L'ibogaine,
miracolo terapeutico?



racine Iboga

ACCOGLIENZA

SOMMARIO

1/la pianta

2/la religione di eboga

3/iboga ed addiction

-storico, brother shine,

-ibogaine story

-articolo di Goutarel

-il protocollo Lotsof

-ibogaïne e regressione 

- inocuité del trattamento

4/Agora: esperienze vissute, articoli, diversi,

5/album foto

legami

 

 

Il Don Allan,
estratti della rivista: "Primale rinascita, tè giornale of primale psicologia. Primavera 1996.

Traduce dell'inglese per N.S.

(.....)

La capacità che ha l'Ibogaïne di interrompere il fenomeno di addiction è all'origine del recente interesse che gli si porta: (...)

L'ibogaïne è meno conosciuto come mezzo di facilitare la psicoterapia (...)

Forte di quattro brevetti americano per interrompere l'addiction all'eroina, la cocaina, l'alcol e la nicotina, Goutarel ed al., 1993, Howard Lotsof 1995, l'ibogaïne appare essere sul punto di essere oggetto di investimenti massicci.

La cosa è tuttavia, non ci buona più complicate di esse sembrano.

L'ibogaïne è illegale solamente in due paesi: USA e Belgio.

Negli USA, degli studi per valutare l'ibogaïne come mezzo di interrompere l'addiction è stato condotto senza interrompere dal 1993.(...)

I giganti dell'industria farmaceutica sono interessati ma distanti: le molecole naturali non potendo essere oggetto di deposito di un brevetto.

Ora, l'Ibogaïne è estratto di una sorgente naturale, una pianta, il Tabernanthe Iboga, che si incontra nella foresta equatoriale africana. E nessuno laboratorio ha finora, riuscito a mettere a punto un'imitazione chimica, Hudson Valley Business giornale 1996.

Sebbene si possa, a priori, credere che l'Ibogaïne apre delle enormi possibilità al livello del "mercato", questa molecola non corrisponde tuttavia ai tipi di prescrizioni che l'industria farmaceutica è pronta a mettere in vendita: la maggior parte del prescrizione-tipo si amministra quotidianamente in contanti su delle durate si in settimane, mesi, o anni.

Ora, basta una sola dose nella cornice di un trattamento all'Ibogaïne, seguito di parecchi mesi di psicoterapia.

L'ibogaïne non inquadra neanche con gli standard utilizzati per classificare gli effetti dei droghe psychotropes (Blakeslee, 1993,; Goutarel ed al., 1993; Strassman, 1995. Non è un droga "recreational", la sua azione ed i suoi effetti sono molto differenti e molto più complicati che nel caso della maggior parte degli altri allucinogeni. La presa di Ibogaïne non facilita l'interazione tra le persone, ed occasiona un periodo di parecchie ore o l'argomento non può o non vuole parlare. Gli effetti fisiologici durano di 24 a 36 ore, corredate di nausee.

Credo che è necessario condurre molti altri studi sull'argomento. I lettori che desiderano più di notizie sull'ibogaïne sono pregati di riferirsi ai lavori esistenti concernente la sua storia (...), le sue proprietà chimiche e la sua tossicità (...). La stampa a grosso tiro (...), e la Stampa alterna (...).

Sempre più lavori sull'utilizzazione di droghe allucinogene in psicoterapia e psichiatria, sono pubblicati nella stampa medica e scientifica (...). Sono altrettanto dell'affasciniamo studi su delle droghe psichedeliche che potrebbero presentare qualche interesse per i psicoterapisti.


UN MIRACOLO TERAPEUTICO?

Per sapere ne più sulle possibili applicazioni dell'ibogaïne nel campo della psicoterapia, mi susseguo si intrattenuto con Eric Taub, una nessuno che ha scritto sulle facoltà dell'ibogaïne di facilitare la "regressione." Taub ha l'intenzione di aprire un clinico "ibogaïne", all'esterno degli Stati Uniti. Mi ha parlato di parecchie persone avendo sperimentato l'Ibogaïne all'estero, ndt: Fuori l'US. Sebbene nessuna statistico non sia stata fatta a proposito della potenzialità dell'Ibogaïne a facilitare la regressione, le quattro persone che ho intervistato hanno manifestato a differenti livelli di progresso in questo senso.

La prima persona non ha constatato di "progressi regressivi", il secondo ha trovato l'ibogaïne utile al livello della psicoterapia, ma non specificamente "regressiva", la terza ha constatato dei progressi marginali. La quarta persona manifesta di successo regressivo spettacolare.


