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voce: incanto


terabutiRaseno e Shirdi fondan Terabuti (5) 05- Primo Therabutlingua alchemico | foto agrobuti | audiolibro | doc_forest-food-it.mp4 | terra200610_crisantemo.mov | film_shirdi-saibaba.mp4 |musica 01_ShirdiSai_01.mp3
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5:lume005- Primo Therabuti nella Tuscia: Shirdi si fermò in luogo di olivi e iniziò danzare sotto una quercia secolare: una luce dorata si sprigiona dai suoi piedi, e si propagava con onde circolari, dal suo centro alla periferia di quel campo, danzò col cielo e col dolore, il ciel si piega ad ascoltare, e dove il piede si posò, con tocco deciso, la pietrà venne incisa e divenne la pietra fondante del primo |Therabuti. Così sbocciò il tempio, dalla pianta del suo piede, tallone che a radice, trasmise suo respiro. L'evento luminoso aveva attratto pastori, contadini e curiosi del circondario, i quali, giunti sul posto, assistettero al miracolo della pietra incisa dalla luce, così, si inginocchiarono, e con mani posate a terra mormorarono a bassa voce: 'Io sono nel suolo, il suolo è in me, ricevo l'onda del grande respiro che dalla pietra angolare giunge in me, ogni paura e male tace, al loro posto, silenzio e incanto oltre ogni liminale, così sià". Poi rtornarono alle loro faccende.| La fondazione del Terabuti, intreccia memorie, miti e pratiche. Nel racconto, Raseno e Shirdi danno vita a uno spazio di incontro e cura: luogo di danze, canti e fuoco comunitario, dove ospiti e viandanti ritrovano un senso di appartenenza. La bandiera arancione segnala la presenza di riti e convivialità, mentre i Terabanzi accompagnano le serate con quartine attorno al fuoco. Il canto diventa via di conoscenza, ponte fra culture, occasione di riscatto e di legami solidali. Raseno coltiva la terra, fonda vigneti, frutteti, orti, compone anche poemi che celebrano natura e comunità. Shirdi, il mistico dell'India, richiama tradizioni sufi e aborigene, dialoga con gli spiriti del luogo e ispira visioni. Il tempio si rivela un santuario senza mura, abitato solo dal divino, dove si sperimentano amicizia, silenzio e meditazione. Tago, genius loci, canta nel sottofondo e guida attraverso simboli, miti e cure. La narrazione intreccia memoria personale e collettiva, storie di pellegrini, viaggiatori, guaritori, che nel Terabuti trovano ospitalità. La canzone perpetua, i riti di condivisione, la vita in autosussistenza, segnano la continuità fra passato e presente, aprendo a un cammino di conoscenza, fraternità e rinnovamento spirituale.# Te va gho gandza bobango, moughenda mouma diotse à mayena, nganza thoto gho bwete ama diaka gho (terabuti), mourino ghevedet nièmbo, mbeye itali. IT Esiste un |tempio, molti stranieri possono vederlo, tempio terabuti, danza luce e canti, fiume d'Italia. Sventola arancione, bandiera in giardino, indica che è in atto, un canto del cammino, gli ospiti riuniti, assieme ai terabanzi, inseguono la storia, di 1 o tutti quanti: partecipar la storia, è punto di partenza, crescer progredire, in nuova conoscenza, recuperare gap, che civiltà ha prodotto, raggiungere fratelli, aborigeni del mondo; esempi di culture, rinate fuor cemento, annodano rapporti, gruppi eco-sostegno, in agro-sussistenza, baratti e autonomia, al sabato antenati, reincontran sulla via. Un mondo è finito, qui si apre infinito, Auguri e buon viaggio, anzi buon appetito! una storia una porta, lascia entrare pathos, in forma di un canto, o di Eros e Thanatos. Mentre i terabanzi, cantano quartine, a sera attorno fuoco, varcano confine, rapporto amicizia, ponte fra due mondi, tengono compagni, in veglia o nei sogni, domande a mente fresca, producono risposte. |Tago appare Ananda, nel cuore di Raseno, indica la strada, aborigeno sentiero, ripete inni e canti, spesso senza sosta, scuoton dappertutto, alimentano la forza, ritmo del respiro, sente inspirazione, entra e conversa, esce espirazione, amante con amato, trabocca la canzone: Cultura fu illusione, gioco di umani, svelata e narrata, da piante ed animali, epopea