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voce: anestesia


alchechengichengi peruano e Dulcamara solanacee (157) chi ha onore è un signore. Madonna di Lourdes  | foto ortomilpa | audio | flora_amaranto_e_morella_usi.mp4 | flora_morella_antidolore.mp4 | flora_solanace_unguento.mp4 |musica musica_arpa-nziengui.mp4
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(): 4 quid censiti


157:chi ha onore è un signore. Madonna di Lourdes: ALCHECHENGI peruana, Accatengi pruinosa, Physalis edulis, cinese 酸漿 suan jiang, in Italia 3 specie, di boschi collinari, due commestibi, edulis e peruviani. Physalis vuol dire, gonfiare e custodire, un edule bacca, liscia e rosso-arancio, dai numerosi semi, agrodolce assaggio, ottima diureti, sfiamma urico acido. Mattioli scrive, aiuta reni e vescica, mal di pietra fina, fa pisciare via, febbrifugo antireuma, lassativo vino, rimedio a stanchezza, gotta reumatismo; usan tutta pianta, via tossica radice, in arabo al-kakang, palloncini arancioni, con tossica fisalina, radi-foglie solanina, x vini diureti, bacche in ombra essicca; disidrata grinzose, come bacche Gouci, metto in vasi chiusi, A e C ferro niacina, mangiale mature, max 30 bacche a giorno, ripara dai venti, coltiva sotto alloro; frutta secondanno, ma teme gelo danno, ha rizoma vigoroso, cespo ramificato, potassio antociani, licopene caroteni, aci citrico e malico, pectina e tannini, utili astringenti, a influenze intestini. |Solastro erba MORELLA, Solanum nigrum, annuale perenne, bacca nere x uccelli, confusa Belladonna, + piccol dimensioni, seda a basse dosi, alte è delirante, irrequieta fastidi, brividi tachicardie: se troppe bacche, dolori addominali, vomito diarrea, spossato mal di testa, apatia e convulsioni, disturbo visioni, ipotermia vertigo, mal stomaco cianosi, febbre e gola secca, e respiro corto, alterazioni tatto, gusto caldo-freddo, flusso di pensieri, disforia-euforia, corpo primordiale, torna al fetale, canapa bilancia, e sonno va dare; se sfiamma locale, psoriasi emorroidi, herpes ascessi, ulcere e prurito, dermatosi squamosa, virus e tumori, spezia di unguento, mucosa interiore, oggetti ritrova, magia pioggia ancor. |Solana DULCAMARA, cugin amara-dolce, tratta reumatismi, dermatosi pure, arrampica ricade, rami sul tutore, viola centro giallo, fior stella vuole. Dulcamara a tosse, sangue a depurare, succo fresco bacche, foglie essiccare, narcosi solanina, in immature bacche, 10 sufficienti, a paralisi portante. |WITHANIA somnifera, Ashwagandha indiana, solanacea pianta, come solanum Dulcamara, usato in Ayurveda, e medicin cinese, tonico-adattogena, di cognitive imprese. |ATROPA belladonna, ciliegin fruttini, effetti basse dosi, benessere confini, mentre alte dosi, midriasi deliranti, calor e polso scende, psiche scombina, avvelenato in coma, paralisi asfissia: coltivata medicina, 4 specie Eurasia, Usa Europae India, gestiscono offici, fonte di atropina, in foglie e radici, dilata bronchi e occhi, usan oculisti; immatur bacche semi, hanno iosciamina, enzima disidrata, si muta in atropina, che stimola cardio, è anti-secretore, calma febbre spasmi, emorroidi e dolore, reca bocca secca, riduce tuoi sudori, viso rosso appare, vertigini tremori, sete intensa data, atonia anestesia, diuresi e narcosi, effetti solanina; bacca causa morte, + 10 eccesso, donne usano gocce, collirio + bello, sguardo fascinoso, charme della selva, spezia in pozioni, unguenti di strega: mangio bacche vedo, pecor come vacche, risata incoerente, insensibile pelle, pianto o desiderio, sessuali fantasie, estasi o deliri, leggero volo infine. |GIUSQUIAMO anno perenne, Hyoscyamus albus, o Hyoscyamus niger, henbane in rudereto, bianco sud europa, il nero presso stalle, dove azoto scola, antiasma e + sedante: bevanda aiuta sogni, ipnotica marcata, dà sensazioni volo, per trovar tesori, sotto al cuscino, o respiro fumo semi, masticando semi, a Ibiza presso case, lenisce mal di denti, sussurra 1 frase. Giusquiamo nero bienne, vive in Europa, alcale nelle foglie, nei frutti e semi, a dosi rituali, azione sua raffina, detta Apollinare, la usa la sibilla; muoiono i Maiali, se mangiano radice, dormono galline, ma la cerca il Tordo, come contro-veleno, al ragno velenoso; se Muscarina dilata, cuor respiro e vasi, giunge fin addome, convulsioni spasmi, Atropina iniezione, rialza fiato e cuor, produce sonnolenza, aceto sveglia ancor; strega di Tuscia, asperge terra arsa, con fumo dei semi, a scatenare acqua, narcotica bevanda, pria ser bruciata, lenisce sul rogo, i semi della pianta. |UNGUENTUM populeum, di Paracelso erborista, come ostetriche e cerusi, sugna oppio e canapa, e solane sonnifer: unguento curativo, oppure dato al boia, spalmato nelle ascelle, su ano e genitali, oppur su piante piede, vene e piaghe vari, 4 suoi ingredienti, tossici e purganti, eccitanti sedanti, eccipienti addensanti. Balsamo di streghe, calma dolori e febbri, cura ferite varie, 1 vecchia addolorata, si spoglia friziona, o viene frizionata, di unguento vigorosa: cade sonno profondo, risveglia e ci narra, di aver attraversato, mari con montagne. Ginzburg studia streghe, uomini e donne, compiute le unzioni, son presi da foghe, cadono in sogno, segue sonno profondo, svegliata racconta, di viaggi del sabba, effetto denutrizione, o decotti vegetali, unguenti psicoattivi, strega culti orali: narra lucidi sogni, o fantasie culturali, Gianbattista della Porta, dice sua teoria, fan credere a persona, di essersi mutata, in uccello o animale, con solana bevanda, si vede fatta pesce, allargando braccia, nuota sul terreno, salta in aria e tuffa, un altro muta in oca, inizia mangiar erba, strilla e batte ali, nella visione vera; mangiano due frati, radice di Cicuta, 1 si butta in acqua, dice esser 1 anatra, altro si spoglia, e si sente come lepre, lo dice per 3 volte, ora incanto avviene. Chi ha piaghe dolorose, cerca una strega, ad avere lenimento, nel Sabba della sera, sotto tutte brume, e sopra tutti i rovi, upupa o strige, volano a incontri, al sabba lontano, recitan formula, unguento mandami al noce, di Benevento, supre omne maltempo, sopracqua e vento. Istruzione guida esp, a lucido sogno, un rendez-vou virtuale, turbina intorno, composti liposoli, in olio di unguento, strofino su ferite, vitamin carenza vedo; tossicologo Schenk, 948 condusse, esperimento inalando, fumi semi Niger, visse vero sabba, si strinsero i denti, con vertigini trema, ha piedi + leggeri, espande liberando, corpo con giusquiamo, ogni parte x suo conto, e testa crescendo, ha paura che stacchi, poi inizia volare, certezza della fine, e gioia animale: mi libro nel volo, come Iusa Copertino, su nuvole e cielo, vapor su fiume fino, mandrie di bestiame, metto foglie pioppo, aggiungo lor sedante, e iperico x sogno. flora_amaranto_e_morella_usi.mp4flora_morella_antidolore.mp4audio
||SOLANACEE famiglia, erbe consolatrici, alleviano dolore, e preparan medicine, veleni e psicotropi, e piante alimentar, patata e pomodoro, peperone e melanzan: alcaloidi tropani, atropin scopolamina, con morella e dulcamara, hanno solanina, narcoti e analgesi, nausea posson dare, visive allucinazio, diafonia vertigo pare, fin paralisi motoria, pur respiratoria, giusquiamo e stramoni, atropa e mandrago, basse dosi euforia, disturbi di memoria, alte dosi midriasi, delir lucinatoria; alte dosi atropina, e scopolamina, dan irritazione, e disorientamento, a dosi + basse, atropina eccitante, scopolamina seda, delirogena graduale, obnubila coscienza, idee persecutorie, amnesia parzial totale, della esperienza, diterpeni e cumarine, modulan tropani, sinergia o antagonismo, a vari solani. Giusquiamo e Belladonna, Stramonio e Solanace, usan triptofàno, producon bocca secca, sete aumentata, pression-tachicardia, pupilla dilatata, ansia mal di testa, insonne o rilassata, senso di ebbrezza, ninfomane talvolta. Solanum dulcamara, ha solanin patate, Solanum nigrum ha, poco allucinante, erbe delle streghe, dipendono dosate.

