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voce: bisogni


vignetovigna Cristo-Bacco, Epicuro e Khayam vino (21) 21-Vite (Vitis vinlingua latingreco | foto vigneto | audiolibro | vino-artigianale_salterio_spagna.mp4 | frutteto_vigna_potature.mp4 | frutteto_vite_potare5regole.mp4 |musica musica_vino-serafino.mp4
lontracacciatori alle paludi pontine (110) 10-Evanga in suoi lingua popè | foto fauna | audiolibro | fauna_tasso_faina_volpe_gufo.mp4 | seba-grida-savana.mp4 | fauna_istrice-porcospino.mp4 |musica canto_madonnanera.mp4
benaresgoaVaranasi Gange, e jaina gigante (153) 53-Seba viaggiò, lingua arabindi | foto indionesia | audiolibro | nityananda897-961.mp4 | paesi_india_benares-varanasi.mp4 | filosofi_sadhu_spontaneo.mp4 |musica 98_Om-tat-sat.mp3
verdefestaLa festa come medicina dell'anima (180) 80-Molti popoli trlingua italico | foto cibospezie | audiolibro | piante_officinali.pdf | flora_erbe-eduli.pdf | lino-selvatico-tessuto-prezioso.mp4 |musica 04-dik72-viaggio-poeta.mp3
cangrandeDante alla corte di Cangrande (199) 59-lume199 SCEGLIElingua alchemico | foto filosofi | audiolibro | film_shaolin01.mp4 | 400anni_inganni_fomenko_anatolij.pdf | film_bibla_giuseppe-venduto-fratelli.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu61-90.mp4
maclepiotaPrugnolo Sangiorgio e Mazza Tamburo (213) 33-lume213 ASSORBIlingua popè | foto funghi | audiolibro | doc_prugnolo_funghi_primavera.mp4  | funghi_mazzatamburo_bona_e_tossica.mp4 | funghi_mazzatamburo-ricette.mov |musica brasil-firmamento.mp3
buglossaBoglossa calma catarro, Borrago è coraggio (224) 61-lume224 |L'ANIMlingua arabindi | foto cibospezie | audiolibro | flora_buglossa-anchusa-azurea.mp4 | borrago-sbollentata.mp4 |  |musica
shanyaoDioscorea-yam e Kumara batata-dolce (228) 17-lume228 GENERARlingua cinese | foto patato | audiolibro | flora_dioscorea-batata.mp4 | flora_ipomea-e-ignyam.mp4 |  |musica 18_cantico_delle_creature.mp3
porciniPorcino ama simbiosi, con pìogge e abeti vari (232) 21-lume232 DONARE:lingua italico | foto funghi | audiolibro | funghi-15eduli.mp4 | porcini-chiamati-da-muscaria_ottobre.mp4 |  |musica ancilla2018.m4a
talpaTalpa smuove e Riccio mangia topolini (298) 52.䷳ lume298 |Qulingua italico | foto fauna | audiolibro | fauna_talpa_bottiglie-vibrasuono.mp4 | fauna_riccio-domestico.mp4 | fauna_riccio_cornacchia.mp4 |musica 96_bwiti_Francia_mongongo01.mp3

(): 10 quid censiti


21:lume021-Vite (Vitis vinifera) nasce selvatica, con piccoli acini acidi, e viene addomesticata nell'area del Mar Nero. Diffusa dai popoli mediterranei, diventa pianta sacra a Bacco e simbolo di vita, fertilità, energia e convivialità. Accompagna la diffusione di grano, olivo, lino e canapa. Le foglie sono usate in cucina, la linfa primaverile favorisce la cicatrizzazione, i vinaccioli producono un olio ricco di omega, mentre viticci e vinacce trovano impiego in erboristica; gemmoterapia e Fiori di Bach usano germogli ed essenza della vite. Uva fragola (Vitis labrusca) del Nord America, resiste meglio a freddo e malattie, i suoi vini, come il fragolino, sono ottimi ma asenti nel commercio europeo. La vite predilige sole, terreni asciutti e ricchi di potassio, teme ristagni, gelate tardive e umidità eccessiva. Potatura, orientamento, consociazioni e clima influenzano resa e qualità: tra le principali avversità vi sono oidio, botrite e fillossera, che portò all'innesto delle varietà europee su radici americane. Il ciclo vegetativo comprende germogliamento, sviluppo dei pampini, fioritura, allegagione, invaiatura e maturazione, con accumulo di zuccheri, antociani e aromi. |Luglio soleggiato fà vino assicurato, zappa vigna ad agosto ad aver buon mosto, Settembre inclemente, vino quasi niente, se |poti-a-Luna-calante avrai uva abbondante. La |vendemmia è una festa comunitaria: raccolta, pigiatura e fermentazione del mosto uniscono lavoro, tradizione e socialità. Lieviti, temperatura, travasi e affinamento determinano il vino, tannini e invecchiamento ne modellano struttura e gusto, mentre l'eccesso di ossigeno favorisce la trasformazione in aceto. |Settembre29 per |sanMichele l'uva è come il miele, a estate |sanMartino ogni mosto è vino. Il vino è un alimento culturale dall'effetto ambivalente: consumato con moderazione accompagna la convivialità, sostiene benessere e buon umore. Epicuro dice: il vino preso con misura è igiene, medicina e sollievo, capace di rallegrare il cuore e illuminare la mente dopo la fatica del giorno; l'abuso invece stordisce e come alcool distillato, può causare gravi danni alla salute e alla vita sociale. La vite insegna il mistero dell'unità: tralcio unito al ceppo porta frutto, così l'uomo, senza radice nel divino, si inaridisce.| Nel giardino di Epicuro, il vino diventa medicina dell'anima, capace di sciogliere ipocrisie, miserie e dolori. Dioniso, che muore e rinasce, simboleggia il ciclo del tempo e la forza liberatrice dell’ebbrezza. L'economia di schiavi e la crudeltà dei potenti vengono riscattate dal vino e dalla filosofia, che spegne l'odio e cura con il quadrifarmaco: assenza di dolore, di paura, misura nei desideri e ricerca dell'amicizia. Epicuro stesso, morendo, chiede vino e lascia ai discepoli il rimedio di felicità. Antiche civiltà – ittiti, etruschi, mongoli – hanno venerato il vino come dono divino. Nel mito, Noè pianta la vite dopo il diluvio, tra prove di mansuetudine, forza e intemperanza. Gilgamesh, cercando immortalità, beve il vino e incontra Osiride, che come vite muore e rinasce. Iside e Bastet, dee del vino e della fertilità, intrecciano danze, resurrezioni e misteri. Il vino diventa legame sociale, dono degli dèi, fonte di gioia e catarsi. Raseno, come Epicuro e Khayyam, affronta la morte con l'ultima coppa, dissolvendosi nel tempo del sogno e lasciando agli amici il rito conviviale. L'umorismo insegna che morte e dolore sono illusioni, mentre la gioia condivisa resta reale.# Giardino di |EPICURO, nasce presso tralci, Vino liber colpa, da strategia di ego, categorie etichette, e imposte sorti umane, ebriulare la ragione, oltre arte ipocrisia, è divina impresa, a scioglier falsità, malesseri svelati, di scarna sussistenza, di bimbi oppur anziani, barbon disoccupati. Dioniso in follia, muore e poi rinasce, compie ciclo tempo, del Colosseo di stragi, nato da espansione, di vizi e crudeltà, su popolo che geme, di fame e libertà, economia di schiavi, degrada sensazione, reca depressione, o svilisce nel rancore. Epicuro pedagogo, spegne roghi odio, col nettare di vino, e sua filosofia, quadrifarmaco cibo, uomo fa danzare, 1 comune sentimento, vive gioia invito, dilegua individuo. Epicuro in punto morte, và |tinozza calda, chiese vino e bevve, poi agli amici disse, siate memori felici, spiro mio pensiero, quadruplice rimedio, io vi lascio e bevo: felice mangia e bevi, motto degli Ittiti, etrusci e turcomanni, mongoli con scizi, re Suppiluliuma, lo chiama Dio tempesta, iniza le sue danze, con Uva sulla testa, Dioniso Zagreo, che arriva da lontano, sconvolge città, con Vino fermentato, trapiantano slavi, su terre di coloni, vite olivi e frutti, a rallegrare cuori. Epicuro ricorda, che un dolore in corpo, al tempo vien legato, se acuto porta morte, se breve è passato, se leggero si allevia, tramite terapia, amicizia guarisce, radice di malattia: 1 morale imposta, è malattia + grave, son tutte malattie, malesser di morale, sorgenti di morale, dentro vai cercare, filosofo Kant, ci aiuta ricordare; sostanza vero cosmo, è illuminazione, pace del mio cuore, è liberazione, mi accompagna pure, nel morire-uscire, senza + paure, assenza del soffrire: imparo umorismo, morte non esiste, scopro riso eterno, libero mio triste, cosciente dio Eterno, vive dentro Me, un giorno morirò, in paradosso Zen; viaggio fuori tempo, via dal calendario, in indie navigando, fino al cuore umano, accompagnato io, dai canti senza tempo, al rito degli amici, scaldo cuore eterno: 4 paure vinci, spiriti e aldilà, paura della morte, paura del dolore, morte nulla è, se ci sono io, se sta lei non io, problema non si pone, meno si possiede, meno si teme, dolor fisico leggero, salva gioie interne, acuto passa presto, acutissimo è morte; mali anima prodotti, da opinioni storte, errori bene cura, saggia filosofia, pratica e teoria, felice reca via, sublima irrequietezza, assenza di paure, a mezzo della fede, e misura desideri. Raseno canta il |VINO, bacche medicina, scritto in |ditirambo, Enki Dio saggezza, usa vino festa, per donne accoppiare, le scalda le scioglie, su Olimpo presso il mare, i Re con le Regine, per figli generare, in dinastie tartarie, banchetto è interazione, tra sudditi e sovrano, fonte regno umano. Quando buon Vino, entra in cultura, 1 via di commerci, stabilisce con cura, medicinale diviene, una merce preziosa, buon socializzante, che al culto si sposa. Beviamo diamo al vento, i torbidi pensier, Thera beve onda, che piove giù dal ciel, il Sole beve il mare, la Luna i raggi sole, felici noi beviamo, cantiamo e celebriamo. Beviam lieti beviam, insieme pur cantando, Turanna dea di Amore, letizia tien in mano, in grembo la dolcezza, lenisce amarezza, dilegua ogni tormento, ritorna la purezza. Vita fato incerto, io bere vò di certo, saper nulla importa, se fato tutto porta, quel che sarà di me, Dio Bacco conviene. |Poeti etrussi e turchi, cantan stesso vino, allevia ogni dolore, quel liquido rubino, scaccia via veleni, è medico dei cuori, toglie inibizione, primo igiene dei dottori: se vino murratum, si dava ai condannati, ad annebbiar coscienza, di pene capitali, i vini medicinali, aggiungono al mosto, Pino e Melagrana, o spezie del posto. Vite rinacque, dal sangue dei giganti, Noè la reinterrò, dopo gran diluvio, |Sirio-Cane amico, è stella che rivela, prossima vendemmia, di stagione intera. Noè piantava vigna, Satana gli offrì, suo aiuto consiglia, sgozza in sacrifico, una tua Pecorella, innaffia con sangue, zolla barbatella: chi berrà quel vino, avrà pensier mansueti, come i canarini; uccise poi 1 Leone, bagna attorno a fusto, cosi chi ancor berrà, lavorerà robusto, ma infine Satanasso, gli fà 1 burlonata, ripete col Maiale, la stessa sceneggiata, chi da quel momento, troppo berrà il vino, sfrenata intemperanza, avrà del porcellino. |Gilgamesh cercava, Lungo vie canzoni, sua immortalità, presso mare trova, Sicuri a fermentar, donna della vigna, tiene bimbo in grembo, mortem lui moriendo, in vitam resurgendo: seduto Gilgamesh, mentre beve Vino, si maschera si incarna, in Dioniso felino, gira in processioni, con musici danzanti, suona tamburi, corni e fiati ansanti. Gilgamesh arriva, sul delta fiume Nilo, Osiris mascherato, appare in quel convito, rinasce come Horus, aruspice Dio-Falco, trapianta la sua Vite, delta Egitto alto. In libro sapienziale, aruspice fa elenco, cose necessarie, alla vita di ogni tempo, riparo ferro e sale, acqua legno e cibo, latte e succo uva, miele olio vestito. Isis braccia alate, è Siduri sua compagna, specchio del viaggio, sale su montagna, sale fin la testa, separa Notte e Giorno, riunisce Nume caldo, in utero suo forno. Dea Iside poi cerca, svelar identità, fallo risveglia, con succo Lattucar, col Vino lo riscalda, torna a circolare, la linfa dei misteri, lo fà resuscitare. Nefti la sorella, riflette Dea tramonto, lei vuole aver bebè, ubriaca Osiri sposo, entra nel suo letto, e Anubi concepisce, ma Seth ingelosito, Osiride smembra. Osiride è Vite, giace addormentata, ucciso come Uva, da Settembre settimana, rinasce nel banchetto, alluvion di vino, sangue e succo uva, mutano nel rito. Iside si muta, in leonessa Dea felina, o nera Dea Bastèt, benevola gattina, porta vino in festa, e maschere di danze, diviene protettrice, delle umane istanze. Bast flauto suona, e melodie + vaste, adorata sulle barche, alla città Bubastis, gatti addomesticati, nutriti nei templi, controllan roditori, granai di magri tempi. Gatta con + seni, vien da clan di Nubia, seguendo il fiume Nilo, assieme Anubi guida, porta irrigazione, o inondazion selvagge, in viaggio iniziazione, confine di due acque: sovran sempre sarò, solo nel deserto, Corpo sarà ombra, respiro sarà vento, cavalcherò con ali, di polvere di dune, ovunque tenderò, oblio mi rende immune. |Raseno in punto morte, estingue paura, felice fa il salto, quan soffio si ferma, scompare identità, liberato in vino, come un Epicuro, od Omar |Khayam, riunì ancor suoi amici, ultimo convito, a condivider sogno, |Terabuti giardino: se ci siamo noi, non vi è la morte, se vi è la morte, non ci siamo noi, Morte è privazione, di sensazioni, oltre barriera, di vibrazioni; anima vento caldo, vir mana diffuso, in tutto tuo corpo, gli atomi separa, cessa sensazioni, scompone la persona, in rivoli ulteriori. Raseno ci ha lasciato, ultima esperienza, in piena coscienza, 1 gallo lo ha seguito, noi facciam convito, 1 gesto 1 parola, 1 bicchiere suo vino; bere tutti insieme, ci porta al tempo sogno, dove Lui è tornato, dissolto senza corpo, presso gli antenati, guida i nostri passi. Taras già prepara, veglia attorno al fuoco, mentre suono ngombi, narra la sua vita, veglia e reverie, leggo sue poesie: bevi oh pifferaio! dimentica il destino, sorseggia il vino, Tu sei quel sapore, nel corpo invasato, di attore forsennato. Tu non sei cristiano, ebreo o musulmano, di oriente occidente, ma solo coppa vino, io son venuto al mondo, per soffiare sabbia, come fece il vento, sol mi riconosco, al cuore