scheda quid  - plus | home | allegati | audio | 14 Lingue | 360 asset | visite sito 27770


voce: gennaio


fuocoGennaio zappatore se nevoso è generoso (148) 48-|Kino attorno alingua popè | foto agrobuti | audiolibro | fuoco_carbonaia_spagna.mp4 | casaprateria_sigla.mp4 | film_quarto-re-api-presepe.mp4 |musica fang05-minkin-song.mp3
tibetaniOrda Pezzata, drokpa apache e filippini (215) 35-lume215-FINIRE:lingua cinese | foto hmongcina | audiolibro | popoli_drokpa.mp4 | popoli_tuva-saman.mp4 | film_ming-persia-cina_wudang.mp4 |musica canto_nomadi_kalmukya.mp4
pioggiaclima di Febbraio e acqua di Novembre (253) 03.䷂ lume253 |dilingua italico | foto acquaetere | audiolibro | acqua-argilla-su-collo-ventre.mp4 | fibo_frattali_forme.mp4 | bottiglie-farming_pvc-pipe-cisterna.mov |musica arpasacer_amici.m4a
falcogufoVedere e ascoltare, in veglia e nei sogni (266) 17.䷐-lume266-Aqulingua popè | foto uccelli | audiolibro | uccelli_rapaci_diurni_notturni.mp4 | uccelli-canti_distingui-strigiformi.mp4 |  |musica 14-shamans.mp3
attrezziZappare, potare e dare forma (290) 43.䷪-lume290-La lingua italico | foto arboreto | audiolibro | falce_affilamento.mp4 | magnetite-ferrite-calamite.mp4 | alberi-tronchi_gamelloni_acqua.mp4 |musica
freddogeloRitorni del freddo e segni di stagione (292) 46.䷭-lume292-La lingua italico | foto agrobuti | audiolibro | clima_neve170121_terabuti.mov | doc_afro-garden.mp4 | elettrocultura2.mp4 |musica ancilla2022_bella.m4a

(): 6 quid censiti


148:lume148-|Kino attorno al fuoco, narra del suo bwiti: 'Bungua à ma ghenda mi pepe na mi ngandza na mitounga miènguet bo nganga'. ogni mito, parola o gesto rituale, diventa ponte tra mondi. La storia è insegnamento vivo, e il cerchio intorno al fuoco riflette il ciclo eterno e la memoria condivisa. Fuoco arde solo se alimentato: spirito, corpo e volontà in equilibrio, istinto muove tutti gli esseri, e libero arbitrio indica la via. Salire verso il cielo è naturale: amore e desiderio guidano chi cerca la fonte. Scegliere significa elevarsi o cadere, oscillando tra pozzo e lago celeste. La dritta via intreccia opposti: caduta ed ascesa si incontrano al centro del cosmo. Libertà è unire spirito e corpo, mente e materia, recuperare integrità. Desiderio e carità spingono armonia e conoscenza. Chi perde questo fuoco interiore diventa schiavo; chi lo coltiva, ascende. Accendi il tuo fuoco interiore, lascia che desiderio e volontà guidino la tua ascesa: non temere i falsi piaceri, come lampi non spengono la vera scintilla. Come il mito unisce passato e presente, il tuo fuoco interiore unisce sapere e azione.| Con l'inverno le giornate si accorciano, la famiglia si raccoglie presto in casa e la sera tutti vanno a letto. Emilia cucina e racconta storie mentre cuoce l'Acquacotta: cicoria, broccoli, cipolla, aglio, funghi ed erbe locali in brodo caldo, con fette di pane e un uovo fresco a dominare il piatto. Nei secoli, questi pasti hanno nutrito le famiglie nei focolari, integrando ceci, fave e orzo. La sua cucina quotidiana si intreccia con la cura dell’orto e degli animali, la raccolta di funghi e la preparazione di dolci, mandorle, nocciole e pollo al forno. Il fuoco del camino, sempre acceso, riscalda e purifica, accompagna le storie e lega la famiglia. I falò raccolgono comunità: riscaldano cuori, uniscono amici, segnano feste e passaggi, celebrano raccolti e ringraziamenti alla Terra. |Carbonai e pellegrini percorrono boschi e monti, accendendo fuochi di passaggio, nel rispetto di natura. Il fuoco purifica malattie, solleva lo spirito e fa emergere poesia e memoria. Intorno al fuoco, il cibo condiviso trasforma l'individuo in collettiva socialità: polenta, vino, zuppe e frutta secca diventano simbolo di festa, rituale e identità. Fuoco è ambivalente: distrugge ma rinnova, purifica e rafforza, trasforma memoria in esperienza. La cenere ritorna ai campi, completando il ciclo vitale.# |Inverno ritmo cambia, accorciano giornate, alle 5 si rincasa, alle 8 tutti a letto, Emilia narra e cuoce, fagioli con cipolle, rivela sua ricetta, in |Acquacotta bolle: Cicoria o broccoli, cipolla sale e aglio, con funghi varie erbe, locali in caldo brodo, impregna fette pane, 1 uovo fresco sopra, su tutto a dominare. Consumo di famiglia, fu ceci fave e orzo, dieta di emergenza, nei secoli di sforzo, in tutti focolari, presente era 1 pigna, con sedano cipolla, zuppa legumi piglia. La notte piove tanto, Emilia si alza prima, Nonno par provato, intreccia solo ceste, cerca buoni Funghi, io preparo dolci, Mandorle e Nocciole, e pollo alla gitana: prosciugato in vino, cipolle e patate fine, foglie Salvia e sale, pollo assorba tutto, col fuoco regolare. Emilia ogni giorno, sistema letto e orto, nutre sue galline, e coglie loro uova, poi racconta storie, presso stufa a legna, |Camino sempre acceso, le braci giran tanto, zuppa e frutta secca, bimbi ascoltan canto. Seba attizza fuoco, carbone-legna secca, che Peppe nonno suo, inizia senza fretta, ai vicini ne dona, Giuseppe vecchierello, riceve brace buona, riscalda bambinello, il 23 Dicembre, accende focarazza, palo a terra posto, vestito a pagliazza, incendio divampa. Inverno stagion fredda, fuoco va scaldar, partiva la famiglia, a inizi Novembre, in selva fa capanna, Ginestre con terre, erigon carbonaia, su spiazzo contegno, pongon zolle terra, coprire fuoco luce, legna in settimana, in carbone si riduce. Un frate pellegrino, tra boschi e fattorie, si ferma a riposare, e accende 1 focolare, raccoglie poca legna, dal bosco vicinale, riparte copre fuoco, incendio da evitare; pochi giorni dopo, passa a quelle parti, rivede montarozzo, di terra sopra al fuoco, calcia tal mucchietto, sorpreso vide che, legna bruciacchiata, in carbon va da se: da allora i |Carbonai, iniziano fatiche, girando questuando, con gobbe mascherati, danze di Appenino, carbonai emil-toscani. Camino narra calmo, grembo terra madre, fumo odori e cibo, fuoco è medicina, purifica un malato, se tiene ancora vita, Raseno qui ci aiuta, a vivere poesia: qualcuno ammalato, richiede un rituale, Fuoco è promotore, di crescita e raccolti, brucia infezioni, noia e depressioni, fa scender dentro sè, con folle speranza, rubar barlume istante, scintilla divina, ecco il momento, lingua senza tempo, 1 cuore gigante, che ci lega al mondo, indelebile istante, avverti profondo, ciascun trasfigura, secondo suo mito, la vita si mostra, qual luogo a lui amico, nostalgia di storie, cui si vuol tornare, la Luna coi falò, nel moto della vita, sogni a fil di pelle, se sono solo al mondo, necessito un mito, che guidi percorso, ellittico sfondo, che avvicini essenza, colta in istante, da un |CesarePavese. Sole cosa aspetti, infondere incendiare, frutto uman compiuto, fin carbonizzare, fuoco ambivalente, infanzia vento sacro, resiste oltre lutti, sospeso dal tempo, esprime nella festa, nesso fuoco-feste, di gruppo che accomuna, un mito fondatore. Contadin da sempre, accesero i falò, x ardere fantocci, vincer