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tzutujil Martin di Atitlan rinnova mondo Tzutuzil (74) 74-Martin curander lingua mescahuatl | foto wiramerica | audiolibro | 990_nac_wani_wachiyelo.mp4 | popoli_navajo-shi-na-sha.mp4 | film_uomochiamatocavallo_sundance.mp4 |musica 990_nac_tepee_2canti.mp4
diaspro Ildegarda cura cuore con Diaspro e fede (154) 54-Diaspro rosso a lingua alchemico | foto minerali | audiolibro | socrate_diotima_simposio.mp4 | | alchimia-taoista.mp4 |musica 12-Gloria.mp3
madonanera Maria Crimea salmi, Bruno e Comenio (177) 77-C'era una volta lingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | storia_reforme-protestante.mp4 | storia_reconstruction-Fomenko.mp4 | film_john-hus.mp4 |musica canto_madonna-czarna_cestokowa.m4a
74:lume074-Martin curandero, discepolo dello sciamano Chiviliu, appartiene al popolo Tzutujil del lago Atitlán, uno dei gruppi maya del Guatemala. Dopo la guerra civile e la persecuzione delle tradizioni indigene, fuggì per salvare la sapienza ricevuta dal maestro e ritornò per custodire miti, canti e riti di equilibrio tra il mondo visibile e quello degli spiriti. La tradizione Tzutujil narra dell'albero del mondo, radicato nell'aldilà, che genera vita attraverso suoni e sogni. Gli iniziati attraversano simbolicamente la grotta della terra per incontrare il mistero della morte e imparare l'eloquenza dello spirito. Per questa cultura, ogni uomo possiede un'anima indigena e ogni azione crea un debito con la natura e con gli antenati. Il mondo visibile vive grazie a quello invisibile: canto, offerte e racconti mantengono vivo il legame tra vivi e avi. Il guaritore legge il polso, dialoga con Ixchel, dea della medicina, e cura ristabilendo relazioni spezzate. Il linguaggio Tzutujil, privo del verbo 'essere', ricorda che nulla è immobile: il mondo continua a essere creato attraverso la manutenzione quotidiana della vita. Martin insegna che gli antenati non sono fantasmi del passato, ma forze della memoria: se dimenticati diventano fame e confusione; se nutriti con gratitudine e poesia, diventano radici che sostengono il presente.| Martin, discepolo di Chiviliu, eredita la missione di guarire e custodire la sapienza dei Tzutujil, popolo maya del lago Atitlán. Dopo la morte del maestro e la guerra civile, fugge e poi ritorna, riportando miti, antenati e riti di equilibrio tra i mondi. Il suo insegnamento narra dell'albero del mondo, radicato nell'aldilà, che genera vita con il suono e chiede nutrimento attraverso sogno e canto. I giovani, iniziati nel buio della terra, imparano a dialogare con la morte e a scoprire l'eloquenza dello spirito. Ogni uomo ha un'anima indigena e ogni debito umano coinvolge la natura: il mondo visibile vive grazie al mondo invisibile. Cantare, raccontare, offrire, sono modi per nutrire gli spiriti, mantenere in equilibrio il flusso vitale tra vivi e avi. Nel villaggio, la vita quotidiana è rito: il lavoro, i racconti al fuoco, la musica e la cura dei malati custodiscono la memoria. Lo sciamano tocca il polso, così legge l'anima e dialoga con la Dea Ixchel, mentre le parole poetiche ridanno ordine e salute. Il linguaggio Tzutujil, privo del verbo 'essere', riflette un mondo in manutenzione continua, dove tutto si rinnova attraverso la relazione. Ignorare gli antenati genera fantasmi affamati, guerre, depressione. Solo chi nutre i morti con canto e devozione mantiene viva la terra. L'uomo nasce senza peccato ma con un debito verso gli spiriti: ricordarli, offrire loro parole, è il primo dovere del vivente.# A sera incontro Martin, apprendista di Chiviliu, saman TZUTUJIL, ci narra sua storia, tra Messico e Usa, Navajo e Mazatechi, rituali di cura; morto suo maestro, eredita pazienti, fino trenta mila, persone del villaggio, primo suo dovere, è accrescer giovinetti, con riti iniziazioni, a farne adulti veri. Visse a Santiago, Atitlan in |Guatemala, patria di una guerra, brutale poco umana, il governo dominante, messo su dai gringo, vieta tradizione, vuol consumismo spinto. Martin va fuggire, in pericolo sua vita, in lui Chiviliu vuol, tener sapienza antica, trascrive musicando, indigen tradizione, la porta camminando, di nazion nazione: appresi molti anni, correggere squilibri, rapporti di persone, con spiriti antenati, Chiviliu mi chiamò, 'preserva tradizione, viaggio tra confini, nell'ora del terrore; dopo guerra civile, torna a villaggio, riporta antenati, del tempo primo saggio, vado reinsegnando, lor miti assai profondi, foro al centro tempio, tunnel fra due mondi: questo luogo cavo, partorisce il mondo, 1 albero produce, frutti e vari fiori, fatti con un suono, che viene di là, noi li mangeremo, anno che verrà. Albero del mondo, ha radici in aldilà, noi non le vediamo, ma quelle dan vigore, il mondo che tu senti, bevi oppure mangi, sicuro può fallire, se l'altro tu sganci: da quel mondo noi veniam, e dopo esser cresciuti, poi dimentichiam, ricordi di quel mondo, ai bimbi eliminiam, a ritrovar la storia, vita poi spendiam. Giovani iniziandi, vanno giù nel buco, sino altro mondo, per albero animar, istinto della morte, portano a coscienza, imparano il dolore, acquistano eloquenza; lottare con la morte, lotta di eloquenza, tentare ingannarla, ucciderla non puoi, se tenti carpirle, affar + vantaggioso, su altre person ricade, costo + oneroso: non rifiutar offerta, lei è opportunista, di anime affamata, e di pensier umani, la tua immaginazione, falle ben trovare, Felice lei si ferma, un poco a dimorare, Ogni uman possiede, anima indigena, ogni debito creato, ha spirito natura, civili o tribali, consumiamo essenza, per fini imperituri, di sopravvivenza. Thera sempre chiede, continua distruzion, la cura o risposta, produce sua reazion, se noi a var ragioni, cibo non le diamo, sogno si prosciuga, piano noi moriamo; connettersi a luogo, quotidian passaggio, è spiritualità, continuo scopo assaggio, gli umani con i suoni, nutrono quel mondo, reame che in