|foto fauna Seba osserva la fauna, tra Pontina e Biedano, incontra gatti e cinghiali, cani lontre e donnole, martore e tassi, scoiattoli ghiri e pipistrelli. Tra paludi e boscaglie, ferma a riposare in capanne, osserva uccelli migratori, oche selvatiche e folaghe, starne allodole e tordi, anatre lepri e quaglie. Palude Pontina selvaggina, scoiattoli e ghiro fan provviste, come istrice e marmotta, che vanno in letargo. Seba ascolta uccel notturni, upupe gufi e colombacci, evocan storie di ricordi, lontane in luogo e tempo, come il clan degli Ayandzi, e la tratta degli schiavi, che fuggono alla selva, e incontrano animali, come lontra e rondinella, che indican sentier di vita. Giunto al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, in Gabon dividon clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e altri. Narra mito di Mosuma, lontre gemelle in rio Mososo, scopron radici iboga, mbasoka e nyoke, e tuffatesi nel fiume, ascolta il suono obaka e ngombi, di Granchio Bitoto, che suon con molte dita, e dona agli umani, gli strumenti musicali. Mosuma è Banzioku, che incontra la piroga, condotta da Motembwe e scopre il Mobogwe, il fiume dei ritornati, vestiti in bianco e nero. Il viaggio porta conoscenza: radici strumenti e melodie, connessi alla creazione, dell'Arco di Busenge, a segnare il passaggio, dalla selva al villaggio, da isolamento a comunità. Arco maschio solitario, dialoga con spiriti, mentre Istrice sonaglio chiamalo Bopunda, accompagna le scoperte, e interpretazione segni e sogni.# Seba osserva fauna 动物, tra Pontina e Biedano, mammiferi e pesci, insetti rettili anfibi, il gatto selvatico, detto Felis silvestris, Sus scrofa è cinghiale, Cane e Lontra e altri. Mustela nivalis, donnola martora Martes, Hystrix cristata, Sorex samnitico toporagno, Vulpe vulpes dietro lepre, Lepus corsicanus, tasso Meles meles, topo Apodemus sylvaticus. Sciurus Scoiattolo, Ghiro è Glis glis, Muscardinus avellanarius. Seba incontra in treno, un ingegnere cacciatore, raggiunge al mattino, stazione Fossanova, poi a piedi cammina, fa pause e si riposa, capanne di fortuna, tra anatre lui trova. Lepri in quantità, tra sterpi e boscaglie, indisturbate vanno, tra le paludi langhe, Beccacce e Pavoncelle, costellano palude, quaglie tortore africane, aspetta su dune, stremate dal viaggio, nessuna legge venatoria, arrivano Storni, a nuvole su palude. Folaghe dei laghi, son pure abbondanti, oche anatre selvatiche, grassi volatili, Starne e pernici, Allodola e strigliona, pur Tordi e Ficarola; preda cacciatore, uccelli di passaggio, con cani di supporto, che aman tali terre, un riccio per il sugo, condiva sua polenta. Dopo anni bonifica, di Palude Pontina, rimase ricordo, e scompare selvaggina Seba ancora osserva, uno |SCOIATTOLO antico, che accumula provviste, ghiande semi a guscio, Ghiro e Pipistrello, Istrice e Marmotta, che fanno pur letargo, una sorta ibernazione, metabolismo lento, abbassa lor calore. Seba ancora osserva, un passero che mangia, i fichi più maturi, poi animal notturni, Istrice e Tasso, in trappole di lepri, Averla e colombaccio, Upupa e gufi, Talpa che accumula, frutta nei suoi nidi; affiorano ricordi, di storie da lontano, Ayandzi clan faceva, la tratta degli schiavi, più popoli locali, fuggirono alla selva, incontrarono animali, |LONTRA e rondinella, che gli indican sentiero, a sfuggire pirati, riparo al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, al centro del Gabon: ge-bondje è gran montagna, oggi quasi disabitata, terminato il terrore, si diviser nuovi clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e bianchi, mitici pellegrinaggi, narrati in sequenze ngombi; così un canto repertorio, narra il mito Lontra, sul torrente Mososo, fiume mitico Mobogwe, dove vivon lontre gemelle, una è Mosuma, l'altra e Sombididi. Mosuma un giorno trova, una pianta sulla riva, ne sradica radice, inghiotte pezzi radice, poi si dirige qui, presso cascate d'acqua, dove siamo tutti noi, si siede e sonnecchia: avanti avanti banzi! scendete nel Mobogwe, come vermi in viscere, fin dove i pesciolini, risalgono i fiumi, mangiamo pure noi, ciò che mangiò Mosuma, e da quel giorno cominciò l'usanza di consumar, due varietà radice, mbasoka di mandrillo, e nyoke dell'istrice. Mosuma nel suo viaggio, al fiume di radice, tuffatasi in acqua, sentì il suono obaka, più avanti nel fiume, sentì arco mongòngo, il maschio solitario, che vibra il primo avo, poi vide arpa suonata, dal Granchio Bitoto, con dita fessurate, nelle articolazioni, e mentre ha visioni, sente vibrazioni, che vien da fondo fiume, si immerge poi esclama, cos'è che vibra? scende in profondità, vede il granchio Bitato, beti assai virtuoso, poi sente un fruscìo, è il sonaglio di Bopunda, che crepita all'entrata, dove penetra Disumba, Lontra allor