scheda quid  - plus | home | allegati | audio | 14 Lingue | 360 asset | visite sito 21657


voce: falò


bufalocapre pecore Mucca, e butteri pastori (133) 33- Bufali e caprilingua italico | foto fauna | audiolibro | fauna_mucche-e-butteri.mp4 | paesi_nepal-kathmandu-pasupati.mp4 |  |musica savana-grou.mp3
risokhamuKammu prega su matreek per spiriti Riso (135) 35- villaggio Khamlingua indocina | foto hmongcina | audiolibro | popoli_kmhmu.mp4 | flora_uplandrice-guide.pdf | riso_esp-vietnam-indocina.mp4 |musica 8-BaliSangFiredance.mp3
fuocoGennaio zappatore se nevoso è generoso (148) 48- |Kino attorno lingua popè | foto agrobuti | audiolibro | fuoco_carbonaia_spagna.mp4 | casaprateria_sigla.mp4 | film_quarto-re-api-presepe.mp4 |musica fang05-minkin-song.mp3
querciaMartin assume Pan vigore da caldo focolar (181) 01-lume181 |CENTRAlingua slavonico | foto arboreto | audiolibro | flora_quercia-roverella.mp4 | quercia-cinghiale-forza-unio.mp4 | quercia_sughero_spagna.mp4 |musica chakra-pineal-936hz.mp3
fioredorosimboli e processi che abitano in me (219) 10-lume219 STRUTTUlingua alchemico | foto hmongcina | audiolibro | device_sama-journey.mp4 | popoli_sama-chukchi.mp4 | jung_fioredoro-immagini.mp4 |musica 98_arco_yakuto.mp4
laozuLaozi e gli esagrammi della mutazione (222) 13-lume222 FORMA: lingua cinese | foto filosofi | audiolibro | qigong_agopunti_chiave_cinese.mp4 | qigong_xing-shen-zhuang_cinese.mp4 | film_laozi-in_hangu-pass.mp4 |musica yo-bxa-tomodaime.mp3
chiucepangCepang di Nepal, Chiuri latte farmacia (231) 20-lume231 CRESCITlingua indocina | foto indionesia | audiolibro | popoli_cepang-nepal.mp4 | paesi_nepal_village-life.mp4 |  |musica ayami2024.m4a
bonoboScimpanzè Gorilla e Gibboni Orang (302) 56.䷷ lume302 |Vilingua popè | foto fauna | audiolibro | fauna_bonobo-love.mp4 |  | filmspot_irma-la-dolce-mp4 |musica 58_Canta_com_Amor.mp3

(): 8 quid censiti


133:lume133- Bufali e caprini, contadini e butteri, greggi e pastori: ogni creatura sa ciò che deve fare. Il bufalo, paziente e testardo, affonda le zampe nella palude, ma porta il mondo avanti. La capra sa arrampicarsi dove nessun altro osa, ma dà latte solo a chi sa aspettare. Dalla transumanza si impara che il cammino è duro, ma ricco di nutrimento. Il latte, il burro, il letame, il ghee: nulla si spreca, tutto si trasforma. Oracolo: Chi vive accanto agli animali, vive accanto alla verità: la verità che non si dice, si fa. Come il bufalo, sii saldo ma docile, resistente ma umile. Fai della tua verità il tuo passo, del tuo corpo una promessa mantenuta. Il peso della terra si trasforma in forza quando il cuore è sincero. La |fame caccia il |lupo dalla tana, quando non ci sono cani, il lupo è re delle pecore| Bufali e caprini, contadini e butteri, greggi e pastori: ogni creatura sa ciò che deve fare. Il bufalo, paziente e testardo, affonda le zampe nella palude, ma porta il mondo avanti. La capra sa arrampicarsi dove nessun altro osa, ma dà latte solo a chi sa aspettare. Ogni animale ha un sapere, ogni gesto una funzione: lentezza non è pigrizia, ma saggezza. Il pastore ascolta, il bovaro si sporca, il buttero doma col respiro. Il latte, il burro, il letame, il ghee: nulla si spreca, tutto si trasforma. # |CAPRINI sono ghiotti, del sale minerale, tenuti nel recinto, alto almeno 1 metro, + Capre men concime, e poco latte fanno, fertilità terreno, + lenta compiranno: indole animale, pastore sfrutta a specie, alle Capre dà comandi, a Pecore dà 1 capo, questi guida gregge, è kabru mudullu, se è nel gregge capre, sarà kabru sonallu; uno senza corna, castrato e ammaestrato, altro ha campanaccio, appeso sul collo, Krabu de sonallu, ha corna da virile, cani affiancan loro, fuori da ovile; se transumanza, fu antica strategia, vari andirivieni, a contrasto e sinergia, ricerca acqua ed erba, mesi di confronti, sopra terre aspre, giunge fin sui monti: 1 corpo ben temprato, affronta avversità, clima incide molto, sul cibo e quantità, pastore concia pelle, di varie pecorelle, cucite insiem a dare, un ottima mantelle, stringhe sono cuoio, lana su esterno, chiamala |Mastruca, abito inverno, usato dai pastori, lungo transumanza, flauto ed acqua cotta, pane duro in tasca. Emilia suggerisce, se spazio consente, allevare 1 |MUCCA 牛, con locale foraggio, lei fornisce Latte, Urina Letame Enzimi, aromi officinali, fiori funghi attivi: 1 ettar terra brada, 3 quintal lombrico, come letame mucca, combustibile antico, forgiato a tortine, secca a muro esterno, quan maturo cade, è pronto x fornello; 1 mucca salvaguarda, intera famiglia, dona latte e caglio, urina e letamaio, formaggi molli-e-duri, siero x pollame, prospera salute, di umani e di bestiame. Jersy affettuosa, una mucca resistente, la fatta che rilascia, rivela sua salute, sana digestione, rispecchia in escrementi, letame verde scuro, contiene + fermenti. Fieno proveniente, da aree inacidite, cattiva composizio, causa in sangue mite, se cogli di estate, foraggio x bovine, acacie + castagni, nocciolo gelso e vite. |Gauri la mucca, mangia foglie noccioli, aumenta grasso latte, aiuta digestione, con alto contenuto, di amido digesto, contrasta acidità, in stomaco contesto; abuso di erbe fresche, portano diarree, che vengono risolte, da piante officinal, calma invece tosse, infusi Timo e Altea, aggiunti a bevitoi, con la radice intera. Mucche son golose, di sal grosso marino, messo nel foraggio, a indurle al confino, si usa munger mucca, per dieci mesi anno, almen 2 volte giorno, 10 minuti fanno: 1 divertimento, se impari farlo bene, rinunci le vacanze, vedi se conviene, scaldano a vicenda, sotto freddi spinti, bovini che da se, san vivere istinti. Emilia sbatte latte, x produrre |BURRO, in bottiglione stretto, tutto rinchiuso, poi filtro da schiume, gira alto-basso, ne ricavo il ghee, 1 burro senza grasso; ingerir |LATTE vaccina, dolci e saccarina, 3 volte proteine, rispetto a latte umano, adatto a vitellini, che assorbon sua cosa, lattosio negli umani, fermenta senza posa. Kefir ottengo se, a latte fresco aggiungo, 1 grano di Kefìr, che ha lieviti congiunto, tal latte or digerito, per noi è medicina, tuberco e difterite, e febbre tifo sfida. |BUFALO 牛niu e Bovari, |Zhiniu+Zhulong, tra italici nativi, sta Uro bufalo nero, animale selvaggio, da Africa importato, da circhi romei, che mandrie catturavano; bufalo di Asia, coi ruski arriva, meraviglia apprezzato, x sua pazienza, forza e resistenza, utile in trasporti, con armi e bagagli, famiglie migrazioni. Paolo Diacon longobardo, scrive sua storia, portati in Italia, cavalli selvaggi, e bufali a gennaio, sotto regno Agilulfo, quando |Unni-Kancan, invadon dapertutto. Bufala testarda, soffre eccessi climi, che talor la uccide, ma reca latticini, il buttero x mungerla, la chiama x nome, con gemito lei viene, a fare operazione; bufalino va da madre, inizia a poppare, quando latte esce, vien fatto allontanar, poi succhia avanzato, da poppe materne, se bovaro acconsente: otto litri giorno, reca ogni animale, a mattina o sera, 1 giorno mai saltare, i maschi bufalini, macellati a 1 anno, bufale e paludi, connubio ancora fanno. Bufalo si stanzia, zone acquitrinose, sia x rinfrescare, e liberar da insetti, Tirren costa laziale, paludi spopolate, si prestan tale scopo, diviene sua casa; usan contadini, per svariati usi, pulir canali e fiumi, da sterpi rovi, dopo lor passaggio, acqua intorbidisce, i pesci vanno sopra, pescan mani fitte: mestiere di bovaro, prevede aver 2 buoi, x lavorar terreno, dei terzi a pagamento, fino anni 50, bovaro è buon compare, ambito dal bifolco, aratore di giornate; aratura di suoli, prima del granturco, svolta dai bovari, con robusto aratro, trainato da 1 coppia, di accuditi buoi, bovari fan capanna, x essi e x i bovi. |Bovaro fu prezioso, invitato in osteria, prescelto da ragazze, che cercano marito, durante Prima guerra, garzoni han privilegi, arrivan poi trattori, estingue lor mestieri; bovaro nel museo, in secondo dopoguerra, bufalara o bufalotta, i toponimi ricorda, più Bufale pontine, vanno a Maccarese, saltan staccionate, pasture buone attese. Missionar cristiani, sbarcano paludi, a convincer abitanti, del mito pontificio, carattere dei butteri, allo stato brado, in pianura |Pontina, proverbio ha ricamato: Se vu figlio tristo, uttero o seminaristo, poichè sabato sera, butter tornan paese, ripulir rifocillarsi, prendere provviste, per altra settimana, ma rompe lampadine, di lampioni strada, lor amano palude; itali |butteri capaci, abili cavallerizzi, conoscono animali, sanno dominarli: anno 890, a Roma arriva circo, di Buffalo Bill, per epica sfida, tra butteri e cow-boys, serbata a memoria, dei butteri laziali, in palude Pontina, vince Augusto Imperiali, a servizio dei Caetani, supera americani, nella doma di puledri; vinse sfida successiva, lancio delle asce, assieme maremmani, sul gruppo americani. Bufalo bill cow-boys, vinsero a pistole, Augusto a 90 anni, rivela sue storie, giovan buttarello, si muove col cavallo, tra boschi e acquitrini, e soffocante caldo. Conosce ambiente, e animali affidati, ecosistema duro, pieno di umanità, tra piogge persistenti, nei centri Lepini, uttareglio ragazzo, a 12 anni in pianura, apprende mestiere, duro del buttero, governando cavalli, muli mucche e bufalo; doveva sottostare, a regole umilianti, di butteri + grandi, come i militari, dorme e riposa, in groppa a cavalla, e per comodità, a rovescio cavalcava: si copriva con coperta, riparo da guazza, abbondante rugiada, calor del cavallo, ciò aiuta sonno, cavallo pascolava, riusciva a riposare, quattrore a nottata; corsa dei cavalli, accade ogni festa, nei centri tolfetani, e lepini pontini, come al palio Siena, tifano 1 fantino, butter che riesce, vincere corsa primo: tra urla imprecazioni, era sport di massa, a festa del patrono, di san Lidano a Sezze, il butter Fagiolino, vince tutte corse, con caldo già tremendo, solo sfida sorte. fauna_bovi-caprini.m4a
Ogni animale ha un sapere, ogni gesto una funzione: lentezza non è pigrizia, ma saggezza. Il pastore ascolta, il bovaro si sporca, il buttero doma col respiro. La mastruca scalda i corpi, la bufala risponde al nome, il ragazzo si fa uomo tra fango e sole.

