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voce: amazzonia


fagioliniFagiolo, il ponte tra terra e cielo (30) 30-Fagiolino seminlingua italico | foto tomato | audiolibro | ortomilpa_fagiolini_coltura.mp4 | ortomilpa_fagiolini_concimazio.mp4 | fiaba_jack-sean_beanstalk.mp4 |musica arpa_jack_and_beanstalk.m4a
mamacocaCoca, sogno e cammino interiore (85) 85-Romulo cammina lingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | popoli_kogi-arhuaco-canto.mp4 | barasana_preparation_coca.mp4 |  |musica
iquitosSeba e il ritorno degli amici interiori (86) 86-Don Romulo, curlingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | filosofi_don-emilio1982.mp4 | filosofi_amaringo.mp4 | doc_peyote_road.mp4 |musica 93_yage_rio_momon04.mp3
chininoLe medicina amara della malaria (88) 88-Romulo raccontalingua indocina | foto cibospezie | audiolibro | flora_cinchona_chinino_gintonic.mp4 | balsamo-tigre.mp4 | artemisiannua-cura-malaria.mp4 |musica 32_Batalha.mp3
delfinoIl nome ricevuto dal Delfino (89) 89-Delfini, focenelingua latingreco | foto fauna | audiolibro | popoli_ama-divers.mp4 | fauna_delfino-peter.mp4 |  |musica 94_Iquitos01.mp3
elodeacquaLa fertilità vive nella relazione (90) 90-Icaronde: un relingua italico | foto agrobuti | audiolibro | terra_permaconsociazio_croazia.mp4 | flora_elodea_al_microscopio.mp4 | film_prateria25_uomo-ricco.mp4 |musica casaprateria_sigla.mp4
yanomamiL'Albero che cambia lo sguardo (91) 91-Gli Yanomami vilingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | popoli_yanomami_rito-epena-yopo.mp4 | popoli_yanomami-territorio.mp4 | brasil_yanomami_survival.mp4 |musica 89_los_verdadeiros_curanderos.mp3
giaguaroMedusa guarda oltre il mare (92) 92-I Siona vivono lingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | musica_shipibo-icaro.mp4 | siona_putumayo_colombia1941.mp4 | ayahuasca_tipi.mp4 |musica 94_icaros_hinario.mp4
rospoRana e Rospo accordano l'acqua (94) 94-Rane e Rospi solingua latingreco | foto rettili | audiolibro | fauna_rane_rospi_raganelle.mp4 | fauna_rospo_tesla.mp4 |  |musica 60_eu_chamo_a_forza.mp4
crotoneemIl sangue che diventa medicina (98) 98-Il Croton lechllingua arabindi | foto arboreto | audiolibro | olioneem-saponepotasso_curagrumi.mp4 | flora_croton-lechleri_sanguedrago.mp4 | flora_azadirachta-neem.mp4 |musica sdaime_trabalho_sao-miguel-1mensage.mp4
santodaimeSanto Daime e il Colibrì della foresta (104) 04-Il Santo Daime lingua lusitano | foto agrobuti | audiolibro | santodaime_cruzeiro-irineu61-90.mp4 | santodaime_cruzeiro-irineu91-116.mp4 | santodaime_cruzeiro-irineu117-128.mp4 |musica 54_cruzeiro_universal.mp4
tabaccoLa soglia del respiro (216) 64-lume216-L'OMBRAlingua quechuamami | foto erbefiori | audiolibro | flora_tabacco_salento.mp4 |  |  |musica mongongo2022.m4a
alanirasnaTago e Nevio: il serpente cambia forma (243) 43-lume243-TRASFORlingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | storia_andronico-e-amazzoni.mp4 | storia_petrarca_crea_rinascimento.mp4 | film_spazio1998_odissea.mp4 |musica canto_madonna_lourdes_bernadette.m4a

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30:lume030-Fagiolino semina da aprile a luglio, quello nano o quello che si alza in alto, raccogli da luglio a novembre, mangia il baccello immaturo, e lascia qualcuno a seme, per l'anno successivo. Milpa è un orto che consocia varie piante; nelle cosmologie amerindie gli umani emergono dalla Terra, caverne e mondi sotterranei, per risalire, a mezzo della pianta di fagiolo, attraverso una fenditura terrestre/celeste, detta Sipapuni, da cui l'anima nasce, come nella fiaba di Jack, il cacciatore di giganti: Jack è giovane contadino, scambia sua mucca per fagioli che generano pianta altissima, ponte tra due mondi. Lui si separa dalla madre, sale verso il proprio Sé tra i giganti del cielo: con astuzia e coraggio, salva la principessa, uccide i giganti malvagi, e salva quelli buoni, ruba gallina da uova d'oro, assieme arpa, e conquista la sua maturità. La pianta di Fagiolo collega, conscio a inconscio, dove i giganti sono l'Ombra da affrontare e integrare; l'arpa è voce interiore che risveglia e armonizza la guida degli avi. La fiaba mostra Te, che cresci come la pianta da umano a divino, unendo corpo e anima; rubare ai giganti è riappropriarsi di vibrazione creativa, della forza primordiale. Jack ripete la creazione col fagiolo/axis mundi, e con l'arpa riordina il caos, poi, a mezzo di armonia la vita prospera da sè. Il lume ti chiede: Cosa metti in condivisione per crescere bene insieme, da cuore a cuore, come nella milpa messicana fanno mais, fagioli e zucca? Barbanera dice: Giugno asciutto anno infecondo; prima di condannare aspetta sempre, sii paziente e presente.| Fagiolini figli della milpa, campi con mais, zucca e meloni, equilibrio agricolo e sociale, mangia teneri baccelli, verdi o gialli o lunghi, ricchi di fibre e vitamine, che calmano ansia e fatica, aiutano il sonno ed il colon, sostengono vita frugale. Le varietà rampicanti, come il Dolico stringa, recan raccolti fino autunno, mentre altri in Amazzonia, pure sacri ma tossici (sofora, abrus), sono usati a far rosari, portafortuna quotidiani. Regno di Napoli, terre fiume Garigliano, |Notarjanni 815, nebbie vapori a marzo e novembre, su colline scaldate, luoghi bassi a valle, dove spira il mare.# Gennaro spesso asciutto, Estate rada pioggia, a forza di tropea, sollevata da nord-ovest, se viene da nordest, porta grandin devasta, cime monti neve inverno, ogni pianta adatta: a destra Garigliano, uomo entra a sera, a sinistra di fiume, comodi senza lena, così proprietari, coltivan terre da se, famiglia beve vino, 3 vitti fino a sera, pane grano india, legumi olio base, vesti canapa sono, scarpe cuojo fatte, donna sottoveste, stretta rossa elegante, 10 ducati costa, come zappa pala e falce. Ogni colon divide, campo in 3/4 parti, ha straulo aratro vanga, forcina carro, semina alternato, biade civaje e grane, usati x polenta, lavati oppur tostate. Milpa è 1 campo pulito, seminato a varietà, consociazione di meloni, Mais zucca e avocado, fagiolini e pomodori, con arachidi e girasole. |FAGIOLINI son chiamati, fagioli mangiatutto, se han baccello verde, cornetti o tegoline, ogni regione ha soprannome, baccelli larghi e piatti, Meraviglia di Venezia, lungo e un pò ricurvo, color giallo o viola. Questi teneri legumi, li mangi con baccello, sono un vero toccasana per chi vive in frenesia, contro stress e ansia, vitamina B6, meglio cotti a vapore, preserva benefici, aiuta serotonina, e sonno favorisce, diminuisce la fatica, persino i malumori: Rucola e Fagiolini, antiossidanti naturali, primo è Beta-carotene, che radicali spazza via, con veloce cottura, intatti fino al piatto. Fagiolini e piselli, fibre amiche al colon, riequilibra intestino, sebbene poche proteine, hanno vitamine e sali, e un gusto apprezzato, da adulti e bambini. |SOFORA occhio nero, Abrus precatorius, India Kudra-mane, Dolichos legumi, tossici agli umani, rampicante tropicale, foglie pennate e fiori rosa, reca corti baccelli, semi rosso vivo, con la punta nera, usata x collane, e perle per |rosari, gioielli naturali, |Ayurveda pianta medicinale, braccialetti e cavigliere, allontana malocchio, e invita alla fortuna; tiene abrina tossina, simile alla ricina, di Ricinus communis, in Florida invadente, ha profonde radici, semi in latte bolliti, denaturan proteina, in Borneo e Amazzonia, estetica amica. |Amazzonia è fluida matrice, di umano nato dalla terra, argilla e divina scintilla, di cui si perde la memoria, ma resta grande nostalgia, di ricordar da dove veniamo. Svyatogor gigante-eroe, nella tradizione slava, giunge in isole britanniche, nelle fiabe in Cornovaglia. Fiabe cinesi narrano, bimbi nati da pietre, uova e pesche immortali, fiori e impronte divine, l'uovo cosmico di Pangu, gigante cosmico drago, figlio di vento e luce, che poi sdoppia sessualità: volpi gru e serpenti, alberi e montagne, hanno anima e intenzione, come gli elfi o le ayami, che aiutan loro umani, nella discesa del corpo, o salita Albero cosmico, per anima trovare, sulla soglia tra i mondi. Lo sciamano vien smembrato, sepolto e ridotto a ossa, ma poi rigenerato, nel grembo ritrovato. Devler-gibi in fiaba turca, geni rinchiusi in bottiglie, messe in cave o vigneti, foreste o castelli del cielo, dove un albero gigante, permette raggiungerli, e sui suoi rami sta il nido, di uccello divino Khan Garuda. |Jack della Cornovaglia, uccide una serie di giganti malvagi durante il regno di ­Re Artù: il gigante Cormoran mangia il bestiame, allora Jack lo lusinga o lo attira in una fossa-trappola e lo uccide. Poi affronta altri giganti, libera prigionieri e si distingue per ingegno e audacia; usa cintura magica, stivali, mantello, spada e fagioli magici per salire al cielo dei giganti e rubare tre tesori (oro/argento, gallina che depone e infine l'arpa magica che grida Padrone padrone! quando la rubano) nel castello del gigante. L'arpa è il dono creativo, energia della musica che risuona nell'anima e ci fa alzare al mattino, quando Jack la prende, il gigante viene allertato e costringe Jack alla fuga, ma solo con essa Jack completa la sua via: tagliare la pianta, far cadere il gigante. ravanel-fagioln_semine-a-luglio.m4a
lume030-Jack e il fagiolo magico: un ragazzo vive in povertà con la madre vedova, la mucca che dava loro latte smette di produrre. Jack va a venderla al mercato, ma incontra un vecchio che gli offre fagioli magici in cambio della mucca. La madre è arrabbiata, getta i fagiol dalla finestra. La mattina dopo è cresciuta una pianta gigantesca che raggiunge il cielo. Jack si arrampica sulla pianta e scopre un castello fra le nubi, abitato da giganti: ruba un uovo oro, poi una gallina, infine un'arpa magica. Il gigante lo insegue, Jack taglia la pianta e il gigante precipita. Jack e la madre vivon felici. I tesori (oro gallina e arpa), sono voce ed energia creativa dell'anima interiore, avvicinarla attiva resistenza del gigante/ombra. Quando l'arpa chiama, la maturità è imminente, ma il gigante complesso materno/paterno inconscio si allarma, così il taglio della pianta, o la ricontrattazione, chiude il ciclo. I giganti sono forze la cui morte forma il cosmo/mandala interiore/esteriore: Pangu è gigante in Cina, Ymir tra i norreni, Purusha nei Veda, Tagaloa in Polinesia. Jack conquista il suono creativo dopo caduta del gigante. La fiaba ripete in miniatura il mito di creazione e l'indipendenza dei figli dai genitori. Il Libro I Ching narra 64 esagrammi, 64 stati dell'anima in mutazione, e anche i 22 arcani maggiori dei Tarocchi narrano le forme della vita: nascita e sviluppo, morte e rinascita, dal Matto impulso iniziale al Mondo compiuto, dove la carta della Torre è la caduta del gigante, rottura del vecchio ordine, e l'Arpa è il Giudizio/vibrazione che armonizza tutte le parti in gioco e ti domanda: quale carta dei tarocchi maggiori ti colisce di più in questo momento?

85:lume085-Romulo cammina tra le Yungas peruane, e omaggia Mama Coca nella Maloca, dove ode l'oracolo dalle coppe: la pera matura casca da sé, chi vuole un pero ne pianti cento; ciò che desideri arriva a tempo debito, ma va coltivato con impegno. Coca è pianta sacra di Ande e Amazzonia, medicina dei popoli Barasana, Kogi e Arhuaco, dono di antenati per l'equilibrio tra le forze della vita: nella Maloca, casa cerimoniale e cuore della comunità, uomini e donne condividono cibo e coca, canti e riti, rinsaldando legami sociali e spirituali. Erythroxylum coca è arbusto sempreverde delle Yungas, la cui foglia, masticata o bevuta in infuso, allevia fatica, mal d'altura, dolori e disturbi digestivi, favorisce resistenza, lucidità e adattamento all'ambiente. Per i curanderi è una medicina completa che alimenta ottimismo autostima e creatività, mentre l'abuso può trasformare l'euforia in dipendenza, attenuando affetti e coscienza. Diversa dalla cocaina isolata chimicamente, la foglia intera conserva un uso rituale e terapeutico secolare. I Kogi e gli Arhuaco la venerano come dono della Pacha Mama; gli Inca la chiamavano Mama Coca, dono del Sole Inti, simbolo di identità e continuità culturale. Durante incontri, guarigioni e cerimonie la coca accompagna preghiere, decisioni e amicizie, creando un ponte tra viventi, antenati e mondo spirituale. I miti di Manco Cápac e Mama Ocllo, figli del Sole Inti, ricordano che vivere in armonia con la Terra significa custodire i suoi doni senza abusarne. I due antenati furono inviati a fondare il primo nucleo di civiltà inca, insegnando agricoltura, leggi e cultura, e a usare la piccola foglia come nutrimento del corpo, della memoria e dello spirito: chi sa ascoltare la Coca, ascolta il ritmo della natura e la voce degli antenati.| Romulo racconta la Coca, pianta sacra di Ande e Amazzonia, medicina dei clan Barasana, Kogi e Arhuaco, e cuore della Maloca: qui uomini e donne preparano cibo e coca, tra canti, riti e conviti, unendo spiriti e comunità. La foglia dona scopo, energia e visione quotidiana, come Manioca e Coca, maschile e femminile, corpo di antenati. Erithroxylon cresce nelle Yungas, arbusto sempreverde, foglie rosse, cespuglio ramificato, stimola corpo e mente. Usata masticata, in infuso o gargarismi, allevia fatica, dolore, regola pressione, digestione, nervi, malattie di stomaco e polso. Stimola ottimismo, autostima e creatività, porta euforia sacra. Ma se abusata, spegne affetti, brutalizza coscienza. Kogi e Arhuaco la venerano come dono di Pacha-Mama, Inca la chiamano Mama Coca, dio Sole, essenza di identità. Coca preserva cultura, armonizza clan, unisce passato e futuro, porta messaggi degli avi e cicli della Terra, apre ponti invisibili tra umani e divino: chi ascolta la foglia, ascolta il mondo.# Romulo ci narra, la storia della Coca, nel mito Barasana, la pianta medicina, di Ande ed Amazzonia, che aiuta civiltà, e radice umana trova: nei clan |BARASANA, centro è la Maloca, comune grande casa, rassicurante rosa, gerarchico livello, età dà posizione, accesso alle vivande, con preparazione; prodotti vari cibi, da femmine o maschi, focacce di manioca, con pesce carni vari, il giorno per il cibo, notte per il rito, uso di bevande, descrive il loro mito; esso risolve relazioni, conflitti indefiniti, incanala soluzione, la donna cuoce il cibo, uomo impasta coca, il dono di antenati, ai canti bene sposa: il giorno senza Coca, resta sen struttura, la coca dona scopo, sostien fatica e cura, i canti Barasana, han memorizzato, tutto ciò che fanno, nel viver quotidiano. Manioca e Coca sono, spirito femmina e maschio, corpo di antenati, Yeba con Yawira, che offron senso e scopo, la pianta sopraggiunge, da clan di colline, unisce poi i 2 gruppi, a identità comune, scambio di sostanze, assieme miti e riti, commerci e relazioni, dialoghi e conviti. Maloca è lo sciabono, per fare cerimonie, dove piccola foglia, vien polverizzata, ogni cosa che fanno, richiama nei canti, cura oracola istanti. |Erithroxylon COCA, cresce nelle Yungas, basse valli Aymara, caldo-umido clima, cresce arbusto sempreverde, cespuglio ramificato, come il tè dello Yunnan, ma alto fino a 4 metri, corteccia drupe rosse, si adatta a suolo e luogo; 200 specie eritrossilo, crescon tutto mondo, ma sotto piogge Ande, foglia è stimolante, cocalero la raccoglie, 3 volte anno per 30 anni, riproduce tale pianta, per seme o per talea; le foglie secca al sole, lento aroma sale, pianta è diversa, ingerita o masticata, aspirata o iniettata: foglie infuse o masticate, riportano energia, a stomaco e intestino, alleviano affezioni, laringe corde vocali, prevengono vertigini, digeriscon carboidrati: curandero usa foglie, analgesico importante, anestetico locale, applican su carie, toglie la piorrea, calma emorroidi, cura tifo diarrea, morbillo e vaioli; infuso gargarismi, cura mal di gola, mal stomaco e coliche, e dissenterie, aumenta batti polso, acqua calda 39 pulsazio, the 40 caffè 70, cacao 87 mate 106, infuso coca 160, eccita cuore nervi. Cocaina affare a parte, isolata da un tedesco, ingrediente di bevande, New Jersey Coca Cola. Freud pure usava, cloridrato cocaina, reca iperglicemia, letale 1 grammo sia; se nervi inibisce, 20 grammi foglie, sottocute 0,2 grammi, intossica prima, ampie immobili pupille, morte che arriva; provoca vomito, con bicarbonato sodio, 130 grammi litro, cocain eccesso toglie. Coca aiuta lunghe marce, specie ad alta quota, regola pressione, risveglia qi sessuale, calcio e proteine, + di carne e latte, ferma diabete, ha vitamin B1 grande; foglia inumidita circola, in zone altopiano, dà febbre passeggera, aumenta calor spiri, rende faccia accesa, occhi scintillanti, + dosi cuore palpita, sangue pure ferma, e mani fredde reca. Aiuta a dar risposte, a portar gravi fatiche, ristora nuove forze, di nervi e di psiche, suo tè ai lavoratori, malaria e minatori, aiuta pur le donne, nervose o con dolori; risolve indigestioni, di isterica natura, e colica di addome, via bocca o clistere, se usata dopo pasti, migliora digestione, Coca in medicina, dà infusi anti-dolore: amarognolo sapore, bene aiuta pancia, presa nel digiuno, bicarbonato aggiunge, Coca con alcool, aliena ogni esistenza, pianta se abusata, brutalizza coscienza. Eccesso coca febbre, ridotta dal sudore, aumenta pure orina, gli occhi fan rossore, vampate di calore, sperma va in bollore, eritrossilo innocente, invita erezione. Infuso dolcemente, accende num vitale, novizio sulla pelle, ha un eritema sole, accresce resistenza, a clima alterato, toglie debolezza, fa corpo immunizzato; ravviva intelligenza, riduce tedio vita, agisce pur su nadi, chakra e meridiani, bel ronzio soave. Mantegazza dottor scrive: un giorno abusai, cosciente e isolato, dopo dose forte, mal di testa ho provato, tra incubi terrori, interiore ho navigato, dopo tre ore circa, clima rasserenato, mia estetica ritorna, fresca tranquilla, immagini bizzarre, cosmo che sfavilla, mi sento più capace, poesia senza fatica, 40 ore senza cibo, una forza vera antica; dietro prime dosi, gentil ebbrezza morde, alcuni capo grave, altri muscolari forze, ad oppio si avvicina, la foglia boliviana, ogni sforzo fà molesto, come per la Kava. Ozio beato torna, si ride pazzamente, va dialogo scandito, or più lentamente, oscilla dormiveglia, sonno mi sommerge, immobile beato, un sorriso buddha emerge. Coquero quan formato, tutto ha rinunciato, dimentica il lavoro, famiglia pur denaro, serve sua passione, compra il necessario, ritira in boschi monti, e vive solitario; più giorni ebbro felice, torna poi lavoro, ottiene delle foglie, e tornano le voglie, errante ed eremita, tra culti e idolatria, coquero già felice, il resto vola via. Coca medicina, emotiva sicurezza, attenua depressione, stimola ottimismo, autostima e felicità, ma se in assuefazione, abbassa affettività. |KOGI in Venezuela, Arhuaco di Colombia, popolo che vive, Sierra Nevada intera, fanno eucarestia, di sacra pianta coca, nel contenitore, che indossan tutta vita, Mamos mamukogi, sciamani saggi al clan, cui chiedere consigli, per vita quotidian. Inca chiama pianta, Mama Coca dio Sole, calma fame tristezza, aiuta buon umore, compagni di Pizarro, imposero le tasse, estesero la Coca, dai nobili alle masse. Andini senza pianta, mancano identità, se provi a sradicare, mini loro eredità, Coca come Kava, è medicin totale, fornisce sussistenza, ad anime locali, armonizza identità, di popoli di Ande, in tempi di crisi, e dispersione grande. Kogi senton sofferenza, della Pacha-Mama, causata da miniere, giganti a cielo aperto, miniere oro e argento, nelle loro terre, riversano il mercurio, e cianuro ogni mese; ogni volta un Presidente, va loro visitar, gli comunican squilibri, organizzan seminar, incontri tra sciamani, di tutto il pianeta, per diagnosi fare, a salute madre Thera. |Pablo bolo in bocca, mastica da un pezzo, ha fremiti sussulti, sogna dolcemente, crogiolasi nel luogo, sia freddo oppure fuoco, entrambi indifferenti; ride sgangherato, in capanna solitaria, ebbrezza della coca, lo porta dai suoi avi, ascolta Manco Capac, a mezzo Mamacoca: Sole con la Luna, sciolgon oro-argento, fucili con motori, un giorno fonderanno, insieme ogni cosa, su lago incandescente, Arca arriverà: Capac poi ripesca, i suoi figli con la rete, saliti sulla barca, nuovo mondo insegue, poi pensa quattro regni, da ombelico sorgeranno, e i falsi miti-figli, al fondo resteranno. se Waskarinka è Tago, primo sovran Inca, ora vive sotto lago, al centro |Titicaca, nel regno sotterraneo, chiamato ukupacha, sopra sta il visibile, detto kay pacha. Aapus sacerdoti, riaprono i ponti, ricordano mito, Kon-tiki |Viracocha, come Quetzalcoatl, crea primi umani, dal mondo dei morti, ai consci sovrastanti: a fine calendario, essi riemergeranno, e nuovo ciclo storia, inaugureranno, cammineranno ad ammirare, le cose che hai creato, orecchie acute avranno, a sentire tua voce, su erba e su roccia, vedo tua luce, dammi più forza, a migliorar me stesso, fa che sia pronto, occhi e cuore colmo, così quan mia vita, sfuma nel tramonto, senza vergogna, io vada nel tuo mondo. Pablo al fuoco dona, suo bolo succhiato, prese foglie fresche, sacco appeso a lato, 3 giorni ho lavorato, or 3 secoli riposo, gentile beato volto, Mama culla figlio umano. libro_terzorecchio_reik.m4a
lume085-Seba e il sogno del passaggio dal passato al presente: attraversavo una cittadina costiera e mi inoltravo nella pineta, lungo sentieri solitari tra piccoli dossi e casolari, guidato dall'odore dell'acqua, promessa di freschezza dopo il cammino. Poi, ritornavo seguendo la ferrovia fino alla stazione, dove prendevo l'autobus per rientrare nella vita quotidiana. Per Jung il viaggio tra città, natura e ritorno esprime il dialogo tra conscio e inconscio, tipico del processo d'individuazione, che non richiede conferme esterne ma si riconosce nel mutato rapporto con sé stessi e con le proprie proiezioni. Per Groddeck il sogno riflette un processo emotivo già in corso: mare e pineta segnano il confine tra emozione e razionalità, il cammino solitario favorisce una rielaborazione interiore, mentre l'odore dell'acqua richiama memoria corporea e sicurezza; il ritorno ai mezzi pubblici simboleggia il reinserimento nella vita sociale dopo un lavoro interiore. Per Milton Erickson il sogno è un'attività creativa di problem solving inconscio: il cervello usa simboli personali per riorganizzare esperienze e stati emotivi: il cammino diventa elaborazione mentale, la pineta uno spazio di regolazione emotiva, l'acqua una risorsa di equilibrio, e il ritorno una rinnovata integrazione nella quotidianità. Se per Jung il sogno è un viaggio dell'anima attraverso simboli universali, per Erickson invita ad abitare più pienamente il presente: come nello Zhineng Qigong di Pang Ming, attenzione e immaginazione possono diventare mezzi per orientare la percezione del qi, ritrovare calma, vitalità e una gioia semplice, già presente nel corpo e nella coscienza. La tua immaginazione può essere usata per orientare l'attenzione verso il corpo, il respiro, l'ambiente e il fluire nell'istante presente, ciò produce presenza e armonia.

