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voce: ebbrezza


tarahumaramilpa Lakota, Alcenero e HakimBey (78) 78-Medicina di corlingua mescahuatl | foto wiramerica | audiolibro | lakota-toroseduto-vovoka.mp4 | popoli_danza-peyotl.mp4 | film_blueberry.mp4 |musica 990_nac_wani_wachiyelo.mp4
mamacocaBarasana e Kogi-Arhuaco mastican coca (85) 85-Romulo cammina lingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | popoli_kogi-arhuaco-canto.mp4 | barasana_preparation_coca.mp4 |  |musica
yanomamiRomulo canta epenà nel Reaho fratellanza (91) 91-Gli |Yanomami slingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | popoli_yanomami_rito-epena-yopo.mp4 | popoli_yanomami-territorio.mp4 | brasil_yanomami_survival.mp4 |musica 89_los_verdadeiros_curanderos.mp3
giaguaroSiona e Matses usan raganella sapo (92) 92-Siona oggi treclingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | musica_shipibo-icaro.mp4 | siona_putumayo_colombia1941.mp4 | ayahuasca_tipi.mp4 |musica 94_icaros_hinario.mp4
prunoPrugne Susine e Prugnolo pruina (144) 44-Lisa coglie prulingua italico | foto drupociliegio | audiolibro | frutti_prugnolo_benefici.mp4 | frutteto_pruno-susino-drupacee.mp4 | prugnolo_usi_info.mp4 |musica musica_civuole-unfiore.mp4
moscariodr Batista usa muchamor di Siberia (158) 58-|moscario: dettlingua slavonico | foto funghi | audiolibro | funghi_muchamor_kamchatka1.mp4 | funghi_muchamor_kamchatka2.mp4 | funghi_muchamor_muscaria.mp4 |musica 9-sacredSpirit07.mp3
verdefestaLa festa come medicina dell'anima (180) 80-Molti popoli trlingua italico | foto cibospezie | audiolibro | piante_officinali.pdf | flora_erbe-eduli.pdf | lino-selvatico-tessuto-prezioso.mp4 |musica 04-dik72-viaggio-poeta.mp3
tabaccoTabacco e cenere cura denti e nicotismo (216) 64-lume216 |L'OMBRlingua quechuamami | foto erbefiori | audiolibro | flora_tabacco_salento.mp4 |  |  |musica mongongo2022.m4a
pappagalloCasuario giardiniere, Pavone paradiso (234) 36-lume234 |TRANSIlingua veddha | foto uccelli | audiolibro | fauna_pavoni.mp4 | corteggio3.mp4 | fauna_rondone.mp4 |musica cetra2023.m4a
piccioneLa rondine torna a volare dopo il dolore (241) 65-lume241-VIANDANlingua italico | foto uccelli | audiolibro | uccelli_cinceallegra-famiglia_doc.mp4 | uccelli_rondine-africa.mp4 | fauna_cicinnurus.mp4 |musica uccelli_campane acqp.m4a
gazzaCornacchia e Merlo e ponte di Gazze (250) 66-lume250 IL SAGGlingua juhoansi | foto uccelli | audiolibro | uccelli_gazza_ammaestrata.mp4 | fiaba_pontegazze_magpiebridge.mp4 | qigong_piccolacircolazioneceleste.mp4 |musica uccelli-canti_ascolta-e-distingui.mp3
ebbiosambuEbbio e Sambuco: amaro e profumo (293) 47.䷮-lume293-La lingua italico | foto erbefiori | audiolibro | ebbio_sambuco_usi-differenze.mov | fitolacca_usi_drbianchi.mov | ebbio-e-sambuco_patrizia.mp4 |musica daime-cantei-na-barra.mp3
loniceraLonicera madreselva e il Glicine cinese (314) 04-lume314- Storialingua italico | foto erbefiori | audiolibro | flora_lonicera_madreselva.mp4 | flora_lonicera-caprifolio.mp4 |  |musica ayami2019.m4a
cavoloneroL'ortaggio che scalda l'inverno (322) 12-lume322-AMORE: lingua italico | foto cavoleto | audiolibro | ortomilpa_cavoli_e_broccoli.mp4 | flora_cavolonero.mp4 | flora_cavolonero_pestofacile.mp4 |musica 50_musica_medievale.mp4
spezieNocemoscata Curcuma Chiodi Cardamomo (345) 07.VII -lume345 Lelingua latingreco | foto cibospezie | audiolibro | flora_nigella-damascena_pardini.mp4 | flora_nigella_drbianchi.mp4 | nigellasativa-cuminonero-fiori-usi.mp4 |musica 995_ma-devi-shango.mp3

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78:lume078-Medicina di corpo e anima, è un ponte tra mondi culturali, guarire è attraversare la soglia: la malattia è distanza dall’origine. I Tarahumara, figli del vento e del mais, resistono al tempo. Jiculí, Sole dalle quattro facce, illumina le loro offerte di cibo e vino, mentre peyotl, colei che trattiene l'acqua, sorge dalle pietre e parla nei sogni. Cervo Blu e Dea del Mais recano la visione che rinnova il mondo; li a Virikuta, il canto apre precipizi e infanzia ritrovata, Il tamburo d'acqua risveglia i cuori e il fuoco purifica la paura. La rosa-cactus mostra la rete invisibile che lega gli esseri. Quanah Parker portò la sua luce ai popoli smarriti nel whiskey. Alce Nero vide l'albero che unisce tutte le radici del mondo. Nel cerchio del tepee, la danza e la medicina sciolgono il confine: radice nella terra, fiore verso il cielo, e tu sei parte del respiro che tutto riconcilia.| I Tarahumara, popolo della Sierra, irrigano solo in siccità: vivono tra rocce e miti, figli del vento e del mais. I coloni li spinsero ai margini, ma l'anima Rarámuri resiste, narrata dal poeta-guerriero Tepóraca. Il loro vino, il tejuno, disseta come comunione e memoria. Onorano Jiculí, padre Sole dalle quattro facce, che riceve offerte di carne e tejuno e veglia sui campi di mais e melanzana. Il peyotl, 'colei che trattiene l'acqua', cresce nascosto tra le pietre; è spirito, radice e stella, pianta che vede e sogna. In lui vivono il Cervo Blu e la Dea del Mais, la visione e la rinascita. Nei deserti di San Luis Potosí e Chihuahua, Tarahumara e Wixarika camminano fino a Wirikuta, tra precipizi e canti, per cogliere la pianta divina che dona conoscenza e infanzia ritrovata. Il roadman guida la cerimonia: tamburo d'acqua, salvia e fuoco. Si canta al cerchio, si vomita la paura, si beve la luce. Il cactus parla in silenzio, mostra la rete segreta tra gli esseri, insegna empatia e umiltà. Dal peyotl nasce la guarigione: medicina del cuore e rito comunitario che riaccende identità. Quanah Parker, capo Comanche, lo portò al Nord per curare i popoli sconfitti dal whiskey e dalla nostalgia. Nel tepee la notte vibra: tamburi, piume, fuoco e preghiera. Il corpo suda, la mente ascolta il cerchio del mondo. Alce Nero vide l'albero universale al centro della Terra: un cerchio dentro il cerchio, dove ogni vita ha spirito e ritorno. Così la danza e la medicina, nate nel deserto, uniscono Lakota e Tarahumara, Apache e Wixarika, tutti figli del Wakan, l'energia che cura e ricompone. Chi canta nel fuoco del tepee cerca equilibrio: radice nella terra e fiore verso il cielo.# TARAHUMARA irrigan terre, solo in siccità, vive e domina Sierra, indio coi suoi miti, vuol uscir da pregiudizi, di coloni e gesuiti, loro vita è cambiata, in segherie città; anima india rinasce, coraggio Raramuri, ci narra Teporaca, loro poeta guerrier, tejuno loro vino, è mais fermentato, messo nelle zucche, come acqua da viaggio; se voglion Korima, la condivisione, mancan visitatori, su Raramuri loro terre, Jiculì padre-Sole, 4 facce vede tutto, riceve loro offerte, di carne e tejuno, e aiuta loro milpa, con Mais e Melanzana. Tarahumara ama peyote, loro dio protettor, che in aria paralizza, frecce invasor, pallottole di Apache, e sorveglia stregon, talismano di caccia, che daini convince, a lasciarsi cacciare, e da orsi difende. Suona cerimonie, con violini e tamburi: Orso dice a Jiculì, fumiamo avanti lotta, ma infine Jiculì, a terra orso porta: se topo ne mangia, proprietar negliegente, se ladro lo ruba, paga interessi, oppur perde sonno, Martin suona e canta, quan consuma pianta. |PEYOTL vuol dire, in lingua Nahuatl, lei trattiene acqua, in deserto sacra terra, Loforfora williamsi, cresce interrata, ciuffo lana esce, famiglia Mamillarie: da mammelle sboccia, giunte a maturità, a costole appiattisce, isolato od in gruppi, in colonie nascoste, da vicini parenti, o rocce interposte; in siccità scompare, fin collo radice, arrivano piogge, capezzoli a turgore, incisione disegni, nel sogno dei Nierika, radici gran profonde, fiori estate invita. Messico Luis Potosi, Zacateca e Durango, Chihuahua e Coahuila, Texas Queretaro, gringo turisti, Tarahumara e Wixarika, pellegrini a Virikota, vedon alberi ballare, camminan precipizi, senza perdere la testa, libido pur scende, tornano bambini, conoscono più specie: il mulatto aiuta corse, acuisce loro sensi, Sunami è Mamillaria, protegge dai ladri, + grande di tutti, è hualula saeliami, grande appetito, protegge piccin cacti, vive volto a terra, x ascoltare i canti. Alta 20 centime, in Italia teme scottature, del sole mezzogiorno, dopo riposo inverno, accestisce con età, sviluppa polloni, in vivai cresce lento, su argil substrate; asciutte le piante, resiste sotto zero, in vivaio irrigate, a solubile concime, basso tenor azoto, eccesso acqua rompe, crea marci o cicatrici, lento poi muore; semi freschi a primavera, polloni laterali, in grotte Rio Bravo, da secoli essicca, occhio cervo Tamaz, ama luogo ventilato, vede sente annusa, gusta e tocca dilatato. Gusto amar pungente, nausea visionario, cerimonie religiose, bagni di vapore, fedele iniziato, mangia intero o tagliato, o acqua mescolato: sedativo e stimolante, usa in mal di denti, dolori parto e petto, febbre asma o nervi, appoggio del gruppo, avanti ingestione, armonizza natura, e rapporti avversione, canti a nostalgie, tempo mitico sogno, cibi luci e suoni, ascolto connessioni, tutte rivelatori. Seba in California, presso Sacramento, Chiesa dei Nativi, riserva dei Navajo, siede nel tepee, fuoco in mezzaluna, 2 aquile con penne, ventagli prega e cura. Tepee di Kayumari, indio conosce forza, lo guida il roadman, uomo della via, che agita sonaglio, bastone liuto grande, con piume a ventaglio, che a nonno fuoco dona, aria e fumo tabacco. Ha tamburo ad acqua, che pentola risuona, con pelle di Daino, suo assistente canta, verso nonno Fuoco, bottoni carne-daino, parla e chiama gli avi, dal fumo nascosto, chi vede daino luce, prepara le offerte, da porre nel luogo, dove vien trovato, ciotole con pietre, diventano altare, auspici mais-acqua, candele accese a dare: seduti alba focacce, offerta di tabacco, ci guida a nascondigli, di nonno Coda Daino, ci fa veder insidi, per caccia buona fare. Martin Carrillo, dissottera cacti rosa, con punta bagnata, prega e tocca guance, assieme polsi e collo, peyote fa strisce, dona a tutti noi, Terra di primizie, già recita al divino: offriteci + vita, siamo a Viricota, presso i fratelli, nascosti fra erba, portiamo le offerte, acqua vino e mais, guidateci alla caccia, a cogliere Nierika. Tu fratel maggiore, quan ti abbiam scoperto, piangi come daino, perdonaci poichè, tu muori in noi rinato. Odo nostri-Padri, cantan nostre-Madri, i monti le colline, cantan fiori amati, cercarti son venuto, vita dei miei cari, oh Figlio di Tatei, oh Tamaz Kallumari! sentieri dei Fiori, sentieri di Rose, passano a Virikota, bianco Oriente sposa, perdonami se impuro, se puro mi vorresti, Perdonami le colpe, così con te io resti; a wirikota venni, in cerca del tuo volto, a meritar la vita, più vita in cuore colmo, ascolta la mia voce, ancor voglio seminare, Tuo spirito blu-Mais, mio cuore alimentare. Peyotl hikurì, Dea Mais e Cervo Blu, Stella del Mattino, rinasce e muore pur, sangue di Kaumari, feconda la sua terra, da cui rinascerà, Mais pianta sua gemella; fior diventan brezze, nubi infine piogge, diventa arcobaleno, radici in mille fogge, noi vediamo il cerchio, poco comprendiamo, tal canti a Viricota, conoscere possiamo: Sei fiore di rosa, nostra Dea mais, ascolta canzoni, x tutti è giunta ora, ribattezzar le cose, canta Tatevarì, segrete sue parole. Quanah Parker capo, del popolo |COMANCHE, dal Messico adottò, buon rito curativo, lui fu guarito, dal cactus messicano, poi rito-liturgia, esporta nel suo stato, combatte alcolismo, di compagni americani, che han crisi identità, e carente spiritualità; più nativi americani, raccolsero sua sfida, guarigion di gruppo, e identità di vita, il peyotl medicina, sa spirito trovare, cura ed allevia, loro crisi esistenziale. Vibran nostre voci, emozion condivisioni, riempiono la tenda, di ritmi suggestioni, al centro del Tepee, acceso grande fuoco, mistero ci unisce, tutti a cerchio d'oro: tutti fummo accolti, sedemmo sul terreno, nel circolo dei canti, indigeni e stranieri, Martin dice a tutti, quel che avea vissuto, poi nel Terabuti, con noi lo ha rivissuto: i canti medicina, ricevono accompagno, da tamburo ad acqua, veloci percussioni, noi tutti ripetiamo, canti a risonanza, a turno ogni sonaglio, offre sua danza; in gruppo arrivan note, spiriti gagliardi, molti senza senso, lavor di ritmi indiani, Peyote benedetto, nel circolo ha girato, con acqua tamburo, a ognuno si è sposato. Acqua nel Tamburo, energia di pelle Cervo, accoglie vocalizzi, graduale rende un eco, ritmo di sonaglio, con piume espira vento, diretto verso Fuoco, mistero in movimento: inizia Medicina, parlare al mio sistema, purga miei bisogni, nel vomito li esterna, Mi sento meglio dopo, torno in attenzione, sparisce ansia e sento, mana attivazione. Cactus medicina, lavor tutta la notte, trova significati, nel cuore della sorte, mi aiuta rintracciar, un senso uno scopo, intuizione empatia, pervadono il luogo: raccogli me tua Rosa, nel cuore dei mani, mangia mia forza, tua sete e fame evadi, allora ti conduco, fin dentro la tua casa, Tu portami qual dono, la mia tribù rinata; ci guida il Road-man, a incontro medicina, lui Uomo del Sentiero, e aiuto di cucina, vedo Uomo-Fuoco, e Uomo del Tamburo, Donna madre Acqua, disseta poi ciascuno. Uomo del sentiero, stuoia avanti stende, allinea oggetti vari, ventagli ci protende, fumiga con Salvia, Tabacco a profusione, ornato suo Tamburo, perline sul bastone; digiuno silenzioso, calma contemplazione, ingerita medicina, seccata o in infusione, vigili restiamo, in attesa di un messaggio, lo spirito nel corpo, scava suo passaggio: ognuno va mangiare, + medicin che vuole, effetti del rituale, risalgon col calore, accresce empatia, al calor peyote-luce, al centro sta Fuoco, condivision comune. Roadman a mezzanotte, esce dal Tepee, soffia flauto osso, ai quattro cardinali, acqua vien portata, adorata e condivisa, versata pure a terra, a dissetar la vita. Suono di fischietto, va in ogni direzione, dentro la mia testa, rimbalza a profusione, nausea preme assieme, angoscia della morte, mi libero a fatica, di tal pensiero forte; ventagli piume Falco, assiem fumo Tabacco, porta miei timori, da nonno Fuoco spazio, fuoco scoppiettante, accompagna a mattino, la gioia dei fedeli, brilla volto antico. Martin nel Tepee, ritrova sua infanzia, rituale è come festa, rigenera esperienza, imprinting duraturo, rinfresca la memoria, disseta suo futuro: la molla che lo spinge, è motivazione, a far iniziazione, prova di ammissione, ricorda danza spettri, del mitico Wovoka, annuncio di un messia, liberazion invoca. Mia mente captò, messaggi in risonanza, mi parlano di Tago, tempio in lontananza, una psiche collettiva, vedo nella danza, canto io stasera, il sogno Wakan tanka. |Martin tra gli APACHE, in sauna suda febbre, uomo/donna medicina, accompagna terapia, assieme a parenti, che assiston la causa, serba erbe a cintura, masticando radici, di Fumaria siliquosa, a curare con salvia. 1 Apache mescalero, andò in Aspromonte, a trovare dei bambini, e nel prato cimitero, da cui si vede mare, la tomba sua cercava, viene da Arizona, e una lezione dona, ai bimbi della scuola: quan sarete grandi, e sentite ripugnar, tornate qui da me, per lezione ricordar, innocenza mai si perde, oblia sol la via, recuperate le parole, wakan ridesta vita. Cavalli di confine sono detti Mustang, presso Hidalgo city, e vissero una gara, nel regno del Marocco, ai tempi di Tartaria, Apache amano il gioco. |LAKOTA di pianure, ricordano Tatanka, ovver Toro Seduto, Bisonte americano, leader degli Hunkpapa, una tribù Lakota, guidò la lunga marcia, mantenne unita gente, con Wovoka danza. Nella loro lingua, we-ka-sa wa-kan tanka, richiama una persona, un medium medicina, che chiama forze cura, come uno sciamano, wasica wakan prete, ha cuor mesmerizzato. è Ton energia, come mana e wakan, 1 qualità interiore, posta da 1 pianta, oppur da 1 animale, un monte o una saetta, veleno pur è wakan, sa uccidere in fretta. Uccelli cose e animali, se fan cose inusuali, sono dette wakan, simili a ubriaco, vin che rende folle, ovvero rende wakan, 1 spirito lo prende: ogni cosa al mondo, ha suo spirito-anima, mai nati e mai morti, son wakan 4 tipi, posson fare molte cose, pregati da umani, Wakan Tanka Kin, sole leader gran Khan, jurgi nagi skankan, aman musica e tamburo, prestano attenzione, al lakota che prega, pur se malfattore, mette in moto sfera. Quel che non comprendi, chiamalo wakan, waka buoni o meno, han piacere fumo pipa, rito del Calumet, donato da fanciulla, moglie al bisonte bianco. Nei feticci ton, intermediari amici, ogni prete ha suo, chiamato Wasicun, borsa-medicina, ricettacolo al wakan, tien erba Salvia, che i wakan malvagi, nel fumo allontana. rimase Alce Nero, cattolico sincretico, unì culto Lakota, assieme Spirito Santo, Alce Nero nome, in realtà è cervo Wapiti, in piedi su montagna, narra sua visione: vede cerchio intero mondo, al centro un grande albero, capì oltre ogni modo, forme di ogni cosa, vide in 1 sol fuoco, intero popol suo, vide 1 cerchio sacro, anello che era parte, di un cerchio + ampio, largo come luce, in geometria frattale, poi dalla terra, vide albero fiorito, alto fin le stelle, riparo a tutti i figli, tale centro mondo, ovunque Tu risiedi, pan spirito giocondo. Tu dissi io dovevo, far Albero fiorire, ma eccolo appassito, vedo ancor soffrire, forse 1 radice, pur piccola ancor vive, la nutro con canti, al fine rinverdire, animali torneranno, al ventre di Terra, in attesa che ego, sciolga riserva, lascio dietro me, ogni dubbio e paura, un popolo ritrovo, se seguo strada pura, la danza degli spiri, e sacra medicina, che svela i falsi miti, e l'anima cura. Pan che qui dimori, accorda bellezza, interiore amicizia, esterna saggezza, permetti condivida, in misura uguale, fortuna materiale, e dono spirituale. sessione_kink-tantra.m4a
lume078-Tarahumara e Apache, narrano cammino di medicina, tra montagne e deserti, fin dentro al cuore umano, tema ripreso da |Blueberry, film diretto da Jan Kounen, che narra un viaggio tra mondi, tra visibile e invisibile, nel West americano. Mike Blueberry è sceriffo, di una cittadina di frontiera, fratello adottivo dei Chiricahua, porta nell'anima una ferita. Quando un predone giunge in cerca, di oro nascosto nella montagna, riprende il vecchio conflitto, tra coloni e nativi, ma la vera battaglia, si combatte dentro lui. Runi sciamano lo guida, Blueberry viaggia nei suoi sogni, visioni e prove spirituali, discende in propria memoria, alla ricerca del trauma, dove colpa paura e desiderio, assumono il volto di spiriti, e animali di potere. Nella montagna sacra, il tempo si dissolve, gli avi parlano al suo cuore, rivelando il suo passato, che lo unisce agli altri attori. Solo accettando la verità, lui ritrova equilibrio e pace, così il tesoro cercato dagli uomini, si rivela solo un'ombra, mentre la vera ricchezza, è la conoscenza di sé: la stessa che il Cervo Blu, la Dea del Mais e la medicina, del sacro cacti peyotl, donano a chi percorre con rispetto, il sentiero d'oro del sogno.

