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wirarika Hilario e Yoame a Viricota, festa zucche (75) 75-Martin Wirarika lingua mescahuatl | foto wiramerica | audiolibro | filosofi_don-tonio_wirarika.mp4 | popoli_huicholes.mp4 | storia_watakame_e_nakawe.mp4 |musica 991_Peyo_06.mp3
pendolo Raymon Grace, intuito rabdomante (77) 77-il Pendolo è u lingua alchemico | foto acquaetere | audiolibro | preghieragrazia.mp4 | raymongrace-insegna-intento-pendolo.mp4 | rabdomanzia-con-mani-pang.mp4 |musica 97_mapeniengue.mp3
mamacoca Barasana e Kogi-Arhuaco mastican coca (85) 85-Romulo cammina lingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | popoli_kogi-arhuaco-canto.mp4 | barasana_preparation_coca.mp4 | |musica
giaguaro Siona e Matses usan raganella sapo (92) 92-Siona oggi trec lingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | musica_shipibo-icaro.mp4 | siona_putumayo_colombia1941.mp4 | ayahuasca_tipi.mp4 |musica 94_icaros_hinario.mp4
juremacacia Yolanda beve vin balchè e danza o Torè (96) 96-|Yolanda canta: lingua lusitano | foto wiramerica | audiolibro | doc_yolanda2002.mp4 | device_danza-tore.mp4 | anime_ambrosio-vilhalva.mp4 |musica 45_encontro_com_a_Jurema.mp3
lontra cacciatori alle paludi pontine (110) 10-Evanga in suoi lingua popè | foto fauna | audiolibro | fauna_tasso_faina_volpe_gufo.mp4 | seba-grida-savana.mp4 | fauna_istrice-porcospino.mp4 |musica canto_madonnanera.mp4
bwitiboga Seba ode i profeti Fang, in radice africana (111) 11-Seba in perizom lingua popè | foto agrobuti | audiolibro | flora_iboga_plantation.mp4 | ../../video2/iboga/iboga.html | ../../video2/nsimalen/nsima.html |musica 1h_bokaye_ebando_ngombi.mp4
kawakratom Kawa Hawaii e Figi, Vanuatu e Siam (128) 28-Kava e Kratom, lingua veddha | foto cibospezie | audiolibro | flora_kava-vanuatu.mp4 | mytragina_tomtom.mp4 | |musica gebusi4-2008.mp3
borneo nativi filippini, esposti in fiere Usa (132) 32-Nelle montagne lingua veddha | foto indionesia | audiolibro | popoli_filipinos_banaue-rice.mp4 | popoli_tasaday_san.mp4 | |musica muye-mezimbaka_defunti.m4a
tungusaman Ayami insegna al Golde, estasi e sorte (162) 62-Gli Oroqen (Elu lingua cinese | foto hmongcina | audiolibro | popoli_manchu-mong-saman.mp4 | film_dersu-uzala_siberia.mp4 | doc_oroqen-saman_cina.mp4 |musica canto_mongolo_guttural_capo-cavalli.mp4
75:lume075-Martin Wirarika, sciamano huichol cantore, di nonno fuoco e madre acqua, come San Francesco, dipinge e tesse fili tra cielo e terra in ogni tepee della NAC in cui è invitato a diriger cerimonia. Cammina la via del peyotl dei cinque colori sacri, le sue piante padroneggiate: il piccolo cactus messaggero, eucarestia della NAC, funghi carne degli Dei, da Maria Sabina offerti, poi la Salvia del veggente, offerta a Emilia per sognare, altri modi a conciliare, infine Martin pure spiega, le ambivalenti forze Toloache, Datura inoxia o solanacee, visionarie pericolosa, da lui usate con cautela. Come oracolo ci insegna, a sussurrar nomi preziosi, a guidar sogni e memorie, come fanno i Wirarika: |Tatewari e |Kauyumari, Hikurì e deserto Wirikuta, dove padre è il silenzio, e la madre è la visione, e dal colle di Leunar, vedi il sole che sorge, come Rosa dell'Est, fior di Dante era Beatrice, che il tuo nome già conosce, e dona al Tocco del Silenzio, la verticale del tuo sogno, che pone forza nel tuo rito, come atto estetico o preghiera, e atto etico che avvera. |Sant'Andrea 30 novembre, o neve o bufera, mentre a veste logorata, poca fede vien prestata.| Il popolo Wirarika, discendente dei Maya e degli antichi nomadi, compie ogni anno un lungo pellegrinaggio da Jalisco e Nayarit al deserto sacro di Wirikuta, per cacciare il Daino Azzurro e raccogliere il peyotl (Hikurì), pianta divina che unisce cielo e terra. La guida spirituale, il marakamè, conduce i pellegrini attraverso prove di digiuno, canto e visione, per ristabilire equilibrio con gli dèi e il cosmo. Durante i riti, il fuoco, il mais, il daino e la rosa rappresentano i quattro elementi della creazione e le forze vitali della natura. I canti e le danze evocano Tamatz Kallaumari, dio-daino del vento, e Tatevari, il Nonno Fuoco. Mangiare il peyote significa partecipare alla morte e rinascita del daino, simbolo del sacrificio divino che mantiene il mondo. Al ritorno da Virikota, il fuoco sacro viene ringraziato e spento: i pellegrini portano fiori, canti e visioni per guarire la comunità. Il mito di Watakame e Mais-Azzurro narra l'origine dell'agricoltura e della Milpa, dove mais, fagioli e zucca convivono come fratelli. I riti ripetono il ciclo di morte e rinascita della natura, rinnovando legami familiari e sociali. Le donne custodiscono il fuoco domestico, gli uomini i campi: la Milpa diventa tempio vivente della reciprocità tra uomo e Terra. Le feste del raccolto e dell'Hikurì chiudono il ciclo con canti, offerte e danze di pioggia: ogni essere torna al suo posto nel grande sogno della creazione.# Popolo Wirarika, gente pellegrina, parton da montagne, Jalisco e Nayarit, giunti a Real Catorce, a |Luis-de-Potosì, in deserto |Nirikuta, cacciano Hikurì. Fan collane cacti, sbucciati pur a fette, pelle radici corna, Daino appar divino, muta in imprevisto, tutti ampliati sensi, mondi fuori tempi, sama va in abissi, uniti cuori e intenti, sopporta ogni prova, insegna gestir rischio, pazzia divien sapieza, in immenso rito. Tamaz grazia alcuni, con canzoni parlanti, narra storie e fatti, origine di rose, terza notte ebbrezza, canti del coyote, ubriaco muta sesso, seduce inter creato, dentro me gran gioia, dovete tollerarmi, grida lanci e dico, suonar violino forte. I fedeli veterani, senton cantar Tamaz, bei fiori a Viricota, diventano muvieri, muvier di Tatevarì, canzoni dei sentieri, maracame propizia, i fior del Caliuey, giunti sani e forti, vantaggio x compagni, che rimasti a casa, potran vedere i fiori. Momento di tornare, invertiamo direzioni, si gira Nonno Fuoco, assieme teste tronchi, verso di ponente, Nonno sia con noi, ci guida ci protegge, ultima notte a Viricota, con violini ed arpe, mangiate quan potete, a mattino caricate, canestri con bisacce, ringraziamo daini, rinnoviam promesse, nuovanno ritornar, se possiamo far. Al falò del venerdi, bruciano cappello, di guida maracame, van obblighi togliendo, brucia loro ruoli, fuoco assegna e toglie, cancella personaggi, assegnati da peyote. Tamaz parla a mezzo, del suo maracamè, guarda le scintille, sprizzan dai muvieri, son fiori Tatevari, narran storie sacre, serbatele nel cuore, a fin di ricordarle: quel che avete udito, visto a Viricota, mi vedi oh marakame? gli chiede Tatevarì, Ti vedo e ti capisco, in ogni tua parola, il segreto qui sentito, accade a Viricota. Kallumari avvisa, abbiam parlato tutti, se manchi di rispetto, Dei sapran punirvi, torno alla dimora, congedo in 5 fischi, Tamaz quinto fischio, ecco luce alba, sveglia pellegrini, immersi a luce santa, aspettano concreto, aiuto ai lor bisogni, salute amor lavoro, raccolto e buoni sogni: chi resta metà strada, percorso marakame, difetta nell'audacia, fiducia poco appare, esperienza con nierika, vien da desiderio, sentire la creazione, mutar in fiore vero. Fiori di ghirlande, cingono il Leunar, diventan daini azzurri, nubi da scrosciar, Martin coi fedeli, a chiudere suo viaggio, fa festa Mais tostato, verso metà maggio, zucca e pannocchia, avviano loro anno. In milpas e chacras, festa di pannocchie, zucche in abbondanza, Martin alla festa, narra fiabe ai bimbi, condotti da cantori, al cortile del ririki, davanti altar pannocchie: zucche e candele, fiori e collane, carne daino e Rose, donne in prima fila, con figli in attesa, tamburo ornato a fiori, suona il marakame, e canta il ballo-viaggio, al Cerro di Leunar; su sedia spalliera, gallette a simular, bastoni muvieri, offre doni a Dei, prende volo e canta, davanti ai bambini, li porta a salutar, madre Tatei Matinieri: proteggili da mali, crescan forti e fieri, in futur visiteranno, tua casa fiorita, Tatei li saluta, li abbraccia uno a uno, poi riprende viaggio, candele a Viricota. Ai colloqui rituali, prima di partenza, maracame chiede, volete fare il viaggio? fino a Viricota, a mezzo nonno Fuoco, ricevere più vita, conoscere di nuovo; chiede se son pronto, sistemo mio coamil, dovete fare bagno, vi assegno nome-ruolo, dite a vostre donne, sciogliere ogni nodo, ogni sera avanti, curare nonno fuoco. Anziano capo-corda, annoda mio percorso, pellegrinaggio 1 mese, la rosa x consorti, ciascuno ne porti, a ritorno al paese; allegria veterani, e piangenti novizi, maracame invita tutti, suonar gioiose arie, su strade a Viricota, andiamo nel suo campo, dove daino nasce, sera attorno a Fuoco, Tewari saggio avo, tutto conosce aiuta, niente noi sappiam, lui manda segni vari, grazie maracame, di averci trasportato, ho conosciuto Tamaz, coltivo sua memoria, fino al ritorno, confesso colpe e vado. Real de Catorce, concession minerarie, don Tonio Carillo, sindaco e marakame, chiede aiuto a tutti, per scempio fermare, ha bastoni comando, scettri piume uccelli, che aprono incanto: qui abita |Tamatz-Kallaumari, bisnonno Coda Daino, deserto Potosì, dove cresce jiculì, qui Dei-antenati, fan gesta creazione, al tempo del sogno, rito svela lezione; invita pellegrini, sul colle bruciato, per riti curativi, e adempiute promesse, Madre bada ai bimbi, donaci pioggia, poi ci salutiamo, torniamo 1 altra volta. Preti maracame, interpretan Pa Sole, lo vedon seduto, su astuccio dei muvieri, 1 dialogo cantato, fa viva cerimonia, cacti daino e mais, triade rinnova: coglitor cacciatori, |Masha daini forze, Tamatz Kallaumari, vide bella storia, e pellegrini invita, cacciare cervo-azzurro, con sue canzoni-mappa, Huichol vuol copione, in ordine sequenza, va ribattezzare: daino chiama cacti, mais fanciulla riso, fuoco muta in nube, pioggia cade fina, campi fecondati, da etere correnti: Resisti e cammina, pensa a mangiar vita, chi viaggia x vedere, chi diventa saman, Tewari insegna tutto, digiuno e fatica, mantieni occhi su lui, accanto tiene vita; fratelli con bisacce, seguite passi miei, presto arriveremo, allegri a Viricota, Tatei a sponda stagno, madre regina mia, soffrendo fame sete, ti visitiam x prima; porto miei fratelli, saluti con candele, acqua sulle teste, ai neofiti matewame, guardate a Viricota, ora abbiam la vista, suonate corni e arpe, dite addio a Tatè, andiamo a Leunar; sotto abero pittura, disegni daini e soli, su volto dipingete, x Viricota incontro, arco e frecce avete. |Daino cinese lù 鹿, deer Tamatz o Tabazi, Kallaumari primo, vive a Viricota, con nonno Fuoco e Vento, rinasce come mais, Signore di animali, Pan Siva Pasupati, Mazatl daino azteco, giunto dai toltechi, Serpente piumato, fuoco e siccità, Izpapalot Farfalla, cactus va mangiar: tutto si compie, da sera a mattina, caccia rituale, rende tutti sazi, dea della terra, nutre cuore daini, viaggio del peyote, ridesta nel coamil, di ogni fedele, Daino fuoco e sole, stella che viene. Marakame e nonno Fuoco, Uomo delle Frecce, guida fila pellegini, segna passo e tiene, tabacco e cerini, assegna ruoli temporani, a persone e cose, con rito soprannomi. Matewame neofiti, seguon strada, al mitico Mautiwaki, apprendista marakame, malconcio uomo-lupo, punito a calci corna, da Kallumari, e confessioni sprona: offensor e offeso, via oltraggi ricevuti, nel magico spazio, saman cura tutti, a mezzo di muvieri, coyote Samuravi canta: daino che vieni, su cima di Leunar, montagna bruciata, teatro cosmo fatto, il vento freddo in cima, agita i muvieri, cura stanchezza, peccati mali e lutto, le offerte nel cratere, attiran luci sfere, Viricota luce, pronta a cerimonia, sciamano su stuoia, pone oggetti culto, piume daino e frecce, ciotole acqua flusso; notti nel deserto, clima di gelata, peyoteros son mutati, in rose ghirlande, mentre nonno Fuoco, inizia narrare: dove ansima Tamaz, vai braccar a destra, tu da sinistra, riprendon marcia fissa, maracame scaglia frecce, imitan novizi, guardate bene il posto, Tamaz ho trafitti; maracam disegna a terra, forma del daino, segui zampe direzione, troverai fiori, assieme pannocchie, cogli e offri doni. Trafitto daino a terra, accendi candele, canta maracame: Wawatzari siam venuti, a conoscere tuo campo, bene ti vogliamo, abbiam portato offerte, scambio facciamo. Martin taglia cacti, fette pone in bocca, dice ai pellegrini, allunga vita corta, tutti mangian corpo, Signor perdona colpe, mangiamo la tua carne, vediam comune sorte. Daino vi perdona, tutti alzan felici, su cima di Leunar, lui lascia indizi, a seguire pista, da alto poi li burla; piange maracame, risponde tu hai virtù! rinasci e torni in vita, sempre torni su, Martin compie e disfa, con aiuto Tamaz, mezzanotte brezza, tutti accanto fuoco, Tamaz ci ha trovato, venuto come vento, dice il maracame, lasciate lui offerta; quan compare sole, girate nel deserto, cala poi la sera, cogliendo a Viricota, tornano al fuoco, carichi e ubriachi, Martin li rivista, gli assenti fa cercar, assorti tra le rocce, li trova contemplar. Fedeli a occhi chiusi, masticano piano, si ungono la pancia, saliva impregnata, del cacti sugo, cerimonia chiude alba, disperdono in cerca, di stelle vegetali, fatica ceste a spalla, vagano in deserto, con occhi cacciatore, o coglitori funghi, cercan Kallumari, fra rocce e cespugli, difficile trovarlo, li aiuta cuor tabacco. Cacti in siccità, contrae radice spasmo, vive suo letargo, fin piogge turgore, a notte canterà, ogni Daino Azzurro, le canzon di cura, in estasi insegnando, i monti parleranno, i fiori fioriranno, inizian ronde magi, attorno cime colli, riempion pellegrini, ceste spine e graffi, a sera sono cervi, e pensano alla prova, che attende loro notte, fuoco loro sprona: cercan + salute, di bimbi e raccolti, rivelazion future, e scelte nomi nuovi, per cariche mestieri, cantori o guaritori, leader o ingegneri. Huichole uomo pensa, alimentare il sole, spirito di festa, è scandalo amore, homo ludens gioca, a recuperar tempo sogno, slancio entusiasmo, scherzi e confessione, alludono creato, gioco divien culto, confine sfumato, a fine 8 mesi, del ciclo del peyote. Viricota viaggio, musa suona incanta, la favola di Orfeo, rapiti in eloquenza, sublime vera scienza; recitare i miti, a ricreare riti, drammatica forza, tempo origine porta, metamorfosi accade, che umano rifonda, Dei appaiono animali, umani e urani siti, attori sacerdoti, pianti strappacuori. Dei percorser terra, e nominaron cose, dai Pini nascon note, e nonno Kallumari, fu primo marakame, da stuoia detta itari, dal mare venner Dei, vestiti come fiori, arrivano a placenta, presso culla Madre, placenta reca nube, da nube vien itari, da itari nasce daino, che si muta in mais, mais muta in nube, piove su ogni milpa, dal mare venne Daino, Azzurro come Mari, suo fratel minore, e molti piccin daini, vider freccia e testa, daino sopra itari. Dei capiron messaggio, freccia muta nube, testa muta in pioggia, e andarono al Coamil, lasciarono offerta, nel seno Ma Urianaka, Dei nascosti in bosco, vider nascer canna: le giovani pannocchie, e le rotonde zucche, il fiore giallo tuki, strofinan nelle mani, con polvere di tuki, 3 strisce sulla faccia, dissero gli Dei: Daino muore a caccia. Cala la sera, esce Tatevar Muvieri, abbraccia e ci racconta, Tamaz Kallumari, parole da bocca, escon tricolori, e ci capiamo tutti, fratelli che ritrovi. Tamaz nostro capo, puoi fare e disfare, jikurì tuo corpo, tuoi ordini obbedisce, io sono loro cibo, entro cuor pensiero, corro in loro vene, arrivo cuore impero; quando mi mangiano, ha torpore tutto corpo, si accorgono così, che sono jikurì, concentro su coloro, che mi amano +, offro vita e dico, quel che devono veder: insegno loro cose, da punte dei muvieri, a Viricota incontro, mangiano spicchi, ogni spicchio in sè, pensieri del mio cuore, ebbrezza da veder, canti dai miei fiori, son mie rivelazioni, mostrano + mondi, che portano mie storie, parla Tatevari, anch'io son metamorfe, muto in più figure, di Tamaz vittorie: son vampa selvaggia, brucio ed incendio, alzo miei muvieris, che escono da fiamme, da corna di Tamaz, sboccian fiori gialli, fumo convogliato, verso partecipanti: vidi + focacce, mangiandole fui perso, ora siamo assieme, a notte dal falò, vediam uscire i fiori, rossi azzurri e bianchi, color di Tatevari.| Hilario al pomeriggio, offre medicina, ognun beve tazza, mezzora cresce nausea, malessere e bronchite, veglie con digiuni, cervello tien paura, teme oscuri fiumi. Io denuda e calma, al primo canto dato, su alberi e su rocce, sale-scende abissi, tutto acquista senso, nel rumor di vento, voci e risate udite, a distanza tempo; abbraccio cosmo cura, terrore scompare, son esser luminoso, divinizzato in Pan, con spasmi e sudore, scombino certezze, il sacro è mistero, lezione mi arrende; cane pure abbaia, da origine del mondo, fin alla sua fine, ogni storia ha ritorno, mondo è illusione, metamorfosi continua, ecco altra lezione, entrare in altra rima; mi trovo a contemplare, attore spettatore, foglie secche arazzi, bellezze del creato, tra ebbri del tempio, e musica di piante, sanAndrè e Catarina, due wirarika lande, assieme sanSebastian, fan pellegrinaggi, diversi x ognuno, narrano i viaggi, attorno a ogni fuoco, ospiti invitati, mangiano il daino, e piangon Tatewari. 1 anziano scorsa notte, morso da scorpione, rimesso ci confida, i segreti maracame, quando canta bene, una bella nube esce, se canta male invece, pioggia si disperde. Martin ebbe febbre, deliri presso fuoco, quan frenesia di danza, prese pellegrini, i caduti ed ubriachi, son presi da custodi, posti sotto quercia, protetti nei riposi; nei viaggi e feste, offerte frecce posi, esprimon desideri, profon pensieri posti, di bimbi o di stregoni, o di ricamatrici, che chiedono bambini. Se freccia stegone, è fatta x offesa, Paritzika insegna, caccia e difesa, compito saman, sognar dove nascosta, distruggere fattura, malattia risolta: se uno è moribondo, offre lui 1 freccia, ciotola e candela, fa diagnosi col canto, sacrifica galletto, irrora altare fatto, se torna la salute, dio appar calmato.| Martin ebbe un sogno, presso Viricota, teatro nel deserto, Tamaz Kallumari, mi offre il jikurì, daino Wawatzari, è con Tatevarì; mangian medicina, pellegrini al fuoco, Daino canta loro, canzone con violino, anche se ho peccati, vengo io a cercarti, strada delle rose, a Viricota passa: uscii dal mare azzurro, Daino Marrayueve, dritto su Itari, a quattro punti cardinali, apparver Daini Azzurri, soffian via tensioni, da gruppi e da figli, a curare i bimbi, faremo offerte caccia, ciotola e candela, e freccia per un daino, per vita dei bambini, 1 daino va morire, Tatevari nonno, ci dice questo in rime: Dei non san mangiare, mangio io per loro, ecco i kakullari, che iniziano a parlare, tutto aperto e visto, in mare e nel coamil, seduto presso fuoco, tutto può apparir: oh Viricota! perchè piangono le rose e volano i fiori al Cerro bruciato? quando nasce Daino, Dei fanno scuola, perchè i monti parlano li a Viricota? nessuno sa capirli, solo freccia a terra, freccia serpe azzurra, conosce loro lingua, sopra itari stuoia, scatena nube pioggia, parlan Dei fra loro, ai 4 cardinali, nel luogo dove nacque, Tamaz Kallumari. Daino Azzurro esce, da fuoco appare in aria, incarna Dio del Vento, canta una sol volta, marakame apprende, a memoria sua canzone, la trasmette a noi, attendo la sua voce: oh Pan divin dei monti, di Africa e Oceania, America Ti vive, da Europa fino ad Asia, sui monti e nelle valli, deserti le foreste, Sei fuoco saturnale, sei acqua di tempeste; Son Cervo di oriente, sono Hikuri verde, accanto la montagna, sole già risplende, sotto albero fiorito, mio cuore si comprende, son Cervo oriente, sono Hikuri verde; a tutti dò mio canto, chi lo canta primo? ora mi alzo in alba, per salutare il Sole, pure mi inginocchio, respiro suo calore, tra ghirlande Fiori, e turbini di Vento, Tu non puoi vedermi, dove vado eterno, la dove nascono le Rose, dove Rosa sboccia, son Cervo oriente, fior di Virikota: quando nebbia sale, Azzurro Cervo sale, quando pioggia scende, Kallaumari scende, respirano le Rose, rugiada soffia pura, ai piedi di Lehunar, è wiri Virikuta! Germoglia il Mais, e la Rosa sboccia, così canta la Rosa: Io sono il Cervo, così canta il Cervo: Io sono la Rosa, solo a Wirikota, tale canto è strofa.| Wirarika Huicholes, tra gole e aridi piani, coltivano la terra, hanno 2 stagioni, una secca e una piovosa, adoran gli elementi, riuniti in una Rosa; derivan loro storia, dai nomadi di caccia, Cervo loro emblema, con Mais assieme Rosa, nel canto del mito, ricordano il passaggio, da nomade lor vita, a stanziale villaggio. Produsse loro clan, un antenato errante, Watakame cacciatore, che vive su montagne, incontra fanciulla, chiamata Mais-Azzurro, dopo un avventura, in luogo sconosciuto: Lei si presenta, con Zucca ricolma, di ottima bevanda, fatta con il mais, bevilo sii sazio, io vivo alla Collina, assiem ai genitori, ti aspetto domattina; indomani Watakami, veste e prende arco, con faretra su spalla, cerca quel passo, ai lati del sentiero, che sale a zig-zag, coltivazion di Mais, distese da osservar. Azzurre rosse e bianche, e altre varietà, in cima una casetta, alfine può avvistar, accolto da due anziani, signori del Mais, gli offrono scodella, di succhi fermentati: vorrei comprare un po, di vostro buono cibo, tengo per pagarvi, le micce del mio fuoco, di Pino resinoso, che uso come torcia, in notti molto buie, mi scaldo alla bisogna. Il vecchio gli rispose, disseta alla sorgente, poi agita lo scettro, di penne di un uccello, da casa esce ragazza, e venne lor incontro, Yowime mais-azzurro, Yumi in mandarino, suo nome rende conto: figlia vuoi seguire, il giovan cacciatore, oh Padre se tu vuoi, allor io vorrò, dunque Watakame, inizia nuova vita, diviene campesino, in Yumi compagnia. Lei insegna preparar, Atole bevanda, tortiglie granoturco, gestire magazzino, si sente Watakame, liber da incertezza, la nomade sua vita, diviene una casetta: taglia piante bosco, incendia ramaglie, usa cenere concime, in buche seminate, Yowime fora il suolo, tramite 1 bastone, e 1 Spirito chiama, quan semi vi depone. Watakame invoca piogge, Sole e vento piano, e durante raccolto, usa cesto Mecapal, fatto con le canne, legato alla bandana, dentro case-tempio, pannocchie accatastava. Passano decenni, e Watakame anziano, perse sua compagna, Mais-azzurro muore, resta lui in campagna, lavora ancora duro, a gesti e con parole, intero ciclo Mais, Yumi amor commuove. Rivivono Huicholes, epopea di Watakame, in campicelli sparsi, sassosi calcare, a Giugno prime piogge, semina van fare, assiem fagioli e zucche, Milpa da rituale: un piccolo cratere, al centro campicello, accoglie falò, e offerte sangue agnello, indio Huatakame, insegna a coltivare, e far pellegrinaggi, su terre di antenate; un giorno dea Nakawe, parla a Watakame, fatti una piroga, gran pioggia piano sale, salva tuoi semi, tra un mese tocca terra, fai milpa e focacce, con indigena nera; mais-cenere acqua, Tashiwa lui la chiama, ti piace impastare, e farmi da mangiare, dammi 2 gemelli, nei campi seminati, possiamo innamorare. Uomini nei campi, e donne a macinar, sopra lastra pietra, dolor da sopportar, tecniche complesse, apprende lo sciamano, che aiuta popol suo, ma vive solitario, senza uno stipendio, vive sacerdozio, sua ragione vita, cantore che raggruppa, Daini nel Tepari. Festa di Pannocchie, Zucche di novembre, ritrovan loro casa, stanze a muri fango, dove vita scorre, quotidian paesaggio, un rito quarantena, serve reintegrazio, e mogli al focolare, piangono commosse, recuperan mariti, mutati da quel viaggio, fan meditazioni, di fronte a Nonno fuoco, i muvieri toccan tutti, rito di ritrovo, ci ha permesso tornare, alle nostre case, tutti qui con te, tornati-andati assieme, donne van cantare, siate tutti benvenuti, la medicin portata, nutra nostri frutti, vien fatto un turbante, di penne di corvo, per la moglie del capo, ora Madre del Mais, nella piazza coi canti, passione religiosa, inizia Festa hikurì, e nonno Fuoco riposa, mille occhi luminosi, osservano la vita, il disordine riporta, a quotidiana sfida, tra effetti medicina, milpa gialle stoppie, dipinte guance scosse, attesa delle piogge, ballan tre ragazze, tenendosi a cintura, invocano la pioggia, acqua in buca Terra, la nutrono per prima, sul monte disboscato, coltivano rapporto, da muvier sacralizzato. | Sikoakame e dea Nakame, tra valli e vulcani, economia sussistenza, da sierra Tarahumara, a Chiapas e Oaxaca, fino al Guatemala: Sikokame nel mito, è figlio di Nakawe, un giorno si ammala, la madre lo abbandona, peripezie via da casa, va presso la zia, che si chiama Yurienaka, vive gira attorno, incontri suoi ci narra; colomba gli porta, semi mais in zucca, poi incontra 2 nonni, gli donan zucca zuppa, lui conosce loro figlie, Mais azzurro e nero, Yohime bianca gialla, e sorelle arcobaleno; vede femmine fagiolo, zucca e altri semi, Sikoame vuol comprare, + semi dai vecchi, li porta a Yurienaka, loro invitano figlie, chi vuol accompagnarlo, mais-nero si decide: ma ci sono 2 norme, dea Yoame non lavori, in sua ciotola viva, sopra altare ririki, fino al tempo semina, Sikoakame solo zappa, tutti semi fan visita, a Yoame nuova casa. Traboccano silos, di mais fagioli zucche, Yurianaka prende mais, lo pesta su macina, x fare focacce, e con Sikoakame ne mangia, mentre Yoame, beve il brodo da sua zucca, Sikoame strappa erbacce, e brucia nel falò, fumo sale a nube, e dio del tuono dice, tu bruci nel coamil, mia pioggia benedice. Cener bagna Yoame, è tempo seminar, abbandona ririki, tutti assieme al coamil, al centro di milpa, Yoame 1 dito a terra, in luogo del falò, zia accende candela. Crebbe la Milpa, nord sud est ed ovest, coamil verdeggiava, grazie a Yoame cuore, tornati al ririki, Yoame accresce capelli, e Sikoakame taglia, i pannocchi + belli; a sud taglia bianca, a est gialla rossa, ponente mix colori, di pannocchie sorelle, nord coglie azzurra, a centro sta la nera, + fagioli con zucca, coglie da terra: semi lui buttava, in sottana di Yoame, di ritorno al ririki, Yoame vuole riposo, Sikoakame col muvieri, offre tazza di cacao, rimani su altare, offerte ti portiamo. Mais dentro ai silos, milpa divien secca, Yurianaka esagerava, da Yoame aiuto cerca, lei aiuta a macinare, sanguinan sue mani, pasta rossa come carne, fugge lei domani. Sikoakame accusa zia, viaggia fin Yoame, chiusa in stanza lei, rifuita di tornare, gli vende 5 chicchi, per la semina futura, baston x seminare, la zia si pente e cura. Festa di Pannocchie, zucche di novembre, ritrovan loro casa, stanze a muri fango, dove vita scorre, ma rito quarantena, serve reintegrazio; mogli al focolare, piangono commosse, recuperan mariti, mutati da quel viaggio, fan meditazioni, di fronte a Nonno fuoco, i muvieri toccan tutti, rito di ritrovo: ci ha permesso tornare, alle nostre case, tutti qui con te, tornati-andati assieme, donne van cantare, tutti benvenuti, la medicin portata, nutra nostri frutti; fatto un turbante, di penne di corvo, per moglie del capo, ora Madre al Mais, nella piazza canti, passione religiosa, inizia Festa hikurì, nonno Fuoco riposa, Carrillo porge focacce, pannocchie fumi odori, si nutron mangiatori, poi dormono nei sacchi, ascoltano le storie: mille occhi luminosi, osservano vita, il disordine riporta, a quotidiana sfida, tra effetti medicina, milpa gialle stoppie, dipinte guance scosse, attesa delle piogge: ballan tre ragazze, tenendosi a cintura, invocano la pioggia, acqua in buca Terra. Milpa crea comunità, nucleo indiana società, piccoli campi ritagliati, nella selva un pò, amaranto e chenopodi, fave zucche e pomodori, fagiolini mais e zucca, Milpa è valor. libro_viaggio-a-viricota_martin.m4a
lume075-Ogni anno il popolo Wirarika, lascia le montagne di Jalisco e Nayarit, per compiere un antico pellegrinaggio, verso il deserto sacro di Wirikuta, luogo dove nacquero gli dèi, e il mondo prese forma. Guidati dal marakamè, cantore-sciamano degli Huicholes, i viandanti affrontano digiuni, fatiche e canti rituali, alla ricerca del Daino Azzurro, Tamatz Kallaumari, che si manifesta nel peyotl, la pianta sacra di Hikurì. Nel deserto Wirikuta, Daino e Mais e Rosa, rivelano nel fuoco, il loro segreto legame: volti diversi della stessa forza, che unisce cielo terra e uomini. Mangiando lo hikurì, i pellegrini partecipano alla storia, morte e rinascita Daino azzurro, con occhi nuovi guardan tutto, a riconoscere armonia, nascosta nella natura. Attorno al Nonno Fuoco, chiamato Tatevarì, ascoltano miti e insegnamenti, che parlano di rispetto, coraggio ed empatia reciproca, così le visioni ricevute, appartengono al gruppo, doni per la comunità, pur rimasta nei villaggi, portando guarigione, saggezza e speranza. Il viaggio ricorda la storia, dell'antenato Watakame, e della fanciulla Mais-Azzurro, da cui nacque agricoltura, nel campo mais detto milpa, assieme a zucca e fagiolini, crescono insieme come fratelli. La milpa insegna che, ogni essere vive grazie agli altri, e che la prosperità, cresce in collaborazione. Al ritorno nel villaggio, fuoco è ringraziato e spento, dalle donne sue custodi, di fuoco interno e focolare, negli uomini e nei campi, tutti celebrano il raccolto, con danze offerte e canti, specie quelli per la pioggia. Così il ciclo della vita, si rinnova ogni volta: il Daino diventa Mais, il Mais diventa Nube, la Nube diventa Pioggia, e la Pioggia fa rifiorir la Terra. Nel grande sogno della creazione, ogni creatura ritrova, il proprio posto e proprio compito.