guerre peste, in vari giorni d'anno, cercano conferme, a destino di umano, che soffre cieca mano, a causa sua energia, mortifera violenta, quando non gestita, preme a uscire fuori, in selvaggia guerra. |Boschi che tu vedi, non sono li per caso, ma nati in esistenza, dal canto di un beato, presso il focolare, noi siam luci vive, riflesso di braci, di antiche rime: flauto da suonare, viene dal deserto, riscaldano cuori, assieme vin caldo, nelle notti Inverno, scivolo nel sogno, arriva poi Natale, famiglia ad aggregare, taverna di amici, attorno a focolare, parlar di anno trascorso, e assieme cantare: raccolto andato bene, fu anno generoso, Dea Cerere ringrazio, canto il suo riposo. Attorno ai falò, crudo e cotto assaggio, da incolto a coltivato, rito di passaggio, se mangio Polenta, poi canto e bevo vino, ogni io diventa noi, nel pasto collettivo: con cibo c'è festa, comunitar consumo, donne cucinando, completan l'uomo crudo, cuoce cibi vari, uman socializzare, + forze della Terra, capaci san mediare. |Feste-dei-Falò, nei monti dell'Amiata, marca territorio, per viverlo di nuovo, perlustrano terra, protetta propiziata, isolati da Inverno, scaldata e ricordata. Calor sa collegare, cuori riscaldati, allegria fa circolare, da sempre io Camino, ma mai mi sono mosso, Camino-e-non-cammino, son nero vedo rosso, fuoco nel camino: brucia e danza fiamme, in cenere riduce, conflitti e ostili lagne, se 1 focolar ci nutre, rifugio e identità, rinnova rapporti, commercio e intimità, sediamo accanto al fuoco, bisogna riposar, intuito con ricordi, riescono affiorar, con cibo e compagnia, intimo s'espande, Amore morte fuoco, uniti a stesso istante. |Cenere sottratta, ai campi va tornare, al buco cratere, fornace Dei Fatales, spiega con la vita, il mutare lentamente, spiega col il fuoco, il mutar rapidamente. Vita ha conquistato, Thera senza lotta, attraverso associazioni, reti di ogni sorta, ogni sistem vivente, a volte pur affronta, instabili correnti, che immunità confronta; cervello si organizza, collega nuovi dati, a passate esperienze, per cercare senso, ciò emerge cultura, quan ci si mette assieme, a fare un lavoro, o narrare storie, sostenuti da un fuoco. focolare.m4a
lume148-Il Fuoco e la danza del num. Un giorno d'inverno il giovane Luca Raseno entrò in un villaggio dove la sera arrivava presto, e le case si raccoglievano attorno al camino acceso. Emilia cucinava l'Acquacotta: cicoria e broccoli, cipolla aglio ed erbe del campo, che bollivano lentamente nel brodo caldo, mentre il pane e l'uovo ne diventavano il centro nutriente. Il fuoco del focolare scaldava il cibo e le storie degli ospiti. Luca osservava come ogni famiglia, vivesse attorno alla fiamma: legumi, orti, raccolti e animali, diventavano parte di un unico gesto condiviso. Capì che il fuoco non era solo consumo, ma memoria e legame. Fu allora che incontrò Kinaciau, maestro del Kalahari di etnia Zutwasi, esperto del Num Tchai, la danza sacra della Giraffa: il fuoco del corpo e quello della terra sono lo stesso respiro, disse Kinaciau. Nel sudore nasce il Num, l'energia che cura. Kinaciau gli mostrò i carbonai che nei boschi costruivano cumuli di terra e legna, per trasformare il legno in carbone, fuoco lento cambia forma alle cose. Anche i pellegrini accendevano fuochi di passaggio, e le comunità si riunivano nei falò per celebrare raccolti, memorie e rinascita. Il fuoco è ambivalente, disse Kinaciau: distrugge e purifica, ma soprattutto insegna la misura; se lo domini, ti scalda, se lo perdi ti divora. Attorno al camino, Luca vide anche la dimensione invisibile: la paura che si trasforma in racconto, la malattia che diventa respiro, la solitudine che si scioglie in comunità. Il fuoco cuoceva il cibo e cuoceva anche l'animo umano. Kinaciau allora, lo condusse fuori nella notte fredda, e nel buio del Kalahari, una Giraffa si muoveva lenta, quasi danzando. Guarda, disse, il NUM è questo, il corpo che si scalda nel movimento, la vita che si purifica attraverso il ritmo, la trasformazione che nasce dal calore interno. Luca comprese che il fuoco non è solo nelle fiamme, ma nel passaggio: dal crudo al cotto, dall'isolamento alla comunità, dalla paura alla conoscenza, dalla malattia alla guarigione, dalla sofferenza alla gioia. E mentre il villaggio dormiva, il camino continuava a respirare: nero e rosso insieme, come un cuore antico che non ha mai smesso di imparare.

215:sogni35-lume215-FINIRE: la fine è un cambiamento irreversibile; accettare ciò che termina permette di non consumare energia nel tentativo di mantenere in vita ciò che non può più essere. La vita dei morti continua nel modo in cui ne custodiamo l'essenza, ma il nostro compito rimane vivere nel presente. Nel Lume di Seba questo movimento appare nella vita nomade: quando il luogo cambia, non tutto viene perduto; ciò che serve viene raccolto e portato verso una nuova destinazione. Le immagini della Carta dei Sogni mostrano la stessa legge in forme diverse: le onde e il terremoto ricordano che alcune perdite non possono essere evitate; l'autopsia invita a trasformare ciò che è finito in conoscenza per la vita che continua; le porte sbarrate mostrano che una chiusura può obbligare a cercare un'altra via; l'inchiostro rovesciato trasforma l'errore in una nuova possibilità; la partenza interrompe un legame quando è giunto il suo momento; la croce ricorda che ogni perdita deve trovare un significato nella vita di chi rimane; gli avvoltoi mostrano che la natura stessa conosce il momento in cui qualcosa deve essere restituito alla terra, smetti di desiderare che qualcuno resti in vita, vivi tu stesso e a modo tuo la loro essenza. Anche il freddo dei Giorni della Merla (Gennaio 29-30-31) porta questa memoria: i giorni più freddi dell'anno non sono una deviazione dalla vita, ma una sua fase. Finire non significa cancellare: significa riconoscere che una forma ha compiuto il proprio tempo. Barbanera ricorda: dicembre dà freddo al corpo, ma gioia al cuore.| I Drokpa di Tartaria parlano lingua Khamba, sono nomadi di altopiani tibetani, un tempo bellicosi e invasori a cavallo. Naxi sono pastori e nomadi in Cina, parte delle 56 minoranze Mínzu; Pumi, Mosuo e Hani sono società matrilineare che ebbero storici regni indipendenti (Zhao), biblioteca di Lijiang e cultura religiosa nei manoscritti e affreschi. Popolazioni tibetane e Khamba abitano regioni montuose e inospitali, in feudi indipendenti sotto capi clan. Dongba e Lama custodiscono conoscenze religiose, armonia uomo-natura, rituali e monasteri, con affreschi di vita sociale, caccia e cerimonie sciamaniche. Yeshe Tsogyel, co-fondatrice del lamaismo, sfida il maschilismo dei clan, diffonde scuole tantriche, medicina e pratiche Dao, curando territori, animali e vegetali. Tradizioni femminili rituali esistono anche altrove (Babaylan filippine), con medium comunitari e androginia di fede. Memorie cicliche e rituali di possessione rivelano ricordi ancestrali delle popolazioni tartare. Lozen, guerriera e donna-medicina, guida il popolo Apache negli USA, fondando clan e praticando veggenza e sopravvivenza. I Tuvani vivono in villaggi federati nella Siberia meridionale, allevano mandrie e pescano; abitazioni in feltro e corteccia di betulla, celebrano feste con birra arak, latte fermentato, canto gutturale e musica. Religioni comuni sono lo sciamanismo siberiano e lamaismo tibetano; riti funerari di 7 giorni e danza rituale Ru-tanga con strumenti tradizionali. Sciamani Tuvani emergono per vocazione, eredità o malattia; mediano tra mondo celeste e terreno, guidati da spiriti protettori. Arte, la scrittura e i rituali preservano memoria storica, identità e legami con natura e antenati.