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borneo nativi filippini, esposti in fiere Usa (132) 32-Nelle montagne lingua veddha | foto indionesia | audiolibro | popoli_filipinos_banaue-rice.mp4 | popoli_tasaday_san.mp4 | |musica muye-mezimbaka_defunti.m4a
risokhamu Kammu prega su matreek per spiriti Riso (135) 35-Khamu villaggio lingua indocina | foto hmongcina | audiolibro | popoli_kmhmu.mp4 | flora_uplandrice-guide.pdf | riso_esp-vietnam-indocina.mp4 |musica 8-BaliSangFiredance.mp3
risaiakha riso in hilltribe Laos e Seepana AppaRao (136) 36-|Seepana Appa R lingua cinese | foto hmongcina | audiolibro | flora_riso-dehuller-akha.mp4 | risoakha_upland-slope.mov | doc_cina_diliu-plateau.mp4 |musica len-magicforest.mp3
daninferno inferi e cieli, Dante scala oggi e ieri (164) 64-Pellegrino in p lingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | filosofi_dante-purga-ultimaprova.mp4 | arendt_male-banale_caravero.mp4 | storia_isaccoangelo-lucifero.mp4 |musica santodaime_cruzeiro-irineu117-128.mp4
risaia Riso di montagna, Fukuoka semina Aprile (233) 62-lume233 L'ANIMA lingua cinese | foto risaia | audiolibro | flora_riso_duborsk.mp4 | riso_semina_vaso_corea.mp4 | risoresiliente_garlanda_ceccarelli.mov |musica 75_MaeDosOrixas.mp3
andreacris Cristo risorge a Pasqua X-185 (247) 47-lume247-CRISI Ã lingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | canto_maria-theotokos-crimea.mp4 | storiaNC_andronico-zar-decreto.mov | storia_cronologia_X-185.mp4 |musica 260413ayami_risaia.m4a
tufoeyurte Abitare la soglia liberando la casa (287) 40.ä·§-lume287-La lingua slavonico | foto minerali | audiolibro | minerali_caratteri-e-durezza.mp4 | casa-artigiana_tapial-spagna.mp4 | |musica marius_libreville1.mp3
132:lume132-Nelle montagne delle Filippine e nelle foreste del Borneo, i popoli Igorot, Ifugao, Dayak e Penan, custodiscono una sapienza fondata sul rapporto tra uomo, natura e antenati; gli Ifugao coltivano il riso sulle terrazze della Cordigliera, seguendo calendari sacri di semina e raccolto. Le sculture Bulul, guardiani dei granai, rappresentano gli spiriti degli avi che proteggono i semi e la fertilità della terra. Le divinità della natura, Anitu, Diwata e Dewata, ricordano che il vivente è una rete di relazioni invisibili. Durante l'epoca coloniale alcuni popoli indigeni furono esposti nelle fiere occidentali come spettacolo etnografico, trasformando culture vive in oggetti di osservazione. Ma la memoria non scompare: sopravvive nei canti, nei tatuaggi, nei rituali e nelle pratiche quotidiane. Nel Borneo i Penan difendono la foresta, mentre gli Iban celebrano il Gawai Antu, festa degli antenati, dove vino di riso, danze e canti riaprono il dialogo tra vivi e morti. Il corpo tatuato diventa una mappa, il riso un dono degli avi, la foresta un libro vivente. Ogni gesto rituale ricorda che l'identità nasce dalla continuità tra passato, presente e futuro.| Sintesi di Montagne e Foreste del Sud-Est asiatico. Igorot e Ifugao, popoli di montagna, coltivano riso su terrazze nella Cordigliera filippina, vivono liberi seguendo i riti del raccolto. Bulul di legno custodisce i granai, spiriti Anitu vigilano sui semi, e i Diwata e Dewata uniscono l'uomo alla natura e ai defunti. Arrivano missionari, coloni e mercanti, ma le genti resistono, tra rivolte e preghiere, chiedendo autonomia e rispetto; nel Borneo, Dayak e Penan difendono la selva, tra Rafflesia e palme di Sago, contro il taglio delle foreste.Gli Iban del Kalimantan onorano gli avi col Gawai-Antu, festa biennale di vino di riso, canti tatuaggi e visioni. Lemambang e Manang entrano in trance per curare e pregare, il corpo tatuato diventa mappa, la pelle un libro sacro. Tra morte e rinascita, ogni gesto è ringraziamento, la vita è intreccio di radici, spiriti e antenati. Nel riso e nel canto sopravvive la memoria del mondo e l'eco dei tamburi chiama ancora gli dei della foresta.# Tra villaggi |KAIGORO, di Ande filippine, son chiamate Igorot, genti montane native, in villaggi indipendenti, coltivano riso, presso di |Banaue, fieri universali, carne cane in mito. Nella fiera in Usa, presso la Luisiana, conquista americana, origina un hotdog, vendute al padiglione, dove esibito venne, folklore dei filippini, e mille altri nativi, donne uomini e bambini: etnie sorvegliate, da soldati filippini, Negritos e Dumagat, Moro di Mindanao, Magayan o |mangyans, di isola Mindoro, aborigeni Visayan, Kalinga e Bagobo; 4 milioni persone, in 40 gruppi diversi, tra miniere oro, cercate da europei, arrivano i coloni, assieme missionari, scoprono i Moros, nativi musulmani, qui giunti coi Moghul, Grande Tartaria, spagnoli lascian gioco, a Usa unificata, ora Filippine, colonia americana, indio non capisce, la proprietà fondiaria: rivolte in cordigliera, forzata povertà , gran disboscamento, li porta alle città , indigena protesta, organizza comitati, autonoma regione, e risposte militari. |IFUGAO cultura, ruota attorno al riso, 1 elaborato calendario, semina e consumo, collegano feste, ai riti miti e tabù, feste ringraziamento, nel rito di Tungul, cioè giorno riposo, che vieta ogni lavoro, bayah vino di riso, con mix erbe sacre, gusci di conchiglie, tritate per betel, assieme areca noce, ricorre nelle feste. |Bulul/Anitu è, una scultura legno, usata da guardiani, di loro campi riso, sculture stilizzate, immagini degli avi, con prana caricate, trasmetton derivati. Anito è pure nome, collettivo credo, nome degli spiri, e parenti deceduti, bulul seduto a terra, a braccia conserte, son spiriti natura, sorvegliano messi. Bulul maschi femmina, pure messi assieme, con simboli sessuali, mortaio e pestello, 1 gran granaio chiede, almeno due bulul, ricordan manichini, Indocina rito pur: nativi filipinos, discendon dai Moghul, Diwata filippine, Devata indo-moghul, Dewata indonesiani, e Pi in Indocina, elfi fate e ninfe, benevoli o neutrali, recan salute e messe, sol se rispettate.Ttra |DAYAKI Borneo, cresce la Rafflesia, primo fior pianeta, amato dai |PENAN, amici a |Bruno-Manser, svizzero amico, ce narra loro grida, di protezione selva: vivono i Penan, su piccole palafitte, poco amano conflitti, son senza gerarchie, aman bimbi società , raramente puniti, mai obbligati a lavorar; veneran anziani, ma anche i funzionari, che li deportano via, tra fame e malattie, depredan loro terre, le fanno disboscare, poi esportano legname, nel mondo capitale. Penan sopravvissuti, continuan coltivare, riso taglia-bruci, e raccolgono il Sago, amido di palma, commerciano i dayaki, scambiano i prodotti, con sale e tegami. |IBAN dayacchi, popolo confinante, sul fiume Kapuas, nel |Borneo-Kalimantan, loro celebran biennio, festa dei defunti, |Gawai-Anitu che, assomiglia |Byeri culti: da cacciatori teste, Iban trofeo passato, migrarono tra i fiumi, via dal sultanato, conquistan territori, a riso coltivato, per sterili mogli, tatuaggio è celebrato; pratican nel rito, tessere e tatuare, in festa Gawai antu, di Iban dipartiti, ricorre ogni 2 anni, tale Borneo buiti, i popoli Daiaki, qui celebrano i miti: auguri e presagi, lavoro divinazione, random strategie, di continuazione, aiutano famiglie, Iban oggi ospitali, offre |Tuà k-vinoriso, onorano i Gawasi; gli avi del clan, che primi son sbarcati, trattan con rispetto, il riso propiziato, assieme altre piante, stile vita rituale, avi sogni e trance, dei popoli dayake: se inviano istruzioni, affar quotidiani, citan Leka main, loro libro religioso, testo rito cantato, da lemambang bardo, prete tukan-sabak, o manang sciamano; manang contadino, cura malattie, clima e scorte cibo, donne ed office, lemambang e manang bali, sama berdache, tutti vanno in trance, o bevono tuake. Morte-Fertilità , sono assi primari, su cui ruota creazione, e tutti tatuaggi, di spiriti alleati, pantang lutto funerali, se manang fallisce cura, rifanno tatuaggi, rituale nuova mappa, che guidi passaggi. GAWAI ANTU festa, dei trapassati, beban legna sungkup, incontro iniziale, ngambi buluh: bambu x cerimonia, ngeretok: produzion sungkup, ngalu Antu: benvenuto a spiriti, nganyam: preparazion mini ceste, minta manok: ricerca pollame offerte, mandok: produzione vino riso, detto tuà k, Tubai Gawai: pesca con radici, ngambi ngabang: inviti x ospiti, mantar ngeraran: preparazione Gawai, nikika orang ngirup Buluh: accogli Bulul, bedigir: accoglienza ospiti, begeliga: discorso di ospite anziano, ngalu Petara: procession benvenuto a spiri, ngerandang Jalai: danza che pulisce la via, ngelalau danza bulul: che definisce la via, berayah pupu buah rumah: danza guida spiri, nimang Jalong: Lemambang canta sul vino, muai Rugan: distruzione tabernacolo, bebungkar Ruang: pasto di carne e vino, ngambi Tebalu: fine lutto di vedovi, nganjong buloh: bevuta vino ai garong, berangap: cibo e denaro al padrone casa, nganjong sungkup: totem fatto al cimitero.
lume132-Prima dei libri, l'umanità ha scritto mappe sulla pelle, sulla pietra, sui semi e nelle stelle. Ogni cultura ha creato simboli per orientarsi nell'incertezza e dialogare con ciò che non può essere visto: il Bulul custodisce il granaio e la memoria degli antenati, il tatuaggio racconta la storia del corpo, il riso rinnova il patto tra uomo e terra, i Tarocchi evocano archetipi interiori, l'I Jing il fluire dei mutamenti, mentre le carte dei sogni di Kaplan-Strephon raccolgono l'eredità del mondo onirico di Jung e del popolo Senoi (lume124). Nelle montagne delle Filippine e nelle foreste del Borneo, gli antichi gesti rituali ricordano che la vita contiene passato e futuro. Gli Ifugao affidano il raccolto agli spiriti Anitu, i Dayak ascoltano gli avi attraverso canti, sogni e trance, i Penan difendono la foresta come una casa vivente. Ma queste culture portano anche la memoria delle ferite subite: popoli esposti come spettacolo nelle fiere occidentali, territori sottratti, foreste distrutte. Eppure la memoria trova altre vie per sopravvivere: nella pelle tatuata, nei racconti, nelle danze e nei simboli. La vera mappa non indica soltanto dove andare, ma ricorda da dove veniamo. Ogni simbolo è una lettera lasciata dall'umanità a sé stessa, una bottiglia affidata al mare del tempo. Un sogno, un canto degli antenati, una figura scolpita nel legno o una carta oracolare possono sembrare frammenti perduti, ma talvolta arrivano proprio quando siamo pronti ad ascoltarli. Ciò che sembrava scomparso cambia forma e attende un nuovo incontro: le tracce invisibili continuano a collegare natura, corpo e spirito.
135:lume135-Khamu villaggio nella nebbia, di montagne nord del Laos, con palafitte bambù e paglia, e rigogliose risaie terrazzate. I contadini Khamu fan rituali, al tempo semina del riso, fanno una mini-risaia, detta campo mat-reek, in mezzo al campo vero e proprio, un altarino di bambù, decorato a foglie e totem, offerte e ciotole di cibo. Una pioggia leggera cade, mentre suonano i tamburi, invocando spirito del riso, un bambino fatto in steli riso, tenuto in braccio da un'anziana, che lo coccola e chiama koon hngo. Le case di spiriti in risaie, sullo sfondo sta la giungla, che osserva in silenzio, volpi Inari e serpenti Naga, balinesi e filippini, mentre uccelli a volteggiare, nel cielo rosa dei proverbi: Lascia fare lascia dire, ma non farti compatire, resta saldo come il riso, nella melma sarai vivo; dove affondano radici, dei tuoi avi rifioriti. Thai Jasmine è un riso base, in Thailandia ed Indocina, profumato al gelsomino, chicchi lunghi e delicati, per insalate oppur risotti, Risi rossi neri e bianchi, recan ferro con potassio, e vari sali minerali. Riso sacro era invocato, con preghiere a dea Phosop, Dewi Sri o dea Inari: Lakshmi in India ed Indonesia, Giunone dopo aver scoperto, una ninfa amata da Giove, si lega a lei con affetto, ma Giove monta in gelosia, e la trasforma in erba verde, dalle cui lacrime nasce il riso, che richiede molta acqua. Zhinù è dea del riso in Cina, che lo dona alla sua gente, gettando i denti alla palude, da cui germoglian semi bianchi, con l'aiuto del suo amato, Niulang il bovaro.| Khamu del Laos, etnia del nord di Luang Prabang, vivono in clan con tradizioni totemiche e spirituali. Il riso è al centro della loro cultura: alimento sacro, ponte tra vivi e spiriti. Ogni persona ha più spiriti (hmmaal), e la salute dipende dal loro equilibrio. Il riso si coltiva con rituali complessi: prima si disbosca, poi si brucia il terreno, infine si semina con bastoni di bambù detti piantatori sonori, invocando la pioggia. La semina avviene con offerte e preghiere alla Madre del Riso e agli spiriti del campo. Si usano tamburi di terra, mantra, sacrifici animali e vino di riso. Il riso è considerato un bambino spirituale (koon hngo), nutrito, benedetto e poi riportato a casa dopo il raccolto. Le famiglie mantengono capanne-ritiro nei campi, eseguono divinazioni con chicchi di riso e seguono calendari rituali. Durante il raccolto si compie il rito del Greh: il riso-bambino viene portato nel granaio e affidato al bulul spirito custode. Canti, banchetti e offerte chiudono la festa, rafforzando il legame tra uomini, natura e spiriti.# |KHAMU-del-Laos è€æŒ, Kammu Khamou ลาว, vivon nord province, di Luang Prabang, clan famiglie riti, tradizioni proprie, dettan discendenza, totemica e di coppie; totem-piante animali, relazioni scambio, reciproco rispetto, Riso basa ogni fatto, riso crudo o a vapore, alcol riso ideale, per Spiriti tipi, e la vita influenzare: ogni uman vivente, ha + spiri personali, hmmaal in lingua khmu, senz'essi si muore, a ripristinar salute, corpo famiglia e clan, bisogna chiamar indietro, i propri animal. Con aiuto di mo-mon, 1 sama mangia riso, glutinoso di montagna, presso boschivo, Kamu alleva pur cani, maiali polli e vari, a volte qualche mucca, cavallo nutre hmaal. In momenti malattia, catacliasma o guerre, coltivano + piante, nelle alte loro terre, caccia e raccolta, funghi e pesci fiume, Mais cetrioli zucche, verze tuberi banane, sorgo sesamo zenzero, arachide fagioli, miglio e papavero, con canapa e cotone, coltivati col riso, lungo il sentiero, o in campi terrazzati. Predatori di colture, cacciati e mangiati, se commestibili topi, uccelli scoiattoli, se mangian raccolto, scimmie Ratti bambù, in tempi carestia, Kamu scava tuber pur. Riso compiace, prima piantar campo, rituale Mat reek, prepar mini-giardino, + semi varietà , verrano coltivate, bambu di mat-reek, simula agro grande. Khamu auspica il riso, entro loro campo, scorre acqua pioggia, ai piedi del bambù, serve richiesta, acqua pioggia invocata, mentre falli Shiva, spiri ladri allontana: recinzione mat reek, avvisa tutti animali, rimanere fuori campo, poi inizia piantar, Dibble di semina, fanno buco nel suolo, profon 5 centime, metti seme riso in foro. Gruppi etnici diversi, diverso piantatoio, bastone di bambu, 2 metri groong cmool, altri usano + corti, o lame ferro stretto, a fare postarelle, chiuse dopo evento; chiamano wwyh groong, piantator sonoro, strumento rituale, che chiama pure pioggia, aiuta germinazio, pur orchestra di bambù, vibrati in sintonia, loro eco sale su. Khamu sul confine, stimola la pioggia, con tamburi-terra, 1 cavita nel suolo, come nido termiti, coperto da stuoia, membrana di ritmi, che vietnamita ode, gambo di pianta, come cupi-cupi, accarezza membrana, e causa vibrazione, eco cassa risonanza, entro buco terra, simile a lamento, di putipù Benevento: ascolta spiro lampo, o drago hrooyy pryoong, infastidito scatena, pioggia battente, permette seme Riso, germina e cresce, chi semina vivaio, ara lungo diagonali, argini rituali, attende le piogge, conclude suo campo, giovedi giorno buono, trapianta suo riso, darà + granella, altro giorno altro rito. Sabato fa steli, mercoledì reca foglia, eseguono rituali, pur atei contadini, produce benefici, concentra desiderio, rito emana meglio, ripara da insuccessi, vicino i campi lascia, capanne del ritiro. |Case-palafitte, sfuggono monsone, Khamu vive gioia, dentro thieng-hai, capanna riso campo, semina ad aprile, in cenere del suolo, con piantator sonoro. Gennaio e Febbraio, uomo ha disboscato, a Marzo ed Aprile, legno secco bruciato, incendio iniziale, poi accatastamento, scarti residui, brucia in secon momento. Prepara primo giorno, mata-rek con bambù, centrale piantato, miniatura a propiziar, madre riso a recitare, prima di piantare, benedice il seme, con sangue pollame. Ngo anima di Riso, come quella di umane, se arrabbia diparte, ci lascia alla fame, padron del campo ha, 1 povero raccolto, rispetto imparerà , per Riso giusto posto. ogni Khamu nutre, spiriti del campo, se chiude buco seme, lui stipula 1 patto, chiede mantenere, protegger semi riso, al tempo raccolto, offre 1 pasto amico; 2 uomini vestiti, afferrano ballando, le donne con acqua, che innaffiano tanto, x pioggia causare, Pi spiriti aiuta, ngo spiro Riso, nel rito si produca; da culla alla morte, nutre anima umani, il riso adottato, è bimbo del gruppo, ponte contatto, tra i vivi e cosmo. Riso sostiene, sua propria cultura, forgia suo mondo, ai confini natura.| dopo la preghiera segue, kne divinazione, spiri consultare, 3 grani riso in mani, se numero è pari, segno che gli spiri, accettano doni, a cena degli inviti: 1 pollo macellato, onor casa famiglia, come Spirito-del-campo, 1 vaso vino riso, aperto un po versato, assiem alla pula, assaggio per avi, rapsodia doppiatura. Spiriti di tombe, e spiriti di dighe, voi siete custodi, di questo ambiente, alimentate voi stessi, con seme vostro, quan riso è vagliato, 1 pollo sia colto, suo sangue sul riso, offerta benedetta, riso nel granaio, con mantra recitato, il padre di famiglia, chiama hmmaal hngo, anima del riso, che torni a casa ancor: ehi riso bianco! torna pannocchie lunghe, ritorna a me oggi, ti riparo e proteggo, riso ner giovanotto, riso bian signorina, Riso-anima vieni, in tua casa sotto mia; buon Riso nel campo, se temi i topi, allora torna a casa, resta sotto travi, ma'gaang madre famiglia, + semi pianta, ti invito giorno/notte, torna a casa e mangia. Per ogni varieta, da famil posseduta, recita incanto, x favore hmmal hngo! spi-riso non-trebbiato, hmmal mah riso cotto, non essere arrabbiato, dai segno raccolto, lascia grani germogliar, crescere presto, possa riso che pianto, riso che mangiamo, essere fortunato, vi supplichiamo avanti, 1 vassoio cibo, a voi è qui servito. Madre Riso accende torcia, albero marcio, siede in campo e dice: via spiri divoranti! vieni aiutarci, hmaal-ngo a piantare riso, di te abbiam bisogno, o insaziabile amico; con torcia spenta, semina si inizia, completa 2/3 giorni, auspicio a ricavar, hmal-riso di padrone, se ha buon raccolto, coltivo riso e mangio, cosi alimento sogno, mostrare 1 hmaal-hngo, a sapere che avremo, riso a colazion. Siamo 1 famiglia, del clan della Felce, vorremmo iniziare, pulire spiazzo selve, nel giorno auspicio, per florido riso, e animali salute, dicci si che inizio! lo capirem poichè, ogni spirito che passa, segnala e manifesta, a noi la scelta fatta. Se quieto rende sogno, buono e perfetto, quieti spiri animali, incontro calmo Riso, se nel taglio-e-fuoco, nessuna chiamata, dormono su scelta, i membri della casa. Uccelli e animali, richiesti a rimaner, in silenzio preghiera, durante l'attesa, se notte seguente, sogno spirito-Riso, in modo positivo, continuo pulir declivio: se inver sogno riguarda, qualcosa tabù, sito è abbandonato, altra area viene scelta, poichè ogni debbio, può esser pericoloso, anziani fan rito, cercano consenso, protezione di antenati, cercan fare patto, con clan della Felce, noi tagliamo tronchi, guarda mani e piedi, a evitar infortuni, oppure gli sprechi, quan tempo raccolto, giunge ti prometto, di fare 1 pasto a te, Liang-hrooy-hre, nutrir spiriti campo, tempio temporan, presso matreek, offerte alimentar, tabacco e fol betel, noci areca calce, barattolo vin riso, attira spiro invito, anzian presiede rito, recita + storni, a chiamare spiri, di suolo e dintorni: allontanate topo, che morde vos germogli, animal sarchiatori, lasciate nelle foglie, durante raccolto, madre-riso chiama, hngo riso-bimbo. Persone che han fatto, insieme raccolto, ora richiamati, da madre del rituale, che prepara koon hngo, cesto Riso-bimbo, riempito di monili, con le pannocchie risi, chiamato koon hngo, poi madre prende 1 pollo, lo bolle x bimbo, strappa del petto, e chiama hmal hngo, porge offerta cibo, ngvan hmmaal koon hngo: riso-figlio ti invito, tagliar riso campo, ti benedico e versiamo, sangue pollo a te, ti laviamo ti serviamo, cibo con bevande, 1 pollo e vino riso, ma-hngo è madre grande. Finita offeta a figlio, è servito cibo, a tutti coglitori, pollo e vino riso, bevi tutti assieme, con lunghe cannucce, da comun recipiente; festa fino a notte, con canti e poesie, ognuno ha composto, uni per gli altri, abbracciano a vicenda, narran storielle, a fine cerimonia, ma-ngo dorme in ceste. Tieni riso-bimbo, in casa fino a giorno, poi raccolto riso, posto in granaio, allora tu sposta, bimbo in granaio, lega a trave tetto, |bulul custode innato, rito detto Greh, a Dicembre Gennaio.