135:lume135- villaggio Khamu nelle nebbiose montagne del Laos settentrionale, con palafitte di bambù e paglia, circondato da rigogliose risaie terrazzate. I contadini Khamu eseguono rituali di semina del riso con bastoni di bambù e offerte. Un mini-giardino sacro (mat-reek) si erge nel campo, decorato con foglie, totem e piccoli sacrifici di cibo. Una pioggia leggera cade mentre gli sciamani suonano tamburi di terra, invocando lo spirito del riso. Un bagliore mistico circonda la lo spirito del riso koon hngo, raffigurato come un bambino fatto di steli di riso, tenuto in braccio da un'anziana donna. Le case degli spiriti punteggiano le risaie, mentre, sullo sfondo, gli animali della giungla osservano in silenzio: volpi Inari e serpenti Naga balinesi, mentre gli uccelli volteggiano nel cielo rosa, evocando armonia tra natura e divinità. Proverbio: Lascia fare, lascia dire, ma non farti compatire, resta saldo come il riso nella melma. Chi onora gli avi avanza, poichè dove le radici affondano, la libertà fiorisce.| Khamu del Laos, etnia del nord di Luang Prabang, vivono in clan con tradizioni totemiche e spirituali. Il riso è al centro della loro cultura: alimento sacro, ponte tra vivi e spiriti. Ogni persona ha più spiriti (hmmaal), e la salute dipende dal loro equilibrio. Il riso si coltiva con rituali complessi: prima si disbosca, poi si brucia il terreno, infine si semina con bastoni di bambù detti piantatori sonori, invocando la pioggia. La semina avviene con offerte e preghiere alla Madre del Riso e agli spiriti del campo. Si usano tamburi di terra, mantra, sacrifici animali e vino di riso. Il riso è considerato un bambino spirituale (koon hngo), nutrito, benedetto e poi riportato a casa dopo il raccolto. Le famiglie mantengono capanne-ritiro nei campi, eseguono divinazioni con chicchi di riso e seguono calendari rituali. Durante il raccolto si compie il rito del Greh: il riso-bambino viene portato nel granaio e affidato al bulul spirito custode. Canti, banchetti e offerte chiudono la festa, rafforzando il legame tra uomini, natura e spiriti.# |KHAMU-del-Laos 老挝, Kammu Khamou ลาว, vivon nord province, di Luang Prabang, clan famiglie riti, tradizioni proprie, dettan discendenza, totemica e di coppie; totem-piante animali, relazioni scambio, reciproco rispetto, Riso basa ogni fatto, riso crudo o a vapore, alcol riso ideale, per Spiriti tipi, e la vita influenzare: ogni uman vivente, ha + spiri personali, hmmaal in lingua khmu, senz'essi si muore, a ripristinar salute, corpo famiglia e clan, bisogna chiamar indietro, i propri animal. Con aiuto di mo-mon, 1 sama mangia riso, glutinoso di montagna, presso boschivo, Kamu alleva pur cani, maiali polli e vari, a volte qualche mucca, cavallo nutre hmaal. In momenti malattia, catacliasma o guerre, coltivano + piante, nelle alte loro terre, caccia e raccolta, funghi e pesci fiume, Mais cetrioli zucche, verze tuberi banane, sorgo sesamo zenzero, arachide fagioli, miglio e papavero, con canapa e cotone, coltivati col riso, lungo il sentiero, o in campi terrazzati. Predatori di colture, cacciati e mangiati, se commestibili topi, uccelli scoiattoli, se mangian raccolto, scimmie Ratti bambù, in tempi carestia, Kamu scava tuber pur. Riso compiace, prima piantar campo, rituale Mat reek, prepar mini-giardino, + semi varietà, verrano coltivate, bambu di mat-reek, simula agro grande. Khamu auspica il riso, entro loro campo, scorre acqua pioggia, ai piedi del bambù, serve richiesta, acqua pioggia invocata, mentre falli Shiva, spiri ladri allontana: recinzione mat reek, avvisa tutti animali, rimanere fuori campo, poi inizia piantar, Dibble di semina, fanno buco nel suolo, profon 5 centime, metti seme riso in foro. Gruppi etnici diversi, diverso piantatoio, bastone di bambu, 2 metri groong cmool, altri usano + corti, o lame ferro stretto, a fare postarelle, chiuse dopo evento; chiamano wwyh groong, piantator sonoro, strumento rituale, che chiama pure pioggia, aiuta germinazio, pur orchestra di bambù, vibrati in sintonia, loro eco sale su. Khamu sul confine, stimola la pioggia, con tamburi-terra, 1 cavita nel suolo, come nido termiti, coperto da stuoia, membrana di ritmi, che vietnamita ode, gambo di pianta, come cupi-cupi, accarezza membrana, e causa vibrazione, eco cassa risonanza, entro buco terra, simile a lamento, di putipù Benevento: ascolta spiro lampo, o drago hrooyy pryoong, infastidito scatena, pioggia battente, permette seme Riso, germina e cresce, chi semina vivaio, ara lungo diagonali, argini rituali, attende le piogge, conclude suo campo, giovedi giorno buono, trapianta suo riso, darà + granella, altro giorno altro rito. Sabato fa steli, mercoledì reca foglia, eseguono rituali, pur atei contadini, produce benefici, concentra desiderio, rito emana meglio, ripara da insuccessi, vicino i campi lascia, capanne del ritiro. |Case-palafitte, sfuggono monsone, Khamu vive gioia, dentro thieng-hai, capanna riso campo, semina ad aprile, in cenere del suolo, con piantator sonoro. Gennaio e Febbraio, uomo ha disboscato, a Marzo ed Aprile, legno secco bruciato, incendio iniziale, poi accatastamento, scarti residui, brucia in secon momento. Prepara primo giorno, mata-rek con bambù, centrale piantato, miniatura a propiziar, madre riso a recitare, prima di piantare, benedice il seme, con sangue pollame. Ngo anima di Riso, come quella di umane, se arrabbia diparte, ci lascia alla fame, padron del campo ha, 1 povero raccolto, rispetto imparerà, per Riso giusto posto. ogni Khamu nutre, spiriti del campo, se chiude buco seme, lui stipula 1 patto, chiede mantenere, protegger semi riso, al tempo raccolto, offre 1 pasto amico; 2 uomini vestiti, afferrano ballando, le donne con acqua, che innaffiano tanto, x pioggia causare, Pi spiriti aiuta, ngo spiro Riso, nel rito si produca; da culla alla morte, nutre anima umani, il riso adottato, è bimbo del gruppo, ponte contatto, tra i vivi e cosmo. Riso sostiene, sua propria cultura, forgia suo mondo, ai confini natura.| dopo la preghiera segue, kne divinazione, spiri consultare, 3 grani riso in mani, se numero è pari, segno che gli spiri, accettano doni, a cena degli inviti: 1 pollo macellato, onor casa famiglia, come Spirito-del-campo, 1 vaso vino riso, aperto un po versato, assiem alla pula, assaggio per avi, rapsodia doppiatura. Spiriti di tombe, e spiriti di dighe, voi siete custodi, di questo ambiente, alimentate voi stessi, con seme vostro, quan riso è vagliato, 1 pollo sia colto, suo sangue sul riso, offerta benedetta, riso nel granaio, con mantra recitato, il padre di famiglia, chiama hmmaal hngo, anima del riso, che torni a casa ancor: ehi riso bianco! torna pannocchie lunghe, ritorna a me oggi, ti riparo e proteggo, riso ner giovanotto, riso bian signorina, Riso-anima vieni, in tua casa sotto mia; buon Riso nel campo, se temi i topi, allora torna a casa, resta sotto travi, ma'gaang madre famiglia, + semi pianta, ti invito giorno/notte, torna a casa e mangia. Per ogni varieta, da famil posseduta, recita incanto, x favore hmmal hngo! spi-riso non-trebbiato, hmmal mah riso cotto, non essere arrabbiato, dai segno raccolto, lascia grani germogliar, crescere presto, possa riso che pianto, riso che mangiamo, essere fortunato, vi supplichiamo avanti, 1 vassoio cibo, a voi è qui servito. Madre Riso accende torcia, albero marcio, siede in campo e dice: via spiri divoranti! vieni aiutarci, hmaal-ngo a piantare riso, di te abbiam bisogno, o insaziabile amico; con torcia spenta, semina si inizia, completa 2/3 giorni, auspicio a ricavar, hmal-riso di padrone, se ha buon raccolto, coltivo riso e mangio, cosi alimento sogno, mostrare 1 hmaal-hngo, a sapere che avremo, riso a colazion. Siamo 1 famiglia, del clan della Felce, vorremmo iniziare, pulire spiazzo selve, nel giorno auspicio, per florido riso, e animali salute, dicci si che inizio! lo capirem poichè, ogni spirito che passa, segnala e manifesta, a noi la scelta fatta. Se quieto rende sogno, buono e perfetto, quieti spiri animali, incontro calmo Riso, se nel taglio-e-fuoco, nessuna chiamata, dormono su scelta, i membri della casa. Uccelli e animali, richiesti a rimaner, in silenzio preghiera, durante l'attesa, se notte seguente, sogno spirito-Riso, in modo positivo, continuo pulir declivio: se inver sogno riguarda, qualcosa tabù, sito è abbandonato, altra area viene scelta, poichè ogni debbio, può esser pericoloso, anziani fan rito, cercano consenso, protezione di antenati, cercan fare patto, con clan della Felce, noi tagliamo tronchi, guarda mani e piedi, a evitar infortuni, oppure gli sprechi, quan tempo raccolto, giunge ti prometto, di fare 1 pasto a te, Liang-hrooy-hre, nutrir spiriti campo, tempio temporan, presso matreek, offerte alimentar, tabacco e fol betel, noci areca calce, barattolo vin riso, attira spiro invito, anzian presiede rito, recita + storni, a chiamare spiri, di suolo e dintorni: allontanate topo, che morde vos germogli, animal sarchiatori, lasciate nelle foglie, durante raccolto, madre-riso chiama, hngo riso-bimbo. Persone che han fatto, insieme raccolto, ora richiamati, da madre del rituale, che prepara koon hngo, cesto Riso-bimbo, riempito di monili, con le pannocchie risi, chiamato koon hngo, poi madre prende 1 pollo, lo bolle x bimbo, strappa del petto, e chiama hmal hngo, porge offerta cibo, ngvan hmmaal koon hngo: riso-figlio ti invito, tagliar riso campo, ti benedico e versiamo, sangue pollo a te, ti laviamo ti serviamo, cibo con bevande, 1 pollo e vino riso, ma-hngo è madre grande. Finita offeta a figlio, è servito cibo, a tutti coglitori, pollo e vino riso, bevi tutti assieme, con lunghe cannucce, da comun recipiente; festa fino a notte, con canti e poesie, ognuno ha composto, uni per gli altri, abbracciano a vicenda, narran storielle, a fine cerimonia, ma-ngo dorme in ceste. Tieni riso-bimbo, in casa fino a giorno, poi raccolto riso, posto in granaio, allora tu sposta, bimbo in granaio, lega a trave tetto, |bulul custode innato, rito detto Greh, a Dicembre Gennaio. 
Il riso Thai Jasmine è un alimento base in Thailandia, profumato come il gelsomino, con chicchi lunghi e delicati, ottimo per insalate ma poco adatto ai risotti. Le varietà rosse, nere e bianche offrono nutrienti diversi: ferro, sali minerali, potassio. In Thailandia e Laos il riso è sacro, invocato con preghiere alla dea Phosop come in altri luoghi dove il riso è divinizzato: Dewi Sri in Indonesia, Inari in Giappone, Demetra in Grecia, Lakshmi in India. Nelle culture antiche, il riso sostituisce i sacrifici cruenti come dono spirituale. Una leggenda narra che Giunone, dopo aver scoperto una ninfa amata da Giove, si lega a lei con affetto puro. Giove, geloso, la trasforma in erba; dalle lacrime divine di Giunone nasce il riso, che richiede ancora oggi abbondante acqua. Anche in Cina esiste una dea del riso, Zhinù, che donò il riso alla popolazione gettando denti in una palude, da cui germogliarono i semi bianchi. Nel mondo, il riso è celebrato in rituali, matrimoni e raccolti, simbolo di nutrimento, amore e prosperità.# |RISO Thai detto Jasmine, viene raccolto a fine novembre, tiene aroma del gelsomino, un chicco lungo di Thailandia, fonte di cibo essenziale, dove la parola mangiare, è kin khao mangiare riso, una grande fonte carboidrati, riso nero ha molto ferro, il rosso i sali minerali, come fosforo e magnesio, il bianco è ricco di potassio, ma povera di sodio, adatto a chi soffre, ipertensione arteriosa; riso Thai molto adatto, a insalate e contorni, poco adatto ai risotti, poco amalgama i sughi, ma cuore in 12 minuti, rosso e nero integrale, han bisogno di più tempo. Phosop anima Riso, in Laos pure implorata, a benedire risaie, come in Guinea africana, dea del riso onorata, in feste di raccolta, con rituali danze e offerte, di fiori profumati. Inari nel Giappone, con volpi sue messaggere, in templi budda-shintoisti, è celebrata sua funzione, in Europa è Demetra, che presiede i cereali, in India appare Lakshmi, dea salute e prosperità, celebrata nei rituali, di semina e raccolta, e riso in matrimoni, anche in America latina, e isole Polinesia, aiuta vita comunitaria, come narra ii mito: Giunone moglie a Giove, potente e severa, ama suo marito, e punisce scappatelle, Giove gioca con le ninfe, e ogni volta manda alcuno, a distrarre Giunone, ma questa un dì lo segue, a conoscere la ninfa, a vedere cosa aveva, più di lei bella regina. Giunone incrocia ninfa, che si prostra fino a terra, copre il volto con le braccia, implorando sua pietà, la dea le fà domande, a verificare sua bontà: ciò che attira vostro marito, e nostra natur nascosta, Giove vuole divertirsi, disse timida in ginocchio, la ninfa piange acqua, con gocce di rugiada, da guance cadon giù, e posan su fili erba, la ninfa era forzata, in rapporti amor di Giove, che ama sol Giunone: noi tutte siamo giochi, passatempi divertenti, in cui lui caccia sua preda, a trasformarla in amante. Giunone torna a Olimpo, e giorno dopo scende ancora, a cercare quella ninfa, che aveva nome Erith, su sponde di un gran lago, le chiede compagnia, Giunone prese a frequentarla, ogni volta dopo di Giove, al fine di consolarla. Giove un giorno scende, trova Erith presso il lago, che parlava e giocherellava, con Giunone sua regina, Dea abbraccia la sua in amore la baciava, Erith dolce ricambiava, amore puro e casto, di un corpo evanescente, con pelle delicata, Giove vede loro amore, e si infuria con l'amante, affronto a orgoglio re, allor punisce ninfa, la muta in stelo di erba, Giunone supplica il marito, a risparmiare sua Saffo, piange accanto alla piantina, che fu sua ninfa amore, e sue lacrime divine, sommersero Erith steli, che iniziano a fiorire, e da essa nacque il Riso, che ancora oggi in paese, ha bisogno di molt'acqua. |Cerere bizantina, è Demetra delle messi, dea fertile dei campi, sua figlia è Proserpina, Persefone dei Greci, rapita sotterra, per una parte l'anno, è ciclo vegetazione, celebrato nei Misteri, piccoli e grandi di Eleusi. Figlia a Crono e Rea, Demetra insegna a umani, a fare agricoltura, in festa Cerealie, del 19 aprile, inizio semina del riso. Demetra e Persefone, con corona di spighe, fecer riso cibo mistico, a sostituire sacrifici, di sangue dei primitivi, così Riso spunta mito, da Albero della Vita, avan creazione umans. Risicoltura Italia, cresce al tempo degli strùsci, culmina in Rinascimento, nel piatto di Milano, risotto allo zafferano, nelle nozze nobiliari, e in Festa della Gibiana, dea tazza-di-cibo, Madre del Riso alimentare, che assicura un buon raccolto, in culture di sciamane. |AFROS vuol dire spuma, di bellezza e fertilità, amore e procreazione, Venere Citerea, Anadiomene emersa, Ciprigna nata a Cipro, nuda da spuma mare, su spiaggia di Pafos, gelosa e passionale, da onde spumeggianti, da Urano fecondate, a causa Cron Saturno, che getta testicoli a mare, a lungo trascinati, recan spuma bianca, in mare a ribollire, e su conchiglia emerse, Venere splendente, da Zefiro sospinta. |PHOSOP dea del riso, in Thai ed hilltribe, Dewi Sri in Java, Shridevi Balinese, nelle isole della Sunda, è Nyai Pohaci Sanghyang Asri, dea del riso e fertilità, Demetra Cerere egizia, Lakshmi shakti dei Moghul, consorte di Visnù. Asia e Austronesia, vede riso propagato, da Cina e Indocina, Laos Cambodia e Burma, omaggio ai Bulul, siplin statue di Java, mano sinistra ha spiga riso, giovane donna attraente, con seni nudi a offrire latte, del riso nutrimento, nel suo mito agricoltura è fertilità e prosperità, fanciulla bella figurata, pur come serpente, Naga i suoi alleati, in ogni campo balinese, vedi un piccolo tempio, in bambù in onore a Dewi. Zhinù è detta in Cina, Dea del riso leggendaria, dona amore in fonte cibo, discesa giù a insegnar Niulong, a coltivare il riso, col suo bufalo aratore, a superar le carestie, che colpivano sua gente, strappa i denti e getta al vento, van cadere alla palude, qui germogliarono in piantine, i cui frutti eran migliaia, semi di riso color bianco, come i denti della sposa, che la cultur cinese, chiama antidoto alla fame, e da qui deriva usanza, di lanciar riso agli sposi, alla fine rito nuziale, buon augurio prosperità, per la coppia futur famiglia. Cina consuma e coltiva Riso, in centinaia di varietà, secondo etnie e tradizioni, a dar farina pasta e dolci, o creare aceto vino e liquori, ancora oggi i discendenti, veneran la Dea, con rituali e preghiere, a chieder benedizione, per raccolto abbondante.