86:lume086-Don Romulo, curandero nella regione di Iquitos, sul Rio Momon, racconta la medicina amazzonica come relazione fra piante, persone, canti e ambiente: Sinchihuyacui appare in sogno al re Gamacuina e insegna che la liana, nata dalla sua tomba, può offrire consiglio, memoria del passato e sviluppo della coscienza nel presente. Nella maloca, casa cerimoniale, la cura nasce dall'ascolto e dalla disciplina. I curanderos apprendono attraverso sogni, diete e rapporto prolungato con le piante, mentre gli icaros ordinano simbolicamente la visione e accompagnano il rito. Ayahuasca è il nome dato a bevande tradizionali che coinvolgono la liana Banisteriopsis caapi e, in alcune pratiche, altre piante; il loro uso rituale richiede conoscenza, preparazione e contesto culturale. Le immagini che emergono durante le cerimonie — serpenti, giaguari, acque, uccelli e altri animali — possono essere vissute come simboli personali o interpretate secondo la cosmologia della tradizione. Romulo canta: Mi voz te susurra, cosa que crees no saber, dentro ti va encontrar, respuesta a tu ser. Soy energia en ti dormida, despierta ya, mi voz te guia, a traves del agua del amor. Mapacho, tabacco tradizionale, accompagna in alcune pratiche il soffio, il profumo e la protezione rituale. Sachamama, madre della selva, e Yacumama, serpente delle acque, rappresentano il legame fra uomini, ambiente e mondo degli antenati. La maloca diventa così luogo d'incontro fra corpo, memoria, comunità e natura: la medicina non è soltanto una sostanza, ma una relazione fondata su disciplina, ascolto e rispetto.| Seba, in Amazzonia sul Rio Momon a Iquitos, partecipa a cerimonie con Romulo e Maria, pulendo corpo e mente con cactus Huachuma (San Pedro), liane e funghi sacri. Attraversa ponti, combatte vertigini e apprende lezioni di equilibrio e coraggio, sudando e riprovando fino a motivarsi. La Riserva Botanica offre osservazioni di ocelot e arbusti anti-malaria; funghi e lime freschi, in cicli rituali, elevano coscienza e visione della selva. Ayahuasca, decotto di caapi e Psychotria viridis (chacruna), purga e apre il cuore, svelando paure e traumi; la bevanda stimola visioni di mondi paralleli, giaguari, draghi d'acqua e rane in orchestra, riorganizza ricordi e emozioni. La preparazione richiede tempi, precisione e digiuno; la liana Caapi e la foglia Chacruna interagiscono con enzimi MAO per effetti terapeutici su mente e corpo; le Cerimonie includono icaros (canti maestro), mapacho (tabacco rituale) e diete specifiche; i curanderos apprendono melodie e rituali sotto guida dei Mariri, sviluppando capacità di diagnosi e cura. Le visioni rivelano miti, storie ancestrali e simboli animali: Bufeo rosa, spiriti di volpe, giaguari e ragni insegnano piacere, disciplina e protezione. Mito di Ayahuasca: Sinchihuyacui, re mestizo, apparve in sogno a Gamacuina, indicando come usare la pianta cresciuta dai suoi capelli per vedere il passato, ricevere consigli e sviluppare la psiche. La pianta-guaritrice lega uomini e antenati, cuore e selva, creando ponti invisibili tra il mondo reale e quello spirituale.# Seba in Amazzonia, sul fiume Rio Momon, da Romulo e Maria, in Perù presso Iquitos, chiarisce intenzione, pulisce corpo e mente, con cacti liana e hongo. HUACHUMA cacti detto, Sanpedro bevanda, in Romulo fazenda, Seba supera strizza, attraversare 1 tronco, posto su torrente, vertigini combatte, striscia da serpente: passare sopra ponte, lezione ricorre, maldestri tentativi, portano a imparare, sudore in ogni prova, riesce a motivare. Romulo e compagni, in botanica riserva, vedono Ocelot, in agguato nella gabbia, graffio gli ricorda, la visita prosegue, arbusti anti-malaria, e le hongo distese; fungo e lime fresco, dopo un ora e mezza, innalzano al cielo, le forme della selva, 3 funghi per 3 cicli, fan nove sacrifici, su fiume rio Momon, son acque di confini. Viva narrazione, incorpora nel canto, stratifica ogni cosa, che vedo camminando, sopra e sotto acqua, uguali e rovesciati, riflessi son 2 mondi, paion rispecchiati; draghi di acqua e selva, svelano misteri, poggian su esistente, i mondi paralleli, rane in sottofondo, gracchiano in orchestra, frutti Amazzonia, e cactus di Sierra, Achuma ed Ayahuasca, in cerimonia mesa. Tricheco per 10 ore, 3 fasi va snodare, calma rilassante, graduale mal di testa, 1 mango freddo prese, Seba nella mesa, nausea indigestione, gira nella stanza, effetto scende sale, cura in acqua calda; se effetto tarda, probabile non viene, Romulo ci pensa, parla alla sua pancia, mantieniti in attivo, canta oppure balla, dopo di 4 ore, cammina scrive e parla. |AYAHUASCA purga amara, Liana morti in lingua quechua, avvita piante al cielo, su alberi Amazzonia, Seba legge storia, di nascita di liana, da Villavicencio ispano, che narra sua esperienza, in conca rio Orinoco, attorno al 500: ebbero antenati, ascoltato preghiere, mossi a compassione, dei fratelli selve, inviano mama foglia, e yagè consolatore. Mama chacruna foglia, offre suo bambino, pianta smembrata, offerta in banchetto, ogni indio mangia e beve, restano scarti, interrano in selva, secon Mama dettagli: su alberi attorciglia, Liana pianta di avi, cerca via del cielo, è spirito di Caapi, liana di ayahuasca, che sale senza affanno, a casa dei giganti, gli umani impareranno; da seconda sepoltura, nacque arbustello, rubiacea foglie verdi, unita a ritornello: se yagè con chacrona, in pentola bolle, liquido marrone, è raccolto nei vasi, usato in cerimonie, curare e divinare, avi e umani uniti, a mezzo di bevanda, nei corpi spasmo cresce, si forma gruppo mente. Tag-huasca decotto, india medicina, onora mogli e amici, o simposi solitari, risveglia visione, ognuno bello e brutto, rivede il fato suo, lancia invettive, a spettri e malattie: se molte volte beve, indio coi compagni, necessita un gruppo, a prevenire danni, vertigine innalza, inizia lui volare, vede gran città, con ponti e tartar case, assalito dalle fiere, difende strenuamente, dorme si risveglia, emicrania leggermente. |Ayahuasca vino 鬯 chang, decotto curativo, prodotto miscelando, banisteriopsis caapi, detto bimbo yage, jagube daime natema, e psychotria viridis, chacruna ugual caffè. Caapi corteccia liscia, ha foglie lanceolate, fior racemi rosa, samara alato seme, teme attacchi fungi, se ha troppa umidità, aiuta camomilla, innaffia sa svezzar, poi escono piantine, dopo due settimane, germogli con pazienza, controlla umidità. Decotti di liana, sposati a chacruna, pestati posti a strati, in pentola di acqua, bolle 3 ore, esce liquido amaro, sgradevole marrone, travasano in bottiglie: decotto blocca MAO, così diversi cibi, come la tiramina, aumenta noradrenalina, crisi ipertensiva, 4 ore avan rituale, sen farmaci digiuna, via carne caffè, vino birra e latticini, lui beve acqua limone, nausea eliminar, mastica zenzero, amaro mitigar. |CHACRONA tropicale, mesoamerica e caraibi, propaga via seme, o per talea foliare, grappol bacche rosse, come caffè, arbusto ha 4 semi, fusto scarificato, peluria rosso-bruna, cresce 5 metri alto, foglie verdi brillanti, opposte ed ovali, lunghe 10 larghe 4, nido piccoli animali, acari simbionti, la proteggon da funghi; in chacras peruane, la coltivano tutti, a partire da talea, 1 foglia sufficiente, ingrediente al decotto, enteogeno yagè: effetti dopo 1 ora, dalla ingestione, dura 4-6 ore, con picco 1 ora e mezza, + spiriti Mariri, rito chiede incantar, per entrare in cuore, e una cura attivar; chacrona triptamine, simil serotonina, attivata da iMao enzimi, forniti da liana, armina armalina, se assunta regolare, è antidepressiva, parkinson allevia, effetto antitumore, vince alcolismo, e abuso di sostanze, calo di attenzione, autismo crisi ansie, vince parassitosi, e febbre da malaria. Cerimonia di cura, di analoghi ayahuasca, può dare vomito nausea, 20 minuti tutti, pallore e tremore, scema la paura, serotonina calma, aggressione scalza. 鼎 ding vaso rituale, è coppa intagliata, che azzera differenze, allinea gruppo intero, a terre frequenze, aiuta spostamenti, di scale e priorità, ripristina speranze, in gruppi identità: prescrizioni vari, di cibi e situazioni, precedono rituale, purga di emozioni, a fare differenza, buona o dolorosa, possibile esperienza: la medicina scende, va nel cuore tempio, scopre sua bellezza, dopo un certo tempo, gioia per la vita, spontanea guarigione, il gruppo alla Maloca, fa rassicurazione; la pianta-guaritrice, impone disciplina, a chi manca di rispetto, lei fa dispetto, in lezioni di vita, oppure a mezzo sogni, fa esser ricettivo, chiarifica bisogni: sinfonia di rane, con piogge temporali, suoni della selva, reali e immaginari, tappeti di fogliame, gigante ecosistema, che in circolo rimette, vita con materia. Albero di Vita, del mito dei toltechi, vive in Amazzonia, Brasile e Venezuela, se Liana dei morti, può esser riannodata, permette agli umani, viver nicchia data; se un umido legno, non sa bruciare bene, allor nostra persona, limpeza richiede, al fine di sognare, e mondo immaginare. Romulo mi dice, che inarrestabil fiume, sono le intuizioni, 1 corpo come piume, mentre pone a strati, Caapi con Chacruna, in pentola con acqua, bolle la mistura: se medicina sale, come fumo bottiglia, scende nella pancia, la mente scompiglia, apre porta inconscia, viaggia la visione, la medicina è viva, lavora a profusione: pressione con calore, risale dentro me, paura del distacco, nel corpo sta yajè, velocità di fuga, mi assalgono paure, assieme insicurezze, mentali le torture. Giaguaro di Amazzonia, forza di otorongo, vomita e ruggisce, potenza a tutto tondo, il malessere si esprime, al fine liberare, turbina la mente, mosaico a riordinare. La mente della infanzia, fu piena di paure, peccati e sensi colpa, si incarnano in creature, molte proibizioni, imbrigliano gli istinti, piaceri e punizioni, mischiano indistinti; totale confusione, fiducia sol rimane, mi aiuta nuovamente, rinascere purgare, immagini cangianti, al canto di un icaròs, sprazzi di passato, e futuro a zigo-zago. Romulo canta in quechua selva, IKARAY verbo soffiare, fumo e messaggi, parole adatte a dirigere, 1 visione cura od emozione, con Icaro mapacho, che amplifica percetti, poichè icaro son canti, appresi sotto ispirazione, indotta da bevanda, quintessenza del potere, di ogni buon vegetalista, che apprende nei rituali, con diete e profumi, sogni e animali; vede gli icaros rubati, da brujo curandero, travestiti nelle feste, in città di Loreto. Romulo amico dei Shipibo, ci porta a visitare, villaggi Bora e Yagua, lungo rio Momon, su cui brilla la luna, riflette la notte, sui costumi dei Boras, copricapo in piume uccello, mentre il piede batte a terra, loro volano nel cielo. Romulo e Maria, recan bagni floreali, e icar commoventi, purgan dai veleni, aggiungono ingredienti, secondo esigenze, di cure personali, erbe in infusione, e profumi acqua sanGiovanni, di selva medicina, esperienza audiovisiva, con sinfonie di rane, e insetti fastidiosi, mangiati dagli uccelli. Jan Kou in quella selva, chiamata Sachamama, segue un corso acqua, fino al Rio Amazzoni, che nel mare sfocia, cuore di floresta, vide in tela ragno, gioco di finzioni, credenze e culture, mappe interiori, visioni di erbe, gli dice Questembetsa, che veglia cerimonia, dell'uomo di Blueberry: se chiedi alla pianta, ti mostra drago a scaglie rosse, che porta umana storia, sequenze di stagioni, tutto accoglie in sè, mali e sofferenze, come fiume Yacumama, Anaconda delle acqua, che sfama e pulisce, ma a volte punisce, insegna disciplina, le regole del gioco, a vivere quel luogo. Ayahuasca + chacrona, svelan meccanismi, di ogni rigida prigione, poi le orme dei tuoi avi, nel bacino di Amazzonia, segui flussi migratori, lavoratori di caucciù, e gesuiti coloniali, che assistono alla cura, con bevande alle missioni, amerindie riduzioni, dal 700 in poi. Tre gradi medicina, son Muraya Sumi e Banco, dove i pajè prendon Yagè, più volte a settimana, si astengono dal sesso, 3 giorni prima e dopo, a evitare ingelosire, spirito femmina di pianta. Pajè nelle visioni, apprendono canti, parole e nomi ridondi, esempio notte sia tapiro, selva sia patata, giaguari ceste intrigo, lingua twist impara, gemello twin legame, diagnosi e cura emana. Mapacho tabacco, è cibo dei Mariri, nutriti per restare, in bocca al curandero, aiutano la cura, e vanno preservati, da furto dei brujo, che teme fum tabacchi. Muraya-cai sono piante, creatrici di pajè, recan spiriti aiutanti, a mezzo diete e sogni, mariri insegnano a icarare, le melodie di potere, al novello curandero, parole ritmo e suono. Se la dieta si prolunga, molte canzoni apprendo, e se uso altrui canti, ne chiedo il permesso, chiunque ha pazienza, riceve melodie a lui adatte, e padre/pajè diventa. Ogni curandero ha proprio idioma, dei canti vari a zona, spiriti di avi o natura, subacquei o di animale, icaro son tanti, ognuno fa un lavoro, di cura e mondo sogno: se ti appaiono cantando, erotiche sirene, catturano umani, con seduzioni vere. Pusanga canto amore, del Bufeo delfino rosa, nel fiume di Amazzonia, sotto acqua insegna, un prete erotizza, Bufeo è spirito forte, ha carisma sessuale, come spiriti di volpe, piacere encanto per curare. |Pablo Amaringo vegetalista, in Amazzonia peruviana, narra un mito su Ayahuasca, dei mestizo di Pucallpa, un re chiamato Sinchihuyacui, sconfitto giunse affranto, in un giardino di Ande, morì e fu seppellito, anni dopo apparve in sogno, a sua moglie Gamacuina, le chiese andar sua tomba, con alcune principesse, portando suo scudo e lancia, sua mazza bronzo e fionda, una zucca per bicchiere, e un vaso per la chicha; le diede le istruzioni, a mezzo sogni e canzoni, la regina faccia uso, di pianta nata su sua tomba, lasci armi del marito, vicino a tomba fiume, vedrà emergere un Bufeo, col suo corpo rosa brillante, che porta una mazza d'oro; ma regina e le compagne, stramazzan spaventate, incapaci di guardare, ma il re disse via delfino, non abbiate paura, ascoltate mie parole, per comunicar con me: morii triste e amareggiato, a causa di sconfitta, che fui incapace a prevedere, ma ho fatto crescer pianta, fuor dai miei capelli, e ogni volta che vorrete, avrete buon consigli, conoscenza su altri mondi, con liana che qui cresce, presso albero mia tomba, e fiorita reca semi, voi prendete delle fette, Ayahuasca la chiamerete, liana del morto in quechua. Ecco perché le canzoni, che questa pianta insegna a noi, sono tristi e melanconiche, come melopee di arpe, mescolate liana con chacruna, che cresce dai miei piedi, sarete in grado di vedere, colori e suoni vari, e sviluppare vostra psiche, in visione del passato. Romulo ayahuasquero, incanta le sue pietre, come quarzi curativi, e Pablo dipinge le visioni, con disegni da icarare, Aranita piccin ragno, insegna e tesser corteggiare, mentre altri san curare, dar sapienza e caricare, di energia di protezione, al paziente che arriva, canta e soffia buon intento, con mapacho e con yagè, ogni icaro ha portento, che guida fuor del tempo. quid_icaros-di-iquitos_romulo.m4a
lume086-Un giovane sognò di tornare al vecchio collegio della sua adolescenza, cercando amici lontani, compagni di studio e di gioco con cui aveva condiviso risate, idee e palloni da basket. Mentre li cercava comprese però che forse non cercava loro, ma una parte di sé rimasta in attesa. Per anni aveva portato una promessa: proteggere gli altri, aiutare la famiglia, essere forte per chi amava. Era un dono prezioso, ma a volte aveva dimenticato di ascoltare la propria voce. Una notte uscì sotto il cielo silenzioso e ricordò gli icaros della foresta, i canti delle piante maestre che invitano ad ascoltare il cuore. Iniziò semplici movimenti di qigong, respirando e lasciando che il movimento diventasse naturale. Piano piano il corpo ricordò ciò che la mente aveva dimenticato: leggerezza, ritmo e fiducia. Come un fiume che trova la propria strada tra le pietre, scoprì che la forza non nasce dal controllare tutto, ma dal collaborare con ciò che vive dentro. Da allora, nei momenti di fatica, si fermava, ascoltava il respiro, guidava l'attenzione e ringraziava il corpo. Capì che la vera magia non era fuggire dalla realtà, ma abitarla pienamente. Gli amici del sogno erano tornati: non fuori di lui, ma dentro quella parte libera, creativa e gioiosa che aveva sempre accompagnato il suo viaggio.

