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voce: orchestra


vespebombiBombo e Vespa e Calabrone storia (52) 52-|Vespa-puntura,lingua geeza | foto insetti | audiolibro | fauna_ape-legnaiola_xylocopa-viola.mp4 | fauna_calabroni_vespe_bombi_api.mp4 | fauna_api_meravigliose.mp4 |musica 15-Bach02.mp3
rospoRane e Bufo cantan presso polle (94) 94-Rane e Rospi solingua latingreco | foto rettili | audiolibro | fauna_rane_rospi_raganelle.mp4 | fauna_rospo_tesla.mp4 |  |musica 60_eu_chamo_a_forza.mp4

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52:lume052-|Vespa-puntura, sfiamma usando due oleoliti, Iperico+Lavanda, su bruciature e irritazioni, punture insetti e ragni. |Iperico-oleolito, lenitivo e antivirale, sfiamma e cicatrizza, ferite piaghe ustioni, di armi avvelenate, assorbe gonfiori, richiude lembi parti, calma irritazioni: usato massaggio, miracoli contro sciatica, oppure herpes zoster, sedativo del nervoso, stimola melatonina, via orale aiuta mielina, nei nervi dei pazienti. |Iperico+Lavanda, curan ustioni radio, una goccia ogni sera, cicatrizza man fessure, e cura contusioni, punture di insetto, prurito e lesioni, ustioni terzo grado, il tetano previene, allontana tristezza, e aiutando serotonina, cura mentale stanchezza. |batte piedi a terra, un musico strumento, chiama un nume protettore, come un |Rombo-tuono-evoca-pioggia, poichè richiama il Tuono, |ronzio-calabrone, o un orchestra di rane, sonagli e maracas, che i bimbi san calmare: se |nacchere+tamburo, accompagnano danze, il |Flauto-di-Pan, trasmuta il soffrire, nei fiati potenti; se tromba in battaglia, ogni animo infiamma, ogni cetra vibrante, è melodia di calma, nel ventre risuona, suo nume dominante, uccelli |grilli+cicale, fanno risonanza, esprimono esistenza, giubilo con urla, rabbia o resistenza, che vibra e frantuma.| Bombi e vespe costruiscono nidi e allevano larve; la regina fonda, depone uova, mentre le operaie raccolgono cibo e difendono la famiglia. Bombi bottinano fiori, resistono a freddo e pioggia, muoiono in autunno lasciando la regina in letargo. Api legnaiola (Xylocopa) e Magachile sono impollinatrici preziose, poco aggressive; pungono solo se minacciate. Il pungiglione delle api è unico e mortale per l'ape, quello delle vespe e calabroni non rimane nel corpo. Vespe e calabroni sono predatori e opportunisti: cacciano altri insetti, raccolgono zuccheri, costruiscono nidi di carta vegetale. Calabroni (Vespa crabro) creano nidi complessi, la regina depone uova e le operaie allevano larve fino all'autunno. In inverno, femmine fecondate entrano in letargo; vecchia regina e operaie muoiono, il nido si estingue e resta vuoto. Vespe diventano aggressive solo vicino al nido o se messe alle strette, le loro punture recano dolore, gonfiore e reazioni cutanee, e le persone allergiche possono soffrire anafilassi: il loro veleno è generalmente locale e temporaneo. Le api nutrono e impollinano, preservando ecosistemi; vespe e calabroni mantengono equilibrio predando insetti. Le Colonie seguono un ritmo stagionale: nascita, crescita, raccolta cibo, letargo, rinascita. Fondamentale è riconoscere i loro comportamenti e stagioni di attività, osservando senza troppo interferire.# Comportamento vespe, simile nei |BOMBI, Imenotteri più grandi, Api son difformi, regina di Bombo, fa suoi nidi sottoterra, sua famiglia poi, risveglia a primavera; i Bombi come Api, insetti vegetariani, bottinano soltanto, dolci fior essudi, accumulan nel nido, solo a far covata, 1 femmina feconda, uscita da ibernata. Regina fondatrice, depone sue uova, alleva larve Bombo, e svezza le operaie, quando sono formate, vanno a bottinare, regina fa clausura, continua uova a fare: lavora bombo a lungo, bottina + di ape, pure con la pioggia, freddo e vento date, poi coi primi freddi, la famigliola muore, regina sopravvive, letargo anfratto vuole. |APE-LEGNAIOLA, è Xylocopa violacea, imenottero assieme, api formiche vespe, 400 specie apoidi, nutre polline nettare, impollinano preziosi; distingui da vespe, inganna apparenza, Xylocopa è nera, ha sottile peluria, che aiuta vincer freddo, quando esce a primavera, prima coraggiosa. corpo tozzo ali cangianti, maschi han linee arancioni, su punta di antenne, e hanno pungiglione, come tutte api: se ape muore dopo punto, poichè strappa intestino, i maschi Xylocopa, son meno aggressivi, pungon se minacciati, o senza via uscita: dolore puntura, è leggero arrossamento, veleno