148:lume148- |Kino attorno al fuoco, narra del suo bwiti: 'Bungua à ma ghenda mi pepe na mi ngandza na mitounga miènguet bo nganga'. ogni mito, parola o gesto rituale, diventa ponte tra mondi. La storia è insegnamento vivo, e il cerchio intorno al fuoco riflette il ciclo eterno e la memoria condivisa. Fuoco arde solo se alimentato: spirito, corpo e volontà in equilibrio, istinto muove tutti gli esseri, e libero arbitrio indica la via. Salire verso il cielo è naturale: amore e desiderio guidano chi cerca la fonte. Scegliere significa elevarsi o cadere, oscillando tra pozzo e lago celeste. La dritta via intreccia opposti: caduta ed ascesa si incontrano al centro del cosmo. Libertà è unire spirito e corpo, mente e materia, recuperare integrità. Desiderio e carità spingono armonia e conoscenza. Chi perde questo fuoco interiore diventa schiavo; chi lo coltiva, ascende. Accendi il tuo fuoco interiore, lascia che desiderio e volontà guidino la tua ascesa: non temere i falsi piaceri, come lampi non spengono la vera scintilla. Come il mito unisce passato e presente, il tuo fuoco interiore unisce sapere e azione.| Con l'inverno le giornate si accorciano, la famiglia si raccoglie presto in casa e la sera tutti vanno a letto. Emilia cucina e racconta storie mentre cuoce l'Acquacotta: cicoria, broccoli, cipolla, aglio, funghi ed erbe locali in brodo caldo, con fette di pane e un uovo fresco a dominare il piatto. Nei secoli, questi pasti hanno nutrito le famiglie nei focolari, integrando ceci, fave e orzo. La sua cucina quotidiana si intreccia con la cura dell’orto e degli animali, la raccolta di funghi e la preparazione di dolci, mandorle, nocciole e pollo al forno. Il fuoco del camino, sempre acceso, riscalda e purifica, accompagna le storie e lega la famiglia. I falò raccolgono comunità: riscaldano cuori, uniscono amici, segnano feste e passaggi, celebrano raccolti e ringraziamenti alla Terra. |Carbonai e pellegrini percorrono boschi e monti, accendendo fuochi di passaggio, nel rispetto di natura. Il fuoco purifica malattie, solleva lo spirito e fa emergere poesia e memoria. Intorno al fuoco, il cibo condiviso trasforma l'individuo in collettiva socialità: polenta, vino, zuppe e frutta secca diventano simbolo di festa, rituale e identità. Fuoco è ambivalente: distrugge ma rinnova, purifica e rafforza, trasforma memoria in esperienza. La cenere ritorna ai campi, completando il ciclo vitale.# |Inverno ritmo cambia, accorciano giornate, alle 5 si rincasa, alle 8 tutti a letto, Emilia narra e cuoce, fagioli con cipolle, rivela sua ricetta, in |Acquacotta bolle: Cicoria o broccoli, cipolla sale e aglio, con funghi varie erbe, locali in caldo brodo, impregna fette pane, 1 uovo fresco sopra, su tutto a dominare. Consumo di famiglia, fu ceci fave e orzo, dieta di emergenza, nei secoli di sforzo, in tutti focolari, presente era 1 pigna, con sedano cipolla, zuppa legumi piglia. La notte piove tanto, Emilia si alza prima, Nonno par provato, intreccia solo ceste, cerca buoni Funghi, io preparo dolci, Mandorle e Nocciole, e pollo alla gitana: prosciugato in vino, cipolle e patate fine, foglie Salvia e sale, pollo assorba tutto, col fuoco regolare. Emilia ogni giorno, sistema letto e orto, nutre sue galline, e coglie loro uova, poi racconta storie, presso stufa a legna, |Camino sempre acceso, le braci giran tanto, zuppa e frutta secca, bimbi ascoltan canto. Seba attizza fuoco, carbone-legna secca, che Peppe nonno suo, inizia senza fretta, ai vicini ne dona, Giuseppe vecchierello, riceve brace buona, riscalda bambinello, il 23 Dicembre, accende focarazza, palo a terra posto, vestito a pagliazza, incendio divampa. Inverno stagion fredda, fuoco va scaldar, partiva la famiglia, a inizi Novembre, in selva fa capanna, Ginestre con terre, erigon carbonaia, su spiazzo contegno, pongon zolle terra, coprire fuoco luce, legna in settimana, in carbone si riduce. Un frate pellegrino, tra boschi e fattorie, si ferma a riposare, e accende 1 focolare, raccoglie poca legna, dal bosco vicinale, riparte copre fuoco, incendio da evitare; pochi giorni dopo, passa a quelle parti, rivede montarozzo, di terra sopra al fuoco, calcia tal mucchietto, sorpreso vide che, legna bruciacchiata, in carbon va da se: da allora i |Carbonai, iniziano fatiche, girando questuando, con gobbe mascherati, danze di Appenino, carbonai emil-toscani. Camino narra calmo, grembo terra madre, fumo odori e cibo, fuoco è medicina, purifica un malato, se tiene ancora vita, Raseno qui ci aiuta, a vivere poesia: qualcuno ammalato, richiede un rituale, Fuoco è promotore, di crescita e raccolti, brucia infezioni, noia e depressioni, fa scender dentro sè, con folle speranza, rubar barlume istante, scintilla divina, ecco il momento, lingua senza tempo, 1 cuore gigante, che ci lega al mondo, indelebile istante, avverti profondo, ciascun trasfigura, secondo suo mito, la vita si mostra, qual luogo a lui amico, nostalgia di storie, cui si vuol tornare, la Luna coi falò, nel moto della vita, sogni a fil di pelle, se sono solo al mondo, necessito un mito, che guidi percorso, ellittico sfondo, che avvicini essenza, colta in istante, da un |CesarePavese. Sole cosa aspetti, infondere incendiare, frutto uman compiuto, fin carbonizzare, fuoco ambivalente, infanzia vento sacro, resiste oltre lutti, sospeso dal tempo, esprime nella festa, nesso fuoco-feste, di gruppo che accomuna, un mito fondatore. Contadin da sempre, accesero i falò, x ardere fantocci, vincer guerre peste, in vari giorni d'anno, cercano conferme, a destino di umano, che soffre cieca mano, a causa sua energia, mortifera violenta, quando non gestita, preme a uscire fuori, in selvaggia guerra. |Boschi che tu vedi, non sono li per caso, ma nati in esistenza, dal canto di un beato, presso il focolare, noi siam luci vive, riflesso di braci, di antiche rime: flauto da suonare, viene dal deserto, riscaldano cuori, assieme vin caldo, nelle notti Inverno, scivolo nel sogno, arriva poi Natale, famiglia ad aggregare, taverna di amici, attorno a focolare, parlar di anno trascorso, e assieme cantare: raccolto andato bene, fu anno generoso, Dea Cerere ringrazio, canto il suo riposo. Attorno ai falò, crudo e cotto assaggio, da incolto a coltivato, rito di passaggio, se mangio Polenta, poi canto e bevo vino, ogni io diventa noi, nel pasto collettivo: con cibo c'è festa, comunitar consumo, donne cucinando, completan l'uomo crudo, cuoce cibi vari, uman socializzare, + forze della Terra, capaci san mediare. |Feste-dei-Falò, nei monti dell'Amiata, marca territorio, per viverlo di nuovo, perlustrano terra, protetta propiziata, isolati da Inverno, scaldata e ricordata. Calor sa collegare, cuori riscaldati, allegria fa circolare, da sempre io Camino, ma mai mi sono mosso, Camino-e-non-cammino, son nero vedo rosso, fuoco nel camino: brucia e danza fiamme, in cenere riduce, conflitti e ostili lagne, se 1 focolar ci nutre, rifugio e identità, rinnova rapporti, commercio e intimità, sediamo accanto al fuoco, bisogna riposar, intuito con ricordi, riescono affiorar, con cibo e compagnia, intimo s'espande, Amore morte fuoco, uniti a stesso istante. |Cenere sottratta, ai campi va tornare, al buco cratere, fornace Dei Fatales, spiega con la vita, il mutare lentamente, spiega col il fuoco, il mutar rapidamente. Vita ha conquistato, Thera senza lotta, attraverso associazioni, reti di ogni sorta, ogni sistem vivente, a volte pur affronta, instabili correnti, che immunità confronta; cervello si organizza, collega nuovi dati, a passate esperienze, per cercare senso, ciò emerge cultura, quan ci si mette assieme, a fare un lavoro, o narrare storie, sostenuti da un fuoco. focolare.m4a
Il Fuoco smette di bruciare se l’aria non lo alimenta, così la terra diventa sterile senza l’acqua e lo spirito. Beatrice guida Dante tra le sfere celesti, spiegando che ogni cosa nell’universo ha ordine e scopo, riflettendo la virtù divina. Ogni creatura riceve inclinazioni naturali: gli animali sono mossi dal fuoco verso l’amore e la riproduzione, gli umani possono elevarsi seguendo arte e intenzione, o cadere nel falso piacere dei beni terreni. L'istinto naturale spinge tutti verso il bene ultimo, ma il libero arbitrio permette deviazioni, come un fulmine che cade invece di salire. Dante comprende che salire verso il cielo è naturale: il fuoco dell’amore e della volontà guida la creatura verso chi lo ha generato. Beatrice sottolinea la libertà di scegliere: elevare lo spirito o lasciarsi attrarre verso il basso, tra pozzo e lago celeste. La dritta via intreccia opposti, dalla caduta alla spirale ascendente, passando dal centro dell’universo dove si annullano le dualità. Libertà significa ricongiungere spirito e corpo, mente e materia, recuperando integrità perduta. I Giganti mancano di moto dello spirito, i Beati di densità del corpo: nessuno raggiunge il totale appagamento, ma desiderio e carità spingono verso armonia interiore. Spirito e carne si alimentano reciprocamente in una dialettica vitale; chi perde questo desiderio diventa schiavo, pietrificato. Solo seguendo la via della libertà e del fuoco interiore si può ascendere, trasformando istinto e passione in forza creativa, equilibrio e conoscenza.# |Fuoco smette di bruciare, se aria-anima non soffia sul fuoco-corpo, così terra-intelligenza, alimentata da acqua-spirito, smette esser feconda. Beatrice avvisa |Dante, che sta volando ai cieli, Tu non sè in terra come credi, ma folgore fuggendo sfera fuoco, sua sede naturale, quan moto rotatorio Cieli, che tu rendi eterno col desio, attirò la mia attenzione, mi sembrò acceso a luce sole, a creare un lago ampio, le dieci sfere in rotazione, stessa imago Malebolge, Beatrice offre spiegazione, di tali simmetrie, luogo della dritta via. Le cose han ordine tra loro, così cosmo a Dio fa simigliante, io liberato dal primo dubbio, grazie a brevi parole sorridenti, dissi mi stupisco io possa salire, oltre questi corpi leggeri, Beatrice allora mi guardò, con aspetto di una madre: uomini e angeli razionali, vedono in quest'ordine, impronta di virtù divina, fine ultimo del cosmo, dico tutte le nature, ricevon loro inclinazione, in modi diversi più o, meno vicine a lor principio creatore, per cui tendono a diversi, obiettivi di Universo, ciascuna spinta da un istinto, dato ad essa per portare, il fuoco verso l'alto; esso muove i cuori irrazionali, stringe e unisce la terra, muove tutte le creature, prive di intelligenza o meno. Provvidenza stabilisce questo, quieta luce di Empireo, nel quale ruota il più veloce, cupola primo mobile, Dio risiede in Empireo, e quieto ci porta lì, come a un sito stabilito, poichè forza istinto naturale, indirizza a buon fine, ogni essere che muove. Si vola con istinto fuoco, verso chi lo ha generato, stesso istinto universale, in cui tutto si muove, per Fuoco Amor senza bisogno, di altre fonti di energia. Fuoco costringe gli animali, ad amarsi e riprodursi, lo stesso fuoco spinge umani, ad elevarsi se in accordo, a fiato e intenzion dell'arte, poichè materia è sorda, così da tal corso si diparte, la creatura in altra parte, falso piacere senza arte, lo tuo salir come un rivo, se d'alto monte scende a imo, maraviglia sarebbe in te se, se giù ti fossi assiso, come a terra quiete in foco vivo; la forma molte volte, non corrisponde a intento artista, perché materia non risponde, talvolta creatura si allontana, avendo libero arbitrio, di piegare in altra direzione, pur così ben indirizzata, come un fulmine che cade, così l'istinto naturale, può far tender verso il basso, attirato da piacer falso, dei beni terreni, quindi non stupirti, se giudico che tu sali, come un fiume da monte a valle, ci sarebbe da stupirsi, se tu privo di impedimenti, fossi rimasto a terra, come un fuoco che restasse quieto, e non salisse verso alto. |Beatrice volse sguardo al cielo. Liberi siamo di scegliere, di esser fuoco o fulmine, in mezzo tra pozzo e lago cielo, tra inabissare od elevare, la dritta via percorre entrambe, e si capovolge da sola, arte è imparare a non soffrire, sul cammino di lanterne, accese da uomini liberi. Tutte e quattro le vie, son sofferta dualità, dalla caduta dentro il pozzo, a spiral salita verso i cieli, tutte e quattro si intersecano, tagliano il punto di origine, il centro di Universo, dove si annullano gli opposti. Libertà vuol dire liberarsi, dalle proprie mutilazioni, ai Giganti manca il moto alato Spirito, ai Beati manca densità del Corpo, pur Paradiso non esiste, il totale appagamento, ma invece scorre il desiderio, di raggiunger propria integrità, aggiungendo a spirito e anima, intelligenza e carne, come si era in terra. Spirito mangia carne, e la carne mangia spirito, interior vitale dialettica, desiderata dai Beati, con ardor di carità, se perdiamo tal disio, siamo schiavi nella pietra.

