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voce: acheronte


danptagoraPitagora aiuta Dante scender salire ritmo (195) 55-lume195 |SCOPO lingua alchemico | foto filosofi | audio | filosofi_pitagora_fibonacci.mp4 | filosofi_pitagoratesla369.mp4 | film_nikola-tesla_1980.mp4 |musica fibonacci-musica.mp4
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195:sogni55-lume195 |SCOPO è la nostra scelta di impegnarci con valori che diano significato alle nostre vite. Chiediti ogni giorno, |per-cosa-vivo? Quando muori a qualcuno mancherà lo scopo per il quale sei vissuto, senza valori più grandi della vita muoriamo alla vita, le cose del mondo possono distrarci da ciò che ha importanza, ciò per cui scegliamo di vivere è ciò per cui moriamo, poichè il significto della morte è nell'aver vissuto in modo completo, dando tutto a ciò che trascende se stessi. Tuo compito è aumentare il livello di impegno verso i valori più grandi del tuo Io. IMG8: Sogni di alire scale (sii guidato dalle fonti interne, non dal tuo io). Serpente (la chiave è l'essere aperti, non il far succedere le cose; chiediti, sono pronto a qualunque cosa succeda?). Sognatore-studia-grande-libro (leggi libri senza mente, ma solo a rafforzare scopo e orientamento nella vita). Gemme (metti alla prova i valori guardando la prospettiva opposta). Teschio (per evitare la morte scegli il tuo modo di morire, affronta la tua morte vivendo all'origine in modo completo). Neonato (afferma ciò che importa). Cancello (della città mistica (assumi un impegno che darà scopo alla tua vita). Aquila vola cercando la sua preda (lo scopo rende attivi invece che reattivi, determina cosa ti manca principalmente, e quali sacrifici e affermazioni farai per ottenerlo). Notte d'inverno, cielo stellato, giorno seguente rannuvolato| Pitagora a Crotone è un pellegrino sul cammino, insegna numeri armonia, di sacra Tetractis (1+2+3+4=10), con sequenza Fibonacci, sezione aurea che ordina, natura musica e cosmo. Numeri e geometria, son disciplina e contemplazio, sette arti e nove Muse, educano corpo mente e spirito. Ogni cifra tiene un senso: 1 è origine e fuoco, 2 è divenire, 3 compimento, 4 è materia, 5 giustizia, 6 ordine kosmo, 7 provvidenza, 8 armonia, 9 limite e potenza creativa, 10 eternità. Dante usa questi numi, nei suoi canti e terzine, per un cammino di ascesi. Tre fiere (lonza leone e lupa) chiama passion vizi, che imprigionano l'uomo, ma in Purgatorio e Paradiso, si trasfigurano in virtù, per la ricerca di Dio al maschile e femminile. Itinerario appare mappa, interiore e universale, dal dolore alla giustizia, dall'azione all'amore, fino a contemplazione. Pitagora cerca ordine in caos: suoni acqua e vibrazioni, mostran proporzioni cosmo, nella musica e nel ritmo. Sua sapienza Maatema, edusce fuori la sopfia, cioè Dao armonia nascosta. La leggenda tra le fave, lo rivela un fine sufi, alla ricerca di un ponte, fra umano e divino.# |PITAGORA a Giamblico, nella scuola di Crotone, reca suoi consigli, in linguaggio cifrato, come cammino di Santiago, il pellegrino sotto sole, cerca un albero riparo, cammino di ogni umano, è cammino di Dante, filosofia perenne, in dodici versi, con numeri e geometria, conta i suoi passi, dieci dieci dieci, sacra Tetractis, invoca numeri divini: 33 canti in terzine, 33 sillabe ciascuno, con Proemio stiamo a 100, quadrato del 10. Numeri per calcolare, misurare e cifrare, simbologia perenne, armonia e filosofia, aritmetica e geometrica, armonia musicale, naturale e sociale, cosmologica e teologica, etica e stellare; alla sacra decina, stanno accordi di ottava, quinta e quarta di Pitagora, 7 note corde tese, con pesi di bronzo, musica aiuta la salute, con melodie ricomposte, a combattere passioni, di ira e distorsione, rimorso e scoramento. Pitagora vestiva, tunica lino bianco, chiuso in tenda lino, narra ai suoi discenti, seduti fuori tenda, iniziati siedon dentro, sussurran bassa voce, preghiera numerale. Benedici a noi, o numero divino, che emani dei e umani, santa |Tetrade radice, eterno flusso di creazione, in sequenza Fibonacci, dall'Uno