85:lume085-Romulo cammina tra le Yungas peruane, e omaggia Mama Coca nella Maloca, dove ode l'oracolo dalle coppe: la pera matura casca da sé, chi vuole un pero ne pianti cento; ciò che desideri arriva a tempo debito, ma va coltivato con impegno. Coca è pianta sacra di Ande e Amazzonia, medicina dei popoli Barasana, Kogi e Arhuaco, dono di antenati per l'equilibrio tra le forze della vita: nella Maloca, casa cerimoniale e cuore della comunità, uomini e donne condividono cibo e coca, canti e riti, rinsaldando legami sociali e spirituali. Erythroxylum coca è arbusto sempreverde delle Yungas, la cui foglia, masticata o bevuta in infuso, allevia fatica, mal d'altura, dolori e disturbi digestivi, favorisce resistenza, lucidità e adattamento all'ambiente. Per i curanderi è una medicina completa che alimenta ottimismo autostima e creatività, mentre l'abuso può trasformare l'euforia in dipendenza, attenuando affetti e coscienza. Diversa dalla cocaina isolata chimicamente, la foglia intera conserva un uso rituale e terapeutico secolare. I Kogi e gli Arhuaco la venerano come dono della Pacha Mama; gli Inca la chiamavano Mama Coca, dono del Sole Inti, simbolo di identità e continuità culturale. Durante incontri, guarigioni e cerimonie la coca accompagna preghiere, decisioni e amicizie, creando un ponte tra viventi, antenati e mondo spirituale. I miti di Manco Cápac e Mama Ocllo, figli del Sole Inti, ricordano che vivere in armonia con la Terra significa custodire i suoi doni senza abusarne. I due antenati furono inviati a fondare il primo nucleo di civiltà inca, insegnando agricoltura, leggi e cultura, e a usare la piccola foglia come nutrimento del corpo, della memoria e dello spirito: chi sa ascoltare la Coca, ascolta il ritmo della natura e la voce degli antenati.| Romulo racconta la Coca, pianta sacra di Ande e Amazzonia, medicina dei clan Barasana, Kogi e Arhuaco, e cuore della Maloca: qui uomini e donne preparano cibo e coca, tra canti, riti e conviti, unendo spiriti e comunità. La foglia dona scopo, energia e visione quotidiana, come Manioca e Coca, maschile e femminile, corpo di antenati. Erithroxylon cresce nelle Yungas, arbusto sempreverde, foglie rosse, cespuglio ramificato, stimola corpo e mente. Usata masticata, in infuso o gargarismi, allevia fatica, dolore, regola pressione, digestione, nervi, malattie di stomaco e polso. Stimola ottimismo, autostima e creatività, porta euforia sacra. Ma se abusata, spegne affetti, brutalizza coscienza. Kogi e Arhuaco la venerano come dono di Pacha-Mama, Inca la chiamano Mama Coca, dio Sole, essenza di identità. Coca preserva cultura, armonizza clan, unisce passato e futuro, porta messaggi degli avi e cicli della Terra, apre ponti invisibili tra umani e divino: chi ascolta la foglia, ascolta il mondo.# Romulo ci narra, la storia della Coca, nel mito Barasana, la pianta medicina, di Ande ed Amazzonia, che aiuta civiltà, e radice umana trova: nei clan |BARASANA, centro è la Maloca, comune grande casa, rassicurante rosa, gerarchico livello, età dà posizione, accesso alle vivande, con preparazione; prodotti vari cibi, da femmine o maschi, focacce di manioca, con pesce carni vari, il giorno per il cibo, notte per il rito, uso di bevande, descrive il loro mito; esso risolve relazioni, conflitti indefiniti, incanala soluzione, la donna cuoce il cibo, uomo impasta coca, il dono di antenati, ai canti bene sposa: il giorno senza Coca, resta sen struttura, la coca dona scopo, sostien fatica e cura, i canti Barasana, han memorizzato, tutto ciò che fanno, nel viver quotidiano. Manioca e Coca sono, spirito femmina e maschio, corpo di antenati, Yeba con Yawira, che offron senso e scopo, la pianta sopraggiunge, da clan di colline, unisce poi i 2 gruppi, a identità comune, scambio di sostanze, assieme miti e riti, commerci e relazioni, dialoghi e conviti. Maloca è lo sciabono, per fare cerimonie, dove piccola foglia, vien polverizzata, ogni cosa che fanno, richiama nei canti, cura oracola istanti. |Erithroxylon COCA, cresce nelle Yungas, basse valli Aymara, caldo-umido clima, cresce arbusto sempreverde, cespuglio ramificato, come il tè dello Yunnan, ma alto fino a 4 metri, corteccia drupe rosse, si adatta a suolo e luogo; 200 specie eritrossilo, crescon tutto mondo, ma sotto piogge Ande, foglia è stimolante, cocalero la raccoglie, 3 volte anno per 30 anni, riproduce tale pianta, per seme o per talea; le foglie secca al sole, lento aroma sale, pianta è diversa, ingerita o masticata, aspirata o iniettata: foglie infuse o masticate, riportano energia, a stomaco e intestino, alleviano affezioni, laringe corde vocali, prevengono vertigini, digeriscon carboidrati: curandero usa foglie, analgesico importante, anestetico locale, applican su carie, toglie la piorrea, calma emorroidi, cura tifo diarrea, morbillo e vaioli; infuso gargarismi, cura mal di gola, mal stomaco e coliche, e dissenterie, aumenta batti polso, acqua calda 39 pulsazio, the 40 caffè 70, cacao 87 mate 106, infuso coca 160, eccita cuore nervi. Cocaina affare a parte, isolata da un tedesco, ingrediente di bevande, New Jersey Coca Cola. Freud pure usava, cloridrato cocaina, reca iperglicemia, letale 1 grammo sia; se nervi inibisce, 20 grammi foglie, sottocute 0,2 grammi, intossica prima, ampie immobili pupille, morte che arriva; provoca vomito, con bicarbonato sodio, 130 grammi litro, cocain eccesso toglie. Coca aiuta lunghe marce, specie ad alta quota, regola pressione, risveglia qi sessuale, calcio e proteine, + di carne e latte, ferma diabete, ha vitamin B1 grande; foglia inumidita circola, in zone altopiano, dà febbre passeggera, aumenta calor spiri, rende faccia accesa, occhi scintillanti, + dosi cuore palpita, sangue pure ferma, e mani fredde reca. Aiuta a dar risposte, a portar gravi fatiche, ristora nuove forze, di nervi e di psiche, suo tè ai lavoratori, malaria e minatori, aiuta pur le donne, nervose o con dolori; risolve indigestioni, di isterica natura, e colica di addome, via bocca o clistere, se usata dopo pasti, migliora digestione, Coca in medicina, dà infusi anti-dolore: amarognolo sapore, bene aiuta pancia, presa nel digiuno, bicarbonato aggiunge, Coca con alcool, aliena ogni esistenza, pianta se abusata, brutalizza coscienza. Eccesso coca febbre, ridotta dal sudore, aumenta pure orina, gli occhi fan rossore, vampate di calore, sperma va in bollore, eritrossilo innocente, invita erezione. Infuso dolcemente, accende num vitale, novizio sulla pelle, ha un eritema sole, accresce resistenza, a clima alterato, toglie debolezza, fa corpo immunizzato; ravviva intelligenza, riduce tedio vita, agisce pur su nadi, chakra e meridiani, bel ronzio soave. Mantegazza dottor scrive: un giorno abusai, cosciente e isolato, dopo dose forte, mal di testa ho provato, tra incubi terrori, interiore ho navigato, dopo tre ore circa, clima rasserenato, mia estetica ritorna, fresca tranquilla, immagini bizzarre, cosmo che sfavilla, mi sento più capace, poesia senza fatica, 40 ore senza cibo, una forza vera antica; dietro prime dosi, gentil ebbrezza morde, alcuni capo grave, altri muscolari forze, ad oppio si avvicina, la foglia boliviana, ogni sforzo fà molesto, come per la Kava. Ozio beato torna, si ride pazzamente, va dialogo scandito, or più lentamente, oscilla dormiveglia, sonno mi sommerge, immobile beato, un sorriso buddha emerge. Coquero quan formato, tutto ha rinunciato, dimentica il lavoro, famiglia pur denaro, serve sua passione, compra il necessario, ritira in boschi monti, e vive solitario; più giorni ebbro felice, torna poi lavoro, ottiene delle foglie, e tornano le voglie, errante ed eremita, tra culti e idolatria, coquero già felice, il resto vola via. Coca medicina, emotiva sicurezza, attenua depressione, stimola ottimismo, autostima e felicità, ma se in assuefazione, abbassa affettività. |KOGI in Venezuela, Arhuaco di Colombia, popolo che vive, Sierra Nevada intera, fanno eucarestia, di sacra pianta coca, nel contenitore, che indossan tutta vita, Mamos mamukogi, sciamani saggi al clan, cui chiedere consigli, per vita quotidian. Inca chiama pianta, Mama Coca dio Sole, calma fame tristezza, aiuta buon umore, compagni di Pizarro, imposero le tasse, estesero la Coca, dai nobili alle masse. Andini senza pianta, mancano identità, se provi a sradicare, mini loro eredità, Coca come Kava, è medicin totale, fornisce sussistenza, ad anime locali, armonizza identità, di popoli di Ande, in tempi di crisi, e dispersione grande. Kogi senton sofferenza, della Pacha-Mama, causata da miniere, giganti a cielo aperto, miniere oro e argento, nelle loro terre, riversano il mercurio, e cianuro ogni mese; ogni volta un Presidente, va loro visitar, gli comunican squilibri, organizzan seminar, incontri tra sciamani, di tutto il pianeta, per diagnosi fare, a salute madre Thera. |Pablo bolo in bocca, mastica da un pezzo, ha fremiti sussulti, sogna dolcemente, crogiolasi nel luogo, sia freddo oppure fuoco, entrambi indifferenti; ride sgangherato, in capanna solitaria, ebbrezza della coca, lo porta dai suoi avi, ascolta Manco Capac, a mezzo Mamacoca: Sole con la Luna, sciolgon oro-argento, fucili con motori, un giorno fonderanno, insieme ogni cosa, su lago incandescente, Arca arriverà: Capac poi ripesca, i suoi figli con la rete, saliti sulla barca, nuovo mondo insegue, poi pensa quattro regni, da ombelico sorgeranno, e i falsi miti-figli, al fondo resteranno. se Waskarinka è Tago, primo sovran Inca, ora vive sotto lago, al centro |Titicaca, nel regno sotterraneo, chiamato ukupacha, sopra sta il visibile, detto kay pacha. Aapus sacerdoti, riaprono i ponti, ricordano mito, Kon-tiki |Viracocha, come Quetzalcoatl, crea primi umani, dal mondo dei morti, ai consci sovrastanti: a fine calendario, essi riemergeranno, e nuovo ciclo storia, inaugureranno, cammineranno ad ammirare, le cose che hai creato, orecchie acute avranno, a sentire tua voce, su erba e su roccia, vedo tua luce, dammi più forza, a migliorar me stesso, fa che sia pronto, occhi e cuore colmo, così quan mia vita, sfuma nel tramonto, senza vergogna, io vada nel tuo mondo. Pablo al fuoco dona, suo bolo succhiato, prese foglie fresche, sacco appeso a lato, 3 giorni ho lavorato, or 3 secoli riposo, gentile beato volto, Mama culla figlio umano. libro_terzorecchio_reik.m4a
lume085-Un sogno del passato: attraversavo una cittadina costiera e mi inoltravo nella pineta, lungo sentieri solitari tra piccoli dossi e casolari, guidato dall'odore dell'acqua, promessa di freschezza dopo il cammino. Poi ritornavo seguendo la ferrovia fino alla stazione, dove prendevo l'autobus per rientrare nella vita quotidiana. Sogni di questo tipo sembrano rappresentare un passaggio tra diversi livelli della coscienza. Per Jung il viaggio tra città, natura e ritorno esprime il dialogo tra conscio e inconscio, tipico del processo d'individuazione, che non richiede conferme esterne ma si riconosce nel mutato rapporto con sé stessi e con le proprie proiezioni. Per Groddeck e Tupini il sogno riflette un processo emotivo già in corso: mare e pineta segnano il confine tra emozione e razionalità, il cammino solitario favorisce una rielaborazione interiore, mentre l'odore dell'acqua richiama memoria corporea e sicurezza; il ritorno ai mezzi pubblici simboleggia il reinserimento nella vita sociale dopo un lavoro interiore. Per Milton Erickson il sogno è un'attività creativa di problem solving inconscio: il cervello usa simboli personali per riorganizzare esperienze e stati emotivi. Il cammino diventa elaborazione mentale, la pineta uno spazio di regolazione emotiva, l'acqua una risorsa di equilibrio, e il ritorno una rinnovata integrazione nella quotidianità. Se per Jung il sogno è un viaggio dell'anima attraverso simboli universali, per Erickson esso riorganizza l'esperienza personale mentre viene vissuta. In queste prospettive diverse, il sogno invita ad abitare più pienamente il presente: come nello Zhineng Qigong di Pang Ming, attenzione e immaginazione possono diventare strumenti per orientare la percezione del qi, ritrovare calma, vitalità e una gioia semplice, già presente nel corpo e nella coscienza. Senza fantasticare mondi irreali, l'immaginazione può orientare l'attenzione verso il corpo, il respiro, l'ambiente e il fluire del qi nell'istante presente, insieme a quella gioia profonda che la tradizione indiana chiama ananda: non uno stato mentale da inseguire altrove, ma una qualità dell'esperienza che emerge quando mente e corpo ritrovano presenza e armonia.