ritorno, aiuta nostro mondo. Spiriti e antenati, di mondi o di psiche, Ci cantano alla vita, siam loro sogno fine, avendoci cantati, portati a esistenza, se tu non li alimenti, prendono insistenza; veniamo sulla terra, al fine di sognare, ovvero ricordare, altro mondo alimentare, un paese paga prezzo, della sua esistenza, sogna ed alimenta, sua spiritual essenza. Seduto presso stagno, canto lor canzone, che torna come eco, a far da nutrizione, così 1 regal spedito, in ogni direzione, eco mi ritorna, e varia in vibrazione. Vivendo ad |Atitlan, 1 mio bambino persi, causa febbre tifo, pagai col mio dolore, nacque amicizia, con rito animista, mi trovo residente, ecco mia conquista: appartener 1 gruppo, primordiale idea, linguaggio è la colla, unisce e rivela, Eloquenza di miti, rinnova lor capanne, le case robuste, le fa chi è distante. |Tzutuhil sono uno, dei 21 gruppi Maya, con i Garifuna, stanziati in Guatemala, sul lago Atitlan, sorgeva Chuitinamit, lor capitale antica, nazione Tzutujil. |Maya e loro eredi, crean crisi rituale, a trovare unità, chiave generosità, il decadimen materia, porta gli abitanti, riunir una volta anno, rinnovan capanni: inizia giornata, al primo canto gallo, la donna alza prima, prepara colazione, cibi per il pranzo, e nutre gli animali, pulisce poi casa, marito macina grani; dopo colazione, famiglie nei campi, lasciano i bambini, coi nonni paterni, imparano bambini, a fare baby-sitter, ai loro fratellini, e aiutano a pulire; bimbe colgon acqua, e legna per fuoco, son prime casalinghe, prima di coetani, dopo lavor campi, famiglia torna a casa, prima del tramonto, coglie legna strada; assieme piante erbe, per la cena zuppa, in serata attività, a casa son x tutti, preparano la cena, assiston animali, controllan genitori, scorte per domani. Nonni al camino, raccontano storie, riguardo animismo, animali e più cose, narrano il passato, della propria gente, anziani Tzutujil, spiegan con novelle: le cose sono cosi, come sempre state, fuori sotto luna, uomini e ragazzi, osservano stelle, imparano a suonare, strumenti musicali, prima di cenare; tutti chiamati al pasto, tempo condiviso, notizie riso e uova, verdure zuppe salse, Pollo o selvaggina, o eventuali carni, 1 guaritore maya, viene fa una diagnosi: palpando il polso, interroga il malato, poi evoca Ixchel, local Dea di medicina, la mostra a suo paziente, e brucia Copal, beve e fuma tabacco, così a partecipar; nel mondo mito condiviso, umani san mutar, negli animali selva, di cui hanno Nagual, loro totem disegnato, li guida nella vita, in bassorilievi maya, Chilam son figurati, come preti giaguari: nel rito raccolta, di piante medicinal, erborista invoca spiri, custodi di pianta, chilam invece cura, sol cause spirituali, sventa inganni e malparole, e cura i malati. Tzutujil linguaggio, verbo essere non ha, mondo venne fatto, tu fa manutenzione, i giovani iniziandi, portano le pietre, parleranno i vecchi, su cosa e come far, nulla è permanente, 1 gruppo sol riman: se 1 persona morta, priva iniziazione, ignor luogo partenza, ovver destinazione, suo spirito ora vaga, fuori orientamento, si arrangia si dimena, cerca compimento; saman del paese, cattura tal fantasma, divide componenti, invia in altro mondo, assiem alla famiglia, informa un rituale, attiva relazione, o gestione regolare: alimenta con i riti, regali ricorrenti, storie di antenati, ricordi nei presenti, il morto è divenuto, parte al panorama, viver tuo dolore, alimenta vita umana. Tutte le invenzioni, furon già sognate, tratte dalla terra, ancor non ricambiate, son frutti e raccolti, di sogni precedenti, cantati dagli avi, in riti ricorrenti; in culture sane, abilità a inventare, si paga con i riti, a evitare indebitare, nascono gli umani, senza debito o peccato, debito abbiamo, con spirito di avo: se noi li ignoriamo, muoiono di fame, son forze di natura, non onnipotenti, lor dolore e fame, ed emozion potenti, nei giovani io vedo, qual debiti viventi; umana presunzione, o egoica violazione, scatena loro fame, in violenza divorante, odio e depressione, avanzano imperterre, lor cibo diveniamo, a mezzo delle guerre; solo vita e morte, vissute con passione, nutrono con senso, gli avi a profusione, fantasmi di chi uccidi, recan depressione, antenati senza onore, lascian confusione: se nulla dai loro, se pensi esser solo, combattere dovrai, in te influsso loro, alimenta loro vita, con lingue di parole, ornate di poesia, e devozion di cuore. libro_giaguaro-tzutujil_martin.m4a
lume074-Il Giaguaro, in molte tradizioni mesoamericane, è colui che vede nel buio, mentre la grotta è il luogo della discesa e della gestazione. Dopo il tempo della paura, Martin tornò al lago Atitlán portando con sé una domanda: cosa accade alle cose dimenticate? Scoprì che sotto la terra esiste un albero invisibile, le cui radici nutrono il mondo che vediamo. I suoi frutti nascono dai sogni degli avi e ogni generazione li raccoglie, ma deve restituire qualcosa in cambio: una parola, un canto, un gesto di cura. Forse anche dentro ogni uomo esiste un luogo nascosto dove attendono memorie non ascoltate. Quando ignoriamo ciò che ci ha generato, qualcosa dentro di noi diventa affamato e cerca nutrimento nel conflitto. Ma quando raccontiamo, ringraziamo e trasformiamo il dolore in poesia, ciò che sembrava perduto torna a vivere. Martin, nel rinnovare il mondo Tzutujil, ci ricorda: non siamo proprietari della vita, siamo custodi di un dono ricevuto. Ogni invenzione, ogni pensiero, ogni respiro nasce da una lunga conversazione con chi è venuto prima. Oracolo del Giaguaro: non tagliare le radici per sentirti libero, ascolta il buio della terra, forse contiene una voce che aspetta soltanto di essere ricordata; il debito invisibile è la relazione con ciò che ci ha generato, mentre la parola ha il potere di ricucire ciò che si è spezzato: ciò che ricevi dal mondo deve essere restituito al mondo, attraverso cura, parola, rito e memoria.
