scheda quid - plus | home | allegati | audio | 14 Lingue | 360 asset | visite sito 28162
(): 2 quid censiti
psilocybe Montezuma e fiabe, di elfi con berretto (83) 83-La Strega dal c lingua mescahuatl | foto funghi | audiolibro | film_dune-primo.mp4 | funghi_psi-semilancia.mp4 | film_dune-figli2003.mp4 |musica 12_CapitanHarlock.mp3
skapastora Maria Sabina, Skapastora mazateca (84) 84-Maria Sabina in lingua mescahuatl | foto cibospezie | audiolibro | flora_skapastora_selva3.mp4 | | |musica 08_Defumacao.mp3
83:lume083-La Strega dal cappello a punta: si narra che la Psilocybe semilanceata, detta bruja o cappello della strega, nacque quando la rugiada dell'alba si posò sui pascoli delle montagne. Cresce tra l'erba umida, vicino alle vacche, con gambo sottile e piccolo cappello a cono, dalle Alpi svizzere alla Val di Fassa, e lungo molte montagne d'Europa. I pastori raccontavano che chi trovava il suo berretto, poteva scoprire tesori nascosti, incontrare folletti o ascoltare la voce del Gnefro, antico spirito dei boschi. Come il Teonanácatl del Messico, il fungo divenne ponte tra il mondo visibile e quello invisibile. Presso i popoli nahua e mazatechi, accompagnava canti, danze e riti di guarigione, e durante la festa della Trasfigurazione, veniva assunto con rispetto, perché aiutasse a cercare consiglio. Anche Montezuma interrogava i sacerdoti, che attraverso il fungo cercavano visioni utili a comprendere guerre, alleanze e destino del popolo. In ogni continente, la stessa famiglia assume forme diverse: Bohemica, Cyanescens, Cubensis, Azurescens, cambia il paesaggio ma rimane la medesima domanda: come vedere oltre l'apparenza senza perdere il cuore? Le leggende ricordano che, il vero tesoro non è il fungo in sé, ma l'attenzione con cui lo si incontra: chi cerca soltanto stupore si smarrisce; chi cerca conoscenza torna con occhi nuovi. Per questo il piccolo cappello della strega, insegna che ogni visione vale solo quando diventa cura, memoria e responsabilità, verso la Terra e la comunità.| Psilocybe semilanceata è un fungo detto anche bruja o strega cappello-punta, tipico delle Alpi svizzere e delle valli italiane come la Val di Fassa. Ha un gambo sottile e cresce spesso vicino alle vacca, in luoghi erbosi. Questo fungo è associato a riti e leggende folkloristiche, come il "Teonanactl" messicano, simbolo di ricerca spirituale. La sua forma a cono è descritta come un "berretto" che, secondo la tradizione, può rivelare tesori nascosti a chi lo trova. In Italia, la psilocibe è legata a storie di folletti e spiriti, come quelli di Sabina e Romagna, ma anche alla figura mitologica del Gnefro. Funghi simili si trovano in varie regioni, da Cyanescens e Moravica in Calabria, Sicilia e Lucania, fino al Cyanescens canadese e l'Azurescens di Hawaii, associati a rituali di purificazione e espansione della coscienza. In Messico lo psilocibe è usato in riti sciamanici e il festeggiamento della Trasfigurazione di Gesù (6 agosto), consumato da etnie come i Chichimechi durante balli e canti; rituali, che coinvolgevano anche il khan Montezuma II, usati a tessere alleanze politiche o celebrare vittorie in guerra o indurre un'esperienza di dimensioni religiosa oltre la realtà.# PSILOCYBE |Semilanceata, bruja que tien pico, strega cappello-punta, presso i castigliani, capel diavolo fungo, popolar Val di Fassa, han gambo sottile, come psilocy messicana; funghetti seguon vacca, detta filo o pitpa, su Alpi svizzere parla, come |Teonanactl, ma psilo semilancia, rito inciso su rocce, italico folklore, berretto a cono fogge: a volte si perde, chi trova berretto, riesce trasalire, scoprir tesor nascosti, la fiaba 3 fagioli, per oca uova d'oro, |Gnefro in Valnerina, o elfo di Petrolo. Folletti di Sabina, o monti di Romagna, succubo e succuba, seduttor di umani, a Gorzano 2500 metri, sui monti della Laga, sta Bohemica serbica, |Cyanescens moravica, in Calabria e Sicilia, Lucania pure cresce, testa tonda