88:lume088-Romulo racconta la storia dell'indigeno assetato che, secondo una leggenda diffusa sulla Cinchona, bevve acqua presso un albero e vide diminuire la febbre. La storia attribuisce così agli abitanti delle Ande la scoperta delle proprietà della corteccia di contrastare le febbri intermittenti della malaria. Samuel Hahnemann studiò la corteccia di China e, osservando che in una persona sana poteva produrre sintomi simili alla malaria, sviluppò il principio omeopatico similia similibus curantur. Dalla corteccia furono poi estratti chinino e chinina (cloridrato o solfato di chinino, idrossiclorochina), sostanze fondamentali nella storia dei viaggi tropicali e della prima farmacologia antimalarica. Accanto alla Cinchona, nella memoria dei curanderos compaiono altre piante: il Niruri o Chancapiedra, impiegato per fegato e vie urinarie; l'Uncaria tomentosa o Unghia di Gatto, usata in Amazzonia per curare infiammazioni; la Canfora, i cui vapori e oli balsamici calmano dolori, spasmi e affaticamento respiratorio; e l'Artemisia annua, da cui deriva l'artemisinina, fondamentale nella odierna terapia della malaria. Barbanera dice: meglio un prossimo vicino che un lontano cugino; spesso il rimedio più prezioso cresce accanto a noi, impariamo a riconoscerlo.| Albero di China e piante curative, la corteccia di Cinchona (Cinchona rubiacea) cura febbri intermittenti e malaria, ispirando Hahnemann nella nascita dell'omeopatia, dove la similitudine guida la cura e la diluizione armonizza corpo e memoria. Samuel sperimenta dosi per eliminare eccessi di calore e patogeni, temperando con gin e altre erbe. Niruri (Phyllanthus niruri) è chinino dei poveri, cresce nei tropici, trita calcoli renali, allevia diabete, dissenteria, ulcere e pruriti, pulisce sangue e protegge fegato; la linfa e polvere si applicano localmente o in decotti. Uncaria tomentosa, Unghia di Gatto, corteccia e decotti rinforzano immunità, riducono infiammazioni, artriti e infezioni virali, stimolano apoptosi su cellule tumorali. Canfora (Cinnamomum camphora), sempreverde di Indocina, vapori e olio calmano dolori, spasmi e raffreddori; in distillati balsamici unisce analgesia ed eccitazione dei sensi, proteggendo testa e polmoni.# |CINCHONA rubiacea, Albero di China, le febbri intermittenti, della malaria cura, SAMUEL Hahnemann con essa, guadagna fama, come rimedio alla malaria, apprese corteccia della China, da un indios che con febbre, vagava per la selva, del Perù e Bolivia, poi assetato bevve, acqua pozza di Cinchona, e vide passar febbre; così la sua ricetta, fu data alla signora, che da Cina e Spagna, divenne la Cinchona, poi Swepps imprenditore, aggiunge liquor Ginepro, al macerato radice China, che tempera l'amaro, ai soldati britannici, nei tropici del mondo, Acqua Tonica Gyn tonic, or poche tracce di chinino. Samuel fece esperimento, con Cinchona succirubra, corteccia sintomi produce, stesse fasi di malaria, mani e piedi stanchi, sonno ansia tremore, pulsa mal di testa, febbre simulazione, guance rosse e sete, cinchona legge similare, similia similibus, curantur in Lipsia, nasce Omeopatia, sua potenza diluita; malattia morbosa, elimina dal sangue, e memoria riattiva, diluendone tante, Samuel cerca dose, che anima spande, serba informazione, geometrica intenzione, lui chiede eliminare, eccessi di calore, freddo o patogeni, mix di prescrizione, chinina e cinconina, cautela di dosi, se prendi anticoagulanti, fan triste sinergia. |NIRURI Fillanta, amara euforbia annuale, poco ramificata, cura calcoli renal, e Fegato malattie, pianta intera radice, in polvere seccata: linfa fresca ci dice, applicata a parti lese, ai tropici cresce, chiamata keezhanali, chinino dei poveri, chancapiedra in Perù, niruri in India, paraparaimi Paraguay, sanpietro Filipina, in amazzonia peruviana, in umido propaga, via semi e radici; se ruba altre piante, infestante in discariche, lungo le strade, campi incolti e orti, trita-pietre detta, trita calcoli renali, e prostata aiuta, tien sapore amaro, febbrifugo di malaria, allevia diabete, azione ipo-glicemizzante, stuzzica appetito, e dissenteria combatte, anestetica intestino, prurito di fachiri, su cuoio capelluto, e zone genitali anali, cura ulcere e scabbia, si presta collirio, mix sfiamma occhi, linfa e olio di ricino; contrasta virus epatiti, croni ed acute, sa ridurre marker serici, di epatite-b, per 30 giorni fila, in portatori virus, sangue pulisce, 200 mg estratto pianta. |UNCARIA tomentosa, rubiace Unghia Gatto, alberello spiovente, è usata sua corteccia, Wilcacora per Incas, lo usan curandero, nei casi di artrite, su venere infezioni, su cancro polmonare, ferma replica virale, sfiamma radicali, apoptosi sa indurre, su celle tumorali, leucemie linfoma b, è immunostimolante, sedativa ipotensiva, sorelle sue piante, in decotta sua corteccia, per diabete artriti reumatoidi, collutorio gengive, allevia carie dentale. |CANFORA albero Indocina, è Cinnamom camphora, sempreverde lentamente, fin 35 metri, fusto eretto possente, chioma tonda densa, corteccia solcata, profonde fessure, foglie ovali rosse, solcate di verde. Aborigeni di Taiwan, ne tagliuzzano corteccia, da bollire a fuoco lento, ne aspirano vapori, a librar testa polmoni, fomenti saune terme, con olio canforato, su naso fan frizioni. Canfora lauro distillato, da legno triturato, revulsivo e analgesico, tigre-balsamo bianco, buon balsamo cinese, fatto con il cocco, cera apis e mentolo, canfora e cannella, seda dolori acuti, eccita fermi cuori, calma crisi nervi, spasmi e raffreddori. Olio canfora usato, a scacciare insetti, ingerito in quantità, è tossico per tutti, Cinnamom parthenos, simile al Sassafrasso, rischia estinzione, per safrolo estratto, usato in droga sintesi, empatogena |MDMA, detto Mhra Prew Phnom, lauracea drupe nere, amati fiori amore, cosparsi sulla tomba, lega vivi e morti, sui monti di |Cambogia. flora_china-corteccia.mp3
lume088-Romulo, giovane e febbricitante, sognò una donna di nebbia che gli disse: non combattere soltanto il male, cerca l'equilibrio che è andato perduto. Nel sogno vide un albero dalla corteccia amara, proveniente dalle montagne del Sud America: la Cinchona, conosciuta nella tradizione europea anche come China. L'albero gli insegnò che ciò che è amaro può diventare medicina, ma che ogni medicina richiede misura. La sua corteccia, da cui si ricavano gli alcaloidi del chinino, entrò nella storia della cura della malaria e delle febbri intermittenti. Romulo vide allora immense paludi trasformarsi lentamente: dove prima dominavano acqua stagnante e malattie comparvero campi, pinete, strade e città. Ma la palude non era soltanto un nemico, era anche un maestro. Gli insegnava che l'acqua, per nutrire, deve poter scorrere, respirare e rinnovarsi. Come nel Qigong, il corpo può essere immaginato come un paesaggio nel quale acqua, respiro ed energia devono ritrovare il proprio movimento. In molte tradizioni africane e amazzoniche la febbre è stata interpretata come una forza del calore, dell'acqua stagnante o della selva, che entra nel corpo quando un equilibrio viene spezzato. La pianta è memoria della Terra; la febbre è fuoco; il respiro è il ponte tra ciò che accade dentro e ciò che accade fuori. Romulo sorrise: non chiederti soltanto come vincere la malattia. Chiediti che cosa ti costringe ad ascoltare. Oracolo della China: ciò che è amaro può insegnarti la misura.

89:lume089-Delfini, focene e balene sono mammiferi marini: respirano aria, allattano i piccoli e hanno sviluppato sofisticati sistemi di comunicazione e cooperazione. I cetacei apprendono dai più anziani, collaborano nella ricerca del cibo, proteggono i piccoli e usano suoni complessi per orientarsi e mantenere i legami sociali. Alcuni delfini sono capaci di ecolocalizzazione e possono risalire anche ambienti fluviali. La loro vita ricorda che, l'intelligenza non è soltanto individuale, ma è anche memoria del gruppo: come una rete da pesca, la comunità raccoglie esperienze, distingue, trasmette e conserva. La rete da pesca diventa immagine del discernimento: nel Vangelo, Gesù paragona il regno a una rete che raccoglie ogni genere di pesci, e che soltanto alla fine separa ciò che deve essere conservato da ciò che deve essere scartato. Anche il cuore umano viene chiamato a questa attenzione: non basta ascoltare, bisogna essere disponibili a rispondere. Riflessione: ciò che impari dagli altri diventa parte del tuo nome.| I cetacei (delfini, focene, balene, etc) sono mammiferi marini a sangue caldo, respirano aria e allattano i piccoli. Dormono chiudendo un occhio alla volta, alternando respirazioni ogni 20-40 secondi. Tursiopi e beluga risalgono i fiumi, bevono poca acqua e regolano il sale tramite muscoli e reni simili ai nostri. Si nutrono di pesci e plancton, usando fanoni o denti-filtro, accumulano grasso per sopravvivere in caso di digiuno. Cervello e muscoli controllano circolazione, calore e movimento; pelle e olio superficiale riducono attrito in immersione. Delfini comunicano con ultrasuoni e suoni analogici, percepiscono ambiente e nemici, e collaborano tra loro per guarigione e protezione del gruppo. Riproduzione e cura dei piccoli seguono schemi sociali complessi; i giovani imparano a controllare il cibo e l’ambiente. Studi di John Lilly mostrarono capacità di apprendere linguaggio e codici sonori, interagendo con umani tramite computer e segnali. Delfini e orche sviluppano fiducia e legami con l'uomo; esperienze con soggetti come Pam e Margherita evidenziano affetto, gioco, apprendimento e comunicazione non verbale, ponendo basi per tutela legale e rispetto reciproco. La presenza dei cetacei insegna equilibrio tra natura, empatia e intelligenza interspecie, rivelando capacità cognitive e sociali avanzate.# |Cetacei mammiferi, delfin focene balene, allattano piccoli, da ghiandole mammarie, animali a sangue caldo, amano sottacqua, risalgon respirare, han polmoni di aria: dorme DELFINO, chiude 1 occhio a volta, 120 minuti al giorno, tra 1 respir e altro, da 20 a 40 secondi, poi sveglia a respirare, in oceani mari fiumi, Amazon Plata e Gange; se i cetacei mare, risalgono i fiumi, tursiopi e beluga, indipendenti acqua, non bevono a mare, a eliminare il sale, urina dei delfini, molto simile a umane: loro reni come i nostri, tengono il sale, così acqua necessaria, ottengono da dieta, sono animali desertici, pur vivendo mare, con muscolo anulare, strizzan via il sale, o aprono la bocca, x gamberi setacciare, il plancton di oceani, Artico e Antartico, ricacciano acqua, dai fanoni denti-filtro, trattenendo plancton, entro tale filtro: chiudono bocca, ingoian cibo asciutto, ma bere acqua mare, li fa disidratare, assommano in natura, la sete con la fame, Tursiopi in cattività, separano 2 fase. Delfini odontoceti, Balene misticeti, il + grande delfino, Orca mangia pesci, a volte pure foche, vecchi delfin di rado, e resti di balene, uccise da uomo brado; cetaceo + grande, resiste senza cibo, tursiope 1 settimana, orca 6 settimane, balenottera azzurra, se sazia tiene grasso, resiste 6 mesi, poi muor disidratata. Cetacei terrestri, soggetti a malattie, infezioni parassiti, ascar batter virali, a contatto di umani, prendon raffreddore, influenza da contagio, di vicin persone; loro maggior parte, scendon profondità, ossigeno mantengon, da dimensione corpo, prima di immersione, fan rapidi respiri, riempiono polmoni, e scendono convinti, aria fuor di sangue, lontano da azoto, niente embolia, se respir da balenotto, delfino che accelera, modifica sua forma, si adatta a vorti acqua, attrito deforma; la pelle dei cetacei, emette in continuo, sottil velo olio, aerodinami lubrifico, quan balena immerge, olio vedi in mare, viscosa molto bassa, fa il mare scivolare. Cervello mammiferi, terrestri o marini, controlla meccanismi, corpo circolazio, metabolismo e calore, muscoli nutrimento, ogni brivido movimento. grasso di |BALENA, cinquanta cm spesso, impedisce dispersione, di calore e cibo, acqua riequilibra, lor corporeo calore, 1 cetaceo arenato, morira di suo calore. |YaMwei rinfrescato, nebulizzata ad acqua, da uomini |Mayumba, costa del Gabon, spiaggia di cetacei, cuor lavora molto, allor gli fanno vasche, sensibili al tatto, pressioni delle acque. Cetaceo fuori acqua, dissipa calore, solo espirando aria, e acqua dai polmoni, calore se al cervello, troppo elevato è, muore fuori acqua, ha respiro affaticato: se inconti delfino, nel mare o fiume, riesci a toccarlo, stabilisci amicizia, se ha fiducia in te, confidenza cresce, pian piano ti permette, accarezzare pelle: se tocchi inavvertito, pinna dorsal coda, sensibile reagisce, con improvviso balzo, sensibile al dolore, pur ago causa scatto, finchè conficcato, control dolor tremando. Pinne delicate, scheletro aderente, facile ferisce, se sangue stagna, ha sensibili papille, su bordi di lingua, cetaceo mentre nuota, assapora acqua, segue le tracce, di sapori feci e urine, di altri cetacei, al fine rintracciarsi, e pesci annusare, banchi trovare, o cambi di sale, in acque dolci fiumi, o sostanze inquinanti, accrescono dati, info sensoriali, cetacei educati, da quelli + anziani. Cetacei antenati, Sirene gambe e pinne, stomaco e intestino, umana forma tiene, lor genitali interni, non esposti al mare, femmine con maschi, fine sesso gioco, delfino ha forma pene, piccolo delfino, la femmina fessura, accoglie suo bambino, delfino maschio pone, volontario pene, in vagina esterna, adegua laterale, assieme quella interna, a utero conduce, amore nella gabbia, tempo amor produce: giovani cetacei, fan gioco sessuale, senza nulla fare, in vasche van giocare, gravidanza dura, da 10 fin 16 mesi, cucciolo impara, capezzoli succhiare, 2 piccole fessure, su coda genitale, succhia latte grasso, sen zuccheri lattosio, e svezza in 2 anni; insegnano adulti, a controllare pesce, se guasto o velenoso, lo sputano fuori. |JohnLilly e cetacei, studia il cervello, contenuto in cranio, momento inerzia vede, corpo strutturato, a impedire rotazioni, rapide e accelerate, tollera sen danno, fino critica soglia, se spezzano i vasi, animale va in coma: corpo grosso aiuta, cervello grande cranio, Orcinus Orca tiene, 3 pesi cervello umano, cosi 1 Elefante, ha cervello + di uomo, chiede grande testa, e un grande corpo; pacati movimenti, al fine di evitare, danni cerebrali, dal colpo tangenziale, se ruota bruscamente, la testa fa lesioni, i pugili han guantoni, a evitar uccisioni. Viscosità del mare, maggiore di aria, ammortizza cervelli, dimension maggiori, le forze accelerazio, frenate dal mare, cetacei hanno evoluto, in milioni anni, umani e cetacei, connession neurale. Balene e delfini, possono insegnare, attendono umani, parlare sottacqua, dove il suono muove, maggiore distanza, da 100 a 3000 hertz, và la lingua umana: balene ed elefanti, emettono |infrasuon- sotto-20Hz, delfini e orche uguale, a comunicar con loro, dobbiamo progettar, trasduttor strumenti, frequenze bilateral. Delfino ultrasuono, maggiore frequenza, audio analogie, è loro intelligenza, se umano linguaggio, usa analogie visive, cetaceo vede ambiente, in forme auditive, immagini sonore, bene riconosce, rosoni amplificati, ha conformazione, emozioni sente, con stomaco e polmoni. Lilly alle Hawaii, ricerca un canale, tra uomo e delfino, elabora programma, con codice di suoni, possono imparare, controllar computer, velocità elevate, lui stomaco guarda, a saper se animale, è ansioso o turbato, da stomaco agitato, delfino trasmette, sonar risonanza, a umani si adatta, abbassa frequenze, emette suoni in aria, uman parole frasi, sue immagini sonore, colte da computer, traducono linguaggio, in foto strutture. Uomo parla vedendo, analizza dicendo, delfino ascolta, emette eco riflesso, su oggetti circostanti, e loro ambiente, sistema visivo, è sonar possente, a vedere in mare, buie profondità, di giorno e di notte, sanno individuar, lor nemici squali, cibo e socializzi. Cetacei in gabbia, rispettano umani, neppur se puniti, gli tolgono rispetto, uomini e donne, in spettacoli a contatto, nessuno è ferito, da nos avi creature, coscienti del gruppo, si esiliano a cure: delfini e balene, respiran volontarie, incoscienti bevon acqua, x aver coscienza, se qualcuno perde, camerata lo assiste, portato in superficie, respira sopravvive; mutuo risveglio, ognun tocca altro, pinna anal-genitale, causa contrazione, che spinge a riaffiorare, x respirare, delfini aman stare, vicini per amare. Gruppo che si ammala, sceglie spiaggiare, così chi li vede, capisce aiutare, delfini in lagune, in Florida a curare, da varie malattie, e fuggir pescecane, in acqua molto bassa, restan settimane, a guarire ferite. Balene orche marine, ci conoscono bene, conoscon nos guerre, sul mare e fondali, vedon sottomarini, bombe atomiche e H, rispettan omini, senza interferenze; saper si diffonde, tra loro è patrimonio, delfini sono pronti, a comunicar con uomo, imita nos voci, nostro ridere e rumori, se ti mette in vasca, osservano tuoi suoni. |Orca Orcinus Orca, acquario di san Diego, tratta uman con garbo, si lascia cavalcare, ai cuccioli insegna, rispettare umana specie, fiducia e coraggio, rapporto interspecie. PAM delfino maschio, innamora |Margherita, ricercatrice donna, che cura sua ferita, 1 colpo di fucile, avuto nel passato, rivede sotto effetto, acido lisergico, supera quel trauma, affetto della donna, insieme per + mesi, contatto scambio dona: ergot accrebbe, linguaggio non-verbale, telepatia di scambio, idee da ricordare, 1 accordo si trova, su lingua e argomento, Lilly elabora modello, 1 frasario diretto. Prima di ogni ego, vi è stato primordiale, spazio ancora aperto, di celle immaginale, Lilly crea vasca, isolante sensoriale, che testa su se stesso, prima di animali, confin natura e scienza, vede inesistente, dopo viaggio LSD, delfino Pam intende. Lilly alle Hawaii, lascia intervista, esperienza sessuale, con maschi delfini, hanno erezione, volontaria del pene, come respirazione, cosciente gli avviene, loro cervello, + grande del nostro; a |Tahiti allenatrice, basta fare fischio, delfino capovolge, e mostra suo pene, erezion 7 secondi, a comando lui tiene, mentre nuotavo, in mar con delfino, venne presso me, io tocco sua pancia, improvviso ha erezione, avvolge suo pene, intorno mio ginocchio, aggancio provvede, poi inizia ondeggiar, io sopra di lui, come a cavalcar, suo modo agganciar, bella esperienza, Pam pene eretto, + compiti esegue, di acrobazie, tutti cetacei, han volontarie erezioni, + liberi di umani, esplorano emozioni, lungimirante Lilly, auspica alleanza, tra cetacei in mare, e umani in terra landa. Isole Vergini, Margherita e delfino, ebbero rapporto, iniziale madre e bimbo, lui giovane Peter, fà corteggiatore, Margherita insegnante, con lui fà 1 amore: lei vive coi delfini, 3 mesi giorno notte, con Peter maschio, e Pam Sissy femme, progetto di NASA, lo guida John Lilly, prevede che insegni, inglese ai delfini; dopo di 3 mesi, Margherita e delfino, scatta buon feeling, piacer di compagnia, lui a lei si strofina, su piede o mano, lei lascia fare, inginocchia sen disagio, rapporto tranquillo, dolce e prezioso, Peter sapeva, lei sempre con lui, impara a dir parole, fra gioco e lavoro, in corteggio emotivo, 1 assalto amoroso: + sessioni amorose, pubbliche e lunghe, dal 3 al 10 luglio, Margaret scrive, Peter eccitato, + volte a settimana, mi cerca ogni momento, giocare lui ama; lo mando al piano sotto, da Sissy e Pam, sopisce suoi bisogni, io vado a meditar, se apprendo soddisfar, suoi bisogni sessual, rapporto uman-delfino, potrebbe rafforzar. Nascon fra i due, frequen sessuali giochi, Peter soddisfatto, trasforma sue lezioni, scuola gioco e sesso, Peter si umanizza, pen diventa eretto, cosciente lo addrizza; lei lo strofino, con la mano o piede, lui accetta e raggiunge, orgasmo rilassa, di solito facciamo, tre volte ricomincia, il pubblico assiste, coinvolta meraviglia. Peter mette amore, nel tocco a strusciar, ha gran felicità, e accetta di studiar, così ci innamoriamo, ma soldi van finire, NASA perde interesse, a studi sui delfini. Così i 3 delfini, traslocano a Miami, Peter si suicida, smettendo respirare, nel fondo di una vasca, Margaret fù triste, e dopo tempo lutto, fotografo lei sposa, che intero esperimento, scrive e relaziona; delfino fa sforzi, riprogramma emissioni, di suoni calibrati, a parlare con umani, computer veloci, ci aiutan coi cetacei, diamo lor diritti, individui legali: 1 carta dei diritti, di cetacei in mare, senza alcun confine, diritto a navigare, uomo e delfino, nel libro di john lilly, coscienze intelligenti, esplorarono confini. 
lume089-Nel sogno di maggio, dietro i muri di un'antica ambasciata, Seba trovò un passaggio segreto che conduceva a un pontile. Oltre il varco scorreva un fiume dei trapassati, un luogo senza tempo dove vivi e morti sembravano possedere una doppia cittadinanza. Lì lo attendeva una prova subacquea. Per attraversarla doveva perdere il proprio nome e riceverne uno nuovo, appartenente al clan del Delfino. Il Delfino rosa, il Bufeo amazzonico, apparve come animale-ponte tra superfici e profondità. Accanto a lui nuotava la Mosuma, lontra del fiume, creatura capace di vivere tra acqua e terra. Respira, disse il fiume. Seba comprese che l'iniziazione non consisteva nel diventare un altro, ma nell'imparare a riconoscere una parte di sé che il vecchio nome non riusciva più a contenere. Le correnti invisibili gli restituirono una memoria condivisa, i canti degli animali e delle piante diventarono una lingua senza parole. Il Delfino era sirena, psicopompo, compagno di viaggio: attraversava il confine tra sacro e profano, tra foresta e fiume, tra il mondo degli uomini e quello degli antenati. La Mosuma gli insegnò il canto: Caro fiume, insegnami a scorrere senza guardare indietro, insegnami la tua chiarezza nell'acqua chiara e il tuo mistero nell'acqua scura, e quando qualcosa dentro di me si secca, apri una sorgente di acqua duratura. Seba risalì, non aveva trovato un nuovo mondo, ma un nuovo modo di appartenere al mondo. Oracolo del Delfino: cambia nome quando necessario, ma non perdere la corrente in cui che ti attraversa.

