chiede a Carlo, fatto m'hai lieto fammi chiaro, parlando dubitar m'hai mosso, come dolce seme può essere amaro? se posso mostrarti verità, rispetto al dubbio che sollevi, lo ben che ruota il Paradiso, volge e contenta ogni virtute, Provvidenza alla sua mente, che è perfetta di per sé, non sol determina varie nature, ma insieme ad esse anche il lor fine, ovver non sol influssi celesti, come una freccia sul bersaglio, se ciò non fosse il ciel che tu cammine, producerebbe li suoi effetti, che sarebber sol ruine, e ciò non può succeder, se li ntelletti che muovon stelle, son perfetti come il primo, poichè natura mai fallisce, quel che è necessario, ora dimmi cosa è peggio, per l'omo che vive in terra, se non si fosse cittadino, e svolge ciascuno una funzione, vostro Aristotele scrive il vero, è necessario che sian diverse, le radici dei vostri effetti, uno nasce legislatore, e un altro condottiero, un sacerdote Melchisedèch, e un altro ingegnere, come Dedalo che volando, perse il figlio per l'aere, intelligenza angelica imprime, la circular natura ai mortali, ma non distingue l'un dal'altro, ovver non fà le preferenze, Esaù è diverso da Giacobbe, Natura generata ha suo cammino, che i generati seguon sempre, così interviene Provvidenza, che è più forte di quegli astri, e chi ti era dietro ora è davanti, ora ti dono un corollario, sempre Natura se fortuna trova, discorde a sé fà tal semente, fuor sua region fa mala prova, e se mondo terreno badasse ai ritmi, cioè inclinazioni di natura, seguendo lui avria buona gente, ma voi torcete alla religione, tal che fia nato a portar spada, e fate re chi è nato prete, onde vos traccia è fuor di strada. Artigli aquila ci appare, dentro canti Stella Polare, irradiazioni di Giustizia, che ci porta a guardar alto, dal punto vista Padre Eterno. Classica esegesi ripete: carro è Chiesa corrotta, il Grifone è Cristo nella Storia, che punisce preti corrotti, assatanati in molte colpe, ma chi diviene immortale, racconta Storia dal di fuori. Dante vede poi una volpe, che si avventa a fondo carro, digiuna pare da ogni pasto, ma è accusata di gran colpe, ma Beatrice la mia donna, mise quella volpe in fuga, volpi che guastano le vigne, quando sono belle in fiore. Canto dei Cantici rivela, tre volte volpe è nel poema, come simbolo di |FRODE, allegoria delle eresie, che tormentano la storia, inganno astuto del raggiro, nella Cornice d'Invidiosi, menzogna usa Guido del Duca, divin Giustizia raggirar, lui duca in Montefeltro, accecato dalla invidia, come un Vate cieco vede, quel che non si può vedere, io rispondo a sua domanda, sul luogo da cui vengo, nella valle fiume Arno, in cui spazia mezza Toscana. Rinier da Calboli gli chiese, perché non nomini quel fiume, Guido rispose che quel nome, vorrei scompaia dalla valle, poichè sorgente di quel fiume, di Appennino e del Peloro, tutti fuggono la virtù, come biscia fugge un luogo, che la induce a fare questo, per sventura o per mal uso, abitator misera valle, hanno mutato lor natura, Circe li ha mutati in bestie, come scrive san Bernardino, tra brutti porci degni a galle, cioè ghiande Casentinesi, che di cibo fatto da umani, Arno scorre verso il basso, e trova botoli a ringhiare, più di quanto quanto torcon muso, e devia corso disdegnosa, di toccar tali Aretini, tale valle sciagurata, scende più in basso più si allarga, tan più trova Fiorentini, cani divenuti lupi, acqua poi discesa a fossa, cioè bacini più profondi, trova volpi pien di froda, che non temono altra astuzia, che possa catturar Pisani; ecco valle senza nome, se lo avesse reca danno, se lo togli esce da storia, valle di lacrime governata, da natura avversa e contraria, che trasmuta uomini indeboliti, in folti branchi di belve, affamate e arrabbiate; questi versi affondan lama, nel dolor di umanità, esiliata e sprofondata, in valle lacrime di astuti, Volpe animal notturno, diffidente affonda il morso, nelle tenebre del Corpo, nella fame delle notti, aggredendo il carro umano, mutilato nel suo spirito, e che ancor non hanno visto, la Giustizia di Maria. Beatrice caccia la volpe, dal carro uman tragedie, poi vidi Aguglia tornare, da indi era venuta, la vidi scender giù nell'arca, e lasciarvi alcun sue penne, compatendo il male umano, come cuor che si rammarca, tal voce uscì dal cielo e disse: o navicella come sei mal carca! da quando foste fuori Eden, vi ho contattato direttamente, con la salvezza incarna in Cristo, allora appare il Cristo in penne, abbandonate sul quel carro, in supremo Atto di suo Amore, dove nessuno ha mai veduto, oltre donazio Costantino! ipocrisia di uomini umani, rifiutan veder sol verità, che nel duomo di Barga, dura secoli un anno un giorno. Parve a me la terra aprisse, tra ambo ruote del carro, e vidi uscirne un drago, che conficcò la coda al carro, come vespa che ritragge ago, a sé traendo coda maligna, trasse del fondo e gissen vago, portò via una parte del carico, e se ne andò serpeggiando, quel che rimase come gramigna, sulla vivace terra, di piuma offerta fu coperta, con intenzion sana e benigna, come si è aperta la terra, a ultimo respiro del Cristo, così da tal voragine, sorse il secondo tradimento, di umani contro quelle penne, corrotti dai lor calcoli, di possibili guadagni, e i Giusti soffocati, dagli ingiusti senza cuore, chiedon soccorso a quelle penne, a dar Salvezza e Dannazione; dopo che il fuoco ebbe ruggito, l'acuta punta mosse qua e là, e poi diede cotal fiato: se io credesse che mia risposta, fosse a persona che torni a Terra, questa fiamma staria in silenzio, ma poichè da fondo Inferno, nessuno esce vivo, se sento dire il vero, ti rispondo senza timore, di essere infamato. Guido da Montefeltro, chiuso in fiamma come Ulisse, consigliere fraudolento, ingannatore anche a se stesso, crede confidar sue verità, a un dannato dello inferno, fui uomo d'arme e poi francescano, credendo di fare ammenda, dei miei peccati col cordone, ma poi il papa Bonifacio, mi indusse ancor peccare, il gran prete mi rimise nelle colpe, ipocrita anche in nome! fintanto che fui carne e ossa, col corpo datomi da madre, lavoravo con astuzia, come volpe e non leone, conobbi trucchi e vie nascoste, accorgimenti e coperte vie, io seppi menar lor arte, a fama in tutto il mondo, quando mi vidi alla vecchiaia, dove ognuno ammaina vele, e pentirsi dei peccati, ciò che prima mi piaceva, mi dispiacque e feci frate, dopo pentito e confessato, ma ciò non mi ha giovato, poichè novo principe di Farisei, ovvero papa Bonifacio, combatteva guerra in Laterano, contro i Colonna cristiani, evitando Saraceni o Giudei, ogni suo nemico era cristiano; se Costantino chiamò a sé, papa Silvestro dal Soratte, a guerir della lebbra, Bonifacio chiamò me per la sua febbre, mi chiese un consiglio, io tacqui a tale pazzo, mi disse di parlare, io ti assolvo fin da ora, purché mi mostri arte di spia, io posso aprire e chiuder cielo, assolvere e condannare, due sono le chiavi, che Celestin mai ebbe care, mi convinsero argomenti, poichè tacere ha conseguenze, Padre poichè mi assolvi, da quel peccato in cui ricado, prometter molto e mantener poco, ti fò trionfare nel tuo trono; secondo tradimento a Dio, mischiar grano con gramigna, non riconoscer differenza, fra giusti ed ingiusti, Celestino mai voleva, aprir chiuder cielo al Male, giace tra gli Ignavi, per causa gran rifiuto. Francesco venne quando fui morto, a prendere mia anima, ma un diavolo gli disse, lascia non farmi torto! deve venire ai miei dannati, diede consiglio fraudolento, così gli fui alle costole, chi non si pente non è assolto, poichè è contraddizione, io dolente mi scossi, quando mi prese e mi disse, forse tu non pensavi, che io fossi filosofo! Trasformato il carro santo, mise fuori delle teste, tre sul timone e quattro in angoli, le prime cornute come il bue, le quattro un solo corno, avevano per fronte, allegoria di Apocalisse, mostri di anima uomini, tre belve con due corna, lince leone e lupa; le quattro belve con un corno, son cambiate di segno, quattro ninfe Cardinali, che si vedono nell'Eden, trasfigurano tenebre, tutte e sette assieme, zavorra che ci schiaccia, impedendoci a volare, sorgenti del dolore, Castronuovo estrae: |LINCE è narcisismo, opportunismo ed egoismo, indifferenza e alienazione, ha pelle maculata, ossessione per l'istinto, nevrosi ipocondria, da immaginarie malattie, prensilità felina, cioè shopping compulsivo, inquieta delusione, azzerata ogni empatia, pulsione al movimento, sfrenato colmo in nulla, ansia e invidia al mondo. |LEONE materialista, ma per uso di ragione, aggressivo dominante, di un mondo fatto a lui, dissolve entro il potere, nel tempo suo ruggito, superbia fame mondo, ossessionato dal controllo, del mondo al suo servizio, manie persecuzione, se viene ostacolata, la vanità in suo regno, nel centro di sè stesso, lui è sua verità, ma teme dolore e morte. |LUPA è fuorilegge, questa è la sua legge, schiava e padron di eccessi, sua furia è negazione, violenza ed omicidio, dissolve in nichilismo, regista di tragedie, insaziabile sua mente, ha un Io disgregato, che lei ricuce allora, disgregando gli altri, suo alimento è odio, in forma paranoia, possiede per brama, e rabbia del mondo, non per bisogno. Le altre quattro carte, son forza per il corpo, sapienza per la mente, giustizia per l'anima, temperanza per spirito. |Aquila irradia in tre cantiche, lo Spirito di Dio, manifesta divin giustizia, e nel sesto canto Paradiso, Giustiniano narra la storia, di Aquila Imperiale, dalla guerra di Troia, fino al tempo di Dante; le sue ali convergono, sul canto 66 Purgatorio, dove Dio torna parlare, agli uomini del Carro, due sue opere Giustizia, cioè cacciata da Eden, e incarnazion del Cristo, mentre in 28 Inferno, emerge losco Guido Montefeltro, che volea ingannar Giustizia, indossando il saio francescano, Guido maledice Bonifacio, ingannatore di Dio, e restituisce a Celestino, la santità che gli è dovuta. Nei canti 86 e 87, Aquila parla a Dante, mentre canto 1 proemio, è chiave volta Arco di Fuoco, arco di Aquila che unisce, le due selve visitate, di smarrimento e ingresso Eden, sempre la stessa selva, trasformata in nuovo Dante: dinanzi a me con ali aperte, eran le anime liete, in dolce visione di Dio, parea ciascuna rubino acceso, che nei miei occhi Lui rifrange, io vidi e udii parlar lo rostro, il becco di aquila parlava, diceva io e mio, ma intendeva noi e nostro, per esser stato giusto e pio, son qui esaltato a quella gloria, che non si lascia vincer a disio, e in terra lasciai mia memoria, che persin genti malvage, lo lodano ma non seguono, così un sol calor da molte brage, si fa sentir con molti amori, usciva un suon da quella image. Aquila parla al singolare, dando voce ai Beati, che sua forma compongono, doppia natura di un dàimon, il più vicino a Dio, rispecchia eterno fluire, dell'Essere Spirito, parla in prima persona, è la Giustizia Divina, Aquila è un tetragono: UMANI diventati BEATI, formano simbolo di un ANGELO, che parla con voce DIO, questa immagine dice, che non esiste separazione, dentro emanazion divina, poichè i molti Spiriti, parlan unico suono, a cui partecipiamo in vita. Ben io so che cielo altro reame, divina giustizia fa suo specchio, in angelica gerarchia, io sempre pronto ad ascoltare, come un falcon disia volare, io vidi aquila entro lodi, dei Beati della grazia, che san legger mio digiuno, che nessuna cosa sfama. Dante usa stessa image, per Testamento Paradiso, Mosè davan roveto ardente, verde fuoco che non brucia, mentra ascolta voce di Dio, che gli sta dettando Legge: oh fior di eterna beatitudine, col profumo di vostra voce, interrompete il digiuno, che mi fè patir la fame, non trovando a saziarlo, nessun cibo sulla Terra. Sapienza è il motore, che ispira divin Giustizia, enigma di Beatrice, sul vaso rotto dal serpente, Umanità da sempre è salva, nella mente di Dio, Dante agisce come l'Aquila, nella sua voce vibran tutte, le domande dei mortali, senza esplicita richiesta, DIO perchè permetti accada? le guerre e i massacri, carestie e pestilenze, ingiustizie del mondo, le ferite nella vita, Aquila risponde, iniziando Dante al Ciel Saturno, dove incrocian quattro corde, che risuonano in accordo, in sincronia del corpo, con anima e intelligenza, per lo spirito attirare, e risposta respirare. |GRU nello Inferno, associate ai lussuriosi, trascinati da bufera, e destinati a girare, vanamente sempre in tal aria, recuperano in Purgatorio, capacità di migrazione, movimento verso una meta. Poi citate nel Paradiso, appaion giunte a tale meta, dove si cibano liete, e poi si alzano in volo, a formare lettere di selva, oscura selvaggia e forte, dove preval forza natura, vergine e intatta, che impedisce penetrarla, ma dentro ha vita variegata, con un robusto cerro e abete, che in alto si digrada, frassini tigli e platani, ai loro piedi un sottobosco, fitto intricato di cespugli, di rovi piante e semi, gru disegnano volando, lettere alfabeto, poi forman aquila imago, simile al falcone, cicogna ed allodola. Beatrice beata paragonata, a un aquila e a un uccello che attende alba a nutrir piccoli. ALTA FANTASIA vuol dire, che viene dall'alto, da intelligenza cieli, ecco Libro di |Ester, che rivel suo sposo re Assuero, di essere ebrea, quando il ministro Aman decreta, sterminio ebrei di Babilonia. Aman condannato a morte, da crocifisso ancora espande, suo disprezzo e sua ferocia. Dante con occhi aperti, piovve in altra fantasia, vide Aman crocifisso, con aspetto amar disdegno, che moriva in questo modo, intorno a lui presenti, re Assuero e sua moglie Ester, e il giusto Mardocheo, integro in parole e azioni, quan questa imagine svanì, come bolla che vien meno, perché sotto manca l'acqua, sorse in mia visione, una seconda Fantasia, da Eneide ispirata: io vidi una fanciulla, che piange forte e grida, a sua Amata madre regina, Lavinia in sposa a Enea, a pacificar troiani e latini, ma sua madre detta Amata, moglie al re Latino, si impicca a fermar nozze, che evitan la guerra, fra Troiani e Latini, Lavinia parole grida, madre io ora piango, più per te che pei Latini! perché per ira hai voluto, esser suicidata a me, ora mi hai perduta, e io son qui che mi addoloro, per tua inutile rovina. Ester salva gli Ebrei, Lavinia vuol salvar Latin da gue dante-aldila-morte-fisica_brizzi.mp4
lume164-Xristos scende agli inferi, per tre giorni inscena un carnevale, dove lui recita la farsa, cioè la parte di anticristo, per ottenere anime pronte, alla redenzion di amore. La Divina Commedia, è il viaggio/poema di Dante, in 100 canti in tre cantiche, Inferno Purgatorio e Paradiso, scritto in terzine, con rime incrociate. |MariaCastronuovo mappa poema, tra stelle segrete e quiete, Dante inizia 8 aprile, viaggio in regni ultraterreni, peccato espiazione e salvezza, la notte venerdì santo. Il |viaggio-del-Pellegrino, dura una settimana, Dante scopre piano piano, che dannati e santi obbediscono, a precisa volontà divina, inscritta nella storia, come maestra di vita, rivelata sulla Terra, immobile al centro. La Terra riflette geometria, |Fibonacci-serie frattale, dove ogni numero è somma, dei due precedenti, 0 1 1 2 3 5 8 13 21.. spirale in crescita naturale, in fiori e foglie e conchiglie, nubi cavoli e galassie, e Tartaria architetture. Spirale aurea pure emerge, nelle forme musicali, di Chladni ed Emoto, e negli anelli di Lakosky, essa si associa a ogni cosa, come i diagrammi SATOR AREPO, ovvero i mandala del mondo, che son strumento visivo, per meditare e contemplare. |MasaruEmoto dimostra, che vibrazioni e parole, influenzano struttura, di acqua molecolare, che nutre organismi, come un oracolo pregava: amore e gratitudune, nutrimento e protezione, guarigione ed istruzione, elevazione ed armonia. Amen

169:lume169-Pentecoste è il simbolo universale della trasformazione interiore: una convergenza delle vie interiori presenti in tutte le culture, fuoco che passa da una persona all'altra senza consumarsi, il momento in cui una scintilla nascosta diventa forza capace di generare relazione, comunità e rinascita. Il fuoco che scende sugli Apostoli richiama antichi simboli dell'umanità: la fiamma custodita, il respiro vitale, la luce che risveglia la coscienza. Maria è il centro silenzioso dell'attesa: come nel Carmelo rappresenta il grembo che accoglie (lume165), nella Pentecoste diventa lo spazio umano dove lo Spirito può manifestarsi. Il femminile custodisce il mistero, il fuoco maschile lo porta nel mondo. Dante racconta questo passaggio nella Divina Commedia: Beatrice conduce oltre i limiti della ragione, mentre san Bernardo apre la porta della contemplazione. La Candida Rosa dei Beati è l'immagine di un'umanità ricomposta nell'armonia. La Pentecoste insegna che il vero cambiamento non consiste nel diventare qualcun altro, ma nel lasciare emergere ciò che in noi è già vivo. Ogni persona custodisce una fiamma: quando viene condivisa, diventa linguaggio comune oltre le differenze. L'oracolo del lume domanda: quale dono hai ricevuto che aspetta soltanto di essere donato o condiviso?| Riassunto: alla festa del concepimento di Maria, nel cenacolo radunato dagli Apostoli con lei, sanguina l’attesa del Consolatore: nel cinquantesimo giorno dopo la Pasqua, lo Spirito Santo discende su 120 persona con lingue di fuoco e colomba su Maria. Gesù aveva annunciato che sarebbe partito affinché potesse venire il Paraclito che convincerà il mondo di giustizia e giudizio. Prima deboli e timidi, gli Apostoli ora vengono ri­pleni di Spirito, abbandonano la paura e diventano predicatori del Risorto, anche di fronte a imperatori crudeli, dando vita alla Chiesa apostolica che si estende oltre i confini del mondo conosciuto. Pietro, convertito dopo il tradimento, diviene capo della Chiesa e conduce alla conversione migliaia di ebrei. La Pentecoste inaugura l’inizio della missione universale: popoli, lingue e nazioni sono chiamati. Maria guida questo cammino: riconosciuta come Vergine Madre e sposa, figura della Misericordia e della speranza che vede Dio in ogni uomo. Nel Canto XXXI della Divina Commedia, Dante, accompagnato da san Bernardo di Chiaravalle che ama Maria, contempla la «Candida Rosa» e riceve da Bernardo, tramite Maria, la guida finale verso l’empireo. Bernardo, riformatore cistercense, fondatore di decine di monasteri e predicatore della Crociata, medita Maria come intercessione e creatura degna, 'figlia del tuo figlio', tramite la quale l’uomo può ascendere dall’umiltà alla gloria. Dante fa esperienza della visione diretta di Dio, interpretando in forma poetica il viaggio che ogni uomo può compiere verso la pienezza. Il viaggio è un epopea che unisce ragione e poesia, uomo e divino, femminile e maschile, fino alla piena unione dell’anima nella luce della Santissima Trinità.# Alla festa di concepimento, o discesa di Maria, Bernardo in Chiaravalle, guida il poeta Dante, a descrivere il mistero, asceso Gesù al cielo, Apostoli radunarono, nel cenacolo con Maria, a ricevere il |Consolatore, Pentecoste cinquantesimo, giorno dopo Pasqua, festa inizio mietitura, assistono promessa: Vi dico un verità, è meglio che me ne vada, così a voi verrà, il Consolatore che, convincerà il mondo, su giustizia e giudizio, disse Gesù maestro: come a creare uomo, cooperarono in Trinità, così alla redenzione, Padre Figlio e Spirito Santo, Padre prepara e manda Figlio, Cristo passione e morte, Spirito Santo vivifica, anime sostiene e santifica. Alba decimo giorno, forte rumore scosse casa, e tutte 120 persone, in sala attorno a Maria, si inginocchiano tremanti, ecco sopra loro teste, comparve un globo fuoco, dividendosi in fiammelle, che scendono su ognuno, mentre candida colomba, aleggia su Maria: repleti sunt omnes Spiritu Sancto, e inzian loqui variis linguis, discesa di amore, produsse cambiamento, su Apostoli che pensavano, a Messia regno terra, ma da deboli e timidi, acquistan forza e coraggio, grazia Spirito Santo, li rese giusti e fedeli, umili vincitori del mondo. Se prima eran nascosti, abbandonando lor Maestro, ora predicano a tutti, Gesù risorto eterno, e rinfaccian peccati e vizi, pure a crudeli imperatori, e in atroci tormenti, non cessano predicare. Pietro capo della Chiesa, pur vinto da servetta, nel rinnegar Gesù, converte ora tremil Yudei, in zelo sen confini, nuova Chiesa di Gesù, rianima e fortifica, esce dalle mura, comincia a far proseliti, su ogni sponda dei mari, sopporta persecuzioni, calunnie ed eresie, assistita e confortata, dallo Spirito Santo; morirono i persecutori, malvagi ministri di Satana, si estinguono scismi, Chiesa apostolica resiste. Pentecoste invoca i doni, a mezzo di preghiere, irruzione ai cuor fedeli, a mezzo Spiro Santo, bene e consolazione, mutiamo nostro dolore: oh Gesù ti chiediamo, divenirti compagno, insegnaci a rialzarci, dal peso della croce, sulla strada del Calvario, a vedere nel dolore, un disegno di amore, insegnaci ad amare, per bene soffrire, e insegnaci a soffrire, al fin di bene amare. Dammi Amore oh Daime! a fecondar dolore, che alimenti accresca Amore, nutrici di Te, nel tempo eternità, offro sofferenza, alla amara tua fatica, a rendere valida la nostra, così che venga Tuo Regno, Signore Juramidam. Giorno Pentecoste, conclude il tempo sacro, con effusione in memoria, inizio Apostoli missione, fra tutte le tribù, lingue popoli e nazioni. |Madonna guida cose grandi, con ciascuno di noi, vede Dio in ciascuno, lungimiranza di Madonna, Misericordia è cuore ai poveri, magnificenza è cose grandi, Vergine Madre e sposa, a Giuseppe consacrata, uomo del silenzio, Dante saluta ave Iosep, presenza nascosta, accanto ave Maria. Nel in canto trentuno, Dante contempla Candida Rosa, Beatrice torna al seggio, lui gli porge domande, ma invece vide a fianco, |SanBERNARDO CHIARAVALLE, a guidarlo in empireo, ultima tappa mistero. Bernardo ama Maria, nella mistica ed azione, e medita continuo, umile e alta creatura, intercessione a Dio visione, Bernardo oratore vivo, guida ascesi Dante, fin dove era iniziata, superbia intelligenza, che causò lo smarrimento, in razionale selva oscura, ora è redenta, corretto usa ragione, eloquenza in Chiaravalle. Bernardo volge sua preghiera, affida Dante alla Madonna, che è Regina Cielo, per viaggio in empireo: Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e più alta creatura, che nobilitasti uman natura, da farsi sua fattura, quando nel ventre tuo, accese amore caldo, da germinare il fiore, qui