su letame, di bovini ed equini; a Cuba è |cubensis, Golden teacher che, mestre messicano, ha cappello da mago, lignicoli funghi, i cyanescens Canada, azurescens Hawaii, scuole Usa Tailandia, tutti parlan festanti, rituali di cura, Maria Sabina e Montezuma. Messico Amatlan, festa Jesu trasfigurato, commemora 6 agosto, fungo immolato, fulvo sapor acre, e gradevole odore, ridere e vedere, oltre maya dimensione; appreser Chichimechi, le erbe-radici, scoprirono alleati, durante loro riti, eccoli riuniti, han bevuto e mangiato, notte e giorno canti, ballo incantato; piangon giorno dopo, lavano con acqua, parlano ai piccini, nati sotto erba, x campi e monti, dicono mi infungo, a feste regali, di re sopraggiunto: signori di province, ne mangiano tutti, han cuore come miele, alla corte adornati, poi vanno a ballo, indetto da chi regna, |Montezuma II, con funghi li rallegra, tra dignitari regionali, sono intrufolati, pur nemici mascherati, scoperti e trattati, con clemenza dal sovrano, partecipan feste, Montezuma avan guerra, oracola in tempeste: ai vecchi preti fa, mangiarne con bevande, veder vittor sconfitta, o tessere alleanze, cosi narra Martin, al paese Yanhuitlan, svolgon ogni anno, rito zucca a illuminar. ||Dune, film di fantascienza del 1984, diretto da David Lynch, romanzo di Frank Herbert: nel lontano passato dell’universo di Dune, l’umanità creò macchine pensanti a sua immagine, ma queste si ribellano, instaurando un dominio oppressivo. Scoppiò la Jihad Butleriana: fuoco, sangue e intere città spente come candele. Gli uomini vinsero, ma a caro prezzo, giurando: mai più daremo alle macchine il cuore e il pensiero. Da allora, l'IA fu bandita, e la civiltà si sviluppò su potenziamento umano: Mentat, Bene Gesserit, naviganti mutati dalla Spezia. La Spezia Melange, prodotta dai vermi giganti del pianeta desertico Arrakis (Dune), dona coscienza, visione e longevità. Chi controlla la Spezia, controlla l’Impero. La famiglia Atreides sfida gli Harkonnen per il dominio di Dune, mentre i Fremen, popolo del deserto, attendono il Mahdi, il liberatore profetico. Paul Atreides diventa Muad’dib (topo del deserto) guida carismatica e mistica. Dopo di lui, il figlio Leto (nel film I Figli di Dune), sacrifica parte della sua umanità per fondersi con la Spezia e guidare l’Impero verso un futuro più saggio. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Allo stesso archetipo si ispirano i miti animati giapponesi: Kyashan (Casshan) e Jeeg, dove l'uomo non distrugge la macchina, ma si fonde con essa per redimerla, ricordando che anche dentro l’acciaio può battere un cuore umano.# La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico noto come Dune, dove vivono vermi giganti fonte del Melange, una spezia essenziale al viaggio tra i mondi, una sostanza preziosa e fondamentale a molte attività, poiché conferisce capacità psicofisiche potenziate, lunga vita a chi la assume regolarmente, come il popolo dei Freman su Dune. Il film segue la famiglia Atreides mentre assume il controllo di Arrakis, e si scontra con la casa rivale degli Harkonnen. La storia antecedente a Dune, è nota come guerra tra macchine e umani, in un era dove l'umanità ha creato una grande intelligenza artificiale, la Lega delle Macchine, la quale si ribella contro l'umanità, cercando di ottenere potere politico ed economico. Inizia così una guerra brutale, tra la Lega e gli umani, con uso di armi nucleari, e androidi e droni da combattimento. Gli umani, uniti nella Butlerian Jihad, una guerra che durò decadi, fecero una ribellione contro le macchine pensanti, e alla fine prevalsero, ma a un prezzo molto alto, le macchine pensanti furono bandite, innescando divieti su simili tecnologie, e fu data preferenza alle abilità umane come la intuizione; la sconfitta della Lega delle Macchine, segna dunque il divieto di creare intelligenza artificiale, e l'esplorazione di sostanze come la Spezia, capaci di nutrire la capacità