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Talpa smuove e Riccio mangia topolini | audio:  | video: fauna_talpa_bottiglie-vibrasuono.mp4 | fauna_riccio-domestico.mp4 | fauna_riccio_cornacchia.mp4 | brano: 96_bwiti_Francia_mongongo01.mp3 |
|foto fauna Talpa e Riccio: abitanti del sottosuolo: La talpa vive solitaria fino a 4 anni, ha occhi piccoli, pelo corto e unghie forti come pale per scavare gallerie anche all’indietro. Scava cunicoli a mezzo metro, creando stanze e labirinti per cacciare lombrichi, larve, insetti e piccoli vertebrati. I mucchietti di terra sono prese d’aria o uscite di emergenza. Esce raramente, per accoppiarsi o durante allagamenti. Sensibile ai cambiamenti climatici, la sua attività segnala piogge imminenti. Usa l’olfatto per seguire le prede e rivela la sua presenza con gli sterri. Riccio è animale solitario e notturno, si nutre di lumache, insetti, larve, topi, e talvolta piccoli rettili. Se minacciato, si chiude a palla; temuto da volpi, che lo pungolano con urina per aprirlo. In letargo da novembre a marzo, vive circa 5 anni. Si rifugia tra cataste e fogliame, partorisce tra maggio e settembre. Le sue feci cilindriche (3x1 cm) lo rendono riconoscibile. Nuota bene, attraversa fossati ed emette grugniti simili a un maialino.# |TALPA 鼹鼠 vive solitaria, fino ai 4 anni, occhi piccoli o ciechi, e corta proboscide, pelo corto che permette, camminar gallerie, anche all indietro, unghia lunghe contadine; agiscon come pale, a scavar voltare suolo, scava in inverno, cunicoli a mezzo metro, crea stanze e labirinti, cerca lombrichi, maggiolini e insetti, nidiate topolini, larve ragni e millepiedi; chiocciole e lucertole, attacca facilmente, fa mucchietti terra, prese di aria sterri, uscite di emergenza, lei esce per amori, o allagamenti. Signora in sottosuoli, smuove insistente, terra dalle talpe, segna mutamento, del clima verso pioggia, esce in superficie, frenetica per cibo, cunicoli suoi drena, e assetta bene nido; ramifica scavando, percorre quando caccia se striscia Lombrico, su pavimento pietra, lei con olfatto, ne segue traccia intera, se infilo steli paglia, lungo la galleria rivela il movimento, se caccia o fugge via, solleva mucchi terra, frutto di suoi sterri. |RICCIO in inverno, incontro infreddolito, forse un tardatario, in cerca di un rifugio, lo salvo e lo nutro, con uova latte e frutto, cassa con foglie, giaciglio inverno sfrutto; rumori presso vasi, Riccio caccia lumache, mangia larve insetti, e inter nidiate topi, i rettili se ha fame, anfibi uccelli caccia, a palla si contrae, se sente una minaccia; teme tasso e cani, ma volpe astuta urina, sulla palla-riccio, per farla aprire e poi, lo attacca sul muso: ricci uccisi su strade, son prede di gazze, cornacchie e poiane. Solitario e prudente, di notte si muove, goffo tra le foglie, coi simili scontroso, emette ugual maiale, un leggero grugnito, vive 5 anni, corpo tozzo muso appuntito, tien unghia forti, aculei fin 3 centime, partorisce a maggio-set, poi va in letargo, fino inizi marzo, in cataste caldo anfratto; sa esser veloce, nuota e supera fossati, rivela sua presenza, con cilindri escrementi, salsicciotti appuntiti, con chitina insetto, lunghi 3 larghi 1, che opacizzano nel tempo.