lume135-Riso è frutto acqua sorgenti, e fermenti dati da famiglie, ricco di amido ma povero, di enzimi di maltazione, a differenza dell'orzo, il suo vino nasce da due fasi. Laos e Cina e Filippine, fanno il doppio passaggio: prima il riso viene cotto, poi aggiunte muffe dette koji, queste producono enzimi, che mutano amido in zuccheri, ora mettono i cerevisiae, saccaromiceti locali, che mutano zuccheri in alcol. Si beve in gruppo con cannucce, nelle feste del raccolto, il vino riso che fermenta, in grandi giare terracotta, ogni persona ha sua cannuccia, gesto rituale comunitario, che tiene unito il villaggio. Celebrando madre terra, cannucce lunghe di bambù, permettono bere dal fondo, o a diversi livelli della giara, riducendo contatto con l'aria, mantiene lieviti a fermentare, evitano disturbare, il cappello isolante. Il vino di riso nella giara, ha sapori verticali, dal dolce leggero in alto, al più intenso e denso in basso, condiviso da cannucce, cave internamente, che esplorano profondità . Le giare sembrano organismi, nascono crescono e maturano, si trasformano nel tempo; i primi tre giorni son risveglio, riso cotto incontra i fermenti: muffe e microrganismi, mutano amido in zuccheri, la giara appare tranquilla, ma al suo interno accende attività , il profumo dolce come il miele, ci porta fino al giorno sette, dove zuccheri aumentano rapidi, sebben bevanda ha poco alcol, ha sapor di frutta matura, miele e castagna o pane dolce. Alla terza settimana, nasce il vino di Riso, i lieviti birra ad esso aggiunti, mutano zuccheri in alcol, compaiono piccole bolle, il profumo acquista forza, e mostra il suo carattere. Dopo uno/due mesi, arriva maturità , fermentazione rallenta, i sapori ammorbidiscono, bevanda si fa limpida, sul fondo i lieviti e la feccia, questa è la fase ideale, per le feste e i banchetti, mentre saggezza si accumula, mei mesi successivi, se ben conservata la bevanda, continua lenta evoluzione, con aromi più profondi, meno dolci e raffinati, che ricordan frutta secca, bosco o fiori appassiti. La giara è oracolo di elementi, Terra Acqua Aria e Fuoco, dove cuoce il riso tempo, dalle Hawaii fino al Laos, bevanda condivisa in raccolti, matrimoni e fasi vita, dove ber da stessa giara, è partecipare alla storia, del villaggio e della terra, che lo hanno generato.
136:lume136-|Seepana Appa Rao narra a Lisa, dei Bulul totem di riso, studia ecotipi e varietà , diecimila tipi riso in Laos, li collega alle leggende, etnie nomadi Indocina. Lui mappa i semi adatti a umani, come fanno Khami ed Akha/Hani, coltiva risi in piccoli campi, mescolando semi anche diversi, contro tempeste e parassiti. Riso appiccicoso è glutinoso, il nero amato è raccolto a mano, trebbiato e conservato, per far bevande e la semente, sue varietà catalogate, per stagione maturazione: risi offrono proteine, minerali e terapie, ogni seme riceve un nome, che ne racconta la storia: Khao Pulcino e Khao Pong, Khao-Pong-Deng o Riso-incanto, che cresce in risaia con alga |Azolla, concime verde e controllo erbacce. Alcune varietà di risi, resistono a inondazioni, stress climatici e altro, fanno adattamento continuo, tal conoscenza è tramandata, da generazioni di anziani, monaci e contadini, che amano comunità , e armonia veracità . I Khamu coltivano diversi semi, mescolandoli in sicurezza, raccogliendo a mano risi dolci, neri e anche glutinosi, moltiplicati per stagioni. Akha/Hani fondano case, villaggi pacifici nei riti, di antenati e di natura, altari ponti ed altalene, con le feste dei raccolti, amore e corteggiamento, e gratitudine agli spiriti. I Katu cercano armonia, tra fuoco acqua e terra, onorando spiriti foresta, mentre i Lisu sopra i monti, presso le fonti d'acqua, si curan con erbe e sauna, cantando amore nelle danze, di ogni amato Capodanno. Ogni seme è un rituale, custode della storia, adattamento e saggezza, condivisa da ogni età , da cui nasce oracol riso: chi osserva la terra e ascolta i semi, cresce forte e curioso, impara dai cicli di natura, come leggere una bussola, a non perdere il cammino.| Gli Akha/Hani dell'Asia sudorientale usano alfabeto latino e lingue Hmong, con consonanti che segnano i toni. Sono guerrieri senza guerra, pacifici, fondatori delle loro case e città -stato (dzoema), legati a natura, piante e animali. Vivono di agro-sussistenza, allevamento e raccolta selvatica, scambiando cibo e beni nei mercati. Vestono cotone indaco ricamato secondo i sottogruppi. Riti e ponti rituali proteggono dal mondo degli spiriti: statue Bulul e altari agli antenati separano sacro e profano, maschile e femminile. Il riso è cibo base e oggetto di culto; la festa dell'Altalena celebra raccolti, corteggiamento e ringraziamento agli spiriti, combinando gioia e memoria storica. Gli Akha selezionano e moltiplicano semi, adattando varietà al clima e rispettando lo spirito del riso (Dab Pog). I Katu del Laos cercano armonia tra fuoco e acqua, rispettando spiriti della foresta e antenati, che possono causare malattie se trascurati. Coltivano riso e seguono rituali per assecondare equilibrio tra uomo e natura. I Lisu del Myanmar amano montagne, cascate e fonti d'acqua; ogni casa ha un santuario con spiriti antenati e sauna curativa con erbe. La festa di Capodanno è segnata da danze, canti d'amore e simbolici punzecchiamenti del capo, mentre litigi all’alba sono proibiti. Tutti condividono rispetto per spiriti, antenati, natura e cicli agricoli, intrecciando spiritualità , comunità e vita quotidiana in un equilibrio armonico.# AKHA/HANI å“ˆå°¼æ— oggi, usano scrittura, con alfabeto latino, come lingue Hmong, usan consonanti, a designare tono, tutti liberi nati, e ugual diritto sono; guerrieri senza guerra, valore nonviolenza, la tradizione orale, citta-stato in terra, ogni capo paese, ha costruito prima casa, è fondator dzoema, gestisce vita urbana; subiscono influenza, di regnan pianura, dzoema nominato, x relazioni esterne, or parte di sistema, amministrato stato, umani e piante, nati da stesso afflato: dotati di ragione, coscienza fratellanza, oltre sussistenza, raccolgon frutti selva, funghi e piante cibi, allevan maiali polli, capre anatre e bufali, e pagano con oppi, soia cavoli e pomi, scambiano a mercato, a comprare il sale, ferro e altri beni, cacciano cinghiali, cervi topi e uccelli, con trappole e pistole, arte balestrieri. Abiti casalinghi, coton indaco tinto, ricami distintivi, dei sottogruppi Akha, anno suddiviso, stagione secca/piogge, mentre genius loci, cerca doni a scorte. Ciclo riti annuo, comprende 10 offerte, rituali x il riso, ponti ed altalene, marcano i ponti, divisione tra domini, della corte umana, e la selva degli spiri. Nel villaggio Akha, entro e vedo 1 ponte, che tiene fuori spiri, privi di 1 cuore, di solito 2 ponti, 1 a monte 1 in basso, x spiriti e umani, e animali a spasso; i ponti in bambù, han statue fertilità , Bulul maschi femme, con sessi esagerati, fan ponti ogni anno, cerimonia guidata, tra sentieri e abitati, 1 zona recintata; ogni casa Akha, ha 1 altare di avi, maschili e femminili, 2 locali separati, offerte ad antenati, nella parte femminile, mentre cerimonie caccia, in zona maschile: animali da caccia, hanno spiriti-totem, come riso granai, e capanne giovan coppie, cosi uomini vivono, con piccole stufe, x chiacchere clima, fraterni canti pure. Riso cibo base, in asciutto su colline, Akha taglia e brucia, foreste riproduce, frammisti campi riso, a mais fagioli soia, + zucche con verdure, e oppio senza noia. Akha-Hani religione, politeismo combinato, spiri fertilità , e culto di antenato, per buona salute, raccolti abbondanti, crescita animali, felici cuori grandi. Bimbo vien da Dio, tramite altalena, costruita da 1 vecchio, a mito ricordo, dondolar su altalena, veloce e rischioso, corteggio tra i sessi, ricerca di sposo: agosto e settembre, Riso quasi pronto, è festa di Altalena, rito Akha gioioso, gente del paese, si dondola si afferra, in rito ringrazia, Spiri cielo e terra. Riso con umani, buon scambi sa fare, pur dopo 1 litigio, separano strade, festa di Altalena, offerta a Riso annual, stimola raccolto, in scambio con uman; svolge a 4 mesi, dopo semina del riso, verso fine Agosto, stagione piogge cessa, altalena viene usata, pure 4 giorni, inizio raccolti, e storie ricordi: Avi burmo-tibetani, fino capo khan, scambi e divorzi, matrimoni interclan, liberi di scelta, genitori avvisati, cerimonia nuziale, fa in casa di sposo, che ospita coppia, finche altare trovo. Reciproca adozione, villaggi in sinergia, |Miss Lasoy coltiva, e dono d'avi arriva, al paese Pakuvai, Mister Sulan 86, trova glutinoso riso, su stagno radura, semi maturi, lui testa e seleziona, in anni successivi, granella si migliora, famiglia lo raddoppia, seme poi adottato, da tutto suo villaggio, diffuse risultato. Tribale varietà , sensibi fotoperiodo, contadin di Phongsaly, ottenne semi riso, da varietà pianura, aromati medi periodo, semina in suo campo, e uno matur anticipo: matura 1 mese prima, rispetto originale, normali 4 mesi, colse precoci coppie, riusa l'anno dopo, moltiplica seme, variante si adatta, al clima suo paese, meglio di originale, matura sul colle, lo Spirito di Riso, soddisfa suo sogno, Risi colti a mano, esprimon mutazione, granella spogliata, + morbida a vapore, risi a falcetto, gialle mature piante, oh spirito Dab Pog, sorveglia il nuovo nato. |KATU del Laos, cercano armonia, con fuoco dominanza, e acqua conformità , storico conflitto, i Laos sono fuoco, i Koom sono acqua, in armonico gioco; loro avo viveva, su zone costiere, spinti su montagne, da predon pianure, gente placa 3 gruppi, di spiriti detti, Dyang di foresta, e Brau morti irrequieti. coltivan campi riso, poi lasciano a riposo, assecondano armonia, con spiriti del posto, Foresta è Casa/tempio, a vari spir locali, Katu sono attenti, ai lavori in loro campi. Entrano in selva, dominio di antenati, che causa malattia, se oltraggiano ingrati, tutta malattia, vien da disarmonia, controversia a parole, pure causa prima. |LISU gente colorata, giunta dal Myanmar, ama le montagne cascate e fonti acqua, aman relazioni, dentro e fuor paese; ogni casa santuario, ha spiriti avi, 1 sauna con erbe, che cura molti mali, Festa nuovo anno, capo punge gli altri, diventa pagliaccio, ma litigi son proibiti, al sorgere sole, investono ogni onore, a mezzo di danza, e le canzon di amore.
lume136-|Bambino Riso del Laos, antico mito d'Indocina: gli anziani narrano che il Riso, fosse un tempo una persona, spesso chiamata Madre Riso, o Bambino del Riso, viveva accanto agli uomini, che avevano gentilezza, e per amore si offriva, ogni anno nel raccolto. Col passare del tempo, umani divennero impazienti, e irrispettosi del suo dono, offendendo spirito del Riso, che si nascose in piccoli chicchi; fu così che da allora, gli umani vanno a seminare, coltivare e raccogliere con cura, per ritrovare quel dono, del bambino perduto. Durante le feste del raccolto, di molte etnie del Laos, si compion oggi ancor rituali, per richiamare l'anima del riso, affinché abiti i campi, portando salute e prosperità . Riso spirito di saggezza, seminato dalle mani, dei contadini e dal destino, ogni gesto è un rito vivo, ogni chicco è una promessa, nel giardino di terrazze, i cuori tacciono in silenzio, mentre lo spirito del riso, dorme nel campo trapiantato. Donna anziana culla il bimbo, come si culla la memoria, mentre la pioggia benedice i campi, e lo sciamano col tamburo, chiama forza invisibile, animali guardano e comprendono: volpi e naga son sue guida.
164:lume164-Pellegrino in piedi su una soglia, tra Inferno e Paradiso, ai suoi piedi un gran pitone, si attorciglia a una clessidra, nel cielo una spirale aurea, collega stelle e numeri. Il pellegrino si smarrisce, nella selva oscura, viene salvato da Virgilio, e guidato in sottoregni, di una Terra immobile al centro, circondata da nove sfere, di cieli ed Empireo, sede di luce divina. La struttura dei tre regni, riflette cosmologia, nove cerchi all'Inferno, due balze e sette cornici Purgatorio, nove cieli nel Paradiso. Il viaggio si apre in tono tragico, ma si conclude in visione luminosa, mostrando possibile redenzione, in natura arte e architettura, vibrazioni Emoto e Lakosky, in agraria e medicina, per curare e far crescere, orto materia viva. L'oracolo dice: guarda serpente negli occhi, il tuo canto gli è atteso, ciò che è stato ferito può fiorire, la tua |Preghiera è cura, il vecchio Piton non fa paura, mentre le piume del parrocchetto, sono parola ritrovate, libertà nella visione. Jung rivela che il serpente, va solo attraversato, è soglia tra istinto e sapienza, tra ombra e rivelazione.| Dante compie un viaggio, iniziatico aldilà , espulso da Firenze, vive l'esilio come dolore e missione. La Commedia denuncia corruzione politica e religiosa, proponendo un rinnovamento morale. Virgilio è la ragione, Beatrice è fede amore, Bernardo è visione mistica.# |INFERNO, grande voragine a forma cono, col vertice a centro terra, formatosi quan Dio, fece precipitar Lucifero, capo degli angeli ribelli. Ingresso inferno è segnato, dal fiume Acheronte, sulle cui rive anime vanno, di tutti i trapassati, in base a gravità peccato, si decide pena che da subire, nei vasti cerchi separati, lungo pareti del cono, trovan posto i dannati. Il male detto peccato, secondo chiesa cristiana, nasce da tre atteggiamenti: incontinenza agli istinti, senza uso di ragione; violenza contro Dio e il creato, contro se stesso e contro il prossimo; frode invece usa l'inganno, a compiere il male. Inferno diviso in 3 aree, a loro volta in nove cerchi. |Lucifero in fondo baratro, con sue tre bocche maciulla eterno, Giuda traditore di Gesù, Bruto e Cassio traditor del khan, traitor di chiesa e impero. Cacciaguida annuncia a Dante, che sarà costretto a esilio, lasciar Firenze e casa, a causa intrighi Bonifacio, corte papale fà commercio, di Cristo e cose sacre, Cacciaguida antenato, gli preannuncia accoglienza, presso Bartolomeo della Scala, khan signore di Verona, con stemma di aquila imperiale, generoso in suo favore, senza volere nulla in cambio, prima che Clemente V, inganni Arrigo Enrico, sua giustizia ed umiltà , saranno note a tutti, future imprese del signore, incredibili ai mortali. Dante abbandona tutto, ospitato in varie corti, prova spiacevole sapore, del pane fatto altrove, faticoso salir scale, dei palazzi altrui; altri esuli fiorentini, di comune sventura, vanno contro lui, ma finiscono in battaglia, sanguinosa della Lastra, disfatta senza senso. |Cacciaguida esorta Dante, non odiar concittadini, giacché la tua vita, dura oltre la punizione, che il destino ha in serbo a loro. Dopo incontro Cacciaguida, viaggio Dante promuove, rinnovamento morale, di umanità ferita, da cupidigia capitalista, e rifondare Chiesa e Impero, in funzioni originarie, Dante ricerca divinità , da riconsegnare a umani. La luce indica grazia, Virgilio lumen naturale, cioè luce d'intelletto, Beatrice è lumen gratiae, illuminazione della fede, cui Dio rivela all'uomo; Bernardo lumen gloriae, guida che assiste ultimi sforzi, a condurre Dante viaggio, a vision suprema divinità . Dante in canti Cacciaguida, alleggerisce sua zavorra, a raggiunger Arco Fuoco, introietta dentro sé, materiale e immateriale, con occhi pellegrin mortale, e poi dopo la visione, con occhi san Bernardo: costui da infima lacuna, ha visto anime tutte, supplico a te per tua grazia, conceder lui virtù a sollevarsi, cioè immortalità , per guardar ultima salvezza, serve assimilarsi a Dio, dove è suprema intelligenza, che si contempla in un cristallo, una foresta e ciel stellato, materia e uomo sono uniti, nel riscatto di MATERIA. Spirito eleva e rifà il Corpus, se alchimista partecipa, col suo calore dentro il fuoco, tra gli alambicchi e la fornace, del suo corpo a trasformare, propria natura in nerezza, da questa in nuovo giorno albedo, nigredo è già un gran conquista, nel progetto elevazione, del camminare in salita, per un traguardo e una discesa, fin Paradiso e poi Materia: se vuoi DIVENIRE un tuo progetto, già deve ESSERE dentro di te. |Cacciaguida a Dante, espone sua missione, lo invita a scriver tutto, in suo diario viaggio, molti offenderanno, ma i posteri ameranno, il tuo grido come il vento, mirando la dottrina, sotto ai versi strani, per gli intelletti sani. Dante cita Aristotele, chi possiede ragione, sempre sceglie il bene, per essere felice, tutte altre scelte, portano infelicità , odierna falsa élite, sfoggia falso umanesimo, oscura luce Cristo, vela luce di speranza: la ricchezza dice Dante, avvelen genealogia, classista e finanziaria, la chiama eresia, radice error morali, nobiltà sia perfezione, della propria natura, frutto e dono assieme, di un personal lavoro. Mezzo al cammin di nostra vita, mi ritrovai per selva oscura, la diritta via smarrita, appare cosa dura, malato in depressione, rinnova ogni paura, non so come vi entrai, tanto ero nel sonno, smarrito nel dolore, che coglie impreparati, Fiorenza mi respinse, Dante pur sconfitto, a morte condannato, esule pellegrino, abbandona sua città , Beatrice gli rivela, che tradita è la speranza, in terrestre Paradiso, se devia buon cammino, di cristiano cittadino, lei amica degli umani, si volge ai fiorentini, e mostra iniquità , ingiustizia del suo tempo, poi accenna la sua cura, a mezzo de-sideris, che reca Vita nuova, Amore mette in lui, ritrova il sogni primo. Uomo natura è desiderio, di crescita costante, alla novità di sé, mentre malata civiltà , frena e reprime desiderio, di superar se stesso, per giunger fino al cielo. Dante poema sacro, aiuta Intelligenza, invita tutti noi, a convito spirituale, incluse donne e bimbi, slavo-bulgaro viaggio, Commedia apre visuale, su cose nude in sè, svela il vero volto, di ladro od invidioso, suicida o traditore, segreti in loro cuori. Dante si proclama, fedele alla Speranza, rinuncia a sue speranze, nate da illusione, si oppone a ogni menzogna, il male va guardato, è realtà senza speranza, poi auspica un monarca, che incarna in sé virtù, giustizia e pace in terra, assicur felicità , aspirazione alla sapienza, e una Chiesa che guidi, a beatitudine celeste, realizzando umanità , con ragione e fede assieme, che crea felicità , nessuno usurpa l'altro, giustizia è primo amore, legge di Giustiniano, cioè Andronico Xcristos, politico cristiano, geocentri lex naturae, guida genere umano, ispira dal Cielo, a educare nobiltà , insita in ciascuno, Spes trasforma inferno, in |Dostoiesky bellezza, e Pasternak dottor Zivago. Poema appare pneuma, Cattedrale di parole, sostiene il tuo respiro, a mezzo di tre pietre, collocate in giusto luogo, pietra una e trina, che in STELLE chiude canti: salimmo a riveder STELLE, canto 57 dello Inferno; Puro e disposto a salir a STELLE, cinquantesimo