intuitive degli umani. Quando l'umanità iniziò a dipendere sempre più da macchine intelligenti, androidi e supercomputer detti Mentat, perse il controllo su molte sfere della vita umana, così la rivolta contro le macchine, guidata da Serena Butler, un'eroina leggendaria che col suo movimento cercò di sradicare ogni dipendenza dai mentat, e fissò lo scopo della Jihad: preservare il pensiero umano sopra ogni macchina artificiale. L'eredità della Butlerian Jihad pervade tutto la saga di Dune, influenzando cultura politica e credenze dei suoi abitanti, anche dopo centinaia di anni, dove sorsero scuole come le Bene Gesserit, un ordine femminile di consigliere e sacerdotesse, legate al potere e alla manipolazione genetica. |I figli di Dune è il terzo libro di Frank Herbert, pubblicato nel 1976 e adattato in miniserie TV, in tre episodi trasmessi nel 2003, diretta da Greg Yaitanes e prodotta da Richard Rubinstein. La trama si svolge anni dopo gli eventi del secondo libro, Paul Atreides, che ha preso il nome di Muad'Dib e ha governato il pianeta Arrakis, è scomparso, lasciando il giovane figlio Leto alla guida dell'Impero. Leto ha una gemella anch'essa nata con la spezia, incoraggiato dallo spirito del padre, cerca di guidare l'umanità verso una nuova era, ma deve affrontare molte sfide, il suo corpo viene alterato dal siero della navigazione, una sostanza molto amara che gli conferisce abilità sovrumane, ma anche rischia di mutarlo in essere mostruoso. Nel frattempo le altre grandi famiglie nobiliari continuano a tramare per il potere, e i vecchi nemici cominciano a risorgere, tra intrighi politici, battaglie epiche e scontri spirituali. Leto deve affrontare la sua stessa umanità, e prendere decisioni difficili per la salute del grande impero di umanità. |I-figli-di-Dune tocca temi di potere, deificazione destino e responsabilità, ed è una delle saghe più amate. Noi siamo |Fremen, dice nomade deserto, sfida aridi venti, di luogo inospitale, dove nasce spezia, ricchezze + grande, benzina per navi, di impero più grande; chi controlla Dune, controlla la Spezia, impero senza spezia, di esistere cessa, Freemen gente silenziosa, attende il suo Mahdi, messia con profezia, che riesca a liberarli. Giunge su Dune, il giovane figlio, del duca Leto il Giusto, che lunga attesa chiude, chiamato |Muad-dib, il Topo del deserto, colui che abbatte o innalza, e le fedi ravviva, con parole osa tutto, trascina o scompiglia, fanteria e cavalleria, o fortezza che difende; suo soffio scalda cuore, discorso tra fratelli, smaschera oratori, senza umiliazioni, estatico chi ascolta, assieme a chi parla., visione e longevità. Chi controlla la Spezia, controlla l’Impero. La famiglia Atreides sfida gli Harkonnen per il dominio di Dune, mentre i Fremen, popolo del deserto, attendono il Mahdi, il liberatore profetico. Paul Atreides diventa Muad’dib (topo del deserto) guida carismatica e mistica. Dopo di lui, il figlio Leto (nel film I Figli di Dune), sacrifica parte della sua umanità per fondersi con la Spezia e guidare l’Impero verso un futuro più saggio. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Allo stesso archetipo si ispirano i miti animati giapponesi: Kyashan (Casshan) e Jeeg, dove l'uomo non distrugge la macchina, ma si fonde con essa per redimerla, ricordando che anche dentro l’acciaio può battere un cuore umano.# La storia si svolge su Arrakis, un pianeta desertico noto come Dune, dove vivono vermi giganti fonte del Melange, una spezia essenziale al viaggio tra i mondi, una sostanza preziosa e fondamentale a molte attività, poiché conferisce capacità psicofisiche potenziate, lunga vita a chi la assume regolarmente, come il popolo dei Freman su Dune. Il film segue la famiglia Atreides mentre assume il controllo di Arrakis, e si scontra con la casa rivale degli Harkonnen. La storia antecedente a Dune, è nota come guerra tra macchine e umani, in un era dove l'umanità ha creato una grande