scheda quid - plus | home | allegati | audio | 14 Lingue | 360 asset | visite sito 1986
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olivolio Olio crisma e pentecoste di Maria (18) 18-Un giorno gli a lingua latingreco | foto oliveto | audiolibro | olivocoltura-secolare_spagna.mov | olivo_frantoio-tazlida-marocco.mov | olivo-foglie-benefici_patrizia.mp4 |musica 12-SoleMio.mp3
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panpiceni Pan Fauno Lepino cuor giubilo di Jacopo (149) 49-Fauno e Dioniso lingua arabindi | foto eurafrica | audiolibro | popoli_italici_plantago-lancia.mp4 | popoli_contadini-valnerina.mp4 | africa_comparata.mp4 |musica 9-Panpipe02.mp3
tungusaman Ayami insegna al Golde, estasi e sorte (162) 62-Gli Oroqen (Elu lingua cinese | foto hmongcina | audiolibro | popoli_manchu-mong-saman.mp4 | film_dersu-uzala_siberia.mp4 | doc_oroqen-saman_cina.mp4 |musica canto_mongolo_guttural_capo-cavalli.mp4
fiumepsica Il boscaiolo e il fiume dei trapassati (186) 06-lume186-DIREZIO lingua popè | foto umanstoria | audiolibro | anime_battiato_eremiti.mp4 | giallostory_reale-fiction.mp4 | film_harlock-epi1.mp4 |musica ngonde2022.m4a
impero Dietro le quinte della Storia (190) 50-lume190-EGOCENT lingua alchemico | foto umanstoria | audiolibro | storia_guerra-italo-ottomana.mp4 | storia_tartaria_mud-flood.mp4 | filosofi_maometto_rivelazione.mp4 |musica 16-Allah-dikr.mp3
bulgarscuola Il bacio della maestra liminale (237) 39-lume237-ACCRESC lingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | storia_krishna-arjuna-kulikovo.mp4 | film_arendt-discorso-finale.mp4 | storia_italia_guerra-psicologica.mp4 |musica 17_tu_scendi_dalle_stelle.mp3
yudeiberi La Storia riparte dalle cattedrali (244) 44-lume244-CICLI s lingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | storia_cronologia-fomenko_interview.mp4 | film_bibla_sanpaolo_franconero.mp4 | film_bibla_giuda-maccabei.mp4 |musica canto_megalo_bulgarian_ortodox-inno.mp4
tufoeyurte Abitare la soglia liberando la casa (287) 40.䷧-lume287-La lingua slavonico | foto minerali | audiolibro | minerali_caratteri-e-durezza.mp4 | casa-artigiana_tapial-spagna.mp4 | |musica marius_libreville1.mp3
18:lume018-Un giorno gli alberi cercavano un re, invitarono l'Ulivo, il più antico del bosco, ma lui sorrise e rispose: non posso lasciare il mio dono per comandare, preferisco offrire il mio olio, che porta luce, nutrimento e pace. Nato secoli prima sulle rive del Mediterraneo, l'Ulivo aveva visto passare popoli, viandanti e contadini, imparando che la vera forza cresce lentamente. Ogni primavera si copre di piccoli fiori, e con pazienza prepara i suoi frutti; a novembre le famiglie si ritrovano sotto la sua chioma, stendono i teli, pettinano i rami e raccolgono le olive, tra canti e sorrisi. Raseno e gli amici del Terabuti, raccolgono ancora le olive nel cesto, con gesto lento e rispettoso, accompagnando la raccolta con i proverbi, custoditi negli antichi lunari, e nei calendari di Frate Indovino e Barbanera: per San Silvestro ogni oliva nel canestro (entro fine dicembre la raccolta sia conclusa); Oliva raccolta a mano, olio da sovrano; Chi coglie presto, poco olio ha nel cesto; chi aspetta troppo, il vento fa il resto. I contadini ricordano che l'olivo vuole cinque S: sole, sasso, silenzio, solitudine e siccità; olivo sia potato da povero e concimato da ricco, perché chi pota l'olivo ne raccoglie l'oro; olivo e vite vogliono il padrone, cioè cura costante. Al frantoio le olive si trasformano in olio prezioso, capace di nutrire, conservare e rendere più buono il pane, oltre a sostenere il corpo; anche le foglie offrono il loro aiuto, ricordando che ogni parte dell'albero ha un valore; resiste al vento, alla siccità e al tempo, purché riceva rispetto e una buona potatura. Per questo viene tramandato di generazione in generazione, e i vecchi ripetono ancora: Olio nuovo e vino vecchio (l'olio è migliore appena franto, il vino dopo invecchiato). Pane e olio fanno il figlio gagliardo, con pane e olio si campa da re: ogni oliva piena è promessa di futuro e grazia. L'ulivo cresce lento ma vive contento, poichè è il nonno longevo del podere: insegna la pazienza e ricompensa a lungo. L'ulivo non tradisce chi lo rispetta, chi custodisce un oliveto conserva la memoria della propria terra. L'olio buono nasce da mani pazienti; quanto più l'olivo è carico, tanto più si piega: la vera sapienza non si innalza sopra gli altri, ma si fa umile e generosa. Chi pianta un olivo lavora per i figli; l'olio è il sole dell'inverno sulla tavola. Ulivo rimane simbolo di pace, saggezza e speranza, e insegna che la pazienza fa maturare i frutti migliori. L'Olivo della Rosa dei beati, mostra a Dante che non basta proclamare fede, contano cuore e intenzione, non giudicare, perché la salvezza non segue la logica umana, ma la volontà divina, così il tuo poema sia rito e scuola di risveglio, trasmetta con simboli l'indicibile, e guidi l'uomo oltre la logica umana, verso libertà e saggezza interiore. La raccolta delle olive e come quella del Qi, il rito è lo stesso, mani e anima che seguono saggezza e memoria innata.| |Olivo (Olea europaea) è albero millenario, simbolo di pace, saggezza e prosperità, diffuso da Siria e Creta fino al Mar Nero e al delta del Nilo. Fiorisce a maggio-giugno e richiede mesi freddi per fruttificare. La sua storia intreccia miti e tradizioni: Ercole lo porta da Iperborea, Virgilio lo celebra, olio unguento sacro, crisma e simbolo liturgico, usato per battesimi, cresime, sacerdoti e malati. La raccolta avviene a mano tra novembre e dicembre, stendendo le olive su teli e pettinandole dai rami, con pazienza e cura, per poi molarle e separare l'olio dal mosto e dall'acqua vegetativa. Olio crudo è nutriente, ricco di vitamine D ed E, lubrifica intestino, protegge fegato, cuore e ossa, abbassa glicemia e ipertensione, e può essere combinato a limone o tuorlo per benefici biliari. Le olive si conservano in salamoia, sottolio, sottosale, al forno o congelate, con aromi come aglio, alloro, timo, menta e buccia di agrumi. L'infusion delle foglie reca effetti depurativi, antinfiammatori e antimalarici. Olivo ama terreni mediamente sciolti, clima temperato, tollera freddo fino a –10°C e siccità, resiste a malattie se innestato su olivastro. Moraiolo, Canino, Leccino, Frantoio e Pendolino offrono frutti e oli differenti, bilanciando vigore, resistenza e sapore. Gli oliveti storici, curati da generazioni, uniscono lavoro comunitario e tradizione: dai cupellari fenici ai contadini arberesh calabresi, fino ai trappeti moderni, olivo resta simbolo di fertilità, nutrimento e memoria culturale.# Siria patria OLIVO, albero massiccio, fiorisce maggio-giugno, spontaneo millenario, da Creta di Saturno, fin Mar Nero elleno, Elaia Olea latini, sul delta del Nilo, unguento per defunti, vuole mesi inverno, per dare fiori e frutti. Ercole lo porta, dal paese Iperborea, poi Aristeo insegna, a spremer olio frutto, Virgilio lo decanta, poco lavoro e grande resa, è Genesi alleanza, nata dopo diluvio, ULIVO nasce dopo incendi, unge Cristo e i coribanti, Domenica di palme, porta pace e giustizia, saggezza prosperità. Alberi del Khan, si misero in cammino, nel darsi un nuovo Re, proposero Ulivo, questi lor rispose, non posso rinunciare, a produrre olio, al fin di comandare. Anfora di Vulci, mostra la raccolta, con pertiche sui rami, e coglitore a terra, un giovane tra i rami, pettina le olive, canta annunziazione, di arcangel Gabriele, a Maria da Concezione, col giglio di purezza, dopo diluvio sofferenza. Getsemani orto antico, di ulivi di antenati, che parlan lingua Geez, trasmisero frantoio, assieme ai candelabri, cioè alberi di ulivo, che recano felice, unioni coniguali. Unguento divien Crisma, in liturgie cristiane, battesimo e cresima, unzione a sacerdoti, a malati ed anziani, curati e coltivati, da Atena Menerva, nel nuovo patto aiuto, dopo diluvio mare, fatto da Poseidone, simbiosi terra-umani. Puoi mitigare amaro, di olive verdi acerbe, rispetto alle nere, più dolci e oleose, in bacile acqua fredda, senza ammaccature, cambia mattina e sera, due/tre settimane, se tagli aiuti acqua, poi lava aceto bianco, mangia oppur conserva, sotto Sale o al forno. Olive nere al FORNO, in teglia uniforme, 150 gradi 20 min, raggrinzite fuori, adatte aperitivo, pizza o bruschette. |Olive-SOTTOSALE, metti in un secchio, 20 giorni al buio, Sale è conservante, toglie liquidi e amarogno, tu liquido scola, infine lascia olive in acqua, con o senza aceto bianco, metti in vaso pulito, aggiunti vari aromi: aglio ed alloro, origano o peperoncino, buccia limone-arancio, prezzemolo o menta, dispensa ambiente fresco.Olive in |SALAMOIA: 1 kilogrammo olive, sode e saporite, per un anno intero, 80 gr sale a litro, serba nere e verdi, pria ammollo 20 giorni, acqua fredda a 4 gradi, cambia acqua ogni giorno, bolli in pentolino, olive nei vasetti, coperte in salamoia, con aglio ed alloro, fettine di limone, menta timo o rosmarino, a strati tra le olive, tutto in salamoia, barattolo ermetico, in luogo fresco buio, capovolgi ogni tanto, e rimetti il verso giusto. Dopo 10 giorni, assaggia se dolci, in caso contrario, chiudi e ancora serba.Olive |SOTTOLIO, raccogli in scolapasta, ricopri a sale grosso, lascia dieci giorni, pulite e condite, con alloro e aglio, origano o timo, serba in vaso olio. Olive |CONGELATE, mantengono sapore, senza ammaccature, asciuga metti nei sacchetti, di congelamento freezer. Quan serve tira via, in frigo qualche ora, sal temperatura, restando sode buone. |Atena statua olivo, nel tempio di Tago, con lampade e lucerne, delizia i palati, aiuta cuore e corpo, memoria intelligenza, immuno resistenza, e aiuta la pazienza. 60gr foglie infuse, 15 minuti acqua, 3 tazze ogni giorno, abbassa glicemia, rapido osservi, contrasto al diabete, calmi gengiviti, se mastichi foglie: bolli 80 grammi, 20 minuti acqua, 1 giorno riposa, scende malaria febbre, bevi a giornata. Olea usa a crudo, su pomodori e funghi, oppure frigge e cuoce, sopporta 180 gradi, e in periferia rimane. Condisce e conserva, lubrifica intestini, vince stitichezza, prezioso nei bambini, mielizza cervello, aiuta assorbimento, di lipo vitamine, mineralizza ossa, porta vitam D, e vitamina E, rallenta invecchiamento. Olio bicchierino, calma ipertensione, misto a limone, bevi a digiuno, contrae cistifellea, che sblocca la bile, 1 ora coricato, su lato destro corpo, previen tumori colon; se aggiungi tuorlo uova, un poco mentolo, i calcoli biliari, riduce senza dolo; fegato colite, cucchiaio ogni mattina, con parietar bollita, ragadi lenisce, riposa 10 giorni, strizza olio filtra. Decotto corteccia, emorroidi orticaria, per dolori muscolari, macera fiori gelsomino, 120gr in quarto di olio, per due settimane, massaggia ripetuto: mentre per Artrosi, macera fiori camomilla, 100 gr secchi, per tre settimane, in mezzo litro olio, poi filtra e massaggia, o friziona nuca fronte, in casi Emicrania. Balsamo Samaritano, succo olive immature, su colonna vertebrale, lenisce fatica, Olio + vino e chiara di uova, mescola sbattuti, ungi piaghe e ferite, o scottature solari: se con aglio pestato, sfiamma distorsione, con bardana varici, con canfora i reumatismi, massaggia le gambe, di sani e dolenti, muscoli e petti, ungi mani e piedi, emolliente su pelle, estrae spine varie, buon lubrificante, libera orecchie, da otite e cerume, se tiepido scaldi, due gocce versate, chiudi con cotone, |Olio-ferrato, di Marsi e Piceni, contro vipere morsi, foglie sui foruncoli. Toscanella Pian di Mola, su fiume Marta Larthe, recinto in cupellari, abitanti e forestieri, lo lasciano a eredi, come getsemani, pagan canone annuo, o ritorna comunale. Cupellari appezzamenti, yuda sardi etrusci, libera braccianti, che lascia ai figli, recintam cupellari, apicoltori e pastorelli, per avere olivi, legumi grani e uva, portati a Venezia, per essere imbarcati, smerciati dai fenici, che portano ulivo, in America Australia. Aprile anno 813, prefetto obbliga cupellari, a piantare 20 olivi, viti e alberi frutta, acri dei cupellari, ravvivano contrada. Arberesh di Calabria, 5mila abitanti, nel Parco Pollino, alzan case pietra, coltivano olivo, come bulgari pomacchi, scala esterne noti, e vicoli a intrico: gitonie donne slave, colgono le olive, con rosse bandane, con ceste su scale, qualcuna ha salterio, intonano canti, a Giorgio Castriota, eroe dei Balcani, e Bisanzio in rivolta, fuggiti su Appennini, ricordano storia. |ULIVO albero tempio, Catone ci ricorda, in suo libro almanacco, de Agri-cultura, in tufo dimorato, con pala e piccone, zappato e sovesciato, ogni decennio potato; quando alcune olive, iniziano a virare, lasciando il resto verdi, è momento di raccolta, a mano in giorno sole, distendi sulle stuoie, vaglia e pulisci, porta presto al torchio, a novembre-dicembre: pettino 1 a volta, a terra stendo teli, armati delle scale, Seba e Pamela, gran pazienza vera, olive cadon giù, le ore van veloci, passa 1 giornata, tra risa e discorsi, duole corpo a notte, senza addormentare, aiuta una tisana, fiori o passiflora, lenire e passeggiare, 1 settiman fatica, infine ecco raccolto, sui 30 kili media, ogni pianta olivo, al trappeto reco, per olio ricavare. Emilia ci spiega, che trasformar oliva, fu origine importante, trappeto in sottosuolo, calor reca costante, aiuta decantare, mosto separa in olio, e acqua vegetazio. Olio estrae oggi, molando in frangitura, tramite molazza, polpa si frantuma, assieme ai noccioli, a far da drenatori, poi gramolatura, rimescola ulteriori, rompe emulsione, olio misto acqua, Pressatura estrae, nella terza tappa, il torchio a vite preme, fiscoli con pasta, centrifuga separa, olio con acqua. Quan molazza è ferma, manca identita, trappeto a sè raccoglie, intera comunità. Emilia ama oliveto, inerbito e consociato, con asparagi e polli, che mangian mosca olivo, coltivan dopo vigna, orto e saliceto; se trascurato in anni, torni a coltivarlo, presto si rimette, riprende primo posto. OLIVO ama clima, medio temperato, sotto -10, si ammala raffreddato, in suoli a medio impasto, fugge umidità, se innesto su olivastro, resiste a siccità; potami dal legno, e ti arricchisco di olio, al fico ramo pende, a olivo ramo insorge, pota in inverno, avanti a primavera, vedo che innesto, su olivastro impera. Poto rami secchi, sterili intrecciati, lascio i porta frutto, che sole ha puntati, si abbassano i + vecchi, tendono rientrar, cosi perdono sole, e smettono fruttar. Emilia dona forma, a globo o palmetto, salice piangente, ma olivi secolari, liberi tiene, armonia della chioma. Olivo acqua di giugno, par rovini tutto, mentre olio e mosto, pioggia di agosto, oliva quan + pesa, tanto pare rende, terre assai sassose, ama come ambiente. Olivo innestato, su Olivastri Sardanu, reca poco olio, ma resiste al freddo, Olivone Viterbo, Crognolo e Maurino, Canino di Tuscia, Moraiolo e Pendolino.|Canino chioma ricca, e frutto piccino, resiste al distacco, e matura tardivo, adatta al terreno, leggero è Leccino, detto silvestrone, vigoroso antico: chioma espansa e rami, apice arcuati, inclina tutti rami, drupe nero–viola, freddo nebbia venti, tollera Leccino, regge carie rogna, occhio pavone fino. |Frantoio piccante, Pendolino piangente, chioma folta spande, polline per tutti, ha media resistenza, freddo e malattie, in media rende olio, delicate olive. Moraiolo morellino, tollera siccità, drupe tonde nere, resa a 20 arriva, olio amar piccante, fruttato gentile, come Frantoiano, frutto lungo verde, pur con lenticelle, ma troppo freddo teme, precoce nel frutto, matura scalarmente, olio sapido rende. |Ascolano piceno, medio vigoroso, olivo chioma densa, frutto grande ha, polpa tenera latte, ottimo su mensa, regge freddo centrale. Regno Napoli olea, Itrano e Fonnanello, Moschettini Sanlorenzo, Cajetana e di Spagna, Resciola e Urcelluto, selvaggio Gliannata, innestato a sardi forti, fatti con piantoni, oliveto da ceppaia, creata con succhioni, in calcare olivo sale, in argilla scolora. Oliva Majatica, buone olive mangiate, infornate a Ferrandina, fin dal 700, dentro forni a legna, drupe grandi cotte, han retrogusto dolce, e polpa generosa. Erittonio bimbo olivo, nato dalla Terra, Ercole lo porta, come san Cristoforo, su spalle da Iperborea, porta olio di Oliva, ogni mal si porta via, la verità si dice, è luce di olio viva, spalma sul pane, con aglio abbruscato, davanti al focolare. olivo-foglie_amaro-ipotensivo.m4a
lume018-Poseidon e Atena si contendevano il patrocinio della futura città. Zeus stabilì che avrebbe vinto chi avesse offerto il dono più utile agli uomini. Poseidone donò un cavallo guerriero, mentre Atena piantò il primo olivo: gli abitanti giudicarono l'olivo più prezioso perché dava cibo, olio luce legno e pace, così la città prese il nome di Atena. L'olivo sacro dell'Acropoli era detto immortale, poichè anche se incendiato durante l'invasione, il giorno dopo emise un nuovo germoglio, come il Ginko di Hiroshima. Il poema medievale ebraico, chiamato Testamento di Adamo, racconta che il ramo portato dalla colomba a Noè, provenisse dall'Albero della Vita dell'Eden, piantato sulla terra dopo il Diluvio, in vari punti, diede origine ai primi olivi, tra cui quelli di Atene, unendo così il giardino dell'Eden al mondo degli umani. Il mito dell'olivo di Atena, insegna che la vera ricchezza, è ciò che nutre, illumina e accompagna intere generazioni. Eracle decennio dopo raggiunse la terra di Iperborea, e riportò nel Mediterrano l'olivo, come dono per una civiltà rinata. Il Monte degli Ulivi, nella tradizione cristiana, è giardino di Getsemani (avi di Giza), un uliveto antico dove Gesù pregò la notte prima dell'arresto. L'oracolo di Dodona parlava, attraverso il fruscio delle foglie di una quercia sacra, presso cui crescevano olivi consacrati: i pellegrini offrivano olio, per ottenere protezione e risposte. Olivo di Romolo: i sacerdoti romani usavano rami d'olivo durante i riti di purificazione e di pace, mentre gli ambasciatori che chiedevano una tregua, portavano rami d'olivo come segno di inviolabilità, poichè gli alberi più vecchi custodivano gli spiriti degli avi, e abbatterne uno senza necessità, attirava sfortuna sulla vita e sul raccolto. Demetra in Sicilia consacrò olivi grano e orzo, così fu chiamata dea delle messi. La tradizione sarda narra di alcuni olivastri millenari, abitati dagli spiriti dei padri del villaggio, e dalle fate Janas: l'olio nuovo veniva benedetto e offerto anche ai poveri, come gesto di pace con i vivi e con i defunti. Nell'Impero romano-bizantino, l'olio d'oliva era un dono della Provvidenza, con cui alimentare le lampade delle chiese, e preparare il santo crisma con cui consacrare imperatori e vescovi. Per la spiritualità bizantina, e per la tradizione islamica, l'olivo è simbolo della sapienza divina, luce che non si spegne: il Quran (Corano) narra di una lampada, alimentata dall'olio di un olivo benedetto, né d'Oriente né d'Occidente, olio che brilla anche senza essere acceso.