77:lume077-il Pendolo è una |bussola, dell'anima profonda, non cambia il destino, ma aiuta a vedere i sentieri, che spesso sfuggono alla mente. Se continui a fare ciò che hai sempre fatto, raccoglierai gli stessi frutti, ma se non farai nulla, di certo nulla cambia: se compi il primo passo, nuova occasione può apparire, questa è arte radioestesa, che insegna ogni cosa ha una frequenza: acqua semi e luoghi, pensieri sogni e relazioni, una bacchetta oppure il corpo, sanno aumentare tale ascolto, con risonanze sottili. La chiave è l'intento, dato con domande chiare, sincere e orientate, a ciò che desideri costruire, puoi dedicare qualche minuto, a respirar calmo ogni giorno, immaginare un luogo vivo, e lasciar la mente si quieti. In questo stato di ascolto, l'intuizione è più limpida, come acqua in empatia, simbolo del tuo intento: affidale una parola, con attenzione consapevole, una qualità o un proposito, un seme o un oggetto, un progetto costruttivo. Quando senti pesantezza, immagina una luce, che attraversa il tuo corpo, e porta via ciò che non serve; quando un evento importante si avvicina, visualizzalo armonioso, e chiediti quale gesto, pure piccolo lo aiuti. Il pendolo sì e no, aiuta a focalizzar domande, osservare possibilità, e sviluppare fiducia, nella propria percezione. Così ogni viandante, impara a coltivare i campi, a curare relazioni, armonizzare corpo e spirito, e a comprendere i sogni: pensa ciò che vuoi far crescere, parla come se il bene fosse là, agisci con presenza, nel cammino delle tue scelte, rese coscienti in carte lumi.| Rabdomanzia come arte intuitiva: Raymon Grace e altri radiestesisti americani insegnano che ognuno può accedere all’intuito, per ottenere risposte da sé stesso, con dispositivi come pendoli, bacchette o anche il proprio corpo. Conoscere l’intento è la chiave: il movimento del pendolo risponde a domande chiare, e può aiutare a trattare l’energia (qi) di persone, ambienti, eventi. Strumenti semplici ma potenti: la radiestesia si basa su risonanza e onde cerebrali (alfa, theta, delta), attiva guarigione e trasmissione a distanza. Si usa anche in agricoltura per vitalizzare colture e correggere squilibri. Grace unisce sciamanesimo, cristianesimo e pratiche native americane: lavora con acqua, suoni, parole, immagini. Energia e preghiera riorganizzano il campo qi. Ogni pensiero ha un effetto. Pensiero focalizzato = realtà modificata. Radioestesia è anche etica del pensiero: non delegare la tua salute, la tua anima, la tua vita: riprendi il potere di guidarle. Raymon insegna: rilassa corpo-mente, entra in stato alfa, ascolta immagini, suoni, ricordi, crea nuove possibilità. Trasforma l'energia negativa con la volontà: rimuovi malesseri, fantasmi, blocchi. Impara a pensare bene, parlare bene, immaginare bene → e il mondo intorno risponde.# |Rabdomanzia ottiene dati, con pendoli e geometrie, aste a V oppure a L, di nocciolo o rame, per info calibrate, su obiettivo misura. Dispositivo di lettura, amplifica risposta corpo, a una domanda chiara posta, movimento sì o no, su tabella numerata, da Walt Woods elaborata, vedi lettera a Robin. Rabdomanzia coinvolge tutte, frequenze onde cerebrali, coerenza di ricerca, dove cervello risponde, in stati alfa riceve, trova acqua vibrazioni, animal smarrito o pioggia, o scelta di un rimedio, per curarsi o coltivarsi, impresa seria e divertente, in agro devozione, attinge abilità, che natura a ognuno dà. Raymon insegna, che chiunque accede intuito, sebbene alcun persone, proprio qi vanno bloccare, per un dubbio culturale, avran risposte limitate, poichè solo fede in verità, esplora proprie capacità. Energia in rabdomanzia, usa intento focalizzato, a trattare la viridas, di una persona luogo o evento, a guarire o migliorare. |RADIOESTESIA è risonanza, arte di ascoltare, i campi qi energia, associati a ogni cosa, entelechia guida vita, captati in sesto senso, e reazioni neuromuscolari, dette radiesteti; prende molte forme, come un moto al pendolo, o elettriche dita, macchina di verità, pelle cambia conduttiva, corpo umano sa captare, vari campi di energie, sottile mistica memoria, che agisce sui terreni, o in miscela di mangimi, acqua prana e qi. Radionica medica e agraria, Galen |Hieronymus adatta, con macchina UKACO, su torri radianti, in Arizona e California, fatte in tepee rame, su tre aste e asta centrale, che albergano spirali, e messaggi liminali, per controllo parassiti, o allevamento di animali; analizza campi pianta, una mandria o suolo terra, fiori melo e pelo, squilibri dalla norma, eccessi o deficienze, parassiti e malattie, uman contaminanti. Irradiando vitalizza, il campo di una pianta, aumenta sua salute, stazione invia segnale, un campione in risonanza, una musica o discorso, al campo acqua o bestiame. |RayomonGrace dice, che molte persone danno, loro anima al prete, loro salute al medico, loro soldi al banchiere, loro figli alle scuole, così han perso potere, di controllare loro vite. Lui guaritore in Virginia, energizza sua vita, a restituire potere, poichè il male sulla Terra, vien da influenze non benefiche, allora chiedi aiuto, ad Esseri Spirituali, a rimuovere influenza, e pulire vita e ambiente, che migliora per incanto. Tutte cose sono qi, inclusi i pensieri, eventi futuri son pensieri, mondo Spirito Santo, cambi messaggio attorno, cambia il tuo futuro, a mezzo del pensiero, che focalizza intento. A solvere un problema, hai bisogno volontà, se nulla facciamo, nulla accadrà, se facciam qualcosa, qualcosa accadrà, energia imprime materia, come emozioni impresse, in modelli geometria, che formano progetti. |Steiner ricorda, in Koberwitz 924, Pianta è immersa in alto grado, nella vita di Natura, riflesso in sette cieli, che i nativi di Eurasia, tramandano in tonsingen, canti rituali e curativi, omeopatici lavori, in storie e tradizioni, in campi agricoltore. Europei nativi, aman pianta coltivate, potenziate dalla fede, di unione Cielo e Terra, Mercurio intermediario, per le nozze dell'argilla, con humus del lombrico, linfa ascende e sposa luce: linfa ascende apice, esaurisce forze ascensionali, poi riceve le presenti, che rovesciano entro pianta, a formar linfa discendente, da cui nascono le foglie, fiori e frutti della pianta. Consociazioni vegetali, e i momenti di semina, seguono i pianeti, dei sette ciel stellari, cosmo è terzo fattore, di vita per le piante, scaturisce le matrici, di tutte specie vegetali: stelle dialogan con piante, a mezzo cambio meristema, contadino è interazione, che organizza tal coscienza, decanta e potenzia, tutti altri tre fattori, a partire dal seme, Madre Terra e Padre Cielo, con fede nella Pianta, final prodotto di armonia. Devozione omeopatia, aumenta qualità, con dialogo portante, con le forze trinità, ponte materia e spirito, vecchio adagio contadino: materia esiste sol con spirito, sostanza incarna spirituale, associa Metalli e Pianeti, Oro-Sole Ferro-Marte, Argento-Luna e Azoto-Toro, Silice-Ariete, Calcare-Bilancia, Argilla-Capricorno. Prima modalità, ammenda suolo sabbia o calce, integra micro carenti, Fosforo Calcio Ferro e altri, grandi costi e riduzione, di vitalità nel suolo. Seconda modalità, integra nel suolo, organica sostanza, o bevande fertilizzanti, di aceto canna e soda, a far fluire Vita, con quantità minori. Terza via è alchimia, egizia omeopatia, diluendo la materia, la libera e solleva, verso il cosmo studiorum, allestendo preparati, a cui aggiungere intento, con rito canzone, di altissima Entità, che dona la Vita, per noi e la Terra. Quinta via è Devozione, verso i corpi celesti, vestiti Spirito Santo, che governano tutto, detti angeli e arcangeli, chiamati nei canti: se rovesci tuo pensiero, a Enti divini, che governano tutto, inviti a scender nei campi, forza Vitale rinnovare. Cristo agronomo attivo, con Amore e Saggezza, elargisce senza fretta, agricoltor lo accompagna, completando incarnazione, di impulsi e processi, con atti devozione, preghiere a indirizzo, in giusta direzione, qualità di nutrizione, rapporto etico tra umani, tra città e la natura, come in Santodaime, Pane e Vino Pasta Madre. Ogni preparato è un ponte, che attiva Seme Luce Divina, si libera nel suolo, e trasmuta forze contrarie, in forze aiuto della Vita, già presenti in potenziale, in ciascun Preparato, attivato dal fruitore. A gestir forze circolanti, in ecosistema azienda, quattro Prodotti Base, RD 100-101-102-103, irrorano il terreno, o le foglie delle piante, con Aceto Soda e Bitta, una volta al mese fanno. RD 107 per Semente, richiede un atto devozione, verso il Cristo e Madre, impulso Vita che protegge, nutre e muta evoluzione, da fare a settimana, con preghiera dedicata. |Cellule-pulsanti, sono Oasi vita santa, matarek a centro campo, irradia devozione attorno, converte agricoltura di stagione, focalizzando priorità, facendo lista riflessione, su cose aggiungere o spostare, lista offerta ad acque, o legata a corda nodi, come i monaci san fare, a caricar parole chiave, sviluppare attenzione, eliminando resistenze, dubbi e paure inconsce. Rinnovamento del cuore, con risonanti dispositivi, chi fornisce e chi riceve, acque cristiche e mariane, con ausilio di preghiera, cosciente evocativa, completa forza aiuto spirituale: due o tre riuniti nel mio nome, Cristo è in mezzo a loro, in Matteo 18-20, Gesù aggiunge a Giovanni, ciò che chiederete al Padre, nel mio Nome lo darà, se vera è devozione, ciascun talento fiorirà. Tutto ha una frequenza, relazioni cose e situazioni, disarmonia misurata, con un |PENDOLO si-no, che può girare a spostare, energia come un timer, e misurare a fin lavoro; processo a volte ripetuto, la persistenza è forza chiave, in qigong o agricoltura, incoraggia un cambiamento, connessi a intuito proprio, subconscio di esperienze, sviluppa fede fiducia, per acceder conoscenza. Concentra psiche a fermare, chiacchiere di scimmie, rabdo affina le domande, pensieri sono energia, come ogni cosa al mondo. Ognuno ha un campo qi, difficile a vedere, circonda corpo ed emozioni, tuo Spirito può controllarlo, a scoprir come sta andando, in un dato momento, intento rabdo regolando. Tuo intento ed attenzione, realizza trasformazio, con pendolo o asta-rame, Rabdomanzia è intuizione fede, una impresa spirituale, indipendente da credenze, la si impara viaggiando. Raymon Grace e Walt Woods, Harold & Gladys McCoy, Karen Tippit amerindia, e diversi sincretismi, usan pure i Gong, come strumento rabdomante, a trovare e trasformare, campo qi intorno al corpo, e dopo 2 minuti, questi campi vanno espansi, 70 piedi scala Bovis. Raymon crea pulsazio alfa, col battito mani, che muove rapido attorno testa, di persona malata o ferita, o chi soffre di emicrania, come fà Kinaciau, crea stato guarigione, che dura per più anni; stesso rito pure impiega, su altre parti del corpo, come massaggio jingxinshen, cosciente abbassa le frequenze, a coordinare i due emisferi, migliorare e dare forza, a suoi pensieri e immunità, e aumenta pure udito, chiarudienza natural: quando pensi a bei momenti, avverti suoni mai notati, ma presenti sempre là, entra in alfa come in Kia, e vi rimane quanto vuole, divien cosciente mondo attorno, pure a distante informazione, che non gira in stato Beta, poichè mondo Spirito santo, parla a battito più basso, Alfa onde cerebrali. Pensiero sono impulsi, elettro tamburo o canto, invia energia di guarigione, senza pretese altre persone, a eventi scuole o situazione, mentre ascolta arco sonoro, immagina un sentiero, dove annusa e tocca i fiori, cortecce alberi coi sensi, ripetendo lentamente, asserzioni positive, ridondanti preghiere, frasi ripeti a rifiutare, ogni mal-messaggio subliminale. Guaritori a distanza, o rabdomanti dell'acqua, concentrati su obiettivo, mostran pulsi cerebrali, mente attiva e rilassata, alfa e beta in sincronia, + theta e delta coerente, tra neuroni di più zone, cioè intuizione e trasmissione, al soggetto pur remoto, Delta è terra di sciamani. Il futuro son pensieri, non ancor materiali, smetti delegar salute al medico, o soldi ai banchieri, la tua anima al prete, tuoi bambini alle scuole, e riprendi il controllo, a guidare la tua vita, come fece Epicuro, compra solo ciò che serve, a prezzi che puoi, per far colpo su chi ami, interno o esterno a te. Impara a Pensare, aggiunge potere ai tuoi pensieri, primo passo è creativo, pensieri smetton dispersione, calmano lo stress, che accelera pulso cerebrale, e toglie forza ai pensieri, indebolendo immunità, mentre se rilassi, a mezzo buon respiro, passeggiata e buon coltivo, la tua mente focalizza, e aumenta suo potere, ad allentare pulci e zecche, o curare più persone, emerge giusto pulso alfa, dove entrambe emisferi, van sincrono a vibrare. Se ogni cosa ha sua frequenza, nostro polso cuore batte, 70 volte al secondo, cervello 20 al secondo, è frequenza beta, il pulso delta invee, è da 0.3 a 3, da 4 a 7 è detto theta, da 8 a 14 sarà alfa, e da 15 in poi è detto beta,. Le frequenze sono terre Alfa è Terra Spirito, Teta e Delta ter sciamano, Beta è terra morti viventi. Terra vibra a 10 battiti, misurati al secondo, come dentro piramide, camera crea frequenze alfa, a guarire la salute. Raymon impiega pendolo, quando un sogno lo raggiunge, poche domande su chi riguarda, poi muta forza in situazione, a evitare un malo evento, o favorire un buon evento, cambia frequenze radioestese, a mezzo meta immaginaria, come Erikson e Jung, pianta idee di esser cosciente, a ogni pericolo per sé, sua famiglia e contesto, e veder contromisure, più adatte ad evitarlo. Per tutta la vita, vi han detto cosa fare, quando oppure dove, ma ora potete camminare, essere indipendenti, partendo da quanto appreso, guidate vostra vita, fieri di voi stessi, a fare vostre scelte, come fece Gesù e apostoli, che rispettano i nativi, e contrastano oppressivi, mascherati a istituzioni. Apostoli usan potere, di preghiera su ammalati, curan piante terra ed acqua, come fanno già i nativi, scegli credere a tal forza, di Spirito Santo, più di medici e istituti, assorbite in gioventù, e mai messe in discussione, a causa lunga ripetizio, ora usi la preghiera, per rimuovere il dolore, poichè psiche è paracadute, funziona meglio quando è aperta. Raymon toglie mal-di-testa, ponendo mano presso nuca, e ordinando mentalmente, al dolore di andar via, cosi gli altri muratori, chiedon curar mali minori, poi chiedono andar casa, a lavorar sui familiari, libera anziani dal dolore, in lui cresce la passione, di condividere col mondo; nella chiesa Gesù disse, possiamo fare guarigione, ma i burocrati contrari, temon perder loro affari, Qi di cura non conosce, limiti spazio e tempo, usa pure altre persone, a condurre flusso intento, mentalmente immaginando, con coraggio ed autostima, prende malta e rappresenta, il dolore della amica, la frantuma avanti a lei, e il dolore in lei va via. Raymon calmo a immaginare, finge entrare nella testa, a cancellare cause male, immaginar di ripulire, organi interni per guarire, reca intento ed emozione, neutralizza le allergie, o corteggia la signora, con rose e dolci di Platone, mentre flirta mentalmente, a invogliare decisione, o cambiare situazione. Un giorno ascolta Rolling Thunder, che suonava col tamburo, eco lontano e indefinito, lo risveglia ad un invito, cogli erbe ed usa Piuma, per aprire ed operare, trasferir mala energia, in un oggetto da bruciare, così cura colon fastidi, a una donna che viveva, con inquilini motociclisti, rumorosi e poco amici, lui con fumo delle api, con cerimonia reca intento, a render luogo lor sgradito, essi traslocan sen motivo. Muove piuma attorno al corpo, poi la sgrulla sopra il fuoco, e alla donna in allergia, strofina tralci pomodoro, mentre nota strano moto, di cavalli cani e gatti, quan vicina è guarigione, mentre prega attorno al fuoco. Per chiamare poi la Pioggia, salì con figlia su collina, alla cerimonia della pipa, accese tabacco e soffia fumo, mentre prega spirito Pioggia, alza la pipa verso il cielo, poi la passa alla bambina, che ripete stessi gesti, grazie a forza sua creativa, quando usa anche il tamburo, canta April dai pioggia amica. Grace impara amar serpenti, come totem dei nativi, apprende a fare accordi a essi, mangiate topi e siate amici, ogni anno replicati, a evitar che serpi figlie, trasgrediscano quel patto, creando rischio col veleno, a sua casa con i bimbi, evitar che lui gli spari, come fece in gioventù, quelle stragi di serpenti, or non servono mai più, usa la pipa della pace. Raymon fece viaggi tempo, a mezzo sogni rivelatori, nella grotta futur-passato, come Dante ci ha insegnato, proiettarsi alla caverna, lo stesso viaggio per più volte, da sua capanna sudatoria, o mentre stava alla sua tenda, indietro a fare micro-cambi, incursioni tra occasioni, effetti vede nel presente. Suo Nonno spirito guida, o un Animale di potere, totem o Angelo custode, riflette sua energia interiore, quan qualcuno vive trauma, si frammenta la sua anima, o qualche volta è la persona, che da via una parte sè, altre volte vien rubata; tale perdita animale, è reazione naturale, a proteggere l'essenza, nel momento shock o trauma, ma un credente o guaritore, va le parti a rintracciare, o prega aiuta l'autostima, e queste rientrano da sole, come fa sciamano Hmong, che le attira a ritornare, dal luogo d'incidente, dove stanno in confusione, come frammenti in prigione. Raymon narra via telefono, storia prende forma colore, nel mondo dello spirito, va riunire la situazione, crea la Forma e disfa Forma: ogni parte anima racconta, perché se era andata, cosa serviva per cambiare, al fine ritornare, così spiriti chiamammo, per curare sue ferite, essi mostrano ricette, della Cina e di altri posti, disegni mandala e canzoni, di speranza e guarigione, sussurrate dolcemente, mente mani van danzare. Fremito sale in corpo, formicolio su pelle e fasci, dalla schiena gambe e braccia, vibrazione del tamburo, pulsa fino ossa e nervi, chiama indietro anime sparse, a riunir potere integro. Suonò tamburo ad ambo i lati, di quel corpo combattuto, il futuro è nudo e crudo, che un pensiero suol sposare, per realtà poi diventare: il mondo Spirito non giudica, non scinde buono e cattivo, solo elargisce ciò che chiedi, sia cosciente od incosciente, allora cura il tuo pensiero, a migliorare il tuo futuro, Aho è Amen in Cherokee. libro_raymongrace_usatuointento.m4a
lume077-Pendolo è strumento, del Regno dell'Intuito, che aiuta ad ascoltare, ciò che vive nel cuore, nel corpo e nella natura. |Pendolo aiuta il Polo Verde, ogni pianta seme e terreno, con attenzione e preghiera, osservazione e domande chiare, aiuta a sentire squilibri, scegliere il momento opportuno, per seminare e rafforzare, il legame terra cielo e uomo. L'intento è cura per l'acqua, i campi e i raccolti. Pendolo al Polo Rosso, aiuta amore e rapporti, dove pensieri e parole, influenzano relazioni, il viandante osserva il proprio cuore, il pendolo invita a far domande, per sciogliere paure, coltivare gentilezza, e attrarre incontri più armoniosi. Pendolo al Polo Giallo, aiuta Sogni e messaggi, intuizioni e coincidenze, spedite dal mondo invisibile, in stato di calma ed ascolto, il pendolo aiuta a chiarire, il significato immagini interiori, riconoscere opportunità, e orientare scelte future. Pendolo al Polo Blu, aiuta qigong e respiro, rilassamento e attenzione, focalizzata o fluttuante, aiuta equilibrio e presenza, entrando in quiete interiore, diventa un compagno a osservare, il proprio stato energetico, trasformando tensioni, e rafforzando benessere, chiarezza e fiducia. Regola d'oro ai quattro poli, è calma del respiro, formula domanda chiara, ascolta con sincerità, e agisci con responsabilità: pendolo indica una direzione, il cammino resta nelle tue mani.