canto Purgatorio, punto nevralgico che eleva, pietra al centro che sostiene, le due mura del poema, in Terza Cornice Iracondi, fumi densi e neri ira, soffocan Pellegrino, che mal distingue ciò che è attorno; ultimo canto Paradiso, Amor che move il sole e STELLE, Dante vivo in Paradiso, SPERA e sogna di tornare, come poeta in sua città , con altra voce e volontà . Tutti i viaggi dei sapienti, son guidati dalle stelle, se tu segui la tua stella, arrivi a glorioso porto, dice a Dante ser Brunetto, Mercurio-Hermes è tua stella, domina tuo segno dei Gemelli, dove addensano gli indizi. Brunetto Latini, maestro di Dante, notaio di Firenze, inviato ambasciatore, sente vicende tristi, esilio resta in Francia, e vaga in una selva, dove Natur lo invita, a scriver del Creato, bellezze in settenario, ritmo didattico cantato; torna in sua Fiorenza, vicario degli Angiò, quando i ghibellini, sconfitti da Manfredi, in Toscana scrive summa, che chiama Tesoretto, un libro sussidiario, che Dante bimbo studia, a memoria brani in rima, zoologia e astronomia, botanica e storia, geografia e teologia. Tesoretto in versi, in rima baciata, Dante influenza, in 7 Arti Liberali, del Trivio e del Quadrivio: gramma retorica e dialetti, aritmeti e geometria, musica e astronomia, avviate da Gesù,in Yoros grandi scuole. Brunetto parla a Dante, in Girone sodomiti, Dante è reverente, e si duole che è dannato, esposto a pioggia fuoco, retore omaggiato, da tutti in sua Firenze, capitale sodomita, la descrive san |Bernardino, predicator di Siena. Dante ama scoprire, valori e vizi umani, lui inizia nel Convivio, da stupor e meraviglia: considerate vos semenza, che fatti non foste, a viver come bruti, ma a seguir virtute e conoscenza. Vedere udire eventi, fanno reverente, stupore è punto inizio, di indagine realtà , a ogni campo di natura, dice Beatrice in Cielo Luna: sol da sensato apprende, ciò che intelletto degna, e rinuncia sillogismi, su vegetali e piante, cui solo la esperienza, può fornir certezza. Dante a Padova è con Giotto, in cappella dei Scrovegni, cinque canti qui dipinti, luce radiosa di Beatrice, con maestà della Madonna, Cristo e arcangeli nei lati, Pietro Giacomo e Giovanni, tre apostoli prescelti, saliti al monte dei Misteri, a veder la Verità , poi rimasti folgorati, a contemplar divinità , come Dante epopte cieco, pose mano a poema sacro, per molti anni consumato, a riunire cielo e terra, e vincer crudeltà che serra, lupi a ovile portan guerra, con altra voce ed altro vello, poeta indossa cappello, barba e bian capelli; zodiaco rotor stelle fisse, trasfigura sua spavento, dopo anni di fatica, innamorato ed estasiato, al calare del sipario, Alighieri esce sul palco, a ritagliarsi eco applauso, poi offre consigli, nel Leggere il poema, indagando la morale, dentro allegorie dottrine, come quelle del Vangelo, Cristo al monte trasfigura, davanti sol tre apostoli, poichè secrete cose, chiedon poca compagnia, a varcare orizzonte, dove Creator guarda il Creato. |Giasone viaggia con marinai, di nave Argot argonauti, mentre Orfeo suona l'arpa, si avvicina a secrete cose, galleggia in mente di Dio, come mare di Nettuno, torna a Firenze sol da vecchio, arricchito in conoscenze, nuovo vello oro Sapienza. Dante e Orfeo stesso mito, se hai occhi corpo spalancati, fallisci impresa ultraterrena, Euridice è congelata, Dante appresa la lezione, tiene occhi fissi a terra, fino a ordine imperioso, di Beatrice la sua guida. Jung in specchio acqua, vede propria imago, riflette faccia tua nascosta, dietro attore personaggio, prima prova di coraggio, nel percorso interiore, scopre propria ombra, e spaventa le persone, che si proiettava su ambiente; scavar dentro è rintracciare, propria nigredo pesantezza, e lasciarci dietro complicità , di nostro agire sotto sonno, che produce pasti ai lupi, detto alchemico Vitrolum. Virgilio e Dante si abbracciano, camminando in nero buio, aere amaro e sozzo, fumi densi avvolgon tutto, parole oggetti e significati, tutti immersi in cecità , poi si alza una voce, che si rivolge a Dante, chi sei tu che il fummo fendi, a penetrar nostro passato? Marco Lombardo è tale spiro, vescovo cataro a Concorezzo, grande astrologo che dice: del mondo seppi e amai valore, a cui ciascun depone le armi, son stato facile all'ira, come Apollo infuriato, che dall'alto scaglia frecce, contro chi lo offese. Dante subito intuisce, argomento conversazione, è vero quel che dici, oggi il mondo è abbandonato, da ogne virtù come tu dici, sol di malizia è ingravidato, allor tu rivelami la causa, sì ch'io la veggia e mostri altrui, laggiù su terra ove qualcuno, dice è colpa delle stelle. Marco Lombardo |cataro, che intrattenne salotti, di saturnina astrologia, risponde a questo modo, Frate lo mondo è cieco, e tu vien ben da lui, ciò che accade sulla terra, Voi credete vien dal cielo, se così fosse voi è distrutto, libero arbitrio e facoltà , di sceglier bene e male, con impossibile giustizia, se si procede secondo bene, a ottener premio letizia, e per male avere lutto. Lo cielo i vostri movimenti inizia, non dico proprio tutte, come insegna astrologia, lume vi è dato a bene e malizia, assieme a libero voler, e in primi anni vostra vita, costretti a faticar col cielo, a temperare inclinazioni, ma ne uscite vincitore, se avete buon nutrimento, di maggior forza e natura, più grande di voi, liberi soggiacete, e quella forza cria in voi, intelligenza che le stelle, in sua cur non può creare, così se il mondo oggi disvia, in voi è la cagione, e io te ne sarò spia. Ordine e perfezione hai, se libertà vien ben nutrita, si sale a Dio persona, che Bene e Grazia crea, fa dono Intelligenza, a seguir progetto opera, che solo a Dio appartiene, e manca nelle stelle. Pellegrin celesti sfere, arriva a Stelle Fisse, seguendo loro guida, che dal purgatorio vedi, in matematico linguaggio, guardo senza paura, dinamo orizzonte, oltre limite insuperabile, sta il sublime della Grazia; Dante ha paura un poco, non ha penne a volar alto, ma come i bimbi prova gioia, nel sentirsi trasportato, sopra il vento di aquiloni, con la profezia del Veltro, nel Proemio del Poema, Virgilio ferma i suoi passi, assieme a quelli dei Lettori, enunciando che infine, il veltro divino verrà , farà morir lupa con doglia, la caccerà di villa in villa, finchè è rimessa nello nferno, da dove la prima invidia, ribellione di Lucifero, l'aveva liberata. Cristo Trionfo è tale veltro, tra le schiere dei beati, che vede interno della terra, correggendo la via diritta, troverai pietra nascosta, che è la vera medicina, enteriora lapidem terrae, dove salvezza è affidata, a un intervento divino, quando ciascuno trova, il Veltro entro se stesso, e strappa via da proprie carni, zanne feroci della lupa, e la respinge nel suo inferno. Dante parla in tante lingue, pitagorici e alchimisti, ebrei arabi e cristiani, templari e massoni, per raggiunger molti cuori, in un mondo di sordi, tanti gradi iniziazione, molti suoni di un gran mare, per solo scopo di instillare, Fede a principe imperiale, e ogni fratello templare, esser Principe di Grazia, simile a Beatrice, che con Virgilio e San Bernardo, sono guide in Chiaravalle, Dante scelse San |Bernardo, ordinatore dei templari, dopo strage di quell'orda, per mano monarchia francese, Bernardo onora con preghiera, incrocia sguardo di Maria, come fece Jacques Molay, che muore e guarda Notre Dame, immensa nave da crociera, ferma alla banchina, con sue navate e campanili, in attesa del gran viaggio, dagli inferi al cielo, scritta in lingua degli Argoti, lingua cifrata di veggenti, nomadi ancora disprezzati, ribelli avidi di libertà , curan dialetto ancor bandito, dalla buona società , di benpensanti in ermellino, immersi nella fatuità : argot di minoranza, fuori leggi codificate, convenzioni usi e protocolli, di anonimi architetti, maestri ermetici alchimisti, pitagorici o templari, trascritti in cattedrali, santuari della scienza, e dei credi popolari, dei grifoni e dei Beati, cerchi angelici antenati, nel portone e nel rosone, vetro e marmo in sette cieli, pietra di angolo staccata, dal trono Dio precipitata, reca fondamento al mondo, e tiene unito ogni edificio, aiuta ogni uomo a farsi tempio, principio e fine di ogni tempo. Dante erudito, sa tutto di allora, e sotto ispirazione, usa penna o arpa, e naviga la Bibbia, dottrina della Chiesa, e tutto mischia in rima, dal moto degli storni, alla grazia delle gru, i fiori con la brina, che sciolgono a mattina, poi usa simbolismo, assieme allegoria, messaggi cifrati, e parla ai suoi lettori: O voi che siete sani, mirate la dottrina, che si asconde sotto, il velam di versi strani! Chi vede e riconosce, è genio osservatore, descrive lui Gerione, si avvita e nuota in aria, scende lungo un elica, di forma cilindrica, e |Giganti delle Torri, fan mura incandescenti, San Francesco meso a sacco, da astuzia del demonio, con logica truccata, in Guido Montefeltro. Angelo in Purgatorio, ispira Dante luce, riflette astronomia, che crea cronologia, precisa ora del giorno, e la pelle bianca nera, enigmi insegnamenti, più alti e degni fede, se son più incompresibi. Dante pensier discende, in sua anima da Dio, che è primo motore, come canta Branduardi, da unità s'irraggian tutti, altri numeri beati, che contemplano Dio, come in uno specchio, ogni pensier umano, riflette avanti esser pensato. Dante conosce numeri grandi, fino alle migliaia, così cita Trinità : uno due e tre sempre vive, regna sempre in tre due e uno, non circunscritto, ma tutto circunscrive. Dio è sostanza divina, due nature unite in una, nella persona di Cristo, e tre Persone in trinità : Padre Figlio e Spir Santo, tal figura è detta chiasmo, da lettera X greca, melodia di questi versi, fanno eco ordine inverso, crescente e decrescente, pienezza in sè ritorna, in ciascuno pari e dispari, tutte cose esser numero. Aritmetica è nume, studiata da Ishango, un babbuino del Congo, numera tacche su colonne, divise in dispari e pari, poi arriva Brahmagupta, che assieme Aryabhata, reca zero concetto, filosofia indiana, al vescovo Siria, di Arabi Tartaria, che diffusero l'uso, in tutto il Mediterraneo, poi Leonardo Fibonacci, da Pisa scrive Abaci, Matematica islamica, mentre Giuseppe Peano, formulò cinque assiomi, per numi naturali, e tutta aritmetica, prescindendo da intuizione, legata a necessità , come conteggio dei giorni, o capi di bestiame, ecco la sequenza, del numero uno, a cui segue un successivo, mentre Numeri diversi, hanno succession diversi, se primo numero è due, segui logica binaria, quinto assioma di Peano, è principio di Induzione. |Galileo Galilei, legge i versi di Dante, a cercare la misura, altezza dei giganti, e di Lucifero lor capo, disegna uomo vitruviano, dove un braccio appare un terzo, di altezza di persona, Dante è 1 metro e 75, statura perfetta, è uomo alto otto teste, mentre atleta ha nove teste. I giganti han corpo macho, muscoli e forza bruta, alti 44 braccia, 25 metri e mezzo, così il vermo reo, che mondo fora e ribella, è alto 1200 metri, con sei ali protese, su tutto il Cocito, ghiacciandolo col proprio, incessante moto, ha tre teste a scimmiottare, la Trinità Divina), ciascuna bocca stritola, uno dei tre traditori, di intera umanità , tutti e tre giganti, Giunio Bruto e Cassio Longino, congiurati contro Cesare, fondatore dello Impero, e Giuda Iscariota, traditore del Xristos, maciullato da Lucifero, e con schiena scorticata, Re di Tenebre in eterno, rode i peggiori peccatori. Galileo Galilei, in Accademia Fiorentina, tenne conferenze, su Inferno dantesco, vide Ghibellin fuggiasco, disseminare suo libro, di matemati e geometria, su imbuto infernale, e il lago ghiacciato, nel punto più in basso: vidi mille visi cagnazzi, fatti per freddo, in gelati guazzi, teste dei traditori, immersi in Cocito ghiaccio, diversi tali sguardi, ai desideri ardenti, che costringono miei occhi, a fissar occhi lucenti, di Beatrice sul grifone, tra le anime beate, del Cielo di Mercurio, mille splendori udia, a crescer nostri amori, nel purgatorio luci, del sole che solleva, ai Beati della Rosa, specchiarsi in mille soglie, agli angeli festosi, che circondano Maria, ciascun distinto pure, di fulgore e di arte. Dopo tal visione, mi volsi e vidi avanti, e sotto piedi un lago gelo, che sembrava vetro, diviso in quattro zone: Caina e Antenora, tolomea e Giudecca, da Giuda Iscariota, eretico del verbo; in Caina son puniti, i traditori dei parenti, seppelliti nel ghiaccio, fino al loro collo; in Antenora son puniti, i traditori della patria, sepolti fino a cintola, con parte alta esposta, a gelidi venti infernali, come Antenore gigante, che ebbe tradito Troia; in Tolomea son puniti, i traditori degli ospiti, distesi supini, con la schiena nel ghiaccio, poichè Tolomeo, fece uccidere Pompeo, per ruffianar Cesare; in Giudecca son puniti, tutti i traditori, di benefattori umanità , immersi tutti in ghiaccio, nel mezzo ultima zona, fa orribile mostra, il Lucifero signore: in Giudecca ghiacciata, con lui gigante mi convegno, mperador dolore regno, da mezzo petto uscia fuor ghiaccia, incapace a far di braccia, in sua ghiaccia residenza, dove son confitti i peccatori, del giron della Giudecca. Lucifero il gigante, fin ghiaccio suo ombelico, coincide a centro Terra, baricentro dei pesi, di sfera senza gravità , dove lo duca con fatica, volge testa e zanne, ci aggrappiamo al suo pelo, per salire al cunicolo, altra faccia di Giudecca. Dante vide ovunque, tanti altri giganti, da Giove minacciati, con tuono-folgore dal cielo, primo gigante incontra, è Nembrot architetto, della Torre di Babele, alto 25 metri, tredici volte più di un uomo, ha faccia lunga e grossa, come Pigna di bronzo, del cortile Vaticano, si proporzione ad altre ossa, in 3 metri e duecento; il massone gigante, ha tempi di reazione, più lenti di un umano, che può sfuggir suoi assalti, ragion per cui suoi arti, impiegan molto tempo, a compiere un lavoro, senza velocità , seppur grande potenza, a sollevare un colle, come gru e betoniera: le creature più ridotte, usan riflessi a spostarsi, rapidi a ogni mossa,come il topo che corre, aggiusta il tiro a ogni passo, mentre un gigante o elefante, sposta zampa avanti, e si affida a predizione, speranza a non trovare, un intoppo sul cammino, compensa sua lentezza, dovuta a dimensioni, Anteo gigante in Africa, ammazza più leoni, grazie alla sua forza. Galileo sà che distanza, tra ombelico e metà petto, è un quarto altezza uomo, trova il raggio di |Giudecca, in oltre 290 metri, mentre la Tolomea, ha raggio mille braccia, ovvero 580 metri, Antenora 1500, ovvero 875m, e la Caina di 2000, ha raggio 1166 metri; stessi calcoli conduce, per le Malebolge, ottavo cerchio dell'Inferno, residenza ai frodatori, disposti in dieci bolge, bolgia è confusione, dieci fosse concentriche, cerchiate da mura, come fortificazioni, di un castello medievale, cinto da più fossi, aventi ponticelli, fatti con la roccia: le malebolge di pietra, hanno color del ferro, ovunque macigni e anfratti, oscurità della frode, di mente tortuosa che inganna, nel mezzo del campo, un pozzo largo e profondo, dieci valli profonde, concentriche al pozzo, collegate da ponti, che ne scavalcano estensione, dalla riva esteriore, fino al pozzo centrale. Dante passa in prima bolgia, dello ottavo cerchio, vede folla di dannati, di ruffiani e seduttori, tormentati da diavoli, crudeli e beffardi, la folla in due schiere, che camminan senso opposto, come vedi camminare, in due file di folla, a Ponte Castel Santangelo, i pellegrini chiamati, dal Giubileo romano. Più narra il caos degrado, più geometria fà regolare, come fisica del Caos, in penultima bolgia, i seminatori di discordia, e scismi religiosi, 3 kilometri diametro, mentre decima bolgia, quella dei falsari, 6 kilometri diametro. Canto VII Inferno, demone Pluto invoca, papè Satà n aleppe! a terrorizzare Dante, invocando Lucifero, Virgilio lo sgrida, Lucifero è al cupo, dove Michele fé vendetta, del superbo stupro! peccato di superbia. Gioacchino Belli cita, Michele nei sonetti, anno 833, angel ribelli caduti, Michele al galoppo, con Stendardo biancogiallo, al suon tamburo e piffero, lesse sto editto: Iddio condanna ar callo, l'angeli neri, con Capitan Luscifero! Michele qui è vestito, capitan guardia pontificia, che inalbera stendardo, dopo aver suonato, per richiamar la folla, come un banditore legge editto di condanna, dove Lucifero è trattato, come un capitano di ventura, ribelle condannato ar callo. Passando al Basso Inferno, Dante conosce uomo-bestia, nel viaggio tra assassini, tra violenza e infamia, fin sede di Lucifero, entriamo in luogo Belve, in preciso domicilio, tre giron settimo cerchio, sta Lupa del dolore, che ci procuriamo in guerre, getta ombra sui violenti, contro le cose e gli altri. Lince, appar dolore, fatto su noi stessi, getta la sua ombra, su chi picchia sè e sue cose, Leone appar disprezzo, del Mondo e del Mistero, getta sua ombra sui violenti, contro Dio e le sue cose. Quattro incontri coi Guardiani, di Inferi e città di Dite, più di mille sulle porte, da ciel piovuti quattro volte, tentan fermare il viaggio Dante, Caronte usa l'ira, vecchio bianco antico pelo. Minosse insinua il sospetto, a non fidarsi di Virgilio. Pluto il ricco rabbioso lupo, invece gli dice di tacere, ma è piegato da Virgilio; poi tracotanza demoni in Dite, piegata dal Messo Celeste. |Minotauro quan ci vide, guardian settimo cerchio, mezzo uomo e mezzo bestia, guardiano-bestia solo infuria, non sa usare le parole, sua furia orribil ringhia, resta impotente da sua furia, si morse preso ad ira, mio maestro lo sgridò: pensi che questo sia Teseo, il duca di Atene, che nel mondo ti diede morte, tu vergogna di Creta, concepita in finta vacca, Pasife unita al Toro bianco, vattene via bestia, Dante non viene qui seguendo, istruzion di Arianna tua sorella, ma vien vedere vostre pene, poi Virgilio grida a Dante, corri al passaggio e scendi, mentre il mostro è in preda a furia, così vidi il Minotauro, come toro che barcolla, dopo il colpo mortale. Canto 12 è ingresso, nel basso Inferno, Virgilio accorda con Chirone, per la salvezza di Dante, quando Aquila cede, staffetta ai Centauri, poi canto 62, Virgilio dice addio, e dà due corone a Dante, i Dioscuri cedono, staffetta al Grifone, si entra nell'Eden, e termina nigredo, conta 50 canti, e arrivi sul Burrato, che spacca Inferno in due, e dal quale sale un puzzo, i Poeti si difendono, fermandosi a parlare, dietro tomba papa Anastasio, ultimi cerchi infernali, dove son puniti i violenti, fraudolenti e traditori, colpe che più offendono, la bontà divina: qui Dante cita il libro Genesi, in cui vedi leggi naturali, e fa spiegar Virgilio, che grande errore d'Uomo, è tradire il lavoro, ispirato dal divino, che