# |DROKPA di Tartaria, nomade clan tibetano, parla lingua Khamba, nomadi altopiano, parlan lingua Kham, in passato bellicosi, invasori a cavallo, come nomadi Qinghai, tutti matrilineari, Pumi Mosuo Hani, migraron zone miti, lungo Sichuan valli. |Naxi羌 pastori, nomadi in Cina, ideogramma 人 uomo 羊 pecora, tra 56 etno gruppi, Repubblica Cinese, Mínzu 民族 minoranze, su territori interni: avviano Naxi Bai, regni indipendenti, chiamati pure Zhao, dai mongoli guidati, biblioteca di Lijiang, serba manoscritti, cultura religione, memoria nei dipinti, che decenni dopo arriva, in Yunnan nordovest, 5 milioni tibetani, 2 milioni son Khamba. Alti e robusti, temerari come Apache, stessa foggia di capelli, 2 trecce laterali, inospitale regione, altitudine clima, scoraggia stranieri, mappe senza vita: terraspra dimenticata, Kham ospita fiere, orde tatar tibetane, di Re Songtsen Gampo, esercito filo-mongolo, a turcomanni alleato, estese Kham e Amdo, domini Lupo Bianco. Asia centrale, e terre della Cina, Re Ralpachen, converte al buddismo, poi Impero Tibetano, inizia disintegrarsi, come tutta Tartaria, nascono nuovi stati. Tibet e Cina, fan patti coesistenza, sebbene in tutto il Kham, sorsero feudi, fieri indipendenti, eccetto ai capi clan, uniti in regno Ling, dal mitico Re Gesar. Gran Khan stabilì, prefettura a LiJiang, rappresenta suo potere, dentro lo Yunnan, la carica prefetto, resa ereditaria, fino epoca Ming, lingua dongba dei |khamba. |Biblioteca-di-Lijiang, affreschi e manoscritti, pittorici testi, in caverne DongBà, in villaggi montani, YanYuan e Sichuàn, Tibet e Burma, arriva Naxi enciclopedia, che tratta cultura, di Tartaria antica; religioni Bon Dongba, comune mitologia, natura e uomo sono, fratel madri diverse, dottori-saman Dongba, poi Lama sacerdoti, pregano armonia, tra uomini e natura, creano libro riti, e presso Shangshung, avviano monasteri, su montagna Drago, lignaggi tibetani, affreschi di scene, di vita sociale, caccia e difesa, e sigilli sciamani. Yeshe Tsogyel donna, co-fonda lamaismo, sopporta opposizione, di clan maschilismo, Wu-templi distrutti, sui monti si rifugia, grazie a visioni, e potere di cura, in India si lega, a tantriche donne, sfida i bramini, e avvia nuove scuole, con altri sacerdoti, e cinesi erboriste, levatrici e chirurghe, eredi Dao correnti, massaggi e agopuntura, ravvivan territori, animali e vegetali, con spiriti garanti, di identità più grandi, nutrono coscienza, assieme sussistenza, al nomade che viaggia, entro la esistenza. Alcune migran mare, Babaylan filippine, guidan cerimonie, pure emarginate, tra preti missionari, escluse son di fatto, da ruolo e potere, traveston loro fede, medium comunitario, androginia di fede. Memorie di un passato, ciclico represso, esce alla ribalta, in ogni isterismo, terapia è la stessa, adorcismo o esorcismo, nel rito possessione, affiorano ricordi, di avi di tartarie: così Lozen guerriera, donna-medicina, guida sua gente, in fuga sopravvivenza, giunta in terre Usa, tra eserciti gimcane, veggente di confine, fonda clan di Apache, in deserti Rio Bravo, carisma e potere. |TUVANI insediamenti, son clan imparentati, e mandrie collettive, in villaggi federati, Repubblica di Tuva, nel sud della Siberia, confina con |Buriazia, e con la Mongolia: visser |yurte feltro, di nomadi di Asia, esagonale e cono, in |corteccia-di-Betulla, come tepee nativi, dei cacciator di renne, oggi son pastori, che pescan pure pesce, presso fiumi e laghi. Feste dei Tuvani, bevon birra arak, e latte fermentato, simile a Kefir, hanno epica cultura, e canto gutturale, cantan su melodia, e accompagno musicale. Tuva religione, sciamanismo siberiano, presente in campagne, e lamaismo tibetano, penetrato a Tuva, a metà settecento, sculture funerali, rito a giorno settimo: lor anima rimane, a dimora del defunto, per 7 giorni poi, vola al regno morti, 1 candela rituale, accesa da famiglia, dura 6 settimane, illumina sua pista, mentre in lamaismo, sale in scena danza, tandava Ru-tanga, al suono di kanling, femori umani, trombette di appello, per spiriti di avi. Tuvano sciamano, per vocazione o eredità, oppure nasce dopo, una lunga malattia, media tra maestri, di alto e basso mondo, posson essere tali, sia uomini che donne, dopo aver sognato, protettore spirito, o la celeste Ayami, dopo muchamor rito. libro_chuangtzu_33parabole.m4a
lume215-Seba guarda un film cinese, Mingjiao, dove sette scuole custodiscono memorie diverse e il passato ritorna attraverso racconti, lignaggi e alleanze. Al centro appare l'Orda Pezzata, i Ming dell'Orda d'Oro giunti nel Chitai dalla Persia di Tartaria, e il conflitto fra una memoria imperiale condivisa e il desiderio di autonomia. Zhang Wuji riceve il mandato di ristabilire un legame fra mondi separati, ma scopre che ogni popolo può riconoscere i propri antenati senza per questo rinunciare alla propria strada. La Grande Muraglia diventa allora più di un confine: segna il momento in cui una continuità si interrompe e una nuova forma politica prende vita. Più a occidente e sulle alte terre tibetane, i Drokpa custodiscono invece una vita nomade adattata al vento, al freddo, alle mandrie e all'assenza di un centro fisso. Le yurte si spostano, i clan migrano, il paesaggio cambia e ciò che deve continuare non è il luogo, ma il modo di attraversarlo. Il lama e lo sciamano ascoltano il rapporto fra cielo, terra, animali e comunità, cercando un equilibrio che non dipende dalla permanenza. Anche le culture nomadi di altri continenti, dagli Apache alle popolazioni delle Filippine, mostrano in forme diverse che, vivere significa talvolta lasciare una forma perché la vita possa continuare altrove. Questo Lume appare quando qualcosa nella tua vita sta terminando o deve cambiare forma. Forse non ti viene chiesto di conservare ciò che è stato, ma di portarne con te l'essenza. Che cosa è ormai finito, anche se una parte di te continua a trattenerlo? Che cosa del passato merita di essere custodito, e che cosa invece può essere lasciato andare? Quale nuova strada potrebbe aprirsi proprio perché una precedente si è conclusa? Messaggio del Lume: non confondere la fedeltà con il restare fermi; porta con te ciò che è vivo e lascia che ciò che è finito torni al paesaggio.