ritmata, la canti in 1 sol sorso, ritmi salmodianti, o in lento discorso; se tu non comprendi, leggi e vai avanti, ora questi canti, chiariscon uno agli altri, Tago è sottofondo, allude miti e gesta, ti cura a mezzo versi, accendi la sua festa. Seba ci racconta, i simposi del Giardino, la storia sufi indiano, venuto assieme a Gandhi, recupera memoria, in valle del Biedano, sosta nelle grotte, Sai Baba di Shirdi, di giorno e di notte, incontra genius loci, Tago e le sue rose, assieme ninfe acqua, nel fiume ascolta note, ritmi musicali, di africane scuole. Il sufi nella selva, medita a lungo, rivede suo villaggio, con gli abitanti che, erigono un tempio, santuario di cura, per anime e terra. Shirdi è religioni, tra ulivi si riposa, poi inizia a cantare, ispira prima strofa, in sottofondo orchestra, grilli vento e rane. |RASENO acquista terra, e smacchia roveti, vigneto ed oliveto, impianta frutteto, annoda quartine, in poema LiberTages, rende ecosistema, luogo di epifanes. Decenni successivi, lui storico locale, compone una ballata, del viaggio liminale, Raseno offriva vino, tisane frutti vari, aroma della Terra, felici i commensali, 1 fuoco scoppiettante, scalda le autostime, fuori è notte e piove, in valle del Biedano, risuona suoi canto, nel tempio ritrovato. Raseno sua canzone, quartine salmodia, sonora immensità, fuor quotidianità, vive come in sogno, perde ogni pudore, Pan di ciel e terra, rivela gran mistero, ai piccoli fratelli, cuori di umiltà, pupilla specchio porta, due mondi esterno interno. Se 1 canto dei Sogni, va simile a spada, trafigge e risuona, la testa e la pancia, al corpo poi accende, sua festa di danza, i demoni caccia, Liber Tage incanta. Cuor detta un cammino, ispirato di vino, il Cielo fa entrar, spegne un confino, idee a dilagar, Raseno in capanna, inizia battaglia, eremita in silenzio, sente presenza, del Sufi antico tempo. Terabuti è zen, mente chiar presente, nulla fare attorno, resto nei silenzi, nessun concetto sorge, vedo la corrente, tutto dentro scorre. Alberi maestri, son forza di animali, forza di polmoni, aiutano gli umani, uomo itinerante, una donna poi lo segue, se segue un ambizione, la civiltà consegue; uomo insofferente, ritorna nella selva, se vive solitario, dao gli si rivela, scrolla come orso, si stira come uccelli, prolunga la vita, e rilascia gli orpelli: quan fuoco se ne và, se ne và nel vento, la polvere dei morti, al vento fa convento, la cenere poi canta, nel soffio si diffonde, canta senza posa, in spirito dovunque, cogli occasione, cammina ascolta pure, segui tuo respiro, dopo un pò si arresta, da qualche parte ferma, presso ombelico, poi riprende e sale, gioia senza fine, Cuor va traboccare, stupore oltre confine. |Canzone perpetua, sforzo incessante, di spirito umano, pure quando dormo, ascolto suo verso, angelo alla porta, nel cuor posizionato, mistica comporta, cuore imperturbato, sente voci dentro, fuge tace e quiesce, anacoreta intento. Fremito dei canti, al fuoco della sera, intona una canzone, penetra ogni cosa, col desiderio amore, inutili parole, cuore riconosci, sostegno primordiale, presente in vigilanza, stabile rimani, ogni mondo è sogno, ieri oggi domani: ognuno sperimenta, secondo date idee, poter della parola, agisce nelle vene, se vado ignorando, il mistero profondo, io recito invano, ogni Veda del mondo; se inganno gli amici, con puro ed impuro, morale arbitraria, io in loto seduto, denudo mio corpo, e vò cranio rasare, sto sol recitando, 1 buffone teatrale. Raseno spir sospinge, Tace ogni parola, resta solo ardore, imita deserto, interno testimone, se tutto fu creato, da un atto di scrittura, nel corpo registrato. |SEBA visse al capanno, del tempio Terabuti, incontri misteriosi, con Tago genius loci, storie di compagni, che vider altri luoghi: il giorno lavorava, la sera li ascoltava, in Agro coltivando, e Beti in cuor suonando, il cerchio dei simposi, varia sera a sera, per ospiti e novizi, che restan dopocena. Tra i dodici del tempio, Emilia insegna orto, gestire rifiuti, in sano rapporto, Giorgio Taras gitano, reca medicina, con