301:Meyaya mbembe! ngombi kungakà arpa vibra! chi ha pazienza ha Provvidenza: Gabon Longo e Congo, con Pietro SARVOGNAN, esploratore scalzo, che canta di rimando: O terra del sole, Congo misterioso, O splendida valle, del re Makoko! cantate la fama, del comandante, monsieur de Brazza, pioniere vate! Africa narra, leggende col tam tam, Pietro esploratore, 880 lunga marcia, pochi uomini in giungla, in magica notte, vede fiume Congo, e segna sua sorte. Savorgnan di Brazza, maschera colonialista, gentiluomo marcia, scalzo e disarmato, mette alta uniforme, a incontrare i re, negozia in afro regni, unione coi francè. Francia lo ripudia, quando mette dito, su crimini colonie, di umano sfruttamento, salutano i tam tam, suo Spirito ritorna, sul fiume che percorre, terre della Conga. Brazzaville capitale, Repubblica del Congo, accoglie le sue ossa, traslate da sua tomba, da Algeria sin qui, in mausoleo italiano, è reliquario ai Teke, 3 ottobre ricordato. Le genti equatoriali, gli portano omaggi, affluiscono clan, da stati circostanti, poi re capi di Stato, persino dalla Francia, Teke in primafila, ricordano sua lancia: lo aman seppellire, sulle loro terre, ma presidente Congo, unito emblema vuole, x tribù divise, ma Gioco si riaccende, dossier scandali furti, verità sommerse; se nel Congo belga, cani a re Leopoldo, fan crimini abusi, lo scandalo esplode, vociano giornali, Francia chiede verità, governo traballa, e Pietro fan richiamar; torna a servizio, x svolgere inchiesta, attorno ha funzionari, pronti a depistar, Pietro mangia foglia, accetta egualmente, con letto e scrivania, felpato discende; capisce avere ancora, fiducia dei neri, così in ballo tribale, fatto in suo onore, il ganga dei Teke, gli fa capire a gesti, dove son prigioni, dove muoion sue genti. Pietro capisce, il messaggio cifrato, va muoversi a Nord, al teatro abominio, mesi dopo in Francia, a missione compiuta, narra ciò che ha visto, atmosfera è cupa: scrive relazione, la chiude in cassetto, conferma atrocità, accusa burocrati, colonialisti immondi, anno 898, Pietro quarantacinquenne, vien poi destituito, da governatore, sgarbo delle lobby, che sfruttan concessione; denuncia speculatori, ritira city Algeri, sua seconda patria, si sposa fa 3 figli, minato in amarezza, e malattie equatori, vive pochi anni, riesce a scriver cose: racconta sua versione, 1 contro-relazione, Congo fu diviso, in lucro concessioni, suo documento scotta, rovina molti nomi, lo insabbiano a fondo, trapelano notizie, di orrori umani in Congo: governo francese, nasconde i funzionari, attori di torture, nasi mani e piedi, tagliati col machete, indigeni fatti saltare, con franca dinamite, villaggi sterminati, con la mitragliatrice. Francia si auto-assolve, con fiumi di parole, mentre mitragliava, pigmei della selva, potenze industriali, colonial sparvieri, inizian Prima Guerra, infiammano europei; ideale coloniale, diversa strada traccia, feroce sfruttamento, di Stanley scozzese, fatto di dolori, locali genocidi, e riflussi terrorismi, mentre Pietro sogna, un Africa di amici, lungo il fiume Congo, nel bwiti il suo ricordo. Pietro malaria febbre, sbarca a Dakar, muore 14 settembre, suo dossier sottratto, stessa mano occulta, prima lo glorifica, lo vuol sepolto a Pantheon, sua moglie diffida. Pronipoti a re Makoko, vivon da barboni, a Parigi clandestini, figli al re dei Teke, Gaston nGuaioulou, rilancia sogno Pietro, ridare dignità, a suo popolo fiero, che un secolo fà, incontrò esploratore, sulle rive del fiume, del Grande regno Kongo. Africa onor Pietro, del tempo coloniale, che diede indicazioni, Africa rispettare, se a Parigi e Marsiglia, urlano rappers, rabbia tradimento, di libertè fraternitè, in Africa i bardi, cantano avventure, di Pietro italiano, fugando via paure. Sarvognan de Brazza, fece esplorazione, venne con 1 babongo, Mumba fu suo nome, Mbumba pur feticcio, crani di gorilla, coppa di alleanza, tra avi e stirpe umani. |PADRE NEU 882, scrive che a iniziati, ogni parente desiderato, appare tra la folla, + europei al governo, vanno a cerimonie, a vedere loro cari, chiarire loro storie. Bwiti adottata, dai Fang anni 30, in sincresi culto avi, in diverse cappelle, Byeri è incorporato, a liturgia locale, poter del cranio umano: come reliquie Cristo, Andronico e Maria, cimiteri e chiese, fondano potere, crani sotto altare, aiuta prete recitare; cristiani bwitisti, condividono mana, di ossa dei santi, celebrate a Pasqua, poteri di reliquie, imposti da concili, consacrano chiese, crani e terre di avi, fonte di ogni bene; prete vi si appella, in sua requisitoria, i crani in culto Byeri, reliquie rispettate, assistono le danze, e storia vari clan, passaggio tra foreste, al fine di migrar. Reliquie custodite, dipinte e colorate, in scatole di legno, da perline ornate, maceran con scorze, in scatole di byeri, coperchi sormontati, da scultur guerrieri; reliquia manifesta, volonta a tornare, dopo la mia morte, custodisci mia testa, morto appare in sogno, al custode scelto, che chiude cranio vaso, posto sotto tetto. Se crescita graduale, è rituale identità, sapere singolare, da profano a banzi, fino nganga e nyma, a mezzo relazioni, feticci mediatori, fino al mongonda; nel bwete misoko, più feticci e gemme, moltiplican ruolo, interpretan parola, alter ego proiezioni, in veglie rituali, lo spazio di geliba, è luogo relazioni. Reliquari in legno, di parenti o potenti, oppure di sposa, asperse con erbe, su testa e petto, liberan profumo, per gioia del novizio, alcuni fanno danza, anche per due ore, effetto fino al coma, protetti da disturbi, vedon loro storia; senza protezione, davanti oracol Byeri, si rischia in malafede, cranio perde identità, assieme suo potere. Byeri ha 2 rituali, oracolo e iniziazio, assieme foglie Alan, mastica iniziando, officiante con olio, statua va spalmare, Byeri è soddisfatto, pronto a oracolare; masticare foglia, apre testa in due, quasi-morte che, incontra avi Bekon, poi van guardare il sole, con euforbie irritanti, colliri del byeri, visioni passaggi. Alan graduale, eccita nervi, dura pur 3 giorni, vedon anime parenti, amici defunti, conversano con loro, ognuno a risveglio, espone suo sogno: diete e divieti, progetti e istruzioni, veder Byeri in sogno, fà contemplare i crani, allineati su foglie, narran loro storie, con fili pupazzi, danzare teste decorate; gente si entusiasma, assieme ai danzatori, con musica emozioni, in fase solenne, esibir rituali crani, come marionette, poi posti in reliquari, a spettacolo finito, nutriti a sangue polli, vino sulle ossa, urna di antenati, a casa poi riposta, con spina di Acacia, che protezion rafforza. Oracolo consulto, per ogni situazione, cibo lavoro e figli, malattie e infortuni, viaggi e migrazioni, caccia o agricoltura. Divergon byeri e bwete, nel fare 2 sequenze, Inizio ed Ostensione, coincidono nel byeri, mentre in bwe misoko, i momenti son divisi, ebando e traversata, inizio e final riti. Pragmatico misoko, vuol cura e protezione, contro sorci e malattie, diventa guaritore, se apri la tua mano, a colui che apre penge, bwete vien scambiato, il prezzo dipende, dal valore anziano, che stima incontro offerte, al genio sottofondo: essere iniziato, vuol esser debitore, verso avi mikuku, e bwete partoriente, il nima mediatore, è come un levatore, ottiene ricompensa, a far nascere signore. Nel moderno Gabon |FANG usano dissumba, tra Byeri culto crani, massoni e missionari, per tornare uniti, ad avere autogoverno, annodano più miti, creano narrazioni, versioni scuole-branche, da albero anteriore. Banzioku pigmea, trova pianta e vede, stimola i profeti, giovani ed anziani, alimentano