253:ijing03.䷂ lume253 |difficoltà-Iniziale (屯zhūn, chun): in principio Nubi e tuono si uniscono in fermento creativo: il Germoglio, poi esplode e si intrecciano tutte le sfumature dell'esperienza in una tela, recando ordine al caos creativo. Serve determinazione e sostegno per crescere. Gli eventi naturali (lampi, vento, luna, pioggia) riflettono sfide e opportunità: dalla tempesta nasce ordine.# Così il nobile intreccia ordito e trama, la costanza dona frutti, la sorgente crea il successo; non cercare qui la tua direzione, sfrutta invece il momento per creare nuove alleanze. Come una pianta sviluppa radici in ogni direzione, la vita interiore si proietta nel mondo e incontra per la prima volta una resistenza. La spinta creativa di cielo e terra si uniscono e crescono colme di vita e desiderio di realizzare, non è ancora momento di definire limiti alle tue possibilità: rafforza la tua determinazione e cerca un sostegno, umano o sovrannaturale, per espandere tua coscienza e tua influenza. (Cosa sta iniziando? quale è il fulcro della tua crescita, e dove puoi trovare l'aiuto che ti serve?) Cielo che luce acqua produce, nuvole verdi e scurette son tempeste e saette, se lampeggia e poco tuona acqua a secchi il ciel ti dona, la Luna con l'anello non porta il tempo bello, gioia e sciagura sempre non dura, piccola pioggia fa cessar gran vento ma gran bonaccia, tempesta minaccia, nebbia di gennaio porta primaver piovosa| Seba osserva il cielo e le nuvole: dai cirri di ghiaccio ai nembostrati e cumulonembi che portano tempeste e fulmini. Ogni forma di nube annuncia mutamenti atmosferici, temporali, piogge, aria elettrizzata che rigenera natura e uomini. Il mito di Eolo e dei suoi 12 venti descrive forze che guidano naviganti e popoli. Ogni vento ha carattere e durata: Tramontana, Grecale, Scirocco, Libeccio, Ponente, Maestrale. Segni animali e popolari annunciano cambiamenti climatici. Febbraio è mese di febbri e purificazione: malanni invernali preludono a nuova vita. Luna, stelle e costellazioni (Orione, Lucerna) danno presagi su pioggia e carestie.# Seba osserva cielo, sereno poi con nubi, CIRRI aghi di ghiaccio, fili di cotone, evapora sen pioggia, dopo qualche ora, lattiginoso cielo, strato grigio porta. Cirrostrato vede, a 8 mila metri, nube che ispessisce, abbassa di quota, muta in goccioline, grigio scura sole, altostrato infine: pioggia graduale, nubi ad abbassarsi, scure ispessirsi, 1 nembostrato appare, denso cupo carica, pioggia oppure neve, 400 metri alto, cinque chilometri spesso: reca acquazzoni, fa buchi e schiarisce. Dopo mezza giornata, cielo ancor evolve, ecco cirrocumuli, un cielo a pecorelle, annuncia forte pioggia, temperatura scende, poi nubi maestose, verdi |CUMULONEMBI, sono temporale, nubi giganti violenti, con elettrica massa, ioni negativi in basso, positivi in alto, bombardano Terra, 2 poli equilibrando, con raffiche vento, grandine volendo. Passata tempesta, due ore sta sereno, nubi frammenta, compaion primi cirri, con spalle al vento, vedi cirri spostarsi, a sinistra poichè, temporale va cessarsi. Nei giorni soleggiati, e ore + calde, vedo nubi bianche, raccolte umidità, indican sereno, bimbi ad ammirar, cielo cumul-nembi, ioni a caricar: dopo temporale, vai ti senti meglio, aria ionizzata, la terra ripulita, giorni di tempesta, tanta elettricità, ma stagna corrente, durante siccità. Pioggia bagna suolo, fa circolazioni, neve ancora meglio, conduce lungo gioco, Pianta poi compie, bioelettrico ruolo, elettrolisi ossigeno, che nutre sottosuolo. |ROSA-dei-VENTI, di Eolo re del tempo, 12 clan pelagi, di naviganti giganti, sposati a titanesse, vivono felici, su isole mediterraneo. Tinia chiuse 12 venti, in giara posta in grotta, nel mare Tirreno, Eolo li sorveglia, nei nuraghe sardi, di Lipari, e oltre. Ammaestra i venti mare, con suoi 12 figli, aiuta umani intenti, naufraghi e dispersi, guida a loro casa, un dì la giara rompe, escon 12 soffi, a turno o a litigar. Aquilone o |Tramontana, chiamato Borea, soffia dal nord, freddo vento septem_trione, Tramontana nasce e pasce, circa 3 giorni, o a multipli di 3. Borea suscita tempeste, pure terremoti, fischia le conchiglie, rapisce fanciulle, Bora ci riporta, sereno quan lampeggia, mentre porta pioggia, quan tuona e saetta. Grecale la segue, vento di nord/est, che porta freddo secco, burano siberiano, purifica ogni cosa, e in ciel sa rivelare, presenza del presepe, mito da spiegare: se brillano 2 stelle, Austro e Borea, 2 Asini veglian, presepe mangiatoia, Noto detto austro, se sfavil nasconde Bora, ma se Borea spira, è Noto che riposa, assieme con Borea, lui nomina quadranti. Vento e tempesta, e perigli ai naviganti, Austro e Borea, due stelle rilucenti, vedi chi ora brilla, pronostica eventi. Grecale da nord-est, Cecia porta grandolone, Neve e burrasche, umido nembo freddante, Greco e Levante, acqua dietro e davante; vento di Levante, Apeliote chiamato, porta pioggia dolce, che mena sereno, marito a Dea fiori, ebbe frutto figlia, assieme miele spighe. Emilia bisbiglia: se non piove Levante, è gran brigante, Levante levantina, un di o una quindicina, Levante leva e move, tre o sei o nove, se non si rimette, è diciotto o ventinove. se Apeliote spir da est, porta pioggia a messi, seguito da Scirone, Scirocco dal deserto, Sahara di sudest, piogge calde e sabbia, segue Noto caldo. |Scirocco nasce secco, poi umido raccoglie, il mare traversando, le nubi dietro porta, Austro ancora Noto, ovvero Vento Sud, del caldo mezzogiorno, porta nubi e più; ora segue Lips, Libico Libeccio, soffia da sud-west, segue Zefiro Marocco, apre fior a primavera, talvolta è tempestoso, scoperchia ogni cosa. Lampi a improvviso, a tempesta son avviso, lampeggia e poco tuona? secchi il cielo dona, lampeggia a ponente, lampeggia per niente, lampeggia da levante, Libeccio arrivante. Cielo si oscurò, un vento cominciò, terra trema sotto, e acqua ingrossò, si abbatte uragano, ingoia molte forme, dentro sta la calma, Eolo conforme. Libeccio Garbino, portacqua violentino, scopre i pagliai, quindi poi ci piscia, dopo grande vento, vien sua pioggia fissa. Ponente atlante vento, or spir da ovest, se vento Ponentino, da mare va spirando, è Zefiro Favino, il caldo via spazzando, Zefiro che torna, bel tempo rimena, ridono i prati, e cielo rasserena. Cielo rosso al mare, va contadin arare, nubi rosse a sole, prepara legna pastore, Cielo di lana, piove oggi o in settimana, a cielo improvviso, non fare buon viso. Cielo a pecorelle, acqua a catinelle, Cielo rosso di sera, bel tempo spera, se respiro pesante, gross'acqua farà, se aria è rossa, o piscia o soffierà. Se Aria a fette, son lampi e saette, se gran bonaccia, tempesta minaccia, la Bora scura dura, poco dopo muore, di tre, 5 o nove, dura quando se move. Bel tempo sarà, se Sole alza chiaro, e se nubi in Aurora, vanno nell'ovest, Pioggia nell'aria, è caso aspettare, mordon Moscerini, e Zanzare con Tafane. Se tuona su albero, senza le foglie, allor pochi frutti, stagione raccoglie, canta Usignolo, alle notti di Aprile, segna bel tempo, stabile a offrire. Gallo fuori-orario, clima va cambiando, a pioggia vicina, Galline fanno il bagno, se tardano al pollaio, indice di pioggia, se gracida la Rana, indica che scroscia. Insetti e serpenti, pur sentono acqua, Topi stridi squittii, portano bel tempo, salti ballerini, se corrono sia pioggia, topini entrano case, freddo dietro porta. Se vedi greggi sparsi, pur prossimi a ovile, e avidi gustan, elettrica