arrivi al quattro, che tutto lega e comprende, sei abaco e pentalfa, origine a ogni cifra, somma vertice a base, 1+2+3+4=10, 10 sassolini messi in fila, detti rìtmoi in greco, e calcula in latino, diventano 12, Sacra Dozzina per gli eletti, in 4 terzine versi, numerati a nominarli, per i posteri citarli, 12 sassolini in fila, fanno linea dritta, aurea regia strada, cammino verso il TUTTO, un tracciato sapienziale, che guida un Iniziato, in percorso disciplina, studio e contemplazione, del corpo ed emozioni, benessere integrale, vitale e spirituale, usando ingredienti, di sette discipline: aritmo e geometria, con logica grammatica, dialettica e filosofia, poesia musa e danza, astronomia e cosmologia, natura fisica e politica, etica e teologia. Eterno immateriale, nel sunto del poema, è scolastico programma, studiato e applicato, in italica schola, un sasso dopo l'altro, sotto guida del Maestro, insegnamenti graduati, svelati in Alighieri, con numeri Universo, a tradurre passi e soste, vie dritte o le smarrite, via ascesi di salita, quattro numeri fin dieci, poi dodici chi può: dal punto alla retta, al piano e allo spazio, radici alla Decina, 1 identica a se stessa, 2 avvia diversità, 3 dispari in atto, 4 è pari in gioco, loro somma reca 10, che riporta 1 individuo; diversità e relazione, quando a 1 segue il 2, come in dodici si fà, segue potenzialità, 3 agire in un senso, o 4 nel suo opposto, così Pitagora riflette, Socrate e Platone, Virgilio Dante e Bruno, Leonardo ed Ildegarda. Triade è un due e tre, avvio cammin traguardo, valzer di ogni azione, terzin dopo terzina, Dante ritma tutto, numeri procedono in triadi, TETRAS in greco, tre sassi ancor tre sassi, in alto arriverai, QUA-TER vuol dire dammi, ancora un altro tre! 1 è Intelligenza, inizio istante tempo, Hestia oppure Vesta, che alimenta il fuoco, in braciere circolare, al centro della casa, 1 dimora al centro, dei quattro elementi, li genera e alimenta, nel mezzo delle cose. 2 è Divenire, passare attraversare, dolor separazione, chiamata Erato Musa, del canto corale, e |poesia-amorosa, raffigurata con la Lira, invocata dagli aedi, a inizio loro canto, subisce Eros assalto, cioè 2 subisce 1, e genera fin nove. 3 Traguardo compimento, mai smette di creare, prudenza assennatezza, suo nome è Pietà, deriva da TREmare, temere ed esser cauti: la LUPA è terza belva, che trema vene e polsi, Dante chiede miserere, allo spettro di Virgilio. 4 è Materia tutta, nei quattro elementi, si espande nel creato, la croce Geometria. 5 è Giustizia civiltà, mondo organico e vegetale, Etere separa Terra e Cielo, detto Unione e Luce, mistero intuizione. 6 è Ordine integrità, salute membra union di amore, numero Afrodite, irradia e forma stella, esagono resistenza. 7 numero venerabile, provvidenza di Dio, creatore del mondo, delimita un ciclo Settade, come Triade Tetrade e Decade, trae radice da Uno, primogenito universo, strumento del Creatore, che sta nella sua mente, fa impronta di bellezza, di tutta la Creazione. 8 è Armonia, otto armonici accordi, soave numero di Euterpe, ottava Musa della Musica, Grazia Divina via ngombi, porta voce del Cosmo. 9 è il più grande, limite insuperabile, Oceano Orizzonte, ultimo Cielo conosciuto, poi ricomincia 1, nel 10 sua spirale, dedicato a Tersicore, Musa della danza, 9 dirige e fa girare, danzatori in ricorrenza, converge più rapporti, verso il centro inizio, la dinamo creativa, che avvia altro progetto, di Triade instancabile, che contiua crea, in infinito corso. Universo è in potenza, sempre in ogni istante, Nove son le Muse, a sostegno umanità: storia e commedia, tragedia e poesia, danza musica astronomia, retorica eloquenza, è Betrice potenza, di Eterna Creazione, Banzioku Dinzona. Dante le promette, scriver opera per Lei, sua anima amata, e dire ogni segreto, che mai venne detto. 10 è cosmo Cielo, destino eternità, forza con fiducia, coscien Necessità, può essere pensato, 9+1 è il Creatore, che guarda il suo Creato, contempla il potenziale, che lo può trasformare, intelletto contemplante. 