poco tossico. Ape legnaiola, impasta suo nido, in legno marcio o molle, si nutre di aromatiche, glicine e orchidee, sebbene giornalisti, infangano insetti, confondon Calabrone, per loro scopi scemi. |Ape-Magachile, deposita sue uova, in guscio di lumaca, e mura la sua scorta, poi porta aghi Pino, sistema coni tetti, a mascherare guscio, ai predator presenti. |VESPE volan lente, in monotono ronzio, se attardano la sera, pesanti nel tramonto, precedono stelle, Pleiadi in Inverno, quan turbini di vento, alzano esterno: se vedon scuro nembo, che tenebroso sale, le Api da alveare, non si fanno lontane, con sassolini addosso, librano per aria, zavorra come barca, solcan onde aria; ecco piante di acqua, attiran larve pulci, vespe e calabroni, sono predatori furbi, inoculan veleno, non perdon pungiglione, a differenza di ape, che punge dopo muore; portano le prede, al nido a farne pappa, ghiotte loro sono, di zuccheri di sfatta, mandibole taglienti, incidono sui frutti, sminuzzano le fibre, a fare nidi tutti: rosicchiano vespe, foglie del canneto, mastican cortecce, saliva impasta nido, appendono alla grata; se vespa tagliatrice, ha mascelle aguzze, ritaglia foglie a pezzi, su Rose cespugli, arrotola ad astuccio, in volo trasporta, chiude nella terra, mette uova e scorta; formica senza ali, è |CINIPE-vespa, fora + germogli, ghiacciati di quercia, gemme a primavera, saran galle fungi, palle ed escrescenze, di larve parassite. |CALABRONE è vespa crabro, Apone cravunaro rosso, più grosso vespide boreale, sebbene confuso, con Ape legnaiola, o Bombus terrestris. |Calabrone carnivoro, preda altri insetti, ama pure frutta, fa nidi di carta, con fibre vegetali, impasta con saliva, 77 percento, carta idro-repellente, aggiungono fango, titanio ferro zirconio, presi a local suolo, ossige azoto carbonio, elementi primi, poco silicio calcio potassio, manca alluminio magnesio sodio; adulto è rossiccio, macchie e strisce gialle, vive in nidi a sfera, di legno impastato, 200 esemplari, regina pur confusa, con Vespa mandarinia, calabrone giapponese, o Vespa Velutina, giunta in Liguria. Pure se diurno, calabrone va di notte, in autunno inoltrato, attirato da luci, gradite a sue prede, con uomo è indifferente, cerca sottrarsi, con rapida fuga, o nascondimento, mentre la vespa, spinta curiosità, si avvicina a umani; diventano aggressivi, solo presso nido, o messi alle strette: femmine pungiglione, punture dolorose, recan feromoni, che informano attacco, per aiuto in gruppo, il veleno inoculato, fatale x insetti, è minimo ad umani, locale e transitorio, solo allergica persona, può dar anafilassi, veleno interferisce, affanno respiro, fino soffocare; dolore che avverti, è pelle infiammata, mentre gonfiore, è reazione corpo, vespe pungiglione, manca di uncino, è raro che spezzi, o rimanga in tessuti. Una fondatrice a primavera, sveglia ibernazione, fabbrica cellette, di nido primario, forma esagonali, in luogo riparato, semisfera vuota, rivolta verso basso, pochi centime diametro, depone sue uova, che lei accudisce, larva è nutrite, con carne altri insetti, cacciati e tritati, da regina sola, escono operaie, sterili badanti, nutrici e muratore, al posto di regina, che muta mansioni, depone or solo uova, nutrita da operaie, poi controlla celle, uccide larve esterne; verso settembre, attività colonia, massima espansione, frenetica covata: da prime operaie, colonia cresce estate, pioniera ora regina, aumenta di volume, a deporre + uova, fino inizio autunno, poi ultima covata, dà maschi e fondatrici, grazie a meno feromoni, di dominanza regina, poi declina il nido: nuove regine e maschi, ora numerosi a ridosso inverno, fanno accoppiamenti, ogni femmina un maschio, di altra colonia, poi accumula grasso, con liqui zuccherini, a superare freddo, femmine fecondate, entrano in letargo, in altro riparo, o rifugi sottoterra, se superan inverno, saran nuove regine: vecchia regina, anziana si allontana, muore attorno ottobre, seguono operaie, muoiono le larve, senza più badanti, ammoniaca cibo vecchio, colonia si estingue, a inverno inoltrato, vedi involucro carta, celle abbandonate, viste da formiche, oppure coccinelle, al fine svernare, a volte assieme vespe. Colonia calabroni, sa prosciugar melo maturo, ma mangia pure insetti, pesticidi coltivi, se danneggia arnie, porta api loro nido, cibo per larve; trappole calabroni, adesive o esca bottiglia, con tappi in commercio, avvitati su bottiglia. 