90:lume090-Icaronde: un re morto presso il fiume parla attraverso un Delfino rosa, il Bufeo dell'Amazzonia, e invita la regina vivente a raccogliere una liana e preparare un decotto capace, nella visione rituale, di riaprire la strada della conoscenza, attraverso il canto, il soffio e il respiro, strumenti per collegare corpo, natura e memoria. Romulo sussurra a un contadino un icaro che guida fuor del tempo: ascolta la pancia, là passa una pista interna dove il serpente parla senza parole, e la tua energia dormiente, al risvegliarsi attende. Il suo moto ascendente conduce verso il fiore, la luna, il cielo e il cuore, e tu sei il custode di quei semi, non seminare tutto subito, ma attendi il giusto tempo. La saggezza agricola e quella interiore si incontrano nello stesso principio: sapere quando agire e quando lasciare riposare. Barbanera dice: se scema la Luna, non seminare cosa alcuna, concima il frutteto e interra cipolla e lattuga.| Elodea canadese, pianta acquatica di laghi e fiumi, con fusti carnosi fino a 3-4 metri e piccoli fiorellini, ossigena l’acqua, assorbe nitrati e fosfati, fornisce rifugio ai pesci e arricchisce fertilità. Egeria densa, simile, prolifera tramite stoloni, utile in acquari e anche come pianta psicotropa per alcune culture. Nikola Vavilov esplorò Ande, Nilo e altre regioni, raccogliendo semi e identificando centri originari e secondari di piante coltivate, creando una banca di semi con oltre 200 milioni di campioni, preservandone vitalità e adattabilità. La conoscenza dei semi è tramandata da Custodi locali, con pratiche di conservazione e scambio tradizionale. Orti urbani e rurali possono combinare piante alte e basse, secche e umide, creando simbiosi tra funghi, batteri e vegetali. Associazioni consociate includono legumi, ortaggi, cereali e arbusti da frutto; erbe aromatiche e fiori completano la biodiversità, favorendo sinergia e resilienza dei sistemi agricoli. Coltivare con attenzione e diversità garantisce produttività, salute del suolo e armonia tra le specie.# ELODEA canadese, un acquatica pianta, laghi fiumi dolci, scambiata per un alga, con numerose foglie, piccini fiorellini, carnosi fusti lunghi, fin 3-4 metri vidi. |Egeria densa detta, utile in acquari, assorbe + nitrati, e fosfati la presenti, buon fertilizzante, riparo ai pesciolini, ossigena e preserva, acqua in tinellini. Elodea fa stoloni, prolifera tra pesci, in acque basse oppur, profonde o superfici, anacharis tra Irochesi, moltiplica stoloni, foglie affusolate, fumate in psicotropi. Irochesi son divisi, duran guerra civile, tra inglesi e americani, Usa e Canada, clan Seneca e Cayuga, Oneida e Onondaga, donne dei Mohawk, coltivan milpa chakra. |VAVILOV Nikola, dalle Ande fin al Nilo, cerca soluzione, piante primo avvio, che umani migrando, portano con sè, semi stabil forme, che crescono da se: riconosci in erbaccia, spighe striminzite, antenato primo, di nostro frumento, suo luogo originario, selvatico africano, centro da cui viene, pur essere umano; se cresci + piante, a semi modificati, i geni poi da sè, graduali guariranno, impurità introdotte, da manipolazioni, purgan da radici, gambo foglie e fiori. Vavilov soffriva, fame entro prigione, x Stalin paranoia, Russia oggi onora, la sua ricerca trova, zone originarie, di coltivate piante, e zone secondarie: centri propulsione, isolati da montagne, culle agricoltura, piante acculturate, selezione umana, varia le Land-races, indigeni sapienti, le fanno circolare. Etiopia centro primo, Caucaso secondo, assieme a Sardegna, addomesticano orzo, in India e Turchia, Volga Afghanistan, raccoglie sementi, da mani dei local, in Russia li testa, stazion sperimental. Sua stazione clima, nasce banca seme, 200 mil campioni, di semi vivi ottiene, durante nazi Guerra, assedian sua città, perirono di fame, piuttosto che sprecar; vitalità dei semi, ogni 5 anni prova, nei campi seminati, moltiplica la flora, semi risultanti, raccolti e conservati, dopo alcune fasi, adattan climi locali; serbati surgelati, riescon germogliare, si spengono però, geni non stimolati, conviene conservar, presso nativi padri, pagati a coltivar, serbare semi amati. Nascono reti, Seed savers informali, in Ungheria Etiopia, Custodi semi locali, provan tramandare, ogni varietà, che crescere dimostra, bene senza sforzo, per essere scambiato, in proverbio ritrovato, dei bantu africani: se lavoro terra, produce frutto, frutto della terra, salario mio lavoro. |ORTO si puo fare, in tanti modi vari, ortaggi in cento metri, escluse le patate, con acqua piovana, irriga fin estate. Emilia associa piante, eliotrofe ed ombrose, alte con le basse, umide con siccitose, consocia funghi e batteri, a crear comunità, buco a centro orto, per scarti e letam, urina e succhi aceto, cassetta legno sopra, estivo sol trattiene. SIMBIOSI e antibiosi, aiuto e concorrenza, ogni aiola invita, sinergia e simpatia, antipatia consociativa, reagiscono i viventi, con forza di presenza. AB reca Lupino, Cavolonero e Cimerapa, già dette broccoletti, Bieta Spinaci e Zafferano, Patate Grano e Fave, Orzo e Tomato, Friatelli Mais e Zucca, Topinambur e Bambù. Menta Melissa e Salvia, Timo e Rosmarino, Ciliegio Pruno e Querce, Iris-giglio e altre arbe. fazzoletto-cotone_40usi_zen.mp3
lume090-Nei laghi d'acqua dolce cresce una pianta che sembra quasi un'alga: Elodea canadensis. Vive immersa nell'acqua, produce ossigeno durante la fotosintesi, assorbe nutrienti e offre rifugio a piccoli organismi. La sua presenza può contribuire alla vita dell'ambiente acquatico, ma una crescita eccessiva può diventare un problema: troppa vegetazione riduce la luce e altera l'equilibrio del sistema. La stessa creatura può dunque essere respiro o eccesso, dono o ingombro. Quando viene raccolta e trasformata in compost o pacciamatura, ciò che soffocava l'acqua può tornare a nutrire la terra. Romulo guarda l'acqua e dice: la vita non deve essere distrutta quando diventa eccessiva, deve tornare nel ciclo. Questa stessa legge guidò il botanico Nikolaj Vavilov, che attraversò Ande, Caucaso, Asia e altre regioni alla ricerca dei luoghi nei quali le piante coltivate avevano conservato la maggiore diversità genetica: ogni seme, diceva, porta con sé la memoria di un territorio. Da qui nasce l'idea della conservazione della biodiversità agricola: custodire varietà locali significa custodire possibilità future. Anche l'orto segue questa legge. Legumi, ortaggi, aromatiche e fiori possono sostenersi reciprocamente; le piante hanno tempi diversi di germinazione e crescita, e il contadino impara a leggere il ritmo del suolo. Acqua, semi e piante raccontano la stessa storia: la fertilità nasce dalla relazione.