181:sogni01-lume181 |CENTRATURA: Nel caos della vita, trova il luogo dentro di te da cui tutto prende origine. Se ti senti perso o ansioso, sappi che è perché ti sei allontanato dal tuo vero centro. La tua sete interiore è una chiamata a tornare a questa fonte. Nel sogno, cerca simboli di equilibrio: acqua che scorre, fuoco che illumina, danze attorno a un punto fisso. Questi sono segni che il tuo spirito ti guida verso la stabilità e la pace. Non importa tanto cosa fai, ma come agisci. La consapevolezza nel cammino è più importante della meta. La carta ti ricorda che ogni esperienza, anche la più piccola, ha valore e ti aiuta a scoprire chi sei veramente. Preparati ad affrontare paure e cambiamenti: come una cometa, la trasformazione può arrivare all’improvviso, ma sei pronto. Lasciati purificare dalle emozioni difficili: masticale, attraversale, e ritrova la tua luce. Questa è la via della sapienza: tornare sempre a casa, al centro, per vivere con amore e chiarezza.# Il modello splende al centro del vortice, fulcro attorno al quale gli opposti si incontrano. Il centro o mandala, crea l'Universo e tutto ciò che lo circonda, equilibrando ogni cosa; è il fondamento dal quale il Tutto ha continuamente origine; anche se consideriamo noi stessi elemento centrale, il nostro vero centro è ciò che rende possibile la nostra esistenza; noi stabiliamo circoli di relazione e da essi onoriamo il centro, nostro luogo di origine. Tuo compito è porti come figlio dell'Universo, cercando sempre il punto di equilibrio da cui iniziare a vivere. IMG8: Altare con fiori e conchiglie (vagare senza scopo, in ansia e senza fine, assalgono coloro che non cercano un centro più grande di loro stessi). Fontana zampillante (quando siamo disponibili, la fonte scorre copiosa. Conosci la tua sete cercando ciò che può placarla). Danza attorno al simbolo della loro gioia (celebrate affidandovi a coloro che possono aiutarvi a ristabilire il vostro centro). Candela (evoca il centro per trovare la tua strada nella vita, scopri il valore in ogni esperienza che vivi oggi). Meditante (vero silenzio è la canzone che val la pensa di essere cantata, lascia che tutto passi finché troverai ciò che ti libererà da te stesso). Torsolo di Mela (è meno importante ciò che fai rispetto al modo in cui agisci, sii consapevole del modo in cui operi e meno dello scopo per cui agisci). Rosone (essenza dello spirito è usare le nostre vite per qualcosa più grande della vita stessa). Cometa arriva (esser pronti per qualunque cosa ci prepara a tutto, scopri in ogni giorno ciò che ti incute timore). |Eboga-emboba! chi vomita si purga, inizia masticando conclude attraversando| Fuoco e Quercia, Martin in Febbraio, nel cuore dell’inverno, accende fuoco sacro,nella sua capanna rotonda, pietra e tronchi lo proteggono. Dal tetto il fumo esce, l’anima si placa. Fuori, querce centenarie danzano col vento. Una di esse lo chiama: tronco possente, radice antica, la tocca e lo cambia, lo guida nel profondo. È spirito selvatico, amore e forza, erotismo e resistenza, linfa che risveglia. Pan vive in ogni fibra, sussurra tra le fronde, ma muore se ignorato, se il fuoco non è rispettato. Il legno spaccato su ceppo sacro, è rito e sudore, è rinascita. Rovere, roverella, betulle e carpini, nutrono la fiamma che scalda l’anima. Le ghiande sfamano, le cortecce curano,la cenere conserva, il profumo evoca. Pan vive nella sfida, nel dono, nella simbiosi. Là dove l’uomo ascolta, la natura risponde. Il mattino spegne il fuoco, ma resta brace viva. Soffia su essa: è lì la memoria, tra ciò che è partito e ciò che resta.# Martin narra storia, mese di |Febbraio, al centro sua capanna, arde un focolare, dal vento riparato, con 1 muretto pietra, mente sopra tetto, si apre un apertura, per fuoriuscita fumo, di fuoco di cottura. Capanna circolare, ha base in pietra dura, tetto cono a tronchi, di rami e frascatura, chiuso lo protegge, dalle piogge forti, dormire gli consente. Porta tiene a sud, a nord le sempreverdi, riflettono la luce, laghetto pur presente, vicino sta recinto, per piccoli animali, costruito alla bisogna. un delimitato spazio. Cataste legna quercia, un albero proteso, che tutta sua forza, da intemperie ha preso, pianta salda a terra, bella da guardare, guardo attentamente, comunica qualcosa, occhi miei socchiusi, sensazione posa, graduale mi avvicino, mette sicurezza, profonda nella mente, mano lo accarezza: mi guida sua voce, a interiore mondo, ricorda albero Pino, custode di mia casa, sibila fischiando, al vento del polo, rivive sua vita, ogni stagion rinnovo. Albero vigore, succhia dalla Terra, libra su tutto, assorbe luce al sole, viscere di mondo, nell'anima racchiude, fremito legnoso, a vita pian si schiude. Dona vita agli altri, ora ci incontriamo, penetra mia vita, assieme ci influenziamo, parla sua lingua, in amore cerca me, rivendica esistenza, assomiglia a me; viene da interno, ogni sua resistenza, magnifico contrasto, tronco nerboruto, freme di energia, emana tutto tondo, sento che mi cambia, vita nel profondo, selvatico irraggia, forza lui mi da, espande profumo, che di erotismo sa. Trementina esalo, pare gli assomigli, oh albero concedi, un poco tuo potere! aiutami alla vita, ti do un pò di me, brandelli di mia veste, strappa rovo spine. |QUERCIA centenaria, presso terabuti, fornisce microclima, fà crescere il Ribeto, accanto la fungaia, e protegge limonaia, col Cristo là vicino, Quercus reca ombra, il migliore fresco luogo, di tutto il Terabuti. 2007 roverella, spontanizza semi, produce molte ghiande, che chiedono lo sfalcio, e trapianto in altra zona, riparo alle galline, e rettili in inverno, impregna di tannino, antibatteri puri, resiste a marcescenza, + scuro legno par, lui marcisca lento, se lampo va scagliar. Fuoco accensione, immutata da sempre, da alto verso basso, in camino oppure stufa, impila i pezzi legno, i più grossi alla base, in modo ortogonale, son ciocchi sovrapposti, con spazio fra loro, come una cornice, che circola aria; in cima di catasta, blocco accendifuoco, un rotolo di lana, di cera impregnato, evitando come innesco, carta cartone o altro, un fiammifero basta, ad accendere fiamma, che scende verso basso, brucia fumi che salgono. Lo spacco della legna, richiede precisione, destrezza e conoscenza, di fibre dei var legni, il ceppo su cui spacchi, è altare spaccalegna, quercia faggio o castagno, alto fino al bacino, spaccar legna su esso, è fatica che scalda, scarica tensioni, e pensieri negativi, reca soddisfazione, piega gambe e sfrutta peso, di scure o accetta mentre cade, per colpi netti e precisi. Legno adatto al fuoco, una volta essiccato, legno dolce accende, legno duro conserva, primo tipo sono; Pioppo Salice e Betulla, che ravvivano fiamma, mentre Quercia Carpino e Castagni, dan potere calorife, aggiunti a braci ardenti. Querce dette oak, slavo-russo dubravy, cerro cerqua farnia, segnano i confini, vive mille anni, antenati di Lucania, Pargianja nei veda, Perom in slovacco, Hercynia Quirinus, Piorun in polacco. Presso Slavi son prime madri, esseri di Arcadia, cosi a popoli arabi, da cespi vegetali, fioriron teste umane, Pan è Dio Silvane. Europa inizio era, piena boschi querce, Sugheri con Cerri, e ghiande mangerecce, Pianta ermafrodita, su rami foglie gemme, galle cicatrici, sminuzza fai polvere, calma bruciature, sfiammano vescica, assieme vie urinarie. Albero di vita, ha sette livelli, amica dei Tartufi, ripara Vischio uccelli, accumula calcio, e respinge lumaconi, foglie con tannini, calmano le tossi; querce suber bosco, umidi rifugi, con altre piante, crea lettiera funghi. |ROVERE quercia, petraea caducifoglie, simile a Farnia, cui ibrida spesso, ha chioma + aperta, e rami + dritti, Rovere boschi, castagni sostituiti; legno pregiato, botti mobili e navi, bare x defunti, combustibile carbone, Roverella pubescens, ovunque si adatta, resiste aridità, diffusa in Italia. Inverno lascia foglie, secche sui rami, ceppaia resiste, ai tagli degli umani, |ROVERELLA par tozza, chioma irregolar, fusto ramificato, branche contorte ha; foglie con peli, gemme ovali pelose, travi per navi, e traverse ferrovie, forma boschi misti, ama sud al sole, legna buon calore, lenta combustione; corteccia rami nuovi, astringe epistassi, emorroidi e diarrea, febbre e alcolismo, decotto corteccia, strofina sulla mucca, su zoccoli e bocca, geloni e ulcere cura; foglie secche quercia, vaso terracotta, x fumo insetticida, in serra brucia bene, tu asciutto conserva, cener prende umido, riscalda le membra. |Ghiande per maiali, durante carestie, recano farina, a focacce e piadine, animale ne mangia, cresce sano e forte, carne + tenace, sapor robusto forre; riduci tannini, con acqua in ammollo, come i lupini, o fai lungo decotto, tostate a purgare, indio ghiande frantuma, x porridge misti, scorte emergenza, nei rigidi inverni, rese commestibi, con cenere e argilla, varietà + amare, tostate e ridotte, in polver macinate, stoccate in caverne, o 200 gradi forno. Segreto rapporto, col pino detto Pan, aprire o chiuder porte, a ricettività, se dico son sciocchezze, quelle che sento, scambio di energia, fermo in un momento. Albero Tu grande, Ti ergi a gran forza, assorbi da viscer, la linfa della terra, or guardati da me, o vecchio antico |Pan, ti tolgo la vita, per ceppi-travi far. Là sulle montagne, chi ebbe fuoco campò, la notte attorno fuoco, resto in piedi scaldo, cosce glutei e spalle, bevo calor fuoco, prendo falò vita, ad alimentar la mia. Lassù vedo la Luna, ancor affiora in Cielo, mi turba nella sera, mentre la contemplo, le donerò qualcosa, a mezzo di 1 donna, voglio ringraziarla, don delle sue corna. Albero son caldo, son forte son felice, in questa notte fredda, il terabuti ride, torna fuoco nume, fissato dentro un Pino, nel sole risiedeva, poi albero lo prese, ora a mezzo Fuoco, torna in sue distese. Profumo del Pino, brucia e pare miele, Martin suggerisce, sta fermo non parlare, altrimenti la parola, da la morte a Pan, dio che va soffiar, nel flauto a 7 can. Aprire la porta, punto di svolta, accresce sensazione, che tutto possiede, ostinata esistenza, speciale rapporto, di vita in simbiosi. Riscopro lo scopo, di viver mia vita, con chi mi circonda, profondo rapporto, tra uomo e universo, ciò che esprime vita, mi nutre mi da senso. Quando vien mattino, fuoco pare morto, le cener della notte, restano sul posto, su esse soffierò, a ridestar contatto, tra essere partito, ed essere rimasto. Memoria di avi, calore di contatto, bevuto il suo calore, Pan rimane intatto, mentre Sol tramonta, prendo sua potenza, identità del Cervo, mi ha donato essenza: vedo grande roccia, si erge sulla pista, aiutami alla caccia, dammi la fermezza, io ti fo in omaggio, un albero trapianto. Pan ancora vive, ma piano sta morendo, pure tra i nativi, se perdono natura, se Universo è vinto, Pan rimane morto, nulla rimane, a transumana vita, noia in agguato, senza viva sfida. Magia è rapporto, inventiva quotidiana, le cose conquistate, l'uomo invero perde, un mondo reso schiavo, serve poco o niente, riduce quel mistero, che anime connette, incontro viene meno, vita resta inerte. Fuggi conquista, se vuoi che Pan ritorni, puoi vivere per viver, non per conquistare, soffrir potrai la fame, oppure le fatiche, ma a te |Cosmo vivente, parla e pure ride. flora_quercia_corteccia-benefici.mp3