Mallendi dal Gabon, e Sesto Nimal da Indocina. |Martin Chiviliu, sciamano messicano, narra attorno al fuoco, sue avventur lontane, soggiorna al Terabuti, sosta e poi riparte, e io trascrivo in arte. Pamela fu mia moglie, mi diede dei figli, migrammo tra regioni, a trovare lavoro, in tempi di crisi, affrontammo i problemi, con Lisa la taoista, gran terapeuta in fieri. Curavo orto-giardino, assieme a Pamela, gestivo miei rifiuti, con Kino Kalahari, come pellegrino, in cerca di risposta, lavoro al giardino, e canto senza posa: aumento vie dei canti, da zero fin seimila, a dodemila in anni, le labbra vanno sole, senza sforzi ormai, da lingua verso cuore, emergono le storie. Esiste un Tempio ai margini di terre antiche, vuoto e di forma incerta, privo di ornamenti, senza muri, senza supplicanti e sacerdoti, ma pieno del Divino, molti possono vederlo. Il tempio Terabuti è nato il secolo scorso, Sai Shirdi si è fermato, vicino al fiume Biedáno, giunto da India, il mistico in Italia, erige una capanna, per ravvivar la danza gioia. La danza produce, una luce misteriosa, riscalda i pellegrini, attratti in questa zona, loro sono testimoni, di Tago fuori solco, che intona primo canto. Un secolo dopo, un gruppo di amici, guidati da Raseno, ritrovano capanna, Raseno professore, uno storico locale, scrive nei versi, questa canzone, restaura il tempio, e accoglie i visitatori. |Yolanda dal Brasile, impegna le sue danze, mentre Romulo guaritore, impegna cure di Ande. Raseno narra storia, del tempio senza tempo, di viaggi in paesi, reali e immaginari, Seba scrive tutto, in poema Libertages, percorre con un filo, le tappe di più avi, kukulkan fondatori, di gruppi e percorsi, gli snodi del tempo, e le civiltà dei ponti: quando muore una città, il nomade riacquista, istinto a camminar. Culture e civiltà, di nomadi e stanziali, gioco cataclisma, di vento o di soffio, mescolan respiri, in Anassimene incontro; se ogni campo ha seme, sogno che sostiene, speranza nel futuro, chiama evoluzione, impero argilla crolla, sopra suo deserto, e Popolo di Pan, ri-afferma suo concerto. |Terabuti è sogno, narrato da quartine, eco in Australia, e toltechi fuor confine, Raseno canta ancora, presso Mar Tirreno, in me abita un Re, che vive nella grotta, chiuso pure un mese, digiuno o poco cibo, senza aver pretese, mi dona il viaggio primo. Luglio mese arrivia, Seba fo campeggio, osserva creature, mentre va passeggio, insetti ed animali, di aria acqua e terra, Piante pien di Sole, e Funghi sottoterra; se gira pellegrino, posto dopo posto, traverso la campagna, gira pure il bosco, tengo pane secco, su spalle una bisacca, libro in camiciotto, Libertage e basta: caccio via angoscia, di vecchia disistima, assalti senza soste, canta con fervore, alimenta divino, fuoco interiore, con danza di bambino, pieno della gioia, rinasce a ogni invito, Tago con la gente, in estasi rapito: loda frate Sole, Luna e Stelle vive, loda Acqua pura, aiuto a mille vite, loda vento e aria, con nuvole e saetta, loda nonno Fuoco, che canta senza fretta. La Via del Terabuti 道, domani vo scoprire, suoi 4 mila metri, terra riesce offrire, se li cammino tutti, farò dieci kilome, podistica salute, ai nervi ed il cuore. Mi sembra la terra, un organismo a sè, autosufficiente, pulsante nel suolo, scambia sue sostanze, con piante ed animali, tesse circostanze, il verde poi letame, nutrono entrambe, piante col bestiame, vedo tra loro, uno scambio digerente. Io con il badile, sollevo sposto terra, Zappa rompe zolle, e sradica il feltro, lubrifico mie lame, le forbici soffrego, con la pietra mola, che regola impiego. Io Seba con Pamela, andavo risvegliando, impulso antico canto, dopo aver sofferto, dubbio e confusione, canto al terabuti, a cena e colazione: magico imprevisto, amore là mi attende, adatto ciò che sono, arpa mi risplende, momenti di conforto, dona e mi consegna, quando inaspettato, Tago viene insegna. Taras |Mantegazza, elenca cibi nervi, fermenti distillati, caffeici e narcoti, gioia ed ebbrezza, riduce a trasmissioni, di interiori moti, o esterne impressioni, questi