154:lume154-Diaspro rosso africano, è una pietra possente, se lo usi a Braccialetto, reca vigore e coraggio, e se un diaspro premi al cuore, può alleviarne i dolori, tieni per 10 minuti, finché diventa molto caldo, poi raffredda e ripeti, quando hai dolori forti. per Sordità laterale, scaldalo in bocca e inserisci, nel condotto con ovatta. Per Raffreddore e catarro, scaldalo in bocca e appoggia al naso, poi fai nadi-sòdhana. Per Dolori ai fianchi/sciatica/artriti: tieni su zona finché scalda. A prevenir sogni agitati, tienilo vicino oppure in bocca, poco prima di dormire, dirige i pensieri e li chiarisce. Diaspro lavora sul Mulādhāra, che armonizza agli altri chakra, stimolando kundalini, a ribellarsi a pressioni esterne, e a liberare il cuore. Così insegna Ildegarda, attraverso le sue visioni: le gemme son strumenti, di protezione e guarigione, rifletton bellezza del creato, contrastando forze negative. Ogni pietra ha il suo potere, ma il vero coraggio è nel tuo cuore: abbraccia la tua luce, esplora i tuoi talenti, a trovar la forza dentro, anche in momenti di incertezza, lascia che il tuo cuore, ti guidi alla sua gemma.| Ildegarda di Bingen ha visioni dovute a emicranie (scotoma scintillante), ode musica angelica e scrive Scivias, legando pietre e guarigioni con fede. Gemme sono riflesso del creato, ma odiate dal diavolo perché ricordano lo splendore perduto. Pietre = protezione, elevazione spirituale, medicina divina. Diaspro rosso protegge madre e neonato, placa rabbia, sostiene chakra radice, stimola kundalini. Usato per sordità monolaterale, raffreddore, artrite, sciatica, dolori cardiaci e incubi. Rubino (febbre, epidemie, laser), corniola/cornalina (epistassi, utero), crisolito (contro demoni), sardio (epidemie, sordità, febbre), sardonice (libido, collera), topazio (insonnia, epilessia, veleno nei cibi), crisoprasio (artrite, epilessia, esorcismi), ambra (febbre, cuore, vescica).# ILDEGARDA di Bingen, al tempo di Xristos, sibilla del Reno, nobile famiglia, mandata in convento, emicrania aura, studia filosofia, e mistica che cura; scrive libro |Scivias, Conosci le strade, riporta sue visioni, in tutto ventisei, fin da sua infanzia, a causa emicrania, scotomia scintillante, lei frattale canta: pioggia angeli vede, musica sottile, cori di arpe Dante, giunti dalla luce, fa musica e canti, linguaggio segreto, capaci a portar, coscienze di empireo; testi suoi segreti, scrive in lingua ignota, liturgia di amore, melodia di corde, del penetrato cuore, x uomini fedeli, al messaggio Amore, diffonde nel canato, nuova religione, santuari san Michele, che Padre Pio ritrova, badessa di convento, benedettino Reno, insegna a consorelle, uscir a dare gioia, domenica togliete, ordinar tuniche nere, adorne di gioielli, per essere + belle: gemme con cristalli, piante e minerali, visioni guarigione, a togliere + mali, a mezzo della fede, veicola ricette. Dio ha posto uomo, gemme + bella, sulla terra rispecchia, tutto il suo creato, mentre diavolo detesta, le pietre preziose, gli ricordano splendore, prima che cadesse, ogni pietra tiene, fuoco e umidità, fuoco elemento, in cui lui sconta pena; aiutan pietre gemme, azioni buone e oneste, che giovano a uomo, per volontà divina. Dio aveva ornato, primo angelo di gemme, Lucifero si vide, riflessa imago Dio, ricevette conoscenza, e apprese che Dio, voleva usare gemme, a crear altre meraviglie, suo spirito gonfiò, di orgoglio eguagliare, Dio otenza superare, così perse fulgore, e perse ornamento, così come |Adamo, dopo la caduta. Dio rinnovò tutto, in Adamo rinato, mise forza e splendore, in pietre preziose, lasciò sulla terra, in Suo onor benedizione, medicina elevazione, cura e protezione. Ildegarda ci insegna, che pietre preziose, raggiungon mente spirito, da cui nascon malattie, tutte cellule del corpo, fan rigenerazio, rafforzano difese, salute migliorando. Ildegarda vide che, Adamo fu redento, da messia Xristos, nos anima ha poteri, cosmici e divini, che ogni gemma attiva, con forza luce quarzo, che atomi oscilla, emettono onde, cristalline geometrie, vibran ritmo forme, precise e conosciute, su pelle o fasci nervi, impulsi di guarigione, e rigenerazione, in sistema nervoso: uomo può imparare, da sue debolezze, mutarle in punti forza, è sviluppo personale, rafforzare qualità, per benessere creato, virtù forze di anima, son cuore umanità, come dice Dante, umano nasce per amar. |CRISTALLO è vita intelligente, El Dante conquista, dentro Tenebre canto 50, salis sapienza Purgatorio: Buio d'inferno e notte, privata di qualunque stella, sotto un cielo nubi tenebrata, non velò mai la mia vista, come quel fumo che ci avvolse, né mi irritò gli occhi, da non poterli tenere aperti, inabissandomi al silenzio, allor mia saggia guida, si avvicinò mi offrì suo braccio, scorta sapiente di luce, che parla di anima in coraggio, a chi non crede nel profondo, e in fuliggine si acceca, parola nascosta nelle tenebre, anche dentro cattolicesimo: |ANIMA eterna ed infinita, territori Amor Sapienza, Anima è musica suono, vibrazion che cristallizza, soffio divino in materia, e informa il minerale, vegetale ed animale, creando ambiente scambio, in cui tutto immerge e vive, come gemma Ildegardiana. Donna dopo parto, porti DIASPRO in mano, protegge suo neonato, dal fischio del serpente, ovvero da malaria, che fugge sua presenza, diventa inoffensivo. Ildedarga ci invita, a controllar nostra rabbia, con aiuto di 1 gemma, scegli qual ti chiama. |RUBINO a zaffiro