pastura, Pecore irrequiete, per pioggia futura; pure Vaccherella, vicino al Therabuti, aspetta la pioggia, per ionici tributi, narici allarga in alto, così le giova, gode a respirar, aria elettro nuova. Vacche di Estate, brucano i prati, non toccano ciuffi, di verdi rinomati, anche se affamate, evitan quell'erbe cresciute su letame, d'anno precedente. Tinia si rallegra, di mirar sua figlia, cosi ogni animale, d'amare si consiglia, se segue Maestrale, assieme al Ponentino, 1 gelido d'inverno, asciutto sereno vivo: a mattina è Tramontana, a sera è Maestrale, se Maestrale fresco, Bora arriva presto, esso gonfia-sgonfia, annuovola rasserena, ma con Tramontana, non dura una settimana; se Vento di sera, buon tempo si spera, 1 Vento di mattina, pioggia s'avvicina, mai s'ebbe vento, senza un acqua dopo, non cade pioggia, se vento io invoco. Maestrale o maestro, spir da Nord-west, freddo secco vento, cielo rasserena, chiamato Scirone, distrugge l'Estate, specie nel Tirreno, saette ha scoccate. Iniziano giganti, mutamenti stagione, intorno gli equinozi, venti accelerati, se vai verso Marzo, vento va soffiare, se vai verso Aprile, il vento va finire; se prima sta vento, e poi segue brina, Acqua giù in terra, starà domattina, Cielo grigio a mattino, segna bel tempo, quan canta il Merlo, sei fuori Inverno. |FEBBRAIO mese FEBBRI, se alletta le famiglie, influenza vien e và, aglio e zuppe calde, a casa a riposar, umani flora e fauna, contrastano i catarri, con erbe mucolite, battaglia ricorrente, di purga collettiva, prepara nuovo ciclo: polmone a volte perde, fiato come piante, tisi o polmoniti, gelo sulle piante, sciogliere catarri, su dormienti gemme, invita nuova vita. Febbraio tabarro, Raseno in barba bianca, qualora non piove, la neve non manca, se è sole solicello, è solo mezzo Inverno, sempre si equilibra, tempo brutto e bello. Febbraio mese febbri, aglio e zuppe calde, battaglia ricorrente, prepara nuovo ciclo, gelo sulle piante, sfida vincer morte, sciogliere catarri, dante in purgatorio, la vitanova invita. Neve presagisci, se sibila la legna, o se 1 lucente alone, tiene la Lucerna, Funghi su lucerne, pioggia si avvicina, fiamma che volteggia, vento da cantina: se è verde Natale, sarà bianca Pasqua, Natale al balcone, Pasqua al tizzone, Natale con pioggia, fa Pasqua asciutta, fa debito il Cielo, se manca la frutta. Mare molto scuro, sicuro pioggia mette, Nubi verdi e scure, è tempesta e saette, LUNA mangia nubi, per divenire piena, quan tutto ha mangiato, Cielo rasserena. Luna rossa dopo Pasqua, porta carestia, Luna con anello, non porta tempo bello, luna pallida fa pioggia, rossa fa vento, corni suoi smussati, indican la pioggia, eretti e minacciosi, vento dietro porta; sua stella lucerna, se manca son piogge, presto pioverà, acqua al suolo porge, a Luna settembrina, 7 se ne inchina, a equinozio Autunno, è fata blu turchina: da lei inzia certo, declino insolazione, annata del raccolto, rivela a precisione, levar calar di Luna, cambio di fortuna, assieme con i quarti, muta la cultura. Orione nimbosus, pluviosus acquosus, sorge in Autunno, e porta sue piogge, tramonta ad Aprile, pure con pioggie, di buona stagione, anticipa fogge. Quando nubi vedi, andare al mare, prendi pure zappa, e vai a zappare, quando nubi vedi, andare al monte, prendi gli arnesi, raggiungi la corte. Aria immobile silente, annuncia |TERREMOTO, surreale paesaggio, sensazione sogno, lampi da terra, e insolita nebbia, mal di testa a settimane, svanisce quan terremoto appare. Panda ed Elefanti, corrono in collina, mal di testa nasce, dai cambi di clima, cane mastica corteccia, Salice aspirina, prima del terremoto, fa cura istintiva. Terra continua scambia, elettro energia, con aiuto di punte, di montagne o foglie, campo erba + punti, soddisfa gli scambi, compensa strati alti, assieme strati bassi: bio orgone naturale, immenso e potente, ognuno su Terra, è sotto sua influenza, tutto ecosistema, necessita suo contatto, aver piena salute, connessione al campo; se fulmine cade, reca molta elettricità, non trova passaggio, antenne a punte là, Risonanza Schumann, da lampi alimentata, parafulmini poni, a convogliar tal mana: 50 lampi ogni secondo, infuriano pianeta, colpiscono la Terra, e creano risonanza, specie in estate, pomeriggio fin 18, temperatura + calda, dice professor Otto, caldo-umida muove, in alto e forma nubi, scuri cumulnembi, con base appiattita, da carica negativa, e alto apice rigonfio, con carica positiva, potenziale confronto. Base respinge negative, attira positive, se nube passa sopra, accumula + positive, dentro e superficie, a oggetti conduttori, sotto nube stessa, specie tra i ripetitori; se allontani da Terra, cresce potenziale, 200 volt ogni metro, ogni cosa a livellare, + in alto viviamo, elettrosensibil polmoni, sconnessi da terra, carenza elettroni: fisici scelsero Terra, a riferimento zero, partir da superficie, misura ogni voltaggio, la messa-a-terra serve, scarica e incanala, ogni accumulo carica, elettro indesiderata; se nave o camion, han massa metallica, sostituisce massa terra, preziose le punte, nello scambio correnti, tra cielo e terra, tien equilibrio, tuoi piedi nudi in erba. 
lume253-Seba sogna terme e pioggia, dove acqua calda è apertura, piacere immersione emotiva, desiderio di affetto, mentre frigidarium acqua fredda, è regolazione difensiva. Il suo orecchio ricorda, schiaffi e baci d'infanzia, lui desidera il contatto, ma fatica a mantenerlo, così sul bordo vasca, cerca di verificare, se entrare o ritirarsi. Acqua calda o fredda in sogno, è immersione entro emozione, come il corpo vive l'esperienza, si scalda o sporca o si raffredda, impara a gestire il sovraccarico. L'orecchio in sogno è porta ingresso, del contatto da ogni altro, una via passiva a ciò che entra, e produce relazione, con voce tono e presenza, può regolar sua sordità, una ricezione selettiva, finchè un bacio lo riattiva, come avviene nelle fiabe, dove un bacio sull'orecchio, attiva un pianto simulato. il sognatore dall'interno, verifica la vicinanza, affetto e ascolto profondo, e il suo respiro vola in blu, senza tensione o fastidio, senza bisogno di capire, impara segnali del suo corpo: verifica e diffidenza, era sua sosta a bordo vasca, mentre fissa tono e gesti, con rapido pensiero, lieve tensione al collo, respirazione a tratti, emozione sentita e trattenuta. Sovraccarico e ritiro, quan sente fastidio improvviso, rapido calo emotivo, sensazion che l'altro invada, irritazione nel contatto, riduzione del sentire, interrompere il suo bagno, si astien dal partecipare, a esperienze conformiste, l'inconscio lo protegge, dalla falsa immersione, di suoi colleghi in giacca scura, ruoli automatici collettivi, incoerente con sua natura. Groddeck vede conflitto, tra abbandono e difesa, e Strephon Kaplan vede il sogno, come una scelta a valutare, tra sicuro o insicuro, prima del suo ingresso. Il sognatore infante, dopo punizioni e giudizi, creò una fase di verifica, nel suo inconscio emotivo, l'orecchio regola quantità, del mondo che entra in lui, per riconoscere incoerenze, o manipolazioni. Tu puoi vivere esperienza, senza controllo o diffidenza, cioè senza protezione, trasformando infine il filtro, da preventivo a itinerante, impara a immergerti graduale, monitorando sicurezza, mentre ti spogli e scendi in vasca: contatto affettivo sicuro, o accesso a vecchie difese, la terapia sul corpo vedi in sogno, inconscio sceglie acqua termale, come lingua del corpo.