Dante: in una selva di frassini, tigli e platani, il pastore riposa sotto un acero, con capre che pascolano tranquille. Dante, come il Cerro, resiste allo sguardo di Beatrice, mentre ghiande di querce erano pane nell’età d’oro. Virgilio racconta a Stazio la forza della fede, un bambino che salva il mondo nel poema eterno. Sapienza nascosta trasforma ferro in oro, materia in spirito, nel cammino dell’amore eterno. Un albero capovolto appare a metà strada, con acqua che sale e nutre foglie e frutti. Questo cibo spirituale eleva l’anima, tra miele dolce, locuste del deserto e ghiande umili. Maria intercede per la purezza del cuore, Daniel disprezza il cibo terreno per cercare sapienza. Acqua limpida, miele, locusta: simboli vivi di corpo, pensiero, anima e spirito che si elevano. Il poeta impara a riconoscere questo nutrimento, la fame della verità che trasforma la vita.# Nella seconda egloga, il Pellegrino ci descrive, una selva di Frassini, frammista a Tigli e Platani, mentre caprette sull'erba, e il pastore sotto un folto Acero, appoggiato a bastone di Perastro. |Dante paragon sé stesso al |Cerro, nel resistere a Beatrice, che vorrebbe la guardasse, negli occhi e accetti suo rimprovero, Quercia cerro e Leccio, le ghiande cibo d'uomo, nella età dell'oro. Virgilio chiede a Stazio, come sua fede ha conquistato, lui risponde in tuo poema! dove un bambino salva il mondo, non a tutti piaccion tamerici, cantiamo i boschi in grande Orda, la Vergine ritorna, con i regni di Saturno, già nuova stirpe scende dai cieli, Tu Lucina pura sii propizia, al nascitur che chiuderà, il periodo ferro e alza l'oro, già tuo Apollo è sul trono. Tal versi spinser Stazio, a cercare i cristiani, conoscerli e ammirarli, come oggi il Santodaime, diventare uno di loro, ma sen coraggio manifesto, continuò vivere esibendo, pagan costumi pur soffrendo; ciò rispecchia il destino Dante, che da Virgilio prese stile, che gli fè onore e guida, sulla strada di salvezza, i canti Dioscuri son doppi, per logica e necessità, Sapienza scorre sotto il fiume, se la memoria si alimenta, e i custodi del segreto, di memoria sapienziale, trasforman ferro in oro, la Materia nello Spirito, e si confondono ai pagani, ai cui il segreto vien taciuto, per discrezio saturnina, scegliendo il tempo di parlare, ma la Sapienza è a chi la vede. Anagogico cristiano, è uomo trasformato, nel percorso in salita, verso lo spirto di Amore, verso il fuoco di carità, che brucia eternamente, qui ed ora ogni individuo, per se stesso se lo vuole, col sostegno di memoria, catena umana di antenati, che nutre i posteri su terra, pace abbracci e iniziazioni, a sollevarli da miseria, e ritornar felici, nella eterno in breve vita. Dante invita a conoscenza, amar radice di sapienza, chi la conosce ben capisce, insiste Stazio nel suo quid, Dante uscito dal terreno, ritrova sè nel suo poema, camminando senza fine, via sapienza è lavorare, incontrare |Ozamboga, dopo di ogni iniziazione, qualcosa sempre capovolge, un alber trovammo in mezza strada, con pomi odor soavi e buoni, fermò il nostro cammino, capovolto a rami bassi, sfrondati e chioma ampia, come Abete alto digrada, a impedir scalarlo tutto, ma ciò che capovolge, è acqua sgorga dalla roccia, non scende verso terra, ma sale e spande in foglie, pioggia vitale ai fiori e frutti, come Quercia in Paradiso, Acqua elemento dello Spirito, alimenta ciò che è in alto, accade quan scopriamo, che il cibo spirituale, ci capovolge a |elevazione. Tre poeti son distratti, chiacchierando di poesia, nutron anima lor arbro. Li poeti ad albero appressaron, e una voce entro le fronde, di questo cibo avrete caro. Maria bada a nozze buone, e meno alla sua bocca, che intercede ora per voi, e antiche donne romane, si accontentan bere acqua, e Daniel disprezza il cibo, a guadagnar sapienza, così la fame età dell'oro, fé appetibili le ghiande, come i fiori per le api, Miele e locuste furon vivande, a nutrir Batista nel diserto, così egli è glorioso e grande, quanto è svelato nel Vangelo. Poesia e bellezza cibo di Anima, ne sentite la mancanza, dovete salir ad imparare, a riconoscer cibo di Sapienza: Acqua ruscello come il corpo, trasparente come pensiero, limpida come anima, e pura come lo Spirito; ghianda umile frutto quercia, salda come il corpo, frondosa come pensieri, coraggiosa come l'anima, potente come lo spirito. Miele lavor fatica corpo, fluido spesso dei pensieri, dolcezza dell'anima, essenza dello spirito. Locusta segreto del deserto, la solitudine del corpo, macerazione dei pensieri, contemplazione dell'anima, rumor silenzio dello Spirito.

219:sogni10-lume219 STRUTTURARE: manifestare ordine nel mondo materiale. L'artigiano costruisce un utensile per il sognante. |Strutturar le emozioni umane possiamo evitare di esserne spazzati via, ogni legame serve sia a contenere il num sia ad esternarla sotto forma di amore. Tuo compito è organizzare la tua vita come un gioco, facendo una meditata ripartizione del tuo tempo per le tre classi di scopi primari. IMG8: il bancario consegna le monete (sfrutta ciò che hai a disposizione, non ciò che non hai). Il poliziotto dirige il traffico (infrangere leggi fa perder senso della realtà, a meno che le leggi del paese in cui vivi minacciano la tua integrità o via spirituale). Automobili su catena di montaggio creano ricchezza solo materiale (crea spazi liberi durante la giornata a soddisfare anche lo spirito). Fabbro forgia acciaio caldo con martello e incudine (convogli ail tuo num in modo funzionale). Incantatore di serpenti controlla il suo serpente (cambia te stesso in accoro al |flusso-del-Dao che accade). La coppia costruisce assieme la casa (lo scopo comune costruisce più relazioni di una reciproca attrazione temporanea). Piramidi si ergono nel deserto (eguaglia con l'impegno ogni inadeguatezza). Chi troppo si consiglia, marito e moglie non piglia| Jung distingue tra Sapere e Tecnologia: la prima è creativa, la seconda razionale e fruibile. Egli invita a trasformare fobie e manie in divinità con cui dialogare, trovando compromessi interni; linguaggio e mitopoiesi, di ogni lingua e cultura, crea forme di pensiero, tanto che, per i nostri avi, credere in dèi, eroi, spiriti e santi favoriva l'equilibrio psichico, evitando conflitti e isterie collettive; negare la dimensione divina porta a guerra, follia o suicidio collettivo; riscoprire le divinità offre possibilità di dialogo interiore e sociale, nella coppia, famiglia e comunità. Jung nel Libro Rosso descrive l’Anima come messaggera di Dio, maschile singolare e femminile plurale. Victor Hugo sottolinea che l'esterno riflette l'interiorità: amare l'anima più del corpo. Molti sperimentano la realtà divina o astrale attraverso emozioni intense, senza studio né testi scritti, scoprendo entità create dalla mente che richiedono nutrimento energetico; così, l’ego si riequilibra con il Sé.# Ogni lingua d'origine, crea forme di pensiero, Jung allora differenzia, Sapere e Tecnologia, la seconda è raziocinio, cioè sola fruizione, sapere è mossa creativa, che sposa la coscienza. Jung rivela che, è necessario mutare, la mania in un dio, rinominare le fobie, attività psichiche autonome, in divinità con cui dialogare, e trovare compromessi. |Jung rivela che agli antichi, è più efficiente ed efficace, creder negli dei, eroi santi ed aiutanti, con loro propria autonomia, lor psiche libido energia, poichè se ciò è negato, proiettato fuor di noi, nel vicino altro diverso, ne deriva sol conflitto, guerra isteria collettiva, follia suicida di un popolo: riscoprire divinità, del Xristos è avere chance, di dialogo diplomatico, a raggiungere un accordo, dentro e attorno a noi, coppia famiglia comunità, società umana ecosistema. |Manicomio è aver tolto, il timore di Dio, sviluppar solo il cervello, razionale su Creazione, che invece appare duale, binaria conoscenza, ami l'altro amando te, come ancora dice Dante; quel che si vuol di puete! Jung ripete in libro rosso: |Anima è Dio, sua messaggera mercuriale, anima singolare maschile, e plurale femminile, |Victor-Hugo aggiunge, esterno è un riflesso, di tua interiorità, amate anime più dei corpi, Ave Maria gratia plena. Molti giungono a questo, per varie vie traverse, o penetrando la realtà, o indagando esperienze di altri, e personaggi sconosciuti, che non hanno scritto nulla, e senza studio o ricerca, sono stati testimoni, di entità energia astrale, forme create dalla mente, con la energia di emozione, paura o gioia beatificante, queste si fan credere, divine o diaboliche, ma chiedon tutte é due, nutrimento di energia, in chi ripone fede in loro, e l'ego riequilibra al Sè.  libro_viaggio-fioredoro_laozijung.m4a
||Jung ci ricorda, è illusione creder che, quanto oggi conosciamo, esaurisca campo scibile, teoria scientifica è vulnerabile, poichè effimero tentativo, di spiegare solo alcuni fatti, mancando eterna verità, per questo sottolineo, che il venir meno religione, porta insignificanza, povertà psico-spirituale, dove Tutto esiste in fìeri, come un mondo di |Akasha, tutto zampilla nel Reale, nel sogno o meditazione, battigia di informazioni, sotto forma di imago, archetipi sensoriali, cioè Forme e segni originari, che la voce va narrando, tra saggezza e follia, tra conscio ed inconscio, tra realtà e mito, tra materia e metafisica, il mistero nostra psiche, è mistero vita e morte, come fare un bagno in mare, che influenza percezioni, del calore e comfort pelle, regolando ogni sudore.