beneamato, ubriaco ed esaltato, danzo Dio rinato: son Vino di balchè, ebbra Luna in Bosco, che desta 1 cuore fosco, se resto spettatore, catarsi mi succede, poi recito 1 attore. Son io distaccato, in grazia di coppa, ogni azion che feci, fu esente da colpa, è stupido ordinare, a chi no sa obbedir, peggio poi sarebbe, se Dio va incollerir. Raseno amò Khayam, suo vino Rubiyyat, nei versi di ebbro vino, natur sa rivelar, se ogni cosa materiale, nel nulla finisce, stai a cuore lieto, tutto infin perisce. E vennero Profeti, a gruppi di cento, ragionano di luce, mondo a loro attento, ma uno a uno poi, chiudono gli occhi, dileguano in ricordi: io ho attraversato, fino a sette porte, sù dalla radice, a conoscere la sorte, molti nodi scioglier, seppi per la via, quel di umana sorte, mai trovai la via. Tutto tu vedi, ma ciò che vedi è nulla! ti parlano tutti, ciò che ascolti è nulla, i mondi percorri, ciò che impari è nulla, mediti e pensi, e pure questo è nulla! perchè tanta foga, a indagare avvenire, stai allegro e bevi, questo mondo è da prima, nessuno è rimasto, andarono e andremo, altri pur andranno; salutando i corpi, anima tua e la mia, gettano nei forni, la terra tua e la mia, Noi siamo i burattini, il Ciel burattinaio, gioca il breve gioco, al nulla ricadiamo; entrammo lieti al mondo, tristi ripartimmo, e dammo vita al Vento, nulla riverimmo, porgi il bicchiere, che ogni mondo è fiaba, porgilo in fretta, la vita passa e sfiata. Essere e non essere, salvezza e destino, cielo e inferno poi, son parolaio fino, in tutto il mio studiare, vidi il confino, restava in verità, profondo solo il vino: quando Eterno, mi impastò a sua guisa, mia sorte intera, aveva già decisa, il bene o male, lo feci a suo servizio, perchè dunque, un giorno del giudizio? se io mi ribello, dove è onnipotenza? se io pecco o svio, dove è la prescienza? se tutto il cielo, si deve a obbedienza, dove è che val Signore, la tua clemenza? ognuno Ti cerca, non sa che Ti possiede, come sale in mare, ci sei e non Ti vede, Ti chiama e Tu sei, là nel suo chiamare, Daime Eboga Vino, già nel mio cantare; in moschea e madrasa, chiesa e sinagoga, temon fuoco e inferno, e cercan paradiso, il seme a tali idee, vedo mai germoglia, in teste di chi beve, 1 Vino senza noia; fuori da ebbrezza, esiste il condannare, pazzo è chi spera, tal mondo migliorare, usanza di amore, ignora convenzioni, Amore detta legge, azzera nome e onore. Un vasaio un giorno, maltrattava un vaso, il vaso allor gli parla, voltandosi ribello, oh smemorato mio, qual furor ti ha invaso? non sai che io vissi, e ti fui fratello? se Tu non bevi, con orgoglio e impostura, non biasimar colui, che tien ubriacatura, portami vino, perchè presto amico mio, con cenere nostra, faranno orci da vino; fugge il tempo, attimo cui scrivo, è passato già, trinca e parla allegro, chiedi di fortuna? è bel sogno fuggitivo! La giovinezza? è acqua di un torrente, accorda arpa amico, noi siam polvere, porgi la coppa, noi siam vento, silenzio e svuota, sei anima Vino, impara la pazienza, coltiva tuo sorriso. Poiesi devozione, incanta tuo cuore, trae sua passione, dal Sole interiore, ad Anima si volge, donna interiore; la forza del mana, che si agita dentro, fuoriesce e travasa, in comun sentimento, con miti e racconti, modella identità, coltiva memoria, di ogni civiltà. vigneto_divino-rubiyat.m4a
lume021-Coppa di Dioniso: si racconta che nel Giardino di Epicuro crescesse una vite speciale, capace di unire Cielo e Terra. I suoi grappoli non promettevano immortalità, ma insegnavano a vivere senza paura. Chi ne beveva con misura vedeva dissolversi odio, ipocrisia e tristezza, riscoprendo amicizia, serenità e gioia condivisa. Per questo Epicuro lasciò ai suoi allievi quattro semplici rimedi: non temere gli dèi, non temere la morte, sopportare il dolore con saggezza e desiderare soltanto ciò che basta per essere felici. Ma la vite era molto più antica. Osiride l'aveva donata agli uomini, insegnando che, come il grappolo viene pigiato per diventare vino, anche la vita attraversa prove per trasformarsi. Iside custodì questo segreto: nulla di ciò che sembra perduto è davvero scomparso, poiché ogni fine prepara una rinascita. Dopo il grande diluvio, Noè piantò la prima vite, ricordando che ogni fine può diventare un nuovo inizio. Il vino rende mansueti, dona forza e consolazione, ma, se abusato, trasforma l'uomo in schiavo dei propri istinti. Dioniso lo diffuse tra i popoli affinché non fosse un mezzo per fuggire dal mondo, bensì per ritrovare amicizia, festa e verità: in vino veritas. Anche Gilgamesh, cercando l'immortalità, comprese che nessuna bevanda rende eterni. Ciò che sopravvive è il bene lasciato agli altri, proprio come la vite che, dopo ogni vendemmia, rifiorisce in primavera. Nel Vangelo, alle Nozze di Cana, l'acqua divenne vino e Gesù ricordò poi: Io sono la vera vite e voi i tralci. Il miracolo non era la bevanda, ma la comunione che essa rendeva possibile, così il vino divenne simbolo di alleanza, memoria, festa, speranza e trasformazione. Per questo la vite fu chiamata pianta totale: l'uva depura l'organismo, il resveratrolo protegge cuore e cellule, le foglie sostengono la circolazione, i germogli nutrono e i semi rafforzano le gengive. Persino Gandhi, durante alcuni digiuni, beveva succo d'uva come alimento semplice e rigenerante. Epicuro, giunto nel regno di Ade, offre simbolicamente una coppa a Persefone, perché anche nelle paludi del dolore possano rinascere speranza e luce. Rumi e Omar Khayyam ricordano che, la coppa insegna che siamo polvere e vento, ma anche scintilla divina capace di amare. L'Oracolo della Vite conclude: Il vino è un maestro severo: con misura consola, senza misura domina. Dove cura e veleno convivono, cerca sempre l'equilibrio tra natura e rimedio, piacere e disciplina. Non cercare l'immortalità nella coppa, ma nella bontà, nell'amicizia e nelle storie che saprai condividere. La morte interrompe i sensi, non l'amore lasciato negli altri; il vino migliore è quello che unisce i cuori e rende più umano il cammino di ciascuno.

110:lume110-Evanga in suoi racconti, narra nozze sincretismo, tra sposa e servizio, e i nativi culti di avi, uso radice d'iboga, arpa reliquie e cerimonia, festa impegno e vocazione, nella selva africana. Muyè simbolo di rinascita, è uno spirito dell'arpa, che si sposa al suonatore, inizio di un percorso, in cui fedeli e comunità, trasformano i dolori, nella unione ad antenati. Muyè è come Ayami, sposa celeste degli umani, in veli bianchi e pastello, ornata con conchiglie, unisce il suo destino, a colui che suona ngombi, tra visibile e invisibile, nozze alleanza e vocazione. Muyè incarna un lignaggio, di donne-arpa antenate, nel tempio di Evanga, esse sono Nana Nanga, Nana Evissa Tsengue, e Nana Ngondo-Dipouma, che viaggiano dal Gabon, fino al Camerun e Italia. Ruolo di arpa è guida sacra, un tramite tra i mondi, chiamata a governare il suono, canto cura e relazione, dove il Nganga assume ruolo, di sposo celeste in cerimonia, compagno e mediatore, aiuta Muyè a incarnar mandato. Ecco le nozze del richiamo, nel suono d'arpa del suo sposo, che proclamano il suo ruolo, di ascoltare e curare, e rispondere a bisogni. Come le nozze con Sofia, è dichiarata un alleanza, tra spiriti e comunità, corpo ed energia, la cerimonia avrà tre fasi: richiamo e consacrazione, poi presa di servizio, essa inizia col riconoscimento, del lignaggio dell'arpa, ovvero sua ascendenza, segue poi la liturgia, del suo ruolo con i canti, danze abiti e simboli, che identifican l'ayami, coinvolta nella cura, quando proclama sua funzione: ascoltare le richieste, tra spiriti e comunità, curare o rispondere, a esigenze materiali e spirituali, l'arpa unita al suonatore, diventa sorgente luce, protezione e guida etica, che rifiuta dominazione, pur affermando autonomia, dignità e risposta azione.| Seba osserva la fauna, tra Pontina e Biedano, incontra gatti e cinghiali, cani lontre e donnole, martore e tassi, scoiattoli ghiri e pipistrelli. Tra paludi e boscaglie, ferma a riposare in capanne, osserva uccelli migratori, oche selvatiche e folaghe, starne allodole e tordi, anatre lepri e quaglie. Palude Pontina selvaggina, scoiattoli e ghiro fan provviste, come istrice e marmotta, che vanno in letargo. Seba ascolta uccel notturni, upupe gufi e colombacci, evocan storie di ricordi, lontane in luogo e tempo, come il clan degli Ayandzi, e la tratta degli schiavi, che fuggono alla selva, e incontrano animali, come lontra e rondinella, che indican sentier di vita. Giunto al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, in Gabon dividon clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e altri. Narra mito di Mosuma, lontre gemelle in rio Mososo, scopron radici iboga, mbasoka e nyoke, e tuffatesi nel fiume, ascolta il suono obaka e ngombi, di Granchio Bitoto, che suon con molte dita, e dona agli umani, gli strumenti musicali. Mosuma è Banzioku, che incontra la piroga, condotta da Motembwe e scopre il Mobogwe, il fiume dei ritornati, vestiti in bianco e nero. Il viaggio porta conoscenza: radici strumenti e melodie, connessi alla creazione, dell'Arco di Busenge, a segnare il passaggio, dalla selva al villaggio, da isolamento a comunità. Arco maschio solitario, dialoga con spiriti, mentre Istrice sonaglio chiamalo Bopunda, accompagna le scoperte, e interpretazione segni e sogni.# Seba osserva fauna 动物, tra Pontina e Biedano, mammiferi e pesci, insetti rettili anfibi, il gatto selvatico, detto Felis silvestris, Sus scrofa è cinghiale, Cane e Lontra e altri. Mustela nivalis, donnola martora Martes, Hystrix cristata, Sorex samnitico toporagno, Vulpe vulpes dietro lepre, Lepus corsicanus, tasso Meles meles, topo Apodemus sylvaticus. Sciurus Scoiattolo, Ghiro è Glis glis, Muscardinus avellanarius. Seba incontra in treno, un ingegnere cacciatore, raggiunge al mattino, stazione Fossanova, poi a piedi cammina, fa pause e si riposa, capanne di fortuna, tra anatre lui trova. Lepri in quantità, tra sterpi e boscaglie, indisturbate vanno, tra le paludi langhe, Beccacce e Pavoncelle, costellano palude, quaglie tortore africane, aspetta su dune, stremate dal viaggio, nessuna legge venatoria, arrivano Storni, a nuvole su palude. Folaghe dei laghi, son pure abbondanti, oche anatre selvatiche, grassi volatili, Starne e pernici, Allodola e strigliona, pur Tordi e Ficarola; preda cacciatore, uccelli di passaggio, con cani di supporto, che aman tali terre, un riccio per il sugo, condiva sua polenta. Dopo anni bonifica, di Palude Pontina, rimase ricordo, e scompare selvaggina Seba ancora osserva, uno |SCOIATTOLO antico, che accumula provviste, ghiande semi a guscio, Ghiro e Pipistrello, Istrice e Marmotta, che fanno pur letargo, una sorta ibernazione, metabolismo lento, abbassa lor calore. Seba ancora osserva, un passero che mangia, i fichi più maturi, poi animal notturni, Istrice e Tasso, in trappole di lepri, Averla e colombaccio, Upupa e gufi, Talpa che accumula, frutta nei suoi nidi; affiorano ricordi, di storie da lontano, Ayandzi clan faceva, la tratta degli schiavi, più popoli locali, fuggirono alla selva, incontrarono animali, |LONTRA e rondinella, che gli indican sentiero, a sfuggire pirati, riparo al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, al centro del Gabon: ge-bondje è gran montagna, oggi quasi disabitata, terminato il terrore, si diviser nuovi clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e bianchi, mitici pellegrinaggi, narrati in sequenze ngombi; così un canto repertorio, narra il mito Lontra, sul torrente Mososo, fiume mitico Mobogwe, dove vivon lontre gemelle, una è Mosuma, l'altra e Sombididi. Mosuma un giorno trova, una pianta sulla riva, ne sradica radice, inghiotte pezzi radice, poi si dirige qui, presso cascate d'acqua, dove siamo tutti noi, si siede e sonnecchia: avanti avanti banzi! scendete nel Mobogwe, come vermi in viscere, fin dove i pesciolini, risalgono i fiumi, mangiamo pure noi, ciò che mangiò Mosuma, e da quel giorno cominciò l'usanza di consumar, due varietà radice, mbasoka di mandrillo, e nyoke dell'istrice. Mosuma nel suo viaggio, al fiume di radice, tuffatasi in acqua, sentì il suono obaka, più avanti nel fiume, sentì arco mongòngo, il maschio solitario, che vibra il primo avo, poi vide arpa suonata, dal Granchio Bitoto, con dita fessurate, nelle articolazioni, e mentre ha visioni, sente vibrazioni, che vien da fondo fiume, si immerge poi esclama, cos'è che vibra? scende in profondità, vede il granchio Bitato, beti assai virtuoso, poi sente un fruscìo, è il sonaglio di Bopunda, che crepita all'entrata, dove penetra Disumba, Lontra allor sprofonda, cullata dalla ngombi, e da Istrice sonaglio, poi chiese ed ottenne, i strumenti musicali, e a umani li ha donati. Mosuma è mosema, cioè Banzioku stessa, che incontra la piroga, condotta da Motembwe. |Arco accompagna Povi, discorso in 8 tappe, che canta Ngombi mbembe! nel mito Nzambe kana, evoca tempo anteriore, mondo di cacciator/coglitori, dove Mogongo avo babongo, prega sue reliquie, con melodia ronzante, che stimola bandzi, come il marranzano scacciapensieri siciliano, arco-a-bocca siberiano. Mongongo è avo pigmeo, che dialoga con suoni, a spiriti mikuku, nel folto della selva, con la radice in pancia, e strumenti di Mosema. |Popè: go ndibo go epongo go makungaka ngombi, ye mosuma mwana.. ye ake, Mobogwe. |Mobogwe tseny'edi te mandome, mosuma ya dzuwaka eboge. IT |Mosuma-lontra infante, lascia il fiume per andare, al paese dei mortali, guarda i caduti nel Mobogwe, il fiume dei ritornati. |popè: ngombi mbembe! do disumba mokoko, soke sanga sa bopunda au nzimbe. IT radice di creazione, principio filiazione arco-arpa, dove il viaggio di Mosuma, porta la scoperta, sulle rive del Mobogwe, analogia col viaggio, del banzi entro se stesso, con sonaglioM di |bopunda-ISTRICE, che crepita penetrando, nella stanza nzimbe, mentre Efun |mben-mongongo, è genesi d'arco, che segna il passaggio, dalla selva al villaggio, ARCO di BOSENGE detto Mben tra i Fang, Ngadi dei Kota, mu-ngòngo |lingua-Kikongo, ha più significati, gran nervo e spin dorsale, caverna profonda dove, vivon termiti alate. Mo'ngòngo hai compreso, è maschio solitario, con sua corda unica tesa, mentre arpa è suonata, da molte dita del granchio. lume110_ngombi_lionel.mp4