91:lume091-Gli Yanomami vivono tra Brasile e Venezuela, in territori della foresta amazzonica. La loro vita tradizionale comprende orticoltura, caccia, pesca e raccolta, all'interno di comunità fortemente legate alla foresta. La trasmissione del sapere avviene soprattutto attraverso l'esempio, l'osservazione, il racconto e la partecipazione alla vita collettiva. La foresta è insieme ambiente, fonte di cibo, farmacia e spazio spirituale. Gli Hekurà, nella cosmologia yanomami, sono esseri spirituali associati a differenti manifestazioni del mondo naturale. Gli sciamani o pajé, entrano in relazione con queste forze attraverso rituali, canti e pratiche visionarie. L'epená, preparato a partire dal tabacco rituale e da altre sostanze vegetali, secondo specifiche tradizioni yanomami, occupa un ruolo importante nei loro rituali. Nei loro villaggi, quasi tutti son pagè, sentono la chiamata del loro spirito, si bagnano al fiume e poi escono, parlando di affetto e desiderio che trasmettono con sguardi e suoni; i loro bimbi sono il gioiello della comunità, mentre amano e temono la pioggia, credendo che il mare sia la culla de mondo intero. La morte è accompagnata da rituali che mantengono vivo il rapporto tra il defunto e la comunità: miti, canti e cerimonie custodiscono memoria, identità e ordine sociale. La lezione del Lume è: ascolta ciò che ogni cultura può insegnarti; un mondo cambia quando cambia il modo in cui lo guardi.| I Yanomami migrarono migliaia di anni fa dall'Asia settentrionale, evolvendo società pragmatiche e creative tra Brasile e Venezuela, lungo Rio Negro e Orinoco. Vivono in clan e villaggi, praticano agro-sussistenza e caccia, trasmettendo conoscenze attraverso bambini, madri e anziani. La loro religione si basa su enteogeni vegetali, riti di cremazione e consumo rituale delle ceneri per onorare i morti e rafforzare legami familiari e collettivi. Usano erbe medicinali di diverse famiglie botaniche per febbri, malarie, infezioni, ferite e veleni, condividendo sapere con vicini. Le cerimonie Epenà stimolano estasi, visioni, unione con spiriti animali (Hekurà) e cura psichica e sociale. I pagè guidano i riti, cantano, danzano, invocano hekurà, curano malati, proteggono comunità e gestiscono conflitti. I giovani aspiranti pajè si isolano per mesi in iniziazioni intense, digiunando, cantando, inalando epenà e interagendo con spiriti guida. La morte è rito di passaggio: cremazione, raccolta ceneri e celebrazioni (Rehao) uniscono comunità, tramandano miti e rafforzano legami sociali. Tra feste, danze, canti e visioni, Epenà integra cultura, medicina, magia e coesione sociale, offrendo equilibrio psicologico, protezione e insegnamento ai vivi e rispetto ai defunti. Gli spiriti Hekurà collegano uomini, piante, animali e clima, guidano guarigioni, predizioni e alleanze. Le cerimonie sono anche educative, creative e collettive, fondando memoria storica e coesione etnica.# giunser YANOMAMI, migliaia anni or sono, da Asia manciuriana, Tartaria siberiana, con altre popolazio, migrarono intorno, pragmatici creativi, creano loro mondo. Lor sopravvivenza, evolve progressiva, vedon lor bambini, azione della madre, i nonni conoscenza, trasmetton il sapere, miti e tradizioni, ciò che può accadere; tra Brasile e Venezuela, vivon Yanomami, su Rio Negro e Orinoco, Amazzone affluenti, 15 mila organizzati, clan villaggi sparsi, agro-sussistenza, caccia e primi contatti. Loro mondo religioso, enteogen vegetali, creman loro morti, seguendo schemi seri, consuman ceneri defunti, cerimonia parentele, familiar e collettive, legami senton vere. Rehao festa di zuppa, e banane speziate, di ceneri defunti, di anno precedente, usan farmaci a trattare, epidemie nuove, trasmesse dai coloni, e predoni di ori, morbillo e dolore, che Maguey vuol curare, contro ipocrisia, di fanati missionari. Loro erbe medicina, di varie famiglie, Apocinacee e Aracee, Leguminose e Moracee, Piperacee e Rubiacee, Guttifere e animali, spontane e coltivate, per febbri e malarie, disordini addome, respiro e mal di denti, infezioni cutanee, ferite e avvelenamenti, scambi coi vicini, diffondon conoscenze, e incontrano malaria, con dengue e febbre gialla, infezioni recenti, portate da coloni, che violano la selva. Maguey porta loro, vaccini e antibioti, a ridurre epidemie, strage di tribù, Zenzer febbrifugo, macerato contro tosse, percola su testa e corpo del paziente. |Yanomami associa, sapor amaro alla cura, pizzicore su pelle, gusto acido al corpo, decotti di corteccia, Aspidosperma nitida, infusi foglie-fiori, di Drymonia coccinia; peperoncino acqua schiacciato, combatte occhi infetti, come infuso di Banano, cura infezioni polmoni, linfa banano, contro ferite serpente, e formiche veleni, Phytolacca su punture, di pulci ai piedi; tabernamontana cura, vermi intestinali, Philodendron lenisce, punture scorpioni, corteccia Croton su capo, emicrani dolori. Tra fiume e foresta, amore fanno bello, si accoppiano istinto, avvinti su terra, si bagnano al fiume, poi escono parlando, affetto desiderio, trasmettono guardando; ai bimbi è permesso, osservare ascoltar, qualunque discorso, si va conversare, confine non vedi, a natural curiosità, dei bimbi gioiello, della comunità; privi di strumenti, di tipo musicali, usano rumori, umani e ambientali, lor nota prediletta, pare sia la pioggia, credono dal mare, il mondo intero sboccia. Lor tempio è la foresta, oracolo di vita, i pagè fan previsioni, accurate su clima, annunciano arrivo, di piogge o siccità, tempeste e vari eventi, epidemie o calamità: lor numerazione, da uno ferma al tre, Mahu orakabe orakataue, simil la cinese, uno produsse due, due produsse tre, bruka è moltitudine, segue al numero tre. Eccelle arte plumaria, tagli di piume, ornamenti al capo, bracci orecchi e viso, i fiori della selva, profumano le donne, curan malattie, con tuberi e con foglie, le donne catturate, ai nemici sconfitti, diventano di tutti, presso i vincitori, sfogo degli istinti, stimola la guerra, in var comunità, presenti sulla terra. Romulo ci canta, elogio ad |Epenà, che alcolismo e droghe, riesce contrastar, comporta tosse sputi, novizi a vomitar, porta far sberleffi, leggero scimmiottar: non reca assuefazione, crisi astinenza, usata nel rituale, è sociale conseguenza, aiuto nella fame, a scopo preventivo, porta a costruire, Sciabono collettivo; alleanze ed amicizie, aiutan comunità, da mal decadimento, curan + malattie, necessita entrare, contatto con natura, Spiriti Hekurà, son ponte infrastruttura, spiriti immortali, invocati a interferir, nelle uman faccende, e nuocere ai nemici, abitano i monti, dirupi e il petto uomo, invocano i pagè, per medicin del luogo: son spirito giaguaro, tapiro ed anaconda, di armadil gigante, e scimmia marimonda, son ara e pappagallo, tucano e tartaruga, Giaguaro della selva, tutti mette in fuga. |Hekurà maschili, sposati a bel fanciulle, eterna giovinezza, aiutan caccia e cura, invocan femminili, x parto nel travaglio, o hekura di piante, x cibo e tabacco; rapporto uomo-pianta, gira tra loro, hekura del clima, di vento tuono e sabbia, lavorano dal cielo, diversi indipendenti, fausti od infausti, cagioni ricorrenti: li possono invocare, pagè nella veglia, con piante di potere, e polvere di Epena, polvere accompagna, ogni yanomami sorte, permette fare riti, dar coraggio in lotte. Sintomi di epenà, ebbrezza o incoscienza, secondo la dose, per uomini maturi, assunta in solitaria, o risolver contese, in dialoghi ritmati, raggiunte son intese: un di fronte altro, or uomini diversi, stringono alleanze, scambiano oggetti, progettano battute, caccia oppure festa, se celebrano i morti, riordinan la testa; riti endo-cannibal, onor memoria morti, dando loro pace, con canti e danze forti, cerimon preghiere, son feste collettive, x maturati frutti, o nuove agrarie sfide; donne affaccendate, poco interessate, giocano bambini, con archi frecce e cani, adulti in pennichella, su amaca dondol, presenza dei pagè, dà sicurezza intorn. Pagè son richiesti, in gran necessità, durante malattie, guerre o tempeste, Spiro superiore, Yaru ovvero il tuono, terrore loro fa, se romba a pieno suono: cielo si scurisce, con vortici vento, ululano i cani, capanne sollevan tetto, Pagè riuniti in piazza, inizia rituale, a vincere paura, di pioggia torrenziale. Durante loro ebbrezza, cantano poesie, imitano passo, cinghiale o giaguaro, lacrime e saliva, tosse e irritazione, gran senso di calore, inizia la visione: epenè mondo poesia, in estasi di volo, camminano col Sole, o cammino della Luna, vola sui nemici, propizia battute, di caccia o di tuberi. Yarima è trasportato, nel mitico reame, cambia corpo mente, unisce alla foresta, e cantano i pagè, dialogan danzando, imitan gli uccelli, e il giaguaro felpando; seduti su terra, abbraccian due a due, sussurrano storielle, miti a bassa voce, pilastro di cultura, porta a rievocar, battaglie di avi, effetti collateral. Yanomami cultura, grazie a epenà, è psichica evasione, lor televisione, unione realizza, col trascendentale, dona loro equilibrio, mentale e sociale; rafforza nel bisogno, e cura ammalati, compie anche magie, a danno dei nemici, interpreta presagi, e sogni dei presenti, scopre furti e vede, di uomini gli intenti. Luna è un antenato, un tempo fu colpita, e da suo sangue mestrual, nacquer yanomami, ci andiam con epenà, in rito ritrovato, noi da li veniamo, là infine ritorniamo. Epenà ambivalente, nuoce oppure cura, pajè canta e grida, risucchia e sputa via, colloquia pur combatte, fino a sfinimento, rantola per terra, e muta atteggiamento: passa in rassegna, antenati e narrazione, atteggiamen teatrale, mangia la tensione, esaltazione gruppo, visibili ora rende, poter di guarigione, tutto già sottende. In yanomami villaggi, molti son pagè, a volte quasi tutti, uomini adulti, a seguito del sogno, o caccia solitaria, sentono chiamata, lor spirito va in aria. |Thamamou-iniziazione, è cura aspirante, adorna si dipinge, astiene cibi e sesso, inizia Epena viaggio, spartana vita 1 mese, isolato da villaggio, avrà zucca acqua, legna per fuoco, amaca letto, e ronzio del luogo. Tutori con epena, imboccano neofita, invocano hekurà, petto aprir sua porta; ballano cantando, suo arrivo poi mimando, femmina del rospo, invocano se ha febbre, se debole per fame, confuso o spaventato, lui scappa in foresta, tutto frastornato; sbavando e vomitando, si rotola su terra, privo delle forze, o di conoscenza, anche se non scappa, è preda di emozioni, accede alle visioni; lunga iniziazion, intensa esperienza, incessanti sensazioni, nenie dei tutori, cantan gli hekurà, son spiriti animali, presentano se stessi, come dei neonati, pronti ad abitare, il petto nuovo uomo. Dopo iniziazione, gradual ritornerà, integrato qual pagè, in comunità, inalar col mokohiro, potrà e canterà, fermo o camminando, ogni suo hekurà. Prosegue formazione, crescono col tempo, hekura di adozione, a spaventar nemici, di notte canterà, con voce vigorosa, mai più vomiterà: febbre raffreddori, diarree lui curerà, eccessi sesso e cibo, e sforzi eviterà, se immerge in acqua, usa precauzione, come donna incinta, di hekur fa gestazione. Per essere |Pajè, beve acqua da cascata, avverte pian cantare, sonora a bassa voce, segue ad alta voce, ripete ciò che sente, fuori e dentro eco, il suono ricorrente; mistica iniziazio, raggiunge col digiuno, in lungo isolamento, invita gli hekurà, far sfrenate danze: mi trovano hekurà, giorno di silenzio, lor figlia si avvicina, danzando verso me, mi fa cadere a terra, mi apre gola e petto, sangue mio pulisce, morto steso a letto; strappami la lingua, metti le tue penne, sento quel che canta, la figlia di hekurà, per aiutare donne, durante loro parto, invoco io Tapiro, grazie al nuovo canto: Wakugnariwe è, hekura di anaconda, Arari uccello Ara, armadillo-Wakariwe, il primo ha molta forza, alberi sorregge, durante le bufere. Scimmia è Pascioniwe, giaguaro-Irariwe, Kumar pappagallino, caimano è Wariwe, tuono Taumiriwe, vento Watoriwe. Poter di ogni Pagè, calor intento spinge, dominare il fuoco, collega a mondo sogno, la danza è susseguirsi, voci di animali, disordine mentale, pagè ci appare morto, purifica col ritmo, alfin torna risorto: il canto del suo volo, viene da lontano, viaggio pare lungo, linguaggio cadenzato, su scala immaginaria, fumo di tabacco, da foglie sventolato, pajè ha oracolato, pietra come quarzo, nel fuoco e calore, ci narra visioni, offre risposte, con canti e invocazioni: se aspira epena, invasano hekurà, tatuato col carbone, cammina ora pagè, avanti indietro va, lui guarda nel malato, su amaca disteso, urla + minacce, a uno spirito ribelle, insediato sotto pelle: gli intima la fuga, oppur lo taglia a pezzi, che buttera nel fuoco, senza troppi mezzi, con sapienti tocchi, massaggia paziente, spinge con le mani, hekura incosciente, lo spinge a estremità, testa mani-piedi, al fin succhiarlo via, da corpo del malato, stremato cade a terra, anche varie volte, amici e conoscenti, rianimano forte, incitan ripresa, di cura spruzzan acqua, su viso battagliero, rialza e inala epena, riprende a dialogar; con un hekur si infuria, sputa vomitar, per gravi malattie, tregua lui non dà, al povero paziente, di giorno e di notte, suo intervento poi, ne accelera la morte, nei casi terminali, abbrevia dolor sorte. Convincere il malato, è arte di pagè, vincere intrusioni, ovver guarire da sè, lo aiuta prender mano, ora la sua sorte, con immaginazione, lo fa sentire forte; pagè yanomami, gran poeta attore, quando si prepara, a estatica seduta, rivela bellezza, di hekurà che serba, richiama ausiliari, spiriti nagual, parla agli animali, ne imita natura, infine gli hekurà, dimorano suo corpo, grida implora e urla, muovesi contorto, parla con la voce, di hekurà presente, il doppio uccider può, esso è ambivalente. Pagè nel pomeriggio, tiene lezione, narra un giaguaro, che mangia + carne, cerca in Sciabono, gira ogni capanna, Yoawe lo scoprì, Epena lui fiutava: vennero hekurà, a frotte verso lui, divenne un pagè, ed ebbe suo potere, si mise a far amore, ma odore vaginale, fugge gli hekurà, lui smise di cantare; tutti conoscon, trama del racconto, vedono commossi, commento a girotondo, si crea complicità, ilarità costanti. Omave e Yomave, sono due fratelli, il primo viaggia molto, e porta epidemie, il secondo tien magia, un piede nel caimano, cura malattie. Iwari tiene fuoco, posto sotto lingua, a nessun ne dà, geloso che si estingua, privo di amici, Yomave lo avvicina, e ridere lo fa; presso amaca Iwariwe, presso sciabono, notte con piogge, freddo faceva, molti yanomami, tossivano insistenza, fuoco Iwariwe, bastava a curarli, ma padrone fuoco, va a ignorarli. Un giorno Yomave, in amaca lo culla, Iwari dormiva, improvviso starna bava, fuoco salta fuori, da bocca spalancata, Yomave lo afferra, salta si allontana, torna allo sciabono, e Fuoco dispensa. Iwariwe disperato, caimano diventa, Yomave spicca salto, ma perde suo piede, finisce sui rami, di albero Cacao, lascia scintilla, che ogni legna brucia, pianta che innesca, fuoco medicina: |Prioma-rospoarancio, donna di torrenti, disse a predire, fuoco fà soffrire, la invocano pagè, a curare febbri. Yanomami morte, è rito di passaggio, lascia ai discendenti, ceneri di ossa, per fare comunione, osteofagico rito, a superar paure, e anima librare: ogni umano possiede, anima Nobolebe, nuvola di fumo, da corpo si solleva, durante cremazione, verso il cielo leva, manca nel bimbo, nei morti non cremati, dispersi o uccisi a fiere, errano in foresta, soli o a schiere; seconda anima è Monise, ombra oppur nagual, durante vita alberga, nel totem animale, ragno aquila o giaguaro, uccide yanomami, se uccidi suo animale. Durante cremazione, si uniscono le due, lo Spirito del sogno, con Anima vitale, poi in altro mondo, van da Wadawadana, giudice dei morti, che smista fiumana. Piangono hekurà, la morte di un pagè, lasciano suo corpo, quando è moribondo, mentre se ne vanno, cielo divien scuro, piove tuona e scaglia, folgori con fumo; danze frenesia, attorno al moribondo, lo chiamano fratello, figlio o papà, mostrano oggetti, di sua proprietà, imprecano gridando, la sorte che verrà. Acqua umidisce, tabacco tra le labbra, piangono a dirotto, donne e maschi insieme, cadavere abbellito, con piume di sparviero, dipinto di rosso, su pira fuoco vero; da varie abitazioni, tizzoni catastati, su legna incenerisce, amaca col corpo, acre odore e fumo, si unisce al crepitio, parenti ballan strazio, lanciano sul fuoco, frecce con faretre, ceste e oggetti del defunto, esprimono dolore, senza disappunto; dopo qualche ora, cadaver consumato, cener raffreddata, è raccolta con ossa, entro una cesta, prese dai parenti, saranno consumate, nei riti di un |Rehao. Yanomami festa, invitano amici, sparsi in foresta, attorno a nonno fuoco, mito agnacorami, occasione di legami, baratti e strategie, scambiano regali, parenti con amici, Pesce selvaggina, cibo nella fossa, chiude intero rito, cenere di ossa. Uomini riuniti, inalano epenà, mangiano banana, sgarbo se ne resta, invocan hekurà, picchian piedi a terra, calata la notte, entran donne in scena; al cenno del pagè, danzano con passi, 4 avanti e dietro, due a due fan canti, frizzi e provocazio, ad uomini rivolte, su amache distesi, danno le risposte; tutti innamorati, prescinder dai legami, rischiano villaggi, di giunger alle mani, duelli con disfide, dialoghi ed affare, culmine Reaho, brivido di gare. Alba fine festa, abbracciano felici, inalano epenà, pagè tutti riuniti, seduti sulla terra, in dialogo ritmato, suggello e garanzia, opera ha compiuta, Reaho di fratellanza. jurema_cantos.m4a
lume091-Un giorno Seba guardò un albero così alto che sembrava unire terra e cielo; quando era più giovane gli era sembrato soltanto un albero. Ora, osservandolo da lontano, comprese che cambiare altezza significa anche cambiare pensiero. Nella stessa foresta i bambini Yanomami osservavano il vento, gli animali, i sogni e i comportamenti degli adulti, imparando che la foresta è anche un linguaggio: gli alberi parlano al vento, i sogni insegnano, l'immaginazione può diventare cura, memoria e coraggio. Il loro sistema di numerazione privilegia piccole quantità: mahu, orakabe, orakataue: uno produsse due, due produsse tre e tre produsse bruka, la moltitudine dei diecimila. La foresta è il loro oracolo, su, clima, arrivo di ospiti, piogge o siccità, tempeste e altri eventi come epidemie o calamità: i pagè non fuggono la realtà, ma imparano a guardarla con gli occhi degli animali, delle piante e degli spiriti, perché ciò che cambia lo sguardo cambia anche il destino. Seba accostò allora i bambini della foresta alla fiaba del Barone rampante: Chi sale sull'albero non fugge necessariamente dal mondo, a volte cerca solo un punto dal quale poterlo vedere meglio; anche Leopardi, pur conoscendo il dolore e l'indifferenza della natura, riconobbe nell'immaginazione una delle grandi facoltà umane: quando cambia l'immagine con cui una persona guarda il mondo, può cambiare anche ciò che è capace di fare, ribatte Milton Erickson, mentre Jung aggiunge: il mito può funzionare come linguaggio attraverso cui l'uomo dialoga con il mondo. Oracolo dell'Albero: cambia prospettiva prima di cambiare strada.

92:lume092-I Siona vivono lungo il fiume Putumayo, tra Colombia ed Ecuador, rifugiati nella selva a preservar la loro cultura. La loro cosmologia vive di un rapporto profondo tra esseri umani ed animali, piante, fiumi e forze spirituali, dove Sole, Luna, Tuono e le Pleiadi, sono giganti che partecipano alla formazione del mondo e della vita umana. Attraverso una bevanda amara e visionaria, chiamata yagé o ayahuasca, loro, e i popoli vicini, vivono rituali di cura e memoria, dove le esperienze visionarie, a volte dolorose e liminali, vengono interpretate dentro una cosmologia viva, come fossero sogni, dove il guaritore può entrare in relazione con animali, spiriti e forze della natura. Tra gli avi del passato, giunti dal grande mare, ecco comparire la rana arboricola, Phyllomedusa bicolor, dalla cui secrezione deriva il kambô, un altro rimedio antico dei popoli amazzoni, usato per ritrovare equilibrio e custodire il proprio sogno, il proprio linguaggio, i propri riti e la propria memoria.| Romulo racconta la sua vita nell'Amazzonia, tra Perù e Colombia, dove vivono Matses, Ashaninka e Siona, tra giaguari, caimani e rane arboree. Matses/Ashaninka sono cacciatori-raccoglitori su palafitte, coltivano yucca, banane, canna da zucchero, e comunicano con spiriti delle piante e totem animali. Il Sapo Kambo, muco di rana arborea, viene applicato su ferite: induce visioni premonitrici, forza fisica e percezioni acuite per la caccia. I Siona del Putumayo, pochi sopravvissuti, praticano yagé per connessione ai cieli, agli antenati e agli spiriti, con miti di Pleiadi, Luna e Sole; i riti prevedono tre notti di bevuta, canti e visioni, dove lo sciamano guida il novizio attraverso trasformazioni e rinascita simbolica. Ogni esperienza fornisce conoscenze su animali, piani dell’universo e rimedi. Il pajè spiega scopi di cura o caccia, tracciando patti con gli spiriti e indicando luoghi di preda. Gli Awa, nomadi della selva, praticano Karawara alla luna piena, cantano e viaggiano nello iwa, incontrando antenati e spiriti animali. Giovani apprendono osservando, mentre animali allevati diventano compagni, preservati e protetti. Tutti questi popoli intrecciano natura, mito e conoscenza pratica, con riti che insegnano, proteggono e rafforzano la comunità.# Romulo narra, sua storia Amazzonia, vissuta in Perù, confini con Colombia, terra di caimani, malaria febbre gialla, vivono i Matses, giaguari e arborea rana, tra Siona e Yanomami. |MATSES e Ashaninka, cacciator-raccoglitori, fanno palafitte, la pioggia spesso inonda, durante la stagione, ai tropici di norma, umido ambiente, caldo appiccicoso, coltivano yucca, zuccheri e banane; alfine di cacciare, devon comunicare, con spiriti di piante, e totem animale. Romulo ha un amico, Sandro Matsigenga, ha figli e due mogli, del clan Ashaninka, dorme con le piante, sogna il loro uso, se a genio gli vai, ti insegnano infuso: lor usano 1 secreto, di un arborea rana, qual mezzo caccia-pesca, medicina umana, phillomedusa versicolor, detta Sapo Kambo, è un antico pagè, che in loro va cantando; muco pelle raganella, sfregan su ferita, sul corpo cacciatore, farà circolazione, ad avere sogni, premonitori su animale, preciso luogo caccia, li aiuta una solanace: pianta fiuto |Nu-Nu, durante il rito sapo, serve acuire sensi, a caccia nella selva, verde polvere tabacco, a cener mescolata, unita a kambo-saliva, sfregata o inalata: pelle va spellata, da ramoscel rovente, il sapo liquefatto, si applica su piaga, a zona ustionata, ugual capocchia spillo, corpo scalda e arde, suda fa scompiglio, brucia da interno, cuor martella corre, ogni vena arteria, senti aprir nel corpo, a permettere la corsa, sangue burrascoso, vulcano ridestato, corpo erutta acquoso; van fuori controllo, funzioni corporali, sbavare e lacrimare, orinare e defecare, sommerge ogni rumore, corsa martellante, sangue accelerato, dolor divienta grande, respiro affannoso, desider lui morire, lo stomaco tien crampi, inizia a vomitare, tutto affievolisce, esausto cade al suolo, perde conoscenza, risveglia nel Dio tuono: la forza muscolare, erculea in ogni posto, visione approfondita, al buio senza sforzo, sopporta senza cibo, rincorre gli animali, e vari giorni vede, con sogni magistrali. |SIONA di Colombia, del rio Putumayo, trecento rimasti, dal tempo coloniale, lor religione rispose, a repressione esterna, rifugian selva madre, ricevono bevanda, forza dei cacique, identità che torna, a curare ecosistema. Siona mito narra, sciamani primordiali, Sole Luna e tuono, a Pleiadi fratelli, hanno una sorella, vivon tutti a terra, come giganti umani, e bevevano yagé; insegnano ai Siona, a bere bevanda, sente pleiade più giovane, ebbrezza avan visione, cade da sua amaca, vomita e sparge feci, mentre Luna maschio, beve sen visioni; appreso a ber yagé, ascesero ai cieli, mentre la sorella, mutasi nel vento, alberi e formica, e fissa ciò nel mito. Siona universo, fatto a cinque piani, gran dischi in relazione, piatti di fontana, sotto terra e primo cielo, secondo e terzo cielo, sopra tutti sta, Empireo cielo metallo; fine mondo è dove, si incontrano i fiumi, nel grande lago dove, è colonna che connette, i primi tre piani, abitati da entità. La terra tien due lati, ikako e yeki kako, ikako quan si sogna, o si beve iko, gli esseri ai due lati, passano il confine, subendo mutazioni, umani come uccelli, mentre gli animali, giaguaro ed anaconda, raganella e pecari, giungono di quà, prendendo forma umani, guidano sciamani, mentre i pesci là, appaion piante mais, quando vengon quà. Interazion tra i lati, è base della vita, come dicon Tzutujil, che attività di là, influenzano di quà, pioggia cade qua, quando la gente là, beve chicha birra mais, che sparge pure al suolo. Siona fino anni 60, cerimonie ayahuasca, calma crisi e pianti, causati da banchieri, Arsenio Yaiguaje, ultimo pajè, non lascia successore, tra i giovani urbanizzati, ora alcolizzati. Siona due volte anno, ora bevono iko, quan passa il pajè, del popolo vicino, riunioni conviviali, di gruppi familiari, si narrano esperienze, vissute in altro piano, con minuzia dettagli, dei luoghi visitati, esseri incontrati, costumi e riti dati: alcuni esseri sono wati, abitan ovunque, foresta fiumi e cieli, come mbwiri africani, son diversi per tipo, come i wati dei morti, o i wati inviati, o encantos e altri; wati arrabbiati, san dare malattia, in casi debolezza, come nei neonati, mentre i Bain sono, gente come i Siona, vivono altri piani, amano yagè, li visita sciamano, in forma di giaguaro, quan beve suo yagé. Ingrediente base caapi, masticato a lungo, sfibrato ed ingerito, o macerato in ore, beve acqua filtrata. Sama conosce molte liana, per cottura o manducazio, le coltiva e le prepara, per diversi riti bevanda, varie liane importate, da zone gruppi diversi, alcune tolta la corteccia, scende amar sapore, o aggiunge additivo, foglie Diplopterys cabrerana, o specie Brunfelsia, che i piedi intorpidisce, come tabernaemontana, apprendistato accelerato, con yoco e tabacco, o Psychotria in tempi magra, oppure datura, usata raramente, permettono mutare, in serpente o giaguaro. Yagè preparato, in capanna collettiva, usan precauzioni, a evitare che guasti, o rendere visioni, fuori controllo, se donna beve troppo, rischia un aborto, incinte o mestruate, restano in disparte: donna dopo il parto, si lava tutti i giorni, 40 giorni dieta, prima di far cuoca, al Siona sciamano. Rito collettivo, invita tutti quanti, ai giovani maschi, è scuola di Arsenio, che canta a guidar visioni, come vie sonore, prima i canti di chiamata, di spiriti yuxin, seguon canti stabilizzanti, poi icaro a vedere, poi i canti di congedo; nel corso rituale, visioni collettive, invocate e controllate, dal pajè maestro, dopo il tramonto, alla casa yagè, presso la foresta, ognuno amaca da sè, appende e prende posto, nella capanna che: sciamano prova il thè, poi arregla ogni tazza, con canti e foglie secche, a dar vision volute, beve sin tre tazze, verifica qualità, se produce buon visioni, altrimenti va gettar, rito interrompe, per ricominciar. Se visioni son buone, inizia a cantare, lo aiutano assistenti, a vestirsi rituale, corona e baston di piume, di uccello guacamayo, cioè spirito del sole, il primo sciamano, che viaggia nel cielo, uccello su spalla. Bevon partecipanti, a turno dopo Arsenio, che regola lor yagé, tornano a sdraiarsi, sua amaca ciascuno, nel corso della notte, fin cinque tazze a bere, tra pause di 2 ore, chi mastica canna zucchero, va bilanciare amaro. Saman mentre canta, da flauti accompagnato, durante le visioni, fedeli entrano là, vedon gente yagé, bella decorata, comunican con loro, e copiano i disegni, su proprie facce Siona, e su amache vedranno, samano tal giaguaro, anaconda od ocelot, che esce da capanna, a far visita a quei clan. A termine del rito, 1 bevanda temperata, chiude cerimonia, riunione viene sciolta, pajè spiega visioni, esperite da gruppo, se scopo era cura, spiega causa malattia, il wani del malanno, e i rimedi per guarire; se scopo era caccia, Cacique narrerà, il patto concordato, con wani di animali, nel corso del suo viaggio, luoghi e tempi indicherà, a trovar prede animali, donate da lor wani. Visione collettiva, stimolata da pajè, a inizio cerimonia, anticipa nei canti, ciò che incontreranno, tutti alle visioni, dettagli di colori, e geometrie ulteriori. Siona vedono tre tipi, individuo sposato, che ha provato bevanda, il secondo è cantante, ha bevuto più a lungo, ha esperito stacco corpo, con visioni altro lato; terzo è indovino, che vede giaguaro, Curaca in lingua quechua, sa visitare i piani, secondo sviluppo, Dau potere accumulato, con bevuta regolare: dau è come num, sostanza fisica che cresce, nel corpo del maestro, nel lungo apprendimento, dove lo studente, sperimenta visioni, naturali e culturali, alternando isolamento, dieta emetici selva, banane verdi pesci e uccelli, le mature son proibite, almeno per un mese. Dau conferisce, potere a medicine, maestro canta sopra, attiva loro forza, induce pur visioni, con bevande più leggere, come yoco e alloro. Studente pronto beve, tre notti lo yagè, vive mito Pleiadi, ebbrezza vomito e diarrea, perdita equilibrio, seconda notte vede fuochi, bruciato e morso da serpenti, da macchine e anaconda, se resta sen paura, continua iniziazione, vede gente altrove; nella terza notte, vede Madre Giaguaro, o Madre Anaconda, che intona canti lutto, lo chiamano figlio, e lamentano sua morte: studente si vede, mutato in bambino, avvolto e allattato, da Madre Giaguaro, che poi lo allontana, studente è rinato, tra gente yagè, dau in lui fluisce, e riceve un nuovo nome. Studente e maestro, poi bevono insieme, eseguono viaggi, attraverso le pintas, piani di universo, ogni pinta è abitata, da disegni colori, e specifici canti, appresi a ogni ciclo, di tre notti yagè, passata ogni pinta, rafforza il suo dau; alla casa di tigri, invitati a riposarsi, mentre mestre spiega, al novizio ciò che vede, carriera del novizio, passa dai disegni, tatuaggi sonori, degli esseri che vede; se và da altri maestri, viaggia con loro, raggiunge altre pinta, acquista altri canti, cumula visioni, mantiene memoria, del lato in cui si trova, cosciente di apparenze, resta essere umano, ritorna su sua terra; vedon tutti i piani, solo abili sciamani, raggiungono la Luna, o cielo di empireo, fatto di metallo, che Dante pur descrive, con cori musicali, e rosa dei beati; alcuni da lontano, intravedon qualche piano, che poi li specializza, nel rito caccia o cura, contatto di animali, astri tuono e vari. |AWA gruppo indios, vive selva mentale, frutti e miel migliore, san dove trovare, caccian selvaggina, nomadismo stile vita, cerimonia Karawara, luna piena invita: viaggiano uomini, allo iwa della selva, entrano in capanno, portale tra 2 mondi, donne decorano mariti, piume avvoltoio, 1 resina per colla; giovani osservano, al chiaro di luna, arriva stato trance, 1 canto sufficente, canto si fa forte, i bimbi sono a nanna, nel capanno-tempio, a turno ognuno canta, incontrano lor avi, e spiriti foresta, in dimensione aliena, caccia è fortunata, Iwa è la dimora, di essenza di animali, ne allevano qualcuno, compagni degli umani; orsetti procione, cinghiali avvoltoi, se 1 cucciolo di scimmia, entra in famiglia, vien nutrito al seno, mai sarà mangiato, se torna in foresta, è hanima preservato. libro_altrove_incensi-sapopineale.m4a
lume092-Medusa figlia di re Forco, appare in un sogno di Seba, come regina dei giganti, del mare occidentale, sul trono Corsica e Sardegna, custode di una soglia, tra terra e mare, vita e morte, memoria e oblio. Le Gorgon sorelle, Medusa, Steno ed Euriale, appaiono nel sogno, come amazzoni approdate sul Tirreno, dal Ponto e da Crimea, per combatter gli invasori, giunti con re Atlante, ma in battaglia navale, subirono sconfitta, e l'esilio alle isole Eolie. Cambiarono le stirpi e i culti della dea, mentre i nuovi dèi d'Olimpo, le chiamarono gorgoni, ovvero fossili memorie, nelle tombe dei giganti, di tutta la Sardegna. Seba ascolta le leggende, in Pauli Arbarei, delle navi dei titani, e titanesse di Crimea, dove Medusa col suo sguardo, rivelava la verità, del cielo e della terra, a chi sapeva ascoltar: non temere il mio sguardo, diceva Medusa, ti costringe a riconoscer la tua ombra, ciò che dentro di te rifiuta essere visto. Seba riflette sui nuraghe, fatti di pietre e di memorie, di antiche rotte migratorie, fino alle coste del Brasile, dove amazzoni coraggiose, emigrarono sul fiume, che ancora porta il loro nome. Oracolo di Medusa: quante volte una cultura trasforma in mostro ciò che non riesce più a comprendere? non serve decapitare l'ombra del tuo passato, ciò che non vuoi vedere, continua a guardarti.