sempre fa creazione, in cui umano può specchiarsi, per sostentarsi e progredire, ma usuraio altra viene tiene, poichè disprezza la natura, disprezza sua operosità , e ripone spes in tempo falso, e fraudolento dell'usura. |CENTAURI mezzi uomini e cavalli, guardiani in primo girone, dei violenti contro gli altri, il girone della Lupa, tra la ripa e ampia fossa, il fiume sangue Flegetonte, sono immersi gli assassini, e corrono in fila i centauri, armati di arco e frecce, come andassero a caccia, nelle selve del Rio Congo, nel vederci arrivare, tre divisero dal branco, venendo a noi con archi e frecce, pronte ad essere scoccate, uno grida da lontano, a qual martiro venite, quale condanna destinati, voi che scendete il burrone? O lo dite o tiro l'arco, nel frattempo a migliaia, pigmei centauri attorno fossa, scoccan migliaia di saette, a far morire gli assassini, perenne eternamente; mio maestro allora disse: la risposta noi daremo, solo al paziente Chirone, poi rimprovera Nesso, il centauro che rapì, Deianira ed Ercole, il quale lo fermò, uccidendolo con freccia, e Nesso prima di morire, invitò donna a serbar suo sangue, a miscelarlo con profumo, per intrider la camicia, che da Ercole indossata, impedisce innamorar di altra donna, ma di questa camicia, Ercole morì avvelenato. Folo il terzo centauro, ospitò Ercole a cena, costretto aprire giara buon vino, che Dioniso lasciò in grotta, altri centauri inebriati, da intenso profumo vino, presi da furia attaccaron, grotta di Folo e di Chirone, per impadronirsi del vino, si accese lotta selvaggia, a colpi di frecce, vinse Ercole tra tutti, ma Chirone fu ferito, da una freccia rimbalzata, mentre Folo morì, per aver toccato freccia, da Ercole avvelenata; dopo carneficina, Ercole fu disperato, per aver ucciso incosciente, i suoi due alleati, ora al leader Chirone, lui e Virgilio vuol parlare. Chirone prese una freccia, con punta pettina sua barba, fino dietro alle mascelle, così scoprì gran bocca, e disse ai suoi compagni, vi siete accorti che quello che sta dietro, muove ciò che tocca? i piedi dei morti non fanno così, e Virgilio duca sen timore, vicino al petto di Chirone, dove si sposan due nature, alza frasi imperiose, lui è davvero vivo, io devo mostrargli lo inferno, non è un viaggio di piacere, ma è necessità che ci conduce, venne un anima dal paradiso, dove cantano alleluia, a chiedermi obbedire, Dante non è un ladro, io non son anima dannata, per quella Volontà che mi permette, di muovere i miei passi, in questa strada selvaggia, presta un dei tuoi centauri, per guadare la fossa, e farci superar la prova, costui porti Dante sulla groppa, perché non è spirito che vola. Chiron ferito a freccia, è sapiente in medicina, non può guarir se stesso, e quel dolore lo accompagna, fino a supplica agli dei, di morire al posto Prometeo, brilla in Ruota degli Dei, costellazion del Sagittario, le stelle di Chirone, sono incontro tra maestri, in ogni punto vedi un dio, o le orme sua presenza, tutto santo alla natura, Chirone parla a Giasone, ed Esculapio suo maestro, istruito da Medea, maestro pur di Achille, come Virgilio guida Dante, sà curar anima e corpo, quest'uomo va salvato! silenzioso patto stringe, tra i maestri più famosi, senza parola espressa, Chirón si volse a destra poppa, disse a Nesso di tornare, fai spostar quelli che ostacolano, prendi in groppa i due poeti, passa il guado e indica a Dante, alcuni nomi dei dannati. Nesso è ora tuo Maestro, ed io sarò il secondo, Virgilio lascia il posto al daimon, entità mito-stellare, che ha compito condanna, di trafiggere assassini, così da lor ferite sgorga, sangue in cui sò immersi. Centauri hanno peso, di anima su terra, ai bambini donan quattro gambe, per gattonare e scalpitare, urlo per chiamar possesso, impossibile condivisione, la dolorosa convivenza, di due nature da integrare, nella conquista del terrestre, la folla dei centauri, è un branco di entità , urlanti e scoordinate, pronte a schiamazzo e capriccio, incapaci a regger vino, assai golosi e ubriachi, scatenan guerre improvvise, isteriche e violente, in cui si uccidon fuoco amico, o cede a istinto predazione; quan si ferisce un bambino, dolore è inflitto a un Centauro, una presenza divina, che a domar serve Chirone, che sotto il suo comando, assassini di assassini: sono lì in schiere ordinate, a colpir chi resta belva, i tiranni affogano nel sangue, che essi resero profondo. Centauri son maestri, traditi in pedagogia, che Chirone come tata, aiuta a risalire, trasformando in genitori: se centaurismo infantile, prolunga adolescenza e oltre, prende forme delle sbronze, notti bianche nel frastuono, delle morti sulla strada, predazione e mercimonio, aggressione e gelosia, stupri branco ed omicidi tra conflitti e alterazioni, nella crescita o educazione: mutar Centauro in Dioscuro, nella profezia del Veltro, colui che caccerà la lupa, di villa in villa fino a inferno, da dove invidia dipartita; se Centauro trafigge il lupo, tra sue zampe ha il crocefisso, Croce Sud che Dante vede, come segno Elevazione, contro avidità dolore, allor Centauro si eleva, dal Corpo a Intelligenza, su due gambe esploratore. Dante in basso Inferno, scende lungo il Burrato, entra in tre Cerchi di Violenza, fiume del sangue in cui bolle, cieca cupidigia e ira folle, e tra Ladri e Fraudolenti, ode il canto di Ulisse, portato dal vento, di Castore e Polluce, i Gemelli del suo segno, tra giorno 12 e 13, sotto tutela dei Centauri, che elevan Corpo a Intelligenza, comandati da Chirone, Dante passa il Flegetonte, a caval centauro Nesso. Carlo Martello dice a Dante, nel Cielo Venere Afrodite, il Sole viaggia da Est a Ovest, ci conduce al braccio equatoriale, nella vertigine stupita, Fuoco Sacro si offre ad Anima, luce sapienza e amore, amor di conoscenze vive, percependo nostra anima, che cammina in questa eternità , fino al canto di Sapienza, dello Spirito dell'arpa, uomo esplora e si offre, alla Libertà mai sazia, ma ecco anime ingannate, da genti empie in cose vane, sentite vostre tempie, rivolte a vanitatum? Beatrice ferma occhi su me, di caro assenso al mio disio, al mio voler beato compenso, dissi dimostra che miei pensieri, son riflessi alla tua mente, ch'io possa in te refletter penso, onde la luce a me ancor nova, del suo canto che cantava, iniziò a parlar così: in quella parte malvagia terra, compresa fra Rialto Venezia, e le sorgenti Brenta e Piave, sorge un colle poco alto, là onde scese una facella, che fece a contrada un grande assalto, Ezzelino da Romano, tiranno massacratore, ora si danna in Flegetonte, dove più profondo è fiume sangue, così lo indica Nesso, mentre traghetta Dante in groppa, su fossa sangue di assassini, per arrivar foresta dei suicidi, che nessun sentiero segna. Cunizza sorella di Ezzelino, di sè fece mercimonio, per aiutar fratello, nei suoi loschi inganni, non si pente esser meretrice, perché ciò le ha conquistato, intelligere spiritum, e questo il volgo non capisce, la SALVEZZA è in nostre mani, e per diventar Beati, serve conoscere terra Inferno. Folchetto di Marsiglia, di lui rimase fama, trovatore e religioso, provenzale in Tarragona, poi presso Alfonso di Castiglia, dopo vita sua mondana, si fece frate poi abate, vescovo a Tolosa, massacratore di Catari, contro gli Albigesi, ora in Ciel di Venere, con prostitute e assassini, che si sono salvati, andando verso il Sole, fu famoso in crudeltà , ora vive seconda vita, da Spirito salvato, nelle parole di Cunizza: peccatore che si pente, per rimorso e disagio d'anima, per orrore del suo male, rinnega ciò che ha fatto, riceve Grazia del perdono, errore strumento di salvezza, come afferma Cunizza, ninfa d'acqua e del Battesimo, che con Folchetto vien salvata, dopo transito in inferno, da Intelligenza dello Spirito. Dante in canto 13 e 37, tra Inferno e Purgatorio, accordati e risonanti, Centauro Caco paga condanna, per essere stato ladro, inizia salita al Purgatorio, sotto costellazione Sagittario, stelle Chirone Guaritore, che illumina il divino, con le corde pizzicate. Pier delle Vigne consigliere, a Federico II e Manfredi, figlio di Federico, biondo bello di gentil aspetto, nipote a Costanza imperatrice, ha figlia Cecilia Taragona, erede a corona di Sicilia, Lui centauro guerriero, muore colpito in battaglia, ultimo eco della lupa, che in ultimi istanti si affida, a misericordia divina, nonostante peccati orrendi, bontà infinita lo abbraccia, accoglie chiunque a lei rivolge, mentre Pier delle Vigne, sopraffatto da suo orgoglio, preferisce il suicidio, muore da centauro, mentre lo portano in carcere, gettandosi dal cavallo, fratturandosi la testa, nella selva dei suicidi, in albero trasformato; la Compassione del Poeta, assimila i personaggi, vissuti in stesso ambiente, entrambi traditi e disonorati, pur simmetrici tra loro, fan due scelte diverse, Pier dannato a non parlare, e Manfredi inaugura i Dioscuri. Centauro si trasforma, in Castore dioscuro, che muore in battaglia, trafitto nel petto, e mostrommi una piaga, metamorfosi del Daimon, i Gemelli son |DIOSCURI, pizzicati in corda d'arpa, per salire verso i cieli. Castore gemello mortale, tiene in mano il frustino, per domare i cavalli, centauro doma sua bestia, mentre Polluce è immortale, pugile agile e leggero, forte nelle braccia, insieme naviga su nave, di Argonauti di Giasone, discepolo di Chirone, coraggiosi esploratori, sulla Nave Conoscenza, ascoltando i canti Orfeo, che narra loro imprese, lui marinaio in stessa nave. Dante viaggia stessa nave, costellazione al Polo Sud, Nettuno ammira ombra di Argo, navigar su mente Dio, la nave temeraria esplora, sul mare DOPPIA CONOSCENZA, ogni uomo è diviso in due, figlio a tenebre e luce, Dioscuri Gemelli, è costellazione mercuriale, sotto quale Dante nacque, mentre Orfeo và in Oltretomba, a cercar la donna amata, nei Misteri Eleusi e Buiti, che Dante conosceva, e ritrova donna amata, nel mondo beati spiriti, uscendo vincitore. Seconda navigazione, conduce Platone a iniziazione, livello anagogico ritrovi, Castore è curioso, mentre Polluce è in silenzio, mis/misteri in greco è taci! in palazzi e fonti dei Farnese, due Gemelli in due opposti, uno legge e l'altro ascolta, uno guarda e l'altro dorme; un miracolo accade, nel cuore degli umani, quando si alzan su due gambe, e si spoglian doppia natura, catturano intelligenza, sepolta nella terra, e la conducono alle stelle, mutando in anima intellettiva, alzano occhi al sole, e ammiran carro luce, mi colpiva da sinistra, tra noi e nord Aquilone, ovvero tramontana, Virgilio mi disse: se costellazione dei Gemelli, fosse congiunta a quello specchio, che fa salir scendere la luce, nel solstizio estivo tu vedresti, lo Zodiaco rosseggiante, ruotare più vicino al nord, a men che non esce suo cammino; a capir vai immaginare, Gerusalemme e Purgatorio, equidistanti da Equatore, paralleli simmetrici e opposti, così che abbian solo orizzonte, ma diversi emisferi, per cui vedrai cammin del sole, procede a Yoros da una parte, e dall'altra per chi è qui. Certo maestro mio, prima faticavo a comprendere, che il cerchio meridiano Primo Mobile, chiamato Equatore celeste, resta sempre a metà , tra il sole e l'inverno, per la ragion che dista da noi, tanto quanto agli Ebrei dal sud. Castore e Polluce in compagnia, di quello specchio che sù e giù, del suo lume conduce, a veder Zodiaco ed Orse, nel loro stretto roteare, fà uscir vecchio cammino, accolto nel pensare, monte Siòn su terra stare, entrambe un orizzonte, pur diversi gli emisferi, che Feton non seppe carreggiare, andando all'uno e all'altro, che intelletto chiaro bada, l'Equator che sempre rima, tra il sole e il verno. Caro Dante se tu fossi, nel solstizio di giugno, quando sole sorge in Gemelli, nel dì più lungo d'anno, a Nord lo vedresti brillare, ora sforzarti a comprender, che sei giunto agli antipodi, di Czargrad Gerusalemme, sei in emisfero sud, stessa distanza da equatore, in cui sta Yoros la nel nord, qui ti sei capovolto, sinistra vedi come destra, nord vedi come sud. Umanità mutilata dello Spirito, oscilla da poggia a orza, resa monca della scintilla, di eternità che la abita, ferita causata da isteria, del poter che vuol soggiogare, ma solo Spirito incarnato, può riparar mutilazione, e rigenerar conciliazione, nuova Alleanza sen parole, in risonanza di terzine, vibrate in arco e arpa infine: ficca l'occhio entro l'abisso, de l'eterno consiglio quan puoi, al mio parlar giustizia fisso, non potea mai uomo solo, espiar peccato originale, con umiltate obediendo, quanto superbo nel peccato, ciò cagion uomo precluso, poter sodisfar per sé dischiuso, a Dio convenne le vie sue, riparar l'omo a sua intera vita, perdonando o punendo o entrambi, ma poiché l'ovra tanto è più gradita, da l'operante quanto più appresenta, de la bontà del core onde è uscita, divina bontà che il mondo impregna, volle usar tutte due le vie, a riscattarvi e fu contenta, nè in tutta storia umana, tra ultima notte e il primo die, sì è mai visto tal magnifico processo, per l'uno o l'altro modo fie, ché più largo Dio fù a dar sé stesso, per far l'uom a rilevarsi, che s'elli avesse sol perdonato, e tutti li altri modi erano scarsi, al Figliuol umiliato a incarnarsi. Aurora bianca e vermiglia, illuminava in cima al monte, suo incontro con Beatrice, amore per rime musicate, e cantate da Casella, umani spiriti si ferman, ascoltan estasi fin quando, li rimprovera Catone, inviandoli a salire: canto unisce a gentil donna, bella e onesta figlia tutta, a Imperadore di Universo, chiamata Filosofia, Beatrice rappresenta, divina luce assai mi mostra, colla mia anima un sol cosa, continua nasce in me pensieri, che indagavano ammiravano, il valore a questa donna, nel luogo della mente. Dante chiede a Belacqua, perché non sali a porte Purgatorio? lui risponde che è inutile, pigri i suoi muscoli, senza anima intellettiva, di cui Belacqua è monco, poichè muoversi è potenza, congiunta col sentire. Dante rimprovera pigrizia, chi manca impulso alla salita, se traguardo del tuo viaggio, accumular conoscenze, infinite informazioni, finchè peso tuoi bagagli, impedisce il tuo cammino, sarai costretto a gettar tutto, in un fiume come i Hmong, per ritornar leggero, e imparar volare, fin quando tuo intelletto, diventa sottile purificato, dal tuo cumulo affrancato, vedrai galleggiar questi relitti, sulle acque del Lete, raccolte a foce del Tevere, da angeli Dioscuri, in città Roma due corone, che risucchia nel gorgo, messaggio doppio dei Dioscuri, nei 25 canti dei Gemelli. Castore muor ferito al petto, Polluce non si dà pace, nel dolor senza fratello, a Zeus chiede grazia di morire, sua libertà di scelta, se Castore è Manfredi, Catone sarà Polluce, iniziati ed iniziandi, in Marocco arriva notte, sopra l'Equatore. Diritta via 18-68, Inferno e Paradiso, corrispondenza risonante, simmetria li tiene insieme, due ingressi in due luoghi, in un Poema in cui ogni canto, è una soglia a oltrepassare, ma tutte soglie diseguali. Ottavo cerchio in dieci bolge, dove vengono dannati, i ruffiani e i seduttori, adulatori e simoniaci, indovini e barattieri, ladri e mal consiglieri, i seminatori di discordie, ipocriti e falsificatori. Dante e Virgilio vi giungono, in groppa al Gerione alato, che li fa scendere in volo, dalla ripa discoscesa, e viene usata cintur di Dante, come redini a trattenersi, al collo del mostro, a indirizzarlo sanza terrore, davanti a Caronte, Minosse Cerbero e Furie, Medusa e Minotauro, il volo, da ripa scoscesa, conferma conquista iniziato, un potere che userà , ci Giganti e con Lucifero. Conoscere mostri che ci tormentano, dare loro un nome, il grande volo si conquista, quan possiamo cavalcarli, vincendo gran paura. Fetonte ebbe paura, quando lasciò redini Sol carro, allora il cielo si incendiò, Icaro si sentì spennare, dalla cera surriscaldata, mentre il padre suo gridava, stai sbagliando strada! Tornato a terra Dante vede questo pozzo ad imbuto, chiuso in dieci cerchi, concentriche malebolge, tutto di pietra color ferrigno, dove nel mezzo si apre un vuoto, molto largo e profondo, ha bordo fatto a terrazze, suddivise in dieci valli-bolge, una spirale di dolore, sprofonda nell'abisso. Alla prima bolgia vanno, ruffiani e seduttori, camminan senso contrario, frustati dai diavoli, in seconda adulatori, immersi nello sterco, che tosto ritorna a terra. Dante avverte volando su Gerione, lo scroscio del Flegetonte, assorda la mente fin lacrime, basta un secondo a cambiar polo, sotto i piedi di Dante, si apre un pozzo stretto, che divide ottavo e nono cerchio, e in basso il Cocito ghiacciato, non c'è ombra altro Gerione, ma solo cinta muraria, con torri a perimetro del pozzo, vidi Giganti di otto metri, dalla cinta in basso dentro al pozzo, esso stesso fatto in pietra, sono i Titani fratelli a Cronos, che a Zeus son ribellati, sconfitti diventano i Guardiani, del cerchio dei traditori, ultimo luogo infernale, incatenati in varie forme, a immobilizzar corpo superiore, dal bacino in giù son dentro roccia, come la spada di re Artù, solo Anteo ha le braccia libere, e coglierà Virgilio e Dante, si comporta con gentilezza, per adagiarli a fondo pozzo, che divora Lucifero e Giuda, dopo chinato si raddrizza, come albero di una nave; mentre in 14 Paradiso, siamo nel Cielo del Sole, in mezzo a Spiriti Sapienti,e re Salomone parla a Dante, dell'ultimo giorno, quan sarete uniti al vostro corpo, brillerete ancor di più, di intensità diversa, a seconda propria intensità , di Amor che occhi corpo regge, carne gloriosa e santa, cresce in ardor che a Dio s'accende, cresce lo raggio che da esso vene, come carbon che fiamma rende, vision Dio sarà più intensa, sì che sua parvenza si difende, poiché li organi corpo saran forti, a tutto ciò che darà diletto; appare san Giovanni luminoso, e Dante rimane abbagliato, luce proporzionata a intensità , di ardore di carità , Beatrice formula sua domanda, i Beati rispondono con gioia, felici a scioglier dubbi a Dante, come quelli che danzano in cerchio, spinti da maggior gioia, alzan la voce e più lieti i gesti, così le sante corone, mostran nuova felicità , alla preghiera devota di Beatrice, i Beati dispongono in cerchia, tonda come quella dei Giganti, ma i santi pien di luce e gioia, Salomon risponde a nome tutti, rivelando la spes intensa, di riconquista integrità , poiche a lor pur manca un pezzo, come ai Giganti manca il basso, pietrificata nella roccia, ai beati manca loro carne, che li renderà perfetti a sguardo Dio. |ULISSE Ladri e Fraudolenti, seconda triade 24-25-26, i peggiori criminali, più di assassini e traditori, usan lucido intelletto, per scopi criminali, ma Dante in canto 26, fà sigillo a intelligenza, vede Ulisse fraudolento, gli dice essenza umana: Considerate vostra