combinati, ci fan loquaci o muti, ghirlande di parole, nei simposi avuti. Esplori 1 canzone, ti scopri a meditare, pratica ogni giorno, 1 orto si può fare, giri fra ortaggi, cogli tue impressioni, matita le connette, in diverse soluzioni, grammatica dell orto, son consociazioni, unir parole e suoni, come piante-fiori, nel lavoro calmo, accresce coscienza, e quando ti arrabbi, vedi nube elettra, ostacolo diventa, arduo zappar via, ti arrendi cosciente, e annaffi melodia, sopporti zanzare, che pungon ostinate, gratti e rigratti, arrendi al fastidio, trovi |Portulaca, e risolvi conflitto, mastico radice, radice ferma tempo, neuroni mi corregge, messaggio mi protende, in lingue equivalenti, rosso bian caolino, ovunque ricorrente. Eroe dai mille volti, il ragno fa la tela, per procurarsi 1 pasto, guarda + vicino, sento sottil suono, venire dalla bocca, del ragno sulla tela, ogni volta che la tocca, suono va uscire, portato dal vento: il ragno suonava, sua tela cantava, una sua preghiera che, in ritorno reca cibo, pioggia al contadino. Tago poi mi porta, presso 1 tempio Buddha, dove 1 Cane sosta, che cosa sta facendo, guardo meglio e ascolto, il cane che abbaia, basso di frequenza, uno spirito è avanti, abbaia prega il santo. Seba invoca Shirdi, viaggia con coraggio, entro leggende, al cuore del messaggio, a compito concluso, Jesus chiude porta, |Monaca-di-Dresda, tal profezia ricorda: con labbra di cuore, e calda coscienza, vado a cantare, eterna mia essenza, addensa pensieri, e nuvole oscure, le vedo su orto, riflette mia paura, emergere da ego, io canto e rasserena, il mondo riacquista, senso con scopo, emerge il bisogno, di vivere il luogo, torno in capanna, 2 giorni a cantare, senza costrizione. Delizia di gioia, in 5 giorni effetto, sale a non finire, prodotto da esercizio, dopo prima spinta: se voglio movimento, dura senza fine, ungo il meccanismo, dando nuove spinte, fermo sento vuoto, riprendo son felice, se qualcuno incontro, posso bene dire. Igiene di mente, canto tutto il tempo, semplice cuore, gioia e rapimento, Cuore va in calore, ama ancor giocare, passo tutta estate, suonare e recitare. Sento un altro mondo, senza difficoltà, mia piccola capanna, palazzo va sembrar, canto 1 nome sacro, rimuovo imbarazzo, parlano antenati, del Terabuti viaggio: mi sento recitar, pur se viene il freddo, se gelo mi colpisce, canto solo intento, se fame fa insistente, canto e bevo acqua, mi sento allora caldo, amato e confortato. Aborigeno giardino, al cuore riscaldato, raccolgo le verdure, da orto ritrovato, cammino al paese, sopra ponte Drago, canto meraviglie, del canyon del Biedano. |Totem sul sentiero, gli parlo li saluto, mi mostrano mistero, di nascita e morte, caccia e sussistenza, produsse cacciatore, uccide e da la morte, diventa allevatore, entrambe son passaggio, rito di confine, pianta fa lo stesso, muta ogni soffrire. Vibra la Foresta, nel buiti sottofondo, piano mi trasporta, arco di Mongongo, lezione interattiva, una storia di radice, di umana sintonia, rivela gradualmente, talvolta chiede prezzo, e riapre la corrente, ognuno va parlare, aperte son sue porte, a mille mie domande, tutte collegate, al bisogno umano grande, un rito di passaggio, al mondo trasognante. 01_shirdi_terabuti.m4a
lume005-|Shirdi Sai Baba film (2012, regia K. Raghavendra Rao), narra la vita del santo sufi Shirdi Sai Baba, dal suo arrivo al villaggio di Shirdi, le sue pratiche spirituali e i suoi insegnamenti, improntati al dialogo tra religioni e culture. Sai Baba, come Bab Aziz, trasformi la vita dei devoti, guidandoli attraverso difficoltà, sofferenze e percezione del soffio. La sua figura lega comunità diverse, incarna compassione, guarigione e unità, è ispiratore del progetto Agrobuti. # Tra episodi significativi vi è la sua azione durante la carestie, quando offre aiuto e sostegno pratico oltre che spirituale. Il film si concentra sul messaggio universale di amore e servizio, rendendo omaggio a un maestro che ispira a superare barriere religiose e sociali, abbracciando la spiritualità come via di liberazione e armonia.