Sebbene non raccomanderei forse l'utilizzazione dell'Ibogaïne in psicoterapia alla vista di li intervisti che ho fatto e della documentazione che ho consultato, ho incluso però sotto la trascrizione dell'intervista che ho realizzato con Sarah EMANON, un psicoterapista associato di Taub. È quella delle quattro persone di cui l'esperienza è stata più positiva. Se tutti fossero capaci di ottenere dei tali risultati in termine di psicoterapia, l'Ibogaïne meriterebbe bene lo nomino di "Miracolo Terapeutico"



Intervista Di Sarah EMANON, Marzo 1995,


DONO ALLAN: Quale tipo di lavori potrebbe farsi in un "Ibogaïne clinic?"

SARAH EMANON: ha ciò che farei se ero direttore del clinico Ibogaïne. Tre tipi di lavori:

  • soppressione di addictions,
  • psicoterapia,
  • così come dei lavori di tipo spirituale o initiatique.

Sono i tre aspetti indissociabili degli effetti dell'Ibogaïne, o piuttosto i tre angoli, i tre modi di considerare gli effetti dell'alcaloide.

DA: quanto tempo dura una seduta?

SI: il nessuno prova fisicamente gli effetti dell'ibogaïne durante 24 alle 36.

DA: Come interrompe l'ibogaïne l'addiction?

SI: parecchie cose. Innanzitutto, interrompe l'addiction ricuperando i riceventi neuronaux, e sopprimi così il fenomeno di mancanza, cancellando tutti i suoi effetti (dolori). Il nessuno soffre durante lo svezzamento.

DA: Questo è un processo fisiologico?

SI: Sì, ma ciò non significa che la persona è svezzata psicologicamente della sua sostanza di addiction. Ciò vuole dire che la persona non soffra della mancanza durante un certo tempo, un tipo di "finestra" di cui la durata varia secondo le persone. È generalmente un periodo di una decina di giorni durante la quale la persona si sente in piena forma.

Poi, presentati un secondo finestra di cui la durata varia di un mese a sei mesi secondo gli individui durante la quale la persona non prova nessuna mancanza.

Ma, una volta che questa finestra è sparita, dei fattori psicologici che hanno provocato l'addiction del paziente ritornano... così nessuno seguito non è assicurato. Questo è perché bisogna completare la cura all'ibogaïne per un seguito psicoterapeutico.

DA: come?

SI: dei diversi modi. Quando si tratta di una cura di détoxication, la dose amministrata fatta che la persona non può conversare più durante due alle sei a partire da dal momento in cui i primi effetti sono provati. Il terapeuta non può intervenire durante il periodo dunque dove l'alcaloide è più attivo. Deve intervenire dunque prima di, e dopo.

DA: questo periodo di alta attività (peak) dell'Ibogaïne è necessaria se il paziente non può parlare col terapeuta?

SI: Sì, perché è il momento dove la soppressione della mancanza si fa.

DA: L'ibogaïne è efficace a cento per cento in ciò che riguarda lo svezzamento fisiologico di sostanze addictives?

SI: quasi. Non ho sentito parlare che alcuni casi dove l'ibogaïne si è mostrato inefficace. Nella maggioranza di questi casi, un secondo dosa, è stato efficace. Questi problemi hanno avuto luogo principalmente nel caso di svezzamenti al méthadone.

DA: quale è stato l'intervallo rispettato introduco la prima amministrazione ed il secondo doso?

SI: Ciò può farsi alcuno giorno più tardi. Se il medico della clinica dimostra che l'addiction non è stato interrotto, con l'accordo del cliente, un secondo dosa è amministrata.

DA: ritorniamo agli aspetti terapeutici dalla cura di interruzione di addiction, ne che cosa consiste la terapia anteriore e dopo il periodo attivo di 24 alle 36?

SI: c'informiamo del passato medico e psicologico del paziente, includendo degli elementi di notizia biografica a proposito della sua infanzia. Ma, più importante dell'intervento preliminare è di fare comprendere al paziente la necessità di seguire una psicoterapia dopo il trattamento all'ibogaïne. Una delle condizioni di ammissione in trattamento all'Ibogaïne: che il paziente si sia aggiustato per seguire una psicoterapia dopo avere lasciato la clinica. Occorre che abbia previsto di seguire una post-terapia con un Psicologo informato sulla natura della cura, ed il tipo di lavoro che dovrà effettuare.