semenza, fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza; senza fiamma della carne, non si accede al pian Divino, Grifone è dà imon collettivo, da qui verbo ingrifare, incarnato da Mercurio, che ispira tutti amare, la Venere in desìo, la bella principessa, figlia al re Universo, unirsi con Sophia, al banchetto di Sapienza, sconfina nel Mistero, delle fiabe tutti tempi, dove Anima è Biancaneve, lo Spirito Principe azzurro, e Ombra è orco e strega, dopo varie peripezie, Spiri sposa Anima, nel Corpo e Intelligenza. Ulisse ritorna, da viaggio errante, sedante o eccitante, trascendere umano, è suo scopo primo, in estasi o samadhi, con ego ridotto, saggio + felice, ora sa capir cuori senza velo, grazie ghostdance tolteco mito, dentro piante egli vede, sorgente di unità , e Adamo albero di vita, estende sue radici, fonte di ogni ego: se ego esce scoperto, calpesta la terra a far battaglie, esamina e divide ogni materia, classifica ogni pezzo di Natura, e diviene Vita inanimata, sol da soldi misurata, Tera ridotta e abusata, Civiltà si scopre condannata, catastrofe di sangue e morale, a cui Avi cercaron soluzione, riunir soggetto ed oggetto, a integrare la visione, apollinea razionale con inconscia, sanar frattura nel samadhi, Shaolin cosciente unione, Anima e psiche puro amore. INRI anche vuol dire, Igne Natura Renovatur Integra, ogni cosa è rinnovata, col fuoco di Vulcano, Afrodite e Marte, imprigionati in rete d'oro, si aman due divinità , in corpo ed in spirito, etere e materia, ri-uniti a eternità . Dante ammira tal prodigio, e in Ulisse narra evento, chi resta confinato, solo al piano carne, fà esser proci a vita, necessita liberarli, ovvero liberarsi, e procedere ascensione. Eros aquila Grifone, è Spirito amante, che in ardua salita, fà essere arguti, la coppia appare un Tre, Sacra Tetrade 4, un quartetto coi due daimon, custodi del destino, pronti a ribellarsi, a chi ostacola fiaba sorte. Ulisse in canto 26, controfigura Adamo, e Albero di Conoscenza, tra Salvezza e Ribellione, i due Poli Equatoriali, spiro del tempo e del profondo, rivel mistero del Xcristos: da eroe uomo non è redento, ma diviene un Cristo egli stesso, il Salvatore e uman ribelle, son 74-76 e 24-26. Vanni Fucci adiacente e opposto, a Ulisse che brucia in sua furbizia, muore e risorge da insipiente, perché ha corrotto sua Intelligenza, Ulisse in sé invece l'ha accolta, come architetto ingannatore, di tranelli ed esploratore, di vizi umani e lor valore, svela a Dante re-integrazione, d'Intelligenza ricollegata: Oh frati che per cento milia, tra perigli giunti all'occidente, non negate a questa piccin veglia, che riman vostri ultim anni, l'esperien del mondo senza gente, dietro al sol verso occidente, considerate vostra semenza, non siete bruti ma gloriosi. Ulisse uomo del Mare, conosce due passioni, sincroniche e discordanti, di nostalgia del ritorno, e nostalgia del viaggio, appartiene a tutte sponde, fino ai ghiacci dell'Antartide, dove affaccian continenti, e copre stesse rotte, che seguono crociate, parla del seme di Adamo, che ha scelto strada conoscenza. Ulisse cuce nostro mare, con viaggi guerre e commerci, ma Alighieri aggiunge al Mito, sua esplorazion mortale, narra il viaggio in aldilà , ridando intelligenza a Ulisse, gloriosa resurrezione; da vecchi siamo esploratori, con un mare di risposte, vecchio-sapiente ancora cerca, con mani piene di domande, le guarda con serenità , e diventa esploratore, nel piacere dell'ignoto, durante il punto morte. Ulisse insegna la fatica, di abbatter divieti Ercole, varca i limiti in coraggio, mette la morte in conto, Dante può parlare ai Morti, perché viaggia in stato Grazia, in quanto seme Adamo, ma in esercizio di virtute, con coscienza illuminata, usa il sapere suo acquisito, poichè vendicarsi è conoscenza, che ritorce a chi la usa. Un marinaio mai scappa, perché il mare è dentro lui, carnefice e amico: noi rallegrammo e poi venne il pianto, ché da nova terra un turbo nacque, tempesta che colpì la nave a prua, percosse del legno il primo canto, Tre volte il fé girar con tutte l'acque, a la quarta leva poppa in alto, e fece inabissar la prua, come narra pure Emerson, finché il mar sovra noi richiuso. Il naufragio di Ulisse, è sua morte e resurrezione, serve lo spirito suo tempo, e crede fuggir spiro profondo, ma il profondo lo conduce, dentro il mister di Cristo, e fà parte del mistero, che uomo diventi Cristo, Jung rivela sincronia, nel Poema dantesco, Ulisse opposto alla Croce, è lo specchio del Cristo, nel sacrificio compiuto, ad accumular sapienza, per ottener salvezza. nel canto 51, triforme amor deviato, riporta al canto 1, deviata via davan tre belve, canto 50 astro Lombardo, fa conquistare a Dante, mappa Cielo stelle fisse, nella leggenda Vera Croce, amata e nota in Medio Evo, alla Basilica di Arezzo, con Pier della Francesca, racconta che il legno croce, del Cristo, è legno Albero di Conoscenza, attorno cui è avvolto serpente, come al collo del blu Siva: nel vangelo di Nicodemo, un giorno Adamo era malato, il figlio Seth va in Paradiso, a chieder olio legno misericordia, con cui unger corpo padre, e restituirgli la salute. Gli apparve arcangelo Michele, sullo sfondo insieme a Seth, gli disse non piangere per l'olio, del legno Iboga misericordia, in nessun modo potrai averlo, fino al tempo del Cristo, così Michele dette a Seth, un ramoscello da piantare, dell'albero che Adam fece peccare, poi disse a Seth tuo padre guarirà , quan questo ramo frutterà , Seth a casa trovò il padre morto, piantò ramoscello su sua tomba, il ramo divenne un albero, che giunse ai tempi Salomone, epoca di ladri e di serpenti, a preservare qualche ladro, dalle atroci metamorfosi, come Puccio Sciancato, del canto 25; ladri muoiono e risorgono, ai piedi di una croce, su cui Cristo è morto e risorto, come lor maestro tradito. Angelica intelligenza, che parla con voce Dio, custode nostro destino, anche se non lo viviamo, tutore nostre attitudini, e della nostra missione, diretta emanazione di Spirito, che abita entro noi: chi torce natura dei giovani, torce natura degli uomini, distrugge persone e procura, offesa allo Spirito, Educatori dell'Anima, incuranti del potere, che vuole tutti uguali, san re-integrare Spirito, accoglier voce del daimon, che è nostra diversità , ciascun se stesso preso, è contro anestesie, di società omologanti, contempla risonanza 25-75, canto di alchimia, e canto dei talenti, nel silenzioso lavoro, del fuoco di officina, eche lavora la Materia, che si muove e trasforma, secondo leggi sconosciute, di un ordine sacro, a raggiungere profondo, Spirito in Materia. Carlo Martello risponde, che anche Uomo è un alambicco, configurato dal mistero, di tutti i suoi talenti, che dovrebbero esplodere, se non fossero negati, repressi mortificati, e annullati dal Potere, che devia spirito profondo, che alimenta la materia, nostre persone da bambini, in mente di Dio tutto è scritto. Carlo Martello narra futuro, e se mio frate Roberto, antivedesse tutto questo, eviterebbe l'avarizia, dei Catalani in Catalogna, serve qualcuno che al suo posto, provveda a che il suo regno, non subisca ulterior danni, dei suoi antenati liberali, avrebbe bisogno di soldati, non soltanto mercenari, come son franchi catalani, Roberto è diverso da me, anche se figli a stesso padre, lui è avaro illiberale, meschino farà mal suo regno, come Cunizza ed Ezzelino. Dante curioso chiede a Carlo, fatto m'hai lieto fammi chiaro, parlando dubitar m'hai mosso, come dolce seme può essere amaro? se posso mostrarti verità , rispetto al dubbio che sollevi, lo ben che ruota il Paradiso, volge e contenta ogni virtute, Provvidenza alla sua mente, che è perfetta di per sé, non sol determina varie nature, ma insieme ad esse anche il lor fine, ovver non sol influssi celesti, come una freccia sul bersaglio, se ciò non fosse il ciel che tu cammine, producerebbe li suoi effetti, che sarebber sol ruine, e ciò non può succeder, se li ntelletti che muovon stelle, son perfetti come il primo, poichè natura mai fallisce, quel che è necessario, ora dimmi cosa è peggio, per l'omo che vive in terra, se non si fosse cittadino, e svolge ciascuno una funzione, vostro Aristotele scrive il vero, è necessario che sian diverse, le radici dei vostri effetti, uno nasce legislatore, e un altro condottiero, un sacerdote Melchisedèch, e un altro ingegnere, come Dedalo che volando, perse il figlio per l'aere, intelligenza angelica imprime, la circular natura ai mortali, ma non distingue l'un dal'altro, ovver non fà le preferenze, Esaù è diverso da Giacobbe, Natura generata ha suo cammino, che i generati seguon sempre, così interviene Provvidenza, che è più forte di quegli astri, e chi ti era dietro ora è davanti, ora ti dono un corollario, sempre Natura se fortuna trova, discorde a sé fà tal semente, fuor sua region fa mala prova, e se mondo terreno badasse ai ritmi, cioè inclinazioni di natura, seguendo lui avria buona gente, ma voi torcete alla religione, tal che fia nato a portar spada, e fate re chi è nato prete, onde vos traccia è fuor di strada. Artigli aquila ci appare, dentro canti Stella Polare, irradiazioni di Giustizia, che ci porta a guardar alto, dal punto vista Padre Eterno. Classica esegesi ripete: carro è Chiesa corrotta, il Grifone è Cristo nella Storia, che punisce preti corrotti, assatanati in molte colpe, ma chi diviene immortale, racconta Storia dal di fuori. Dante vede poi una volpe, che si avventa a fondo carro, digiuna pare da ogni pasto, ma è accusata di gran colpe, ma Beatrice la mia donna, mise quella volpe in fuga, volpi che guastano le vigne, quando sono belle in fiore. Canto dei Cantici rivela, tre volte volpe è nel poema, come simbolo di |FRODE, allegoria delle eresie, che tormentano la storia, inganno astuto del raggiro, nella Cornice d'Invidiosi, menzogna usa Guido del Duca, divin Giustizia raggirar, lui duca in Montefeltro, accecato dalla invidia, come un Vate cieco vede, quel che non si può vedere, io rispondo a sua domanda, sul luogo da cui vengo, nella valle fiume Arno, in cui spazia mezza Toscana. Rinier da Calboli gli chiese, perché non nomini quel fiume, Guido rispose che quel nome, vorrei scompaia dalla valle, poichè sorgente di quel fiume, di Appennino e del Peloro, tutti fuggono la virtù, come biscia fugge un luogo, che la induce a fare questo, per sventura o per mal uso, abitator misera valle, hanno mutato lor natura, Circe li ha mutati in bestie, come scrive san Bernardino, tra brutti porci degni a galle, cioè ghiande Casentinesi, che di cibo fatto da umani, Arno scorre verso il basso, e trova botoli a ringhiare, più di quanto quanto torcon muso, e devia corso disdegnosa, di toccar tali Aretini, tale valle sciagurata, scende più in basso più si allarga, tan più trova Fiorentini, cani divenuti lupi, acqua poi discesa a fossa, cioè bacini più profondi, trova volpi pien di froda, che non temono altra astuzia, che possa catturar Pisani; ecco valle senza nome, se lo avesse reca danno, se lo togli esce da storia, valle di lacrime governata, da natura avversa e contraria, che trasmuta uomini indeboliti, in folti branchi di belve, affamate e arrabbiate; questi versi affondan lama, nel dolor di umanità , esiliata e sprofondata, in valle lacrime di astuti, Volpe animal notturno, diffidente affonda il morso, nelle tenebre del Corpo, nella fame delle notti, aggredendo il carro umano, mutilato nel suo spirito, e che ancor non hanno visto, la Giustizia di Maria. Beatrice caccia la volpe, dal carro uman tragedie, poi vidi Aguglia tornare, da indi era venuta, la vidi scender giù nell'arca, e lasciarvi alcun sue penne, compatendo il male umano, come cuor che si rammarca, tal voce uscì dal cielo e disse: o navicella come sei mal carca! da quando foste fuori Eden, vi ho contattato direttamente, con la salvezza incarna in Cristo, allora appare il Cristo in penne, abbandonate sul quel carro, in supremo Atto di suo Amore, dove nessuno ha mai veduto, oltre donazio Costantino! ipocrisia di uomini umani, rifiutan veder sol verità , che nel duomo di Barga, dura secoli un anno un giorno. Parve a me la terra aprisse, tra ambo ruote del carro, e vidi uscirne un drago, che conficcò la coda al carro, come vespa che ritragge ago, a sé traendo coda maligna, trasse del fondo e gissen vago, portò via una parte del carico, e se ne andò serpeggiando, quel che rimase come gramigna, sulla vivace terra, di piuma offerta fu coperta, con intenzion sana e benigna, come si è aperta la terra, a ultimo respiro del Cristo, così da tal voragine, sorse il secondo tradimento, di umani contro quelle penne, corrotti dai lor calcoli, di possibili guadagni, e i Giusti soffocati, dagli ingiusti senza cuore, chiedon soccorso a quelle penne, a dar Salvezza e Dannazione; dopo che il fuoco ebbe ruggito, l'acuta punta mosse qua e là , e poi diede cotal fiato: se io credesse che mia risposta, fosse a persona che torni a Terra, questa fiamma staria in silenzio, ma poichè da fondo Inferno, nessuno esce vivo, se sento dire il vero, ti rispondo senza timore, di essere infamato. Guido da Montefeltro, chiuso in fiamma come Ulisse, consigliere fraudolento, ingannatore anche a se stesso, crede confidar sue verità , a un dannato dello inferno, fui uomo d'arme e poi francescano, credendo di fare ammenda, dei miei peccati col cordone, ma poi il papa Bonifacio, mi indusse ancor peccare, il gran prete mi rimise nelle colpe, ipocrita anche in nome! fintanto che fui carne e ossa, col corpo datomi da madre, lavoravo con astuzia, come volpe e non leone, conobbi trucchi e vie nascoste, accorgimenti e coperte vie, io seppi menar lor arte, a fama in tutto il mondo, quando mi vidi alla vecchiaia, dove ognuno ammaina vele, e pentirsi dei peccati, ciò che prima mi piaceva, mi dispiacque e feci frate, dopo pentito e confessato, ma ciò non mi ha giovato, poichè novo principe di Farisei, ovvero papa Bonifacio, combatteva guerra in Laterano, contro i Colonna cristiani, evitando Saraceni o Giudei, ogni suo nemico era cristiano; se Costantino chiamò a sé, papa Silvestro dal Soratte, a guerir della lebbra, Bonifacio chiamò me per la sua febbre, mi chiese un consiglio, io tacqui a tale pazzo, mi disse di parlare, io ti assolvo fin da ora, purché mi mostri arte di spia, io posso aprire e chiuder cielo, assolvere e condannare, due sono le chiavi, che Celestin mai ebbe care, mi convinsero argomenti, poichè tacere ha conseguenze, Padre poichè mi assolvi, da quel peccato in cui ricado, prometter molto e mantener poco, ti fò trionfare nel tuo trono; secondo tradimento a Dio, mischiar grano con gramigna, non riconoscer differenza, fra giusti ed ingiusti, Celestino mai voleva, aprir chiuder cielo al Male, giace tra gli Ignavi, per causa gran rifiuto. Francesco venne quando fui morto, a prendere mia anima, ma un diavolo gli disse, lascia non farmi torto! deve venire ai miei dannati, diede consiglio fraudolento, così gli fui alle costole, chi non si pente non è assolto, poichè è contraddizione, io dolente mi scossi, quando mi prese e mi disse, forse tu non pensavi, che io fossi filosofo! Trasformato il carro santo, mise fuori delle teste, tre sul timone e quattro in angoli, le prime cornute come il bue, le quattro un solo corno, avevano per fronte, allegoria di Apocalisse, mostri di anima uomini, tre belve con due corna, lince leone e lupa; le quattro belve con un corno, son cambiate di segno, quattro ninfe Cardinali, che si vedono nell'Eden, trasfigurano tenebre, tutte e sette assieme, zavorra che ci schiaccia, impedendoci a volare, sorgenti del dolore, Castronuovo estrae: |LINCE è narcisismo, opportunismo ed egoismo, indifferenza e alienazione, ha pelle maculata, ossessione per l'istinto, nevrosi ipocondria, da immaginarie malattie, prensilità felina, cioè shopping compulsivo, inquieta delusione, azzerata ogni empatia, pulsione al movimento, sfrenato colmo in nulla, ansia e invidia al mondo. |LEONE materialista, ma per uso di ragione, aggressivo dominante, di un mondo fatto a lui, dissolve entro il potere, nel tempo suo ruggito, superbia fame mondo, ossessionato dal controllo, del mondo al suo servizio, manie persecuzione, se viene ostacolata, la vanità in suo regno, nel centro di sè stesso, lui è sua verità , ma teme dolore e morte. |LUPA è fuorilegge, questa è la sua legge, schiava e padron di eccessi, sua furia è negazione, violenza ed omicidio, dissolve in nichilismo, regista di tragedie, insaziabile sua mente, ha un Io disgregato, che lei ricuce allora, disgregando gli altri, suo alimento è odio, in forma paranoia, possiede per brama, e rabbia del mondo, non per bisogno. Le altre quattro carte, son forza per il corpo, sapienza per la mente, giustizia per l'anima, temperanza per spirito. |Aquila irradia in tre cantiche, lo Spirito di Dio, manifesta divin giustizia, e nel sesto canto Paradiso, Giustiniano narra la storia, di Aquila Imperiale, dalla guerra di Troia, fino al tempo di Dante; le sue ali convergono, sul canto 66 Purgatorio, dove Dio torna parlare, agli uomini del Carro, due sue opere Giustizia, cioè cacciata da Eden, e incarnazion del Cristo, mentre in 28 Inferno, emerge losco Guido Montefeltro, che volea ingannar Giustizia, indossando il saio francescano, Guido maledice Bonifacio, ingannatore di Dio, e restituisce a Celestino, la santità che gli è dovuta. Nei canti 86 e 87, Aquila parla a Dante, mentre canto 1 proemio, è chiave volta Arco di Fuoco, arco di Aquila che unisce, le due selve visitate, di smarrimento e ingresso Eden, sempre la stessa selva, trasformata in nuovo Dante: dinanzi a me con ali aperte, eran le anime liete, in dolce visione di Dio, parea ciascuna rubino acceso, che nei miei occhi Lui rifrange, io vidi e udii parlar lo rostro, il becco di aquila parlava, diceva io e mio, ma intendeva noi e nostro, per esser stato giusto e pio, son qui esaltato a quella gloria, che non si lascia vincer a disio, e in terra lasciai mia memoria, che persin genti malvage, lo lodano ma non seguono, così un sol calor da molte brage, si fa sentir con molti amori, usciva un suon da quella image. Aquila parla al singolare, dando voce ai Beati, che sua forma compongono, doppia natura di un dà imon, il più vicino a Dio, rispecchia eterno fluire, dell'Essere Spirito, parla in prima persona, è la Giustizia Divina, Aquila è un tetragono: UMANI diventati BEATI, formano simbolo di un ANGELO, che parla con voce DIO, questa immagine dice, che non esiste separazione, dentro emanazion divina, poichè i molti Spiriti, parlan unico suono, a cui partecipiamo in vita. Ben io so che cielo altro reame, divina giustizia fa suo specchio, in angelica gerarchia, io sempre pronto ad ascoltare, come un falcon disia volare, io vidi aquila entro lodi, dei Beati della grazia, che san legger mio digiuno, che