sei intermediaria, face di caridade, giuso intra mortali, di speranza sei fontana, Donna a cui ricorre, chi vuol grazia tua benignità, soccorre a chi domanda, in te misericordia, pietate e magnificenza, creatura di bontate. Dante fà esperienza, diretta di Dio, uomo del viaggio, epopea del pellegrino, interpreta suo tempo, viandante alla dimora, di desiderio interno, che cerca una pienezza; dunque sua proposta, valida a ogni uomo, viaggio che pregusta, patria luce cui già tende, seguendo sua speranza, vita di avventura, degna esser narrata, con ragione e poesia. Dante passa da Beatrice, al Cavaliere di Maria, Beatrice è specchio Dio, la vera teologia, mentre San Bernardo, è Dio mistica esperienza, diretta contemplazio, oltre amor riflesso, è mistica Chiaravalle, che edifica la Europa. Divina Commedia, è architettura cattedrale, vi troviamo tutti luoghi, di ragione e di poesia, San Bernardo benedettino, entra giovane in monastero, lui riordina e rinnova, avvia ramo cistercense, comunità in Chiaravalle, poi predica in Italia, avviando monasteri, di monaci-guerrieri, oltre agricoltori, a mezzo rame slavo, è scrittore viaggiatore, muore a 73 anni, in Champagne 153. Bernardo fa esperienza, continua di aldilà, ma forgia pur la storia, fonda 68 monasteri, cistercensi in Inghilterra, Svezia Sicilia e Libia, vi annette scuole agricoltura, e tessile manifattura, bandisce la Crociata, a liberar Santo Sepolcro, ordina monaci-cavalieri, scrive regola ai Templari, pacifica i sovrani, e riordina la orda. Aneddoto racconta, lui si ferma a un edicola, vede immagine Madonna, con Ave Maria! la saluta, allora immagine si anima, rispose Ave Bernardo! nelle notti misteriose, parla a Dio e la Madonna, agisce meditando, Europa edificando. Tommaso Aquino dice, che lo interiore di ognuno, è bene spirituale, che vale più di Universo, comprende cosmo intero, mentre lo Universo, non comprende uno solo. Peccato originale, somiglia ai dolori parto, fuor disegno di Dio, che invece vuole pace, a far germinare il fiore, manifesta volontà, mysterium iniquitatis, vi lascio la pace, vi do la mia pace, che non si perde mai, simbolo è percorso, che uomo può compiere, per uscire dal non-senso, linguaggio per umani, bandiera vittoriosa, Madonna è medium face, luce sol splendente, speranza fontana vivace, di acqua zampillante, che sempre si ravviva, per uomini su terra, sorprese nella vita. Gesù risponde a Cana, in risposta a Maria, cosa c'è tra me e te o donna? ecco tuo figlio, da cui nasce stirpe, che schiaccia testa al serpe, Donna vestita di sole, con luna sotto i piedi, e corona di stelle, simbolo di Ecclesia, Madonna benigna, che soccorre chi domanda, nel mezzogiorno amore, grazia al desiderio, di felicità immortalità, amore e conoscenza, insita in umani, come carta identità, tiene sua radice, e suo compimento in Dio, ma per giungere a Lui, serve mistero femminile, a completare uomo. Dante narra il femminile, durante sua ascensione, cioè cammino vita, siam fatti per il bene, il bello e il vero fiore, alla Rosa dei Beati, ventre Ave Maria, amor caldo reca Fiore, di oro di Laozu, pienezza dei tempi, trasmette grande pace; nel cammino di Dante, viaggio verso Brahman, Beatrice passa il testimone, a Bernardo Chiaravalle, come sanPaolo ai Galati, usa percorso antagonista, a quello di Anticristo, che vuol donna ambigua, sterile prostituta, mentre Bernardo loda, la Madonna figlia del tuo figlio, e madre al Verbo carne, umile ed alta, si fece sua fattura, dimensione femminile, prima di accesso a Dio. Vangelo è paradosso, conferma ragione luce, che Dio ha dato a uomo, a conoscere il Vero, ma aperta al mistero, ciò che svaluta ragione, è cattiva teologia, poichè ricerca umana, giunge al limite ragione, dove sta contemplazione, di ciò che sta oltre, mistero e paradosso, di tutto il Vangelo: gli ultimi saran primi, i primi saranno ultimi, Matteo ci ricorda, chi vuol esser primo serva tutti, Umile humus terra, come è dentro è fuori, paradosso evangelico, per avviare civiltà, riscrive ruolo donna, di Vergine Madre, femminile e maschile, due sentieri necessari, a percorrer strada vita, per arrivare a Dio. Verbo si fa carne, a mezzo di una donna, donna unita al Cristo, in morte e resurrezione, Gesù rivela tutto, parabole maschile e femminile, annodate come perle. Re in guerra e maschile, lievito è femminile, così cuore di Dio, utero misericordia, maschile canto fedeltà, grembo che si scioglie, Dio sorgente di bontà. |8DICEMBRE, Yolanda con Pamela, assieme a Raseno, preparano FESTA, per celebrare Thera, a luce di candela. Kinaciau e Mallendi, suonan arco e arpa, Sesto con Emilia, preparano copàl, desheto e vin Raseno. Taras col tamburo, canta un muchamor, Martin con la Lisa, han proprio repertor, canti medicina, hikuri e desheto, don Romulo si unisce, con icaros Loreto. Amici riuniti, alla festa di Muse, cantano in coro, vedranno ballar Pan, Tago Krisna e Siva, Ganesha con Gesù, cuore vien rapito, mistica ascensione, tamburi con maracas, flauti e campanelle, richiamano potenze, lenire sofferenze, a turno tutti quanti, esprimono qualcosa, 1 sogno una quartina, pianto che si sfoga; se spiriti antenati, discesi son venuti, sulle nostre teste, a celebrar misteri, kundalini interiore, entra nella danza, diventa una cabocla, migonzi oppur gauwasi, danza una realtà, Yolanda chiama Encantos, a danza del Torè, spiriti de Luz, Jurema viene pur: in voi siamo rinati, al cuore del devoto, nel ballo ritrovato, suo Regno arriverà, sol quando umanità, ritornerà in possesso, sua femminilità, che perse x errore, ignoranza o cecità, in estasi comune, si ha mente liminal. Sogni ed emozioni, son fine propaganda, strutturano realtà, gioie e pure ansia, se mi tolgo occhiali, dello spazio-tempo, riesco già vedere, cuor di puro evento; musica speciale, mi aiuta a battagliare, nel mondo di passioni, aiuta bilanciare, Seba canta intanto: mi imbarcai sul fiume, sacro del biedano, quan Raseno e Lisa, mi chiesero una mano, evento fondatore, un secolo anteriore, quando a Shirdi apparve, Tago danzatore, presso la vincella, del drago del biedano, i canti di Jurema, santo han risvegliato; daime cerchio danza, appar Gesù con Shirdi, Laotsu con bimbo Tago, che in Africa ci prende, da li ci espanderemo, nei giorni di declino, a ristabilire rito, del buon tolteco primo, nel canyon del biedano, risuona umbanda invito, Don Bosco salesiano, predisse nuovi culti, emersi da foreste, + chiese innovative, aborigeni a convito, diffondono nel mondo, speranze curative, a nascere di nuovo, se Essere che sono, è altro essere Te, Tu Sei un altro Me, Uno che specchia doppio, dove va la mano, segue il mio sguardo, dove va lo sguardo, segue il pensiero, dove va pensiero, segue sentimento, dove questo arriva, Ananda appar momento. Buitisti con daimisti, e nativi americani, acqua fuoco e stelle, assistono gli umani, Yolanda si trasforma, madrina della festa, con Kino che lenisce, angosce della testa: con piume costumi, tutto il gruppo danza, Kino gira e cura, bollente lagnanza, Raseno offre vino, al cuore primitivo, vino del deserto, e vino di foresta, unione di correnti, per la nostra festa. 1 giorno misterioso, radice ci parlò, origin Tera e drago, e di umano cuor, Gesù 8 dicembre, si unisce alla gente, di + classi e caste, parla dolcemente: sono qui alla danza, tra adulti bambini, bianchi con neri, a cerchio sen confini, conoscono suo nome, lui si meraviglia, fà la fila indiana, giunge da madrina, chiede di chiarire, Mama gli sorride, bene lo capisce, invita ad adorcire. Iesus ritemprato, ora canta sottovoce, Padre Ti ringrazio, hai nascosto cose, ai ricchi ed eruditi, ai sempli le hai date, divido io con loro, pane tuo inebriante. Luna va brillare, Ogun ed orixas, vengono annunciare, caboclo battaglieri, brillano col fuoco, danza come vento, in area del ritrovo, 1 ad uno vedo, potenza assieme grazia, cavalcano la mente, e canto-cuore sazia, traversano tormente, sudore di ogni cielo, ricevono lezioni, a corte cielo impero: uniti a sole luna, ritrovano antenati, misteri ritrovati, Jurema e rosmarino, purifican la via, spazio della danza, riporta luce in vita, san Damiano salvia: Dolce è sentire, come nel mio cuore, ora umilmente, sta nascendo amore, dolce capire, che non son + solo, ma che son parte, di una immensa vita, che generosa splende, etere amica, se Ci hai dato cielo, e luminarie stelle, con fratello sole, e sorella luna, frutti prati e fiori, fuoco vento e aria, acqua pura Fonte, di vita a sue creature, Dono di Lui, del suo immenso amore. |Sintesi: Dante descrive il fiume Arno come simbolo della decadenza morale: scorrendo, attraversa terre popolate da uomini trasformati in bestie feroci (porci, cani, lupi, volpi), emblema della degenerazione spirituale e sociale. Il poeta denuncia la corruzione di Firenze e Pisa, paragonando la condizione umana al mito di Circe, dove l’uomo, per scelta o per abuso, regredisce alla bestialità. La valle di lacrime rappresenta l’umanità smarrita, lontana da Dio. Il carro, simbolo dell’umanità redenta (l'Ekklesia), è stato profanato da un serpente-drago: il male istituzionalizzato, soprattutto attraverso il potere ecclesiastico corrotto. Bonifacio VIII e Guido da Montefeltro incarnano il tradimento della grazia, per calcolo e frode, condannati da Dante tra i dannati per simonia e inganno. Il Paradiso piange, e anche i pianeti si commuovono, come fonti cosmiche che lavano il dolore del mondo in attesa di una rinascita spirituale. In parallelo, la parabola evangelica del figliol prodigo rivela che Dio perdona chi si pente sinceramente, senza merito ma per pura misericordia. L’amore divino non è meritocratico: va in cerca del peccatore, lo solleva e gioisce per ogni ritorno. La logica del Vangelo è ribaltata: il perdono è totale, la compassione supera la giustizia.# Come biscia fugge un luogo, fiume Arno fugge la virtù, uomo fugge dalla grazia'. Arno divien metafora della decadenza, attraversa una valle i cui abitanti, son come bestie feroci: porci cani lupi e volpi, allegoria di valle corrotta, da umana degenerazione e degrado morale. Fiorentini e Pisani, in discesa più corrotti, li descrive san Bernardino, e col mito di Circe, Dante indica la bestializzazione dell'uomo, malato e degradato, incapace a elevarsi per abuso e per scelta. La valle di lacrime esprime, umanità lontan da Dio, degradata per propria colpa o dramma storia. Il Poema di Dante avverte: Il carro (umanità) è stato violato dal serpente-drago, cioè il male istituzionalizzato. Il carro divino è l'ekklesia, umanità redenta, violato da un drago in un secondo tradimento successivo alla cacciata Eden, causato da clero ipocrisia e dal potere mondano, con calcoli corrotti e tradimenti, inganno contro Grazia ricevuta dal divino: il carro profanato da Bonifacio VIII, papa-traditore, con Guido da Montefeltro, consigliere fraudolento e ingannatore, di se stesso e del popolo, rivela anima traviata, che tenta di salvarsi per calcolo. Dante li pone nell'Inferno, entrambi tra i dannati, per simonia e frode, ipocrisia clero e politica. Se piange il Paradiso, piangono i pianeti (fontana) allo scopo di mondare il dolore cosmico per la degenerazione del mondo e preparare una nuova primavera. |Parabola del figliol prodigo (o padre misericordioso, Lc 15,11): Un figlio abbandona la casa e sperpera tutto, poi torna pentito e il padre lo accoglie con festa, mentre il fratello maggiore si indigna. Insegnamento: Il perdono di Dio è totale e gratuito per chi si pente; la gelosia dei giusti rivela spesso mancanza di compassione. Allah cerca attivamente chi si perde e accoglie con gioia chi ritorna, indipendentemente dai suoi errori passati. La gioia del ritrovamento è più grande della perdita: Dio si compiace più di un peccatore che si converte che di molti che non sentono il bisogno di conversione. Questa parabola rovescia la logica umana: non il merito, ma la misericordia è il cuore del Vangelo. Dio non si limita a perdonare: va in cerca, solleva, riporta a casa e gioisce per ogni ritorno. L'amore divino non è meritocratico, ma attivo, personale e incondizionato. 02_festa-otto-dic.m4a
lume169-Nel cenacolo della città santa del Re dei Re, Maria rimane con gli Apostoli nel silenzio dell'attesa. Sono uomini fragili, ancora chiusi nella paura, ma custodiscono una promessa: un Consolatore verrà a rinnovare il cuore umano. Nel cinquantesimo giorno dopo Pasqua, un vento improvviso attraversa la casa, una luce appare sopra ciascuno e il fuoco si divide in molte fiamme. Lo Spirito Santo non elimina la fragilità degli uomini: la trasforma in coraggio, parola e amore. Gli Apostoli escono dalle porte chiuse e parlano lingue diverse, perché il messaggio non appartiene più a un solo popolo, ma a ogni essere umano. Pietro, colui che aveva rinnegato il Maestro, diventa colui che annuncia la speranza. Dante incontra questo stesso mistero quando, alla fine del suo viaggio, passa da Beatrice a san Bernardo: la ragione prepara il cammino, ma la contemplazione apre alla luce. Bernardo conduce il poeta davanti a Maria, 'la Vergine Madre, figlia del tuo figlio', grembo dove il divino e l'umano si incontrano. L'oracolo della Pentecoste domanda: quale fuoco dentro di te aspetta ancora di essere acceso? Quale paura può trasformarsi in dono? Come l'8 dicembre rappresenta il concepimento del mistero nel grembo di Maria, la Pentecoste rappresenta il momento in cui quel mistero diventa fuoco condiviso nel mondo. Ciò che riceve amore non rimane chiuso, ma cerca una via per diventare luce negli altri. Dopo il silenzio della montagna, dove Maria accoglie il pellegrino, arriva il tempo della fiamma: ciò che è stato accolto nel cuore chiede di essere donato al mondo. Ciò che è stato custodito nel silenzio diventa parola, relazione e servizio.

192:sogni52-lume192 EMOZIONI. Nel sogno una voce dice: questo è il ponte dell'arcobaleno. |Emozioni e sentimenti sono il modo in cui la vita attraversa il corpo in modo completo; quando vengono trattenuti, il mondo si impoverisce e i nostri pregiudizi diventano una prigione. Talvolta il sogno mostra un ponte d'arcobaleno. Altre volte un lampo illumina il nucleo di un cristallo. Un canto apre il petto, i fiori sbocciano sotto la pioggia, le montagne russe uniscono paura ed entusiasmo. Anche le forbici, i coltelli che attaccano la sognante e l'energia sessuale, diventano immagini della stessa soglia: quando la vita torna a muoversi, rompe le forme che la trattenevano. Anche Agostino racconta un tempo in cui cercava la verità come un sofista. La sua trasformazione inizia quando comprende che la verità non si lascia possedere, ma accogliere. Le sue Confessioni non sono il racconto di una dottrina trovata, ma di una parola finalmente ascoltata. Anche L'attimo fuggente racconta questo stesso movimento. Il professor Keating non insegna ai suoi studenti quali parole pensare: apre uno spazio in cui ciascuno possa riconoscere la propria voce. Carpe diem non significa afferrare tutto, ma abitare pienamente l'istante in cui la propria parola può finalmente nascere. Il maestro passa, ma ciò che lascia è il coraggio di parlare con una voce che nessun altro può sostituire.| Commedia e liturgia si intrecciano in un canto notturno sotto i cieli stellati del drago, tra sigilli da passare e ascesa dell’anima. Il daimon di Platone guida tra Dioscuri, Centauri e il Grifone, che irradia profezia: Aquila trova la via nel Mezzogiorno pieno, attraverso geometrie sacre. Quattro sigilli polari ed equatoriali segnano Corpo, Spirito, Intelligenza e Anima, uniti in polarità maschile e femminile, zolfo e mercurio. Dante custodisce le quattro vie sapienziali: letterale, allegorica, etica e anagogica, trasmesse nei canti del Poema. Corpo e intelligenza, anima e spirito, si elevano a staffetta tra Centauri, Dioscuri, Grifone e Aquila, in geometria iniziatica. La croce templare e l’ottava beatitudine irradiano vibrazioni tra materia e Spirito, memoria e eternità. Mandala e rosone gotico riflettono il Sé, trasformando materia in spirito, triangolo in sfera, uomo in infinito. Il dolore degli opposti guida alla verità, al coraggio e alla felicità. Beatrice, ponte tra umano e divino, rivela il segreto della Sapienza, il cammino dell’Eterno presente. Il ciclo di morti e rinascite insegna equilibrio tra Luce e Tenebre, Amore e Morte. Ogni sigillo è chiave di volta, ogni daimon guida la metamorfosi e l’elevazione. Apocatastasi rivela la restaurazione finale: tutto ritorna all’UNO, materia e Spirito reintegrati, universo e umanità sempre salvi. Dante cripta l’Universo dentro il Poema, mostrando al lettore il cammino verso sé stesso e Dio. La libertà si conquista con prova, dolore e consapevolezza: la via diritta conduce alla luce, al Sé immortale. Spirito, Anima, Intelligenza e Corpo si muovono in armonia, generando Sapienza, Amore e Elevazione.# Commedia liturgia, da cantare in una notte, nella ngozè agrobuta, ecco il cerchio della vita, riflesso in chiave stellata, cieli nascosti del drago, son sigilli da passare, per vivere in salita, col daimon di Platone, tra dioscuri e centauri, il Grifone ultima prova, che irradia profezia, per Aquila trovare, nel Mezzogiorno pieno, in opera geometria, Grifone è Cacciaguida, che Aquila annuncia, nei quattro sigilli, croce greca iniziatica, la via del nutrimento, diritta e in libertà, conduce a elevazione, sui sigilli Polari, di Anima al Sud, e Corpo al Nord, fin sigilli Equatoriali, di Est Intelligenza, e Ovest lo Spirito, sentinelle di Sophia, nel complotto amore, che svela il gran disegno: NERO cantica Inferno, VERDE cantica Purgatorio, ROSSO cantica Paradiso. 4 sigilli e passaggi, letterale e allegorico, etico e anagogico, Dante ama tetrade, quattro passaggi del Poema, proiezione a ipercubo, in quarta dimensione, è croce a otto punte, irradia vibrazioni, nella legge dell'Ottava, e la croce templare, delle Otto beatitudini, sul discorso di Cristo, è sigillo Salomone, unisce umano e divino, poi è Stella Polare, Rosa dei Venti di Tartaria, in ogni edificio medievale, decor mosaici e pavimenti, se la forza del simbolo, beneficia gli individui, con ciondoli e gingilli, anel bracciali e amuleti, o la pianta ottagonale, di Federico II a Castel Monte, nasconde il Fiore della Vita, in 8 punti cardinali, nel manto che Ruggero, nonno materno a Federico, indossò a incoronazione, nel tempo dei Comneno. Dante reca in Croce Templare, le quattro vie sapienziali, e le quattro dimensioni, in cui si muove umanità, ogni individuo per se stesso, Luce e Tenebre nord sud, Amore e Morte come est ovest, cioè nutrirci di alimenti, non perdere la strada, esser sempre liberi, e sollevarci su miserie, a raggiunger felicità; ogni Sigillo è chiave volta, in cui agisce ciascun dàimon, il punto massimo missione: a Nord Spirito al Corpo, a Est Corpo a Intelligenza, a Sud Intelligenza ad Anima, a Ovest Anima allo Spirito, due sigilli equatoriali, intelligenza e spirito est-ovest, 2 sigilli son polari, Corpo e Anima nord-sud, due coppie di sigilli, vibran fra di loro, la reciproca polarità, principio sulfureo maschile, e mercuriale femminile, zolfo maschile esteriore, e mercurio è interiore. Congiungendo i canti esterni, che chiudono i sigilli, si ottien croce templare, iniziatica |geometria, 4 coppie di canti, distanti 50 canti, 6-56 e 18-68, via del nutrimento e diritta via, 31-81 e 43-93, via di Libertà e di Elevazione. Quattro coppie di canti, segnan 4 vie sapienza, summa nostra esperienza, iniziatica terrena, oppure via di sofferenza, se si affronta in incoscienza, entrambe vie trasformazione. Il processo iniziazione, letto in concatenazione, come le rime dantesche, il corpo-fuoco di Aquila, custodito dai Centauri, intelligenza-terra dei centauri, tutelata dai Dioscuri, anima-aria dei Dioscuri, è tutelata dal Grifone, spirito-acqua del grifone, è tutelato dall'Aquila: il bimbo nasce Centauro, in sé trattiene il ricordo, di esser Aquila reminiscenza, da giovan si alza a conoscenza, diventando un Dioscuro, dentro di sé tira calci, adulto innamorato nasce Grifone, e si espande in ardue misure, che posson smarrirlo e turbarlo, convincendolo a trattenere, molta ragione dentro sé, uomo maturo diventa aquila, ma spesso si convince, che aderendo ancor anima turbamenti, così conserva giovinezza, ma un vecchio si distrugge, rincorrendo giovinezza, la Ruota delle vite, prevede morti e rinascite, tutta cultura mediterranea, ragiona in numero 8. Poema è quattro poemi, letterale e allegorico, etico e anagogico, tutti e quattro comunicano, segreto Spirito che si fa Materia, cioè immobile quieta, di assenza di materia, senza inizio e senza fine, che genera materia: avvenne ch'io mi senta ben tetragono, ai colpi della sorte, saprò risponder con me stesso, col corpo e intelligenza, con anima e con Spirito, eternità che mi appartiene, fino all'ipercubo, rosone gotico del 4, esploso in quattro dimensioni: 4 passaggi di staffetta, fra un daimon e l'altro, son momenti viaggio più cruciali, da territorio della lupa, la salita al Purgatorio, Eden e ingresso ciel Saturno, dorato e rivoluzionario; 4 Sigilli chiavi di volta, degli archi dei canti, dominati da ogni daimon, punto più alto di crescita, dove elevano i Centauri, il corpo a intelligenza, invece i Dioscuri elevano, intelligenza ad anima intellettiva, Grifone eleva anima a spirito, Aquila eleva spirito al corpo, in perfetta geometria, sta il messaggio Dante, nel momento in cui si nasce, si è immessi in educazione, per poter fare elevazione, dove pietre flora e fauna, procedono tutti, da Spirito che materializza. Nei canti dei Passaggi, poco prima e poco dopo, accadon simil cose, daimon donan profezie, confermano iniziazione, e informano la successiva, salutando Dante si mutano, a ratificar metamorfosi. Centauri diventan Catone e Manfredi, Dioscuri diventan Rachele e Lia, il Grifone è Cacciaguida, radice totem appartenenza, e Aquila ci appare, nel nobile Farinata, il magnanimo infelice, che non credette nello Spirito, ma che soffrì della sconfitta, dell'aquila ghibellina, salva Firenze da distruzione, e profetizza esilio a Dante. |Quadratura del cerchio, altro metodo di Jung, un mandala di base, un simbolo del Sé, struttura concentrica, Dao metodo di opposti, da unire e presentare, in stato centrale, o centro di personalità, Mercurio-Ermete è lapis, quadrato e rotondo, vaso in cui è prodotto, sfera punto di partenza, nigredo separa la