DA: In che cosa la terapia consiste dopo il periodo di 24 alle 36?

SI: Gli effetti dell'ibogaïne durano più molto tempo del solo periodo di 24 alle 36. L'ibogaïne apre una prima finestra di una durata di dieci giorni durante la quale le difese psicologiche del paziente sono attenuate, e permette al terapeuta di accedere liberamente al processo psicologico del paziente.
Alla clinica, organizziamo tre giorni di psicoterapia di gruppo ed individuale durante i tre giorni suivantt la seduta di Ibogaïne.
Generalmente, prendiamo quarantotto ore per l'inchiesta psicologica preliminare del cliente. Poi, viene la seduta all'ibogaïne, ed infine, il paziente è accolto in una casa dove si svolgono i tre giorni di psicoterapia.

DA: Avete fatto menzione di tre differenti tipi di lavori realizzati con l'Ibogaïne: psicoterapeutici, spirituali e l'interruzione di addiction. Sono tre differenti sedute, o tre tipi di lavori realizzati in una seduta?

SI: Le tre forme differenti di intervento variano in funzione della dose di ibogaïne amministrato, e dunque dell'obiettivo inseguito dal terapeuta. Tuttavia, questi tre campi non sono "stagni." Per esempio, una persona può avere con l'intenzione trattato il suo problema da addiction, e scoprire perché, e come ne è venuta a cadere accros.

DA: Incitate i pazienti a provare a trovare come il loro addiction ha esordito?

SI: Sì. la seduta di prato-terapia gli aiutano.

DA: Autorizzate il paziente a partecipare ad una seduta di ibogaïne anche se dice non avere l'intenzione di sapere perché è caduto accros?

SI: Sì. l'ibogaïne interrompe l'addiction anche se il paziente non ha questa intenzione. Il mio approccio personale è storico: chiedo ai miei clienti regolari di posarsi questa domanda molto prima seguire una cura all'ibogaïne. Ma gli approcci di psicoterapisti sono diversi e certi non lo fanno. Abbiamo dei pazienti che preferiscono lavorare nel senso della psicologia cognitiva o behavouriste, comportamentale.

DA: È possibile per un paziente di cui la prima motivazione l'interruzione di addiction è, di beneficiare nella stessa seduta di un apporto spirituale?

SI: Sì. In effetti un paziente che ha queste tre intenzioni, psicologico, spirituale e di interrompere il suo addiction, beneficerà dei tre effetti dell'ibogaïne.

DA: Che cosa vuole dire avere un'intenzione spirituale o initiatique?

SI: I pazienti possono volere aprire delle porte spirituali, qualunque cosa ciò possa volere dire per ciascuno di essi, in quanto individui.

DA: Le persone che non soffrono di addiction ad una sostanza possono seguire una cura all'ibogaïne con le motivazioni puramente psicoterapeutiche?

SI: Sì, di un certo modo. Possono partecipare e possono rompere chimicamente un addiction corrispondente ad una disfunzione comportamentale, un devianza psychosociale, differente di un addiction ad una sostanza addictive?).

DA: Dite che tutto nessuno che viene ad una seduta all'ibogaïne è raggelato in certi schemi comportamentali chi possono essere rotti come un détoxication ad una sostanza?

SI: Sì, ma c'è una differenza maggiore: l'ibogaïne interrompe l'addiction senza nessuna forma di processo psicologico o emozionale. E gli addictions comportamentali, psicologici o emozionali non possono essere interrotte senza un processo psicologico o emozionale. Avere la buona intenzione, e la buona introspezione (?) fanno parte del processo.

DA: Ci sono altre differenze tra la seduta terapeutica e le sedute di interruzione di addiction?

SI: In seduta terapeutica, la dose di ibogaïne è sufficientemente debole per permettere al paziente di continuare a seguire un processo psicologico, in relazione col suo terapeuta. Può esprimersi quasi tutto lungo il periodo intenso di 24 alle 36.
Ciò vuole dire che il paziente non sia dominato dagli effetti fisiologici dell'ibogaïne.

DA: Potete descrivermi un poco più il processo terapeutico?

SI: La seduta terapeutica comincia prima dell'ingestione di ibogaïne. Si parla di ciò che la persona vorrebbe cambiare nella sua vita, quali comportamenti vorrebbe rettificare nella misura in cui è capace di identificarli consapevolmente.

