Martin, discepolo di Chiviliu, eredita la missione di guarire e custodire la sapienza dei Tzutujil, popolo maya del lago Atitlán. Dopo la morte del maestro e la guerra civile, fugge e poi ritorna, riportando miti, antenati e riti di equilibrio tra i mondi. Il suo insegnamento narra dell'albero del mondo, radicato nell'aldilà, che genera vita con il suono e chiede nutrimento attraverso sogno e canto. I giovani, iniziati nel buio della terra, imparano a dialogare con la morte e a scoprire l'eloquenza dello spirito. Ogni uomo ha un'anima indigena e ogni debito umano coinvolge la natura: il mondo visibile vive grazie al mondo invisibile. Cantare, raccontare, offrire, sono modi per nutrire gli spiriti, mantenere in equilibrio il flusso vitale tra vivi e avi. Nel villaggio, la vita quotidiana è rito: il lavoro, i racconti al fuoco, la musica e la cura dei malati custodiscono la memoria. Lo sciamano tocca il polso, così legge l'anima e dialoga con la Dea Ixchel, mentre le parole poetiche ridanno ordine e salute. Il linguaggio Tzutujil, privo del verbo 'essere', riflette un mondo in manutenzione continua, dove tutto si rinnova attraverso la relazione. Ignorare gli antenati genera fantasmi affamati, guerre, depressione. Solo chi nutre i morti con canto e devozione mantiene viva la terra. L'uomo nasce senza peccato ma con un debito verso gli spiriti: ricordarli, offrire loro parole, è il primo dovere del vivente.# A sera incontro Martin, apprendista di Chiviliu, saman TZUTUJIL, ci narra sua storia, tra Messico e Usa, Navajo e Mazatechi, rituali di cura; morto suo maestro, eredita pazienti, fino trenta mila, persone del villaggio, primo suo dovere, è accrescer giovinetti, con riti iniziazioni, a farne adulti veri. Visse a Santiago, Atitlan in |Guatemala, patria di una guerra, brutale poco umana, il governo dominante, messo su dai gringo, vieta tradizione, vuol consumismo spinto. Martin va fuggire, in pericolo sua vita, in lui Chiviliu vuol, tener sapienza antica, trascrive musicando, indigen tradizione, la porta camminando, di nazion nazione: appresi molti anni, correggere squilibri, rapporti di persone, con spiriti antenati, Chiviliu mi chiamò, 'preserva tradizione, viaggio tra confini, nell'ora del terrore; dopo guerra civile, torna a villaggio, riporta antenati, del tempo primo saggio, vado reinsegnando, lor miti assai profondi, foro al centro tempio, tunnel fra due mondi: questo luogo cavo, partorisce il mondo, 1 albero produce, frutti e vari fiori, fatti con un suono, che viene di là, noi li mangeremo, anno che verrà. Albero del mondo, ha radici in aldilà, noi non le vediamo, ma quelle dan vigore, il mondo che tu senti, bevi oppure mangi, sicuro può fallire, se l'altro tu sganci: da quel mondo noi veniam, e dopo esser cresciuti, poi dimentichiam, ricordi di quel mondo, ai bimbi eliminiam, a ritrovar la storia, vita poi spendiam. Giovani iniziandi, vanno giù nel buco, sino altro mondo, per albero animar, istinto della morte, portano a coscienza, imparano il dolore, acquistano eloquenza; lottare con la morte, lotta di eloquenza, tentare ingannarla, ucciderla non puoi, se tenti carpirle, affar + vantaggioso, su altre person ricade, costo + oneroso: non rifiutar offerta, lei è opportunista, di anime affamata, e di pensier umani, la tua immaginazione, falle ben trovare, Felice lei si ferma, un poco a dimorare, Ogni uman possiede, anima indigena, ogni debito creato, ha spirito natura, civili o tribali, consumiamo essenza, per fini imperituri, di sopravvivenza. Thera sempre chiede, continua distruzion, la cura o risposta, produce sua reazion, se noi a var ragioni, cibo non le diamo, sogno si prosciuga, piano noi moriamo; connettersi a luogo, quotidian passaggio, è spiritualità, continuo scopo assaggio, gli umani con i suoni, nutrono quel mondo, reame che in ritorno, aiuta nostro mondo. Spiriti e antenati, di mondi o di psiche, Ci cantano alla vita, siam loro sogno fine, avendoci cantati, portati a esistenza, se tu non li alimenti, prendono insistenza; veniamo sulla terra, al fine di sognare, ovvero ricordare, altro mondo alimentare, un paese paga prezzo, della sua