favella; aiutati da pigmei, piantano la pianta, nei villaggi templi, coltivano speranza, medicin che calma, fame e sofferenza, e aiuta relazione, tra sessi diffidenza. Sonaglio apre cammino, in liturgia dei Fang, coltivano memoria, di palo Ozambogha, ricordo di un evento, durante migrazione, tre secoli anteriore, dopo inondazione. Fang popolo savane, fugge califfi sud-Sudane, travera fiume e selve, fin Camerun Gabon, lingua tonale bantù, parente a Ewe e Fon, narra difficil traversata, come Adzap grosso tronco, detto poi Azamboga; sbarrava loro strada, in foresta equatoriale, Pigmei Ba-mbiri allora, gli offrono sostegno, di cibo e conoscenze. Fang viaggiano a ritroso, a savana centroafricana, fin la valle egiziana, Kemit originaria, Ozambogha a centro tempio, tale diaspora ricorda, diversi clan famiglie, che spartiscono reliquie, di Byeri culto avi; grazie ai pigmei, adottano eboga emboba! amara radice, al posto di Andoma, pur dura da ingoiare, ma chi vuole parlare, tale formula ripete, lingua apinzi-pope: Mwenidyaga obwetè, vuol dir vedere bwiti, mwignidyaga maboga, vuol dir mangiare iboga, Disumba enigma primo, inizio e fine a tutto, sentiero albero primo. Tre notti di Pasqua, rinforzan calendario, al cuore di Maria, czarina nera madre, nel corso cerimonia, lutto Bwiti a Muengwe, Mwei nascosta a vista, da separè di palme. Lunedi di Pasqua, fedeli Ndeya Kanga, fanno processione, santuario di Maria, veneran Dissumba, interetnica riunione, con bwiti Ndea di Tsogo, hanno clan confini. In grandi città, rivali alle danze, ogni gruppo mangia e danza, nel clima di samba, rifonda Ndeya Kanga, sincresi afro-cristiana, giovan seminarista, cattoli-evangelista: usa lettere latine, francesi e membe insieme, fà veglie notturne, nei paesi che attraversa, processioni nei santuari, danze gioia pura: i pazienti sdraiati, attendono la grazia, amar radice intanto, gli avi sintonizza, Dinzona luminosa, radice in grembo invita. |Nze Ndong mangia 3 volte, vive tre visioni, prima nel Dissumba, poi Assumega-enin, poi Eboga-tsengue, fonda Erendzi Douma, Ndong ascolta statunitense: gli parla alla nzimba, gli dice torna al cantiere, a curare due operai, malati uomo e donna, darai loro radice, entra poi alla grotta, ed Erendzi voce incontra: gli parla molto tempo, e torna al suo paese, comincia nuova vita, seguendo quella voce, comincia via dei neri, e fà una casa Enanga, suo culto curativo, Erendzi Duma chiama, indipendenza spinge. Nze ndong casa culto, consacra ai malati, in Repubblica Gabon, capo politico quartiere, diviene guaritore, in Libreville city, come altri fondatori, esige uscire vecchio culto, di periodo coloniale. Erendzi-Duma Eterna-Gloria, tempio sotto buon parola, prosegue guarigione, servizi cure e religione, è storia di individui, chiamati e convocati, riunire orfani figli. Bwiti porta a terra, nel rapporto umano, ecosistema e cosmo, di suolo africano, tutti i bwiti sono, interpreti guardiani, della mos maiorum, valori etici umani. Buiti cerca strade, tra radio ipermercati, recupera folklore, per malattie curare, se migra via mare, riporta agli europei, arpa Kemit dei misteri. |COSTANTIN evangelista, pur scopre vocazione, giovan catechista, mangia e vede suo destin, suo desiderio latente, poi dopo convalescenza, cura in chiarudienza, la notte danza e fonda, il ramo Ekang Ngwa, si nomina Mba David, riscrive bibbia intera, assieme ai miti Fang. |Michele Nze Mba, inizia sacerdozio, per malattia e carisma, di suo cugino avvelenato, ne prende vocazione, cattolico modello, Michele si confessa, e mangia amar radice, sente voce mbwiri, con ronzio sottile, campane e cavalcate, kendo obaka e arpa, seduto fino all'alba, colibrì domanda: tu hai mangiato iboga, entra nella casa, bimbo qui ti trova, seduto sulla sedia, gira assai veloce, in un lampo gira mondo, cresce come adulto, barbuto con capelli, ha trecce da Cristos, 3 calici mi porge, con sole-luna a fianco; oltre è Terra blu, tlalok dei messicani, vidi mia placenta, serbata con le giacche, mi sento chiamar frere, Gesù nzambi-avanga, mi mostra repertorio di canti santa arpa. |OMBWIRI culto donne, cura malati periferie, del mutamen sociale, vede iboga dottor medium, con spiriti bwiri, visioni color blu, color rosso fecondità, regola affari assieme cura, con parole e perdono, piante e riposo, beti suona ngomo, limpeza e confessione, avo parla bene, nel flusso espiro inspiro, chiarezza e guarigione. |ESSOME frequenta bwiti, ombwiri e dissumba, vuol conoscere meglio, realtà di aldilà, mondo spiriti e avi, 4 volte va mangiar, un mbiri ispira in lui, indigeno ospedal. Mwei gli dice procurare, lancia + torcia, porta in cerimonie, dove cura e mangia iboga, avi mbwiri ti diranno, quel che devi fare, lui fà cerimonie, incarico ufficiale. |Paul OBIANGO ONDO, ha malattia torace, inizia con ombwiri, e paure dei cattoli, muta in Ondombula, suo maestro dottore, capace a curare, suo torace dolore; contatta spirito dottore, oltre sua cultura, vince suo timore, infanzia sua ha guarito; quando gli misero collirio, euforbia calenzula, vide il sole blu, che gaio si divide, gli mostra una finestra, e dentro vide gente, come in Iperborea, capelli rafia testa, custodi di analemma, di notte-giorno ciclo, guardiani della terra, con palla sulle mani, si passano la bolla, in circolo tra loro, quando han terminato, un giorno viene fatto. |AYIZE ENDENDANG, conoscenza luminosa, Caterina Elomba fonda, congregazione fang, in Camerun Gabon, ogni sabato sera, dagli anni 60, + chiesette svela; dopo sua morte, resta ispirazione, april 2000 statua, esce da foresta, con torcia oukoumè, e suono di ngombi, veglia 3 giorni, purgan corpo e cuori, ballando cantando, ricreano buoni sogni. Azione cerimonia, snoda 3 sentieri, strada di villaggio, fino a Mbanza e spiazzo, lo Nzimbe camerino, riunione intimità, ritorno al tempio mbanza: fuoco in buca-terra, scalda entrata-uscita, totem con 2 fori, piroga-trave in cima, Totem chiama cuore, albero ombelico, due fori son 2 porte, colori bianco-rosso, passando foro alto, anima nasce al mondo, in foro basso scende, torna sottofondo. Tempio ha forma umana, trave centrale e tetto, è colonna vertebrale, Cuore altare sia, la sagrestia la testa, 2 porte sono orecchie, palo è linga festa. Nganga fa passare, fascine fuoco dentro, interno verso esterno, incarnazione tempo, Spirito ora svolge, suo stabilito tempo, in rito processione, gruppo esce dal tempio. Una ragnatela fili, appesi sotto tetto, foglie mais sottili, sentiero per i Numi, scorrono avi amici, e impigliano i nemici. Corni detti Biomba, chiamano a raccolta, siedon musicisti, nel fondo della mbanza, arpa tra le gambe, mostra testa a esterno, a fianco i suonatori, del bakè di ferro; ritmo accompagnato, da suoni di mogongo, arco narra mito, di Nzame e del mondo, tamburi verticali, ai lati mbanza, son tsembe e mosombi, stimolan la danza, arrivano i banzi, vestiti e truccati, 1 paio foglie mais, cingon fronte iniziati, come i laureati. |BWITI presso i Fang, tiene propri miti, Evanga di Ebolowa, li narra già a Nnganganga, come Virgilio el Dante, a offrire a umanità, una via per ritrovare, lo scopo della vita, e risolvere conflitti. In mitologia bwitista, dopo primo conclave Dèi, son semi posti in uovo, formato da uragano, che sorregge la volta, di acque primordiali. UOVO p protetto dal ragno, DIBOBIA Arcangelo Michele, fino a sua schiusura, MEBAKAKA-BOKAYE HAYE! qui nasce Santa Trinità, per missione creativa, piante acquatiche e marine, poi primo essere creato, NZAMA-YEMEBEGHE, che creò la Termite, BETOBA-TSENGUE nutrita, dal suo stesso creatore, con paglia di stuoia, che Nzama tesse man mano. Betoba-Tsengue