materia, nei suoi quattro elementi, da unità indistinta caos, realizzando il quadrato; Rosarium philosophorum, fà di un uomo e di una donna, un cerchio tondo a estrarre, il quadrangolo poi triangolo, lapis filosofale, che muta quadrato in triangolo, corpo spirito e anima, corpo terra color nero, spirito bianco lunar acqua, anima aria giallo sole, fà triangolo perfetto, a sua volta posto in cerchio, inalterabile rosso, Jung persona quaternaria, vede mandala orientali, quasi sempre tetragoni, come anche il Poema, cerchio quadrato in 4 archi, ciascun 25 canti. Triade Creante 1 2 3, Triade Creata 4 5 6, Triade di Uomo 7 8 9, che deve usar stesso strumento, di creazione del Creante, ovvero settade 7, a produr armonica creazione, cioè numero 8, e compier sua missione, cioè numero 9, daimon Custode nos progetto, che ci venga in aiuto, di missione e destino, come 9 Beatrice, che parla con voce Dio, e lo fa irrompere tra umani, a recare la |SAPIENZA, dal punto vista Terra, ma poi il cammino di Dante, che percorre Universo, è il Sé che siamo noi, e ci stimola il contrario , Uman che irrompa nel Divino, a mezzo tanto |AMORE, così Daimon 9 reca ponte, mostrando nostro centro, in ogni cosa accada, senza incolpare gli altri, perché noi siamo Universo, dal punto vista di Empireo, universo capovolto, attorno al perno amore, attorno a cui tutto ruota, la Terra compresa, ma che noi conteniamo, pur essendone contenuti. Universo intimo e segreto, che Poeta cripta nel Poema, Verità che Dante coglie, in uno stato di immortalità, dentro infinita Luce, dalle tenebre al 50, giungiamo a luce del 100. Centauri donan salita e pace, Dioscuri Anima intelletta, conoscenza doppia e libertà, Grifone dona amor Spirito, Sapienza e leggerezza, Aquila dona il corpo, reintegrazione e verità, detta illuminazione, da tenebras ad lucem, Gu-ru sanscrito, donati ad aiutarci, a superar dolore degli opposti, con digiuno escluso sapienza, che la libertà ci reca, da consapevolezza mutilazione, che elevazione è cecità, e diritta via è un gioco di specchi, simmetrico ed opposto. Il dolore oppositorum, costringe terza dimensione, vuol coraggio andare oltre, a raggiunger Verità, a colmare desiderio, aspirazione a trasformarci, da triangolo in sfera, diventando INFINITO, e immortale a poter guardare, ETERNO PRESENTE che noi siamo; se non ti fai simile a Dio, non potrai capire Dio, perché simile comprende simile, innalzati oltre ogni misura, con un balzo dal tuo corpo, sopra di ogni tempo, fatti eterno e comprendi Dio, nulla ti è impossibile, ora pensati immortale, in grado di comprender tutto, sali in alto e scendi in basso, in tua abissal profondità, richiama in te sensazioni, di ciò che è creato, Spirito ci reintegra, al mistero di Beatrice, dove Eterno Divenire, coesiste a Eterno Essere, nella mente di Dio, Umanità è salva da sempre. |Adamo ed Eva con Maria, o Anima col Corpo, attratta da sua sete, di multiple esperienze, in artigli dell'Aquila, ritorna alla sua quiete, e quella luce si diventa, puro Spirito e puro Amore, dentro il Presente Eterno, nelle tre ere della Storia. Gioacchino da Fiore, profetizza età dello Spirito, dopo Legge età del Padre, e Grazia amore età del Figlio, da un giorno all'altro, ci investirà Spirito Santo, che reca pieno intelletto, illuminando le coscienze, nel mezzogiorno calabrese, Dante sale Arco di Spirito, presso Naiadi dell'acqua, Età di Acquario ci disseta, dal vaso che il serpente ruppe, nel rovo |APOCATASTASI, vocabolo scuola Stoica, che rivel divino disegno, di Essere e Divenire, coincideranno tutti opposti, e riuniti nell'UNO, reintegrazio riconciliazio, ritorna idea che umanità, è sempre stata salva, nella mente di Dio, visione sogno sapienziale, escatologia del Cosmo, apocatastasi di Eraclito, universo torna originario, nel suo eterno ritorno, quando gli astri assumeranno, la stessa posizione, dell'inizio di universo, avverrà conflagrazione, e comincia un nuovo ciclo, identico al precedente, per altri è stagionale. Origene se ne appropria, e la rende teologia, fine mondo è Dio in tutti, e l'inferno sparirà, Origene riflette, anche cosmo e stelle dentro noi, mentre poi Agostino, ritiene inferno eterno, come eterna Giustizia Divina, poi arriva Giustiniano, Empirator a Czargrad, dichiara eretico Origene, sol riguardo castigo, di demoni e umani empi, non sono temporanei, a loro niente apocatastasi, nessun ristabilimento, parol d'imperatore, ma lo SPIRITO dimentica! sol se Uomo non ne ha, può eterno essere dannato, perché Spirito è divino, quindi torna a tale quiete. Il film su Sant'Agostino mostra la conversione di un uomo in cerca di vera libertà: da sofista infelice a Milano, incontra un maestro che insegna pazienza. Se cerchi la verità, lascia che giunga da sé: nel nome di Gesù Cristo, apparirà tra le tue opere scritte, travolgendo e trasformando in uomo nuovo, capace di vedere la Città di Dio. Giustiniano tenta di abolire lo Spirito nell’uomo e condanna chi accetta l’apocatastasi, rifiutando l’eterna dannazione, attraverso concili e scomuniche. Dante, in eresia e conoscenza, ristabilisce il quaternario nell’incontro con Dio al canto 100, interceduto da Maria. Cita Giustiniano, Marco Lombardo, Agostino e Gioacchino da Fiore, tutti presenti in Paradiso. Ha visto l’Uomo in Dio e Dio nell’Uomo, superando gli opposti, ma la Parola si perde, moltiplicandosi all’infinito in ciascun individuo. Nel cammino in salita, ognuno trova la propria parola, muta e irripetibile per gli altri, segno della libertà interiore e della visione personale del divino.# |sant'Agostino-film, mostra conversione di uomo alla ricerca, di vera libertà, dopo esser sofista, infelice su a Milano, incontra un uomo nuovo, che insegna pazientar: se cerchi verità, lascia che essi arrivi, apriti a suo influsso, nel nome Gesù Cristo, essa apparirà, tra opere tue scritte, quan meno te lo aspetti, e ti travolgerà, facendo un uomo nuovo, che da sue confessioni, Città di Dio vedrà. |Giustiniano inizia lotta, ad abolir Spirito in Uomo, e spacca roman chiesa: chi accetta tesi apocatastasi, rifiuta eterna dannazione, è soggetto alla scomunica, emanata da quel khan, al sinodo Costantinopoli, durante presa di Maometto, quattro concili successivi, ribadiscon suo concetto. Or tu chi sè che vuoi sedere a scranna, per giudicar lungimiranza, con la veduta corta d'una spanna? Apocatastasi càtara, Dante vive in eresia, ristabilisce nos tetragono, là nel canto 100, dove si presenta immortale, alla visione di Dio, per intercessione di Maria, compattato in quaternità; sebbene cita Giustiniano, Marco Lombardo cataro, Agostino e Gioacchin Fiore, profeta dello Spirito, tutti in Paradiso. Dante ha visto Uomo in Dio, e Dio in Uomo all'equatore, superando gli opposti, ma ciò non sa spiegare, perchè Parola si è persa, moltiplicandosi a infinito, in ciascun individuo, per se stesso preso, e nel cammino in salita, ognuno trova sua parola, che per tutti gli altri sempre, sarà muta e perduta. rowbotham6_alchimia_astronomia.m4a
lume192-Raseno insegna storia, ma sa che nessuna storia può consegnare la verità già pronta; mentre accorda l'arpa comprende che ogni parola autentica nasce dall'ascolto, come le onde che raggiungono la riva senza essere chiamate. Raseno pizzica le corde e pensa a mille geometrie, e mentre suona, si accorge che lo strumento non risponde alla forza, ma all'ascolto: le dita cercano una nota, il cuore diventa ponte tra la mano e ciò che ancora non sa dire. In quel momento comprende che il valore delle cose si rivela dal modo in cui vibrano dentro di noi. Aveva attraversato molte idee, ma solo quando smise di volerle dominare, la verità trovò il modo di raggiungerlo. La parola che cercava non veniva da fuori: emergeva da una sorgente interiore, irripetibile come ogni vita. Ci sono momenti in cui inseguiamo una risposta con tutte le nostre forze. Studiamo, discutiamo, accumuliamo idee, e più cerchiamo di afferrarla, più sembra allontanarsi. Poi, quasi senza accorgercene, la domanda smette di essere una battaglia e diventa un'attesa: non siamo noi a conquistare la parola, ma è la parola che, lentamente, trova il modo di raggiungerci. Quando la parola trova il corpo, anche i sentimenti chiedono di essere espressi, l'energia smette di premere contro di noi e torna a fare un movimento: la memoria si perde, ma la scrittura sonora resta. Questo Lume appare, quando nessun consiglio riesce più ad aiutarti, perché è il momento di ascoltare una parola che nessun altro può pronunciare al tuo posto.

198:sogni58-lume198-REGRESSIONE: quando il sogno mostra ciò che trattiene l'uomo, dal diventare ciò che può essere; le forze per arretrare vincono su un movimento in avanti. Nel sogno appare una forza antica che vuole riportare il sognatore indietro: un toro nero avanza contro di lui. È la stessa energia che nei sogni di Daniele appare come il potere che non accetta limiti, il regno che vuole durare per sempre, l'orgoglio che impedisce alla coscienza di ascoltare. Ogni passo verso una nuova consapevolezza incontra una forza regressiva: il richiamo del passato, delle abitudini, delle false sicurezze. Ma il sogno non mostra il nemico per distruggere il sognatore: lo mostra perché possa riconoscerlo. La mano che emerge dalla tomba ricorda che anche i valori più grandi possono diventare ostacoli quando vengono conservati senza essere vissuti. Come Daniele davanti ai simboli dei re, il sognatore deve imparare a leggere ciò che appare morto e trasformarlo in vita. L'operaio che abbatte il muro rappresenta il coraggio di attraversare ciò che separa dalla verità. Le mascelle del cane imbavagliate insegnano che non tutto si domina con la forza: alcune paure si trasformano soltanto quando vengono comprese. Il sogno invita a non cercare sostituti della propria crescita: ciò che sembra nutrire può essere solo un surrogato, ciò che sembra proteggere può diventare una prigione. La regressione nasce quando l'energia viene trattenuta, repressa o dispersa in ciò che non conduce avanti. Daniele insegna l'arte opposta: ascoltare l'immagine, comprenderne il messaggio e trasformarla in coscienza. Chi parla semina, chi ascolta raccoglie.| riassunto: Daniele è un giovane profeta e sapiente, noto per il suo dono divino di interpretare sogni e visioni. Alla corte babilonese, riceve un'educazione speciale con i suoi tre amici Anania, Misaele e Azaria, e si distingue per la sua saggezza tanto che diventa un ministro sotto il re Ciro e ricevere il nome di Baltazàr dal re Nabucodonosor. Tra le sue storie più famose, Daniele salva Susanna da false accuse di adulterio e smaschera i giudici corrotti, dimostrando integrità e saggezza. Poi resiste all'idolatria babilonese, rifiutando di adorare l'idolo Bel e smascherando i falsi sacerdoti. Un altro episodio è la sua miracolosa salvezza nella fossa dei leoni, dove Dio lo protegge da un attacco mortale. La figura di Daniele ha un'importanza centrale anche nell'Islam, dove è profeta venerato. Si dice che morì a Susa e che il suo corpo fu traslato a Samarcanda, dove oggi si trova un mausoleo a lui dedicato. La sua vita e le sue profezie sono simbolo di resistenza spirituale, giustizia e fede, e intrecciano eventi storici come la conquista di Gerusalemme/Costantinopoli da parte di Nabucodonosor e la deportazione dei Giudei a Babilonia. Una figura di resistenza simile è quella dei tre amici di Daniele, Sadràch, Mesàch e Abdènego, che rifiutano di adorare l'immagine del re e vengono salvati da Dio, come raccontato nel Nabucco di Giuseppe Verdi, che ripercorre il tema della cattività babilonese: Nabucco e Baldassarre ricevono sogni interpretati da Daniele. Si citano gli angeli vigilanti, ribelli e imprigionati, e il loro ruolo nel diluvio e nella costruzione del Tempio. Daniele è descritto come guida e sentinella che veglia sul mondo interpretando sogni e visioni che predicono eventi futuri, grazie alla fede, a sottolineare l'importanza della giustizia divina, mentre re e satrapi complottano contro di lui. Daniele appare figura centrale nella visione profetica della storia, dove descrive le lotte tra vari regni, il conflitto tra i re del Nord e del Sud, visioni cosmiche di imperi e il regno eterno di Dio, come la statua di Nabucodonosor e l'albero di Baldassarre, simboli della caducità dei regni umani. Infine si narra di Matteo e del Xristos, tribolazioni e falsi profeti, il Cantico delle Creature, la liturgia universale, la creazione con separazione delle acque e formazione della terra, il Tempio come riflesso del cielo, sorvegliato da angeli.# |Daniele vuol dire, Dio è mio giudice, -ele di Elohim, Signore Adonai, ma è chiamato Baltazzàr, dal Nabucco zar, che rispetta la sua dieta, ama suo dono di sapienza, capace a interpretare i sogni, e leggere visioni, celeste dono oniromante, proviene dal Signore. Dio concesse a quattro giovani, capire ogni scrittura, in ogni ramo del sapere, il re li interroga stupito, dieci volte hanno sapienza, su maghi e astrologi di corte, Daniele resta a corte, fin primo anno di re Ciro. Nabucco convoca esperti, li chiama caldei, astrologhi e indovini, divinorum salva-sogni, poi ordina Asfenàz, capo dei mandarini, di condurgli giovanotti, stirpe reale sen difetti, per impiegarli a corte, dopo essere istruiti, in scrittura e lingua juris, aramaica burocratica, assegna loro una razione, giornaliera di vivande, educati per tre anni, poi entrano a servizio, come classe funzionari, ad amministrare impero. Daniele è Baltazzàr, Anania sarà Sadràch, Misaele è Mesàch, Azaria è Abdènego, sappiamo che la Bibbia, cambia nome a persone o cose, quan ne muta destino e proprietà, come Adamo che assegna un nome, a tutti gli esseri viventi, nel Tempo-di-sogno Abramo e Sara. Daniele in arabo Daniyal دانيال, citato profeta musulmano, in Hadith Legge di Sunna, che viene dopo del Corano, rusūl è messaggero Dio, mentre i profeti son detti nabī, e portan Wahi rivelazione, solo a mezzo di un libro: i rasūl son tutti nabī, non tutti i nabī son rasūl, Daniyal rusūl nabī, muore in pace in città Susa, suo libro dentro sua tomba, per ordine califfo Omar, mentre un altra leggenda, narra suo corpo traslato, da Timur khan a Samarcanda, che ne fece capitale, oggi Uzbekistan, mausoleo di Daniele, edificio a cinque cupole, con sarcofago 18 metri, presso fonte acqua taumaturga. Daniyal vecchio Idris, tiene scriba Enoc, che scrive rivelazioni, sui misteri della Storia, maomettani van narrare, che Daniyal ha predicato, nel regno Ciro esortando, popolo amare un solo Dio, e i precetti dello Islam, alla corte di Nabucco. Islam cita incontro, tra Daniele e Geremia, chiamato Aramaya Ibn Hilkiah, sul bordo della fossa, Nabucco mise due leoni in fossa, e Daniyal vi getta in essa, i leoni stanno buoni, Allah parla a Geremia, che dalla Sham, lo manda a fossa dei leoni, a dar cibo e vino a Danyal: sia lode ad Allah, che non mi ha dimenticato, compensa bene al bene, premia pazienza e sicurezza, dissipa il male e dà speranza, dopo ogni pericolo, come un chiaror di Luna. Chiesa Ortodossa celebra, Daniele 17 dicembre, insieme ad Anania, Azaria e Misaele, Chiesa Cattolica lo prega, il 21 di luglio, Daniel nome poi diffuso, da Britannia Olanda e Usa, Finlandia Rus e Serbia, dopo riforma protestante, fra quindici nomi maschili, più usati da sempre, russo Daniil slavo Danko, sardo Taniebi e Danilo, anglosassone Daniels, Dania Dannie e Dan, Daniello e Raffaello, nel volgare di Dante, cognome Danieli in Italia, specie nel Veneto, poi Daniele Comboni, primo vescovo subSahara, a metà di ottocento. |Daniele smaschera i Bel, nella storia di SUSANNA, che abitava in Babilonia, sposa Ioakim uomo ricco, bella fuori e bella dentro, figlia di Chelkia, educata a legge di Mosè. Susanna vuol dir Giglio, simbolo purezza, Ioakim tiene giardino, dove incontra i Giudei, fece sua fortuna, in Persia e Babilonia, è scritto in libri bibbia, di Tobia e di Ester, poi accusato ingiustamente, da due giudici anziani, eletti quell'anno, a risolver tutte liti, le due notabili guide, autorevoli e ascoltati, in comunità esiliate, frequentano casa Ioakìm, poi invaghiti di Susanna, la insidiano e ricattano, piegan la legge di Mosè, ai loro scopi appetiti. Susanna passeggiava, nel giardino del marito, i due anziani presi da passione, perser lume di ragione, studiano il momento, a sorprenderla da sola: un giorno fece caldo, Susanna con due ancelle, andò nel suo giardino, per avere un bagno, i due giudici accecati, la spiano di nascosto, Susanna chiede unguento, alle ancelle andate in casa, mentre prende il bagno, alla piscina Betseda, dentro al suo giardino, i due anziani escon nascondiglio, le chiedon di concedersi, ma in caso suo rifiuto, ti accusiamo di adulterio. Susanna può scegliere, tra due possibilità, se acconsente a loro voglie, viola nozze fedeltà, ma nel secondo caso rischia, condanna a morte adulterio, dopo un pubblico processo. Susanna coraggiosa, sceglie seconda strada, vuol conservare intatta, la propria fedeltà, Susanna piange e grida, innocente avanti a Dio, gli anziani aprono porte, e narrano menzogne, ai servi e ai testimoni, calunnie di adulterio, per pubblico giudizio, a causa suo rifiuto. Susanna ebbe processo, in casa suo marito, i due anziani fan condanna, a morte di Susanna, al popolo van dire, fate entrar Susanna, lei venne coi parenti, bella e delicata, col velo che fu tolto, a piacere dei due vecchi, che godono al vedere, fanciulla umiliata; se velo è protezione, inter processo è farsa, i due giudici calunnia, ai danni di Susanna, la donna piange e dice, Dio conosce il vero, sà che han detto il falso, io muoio da innocente, per loro iniquità, tramata contro me! Susanna è condannata, alla lapidazione, ma sua preghiera a Dio, suscita giustizia, di fronte a iniquità, Daniele giovanetto, si mise li a gridare, Io sono innocente, del sangue di lei! si voltan tutti a lui, chiedendo spiegazioni, Daniele in mezzo a loro, rimprovera stoltezza, indagate verità, e tornate al tribunale, costoro hanno deposto, il falso contro lei. Il futuro profeta, rivela sapienza, di infanzia purezza, sulla cieca menzogna, profusa dai due empi, così il Consiglio anziani, invita Daniel tra loro, se Dio ti dè saggezza, facci da maestro, Daniele allora disse, separateli l'un l'altro, ascoltate lor versioni, e io giudicherò. Daniele disse al primo, tu invecchiato nel male! i tuoi peccati commessi, qui vengono alla luce, davi sentenze ingiuste, opprimendo gli innocenti, e assolvendo i malvagi, dimmi sotto quale albero, tu hai visto costei, assieme all'amante. Sotto un Lentisco, Schinos in greco, vuol dir divide in due, è Pistacia pistáh, pistacchio di farina, che giunge a 4 metri, con chioma globosa. Daniele risponde, tua menzogna ricada, e spacchi in due tua testa, se questo Dio acconsente! fece venire l'altro, e gli grida le parole, bellezza vi ha sedotto, passion vi ha pervertito, che donne Israele e Giuda, a paura corrompete, al fin di unirsi a voi, dimmi sotto quale albero, li hai trovati insieme?" Sotto un Leccio vidi, albero intensa ombra, Daniele disse a lui, sentenza data al primo, menzogna tua ricada, sopra la tua testa, dove angelo di Dio, con spada la divide, potandola a metà; dir cananeo a un giudeo, è dirgli disonesto, corrotto nel frodare, Daniele ha confessione, da bocca dei due empi, a morte condannati, secondo Mosè legge, Susanna a lieto fine, vien riabilitata, Daniele nel trionfo, di tutta l'assemblea, benedisse Dio, che salva chi lo prega, inizia sua carriera. Deuteronomio dice, contro processi ingiusti, se un testimonio iniquo, accusa un suo fratello, i giudici solerti, indaghino con cura, e se il testimonio è falso, farete a lui quel che, volea fare al fratello, così estirpate il male. Oh Susannah canta Stephen Foster, padre musica americana. ||Regno settentrionale, detto di Israele, subisce rovina, a causa diffusione culto Baal, eresia giudaizzante, che re Giosia riforma, bruciando idoli Baal. Gezabele moglie a un re, innalza templi a Baal, e fà sdegnare Elia, Gezabele cerca ucciderlo, Elia invoca fuoco, scendere dal cielo, sul Monte Carmelo, stermina tutti sacerdoti, di Gezabele e Baal. Gedeone giudice, demolì altari Baal, venne detto Ierub-Baal, giudizio dei Belli, Bel babilonese, è culto antico a Baal, tentazione costante, a sovrani servitori, idolatri pagani, di un passato di schiavi. Daniele a Babilonia, è sacerdote tribù Levi, il primo onorato, tra gli amici del re, avean babilonesi, un idolo Baal, a cui offrivano farina, pecore e vino, Baal vuol dir signore, tra Fenici e Cananei, doppia Crono e Saturno, sovrano imperator, accadde che israeliti, abbandonarono il Xristo, che liberò lor prigione, di sacrifici umani. Ciro San Giorgio, fondator dell'Impero, conosce tale usanza, di antiche tradizioni, così mette a prova, il saggio Daniele: perché non adori Bel? Daniele rispose: adoro il Dio vivente, che ha fatto cielo e terra, signore a ogni vivente, quell'idolo in terracotta, solo abominio di malvagi. Ciro si indignò, convocò i preti di Bel, ditemi chi mangia, tutto il cibo offerto, se Bel mangia tutto, morirà Daniele, perché ha insultato Bel. Daniele accetta sfida, e i settanta sacerdoti, con mogli e figli, vanno al tempio Bel, e dicono al re, disponi le vivande, poi chiudi la porta, e sigilla con tuo anello, se domani mattina, il cibo è ancora lì, moriremo noi, altrimenti muor Daniele, che ci ha calunniati. Loro avevan scavato, un passaggio sotterraneo, da cui abitualmente, sottraggono tutto, i settanta sacerdoti, sapendo di mentire, accettano sfida, sicuri del segreto; dopo andati via, Daniele chiese al re, ordina ai tuoi servi, di spargere cenere, sul pavimento tempio, a insaputa dei preti, poi chiusero la porta, con il sigillo re. I sacerdoti di notte, entrano al tempio, secondo lor consueto, con mogli e con figli, consumano tutto, intatti i sigilli; al mattino il re e Daniele, guardano i sigilli, aperta la porta, il re guarda esclama, Bel sei un vero dio! ma Daniele sorride, guarda il pavimento, esamina le orme, di donne uomini e ragazzi, il suo piano escogitato, trucco semplice efficace, smaschera i preti, e lor porte segrete, il re pieno d'ira, arresta i sacerdoti, con loro famiglie, condanna tutti a morte, per aver mentito, a Ciro gran khan, dei quattro angoli del mondo, consegna Bel a Daniele, che lo distrusse, Bel cessa di esistere, coi suoi sacerdoti, e suoi idoli feticci. Daniele poi è chiamato, da re Ciro incalzato, a