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voce: granai


cumfaerratioIldegarda reca al sufi, farro e vino puri (26) 26-|Giuseppe, figllingua slavonico | foto hanfez | audiolibro | flora_amaranto_e_morella_usi.mp4 |  | film_marcellino-pane-e-vino1955.mp4 |musica canto_marcellino_panevino.mp4
zuccazucca moneta, in Haiti e sud-Italia (80) 80–Emilia spiegalingua italico | foto ortomilpa | audiolibro | ortomilpa_zucche.mp4 | ortomilpa_zucca_cimatura.mp4 | storia-haiti-zucca-mazzoni.mp4 |musica pangming_curare1.mp4
biaccoBiacco e Cervone, Saettone di Cocullo (87) 87- Serpente di fulingua latingreco | foto rettili | audiolibro | fauna_biacco-copula240512.mp4 | fauna_colubridi_bisce_innocue.mp4 | fauna_serpenti_cocullo-sandomenico_rai.mp4 |musica 91_icaro_kestenbetsa.mp4
gattoGatto svela clima a bubastis gattare (112) 12-|Gatto-豸zhi dlingua cinese | foto fauna | audiolibro | nepeta_gatto-estasiato.mp4 | potenze_drago-fulmine_cinese.mp4 |  |musica 95_mitsogho06.mp3
borneonativi filippini, esposti in fiere Usa (132) 32-Nelle montagne lingua veddha | foto indionesia | audiolibro | popoli_filipinos_banaue-rice.mp4 | popoli_tasaday_san.mp4 |  |musica muye-mezimbaka_defunti.m4a
falcogufoVedere e ascoltare, in veglia e nei sogni (266) 17.䷐-lume266-Aqulingua popè | foto uccelli | audiolibro | uccelli_rapaci_diurni_notturni.mp4 | uccelli-canti_distingui-strigiformi.mp4 |  |musica 14-shamans.mp3
ficodatterFichi e caprifico, Palmadattero e Chamae (324) 14-lume324 |Abbandlingua italico | foto ficheto | audiolibro | fico-foglia_antidiabete.mp4 | frutti_datteri_del_deserto.mp4 | ficofoglia-spezia-riso.mp4 |musica canto_sardi-nostalgia-giganti.mp3

(): 7 quid censiti


26:lume026-|Giuseppe, figlio di Giacobbe, racconta sogni che annunciano la sua futura inconsapevole grandezza; per gelosia i fratelli lo vendono come schiavo in Egitto. Dopo molte prove, diventa interprete di sogni. Il faraone sogna sette vacche grasse divorate da sette vacche magre e sette spighe piene seguite da sette spighe secche. Giuseppe comprende che il sogno annuncia sette anni di abbondanza seguiti da sette di carestia e consiglia di accumulare scorte, salvando così l'Egitto e il suo popolo, granaio di tutto il medioriente. Per Jung, l'inconscio sente processi già in movimento e li esprime in simboli prima che appaiano alla coscienza: il sogno è una sua voce, e spesso anticipa il futuro e guida verso l'equilibrio. Giuseppe insegna: chi ascolta i sogni può riconoscere i cicli della vita e orientare le scelte, mutando le prove della vita in saggezza e redenzione. Marcellino, nel silenzio dell'anima, offrì pane e vino con gesto sincero, e nella solitudine incontrò il volto nascosto della grazia. Il cuore innocente apre varchi dove la mente dubita. Cerca il tuo 'Cristo nel solaio', con fede bambina, fame di cielo e mani pulite. Ciò che è piccolo agli occhi del mondo, è grande per lo Spirito, e quando sarà tempo, chi ami verrà a prenderti per mano. Nutri l'invisibile con gesti visibili. Re-di-denari dice, chi ha onore è un signore.| Farro è cereale antico, originario dell’Anatolia, dal sapore intenso e consistenza soda. Tre varietà principali: monococco, dicocco (vero farro) e spelta, con 14, 28 e 42 cromosomi. Resiste meglio alle malattie del frumento e non richiede fertilizzanti chimici. Richiede lavorazioni complesse (svestitura, sbramatura) ed è adatto a climi montani. Ricco di amidi, vitamine e minerali, alimento completo e nutriente. Usato in zuppe, polente e brodi; ruolo sacro nei riti romani (Cumfarreatio) e simbolico nell’Eucarestia. Differenze organolettiche e genetiche rispetto a frumento moderno; spelta simile al grano tenero. Primo grano domesticato da Triticum selvatico, progenitore di frumento duro e tenero. Chicchi a forma d’uovo, resa variabile, cucina tradizionale e rituale.# Farro è cereale antico, dalle sponde del Mar Nero fino ai nostri campi, parente stretto del frumento duro, ma con caratteristiche proprie: sapore più intenso e consistenza più soda. Appartiene alla stessa specie del frumento tenero moderno e ne esistono tre varietà principali: monococco, dicocco (il vero farro) e spelta, che differiscono per numero di cromosomi (14, 28, 42). Il farro ha una resa minore rispetto al frumento, ma è più resistente alle malattie e non richiede fertilizzanti chimici. Richiede lavorazioni complesse (svestitura, sbramatura), è molto nutriente e adatto a climi montani. Originario dell'Anatolia, ha un ruolo sacro in antichi riti nuziali romani (Cumfarreatio), poi trasposti nel simbolismo cristiano dell’Eucarestia. Si cucina in zuppe, polente e brodi, ed è apprezzato per il suo sapore rustico. Le sue qualità nutrizionali (amidi, vitamine, sali minerali) lo rendono un alimento completo.# |FARRO sta al frumento-duro, come un bisnonno al nipote, sono stessa specie, mentre diverge dal monococco, che genera frumento tenero. Nel sapore e consistenza, variano i grani, Farro è più nocciolato, del tenero e duro, Spelta invece somiglia, a Granotenero sapore, forte e color scuro, consumato in zuppe riso, rende 7 a 1 chicco, pure Sprenta vestito, che nel monococco, rende 15 a uno; glume che mai spoglia, dopo macinato, è cibo a bestie soma, Granfarro spiga senza reste, chiede svestitura, come orzo sbramatura, asciutto e macinato, in aia o in mortaio, battuto con maglio, esige vernalizzi, in appennini climi, proviene da Anatolia, fugge var concimi, è cotto a polenta, per brodo gallina, e dà vita al rito nozze, dieta |Cumfaerratio, consumazion di 1 piatto farro, da parte dei due sposi, rito ereditato, nella eucarestia cristiana, per celebrar mistiche nozze, tra Cristo e il suo fedele. Tre specie grani coltivati, han diverso numero cromosomi, 14 o 28 o 42, Farro frumenduro e frumentenero: Farro primo domesticato, dal selvatico Triticum Boeticum, e Triticum dicoccoides, poi nasce Frumento durum, da incrocio selva e dicoccon, infine ancora più complesso, nasce Frumento tenero aestivum, originato dallo spelta, a sua volta figlio di un incrocio, di un selvatico e il dicoccoides. Farro e Frumento simili, stessa famiglia di grano, ma con differenze DNA, specie in frumento moderno, Farro regge malattie, più del frumento, ha consistenza più soda, e un sapore più deciso, Frumento d'altra parte, è primario coltivato, a produrre la farina, nel duro oppure tenero. tutte famiglia Graminacee, nate dal Mar Nero, da selva a coltivato, cioè domesticato, a mezzo incroci selezione, naturale oppure umana, genoma ancor mistero, nelle diverse varietà, chicchi a forma uovo, amido zuccheri e minerali, alimento completo a vitamine. 