termite, defeca la terra, ancor oggi puoi vedere, così acqua si divise, e nacque solida terra, Pangea primo suolo; la Termite poi finisce, termina missione, reclama lo stipendio, da suo Dio creatore, che le dà permesso, di mangiar parte fisica, degli esseri viventi, tranne anima-spirito, che è proprietà di DIO. Evanga dice che un fedele, è chiamato BENDZI o BANDZI, colui che ha visto fuor di sonno, è nato uscito dal guscio, come un pulcino rinato, occhi liberi da squame, ha visitato leggi astrali, che ora tracciano sua vita, influenzan sua esistenza, preparan vita sua celeste: sii felice tu che hai visto, per creder senza dubbio, conoscer leggi prime, fa del Bandzi un iniziato, un figlio di Bandzioku, che trova suo sentiero, nel rito iniziazione, apprende a usare i sensi, a superar dolo illusione, chiarovede lampi veglia, ascolta in altro orecchio, assapor con nuova lingua, ciò che nutrirà il suo corpo, senza avvelenar sua mente; attraverso la sua pelle, resa mistica sostanza, Bandzi è in grado percepire, il pericolo in agguato, anche in sonno più profondo, suo olfatto riesce segnalare, presenza spiriti nocivi, e studia leggi naturali, che rivelan conseguenze, degli errori cui è parte, poi conosce i segni morte, assieme ai suoi misteri, impara pur morir cosciente, seguendo sua Felicità, che lo attende in aldilà. Le origini del Bwiti, evocate a mezzo fiaba, narrano BENDZOKE, una donna dei Babongo, Banzioku perse marito Etumu, alla caccia nella selva, ora vedova al villaggio, come vuole tradizione, è data a suo cognato, come seconda moglie. Nuovo marito BALÉBALÉ, ha già un amata moglie, e trascura la seconda, vedova di Etumu, Bendzoke è spesso sola, a mantenersi e sopravviver, sebbene Balébalé, geloso era di lei. Un anno siccità, portò lunga penuria, tra fiumi prosciugati, Bendzoke pesca in selva, cammina e e trova un acqua, in torrente detto Tambi, lei pensa di pescare, scandaglia quelle acque, con diga e rete trap, poi traversa il fiume, e cerca un altro fiume, dopo lunga camminata, giunge a Bapugnia torrente, scarso come il primo, prosegue e ancor cammina, trova un terzo fiume, chiamato era Bavamba, con acque promettenti, per sua battuta pesca. Bandzioke qui si ferma, allestisce trap per pesci, barriera fatta a diga, su un tratto di quel fiume, ai piedi di Mangrovie, che han radici in acqua, adatte per i nidi, di grandi pesci gatto, carpe e granchi che, vi scavan buche fonde, per metterci lor uova. Bendzoke svuota il tratto, prese granchi e gamberi, che mise in cestin vimini, legato al fianco cinta, poi venne incuriosita, da sciabordio di pesci, più grandi nei paraggi, scavò e allargò sua buca, aiutata dal machete, infilò sua mano tesa, sentì su punta dita, qualcosa scivolosa, afferra e tira meglio, è un femore ossa umana, continua a pescar ossa, dal buco getta a riva. La vedova eccitata, alfine estrasse il teschio, si siede e osserva tutto, contempla stupor rabbia, poiché un gatto Mosingi, rubava le sue ossa, portandole lontano. Bendzoke uscì dal fango, e sua trappola ora scaglia, il Mosingi bianco fugge, ha un pelo scintillante, si macula con chiazze, di fango della trap, rallenta la sua fuga, inseguita dalla donna; si infila alla sua tana, sotto grande roccia, Bendzoke senza fiato, sorpresa sente voci: Mamma mamma mamma! Banzioku tien paura, domanda Chi mi parla? una voce le rispose, se tu ci vuoi vedere, estirpa una radice, che cresce accanto a roccia, gratta e mangia scorza, lei mastica corteccia, di questo arbusto selva, e nasce la leggenda, scoperta sacra Iboga. La voce la consiglia, di alzare gli occhi al cielo, un uccellino passa, e lascia gli escrementi, che cadono negli occhi, Bendzoke ne ha bruciore, improvvisa apre suoi occhi, e contempla gran folla, defunti attorno a Etumu. Ha bisogno di abbracciarlo, e lamentarsi per averla, abbandonata nel villaggio, soggetta a umiliazioni, Etumu dice noli me tangere, non sono nel tuo mondo, ma in eter parallelo, posso ispirarti da aldilà; anche le altre schiere, insegnano a Bendzoke, creazione e teogonia, esistenza uman su terra, consigli per sua vita, e per sua comunità. A fine dello scambio, gli spiriti del luogo, lasciarono Bendzoke, e le chiedono un compenso, del frutto suo lavoro, in cambio della scuola. Bendzoke cede un pesce, serbato nel suo cesto, attaccato alla sua vita, regalo detto oggi, OKANDZO-na-BWITI ASSONA-MBIEMBO, ogni lavoro ha diritto, a compenso proporzionale. Così nacque il Bwiti nascosto, cioè mistero del celato, dietro i fenomeni viventi, primo incontro con Dio, in sogno o Teofania, poi nascono più scuole, profeti e profetesse, preti Padri o Madri, di culti religiosi, che aiutano dovunque, a guidar popolo a Dio, ognuno in local modo, scondo eco-natura. Bendzoke ora fedele, frequenta il luogo roccia, chiamata KOKONANGONDO, a contattar spiriti mestre, defunti e altre entità, intermedie e celesti, ne fece un santuario, pellegrinaggio personale. Sue molteplici assenze, nella selva Mabandiko, con ceste pien di cibo, insospettiron Balebalè, che decise di scoprire, con quale uomo lo tradiva. Balebalè mise in fondo cesto, una tasca pien di cenere, che forata ben tracciava, il sentiero della donna, Bandzoke si diresse, alla rocca Kokonangondo, lui la segue a distanza, dietro cenere traccia; giunta al suo santuario, la donna inizia il culto, con dialoghi di voci, che anche il marito sente, può udir senza vedere, lui armato di machete, uscì dal nascondiglio, a cercar segreto amante; ma vede sol seconda moglie, che parla a invisibili, di cui può udire voci, capir vuol lui questione. Balèbalè ha iniziazione, stupito dal reliquario, gli venne chiesto di pagare, il suo Okandzo-dazio per la scuola, lui eccitato ed impaziente, lascia sua moglie in pegno, in attesa suo ritorno, dal villaggio con le scorte, ma ignora tuttavia, che il cielo non dà credito, così nel suo ritorno, Bandzoke era impiccata, il suo spirito ha pagato, il debito al marito. Bandzoke guidata dal mosingi, felino bianco maculato, che per primo iniziò cammino, primo martire del bwiti, Balèbalè piange moglie, poi insegna al villaggio, sua esperienza di culto, con iboga arco e arpa, legno sacro del Buiti, che vien dal Fiume Congo. |EVANGA prete Fang, dice che arpa è un taxi, NDZO NGOMO ha Spirito Santo, radice è la benzina, Beti-ngomo è il conducente. Ngombi è di due specie, OKAMBO arte scolpita, usata dai bambini, a imparare a suonare, mentre quella viva, il Beti va sposarla, a mezzo notaio nyma. Evanga ispirato, organizza cerimonia, per spirito insediare, sente nome ricevuto, in arpa del contatto, nozze africane ricalca, la figlia di un re, che più ospiti invita: 3 suonatori ngombi, dispone in successione, inizia ngozé, di Nana Muyenguè, cerimonia per 3 giorni, con giorno di preludio, Efoun-beng è giorno annuncio, di kombo che accompagna, lo sposo all'altare, dove Nana attende, al pilastro del tempio. Efoun-ngomo secondo giorno, è detto rito nkeng, consacra/installa sposa, al posto di lavoro, a livello del pilastro, fino a mezzanotte, poi sarà portata, al livello di altre arpe, e posta alla destra, di mama Nana Ngondo-Dipouma. Mzyaya-ngoze terzo giorno, è la presa di servizio, del ngombi in cerimonia, sulla sedia centrale, reca codici di accesso, con chiavi musicali, e le regole di nozze, di nganganga e muyengueyengueh, che prevedono la dote, a celeste principessa, oggetti duplicati, per la scuola sua discesa, ecco strumenti di lavoro, toletta e biancheria, pelle mosingi bando-bwiti, campane e corna cervo, fischietti e candelabro, lampade e spade, un set per la cucina, da zuppiere a i bicchieri, forchette e coltelli, tappeti da preghiera, panche e valigia, per