51:lume051-Pamela-danza della ferita. |Pamela è donna mediterranea, compagna di Seba, madre, guaritrice, voce del bisogno e della rinascita. Porta dentro di sé il fuoco della taranta, della s'argia sarda, delle danze del Candomblé e delle processioni estatiche. Lavora con l'onda emotiva, nel corpo scosso, per guarire le ferite collettive. Danzatrice della Crisi dionisiaca e coribantica, di cui è l'eco nel cerchio sacro dei Terabanzi. Pamela incarna la guarigione attraverso la crisi, il corpo che urla ciò che la mente non sa dire. La sua via è quella della catarsi condivisa. Nella danza dell'8 dicembre, Pamela accende il ritmo del Tocco del Silenzio, è lei che scuote perché il silenzio della graia arrivi, dopo l'onda, non prima. Le sue piante sacre sono la Ruta siriana (pianta di soglia e visione), il Cipresso (guardiano del lutto), Lavanda e Alloro (purificazione, catarsi e ricordo), e influenze da di umbandaime afrobrasiliano trasfigurate nella danza comunitaria della |Taranta-Bilancia-Cane (aria, armonia e giustizia, saggezza e diplomazia, 23 settembre - 22 ottobre) |Caboclo- Leale. |Cuore malato non sente ragioni. Mattia apostolo| Estasi e viaggi interiori conducono a rapimenti leggeri, ipnotismo del pensiero e amore del Vero. La mente si apre al continuo, tra trance e contemplazione, illuminando cuore e spirito. Beghine e begardi percorrono paesi, mantengono proprietà, insegnano e vivono tra devozione e semplicità; Porete Margherita, beghina mistica, insegna l’amor senza vergogna e la liberazione dell’anima. La musica e i canti rituali, dalla taranta pugliese o le danze amazzoniche di Maria Lionza, guidano corpo e psiche, liberando emozioni e tensioni. Pamela e Dora raccontano esperienze di lavoro e sacrificio, tra filande e campagne, dove il canto e la danza aiutano a superare dolore e umiliazioni. Formiche e ragni simbolici punzecchiano e guidano la trance nel ballo, creando cicli di espiazione e guarigione. Il corpo diventa cassa risonanza, la voce strumento di liberazione e armonia. La partecipazione consapevole ai rituali educa alla resilienza e alla presenza, mutando sofferenza in energia vitale. Tra fede, musica e lavoro quotidiano, le donne custodiscono cultura, rituali e identità. La danza, il canto e l’osservazione dei simboli permettono di affrontare traumi e ricordare la propria forza. Estasi e possessione rivelano l’interconnessione tra corpo, mente e spirito, celebrando la vita nei gesti quotidiani e nei riti ancestrali.# ESTASI e viaggi, uscire fuori mente, beata fede in soliloqui, fuor scherno e calunnia, amore del Vero, al sempre modesto, ineffabile rapimento; modestia pudor forza, andare e venire, avanza e ritorna, iniezione autostima, compiuta creazione, si riposa e gode, contempla cose fatte: estasi leggera, ipnotismo di pensiero, affetto caldo vino, amor delizie di ebbro, diventa sibilante, parla a orecchi umani, etere si espande: inizia a parlare, ritrae tempo-spazio, graduale rinuncia, alla mente acquisita, accede al continuo, letargo stato trance, irrora cuor cervello, simile alle piante; sommo isterismo, vita ascetica digiuno, assorbe pensieri, sentimento uno, reca ipno trance, anestesia catalessi, Dante ascende stelle, sale tutti i cieli, vede gloria amore, estetica bellezza, chiude suo poema, amore muove il sole, e le altre stelle, con preghiera danza. Beghine e begardi, congreghe religiose, sorte senza voti, durante le crociate, percorrono paesi, donne sole o gruppi, spose degli offesi; mantengon proprietà, possono sposarsi, lavorano insegnando, ai figli borghesi, vivono al chiostro, durante noviziato, tornano al paese, aprendo tempio dato. Amsterdam beghine, influenzano città, Porete Margherita, beghina in Francia va, bruciata sul rogo, dopo lungo processo, Specchio Anime Semplici, è suo libro bello: sua trama rispecchia, temi mistici interi, Amor senza vergogna, in paradisi e inferni, anima si specchia, giunge morte guardar, Ragione lascia trono, Cuore a liberar. Beghina affamata, beve mistico vino, ricongiunta a Dio, recita suo libro, e Spirito divino, scende a far convegno. Porete chiede al clero, riconoscimento, anime librare, al femminile tempio, a Dresda fu malata, prega purgatorio, 