La sua infanzia, le sue relazioni con sua madre, suo padre, il suo ambiente... Quale sono potuti essere altri elementi determinanti: la scuola, la chiesa... Per chiarificare le intenzioni prima di cominciare con l'ibogaïne.

DA: Che cosa arriva quando la persona prende l'ibogaïne?

SI: Dopo l'ingestione di ibogaïne, le barriere cadono e le difese psicologiche si indeboliscono. Provo, per le domande, di aiutare il paziente a risalire nel tempo. Provo a riportarli tanto lontano di quanto noi possiamo. Certi pazienti risalgono all'età di dieci-dodici anni, di altri quattro-cinque, di altri alla piccola infanzia e stesso alle epoche vicine del giorno della loro nascita. Sebbene non abbia lavorato al livello di esperienze prato o perinatale, credo che l'ibogaïne potrebbe facilitare questo genere di lavori.

DA: Potete essere più precise in quanto al modo di cui riportate indietro il paziente nel tempo, e che egli durante la seduta?

SI: Sì. Una volta che l'ibogaïne è ingerito, dico loro: "parlami delle tue paure che hai in questo momento" me ne parlano. Poi, chiedo loro di risalire nel tempo: "a quando risalgo la prima volta dove ti ricordi avere avuto questa paura?". Ed essi risalgono abbastanza lontano nel tempo, di un modo chiaro, viscerale. Sono nell'esperienza. Vivono la loro regressione come un'inquietudine ipnotica. Poi, ritornano al presente, come se rimbalzava indietro di parte anteriore. Per esempio, possono esclamare: "Ciò è! Mi ritrovo all'età di dieci anni, e, HO!... Sono con mio marito o la mia donna, al lavoro, adesso e... Ho di nuovo dieci anni, ed io sono nella stessa situazione"... eccetera

DA: Questo tipo di rimbalzi nel tempo è specifico all'ibogaïne?

SI: Sì. È spesso ciò che arriva alle persone avendo preso dell'ibogaïne anche se la loro intenzione era di interrompere un addiction. Ciò arriva loro spontaneamente. Ciò non ha niente da vedere con lo stile del terapeuta, ma ciò questo prodotto e cammina. L'ibogaïne mi insegna come raggiungere e déconstruire i loro comportamenti.

DA: state dicendomi che l'ibogaïne vi impara a diventare un migliore terapeuta? E ciò influenza il vostro modo di condurre le vostre sedute? e stesso quando non utilizzate l'Ibogaïne?

SI: Sì, esattamente. Ho, lavorato con un uomo che regrediva all'età di dieci anni per esempio, ed era terrorizzato da suo padre, un uomo molto grande, collerico e violento. Poi, il paziente ritorna all'epoca presente e percepisce le sue paure attuali che non hanno cambiato e fanno di lui una persona timorosa ed introversa. È portato poi, di nuovo nel suo passato, e è preso di nuovo di spaventi...
Poi, realizzo di nuovo nel presente. Secondo queste andare-ritorno temporali, lo spavento comincia ad attenuarsi: il padre perde progressivamente il suo potere di dominio. Adesso, e questo è specifico all'ibogaïne, il paziente è in grado di andare dentro a suo padre: "HO! ma ha anche paura egli!. Non sa che cosa fare con me, è confuso rispetto alla sua situazione, soffre dello stress occasionato dal suo ambiente naturale"... Così, il padre comincia a perdere del suo ascendente sul ragazzino, e la paura si smorza poco a poco. A nuovo nel presente, il paziente diventa tanto meno timoroso e può agire senza paura.

DA: Questo cambiamento comportamentale dura? Il nessuno si ricorda lei di ciò che ha appreso e può continuare a fare ne uso?

SI: E bene, non solo questi effetti durano nella coscienza del paziente, ma sembrano agire nella sua vita quotidiana dove abborda delle situazioni negative di un modo differente di ciò che avrebbe fatto prima di fare la cura all'ibogaïne adesso, e se ne rende completamente conto. Non reagisce più della stessa modo faccia a certe situazioni.

DA: Suggerite un tipo di meccanismo fisiologico chi modifico lo Schema comportamentale dell'individuo?