portare ngombi in viaggio, assieme suoi mantelli, bottiglie di profumo, di uva Saint-Michel, e acqua di Colonia, talco oppur caolino, specchio e asciugamani, per suo lavoro terra, quando vien chiamata, a sentire lamentele, o aspirazioni umane, e infine preparare, il bardo del trapasso. Alle nozze sono invitati, maestri kombo e nyima, a testimoniare nobiltà, della cerimonia Essigli, che tiene due passaggi, Essigli Kambo che collega, ad angeliche orde, attraverso canale, di San Michele-Arcangelo, con corda rossa legata, da spalla fino ad anca. Ebata Ndembo seconda fase, è Consacrazione a Cristo, che è supremo nganga, corda rossa ai fianchi sposo. Ndzo-ngombi punisce, leggerezza negligenza, allora Evanga cura, attraverso una gemella, installata nel suo tempio, finché il marito è pronto, a incontrar celeste Moglie, severa e rigorosa, che reca formazione, per sua preparazione, a connetter 7 cieli, a mezzo delle muse; consumar matrimonio, con Ayami puro spirito, suggella patto spirituale, a crear figli speciali, Ayami ama candela, accesa spesso o permanente, come una vestale. MUYE risiede al tempio, suo luogo di lavoro, oppur moglie terrena, cura sua toletta, impegno casalingo, material spirituale. Beti-ngomo ha tre ruoli, il primo è gioco d'arpa, lo vedono i profani, capaci anche i bambini, lui tien spirito nwandji, che lega allo ndzo-ngombi, e amplifica gli effetti. Secondo ruolo appare, da prima iniziazione, dove incontra il Sè, suo angelo custode, suo doppio spirituale, cura talenti e vocazioni, latenti o potenziali, e battezza nome Nkombo, e rispondi YO YOBÈ, oppure YOVÉ MA. Questo avatar ti mostra, tuo ruolo nella vita, e dentro ogni Ngozé, qual ruolo recitare, NGANGA intercessore, KAMBO è il protettore, YEMBE guida cerimonie, NYIMA erborista-guaritore, NDOUNGA muscantore, BETI è suonatore. Chi torna Beti-ngombi, ha visto il suo nwanzi, così ogni Ndzo-ngombi, ha suo nwandzi-beti, Lei tiene proprio nome, alter-ego del suo beti. Beti-Ngomo paga doni, a scultore e guida Kombo, pur viaggi agli invitati, e gli abiti sua sposa, cibo e bevande a tutti, 4 giorni cerimonia, della Regina sposa. Muye cerca sposo, per fare suo lavoro, di cura nel mondo, matrimonio è la chiave, per bene lavorare, coi mondi celesti, per tutta la vita, fino ai successori. La sposa rivela, colori del suo nome, limone paglierino, abiti e oggetti, a volte accetta unione, tramite procura, e tiene suo lignaggio, con Nana-Ngondo-Dipouma, insegna canto richiamo, a districare scelte, con etica cristiana, aver cura suoi bisogni, nel beneficio a entrambi. Preparare ogni lavoro, tiene difficoltà, buio cerca impedir luce, da alba dei tempi, a inizio di un lavoro, serve codice chiamata, motivo da cantare, genealogia di sposa: ngombi che aprì porta, in Camerun paese, Nana Nanga Minsengue ya Nikombo, che generò Nana Evissa Tsengue, che generò Nana Ngondo-Dipouma, che genera Nana Muyengueh, prima ngombi italiana, sposa celeste a Nganganga, che ha forza di lignaggio, di tutte le ascendenti. Lei svela suo stemma, di suo imperio celeste, necessario a sua discesa, in seconda ngozé, così sposo la conosce, nella terza ngose, e la installa nel suo cuore, suo tempio e suo paese: Io son spirito luce, di sole luna e stelle, agisco per amore, pace e libertà, ma rifuggo con fermezza, la dominazion su altri. Suonatore di ngombi iniziato a geni abanzi, invitato con arpa piccola o grande; è sposato còn arpa grande, seconda moglie terrena che salva Beti cuore puro, al fine di far emergere in brano, la presenza di Ningwan sorella di Dio, Dinzona Benzogu Isoga, yaMwei Disumba Ningwan, e altri molti nomi. Gli eventi cosmici narrati hanno loro energia, Beti tocca ottava alta, in nota di chiusura, mentre melodie canti tendono a finire in tono basso, ma inizi van ripetere; la dichiarazione iniziale è ripetuta 4 volte, evoca membri del culto, loro cura e potere, poi viene enunciato un incantamento che ha compito di arredar spazi indefiniti. Canti Mwenza al plural minza, son repertorio fisso, vedi Mitombo mya obaka di pedi Martin. Arpa articola linguaggi, voce umana prolunga, ascolta e comprendi, interpreta gran temi, ogni beti iniziato, segue apprendistato, esperienza dolorosa, o estatico stato. Essalouma è vetrina, fatta nel santuario, per lei che scelse aiuti, Evanguè-Vanga e Combi-combi, aiutanti suonatori, che lavorano per lei, col canto e con il suono, rispettando la sequenza: inizia canto del mintombo, che chiama gli ascendenti, trisnonna Nana Nanga, Minsengue ya nkombo, nonna Nana Evissa Tsengue, e mama Nana Ngondo-Dipouma, infine Muyè sposa, ognuno ha sua canzone, rito chiamata e ingresso, due brani per ngozé, che mimano creazione, da un conclave di Dei, il resto di creazione, si canta in OBANGO, caos cui esce cosmo, che è ultima canzone. Muye è donna scura, carina a corpo snello, statura media e seno medio, capelli lunghi ai fianchi, fin natiche sode, suo abito verde lime, a volte azzurro o bianco, secondo occasione, con strascico limpido, come acqua di vita; la yombo che la porta, fino dentro al tempio, vesta ugual colori, la segue un altra serva, che tiene ciotolina, di acqua in man sinistra, aspersore in mano destra, essa rappresenta sposa, che spruzza acqua su schiena. Muye entra nel tempio, la salutano giocando, con palla bianca a stelle nere, in partita pallamano, Muye ha un mazzo fiori, infilato alla cintura, legato dietro schiena, man sinistra tiene lampada, mano destra una torcia, per aprire porte tempio, poi arriva altare, apre ultima porta, e torna a pilastro spirituale, per far girare Obango. Dopo il suo ingresso, è patrona cerimonia, srotoliamo Zen Ngomo, dramma di creazione, narrato con il ngombi, segue fase BENISANGO-NDZAMBI, cioè punto trasmissione, di nos lamentele a DIO, attraverso il ngombi, accompagnato da libagioni, acqua e vino rosso, oppure buona birra, in caso preghiere curative, caramelle e succo frutta, buon liquore e tabacco, e una somma di denaro, secon valore dei problemi, che hai presentato a Dio, OKANDZO-na-Bwiti Assomna-Mniembo. Denaro o altro dono, raccolto alle preghiere, è usato a equipaggiare, la NGOMBI con la luce, una lampada o candela, brilli nel santuario, un pò di cibo per sue guardie, a lei Borotalco profumato, e guardaroba rinnovato, quan vestiti sia invecchiato, bassè Nana Muyengue! doc_ribenga_buiti-fang.mp../../video2/cheyssial/3.htmaudio
||Meyaya mbèmbe meyaya mbè magueya. coro: Abume yaya ooo yooo yobiè yaè, kaka ndongo tubegah ya, mebengah mebengah mendongo mebengah mendongo; abùme yaya ooo yooo ndobiè yaè. Kaka ndongo ndobiè yaè dibenga yaè, abùme yaya ooo yooo ndobiè yaè. Kaka ndongo ndobiè yaè a mwana. |IT La gioia che è il sole delle anime è eterna; coro: providenza grandiosa, ngombi è pilastro dal foro purificatore, coro: grande vivificazione, lei è il pilastro col foro della illuminazione, matrice originaria madre e patrona di tutti i cambi dimensionali dal materiale all'immateriale e viceversa. |Bwètè maganga makombè: la morte non è distruzione ma fenomeno di trasformazione detenuto da Maria salvatrice, incarnata in arpa ngombi, ha molti nomi in lingua popè na popè. Ella è la colonna invisibile con il foro che permette di seguire il cammino verso la terra delle origini ancestrali. |Nga.nga usa canzone, del principe Issey, vibrazione in melodia e parole della ngombi, ispira sua missione, a sua anima incarnata, raggiunger felicità, luce divina eterna, passando dalla terra. Meyaya o Muyaya, è lumière Résurrection, dopo aver vinto il mondo, e traversato les enfers, come fece Dante, Mbèmbè è eternité, Ghéaghéa è félicità, Yobè è cieli e paradiso, dimora degli dei, e fraternità dei santi.