1 candela in mano, x anime a convito, bambina innocente, si vive nel divino: mio amore cresce, nel cuore nei sensi, in viscere tiene, invisibili affetti, è donna che sente, ed uomo che miri, poetici sconfini; sa donna e uomo, adorare a rapimento, in perenne magnetismo, o rinnovamento, nel fuoco di inizio, amore si nutre, fuoco interno che, a estasi conduce: estasi comincia, ammirando dettagli, dilegua poco a poco, cede ipnotismi, 1 sola sensazione, esalta la clemenza, potenza e bellezza, ecco trascendenza, graduale distacco, rapimento incalza, 1 ammirazione sola, ogni cosa adatta, amare infinito, è specchio divino, oltre uomo forte, oltre donna sospiro: adora forza-grazia, calore naturale, gli arti son freddi, petto suda e sale, pelle cerca acqua, a spegnere curare, 1 sola esaltazione, di affetto trasudare. Bergson scrittore, chiede religione, antidoto al dolore, sua filosofia, riporta sulla terra, amore Slancio Vita. PORSEN etrusca, latina Persona, Maschera vuol dire, coscienza a + livelli, che assume 1 forma, secondo luogo visto, tra micro macro mondi, viaggio interiorizzo; accade fantasia, se partecipi dramma, ciascun sogna mito, natura della psiche, ecciti e contempli, eventi nel dettaglio, mondo reale appare, cento Cammelli a fianco: mille fiabe popolari, divertono a nutrire, condivider riposare, poeta innamorato, sale in estasi ideale, intreccia ghirlande, versi da cantare.| Ruolo delle donne, provvede identità, gruppi bisognosi, pronti ad emigrar, fan pellegrinaggio, tra portuali città: inizi tuo viaggio, madonne e tarante, rivela tanti Sud, semi colonizzati, se i Corpi fanno storia, incontro e identità, ogni possessione, racconta sfida tradizione, lingue e tendenze, che in crisi riemerge. Maria Lionza Venezuela, celebra suo corpo, potere e protezione, di selva Amazzonia, conflitti e resistenze, narran sua storia. Tarante del Salento, studia de Martino, culto di cura, e fertile sospiro, preservato da donne, in disagio sociale, causato dal morso, di ragno ancestrale: morso guariva, con musica antica, pubblico concerto, si lascia ammaliare, da frenetico ritmo, di pizzica lunare. Basilischi gregoriani, a Spinoso paese, terra di spine e serpenti, con saghe e leggende, tartare e ottomane, portate da coloni, rifugiati qui dal mare, immigrazio musicale: voce della madre, al bambin che vuole, apprendere parlare, diretto porta affetto, al sonno della sera, ogni creatura è retta, da 1 orisha di testa; isterica attrice, presta ruol diversi, esegue ogni richiesta, vanifica commenti, santa occasionale, scivola opposto, permette che libido, penetri sul posto; nevrotico ossessivo, ha troppe direzioni, isterico nessuna, fa giro-tonde azioni, nei simboli ora muta, fallo naso e gambe, bocca divien vulva, rossore un erezione, ister irrequietezza, coito convulsione; depression tristezza, umore tono basso, senso del dovere, entusiasmo scarso, dura mesi anni, chiunque può colpire, specie nelle donne, croni sa infierire; cresce disistima, insoddisfatta età, croni malattia, dubbi e sensi colpa, scade appetito, sonno si discosta, tutto pare grigio, esci fai 1 svolta: isterica forza, straripa ogni cosa, con cura francescana, corpo mente esprime, supera tuo io, mondo intero sposa, apri ora la bocca, libera la pancia, voce da ombelico, tramite carezze, sblocchi le tensioni, passaggio da fetale, affiora repressione, arresta tuo respiro, voce calma scioglie, sono quà e di là, tuo sogno identità; tua respirazione, incontra mani e visi, cammina batti ritmo, suona incantamento, carezza capelli, con suoni viscerali, giochi di voce, sussurri di animali, suoni sono intorno, corpo è cassa risonanza, voce della madre, vibra tua sostanza. Persona riflette, suono che emette, contatti potenziale, sblocchi anello orale, assieme quello anale, rilasci emozione, piangi succhi e mordi, il canto muove sale, amore ti ricordi: canta pure nota, in periodo lungo, scopri alterazioni, chimiche nel corpo, liberi endorfine, emisferi sincronizzi, canti stai sicuro, vocali tu enfatizzi; vocali in melodie, liberano num, trasmettono allegria, tono poi scompone, dentro voci umane, porta un emozione, esercita nei suoni, respiro visione: eMM è Madre acqua, liqui