lume110-Mosuma e le rovine sommerse, nella foresta sacra, tra radici intrecciate e luce dorata, Mosuma è lontra del Mobogwe, fiume dei trapassati, spiriti in bianco e nero. S'immerge in acqua e ascolta arpa, del granchio Bitoto, ricevendo conoscenza, da radice di memoria, mentre l'istrice Bopunda, col sonaglio accompagna, passaggio da selva al villaggio. Granchio Bitoto è detto Cancro, con le sue dita sciolte, suona e guida il cammino, a chi ha pazienza di ascoltare, in empatia tra canti di avi, e silenzi del fiume, un fascio di luce scende e lega, visibile e invisibile. Emerge sposa spirituale, che si unisce al suonatore, per ascoltare e servire, attraverso l'arpa ancilla, e i lumi di memoria. La lontra oracola così: prima esplora ciò che giace, nelle memorie sotto di te, poi costruisci ciò che porta, armonia intorno a te; ascolta il fiume della memoria, la vera vocazione non domina, ma collega le rive. Bitoto dalle molte dita, continua a suonare senza rispondere, Mosuma allora scese, in acque più profonde, a conoscere il suo compito, tra pietre sommerse e antiche rovine, scoprì stanze dimenticate, tracce di lignaggi e vocazioni, ferite trasformate in memoria, ruoli e maschere sepolte, e il vuoto pieno di libertà. Allora comprese: |Ngombi-mbembe! L'arpa suoni sempre! soke sanga sa bopunda au nzimbe, ye mosuma mwana ye ake Mobogwe: non ogni richiamo è un potere, non ogni dono è una missione, talvolta la cura nasce dall'ascolto, come la lontra che osserva, prima di agire, così arpa e lontra, istrice e granchio, insegnano il medesimo cammino: ascolta e lascia che tua azione, porti armonia intorno a te.

153:lume153-Seba viaggiò, dal Nepal alla valle del Gange, fino a Varanasi, attraversando un'India di treni lenti, stazioni affollate e paesaggi mutevoli. La città sacra accoglie pellegrini che si bagnano nel fiume, dove igiene e rito coincidono: il Gange è purificazione e fine del ciclo vitale. Tra templi, mercati e dormitori, la vita quotidiana si mescola alla visione del sacro, mentre il mondo appare intreccio di necessità e illusione. Nelle strade, bambini trasformano lo sterco di mucca in combustibile e materiale da costruzione, rivelando una cultura dell'adattamento, in cui nulla è rifiuto assoluto. Le campagne e le città mostrano un forte contrasto: villaggi legati ai ritmi naturali, centri urbani segnati da sovraffollamento, povertà e infrastrutture fragili. Il viaggio prosegue verso Mumbai, Goa e il sud dell'India, dove religioni e popoli diversi, convivono in forme di cooperazione quotidiana. A Sravanabelagola, le statue jainiste e le colline sacre, conservano una memoria antica di eremiti e sovrani, mentre il vento trasmette storie scritte nel paesaggio. Lungo tutto il percorso, la realtà appare come teatro di forze opposte: controllo e natura, economia e sopravvivenza, caos e ordine. Il mito si intreccia all'esperienza: l'ambizione del controllo assoluto, simboleggiata dal re Nimrod, si contrappone all'equilibrio naturale dei bisogni essenziali. La vera felicità emerge, come eudemonia quotidiana, cioè armonia tra desiderio e limite, tra comunità e ambiente. Il viaggio di Seba diventa una meditazione, sul vivere frugale e sul rispetto dei ritmi, dove la sopravvivenza stessa, è una forma di saggezza.| Seba dal Nepal viaggia fino in India, lento treno lungo la valle del Gange, verso il cuore di Varanasi. Le strade squallide accolgono pellegrini, dormitori su stuoie e immondizia, tra canti e fontane. Gli abitanti si lavano nelle acque del Gange, igiene e rituale si fondono; i colori di vesti e acqua dipingono la città. Varanasi, culla degli Indù, offre cibo semplice e salutare: zuppa di verdure, sale e alghe per Seba. Il fiume purifica, i pellegrini cercano guarigione e pace per il fine della vita. Tra templi, mercati e burattini, Maya e illusioni si mostrano, rivelando l'illusorietà del mondo materiale. Bambini manipolano sterco di mucca per cucinare, costruire, fertilizzare: la tradizione trasforma rifiuti in risorsa. La città squallida contrasta con i villaggi; traffico, baracche e monsoni riflettono governi e imprenditori. Il denaro e il potere creano dipendenza, violano l'equilibrio naturale, generando malattia e disarmonia. Nimrod agogna controllo, ma l'uomo mostra fragilità e limiti: i bisogni naturali guidano verso eudemonia quotidiana. In treno verso Pune, scorci di vita: madre culla il bambino, calma, nutrendo sicurezza e affetto. Ahmedabad, Surat, Mumbai: periferie, fumi, baracche, paludi bonificate da eucalipto e nuove foreste. Goa e Karnataka: ex colonie, qui i locali e i rifugiati convivono tra religioni e culture, in amicizia e collaborazione. Sravanabelagola e Gomatesvara: colline, statue, bacini e templi jainisti, testimonianze di storia e saggezza: il vento antico sui colli trasmette intuizioni, romitaggi e storie di santi ed eremiti, memoria di un passato vivo. Il viaggio di Seba rivela l'India profonda, tra sacro, profano, sopravvivenza e incontri umani che trasformano.# Seba poi da Nepal, viaggia fino India, gira valle Gange, in treno senza fretta, al cuore Varanasi, lo porta suo destino: squallide le strade, accolgon pellegrino, a mattina presto, alla stazione treno, su stuoie immondizia, grande dormitorio, i canti del muezzin, risuonano intorno, città Varanasi, ombelico indiano mondo; persone fanno doccia, in fila alle fontane, igiene è gran dovere, oltre che piacere, son scoli marciapiede, pieni dei colori, per vesti gambe braccia, diventan lavatoi. |Varanasi/Benares, culla degli Indù, in valle del Gange, clima caldo afoso pur, zuppa di verdure, ogni giorno Seba mangia, assieme Sale e Alghe, aiuta sua pancia. |Gange eman da fiumi, rivoli e fontane, prendere sue acque, purifica ogni male, i pellegrin malati, sue rive van cercare, al fin di ben morire, a Benares riposare. Benares da sempre, accoglie pellegrini, tra templi e confusione, mercati con bazar, mi ritrovai seduto, in un negozio seta, con mercante astuto, amico della sunna. se Maya crea cosmo, con giochi prestigio, Vishnu emana Brahma, in sogno artificio, illusione del mondo, venduta li a Benares, abbatte preconcetti, per uomo denudare: mercato e marionette, animan presente, ovunque da vedere, una fiera permanente, poter di Maya dea, accoglie pellegrini, adagia sul serpente, eventi e burattini; ecco una bambina, coglie |Mucca-sterco, su strade attorno, non ancor calpesto, lo impasta come pizza, a farne blocco cubo, lo porta via con se, ritorna segue fiuto; maneggia quel prodotto, serena disinvolta, seguendo tradizioni, biogas x la cucina, cibo per il fuoco, impasto per capanne, cibo x la terra, e cibo ai funghi-carne. se squallide città, contrastan coi villaggi, city son termitai, cloaca a carne umana, convogliano le genti, discese dai villaggi, in cerca di fortuna, si ammassano miraggi: psiche delle genti, costrette a convivenza, in clima si rispecchia, local sopravvivenza, improvvisati scrosci, pioggia dei monsoni, riflettono i governi, e furbi imprenditori. Legge di entropia, riflette la paura, artificial mercato, lontano da natura, se principali banche, emettono moneta, son organi privati, che creano dipendenza, ai singoli e agli stati, siamo noi venduti, a pezzi oppur interi, come risorse o scarti, prive di sussistenza, deviano esistenza, tal grado violazione, assieme a disistima, traduce in malattia, il livel disarmonia. |Nimrod artificio, agogna controllo, vuole dominare, sopra ogni rifiuto, ma uomo a Varanasi, di mosche fu coperto, mostra incrinatura, del Nimrod perfetto, morte si rivela, senza alcun tabù, come i sadhu Aghori, vedono sui fium: se soldi e fama, sono artificiali, sfrenati insoddisfatti, tu prova disseccare, i bisogni naturali, dipendon da stagione, fanno innamorare, buon demone accettare, serena eudemonia, in vita quotidiana, per viver + felice, bisogni a tua portata; cercar felicità, amicizia solidale, non serve barattare, amicizia con affari, eremita và contento, vive lui appartato, frugale ed essenziale, informazion vitale, in versi poi tramanda, le stelle visitate. In treno sino a Pune, vedo più paesaggi, tra alberi una donna, culla suo bambino, con dondolo di stoffa, corde appese ai rami, ecco altalena, tra ritmi orditi e trami: la mamma dà 2 spinte, leggere alla culla, oscilla x inerzia, bimbo ora non piange, contento si abbandona, sicuro alla mamma, calor materno cuore, nutre ninna nanna. |Ahmedabad express, va treno x Mumbai, tra fabbriche petrolio, giù fino a |Surat, dal finestrin treno, squallida è la via, molti pozzi e fiamme, immensa periferia; consunti copertoni, fogne a cielo aperto, quartieri di baracche, fin sopra i binari, di notte più abitanti, vi perdono la vita, mentre fan bisogni, i bimbi in prima fila; paludi |Rann-of-Kutch, appaion dopo Surat, bonifica di stagni, a mezzo di Eucalipto, strappare alla malaria, endemico habitàt, con alberi assetati, e foreste da piantar. Paludi prosciugate, fan nuove foreste, salutano mio treno, alla volta di Mumbai, sette isol pescatori, devoti a Mumbadevi, accrebbero città, con scambi commerciali. Ancora in treno fino a |GOA, ex colonia portoghese, rispolvero una storia, Francesco ai gesuiti, sento lor presenza, in !Caterina-chiesetta, Shirdi con Francesco, vento a loro presta: capanne e antichi borghi, su colline Goa, e dentro una locanda, incontro Nimal Sesto, lavora a far capanne, a 1 gruppo rifugiati, i profughi del mare, da Africa arrivati; con lui sta Kinaciau, amabile Zutwasi, che in futuro arriva, in Italia al terabuti, noi amici divenimmo, alle feste dei locali, indù con musulmani, animisti e cristiani; autobus da vecchia Goa, giunge Karnataka, tra strade solitarie, su terra + assolata, silenzio India del sud, antica sensazione, trovo in villaggio, Dravida carnagione. |Sravanabelagola, villaggio di jainisti, |Gomatesvara statua, gigante su collina, bacini per le piogge, cisterne e terme, vado su quemado colle, dove |Chandragupta parla, sussurra sua storia, di khan e poi eremita, sul colle del tempio, vento antico soffia, misteri degli avi, cascata di intuizioni, tra templi solitari, di Jaina religioni. krishna-insegna-arjuna3.mp3
lume153-Gulliver, medico di bordo, viaggia tra mondi che deformano la misura dell'umano. Nell'isola di Lilliput, è un gigante tra uomini minuscoli, prigioniero di guerre insignificanti e burocrazie assurde: scopre che ciò che appare enorme può essere ridicolo se visto da un'altra scala. Nell'isola di Brobdingnag la proporzione si rovescia: lui è minuscolo tra giganti; il re dei giganti, ascoltando il racconto delle guerre europee, giudicò l'umanità come una specie violenta e infantile, incapace di vera saggezza. Attraverso questi due mondi speculari, Gulliver comprende una lezione semplice: la grandezza non è una misura assoluta, ma un punto di vista. Chi si crede gigante può essere lillipuziano agli occhi di un altro, e chi si sente piccolo può essere immenso in un contesto diverso, ogni potere e orgoglio si dissolvono se cambi punto di vista, e con esso cambia anche il giudizio morale. La vera crescita non consiste nel diventare più grandi degli altri, ma nel riconoscere la relatività delle proprie misure. A Laputa incontra sapienti sospesi in teorie, scollegati dalla realtà concreta: la ragione senza esperienza diventa astrazione sterile. Nel paese degli Houyhnhnm, i cavalli razionali governano con armonia, mentre gli umani (Yahoo) appaiono dominati da istinti caotici e violenti. Gulliver entra in crisi: non sa più cosa significhi essere umano. Comprende che civiltà, ragione e progresso possono mascherare ipocrisia, violenza e autoinganno. Ogni società si crede centro del mondo, ma è solo una prospettiva tra molte. La vera conoscenza nasce dal ribaltamento dello sguardo: serve umiltà per vedere i propri limiti senza autoinganni, poichè l'uomo è parte di un ordine più vasto e mutevole. Come Seba nel viaggio lungo il Gange, anche Gulliver attraversa mondi diversi che lo costringono a cambiare prospettiva: città, villaggi e sistemi sociali diversi rivelano che la realtà non è unica ma stratificata. Seba osserva il contrasto tra sacro e sopravvivenza quotidiana, tra città e villaggi. Gulliver scopre il contrasto tra ragione e follia, grandezza e piccolezza. Entrambi scoprono che la realtà non è unica ma stratificata, e ogni incontro è uno specchio che trasforma chi osserva. Il viaggio diventa una pedagogia dello sguardo, dove cambiare mondo significa cambiare misura, e quindi, cambiare se stessi, Jonathan Swift.