gemello, nasce da un eclisse, di luna che annuncia, sociale cambiamento, carestia epidemia, il sole dopo arriva, fa brillar la luna, allor rubino nasce, raro come eclisse, ma usato per il Laser, radiazioni emesse, a mezzo di onde corte, cura malattie, improvvise da influenza, morbillo o epidemia: chi ha febbre con artrite, con brividi infettivi, pone rubino su ombelico, verso mezzanotte, quan caldo lo rimuove; pur su mal di testa, metti finché caldo, poi rimuovi presto, emicrania passerà; se agisce dopo un ora, conserva nei vestiti, utensili cucina, a farli resistenti, gli spiriti maligni, fuggon sua presenza, lui stabilizza umore, di mutevoli persone. |CORNIOLA rosso arancio, ha ossidi ferro, se riscaldata, dà color + intenso, tratta secondo chakra, e protegge da influenze. CORNALINA ossido rosso, mentre Sardio è bruno, entrambe calcedoni, trovi nella sabbia, ferma epistassi, se bevi vino caldo, dove è posta cornalina, ricorda goccia sangue, gioco omeopatia; la vera vien da India, + scura è maschile, + chiara è femminile, aiuta utero e denti. |CRISOLITO è olivina, trasparente peridot, che Saulo a efesini, dice caccia demoni, contro Principi e Potestà, demoni di aria, che odiano ordine, temono tal pietra, più di carne e spade: avversario si avvale, di clima perturbare, clima che muta, fa tutti deragliare, una buona confessione, a volte può aiutare, Crisolito aiuta, posto sopra cuore, aumenta il saper fare. |SARDIO ha 1 sol colore, calcedonio bruno chiaro, come foglie autunno, nasce al pomeriggio, tra vari acquazzoni, scaccia epidemie, ovvero sciagure, messo sulla testa, con un berretto lana, reciti tal frase: come Dio fece cadere, primo Angelo in crepaccio, così ti levi tal follia, per ridarti buon senso, e la persona guarirà. Chi perde 1 udito, dopo malattia, metta Sardio in vino, poi avvolga gemma in Lino, o canapa tessuto, su orecchio malato, metta un pò di ovatta, riacquisterà udito; se hai febbre forte, Sardio in urina, di primo mattino, e recita formula, a liberar persona, occorre grande fede, come in gravidanza. |SARDONICE ha strisce, bianche nere e rosse, portato sulla pelle, in bocca inumidito, aumenta percezioni, e scende indisciplina, collera poi fugge, di fronte a sua purezza: se hai libido forte, poni gemma su inguine, se donna su ombelico. |TOPAZIO indiano è, sanscrito Pita, piteda della Bibbia, giallo corindone, citrino Scozia e Spagna, Siberia e Madeira, incolore rosa o verde, oppure azzurro cielo, calma nervi e fà, pensare chiaramente, agisce contro insonnia, artrite e congiuntive, emorroidi epilessia. Matteo ebbe la pietra, a illuminar fedeli, ridar la vista ai ciechi, anello vera fede, Topazio ogni mattina, premuto sul tuo cuore, assieme le parole: Dio grande in tutto, mi tenga presso sé, con sua benedizione, fortifichi mia fede, leva ogni disonore, nel sole mezzogiorno; seguendo tal preghiera, tal gemma spaventa, gli spiriti maligni, che fà fuggir da umani, così se mangi e bevi, fissa anello al dito, topazio suderà, se cibo tien veleno, come il mar che spuma, quan getta impurità. Topazio che riposi 3 volte nel vino, cura milza e febbre, e aiuta menopausa, topazio sopra il fumo, di vin caldo More, gli reca + forza. |CRISOPRAZIO verde mela, vuol dire verde-oro, cresce in verde opaco, dopo del tramonto, forte in mezzaluna, messo sulla pelle, artrite fa sparire, reumatica paralisi, che limita mobilità, messo sulla gola, finché diventa caldo, collera sparirà; epilettico lo porti, per demoni scansar, 1 ossesso versi acqua, sopra 1 crisoprazio, dicendo tal preghiera: oh acqua io ti verso, sopra questa pietra, con forza che Dio usò, a congiunger sole e luna, bevuta tale acqua, almeno 5 giorni, il demonio molla presa. Crisoprasio ha nichel, è calcedonio verde, associa due chakra, di cuore e di gola. |AMBRA di Liguria, Electron vecchio nome, elettrica attrazione, su tomba di Maometto, cura febbre e otalgie, frattur palpitazioni, messa in birra o vino, o latte x vescica. |Quarzo e Agopuntura, P7,LU7 LIEQUE Rekketsu, blitz a 1,5 cun dal polso, in piccola depressione vicino Processus styloideus radii, collegato al punto Apertura del Vaso Concezione |RenMai. Elimina Vento e attiva discesa nel meridiano Polmone, calma i dolori e stimola diuresi via reni, elimina catarro e apre e regola il Ren Mai. Indicato su raffreddore, brividi di febbre, naso chiuso, tosse con catarro, respirazione difficoltosa, respiro corto, asma, mal di testa, rigidità alla nuca, mal di testa laterale, emicrania, ipertensione, perdita coscienza, mestruazioni dolorose, sterilità, amenorrea, disturbi cavità orale e gola, mal di denti, paresi facciale, nevralgia del trigemino, disturbi articolazione polso e avambraccio, dolori a mano, polso e pollice, emiparesi, sangue urine, minzione dolorosa, dolori ai genitali, spermatorrea, problemi di memoria, palpitazioni, sensazione di costrizione nel petto e costole, problemi di muco e gola secca. med_ildegarda12.m4a