94:lume094-Rane e Rospi sono diapason naturali, e rappresentano due strategie diverse di adattamento in natura. Le rane hanno pelle più liscia e zampe posteriori sviluppate per il salto, vivono presso l'acqua, saltano e catturano insetti; molti rospi possiedono pelle più rugosa, zampe più corte e ghiandole che producono sostanze irritanti o tossiche per scoraggiare i predatori. I loro richiami annunciano piogge, stagioni, territori e momenti riproduttivi. In primavera molti anfibi tornano agli stagni nei quali si riproducono, affrontando strade, predatori e trasformazioni del paesaggio. I loro girini si distinguono facilmente: i girini di rane sono maculati, quelli dei rospi quasi neri. Le secrezioni di alcune specie sono usate in rituali tradizionali; ad esempio, il rospo del deserto di Sonora, oggi chiamato Bufo alvarius, produce una secrezione contenente composti psicoattivi; mentre diverse rane amazzoniche sono associate al kambô, altro composto usato da vari nativi per attività visionarie e venatorie. Nelle culture asiatiche il rospo è ancora simbolo di trasformazione, fortuna e prosperità: Ji Gong, Gama Sennin, Liu Hai e il rospo a tre zampe Jin Chan, appartengono a immaginari nei quali l'animale diventa compagno di chi attraversa una trasformazione. Oracolo del Rospo: quando il rospo canta, la pozza ascolta; mentre il rospo accorda l'acqua, la pianta riceve etere e rugiada dal cielo. Un'idea diventa conoscenza quando accetta di essere messa alla prova.| Rane e rospi mostrano adattamenti diversi: le rane hanno pelle liscia, zampe lunghe e amano acqua e umidità, saltano e cacciano insetti, mentre i rospi hanno pelle verrucosa, gambe corte e tollerano siccità. I girini di rana hanno macchie, quelli di rospo sono neri. Alcune rane arboricole amazzoniche, chiamate kambo dai Matses, aiutano nella caccia con polveri rituali; i rospi Bufo bufus e Bufo alvarius del deserto di Sonora, secernono bufotossine che proteggono dai predatori e influenzano cuore e nervi. Durante la stagione riproduttiva, milioni di rospi si radunano, sfidando predatori e rischi, con uova che diventano adulti in due mesi. Rospo e Rana, simbolo di ricchezza o visioni, entra in molte fiabe: Jigong in Cina rompe le regole, aiuta la gente con poteri straordinari e digiuno rituale; Liu Hai riceve un rospo a tre zampe, jin chan, che lo guida e porta ricchezza; Gama Sennin in Giappone usa il rospo per trasportare oro e argento, donandoli a chi merita, simbolo di prosperità e beneficienza. Le rane e i rospi incarnano equilibrio tra pericolo e protezione, magia e natura, vita e trasformazione.# |RANE belle in acqua, osservo nella vasca, nel piccolo laghetto, loro amano far guazza, abbronzano tra piante, saltano alla caccia, invischiano insetti, a mezzo salivaccia. Rana senza coda, gracile e leggera, pelle lucida liscia, ama umidità, mentre Rospo ha, pelle verrucosa, con protuberanze, pelle spesso secca, resiste a siccità. Bufo gira prati, viene detta Toad, Rana è detta Frog, e ama saltare, tiene zampe lunghe, rospo ha gambe corte, e ama strisciare, girini rana han macchia, di rospo sono neri. Rana arboricola cugina, sapo di amazzonia, detta pure kambo, dai popoli Matses, li aiuta nella caccia, con polvere niu niu; canti diversi, rana e raganella, e rospi di orchestra, una Rana verde rara, nascosta fra cespugli, mimetica più brava, gracchia un lieve bis-moarc, mentre Rana di prato, sebbene vive in acqua, fà ep-epp canto amore. |ROSPO Bufo bufus, comune o Bufo-Alvarius, se predato a bocca, può secerner veleno, che irrita bruciore, costringe mollar presa, velen |butotossine, produce pelle dorso, e agisce sul cuore, e nervoso predatore. Rospo nei stagni, nuzial campane suona, sorpreso su rive, gira pelle sottosopra, ventanni pure vive, a terra presso riva, in acqua si accoppia; a Pasqua stagione, fa esodi rischiosi, per gran raduni amori, qualsiasi cosa move, è femmina in calore, milioni rospi in orge, molte perdon vita, schiacciate dai focosi, attirando predatori, cibo per Cornacchie, che sorvolano acquitrini, amore e morte assieme, uova con girini, 2 mesi fanno adulti, tornano nei boschi, anfibi come rettili, fan letargo fine, Rane a fondo stagni, fuori ghiacci sfide, Rospi indisturbati, con bisce lor nemiche. Bufo delle canne, preso in Amazzonia, vince concorrenti, con bufotossina droga, usata in California, in deserto di Sonora, Bufus alvarius, è Aruspex sacerdote, che insegna segreto, ricchezza o visione. |JiGong济公-monacomatto, ama digiuno, viaggia nel paese, si ferma in monastero, mangia carne-vino, incarna il Drago vero, suo comportamento, rompe codice condotta, disorienta confratelli, cacciano da gompa, Jigong allora vaga, x strade aiuta gente, usa i suoi poteri, si esilia nelle selve, amato suo ricordo, in Asia e Indonesia, ogni medium daoista, nei riti lo ricorda, come Gama Sennin, incorpora suo spiro, detto pur Liu Hai, risponde a domande, di aiuto ai fedeli, in casi straordinari, dona numeri vincenti. Liu Hai fu ministro, insegna feng-shui, bonifica paludi, lotto contro 1 rospo, gli lascia 3 zampe, e a Liu divien devoto, compie atti gentili, a espiare prepotenze: rospo-a-3-zampe, detto jin chan, |GAMA-SENNIN Giappone, Rospo che chiama, oro argento |denaro, trasporta Liu ovunque, abita nel |pozzo, sale da 1 corda, porta sue monete, che vomita in bocca, a chi suo maestro, |beneficienza dona. |Alexander Bain era un orologiaio scozzese dell'Ottocento, un giorno immaginò il terreno umido come una gigantesca batteria naturale. Ogni pianta è già un'antenna, e nell'aiuola di Christofleau ne aggiungiamo una di rame. Il suolo è vivo, il terreno si risveglia. George Starr White era un medico; durante le sue visite osservava vigne rigogliose vicino ai pali del telegrafo. Gli alberi parlano col cielo e trasmettono messaggi come gli animali. Matteo Tavera invitava a osservare gli alberi durante i temporali, grandi conduttori tra cielo e terra, come radici, foglie, spine, peli delle piante e degli animali, punte dei rami e dei metalli, tutti continuamente attraversati da questi flussi di etere: quando una foglia viene toccata, ferita o colpita dal caldo, o una radice incontra un ostacolo, nasce un messaggio elettrico che attraversa il fusto e avverte tutta la pianta. Aiuola dei Magneti di Albert Roy Davis e Walter Rawls: il polo sud rivolto alle radici o verso una bottiglia d'acqua usata per irrigare. Aiuola della Risonanza di Lakosky e Ighina.  tesla_ondelampo_effettopauli.m4a
lume094-Raseno entrò nell'orto del liceo con una cassetta piena di brevetti, magneti, quarzi, spirali di rame e vecchie fotografie. Disse agli studenti: oggi studieremo le idee di inventori e pionieri che immaginarono un dialogo invisibile tra cielo, terra e piante. Nella prima aiuola gli studenti ricrearono un esperimento storico che Bain usò nei primi telegrafi: una batteria terrestre con rame e zinco nel terreno umido, capace di generare correnti galvaniche che modificano il terreno, rendendo l'acqua e i minerali più facili da assorbire dalle radici delle piante. Nella seconda costruirono spirali di rame ispirate a Justin Christofleau, le infissero accanto a ogni pianta, a dieci centimetri dal fusto, poi immaginarono elettroni caduti dal cielo, goccia dopo goccia, raccolti dalla spirale, come un antenna che coglie etere atmosferico e lo accompagna nel terreno. Nella terza aiuola provarono i magneti di Albert Roy Davis e Walter Rawls, orientandoli in modo diverso nei vasi: il rigoglio si ebbe quando il polo sud del magnete era vicino alle radici, oppure posto accanto a una bottiglia d'acqua per innaffio, che dopo qualche giorno risultava magnetizzata e benefica. Nella quarta costruirono bobine con quarzo e rame, diapason e spirali, trasformando l'aiuola nella stanza della risonanza. Raseno salutò gli esperimenti con le parole di Lakosky: la Natura respira con movimenti, ritmi, segnali elettrici e chimici che salgono dalla Terra verso il Cielo e tornano al suolo, ora immaginatela come un mondo di frequenze e risonanze, dove ogni foglia, radice o cellula vivente è un circuito che oscilla continuamente insieme all'ambiente; provate, misurate e confrontate! dal vicino stagno intanto, arrivava il canto delle rane che si estendeve sull'acqua a cerchi concentrici, ecco il nostro diapason naturale che accorda l'ecosistema! disse Raseno, acqua, piante, animali e terreno partecipano tutti a un unico grande ritmo, il Dao della natura.

98:lume098-Il Croton lechleri, noto come Sangue di Drago, è un albero dell'Amazzonia e delle Ande. Dal tronco inciso fuoriesce un lattice rosso tradizionalmente usato in diverse medicine popolari per proteggere e trattare ferite e irritazioni della pelle. Una delle sostanze studiate è la taspina, associata a processi di cicatrizzazione. Il nome Sangue di Drago, però, viene applicato anche a resine rosse ottenute da piante molto diverse, tra cui alcune Dracaena di Socotra e specie di palme rattan del Sud-Est asiatico. Accanto al Croton compare il Neem, pianta originaria del subcontinente indiano. Il suo olio contiene sostanze usate come repellenti in alcuni preparati per il controllo degli insetti. Nel giardinaggio, l'uso del neem deve essere proporzionato e rispettoso degli organismi, non è necessario trasformare ogni infestazione in una guerra. Croton e Neem raccontano la stessa metafora: la natura non elimina ogni ferita; spesso insegna a proteggere ciò che sta guarendo.| CROTON lechleri, noto come Sangue di Drago, è un albero dell’Amazzonia e delle Ande. Il suo lattice rosso, estratto dalla corteccia, è un potente cicatrizzante e antisettico. Contiene l’alcaloide taspina, con proprietà antivirali, antitumorali e astringenti. Usato per curare ferite, ulcere, ustioni, punture di insetti e gengiviti. Per uso interno aiuta contro malaria, anemia, dolori mestruali e problemi respiratori. Le resine rosse del Sangue di Drago si ricavano anche da piante come Dracaena cinnabari (Socotra) e specie di Rattan (Isole della Sonda). Utilizzate per lacche, restauri, inchiostri e incenso, hanno virtù emostatiche, cicatrizzanti e febbrifughe. NEEM (Azadirachta indica), detto "farmacia del villaggio", è un albero del Nepal. L’olio e il decotto di foglie sono antiparassitari naturali per pelle e agricoltura. Spruzzato regolarmente allontana acari e insetti. Favorisce la presenza di uccelli e vespe utili contro parassiti dell’orto.# |CROTON lechleri, sangue Drago rosso, amazzone euforbia, don Romulo mi dice, che lattice viscoso, estratto da corteccia, di Lechleri Croton, è buon cicatrizzante, guarisce le ferite, in Amazzonia e Ande. Lattice corteccia, cura ulcere ferite, alber sempreverde, chioma ampia tonda, foglie forma cuore, acuminate affonda: tiene alcali tropani, alcaloide Taspina, antisetti antitumore, su pelle strofina, addensa divien bianco, circola veloce, guarisce ferite, ustion lacerazione, punture insetto, artriti e cicatrizzi, lattice via orale, diluito a gengiviti, contro tigna e malaria, anemia leucemia, emostatico astringente, aiuta muscolare, antiviral respiro, calma dol mestruale. |SANGUEDRAGO sono, resine rosse, da piante tropicali, Croton Dracaena, essudano da tagli, della corteccia, o incisioni tronco, rami frutti cerca: Dracaena cinnabari, da isola Socotra, in oceano Indiano, tra Yemen e Somalia, dà resine migliori, per via isolano clima, incenso con tinta, lacca-restaura legni, cornici e violini. Panacea a ferite, buon coagulanti, alle Canarie cresce, endemica dracaena, usata come incenso, pulisce da influenze, inchiostro rosso reca, ai sigilli serve, in isole di Sonda, è palma di Rattan, usata a laccare, e decorar rossi fogli, resina raccolta, dai frutti del Rattan, acqua calda separa, in palle di dragan: virtù anticoagulanti, Sangue di Drago, usato esternamente, ferma sanguinamento, internamente dosato, cura ulcere bocca, abbassa la febbre, e la diarrea smorza. |NEEM albero Nepal, |Azadirachta indica, Farmacia villaggio, custodito tramandato, olio di Neem, usan contro parassiti, pustole di pelle, di uomini e animali, anche sulle piante, diluto e irrorato, repelle ogni acaro: spruzzo acqua neem, almeno 4 volte, invito coppia Cince, frutteto nido vuole, vespa depone uova, in larve e bruchi che, danneggiano orto, + larve attir ben. flora_olio-neem_antiparassita.mp3
lume098-Il serpente porta il veleno dell'inganno quando il cuore si svuota della verità. Micael lo affronta con la giustizia, Maria con la grazia. Nessuno dei due deve distruggere il serpente per liberarsene: deve impedirgli di governare. Nella foresta, il Croton lechleri offre un'altra immagine. Quando la corteccia viene incisa, dalla ferita sgorga una linfa rossa. Una leggenda amazzonica racconta che un giovane, dopo aver ferito accidentalmente l'albero, pianse credendo di averlo ucciso. L'albero gli disse: non temere, ciò che esce dalla mia ferita non è la mia fine, è il mio dono. Il ragazzo comprese che una ferita può diventare memoria senza trasformarsi in odio. Oracolo del Drago: dalla ferita può nascere la medicina; la cicatrice non cancella il colpo, ma custodisce ciò che hai imparato attraversandolo. Barbanera sorride: non cercare una vita senza ferite. Custodisci ciò che in te sa richiuderle senza indurire il cuore.