85:lume085-Romulo cammina tra le Yungas peruane, e omaggia Mama Coca nella Maloca, dove ode l'oracolo dalle coppe: la pera matura casca da sé, chi vuole un pero ne pianti cento; ciò che desideri arriva a tempo debito, ma va coltivato con impegno. Coca è pianta sacra di Ande e Amazzonia, medicina dei popoli Barasana, Kogi e Arhuaco, dono di antenati per l'equilibrio tra le forze della vita: nella Maloca, casa cerimoniale e cuore della comunità, uomini e donne condividono cibo e coca, canti e riti, rinsaldando legami sociali e spirituali. Erythroxylum coca è arbusto sempreverde delle Yungas, la cui foglia, masticata o bevuta in infuso, allevia fatica, mal d'altura, dolori e disturbi digestivi, favorisce resistenza, lucidità e adattamento all'ambiente. Per i curanderi è una medicina completa che alimenta ottimismo autostima e creatività, mentre l'abuso può trasformare l'euforia in dipendenza, attenuando affetti e coscienza. Diversa dalla cocaina isolata chimicamente, la foglia intera conserva un uso rituale e terapeutico secolare. I Kogi e gli Arhuaco la venerano come dono della Pacha Mama; gli Inca la chiamavano Mama Coca, dono del Sole Inti, simbolo di identità e continuità culturale. Durante incontri, guarigioni e cerimonie la coca accompagna preghiere, decisioni e amicizie, creando un ponte tra viventi, antenati e mondo spirituale. I miti di Manco Cápac e Mama Ocllo, figli del Sole Inti, ricordano che vivere in armonia con la Terra significa custodire i suoi doni senza abusarne. I due antenati furono inviati a fondare il primo nucleo di civiltà inca, insegnando agricoltura, leggi e cultura, e a usare la piccola foglia come nutrimento del corpo, della memoria e dello spirito: chi sa ascoltare la Coca, ascolta il ritmo della natura e la voce degli antenati.| Romulo racconta la Coca, pianta sacra di Ande e Amazzonia, medicina dei clan Barasana, Kogi e Arhuaco, e cuore della Maloca: qui uomini e donne preparano cibo e coca, tra canti, riti e conviti, unendo spiriti e comunità. La foglia dona scopo, energia e visione quotidiana, come Manioca e Coca, maschile e femminile, corpo di antenati. Erithroxylon cresce nelle Yungas, arbusto sempreverde, foglie rosse, cespuglio ramificato, stimola corpo e mente. Usata masticata, in infuso o gargarismi, allevia fatica, dolore, regola pressione, digestione, nervi, malattie di stomaco e polso. Stimola ottimismo, autostima e creatività, porta euforia sacra. Ma se abusata, spegne affetti, brutalizza coscienza. Kogi e Arhuaco la venerano come dono di Pacha-Mama, Inca la chiamano Mama Coca, dio Sole, essenza di identità. Coca preserva cultura, armonizza clan, unisce passato e futuro, porta messaggi degli avi e cicli della Terra, apre ponti invisibili tra umani e divino: chi ascolta la foglia, ascolta il mondo.# Romulo ci narra, la storia della Coca, nel mito Barasana, la pianta medicina, di Ande ed Amazzonia, che aiuta civiltà, e radice umana trova: nei clan |BARASANA, centro è la Maloca, comune grande casa, rassicurante rosa, gerarchico livello, età dà posizione, accesso alle vivande, con preparazione; prodotti vari cibi, da femmine o maschi, focacce di manioca, con pesce carni vari, il giorno per il cibo, notte per il rito, uso di bevande, descrive il loro mito; esso risolve relazioni, conflitti indefiniti, incanala soluzione, la donna cuoce il cibo, uomo impasta coca, il dono di antenati, ai canti bene sposa: il giorno senza Coca, resta sen struttura, la coca dona scopo, sostien fatica e cura, i canti Barasana, han memorizzato, tutto ciò che fanno, nel viver quotidiano. Manioca e Coca sono, spirito femmina e maschio, corpo di antenati, Yeba con Yawira, che offron senso e scopo, la pianta sopraggiunge, da clan di colline, unisce poi i 2 gruppi, a identità comune, scambio di sostanze, assieme miti e riti, commerci e relazioni, dialoghi e conviti. Maloca è lo sciabono, per fare cerimonie, dove piccola foglia, vien polverizzata, ogni cosa che fanno, richiama nei canti, cura oracola istanti. |Erithroxylon COCA, cresce nelle Yungas, basse valli Aymara, caldo-umido clima, cresce arbusto sempreverde, cespuglio ramificato, come il tè dello Yunnan, ma alto fino a 4 metri, corteccia drupe rosse, si adatta a suolo e luogo; 200 specie eritrossilo, crescon tutto mondo, ma sotto piogge Ande, foglia è stimolante, cocalero la raccoglie, 3 volte anno per 30 anni, riproduce tale pianta, per seme o per talea; le foglie secca al sole, lento aroma sale, pianta è diversa, ingerita o masticata, aspirata o iniettata: foglie infuse o masticate, riportano energia, a stomaco e intestino, alleviano affezioni, laringe corde vocali, prevengono vertigini, digeriscon carboidrati: curandero usa foglie, analgesico importante, anestetico locale, applican su carie, toglie la piorrea, calma emorroidi, cura tifo diarrea, morbillo e vaioli; infuso gargarismi, cura mal di gola, mal stomaco e coliche, e dissenterie, aumenta batti polso, acqua calda 39 pulsazio, the 40 caffè 70, cacao 87 mate 106, infuso coca 160, eccita cuore nervi. Cocaina affare a parte, isolata da un tedesco, ingrediente di bevande, New Jersey Coca Cola. Freud pure usava, cloridrato cocaina, reca iperglicemia, letale 1 grammo sia; se nervi inibisce, 20 grammi foglie, sottocute 0,2 grammi, intossica prima, ampie immobili pupille, morte che arriva; provoca vomito, con bicarbonato sodio, 130 grammi litro, cocain eccesso toglie. Coca aiuta lunghe marce, specie ad alta quota, regola pressione, risveglia qi sessuale, calcio e proteine, + di carne e latte, ferma diabete, ha vitamin B1 grande; foglia inumidita circola, in zone altopiano, dà febbre passeggera, aumenta calor spiri, rende faccia accesa, occhi scintillanti, + dosi cuore palpita, sangue pure ferma, e mani fredde reca. Aiuta a dar risposte, a portar gravi fatiche, ristora nuove forze, di nervi e di psiche, suo tè ai lavoratori, malaria e minatori, aiuta pur le donne, nervose o con dolori; risolve indigestioni, di isterica natura, e colica di addome, via bocca o clistere, se usata dopo pasti, migliora digestione, Coca in medicina, dà infusi anti-dolore: amarognolo sapore, bene aiuta pancia, presa nel digiuno, bicarbonato aggiunge, Coca con alcool, aliena ogni esistenza, pianta se abusata, brutalizza coscienza. Eccesso coca febbre, ridotta dal sudore, aumenta pure orina, gli occhi fan rossore, vampate di calore, sperma va in bollore, eritrossilo innocente, invita erezione. Infuso dolcemente, accende num vitale, novizio sulla pelle, ha un eritema sole, accresce resistenza, a clima alterato, toglie debolezza, fa corpo immunizzato; ravviva intelligenza, riduce tedio vita, agisce pur su nadi, chakra e meridiani, bel ronzio soave. Mantegazza dottor scrive: un giorno abusai, cosciente e isolato, dopo dose forte, mal di testa ho provato, tra incubi terrori, interiore ho navigato, dopo tre ore circa, clima rasserenato, mia estetica ritorna, fresca tranquilla, immagini bizzarre, cosmo che sfavilla, mi sento più capace, poesia senza fatica, 40 ore senza cibo, una forza vera antica; dietro prime dosi, gentil ebbrezza morde, alcuni capo grave, altri muscolari forze, ad oppio si avvicina, la foglia boliviana, ogni sforzo fà molesto, come per la Kava. Ozio beato torna, si ride pazzamente, va dialogo scandito, or più lentamente, oscilla dormiveglia, sonno mi sommerge, immobile beato, un sorriso buddha emerge. Coquero quan formato, tutto ha rinunciato, dimentica il lavoro, famiglia pur denaro, serve sua passione, compra il necessario, ritira in boschi monti, e vive solitario; più giorni ebbro felice, torna poi lavoro, ottiene delle foglie, e tornano le voglie, errante ed eremita, tra culti e idolatria, coquero già felice, il resto vola via. Coca medicina, emotiva sicurezza, attenua depressione, stimola ottimismo, autostima e felicità, ma se in assuefazione, abbassa affettività. |KOGI in Venezuela, Arhuaco di Colombia, popolo che vive, Sierra Nevada intera, fanno eucarestia, di sacra pianta coca, nel contenitore, che indossan tutta vita, Mamos mamukogi, sciamani saggi al clan, cui chiedere consigli, per vita quotidian. Inca chiama pianta, Mama Coca dio Sole, calma fame tristezza, aiuta buon umore, compagni di Pizarro, imposero le tasse, estesero la Coca, dai nobili alle masse. Andini senza pianta, mancano identità, se provi a sradicare, mini loro eredità, Coca come Kava, è medicin totale, fornisce sussistenza, ad anime locali, armonizza identità, di popoli di Ande, in tempi di crisi, e dispersione grande. Kogi senton sofferenza, della Pacha-Mama, causata da miniere, giganti a cielo aperto, miniere oro e argento, nelle loro terre, riversano il mercurio, e cianuro ogni mese; ogni volta un Presidente, va loro visitar, gli comunican squilibri, organizzan seminar, incontri tra sciamani, di tutto il pianeta, per diagnosi fare, a salute madre Thera. |Pablo bolo in bocca, mastica da un pezzo, ha fremiti sussulti, sogna dolcemente, crogiolasi nel luogo, sia freddo oppure fuoco, entrambi indifferenti; ride sgangherato, in capanna solitaria, ebbrezza della coca, lo porta dai suoi avi, ascolta Manco Capac, a mezzo Mamacoca: Sole con la Luna, sciolgon oro-argento, fucili con motori, un giorno fonderanno, insieme ogni cosa, su lago incandescente, Arca arriverà: Capac poi ripesca, i suoi figli con la rete, saliti sulla barca, nuovo mondo insegue, poi pensa quattro regni, da ombelico sorgeranno, e i falsi miti-figli, al fondo resteranno. se Waskarinka è Tago, primo sovran Inca, ora vive sotto lago, al centro |Titicaca, nel regno sotterraneo, chiamato ukupacha, sopra sta il visibile, detto kay pacha. Aapus sacerdoti, riaprono i ponti, ricordano mito, Kon-tiki |Viracocha, come Quetzalcoatl, crea primi umani, dal mondo dei morti, ai consci sovrastanti: a fine calendario, essi riemergeranno, e nuovo ciclo storia, inaugureranno, cammineranno ad ammirare, le cose che hai creato, orecchie acute avranno, a sentire tua voce, su erba e su roccia, vedo tua luce, dammi più forza, a migliorar me stesso, fa che sia pronto, occhi e cuore colmo, così quan mia vita, sfuma nel tramonto, senza vergogna, io vada nel tuo mondo. Pablo al fuoco dona, suo bolo succhiato, prese foglie fresche, sacco appeso a lato, 3 giorni ho lavorato, or 3 secoli riposo, gentile beato volto, Mama culla figlio umano. libro_terzorecchio_reik.m4a
lume085-Un sogno del passato: attraversavo una cittadina costiera e mi inoltravo nella pineta, lungo sentieri solitari tra piccoli dossi e casolari, guidato dall'odore dell'acqua, promessa di freschezza dopo il cammino. Poi ritornavo seguendo la ferrovia fino alla stazione, dove prendevo l'autobus per rientrare nella vita quotidiana. Sogni di questo tipo sembrano rappresentare un passaggio tra diversi livelli della coscienza. Per Jung il viaggio tra città, natura e ritorno esprime il dialogo tra conscio e inconscio, tipico del processo d'individuazione, che non richiede conferme esterne ma si riconosce nel mutato rapporto con sé stessi e con le proprie proiezioni. Per Groddeck e Tupini il sogno riflette un processo emotivo già in corso: mare e pineta segnano il confine tra emozione e razionalità, il cammino solitario favorisce una rielaborazione interiore, mentre l'odore dell'acqua richiama memoria corporea e sicurezza; il ritorno ai mezzi pubblici simboleggia il reinserimento nella vita sociale dopo un lavoro interiore. Per Milton Erickson il sogno è un'attività creativa di problem solving inconscio: il cervello usa simboli personali per riorganizzare esperienze e stati emotivi. Il cammino diventa elaborazione mentale, la pineta uno spazio di regolazione emotiva, l'acqua una risorsa di equilibrio, e il ritorno una rinnovata integrazione nella quotidianità. Se per Jung il sogno è un viaggio dell'anima attraverso simboli universali, per Erickson esso riorganizza l'esperienza personale mentre viene vissuta. In queste prospettive diverse, il sogno invita ad abitare più pienamente il presente: come nello Zhineng Qigong di Pang Ming, attenzione e immaginazione possono diventare strumenti per orientare la percezione del qi, ritrovare calma, vitalità e una gioia semplice, già presente nel corpo e nella coscienza. Senza fantasticare mondi irreali, l'immaginazione può orientare l'attenzione verso il corpo, il respiro, l'ambiente e il fluire del qi nell'istante presente, insieme a quella gioia profonda che la tradizione indiana chiama ananda: non uno stato mentale da inseguire altrove, ma una qualità dell'esperienza che emerge quando mente e corpo ritrovano presenza e armonia.
92:lume092-Siona oggi trecento, sul rio Putumayo in Colombia, si rifugiano nella selva madre per preservare la loro cultura. Nei loro miti, Sole, Luna e Tuono, insieme ai fratelli Pleiadi e a una sorella, abitavano la terra come giganti e bevevano yagé; la sorella, ebbra, cade e vomita, mentre Luna beve senza visioni. Questi spiriti avi arrivano nella selva per aiutare i Siona a curare l’ecosistema e rafforzare l’identità della comunità. Insegnano la preparazione del yagé e poi ascendono ai cieli, mentre la sorella Pleiade si trasforma in vento, alberi e formiche, fissando il mito. L’universo Siona è composto da cinque piani, con dischi interconnessi, il primo sotto terra, fino all'mpireo di metallo sopra tutti. La terra ha due lati, ikako e yeki kako, e gli esseri che li attraversano mutano forma: umani come uccelli, animali come giaguari, anaconde, rane e pecari guidano gli sciamani, mentre pesci portano piante come il mais. L’interazione tra i lati regola pioggia e cicli naturali. L secrezione della rana Phyllomedusa bycolor, il Kambo, viene usata dai Siona e studiata da Lattanzi per attivare meridiani, favorire sogni attivi e trattare dipendenze.# |SIONA di Colombia, del rio |Putumayo, trecento rimasti, dal tempo coloniale, rifugian selva madre. Siona mito narra, Sole Luna e tuono, a Pleiadi fratelli, hanno una sorella, vivon tutti a terra, come giganti umani, e bevevano yagé: sorella ebbra avan visione, cade da sua amaca, vomita e sparge feci, mentre Luna maschio, beve senza visioni; questi spiriti avi, giunsero alla selva, ad aiutare i Siona, a curare ecosistema, con forza dei cacique, identità che torna: insegnano ai Siona, a fare la bevanda, poi ascesero ai cieli, mentre sorella Pleiade, mutasi nel vento, alberi e formica, e fissa ciò nel mito. Siona universo, fatto a cinque piani, gran dischi in relazione, piatti di fontana, sotto terra il primo cielo, secondo e terzo cielo, sopra tutti sta, Empireo cielo metallo; dove incontrano i fiumi, esiste la colonna, che connette i primi tre, abitati da entità. La terra tien due lati, ikako e yeki kako, ikako quan si sogna, o si beve iko, gli esseri ai due lati, passano il confine, subendo mutazioni, umani come uccelli, mentre gli animali, giaguaro ed anaconda, raganella e pecari, giungono di quà, prendendo forma umani, guidano sciamani, mentre i pesci là, appaion piante mais, quando vengon quà; interazion tra i lati, è base della vita, pioggia cade qua, se attività è di là, ovver si beve chicha. |Kambo secrezione, di anfibio raganella, Phyllomedusa Bycolor, nel libro professore, che Giovanni |Lattanzi, usa a sviluppare, suo metodo di cura, che attiva i meridiani, con il secreto Kambo, usando in sinergia, Kambo e radice Boca, a trattare dipendenza, e sogno attivo essenza.| Romulo racconta la sua vita nell'Amazzonia, tra Perù e Colombia, dove vivono Matses, Ashaninka e Siona, tra giaguari, caimani e rane arboree. Matses/Ashaninka sono cacciatori-raccoglitori su palafitte, coltivano yucca, banane, canna da zucchero, e comunicano con spiriti delle piante e totem animali. Il Sapo Kambo, muco di rana arborea, viene applicato su ferite: induce visioni premonitrici, forza fisica e percezioni acuite per la caccia. I Siona del Putumayo, pochi sopravvissuti, praticano yagé per connessione ai cieli, agli antenati e agli spiriti, con miti di Pleiadi, Luna e Sole; i riti prevedono tre notti di bevuta, canti e visioni, dove lo sciamano guida il novizio attraverso trasformazioni e rinascita simbolica. Ogni esperienza fornisce conoscenze su animali, piani dell’universo e rimedi. Il pajè spiega scopi di cura o caccia, tracciando patti con gli spiriti e indicando luoghi di preda. Gli Awa, nomadi della selva, praticano Karawara alla luna piena, cantano e viaggiano nello iwa, incontrando antenati e spiriti animali. Giovani apprendono osservando, mentre animali allevati diventano compagni, preservati e protetti. Tutti questi popoli intrecciano natura, mito e conoscenza pratica, con riti che insegnano, proteggono e rafforzano la comunità.# Romulo narra, sua storia Amazzonia, vissuta in Perù, confini con Colombia, terra di caimani, malaria febbre gialla, vivono i Matses, giaguari e arborea rana, tra Siona e Yanomami. |MATSES e Ashaninka, cacciator-raccoglitori, fanno palafitte, la pioggia spesso inonda, durante la stagione, ai tropici di norma, umido ambiente, caldo appiccicoso, coltivano yucca, zuccheri e banane; alfine di cacciare, devon comunicare, con spiriti di piante, e totem animale. Romulo ha un amico, Sandro Matsigenga, ha figli e due mogli, del clan Ashaninka, dorme con le piante, sogna il loro uso, se a genio gli vai, ti insegnano infuso: lor usano 1 secreto, di un arborea rana, qual mezzo caccia-pesca, medicina umana, phillomedusa versicolor, detta Sapo Kambo, è un antico pagè, che in loro va cantando; muco pelle raganella, sfregan su ferita, sul corpo cacciatore, farà circolazione, ad avere sogni, premonitori su animale, preciso luogo caccia, li aiuta una solanace: pianta fiuto |Nu-Nu, durante il rito sapo, serve acuire sensi, a caccia nella selva, verde polvere tabacco, a cener mescolata, unita a kambo-saliva, sfregata o inalata: pelle va spellata, da ramoscel rovente, il sapo liquefatto, si applica su piaga, a zona ustionata, ugual capocchia spillo, corpo scalda e arde, suda fa scompiglio, brucia da interno, cuor martella corre, ogni vena arteria, senti aprir nel corpo, a permettere la corsa, sangue burrascoso, vulcano ridestato, corpo erutta acquoso; van fuori controllo, funzioni corporali, sbavare e lacrimare, orinare e defecare, sommerge ogni rumore, corsa martellante, sangue accelerato, dolor divienta grande, respiro affannoso, desider lui morire, lo stomaco tien crampi, inizia a vomitare, tutto affievolisce, esausto cade al suolo, perde conoscenza, risveglia nel Dio tuono: la forza muscolare, erculea in ogni posto, visione approfondita, al buio senza sforzo, sopporta senza cibo, rincorre gli animali, e vari giorni vede, con sogni magistrali. |SIONA di Colombia, del rio Putumayo, trecento rimasti, dal tempo coloniale, lor religione rispose, a repressione esterna, rifugian selva madre, ricevono bevanda, forza dei cacique, identità che torna, a curare ecosistema. Siona mito narra, sciamani primordiali, Sole Luna e tuono, a Pleiadi fratelli, hanno una sorella, vivon tutti a terra, come giganti umani, e bevevano yagé; insegnano ai Siona, a bere bevanda, sente pleiade più giovane, ebbrezza avan visione, cade da sua amaca, vomita e sparge feci, mentre Luna maschio, beve sen visioni; appreso a ber yagé, ascesero ai cieli, mentre la sorella, mutasi nel vento, alberi e formica, e fissa ciò nel mito. Siona universo, fatto a cinque piani, gran dischi in relazione, piatti di fontana, sotto terra e primo cielo, secondo e terzo cielo, sopra tutti sta, Empireo cielo metallo; fine mondo è dove, si incontrano i fiumi, nel grande lago dove, è colonna che connette, i primi tre piani, abitati da entità. La terra tien due lati, ikako e yeki kako, ikako quan si sogna, o si beve iko, gli esseri ai due lati, passano il confine, subendo mutazioni, umani come uccelli, mentre gli animali, giaguaro ed anaconda, raganella e pecari, giungono di quà, prendendo forma umani, guidano sciamani, mentre i pesci là, appaion piante mais, quando vengon quà. Interazion tra i lati, è base della vita, come dicon Tzutujil, che attività di là, influenzano di quà, pioggia cade qua, quando la gente là, beve chicha birra mais, che sparge pure al suolo. Siona fino anni 60, cerimonie ayahuasca, calma crisi e pianti, causati da banchieri, Arsenio Yaiguaje, ultimo pajè, non lascia successore, tra i giovani urbanizzati, ora alcolizzati. Siona due volte anno, ora bevono iko, quan passa il pajè, del popolo vicino, riunioni conviviali, di gruppi familiari, si narrano esperienze, vissute in altro piano, con minuzia dettagli, dei luoghi visitati, esseri incontrati, costumi e riti dati: alcuni esseri sono wati, abitan ovunque, foresta fiumi e cieli, come mbwiri africani, son diversi per tipo, come i wati dei morti, o i wati inviati, o encantos e altri; wati arrabbiati, san dare malattia, in casi debolezza, come nei neonati, mentre i Bain sono, gente come i Siona, vivono altri piani, amano yagè, li visita sciamano, in forma di giaguaro, quan beve suo yagé. Ingrediente base caapi, masticato a lungo, sfibrato ed ingerito, o macerato in ore, beve acqua filtrata. Sama conosce molte liana, per cottura o manducazio, le coltiva e le prepara, per diversi riti bevanda, varie liane importate, da zone gruppi diversi, alcune tolta la corteccia, scende amar sapore, o aggiunge additivo, foglie Diplopterys cabrerana, o specie Brunfelsia, che i piedi intorpidisce, come tabernaemontana, apprendistato accelerato, con yoco e tabacco, o Psychotria in tempi magra, oppure datura, usata raramente, permettono mutare, in serpente o giaguaro. Yagè preparato, in capanna collettiva, usan precauzioni, a evitare che guasti, o rendere visioni, fuori controllo, se donna beve troppo, rischia un aborto, incinte o mestruate, restano in disparte: donna dopo il parto, si lava tutti i giorni, 40 giorni dieta, prima di far cuoca, al Siona sciamano. Rito collettivo, invita tutti quanti, ai giovani maschi, è scuola di Arsenio, che canta a guidar visioni, come vie sonore, prima i canti di chiamata, di spiriti yuxin, seguon canti stabilizzanti, poi icaro a vedere, poi i canti di congedo; nel corso rituale, visioni collettive, invocate e controllate, dal pajè maestro, dopo il tramonto, alla casa yagè, presso la foresta, ognuno amaca da sè, appende e prende posto, nella capanna che: sciamano prova il thè, poi arregla ogni tazza, con canti e foglie secche, a dar vision volute, beve sin tre tazze, verifica qualità, se produce buon visioni, altrimenti va gettar, rito interrompe, per ricominciar. Se visioni son buone, inizia a cantare, lo aiutano assistenti, a vestirsi rituale, corona e baston di piume, di uccello guacamayo, cioè spirito del sole, il primo sciamano, che viaggia nel cielo, uccello su spalla. Bevon partecipanti, a turno dopo Arsenio, che regola lor yagé, tornano a sdraiarsi, sua amaca ciascuno, nel corso della notte, fin cinque tazze a bere, tra pause di 2 ore, chi mastica canna zucchero, va bilanciare amaro. Saman mentre canta, da flauti accompagnato, durante le visioni, fedeli entrano là, vedon gente yagé, bella decorata, comunican con loro, e copiano i disegni, su proprie facce Siona, e su amache vedranno, samano tal giaguaro, anaconda od ocelot, che esce da capanna, a far visita a quei clan. A termine del rito, 1 bevanda temperata, chiude cerimonia, riunione viene sciolta, pajè spiega visioni, esperite da gruppo, se scopo era cura, spiega causa malattia, il wani del malanno, e i rimedi per guarire; se scopo era caccia, Cacique narrerà, il patto concordato, con wani di animali, nel corso del suo viaggio, luoghi e tempi indicherà, a trovar prede animali, donate da lor wani. Visione collettiva, stimolata da pajè, a inizio cerimonia, anticipa nei canti, ciò che incontreranno, tutti alle visioni, dettagli di colori, e geometrie ulteriori. Siona vedono tre tipi, individuo sposato, che ha provato bevanda, il secondo è cantante, ha bevuto più a lungo, ha esperito stacco corpo, con visioni altro lato; terzo è indovino, che vede giaguaro, Curaca in lingua quechua, sa visitare i piani, secondo sviluppo, Dau potere accumulato, con bevuta regolare: dau è come num, sostanza fisica che cresce, nel corpo del maestro, nel lungo apprendimento, dove lo studente, sperimenta visioni, naturali e culturali, alternando isolamento, dieta emetici selva, banane verdi pesci e uccelli, le mature son proibite, almeno per un mese. Dau conferisce, potere a medicine, maestro canta sopra, attiva loro forza, induce pur visioni, con bevande più leggere, come yoco e alloro. Studente pronto beve, tre notti lo yagè, vive mito Pleiadi, ebbrezza vomito e diarrea, perdita equilibrio, seconda notte vede fuochi, bruciato e morso da serpenti, da macchine e anaconda, se resta sen paura, continua iniziazione, vede gente altrove; nella terza notte, vede Madre Giaguaro, o Madre Anaconda, che intona canti lutto, lo chiamano figlio, e lamentano sua morte: studente si vede, mutato in bambino, avvolto e allattato, da Madre Giaguaro, che poi lo allontana, studente è rinato, tra gente yagè, dau in lui fluisce, e riceve un nuovo nome. Studente e maestro, poi bevono insieme, eseguono viaggi, attraverso le pintas, piani di universo, ogni pinta è abitata, da disegni colori, e specifici canti, appresi a ogni ciclo, di tre notti yagè, passata ogni pinta, rafforza il suo dau; alla casa di tigri, invitati a riposarsi, mentre mestre spiega, al novizio ciò che vede, carriera del novizio, passa dai disegni, tatuaggi sonori, degli esseri che vede; se và da altri maestri, viaggia con loro, raggiunge altre pinta, acquista altri canti, cumula visioni, mantiene memoria, del lato in cui si trova, cosciente di apparenze, resta essere umano, ritorna su sua terra; vedon tutti i piani, solo abili sciamani, raggiungono la Luna, o cielo di empireo, fatto di metallo, che Dante pur descrive, con cori musicali, e rosa dei beati; alcuni da lontano, intravedon qualche piano, che poi li specializza, nel rito caccia o cura, contatto di animali, astri tuono e vari. |AWA gruppo indios, vive selva mentale, frutti e miel migliore, san dove trovare, caccian selvaggina, nomadismo stile vita, cerimonia Karawara, luna piena invita: viaggiano uomini, allo iwa della selva, entrano in capanno, portale tra 2 mondi, donne decorano mariti, piume avvoltoio, 1 resina per colla; giovani osservano, al chiaro di luna, arriva stato trance, 1 canto sufficente, canto si fa forte, i bimbi sono a nanna, nel capanno-tempio, a turno ognuno canta, incontrano lor avi, e spiriti foresta, in dimensione aliena, caccia è fortunata, Iwa è la dimora, di essenza di animali, ne allevano qualcuno, compagni degli umani; orsetti procione, cinghiali avvoltoi, se 1 cucciolo di scimmia, entra in famiglia, vien nutrito al seno, mai sarà mangiato, se torna in foresta, è hanima preservato. libro_altrove_incensi-sapopineale.m4a
lume092-Medusa Regina, figlia di Re Forco, in isole occidentali, eredita il trono, di Corsica e Sardegna, dimora dei Giganti, custodi di memoria. Su navi tra i nuraghe, guida le sue genti, saggia e coraggiosa, aleggia nel silenzio, custode oracolare, migra a radicare: ricorda essere intero, conquista il mondo interno, gigante del Tirreno, dal Ponto e la Crimea. Medusa Steno Euriale, son figlie del Tirreno, sovrano di occidente, giunto dall'oriente, Gorgoni erano dette, figlie a quel sovrano, reale e mitizzato, in Corsica e Sardegna. Sorelle pur regnanti, nei culti lunari, vegliano i confini, terra-mare e vita-morte. Medusa regina, combatte gli invasori, venuti anche dal mare, suo padre contro Atlante, in battaglia navale, subisce la sconfitta, e muore annegato, Lei pianta Orniello manna, a memoria di suo padre, che vien divinizzato, come dio marino. Atlante avanzò col tempo, patriarcale e verticale, e Regina mai sconfitta, mutata venne in mito, tra rocce dei Giganti, volti scolpiti al vento, oracola sua voce: Noi veniam dal Ponto, da un mare scuro e antico, dove Amazzoni guerriere, attraversano memorie, fin acque di Amazzonia, a occidente dei nuraghe, un unico respiro. Regine oracolari, di presso al mare scuro, guardano la stirpe, dei culti della dea, poi vennero gli dèi, del cielo a spezzar tutto, ci resero nemiche, chiamandoci gorgoni, i Giganti resi pietra, memor fossilizzate. Medusa con suo sguardo, rivelava verità, del cielo e della terra: non temer suo sguardo, ma temi ciò che in te, rifiuta di esser visto. Tra pietra vento e mare, Hannah Lynn ricorda, memorie di Sardegna, in Pauli Arbarei, tombe dei giganti, giunti per via nave, dal mar della Crimea, sede delle Amazzoni; dopo la migrazione, vi fu frammentazione, tra amazzoni e gorgoni, giunte anche in Brasile, portando il culto antico, di stirpe nata al Ponto.