lume154-Ildegarda di Bingen, mistica e badessa del Reno, descrive le sue visioni, legate a emicranie e scotomie, da cui nasce il libro Scivias. In esse ascolta musica angelica, e vede il cosmo come rete viva, di luce suono e guarigione. Per lei le pietre preziose, sono riflesso del creato, medicina spirituale, come il quarzo dei nativi. Ogni gemma contiene, energia divina protezione, elevazione e introspezione, come il |Diaspro rosso, che protegge madre e neonato, calma rabbia e aritmie, e sostiene la vitalità. Lucifero ornato di gemme, cadde per orgoglio, perdendo sua luce originaria, le pietre diventano così, memoria della caduta, e possibilità di redenzione. |Rubino e Corniola, agiscono su febbri e infezioni, sangue e vitalità. Il |Crisolito difende, dalle influenze oscure, e ristabilisce ordine interiore. Sardio e sardonice, regolano collera e desiderio, e squilibri emotivi. |Topazio calma mente e nervi, protegge da veleno, e disturbi della percezione. |Crisoprasio agisce su infiammazioni, epilessia e squilibri energetici. |Ambra rafforza cuore, cura febbri e respiro, come luce fossilizzata. Ogni pietra è collegata, a funzioni del corpo, e a stati dell'anima, come medicina sacra. La guarigione avviene a mezzo, corrispondenza tra materia, spirito e intenzione. Ildegarda insegna che il creato, è linguaggio divino, in forma minerale vegetale e umana, la malattia nasce da disarmonia, la guarigione dal riallineamento, con l'ordine cosmico. Le gemme agiscono come risonatori, che influenzano corpo nervi e psiche. L'umano può trasformar debolezza in forza, attraverso visione e virtù. Dante riecheggia questa visione: l'anima è fatta per la luce, e per l'amore ordinato, come musica che informa, la materia e i cristalli, che diventano simbolo, di coscienza trasparente, che le tenebre attraversa. Le pietre han stesso soffio, creativo e curativo, per armonizzar sé stessi, col ritmo del creato. grazie a risonanza, del loro reticolo ordinato.
177:lume177-C'era una volta un viandante, di nome Sebastiano, che si smarrì nella selva della vita. Portava con sé una piccola lanterna, il suo lume, che illuminava appena il sentiero, finché scoprì che il vero viaggio si compiva nell'anima. Ogni suo passo seguiva un ordine nascosto, dove numeri e simboli diventavano mappe interiori: dall'unità dell'origine alla pienezza dell'incontro col divino. Teresa d'Avila chiamò questo cammino il Castello interiore, un luogo senza tempo, in cui ogni stanza conduce a una maggiore consapevolezza. E mentre Sebastiano apriva una porta dopo l'altra del Castello interiore, scopriva che altri prima di lui, avevano cercato di dare un nome a quel mistero, che alcuni chiamavano teologia: il tentativo di dare parole a ciò che il cuore intuiva, traducendo fede e liturgia in un linguaggio di Scritture, per guidare la ricerca. Poi, nel corso dei secoli, diverse Chiese hanno custodito la stessa eredità, con modi e stili differenti: dalla Chiesa cattolica alle comunità indipendenti, fino alla Chiesa Cattolica Liberale Panafricana, accomunate dal richiamo ai primi concili dei cristiani. Lungo questo cammino appare Maria del Rosario, spesso detta Madonna Nera: segno di speranza e resistenza, protezione nei tempi difficili, venerata in Oriente come Theotókos, Madre di Dio. Ponte tra Oriente e Occidente, tra liturgie diverse e un'identica sete di luce, mentre la liturgia conserva il linguaggio e il ricordo del sacrificio e dell'innovazione portata dal Cristo romano redentore. La storia della fede è anche storia di riforme e di ricerca della verità, come fecero Martin Lutero, Jan Hus e Comenio, uomini e donne che cercarono una Chiesa più giusta, una società più fraterna e un sapere capace di unire i popoli nel dialogo. Il viaggio del viandante, iniziato nella selva si conclude nella luce. Allora Sebastiano si accorge che la piccola lanterna, che aveva custodito lungo il cammino, non si era mai spenta: era sempre stata una scintilla della Luce più grande. Così, quando la conoscenza incontra l'amore, l'essere umano rinasce e scopre che il divino non è lontano, ma abita nel cuore di chi continua a cercarlo.| La Madonna Nera è una figura centrale nella religiosità cristiana, presente in vari Santuari come Loreto, Viggiano o Częstochowa, indica resistenza, devozione e miracoli. Czarna Madonna è associata a una icona bizantina dipinta da san Luca: racconta una storia di scisma e miracoli, come quello della sua profanazione in Polonia. Il culto delle Madonne nere, simbolo di speranza e resistenza, nella tradizione ortodossa uniformano lo slavo ecclesiastico, lingua liturgica usata a esprimere concetti sacri e misteriosi. La Chiesa ortodossa venera Maria come Theotókos, una teologia distinta rispetto al cattolicesimo, con liturgie che celebrano l’Eucaristia e il sacrificio di Cristo. Il mito slavo si sviluppa in un contesto di transizione, tra ortodossia e influenze occidentali. La Russia cristiana si distingue per la sua spiritualità povera ma profonda, in contrasto con l'occidente opulento ma materiale. L'ortodossia è custode di una luce spirituale che resiste alle correnti secolari e politiche. In parallelo, la storia delle eresie e dei movimenti dissidenti come gli Ussiti, che criticano il papato e le disuguaglianze sociali, evidenzia la lotta per la libertà religiosa e l'uguaglianza: riformatori come Jan Hus e Martin Lutero segnano cambiamenti nella teologia cristiana e nella politica europea, dove Comenio riflette la necessità di una riforma educativa e sociale, mirando alla fratellanza universale e alla tolleranza tra i popoli: il mondo come un orologio perfetto retto da meccanismi di solidarietà tra culture diverse, a superare le divisioni causate dalla guerra di smembramento del grande impero.