1 irradia il 2, ma diade è uguale a Uno, ovver mai lo raddoppia, poi raggiunge il 3, a mezzo clonazione, Triade tre entità, son unica entità, Concilio Trento afferna, nella preghier del Credo, Gesù Figlio di Dio, Dio vero da Dio vero, generato non creato, stessa sostanza del Padre, a mezzo di lui, tutte cose son create, poi Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, procede da Padre e Figlio. Se prime tre cifre, son tre tempi di un valzer, mentre Quater ripete il tre, sempre in triadi si procede. Uno irradia 5, come somma Diade e Triade, o |Tetrade e Monade, e viene detto Unione legge, giustizia e civiltà, bilanciere ai primi 9, poi col 10 torna 1. Prodotto Diade e Triade è 6, primo numero perfetto, uguale a somma suoi divisori, 1 + 2 + 3, è numero del Cerchio, bellezza ordine universo, cosmos e cosmè, protetto da Afrodite, poichè reca prodotto. Fondano sul 7, matrimoni e Costituzioni, di Stati e famiglie, sette note equidistanti, sette stelle in sette cieli, Luna Mercurio e Venere, Marte Sole Giove Saturno. Regnan numeri su tutto, come pesci in Oceano, li respiri fino a 10, Via Diritta di Giamblico, per uscire da ferite, da dolore e da passioni, da paure e dalle colpe, recan Mito in quattro modi, secondo i protagonisti, Dio o la natura, vicende umane o interiori, storia di anima o di Stato, Umanità o Universo. Via Diritta è via di Ascesi, che porta anima in alto, tu osserva gli incorporei, Tetragono è Tetrachtis, distogli da passioni, che inchiodano al corpo, accosta orecchio a tenda bianca, a percepire i sussurri, che liberan le teste, da pastoie e da catene. Tre belve in labirinto, impediscon risalita, tre forze sovrumane, incarceran il cuore, toccato un dì sarà, da un disegno di Grazia, ma ancor non ha notizia: la Lonza rappresenta, il dolore auto-inflitto, il Leone rappresenta, denigrazion Mistero, attorno e dentro a noi, la Lupa so le brame, il dolore delle guerre, degli uni contro gli altri, armati sol di offese. Tre fiere san narrare, la geografia infernale, di Lonza lussuriosa, Leone con superbia, e Lupi mai sazi, son causa del Dolore, in tre zone e Nove Cerchi: da II a V cerchio, è luogo della lonza, i dannati trascinati, da lor passioni eccessi, fan male su se stessi, golosi accidiosi e lussuriosi, avar prodighi e iracondi; da sesto cerchio gli Eretici, è zona del Leone, negan disprezzano il mistero, eterno della Vita, poi in settimo cerchio, tre gironi dei violenti, richiamano la lupa, violenti contro il prossimo, contro se stessi invece, richiamano la lonza, contro Dio e il creato, richiamano il leone. Domina la lupa, abisso dello Inferno, ottavo e nono cerchio, male Bolgie e |Traditori, simmetrico ed opposto, or leggi il Purgatorio, i Negligenti nel pentirsi, di colpe contro il prossimo, o i Superbi del leone, alla prima cornice, mentre alla Settima cornice, invidiosi e iracondi, accidiosi avari e golosi, rifletton zona lonza, ultima chiusa in lussuriosi, riflette Inferno inizio, con Paolo e Francesca. Tre fiere trasfigurate, or fanno mappa di Salvezza, dal Cielo di Mercurio, al Cielo del Sole, gli Spiriti Attivi, Amanti e Sapienti, cambiati di segno, son tratti della lonza, passione per Azione, Amore e fame scienza; dal Cielo Marte a Giove, son Militanti e Giusti, tratti della lupa, che lottan per Amore, del prossimo e di Dio, e la fame di Giustizia; nel Cielo di Saturno, ecco i Contemplanti, leoni splendidi, radiosi per amore, di Dio e le sue cose, ogni verso tiene eco, in nostra vita e forma, ogni epoca riflette. PITAGORA vuol dire, annunciatore Pizio, oracolo di Apollo, e musico sospiro, con rituali fave, nutre anime defunte, mentre lui si astiene, ha favismo anemia, codice ereditario, per vivere in malaria. Pitagora ricerca, apparente caos di forme, con colori e suoni, riflesso in ordine superiore, un cosmo che ha potere, trasmetter senso pace, tranquillità interiore, in Acqua trasmissione. Pitagora osserva, moto ritmico di acqua, che dona qualità, in ogni ecosistema, spesso ostacolata, da sola mente razionale, pensiero lineare, senza intuito risonanza, del ritmo nei sensori. Sezione Aurea scopre, rapporto fra due lunghezze, disuguali