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8 dicembre festa, Maria e san Bernardo | foto agrobuti | audio: 02_festa-otto-dic.m4a | video: doc_santodaime.mp4 | filosofi_dante_bernardo_maria.mp4 | agrobuti.mp4 | brano: santodaime_cruzeiro-irineu01-30.mp4 |
Riassunto: alla festa del concepimento di Maria, nel cenacolo radunato dagli Apostoli con lei, sanguina l’attesa del Consolatore: nel cinquantesimo giorno dopo la Pasqua, lo Spirito Santo discende su 120 persona con lingue di fuoco e colomba su Maria. Gesù aveva annunciato che sarebbe partito affinché potesse venire il Paraclito che convincerà il mondo di giustizia e giudizio. Prima deboli e timidi, gli Apostoli ora vengono ri­pleni di Spirito, abbandonano la paura e diventano predicatori del Risorto, anche di fronte a imperatori crudeli, dando vita alla Chiesa apostolica che si estende oltre i confini del mondo conosciuto. Pietro, convertito dopo il tradimento, diviene capo della Chiesa e conduce alla conversione migliaia di ebrei. La Pentecoste inaugura l’inizio della missione universale: popoli, lingue e nazioni sono chiamati. Maria guida questo cammino: riconosciuta come Vergine Madre e sposa, figura della Misericordia e della speranza che vede Dio in ogni uomo. Nel Canto XXXI della Divina Commedia, Dante, accompagnato da san Bernardo di Chiaravalle che ama Maria, contempla la «Candida Rosa» e riceve da Bernardo, tramite Maria, la guida finale verso l’empireo. Bernardo, riformatore cistercense, fondatore di decine di monasteri e predicatore della Crociata, medita Maria come intercessione e creatura degna, 'figlia del tuo figlio', tramite la quale l’uomo può ascendere dall’umiltà alla gloria. Dante fa esperienza della visione diretta di Dio, interpretando in forma poetica il viaggio che ogni uomo può compiere verso la pienezza. Il viaggio è un epopea che unisce ragione e poesia, uomo e divino, femminile e maschile, fino alla piena unione dell’anima nella luce della Santissima Trinità.# Alla festa di concepimento, o discesa di Maria, Bernardo in Chiaravalle, guida il poeta Dante, a descrivere il mistero, asceso Gesù al cielo, Apostoli radunarono, nel cenacolo con Maria, a ricevere il |Consolatore, Pentecoste cinquantesimo, giorno dopo Pasqua, festa inizio mietitura, assistono promessa: Vi dico un verità, è meglio che me ne vada, così a voi verrà, il Consolatore che, convincerà il mondo, su giustizia e giudizio, disse Gesù maestro: come a creare uomo, cooperarono in Trinità, così alla redenzione, Padre Figlio e Spirito Santo, Padre prepara e manda Figlio, Cristo passione e morte, Spirito Santo vivifica, anime sostiene e santifica. Alba decimo giorno, forte rumore scosse casa, e tutte 120 persone, in sala attorno a Maria, si inginocchiano tremanti, ecco sopra loro teste, comparve un globo fuoco, dividendosi in fiammelle, che scendono su ognuno, mentre candida colomba, aleggia su Maria: repleti sunt omnes Spiritu Sancto, e inzian loqui variis linguis, discesa di amore, produsse cambiamento, su Apostoli che pensavano, a Messia regno terra, ma da deboli e timidi, acquistan forza e coraggio, grazia Spirito Santo, li rese giusti e fedeli, umili vincitori del mondo. Se prima eran nascosti, abbandonando lor Maestro, ora predicano a tutti, Gesù risorto eterno, e rinfaccian peccati e vizi, pure a crudeli imperatori, e in atroci tormenti, non cessano predicare. Pietro capo della Chiesa, pur vinto da servetta, nel rinnegar Gesù, converte ora tremil Yudei, in zelo sen confini, nuova Chiesa di Gesù, rianima e fortifica, esce