24:lume024- |Raseno viaggia al canyon del Biedano in compagnia di Lisa, seguono un sentiero di Felci, tra rocce e ombre, verso la vecchia capanna del sufi. Felce femmina allevia mal di pancia, tosse e infiammazioni. Felce maschile, il suo fumo crea barriera per tutte presenze negative nella notte di San Giovanni, protegge dai pericoli nascosti, e baciandola, propizia pioggia e raccolto. Le fronde secche nutrono il terreno, i germogli cotti purificano e allontanano i parassiti. Felce insegna a lasciare le maschere del conformismo e i sotterfugi/via di fuga dal presente: come la felce affronta le difficoltà con coraggio, tu cammina e impara la misura, resilienza e protezione, trovando forza e chiarezza dentro te, smetti recitare e abbi coraggio di mostrare autenticità, ciò rafforza l'anima, i pensieri e l'autostima che sostiene corpo e spirito. Ricorda che tu vali oltre ogni maschera che decidi di indossare, sopporta il male e aspetta il bene |FELCE pteridofita, è felice felino, e pastorale degli etrusci, pianta guida gente, ci narra Pardini, tiene fronde secche, pacciame per orto, mantiene potassio, e screma eccesso azoto, suoi germogli Felce mangio, scotti a vapore, rese |vermifugo, nei bagni e abluzioni, cotta in aceto.| Le felci dei boschi crescono tra ombra, sole e rocce, nutrendo alberi da frutto con cenere e sostanze minerali. La Capelvenere fornisce carbonato di potassio, ma l'eccesso sottrae frutti. La Aquilina (Pteridium aquilinum) prospera in terreni poveri e frane, può raggiungere 2 metri; rizoma e fronde contengono enzima thiaminase, che distrugge B1, ma cotta è sicura. La radice polverizzata vince tenie, mentre selenio riduce effetti tossici. Scolopendra vulgaris è tossica se cruda, ma nel vino casalingo stimola la milza, combatte tosse e catarri; ricca di tannini e acido gallico, rinvigorisce e supporta il sistema immunitario. Felce maschio (Dryopteris filix-mas) è nota da Plinio e Galeno come antielmintico: radice essiccata e polverizzata paralizza e stacca parassiti, espellibili con purgante salino; applicata su capelli cura pediculosi. Decotti alleviano reumatismi e crampi. Felce femmina (Polipodium vulgare) è dolce, perenne, tonica e leggermente lassativa; radice e fronde trattano mal di gola, digestione, disturbi occhi e petto nei bambini e greggi. Foglie di Felce muraria agiscono astringenti, oftalmiche, diuretiche e sedative; la polvere di radice cura infiammazioni.# Felci dei boschi, in ombra e sole, tra fenditure rocce, Capelvenere felce, carbonato potassio, cenere sue foglie, x alberi frutto, eccesso frutti toglie. |AQUILINA Felce, Pteridium aquilinum, terre povere frane, fugge arido clima, erba perenne, raggiunge i 2 metri, striscia rizoma, fronde emergenti; autunno rossastro, reca spore estate, ricaccia con incendi, fitte colonie, rivelano degrado, ambiente da curare, vermifugo rizoma, enzima thiaminase: tiamina B1 espelle, dal corpo umano, distrutta da calor, o essiccazione, micro dosi enzima, fa solo micro danni, usa felci cotte, la cruda ai ruminanti; altro principio, sa causar emorragie, anemia in ruminanti, cancro x stomaco, dare il selenio, fa regredir effetti, ma polvere radice, vince Tenie vermi. |SCOLOPENDRA Felce, Scolopendria vulgaris, pur tossica latente, detta lingua cervo, pianta per la Milza, usata da Galeno, nel vino casalingo, contro tosse e catarri, dice dr Bianchi, è immunostimolante, e antiparassitaria, in boschi umidi la trovi, vicino ai corsi di acqua, famiglia Polipodiaceae, tiene foglia grande, ricca di nervature, nella parte inferiore, spore in linee parallele, ha tannino e acido gallico, splenica stimolante, riporta le forze. |FELCE MASCHIO detta, Dryopteris Filix-mas, comune in boschi ombrosi, di castagno e quercia, rigogliosi cespugli, pure 1 metro altezza, narra Plinio e Teofrasto, Dioscoride e Galeno, rimedio antielmintico, efficace contro cestodi, radice Felce maschio, Polistica filix, con acido filicinico, paralizza il parassita, e lo stacca da intestino, un giorno di digiuno, purga vermi e tenia, segue poi un purgante, salino che aiuta, a espellere la tenia. Felce maschio essiccata, in polvere ridotta, sui capelli e peli, cura pediculosi, poichè ha stesso effetto, paralisi ai pidocchi. Felce in aceto decotto, combatte reumatismi, crampi muscolari, oppure lega foglie, attorno ai polpacci. |FELCE FEMMINA è dolce, POLIPODE volgare, perenne quercina, con fronde rotolate, come asta pastorale, ha ciuffi vigorosi, colonizza cose varie, Polipodio felce, produce sue spore, dai sori visibili, sotto loro foglie, inizialmente gialli, diventano marroni, Polipodia colagoga, secrezion bile noti: leggera lassativa, vermifuga purgativa, espettorante tonica, radice-strisciante, ha odore sgradevole, fresca o essiccata, primavera e autunno, sapore liquirizia; tiene saccarosio, che piace ai bambini, tisana sue radici, tratta i mal di gola, pure mal di pancia, bambini indigestioni, malattie petto e occhi, a greggi pastori; foglie meno attive, Felce Muraria milza, ha foglioline a ruta, astringente forza, oftalmica vulneraria, diuretica sedativa, polvere radice, su infiammazioni arriva. flora_scolopendro-felcervo_pardin.mp3
lume024-Nella Notte di San Giovanni: dopo un giorno di fatica, mi sveglio alle tre di notte, e la stanchezza del giorno prima, mi sono chiesto donde veniva, ma senza cercare una risposta, penso alla Felce pianta vicina, che rigenera suoli degradati, e ha virtù vermifughe, toniche espettoranti. Felce è guardiana di quella notte, di mistero e presenze ambigue, nel silenzio ho iniziato, esercizi semplici Laqi, immaginando anche il Chenqi, come ponte tra mente e corpo. Dopo circa venti minuti, accade qualcosa di inatteso, il corpo inizia a muoversi spontaneo, in un movimento di qigong, gesti e memorie corporee, legate a esperienze di danza, vissute in Brasile, Africa e Asia. Nacque allora una domanda: il corpo conosce una sua via, che la mente diurna ignora, ma può imparare ad ascoltare, come una carta oracolare: resta dove sei tra due mondi, ciò che ti consuma si staccherà, se smetti di nutrirlo, con ogni tua apprensione. Il Corpo conserva apprendimenti, profondi schemi e abitudini, sensibilità e possibilità, che possono essere riattivati, quando gli è restituito spazio, il respiro BLU riemerge lento, radicando i piedi a Terra. Ritrovai una parte di me, che aspettava solo ascolto, senza combattere il passato, né rifiutare i parentali, ritrova equilibrio ai quattro poli, di corpo e qi e scelta e coscienza, tra ciò che ricevo, e ciò che custodisco, tra ciò che trasformo, e ciò che lascio andare. Fermarmi e respirare, ascoltare il corpo in gioco, usare immaginazione, per orientare l'attenzione, permettendo alla vitalità, emergere in presenza, senza forzarla con la mente: come acqua del Dao, lascio che il corpo cerchi da sè, una via a minor resistenza, per gli ostacoli aggirare, e sua vita torni a scorrere. La Felce appare una compagna, del cammino nel silenzio, in luoghi instabili marginali, essa rigenera i degradi, nel bosco umano dentro al corpo, tra ciò che appare e ciò che sento, nel segreto della notte, muta il dolore in gioia antica, che pianta Felce guarda e ispira: libera il passaggio, respira con la Terra, il suo ritmo torna in tè, come un eco dal tuo sè.
95:lume095-Luna sul Rio Momon, gioia riconquistata. Lattuga erba di luna calante, reca sogno e quiete, insegna silenzio e misura: chi ascolta la terra trova la quiete. Dalla selvatica nasce la dolce, dal latte amaro la pace. Chi semina con la luna giusta raccoglie serenità: se scema la Luna non seminar cosa alcuna, ma concima frutteto e interra cipolla e lattuga. Ildegarda scrive: Lattuga ripulisce le budella solo se preparata correttamente: tagliata a pezzi e condita con aceto, aglio e olio, lasciata fermentare 10 minuti prima del consumo, assicura freschezza alla testa. Usata da Galeno e dai medici arabi, sedava e guariva la vista offuscata, placa mente e cuore come madre che allatta, mangiala a sera quando il mondo tace: nel suo succo bianco, amaro e medicinale, che placa nervi, tosse e ansia, vive la saggezza del saper scegliere se volgersi al mondo come amici o nemici, poichè la forza è nel respiro che sa fermarsi e non tutto ciò che calma è debolezza. Lattucario è resina del suo succo, onirogeno leggero che ne miti nutre falchi e uomini, unendo cielo e terra. Oggi resta pianta sedativa e purificante, ma potente se abusata, unisce nutrimento e visione nei giardini sacri dove gli dei riposano e sognano.| Lattuga virosa o spinosa, sorella della scariola, è alla base della coltivata Lactuca sativa, cappuccina e romana. Semina e trapianto avvengono a luna calante, ama ombra e suoli smossi; se esposta a pieno sole spiga presto. Biennale, può superare i due metri, con fusto e foglie ricche di lattice bianco amaro, sedativo e galattogeno. Favorisce la digestione, calma nervosismo, insonnia e tosse; usata in tisane, cataplasmi e decotti cura ematomi, irritazioni e affezioni oculari. A dosi basse dilata la pupilla, ad alte dosi provoca visione e disturbi oculari. Il lattucario essiccato conserva principi attivi, impiegato in compresse e preparati omeopatici. Tra gli animali, mucche e falchi sfruttano le proprietà della pianta, mentre culture antiche lo associavano a fertilità, desiderio e riti sacri. La lattuga stimola la produzione di latte nelle puerpere e agisce come leggero anestetico. Usata nella medicina Unani e occidentale, è antisettica, espettorante, sedativa, diuretica e antispastica. Controindicata in glaucoma, iperplasia prostatica e in dosi elevate può causare tachicardia, sudorazione e stanchezza. La pianta rappresenta equilibrio tra nutrimento, cura e sogno, unendo virtù sedative e potere visivo. Galeno in vecchiaia, mangia lattuga, la sera x dormire, sonni tranquilli.# LATTUGA Serriola, virosa o spinosa, spontan cavolaccio, sorella di Scariola, da cui deriva coltivata, Lactuca sativa, cappuccina e romana, scarola indivia Mantovana. Seminate a lun calante, necessita ombra, specie di estate, altrimenti spiga presto, come le virose, senza dare insalate. Erba umile e preziosa, semina trapianta, da Marzo a Ottobre, risemino lattughe, no luna crescente, spiga sale prima, sole la innalza, latte a seme arriva, recido con la vanga, radice lunga sia;, ben resiste inverno, coperta o interrata, diventa fol bianche, anno in anno sveste, torna foglie oval, prende latte amaro, aiuta sogni anziani. Mangio inizio pasto, migliora digestione, di piatti ricchi grassi, depura emuntore, cura pure occhio, galattogena lattuga, usata a favorire, latte nelle puerpere, ma in dosi eccessive, causa insonnia, libido nervosa. Galeno in vecchiaia, mangia lattuga, la sera x dormire, sonni tranquilli, lattuga a fuoco lento, tisana sedativa, ha vitamina A, e cura nervosismo. Sativa meno forte, di Lattuga virosa, calma la tosse, è sedativa nervosa, blando ipnotico, fa tiepi cataplasmi, guariscono con oli, ematomi contusioni, irritazion cutane, scarola ugual virtù, protegge da sole, mangia insalata, modifica la vista, lattucario amico pelle, macchie e veli occhi, cura affezioni, offuscamenti vista. |Virosa alta 2 metri, pianta bienne, orienta nord-sud, radici odor fetido, robuste fol dente, ama suoli smossi, fiorisce luglio-sette, con capolini gialli, reca frutti neri; spezzando sua parte, lattice esce, bianco amaro ricco, di principi attivi, olio sedativo, lattucario a seccare, dà resina bruna, odora come oppio, effetti fin 2 ore, poi scema lentamente. Virosa a dosi basse, dilata la pupilla, rispetto le papagne, ma agisce su cervello, come giusquiame, è anti-stimolante, tropanico alcale, spiega la midriasi, e a larghe dosi, disturbo di visione. Selvatica lattuga, provoca visione, la usano i falchi, quan vista annebbia, estraggono latte, spalmano su occhi, a ritrovare arte. Medici 800, usan lattucario, anestetico locale, narcotico leggero, luppolo lo scalza, sciroppi sedativi, in Usa torna moda, tra i giovani 70, alte dosi succo. Ricavi lattucario, tagliando fusto fior, poco sotto infiore, latte poi raccogli, a mano o raschietto, essicca + giorni: da 100 gram succo, 10 gram lattucario, in forma commerciale, compresse circolari, in lacrime rossastre, di sapore amaro, viene seccato, al buio conservato. Colte avan fior, quan fusto fiorifero, copioso latte esce, dai tagli x 1 mese, erbe secondo anno, produce meno latte, fusto + legnoso. Mucche di maremma, Tauro-minotauro, mangiano lattughe, selvatiche di prati, accendon desiderio, dei Tartari del mare, Turuska di Egitto, ricordano dio Min, oasi di Siwa, riti Afrodite, latte di piante, è lubrificante, in acqua diluito, assieme matraguna, melograno e silfio. Lattucario succo, cura pertosse, bronchiti ansietà, e pelle smacchia, riduce irritazioni, sapone schiuma bagno, omeopatica lozione. Sicilia foglie fresche, bollite per partorienti, a stimolare loro latte, mentre Unani medicina, impiega Lactuca detta kahu, come sedativo e ipnotico, antisettico espettorante, purgante e vasorilassante, diuretico e antispastico: 5g semi Lactuca, in polvere 6 settimane, ha ridotto pressione arteriosa, dei soggetti ipertesi, mente un suo estratto, protesse topi dal veleno, dello scorpione Buthus atlantis, attenuando lesione ed enzimi, e inibendo il falciparum. Lattuga selvatica controindicata, da chi soffre di glaucoma, o iperplasia prostatica, alti dosaggi posso dare, eccessiva sudorazione, dilatazione pupilla, tachicardia e stanchezza, e difficoltà respiratorie. med_lactuca-selva-antidolorifico.mp3
lume095-Seba insonne, in alcune calde notti di Luglio, passeggia per scaricare il calore e lasciare il suo letto raffreddare, poi mangia un piede di Lattuga per conciliare il sonno e ricorda Galeno, il medico romano che prendeva lattuga per calmare irrequietezza ed artrite, mal di testa ed emicrania, depressione e indigestione, acidità gastrica e dolore articolare. Galeno prescriveva il succo lattucario (lactucarium), raccolto ed essiccato nel periodo della fioritura (giugno e agosto), tenuto lontano dalla luce, per insonnia ansia e nervosismo, tosse secca, pertosse e reumatismi. Lattuga selvatica o serriola, per lui, era il fratello minore dell'oppio, ma non creava dipendenza: a basse dosi è calmante, ad alte dosi è antiveleno e antibatterico; gli Egiziani ne usano i semi per un olio afrodisiaco, analgesico e ipnagogo, e fanno un decotto con le parti verdi fresche per calmare i problemi mestruali. Tornato a letto, Seba mette la testa a nord per un magnetico riposo, e sogna la fiaba di Pollicino. La fiaba narra che a causa della miseria, una coppia di genitori decide di abbandonare sette figli nel bosco, Pollicino è il più piccolo dei sette fratelli, così minuto da sembrare insignificante, ma era il più intelligente e osservatore. La prima volta, avendo previsto il pericolo, Pollicino semina sassolini bianchi e riesce a riportare tutti a casa. La seconda volta può usare solo briciole di pane che vengono mangiate dagli uccelli, e i fratelli si perdono. Giungono allora alla casa di un orco. Pollicino, con astuzia e sangue freddo, riesce a salvare i fratelli, provocando involontariamente la morte delle figlie dell'orco, che questi scambia per i bambini. Successivamente Pollicino ruba gli stivali delle sette leghe dell'orco, grazie ai quali percorre enormi distanze, salva i fratelli e aiuta un buon re, da cui ottiene un ricco compenso che gli permette di riscattare la famiglia dalla povertà. Seba nel sogno diceva: io sono Pollicino, nato dalla nuda terra accanto a un piede di Lattuga, sono piccolo come un seme, ma aiuto a propiziare il sonno ai pastori erranti d'Eurasia e agli Hopi dell'Arizona, offrendo loro foglie di lattuga imbevute nel latte di capra.