lume026-|Farro ha glume molto aderenti, ma produce suoi germogli, ammollo 12–24 ore, germina in 2–3 giorni, spunta il germoglio corto, tu usalo in insalate, in zuppe aggiunti a fine cottura, o appena scottati in padella, avrai un guscio intenerito. Caffè di farro tostato, fai germogliare leggermente, asciughi bene e tosta lento, in padella o nel forno, poi macina grossolano, infuso tipo l'orzo, avrai bevanda scura e nocciolata. Farro rotto naturale, cuoci intero molto a lungo, anche 2–3 ore, oppure ammollo a lungo e cuoci, diventa base a zuppe dense. Quando il farro germoglia, la gluma rimane lì, diventa più morbida e idratata, si può mangiare il chicco intero, oppure fanne infusi e zuppe. Sua germinazione aiuta, a migliorare digestione, attivare enzimi e cambiar gusto. |Marcellino pane e vino, è un film 1955, ambientato in Spagna, narra la storia di Marcellino, neonato abbandonato alla porta, di un convento francescano. I frati decidono di tenerlo, e crescerlo con affetto. Marcellino cresce curioso, vivace ma anche solo, non ha amici della sua età. Un giorno esplorando il convento, scopre una soffitta polverosa, dove si trova un grande crocifisso; colpito dal volto sofferente di Gesù, Marcellino inizia a portargli pane e vino, sottratti alla cucina dei frati. Miracolosamente, il Cristo crocifisso prende vita, accetta il cibo e parla col bambino. Tra i due nasce un tenero legame, Gesù vede il suo cuore puro, e gli promette di portarlo, dalla sua mamma in Paradiso. Il bambino muore serenamente, tra le braccia del crocifisso, mentre i frati scoprono il miracolo. Marcellino è spirito infantile, capace di vedere e sentire, ciò che gli adulti non colgono. La sua offerta pane e vino, simbolo di eucaristia, riceve in cambio un dono immenso: la presenza viva del sacro. Il film narra la purezza, e la fede innocente e sincera, di un amore anche piccolo, ma che ha il potere di toccare, il divino in gesti umili, al di là delle formalità.

80:lume080–Emilia spiega che la parabola del grano e la zizzania (Mt 13) sottolinea la necessità di lasciare crescere insieme bene e male (giusti e ingiusti) fino al momento della separazione finale: un uomo semina buon seme nel campo, ma mentre dorme, il nemico semina zizzania tra il grano. Alla mietitura, il raccolto sarà separato: il grano andrà nel granaio, la zizzania sarà bruciata. Il cerchio batte le mani, mentre l'arpa apre porte e cuori e i sonagli, fatti di semi di fagioli, accompagnano il discorso. I fagioli rosso-neri della selva, che ornano polsi e caviglie, tintinnano come richiamo agli spiriti della concordia. Chi partecipa al rito si nutre di armonia, come il campo che vive solo se trova acqua. Emilia prosegue: Un piccole seme di senape cresce fino a diventare un grande albero che cresce in mezzo al mondo: anche da piccoli inizi può nascere qualcosa di grande e potente, che si sviluppa nonostante la presenza di avversità. Così un poco di lievito fa fermentare tutta la farina: Il bene cresce in modo invisibile ma trasforma nella società. Nel mondo reale, bene e male coesistono e non sempre è possibile o giusto intervenire a separarli, la separazione definitiva avverrà per opera divina, nel frattempo il bene cresce silenzioso dall'interno di ciò che sembra piccolo o nascosto.| Compagna dei popoli, da Montezuma a Napoli e Sicilia, Zucca è Pianta vigorosa, arrampica e copre la terra, come manto estivo. In Haiti è moneta gourde, simbolo indipendenza e resilienza, contro imperi e debiti. Nutriente zucca ha polpa dolce, semi oleosi e fiori ricostituenti. Essiccata o cotta sostiene in mesi freddi, tonico e digestiva, conserva energia e memoria comunitaria.# |ZUCCA cucurbita, a tromba-fiasco o altro, napoletana o siciliana, cinese o amerindiana, Squash ortaggio caldo, lo esporta |Montezuma, seminate a tenda indiana, con bambù sostegni, arrampica fogliame, zucca terra sana, con acqua su pacciame, attraversa l'estate, cogli mese autunno. |Mazzoni cita ZUCCA, moneta fu di |Haiti, durante le sanzioni, Henri Cristopher 1804, soldato e Re cristiano, liberator di Haiti, da massoneria francese, statunitense e inglese, dopo loro embargo, dichiara Zucche Haiti, come moneta base, in francese dette Gourd, rimane sino a oggi, stampato su banconote. |The-Agronomist Dominique, riporta verità, su isola di Haiti, poi venne assassinato, da Cia colpi di Stato, con debiti di banche, furto di bimbi e altro, Haiti tuttavia, mantenne identità, zucca moneta nazionale, patrioti pregan Dio, ad aver nazion sovrana. 
lume080-Si narra che la Dea della Terra donò agli uomini la prima Zucca. All'esterno sembrava vuota, ma custodiva centinaia di semi capaci di essere usati come moneta, e portare al tesoro nascosto dei giganti. La pianta vigorosa correva sul terreno, o si arrampicava su canne e bambù, coprendolo come un manto d'estate: un giorno, mentre Montezuma custodiva la milpa amerindia, il giovane Hun Hunahpu fu ucciso dai Signori dell'Oltretomba, e la sua testa venne appesa a un albero mutandosi lentamente in zucca. La fanciulla Xquic raccolse il dono di quella testa parlante, e da quel mistero nacquero i futuri oracoli, da cui il primo responso: la vita rifiorisce dalla morte. Secoli dopo in Europa, una Fata prese una zucca e la trasformò nella carrozza di Cenerentola, ricordando che ciò che appare umile o coperto di cenere, può custodire una regalità nascosta. Per questo, nella notte dei Defunti, dal Centro Italia all'Irlanda, gli uomini svuotano zucche e rape, ponendovi un carbone acceso, mentre Jack l'Avaro, condannato a vagare tra i mondi con la sua lanterna, divenne il simbolo di chi cerca ancora la strada; gli emigrati irlandesi sostituirono poi la rapa con la grande zucca americana, dando origine alla Jack-o'-lantern. Da allora, ogni luce accesa dentro una zucca, ricorda che il vuoto può custodire speranza. Intanto la pianta continuava a nutrire i popoli con polpa dolce, fiori ricostituenti e semi ricchi d'olio, conservati per l'inverno. Quando Haiti conquistò la propria indipendenza, chiamò Gourde la sua moneta, nome che richiama la zucca (gourd) e che ancora oggi compare sulle banconote e sulle monete del Paese, memoria della forza della terra, della resilienza culturale, e della libertà conquistata. La Zucca insegna che il bene e il male crescono insieme, ma solo chi conserva il seme, alimenta la luce e sa attendere il raccolto, che nelle varie fiabe diviene: grembo, veicolo, moneta e lanterna della coscienza. Jack-o'-lantern porta una luce nel regno dei morti, laddove Diogene porta una luce nel mondo dei vivi, entrambi sono viandanti che interrogano gli umani: Sai davvero come stai vivendo? |Luglio poltrone porta Zucca e Melone; se mangi zucche in abbondanza non avrai |maldipancia. Zucca è tonico generale, in torte o essiccata a pezzi in sale grosso, o infuso di tre fiori, è buon |ricostituente per facile |digestione.