91:lume091-Gli |Yanomami sono una popolazione indigena dell'Amazzonia, insediata tra Brasile e Venezuela lungo i bacini del Rio Negro e dell'Orinoco. Discendono dalle antiche migrazioni provenienti dall'Asia e vivono in clan e villaggi praticando agricoltura di sussistenza, caccia e raccolta. La trasmissione del sapere avviene soprattutto attraverso l'osservazione: madri, anziani e comunità insegnano ai bambini miti, tradizioni e tecniche di sopravvivenza. La foresta è il centro della loro vita materiale e spirituale: è insieme tempio, farmacia e oracolo. I pagè (sciamani) interpretano i segni della natura, prevedono piogge, siccità ed epidemie e guidano la comunità nei momenti di crisi. La medicina tradizionale usa numerose piante medicinali, preparate come decotti, infusi o linfe, per curare febbri, malaria, infezioni, ferite, punture, avvelenamenti e disturbi intestinali. Le conoscenze botaniche vengono condivise con altri gruppi indigeni e, in tempi recenti, sono state integrate, in buonafede o malafede, con vaccini e antibiotici per contrastare le malattie introdotte dai colonizzatori. La religione ruota attorno agli |Hekurà, spiriti che incarnano animali, piante e fenomeni naturali e che possono proteggere, guarire o influenzare il destino degli uomini. Il contatto con questi spiriti avviene soprattutto durante le cerimonie dell'Epenà, una polvere enteogena che induce stati visionari. Le esperienze estatiche permettono ai pagè di curare i malati, risolvere conflitti, rafforzare le alleanze e mantenere l'equilibrio psicologico e sociale della comunità. Per diventare pagè gli aspiranti affrontano il Thamamou, un lungo periodo di isolamento, digiuno, astinenza sessuale e pratiche rituali durante il quale imparano a comunicare con gli Hekurà; dopo l'iniziazione continuano la loro formazione per tutta la vita. La morte è considerata un passaggio, il defunto viene cremato e, durante la festa del |Rehao, le ceneri vengono consumate ritualmente dai parenti in una zuppa di banane, gesto che onora il morto, mantiene vivo il legame con gli avi e rafforza la solidarietà tra i gruppi. I miti spiegano l'origine del popolo e del mondo: uno dei più importanti racconta che gli Yanomami nacquero dal sangue della Luna; attraverso canti, danze, racconti e rituali vengono trasmessi la memoria storica, i valori collettivi e l'identità culturale. La cultura yanomami vive integralmente la foresta, gli spiriti, i riti e la vita comunitaria, come un equilibrio inscindibile tra uomo e natura.| I Yanomami migrarono migliaia di anni fa dall'Asia settentrionale, evolvendo società pragmatiche e creative tra Brasile e Venezuela, lungo Rio Negro e Orinoco. Vivono in clan e villaggi, praticano agro-sussistenza e caccia, trasmettendo conoscenze attraverso bambini, madri e anziani. La loro religione si basa su enteogeni vegetali, riti di cremazione e consumo rituale delle ceneri per onorare i morti e rafforzare legami familiari e collettivi. Usano erbe medicinali di diverse famiglie botaniche per febbri, malarie, infezioni, ferite e veleni, condividendo sapere con vicini. Le cerimonie Epenà stimolano estasi, visioni, unione con spiriti animali (Hekurà) e cura psichica e sociale. I pagè guidano i riti, cantano, danzano, invocano hekurà, curano malati, proteggono comunità e gestiscono conflitti. I giovani aspiranti pajè si isolano per mesi in iniziazioni intense, digiunando, cantando, inalando epenà e interagendo con spiriti guida. La morte è rito di passaggio: cremazione, raccolta ceneri e celebrazioni (Rehao) uniscono comunità, tramandano miti e rafforzano legami sociali. Tra feste, danze, canti e visioni, Epenà integra cultura, medicina, magia e coesione sociale, offrendo equilibrio psicologico, protezione e insegnamento ai vivi e rispetto ai defunti. Gli spiriti Hekurà collegano uomini, piante, animali e clima, guidano guarigioni, predizioni e alleanze. Le cerimonie sono anche educative, creative e collettive, fondando memoria storica e coesione etnica.# giunser YANOMAMI, migliaia anni or sono, da Asia manciuriana, Tartaria siberiana, con altre popolazio, migrarono intorno, pragmatici creativi, creano loro mondo. Lor sopravvivenza, evolve progressiva, vedon lor bambini, azione della madre, i nonni conoscenza, trasmetton il sapere, miti e tradizioni, ciò che può accadere; tra Brasile e Venezuela, vivon Yanomami, su Rio Negro e Orinoco, Amazzone affluenti, 15 mila organizzati, clan villaggi sparsi, agro-sussistenza, caccia e primi contatti. Loro mondo religioso, enteogen vegetali, creman loro morti, seguendo schemi seri, consuman ceneri defunti, cerimonia parentele, familiar e collettive, legami senton vere. Rehao festa di zuppa, e banane speziate, di ceneri defunti, di anno precedente, usan farmaci a trattare, epidemie nuove, trasmesse dai coloni, e predoni di ori, morbillo e dolore, che Maguey vuol curare, contro ipocrisia, di fanati missionari. Loro erbe medicina, di varie famiglie, Apocinacee e Aracee, Leguminose e Moracee, Piperacee e Rubiacee, Guttifere e animali, spontane e coltivate, per febbri e malarie, disordini addome, respiro e mal di denti, infezioni cutanee, ferite e avvelenamenti, scambi coi vicini, diffondon conoscenze, e incontrano malaria, con dengue e febbre gialla, infezioni recenti, portate da coloni, che violano la selva. Maguey porta loro, vaccini e antibioti, a ridurre epidemie, strage di tribù, Zenzer febbrifugo, macerato contro tosse, percola su testa e corpo del paziente. |Yanomami associa, sapor amaro alla cura, pizzicore su pelle, gusto acido al corpo, decotti di corteccia, Aspidosperma nitida, infusi foglie-fiori, di Drymonia coccinia; peperoncino acqua schiacciato, combatte occhi infetti, come infuso di Banano, cura infezioni polmoni, linfa banano, contro ferite serpente, e formiche veleni, Phytolacca su punture, di pulci ai piedi; tabernamontana cura, vermi intestinali, Philodendron lenisce, punture scorpioni, corteccia Croton su capo, emicrani dolori. Tra fiume e foresta, amore fanno bello, si accoppiano istinto, avvinti su terra, si bagnano al fiume, poi escono parlando, affetto desiderio, trasmettono guardando; ai bimbi è permesso, osservare ascoltar, qualunque discorso, si va conversare, confine non vedi, a natural curiosità, dei bimbi gioiello, della comunità; privi di strumenti, di tipo musicali, usano rumori, umani e ambientali, lor nota prediletta, pare sia la pioggia, credono dal mare, il mondo intero sboccia. Lor tempio è la foresta, oracolo di vita, i pagè fan previsioni, accurate su clima, annunciano arrivo, di piogge o siccità, tempeste e vari eventi, epidemie o calamità: lor numerazione, da uno ferma al tre, Mahu orakabe orakataue, simil la cinese, uno produsse due, due produsse tre, bruka è moltitudine, segue al numero tre. Eccelle arte plumaria, tagli di piume, ornamenti al capo, bracci orecchi e viso, i fiori della selva, profumano le donne, curan malattie, con tuberi e con foglie, le donne catturate, ai nemici sconfitti, diventano di tutti, presso i vincitori, sfogo degli istinti, stimola la guerra, in var comunità, presenti sulla terra. Romulo ci canta, elogio ad |Epenà, che alcolismo e droghe, riesce contrastar, comporta tosse sputi, novizi a vomitar, porta far sberleffi, leggero scimmiottar: non reca assuefazione, crisi astinenza, usata nel rituale, è sociale conseguenza, aiuto nella fame, a scopo preventivo, porta a costruire, Sciabono collettivo; alleanze ed amicizie, aiutan comunità, da mal decadimento, curan + malattie, necessita entrare, contatto con natura, Spiriti Hekurà, son ponte infrastruttura, spiriti immortali, invocati a interferir, nelle uman faccende, e nuocere ai nemici, abitano i monti, dirupi e il petto uomo, invocano i pagè, per medicin del luogo: son spirito giaguaro, tapiro ed anaconda, di armadil gigante, e scimmia marimonda, son ara e pappagallo, tucano e tartaruga, Giaguaro della selva, tutti mette in fuga. |Hekurà maschili, sposati a bel fanciulle, eterna giovinezza, aiutan caccia e cura, invocan femminili, x parto nel travaglio, o hekura di piante, x cibo e tabacco; rapporto uomo-pianta, gira tra loro, hekura del clima, di vento tuono e sabbia, lavorano dal cielo, diversi indipendenti, fausti od infausti, cagioni ricorrenti: li possono invocare, pagè nella veglia, con piante di potere, e polvere di Epena, polvere accompagna, ogni yanomami sorte, permette fare riti, dar coraggio in lotte. Sintomi di epenà, ebbrezza o incoscienza, secondo la dose, per uomini maturi, assunta in solitaria, o risolver contese, in dialoghi ritmati, raggiunte son intese: un di fronte altro, or uomini diversi, stringono alleanze, scambiano oggetti, progettano battute, caccia oppure festa, se celebrano i morti, riordinan la testa; riti endo-cannibal, onor memoria morti, dando loro pace, con canti e danze forti, cerimon preghiere, son feste collettive, x maturati frutti, o nuove agrarie sfide; donne affaccendate, poco interessate, giocano bambini, con archi frecce e cani, adulti in pennichella, su amaca dondol, presenza dei pagè, dà sicurezza intorn. Pagè son richiesti, in gran necessità, durante malattie, guerre o tempeste, Spiro superiore, Yaru ovvero il tuono, terrore loro fa, se romba a pieno suono: cielo si scurisce, con vortici vento, ululano i cani, capanne sollevan tetto, Pagè riuniti in piazza, inizia rituale, a vincere paura, di pioggia torrenziale. Durante loro ebbrezza, cantano poesie, imitano passo, cinghiale o giaguaro, lacrime e saliva, tosse e irritazione, gran senso di calore, inizia la visione: epenè mondo poesia, in estasi di volo, camminano col Sole, o cammino della Luna, vola sui nemici, propizia battute, di caccia o di tuberi. Yarima è trasportato, nel mitico reame, cambia corpo mente, unisce alla foresta, e cantano i pagè, dialogan danzando, imitan gli uccelli, e il giaguaro felpando; seduti su terra, abbraccian due a due, sussurrano storielle, miti a bassa voce, pilastro di cultura, porta a rievocar, battaglie di avi, effetti collateral. Yanomami cultura, grazie a epenà, è psichica evasione, lor televisione, unione realizza, col trascendentale, dona loro equilibrio, mentale e sociale; rafforza nel bisogno, e cura ammalati, compie anche magie, a danno dei nemici, interpreta presagi, e sogni dei presenti, scopre furti e vede, di uomini gli intenti. Luna è un antenato, un tempo fu colpita, e da suo sangue mestrual, nacquer yanomami, ci andiam con epenà, in rito ritrovato, noi da li veniamo, là infine ritorniamo. Epenà ambivalente, nuoce oppure cura, pajè canta e grida, risucchia e sputa via, colloquia pur combatte, fino a sfinimento, rantola per terra, e muta atteggiamento: passa in rassegna, antenati e narrazione, atteggiamen teatrale, mangia la tensione, esaltazione gruppo, visibili ora rende, poter di guarigione, tutto già sottende. In yanomami villaggi, molti son pagè, a volte quasi tutti, uomini adulti, a seguito del sogno, o caccia solitaria, sentono chiamata, lor spirito va in aria. |Thamamou-iniziazione, è cura aspirante, adorna si dipinge, astiene cibi e sesso, inizia Epena viaggio, spartana vita 1 mese, isolato da villaggio, avrà zucca acqua, legna per fuoco, amaca letto, e ronzio del luogo. Tutori con epena, imboccano neofita, invocano hekurà, petto aprir sua porta; ballano cantando, suo arrivo poi mimando, femmina del rospo, invocano se ha febbre, se debole per fame, confuso o spaventato, lui scappa in foresta, tutto frastornato; sbavando e vomitando, si rotola su terra, privo delle forze, o di conoscenza, anche se non scappa, è preda di emozioni, accede alle visioni; lunga iniziazion, intensa esperienza, incessanti sensazioni, nenie dei tutori, cantan gli hekurà, son spiriti animali, presentano se stessi, come dei neonati, pronti ad abitare, il petto nuovo uomo. Dopo iniziazione, gradual ritornerà, integrato qual pagè, in comunità, inalar col mokohiro, potrà e canterà, fermo o camminando, ogni suo hekurà. Prosegue formazione, crescono col tempo, hekura di adozione, a spaventar nemici, di notte canterà, con voce vigorosa, mai più vomiterà: febbre raffreddori, diarree lui curerà, eccessi sesso e cibo, e sforzi eviterà, se immerge in acqua, usa precauzione, come donna incinta, di hekur fa gestazione. Per essere |Pajè, beve acqua da cascata, avverte pian cantare, sonora a bassa voce, segue ad alta voce, ripete ciò che sente, fuori e dentro eco, il suono ricorrente; mistica iniziazio, raggiunge col digiuno, in lungo isolamento, invita gli hekurà, far sfrenate danze: mi trovano hekurà, giorno di silenzio, lor figlia si avvicina, danzando verso me, mi fa cadere a terra, mi apre gola e petto, sangue mio pulisce, morto steso a letto; strappami la lingua, metti le tue penne, sento quel che canta, la figlia di hekurà, per aiutare donne, durante loro parto, invoco io Tapiro, grazie al nuovo canto: Wakugnariwe è, hekura di anaconda, Arari uccello Ara, armadillo-Wakariwe, il primo ha molta forza, alberi sorregge, durante le bufere. Scimmia è Pascioniwe, giaguaro-Irariwe, Kumar pappagallino, caimano è Wariwe, tuono Taumiriwe, vento Watoriwe. Poter di ogni Pagè, calor intento spinge, dominare il fuoco, collega a mondo sogno, la danza è susseguirsi, voci di animali, disordine mentale, pagè ci appare morto, purifica col ritmo, alfin torna risorto: il canto del suo volo, viene da lontano, viaggio pare lungo, linguaggio cadenzato, su scala immaginaria, fumo di tabacco, da foglie sventolato, pajè ha oracolato, pietra come quarzo, nel fuoco e calore, ci narra visioni, offre risposte, con canti e invocazioni: se aspira epena, invasano hekurà, tatuato col carbone, cammina ora pagè, avanti indietro va, lui guarda nel malato, su amaca disteso, urla + minacce, a uno spirito ribelle, insediato sotto pelle: gli intima la fuga, oppur lo taglia a pezzi, che buttera nel fuoco, senza troppi mezzi, con sapienti tocchi, massaggia paziente, spinge con le mani, hekura incosciente, lo spinge a estremità, testa mani-piedi, al fin succhiarlo via, da corpo del malato, stremato cade a terra, anche varie volte, amici e conoscenti, rianimano forte, incitan ripresa, di cura spruzzan acqua, su viso battagliero, rialza e inala epena, riprende a dialogar; con un hekur si infuria, sputa vomitar, per gravi malattie, tregua lui non dà, al povero paziente, di giorno e di notte, suo intervento poi, ne accelera la morte, nei casi terminali, abbrevia dolor sorte. Convincere il malato, è arte di pagè, vincere intrusioni, ovver guarire da sè, lo aiuta prender mano, ora la sua sorte, con immaginazione, lo fa sentire forte; pagè yanomami, gran poeta attore, quando si prepara, a estatica seduta, rivela bellezza, di hekurà che serba, richiama ausiliari, spiriti nagual, parla agli animali, ne imita natura, infine gli hekurà, dimorano suo corpo, grida implora e urla, muovesi contorto, parla con la voce, di hekurà presente, il doppio uccider può, esso è ambivalente. Pagè nel pomeriggio, tiene lezione, narra un giaguaro, che mangia + carne, cerca in Sciabono, gira ogni capanna, Yoawe lo scoprì, Epena lui fiutava: vennero hekurà, a frotte verso lui, divenne un pagè, ed ebbe suo potere, si mise a far amore, ma odore vaginale, fugge gli hekurà, lui smise di cantare; tutti conoscon, trama del racconto, vedono commossi, commento a girotondo, si crea complicità, ilarità costanti. Omave e Yomave, sono due fratelli, il primo viaggia molto, e porta epidemie, il secondo tien magia, un piede nel caimano, cura malattie. Iwari tiene fuoco, posto sotto lingua, a nessun ne dà, geloso che si estingua, privo di amici, Yomave lo avvicina, e ridere lo fa; presso amaca Iwariwe, presso sciabono, notte con piogge, freddo faceva, molti yanomami, tossivano insistenza, fuoco Iwariwe, bastava a curarli, ma padrone fuoco, va a ignorarli. Un giorno Yomave, in amaca lo culla, Iwari dormiva, improvviso starna bava, fuoco salta fuori, da bocca spalancata, Yomave lo afferra, salta si allontana, torna allo sciabono, e Fuoco dispensa. Iwariwe disperato, caimano diventa, Yomave spicca salto, ma perde suo piede, finisce sui rami, di albero Cacao, lascia scintilla, che ogni legna brucia, pianta che innesca, fuoco medicina: |Prioma-rospoarancio, donna di torrenti, disse a predire, fuoco fà soffrire, la invocano pagè, a curare febbri. Yanomami morte, è rito di passaggio, lascia ai discendenti, ceneri di ossa, per fare comunione, osteofagico rito, a superar paure, e anima librare: ogni umano possiede, anima Nobolebe, nuvola di fumo, da corpo si solleva, durante cremazione, verso il cielo leva, manca nel bimbo, nei morti non cremati, dispersi o uccisi a fiere, errano in foresta, soli o a schiere; seconda anima è Monise, ombra oppur nagual, durante vita alberga, nel totem animale, ragno aquila o giaguaro, uccide yanomami, se uccidi suo animale. Durante cremazione, si uniscono le due, lo Spirito del sogno, con Anima vitale, poi in altro mondo, van da Wadawadana, giudice dei morti, che smista fiumana. Piangono hekurà, la morte di un pagè, lasciano suo corpo, quando è moribondo, mentre se ne vanno, cielo divien scuro, piove tuona e scaglia, folgori con fumo; danze frenesia, attorno al moribondo, lo chiamano fratello, figlio o papà, mostrano oggetti, di sua proprietà, imprecano gridando, la sorte che verrà. Acqua umidisce, tabacco tra le labbra, piangono a dirotto, donne e maschi insieme, cadavere abbellito, con piume di sparviero, dipinto di rosso, su pira fuoco vero; da varie abitazioni, tizzoni catastati, su legna incenerisce, amaca col corpo, acre odore e fumo, si unisce al crepitio, parenti ballan strazio, lanciano sul fuoco, frecce con faretre, ceste e oggetti del defunto, esprimono dolore, senza disappunto; dopo qualche ora, cadaver consumato, cener raffreddata, è raccolta con ossa, entro una cesta, prese dai parenti, saranno consumate, nei riti di un |Rehao. Yanomami festa, invitano amici, sparsi in foresta, attorno a nonno fuoco, mito agnacorami, occasione di legami, baratti e strategie, scambiano regali, parenti con amici, Pesce selvaggina, cibo nella fossa, chiude intero rito, cenere di ossa. Uomini riuniti, inalano epenà, mangiano banana, sgarbo se ne resta, invocan hekurà, picchian piedi a terra, calata la notte, entran donne in scena; al cenno del pagè, danzano con passi, 4 avanti e dietro, due a due fan canti, frizzi e provocazio, ad uomini rivolte, su amache distesi, danno le risposte; tutti innamorati, prescinder dai legami, rischiano villaggi, di giunger alle mani, duelli con disfide, dialoghi ed affare, culmine Reaho, brivido di gare. Alba fine festa, abbracciano felici, inalano epenà, pagè tutti riuniti, seduti sulla terra, in dialogo ritmato, suggello e garanzia, opera ha compiuta, Reaho di fratellanza. jurema_cantos.m4a
lume091-C'era una volta una foresta dove cresceva un albero così alto che sembrava unire la terra al cielo. Un ragazzo vi salì e non scese più: da lassù capì che cambiare altezza significa cambiare pensiero. Poco lontano, un bambino costruì un palazzo di gelato e un altro inventò numeri che nessuno aveva mai contato. Gli adulti sorridevano con indulgenza, ma intanto il mondo diventava più grande. Nella stessa foresta vivevano i bambini Yanomami, che sapevano che gli alberi parlano al vento, che i sogni insegnano quanto i maestri, e che l'immaginazione può diventare cura, memoria e coraggio; la loro numerazione va da uno fino al tre (mahu orakabe orakataue), poichè uno produsse due, due produsse tre, e tre produsse bruka, la moltitudine dei diecimila. Nei villaggi Yanomami, quasi tutti sono pagè,, sentono cioè la chiamata del loro spirito, si bagnano al fiume e poi escono, parlando di affetto e desiderio che trasmettono con sguardi e suon; i loro bimbi son gioiello della comunità, mentre amano e temono la pioggia, e credono che il mare, che mai hanno visto, sia la culla de mondo intero. La foresta è il loro tempio e oracolo, e i pagè fan previsioni, accurate su clima, arrivo di ospiti, piogge o siccità, tempeste e altri eventi come epidemie o calamità: i pagè non fuggivano dalla realtà, ma imparavano a guardarla con gli occhi degli animali, delle piante e degli spiriti, perché ciò che cambia lo sguardo cambia anche il destino. Questo è il segreto che Milton Erickson avrebbe raccontato senza mai spiegarlo: quando una persona scopre una nuova immagine, comincia già a vivere in modo diverso, la mente segue le metafore come il seme segue la luce. Perfino Leopardi, che vedeva la Natura matrigna e indifferente, riconobbe nell'immaginazione il dono più prezioso concesso agli esseri umani: non per negare il dolore, ma per renderlo abitabile, trasformandolo in poesia, speranza e significato. Anche Jung, ascoltando i Pueblo del New Mexico, intuì che il mito non è un'illusione infantile, ma un linguaggio antico con cui l'uomo continua a dialogare con il mondo. Così Cosimo, nella fiaba del Barone rampante rimane sull'albero, Rodari continua a inventare storie, i bambini Yanomami osservano la foresta, e ogni essere umano, quando immagina, pianta un albero invisibile dentro di sé. Le sue radici affondano nella realtà, ma la sua chioma cresce verso l'infinito. Forse la più grande forza dell'uomo non è dominare la natura, ma immaginare nuovi modi di abitarla.