149:lume149-Fauno e Dioniso nel mondo mediterraneo sono un insieme coerente di pratiche estatiche e rituali, che regolano tensioni psichiche e sociali. Pan rappresenta la soglia tra natura selvaggia e cultura, dove suono fertilità e panico convivono, come espressioni dello stesso principio vitale. Fauno e Maya sono la sua controparte latina, conserva la funzione di mediazione tra mondo umano e vegetale, legata ai cicli agricoli e pastorali. Con Dioniso e le Baccanti, la perdita temporanea dei confini dell'io diventa occasione di rinnovamento; nel Tarantismo dell'Italia meridionale, rito e ritmo ricompongono una crisi corporea e psichica dell'individuo, trasformata in danza ripetitiva e scarica motoria, fino al riequilibrio del soggetto nel gruppo. In India, Shiva e Shakti esprimono una logica affine attraverso la danza cosmica del Tandava, dove creazione e distruzione formano un unico processo. Tradizioni sufi, afro-brasiliane e numerose culture sciamaniche mostrano strutture rituali analoghe: il corpo diventa tecnologia di regolazione del trauma e di redenzione collettiva. L'antropologo Richard Katz, ha osservato come il Num Tchai dei San del Kalahari, condivida con il Qigong e lo Yoga l'uso di respiro movimento e attenzione, per trasformare lo stato di coscienza e rafforzare la coesione del gruppo. Le danze di Fauno e Maya, riproposte a Bassiano nel Lazio, appartengono a questa famiglia di pratiche: il corpo diventa linguaggio, il ritmo ricompone il trauma, la comunità ritrova armonia con il proprio ambiente e con i genius loci. Fauno danza come un Capricorno, pragmatico Unicorno addomesticato da Maria Maddalena secondo Jung, un istinto naturale che, se accolto diventa creatività e mediazione, anziché conflitto. Crescere significa imparare a dare voce alla propria natura senza distruggere quella degli altri: trasformare l'energia in relazione, la paura in presenza, la festa in responsabilità.| Raseno narra la storia di Pan, figlio di Mercurio, descritto come un essere caprino, saggio e allegro, adorato da pastori e contadini per la sua capacità di portare fertilità. Pan è un fauno demiurgo, che suona il flauto e incanta la natura, vivendo in armonia con ninfe e animali: simbolo di libertà e rispetto per la natura, è capace di generare panico se disturbato. Il racconto si intreccia con la figura di Dioniso / Bacco, e Siva Pasupati, vino festa e liberazione. Dioniso è descritto come un dio androgino, che porta frenesia e rinnovamento, e libera le donne da convenzioni, le invita a danzare e celebrar la vita. Musica e danza sono strumenti, di guarigione e connessione, con il divino e la natura. Divinità di boschi e sorgenti, legati a terra e vino, sono forza vitale, che rinnova e trasforma la vita.# Raccontaci Raseno, del figlio di Mercurio, che ha piede caprino, e un dolce sorriso, è ispido e barbuto, precoce di saggezza, allegro indiavolato, padre di ogni ebbrezza. |Ermes o Mercurio, fratello di Ganesha, re magio viaggiatore, pascola sue capre, giunto da Sudzal, a Penelope si unisce, che figlio Pan produce: pastori e contadini, lo adorano con canti, ad aver fertilità, di greggi e di piante, bimbo demiurgo, diletto di Mercurio, preso fra le braccia, gioisce animo puro. Mercurio senza indugi, salì dai re immortali, avvolto avea fanciullo, in pelle Lepre e Tasso, suo figlio presentò, x tutti rallegrare, Dioniso il + lieto, inizia ad acclamare; gli Dei lo chiaman Pan, che tutti incantava, col canto che propizia, nell animo lo amor, con zampogna e launeddas, lui suona ogni sera, flauto che prevede, unire canne e cera. Pan ama + ninfe, pannocchie e cereali, Eco e Saetta, arpa e marranzani, tra le alberate valli, e coste di Crimea, è solito errare, col flauto si masturba, gioia nel danzare. Conialo e Ticone, lo chiamano a Volterra, per zoccoli di capro, che fa vibrare a terra, è Colui che scuote, ogni polvere materia, tramite sua impronta, che in danza si rivela. Pan vecchio-fanciullo, oltre uman saggezza, alterna suoi piedi, pien di leggerezza, Tieni lunga barba, e bastone da passeggia, or Tua faccia rossa, è cielo che rosseggia; rospi rane e ninfe, cantano e fan eco, flauto con tamburo, alternano al silenzio, Signore del suono, natura fà ballare, oh Fauno caprino, coscienza sai sdoppiare: Sei detto Pan Liceo, custode di animali, in India sei chiamato, Shiva Pasupati, grande sciamano, cornuto e saltellante, di piante e animali, medium e garante; Tu insegni rispetto, nel bosco tuo tempio, se sei disturbato, abusato con scempio, intervieni di certo, lanciando un |Pavor, gran panico di urla, terrore e dolor: Tue corna senza fine, dividono 2 a due, natura cellulare, moltiplica creature, androgino tuo grembo, sorgente minerali, flora fauna e umani; una pianta che ti cerca, ti vuol divorare, facendosi da te, divorar per entrare, si inebriano di noi, abitare presso umani. se spirito di |Pan, aleggia nelle piante, Spagyria alchimia, esalta forze attive, Sale Zolfo Mercurio, purifica e congiunge, a quintessenza giunge: calcina in crogiolo, fermenta distillato, riunisce 3 sostanze, in 1 fitocomplesso, nigredo albedo rubedo, con simboli animal, corvo cigno e fenice, serpente alchemical. Acqua dentro frutti, elettrifica i sali, nutre corpo e ossa, con etere piovana, micromagneti rende, in meteorico sciame, unisce cielo e terra. Quan Moire lo concesser, Giove generò, Dio con corna toro, e corona di serpenti, le menadi pertanto, si cingono le chiome, ad imitar la forza, che cura e le rinnova; quan flauto melodioso, mormora di Bacco, scattan le baccanti, muovon piede tacco, col tirso vedi una, percuotere 1 roccia, così ne sgorga fonte, di acqua rugiadosa. |Dioniso è Saturno, profeta itinerante, viene dal deserto, a passo danzante, dopo del tranello, teso dai titani, reca vino in dono, a umani commensali. Dioniso è Siva, vino di ogni Orda, che dinastia ricorda, con forzieri oro, in piramidi di Giza, Cheope la grande, Cristo e Micerino, sorvegliate da sfinge, guardie cherubine. Dioniso dio Shiva, scuote la sua chioma, porta nelle donne, la frenesia rinnova, brandisce scuote ramo, bacchico infuriante, è dio divinatore, se entra delirante: 2 volte nato è, androgino inziale, migra tra i paesi, col ditirambo in mano, con fichi olio latte, miele succo di uva, in essa scorre vino, amor della Natura; nutrito con il miele, da capre in 1 cava, apprende dai suoi boschi, forza della cura, ha origine da mito, il fallo asse del mondo, in utero di grotta, danza e vola in tondo. Donne normali, in famiglie affaccendate, attendono chiamata, stagioni ritornate: Dioniso le scuote, in anime e corpi, si sciolgono vestiti, suonano le trombe, donna che resiste, a Dioniso riunire, ammalata cade, villaggio può soffrire; liberan le donne, da immorali intrighi, la ragion dissolve, e nascon nuovi figli, procession baccanti, traversano città, falli accompagnando, cembali a vibrar, raggiungono selve, fiumi oppure grotte, sotto influssi luna, trance della notte, nel protetto cerchio, sta 1 brocca vino, preparano ogni cosa, x il divino arrivo. Dioniso fuggì, oppressive religioni, in teatro si nascose, tra miti e brocca vino, che veritas protende, e ogni mal disperde; se capro espiatorio, tragedia ha ricamato, dentro al ditirambo, danza il primo fiato, narra dei Titani, dipinti con caolino, smembrano sua fibra, Zagreo agnello primo, con balocchi e incanto, lo mangiano bollito, lascian cuore intatto, da cui lui poi rinasce. Zagreo è agricoltura, Titani mascherati, scortano iniziandi, entrare in altri mondi, fan da psicopompi, tra anime dei morti; se Dioniso è follia, teatro di tragedia, Bacco è primavera, maschere commedia, porta la coscienza, rapita possessione, in estasi di Amore, ci aiuta ricordare, nos intima natura, lingua cosmica diffusa: se Dioniso ci guida, non servono vedette, decade monopolio, di scrivere etichette, forza culturale, sa essere sciamano, dioniso che torna, cura isterismo, Fornisce + modelli, a psiche sentimento, cultur uman rinnova, nel rinascimento. Dioniso bambino, accogli nel tuo grembo, avvertirai urgenza, danzare ditirambo, il mondo divien fiaba, vita prende senso, parli con le piante, ricami loro intento. Bacco suona flauto, a stimolare vita, siringa amata ninfa, lottò contro titani, sua tromba conchiglia, panico scompiglia, miele latte e mosto, Fauno Isoga invita. Pan tu sei attore, fine guaritore, il mondo dei copioni, divori con furore, ogni cosa accade, buia o luminosa, scatena tua risposta, creativa numinosa; ermetico agisci, con messaggi iniziati, rosseggia tua faccia, nel sole tramonto, o con luna bianca, sul petto porti nebris, daino Kayumari: quan suona 7 arie, genera 7 sfere, suoi piedi caprini, batte sulle terre, Dio estasi inizio, ha mille volti, aborigeno egizio, inno Orfeo ricorda. |Fauno dei PICENI, Martin canta incontro, con Pan figlio di Hermes, divinità dei boschi, signore di animali, amante del suono, dei fichi e delle ninfe, che ispira sacre pizie, Forza di natura, che suscita eros sfide. Bonobo di foreste, che veglia sui silenzi, è Pashupati Siva, in Arcadia e Congo, oracola radice, aplu la sua voce, fonte di acque sacre, sirena e delfino. Girando una radura, vede grande Quercia, melodia di uccelli, un amato contrappunto, al flauto Pan che suona, ecco una figura, che spunta dietro al Leccio: danza assai graziosa, 1 metro forse più, era 1 fauno tipo, mento orecchie a punta, zoccoli e cornette, pelle miel trapunta; piccola creatura, mi guarda e si siede, mi disse che viveva, in 1 giardin dorato, Lui abita 1 sfera, ulteriore di esistenza, lavora ad aiutare, la quercia sussistenza: entrai un atmosfera, piano camminando, aria era più densa, formicolii sentivo, nell'arto addormentato, Fauna era al mio fianco, sotto tale stato. Sai chi sono io? mi parla il Grande Pan, sorriso che beffardo, brilla da suoi occhi, Se son vicino a te, non senti repulsione? non vedo la paura, sorgere in tuo cuore: se Panico deriva, timor di mia presenza, demonio di paura, detta fu mia essenza, ebbene eccomi qua, son servo di Natura, Aiuto umanità, sebben la inquini oscura: un tempo mi derise, un atea falsa chiesa, che miei zoccoli e corna, mutarono in offesa, Natura fu peccato, e venne si a oscurare, vita materiale, e gioia di cantare: voci lamentose, aleggiarono sui mari, Pan si disse è morto! iniziano malanni, Fauni con le Ninfe, piangevano scomparsa, con Naiadi e Driadi, divennero una farsa; gli umani poco a volta, emigrano in città, adoran vana gloria, e sfoggio delle idee, Tu divenisti vecchio, tolto da ogni luce, alla fine poi moristi, col Cristo sulla croce: Oh grande Pan! dal tutto fosti niente, deriso e sputacchiato, Tu che sei sorgente, ti aggiunsero lo zolfo, ai fuochi saturnali, tue ninfe furon streghe, e i fauni ciarlatani. Sorto da Arcadia, ridotto a menzogna, da mente umana che, ti nega alla bisogna, in America nativa, riemergi nei convivi, accarezzi la tua barba, riempi cuori vivi. Divino che ogni cosa, riunisci nella vita, in forza delle piante, sprizzi dalle fonti, fai correre la linfa, in alberi di querce, fai germogliare farro, nelle picene terre; rinasci con i cicli, perenni di stagione, nutriente pane e vino, rinascita nazione, Oceano tu attraversi, in direzione inversa, America custode, in Europa ti riversa. Ti chiamano i nativi, grande |Wakan-tanka, Spirito supremo, e anima Tatanka, danzator poeta: Sè Pan e Pan è Me. Intera umanità, nata dal tuo grembo, Tu sei En to Pan, Uno assieme a Tutto, Pan sei penetrante, vulcano primordiale, Lazio di Saturno, ti vide ritornare; Pan oh Dio dei boschi, passeggiami vicino, prestami tuoi occhi, e insegnami tuo fischio, per piogge dare ai campi, far bere tue creature, ninfe fauni ed elfi, fino al Palatino, sul Bosforo Romano, echeggia tuo sospiro, in feste Lupercali, Fauno e Flora mito. |Martin fu guidato, al tempio Terabuti, dopo aver sentito, un canto a Viricota, Daino gli parlava, fluido lui scaldava, al fuoco della sera, sul mare navigava, Martin guarda stelle, e vide analogia, tra i viaggi messicani, e fiabe dei piceni, sogni e sensazioni, comuni di antenati, identiche istruzioni, nei riti funerali: uccidete un gallo, che mi possa guidare, alla morte rassegno, conosco il suo regno, privo di rumore, disturbo o ritegno, lascio e abbandono, ogni terreno impegno; dopo tre giorni, mio corpo sotterrate, il gallo canterà, mio spirito risveglio, poi mi guiderà, al regno di antenati, tutti voi vegliate, arco e arpa suonate, fate nostro ballo, saziate antenati, mangiate e bevete, a ricordo del mio viaggio, alla casa daino fauno. Presso |PICENI, racconti di fate, cavalieri e pastori, frati e mandragore, Umbria e Piceno, labirinti declivi, danze in caverna, sui monti Sibillini; accede al paradiso, monaco eremita, in terra eresia, di primi fraticelli, seguaci di abate, Gioachino da Fiora, che annuncia Spiro Santo, a mezzo sua visione. Come i klysti russi, i bulgari cugini, fratelli e sorelle, del Libero Spirito, con mistico abbandono, autarchia di sufi, Bonifacio papa, combatte loro amori. Frati ordo clisti, riunivano in grotte, Cecco Ascoli il dotto, condannato muore, esclama a Firenze: vivo rido lagrimando, come la fenice, che muor rinasce canto; sotto negro manto, celavan fraticelli, la loro libera luce, e gioia carnale, da Todi |Jacopone, canta con franchezza, che illuminato tiene, candore e laidezza: trova il terzo cielo, ardor de serafino, Jacopon notaio, sposa 1 contessa, quan muore si converte, eremita frate va, sul monte Vettore, ascensione farà. Scomunicato venne, per belle sue laude, oh Donna Paradiso, sibilla con amore, pianto alla Madonna, sua mistica esperienza, consente ogni uomo, innamora vera essenza: lui obbliga divino, manifestar sua gioia, ineffabile giubilo, vibra gioia al cuore, che fa cantar amore, quan riscalda corre, intensità deborda, e difficile nasconde; vergonga e tristezza, scompare se cuore, riempie di giubilo, infiammato di amore, gente lo deride, parol senza misura, calor sente fluire: dolce miel interno, cuore pazzo vivo, conosce cuor ferito, da mistica esperienza, lacerato da fuoco, agogna congiungersi, al suo sposo o amata, fa nozze col cosmo; come Mast e Baul, cantori indiani, ballata amorosa, strofe a rima baciata, in 6 versi settenari, a ritmo concitato: o iubelo del core, che fai cantar amore! quan iubelo scalda, fa omo cantare, la lingua barbaglia, non sa che parlare, quan iubelo acceso, fa omo clamare, stridenno fa gridare, cor senza vergogna, se iubelo ha preso, lo core innamorato, parla smisurato, poichè sente calor, iube dolce gaudio, entri mente e cor; chi non ha costume, ti reputa impazzito, vede esvalianza, come omo desvanito, dentro cor ferito, non sente da fora, è arduo soffrente, che non fa clamora. Dopo inquisizione, altre ne fanno, fino a rogo Sacconi, fraticelli in pianto, implacabile guerra, accusa riti grotte, slavi cristiani, usanze mai morte: su lago di Pilato, alleluia alla Dama, dove si assopisce, grano di mandragola, fa cader un elfa, in bevanda fatata, agevola il rito, cantare la ballata. Grotte in montagna, Santuari negromanti, accanirono messi, sui pellegrini lago, in svizzere alpi, Pilato in copta chiesa, venne fatto santo, in grotta interrato, scompare suo corpo, reliquia pellegrina, sul lago di Pilato, Sibilla apre confini, caverna del Vettore, dove aruspe frate, entra in contatto, con Dama delle piante, simile ai toltechi, del mondo americano. Sibilla celeste, sposa il fraticello, gli dona insegnamento, Dama del tempo, eccesso piacere, o estremo dolore, sui monti Sibillini, tantrico amore, Aglio o serpente, in sublimazione, eros festante, in estasi Picena. Fate in stoffe verdi, amano balletti, vesti fino a terra, lunghe acconciature, ogni piceno dice: siete belle siete fate, ma vi scricchiano piedi, come alle capre; sapevano i pastori, conoscer donne-fata, in cambio del silenzio, ricevono + doni, agresti favori, e celesti annunciazioni, se segreto infranto, perdono ricchezze, con vortice vento, frutti fuor stagione: vivono alte grotte, scendono a ballare, con zoccoli caprini, come fauno Pan, loro piedi adatti, aiutan saltarelli, come in Romania, rituali le fan belle: buonasera matraguna, madre a terra mare, Tu sei regina cielo, e mandi le tempeste, regina di fiori, e radici di feste, ginocchia inchino a terra, ti prego e ti invoco, concedimi coscienza. panliceo_mercurio-piceno.m4a
lume149-Luca Raseno, da giovane, sostò ai margini di un bosco, dove un vecchio pastore intagliava canne per costruire un flauto. Raseno, da adulto, ricorderà le parole del vecchio: ascolta, questa è la voce di Pan, figlio di Mercurio, il fauno dai piedi caprini che conosce il linguaggio degli alberi e suona il suo flauto che incanta gli uccelli. Poco dopo, tra querce e sorgenti, apparve un cervo che, con corna leggere e un sorriso antico, gli disse: gli uomini mi chiamano Pan, proteggo greggi, boschi e fonti. Quando rispettano la natura porto fertilità, ma quando la feriscono, nasce il panico, perché ogni bosco violato grida attraverso chi lo abita. Dal suono del flauto giunsero ninfe, capre e cervi che sembravano danzare come sibille dell'Appennino, poi il ritmo cambiò e sembrò trasformarsi nel passo di Dioniso. Donne e uomini entrarono nella danza, lasciando cadere paure e rancori. La festa» spiegò il vecchio, non serve a fuggire il mondo, ma a ricordare che la vita rinasce quando il corpo, la musica e la terra tornano in armonia. Luca comprese allora, perché alcuni chiamano Pan anche Fauno, altri lo riconoscono nello Shiva Pashupati dei pastori d'Oriente: cambiano i nomi, ma non il soffio che attraversava alberi, animali e uomini. Prima di scomparire fra i lecci, Pan sorrise ancora, ricorda le parole di Socrate: diventa bello dentro, e ciò che è fuori seguirà il tuo cuore. Il vento raccolse la melodia del flauto e la disperse tra le foglie, come se tutta la foresta respirasse insieme. Pioggia a |sanGiacomo porta molte ghiande, a santa Lucia e Natale, il contadino ammazza il maiale. |Gennaio17 santAntonio abate inizia carnevale, maschere e serenate, fuoco entra nella terra, porta ghiaccio e lo rompe, un occhio alla pentola e un altro alla gatta.