consonante, movimenta il fuoco, suono della Vu, crea pancia risonanza; eRRe proietta, voce dentro aria, eSSe la reprime, ovvero concentra, eNNe ninna nanna, fan dormire figli, risonanza al naso, possiede suono NG, vibra la colonna, fugge i mali via. Impara usare voce, in modo risonante, anima riflette, stato emozionale, suono vibra e muove, apre alcune porte, libera il tuo Sè, e cura zone corpo: impeto o fiato, vinci ogni timor, ogni essere tiene, suono in 4 vibrazioni, mio Seba trova il tuo, vinci depressione: musiche tristi, agganciano meglio, interiore realtà, cura in toni bassi, armoni progressione, rilasciano tensione, distraggono paziente, da preoccupazione: ingrandisce Dò, Mì arrotonda, Là scolora rosa, malate celle affonda, la voce tua si basa, su respirazione, ascolta tua emissione, e liberi tensione: 1 pensiero chiuso, gira senza uscita, ogni stress aumenta, poi ragion lo sfida, il mondo è liberato, quan piacere sia, tempo è arrestato, Musica armonia; musa dissonante, accompagna irritazione, musica affianca, al cibo del corpo, attraverso scrittura, canzoni poesie, permetti a interiore, trovar esterne vie. |Pamela ricorda, crisi infanzia e cure, rivive TARANTA, conflitti e delusioni, vede antichi amori, rituali possessioni, sogni con speranze: nata in un paesino, lavora stagional, cerca sussistenza, x vita progettar, cerca ombelico, a crescer radicare, narra sua vicenda, di origini lucane: cerco lavoro a nord, lascio casa genitori, inizio mia strada, 1 giorno incontro Seba, vedo soluzione, negozio di barbiere, felice situazione, ma nonno caporale, ostacoli frappone. Pamela col bambino, fasciato sul torace, lavora come sarta, girando per le case, mentre suo marito, lavora sui binari, arriva fine mese, con sufficien salari, lei prepara pasti, riso oppur piadine, minestre della sera, verza e cipolline. Seba pur lucano, lavoro su Milano, Pamela conobbe, in seguito ha sposato, gira molti posti, al fine lavorar, suda duramente, scuola serale far: studia febbrile, diploma da barbiere, lavoro che gli piace, modellar capelli, clienti contenti. Parenti han nostalgia, lo vogliono vicino, bastone di vecchiaia, gli parlano per mesi, infine lui convinto, chiude suo negozio, ritrova vecchie sfide, minacce emozionali, asfissiano sua psiche, ritorna su Milano, in periferia poi vive. Fabbriche esalanti, stagnano ambiente, disturbi di salute, bloccan loro mente, casa umida fredda, arrivan gravidanze, assieme a + bebè, ma frecce del passato, alimentano zizzanie, difendere famiglia, ha prezzi da pagare, riemergono paure, litigi e pessimismo, Casa và svenduta, Pamela va in filanda, in opificio a Como, tesse suo destino, seta sbozzolando, da baco in acque calde, sente questo canto: passata da Garlate, ho visto filandere, facce da ospedale, sembran prigioniere, Dora la guardiana, mi narra le canzoni, filo sui rocchetti, matasse senza amori; noi siamo forestiere, in vena di cantar, trattate come cani, in catena a lavorar, fastidi se cantiamo, villani se parliamo, là sulle montagne, le nostre case amiamo. Filande 2-3 piani, con ampi finestroni, dormono le donne, dentro due stanzoni, tutte accastellate, straniere e contadine, lavori a turnazioni: alla matin bonora, si sente zoccolare, saran le filandere, che vanno a lavorare, voi giovanotti cari, se vuri far amar, andate da filere, senza fumo guardar. Fochista lancia fischio, 6.30 accende caldaia, 3 volte soffia aria, iniziano scopine, poi tutto va a regime, ciclo sol si ferma, a vitto e x dormire. Là in foresteria, giovan forestiere, prima addormentarsi, cantan loro terre, Casa assai lontana, e speranza ribelle, minestra di polenta, esala loro pelle; comunican coi canti, motivi di protesta, durante lunghe ore, umida aria in testa, sui giacigli a sacco, cantano avventure, vita senza pene, picchia testa al muro, Dora indolenzita, piange suo futuro: mi dolgon mani e piedi, filanda è prigione, di povere villane, che sognano amore. |Argia sarda ama, i contadini maschi, Taranta ragno invece, donne apulie punge, passiva resistenza, a cultura dominante, Chirone sofferente, sciamano ricorrente, scelta o ritrosia, non può diversamente, morso di scorpione, inietta in lui veleno, tosto lo