in proporzione, la somma delle due, è numero irrazionale, chiamato phi Φ greco, cioè 1,618033988, rapporto di due cifre, consecutive in Fibonacci, segna proporzioni, di simmetrie naturali, riprse da Pacioli, in De divina proportione. |EDUCARE tirar fuori, e-duscere dentro, suscitar uomo fuoco, richiede relazioni, Pitagora in Calabria, tra cedro e bergamotto, assieme a liquirizia, vegetali e frutti, e animali da cortile, di Cane ha compassione, se vede maltrattato, urla al padrone, smetti di colpirlo! sento anima che grida, Cane amico antico, gli manda sua armonia. Presso officina fabbro, un dì ascolta suoni, colpi di martello, su incudine ritmo, echi in risonanza, fan numerici accordi, consonanze monocorde, ottava lui ricorda. Ficino di Firenze, riprende aurea sezione, sequenza di numeri, che |Fibonacci trasmette, col Ritmo di Platone, che genera ipercubo, in cattedral rosone, del duomo di Barga, moto naturale acqua, e fluido movimento, Acqua porta ritmo, che esprime in organismi, mediando con ambiente, i ritmi correlati, uniti ma diversi: Rospo suono dinamizza, induce ritmo ad acqua, aiutando i processi, di crescita organismi, vibra ad aiutare, nascer suoi girini. Acqua aperta a influenze, elemento senza forma, accoglie ogni forma, caos sensibile a cosmos, Essere e divenire, un moto dolce indotto ad acqua, ritorna una forma, di medusa pulsante, felce o laringe, coclea timpano od ossa, quando moto si arresta, la forma collassa, poichè movimento, lega ai processi formativi. Pitagora leggenda, 3 fave o 1 baccello, avente 7 semi, fortun auspici attendo, ascolta Universo, 1 spazio curvo vede, musica sen senso, in epoca rumore, la scienza gesuita, distorce successione, ma TESLA ci ripete, la giusta direzione, Triade e Settade, raggiunge la Decade, eter spazio mente umana, 1 raggio 1 sonata, lampi di un concerto, ascoltali di inverno, numeri equazioni, e musica di sfere, messaggi di senso, diretti alla mente, esiste universo, in armonia coerente, mentre sua bellezza, causa-effetto rende: tal musica è ciclo, eterno dei cieli, pur piccola stella, è parte sinfonia, ai battiti del cuore. |SEKHEM Energia, Pitagora vive, in camera sepolcro, piramide egizia, orgone attirato, appaga suo sogno, cerca fare ponte, con mondo sepolto: da Cairo camminava, x valle dei re, al villaggio di Giza, Nilo riva west, entra nel tunnel, acustico effetto, ogni passo suona, respiro suo petto; ora camminava, sentiva come a casa, vede sarcofago, con testa verso nord, se colpito risuona, 1 profond boong, distese ibernato, suono si avvicina, figura a 8 punte, rotea in energia, penetra suo cuore, sente + calor, suono è battito suo cuor, portato da esterno, verso interior, contempla tutta notte, bagno di amor; uscito Lui trova, sufi Bab Aziz, invita sua madrasa, x alcuni giorni, fa danza spirale, e vede varie forme, spontanea energia, ai canti conforme: sente fluire dentro, orgone num, sempre + forte, poi si quieta pur, a terra seduto, osserva ogni danza, ecco alternarsi, notte di stanza, dopo 1 settimana, inizia aver visioni, uomo con turbante, apre narrazioni. filosofi_pitagora_fibonacci.mp4filosofi_pitagoratesla369.mp4audio
Giovanni identifica Pitagora col Logos: Uno divino che diventa Diade e Triade, principio creatore che nutre ogni anima. Platone, nel mito di Er, mostra come le anime, dopo giudizio, scelgano nuova vita e daimon custode: la responsabilità non è degli dèi ma delle scelte. Chi viene dal cielo, inesperto del dolore, spesso sbaglia; chi ha sofferto è più cauto. Dopo la scelta, le Moire rendono irrevocabile il destino, che appare casualità ma nasconde un logos superiore: saggezza è accoglierlo, poiché opporvisi genera malattia. La sofferenza diventa via di maturazione. Dante riprende questo mito: turbine dell'Acheronte, il Lete come oblio, e i daimon come archetipi che guidano il cammino spirituale. Centauri, Dioscuri, Grifone e Aquila rappresentano i gradi di protezione di corpo, anima e spirito. Se il daimon viene seguito, sostiene e inventa; se trascurato, provoca deviazioni e malessere. Il cammino dantesco segna prove e rinascite: il giunco che diventa cintura, le guide che si succedono, il corteo di Beatrice col Grifone. Ogni passaggio unisce corpo, anima e spirito in una nuova armonia. Il viaggio si compie in tre spirali – Inferno, Purgatorio, Paradiso – come danza cosmica che parte dal cuore della Terra e sale alle orbite celesti, mostrando che il destino umano è intreccio di libertà e necessità, dolore e rinascita, sempre guidato dal daimon interiore.