92:lume092-Siona oggi trecento, sul rio Putumayo in Colombia, si rifugiano nella selva madre per preservare la loro cultura. Nei loro miti, Sole, Luna e Tuono, insieme ai fratelli Pleiadi e a una sorella, abitavano la terra come giganti e bevevano yagé; la sorella, ebbra, cade e vomita, mentre Luna beve senza visioni. Questi spiriti avi arrivano nella selva per aiutare i Siona a curare l’ecosistema e rafforzare l’identità della comunità. Insegnano la preparazione del yagé e poi ascendono ai cieli, mentre la sorella Pleiade si trasforma in vento, alberi e formiche, fissando il mito. L’universo Siona è composto da cinque piani, con dischi interconnessi, il primo sotto terra, fino all'mpireo di metallo sopra tutti. La terra ha due lati, ikako e yeki kako, e gli esseri che li attraversano mutano forma: umani come uccelli, animali come giaguari, anaconde, rane e pecari guidano gli sciamani, mentre pesci portano piante come il mais. L’interazione tra i lati regola pioggia e cicli naturali. L secrezione della rana Phyllomedusa bycolor, il Kambo, viene usata dai Siona e studiata da Lattanzi per attivare meridiani, favorire sogni attivi e trattare dipendenze.# |SIONA di Colombia, del rio |Putumayo, trecento rimasti, dal tempo coloniale, rifugian selva madre. Siona mito narra, Sole Luna e tuono, a Pleiadi fratelli, hanno una sorella, vivon tutti a terra, come giganti umani, e bevevano yagé: sorella ebbra avan visione, cade da sua amaca, vomita e sparge feci, mentre Luna maschio, beve senza visioni; questi spiriti avi, giunsero alla selva, ad aiutare i Siona, a curare ecosistema, con forza dei cacique, identità che torna: insegnano ai Siona, a fare la bevanda, poi ascesero ai cieli, mentre sorella Pleiade, mutasi nel vento, alberi e formica, e fissa ciò nel mito. Siona universo, fatto a cinque piani, gran dischi in relazione, piatti di fontana, sotto terra il primo cielo, secondo e terzo cielo, sopra tutti sta, Empireo cielo metallo; dove incontrano i fiumi, esiste la colonna, che connette i primi tre, abitati da entità. La terra tien due lati, ikako e yeki kako, ikako quan si sogna, o si beve iko, gli esseri ai due lati, passano il confine, subendo mutazioni, umani come uccelli, mentre gli animali, giaguaro ed anaconda, raganella e pecari, giungono di quà, prendendo forma umani, guidano sciamani, mentre i pesci là, appaion piante mais, quando vengon quà; interazion tra i lati, è base della vita, pioggia cade qua, se attività è di là, ovver si beve chicha. |Kambo secrezione, di anfibio raganella, Phyllomedusa Bycolor, nel libro professore, che Giovanni |Lattanzi, usa a sviluppare, suo metodo di cura, che attiva i meridiani, con il secreto Kambo, usando in sinergia, Kambo e radice Boca, a trattare dipendenza, e sogno attivo essenza.| Romulo racconta la sua vita nell'Amazzonia, tra Perù e Colombia, dove vivono Matses, Ashaninka e Siona, tra giaguari, caimani e rane arboree. Matses/Ashaninka sono cacciatori-raccoglitori su palafitte, coltivano yucca, banane, canna da zucchero, e comunicano con spiriti delle piante e totem animali. Il Sapo Kambo, muco di rana arborea, viene applicato su ferite: induce visioni premonitrici, forza fisica e percezioni acuite per la caccia. I Siona del Putumayo, pochi sopravvissuti, praticano yagé per connessione ai cieli, agli antenati e agli spiriti, con miti di Pleiadi, Luna e Sole; i riti prevedono tre notti di bevuta, canti e visioni, dove lo sciamano guida il novizio attraverso trasformazioni e rinascita simbolica. Ogni esperienza fornisce conoscenze su animali, piani dell’universo e rimedi. Il pajè spiega scopi di cura o caccia, tracciando patti con gli spiriti e indicando luoghi di preda. Gli Awa, nomadi della selva, praticano Karawara alla luna piena, cantano e viaggiano nello iwa, incontrando antenati e spiriti animali. Giovani apprendono osservando, mentre animali allevati diventano compagni, preservati e protetti. Tutti questi popoli intrecciano natura, mito e conoscenza pratica, con riti che insegnano, proteggono e rafforzano la comunità.# Romulo narra, sua storia Amazzonia, vissuta in Perù, confini con Colombia, terra di caimani, malaria febbre gialla, vivono i Matses, giaguari e arborea rana, tra Siona e Yanomami. |MATSES e Ashaninka, cacciator-raccoglitori, fanno palafitte, la pioggia spesso inonda, durante la stagione, ai tropici di norma, umido ambiente, caldo appiccicoso, coltivano yucca, zuccheri e banane; alfine di cacciare, devon comunicare, con spiriti di piante, e totem animale. Romulo ha un amico, Sandro Matsigenga, ha figli e due mogli, del clan Ashaninka, dorme con le piante, sogna il loro uso, se a genio gli vai, ti insegnano infuso: lor usano 1 secreto, di un arborea rana, qual mezzo caccia-pesca, medicina umana, phillomedusa versicolor, detta Sapo Kambo, è un antico pagè, che in loro va cantando; muco pelle raganella, sfregan su ferita, sul corpo cacciatore, farà circolazione, ad avere sogni, premonitori su animale, preciso luogo caccia, li aiuta una solanace: pianta fiuto |Nu-Nu, durante il rito sapo, serve acuire sensi, a caccia nella selva, verde polvere tabacco, a cener mescolata, unita a kambo-saliva, sfregata o inalata: pelle va spellata, da ramoscel rovente, il sapo liquefatto, si applica su piaga, a zona ustionata, ugual capocchia spillo, corpo scalda e arde, suda fa scompiglio, brucia da interno, cuor martella corre, ogni vena arteria, senti aprir nel corpo, a permettere la corsa, sangue burrascoso, vulcano ridestato, corpo erutta acquoso; van fuori controllo, funzioni corporali, sbavare e lacrimare, orinare e defecare, sommerge ogni rumore, corsa martellante, sangue accelerato, dolor divienta grande, respiro affannoso, desider lui morire, lo stomaco tien crampi, inizia a vomitare, tutto affievolisce, esausto cade al suolo, perde conoscenza, risveglia nel Dio tuono: la forza muscolare, erculea in ogni posto, visione approfondita, al buio senza sforzo, sopporta senza cibo, rincorre gli animali, e vari giorni vede, con sogni magistrali. |SIONA di Colombia, del rio Putumayo, trecento rimasti, dal tempo coloniale, lor religione rispose, a repressione esterna, rifugian selva madre, ricevono bevanda, forza dei cacique, identità che torna, a curare ecosistema. Siona mito narra, sciamani primordiali, Sole Luna e tuono, a Pleiadi fratelli, hanno una sorella, vivon tutti a terra, come giganti umani, e bevevano yagé; insegnano ai Siona, a bere bevanda, sente pleiade più giovane, ebbrezza avan visione, cade da sua amaca, vomita e sparge feci, mentre Luna maschio, beve sen visioni; appreso a ber yagé, ascesero ai cieli, mentre la sorella, mutasi nel vento, alberi e formica, e fissa ciò nel mito. Siona universo, fatto a cinque piani, gran dischi in relazione, piatti di fontana, sotto terra e primo cielo, secondo e terzo cielo, sopra tutti sta, Empireo cielo metallo; fine mondo è dove, si incontrano i fiumi, nel grande lago dove, è colonna che connette, i primi tre piani, abitati da entità. La terra tien due lati, ikako e yeki kako, ikako quan si sogna, o si beve iko, gli esseri ai due lati, passano il confine, subendo mutazioni, umani come uccelli, mentre gli animali, giaguaro ed anaconda, raganella e pecari, giungono di quà, prendendo forma umani, guidano sciamani, mentre i pesci là, appaion piante mais, quando vengon quà. Interazion tra i lati, è base della vita, come dicon Tzutujil, che attività di là, influenzano di quà, pioggia cade qua, quando la gente là, beve chicha birra mais, che sparge pure al suolo. Siona fino anni 60, cerimonie ayahuasca, calma crisi e pianti, causati da banchieri, Arsenio Yaiguaje, ultimo pajè, non lascia successore, tra i giovani urbanizzati, ora alcolizzati. Siona due volte anno, ora bevono iko, quan passa il pajè, del popolo vicino, riunioni conviviali, di gruppi familiari, si narrano esperienze, vissute in altro piano, con minuzia dettagli, dei luoghi visitati, esseri incontrati, costumi e riti dati: alcuni esseri sono wati, abitan ovunque, foresta fiumi e cieli, come mbwiri africani, son diversi per tipo, come i wati dei morti, o i wati inviati, o encantos e altri; wati arrabbiati, san dare malattia, in casi debolezza, come nei neonati, mentre i Bain sono, gente come i Siona, vivono altri piani, amano yagè, li visita sciamano, in forma di giaguaro, quan beve suo yagé. Ingrediente base caapi, masticato a lungo, sfibrato ed ingerito, o macerato in ore, beve acqua filtrata. Sama conosce molte liana, per cottura o manducazio, le coltiva e le prepara, per diversi riti bevanda, varie liane importate, da zone gruppi diversi, alcune tolta la corteccia, scende amar sapore, o aggiunge additivo, foglie Diplopterys cabrerana, o specie Brunfelsia, che i piedi intorpidisce, come tabernaemontana, apprendistato accelerato, con yoco e tabacco, o Psychotria in tempi magra, oppure datura, usata raramente, permettono mutare, in serpente o giaguaro. Yagè preparato, in capanna collettiva, usan precauzioni, a evitare che guasti, o rendere visioni, fuori controllo, se donna beve troppo, rischia un aborto, incinte o mestruate, restano in disparte: donna dopo il parto, si lava tutti i giorni, 40 giorni dieta, prima di far cuoca, al Siona sciamano. Rito collettivo, invita tutti quanti, ai giovani maschi, è scuola di Arsenio, che canta a guidar visioni, come vie sonore, prima i canti di chiamata, di spiriti yuxin, seguon canti stabilizzanti, poi icaro a vedere, poi i canti di congedo; nel corso rituale, visioni collettive, invocate e controllate, dal pajè maestro, dopo il tramonto, alla casa yagè, presso la foresta, ognuno amaca da sè, appende e prende posto, nella capanna che: sciamano prova il thè, poi arregla ogni tazza, con canti e foglie secche, a dar vision volute, beve sin tre tazze, verifica qualità, se produce buon visioni, altrimenti va gettar, rito interrompe, per ricominciar. Se visioni son buone, inizia a cantare, lo aiutano assistenti, a vestirsi rituale, corona e baston di piume, di uccello guacamayo, cioè spirito del sole, il primo sciamano, che viaggia nel cielo, uccello su spalla. Bevon partecipanti, a turno dopo Arsenio, che regola lor yagé, tornano a sdraiarsi, sua amaca ciascuno, nel corso della notte, fin cinque tazze a bere, tra pause di 2 ore, chi mastica canna zucchero, va bilanciare amaro. Saman mentre canta, da flauti accompagnato, durante le visioni, fedeli entrano là, vedon gente yagé, bella decorata, comunican con loro, e copiano i disegni, su proprie facce Siona, e su amache vedranno, samano tal giaguaro, anaconda od ocelot, che esce da capanna, a far visita a quei clan. A termine del rito, 1 bevanda temperata, chiude cerimonia, riunione viene sciolta, pajè spiega visioni, esperite da gruppo, se scopo era cura, spiega causa malattia, il wani del malanno, e i rimedi per guarire; se scopo era caccia, Cacique narrerà, il patto concordato, con wani di animali, nel corso del suo viaggio, luoghi e tempi indicherà, a trovar prede animali, donate da lor wani. Visione collettiva, stimolata da pajè, a inizio cerimonia, anticipa nei canti, ciò che incontreranno, tutti alle visioni, dettagli di colori, e geometrie ulteriori. Siona vedono tre tipi, individuo sposato, che ha provato bevanda, il secondo è cantante, ha bevuto più a lungo, ha esperito stacco corpo, con visioni altro lato; terzo è indovino, che vede giaguaro, Curaca in lingua quechua, sa visitare i piani, secondo sviluppo, Dau potere accumulato, con bevuta regolare: dau è come num, sostanza fisica che cresce, nel corpo del maestro, nel lungo apprendimento, dove lo studente, sperimenta visioni, naturali e culturali, alternando isolamento, dieta emetici selva, banane verdi pesci e uccelli, le mature son proibite, almeno per un mese. Dau conferisce, potere a medicine, maestro canta sopra, attiva loro forza, induce pur visioni, con bevande più leggere, come yoco e alloro. Studente pronto beve, tre notti lo yagè, vive mito Pleiadi, ebbrezza vomito e diarrea, perdita equilibrio, seconda notte vede fuochi, bruciato e morso da serpenti, da macchine e anaconda, se resta sen paura, continua iniziazione, vede gente altrove; nella terza notte, vede Madre Giaguaro, o Madre Anaconda, che intona canti lutto, lo chiamano figlio, e lamentano sua morte: studente si vede, mutato in bambino, avvolto e allattato, da Madre Giaguaro, che poi lo allontana, studente è rinato, tra gente yagè, dau in lui fluisce, e riceve un nuovo nome. Studente e maestro, poi bevono insieme, eseguono viaggi, attraverso le pintas, piani di universo, ogni pinta è abitata, da disegni colori, e specifici canti, appresi a ogni ciclo, di tre notti yagè, passata ogni pinta, rafforza il suo dau; alla casa di tigri, invitati a riposarsi, mentre mestre spiega, al novizio ciò che vede, carriera del novizio, passa dai disegni, tatuaggi sonori, degli esseri che vede; se và da altri maestri, viaggia con loro, raggiunge altre pinta, acquista altri canti, cumula visioni, mantiene memoria, del lato in cui si trova, cosciente di apparenze, resta essere umano, ritorna su sua terra; vedon tutti i piani, solo abili sciamani, raggiungono la Luna, o cielo di empireo, fatto di metallo, che Dante pur descrive, con cori musicali, e rosa dei beati; alcuni da lontano, intravedon qualche piano, che poi li specializza, nel rito caccia o cura, contatto di animali, astri tuono e vari. |AWA gruppo indios, vive selva mentale, frutti e miel migliore, san dove trovare, caccian selvaggina, nomadismo stile vita, cerimonia Karawara, luna piena invita: viaggiano uomini, allo iwa della selva, entrano in capanno, portale tra 2 mondi, donne decorano mariti, piume avvoltoio, 1 resina per colla; giovani osservano, al chiaro di luna, arriva stato trance, 1 canto sufficente, canto si fa forte, i bimbi sono a nanna, nel capanno-tempio, a turno ognuno canta, incontrano lor avi, e spiriti foresta, in dimensione aliena, caccia è fortunata, Iwa è la dimora, di essenza di animali, ne allevano qualcuno, compagni degli umani; orsetti procione, cinghiali avvoltoi, se 1 cucciolo di scimmia, entra in famiglia, vien nutrito al seno, mai sarà mangiato, se torna in foresta, è hanima preservato. libro_altrove_incensi-sapopineale.m4a
lume092-Medusa Regina, figlia di Re Forco, in isole occidentali, eredita il trono, di Corsica e Sardegna, dimora dei Giganti, custodi di memoria. Su navi tra i nuraghe, guida le sue genti, saggia e coraggiosa, aleggia nel silenzio, custode oracolare, migra a radicare: ricorda essere intero, conquista il mondo interno, gigante del Tirreno, dal Ponto e la Crimea. Medusa Steno Euriale, son figlie del Tirreno, sovrano di occidente, giunto dall'oriente, Gorgoni erano dette, figlie a quel sovrano, reale e mitizzato, in Corsica e Sardegna. Sorelle pur regnanti, nei culti lunari, vegliano i confini, terra-mare e vita-morte. Medusa regina, combatte gli invasori, venuti anche dal mare, suo padre contro Atlante, in battaglia navale, subisce la sconfitta, e muore annegato, Lei pianta Orniello manna, a memoria di suo padre, che vien divinizzato, come dio marino. Atlante avanzò col tempo, patriarcale e verticale, e Regina mai sconfitta, mutata venne in mito, tra rocce dei Giganti, volti scolpiti al vento, oracola sua voce: Noi veniam dal Ponto, da un mare scuro e antico, dove Amazzoni guerriere, attraversano memorie, fin acque di Amazzonia, a occidente dei nuraghe, un unico respiro. Regine oracolari, di presso al mare scuro, guardano la stirpe, dei culti della dea, poi vennero gli dèi, del cielo a spezzar tutto, ci resero nemiche, chiamandoci gorgoni, i Giganti resi pietra, memor fossilizzate. Medusa con suo sguardo, rivelava verità, del cielo e della terra: non temer suo sguardo, ma temi ciò che in te, rifiuta di esser visto. Tra pietra vento e mare, Hannah Lynn ricorda, memorie di Sardegna, in Pauli Arbarei, tombe dei giganti, giunti per via nave, dal mar della Crimea, sede delle Amazzoni; dopo la migrazione, vi fu frammentazione, tra amazzoni e gorgoni, giunte anche in Brasile, portando il culto antico, di stirpe nata al Ponto.

144:lume144-Lisa coglie prugne, in un campo di olivi, tra spinosi prugnoli, e susine succose, il suo gesto è pazienza, mentre il vento sussurra, parole e ricordi: il pruno fiorisce nel gelo di fine inverno, simbolo di perseveranza, rinascita e fedeltà a sé stessi: il fiore non aspetta che il mondo diventi facile per sbocciare. |Prugne e Prugnole, Susino e varie spose, fioriscono a marzo, fruttifican d'estate, ricche in polifenoli, fibre e vitamina C, aiutano intestino, pressione e glicemia. Le prugne secche antiossidanti, sei volte in più di quelle fresche, mentre il succo prugne, è tonico e depurativo, il potassio che contiene, regola pressione e drenaggio, adatto in caso stipsi, o di affaticamento. Prunus spinosa protegge, depura e trasmuta, suo frutto aspro è curativo, ogni spina una soglia, sua bacca blu tiene pruina, ignorata e addolcita, da gelo ammezzito. Se accogli un dolore grezzo, puoi mutarlo in medicina, la guarigione chiede attesa, come il gelo che ammezzisce, rende dolce l'amaro, ogni spina ha un suo segreto, non respinger la tua ombra. Tu sei custode e coglitore, della tua innata verità, la pazienza sia la via, la saggezza è già nel cesto, nella forma di proverbi: Chi cena a buon ora, non cena in mal ora; non aspettar dolore estremo, per iniziare tua crescita.| Prugnolo (Prunus spinosa) è un arbusto magico, spinoso e protettivo, che cresce lentamente e produce drupe blu aspre, ricche di vitamina C. Fiorisce prima delle foglie, in marzo-aprile; i frutti maturano tra luglio e ottobre, dolcificati dai geli. Simbolo di soglia e resistenza, protegge case, cura febbri, mal di gola, epistassi, e depura sangue. Cresce lungo scarpate, utile per siepi. Le sue drupe si usano in salamoia, infusi, tisane astringenti, e come blando lassativo. Prugna coltivata (Prunus domestica) si divide in tre gruppi: europei (freddo), americani e giapponesi (climi caldi). Mirabolano (Prunus cerasifera, detto marusticano o brombolo, è un rustico portainnesto e frutto vigoroso, cresce spontaneamente e produce frutti dissetanti e succosi (amole, cagnetti). Nei campi abbandonati, i pruni inselvatichiscono e formano frutteti spontanei simili a miceli. Le Zucchelle (varietà rustica emiliana) venivano usate come tutor per viti e gelsi. Pyracantha (agazzino è arbusto spinoso sempreverde, detto roveto ardente o espino de fuego. Fiorisce in primavera e produce grappoli di bacche rosse, arancioni o gialle in autunno, amate dagli uccelli; ornamentale e difensivo, resiste a gelo, caldo, smog e salsedine; usato per consolidare scarpate; può essere infettato da Erwinia (batterio del fuoco batterico), che ne lacera la corteccia. In Nord America, specie migratorie (pettirossi, merli, tordi) si nutrono delle sue bacche fermentate. Questi uccelli, ubriachi, collidono con finestre e auto, creando scene grottesche e tragiche. I nativi americani chiamano Toyon la pianta con bacche rosse simili al pyracantha. La simbologia generale è quella della soglia tra natura selvatica e sacro, tra difesa e rivelazione. Il frutto spinoso cura e apre visioni: non tutto ciò che punge è ostile, a volte è custode di un sapere antico.# Prugnolo (Prunus spinosa) è un arbusto spinoso, antico e magico, che protegge case e attira fauna. Frutti blu-viola, aspri, ricchi di vitamina C, con pruina protettiva. Le sue drupe usate in salamoia, infusi e tisane. Ha poteri astringenti, diuretici e febbrifughi. La prugna coltivata ha varie specie: europee, americane e asiatiche. Il Mirabolano, rustico portainnesto, è vigoroso e versatile. Pruni selvatici creano frutteti spontanei. Arbusti come Pyracantha completano l’habitat, attirando uccelli e resistendo a climi difficili.# |PRUGNOLO cresce lento, è Prunus spinosa, diffuso ogni dove, da 4 a mezzo metro, chioma irregolare, corteccia lucente, tronco contorto, o cespuglio potente; bian fiori avan foglie, ermafroditi a 3, fiorisce marzo-aprile, matura sette-otto, aspre prugnole, han vitamina C, e velo di pruina, aiuto per diabeti, riduce glicemia, drupe blu bevande, se ingentilite ai geli, sembrano ammezzire: credenza popolare, di magico arbusto, ospita bene-male, nello intrico rami, piantato avanti case, protegge dai lampi, da fuoco e malattie, 70 anni lo guardi; macchie su scarpate, fitte siepi uccelli, prugnole in salamoia, con corniole rosse, fresche o secche, tisane astringenti, blando lassative, purganti e diureti: depurano sangue, al posto di olive, lor liquida cottura, tampona epistassi, mal gola in gargarismi, legni resistenti, fior corteccia foglie, forza febbrifuga, vince raffreddori, febbre e fatica cura. |PRUGNA ha tre gruppi, Prunus coltivato, Euro Siria mirabolani, 2 susi americani, 3 susini giapponesi, cinesi ed indiani, i susini europei, han bisogno di freddo, i cino-giapponesi, a caldo adattamento; Susino Prunus domestica, frutto coltivato, sa inselvatichire, in campagna abbandonato: pianta mai innestata, rustica propaga, macchie di frutteto, concentrico espande, come miceli funghi, la varietà emiliana, ha più polloni aggiunti; pruni Zucchella, crescono sani, facile propaga, da polloni o trapianti, Zucchelle sfruttate, come tutor di vite, consociate a siepi, mariti a gelsi file. Prunus cerasifera, rustico Mirabolano, detto marusticano, brombolo di eurasia, serve portainnesto, a varietà di prugne, resiste gelo e caldo, adatta dovunque. Mirabolani frutti, cagnetti di Romagna, competon infestanti, crescono in fretta, amole detti, come susine dissetante, saporite succose, a solstizi estate. |PIRACANTA Agazzino, è Roveto ardente, Espino de fuego, arbusto sempreverde, folto spinoso, contorta corteccia gialla, bruna da adulta, 3 metri eretta si alza: sottil fusti marroni, fà disordinata, produce densa chioma, con lunghe spine, fiorisce primavera, piccin fiori stella, bianchi profumi, a insetti che inebria; autunno pyracantha, matur frutti tondi, grappoli rossi, pomi eduli polposi, rimangon su pianta, tutto 1 inverno, pappagallo ghiotto, con tordo e merlo. Pyracantha coccinea, siepe ornamental, vistose fioriture, e frutti invernal, vegeta in boschi, e radure sotto sole, cugina a biancospino, e rosace signore; batter fuoco attacca, Erwinia amylovora, infezione appassisce, e lacera corteccia, piante spesso usata, x siepi impenetrabi, con ibridi colori, consolidan scarpate. |Mohave varietà, ha frutti arancio-rossi, Solei bacche gialle, talea legnosa offri, a primavera autunno, dimora sotto ombra, regge freddo e caldo, salsedine e smog. Passeri stormi, mangiarono bacche, congelate e scongelate, quindi fermentate, in Florida o Russia, lungo autostrade, piovono a terra, con grappa nella pancia, sembrano ammalati, depressi e raggruppati, perdono equilibrio, sui Mango e altre piante. |Pettirossi americani, migrazione annuale, mese di febbraio, da nord in California, oltre nutrizione, cercano |inebriare, massiccia dose frutti, è sbornia collettiva, di arbusto Pyracantha, rosa firethorn, e Agrifoglio bacche di Natale, piantate attorno a case, collidono finestre, e fanno clown in aria. I nativi chiaman toyon, frutti rossi di tal piante, che attiran pettirossi, e altre specie uccelli, ingozzano in eccesso, ne mangian sino a trenta, pur tre settimane, baldoria inebriamento, confusi fanno giochi, su macchine e su case, subiscono incidenti, o cattiverie umani. |Agrifoglio corteccia, usano per conciatura, gli indiani California, e i frutti del Toyon, arrostiti e mangiati, per sidro inebriante, visioni oppur deliri, dopo ingurgiti abbondanti. libro_storia-cinese_bertuccioli.m4a
lume144-Si narra che il Pruno nacque da un inverno troppo lungo: la neve copriva ogni sentiero, e molti credevano perduta la primavera. Ma un piccolo albero di nome Mei, custodiva nel legno una memoria segreta: sapeva che il gelo è solo una prova del cuore. Così il Pruno fiorì per primo, quando ancora cadeva la neve, e insegnò agli umani che l'amore consiste, nel continuare a sbocciare, dopo ogni stagione difficile. In noi esiste quel Pruno, talvolta si manifesta come un formicolio, un desiderio che emerge, chiede di esser visto accolto e condiviso: è la vita che bussa alla porta, del corpo e dell'anima. Quando ami, non trattenere ciò che senti, ma non diventarne schiavo. Ascolta le emozioni come il vento tra i rami: alcuni amori restano e altri passano, tutti hanno qualcosa da insegnare. Lasciati attraversare dalla gioia e dal pianto, dall'incontro e dalla distanza, dal desiderio e dalla tenerezza. L'erotismo più prezioso rivela e trasforma, come il Pruno Mei che fiorisce nella neve, ogni amore porta un dono, anche quando non dura. Chi impara a custodire quel dono, senza amarezza, scopre che il cuore può perdere un fiore, senza perdere la primavera, e nel silenzio ritrovato, una voce sussurra: ama senza paura, perché ogni vero amore ti riporta a te stesso.