266:ijing17.䷐-lume266-Aquila a seguire (隨sui), al centro del lago vibra il tuono, l'energia riposa sotto l'attività conscia, non inseguire i desideri con ansia: siedi, ascolta, segui il ritmo della stagione. L'inverno chiede ciò che l'estate ha donato: chi sa attendere raccoglie frutti. Come l'aquila che scruta da lontano, tu innalza lo sguardo oltre l'impulso immediato; l'Aquila guarda dall'alto, il Barbagianni ascolta nell'oscurità: due modi diversi di percepire, entrambi necessari per orientarsi, uno vede lontano, l'altro sa attendere ciò che ancora non si vede. La saggezza è respiro: vede più lontano un vecchio seduto che un giovane in piedi. Anche la natura conosce il tempo della pausa: il nido si costruisce negli anni, la muta lascia cadere ciò che non serve più, il rapace migra quando il cibo scarseggia: non ogni movimento è avanzare; talvolta è conservare le forze. Nel cammino di Dante, ogni creatura segna un passaggio: il Centauro segue l'istinto; i Dioscuri la dualità; il Grifone la trasmutazione; poi appare l'Aquila, ponte tra terra e cielo, giustizia che eleva, voce collettiva dei giusti che parla con un io ma significa noi. Essa ti insegna con le tre domande di Giovanni: l'amore vero è agape, fuoco che danza, trasforma e unisce: se ami Dio ami il Bene, ami gli uomini perché Dio li ama, ami la vita perché è moto d'amore. Seguire significa accordarsi al flusso wuwei: perseveranza senza sforzo, sincronicità che nascono spontanee; asseconda il processo creativo, lascia che il moto d'amore ti guidi. Onora il ritmo che ti precede. Non tutto ciò che puoi fare deve essere fatto ora. Barbanera dice: il freddo di gennaio arricchisce il granaio.| L'Aquila coronata (mbea tra gli Tsogo, mbira per gli Eshira), regina degli uccelli, nidifica sugli alberi Motombi. Nell'Africa della tratta rappresentava i mercanti di schiavi; il clan Ayandzi ne prese il simbolo, mentre la lontra e la rondinella segnarono vie di fuga verso i monti Ibanji. Finito il terrore, nacquero nuovi clan. Il Falco rafforza il nido per anni nello stesso posto; il maschio caccia, la femmina nutre. Le penne perse nella muta, raccolte sotto l’albero, hanno usi rituali. Il Gufo reale plana immobile seguendo i flussi dei roditori, e quando scarseggia il cibo, migra, tracce del gufo si notano nelle borre vicino agli alberi: piume rigettate dai pasti. Caccia topi al crepuscolo, silenzioso e mimetico; in inverno o maltempo vola pure di giorno. Anche civette e barbagianni hanno volo planato e artigli forti. Gli strigiformi hanno vista acuta ma presbite, testa tonda con ciuffi, orecchie mobili e grande sensibilità uditiva. Girano il capo in più direzioni per percezione tridimensionale, localizzando le prede anche in oscurità, grazie a suoni da infrabassi a ultrasuoni. Il mimetismo permette di sorprendere roditori nascosti, ma al sole i gufi vengono scoperti dai piccoli canori che li scherniscono. Il dileggio degli uccelli verso i rapaci notturni è antico: cornacchie e stormi li attaccano in volo, e l’uomo ha sfruttato la civetta come richiamo da caccia. La Strix caccia in radure aperte, sputa borre, canta nenie funebri e guida i defunti. I canti strigiformi tacciono con le tempeste, mentre vento e clima calmo ne stimolano il richiamo territoriale.# |AQUILA del clan degli Ayanzi, Stephanogetus coronatus, detto mbea tra tsogo, mbira per gli eshira, rapace re di uccelli, fa nido su albero Motombi. Nell'Africa della tratta indicava anche mercanti di schiavi, così il clan Ayandzi fu simbolo della tratta, mentre Lontra e rondinella indicarono un sentiero fuga agli Tsogo, sui monti Ibanji, dove ge-bondje è la gran montagna oggi disabitata, sul massiccio duChaillu, a sfuggire pirati; terminato il terrore, si divisero nuovi clan. |FALCO accresce nido, anni stesso posto, maschio caccia prede, femmina è nutrice, se perde sue penne, alla muta del rapace, sotto albero le trovi, le usi chi è capace. |GUFO reale plana, traversa inter vallate, immobile tien ali, fa lunghe scivolate, seguendo fluttuazioni, di flussi roditori, ma in carenza cibo, è spinto a migrazioni. Gufo caccia topi, ad alba o tramonto, volando silenzioso, mimetico planando, scarso cibo spinge, di giorno a cacciare, Civette-Barbagianni, di inverni o nuvoloso, vola deltaplano, a san spirito chiamato, volo a bassa quota, ali battèn planato: artigli sviluppati, abitudin predatorie, vista acuta e occhi, notevoli in Allocco, tonda loro testa, massiccia con 2 ciuffi, mobili orecchie, penne espanse a sbuffi; lor percezione stereo, tridimensionale, ma presbiti sono, tatto sanno usare, tal rapaci notturni, nessuno li sente, quando predano sicuri; aumentan percezione, muovendo loro capo, a totale rotazione, dal basso verso alto, varie direzioni, osservano oggetto, da + angolazioni, in totale oscurità, distinguono poco, a localizzare prede, ascoltano suoni, da infra a ultrasuoni, ossia lor richiami, mammifer bassi toni, e catturano le prede, mimetiche elusive, grigi scuri in bosco, o color sabbia fine. Gufo posto al sole, scoperto dai canori, burlato fatto fesso, inseguon stormi fuori, ostili sono uccelli, ai notturni predatori, che fuori mimetismo, subiscono canzoni. |Dileggio arte antica, satira di uccelli, beffarsi del rapace, quan vulnerabi appare, Cornacchie van picchiata, usan loro becchi, svolazzano le penne, al Gufo sopra tetti: sfruttan cacciatori, istinto del dileggio, legan rapace a un palo, civette e barbagianni, come zimbello richiamo, nascosti col fucile, aspettando altri uccelli, fanno lor bottino. Un albero del Gufo, ai margini del bosco, vedo borra pasti, vicino quel posto, appaion strigiformi, rapaci notturni, immobil occhi grandi, e becchi ricurvi. Strix ammicca prede, sputa borra piume, caccia luoghi aperti, selve con radure, ha udito stereo, emette suoni e nenie, guida uman defunti, in canti cantilene. Tempeste fan tacere, canti strigiformi, mentre clima calmo, stimola nel vento, permette ascoltare, canzon territoriali. 
lume266-Raseno cita il cammino di Dante e osserva: il Falco vede lontano nella veglia; il Barbagianni ascolta nell'oscurità: il sogno è notturna visione, la veglia riporta sulla terra. L'iniziazione è un passaggio attraverso quattro forme dell'opera: il Centauro incontra la violenza dell'istinto, i Dioscuri la dualità, il Grifone trasmuta ciò che deve morire e, dopo la distruzione del carro, l'Aquila apre il passaggio verso l'alto: non fuga dalla terra, ma visione più ampia. L'Aquila porta Dante verso l'Infinito, poichè è il ponte tra la selva oscura e il Paradiso, tra la caduta e la trasfigurazione; nell'Empireo l'Aquila si rivela emblema di Giovanni, custode dell'Amore che muove ogni cosa. Le sue domande conducono Dante a riconoscere nell'amore non un possesso, ma una forza libera, capace di unire senza trattenere. Inizialmente accecato dalla luce, Dante così risponde: amo Dio in quanto Bene sommo, amo gli umani come Dio li ama; vero amore è Agape, fuoco che brucia, muove, trasforma e danza, come moto che tutto muove. Alla fine, è promosso: l'Amore in lui è fondamento del Tempio e del senso ultimo della sua opera. Questo Lume appare quando hai già attraversato molte prove e senti che, non devi più spingere gli eventi, ma imparare a seguirli. Il mondo rimane quello che è ma cambia il tuo modo di abitarlo. La carta ti chiede: Dove puoi fermarti abbastanza a lungo da vedere più lontano? Quale movimento d'amore può guidarti senza diventare possesso? Che cosa nella tua vita chiede di essere seguito invece che forzato?