# |Giovanni è Pitagora, in principio era il Verbo, Uno increato e creatore, che poi divenne il Due, Verbo è presso Dio, Diade emanazione, poi diventa il tre, e il Verbo era Dio, fonde Monade e Diade, alfa in atto creante, che ogni anima nutre, del mistero di Dio stesso, che impronta suo sigillo, più profonda quanto grande, sarà il Bene che ella trova, e che in sé contiene il Vero, su cui fonda questa prova. |PLATONE narra Mito di Er, dove voi scegliete il demone, la vita a cui sarai legato, secondo che la onori o spregi, ciascuno avrà più o meno, il peso della scelta, il dio non è responsabile, se scegli a senno e vivi con regola, può disporre vita amabile; uscita dal corpo l'anima di Er, giunse in luogo bello, dove anime riunivano, dopo esistenza mondana, per esser giudicate, venivan poi condotte, a scontare una pena, pei misfatti sottoterra, oppur goder meriti in cielo. Vi erano anche anime, che dopo un periodo in cielo o sottoterra, si preparan nuova incarnazione, ad esse ecco un araldo, che illustra molte vite, dove ognuna ha mescolato ogni sorta di elemento, da ricchezza a malattia, mentre il turno di ciascuna, era stato sorteggiato. Araldo raccomanda attenzione, a valutare gli effetti, di ciascun fattore scelto, mostrate discernimento, chi sceglie prima sorte, specie chi vien dal cielo, può far scelta infelice, precipitandosi appropriarsi, della vita di un tiranno, spinta da insensatezza, e smisurata ingordigia. Dopo aver riflettuto, analizzando i pro e i contro, essa comincia a lamentarsi, dando prova dissennatezza, incolpa il destino e chiunque altro, tranne che Se Stesso. Chi ebbe vita precedente, ordinata e senza colpe, con regole che aiutano, a evitar cattive azioni, matura poca saggezza, sua virtù par esteriore, così pena da scontare, con sua infelice scelta, è quella di imparare, viva esperienza della mente; quelli venuti dal cielo, eran soliti commettere, cattive valutazioni, poichè privi di conoscenza, maturata in sofferenza, ma chi veniva da sottoterra, era più accorto nella scelta, poichè avena sperimentato, sia il male e sia il dolore. Dopo la scelta si presenta, davanti alle Moire, Lachesi assegna a ciascuno, il demone guardiano, affinchè destin prescelto, trovasse compimento; mentre Cloto e Atropa, lo rendono irrevocabile, poi anime tutte insieme, si dirigono in pianura, dove scorre il fiume Lete, a bere acqua dimenticanza, si addormentan fino a mezzanotte, scoppia un tuono e terremoto, e un turbine di vento, li fa nasce qui o là, come stelle cadenti. Il demone angelo custode, assegnato a ciascun anima, personifica il suo destino, che ciascuno ha scelto da sè, ma che in dimensione mondana, si sottrae alla memoria, così individuo poco valuta, avvenimenti della vita, come sol casualità, ma può accadere che il soggetto, avverte mistero di un logos, una ragione superiore, che guidi il suo cammino, e il dipanarsi dei casi, e circostanze di esistenza; si ha conquista di saggezza, se si comprende che il destino, non può esser contrastato, occorre seguirlo e assecondarlo, oppure ci si ammala, come insegna lo sciamano, mister del Drago a due teste, richiama questo teste. La scelta di esistenza, è una cura dolorosa, che si può fronteggiare, dando un senso a quel dolore, sofferenza per Platone, ha ruolo vivificante, salutifero che imprime, saggezza nelle scelte. Ogni crisi di fiducia, si confronta a dare un senso, della propria esistenza, sapendo che daimon, inizia a lottare con le stelle, destino in greco sia tukè, in cui si rischia squartamento, Dante lesse questo mito, quando passa l'Acheronte, un lampo e boato e terremoto, lo sorprendono a cadere, come uomo che