104:lume104-Il Santo Daime nasce in Amazzonia dall'esperienza di Raimundo Irineu Serra, noto come Mestre Irineu. La dottrina si sviluppa attorno alla bevanda sacramentale preparata tradizionalmente con la liana Jagube e le foglie di Chacruna e agli inni raccolti nel ciclo: O Cruzeiro Universal, raccolta di 130 inni curativi. La pratica integra elementi cristiani, tradizioni indigene amazzoniche e influenze afro-brasiliane. Dopo Mestre Irineu, Padrinho Sebastião amplia la diffusione del movimento attraverso l'ICEFLU, che porta il Santo Daime anche fuori dal Brasile. Il feitio è la preparazione comunitaria della bevanda e comprende lavoro condiviso, canto e disciplina rituale. Durante le cerimonie, inni, danza, preghiera e silenzio accompagnano esperienze spirituali intense. Il Colibrì, simbolo della confraternita Baciafiore, rappresenta il principio secondo cui anche una piccola azione partecipa alla cura del mondo. Il Santo Daime diventa così dialogo tra cielo e terra, deserto e foresta, esperienza individuale e comunità. Tra i numerosi inni di cura figura il Lua Branca, dove Mestre Irineu, dopo la guarigione dalla malaria, riassume la sua visione e invocazione alla Madonna della Selva: Daime! dammi Luce, Amore e Salute.| Santo Daime nasce in Amazzonia nel 1920 per opera di Raimundo Irineu Serra, ex raccoglitore di caucciù che, guarito dalla malaria con l’ayahuasca, riceve in visione la Madonna della Foresta e il nome 'Daime', dammi luce, amore e salute. La dottrina unisce cristianesimo e sciamanesimo, celebrando la guarigione attraverso il canto e la bevanda sacramentale. Dopo Irineu, il Padrino Sebastião espande il culto in Brasile come ICEFLU, Culto Eclettico della Luce Universale, che fonde elementi cristiani, afrobrasiliani e indigeni. Negli anni '80 e '90 la dottrina raggiunge l’Europa; in Italia sorgono i primi centri a Siena e Firenze, poi Jesi e Reggio Emilia, riconosciuti legalmente dopo processi e assoluzioni. Le cerimonie seguono calendario lunare e rituale musicale di inni e danza; la bevanda, preparata nel Feitio, unisce Jagube e Chacrona in matrimonio sacro. Il Daime purifica corpo e mente, rivelando visioni e guarigioni interiori, in una catarsi che unisce purga, canto e preghiera. Ogni lavoro è scuola di equilibrio e compassione, dove il canto diviene medicina e la comunità un cuore unico. Il Colibrì, simbolo della confraternita Baciafiore, insegna a spegnere il fuoco del mondo con la propria goccia: ognuno porta la sua luce. Così il Santo Daime continua, tra cielo e foresta, a fondere Cristo, Orisha e Buddha, in un'unica lingua di amore universale.# |Italia 2020, 10 centri del Daime, dottrina di Foresta, dal Rio delle Amazzoni, segue lavori calendario, federati |ICEFLU culto, fondato nel 974, da padrino Sebastiao. Raimondo Irineu Serra, fonda il Santodaime, lui naque in Maranhao, saoVincente de Ferrer, 15 dicembre 890, poi si imbarca su Rio Amazzoni, a raccogliere Caucciù, Hevea brasilinsis, industria della gomma; prende febbre di malaria, conosce Antonio e Andrè Costa, che trasportano la gomma, e lo introducono a yagè, con caboclos peruviani: curato ed invitato, a conoscer Clara donna, dopo dieta stretta, cresce devozione, alla virgem Conceicao, Juramidam imperatore, ottavo giorno ha una visione; mentre osserva luna piena, gli appare la Madonna, incoronata sulla luna, qual Regina di Foresta, Lei gli affida una missione, ripiantare insegnamenti, di Gesù Cristo a mezzo luce, di bevanda sacramento. Irineu spontaneo canta, primo inno a Lua Bianca, Mae divina do coracao, daime o perdao! con ritmo di valzer, narra lenta guarigione, alla Madonna concezione. Dopo venti anni, apre il primo culto, lavori spirituali, nel Rio Branco in stato Acre, si ricorda di chiedere, nel momento di bere, Dai-me diviene, nome del suo culto, secondo meriti ricevi, Luz amor saude. Madonna della Luna, e sue anime di corte, gli inspirano altri canti, 130 inni, O Cruzeiro Universal, raccolti nei decenni, struttura suoi lavori, con simboli e uniforme, var tipi di rituale, e la croce Caravaca. Farda blu abituale, farda bianca nella festa, con stella a sei punte, ornata sul petto, con luna crescente e sole, cerimonia fardamento, iniziazione alla dottrina, cresciuta in 40 anni, fino al suo trapasso, 6 luglio 971; da Cristo Luz universale, suo centro in Alto Santo, autorizzò centri soccorso, a Rio Branco e Porto Velho, nello stato di Rondonia, mentre guida ora Alto Santo, amico Luis Mendez Nascimento. Sebastiao Mota Melo lavora, nel Rio do Juruà, ex seringueiro ammalato, con Rita Gregorio moglie, e figli Alfredo e Valdete, arriva Alto Santo 965, si farda col Mestre, riceve cura e permesso, di condurre suoi lavori, in Colonia Cinquemila. Padrino Sebastiao, espande la dottrina, dalla foresta al mondo, col nome di Cefluris, anni ottanta nel Brasile, ICEFLU sotto Alfredo, Culto Eclettico da, Fluente Luz Universal, anni novanta nel mondo, è dottrina cristiana, che sincretizza correnti, di vera fede umana. Pellegrini da Italia, seguon suo carisma, fino a Ceu do Mapià, Marina e altri italiani, esportano il cammino, con inni di Oracao; notte san Sebastiano, pà Sebastiao trapassa, 20 gennaio 990, dopo aver visto oceano, Rio Janeiro Ceu do Mar, dirige Paolo Roberto Silva, sposato a una figlia, di padrino Sebastiao. Paulo stesso anno, viene in Italia, a far primo lavoro cura, hinario di Sebastiao, presso Siena e Firenze, Enrico da Genova risponde, si farda ed apre un centro, Cammino delle Stelle. Padrino Alfredo divien leader, linea Irineu e Seba, da Amazzonia va in Italia, Spagna Olanda e oltre, battezza nuovi centri, che affrontano le prove, di sequestri di bevanda, e arresti polizia. Inario cura Sebastiao, intanto cura le coscienze, 30 litri torneranno, presso Reggio Emilia, lavoro cura Mesa Branca, nella notte di Natale, qui si farda Walter leader, che ha subito prove dure, e avvia ICEFLU Italia: Stella azzurra sceglie, arcangelo Michele, a fare Umbandaime, lavoro di cura, integrazione spirituale, a Jesi nasce centro, che invita pure il bwiti. Walter si diploma, a Mapià e Juruà, registra in 2003, Enti culto al Viminale, necessario per confronto, con autorità e giustizia, arresti 2005, fugare ogni equivoco, su setta della droga, indagini otto mesi, poi Cassazione assolve, il giorno san Giovanni, e 40 litri daime, torna a irmandade, Assisi VI incontro Europa. Daime aiuta riformare, appartenenza religione, scioglie nodo radicale, che porta terapia, sofferenze della purga, fanno paio con insight, vomito purga e pianto, con sudore miracao, fan catarsi di tossine, fai la pace con te stesso: insegnamento ricevuto, comprensione bene e male, guarigione e fermo intento, in daimiste infrastrutture.| SantoDaime irmandade, remedio ancestral, atraves incorporacao, preciso trabalhar, antidoto contra drogas, ajuda a pessoa, se livrar do vicio, bastar solo querer, mostrar boa vontade, para cura receber| o universo tem, espiritual em tudo, temos um mundo, dividido para alguns, è real e irreal, como dois gemeos, um assum identità, di altro fratello, os bon conselhos, nos mostra que ela, puramen caridosa, do amor que todos tem, em corasao sposa; doutrina de atendimento, de receber bem, de entender escutar, de saber auxiliar, dottrina facil seguir, irmao entende, sta li per curarsi, condivider corrente. Irmaos que estao chegando, precisam de limpar, sua mente seu corpo, fermar o pensamento, para que este livre, x sentir tudo, o mesmo tempo seja livre, ver atraves da visao, temos mundo diario, temos que nos unir, o pensamento simples, estudar a doutrina, praticar ser educade, amoroso e alegre, conversa de a caridade.|| Venerdi cerimonia, tre ore con playlist, poi cena con minestra, mattina nel silenzio, colazione e poco yoga, son conduttori pronti, preghiere e segno di croce, beviamo e li seguiamo, con Mestre hinario, Sol Lua Estrela, devo amar aquela Luz. Nominati gli assistenti, per maschi e per donne, accompagnano a bisogno, chi urla piange o si allontana, aiutan fumigazioni, mentre sale medicina, in quaranta minuti, fin secondo bicchiere, scene grafiche frattali, tra parole di sostegno, allontano idee paura, sento corpo intorpidire, e vedo un uomo nero alto: mi chiede di seguirlo, ha mantello come Shiva, liuto bastone da cammino, mi conduce a entrata mondo, col suo liuto campanelle, apriva strada tra tormente, mentre il filo musicale, mi permette navigare, come Dante tra foreste, a incontrare gli animali, tra cascate, e fiori stelle, fin cellule di infanzia, che hanno impresso la mia anima, un bambino petit-sage, che disperde suo dolore, a raggiunger guarigione. Ciò che vidi era reale, come il mondo quotidiano, un serpente grande pure, con le ciglia femminili, sul suo corpo sta il creato, la potenza e pur la grazia, sette ore infine scendo, curva inno il conduttore, ognuno scuote suo torpore, inizio passi della danza, assieme canti gioia ananda, abiti bianchi a volteggiare, con dolcezza di un convivio, tutti Dèi gli uni per gli altri, in empireo salao dorato. Corpo mente e spirito, lavorano assieme, a vomitar pulir la psiche, a permetter viaggio astrale, ascensione a |Cassinelle, Appennino Lazio e Jesi, uno sharing nel finale, gioco specchi vò mirare, il suo racconto include il mio, carovane viaggi assieme, in Amazzonia e fiume Congo, esperienza trentennale, del damista marakame. La caraffa medicina, fette mela e sultanina, presso tavolo imbandito, tra candele e icone varie, doppia croce Santodaime, un bicchiere di acqua al centro, fiori bianchi profumati, hinario parla del creato, nelle forme del bailado, esso insegna disciplina, a restare concentrato, nel condurre propria vita, oltre spire medicina: raggiungono i fedeli, banco eucarestia, ottengono bicchieri, dosati a loro peso, amar decotto purga, risolve afflizioni, ora danza il battaglione, ritmo inni di emozione, psiche segue corpo, danza senza posa, mentre figlie della selva, cantan forza che mi sposa. Santodaime nel Brasile, legalizza 986, quando mostra che i lavori, tutti i membri fà migliori, quando emerse esigenza, di fare gruppo stabile, per fare lavori, di mensile calendario, liturgia internazionale, che rafforza Santo Daime, mito esce da foresta, espande i primi passi, tra mille ostilità, |Sebastiao da Juruà. Se le prime cerimonie, eran fatte improvvisate, piano sale conoscenza, di come usare energie, fasi rito e toante, adatto accompagnare, ogni fase fino a sharing; coi maestri si migliora, nella linea brasiliana, una scuola settennale, a divenir Nima insegnante, su ogni aspetto cerimonia, da sala alla bevanda, da musica ai lavori, accompagno di emozioni: preparare Santo Daime, in Brasile è detto Feitio, dieci giorni per unire, pianta maschio a femminile, scorticata Jagube liana, a rimuover zona amara, la corteccia poi battuta, dalle cinque di mattina, da una ciurma di persone, la fatica è mitigata, da una musica ritmata, dalla pianta già ispirata; donne invece fan raccolta, delle foglie di Chakruna, le pulisco una a una, entro acqua di sorgente, intonando a Yemanjà, con Oxum da cachoeira, asciugate le fan pronte, per sposalizio bollente, nella pentola sul fuoco, viene cotta medicina, notte e giorno ad incrociare, concentrare e riversare. Tutto il gruppo resti puro, da ogni vizio e desiderio, a evitar che la tensione, vibri dentro medicina, come il vino di cantina, o acqua viva di mattina, aiutati dai stellati, che accompagnano cerimonia. Chamo Estrela inno del Mestre, di famiglia Beijaflor, baciafiore colibrì, confraternita del cuore, illustrata da una storia: un incendio nella selva, fa fuggire gli animali, resta solo il Colibrì, vola al cuore del disastro, re Giaguaro lo rincorre, dove vai in quel calore! vado a spegnere quel fuoco, con la goccia nel mio becco, ognuno faccia la sua parte, nella fede è direzione, ecco nata associazione, Baciafiore è ispiratore, di ogni vera religione. Feitio ispira inni, là si dorme poche ore, si rivive un espansione, tutti noi siamo creatori, di sociali relazioni, sublimando le ferite, togli maschere annerite, prova dura è medicina, se tu accetti insegnamenti, apre il Cuore con la chiave, della propria ver natura, cioè Natura stessa, senti in ogni cerimonia, comprendi lingua delle piante, della flora il mare e gli astri, ogni lavoro è avanzamento, disciplina alla pazienza, riflession degli inni testo, rapportati alle esperienze, di divinità tornate, nei corpi incarnate, e benessere del cuore, si apre amplifica ogni volta, senza sforzo arriva chiara, soluzione e direzione, in sincretismo di influenze, di apostolica ascendenza, Orisha Buddha e Siva, Kayumari Bwiti e Gesù Maria. libro_santodaime-amor_yolanda.m4a
lume104-Nel cuore della foresta esiste una medicina che prima ascolta e poi parla: Santo Daime. Yolanda racconta di aver attraversato la dipendenza e la notte dell'anima, trovando nel canto e nella comunità una via di rinascita. La foresta le insegna che ogni radice nascosta cerca comunque la luce e che una vita ferita può tornare a fiorire. Dammi luce, dammi amore, dammi salute: nel canto degli inni il cuore impara ad ascoltare, nella danza il corpo ritrova equilibrio. Ogni persona porta una piccola foresta interiore: alberi antichi, fiumi profondi, animali guida e sentieri sconosciuti. Il Colibrì mostra il suo segreto: davanti all'incendio della selva porta una goccia d'acqua nel piccolo becco. Offre ciò che può. Così ogni anima può contribuire alla guarigione del mondo. La medicina della foresta non chiede perfezione: invita presenza, disciplina, ascolto e amore. Come la foresta insegna che ogni seme contiene già il viaggio verso il cielo, così tu cammina con umiltà, ascolta il silenzio e custodisci il tuo fuoco.

216:sogni64-lume216-L'OMBRA del primitivo impersonale. Il tabacco ha una lunga storia nelle Americhe e presso diverse popolazioni è usato con significati specifici. Con la diffusione globale del tabacco, la nicotina ha prodotto una relazione diversa: la dipendenza. Una pianta può avere un posto rituale preciso in una cultura e, in un altro contesto, diventare una sostanza capace di creare dipendenza. Il simbolo dell'Ombra entra qui come risonanza: ciò che introduci nella tua vita modifica anche lo spazio nel quale continui a respirare; assassinare qualcuno significa impedirgli di seguire il processo di realizzazione: bada a non essere l'assassino del tuo potenziale migliore, usa ciò che più ti spaventa per scoprire ciò che fai per sconfiggere te stesso. Immagini del sogno: Il viso del rifiuto reclama di essere amato, noi rifiutiamo solo noi stessi, nessuno può rifiutarci benché possa dirci di No; per evitare di perdere, perdiamo; per sfuggire la punizione ci puniamo; per impedirci di vincere sconfiggiamo noi stessi; per suscitare il rifiuto agiamo indegnamente. La chiave per cambiare è la nostra vulnerabilità: invece di far soffrire gli altri con le nostre tattiche accusatorie, possiamo manifestare le nostre paure e sentimenti facendo scelte concrete per cambiarli. Avversario che ti minaccia con grandi occhi e bocca piccola: siamo avversati quando, fermi sulle nostre posizioni, rifiutiamo di aprirci; i nostri avversari vengono solo quando sono chiamati, quando rifiutiamo una parte di noi stessi che condanniamo o evitiamo, o quando abbiamo bisogno che i nostri raggiratori ridimensionino la nostra presunzione: smetti di identificarti con false chimere e falsi ideali, in modo da poter affrontare la realtà. Ridi e aggiusta le cose, per non piangere quando le cose vanno storte: ciò che fa paura è il terrore di morire quando questo sia ancora evitabile. Tuo compito è infrangere la tua abituale visione delle cose, per guardarle sotto una luce diversa. Barbanera dice: parlare a tempo è arte di parlare, in bocca chiusa non entrano mosche.| Il Tabacco selvatico, Mapacho, cresce in luoghi abbandonati, ama il sole, fiorisce da giugno a ottobre e produce semi densi di nicotina. Tutte le parti della pianta contengono sostanze attive: foglie medicinali per dolori, spasmi o punture, macerati e infusi, e un potente narcotico stimolante e sedativo. Gli Aztechi, Yanomami e altri popoli nativi lo usano in rituali e cerimonie: aspirano il fumo per guarigione, meditazione o comunione spirituale. Il fumo e il mastico servono a lenire il corpo, stimolare la mente e favorire l’armonia sociale. Mapacho attraversa il mondo: Europa, India, Cina, Giappone e Americhe, portato da esploratori e ambasciatori, associato a devozione, pace e protezione. In alcune culture è simbolo di dono, alleanza e guarigione. L’uso prolungato comporta rischi: irritazioni, ansia, disturbi cardiaci, dipendenza. Ma a dosi limitate, rispettando la misura, è un balsamo per nervi e memoria. Pituri australiano funziona similmente: rituale, sociale, misurato.# TABACCO selvatico, Azteco |Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Semina da marzo, in serra poi vaso terra, tutte parti han nicotina, narcotico forte, foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatici e dermatiti; nicotina è concentrata, ideale insetticida, macera le foglie, a bagno 10 giorni, 1kg pianta in 10L, se secche fà infuso, efficaci per un anno; polvere di foglie, per fiuto o masticazio, accumula sali, nutrienti per il suolo, Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma. Tabacco + Cenere, provoca PH basico, nel cavo orale, va placca ritardare, nel fumo pur presenti, carboline MAO inibenti, accumulo permette, serotonina umana, o tripta sanpedro, mentre nicotina, stimola e deprime, attività nervosa, alternativamente. Pagè Yanomami, aspirano suo fumo, e usano infuso, per cura isteria, applicano foglia, su pancia paziente, ascoltano gorgogli. Yanomami avi, masticavan thara-thara, foglia che ubriaca, a tutti non andava, piange Hasoriwe, che mastica con doglia, commosso Tomiriwe, dona un altra foglia. Hasoriwe riceve, semi avvolti in foglia, li mise nella pigna, ascolta come usarli, pulisci del terreno, brucia local sterpi, sopra i semi soffia, canto tonsigen, coprili con terra, plantula trapianta, coprila con foglie, Sol cosi non brucia, aspetta gran fogliare, staccale dal nervo, sopra Iwari fuoco, appese fai seccare. TABACCO dura a lungo, quando voglia tieni, macera due foglie, in acqua con cenere, rotola tra gengive, mastica forze vive. Hasoriwe fece salti, tanto fu il piacere, andò nella foresta, divenne cuki-cuki, anche Tomiriwe, muta nella selva, e diventa Raganella. Yanomami oggi, coltivano Tabacco, invocan Tomiriwe, se vedon piove poco, finchè fecondi i semi, e possa tabaccare, raccolto abbondare. Semi Tabacco, un esploratore porta, ad ambasciatore Francia, Giovanni Nicot, lui vive a Lisbona, li semina intorno, il fumo cura mali, corti vecchio mondo; al fumo del tabacco, associano idee, di religione e devozione, tra popoli nativi, pianta rivela e vola, con navi di ambasciate. Cosimo de Medici, la coltiva a Firenze, con limoni e patate, la fuma nei convita, il fumo nicoziana, al cuore dà calore, in palazzi o capanne, sa lenir dolore; Tabako è pipa Haiti, |calumet dei Lakota, la pianta è Cohiba, Sairi nel Perù, in Messico è yetla. Raseno narra islami storia, un giorno |Maometto, va deserto inverno, incontrò vipera gelata, ebbe compassione, al suo vestito scalda, ma questa morde e salta. Maometto nel dolore, evita rancore, non vuole sua morte, veleni sugge fuori, sputa giù a terra, tabacco ne nasce, miracolo che purga, contrasto tra 2 razze. Tabacco giunge a Giava, India e Malesia, Cina e Giappone, con navi e carovane, Siberia Africa Australe, ocean di nicoziane; ne mastican bambini, |Tciukci siberiani, lentamen la cicca, spazzolan i denti, lo fumano donne, con molta voluttà, nomadi fan fiuto, pipa della pace: entra portatore, in circolo accende, al sole la volge, e al capo la tende, con caminetto in mani, dopo + fumate, a ospite la porge, sugella patti e pace. Tabacco anti-scorbuto, dilaga tra le navi, equipaggi e soldati, la cercano in empori, novizio tiene nausea, freddo pallore, ai muscoli vertigi, diarrea e vomitone, piano si avvezza, a tale veleno, fin sopor ebbrezza; suo uso prolungato, produce dispepsia, grosso e rosso naso, con anoressìa, ogni nuova gioia, è pure nuovo vizio, sorgente di guai, se manca la misura. Tabacco nervoso, ansia o timidezza, terrore da visioni, fotofobia visiva, delirio alcuni casi, visioni animali, sepolte antiche fasi. Nicotismo continuato, irrita mucose, pur se fumatore, conforto ha nel dolore, e sente meno azione, di chi mai la fuma: orina con sudore, fenomen secondari, nati da un aumento, pression arteri vasi, tabacco a basse dosi, stimol nervo vago, contrazio muscolari, a stomaco e invaso; veleno nicotina, è cardiaco vascolare, come Belladonna, su cuore vasi sale, Nicotismo acuto, paralizza cuor respiro, palpitazion dispnea, angina croni abuso, produce alienazione, soffre evacuazione, respiro e glossite, dolor addominale, corizza e catarro, o asma bronchiale, pelle fa gialla, foruncoli eruzioni, su gambe anestesia, convulsi movimenti, vertigini elevate, angoscia maniacale; se limiti ti poni, sapiente consumo, balsamo ai nervi, moneta scambi curo. |PITURI solanacea, Duboisia hopwoodi, tabacco australiano, viene masticata, foglie polverizzate, mischiate ad acacia, è come nicoziana: sue foglie mescolate, con ceneri alcaline, di piante calcinate, fan bolo rituale, passato bocca in bocca, a gerarchia aborigena, a riposo vien posto, dietro lobo orecchio, pelle pure assorbe, vien modo salutarsi, due amici in incontro, prendon 2 boli, scambio è masticarli, pur poco tempo, poi riconsegnati. 
lume216-Martin incontra il tabacco selvatico, detto Mapacho, in un luogo dove la pianta cresce senza essere coltivata. Le sue foglie entrano in antiche pratiche rituali dell'America indigena, dove il fumo può accompagnare preghiera, comunicazione e relazione con la comunità. Il respiro diventa allora un ponte: qualcosa entra nel corpo e qualcosa ne esce. Ma la stessa pianta, fuori dal contesto rituale, può diventare una relazione di dipendenza: il gesto che unisce può trasformarsi in un gesto che trattiene. Martin osserva il fumo dissolversi e comprende che non basta chiedersi che cosa una sostanza significhi, bisogna osservare la relazione che si crea con essa. Il respiro può aprire uno spazio oppure diventare una catena. Quale gesto della tua vita è nato per aprire uno spazio e rischia ora di occuparlo tutto?