nessuna cosa sfama. Dante usa stessa image, per Testamento Paradiso, Mosè davan roveto ardente, verde fuoco che non brucia, mentra ascolta voce di Dio, che gli sta dettando Legge: oh fior di eterna beatitudine, col profumo di vostra voce, interrompete il digiuno, che mi fè patir la fame, non trovando a saziarlo, nessun cibo sulla Terra. Sapienza è il motore, che ispira divin Giustizia, enigma di Beatrice, sul vaso rotto dal serpente, Umanità da sempre è salva, nella mente di Dio, Dante agisce come l'Aquila, nella sua voce vibran tutte, le domande dei mortali, senza esplicita richiesta, DIO perchè permetti accada? le guerre e i massacri, carestie e pestilenze, ingiustizie del mondo, le ferite nella vita, Aquila risponde, iniziando Dante al Ciel Saturno, dove incrocian quattro corde, che risuonano in accordo, in sincronia del corpo, con anima e intelligenza, per lo spirito attirare, e risposta respirare. |GRU nello Inferno, associate ai lussuriosi, trascinati da bufera, e destinati a girare, vanamente sempre in tal aria, recuperano in Purgatorio, capacità di migrazione, movimento verso una meta. Poi citate nel Paradiso, appaion giunte a tale meta, dove si cibano liete, e poi si alzano in volo, a formare lettere di selva, oscura selvaggia e forte, dove preval forza natura, vergine e intatta, che impedisce penetrarla, ma dentro ha vita variegata, con un robusto cerro e abete, che in alto si digrada, frassini tigli e platani, ai loro piedi un sottobosco, fitto intricato di cespugli, di rovi piante e semi, gru disegnano volando, lettere alfabeto, poi forman aquila imago, simile al falcone, cicogna ed allodola. Beatrice beata paragonata, a un aquila e a un uccello che attende alba a nutrir piccoli. ALTA FANTASIA vuol dire, che viene dall'alto, da intelligenza cieli, ecco Libro di |Ester, che rivel suo sposo re Assuero, di essere ebrea, quando il ministro Aman decreta, sterminio ebrei di Babilonia. Aman condannato a morte, da crocifisso ancora espande, suo disprezzo e sua ferocia. Dante con occhi aperti, piovve in altra fantasia, vide Aman crocifisso, con aspetto amar disdegno, che moriva in questo modo, intorno a lui presenti, re Assuero e sua moglie Ester, e il giusto Mardocheo, integro in parole e azioni, quan questa imagine svanì, come bolla che vien meno, perché sotto manca l'acqua, sorse in mia visione, una seconda Fantasia, da Eneide ispirata: io vidi una fanciulla, che piange forte e grida, a sua Amata madre regina, Lavinia in sposa a Enea, a pacificar troiani e latini, ma sua madre detta Amata, moglie al re Latino, si impicca a fermar nozze, che evitan la guerra, fra Troiani e Latini, Lavinia parole grida, madre io ora piango, più per te che pei Latini! perché per ira hai voluto, esser suicidata a me, ora mi hai perduta, e io son qui che mi addoloro, per tua inutile rovina. Ester salva gli Ebrei, Lavinia vuol salvar Latin da gue dante-aldila-morte-fisica_brizzi.mp4
lume164-Xristos scende agli inferi, per tre giorni inscena un carnevale, dove lui recita la farsa, cioè la parte di anticristo, per ottenere anime pronte, alla redenzion di amore. La Divina Commedia, è il viaggio/poema di Dante, in 100 canti in tre cantiche, Inferno Purgatorio e Paradiso, scritto in terzine, con rime incrociate. |MariaCastronuovo mappa poema, tra stelle segrete e quiete, Dante inizia 8 aprile, viaggio in regni ultraterreni, peccato espiazione e salvezza, la notte venerdì santo. Il |viaggio-del-Pellegrino, dura una settimana, Dante scopre piano piano, che dannati e santi obbediscono, a precisa volontà divina, inscritta nella storia, come maestra di vita, rivelata sulla Terra, immobile al centro. La Terra riflette geometria, |Fibonacci-serie frattale, dove ogni numero è somma, dei due precedenti, 0 1 1 2 3 5 8 13 21.. spirale in crescita naturale, in fiori e foglie e conchiglie, nubi cavoli e galassie, e Tartaria architetture. Spirale aurea pure emerge, nelle forme musicali, di Chladni ed Emoto, e negli anelli di Lakosky, essa si associa a ogni cosa, come i diagrammi SATOR AREPO, ovvero i mandala del mondo, che son strumento visivo, per meditare e contemplare. |MasaruEmoto dimostra, che vibrazioni e parole, influenzano struttura, di acqua molecolare, che nutre organismi, come un oracolo pregava: amore e gratitudune, nutrimento e protezione, guarigione ed istruzione, elevazione ed armonia. Amen
233:sogni62-lume233 L'ANIMA: Amica del Cuore (con i suoi occhi vede di là dei mondi. Qualcosa o qualcuno talvolta ci ispira ad esser diversi da come pensavamo di poter essere, arrivano per poco e ci lasciano diversi da come eravamo, tutti sopravvivono appena all'incontro, pochi trasformano le loro vite. Tuo compito è affermare ciò che più ti stimola a cercare nella vita quotidiana aree dove realizzare). Madre afferma la nostra realtà (alcune madri sono nate per educare e capire, festeggiare i successi e sostenere con affetto quando sei depresso; nel loro tocco c'è la linea di comunicazione necessaria per avere il coraggio di continuare, capiscono come nessun altro sa fare. Tuo compito è renderti disponibile ad accettare sostegno e comprensione da coloro che possono dartene). Prostituta ti guarda come una preda, vittimizzandosi (alcune persone fanno della debolezza il loro punto di forza e indeboliscono la tua forza. Alcuni preferiscono vivere oltre i confini della vita normale, un limite amaro dove i cacciati diventano cacciatorino cercando di essere liberi dalla capacità di rispondere, rischiano di rendere irreali anche gli istinti. Tuo compito è trovare ciò che in te abusa della relazione e assegnargli uno spazio più significativo per esprimersi). Figlia ti conosce meglio di quanto tu conosca te stesso (la forza dell'innocenza sta nella necessità di sperimentare la vita; amiamo l'innocenza realizzando che non restare coinvolti significa che la vita si allontana da noi, lasciando vuoto ciò che una volta aveva tanto potenziale: tuo compito è provare luoghi nuovi e là , realizzare il tuo potenziale). |Riso bollito in un salto è già smaltito| Riso di Montagna e Colture Tradizionali: Il riso (Oryza sativa) deriva da risi selvatici Glaberrima, rufipogon e barthii, diffuso in tutti i continenti. Varietà montane e upland resistono a siccità , parassiti e radici profonde; seminato aprile-giugno, richiede irrigazione leggera e protezione da uccelli e roditori. Metodi tradizionali includono semina diretta, terrazze e pacciame, coperture legumi e rotazioni con mais, fagioli e arachidi. Riso maturo si raccoglie manualmente, essiccato al sole, con radici e suolo che conservano umidità e fertilità . In India, Cina, Laos, Filippine e Africa, il riso sostiene economie familiari, garantisce sussistenza e occupazione. Riso upland e lowland, glutinoso o aromatico, cresce in terreni diversi, sabbiosi o argillosi, acidità variabile, adattandosi a climi tropicali e temperati. Tecniche di selezione, essiccazione e conservazione dei semi assicurano qualità futura. Italia produce riso pregiato in Baraggia Biellese e Vercellese, e in Calabria, nelle risaie della Piana di Sibari, con varietà Arborio, Carnaroli, Baldo e Originario. Terreni argilloso-ferrosi, correnti alpine e acqua fredda di montagna favoriscono maturazione precoce e chicco compatto. Riso è alimento base, nutrimento, reddito e patrimonio culturale; ogni pianta insegna pazienza, cura del suolo e armonia con ambiente e fauna circostante.# |RISO MONTAGNA 米mi, semi lunga dormienza, addomesticato ORYZA Sativa, da riso Glaberrima, in tutti continenti, selvatici o spontanei, rufipogon e barthii, impollina incrociata, ibrida i coltivi, specie India e Lanka, longistaminata nivara, punctata officinal, medicinale in India, e riso rosso Zizania, prelibata culinaria, Anatra ama pianta. Terabuti 2014, sperimenta riso Loto SIS Bologna, con Venere nera, Duborskian e Thai, in vasi o a terra, seminando tardi a fine Giugno,manciata di spighette, mature a fin novembre, Loto fu migliore, le altre hanno fallito, sua semina ideale, da Maggio a metà Giugno, irrigati con poca acqua, bottiglie olle interrate, le spighe poi coperte, da rete contro uccelli. Se spargi seme riso, col metodo Fukuoka, allaga 1 semana, in giugno riso emerge, trifoglio indebolisce, in seguito riparte, coglie luglio-agosto, orzo paglia stante; coperture legumi, misti a Riso monte, fagiol occhio Lima, divisori in Nigeria, pota a 60 centime, a far passar il sole, reca verde concime, assieme le galline. Brasile e Filippine, tra 2 file riso, piantano arachidi, consocia mais amico, mais matura 80 giorni, riso 120-150, usa tutto suolo, competono ad erbaccia, Filippine usano soya, fagiolini a Zamboanga. Suoli a basso azoto, fan qualità granelle, azoto abbatte aroma, potassi-zolfo accresce, risi matur precoce, piantati in waffle garden, accumulan le acque. Upland Rice Tailandia, dibble bambù sonoro, a maggio 4 semi, in for coperti a suolo, pre-immersi e incubati, 48 ore in acqua Emoto, 5 giorni emerge pianta, pre-germinata, profon 2–3 centime, riduce predazione, o palline argilla. Laos riso glutinoso, durante siccità , continua a produrre, tardive piogge avrà ; scerbano con mani, falcetti e zappette, sarchiano efficace, da uno a tre volte, la semina diretta, su asciutto o bagnato, 20 aprile 10 maggio, superando 13 grado. Laos e Indocina, semina marzo-aprile, intrasemina trifoglio, a badare weeds, 100 piante metro quadro, riso irrigato, alla terza foglia, 1 mese dopo seminato, poi dopo mietitura, va essiccato al sole. Riso |Duborskian, in stato Indiana Usa, Joan Sherck coltiva, 4 settimane vaso, radice perde vigore, trapian metà maggio, letti distanziati, fine ottobre assaggio. Sherck pone reti, tien lontani uccelli, accanto sta Miglio, lo divoran fringuelli, raccoglie in + fasi, confronta rendimenti, dopo 115 giorni, 50 kili pedali trebbia: rimuove gusci duri, avan cuocer riso, de-huller a mano, costruiti dai cinesi. Upland importante, seminato a spaglio, carenza manodopera, terrazze fiume giallo, acqua alghe e limo, fecer fertili risaie, suddivisi fazzoletti, con sementi varie, ben essiccate, su palafitte alzate. Cinesi han sviluppato, mille vari risi, che reggon siccità , diluvi e parassiti, pur senza concimi, han colori e sapori, alimento famiglia, mezzo ettaro trovo. Con stoppie e letami, bachi da seta, Cina primo riso, produttor troneggia, governo filippino, incentiva braccianti, manodopera 1 acro, ripristina terrazzi. Riso filippino, dei coniugi Masajo, a Irri banca semi, che ibridi rivende, nana IR36, resiste a parassiti, esce IR64, 72 e 76, ibridi ionizzati, a mezzo raggi gamma. Germania finanzia, Riso perenne, incrocio sativa e selva, mentre Cambogia, perse suo riso, nel decennio guerra, come pure Vietnam, loro governo richiede, Irri lo ritorna, altro ne trattiene. Riso in 2 ecosistemi, Lowland e Upland, germina 12 gradi, 24 gradi tropical, Riso si adatta, a ogni tipo di terreno, sabbioso o argilloso, acido e alcalino, basta ci sia acqua, per intervenire, nei casi siccità , o paludi sfide; erbacce monopoli, su suoli sbilanciati, gramigna coda volpe, vinci con Trifoglio, Riso x asciutto, ogni anno scelgo spighe, aver migliore seme, adatto a mie fatiche. Riso oryza sativa, fior ermafrodito, 20 ore luce al di, 1 pianta vuol di rito, mio istinto e umidità , periodo sa indicare, mio Riso seleziono, colgo mazzi seccare. Semina aprile-maggio, in Italia e Bulgaria, in terre Garigliano, e valle di Sujo, Agosto zappa suolo, dividono cespi, semina annaffia, scerba quando puoi. Siccità in fioritura, causa suo stress, profon radice serve, oltre 30 centime, upland vuol gestione, corretta di suolo, x piogge patrimonio. Risi montani tribali, matura precoce, tollera caldo, ha basso accestimento, se fan grandi cesti, han grani sottili, i tipi dual-purpose, adatti a 2 lidi: montani del Giappone, + alti dei paddy, con culmi + spessi, foglie ampie lunghe, pannocchie pur lunghe, radice profonda, germina sotto 15, defoliazion sopporta; resiste gli insetti, ma subisce i ratti, fuliggine sul campo, difende da insetti, dai passeri ghiotti, rumori sono usati, o semi colti presto, quan maturan gialli. Roditori e uccelli, scimmie cervi cinghiali, su montani terrazzi, sanno danneggiar, ratti gallerie, mangian semi e piantine, controlla con barriere, fumiga tane vive. Riso maturo cogli, 1 paglierino giallo, matura 90 o 120, riso alto frondoso, cogli manuale, 120h ad acro, o 60h con falci, batti a barre legno. Risaia allagata, soffre tossicità , ogni riso altopiano, cerca serba umidità , nematodi dei semi, uccisi in acqua fredda, lascia 12 ore, a protegger tua semenza; radici profonde, rimedio a siccità , stress di pannocchia, reca sterilità , aiuta infiltrazione, argilla profonda, aumenta radicar. Crea suolo spugnoso, riduce evaporazio, pacciame paglia riso, 10 centime guazza, erbacce controlla, acqua manda in basso, suol zappato pacciamato, calma evaporazio, rompe capillari, impedisce crepe fonde, cunicoli arvicole, in terreno argilloso, erbe e legumi, curan suoli degradati, apportan organico. Riso di montagna, su colle medio impasto, aiuta con ombreggi, riduce accestimenti, semi spessi o snelli, in cicli diversi. Quando autunno cogli, paglia lascia in campo, sovesci rinnovi, arboree permanenti, dopo alcuni anni, crescono con ombra, riso cambia passi, sposta nuova zona: su vecchio frutteto, reddito e cibo, di alberi a corredo, riducono infestanti, ed erosioni grandi. Riso upland Nerica, Nigeria Madagascar, aerobici batteri, funghi e attinmiceti, decompongon cellulosa, in suoli allagati, N resta immobilizzato, nei tropici suoli, che diventano acidi. Oriza domesticato, in 3 varietà , indica e japo-sinica, javanica Gondwana, Glaberrima africana, da Niger delta nata, regge acque profonde, paludi e altopiani, radici lunghe e spesse, in zone collinari, varietà montane, javanica e japonica, incroci con indica, sterile comporta. |Riso alimento base, fonte occupazione, 250 milion famiglie, in piccole fattorie, economia sussistenza, in zone montane, in tutti continenti, a clima pluviale; riso a campetti, mezzo ettaro in India, pur Cina e Tailandia, regime a mezzadria, lavorano le donne, coltivano part-time, Taiwan riforme agraria, limita latifondi, a preservar rurale, indigeni sui monti. Mercato mondiale, impennano i prezzi, x crescita domanda, di migranti urbani, Myanmar e Cambogia, coltivano eccedenze, esportano a colmar, carenze altre terre. Riso in Etiopia, su arido altipiano, riso in Quilombo, Brasile central, accanto a manioca, coltura primar, risaie est Europa, ruotano colture, arano in autunno, fanno 2 sarchiate, a mano o zappa, 30 dì dopo semina. |ITALIA primo produttore UE, reca metà al mercato interno, risi distinti per legge, secondo chicco dimensione, esporta riso in tutto il mondo, pure in Cina e Giappone. Europa meridionale, Spagna e bulgare risaie, sommergono acquitrino, fior 15 ore luce, semina in ammollo, metà aprile maggio, sommersa risaia, a Baraggia suoli alpini, rocce granite porfidi quarzi, ricche in ferro e scarso humus. Riso Biellese e Vercellese, coltivazione secolare, fino agli anni del seicento, Galeazzo Sforza duca Milano, strappa ai mercanti veneziani, monopol commercio riso, introducendolo in sue terre, e in quel del duca di Ferrara. Atti notarili in 606, risicoltori in Salussola, Baraggia a inizi 900, locali varietà locali crea, Ranghino Greppi ed Arborio, nasce in 946, la superficie in 2007, 22 mila ettari a riso, 10% riso italiano, di Baraggia Biellese e Vercellese, Nano Vialone Veronese, Riso del Delta del Po, Vercelli borsa riso italiana. Riso è come il vino, più si spinge meno è buono, ma in terre di Baraggia, quarzo blocca tale spinta, struttura argilloso-ferrosa, adatta a sommersione, con mesi estivi freschi, inversioni termiche dai monti, correnti d’aria alpina, spingono la pianta, a maturazione precoce, chiude prima il chicco, più piccolo alla media, ma più compatto in cottura. Acqua irriga le risaie, fredda e pulita a 4 gradi, appena discesa da montagne, ci dice il disciplinare, irrigan torrenti di montagna, imbocca piccole risaie, terreni poco terrazzati, in zona pedemontana, orientata nordovest sudest, un paesaggio di montagne, tra Carisio e Greggio autostrada. Monte Rosa ghiacciai, alimenta risaie di Baraggia e qualità dei suoi risi, 28 comuni comprensorio, in province Biella e Vercelli: Albano Vercellese, Arborio Balocco e Brusnengo, Buronzo Carisio e Casanova, Elvo e Castelletto, Cervo Cavaglià e Collobiano, Dorzano Formigliana e Gattinara, Ghislarengo e Gifflenga, Greggio Lenta e Massazza, Masserano e Mottalciata, Oldenico e Rovasenda, Roasio e Salussola, San Giacomo Vercellese, Santhià Villanova e Villarboit. Risone interno ai territori, varietà Arborio e Baldo, Balilla e Carnaroli, SanAndrea Loto e Gladio, integrale o raffinato, coltivato in sommersione, divieto concimi azotati. Riso in Calabria 600 ettari, nella Piana di Sibari, a pochi passi Mar Ionio, influsso salsedine marina, è buono microclima, sbramatura fatta a mano, per migliore cottura, sapore intenso e deciso. Carnaroli ed Arborio, e Originario tondeggiante, in Sibari area paludosa, anni Sessanta bonificata, emigrazione da montagne, terra salmastra ideale, tra Pollino e mare Ionio, assolazione straordinaria, ciclo 135 giorni, risaie Sibari e cicogne, aironi e cavalier Italia. riso-miglio_metodo-garlanda.m4a
lume233-Masanobu Fukuoka, era uno scienziato giapponese, poi divenuto contadino. Un giorno, sul mare, vide un airone cenerino volare lento tra le onde e il cielo. In quel momento capì che la natura, sapeva già tutto ciò che lui stava cercando. Così lasciò le vecchie teorie, e iniziò a coltivare il suo riso in modo nuovo, chiamandolo Happy Hill, Collina felice. Decise che il riso poteva crescere, con meno acqua e più fiducia nella terra. Prese i semi e li fece dormire, in acqua pulita per alcuni giorni, finché apparvero piccole radici; poi li pose in un letto di terra di tufo rosso, un pò di sabbia e letame maturo. Ogni piccolo seme veniva piantato con spazio, come se avesse bisogno di respirare. Per proteggere il suolo, usava paglia come coperta gentile. Dava l'acqua solo quando, il terreno aveva davvero sete, e ogni stagione osservava le piante più forti e ne conservava i semi per il futuro. Con il tempo imparò, a scegliere i semi migliori, quelli più sani e pieni di vita, scoprì che il riso di montagna, era più piccolo ma profumato, mentre quello allagato è più grande, ma più neutro nel sapore. Masanobu Fukuoka cercava un equilibrio, tra clima suolo e pazienza. Anno dopo anno, seminava a metà estate, e raccoglieva in autunno inoltrato. Happy Hill non era solo un campo di riso, ma una lezione vivente: la natura cresce meglio, quando l'uomo ascolta, invece di comandare, poichè essa conosce e comunica, a chi ha pazienza di amare.