lottare con un Drago venerato, sulla porta di Ishtar, ai piedi Marduk Enlil, Mushrussu animale, squamoso e cornuto, zampe aquila e leone, e pungiglion scorpione, col suo grasso sacro, eran unti i vecchi re, Mushrussu è Mashiach, che unge il Messia, re dinastia davidica. Daniel converte lo squamoso, riforma la sua legge, rifiuta venerarlo, in idolatria di stato, a san Giorgio poi promette, dominar mitico drago, custode dei regnanti, serpente coccodrillo, Daniele usa astuzia, perché ama il Dio vivente, se tu mi permetti, senza spada e bastone, ucciderò il drago. Daniele cuoce insieme, pece grasso e peli, ne prepara focacce, che getta in bocca al drago, questo inghiotte e scoppia, ecco ciò che adoravate, io sottometto senza armi: ora il super-coccodrillo, adorato in Babilonia, ha occlusione intestinale, che lo conduce a morte, il popolo infelice, perde investitore, che legittima i sovrani, e si rivolta contro Ciro, dicendo Ciro è ora yudeo, ha distrutto Bel e sacerdoti, poi ha ucciso il suo drago! consegnaci Daniele, altrimenti ti uccidiamo, assieme a tua famiglia, il re allor sotto minaccia, consegna lor Daniele, che lo gettano in fossa dei leoni, per aver combattuto, idolatria Royal, e chiuso i sacrifici umani. Ciro è accusato, aver rinnegato i vecchi culti, e Daniele nella fossa, resta per sei giorni, tra sette leoni, nutriti ogni giorno, con due umani e due pecore, ora affamati senza cibo, son spinti a sbranar Daniele. Il profeta Abacuc, che fa minestra di pane, la porta ai mietitori, ma un angelo gli disse, porta questo cibo, a Daniele in Babilonia, nella fossa dei leoni. Abacuc rispose al Signore, Babilonia non conosco, così l'angelo lo prese, per i capelli lo trasporta, con velocità del vento, fino a Babilonia, sull'orlo della fossa. Daniele prendi il cibo, che Dio ti ha mandato, Daniele esclama a Dio, non mi hai abbandonato! Daniele si alza e mangia, mentre angelo di Dio, riporta Abacuc, nel luogo di prima, Abacuc vuol dire, Colui che combatte, è nome assiro di un arbusto, Cassia angustifolia, combatte battaglia di Daniele, contro oracoli falsi e muti. Abacucco è uomo anziano, vecchio bacucco in italiano, fortuna del profeta, scolpito al Duomo di Firenze, da Donatello in marmo, sue spoglie conservate, in antica cattedrale, a Nocera Inferiore. San Paolo usa suo salmo, su fede e sulla grazia, il giusto vive per sua fede, Signore a te alzo il grido, su prepotenza dei tiranni, Abacuc è Geremia, che lo spirito del Signore, porta in luogo ignoto, sul monte o nella valle, Spirito Santo lo rapisce, Signore è la mia forza, su alture mi conduce, afferrato pei capelli, mi solleva e tel-trasporta, sul bordo dei leoni, a dar cibo a Daniele. Re và settimo giorno, a piangere Daniele, guarda giù alla fossa, Daniel seduto vede, esclama ad alta voce, Signore sei il più grande! fece uscire Daniele, e vi getta i suoi nemici, divorati dai leoni. Ciro professa fede, nel Dio di Israele. |Lingua slava antica, mene tekel peres, alfabeto quadrato, Aramaico imperiale, lingua di cancelleria, poi alfabeto fenicio, slavo ecclesiastico usato, nel Regno di Giuda, madre a greco e latino. I tre termini sono, tre unità di peso, dei metalli preziosi, Mina Siclo e mezza Mina, tre monete in tre minacce 1 mina dà 50 sicli, circa 800 grammi, Ezechiele in esilio, usa mina a 60 sicli. Matteo cita i 30 pezzi Giuda, dove un talento è tremil sicli, cioè 35 kili. Samuele cita armatur bronzo, del gigante Golia, pesa 5000 sicli, della città di Tiro, in epoca di Cristos, era salario giornaliero, un siclo argento a bracciante, oggi ripreso in Palestina, detto siclo-sheqel, valuta di Israele, in inglese divien pound, libbra e sterlina, in Italia e lira, da libbra bilancia. Daniele rabbino, interpreta i tre verbi: Dio computa il tuo regno, e gli ha posto fine; Tekel tu sei stato, pesato su bilance, e sei trovato mancante; Peres è tuo regno, diviso e dato ai Medi. Verbo mnh è misurare, YHWH padre della storia, ha misurato la durata, del regno Baldassarre, ha deciso che per esso, è momento della fine, verbo tkl va pesare, il destino del re. Temi dea della giustizia, ha in mano una bilancia, davanti ai tribunali, in tutte le provincie, Anubi sacerdote, pesa il cuore dei defunti, se più pesante di una piuma, manda anima in Inferno. Baldassarre uomo e re, idealmente pesato, condannato a fariseo, pars è verbo dividere, scindere suo Impero, consegnato a Medi e Persiani. Daniele porporato, ebbe collana d'oro, dichiarato terzo ministro, durante il regno Dario, come governatore, di una di province, invidia va salire, tra i satrapi governatori. Erodoto riporta, di venti satrapie, province dell'impero, Elam Arbil Armenia, Assiria e Babilonia, Battriana e Karmana, Gandara e Cilicia, Hindukush e India, Cappadocia e Media, Egitto e Partia e Siria, Ciproe Lidia e Ionia. ||Daniele descrive Storia, lunghe lotte e alleanze, tra dinastie e sovrani, tra re del Mezzogiorno, e re del Settentrione, cioè Rus ed Ottomania, amici e poi nemici, nel gioco Gran Tartaria. Tolomeo è capitano, del re del Mezzogiorno, ma litiga col re, si espande fuori Egitto, sua figlia Berenice, va sposa al re del Nord, ovvero Antioco II, che ripudia Laodicea, a sposare Berenice, ovvero Anna Bolena. Laodicea uccide marito, con moglie e figlioletto, spianando ascesa al trono, a suo figlio Seleuco, è periodo di torbidi, Seleuco chiede troppe tasse, generando antipatie, fuori e dentro corte, ma un uomo a cavallo, Lucio Scipione comandante, Uomo Vestito di Lino, assieme ai servitori, scaccia il funzionario, fuori dal Tempio, sovrano assassinato, da un suo parente stretto, che usurpa quel trono, è diviene Antioco IV, con frode ed inganno, persegue i Giudei, consolida il potere, con appoggio di alcuni, ebraici banchieri, favorevoli a ellenismo, mentre il sommo sacerdote, Onia III è assassinato. Antioco ruba e fa delitti, abominazioni di ogni tipo, descritti in Maccabei, trionfa per un tempo, poi riparte scontro, con re di Mezzogiorno, con cui fa matrimoni. Antioco entrò in Egitto, con esercito imponente, con carri ed elefanti, cavalleria e gran flotta, battaglia a Tolomeo, travolto questi fugge, molti caddero a morte, espugnarono fortezze, Antioco saccheggia tutto, incluso il Tempio santo, compiendo molte stragi, torna con ricchezze, odiando Santa Alleanza, cioè comunità Giudei, rimasti a Salomon fedeli. Antioco detto grande, fa Siria dominante, Tolomeo lo combatte, in guerra sanguinosa, dal 204 al 210, dice Libro di Daniele, re settentrione unisce, grande esercito avanza, Daniele chiama Israeliti, quelli in stretto Dardanelli, e Antioco capo dei pagani, venduti a fare il male. Tolomeo perde dominio, di tutta la Giudea, epocali conseguenze, ripara in west Europa, Re del settentrione, costruisce terrapieni, con le città-fortezza, e con sue truppe scelte, stabilisce sua dinastia, in città Yorosolima, patria amata da Daniele, dove scorre latte e miele. Signor disse a Daniele: ho osservato la miseria, del mio popolo in Egitto, ho udito grido sofferenze, son sceso a liberarlo, da mano di oppressore. Tolomeo sposa Cleopatra, figlia Antioco III, ma pace non arriva, allor sovrano volge, alle isole vicine, Mediterraneo coste, abitate da popoli, rimasti pagani, ciascuna ha propria lingua, famiglie e nazioni. Isaia profetizza, conversione dei pagani, alla fede dei cristiani, sia isole che terra, Salmo 71 dice, re di Tarsi reca offerte, a re di Arabi e Saba, tributi ad oriente, glorificate il Signore, nelle isole del mare, nome Dio d'Israele, annienta idoli malvagi, e apre cuor Gentili. Antioco fà conquiste, un impresa faticosa, fin troppo dispendiosa, poi marcia su Alessandria, ma incontra i Romani, che gli intiman lasciare, le terre conquistate, sul Delta del Nilo, Antioco si ritira, ma sfoga su Giudea, e seduce i fuoriusciti, da santa Alleanza, avviata da Mosè. Giudei danno vita, due partiti in giudaismo, di fronte a persecuzione, ordita da Antioco, i collaborazionisti, sacrificano a idoli, mentre i Maccabei son pronti a lotta armata; i fratelli Maccabei, condannati a morte, insegnano giustizia, della stelle eterna, supplisce discendenza, Daniele dà speranza, scritta e sigillata, dopo tribolazioni, sorge un nuovo patto, cioè il secondo tempio. I dottori della Legge, ammaestrano la gente, che la persecuzione, è solo un espiazione, alcuni scrivono il Libro, altri affrontano il martirio, a difender convinzioni, decapitati o al rogo, o confisca dei beni, schiavitù o esilio. Antioco Epifane, disprezza suoi avi, mentre un comandante, capo armata orientale, rintuzza scorrerie, da parte di egiziani, per prendere di nuovo, l'antica provincia, nata ad Alessandria. Antioco fa campagna, a riconquistare tutto, da Iran al mar Caspio, Partia Ponto e Media, infine a Babilonia, allontana i Seleuci, e avvia smembramento, di Grande Tartaria, è tempo della fine, il conquistatore muore, in quanto non è un Dio. Re del mezzogiorno, si scontra al Settentrione, turbine con carri, e cavalieri e navi, invase il territorio, e molti scapperanno, le casse vuote e in crisi, han bisogno di denaro, depreda ricchi templi, mentre mezzo stato, è dei Maccabei ribelli. Tolomeo entrò in Antiochia, e cinse due corone, combatte in ogni dove, morì tre giorni dopo, Demetrio è il nuovo re. Gionata maccabeo, descrive lotte dinastiche, battaglia di Antiochia, una manovra a tenaglia, contro il regno Siria, condotta da alleanza, di Tolomei e Farsi, Yoros già contesa, conosce giorni bui, segna fine a entrambi i Re, l'egizio e quel siriano. Daniele, narra eschatos, cioè Storia in ricorrenza, cronisti in due partiti, e Gran Principe Michele, re del Settentrione, riafferma legge Cristo, contro un Anticristo, cioè papa franco in Roma, e il re del Mezzogiorno, Califfo dell'Islam, alleato di Michele, combatte la eresia, in Europa protestante. Matteo ci riporta, le visioni del Xristos, quan vedrete abominio, della desolazione, abitare in luogo santo, pregate per capire, quelli in Giudea, fuggano ai monti, vi sarà tribolazione, ma a causa degli eletti, quei giorni abbreviati, nel Giorno del Giudizio, e molti dormienti, si risveglieranno, mentre altri avran vergogna, della loro infamia, a falsificar la storia, se i saggi splenderanno, come il firmamento, i profeti di sventure, in ogni epoca accaniti, spandon fiumi inchiostro. Gesù continua a dire, non cedere al panico, fatti trovare preparato, e tra i rumori di guerre, guarda senza allarme, tutto questo accade, ma non sarà la fine, seppur falsi profeti, che annuncian parusia, e inganneranno molti, spacciandosi per Dio, dilaga iniquità, ma chi preserverà, salvato infin sarà. Libro di Giuditta, narra Giuditta la giudea, che sconfigge orda potente, sotto Nabucco zar, che regnava sugli Assiri, rase al suolo Agia Sophia, fu nemico dei fuggiaschi, e dei riti baccanali. Ioiakìm re di Giuda, anno terzo del suo regno, Nabucco re di Babilonia, marciò su Yorosolima, la cinse di assedio, settimo giorno in quinto mese, il capo della guardia, brucia Tempio e reggia, e case dei notabili, Ioiakìm nelle sue mani, assieme a gran bottino, porta tutto a Sennaar city. Nabucodonosor assedia, marzo 597, e Gioacchino morì, undici anni di regno, lascia trono a suo figlio, ma lo zar deporta gente, nella città di Shin'ar, nome greco dei Settanta, dove Nimrod nipote a Cam, fece il suo regno, e vi edifica Babele. Nabucco libera i Giudei, e riconosce il loro Dio, reca mantello di Sennaar, a Davide Carlo Magno, khan dei Gebusei, che controlla Gerusalemme, Salem vecchio nome, che dopo sua conquista, yudei cambiano nome. |Giuseppe Verdi musicò Nabucco, trama in quattro atti, alla Scala marzo 842, ispirata a cattività, del popolo di Giuda, e pretesa imperatore, di esser venerato, come divinità, Nabucco a culmine potenza, governa 43 anni, sconfisse esercito egiziano, alla Battaglia di Karkemish, sottraendo ai Faraoni, il predominio terrasanta, cuore di Ottomania; dopo la battaglia, muor suo padre Nabupolassar, Nabucco zar ritorna, prende corona a Babilonia, nei primi dieci anni, fà spietate campagne, raccogliendo bottino, che usò coi tributi, di popoli sottomessi, a finanziare architetture, di poderose città. Nabucco in scena ottava, è chiamato stolto ed empio, da Gran Sacerdote di Bel, e da Zaccaria sommo ai Yudei, poichè Nabucco pretende, che sua figlia Fenena, convertita ad ebraismo, e innamorata di Ismaele, adori la sua statua, ma è fulminato e reso pazzo, dal dio vivente YHWH. Nabucco zar col suo editto, impone a sudditi adorare, se stesso come dio, ma tra i Yudei fedeli a Xristo, pur se molti obbediscono, per salvarsi la vita, tre coraggiosi tenaci, rifiutano eseguire, ecco allora i delatori, pronti a spiare al re, mala razza che attraversa, tutta la Storia Sacra, fino dai primordi. I tre amici di Daniele, Sadràch Mesàch e Abdènego, obiettori di coscienza, sono il popolo Yuda, costretto a scegliere tra morte, o fedeltà ad una legge, un esempio da imitare, come i martiri di sempre, risposero al re: sappi che il nostro Dio, può liberarci da fornace, e in ogni caso mai avrai, nostra totale obbedienza, abbiamo divieto di adorare, statua d'oro che hai eretto. Nabucco, acceso d'ira, e con aspetto minaccioso, ordinò nella fornace, aumentar fuoco sette volte, comandò legare i tre, gettarli in fuoco acceso, con mantelli e calzari, turbanti e loro abiti, come martiri cristiani, i sette fratelli Maccabei, passeggiano tra fiamme, lodando Iddio Gesù, Azaria in mezzo al fuoco, prega il cantico continuo, benedetto Signore Dio, degno di lode è tuo nome, glorioso a noi per sempre, Tu sei giusto in ciò che hai fatto, le tue opere son vere, giusti i tuoi giudizi, che su di noi e su Yoros, hai fatto ricadere, con verità e giustizia, hai purgato nos peccati, abbiamo agito da iniqui, allontanandoci da te, ci hai dato al peggior re, empio iniquo e malvagio. Lode e onore a te Signore, confessiamo nos peccati, finisce il Regno Giuda, con distruzione Tempio, abbiam fiducia in Te, abbandonando ribellioni, che abbiamo fatto nel passato, e provocarono tua ira, certi del tuo potere, superiore ad ogni re, attendiamo il tuo perdono, ci pentiamo di stoltezza, tua clemenza è grandezza, misericordia benevolenza, salvaci o Signore, reca gloria nel tuo nome, a quanti sono in confusione, e fanno il male a slavi buoni, sian coperti di vergogna, con tutta lor potenza, sia infranta loro forza, a saper che sei il Signore, Dio glorioso in tutta terra! Così angelo Signore, scese dentro la fornace, soffia un vento di rugiada, allontana fuoco fiamme, di bitume umido naphta, parola greca per petrolio, latino nefti cioè Nettuno, persiano e arabo naft: Neemia rimanda al re, i discendenti sacerdoti, che nascosero il fuoco, del petrolio sotto il sole, brucia rapido qual stoppa, e nessuno spegne pozzo, pece ardente di Isaia, che divien polvere zolfo, nel giardino ventilato, all'interno di fornace; canto esplode nuovamente, da bocche dei tre Yudi, inni al Cantico Creature, scritti in salmi Scritture, per lettori di ogni tempo, fin le lodi san Francesco, e nel responso della Messa, lunga litania al Signore, in 39 benedizioni, intero cosmo vien citato, fino agli uomini più bassi, invitati a render gloria, all'Altissimo con canti, all'unisono una voce. Benedetto Dio dei padri, lode e gloria nel Tuo nome, nel Tuo Tempio santo e degno, di esser trono del tuo regno, siedi in mezzo ai cherubini, tuoi custodi lì a pregare, e il tuo sguardo penetrante, oltre secoli ed abissi, benedetto è il firmamento, che riflette la Tua gloria, come Arca di Alleanza, pose a oriente Eden giardino, con la spada folgorante, a custodire Albero vita. Tempio in scala riproduce, Tempio Celeste sorvegliato, da angeli alla guardia, nel coro universale, dimora che Egli ha scelto, sulla Terra suo Santuario, Iddio domina sul cosmo, di abissi oscuri caos, al cielo luce firma, e la terra che sta in mezzo, ai due estremi confini, di settentrione e meridionale, tra la cupola trasparente, che separa acque inferiori, dalle acque superiori, oceano stelle dal terrestre, prima realtà a esser creata, dopo la luce di empireo; nella Genesi Dio fece, il firmamento a separare, le acque dalle acque, quelle in alto chiamò cielo, quelle in basso chiamò terra, e fu sera e fu mattina, secondo giorno Eptamerone. Iddio separa acque inferiori, mari laghi fiumi abissi, da quelle azzurre superiori, aprendo in mezzo spazio vuoto, che il terzo giorno è Terra asciutta. |Nabucodònosor fece un sogno, secondo anno del regno, suo animo agitato, chiama maghi e incantatori, astrologi caldei, a spiegar significato. Re disse ai caldei, ecco mia decisione, ditemi il sogno, e la sua spiegazione, riceverete onori e doni, ma se sogno resta oscuro, sarete fatti a pezzi, assieme a vostre case, niente risposte voglio, che siano astute e false. Risposero i caldei: nessuno al mondo riesce, a soddisfar richiesta, poichè pur indovino, non sa scoprire un sogno, solo gli dei potranno. Il Re acceso di furore, ordinò sian messi a morte, tutti i saggi a Babilonia, pur Daniele e compagni, ricercati per la pena. Daniele con prudenza, parlò ad Ariòch capo di guardie, che doveva esser il boia, di introdurlo presso il re, a chiedere del tempo, così che posso dar responso, dopo aver pregato in sogno. Daniele parla coi compagni, chiesero a Dio di tal mistero, per risparmiar la vita gente. Daniele ebbe svelato, il mistero in un suo sogno, benedisse Dio del cielo, che alterna le stagioni, depone e innalza i re, dà sapienza ai saggi, svela cose occulte, presso di lui è luce. Dio dei miei padri, Gloria e lode a te, mi hai concesso sapienza, sulla richiesta del re. Ariòch lo conduce al re, per chiarirà quel sogno. Re Nabucco disse, tu sei Baltazzàr, puoi rivelarmi il sogno, e darne spiegazione? Daniele avanti al re, narra allora il sogno, riguarda fin dei giorni: ecco una statua enorme, si erge avanti a te, con testa di oro puro, petto e braccia argento, ventre e cosce in bronzo, gambe in ferro e i piedi, ferro miste a creta; mentre la guardavi, una pietra si staccò, non per mano d'uomo, dal monte scese giù, andò a batter contro statua, i suoi piedi frantumò, seguirono anche il ferro, bronzo argento e oro, poi divenner pula, su aie della estate, li porta il vento via, senza lasciar traccia, mentre il masso crebbe, divenne una montagna, che riempì la regione. Ho terminato il sogno, ecco la spiegazione, tu sei re dei re, a te Dio ha concesso il regno, potenza forza e gloria, dominio sui figli d'uomo, su animali ed uccelli, tu li domini tutti, poichè sei la testa oro. Dopo di te sorgerà, un altro regno inferiore, poi un terzo di bronzo, che domina la terra, poi un quarto regno, sarà duro come il ferro, che tutto frantuma, ma come tu hai visto, i piedi e dita statua, argilla e ferro miste, cioè il regno sarà diviso, pur se amalgamato, una parte sarà forte, l'altra sarà fragile, uniti solamente, per via di matrimoni, ma mai diventeranno, una cosa sola unita. Al tempo di quei re, Dio cielo farà nato, un regno mai distrutto, che durerà per sempre, stritolerà e annienterà, tutti gli altri regni, e mai sarà trasmesso, ad altra linea sangue. Nabucodònosor allora, piegò la faccia a terra, prostrò avanti a Daniele, ordinò gli incensi e disse: il vostro Dio governa tutto, è Signore dei re, rivelatore dei misteri, ha permesso a te svelare, ecco a te regali, governatore tu sarai, di tutta Babilonia, in capo a tutti i saggi. Daniele chiese al re, di ammettere a corte, anche i tre amici. |Nabucco ebbe un secondo sogno, su Albero Cosmico, fece un decretoa convocare, tutti i saggi a interpetare, vennero astrologi e maghi, caldei e indovini, ma nessuno seppe dare, la giusta spiegazione, infine và Daniele, chiamato Baltazar, nome che vuol dire, in lui è spirito dei santi, il Re gli narra il sogno, ovvero le visioni, stavolta non richiede, portar sogno a coscienza, Daniele oniromante, è come suo antenato, Giuseppe figlio di Giacobbe, interprete di sogni, del Faraone primo, è arca che ospitava, lo spirito dei santi, cioè spirito di Dio, eletto suo ministro, che ordina a ogni uomo, e solo per il trono, sarò più alto a te. Daniele scrive nome, Nabucco Baldassarre, in Vangelo Armeno infanzia, doppia il Re magio, regnante in Babilonia, proviene da Oriente, nel vangelo di Matteo, con Gaspare e Melchiorre, regina madre luce. |Daniele capitolo quinto, narra ultima notte, del regno Baldassarre, nella festa religiosa, dopo aver bevuto, comanda i vasi d'oro, che Nabucco suo padre, avea preso dal tempio, per bere dentro essi, con mogli e concubine; portati i vasi d'oro, vi bevvero il vino, lodando oro argento, bronzo ferro e pietra, apparvero le dita, di una mano d'uomo, scr librobibbia_daniele_1h-53m.mp3
lume198-Daniele alla corte di Babilonia, porta il dono oniromante: ascolta i sogni del sovrano, e trasforma immagini in coscienza. Re Nabucodonosor aveva, maghi, astrologi e indovini, vien di formule e spiegazioni, ma falliscono a interpretare, il sogno avuto dal regale. Daniele invece entra in silenzio, prega e ascolta il simbolo, senza forzare nulla. Il sogno della grande statua dai piedi fragili, diventa una rivelazione, sulla precarietà dei regni umani: oro, argento, bronzo, ferro e argilla, poteri che sembrano eterni, ma hanno base instabile. Il sogno insegna che ciò che appare grande all'esterno, può essere fragile dentro. Nabucodonosor sogna l'albero cosmico, che raggiunge il cielo e nutre tutte le creature. Daniele comprende che quell'albero, è l'immagine dell'anima del re: quando il potere dimentica il limite, l'uomo perde il proprio centro, e deve ritrovare la propria umanità. Daniele legge anche i sogni nascosti nella realtà quotidiana, quando Susanna viene accusata ingiustamente, dai due giudici corrotti, Daniele smaschera la falsità, nascosta sotto apparenza autorevole. Come quando legge i sogni, separa il vero dal falso, interroga i testimoni separatamente, e scopre la contraddizione; Susanna viene salvata perché qualcuno, ha saputo ascoltare tra le righe. Daniele, studiato anche da Jung, mostra che il vero oniromante, è anche interprete della realtà: sa vedere ciò che gli altri rimuovono. Nabucodonosor deve regredire, dalla superbia del re assoluto alla condizione umana. Baldassarre deve scoprire che, il potere senza misura viene pesato e giudicato. Susanna rappresenta il rischio di una società che regredisce, quando la legge viene piegata al desiderio. Il sogno viene a mostrare il punto in cui la coscienza deve cambiare.