# |MADONNA NERA di |Loreto, Vergine Lauretana, giunta dal mare, in 300 sfugge iconoclasta. Cedro Libano legno, raffigura la Madonna, come amata Basilissa, Regina seduta in trono, su scranno che riporta, citazione del Salterio: Nigra Sum Sed Formosa, Sono nera e sono bella, sono Madonna nera, presente pure a Biella, nel Santuario Oropa, statua gotica feconda, Madonna nera bizantina, anche a Tindari in Sicilia, patrona in isole Canarie, Vergine di Candelaria, statua in riva al mare, in anno 392. Madonna Nera |Czestochowa, Czarna Madonna in polacco, Vergine Nera bizantina, Maria col suo Bambino, dipinta da san Luca, contemporaneo di Maria, dipinse il vero volto, che narra storia scisma, in Europa 382: sua icona portata, al Santuario Częstochowa, dal principe Ladislao, durante guerre Ussite, icona profanata, colpi ascia a causare, miracolo sanguinare, su icona a restare. Matka Boska thaumaturga, appare in molti posti, Vergine Nera dei polacchi, simbolo di resistenza, con canto religioso, tradotto in italiano, da padre Adelfio Cimini. |SLAVO ECCLESIASTICO, latino bulgaro sanscrito, lingua popolare, per russi serbi e slavi, comprensibile al volo, sen studio speciale, ha significato twist, necessario a liturgia: presso Vladi-mir, russificarsi vuol dire, non curarsi più di sé, poi nasce mito OCCIDENTE, da cui spira vento novità, santa Musa di occidente! scrive poeta Galczynski, ogni parol che muta, diventa tradizione, così mito Europa e America, va al centro storia russa, di epoca post Pietro, un continuo paragone, a nuova nazione Russia, staccata da |Orda-Rus, diventa illuminista. Tolstoi protestante, ondata inaspettata, ortodossia sviluppa, in competizion cattoli, vite dei santi, monaci starcy ed asceti, raggiunsero vette, incontri occidentali, esperienza liberante, di eletti pastori, con spirito mite, cuore infantile, che predica Divino, in contrasto a scrittori, anticlerici francesi. Imitazion di Cristo, libro anonimo autore, trasfigura il creato, in liturgica esperienza, lingua russa letteraria, assorbe slavismi, di monaci e santi, che comunican misteri, sanPaolo scrive che, Chi parla a dono lingue, prega poterle interpretare. Slavo ecclesiastico, una lingua monastica, Bulgaria e Macedonia, ne discutono paternità, nei codici antichi, parol greche mai tradotte, alektor è Gallo, narrato nei vangeli. |Cirillo-e-Metodio, fan lingua liturgia, per Chiesa di Orda Rus, solo a pregar Dio, parole scelte da santi, a memoria tramandata, in proverbi delle nonne, assenti in dizionari: spirito è duch, dychanie è respiro, mancanza di duch, viridis finita, cioè morire presto, aggel spirito maligno, Slovesi è verbo divino, declinato in Slova, z'ivot vuol dire Vita, ma in russo è ventre e masserizie. Russo e slavo sono viste, come una sola lingua, ma con diverso impiego, russo appalta a slavo, concetti più elevati, ma prende parole, per stile di letterati, poichè parole russe, recano altro senso. Ustami mladenca glagolet istina, verità parla con bocca di bimbi, se lo traduci in russo, rtom rebenka govorit pravda, acquista altro senso, lo slavo ecclesia rimanda, a simboli e metafore, il russo è concreto, come occhi Glaza, oc'i in slavo è, begli occhi immateriali, un angelo che guarda, con glaza immateriale; dlan è mano Dio, in russo mano è ladon, difficile tradurre, poesie di altri paesi, Dante commedia, è tradotta con slavismo, a descrivere ogni cosa, che ascende fino agli avi. Poesie dottor |Zivago, usan moderno russo, presto si rinuncia, poichè troppo concreta, bulgaro slavo accoglie, simbolica magia, parola sacra ha forza, sfruttata dai partiti, che scrivono memorie, traducono dottrine, giunte da occidente, in slavo messe in versi; gioventù ama lingua, atmosfera di preghiera, liturgia celebrazione, che allontana da guerre, e porta fino amore, o epos liturgia, immolar la propria vita, in favore degli oppressi: zdravstvuet Sovetskij Sojuz, evviva Union |Sovietica, frase tutta slava, in epoca staliniana, russa lingua assorbe, gran parte di slavismi, anni 20 vuol sofismi. Testi ufficiali, acquistan tono sacro, come poesia russa, che prende autorità, da innesto di slavismi, pur poco comprensibi, eppure inconfutabile: nepostojanny greco astatos, tradotto in russo è mutevole, Grazia divina è sempre stessa, se tu traduci in slavo, avrai ne-postojat, vuol dire irresistibile, grandezza invincibile. Umilenie è tradotto, in russo tenerezza, in greco è katanuksis, così icona di Maria, pare Madre Tenerezza, ma in slavo è pentimento, vuol dire contrizione, tale icona induce, istantaneo pentimento, nel peccator che guarda, Madonna del pentimento. C'aju e c'ajanie, indicano attesa, visione di speranza, in animo ortodosso, come in italiano, slavo greco e latino; due parole-chiave, di russa ortodossia, tichij silenzioso, e teplyj appena caldo, detto pietà popolare, tradotto in stile russo, mentre in slavo cambia: teplyj è ardente, infuocato e fervente, Teplyj molitvennik, è chi prega con ardore. Tichij in slavo antico, è calma sul mare, assenza di bufera, Tichim i milostivym vonmi okom, un sovrano serenissimus, greco hilaros lieto, Svete tichij, cioè Luce gioiosa, cioè consolatrice, vien da bella preghiera, che reciti di notte, quando accendo le candele: ticha bo datelja ljubit Bog, Signore ama chi dona gioia, in russo diventa, chi dona in segreto. Russia cristiana, si vede povera e mite, rispetto al ricco ovest, superbo ateo operoso, dove il Grande Inquisitore, è ipocrisia religiosa, che cozza contro Russia, che si isola e contempla, nostalgia di Orda, un fascino ideale, creativa ed umanista, cultura universale, rispetto per la persona, che russo ora proietta, sul mondo occidentale. Polenov pittore, in sua villa di Tarusa, vede modello Europa, morale e religioso, progetta