SI: Il mio sentimento è che mentre svolgiti questo processo psicologico, si operano delle modifiche physiologico-chimiche.
Quando si lavora con l'ipnosi per esempio e che la persona è in inquietudine, si può raggiungere la sua memoria di livello cellulare, la sua impronta chimica. Con l'ibogaïne, il corpo del paziente è fisiologicamente e chimicamente aperto di un modo come il soggetto re sperimenta visceralmente il suo passato. Le modifiche chimiche sono sperimentate fisiologicamente. È possibile che la chimica corporale sia riorganizzata in modo da avvertire la ripetizione dello schema (pattern).

DA: Bene. Parliamo del terzo tipo di sedute che organizzate adesso, queste che chiamate spirituali o initiatiques? Le persone vengono da voi per ciò, o ciò accade senza avere ne l'intenzione?

SI: I due! spesso, delle persone vengono a vedermi per una seduta terapeutica e sono soggetti alle esperienze spirituali parallele. Credo sapere come l'ibogaïne facilita le esperienze spirituali. (...) L'ibogaïne fa due cose: di accessi, procura alla persona un tipo di esperienza visionaria o spirituale, ma, più importante satura ancora, psicologicamente il sistema nervoso e émotionnellement, et/ou con le allucinazioni, ed impedisci l'argomento di funzionare come lo faceva prima. È là che l'illuminazione spirituale accade. E specialmente se la persona è aperta all'esperienza spirituale, incontrerà una motivazione, una nuova forza, una nuova energia che l'accompagnerà d'ora in poi.

DA: Accetterete nella vostra clinica delle persone che hanno unicamente della motivazione spirituale?

SI: Sì.

DA: Il dosaggio è differente nella cornice di una seduta spirituale?

SI: Il dosaggio non è necessariamente differente, ma può essere un poco più importante di quello di una seduta terapeutica, ma molto meno che una seduta di interruzione di addiction.

Vogliamo saturare, overwhelm, il sistema, giusto per un piccolo periodo di tempo. In una seduta terapeutica, ci controlliamo sempre quando sperimentiamo delle visioni regressive come: "mi ricordo, all'età di sei anni...".
Durante una seduta spirituale, il paziente deve essere saturato dall'ibogaïne, al di là del suo punto di controllo. Certamente, durante una seduta terapeutica, il paziente "può fluitare", o "scivolare" verso un breve esperienza initiatique.

DA: Guidate i pazienti con l'aiuto di un metodo terapeutico durante la seduta?

SI: Sì, certamente. Ma nel caso di un'interruzione di addiction, c'è un periodo di almeno due ore dove il paziente vuole essere lasciato solo coi suoi ricordi e le loro dinamiche, le loro relazioni proprie. durante questo periodo, il paziente è allungato ed incapace di rialzarsi ed ancora meno di dialogare col terapeuta. È il momento dove il paziente è immerso in suo ricordarsi e le loro dinamiche, di dove tira degli insegnamenti su sé. Si può incontrare questo periodo "introspettivo" nella cornice delle cure terapeutiche e spirituali, ma per un più corto periodo e meno intenso.

DA: I pazienti vi parlano essi molto anteriori e dopo questo climax, dove sono inaccessibili?

SI: (...) I pazienti hanno sempre bisogno di un periodo di due alle tre dove desiderano "fluitare", solo coi loro ricordi. Poi, vengono a parlarmi di ciò che hanno sperimentato.

DA: Le sedute di ibogaïne sono raccomandate per le persone avendo seguito prima di tutto di numerose psicoterapie e lavori su loro stessi?

SI: Molto! ho fatto molto lavoro su me stesso e credo che ogni persona nel mio caso potrebbe considerare l'ibogaïne come un attrezzo potente.
Stesso senza avere nessuna conoscenza dell'ibogaïne, una persona rotta al lavoro su si, all'introspezione, saprebbe immediatamente per sé stesso come sfruttare per il meglio gli effetti dell'ibogaïne.

DA: Quante sedute avete fatto personalmente?

SI: Tre. Tutte molto differenti.
La prima dose era di 5 mg/kilo. Il secondo di 6,5 mg/k e la terza di 11 mg/k.
Avevo, durante la prima seduta parecchie intenzioni: tutto di accessi, volevo provare ad entrare in contatto con mia madre biologica che non ho conosciuto, essendo stata adottata.
Poi, considerando le mie relazioni umane come gli scacchi, volevo comprendere a che schema si identificavano, e per pura curiosità cercare del lato delle mie vite anteriori.

DA: Che cosa è accaduto durante la prima seduta?