esistenza, sogna ed alimenta, sua spiritual essenza. Seduto presso stagno, canto lor canzone, che torna come eco, a far da nutrizione, così 1 regal spedito, in ogni direzione, eco mi ritorna, e varia in vibrazione. Vivendo ad |Atitlan, 1 mio bambino persi, causa febbre tifo, pagai col mio dolore, nacque amicizia, con rito animista, mi trovo residente, ecco mia conquista: appartener 1 gruppo, primordiale idea, linguaggio è la colla, unisce e rivela, Eloquenza di miti, rinnova lor capanne, le case robuste, le fa chi è distante. |Tzutuhil sono uno, dei 21 gruppi Maya, con i Garifuna, stanziati in Guatemala, sul lago Atitlan, sorgeva Chuitinamit, lor capitale antica, nazione Tzutujil. |Maya e loro eredi, crean crisi rituale, a trovare unità, chiave generosità, il decadimen materia, porta gli abitanti, riunir una volta anno, rinnovan capanni: inizia giornata, al primo canto gallo, la donna alza prima, prepara colazione, cibi per il pranzo, e nutre gli animali, pulisce poi casa, marito macina grani; dopo colazione, famiglie nei campi, lasciano i bambini, coi nonni paterni, imparano bambini, a fare baby-sitter, ai loro fratellini, e aiutano a pulire; bimbe colgon acqua, e legna per fuoco, son prime casalinghe, prima di coetani, dopo lavor campi, famiglia torna a casa, prima del tramonto, coglie legna strada; assieme piante erbe, per la cena zuppa, in serata attività, a casa son x tutti, preparano la cena, assiston animali, controllan genitori, scorte per domani. Nonni al camino, raccontano storie, riguardo animismo, animali e più cose, narrano il passato, della propria gente, anziani Tzutujil, spiegan con novelle: le cose sono cosi, come sempre state, fuori sotto luna, uomini e ragazzi, osservano stelle, imparano a suonare, strumenti musicali, prima di cenare; tutti chiamati al pasto, tempo condiviso, notizie riso e uova, verdure zuppe salse, Pollo o selvaggina, o eventuali carni, 1 guaritore maya, viene fa una diagnosi: palpando il polso, interroga il malato, poi evoca Ixchel, local Dea di medicina, la mostra a suo paziente, e brucia Copal, beve e fuma tabacco, così a partecipar; nel mondo mito condiviso, umani san mutar, negli animali selva, di cui hanno Nagual, loro totem disegnato, li guida nella vita, in bassorilievi maya, Chilam son figurati, come preti giaguari: nel rito raccolta, di piante medicinal, erborista invoca spiri, custodi di pianta, chilam invece cura, sol cause spirituali, sventa inganni e malparole, e cura i malati. Tzutujil linguaggio, verbo essere non ha, mondo venne fatto, tu fa manutenzione, i giovani iniziandi, portano le pietre, parleranno i vecchi, su cosa e come far, nulla è permanente, 1 gruppo sol riman: se 1 persona morta, priva iniziazione, ignor luogo partenza, ovver destinazione, suo spirito ora vaga, fuori orientamento, si arrangia si dimena, cerca compimento; saman del paese, cattura tal fantasma, divide componenti, invia in altro mondo, assiem alla famiglia, informa un rituale, attiva relazione, o gestione regolare: alimenta con i riti, regali ricorrenti, storie di antenati, ricordi nei presenti, il morto è divenuto, parte al panorama, viver tuo dolore, alimenta vita umana. Tutte le invenzioni, furon già sognate, tratte dalla terra, ancor non ricambiate, son frutti e raccolti, di sogni precedenti, cantati dagli avi, in riti ricorrenti; in culture sane, abilità a inventare, si paga con i riti, a evitare indebitare, nascono gli umani, senza debito o peccato, debito abbiamo, con spirito di avo: se noi li ignoriamo, muoiono di fame, son forze di natura, non onnipotenti, lor dolore e fame, ed emozion potenti, nei giovani io vedo, qual debiti viventi; umana presunzione, o egoica violazione, scatena loro fame, in violenza divorante, odio e depressione, avanzano imperterre, lor cibo diveniamo, a mezzo delle guerre; solo vita e morte, vissute con passione, nutrono con senso, gli avi a profusione, fantasmi di chi uccidi, recan depressione, antenati senza onore, lascian confusione: se nulla dai loro, se pensi esser solo, combattere dovrai, in te influsso loro, alimenta loro vita, con lingue di parole, ornate di poesia, e devozion di cuore.