e costruisce, chiesa a suoi contadini, scuole ed ospedali, come altre famiglie, nobiliari ordiane, eredità cristiane, di Roma bizantina, in musica ed arte, è mistica Ildegarda, prima di Pietro Grande. Slavorum apostoli, Woitila papa scrive, a richiamar bellezza, di chiesa orientale, lui vescovo di Roma, condivide suo amore, per tal via spirituale, ammirata venerata,per Luce da Oriente, infinita trascendenza, Padre a Gesù Cristo, epifania Dio-Amore, gaudio Spiri santo, espresso nel rosario, e teologia Maria. Il mondo ha bisogno, di padri orientali, per orfani occidentali, in Spirito consolare, un silenzio sostegno, carico di presenza, ascoltare è adorare, imparare a parlare, obbedienza di ascolto, che cambia la vita, offre via uscita, da estrema aporia, di un umano moderno, che a casa ritorna, se rientra nel cosmo, con viva liturgia, vede le cose, svelar propria natura, dono offerto a umani, da eterno Creatore, che toglie estraniamento, da civiltà esteriore. |Ortodossia custode, di slava luce prima, nei canti liturgia, detti Phos hilaron, canta incarnazione, al tramonto del sole, contempla luce sera, Padre Figlio e Spirito santo, chiarore della luna, gioiosa di occidente, memor di ogni credente, che da infanzia sente, una storia ritrovare, che precede e segue, grandezza del passato, + attesa escatologi, e continuo senso rende, fa uscir gabbia presente. Cristo muore in croce, in un mondo alieno morto, risuscita via Padre, qual garanzia perenne, che amore torna vivo, toccato a gloria Dio, Dante in commedia sente, quel tempo crisi e purga, parole di san Pietro, su navicella scrive, a superar naufragio, di civiltà cammino, giudizio è nella crisi, crisi è greco krino, critica Kantiana, vagliare e giudicare, in simposio Dante trova, mudrost nadeždy, sapienza di speranza, santità senza confini, ragione buon strumento, epifania Bellezza, di un arpa che canta, la fiamma dei maestri, esperienza spirituale. Chiesa-Cattolica Apostolica Ortodossa, è Chiesa ortodossa ufficiale, seconda Chiesa cristiana, più grande nel mondo, 220 milioni battezzati, accomuna chiese autocefale, dove il capo è supremo, su sua propria terra, e guida propri vescovi, nei sinodi locali. Chiesa-Cattolica-Romana, ha un'autorità centrale, dottrinale e governativa, nel vescovo di Roma, definito il Papa, tuttavia il patriarca, ecumenico di Costantinopoli, è da tutti vescovi riconosciuto, come primus inter pares, capo spirituale dei cristiani, in terra di Andronico. La teologia ortodossa, e dei vecchi cristiani, incorpora i decreti, dei |sette-concili, Scritture Padri della Chiesa, afferma di esser una, santa cattolica e apostolica, fondata da Gesù Cristo nella sua Grande Missione, e i suoi vescovi sono, successori degli apostoli, della santa tradizione. I cristiani ortodossi, riconoscono sette sacramenti, Eucaristia è il principale, celebrato in liturgia, attraverso consacrazione, invocata da un sacerdote, il pane e il vino sacrificali, diventan corpo e sangue Cristo, in fede transustanziazione, e la Vergine Maria, è venerata Madre Dio, |Theotókos onorata, fino al Grande Scisma, controversie oriente e occidente, su questioni politiche, di autorità pontificia. Slavi dei Balcani, |BOGOMILI aman Dio, e dichiarano falso, tutto Antico Testamento, escludono soltanto, salmi del Salterio, che cantano in chiese, sparse in impero; dopo purga penitenze, accendono candele, a illuminare stanza, e comunitario bere, anzian divide il pane, dice preghiera, amanti sussistenza, lavoro sufficienza; estranei diffidenti, rifuggono guerra, subirono martirio, in bulgara terra, esilio e sterminio, ma espansero confini, apocrifi vangeli, comunion dei beni, in chiese di catari. |USSITI con Calice, simbolo eucarestia, di apostolica riforma, voluta da Costantino, protestano in Boemia, coi lollardi di John Wyclif, inglese riformatore, finito pure al rogo. Jan Hus professore, a Università di Praga, critica il papato, imposto dai francesi, apostolo orientale, cugino dei valdesi, in Boemia appoggia tosto, rivolte contadine, e nazionalismo slavo; al concilio di Costanza, è condannato al rogo, 6 luglio 415, insorgono gli Hussiti, con moti di protesta, Hus martire diviene, ma Ladislao Polonia, pubblica suo credo, preti e laici liberi, di predicare le Scritture, tradur lingua locale, eucarestia con vino e pane, agli adulti e bambini, calice loro simbolo, rinuncia ai beni materiali, fuga dai peccati mortali. Ussita tolleranza, si scontra con più scismi, causati da infiltrati, fuggiti da Kulikovo, ussiti di Jan Zizka, devastan chiese e monasteri, Sigismondo Lussemburgo, fa guerra contro questi, pur Giovanna Arco, 23 marzo 430, fa editto contro ussiti, ma inglesi e burgundi, catturano Giovanna, e sfuma la minaccia. Finisce guerra hussita, in Dieta di Jihlava, dove due fazioni, in Concilio Basilea, riconoscon Sigismondo, sovrano di Boemia, in cambio libertà, di culto e nobiltà. Martin Huska emerge, fonda mir Tabore, predica ai fedeli, nuda lode in cuore, Zizka lo sconfigge, ferma lor fervore, guida hussiti poi, in difesa di Boemia, vinto a sua volta, da cattolica lega. Taboriti non accettano, condizioni della Dieta, vennero annientati, da ussiti e cattolici, fuggirono in Polonia, ancora perseguitati, da re Ladislao Jagello, e formarono Unione, dei Fratelli Boemi, a Leszno in Polonia, legata ai Cechi di Moravia, tra di loro sta Comenio. |MartinLutero accolto, da hussiti di Germania, scisma dei trentanni, battaglia Montagna Bianca, vuol Massimiliano