243:sogni43-lume243-TRASFORMAZIONE appare quando una forma non può più rimanere quella di prima. La trasformazione non richiede necessariamente una distruzione violenta: talvolta ciò che sembrava minaccioso cambia semplicemente natura. Il serpente nel cestino rappresenta qualcosa che si vorrebbe contenere e controllare. Ma quando il contenitore viene aperto, il serpente diventa geco e se ne va. Il sogno suggerisce che una parte dell'energia trattenuta può trasformarsi proprio quando smettiamo di costringerla dentro una forma conosciuta. La carta invita a non confondere il controllo con la sicurezza. Prima di cambiare qualcosa all'esterno, osserva ciò che sta cambiando dentro di te. Lo specchio rotto invita a vedere la verità anche quando l'immagine abituale di sé si frantuma; la caverna chiede di entrare nell'oscurità senza fuggire; la farfalla ricorda che una nuova forma nasce dopo un periodo nel quale la vecchia non è più sufficiente. La trasformazione può essere anche quotidiana e discreta: un vecchio desiderio di viaggio può diventare amore per la terra; il bisogno di riempire le giornate di esperienze può lasciare spazio alla gioia di un cocomero fresco, di un lavoro compiuto, dell'uva matura, di una persona vicina. Il compito non è distruggere il passato, ma permettere alla sua energia di assumere una forma nuova. Quale parte della tua vita stai ancora cercando di tenere nel vecchio contenitore? Barbanera ricorda: luna calante rilascia qi abbondante, luna crescente lascia qi carente; avaro e scroccone si intendono benone. Ogni trasformazione comincia, quando una forma si apre abbastanza da permettere alla vita di cambiarla.| Gli Alani, nomadi iranici sarmati, abitano tra Danubio e steppe eurasiatiche, citati dai cinesi come Alan-liao. Popolo guerriero, contano 200 mila arcieri e commerci con mongoli; ogni clan nomina la propria terra fino a Occidente. Usati come mercenari da Bisanzio/Costantinopoli, fondano insediamenti in Italia e influenzano guelfi e ghibellini. Praticano riti funebri complessi: kurgan, imbalsamazioni, banchetti di quaranta giorni, affreschi tombali; culti legati a cavallo, lupo e maschere animali. La tradizione li collega a sciti, etruschi e turchi Ashina: il mito della lupa accomuna Alani, Romani e popoli turanici. Le amazzoni alane, vestite di seta e oro, compaiono a corte moscovita e nelle cronache europee. Testi ricordano anche riti di trasformazione in lupi mannari e culti lunari di Diana/Aradia. Dal patrimonio etrusco derivano medicina preventiva, igiene, musica e salmodie curative; feste e balli comunitari hanno funzione terapeutica. Il Mundus romano mantiene il culto familiare, unendo vivi e morti; il guardiano Charun/Caronte custodisce il passaggio. Fuggiti da Bisanzio, i Rasna contribuiscono alla Roma papale, fondendo tradizioni etrusche, slave e orientali. Il fuoco rituale e i riti solstiziali etruschi (Monte Amiata) segnano il passaggio all’età adulta, con falò, tamburi e danze in onore di Diana, Tago e Dioniso.# Alani 阿蘭聊 |Alan-liao, clan nomade irani, bellicosi sarmati, situati su Palude, fin delta Danubio, amazzoni e scizi, gigan corpo canuto. Citano cinesi, vasta steppe Yen-ts'ai, detta Alan-liao, dove abbondan pini, aconito e rapa, muchamor bisaccia, e villaggi Hmong, originan Cosacchia. 200 mil arcieri, cavalcano a regione, importano cammelli, mercanzie mongole, ogni clan stanzia, nomina sua terra, Gallia e Pannonia, Etruria e Venetia, Spagna e Lusitania, Numidia e Zungaria, fino isole esterne, come la Britannia. Impero bizantino, li vuole mercenari, re di Svezia porta, titol Re di Alani, Alania cristiana, 1 regno della orda, battaglia a Kulikovo, con bulgari Volga, e cazari Mar nero, conquistano mondo, a ondate in Italia, guelfi e ghibellini, saccheggiano Apulia, fondan Tavenna, Napoli e Ruma, Firenze ed Etruria. Haldia kolyadovtsi, significa cristiani, astronomi Caldei, sapienti alan di Egitto, casta sacerdoti, Haldia loro regno, kemi alessandrini, casta di bramini, Alani in più domini. |Maria-dei-mongoli, madre di re slavi, matraguna Romania, Alania theotokis, madre al re-cristo, in occasion di riti, indossa pelli cervi, nei cortei guidati, di maschere uccelli, su aste sormontati. Cavallo baldacchino, araldo sovrano, dietro passan carri, di real defunti, con ventre ripuliti, di aromi ricuciti, rituali seppelliti, con servi e concubine, dentro fossa pietra, kurgan tombe prime. Cadaveri comuni, portati dai parenti, ogni amico offriva, banchetto in cimiteri, rito cibo dura, quaranta giorni lutto, fino sepoltura, espiano ungendo tutto. Vimini e giunchi, corteccia betulla, affreschi nelle tombe, della rus etruria, camere ulteriori, corpi di servitù, tumuli 20 metri, in grotte muro pur. Corpi imbalsamati, nudi ingioiellati, cinture bracciali, amuleti scorte pasti, genti etrusche ovunque, turani tibetani, ondate successive, guidate da atamani. |Ashina clan reale, gokturks goti-turchi, Mustafa Kemal cita, con simboli Asena, lupa emblema teatro, mito romolo remo, di Tartaria stato. Un paese cinoturco, distrutto dai soldati, sopravvivono bimbi, li trova Asena lupa, tra i ragazzi-lupo, Ashin è capa clan, da lor discendon slavi, genti turanian. Rasna di Tarquinia, discendono da lupa, simbolo che passa, a Roma papale, lupo animale, folklore popolare, di nativi americani, turchi mongoli alani, cacciator di steppe, figli ai lupi slavi. Lupi di Alaska, fratelli dei Pawnee, Ainu del Giappone, discendon loro unione, lupo nell'India, protegge e distrugge, lupi poliziotti, dragon d'imperatore. Amazzoni a corte, di re moscoviti, fino al 700, han volto caolino, Giovanni Danimarca, sposa figlia khan, Xenia Borisovna, che a cavallo va. Amazzonia sarmazia, tra Azov e Volga, indossa copricapo, bianco a seta gialla, bottoni d'oro e nappe, cadon sulle spalle, tutte vanno a coppie, ciascun cavallo bianco, lunghe vesti seta, e stivali gialli, 24 donne, fan cerimoniale, usanze di Moscovia, da principe Mosokh, principe Ross, principe Sarmat, cosacche donne ordiane, in lotta contro Greci, guerriere donne alane, scizie ed iraniane. Mauro Orbini scrive, che canti di Natale, serbano memoria, di pope bizantino, da Odoacre spaventato, re dei Perugi, sue donne in notti luna, veston pelle lupo, si ungono di piante, maschere animali, ipnosi li trasforma, in lupi mannari. culto Dea Turanna, brilla Aradia luna, amazzoni dianae, errano alla selva, corron chiara luce, ululano accoppi, nelle grotte nude, salgono sui rami, cercano visione, sotto ombrelli aperti, respingon radiazione, raggio luna che, reca possessione. |Tarquinia nasce, presso fiume Marta, toscani creano mito, |Dardano greco-lidio, Dioniso poi Bacco, danza il ditirambo, Firenze grande Mir, volgare lingua muta, quan corte Bisanzio, fugge sul Tirreno, riscrive novo imperio, tratta coi toscani, lingua corso-franca, chiamalo latino, italiano segue usanza. Pope militari, appoggian nuova classe, fanno propaganda, edificano Vaticano, su immagine antica, tesor di Costantino, nasce Roma antica. |Oroscopi papali, datano gli eventi, sui palazzi Borgia, e dipinti conventi, oppure nei canti, |carnascialeschi, rime di nostalgia, sfoghi irriverenti: ogni Rasna paese, risuona sottofondo, armonie musicali, diffuse nel mondo, soffi nel flauto, echeggiano in-canto, di giorno di notte, senza rimpianto; poi satira arriva, fà satur-azione, miscela esplosiva, cioè improvvisazione, di attori istrioni. Contadini avvinazzati, riscattan se stessi, giorni di festa, fescenni Fallisci, scurrile colore, recitano a feste, o in gare onore. Raseno dà stile, con ottave rime, adagia poesie, su popolar melodie, sua metrica struttura, suona così, otto endecasillabi, BA BA BA Ci Ci, 3 distici fà, con rima alternata, ultima conclude, la rende baciata; son frasi ritmate, vocali musicali, scandite cantate, ugual salmodiali, saper salmodiare, 1 ritmico andare, terapia musicale, costanza del fare. Ritmare si accorda, ai balli di gruppo, lenire fatiche, resistere a lungo, nenie e salmodie, richiamano pioggia, proteggono umani, bimbi e bestiame, da varie mal-arie, e morsi di fame. |Rasna medicina, è assai preventiva, usa terme e spezie, fogne e acquedotti igiene dentista, musica e danza, radici minestra, polenta e focaccia, di Farro farina, medicina di pancia. Carne saltuaria, per pochi sicura, Sol vin e olio, ricchezza di Etruria, contro mal-aria, zanzare paludi, esternano sfogo, ai faunus ludi, ballo di gruppo, invoca guarigione, malati in delirio, scende febbrone. Mundus di Ruma, al centro del foro, famiglie di clan, gli portan decoro, Fan ritmi di qua, e ritmi di là, il loro aldilà, è nostro aldiqua, culto familia, di grande antenato, sopra la tomba, banchetto e mercato, 2 volte anno, aprivano il mundus, a festeggiar, coi vivi il fecundus, è corrispondenza, tra mondi vicini, potere dei sogni, e dei vaticini. Guardiano blu, presidia accesso, di porto aldilà, del mondo stesso, Divino Charunt, poi detto Caronte, scorta ciascuno, oltre quel fronte, custode di Tago, e verso sibillino, quan tornerà, a tempo stabilito. Dopo fuga da Bisanzio, con aquila e lupa, nasce pontificia, Roma franca copia, Lupa di Alania, mito ancor diffonde, crea nuova nazione, storia si confonde: i rasna yudei slavi, sedotti da migranti, uniti ed enzimati, da nuove lingue usanze, latini e romani, bulgari e ottomani, mistero di Et-ruschi, papato và creare. |FUOCO arancio centro, cuore dei villaggi, attorno a se raccoglie, stolti con saggi, trasporta i piccini, alla fiaba popolar, in veglia con adulti, attorno a focolar, presso Monte Amiata, antico rito attende, la Selva illuminata, da giovani fiammelle: solstizio d'Estate, baldi giovanetti, fasce canne in spalle, seguono vie cave, dentro grotte tufo, fan luce col fuoco, x interior visione, inizi adulto ruolo. Percorrono viaggio, da tenebre a luce, scoprendo misteri, e affrontando paure, vicino mezzanotte, canne sono accese, rullano tamburi, scandiscono imprese, saltano coi piedi, 2 brevi e 1 lungo, arrivan fondovalle, spogliano di tutto, fanno 1 catasta, per fare gran falò, Raseno riparte, e narra etrusca stor: la notte di Diana, Tago fuori solco, danza del sudore, Luna a ferragosto, cerchi di Funghi, Diana attira danze, a mezzo di Puffi, Funghetti di fate. Tago figlio a Thera, nato nel terreno, in campo seminato, da bulgar orzo nero, festa annuale solco, |Volterra-e-Bacugno, propizia in Toscana, |Pan-Fauno in pugno. Tago pan afflato, spirito incantato, sceso nei raccolti, in corpo celebrato, dona magnetismo, e vita ha riportato. Tage da i segreti, ai musici poeti, Aplu divinatore, Dioniso iniziatore, Vener Afrodite, infonde folle amore: da bocca del folle, esce sapienza, parla x enigmi, esprime un evidenza, Dioniso freme, in assurdo linguaggio, offre sue gemme, a fare ghirlanda: Tag nuovo anno, in festa di locanda, Tin dio del Sole, Tanit dea di Luna, lettura circolare, o tartara scrittura. Tin nuovo giorno, 12 coppie orarie, per viver festeggiare, ciclo della luna, ciclo di stagioni, natura umana doppia, fiumi inondazioni, misteri senza nomi. |Tago, aruspice e pastore, con berretto e bastone interpreta voli di uccelli, meteore e lampi per guidare la sua gente; nei sacrifici legge le viscere degli animali, traendo auspici per azioni future. Studia fulmini e tuoni, ne distingue fonte, colore, fragore, durata e odore, valutando se siano segni divini o eventi vani. Custode di sorgenti, mastica edera e alloro, componendo canti-oracoli in versi a rima. Con flauti, mantelli e campanelle, dissolve nebbie e tormenti, richiamando lo spirito sulla terra. Aruspici girovaghi fondano templi presso boschi e acque, dall’India alla Cina, fino all’Italia. , curano il fuoco e l'acqua piovana, cantando il nome di Tago/Gesù, costruendo ponti tra mondi e lingue. Vivono come sabbia isolata, ma in gruppo diventano malta, custodi del sogno e del passaggio umano. Nevio è aruspice discepolo, usa pietre di quarzo e coralli per leggere i fulmini, sà che ogni lampo lascia una pietra sul luogo colpito, poichè Tinia (Jupiter) scaglia i fulmini diurni, Saturno quelli notturni. Nevio classifica i lampi come perentori, ostentatori, devastanti o informativi. Da bambino, Nevio perde le scrofe al pascolo e chiede aiuto agli avi in un sacello. Promette uva in cambio, e dal volo di uccelli riceve l'indicazione per ritrovarle. Traccia il templum, orientato ai punti cardinali, osserva il cielo e i segni del volo, poi esegue i riti: exploremus per l’interpretazione, exoremus per la purificazione, e infine controlla i sogni. Tago e Nevio incarnano l'arte aruspicina, l'arte di leggere nei segni divini il destino degli uomini.# |TAGO Aruspice signore, veste umil pastore, berretto appuntito, e ricurvo bastone, osserva gli uccelli, e meteore cadenti, dal volo e da lampi, scruta gli eventi. In tempi di guerra, offre gli auspici, ai capi guerrieri, con polli ed offici, se viscere indaga, di corte animale, interpreta enuncia, l'azione da fare. Aruspice indaga, nei fulmini e tuono, se serve li attira, evocandone il tono, indaga la fonte, il colore e il fragore, lor tipo e durata, e se emana acre odore: lampo ha sfiorato incendiato a distanza, che cosa è colpito, in qual circostanza, se fulmini son secchi, umidi o chiari, se son segni di fato, o eventi pur vani. Aruspici detti, custodi sorgenti, raccolgon parole, oracoli viventi, masticano foglie, di Edera ed Alloro, sistemano in versi, i canti del coro: con passo viandante, flauti e mantelle, e 1 liuto bastone, assieme campanelle, apron la nebbia, chiariscon tormenta, cosi da invitare, lo spirito a Terra. Girovaghi artisti, di terre e mari, templi han fondato, con semplici mani, da India alla Cina, Africa e oltre, raggiungono Italia, seguendo le orme: questi son Templi, dei primi tempi, Boschi e sorgenti, anfratti clementi, chiamano l'acqua, e il fuoco danzando, col canto di Tago, che librano in alto, se fabbricano ponti, collegano i mondi, viaggiano in tondo, tra lingue del mondo, da soli son sabbia, in gruppi son malta, parlan ferventi, aborigeni a danza, ritiran con garbo, se vanno in letargo, custodi del sogno, di umano passaggio. |Aruspice Nevio, sfugge nebbie-tempeste, usa pietre quarzo, assieme a coralli, sa che ogni lampo, ha cuore di pietra, la trova sul posto, cui cadde la sera: Tinia scaglia, 11 manubie diurne, Saturno summano, lancia le notturne, se utile o dannoso, lampo perentorio, dimostrativo di ira, lampo ostentatorio, lampo devasta, poi cambia e trasforma, lampo presagum, dissuade o ti informa. |Nevio era un bimbo, e pascolava scrofe, un di si addormenta, al campo del padre, poi sveglia e piange, ha perso i maiali, entra al sacello, consulta i suoi avi: chiede trovar scrofe, promette Uva bona, esaudito desiderio, cerca in vigna sua, dunque suddivide, la vigna due a due, dal volo di uccelli, trae auspici sue; traccia suo templum, volge viso a sud, dai punti cardinali, solchi mette giù, posto nel centro, ora osserva il cielo, dai voli di uccelli, segue un sentiero. Nevio procede, fa rito exploremus, interpretazione, è interpretemus, se fa purificazio, lui esegue exoremus, infine controlla, sogno oraleus. aruspice.m4a
lume243-Tago e Nevio appartengono a un mondo nel quale ogni evento può diventare un segno: il volo di un uccello, un lampo, un tuono, un sogno. L'aruspice osserva ciò che accade per comprendere quale direzione possa prendere la vita. Una notte, a tavola con altre persone, il sognante vede un serpente agitarsi dentro un cestino coperto: dice di avere la situazione sotto controllo. Poi gli altri si alzano e se ne vanno; lui rimane, lascia che il serpente esca dal cestino e raggiunga il pavimento, convinto di poterlo ancora controllare. Ma il serpente non attacca: si trasforma in un geco e scompare. Il giorno precedente, proprio un geco era comparso più volte nella cucina della madre anziana di Nevio: era innocuo, ma bisognava farlo uscire per evitare che lei si spaventasse. Il sogno riprende l'immagine reale e la trasforma: ciò che appare minaccioso può cambiare natura quando smettiamo di volerlo tenere chiuso e sotto controllo. Il serpente custodito nel cestino rappresenta un'energia inquieta che non sappiamo ancora quale forma assumerà. Il geco invece è piccolo, agile e innocuo: a volte la trasformazione consiste nel lasciare che qualcosa trovi da sé una forma diversa e possa poi allontanarsi. Anche le immagini riemerse durante il giorno, sembrano appartenere a un'altra trasformazione: un tempo il desiderio era viaggiare, uscire, visitare luoghi e condividere esperienze; oggi può bastare il lavoro nella terra, una moglie che aiuta in campagna, un cocomero fresco dopo il lavoro o l'uva matura mangiata vicino al mare: è una diversa forma della stessa ricerca di vita. Come Nevio aruspice osserva il fulmine, senza confondere il lampo con il destino, così il sognante può osservare le proprie immagini interiori senza doverle dominare. Tago e Nevio insegnano a leggere i segni; il serpente e il geco insegnano che il segno stesso può trasformarsi. Forse non tutto ciò che entra nella nostra vita deve essere trattenuto, combattuto o spiegato. Alcune cose chiedono soltanto di essere viste, comprese e lasciate andare. Che cosa stai cercando di tenere sotto controllo? E se, lasciandolo uscire dal suo cestino, potesse trasformarsi in qualcosa di meno minaccioso di quanto pensavi?



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