158:lume158-|moscario: detto |fly-agaric, rosso come labbra, filtro e merce scambio, ebbrezza visionaria, onirica presenza, nei sogni di bambini, rifugio di elfi e fate, narra un viaggio antico: fuor schemi consueti, è il coraggio di avventura, con pizzico paura, o mitica follia, a scioglier le catene, reali o immaginarie, esplorare sogni e mete, per esser più felici. Giornata senza |risata è giornata sprecata. Fungo fatto in vari modi, effetti inebrianti e curativi, questo sanno i contadini, per vincer depressione e migliorare digestione; sua raccolta è un rito gioioso, che scompagina routine, a scoprire connessione, tra natura e gioia umana. Contadini italiani, mangian tempi magra, |Agarico-Moscario, in aceto preparato, riduce suoi effetti, oppure esseccato, inebria umani nervi. Liguri contadini, suoi principi attivi, espellono in diuresi, provano ebbrezza, a vincer depressione, rimedio tal fungo, insegnano a igienisti: tenero ovolaccio, una volta consumato, colto a Maggio Ottobre, presso |Garda-lago, bollito sotto sale, o piano essicato, viene conservato, x stagione fredda.# Agarico colto, in tardo autunno, messo a purgare, in bacile acqua, acqua ricambiata, 10 giorni tutti, infine ammannito, come amari frutti; aggiunto a lenticchie, o minestrone, se vomito inizia, dopo quattro ore, tutta la faccenda, risolve in sette ore, digiuno sera prima, evita malore. Solubile in alcol, muchamor sostanza, a lungo riscaldata, ammoniaca rilascia, rallenta il cuore, che atropina riattiva, sciamani di |Siberia, propiziano sua sfida; prima di cercarlo, ingrazian sua natura, gettano + offerte, dentro rito fuoco, quan lo troveranno, dimostrano la gioia, con coccole e canti, con cura fan raccolta; pian piano delicati, a mezzo di rametto, attenti gioiosi, raccolgono il folletto, quelli + piccini, intenso color rosso, hanno + narcosi, e seccan senza sforzo: a forma bolo-palla, a lungo masticato, in 1 solo colpo, inghiottito consumato, a prevenir disturbi, durante digestione, a dosi vien assunto, dispari numerazione: 1 fungo e mezzo, o 3 5 sette, segue tale linea, se scelta consente, muchamor agisce, entro mezzora, espansione gioia, ebbrezza prima ora, riflette la raccolta, se fatta con gioia, danza e meraviglia, avverti desiderio, |muoverti-e-danzare, lavorar o |parlare, interazion sociale.| Amanita muscaria, fungo rosso con macchie bianche, ha una lunga storia di utilizzo, come rimedio e sostituto del vino, specie in periodi scarsità. Batista-Grassi medico, lo descrive in 800: il fungo è usato a curare la tristezza e migliorare l'umore, con effetti euforici che si manifestano dopo il consumo. Le sue proprietà psicoattive sono state sperimentate da diverse persone che hanno trovato sollievo da depressione e malinconia attraverso l'assunzione di piccole dosi. Il fungo è legato a tradizioni culturali, specie tra i popoli siberiani dove è detto Mukamor, viene utilizzato in rituali e come alimento. La pratica di bere urina per prolungare gli effetti dell'amanita è comune, e si narra di leggende che coinvolgono la sua assunzione per contattare entità spirituali. Il fungo ha importanza rituale anche tra gli slavi, che lo utilizzano in cerimonie e scambi culturali: storia fiaba e mitologia evidenziano il suo ruolo nella medicina tradizionale e nelle pratiche spirituali, dove Amanita muscaria diviene un simbolo di connessione tra natura, cultura e spiritualità.# |Amanita MUSCARIA, |Batista-Grassi medico, scrive in 800, muscario rimedio, supplisce al vino scarso, a causa fillossera, reca gradi ebbrezza, in epoche di magre: esso cura disistima, e la peste emozionale, Agarico di fiabe, lo chiamano dorata, tignosa mattacchion, bianco ovolo cocca, fratello al Cesarion, terrestre solitario, di selve aghifoglie, ama pure querce, in luoghi pure aperti, vegeta in Estate, fino tardo Autunno, lontano dalle strade, è Cappuccetto rosso. Uomo di selva, caccia e raccoglie, consuma pure funghi, vari ogni volta, ha incontrollata voglia, di ridere spesso, maggior empatia, delizie e tormento: ne bastano due, a dare inebriamento, se son trangugiati, senza masticare, 150 grammi, pesa 1 ordinario, calcola Batista, medico italiano: 1 grammo funghi secchi, egual 22 freschi, lui cura uomo triste, gli dà 200 grammi, pone in zuppa verdure, fritti nel burro, dopo mezzora, ha vertigini e subbuglio, sente su arrivare, sdraia calmo suolo, x un paio di ore, ha immagini di gioco, allegre e pur vaghe, vive fantasie, si alza canta e urla, salta e schiamazza, ride a piacere, quan vuole si contiene. Infine tal paziente, dorme intera notte, a mattin mi dice, ho goduto mia sorte, tutto intero giorno, tristezza era passata, felice mi rivela, fungo è toccasana. Altro giorno mangia, fungo fresco 2 grammi, mastica a lungo, in paese |Rovellasca, seguono altri 2, il giorno ben si sente, infine 3 e ancor 3, benessere si estende: umore calmo gaio, limpido il pensiero, muscoli + forti, lavora e parla allegro, pranza in appetito, ride e fa schiamazzo, poi visita un malato, allor diventa serio, ma uscito lui riprende, a ridere vociare, normale suo respiro, le guance accalorate; alle ore nove a un tratto, ogni sintomo taceva, il giorno dopo ancora, allegro resisteva. Nonna raccontava, che pure sua famiglia, un tempo fu colpita, in profon malinconia, prostrata da + lutti, malarie da curare, ingoiano il muscario, decisero provare: la cura dura giorni, + settimane a fare, 1 grammo secco a testa, vanno continuare, già dopo due ore, arriva buon umore, calore circolante, famiglia nutre amore. Batista poi descrive, test sulle donne, una soffre depressioni, dolori e doglie, gentile signorina, solita ber vino, 28 anni sana, ha corpo gracilino: ingoia lei 2 grammi, agarico seccato, fa colazione a pane, cappuccino caldo, arrivano tremori, di correre ha voglia, lievi capogiri, perde sua vergogna; parla balbetta, vuol piangere sfogarsi, ha guance accalorate, poi va rilassarsi, dopo due ore, prende altri due grammi, con acqua accompagnati, inizia fare salti; crede essere brilla, come se ha bevuto, dice che negli occhi, ciò è riconosciuto, comica scollaccia, e deplora imbarazzo, recita su piazza, grida a tutto campo: sgridata sta suo posto, poi fà osservar, sono un pò ubriaca, gran bene mi puo far, pupille dilatate, normal temperatura, dopo di 2 ore, addormenta quieta pura; sveglia e ritorna, saltare dir scemenze, libera fa scherzi, senza interferenze, cena frugalmente, e i sintomi van via, allegra tien piacere, fino le ore sette, poi mattina dopo, vergogna un poco sente. Emilia robusta, 3 grammi fungo secco, misto a zabaglione, solleva tronco legno, forza con amore, e parla a suo marito, senza alcun pudore: ebbe tentazione, a bere sua pipì, passa fuor la notte, cantando sin mattina, ringrazia del raccolto, presso domo fuoco, allegra tutto giorno, lavora e fa riposo. |MUCHAMOR sacro fungo, Amanita muscaria, Wa paq di Tartaria, fungo parlante amato, in Siberia a Lapponia, sostituisce vino-cibo, e fa veder la storia, quando celebran rito: nato da saliva-pioggia, o sputo di Gesù, pur diavolo lo assaggia, ma resta svenuto, lo usano gli slavi, emigrati in ogni luogo, in Italia viene usato, quando vino è vuoto. Sub-artica usanza, recuperare e bere orina, quando effetti inebrianti, vanno cessando, e offrono pipì, pure ad ospite speciale, urina cervo o renna, invitano a partecipar: inebriato a sua volta, fa stesso gesto, diluita sua pipì, fino al settimo grado, come omeopatia, muscario fungo fù, 1 prezioso commercio, in regioni lontane, scambiato di certo. Narra leggenda, che otto coriachi, per contattare ayami, van presso case ricchi, usciti ad orinare, intercettan lor pipì, la bevono di fiato, e inebriano così. Muscaria nome dice, succo di tal fungo, suo latte fatale, a mosche insetti vari, il lappone viandante, sciamano santa Klaus, lo mastica con latte, nel mito renna volante. Uppsala accademia, spedì Linneo in Lapponia, vestito da Sami, e tamburo local prova, esso apparteneva, a saman Nilsson Pont, in carcere morto, per conversion rifiuto, 8 giorni incatenato, senza acqua e cibo, lui mai rinnega, suo culto curativo. Fungo slavo e tamburo, religione natale, presso slavi di Etruria, in patera rituale, un piatto sagomato, a forma fungo cappello, butterate verruche, con umbone in rilievo: boleto sta x piatto, 1 patera per funghi, vaso pasto rituale, a slavi rossi fieri, con estatico sorriso, ascoltano storie, dei Bersek confine. Buon muchamor fungo, allegro fa cantare, lo usano kamciatki, coriachi e tuvani, umani e animali, lo sentono a naso, in terre siberiane, ha storia millenaria; amico come vino, visionario inebriante, cura ed alimento, che ispira pure Dante, cresce dappertutto, in foreste betulla, usato con tabacco, nella Siberia brulla. Inebriante essiccato, in buche di ritrovo, acido ibotenico, muta in muscimolo, urina lo conserva, ebbrezza si riversa, a dosi molto alte, dorme la coscienza. |AmanitaMuscaria, raccolta in mesi caldi, essiccata si conserva, anche tutto anno, |Tungusi con minestre, usan 1 al giorno, gira tra i corpi, ebbrezza di ritorno: 1 o due ore dopo, comincia eccitamento, allegri e tumultuosi, canta senza freno, suo spazio visionario, a ganja lo avvicina, suo muscolare spasmo, alla coca lo confina: si preparano Tungusi, avanti assunzione, con moduli rituali, x sua |interrogazione, effetto dura giorni, pause con ritorni, al centro della yurta, viaggia sciamano, con spiriti aiutanti, a mezzo fungo fiato. libro_altrove_soma-bersekindra.m4a
lume158-Alice in Wonderland, fiaba di Lewis Carroll, esplora stati di coscienza, dove si vivono esperienze, animistiche intense, riapre psiche a immaginario, con linguaggio di Tolkien, mondo di elfi fate e gnomi, realtà autonome in stupore, come insegna il Kikeone, o il fungo siberiano, |Muchamor moscario. Alice è una bambina curiosa, segue un coniglio bianco, e cade in un mondo assurdo: il Paese delle Meraviglie, illogico e mutevole. Cresce e rimpicciolisce, incontra creature strane, il Cappellaio Matto, poi segue lo Stregatto, e la Regina di Cuori, partecipa a dialoghi senza senso, e subisce metamorfosi, fisiche e identitarie, come in Flatlandia. Alla fine si risveglia, era tutto un sogno, ma il viaggio lascia un segno, nella sua identità, lei comprende assurdità, di convenzioni sociali, e in mezzo al caos cerca un senso, sfida logiche imposte. Alice è la mente critica, che non smette di stupirti, dubitare e immaginare, poiché crescere vuol dire, preservar la meraviglia.

180:lume180-Molti popoli tradizionali hanno riconosciuto nella festa una medicina della comunità: dopo la pesca, i Payagua si riuniscono per bere, cantare, suonare le maracas e danzare insieme. Il tempo del lavoro lascia spazio al tempo condiviso, che rinsalda i legami e restituisce equilibrio. Paolo Mantegazza osserva come danza, musica ed ebbrezza rituale accompagnino numerose culture indigene, come modi per modificare lo stato di coscienza e rafforzare il senso di appartenenza. Anche la danza dei dervisci trasforma il movimento in contemplazione. La festa non interrompe soltanto il lavoro: interrompe anche il tempo lineare. Ricorda che l'essere umano non vive solo di produzione e rendimento, ma di alternanza fra azione e gratuità, fra fatica e celebrazione. Rousseau osserva che l'uomo, prima della civiltà moderna, seguiva il ritmo delle stagioni, dei raccolti e dei bisogni del corpo. Con il tempo degli orologi e della produttività, il ritmo naturale si spezza e il tempo diventa misura, disciplina e potere. Ritrovare il tempo della festa significa allora ritrovare il tempo dell'anima: un tempo in cui memoria, presenza e immaginazione tornano a respirare insieme.| Il sogno mostra un'immagine in cui Verdefesta è una collina verde attraversata da un movimento condiviso, un piccolo fiume che trova il mare senza forzature, bambini, piedi nudi, una festa che emerge dalla vitalità stessa del paesaggio. Jung e Von Franz la chiamano prospettiva del Sé: una visione più ampia dell'insieme. Il sogno mostra molte persone che spontaneamente convergono nella stessa direzione: ciò spesso rappresenta complessi psichici che hanno finalmente trovato una direzione comune, è una migrazione naturale. Il mare è il grande inconscio. Tutti sanno dove andare. Anche il fiume. Il sogno dice: Non hai bisogno di vedere la meta. La direzione è già iscritta nel movimento. Serpeggia dolcemente, anch'esso cerca il mare. Per Jung il fiume è spesso il tempo della vita. Vorrei bere ma non posso. Perché è come se fosse una mappa. Per bere dovresti farti umano tra gli umani. Von Franz dice: l'Io osserva ancora la vita, non la vive completamente, per nutrirti dell'acqua devi incarnarti. Entrare, non contemplare. Bateson aggiunge: Tu sei nel livello della mappa, l'acqua appartiene al territorio, la mappa non è il territorio. Per bere serve il corpo. Milton Erickson usava continuamente metafore di persone che osservano qualcosa senza ancora entrarci. L'inconscio mostra una situazione: la festa è già iniziata, il fiume esiste, la direzione è giusta, manca solo un passaggio: entrare. Per Jodorowsky il simbolo vuole essere incarnato, non interpretato, così lui vede il sogno in modo teatrale, dove l'atto psicomagico sarebbe: andare davvero a bere da un ruscello, o mangiare un cocomero i nell'erba. Per Groddeck, l'Es sa già dove andare, l'acqua non discute, scorre, l'Es ha già deciso. Tu stai cercando di sistemare le carte, l'Es invece sogna una collina, un fiume, gente, bambini, estate, surf, come se dicesse: il progetto è vivo, smetti di controllarne tutta la forma. Kaplan-Williams distingue il messaggio universale dal messaggio personale. Universale è acqua → nutrimento psichico, collina → prospettiva, mare → totalità, festa → energia vitale. Personale è la Libertà della verdefesta, libertà è vivere con accanto un grosso cocomero per tutto agosto. Il sogno risponde mostrando una collina verde, un fiume, gente scalza, estate, bambini, movimento, mare. Il cocomero appartiene allo stesso campo simbolico, è acqua resa frutto, estate che si può mangiare, abbondanza semplice. 
lume180-Seba sogna di osservare dall'alto una grande collina di prato verde. È agosto, molte persone, soprattutto indigeni a piedi nudi, scendono verso un mare che non vede ma che intuisce, perché alcuni portano tavole da surf. Accanto a loro un piccolo fiume serpeggia dolcemente nella stessa direzione. L'atmosfera è di festa: nessuno appare affannato, qualcuno sembra quasi sciare sull'erba, altri saltellano, come se la gravità non fosse un peso ma un invito. Qua e là compaiono bambini, come germogli di qualcosa che sta nascendo. Seba vorrebbe scendere a bere l'acqua del fiume, ma non ci riesce. Comprende che sta osservando una mappa: per bere dovrebbe farsi umano fra gli umani, entrare nel paesaggio invece di contemplarlo dall'esterno. Al risveglio riaffiora una frase pronunciata il giorno prima da sua moglie: Libertà è vivere con accanto un grosso cocomero per tutto il mese caldo di agosto, la riconosce come una Verdefesta. La vita scorre già verso il mare, anche il piccolo fiume conosce la strada; finché resta spettatore può vedere l'acqua, ma non dissetarsi. Alcune comprensioni chiedono di essere vissute prima di essere comprese. Chiediti: quale parte della mia vita sta già cercando il mare, mentre io continuo a guardarla dalla mappa? Dove la vita mi invita a entrare nel paesaggio invece di osservarlo?

216:sogni64-lume216 |L'OMBRA: Assassino represso, primitivo e impersonale (ciascuno muore per mano di qualcosa che sfugge al suo controllo; ciò che fa paura è il terrore di morire quando questo sia ancora evitabile; assassinare qualcuno significa sottrargli anni preziosi e impedirgli di seguire il processo di realizzazione: bada a non essere l'assassino del tuo potenziale migliore, usa ciò che più ti spaventa per scoprire ciò che fai per sconfiggere te stesso). Vittima sconfitta (il viso del rifiuto reclama di essere amato. Noi rifiutiamo solo noi stessi, nessuno può rifiutarci benché possa dirci di No; per evitare di perdere, perdiamo; per sfuggire la punizione ci puniamo; per impedirci di vincere sconfiggiamo noi stessi; per suscitare il rifiuto agiamo indegnamente. La chiave per cambiare è mostrare direttamente la nostra vulnerabilità, invece di far soffrire gli altri con le nostre tattiche accusatorie: tuo compito p manifestare le tue paure e i tuoi sentimenti facendo scelte concrete per cambiarli). Avversario che ti minaccia con grandi occhi e bocca piccola (siamo maggiormente avversati quando, fermi sulle nostre posizioni, rifiutiamo di aprirci; i nostri avversari vengono solo quando sono chiamati, possiamo non desiderarli, ma il nostro rifiuto è di una parte di noi stessi che condanniamo o evitiamo: usa il num per distruggere ciò che deve finire. Tuo compito è opporti a cuore perseguendo i tuoi scopi e i comportamenti da essi evocati). Sciocco astuto e istintivo (il suo viso distorto ti fa ridere o guardare altrove (siamo continuamente gabbati dalla nostra innocenza e incoscienza; abbiamo bisogno che i nostri raggiratori ridimensionino la nostra presunzione: smetti di identificarti con false chimere e falsi ideali, in modo da poter affrontare la realtà; ridi e aggiusta le cose per non piangere quan le cose vanno storte. Tuo compito è infrangere la tua abituale visione delle cose per guardarle sotto una luce diversa). |Parlare a tempo è arte di parlare, in bocca chiusa non entrano mosche.| Il Tabacco selvatico, Mapacho, cresce in luoghi abbandonati, ama il sole, fiorisce da giugno a ottobre e produce semi densi di nicotina. Tutte le parti della pianta contengono sostanze attive: foglie medicinali per dolori, spasmi o punture, macerati e infusi, e un potente narcotico stimolante e sedativo. Gli Aztechi, Yanomami e altri popoli nativi lo usano in rituali e cerimonie: aspirano il fumo per guarigione, meditazione o comunione spirituale. Il fumo e il mastico servono a lenire il corpo, stimolare la mente e favorire l’armonia sociale. Mapacho attraversa il mondo: Europa, India, Cina, Giappone e Americhe, portato da esploratori e ambasciatori, associato a devozione, pace e protezione. In alcune culture è simbolo di dono, alleanza e guarigione. L’uso prolungato comporta rischi: irritazioni, ansia, disturbi cardiaci, dipendenza. Ma a dosi limitate, rispettando la misura, è un balsamo per nervi e memoria. Pituri australiano funziona similmente: rituale, sociale, misurato.# TABACCO selvatico, Azteco |Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Semina da marzo, in serra poi vaso terra, tutte parti han nicotina, narcotico forte, foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatici e dermatiti; nicotina è concentrata, ideale insetticida, macera le foglie, a bagno 10 giorni, 1kg pianta in 10L, se secche fà infuso, efficaci per un anno; polvere di foglie, per fiuto o masticazio, accumula sali, nutrienti per il suolo, Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma. Tabacco + Cenere, provoca PH basico, nel cavo orale, va placca ritardare, nel fumo pur presenti, carboline MAO inibenti, accumulo permette, serotonina umana, o tripta sanpedro, mentre nicotina, stimola e deprime, attività nervosa, alternativamente. Pagè Yanomami, aspirano suo fumo, e usano infuso, per cura isteria, applicano foglia, su pancia paziente, ascoltano gorgogli. Yanomami avi, masticavan thara-thara, foglia che ubriaca, a tutti non andava, piange Hasoriwe, che mastica con doglia, commosso Tomiriwe, dona un altra foglia. Hasoriwe riceve, semi avvolti in foglia, li mise nella pigna, ascolta come usarli, pulisci del terreno, brucia local sterpi, sopra i semi soffia, canto tonsigen, coprili con terra, plantula trapianta, coprila con foglie, Sol cosi non brucia, aspetta gran fogliare, staccale dal nervo, sopra Iwari fuoco, appese fai seccare. TABACCO dura a lungo, quando voglia tieni, macera due foglie, in acqua con cenere, rotola tra gengive, mastica forze vive. Hasoriwe fece salti, tanto fu il piacere, andò nella foresta, divenne cuki-cuki, anche Tomiriwe, muta nella selva, e diventa Raganella. Yanomami oggi, coltivano Tabacco, invocan Tomiriwe, se vedon piove poco, finchè fecondi i semi, e possa tabaccare, raccolto abbondare. Semi Tabacco, un esploratore porta, ad ambasciatore Francia, Giovanni Nicot, lui vive a Lisbona, li semina intorno, il fumo cura mali, corti vecchio mondo; al fumo del tabacco, associano idee, di religione e devozione, tra popoli nativi, pianta rivela e vola, con navi di ambasciate. Cosimo de Medici, la coltiva a Firenze, con limoni e patate, la fuma nei convita, il fumo nicoziana, al cuore dà calore, in palazzi o capanne, sa lenir dolore; Tabako è pipa Haiti, |calumet dei Lakota, la pianta è Cohiba, Sairi nel Perù, in Messico è yetla. Raseno narra islami storia, un giorno |Maometto, va deserto inverno, incontrò vipera gelata, ebbe compassione, al suo vestito scalda, ma questa morde e salta. Maometto nel dolore, evita rancore, non vuole sua morte, veleni sugge fuori, sputa giù a terra, tabacco ne nasce, miracolo che purga, contrasto tra 2 razze. Tabacco giunge a Giava, India e Malesia, Cina e Giappone, con navi e carovane, Siberia Africa Australe, ocean di nicoziane; ne mastican bambini, |Tciukci siberiani, lentamen la cicca, spazzolan i denti, lo fumano donne, con molta voluttà, nomadi fan fiuto, pipa della pace: entra portatore, in circolo accende, al sole la volge, e al capo la tende, con caminetto in mani, dopo + fumate, a ospite la porge, sugella patti e pace. Tabacco anti-scorbuto, dilaga tra le navi, equipaggi e soldati, la cercano in empori, novizio tiene nausea, freddo pallore, ai muscoli vertigi, diarrea e vomitone, piano si avvezza, a tale veleno, fin sopor ebbrezza; suo uso prolungato, produce dispepsia, grosso e rosso naso, con anoressìa, ogni nuova gioia, è pure nuovo vizio, sorgente di guai, se manca la misura. Tabacco nervoso, ansia o timidezza, terrore da visioni, fotofobia visiva, delirio alcuni casi, visioni animali, sepolte antiche fasi. Nicotismo continuato, irrita mucose, pur se fumatore, conforto ha nel dolore, e sente meno azione, di chi mai la fuma: orina con sudore, fenomen secondari, nati da un aumento, pression arteri vasi, tabacco a basse dosi, stimol nervo vago, contrazio muscolari, a stomaco e invaso; veleno nicotina, è cardiaco vascolare, come Belladonna, su cuore vasi sale, Nicotismo acuto, paralizza cuor respiro, palpitazion dispnea, angina croni abuso, produce alienazione, soffre evacuazione, respiro e glossite, dolor addominale, corizza e catarro, o asma bronchiale, pelle fa gialla, foruncoli eruzioni, su gambe anestesia, convulsi movimenti, vertigini elevate, angoscia maniacale; se limiti ti poni, sapiente consumo, balsamo ai nervi, moneta scambi curo. |PITURI solanacea, Duboisia hopwoodi, tabacco australiano, viene masticata, foglie polverizzate, mischiate ad acacia, è come nicoziana: sue foglie mescolate, con ceneri alcaline, di piante calcinate, fan bolo rituale, passato bocca in bocca, a gerarchia aborigena, a riposo vien posto, dietro lobo orecchio, pelle pure assorbe, vien modo salutarsi, due amici in incontro, prendon 2 boli, scambio è masticarli, pur poco tempo, poi riconsegnati. 
lume216-|TABACCO selvatico, Azteco Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Foglia alleata ambigua, tien misura e veleno, in impasti infusi e cerimonie, dove il corpo ne scambia, stimolo e anestesia, e sopravvivenza rituale; nel mito Yanomami, è usato per guarire, vedere e stabilire, alleanze invisibili, fumare in comunione, tra spiriti e comunità, tra corpo e visione, la soglia è sempre mobile, ma fuor di cerimonia, il limite è il dosaggio. Respiro nicoziano, oscilla stimolo e quiete, nel corpo il fumo entra, come spirito vegetale, lascia emergere altro spazio, in cui dissolve identità, attraversa nervi e respiro, tra guarigione e dipendenza, ogni inalazione pare un patto, tra varie identità. Seminata da marzo, in Puglia fino in Cina, ha foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatismi e dermatiti, nicotina in tutte parti: macera foglie insetticida, foglie secche in infuso, efficaci per un anno, a bagno 10 giorni, 1kg a pianta in 10L, nicotina concentrata. Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma, assieme con la |Cenere, produce |PH-basico in bocca, che ritarda la placca, e inibisce pure MAO, a favorir serotonina, mentre sul nervoso, nicotina stimola e deprime, alternativamente.