222:sogni13-lume222 FORMA: |Unicorno fa cadere armatura del sognante rivelando. La sua veste leggera. Dietro sostanza e azione vi è la |forma che dà loro vita; coloro che percepiscono le forme essenziali vivono in grande stile. Apriamoci a ogni verità sul Dao della giusta azione. Tuo compito è sottrarre tempo ai dettagli e agli obblighi della tua vita quotidiana, e concentrarti sulle questioni fondamentali. IMG8: dal |Rosone del tempio filtra la luce (abbiamo bisogno della |Forma/norma per trovare lo Spirito). Cervello di un genio serbato in un vaso (se ti identifichi con una qualsiasi forma, perderai la sua essenza, dunque disidentificati dalle tue credenze religiose o intellettuali, socialmente imposte e affronta direttamente la Fonte). L'angelo guida il vecchio lungo il sentiero (l'incerto riceve la miglior guida, permetti a te stesso di essere confuso e incerto, e fai che questo entri a far parte dei tuoi impegni). Il Delfino salva il sognante che nuota (a volte dobbiamo rischiare tutto per cominciare ad avere fiducia, considera la possibilità che i tuoi dubbi e le tue certezze possano essere futili). Copricapo indiano in fiamme (vivi lo spirito che creò la forma, e non la forma stessa, guarda dove stai proiettando sugli altri il potere sacro, integralo in te stesso). Il sognante accende la Candela (evoca la tua luce per vedere, ogni giorno scopri una guida per te stesso e gli altri). Sognante segue la luce come una fonte (cessa di guardare al passato come fonte di speranza o disperazione). Sognante tiene il Cristallo sul cuore (ciò che l'oggetto evoca, conta più del suo contenuto, scopri ciò a cui sei maggiormente attaccato e vivilo intensamente). |Migliormedicina è la vita ordinata, non metter bocca dove non ti tocca, con l'errore degli altri si conosce il proprio, con pazienza si acquista la scienza. Eliminar grano e mangiar Qi.| A Zheng un indovino leggeva vita e morte con estrema precisione. Liezi ne resta colpito, ma il maestro Huzi mostra che l’indovino vede solo ciò che l’altro rivela. Cambiando forma e intenzione, Huzi confonde Ji Xian, che infine fugge. Liezi capisce di non sapere e si ritira tre anni in semplicità, cucinando, allevando maiali, coltivando sé stesso. Zhuangzi, nato in Henan, rifiuta onori, sceglie vita ritirata e armonia col Dao. Celebre la sua parabola: sogna di essere farfalla, o la farfalla sogna lui? Laozi, nel Daodejing, insegna wu wei: agire senza forzare, seguendo la Via naturale. Il Dao genera ogni cosa, ritorna a sé stesso, è fondamento di vita, impero, cosmo e sé. Come il bimbo, il saggio è vuoto e pieno. Governare senza imporsi, agire senza vantarsi, lasciare e fluire: questo è potere sottile. Ogni cosa forte decade, solo ciò che cede resiste. La quiete genera equilibrio, chi basta a sé è già ricco, chi si conosce è già illuminato.# C'era nel |paese-di-Zheng, un indovino chiamato Ji Xian, prevedeva la morte e la vita, apparizione e sparizione, disgrazia e felicità, morte prematura e longevità. Prediceva la data di avvenimenti con la stessa esattezza di uno spirito. Così la gente di Zheng scappava appena lo vedeva arrivare. Lie-zi andò a trovarlo e fu abbagliato dalla sua presenza, al suo ritorno disse al maestro Hu-zi: Consideravo perfetto il vostro insegnamento, ma ecco che ho trovato di meglio. Il maestro rispose: del Dao ti ho insegnato solo la lettera e non la sostanza, come puoi aver ottenuto il vero Dao? hai solo lasciato che l'indovino vedesse attraverso di te, prova a farlo venire, voglio vedere se riesce a vedere anche a traverso di me. Il giorno dopo Lie-zi venne insieme conJi Xian e lo presentò a Hu-zi; a termine incontro, l'indovino disse a Lie-zi: prima che siano passati dieci giorni il tuo maestro morirà, ho visto in lui le ceneri bagnate. Lie-zi rientrò in lascrime e raccontò a Hu-zi le parole, e Hu-zi disse: JiXian ha visto ciò perché mi sono manifestato a lui con immagine della terra, né movimento né riposo, lui ha visto in questo il segno di assenza di vita, portalo da me un altra volta. Lie-zi tornò il giorno dopo insieme con indovino che al termine gli disse: il tuo maestro oggi sta meglio, vivrà poichè ciò che lo minacciava è sparito. Lie-zi riferì queste parole a Hu-zi che gli disse: oggi mi sono manifestato a lui sotto forma del cielo, ha visto che fama e ricchezza non mi interessavano e che il segno di vita saliva dai miei talloni, portalo da me una terza volta. Lie-zi portò di nuovo Ji Xian, andando via questi gli disse: Il tuo maestro non ha digiunato e non ho potuto esaminarlo, pregalo di digiunare e lo rivedrò. Lie-zi riferì a Hu-zi che gli disse: mi sono manifestato con immagine del vuoto supremo privo di segno, ha potuto constatare in me solo equilibrio tra energia e movimento, portalo da me un'altra volta. |Lie-zi portò di nuovo l'indovino, ma questi appena arrivato scappò, sentendosi perduto. Hu-zi disse a Lie-zi: rincorrilo, ma Lie-zi non riuscì a raggiungerlo. Al suo ritorno disse a Hu-zi: è sparito senza lasciar tracce, ed Hu-zi rispose: gli ho rivelato la mia identità col principio, accolto con umiltà mi sono conformato a lui che non sapeva più che cosa ero, ho imitato le erbe che si incurvano sotto il vento e le onde che irrompono, così è fuggito. Lie-zi capì di non aver ancora imparato molto, tornò a casa sua e meditò per tre anni: cucinava per sua moglie, badava ai maiali e si disinteressava degli affari del mondo, cercava la semplicità nella conquista della indipendenza, coltivava la sua unità originaria sino alla fine della sua esistenza, vivendo pienamente e con serenità ogni emozioni che prima lo travolgeva, meditava spesso il primo verso di Laozi: ricco è colui che basta a se stesso, parti da dove sei e da li progredisci! Zhuang-zi agginge: sapere ciò contro cui non si può nulla e accettarlo come Destino, è la suprema virtù, mentre al suo opposto sta la capacità di superare ogni limite umano, sino ad accedere allo stato in cui si può tutto; questa apparente contraddizione è il lavoro interno. Il Santo non dirige gli uomini da esterno, corregge dapprima se stesso, così la sua influenza si estende, solo dalle sue capacità discende la sua forza e autorevolezza. Pratica il distacco, concentra nel silenzio, così conforma la natura degli esseri, senza egoismo allora trova la pace. |ZHUANGZI 莊子 nacque, nella citta di Mong, in Sung feudale stato, di tartaria Cina, la dinastia dei Chou, qui aveva confinato, la dinastia di Shang, Raseno ha ricordato: lui vive in campagna, semplice sposato, 1 suo abito vestito, di tela rappezzato, sceglie lui armonia, di vivere col dao, vive sullo sfondo, del mutamen di stato. Mestre leggendario, Soshi di Japan, Jangia di Corea, Trang-tu in Vietnàm, origina in Henan, ebbe carica statale, lascia la carriera, e vive sue strade; compose suo poema, capitoli 33, semplica messaggio, aneddoti storielle, multicultura lingua, spirito natura, sotto albero siede, fa tamburo invito, tace sua mente, nel ritmo del respiro: oblio aiuta bene, memoria collettiva, improvviso musicista, attinge da bagaglio, formatosi da inizio, della sua carriera, Chuangzu divien cosciente, silenzio solitudine, attesa rivela, viaggi oltre frontiere, discriminanti vede, felice intuizione, accorge aver sognato, di essere farfalla, deviare corso fato, dipende da suo stato. Chuangzu panteista, visse lutto moglie, dopo lungo pianto, suonava suo tamburo, 1 amico confuciano, chiede spiegazioni, il rito ha sabotato, acme disperazioni: da un angoscia emerge, calma contrario, ovvero accettazione, serena meditazio, la moglie era con lui, in forma vento qi, come avanti nascita, unita con Zhuanzi: un giorno ebbi sognato, di essere farfalla, leggera e felice, che si domandava, io sogno farfalla, e farfalla sogna me, io sono sveglio in lei, Lei sveglia in me. Un giorno pescava, in riva al fiume Pou, gli manda re di Chou, 2 alti funzionari, a fargli le offerte, lavoro mandarino, senza volger testa, respinge onore fino: so che vostro re, conserva un carapace, di Tartaruga morta, che in amadio giace, ditemi se quello, avrebbe preferito, vivere nel fango, piuttosto che secchito; povero vi sembro, ma ho gran felicità, fui ricco letterato, grande infelicità, fare funzionario, è contro mio pensiero, ostacola mia scuola, di apprendere intero. Panda bianco nero, Chuang-tsu insegue, nel folto di foreste, sciamano diviene, ogni movimento, ambiguità racchiude, vita di ogni giorno, a saggezza conduce. |LAOZI 老子 detto pur Lao Dan, insegna Dao De Jing, cosmo dentro e fuori corpo, morale e Spirito Santo, natura impero e paradiso, wuwei e autostima, contentezza e e flusso qi, invita persone e seguir principio, di agire senza forza, secondo fremito spontaneo, evitando inutile resistenza, ricercando un equilibrio, tra forze opposte in gioco, nel modello di Wuxiang. Essere umano comprende, che Dao è già sé stesso, connaturato a sua esistenza, esperienza quotidiana. Virtù procede dalla Via, qualcosa di vago e inafferrabile, che al suo interno ospita germi, che manifestano realtà: se abbandono distinzioni, e riconosco i segni in tutto, individuo possibilità, per agire in conformità, col corso natio delle cose, Agisci prima che esso sia, crea ordine avan disordine, giorno per giorno sul tuo campo, semi pianti col qigong, ciò che è calmo ben mantiene, quel che non è ben si previene, ciò che è fragile ben fonde, un albero grande vien da un filo; una torre a nove piani nasce, da un mucchio di terra, mentre un viaggio mille leghe, inizia da sotto i piedi; se nel trattare affari, quan sul punto di riuscire, spesso li roviniamo, per assenza lungimiranza, veglia dunque sulla fine, e su inizio di visione, nessun affar rovina. Dao è via e ordine Impero, riflesso in individuo, energia primordiale, permea tutto universo, toroide naturale, radice di Zhìnéng Qìgōng 智能气功, per evolvere individuo, e una armonica società; disse Lao Dan: il re illuminato ideal sovrano, di Tartaria e del Chitai, estende ovunque opera benefica, velando esserne autore, migliora tutti sen che questi, sentano sua azione, il mondo ignora il suo nome, ciascuno è contento di sé, i suoi atti imprevedibili, egli identifica col Dao, Etere primo e Hunyunqi. Daodejing Virtù che nutre, innalza prospera e guida, protegge e produce, agisce senza appropriarsi, quando opera è compiuta, la contempla e passa oltre, come il Santo taoista, che come re estende influenza, su altri esseri che hanno, raggiunto vera lor natura, a conoscerla e nutrirla, arrivando a possedere, stesse virtù del Dao, mentre i diecimila esseri, si dibattono attivamente, lui contempla sorgente intera, da noi chiamata teologia. Dao è stato originario, da cui ogni cosa prende forma, a cui ogni cosa fa ritorno, dopo esser fiorito al mondo, ognuno torna a sua radice, che è ananda serenità, chi conosce questa legge, vuol saggezza praticar. Laozi persegue attivo, uno stato di quiete, in cui diminuisce ogni giorno, sino a giungere a wu wei, per avvicinarsi al Dao, uniforma propria esistenza, al ciclo crescita e ritorno, alla radice di ogni essere. |Aristotele fa eco, umano appar felice, se compie suo lavoro, bene da se stesso, felice il suonatore, quando suona bene, accorda sua ragione, a virtù che tiene; le forme di governo, adattano a natura, in var Costituzioni, di umani e geografia, Monarca è uno solo, Aristo è minoranza, nessun Eterarchia, Polita è maggioranza: lor degenerazio, hai quan governanti, mirano a interessi, lor propri fatti, corrisponde ai primi, regime tirannia, segue sinarchia, anarchia e democrazia. Laozu è Aristotele, nei versi |Daodejing, Popolo sano inizialmente, ignora i suoi sovrani, ma venner successivi sovrani, amati ed esaltati, poi i successivi son temuti, e presto disprezzati, sovran sleali sputati; il primo era riservato, persino nel parlare, il Bene realizzava, il Dao far funzionare, i diecimila vivono spontanei, seguendo propria natura: se la Base è confusione, nulla è governato, se pur riescono a farlo, per poco rimarranno, mostratemi un violento, finito in bella fine, lo prenderò a maestro, come bravo più sublime; segue al conformismo, disordine e violenza, poichè senza consenso, è sol tiranna scienza, perduto il Dao spontaneo, viene la giustizia, poi persa la scaltrezza, nasce la sofistica; se si cede a cupidigia, il limite scompare, e cresce avidità, insoddisfazione sale, alle leggi e proibizioni, e il popolo intristisce, si arma e fa diniego, regno pian marcisce; nel semplice governo, popolo ne abbonda, se ti astieni dal fare, da sé prospererà, togli pian programmi, avrai spontaneità, seguendo sua natura, si ri-organizzerà; se controlli mutazione, ovvero metamorfo, porta a compimento, lascia a punto giusto, serbare possedere, a un tempo non si può, poteri assieme orgoglio, mutan direzione: scaltro non diretto, agisci nello impero, x evitar riflesso, agir contrario effetto, complesso e delicato, è organismo impero, a regole e decreti, non si confor davvero! se tenti fissarlo, va via disordinando, mutevole il suo moto, come quel del dao, or avanza e cede, ardore poi apatia, impetuosa agitazione, e calma debol via. Dao Via di natura, |Wu-Wei senza sforzo, agisce sen pensiero, Fontana mappa Rei, meditando su essa, agisci con wu-wei: il fatto che tu sei, è primo dei misteri, nè chiesto o guadagnato, accade che ci sei, cosmo è già perfetto, Leibniz ci ricorda, non vuole migliorarsi, astri continuano a danzare, gli uccelli a cantare, i fiori a sbocciare, pure tu puoi farlo, sei parte del sublime, coscienza di esistenza, dice in te Io sono, lascia fare eventi, Fiore d'oro segue scopo, forse sorte e malasorte, a volte parte di quel moto, in nessun luogo serve andare, tu riesci essere gioioso, fluido per remare, come chicco pien di riso, era detto antichità, mentre i gusci vuoti, sono detti modernità, e tutte divisioni al mondo, sono solo falsità, poichè mondo e coscienza, sono unica realtà; il basso è come l'alto, niente esterno od interiore, anima e corpo è nord e sud, fuor creazione nulla esiste, sono danza e danzatore, come esser divenire, stesso evento da due lati. Mondo al mio occhio, entra dalla porta, penetra nell'io, lo altera e trasporta, con interiori sensi, soffoca e allontana, morale fa corazza, alla natur spontanea; così è abbandonata, la vita emotiva, poter sottile donna, è apparenza passiva, che maschio a calamita, attira lega a sè, come Valle bassa, attrae acqua da sè. Se uomo teme morte, invece della vita, quella trova presa, vita afferra vita, brama attaccamento, è arma + possente, che morte tiene in pugno, la usa ricorrente. Se vivifico intenzioni, le concentro fino a una, col qi questa confonde, l'intera partitura, se io distruggo allora, cattivo non sarò, successo vien piccino, piano ingrandirò; 1 forza dirompente, esaurisce e si posa, occhio col tramonto, son la stessa cosa, senza usare alfine, gli organi dei sensi, immobile mi siedo, osservo sen consensi: unito a contemplazio, scuoto come tuono, Ciel si adatta ai