162:lume162-Gli Oroqen (Elunchun) sono un popolo tunguso della Manciuria che viveva di caccia e pesca tra le montagne Hinggan e il fiume Amur. Dopo aver servito l'impero Qing come soldati e cacciatori, nel Novecento subirono sedentarizzazione forzata, coscrizioni e persecuzioni, conservando tuttavia parte delle proprie tradizioni: oggi sopravvivono in piccoli gruppi, spesso come guardia-boschi. La loro religione è animista: uomini, animali, alberi e montagne condividono un'unica comunità di spiriti. Orso, Tigre, Lupo, Renna e Alce sono antenati e protettori; il culto dell'Orso, fondato sull'allevamento e sul sacrificio rituale di un cucciolo, rinnova l'alleanza tra uomini, natura e clan. Presso altri popoli tunguso-siberiani, come Ewenki, Nanai, Golde e Itelmen, ricorrono figure analoghe: gli Itelmen celebrano il corvo creatore Kutkh con canti polifonici, imitazioni animali e talvolta con Amanita muscaria; in Cina e Corea le Wu officiavano guarigioni, funerali e riti della pioggia. Lo sciamano (Saman; Wu 巫 nelle tradizioni cinesi e coreane) è il mediatore tra la comunità e il mondo invisibile. La sua vocazione nasce spesso da malattie, lutti o visioni, interpretati come chiamata spirituale; attraverso tamburo, canto e danza egli entra in trance per recuperare l'anima del malato, accompagnare i defunti e ristabilire l'equilibrio tra uomini, antenati e natura. Durante l'iniziazione è guidato dall'Ayami, spirito aiutante o sposa celeste che gli insegna i canti e i viaggi estatici. L'ultimo grande sciamano Oroqen fu **Chuonnasuan** (Mengjifu). Dopo una giovinezza segnata da lutti e malattie fu riconosciuto come chiamato dagli spiriti, ricevette i bakàn (spiriti ausiliari) e divenne guaritore della sua comunità. Durante la Rivoluzione culturale molti oggetti rituali vennero distrutti, ma il suo costume fu nascosto dalla famiglia perché la tradizione potesse sopravvivere. Nei sogni comparivano gli antenati e un'aquila a due teste, segni della continuità spirituale. Alla sua morte, nel 2000, la sua eredità rimase viva nella memoria degli Oroqen.| |OROQEN son detti, 鄂伦春族 Elunchun zu, vivon caccia pesca, tra montagne Hinggan, presso fiume Heilong, su mappe detto Amur, assieme agli Ewenki, Goldi e i Dauri pur; discendon dai Shiwei, tende culle a betulla, fuggendo dai zacharian, traversan fiume Amur, dai Qing furono accolti, e divisi in soldati, a cavallo e a piedi, tutti incorporati: in esercito frontiera, oppure cacciatori, di Martora pellicce, x la corte Qing, poi Giappone invase, e impero Qing cade, giovan maschi coscritti, in nipponiche squadre. I restanti forzati, divenire sedentari, agricoltori e operai, fare carri armati, donne date all'oppio, usate per piacere, come altre minoranze, declina loro specie; fine della guerra, sopravvivono in mille, gente di montagna, che ben conosce selva, diventan guardia-boschi, in terre cinesi, vivono in case, prefabbricate, ricordan loro miti, quan nessun li vede. |Oroqen vuol dire, allevator di Renne, fan caccia e pesca, raccolta e qualche orto, orsi tigri e lupi, mai osan menzionare, li chiamano con nomi, rispetto familiare: figli di una renna, Alce ad otto gambe, lei ha creato tutto, assiem Orso khan, Alce e Orsa maggiore, gestiscono anime, di umani ed animali, successo alla caccia, fortune personali; maestro degli orsi, e maestro di tigri, vivon sulla luna, ciascun in sua metà, risiede anima animali, in zona della Tigre, mentre quel di umani, in zona di Orso vive; altra storia tungusa, narra uccelli mari, pesci e buoni scambi, merluzzo e salmone: Salmone sale fiumi, mentre cigno e cornacchia, scambian voce urli, con popoli di taiga; mari e fiumi luogo, di sirene e tritoni, se incontrano un uomo, iniziano a cantare, se uomo accetta, è portato sottacqua, a sposare sirena, inizia nuova strada. Temu signora Mare, è responsabile pesca, scaglie suo corpo, crean pesciolini, così ogni sua scaglia, ripopola suoi mari, i Temu mangian pesce, in brodo a tutti pasti. Temu è maestro, di acqua e di Orca, animale con potere, su tutti pesci mare, Khadau eroe cultura, gira con la moglie, uccide i Soli concorrenti, chiamati pur vimana, e fa vivere le cose.# |TUNGUSI di Manciuria, Ewenki Udege Manchu, con Oroqen e Sibe, tra Ulcha Uiguri Goldi, proverbio Chukchi dice, donna è già samana, fa circolare danza, in fredda siberiana. Sibe di Liaoning, cacciatori pescatori, religion politeista, altaica loro lingua, inviati ai confini, nascente cino-impero, creano loro borghi, tra nomadi a cammello: abito base è vestaglia, kimono di donna, + lunga di uomini, con perle e ricami, durante lavor caccia, indossano cinture, pettorali pelliccia, sotto loro tuniche; usano cappuccio, sopra giacca caccia, in inverno cappotti, pelli daino o cane, viaggian slitte renne, gonne pellicce alce. Ulcha colgono piante, aglio porro e ortica, licheni ghiande frutti, mirtilli e lamponi, ribes nero e funghi, pestan bacche sorbe, x zuppe alghe e pesce, Laminar e salmone; usan piatti legno, corteccia di Betulla, narrano leggende, del fiume Amur gabbiano, con Orso danzatore, Kho-Kho per i bambini, con mezzi sonori, aquiloni e pesciolini. Un personaggio fiabe, Geokato vagabondo, lavor miniere oro, e sposa figlia zar, al festival di orso, fan danza rituale, imitando movimenti, del signore animale: iniziano tamburo, crescono ritmi, si dialoga con Orso, che viaggia aldilà, cresce emozione, mentre accelera danza, culto dei gemelli, chiama |Orso-e-Tigre, nei miti matrimoni, tra spiri umani ed animali. Orso cerimonia, è la + importante, suprema divinità, travestita e nascosta, 2 anni preparazione, è funerale rituale, di orso rimandato, al monte ad abitare: se anima rinasce, per orso visitare, clan fanno doni, di carne e pelliccia, orso cucciolo catturano, da loro allevato, x 1 anno e mezzo, nutrito dal villaggio; con abiti ornamenti, offrono preghiere, a Signor delle Montagne, che animali dona, orso vien portato, fuori di sua casa, ucciso con 2 frecce, a festa propiziata; suo cranio è riempito, oggetti rituali, ossa occhi e pene, in luogo di montagna, poi sacrifican 2 cani, servi-messaggeri, x alleanze gemellaggi, tra clan diversi. Il culto della taiga, narra di Nanai maestro, che trova tigre e orso, due cuccioli totem, Nanai li alleva, per festa fine anno, quando orso viene, ucciso e mangiato. Ulcha saman categorie, secondo loro forza, Khoiraki curan se stessi, Suilme economia, Kasaty guida anime, con spiriti-assistenti, |Ayami in successione, riceve riti eventi: kamlanie cerimonie, attorno palo daru, sama canta richieste, di nozze o funerali, lamenti a tamburello, o conici sonagli, appesi a cintura, metallici campanacci. Nivk di Corea, cugini dei Nanai, migrati da Tartaria, abitan |fiume-Ussuri, e valle di |Amur, i maschi nella taiga, con riti propizi, fatti da famiglie, sfidano perigli. Loro linguaggio ha, natura emotiva, intenso accompagnato, da tamburo tintinnio, mormorio gorgoglia, grido estatico poi, voci spiri melodie, rilasciano cura, da Buni aldilà. Sama donne e uomini, ricevon doni parenti, 1 grave malattia, a volte lunga anni, trasmette loro mezzi, x loro rituali, tamburo ovale e batacchio, ungciukhu gisil, e abiti rituali, giacca e gonna disegnati, spiriti aiutanti, serpi rospi vermi draghi, con uccel dipinti, su strumenti musicali: durante kamlanie, indossa cinta cuoio, pendenti campanacci, rivolti a statuetta, immagine di Ayami, alter ego di sciamano, aiuta capo e mani; gli spiri cielo, han nomi pur manciù, Boa enduri e Boa ama, animali ed elementi, scendono a terra, per rituali scopi: ogni Nanai famiglia, ha grande figura, guardiano della casa, curato e nutrito, o albero preghiera, pietra progenitore, protegge da malanni, e aiuta cacciatore. Avan stagione caccia, ogni cacciatore porta, suoi idoli in taiga, presso albero adatto, scolpisce volto suo nume, lo prega assieme a Nonno fuoco, offre mini sculture. Uomo nasce da Orsa Maggiore, che accetta lamenti, preghiere e incanti, x buona salute, strumenti musicali, narran miti cosmogoni, che il custode fuoco, reca come doni. |Udege sanno imitar, voce animali e uccelli, con giochi sonori, di gola gorgogliante, fiato inspira espira, mentre maestro di cinghiali, chiama drago alato, che 4 zampe ha: a primavera alza testa, e il tuono soffia, ispira storie miti, nella tana di orsa, ripara qui una donna, che orso dopo sposa, per tutto inverno, a primavera ritorna, nutrita ad orso carne, la donna narra mito; Udege credon discendere, da 2 matrimoni, con orso e con tigre, oggi loro totem, poi 2 fratelli Kamdziga, divennero avi, fondaron loro clan, e vissero animali; se ogni accadimento, classifica universo, Anima è nei pesci, piante e ogni oggetto, viaggia ogni mondo, dal defunto ai vivi, oppure viceversa, nei sogni o nei riti. Kamui divinità, punisce avvisa a volontà, ogni creatur vivente, quando gira il mondo, portar carne e pellicce, Orso capo Montagna, travestito reca doni. |ITELMEN kamchadali, rivela nome stesso, parlano chuki-kamchiadalo, e vivono tra clan, in 22 comunità, allevator di renne, pescano i fiumi, caccia e raccolta, piante con funghi, loro base di dieta, son salmoni da fiumi; ogni comunità, ha 1 territorio pesca, sfruttato april-novembre, reti comunitar, donne curan casa, un igloo rettangolar, scavato fissato, con legna e material; credono a spiri, acqua fuoco aria terra, protettor di pesca, incarnati a statuette, poi offrono cibo, ai vulcani di Kamchatka, donne recitan storie, di eroe corvo-uomo, che crea loro terra: Kutkh è suo nome, creator di |Kamchatka, tiene 2 nipoti, 1 maschio e 1 femmina, loro sono gli avi, delle Itelmen tribù, come Coriachi e Chukchi, vicini di laggiù; volpe ama kutkh, mentre lui confligge, con famiglia topi, ovvero altri clan, risolve matrimoni, allea clan del topo, sue figlie dà in spose, ai clan lupi e orso. Itelmen melodie, son canzoni polifoniche, testo improvvisato, teatri smorfie mime, energici movimenti, a imitare animali, balena lupo orso, renna e cuccioli vari; accoppiamenti balene, accompagnano urla, gioie di astanti, a grida alkhalalai! dopo caccia buona, nutron fuoco e canti, espiri sibili di gola, e suoni inalanti. Muchamor consumatori, fanno 1 dono a Dio, mangian-muoiono con lui, in comune rito, lo avevano cercato, raccolto poi mangiato, invocato tra di loro, Divin manifestato: sette giorni e 7 notti, mangiano funghi, cibo e medicina, kamciaki koriachi ciukci, jakuti detti sakha, tungusi ed etrusci, e russi del mar Nero. Raccolta del muscario, in modo rituale, riduce suo danno, fatica può evitare, se fungo è maltrattato, bisogna rimediar, riattivar suo effetto, suoi nomi cantar: 1 canto Peana, chiama Pan Apollo, contrasta un potere, nocivo del fungo, se 1 erotico gioco, allieta quel fungo, allora intimità, lo eccita al gioco. Fungo sacro culto, chiave dei misteri, di abissi sotterranei, e fonti oracolari, lamenti evocazioni, al suo spirito aldilà, chiedono iniziati, portar sapienza qua. |Teleuti ai monti ALTAI, lascian rune attorno, a valle Yenisei, e in valle di Orkhon, loro sciamanismo, associa i culti cielo, di fuoco e focolare, a ritrovo del sentiero; ritengono Teleuki, che ogni sciamano, ha sposa celeste, come spiro protettore, Eliade narra il fatto, Golde vede in sogno, una piccola donna, che gli parla accanto: sono la tua Ayami, discendo dai tuoi avi, ti insegno loro arte, a curar malati, per prosperare clan, diventerai sciamano, accetta di sposarmi, se tu rifiuterai, altri non ci sono, tu sei designato, non esser riluttante, ti donerò un cavallo, per viaggio liminale, tra crisi e malattie, saman ti farò, fino a Samarcanda, con te cavalcherò. Ti amo e tu sarai, mio sposo sin da oggi, + spiriti avrai, che aiutano a curare, assieme gemme quarzo, ma tu dovrai obbedire, a regole tabù, richieste per viaggiare, confine tra due mondi, altrimenti impedirò, tu abbia altro lavor. Ayami aiuta poi, iniziatiche prove, insegna impossessarsi, di magici tesori: talvolta suo invito, è accettato malvolente, come un uomo Buriate, che da giovane avversava, quando si ammalò, come Giona entro Balena, nessun potè guarirlo, allor cantò sua Ayami, la malattia scomparve, riceve conoscenze, per altri da curare, suo compito accettare. Mito universale, tunguso e tolteco, narra perso legame, tra umani e Albero-vita, saman lo ripara, usando lingua twist, e rito ghostdance: uomo torna intero, se apre sua porta, ego monarca, lascia trono capo, costretto a doloroso, confronto con Dei, forze di psiche, frenate fino a ieri; contatto siderale, chiede sopportare, crisi e tensioni, accettar idea di morte, rinascer cavaliere, salvare umana nicchia; arrendersi a inconscio, smembramento corpo, sentito o immaginato, esperienza vuoto, simile a travaglio, condotto fino in fondo, di psiche e identità, denuda dogmi corpo: se ego è un etichetta, serve in gestazione, al termine dissecca, sboccia compassione, unire paradossi, trascendere conflitti, dopo la battaglia, emozione sa curare, cresce guarigione, donne van cantare, assistono sciamani, i corpi lacerati, riempiti di cristalli, cuciti sistemati, pronti per danzare. Rito vuole attore, vocazione o crisi, attore in te risponde, a vita immaginaria, accresci tolleranza, scompare timidezza, lor canto ricorrente, sposta tua coscienza. Ingaggio dai reami, accade giornalmente, viaggiano eroi, a mitica sorgente, raggiunto sfinimento, Dioniso ti accoglie, cura è conoscenza, di mitico legame, tenebra cade, cessa ogni tormento: se peccato è, smettere di amarsi, perdere autostima, cioè non perdonarsi, mito allora invita, ricoprire 1 ruolo, x salvare vita, o innalzare uomo. Allievo si raffina, rinuncia garanzie, emerge guarigione, 3 stadi di alchimia, spesso lunghi anni, futur samano torna, impara entrare uscire, con sua volontà, ogni viaggio chiede, porto di ritorno, accede in se stesso, latente altro mondo: recita individuo, nel viaggio eroe, infinite variazioni, ci parlano fiabe, mappe da seguire, oltre mia psiche. |Psiche dramma antico, mi vuole attore, Tu attore-guaritore, fai ponte col rito, connetti con Thera, rispolveri tuo mito, danzi nel cerchio, segui una pista, ritrovi le storie, che corpo drammatizza. Dioniso presente, ha maschera sul viso, natura della mente, illusioni del rapito, sua pubblica seduta, crea tensione culto, nella comunità, in trance posseduta. Lavoro di ricerca, pathos doloroso, gioco a nascondino, di ego laborioso, essere nasconde, nei regni immaginari, vado sua ricerca, con spiri legionari; rinnovo del mondo, riflette noi stessi, dipende creazione, da teatrali spazi, dove irruzione, del sacro può accadere, a sostenere vivi, in tempi decadenze. Se recito copione, mio ego scompare, con entità interiori, sviluppo legame, esse legano storie, ai mali umanità, crean significati, al fine di curar. Civiltà moribonda, travisa ogni cosa, isterico o introverso, etichetta ogni saman, sua trance sale o scende, cerca soluzione, al degrado corrente, trova anima smarrita, la ripone in corpo, smarrimento risolto. Culture caccia e raccolta, coltivano modi, di estasi sedute, primo dramma rituale, fase preparatoria, invoca ausiliari, viaggio e congedo, da spiriti aiutanti, chiusura di seduta, poi sveste costume, accessori e tambure; attiva espedienti, a impressionar paziente, imita animali, scherza con amore, ama suo lavoro, oltre i protocolli, caccia virus spiri, a mezzo dei suoni; in sedute notturne, cavalca danza canta, in casa di malato, compenso sopravanza, se saman chiede troppo, o chiede nulla, può cader malato, di abuso fattura. Comunità prega osserva, lui trance posseduto, da spiriti ausili, supplica e blandisce, minaccie o duella, e musica rivolge, x spiriti incantare, sciogliere o legare: ogni canto è personale, num di sua Ayami, contatta alterità, nasconde suo volto, temporaneo scudo, ai colpi energia, in viaggio aldilà, istruito da entità, vaso consacrato, suscettibile integrato, litanie aprono varco, entrando nei sogni, con ritmo musicale, collega suo bioritmo, affettive risonanze, x ritmo efficace. Messia riluttante, fugge un copione, a motivo e spavento, aprire delle porte, paura della morte; illusione di ego, svanisce nel copione, individuo sperimenta, gioia e fusione, esorcizza ogni paura, ecco iniziazione, risveglia energie, paziente-spettatore. |INUIT guaritore, cura con passione, usa cio che ha, sua disposizione, se eskimo manca piante, sfrutta isteria, tecniche transe, estasi nei poli, fenomeno spontaneo: 1 angakoq lo sfrutta, risolve quotidiano, monoton percussioni, fumo legna e carne, artica isteria, è freddo e privazioni, Volva norvegesi, Vyedma sama russe, greche Melisse, turche donne Kam. Tungusi di Manciuria, fatica professione, tornano sciamani, dopo molte storie, cambiamenti umore, romitaggi in boschi, ricerca solitaria, motorie agitazioni, crisi sogni e canti, infine la visione. |Eliade narra 1 Golde, sciaman 42 anni, sen figli e moglie, forte mal di testa, cercano guarirlo, nessuno vi riusciva, egli alfine prova, tradizonale via: divenni sciamano, primao di me stesso, e dopo 3 anni, curavo pure gli altri, se vocazione appare, sol dopo malattia, iniziazion sia, cura pro-attiva. Tutti hanno spiro, riconoscano o meno, ognuno sue emozioni, sa infierire attorno, pur senza saperlo, ferisce pian verbale, piano fisico e poi, piano spirituale. Najagneg saman, cerca buio silenzio, in solitaria quiete, diventa un angakoq, privazion sofferenza, apre interna mente, visioni sogni incontri, consci ed inconsci, spiega e analizza, emerge intuizione, durante ogni lezione, vola ulteriore. Tema ricorrente, in sciamaniche culture, perduta connessione, al mondo mito primo, donne sciamane, in Cina dette 巫 Wu, esagramma 58, nel libro di IJing, ideogramma Wu, inglese woman-male, saman medicina, Wu nei nomi luogo, leggendar monte Meru, Yi è curandero, Xi è maschio wu. Chiamano pioggia, a mezzo di danza, donne possedute, da Shen spirito-radice, viaggiano ai cieli, su serpente |Xi-Wangmu, insegnano arte, al khan di Shun: consiglian 2 sorelle, togliti vestiti, indossa abiti Uccello, fai lavoro drago, e Shun ebbe successo; nei 9 canti Chu, in estasi rapito, corpo del medium, erotico danza, richiama Kama sutra, diversi feticismi. |Uzume urla e danza, regina giapponese, in corte primordiale, selvaggia su alture, danza e si denuda, tintinna genitali, a ritmo dei suoi piedi, attira Dei sovrani: in grotta Amaterasu, sente tal schiamazzo, curiosa apre porta, vede sullo spiazzo, gli Dei mettono specchi, vede sua bellezza, non riesce contener, orgasmo con ebbrezza. Sciamano è guaritore, come i curandero, mentre i curandero, non son tutti sciamani, i maghi son riflessi, nelle culture urbane, ma solo lo sciamano, proietta estasi varie. Estasi e trance, allude stessa cosa, entrata ed uscita, da crisi esistenziale, in genti cinesi, son crisi ambivalenti, pericolo e occasioni, di psiche correnti. Wu donne di stato, publi cerimonie, estromesse a fin impero, fondano scuole, Cina dittatura, declassa lor lavoro, possibile minaccia, patriarcale gioco. Solo in siccità, danzano daoiste, Wang uomini disabili, uniti con le Wu, quan rito non riusciva, Wu furono punite, ma gente comune, vuol wu-wang x guarire. 9 Canti sciamani, del paese di Chu, descrivon cerimonie, corpi braccia su, strappano vesti, movimenti velo in mano, corpi avanti dietro, esibiscon deredano, con abiti uccelli, rito pioggia o funerario: esibizione rituale, del corpo femminile, seduce spiri irati, e pioggia fa fluire, poemi in allusioni, di erotiche nozze, wu usano giada, per spiriti consorte. Ling danza serpenti, ha copricapo piume, viso come tigre, wu-samana in trance, colpisce sua pancia, tamburo membrana, creatura del vento, apre ali e chiama. Saman maschi cinesi, chiamati NanWu 男巫, travestiti da donne, pur kathoy del Siam, ossa oracolari, ci riportano ideogrammi, wu che guarda sole, piogge attira grandi, in simpatica magia, donna è Acqua Wu, espone corpo al sole, o fuoco di falò, digiuno e vigilanza, con forte intenzione, a volte gocce sangue, donate a mezzo lame, o cespugli rovi, come in rito Chod. In regno Shanshung, durante Orda d'Oro, emergon sacerdoti, bon-po rituali, in religione Bon, nomadi tibetani, propiziano monarca, lo incensan contro mali; funzionari addestrati, reggon malumori, guidan rito |CHOD, con tamburo e onori, tra culti della Morte, smashan sadhana, testi bon e jaina, shaktiti e sramana. Medita impermanenza, ceneri su corpo, pratiche estreme, sadhu aghori fuoco, usano Damaru, tamburello doppio, con pelli animali, chopa visualizza, cottura smembramento, offerta di suo corpo, parte di banchetto, a spiriti del luogo, sazia lor tormento. Chopa travestito, usa ossa di avi, femore trombetta, detta kangling, soffiando spiri chiama, invitandoli a festa, o funeral monarca: se divien divinità, cadavere e salma, il cranio recide, riduce corpo a pezzi, cuoce carne sangue, crani fuochi lenti, sepoltur celeste, sopra torri alte, dove corpo smembrato, consuman avvoltoi. Ospiti appagati, chopa infine avverte, tutti i desideri, cerimonia acconsente. Chopa cura lebbra, allontana tempeste, cura tubercolosi, calma ninfe adirate, dopo rito officio, studia chod mahamudra, 1 trasferimento, di coscienza in vita. |SAMAN ䷘ detto Wu 巫, vive 4 tappe, lungo fiume Amur, trova nume aiutante, chiamata e sacre nozze, con Ayami fate, smembramen discesa, doni e ritorno, poi in ogni cura, viaggia il ricordo. Sama cerca parlare, con abito rituale, tambur cinta sonagli, gonna e collane, a stabilir contatti, con inconsci malati, incarna eroe paziente, con ipnotiche campane; penetra corpo, minacciato da malattia, guida battaglione, di spiriti guida, a poter liberare, anima prigione, suo lavoro produce, credenza salute; stabilito canale, potenze lui media, parole del paziente, in bocca di analista, presunti sentimenti, e latenti intenzioni, recitano attori, travagli interiori. Anima è psiche uomo, ideale di donna, prodotta da inconscio, improvvisa visione, sovrasta ogni cosa, nei mistici accade, reca sentimento, compensa la ragione; sposa celeste, assistente interiore, presagisce ogni cosa, su incognita terra, animale psicopompo, porta eroe aldilà, sama copre volto, frangia aiuta concetrar. |Ayami insegna lingua, innato genio interno, recupera copioni, oniriche visioni, anche apocalisse, esprime iniziazione, mito crea futuro, storia e passato, Ayami di Siberia, è anima che guida, come Beatrice, nel dialogo di Dante: io sono Ayami, Tu sarai mio sposo, assisto tuoi riti, ti insegno saliscendi, ritorna tuo paese, inizierai curare, obiettivi poni, che guidano viaggio, perdonati le colpe, usando tuoi doni; unisci psiche maschio, a femme sensazione, subisci digestione, ovvero gestazione. Buddha sotto pianta, sente re serpente, mentre tempesta, alza corrente, spiriti enzimi, parlano con lingue, frattale ritmo rito, a raggiungere miti, intrecciano copioni, a unire neuroni, morte e rinascita, son gioco posizioni. Saman vede cose, gira attorno a esse, a scopo di evitare, lo spirito che tesse, cosi può vedere, possibili insidie, e meglio negoziare, per le anime rapite. Se ascolto cuore inconscio, Io sta fuori trono, tensione fra 2 poli, irrompe a coscienza, dialogar essenza, aiuta a fiorire, partecipa cosciente, libido che vive. Se ostacoli forte, la bella si arresta, indietro regredisce, incontra ricordi, tosto li attiva, e crisi sconfina; se libido cerca, simboli medium, memoria si riattiva, ritorna vocazione, lei offre messaggi, a volte desiderio, tornar grembo sorgente, in sogni o malattie, baratto e confronto: se rito anima simboli, causa cambiamenti, Jung dimostra che, simbolo trasporta, libido energia, riesce indirizzar, obiettivi realizzar. Van Gennep descrive, riti di passaggio, algoritmi cerimonie, che regolan mutazio, mistica unione, di singoli e gruppi, a definire vita, ordinaria e straordinaria, spontanea malattia, reca seconda vista, ngosè modello a stadi, fa bimbo eroe ed avo, affronta la prova, vince dipendenza, di madre o disistima, prosegue cammino, dolor divien risorsa, in psiche successiva. |CHUONNASUAN è Oroqen, sciamano che percuote, grida col tamburo, sua danza notturna, un rito di cura, per 1 membro malato, della sua cultura. Chuonnasuan ebbe nome, donato da sua mà, quando era infante, e gli uccelli imitava, sensibile suo animo, segue lungo apprendistato, tra crisi e malattie, per divenir sciamano. Sua prima malattia, scatta a sedici anni, perse nel 43, fratellino e sorellina, trauma doloroso, lo porta vagabondare, solitario nelle selva, dolore trasmutare; sua mamma preoccupata, consulta curatori, ma dopo fallimenti, trova Wuliyen donna, Wu Oroqen sciamana, accetta sua cura, lo guida nel sentiero, di rituale cultura: su rive fiume Huma, 3 giorni di lavoro, 30 persone in yurta, uomini ad un lato, donne altro lato, oca e pesce in dono, mentre Wuliyen danza, percuote suo tamburo, con canti di bukàn, presenta il ragazzo, a 50 suoi bukàn, il giovane è adottato, un a uno ogni bukan, gli mostrano sentiero; lui danza loro forma, spontaneo su terra, i presenti pian piano, seguono sua danza, Wuliyen canta nomi, il ragazzo li sentiva, scendere dal bwa, berye e buni mondi: bwa-berye-buni, tre cieli cosmologia, di + gruppi tungusi, Shirokogorof riporta, come ruolo Jardalani, spirito assistente, erede degli alani. Dopo Wuliyen cura, Chuonnosuan guarito, torna da famiglia, che prepara costume, jardalani assistente, sitter di sciamani, soccorre lo sciamano, nei critici stadi; a fare tale ruolo, serve solo osservare, onesto in relazione, acuto saper leggere, andamento esibizioni, +di saman che serve, capire suoni e moti, ai presenti traduce, la venuta del bakan, indovina da indizi, ciò che dice saman. Seconda malattia, arriva a 19 anni, innescata da crisi, trapasso di sua moglie, solitario soffre, non mangia ne dorme, siede in silenzio, sotto albero a sentire, canti degli spiri, scopre bukàn del nonno: passeggia al fiume Huma, perde conoscenza, lo affidano i parenti, allo zio Minchisuan, maestro rispettato, lo fa danzare molto, fino a guarigione; ritorna salute, quan pace è dentro lui, nuovi spiriti trova, accanto ai precedenti, al top sua carriera, ne conta 90, amici e ausiliari. Terza crisi arriva, dopo morte di suo zio, Minchisuan nel 47, dopo rito solitario, Chuonnasuan ha 20 anni, incosciente 3 giorni, 2 mesi confusione, famiglia cerca saman, trova Zhao-li-ben, che gli chiede divenire, saman di cura, suo stesso jardalan, Mengjifu impara, mima suo maestro, questi poi comprese, suo talento innato, un giorno gli fu detto, rivolgiti ai bukàn, a divenir samano, loro possono accettarti; presso fiume Huma, confine russo-cina, radura manciuriana, performa cerimonia, lo aiuta assistente, gira su se stesso, e sciarpa protende, aquila lanciata, in volo circolare, specchi bronzi tiene, appesi al costume, fronte schiena petto, con cimbali sonori, moglie passa copricapo, fa trasformazioni: frange e corna cervo, coperte di bronzo, lui batte il tamburo, agli spiriti canta, muovendo testa e corpo, x lasciarli andare, inviarli al mondo sopra, indietro poi cade, moglie lo sorregge, gli spiriti nel corpo, lo spingono in trance. Meng-jin-fu chiamato, in lingua cinese, dopo sopravvissuto, a rivoluzione culturale, rimase sciamano, fino estate 52, quan quadri partito, gli pagan treno aereo, esplorare città Cina, propaganda seduttiva, del governo comunista, che cambia loro vita. Zhao-Li comunista, convinse altri oroqen, abbandonar sciamanesimo, lui venne rieducato, tuttavia alcune notti, salta dal letto, ha istinto a danzare, con spirito consorte. Da nomadi a stanziali, in Bayinna e Shibazhan, fan rito di addio, commiato dai bakàn, popolo Oroqen, fa rito in ogni casa, sama e jardalani, smisero carriera, distrutti col fuoco, oggetti medicina, mentre il nonno lesto, costume nascose, per stirpe discendente, in futuro apparirà, in sogno a suo nipote, che mostra crisi segni, e sa leggere nei sogni, ritroverà costume, nascosto sui monti; Chuonnasu in yurta buia, sta su pelle animale, entra in buni mondo, vede aquila a 2 teste, dono di suo zio, guida cura animista, trapassa nel 2000, culto vive in sua figlia. libro_sciamano-jung.m4a
lume162-Chuonnasuan era ancora ragazzo quando il mondo cominciò a parlargli, in una lingua che nessuno intorno comprendeva; arrivarono malattie, lutti, silenzi. Camminava nella foresta senza sapere cosa cercasse, eppure continuava a tornarci; ogni volta lasciava qualcosa, ogni volta riportava indietro un frammento di sé. Gli anziani non cercarono di guarirlo dal suo smarrimento, lo accompagnarono ad ascoltarlo: dicevano che, quando una ferita non si chiude, a volte sta aprendo una porta. Nei sogni comparve Ayami, l'antica compagna degli sciamani del suo popolo. Ayami non impose una strada, camminava poco più avanti, voltandosi appena, sapendo che nessuno può attraversare il bosco al posto di un altro; gli insegnò il ritmo del tamburo, il tempo del silenzio, il linguaggio degli antenati e quello degli alberi. Chuonnasuan comprese che non era chiamato a dominare gli spiriti, ma a entrare in relazione con ciò che aveva imparato a temere. Quando tornò tra la sua gente accenno con pochi disegni quel che aveva visto o sognato; cominciò a danzare, e ogni gesto ricuciva un filo invisibile tra il dolore di una persona, il respiro della foresta e la memoria degli avi. Curare non significava cancellare la ferita, ma restituirle un posto nel grande racconto della vita. Molti anni dopo, con l'arrivo della rivoluzione culturale, il suo costume fu nascosto tra le montagne, perché il tempo della censura sociale passasse senza spezzare la memoria. Si dice che attenda ancora chi saprà riconoscerlo, non con gli occhi, ma dal modo in cui una crisi smette di essere solo una fine e diventa l'inizio di un ascolto. Ayami continua a fare così: non indica la strada, ma cammina appena davanti, attendendo che chi la segue ritrovi il proprio ritmo.