87:lume087- Serpente di fumo esce dal vaso rituale in cui soffia dona Maria, curandera compagna di don Romulo. Sognare animali della selva (felino, lupo, orso, insetto velenoso, scorpione, vespa) rivela spesso i nostri istinti più feroci, la sensazione di essere sotto scacco o colpito da angosce senza volto, sesso incontrollato, passioni/emozioni forti, desideri oscuri e violenti, inconciliabili con le regole e i tabù civili. Fiere sono presenti nei miti di tutti i popoli, come cavalcatura o servitori del dio. Lupo appartiene a Odino e Ares, orso ad Artemide, serpente a Visnu e Maria, tigre e toro a Siva e Devi, e mettono in luce la necessità di domare la fiera che è in noi, senza ucciderla: è la fatica di Ercole che raggiunge il leone di Nemea al centro della sua tana, la stringe al collo e la guarda negli occhi per attraversarli e sottometterla. Dopo averla presa e conosciuta, la passione può esser tenuta sotto controllo senza la dolorosa e insensata repressione. Le fiere prestan volto a nostre paure e istinti, gli stessi che Dante collega ai 7 vizi capitali, tra cui l'accidia, la paura di esporsi, di vivere e mettersi in gioco, la quale blocca ogni relazione profonda. Il sognatore di fiere sente che qualcosa sta cambiando, una fase della vita sfugge all'autocontrollo, così la parte conscia reclama più energia di gestione.. La carta rovesciata indica insofferenza vero schemi e coercizione, ribellione a uno scacco, paura di non essere compresi o di non avere un'identità unica. Tuan18: guarda le tue passioni negli occhi e imparerai a controllarle e integrarle nella vita quotidiana. Beltà e follia vanno spesso in compagnia. (23ott - 21nov). Exù che cerca di esprimere emozioni e autenticità. Oxum romantica che cerca identità e significato| In Italia e in Europa i serpenti locali mostrano varietà, abitudini e miti popolari. Il Biacco di campagna (Coluber viridifla) è colubride innocuo, lungo e snello, pupille rotonde, maschi fino a 1 metro; diurno, caccia arvicole, lucertole, uccelli e insetti, fugge beffardo se disturbato e si rifugia tra radici in inverno. Il Cervone (Elaphe quatorlineata), giallo-bruno con quattro barre scure, lungo 80–240 cm, nuota e arrampica con agilità; predatore di roditori, conigli e uova, depone uova in buche o fessure, proteggendole tra le spire. A Cocullo ricopre la statua nella festa dei Marsi, collegato al culto della dea Angizia e alla fertilità del latte. Il Saettone di Esculapio (Zamenis longissimum), verde-oliva, lungo 120–150 cm, elegante e veloce, vive in boschi e radure, arrampica e uccide per costrizione; se minacciato morde e secerne sostanza maleodorante dalle ghiandole cloacali. Coronella austriaca, grigia o marrone rossiccia con punti chiari e stria nera sugli occhi, lunga 70 cm, predilige topi, lucertole e orbettini; timida, può mordere difendendosi, ma veleno poco pericoloso per l'uomo. La Natrice dal collare (Natrix natrix), biscia di acqua e terra, testa tonda con collarino giallo bordato di nero, corpo oliva o grigio macchiato; ottima nuotatrice, predatrice di rospi, usa difese come finta morte, soffio e lingua penzolante. Tutti questi colubridi sono spesso fraintesi, ma svolgono ruolo ecologico importante, controllando roditori e insetti, e riflettono leggende, rituali e conoscenze di natura e salute del territorio.# |BIACCO di campagna, coluber viridifla, morde ripetuto, se provi a catturarlo, sibila or sembrando, grande pericoloso, fugge poi beffardo, ha morso doloroso; vipere non teme, se occorre sa predarle, arvicole ed anfibi, lucertole e ramarre, uccelli ed insetti, è colubride innocuo, ritira fine autunno, tra radici ristoro: anfratti di suolo, esce a primavera mite, di notte si rifugia, in tane roditori, testa piccola ovoide, e pupilla rotonda, ner squame brillanti, maschi 1 metro conta; se corpo lungo-snello, e coda lunga vedi, ecco Serpe innocua,colubridi famiglia, poche scaglie tiene, ordinate e definite, pupille e occhi tondi, capo e corpo unite. |CERVONE colubride, Elaphe quatorlineata, 80-240 centime, giallo-bruno barre scure, 4 barre longitudi, da cui viene il nome, serpe diurna poco veloce, buon nuotatore: ama ambienti caldi, 30 gradi pure umidi, vive in cattività, oltre ventanni, mangia arvicol-topi, lucertole a volte, soffoca in spire, conigli e scoiattoli, nidiacei di uccelli, donnole toporagni; ingoia uova intere, in 4 ore si accoppia, specie in declino, x Convenzione Berna, muta 1 volta mese, in estate 2 volte, 4 anno in poi, 2 volte anno sveste, Italia centro-sud, sassi sole prende; agile arrampica, fa forza sulla coda, prensile raggiunge, 1 ramo 1 metro o +, inverno trascorre, gallerie di roditori, solo o nei gruppi, compagno a saettoni: in Aprile-Giugno, dopo 40 giorni, depon uova buche, fenditure roccia, arbusti radici, uova guscio bianco, molle dapprima, indur aria contatto; femmina protegge, uova tra le spire, 3-5 giorni, altre volte le insaliva, dopo 50 giorni, escono i serpentini, 30 centime lunghi, 3 anni velocini. Cervone a Cocullo, è protagonista primo, a feste sanDomenico, assieme altre serpi, ricopre la statua, portata in processione, al culto dei Marsi, dea Angizia guarigione: se serpe ha escrescenze, piccine sul capo, credenza popolare, vuol che attiri latte, di vacche e capre cui, ricerca mammelle, lecca dalle labbra, dei lattanti in erbe. |SAETTONE di Esculapio, Zameni longissimum, comune bel serpente, con livrea verde-oliva, inferiore giallastro, lungo 120-150 centime, slanciato affusolato, veloci agili amiche: capo oval squame lisce, e pupille tonde, elegante di boschi, radure spazi al sole, su muretti a secco, pascoli prati rurali, rapido e scattante, può arrampicare; uccide a costrizione, saettone fiero è, se minacciato morde, soffia e secerne, sostanza maleodore, ghiandole cloacali, biscia di Cocullo, e dei Romei granai. |CORONELLA austriaca, Colubro liscio grigio, marrone rossiccio, + punti chiari al dorso, su occhi 1 stria nera, pigmenti + scuri, sopra la testa, fem grigio e maschi bruni; lungo 70 centime, presente tutta Europa, schivo ama topi, lucertole e orbettini, spesso fa siesta, ma in caso minaccia, vuol mordere ogni cosa, sua cloaca spara: ghiandola veleno, sopra la sua bocca, veleno come cobra, che respiro paralizza, di coniglio o cavia, 1 passero o 1 rana, dopo alcune ore, in uomo nulla causa; in mano si dimena, assume attacco a eSSe, appiattisce la testa, qualcuno lo alleva, inoffensiva diffusa. Coronella girondeo, timido ama acqua, e ispira il Caduceo. |NATRICE dal collare, un serpente biscia, vive a rive fossi, stagni prati boschi, attorno rural case, paga con sua vita, ignoranza e paure, di umani senza spina. Natrix testa tonda, collar 2 lune gialle, bordate di nero, pupil tonda corpo oliva, o grigio macchiato, inferiore + chiara, nuota bene e caccia, rospi terra e acqua; se tento afferrarla, si arrotola e soffia, denti corti e pieni, incapaci a inoculare, difesa finge morta, con cani gatti e umane, mette ventre in aria, e lingua penzolante. 