180:lume180-Molti popoli tradizionali hanno riconosciuto nella festa una medicina della comunità: dopo la pesca, i Payagua si riuniscono per bere, cantare, suonare le maracas e danzare insieme. Il tempo del lavoro lascia spazio al tempo condiviso, che rinsalda i legami e restituisce equilibrio. Paolo Mantegazza osserva come danza, musica ed ebbrezza rituale accompagnino numerose culture indigene, come modi per modificare lo stato di coscienza e rafforzare il senso di appartenenza. Anche la danza dei dervisci trasforma il movimento in contemplazione. La festa non interrompe soltanto il lavoro: interrompe anche il tempo lineare. Ricorda che l'essere umano non vive solo di produzione e rendimento, ma di alternanza fra azione e gratuità, fra fatica e celebrazione. Rousseau osserva che l'uomo, prima della civiltà moderna, seguiva il ritmo delle stagioni, dei raccolti e dei bisogni del corpo. Con il tempo degli orologi e della produttività, il ritmo naturale si spezza e il tempo diventa misura, disciplina e potere. Ritrovare il tempo della festa significa allora ritrovare il tempo dell'anima: un tempo in cui memoria, presenza e immaginazione tornano a respirare insieme.| Il sogno mostra un'immagine in cui Verdefesta è una collina verde attraversata da un movimento condiviso, un piccolo fiume che trova il mare senza forzature, bambini, piedi nudi, una festa che emerge dalla vitalità stessa del paesaggio. Jung e Von Franz la chiamano prospettiva del Sé: una visione più ampia dell'insieme. Il sogno mostra molte persone che spontaneamente convergono nella stessa direzione: ciò spesso rappresenta complessi psichici che hanno finalmente trovato una direzione comune, è una migrazione naturale. Il mare è il grande inconscio. Tutti sanno dove andare. Anche il fiume. Il sogno dice: Non hai bisogno di vedere la meta. La direzione è già iscritta nel movimento. Serpeggia dolcemente, anch'esso cerca il mare. Per Jung il fiume è spesso il tempo della vita. Vorrei bere ma non posso. Perché è come se fosse una mappa. Per bere dovresti farti umano tra gli umani. Von Franz dice: l'Io osserva ancora la vita, non la vive completamente, per nutrirti dell'acqua devi incarnarti. Entrare, non contemplare. Bateson aggiunge: Tu sei nel livello della mappa, l'acqua appartiene al territorio, la mappa non è il territorio. Per bere serve il corpo. Milton Erickson usava continuamente metafore di persone che osservano qualcosa senza ancora entrarci. L'inconscio mostra una situazione: la festa è già iniziata, il fiume esiste, la direzione è giusta, manca solo un passaggio: entrare. Per Jodorowsky il simbolo vuole essere incarnato, non interpretato, così lui vede il sogno in modo teatrale, dove l'atto psicomagico sarebbe: andare davvero a bere da un ruscello, o mangiare un cocomero i nell'erba. Per Groddeck, l'Es sa già dove andare, l'acqua non discute, scorre, l'Es ha già deciso. Tu stai cercando di sistemare le carte, l'Es invece sogna una collina, un fiume, gente, bambini, estate, surf, come se dicesse: il progetto è vivo, smetti di controllarne tutta la forma. Kaplan-Williams distingue il messaggio universale dal messaggio personale. Universale è acqua → nutrimento psichico, collina → prospettiva, mare → totalità, festa → energia vitale. Personale è la Libertà della verdefesta, libertà è vivere con accanto un grosso cocomero per tutto agosto. Il sogno risponde mostrando una collina verde, un fiume, gente scalza, estate, bambini, movimento, mare. Il cocomero appartiene allo stesso campo simbolico, è acqua resa frutto, estate che si può mangiare, abbondanza semplice. 
lume180-Seba sogna di osservare dall'alto una grande collina di prato verde. È agosto, molte persone, soprattutto indigeni a piedi nudi, scendono verso un mare che non vede ma che intuisce, perché alcuni portano tavole da surf. Accanto a loro un piccolo fiume serpeggia dolcemente nella stessa direzione. L'atmosfera è di festa: nessuno appare affannato, qualcuno sembra quasi sciare sull'erba, altri saltellano, come se la gravità non fosse un peso ma un invito. Qua e là compaiono bambini, come germogli di qualcosa che sta nascendo. Seba vorrebbe scendere a bere l'acqua del fiume, ma non ci riesce. Comprende che sta osservando una mappa: per bere dovrebbe farsi umano fra gli umani, entrare nel paesaggio invece di contemplarlo dall'esterno. Al risveglio riaffiora una frase pronunciata il giorno prima da sua moglie: Libertà è vivere con accanto un grosso cocomero per tutto il mese caldo di agosto, la riconosce come una Verdefesta. La vita scorre già verso il mare, anche il piccolo fiume conosce la strada; finché resta spettatore può vedere l'acqua, ma non dissetarsi. Alcune comprensioni chiedono di essere vissute prima di essere comprese. Chiediti: quale parte della mia vita sta già cercando il mare, mentre io continuo a guardarla dalla mappa? Dove la vita mi invita a entrare nel paesaggio invece di osservarlo?

199:sogni59-lume199 SCEGLIERE: il sognante si prostra davanti al cerchio sacro, |scelta è dare all'energia una direzione e non un altra; diciamo Si a una cosa e No a tutto ciò che li si opporebbe; ciò che scegliamo è ciò che diventiamo, e saremo più conosciuti per le nostre scelte che per le nostre parole; sto usando il mio potere di decidere solo per me stesso o per uno scopo più grande? rompere i miei obblighi e liberare vitalità? quale è l'unica scelta che faccio nella scelta di ogni giorno? Posso scegliere la totalità, e solo le scelte vengono scelte. Tuo compito è impegnanrti ad affrontare le conseguenze delle tue scelte. IMG8: Ponte (il sognante attraversa la grande gola, scegli e non guardarti mai indietro). Segnale-di-Stop. (procedi a fianco dell'energia e non contro di essa, ogni volta che sei fermato, lascia passare, poi scegli di continuare). Sbadiglio (regressione è quando scegli di procedere solo stando accanto ai tuoi limiti). Carnet-assegni (scegli dove mettere o meno le tue energie)Carezza (più sei legato, intimità, e meno sei bisognoso, crea sistemi di sostegno reciproco per soddisfare i tuoi bisogni). Pulsante-emergenza (cambia vita facendo scelte che ti impegnerai a seguire). Incrocio (dove ti trovi è dove sei destinato ad essere, vai dove la scelta conta). Nave (naviga di notte mostrando che ciò che sta fuori non è ciò che sta dentro, significa autoilludersi; fai delle scelte che leghino l'interiore e l'esteriore). |Con-arte-e-con-ingegno si acquista mezzo regno| La cosmogonia dantesca si basa sull'astronomia tolemaica e sulla fisica aristotelica, con una Terra divisa in semisfere, al centro della quale si trova Gerusalemme. Nel poema, le anime sono trasformate a causa dei loro peccati: i suicidi, ad esempio, si mutano in alberi nodosi. Dante descrive le pene infernali e le purificazioni nel Purgatorio, in cui le anime espiano i vizi; nel Paradiso, le anime beate, in una forma di armonia celeste, giungono a Dio. La struttura cosmica del poema è simmetrica e segue il modello astrologico, con nove cieli e l'Empireo, simbolo della perfezione divina. Dante usa una pluralità di stili e linguaggi, dal volgare per le anime dannate, all'alto per le anime beate. In un viaggio che simboleggia il cammino dell'uomo verso la salvezza, il poeta, accompagnato da Virgilio e Beatrice, esplora la redenzione attraverso la sofferenza e la purificazione. Commedia è narrata a Cangrande, signore di Verona, che ospita il poeta, scritta in endecasillabi, con accento su decima sillaba, metro tipico medievale, per le laudi religiose; canto 9 ha sempre Cosmogonia, poichè numero perfetto, canto 6 sarà politico, poichè numero imperfetto, Terra divisa in semisfere, di terre emerse al cui centro, si trova Gerusalemme, e quella delle acque, al cui centro si trova, la montagna Purgatorio, antipodi di Gerusalemme, città al centro dei continenti. Commedia è come Eneide, e Metamorfosi di Ovidio, opere contemporanee, presenti in tre cantiche, un repertorio mitologico, immagini e personaggi, esseri umani trasformati, in piante animali e sassi, acqua elfi e divinità. Ovidio narra storia mondo, come varie trasformazioni, in termini cambiamento, Dante pone Ovidio in Limbo, con Lucano Omero e Orazio, Commedia è opera di metamorfosi, per dannazione o purificazio, mutati in piante od animali, come il canto dei suicidi, mutati in alberi nodosi: fronda verde ma di color fosco, non rami schietti ma nodosi e nvolti, non pomi v'eran ma stecchi spine, Arpie strazian questi alberi, mostruosi esseri dal volto donne, e corpo di uccello rapace, provenienti da Eneide, a cui Dante assai si ispira, per personaggi dello inferno, cui metamorfosi è incompleta, interrotto così che, due esseri eterni insieme, Gerion Centauri e Minotauro. Enea dopo caduta Troia, giunto peregrino in Tracia, intende insediarsi coi compagni, e per ornare un altare, svelle tre volte un cespuglio, ma i rami grondano sangue, fuoriesce poi una voce, che lascia Enea stupefatto, è Polidoro figlio a Priamo, ucciso a tradimento: Virgilio vede person nascoste, nel folto bosco a lamentarsi, esorta Dante a spezzar ramo, a rendersi conto dei lamenti, il tronco grida color sangue, e Dante ha rimproverato, per la mancanza di pietà. Virgilio allor gli spiega: che anima del suicida, fa metamofrosi dell'io, per avvicinarlo a redenzione, in itinerario mentis Deum, a condurre umanità, dal clamore planetario, al silenzio interiore, per meditare intimamente, sul senso dare all'esistenza. Dante insieme alle anime, si purga in Purgatorio, condivide punizione, o percorso penitenzia, tra cani porci e rane, buoi caproni e delfini, lontre anatre e cicogne, topi lucciole e pesci, colombi pecore e leoni, sparvieri gru e cornacchie, orsa e pipistrello, settima bolgia ottavo cerchio, destinata ai ladri, il serpente e il dannato, uno di fronte all'altro, si scambian le nature, serpente sembianze umane, e il dannato muta in serpente, Virgilio dice a Dante, non ti curar di loro, ma guarda e passa avanti, con mente pura di Shaolin, tra Lonza Leone e Lupa, Caronte e Minosse, Cerbero Cane a tre teste, arpìe furie e Medusa, Lucifero e Malacoda, Minotauro e Caco, Centauri e Giganti, Proserpina e Belzebù, nome al principe dei Demoni, Gerione drago faccia d'uomo, e corpo di serpente, zampe pelose da Castoro, mentre in paradiso trova, Veltro Cane caccia, ch'è Bartolomeo Cangrande. |Selva oscura presso Yoros, introduca a cavità INFERNO, fatto a cono rovesciato, la cui punta tocca il centro Terra, con infisso Lucifero, per la eternità, angelo ribelle di Dio, da qui diparte un cunicolo, che attraversa boreale, sbuca attraverso un pertugio, ovvero una fessura, sulla riva di montagna, detta del |PURGATORIO, anch'essa a forma cono, diviso in due parti, Antipurgatorio e Purgatorio, dove le anime si purificano, del loro peccato. Il cono è tagliato su cima, dove si trova Eden, il Paradiso Terrestre; nacque montagna Purgatorio, da massa di terra spostata, dall'arrivo di Lucifero, così tutte anime disposte, nei cerchi cornici, in base a principi di etica, e morale cristiana, in posizione ribaltata, rispetto allo Inferno. Anime adatte a purificarsi, prima di giungere a perfezione, per accedere al Paradiso: in sette gironi si purifica, uno dei sette vizi capitali, anima deve soggiorna per un tempo, proporzionale a gravità, Antipurgatorio dà riparo, ai pentiti in ritardo, ovvero i negligenti, che non seppero amar Dio, spiriti penitenti collocati, a seconda de vizio che ha