96:lume096-|Yolanda canta: Defuma com as ervas da jurema, defuma com arruda e guinè, alecrim benjoim e alfazema, vamos defumar filhos de fè.|Defuma defumador, Esta casa do nosso senhor, leva pras ondas do mar, o mal che aqui estar.| o Rei que veio pra Rainha (yolanda.38), Ele è o Rei, Que veio pra Rainha, Ele è o Rei, Das bandas de la, Que veio a qui no sertao, Com a Jurema se encontrar, E este Rei, Foi se casando com a Rainha, E no reinado, Do sertao nasceu a flor, que os caboclos da Jurema, batiza com louvor. |Eu-caminhando (yolanda.41), Eu caminhando E veio a ordem do meu Pai, Me ordenou Que eu saisse da ilusao, Também me disse Que para se ter amor, E so lembrar Que a gente tem um corasao, Este caminho Ele beira tanta incerteza, E tambem passa Por tanta escuridao, Peso a meu Pai, Que me de muita firmeza, Para eu dar, Conta da minha missao, Eu veio a lua E as estrelas a brilhar, Chamo a Jurema Pra comigo festejar, Dou viva ao ceu E peso ao Rei do Firmamento, Me de a luz Me de a forza do luar. |encontro com a Jurema (yolanda.45), Eu viajando E me encontrei com a Jurema, Que o segredo De outras linhas revelou, Ela trouxe os seus encantos aos congares, E nos altares Sua prece ela rezou, Oh Jureme o Juremà, Sua beleza vem do luar, Oh Jureme oh Juremà, Trazendo a bensao, De Oxalà, Estes misterios, Ela tem como siencia, Sua magia, Desabrocha como flor, E no terreiro Ela è luz da verdade, Ela è Jurema Filha do Rei Criador, Oh! Jureme o Jurema.. E na jornada, Dentro desta luz divina, Eu encontrei Com um mensageiro do Senhor, Ele era um Rei Mago do universo, Ele è estrela no congar do meu amor, Oh! Juremè o Juremà. |Jurema-chegou (yolanda.09) Foi a Jurema, Quem trouxe tanta beleza, Brilhando estrelas, Os planetas e o luar, E o universo, Se abrindo como flor, Festejando este amor, e a Jurema fez brilhar, E aqui na Terra, No jardim da esperansa, Ela è uma planta, Que o Pai mandou plantar, e Sua raiz, è medicina do astral, Para combater o mal, E o Divino habitar, Foi ela quem Cantou nas matas do sertao, |Unindo irmaos, De varias tribos no congar, E o caboclo, Que carrega a tradisao, Brinca |Torè la no sertao, Chamando a forza pra reinar, Ela è Jurema Ela è a linda flor, que Deus mandou, Para brilhar o meu congar, Quando a Jurema chegou, Ela fez balansar, la vem com Xangò, Ela vem com Oxalà, Dando brilho a estrela, Da Rainha do Mar, Ela è Jurema de Deus, E veio aqui nos curar, El trouxe o amor, Pra nos alimentar, Ela trouxe a uniao, Pro povo se reencontrar.| Le piante della famiglia delle Fabaceae, Acacia, Robinia e Mimosa tenuiflora, sono usate in medicina tradizionale e rituale. Acacia offre gomme, infusi curativi e decotti utili contro arteriosclerosi, ferite, epilessia e infezioni. La Robinia pseudoacacia, con i suoi fiori eduli, è impiegata in cucina e come miele. La Mimosa tenuiflora detta Tepezcohuite o Jurema preta, è al centro di rituali spirituali in Brasile, Messico e Ande: cicatrizzante potente, curò migliaia di ustionati a Città del Messico. La corteccia macerata genera una bevanda sacra, la Jurema, usata in cerimonie per guarigione fisica e psichica. Le popolazioni indigene come i Kariri-Shoko, Truká e Atikum, la integrano in danze (Toré), culti sincretici (Umbanda, Catimbó) e pratiche di resistenza culturale. La Jurema unisce piante, spiriti e memoria ancestrale: si beve in contesti comunitari per contattare gli antenati, guarire il corpo, purificare l’anima. Yolanda, guaritrice italo-brasiliana, partecipa a queste cerimonie, introduce la Ruta (harmala) nella miscela, e contribuisce a riti profondi che combinano medicina naturale, trance e canto sacro, recuperando identità e tradizioni minacciate.# ACACIA albero cibo e cure, corteccia trasuda gomma, eccipiente farmacie, mentre 10 foglioline, in tazza acqua bollente, infuso 6 minuti, filtra e bevi acqua, cura Arteriosclerosi, in ricetta Luz Maria. Dogòn usan corteccia, di radici ataxacanta, in decotto per ferite, epilessia e sifilide, i Masai per oftalmie, e Bulul senegalese, purga anti-diarrea, vermifugo afrodisiaco, cura gonorrea; baccelli di acacia, macera in acqua, pesta in mortaio, seccati nel sole, emolliente protettivo, di ulcere e ascessi, disturbo digestivo. |ROBINIA pseudoacacia, cresce rigogliosa, suoi fiori nel risotto, liquido miele dona, o prepara una pasta, con uova farina birra, immergi fior robinia, come fiori zucca, friggi in olio o poni, qual frittelle o pizza. Come Acacie e Robinie, le selvatiche mimose, temon tramontana, ma se radicano bene, spaccano la pietra, e fanno assai polloni. |MIMOSA TENUIFLORA, detta hostilis preta, è alberello cespuglioso, alto 5-7 metri, spine robuste sui rami, e rigonfie a loro base, spontanea in Messico e Brasile, e tutta America Centrale, Venezuela e Colombia, dove è detta carbon negro, cabrera cují e cabrera, nahuatl Tepezcohuite, jurema preta e ajucá. Yu rema vuol dire, vino in lingua Tupi, in Caatinga ecosistema, cura crisi e guerra, se terra è in siccità, vive solo Acacia, col cactus Mandacaru; cresce alla Caatinga, foresta povera in Sertao, cura mal aria e mal viento, paura e spavento, invidia e malattie, della società andina, in Perù settentrionale, dove il trattamento cura, prevede paziente cerimonia, amuleti a base di erbe, Asteraceae e Solanaceae, e Lamiaceae aromatiche, per via topica e orale, miscele da bollire, in acqua o spirito di canna. Tepezcohuite è albero-pelle, che sa cicatrizzare, corteccia e radici, sfiamma antibattere, tannini e saponine, alcali kukulkani, unguento sulla pelle, cura ustioni + gradi: rigenera tessuti, in presenza di ferite, eritemi e bruciature, ulcere dermatiti, polvere corteccia, curò vittime esplosione, di gas e petrolio, presso Città Messico, 5000 gravi ustioni, svuotarono farmacie, per trattamento bruciature, allora misero su ustioni, corteccia Tenuiflora, che cresce abbondante locale, rigenerando loro pelle, con ottimi risultati, assieme a fiori Calendula, si produce una pomata, che cura ragadi mammarie, 90 % dei casi. Tenuiflora forma crosta, solidale con cute, stimola collagene, elastene e ialuronico, induce pelle rinnovo, crosta cade a guarigione, lungo tutto corpo, nervi bocca e varici, e decubito forzoso, acne eczemi micosi, herpes genitale. Altre cortecce mimose, ophthalmocentra è rossa, detta Jurema vermhela, poi Mimosa Verrucosa, detta Jurema branca, poi Mimosa Acutistipula, è alberello jureminha, poi Mimosa arenosa, infine la aomnians, dal Messico ad Argentina, ha colore rossastro, trasmesso alla bevanda, in cui è fatta macerare, corteccia radice 24 ore, in fredda infusione, poi è aggiunto miele d'api, a correggere il gusto, astringente ubriacante, miele agisce da conservante. Radice posta su una pietra, pestata con altra pietra, a battitura completata, si mette massa in bacinella, viene spremuta con le mani, piano acqua si trasforma, in brodo rosso spumoso, adatto a esser bevuta. La battitura di corteccia, è come liana di caapi, o radici kava-kava, sfilaccia fibre legnose, per acquosa estrazione, con spremitura a mano, dove corteccia sfilacciata, reca in acqua schiuma bianca, saponacea poi rimossa, prima di bere amar bevanda. |LACANDONI figli del Balchè, fanno altra medicina, con corteccia altra mimosa, assieme miele fermentato, di Apis melipona, priva di pungiglione, essa purga e unisce tutti, in cerimonie regolari; Maya rimasti nella giungla, fanno canti abiti bianchi, in ricordo al tempo antico, di espansione in Yucatan, disboscando e coltivando, i curandero e sacerdoti, fermentano acqua-miele, a ricavare un idromele, macerando la corteccia, Mimosa Lonchocarpus violacea, un alberello-farmacia, di Yucatan-Chiapas, a purgare e curare, dai vermi intestinali. Lacandoni dopo un mese, bevon balchè idromele, a curare e vedere, testa cuore e intestino, Ciankin vecchio loro capo, mescia il vino rito e mito, purga e muta in cerimonia, ogni ansia divien gioia. Yolanda al Terabuti, narra i |KARIRI-SHOKO, che usan Jurema branca, la vermelha e poco la preta, che ha forza non comune, dentro etere corrente, fonte di india sapienza. Vivon deserto sabbia fina, fiumi e piogge rare, semiarido clima, su terre depredate, riprendono diritti, nativi di riserva, riscoprono radici, sul fiume Sao Francisco. Jurema in loro riti, alla danza del Torè, cura il cuore indio: Ambrosio Vilhalva, un leader dei Guarani, attore Birdwatchers, il suo popolo riscatta, su terra ancestrale, prepara la bevanda, per suo popolo curare. La corteccia di mimosa, asciuga fuori e interno vive, fin quando pioggia muta, corteccia secca cade, albero ringiovanisce, alimenta miti e canti, nel secco juremàl. Kariri prendono acqua, dal Mandacaru cacti, mentre acqua di mimosa, la bevono insetti, predati da serpenti, che vivono fra i rami, che albero protegge, con spine di acacia, e defunti sorregge: tra rettili guardiani, è centro resistenza, regno del Cangaso, Sertao brasiliano, sta un albero di vita. Kariri del Sertao, nei latifondi chiusi, fanno occupazioni, rivendicano terre, chiedono allo stato, espellono invasori, stringono rapporti, con clan di filiazioni. Kariri-Shoko storia, un padre figlio e nuora, pelle color bianco, e 6 persone indiane, diretti verso il bosco, a causa siccità, rimaser molto tempo, mangiando selvaggina, piante e tuberi scavar. Tupa donna indiana, allora fece medicina, essi bevvero ubriachi, e fecero l'amore, Tupa con suo cugino, da ciò nacque un bambino, generando la famiglia, che inizia indiano clan, in foresta di Ouricuri, cioè palme da cocco, del Cocos coronata, e diffonde nei dintorni, dando vita ad altri clan. Ogni tribù viaggiò altri luoghi, in ogni angolo del mondo, ma la famiglia originale, rimase in Ouricuri, villaggio di foreste, dove forza identità, sopravvive in antenati, confine dei rituali. Deserto magro raccolto, li spinge al salariato, verso altri paesi, così persero la terra, poi arriva il riscatto, con terre date a strisce, simili per tutti, mais zucche e fagioli, manioca e meloni, in agro sussistenza, oggi vendono ai mercati, i frutti della selva. Danza del Torè, nei culti dei Kariri, al sabato notte, in un Terreiro santo, recinto con 2 porte, sequenza qui si svolge, ruota attorno al vino, dove spirito foresta, è portato da Jurema, a fare union convivio. Kariri van curare, vecchie zone devastate, da clima e malaffare, sono i figli di Mimosa, la inscrivono nel corpo, con un seme sottopelle, Ouricuri riti di passaggio, dove in bosco sta il villaggio, festa Mata-dos-encantos, che rilascia suo potere, a mezzo piante frutti. JUREMA è la bevanda, ma anche foresta sacra, terreno luogo e culto, piante e pure mito, nasce culto nord-est Brasile, presso tribù native, di Pernambuco Alagoas Bahia, fra Pancararú e Tusha, Guegue e Pimenteira. Lusofoni inquisitori, dal 700 a oggi, rivelano le usanze, a preparare il vino, di gruppi sopravvissuti, a conquistatori europei, con epidemie e menzogne, e reclutati in false guerre, rivolte poi soppresse, con massacri predatori; poi giunse presso loro, il mito del riscatto, Jurema è sangue Cristo. Narrano Atikum, che presso Gesù croce, giunse Maria Maddalena, per pulirgli le ferite, Signore dove butto il sangue? ai piedi pianta Mimosa, per servire da scienza, ai nativi Brasi-Kongo, rispose il Signore. La conoscenza del vino, trasmise ai vari schiavi, mestizo e neri fuggiti, da loro regni nei quilombo, comunità rurali miste, dove i neri africani, introdussero bevanda, nei culti possessione, Candomblé e poi Umbanda. Questi culti a loro volta, influenzan culti da Jurema, che integra teologie, modi rituali africani, poi a inizi 900, popolazioni brasiliane, con decreti indigenisti, dai nuovi governi, ottengono licenze, su propri territori. Yolanda nel Sertao, zone interne di Bahia, vide Pernambuco bande, su terre già sconvolte, da guerre tra cartelli, di piantagioni droga, tra cannabis spagnola, e pistole turbolente, allora va in Oruba, trovar popolo |TRUKA', paesino di collina, sotto montagna Uma, là danza e prega, dentro una grotta, Cabocla possessione, inizia infine monta. Truka fan mistura, aglio e aquardiente, hanno questo mezzo, il solo conveniente, svuotano bottiglie, di grappa brasiliana, circondano altare, ogni fine settimana: fedeli abbandonati, in suppliche danzati, corteggiano discesa, di spiriti incantati, ciascuno sperimenta, un cambio identità, attiva guarigione, conforto e vitalità; sebbene hanno bevuto, i medium spiritati, infine restan sobri, seduti ed appagati, Yolanda porta a loro, ricetta con asfand, così produce il rito, Jurema dos congà. Mimosa-e-passiflora, Yolanda scambia semi, di ruta detta asfand, a far nuova ricetta, propone poi un rituale, con Gioacchino don Antonio, leader spirituale, juremeiro uomo, che prepara e serve vino, assieme 4 medium, che cantano sua trance, fin termine di danza, Antonio si distende, in mesmerico viaggio. Yolanda il giorno dopo, parte presso gli |ATIKUM, sulla sierra di Uma, lascia semi peganùm, da seminare in loco, per migliorar bevanda, invitata guida il rito, presso Boa Esperanza, poi Alto Paraiso: inizia cerimonia, e arrivano persone, al recinto della danza, c'è rito fumigazione, un lavoro pulizie, diretto dal pajè, a mezzo grandi pipe, a proteggere terreno, prepara bagni cure, malocchi scioglie pure; radici foglie fiori, di Acacie del deserto, macera cortecce, pestate a dare vino, che Alencar già descrisse, in romanzo Iracema, regina muore e vive, incontro tra culture, miscela due nature, nel vino che cura, mal di testa e denti, contrasta malattie, di venere e di pelle. Mimosa con radici, nel Sole di oriente, batte sue scorze, su roccia corrente, Iracema in acqua fredda, spreme bene il succo, spuma toglie dal bacile, strizza poi l'ammasso, acqua fa rossiccia, a mollo in una notte. Radici foglie infuse, son birra preferita, dagli esseri Encantados, alla Torè partita, viene da Ouricuri, essenza del rituale, si svela a noi graduale. Pajè raspa radice, ripulita da terra, lavata e pestata, in acqua macerata, lasciata fermentare, amara è la tisana, aggiunta Passiflora, o Ruta di harmàla. Jurema purga corpo, con effetti cinesteti, guidati dal sonaglio, 4 ore mitopoiesi, molti provano crampi, stomaco prime 2 ore, altri vomito diarrea, se han preso harmalone. Vino estratto da radice, è incenso pure usato, 5 grammi bassa dose, 10 è la norma, qualcuno aggiunge aceto, o succo di limone, accelera estrazione, mentre la ebollizione, quel liquido concentra, da 1 fino 4 ore; dopo trenta minuti, 4gr harmala o caapi, iMao pericolosi, se combinati ad alimenti, nausea o mal di testa, svenimento a volte morte, chi gioca con la sorte. Capi locali offron bevanda, per danze rituali, a invitare Encantados, che partecipano a festa, nel clima incorporato, pajè inizia la danza, Torè oraria rituale, flauto suoni balli, attorno fuoco centro, i presenti entrano in danza, sciolto ogni patema, chiedon guarigione, purgano sofferenze, e allontanano mali, con fumo di essenze, maschere e costumi, tutti adornati, copricapi di piume, dove ognuno diviene, medium a suo modo, ospitano i corpi, gli spiriti uccelli, dei tempi kukulkan: Yaba è femminile, Aboro è maschile, androgino sistema, mito vuol offrire, psiche ha concepito, suo originale ambiguo, possiede individuo, e stempera confini, nel num della Libido, vulcano desiderio, o libido inespressa, ha spiriti attirato, al corpo della festa. Francisco di Rodelas, svela sua ricetta, Vino che facciamo, mai rende ubriachi, ci permette parlare, con tutti nostri avi, nelle feste del sertao. Truka alleati ad olandesi, contro i portoghesi, cercano Jurema, loro etnica entità, costruita in segreto, durante tal periodo, giunge a odierno credo, tollerato da portoghesi, quando nemici dei francesi, ma sconfitto il nemico, juremero ancora offesi, indios vanno in Maranhao, con cerimonia del Torè, adottata pur da Umbanda, nelle corti portoghesi, nuovo Orixa si alza, cabocla in linea Oxossi, che da costa nordestina, giunge in muove tende. Caboclos curan tutti, in feste Varakidra, Dio fulmine dei Tupi, stagione Ouricuri cocco, si incontrano + clan, in politico convito, per scambi e gareggiare, intrecciare relazioni, parenti vivi e morti, mondo spirituale, assieme ambasciatori, col vino di visione, la forze della cura, in religione cerimonia, innesto di culture, nasce il rito Juremado, o Praia do negros, oltre razional strutture, incorpora caboclos, nel brasiliano credo, di indigeni catimbos, che cercano la cura: Luzia Micaela soffia, sul punto dolente, inizia cantar lingua, con canti e sonagli, un vento corrente, fa danza indovina, con vesti angolane, un cappello piumato, connette piano astrale. Yolanda danza ancora, scossa dalla forza, Eolo nella trance, entra dalle orecchie, profeta e risponde, a domande dei presenti, indica i rimedi, di Jurema guerriera, mentre scendono i caboclos, nei cuori dei fedeli, encanto-de-luz, assieme a spirito Santo. Jose Andrade scrive, Jurema è 3 cose, liquido di piante, cerimonia religiosa, Cabocla entità, di Tupi discendenti, cuor di resistenza, del culto popolare, donna amazzone astrale, in Brasil Colombia e Venezuela, culto a Maria Lionza, che difende uman diritti, e autonomia di terre. 709 padre Bernardo, ebbe visioni meraviglia, da bevanda Jurema, fra i Carisi del Rio Grande, maracas rito del Catimbó, possession Brasile-Kongo, monasteri in Pernambuco, di Carmelitani Scalzi, di re Giovanni V Portogallo, partecipan bevute, anch'essi denunciati, dal vescovo geloso, che vede i missionari, rientrati dalla sbornia, che raccontano visioni, di mistici sentieri. José de Calva italiano, cappuccino 700, missionario in Paraíba, nel Sertão do Pinhanco, scrive a Ufficio Inquisitore, il diffondersi del culto, fra i nativi liberati, nei villaggi dei Cariri, dopo espulsione Gesuiti, in Brasile 759. José narra cerimonie, di chi desidera bere, partecipare al culto, prima sia curato, pena il pericolo morire, poi in cratere acceso un fuoco, e riscaldati dei carboni, ecco miscela di radici, a creare un fumo denso, la persona sdraia presso, apertura di quel pozzo, il suo corpo riceve fumo, che lo lascia poi curato, allora beve la bevanda, corteccia secca di Acacia, fuma foglie di tabacco, e usa un sonaglio zucca, pieno di sassolini. Maestri enologia, conoscevano miscela, a produrre la bevanda, agitando i sonagli, cantando toante pianta, per chi non cade in danza, come i Kung del Kalahari, donne cantan regolari, assieme ai loro bimbi, la danza è circolare, fino a svenimento, come morti al suolo, sino a che il sonaglio, agitato sulla faccia, assieme a una canzone, riporta in stato desto. Jurema giunge in Amazzonia, 788 padre José, tra Amanayé di frontiera, Piauí e Maranhão, durante loro festa, usan bevanda da radice, un tempo usate in guerra. I nativi del nordest, uniti coi lusofoni, in lotta contro i predoni, portan vino in Amazzonia, culto Jurema si diffuse, tra le orde di coloni, capanne mulatte in foglie cocco, e recipienti terracotta, uomini e donne a danzare, una pipa passa mano, ogni casta ha il suo segreto, pezzi rami di jurema, come pelle di animale, ragazze attorno al recipiente, fuma pipa cachimbo, soffia fumo su bevanda, dove forma strato spesso, mentre un vecchio con maracas, danza a torso incurvato, attorno al gruppo cantando, scambia versi con il coro, il vecchio poi a ciascuno dà, un poco di bevanda, con scodella terracotta, fumiga oggetti e persone, e bevanda nel vassoio. Vino veritas si dice, mostra il mondo intero, cielo aperto a fondo rosso, dove sta il Dio fumoso, campo fiori degli avi, presso montagna azzurra, con uccelli beja-flor, mentre il sole è sotto terra, uccello tuono è grande un metro, penne rosse sulla testa, apre e chiude il suo pennacchio, che il fulmine produce, e quando corre qua e di là, emette il suono tuono, contro aria cattiva, mal viento susto espanto, malocchio ed envidia. Yolanda cura da dipendenze, in Brasile ed Olanda, a gennaio 97, nord-est Brasile viaggia, assieme Atikum e Truka, traversa il deserto, pur tra vari pericoli, arriva sulla sierra, da Ana Olinda Conceicao, cacique sindaco tribù, che la sistema a casa sua, con amache 2 giorni; dopo lunga camminata, condotti a 1 grotta, fà lavoro di Jurema, fino a notte fonda, usa mimosa e ruta, Ana va cantare, avvia trance di encantos, incorpora cabocla, canta prega e parla, con persone bisognose, di consigli e prana. Ana chiese a Yolanda, il toante della Ruta, pianta a loro sconosciuta, cioè qual musica attiva, le sue virtù di cura, Yolanda canto la canzone, appresa dai Trukà, nel primo rito con Asfand, poi assiem a donna Ana, prepara 2 bevande, harmala e vino Acacia, unite poi in mistura. Cotina 80 anni, dopo terza dose, inizia a cantare, e Ana cade in trance, Cotina perde azioni, nel panico gli indiani, ma Ana ebbe fiducia, porta ordine in stanza, Yolanda canta toante Ruta, e minuti + tardi, Cotina torna a conoscenza, si alza va ballare, una Torè dopo anni, di astinenza causata, da sua età avanzata, seduta al suolo narra, sono stata a casa! Ana canta e balla, fino a rito conclusione, poi seduti sotto stelle, con lacrime agli occhi, dice abbiamo ritrovato, radici dei nonni! Yolanda e compagni, le lasciano i semi, da bere e seminare, e riprendono sentieri, con banane ed abbracci, portan ricetta e semi, ai Funios e Caimbè, dove identica esperienza, danza satura esplode, fuor corpo brucia sofferenze, scalda il piede sotto, e sudore va copioso, la pancia surriscalda, quan spirito possiede, e corazza pure salta; corpo si alimenta, dal sogno interiore, a uscir da depressione, serve 1 gesto amore, Yolanda e Kinaciau, conoscono la cosa, sfregan da corpi caldi, via ogni sofferenza.
lume096-Jurema e la sua storia, botanica e rituale, e i suoi figli di Acacia, albero del cibo e medicina amara. Lei giunge da foresta: fumiga con erbe di Jurema, con ruta e pepe di Guinea, rosmarino, benzoino e lavanda, fumighiamo i figli della fede. Fumiga fumigatore, questa casa del nostro Signore, porta alle onde del mare, il male che è qui. Il Re venne per la Regina, dalle terre di laggiù, venne qui nell'entroterra, per incontrar Jurema; il Re sposa la Regina, e da loro nasce il fiore, che i caboclos di Jurema, battezzano con lode. Yolanda sua devota, cammina con suo Padre, che gli ordina lasciare, illusion di ogni progresso, ad avere vero amore, dovrai sol ricordare , che abbiamo un cuore vivo, che indica il cammino, e confina tua incertezza. A passare oscurità, chiedo a mio Padre, di darmi la fermezza, a che io possa, render conto, della mia missione. Ecco la luna è giunta, e le stelle van brillare, chiamo io Jurema, assieme a festeggiare, faccio un applauso al cielo, e chiedo al Re del Firmamento, Dammi la luce dammi la forza del chiaror di luna. Acacia in uso esterno, cura ustioni e bruciature, con fiori di Calendula, sua corteccia pestata, e macerata in acqua, calma dolori e ferite, epilessia sifilide e oftalmie, cura l'anima sfibrata, con spremitura a mano. Radice del sertao, ospita insetti e serpenti, con spine acuminate, e i defunti seppelliti, fan centro resistenza, riscatto a identità, di comunità indiate, oggi salariate. |Jurema è redenzione, riscatto proprie terre, interiori ed esteriori, striscia dopo striscia, per ripiantare l'orto, fiorito attorno al Sè, sator fonte di acqua, in cuore mai sconfitto, che assieme alla libido, fa un circolo di lucea uscir da depressione, col tocco dell'amore. |Isaia profeta dice, dove è corso sangue e fatica cresce albero di oblio.