lume087-Il Consiglio dei Serpenti. C'era una volta, ai piedi delle montagne d'Abruzzo, un bosco dove tutti gli animali vivevano in pace. Solo una creatura era temuta da tutti: il serpente. Appena un biacco attraversava un sentiero, gli uomini urlavano e lo inseguivano con bastoni e pietre. Un giorno il giovane pastore Luca si smarrì nel bosco. Davanti a lui comparve un lungo serpente nero lucente, con testa ovale e pupille rotonde, era il |Biacco: non aver paura, disse il serpente, se ti sibilo è solo perché voglio essere lasciato in pace. Caccio topi che mangiano il raccolto, e tengo lontane perfino le vipere, e anche se mi difendo mordendo e sibilando, sono innocuo per l'uomo; d'inverno riposo tra radici, anfratti e tane di roditori. Luca esitò, ma decise di seguirlo. Poco più avanti incontrarono il grande |Cervone, che custodiva il suo nido: tutti mi credono feroce,ma proteggo soltanto le mie uova. Sono il più grande colubride italiano, ho colore giallo-bruno con quattro strisce scure, nuoto, mi arrampico e libero campi e granai da roditori, conigli e altri piccoli animali. Anche le mie cugine aiutano la natura, la |Coronella austriaca ad esempio, è timida e cattura topi, lucertole e orbettini, è grigia o marrone rossiccia, con stria nera sugli occhi, può mordere per difesa, ma il suo veleno agisce solo su piccole prede; invece la |Natrice dal collare vive tra acqua e terra, si nutre di anfibi e, quando è minacciata, finge di essere morta. Su un ramo comparve allora il |Saettone di Esculapio: gli antichi videro che cambiavo pelle ogni anno, così divenni simbolo di guarigione, io in cambio rivelai ad Asclepio il segreto della guarigione, e avvolsi il suo caduceo, il bastone della medicina. Sono verde-oliva e slanciato, frequento boschi radure e muretti a secco, mi arrampico con facilità e catturo le prede per costrizione, mi difendo solo se disturbato, mordendo ed emettendo una sostanza sgradevole. Infine apparve una donna avvolta in un mantello verde, con un serpente sulle spalle, era |Angizia, dea dei Marsi, protettrice contro i morsi dei serpenti e conoscitrice delle erbe medicinali. Ogni creatura ha un compito, disse sorridendo, il coraggio non consiste nell'uccidere ciò che si teme, ma nel conoscere ciò che non si conosce, la paura nasce dall'ignoranza, il rispetto dalla conoscenza. Con un gesto mostrò a Luca campi invasi dai topi, boschi impoveriti e raccolti distrutti se i serpenti fossero scomparsi. Da quel giorno Luca osservò sempre i serpenti da lontano, lasciandoli vivere, anche i suoi amici impararono che i colubridi sono preziosi custodi dell'equilibrio naturale. Ancora oggi in Abruzzo, durante la Festa dei Serpari di Cocullo, cervoni e saettoni accompagnano la statua di San Domenico, rito che riprende il culto di Angizia, confluito nella devozione cristiana.

112:lume112-|Gatto-豸zhi della selva, se starnuta il tempo muta, ascolta il suo respiro che annuncia mutamenti: |temporale calcola distanza, dal luogo osservazione, moltiplica velocità del suono, di 330 metri al secondo, cui si avvicina il tuono, col numero di secondi, tra un fulmine e il tuono: temporale è a 3,3 chilometri, se fra tuono e lampo passi dieci secondi, mentre se conti cinque secondi, il temporale è a 1,6 chilometri. Le fusa che fa il Gatto, aiutano a guarire, ci dice il Gustav Jung, poichè Gatto ha occhi-torcia, e non teme alcuna notte, vede verità nascoste, tra le foglie del mondo, simbolo del nganga, sa scoprire malefatte. Mosingi conta i secondi, tra lampo e tuono, a legger la distanza, del temporale e dei pensieri, chi lo osserva impar silenzio, e misura i passi al buio, con prudenza e percezione. Gatto sacro di soglia, unisce visibile e invisibile, chi lo onora non teme, nè buio né tempesta. Bastet egizia custodisce, confini di case e di sogni, e quando il cielo si chiude, siede e scruta in silenzio, finché il lampo svela strada. |Mosingi è come il gatto, Lince di foresta, Genetta tigriana fieldiana, Servalina servalina, simbolo del nganga, che ha vista notturna, a scoprire malefatte, vede con occhi-torcia, atti dissimulati dietro apparente foggia. Mosingi è primo ganga, che mangia edika in selva, mentre cane è primo ganga, che mangia edika a villaggio.| Gatto Felis silvestris, diffuso in Eufrasia, occhi giallo-verdi, pelo grigio-giallo soffice. Maschio più grande, testa massiccia; vive boschi e cespugli, attivo di sera, solitario o in coppia. Forma gruppi familiari, caccia piccoli mammiferi, uccelli, rettili, pesci, anfibi, scorpio e mustelidi. Cauto verso l'uomo, difende territorio di 4 km²; un maschio sovrappone 3 femmine vicine. Segna zona con feci, urine e strofinamenti, grattando terreno; compete con volpi. Gatto domestico è Felis catus lybica, adattabile a savane, foreste e villaggi, protegg raccolti, incrocio con selvatico dà prole feconda; gestazione 60 giorni. Piccoli ciechi aprono occhi dopo 10 giorni; nutriti dalla madre, raggiungono maturità sessuale entro un anno. Suo sbadiglio annuncia temporale, occhi e pelo reagiscono a elettricità e clima. Occhi luminosi aiutan visione notturna; riflettono luce, campo visivo amplificato. Bastet adorata, nei granai di Bubastis, nero o bianco a muso nero, difende cibo nido e spazi, vive circa 16 anni, se vicino all'uomo. Emilia cura gatti randagi, e offre dorso della mano per comunicare con loro: se il gatto accetta inizia la lezione, di fiducia e rispetto reciproco. Gatti custodi di miti, legati a luoghi e tradizioni, secondo Jung dan voce a nostro inconscio; osservarli insegna prudenza, cura, attenzione e rispetto per la natura.