moti, Dao è fondo del suono, permanente sua realtà, è detta il cambiamento, quando si interrompe, sta il decadimento. Osserva Panta-rei, ciò che ti circonda, Eraclito e Lao Tsu, sono stessa cosa, Tutto appar diviene, cicli fasi opposte, come dentro al fuoco, mondo inter si svolge; muove poi diverge, eppure sempre uguale, istante fotogramma, illude eppur rimane, mondo è nella psiche, e nei sogni vivi, ciò che tu alimenti, porti nei confini. Conoscere gli altri, è saggezza in fiore, Conoscere se stessi, è illuminazione, Dominare gli altri, è forza pura orsù, ma Dominar se stessi, è superior Sun Tzu. Ecco luna piena, calar vedo comincia, azione + efficace, è quella preventiva, immobile fui Saggio, in moto apparvi Re, umani andran da chi, sia solo recipien. Salvaguardar passato, inutile illusione, molto sa insegnar, se serve 1 creazione, ma se divien padrone, tu rischi non cambiar, indietro regredisci, astieni a migliorar. Colui che basta a se, è ricco già da sè, debole che cede, vince il duro e forte, sapere + sottile, il rozzo non sconvolge, eruditi e letterati, sanno cose morte. Ciò che non si ode, insegna sen parole, compie senza fare, cedevole interiore, è Pienezza umana, una piena vacuità, la massima drittura, sia l'obliquità. Raseno ha pieno qi, ai bimbi assomiglia, insetti velenosi, non teme oppur artiglia, col fallo eretto serba, suo qi circolante, intero giorno può, gridar voce squillante; moto vince freddo, riposo vince caldo, chiudere la bocca, è chiudere 1 porta, chiarire il confuso, velare abbagliante, addolcire l'amaro, smussare il tagliente: se esser peccatore, è via di santità, ogni moto mutamento, gioca a compensar, se facile prometti, difficile mantieni, ponder ciò che puoi, ostacoli non tieni. Ciò che è ancor calmo, dirigi facilmente, scorgi fatto prima, da segno + evidente, torre a 9 piani, inizia da pugno terra, 1 albero gigante, da seme sottoterra. Viaggio 1000 miglia, inizia con 1 passo, astieni dal fare, fallire mandi a spasso, lascia avrai afferrato, e riguadagni senso, tabula fai rasa, a idee comun consenso: torna dove altri, sono oltre passati, ma nel seguir eccesso, scopo tu lo perdi, obbligo istruzione, x masse illuminar, sconfina propaganda, ier oggi e doman; abbassati se vuoi, dirigere innalzar, se a vertice vai star, il tuo Io vai a velar, senza popol tuo, costringere o umiliar, obbedienza ottieni, nessuno ama litigar. Impero grande è, una Valle profonda, attira e converge, acqua dei + fiumi, Ap-prendere acqua, è Femmina totale, passiva vince Maschio, come Via declino appare, ambizione in cerca fasto. Debole flessibile, sono i modi della vita, Rigido e robusto, il modo della morte, l'armata vittoriosa, mai ha combattuto, Albero + forte, viene poi abbattuto. Masse esasperate, non temono morte, non serve allor frenar, lor con spade corte, Acqua vince duro, senza mai apparir, agisce sen legarsi, previene soffrir. Illuminato grande, semplice ti appare, a ciel si conforma, ha morte naturale. |Etica e morale, surrogan vera spinta, a Dao segue virtù, a morale la giustizia. Essere sen volere, né preoccupazione, non aggredisce alcuno, il buono parlatore, non lascia sue orme, buon camminatore, chiude senza sbarre, il buon carceratorem contar non ha bisogno, il buon calcolatore. Agire e ritirarsi, via del Ciel richiama, Raseno un di ritira, ad apice di fama, evita trovarsi, ridotto ad impotenza, velando luce sua, si dedica ad essenza: avverti distaccato, essenza misteriosa, limita tuo sguardo, se il desider ti offusca, quello le apparenze, mostra del principio, vedi il qi del Vuoto, al fondo di artificio; volendo trattenere, estendere fai prima, volendo indebolire, fai rafforzare prima, chi mantiene posto, che Dao dà durerà, Esiste dopo morte, è già immortalità: ad apice poi segue, sempre la discesa, abbatti le zavorre, se vuoi fare ascesa, Tazza piena svuota, a riempirla nuovamente, ripassa ogni esagramma, nel giro 360. laotzu_daodejing_evola.m4a
lume222-Laozi film, narra la vita del filosofo al Passo di Hangu, dove detta il Daodejing, fondamento del Daoismo, filosofia e via in armonia col cosmo. Nato tra leggende, Laozi lascia la corte degli Zhou per ritirarsi nella natura con un bufalo e un trovatello. Giunto al confine ovest della Cina, incontra il guardiano Yixi e trasmette i suoi insegnamenti. Oltre al Daodejing, porta lo Yijing, antico oracolo basato su mutamenti ciclici, trasformazioni e immagini del Dao. Usando trigrammi e numeri, lo Yijing riflette i cambiamenti del mondo, offrendo diagnosi del presente e indicazioni per agire in armonia col flusso universale. Dao è ovunque e in nessun luogo, non si oppone e tutto abbraccia. Conoscere il presente è già intuire il futuro: coltivando corpo, respiro e mente, si può trasformare il destino. Questa è la base del Qigong: regolazione fluida e interna, coerenza tra movimento delle articolazioni, soffio e pensiero. Pratica costante e intenzione chiara permettono l’unione col qi originario e con la saggezza del cielo e della terra.# |Film-LAOZI 老子 in Hangu-pass, diretto da Chengyun Ma, narra vita di LaoTzu, presso il Passo di Hangu, un presidio di confine, dello Stato di Qin. Laozi filosofo cinese, fondatore del |Daoismo 道家, pedagogia e filosofia, religione di saggezza, e armonia con universo. Sua vita avvolta nel mistero, tra leggende informazioni, pare nato nello Henan, dopo anni gravidanza, esce da vergine ascella, la sua mamma detta Li, lo porta in biblioteca, archivista presso corte, imperiale degli Zhou, dopo anni di lavoro, gli sta stretta corruzione, e la mancanza di saggezza, abbandona posizione, si ritira nel rurale, con un bufalo e un trovatello, lui seguendo una cometa, viaggia ovest della Cina, nello stato di Shaanxi, giunto in Hangu pass, Laozi fermato al corpo guardia, da Yixi del corpo guardia, invitato dal suo capo, che diviene suo devoto, detta versi in Hangu pass, e brava donna scrive libro, Dao-de-jing testa首 e piedi止, in 5 mila ideogrammi, su tavole in bambù, poi riparte nelle steppe, porta copia ai Nestoriani, assieme con |Yijing, libro Classico dei Mutamenti, detto I Ching cinese, ha come nucleo un insieme di figure esagrammi composte da sei linee, a ciascun esagramma è associata una immagine, sentenza e interpretazione di linee in mutamento. La divinazione dello Yijing usa un sistema di numeri, dedotti dal lancio di monete o steli di achillea a cui sono assegnati valori fissi, a loro volta scritti come linee intere/forti yang, o spezzate/deboli yin. Tre linee sovrapposte formano un trigramma, due trigrammi associati formano un esagramma che può mutarsi in altro esagramma, sempre seguendo i numeri. Yijing prevede tre tipi di mutamento: il non-mutamento, il mutamento ciclico e il mutamento che non torna al punto di partenza, cioè la trasformazione, che avanza in successione spiraliforme come vibrazione. La divinazione Yijing è una diagnosi del presente attraverso segni/immagini germi del Dao, specchio degli eventi visti da chi evoca i segni stessi. Questa diagnosi ha potenziale di orientamento di una situazione, spesso porta a una diagnosi del futuro, dove, seguendo la regola sinusoide, a uno sviluppo segue una decrescita, al lavoro il riposo, al caldo il freddo e così via; i mutamenti previsti dallo Yijing sono quelli del Dao, infatti tale oracolo ha scopo di aiutare gli umani ad allinearsi al Dao, suggerendo come armonizzare l'operato a quello del cosmo, così da diventare simili a cielo e terra, in armonia con la loro saggezza che abbraccia tutte le cose e reca Senso e ordine al mondo intero. Dao opera ovunque ma non si lascia trascinare in nessun luogo, gode del cielo e conosce il destino, è libero da preoccupazioni, contento della sua situazione e genuino nella sua bontà, capace di esercitare amore. A conoscere il futuro esamina il presente, già racchiude in sé i semi del domani, dunque il destino si cambia costruendo un presente migliore, in cui nutrire la viriditas coltivando abitudini salutari per il corpo e la mente. Concentrare il soffio vitale e spirituale a contenere le diecimila cose, se si è in grado di concentrarsi e fondersi in unità, è possibile conoscere buona e cattiva sortes senza ricorrere a divinazione, allora la pratica muta il destino in tanti modi diversi, per natura e intensità, secondo lo stato di partenza della persona, la quantità e qualità della pratica, gli obiettivi e la motivazione a perseguirli. Per evitare di disperdere il discorso nel mare delle mille possibilità, il discorso può rutorare a 360 gradi, seguendo i tre momenti base di tutti i |qigong: regolazione del corpo, del respiro, della mente/cuore, e composizione del campo di qi per accedere allo stato Qigong. Regolazione non è una regola, bensì ordine interno di un sistema mobile in continuo cambiamento, coerenza interna che continuamente si bilancia al variare delle condizioni interne ed esterne, è controllo e armonia che nel corpo si manifesta come equilibrio, coordinazione e rilassamento, mentre nel respiro è consapevolezza del soffio stesso e capacità di organizzarne ritmo e sede; nella mente-cuore è capacità di attenzione rilassata su intero universo fatto da hunyuan qi originario, è filosofia daoista e teoria Hunyuan che informano la pratica.

231:sogni20-lume231 CRESCITA: è il concretizzarsi della vita in un essere completo, vediamo la vita laddove la morte ci chiama a sè. Una donna gravida si contempla nello specchio. Nostra sola immortalità è nell'abilità della vita a ritornare su se stessa, e dalla ferita riprodurre il germoglio vitale, la grande continuità del divenire. |Cresciamo per realizzare uno scopo, la fertilità dello spirito accompagna la fertilità della terra vivente. Preghiamo la nostra Grande Madre, dalla quale ha origine il nostro essere e alla quale ritorniamo, per una sostanza liberata dal suo impellente bisogno. Tuo compito è concentrarti su ciò che nella vita è in fase di crescita e valutar quali altri impegni ti assumerai per favorire la tua crescita personale. IMG8: un Gregge di pecore lascia il pascolo (equilibra ai confini tra invecchimaneto e attività vitali). Alla base del Cranio si sviluppa un tumore (cresce per il gusto di crescere uccide lo scopo: infrangi le tue barriere per adottare un nuovo stile di vita). Il serpente si muta in un maiale e questo in un Uomo (evoluzione vuol dire vivere così che ogni perdita si muti in un guadagno: quando dici No, di Sì a qualcos'altro). Il sognante visita una famiglia o collegio con molti bambini (spesso chi pensa di non esistere produce più del suo fabbisogno: ristabilisci le tue priorità). Dalla gemma sbocciano foglie, fiori e frutta (rispetta tutte le tappe del tuo sviluppo, impegnati a terminare ciò che è essenziale al tuo scopo nella vita). Sta in piedi vestita solo dei suoi Lunghi Capelli (ogni traguardo è un passo verso nuovi inizi: fai onore a ciò che hai compiuto lasciando che vada). Nel campo di Grano maturo vi sono cinque cerchi (grande è la crescita, ma più grande è lo scopo: porta la tua fertilità ad un livello di consapevolezza maggiore). Le Viti coprono il tempio (l'essere troppo spirituale o razionale evoca la dea della fertilità: poni gli istinti dove hai posto l'istinto e lo spirito dove erano gli istinti). Si parla tanto della |festa finchè viene| I Cepang, detti Praja, vivono in piccoli villaggi dei colli centrali del Nepal, parlano lingua birmana e discendono da antenati cacciatori e raccoglitori. Dipendono dalla foresta e dall’albero del Chiuri, alto 7 m, sempreverde, fonte di cibo, medicine e reddito per gran parte dell’anno. Ogni famiglia possiede da 5 a 20 alberi, trattati come membri della famiglia, ereditati equamente, e curati persino dagli sciamani in caso di malattia. La leggenda narra che il primo Chiuri nacque dove una bufala cadde in un precipizio; il frutto, chiamato Yoshi, produce succo bianco simile a latte, olio seminale simile a burro, e semi neri contenenti miglio. Il Chiuri nutre, cura la pelle e i reumatismi, serve per saponi e candele. Varietà selvatiche e coltivate forniscono ghee e grassi alimentari. Negli ultimi decenni la caduta dei frutti è aumentata per perdita di rituali, erosione e pratiche agro-industriali. Il sapere sulle tecniche di semina, raccolta e lavorazione è tramandato all’interno delle famiglie, e la ricchezza dipende dal numero di alberi posseduti.# CEPANG detti Praja, tra 61 clan etnici, riconosciuti in Nepal, su 80 descritti, parlan lingua birmana, vivono in villaggi, pochi nuclei familiari, sui colli centrali, detti Mahabharat: antenati cacciatori, coglitori selva, fin cento anni fà, coltivan slash-&-burn, dipendon da foresta, e albero del Chiuri, a ricavare cibo, medicine ed introiti, a vivere 8 mesi, poi a febbraio-giugno, provano raccolta, o vanno indebitarsi, silvicoltura fonte, di redditi e pasti. Loro |albero-CHIURI चिउरी , alto 7 metri, sempreverde che vuole, buona insolazione, tollera il freddo, luogo sub-himalayano, da mare fino al Buthan, sale piano piano: ogni famil possiede, cinque o 20 alberi, pure senza terra, in terreni comunitari, possesso da diritto, coglier frutti semi, fino metà luglio, tutti vanno averli; tali alberi trattati, come membri di famiglia, ereditati e divisi, in parti uguali a tutti, il legame con la pianta, è simile ai sardi, che 1 albero malato, curan via sciamano. |Cepang cultura, associata al Chiuri, frutto detto yoshi, Diploknema butyraci, narra lor leggenda, che molto tempo fà, 1 Bufala scappò, in campo miglio a mangiar: al tempo di tornare, dato che era buio, cadde in precipizio, e rimase incastrata, nessun potè aiutarla, la bufala morì, in tal luogo fertilizzato, nacque primo Chiurì. frutto del Chiuri, dà succo bianco, latte della bufala, mentre olio semi, resta burro suo, e granelli neri semi, son miglio che mangiò. La notte del buio, dicono i Cepang, Chiuri è bufala da latte, e burro dei suoi semi, è acido palmito, contiene flavonoidi, con antiossidanti, bianco profumato, sapon x base piatti, rimedio a dermatiti, adatto per candele, senza odore e fumo, + trenta nomi tiene; usato internamente, febbre biliare e stipsi, nutre come cocco, usato esternamente, emolliente e lenitivo, su pelle infiammata, o secca e lesionata, rimedio ai reumatismi. Ban Yoshi selvatico, Rang Yoshi coltivato, ghee burro dei semi, loro prima fonte, di grasso alimentare, 30 kili anno, ancora sopravvive, in isole Andamane. Nepal ancor trova, su pendii precipizi, germoglia a 20 giorni, su suoli sassosi, ora da 1 decennio, cadon frutti immaturi, per cause culturali, dicon gli sciamani, causa è scomparsa, di danze rituali, industria farmaceutica, e geoingegneria, agro-industriale, con erosione suolo, attacchi di insetti, e piantagioni mono, acido palmitico, scalza pian medicinali, del gener Terminalia, Gurjo e Mirobalani. Cepang han rapporto, stretto con Yoshi, 1 famiglia è ricca, x quanti ne possiede, il sapere tramandato, su tecniche semina, raccolta di frutti, e lavorazione intera. 