SI: Il mio approccio era di aiutarmi con foto della mia infanzia che avevo esaminato prima della seduta e custodito con me durante. Mentre l'ibogaïne cominciava a fare effetto, mi misi a provare delle emozioni emanare dei personaggi fotografati, mio padre, mia madre, così come mio padre adottivo e mia madre adottiva. Chi erano, e quale erano le loro emozioni, sembravano uscire di queste fotografie per invadermi. Questo è così come ha cominciato il processo: lavorando su mio padre, cominciavo a percepire che era e quale erano le mie reazioni rispetto a lui.
Mi concentrai sul fatto che era molto molto protetto. Mi vedo provando a raggiungerlo, ma senza successo, e di provare ancora ed ancora. Poi, vivo la mia relazione attuale con un uomo e come mi era anche impossibile raggiungerlo. Poi, ritornai con mio padre. Le andare-ritorno cominciavano e continuarono finché abbia differenti angoli di vista dell'argomento. Ma qualche cosa era mancante.
Risalii poi, ancora più indietro nel tempo. Non ho realizzato all'epoca che stavo scivolando verso la fase due. Sono regredito fino al momento dove, bambino, mia madre adottiva mi teneva nelle sue braccia.
La mia testa ed il mio naso battevano contro il suo collo. Ho provato fisicamente ciò durante la seduta, e ne ha custodito la memoria. Quale strana sensazione. Poi, l'ho sentita, e qualche cosa non andava. Mi ricordo della mia reazione, era la causa del movimento della mia testa.
Non volevo essere vicino a lei... Provavo a staccarmi ne perché non sentiva il buono odore, senza arrivare a mantenere la mia testa diritta! È là che ho realizzato che mi ero ritirata in me stesso, ritrattato. Ed io mi vedo provando a raggiungere gli altro mentre loro stessi non possono raggiungermi perché mi sono resa inaccessibile.
Ed eccomi a raccogliere delle persone che non escono di loro stessi come lo faccio io stesso.
Per me, questa esperienza ad estate l'inizio di un * * * * del mio proprio processo psicologico, piuttosto che una vita per procura.

DA: Ha sentire l'emozione nella vostra voce, si direbbe la descrizione di un'esperienza folgorante in termine di re-appropriazione di si?

SI: Ho, sì! Non ho saputo mai ciò prima di, ed io ha fatto degli anni di psicoterapie senza arrivare mai a questo risultato. Mi sono vista non avendo creato mai di legami con mia madre adottiva. Per la prima volta, ho fatto l'esperienza di questa mancanza, l'ho provato, ed io ha compreso perché questa mancanza esistè: non sentiva il buono odore, non era la mia vera madre.

DA: Che cosa è accaduto poi? questa storia diventa sempre più interessante.

SI: Poi, ho provato la sensazione di essere trasportata altrove, e di essere sola. Questa sensazione non era sgradevole, ma questa solitudine immensa. La percepivo come il rifugio dove mi isolo quando le cose non vanno. Come non c'era nessuno per occuparsi di me, ho imparato ad occuparmi di me stesso, unica. E dunque, devo sapere isolarmi per ricomporrmi, riunirmi di nuovo, talvolta. Andavo di questa sensazione di solitudine ai sentimenti positivi in compagnia di qualcuno, mi ritrovavo poi di nuovo sola.
Poi, ebbi il sentimento che questa sequenza era finita, e la mia attenzione stette sulle mie vite anteriori. Appena formulai questo desiderio, mi ritrovai in treno di camminare in un luogo chiuso, affonda ed umido, ai muri ricoperti di rilievi, o di sculture di tipo maya. non mi sentivo al piacere in questo ambiente naturale. Riformulai il desiderio di ritornare, e ritornai.

DA: Quanto tempo ha questa esperienza durato?

SI: Tutto ciò che ho descritto durò tra le cinque e sei.

DA: Eravate capaci di comunicare durante questa esperienza?

DA: Sì, ma talvolta molto lentamente. 5mg/k non sono abbastanza per saturare realmente il mio sistema nervoso ed impedirmi di parlare. Malgrado tutto, ci furono dei momenti dove non volevo comunicare e coprivo le domande degli assistenti alle quali non rispondevo, per la musica. Poi, sembravano toccare un punto importante ed abbondavo nel loro senso.

DA: Che cosa è avvenuto dopo i cinque nelle sei che c'avete descritto?

SI: Non ho dormito della notte e ho continuato il processo durante numerose ore.

DA: Avete continuato il processo a proposito di vostra madre biologica e vostra madre adottiva dopo che abbiate dormito infine?