dalle mura, comincia a far proseliti, su ogni sponda dei mari, sopporta persecuzioni, calunnie ed eresie, assistita e confortata, dallo Spirito Santo; morirono i persecutori, malvagi ministri di Satana, si estinguono scismi, Chiesa apostolica resiste. Pentecoste invoca i doni, a mezzo di preghiere, irruzione ai cuor fedeli, a mezzo Spiro Santo, bene e consolazione, mutiamo nostro dolore: oh Gesù ti chiediamo, divenirti compagno, insegnaci a rialzarci, dal peso della croce, sulla strada del Calvario, a vedere nel dolore, un disegno di amore, insegnaci ad amare, per bene soffrire, e insegnaci a soffrire, al fin di bene amare. Dammi Amore oh Daime! a fecondar dolore, che alimenti accresca Amore, nutrici di Te, nel tempo eternità, offro sofferenza, alla amara tua fatica, a rendere valida la nostra, così che venga Tuo Regno, Signore Juramidam. Giorno Pentecoste, conclude il tempo sacro, con effusione in memoria, inizio Apostoli missione, fra tutte le tribù, lingue popoli e nazioni. |Madonna guida cose grandi, con ciascuno di noi, vede Dio in ciascuno, lungimiranza di Madonna, Misericordia è cuore ai poveri, magnificenza è cose grandi, Vergine Madre e sposa, a Giuseppe consacrata, uomo del silenzio, Dante saluta ave Iosep, presenza nascosta, accanto ave Maria. Nel in canto trentuno, Dante contempla Candida Rosa, Beatrice torna al seggio, lui gli porge domande, ma invece vide a fianco, |SanBERNARDO CHIARAVALLE, a guidarlo in empireo, ultima tappa mistero. Bernardo ama Maria, nella mistica ed azione, e medita continuo, umile e alta creatura, intercessione a Dio visione, Bernardo oratore vivo, guida ascesi Dante, fin dove era iniziata, superbia intelligenza, che causò lo smarrimento, in razionale selva oscura, ora è redenta, corretto usa ragione, eloquenza in Chiaravalle. Bernardo volge sua preghiera, affida Dante alla Madonna, che è Regina Cielo, per viaggio in empireo: Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e più alta creatura, che nobilitasti uman natura, da farsi sua fattura, quando nel ventre tuo, accese amore caldo, da germinare il fiore, qui sei intermediaria, face di caridade, giuso intra mortali, di speranza sei fontana, Donna a cui ricorre, chi vuol grazia tua benignità, soccorre a chi domanda, in te misericordia, pietate e magnificenza, creatura di bontate. Dante fà esperienza, diretta di Dio, uomo del viaggio, epopea del pellegrino, interpreta suo tempo, viandante alla dimora, di desiderio interno, che cerca una pienezza; dunque sua proposta, valida a ogni uomo, viaggio che pregusta, patria luce cui già tende, seguendo sua speranza, vita di avventura, degna esser narrata, con ragione e poesia. Dante passa da Beatrice, al Cavaliere di Maria, Beatrice è specchio Dio, la vera teologia, mentre San Bernardo, è Dio mistica esperienza, diretta contemplazio, oltre amor riflesso, è mistica Chiaravalle, che edifica la Europa. Divina Commedia, è architettura cattedrale, vi troviamo tutti luoghi, di ragione e di poesia, San Bernardo benedettino, entra giovane in monastero, lui riordina e rinnova, avvia ramo cistercense, comunità in Chiaravalle, poi predica in Italia, avviando monasteri, di monaci-guerrieri, oltre agricoltori, a mezzo rame slavo, è scrittore viaggiatore, muore a 73 anni, in Champagne 153. Bernardo fa esperienza, continua di aldilà, ma forgia pur la storia, fonda 68 monasteri, cistercensi in Inghilterra, Svezia Sicilia e Libia, vi annette scuole agricoltura, e tessile manifattura, bandisce la Crociata, a liberar Santo Sepolcro, ordina