il sonno piglia. Per entrare in Paradiso, si bagnerà ancora nel Lete, a dimenticare il precedente, poi ci parla di una intera, angelità collettiva, umanità daimonica, uguale a ciascun di noi, che ci sorregge o ci abbandona, nell'arco nostra vita, ma risuona in ogni vita. Dante eretico polare, cita dioscuri e centauri, nei canti 12-13, e nei canti 37-38, entrambe segni dei Gemelli. |Grifone appare in 62-63, conduce il Carro di Beatrice, poi nel canto 87, i Beati in cielo di Giove, son gli Spiriti Giusti, formano aquila che tiene, conversazione con Dante, Saturno dorato è canto 88, ultima fase del volo, che nel canto 93, Dante è con aquila san Giovanni: se odio e avidità, esco dai confini, ci incarcerano in ciclo, di un eterno Dolore, ma anagrammando le rotte, un iniziato apprende a controllarle, perché la dritta via, è saper morir-nascer tempo giusto, seguendo la Stella Polare, della Ruota della Vita, come dicono induisti, saper vivere in salita, invocando Apollo e Muse, daimon sono archetipi, collettivi e personali, animali che mutan forma, nei bambini in divenire, scimmie aquile e leopardi, furetti colombe e cagnolini, camminan presso uomini, di cui proteggono i destini. Plotino dice daimon, spinge anima a reincarnarsi, le fa sceglier luogo e tempo, genitori e circostanze, sceglie terra e cielo, diventa ciò che sei, ascolta tuo divin |Daimon, chiamatelo Custode, Sadguru o Presagio, Vocazione o chiamata, attitudine o bernoccolo, Genio della lampada, |Jyn-di-Aladino, che indica il destino, nelle Mille e una notte: se sorte tira da una parte, e il dàimon dall'altra, non troviamo uscita, e ne usciamo squartati, se va meglio ci perdiamo, in selva oscura di Dante, che da malasorte e miseria, in esilio compie suo destino. Centauro tutela Corpo, e domina Intelligenza, Dioscuri tutela Intelligenza, e domina l'Anima, Grifone tutela Anima, e il dominio lo Spirito, Aquila tutela Spirito, e domina il Corpo, tutti e quattro proteggono, nostro cammino in salita, potenza dello sguardo, intelligenza del sentire, se restiamo uniti al daimon, promemoria in molti modi, ci motiva e ci protegge, inventa e insiste a noi fedele, e spesso obbliga il padrone, alla devianza e bizzarria, se trascurato o contrastato, offre conforto e può attirarci, ma non sopporta innocenza, se fà ammalare il corpo, trova errori in flusso vita. Toccando altre corde, dell'arpa in armonie, nel canto 62, il Poeta entra nell'Eden, attraverso antica selva, e in 63 vedrà il corteo, che accompagna Beatrice, sopra a un carro a due ruote, trainato dal GRIFONE, accadono altre cose, |Dioscuri lascian Pellegrino, nelle mani nuovo daimon, pellegrin dovrà provare, di aver raggiunto il nuovo grado, terzo daimon coglie Anima, per sposarla allo Spirito, sviluppa terzo passaggio. Giungemmo a lido deserto, che non vide mai piroga, Virgilio qui mi cinse, su indicazione di Catone, ebbe strappato umile pianta, che rinacque tale e quale, boga in stesso punto, e purifica con rugiada, acqua notturna spirituale, il volto di Dante, poi coglie un giunco fiume, lo annoda alla sua vita, rito iniziazione, alla seconda grande prova, avvinghia i fianchi del Poeta, come cintura viva, come cordone ombelicale, da cui Uomo nuovo nasce, è missione dei Dioscuri, che raddoppiano virtù, affidando a Dante Stazio, come sua seconda guida, questa nuova corda d'arpa, rivela sue armonie, se ben interrogata, quando i primi raggi vibra, cioè in alba di nordovest, dove suo Creator fu ucciso, sotto segno dello Ariete, calendario fuso orario, simmetrico e capovolto, a Yoros spunta l'alba, mentre Ebro è sotto Libra, Ibero detto ebreo, e onde Gange sono arse, da centrali ore del Cancro, giorno in Purgatorio, a sudest segno di Bilancia, e nel crepuscolo tramonto, ci apparve angelo di Dio, lui cammina attorno a un centro, sempre tenta di affermarlo, tutto si muove elicoidale, così disegna tre spirali, Inferno Purga e Paradiso, proiettando Etere moto, inizia e scende in cuore Terra, poi attraversa tutte e tre, fino ad orbite planete, come sufi danzanti, attorno a linea immaginaria, che congiunge al cuore cosmo.

186:sogni06-lume186 DIREZIONE: è quando valutiamo qualcosa o qualche luogo più grande della vita stessa (un ponte attraversa un baratro). |Direzione non è mero scopo da realizzare, ogni scopo delude, sia esso di salire la scala sociale, crescere una famiglia contro le vicissitudini della vita o sostenere una grande causa. Il solo impegno che dia una scopo ultimo è seguire l'energia della fonte fino alla fine dei tuoi giorni, indipendentemente di dove ti conduca. Chiedi se hai uno scopo così valido al quale dedicare la tua vita. IMG8: Serpente può mordere la mano che lo sorregge (solo ciò che si scegli e è scelto, cerca l'origine di ciò che ti sfida). Il sognante apre la porta nel muro (superare ostacoli è il primo passo per trovare uno scopo, impara da tutto ciò che incontri). Valigia porta sul letto (vero prezzo del viaggio è rinunciare a ciò che non vuoi abbandonare; resistete, ma poi scegliere di dare). |Zingara dispiega le carte per lo gnomo (la fortuna non è nelle carte, ma nelle scelte di vita: scegli con sicurezza e non voltarti mai indietro). Salendo, il sognatore passa accanto a un altro che scende (se uno ha più direzioni nella vita, queste tendono ad annullarsi reciprocamente: per il momento scegli la direzione più centrale). Il Cane guida il suo padrone per la foresta (essere guidati significa far propria la direzione di un altro). Un Auto sale la montagna (continuare a muoversi non è una direzione, ma una distrazione: fermati abbastanza a lungo da decidere dove stai andando). Lampo sull'acqua (il viaggio riunisce ciò che ci succede e l'uso che facciamo di ciò che ci succede: agisci più per desiderio di auto-conoscenza che per desiderio in sè). |Capodanno ortodosso: per quanto sia nera la notte, arriva sempre l'alba.| Raseno racconta la leggenda del taglialegna che, alla foce del fiume al foce del Tibrin, cade dall'albero e la vita gli sfugge tra lacrime e abbracci al compagno di lavoro a cui raccomanda la famiglia. Le anime dei morti salgono su un vascello verso un purgatorio. Il Tevere diventa Acheronte, traghetta la coscienza tra mondi, ricordi e desideri di ritorno. Riti longobardi e Argonauti evocano raccolti e conquiste, l'acqua nutre i defunti, e un ponte tra vivi e morti lenisce maremoti interiori. Ogni mare narra distacchi, migrazioni, tra nostalgia e ricomposizione dei lutti. Raseno riparte dal Tirreno, si ritira nel canyon del Biedano, coltivando giardino e memoria del Terabuti. Racconta mondi lontani, civiltà sepolte, pigmei d'Africa, aborigeni d'Australia, riti di fertilità e socialità. Versa vino, ascolta vento e pioggia, sogna avventure con Gulliver, pirati stellari e giganti, che cercano piante sacre e misteri cosmici. La musica e le storie guidano emozioni, creano realtà, e il sogno diventa esperienza di vita. Ogni sognatore costruisce mondi, riveste maschere, recita ruoli tra gioia e tormento. Il bambino Dioniso guida risvegli, il mito rinnova la vita: chi segue il sogno ritrova scopo, creatività e potere interiore, un ponte tra sé e l’universo.# |Raseno altra storia, narra quella sera, |Ostium foce Tibri, lavor 2 taglialegna, uno perde equilibrio, dall'albero cade, batte testa e poi, è fra compagne bracce. Pochi minuti vita, lui affida lacrimando, la moglie coi figlioli, a carità compagno, il |taglialegna chiuse, occhi dell'amico, bagnandosi le dita, in sue lacrime del viso. Tocca involontario, palpebra sua propria, guarda intorno e l'erba, appar colore viola, il mare porporino, il Tevere annerito, in mezzo sta Vascello, 1 popolo sul rivo: folla di fantasmi, assiepa quel pontile, in lunga fila sale, su tal Velier gentile, Spiriti al timone, alle vele e alle gomene, la nave prende il largo, affida alle maree. Il taglialegna seppe, raggiunta tale folla, che anime dei morti, al porto fanno spola, ad imbarcarsi verso, un purgatorio mondo, Visione a lui concesse, lacrima-moribondo. |Tevere-Acheronte, chiamato fu Tibrin, mistici e viandanti, trasporta nel dormir, sino mar dei morti, il corpo fa da barca, traghetta la coscienza, onda sulla carta. |Longobardi riti, riplasman vecchi miti, di Marte con Vestali, su ponte dei Sublici, onorano |Argonauti, arrivati qui in piroghe, propiziano raccolti, e conquistare spose. Acqua compagna, nell'ultimo assaggio, richiama i defunti, li nutre x viaggio, un via-vai di umani, migranti sui mari, 1 ponte tra i mondi, e sede di annegati. |Nostalgia di vita, nostalgia ritorno, ogni Mare narra, dolor distacco fondo, il trauma di emigrante, obbliga staccarsi, lasciare le radici, divorar straziarsi: privati degli affetti, famiglie e paesi, consumano i lutti, al fin ricompattarsi, partire ugual morire, viaggi nell'ignoto, un ponte ritrovato, lenisce maremoto. Finito mio soggiorno, riparto da Grosseto, scendo sulla costa, del |Rasna mar Tirreno, nel canyon del |Biedano, sosterò in ritiro, al tempio terabuti, coltiverò giardino. Cantaci oh |Raseno, mondi lontanissimi, mistici viaggiatori, in terre inesplorate, con civiltà sepolte, deriva continenti, amore degli umani, nei miti correnti. Pigmei di Africa, siedono a terra, con rito sociale, fumano erba, |Aborigeni Australia, stendono a terra, con rito fertilità, lasciano sperma. Raseno mescitore, versaci tuo vino, facci riascoltar, storie oltre confino, |Gulliver vogliamo, e i canti di Battiato, un capitano in mare, più storie ci ha portato, seguimmo x istinto, scie delle comete, 1 pirata tutto nero, vive sotto stelle, muta in astronave, tutto suo veliero, 1 teschio x bandiera, vuole dire libertà, arrembaggio ad ego, lui cuore grande ha; fammi provare oh Capitano, 1 avventura dove io son eroe, che combatte accanto a te, fammi volare senza meta, tra i piani oltre ghiacci, in caverne dei giganti, per trovare sacre piante. Anima di sogno, è cosmica faccenda, eventi e significati, di musica son fatti, etere è sostanza, forma tutti quanti, con ritmo dei suoni, viaggia emozione, commuove realtà, crea situazione, indigeno si vive, custode di natura, mescia buon vino, ascolto vento e pioggia: a volte Thera piange, chiama alle sue storie, immaginarie lande, del tempio |Terabuti, 1 sogno reca forma, al mito fondatore, ghirlanda di Tago, vien da tale azione. Sai Baba di |Shirdi, respira nelle cose, canto sue canzoni, prolungo sue storie, rivivo quel sogno, a festa ricorrenza, orto mi sostiene, con personale scienza. Sognare funziona, come camminare, da piano parallelo, indirizza azion umane, accadon tutti sogni, entro Grande Sogno, del dio-bimbo che, estingue ogni bisogno: chi suo sogno perde, perde scopo e meta, semi miti e riti, rinnovan vita intera, Sogno e creazione, hanno stessi versi, vivono |Arunta, nei loro sogni immersi; interpretare sogni, oracolo preciso, sogni dal digiuno, danze oppur confino, tutti personaggi, crea il sognatore, ricavan sensazioni, cuore di creatore: ognuno sogna 1 mondo, dove divien Re, poter creativo che, tiene dentro Se, miliardi luminarie, dentro fuor ognuno, Io sono lato umano, recita qualcuno; svestito 1 dato ruolo, salgo nuovo stadio, altra maschera rivesto, come bimbo Tago, 1 ruolo di stagione, tra gioie e tormenti, son Dioniso bambino, al tempo dei risvegli; voler lasciare mondo, è uscire dal teatro, Attore ha molti nomi, bimbo in Africa rinato, in templi di foresta, vestito da felino, danza la sua festa. |Tago-drammaturgo, apre e chiude porta, recita suo ruolo, nel libro che ci detta. anime_battiato_eremiti.mp4 audio
I viaggi di Gulliver ?, romanzo di Jonathan Swift, narra i viaggi fantastici di Lemuel Gulliver, un medico di bordo che esplora mondi surreali. Nel primo viaggio approda a Lilliput, regno di uomini minuscoli ossessionati da guerre ridicole e burocrazia. Poi giunge a Brobdingnag, terra di giganti, dove l'uomo occidentale appare ridicolo e crudele. A Laputa, incontra scienziati scollegati dalla realtà, persi in astruse teorie. Infine, nel paese degli Houynan, cavalli razionali governano pacificamente, mentre gli uomini (gli Yahoo) sono creature selvagge. Gulliver torna cambiato e disilluso verso l'umanità. Swift critica la politica, la scienza cieca, l'orgoglio umano e la società autodefinitasi occidentale. Oracolo: la 'civilizzazione' spesso maschera ipocrisie, abusi e assurdità. Gulliver ti invita a riflettere su relativismo culturale, rispetto della natura e limiti della ragione. Alla fine, Gulliver troverà la sua guarigione in una crisi di identità, e un ribaltamento di visione: Chi è davvero il selvaggio?



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