intelligenza artificiale, la Lega delle Macchine, la quale si ribella contro l'umanità, cercando di ottenere potere politico ed economico. Inizia così una guerra brutale, tra la Lega e gli umani, con uso di armi nucleari, e androidi e droni da combattimento. Gli umani, uniti nella Butlerian Jihad, una guerra che durò decadi, fecero una ribellione contro le macchine pensanti, e alla fine prevalsero, ma a un prezzo molto alto, le macchine pensanti furono bandite, innescando divieti su simili tecnologie, e fu data preferenza alle abilità umane come la intuizione; la sconfitta della Lega delle Macchine, segna dunque il divieto di creare intelligenza artificiale, e l'esplorazione di sostanze come la Spezia, capaci di nutrire la capacità intuitive degli umani. Quando l'umanità iniziò a dipendere sempre più da macchine intelligenti, androidi e supercomputer detti Mentat, perse il controllo su molte sfere della vita umana, così la rivolta contro le macchine, guidata da Serena Butler, un'eroina leggendaria che col suo movimento cercò di sradicare ogni dipendenza dai mentat, e fissò lo scopo della Jihad: preservare il pensiero umano sopra ogni macchina artificiale. L'eredità della Butlerian Jihad pervade tutto la saga di Dune, influenzando cultura politica e credenze dei suoi abitanti, anche dopo centinaia di anni, dove sorsero scuole come le Bene Gesserit, un ordine femminile di consigliere e sacerdotesse, legate al potere e alla manipolazione genetica. Noi siamo |Fremen, dice nomade deserto, sfida aridi venti, di luogo inospitale, dove nasce spezia, ricchezze + grande, benzina per navi, di impero più grande; chi controlla Dune, controlla la Spezia, impero senza spezia, di esistere cessa, Freemen gente silenziosa, attende il suo Mahdi, messia con profezia, che riesca a liberarli. Giunge su Dune, il giovane figlio, del duca Leto il Giusto, che lunga attesa chiude, chiamato |Muad-dib, il Topo del deserto, colui che abbatte o innalza, e le fedi ravviva, con parole osa tutto, trascina o scompiglia, fanteria e cavalleria, o fortezza che difende; suo soffio scalda cuore, discorso tra fratelli, smaschera oratori, senza umiliazioni, estatico chi ascolta, assieme a chi parla. quid_mariasabina-funghetti.m4a
lume083-L'uomo costruì una macchina perché ricordasse tutto, ma la macchina dimenticò di sognare. Una donna, Serena Butler, guidò la ribellione, ricordando che il futuro della specie non dipende dalla potenza delle macchine, ma dalla coscienza e dal cuore con cui si usa la tecnica. Nacque così la guerra delle macchine pensanti. Dopo la vittoria gli uomini giurarono di non affidare più il cuore all'acciaio, e impararono a coltivare la coscienza anziché soltanto la tecnica. Su Arrakis la Spezia blu sostituì i computer: non rendeva più potenti le macchine, ma più profondo lo sguardo umano. Paul Atreides divenne Muad'dib (topo del deserto), e comprese che il vero dominio non consiste nel controllare il deserto, bensì nel dominare se stessi, prima del mondo. Per questo i Fremen dicono che chi conquista il mondo senza conquistare il proprio cuore ha già perduto. |Dune, film di fantascienza del 1984, diretto da David Lynch, romanzo di Frank Herbert. Nei Figli di Dune, Leto e la sorella Ghanima proseguono l'opera del padre. Leto percorre il Sentiero Dorato, sacrificando parte della propria umanità per preservare il futuro; Ghanima custodisce invece la memoria, l'equilibrio e il legame con ciò che rende umano quel sacrificio. Insieme ricordano che nessun impero sopravvive senza unire potere e compassione, previsione e amore. La saga esprime il timore del dominio tecnologico e la necessità di salvaguardare ciò che è irriducibilmente umano: intuizione, libertà e amore. Un tema affine ricorre anche nei miti animati giapponesi come Casshan e Jeeg: l'uomo non distrugge la macchina, ma cerca di orientarne la forza verso la difesa della vita, ricordando che anche nell'acciaio può riflettersi un cuore umano.