# GATTO selvatico, Felis silvestris, diffuso in Eufrasia, occhi giallo-verdi, pelo soffice sottile, grigio-giallo è, maschio un pò + grosso, testa + massiccia: vive boschi cespuglieti, attivo di sera, solitario o in coppia, gruppi familiari, caccia piccoli mammife, uccelli e rettili, con pesci e anfibi, scorpio e mustelidi; cauto verso uomo, cerca star lontano, solitar difende, 4 kilome territorio, 1 maschio sovrappone, a 3 femmine vicine, entrambe marcan zone, feci spruzzi urine, strofinando le guance, rilasciano odori, grattando il terreno, competono con volpi. |GATTO domestico 豸zhi, Silvestris Catus, discende da lybica, e ritorna selvati, adatta a tanti posti, savane e foreste, amico a contadino, raccolti proteggere: incrocio col selvati, fa prole feconda, estro 7 giorni, 60 giorni gestazione, europeo marzo maggio, tempo di amore, piccol maculato, allevato da madre, cieco apre occhi, dopo 10 giorni, procurano cibo, da 10-12 settimane, entro anno raggiunge, maturità sessuale. Chi uccide Gatto, male fa suoi fatti, quando lui sbadiglia, vicino è temporale, pelliccia elettrizza, gli genera prurito, lui diselettrizza, lavando pelo e viso; occhi grandi-aperti, tempo volge pioggia, se stretti a falce luna, tempo rasserena, se con unghia gratta, legno del mobìlio, al fuoco io provvedo, freddo par vicino: + occhi luminosi, appaion nella notte, Gatti Daini e Cani, animali della corte, la luce di + fari, riflessa da guanino, cristallo microscopi, aiuta campo visivo. |Bastet Dea-Gatto, adorata nei granai, alla città Bubastis, tempio granaio, e Gatto Mammone, è italiano mito, rimane enorme gatto, immune protettivo, talvolta tutto nero, bianco muso nero, nasconde in angol bui, mangia avanzi cibo, impara ad occupare, difendere un posto, gatto vive 16 anni, presso umano luogo. Laura sora a Emilia, cura gatti randagi, attende accovacciata, per comunicare, offre dorso mano, a sentir suo odore, se gatto ti accetta, inizia la lezione. bwiti-nanamuyenghe2022.mp3
lume112-Bwiti dei Fang, trae origine dai miti di Banzioku e Ozambogha. Il primo racconta di Banzioku, vedova di Etumu, che durante una pesca trova ossa umane e segue il felino bianco Mosingi, fino alla scoperta dell'iboga. La radice sacra le apre la vista spirituale: incontra il marito defunto e gli spiriti degli antenati, che le rivelano i segreti della creazione, della guarigione e del destino umano. In cambio della conoscenza, offre la propria vita mortale e diviene la prima madre spirituale dei Bandzi. Mediatrice tra vivi e antenati, inaugura il cammino dei Bandzi, gli iniziati che rinascono alla conoscenza. Il mito di Ozambogha ricorda invece la migrazione dei Fang, dopo antiche inondazioni. Un enorme tronco sbarrava il cammino attraverso la foresta, ma grazie all'aiuto dei Pigmei Ba-mbiri il popolo riuscì a superare l'ostacolo, ricevendo cibo, orientamento e la conoscenza rituale dell'iboga. Da quell'incontro nacque un'alleanza spirituale, che ancora oggi unisce gli uomini agli antenati, e alla memoria delle origini.

132:lume132-Nelle montagne delle Filippine e nelle foreste del Borneo, i popoli Igorot, Ifugao, Dayak e Penan, custodiscono una sapienza fondata sul rapporto tra uomo, natura e antenati; gli Ifugao coltivano il riso sulle terrazze della Cordigliera, seguendo calendari sacri di semina e raccolto. Le sculture Bulul, guardiani dei granai, rappresentano gli spiriti degli avi che proteggono i semi e la fertilità della terra. Le divinità della natura, Anitu, Diwata e Dewata, ricordano che il vivente è una rete di relazioni invisibili. Durante l'epoca coloniale alcuni popoli indigeni furono esposti nelle fiere occidentali come spettacolo etnografico, trasformando culture vive in oggetti di osservazione. Ma la memoria non scompare: sopravvive nei canti, nei tatuaggi, nei rituali e nelle pratiche quotidiane. Nel Borneo i Penan difendono la foresta, mentre gli Iban celebrano il Gawai Antu, festa degli antenati, dove vino di riso, danze e canti riaprono il dialogo tra vivi e morti. Il corpo tatuato diventa una mappa, il riso un dono degli avi, la foresta un libro vivente. Ogni gesto rituale ricorda che l'identità nasce dalla continuità tra passato, presente e futuro.| Sintesi di Montagne e Foreste del Sud-Est asiatico. Igorot e Ifugao, popoli di montagna, coltivano riso su terrazze nella Cordigliera filippina, vivono liberi seguendo i riti del raccolto. Bulul di legno custodisce i granai, spiriti Anitu vigilano sui semi, e i Diwata e Dewata uniscono l'uomo alla natura e ai defunti. Arrivano missionari, coloni e mercanti, ma le genti resistono, tra rivolte e preghiere, chiedendo autonomia e rispetto; nel Borneo, Dayak e Penan difendono la selva, tra Rafflesia e palme di Sago, contro il taglio delle foreste.Gli Iban del Kalimantan onorano gli avi col Gawai-Antu, festa biennale di vino di riso, canti tatuaggi e visioni. Lemambang e Manang entrano in trance per curare e pregare, il corpo tatuato diventa mappa, la pelle un libro sacro. Tra morte e rinascita, ogni gesto è ringraziamento, la vita è intreccio di radici, spiriti e antenati. Nel riso e nel canto sopravvive la memoria del mondo e l'eco dei tamburi chiama ancora gli dei della foresta.