lume052-Un bambino disse a Pamela che aveva paura del ronzio delle ali, pensava che ogni insetto fosse un nemico, finché Pamela gli mostrò il segreto del piccolo popolo del giardino. Guarda con attenzione, disse. Le api cercano i fiori e portano vita al mondo; i bombi sfidano freddo e pioggia per raccogliere nettare e polline; le api solitarie, come la grande ape legnaiola, costruiscono piccoli rifugi e custodiscono il futuro delle loro figlie. E le vespe? chiese il bambino. Anche loro hanno un compito, cacciano altri insetti, mantengono l'equilibrio della natura e costruiscono nidi di carta intrecciando fibre vegetali. Il calabrone, grande e maestoso, è un custode del bosco, e difende la propria famiglia solo quando si sente minacciato. Il bambino apprese che ogni colonia segue una danza: nascita, crescita, raccolta, cura e riposo; la vecchia regina scompare, le nuove regine attendono l'inverno, e con la primavera la vita ricomincia. Pamela prosegue_ non temere ciò che non conosci, osserva prima di giudicare; la paura nasce spesso dal non ascoltare. Così il bambino scoprì che il ronzio delle ali non era un avvertimento, ma una musica della Terra, e quando una puntura arrivava, ricordava che il dolore era solo un messaggio delegato al corpo da parte della vespa: ogni creatura ha un posto nella trama invisibile della vita.

94:lume094-Rane e Rospi sono diapason naturali, due strategie della natura. Le rane, dalla pelle liscia e zampe lunghe, vivono presso l'acqua, saltano e catturano insetti; i rospi, dalla pelle verrucosa e zampe corte, resistono meglio alla siccità e si difendono con bufotossine contro i predatori. I loro girini si distinguono facilmente: quelli delle rane sono maculati, quelli dei rospi quasi neri. Ogni primavera milioni di rospi ritornano agli stagni per la riproduzione, affrontando predatori e ostacoli; dalle uova, in circa due mesi, nascono giovani anfibi che colonizzano boschi e campagne. Il loro richiamo è un vero diapason della natura, capace di annunciare pioggia, stagioni e rinascita. Le secrezioni di alcune specie, come il |rospo del deserto di Sonora (Bufo alvarius) o le rane arboricole amazzoniche associate al |kambo, hanno alimentato tradizioni rituali presso diversi popoli, che attribuivano loro proprietà protettive, venatorie o visionarie. Nelle culture orientali il rospo è simbolo di trasformazione e prosperità: il monaco Ji Gong rompe le convenzioni per aiutare i deboli; Liu Hai è accompagnato dal rospo a tre zampe Jin Chan, portatore di fortuna; il giapponese Gama Sennin cavalca un grande rospo che distribuisce oro e argento a chi agisce con generosità. Così rane e rospi diventano emblema dell'equilibrio tra acqua e terra, prudenza e coraggio, difesa e metamorfosi. Il loro canto ricorda che la natura comunica attraverso ritmi e stagioni: ascoltarla sviluppa osservazione, empatia e rispetto per il mondo vivente. Oracolo del rospo: quando il rospo canta, la pozza ascolta; la pianta è un'antenna che riceve il cielo, il rospo è un diapason che accorda l'acqua.| Rane e rospi mostrano adattamenti diversi: le rane hanno pelle liscia, zampe lunghe e amano acqua e umidità, saltano e cacciano insetti, mentre i rospi hanno pelle verrucosa, gambe corte e tollerano siccità. I girini di rana hanno macchie, quelli di rospo sono neri. Alcune rane arboricole amazzoniche, chiamate kambo dai Matses, aiutano nella caccia con polveri rituali; i rospi Bufo bufus e Bufo alvarius del deserto di Sonora, secernono bufotossine che proteggono dai predatori e influenzano cuore e nervi. Durante la stagione riproduttiva, milioni di rospi si radunano, sfidando predatori e rischi, con uova che diventano adulti in due mesi. Rospo e Rana, simbolo di ricchezza o visioni, entra in molte fiabe: Jigong in Cina rompe le regole, aiuta la gente con poteri straordinari e digiuno rituale; Liu Hai riceve un rospo a tre zampe, jin chan, che lo guida e porta ricchezza; Gama Sennin in Giappone usa il rospo per trasportare oro e argento, donandoli a chi merita, simbolo di prosperità e beneficienza. Le rane e i rospi incarnano equilibrio tra pericolo e protezione, magia e natura, vita e trasformazione.