84:lume084-Maria Sabina in documentario, curandera e sacerdota mazateca, nata 22 luglio 894, nel paese Huautla de Jiménez, stato di Oaxaca in Messico. In sua pratica sciamana, cura con funghi teonanacatl, e la ska Maria Pastora, della zona in cui viveva, cura malati e pellegrini, e li aiuta a ordinare, e distillare loro pathos. Gordon |Wasson anni 50, fu illustre suo paziente, documenta e scrive articoli, suscitando interesse, di studiosi e turisti, che piombarono al villaggio, stravolgendo la sua vita, in positivo e negativo. Maria Sabina protesse, sacralità sue cerimonie, ma subì quel turismo, senza rispetto culturale, feroci critiche e persecuzioni, culturali e legali, morì in parte riconciliata, 22 novembre 85. La Sabia mazateca, rimane grande figura, nella storia sciamanismo, dei nativi americani, lei cristiana con desheto, stimolò dialogo interculturale, in umiltà senza pari, ci lascia Salvia e i canti innati.| Emilia piange e canta, la foglia Sabia è il suo respiro, porta sogni e cura, dai monti del Messico a quelli dell'Appennino. La verde pastorella e strega blu cobalto, guida greggi d'anime e memorie vegetali. Cresce alta, fusto squadrato, foglie d'argento lavanda, cura tosse e cuore, visioni e radici profonde. Non ama il gioco vuoto: punisce chi non ascolta e premia chi cerca con rispetto la soglia del mistero. Nelle sue vene scorre un elfo antico, Tago che ride, Iside turchese, Dea del labirinto. Se insisti col pensiero, ti scioglie in fiaba e canto, specchio dei neuroni, tessitrice di connessioni: è Diana e Menerva, Bastet e Aquila-serpente, narra di vita e sepoltura, guerra e amore intrecciati. Emilia soffia sulle sue foglie e ascolta i discorsi di cura degli avi, a espellere complotti e malattie che rendono redenti. Chi invoca e prega con cuore puro, scopre che ogni pianta è un ponte invisibile tra la nostra carne e il respiro dell'universo.# Emilia piange e canta, Salvia foglia Sabia, dal Messico portata, via Martin curandero, |Divinatora buona, per buio riposante, |SkaMaria Pastora, perenne erbacea appar. Messico centrale, ibrido selezionato, da umani Mazatechi, di tempi remoti, raggiunge pur due metri, fusto squadrato, stelo vuoto succulento, foglie opposte ovali, lun 25 larghe dieci, virtù radicante, specie presso i nodi, sviluppa secondi rami, e lunghe spighe fiori: fiori bianchi-blu, calice color lavanda, riproduci a talea, difficile da seme, tutte salvie messicane, usan curare tosse, tisi diarrea intasi, di vie respiratorie. Emilia va sognare, vede suoi pensieri, che diventano volti, discorsi da rifare, emozioni provate, difficil mascherare. Tu verde pastorella, di greggi da guidare, piante ed animali, riunisci a consociare, in molte epifanie, timide o irruente, savia ti incontro, in oracolo potente: vestita da gigante, immensamente antico, indossi la cintura, teschi umani al dito, quando evocata, Tu vuoi motivazione, curiosità punisci, banale ricreazione. Flora blu cobalto, folletto fata e gnomo, mulino di vento, acqua del rinnovo, sai ridere-scherzare, elfo di |Petrolo, sei Tago ispirazione, nel Terabuti luogo. Tu Iside turchese, stai in umido convito, aroma e labirinto, specchi del giardino, amante venusiana, poeta di Foresta, nel chiarore Luna, tra liane rampicanti, abbracci anima pura, mi penetran canzoni, via etere di notte, fai le tue lezioni: se insisto ragionar, mi lasci fiaba Psiche, chiedi mio silenzio, ad aprire mio confine, scopro relazione, con vari neuroni, Flora tu tessi, più interconnessioni; rifletti chi sono, passato e futuro, ubriaca in te son nuda, di musica struttura, sono te che incontro, Io Siva tu mia Kali, purghi sensazioni. Salvia mi bisbiglia, a volte pure grida, mi dice di cantare, si prende la mia voce, poi mi lascia a piedi, pure senza occhi, gracchia da lontano, concerto di ranocchi. Siam noi