234:sogni36-lume234 |TRANSIZIONE: punto tra un luogo e un altro. Il sognante scala la montagna. La maggior parte delle persone desidera stare dove si trova o lanciarsi in successiva impresa senza risolvere ciò che si è lasciato alle spalle. Operiamo una transizione quando poniamo un termine laddove possiamo, prendendo tempo per riflettere su chi siamo ora, e chi possiamo diventare. Ci siamo liberati da ciò che è venuto prima e non ci siamo ancora attaccati a ciò che deve venire. Operare una transizione significa ritrovare se stessi nel presente. Durante la giornata concediti delle pause tra le cose, così potrai abituarti a prendere tempo per i passaggi più importanti della tua vita. IMG8: Uccello giovane è spinto fuori del nido (quando è il momento vai, sia che tu lo voglia o meno: affronta le tue resistenze al cambiamento, manifestandole e abbandonandole). Dea apre le sue braccia alle onde (per viaggiare lasciamo il vecchio per abbracciare il nuovo: sii coraggioso grazie alla disponibilità all'accettazione). Foglie cadono dall'albero (conta ciò che impari da un esperienza, non l'esperienza in sè: dì arrivederci e non lasciare nulla in sospeso). Treno si ferma per un istante (lo scopo stesso ci fa andare avanti: abituati a cessare le tue attività, non solo ad iniziarle). La sabbia corre lungo il collo della Clessidra (il tempo puoi solo spenderlo saggiamente: scegli il modo in cui passare da una cosa all'altra). Amanti si spogliano l'un l'altro per la prima volta (gli inizi ti rivelano solo ciò che sta accadendo in questo momento, non ciò che accadrà: sprigiona nuova energia solo dopo aver esaurito la vecchia). Il sognante attraverso un ponte sull'abisso (l'unico posto dove andare è il luogo dove già ti trovi: limita la tua visione al luogo e al momento contingenti). Luna nuova spunta nella notte (rendi onore all'energia quando si manifesta, non quando è troppo tardi: adegua la tua vita al disegno naturale del Dao, che si manifesta in questo momento e non a un ideale). Ottobre 4, a san Francesco tordi al desco, 15 ottobre |santaTeresa, tordi a distesa| Casuario è uccello della foresta pluviale australiana (Kakadu), simile a piccolo struzzo, multicolore, aborigeni del nord lo chiamano “giardiniere” perché semina foreste. Piumaggio ricco e vistoso, paragonato al pavone indiano di Krishna per estetica e funzione attrattiva, questo mostra la coda lentamente, in un rituale estetico e riproduttivo; comportamenti simili osservati in tacchini, galli del paradiso e uccelli dei Caucaso, che si esaltano con frutti fermentati (es. Schotia brachypetala, albero pappagallo ebbro) provocando lieve ebbrezza. Colomba-rosa (Columba meyeri): Mauritius, stretta relazione con tre piante (Aphloia fandamon, Styllingia fangam, Lantana valerianacee); popolazioni decimate da manguste introdotte dagli inglesi. Pappagallo di Molucche (Eclectus linnei) danza aprendo e chiudendo ali, produce suoni in cadenza, esibisce piumaggio e acrobazie. Uccelli Paradiso (Paradisea, Cicinnurus regius): specchiano il piumaggio ai raggi del sole, mimetismo con fiori del cibo; comportamenti estetici e riproduttivi complessi. Maestri costruttori (Burung-guru, Amblyornis inornata) maschi, costruiscono capanne e giardinetti ornamentali con fuscelli e orchidee, per corteggiare le femmine; alcuni, come Chlamydodera maculata, costruiscono cimiteri e gallerie rituali, decorando con conchiglie e ossa.# Imitan |CASUARIO, uccello giardiniere, aborigeni del nord, in foreste Kakadu, piccolo struzzo, che semina foreste, multicolor livrea, come Pavone indiano, che Krisna teneva. |PAVONE di Krishna, apre coda bellezza, si esalta pian piano, giunge a rapimento, oltre riproduzione, tacchin galli paradise, cantan sfoggiano sfogo, estetiche sfide., come uccello dei Caucaso, che si inebria con bacche, di luppolo liana, così insegna a Osseti, a preparar la birra. Lieve ebbrezza accade, se un frutto fermenta, oppure molto sbronzi, pur diversi giorni, su Schotia brachypetala, nativo di sud Africa, drunken PARROT tree, albero pappagallo ebbro. McKelvey ornitologo, studia |Colomba-rosa, Columba meyeri, di isole Maurizio, che ha intimo rapporto, con tre diverse piante, Aphloia fandamon, Styllingia fangam, famiglia euforbiacee, e Lantana valerianace. Inglesi alle Maurizio, introducono |Mangusta, Colombi decimati, da tale carnivoro, che trova sul terreno, abbondante selvaggina, incapace volar via. |PAPPAGALLO di Molucche, Eclectas linnei, si alza e abbassa danzando, con la sua voce, suono in cadenza, apre ali si molleggia, strambe acrobazie, canzona e pavoneggia; altro sublime, |PARADISEA piumaggio, nomade in alba, al tramonto và sui rami, + alti di foresta, come in adorazione, specchia suo piumaggio, ai raggi del sole, si estasia svolazzando, di ramo in ramo. |CICINNURUS regius, è uccello Paradiso, che ha stesso colore, dei fiori suo cibo, chiamato kuning-besar, lo imitan papuani, accade mimetismo, in uomo e animale. |BURUN-guru, Amblyornis inornata, uccello maestro, che imita ogni verso, o grido di uccelli, variando sue note, in ogni momento, i cacciator confonde: è uccello sapiente, che costruisce case, luoghi di piacere, in varie stagioni, riuniscono + maschi, x femme corteggiare, detto |Tukan kobon, spir da contemplare; bellissime capanne, giardinetti amore, costruisce con fuscelli, poco marcescenti, di 1 orchidea che cresce, sopra rami alti, davan suo nido arreda, cortile antistante, fior frutti funghi, insetti ornamenti, altri costruiscon, gallerie e pergolati, tutti ornati a diletto, con gusti esteti, Chlamydodera maculata, costruisce cimiteri: gallerie di ritrovo, usate molti anni, decora conchiglie, crani e ossa bianche, tali costruzioni, ispiran dormitori, per adolescenti, corteggi ritrovi. libro_pappagallobianco1_marie.m4a
lume234-In un tempo antico, gli uccelli tropicali univano bellezza e destino, mostrando piumaggi e mercanzie, come segni di corteggiamento, salute e potere. Tra essi stava il pappagallo Kusu-koso, voce e ponte tra mondi, custode del passaggio tra i vivi e antenati: nel culto Bwiti e tradizioni bantu, è creatura sacra come la colomba, portatrice di messaggi. Ecco la sua leggenda: dopo il diluvio, quando l'Arca di Noè galleggiava sulle acque, fu mandato il corvo a cercare la terra, ma il corvo non fece ritorno, perdendosi nel ciclo della morte e della rinascita. Allora Noè, inviò il pappagallo, allora ancora grigio come la nebbia. Il pappagallo volò a lungo, esplorando il mondo intero con pazienza, infine tornò con una noce di palma, segno di vita ritrovata. Noè pregò che potesse parlare, e gli fu donata la parola, degli uomini e degli spiriti. Da allora il pappagallo, divenne messaggero tra i mondi, e le sue penne della coda, si tinsero del rosso dei Kombo, sacerdoti del sacro; quelle piume divennero chiavi rituali, nullaosta per i viaggi nell'aldilà. Evanga narra che nel 2010, durante una iniziazione, mancò una sola piuma rossa tra i candidati. Una donna, già immersa nel Legno Sacro, vide un posto di blocco invisibile, le chiedevano un nullaosta; il segno era chiaro: mancava la piuma del pappagallo. Nel cuore della notte, fu necessario cercarla fino al mercato, dove fu acquistata a prezzo moltiplicato, come offerta di riparo. Da allora si ricorda, che nulla del rito può essere trascurato, perché ogni dettaglio, è soglia tra i mondi, un articolo del trattato.

241:sogni65-lume241-VIANDANTE. Il Viandante continua il cammino iniziato dalla rondine: dopo aver ritrovato una forma per dire ciò che era rimasto nascosto, occorre tornare nel mondo senza confondere la propria identità con la ferita. Il Mistico devoto interiore attraversa il mistero mantenendo un rapporto con ciò che lo supera: non si perde nell'esperienza, ma la lascia diventare sapere interiore. Anche il Solitario percorre una parte del viaggio da solo; la solitudine può diventare uno spazio nel quale raccogliere ciò che è stato compreso, prima di poterlo condividere. Il Cercatore trasforma l'insoddisfazione in ricerca: ciò che è stato subito non deve diventare una prigione definitiva, ma può aprire una domanda nuova. Infine il Viaggiatore libero e impavido torna a muoversi verso luoghi e relazioni ancora sconosciuti. La rondine mostra così il primo gesto della liberazione, il Viandante il suo seguito: uscire dal luogo della ferita, cercare, attraversare, incontrare; non si tratta di fuggire da ciò che è stato, ma di impedire che il passato diventi l'unico territorio possibile. Anche una vita ferita può tornare a conoscere il mondo. Barbanera ricorda: Marzo 25 torna la Rondine, 16 agosto san Rocco, la rondine fà il fagotto, 6 dicembre san Nicola di Bari, la rondine passa i mari. Una rondine non fa primavera (une hirondelle ne fe pas le printamp); ma quando le rondini tornano, qualcosa nell'aria è già cambiato.| La Primavera risveglia la vita: germogliano piante, sbocciano fiori, volano farfalle, ritornano uccelli migratori come rondini e allodole, si vedono lucertole, picchi e rane, si moltiplicano insetti. Piccioni e colombe si nutrono di bacche fermentate fino a stordirsi, amano semi psicoattivi come quelli di papavero e canapa, che stimolano canto e corteggiamento. Pamela cita 24 specie di uccelli nei querceti della valle Biedano, tra cui cincie, ghiandaie e picchi. La ghiandaia imita altri uccelli e semina querce; l’averla infilza prede su spine; il tordo rompe lumache su sassi. Il picchio tambureggia per segnare territorio e scava rifugi con argilla. Proverbi contadini e comportamenti animali anticipano cambiamenti meteo: rondini basse annunciano pioggia, gabbiani a riva segnalano vento. Le cinciallegre divorano bruchi e afidi, difendendo frutteti; altre specie come cuculi e fagiani mostrano comportamenti nuziali. Tutti gli esseri viventi svolgono ruoli in un sistema interconnesso: dalle micorrize tra piante e funghi, ai legami tra prede e predatori. Corna, creste, bargigli, aculei e peli fungono da sensori bioelettrici: animali e piante scambiano impulsi, rivelando l’intelligenza sottile della biosfera.# Primaver risveglia, e contagia la vita, le gemme si gonfiano, il prato si colora, con Fiori e Farfalle, Pesci fan capolino, aumentano Insetti, per Rane insettivor. Lucertola si scalda, Rondini nel cielo, Passeri sui tetti, 1 Picchio tambureggia, nei campi le Allodole, fischian melodie, Storno lascia gruppi, in macchia rivive. |PICCIONI e COLOMBE, amano le bacche, fino ad ubriacarsi, incapaci in alcunché, camminan stuporosi, facil catturarli; assumer tali bacche, è necessità piccioni, che se tenuti in gabbia, scelgono morire, alle isole Maurizio, sen piante psicoattive. Samorini scrive, che varie specie uccelli, amano semi papagno, canapa e bacche, entran nei magazzini, i passeri golosi, li stimola a cantare, più a lungo con ardore, e corteggi con amore: allevator di Canarini, oppure Pappagalli, aggiungono alla dieta, semi canapa loquaci, per stimolarli al canto. Pamela elenca Uccelli, 鸟 niao 24 specie, che nidifican querceti, di valle Biedano, Cincia bigia e Ghiandaia, Picchio muratore, Piccho verde e rosso, mangiano sui tronchi. Uccelli equiparati, a spiriti invocati, guidano anime di re, e di moribondi, viaggi iniziandi, nei mondi aldilà, a conoscere avi. |AVERLA uccel canoro, infilza sue prede, le sbrana facilmente, su aculei di siepe, insetti e cavallette, con rane e topolini, spia dal suo cespuglio, pieno di bottini. |TORDO dopo guardo, spezza le lumache, con guscio sopra sasso, divor tale animale, formiche Tordi morti, scheletri han puliti, aci-formico antigermi, resti han digeriti. |GHIANDAIA Garrulus glandarius, imita verso di Poiana, cioè Buteo buteo, poi semina querce, durante settembre, 1 penna azzurra di ali, rivel sementi posti. Impara canti uccelli, di Merlo e Cinciarella, |Cinciallegra e pettirosso, codirosso e capinera, e passera di Italia, ascolta molte volte, apprenderai passivo, a riconoscer verso. Comunican bestiole, predatori avvento, con grida differenti, allarme o spavento, stridono le Cince, gridan uii Fringuelli, raiss fa Ghiandaia, Conigli batton piedi. |PICCHIO seduttore, martella ramo secco, fa rullo di tamburo, con rapido suo becco, segnala 1 territorio, zona nutrimento, formiche picchio raspa, sopra il mio tetto. Picchio ha fucina, di pigne frantumate, incunea in fori tronco, scaglie sfilacciate, Scoiattolo le strappa, gli avanzi fa cadere, estrae semi oleosi, è ghiotto con piacere. Picchio suo rifugio, mura con argilla, x mettersi a riparo, da + nemici grandi, in mezzo la corteccia, mette noci e grano, caccia + insetti, a spirale vola plano: su cespugli vedo, Averla capirossa, Lullula arborea, e Martin pescatore, 1 Falco peregrinus, segue un Biancone, Allocco ed Assiolo, due strigiforme. |Proverbi-contadini, Aprile pioggia, Quercia lava e riveste, con Sughero e Fico, la folgore apprende, acque di Maggio, il fico apre la soglia, finchè s'infoglia, fesso chi si spoglia. Lepre ad Aprile, ha finito svernare, ma se coperta sta, il tempo va cambiare, uccello fici-fici, fa suono tintinnante, quando Primavera, diviene più costante. se |COLOMBA tardi, vedi tornare al nido, e vedi pure Stormi, arriva nembo infido, svolazza Pipistrello, segna tempo bello, volano Gabbiani, anche in legger vento: soffia tramontana, |Gabbiani uniti a riva, i becchi controvento, un rito di natura, preservano aria calda, evitan rovesciarsi, gabbiani al vento gelo, sanno adeguarsi. se |RONDINE vol bassa, la pioggia trova, se RONDINELLA sfiora, acqua con le ali, avvicina temporale, poichè i moscerini, scendono a trovare, aria e moti caldi, Rondine l'insegue, scende sfiora stagni: a san Benedetto, rondine sotto il tetto, ma quando riparte, certo arriva freddo, canto di Usignolo, modula il respiro, su note variazioni, notturno sospiro. coppia CINCE-allegre, vidi al frutteto, mangia in 1 giorno, fin ottocento bruchi, con prole da sfamare, diventano voraci, 1 Cuculo pur mangia, molti insetti vari: 1 coppia di Cinceallegre, nidia in campagna, sarà garanzia, contro afidi/carpocapsa, pernottano uccelli, su alberi arbusti, con prensili dita, tra i forti venti, batuffoli d'ovatta, nutrili con semi. Pavone e vari uccelli, a stagione amori, aprono le code, e influenzano i compagni, espongono + punte, al fine di accoppiarsi, Cince in vecchi nidi, e Gazze arbusti salti; frenesia degli ormoni, Fagiano fa parate, Lepre si esibisce, in duelli boxe rituale, ovunque nelle forre, ogni anno si alterna, ritmo nascita-morte. Le varie creature, fan simbiosi tra loro, nello schema micorriza, o preda-predatore, ogni vivente qui, è parte essenziale, di grande biosfera, per mana scambiare: ogni creatura svolge, ruolo sua natura, foglie alte più fini, servono il num, come punte di animali, peli ed aculei, disperdono e attirano, bio-elettrici impulsi: corna dei bovini, rinoceronte e cervo, creste e bargigli, galli oppure gufi, cavallo criniere coda, testa di cammello, giraffa lupo volpe, cani orecchie osservo. Vegetali ed animali, variano punte, metamorfosi e letargo, cambiano le mute, elettri crepitio, se accarezzi un gatto, fuori del giardino, bio-elettrico salto. 
lume241-Filomela ha perduto la voce, ma non la possibilità di raccontare. |Ovidio narra che, dopo la violenza subita e la lingua tagliata, ella ricamò sulla tela ciò che era accaduto, trasformando il silenzio in immagine e l'immagine in verità. La storia finisce con una metamorfosi: Progne diventa usignolo, Filomela rondine, Tereo upupa, e ciò che era rimasto chiuso nella casa può finalmente attraversare il cielo. La rondine diventa così figura di una parola che trova un'altra via quando quella abituale è stata negata. Anche il trauma può lasciare l'anima sospesa in un luogo dove paura, colpa e memoria continuano a ripetersi. Ma raccontare, essere ascoltati e incontrare uno sguardo capace di accogliere possono interrompere quella catena. La rondine non cancella ciò che è accaduto: lo porta fuori dalla stanza chiusa, trasformandolo in movimento. Questo Lume appare quando una parte di te ha bisogno di uscire da una storia che continua a trattenerti. Forse non puoi ancora parlare direttamente di ciò che hai vissuto, ma puoi cercare una forma attraverso cui lasciarlo respirare. Quale verità sta cercando una via per essere espressa? Che cosa potrebbe aiutarti a tornare a volare senza dover dimenticare ciò che è accaduto? Filomela insegna che anche una voce ferita può trovare un linguaggio.