reso, imperfetto il loro amore. Dante usa più stili, linguaggio alto e solenne, e linguaggio medio e volgare, usato a descrivere, le bassezze di anime infernali, e le pene orrende e degradanti. Dante dopo Inferno discesa, e ascesa al monte Purgatorio, spicca infine il volo, per traversare i nove cieli, e giungere a vision di Dio. In cima al Purgatorio, dentro Eden giardino, Virgilio guida lo lascia, per ritornare alla sua sede, il Limbo anime dei giusti, vissuti pria del Cristo Redentore, lo sostituisce Beatrice, che lasciò suo seggio fra i beati, per accompagnare il pellegrino, attraverso i nove cieli, che circondano la Terra. |PARADISO di anime beate, tutte nello stesso posto, come una rosa in Empireo, scendano a incontrar Dante, nel cielo che per virtù, meglio ispira vita terrena., così son anime tripartite, in base a chi guadagna il Paradiso, grazie a proprie virtù, della vita mondana, o virtù di vita attiva, e virtù di vita contemplativa. Terra immobile al centro, attorno a essa atmosfera, limitata da sfera fuoco, che segna il confine, tra la parte corruttibile, e quella eterna di universo, in una esiste la morte, perturbazioni atmosferiche, mentre al di sopra sfera fuoco, tutto eterno immutabile, non soggetto a perturbazioni, nove sfere celesti, di stelle e costellazioni, ruotan recando armoni suono, nel canto dei beati; sopra a sfere celesti, si trova l'Empireo, dove abitan beati, in forma di un vasto fiore, con al centro tre persone, Padre Figlio e Spirito Santo, circondate da cori angelici. |Dante scrive suo Poema, in vent'anni di lavoro, senza perdere il controllo, a rivederla e ritoccarla, fino al tempo licenziarla, solo quando scade il tempo, la sua Opera girava, mentre Dante ancor scriveva, senza far la revisione, chiusa ermetica cassetta, Dante scrive in Purgatorio: non mi posso dilungare, perché piene son le carte, ordite a cantica riuscita, a preservare Geometria, emblema cosmo dentro caos, della luce o del silenzio, è un linguaggio come il Pope, come il verbo crea ogni cosa. Can Grande ascolta suo Poema, in assenza ultimi canti, poema sacro al quale han posto, cielo e terra loro mano, al centro sta Stella Polare, chiave mappe tolemaiche, progettate avan stesura, primo cinquanta e cento canto, danzan ritmo del valzer, tra una punta e altra della stella, son disposti i pianeti, e nei primi dode canti, brillan tutte e tre le mappe, a indicar causa finale, cioè pietra filosofale. Stella Polare indica il Nord, da cui parte il proemio, che inizia quando il sole, sorge a Est nel segno Ariete, narrazione dunque inizia, al contempo a nord e est, il pellegrino viaggia a sud, in senso orario segue il sole, traversando costellazioni, collocate in antiorario, marzo febbraio gennaio ecc, come in processi iniziazione, dove orbita infin ribalta; sui vertici a un quadrato, 25 canti a lato, occupan nord-est, sud-est sud-ovest e nord-ovest, Centauri regna nigredo-terra, Dioscuri regna viridis-aria, la fase verde intermedia, da nigredo Num che bolle, il Grifone regna albedo-acqua, mentre Aquila rubedo-fuoco, 25 canti a ogni fase, di grande opera alchimia, poema inizia in rubedo lampo. Luna regna notte infernale, Sole torna e risplende, a sud tropico Capricorno, Marte oppone al ciel Saturno, Beatrice incontra in segno Vergine, tra Venere e Mercurio, due stelle degli amanti, Mercurio domina la pietra, poichè è stella filosofale, mentre Giove è fuoco lume, Saturno muta piombo in oro. Pur medaglia rosacroce, somiglia a stella dante, Rosa hikurì a 8 petali, Mercurio domina Polare, che fissa punti equatoriali, Polo Nord e cinta Sud, tutto inscritta entro Zodiaco, Luna riflette Venere, Sole riflette Giove, Marte oppon flette Saturno. Poema inscritto a circonferenza, la nostra Terra rappresenta, contempla il cielo a 360, orizzonte in estensione, equator celeste è Primo Mobile, e rappresenta il suo Poema, che mette in moto tutti i cieli. Equator Celeste avvolge tutta, la Terra circonferenza, Poema nasce in Ariete, quando nacque l'Universo, nel solstizio Capricorno, Dante esce dalle tenebre, e comincia ascesi al cielo, la salita al Purgatorio, è nel segno di Chirone, il Sagittario Guaritore. Dante in segno Vergine, entra in Eden virginale, illuminato da Venere, che sorge in segno Pesci, qui incontra Beatrice, nella porta solstizio Cancro, dove Sole giunge a zenith, ultima fase di ascensione, poi a equinozio primavera, con Ariete scende in Terra; nel segno dei Gemelli, porta inizia sua nascita, da selva in Inferno, e nel Cielo di Saturno, che dal piombo muta in oro, la selva è presso Yoros, Gerusalemme in ciel Saturno, da cui parte la Via Dritta, in emiciclo boreale, al centro Polo Nord, dove Lucifero cadde, scavando voragine infernale. Stella Polare giace in mezzo, tra ciel Saturno e monte Purgatorio, 45 a sud del Capricorno, mi avean trasportato i lenti passi, dentro alla selva antica, che io non potea veder la entata, mi fa giunger dentro Eden, quando sono in Purgatorio, stesso identico luogo, diventa selva oscura, quando sono nello Inferno, poco ricordo come vi entrai, siamo al canto 51, tratta la stessa selva, due volte detta nel poema, epifania del risveglio, cammina uomo in stessi luoghi, ma li vede trasformati, in virtù della sua luce: se il Risveglio muta selva, da aspra e forte in divina e dolce, crea un antica Agricoltura, da cui nasce primavera, frutto di iniziati, mutamento interiore, genera quello esteriore. Stella polare in sincronia, contraltare a smarrimento, fa guardar con occhi nuovi, reca un senso a smarrimento, quando fà suo ingresso inferno, dentro prima delle mappe, vagabonda in tutti i cieli, in circolare suo Poema, quando scende da Empireo, deposto ai piedi di un monte, causa di felicità, è il monte del Purgatorio, con anime che soffrono, tutta la loro espiazione, tutto il monte cagion gioia. Paradiso a sud-ovest, tra Vergine e Leone, due cani neri in cielo, leone e lince maculata, stanno a guardia dello Eden, Virgilio salva da belve-stelle, invita Dante a un altro viaggio, chiacchierando e passeggiando, fin la porta dello inferno, a nord-ovest dei Gemelli, lui rinasce nel suo segno. |Dante pedagogia, percorre tutti cieli, partito dalla selva, oscura di sua vita, smarrito sente angoscia, cerca la sua stella, inizia a camminar, purga nel coraggio, inferno e purgatorio, ascende al paradiso, nasce uomo nuovo. Virgilio invita Dante, a pescare infinito, il cuore della vita, ha occhi di bambino, coraggio di ardire, nascer 2 volte, mistero infinito, desidera ti vuole. Dante osserva cielo, aprile 477, Sole in Ariete, 7 pianeti vede, chiede alla Luna, le macchie di Caino, zone del digiuno, Cipolla grassa o fina; quan Giove in Ariete, Venere nei Pesci, Saturno nel Leone, punta presso Cancro, ha zampe posteriori, e coda verso Virgo, Dante varca porta, viaggio solitario, in zodiaco stelle, di cielo egiziano, esser nati al mondo, è tua vocazione, ignavi han mai deciso, vivon opinione. 29imo canto purgatorio, Giovanni Geremia, Zaccaria Ezechiele, Daniele ed Isaia, visioni 486, Grifone chiede a Urania, semplificar concetti, visione sovrumana; sotto bel cielo, diviso a 24 seniori, due a due coronati, escono dal giglio, cantan benedette, bellezze tue eterne, tra fiori erbe, che libran genti elette; seguon 4 animali, coronati in alloro, venire con sei ali, vento nube e igne, carro con 2 ruote, grifone alato tira, africano augusto, Beatrice ci invita, desiderar le stelle, ogni de-sideris, è voglia di infinito, con canti e ngombi, lei muta il cercatore, in essere che sente, amor che muove sole, e le altre stelle. Beatrice vede certo, che sorgon costellazioni, senza umano impedimento, annunceran messo celeste, che ucciderà ladra, cioè Chiesa prostituta, e il gigante Re Francia, traditor di vera Chiesa, di Cristo ed Impero; il messo del cielo, ha nome in enigma, cinquecentoquindici, citazione Apocalisse, qui sta la sapienza, calcoli nume bestia, chi ha intelligenza, rappresenta un nome d'uomo, cifra seicentosessantasei, tradotto da molti, nella parola DUX, Domini Xristi Vertagus, khan Enrico Lussemburgo, o Cangrande della Scala, suo vicario imperiale. Dante scrive in Paradiso, Beatrice fè qual fé Daniello, Nabucco zar levando ira, che avea fatto ingiusto fello, Beatrice svela dubbi a Dante, come fece Daniele, calmando ira al khan. Daniele smascherava, sacerdoti del dio Bel, uccise drago a Babilonia, che legittimava il re, da questi vien gettato, in fossa dei Leoni, salvato e rifocillato, da Dio eterno amore, che dopo mesi e anni, gli fa capir visioni, a mezzo intercessore, Gabriele oppur Michele, infine ottiene aiuto, per tre amici alla fornace, da un angel protettore, grazie a sua preghiere, poi sogna quattro bestie, ovvero quattro imperi, e avvento Regno Dio, sogno, alla fine di ogni ciclo, Settanta Settimane, e Uomo in veste Lino. Legge e interpreta sogni, del capro e del montone, la scritta sul muro, al banchetto Baldassarre, e sotto re Ciro, un giovane Daniele, difese la Susanna, accusata da due anziani, che volevano abusarla. Nel sono della statua, di Nabucco zar, un masso abbatte statua, e dà vita a un regno eterno, appare Gesù Cristo, vero Re dell'Universo, che abbatte ogni potestà, e fonda un Regno senza fine. Dante legge Daniele, a restituir speranza, in oltraggi e persecuzione, dando forza al credente, promette la venuta, del Figlio dell'Uomo, per Chiesa dei Giudei, trascinati a Babilonia, a viver persecuzioni, cita il colosso grattacielo, in oro argento bronzo e ferro, e piedi in lega e Creta, un macigno da montagna, sgretolerà ogni potenza, e ogni feroce persecutore, sostenendo tutti noi, nel faticoso cammino, fino al Regno di Dio, che succede in cataclisma, ai quattro regni umani, la irruzione di Dio, come pietra oppure falco, che dall'alto frantuma, la civiltà dei metalli, è realtà misteriosa, che riscatta gli oppressi, e compie storia del regno, di libertà e giustizia, lo dice in molti modi, il nome di Daniele, cioè Dio fa giustizia. Giona scrive esilio, rivela la visione, Dio rovescia i potenti, e gli umili innalza, tutti i Vangeli intessuti, al Libro di Daniele, fonte di Sapienza, che da Dio scioglie enigma, del sogno dimenticato, cuor di libro di Sapienza, grazie a Spirito Santo. Dante e Daniele, descrivono due imperi, profezie post-evento, e storiche ricorrenze, il ferro assieme argilla, vuol dire che due parti, si uniranno in matrimoni, in ogni età dell'Oro, come Esiodo insegna: oro prima stirpe, degli uomini mortali, fecer Numi eterni, vissuti sotto Crono, sovrano di ogni cielo, poi seconda stirpe, scade in argento, viveva cento anni, vicino a dolce madre, cresciuti vivon poco, crucciati dai dolori, per loro stoltezza, a non servire il Cielo, e reciproco oltraggio, non seppero astenersi. Giove poi modella, una terza progenie, di genti mortali, di bronzo dopo argento, cruda e terribile, nata dai frassini, pianto ed ingiurie, portano terra a partorire, quarta stirpe sopra zolle, che Giove Cronide fece, a miglior guisa giusta; poi quinta stirpe, progenie di ferro, sen tregua un sol giorno, sempre nel travaglio, di pianto e insicurezza, di essere distrutta, da Dei giorno e notte. La progressiva decadenza, ricorda libro Genesi, dove uomo innocente, esce da Iperborea, attraverso il fratricidio, e il peccato dei Giganti, a uno stato di violenza, che causa il disastro, del diluvio cataclisma. Ovidio pur riprende, il mito Età dell'Oro, felici e senza leggi, in spontanea lealtà, come in