290:ijing43.䷪-lume290-La Decisione (夬guài, kuai, straripamento/soluzione). Il Lago sopra il Cielo: l'acqua accumulata deve trovare una via, e la decisione nasce quando ciò che è superfluo non può più essere ignorato. La persona nobile agisce con chiarezza, dona senza secondi fini e mantiene saldo il proprio orientamento; non impugna la forza per combattere ogni ostacolo: proclama ciò che è vero e sceglie una direzione. Come nella potatura, decidere significa distinguere ciò che deve restare da ciò che deve essere reciso. Come nell'innesto, però, il taglio non è soltanto perdita: può preparare una nuova unione. Anche il sogno presenta immagini da ascoltare prima di giudicarle: ciò che appare avversario può diventare una parte integrata di sé. La decisione comincia dal diritto di affermare la propria identità e di lasciare andare ciò che la soffoca. Se devi tagliare, non farlo per rabbia: taglia per dare forma alla crescita. Per cosa intendi lottare? Cosa appartiene davvero alla tua strada, e cosa invece puoi lasciare andare con un taglio netto? Barbanera dice: Luna di gennaio è Luna del vino; se poti a Luna calante avrai uva abbondante; una buona potatura grandi grappoli assicura; entro marzo taglia e pota se non vuoi la botte vuota.| Emilia insegna a curare piante unendo frutteto, orto e bosco. Usa attrezzi in ferro, rame, acciaio, lavora il suolo con composto e cenere. Trapianta solo da terre povere a fertili, mai il contrario; innesti dal sud crescono veloci ma temono il freddo. Per talee segue stagioni: verdi o legnose, tagliate sotto nodo, radicano bene se prelevate prima delle gelate. Le radici respirano quanto il loro volume; troppo azoto richiama parassiti. Alberi denutriti fanno polloni e troppe foglie: vanno potati con criterio, specie i kaki. Emilia orienta la forma dell’albero, lasciando che segua struttura a spirale: sei rami in sei anni, distanziati e inclinati per resistere al vento. I frutti crescono seguendo forma conica, guidati da un ramo centrale. Ogni ramo è distanziato per ricevere luce. I rami vecchi si potano, i tagli si curano con argilla. Potare bene è dare ordine e respiro alla pianta.# |Emilia al Terabuti, insegna curar piante, usando attrezzi in ferro, acciaio rame e altro, calamite han molti usi, ma lei ama alberi frutto, li coltiva assieme l'orto, bosco e campi cibo. Regole trapianto, da terre magre a ricche, da montagna a valle, non fare viceversa, porta innesti sud, crescon rapidamente, ma resistono poco, ai freddi certamente; se terre del Biedano, recano ciliegi, prugnolo e biancospino, pascoli con rovi, arbusti di marruca, lei scassa suolo, duro oppure zuppo, riempie di composto, cenere di sfalcio, Rose arbusti siepe, moltiplica a talea, verde o legnosa, secon stagione e specie: a novembre-dicembre, o prima di gelate, talee semilegnose, adatte per estate, taglia sotto 1 nodo, cima alto e intero, dal nodo usciranno, nuove radici belle. Trapianta età di 1 anno, orienta struttura, albero ricresce, fuori orientamento, periodo assestamento, radice di pianta, assorbe ogni giorno, ossigeno in dose, pari al suo volume, sappi poi che humus, nocivo troppo azoto, invita parassiti, zucchero a riposo. Albero denutrito, dà polloni chioma, aumenta le foglie, che bevono aurora, elimina polloni, a piante ormai potate, ai Kaki solo branche, secche malformate. |Frutteto potato, resta intera vita, in Africa e Brasile, boicottan potatura, piante produttive, peri meli e cachi, diradan rami vecchi, malati o danneggiati, vento spezza rami, si porta pure i sani, potan legno vecchio, ridando forma ai rami, ogni lesione legno, tratta argilla impasto, e buchi nei tronchi, colma senza scasso. Ramo resiste al vento, forma rispettata, dopo 6 anni, 6 rami impalcatura, estendono fuori, modello a spirale, 40 gradi orizzonte, 20 gradi a declinare, nasce scala chioccia, permette scalare. Emilia lascia frutti, seguir conica forma, 1 leader centrale, che dritto piano sale, attorno sviluppa, corti rami regolari, ogni ramo dista altro, circa 70 gradi; dopo quinto ramo, ha fatto giro intero, il sesto virtualmente, sovrappone al primo, ogni ramo e foglia, segue ordine preciso, pota aver ciascuno, spazio luce invito. libro_sogni_carte-kaplan-tuan.m4a
lume290-Emilia al Terabuti insegna che, ogni attrezzo prolunga una decisione: forbici e sega tagliano, ferro e acciaio lavorano, la calamita orienta e attrae. Nel frutteto, però, potare non significa mutilare, significa togliere ciò che ostacola luce, aria e crescita. Dopo il taglio resta un ramo vivo che può richiudere la ferita; l'argilla protegge e accompagna la cicatrizzazione. L'innesto unisce nesto e portainnesto, facendo incontrare due parti compatibili perché continuino a crescere come una sola pianta. Emilia trapianta dalle terre povere verso quelle fertili e osserva stagione, esposizione e vigore prima di intervenire. Le talee si preparano secondo specie e stagione, tagliandole presso il nodo, dove possono formarsi nuove radici. Un albero denutrito può produrre polloni e molte foglie: prima di aggiungere, occorre capire cosa manca. La forma migliore non è quella imposta con violenza, ma quella che distribuisce rami, luce e resistenza al vento. Emilia costruisce lentamente una spirale di branche, lasciando spazio fra un ramo e l'altro e mantenendo un asse centrale. Dopo anni, l'albero diventa una scala naturale: ogni branca riceve luce e sostiene i frutti senza sovraccaricare le altre. Anche il sogno può essere trattato come un albero da osservare: si separa il superfluo, si riconoscono i nodi, si dialoga con le sue figure: un elemento avversario non va necessariamente eliminato: può contenere qualcosa che chiede di essere integrato. Emilia sorride e chiede: Prima di prendere le forbici, chiediti sempre cosa vuoi far crescere.