110:lume110-Evanga in suoi racconti, narra nozze sincretismo, tra sposa e servizio, e i nativi culti di avi, uso radice d'iboga, arpa reliquie e cerimonia, festa impegno e vocazione, nella selva africana. Muyè simbolo di rinascita, è uno spirito dell'arpa, che si sposa al suonatore, inizio di un percorso, in cui fedeli e comunità, trasformano i dolori, nella unione ad antenati. Muyè è come Ayami, sposa celeste degli umani, in veli bianchi e pastello, ornata con conchiglie, unisce il suo destino, a colui che suona ngombi, tra visibile e invisibile, nozze alleanza e vocazione. Muyè incarna un lignaggio, di donne-arpa antenate, nel tempio di Evanga, esse sono Nana Nanga, Nana Evissa Tsengue, e Nana Ngondo-Dipouma, che viaggiano dal Gabon, fino al Camerun e Italia. Ruolo di arpa è guida sacra, un tramite tra i mondi, chiamata a governare il suono, canto cura e relazione, dove il Nganga assume ruolo, di sposo celeste in cerimonia, compagno e mediatore, aiuta Muyè a incarnar mandato. Ecco le nozze del richiamo, nel suono d'arpa del suo sposo, che proclamano il suo ruolo, di ascoltare e curare, e rispondere a bisogni. Come le nozze con Sofia, è dichiarata un alleanza, tra spiriti e comunità, corpo ed energia, la cerimonia avrà tre fasi: richiamo e consacrazione, poi presa di servizio, essa inizia col riconoscimento, del lignaggio dell'arpa, ovvero sua ascendenza, segue poi la liturgia, del suo ruolo con i canti, danze abiti e simboli, che identifican l'ayami, coinvolta nella cura, quando proclama sua funzione: ascoltare le richieste, tra spiriti e comunità, curare o rispondere, a esigenze materiali e spirituali, l'arpa unita al suonatore, diventa sorgente luce, protezione e guida etica, che rifiuta dominazione, pur affermando autonomia, dignità e risposta azione.| Seba osserva la fauna, tra Pontina e Biedano, incontra gatti e cinghiali, cani lontre e donnole, martore e tassi, scoiattoli ghiri e pipistrelli. Tra paludi e boscaglie, ferma a riposare in capanne, osserva uccelli migratori, oche selvatiche e folaghe, starne allodole e tordi, anatre lepri e quaglie. Palude Pontina selvaggina, scoiattoli e ghiro fan provviste, come istrice e marmotta, che vanno in letargo. Seba ascolta uccel notturni, upupe gufi e colombacci, evocan storie di ricordi, lontane in luogo e tempo, come il clan degli Ayandzi, e la tratta degli schiavi, che fuggono alla selva, e incontrano animali, come lontra e rondinella, che indican sentier di vita. Giunto al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, in Gabon dividon clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e altri. Narra mito di Mosuma, lontre gemelle in rio Mososo, scopron radici iboga, mbasoka e nyoke, e tuffatesi nel fiume, ascolta il suono obaka e ngombi, di Granchio Bitoto, che suon con molte dita, e dona agli umani, gli strumenti musicali. Mosuma è Banzioku, che incontra la piroga, condotta da Motembwe e scopre il Mobogwe, il fiume dei ritornati, vestiti in bianco e nero. Il viaggio porta conoscenza: radici strumenti e melodie, connessi alla creazione, dell'Arco di Busenge, a segnare il passaggio, dalla selva al villaggio, da isolamento a comunità. Arco maschio solitario, dialoga con spiriti, mentre Istrice sonaglio chiamalo Bopunda, accompagna le scoperte, e interpretazione segni e sogni.# Seba osserva fauna 动物, tra Pontina e Biedano, mammiferi e pesci, insetti rettili anfibi, il gatto selvatico, detto Felis silvestris, Sus scrofa è cinghiale, Cane e Lontra e altri. Mustela nivalis, donnola martora Martes, Hystrix cristata, Sorex samnitico toporagno, Vulpe vulpes dietro lepre, Lepus corsicanus, tasso Meles meles, topo Apodemus sylvaticus. Sciurus Scoiattolo, Ghiro è Glis glis, Muscardinus avellanarius. Seba incontra in treno, un ingegnere cacciatore, raggiunge al mattino, stazione Fossanova, poi a piedi cammina, fa pause e si riposa, capanne di fortuna, tra anatre lui trova. Lepri in quantità, tra sterpi e boscaglie, indisturbate vanno, tra le paludi langhe, Beccacce e Pavoncelle, costellano palude, quaglie tortore africane, aspetta su dune, stremate dal viaggio, nessuna legge venatoria, arrivano Storni, a nuvole su palude. Folaghe dei laghi, son pure abbondanti, oche anatre selvatiche, grassi volatili, Starne e pernici, Allodola e strigliona, pur Tordi e Ficarola; preda cacciatore, uccelli di passaggio, con cani di supporto, che aman tali terre, un riccio per il sugo, condiva sua polenta. Dopo anni bonifica, di Palude Pontina, rimase ricordo, e scompare selvaggina Seba ancora osserva, uno |SCOIATTOLO antico, che accumula provviste, ghiande semi a guscio, Ghiro e Pipistrello, Istrice e Marmotta, che fanno pur letargo, una sorta ibernazione, metabolismo lento, abbassa lor calore. Seba ancora osserva, un passero che mangia, i fichi più maturi, poi animal notturni, Istrice e Tasso, in trappole di lepri, Averla e colombaccio, Upupa e gufi, Talpa che accumula, frutta nei suoi nidi; affiorano ricordi, di storie da lontano, Ayandzi clan faceva, la tratta degli schiavi, più popoli locali, fuggirono alla selva, incontrarono animali, |LONTRA e rondinella, che gli indican sentiero, a sfuggire pirati, riparo al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, al centro del Gabon: ge-bondje è gran montagna, oggi quasi disabitata, terminato il terrore, si diviser nuovi clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e bianchi, mitici pellegrinaggi, narrati in sequenze ngombi; così un canto repertorio, narra il mito Lontra, sul torrente Mososo, fiume mitico Mobogwe, dove vivon lontre gemelle, una è Mosuma, l'altra e Sombididi. Mosuma un giorno trova, una pianta sulla riva, ne sradica radice, inghiotte pezzi radice, poi si dirige qui, presso cascate d'acqua, dove siamo tutti noi, si siede e sonnecchia: avanti avanti banzi! scendete nel Mobogwe, come vermi in viscere, fin dove i pesciolini, risalgono i fiumi, mangiamo pure noi, ciò che mangiò Mosuma, e da quel giorno cominciò l'usanza di consumar, due varietà radice, mbasoka di mandrillo, e nyoke dell'istrice. Mosuma nel suo viaggio, al fiume di radice, tuffatasi in acqua, sentì il suono obaka, più avanti nel fiume, sentì arco mongòngo, il maschio solitario, che vibra il primo avo, poi vide arpa suonata, dal Granchio Bitoto, con dita fessurate, nelle articolazioni, e mentre ha visioni, sente vibrazioni, che vien da fondo fiume, si immerge poi esclama, cos'è che vibra? scende in profondità, vede il granchio Bitato, beti assai virtuoso, poi sente un fruscìo, è il sonaglio di Bopunda, che crepita all'entrata, dove penetra Disumba, Lontra allor sprofonda, cullata dalla ngombi, e da Istrice sonaglio, poi chiese ed ottenne, i strumenti musicali, e a umani li ha donati. Mosuma è mosema, cioè Banzioku stessa, che incontra la piroga, condotta da Motembwe. |Arco accompagna Povi, discorso in 8 tappe, che canta Ngombi mbembe! nel mito Nzambe kana, evoca tempo anteriore, mondo di cacciator/coglitori, dove Mogongo avo babongo, prega sue reliquie, con melodia ronzante, che stimola bandzi, come il marranzano scacciapensieri siciliano, arco-a-bocca siberiano. Mongongo è avo pigmeo, che dialoga con suoni, a spiriti mikuku, nel folto della selva, con la radice in pancia, e strumenti di Mosema. |Popè: go ndibo go epongo go makungaka ngombi, ye mosuma mwana.. ye ake, Mobogwe. |Mobogwe tseny'edi te mandome, mosuma ya dzuwaka eboge. IT |Mosuma-lontra infante, lascia il fiume per andare, al paese dei mortali, guarda i caduti nel Mobogwe, il fiume dei ritornati. |popè: ngombi mbembe! do disumba mokoko, soke sanga sa bopunda au nzimbe. IT radice di creazione, principio filiazione arco-arpa, dove il viaggio di Mosuma, porta la scoperta, sulle rive del Mobogwe, analogia col viaggio, del banzi entro se stesso, con sonaglioM di |bopunda-ISTRICE, che crepita penetrando, nella stanza nzimbe, mentre Efun |mben-mongongo, è genesi d'arco, che segna il passaggio, dalla selva al villaggio, ARCO di BOSENGE detto Mben tra i Fang, Ngadi dei Kota, mu-ngòngo |lingua-Kikongo, ha più significati, gran nervo e spin dorsale, caverna profonda dove, vivon termiti alate. Mo'ngòngo hai compreso, è maschio solitario, con sua corda unica tesa, mentre arpa è suonata, da molte dita del granchio. lume110_ngombi_lionel.mp4
lume110-Mosuma e le rovine sommerse, nella foresta sacra, tra radici intrecciate e luce dorata, Mosuma è lontra del Mobogwe, fiume dei trapassati, spiriti in bianco e nero. S'immerge in acqua e ascolta arpa, del granchio Bitoto, ricevendo conoscenza, da radice di memoria, mentre l'istrice Bopunda, col sonaglio accompagna, passaggio da selva al villaggio. Granchio Bitoto è detto Cancro, con le sue dita sciolte, suona e guida il cammino, a chi ha pazienza di ascoltare, in empatia tra canti di avi, e silenzi del fiume, un fascio di luce scende e lega, visibile e invisibile. Emerge sposa spirituale, che si unisce al suonatore, per ascoltare e servire, attraverso l'arpa ancilla, e i lumi di memoria. La lontra oracola così: prima esplora ciò che giace, nelle memorie sotto di te, poi costruisci ciò che porta, armonia intorno a te; ascolta il fiume della memoria, la vera vocazione non domina, ma collega le rive. Bitoto dalle molte dita, continua a suonare senza rispondere, Mosuma allora scese, in acque più profonde, a conoscere il suo compito, tra pietre sommerse e antiche rovine, scoprì stanze dimenticate, tracce di lignaggi e vocazioni, ferite trasformate in memoria, ruoli e maschere sepolte, e il vuoto pieno di libertà. Allora comprese: |Ngombi-mbembe! L'arpa suoni sempre! soke sanga sa bopunda au nzimbe, ye mosuma mwana ye ake Mobogwe: non ogni richiamo è un potere, non ogni dono è una missione, talvolta la cura nasce dall'ascolto, come la lontra che osserva, prima di agire, così arpa e lontra, istrice e granchio, insegnano il medesimo cammino: ascolta e lascia che tua azione, porti armonia intorno a te.
111:lume111-Seba in perizoma, tra musiche del buiti, radice preme al cuore, calore con ardore, freccia fuori testa, esplode cuor respiro, la mente si rilassa, nga.nga.nga risuona. |Boghaga è traghettare, amaro tonico anti-febbre, calmante e vigilante, radice in sogno parla, risolve dipendenze, ognuno ha un nome d'arte, che ronza nelle orecchie, annuncio di visioni, percorsi fra neuroni: ogni appetito vita, si nutre dagli amici, ringrazio con basè! eduscer partorire, salgono emozioni, mio cuore vuol ballare, ospedale liminale. Pazienti e infermieri, vestono di blu, recitano evento, dentro di un collegio, si alza uno di loro, inscena triste nenia, di bimbo in abbandono, che vede la sua morte, ma offre un mazzo chiavi, a occhi di invitati. A cavalcion di tronco, piroga in acque alte, penso sia la fine, entro in una baia, scorgo il prete negro, che spazza la riva, lo vedo lui mi vede, da Africa lui viene, è servo della villa, la gioia prende entrambi; mi invita alla sua Scuola, siedo sui gradini, ascolto vecchi brani, residui primitivi, comincio attività, scuola di antenati, dà riprogrammar, mentre vedo ultima elite, uscir da questa casa, seduto sulla sedia, un astronauta Papa, morente Dalai Lama, coperto su lettiga, tutti siam compagni, la musica confida. Caolino sdoppiamento, parlo con due Io, si apre video schermo, con palloncino ascendo, col piede sul trapezio, eloquente so librare, e tramite respiro, entran-escono entità, poi termina esalar, gola perde umidità, cerco acqua sorseggiar; in seguito mi trovo, dentro un teatro popolar, scelgo tra + ruoli, sfoglio repertorio, una scuola di ologrammi, fa vivere a ciascuno, le maschere di umani, catarsi e terapia, gioco di ironia, mistero del fugace, armageddon mare e pace.| Tabernanthe iboga è arbusto apocynacee, di Congo Camerun Gabon, radici e frutti in medicina, trattan dipendenze da droghe e alcool. Radice amara e tonica, induce effetti intensi, tra vomito e tremori, muscolari e visioni, preparando corpo e mente, alla purga e al confronto, con ricordi e traumi vari. Nel culto del Bwiti, la pianta è centrale, in cerimonie iniziazione, anziani guidano assunzione, rito ritmo e uso, musica arpa e arco, danze e canti di antenati. Introspezione e guarigione, ed emotivo chiarimento, dei legami familiari, superamento di paure, morte simbolica esperienze, per rinascita spirituale. Mitopoiesi orale intreccia, la radice di antenati, a figure sovrumane, di tutti i miti di creazione, discendenza e connessione, comunicazion con aldilà, divinazione e guarigione. Rituali e digiuni, a vomitar blocchi emozioni, a ricostruire se stessi, eduscere tua fonte, tra origini e migrazioni, valori e leggi morali, partecipazione collettiva, con dialoghi musicali. Griffon ebbe radice, è chirurgo militare, in Europa 2 esemplari, anno 864, la dà a Henri Baillon, che la chiama tabernante. Corteccia masticata, fà fame sopportare, vince stanchezza, tonico neuromuscolare, radice gialla gratta, amara bocca anestetizza, alle veglie fa ballare, nelle dosi misurate. |Lambarene di Francia, come tonico anti-febbre, che ferma depressione, infettive e sforzo corpo-mente, eccitante reca forza, in tre compresse al dì, inibisce MAO enzimi, prolunga vigilanza, combatte anfetamine, normalizza dopamina. Iboga e ibogaina, fan lucido sognare, ingloba dissipando, traumi di memorie, ego ripulito, al tempio di |NSIMALEN, iniziazion |Banzioku invito. Buiti che tu cerchi, siamo noi tuoi avi, continua la ricerca, non scoraggiarti mai, il tuo Buiti troverai.# |Tabernanthe IBOGA, arbusto apocynacee, perenne in clima tropici, Congo Camerun Gabon, comprende 5 incroci, frutti ovali o tondi, + falso-gelsomino, alcaloidi son vicino. |Boghaga è verbo traghettare, riordinare alla radice, amaro tonico anti-febbre, calmante e vigilante, risolve dipendenze, da alcool e da droghe, è radice |Yapukuliwa, degli amazzoni Wayapi, nelle varianti cugine, del fiume Rio Amazzoni, tabernamontana angulata, o divaricata Australia, famiglia tabernante, inverno perde foglie, resiston poche notti, e sotto zero soffre. Tropico ideale, caldo-umido germinare, semi 25-32 gradi, umido 90, ama sottobosco, poca luce a germinare, in umido substrate, frutto ammorbidisce, a primi segni muffe, rinvasa regolare, radici fuori buchi, è tempo travasare, radici amano spazio. Griffon la riceve, chirurgo militare, porta dal Gabon, in Europa 2 esemplari, anno 864, dà radice a Henri Baillon, che la chiama tabernante. Natale Gassita, cura in Gabon, corteccia masticata, x fame sopportar, vince stanchezza, tonico neuromuscolar, radice gialla gratta, amaro medicinal, bocca anestetizza, a veglia fa ballar, iboga pur rischiosa, a dosi elevate, accelera ogni cosa. Oggi in Costa Rica, è nazional farmacopea, tratta droghe dipendenze, Lotsof ibogaina, dopo trentasei ore, smette uso eroina, liberato fin 6 mesi, divien ricercatore, deposita un brevetto: sua terapia contrasta, oppio dipendenza, ibogaina blocca, gli oppiacei recettori, aiuta svezzamento, rilascia neurtropina, che aiuta cervello, psicoterapia. Esperienze dolorose, salgono a coscienza, il paziente rivive, infanzia radice. |Lotsof scrive esperienza, in cure di albergo, morte a volte accade, in errato trattamento, Houdè laboratori, producon |Lambarene, compresse 8 mg, in Francia novecento, stimolo muscolare, tonico anti-febbre, che ferma depressione, malattie infettive, e sforzo corpo-mente; la usano alpinisti, esplorator sportivi, ciclisti e marciatori, militar cammini, eccitante reca forza, in tre compresse al dì, Ibogain defaticante, inibisce MAO enzimi, prolunga vigilanza, combatte anfetamine, normalizza dopamina. Iboga e ibogaina, dopo assorbimento, segue lunga fase, di lucido sognare, ingloba dissipando, traumi di memorie, ego ripulito, sgancia da + noie. Repubblica Gabon, 6 giugno 2000, dichiara la pianta, patrimonio umanità, risorsa nazionale, medicin familiare, in orti-forestale, coltivata attorno chapel, con frutto arancione, da buche laterali, radice è dissodata, solo grossa resta, il resto scorticata, a mezzo di coltello, grattata via la terra, sminuzzan superficie, poi seccata in ombra, una parte grattugiata, a pezzi la restante, a decotto viene data. Radici attive sono, quattro anni di età, corteccia sminuzzata, con acqua ingerita, tonica stimolante, e tempo dilatante; a dosi crescenti, ha effetti + intensi, visioni e disturbi, sudori e tremori, secchezza di bocca, cuore accelerato, Buiti rituali, tutto ha controllato. Radici preparate, pur con succo canna, latte-vino palma, che masticare induce, vomiti e amarezza, prova del coraggio. Radice nella pancia lavora a sua maniera, ognuno ha suoi ritmi, reagisce senza fretta, amore del gruppo, avvolge come sciarpa, con danze e musiche d'arpa; radice anestetizza il palato, sapore amaro-fiele, il corpo si raffredda a partir da estremità, cuore poi rallenta; con vomiti violenti, il ventre sputo fuori, angoscia del morire, chi vedrà suo cranio, nel giorno del mandaka, avrà concluso carriera, ogni cosa è rivelata, nei cieli e sulla terra. Corpo con gli anziani e Spirito a partire; parziale anestesia, anziani dosano rumore, sonnolenza, tremori agitazione, con lacrime e risate, su e giù con calore, anziani sul mio corpo, ascoltano mio cuore. Rimedio alla perdita parente, poter genitoriale. Un cucchiaio dopo l'altro, fanno quantità, Io vomita ogni tanto, reflusso senza età, su foglie Banano, vien attento esaminato, madrina l’assaggia, diagnostica mio stato. Radice permette, visitar mari aldilà, nel fiume trapassati, incontri come Dante, inferno e purgatorio, fino ai cieli Dio, tra storie personali, e sedimenti civiltà. Balèbalè ancor suona, Mongongo arco monocorde, che vibra e risuona in cavità, di bocca cassa risonanza, lui modula respiro, a collegare cielo e terra, Corpo Anima e Spirito. Da sua linea discendenza, son profeti e profetesse, come donna Dinzona, detta pure DISSUMBA, che ebbe due figli, BOZENGUE e MATUBA, lei li inizia alle arti, poi muore e lascia i figli, che soffrono sua perdita. Loro da quel giorno, fanno incessanti preghiere, al Dio Gesù Cristo, che apparve loro in sogno, Mongabenda dio creatore, mostrò a Bozenguè come fare, a far riviver loro madre, un arpa devi fabbricare: svuota un ramo di Essil Mbel, copri con pelle di antilope, per far scatola risonanza, poi allacciane otto corde, così rivive la sua voce, Dissumba in cavità vi parla, melodia di strumento, arpa Ngombi rappresenta, maternità e procreazione, divenne Arpa a otto corde, e collega i vivi agli avi, oggi iboga arco e arpa, son pilastri del Bwiti. |BANZIOKU mito Apindzi, ha fratelli Kambi e Ndondo, lei dona braccialetti, ai bimbi del motombi, presso albero dei morti, come Jurema del Brasile, la sua storia si ripete, quando un giorno va alla pesca: trova ossa suo marito, che riveste con Mosingi, poi le pone in reliquiario, e le nutre in devozione, ne ha messaggio a masticare, radice amara per sapere, tutto quello che le serve. Banzioku ebbe visioni, mentre il cognato spia, scopre sua reliquia, la strangola a radici, di pianta vaniglia, un medium gli serve, tra lui e aldilà, Banzioku ora è mo-gonzi, nel suono della ngombi. Nel mito Eshira e Sango, dinzona-benzoga è Mayumba, moglie di BUSENGUE, che un giorno va in boscaglia, a coglier vari frutti, inciampa liane aeree, finisce sottosopra, le viscere a cadere, spandono al suolo, nasce allor mi-nduma, radici di vaniglia, sue liane usate in arpa, avvolgon le sue ossa: ombe ewe ivo ngombi ge-meno-ge gema-dutuku, mi-bamba na tsia na digaba. Mentre suona l'arco, Lei vede Busenge, Mayumba si commuove, al paese porta sue ossa, le usa come baka, un accompagno musicale, poi un arpa costruisce, secon visioni date: col cranio di Busenge, fa oracolo reliquia, Kambi spia geloso, commosso poi la sgozza, a permetterle riunire, con suo marito oltretomba, le voci ora riunite, son dette arpa-mongongo. |ARCO di Bosenge, detto Mben tra i Fang, ha più significati, nervo e spin dorsale, Termiti di mattina, escon da buca terra, vibrano arco legno, colonna vertebrale, mito arco dei Kele: pigmeo Bosenge scocca, la freccia sulla palma, aiutato da Matsuba, ramo arbusto taglia, fabbrica un arco, e arriva a villaggio, inizia a suonare, destando attenzione, lo invitano i Tsogo, a suonare iniziazione, lui arco a bocca suona, nei templi degli Tsogo, un pigmeo è sempre invitato, durante cerimonia, arbusto tsenge espianta, in selva poi ripianta, morte e nuovo nato, davanti al corpo guardia. Tsenge e Misenge, son due genitori, che prima di morire, consigliano i tre figli, Dibenga Busenge e Matsuba, 2 maschi e una femmina, che spesso vanno a caccia, seppelliteci ai piedi, di un arbusto tsenge, poi riempite una buca, con humus di reliquie, ciò ispira buiti nuovo, che sua parola infonde, ma un Topo trova l'ossa, le porta al suo terreno, Matsuba segue le orme, e recupera il cranio. Nzambe padre appare in sogno, e i figli raccomanda, fondar tempio sul posto, usate tsenge a trave, fate tre case di culto, con humus di reliquie, in tre buche oltre il dembe, per fecondar mia gente: se il seme è lor saliva, loro humus è parola, le buche sono bocche, dei suoi figli banzi, ispira sua parola, con arco di Bosenge, narrando migrazioni, di popoli da Egitto, che passano le steppe, fino Africa centrale, regno di foreste, traversan fiume Yom, uniti coi pigmei, che vivono in foresta, noi Kele assieme ai Fang. |SEBA narra storia, viaggio in Camerun, mentre ascolta arco, mongongo sale su, stasera ci trasporta, al tempio di |NSIMALEN, iniziazione al Bwiti, con alcuni amici, Tommaso Fabio e altri : presso Yaoundè, coperto con caolino, mangia + cucchiai, amar radice prende, x 3 giorni e notti, poi Convolvolo colliri, bruciano visione, nel fissare il sole: cerchi e bolle blu, da oblò più avi vede, cappelli rafia e lancia, ansiman danzando, visioni occhi bagnati, vivono iniziati, ciclo di creazione, di mondo radice. Seba narra un sogno, lui presso un ambascita, vi entra da un portone, ci scivola giocando, fin ciondolo ricordi: tintinna ognuno d'essi, e ne esce un emozione, amazzonia india e vari, prosegue in sala mensa, incontra altri viaggianti, che escono alla gara, lui pur senza cartella, viene anche sorteggiato. Sua prova è lungo un fiume, che scorre sotto il mare, di sotto una banchigia, tra luci e suoni vari, appare qual Mosuma, nel fiume ritornati, ritorna e vede genti, di epoche diverse, vestite in camicioni, bian-nere strip sbiadite, ognuno ha una sua storia, vorrebbe fermarne alcuno, ma poi vede i compagni, viventi del presente, riceve un nome clan, che tien che far col mar, dietro tale insegna, è scritto casa di elfi, un canto lo trasporta, a piacevole risveglio. |Banzioku prima donna, muta in arpa Ngombi, piroga insegnamenti, di spiriti anteriori, genesi del mondo, nascita di umani, nascita di morte, e del rito Buiti amore. Iboga nella pancia, lavora a sua maniera, pure 30 ore, ognuno senza fretta, voce fuori campo, narra il divenire, mentre amore del gruppo, lo avvolge come sciarpa, ode lunghe danze, al ritmo di arpa; radice anestetizza, palato sapore amaro, medicina fiele al capo, durante assunzione, mio corpo raffredda, inizia estremità, cuore poi rallenta. Con vomiti violenti, ventre sputo fuori, angoscia superai, raggiunsi le visioni, andare aldilà, richiede azion morire, corpo con gli anziani, Spirito a partire. Nima dosano rumore, continua sonnolenza, tremori agitazione, con lacrime e risate, altalena di calore, anziani sul mio corpo, ascoltano mio cuore: dopo 1 ora circa, effetti sulla psiche, rafforzano graduali, emerge inconscio stile, Seba sperimenta, i limiti di un ego, appare altro stato, che Nima testa fino. Anziane smuovon corpo, che tende irrigidirsi, mi fanno yoga sciolto, articolazione polsi, gambe mani e collo, e quando arriva sole, lo espongono al calore; sensazioni freddo, pervadono esperienza, vedo a tutto campo, espande la coscienza, fenomeni speciali, udito a gran distanza. Bwiti mi prepara, a vivere mia morte, spontaneo camminare, serena la mia sorte, stesura di richieste, chiarirono mie idee, dipinto di caolino, sdraiato Tago viene. Fatti e più storie, a lume di candela, viaggia la piroga, su note arpa vera, il fiume di confine, Mobogue o mnemosine, la Luna chiara luce, illumina le selve, mi vedo nel riflesso, in mezzo a Buiti festa, anziani attorno fuoco, arrostan semi zucca, con suono bo-ka-kàkà. Vento ci trasporta, al paese senza fine, sento delle voci, mi invitano a chiarire, chi cerchi tu straniero? Buiti sto cercando, le voci assumon corpo, ripetono domanda, rispondono nel cuore: Buiti che tu cerchi, siamo noi tuoi avi, continua la ricerca, non scoraggiarti mai, a fine della strada, tuo Buiti troverai. Seba vede Tago, come bian coniglio, elfo attende treno, con laptop in mano, versi di un poema, missione sua rivela. Seba prende un bagno, digiuna 24 h, mangia la radice, un nganga lo sorveglia, cucchiain di scorza, par fiele grattugiata, ingurgita e si stende, fluttua gambe e braccia, vede poi Mallendi, pitture bianco-rosse, la musica trasporta, coscienza nella testa, se và lasciare corpo, in cerca di antenati, altro cucchiaio scorta: lo stomaco ribella, nausea ed apprensione, vomito ogni cosa, pur latte della madre, spasmi son violenti, nei tendini nei nervi, muscoli son tesi, come pensieri interni: ecco irromper lampi, luci a tutta fretta, riparte una visione, Locomotiva vecchia, che tira dei vagoni, ogni vagone 1 tema. Sesto allora parla, mi dice che son morto, sospiro a meraviglia, gruppo fà conforto, siam morti tutti quanti, pure se ignoriamo, tutto appare sogno, mister quarto cucchiaio: inizia lavorare, dissipano dubbi, va corpo a vomitare, esce ogni sporcizia, stress e nervosismo, infantile psichismo. I vagoni aprono porte, su contenuti vari, son clip riassuntivi, di soggetti e sensazioni, orchestre di concetti; sento mio disgusto, piango con singhiozzi, rivedo me marmocchio, correr fino ai pozzi, notte passa lenta, la luna ad osservare, so che sto sognando, carpe diem gustare: mi sento gioioso, pieno di fiducia, uccido la paura, nel sogno che cura, seguono visioni, finestre su ferite, profonde e curative. Bimbo poppante, lo scaldo accarezzo, con luce di candela, ecco lui da grande, scardina prigione, di trappole anatema, candela scalda petto, giunge fin cervello, dati riorganizza, alle 8 di mattina. Seconda notte bevo, radice con miele, specchio avanti a me, immagini contiene, Mallendi getta su esso, Caolino a rivelare, identità nascoste, capaci a mascherare: comincia sdoppiamento, parlo con due Io, ming imperatore, vestito in seta fino, tra eserciti e massacri, si aprono altre porte, sopra video schermo, con palloncino ascendo. Mallendi suona un aria, con arpa e con arco, io piede sul trapezio, eloquente libravo, tramite respiro, entran-escono entità, parla un antenato, poi termina esalar, aria in gola asciuga, perde umidità, sento io bisogno, acqua sorseggiar; in seguito mi trovo, dentro teatro noto, scelgo tra + ruoli, sfoglio repertorio, teatro di ologrammi, scuola del domani, fa vivere a ciascuno, maschere di umani: se Teatro popolare, è catarsi e terapia, scuola e religione, gioco di ironia, è intrattenimento, mistero del fugace, laborator di scienze, armageddo e pace. Nganga ci invita, fare un bagno piante, mi vesto in perizoma, Seba appare grande, mi siedo avanti a lui, e inizio cerimonia, musiche del buiti, concentrano memoria: radice preme al cuore, calore con ardore, freccia mi attraversa, fuori testa esplode, cuore col respiro, par si fermi e muor, la mente si rilassa, nga.nga.nga risuon. Ecco il nome d'arte, che fà banzi intitolato, dopo una confessione, riceve nkombo nome, come accadde a Fabio, che seppure isolato, in piccola capanna, fatta in foglie palma, incontra un entità, che gli rivel sua identità, Mokambo nome oh Fabio! pronuncia locale accento, divien suo nome nkombo; la Nyma capa tempio, dice che esseri umani, tutti identici sono, oltre colore e culture, frutto di avi e geografie; nkombo dirige un Banzi, durante cerimonie, dal verbo Kombara, simil santo patrono, ognuno ha il suo kombo, che si manifesta durante, suo ruol cerimoniale, o eredita da zio, nome e poter rituale, trasmesso da parola, che esce via saliva. Ciascuno è invitato, alla danza di Mabunza, fare un giro in pista, la notte si prolunga, iboga dentro parla, guarda quindi apprendi, aggiusta la tua vita, a ciò che senti tendi: ogni appetito vita, si nutre dagli amici, ringrazio con basè! parol li fà felici, capisco con scherzi, avi guidano strada, inseguo tono arpa, mentre nganga danza; su essa mi muovo, tutti intorno a me, filano pensieri, a velocità di razzo, prendo bacinella, a vomitar la bile, radice fà scherzi, come infantile, purifico e mi stendo, Tago vedo dentro, un cuore nuovo tengo: alba dormiveglia, vision supermercato, ruoli a profusione, radice fa spirale, schemi e sabotaggi, tutto a meditare, interna riflessione, converso con soggetti, parti di me stesso, errori vedo e solvo. 