199:sogni59-lume199 SCEGLIERE: il sognante si prostra davanti al cerchio sacro, |scelta è dare all'energia una direzione e non un altra; diciamo Si a una cosa e No a tutto ciò che li si opporebbe; ciò che scegliamo è ciò che diventiamo, e saremo più conosciuti per le nostre scelte che per le nostre parole; sto usando il mio potere di decidere solo per me stesso o per uno scopo più grande? rompere i miei obblighi e liberare vitalità? quale è l'unica scelta che faccio nella scelta di ogni giorno? Posso scegliere la totalità, e solo le scelte vengono scelte. Tuo compito è impegnanrti ad affrontare le conseguenze delle tue scelte. IMG8: Ponte (il sognante attraversa la grande gola, scegli e non guardarti mai indietro). Segnale-di-Stop. (procedi a fianco dell'energia e non contro di essa, ogni volta che sei fermato, lascia passare, poi scegli di continuare). Sbadiglio (regressione è quando scegli di procedere solo stando accanto ai tuoi limiti). Carnet-assegni (scegli dove mettere o meno le tue energie)Carezza (più sei legato, intimità, e meno sei bisognoso, crea sistemi di sostegno reciproco per soddisfare i tuoi bisogni). Pulsante-emergenza (cambia vita facendo scelte che ti impegnerai a seguire). Incrocio (dove ti trovi è dove sei destinato ad essere, vai dove la scelta conta). Nave (naviga di notte mostrando che ciò che sta fuori non è ciò che sta dentro, significa autoilludersi; fai delle scelte che leghino l'interiore e l'esteriore). |Con-arte-e-con-ingegno si acquista mezzo regno| La cosmogonia dantesca si basa sull'astronomia tolemaica e sulla fisica aristotelica, con una Terra divisa in semisfere, al centro della quale si trova Gerusalemme. Nel poema, le anime sono trasformate a causa dei loro peccati: i suicidi, ad esempio, si mutano in alberi nodosi. Dante descrive le pene infernali e le purificazioni nel Purgatorio, in cui le anime espiano i vizi; nel Paradiso, le anime beate, in una forma di armonia celeste, giungono a Dio. La struttura cosmica del poema è simmetrica e segue il modello astrologico, con nove cieli e l'Empireo, simbolo della perfezione divina. Dante usa una pluralità di stili e linguaggi, dal volgare per le anime dannate, all'alto per le anime beate. In un viaggio che simboleggia il cammino dell'uomo verso la salvezza, il poeta, accompagnato da Virgilio e Beatrice, esplora la redenzione attraverso la sofferenza e la purificazione. Commedia è narrata a Cangrande, signore di Verona, che ospita il poeta, scritta in endecasillabi, con accento su decima sillaba, metro tipico medievale, per le laudi religiose; canto 9 ha sempre Cosmogonia, poichè numero perfetto, canto 6 sarà politico, poichè numero imperfetto, Terra divisa in semisfere, di terre emerse al cui centro, si trova Gerusalemme, e quella delle acque, al cui centro si trova, la montagna Purgatorio, antipodi di Gerusalemme, città al centro dei continenti. Commedia è come Eneide, e Metamorfosi di Ovidio, opere contemporanee, presenti in tre cantiche, un repertorio mitologico, immagini e personaggi, esseri umani trasformati, in piante animali e sassi, acqua elfi e divinità. Ovidio narra storia mondo, come varie trasformazioni, in termini cambiamento, Dante pone Ovidio in Limbo, con Lucano Omero e Orazio, Commedia è opera di metamorfosi, per dannazione o purificazio, mutati in piante od animali, come il canto dei suicidi, mutati in alberi nodosi: fronda verde ma di color fosco, non rami schietti ma nodosi e nvolti, non pomi v'eran ma stecchi spine, Arpie strazian questi alberi, mostruosi esseri dal volto donne, e corpo di uccello rapace, provenienti da Eneide, a cui Dante assai si ispira, per personaggi dello inferno, cui metamorfosi è incompleta, interrotto così che, due esseri eterni insieme, Gerion Centauri e Minotauro. Enea dopo caduta Troia, giunto peregrino in Tracia, intende insediarsi coi compagni, e per ornare un altare, svelle tre volte un cespuglio, ma i rami grondano sangue, fuoriesce poi una voce, che lascia Enea stupefatto, è Polidoro figlio a Priamo, ucciso a tradimento: Virgilio vede person nascoste, nel folto bosco a lamentarsi, esorta Dante a spezzar ramo, a rendersi conto dei lamenti, il tronco grida color sangue, e Dante ha rimproverato, per la mancanza di pietà. Virgilio allor gli spiega: che anima del suicida, fa metamofrosi dell'io, per avvicinarlo a redenzione, in itinerario mentis Deum, a condurre umanità, dal clamore planetario, al silenzio interiore, per meditare intimamente, sul senso dare all'esistenza. Dante insieme alle anime, si purga in Purgatorio, condivide punizione, o percorso penitenzia, tra cani porci e rane, buoi caproni e delfini, lontre anatre e cicogne, topi lucciole e pesci, colombi pecore e leoni, sparvieri gru e cornacchie, orsa e pipistrello, settima bolgia ottavo cerchio, destinata ai ladri, il serpente e il dannato, uno di fronte all'altro, si scambian le nature, serpente sembianze umane, e il dannato muta in serpente, Virgilio dice a Dante, non ti curar di loro, ma guarda e passa avanti, con mente pura di Shaolin, tra Lonza Leone e Lupa, Caronte e Minosse, Cerbero Cane a tre teste, arpìe furie e Medusa, Lucifero e Malacoda, Minotauro e Caco, Centauri e Giganti, Proserpina e Belzebù, nome al principe dei Demoni, Gerione drago faccia d'uomo, e corpo di serpente, zampe pelose da Castoro, mentre in paradiso trova, Veltro Cane caccia, ch'è Bartolomeo Cangrande. |Selva oscura presso Yoros, introduca a cavità INFERNO, fatto a cono rovesciato, la cui punta tocca il centro Terra, con infisso Lucifero, per la eternità, angelo ribelle di Dio, da qui diparte un cunicolo, che attraversa boreale, sbuca attraverso un pertugio, ovvero una fessura, sulla riva di montagna, detta del |PURGATORIO, anch'essa a forma cono, diviso in due parti, Antipurgatorio e Purgatorio, dove le anime si purificano, del loro peccato. Il cono è tagliato su cima, dove si trova Eden, il Paradiso Terrestre; nacque montagna Purgatorio, da massa di terra spostata, dall'arrivo di Lucifero, così tutte anime disposte, nei cerchi cornici, in base a principi di etica, e morale cristiana, in posizione ribaltata, rispetto allo Inferno. Anime adatte a purificarsi, prima di giungere a perfezione, per accedere al Paradiso: in sette gironi si purifica, uno dei sette vizi capitali, anima deve soggiorna per un tempo, proporzionale a gravità, Antipurgatorio dà riparo, ai pentiti in ritardo, ovvero i negligenti, che non seppero amar Dio, spiriti penitenti collocati, a seconda de vizio che ha reso, imperfetto il loro amore. Dante usa più stili, linguaggio alto e solenne, e linguaggio medio e volgare, usato a descrivere, le bassezze di anime infernali, e le pene orrende e degradanti. Dante dopo Inferno discesa, e ascesa al monte Purgatorio, spicca infine il volo, per traversare i nove cieli, e giungere a vision di Dio. In cima al Purgatorio, dentro Eden giardino, Virgilio guida lo lascia, per ritornare alla sua sede, il Limbo anime dei giusti, vissuti pria del Cristo Redentore, lo sostituisce Beatrice, che lasciò suo seggio fra i beati, per accompagnare il pellegrino, attraverso i nove cieli, che circondano la Terra. |PARADISO di anime beate, tutte nello stesso posto, come una rosa in Empireo, scendano a incontrar Dante, nel cielo che per virtù, meglio ispira vita terrena., così son anime tripartite, in base a chi guadagna il Paradiso, grazie a proprie virtù, della vita mondana, o virtù di vita attiva, e virtù di vita contemplativa. Terra immobile al centro, attorno a essa atmosfera, limitata da sfera fuoco, che segna il confine, tra la parte corruttibile, e quella eterna di universo, in una esiste la morte, perturbazioni atmosferiche, mentre al di sopra sfera fuoco, tutto eterno immutabile, non soggetto a perturbazioni, nove sfere celesti, di stelle e costellazioni, ruotan recando armoni suono, nel canto dei beati; sopra a sfere celesti, si trova l'Empireo, dove abitan beati, in forma di un vasto fiore, con al centro tre persone, Padre Figlio e Spirito Santo, circondate da cori angelici. |Dante scrive suo Poema, in vent'anni di lavoro, senza perdere il controllo, a rivederla e ritoccarla, fino al tempo licenziarla, solo quando scade il tempo, la sua Opera girava, mentre Dante ancor scriveva, senza far la revisione, chiusa ermetica cassetta, Dante scrive in Purgatorio: non mi posso dilungare, perché piene son le carte, ordite a cantica riuscita, a preservare Geometria, emblema cosmo dentro caos, della luce o del silenzio, è un linguaggio come il Pope, come il verbo crea ogni cosa. Can Grande ascolta suo Poema, in assenza ultimi canti, poema sacro al quale han posto, cielo e terra loro mano, al centro sta Stella Polare, chiave mappe tolemaiche, progettate avan stesura, primo cinquanta e cento canto, danzan ritmo del valzer, tra una punta e altra della stella, son disposti i pianeti, e nei primi dode canti, brillan tutte e tre le mappe, a indicar causa finale, cioè pietra filosofale. Stella Polare indica il Nord, da cui parte il proemio, che inizia quando il sole, sorge a Est nel segno Ariete, narrazione dunque inizia, al contempo a nord e est, il pellegrino viaggia a sud, in senso orario segue il sole, traversando costellazioni, collocate in antiorario, marzo febbraio gennaio ecc, come in processi iniziazione, dove orbita infin ribalta; sui vertici a un quadrato, 25 canti a lato, occupan nord-est, sud-est sud-ovest e nord-ovest, Centauri regna nigredo-terra, Dioscuri regna viridis-aria, la fase verde intermedia, da nigredo Num che bolle, il Grifone regna albedo-acqua, mentre Aquila rubedo-fuoco, 25 canti a ogni fase, di grande opera alchimia, poema inizia in rubedo lampo. Luna regna notte infernale, Sole torna e risplende, a sud tropico Capricorno, Marte oppone al ciel Saturno, Beatrice incontra in segno Vergine, tra Venere e Mercurio, due stelle degli amanti, Mercurio domina la pietra, poichè è stella filosofale, mentre Giove è fuoco lume, Saturno muta piombo in oro. Pur medaglia rosacroce, somiglia a stella dante, Rosa hikurì a 8 petali, Mercurio domina Polare, che fissa punti equatoriali, Polo Nord e cinta Sud, tutto inscritta entro Zodiaco, Luna riflette Venere, Sole riflette Giove, Marte oppon flette Saturno. Poema inscritto a circonferenza, la nostra Terra rappresenta, contempla il cielo a 360, orizzonte in estensione, equator celeste è Primo Mobile, e rappresenta il suo Poema, che mette in moto tutti i cieli. Equator Celeste avvolge tutta, la Terra circonferenza, Poema nasce in Ariete, quando nacque l'Universo, nel solstizio Capricorno, Dante esce dalle tenebre, e comincia ascesi al cielo, la salita al Purgatorio, è nel segno di Chirone, il Sagittario Guaritore. Dante in segno Vergine, entra in Eden virginale, illuminato da Venere, che sorge in segno Pesci, qui incontra Beatrice, nella porta solstizio Cancro, dove Sole giunge a zenith, ultima fase di ascensione, poi a equinozio primavera, con Ariete scende in Terra; nel segno dei Gemelli, porta inizia sua nascita, da selva in Inferno, e nel Cielo di Saturno, che dal piombo muta in oro, la selva è presso Yoros, Gerusalemme in ciel Saturno, da cui parte la Via Dritta, in emiciclo boreale, al centro Polo Nord, dove Lucifero cadde, scavando voragine infernale. Stella Polare giace in mezzo, tra ciel Saturno e monte Purgatorio, 45 a sud del Capricorno, mi avean trasportato i lenti passi, dentro alla selva antica, che io non potea veder la entata, mi fa giunger dentro Eden, quando sono in Purgatorio, stesso identico luogo, diventa selva oscura, quando sono nello Inferno, poco ricordo come vi entrai, siamo al canto 51, tratta la stessa selva, due volte detta nel poema, epifania del risveglio, cammina uomo in stessi luoghi, ma li vede trasformati, in virtù della sua luce: se il Risveglio muta selva, da aspra e forte in divina e dolce, crea un antica Agricoltura, da cui nasce primavera, frutto di iniziati, mutamento interiore, genera quello esteriore. Stella polare in sincronia, contraltare a smarrimento, fa guardar con occhi nuovi, reca un senso a smarrimento, quando fà suo ingresso inferno, dentro prima delle mappe, vagabonda in tutti i cieli, in circolare suo Poema, quando scende da Empireo, deposto ai piedi di un monte, causa di felicità, è il monte del Purgatorio, con anime che soffrono, tutta la loro espiazione, tutto il monte cagion gioia. Paradiso a sud-ovest, tra Vergine e Leone, due cani neri in cielo, leone e lince maculata, stanno a guardia dello Eden, Virgilio salva da belve-stelle, invita Dante a un altro viaggio, chiacchierando e passeggiando, fin la porta dello inferno, a nord-ovest dei Gemelli, lui rinasce nel suo segno. |Dante pedagogia, percorre tutti cieli, partito dalla selva, oscura di sua vita, smarrito sente angoscia, cerca la sua stella, inizia a camminar, purga nel coraggio, inferno e purgatorio, ascende al paradiso, nasce uomo nuovo. Virgilio invita Dante, a pescare infinito, il cuore della vita, ha occhi di bambino, coraggio di ardire, nascer 2 volte, mistero infinito, desidera ti vuole. Dante osserva cielo, aprile 477, Sole in Ariete, 7 pianeti vede, chiede alla Luna, le macchie di Caino, zone del digiuno, Cipolla grassa o fina; quan Giove in Ariete, Venere nei Pesci, Saturno nel Leone, punta presso Cancro, ha zampe posteriori, e coda verso Virgo, Dante varca porta, viaggio solitario, in zodiaco stelle, di cielo egiziano, esser nati al mondo, è tua vocazione, ignavi han mai deciso, vivon opinione. 29imo canto purgatorio, Giovanni Geremia, Zaccaria Ezechiele, Daniele ed Isaia, visioni 486, Grifone chiede a Urania, semplificar concetti, visione sovrumana; sotto bel cielo, diviso a 24 seniori, due a due coronati, escono dal giglio, cantan benedette, bellezze tue eterne, tra fiori erbe, che libran genti elette; seguon 4 animali, coronati in alloro, venire con sei ali, vento nube e igne, carro con 2 ruote, grifone alato tira, africano augusto, Beatrice ci invita, desiderar le stelle, ogni de-sideris, è voglia di infinito, con canti e ngombi, lei muta il cercatore, in essere che sente, amor che muove sole, e le altre stelle. Beatrice vede certo, che sorgon costellazioni, senza umano impedimento, annunceran messo celeste, che ucciderà ladra, cioè Chiesa prostituta, e il gigante Re Francia, traditor di vera Chiesa, di Cristo ed Impero; il messo del cielo, ha nome in enigma, cinquecentoquindici, citazione Apocalisse, qui sta la sapienza, calcoli nume bestia, chi ha intelligenza, rappresenta un nome d'uomo, cifra seicentosessantasei, tradotto da molti, nella parola DUX, Domini Xristi Vertagus, khan Enrico Lussemburgo, o Cangrande della Scala, suo vicario imperiale. Dante scrive in Paradiso, Beatrice fè qual fé Daniello, Nabucco zar levando ira, che avea fatto ingiusto fello, Beatrice svela dubbi a Dante, come fece Daniele, calmando ira al khan. Daniele smascherava, sacerdoti del dio Bel, uccise drago a Babilonia, che legittimava il re, da questi vien gettato, in fossa dei Leoni, salvato e rifocillato, da Dio eterno amore, che dopo mesi e anni, gli fa capir visioni, a mezzo intercessore, Gabriele oppur Michele, infine ottiene aiuto, per tre amici alla fornace, da un angel protettore, grazie a sua preghiere, poi sogna quattro bestie, ovvero quattro imperi, e avvento Regno Dio, sogno, alla fine di ogni ciclo, Settanta Settimane, e Uomo in veste Lino. Legge e interpreta sogni, del capro e del montone, la scritta sul muro, al banchetto Baldassarre, e sotto re Ciro, un giovane Daniele, difese la Susanna, accusata da due anziani, che volevano abusarla. Nel sono della statua, di Nabucco zar, un masso abbatte statua, e dà vita a un regno eterno, appare Gesù Cristo, vero Re dell'Universo, che abbatte ogni potestà, e fonda un Regno senza fine. Dante legge Daniele, a restituir speranza, in oltraggi e persecuzione, dando forza al credente, promette la venuta, del Figlio dell'Uomo, per Chiesa dei Giudei, trascinati a Babilonia, a viver persecuzioni, cita il colosso grattacielo, in oro argento bronzo e ferro, e piedi in lega e Creta, un macigno da montagna, sgretolerà ogni potenza, e ogni feroce persecutore, sostenendo tutti noi, nel faticoso cammino, fino al Regno di Dio, che succede in cataclisma, ai quattro regni umani, la irruzione di Dio, come pietra oppure falco, che dall'alto frantuma, la civiltà dei metalli, è realtà misteriosa, che riscatta gli oppressi, e compie storia del regno, di libertà e giustizia, lo dice in molti modi, il nome di Daniele, cioè Dio fa giustizia. Giona scrive esilio, rivela la visione, Dio rovescia i potenti, e gli umili innalza, tutti i Vangeli intessuti, al Libro di Daniele, fonte di Sapienza, che da Dio scioglie enigma, del sogno dimenticato, cuor di libro di Sapienza, grazie a Spirito Santo. Dante e Daniele, descrivono due imperi, profezie post-evento, e storiche ricorrenze, il ferro assieme argilla, vuol dire che due parti, si uniranno in matrimoni, in ogni età dell'Oro, come Esiodo insegna: oro prima stirpe, degli uomini mortali, fecer Numi eterni, vissuti sotto Crono, sovrano di ogni cielo, poi seconda stirpe, scade in argento, viveva cento anni, vicino a dolce madre, cresciuti vivon poco, crucciati dai dolori, per loro stoltezza, a non servire il Cielo, e reciproco oltraggio, non seppero astenersi. Giove poi modella, una terza progenie, di genti mortali, di bronzo dopo argento, cruda e terribile, nata dai frassini, pianto ed ingiurie, portano terra a partorire, quarta stirpe sopra zolle, che Giove Cronide fece, a miglior guisa giusta; poi quinta stirpe, progenie di ferro, sen tregua un sol giorno, sempre nel travaglio, di pianto e insicurezza, di essere distrutta, da Dei giorno e notte. La progressiva decadenza, ricorda libro Genesi, dove uomo innocente, esce da Iperborea, attraverso il fratricidio, e il peccato dei Giganti, a uno stato di violenza, che causa il disastro, del diluvio cataclisma. Ovidio pur riprende, il mito Età dell'Oro, felici e senza leggi, in spontanea lealtà, come in Dao Laozi, sostituita da altre età, dove violenza e corruzione, dilagan progressive, attirando collera divina; Saturno fu cacciato, in tenebre Tartaro, il mondo cadde sotto Giove, che avvia età di argento, peggiore della aurea, ma meglio del bronzo, che segue in terza nota, indole più crudele, e proclive a orrore armi, degenera nel ferro, per ripartir in oro, dopo il Purgatorio. Scienza moderna usa, il sogno di Nabucco, dopo età metalli, fa seguire Neolitico, età di Rame e Bronzo, poi età di Ferro, infine di Silicio, per circuiti integrati. Poema è metafora, del percorso da seguire, per giungere a salvezza, con dotte disquisizioni, dimostra padronanza, dei classici del tempo, Trovatori provenzali, su tutti gli argomenti, come in Libertages. Uomo di Scienza e Filosofia, Fisica e Teologia, Astrologia e Alchimia, Magia e Matematica, da Talete ad Aristotele, Ippocrate e Galeno, Euclide di Alessandria, Plinio e Dioscoride, Tolomeo e Laozi, Isidoro di Siviglia, Beda ed Avicenna. Semiramide regina, diviene leggendaria, per vizio di lussuria, permessa alla sua legge, conquista Egitto e Media, assieme ad Etiopia, sconfigge orde nubiane, Dante la descrive, secondo cerchio Inferno, qual simbolo sovrani, di torbidi periodi. Nabucco Sviatoslav, distrugge il suo Tempio, sui lui piomba il Giudizio, come albero abbattuto, abbandonato ad intemperie, decreto Cielo alto, cacciato dagli umani, dimora con le bestie, pascendo erba e pioggia, sette tempi passeranno, finché tu riconosca, che l'Alto regna tutto, decide ogni destino. Il ceppo con radici, sarà regno ristabilito, quando hai conosciuto, che Cielo è il dominus, re sconta tuoi peccati, con elemosina e con atti, di misericordia verso afflitti, perché torni prosperità. Giudizio apre al perdono, e restaura quel re, alla sola condizione, che il monarca si penta, del peccato di orgoglio, rimuovendo sua statua, che gente obbligata adorava: elemosina salva, da morte e peccato, è un pilastro dello Islam, Dante ci ricorda; in epistola a Cangrande, rivel nome Commedia, è gener letterario, conclude in lieto fine, al contrario di tragedia, che invece inizia bene, e poi finisce male. Foscolo lo chiama, il Ghibellin Fuggiasco, che oppone alla Tragedìa, Eneide di Virgilio, poi Boccaccio reca, laude per il Dante, agginge parol Divina, al titolo Commedia, a metà del Cinquecento, edizione veneziana, il Sacrato poema, descritto dal Dante: figurando il Paradiso, composto in terzine, 14mila versi, in 33 Canti, più uno introduttivo, totale 100 Canti. Commedia racconta, il viaggio del Poeta, ai tre Regni di Oltretomba, fino a veder Dio, accompagnato da Virgilio, cioè ragione umana, che arriva fino a soglie, solo della Grazia, poi ne è illuminata, oppure resta esclusa. ai Cieli Paradiso, Beatrice poi lo guida, donna angelicata, Grazia Santificante, poi arriva San Bernardo, a guidarlo in Chiaravalle, ascesa ad Empireo, devoto di Maria, che aiuta intercessione. Dante vuol condurre, ogni città dell'uomo, a riflettere il modello, della città Celeste, il proposito Commedia, è removere viventes, statu de miserie, al fine di condurli, statum felicitatis. Dante si sente, in missione divina, riportare umanità, e la Chiesa Bonifacio, traviata e corrotta, sulla retta via, attraverso penitenza, sapienza ed ascesi, alla sua vera patria, la dimensione divina. Dante ascensione, la cita Schopenhauer, che traccia un ascesi, ripresa poi da Nietzsche, cambiando pelle, leggero si rende, Aplu spella Marzia, cambia pelle serpente, per ascendere in alto, da eden terrestre, a paradiso celeste; ascesa Nietzsche, divisa in 3 tappe, Leone martello, scompone certezze, Fanciullo recupera, innocenza iniziale, La Commedia può iniziare. rowbotham7_zetetica_e_scritture.m4a
lume199-Alla corte di Cangrande, una giovane pittrice, andava ogni giorno a dipingere, su un lago di montagna, ma un ragazzo misterioso, appariva sempre presso l'acqua: aveva occhi luminosi, e parlava pochissimo, così la donna-pittrice, si innamorò di lui. San Bernardo le rivela, che non era essere umano, ma il drago guardiano al lago. Anche il drago desiderava, vivere accanto alla pittrice, così rinuncia al suo rango, poteri e immortalità, e gli spiriti delle montagne, ne ebbero pietà, trasformano il drago blu, in uomo per cento anni, e permettono ai due amanti, si costruir casa sul lago, vivendo circondati, da nebbia e loto bianco. Questa fiaba narra bene, dell'armonia taoista, amore tra specie diverse, e metamorfosi consensuale, simile al gioco delle api, nella rosa dei beati. Dante spiega a Cangrande, Empireo è il cielo unico, dove i Beati vivono di amor divino. Beatrice torna in Rosa dei beati, mentre Dante guidato da San Bernardo, si capovolge nel Primo Mobile, e giunge al Cielo del trionfo, delle gerarchie angeliche, tutte attorno a un punto di luce, immobile ed eterno, che rende ogni stella luminosa. Universo capovolto, in cui la spirale lo porta verso Dio, motore immobile dell'Empireo, Amore e Luce senza confini, ecco la perfezione: più un corpo si avvicina a Dio, più è perfetto.