SI: Sì, durante ancora sei mesi in sedute settimanali di psicoterapia. La seduta di ibogaïne mi ha dato l'immediata invidia di riprendere una terapia per lavorare su questo processo, troppo fondamentale affinché mi attacco unica.

DA: Quanto tempo ha trascorso introduce vostro primo ed il vostro secondo seduta di ibogaïne?

SI: La seconda seduta si svolse più di un anno più tardi. La mia prima esperienza con l'ibogaïne risale al Marzo 1993, il secondo nella primavera 1994, e l'ultima al dicembre 1994.
Un mese o due dopo la mia prima seduta, realizzai rendendomi da mia madre adottiva che il mio vecchio demonio non era sparito. Ritornai odiandomi io stesso, ed io idea che lo schema non era rotto. Quando decisi di fare un secondo seduta all'ibogaïne e lavorai su questo tema, cominciai ad intravedere i sottili disotto della mia vita. Non mi sarò accorta di ciò se non mi ero concentrata su questo problema.
Avevo anche l'intenzione di reconnecter col mondo spirituale che prediligevo essendo giovane. Avevo queste due intenzioni.

DA: Ciò ha funzionato per i due?

Si: durante la seconda seduta, ho trascorso probabilmente tutto il mio tempo a comprendere il mio processo di "self-hatred", automobile denigrazione. Ho avvicinato appena l'aspetto spirituale della cura. Ero questa volta corredata di un amica psicologo che sapeva tutto ciò che era allora possibile sapere sulla mia infanzia.

DA: Come ha cominciato questa seduta?

SI: Ho cominciato da descrivere il genere di cosa che mi fa odiarmi io stesso, innanzitutto nel presente, poi, risalendo progressivamente nel mio passato. Esploravo dei ricordi che conoscevo già, ma che mi apparivano sotto una nuova illuminazione, con le notizie connessioni. Mi ricordavo di mia madre adottiva mi suivantt nella casa dicendomi delle cose negative dovunque come: "non hai di seguito nelle idee, non fai mai niente... Hai visto la sfodero dei tuoi amici, tutti dei loosers, questo non è non? come tu..."
Rispondevo qualche cosa del genere: "Sì, sì...". E là mi diceva: "sì, la mia cara mamma, quando mi rispondi." Ed io ripetevo le sue parole senza riuscire mai a trovare il buono tono, mai. Poi, si metteva ad urlare. Ed io mi mettevo a gridare anche, di terrore. Ed infine, mi diceva: "Ho sempre saputo che eri pazza... sei malato, hai bisogno di aiuto..."
Ed io mi rifugiavo nella mia camera, odiandomi di così tradirmi io stesso. Mi giuravo a me stesso che la prossima volta che farebbe ciò, riuscirei infine a custodire la mia calma, come mio padre l'avrebbe augurato. Non occorreva che strappi, o ciò significava per me che ero veramente pazza. Vivevo e rivivevo questo sentimento; la rabbia che provavo verso lei, la sua rabbia verso me, delle scene similari dove mio padre era presente e non mi proteggeva, non interveniva.
Poi, di ritorno nel presente, vedevo che questo tipo di situazione io replongeait in questo sentimento di rabbia contenuta e di automobile denigrazione. La mia reazione era identica anche se riuscivo a contenere la mia rabbia, era sempre presente.
Secondo queste andare-ritorno temporali, cominciavo a percepire la mia relazione con mia madre adottiva di un altro spunta di vista, sotto un altro angolo. Era immensa, faccia ad una piccola creatura, io. Realizzavo che non ero questa orribile creatura, ma un'innocente piccola ragazza. La sua rabbia era sproporzionata. Perché prendeva si lei dunque a questa innocente creatura?
E mia madre sciolse in una maligna e povero piccola creatura che urlava dopo una piccola ragazza. Poi, perse tutto il suo potere. Cosa che mi arrivò per la prima volta nella mia vita, provavo questo episodio di un modo interamente nuovo adesso.
Ci fu un periodo durante la seduta dove non desideravo muovere: ero allungata e sentivo l'ibogaïne saturarmi come una tela intorno al mio corpo, una tela che si distese fino in Florida, a Miami dove abita mia madre. La sentivo distendersi e cominciare a lacerare il mio corpo. Provavo fisicamente a strapparlo con le mie mani.

DA: Che cosa è accaduto al livello spirituale?