40 minuti dopo, orecchio sente ronzio, annuncia visioni, legami fra neuroni, esperienze di passato, lasciano emozioni, per vincer dipendenze, con fasi capogiro, riordino sequenze. Eduscere in latino, tirar far partorire, pellegrino sono, viaggio sulla Terra, salgono emozioni, mio cuore primitivo, sa farmi ballare, in ospedale antico: silenzio liminale, malati e infermieri, vestono di blu, recitano evento, come in un collegio, si alza uno di loro, inscena triste nenia, di un bimbo in abbandono, che purga un verme Tenia, mostra la sua morte, e offre mazzo chiavi, apre luoghi infanzia, a occhi di invitati. A mezzo di Piroga, accorcio le distanze, cavalcion di tronco, nel mare di acque alte, penso sia la fine, entro in una baia, e scorgo il preto prete. Mallendi spazza riva, lo vedo lui mi vede, da Africa lui viene, è servo della villa, rinasco dalla gioia, intesa mi ravviva, entro alla sua Scuola, siedo sui gradini, ascolto vecchi brani, residui primitivi, rifletto cominciar, una nuova attività, scuola di antenati, dà riprogrammar: vedo ultima elite, uscir da questa casa, seduto sulla sedia, un astronauta Papa, morente Dalai Lama, coperto su lettiga, tutti siam compagni, la musica confida. Lungomar mi trovo, sopra un Elefante, inseguo nel suo gioco, eboga itinerante, gente presso riva, vede in cielo 1 tappo, dapprima fu sereno, poi prepara strappo; si oscura minaccioso, lancia suono cupo, vedo nubi scure, gocce su ogni muro, Cielo si scatena, è acqua tintinnante, scende fino in mare, con fragore grande. Coprono alte onde, un sole di ponente, abbattono su costa, erodon ricorrente, grossi pezzi spiaggia, inizia scomparir, case agglomerati, al mare vanno offrir; spettacolo oscurante, drammatico seguire, sviluppasi la cresta, si ode un suono ming, un immediato scioom, acqua fino a costa, abbatte con violenza, e ogni cosa sposta: il mare avanza alto, erompe in maremoto, spettacolo grandioso, terrifico suo scopo, nessuno tra i presenti, capace di aiutare, fardello io mi porto, non posso rifiutare; alzo le mie carte, e un vento mi solleva, mandandomi veloce, arrivo a primavera, assieme ad altri due, che volano con me, arrivo su una strada, discesa avanti è: smeraldo Mare vedo, di la del montarozzo, cerco di arrivarci, sen caderci addosso, ho fardello carte, nuotare non saprei, libro vola in aria, in acqua non vorrei, mollarli o affogare, è amara decisione, abbandonar conquiste, inizia la missione, ritrovo sulla riva, assieme due compagni, sopra-sotto sono, mi tolgon dagli affanni. Buiti è un aldilà, morte e iniziazione, si apre solamente, a inizio e conclusione, ciò ti aiuta stare, saldo alla visione, intento chiara vita, adulta iniziazione. |Giorgio pur si inizia, 3 giorni di digiuno, mangia sol radice, e scopre un cuore puro, ricondotto a terra, dal vento di antenati, lo accolgon danze Yombo, con campanel sonagli, frenetiche ritmando, il ventre col sedere, abili cantanti. Festival notturno, attira compaesani, al teatro della vita, Seba par neonato, si ferma presso tomba, di Cristina olemba, voce par vicina, viene da distante, e un Albero di Vita, cresce dai suoi canti; già morto di malaria, lascia moglie e figli, restano le voci, nei dormiveglia appigli, ego immobilizza, nome in chiarudienza, lo chiama presso gli avi, per dialogo di astrali; nel villaggio di avi, Giorgio vede stelle, Sole palla fuoco, scende e prende forma, Kombe io mi chiamo, che cosa vuoi sapere, quale motivazione, ti spinge qui a vedere? Ngonde la mia donna, voi la chiamate Luna, stelle son Minanga, ovvero miei bambini, Buiti quale hai visto, è oltre uman confini. Sole e Luna mutan, dileguano col tuono, torna calma ovunque, Radice tiene gioco, Je-suis mistero forte, vomito e diarrea, commedia purgatorio, sincresi Adamo ed Eva. |Abel-Cain-Teresa, Caino uccide Abele, geloso del fratello, scappa alla foresta, mama gli dà iboga, così potrà parlare, a suo fratello morto, e risolvere ogni torto. Legge dello evùs, era a tempo inizio, con culto sacrificio, di oro o di parente, poi crebbe una radice, sopra Adamo morto, divenne Re-Mukengue, |Cristo-Nzambia-Pongo. Ekurana suo fratello, detto san Michele, sconfigge sacrifici, di vecchio rituale, Gesù muore 2 volte, in Adamo e Cristo, sceso presso i bianchi, fu accolto con inchino, poi volle andar dai neri, e i bianchi ingelositi, lo uccisero a Bisanzio, così scese Michele, che in guerra li ha puniti, poi andò in foresta, tra i pigmei del Congo, alla tomba di Mukengue, pianse e nacque pianta, la cui radice porta, perdono e fratellanza. |Ekurana-Michele pianta seme, su tomba di Mukengue, Gesù amato fratello, detto Zambia-Pongo, figlio di Egnèpe Maria ed Eva. Mukengue e Mogongo sono Adamo ed Eva, mentre i loto figli, Caìno con Abele, han comune moglie Teresa. Ekurana vuol vedere, radice amara mangia, insegna tale rito, ai fratelli senza libro, per parlar con Cristo, a mezzo di radici, fà vomitare dubbi, e inizia fede Buiti. Eliade canta gli avi, di popoli africani, Buiti è religione, micelio universale, apre le sue porte, a chiunque vuol curare, si rivela in sogno, o messaggio musicale. Mogongo crea parola, Obaka gli fà l'eco, di notte si comincia, con luci delle stelle, inizia lentamente, poi giunge frenesia, arrivano i mogonzi, con danze acrobazia: danzano i mogonzi, le torce van correndo, al fin comunicare, invocar lor protezione, cresce suono e danze, Bakè fà da apripista, invito di antenati, è l'arte del buitista. Mogonzi sono avi, incontrati sul Mobogwe, tornati tra i fedeli, nei gruppi + devoti, di cure son forieri, con cuore liturgia, attratti dalla forza, di canti di empatia. Eboga albero vita, ci manifesti amore, caccia via da noi, ombre e malumore, rischiaraci la via, al ritmo della festa, per rinnovar la vita; mutano le scene, con maschere e con canti, ngombi impone voce, tra mondi vivi e morti, aperta interazione, gruppo ed individuo, ciascuno vien chiamato, al dialogo convito, e a fine della festa, Ndama gioco a palla, prima di incarnarsi, mogonzi han forma a sfera. |Calendario rituale, circola mano in mano, ago bottiglia banconota, e torcia mopitu, ago è parola, banconota è moneta, costo del passaggio, traghetto di selva; torcia occhio lince, chiaroveggenza banzi, dipinto e vestito, con pemba e mosingi, piuma rossa uccello, orna sua fronte, scopa in mano destra, eloquenza infonde. Raccolta rimedi, scambi albero e novizio, capanna sudatoria, bagno nel torrente, fumigazion lavaggi, limpeza con mugubi, Staudtia gabonensis, usata nelle veglie, pomata dei pigmei. Masticar radice, ripiena entro Banana, nyima dona al banzi, con canto di supporto, a-mini-ngobe-na-manongo, lui ha mangiato ngobe, arco intanto suona, la linea di esistenza. Banzi fissa specchio, vicino sta padrino, lo veglia competente, e stima giusta dose, scruta evoluzione, assenza di visione, pungendolo con ago, o tira articolazione, così prova ogni tanto, lo stato del novizio, a evitar catatonia, di lunga anestesia, lo invita ad agitare, scopin che tiene in mano, al fine di aiutare, lo stomaco e purgare; anziani van vedere, uscite deiezioni, per trovar conferma, di sorcio mal-azioni, tutto viene a galla, trucco vien scoperto, segni del veleno, recan stesso effetto; davanti lo specchio, ancora fissa sguardo, senza batter ciglia, insegue una visione, dopo che avrà visto, sarà lasciato in pace, e nel mattin seguente, suo resoconto rende. Una torcia Mopitu, passa avanti occhi, chiarisce suo cammino, fugar malo spiri, poi instillano collirio, di foglie mukwisa, che aiuta irritazione, e stimola visione. Mogongo apre cammino, melodia ripetuta, appello in sinergia, di un narrator lontano, pigrizia a masticare, identificar sorcier, di solito un parente, permette di sbloccare, visioni a notte dopo; neofita allo specchio, si muta in un gorilla, o in un khan pigmeo, specchio detto geeno, verbo enaga:vedere, problemi e soluzioni, a impasse esistenziale. Sorcelleria notturna, è pitsi-a-ngonda, percezione oscurità, che un buon mosingi vede, con occhi di torcia, vede atti dissimulati, del sorcier in ombra: novizio mangia e vede, sorcier che ora sà, entrambi ora sanno, si vedono svelati, radice mostra trame, a occhio ed orecchio, flagrante delitto, ipocrito commento, a banzi spettatore, che or diviene attore, incontra più defunti, e riceve nkombo nome. Kombo sacerdoti, radice vanno a offrire, a bimbi ed adulti, 1 cucchiaio deglutire, fedeli alle pareti, seduti come in gala, i neofiti portati, al centro della sala; seguono domande, fatte a ogni iniziando, sue motivazioni, il pubblico li ascolta, su ciò che lo spinge, a far Buiti iniziazione, risposte sufficienti, avvian ritual azione. Novizio è portato, dentro la foresta, confessa sua vita, agli spiriti di selva, una buona confessione, prelude buon visione, scatena maremoti, nascondere omissione, cucchiai in successione, fanno quantità, vomito ogni tanto, diagnostica madrina, reflusso esaminato, su foglie di banano, stato stralunato. |AFRICA nostalgia, nel canto di Busenge, che piange antiche gesta, infanzia primo umano, Dio si è reincarnato, nel sogno ritrovato, come Albero di Vita, che cura con 气 qi mana, bioelettrico prana, persone ed eventi. Presso Fang e Apinzi, forza vitale nzango, da etere scende, fin genio bottiglia, stappa e fuoriesce, denso fumo-nebbia, alito del drago, emana oppure sfreccia. Mana implica fede, in mondo aldilà, fonte di forza, creativa e distruttiva, accumulano umani, feticci e talismani, animal piante e danari; dicono pigmei, che suono di sonaglio, testicoli viridis, elima emana foglie, fugge in nubi fiamme, dona la visione, cura uccide e insegna. Anima è musica, che apre universo, dentro una capanna, in empatia risuona, con anima gemella, canta suo rinnovo, festa di ritrovo. ARCO tende e vibra, niente ancor esiste, uomo ancor non è, un pensiero di Nzamè, Nzame dentro uovo, assieme altri 2, attende uscire fuori; Arco piange e grida, una melopea nel vento, 3 note soffia forte, lampo rompe uovo, cola via placenta, i tre son fuor Pangea, Nzame esce per primo, e urla primavera. Ningone sua sorella, e poi fratello None, seminano il vento, di pazze grida nuove, Mebeghe Dio supremo, fece uovo-feto, su abisso originale. Nzame smembra corpo, il mondo poi si forma, inizia il primo moto, esce poi Ningone, con orifizio chiuso, vergine mammella, infine nasce None, fratello suo minore, resta la placenta, e ombelico cordone. La notte include acque, ma inizia sole e luna, cominciano stagioni, Nzame scende in acqua, voga su piroga, sue amiche le Termiti, lavorano la terra, fan casa per gli umani: Acqua sia la donna, uomo sia la Terra, acqua resti aperta, a gestazione interna, Evus placenta poi, sepolta in boscaglia, a volte si desta, inizia battaglia: placenta è 2 gemelli, Evus il primo dato, Ekurana è altro lato, litigano a volte, conflitti di interessi, Mebeghe assegna ruoli. Nzame incaricato, forma ogni creatura, umani a sua immagine, poi risiede a nord, in altri punti vanno, None e Ninegone, Evus nella selva, nessun sconfini altrove. Dio Nzame inizia poi, produrre umanità, Ningone va gelosa, viaggia alla boscaglia, arriva alla palude, invita Evù a villaggio, apre le sue gambe, lui penetra passaggio. |Evus il giorno dopo, dice di aver fame, a villaggio di Ningone, mangia tutte capre, finirono le bestie, ma Evus ancora ha fame, chiede allor la figlia, cibo da mangiare. Nzame poi ritorna, non riconosce più, suo natio villaggio, capisce che l'Evùs, è giunto da boscaglia, a riempire sua pancia. Nzame allor ritira, deluso dal suo mondo, Ningone con Evus, fan leggi a tutto tondo, Ningone si avvicina, al suo fratello None, desidera un bambino, primo incesto vuole: da tale union discende, linea dei mortali, poichè solo Nzamè, sa fare gli immortali, Evùs a None insegna, forgia dei metalli, gli dà primo soffietto, aiuta raffreddarli. None inizia fare, attrezzi a non finire, in acqua di marmitta, di origin femminile, Mebeghe vede chiaro, frutto trasgressione, di sua ripartizione, allora invia Ekurana, x attaccare Evus, lo getta sulla terra, assieme a umani pur. |FANG han simil mito, che aiuta coesione, MWANGA Dio creatore, emerse da etno Congo, 4 alberi pianta, agli angoli del mondo, poi ragno tesse rete, di var profeti Fang, che apron nuovi nodi, con liturgie cristian. Camerun Gabon, iboga bwiti religion, Leon Mba presidente, ingerisce radice, battezza suo paese, nella indipendenza, e narra questo mito, di africana essenza: Dio Pan ha 2 figli, 1 ha pelle nera, altro pelle bianca, Pan 1 dì decide, dare gnosi ai figli, trascrive 2 libri, esorta a studiare, 2 figli son avvinti, durante viaggio a casa, figlio nero và, entra nella selva, poggia libro a ramo, su arbusto di iboga, soddisfa suo bisogno, mentre piova tuona, pioggia cola inchiostro, che da suo libro scende, fino nella terra, dentro arbusto Iboga; figliolo vede e piange, e và da fratello bianco, prestami tuo libro! ma questo nega libro, poichè è unica copia, figlio nero triste, visita Dio Pan, narra sua vicenda, e rifiuto del fratello. Pan capisce tutto, rivela al figlio nero, verbo sopravvive, cerca dove è andato, inchiostro troverai, in albero rinato; figlio bianco poi, dimentica suo libro, mentre nero mangia, ora arbusto iboga, radice di sentiero, da Africa si espande, fratello bian la vuole, per ritrovare fede, mastica radice, e ascolta voce arpa. Maria Egnèpe parla, dispone frate bianco, che ascolta calmo attento, cammino suo interiore, vede incompiutezze, e attira altro lavoro, da fare su se stesso: i maestri cerimonia, povi nganga o beti, rimembrano affetti, a mezzo di emetico, testano volontà, purezza nel suo cuore, vomita pensier vizi, e ogni male azione, nel pentimento vero, vomita i segreti, furto o rancore, menzogne od incesti, omicidi e satanismi, chiude col passato, si impegna a migliorare: chi vomita si purga, dicono i bwitisti, maestro a esaminar, colore e contenuto, constata sufficiente, prepara confessione, mentre allievo agisce, trappole in azione; ora lui comprende, squilibri causati, o ricevuti dai clan, materno e paterno, morti e adulterio, vampirismi passivi, invidia e gelosia, di cuori induriti; libera suo cuore, a evitare pazzia, vendetta di antenati, si libera e confessa, inconsce dipendenze, catarsi accade e poi, rinasce in Dante veste. Sotto effetto pianta, basso controllo corpo, disintegrano idee, sprazzi di emozioni, risate o sonnolenze, occhi sono gonfi, nausea ed agonia, per vomiti o convulsi, arriva garanzia, che liturgia organizza, un pronto intervento, antidoti a lista: punge nuca allievo, scopre se è partito, fare cerimonia, chiede chiaro affido, chieder cose chiare, scopi oppure cure, esame di coscienza, introspezione pure, aiuta vedere, la propria intenzione, ciò richiede tempo, mesi a trovare, esatte situazioni, ostacoli e talenti, libri danze e canti, aiuta investigazio, risuona in te qualcosa, emerge contemplazio; amar sentirsi amati, essere accettati, trascesi nel gruppo, nativi e civili, al medesimo tempo, condividono emozioni, nel tempio universo. |Mwanga benga ai Fang, è infante adorato, analogo a maganga, fecondo ventre amato, contenuto e contenitore, come kunda e kundalini, a Gesù paragonato: banzi accede al bwete, inizia masticando, conclude attraversando, poi vedrà suo cranio, il giorno del mandaka, conclude carriera, ogni cosa rivelata. Bwete è primo oggetto, dotato di maganga, mandaka resta luogo, di riposo e guardia, traversare è saltare, oltre vecchi confini. BANZI discente, e NYMA docente, nel verbo musicale, san comunicare, attivano favella, scaldano maganga, a fare Dante viaggio, con radice in pancia: ciò ispira sogni, la notte in arco e arpa, ricordi di pigmeo, sue gesta di foresta, viaggio nel passato, ricordi della infanzia, emotivo ritratto; indietro ancora indietro, al vecchio solitario, elefante originario, dei vecchi iniziati, scesi in lor foresta, segreti vedon chiari, messi in sacca a spalla, Penge bisaccia, aperta a divulgare, nozioni della caccia: ultimo segreto, arriva a fondo sacca, profonda spiegazione, puzzle primo mito, un fondo senza fine, matrioska successiva, in viaggi di ascensione, ostacoli ed enigmi. Nel viaggio di Dante, saper ben costruito, in multiplo linguaggio, narra stesso mito, ogni veglia spiega, la veglia successiva, ognuna pone chiavi, in oracolo futuro; bwete come il mare, banzi appone tacche, a tappe verso il nyma, pantera iniziatore, apprendere continua, da cesta e da visione, perenne insoddisfatta, fintanto che decide, traguardo soluzione. Nima version profonda, controlla ogni parola, orienta i cadetti, magnetizzando innesti, con giochi indovinelli, enigmi e sottofondi: |Gallo canta alba, ferma recita notturna, quesiti irrisolti, promesse a continuar, epopea senza fine, sino ultimo respiro, nima a fin carriera, divulga segreto primo: gioco tra generazioni, circo del sapere, cadetto gratta bwete, il nima lo trattiene, morte giunge a regolar, valore del sapere, se pà iniziatore, muore sen trasmissione, rivela post-mortem, suo segreto valore, onirico messaggio, indirizza al designato, protetto da sorcio, rimane valorizzato: al fondo sta inizio, te ebando bwete, ad avere sua forza, devi conoscere inizio, genealogia lignaggi, origine dei clan, scissioni e migrazioni, e totem associà; mito vien ripreso, episodio in altro mito, mutan nomi e luoghi, ma fatto resta vivo, nel nome di paese, sta nome di vegliardo, esprime suoi fatti, canto suo stendardo; vecchio narra e ferma, a fare tale canto, associa a episodio, poi riprende fatto, fin prossima canzone, identiche le veglie, canti e danze mbando, narran storia bwete, spiegate alla bwenza, a completare scene. Bwete muove e retrocede, figli e carriere, cuor solletica pelle, fà trasalire corpo, banzi a più riprese, amplifica pensieri, cuore vede tutto, sua verità fuoriesce, parole-scuotimenti, colpiscono paziente: le dita fanno note, ma cuore le indirizza, musa in nostalgia, da cuore mana sprizza, nzanga crea sostanza, da cuor parola vera, mobilita alleati, a convincere assemblea. |JESI nganga parlava, narrava vari eventi, messaggi del cuore, che in ironia poi veste, dice uomo e intende donna, trasferisce intenzione, auto-ironia napoletana, intelligence potente, afferma questo smonta quello, arte committente, fà romanzi circolare, criptati dati e riti, nasconde enunciati, mutando scetticismi. Ironia di gruppo, tutti complici fà, destinatar condotto, a riconoscer pegno, rientra nel rituale, banzi van coptare, complici a vogare; efficacia di parola, ambivalenza pare, valor di verità, la mente sa scalzare, a scopo di curare, narrazion rituale, permette indovinare; se parol piccante, pizzica con lingua, coglie dato grande, paziente ascolta tutto, si vede nel narrato, ispira a dir basè, e acquiesce suo malgrado. Aiuta ironia, coinvolge senza offese, crea complicità, e banzi si diviene, resta a fondo sacca, a fine iniziazione, deluso o soddisfatto. Sacco dei banzi, non manchi di iboga, sacco dei nyma, non manchi dei migonzi, paziente gioisce, e dice al suo nganga, toccasti ciò che giace, a fondo mia pancia; 1 cerchio alle due mani, rivel danaro fuga, 1 cerchio sullo sterno, la collera rivela, cerchio su addome, rivel dolori ventre, 1 cerchio attorno vita, rivel bumba serpente; mal di ventre e spalle, rivela amor falliti, insonnia gran fatica, mal sogni finanziari, ostacoli a scuola, 1 paziente crede tutto, la cura è vomitare, cercare proprio punto; ignora il proprio corso, mal reni o di schiena, ventre appar bloccato, bisogna vomitar, testa aperta vede, parente a lui sorcio, necessita paziente, iniziarsi al fondo; perturba mal di ventre, 1 mistico malato, ostacolo a progetti, o interior travaglio, mangiasti in infanzia, 1 tossico metallo, sciogli ora enigma, diventi iniziato. Borsa incustodita, davanti la mia branda, la prendo come mia, dentro sta bevanda, bevo e mi pulisce, da miti di falsari, lava miei rifiuti, mentali intestinali: un banzi ha visto bene, svela a quel deluso, prende sacco penge, da spalla del lor nyma, invita mis-credente, guardare dentro a rima, ma quello si rifiuta, ignorando ironia, allora donna canta, complice assemblea, uomo svuota il sacco, brontola un idea, sua compagna banzi, lo invita ad ironia, ancora si rifiuta, ingaggio scappa via, fondo sacco è vuoto, ma uomo troppo serio, se rifiuta gioco, diviene zimbello, fuor regole di gioco, rimane in superficie, di dogma religioso, 1 giorno poi capisce, se vuol relazionarsi, sospende suo giudizio, segreto dei feticci, è gioco condiviso. Altra scena in veglia, tra 2 vecchi nima, si incontrano in mbanza, mai conosciuti prima, uno ha cesta grossa, altro penge in spalla, primo assai curioso, vuol saper che serba, il nyma sorridendo, mostra mattin seguente, 1 pipa con tabacco, risate a crepapelle. bwiti-mobogwe.m4a
lume111-Tago ha un cuore nuovo, presso i |terabanzi, ruoli a profusione, schemi e sabotaggi, interna riflessione, converso con soggetti, parti di me stesso. |Radice mostra ferite, passato e futuro, tra maschere di Adamo, con piuma parrocchetto, a guidar giusta parola, assumi amar radice, cade a terra e trema, anima inizia viaggio, su note di arpa e canti, degli avi in bianco e nero, incontra i propri morti; ascolta e impara bene, ciò che attende a riva. Buiti è un aldilà, morte e iniziazione, si apre solamente, a inizio e conclusione, ciò ti aiuta stare, saldo alla visione, intento chiara vita, adulta iniziazione. Seba vede Tago, elfo bian coniglio, che prende la metrò, con laptop in mano, Mallendi in bianco-rosse, la musica trasporta, in cerca di antenati, mentre stomaco ribella: irrompon lampi luce, riparte una visione, Locomotiva vecchia, che tira dei vagoni, ogni vagone 1 tema. Sesto dice che son morto, sospiro a meraviglia, gruppo fà conforto, siam morti tutti quanti, tutto appare sogno, ancor quarto cucchiaio, va corpo a vomitare, esce ogni sporcizia, stress e triste iinfanzia. I vagoni aprono porte, son clip riassuntive, soggetti e sensazioni, orchestre di concetti, piango con singhiozzi, rivedo me marmocchio, finestre su ferite, profonde e curative. Mallendi è Nganga guaritore, del Bwiti del Gabon, giunto anche in Italia, a portar cura e risveglio, lui poggia la radice, al centro del pavimento, poi canta che ogni pianta, è memoria di antenato, in lingua |Popè-na popè: |ge-bwete-bwete, il più grande dei bwete. Zamba we! silenzio, eboga emboba m-andoma akido! coro risponde: doi tzenghe! la terra è silenziosa, il a mangé les bois sacrè. |Engadi na duma, zambi a vanga, soya biga miwo, nzame bokenge' ngomendan eso woya engadi na duma, nzambe eyima tio ah, tio di mongabanda, kombi na, njima mo koko ne tongo mwan, ma biga motina nima, ko taba nima mo tele mo dissumba bandamba ganga (fang07-minkin-song-entrance-to-chapel.mp3) IT fulmine e tuono, vengono assieme a creare, il primo umano, divino ha concluso creazione, va in dimora acqua, dopo nascita creatore; il divino è in uovo, galleggia su oceano, da esso escon 3 esseri, primo uomo è creato, donna vien creata, lampo con tuono, acqua inonda terra, diluvio di fango, Noè perde fuoco, chi vede divin figlio, tradito dal danaro, cospirano i gentili, contro divin bimbo, deriso e perseguitato, dai royal nemici, figlio dissumba ucciso.|Popè: mwan a Zambe kanga a king bakombo, nto mwan zambe vanga oni bot, IT il figlio d'uomo diventa figlio di Dio, diviene salvatore.