250:sogni66-lume250 IL SAGGIO, il Veggente guida l’intuito e invita a dubitare e osservare; il Profeta mostra ciò che serve prima di poterlo comprendere; la Sacerdotessa insegna servizio e devozione, svincolando dal possesso; l'Insegnante esprime paradosso e compassione, indicando la via della maestria di sé. Attenzione ai dettagli e cura di ciò che è sacro ricongiungono corpo, mente e spirito. Il Ponte unisce tempo e spazio, sogno e realtà, guidando verso chiarezza e comprensione globale. |Veggente intuito accessibile ma non sicuro: la saggezza è l'essenza delle esperienze, giusto principio al momento opportuno; ogni verità è relativa al contesto entro il quale esiste, tuttavia, per avere la giusta prospettiva, dobbiamo vedere le cose da un punto di vista esterno a noi stessi; tuo compito è riflettere sulla situazione, cercando il modello che la mostri nella sua globalità. Profeta ci rivela ciò che abbiamo bisogno di sapere prima di essere pronti a saperlo; essere consoni al momento, sia in atteggiamento che azione, implica abilità a vedere oltre il tuo tempo, lungimiranza o chiarudienza: tuo compito è impegnarti a seguire maggiormente le tue intuizioni, in ciò che dici e nel modo in cui agisci). Sacerdotessa ti ispira con sua devozione verso ciò che è più grande di lei (serviamo ciò che è sacro facendoci veicolo dell'energia della fonte, essere guidati significa che tutto ciò che abbiamo ottenuto è posto ai piedi della divinità. Ci spogliamo del senso di possesso fino a giungere ad esser come il nulla, allora possiamo servire un centro situato in noio e oltre di noi: tuo compito è cercare le verità eterne in qualunque contesto spirituale tu possa trovarle). Insegnante esempio di paradosso, dai suoi occhi compassionevoli traspare il desiderio di vivere la tua vita per te (insegniamo agli altri ciò che noi stessi abbiamo bisogno di imparare; è più duro insegnare ciò che sai di ciò che non sai; nessuno è il miglior esempio della propria filosofia, essere sinceri verso gli altri rivela il meglio e il peggio di sè. Tuo compito è essere maestro di te stesso, cercando sempre nuovi modi e credenze).| Corvi e altri animali bevono uva e vinacce, perdono coscienza, come metafora di eccessi e distrazioni. Dun_qiang_gong e Asana del Corvo estendono e distendono la colonna, favorendo energia e concentrazione. Cornacchie e gazze lavorano in simbiosi con umani: proteggono, raccolgono, avvertono e custodiscono. Merli comunicano con linguaggio musicale, segnali d'allarme e corteggiamento. Gazze raccolgono oggetti luccicanti, ricordano leggenda di Niu Lang e la Zhi nu, la fata celeste, ponte tra Cielo e Terra. Ponte delle Gazze è armonia tra Yin e Yang, tra forze opposte, ricongiungendo ciò che è diviso. La leggenda insegna pazienza, vigilanza e interconnessione tra mondo animale, umano e divino.# |CORVI in stato ebbro, se mangiano uva e semi, oppure un erba-vino, son colti da delirio, bacchico da bacche, ai cani pure accade, e scimmia ed elefante che bevono del vino, perdono coscienza, di forza oppure astuzia, e si lascian catturare, senza resistenza. I maiali se ingrassati, con vinaccia uva, o come corvi e cani, amano inebriarsi. Dun_qiang_gong in ZQG, accovacciata statica al muro, Asana-del-Corvo, scorri con la mente, lungo colonna vertebrale, da prime vertebre cervicali, fino alle ultime sacrali, visualizzandole grandi, mobili e distaccate, sensazioni ricavi, di un rapido allungamento, della tua colonna. |CORNACCHIE in emozione, come le galline, quan contadino apre, il pollaio al mattino, reca cibo e calor vivo, permette razzolar giardino, così gracidan Cornacchie, in concerto al mattino, accompagnan nascer Sole, poichè vedono il Signore, chiamato Buddha in Asia, che apre un foro nella volta, insuffla calore vita, dal suo alito di luce, questo buco poi si sposta, lungo arco della volta, descrivendo il giro sole, barca del Ra d'Africa, nel giornaliero fiume latteo. Cornacchia vola ancora, tra Corvi a Tuscania, spazza le strade, con bianconera Gazza, da piccola addestrata, coglie mozziconi, mangiando uova nido, contiene i Piccioni: se tu hai pulcini, tosto lei li preda, ogni giorno al pomeriggio, li scambia per piccioni, proteggili con gabbia, se li tieni fuori, fino che li porti, dentro lor pollaio. |MERLO ha linguaggio, melodico flautare, centocinquanta strofe, diverse sa fischiare, corteggi e chiacchericci, delimi spazio cova, graduale duc-duc, o ghic-ghic allarme prova. Merlo avvisa tutti, con tsii + penetrante, Capriolo da 1 allarme, grido acuto grande, in Febbraio la Civetta, in amore fa uh-uh, se a notte sai imitarla, vien vicino pur. |GAZZA ladra di luci, magpie famil corvidi, cugin di Paradisea, e corvidi papuani, che studia Mantegazza, ha istinto raccoglier, oggetti luccicanti, uova bianche di galline, o nastri volanti: Papua nativi, cercano sempre, gallerie di Gazze, a ritrovare oggetti, persi a circostanze, asce di pietra, stracci color turchino, ornamenti artigiani, perfino oro vivo. Ponte della Gazza, narra leggenda di Niu lang, fata celeste che innamora, al contadino Zhi niue, che un bufalo possiede: settima figlia di Dio Cielo, scende a lago a fare bagno, il bovaro si innamora, dietro incanto del bufalo, uniti per un anno, ovvero un giorno in cielo, al settimo son divisi, e nasce lor tormento, tension tra Cielo e Terra, curato un giorno ad anno, per grazia intercessione, di spiriti uccelli, che forman loro ponte, per incontrarsi ancora. zhineng_lukchan47_61.m4a
lume250-Marzo marzotto, ogni merla ha suo merlotto: dal canto si riconosce la natura profonda di ciò che vive, poichè chi canta, ascolta la propria voce. Corvi e Cornacchie insegnano vigilanza, prudenza e adattamento. Merli e Gazze son memoria, dei tesori interiori, i tre centri Sanjiao, relazion tra cielo e terra, un giorno l'anno vanno in cielo, fanno il Ponte delle Gazze, un qigong del Fiore d'Oro, armonizzano gli opposti: lingua e saliva del palato, con la parola scende in ventre, collegando i meridiani, DuMai e RenMai, ciò realizza l'orbita cinese, che alimenta Jing in reni e osso sacro, nutre midollo cervello e viscere. Il fremito spontaneo nel Dantian, richiama flusso di energia, scioglie blocchi e tensioni. Corpo è veicolo di risveglio, se osservi tuoi schemi interiori, a regolare automatismi, di emozioni e pensieri. La lingua collega i due canali, poggia la punta sul palato, su radice incisivi superiori, reca saliva preziosa, che contiene molto qi, lascia accumulare in bocca, poi dopo inspirazione, manda giù tutta insieme: immagina una palla, che scende in DanTian, caricando forza Jing. DuMai inizia da punta coccige, risale lungo la colonna, fino a sommità della testa, poi discende avanti sul viso, finisce infine tra due denti, incisivi superiori. DuMai scorre dorsale, dai genitali alla testa, unisce i canali qi yang, che somma con il Jing, che nasce in Mingmen, e penetra spina e cervello. RenMai corre ventrale, da cavità pelvica al palato, serbatoio yin del corpo, inizia dal punto Huiyin, scorre su corpo anteriore, fino incisivi inferiori. Quando la lingua tocca il palato, inspira con ano sollevato, qi yang entra in Dumai, nutre midollo e cervello, espira e il qi scende, da sommo capo fin Renmai, e giù fino al perineo. Inspira successivo, qi risale in Dumai, circolando senza fine, orbita-cosmica-daoista, che unisce Dumai e Renmai, come laghi di acqua stagnante, fan fluire qi in eccesso, che inviano dove serve. |Jing-Qi-Shen è alchimia, nei tre |Dantian e tre |Sanjiao, che stimolati col Laqi, apre e chiude porte sensi, sciogliendo blocchi ed emozioni, nei dodici canali, che si alternano in sequenza: Polmone e Crasso, Stomaco Milza e Cuore, Tenue Vescica e Reni, Maestro-cuore e Triploscaldo, Cistifella e Fegato. Pensiero va dal perineo, a settima vertebra cervicale, fluisce ascelle e braccia, fino a punta delle dita, da dita torna a testa, fino a punta dita piedi, da qui sale addome e petto, e ritorna nelle braccia. Ponte di Gazze è un'esperienza, introspezione e connessione, al proprio corpo in auto-ascolto, o empatia fremito spontaneo, e nel tantra del |Kashmir, è richiama moto e pulsazione, che emerge naturale, seguendo tua coscienza energia.

293:ijing47.䷮-lume293-La Restrizione (困 Kùn), un Lago senz'acqua: quando le risorse si esauriscono o ritirano, rimane visibile l'introspezione della forza interiore. La persona nobile continua il proprio cammino anche quando mancano incoraggiamento, conferme e segnali esteriori di successo. L'amaro precede il dolce: la restrizione costringe a distinguere ciò che nutre da ciò che seduce soltanto. Anche le piante di questo lume insegnano che: non tutto ciò che è naturale è innocuo, e non tutto ciò che appartiene alla tradizione deve essere ripetuto. Il limite diventa quindi uno strumento di conoscenza. Quando l'acqua del lago diminuisce, bisogna conservare ciò che resta e usarlo con intelligenza. Quando le parole degli altri non bastano, occorre ritrovare una sorgente interna. La pianta amara non è solo un rimedio o un veleno: è un invito a riconoscere i confini. Cosa rimane di te quando vengono meno le conferme esterne? E cosa potresti imparare dalla restrizione che stai attraversando? Barbanera dice: Chi non ha gustato amaro non sa cosa sia il dolce.| Ebbio (Sambucus ebulus) è pianta erbacea della famiglia delle Viburnacee, cresce fino a 2 metri e fiorisce in giugno-luglio con corimbi di fiori dalle antere violacee. A differenza del Sambuco (Sambucus nigra), che è un arbusto legnoso, Ebbio emette un odore sgradevole simile a scatoletta di cani o gatti, repellente per i topi. Le sue baccheche maturano in settembre, sono nerastre e possono essere utilizzate per inchiostri e tatuaggi rituali. Ebbio è anche noto per le sue proprietà purganti e antireumatiche, con radici e corteccia che, se essiccate, agiscono come diuretici e purganti. Le foglie possono alleviare dolori reumatici, mentre il sambuco amaro è utile per ustioni, ferite e per trattare la tosse. Sambuco ha un'azione benefica su arti capillari e la vista. Phytolacca, Endod o uva-Spagna, è una pianta emetica usata a curare il colera e sverminare, specie la radice; le bacche viola mature, sono spremute a dare inchiostri per tessuti. In alcune regioni, Endod è usato a purificare fiumi contaminati da nematodi come la bilharzosi. Le bacche di Phytolacca americana invece, sono consumate dall'uccello Beccofrusone, che contribuisce alla diffusione della pianta, rilasciando i semi nelle sue feci. In India, l'albero Madhuca indica (albero Madhu) produce un liquore chiamato mahuwa, che i nativi bevono. La pianta è legata a un mito del dio Bhima, che dopo aver trovato un albero di Madhu con rami pieni di liquore, imita gli uccelli che si ubriacano e diventa ebbro insieme a loro.# EBBIO e |SAMBUCO, entrambe Viburnacee, ex Caprifoliacee, Sambucus nigra è solitaria, e ha il fusto legnoso, raggiunge i 10 metri, suoi fiori son corimbi, moltissimi per pianta, che fiorisce a maggio, con antere gialle. EBBIO o sambuchella, Sambucus ebulus, invece è pianta erbacea, che cresce in gruppo, arbustiva fin 2 metri, con unico corimbo, fiorisce a giugno luglio, con antere violacee, suo fusto se spezzato, ha un odore forte, di scatoletta cani o gatti, repellente ai topi. Sambuco di streghe, divien denso arbusto, frutta abbondante, bacche in Estate, sapor buono e marmellate: odorano corimbi, aggiungi a fare vini, con zenzero e menta, senza i tossici semini, infuso fior-frutti, contro freddature, cura tosse insonnia, piantala in Autunno. Sambuco amaro, contagia piante orto, Arvicole a odore, fuggono il posto, radici e corteccia, x unguento puro, fiori utili a sanare, ustioni con ferite, ulcera di pelle, di bocca e gengive; se triti corteccia, cura distorsioni, bacche dentro vino, tonico anti-tosse, artrite reumatoide, sfiamma vie respiro, cura artriti ascessi, tè alito pulito; se germogli verdi, mergi oli e sole, balsamo + giorni, mani dita screpolate, pelle secca emorroidi, foglie triturate, buon insetticida, estive passeggiate: bacca cura occhi, e visione di ipertesi, regredisce lesioni, congiuntive diabeti, pseudomona herpes, e virus influenzali, tè in gargarismi gola, e aiuto ai capillari. |EBBIO Sambuco nano, detto ebulo gebio, reca suolo fertile, se senti odore ebbio, sue foglie sfregate, nauseante mandorle amare; ebbio a settembre, ha bacche nerastre, porpora succo, usato a inchiostro Pane, a tatuarsi viso, in cerimon rituale. Ebbio ama sole, aumenta latte in puerpera, foglia mitiga dolori, reumatici e antiedema, mangiare troppe bacche, causa azione purga, alcaloide sambucina, radici e corteccia, essiccati in agosto, purgano e fan diuresi, azione antireuma. |PHYTOLACCA dodecandra, Endod uva-Spagna, bacca matur spremo, macchia color viola, tessuti carta e vini, radice emetica cura, colera e nervi sfibri, e svermina persone, in fiumi contaminati, nematodi bilharzose. uccello Beccofrusone, mangia bacche vinose, di Phytolacca americana, già nel 920, pur bacche congelate, rilascia in escrementi, a moltiplicar la selva, le ama così tanto, ebbro sen contegno, come bacche rosse Crataegus, nello stato di Indiana. India fior carnosi, di |Madhuca indica, albero MADHU sapotacee, reca un tipo di liquore, mahuwa dei nativi, nel mito del dio Bhima, e il gigante |Bhagavan: Bhima va in foresta, e cerca molto a lungo, trova albero di madhu, cavo e con liquore, tutto attorno ai rami, seduti uccelli ebbri, ciondolan la testa, ebbri senza scopo, Bhima va imitare, e ciondola con loro, poi reca la notizia, a suo Bhagavan signore. sambuco_usi-storia-pardini.m4a
lume293-Nel villaggio dell'infanzia Emilia ricorda due piante spesso confuse: il sambuco nero, arbusto legnoso, e l'ebbio sambuchella, erbacea e dal forte odore. Sambuco, Sambucus nigra, può diventare un grande arbusto; l'ebbio, Sambucus ebulus, cresce invece in gruppi e raggiunge dimensioni più contenute. I loro fiori e frutti appartengono alla tradizione popolare, ma le parti verdi e alcune preparazioni possono essere tossiche: non sono piante da usare senza conoscenze adeguate. L'ebbio è riconoscibile per l'odore sgradevole delle foglie e dei fusti, repellente utile nell'orto. Le sue bacche scure fornivano pigmenti per inchiostri e tatuaggi rituali. Il sambuco è invece legato alla cucina, alle bevande e rimedi popolari tramandati nelle campagne: foglie e rami potevano diventare piccoli strumenti, fischietti, cerbottane e oggetti per bambini. Accanto a queste piante compare la Fitolacca, chiamata Endod o uva-Spagna: le sue bacche viola erano usate come colorante. Taras aggiunge l'albero Madhu dell'India, Madhuca indica, dai cui fiori si ricava il mahuwa: nel mito, Bhima incontra un albero colmo di liquore e vede gli uccelli aggirarsi ebbri fra i rami. Li imita e torna dal suo signore con la storia dell'albero meraviglioso. Emilia sorride: ogni pianta possiede un volto utile, uno pericoloso, uno simbolico e uno narrativo. Conoscere la pianta significa imparare a distinguere, oltre ogni prescrizione. Questo lume, come la memoria delle piante, diventa una scuola di prudenza: anche ciò che cura può, in certe parti o dosi, diventare dannoso. Cosa accadrebbe se potessi confidare solo nelle tue capacità?

314:amore04-lume314- Storia Ideale. Beatrice Portinari era una giovane fiorentina di famiglia agiata. Dante la incontrò la prima volta quando entrambi erano bambini, lui aveva 9 anni e Beatrice 8. I loro incontri furono di breve durata. |Beatrice morì a 24 anni, e Dante la idealizzò, trasformandola nella sua Dama di Grazia, divina guida spirituale; una relazione poetica e di eros, si celebrava ogni notte, nel cuore del poeta, una sublimazione mistica, che crebbe dopo la sua morte. Dante racconta in Vita Nova, la storia del suo amor cortese, elevando Beatrice, a sua guida celeste, arcangelo della teologia, della fede e salvezza, come la relazione, tra l'arcangelo Gabriele e Maometto, descritta da Ibn Arabi. Ora chiudi gli occhi, e consenti a Cupido di offrirti un immagine della tua storia d'amore ideale, poi dichiara: osservo la mia immagine ideale dell'amore con gli occhi della mente, esprimo armonia nella mia vita. Poi |Scriviti-una-lettera, descrivendo in dettaglio la tua situazione |amorosa ideale. Senza la neve a |sant'Ambrogio inverno sarà mogio| Lonicera implexa, detta anche Caprifoglio etrusco o Madreselva, è un arbusto rampicante mediterraneo dai fiori bianchi, gialli e rosa, usata per siepi e boschi. Contiene acido salicilico e tannini. Lonicera caprifolium, nota come Honeysuckle, è impiegata in fitoterapia e nei fiori di Bach per le sue proprietà antivirali e immunostimolanti. Si assume in forma di decotti o tinture, spesso combinata con melissa, gelsomino e astragalo. I fiori hanno effetto espettorante, astringente e sedativo, le foglie cicatrizzano, e la corteccia è anticatarrale. Usata anche in cosmetica (shampoo, saponi, profumi), ha bacche che in eccesso possono risultare lievemente tossiche. Uccelli come pettirossi e picchi si ubriacano mangiandole, dando luogo a sbornie collettive osservate in natura, specie in America e Tartaria. |Glicine (Wisteria sinensis), rampicante vigoroso, si avvolge in senso orario e antiorario, raggiungendo i 20 metri. Fiorisce in primavera con profumati grappoli viola, bianchi o rosa, e produce legumi solitari. Rustico e decorativo, è compagno dei sentieri di campagna.# LONICERA Implexa, o |Caprifoglio etrusca Santi, è detta |Madreselva, oppure abbraccia-boschi, arbusto rampicante, compagna di clematis, ha liana legnosa, foglia ovale opposta, fiori appena profumati, color bianco giallo, con sfumature rosa, acido salicico, tannino nei boschi, per siepi Mediterraneo. Lonicera Caprifolium, detta Honeysuckle, suo fiore in Bach e Cina, ha virtù antivirali, immunostimolanti, ingeriti 3-12g, decotti 6-15g, tintura 4-13ml, due volte giorno per 3 giorni, combinati con melissa, gelsomino astragalo crisantemo, abete e cipresso a stimolare immunità, frutti effetti sconosciuti, in eccesso un poco tossi. Fiori espettoranti, tonico astringenti, depura da renella, sue foglie cicatrizza, sedative di bronchi, tosse con singulto, corteccia suo fusto, in decotto anticatarro: macerata sfiamma spasmi, calma la tosse, diuretica e bechica, cura dermatosi, essicca fiori e foglie, contiene oli essenziali, per shampoo e saponi, profumi e dopobarba, e cosmesi femminile. Uccelli intossicati, ebbri con le bacche, alcoliche o meno, sbornie collettive, accadono a Giugno, in Usa e Tartaria, quan caprifoglio frutta. Picchi e Pettirossi, amano tal bacche, di Lonicera tatarica, Caprifoglio del Tartaro, arbusto coltivato, ornamento lungo costa, orientale Stati Uniti; Picchio pur si inebria, con linfa fermentata, mansueti e istupiditi, a terra sopra il fango, con ali di traverso, facil prede gatto. Ebbrezza a vari stadi, riduce lor timore, non temon spettatori, e passanti incuriositi, un merlo sopravvissuto, il giorno dopo torna, in forma e sa volare. |GLICINE rampicante, Wisteria sinensis, cresce avvolgendo, attorno il supporto, orario e antiorario, fino a 20 metri, profuma a primavera, amica di sentieri; rustica vigorosa, radici ben espande, fiori ermafroditi, a corolla papilionace, indaco o malva, bianchi rosa e violacei, in grappoli pendenti, fa legumi solitari. 
lume314-|Lonicera etrusca, o caprifoglio etrusco (Lonicera implexa, mediterranean honeysuckle), è un arbusto rampicante, dai fiori profumati, spesso associato alla Clematide, e ai sentieri di campagna. Erbalista usa i tannini, e composti salicilici, fiori foglie e corteccia, decotti in dieci grammi, per virtù antivirali, immunostimolanti e sedative, espettoranti e astringenti. Fiori e foglie essiccati, in profumi e dopobarba, fiori depuran da renella, mentre la foglia cicatrizza, la corteccia macerata, sfiamma spasmi e dermatosi, sedando bronchi e tosse, è un anticatarrale. Picchi e Pettirossi, mangian sue bacche Giugno, ebbri di linfa fermentata, mansueti stanno a terra, con ali di traverso, facil prede al gatto. Madreselva è simbolo di amore, gratitudine e amicizia, in cultura popolare, è volontà di cambiamento, uscir da forma auto-imposta, abbandonarsi a redenzione, a seguir proprio percorso, come in celebre leggenda, di Tristano e Isotta, sulle cui tombe nacquero, una rosa selvatica e una madreselva, che si intrecciarono inseparabili. Madreselva ancor si arrampica, in varie zone Mediterraneo, pianta timida in origine, desiderava vedere il sole, ma cresceva all'ombra di alberi, chiese aiuto a querce e frassini, che le permisero avvolgersi ai loro tronchi, lei abbraccia chi la sostiene. Lonicera invita a seguir proprio cammino, sua natura è accettazione, della propria fragilità, capacità di affidarsi, a ciò che sostiene, sua crescita personale, accogliere il cambiamento. Una credenza toscana, la vuole pianta beneaugurante: il suo profumo serale, attira affetti sinceri, e visite gradite. Tra gli slavi di Bulgaria, Serbia e Macedonia, le ninfe Vile dei boschi, prediligono i rampicanti, e i fiori profumati: Vila danza nei boschi, e al proprio passaggio, lascia fiori e profumi.