247:sogni47-lume247-CRISI è uno squilibrio di potere: forze opposte cercano una nuova direzione e le strutture che le contengono non reggono più. Non biasimare il conflitto: usalo per vedere ciò che deve cambiare. Le immagini del sogno convergono: una figura tiene il serpente nella bocca, l'individuo si sente diviso tra sentimenti e credenze, tra differenti atteggiamenti e visioni del mondo, pericoli e richieste preparano a una prova. Cerca di bilanciare il conflitto, nel fulcro i problemi troveranno una soluzione naturale- Acqua che trabocca dalla diga: quando il vecchio argine cede, affidati a forze più grandi di te. Nuotatrice che invoca aiuto: cambia atteggiamento e lascia fluire i pensieri. Uomini armati sfondano una porta: cedi il controllo senza perdere consapevolezza. Mani oniriche afferrano il sognante alle spalle come a strangolare: nelle situazioni di terrore è meglio muoversi che ritirarsi, lasciati sopraffare e poi scuotiti di dosso. Orologio senza lancette: resta nel presente. Capelli che bruciano: accetta ciò che il vecchio Io non vuole lasciare. Croce che brucia nella caverna: cerca uno scopo anche nella sofferenza. Campane: lascia andare ciò che non serve più, scopri cosa vuoi veramente, manifestalo e lascia che vada. Barbanera dice: Chi fa quel che sa, più non gli è richiesto.| Isacco Angelo, nobile traditore, organizza colpo di stato e sale al trono tra il I.185 e il I.203, depone il patriarca e perseguita oppositori; ribellioni e intrighi segnano il suo regno, con tradimenti, esecuzioni e fughe, mentre la popolazione è divisa tra fazioni. Cristo, catturato e torturato, subisce maltrattamenti, ma istituisce simboli di fede e speranza, tramandando l'ultima cena e la comunione ai suoi fedeli. Dopo la sua morte, il corpo sparisce, reliquie vengono custodite da familiari e traslate tra monasteri e città , mentre Isacco mantiene potere e nomina amministratori fedeli, tra persecuzioni e intrighi politici. Apocalisse e visioni di Giovanni rivelano il destino della Chiesa e del mondo. Il Cristo è centro della storia, guida i fedeli, raduna le tribù e sconfigge il male. Quattro bestie rappresentano imperi e potenze ostili a Dio: Leone, Orso, Leopardo e Dragone; essi dominano ma sono soggetti al giudizio divino. Le visioni indicano carestie, guerre, cataclismi, ma anche speranza: chi persevera nella fede sarà salvato, mentre il Figlio dell’Uomo ritornerà sulle nuvole, radunerà gli eletti e stabilirà il Regno di Dio, già presente in ogni uomo. Le profezie di Daniele, Gioele e Isaia mostrano l'azione degli angeli e il giudizio universale, con simbolismi numerici e celesti (Sette Sigilli, Trombe, Coppe) e rappresentazioni allegoriche di poteri umani e celesti. La storia non è solo delle potenze terrene, ma orchestrata dal Signore, che premia i giusti e punisce i tiranni. Antioco Epifane e altri persecutori simbolizzano il caos e il male temporaneo, destinati alla sconfitta e sostituiti dai Santi e dalla giustizia divina. Simboli cosmici e mitologici, come serpenti, corni e animali ibridi, rappresentano il ciclo di dominio e caduta dei regni, i conflitti spirituali e la trasformazione interiore. Jung e la tradizione del Rebis illustrano il percorso umano di redenzione: l'uomo integra corpo, anima, intelletto e spirito, unendo maschile e femminile, luce e oscurità , materia e cosmo. Il serpente, simbolo di metamorfosi e infinito, indica il percorso attraverso prove e oscurità verso la conoscenza e la libertà interiore. La storia umana è letta da molti come cicli di tribolazione, giudizio e redenzione: le catastrofi, le guerre e le persecuzioni sono visti come strumenti per la purificazione e la crescita spirituale, fino al trionfo della luce e della giustizia, culminando nell'unità cosmica del Rebis, dove il Due diventa Uno.# |Stefano Hagiocristofo, capo delle guardie, arresta Isacco Angelo, nobile traditore, giunto al suo palazzo, Isacco pronto scappa, galoppa e sferra spada, Stefano si accascia, cosi terrorizzando, sempre a colpi spada, taglia orecchi e mani, a militari guardia, Isacco va in Sofia, vuol colpo di stato, costringe patriarca, a nominarlo re, molti uniti a lui, nella grande chiesa, nobili risentiti, accrescon sua schiera, e inizia ribellione. 11 settembre 185, scoppia la rivolta, Isacco resta in trono, fino al 195, poi in 203, cadrà nella crociata, narrata nelle bibbie. Alba 12 settembre, Xristos arriva con triremi, entra suo palazzo, ma Isacco è imperatore, Andronico realizza, invia dei messaggeri, lascio la corona, a mio figlio Manuel, che Isacco non contento, alfine pure acceca. Aizzata la folla, dagli usurpatori, insulta lui e figlio, ferocia di untori, Andrea fugge la folla, e perde croce Tau, amuleto del suo clan, sale sul triremi, regale ancor vestito, una Tiara ancor indossa, colbacco russo a cono, fugge con due donne, sua moglie e Maraptica, la prostituta colta. Ribelli contro Lui, lo vogliono deposto, versione dei fatti, dipende dal cronista, nel libro di Enoch, emerge complotto, mentre De Clari narra, il suo ultimo giorno. Re coi fedeli, prova a fuggire, ma tempesta in mare, lo costringe a tornare, Apostoli fedeli, a taverna l'han portato, nascosero a sedere, dietro due botti vino, lui fa suo discorso, dell'ultima cena, tramanda Pane e Vino, per memore convito, visi stanchi e tesi, dopo quella cena, da sonno sono vinti, Cristo solo prega, che i suoi fedeli siano, fuor da punizione. Oste con la moglie, spian dietro barile, vedon regali vesti, consulta suo marito, denunciano sovrano, per gruzzolo danaro. Dopo arresto Re, palazzo dei Comneno, venne saccheggiato, oro argento e rame, Andronico portato, a palazzo di Pilato, giudice a Zar-grad, locale magistrato, Pilato disse a Cristo: a me ti consegnaron, capi tuo casato, all'alba ti consegno, a sovrano Isacco Angelo; sebbene interrogato, Andrea non risponde, ma nobili a convegno, votano sua morte, pesan catene ferro, usate pei leoni, cingon collo e piedi. Andronico subisce, davanti Angelo Isaxo, insulti sputi biffe, schiaffi e le torture, in prigione poi subisce, accecamento a un occhio, cavato da trofeo, Ciclope canzonato, anche un taglio mano, compare nei dipinti, e su Sindone lenzuola, dove compare pure, sua barba biforcuta, capelli lunghi a trecce, e un fisico temprato, dal digiuno sano. Lungo via del colle, ludibrio delle folle, presso l'ippodromo, appeso e maltratto, tra due statue in bronzo, di Lupa e di un Iena, la sua popolazione, istigata dal partito, della opposizione, cioè i verdi |Prasinoi, Farisei e Sadducei, contro i blu Venetoi. Cristo li chiama, ipocriti farisei, infidi sepolcri, alle Deme di Zargrad, giocano i partiti, leukoi e rousioi. I latini alzano spade, sopra sue natiche, stando attorno lui, a turno colpendo, giudicano il taglio, uno affonda spada, negli intestini, da sopra la faringe, dopo sofferenza, Cristo si spense, ultimo sospiro, un gesto protende, porta mano destra, da poco amputata, estesa in agonia, su bocca assetata, evento ricordato, nel canto di Hallelujah. Dopo + giorni, suo corpo fu preso, dalla sua famiglia, di giudei comneni, Angelo e Duka, tutte imparentate, presso monastero, corpo poi scompare. Eclisse di Cristo, terremoto e pioggia, annuncia diluvio, in Yom-Ha-Shoah, Giorno del Ricordo, in Casa Salomone, Giovanni Presbitero, è San Iosafat indiano, e doge veneziano, in biografie doppiate, Giovanni corpo Cristo, porta fuori Yoros, lo imbarca fin Venezia, da Luigi Mocenigo, in basilica di Andrea, ma poi dona reliquie, a cognato Sebastiano, duca di Monferrato. Isacco riconferma, dopo morte Cristo, Theodor Kastamonita, qual primo ministro, Giacomo tradotto, buon amministratore, a gestir burocrazie, onesto nelle tasse, soffre croni artrite, ma è segretar di Stato, portato a baldacchino, muor di epilessia, nel giorno suo trapasso. Giovanni Battista, acquario in zodiaco, pelle di leone, gran bevitore di acqua, dopo regicidio, lui guida ribellione, contro Isacco Re, entra in cattedrale, riunisce + gente, per Angelo cacciare, lo fanno basileo, marcia gran Palazzo, con Alessio Duca, e Alessio Paleologo, futur eredi al trono, e amici di variaghi, di Sviatoslav clan. Gruppo fu tradito, uccisi o incarcerati, Isacco moglie Eufrosa, detta Erodiade, abusa di potere, ordina omicidi, temendo le folle, fa uccider Giovanni, durante la notte, testa decapitata, porta su piatto, in piazza mostrata. Dopo fallimento, del colpo di Stato, Davide e Alessio, lascian capitale, la Guardia variaga, li scorta a Nicea, da Yaroslav Galisky, amico di Cristo, detto Krishna in India, e Sakyamuni Buddha. |Esdra e Nemia libri, citano Moscovia, Israele pure detta, in affreschi di Cremlino, capo Kzar di olimpo, che Marco Polo ha visto, cita le visioni, di Padre Serafino, e dei padri della Ekklesia. Due secoli dopo, esce libro Apocalisse, in anno 486, poi nemici di Cristo, lo van manipolare, diventa un anticristo, confondono le acque, poichè mondo finisce, anno 492, diluvio universale, |Daniele sogna a notte, visioni da narrare. Romanov 876, ristampa in malafede, kniga antikriste, patriarca zitto cede, dichiara fine mondo, in anno 666, sociale nervosimo, confonde le orde schiere, Moscovia si corrompe, fiacca resistenza, di cristica coscienza. Libro della Fede, detto Kniga-o-Vere, costuma pei cristiani, indossare croci Andrea, Romanov contesta, il segno della croce, lo muta in nume bestia: simbolo iniziati, viene capovolto, il buono col cattivo, cambiano di posto, Andronico arciere, cioè segno sagittario, divien Cassio/Isacco, centaurus molti re, Vol vuol dire toro, diavolo è Manuele; pure in bwiti fang, Satan sottomette, ad arcangelo Michele, che punisce fratricidio, 7 angeli poi, uniscon le famiglie, di Angeli e Comneni. |APOCALISSE narra cose, del tempo 486, messaggio a Sette Chiese, da lui evangelizzate, sette è simbolismo, a Chiesa di ogni luogo e tempo; seconda parte libro, tratta le visioni, avvenire della Chiesa, datando astri del cielo, ammonisce che la Chiesa, dovrà continuamente, regger persecuzioni, diffondere il Vangelo, e vegliar Gesù ritorno, curar lacerazioni, tra estreme posizioni. Giovanni comunica, con sette lettere a Chiese, quattro serie di visioni, Sette sigilli che sono: guerra e conquista, fame morte e martiri, fine di un mondo, intermezzo del trionfo, turibolo di oro. Sette Angeli con trombe: son grandine e fuoco, mare di sangue, astro Assenzio ed eclissi, locuste e cavalleria, (intermezzo inno celeste. Sette Segni invece sono; Dragone e Bestia Mare, Bestia della Terra, Agnello e le vergini, il Figlio dell'Uomo, la fine col giudizio. Sette Calici sono: versati sulla terra, sul mare e nei fiumi, nel sole e nell'aria, sul trono della Bestia, intermezzo dei tre demoni, ultimo combattimento, vision Yoros celeste, in epilogo finale, cioè desiderio ardente, di venuta Gesù gloria. Pitture apocalisse, frequenti bizantine, e pitture mozarabiche, dei cristiani di Spagna, sotto dominio ottomano, Donna vestita a Sole, la Vergine col Bimbo, e i dipinti di Durer, a Venezia 492, sentimento del paesaggio, dopo i cataclismi, innescati a fine mondo: Giovanni descrive, apocalisse 492, dopo Messa da Requiem, per strage di genti, lancia sereno messaggio, di speranza e consolazione, ai cristiani perseguitati, di ogni tempo storia, vittime persecuzione, di Vietnam Cambogia, e con pietra del Diaspro, fonda nuovo tempio, con giochi luci e specchi, eterni insegnamenti, contro tentazione, di abbandonar divin Amore, e cedere a scientismi, di false ideologie; nel Libro dei Proverbi, saggezza entri alla mente, delizia del tuo cuore, protegge dai malvagi, come fa Beatrice, in rima col poeta, nel libro della Vita, nova dello amore, quando fue in esilio, fece canzon morali, di amore eccellente, ninferno e purgatorio, e grazioso paradiso, a stimolar valori, con virtude e scienza, di cittadin memoria, Divina Commedia, è vertice poesia, da cantar con cura, come Bibbia racconta, stesse vicende in più forme, rielabora in più modi, come libro di Daniele, ha forma concentrica, accosta due concetti, a chiasmo incrociato, in versi od in prosa, con uno schema ABBA, come libro della Suda, di Rasna Yudei, così fà Manzoni, o Alexandre Dumas, Uno per tutti, e tutti per uno, chiasmi pubblicitari, frasi ad effetto, esiti paradossali. Gioele con Daniele, assieme ad Ezechiele, influenzano il testo, rivelato a san Giovanni: suonate tromba in Sion, date allarme sul mio monte, tremino abitanti, viene il giorno del Signore, giorno di nube e oscurità , tenebra e caligine, mentre aurora spande, sui monti un popol grande. Apocalisse di Giovanni, linguaggio anti-censura, è coscienza che protesta, e rivendica visione, di più giusta società , appello fatto da Daniele, a resister la tormenta, per le Chiese in crisi interna, con fermezza nella fede, che sconfitto sarà il Drago, dalle teste multiformi, lascia posto a Yoros pace, della luce e vita eterna. Sette Sigilli spezzati, Sette Trombe risonanti, Sette Angeli con Sette Coppe, del Giudizio universale, Sette Chiese a cui arriva, questa Rivelazione, svelamento apocalissi, nei periodi della crisi, quando profeti sono scarsi, ed i cieli appaion chiusi, uomo sente necessità , di rileggere sua Storia, come luce azion di Dio, che spacca terra e la squarcia, e ne sconvolge superficie, poi disperde gli abitanti, dividendo empi e giusti, come in Sodoma e Gomorra, per aver cuore salvato; barcolla terra di ubriaco, come tenda Lei vacilla, pesa su essa iniquità , cade e mai si rialzerà . In quel giorno Dio punisce, suo esercito di sopra, e i re della terra, radunati e imprigionati, in un carcere di attesa. Signore fiata tromba e marcia, fra i turbini di mezzogiorno, Libro Enoc etiopico, e il Libro Giubilei, sono bibbie Chiesa Copta, di rivelazioni orali, ricevute dagli autori, in forma di visioni, pien di immagini e figure, numeri e allegoria, di lunga interpretazione. Daniele sua visione, ne chiede spiegazione, ecco appar davanti, Gabriele aspetto uomo, io ebbi paura, e caddi faccia a terra, Egli allora disse, caro Figlio d'uomo, comprendi la visione, e narrala ai vicini: al tempo della fine, sorgerà Michele, gran principe che vigila, sui figli tuo popolo, sarà tempo di angoscia, come al sorger di nazioni, sarà salvo chi si trova, scritto dentro al libro, molti dormienti sveglieranno, dalla polvere di terra, alcuni a vita eterna, altri alla vergogna, o saggi splenderanno, come il firmamento, se avranno indotto molti, alla giustizia bella. Gesù disse loro, guardate che nessuno, vi inganni in nome mio, con tentazioni varie, rimedi innaturali, e idee contro la vita, quando poi sentirete, parlare di guerre, calmi rimanete, poiché serve che avvenga, ma non sarà la fine: nazion contro nazione, e regno contro regno, vi saranno terremoti, carestie epidemie, sarà principio dei dolori, fratello vende fratello, il padre vende il figlio e figli contro i genitori, si metteranno a morte. Sarete odiati da tutti, a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato, alla fin sarà salvato, san giorni tribolazione, ma il Signore abbrevierà , a evitare la estinzione. Il sole si oscurerà , la luna sarà opaca, divi iniziano a cadere, le potenze son sconvolte, tutti vedranno il Figlio d'uomo, venir su nubi con potenza, manderà gli angeli e riunirà , i suoi eletti ai quattro venti, dalla terra fino al cielo, dentro tutto il firmamento. Apocalisse di Giovanni, Gesù Cristo gli rivela, invia testo ai cristiani, per legger meditare, il tempo del Cristo, Regno già compiuto, in modo certo e definitivo. Giovanni legge il presente, scorge il disegno divino, con linguaggio apocalissi, ma non fugge nel futuro, le promesse del Cristo, sono già realizzate, in ogni uomo è Regno Dio. Gesù è centro visione, che guarda intera storia, raduna suoi eletti, da ogni angolo di Terra, combatter suoi fedeli, equivale ad affiliarsi, agli adepti di Satana, poter politico anticristo; egli esorta tutti, resister tribolazione, sicuri di salvezza, alla presenza Cristo, nel Regno di sua luce, che realizza il destino, di storia umana al mondo. San Paolo, ai Tessaloni, il Signore scenderà , alla voce dell'arcangelo, che suona la sua tromba, risorgeranno i morti in Cristo, poi noi vivi superstiti, rapiti insieme a loro, tra nuvole andremo, incontro al Signore, confortatevi a vicenda, con tal parole di speranza. Questo è il libro Chiesa, del popolo di Dio, che tiene fede in Cristo, e speranza Suo ritorno, fedele a Sua parola, regger persecuzione, fino a sua venuta, dopo la tempesta, del Giorno del Giudizio, a ogni ciclo della storia, rifiuta idolatria, e il potere che la impone. Giovanni si presenta, ai lettori qual fratello, compagno in tribolazio, figlio di Zebedeo, deportato per sua fede, all'isola di Patmos, primo vescovo di Efeso, ha grande autorità , tra Chiese di Anatolia, apostolo giudaico, morto di vecchiaia, vissuto con Maria, affidatagli dal Cristo, nel regno di Traiano. Giustino imperatore, lo chiama anche profeta, autore di un Vangelo, e libro Apocalisse, fà scuola giovannea, ai padri della Chiesa, Ireneo e Tertulliano, Origene e Agostino, Clemente di Alessandria, Gerolamo Epifanio. Libro di Daniele, presenta più visioni, avvenute in sogno, e ne scrive relazioni: ecco i quattro venti, si abbattono impetuosi, sul Mar Mediterraneo, e quattro grandi bestie, salivano dal mare, quattro belve quattro imperi, influenzan successive, fin Giovanni apocalisse, forze ostili a Dio, ma Lui le sottomise. Marduk vince Tiamat, gran drago del caos, col corpo crea cielo-terra, quattro esprime totalità , quattro angoli del mondo, quattro esseri salgono, dal mare del caos. La prima simile a leone, con ali di aquila, io stavo guardando, le furon tolte ali, sollevata da terra, fatta stare su due piedi, le fu dato un cuore d'uomo. Ecco seconda bestia, simile ad un orso, stava alzata da un lato, avea tre costole fra i denti, e le fu detto Su! divora molta carne. Mentre guardavo, ecco una come leopardo, ha quattro ali e quattro teste, e le fu dato il dominio, guardo ancor visioni notte, ecco una quarta bestia, spaventosa ha denti ferro, una forza eccezionale, divora e stritola il restante, lo calpesta sotto i piedi, diversa dalle altre, aveva dieci corna. Animali ibridi, prototipo è Chimera, corpo leone e testa capra, coda serpente sulla schiena: Leone alato si trasforma, in essere umano cammina Orso avido di preda, ha costole in bocca, Leopardo alato a quattro teste, è snellezza agilità , quarta ha forza spaventosa, denti di ferro e dieci corna, come il Cinghiale Calidonio. Daniele avea pregato, in digiuno veste sacca, di cenere cosparso, come un sadhu indiano, nel Giorno di Espiazione, detto Yom Kippur, astensione dai profumi, scarpe e cibi eccelsi, rapporti con la moglie, dopo tre settimane, Gioele raccomanda: proclamate un digiuno, convocate assemblea, adunate gli anziani, nella casa del Signore, a scongiurar calamità , siccità e carestia, pestilenza e flagelli, rievocate tragedie, distruzione del Tempio, coltivate memoria, nel digiuno di Idegarda. Daniele ha visione, a marzo-aprile Pasqua, sulla sponda grande fiume, alza occhi e guarda, Uomo vestito di Lino, con ai fianchi cintura d'oro, suo corpo come topazio, sua faccia come folgore, suoi occhi fiamme fuoco, braccia e gambe lucente bronzo, sue parole come clamore, di una moltitudine, stesso simbolo torna, nel Libro Apocalisse, Lino è fibra pregiata, morbida e resistente, usata a fasciar mummie, Sacra Sindone è in lino. Topazio sanscrito tapas, calore di una pietra, tra le dodici incastonate, nel pettorale del Sommo, Giobbe paragona Sapienza, a gialla pietra di Topazio, che proviene da Etiopia, crea le ruote del carro, nella visione di Ezechiele, metallo incandescente, assieme al |Diaspro è fondamenta, delle mura di città , il secondo è di Zaffìro, il terzo è Calcedònio, il quarto di Smeraldo, il quinto Sardònice, il sesto Cornalina, il settimo Crisòlito, l'ottavo è Berillo, il nono è Topazio, il decimo Crisopazio, undecimo è Giacinto, dodicesimo è |Ametista, apocalisse ricorda. Daniele solamente, vide la visione, mentre uomini con lui, ebbero terrore, fuggirono a nascondersi, lui rimase solo, contemplare gran visione, e si sentiva senza forze, anche a Saulo Tarso, apparirà il Signore, sulla via di Damasco, ebbe visione solo lui, sebbene i suoi compagni, udiranno stessa voce, e fermati ammutoliti, non vedono nessuno. Daniele è sconvolto, da questa visione, timore della morte, gli calano le forze, udito il suono di parole, cadde stordito a terra, una mano mi toccò, e tremante mi rialzai, appoggiando palma mani, ecco poi la voce: Daniele prediletto, intendi le parole, alzati e sappi, io son Primo e Ultimo, stesso angelo rincuora, Giovanni apparizione, indebolito da visione. San Giovanni riprende, visione Figlio d'Uomo, faccia come folgore, occhi fiamma e arti argento, i piedi come bronzo, purificato al crogiolo, suo volto come il sole, in tutta la sua forza, vede Iddio faccia a faccia, metafora che esalta, trascendenza divina, occhi sede dei fulmini, san vedere ogni cosa, bronzo indica perfezione, su finitezza umana, come il viso di Mosè, che divenne fosforescente, dopo aver parlato, nella tenda dove è l'arca, Mosè scese dal Sinai, con due tavole Testimonianza, tutti videro sua pelle, divenuta raggiante, dopo avere conversato, nell'Esodo in Italia. Filone di Alessandria, vede 5 bestie, come quattro imperi, al pari della statua, poter politico bestiale, che cerca a più riprese, di sterminar Giudei, e spegner loro fede, come un mostro assetato. Leone è Babilonia, potenza dominante. Orso è castigo, che spazza via graduale, lo strapoter dei primi, che godevano il bottino, Leopardo alato è, impero di San Giorgio, che rapido riunisce, 127 province, morendo in battaglia, domina su tutto, da India a |Etiopia, nel Libro di Ester, contemporaneo a Daniele; Leopardo ha quattro teste, e guarda quattro punti, Giovanni sintetizza, poi unico drago, che ha Denti di ferro, cannoni in molte guerre, espugna fortezze, coglie molte spoglie, suo cuore si esaltò, di orgoglio si gonfiò, raduna forze ingenti, e conquista tributari, mentre osservo il corno, spunta uno più piccolo, mentre son divelte, tre di prime corna, quel corno aveva occhi, e parla in alterigia. Apocalisse di Isaia, e quella di Zaccaria, nel libro di Gioele, e quello di Ezechiele, il Signore spacca terra, ne sconvolge superficie, ne disperde gli abitanti, soppesando iniquità , dei re della terra, radunati e imprigionati, in una fossa rinchiusi, arrossirà la luna, impallidisce il sole, perché il Signore degli eserciti, regna sul monte Sion, e davanti ai suoi anziani, sarà glorificato, il Signore comparirà , come fulmine sue frecce, darà fiato alla tromba, e marcerà nel mezzogiorno, il Signore degli eserciti, proteggerà gli animi giusti, calpestando gli iniqui, suonate la tromba, date allarme sul mio monte! viene il giorno del Signore, di tenebra e caligine, di nube e oscurità , come aurora si spande, sui monti un popol grande, un orda d'oro forte, divora e brucia fiamma, come il giardino Eden, è davanti a lui, mentre dietro a lui, è un deserto desolato, ai quattro punti cardinali, scaglia ira del giudizio, delle tue opere nefande, non avrò