# Tra villaggi |KAIGORO, di Ande filippine, son chiamate Igorot, genti montane native, in villaggi indipendenti, coltivano riso, presso di |Banaue, fieri universali, carne cane in mito. Nella fiera in Usa, presso la Luisiana, conquista americana, origina un hotdog, vendute al padiglione, dove esibito venne, folklore dei filippini, e mille altri nativi, donne uomini e bambini: etnie sorvegliate, da soldati filippini, Negritos e Dumagat, Moro di Mindanao, Magayan o |mangyans, di isola Mindoro, aborigeni Visayan, Kalinga e Bagobo; 4 milioni persone, in 40 gruppi diversi, tra miniere oro, cercate da europei, arrivano i coloni, assieme missionari, scoprono i Moros, nativi musulmani, qui giunti coi Moghul, Grande Tartaria, spagnoli lascian gioco, a Usa unificata, ora Filippine, colonia americana, indio non capisce, la proprietà fondiaria: rivolte in cordigliera, forzata povertà, gran disboscamento, li porta alle città, indigena protesta, organizza comitati, autonoma regione, e risposte militari. |IFUGAO cultura, ruota attorno al riso, 1 elaborato calendario, semina e consumo, collegano feste, ai riti miti e tabù, feste ringraziamento, nel rito di Tungul, cioè giorno riposo, che vieta ogni lavoro, bayah vino di riso, con mix erbe sacre, gusci di conchiglie, tritate per betel, assieme areca noce, ricorre nelle feste. |Bulul/Anitu è, una scultura legno, usata da guardiani, di loro campi riso, sculture stilizzate, immagini degli avi, con prana caricate, trasmetton derivati. Anito è pure nome, collettivo credo, nome degli spiri, e parenti deceduti, bulul seduto a terra, a braccia conserte, son spiriti natura, sorvegliano messi. Bulul maschi femmina, pure messi assieme, con simboli sessuali, mortaio e pestello, 1 gran granaio chiede, almeno due bulul, ricordan manichini, Indocina rito pur: nativi filipinos, discendon dai Moghul, Diwata filippine, Devata indo-moghul, Dewata indonesiani, e Pi in Indocina, elfi fate e ninfe, benevoli o neutrali, recan salute e messe, sol se rispettate.Ttra |DAYAKI Borneo, cresce la Rafflesia, primo fior pianeta, amato dai |PENAN, amici a |Bruno-Manser, svizzero amico, ce narra loro grida, di protezione selva: vivono i Penan, su piccole palafitte, poco amano conflitti, son senza gerarchie, aman bimbi società, raramente puniti, mai obbligati a lavorar; veneran anziani, ma anche i funzionari, che li deportano via, tra fame e malattie, depredan loro terre, le fanno disboscare, poi esportano legname, nel mondo capitale. Penan sopravvissuti, continuan coltivare, riso taglia-bruci, e raccolgono il Sago, amido di palma, commerciano i dayaki, scambiano i prodotti, con sale e tegami. |IBAN dayacchi, popolo confinante, sul fiume Kapuas, nel |Borneo-Kalimantan, loro celebran biennio, festa dei defunti, |Gawai-Anitu che, assomiglia |Byeri culti: da cacciatori teste, Iban trofeo passato, migrarono tra i fiumi, via dal sultanato, conquistan territori, a riso coltivato, per sterili mogli, tatuaggio è celebrato; pratican nel rito, tessere e tatuare, in festa Gawai antu, di Iban dipartiti, ricorre ogni 2 anni, tale Borneo buiti, i popoli Daiaki, qui celebrano i miti: auguri e presagi, lavoro divinazione, random strategie, di continuazione, aiutano famiglie, Iban oggi ospitali, offre |Tuàk-vinoriso, onorano i Gawasi; gli avi del clan, che primi son sbarcati, trattan con rispetto, il riso propiziato, assieme altre piante, stile vita rituale, avi sogni e trance, dei popoli dayake: se inviano istruzioni, affar quotidiani, citan Leka main, loro libro religioso, testo rito cantato, da lemambang bardo, prete tukan-sabak, o manang sciamano; manang contadino, cura malattie, clima e scorte cibo, donne ed office, lemambang e manang bali, sama berdache, tutti vanno in trance, o bevono tuake. Morte-Fertilità, sono assi primari, su cui ruota creazione, e tutti tatuaggi, di spiriti alleati, pantang lutto funerali, se manang fallisce cura, rifanno tatuaggi, rituale nuova mappa, che guidi passaggi. GAWAI ANTU festa, dei trapassati, beban legna sungkup, incontro iniziale, ngambi buluh: bambu x cerimonia, ngeretok: produzion sungkup, ngalu Antu: benvenuto a spiriti, nganyam: preparazion mini ceste, minta manok: ricerca pollame offerte, mandok: produzione vino riso, detto tuàk, Tubai Gawai: pesca con radici, ngambi ngabang: inviti x ospiti, mantar ngeraran: preparazione Gawai, nikika orang ngirup Buluh: accogli Bulul, bedigir: accoglienza ospiti, begeliga: discorso di ospite anziano, ngalu Petara: procession benvenuto a spiri, ngerandang Jalai: danza che pulisce la via, ngelalau danza bulul: che definisce la via, berayah pupu buah rumah: danza guida spiri, nimang Jalong: Lemambang canta sul vino, muai Rugan: distruzione tabernacolo, bebungkar Ruang: pasto di carne e vino, ngambi Tebalu: fine lutto di vedovi, nganjong buloh: bevuta vino ai garong, berangap: cibo e denaro al padrone casa, nganjong sungkup: totem fatto al cimitero. 
lume132-Prima dei libri, l'umanità ha scritto mappe sulla pelle, sulla pietra, sui semi e nelle stelle. Ogni cultura ha creato simboli per orientarsi nell'incertezza e dialogare con ciò che non può essere visto: il Bulul custodisce il granaio e la memoria degli antenati, il tatuaggio racconta la storia del corpo, il riso rinnova il patto tra uomo e terra, i Tarocchi evocano archetipi interiori, l'I Jing il fluire dei mutamenti, mentre le carte dei sogni di Kaplan-Strephon raccolgono l'eredità del mondo onirico di Jung e del popolo Senoi (lume124). Nelle montagne delle Filippine e nelle foreste del Borneo, gli antichi gesti rituali ricordano che la vita contiene passato e futuro. Gli Ifugao affidano il raccolto agli spiriti Anitu, i Dayak ascoltano gli avi attraverso canti, sogni e trance, i Penan difendono la foresta come una casa vivente. Ma queste culture portano anche la memoria delle ferite subite: popoli esposti come spettacolo nelle fiere occidentali, territori sottratti, foreste distrutte. Eppure la memoria trova altre vie per sopravvivere: nella pelle tatuata, nei racconti, nelle danze e nei simboli. La vera mappa non indica soltanto dove andare, ma ricorda da dove veniamo. Ogni simbolo è una lettera lasciata dall'umanità a sé stessa, una bottiglia affidata al mare del tempo. Un sogno, un canto degli antenati, una figura scolpita nel legno o una carta oracolare possono sembrare frammenti perduti, ma talvolta arrivano proprio quando siamo pronti ad ascoltarli. Ciò che sembrava scomparso cambia forma e attende un nuovo incontro: le tracce invisibili continuano a collegare natura, corpo e spirito.