222:sogni13-lume222 FORMA: |Unicorno fa cadere armatura del sognante rivelando. La sua veste leggera. Dietro sostanza e azione vi è la |forma che dà loro vita; coloro che percepiscono le forme essenziali vivono in grande stile. Apriamoci a ogni verità sul Dao della giusta azione. Tuo compito è sottrarre tempo ai dettagli e agli obblighi della tua vita quotidiana, e concentrarti sulle questioni fondamentali. IMG8: dal |Rosone del tempio filtra la luce (abbiamo bisogno della |Forma/norma per trovare lo Spirito). Cervello di un genio serbato in un vaso (se ti identifichi con una qualsiasi forma, perderai la sua essenza, dunque disidentificati dalle tue credenze religiose o intellettuali, socialmente imposte e affronta direttamente la Fonte). L'angelo guida il vecchio lungo il sentiero (l'incerto riceve la miglior guida, permetti a te stesso di essere confuso e incerto, e fai che questo entri a far parte dei tuoi impegni). Il Delfino salva il sognante che nuota (a volte dobbiamo rischiare tutto per cominciare ad avere fiducia, considera la possibilità che i tuoi dubbi e le tue certezze possano essere futili). Copricapo indiano in fiamme (vivi lo spirito che creò la forma, e non la forma stessa, guarda dove stai proiettando sugli altri il potere sacro, integralo in te stesso). Il sognante accende la Candela (evoca la tua luce per vedere, ogni giorno scopri una guida per te stesso e gli altri). Sognante segue la luce come una fonte (cessa di guardare al passato come fonte di speranza o disperazione). Sognante tiene il Cristallo sul cuore (ciò che l'oggetto evoca, conta più del suo contenuto, scopri ciò a cui sei maggiormente attaccato e vivilo intensamente). |Migliormedicina è la vita ordinata, non metter bocca dove non ti tocca, con l'errore degli altri si conosce il proprio, con pazienza si acquista la scienza. Eliminar grano e mangiar Qi.| A Zheng un indovino leggeva vita e morte con estrema precisione. Liezi ne resta colpito, ma il maestro Huzi mostra che l’indovino vede solo ciò che l’altro rivela. Cambiando forma e intenzione, Huzi confonde Ji Xian, che infine fugge. Liezi capisce di non sapere e si ritira tre anni in semplicità, cucinando, allevando maiali, coltivando sé stesso. Zhuangzi, nato in Henan, rifiuta onori, sceglie vita ritirata e armonia col Dao. Celebre la sua parabola: sogna di essere farfalla, o la farfalla sogna lui? Laozi, nel Daodejing, insegna wu wei: agire senza forzare, seguendo la Via naturale. Il Dao genera ogni cosa, ritorna a sé stesso, è fondamento di vita, impero, cosmo e sé. Come il bimbo, il saggio è vuoto e pieno. Governare senza imporsi, agire senza vantarsi, lasciare e fluire: questo è potere sottile. Ogni cosa forte decade, solo ciò che cede resiste. La quiete genera equilibrio, chi basta a sé è già ricco, chi si conosce è già illuminato.# C'era nel |paese-di-Zheng, un indovino chiamato Ji Xian, prevedeva la morte e la vita, apparizione e sparizione, disgrazia e felicità, morte prematura e longevità. Prediceva la data di avvenimenti con la stessa esattezza di uno spirito. Così la gente di Zheng scappava appena lo vedeva arrivare. Lie-zi andò a trovarlo e fu abbagliato dalla sua presenza, al suo ritorno disse al maestro Hu-zi: Consideravo perfetto il vostro insegnamento, ma ecco che ho trovato di meglio. Il maestro rispose: del Dao ti ho insegnato solo la lettera e non la sostanza, come puoi aver ottenuto il vero Dao? hai solo lasciato che l'indovino vedesse attraverso di te, prova a farlo venire, voglio vedere se riesce a vedere anche a traverso di me. Il giorno dopo Lie-zi venne insieme conJi Xian e lo presentò a Hu-zi; a termine incontro, l'indovino disse a Lie-zi: prima che siano passati dieci giorni il tuo maestro morirà, ho visto in lui le ceneri bagnate. Lie-zi rientrò in lascrime e raccontò a Hu-zi le parole, e Hu-zi disse: JiXian ha visto ciò perché mi sono manifestato a lui con immagine della terra, né movimento né riposo, lui ha visto in questo il segno di assenza di vita, portalo da me un altra volta. Lie-zi tornò il giorno dopo insieme con indovino che al termine gli disse: il tuo maestro oggi sta meglio, vivrà poichè ciò che lo minacciava è sparito. Lie-zi riferì queste parole a Hu-zi che gli disse: oggi mi sono manifestato a lui sotto forma del cielo, ha visto che fama e ricchezza non mi interessavano e che il segno di vita saliva dai miei talloni, portalo da me una terza volta. Lie-zi portò di nuovo Ji Xian, andando via questi gli disse: Il tuo maestro non ha digiunato e non ho potuto esaminarlo, pregalo di digiunare e lo rivedrò. Lie-zi riferì a Hu-zi che gli disse: mi sono manifestato con immagine del vuoto supremo privo di segno, ha potuto constatare in me solo equilibrio tra energia e movimento, portalo da me un'altra volta. |Lie-zi portò di nuovo l'indovino, ma questi appena arrivato scappò, sentendosi perduto. Hu-zi disse a Lie-zi: rincorrilo, ma Lie-zi non riuscì a raggiungerlo. Al suo ritorno disse a Hu-zi: è sparito senza lasciar tracce, ed Hu-zi rispose: gli ho rivelato la mia identità col principio, accolto con umiltà mi sono conformato a lui che non sapeva più che cosa ero, ho imitato le erbe che si incurvano sotto il vento e le onde che irrompono, così è fuggito. Lie-zi capì di non aver ancora imparato molto, tornò a casa sua e meditò per tre anni: cucinava per sua moglie, badava ai maiali e si disinteressava degli affari del mondo, cercava la semplicità nella conquista della indipendenza, coltivava la sua unità originaria sino alla fine della sua esistenza, vivendo pienamente e con serenità ogni emozioni che prima lo travolgeva, meditava spesso il primo verso di Laozi: ricco è colui che basta a se stesso, parti da dove sei e da li progredisci! Zhuang-zi agginge: sapere ciò contro cui non si può nulla e accettarlo come Destino, è la suprema virtù, mentre al suo opposto sta la capacità di superare ogni limite umano, sino ad accedere allo stato in cui si può tutto; questa apparente contraddizione è il lavoro interno. Il Santo non dirige gli uomini da esterno, corregge dapprima se stesso, così la sua influenza si estende, solo dalle sue capacità discende la sua forza e autorevolezza. Pratica il distacco, concentra nel silenzio, così conforma la natura degli esseri, senza egoismo allora trova la pace. |ZHUANGZI 莊子 nacque, nella citta di Mong, in Sung feudale stato, di tartaria Cina, la dinastia dei Chou, qui aveva confinato, la dinastia di Shang, Raseno ha ricordato: lui vive in campagna, semplice sposato, 1 suo abito vestito, di tela rappezzato, sceglie lui armonia, di vivere col dao, vive sullo sfondo, del mutamen di stato. Mestre leggendario, Soshi di Japan, Jangia di Corea, Trang-tu in Vietnàm, origina in Henan, ebbe carica statale, lascia la carriera, e vive sue strade; compose suo poema, capitoli 33, semplica messaggio, aneddoti storielle, multicultura lingua, spirito natura, sotto albero siede, fa tamburo invito, tace sua mente, nel ritmo del respiro: oblio aiuta bene, memoria collettiva, improvviso musicista, attinge da bagaglio, formatosi da inizio, della sua carriera, Chuangzu divien cosciente, silenzio solitudine, attesa rivela, viaggi oltre frontiere, discriminanti vede, felice intuizione, accorge aver sognato, di essere farfalla, deviare corso fato, dipende da suo stato. Chuangzu panteista, visse lutto moglie, dopo lungo pianto, suonava suo tamburo, 1 amico confuciano, chiede spiegazioni, il rito ha sabotato, acme disperazioni: da un angoscia emerge, calma contrario, ovvero accettazione, serena meditazio, la moglie era con lui, in forma vento qi, come avanti nascita, unita con Zhuanzi: un giorno ebbi sognato, di essere farfalla, leggera e felice, che si domandava, io sogno farfalla, e farfalla sogna me, io sono sveglio in lei, Lei sveglia in me. Un giorno pescava, in riva al fiume Pou, gli manda re di Chou, 2 alti funzionari, a fargli le offerte, lavoro mandarino, senza volger testa, respinge onore fino: so che vostro re, conserva un carapace, di Tartaruga morta, che in amadio giace, ditemi se quello, avrebbe preferito, vivere nel fango, piuttosto che secchito; povero vi sembro, ma ho gran felicità, fui ricco letterato, grande infelicità, fare funzionario, è contro mio pensiero, ostacola mia scuola, di apprendere intero. Panda bianco nero, Chuang-tsu insegue, nel folto di foreste, sciamano diviene, ogni movimento, ambiguità racchiude, vita di ogni giorno, a saggezza conduce. |LAOZI 老子 detto pur Lao Dan, insegna Dao De Jing, cosmo dentro e fuori corpo, morale e Spirito Santo, natura impero e paradiso, wuwei e autostima, contentezza e e flusso qi, invita persone e seguir principio, di agire senza forza, secondo fremito spontaneo, evitando inutile resistenza, ricercando un equilibrio, tra forze opposte in gioco, nel modello di Wuxiang. Essere umano comprende, che Dao è già sé stesso, connaturato a sua esistenza, esperienza quotidiana. Virtù procede dalla Via, qualcosa di vago e inafferrabile, che al suo interno ospita germi, che manifestano realtà: se abbandono distinzioni, e riconosco i segni in tutto, individuo possibilità, per agire in conformità, col corso natio delle cose, Agisci prima che esso sia, crea ordine avan disordine, giorno per giorno sul tuo campo, semi pianti col qigong, ciò che è calmo ben mantiene, quel che non è ben si previene, ciò che è fragile ben fonde, un albero grande vien da un filo; una torre a nove piani nasce, da un mucchio di terra, mentre un viaggio mille leghe, inizia da sotto i piedi; se nel trattare affari, quan sul punto di riuscire, spesso li roviniamo, per assenza lungimiranza, veglia dunque sulla fine, e su inizio di visione, nessun affar rovina. Dao è via e ordine Impero, riflesso in individuo, energia primordiale, permea tutto universo, toroide naturale, radice di Zhìnéng Qìgōng 智能气功, per evolvere individuo, e una armonica società; disse Lao Dan: il re illuminato ideal sovrano, di Tartaria e del Chitai, estende ovunque opera benefica, velando esserne autore, migliora tutti sen che questi, sentano sua azione, il mondo ignora il suo nome, ciascuno è contento di sé, i suoi atti imprevedibili, egli identifica col Dao, Etere primo e Hunyunqi. Daodejing Virtù che nutre, innalza prospera e guida, protegge e produce, agisce senza appropriarsi, quando opera è compiuta, la contempla e passa oltre, come il Santo taoista, che come re estende influenza, su altri esseri che hanno, raggiunto vera lor natura, a conoscerla e nutrirla, arrivando a possedere, stesse virtù del Dao, mentre i diecimila esseri, si dibattono attivamente, lui contempla sorgente intera, da noi chiamata teologia. Dao è stato originario, da cui ogni cosa prende forma, a cui ogni cosa fa ritorno, dopo esser fiorito al mondo, ognuno torna a sua radice, che è ananda serenità, chi conosce questa legge, vuol saggezza praticar. Laozi persegue attivo, uno stato di quiete, in cui diminuisce ogni giorno, sino a giungere a wu wei, per avvicinarsi al Dao, uniforma propria esistenza, al ciclo crescita e ritorno, alla radice di ogni essere. |Aristotele fa eco, umano appar felice, se compie suo lavoro, bene da se stesso, felice il suonatore, quando suona bene, accorda sua ragione, a virtù che tiene; le forme di governo, adattano a natura, in var Costituzioni, di umani e geografia, Monarca è uno solo, Aristo è minoranza, nessun Eterarchia, Polita è maggioranza: lor degenerazio, hai quan governanti, mirano a interessi, lor propri fatti, corrisponde ai primi, regime tirannia, segue sinarchia, anarchia e democrazia. Laozu è Aristotele, nei versi |Daodejing, Popolo sano inizialmente, ignora i suoi sovrani, ma venner successivi sovrani, amati ed esaltati, poi i successivi son temuti, e presto disprezzati, sovran sleali sputati; il primo era riservato, persino nel parlare, il Bene realizzava, il Dao far funzionare, i diecimila vivono spontanei, seguendo propria natura: se la Base è confusione, nulla è governato, se pur riescono a farlo, per poco rimarranno, mostratemi un violento, finito in bella fine, lo prenderò a maestro, come bravo più sublime; segue al conformismo, disordine e violenza, poichè senza consenso, è sol tiranna scienza, perduto il Dao spontaneo, viene la giustizia, poi persa la scaltrezza, nasce la sofistica; se si cede a cupidigia, il limite scompare, e cresce avidità, insoddisfazione sale, alle leggi e proibizioni, e il popolo intristisce, si arma e fa diniego, regno pian marcisce; nel semplice governo, popolo ne abbonda, se ti astieni dal fare, da sé prospererà, togli pian programmi, avrai spontaneità, seguendo sua natura, si ri-organizzerà; se controlli mutazione, ovvero metamorfo, porta a compimento, lascia a punto giusto, serbare possedere, a un tempo non si può, poteri assieme orgoglio, mutan direzione: scaltro non diretto, agisci nello impero, x evitar riflesso, agir contrario effetto, complesso e delicato, è organismo impero, a regole e decreti, non si confor davvero! se tenti fissarlo, va via disordinando, mutevole il suo moto, come quel del dao, or avanza e cede, ardore poi apatia, impetuosa agitazione, e calma debol via. Dao Via di natura, |Wu-Wei senza sforzo, agisce sen pensiero, Fontana mappa Rei, meditando su essa, agisci con wu-wei: il fatto che tu sei, è primo dei misteri, nè chiesto o guadagnato, accade che ci sei, cosmo è già perfetto, Leibniz ci ricorda, non vuole migliorarsi, astri continuano a danzare, gli uccelli a cantare, i fiori a sbocciare, pure tu puoi farlo, sei parte del sublime, coscienza di esistenza, dice in te Io sono, lascia fare eventi, Fiore d'oro segue scopo, forse sorte e malasorte, a volte parte di quel moto, in nessun luogo serve andare, tu riesci essere gioioso, fluido per remare, come chicco pien di riso, era detto antichità, mentre i gusci vuoti, sono detti modernità, e tutte divisioni al mondo, sono solo falsità, poichè mondo e coscienza, sono unica realtà; il basso è come l'alto, niente esterno od interiore, anima e corpo è nord e sud, fuor creazione nulla esiste, sono danza e danzatore, come esser divenire, stesso evento da due lati. Mondo al mio occhio, entra dalla porta, penetra nell'io, lo altera e trasporta, con interiori sensi, soffoca e allontana, morale fa corazza, alla natur spontanea; così è abbandonata, la vita emotiva, poter sottile donna, è apparenza passiva, che maschio a calamita, attira lega a sè, come Valle bassa, attrae acqua da sè. Se uomo teme morte, invece della vita, quella trova presa, vita afferra vita, brama attaccamento, è arma + possente, che morte tiene in pugno, la usa ricorrente. Se vivifico intenzioni, le concentro fino a una, col qi questa confonde, l'intera partitura, se io distruggo allora, cattivo non sarò, successo vien piccino, piano ingrandirò; 1 forza dirompente, esaurisce e si posa, occhio col tramonto, son la stessa cosa, senza usare alfine, gli organi dei sensi, immobile mi siedo, osservo sen consensi: unito a contemplazio, scuoto come tuono, Ciel si adatta ai moti, Dao è fondo del suono, permanente sua realtà, è detta il cambiamento, quando si interrompe, sta il decadimento. Osserva Panta-rei, ciò che ti circonda, Eraclito e Lao Tsu, sono stessa cosa, Tutto appar diviene, cicli fasi opposte, come dentro al fuoco, mondo inter si svolge; muove poi diverge, eppure sempre uguale, istante fotogramma, illude eppur rimane, mondo è nella psiche, e nei sogni vivi, ciò che tu alimenti, porti nei confini. Conoscere gli altri, è saggezza in fiore, Conoscere se stessi, è illuminazione, Dominare gli altri, è forza pura orsù, ma Dominar se stessi, è superior Sun Tzu. Ecco luna piena, calar vedo comincia, azione + efficace, è quella preventiva, immobile fui Saggio, in moto apparvi Re, umani andran da chi, sia solo recipien. Salvaguardar passato, inutile illusione, molto sa insegnar, se serve 1 creazione, ma se divien padrone, tu rischi non cambiar, indietro regredisci, astieni a migliorar. Colui che basta a se, è ricco già da sè, debole che cede, vince il duro e forte, sapere + sottile, il rozzo non sconvolge, eruditi e letterati, sanno cose morte. Ciò che non si ode, insegna sen parole, compie senza fare, cedevole interiore, è Pienezza umana, una piena vacuità, la massima drittura, sia l'obliquità. Raseno ha pieno qi, ai bimbi assomiglia, insetti velenosi, non teme oppur artiglia, col fallo eretto serba, suo qi circolante, intero giorno può, gridar voce squillante; moto vince freddo, riposo vince caldo, chiudere la bocca, è chiudere 1 porta, chiarire il confuso, velare abbagliante, addolcire l'amaro, smussare il tagliente: se esser peccatore, è via di santità, ogni moto mutamento, gioca a compensar, se facile prometti, difficile mantieni, ponder ciò che puoi, ostacoli non tieni. Ciò che è ancor calmo, dirigi facilmente, scorgi fatto prima, da segno + evidente, torre a 9 piani, inizia da pugno terra, 1 albero gigante, da seme sottoterra. Viaggio 1000 miglia, inizia con 1 passo, astieni dal fare, fallire mandi a spasso, lascia avrai afferrato, e riguadagni senso, tabula fai rasa, a idee comun consenso: torna dove altri, sono oltre passati, ma nel seguir eccesso, scopo tu lo perdi, obbligo istruzione, x masse illuminar, sconfina propaganda, ier oggi e doman; abbassati se vuoi, dirigere innalzar, se a vertice vai star, il tuo Io vai a velar, senza popol tuo, costringere o umiliar, obbedienza ottieni, nessuno ama litigar. Impero grande è, una Valle profonda, attira e converge, acqua dei + fiumi, Ap-prendere acqua, è Femmina totale, passiva vince Maschio, come Via declino appare, ambizione in cerca fasto. Debole flessibile, sono i modi della vita, Rigido e robusto, il modo della morte, l'armata vittoriosa, mai ha combattuto, Albero + forte, viene poi abbattuto. Masse esasperate, non temono morte, non serve allor frenar, lor con spade corte, Acqua vince duro, senza mai apparir, agisce sen legarsi, previene soffrir. Illuminato grande, semplice ti appare, a ciel si conforma, ha morte naturale. |Etica e morale, surrogan vera spinta, a Dao segue virtù, a morale la giustizia. Essere sen volere, né preoccupazione, non aggredisce alcuno, il buono parlatore, non lascia sue orme, buon camminatore, chiude senza sbarre, il buon carceratorem contar non ha bisogno, il buon calcolatore. Agire e ritirarsi, via del Ciel richiama, Raseno un di ritira, ad apice di fama, evita trovarsi, ridotto ad impotenza, velando luce sua, si dedica ad essenza: avverti distaccato, essenza misteriosa, limita tuo sguardo, se il desider ti offusca, quello le apparenze, mostra del principio, vedi il qi del Vuoto, al fondo di artificio; volendo trattenere, estendere fai prima, volendo indebolire, fai rafforzare prima, chi mantiene posto, che Dao dà durerà, Esiste dopo morte, è già immortalità: ad apice poi segue, sempre la discesa, abbatti le zavorre, se vuoi fare ascesa, Tazza piena svuota, a riempirla nuovamente, ripassa ogni esagramma, nel giro 360. laotzu_daodejing_evola.m4a
lume222-Laozi老子 in Hangu-pass, film diretto da Chengyun Ma, narra la vita del filosofo. |Laozi nasce da leggenda, nello stato di Henan, da una vergine ancella, dentro una biblioteca, della corte degli Zhou, ma dopo anni di lavoro, abbandona posizione, si ritira nel rurale, e pratica il qigong, ispiratore di Pang Ming. LaoTsu ritira poi in campagna, con un bufalo e una trovatella, ma pirima viaggia verso ovest, al confine ovest della Cina. Giunto al Passo di Hangu, Yixi il soldato gli chiede, un breviario insegnamenti, lui detta i versi Daodejing, 5 mila ideogrammi, su tavole in bambù, poi riparte nelle steppe, porta copia ai Nestoriani, assieme a oracolo I-Ching, entrabe cari al Daoismo道家, via di pratica armonia. |Laozu scrisse Daodejing, ispirato da I-Ching, libro oracolo |Yijing, che ha trigrammi ed esagrammi, a cui si associa una immagine, trasformazioni cicliche del Dao, sentenza di forze in mutamento, che offron diagnosi al presente, indicazioni per agire, in armonia col flusso Dao, che è ovunque e in nessun luogo, non si oppone e tutto abbraccia. Yijing è specchio che riflette, tre tipi di mutamento: primo è quello che non torna, al punto di partenza, secondo è ciò che non muta, terzo è il ciclico che avanza, in spiraliforme vibrazione. Yijing diagnostica il presente, attraverso segni/immagini, con potenziale orientamento, di una situazione in germe, sviluppa ipotesi al futuro, seguendo regola sinusoide, a uno sviluppo segue una decrescita, al lavoro il riposo, al caldo il freddo e così via. Tale oracolo ha scopo, aiutare gli umani ad allinearsi, al Dao del cosmo detto Hunyuan, libero da preoccupazioni, genuino in sua bontà, capace a esercitare amore, attraverso il soffio spirituale, concentrato nel qigong, pratica di quantità e qualità, obiettivi e motivazione, da perseguire nel presente. |Qigong coltiva corpo e respiro, assieme alla mente/cuore, dopo aver composto il campo qi, per acceder stato qigong, dove la mente immagina e guida, un moto fluido e cosciente, che ascende e discende a spirale, nei punti dei tre dantien, liberando articolazioni, in costante pratica e intenzione, coerenza interna che si bilancia, a sensazioni interne ed esterne, mentre il respiro rilassato, scopre hunyuan qi originario, immaginando con fiducia, teoria e pedagogia, che alla pratica dà forma, saggezza cielo e terra.