compassione, saprete sono io il Signore, sventura al malfattore, ripete Ezechiele. Dopo 4 costellazioni, in visioni di |Daniele, arriva un vegliardo, che su trono si assise, veste candida e i capelli, candidi come lana, suo trono ha ruote ardenti, e un fiume fuoco scende, lo servono a migliaia, suoi libri a corte aperti. Dio con veste neve, è antico di Giorni, simboleggia antichità , controlla universo, fiume delle stelle, ha suprema maestà , avvia giudizio universal, aprendo i libri storia, processa in qabbalah, uccide brucia bestie, a cui poter concesse, solo per un tempo, poi rinnova il mondo; nelle vision notturne, appar su nubi cielo, ecco figlio di uomo, giunse su al vegliardo, che gli diede potere, gloria e regno sui popoli, su nazioni e lingue, suo potere non tramonta, mai verrà distrutto, Dio consegna al Figlio, Regno suo Vegliardo. Figlio di uomo sarà , significato collettivo, che passa a individuo, ma pure viceversa, è ol Popolo dei Santi, figli umani non piegati, alle persecuzioni, ricevono da Dio, in premio lor vittoria, un regno universale; figlio d'uomo prefigura, persona dei Messia, che riceve da Dio, un mandato a regnare, per sempre le nazioni, bar enash aramaico, ben adam di Ezechiele, Gesù lo dice a se stesso, processato al Sinedrio, notte Giovedì e Venerdì Santo, vedrete il Figliolo, venire sulle nubi, come Stefano protomartire, pien di Spirito Santo, al termine processo, si conclude sua condanna, per lapidazione, ma gli accade visione, cieli si aprono e vede, Figlio d'Uomo a destra Dio. |Xristos Kyrios Signore, Figlio di Dio, in linguaggio apostolico, duplice insegna, umanità e ragione, contro feroci quattro bestie, 4 imperi colossali, in orgoglio ed empietà , dominati da violenza, spariti e succeduti. Papa Benedetto vede, che a bestie dal mare, venute dagli abissi, si contrappone l'uomo, venuto dall'alto, bestie sono i regni, nei secoli esistiti, il figlio di uomo giunge, sulle nubi cielo, annuncia un regno umanità , che giunge da Dio stesso, storia desiderata, vera universalità . Il figlio dall'alto, contrario alle bestie, non è un individuo, ma il Regno a cui il mondo, raggiunge meta finale. Enoc cita un figlio, che è luce di nazioni, fontana di giustizia, giudice e salvatore, Esdra vede un figlio, Messia sale dal mare, e vol su nubi cielo, con soffio di sua bocca, sconfigge suoi nemici, poi raccoglie intorno, tutte tribù disperse, come sognò Daniele: in quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole oscurerà , e la luna fermerà , gli astri van cadere, il cielo appar sconvolto, allor vedranno tutti, il figlio dell'uomo, il servo disprezzato, reietto dagli umani, che offrì la propria vita, a salvezza dei fratelli, venire sulle nubi, con potenza e gloria. Gesù Figlio dell'Uomo, Gibran Khalil canta, poeta libanese, Pietro venne avanti, Maestro stiamo assieme, se non ci lasci, su questo sentiero, le ombre della notte, andranno via al mattino.. Gesù rispose loro: le volpi questa notte, avranno loro tane, gli uccelli i loro nidi, ma il Figlio dell'Uomo, non ha da posar capo, desidero star solo, e se mi cercherete, sarò presso il lago, dove vi ho trovato; lo vedemmo andare a occidente, in maestosa solitudine. Giovanni si rivolge, a uno dei vegliardi, ad avere spiegazione, della sua visione, così fa pur Daniele: mi sento venir meno, tante visioni a mente, mi avevano turbato; mi accosto ad uno appresso, domando il significato, di tutte queste cose, ed egli mi spiegò: Le quattro grandi bestie, sono quattro re, sorgono da terra, ma gli angeli di Dio, saranno dei custodi, del regno Portogallo, appaion tre anni prima, ai veggenti pastorelli, di Fatima Maria. Arcangelo Gabriele, annuncia a Maria, concepirai un figlio, e lo chiamerai Gesù,Dio gli darà il trono, di Davide suo padre, e regnerà per sempre, su casa di Giacobbe. Gesù regalità , si estende a intera storia, abbraccia tutti i popoli, concede Vita Eterna, a chi la riconosce. Il corno della bestia, è individuo assai potente, muove guerra ai Santi, per poco li sconfigge, la Bibbia cita il corno, in forza militare, strumento offesa toro, successo nelle imprese, come il cornucopia, è conseguir vittorie, perderlo vuol dire, andare verso sconfitta. Il corno diventa, un attributo regale, dei conquistatori, ecco la visione: la quarta bestia è, un quarto regno forte, che stritola la terra, e la calpesterà , sue dieci corna sono, re nati da quel regno, dopo di loro segue, un altro più orgoglioso, che abbatte i precedenti, e insulta l'Alto e i Santi, mutando legge e tempi, cambiando il calendario, per tre anni e mezzo, metà di sette anni, cioè tempo di pienezza, nel biblico linguaggio: più tempi e la metà di un tempo, si terrà poi il giudizio, e gli sarà tolto il potere, verrà poi sterminato, distrutto completamente; allora il potere, e grandezza dei regni, saran dati ai Santi, che serviranno il Cielo. Antioco Epifane, bestia nera dei Maccabei, costrinse gli Ebrei, adottar usi degli elleni, uccide chi rifiuta e succede a 10 re, da Alessandro Magno, a Seleuco amor del padre, dopo i Tolomei; nonostante la superbia, e violenza del corno, sarà sconfitto e punito, e suo regno e potere, saranno trasferiti, ai Santi dell'Altissimo, Giudei perseguitati; la Storia non è fatta, da potenze terrene, mostri che dal mare, sono caos e inferno, ma è fatta dal Signore, che compirà il giudizio, annientando i var tiranni. Antioco Epifane, muore mentre marcia, contro Re di d'Armenia, in primo Libro Maccabei, il persecutore dei Giudei, muore di crepacuore, quando ebbe saputo, che la sua persecuzione, finì col fallimento, assieme alla sconfitta, lui prima di morire, conosce malefatte, e la giusta vendetta, del Dio d'Israele, proprio come fanno, Nabucco e Dario il Medo. Duelli tra animali, aventi varie corna, in bestiari medievali, duelli tra più regni, il montone perde corna, suo regno è sostituito, da quello di unicorno, che infine pur si spezza, e ne sorgono altri quattro, nei punti cardinali; da uno di essi sboccia, un altro piccolo corno, che cresce a dismisura, contro pur milizia celeste, trascina giù dal cielo, un terzo delle stelle, precipita su terra; immagini e colori, rivisitan la storia, di politici mutamenti, cui Tartaria ha fatto spese, il montone è Gran Tartaria, con due corna unite, uno va più alto, conquista il predominio. Il capro incarna invece, mondo anglosionista, un solo grande corno, spezza le due corna, ma al culmine potenza, si rompe tale corno, subentran quattro corna, ovvero i generali, che dividono impero, poi da uno di essi, spunta un persecutore, che perseguita Ebrei, e la milizia celeste, getta a terra una parte, come stelle giù dal cielo, volto contro san Michele, che è capo di milizia, cioè il sommo Sacerdote, gli toglie la funzione, nel Tempio e nel santuario. |Geremia lamentazioni, avverte Giuda regno, imminente invasione, da un conquistatore, un leone appostato, pronto a ghermire preda, alzate un segno a Sion, fuggite senza indugio, da settentrione arriva, sventura gran rovina. Il leone da boscaglia, è distruttor nazioni, fuor di sua dimora, reca desolazione, città saran distrutte, non restano abitanti, sui monti ci ha inseguiti, in deserto ha teso agguati. Leon con ali aquila, è impero UK e Usa, muta da felino a uomo, perde parte strapotere, preparando sua sconfitta, da parte successori: quattro venti del cielo, si abbattono impetuosi, da stelle del Leone; poi da Orsa Maggiore, a est era la Lince, e termina in Dragone, quattro immagini celesti, leone orso leopardo e drago. Apocalisse rivelazione, è gener letterario, diffuso anche ai Cristiani, Apocalisse dei vangeli, Marco Matteo Luca e Paolo, Gesù inizia a dire loro: guardate nessuno v'inganni, molti verranno in mio nome, e inganneranno molti; e quando sentirete, parlare di guerre, non allarmatevi, ciò deve avvenire, ma non sarà la fine, si leverà nazion nazione, regno contro regno, terremoti sulla terra, pandemie e carestie, principio dei dolori, fratello contro fratello, padre contro figlio, figli contro genitori, sarete odiati da tutti, a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato, sino a fine sarà salvato, in quei giorni tribolazione, dall'inizio di creazione, fatta da Dio sino a oggi, il Signore abbrevia i giorni, a motivo degli eletti, allo scopo di salvare, le sue anime fedeli. il sole si oscurerà , la luna sarà opaca, gli astri van cadere, i cieli fanno cataclisma, allor vedranno il Figlio d'uomo, venir su nubi con potenza, manderà angeli a riunire, i suoi eletti ai quattro venti, dalla terra fino al cielo, al suono della tromba, discenderà dal cielo, risorgeranno i morti in Cristo, e i superstiti rapiti, tra le nuvole ad andare, incontro al Signore, confortatevi a vicenda, con queste parole. |POEMA in quattro dimensioni, Giustiniano accompagna Dante, nel cielo mercuriale, per entrar ciel di Venere, sigillato dallo Spirito, quarta parte dell'uomo, con Corpo Anima e Intelletto, uomo è tetrade redento. Jung scrive in Libro Rosso: lo spirito del profondo, mi ha tolto fede nella scienza, e dedizione agli ideali, mi ha costretto a calarmi, in cose ultime e semplici, mi ha tolto tutte mie conoscenze, per servire il paradosso, mi ha tolto linguaggio e scrittura, per ciò che usciva dal servizio, di fonder senso e controsenso, a produrre un senso superiore, Uroboro tonda verità , serpente alato Quetzalcoatl, con artigli e corona, mentre Spirito senz'ali, senza artigli è la Materia, maschil femmina yin-yang, nessuno vive senza l'altro, e custodiscono al lor centro, lo scibile conosciuto, terra anello Salomone, cioè cintura equatoriale, costellazione del Serpente, trattenuto da Asclepio, figlio di Apollo medico, che sà resuscitare i morti. Serpente simbolo infinito, immortalità e metamorfosi, protettor delle stagioni, di salute e fortuna, lasciato libero a muoversi, segno regale sulle teste, ogni corona è un uroboro, Diritta Via tra due abissi, dell'alto e del basso, indica il peso nostre scelte, via Regia via Aurea, caput e cauda dell'Opus, compiuta in tre fasi. Ovidio narra della fine, di un feroce serpente azzurro, ucciso da Cadmo in tre fasi, prima lo schiaccia con macigno, ma quello rimane indenne, poi lo trafigge con la freccia, ma il serpe furioso lo morde, così trafigge con lancia, inchioda serpe alla quercia, Cadmo dopo sua morte, è trasformato in serpente, nella entrata aperta, al palazzo chiuso del Re, sta scritto quanto segue: apprendete su qual quercia, Cadmo infisse il serpente; se macigno è nigredo, freccia è volatile albedo, lancia punta è rubedo, e sconfitto il serpente, conquista la sapienza, Cadmo con Sophia, equivale Adamo ed Eva, che vivon separazione, dal mondo degli dei, a sue nozze con Armonia, figlia di Marte e Venere, gli fanno dono di Alfabeto, strumento di conoscenza, separandosi eremita, dal mondo degli umani. Dio Sole luce intelligenza, pietrifica il serpente, trasformandolo in strumento, di ricerca conoscenza, Sole che viaggia circolare, da EST fino a OVEST, e incide raggi a Terra, avvolge come serpente, intero ciclo d'anno, e ci invita a seguire in noi, il riflesso suo tracciato, e nella fossa dei Serpenti, Daniele affronta il Mistero, crocefissione asse polare, in movimento elevazione, verticale e orizzontale, due braccia in croce quadra, che Intelligenza coglie e ama. Dio nutre lo spirito, scrive |Jung in Liber novus, disegna mandala jukurpa, che insegna Uomo nasce in croce, prigioniero oppure libero, in sue 4 dimensione: Dio mi chiama a entrambi i lati, sebbene vuole via di mezzo, dove inizia lungo cammino, Jung rivela in Libro Rosso, il suo sogno notturno, il suo incontro con lo Spirito, ci conferma che all'immagine, si risponde con immagine: Vidi nero serpente salire, strisciando lungo il legno croce, penetrò nel Crocifisso, per uscire trasformato, dalla bocca stessa a Cristo, ora di colore bianco, si attorciglia qual diadema, attorno a testa del morto, una luce irradia il capo, mentre a est si leva il sole, restai a guardare confuso, ma il bianco uccello su mia spalla, mi disse Lascia che piova, che soffi il vento e il fuoco bruci, che ogni cosa abbia sua crescita, lascia tempoal divenire, quando la via entra alla morte, tra putrefazio ripugnanti, la via risale dall'oscuro, ed esce da bocca che redime, e porta in alto il sole nuovo, redenzione forza umana, in lotta contro oscurità ; nostra libertà sta in noi, pur se vincolati a esterno, libertà interior si crea, mediante il simbolo parola, che esce da bocca e non si calcola, ma si posa sulla lingua, come parola forte e urgente, che sale dal profondo Sé, parol appar stupefacente, irragionevole talvolta, ma la riconosci come simbolo, in quanto estranea a mente conscia. Al mattino leva il sole, e da mia bocca esce parola, pure uccisa freddamente, perché ignor sua redenzione, se invece accolgo la neonata, essa cresce e fà da auriga, parola è guida via di mezzo, che oscilla come la bilancia, parola è Dio che ogni mattina, sorge ai popoli e li guida, si rinnova in molte forme, pur compare acque notturne, in cui assopita se ne resta, e all'aurora si ridesta. FUOCO sapienza è gran Mistero, ben praticato dai contadini, che brucian campi perché, da cener nasca la nuova vita, questo sapere manca ai ladri, morir risorgere del REBIS, re-integrazione anima e corpo, maschile e femminile, Uomo e Divin cosmo, Rebis frutto nozze celesti, il DUE si fonde dentro l'UNO, nel ladro invece và in nessuno. Uno inizia dopo nato, intuir dualità di tutte cose, maschio e femmina giorno e notte, cielo e terra vita e morte, poi da unione di Uno e Due, nacque triade del 3, Padre storia_andrea.m4a
lume247-Seba chiese un giorno a Raseno: chi possiede le chiavi delle porte che gli altri non vedono? Raseno raccontò che l'uomo spesso crede di scegliere, mentre ripete parole, paure e gesti già tracciati: il potere non nasce soltanto dai re, ma dalle reti che uniscono uomini, merci, sapere e denaro. Prima furono le rotte oceaniche, poi porti, compagnie e colonie; poi banche, industrie, imperi, giornali, intelligence e comunicazioni. Chi controlla una rotta può controllare il commercio, chi controlla il commercio accumula ricchezza, chi accumula ricchezza può comprare eserciti, informazioni e consenso. In questo lungo processo nascono anche confraternite e logge, luoghi dove mercanti, nobili, professionisti e uomini di cultura possono incontrarsi lontano dagli occhi della folla. La loggia dei muratori organizza simboli, gradi, rituali e fratellanze, costruendo una rete internazionale fondata su riconoscimento e appartenenza; reti che talvolta si incontrano, si dividono e si contendono influenza. Ogni scelta umana tra odio o amore, mutilazione o libertà può apparire come un gesto già scritto, ma Dante ci dice che Xristos mostrò una chiave per comprendere e far fiorire l'umanità : una via capace di unire umano e divino, caos e creazione. Nel poema, tale saggezza appare come geometria sacra, custodita da quattro coppie di angeli, dalla Candida Rosa e dalle figure del Centauro, Dioscuro, Grifone e Aquila, figure che preservano il suo poema e ingannano i censori: nel canto 23 lui parla di ipocrisia, anime dannate sotto cappe d'oro fuse nel piombo: il peso del male. La Candida Rosa accoglie anche pagani, e bambini morti prematuri siedono a diversi gradi di beatitudine sotto custodia angelica. Il limbo è invenzione umana, poichè il Dio dantesco governa distinguendo causa prima divina e causa seconda umana. La storia di Cristo è nel triangolo delle quartine 44-74-12, dove i poeti affrontano la frana causata dal suo passaggio, liberando spiriti e alito divino che irrompe nell'umano e l'umano nel divino, armonizzando caos e creazione. Anche il destino non è solo prigione: il bue che trova il cancello aperto può continuare sul vecchio sentiero oppure fermarsi e guardare. Anche io credevo di scegliere ogni passo, ma spesso seguivo abitudini e ripetevo parole, paure e gesti che credevo fossero il mio carattere. La prima libertà nasce quando riconosci il solco che stai seguendo. Allora puoi osservare pensieri, desideri e paure senza esserne trascinato, come canne mosse dal vento del fiume. Raseno conclude: non sempre possiamo scegliere ciò che accade, ma possiamo scegliere se continuare a camminare nello stesso solco. La porta è aperta: il primo passo è accorgersene.
287:ijing40.䷧-lume287-La Liberazione (解 Xiè). Tuono e pioggia compiono la loro opera: sciolgono la tensione accumulata, dopo il temporale, l'aria cambia. La liberazione non consiste soltanto nell'allontanarsi da un vincolo, ma nel trovare il passaggio attraverso cui ciò che era trattenuto può tornare a muoversi; anche noi possiamo lasciare andare rancori e tensioni, senza dover sempre punire gli errori. Possiamo superare le difficoltà attraverso il perdono, che libera dai vincoli del passato: il nobile dimentica le trasgressioni e perdona i crimini. Come una casa deve proteggere senza diventare sigillata, anche la persona può avere bisogno di confini che custodiscano e aperture che lascino respirare. L'esagramma 40 invita a lasciare andare ciò che non deve più essere trattenuto e, quando la meta non è chiara, è saggio tornare alle proprie origini. Le origini qui, sono il terreno dal quale può tornare visibile una direzione, ritrovare legami e chiarezza, per scegliere la strada giusta. Il tufo, il basalto e il suolo della Tuscia riportano così la Liberazione alla materia: ciò che protegge può anche avere bisogno di aperture. Quale vincolo sta chiedendo di essere sciolto? Che cosa potresti lasciare uscire, perché la tua casa interiore torni a respirare? Barbanera dice: neve dicembrina per tre mesi sta vicina, ognuno loda il proprio santo.| Il tufo del Lazio è roccia vulcanica piroclastica, formata da cenere e lapilli, porosa e facile da lavorare, usata dai Romani per malte idrauliche, acquedotti e costruzioni resistenti al gelo e al fuoco. Il basalto, invece, è lava solidificata, dura e compatta, grigio-nera, con proprietà magnetiche e alta resistenza. Il tufo emette radon, gas radioattivo inodore e insapore che può accumularsi negli edifici, per questo si adottano precauzioni edilizie come areazione e barriere d’aria. Il radon è pericoloso se inalato a lungo, emette radiazioni che possono danneggiare il DNA, soprattutto nei bambini. Il basalto contiene quarzo con proprietà piezoelettriche, che reagisce a stimoli meccanici e ambientali, conservando una “memoria†magnetica della Terra e del suo campo geomagnetico passato.# |TUFO del Lazio, vulcanica roccia, esplosa a suo tempo, cenere e lapilli, materie incoerenti, rocce piroclastiche, diverge dal Basalto, per solidificazione, tufo da lapilli, struttura porosa, aspetto spugnoso, che facile lavori, Basalto da magma, rapido raffredda, lava dura e compatta, colore grigio nero, buon paramagnete, resiste ad usura, e alla compressione, mente tufo è giallo, con sfumatur nocciola, pianta che lo sposa. Tofus radioattiva, di media durezza, usato dai prusci, e prischi romani, base a ottenere, idrauliche malte, acquedotti e città , mattoni di tufo, serbano calore, resiste gelo e fuoco, poroso lui traspira, fonoisolante, termo-acustico pure, si lega a tutte malte, fin 3 piani altezza; suo solo svantaggio, va deteriorarsi, sebbene mantiene, forza materiale, siccità e piovosità , rivela fossili selve, resti di animali, elefanti bovi e muli, nei monti di Tolfa, testimonian presenza, ponte Africa-Italia. da Tufo emerge Radon, radiazione ionizzata, Tufo Porfido graniti, Lazio Hawaii e valle Rift, Basaltina ricca Radon, tufo pietra porosa, in caso rottura, o correnti sotterrane, rilasci quel gas, a Norchia è normale. |RADON-222, radioattivo e incolore, inodore insapore, un pò solubile in acqua, accumula fondo suolo, spontan decadimento, di Radio o di Torio, suoli a Uranio vero. Gas se respirato, col tempo va polmoni, emette radio Delta, schermabile a plastica, se modifica DNA, + veloce nei bambini, esce dalle crepe, di grotte ed edifici, così regole edilizie, case separate, da spessori aria, areando zone a notte, evitando isolamento, termico eccessivo, seminterrati e cantine, taverne fà buchino: divieto presso fiumi, riporto scavi terra, Rasna case in legno, e tufo per le tombe, ai colombi o terrazze, agricole collinari, o installan da suolo, condutture tubolari, così da convogliare, gas fuor casa, evitando installare, infissi isolanti, i vecchi nel paese, inverno apron finestrini. |BASALTO è principale, roccia della crosta, lava fusa da vulcano, solidifica in roccia, nera basaltina, debole magnetica, come ferro da colata, nel momento che raffredda, magnetizza in direzione, forza magnetica locale. Australiano scopre, che nel nostro passato, i magnetici poli, invertiron più volte, pietre focolare, in aborige accampamenti, eran magnetizzate, orientate verso Nord, campo geomagnetico, invertito ad attuale, ago bussola avrebbe, puntato verso Sud, invece che nel Nord; se elevato calore, distrugge magnetismo, quando raffredda, gruppi atomi allinea, in direzione forze, di geomagnetico campo, presente in quel tempo, bloccati in posizione, di orientata direzione: magnetica memoria, resta fin quando, un altra fusione, accade scaldando. Quarzo cristallo, elemento primario, dentro basalto, in slavo detto tvurdu, duro twardy twarz, minerali cristalli, che traversano roccia, querz escrescenza: effetto piezoelettrico, come microfono al quarzo, sente onde sonore, e quindi polarizza, mutando potenziale, come pure il ghiaccio, e fiocchi di neve, che serbano dati, in solida struttura, di molecole e ioni, in geometria regolare, oppure disturbata, in ripetizione frattale, reticolo tridimensionale, soggetti a influenza, come il basalto, a ritmo cielo e terra. libro_viecave-enteolabirinto_feo.m4a
lume287-Il tufo della Tuscia nasce da cenere e lapilli vulcanici: è poroso, relativamente leggero, facile da lavorare. Per secoli è entrato nelle mura, negli acquedotti e nelle abitazioni, offrendo riparo senza perdere il rapporto con l'aria e con il suolo. Il basalto racconta un'altra forma della terra: lava raffreddata, compatta, scura, resistente. Conserva persino nella propria struttura una traccia del campo magnetico terrestre del tempo in cui si è formato. Due rocce, due modi di stare: una accoglie e lascia passare, l'altra concentra e resiste. Anche una casa vive fra questi due gesti: proteggere e respirare. Nel sottosuolo, tuttavia, può accumularsi radon, gas naturale prodotto dal decadimento di elementi radioattivi presenti nelle rocce e nei terreni; una casa ben abitata deve quindi conoscere ciò che sale dalla terra e favorire il ricambio dell'aria. Nella Tuscia il suolo tufaceo sostiene orti, cereali, legumi e piante mediterranee; felci, querce e ortiche possono diventare semplici segnali da osservare per conoscere il terreno. Oggi, le tende, roulotte e yurte continuano a sperimentare modi differenti di abitare il paesaggio: la forma circolare della yurta raccoglie e protegge, mentre il tetto apre una via alla luce, al fumo e all'aria. Questo Lume appare quando hai bisogno di una protezione che non diventi chiusura. Che cosa nella tua vita chiede riparo? Che cosa invece ha bisogno di una via d'uscita?