che dobbiamo, invocar piogge fine, Siam noi che possiamo, diventar + divine, Sabia de los Sabios, posso usar sue ali, capir vedere il fato, consociazioni vari. Divinorum squadrata, rischiara sua bocca, nell'alba vuol acqua, vado a lei vicino, graduale mi bisbiglia, suo corpo alambicco, da sola si distilla; umani ed animali, son nati sen coscienza, acquistan mangiando, vegetal essenza, se formi alleanza, traversa mari e monti, ovunque va lei crea, invisibili ponti, flora verde-paglia, se dici che mi ami, innamoro a infinito. Ramarro Tu Sei, nonna Rospo e tela, aleggi nelle forre, da mattina a sera, donna di potere, tu che hai visto tutto, la morte conquistato, i regni posseduto, sei Diana e Menerva, strada di selva, emani tua forza, nell'ora della sera. Rossa e bianca luna, Venere la nera, amore e intuizione, in vegetale sfera, apri tue porte, per Spiriti antenati, guardiani del sapere, clan di ritrovati. Madre della vita, Dea di amore e guerra, sei fertilità, molti nomi tieni, Bastet od alfokara, Gauri prima Vacca, Aquila e Serpente, vegliano tuo mantra. Babele porta vita, grembo e sepoltura, cuore fai pulsare, con amore antico, navajo e mazateco: hanna yo we innaio, ahanna yo we innho, Ianna yo we neye, yo we inneiye innho. Emetti parole, dal sotterraneo regno, tieni l'ego umano, in palmo come pegno, afferran tue foglie, i soffi sofferenti, espellono complotti, curano redenti. Tu ami andare oltre, tra interazion sociali, amica Sei tu, dei gruppi marginali, con piante aromate, sei birra di vita, lenisci la morte, oh cibo e medicina! quid_skamaria-pastora_emilia.m4a
lume084-Emilia piange e canta, la Sabia del respiro, Salvia ponte degli antichi, tra Messico e Appennino, tra visione e cura, è la Verde Pastorella, strega blu cobalto, foglia che in sogno insegna. Cresce alta a fusto squadrato, e non ama il gioco vuoto: premia chi cerca, e punisce chi la prende in giro. In lei scorrono presenze: folletto fata e gnomo, epifanie timide o irruenti, è oracolo potente: ora è vestita da gigante, con cintura antica, ora è Iside turchese, che apre i labirinti, poi Venere che ama, poi Diana cacciatrice, che mostra ogni illusione, poi è Menerva e Tago, che ridono nel vento, una stessa intelligenza. Nasce dalla terra, e riflette il chiaro Luna, specchio di coscienza, pensieri ed emozioni, emergono interiori, difficili da nascondere: se insisti nel pensare, Lei penetra di notte, a mezzo di canzoni, chiede il tuo silenzio, insegna senza dogmi, si prende la tua voce, ti lascia senza occhi, nel bisbigliar d'amore. In sua stirpe nasce Moon, da incroci e selezioni, da seme e da talea, memoria variazione, sue foglie larghe e morbide, crescita vigorosa, errante in molte forme. Emilia la coltiva, con alta umidità, specie nell'inizio, con tempo adattamento, graduale all'aria aperta, luce indiretta e ombra, come ogni coscienza fragile, chiede attenzione e cura. In vaso con terriccio, e perlite drenante, tra 15 e 25 gradi; in inverno a 10 gradi, perde le sue foglie, e rinasce in primavera. Lamiaceae del Messico, a rapida crescita, sua foglia cura il respiro, cuore e malinconia, Lei è |santaCaterina, che ama il canto antico, appare neve o brina, nel 29 aprile, e ogni sabato santo, la sua luna si fa tonda. Maria Pastora se evocata, chiede verità e silenzio, dissolve illusioni, e riordina il pensiero, tra umano e natura, visibile e invisibile. Emilia ascolta ancora, che in Sierra Mazateca, lei è Maria Pastora, Madonna della selva, che prima si rivela, poi parla a voce lieve, nei riti della cura: Wasson la descrive, come presenza divinatoria, nei codici è Pipiltzintzintli, spirito verde femminile, che appare quando una comunità, ha bisogno di visione; ogni cultura la reinventa, non nasce una volta sola, la Sabia si manifesta, come coscienza vegetale, e attraversa i mondi del sogno.