monaci-cavalieri, scrive regola ai Templari, pacifica i sovrani, e riordina la orda. Aneddoto racconta, lui si ferma a un edicola, vede immagine Madonna, con Ave Maria! la saluta, allora immagine si anima, rispose Ave Bernardo! nelle notti misteriose, parla a Dio e la Madonna, agisce meditando, Europa edificando. Tommaso Aquino dice, che lo interiore di ognuno, è bene spirituale, che vale più di Universo, comprende cosmo intero, mentre lo Universo, non comprende uno solo. Peccato originale, somiglia ai dolori parto, fuor disegno di Dio, che invece vuole pace, a far germinare il fiore, manifesta volontà, mysterium iniquitatis, vi lascio la pace, vi do la mia pace, che non si perde mai, simbolo è percorso, che uomo può compiere, per uscire dal non-senso, linguaggio per umani, bandiera vittoriosa, Madonna è medium face, luce sol splendente, speranza fontana vivace, di acqua zampillante, che sempre si ravviva, per uomini su terra, sorprese nella vita. Gesù risponde a Cana, in risposta a Maria, cosa c'è tra me e te o donna? ecco tuo figlio, da cui nasce stirpe, che schiaccia testa al serpe, Donna vestita di sole, con luna sotto i piedi, e corona di stelle, simbolo di Ecclesia, Madonna benigna, che soccorre chi domanda, nel mezzogiorno amore, grazia al desiderio, di felicità immortalità, amore e conoscenza, insita in umani, come carta identità, tiene sua radice, e suo compimento in Dio, ma per giungere a Lui, serve mistero femminile, a completare uomo. Dante narra il femminile, durante sua ascensione, cioè cammino vita, siam fatti per il bene, il bello e il vero fiore, alla Rosa dei Beati, ventre Ave Maria, amor caldo reca Fiore, di oro di Laozu, pienezza dei tempi, trasmette grande pace; nel cammino di Dante, viaggio verso Brahman, Beatrice passa il testimone, a Bernardo Chiaravalle, come sanPaolo ai Galati, usa percorso antagonista, a quello di Anticristo, che vuol donna ambigua, sterile prostituta, mentre Bernardo loda, la Madonna figlia del tuo figlio, e madre al Verbo carne, umile ed alta, si fece sua fattura, dimensione femminile, prima di accesso a Dio. Vangelo è paradosso, conferma ragione luce, che Dio ha dato a uomo, a conoscere il Vero, ma aperta al mistero, ciò che svaluta ragione, è cattiva teologia, poichè ricerca umana, giunge al limite ragione, dove sta contemplazione, di ciò che sta oltre, mistero e paradosso, di tutto il Vangelo: gli ultimi saran primi, i primi saranno ultimi, Matteo ci ricorda, chi vuol esser primo serva tutti, Umile humus terra, come è dentro è fuori, paradosso evangelico, per avviare civiltà, riscrive ruolo donna, di Vergine Madre, femminile e maschile, due sentieri necessari, a percorrer strada vita, per arrivare a Dio. Verbo si fa carne, a mezzo di una donna, donna unita al Cristo, in morte e resurrezione, Gesù rivela tutto, parabole maschile e femminile, annodate come perle. Re in guerra e maschile, lievito è femminile, così cuore di Dio, utero misericordia, maschile canto fedeltà, grembo che si scioglie, Dio sorgente di bontà. |8DICEMBRE, Yolanda con Pamela, assieme a Raseno, preparano FESTA, per celebrare Thera, a luce di candela. Kinaciau e Mallendi, suonan arco e arpa, Sesto con Emilia, preparano copàl, desheto e vin Raseno. Taras col tamburo, canta un muchamor, Martin con la Lisa, han proprio repertor, canti medicina, hikuri e desheto, don Romulo si unisce, con icaros Loreto. Amici riuniti, alla festa di Muse, cantano in coro, vedranno ballar Pan, Tago Krisna e Siva, Ganesha con Gesù, cuore vien rapito, mistica ascensione, tamburi con