186:sogni06-lume186-DIREZIONE: La memoria del mondo risponde con questa immagine: un ponte attraversa un baratro. La direzione non è un semplice scopo da raggiungere, ma la capacità di seguire una corrente più profonda della volontà personale. Anche il fiume vive questo movimento: non sceglie la propria meta, ma conduce ciò che riceve verso il mare. Il Porto delle Anime, raccontato dal taglialegna, mostra lo stesso passaggio: ogni vita attraversa una soglia, ogni viaggio lascia qualcosa e conduce altrove. Le immagini del sogno raccontano questa ricerca. La porta aperta nel muro indica il superamento della soglia. La valigia sul letto ricorda che ogni viaggio richiede di lasciare qualcosa. La zingara che apre le carte mostra che la direzione non è scritta nei segni, ma nelle scelte. Il cane che guida il padrone e l'auto che sale la montagna interrogano il rapporto fra essere guidati e scegliere la propria strada. Jung avrebbe visto nel viaggio sul fiume un'immagine del processo di individuazione: il movimento verso una totalità più ampia dell'Io. Von Franz ricordava che nei sogni i passaggi d'acqua spesso indicano trasformazioni profonde della psiche. Per quanto sia nera la notte, arriva sempre l'alba.| |Raseno altra storia, narra quella sera, |Ostium foce Tibri, lavor 2 taglialegna, uno perde equilibrio, dall'albero cade, batte testa e poi, è fra compagne bracce. Pochi minuti vita, lui affida lacrimando, la moglie coi figlioli, a carità compagno, il |taglialegna chiuse, occhi dell'amico, bagnandosi le dita, in sue lacrime del viso. Tocca involontario, palpebra sua propria, guarda intorno e l'erba, appar colore viola, il mare porporino, il Tevere annerito, in mezzo sta Vascello, 1 popolo sul rivo: folla di fantasmi, assiepa quel pontile, in lunga fila sale, su tal Velier gentile, Spiriti al timone, alle vele e alle gomene, la nave prende il largo, affida alle maree. Il taglialegna seppe, raggiunta tale folla, che anime dei morti, al porto fanno spola, ad imbarcarsi verso, un purgatorio mondo, Visione a lui concesse, lacrima-moribondo. |Tevere-Acheronte, chiamato fu Tibrin, mistici e viandanti, trasporta nel dormir, sino mar dei morti, il corpo fa da barca, traghetta la coscienza, onda sulla carta. |Longobardi riti, riplasman vecchi miti, di Marte con Vestali, su ponte dei Sublici, onorano |Argonauti, arrivati qui in piroghe, propiziano raccolti, e conquistare spose. Acqua compagna, nell'ultimo assaggio, richiama i defunti, li nutre x viaggio, un via-vai di umani, migranti sui mari, 1 ponte tra i mondi, e sede di annegati. |Nostalgia di vita, nostalgia ritorno, ogni Mare narra, dolor distacco fondo, il trauma di emigrante, obbliga staccarsi, lasciare le radici, divorar straziarsi: privati degli affetti, famiglie e paesi, consumano i lutti, al fin ricompattarsi, partire ugual morire, viaggi nell'ignoto, un ponte ritrovato, lenisce maremoto.# Finito mio soggiorno, riparto da Grosseto, scendo sulla costa, del |Rasna mar Tirreno, nel canyon del |Biedano, sosterò in ritiro, al tempio terabuti, coltiverò giardino. Cantaci oh |Raseno, mondi lontanissimi, mistici viaggiatori, in terre inesplorate, con civiltà sepolte, deriva continenti, amore degli umani, nei miti correnti. Pigmei di Africa, siedono a terra, con rito sociale, fumano erba, |Aborigeni Australia, stendono a terra, con rito fertilità, lasciano sperma. Raseno mescitore, versaci tuo vino, facci riascoltar, storie oltre confino, |Gulliver vogliamo, e i canti di Battiato, un capitano in mare, più storie ci ha portato, seguimmo x istinto, scie delle comete, 1 pirata tutto nero, vive sotto stelle, muta in astronave, tutto suo veliero, 1 teschio x bandiera, vuole dire libertà, arrembaggio ad ego, lui cuore grande ha; fammi provare oh Capitano, 1 avventura dove io son eroe, che combatte accanto a te, fammi volare senza meta, tra i piani oltre ghiacci, in caverne dei giganti, per trovare sacre piante. Anima di sogno, è cosmica faccenda, eventi e significati, di musica son fatti, etere è sostanza, forma tutti quanti, con ritmo dei suoni, viaggia emozione, commuove realtà, crea situazione, indigeno si vive, custode di natura, mescia buon vino, ascolto vento e pioggia: a volte Thera piange, chiama alle sue storie, immaginarie lande, del tempio |Terabuti, 1 sogno reca forma, al mito fondatore, ghirlanda di Tago, vien da tale azione. Sai Baba di |Shirdi, respira nelle cose, canto sue canzoni, prolungo sue storie, rivivo quel sogno, a festa ricorrenza, orto mi sostiene, con personale scienza. Sognare funziona, come camminare, da piano parallelo, indirizza azion umane, accadon tutti sogni, entro Grande Sogno, del dio-bimbo che, estingue ogni bisogno: chi suo sogno perde, perde scopo e meta, semi miti e riti, rinnovan vita intera, Sogno e creazione, hanno stessi versi, vivono |Arunta, nei loro sogni immersi; interpretare sogni, oracolo preciso, sogni dal digiuno, danze oppur confino, tutti personaggi, crea il sognatore, ricavan sensazioni, cuore di creatore: ognuno sogna 1 mondo, dove divien Re, poter creativo che, tiene dentro Se, miliardi luminarie, dentro fuor ognuno, Io sono lato umano, recita qualcuno; svestito 1 dato ruolo, salgo nuovo stadio, altra maschera rivesto, come bimbo Tago, 1 ruolo di stagione, tra gioie e tormenti, son Dioniso bambino, al tempo dei risvegli; voler lasciare mondo, è uscire dal teatro, Attore ha molti nomi, bimbo in Africa rinato, in templi di foresta, vestito da felino, danza la sua festa. |Tago-drammaturgo, apre e chiude porta, recita suo ruolo, nel libro che ci detta. africa_discorso-completo-capitan-traore.m4a
lume186-Raseno dal Tirreno, giunge al canyon del Biedano, a coltivare la memoria, nel giardono Terabuti, versa vino e narra, ascolta vento e pioggia, avventure con giganti, che cercan piante sacre, e con musica ci aiuta, guidando le emozioni, nel sogno fà esperienza, di mondi lontani, maschere gioia e tormento. Ogni mare narra storie, migrazioni e nostalgia, lutti e distacchi: alla Foce fiume Tibrin, un giorno due taglialegna, lavoravan su alta pianta, uno perde l'equilibrio, cade e batte la testa, soccorso dal compagno, mentre la vita gli sfugge, pochi minuti sufficenti, a raccomandargli moglie e figli, tra lacrime e abbracci. Il taglialegna chiuse gli occhi, al compagno moribondo, bagnandosi le dita, con le sue ultime lacrime, poi tocca i propri occhi, involontariamente, ed ebbe una visione: quando si guarda attorno, erbe e piante color viola, acque del Tevere nere, lontano mare rosso porpora, in mezzo al fiume sta un vascello, bianco con tre vele nere, e in esse croci bianche. sulla riva si assiepava, una folla immensa di fantasmi, presso di un pontile, salivano sul veliero, un angelo è al timone, altri alle vele e alle gomene. Quando la nave fu carica, si allentano le funi, si gonfiarono le vele, e il vascello prese il largo, andando sul mar rosso, verso il purgatorio. Il taglialegna si avvicina, e seppe dalla folla, quello è il Porto delle Anime, dove arrivan tutti i morti, per imbarcarsi là, a lui fu concesso di vederlo, poichè si bagnò gli occhi, con lacrime di un moribondo. Tevere è Acheronte, traghetta anime tra i mondi, l'acqua nutre i defunti, ricordi e desideri di ritorno, e un ponte tra vivi e morti, mondi e civiltà sepolte, è fertilità e socialità, nei riti medievali, di longobardi e argonauti, pigmei d'Africa e indiani, e aborigeni d'Australia.
190:sogni50-lume190-EGOCENTRISMO significa dimenticare che il centro appartiene a un ordine più grande. L'Oratore illuminato custodisce la narrazione, mentre quello corrotto pretende di possederla. Dante e Husayn pongono la stessa domanda umana: che cosa rimane quando il potere chiede di sacrificare la verità interiore? Gli imperi cambiano nome, ma alcune strutture rimangono, le città sorgono e decadono, le dinastie finiscono, i vessilli vengono sostituiti; tuttavia le vie del commercio, i sistemi del credito, le forme del sapere e le narrazioni del potere continuano a muovere la Storia. Il rapporto fra uomo, potere e narrazione della realtà diventa così una manifestazione esterna di un movimento interiore: quando l'uomo dimentica di essere parte di un ordine più grande, cerca di imporre la propria narrazione come realtà assoluta. Allora l'Ego si gonfia: il potere diventa verità, la vittoria diventa giustizia, la propria narrazione diventa l'unica possibile. Bertrand Templare sceglie di non obbedire quando l'obbedienza conduce alla distruzione. Cacciaguida ricorda a Dante di una Firenze antica fondata sul lavoro, misura e servizio, contrapposta alla città dominata da accumulo e apparenza. Dante e Husayn di Karbala, ricordano che l'uomo non è grande quando domina il corso degli eventi, ma quando rimane fedele alla sorgente interiore che dà senso alle sue azioni. Le immagini dei sogni ricordano il movimento inverso dell'Ego: il neonato unito alla fonte attraverso l'ombelico mostra che la forza nasce dalla relazione creativa; l'anello al dito ricorda che il destino si attraversa; il volto nella folla invita ad accettare il mondo senza volerlo dominare; le mani in preghiera aprono uno spazio interiore più grande del proprio io; la reginetta invita a vivere tu stesso le qualità che ammiri o odi negli altri; la lettera che brucia prima di essere aperta ricorda che la parola autentica nasce solo quando è coerente con ciò che senti. La carta domanda: Quale narrazione sta guidando la tua vita? Stai scegliendo il teatro oppure soltanto il ruolo che ti è stato assegnato?| Bertrand de Blanchefort, sesto Maestro dei Templari, visse un'esistenza segnata dalla guerra santa e dalle sue scelte etiche. Rifiutò di seguire l'Imperatore nel massacro delle truppe, rimanendo fedele ai principi di salvezza. Viaggiò in Oriente e Occidente, fondando in Italia l'Ordine dei Fedeli d'Amore. A Rennes-le-Château, si dice che sia sepolta Maria Maddalena. Durante le Crociate, Dante incontra il suo trisavolo Cacciaguida in Paradiso, dove lui narra le gesta della sua stirpe, esprimendo critica verso la Chiesa e la Francia e profetizzando il destino di Dante. Cacciaguida discute la decadenza di Firenze, espressa nel passaggio da una città di valori a una in cui la speculazione regna sovrana. Il poeta si confronta con i temi della purezza, del servizio e della ricerca spirituale, mentre si riferisce all’antica nobiltà e al valore dell’amore e della bellezza come forze liberatrici. La riflessione di Dante sul conflitto tra valori spirituali e materiali culmina nell'unione con Beatrice, che guida la sua ascensione verso la salvezza.# Bertrand de Blanchefort, sesto maestro dei Templari, contemporaneo a Cacciaguida, visse nobile cavaliere, che per Grazia di Dio, rifiuta sue truppe a Imperatore, che le voleva nel massacro, guadagna infamia traditore, che lo lascia indifferente, perché salvò vite a sua gente. Ebbe vita tumultuosa, viaggiando a Oriente e Occidente, si fermò pure in Italia, dove fondò i Fedel d'Amore, secondo stimolo da Oriente, grande Maestro e pur vassallo, di un feudo sui Pirenei, Rennes-le-Chateau dove leggenda, dice è sepolta Maddalena. Guerra Santa in nome al Cristo, scorre fiumi di sangue, Dante incontra in Paradiso, suo trisavolo Cacciaguida, ora beato morto in Crociata, seguendo mperador Currado, che lo mise in sua milizia, dove presto sale in grado, cavaliere io gli piacqui, lo seguii in Terrasanta, cioè terra dei khan, attraverso la Ungheria, fino a Roma Costantinopoli, a tutta l'Anatolia, nel dicembre 1204, alla testa armate francesi, incontrando quel russe, contro nequizia di usurpatori, trascurati dai pontefici, corrotti e negligenti, nello assedio via mare, di Costantinopoli Troia, io fui da quella gente, ucciso e liberato, da falso amor mondo fallace, e venni martire a tal pace. |Cacciaguida brilla fuoco, in croce rossa Orda templare, il cui centro irradiazione, giace su orbita di Marte, che è una briciola su asse, di infinita croce al Cristo, che brilla di albore, cioè divina luce bianca, albedo contro terrestre guerra, che una croce umani portan battaglia, albedo contro rubedo, gente turpe mi ha liberato, dal mondo immerso in errore, nell'orrore e falsità, e dal martirio della croce, dei guerrieri orda crociati, sono arrivato alla pace, di vera croce del Cristo, che è infinito Amore, affrancato dall'errore, inclusa santità di guerra, in piccin orbita di Marte. Io trisnonno di Dante, nominato Cavaliere, da Corrado di Svevia, zio a Barbarossa successore, partii col re francese, dopo avere ascoltato, Bernardo di Chiaravalle, predicare la Crociata, abate a San Salvatore, riformatore cistercense, che fece sua preghiera, a proteggere Dante: oh Vergine madre, figlia del tuo figlio, infinita Beatitudine, che fai vorticar la pace, in compassione e sincronia, col Grifon d'Amore, dichiari guerra ai nostri errori, tu trasformi croce marziana, radiosa e infuocata, in croce albedo e alba di Pace. CacciaGuida parla a Dante, come l'anima di Anchise, quando vide il figlio Enea, nei Campi Elisi descritti, da Virgilio autor Eneide: o mio discendente, a cui fu aperta porta Cielo, guidato da Beatrice, Dante udì versi giocondi, che pure poco intese, il beato sfoga suo affetto, in ardor di carità, poi scese al limite ragione, Dante allor comprese: Benedetto Dio uno e trino, tanto cortese al mio discendente, Cacciaguida narra storia, di sua stirpe cavaliere, poi i destini di Firenze, quindi lancia sue invettive, contro Chiesa e la Francia, e profetizza futur Dante, e dei scaligeri benefattori, riguardo al suo poema, Dante toglie i sassolini, e il Lettore può incantarsi, ascoltar l'antico nonno: andava bene nei miei tempi, donne modeste e timorose, dedite alla famiglia, mentre gli uomini lavoratori, seri onesti e devoti, bella e buona la Firenze, adesso mancano i valori, a imborghesiti sotto al soldo, che hanno invaso la città, con loro brame arricchimento, e facile speculazione, sono nati nuovi quartieri, dove c'eran boschi e prati, e ferocia avidità, si muta in guerra civile, continui stermini fiorentini, tu pagherai con esilio, e con la perdita tuoi beni; trisnonno parla poi con Aquila, di Sapienza e Giustizia, a consegnar Dante a Saturno, dove inizia la Rubedo, ultimi canti di Albedo, croce latina color alba, questo è il casus belli, di guerra Terra e Cielo, combattuta nel cuore, per raggiungere lo Spirito, quan si uccide Leone Verde, e si imbianca e sublima il cuore, purificato e smaterializzato, poter acceder Spirito Celeste. Il Grifone della Unione, che ha celebrato Nozze a Dante, union sacrée con la Beatrice, da cui nasce il Sé tetragono, in unione allo Spirito, doppia unione Umanità, con Dio nel suo Eden, ora celebra la Unione, di Dante a spirite radici, per liberarlo da tutto, a salir leggero in cieli Aquila. Dante chiede aiuto, nel Cielo Giove giustizia, ad Aquila e Grifone, contro battaglia a leone verde, per entrare in contatto, con nos radici spirituali, a poter pulire il cuore, infarcito di malore, pur conquistata Pace e Libertà, da Inferno e Purgatorio, quante volte ci capita, di parlare con odio, di reagire con rabbia, di perderci in spiral timore, nell'angoscia del futuro, consegnando la vittoria, a nos passioni Leone Verde, intossicando il nostro cuore, di veleni oscuri poco alba, nos radici noi troviamo, dentro nostra storia, dove Spirito è materia, come fanno gli sciamani, che incontrano trisnonno, Dante annulla conflitto, superstizione parentale, alla ricerca di se stesso, oltre anagrafe locale: oh poca nobiltà di sangue, se induci gente a vantarsi, là dove affetto langue, ma ora qui nel cielo, mi sento di gloriarne, poichè manto che si accorcia, se ogni giorno non coltivo, il tempo ti sforbicia continuo. Intelligenza è Dioscuri, anima è il Grifone, Mondo è valle del far anime, identità personali, che fan mantello nobiltà, per alzare Dante in volo, Grifone ama le storie, dell'Anima di amore, a lui tosto affidate, perché la elevi a Spirito, tutti dovrebbero operare, in nobiltà di stirpe, di anima sapienziale, che ogni giorno un pò allunghiamo, nel nostro breve viaggio, angusto in pochi anni, ma vitale dentro al Tutto, calati nella Storia, siamo eredi di antenati, e per anima forgiare, serve Amore e Bellezza, a liberarci da dipendenze, e altre superstizioni, successo e apparenza, accumulo e potere, se ne esce praticando, servizio quotidiano, bioritmo sempre uguale, dai tempi di antenati, ecco