266:ijing17.䷐-lume266-Aquila a seguire (隨sui), al centro del lago vibra il tuono, l'energia riposa sotto l'attività conscia, non inseguire i desideri con ansia: siedi, ascolta, segui il ritmo della stagione. L'inverno chiede ciò che l'estate ha donato: chi sa attendere raccoglie frutti. Come l'aquila che scruta da lontano, tu innalza lo sguardo oltre l'impulso immediato; l'Aquila guarda dall'alto, il Barbagianni ascolta nell'oscurità: due modi diversi di percepire, entrambi necessari per orientarsi, uno vede lontano, l'altro sa attendere ciò che ancora non si vede. La saggezza è respiro: vede più lontano un vecchio seduto che un giovane in piedi. Anche la natura conosce il tempo della pausa: il nido si costruisce negli anni, la muta lascia cadere ciò che non serve più, il rapace migra quando il cibo scarseggia: non ogni movimento è avanzare; talvolta è conservare le forze. Nel cammino di Dante, ogni creatura segna un passaggio: il Centauro segue l'istinto; i Dioscuri la dualità; il Grifone la trasmutazione; poi appare l'Aquila, ponte tra terra e cielo, giustizia che eleva, voce collettiva dei giusti che parla con un io ma significa noi. Essa ti insegna con le tre domande di Giovanni: l'amore vero è agape, fuoco che danza, trasforma e unisce: se ami Dio ami il Bene, ami gli uomini perché Dio li ama, ami la vita perché è moto d'amore. Seguire significa accordarsi al flusso wuwei: perseveranza senza sforzo, sincronicità che nascono spontanee; asseconda il processo creativo, lascia che il moto d'amore ti guidi. Onora il ritmo che ti precede. Non tutto ciò che puoi fare deve essere fatto ora. Barbanera dice: il freddo di gennaio arricchisce il granaio.| L'Aquila coronata (mbea tra gli Tsogo, mbira per gli Eshira), regina degli uccelli, nidifica sugli alberi Motombi. Nell'Africa della tratta rappresentava i mercanti di schiavi; il clan Ayandzi ne prese il simbolo, mentre la lontra e la rondinella segnarono vie di fuga verso i monti Ibanji. Finito il terrore, nacquero nuovi clan. Il Falco rafforza il nido per anni nello stesso posto; il maschio caccia, la femmina nutre. Le penne perse nella muta, raccolte sotto l’albero, hanno usi rituali. Il Gufo reale plana immobile seguendo i flussi dei roditori, e quando scarseggia il cibo, migra, tracce del gufo si notano nelle borre vicino agli alberi: piume rigettate dai pasti. Caccia topi al crepuscolo, silenzioso e mimetico; in inverno o maltempo vola pure di giorno. Anche civette e barbagianni hanno volo planato e artigli forti. Gli strigiformi hanno vista acuta ma presbite, testa tonda con ciuffi, orecchie mobili e grande sensibilità uditiva. Girano il capo in più direzioni per percezione tridimensionale, localizzando le prede anche in oscurità, grazie a suoni da infrabassi a ultrasuoni. Il mimetismo permette di sorprendere roditori nascosti, ma al sole i gufi vengono scoperti dai piccoli canori che li scherniscono. Il dileggio degli uccelli verso i rapaci notturni è antico: cornacchie e stormi li attaccano in volo, e l’uomo ha sfruttato la civetta come richiamo da caccia. La Strix caccia in radure aperte, sputa borre, canta nenie funebri e guida i defunti. I canti strigiformi tacciono con le tempeste, mentre vento e clima calmo ne stimolano il richiamo territoriale.# |AQUILA del clan degli Ayanzi, Stephanogetus coronatus, detto mbea tra tsogo, mbira per gli eshira, rapace re di uccelli, fa nido su albero Motombi. Nell'Africa della tratta indicava anche mercanti di schiavi, così il clan Ayandzi fu simbolo della tratta, mentre Lontra e rondinella indicarono un sentiero fuga agli Tsogo, sui monti Ibanji, dove ge-bondje è la gran montagna oggi disabitata, sul massiccio duChaillu, a sfuggire pirati; terminato il terrore, si divisero nuovi clan. |FALCO accresce nido, anni stesso posto, maschio caccia prede, femmina è nutrice, se perde sue penne, alla muta del rapace, sotto albero le trovi, le usi chi è capace. |GUFO reale plana, traversa inter vallate, immobile tien ali, fa lunghe scivolate, seguendo fluttuazioni, di flussi roditori, ma in carenza cibo, è spinto a migrazioni. Gufo caccia topi, ad alba o tramonto, volando silenzioso, mimetico planando, scarso cibo spinge, di giorno a cacciare, Civette-Barbagianni, di inverni o nuvoloso, vola deltaplano, a san spirito chiamato, volo a bassa quota, ali battèn planato: artigli sviluppati, abitudin predatorie, vista acuta e occhi, notevoli in Allocco, tonda loro testa, massiccia con 2 ciuffi, mobili orecchie, penne espanse a sbuffi; lor percezione stereo, tridimensionale, ma presbiti sono, tatto sanno usare, tal rapaci notturni, nessuno li sente, quando predano sicuri; aumentan percezione, muovendo loro capo, a totale rotazione, dal basso verso alto, varie direzioni, osservano oggetto, da + angolazioni, in totale oscurità, distinguono poco, a localizzare prede, ascoltano suoni, da infra a ultrasuoni, ossia lor richiami, mammifer bassi toni, e catturano le prede, mimetiche elusive, grigi scuri in bosco, o color sabbia fine. Gufo posto al sole, scoperto dai canori, burlato fatto fesso, inseguon stormi fuori, ostili sono uccelli, ai notturni predatori, che fuori mimetismo, subiscono canzoni. |Dileggio arte antica, satira di uccelli, beffarsi del rapace, quan vulnerabi appare, Cornacchie van picchiata, usan loro becchi, svolazzano le penne, al Gufo sopra tetti: sfruttan cacciatori, istinto del dileggio, legan rapace a un palo, civette e barbagianni, come zimbello richiamo, nascosti col fucile, aspettando altri uccelli, fanno lor bottino. Un albero del Gufo, ai margini del bosco, vedo borra pasti, vicino quel posto, appaion strigiformi, rapaci notturni, immobil occhi grandi, e becchi ricurvi. Strix ammicca prede, sputa borra piume, caccia luoghi aperti, selve con radure, ha udito stereo, emette suoni e nenie, guida uman defunti, in canti cantilene. Tempeste fan tacere, canti strigiformi, mentre clima calmo, stimola nel vento, permette ascoltare, canzon territoriali. 
lume266-Raseno cita il cammino di Dante e osserva: il Falco vede lontano nella veglia; il Barbagianni ascolta nell'oscurità: il sogno è notturna visione, la veglia riporta sulla terra. L'iniziazione è un passaggio attraverso quattro forme dell'opera: il Centauro incontra la violenza dell'istinto, i Dioscuri la dualità, il Grifone trasmuta ciò che deve morire e, dopo la distruzione del carro, l'Aquila apre il passaggio verso l'alto: non fuga dalla terra, ma visione più ampia. L'Aquila porta Dante verso l'Infinito, poichè è il ponte tra la selva oscura e il Paradiso, tra la caduta e la trasfigurazione; nell'Empireo l'Aquila si rivela emblema di Giovanni, custode dell'Amore che muove ogni cosa. Le sue domande conducono Dante a riconoscere nell'amore non un possesso, ma una forza libera, capace di unire senza trattenere. Inizialmente accecato dalla luce, Dante così risponde: amo Dio in quanto Bene sommo, amo gli umani come Dio li ama; vero amore è Agape, fuoco che brucia, muove, trasforma e danza, come moto che tutto muove. Alla fine, è promosso: l'Amore in lui è fondamento del Tempio e del senso ultimo della sua opera. Questo Lume appare quando hai già attraversato molte prove e senti che, non devi più spingere gli eventi, ma imparare a seguirli. Il mondo rimane quello che è ma cambia il tuo modo di abitarlo. La carta ti chiede: Dove puoi fermarti abbastanza a lungo da vedere più lontano? Quale movimento d'amore può guidarti senza diventare possesso? Che cosa nella tua vita chiede di essere seguito invece che forzato?