Asburgo, in Boemia e Moravia, fede cattolica di Stato. Controriforma porta ussiti, via dal Sacro Impero, o restare clandestini, vanno in Nord Europa, Usa e Inghilterra. Francesco Bacone, ministro di Anglia, descrive nel suo libro, cause di conflitti, i mercanti di Luce, fan massoneria, in terre straniere, camuffati a vedere, le migliori scoperte, Herrnhut in Germania, nasce Chiesa di Moravia, fratelli di Boemia, missionari in 727, in Americhe e sud Africa: a Cuba ed Haiti, ospiti dei Moorish, studiano sincresi, culti Vodù e Santeria, Maria è Loa Erzulie, |Marialionza in Venezuela, Santa Barbara africana, in Cuba Santeria, poi Rivoluzione Haiti, soldati polacchi e francesi, mischiano le icone, delle madonne nere, nel culto devozione, di pacificazione. Jan Amos Komensky, filosofo Comenio, sogna tolleranza, condivisa conoscenza, educazione intera, edifica un ekklesia, con Angelo Clareno, e settanta francescani, accusati di eresia, costretti a separarsi. Comenio vede mondo, un orologio perfetto, |Leibniz lo studiava, qualche tempo dopo, solfeggio in movimento, oltre tempo e spazio, dal cuore al cosmo, e dal mondo al cuore, omini omnibus omino. Comenio scrive libro, labirinto paradiso, Unitas fratrum, erede chiesa ussita, dove tempio pansofico, aveva 7 stanze, Didattica atrio primo, opposto a labirinto, che falso sapere, diffondono pochi, elitari massoni: dal Labirinto mondo, a Eden memoria, teatro interno cuore, reca quieta mente, fino alla sua gioia. Comenio fugge lotta, di |Montagna-Bianca, dove Boemia perse, la piena indipendenza, in solitaria ascesi, fà mistico viaggio, traccia sentiero, che trasfigura spazio; pensa Comenio, render semplice lingue, una lingua esperanto, x scambi agevolare, idee merci e pansofia, tra popoli diversi, che cercano la via. |Comenio nel suo libro, scrive di Poutnik, girovago che gira, labirinto e paradiso, inizia rifuggire, giornali e biblioteca, poi con alchimisti, a Praga via si leva, incontra su piazza, cavaliere Rosacroce, che cerca e condivide, segreto di amore: se un fallito progetto, delusione arreca, lui serba riforma, in didattica spera. |Asburgo prende tutto, Comenio rischia vita, tra dispute chiese, la fede si svuota, costretto alla fuga, politica rovina, vede la menzogna, intrigo e ipocrisia, lui chiama assassini, la setta gesuita; infine trova Dio, oltre il mondo fatuo. Comenio con Erasmo, parlan di fratellanza, sceglier propri preti, in ogni mir che nasca, nasce il pacifismo, laborioso su e giù, tra famiglie concorrenti, e mercanti veneziani, che stampan bibbie ereti. A fine percorso, pellegrino riassume, io e tutti sogniamo, Sofia ovunque sfugge, dinnanzi al malgoverno, rifiuta tutti doni, di falsa sapienza, fuor vizi e avarizia, usura e lussuria, a corte scopre trucco, di governo corrotto, con sudditi arricchiti, premiati a ricchezze, e i poveri sviliti. Comenio Salomone, divulga conoscenze, riforma regno e scienza: se ragione è perduta, uomo invoca Dio, comincia viaggio fino, a paradiso Cuore, dove voce Cristo, svela eterno mito, tu sei sempre amato, sebbene ignori tutto, cosi ti ho preparato, il sentiero di Maria, comprendi in versi e canti, la gioia a cui conduce. |Taboriti scissi in due, vivono |Adamiti, guidati da Zelisky, simili a Jainisti, sconfitto pure lui, fuggono in deserti, segreti culti grotte, superstiti fedeli, divengon fraticelli, in grotta di Sibilla, accolti dai Piceni, conobbero Francesco, che libro ricevette, Andronico Salterio, un canto di riforma, cristico fraterno: pervasi a doppia luce, di ragione e fede, spogliano idee, di tutte propagande, poi Spirito Santo, presta nuovi occhi, ai fedeli nella grotta, sacre visioni porta, in stato comunione, di spirito che innalza, sopra differenze, che ego spesso calza, di fuori i pellegrini, seguono sentieri, a cercare redenzione, e |relique guarigione. libro_aurora-sorge_mariefranz.m4a
lume177-C'era una volta un viandante che sognò un grande ponte sul Bosforo; non sapeva se unisse due rive fisiche o del proprio cuore. Mentre lo attraversava, sentì un lieve dolore al ginocchio sinistro, e comprese che il corpo parlava una lingua che la mente aveva dimenticato. Una voce silenziosa gli domandò: Che cosa ti impedisce di correre troppo? Quale dono custodisce il tuo limite? Allora ricordò Giacobbe, che dopo aver lottato con l'angelo camminò zoppicando con un nome nuovo, e Chirone, il guaritore ferito, che trasformò la propria ferita in medicina per gli altri. Il ponte gli mostrò che ogni passaggio unisce due mondi; il ginocchio gli insegnò che nessun cammino esiste senza piegarsi. Così comprese che Oriente e Occidente, ragione e intuizione, memoria e futuro, corpo e coscienza non sono nemici, ma rive della stessa corrente. I maestri del Qi raccontavano che, la guarigione nasce quando molte persone respirano insieme nella stessa speranza. Altri parlarono di magnetismo, altri ancora di empatia; ma tutti indicavano un medesimo campo invisibile, dove la fiducia rende più leggero il peso della sofferenza. Anche gli antichi saggi insegnavano che il cuore è un ponte: quando il rumore della mente si quieta, ciò che è fuori può entrare, senza portarci via da noi stessi, allora ogni incontro diventa una via, e ogni ferita una porta. Al risveglio il viandante comprese che il ponte non era soltanto sul Bosforo, ma dentro di lui. Da quel giorno non cercò più di essere una fortezza, scelse di diventare un ponte, perché chi unisce due rive, permette anche agli altri di ritrovare il cammino.