Dao Laozi, sostituita da altre età, dove violenza e corruzione, dilagan progressive, attirando collera divina; Saturno fu cacciato, in tenebre Tartaro, il mondo cadde sotto Giove, che avvia età di argento, peggiore della aurea, ma meglio del bronzo, che segue in terza nota, indole più crudele, e proclive a orrore armi, degenera nel ferro, per ripartir in oro, dopo il Purgatorio. Scienza moderna usa, il sogno di Nabucco, dopo età metalli, fa seguire Neolitico, età di Rame e Bronzo, poi età di Ferro, infine di Silicio, per circuiti integrati. Poema è metafora, del percorso da seguire, per giungere a salvezza, con dotte disquisizioni, dimostra padronanza, dei classici del tempo, Trovatori provenzali, su tutti gli argomenti, come in Libertages. Uomo di Scienza e Filosofia, Fisica e Teologia, Astrologia e Alchimia, Magia e Matematica, da Talete ad Aristotele, Ippocrate e Galeno, Euclide di Alessandria, Plinio e Dioscoride, Tolomeo e Laozi, Isidoro di Siviglia, Beda ed Avicenna. Semiramide regina, diviene leggendaria, per vizio di lussuria, permessa alla sua legge, conquista Egitto e Media, assieme ad Etiopia, sconfigge orde nubiane, Dante la descrive, secondo cerchio Inferno, qual simbolo sovrani, di torbidi periodi. Nabucco Sviatoslav, distrugge il suo Tempio, sui lui piomba il Giudizio, come albero abbattuto, abbandonato ad intemperie, decreto Cielo alto, cacciato dagli umani, dimora con le bestie, pascendo erba e pioggia, sette tempi passeranno, finché tu riconosca, che l'Alto regna tutto, decide ogni destino. Il ceppo con radici, sarà regno ristabilito, quando hai conosciuto, che Cielo è il dominus, re sconta tuoi peccati, con elemosina e con atti, di misericordia verso afflitti, perché torni prosperità. Giudizio apre al perdono, e restaura quel re, alla sola condizione, che il monarca si penta, del peccato di orgoglio, rimuovendo sua statua, che gente obbligata adorava: elemosina salva, da morte e peccato, è un pilastro dello Islam, Dante ci ricorda; in epistola a Cangrande, rivel nome Commedia, è gener letterario, conclude in lieto fine, al contrario di tragedia, che invece inizia bene, e poi finisce male. Foscolo lo chiama, il Ghibellin Fuggiasco, che oppone alla Tragedìa, Eneide di Virgilio, poi Boccaccio reca, laude per il Dante, agginge parol Divina, al titolo Commedia, a metà del Cinquecento, edizione veneziana, il Sacrato poema, descritto dal Dante: figurando il Paradiso, composto in terzine, 14mila versi, in 33 Canti, più uno introduttivo, totale 100 Canti. Commedia racconta, il viaggio del Poeta, ai tre Regni di Oltretomba, fino a veder Dio, accompagnato da Virgilio, cioè ragione umana, che arriva fino a soglie, solo della Grazia, poi ne è illuminata, oppure resta esclusa. ai Cieli Paradiso, Beatrice poi lo guida, donna angelicata, Grazia Santificante, poi arriva San Bernardo, a guidarlo in Chiaravalle, ascesa ad Empireo, devoto di Maria, che aiuta intercessione. Dante vuol condurre, ogni città dell'uomo, a riflettere il modello, della città Celeste, il proposito Commedia, è removere viventes, statu de miserie, al fine di condurli, statum felicitatis. Dante si sente, in missione divina, riportare umanità, e la Chiesa Bonifacio, traviata e corrotta, sulla retta via, attraverso penitenza, sapienza ed ascesi, alla sua vera patria, la dimensione divina. Dante ascensione, la cita Schopenhauer, che traccia un ascesi, ripresa poi da Nietzsche, cambiando pelle, leggero si rende, Aplu spella Marzia, cambia pelle serpente, per ascendere in alto, da eden terrestre, a paradiso celeste; ascesa Nietzsche, divisa in 3 tappe, Leone martello, scompone certezze, Fanciullo recupera, innocenza iniziale, La Commedia può iniziare. rowbotham7_zetetica_e_scritture.m4a
lume199-Alla corte di Cangrande, una giovane pittrice, andava ogni giorno a dipingere, su un lago di montagna, ma un ragazzo misterioso, appariva sempre presso l'acqua: aveva occhi luminosi, e parlava pochissimo, così la donna-pittrice, si innamorò di lui. San Bernardo le rivela, che non era essere umano, ma il drago guardiano al lago. Anche il drago desiderava, vivere accanto alla pittrice, così rinuncia al suo rango, poteri e immortalità, e gli spiriti delle montagne, ne ebbero pietà, trasformano il drago blu, in uomo per cento anni, e permettono ai due amanti, si costruir casa sul lago, vivendo circondati, da nebbia e loto bianco. Questa fiaba narra bene, dell'armonia taoista, amore tra specie diverse, e metamorfosi consensuale, simile al gioco delle api, nella rosa dei beati. Dante spiega a Cangrande, Empireo è il cielo unico, dove i Beati vivono di amor divino. Beatrice torna in Rosa dei beati, mentre Dante guidato da San Bernardo, si capovolge nel Primo Mobile, e giunge al Cielo del trionfo, delle gerarchie angeliche, tutte attorno a un punto di luce, immobile ed eterno, che rende ogni stella luminosa. Universo capovolto, in cui la spirale lo porta verso Dio, motore immobile dell'Empireo, Amore e Luce senza confini, ecco la perfezione: più un corpo si avvicina a Dio, più è perfetto.

213:sogni33-lume213 ASSORBIMENTO: quando l'identità individuale è divorata da forze che la distruggono. L'estraneo ballando la fa affondare nelle acque vorticose della caverna. Scopo della identità individuale è scegliere di resistere alle forze archetipiche o seguirle verso un destino estatico, funesto ma mitico. Sentendoci inadeguati, potremmo desiderare di identificarci con uno spirito/archetipo, sacrificando così ogni capacità di realizzarci come umani consapevoli. Difenditi impegnandoti in un |atto-integrato che rafforzi il tuo essere mentre crei con l'ausilio di forze superiori in modo equilibrato. Tuo compito è sfidare coloro che ti mettono a terra nella di tutti i giorni. IMG8: Buco nero assorbe tutto nelle sue profondità (il punto di non ritorno è quando neghi la verità: affronta la realtà delle tue scelte nel miglior modo possibile). Persona grassa Mangia (i bisogni sono meglio trasformati che soddisfatti: ricrea i tuoi bisogni invece di soddisfarli semplicemente). Bottiglie vuote ma il bicchiere è mezzo vuoto (accresciamo la paura per aprirci dei varchi: impara a temere il più possibile le cose reali). Api attaccano il sognante (più cerchiamo di controllare più siamo controllati: affronta le tue insicurezze invece di esserne sopraffatto). Spugna usata per assorbire ciò che è stato versato (i bisogni insoddisfatti i colmano: rischia di rispondere ai tuoi bisogni invece di ritrarti dinanzi ad essi). Con la |Masturbazione raggiunge il |piacere (dobbiamo perderci per ritrovarci: fai solo ciò che dura più di un attimo): il sognante è irresistibilmente Attirato nel tunnel (ci sono momenti in cui l'ultima scelta che ci resta non è più una |scelta: scopri che cosa realmente motiva la tua vita). Guru ha i suoi seguaci (proiettiamo fuori ciò che non siamo in grado o non vogliamo integrare nel nostro intimo: ogni giorno riappropriati di una nuova proiezione). Chi inizia a mentire, finisce a ingannare, ma il mare inghiotte tutti, civili o selvaggi| Mazza di Tamburo (Macrolepiota procera) è un fungo tipico di prati, boschi e bordi di strade, che cresce in gruppi o solitario in estate e autunno. Ha un cappello a squame e un gambo con anello mobile. Il sapore del cappello è nocciolato e può essere consumato cotto, ma deve essere ben cotto, perché crudo può causare intossicazione, come altri funghi simili del genere *Lepiota*. Il gambo è legnoso e indigesto, quindi va scartato, ma può essere utilizzato per aromatizzare sughi se seccato e polverizzato. Il cappello giovane è perfetto per frittate o cotolette. Si accompagna bene con timo e origano, e può essere cucinato rapidamente in padella. Prugnolo di Sangiorgio (Calocybe gambosa), fungo di Saetta o musciaron, è un saprofita che cresce in prati, boschi e tra cespugli spinosi come prugnolo e ginepro. È ricercato per il suo sapore gustoso e raro. Ha un cappello tondeggiante e convesso, di colore bianco con un nocciolo chiaro, che diventa quasi piano con la maturazione. La carne è compatta e il profumo è gradevole, rendendolo un ingrediente prelibato nella cucina. Matura verso la fine di aprile e si trova soprattutto in cerchi nel terreno.# |MAZZA-di-TAMBURO, è Macrolepiota Procera, fungo ombrellone, gusto buono del cappello, e gambo più stopposo, vive gregario in prati, boschi e radure, e sui bordi delle strade, compare estate-autunno, anche a piccol gruppi. A |Ottobre lo ritrovo, in cerchio o solitario, ha cappello a squame, gambo anello mobile, facile a staccare; sapore di nocciola, giovani esemplari, consuma sol cappello: ma se mangiato crudo, può intossicare, come simili Lepiota, tu allora fai cottura, pure prolungata, ma evita la piastra, oppure grigliata, in quanto parti interne, restan pure crude. Ottima da cotta, consuma sol cappello, lamelle ancora bianche, prepara cotolette, mentre funghi non aperti, in gustose frittate. Mazza Tamburo gambo, va sempre scartato, legnoso e indigesto, sebben Gambi + giovani, se polverizzati, aromi per i sughi, seccati da soli, perdon tossicità. Timo ed origano, spezie ad esso adatte, ombrelloni in padella, 3 minuti per lato, aggiungi dell'olio a crudo, dopo che hai impiattato. |PRUGNOLO di Sangiorgio, Calocybe gambosa, fungo di Saetta, musciaron Lucania osa, matura 23 aprile, secon stagione altezza, saprofita di prati, ama bosco in cerchi, cespugli spinosi, prugnolo e ginepri; saporito gustoso, ricercato raro, cappello tondeggia, bian nocciolo chiaro, ha forma convessa, infine quasi piano, carne bian compatta, odor sapore grato. 
lume213-Sottosuolo respira, nel fungo Mazza di Tamburo, come un letto condiviso, tra eros e thanatos, Macrolepiota procera, emerge fragile e carnosa, ambigua soglia del piacere, gambo da scartare, ciò che corpo non può trattenere. Mangiare è scelta rituale, tra veleno e nutrimento, ogni boccone pare un patto, con ciò che vien da sotto-bosco, crescono i funghi come pensieri, pensati da ceppi radici e suolo. Funghi otonga del Gabon, crescon su mascelle interrate, nutron figli a generare, forza dei riti in lingua |Popè: otonga-ma-ke-kongoaka gebokoko ge-ma-penda, na mokuya a matsopi na gebokambi kumu ago mbemba. Cranio antenati è rifugio di organismi, in basso c'è la morte (ge tsina ge), in alto c'è la morte (ge ngong ge ma wàa), in mezzo è il pianto di lutto, questà è nostra sorte (ge gatse a gatse ò mà-deaka). Ombe |ma-ngombi ge tsena ombe ma-ng'mbi ma-ngombi ee! ma ngombi ge tsena, ge ngongo ge ma wàa| Ceppo abbattuto (getindo nao-ngoda na mokoko-e) destinato a nutrir terra (o-ma-goga na tsènge), dove i funghi otonga van crescere (otanga ò mà-kè-kongoàkà), e Mwei è spinta nella terra (gebokoko soma ge-ma-penda), dingi-ou mipate mya tsenge, tetà Nzambe! oh Pa! ceppo abbattuto intaglia l'arpa, che suona il pianto del ceppo. Calocybe gambosaè primaverile, dono dei cerchi nascosti, mentre il legno caduto, organizza vita di continuo, così cucina e sottosuolo, son discesa nel mito, dove Ade e Persefone intimità, è coppia ctonia che governa, trasformazione della vita, e ogni fungo è messaggero, di un'alleanza tra la morte, e il sapore nutrimento, che corpo umano assorbe, ripetendo il destin del legno: ciò che si ingerisce, è memoria del limite, tra identità e ambiente, che si sfalda a ogni ciclo. Blu respiro sottosuolo, è un cratere che trasforma, ogni perdita in forma nuova, alchimia di integrazione, la vita mangia sé stessa, per esister continuare.