324:amore14-lume324 |Abbandonati-e-assapora, ricerca piacere: una calda |storia-di-amore. Fra lui e lei è giunta l'ora di esplorare, abbraccia il piacere e consenti all'amore di insediarsi e guidarti verso livelli sempre più elevati di estasi ed eccitazione. Ripeti: accetto il piacere e mi abbandono a esso, sono amato/a. Fai qualcosa per te stesso oggi, meriti di essere felice. |Anno-ficaio scarso granaio, il fico è buono quando viene e l'uva quando passa| Palma da dattero cresce alta nel deserto, con un solo midollo, fino a 20 metri, e produce grappoli nutrienti, usati come cibo essenziale da Bab Aziz. Il fico (Ficus carica) è perenne, spontaneo o domestico, con frutti ricchi di vitamine e minerali, adatti a centenari, animali e viandanti. Cresce al sole, sotto chiome di noci e querce, e si propaga da semi, polloni o innesti. Il caprifico ermafrodita, o siconio della fica, feconda i fichi domestici tramite imenotteri come la Blastophaga, garantendo frutti grandi e dolci. Tra le varietà, Verdone romano, Brogiotto fiorentino e Fico-melanzana offrono polpa soda, dolcezza e resistenza. La caprificazione si pratica appendendo fiori selvatici ai frutti femminili a giugno, per favorire impollinazione. I fichi contengono lattice.# |PalmaDattero albero, ha 1 solo midollo, erge alto in deserto, 20 metri molta luce, produce grappolini, + nutrienti del fico, 100 datteri gram, hanno bistecca profilo, li usa Bab Aziz, qual cibo del deserto, nutriente senza tempo. |FICUS carica, moracea come Gelso, frutti nutrienti, a centenari e animali, albero che ama, crescere largo, da semi di uccelli, nasce spontaneo; gradisce caldo sole, reca annate ricche, cresce sotto chiome, di noci e querce, albero fecondità, Siconio della fica, selvatico Caprifico, capro ermafrodita: fecondato da imenottero, blastophaga psene, ha forma arbustiva, inedule frutto, Fico domestico, fà sol fiori femme, da cui il nome fica. Presso bizantini, sicofante ladro, ruba frutti primi, maturi in tre periodi, Fioroni a primavera, Mammoni estate, Mamme in autunno. |Verdone romano, a fiasco e collo lungo, ruvide foglie pentalobe, cadon avan frutto, riducon glicemia, puliscono pentole, Forniti da settembre. |Brogiotto fiorentin, produce ner fornito, albero vigore, a portamento espanso, foglie trilo-pentalobi, fico sette-otto, schiacciato panciuto, a forma trottolone, buccia nera spessa, sfuma viola in ombra, bluastra esposta a sole, polpa soda dolce. |Fico-melanzana, vigoroso e irregolare, molto resistente, centro itali appare, oggi sopravvive, con isolate piante, da luglio a settembre, dà fioron forniti, collo lungo rosa, ovoide polpa rosa, tiene dolce aroma. Caprificazione, arte a impollinare, frutti domestico, con polline selvati, a ottenere frutti, grossi rossi buoni, appendo fiorescenze, di caprifico ai nuovi: femme blastopha, sciama metà giugno, di polline imbrattate, deposita le uova, in caprifico e fiche. Fico 900 specie, zone tropi e temperate, propaga da pollone, innesto o talea, dai rami legnosi, recido sotto nodo, pianto in piena terra, polloni stacco autunno, da un Sicomoro, incido fusti e rami, dà caucciu lattoso; perenne legnoso, corteccia cener liscia, stami e pisti separati, siconi frutticini, ha forti radici, e forma irregolare: se Fico sul calcare, bene si sostiene, quando è adattato, suolo trattiene, usa sue foglie, a pulir pentola sporca, suo latte irritante, su verruche apporta; a inizi Primavera, metto alberi dimora, se son radici buone, fanno bella chioma, pota in trapianto, germoglia sinergia, radici a tardo Autunno, vanno in letargìa. |Ficara frutteto, fichi senza 1 caprifico, usa portar campo, collan fichi maturi, contenenti blastofaghe, pronte a sciamare. Proverbio popolar, Albero fica fior, verdi gialli o neri, fico secco ai nonni, scorta cibo inverno, ricchi in vitamine, con semi |lassativi, potassio calcio ferro, fibra a intestino: se stitico cura, cogli col peduncolo, e sbianca sbollendo, o esponi a sole canne, buco verso alto, fanno coagulare, il succo interno latte, rivoltali ogni giorno, essiccan coerente, poi immergi frutti, in acqua sal bollente, 2 minuti scola, cosi a disinfestarli, concentra minerali, senzacqua fin 6 volte, con prugne uva secche, eccelle forma feci. Emilia fa decotto, di fichi secchi a pezzi, sfiamma vie respiro, urinarie e digestive, a ridurre coliti, o fare gargarismi, nei casi mal di gola, o irritate gengivi, ber + volte al giorno, e in seral ritiri. Fichi su foruncoli, porri e |scottature, lattice immaturo, caglia latte formaggi, adatti ai glicemi, 2 fichi giorno dato, glicemia sal 35, contro 100 pan bianco; decotto inverno, rimedio a pertosse, cipolle miele fichi, bolli imbottiglia, 6 cucchiai a giorno, quarto Vin bollito, bevi alla sera, tosse e |influenza rito. ficofoglia_alleato-diabetici.m4a
||Sciroppo contro tosse, in mezzo litro acqua, bolle 2 fichi secchi, 1 manciata salvia, pezzi mela e camomilla, fior anice e lino, 15 minuti e filtra. Tisana |FOGLIE-FICO, il cuore protegge, abbassa la pressione, cura asma e stipsi, aiuta ciclo donne, e sciacqua gengiviti, ha calcio e potassio, ferro e B6. Bevuto infuso foglie, al mattino a digiuno, calma emorroidi, rimedio dei nonni, su asma e bronchiti, urinari e polmoni, mal denti e gastriti, mentre sue foglie, eduli e insapori, su ascessi e gonfiori: tisana foglie fico, rimedio al |DIABETE, mangia glicemia, grazie al potassio, specie dopo pasti, scende zuccher sangue, e lesioni pelle. Fico foglia e foglie Gelso, + petali di Rosa, calma le allergie, e calma il raffreddore. Fico foglia e Salvia, infuso digestivo, antispasmo e coliche, calma dolori mestruali. Fico foglia e foglie Alloro, digestivo calma peti, mentre con foglie Olivo, abbassa la pressione. Fico foglia assieme cime, di Melissa e Menta, fan digerire il fritto. Fico foglia e cima Artemisia, contro cattiva digestione, dolor colici e mestruali, fuor di gravidanza. Fico foglia e cima Ortica, infuso mineralizza, in caso di anemia, poi sfiamma e depura. Fico foglia e cime Malva, sfiamma e decongestiona, assieme ad Achillea, aiuta in menopausa, ed ipertensione. Fico foglia, con cima Basilico, infuso drena e depura.



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