maracas, flauti e campanelle, richiamano potenze, lenire sofferenze, a turno tutti quanti, esprimono qualcosa, 1 sogno una quartina, pianto che si sfoga; se spiriti antenati, discesi son venuti, sulle nostre teste, a celebrar misteri, kundalini interiore, entra nella danza, diventa una cabocla, migonzi oppur gauwasi, danza una realtà, Yolanda chiama Encantos, a danza del Torè, spiriti de Luz, Jurema viene pur: in voi siamo rinati, al cuore del devoto, nel ballo ritrovato, suo Regno arriverà, sol quando umanità, ritornerà in possesso, sua femminilità, che perse x errore, ignoranza o cecità, in estasi comune, si ha mente liminal. Sogni ed emozioni, son fine propaganda, strutturano realtà, gioie e pure ansia, se mi tolgo occhiali, dello spazio-tempo, riesco già vedere, cuor di puro evento; musica speciale, mi aiuta a battagliare, nel mondo di passioni, aiuta bilanciare, Seba canta intanto: mi imbarcai sul fiume, sacro del biedano, quan Raseno e Lisa, mi chiesero una mano, evento fondatore, un secolo anteriore, quando a Shirdi apparve, Tago danzatore, presso la vincella, del drago del biedano, i canti di Jurema, santo han risvegliato; daime cerchio danza, appar Gesù con Shirdi, Laotsu con bimbo Tago, che in Africa ci prende, da li ci espanderemo, nei giorni di declino, a ristabilire rito, del buon tolteco primo, nel canyon del biedano, risuona umbanda invito, Don Bosco salesiano, predisse nuovi culti, emersi da foreste, + chiese innovative, aborigeni a convito, diffondono nel mondo, speranze curative, a nascere di nuovo, se Essere che sono, è altro essere Te, Tu Sei un altro Me, Uno che specchia doppio, dove va la mano, segue il mio sguardo, dove va lo sguardo, segue il pensiero, dove va pensiero, segue sentimento, dove questo arriva, Ananda appar momento. Buitisti con daimisti, e nativi americani, acqua fuoco e stelle, assistono gli umani, Yolanda si trasforma, madrina della festa, con Kino che lenisce, angosce della testa: con piume costumi, tutto il gruppo danza, Kino gira e cura, bollente lagnanza, Raseno offre vino, al cuore primitivo, vino del deserto, e vino di foresta, unione di correnti, per la nostra festa. 1 giorno misterioso, radice ci parlò, origin Tera e drago, e di umano cuor, Gesù 8 dicembre, si unisce alla gente, di + classi e caste, parla dolcemente: sono qui alla danza, tra adulti bambini, bianchi con neri, a cerchio sen confini, conoscono suo nome, lui si meraviglia, fà la fila indiana, giunge da madrina, chiede di chiarire, Mama gli sorride, bene lo capisce, invita ad adorcire. Iesus ritemprato, ora canta sottovoce, Padre Ti ringrazio, hai nascosto cose, ai ricchi ed eruditi, ai sempli le hai date, divido io con loro, pane tuo inebriante. Luna va brillare, Ogun ed orixas, vengono annunciare, caboclo battaglieri, brillano col fuoco, danza come vento, in area del ritrovo, 1 ad uno vedo, potenza assieme grazia, cavalcano la mente, e canto-cuore sazia, traversano tormente, sudore di ogni cielo, ricevono lezioni, a corte cielo impero: uniti a sole luna, ritrovano antenati, misteri ritrovati, Jurema e rosmarino, purifican la via, spazio della danza, riporta luce in vita, san Damiano salvia: Dolce è sentire, come nel mio cuore, ora umilmente, sta nascendo amore, dolce capire, che non son + solo, ma che son parte, di una immensa vita, che generosa splende, etere amica, se Ci hai dato cielo, e luminarie stelle, con fratello sole, e sorella luna, frutti prati e fiori, fuoco vento e aria, acqua pura Fonte, di vita a sue creature, Dono di Lui, del suo immenso amore.