351: : Clero ieroglifo, da Cairo sul Nilo, fin Ierosolima, e Iusa Yoroslavl, fin Bisanzio e Mosca, e araba al-Quds, incidono oroscopi, di vicende cristiane, durante medioevo, come palazzi vaticani, antico calendario, per agricoltura, e miniere balcane, per pistole damascate. Osiride-cristo, in Egitto ricorda, Cana dove Iusa, produce la vodka, tra fiumi Oka-Volga, emergono atamani, che fondano Tartaria, insieme di canati, assieme a monasteri, battesimo egizio, è adorazione Magi, matrimonio con orso, Giorgio con drago, che imposta Orda guerrieri. I giannizzeri riscossi, da famiglie cristiane, tra 8 e 10 anni, ragazzi ortodossi, e turco sciamani, addestrati a disciplina, anni di arti marziali, politica e filosofia, diventan giannizzeri, fanteria truppe di ottomani, guardie del corpo, primo esercito moderno, di tutta la Europa, pagati regolari, proibito di sposarsi, o di commerciare, completa lealtà, verso il Sultano, consiglieri o governatori, di khan imperatori. Come i Mamluq, usano armi da fuoco, indossano armatur pesanti, divisioni corazzate, truppe di assalto, chiamate Serdengecti difficil da sconfiggere, nonostante alte perdite, e i sopravvissuti, promossi a grado alto: sergente vuol dire, chi rischia la sua testa, giannizzeri volontari, usano cannoni, dal 550, per secoli vari, pistole e carabine. Giannizzeri famosi, ribelli a imperatori, nei colpi di stato, a difendere Impero, di cristiani ottomani, protettor dei Balcani, decretò scioglimento, quan cadde antico impero.| Mamluq cavalieri, di origine Kipchak, circassi e caucasici, e copti cristiani, son soldati, e sovrani musulmani, presi da bambini, per canato di Egitto, Mameluke temuto, Napoleone li elogia, dal verbo malaka, simile a schiavo, proprietà di un mecenate, e addestrato in caserme, del Cairo sul Nilo: creano sultanati, da Delhi a Turkiye, Iraq e Persia, Azerbaigian Turkmenistan, Uzbekistan e Afghanistan, assorbiti da Ottomania, 747 e 831. Mamelucchi slavi, sotto basilisco, han cappotto zibellino, legan Volga al Nilo, la forzata sodomia, venne poi ridotta, quan copti egiziani, ne cambiano usanze. Mamelucchi a Baghdad, alleano a Nicea, Genova e Bisanzio, e scortan Maddalena, fino ad Avignone, con doppio matrimonio, a unir cristianità, ai fedeli di Mosé. Egitto imperiale, monumenti terra e mare, regge fin 19, con Suez e Nilo, rifugiano in Europa, quan fu persa guerra, gipsi emarginati, popolo incompreso, come ebrei yudei, ispano-provenzali. Canaan terra khan, gloria di Israele, sacerdoti e nobiltà, legati al potere, portano lignaggio, Angiò di Provenza, Aragonesi e Borbon.| MAOMETTO dinastia, dominio rinnova, da anno 453, molti fuggono via, da grande Ottomania, erede Romania, in terre Occitania, anno 492, accade cataclisma, leggende di Saturno, come Visnu in India, narrano diluvio, sotto imper romano, Visnu in forma pesce, appare al buon Manu, antenato di umani, e gli diede una legge: fai una gran barca, dei germi del mondo, annuncio che pioggia, andrà tutto tondo, distuggo abomini, cannibali disumani, a rifondar giardino, per esseri umani; se osservi Analemma, solare e lunare, presso di Natale, ti mostra posizione, del sole per un anno, stessa ora stesso luogo. Dante pure osserva, tal stelle luminarie, e in Cassiodoro scrive, che il Sole perse luce, bluastro fiacco fu, eclissi anno intero, Luna brilla poco, diluvio si avvicina, nel destino gioco. Vacca sacra narra, che dopo cataclisma, erutta inondazione, seppelisce città, fango che innalza, livello di strade, persone scomparse, alcune divorate, altre rifugiate, in grotte nuraghe, o città sotteranee, eruzione Vesuvio, fà orfane contrade. Dopo gran diluvio, tre uomini saggi, tornano a Yoros, a cercar tra rovine, il tempio perduto, da rifare altrove, in terre occidente, franca occitania, Tevere ed Anglia. Dai popoli migranti, nascon città costiere, riparano i ponti, su rupi tufacee, affacciate sui fiumi, nascon comunità, fortezze dei lupi, come Luni e Cere, su Marta e Biedano, recan vita a Tarcna, butteri e acquedotti, fortezze rupestri, estese dagli slavi, di tredici tribù, i Yuda detti etrusci, figli di Giacobbe, detto Israele, nella Tartaria fonte.| Nestore Iskander, descrive assedio, Costantinopoli 453, Maometto sovrano, armato a meraviglia, di eserciti e navi, davanti alle mura, cannoni e soldati. Maometto riforma, divide culti vari, peste uccide pure, + strati sociali, Maometto militare, purga infezione, lotta contro Roma, guida ottomani, e muore in assedio. Succede khan-califfo, Maometto secondo, che prende Moscovia, durante il seicento, diventa ottomana, moscova dinastia, Ivan III sultan-kan, fin torbidi arriva. Maometto vincitore, ha Guardia a cavallo, capi e Gran Visir, che parlano slavo, come Persia e India, parti di impero. Ambasciatore a Mosca, Tomas Cantacuseno, nobiltà romana, considera Maometto, un cambio dinastia, conquista ottomana, campagna propaganda, di superstiti sconfitti, fuggiti nel west, a convincer boiardi; riparan sul Tirreno, tra paludi malaria, attendon momento, riprender Roma, fortezza Vaticana, città rinominata, con nomine di papi, lotte intestine, la propaganda dice, Etruria sia romana, Roma sia in Italia. Andrey Stepanenko, cita due calendari, Costantinopoli e Roma, 53 e 76, fondazione e fine impero, sistema a base otto: Roma cade 476, bisanzio 453, cioè 789, rivoluzion francese. Solimano diventa, nuovo califfo khan, e moschea Selim ricava, da palazzo Costantino, sopra quinto colle, nel Fener quartiere, poi chiama architetti, franco-prussian; distruggono teatri, riscrivono storia, san Maria dei Mongoli, salva eccezione, patriarcato greco, sultano concessione, Miriam Theotoka, come Santa Sofia.| Rivelano visioni, fuga di Maometto, da Moscovia antica, al regno di Kazan, fuga detta Egira, impero si divide, in crisi epidemia, Tamerlano arriva. Intorno a tende khan, barili vino e vodka, facilitano ebbrezza, cibo bevande e svaghi, mentre prigioniere, servono il kefir, Timur decora i suoi, ordiani soldati, e durante funerale, simile a Maometto, la pelle suo tamburo, dopo va tagliata, a impedir servire, un altro proprietar. Gengis-Khan biografia, riflette Timur khan, ovvero Tamerlano, sultano di Turàn, lungo mar Nero, fonda Orda Nogài, presso di Samara, sfida khan di Roma. Timur fonda Damasco, intorno Samar khan, ovver Costantinopoli, poi Cairo e Shiraz, Mosul e Baghdad. Si scrive con Mehmet, e monarchi europei, a mezzo di Giovanni, e casta di notai, che gestivano possessi, di tutti territori, x conto di tribù, o casate riformate, dopo il cataclisma, riscrivono le date, cambian dinastie, con fiction vaticane, storia che diffonde, dal Concilio Trento, e molti confonde, ma l'arpa medievale, rivela vero Cristo, re dei re di Roma, che primo Tempio erisse.| Egitto moderno, cristiani copti egiziani, oltre 10 milioni, di apostolica Chiesa, aderirono al moto, indipendenza da Britannia, dopo grande Guerra, da Cairo cattedrale, Patriarca Cirillo V: la lotta comune, assieme ai musulmani, calmò proselitismo, di protestanti vari, lor fede cristiana, ha monastica base, pellegrini devoti, digiuni comunitari, conferenze nelle chiese, fan rete popolare, tutela sociale, sanitaria educativa, ai propri fedeli. Nasser 952, li volle marginali, a trovare consensi, verso il comunismo, e Sadat presidente, tentò apostasia, otto vescovi arresta, e patriarca in esilio, incidenti e tensioni. Mubarak prosegue, loro emarginazione, dal pubblico impiego, poi generale Al Sisi, riporta rispetto, alla Chiesa copta, a fermare i jihadisti, salvando concordia, interreligiosa, unità del Paese.