# |RANE belle in acqua, osservo nella vasca, nel piccolo laghetto, loro amano far guazza, abbronzano tra piante, saltano alla caccia, invischiano insetti, a mezzo salivaccia. Rana senza coda, gracile e leggera, pelle lucida liscia, ama umidità, mentre Rospo ha, pelle verrucosa, con protuberanze, pelle spesso secca, resiste a siccità. Bufo gira prati, viene detta Toad, Rana è detta Frog, e ama saltare, tiene zampe lunghe, rospo ha gambe corte, e ama strisciare, girini rana han macchia, di rospo sono neri. Rana arboricola cugina, sapo di amazzonia, detta pure kambo, dai popoli Matses, li aiuta nella caccia, con polvere niu niu; canti diversi, rana e raganella, e rospi di orchestra, una Rana verde rara, nascosta fra cespugli, mimetica più brava, gracchia un lieve bis-moarc, mentre Rana di prato, sebbene vive in acqua, fà ep-epp canto amore. |ROSPO Bufo bufus, comune o Bufo-Alvarius, se predato a bocca, può secerner veleno, che irrita bruciore, costringe mollar presa, velen |butotossine, produce pelle dorso, e agisce sul cuore, e nervoso predatore. Rospo nei stagni, nuzial campane suona, sorpreso su rive, gira pelle sottosopra, ventanni pure vive, a terra presso riva, in acqua si accoppia; a Pasqua stagione, fa esodi rischiosi, per gran raduni amori, qualsiasi cosa move, è femmina in calore, milioni rospi in orge, molte perdon vita, schiacciate dai focosi, attirando predatori, cibo per Cornacchie, che sorvolano acquitrini, amore e morte assieme, uova con girini, 2 mesi fanno adulti, tornano nei boschi, anfibi come rettili, fan letargo fine, Rane a fondo stagni, fuori ghiacci sfide, Rospi indisturbati, con bisce lor nemiche. Bufo delle canne, preso in Amazzonia, vince concorrenti, con bufotossina droga, usata in California, in deserto di Sonora, Bufus alvarius, è Aruspex sacerdote, che insegna segreto, ricchezza o visione. |JiGong济公-monacomatto, ama digiuno, viaggia nel paese, si ferma in monastero, mangia carne-vino, incarna il Drago vero, suo comportamento, rompe codice condotta, disorienta confratelli, cacciano da gompa, Jigong allora vaga, x strade aiuta gente, usa i suoi poteri, si esilia nelle selve, amato suo ricordo, in Asia e Indonesia, ogni medium daoista, nei riti lo ricorda, come Gama Sennin, incorpora suo spiro, detto pur Liu Hai, risponde a domande, di aiuto ai fedeli, in casi straordinari, dona numeri vincenti. Liu Hai fu ministro, insegna feng-shui, bonifica paludi, lotto contro 1 rospo, gli lascia 3 zampe, e a Liu divien devoto, compie atti gentili, a espiare prepotenze: rospo-a-3-zampe, detto jin chan, |GAMA-SENNIN Giappone, Rospo che chiama, oro argento |denaro, trasporta Liu ovunque, abita nel |pozzo, sale da 1 corda, porta sue monete, che vomita in bocca, a chi suo maestro, |beneficienza dona. |Alexander Bain era un orologiaio scozzese dell'Ottocento, un giorno immaginò il terreno umido come una gigantesca batteria naturale. Ogni pianta è già un'antenna, e nell'aiuola di Christofleau ne aggiungiamo una di rame. Il suolo è vivo, il terreno si risveglia. George Starr White era un medico; durante le sue visite osservava vigne rigogliose vicino ai pali del telegrafo. Gli alberi parlano col cielo e trasmettono messaggi come gli animali. Matteo Tavera invitava a osservare gli alberi durante i temporali, grandi conduttori tra cielo e terra, come radici, foglie, spine, peli delle piante e degli animali, punte dei rami e dei metalli, tutti continuamente attraversati da questi flussi di etere: quando una foglia viene toccata, ferita o colpita dal caldo, o una radice incontra un ostacolo, nasce un messaggio elettrico che attraversa il fusto e avverte tutta la pianta. Aiuola dei Magneti di Albert Roy Davis e Walter Rawls: il polo sud rivolto alle radici o verso una bottiglia d'acqua usata per irrigare. Aiuola della Risonanza di Lakosky e Ighina.  