224:sogni61-lume224 |L'ANIMO: Dittatore (il tuo piccolo viso è ingigantito dalla presunzione, un rigido dominio è esercitato da coloro che odiano perdere il controllo; noi evitiamo di guardare un dittatore per timore che la sua insicurezza metta aggressione sulla nostra strada. Tuo compito è affrontare con decisione l'arroganza e aggressività, in un uomo, in una donna, in te stesso). Padre forte addolcito dall'umorismo (il padre mostra la realtà delle nostre azioni in modo fermo ma affettuoso; le attività della nostra vita devono avere struttura e scopo, altrimenti ci perdiamo in sfrenate e dissipanti attività, mancando di diventare efficaci con la nostra propria abilità e con la nostra visione delle cose. Tuo compito è di avvicinarti alle attività scelte, con valido impegno). Figlio con viso aperto, bramoso se manca il riposo (l'attività può derivare da eccessiva energia o dai bisogni di una natura creativa. Avere interesse in qualcuno dà un centro di interesse che può dare eccitanti risultati; tre le cose, invece di parlare solo, le tramuta in realtà. Tuo compito è cercare attività che ti ispirino e che contengano il massimo delle tue possibilità). Amico del Cuore (perfezione e salvezza sono più nella proiezione che nell'amato. Ciò che ci ispira lo cerchiamo sia mediante le relazioni che trovandolo nel nostro intimo; quando le cose vanno male, non perdere mai ciò a cui il tuo cuore e la sua volontà ti hanno condotto; permettere all'amore di trasformarsi solo in odio uccide l'ispirazione. Impara a camminare saldi su questa terra, anche se i tuoi occhi e le tue fantasie si perdono all'orizzonte).| BUGLOSSA comune, Anchusa officinale, ondulata o arvense, tinctoria bienne, una borraginace, rara perenne, setole miste a peli, fusti ramosi a base, edule AP alcale, x api e cosmesi. Anchusa espande, da steppe Eurasia, segue pascoli ovini, su incolti propaga, 1 stelo lessato, accompagna uova sode, foglie pure lessa, con olio e limone; fusto sotterraneo, radice x decotti, purifica sangue, e calma tossi forti, medio espettorante, fluidifica catarro, infuso infiorescenze, tramite sudore, polmoni intestini, pomate contusione; erba lassativa, diureti rinfrescante, contro reumatismi, + mirra e zafferano, detta lingua-bue, con oppio e giusquiamo, sedativa pare. Foglia cataplasma, contro scottature, afte e pruriti, o screpolature, foglie cime fiori, fresche essiccate, forza sudorife, emolliente depurante. Arabo Abou-rach, padre del sudore, utile nei bimbi, reumatismi forme, infuso calma tosse, croni bronchiti, petali in aceto, aroma fragolino, effetto aceto, suoi peli duri doma. |CINOGLOSSA Creta, Lingua Cane bienne, radice fittone, rosetta e fiori maggi, epatossico abuso, AP alcali difensivi, anche nel miele, frena insetti erbivori, infusi di rado, usa poco miele AP alcali fiori. 
lume224-La Giostra: si racconta che, in un luogo non segnato sulle mappe, esistesse una piccola radura dove una vecchia giostra continuava a girare, anche quando nessuno sembrava azionarla; non faceva rumore, se non quello del legno che respirava e del vento tra gli animali scolpiti. Un giorno arrivò un uomo da lontano, aveva camminato molto e i suoi piedi nudi conoscevano la polvere dei sentieri, la freschezza dell'erba e la pazienza della Terra. Quando vide la giostra non si chiese perché fosse lì: rimase ad ascoltare. Intorno alla ruota cresceva la Borragine, le cui foglie ruvide custodivano piccoli fiori azzurri, come frammenti di cielo caduti sulla Terra. L'uomo sfiorò una foglia e intuì che, ciò che appare duro, talvolta protegge ciò che è più delicato. Salì sull'animale che sembrava aspettarlo, e mentre la giostra girava lentamente, riaffiorarono movimenti dimenticati, respiri antichi e la leggerezza, di quando non era necessario sapere dove andare per continuare il viaggio. Ad ogni giro cadeva qualcosa che non serviva più: una vecchia preoccupazione, un peso portato troppo a lungo, un voce che chiedeva di correre quando era tempo di ascoltare. La Borragine restava ai margini, conosceva il tempo del seme che cresce senza fretta, e il coraggio silenzioso di chi lascia raffreddare le proprie ferite, prima di rifiorire: il suo succo rinfresca ogni cuore affaticato, e il suo colore blu ricorda la calma dopo la tempesta. Quando la giostra rallentò, l'uomo scese. I piedi erano ancora scalzi, ma il cammino era cambiato: non aveva trovato risposte, aveva ritrovato uno spazio dove le risposte potevano nascere, mentre le piante ai margini, sono compagne che tracciano un passaggio. Da allora, chi attraversava quella radura aveva la stessa impressione: la giostra sembrava girare più dolcemente, quando qualcuno smetteva di cercare la strada giusta, e iniziava ad ascoltare il proprio passo. Forse ognuno custodisce una ruota invisibile, e qualche volta basta salire, respirare e lasciare che sia il corpo a girare, a ricordare la via.

228:sogni17-lume228 GENERARE: attingere dalla fonte nuova vita per il mondo. Il pastore affida l'agnello neonato alla sognante perchè ne prenda cura. Spezzato il legame col grembo materno, cerchiamo continuamente di ricollegarci a quella grande linea di comunicazione vitale al fine di avere num e rigenerarci. Quando arriva, accetta il potenziale per intensificare la vita, donando, laddove invitato a farlo, e ricevendo quando devi. Tuo compito è |dare-e-ricevere-energia in eguale proporzione, fare solo una delle due, crea squilibrio e bisogno. IMG8: un Pesce affiora dal mare con un guizzo (ciò che da nutrimento giunge quando è il momento, non necessariamente quando lo vogliamo. Afferra ciò che è disponibile, non ciò che desideri. Un Gattino si sveglia dal sonno (proteggi ciò che c'è di nuovo in te prima di darlo via; mostra vulnerabilità e siine responsabile). La bevanda calda aspetta di essere consumata (dipende dalla nostra consapevolezza stabilire ciò che è bisogno e ciò che è obbligo. Rinuncia agli obblighi e affronta direttamente i tuoi bisogni). Mani curanti ungono la schiena del sognante (miglior modo di donare e imparare a ricevere. Accresci il tuo livello di intimità permettendo a te stesso di ricevere di più). Regali attendono sotto l'albero (solo la vita e non gli oggetti, soddisfano il desiderio. Sostituisci le azioni alle cose che desideri). Una mano amorosa |acCAREZZA tutto il seno (vola verso l'oggetto del desiderio, non allontanartene; trasformate il desiderio nella sua manifestazione). Un bimbo nero e uno bianco si nutrono al petto della madre (dona incondizionatamente o non donare affatto, il tuo compito è arrenderti). La madre spirituale provvede alla Festa (nostro più grande desiderio è realizzare ciò che è più grande di noi stessi; scegli di sedere al tavolo della vita).| Yam, Kumara e Manioca. Dioscorea batatas, o Shanyao/山药, è lo yam cinese, rampicante fino a 3 metri, con foglie opposte e fiori gialli profumati di cannella. In autunno produce bulbilli aerei gustosi come nocciole, propagabili per trapianto o tuberi con gemme dormienti. Ama il pieno sole, tollera leggere gelate e cresce rapidamente, con radici lunghe fino a 50 cm e peso fino a 1 kg, commestibili lessate, al forno o fritte. Nutriente, ricca di amido, vitamine B1 e C, ormoni precursori e acido nicotinico, è studiata come cibo-medicina. Kumara o patata dolce (Ipomea batatas/番薯) ha tralci sottili e rampicanti, foglie simili a edera e polpa arancione. Tropicale perenne, temperata stagionale, ama umidità e sole; i tuberi resistono al freddo, ottimi al forno. La buccia contiene Caiapo, utile per regolare insulina e contrastare il diabete. Nome Nyam in Africa significa assaggiare, e in Polinesia fu scorta dei Moriori. Manioca brasiliana, dopo lavaggio e spremitura per rimuovere acido cianidrico, è alimento base per molte popolazioni, versatile in cucina. Tutti questi tuberi combinano resistenza, nutrizione e adattabilità, rappresentando cibi-medicina e simboli di sopravvivenza agricola.# DIOSCOREA batatas, 山药 Shanyao 薯蓣Shu yu, |YAM cinese igname, luce mountain Yam, nagaimo korean yam, Luce di Steiner, rapida cresce, rampicante fin 3 metri, foglie opposte che distinge, da altre dioscoree, fior piccoli giallini, fioriscono in estate, profumo di cannella,, foglie verde intenso, in autunno bulbilli aerei, gustosi hanno sapore, come una nocciola. Yam propaga bulbi aerei, colti in autunno, dopo maturazione, oppur taglia tuberi, con gemme dormienti, trapianta in primavera, in vasi o nella terra, fuori di gelate. Yam ama pieno sole, e tollera gelate, spesso se ha pacciame. A estrarre radice, scava buche o fai cassoni, secondo anno dopo impianto, tubero sviluppato, lunghi fin 50 centimetri, pesa fino a 1 kg, serba in luogo fresco, al riparo dal gelo, pur diversi mesi, oppure lascia in terra, come Topinambur, scava in inverno, pure 1 metro profondi, han sapore di noce, lessati al forno o fritti, aggiunti a vari piatti, zuppe e insalate. Alimento base in Asia, amido 20%, acqua B1 e C, con ormoni precursori, maschili e femminili, e acido nicotino, Lishizen la studia, qual cibo medicina: la chiama Huai Shan Yao, Steiner la decanta, serba Luce colore, che poi restituisce, durante ingestione. |KUMARA |Patata-Dolce, è |Ipomea-batatas, 番薯Fānshu cinese, convolvulace americana, foglie com edera, rampicanti tralci vivi, sottil fusti assolati, mutano rossicci; in zone tropicali, son piante perenni, ma in zone temperate, vivon stagionali, osservano riposo, nella stagione fredda, kumar arancio polpa, sempre buona al forno. Ipomea a coltura, solo a gemme aperte, dopo 2 settimane, consuma sue riserve, poggia a mensol alta, lascia ricadere, forma 1 cascata, pendenti tralci vede; la foglia teme secco, lei ama umidità, venduta tardo autunno, regge strapazzi, da anfibi lesionata, getta nuovi tralci, estratto di sua buccia, Caiapo chiamato, potenzia insulina, anti-diabete nato, inhame portoghese, Nyam wolof africano, vuol dir assaggiare, kumara in Polinesia, fu scorta ai |Moriori, tubero di Austronesia. |MANIOCA, brasiliana, lavata dalle donne, spremendo radici, a rimuover aci prussico, è cibo di più genti. cibo_patatadolce.m4a
lume228-Nelle terre umide, dove il sole scalda la terra, crescono tre radici antiche di sopravvivenza e medicina: |Shanyao |Kumara e |Manioca. Shanyao è |Dioscorea-batatas, yam cinese rampicante coltivato anche nei giardini steineriani di Dornach e del Lago di Costanza; produce tuberi chiari e nutrienti, consumati freschi, essiccati, in polvere, lessati o al forno. Daoismo e Qigong amano questa radice, che custodisce e rafforza il qi, sostiene milza e stomaco, polmoni e reni, favorendo digestione, respiro ed equilibrio emotivo; adattogena dolce e rilassante, se assunta con regolarità, aiuta in periodi stanchezza, stress e debolezza nervosa, malinconia lieve e squilibri ormonali, sostenendo anche menopausa e impotenza. Puoi usarla per tosse secca, asma e diarrea cronica, inappetenza e indigestione, magrezza e minzioni frequenti, diabete e disturbi della tiroide e nefrite. I nativi usano il succo delle foglie, applicato sulla pelle, contro ulcere foruncoli ascessi, e punture velenose di scorpioni. Accanto cresce Kumara, patata dolce rampicante, chiamata anche Inhame, parente a Ipomea dai fiori azzurri; le sue radici arancioni, serbano calore e nutrimento: cotta lentamente al forno, mantiene meglio l'inulina, mentre sua buccia tien Caiapo, che regola insulina; anche il suo succo, come quello di Piantaggine, spalma su pelle contro irritazioni e dermatiti, allergie e scottature. Manioca terza radice resiliente, cibo base a popoli tropicali. Tutte e tre rafforzano il qi e la stabilità interiore, nutrono corpo e spirito, ricche di amidi, vitamina B1 e vitamina C. Qigong taoista dice: i reni serbano il jing, essenza vitale ancestrale, la milza trasforma questa in qi, il polmone lo governa col respiro, e il cuore lo armonizza in emozioni e coscienza.