| Ipazia di Alessandria, osserva cielo e minoranze, cura lor diritti, insegna poi a Salerno, Serapium distrutta, Alessandria sconfitta, Nestore espulso. Re franco Castiglia, conquista Toledo, molti medici ottomani, fuggono a Salerno, farmacisti attenti, a umori di piante, rizomi e radici, coltello chirurgia, con Spongia sonnifera, che reca anestesia: Spugna imbeve succo, oppio e giusquiamo, bagnata avanti uso, aspira il malato, risveglia da spugna, beve aceto caldo, in aria appestata, preserva senzaltro. Testi alessandrini, ispirano più scuole, in Persia Cina e Russia, dentro ai monasteri, biblioteche e degenza, residenze per maestri, allievi e guerrieri, farmacopea impero, ingloba ricette, giunta da più terre. Rabarbaro da Cina, Cannella da Ceylon, Zenzero da India, Incenso da Yemen, Silfio da Libia.| Napoleone in Egitto, bottina tesori, reliquie di orda, dei Ras faraoni, Etiopico oceano, separa Africa America, Etiopia è un equatore, grande come Cina, include terre Moorish, Indie occidental, e la sua capitale, vietato visitar. Sul Nilo vedi Girge, simile a Georgia, Yuri in carta Asia, e i franchi delle Marche, attestan Carlo magno, Alaska sconosciuta, con Kanada e Giappone. Siberia indipendente, fino a Pougachev, Perm era Germania, Vyatka è Vaticano, su stemmi medievali, dell Impero vasto. Giovanni tien corone, Arca bastone tiara, chiave di Alleanza, tra Dio e umanità, templari di Genova, legati al Presbitero, dividono potere, emblemi e croce rossa, Aragona e Castiglia, comunità sefardita, mentre da est, sarà ashkenazita, popolo Giudeo, da impero precedente, legato ad Egitto, è offeso e vilipeso, mutato in carnefice, Cristo al martirio, non tornano i conti, in fabbricato mito. Concilio di Trento, stampa sua bibbia, mentre Bibbia greca, stampa Mosca 821, da fratelli Zosimadas, con editore inglese, creano chiesa greca, ribellione 821.| Storia egizia fu, storia burocrazia, commerci e sacerdoti, e mondo conquista, flusso riflusso Nilo, sole e luna viva, tempio simbolo di mondo, casa medicina: luoghi di incontro, di affari e culto, di scriba scritture, e fumo di incenso, si mastica natron, bicarbonato sodio, salvia e rosmarino, giorni di riposo. Egizi godon vita, preparano la morte, come il mito Aida, di Giuseppe Verdi, Aida principessa, di etiope lignagigo, col generale egizio, sepolti in piramide, navigano in Cielo, tra stelle e canoe, ogni persona ha, doppi anima e spiri, Ka Ba e Akh, 3 parti e lor destini; piramidi con mummie, proteggono Ba, raggiunge aldilà, morto a viaggiar, inizia con Osiris, regione Dat-Ade, mondo sotterraneo, sole muore-nasce. Defunti usano porte, ma serve parola, x mappa di Ade, Anubi enigma gioca, lui usa la bilancia, mentre dio Thot, sta vicino e scrive, registra verdetto, in mantici versi, assieme al coccodrillo, che aspetta mangiare, cuore di ogni infido; sottoposti a giudizio, di antenati morti, in piedi avanti Osiris, accompagni tuo Ba, dopo confessione, che eviti condanna, ogni cosa è vista, indagata e rivelata. Udjet dea-cobra, dà nome al basso Egitto, e Nekbet avvoltoio, nomina alto Egitto, Vultur auriculari, regna fino in Nubia, entrambe dan corona, al sovran che cura; proteggono con ali, artigli animisti, egizia tolleranza, feticismo di vacca, leon rettili uccelli, avvoltoio e falco, + ibis coccodrillo, scimmia cobra gatto. Nilo è come Niger, Fiume dove sgorga, inizio del mondo, in grotta di Assuan, con festa inondazione, nel 18 giugno, Leilet el nuktah, Notte Lacrima punto. Spirito del fiume, ha sembianze Hapi, essenza del Nilo, androge ventre hai, seni donna ciuffi testa, piante del Nilo, primi egizi geni, ricchi di animismo, tra pastori agricoltori, animali totem, feticci genius loci, associati a dimore, Dei vanno in scena, in ogni dinastia, tra basso-alto egitto, 42 province Sepat, diverse x lingua, stile vita religione, entro ogni nomoi, citte paesi e oasi, esiste capitale, dei feticci imperiali. storia_guerra-italo-ottomana.mp4storia_tartaria_mud-flood.mp4audio
||Bertrand de Blanchefort, sesto maestro dei Templari, contemporaneo a Cacciaguida, visse nobile cavaliere, che per Grazia di Dio, rifiuta sue truppe a Imperatore, che le voleva nel massacro, guadagna infamia traditore, che lo lascia indifferente, perché salvò vite a sua gente. Ebbe vita tumultuosa, viaggiando a Oriente e Occidente, si fermò pure in Italia, dove fondò i Fedel d'Amore, secondo stimolo da Oriente, grande Maestro e pur vassallo, di un feudo sui Pirenei, Rennes-le-Chateau dove leggenda, dice è sepolta Maddalena. Guerra Santa in nome al Cristo, scorre fiumi di sangue, Dante incontra in Paradiso, suo trisavolo Cacciaguida, ora beato morto in Crociata, seguendo mperador Currado, che lo mise in sua milizia, dove presto sale in grado, cavaliere io gli piacqui, lo seguii in Terrasanta, cioè terra dei khan, attraverso la Ungheria, fino a Roma Costantinopoli, a tutta l'Anatolia, nel dicembre 1204, alla testa armate francesi, incontrando quel russe, contro nequizia di usurpatori, trascurati dai pontefici, corrotti e negligenti, nello assedio via mare, di Costantinopoli Troia, io fui da quella gente, ucciso e liberato, da falso amor mondo fallace, e venni martire a tal pace. Cacciaguida brilla fuoco, in croce rossa Orda templare, il cui centro irradiazione, giace su orbita di Marte, che è una briciola su asse, di infinita croce al Cristo, che brilla di albore, cioè divina luce bianca, albedo contro terrestre guerra, che una croce umani portan battaglia, albedo contro rubedo, gente turpe mi ha liberato, dal mondo immerso in errore, nell'orrore e falsità, e dal martirio della croce, dei guerrieri orda crociati, sono arrivato alla pace, di vera croce del Cristo, che è infinito Amore, affrancato dall'errore, inclusa santità di guerra, in piccin orbita di Marte. Io trisnonno di Dante, nominato Cavaliere, da Corrado di Svevia, zio a Barbarossa successore, partii col re francese, dopo avere ascoltato, Bernardo di Chiaravalle, predicare la Crociata, abate a San Salvatore, riformatore cistercense, che fece sua preghiera, a proteggere Dante: oh Vergine madre, figlia del tuo figlio, infinita Beatitudine, che fai vorticar la pace, in compassione e sincronia, col Grifon d'Amore, dichiari guerra ai nostri errori, tu trasformi croce marziana, radiosa e infuocata, in croce albedo e alba di Pace. CacciaGuida parla a Dante, come l'anima di Anchise, quando vide il figlio Enea, nei Campi Elisi descritti, da Virgilio autor Eneide: o mio discendente, a cui fu aperta porta Cielo, guidato da Beatrice, Dante udì versi giocondi, che pure poco intese, il beato sfoga suo affetto, in ardor di carità, poi scese al limite ragione, Dante allor comprese: Benedetto Dio uno e trino, tanto cortese al mio discendente, Cacciaguida narra storia, di sua stirpe cavaliere, poi i destini di Firenze, quindi lancia sue invettive, contro Chiesa e la Francia, e profetizza futur Dante, e dei scaligeri benefattori, riguardo al suo poema, Dante toglie i sassolini, e il Lettore può incantarsi, ascoltar l'antico nonno: andava bene nei miei tempi, donne modeste e timorose, dedite alla famiglia, mentre gli uomini lavoratori, seri onesti e devoti, bella e buona la Firenze, adesso mancano i valori, a imborghesiti sotto al soldo, che hanno invaso la città, con loro brame arricchimento, e facile speculazione, sono nati nuovi quartieri, dove c'eran boschi e prati, e ferocia avidità, si muta in guerra civile, continui stermini fiorentini, tu pagherai con esilio, e con la perdita tuoi beni; trisnonno