SI: Ho scoperto più tardi che era questo sentimento di automobile denigrazione che aveva rotto le mie connessioni spirituali.

DA: Dite che non avete avuto direttamente esperienza spirituale durante la seduta, ma che risolvendo il vostro problema di automobile denigrazione, avete riannodato indirettamente le vostre connessioni spirituali?

SI: Sì. Sebbene abbia fermato la pratica regolare della meditazione molto prima la mia seduta, praticavo sempre il Tai Chi. Pressappoco un mese dopo la mia seconda seduta all'Ibogaïne, mi ritrovavo distesa nel mio letto, il mio corpo tutto intero percorso di energia. E ciò cominciò ad arrivarmi regolarmente: ero a letto e non potevo dormire... meditavo e provavo di nuovo tutto il mio corpo percorso di energia, come invaso per un'energia. Dopo due o tre mesi di questo genere di esperienze, realizzai che erano dovute alla mia intenzione durante il mio secondo pulisco, di riannodare le mie connessioni spirituali. Niente è accaduto durante la seduta, ma dopo.

DA: È possibile che l'ibogaïne tratti anche le intenzioni incoscienti?

SI: È ciò che è accaduto con me.

DA: Ci sono stati dei momenti, durante le vostre tre sedute, dove eravate in crisi di rabbia, di lacrime, o altri?

SI: Durante la seconda seduta, ero in stato di ipersensibilità emozionale, tremavo e piangevo ma, dolcemente, discretamente...

DA: Come discretamente?


SI: Stesso quando ero in rabbia, il mio corpo non esprimeva questa rabbia in modo visibile per un osservatore. Il mio amica terapeuta a cui avevo confidato il mio sentimento mi ingiungeva a Gridare dopo mia madre, ad urlare, ad estrarre tutto ciò", ma non potevo farlo, ero incapace di esprimere un'emozione verso il mondo esterno.

DA: Quali erano i vostri sentimenti?

SI: Sentivo che urlavo e gridavo e che estraevo ciò di me stesso, ma non in modo fisica.

DA: Gli effetti fisiologici dell'ibogaïne impedivano essi il vostro corpo di reagire?

SI: Sì, esattamente.

DA: È molto importante del punto di vista della psicoterapia primale, dove si considera che il dolore, i sentimenti che accompagnavano l'avvenimento, deve essere re-vissuto. Ho dei dubbi sull'efficacia della cura all'ibogaïne se i ricordi sono percepiti dell'esterno, di un modo soggettivo? Questo proprio soggettivo è?

SI: Non è soggettivo!

DA: Voi dette che una persona può vivere un'enorme scarica emozionale senza subire gli effetti fisici che vanno con? I processi si svolgono in modo interno, senza effetti fisici esterni?

SI: Sentivo il mio corpo liberare dei fiotti di energia ma ero incapace di sollevare non sarebbe ciò che una mano.
So che ci resta poco tempo ma, vorrei parlare di un'esperienza che ho fatto in compagnia di mia sorella alla corte della mia terza seduta: dicevo all'accompagnatore: il "mio braccio trema!". Potevo sentire penetrarlo le onde di energia che il mio corpo liberava, mentre il suo proprio braccio era ancora ad un metro di me. Mi dicevo: "Ciò è, mi tocca il braccio... no, non ancora... adesso...". Ed io sentivo il suo braccio scendere attraverso la mia energia irradiata... Infine, mi toccò il braccio e mi dice: "No, il vostro braccio non trema. Era l'irradiazione di energia che il mio corpo liberava attraverso questo braccio che mi dava l'impressione che tremava.

DA: Che cosa è accaduto poi, alla corte della seduta di psicoterapia consecutiva alle vostre esperienze con l'Ibogaïne? siete ritornate alle mode da espressione di sentimenti più convenzionali? era questo più... cognitivo?

SI: La seduta terapeutica consecutiva alle sedute di ibogaïne fu differente dopo la prima e la seconda esperienza. Dopo la mia prima seduta con l'ibogaïne, esprimevo le mie emozioni in modo catartiche, e questo pendant parecchi mesi.
Seguito al secondo, il mio sentimento di rabbia era sparito...

DA: Avete continuato a seguire una terapia dopo il vostro secondo seduta?

SI: Sì, ma la mia intenzione era allora spirituale.

DA: Grazie mille per questa intervista appassionante.

l'ibogaïne,
miracolo
terapeutico?

- Il Don Allan -

 


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