sprofonda, cullata dalla ngombi, e da Istrice sonaglio, poi chiese ed ottenne, i strumenti musicali, e a umani li ha donati. Mosuma è mosema, cioè Banzioku stessa, che incontra la piroga, condotta da Motembwe. |Arco accompagna Povi, discorso in 8 tappe, che canta Ngombi mbembe! nel mito Nzambe kana, evoca tempo anteriore, mondo di cacciator/coglitori, dove Mogongo avo babongo, prega sue reliquie, con melodia ronzante, che stimola bandzi, come il marranzano scacciapensieri siciliano, arco-a-bocca siberiano. Mongongo è avo pigmeo, che dialoga con suoni, a spiriti mikuku, nel folto della selva, con la radice in pancia, e strumenti di Mosema. |Popè: go ndibo go epongo go makungaka ngombi, ye mosuma mwana.. ye ake, Mobogwe. |Mobogwe tseny'edi te mandome, mosuma ya dzuwaka eboge. IT |Mosuma-lontra infante, lascia il fiume per andare, al paese dei mortali, guarda i caduti nel Mobogwe, il fiume dei ritornati. |popè: ngombi mbembe! do disumba mokoko, soke sanga sa bopunda au nzimbe. IT radice di creazione, principio filiazione arco-arpa, dove il viaggio di Mosuma, porta la scoperta, sulle rive del Mobogwe, analogia col viaggio, del banzi entro se stesso, con sonaglioM di |bopunda-ISTRICE, che crepita penetrando, nella stanza nzimbe, mentre Efun |mben-mongongo, è genesi d'arco, che segna il passaggio, dalla selva al villaggio, ARCO di BOSENGE detto Mben tra i Fang, Ngadi dei Kota, mu-ngòngo |lingua-Kikongo, ha più significati, gran nervo e spin dorsale, caverna profonda dove, vivon termiti alate. Mo'ngòngo hai compreso, è maschio solitario, con sua corda unica tesa, mentre arpa è suonata, da molte dita del granchio.
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quidf gemello 110
Muyè sposa spirituale, è un ayami centrale nel lignaggio di antenate che dal Gabon giungono in Camerun e poi in Italia (Nana Nanga, Nana Evissa Tsengue, Nana Ngondo-Dipouma); suo ruolo è guida sacra del tramite tra mondi, chiamata a governare suono, canto, visione, cura e relazione tra il terreno e il divino. Il nganganga assume ruolo di sposo celeste nella cerimonia delle nozze spirituali: compagno e mediatore che aiuta Muyè a incarnare il suo mandato. Le nozze sono un atto cosmico simile al matrimonio dei sufi con Sofia: dichiarano un'alleanza tra il visibile e l'invisibile, tra spirito e comunità. La cerimonia ha tre fasi: richiamo, consacrazione e presa di servizio. Inizia col riconoscimento del lignaggio di Muyè, della sua ascendenza; segue la liturgia del suo ruolo tramite canti, danze, ngombi, presentazione di abiti, stemmi e simboli che identificano la sposa spirituale che instaura il suo equilibrio con lo sposo terreno; infine si proclama la sua funzione operativa: ascoltare richieste, curare, mediare tra spiriti e comunità, rispondere a esigenze materiali e spirituali. Muyè, unita al Nganganga, diventa sorgente di luce, protezione, guida etica. Ella rifiuta la dominazione (imposizione di potere sugli altri) pur affermando autonomia, dignità e responsabilità. Evanga nei suoi racconti narra queste nozze come momento sincretico tra elementi cristiani (sposa, sacrificio, servizio) e nativi (culto degli avi, uso di radice iboga, arpa, reliquie); la cerimonia è festa, ma anche compito, vocazione, impegno. Muyè diviene simbolo di rinascita spirituale: le nozze non sono fine ma inizio di un percorso, in cui il fedele (o la comunità) è trasformato, guarisce, si mette in cammino verso quella unione tra umano, divino, spirito, memoria.|
oracolo 110
lume110- Evanga cita cerimonia, in sacra foresta africana, tra radici intrecciate e luce dorata, le nozze di Muyè, sposa celeste come Ayami, in veli bianchi e pastello, ornata con conchiglie, unisce il suo destino, al nganganga che porta ngombi, docente-guaritore: tra canti e silenzi, e avi e spiriti alla danza, un fascio luce unisce bene, visibile e invisibile, nozze alleanza e vocazione. Muyè incarna tal lignaggio, nel suono d'arpa del suo sposo, alle nozze del richiamo, proclama ora il suo ruolo: ascoltare e curare, mediar tra spiriti e comunità, e rispondere a bisogni. Mosuma lontra del fiume, di spiriti in bianco e nero, immerge in acqua e ascolta arpa, del granchio Bitoto, ricevendo conoscenza, di radice di memoria, mentre istrice sonaglio, detto Bopunda, accompagna passaggio, dalla selva al villaggio. Granchio appare Cancro, Coniglio nel cinese, 21giu - 22 lug, maternità e protezione, cura e nutrizione, come Iemanjá del mare. Muyè e Mosuma insegnano, la cura e l'ascolto, guidano il cammino, a chi ha pazienza Provvidenza. |Ngombi-mbembe! soke sanga sa bopunda au nzimbe ye mosuma mwana ye ake Mobogwe: ascolta e lascia che tua azione, porti armonia intorno a te.
|semine: 2026-03-23 docetIT 2025(init300) 2023(24feb_gae)
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