292:ijing46.䷭-lume292-La Spinta verso l'Alto (升 Shēng), il grembo della Terra partorisce il legno: il seme cresce lentamente, accumulando piccoli progressi fino a diventare albero. La persona nobile non pretende di saltare le stagioni: procede con umiltà, costanza e fiducia nel processo. Anche il ritorno del freddo appartiene alla crescita: una gemma può essere costretta a rallentare prima di continuare ad aprirsi. I giorni della Vecchia e i santi del ghiaccio segnano, nella memoria agricola, soglie in cui occorre ancora prudenza. La crescita autentica non consiste nell'eliminare ogni ostacolo, ma nel saper attraversare i passaggi senza perdere la direzione. Il Legno sale verso la luce, ma le sue radici rimangono nella Terra: così anche l'uomo avanza senza dimenticare ciò che lo sostiene. Questo lume ti chiede: Quale piccolo passo puoi compiere oggi senza pretendere di conoscere già tutta la stagione che verrà? Barbanera dice: Marzo 29-30-31 son tre giorni della Vecchia, a metà Maggio i Santi del ghiaccio, coda d'inverno, speculari a san Martino.| Il ritorno del freddo è raccontato con la parabola della vecchia furba che sfugge alla pioggia di marzo, simbolo delle variazioni climatiche primaverili. Marzo breve porta pioggia, mentre l’acqua di aprile e maggio è preziosa per i raccolti. Tra il 12 e 14 maggio i santi del ghiaccio possono causare bruschi cali di temperatura, perché la fusione di neve e ghiaccio assorbe calore dall’ambiente. In autunno, tra ottobre e novembre, accade il contrario con il rilascio di calore dalla neve che favorisce il clima. I solstizi e gli equinozi portano pioggia e sono fondamentali per i cicli agricoli; si osservano fenomeni come nebbie, brine e temporali che anticipano il tempo futuro. La neve, con i suoi cristalli esagonali, conserva l’energia dell’inverno e prepara la vita per l’estate. La natura ciclica si manifesta con segnali da animali e piante: il canto della civetta e il comportamento delle farfalle annunciano cambiamenti climatici. Il proverbio 'marzo pazzerello' ricorda che il freddo può tornare anche a primavera, invitando a vestire a strati e a non abbassare la guardia. La relazione tra montagna e mare influenza il clima locale, mentre l’equilibrio tra annate calde e fredde regola abbondanza e carestia. Infine, la natura segue il suo ciclo, tra sonno e risveglio, con il freddo che ancora può sorprendere prima dell’estate.# |Ritorni-del-FREDDO, parabola di vecchia, donna furba che, riusciva scansar pioggia, Marzo 28 giorni, ne prese da Aprile, cosi inzuppò la vecchia. Marzo fuor la gemma, Aprile dopo la apre, Maggio poi la tiene, Giugno poi la rompe; acqua di Maggio, vale + di buoi e carro, 1 acqua Aprile-maggio, pane tutto anno. Ai tre santi del ghiaccio da 12 a 14 maggio, si abbassa temperatura, per fusion di grandi masse, di neve e ghiaccio ai monti, che per tornare acqua, sottrae calore ambiente, portando il nodo freddo, assieme acqua vivente che vive a 4 gradi. Analogo e contrario, in autunno san Martino, alle prime nevicate, l'acqua divien neve, che vuol minore forza, così libera calore, che va scaldare ambiente, attorno 11 novembre. |Solstizi-equinozi, posson aver pioggia, osservali con cura, buoni affari porta, Maggio maggione, mantieni il tabarrone, a Luglio gira nudo, sole è in leone, se 26 Luglio, ristora i mietitori, piange Maddalena, pioggia vera manna, l'ora del pastore, tregua sopraggiunta, sibilo ad orecchi, pioggia pur annuncia. Luglio gran caldo, bevi vino batti saldo, Agosto capo Inverno, nasce nodo freddo, notte di Lorenzo, carbone piove addosso, Francesco si rinfresca, presso 2 agosto: poc'acqua di Agosto, por uomo ti conosco, Settembre porta via, ponti o secca fonti, Settembre mutamento, aria settembrina, Fresca alla sera, e fresca la mattina. Nebbia bassa, quel che trova lascia, 3 nebbie fan pioggia, 3 piogge 1 piena, dopo 3 brine, sarà pioggia a mezzane, se muro trasuda, temporale può arrivare; mordono le Mosche, giornate sono fosche, Ottobre speculare, al Marzo carnevale, qualche scampagnata, ancor sa regalare, tu getta ghiande, a suino da ingrassare. 11 Novembre san Martino, 3 giorni un pochino, alla festa dei santi, neve per i campi, alla festa dei morti, neve negli orti, giunge a monte e piano, nel 18 e rotti; se a Novembre acqua gela, a gennaio il sol si cela, mentre se fa neve fa fertile campo, al 25 Caterina, tira fuori una fascina, al 30 san'Andrea, il freddo spacca pietra, se Natale freddo cordiale, bruma Dicembre, davanti ti agghiaccia, e dietro t'offende. Serena la campagna, neve alla montagna, per 1 settimana, la neve sara madre, dopo due è matrigna, dopo 3 fa tigna, ma dopo ogni neve, bel tempo sospinga. |NEVE 雪 accumula orgone, crescita forze, usa a vantaggio, in torrida estate, preparato di Neve, posto in bicchiere, serba in congelatore, l'estate contiene. Giorni luna piena, effetto evidente, comunica qi plasma, forma di 1 vivente, osservi fiocco neve, ha cristallo bello, esagonali forma, attira memoria inverno. Cuore fiocchi Neve, polvere che viaggia, vento porta in alto, e 1 nube abbraccia, al freddo si ghiaccia, cade assume forme, a terra sudiciume, rilascia quan scioglie. Ghianda cade presto, freddo viene lesto, abbondano ghiande, lungo freddo Inverno, così bianco Gelo, acqua messaggero, se pizzican geloni, neve/freddo intenso, poi successiva Estate, caldo davvero: se Canna palustre, fa grande pennacchio, sara lungo Inverno, di neve o di ghiaccio, fiore del Cardo, rivela il picco estate, Arco beve in mar, per nubi dissetare; arcobalen mattina, riempie la marina, arcobalen di sera, il tempo rasserena, arcobaleno in mare, tempo buon da fare, arcobaleno in terra, va piover nevicare. Farfalle a primavera, nomade africana, Vanessa del cardo, che migra Mediterran, Europa sorvolando, milioni in tutti cieli, nasce Cane-lupo stella, Sirio in milky way. Annate calde e fredde, abbondanza o carestia, bilanciano tra loro, in natura tutto cicla, se piove al 4 aprile, piove a quarantina, fino metà maggio, pioggia bene arriva. A chiara montanga, bevi va in campagna, a chiara marina, mangia e sta in cucina, se montagna è chiara, la marina è scura, va in bosco e campi, senza alcun paura. Dum tepore mutant, stercora natant, quan cambia tempo, galleggia la lordura, se vien brutto tempo, pur cigola legno, di porte e finestre, armadi e bracello. Inizia Civetta, cantar con Cornacchia, voce roca insiste, così arriva pioggia, Maiale scontroso, pioggia segnale, Farfalle intorno casa, imminen temporale. Se la testa prude, insistente sen ragione, o fuoco brucia interno, neve fina fina, sfavilla brace viva, la grandine avvicina; inverno neve odo, Nocciole gran raccolto, quan sole neve indora, neve-neve ancora, se nevica a minuto, la trovi fin al buco, primi tuon di Marzo, serpe esce dal buco. Quando canta Rospo, Inverno pare morto, in Toscana primo canto, tien a fine marzo, svegliano i scursuni, odor di primavera, tartarughe e piante, escon dal letargo, pure gli umani, ferormon richiamo. Muor radice inverno, April dolce dormire, uccelli a cantare, gli alberi a fiorire, alla coda di Marzo, e alla testa di Aprile, non si sa il freddo, che puo ancor venire. Marzo pazzerello, esce sol porta ombrello, la Neve marzolina, da sera alla mattina, equinozi in luna piena, goccia o fontanile, April gentile freddo, non ti alleggerire, Maggio vai adagio, vestiti a cipolla, mentre infine a Giugno, ecco scopri il grugno. rowbotham3_maree_crosta_vulcani.m4a
lume292-Marzo sembra aprire la primavera, ma la natura non procede in linea retta: il freddo può tornare quando le gemme sono già sveglie. La tradizione raccoglie questi ritorni nei giorni della Merla, nei giorni della Vecchia e nei nodi di marzo e aprile. Poi arrivano i santi del ghiaccio, tra il 12 e il 14 maggio, memoria popolare dei possibili bruschi abbassamenti di temperatura. La vecchia del proverbio sfugge alla pioggia di marzo, ma aprile la sorprende: la stagione insegna a non fidarsi delle apparenze. Marzo pazzerello: esce il sole, porta l'ombrello, ricorda che un cambiamento non è ancora una stabilità. Emilia osserva nebbie e brine, vento e nuvole, animali e piante come segnali del mutamento, senza pretendere che siano previsioni infallibili. La neve appartiene all'inverno, ma il suo scioglimento modifica l'acqua e il calore dell'ambiente montano. In autunno il processo si inverte: la formazione della neve libera calore, mentre la primavera ne richiede per fondere ghiaccio e neve. Il ciclo continua fra mare e montagna, solstizi ed equinozi, caldo e freddo, sonno e risveglio. Il canto della civetta, il rospo che torna a farsi sentire, le farfalle e il comportamento degli animali diventano per il contadino segnali da osservare. Seba impara così una regola semplice: non basta conoscere il calendario, bisogna guardare ciò che sta accadendo realmente. La primavera cresce per ritorni e correzioni, non per una marcia trionfale verso l'estate. Vestirsi a strati diventa quasi una metafora: lasciare spazio alla possibilità che ciò che sembrava finito ritorni. Il freddo tardivo ci ricorda che, la crescita richiede pazienza.



elenco foto di:   | home | foto | audio | allegati | lunario