parla poi con Aquila, di Sapienza e Giustizia, a consegnar Dante a Saturno, dove inizia la Rubedo, ultimi canti di Albedo, croce latina color alba, questo è il casus belli, di guerra Terra e Cielo, combattuta nel cuore, per raggiungere lo Spirito, quan si uccide Leone Verde, e si imbianca e sublima il cuore, purificato e smaterializzato, poter acceder Spirito Celeste. Il Grifone della Unione, che ha celebrato Nozze a Dante, union sacrée con la Beatrice, da cui nasce il Sé tetragono, in unione allo Spirito, doppia unione Umanità, con Dio nel suo Eden, ora celebra la Unione, di Dante a spirite radici, per liberarlo da tutto, a salir leggero in cieli Aquila. Dante chiede aiuto, nel Cielo Giove giustizia, ad Aquila e Grifone, contro battaglia a leone verde, per entrare in contatto, con nos radici spirituali, a poter pulire il cuore, infarcito di malore, pur conquistata Pace e Libertà, da Inferno e Purgatorio, quante volte ci capita, di parlare con odio, di reagire con rabbia, di perderci in spiral timore, nell'angoscia del futuro, consegnando la vittoria, a nos passioni Leone Verde, intossicando il nostro cuore, di veleni oscuri poco alba, nos radici noi troviamo, dentro nostra storia, dove Spirito è materia, come fanno gli sciamani, che incontrano trisnonno, Dante annulla conflitto, superstizione parentale, alla ricerca di se stesso, oltre anagrafe locale: oh poca nobiltà di sangue, se induci gente a vantarsi, là dove affetto langue, ma ora qui nel cielo, mi sento di gloriarne, poichè manto che si accorcia, se ogni giorno non coltivo, il tempo ti sforbicia continuo. Intelligenza è Dioscuri, anima è il Grifone, Mondo è valle del far anime, identità personali, che fan mantello nobiltà, per alzare Dante in volo, Grifone ama le storie, dell'Anima di amore, a lui tosto affidate, perché la elevi a Spirito, tutti dovrebbero operare, in nobiltà di stirpe, di anima sapienziale, che ogni giorno un pò allunghiamo, nel nostro breve viaggio, angusto in pochi anni, ma vitale dentro al Tutto, calati nella Storia, siamo eredi di antenati, e per anima forgiare, serve Amore e Bellezza, a liberarci da dipendenze, e altre superstizioni, successo e apparenza, accumulo e potere, se ne esce praticando, servizio quotidiano, bioritmo sempre uguale, dai tempi di antenati, ecco il mondo antico, zappare e cullare, filare e narrare, faccenda assai divina, e radice spirituale, nel Cosmo cuor divino, e nessun vessillo in guerra, compete amor eterno. |Firenze buona e onesta, invasa da farabutti, attratti da facile profitto, cavan denaro dal denaro, soppiantano artigiani, che san che reddito è uguale, alla produzion lavoro, speculatori corruttori, disonoran la città, arroganti schiatte che, son forti coi deboli, ma deboli coi forti, che li corrompono o spaventano, là verso la borsa, comportano lotte, tradimenti e complotti, guerre civili e lutti, del giglio fiorentino, intriso di sangue, e trascinato alla polvere, con l'asta rovesciata, nel potere del soldo. Conquistar nostre radici, che affondano alla Storia, è inizio del rigetto, di zavorra materiale, Cacciaguida profetizza, a Dante il suo futuro, Tu lascerai ogni cosa diletta, la prima pena dell'esilio, Tu proverai come pane altrui, è amaro o sà di sale, e com'è duro salir altrui scale, pietire aiuto e misericordia. La luce in che rideva il mio tesoro, cioè trisavolo Cacciaguida, si fé prima splendente, come sol su specchio d'oro, indi rispuose coscienza sporca, di propria o altrui vergogna, sentirà la tua parola brusca, ma rimossa ogni menzogna, tutta vision si manifesta, e lascia chi gratti dove ha rogna, cioè chi ha colpa pur ne paghi, che se tua voce inizia molesta, al secondo gusto sarà digesta, questo tuo grido farà come il vento, che percuote più alte cime, ti sprono a scriver tuo Poema, senza temer offese altrui, perché solo nel futuro, l'opera ben digerita, darà vitale nutrimento, ai posteri lontani, che non complottan con la morte, ma lottan per la vita, nutrirla ed apprezzarla, poichè tutto è accaduto, tutto si è compiuto, anche il tuo futuro, leggero puoi salire, a contemplar sorpresa, che Aquila prepara, dentro Arco di Fuoco, vedrai il tuo Poema, ancor da terminare, orbitare come rota, che igualmente è mossa, nel cielo Primo Mobile, dove gira eternità.

228:il cieco sa ascoltare, il sordo ha una vista acuta: RICINO euforbiacea, 2 semi tien fatali, a umani e animali, mini dosi lassativa, x bimbi costipati, che dunque son purgati, olio nel cucchiaio, x notturni impacchi: imbevi panno di flanella, in olio ricino, poni sopra fegato, coprendo a panno caldo, sera fai tal cosa, mattina andrai di corpo, ottieni purga forte, infuso zenzero + olio; analgesico Ricino, per dolori artrite, allevia mal di schiena, infuso sua radice, tazzina con poco olio, neutralizza tossine, la madre immerge dito, e svezza le bambine.| DIGITALIS purpurea, plantagina scrofularia, tossica e medicinale, inedule pianta, sen fiore è confusa, con la Borragine, intossica disorienta, spazio-temporale: afasia con delirio, sindromi maniacali, stupor salicilati, la usano omeopati, cardiaca insufficienza, cura dissenteria, Strofanto e Mughetto, cardiotonici combina; strofanto tropicale, di Africa Amazzonia, veleno in punta frecce, usate nella caccia, strofantina dei semi, cinetica sul cuore, aumenta contrazione, come digitale fiore.| CICUTA 3 specie, Conio maculatum apiacea radice, bianca carnosa, Capra cerca piace, mangia avidamente, senza soffrir danno, Maggiociondolo fiore, ama senza affanno: cresce presso siepi, entro fresco luogo, pianta di Esculapio, odor di urina topo, vicino ai rigagnoli, biennale fusto alto, fin 2 metri cavo, glabro rosa verso basso, macchie rosso-vino, su tutta lunghezza, foglie lunghe fin 50, 40 centime larga, forma triangolare, suddivise foglioline, fiori ugual carota, uniti a ombrelline. Fiori aprile-agosto, uccelli par immune, erbivori la ignora, 2 kil dose letale, mezzo kilo x vacca, 2 etti x la pecora, a umani pochi grammo, veleno gira ancora; agisce indiretto, mangiando un animale, che aveva mangiata, cicuta Socrate beve, paralisi ascendente, graduale suo corpo, bevve 1 mistura, cicuta datura e oppio: cefalea indigestione, ferma polmoni, deliri convulsioni, osserva somiglianza, Cicuta di palude, a Prezzemolo somiglia, perenne e velenosa, in paludi la vedi, Verbasco Valeriana, antidoti sedativi.| rapa ACONITO napello, ranuncola veleni, erba perenne, di alti pascoli montani, endemica strapiombi, ha storia antica, detta strozzalupo, napellina aconitina: usata x caccia, avvelena lupi e volpi, dardi e giavellotti, con punte avvelenate, inizia cresce moto, improvviso ferma, paralizza i nervi, e cuore rallenta; ingestione accidentale, causa disturbi, angoscia e rallenta, cuore e respiro, formicolio ronzio, disturbi di vista, gola contratta, asfissia morte rischia. Aconito ferox, è veleno + attivo, 2 grammi rapa fresca, mortale uomo vivo, penetra la pelle, persino 1 mazzo fiori, a dar dermatiti, ipotensivi psiche voli; mito isola Ceo, anziani inutil visti, venivano soppressi, veleno suoi fusti, fino che 1 anziano, risolse 1 enigma, 3 acque di Maggio, cuor di economia. Aconito cura, punture scorpione, omeopatia lo usa, assieme a verbasco, gocce R70, a lenir mal di denti, seda nevralgie, panico attacchi, mal gola e orecchi, galeni preparati, applicati su pelli, pizzichi sensori, cardiaci irregolari, anestesia paralisi, di centri bulbari. flora_ricino_fr.mp4flora_aconito-napellus.mp4audio


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