quidf Sintesi: Dante descrive il fiume Arno come simbolo della decadenza morale: scorrendo, attraversa terre popolate da uomini trasformati in bestie feroci (porci, cani, lupi, volpi), emblema della degenerazione spirituale e sociale. Il poeta denuncia la corruzione di Firenze e Pisa, paragonando la condizione umana al mito di Circe, dove l’uomo, per scelta o per abuso, regredisce alla bestialità. La valle di lacrime rappresenta l’umanità smarrita, lontana da Dio. Il carro, simbolo dell’umanità redenta (l'Ekklesia), è stato profanato da un serpente-drago: il male istituzionalizzato, soprattutto attraverso il potere ecclesiastico corrotto. Bonifacio VIII e Guido da Montefeltro incarnano il tradimento della grazia, per calcolo e frode, condannati da Dante tra i dannati per simonia e inganno. Il Paradiso piange, e anche i pianeti si commuovono, come fonti cosmiche che lavano il dolore del mondo in attesa di una rinascita spirituale. In parallelo, la parabola evangelica del figliol prodigo rivela che Dio perdona chi si pente sinceramente, senza merito ma per pura misericordia. L’amore divino non è meritocratico: va in cerca del peccatore, lo solleva e gioisce per ogni ritorno. La logica del Vangelo è ribaltata: il perdono è totale, la compassione supera la giustizia.# Come biscia fugge un luogo, fiume Arno fugge la virtù, uomo fugge dalla grazia'. Arno divien metafora della decadenza, attraversa una valle i cui abitanti, son come bestie feroci: porci cani lupi e volpi, allegoria di valle corrotta, da umana degenerazione e degrado morale. Fiorentini e Pisani, in discesa più corrotti, li descrive san Bernardino, e col mito di Circe, Dante indica la bestializzazione dell'uomo, malato e degradato, incapace a elevarsi per abuso e per scelta. La valle di lacrime esprime, umanità lontan da Dio, degradata per propria colpa o dramma storia. Il Poema di Dante avverte: Il carro (umanità) è stato violato dal serpente-drago, cioè il male istituzionalizzato. Il carro divino è l'ekklesia, umanità redenta, violato da un drago in un secondo tradimento successivo alla cacciata Eden, causato da clero ipocrisia e dal potere mondano, con calcoli corrotti e tradimenti, inganno contro Grazia ricevuta dal divino: il carro profanato da Bonifacio VIII, papa-traditore, con Guido da Montefeltro, consigliere fraudolento e ingannatore, di se stesso e del popolo, rivela anima traviata, che tenta di salvarsi per calcolo. Dante li pone nell'Inferno, entrambi tra i dannati, per simonia e frode, ipocrisia clero e politica. Se piange il Paradiso, piangono i pianeti (fontana) allo scopo di mondare il dolore cosmico per la degenerazione del mondo e preparare una nuova primavera. |Parabola del figliol prodigo (o padre misericordioso, Lc 15,11): Un figlio abbandona la casa e sperpera tutto, poi torna pentito e il padre lo accoglie con festa, mentre il fratello maggiore si indigna. Insegnamento: Il perdono di Dio è totale e gratuito per chi si pente; la gelosia dei giusti rivela spesso mancanza di compassione. Allah cerca attivamente chi si perde e accoglie con gioia chi ritorna, indipendentemente dai suoi errori passati. La gioia del ritrovamento è più grande della perdita: Dio si compiace più di un peccatore che si converte che di molti che non sentono il bisogno di conversione. Questa parabola rovescia la logica umana: non il merito, ma la misericordia è il cuore del Vangelo. Dio non si limita a perdonare: va in cerca, solleva, riporta a casa e gioisce per ogni ritorno. L'amore divino non è meritocratico, ma attivo, personale e incondizionato.

|oracolo 300 lume169- Virgilio (ragione) lascia il posto a Beatrice (sapienza divina) nel passaggio dal Purgatorio al Paradiso. La processione di Beatrice su carro trainato dal Grifone simboleggia Cristo e i doni dello Spirito Santo (virtù teologali e cardinali). L'ingresso al Purgatorio è sancito da un angelo con una chiave d'oro che apre la via alla salvezza (Maria). In ciascuna cornice del Purgatorio, il peccatore apprende il bene da amare e la via per purificarsi: prime tre cornici puniscono chi ha amato il male (superbi, invidiosi, iracondi). Quarta cornice purga gli accidiosi, che hanno frenato l'amore (Eros incatenato). Ultime tre cornici purgano chi ha amato troppo i beni terreni (avarizia, prodigalità, gola, lussuria). Le visioni del purgatorio riflettono sul male sistemico e caduta, dell'uomo e della Chiesa, tragica visione del presente, con cui l'opera si chiude, ma è aperta a speranza e salvezza, attraverso giustizia e consapienza, e la spinta dell'amore. Dante dice: l'umanità è già salva nella mente divina, salvezza è conversione interiore, riconquista di tua anima perduta, ritorno a giustizia divina (aquila in volo) |Disumba-ande-mokoko, adengano mapoma na manze na esuba ea ngambo

|semine: 2025-05-20 bolloauto 2019(3gius_rinnovo-passaporto)
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