| quidf gemello 298 Dante, la talpa e la luce dell’anima: Dante descrive un momento di sosta nel Purgatorio, simile a una nave che approda: qui si purga l’amore per il bene, quando fu vissuto con ritardo o pigrizia. Le anime, come talpe con occhi cuciti, sono ferite dalla luce del tramonto, simbolo del logos che risveglia, ma brucia. La catarsi è un viaggio cieco e coraggioso, come Giacomo col Cristo, come camminare nella nebbia senza certezze, guidati solo dalla fede. La psiche umana può accogliere l'anima mundi, aprendosi alla luce interiore. L’anima intellettiva, che dà conoscenza e libertà, si conquista attraversando il buio, abbandonando gli occhi del corpo per quelli dell’anima. Dante, cieco come la talpa, ascende coltivando anima e corpo. È Lucia, simbolo della luce spirituale, a guidare questo volo: cieco, ma determinato, verso la verità eterna e il banchetto divino.# |Dante scrive: Fermi come nave a spiaggia arriva, io attesi un poco, a udir novo girone, poi mi volsi al maestro e dissi, dolce mio padre dimmi, quale offesa si purga, qui nel giro dove semo? qui si espia amor del bene, quando è mancante suo dovere; qui si ribatte il mal tardato remo, che fu troppo lento in vita, ma perché tu intendi meglio, rivolgi a me la tua mente, buon frutto avrai da nostra sosta, ci si ferma a dialogare, le mie gambe senza forza, per la fatica di conquista, occhi cuciti delle |Talpe, feriti dal risveglio, del sole del tramonto, il peso di anima ci invade, traguardo a nuovo approdo, catarsi detta in greco, nuova catarsi come nave, che all'approdo arriva. Ora immagia a capire, come luce del tramonto, può ferire occhi via logos, e attivare chiave d'oro, che apre ogni poema Si sceglie il volo in cecità, e senza alcuna promessa, come fà Giacomo col Cristo, come la nebbia di montagna, che non fà vedere nulla, come fossi stato una Talpa, con occhi coperti dalla pelle, ricorda come il sole penetra, debolmente i vapor spessi, quando iniziano a diradarsi, quando accogli anima in te! Tutti possediamo una psiche, che può accoglier anima mundi, spazio animico in cui il corpo, vive il miracolo apertura, di occhi cuciti pelle talpa, quan si risvegliano i sensi, e mondo capovolge dentro e fuori. Liberati dai occhi corpo, dentro le tenebre spesse, si conquista anima intellettiva, che è LUCE conoscenza, libero arbitrio e libertà, per se stessi e gli altri, dentro il |mistero-Elevazione, che è presagio nel sogno, ed è cecità in azione. Dante coltiva Anima e Corpo, per portarla in alto, farla volare come sogno, che ci costringe a guardar cielo, eternità che ci accoglie, al banchetto degli dei, abbandona al volo di Lucia, che protegge occhi dell'anima, ci spinge agire da ciechi, con determinata caparbietà, come Dante quando cieco, conversa con san Giovanni.

| oracolo 298 ijing52.䷳ lume298 |Quiete (艮gèn La Montagna) Montagne affiancate: la Quiete. Il nobile riflette, senza uscire dai propri confini. Qualunque sia lo sconvolgimento che ha luogo ai suoi piedi, la montagna si mantiene immobile; nel proprio ambiente la persona nobile è simile a due montagne unite tra loro, pronte a sostenersi senza reagire. immobile nel suo mondo interiore, riflette quieto e stabile; esternamente sostiene la situazione senza agire nè cercare una via di uscita: la quiete interiore e quella esteriore si rinforzano a vicenda. Immobilizza il dorso per non avvertire te stesso, attraversi le tue stanze e non vedi la tua gente; nessun errore. Immobile come in meditazione, lascia andare la presa e smetti di inseguire i tuoi pensieri; non devi reagire agli altri, anche se pensi di dover prestare attenzione alla loro presenza e ai loro bisogni, escluderli dalla tua consapevolezza in questo momento è corretto, permani in questo stato di quiete interiore. (Riesci ad accettare la totale inazione? E se questo fosse esattamente il luogo e momento in cui devi stare?). Chi non mangia a desco ha mangiato di fresco

|semine: 2019-09-19 scheda
|raccolta: 2025-12-14 riccio-trapasLauro 2019(19set_scheda) talpe-ovunque