tesla_ondelampo_effettopauli.m4a
lume094-Raseno entrò nell'orto del liceo con una cassetta piena di brevetti, magneti, quarzi, spirali di rame e vecchie foto. Oggi, disse agli studenti, studieremo le idee di alcuni inventori e pionieri che immaginarono un dialogo invisibile tra cielo, terra e piante. Ogni gruppo ricevette una piccola aiuola. Nella prima aiuola, ispirata ad Alexander Bain, gli studenti interrarono una piastra di rame e una di zinco (o due monete degli stessi metalli) in terreno umido, separate da circa un metro, lo zinco fu messo un po' più in profondità del rame, come suggerivano le batterie terrestri che Bain usò nei primi telegrafi, e che il medico George Starr White immaginava come correnti galvaniche capaci di modificare il terreno, rendendo l'acqua e alcuni minerali più facili da assorbire dalle radici delle piante. Nella seconda aiuola, seguendo Justin Christofleau, una spirale di rame venne infissa accanto a ogni pianta, a circa dieci centimetri dal fusto, aveva forma di una vite come un piccolo parafulmine. Secondo il suo brevetto, in cui comparivano anche piastre di rame, zinco e acciaio magnetico montate su un palo, e che gli studenti immaginavano come elettroni caduti dal cielo, goccia dopo goccia; la spirale avrebbe funzionato come una piccola antenna capace di raccogliere etere atmosferico e accompagnarla verso il terreno. Matteo Tavera vedeva alberi, foglie, spine e radici come antenne naturali, attraversate dagli stessi segnali elettrici che oggi sappiamo coordinare molte risposte delle piante. Nella terza aiuola gli studenti provarono i magneti descritti da Albert Roy Davis e Walter Rawls, orientandoli in modo diverso nei vasi: il rigoglio si ebbe solo quando il polo sud del magnete era vicino alle radici; quando lo stesso magnete era posto accanto all'acqua d'irrigazione, che riposata in bottiglia presso il polo sud, dopo qualche giorno risultava ben magnetizzata (pranizzata) e benefica per irrigare. Nella quarta aiuola, quarzi, diapason, bobine e spirali di rame, davano vita a un'aiuola della Risonanza, poichè, come diceva Lakosky: la natura può essere immaginata anche come un mondo di oscillazioni, frequenze e risonanze, dove ogni cellula vivente è un circuito che oscilla continuamente insieme all'ambient. Raseno disse: come un diapason entra in risonanza con una nota musicale, così ogni foglia vibra, ogni radice ha ritmo come ogni onda d'acqua, oggetti diversi che oscillano tutti a una propria frequenza e che determinano la salute o la disarmonia; gli studenti allora costruirono una piccola bobina di rame e un'antenne elicoidale, con filo di rame avvolto attorno a un bastone di bambù, e la fissarono vicino a un filare di pomodori, per ricordare che la natura respira con movimenti, frequenze, ritmi e risonanze che salgono dalla Terra verso il Cielo blu e ritornano al suolo giallo. Alla fine dell'anno il raccolto più prezioso erano i quaderni pieni di osservazioni, tutti avevano imparato che la scienza nasce quando un'idea diventa un esperimento, e che cellule, acqua, terreno e atmosfera partecipano a un unico grande ritmo, il Dao della natura.



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