il mondo antico, zappare e cullare, filare e narrare, faccenda assai divina, e radice spirituale, nel Cosmo cuor divino, e nessun vessillo in guerra, compete amor eterno. |Firenze buona e onesta, invasa da farabutti, attratti da facile profitto, cavan denaro dal denaro, soppiantano artigiani, che san che reddito è uguale, alla produzion lavoro, speculatori corruttori, disonoran la città, arroganti schiatte che, son forti coi deboli, ma deboli coi forti, che li corrompono o spaventano, là verso la borsa, comportano lotte, tradimenti e complotti, guerre civili e lutti, del giglio fiorentino, intriso di sangue, e trascinato alla polvere, con l'asta rovesciata, nel potere del soldo. |IPAZIA di Alessandria, osserva cielo e minoranze, cura lor diritti, insegna poi a Salerno, Serapium distrutta, Alessandria sconfitta, Nestore espulso. Re franco Castiglia, conquista Toledo, molti medici ottomani, fuggono a Salerno, farmacisti attenti, a umori di piante, rizomi e radici, coltello chirurgia, con Spongia sonnifera, che reca anestesia: Spugna imbeve succo, oppio e giusquiamo, bagnata avanti uso, aspira il malato, risveglia da spugna, beve aceto caldo, in aria appestata, preserva senzaltro. Testi alessandrini, ispirano più scuole, in Persia Cina e Russia, dentro ai monasteri, biblioteche e degenza, residenze per maestri, allievi e guerrieri, farmacopea impero, ingloba ricette, giunta da più terre. Rabarbaro da Cina, Cannella da Ceylon, Zenzero da India, Incenso da Yemen, Silfio da Libia. Napoleone in Egitto, bottina tesori, reliquie di orda, dei Ras faraoni, Etiopico oceano, separa Africa America, Etiopia è un equatore, grande come Cina, include terre Moorish, Indie occidental, e la sua capitale, vietato visitar. Sul Nilo vedi Girge, simile a Georgia, Yuri in carta Asia, e i franchi delle Marche, attestan Carlo magno, Alaska sconosciuta, con Kanada e Giappone. Siberia indipendente, fino a Pougachev, Perm era Germania, Vyatka è Vaticano, su stemmi medievali, dell Impero vasto. Giovanni tien corone, Arca bastone tiara, chiave di Alleanza, tra Dio e umanità, templari di Genova, legati al Presbitero, dividono potere, emblemi e croce rossa, Aragona e Castiglia, comunità sefardita, mentre da est, sarà ashkenazita, popolo Giudeo, da impero precedente, legato ad Egitto, è offeso e vilipeso, mutato in carnefice, Cristo al martirio, non tornano i conti, in fabbricato mito. Concilio di Trento, stampa sua bibbia, mentre Bibbia greca, stampa Mosca 821, da fratelli Zosimadas, con editore inglese, creano chiesa greca, ribellione 821. Storia egizia fu, storia burocrazia, commerci e sacerdoti, e mondo conquista, flusso riflusso Nilo, sole e luna viva, tempio simbolo di mondo, casa medicina: luoghi di incontro, di affari e culto, di scriba scritture, e fumo di incenso, si mastica natron, bicarbonato sodio, salvia e rosmarino, giorni di riposo. Egizi godon vita, preparano la morte, come il mito Aida, di Giuseppe Verdi, Aida principessa, di etiope lignagigo, col generale egizio, sepolti in piramide, navigano in Cielo, tra stelle e canoe, ogni persona ha, doppi anima e spiri, Ka Ba e Akh, 3 parti e lor destini; piramidi con mummie, proteggono Ba, raggiunge aldilà, morto a viaggiar, inizia con Osiris, regione Dat-Ade, mondo sotterraneo, sole muore-nasce. Defunti usano porte, ma serve parola, x mappa di Ade, Anubi enigma gioca, lui usa la bilancia, mentre dio Thot, sta vicino e scrive, registra verdetto, in mantici versi, assieme al coccodrillo, che aspetta mangiare, cuore di ogni infido; sottoposti a giudizio, di antenati morti, in piedi avanti Osiris, accompagni tuo Ba, dopo confessione, che eviti condanna, ogni cosa è vista, indagata e rivelata. Udjet dea-cobra, dà nome al basso Egitto, e Nekbet avvoltoio, nomina alto Egitto, Vultur auriculari, regna fino in Nubia, entrambe dan corona, al sovran che cura; proteggono con ali, artigli animisti, egizia tolleranza, feticismo di vacca, leon rettili uccelli, avvoltoio e falco, + ibis coccodrillo, scimmia cobra gatto. Nilo è come Niger, Fiume dove sgorga, inizio del mondo, in grotta di Assuan, con festa inondazione, nel 18 giugno, Leilet el nuktah, Notte Lacrima punto. Spirito del fiume, ha sembianze Hapi, essenza del Nilo, androge ventre hai, seni donna ciuffi testa, piante del Nilo, primi egizi geni, ricchi di animismo, tra pastori agricoltori, animali totem, feticci genius loci, associati a dimore, Dei vanno in scena, in ogni dinastia, tra basso-alto egitto, 42 province Sepat, diverse x lingua, stile vita religione, entro ogni nomoi, citte paesi e oasi, esiste capitale, dei feticci imperiali. |Clero ieroglifo, da Cairo sul Nilo, fin Ierosolima, e Iusa Yoroslavl, fin Bisanzio e Mosca, e araba al-Quds, incidono oroscopi, di vicende cristiane, durante medioevo, come palazzi vaticani, antico calendario, per agricoltura, e miniere balcane, per pistole damascate. Osiride-cristo, in Egitto ricorda, Cana dove Iusa, produce la vodka, tra fiumi Oka-Volga, emergono atamani, che fondano Tartaria, insieme di canati, assieme a monasteri, battesimo egizio, è adorazione Magi, matrimonio con orso, Giorgio con drago, che imposta Orda guerrieri. I giannizzeri riscossi, da famiglie cristiane, tra 8 e 10 anni, ragazzi ortodossi, e turco sciamani, addestrati a disciplina, anni di arti marziali, politica e filosofia, diventan giannizzeri, fanteria truppe di ottomani, guardie del corpo, primo esercito moderno, di tutta la Europa, pagati regolari, proibito di sposarsi, o di commerciare, completa lealtà, verso il Sultano, consiglieri o governatori, di khan imperatori. Come i Mamluq, usano armi da fuoco, indossano armatur pesanti, divisioni corazzate, truppe di assalto, chiamate Serdengecti difficil da sconfiggere, nonostante alte perdite, e i sopravvissuti, promossi a grado alto: sergente vuol dire, chi rischia la sua testa, giannizzeri volontari, usano cannoni, dal 550, per secoli vari, pistole e carabine. Giannizzeri famosi, ribelli a imperatori, nei colpi di stato, a difendere Impero, di cristiani ottomani, protettor dei Balcani, decretò scioglimento, quan cadde antico impero. Mamluq cavalieri, di origine Kipchak, circassi e caucasici, e copti cristiani, son soldati, e sovrani musulmani, presi da bambini, per canato di Egitto, Mameluke temuto, Napoleone li elogia, dal verbo malaka, simile a schiavo, proprietà di un mecenate, e addestrato in caserme, del Cairo sul Nilo: creano sultanati, da Delhi a Turkiye, Iraq e Persia, Azerbaigian Turkmenistan, Uzbekistan e Afghanistan, assorbiti da Ottomania, 747 e 831. Mamelucchi slavi, sotto basilisco, han cappotto zibellino, legan Volga al Nilo, la forzata sodomia, venne poi ridotta, quan copti egiziani, ne cambiano usanze. Mamelucchi a Baghdad, alleano a Nicea, Genova e Bisanzio, e scortan Maddalena, fino ad Avignone, con doppio matrimonio, a unir cristianità, ai fedeli di Mosé. Egitto imperiale, monumenti terra e mare, regge fin 19, con Suez e Nilo, rifugiano in Europa, quan fu persa guerra, gipsi emarginati, popolo incompreso, come ebrei yudei, ispano-provenzali. Canaan terra khan, gloria di Israele, sacerdoti e nobiltà, legati al potere, portano lignaggio, Angiò di Provenza, Aragonesi e Borbon. |MAOMETTO dinastia, dominio rinnova, da anno 453, molti fuggono via, da grande Ottomania, erede Romania, in terre Occitania, anno 492, accade cataclisma, leggende di Saturno, come Visnu in India, narrano diluvio, sotto imper romano, Visnu in forma pesce, appare al buon Manu, antenato di umani, e gli diede una legge: fai una gran barca, dei germi del mondo, annuncio che pioggia, andrà tutto tondo, distuggo abomini, cannibali disumani, a rifondar giardino, per esseri umani; se osservi Analemma, solare e lunare, presso di Natale, ti mostra posizione, del sole per un anno, stessa ora stesso luogo. Dante pure osserva, tal stelle luminarie, e in Cassiodoro scrive, che il Sole perse luce, bluastro fiacco fu, eclissi anno intero, Luna brilla poco, diluvio si avvicina, nel destino gioco. Vacca sacra narra, che dopo cataclisma, erutta inondazione, seppelisce città, fango che innalza, livello di strade, persone scomparse, alcune divorate, altre rifugiate, in grotte nuraghe, o città sotteranee, eruzione Vesuvio, fà orfane contrade. Dopo gran diluvio, tre uomini saggi, tornano a Yoros, a cercar tra rovine, il tempio perduto, da rifare altrove, in terre occidente, franca occitania, Tevere ed Anglia. Dai popoli migranti, nascon città costiere, riparano i ponti, su rupi tufacee, affacciate sui fiumi, nascon comunità, fortezze dei lupi, come Luni e Cere, su Marta e Biedano, recan vita a Tarcna, butteri e acquedotti, fortezze rupestri, estese dagli slavi, di tredici tribù, i Yuda detti etrusci, figli di Giacobbe, detto Israele, nella Tartaria fonte. |Nestore Iskander, descrive assedio, Costantinopoli 453, Maometto sovrano, armato a meraviglia, di eserciti e navi, davanti alle mura, cannoni e soldati. Maometto riforma, divide culti vari, peste uccide pure, + strati sociali, Maometto militare, purga infezione, lotta contro Roma, guida ottomani, e muore in assedio. Succede khan-califfo, Maometto secondo, che prende Moscovia, durante il seicento, diventa ottomana, moscova dinastia, Ivan III sultan-kan, fin torbidi arriva. Maometto vincitore, ha Guardia a cavallo, capi e Gran Visir, che parlano slavo, come Persia e India, parti di impero. Ambasciatore a Mosca, Tomas Cantacuseno, nobiltà romana, considera Maometto, un cambio dinastia, conquista ottomana, campagna propaganda, di superstiti sconfitti, fuggiti nel west, a convincer boiardi; riparan sul Tirreno, tra paludi malaria, attendon momento, riprender Roma, fortezza Vaticana, città rinominata, con nomine di papi, lotte intestine, la propaganda dice, Etruria sia romana, Roma sia in Italia. Andrey Stepanenko, cita due calendari, Costantinopoli e Roma, 53 e 76, fondazione e fine impero, sistema a base otto: Roma cade 476, bisanzio 453, cioè 789, rivoluzion francese. Solimano diventa, nuovo califfo khan, e moschea Selim ricava, da palazzo Costantino, sopra quinto colle, nel Fener quartiere, poi chiama architetti, franco-prussian; distruggono teatri, riscrivono storia, san Maria dei Mongoli, salva eccezione, patriarcato greco, sultano concessione, Miriam Theotoka, come Santa Sofia. Rivelano visioni, fuga di Maometto, da Moscovia antica, al regno di Kazan, fuga detta Egira, impero si divide, in crisi epidemia, Tamerlano arriva. Intorno a tende khan, barili vino e vodka, facilitano ebbrezza, cibo bevande e svaghi, mentre prigioniere, servono il kefir, Timur decora i suoi, ordiani soldati, e durante funerale, simile a Maometto, la pelle suo tamburo, dopo va tagliata, a impedir servire, un altro proprietar. Gengis-Khan biografia, riflette Timur khan, ovvero Tamerlano, sultano di Turàn, lungo mar Nero, fonda Orda Nogài, presso di Samara, sfida khan di Roma. Timur fonda Damasco, intorno Samar khan, ovver Costantinopoli, poi Cairo e Shiraz, Mosul e Baghdad. Si scrive con Mehmet, e monarchi europei, a mezzo di Giovanni, e casta di notai, che gestivano possessi, di tutti territori, x conto di tribù, o casate riformate, dopo il cataclisma, riscrivono le date, cambian dinastie, con fiction vaticane, storia che diffonde, dal Concilio Trento, e molti confonde, ma l'arpa medievale, rivela vero Cristo, re dei re di Roma, che primo Tempio eresse. L'Egitto moderno, con oltre 10 milioni di cristiani copti, ha vissuto una lunga lotta per l'indipendenza dal dominio britannico, supportata anche dalla Chiesa copta. Sotto la guida del Patriarca Cirillo V, i copti si allearono con i musulmani, promuovendo valori sociali, educativi e sanitari. Tuttavia, con Nasser nel 1952, i copti furono marginalizzati, e sotto Sadat, la Chiesa fu perseguitata, con vescovi arrestati e il patriarca esiliato. Mubarak proseguì l'emarginazione, mentre Al Sisi, da presidente, ha restaurato il rispetto per la Chiesa copta, fermando i jihadisti e rafforzando l'unità nazionale. Nel "Paradiso" di Dante, Cacciaguida profetizza l'esilio del poeta, un'esperienza che gli darà dolore e difficoltà, ma anche opportunità di crescita. Il trisavolo esorta Dante a non temere le critiche e a scrivere il suo Poema, poiché solo con il tempo le sue opere troveranno il loro vero valore. La sua poesia, che si compie attraverso la lotta e la sofferenza, darà vita e nutrimento alle generazioni future. Cacciaguida prevede che Dante, pur nella difficoltà, potrà salire verso la contemplazione e completare la sua missione poetica, proprio come il cielo eterno ruota attorno al Primo Mobile.# |Egitto moderno, cristiani copti egiziani, oltre 10 milioni, di apostolica Chiesa, aderirono al moto, indipendenza da Britannia, dopo grande Guerra, da Cairo cattedrale, Patriarca Cirillo V: la lotta comune, assieme ai musulmani, calmò proselitismo, di protestanti vari, lor fede cristiana, ha monastica base, pellegrini devoti, digiuni comunitari, conferenze nelle chiese, fan rete popolare, tutela sociale, sanitaria educativa, ai propri fedeli. Nasser 952, li volle marginali, a trovare consensi, verso il comunismo, e Sadat presidente, tentò apostasia, otto vescovi arresta, e patriarca in esilio, incidenti e tensioni. |Mubarak prosegue, loro emarginazione, dal pubblico impiego, poi generale Al Sisi, riporta rispetto, alla Chiesa copta, a fermare i jihadisti, salvando concordia, inter-religiosa, unità del Paese. Conquistar nostre radici, che affondano alla Storia, è inizio del rigetto, di zavorra materiale, |Cacciaguida profetizza, a Dante il suo futuro, Tu lascerai ogni cosa diletta, la prima pena dell'esilio, Tu proverai come pane altrui, è amaro o sà di sale, e com'è duro salir altrui scale, pietire aiuto e misericordia. Il trisavolo Cacciaguida, si fé prima splendente, come sol su specchio d'oro, indi rispose coscienza sporca, di propria o altrui vergogna, sentirà tua parola brusca, ma rimossa ogni menzogna, tutta vision si manifesta, e lascia chi gratti dove ha rogna, cioè chi ha colpa pur ne paghi, che se tua voce inizia molesta, al secondo gusto sarà digesta, questo tuo grido farà come il vento, che percuote più alte cime, ti sprono a scriver tuo Poema, senza temer offese altrui, perché solo nel futuro, l'opera ben digerita, darà vitale nutrimento, ai posteri lontani, che non complottan con la morte, ma lottan per la vita, nutrirla ed apprezzarla, poichè tutto è accaduto, tutto si è compiuto, anche il tuo futuro, leggero puoi salire, a contemplar sorpresa, che Aquila prepara, dentro Arco di Fuoco, vedrai il |tuo-Poema, ancor da terminare, orbitare come rota, che igualmente è mossa, nel cielo Primo Mobile, dove gira eternità. jung_cura_dell-occidente.m4a
lume190-L'uomo vive dentro la Storia, ma spesso ne vede soltanto la superficie. Guarda i re, i guerrieri, le battaglie, le vittorie e le sconfitte; osserva gli attori sul palco e dimentica il teatro che li sostiene. Bertrand de Blanchefort e Cacciaguida appartengono a un tempo in cui la forza sembrava coincidere con la guerra, il lignaggio e il dominio. Eppure entrambi rivelano una forza diversa: quella di chi riconosce un principio superiore al proprio interesse. Bertrand comprende che l'obbedienza senza coscienza può diventare distruzione. Cacciaguida mostra a Dante che la perdita, l'esilio e la sofferenza possono trasformarsi in una responsabilità più grande: dire ciò che deve essere detto, anche quando una verità disturba. Ogni epoca costruisce le proprie narrazioni. Alcune aprono lo sguardo, altre imprigionano l'uomo dentro una realtà già definita. Husayn di Karbala rappresenta il limite ultimo di questa scelta: il momento in cui un essere umano rifiuta di consegnare la propria coscienza a un potere che pretende di stabilire ciò che è vero. Yazid diventa così il simbolo dell'impero scuoiante di Dante: il potere che oltre a governare gli eventi, vuol governare anche la narrazione degli eventi. Dietro ogni impero esistono forze invisibili: geografia, economia, commercio, istituzioni, memoria, paure e desideri collettivi. Gli imperi cambiano nome, ma le strutture profonde continuano a muoversi. Il guerriero traccia confini, il cantore traccia significati, il lavoratore costruisce forme, l'ascendente riconosce il ciclo. La vera vittoria del guerriero non è conquistare tutto, ma deporre la spada senza perdere la forza: diventare custode, poiché la vera nobiltà non è ereditata, si coltiva.