128:lume128-Kava e Kratom, radici del Pacifico. Kava (Piper methysticum) è una pianta sacra dei popoli melano-polinesiani, coltivata dalle Fiji a Vanuatu, Tonga e Hawaii. Dalle sue radici nasce una bevanda rituale di pace, incontro e riconciliazione, offerta agli ospiti e ai capi villaggio per accompagnare nascite, alleanze, passaggi e momenti di dolore. Antichi miti raccontano che il Kava nacque dal lutto trasformato in guarigione, grazie al comportamento di un topo: una radice capace di restituire calma, memoria e connessione con la comunità. Tradizionalmente le radici vengono preparate, filtrate e condivise in cerimonie collettive; la bevanda rilassa il corpo, attenua tensioni e favorisce uno stato di quiete interiore. Nelle stesse regioni austronesiane, cresce il Kratom (Mitragyna speciosa), albero tropicale le cui foglie sono usate da secoli, nei villaggi del Sud-est asiatico, per sostenere il lavoro e la resistenza alla fatica. Le foglie possono avere effetti prima stimolanti e poi rilassanti, ma un uso frequente può creare dipendenza. Kava e Kratom sono due piante sorelle del corpo e dello spirito: una insegna il valore dell'incontro e della pace condivisa, l'altra il rapporto tra energia, fatica e adattamento. Entrambe ricordano che la natura offre strumenti potenti, da conoscere con rispetto e misura.| Sintesi di Kava e Kratom, radici del Pacifico. Piper methysticum, pianta sacra di Kava, usata dai popoli melano-polinesiani, è bevanda rituale di pace e comunione, nata da un mito di amore e resurrezione.; dalle Fiji a Vanuatu, da Tonga a Tahiti, rilassa, guarisce e unisce le comunità. Simbolo d'incontro e di riconciliazione, sostiene economia e tradizione locale. La preparano le fanciulle masticando radici, poi filtrano l’essenza, offerta al capo villaggio: enisce ansie, dolori, tensioni e ricordi, rende sacro il passaggio tra vita e morte. In tutta Austronesia cresce un'altra pianta: Kratom, Mitragyna speciosa, foglia del lavoro: stimola e poi placa, la fatica dei villaggi, cura dipendenze, ma può dare assuefazione. Due alberi fratelli del corpo e dello spirito, donano quiete, forza e memoria agli umani.# |Piper methisticum, pianta della KAWA, usano popoli, melano-polinesiani, ingrediente bevanda, rituale locale, alimenta leggende, e rito gregale: Kava di Tonga, e Kawa di Fiji, una in regno Hawaii, e isola Vanuatu, in isole Pacifico, è bevanda sacra, che fa incontrare gruppi, e bene rilassa; a nativi di Vanuatu, è sola risorse, economica coltura, primari esportazione, la bevono ogni giorno, come un vino bono, suo mito di scoperta, narra di un Topo: pianse una donna, su tomba di amato, crebbe 1 pianta, che Topo ha rosicchiato, entra in stato coma, alzato e ridestato, lo imita la donna, e lutto ha superato; supera il dolore, parla con suo amato, con gioia la radice, porta nel villaggio, tale medicina, diffuse tra le genti, dono di antenati, rinnova vita intenti. Hawaii versione rito, giovane disperata, imita il topo, a cercar con lui riposo, ora può parlare, al suo defunto sposo, avuta nuova gioia, di viver con la gente, trasmise la scoperta, al resto di paese. Inno al |Kava-kava, canta Nimal Sesto, avuto navigando, dai Papua fino a Giava, bevanda degli Dei, detta in molti lidi, concilia coi nemici, alle isole Figi: se cresce rigogliosa, vien da Melanesia, va in isole piovose, assolate Polinesia, in acqua mescolata, produce fermentazio, amar color marrone, calmante soddisfazio. Kawa di Tahiti, bevuta dai guerrieri, a superare insonnia, oppure sui velieri, fu data ai marinai, per urinare i mali, curare malattie, di eccessi sessuali; social bevanda Kava, su isole intorno, rende ogni rituale, occasione incontro, legittima i leader, gli ospiti raccoglie, pacifica i gruppi, da nascita a morte, consacra i bambini, insegna salmodie, mezzo di supporto, a lenire ogni dolore, radice dello scambio, buona a divinare, segnale della pace, auspici possa dare; su isola Pentecoste, aiuta cerimonie, giovani fanciulle, mastican radice, enzimata insalivata, trita e grattugiata, in acqua e latte cocco, è dopo stemperata; cantano fanciulle, che stanno masticando, datemi del Kava, datemi ancora kawa, impiegan 2 minuti, poi bolo viene posto, su foglia di banano, e a capo sottoposto: se pare sufficiente, mesce bolo e acqua, con spugna vegetale, filtra la fà chiara, spugna strizza succo, in recipienti vari, allora mescitore, la porge ai commensali; calma nervi e ansia, solve mal di testa, decotto o infusione, di foglie e radici, o in fumigazione, a lenire i reumatismi, rilassa le tensioni, e dolori articolari, salva prigionieri, concilia gli antenati; ferma infuso kava, sifilide importata, ebbrezza e sudore, in dose aumentata, se parton marinai, donne degli atolli, giorno di sudore, a lenir dolori folli; dopo venti minuti, iniziano effetti, erotico sudore, copioso può apparire, seconda della dose, 2 fin le 6 ore, dipen costituzione, inner disposizione; profonda stanchezza, segue 1 ebbrezza, riposo necessario, abuso dà magrezza, i grandi bevitori, han tremito nervoso, sensibili ai rumori, ricercan silenzioso. Albero di |KRATOM, tom-tom in Tailandia, in tutta Austronesia, foglia masticata, fresca deprivata, di nervatur centrale, essiccata sminuzzata, x tisana locale, origine rurale, ha ruolo culturale, presso le città, chiede acclimatare. Albero ton-ton, |Mitragyna Speciosa, tiene soprannomi, lungo tutto il Siam, Malesia e Indonesia, fin Papua e Guinea, in medicina Thai, pianta anti-diarrea, cura dipendenze, da oppio e da denari, usato nei villaggi, aiuto a lavorare, allevia vita dura, pur in zone urbane, la società dei |Thai, riesce tollerare: se reca dipendenza, sintomi son vari, lacrime e dolore, e movimenti a scatti, foglie masticate, inebriano graduale, consumator assidui, finiscon assuefare, perdon loro peso, insonni vanno erranti, sviluppano colore, scuro della pelle, secca loro bocca, spesso fan minzione, feci ugual caprine, alcun costipazione; effetto stimolante, cessa dopo 1 ora, effetto sedativo, in seguito si muta, ansia preoccupazio, scivolan lontano, buon rilassamento, seguita spontaneo.
lume128-La Kava insegna che la pace nasce quando il corpo rallenta e trova uno spazio sicuro dove respirare. Kratom ricorda che anche la fatica può essere trasformata quando si ascoltano i ritmi profondi dell'organismo. Due piante dell'Austronesia diventano immagini di un viaggio interiore: il corpo come tempio, il respiro come corrente, la coscienza come acqua che si calma. Nella tradizione rituale delle isole del Pacifico, la Kava viene preparata e condivisa per creare incontro, fiducia e riconciliazione. Allo stesso modo il lavoro sul corpo richiede presenza, ascolto e rispetto dei confini: prima dell'azione viene l'accoglienza, prima del desiderio viene la sintonia. Il rituale inizia creando uno spazio protetto: luce morbida, silenzio, respiro consapevole. Il corpo viene percepito come paesaggio vivente da esplorare con attenzione: ogni tensione, emozione o memoria diventa una radice nascosta da riconoscere. Come la Kava scioglie lentamente le rigidità, e il Kratom accompagna il rapporto tra energia e stanchezza, anche l'incontro tra due persone può diventare una pratica di ascolto reciproco, dove il desiderio come impulso diventa una forza da conoscere e trasformare. Attraverso giochi di ruolo, fiducia e presenza condivisa, emergono parti profonde della persona: vulnerabilità e forza, abbandono e volontà, quiete e movimento. Si aprono così stati di presenza condivisa e un lavoro sui propri fantasmi interiori: il respiro, il contatto consapevole e l'ascolto empatico permettono di esplorare emozioni, memorie e immagini interiori, trasformando convinzioni limitanti in nuove risorse. Il piacere diventa attenzione, l'energia diventa consapevolezza. Nel ritorno finale, ciò che è stato vissuto viene accolto nel corpo attraverso il silenzio, la cura reciproca, il dialogo, le coccole, la gratitudine e la memoria. Come una radice filtrata nell'acqua diventa bevanda condivisa, anche l'esperienza interiore può trasformarsi in nutrimento per la vita quotidiana. Oracolo del Kava: chi rallenta ritrova la direzione; ciò che la mente non riesce a comprendere può essere maturato e comunicato dal corpo, trasformato in consapevolezza, autostima e armonia con il mistero della vita.
132:lume132-Nelle montagne delle Filippine e nelle foreste del Borneo, i popoli Igorot, Ifugao, Dayak e Penan, custodiscono una sapienza fondata sul rapporto tra uomo, natura e antenati; gli Ifugao coltivano il riso sulle terrazze della Cordigliera, seguendo calendari sacri di semina e raccolto. Le sculture Bulul, guardiani dei granai, rappresentano gli spiriti degli avi che proteggono i semi e la fertilità della terra. Le divinità della natura, Anitu, Diwata e Dewata, ricordano che il vivente è una rete di relazioni invisibili. Durante l'epoca coloniale alcuni popoli indigeni furono esposti nelle fiere occidentali come spettacolo etnografico, trasformando culture vive in oggetti di osservazione. Ma la memoria non scompare: sopravvive nei canti, nei tatuaggi, nei rituali e nelle pratiche quotidiane. Nel Borneo i Penan difendono la foresta, mentre gli Iban celebrano il Gawai Antu, festa degli antenati, dove vino di riso, danze e canti riaprono il dialogo tra vivi e morti. Il corpo tatuato diventa una mappa, il riso un dono degli avi, la foresta un libro vivente. Ogni gesto rituale ricorda che l'identità nasce dalla continuità tra passato, presente e futuro.| Sintesi di Montagne e Foreste del Sud-Est asiatico. Igorot e Ifugao, popoli di montagna, coltivano riso su terrazze nella Cordigliera filippina, vivono liberi seguendo i riti del raccolto. Bulul di legno custodisce i granai, spiriti Anitu vigilano sui semi, e i Diwata e Dewata uniscono l'uomo alla natura e ai defunti. Arrivano missionari, coloni e mercanti, ma le genti resistono, tra rivolte e preghiere, chiedendo autonomia e rispetto; nel Borneo, Dayak e Penan difendono la selva, tra Rafflesia e palme di Sago, contro il taglio delle foreste.Gli Iban del Kalimantan onorano gli avi col Gawai-Antu, festa biennale di vino di riso, canti tatuaggi e visioni. Lemambang e Manang entrano in trance per curare e pregare, il corpo tatuato diventa mappa, la pelle un libro sacro. Tra morte e rinascita, ogni gesto è ringraziamento, la vita è intreccio di radici, spiriti e antenati. Nel riso e nel canto sopravvive la memoria del mondo e l'eco dei tamburi chiama ancora gli dei della foresta.# Tra villaggi |KAIGORO, di Ande filippine, son chiamate Igorot, genti montane native, in villaggi indipendenti, coltivano riso, presso di |Banaue, fieri universali, carne cane in mito. Nella fiera in Usa, presso la Luisiana, conquista americana, origina un hotdog, vendute al padiglione, dove esibito venne, folklore dei filippini, e mille altri nativi, donne uomini e bambini: etnie sorvegliate, da soldati filippini, Negritos e Dumagat, Moro di Mindanao, Magayan o |mangyans, di isola Mindoro, aborigeni Visayan, Kalinga e Bagobo; 4 milioni persone, in 40 gruppi diversi, tra miniere oro, cercate da europei, arrivano i coloni, assieme missionari, scoprono i Moros, nativi musulmani, qui giunti coi Moghul, Grande Tartaria, spagnoli lascian gioco, a Usa unificata, ora Filippine, colonia americana, indio non capisce, la proprietà fondiaria: rivolte in cordigliera, forzata povertà, gran disboscamento, li porta alle città, indigena protesta, organizza comitati, autonoma regione, e risposte militari. |IFUGAO cultura, ruota attorno al riso, 1 elaborato calendario, semina e consumo, collegano feste, ai riti miti e tabù, feste ringraziamento, nel rito di Tungul, cioè giorno riposo, che vieta ogni lavoro, bayah vino di riso, con mix erbe sacre, gusci di conchiglie, tritate per betel, assieme areca noce, ricorre nelle feste. |Bulul/Anitu è, una scultura legno, usata da guardiani, di loro campi riso, sculture stilizzate, immagini degli avi, con prana caricate, trasmetton derivati. Anito è pure nome, collettivo credo, nome degli spiri, e parenti deceduti, bulul seduto a terra, a braccia conserte, son spiriti natura, sorvegliano messi. Bulul maschi femmina, pure messi assieme, con simboli sessuali, mortaio e pestello, 1 gran granaio chiede, almeno due bulul, ricordan manichini, Indocina rito pur: nativi filipinos, discendon dai Moghul, Diwata filippine, Devata indo-moghul, Dewata indonesiani, e Pi in Indocina, elfi fate e ninfe, benevoli o neutrali, recan salute e messe, sol se rispettate.Ttra |DAYAKI Borneo, cresce la Rafflesia, primo fior pianeta, amato dai |PENAN, amici a |Bruno-Manser, svizzero amico, ce narra loro grida, di protezione selva: vivono i Penan, su piccole palafitte, poco amano conflitti, son senza gerarchie, aman bimbi società, raramente puniti, mai obbligati a lavorar; veneran anziani, ma anche i funzionari, che li deportano via, tra fame e malattie, depredan loro terre, le fanno disboscare, poi esportano legname, nel mondo capitale. Penan sopravvissuti, continuan coltivare, riso taglia-bruci, e raccolgono il Sago, amido di palma, commerciano i dayaki, scambiano i prodotti, con sale e tegami. |IBAN dayacchi, popolo confinante, sul fiume Kapuas, nel |Borneo-Kalimantan, loro celebran biennio, festa dei defunti, |Gawai-Anitu che, assomiglia |Byeri culti: da cacciatori teste, Iban trofeo passato, migrarono tra i fiumi, via dal sultanato, conquistan territori, a riso coltivato, per sterili mogli, tatuaggio è celebrato; pratican nel rito, tessere e tatuare, in festa Gawai antu, di Iban dipartiti, ricorre ogni 2 anni, tale Borneo buiti, i popoli Daiaki, qui celebrano i miti: auguri e presagi, lavoro divinazione, random strategie, di continuazione, aiutano famiglie, Iban oggi ospitali, offre |Tuàk-vinoriso, onorano i Gawasi; gli avi del clan, che primi son sbarcati, trattan con rispetto, il riso propiziato, assieme altre piante, stile vita rituale, avi sogni e trance, dei popoli dayake: se inviano istruzioni, affar quotidiani, citan Leka main, loro libro religioso, testo rito cantato, da lemambang bardo, prete tukan-sabak, o manang sciamano; manang contadino, cura malattie, clima e scorte cibo, donne ed office, lemambang e manang bali, sama berdache, tutti vanno in trance, o bevono tuake. Morte-Fertilità, sono assi primari, su cui ruota creazione, e tutti tatuaggi, di spiriti alleati, pantang lutto funerali, se manang fallisce cura, rifanno tatuaggi, rituale nuova mappa, che guidi passaggi. GAWAI ANTU festa, dei trapassati, beban legna sungkup, incontro iniziale, ngambi buluh: bambu x cerimonia, ngeretok: produzion sungkup, ngalu Antu: benvenuto a spiriti, nganyam: preparazion mini ceste, minta manok: ricerca pollame offerte, mandok: produzione vino riso, detto tuàk, Tubai Gawai: pesca con radici, ngambi ngabang: inviti x ospiti, mantar ngeraran: preparazione Gawai, nikika orang ngirup Buluh: accogli Bulul, bedigir: accoglienza ospiti, begeliga: discorso di ospite anziano, ngalu Petara: procession benvenuto a spiri, ngerandang Jalai: danza che pulisce la via, ngelalau danza bulul: che definisce la via, berayah pupu buah rumah: danza guida spiri, nimang Jalong: Lemambang canta sul vino, muai Rugan: distruzione tabernacolo, bebungkar Ruang: pasto di carne e vino, ngambi Tebalu: fine lutto di vedovi, nganjong buloh: bevuta vino ai garong, berangap: cibo e denaro al padrone casa, nganjong sungkup: totem fatto al cimitero.
lume132-Prima dei libri, l'umanità ha scritto mappe sulla pelle, sulla pietra, sui semi e nelle stelle. Ogni cultura ha creato simboli per orientarsi nell'incertezza e dialogare con ciò che non può essere visto: il Bulul custodisce il granaio e la memoria degli antenati, il tatuaggio racconta la storia del corpo, il riso rinnova il patto tra uomo e terra, i Tarocchi evocano archetipi interiori, l'I Jing il fluire dei mutamenti, mentre le carte dei sogni di Kaplan-Strephon raccolgono l'eredità del mondo onirico di Jung e del popolo Senoi (lume124). Nelle montagne delle Filippine e nelle foreste del Borneo, gli antichi gesti rituali ricordano che la vita contiene passato e futuro. Gli Ifugao affidano il raccolto agli spiriti Anitu, i Dayak ascoltano gli avi attraverso canti, sogni e trance, i Penan difendono la foresta come una casa vivente. Ma queste culture portano anche la memoria delle ferite subite: popoli esposti come spettacolo nelle fiere occidentali, territori sottratti, foreste distrutte. Eppure la memoria trova altre vie per sopravvivere: nella pelle tatuata, nei racconti, nelle danze e nei simboli. La vera mappa non indica soltanto dove andare, ma ricorda da dove veniamo. Ogni simbolo è una lettera lasciata dall'umanità a sé stessa, una bottiglia affidata al mare del tempo. Un sogno, un canto degli antenati, una figura scolpita nel legno o una carta oracolare possono sembrare frammenti perduti, ma talvolta arrivano proprio quando siamo pronti ad ascoltarli. Ciò che sembrava scomparso cambia forma e attende un nuovo incontro: le tracce invisibili continuano a collegare natura, corpo e spirito.