232:sogni21-lume232 DONARE: scambio di energie vitali, cedendo ciò di cui non abbiamo bisogno così da poter essere più puri nell'essenza. Il sognante è pronto a ricevere nel Tepee. Molti donano per ricevere, ma il vero dono è ciò che abbiamo guadagnato in modo che una altro possa ricevere nuova vita. Avendo guadagnato qualcosa di prezioso, lo |doniamo-liberamente, dando così conferma di ciò che abbiamo avuto. Sol ignorando i tuoi bisogni potrai realmente donare ad un altro. Tuo compito è ignorare i tuoi bisogni soddisfacendoli direttamente e non manipolando per ottenere qualcosa in cambio. IMG8: un Diamante è trattenuto da due mani incrociate (concentrati nuovamente su ciò che ha più valore nella tua vita). Una donna cura il malato grave (amati nell misura in cui puoi dividere tale sentimento con gli altri). Uva matura sta di fronte alla bestia (quando offri qualcosa, non badare a come l'hai ricevuta: sii disponibile verso coloro che sai non avere nulla da darti). Il sognante fa il bagno all'amante (alcuni ricevono amore e altri lo danno, impara a dare amore sol quando ne stai ricevendo). Il dolce di compleanno viene tagliato per essere servito (esser nati significa essere la prima persona per noi stessi e per la vita, impara a dare tutto te stesso ad ogni momento della tua vita). L'operaio attende al suo compito giornaliero di pulire (servigio è l'eterno lavoro di far pulizia dopo la vita: servi gli altri con alacrità e non con umiltà). Il bimbo riceve una carezza dalla mamma prima di andare a scuola (nel ricevere impara a donare: rispondi con partecipazione ad ogni atto di amore). Arlecchino è il sognante danzano (crea situazioni che permettano una maggior partecipazione reciproca)| I funghi sono una parte essenziale degli ecosistemi, creando micorrizie, simbiosi naturali che favoriscono la crescita delle piante, come pini, abeti e querce. Questi funghi, che si sviluppano sotto terra, sono fondamentali per la salute del suolo, ma vengono minacciati da concimi e pesticidi. Nonostante ciò, i funghi possono tornare a prosperare, migliorando l'ecosistema e arricchendo l'ambiente di piante rigogliose. Le micorrizie si trovano in ambienti come cavolfiori, bambuseti, canneti, e sotto il biancospino, in suoli ricchi di humus decomposto. Questa simbiosi è molto potente e può essere utilizzata in orticoltura, migliorando il terreno mescolando il fungo con acqua. I funghi crescono bene al sole, spesso in fessure di cortecce, dove animali come gli scoiattoli raccolgono le riserve per l'inverno. Tra i funghi più noti, Hemileccinum depilatum, o "leccino giallo", appartiene alla famiglia dei boleti. Ha pori piccoli di colore giallo ocra e un sapore dolce e fruttato, ma emette un odore fenolico che ricorda l'inchiostro. Cresce in suoli umidi e argillosi, preferendo piante come lecci e querce. Porcino (Boletus edulis) appare in autunno dopo le piogge di aprile e maggio, simbionte di quercia, castagno e nocciolo, i porcini hanno carne bianca e pori bianchi, mentre l'Hemileccinum ha carne gialla e un gambo senza reticolo: entrambi sono commestibili e si usano cotti, sottolio o aceto. La loro crescita è legata alle piogge autunnali e può essere favorita dalla luna crescente.# FUNGHI 蘑菇 mogu ecosistema, creano micorrizie, tutti utili sono, selvati o coltivati, cibo e medicine, 2 fondamentali: micorrize e arbusculari, su piante forestali, pini abeti e querce, simbionti naturali, i funghi sotto terra, diffondono lenti, uccisi dai concimi, veleni ed arature, ma torna con sforzo, pianta rigogliosa, odora di fungo, ecosistema sposa. Micorrize cavolfiore, peperon bambuseto, canneto e biancospino, roseto e sottobosco, tre strati humus decomposto, in ultimi tre autunni, ultimo è + potente, mescolo con acqua, in orto poi mi rende. Funghi posti al sole, fessure di cortecce, Scoiattolo dispone, seccare autun riserve. |HEMILECCINUM Depilatum o Impolitum, detto leccino giallo, famiglia boletacea, ma diverso da Boletus, pori piccoli giallo ocra, carne soda che non vira, resta giallastra, edule sapor dolce, odor fruttato ma di fenolo a base gambo, simile ad inchiostro, scarta quan pulisci, termofila e calcicola, simbionte di lecci e querce, carpini e noccioli, solitario o piccin gruppi, suoli umidi argillosi, a inizio di autunno. |PORCINI buon autunno, Boletus edules sono, piogge aprile-maggio, simbionti di nocciolo, quercia e castagno, simili a Hemileccinum giallo, eduli entrambe, boleti han carne e pori bianchi, reticolo su gambo, mentre Hemileccinum, carne gialla sen reticolo, appunto depilato, ma fenolo a base gambo. Porcini cotti o crudi, sottolio od aceto, ritornano con piogge, agosto autunno vedo, luna primo Luglio, trovai 1 Cesarea, 1 cappello arancio, lamelle gialle avea. 
lume232-Il dono del Porcino: dopo una pioggia gentile d'autunno, Pang Ming camminava tra querce, castagni e noccioli. Ai piedi di un vecchio albero vide affiorare un Porcino dal cappello bruno, nato in silenzio grazie all'abbraccio invisibile tra fungo e radici. Un giovane gli domandò: Maestro, qual è il segreto di una vita ricca? Pang Ming sorrise e disse: Guarda il Porcino, tutti ne ammirano il frutto, ma pochi vedono ciò che accade sotto terra, le sue sottili trame si uniscono alle radici degli alberi. Il fungo offre acqua e nutrimento, l'albero ricambia con ciò che sa donare, nessuno prende tutto per sé, e proprio per questo entrambi prosperano. Raccolse il Porcino con gratitudine e lo cucinò lentamente, perché il suo profumo ricordasse il bosco dopo la pioggia. Poi invitò il giovane a praticare il Laqi dello zhineng qigong. Le mani si aprivano e si richiudevano lentamente, come radici invisibili che scambiano energia con il cielo e con la terra. Così è anche il cuore, disse, quando trattiene ogni cosa, si inaridisce; quando dona ciò che ha ricevuto, la vita continua a fiorire. Il giovane comprese che il dono più grande non è possedere, ma partecipare alla stessa armonia che unisce il Porcino, gli alberi e l'intero bosco.

298:ijing52.䷳ lume298 |Quiete (艮gèn La Montagna) Montagne affiancate: la Quiete. Il nobile riflette, senza uscire dai propri confini. Qualunque sia lo sconvolgimento che ha luogo ai suoi piedi, la montagna si mantiene immobile; nel proprio ambiente la persona nobile è simile a due montagne unite tra loro, pronte a sostenersi senza reagire. immobile nel suo mondo interiore, riflette quieto e stabile; esternamente sostiene la situazione senza agire nè cercare una via di uscita: la quiete interiore e quella esteriore si rinforzano a vicenda. Immobilizza il dorso per non avvertire te stesso, attraversi le tue stanze e non vedi la tua gente; nessun errore. Immobile come in meditazione, lascia andare la presa e smetti di inseguire i tuoi pensieri; non devi reagire agli altri, anche se pensi di dover prestare attenzione alla loro presenza e ai loro bisogni, escluderli dalla tua consapevolezza in questo momento è corretto, permani in questo stato di quiete interiore. (Riesci ad accettare la totale inazione? E se questo fosse esattamente il luogo e momento in cui devi stare?). Chi non mangia a desco ha mangiato di fresco| Talpa e Riccio: abitanti del sottosuolo: La talpa vive solitaria fino a 4 anni, ha occhi piccoli, pelo corto e unghie forti come pale per scavare gallerie anche all’indietro. Scava cunicoli a mezzo metro, creando stanze e labirinti per cacciare lombrichi, larve, insetti e piccoli vertebrati. I mucchietti di terra sono prese d’aria o uscite di emergenza. Esce raramente, per accoppiarsi o durante allagamenti. Sensibile ai cambiamenti climatici, la sua attività segnala piogge imminenti. Usa l’olfatto per seguire le prede e rivela la sua presenza con gli sterri. Riccio è animale solitario e notturno, si nutre di lumache, insetti, larve, topi, e talvolta piccoli rettili. Se minacciato, si chiude a palla; temuto da volpi, che lo pungolano con urina per aprirlo. In letargo da novembre a marzo, vive circa 5 anni. Si rifugia tra cataste e fogliame, partorisce tra maggio e settembre. Le sue feci cilindriche (3x1 cm) lo rendono riconoscibile. Nuota bene, attraversa fossati ed emette grugniti simili a un maialino.# |TALPA 鼹鼠 vive solitaria, fino ai 4 anni, occhi piccoli o ciechi, e corta proboscide, pelo corto che permette, camminar gallerie, anche all indietro, unghia lunghe contadine; agiscon come pale, a scavar voltare suolo, scava in inverno, cunicoli a mezzo metro, crea stanze e labirinti, cerca lombrichi, maggiolini e insetti, nidiate topolini, larve ragni e millepiedi; chiocciole e lucertole, attacca facilmente, fa mucchietti terra, prese di aria sterri, uscite di emergenza, lei esce per amori, o allagamenti. Signora in sottosuoli, smuove insistente, terra dalle talpe, segna mutamento, del clima verso pioggia, esce in superficie, frenetica per cibo, cunicoli suoi drena, e assetta bene nido; ramifica scavando, percorre quando caccia se striscia Lombrico, su pavimento pietra, lei con olfatto, ne segue traccia intera, se infilo steli paglia, lungo la galleria rivela il movimento, se caccia o fugge via, solleva mucchi terra, frutto di suoi sterri. |RICCIO in inverno, incontro infreddolito, forse un tardatario, in cerca di un rifugio, lo salvo e lo nutro, con uova latte e frutto, cassa con foglie, giaciglio inverno sfrutto; rumori presso vasi, Riccio caccia lumache, mangia larve insetti, e inter nidiate topi, i rettili se ha fame, anfibi uccelli caccia, a palla si contrae, se sente una minaccia; teme tasso e cani, ma volpe astuta urina, sulla palla-riccio, per farla aprire e poi, lo attacca sul muso: ricci uccisi su strade, son prede di gazze, cornacchie e poiane. Solitario e prudente, di notte si muove, goffo tra le foglie, coi simili scontroso, emette ugual maiale, un leggero grugnito, vive 5 anni, corpo tozzo muso appuntito, tien unghia forti, aculei fin 3 centime, partorisce a maggio-set, poi va in letargo, fino inizi marzo, in cataste caldo anfratto; sa esser veloce, nuota e supera fossati, rivela sua presenza, con cilindri escrementi, salsicciotti appuntiti, con chitina insetto, lunghi 3 larghi 1, che opacizzano nel tempo. 
Dante, la talpa e la luce dell’anima: Dante descrive un momento di sosta nel Purgatorio, simile a una nave che approda: qui si purga l’amore per il bene, quando fu vissuto con ritardo o pigrizia. Le anime, come talpe con occhi cuciti, sono ferite dalla luce del tramonto, simbolo del logos che risveglia, ma brucia. La catarsi è un viaggio cieco e coraggioso, come Giacomo col Cristo, come camminare nella nebbia senza certezze, guidati solo dalla fede. La psiche umana può accogliere l'anima mundi, aprendosi alla luce interiore. L’anima intellettiva, che dà conoscenza e libertà, si conquista attraversando il buio, abbandonando gli occhi del corpo per quelli dell’anima. Dante, cieco come la talpa, ascende coltivando anima e corpo. È Lucia, simbolo della luce spirituale, a guidare questo volo: cieco, ma determinato, verso la verità eterna e il banchetto divino.# |Dante scrive: Fermi come nave a spiaggia arriva, io attesi un poco, a udir novo girone, poi mi volsi al maestro e dissi, dolce mio padre dimmi, quale offesa si purga, qui nel giro dove semo? qui si espia amor del bene, quando è mancante suo dovere; qui si ribatte il mal tardato remo, che fu troppo lento in vita, ma perché tu intendi meglio, rivolgi a me la tua mente, buon frutto avrai da nostra sosta, ci si ferma a dialogare, le mie gambe senza forza, per la fatica di conquista, occhi cuciti delle |Talpe, feriti dal risveglio, del sole del tramonto, il peso di anima ci invade, traguardo a nuovo approdo, catarsi detta in greco, nuova catarsi come nave, che all'approdo arriva. Ora immagia a capire, come luce del tramonto, può ferire occhi via logos, e attivare chiave d'oro, che apre ogni poema Si sceglie il volo in cecità, e senza alcuna promessa, come fà Giacomo col Cristo, come la nebbia di montagna, che non fà vedere nulla, come fossi stato una Talpa, con occhi coperti dalla pelle, ricorda come il sole penetra, debolmente i vapor spessi, quando iniziano a diradarsi, quando accogli anima in te! Tutti possediamo una psiche, che può accoglier anima mundi, spazio animico in cui il corpo, vive il miracolo apertura, di occhi cuciti pelle talpa, quan si risvegliano i sensi, e mondo capovolge dentro e fuori. Liberati dai occhi corpo, dentro le tenebre spesse, si conquista anima intellettiva, che è LUCE conoscenza, libero arbitrio e libertà, per se stessi e gli altri, dentro il |mistero-Elevazione, che è presagio nel sogno, ed è cecità in azione. Dante coltiva Anima e Corpo, per portarla in alto, farla volare come sogno, che ci costringe a guardar cielo, eternità che ci accoglie, al banchetto degli dei, abbandona al volo di Lucia, che protegge occhi dell'anima, ci spinge agire da ciechi, con determinata caparbietà, come Dante quando cieco, conversa con san Giovanni.



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