237:sogni39-lume237-ACCRESCIMENTO significa lasciare che ciò che abbiamo ricevuto diventi più grande di noi. Il grande uccello esce improvvisamente dall'acqua: qualcosa che apparteneva a un elemento conosciuto apre le ali verso uno spazio nuovo. Il giovane laureato attraversa la stessa soglia: l'allievo viene riconosciuto e può trasformare l'insegnamento in una capacità propria. Le immagini della carta mostrano diversi aspetti di questo movimento. L'oro scivola dalle grandi mani: prima di cercare altra ricchezza, comprendi ciò che possiede davvero valore. Il giocatore raggiunge il canestro superando un limite; l'uomo obeso resta seduto e ricorda che desiderare non basta; il sognante sorride e libera la propria vitalità. L'acqua riempie il bicchiere: usa ciò che già possiedi. L'uva matura insegna a riconoscere il momento giusto, mentre i fuochi artificiali celebrano un successo, che deve poi svanire per lasciare spazio al giorno seguente. Il tabellone del vincitore ricorda infine che crescere non significa soltanto prevalere, ma aumentare il proprio valore. Le tradizioni bulgare e la festa di Kolyada aggiungono un'altra immagine: una cultura cresce quando riceve un'eredità e la trasforma attraverso il canto, la memoria e le generazioni. Anche la maestra deve infine lasciare andare l'allievo. Il tuo compito non è accumulare ancora, ma riconoscere ciò che è abbastanza maturo per diventare tuo. Ricevi, trasforma, supera: ciò che hai imparato non è il tuo limite, ma il punto dal quale puoi partire. Barbanera ricorda: A chi non ha figli, non chiedere consigli.| riassunto: I Bulgarì (un tempo noti come turchi e alani) fondano l'Ungheria, discendendo dalle tribù del Volga e dei Balcani, schiavi dopo le battaglie. In India, i Rajput sono guerrieri che lavorano la terra, come i villani in Francia, discendenti di conquistatori. Le élite europee disprezzano i servi della gleba, mentre conquistatori slavi e ottomani, provenienti dalla Rus, portano con sé schiavi di guerra, creando logge segrete che decidono i destini. La mitologia della conquista perdura, anche con l'arrivo dei coloni nelle Americhe. I Pomacchi (cristiani musulmani) migrano in Anatolia e Italia, mentre i Geti, che ricordano i russi antichi, si spostano sotto la guida di Attila. In Bulgaria, la tradizione orale tramanda leggende sui giganti e le loro conquiste: antichi libri in slavo recano tracce di migrazioni bulgare attraverso saghe e canti. La lingua slavo ecclesiastica diventa base delle leggi codificate. Suda è un antico testo giuridico, un compendio delle leggi e dei riti dell'impero. I Radaniti sono mercanti slavi che collegano Europa a Tartaria, attraverso rotte commerciali. Samuele narra le gesta dei re biblici, come David e Salomone, da cui discende la dinastia di Israele/Rus. Dopo la divisione del regno, le tribù di Giuda e Israele vivono separate, con il regno di Giuda che resiste ai culti pagani. Il Tempio di Salomone viene distrutto, ma la promessa di un Messia perdura. In Russia, Komiakov smaschera le falsità storiche dei tedeschi e celebra l'origine slava di molti popoli europei. Venezia è radicata nella tradizione etrusca e fenicia, con stretti legami commerciali con la Siberia. La storia slava si intreccia con religione e cultura europea, eredità di antiche tribù e colonie che influenzano l'Europa. Il Sudario di Torino, simbolo della fede cristiana, connette tradizioni e leggi di civiltà.# |BULGARI di ieri, detti turchi e alani, simili agli avari, unni e tibetani, creano la Ungheria, con atamane truppe, partiti dalle russie. Volgari del Volga, sostano ai Balcani, lor contadini sono, fratelli di sangue, ma schiavi e gleba, i vinti in battaglie. Caste nell'India, dei rajput guerrieri, lavoran la terra, i servi della gleba, in francia son villani, indigeni locali, retaggio di conquista, dei nuovi aristocrati. Nuova elite europa, vien da discendenza, disprezzano i locali, detti servi gleba, 2 diversi genti, convivon stesso posto, senza mescolarsi, casate oppure volgo. Conquistatori slavi, e ottom-atamani, vengono da rus', fan schiavi di guerra, riuniti nelle logge, decidono i destini, regole nascoste, fra vincitori e vinti. Perdura tuttora, mito conquista, eufrasia ed americhe, che orda colonizza, ritira la marea, lascia dietro eredi, conquistatori slavi, diventano europei. Vulgari di Orda, |Pomacchi o pomaci, cristiani musulmani, vivono ottomania, migrano Anatolia, diretti in Italia, tarhuni o tirreni, Geti Goti-rossi, etrusci antichi russi, da Attila guidati, tarquini detti Unni, da Moscovia migrati. Orda abita mondo, conquiste '400, tribù stabilite, in fertili valli, fiumi Dniepr e Volga, coltiva miglio ed aglio, lenticchie e farro. Mar Nero coste, Scizi con cipolle, commerci col Bosforo, storion sale tonni, miele carne latte, pelli oppure schiavi, importano stoffe, metal tappeti e armi. Odierna minoranza, Ederle a fine inverno, festa di 6 maggio, rivive tra famiglie, alle Thermos terme, fanno il segno croce, dividono pane, loro 3 villaggi, nomi in dialetto; coltivano tabacco, allevano bestie, la curander conosce, i riti del Natale, canzoni di Kolyada, Suda presso etruschi, Vishnu per ariani, Krishna e Sakyamuni. Giorgio in Bulgaria, gira la campagna, con libro Scivia in tasca, osserva gli animali, a capire medicina, in bosco farmacia. Emilia sua compagna, gli mostra la Cicogna, che pratica clisteri, quando sta malata, spruzza col suo becco, anche acqua salata; presso suo pollaio, pollastre malate, cercano Alloro, al fine purgare, mentre anatre e uccelli, cercan Siderite, e fanno bagni argille. Un giorno Giorgio arava, campo presso grotta, vi entra e trova ossa, umane di giganti, una cassa era sepolta, con due libri dentro, in antico slavo, li porta ai sacerdoti, sperando di far luce, su anno 869, molti guardan libri, nessuno li comprende, lingua pomaco-slava, narra saghe di Kolyada, avi giunti da Orda rus, nei canti migrazione, bulgare tracce, in leggenda di Yudah, e in loro canzoni. |Kolyada-Xristos mito, in |Etruria-e-Bulgaria, in bulgaro glogolitico, slavo ecclesiastico Sanscrito, cioè senza scrittura, poichè dato in geroglifico, nei bauli sotto terra, scoperti da un contadino, che arava il terreno. |Tagete parla ai Lucumoni, che ne fanno libro base, di tutto lor sapere, pure lingua e religione, Yuda e Suda sinonimi, di canone libri slavi, che secoli più tardi, son trovati nei bauli, raccolta leggi dell'impero, studiate dai mandarini, yudei yuris-prudenza, ricompilato a ogni concilio, indetti da Costantino, fin Giustiniano e altri sovrani. Suda andato perduto, sostituito da altri codici, costituzioni e napoleonici, mentre in italiano, Suda origina sudore, essudare e trasudare, distillare e riassumere, tirar fuori essenza leggi, in un compendio almagesto, leggi base dell'impero, su agricoltura e architettura, idraulica e acquedotti, riti funebri e religiosi, leggi guerra danza e canto, diritto privato e notariato, commerciale ed ecclesiastico, per slavi italici europei, libri poi detti sibillini, dai romani vaticini, mentre i Sudeti di Germania, così chiamati da quel libro, come Pomacchi e Catari, vecchi credenti cristiani, di Siberia Alaska e Usa. |YUDAMI antenati, ebrei mandarini, coinvolsero genti, da Egitto spedizione, aver terra promessa, da kan Orda oro, Yuda è slavo Veda: Yudiskogo figlia al re, lamenta poco spazio, a lavorar la terra, vuol pascolo nuovo, allora i sacerdoti, gettano le sorti, per dare loro nome, a nuovi centri che, colonie diverranno, durante spedizioni, in balcani e italie; luoghi deserti, colonie a dissodar, lavorano i giganti, insegnano ai local, arti artigianato, danno ai nostri nonni, che onorano memoria, di Yuda governanti, figli di atamani, che dopo la conquista, e distruzione impero, vedono altra storia, della inquisizione, su chiesa e moschea, che vietan bulgaro ricordo, di giganti avi, venuti da lontano, a gestire patrimoni, di re nelle colonie, mentre i Radaniti, mantengono le rotte, via terra via mare, alleati ai Genovesi, collegan le Tartarie. |SAMUELE in primo libro, narra un epopea dei Re, come giudice e profeta, lui consacra due Re, regna Saul 32 anni, David Re per 40 anni, conquista Gerusalemme, che strappa ai Gebusei, idolatri antagonisti, Arca qui conduce, un dì conosce Betsabea, ottiene figlio Salomone, che regna 40 anni. David pronipote a Miriam, sorella di Mosè, famiglia dove nobiltà, è unita a sacerdozio. Isai padre aveva in casa, una schiava che innamora, Isai cede allor Signore, sua moglie Nasebet consiglia, travestiti da schiava, e prendere suo posto, Isai congiunge a sua moglie, e nasce Davide gentile, che eredita da Adamo, settanta anni di esistenza, che questi chiese a Dio, di donare a quel bambino, suo futuro discendente. Isai vede Davide, come figlio illegittimo, lo manda nel deserto, lontano dai fratelli, a pascolar le pecore, mentre pasce suona cetra, eredita i tre doni, bellezza dominio e poesia, che Dio promise Adamo. |Deserto è luogo purga, solitudine e silenzio, si fortifica il corpo, anima lotta con se stessa, si tempra e rinasce, Davide uccide leone e orso, ma gentil tratta suo gregge, buon Pastore che Dio vede, lo destina a guidar gente, del regno tartaro Israele. Samuel lo unge re, intorno ai 28 anni, con un corno di olio sacro, che non cola su altri figli, pur robusti e belli, ma il Signore guarda il cuore, Samuele chiede a Isai, se tiene un altro figlio, introduce lui il Pastore, sul suo capo olio vi cade, Davide unto un dì sarà, successore Re di Yoros, porta Arca di Alleanza. Primo incontro con re Saul, lo vuole a corte per curarsi, con il suono di sua cetra, chiede a Isai di mandar figlio, con asino e pane, un capretto e un otre vino, Davide va da Saul, comincia sua presenza, poichè Spirito di Dio, da Saul si ritirò, lasciandolo in silenzio, abbandonato a suo orgoglio, allora incubi salivano, da uno spirito cattivo, inviato in punizione, rende Saul malato, i suoi servi a consiglio: un cattivo spirito ti turba, cerca allora un suonatore, che mette mano a cetra, ti sentirai tu meglio. Isai figlio suona bene, abile con armi, saggio di parole, è Davide il pastore, quando suona Saul si calma, poiché spettro si ritira, come in Alessandro Magno, guarito da suono lira, o Farinelli a corte Re, cura Filippo V Spagna, da mal cronico 700, ripetendo aria preferita. |Saul si affeziona, poiché si sente meglio, ascolta canti di creazione, con oceani pesci giganti, valli monti e alberi, Adamo ed Eva Caino Abele, diluvio e arca di alleanza, Abramo Isacco Esaù e Giacobbe, depravazione di Sodoma, torre Babele ed esilio, ritorno e perdono. Rembrandt lo dipinge, mentre suona la sua cetra, con volto disteso, Saul ascolta in commozione, una mano al viso un telo, asciuga proprie lacrime. |Davide suona per suo re, poi con Gionata suo amico, prende Arca filistei, adopera sua fionda, a sconfiggere Golia, David lotta col gigante, poesia forza e coraggio, illumina buio con più lampi, mura abbassano col suono, fanno entrare lui in città. Saul cresce in gelosia, vorrebbe eliminarlo, dopo inutili battaglie, Saul muore suicida, David proclamato re, a mezzanotte sente suono, da corde di sua arpa, che cominciano a vibrare, dal budello del montone, macellato da zio Abramo; si sveglia sulle note, compone i noti Salmi, vorrebbe fare un Tempio, gloria del Signore, Natan profeta lo ferma: se tu farai tempio, sarebbe un Tempio eterno, ma Dio sa che Israele, si macchierà di tante colpe, così Tempio sarà distrutto, lo farà tuo figlio, nato da Betsabea. Salomone fonda Tempio, regina Saba lo visita, nasce Menelik e re Giuda, dopo la sua morte. Dio amava Davide, sposato sei volte, lui gli chiese esser tentato, a dimostrare sua fermezza, così lo fà peccar con Betsabea, moglie di suo generale, passeggiava su terrazza, freccia abbatte il paravento, vede donna fare il bagno. Pur tentato in carestia, e ribellion di un figlio, suo più grande dolore, ma settantanni vive gaio, regalati da nonno Adamo. Davide è pentito, chiede a Dio conoscer giorno, Dio dice che nessun uomo, può conoscer giorno morte, così a Davide rivela, che un Sabato sarà, ogni Sabato allora, lui studia la Torah, e un sabato mattino, a festa Pentecoste, sente rumore in giardino, si alza e va vedere, muore e cambia scenario, si ritrova in Paradiso, la sua Gloria unita al Padre, seduto avanti a Lui, suona e intona Salmi, sublimi e ammalianti. Davide è ispirato, dallo Spirito Santo, lui suonando trasfigura, comunica con note, fragile e profondo, cura ben comunicando, un repertorio di arpa che, consola e dà coraggio, melopea di nostalgia, cetra lira prima arpa, fatta in Genesi da Jubal, padre di arco arpa e flauto, immette un pò sé stesso, in testi copti elleni e slavi, ecco i Padri della Chiesa. Israele è mondo intero, servizio Dio di pace, frutto di un patto, controllo su Egitto, Arca di alleanza, e Tempio Salomone, progetto di messia, che forma ebraica classe, chiamata da Egitto, Anatolia e mar Nero, fino Europa America. Tribù di Israele, unite a un solo Dio, governi tribali, poi genti chieser re, che unisse una corona, Samuele unge Saul, tribù di Beniamino. Saul pecca ed esce, lascia David Giuda, sua casa governa, fin caduta Tempio, tribù popolosa, colore azzurro sposa. Quarto figlio a Giacobbe, eroe di Israele, occupa meridione, del Regno di Tartaria, mentre altre tribù, hanno altre terre, Davide riunisce, tribù in solo impero; morto Salomone, emergono tensioni, tra la parte nord, e la meridionale, in 453, secessione regni, a Nord Israele, a Sud regna Giuda, il primo è distrutto, Ottomania invece dura. Emerge poi scisma, di culti sincreti, religion cananee, kanati indipendenti, Giuda e Beniamino, sinonimo ebraismo, ebrei di altre tribù, obliano destino. Espandono ashkenazi, da Armenia e Georgia, poi Iberia e Sardinia, in Provenza riuniti, castigliani sefarditi. Regno Giuda regge, ai culti pagani, grazie a coesione, sul tempio Salomone, casa di Davide, fino ad esilio, da Terra promessa, Tempio distrutto, ma resta una promessa: avvento di un Messia, riparte da Giuda, Davide casata, in vangelo di Matteo, |Shekina qui dimora, presenza di Dio: dove son 2-3, riuniti nel mio nome, io sono tra loro, tabernacolo presenza, shekina radice, arriva alla coscienza. Alessio Komiakov, scrive storia russa, di |Veneti ordiani, detti slavi pomaci, e bulgari alani, storia dei lignaggi, da |Romanov cambiata, con storici tedeschi, Miller e Sclozer, pagati dai re, a legittimar trono. In Tula distretto, studiava minerali, brevetta fucile, in guerra di Crimea, conserva diplomi, di avi famiglia, fin dal 600, a servizio Moscovia, smaschera fiction, di falsa storia, scritta da tedeschi. Khomyakov studioso, narra i rapporti, west illuminato, e oriente slavizzato, Vendi occupan Alpi, liguri pendii, creano Pomerania, Baltico ed Illiria, Vudini russi poi, austriaca Vindobona, Komiakov elenca, Vend in tutta Europa. Vienna lago Velenc, o Vandea francese, tutti fiumi e centri, portan nome Sebra, Sevra Bel-gorod, citta bianca albi, Vandal Goti e Daci, nei bassorilievi, slavi uman di ieri. Ap Don e Po, Rodano impetuoso, o placido Danubio, slavi sostantivi, a indicare fiume, un solo ceppo clan, da lago di Ginevra, fino al fiume Nera. Province tartaria, moghul mahabharata, migrano in India, i cosacchi di alania, portando testi, diventano Veda, contemplano Soma, fungo rosso siberia. Indra bramino, conforma dighe sabbia, x arginare fiume, e Yavakri lo guarda, sforzo troppo grande, sembri un bimbo che, vuol arginare mare. Yavakri slavo, significa nemico, contrasta proposte, opposizion partito, Indra detto Andrea, Andronico ed Adamo, progetta acquedotto, nel poema indiano. Europa fu abitata, da VENETI troiani, adriatici fratelli, fondan Padua city, e i lidi veneziani, che iperborei avi, occuparon prima. Veneti venetoi, wend lingua serba, Slovenia Montenegro, e Ragusa Dalmazia, fino a riforma, che vieta lingua slava. Venezia sorretta, da tronchi fondo mar, in acqua non marcisce, larice siberian, rivela rapporti, commerciali fra luoghi, Venezia e Siberia, commerci forti. In terre Germania, serbi di Lusazia, lingua lusaziana, è veneta slava, lusazi detti sorbi, veneti e polabi, restano oggi, estinti o germanizzati. Pochi sopravvissuti, vivono villaggi, prussia sassonia, ultimi clan sorbi. Ragusa dalmazia, sotto napoleon, lingua itali usata, da ricchi signor, il popolo ancora, parla slavo antico, Marino Darsa cita, il Dubravka inno: cara dolce libertà, dono d'eterno, fonte nostra gioia, unico ornamento, draga slatka slobodo, sva blaga nam bog, Tesla e letterati, a Ragusa legan cuor. |Mauro-Orbini duca, è Francesco Maria, di Pesaro-Urbino, scrive che Venezia, nasce come etrusca, fenicia che smercia, con Roma e Ragusa, fin caduta impero, dopo Riforma. Diffusi ricordi, dinastie discendenza, opposti a narrazione, di scuola tedesca, la disputa sorse, fra sassoni e slavi, slavi licenziati, dalle accadem reali; e nascono su carta, popoli finti arian germani, mentre i veri slavi, fondarono colonie, tra baltici e adriati. Sudario sindone a Torino, lenzuolo sacro ci ricorda, impressa essenza Xristos, reliquia legge primaria, da rispettare e tramandare, tra tutti yudei rasna e slavi. lume237_sogno-8gen-bacio.m4a
lume237-Il giovane entra in una scuola che non insegna soltanto nozioni, ma prepara un passaggio. La maestra liminale lo riconosce proprio quando egli smette di essere soltanto allievo: il bacio diventa il segno di una soglia attraversata, ciò che ha ricevuto può ormai diventare suo. Sullo sfondo, le antiche tradizioni bulgare evocano una civiltà che trasmette attraverso canti, feste, racconti e memoria. Kolyada ritorna come una musica stagionale: ciò che viene ereditato non rimane immobile, ma passa da una generazione all'altra trasformandosi. Anche l'arpa e il canto di David, presenti nella memoria delle antiche tradizioni, mostrano come una conoscenza possa diventare voce, cura e forma personale. Lisa comprende che crescere non significa accumulare diplomi, ma trasformare ciò che abbiamo imparato in una capacità nuova. Il maestro può indicare la strada, ma non può percorrerla al posto dell'allievo; a un certo punto deve lasciarlo andare. La maestra liminale rappresenta questo momento: una figura che appartiene alla soglia, abbastanza vicina da riconoscere il cambiamento e abbastanza libera da non trattenerlo. Questo Lume appare quando una parte di te è pronta a uscire dal ruolo che ha sempre occupato. Non ti chiede di rinnegare ciò che hai ricevuto, ma di portarlo oltre la forma originaria: ciò che hai imparato cresce davvero quando diventa una tua voce. Domande: Che cosa sei pronto a fare con ciò che hai imparato? Quale guida puoi lasciare andare senza perdere ciò che ti ha trasmesso? Quale nuova forma vuole assumere ciò che hai ricevuto?