322:sogni12-lume322-AMORE: Dopo l'incontro con il Cavolonero, la memoria del mondo sembra annuire. Plinio il Vecchio lo chiama la pianta anti-dottore, a dire che alcune cure abitano l'orto prima ancora della farmacia. Catone, nel De agri cultura, lo considera la regina delle verdure: lo raccomanda contro piaghe e peste, punture di zanzare, eruzioni e malanni, lo porta a tavola prima e dopo i pasti perché, dice, aiuta a reggere l'ebbrezza e risveglia l'appetito. Non stupisce che la tradizione gli attribuisca lunga vita: di Catone si racconta che ne mangiasse spesso e che arrivò a ottantacinque anni con una famiglia numerosa. Anche Columella, nel De re rustica, lo consiglia per i muli e i buoi affaticati, e ricorda che, insieme alle cipolle, accompagna i lunghi viaggi per mare, quando il corpo aveva bisogno di ritrovare forza. Gli Egizi a loro volta lo mangiavano prima e dopo il vino, convinti che aiutasse l'organismo a sopportarne gli effetti. L'osservazione contadina rivela: il Cavolonero ama la terra fertile e l'acqua ai piedi, ma non sopporta di seguire se stesso: nelle rotazioni preferisce arrivare dopo pomodori o zucchine. Le foglie esterne tornano al compost; estirpato con la radice, può essere appeso in veranda o nel pollaio per conservarne più a lungo le qualità. Da dicembre a marzo accompagna l'inverno con la cipolla nelle zuppe, nei minestroni e nei succhi depurativi. Le prime gelate lo trasformano: la foglia diventa più tenera e più dolce, ricordando che anche nella natura alcune qualità maturano solo dopo il freddo. La cucina toscana ha custodito questa sapienza nella Ribollita, preparata in abbondanza il venerdì e riscaldata nei giorni successivi, insegna che certi cibi, come certe esperienze, non si impoveriscono con il tempo: acquistano profondità. Barbanera lo ricorda così: Cavoli, ceci e lodi gonfiano in tanti modi. Un invito alla misura e al rispetto per un ortaggio che ha saputo nutrire il corpo nella vita quotidiana, e sebbene un cavolo troppo cotto appare indigesto perché la casa sa di zolfo, il cavolo nero cura quasi ogni male; nascere sotto un cavolo era buon auspicio. La foglia che resiste al freddo ricorda che alcune energie maturano proprio nelle stagioni difficili. Questo stesso movimento riaffiora nella carta Gioia e Giubilo del mazzo di Barbier: l'amore non è soltanto slancio verso qualcuno, ma forza che nutre e custodisce le relazioni. Il cuore si alimenta nello scambio: il seme riceve dalla terra, la terra riceve dal compost, la tavola riceve dalla cura di chi prepara il cibo. Quale relazione può diventare più calda attraverso un gesto semplice? Quale amore quotidiano continua a sostenerti senza fare rumore?| Riassunto: il mondo del Cavolo, un alimento ricco di storia, cultura e salute. Pianta versatile e nutriente, reca diverse varietà e i loro benefici. Il cavolo comune, Brassica oleracea, è pianta biennale che produce foglie e radici nel primo anno e fiori nel secondo. Viene coltivato in diverse regioni, con varietà come il cavolo cappuccio, il cavolfiore e il cavolo nero, ognuno con sue proprietà e usi culinari. Il cavolo è ricco di vitamine e minerali, contribuendo alla salute generale, migliorando la digestione e riducendo l'infiammazione. Cavolo rapa, con il suo fusto ingrossato, è una fonte di vitamina C e K, mentre il Cavolo nero è noto per le sue proprietà antiossidanti e il supporto alla salute cardiaca e immunitaria. Il quid esplora poi le tecniche di semina e raccolta, e suggerisce rimedi a base di cavolo per vari disturbi, come mal di schiena e problemi digestivi. Infine menziona ricette tradizionali, come la ribollita toscana e la cucina mediterranea.# Salvar |capra-e-CAVOLI, dilemma del barcaiolo, che deve traghettare, lupo capra e cavolo, tutti sani e salvi; non ti dò un cavolo, se non vale niente. Proverbio popolare, porta Cavolo in mano, e cappone sotto gabbano, il cavolo loda chi mangia arrosto; chi mette cavolo di aprile, tutto anno se ne ride, in quanto spiga a seme. Brassica oleracea, è cavolo comune, bienne anche perenne, sylvestris è ramosa, un cavolo foraggio, Cavolicello dei vigneti, foglie ispide ha, sua foglia nella scarpa, fa piede riposato. Cavoli e broccolo biennale, completan ciclo in due anni, ma ricrescon da radice, durante il primo anno, producon foglie e radici, che accumulan nutrienti, poi in secondo anno, son riserve utilizzate, a sviluppar steli fiorali, fiori e semi vari, come Oleracea gemmifera, Cavolini a ogni ascella, completato il ciclo vitale, radici vivono in terreno, possono emetter nuovi germogli, che recan vita a nuove piante. Ogni varietà selezionata, da orti del Nilo, a Creta Cipro e Gallia, broccolo mediterraneo, di etrussi vendi slavi, e cavolo nero di ottomani, holus dei romani. Cavol cinese è pechinensis, foglie erette a lattuga, Cavolfiore è botrytis, CavoloBroccolo è italico, da broccus germoglio, meno serrato del primo. Cavolo Cappuccio semina a Ottobre, trapianta a Novembre, mangia a Primavera, ma il Cavolfiore bianco, semina Maggio/Giugno, in estate fai ombra, stacca foglie e poni, su chiare infiorescenze, mangia in inverno, cogli a raso lama, lascia 2-3 gemme, incidi base a croce, aiuti nuove teste, e combatte lo stress. Cavolfiore ha bromuro, ansiolita antiossidante, che stimola relax, aiuta cerebrale, fosforo e minerali, rame iodio arsenico, calcio zolfo e fibre, foglie crude carotene, A B C D K U PP, fibra e clorofilla, che aiuta emoglobina, e contrasta anemia. Cavolo ha composti solforati, che durante la cottura, svanisce se aggiungi, cucchiaio aceto o limon buccia, è farmaco-ortaggio. |CAVOLORAPA, è Oleracea Gongyloide, ha fusto ingrossato, edule tenero, verde-violaceo, interno color bianco, mentre la sabauda, è cavol Verza/Riccio, con foglie bollose, avvolta infiorescenza, che sembra una testa, come cavolo Cappuccio, oleracea capitata, consumato crudo/cotto o a far crauti fermentati. CavoloRapa è una fonte, vitamina C K e fibre, antibattere e diuretico, favorisce digestione, riduce infiammazione, e miglior salute ossa, bollito o cotto al vapore, e poi condito con burro sale e pepe, o puoi arrostirlo al forno, tagliandolo a fette, olio sale e spezie a piacere, in zuppe od insalate. |CAVOLONERO è varietà, aceafala senza testa, foglie allungate nel Tirreno, foglia increspata là in Sabina, nutriente e salutare, minerali ferro e calcio, ricco in vitamina A, può migliorar la vista, suo consumo regolare, è salute cardiaca, rafforza immunitario, e salute delle ossa, è ricco antiossidanti, ha vitamine C e K, previene pure il cancro, è anti-infiammatoria, come il Cavolo Rapa, e il Sedano Rapa, ha fibre in comune, tutte e tre verdure, divergono i nutrienti, solo in quantità. Cavolonero porzione, è come tazza di latte, anti-raffreddore, aiuta cicatrizza, previen tumori stomaco-colon, prostata e vescica, grazie a zolfo e potassio, sfiamma i polmoni, gastriti e coliti, ulcere e dermatosi, fatica epatica e intossicazio, glicemia e colesterolo, cotto poco tempo, usa sua acqua su gengiviti, o bevi succo ai raffreddori; frullando 10 foglie, agisce vermifugo, un cucchiaio avanti pasti, 3 giorni max in frigo, protegge da influenze, colite e diabete, vince lo |scorbuto, e digestive turbe. Cavolo succo e olio-oliva, mesci in parti uguali, serba in bottiglia frigo, max 5 giorni, un cucchiaio a massaggiare, 10 minuti dolcemente, mal di schiena o torcicollo, artrosi e dolori; lavi foglia in acqua calda, mattarello ammorbidisce, Impacchi dodici ore, cambia se foglia vira, o emana cattivo odore, se nasce arrossamento, pesticida è presente, allora usa pianta selva, su sciatica mal di schiena, asma e colpo strega, contusioni e slogature, ulcere di gambe, foruncoli e seborrea, attacchi e nevralgie, bronchiti e sinusite, diarree e congiuntivite: pesta le foglie, spalmo intorno ano, rimedio ad emorroidi, piaghe e dermatosi, contrasta reumatismi, e vene varicose, aiuta pelle vecchia, e ferite cicatrizza. Ribollita ricetta, zuppa e pan toscano, fette pane sciapo, bruscate ed agliate, con olio di frantoio, sopra metti la foglia, di Cavolonero lessata. Freddo ammezzisce foglie, gelo morbida fibre, Cavolonero in semenzaio, trapianta dopo 40 giorni, quarta/quinta fogliolina, mezzo metro sulla fila, 4 piante a metro quadro, in aiuola alzata, ama pH 5-7, 30 kili di pollina, e sovesci di legumi. Nero ligure Valbrevenna, coglilo a febbraio, mentre il Borzonasca, tiene foglia larga, cogli in giugno-luglio, infine il Mezzanego, tiene foglia media, coglilo in ottobre, via via foglie esterne, dopo i primi freddi, a marzo ha scapi fiori, teneri broccoletti, risparmia germoglio, darà nuova pianta, per altri tre anni. Cavolonero alto 1 metro, ortaggio principale, nei mesi invernali, di desco contadino, in padella aglio e olio, o cuocerlo al vapore, a preservar nutrienti, o aggiunto alle zuppe, minestre e insalate. cavolonero-benefici.mp3
lume322-Raseno decise un giorno di andare a piantar cavoli; non per fuggire dal mondo, ma per sottrarsi al suo rumore. Scoprì che coltivare un cavoleto in silenzio, lo aiutava a trovare il suo orto interiore: prima di cogliere una foglia, Raseno la sfiorava con il dorso della mano, diceva che ogni pianta va salutata prima di essere raccolta. Ai visitatori della Ghirlanda del Terabuti sorrideva spesso: Quante cose sembrano non valere un cavolo, e invece sono proprio quelle che ci sostengono; una zuppa, una passeggiata, una telefonata, una foglia raccolta nell'orto. Se qualcuno cercava di far entrare nella propria vita ciò che non gli apparteneva, Raseno scuoteva il capo: Ci sta come i cavoli a merenda! Poi domandava: C'è qualcosa che oggi stai trattenendo solo perché pensi che dovrebbe esserci? Quale peso continui a portare per abitudine? E quando vedeva qualcuno affannarsi per accontentare tutti, concludeva con un sorriso: non puoi sempre salvare capra e cavoli! Raseno sapeva di appartenere a una lunga compagnia. Plinio chiamava il cavolo la pianta anti-dottore. Catone lo teneva vicino alla tavola e ai campi come rimedio semplice e fedele. Columella lo consigliava persino ai muli e ai buoi. Da secoli quella foglia ruvida passava di mano in mano, portando con sé una silenziosa memoria di cura, che Barbanera riassume così: Il cavolo vuole il piede nell'acqua e la testa al sole. L'11 novembre, per l'estate di San Martino, Raseno preparava la ribollita con il Cavolonero. La cucinava il venerdì, in abbondanza, e ogni mattina la rimetteva sul fuoco. Diceva che era il modo migliore per ricordare una verità semplice: alcune cose non perdono sapore con il tempo, lo acquistano.

345:tarot07.VII -lume345 Le |CHARIOT: Mantieni la direzione con coraggio e forza di volontà. Il Carro simboleggia il controllo sulle forze contrapposte, il viaggio verso il successo e l’ambizione che guida il cammino. Ti invita a domandarti quanto della tua vita è scelta libera e quanto è imposta. Con prudenza e determinazione, affronta le sfide, guida il tuo destino e preparati a trionfare. È la vittoria che nasce dall’equilibrio tra disciplina e passione, la forza che fa avanzare il carro verso nuove conquiste. |Agosto10-sanLorenzo stelle cadenti, arrivano i venti, stelle tremule e appannate, sono piogge assicurate # Mantieni la tua direzione e affronta le sfide con coraggio; potere di forza di volontà, successo intuitivo, riuscita, viaggio, figlio, uomo ideale o seduttore, velocità, stranieri, entusiasmo, ambizione. Il Carro visto in modo frontale, è condotto da un generale, giovan guerriero incoronato, mentre trattiene due cavalli, uno blu ed uno rosso, che tendon direzioni opposte, come carrozza di Gurdjeff, controllo su nostri passi, a ottener quanto vogliamo, come in traccia solco dritto, rito agrario a Marta etrusca, di carro trainato da buoi. FAUL: carro San Salvatore, la |Gloria, il trionfo spirito su natura, in processione Corpus domini, esibizione del trittico agrario, del buon raccolto Carnevale. Rappresenta anche ascensione, di Maria beata immacolata, chiede prudenza e perizia, coraggio a salir carro, nel tragitto verso Eden. Il Carro pone domande, su quanta parte nostra vita, sia schiava del dovere, di società o famiglia, il condottiero suggerisce, cosa vorremmo diventare, e onestamente fare scelte, per tale scopo destinare, il consultante tiene in mani, le redini del proprio agire, è colui che si trova, a decider suo destino, |Trionfo e vittoria, a volte anche vendetta, il significato cambia verso, se appare capovolto, impatta anche veloce. BOSCH: la violenza è una volontà di carne ricoperta di metallo, di fronte a essa non hai difesa. CINA 45: La raccolta, o Cina 7 shih: |l'Esercito, che può avanzar o perder battaglia, o Cina 35: il progresso. AFRO: animali caccia-pastorizia, Oya dea di tempesta e cambiamenti in Nigeria. |Ibeji per Alice Santana, bambini gemelli. BOCCACCIO: |Carro va avanti, nel percorso ci può essere una piacevole sorpresa, cogliere l'occasione.| La Cannella, con le sue proprietà analgesiche e stimolanti la digestione e la circolazione, è parte di un’antica miscela di spezie usata anche per alleviare tosse e muco. La Noce moscata, seme profumato, agisce sul sistema nervoso, stimola l’appetito e i sogni, aiuta la digestione e calma dolori articolari e muscolari; se assunta in dosi elevate, può avere effetti allucinogeni o abortivi. La Curcuma, radice dal sapore amaro-pungente, protegge il fegato, riduce infiammazioni articolari e digestive. I Chiodi di garofano, con il loro potere antidolorifico e antisettico, alleviano mal di denti e tosse. Il Cardamomo favorisce la digestione e calma i nervi, mentre il calamo ha funzione espettorante e rilassante muscolare. La Nigella, semi usati in cucina e medicina, apporta benefici con i suoi oli essenziali e proprietà nutritive.# |CANNELLA corteccia, Cinnamom zeylanicum, analgesico Alloro, con poter carminativo, stimola fuoco digestivo, e la sudorazione, respiro ed urinario, e sangue circolazione, betel zenzero cannella, 8 spezie infusione allevian tosse muco, e stimolan digestione. Filippo Sassetti, riporta nel 600, che i frutti di cannella, fan ebbri i suoi colombi, ed altri uccelli selva. |MIRISTICA fragranza, albero sempreverde, che reca un seme, mandorla essiccata, ovale arrotondata, noce di Mascate, luogo iniziale, di Arabi mercanti, che da Indonesia, la portano in Eurasia, Africa e Tartaria, spezia eccitante, per suo aroma forte, in tasca o sul collo, psicotropo dei poveri, pillola di amore, ai primi 900, se ingerita troppo, sopra 5 grammi, simil-stupefacente, dà allucinazioni, sudorazion palpitazioni, o sà essere abortiva; contiene eugenolo, che calma mal di denti, potassio calcio ferro, miristicina e safrolo. Noce moscata, è seme decorticato, mentre parte esterna, mallo detto macis, è spezia men pregiata, usata in cucina, per dolci e budini, creme e cannelloni, ravioli e tortellini, a base formaggio, carne o spinaci: amano tedeschi, sua spolverata, sopra vin caldo, formaggio carne e uova. Infuso aiuta pancia, 1 pizzico per volta, ritorna appetito, e stimola i sogni, efficace a trattare, cervello degrado, infezioni renali, mancanza di controllo, pur nella minzione: aiuta sonnolenza, rilassa spasmi muscolari, asma e indigestione, nausea vomito diarrea, dolori articolari, pressione arteriosa, impotenza maschile, cattiva circolazione, olio essenziale, ad argilla mesciata, applica su gonfiore, sollievo da dolore, muscolare e articolare, e con acqua miele, rende pelle chiara, riduce cicatrici, la trovi in dentifrici, assieme a cannella, antisetti antimicrobico. Hildegarda consiglia, Biscotti per nervi, a pulir amaro cuore, aprire sensi ottusi, mangia ogni giorno, ecco ricetta, 3 spezie polverizza, 45gr Cannella, 45gr nocemoscata, 10gr chiodigarofa, 1kg farina farro, 1 bicchiere acqua, burro uova e lievito, zucchero bruno e sale, molte mandorle grattate: la pasta lavorata, a rotolo nel frigo, dura taglia a pezzi, cuoci a 280, 5-8 minuti; fortican biscotti, occhi chiari e buon udito, gusto olfatto e tatto fine, coraggio e cuore allegro, adulti fino a 5, ai bimbi solo 3, sennò diventan furbi, ciò aiuta concentrarsi, nello studio a scuola. Noce Moscata agisce, sui nervi e intelligenza, a mandorle mesciata, aiuta concentrare, come Sardonice pietra, che indossata a pelle, e leccata spesso, fortica 5 sensi. |CURCUMA spontanea, indonesian Temoe, sapore amar pungente, la radice protegge, in infuso x fegato, o digerir proteine, riduce pur batteri, e sfiamma tonsille. Curcuma potente, antidolore naturale, ottimo ORAC spice, sfiamma articolare, con Eugenia chiodi, Origano e Ginger, aiuta la salute, con Pepe e Cannella. |CHIODI GAROFANO, repel pidocchi vesti, precauzione a chi ha, ipertensione ritmi, olio di Cloves, ha virtù antidolore, che riduce mal di denti, e mitiga tosse: sono Fiori secchi, pungenti sulla lingua, a zenzero alleato, inalo e spurgo naso, gocce di fomenti, x tosse secco fiato, disinfettano bocca; Chiodi masticati, calman cefalee, anestetici locali, o Orac primari, aggiungili al riso, e spezie miscelati. Semi |CARDAMOMO, eletta cardamom zingi, agiscono sui nervi, sistem circolatorio, digesti respiratori, riduce gas intestini, precauzion chi ha ferite, ulcere sanguigni. Acoro |CALAMO piccante, infuso espettorante, i muscoli rilassa, emetico importante, polvere da fiuto, assunta ugual tabacco, allevia congestione, al sinusale reparto. |NIGELLA DAMASCENA, fiore color cielo, detto damigella, fanciulla scapigliata, ha molti stami a Maggio, Ranuncolace annuale, di campi e giardini, ha foglie filiformi, Venere capelli, Nigella nigra semi, viene da Damasco, va in Inghilterra, in vecchi cottages, Love-in-a-Mist, fiori azzurri o bianchi, solitari su stelo, 25 sepali, che attirano api, si muovono in cerchio, attorno al centro fiore. Nigella sativa, è Cumino nero coltivata, roman coriander, semi con fiori, lo usano islamici, succedaneo al pepe, aromatizza vino; olio semi è spezia, misto in insalata, omega 3 e 6, oleico e linoleico, ha vitamina B, semi con miele, sebbene contiene, alcaloide damescenina, e melantina saponina, usa poca quantità. Damigella arvensis, è meno frequente, vive stessi ambienti, fiori + semplici, semi + tossici, frutto a piramide rovesciata, usa su abiti, repelle vari insetti. med_ildegarda06.m4a
lume345-|Nocemoscata mito, si narra in isole Molucche, nacque da un uovo custodito, dagli spiriti del mare e del vulcano: quando il guscio si aprì, emerse un albero profumato, capace di scaldare il cuore, risvegliare i sogni, e conservar memoria d'avi. Noce moscata divenne spezia, di veglia medicina e visione, e Ildegarda la conobbe, grazie a sue visioni ponte, tra corpo nervi e anima; suo seme stimola appetito, immaginazione e psiche invito, calma dolori muscolari, ma in dosi eccessive ti confonde, perciò va usata con misura, come ogni pianta che apre, soglie a mondi interiori. |Cannella riscalda digestione e circolazione. |Chiodi-di-Garofano alleviano dolore e tosse. |Cardamomo calma i nervi e favorisce il respiro. |Curcuma protegge fegato e articolazioni. |Calamo scioglie muco e tensioni. Ildegarda insegna a far biscotti, per fortificare nervi e cuore, intelletto e buon umore: gli adulti mangian quattro al giorno, i bambini due o tre, altrimenti fan troppo furbi. Ricetta è farro miele e mandorle, burro uova e noce moscata, cannella e chiodi di garofano. La Luna guida il dormiente, nelle sue veglie notturne, in pellegrinaggi visionari, tra spezie e un fiore viola, la |Nigella scapigliata, piccoli semi profumati, digestivi e vermifughi, usati nei biscotti, vini spenti oppure infusi, contro bronchiti e allergie, asma e spasmi muscolari. Così le spezie si fan stelle, che riscaldano il sangue, rischiarano i pensieri, e insegnano misura, tra sogno e nutrimento.



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