256:ijing07.䷆ lume256 |Esercito (師shī shih): il fiume scorre nella terra, il nobile accoglie e guida. Forza nasce dall'integrazione disciplinata, non dall'impeto. L'esempio vale più delle parole. Come l'etilene armonizza suolo e piante, così la disciplina armonizza comunità e individui.# Il fiume scorre in mezzo alla Terra. Il nobile accoglie le persone e coltiva le folle. Il fiume accoglie tutta l'acqua che cade in esso. Puoi attingere la tua forza dal flusso del sè integro, accogliendo e accettando i diversi tratti del tuo carattere e le emozioni più nascoste. Perseveranza, persone forti e sagge. La sorte è favorevole e senza macchia. Il fatto che una situazione o un azione non coincidano esattamente col tuo obiettivo, non sono automaticamente un male. Stempera intenso desiderio di raggiungere in fretta la tua meta, con approccio misurato, organizzato e disciplinato, in tal modo potrai realizzare il tuo scopo con strategia, cioè in modo efficace e senza danni collaterali. (quel'è il tuo obiettivo? come puoi sfruttare al massimo le tue forze? tutti questi sforzi stanno realmente creando la vita che desideri?). Le parole muovono, gli esempi trascinano| Schauberger osserva che attrezzi di rame nutrono il terreno, conservano magnetismo, aumentano raccolti e qualità; il ferro invece prosciuga e degrada. L'argilla, il canto tonsingen e i rituali dinamizzano acqua e campi come antenne viventi. Il ciclo dell'etilene rivela un respiro della terra: batteri, funghi, radici e piante scambiano nutrienti e segnali come in una rete. L’agricoltura diventa atto sacro di ascolto della natura e dei suoi ritmi.# Schauberger anni 30, invitato da re Boris, in terre Bulgaria, esamina ragioni, declino agricoltura, osserva le campagne, tra i turchi più abbondanti, usan vecchio aratro, e attrezzi di RAME, mentre altrove vede, aratro ferro a vapore, importati da Germania. Rastrelli vanghe e zappe, in Rame e poco stagno, arricchiscono il terreno, fornendogli nutrienti, rispetto Ferro e Acciaio, rame aiuta ritenzione, idrica del suolo, aiutando suoi prodotti, aumentano raccolto, fin 13 volte, patate seminate, quantità e qualità, aumenta pure il mais, con polvere di rame, che industria di azoto, fece arrabbiare, per tasse pagate, a politica infame. Attrezzi fatti a mano, in rame malleabili, rispetto a quelli in ferro, leggeri e facili da usare, hanno poco attrito, suolo umido si stacca, preservan magnetismo, li affili con la pietra, e durano per anni, fuor da diretto sole, e manico asciutto, nei suoli sassosi, rischia deformazioni. Sui tetti di rame, vedi patina evidente, a contatto con aria, chiamata verderame, |Rame puro è lucido, color bruno-rossastro, esposto ad aria forma, strato opaco marron scuro, interagendo al carbonio, e ossigeno con rame, ciò rende metallo resistente, dal tempo lo protegge: contatto rame acqua, non ossida gli attrezzi, solo acido acetico, forma cristalli blu verde, tu evita trattare, con tal chimiche sostanze. Aratro ferro attrito, fa evaporare acqua, lascia impronta magnetica, che attira Lumache, verso le lattughe, mentre aratro antico preserva, campo magnetico vitale, Aratro rame a spirale, raddoppia lavoro Talpa, imita animale, in centripeto moto, senza resistenza, ara in superficie. |Schauberger discende, da foreste di Bavaria, castello Schauburg, dopo guerra con guelfi, di vescovo di Passau, perse privilegi. Stephan Schauberger 650, in Austria trasferì, presso lago Plockenstein, a creare foreste, acqua e fauna selva, Fidus silvis silentibus, fedele a selve tranquille, motto e stemma sua famiglia, tronco inghirlandato a rose, natur recuperi dignità. Capo caccia a Bad Ischl, sotto Francesco Giuseppe, nove figli tra cui Viktor, nasce 30 giugno 885, ranger come nonno e padre, vaga sempre in foresta, seguendo ruscelli, e parenti più anziani, che usavano acqua, a irrigare di notte, a produrre raccolti: contadini subalpini, in valli Stiria e Salisburgo, coltivano tra i boschi, con acqua flussi intatti, poi ecco deforesta, degrado di AP, agraria razionale, diffuse il viver male. Schauberger vide che, la crescita ruotava, attorno a sequenza, energia carica e scarica, etere tensione, tra terra e atmosfera, isolamento tra i due poli, previen cortocircuito: Pelle isolante, terra deve avere, regola oro, terreno non sia spoglio, abbia foglie flora, o rami di conifere, tritati finemente. Gli dice vecchio contadino, tieni fede antica, evita istruzione, se vuoi prodotti buoni, ara quando senti, semina in tuoi tempi, segui la natura, come religione, senza discussione, con i dipendenti, lascia scuola agraria, sorgente di arroganza. Traccia solchi angolo retto, rispetto al percorso sole, tempo e metodo nascondi, fienile e pala grano, di legno fatto a mano, come erba falce a mano, affila a martello contro legno, reca num a falce, che rilascia nel raccolto, falce ripara dal sole, la carica preserva: le pianta son prodotto, di geosfera e atmosfera, energia sopra pelle, Ez strato isolante, a livello superficie, copre luce diretta, usa un falcetto, nel taglio cicatrice, il culmo viene chiuso, num rimane dentro, mentre col trattore, fuoriesce inutilmente; senza sminuzzare, più fertile rimane, rispetto a trinciatore, pure in foresta, con ascia abbatti piante, piuttosto che con sega. Uomo figlio a Dio, segue leggi Natura, sua pseudo-cultura, crea mostro tecnico, che interrompe flusso acqua, e collassa la speranza: se vedi errori, di falsi esperti oppositori, urla ad alta voce, il consiglio sbagliato, rende coscienti, persone in maggioranza, così lor volontà, impone un cambiamento, che inverte distruzione, catastrofe e caos, già crolla esistente, ma dopo riparte, la santa dottrina, colture meraviglia, per cibo qualità, e assoluta libertà, in aria terra e acqua. Acqua vive sempre, vuol esser solo liberata, dai limiti ragione, Popolo libero nasce, da 1 libera terra, uomo è ciò che mangia, acqua sana è sangue sano, + doni spirituali, Dio è zolla terra, tu sii suo sacerdote, produce abbondanza, calore e magnetismo, attrazione santodaime, bere gradualmente, un quarto tazza al giorno, finché ti abituerai. |ETILENE ciclo, respiro di Terra, Alan australiano, scopre respir fermenti, scambia 2 momenti, sopra e sottoterra, ossigeno scompare, batteri van sognare, ferro cambia forma, nutrienti rilasciare: comunità batteri, entro gli aggregati, vive con scarti, di piante sovrastanti, assorbono Piante, + energia surplus, ad alimentare scambi, traffici laggiù; etilene se scompare, batteri fan morte, corpi decompone, anaerobi altra sorte, pianta soffre tutto, eccesso coltivato, la cosa non accade, dove Etilen è amato; strategiche piante, aspettano batteri, svuotino di ossige, le rizo sacche piene, i nutrienti minerali, ora san sorbire, le foglie morte gas, etile san offrire, aminoaci metionina, il ferro va fornire: ossigeno ritorna, riempie sacche vuote, batteri addormentati, iniziano le foghe, drogati da etilene, finirono in letargo, in suoli naturali, non muoiono pertanto. Etanolo + leggero, di aria che senti, cicla con ossige, sveglia/son batteri, nei semi cereali, sveglia germinazio, in mela o pomodoro, accelera maturazio: satura etilene, presso radici gioie, scatena germoglio, incurva le foglie, aiuta stacco fiori, ab-scissione pezzi, Auxina antagonista, Autun scende livelli; tessuti piante morte, aumentano Etanolo, felci e gimnosperme, muschi e cianobatte, pur enterici batteri, Escherichia colon, arricchiscono suolo, smuovono orto. Una rete sottobosco, scambia cibo e dati, arruolan pure funghi, e cuori sciamani, alberi son hub, di milioni terabyte, centri smistamento, di nutrienti e avi; funghi entro radici, san creare nodi, Leguminose piante, fissano azoti, azoto forma ammonio, piccole frazioni, batteri Rhizobium, enzimi nitrogenasi, aggiungono ad azoto, vitale ione H+, producendo NH3, che amano piante, fegato disgrega, ammoniaca in corpo, urea da eliminar, diluisci x piante, a rinverdire suoli. Tengono azoto, erbacce e suol pesanti, legumi e pioggia, tracce nitrati, Fiori ed ormoni, stimolano enzimi, in suolo e intestini, di erbivori animali, carenza di enzima, materia grezza lascia, a monte reazione, rimasta bloccata. Pianta altera suolo, attorno radici, con suoi essudati, stimola microrganismi, nasce intima relazione, simbiosi + scambio, saggi agricoltor, osservano campo: suoli imperturbati, di praterie foreste, azoto forma ammonio, con tracce nitrato; ecosistemi disturbati, da agroindustria attività, inducono azoto, forma nitrato diventar: ciò stimola i batteri, convertitori ammonio, in forma nitrati, Piante e organismi, usa entrambe forme, ma viene inibito, etilene gas/ormone; dovunque i nitrati, sian molte tracce, surrogano etilene, anerobiche terre, quan tutto ossigen, consumato dai batteri, ferro non si muta, resta in forma inerti. terreno.m4a
lume256-Si racconta che nelle valli d'Austria, tra foreste antiche e ruscelli limpidi, vivesse un uomo capace di ascoltare il respiro della terra: Viktor Schauberger. Egli seguiva l'acqua nei boschi, osservando il suo scorrere silenzioso. Notò che la vita si organizza attorno ai flussi: dove l'acqua è libera, la foresta respira; dove è interrotta, il suolo si spegne. Proveniva da una famiglia di guardie forestali, e per questo conosceva il linguaggio di alberi e torrenti. Vide così la lenta ferita della deforestazione e dell'agricoltura industriale, che spezzano il ciclo dell'acqua e impoveriscono la terra. Il suolo, diceva, non è materia inerte: è un corpo vivo in relazione continua tra radici, acqua e microrganismi, che si sostengono come in una rete invisibile. Un giorno fu chiamato in Bulgaria, dove i raccolti stavano crollando. Il re Boris cercava una risposta. Schauberger osservò i campi in silenzio: da una parte aratri di ferro moderni, dall'altra antichi strumenti di rame ancora in uso tra alcuni contadini. Poi parlò: dove il ferro domina, la terra si indurisce e perde memoria dell'acqua; dove il rame è usato, il suolo rimane più morbido, ricettivo e vitale; non parlò di magia, ma di equilibrio. Disse che alcuni materiali interrompono i flussi naturali, altri li accompagnano. Il re ordinò di cambiare gli strumenti, e con il tempo, il terreno tornò a trattenere l'umidità, le piante si rialzarono, e i raccolti ripresero forza. Da allora si racconta che l'agricoltura non sia dominio, ma ascolto, e che la terra risponde e produca cibo in base a come viene trattata: chi la ascolta, non la forza: la risveglia, anche usando canti rituali, detti Tonsingen in Austria, sui serbatoi di irrigazione, oltre a dinamizzare argilla beveroni e compost, tutti fattori che attivano l'acqua e il campo agricolo, così riassunse a re Boris: ascoltare, cantare e dinamizzare il suolo, assieme a strumenti artigianali in rame, riattiva i processi vitali invisibili del suolo.

275:ijing26.䷙-lume275-Forza-Ponderata il Cielo dimora al centro della montagna: Tale forza rappresenta la capacità di domare e gestire la propria energia interiore, trovando equilibrio tra potenza e controllo. Lisa osserva il corpo come una montagna che custodisce una forza invisibile; nell'Esagramma 26 (大畜 Dàchù), Grande Accumulo o Forza-Ponderata, il Cielo dimora nella Montagna: la potenza non viene dispersa, ma raccolta, contenuta e resa disponibile al momento opportuno. Kinaciau ascolta lingua, volto e orecchio; Mézières osserva le compensazioni della postura; il Qigong ascolta il respiro. Tre modi di avvicinarsi allo stesso principio: prima conosci la forza che già possiedi, poi impara a governarla; non tutto ciò che senti deve essere corretto subito, e non ogni tensione chiede una risposta impulsiva. La Montagna insegna a fermarsi abbastanza da distinguere ciò che è davvero necessario da ciò che è soltanto accumulo. Il corpo conserva memoria nelle abitudini, nelle posture e nei modi di respirare; ma ciò che è stato accumulato può anche essere trasformato. Una forza trattenuta con consapevolezza diventa riserva, non rigidità. Lisa invita a raccogliere esperienza, disciplinare l'energia e prepararsi ad attraversare il grande fiume quando arriva il momento. Anche il respiro del Qigong segue questo ritmo: raccogliere, conservare, lasciare maturare, poi muovere. La vera forza è quella che può essere custodita senza perdersi. Lisa sorride e infine chiede: quale forza stai imparando a contenere? Che cosa stai accumulando dentro di te? È peso o riserva? Quale forza, se custodita con pazienza, potrebbe diventare il tuo prossimo movimento? Barbanera aggiunge: gestendo la tua potenza, la perseveranza è fruttuosa. Callo che duole è pioggia vicina.| Il plasma marino, Quinton Acquamare, è usato in odontoiatria per pulire radici, alleviare gengive, contrastare parodontopatia e dolore dopo estrazioni, favorendo rimineralizzazione e cicatrizzazione. In agopuntura, il siero idrata dischi vertebrali degenerati, riducendo dolori e migliorando mobilità con infusione sottocutanea lungo la colonna vertebrale. Mezier, con la sua tecnica, corregge deformazioni e compensazioni corporee che generano dolori e tensioni muscolari, ristabilendo l'equilibrio tra forma e funzione tramite posture specifiche e massaggi mirati. La pelle, organo emuntore, assorbe sostanze e comunica con gli organi interni, influenzando la salute generale. Agopuntura e Qigong aiutano a riequilibrare energia, migliorano il sonno, la digestione e favoriscono il rilascio emozionale, essenziale per il benessere fisico e mentale. I denti, connessi alla memoria psico-emotiva, riflettono conflitti interiori; l’armonia degli organi dipende dall’equilibrio energetico che queste tecniche aiutano a ristabilire.# |Quinton Acquamare, per DENTISTA ambulatorio, a pulire le radici, attenuare le gengive, formidabile risulta, contro parodontopatia, dopo estrazione dente, e nevralgie facciali: Arteil di Tolosa, dentista inizia piano, goccia anestetizza, senza adrenalina, su apice dente estratto, per ultimo soltanto, iniezion plasma marino, come terza tappa, sollievo è immediato, il dolore scompare, uno due giorni; se fà endodonzia, tratta dente devitalizzato, dopo disinfettato, con olio essenziale, usa plasma di Quinton, a irrigare canali, aiuta cicatrice, e informa il dente, che dopo sua morte, diventa porta per microbi: siero Quinton permette, ristrutturare memoria, cristallina del dente, e annullare tossine, che rifletton zone corpo. Anziano dentista, fino al 976, dice che acqua Quinton, è base odontoiatra, che il corpo rispetta: se perdita ossea, ritira gengiva, che circonda i denti, e consegue caduta, colpisce 15%, ma usando il siero, apporta minerali, che aiutan proteine, in tessuto parodontale, che recupera aspetto, in arco di 1 anno, denti rimineralizza: difficil fiala in bocca, ammette dotto Arteil, che consiglia tenere, Quinton sotto lingua, almeno 3 minuti, equivale a un endovena, meglio ancor lo gel, posto in zona da trattare; iniettare la gengiva, pure alcune gocce, aiuta il trattamento. DENTI serbano memoria, psico-emotiva, mal di denti è messaggio, di nostra vita, messaggio portato, a nostra coscienza, irrisolta question, nascosta incoscienza; bocca destra alta: aspiro a manifestar, qualcosa di concreto, o mondo material, quadro sinistro alto: voglio esprimer che, 1 sentimento che pulsa, da tempo entro me; quadro destro basso: attuo in concreto, mia aspirazione, in lavoro o professione, quadro sinistro basso: traduce interiora, 1 mia sensibilità, nel mondo che affiora. PREMOLARI corrisposti, all'io desiderio, il primo destro alto, denota come voglio, manifestami in società, primo sinistro alto, è affetto desiderio; primo sinistro basso, come esprimo volontà, primo destro basso, realizza miei progetti; secondo destro alto, indica un figlio-progetto che, vogliamo in concreto; secondo sinistro alto, a karma collegato; secondo destro basso, progetti di lavoro; secondo sinistro basso, denota energie madre, verso nostro ripiego. INCISIVI centro alti, sono padre madre, spuntano assieme, ai denti prim molari, tappa importante, evoluzione del bambino, destro corrisponde, ad archetipo maschile; sinistro risponde, ad archetipo femminile, narrano incisivi, relazioni di individuo, con archè padre madre, fanno integrazione, individuo realizza, sua coppia interiore. Incisivi e Molari, compaiono a 7 anni, periodo cui bambino, assume suo posto, rispetto ai genitori, invece il molare, corrisponde a posto che vorrebbe, in società tenere; incisivi laterali, recepiscon qi centrali, incisivi centro bassi, posto dei genitori; centrale destro basso, madre/anima archè, centrale sinistro basso, maschile vede sè. CANINI compaiono, verso 13-14 anni, assieme a sviluppo ,di libido energia, canino corrisponde, trasformazioni vita, se estratti san dare, vitalità riduttiva: canino destro alto, è modo in cui agisco, canino sinistro alto, è modo in cui sento, canino destro basso, è corporea crescita, canino sinistro basso, vita esterno riflette. MOLARE destro alto, 1 posto che vogliamo, primo sinistro alto, artista che saremo, primo sinistro basso, denota modo in cui, voglio ser riconosciuto, affetti ricevuti; primo destro basso, rappresenta 1 lavoro, con morte-rinascita, che io muto e trovo; molari a 12 anni, riflettono rapporto, individuo + altri, proiettano su altri, riflesso reazione, che altro manda a me, idee con affetti, e + emozioni archè; secondo destro alto, dice eventi oggi, secondo sinistro alto, empatico affetto, secondo destro basso, rapporto materiale, secon sinistro basso, scambio relazionale. |DENTI GIUDIZIO, van spirito integrare, dente cristallizza, qi di individuo, collega coscienza, collettiva del mito, evoca unione, terrena e ulteriore; destro alto e basso, forza sviluppata, x integrarci, nel mondo fisico e spiro, esprime sentimenti, nel nostro cammino; dente sinistro alto, pur indica paura, innata profonda, ser respinti dai mondi, 1 basso sinistro, risponde a energia, qi fisica inserita, sulla terrena via. Quinton ACQUAMARE, contro mal di |SCHIENA, inoculata sottopelle, idrotomia percutanea, fra allopatia e omeopatia, somministra sostanze, diluite in acqua sale, iniettata in punti corpo: calma sciatica ed artrosi, herpes zoster dermatiti, emicrania e sinusite, gola naso e pancia. Francois Epineuze, flebologo omeopata, in clinica dimostra, superior plasma marino, sui sintetici sieri, a freddo sterilizza, isotonica che cura, mal di schiena ernia discale, di dischi vertebrali, collassati o assottigliati: è meccanico problema, radici nervi fan dolore, inutile chirurgica, la causa è disidratazio, chi reidrata ingrassa i dischi, Quinton flacone 250, somministra localmente, lombare dorsale o cervicale, a mezzo un deflussore, infusione detta piovra, otto aghi sottocute, effetto rapido che cura, per oltre 5 anni, dieci sedute dura, variabile a seconda, lavor trauma su schiena. Quan dolore ricompare, il male è inferiore, e sufficie una seduta, aghi sottocute, lungo colonna vertebrale, 4 a destra e sinistra, a 2 cm centro schiena, distanziati 3 cm, collega gli aghi al flacone, di Quinton isotonico, attaccato a piantana flebo, apre rubinetto, regola flusso 1 goccia sec, 30 minuti seduta, a termine sessione, ore successive, forse febbre e tremori, reazioni adattamento, i dischi reidratati, riprendon loro posto.