244:sogni44-lume244-CICLI si formano quando la forma domina sull'energia. Un ciclo appare quando ciò che sembrava concluso torna a chiedere di essere compreso. La storia può ripetersi, ma raramente torna identica: cambia nomi, luoghi e protagonisti, conservando talvolta la stessa struttura profonda. Le cattedrali sono memoria di questa trasformazione: pietre costruite su altre pietre, simboli antichi accolti in forme nuove, culti e linguaggi che attraversano epoche diverse. Tucidide osserva i ricorsi della storia; Fomenko ha messo in discussione la cronologia tradizionale, ipotizzando sovrapposizioni e duplicazioni di epoche e chiedendoci: quanto è davvero lineare il passato che ci hanno insegnato? Anche i Rasna e la memoria etrusca possono affiorare come un frammento di questo grande ritorno: una civiltà, un simbolo, un rito o un'architettura possono sopravvivere cambiando nome e significato. La carta invita a riconoscere il ciclo senza pretendere di dominarlo. Ruote che scendono, lune che crescono e calano, giostre che ripetono il giro, orologi che segnano il tempo: tutto ricorda che opporsi al movimento non lo arresta. Il ciclo chiede di essere attraversato: dal ciclo mestruale segnato sul Calendario, all'ubriaco che ha perso i sensi ancora una volta, tutto ciò che facciamo è una ripetizione dell'infanzia: sfrutta gli avvenimenti del presente per redimere il tuo passato; chiediti che cosa sta tornando, non solo che cosa è già successo; la natura della vita dipende dal completare i cicli creati dalla forma. Quale ciclo della tua vita sta ripartendo? Barbanera dice: Dicembre piglia e non rende, avaro e scroccone si intendono benone.| riassunto di Saturno il Khan. Pier della Francesca celebra Saturnalia, riti d'origine remota, tra arte, obelischi e giuochi sacri che fondano civiltà. Saturno, dio e khan, guida il ciclo del tempo, rovescia poteri, rinnova il mondo con i dadi del destino. Esule da Zeus, giunge nel Lazio, fondando agricoltura e pace sotto Giano. Atena pianta Ulivo, segno di eterno patto che vince Poseidone e nutre le nazioni. L'olio diventa commercio, rito e sacramento, dalle sponde greche fino alle Americhe lontane. Saturno dorme ma insegna tolleranza tra i popoli erranti e i culti di Oriente e Occidente. Yeshu e Dioniso condividono il mistero, morte e rinascita del Verbo incarnato. Paolo difende la fede libera dai vincoli mosaici, la Chiesa si fa universale, katholiké e inclusiva. Dmitrij Donskoi e Sergio di Radonez uniscono croce e polvere da sparo: nasce l'Impero cristiano. Le orde pagane si disperdono tra Asia e Occidente,
lasciando templi e miti, memoria di un solo linguaggio divino.# Pier della Francesca, dipinge Saturnalia, esalta costruzione, di Osiride colonna, pilastro obelisco, re incoronazione, canzoni scurrili, con gare di rima, rituali acrobazie, fachir pirobazie. |Proceno-Cinghiale, Fauno chiamato, nella città dei khan, fonda sua stirpe, Gauri moglie Siva, vuol riti primavera, feste di Diwali, accende lumicino, in case di adivasi, e indigeni vari. Clan di primi slavi, fan feste e sacrifici, di pesci e selvaggina, per avi ricordare, partecipare al rito, costruisce società, gruppi commensali, accrebbero sub-caste, al posto di tribù, a Roma piano emerge, nuova classe mista, sparisce distinzione, di razze e religioni, cresce astratta idea, di nazione yuda, divisa in caste varie, diverse occupazioni. Saturno a Roma è khan, che allenta le fasce, segna passaggio, tra dinastie a solstizio, avvia carnevale, che ordine sospende, rovescia le usanze, ai schiavi fa doni, ai re condoglianze, suo scettro bastone, gioca alle sorti, riordina il cosmo, scombina i consorti. Microbio narra, nel Saturday giorno, al tempio Saturno, a piè Campidoglio, statua è slegata, da lacci continui, scatena gli effetti, benèfici e ambigui, di inizio del tempo, avvento rinnovo, euforia e penitenze, sconvolge coscienze. Saturno ha le chiavi, del Cosmico Gioco, rilancia suoi dadi, poi oracola al fuoco, signor della tombola, giustizia e misure, con scacchi ed azzardo, ci da le visure, del nuovo anno. |Saturno khan dei khan, risiede estivo in Creta, un giorno fu esiliato, da Zeus guerriero clan, venne spodestato, divenne pellegrino, anziano saggio vaga, girando le paludi, per valli mari e monti, sfugge folgore di Zeus, in incognito ospitato, nel Lazio infin ripara, presso i popoli Lepini, re Giano e moglie Camene, riconoscenti al khan, lo vanno ad ospitar, nel Lazio governato. Giano lo protegge, dal fascio raggio Zeus, poichè controlla vie, frequenze cielo e terra, Saturno rassicurato, inizia a insegnare, civilizza gli abitanti, che vivon Nettuno, aizzano mare a divorare, le pianure coltivate, generare diluvio fango, che divora le città, lascian palazzi e paludi, infestate da malaria, sul luogo prime coltivazioni. Cenere tutto copre, e pioggia porta a terra, reca fango e palude, infestata da malaria, solo albero Ulivo, giunto da Iperborea, con Ercole in Italia, come chiesto da Atena, che sfida Nettuno, per possesso di Attica. Giove interviene, e decide la gara, chi umani aiuta meglio, sarà il padrone luogo. Poseidone col tridente, sgorga sorgente acqua salata, che genera laguna, e commercio via mare. Atena pianta Ulivo, che resiste a intemperie, scatenato da Nettuno, e risorge dopo incendi, sua presenza secolare, reca olive e olio sacro, crisma che unge neonati, malati e sacerdoti, cresime ed anziani, nella ultima unzione. Zeus decreta Atena, vincitrice della gara, e attorno sua pianta, nasce città di Atene, mentre olio di oliva, divien base dei commerci, dei fenici veneziani, in tutta magna Grecia, che diffondono la pianta, fino Americhe ed Australia: dove resiste ulivo, regge umana Civiltà, con commerci e città, e rituali agro religiosi, così espiantare ulivi è punito severamente, fino a recenti guerre. Atena doppia Xristos, e Maria sua madre, afferma culto apostoli, dopo evento Pentecoste, in bibbia resta eco, Genesi alleanza, tra gli umani e Dio, olivo della pace, ramoscello di Colomba, indica fine diluvio. |Saturno addormentato, attende risveglio, agli snodi del tempo, nel cristiano segno, dai fuochi di Ascensione, a incontri in Occitania, insegna tolleranza, religiosa ed economica, a yudei esiliati, da Egitto guidati. Saturno delle indie, è Musa Ibn Nusair, porta Tavole a Toledo, preserva primo tempio, di Salomon Sophia, e serba in Etiopia, arca di Giovanni: nel |mito-di-Toledo, Yeshu entra al tempio, dove sta una pietra, incisa a divin nomi, due Leoni bronzo, seguono i fedeli, ruggiscono in uscita, sorvegliano fedeli. Yeshu trascrive, dentro sua coscia, tagliata ricucita, astuzia contro forza, uscito i due leoni, ruggirono e lui scorda, ma giunto a casa apre, ferita e si ricorda. Ieshu taglia coscia, senza aver dolore, trae segreto nome, scritto sulla pelle, greco mito Zeus, partorisce stessa cosa, Atena dalla testa, e Dioniso da coscia. Dioniso due volte, muore e rinasce, è Cristo sovrano, dio di Nicea, di primi cristiani, poi divisi in sette, culti e correnti, pianeti differenti, di tredici tribù, in seguito riunite, tranne intransigenti, da dodici apostole, in chiesa di Cristo, il giorno Pentecoste. |Chiesa moderna, come apostolica iniziale, ha problema giudaizzante, prima eresia cristiana: cristiani tentan vincolare, altri cristiani gentili, alla mosaica legge. Atti di Apostoli, capitolo 15, narra di ebrei convertiti, che critican Gentili, invitandoli a fare, iniziazione loro culto, circoncisione primo passo, poi altre feste, trombe ed espiazione, tabernacoli e hanukkah, Pasqua e Pentecoste. Circoncisione cerimonia, causò la controversia, in chiesa apostolica, a Consiglio Gerusalemme, i giudaizzanti dicevano, che i cristiani gentili, si salveran se circoncisi. |Paolo-e-Barnaba rispondono: voi ebrei convertiti, del partito Pharisei, ascoltate Pietro apostolo, lui predica ai Gentili, e li porta nella Ecclesia, come colleghi cristiani, senza oneri mosaici, nella lettera ai cristiani, è presa decisione, i giudaizer siano privi, di autorità su Chiesa, apostolica di Yoros, e voi cari gentili, potete ignorarli, salvaguardate i bimbi, astenete da sacrifici, atti immorali e idolatria. Paul nelle sue lettere, affronta più volte, la eresia giudaizzante, figlia dei royal: ai cristiani è vietato, ingabbiare altri cristiani, apostolica Chiesa, rispetta ogni cultura, dei gentili o dei giudei, è fede universale, Katholikos adatta, a ogni razza etnia. Ignazio di |Antiochia, segue Apostolo Giovanni, nella lettera ai Smireni, usa verbo inculturazio, processo assorbimento, nel cristianesimo apostolico, riconosce e benedice, tutte culture dei Gentili, mondate da immorali, usanze disumane, senza impor precetti, di una cultura dominante, come invece fanno, Pharisei e Islam. Cristianesimo assorbe, una cultura e la battezza, così nacque Russia, Europa e Tartaria, Americhe e sub-Sahara, estremo oriente Australasia, medioriente e nordAfrica, poi presa da Islam. Cristianesimo preserva, culture in rete Christendom, segue supersessione, nuova alleanza in Cristo, dottrina aperta a chiunque, senza adottar legge Mosè, che Andronico Cristo, ha soddisfatto sulla croce, concludendo parabola, del cristianesimo settario, dei farisei royal, lui è Parola divina, Messia per nascita, iniziatore e finitore, di legge del passato, compie e sigilla su di sè, così che noi cristiani, abbiam fiducia in Cristo, intermediario al Padre. Paolo ricorda, proibito ai credenti ebrei, giudicare altri cristiani, i ver yudei cristiani, tengon riti mosaici, nelle proprie famiglie, come ascendenza culturale. Giudaizzanti moderni, ritentano eresia, cercando impor precetti, di vecchia Alleanza, ancor cercano convincere, altri cristiani al vecchia patto, così ogni gruppo loro, tiene agenda loggia, adorar sabato o Hanukkah, invece di Natale o Pasqua, maldicendo tali feste, di domenica o dei Morti, con teorie cospirative, che minano i cristiani, declassati a pagani. Editto Costantino, dopo epica battaglia, vieta sacrifici umani, cessa re transumano, sua città protegge, i bimbi salvati, Cristianesimo Apostolico, divien culto di Stato, con transustanziazione, di vino daime e farro, da fede trasmutato, in nuova eucarestia. |Kulikovo battaglia, origine di Mosca, kulishki grande campo, senza costruzioni, Dmitriy Donskoi inizia fortificare, e da |Sergio-Radonez, riceve benedizione. San Sergio nel west, Bartolomeo schwarz, inventa il cannone, dentro al monastero, apolistico cristiano, Demetrio benedisse, diede arma segreta, schema della croce: usa al posto di elmo, contro i khan ribelli, vittoria del santo, in Europa reca mito, nel classico Tucidide, cannone riferito, pure Marco Polo, narra guerra grande, tra Nayam Mamai, e principe Demetrio. Mamai tradì sovrano, da anni vuole guerra, autoproclama khan, estate 380, attende re lituano, raduna enorme esercito, infine catturato, in campo decapitato. Demetrio sesto khan, discende da sanGeorgio, Ivan khan califfo, terzo è Simeone, quarto Ivan il rosso, quinto Dmitry Suzdal, sesto è Donskoi. In seguito lui fonda, Roma-Costantinopoli, Konstantin Veliki, a fine del trecento, per 80 anni dura, casato Paleologi, teatri e ippodromo, Colosseo rodeo, obelisco Costantino, ricorda fede universale, costruita su eclettismo, come Santodaime. Battaglia in Kulikovo, presso odierna Mosca, anno i.380 circa, scontro epico in ricordo, nel mito si trasfuse, leggende in ogni dove, due gruppi opposizione, in seno al culto imperio: guida khan Donskoi, cioè Costantino il Grande, cristianesimo apostolico, erede di Andronico, contro i velets conservatori, di cristianesimo ancestral Royal, guidati da khan Mamaji, in un epica battaglia, tra dei fedeli al Xristos, e al suo decreto imperio, contro asura deva, o giganti Velets, che stemma di Milano, biscione ancor ricorda, allusione al loro rito, primario di potere, dichiarato poi pagano, da editto Costantino, a fine di battaglia, vinta da Donskoi, con aiuto polver sparo, fatta in monasteri, diretti da San Sergio, detto di Radonez. Khan Donskoi divieta, soggiorno in terre imperio, cioè Gran Tartaria, alle tribù Volots, renitenti a convertirsi, ai valori apostolari, rinunciare ai sacrifici, così ordine San Michele, e altri monaci/guerrieri, presidiano i confini, e i Leviti sacerdoti, proteggono i bambini. I capi renitenti, in asilo in terre indiane, tibetane e Indocinesi, e isole indonesiane, memoria manufatti, edifici impressionanti, Anghor Vat o Burubur, o le samoane imprese. Col tempo mutan scopi, nei due partiti in testa, fan sintesi ideali, frammisti o radicali, ecco alcune orde, in fuga o migrazione, raggiunsero la Cina, e fondan manciù Qing, canato del Chitai, e canato Chiagatai, poi orda Samaria, nell'isola di Iesu, avvia shogun Samurai, fino al i.860, quando le navi nere, dell'ammiraglio Perry, al servizio dei banchieri, avviano guerra civile, e nasce altro |Giappone, mentre il Ciagatai, dai romanov annesso, o i sultanati indiani, arabi e persiani, e il canato Mamelucchi, dagli anglo divorati. Velets superstiti, si incontrarono/scontrarono, pur secoli prima, con orde di Maometto, alla nascita Ottomania, anno Iesu 453, Maometto profeta, durante la crociata, guida guerrier sufi, fino mezza Europa, guida cavalieri, di ordine templare, gnosti ed ermetismo, xristo-musulmane: amici del leone, di Nicea e di Nubia, erigono + guglie, Tartaria architettura, cattedre al Signore, centrali di energia, possente medicina, di sonor frequenze, in toroidi rosoni, rito di cavalieri, di orda poderosa. storiaNC_rusroma-stirpe-giga-jesu-kulilovo.m4a
lume244-La storia non procede sempre come una linea: spesso sembra tornare, ripetere forme, riaprire domande che credevamo chiuse. Le cattedrali, le città, gli imperi e i simboli possono diventare tracce di cicli più lunghi della memoria individuale. Tucidide racconta la storia come conflitto e ricorrenza; Fomenko, matematico russo, ha proposto con la sua Nuova Cronologia una rilettura radicale delle cronologie tradizionali, sostenendo che alcune epoche considerate separate siano duplicazioni o sovrapposizioni. La sua ricostruzione solleva la domanda: quanto della nostra immagine del passato dipende dal modo in cui abbiamo ordinato i suoi eventi? Nel lume, Kulikovo e le cattedrali diventano immagini di una storia che ricomincia sotto forme nuove. Dmitrij Donskoi, Sergio di Radonez, Costantinopoli, Mosca e le grandi architetture cristiane appartengono a una memoria nella quale, guerra, fede, potere e costruzione si intrecciano. Le cattedrali sono depositi di simboli, tecniche, rituali e conoscenze che attraversano generazioni; anche il passato dei Rasna (Etruschi), dei Bulgari e degli slavi in genere, può esser letto come una memoria stratificata, nella quale nomi, culti e forme artistiche riemergono trasformati. Ciò che una civiltà chiama nuovo, può essere una forma diversa di qualcosa che era già comparso. Raseno invita a comprendere la natura dei cicli narrativi della Storia, dove lo stesso evento può essere descitto in narrazioni diverse ma, come nella musica e le stagioni,, il motivo ritorna nel tono di fondo, la primavera non è mai la stessa primavera. Forse anche la nostra vita procede così, alcune situazioni tornano finché non comprendiamo ciò che chiedono; altre si ripresentano perché siamo cambiati e possiamo finalmente viverle in modo diverso. La ruota torna a passare da un punto, ma noi non siamo più quelli di prima. La domanda allora diventa: quale forma della storia sta tornando davanti ai nostri occhi? E se ciò che riconosci come passato fosse già all'inizio di qualcosa che sta per cominciare? Interroga i tuoi sogni o gli oracoli a tua disposizione, per conoscere a quali trasformazioni sei pronto.
287:ijing40.䷧-lume287-La Liberazione (解 Xiè). Tuono e pioggia compiono la loro opera: sciolgono la tensione accumulata, dopo il temporale, l'aria cambia. La liberazione non consiste soltanto nell'allontanarsi da un vincolo, ma nel trovare il passaggio attraverso cui ciò che era trattenuto può tornare a muoversi; anche noi possiamo lasciare andare rancori e tensioni, senza dover sempre punire gli errori. Possiamo superare le difficoltà attraverso il perdono, che libera dai vincoli del passato: il nobile dimentica le trasgressioni e perdona i crimini. Come una casa deve proteggere senza diventare sigillata, anche la persona può avere bisogno di confini che custodiscano e aperture che lascino respirare. L'esagramma 40 invita a lasciare andare ciò che non deve più essere trattenuto e, quando la meta non è chiara, è saggio tornare alle proprie origini. Le origini qui, sono il terreno dal quale può tornare visibile una direzione, ritrovare legami e chiarezza, per scegliere la strada giusta. Il tufo, il basalto e il suolo della Tuscia riportano così la Liberazione alla materia: ciò che protegge può anche avere bisogno di aperture. Quale vincolo sta chiedendo di essere sciolto? Che cosa potresti lasciare uscire, perché la tua casa interiore torni a respirare? Barbanera dice: neve dicembrina per tre mesi sta vicina, ognuno loda il proprio santo.| Il tufo del Lazio è roccia vulcanica piroclastica, formata da cenere e lapilli, porosa e facile da lavorare, usata dai Romani per malte idrauliche, acquedotti e costruzioni resistenti al gelo e al fuoco. Il basalto, invece, è lava solidificata, dura e compatta, grigio-nera, con proprietà magnetiche e alta resistenza. Il tufo emette radon, gas radioattivo inodore e insapore che può accumularsi negli edifici, per questo si adottano precauzioni edilizie come areazione e barriere d’aria. Il radon è pericoloso se inalato a lungo, emette radiazioni che possono danneggiare il DNA, soprattutto nei bambini. Il basalto contiene quarzo con proprietà piezoelettriche, che reagisce a stimoli meccanici e ambientali, conservando una “memoria” magnetica della Terra e del suo campo geomagnetico passato.# |TUFO del Lazio, vulcanica roccia, esplosa a suo tempo, cenere e lapilli, materie incoerenti, rocce piroclastiche, diverge dal Basalto, per solidificazione, tufo da lapilli, struttura porosa, aspetto spugnoso, che facile lavori, Basalto da magma, rapido raffredda, lava dura e compatta, colore grigio nero, buon paramagnete, resiste ad usura, e alla compressione, mente tufo è giallo, con sfumatur nocciola, pianta che lo sposa. Tofus radioattiva, di media durezza, usato dai prusci, e prischi romani, base a ottenere, idrauliche malte, acquedotti e città, mattoni di tufo, serbano calore, resiste gelo e fuoco, poroso lui traspira, fonoisolante, termo-acustico pure, si lega a tutte malte, fin 3 piani altezza; suo solo svantaggio, va deteriorarsi, sebbene mantiene, forza materiale, siccità e piovosità, rivela fossili selve, resti di animali, elefanti bovi e muli, nei monti di Tolfa, testimonian presenza, ponte Africa-Italia. da Tufo emerge Radon, radiazione ionizzata, Tufo Porfido graniti, Lazio Hawaii e valle Rift, Basaltina ricca Radon, tufo pietra porosa, in caso rottura, o correnti sotterrane, rilasci quel gas, a Norchia è normale. |RADON-222, radioattivo e incolore, inodore insapore, un pò solubile in acqua, accumula fondo suolo, spontan decadimento, di Radio o di Torio, suoli a Uranio vero. Gas se respirato, col tempo va polmoni, emette radio Delta, schermabile a plastica, se modifica DNA, + veloce nei bambini, esce dalle crepe, di grotte ed edifici, così regole edilizie, case separate, da spessori aria, areando zone a notte, evitando isolamento, termico eccessivo, seminterrati e cantine, taverne fà buchino: divieto presso fiumi, riporto scavi terra, Rasna case in legno, e tufo per le tombe, ai colombi o terrazze, agricole collinari, o installan da suolo, condutture tubolari, così da convogliare, gas fuor casa, evitando installare, infissi isolanti, i vecchi nel paese, inverno apron finestrini. |BASALTO è principale, roccia della crosta, lava fusa da vulcano, solidifica in roccia, nera basaltina, debole magnetica, come ferro da colata, nel momento che raffredda, magnetizza in direzione, forza magnetica locale. Australiano scopre, che nel nostro passato, i magnetici poli, invertiron più volte, pietre focolare, in aborige accampamenti, eran magnetizzate, orientate verso Nord, campo geomagnetico, invertito ad attuale, ago bussola avrebbe, puntato verso Sud, invece che nel Nord; se elevato calore, distrugge magnetismo, quando raffredda, gruppi atomi allinea, in direzione forze, di geomagnetico campo, presente in quel tempo, bloccati in posizione, di orientata direzione: magnetica memoria, resta fin quando, un altra fusione, accade scaldando. Quarzo cristallo, elemento primario, dentro basalto, in slavo detto tvurdu, duro twardy twarz, minerali cristalli, che traversano roccia, querz escrescenza: effetto piezoelettrico, come microfono al quarzo, sente onde sonore, e quindi polarizza, mutando potenziale, come pure il ghiaccio, e fiocchi di neve, che serbano dati, in solida struttura, di molecole e ioni, in geometria regolare, oppure disturbata, in ripetizione frattale, reticolo tridimensionale, soggetti a influenza, come il basalto, a ritmo cielo e terra. libro_viecave-enteolabirinto_feo.m4a
lume287-Il tufo della Tuscia nasce da cenere e lapilli vulcanici: è poroso, relativamente leggero, facile da lavorare. Per secoli è entrato nelle mura, negli acquedotti e nelle abitazioni, offrendo riparo senza perdere il rapporto con l'aria e con il suolo. Il basalto racconta un'altra forma della terra: lava raffreddata, compatta, scura, resistente. Conserva persino nella propria struttura una traccia del campo magnetico terrestre del tempo in cui si è formato. Due rocce, due modi di stare: una accoglie e lascia passare, l'altra concentra e resiste. Anche una casa vive fra questi due gesti: proteggere e respirare. Nel sottosuolo, tuttavia, può accumularsi radon, gas naturale prodotto dal decadimento di elementi radioattivi presenti nelle rocce e nei terreni; una casa ben abitata deve quindi conoscere ciò che sale dalla terra e favorire il ricambio dell'aria. Nella Tuscia il suolo tufaceo sostiene orti, cereali, legumi e piante mediterranee; felci, querce e ortiche possono diventare semplici segnali da osservare per conoscere il terreno. Oggi, le tende, roulotte e yurte continuano a sperimentare modi differenti di abitare il paesaggio: la forma circolare della yurta raccoglie e protegge, mentre il tetto apre una via alla luce, al fumo e all'aria. Questo Lume appare quando hai bisogno di una protezione che non diventi chiusura. Che cosa nella tua vita chiede riparo? Che cosa invece ha bisogno di una via d'uscita?