quidf ||Martin di Atitlan in Guatemala, narra di una guerra civile brutale, messa su dai gringo contro i nativi. Lui è apprendista di don Chiviliu, e dopo il disastro ritorna al paese per riportare in vita la sapienza nativa, la trascrive musicando, a correggere squilibri dei rapporti, tra persone e spiriti antenati. |Chiviliu mi chiamò nel viaggio tra confini, dopo l'ora del terrore, vado re-insegnando i loro miti profondi, o segreti del |Giaguaro, nel foro a centro tempio, sta il tunnel fra due mondi, scavato in vulcan tufo, dove la Quercia ha radici, produce frutti fiori e suoni, vengono da inferi aldilà, noi li mangeremo l'anno che verrà. Tutte le invenzioni furono sognate dai nostri avi e tratte dalla terra, ma bisogna ricambiarle con riti ricorrenti, poichè l'abilità a inventare si paga con i riti, a evitare indebitare; se gli avi ignoriamo essi muoiono di fame, loro dolore ed emozioni, nei giovani vediamo, quali debiti viventi di umana presunzione. Avi forze di natura, scatenan loro fame, in violenza divorante, odio e depressione, lor cibo diveniamo a mezzo delle guerre: così fantasmi di chi uccidi recan depressione, antenati senza onore lascian confusione, se nulla dai loro perchè pensi di esser solo, combattere dovrai in te l'influsso loro, ma se Vivi e muori con passione, nutri gli avi in comunione, alimenti loro vita, con eloquenza di poesia e devozion di cuore.|oracolo 287
lume074-Giaguaro-grotta: osserva i giovani a capire, come natura si scatena, come violenza divorante o ignoranza dilagante, impara l'arte di parlare, con parole corpo e sensi, a riattivare narrazione mutar odio e depressione, pur se verbo può fallire, lascia intatta l'intenzione, a riattivare connessione, con fantasmi e lor memorie. Atitlan in Guatemala, ha i segreti del Giaguaro, sapienza a correggere squilibri, dei rapporti umani con spiriti, archetipi e coscienza. Se dopo l'ora del terrore ridiscendi in eloquenza, alle pendici del Vulcano, in tunnel tufo fra due mondi, trovi guida che ci ricorda, che noi siam frutto loro sogni, e nel nostro vivere e narrare, i loro sogni alimentiamo, è legge scambio che ci dice, ogni invenzioni fu sognata, poi estratta dalla terra ma bisogna ricambiarla, con riti e corteggiare, a evitare indebitarci, poichè se li ignoriamo, combattere dovremo, in noi l'influsso loro. Se vita e morte con passione nutre gli avi in comunione, alimenti loro vita, con eloquenza di poesia e devozion di cuore, che musica ogni cosa. |poco mangiare e poco parlare non fece mai male
|semine: 2021-10-27 scheda
|raccolta: