|foto umanstoria |Raseno altra storia, narra quella sera, |Ostium foce Tibri, lavor 2 taglialegna, uno perde equilibrio, dall'albero cade, batte testa e poi, è fra compagne bracce. Pochi minuti vita, lui affida lacrimando, la moglie coi figlioli, a carità compagno, il |taglialegna chiuse, occhi dell'amico, bagnandosi le dita, in sue lacrime del viso. Tocca involontario, palpebra sua propria, guarda intorno e l'erba, appar colore viola, il mare porporino, il Tevere annerito, in mezzo sta Vascello, 1 popolo sul rivo: folla di fantasmi, assiepa quel pontile, in lunga fila sale, su tal Velier gentile, Spiriti al timone, alle vele e alle gomene, la nave prende il largo, affida alle maree. Il taglialegna seppe, raggiunta tale folla, che anime dei morti, al porto fanno spola, ad imbarcarsi verso, un purgatorio mondo, Visione a lui concesse, lacrima-moribondo. |Tevere-Acheronte, chiamato fu Tibrin, mistici e viandanti, trasporta nel dormir, sino mar dei morti, il corpo fa da barca, traghetta la coscienza, onda sulla carta. |Longobardi riti, riplasman vecchi miti, di Marte con Vestali, su ponte dei Sublici, onorano |Argonauti, arrivati qui in piroghe, propiziano raccolti, e conquistare spose. Acqua compagna, nell'ultimo assaggio, richiama i defunti, li nutre x viaggio, un via-vai di umani, migranti sui mari, 1 ponte tra i mondi, e sede di annegati. |Nostalgia di vita, nostalgia ritorno, ogni Mare narra, dolor distacco fondo, il trauma di emigrante, obbliga staccarsi, lasciare le radici, divorar straziarsi: privati degli affetti, famiglie e paesi, consumano i lutti, al fin ricompattarsi, partire ugual morire, viaggi nell'ignoto, un ponte ritrovato, lenisce maremoto.# Finito mio soggiorno, riparto da Grosseto, scendo sulla costa, del |Rasna mar Tirreno, nel canyon del |Biedano, sosterò in ritiro, al tempio terabuti, coltiverò giardino. Cantaci oh |Raseno, mondi lontanissimi, mistici viaggiatori, in terre inesplorate, con civiltà sepolte, deriva continenti, amore degli umani, nei miti correnti. Pigmei di Africa, siedono a terra, con rito sociale, fumano erba, |Aborigeni Australia, stendono a terra, con rito fertilità, lasciano sperma. Raseno mescitore, versaci tuo vino, facci riascoltar, storie oltre confino, |Gulliver vogliamo, e i canti di Battiato, un capitano in mare, più storie ci ha portato, seguimmo x istinto, scie delle comete, 1 pirata tutto nero, vive sotto stelle, muta in astronave, tutto suo veliero, 1 teschio x bandiera, vuole dire libertà, arrembaggio ad ego, lui cuore grande ha; fammi provare oh Capitano, 1 avventura dove io son eroe, che combatte accanto a te, fammi volare senza meta, tra i piani oltre ghiacci, in caverne dei giganti, per trovare sacre piante. Anima di sogno, è cosmica faccenda, eventi e significati, di musica son fatti, etere è sostanza, forma tutti quanti, con ritmo dei suoni, viaggia emozione, commuove realtà, crea situazione, indigeno si vive, custode di natura, mescia buon vino, ascolto vento e pioggia: a volte Thera piange, chiama alle sue storie, immaginarie lande, del tempio |Terabuti, 1 sogno reca forma, al mito fondatore, ghirlanda di Tago, vien da tale azione. Sai Baba di |Shirdi, respira nelle cose, canto sue canzoni, prolungo sue storie, rivivo quel sogno, a festa ricorrenza, orto mi sostiene, con personale scienza. Sognare funziona, come camminare, da piano parallelo, indirizza azion umane, accadon tutti sogni, entro Grande Sogno, del dio-bimbo che, estingue ogni bisogno: chi suo sogno perde, perde scopo e meta, semi miti e riti, rinnovan vita intera, Sogno e creazione, hanno stessi versi, vivono |Arunta, nei loro sogni immersi; interpretare sogni, oracolo preciso, sogni dal digiuno, danze oppur confino, tutti personaggi, crea il sognatore, ricavan sensazioni, cuore di creatore: ognuno sogna 1 mondo, dove divien Re, poter creativo che, tiene dentro Se, miliardi luminarie, dentro fuor ognuno, Io sono lato umano, recita qualcuno; svestito 1 dato ruolo, salgo nuovo stadio, altra maschera rivesto, come bimbo Tago, 1 ruolo di stagione, tra gioie e tormenti, son Dioniso bambino, al tempo dei risvegli; voler lasciare mondo, è uscire dal teatro, Attore ha molti nomi, bimbo in Africa rinato, in templi di foresta, vestito da felino, danza la sua festa. |Tago-drammaturgo, apre e chiude porta, recita suo ruolo, nel libro che ci detta.
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quidf gemello 186
lume186-Raseno dal Tirreno, giunge al canyon del Biedano, a coltivare la memoria, nel giardono Terabuti, versa vino e narra, ascolta vento e pioggia, avventure con giganti, che cercan piante sacre, e con musica ci aiuta, guidando le emozioni, nel sogno fà esperienza, di mondi lontani, maschere gioia e tormento. Ogni mare narra storie, migrazioni e nostalgia, lutti e distacchi: alla Foce fiume Tibrin, un giorno due taglialegna, lavoravan su alta pianta, uno perde l'equilibrio, cade e batte la testa, soccorso dal compagno, mentre la vita gli sfugge, pochi minuti sufficenti, a raccomandargli moglie e figli, tra lacrime e abbracci. Il taglialegna chiuse gli occhi, al compagno moribondo, bagnandosi le dita, con le sue ultime lacrime, poi tocca i propri occhi, involontariamente, ed ebbe una visione: quando si guarda attorno, erbe e piante color viola, acque del Tevere nere, lontano mare rosso porpora, in mezzo al fiume sta un vascello, bianco con tre vele nere, e in esse croci bianche. sulla riva si assiepava, una folla immensa di fantasmi, presso di un pontile, salivano sul veliero, un angelo è al timone, altri alle vele e alle gomene. Quando la nave fu carica, si allentano le funi, si gonfiarono le vele, e il vascello prese il largo, andando sul mar rosso, verso il purgatorio. Il taglialegna si avvicina, e seppe dalla folla, quello è il Porto delle Anime, dove arrivan tutti i morti, per imbarcarsi là, a lui fu concesso di vederlo, poichè si bagnò gli occhi, con lacrime di un moribondo. Tevere è Acheronte, traghetta anime tra i mondi, l'acqua nutre i defunti, ricordi e desideri di ritorno, e un ponte tra vivi e morti, mondi e civiltà sepolte, è fertilità e socialità, nei riti medievali, di longobardi e argonauti, pigmei d'Africa e indiani, e aborigeni d'Australia.|
oracolo 186
sogni06-lume186-DIREZIONE: La memoria del mondo risponde con questa immagine: un ponte attraversa un baratro. La direzione non è un semplice scopo da raggiungere, ma la capacità di seguire una corrente più profonda della volontà personale. Anche il fiume vive questo movimento: non sceglie la propria meta, ma conduce ciò che riceve verso il mare. Il Porto delle Anime, raccontato dal taglialegna, mostra lo stesso passaggio: ogni vita attraversa una soglia, ogni viaggio lascia qualcosa e conduce altrove. Le immagini del sogno raccontano questa ricerca. La porta aperta nel muro indica il superamento della soglia. La valigia sul letto ricorda che ogni viaggio richiede di lasciare qualcosa. La zingara che apre le carte mostra che la direzione non è scritta nei segni, ma nelle scelte. Il cane che guida il padrone e l'auto che sale la montagna interrogano il rapporto fra essere guidati e scegliere la propria strada. Jung avrebbe visto nel viaggio sul fiume un'immagine del processo di individuazione: il movimento verso una totalità più ampia dell'Io. Von Franz ricordava che nei sogni i passaggi d'acqua spesso indicano trasformazioni profonde della psiche. Per quanto sia nera la notte, arriva sempre l'alba.
|semine: 2018-03-16 scheda
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