| se la FORMA di 1 corpo, appare deformata, accade compensazio, funzione va falsata, cattive sinergie, dolori o patologie, scoliosi iperlordosi, forzatur invite. Gestalt |Mezier, normalizza Forma corpo, organismo si ripara, la Forma è funzione, osteopatia agisce, su ossa e viscere, con nevralgie: 1 storta caviglia, causa mal curata, poca ampiezza flessa, cosi compenserà, ginocchio tende più, e forza legamenti, sacro-iliaco sfrega, sforza a ogni piè, tirando i legamenti, causa lombalgie, altre compensazio, in zone inattese; se regione dorsale, vedi irrigidita, a causa di respiro, corto senza vita, ciò genera ansietà, inquietudine croni, posizioni troppo fisse, in ufficio noti; vecchio trauma schiena, artrosi graduale, colonna par bloccata, carica cervicale, cervicalgie e torcicolli, forzano spalle, recando infiammazioni, peri-artriti tendiniti, il dolore appare, in zone compensazio, il mal resta nascosto, senza manifestazio. Forma da normalizzare, sia unica guida, vera causa torcicolli, bisogna ritrovare, attraverso posture, o moti articolari, disfi gioco dei compensi, errati abituali: osserva in corpo, comportamenti adattativi, semplici stiramenti, logici ma precisi, se correggi dimorfismi, giungi lesion prima, usando podologia, Mezier Kinesiologia; allenta tensioni, riallunga muscoli corti, posizioni stiramento, esercita trazione, continua simultanea, a estremità muscolare, impedisci compensazio, di adattamenti var; da esame del paziente, suo comportamento, ogni seduta adegua, 1 insieme di risposte, nelle fasi posturali, chiavi personalizza, con Asana destinate, a muscolare sfida: posizione partenza, 1 decubito supino, oppure laterale, fai posture poi riposo, x problemi dolorosi, reumatismi nevralgie, ortopedie muscolari, cardiaci e digestive; + reazioni passeggere, dopo le sedute, crampi vecchi dolori, freddo fame sete, aborto spontaneo, iperpressione addominale, sonno riso pianto, tosse vertigo tremare. Simile al massaggio, tessuto connettivo, da 7 anni fino 100, grandi risultati, su nevralgie dolori, rigidi articolari, artrosi mal schiena, disturbi circolari. Mezier butta busto, usa solo il qi, uomo 30 anni, dolor di anca sinistra, scopre sua caviglia, apparente guarita, mentre invece aveva, 1 storta antica, dopo una seduta, caviglia normalizza, tessuti molli di anca, stanchi compensare, liberati da sforzo, fan dolore cessare; posizio globali, van tenute con rigore, tempo lungo associato, lavoro espirazione, combatte lordosi, e allunga diaframma, 1 donna di affari, cefalea a casco lagna: cervicalgia da 10 anni, x auto incidente, 1 femore frattura, vita intensa e stress, lombalgia blocchi acuti, in piedi e seduta, dopo tolti i plantari, rilassa generale, posta muscoli ritratti, corpo armonizzare; signora soffre mal testa, da + 30 anni, ha protesi fastidio, la vuole abbandonare, distende riequilibra, appoggia al suolo, piedi liberan tensioni, date a cervicale, dopo lavoro 3 mesi, cefalee van cessare. |PELLE assorbe bene, sostanze contatto, pori suoi ostruiti, accumulano scarto, se pori traspiranti, fai liberi fluire, assieme intestino, aiutano a dormire. Organi emuntori, affiancano la pelle, Fegato e Intestino, Reni con Polmoni, estreme condizioni, attivano ammonio, alcalino forte, che ferma pandemonio: 30 grammi al dì, va bene a proteine, eccedere vuol dire, sangue inacidire, pompa sodio-calcio, tampona poi di svelta, organi emuntori, lavoran con + fretta. Masticare lento, sa stimolare i Reni, disintossicare, prana liberare. |Stomaco non sforza, se uso una tisana, mattino dopo sveglio, acqua riscaldata: dormo testa a nord, allineo magnetismo, emoglobina ha ferro, aiuta nervo fibro, Thera magnetismo, aiuta umore e sangue, e fiori officinali, aiutan sogno grande. Utero e Prostata, se perturbati, recano disturbi, a conscia relazione, capacità Polmoni, a Colon correlata, individuo avaro, pertuba sangue arterie, se solo dà, perturba il venoso; malesseri di Colon, o assimilazione, è disturbo Intestino, Bile evacuazione, costipazione spesso, è contratta psiche, e capita di più, a persone introvertite. |Intestino Tenue, assorbe + alimenti, condizionato da, scelte che intraprendi, quelle non gradite, ti fanno risentire, corpo fa ingrassare, oppure dimagrire: intestino riflette, turbamenti nervosi, disturbano dentro, tue motivazioni, subiamo conflitti, tra potenze interne, potere di etichette, ogni paziente sente; paziente o studente, su banco di scuola, riceve suggestione, cosciente o nascosta, se comincia incubare, sogni di gioia, anche occhi aperti, vita felice esplora; corpo vulnerabi, ha dolori articolari, dolorano carni, pensieri van pazzi, a letto tu riposa, sdraia orizzontale, x viscere calore, e pelle equilibrare. |Fegato e Pancreas, Stomaco e Intestino, assieme Cistifellea, esprimono coraggio, carenti di energia, cadono in sconforto, Stomaco si blocca, Pancreas pare morto. |Reni filtro primo, fatican troppo cibo, alteran funzione, di organi e ghiandole, Vescica con Reni, organi coppia, insidian disturbati, mentale chiarezza, slaccia piedi nudi, num sale da terra. |Polmoni e Torace, aria e linguaggio, senso fallimento, blocca passaggio, Cuore sensibile, a tutto amore allude, aiuta mie cellule, a comunicar salute. |Laringe esprime bene, armonia del Sè, a mezzo di parole, chiare e ferme che, se in disarmonia, tale voce trema, cambia suo tono, aumenta o perde lena. |Tiroide dà forma, a sistem nervoso, ogni autocensura, lo rende scontroso, ghiandola Ipotalamo, regola ormoni, aiuta quando può, dirimer congestioni: si manifesta al petto, tua femminilità, laringe pomo Adamo, mascolinità, rabbia in eccesso, il Fegato corrode, organo bersaglio, di tossin e tensione; disintossicarlo, con piante curative, dreno via stress, con acqua deglutire, vasi Vene-Arterie, emotivi flussi sono, Cellule con Lingua, comunican tra loro. |Agopuntura e Qigong, aiutano il sonno, energia e digestione, auto-guarigione, più lucidità mentale, maggior coscienza corpo, maggior sensibilità, repulsione a vecchie idee, che sembrano normali, come stress che curva spalle; dopo un trattamento, quella tensione cerca urlare, le cose stan muovendo, su più livelli in sè, da bloccato a sbloccato, a volte effetto paradosso, cioè recrudescenza, di sintomi è un buon segno, ma fai sessioni un pò più calme, a capire la questione. Se in prime sedute, si ha peggioramento, alcuni effetti laterali, fatica lividi e dolore, contrazioni muscolari, stordimento e sintomi attuali, esacerbati o risvegliati, rilascio emozionale, o dolore muscolare, lontan da sito di puntura, ma scema in 24 ore, ogni dolore agopuntura, ma se sono punti trigger, dolor residua alcuni giorni, nessuno serio per la vita: se hai mani fredde-sudate, è carenza yang nel rene, dovuta a qi sangue insufficiente, mangia legumi tra cui fave, fagioli e lenticchie, se hai dolore intestinCrasso, premi punto tra pollice e indice, Agopuntura è assai efficace, per artrosi cervicale, vertigini e problemi, vestibolari orecchio. Qigong e agopuntura, equilibrano organismo, dopo assestamento inizio, con sintomi momentanei, qualcuno a volte piange, in massaggio o agopuntura, a causa rilascio di emozioni, soffocate nella vita; sensibili a lacrime, durante una seduta, o nei giorni successivi, è normale segno che, sta lavoro funzionando. Cosa sono le emozioni? movimenti di energia, legate a organi interni: cuore sede felicità, ma eccesso di euforia, potrebbe danneggiare, specie in estate, sua stagione caldo che affatica. Polmoni sede malinconia, e tristezza naturali, basta non indugiar troppo, altrimenti è depressione, ristagno qi respiratorio, collegati con autunno, influenze e raffreddamenti, più comuni a ciel coperto. Reni è sede di prudenza, che se portata a squilibrio, diventa paura e panico, qi dei reni dispersione, porta stanchezza e astenia, e danneggia altri organi. Dantian inferiore siede, tra reni e ombelico, e nostro stato di salute, dipende da sua quantità, di qi in questa zona. Fegati a destra e sinistra, sono sede della rabbia, frustrazione e sdegno per ingiustizie, osservate e o subite, facilmente ci si accorge, del salire della rabbia, che se repressa produce, afte in bocca e sulla lingua. Milza-pancreas è sede, della riflessività, il cui squilibrio è detto, pensiero ossessivo, auto-osservarsi senza giudizi, è un metodo pan-indigeno, sana abitudine a esser presente, a vedere reazioni meccaniche. |Kino osserva la lingua e il volto per individuare disfunzioni di stomaco, intestino, fegato, reni e cuore, collegando segni fisici a disturbi emotivi e mentali. Massaggia e pulisce le orecchie per lenire dolori e disagi, favorendo il riequilibrio e la prevenzione di infezioni. Tecniche semplici come la stimolazione dei punti auricolari, o la respirazione, aiutano a liberare tensioni interne, migliorare la circolazione e sciogliere blocchi energetici. Kino sciacqua e massaggia l'Orecchio col palmo della mano, e in poca acqua calda di mare scioglie il cerume. Kino si avvale di metodi tradizionali per rimuovere abitudini negative, riequilibrare emozioni come la colpa e la rabbia, e trattare patologie come ipertensione, asma ed ernie. Il lavoro corporeo, unito all'attenzione per segnali sottili, facilita il ritorno alla salute globale, armonizzando corpo e mente.# |Kino osserva |lingua, se bianco-grigio è, stomaco fa sforzo, è stitico intestino, avere lingua secca, quando sei bambino, bordi e punta rossa, è malattia da tifo; fa diagnosi del volto, vede borse gonfie, insufficen renale, troppa ritenzione, borse al terzo occhio, fegato è malato, se è sotto narice, polmone impantanato; borsa in punta naso, cuore disturbato, naso rosso dice, difficil circolazio, borse centro mento, problemi ai genitali, preserva energia, iberna azioni vari. Kino cura asma, con num respirazione, armonizza convivenze, scompar costipazione, chiarisce infedeltà, toglie sensi colpa, che ulcera causava; tolse avarizia, facendo pagar molto, cura ipertensione, via tension interna, gran parte malattie, abitudin negative, cerca sbarazzarsi, muta stili vite. Kino cura ernia, in Africa e Italia, famiglia del bimbo, scegli piccin quercia, vien spaccata in 2, a losanga biforcata, traversa la fessura, bambino x + volte, 2 parti ricongiunte, cicatrizzan sorte. |ORECCHIO sciacqua massaggia, a lenire afflizione, con palme li copri, fan delicato ascolto, in poca acqua calda, cerume si discioglie; con acqua sciaquato, eustachio palpato, mia mano a conchiglia, sento gorgogliare, se ho perdita udito, strofino ed ascolto, tappo il colpito, lo indago a buon conto; dolore Orecchio esterno, rivela 1 disagio, se a orecchio medio, rivela raffreddore, quando è purulento, possibile infezione, acqua tiepida scioglie, il Cerume tampone: con siringa senza ago, Kino spruzza audio, orecchio invaso di acqua, al mare o lago, inclina verso terra, appoggia una mano, a conchiglia percuoti, con le dita piano; sbalzi altitudine, creano depressione, alle tuba di Eustachio, tu mastica gomma, o succhia caramella, di zenzero a pezzi, massaggia le orecchie, esterni e interni; passeggia riva al mar, cerca felicità. zhineng_lukchan62_70.m4a
lume275-Kino insegna ad ascoltare il corpo prima di correggerlo: osserva lingua e volto, nota tensioni, gonfiori, cambiamenti della pelle e del respiro, e considera questi segnali come inviti a prestare attenzione. Anche l'orecchio diventa una porta d'ascolto: lo massaggia con le mani, ne percepisce le tensioni e lascia che il gesto lento restituisca presenza al corpo. |Mézières mostra invece come una deformazione possa generare compensazioni lontane dalla causa: una vecchia distorsione del piede può modificare il modo di camminare, coinvolgere il bacino e arrivare fino alla schiena o alla cervicale. Il lavoro posturale cerca allora di riconoscere le catene di tensione, allungare ciò che si è accorciato e restituire al corpo una relazione più armonica tra forma e funzione. Il Qigong completa questo ascolto attraverso respiro e movimento: non forza il corpo, ma lo accompagna finché il Qi torna a circolare con maggiore libertà. Kino ricorda che anche le emozioni possono manifestarsi come tensioni corporee: rabbia, paura, tristezza o pensiero insistente diventano esperienze che modificano respiro, postura e tono muscolare. Questo Lume appare quando hai accumulato abbastanza esperienza da non dover reagire subito. Prima osserva, poi raccogli le forze, infine intervieni. La guarigione non consiste sempre nell'aggiungere qualcosa: talvolta significa togliere una tensione, interrompere un'abitudine, respirare diversamente, o lasciare che il corpo ritrovi gradualmente il proprio equilibrio. Che cosa sta cercando di dirti il tuo corpo? Quale forza stai disperdendo inutilmente? Che cosa puoi custodire, invece di consumare?

293:ijing47.䷮-lume293-La Restrizione (困 Kùn), un Lago senz'acqua: quando le risorse si esauriscono o ritirano, rimane visibile l'introspezione della forza interiore. La persona nobile continua il proprio cammino anche quando mancano incoraggiamento, conferme e segnali esteriori di successo. L'amaro precede il dolce: la restrizione costringe a distinguere ciò che nutre da ciò che seduce soltanto. Anche le piante di questo lume insegnano che: non tutto ciò che è naturale è innocuo, e non tutto ciò che appartiene alla tradizione deve essere ripetuto. Il limite diventa quindi uno strumento di conoscenza. Quando l'acqua del lago diminuisce, bisogna conservare ciò che resta e usarlo con intelligenza. Quando le parole degli altri non bastano, occorre ritrovare una sorgente interna. La pianta amara non è solo un rimedio o un veleno: è un invito a riconoscere i confini. Cosa rimane di te quando vengono meno le conferme esterne? E cosa potresti imparare dalla restrizione che stai attraversando? Barbanera dice: Chi non ha gustato amaro non sa cosa sia il dolce.| Ebbio (Sambucus ebulus) è pianta erbacea della famiglia delle Viburnacee, cresce fino a 2 metri e fiorisce in giugno-luglio con corimbi di fiori dalle antere violacee. A differenza del Sambuco (Sambucus nigra), che è un arbusto legnoso, Ebbio emette un odore sgradevole simile a scatoletta di cani o gatti, repellente per i topi. Le sue baccheche maturano in settembre, sono nerastre e possono essere utilizzate per inchiostri e tatuaggi rituali. Ebbio è anche noto per le sue proprietà purganti e antireumatiche, con radici e corteccia che, se essiccate, agiscono come diuretici e purganti. Le foglie possono alleviare dolori reumatici, mentre il sambuco amaro è utile per ustioni, ferite e per trattare la tosse. Sambuco ha un'azione benefica su arti capillari e la vista. Phytolacca, Endod o uva-Spagna, è una pianta emetica usata a curare il colera e sverminare, specie la radice; le bacche viola mature, sono spremute a dare inchiostri per tessuti. In alcune regioni, Endod è usato a purificare fiumi contaminati da nematodi come la bilharzosi. Le bacche di Phytolacca americana invece, sono consumate dall'uccello Beccofrusone, che contribuisce alla diffusione della pianta, rilasciando i semi nelle sue feci. In India, l'albero Madhuca indica (albero Madhu) produce un liquore chiamato mahuwa, che i nativi bevono. La pianta è legata a un mito del dio Bhima, che dopo aver trovato un albero di Madhu con rami pieni di liquore, imita gli uccelli che si ubriacano e diventa ebbro insieme a loro.# EBBIO e |SAMBUCO, entrambe Viburnacee, ex Caprifoliacee, Sambucus nigra è solitaria, e ha il fusto legnoso, raggiunge i 10 metri, suoi fiori son corimbi, moltissimi per pianta, che fiorisce a maggio, con antere gialle. EBBIO o sambuchella, Sambucus ebulus, invece è pianta erbacea, che cresce in gruppo, arbustiva fin 2 metri, con unico corimbo, fiorisce a giugno luglio, con antere violacee, suo fusto se spezzato, ha un odore forte, di scatoletta cani o gatti, repellente ai topi. Sambuco di streghe, divien denso arbusto, frutta abbondante, bacche in Estate, sapor buono e marmellate: odorano corimbi, aggiungi a fare vini, con zenzero e menta, senza i tossici semini, infuso fior-frutti, contro freddature, cura tosse insonnia, piantala in Autunno. Sambuco amaro, contagia piante orto, Arvicole a odore, fuggono il posto, radici e corteccia, x unguento puro, fiori utili a sanare, ustioni con ferite, ulcera di pelle, di bocca e gengive; se triti corteccia, cura distorsioni, bacche dentro vino, tonico anti-tosse, artrite reumatoide, sfiamma vie respiro, cura artriti ascessi, tè alito pulito; se germogli verdi, mergi oli e sole, balsamo + giorni, mani dita screpolate, pelle secca emorroidi, foglie triturate, buon insetticida, estive passeggiate: bacca cura occhi, e visione di ipertesi, regredisce lesioni, congiuntive diabeti, pseudomona herpes, e virus influenzali, tè in gargarismi gola, e aiuto ai capillari. |EBBIO Sambuco nano, detto ebulo gebio, reca suolo fertile, se senti odore ebbio, sue foglie sfregate, nauseante mandorle amare; ebbio a settembre, ha bacche nerastre, porpora succo, usato a inchiostro Pane, a tatuarsi viso, in cerimon rituale. Ebbio ama sole, aumenta latte in puerpera, foglia mitiga dolori, reumatici e antiedema, mangiare troppe bacche, causa azione purga, alcaloide sambucina, radici e corteccia, essiccati in agosto, purgano e fan diuresi, azione antireuma. |PHYTOLACCA dodecandra, Endod uva-Spagna, bacca matur spremo, macchia color viola, tessuti carta e vini, radice emetica cura, colera e nervi sfibri, e svermina persone, in fiumi contaminati, nematodi bilharzose. uccello Beccofrusone, mangia bacche vinose, di Phytolacca americana, già nel 920, pur bacche congelate, rilascia in escrementi, a moltiplicar la selva, le ama così tanto, ebbro sen contegno, come bacche rosse Crataegus, nello stato di Indiana. India fior carnosi, di |Madhuca indica, albero MADHU sapotacee, reca un tipo di liquore, mahuwa dei nativi, nel mito del dio Bhima, e il gigante |Bhagavan: Bhima va in foresta, e cerca molto a lungo, trova albero di madhu, cavo e con liquore, tutto attorno ai rami, seduti uccelli ebbri, ciondolan la testa, ebbri senza scopo, Bhima va imitare, e ciondola con loro, poi reca la notizia, a suo Bhagavan signore. sambuco_usi-storia-pardini.m4a
lume293-Nel villaggio dell'infanzia Emilia ricorda due piante spesso confuse: il sambuco nero, arbusto legnoso, e l'ebbio sambuchella, erbacea e dal forte odore. Sambuco, Sambucus nigra, può diventare un grande arbusto; l'ebbio, Sambucus ebulus, cresce invece in gruppi e raggiunge dimensioni più contenute. I loro fiori e frutti appartengono alla tradizione popolare, ma le parti verdi e alcune preparazioni possono essere tossiche: non sono piante da usare senza conoscenze adeguate. L'ebbio è riconoscibile per l'odore sgradevole delle foglie e dei fusti, repellente utile nell'orto. Le sue bacche scure fornivano pigmenti per inchiostri e tatuaggi rituali. Il sambuco è invece legato alla cucina, alle bevande e rimedi popolari tramandati nelle campagne: foglie e rami potevano diventare piccoli strumenti, fischietti, cerbottane e oggetti per bambini. Accanto a queste piante compare la Fitolacca, chiamata Endod o uva-Spagna: le sue bacche viola erano usate come colorante. Taras aggiunge l'albero Madhu dell'India, Madhuca indica, dai cui fiori si ricava il mahuwa: nel mito, Bhima incontra un albero colmo di liquore e vede gli uccelli aggirarsi ebbri fra i rami. Li imita e torna dal suo signore con la storia dell'albero meraviglioso. Emilia sorride: ogni pianta possiede un volto utile, uno pericoloso, uno simbolico e uno narrativo. Conoscere la pianta significa imparare a distinguere, oltre ogni prescrizione. Questo lume, come la memoria delle piante, diventa una scuola di prudenza: anche ciò che cura può, in certe parti o dosi, diventare dannoso. Cosa accadrebbe se potessi confidare solo nelle tue capacità?

341:tarot03.III -lume341 |IMPERATRICE di Bisanzio, Teodora Comnena, rappresenta abbondanza e intelligenza insieme, riflessione, erudizione, senso pratico e grande ambizione: colei che con le sue grandi capacità e la caparbia volontà, è in grado di dare vita a tutte le cose. Indica anche. Carta favorevole nei rapporti familiari, influenza in senso positivo le carte vicine. Indica l'azione positiva di una persona che ci è cara: madre autoritaria ma comprensiva. Carta rovesciata: può indicare sterilità, aridità nei sentimenti, sperpero, vuoto anche sentimentale, inutile e infruttuoso spreco, vanità. Coltiva ciò che ami, porta prosperità e crescita. Nutrimento e abbondanza, progetti idee e strategie, attività sul piano astratto, purificazione creativa, parte terrestre della donna, indipendenza libertà pensiero alternativo. Donna in trono e corona in testa, ha in mano scettro col globo, sormontato dalla croce, con mano destra regge scudo, con aquila araldo partorita, due ali aperte sulla schiena. Quanto pensate di esser belli, sembra dire dalla carta; rapporto con la madre, sue influenze educative, su morale ed erotismo, che ci portano a indagare, come vivo ed ho vissuto, magnetismo mio sessuale, rivolto al dare o altro uso, e saper avere relazioni, dentro e fuori la famiglia. Carta volontà caparbia, reca vita a tutte cose, anche a riflessione, nei rapporti familiari, influenza positiva, le carte a lei vicine, o una persona che ci è cara, madre forte e comprensiva. Carta rovesciata, può indicare aridità, in sentimenti o vanità, in alchimia è calcinazione. FAUL: giovane |Rosa che sfidò, l'odio dei nemici, come Giovanna d'Arco, ma per questo rifiutata, dalle suore di clausura; dopo la sua morte, papa Alessandro IV, la fè traslar su baldacchino, fin dentro al monastero, che in vita la respinse, realizzando allor suo sogno. BOSCH: La sposa perfetta, come la madre ideale, non è una serva ma una |regina-amazzone, e il suo cuore palpita dei suoi desideri, nno di quelli altrui. CINA 64: Prima del Compimento. AFRO: |Iemanjà per Alice, Dea del mare, amore materno e protezione, Nostra Signora del Mare. Venere quinto cielo. BOCCACCIO: La vita è un camino d'amore senza limiti di età, però chi ricopre cariche pubbliche, mantenga discrezione e moderazione. |Settembre3, chi guarda ad ogni vento non si mette mai in mare| |MAGGIORANA profuma, dolce origano sia, speziato e pungente, Persa erba amica, viene da oriente, origina in deserti, amica di asceti, ispira bontà verde, Persica gentile, in terre soleggiate, |Origano-cugina, radici superficie, spighe rosa-viola: fresca od essiccata, amata in cucina, adatta in gargarismi, persa amica sia; perenni fusti eretti, a inizio fioritura, colgo foglie e cime, essicco in ombra, divido cespi fiorite; aroma funghi salse, legumi e vini erbe, insalate-in-pomodori, + sonno |stimolante, infusa sedativa, |antispasmo e |digestiva, pure bagno-schiuma, antireuma |sudativa: se combatte bene, sincope |vertigini, amica Maggiorana, lascio presso figli, calma nervosismo, vince indigestioni, risolve meteorismo, aiuta sensazioni. 
lume341-Maggiorana fiaba persiana, di un principessa che perse il suo servo, e il dolore di quella perdita, diventa una chiamata. Il servo appare uno specchio in cui, una parte della sua identità prende forma: quando quella presenza scompare, viene meno uno specchio. La sua anima cercava completezza, desiderio di sentire la propria esistenza, confermata da un legame reciproco. Il potere e la sottomissione, sono linguaggi simbolici, attraverso cui emerge la poesia, di appartenere a qualcuno, e sentire che qualcuno appartiene a noi. Maggiorana cercò il suo domestico e trovò solo una stanza aperta al vento; non era il comando che mancava, né il gesto abituale del servizio, era lo specchio in cui riconosceva una parte segreta di sé. Quando una presenza svanisce, due rive si scoprono lontane, e il ponte che le univa diventa nostalgia e silenzio. L'inconscio cerca completezza, e la perdita è una risonanza interrotta, poichè nessuno sostituisce chi ha custodito un frammento della nostra storia. Maggiorana erba gentile d'oriente, calma il cuore agitato, e veglia presso figli e viandanti, un suo infuso aiuta l'anima ad apprendere e abitare il vuoto, senza fuggirlo, a ritrovare dentro di sé, la metà che sembrava perduta. |Maggiorana persiana, insegna che ciò che sembra perduto, chiede di rinascere all'interno, lei amica degli asceti, ispira bontà e verde gentilezza, in terre soleggiate, fresca od essiccata, adatta a funghi e salse, legumi e vini all'erbe, insalate di pomodori, lei stimola il sonno, come infusa sedativa, su nervosismo e indigestioni, |antispasmo e |digestiva, è antireuma |sudativa, combatte sincope e |vertigini, solvendo il meteorismo. Oracolo della metà perduta: Persa aiuta sensazioni, in ogni legame autentico, riconosci come tua metà, la luce che avevi affidato all'altro, poiché il ponte resiste in te, invisibile nel cuore.



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