162:lume162-Gli Oroqen (Elunchun) sono un popolo tunguso della Manciuria che viveva di caccia e pesca tra le montagne Hinggan e il fiume Amur. Dopo aver servito l'impero Qing come soldati e cacciatori, nel Novecento subirono sedentarizzazione forzata, coscrizioni e persecuzioni, conservando tuttavia parte delle proprie tradizioni: oggi sopravvivono in piccoli gruppi, spesso come guardia-boschi. La loro religione è animista: uomini, animali, alberi e montagne condividono un'unica comunità di spiriti. Orso, Tigre, Lupo, Renna e Alce sono antenati e protettori; il culto dell'Orso, fondato sull'allevamento e sul sacrificio rituale di un cucciolo, rinnova l'alleanza tra uomini, natura e clan. Presso altri popoli tunguso-siberiani, come Ewenki, Nanai, Golde e Itelmen, ricorrono figure analoghe: gli Itelmen celebrano il corvo creatore Kutkh con canti polifonici, imitazioni animali e talvolta con Amanita muscaria; in Cina e Corea le Wu officiavano guarigioni, funerali e riti della pioggia. Lo sciamano (Saman; Wu 巫 nelle tradizioni cinesi e coreane) è il mediatore tra la comunità e il mondo invisibile. La sua vocazione nasce spesso da malattie, lutti o visioni, interpretati come chiamata spirituale; attraverso tamburo, canto e danza egli entra in trance per recuperare l'anima del malato, accompagnare i defunti e ristabilire l'equilibrio tra uomini, antenati e natura. Durante l'iniziazione è guidato dall'Ayami, spirito aiutante o sposa celeste che gli insegna i canti e i viaggi estatici. L'ultimo grande sciamano Oroqen fu **Chuonnasuan** (Mengjifu). Dopo una giovinezza segnata da lutti e malattie fu riconosciuto come chiamato dagli spiriti, ricevette i bakàn (spiriti ausiliari) e divenne guaritore della sua comunità. Durante la Rivoluzione culturale molti oggetti rituali vennero distrutti, ma il suo costume fu nascosto dalla famiglia perché la tradizione potesse sopravvivere. Nei sogni comparivano gli antenati e un'aquila a due teste, segni della continuità spirituale. Alla sua morte, nel 2000, la sua eredità rimase viva nella memoria degli Oroqen.| |OROQEN son detti, 鄂伦春族 Elunchun zu, vivon caccia pesca, tra montagne Hinggan, presso fiume Heilong, su mappe detto Amur, assieme agli Ewenki, Goldi e i Dauri pur; discendon dai Shiwei, tende culle a betulla, fuggendo dai zacharian, traversan fiume Amur, dai Qing furono accolti, e divisi in soldati, a cavallo e a piedi, tutti incorporati: in esercito frontiera, oppure cacciatori, di Martora pellicce, x la corte Qing, poi Giappone invase, e impero Qing cade, giovan maschi coscritti, in nipponiche squadre. I restanti forzati, divenire sedentari, agricoltori e operai, fare carri armati, donne date all'oppio, usate per piacere, come altre minoranze, declina loro specie; fine della guerra, sopravvivono in mille, gente di montagna, che ben conosce selva, diventan guardia-boschi, in terre cinesi, vivono in case, prefabbricate, ricordan loro miti, quan nessun li vede. |Oroqen vuol dire, allevator di Renne, fan caccia e pesca, raccolta e qualche orto, orsi tigri e lupi, mai osan menzionare, li chiamano con nomi, rispetto familiare: figli di una renna, Alce ad otto gambe, lei ha creato tutto, assiem Orso khan, Alce e Orsa maggiore, gestiscono anime, di umani ed animali, successo alla caccia, fortune personali; maestro degli orsi, e maestro di tigri, vivon sulla luna, ciascun in sua metà, risiede anima animali, in zona della Tigre, mentre quel di umani, in zona di Orso vive; altra storia tungusa, narra uccelli mari, pesci e buoni scambi, merluzzo e salmone: Salmone sale fiumi, mentre cigno e cornacchia, scambian voce urli, con popoli di taiga; mari e fiumi luogo, di sirene e tritoni, se incontrano un uomo, iniziano a cantare, se uomo accetta, è portato sottacqua, a sposare sirena, inizia nuova strada. Temu signora Mare, è responsabile pesca, scaglie suo corpo, crean pesciolini, così ogni sua scaglia, ripopola suoi mari, i Temu mangian pesce, in brodo a tutti pasti. Temu è maestro, di acqua e di Orca, animale con potere, su tutti pesci mare, Khadau eroe cultura, gira con la moglie, uccide i Soli concorrenti, chiamati pur vimana, e fa vivere le cose.# |TUNGUSI di Manciuria, Ewenki Udege Manchu, con Oroqen e Sibe, tra Ulcha Uiguri Goldi, proverbio Chukchi dice, donna è già samana, fa circolare danza, in fredda siberiana. Sibe di Liaoning, cacciatori pescatori, religion politeista, altaica loro lingua, inviati ai confini, nascente cino-impero, creano loro borghi, tra nomadi a cammello: abito base è vestaglia, kimono di donna, + lunga di uomini, con perle e ricami, durante lavor caccia, indossano cinture, pettorali pelliccia, sotto loro tuniche; usano cappuccio, sopra giacca caccia, in inverno cappotti, pelli daino o cane, viaggian slitte renne, gonne pellicce alce. Ulcha colgono piante, aglio porro e ortica, licheni ghiande frutti, mirtilli e lamponi, ribes nero e funghi, pestan bacche sorbe, x zuppe alghe e pesce, Laminar e salmone; usan piatti legno, corteccia di Betulla, narrano leggende, del fiume Amur gabbiano, con Orso danzatore, Kho-Kho per i bambini, con mezzi sonori, aquiloni e pesciolini. Un personaggio fiabe, Geokato vagabondo, lavor miniere oro, e sposa figlia zar, al festival di orso, fan danza rituale, imitando movimenti, del signore animale: iniziano tamburo, crescono ritmi, si dialoga con Orso, che viaggia aldilà, cresce emozione, mentre accelera danza, culto dei gemelli, chiama |Orso-e-Tigre, nei miti matrimoni, tra spiri umani ed animali. Orso cerimonia, è la + importante, suprema divinità, travestita e nascosta, 2 anni preparazione, è funerale rituale, di orso rimandato, al monte ad abitare: se anima rinasce, per orso visitare, clan fanno doni, di carne e pelliccia, orso cucciolo catturano, da loro allevato, x 1 anno e mezzo, nutrito dal villaggio; con abiti ornamenti, offrono preghiere, a Signor delle Montagne, che animali dona, orso vien portato, fuori di sua casa, ucciso con 2 frecce, a festa propiziata; suo cranio è riempito, oggetti rituali, ossa occhi e pene, in luogo di montagna, poi sacrifican 2 cani, servi-messaggeri, x alleanze gemellaggi, tra clan diversi. Il culto della taiga, narra di Nanai maestro, che trova tigre e orso, due cuccioli totem, Nanai li alleva, per festa fine anno, quando orso viene, ucciso e mangiato. Ulcha saman categorie, secondo loro forza, Khoiraki curan se stessi, Suilme economia, Kasaty guida anime, con spiriti-assistenti, |Ayami in successione, riceve riti eventi: kamlanie cerimonie, attorno palo daru, sama canta richieste, di nozze o funerali, lamenti a tamburello, o conici sonagli, appesi a cintura, metallici campanacci. Nivk di Corea, cugini dei Nanai, migrati da Tartaria, abitan |fiume-Ussuri, e valle di |Amur, i maschi nella taiga, con riti propizi, fatti da famiglie, sfidano perigli. Loro linguaggio ha, natura emotiva, intenso accompagnato, da tamburo tintinnio, mormorio gorgoglia, grido estatico poi, voci spiri melodie, rilasciano cura, da Buni aldilà. Sama donne e uomini, ricevon doni parenti, 1 grave malattia, a volte lunga anni, trasmette loro mezzi, x loro rituali, tamburo ovale e batacchio, ungciukhu gisil, e abiti rituali, giacca e gonna disegnati, spiriti aiutanti, serpi rospi vermi draghi, con uccel dipinti, su strumenti musicali: durante kamlanie, indossa cinta cuoio, pendenti campanacci, rivolti a statuetta, immagine di Ayami, alter ego di sciamano, aiuta capo e mani; gli spiri cielo, han nomi pur manciù, Boa enduri e Boa ama, animali ed elementi, scendono a terra, per rituali scopi: ogni Nanai famiglia, ha grande figura, guardiano della casa, curato e nutrito, o albero preghiera, pietra progenitore, protegge da malanni, e aiuta cacciatore. Avan stagione caccia, ogni cacciatore porta, suoi idoli in taiga, presso albero adatto, scolpisce volto suo nume, lo prega assieme a Nonno fuoco, offre mini sculture. Uomo nasce da Orsa Maggiore, che accetta lamenti, preghiere e incanti, x buona salute, strumenti musicali, narran miti cosmogoni, che il custode fuoco, reca come doni. |Udege sanno imitar, voce animali e uccelli, con giochi sonori, di gola gorgogliante, fiato inspira espira, mentre maestro di cinghiali, chiama drago alato, che 4 zampe ha: a primavera alza testa, e il tuono soffia, ispira storie miti, nella tana di orsa, ripara qui una donna, che orso dopo sposa, per tutto inverno, a primavera ritorna, nutrita ad orso carne, la donna narra mito; Udege credon discendere, da 2 matrimoni, con orso e con tigre, oggi loro totem, poi 2 fratelli Kamdziga, divennero avi, fondaron loro clan, e vissero animali; se ogni accadimento, classifica universo, Anima è nei pesci, piante e ogni oggetto, viaggia ogni mondo, dal defunto ai vivi, oppure viceversa, nei sogni o nei riti. Kamui divinità, punisce avvisa a volontà, ogni creatur vivente, quando gira il mondo, portar carne e pellicce, Orso capo Montagna, travestito reca doni. |ITELMEN kamchadali, rivela nome stesso, parlano chuki-kamchiadalo, e vivono tra clan, in 22 comunità, allevator di renne, pescano i fiumi, caccia e raccolta, piante con funghi, loro base di dieta, son salmoni da fiumi; ogni comunità, ha 1 territorio pesca, sfruttato april-novembre, reti comunitar, donne curan casa, un igloo rettangolar, scavato fissato, con legna e material; credono a spiri, acqua fuoco aria terra, protettor di pesca, incarnati a statuette, poi offrono cibo, ai vulcani di Kamchatka, donne recitan storie, di eroe corvo-uomo, che crea loro terra: Kutkh è suo nome, creator di |Kamchatka, tiene 2 nipoti, 1 maschio e 1 femmina, loro sono gli avi, delle Itelmen tribù, come Coriachi e Chukchi, vicini di laggiù; volpe ama kutkh, mentre lui confligge, con famiglia topi, ovvero altri clan, risolve matrimoni, allea clan del topo, sue figlie dà in spose, ai clan lupi e orso. Itelmen melodie, son canzoni polifoniche, testo improvvisato, teatri smorfie mime, energici movimenti, a imitare animali, balena lupo orso, renna e cuccioli vari; accoppiamenti balene, accompagnano urla, gioie di astanti, a grida alkhalalai! dopo caccia buona, nutron fuoco e canti, espiri sibili di gola, e suoni inalanti. Muchamor consumatori, fanno 1 dono a Dio, mangian-muoiono con lui, in comune rito, lo avevano cercato, raccolto poi mangiato, invocato tra di loro, Divin manifestato: sette giorni e 7 notti, mangiano funghi, cibo e medicina, kamciaki koriachi ciukci, jakuti detti sakha, tungusi ed etrusci, e russi del mar Nero. Raccolta del muscario, in modo rituale, riduce suo danno, fatica può evitare, se fungo è maltrattato, bisogna rimediar, riattivar suo effetto, suoi nomi cantar: 1 canto Peana, chiama Pan Apollo, contrasta un potere, nocivo del fungo, se 1 erotico gioco, allieta quel fungo, allora intimità, lo eccita al gioco. Fungo sacro culto, chiave dei misteri, di abissi sotterranei, e fonti oracolari, lamenti evocazioni, al suo spirito aldilà, chiedono iniziati, portar sapienza qua. |Teleuti ai monti ALTAI, lascian rune attorno, a valle Yenisei, e in valle di Orkhon, loro sciamanismo, associa i culti cielo, di fuoco e focolare, a ritrovo del sentiero; ritengono Teleuki, che ogni sciamano, ha sposa celeste, come spiro protettore, Eliade narra il fatto, Golde vede in sogno, una piccola donna, che gli parla accanto: sono la tua Ayami, discendo dai tuoi avi, ti insegno loro arte, a curar malati, per prosperare clan, diventerai sciamano, accetta di sposarmi, se tu rifiuterai, altri non ci sono, tu sei designato, non esser riluttante, ti donerò un cavallo, per viaggio liminale, tra crisi e malattie, saman ti farò, fino a Samarcanda, con te cavalcherò. Ti amo e tu sarai, mio sposo sin da oggi, + spiriti avrai, che aiutano a curare, assieme gemme quarzo, ma tu dovrai obbedire, a regole tabù, richieste per viaggiare, confine tra due mondi, altrimenti impedirò, tu abbia altro lavor. Ayami aiuta poi, iniziatiche prove, insegna impossessarsi, di magici tesori: talvolta suo invito, è accettato malvolente, come un uomo Buriate, che da giovane avversava, quando si ammalò, come Giona entro Balena, nessun potè guarirlo, allor cantò sua Ayami, la malattia scomparve, riceve conoscenze, per altri da curare, suo compito accettare. Mito universale, tunguso e tolteco, narra perso legame, tra umani e Albero-vita, saman lo ripara, usando lingua twist, e rito ghostdance: uomo torna intero, se apre sua porta, ego monarca, lascia trono capo, costretto a doloroso, confronto con Dei, forze di psiche, frenate fino a ieri; contatto siderale, chiede sopportare, crisi e tensioni, accettar idea di morte, rinascer cavaliere, salvare umana nicchia; arrendersi a inconscio, smembramento corpo, sentito o immaginato, esperienza vuoto, simile a travaglio, condotto fino in fondo, di psiche e identità, denuda dogmi corpo: se ego è un etichetta, serve in gestazione, al termine dissecca, sboccia compassione, unire paradossi, trascendere conflitti, dopo la battaglia, emozione sa curare, cresce guarigione, donne van cantare, assistono sciamani, i corpi lacerati, riempiti di cristalli, cuciti sistemati, pronti per danzare. Rito vuole attore, vocazione o crisi, attore in te risponde, a vita immaginaria, accresci tolleranza, scompare timidezza, lor canto ricorrente, sposta tua coscienza. Ingaggio dai reami, accade giornalmente, viaggiano eroi, a mitica sorgente, raggiunto sfinimento, Dioniso ti accoglie, cura è conoscenza, di mitico legame, tenebra cade, cessa ogni tormento: se peccato è, smettere di amarsi, perdere autostima, cioè non perdonarsi, mito allora invita, ricoprire 1 ruolo, x salvare vita, o innalzare uomo. Allievo si raffina, rinuncia garanzie, emerge guarigione, 3 stadi di alchimia, spesso lunghi anni, futur samano torna, impara entrare uscire, con sua volontà, ogni viaggio chiede, porto di ritorno, accede in se stesso, latente altro mondo: recita individuo, nel viaggio eroe, infinite variazioni, ci parlano fiabe, mappe da seguire, oltre mia psiche. |Psiche dramma antico, mi vuole attore, Tu attore-guaritore, fai ponte col rito, connetti con Thera, rispolveri tuo mito, danzi nel cerchio, segui una pista, ritrovi le storie, che corpo drammatizza. Dioniso presente, ha maschera sul viso, natura della mente, illusioni del rapito, sua pubblica seduta, crea tensione culto, nella comunità, in trance posseduta. Lavoro di ricerca, pathos doloroso, gioco a nascondino, di ego laborioso, essere nasconde, nei regni immaginari, vado sua ricerca, con spiri legionari; rinnovo del mondo, riflette noi stessi, dipende creazione, da teatrali spazi, dove irruzione, del sacro può accadere, a sostenere vivi, in tempi decadenze. Se recito copione, mio ego scompare, con entità interiori, sviluppo legame, esse legano storie, ai mali umanità, crean significati, al fine di curar. Civiltà moribonda, travisa ogni cosa, isterico o introverso, etichetta ogni saman, sua trance sale o scende, cerca soluzione, al degrado corrente, trova anima smarrita, la ripone in corpo, smarrimento risolto. Culture caccia e raccolta, coltivano modi, di estasi sedute, primo dramma rituale, fase preparatoria, invoca ausiliari, viaggio e congedo, da spiriti aiutanti, chiusura di seduta, poi sveste costume, accessori e tambure; attiva espedienti, a impressionar paziente, imita animali, scherza con amore, ama suo lavoro, oltre i protocolli, caccia virus spiri, a mezzo dei suoni; in sedute notturne, cavalca danza canta, in casa di malato, compenso sopravanza, se saman chiede troppo, o chiede nulla, può cader malato, di abuso fattura. Comunità prega osserva, lui trance posseduto, da spiriti ausili, supplica e blandisce, minaccie o duella, e musica rivolge, x spiriti incantare, sciogliere o legare: ogni canto è personale, num di sua Ayami, contatta alterità, nasconde suo volto, temporaneo scudo, ai colpi energia, in viaggio aldilà, istruito da entità, vaso consacrato, suscettibile integrato, litanie aprono varco, entrando nei sogni, con ritmo musicale, collega suo bioritmo, affettive risonanze, x ritmo efficace. Messia riluttante, fugge un copione, a motivo e spavento, aprire delle porte, paura della morte; illusione di ego, svanisce nel copione, individuo sperimenta, gioia e fusione, esorcizza ogni paura, ecco iniziazione, risveglia energie, paziente-spettatore. |INUIT guaritore, cura con passione, usa cio che ha, sua disposizione, se eskimo manca piante, sfrutta isteria, tecniche transe, estasi nei poli, fenomeno spontaneo: 1 angakoq lo sfrutta, risolve quotidiano, monoton percussioni, fumo legna e carne, artica isteria, è freddo e privazioni, Volva norvegesi, Vyedma sama russe, greche Melisse, turche donne Kam. Tungusi di Manciuria, fatica professione, tornano sciamani, dopo molte storie, cambiamenti umore, romitaggi in boschi, ricerca solitaria, motorie agitazioni, crisi sogni e canti, infine la visione. |Eliade narra 1 Golde, sciaman 42 anni, sen figli e moglie, forte mal di testa, cercano guarirlo, nessuno vi riusciva, egli alfine prova, tradizonale via: divenni sciamano, primao di me stesso, e dopo 3 anni, curavo pure gli altri, se vocazione appare, sol dopo malattia, iniziazion sia, cura pro-attiva. Tutti hanno spiro, riconoscano o meno, ognuno sue emozioni, sa infierire attorno, pur senza saperlo, ferisce pian verbale, piano fisico e poi, piano spirituale. Najagneg saman, cerca buio silenzio, in solitaria quiete, diventa un angakoq, privazion sofferenza, apre interna mente, visioni sogni incontri, consci ed inconsci, spiega e analizza, emerge intuizione, durante ogni lezione, vola ulteriore. Tema ricorrente, in sciamaniche culture, perduta connessione, al mondo mito primo, donne sciamane, in Cina dette 巫 Wu, esagramma 58, nel libro di IJing, ideogramma Wu, inglese woman-male, saman medicina, Wu nei nomi luogo, leggendar monte Meru, Yi è curandero, Xi è maschio wu. Chiamano pioggia, a mezzo di danza, donne possedute, da Shen spirito-radice, viaggiano ai cieli, su serpente |Xi-Wangmu, insegnano arte, al khan di Shun: consiglian 2 sorelle, togliti vestiti, indossa abiti Uccello, fai lavoro drago, e Shun ebbe successo; nei 9 canti Chu, in estasi rapito, corpo del medium, erotico danza, richiama Kama sutra, diversi feticismi. |Uzume urla e danza, regina giapponese, in corte primordiale, selvaggia su alture, danza e si denuda, tintinna genitali, a ritmo dei suoi piedi, attira Dei sovrani: in grotta Amaterasu, sente tal schiamazzo, curiosa apre porta, vede sullo spiazzo, gli Dei mettono specchi, vede sua bellezza, non riesce contener, orgasmo con ebbrezza. Sciamano è guaritore, come i curandero, mentre i curandero, non son tutti sciamani, i maghi son riflessi, nelle culture urbane, ma solo lo sciamano, proietta estasi varie. Estasi e trance, allude stessa cosa, entrata ed uscita, da crisi esistenziale, in genti cinesi, son crisi ambivalenti, pericolo e occasioni, di psiche correnti. Wu donne di stato, publi cerimonie, estromesse a fin impero, fondano scuole, Cina dittatura, declassa lor lavoro, possibile minaccia, patriarcale gioco. Solo in siccità, danzano daoiste, Wang uomini disabili, uniti con le Wu, quan rito non riusciva, Wu furono punite, ma gente comune, vuol wu-wang x guarire. 9 Canti sciamani, del paese di Chu, descrivon cerimonie, corpi braccia su, strappano vesti, movimenti velo in mano, corpi avanti dietro, esibiscon deredano, con abiti uccelli, rito pioggia o funerario: esibizione rituale, del corpo femminile, seduce spiri irati, e pioggia fa fluire, poemi in allusioni, di erotiche nozze, wu usano giada, per spiriti consorte. Ling danza serpenti, ha copricapo piume, viso come tigre, wu-samana in trance, colpisce sua pancia, tamburo membrana, creatura del vento, apre ali e chiama. Saman maschi cinesi, chiamati NanWu 男巫, travestiti da donne, pur kathoy del Siam, ossa oracolari, ci riportano ideogrammi, wu che guarda sole, piogge attira grandi, in simpatica magia, donna è Acqua Wu, espone corpo al sole, o fuoco di falò, digiuno e vigilanza, con forte intenzione, a volte gocce sangue, donate a mezzo lame, o cespugli rovi, come in rito Chod. In regno Shanshung, durante Orda d'Oro, emergon sacerdoti, bon-po rituali, in religione Bon, nomadi tibetani, propiziano monarca, lo incensan contro mali; funzionari addestrati, reggon malumori, guidan rito |CHOD, con tamburo e onori, tra culti della Morte, smashan sadhana, testi bon e jaina, shaktiti e sramana. Medita impermanenza, ceneri su corpo, pratiche estreme, sadhu aghori fuoco, usano Damaru, tamburello doppio, con pelli animali, chopa visualizza, cottura smembramento, offerta di suo corpo, parte di banchetto, a spiriti del luogo, sazia lor tormento. Chopa travestito, usa ossa di avi, femore trombetta, detta kangling, soffiando spiri chiama, invitandoli a festa, o funeral monarca: se divien divinità, cadavere e salma, il cranio recide, riduce corpo a pezzi, cuoce carne sangue, crani fuochi lenti, sepoltur celeste, sopra torri alte, dove corpo smembrato, consuman avvoltoi. Ospiti appagati, chopa infine avverte, tutti i desideri, cerimonia acconsente. Chopa cura lebbra, allontana tempeste, cura tubercolosi, calma ninfe adirate, dopo rito officio, studia chod mahamudra, 1 trasferimento, di coscienza in vita. |SAMAN ䷘ detto Wu 巫, vive 4 tappe, lungo fiume Amur, trova nume aiutante, chiamata e sacre nozze, con Ayami fate, smembramen discesa, doni e ritorno, poi in ogni cura, viaggia il ricordo. Sama cerca parlare, con abito rituale, tambur cinta sonagli, gonna e collane, a stabilir contatti, con inconsci malati, incarna eroe paziente, con ipnotiche campane; penetra corpo, minacciato da malattia, guida battaglione, di spiriti guida, a poter liberare, anima prigione, suo lavoro produce, credenza salute; stabilito canale, potenze lui media, parole del paziente, in bocca di analista, presunti sentimenti, e latenti intenzioni, recitano attori, travagli interiori. Anima è psiche uomo, ideale di donna, prodotta da inconscio, improvvisa visione, sovrasta ogni cosa, nei mistici accade, reca sentimento, compensa la ragione; sposa celeste, assistente interiore, presagisce ogni cosa, su incognita terra, animale psicopompo, porta eroe aldilà, sama copre volto, frangia aiuta concetrar. |Ayami insegna lingua, innato genio interno, recupera copioni, oniriche visioni, anche apocalisse, esprime iniziazione, mito crea futuro, storia e passato, Ayami di Siberia, è anima che guida, come Beatrice, nel dialogo di Dante: io sono Ayami, Tu sarai mio sposo, assisto tuoi riti, ti insegno saliscendi, ritorna tuo paese, inizierai curare, obiettivi poni, che guidano viaggio, perdonati le colpe, usando tuoi doni; unisci psiche maschio, a femme sensazione, subisci digestione, ovvero gestazione. Buddha sotto pianta, sente re serpente, mentre tempesta, alza corrente, spiriti enzimi, parlano con lingue, frattale ritmo rito, a raggiungere miti, intrecciano copioni, a unire neuroni, morte e rinascita, son gioco posizioni. Saman vede cose, gira attorno a esse, a scopo di evitare, lo spirito che tesse, cosi può vedere, possibili insidie, e meglio negoziare, per le anime rapite. Se ascolto cuore inconscio, Io sta fuori trono, tensione fra 2 poli, irrompe a coscienza, dialogar essenza, aiuta a fiorire, partecipa cosciente, libido che vive. Se ostacoli forte, la bella si arresta, indietro regredisce, incontra ricordi, tosto li attiva, e crisi sconfina; se libido cerca, simboli medium, memoria si riattiva, ritorna vocazione, lei offre messaggi, a volte desiderio, tornar grembo sorgente, in sogni o malattie, baratto e confronto: se rito anima simboli, causa cambiamenti, Jung dimostra che, simbolo trasporta, libido energia, riesce indirizzar, obiettivi realizzar. Van Gennep descrive, riti di passaggio, algoritmi cerimonie, che regolan mutazio, mistica unione, di singoli e gruppi, a definire vita, ordinaria e straordinaria, spontanea malattia, reca seconda vista, ngosè modello a stadi, fa bimbo eroe ed avo, affronta la prova, vince dipendenza, di madre o disistima, prosegue cammino, dolor divien risorsa, in psiche successiva. |CHUONNASUAN è Oroqen, sciamano che percuote, grida col tamburo, sua danza notturna, un rito di cura, per 1 membro malato, della sua cultura. Chuonnasuan ebbe nome, donato da sua mà, quando era infante, e gli uccelli imitava, sensibile suo animo, segue lungo apprendistato, tra crisi e malattie, per divenir sciamano. Sua prima malattia, scatta a sedici anni, perse nel 43, fratellino e sorellina, trauma doloroso, lo porta vagabondare, solitario nelle selva, dolore trasmutare; sua mamma preoccupata, consulta curatori, ma dopo fallimenti, trova Wuliyen donna, Wu Oroqen sciamana, accetta sua cura, lo guida nel sentiero, di rituale cultura: su rive fiume Huma, 3 giorni di lavoro, 30 persone in yurta, uomini ad un lato, donne altro lato, oca e pesce in dono, mentre Wuliyen danza, percuote suo tamburo, con canti di bukàn, presenta il ragazzo, a 50 suoi bukàn, il giovane è adottato, un a uno ogni bukan, gli mostrano sentiero; lui danza loro forma, spontaneo su terra, i presenti pian piano, seguono sua danza, Wuliyen canta nomi, il ragazzo li sentiva, scendere dal bwa, berye e buni mondi: bwa-berye-buni, tre cieli cosmologia, di + gruppi tungusi, Shirokogorof riporta, come ruolo Jardalani, spirito assistente, erede degli alani. Dopo Wuliyen cura, Chuonnosuan guarito, torna da famiglia, che prepara costume, jardalani assistente, sitter di sciamani, soccorre lo sciamano, nei critici stadi; a fare tale ruolo, serve solo osservare, onesto in relazione, acuto saper leggere, andamento esibizioni, +di saman che serve, capire suoni e moti, ai presenti traduce, la venuta del bakan, indovina da indizi, ciò che dice saman. Seconda malattia, arriva a 19 anni, innescata da crisi, trapasso di sua moglie, solitario soffre, non mangia ne dorme, siede in silenzio, sotto albero a sentire, canti degli spiri, scopre bukàn del nonno: passeggia al fiume Huma, perde conoscenza, lo affidano i parenti, allo zio Minchisuan, maestro rispettato, lo fa danzare molto, fino a guarigione; ritorna salute, quan pace è dentro lui, nuovi spiriti trova, accanto ai precedenti, al top sua carriera, ne conta 90, amici e ausiliari. Terza crisi arriva, dopo morte di suo zio, Minchisuan nel 47, dopo rito solitario, Chuonnasuan ha 20 anni, incosciente 3 giorni, 2 mesi confusione, famiglia cerca saman, trova Zhao-li-ben, che gli chiede divenire, saman di cura, suo stesso jardalan, Mengjifu impara, mima suo maestro, questi poi comprese, suo talento innato, un giorno gli fu detto, rivolgiti ai bukàn, a divenir samano, loro possono accettarti; presso fiume Huma, confine russo-cina, radura manciuriana, performa cerimonia, lo aiuta assistente, gira su se stesso, e sciarpa protende, aquila lanciata, in volo circolare, specchi bronzi tiene, appesi al costume, fronte schiena petto, con cimbali sonori, moglie passa copricapo, fa trasformazioni: frange e corna cervo, coperte di bronzo, lui batte il tamburo, agli spiriti canta, muovendo testa e corpo, x lasciarli andare, inviarli al mondo sopra, indietro poi cade, moglie lo sorregge, gli spiriti nel corpo, lo spingono in trance. Meng-jin-fu chiamato, in lingua cinese, dopo sopravvissuto, a rivoluzione culturale, rimase sciamano, fino estate 52, quan quadri partito, gli pagan treno aereo, esplorare città Cina, propaganda seduttiva, del governo comunista, che cambia loro vita. Zhao-Li comunista, convinse altri oroqen, abbandonar sciamanesimo, lui venne rieducato, tuttavia alcune notti, salta dal letto, ha istinto a danzare, con spirito consorte. Da nomadi a stanziali, in Bayinna e Shibazhan, fan rito di addio, commiato dai bakàn, popolo Oroqen, fa rito in ogni casa, sama e jardalani, smisero carriera, distrutti col fuoco, oggetti medicina, mentre il nonno lesto, costume nascose, per stirpe discendente, in futuro apparirà, in sogno a suo nipote, che mostra crisi segni, e sa leggere nei sogni, ritroverà costume, nascosto sui monti; Chuonnasu in yurta buia, sta su pelle animale, entra in buni mondo, vede aquila a 2 teste, dono di suo zio, guida cura animista, trapassa nel 2000, culto vive in sua figlia. libro_sciamano-jung.m4a
lume162-Chuonnasuan era ancora ragazzo quando il mondo cominciò a parlargli, in una lingua che nessuno intorno comprendeva; arrivarono malattie, lutti, silenzi. Camminava nella foresta senza sapere cosa cercasse, eppure continuava a tornarci; ogni volta lasciava qualcosa, ogni volta riportava indietro un frammento di sé. Gli anziani non cercarono di guarirlo dal suo smarrimento, lo accompagnarono ad ascoltarlo: dicevano che, quando una ferita non si chiude, a volte sta aprendo una porta. Nei sogni comparve Ayami, l'antica compagna degli sciamani del suo popolo. Ayami non impose una strada, camminava poco più avanti, voltandosi appena, sapendo che nessuno può attraversare il bosco al posto di un altro; gli insegnò il ritmo del tamburo, il tempo del silenzio, il linguaggio degli antenati e quello degli alberi. Chuonnasuan comprese che non era chiamato a dominare gli spiriti, ma a entrare in relazione con ciò che aveva imparato a temere. Quando tornò tra la sua gente accenno con pochi disegni quel che aveva visto o sognato; cominciò a danzare, e ogni gesto ricuciva un filo invisibile tra il dolore di una persona, il respiro della foresta e la memoria degli avi. Curare non significava cancellare la ferita, ma restituirle un posto nel grande racconto della vita. Molti anni dopo, con l'arrivo della rivoluzione culturale, il suo costume fu nascosto tra le montagne, perché il tempo della censura sociale passasse senza spezzare la memoria. Si dice che attenda ancora chi saprà riconoscerlo, non con gli occhi, ma dal modo in cui una crisi smette di essere solo una fine e diventa l'inizio di un ascolto. Ayami continua a fare così: non indica la strada, ma cammina appena davanti, attendendo che chi la segue ritrovi il proprio ritmo.