Film Fuoco Sacro (Holy Smoke), Ruth cerca un dio in India, ma lo trova nel deserto del cuore; contesa tra liberazione e controllo, seduce e sfida il suo stesso salvatore. Alla fine, né lei né lui restano gli stessi: accadde un incendio dentro il loro cuore che nessuno lo spegne, eppure purifica. Chi cerca Dio fuori, torna vuoto, chi lo lascia passare, brilla. Chi arde senza consumarsi, è già fuoco. |Lalla Arifa detta Lalleshwari o Lal Ded, visse nel XIV vicino a Srinagar, venerata ancor oggi da musulmani e induisti per la sua spiritualità la sua poesia mistica, detta Lal Vakh. La sua vita e le sue opere incarnano un incontro tra sufismo e shivaismo kashmiro, simile al percorso di Ibn Arabī nel Mediterraneo. Le donne sufi spesso praticano un sufismo che integra amore, purezza e annullamento del sé, in un percorso di metamorfosi interiore e unione con Dio, molto simile a quello degli uomini ma con la particolarità di esprimersi spesso attraverso poesia, musica e pratiche di devozione comunitarie. Come Lalla Arifa in Kashmir o Rābi'a al-Adawiyya nell'Islam classico, molte donne sufi nel mondo hanno vissuto esperienze di amore divino, purificazione e conoscenza diretta del divino, contribuendo in modo fondamentale alla ricchezza spirituale del sufismo. Queste figure mostrano che la spiritualità trasparente e l’unione mistica con il divino sono accessibili a tutti, indipendentemente dal genere.# Lalla Arifa nacque in una famiglia brahmana, Lalla Arifa sposò giovane, ma la sua vita matrimoniale fu segnata da abusi e sofferenze. A 24 anni, dopo aver subito crudeltà dalla suocera, rinunciò alla vita domestica e divenne discepola del santo shaivita Siddha Srikantha. Iniziò un cammino ascetico e meditativo, praticando la filosofia dello yoga, poi incontrò il mistico sufi Mir Syed Ali Hamadani, che segnò un punto di svolta: abbandonò il celibato e iniziò a indossare il velo, dichiarando di aver visto un uomo per la prima volta. Le sue poesie esprimono esperienze mistiche profonde, descrivendo la fusione dell'azione quotidiana con la pratica spirituale. In una delle sue vakhs, scrive: Qualunque cosa facessi diventava adorazione del Signore; qualunque parola pronunciassi diventava preghiera; qualunque esperienza del mio corpo diventava sadhana del Tantra Shaivita illuminando il mio cammino verso Parama Shiva. Lalla criticava le pratiche rituali vuote e l'ipocrisia religiosa, enfatizzando una connessione diretta e personale con il divino. Lalla rappresenta una figura di grande importanza nella tradizione mistica del Kashmir, con una spiritualità che unisce sufismo e shivaismo. La sua vita e le sue opere continuano a ispirare coloro che cercano una connessione diretta e profonda con il divino, al di là delle strutture religiose convenzionali. Come Ibn'Arabī, Lalla Arifa concepiva l'anima come uno specchio trasparente che riflette la luce divina senza alterarla. La sua spiritualità tipicamente sufi, trascendeva le distinzioni religiose. Anche Dante, nella Divina Commedia, descrive un percorso di purificazione e unione con il divino, dove l'anima si trasforma attraverso l'amore e la conoscenza diretta, superando le convenzioni religiose e sociali, e riconoscendo l'unità di tutte le cose nell'amore divino. Esistono molte donne sufi nel mondo che hanno avuto esperienze mistiche simili a quelle di Ibn Arabī e Lalla Arifa: Rābiʿa al-'Adawiyya (VIII secolo) fu una delle donne mistiche sufi più importanti dell’Islam: celebre per il suo amore puro e disinteressato verso Dio, amore per amore senza desiderio di ricompensa. La sua spiritualità è basata sull’annullamento del sé nell'amore divino (fanā e maʿrifa). Fatima al-Fihri (IX secolo): Fondatrice di una delle più antiche università del mondo, al-Qarawiyyin a Fès. Bibi Fatima Sam (Pakistan), mistica sufi con enfasi su pratiche devozionali e insegnamenti spirituali, ispira donne e uomini a percorrere la via sufi. Khadija Ar-Rawiya (VIII secolo), nota per la sua conoscenza del Corano e per la sua vita ascetica, visse in un’epoca in cui le donne mistiche erano rare, ma il suo esempio fu fondamentale. Amma Jannat Bibi (India): mistica sufi che ha praticato la purificazione del cuore e l'unione con il divino, nota per la sua saggezza e il suo ruolo di guida spirituale.

302:ijing56.䷷ lume302 |Viandante (旅lu) sopra la Montagna brilla il fuoco. Il nobile impartisce con prudenza e chiarezza le punizioni, ma non indugia in diatribe legali. Il fuoco in cima al monte è fuoco di un accampamento, affinché l a carovana possa riprendere il suo viaggio, le dispute vanno risolte prima che il fuoco estingua. La persona nobile porta ogni cosa a compimento, con fermezza e chiarezza; mancano tempo e risorse per impegnarsi in lunghe ed estenuanti battaglie, con se stessi o con gli altri. Successo dai piccoli passi; in viaggio la perseveranza favorisce la buona sorte. Essere un viandante equivale a non essere mai di casa: sai di non appartenere a questo luogo. Poichè sei solo di passaggio, il tuo intervento creativo è limitato, non puoi sperare di cambiare ciò che ti circonda, né l'ambiente può riuscire a cambiarti: mantieniti fedele ai tuoi scopi nel corso del viaggio. Movimento e scoperta, esplorazione di nuove strade ed esperienze. (Cosa porti con te in ogni nuova situazione? Quali obblighi ti impone la tua posizione attuale? Dove stai andando?). |Ngobwe na gedomba, na minzionzi na tonga, se conosci suo fondo, conosci tale cosa| I Bonobo, scimpanzé che abitano il bacino del fiume Congo, sono strettamente imparentati con gli esseri umani. Come altri primati, come i gorilla del Virunga e gli oranghi del Borneo, anche loro sono noti per il loro comportamento giocoso. I Bonobo usano il sesso come strumento per risolvere conflitti sociali e bilanciare emozioni, un po' come i pigmei che si rifugiavano dalla repressione coloniale del re del Belgio. Inoltre, i Bonobo comunicano tra loro con suoni e gesti, simili a quelli degli esseri umani e dei cetacei. Geneticamente, i Bonobo (Pan paniscus) e gli scimpanzé (Pan troglodytes) condividono una grande parte del patrimonio genetico umano, ma si sono separati milioni di anni fa a causa di un cambiamento ambientale. La divisione geografica del fiume Congo ha isolato due gruppi di Bonobo, che hanno evoluto comportamenti più pacifici rispetto agli scimpanzé, preferendo il gioco e la cooperazione. Inoltre, la storia del Porcospino, che diventa un "nganga" (guaritore) dopo aver mangiato radici sacre, è una leggenda che esplora il potere della trasformazione e della saggezza ottenuta attraverso esperienze uniche.# |Scimpanzè BONOBO, in bacino Fiume Congo, son parenti a umani, primati di fondo, Gorilla del Virunga, Gibboni del Borneo, Orang uman di selva, tutti amano il gioco. Bonobo usano sesso, per sociale ruolo, pacifico anti-stress, bilanciano sfogo, scaricano yang, testosterone eccesso, come fan pigmei, sfuggiti al re del Belgio; come umani e cetacei, anche i primati, parlano tra loro, come orango Tilda, che fischia melodie, schiocca grugniti, a imitar lingua umana, e attirare amici. Bonobo |Pan-paniscus, o nano scimpanzè, homo 23 cromosomi, Pan 24 coppie tien, nos comune amico, condivide quasi tutto, patrimonio umano. Scimpanzè son detti, Pan troglodyte, vivono a est, nordovest dei Bonobo, tra Ghana e Guinea, in 4 subspecie, divisi e ritrovati, da Bonobo cugini: Jefferson Coolidge, battezza i Bonobo, studiando DNA, di paniscus e troglodite, ipotizza storia lunga, 2 specie separate, milioni anni fa, per cambio ambientale. Pan colonizza Africa, centro occidentale, mentre homo diverge, e inizia a navigare, 2 clan di Paniscus, si trovano isolate, a causa deviazione, fiume Congo grande: Pan non sa nuotare, seguon due destini, il gruppo del Congo, apprende a giocare, con sesso polimorfo, al posto di conflitti, liber da pregiudizi, rispetto ai trogloditi. Ngomba baka nganga, è storia del |PORCOSPINO, che diviene nganga, dopo aver mangiato foglie, iniziò a mangiar radici, del legno sacro eboga, così iniziò lavoro, consulti nel villaggio: parla il Porcospino, quando tu lo scuoi, se gli trafiggi bile, lui diventa madre, poichè mangio radice, lui fu un indovino. sessione_incontro-anima-celtica.m4a
Il termine mokodi-nzabi è un gioco di parole che gioca sul doppio significato, riferendosi sia a un tipo di linguaggio simbolico, yosto yosto, che allude al coito e alla crescita spirituale attraverso una “scalata” simbolica. In questa cultura, i vari animali e oggetti sono associati a significati profondi e ruoli simbolici: ad esempio, il gallo rappresenta il "primo ganga", il verme che ingoia diventa il segno di iniziazione, mentre la lucciola è un simbolo di morire e rinascere. La tartaruga e il mandrillo sono figure che rappresentano il movimento verso la terra e il ritorno alle radici spirituali. La danza (mobisa) e il linguaggio degli animali, come il parrocchetto che "parla fuori stanza", riflettono l’interconnessione tra gli esseri viventi. Gli oggetti naturali come la terra, l'acqua, la mela e la banana hanno significati simbolici: la terra è vista come una madre che nutre e accoglie, l’acqua è il primo specchio, la mela il primo nutrimento, e la banana è il rifugio. La coda del cinghiale è simbolo di protezione, come la placenta, che rappresenta la vita e la morte. L’intero racconto, attraverso i suoi simboli e le sue associazioni, esplora un sistema complesso di credenze che uniscono la vita, la morte, la creazione e la spiritualità, dove il corpo, gli oggetti naturali e gli animali si intrecciano in un linguaggio di significati esistenziali. Ogni elemento, come il cane (mbwande) o l'ombelico (rafia), ha un ruolo specifico nella cosmologia di questa cultura.# |mokodi-nzabi, è gioco di parole, |linguaggio-yosto yosto, tra corda e montagna, allude pure al coito, che neofita scala coi ginocchi, e arriva al mondo primo. Gioco indovinelli, i Nzabi testano livello, primo spazzino banza, scopri essere il Gallo, detto primo ganga, verme asticot ingoiando. Lucciola è basè, soffio del morente, tartaruga porta a terra, prima danza mwenge; gallo gira su se stesso, inizia mobisa danza, mentre parrocchetto, parla fuori stanza; mandrillo primo nganga, mangia eboga foglia, mentre porcospino, sua radice ingoia; mosingi mangia edika, primo ganga in bosco, cane lo è a villaggio, cane è detto mbwande, formica ha primo posto; setaria chevalieri, prima foglia piroga, foglia kalo caolin rosa, terra è prima panca, è culla e pure tomba; acqua è primo specchio, flette ogni cosa, Bananeto è bwenze, dove donna accuccia; mela è primo pasto, mare prima cura, primo cesto penge, pare il ventre nganga, che cibo digerisce, come una mano a palma, penge è pure cuore, accoglie pensier parole, testicoli son penge, di forza seminale; coda del cinghiale, primo scaccia-mosche, cielo sulla mbanza, fu primo corpo guardia, primo palo al centro, è ragno su suo filo, che traghetta primo, numi tra cielo e terra; placenta prima veste, primo pagne pelo pube, dietro si nasconde, vulva che tutto nutre, pagne è pure mano, pelur di scimpanzè, foglia di banano, che aiuta tessitura; ombelico prima rafia, cappello foglia a cono, permette ad antenati, parasole ombra riposo; primo arpista è gattopardo, prima tacca su naso, malato fu la fame, primo verbo vento dato. Bisanza sonagli, Dibadi sequenze, cui ganga va e ritorna, Banzioku è disumba, partorisce suoi banzi, getsika corno appelli, Ebando sono i canti; ifulu fumigazione, itsamanga torcia-vulva, iya-kadi sorella mama, katzi suo fratello, mabundi fanno mwenge, mboka è la città, mbomo è pitone, piroga è detta bongo, modanga è chiarore, gallo è koku tsoso, inizia e chiude ngosè; nzambe è primo uomo, nzego è la pantera, ndongo sarà ago, cioè parola giusta, ngando è caimano, ngya è gorilla, nzigo è scimpanzè, e Bonobo del Gabon, nzobo la civetta, nzogo elefante, pasako è il mandrillo, antilope è gesibo, ngomba il porcospino, nongu pitone-volta, ndoti sogni di avi, okume loro torcia.



elenco foto di:   | home | foto | audio | allegati | lunario