costringe, ballare su terreno. Pamela ricorda, storia di Dora nonna, malata di rimorsi, miseria dura prova, dolore lei mutava, nel morso di taranta, veleno lei diceva: mi spinge fare danza; rinnova crisi e ballo, stagione calori, con molte privazioni, pagava i suonatori, la vita mi fa stanca, domando la taranta, dammi 1 tua grazia, leggera tutta quanta: balla e mi possiede, tutto mi sommuove, le pago sofferenza, a cuore che mi duole, 1 danza porta grazia, dolore esorcizzato, malessere interiore, è riappacificato; avanzo a tentoni, corro in tutti i sensi, in zone immaginarie, lontana dai consensi, x 10 giorni e notti, la musica sentivo, la libido divampa, provoca isterismo, satiri con ninfe, in me io percepivo. Dora condivide, proteste e desideri, dolo si trasmuta, consessi corpi veri, danza assume 1 forma, + immaginazione, formicolio risale, esplode vibrazione. |SARDI di Shardana, conoscono + ragni, una femmina formica, del genere Mutilla, che morde pizzicando, in casi accidentali, dolori pungiglione, sol rari anafilatti, dolore poi svanisce, in 1 ora circa, su pelle resta bolla, rossa pochi giorni, nei bimbi ed anziani, può dare fatica, bassa febbre nausea, legger delir invita: disinfetta puntura, con amaroli o ghiaccio, fino anni 60, con fanghi o letami caldi, veleno termolabi, come acido formico, solubile in acqua, temporan androgino. Narran ritornelli, di musici cantori, Ragni tra le gambe, Scorpi tra coglioni, pizzicano al ballo, con fiati e sonaglio, tamburi e corde tese, aiutano travaglio. Sassari Tartaria, vede Argia variopinta, formica velenosa, creatura di Sardegna, mitica ingegnosa, punge per danzare, piangere e umiliarsi, cantar e travestirsi, ridere e distrarsi: sArgia è molto amata, feste sa creare, odiata ed evitata, travaglio sa recare, femmina formica, che uomini predilige, sopravvissuta ninfa, Salmace variopinta; a incontri si presenta, con corpetto gonna, su isola ricorda, passaggi della donna, se nubile fanciulla, vedova o sposata, sua veste sarà bianca, nera o maculata: a mezzogiorno o notte, alba preferisce, estate di campagna, sargia ti ferisce, ti accorgi essere punto, orini ora intorno, oppure prendi bagno, acqua calma fondo. La vera cura poi, al villaggio si farà, diagnosi di argia, scoprir sua identità, tutto il paesino, la indaga sul posto, ricerca tutto unito, il carattere nascosto: con femminili vesti, malato vien coperto, entro 2-3 giorni, argia è allo scoperto, se sposa o vedovella, o zita è ravvisata, con riti di sue danze, alfine accontentata; i suonatori attorno, san stimolare bene, continuo suono sfonda, spezza le barriere, esplode la coscienza, sofferta e ordinaria, giunge possessione, coscienza straordinaria; in piedi corre salta, distesa su lenzuolo, mima ragno sargia, batte piedi al suolo, fasi a terra e in piedi, sino suo finale, ripete il posseduto, 1 ciclico rituale. Tamburo fila-tesse, i tempi della festa, inizia da esterno, entra nella testa, infine pare ovunque, gira tutto il corpo, eco nella pancia, in testa fa lo scoppio: ecco 1 imprevisto, inceppasi il rituale, sargia ferma e sbanda, danza pure male, perde innato passo, e ritmo del ballare, orchestra perde filo, lo deve ritrovare; così per riparare, a tale distrazione, necessita rifare, un rito di espiazione, i nastrini colorati, gettati alla taranta, lei li straccia e sfoga, tutta la sua rabbia. Pamela pure punta, sentì intenso bruciore, Argia vuol che danza, lei paga con sudore, soffrendo fin che giunge, grazia di amore, dolor divien perdono, di essere interiore: saltava e correva, in tutte direzioni, ogni anno ancora cade, malata del rimorso, ha bisogno danzare, espeller pene addosso, come in un salasso, o scarificazione; se rito non arriva, è dolore da rimorso, ballerina variopinta, causa febbre sogni, sa ripulire bene, le sue emarginazioni, vita agro-pastorale, richiede 1 riposo, a superare angoscia, di esistenziale snodo. libro_sargia-festaterapia_clara.m4a
lume051-Clara Gallini in audiolibro, di Ballerina Vaopinta, racconta il tarantismo, e il ballo d'Argia di Sardegna, una danza antica terapeutica, dove il morso velenoso, muta in vivo sonnambulismo, musica colori e comunità, trasformano il dolore in forza vital. Argia è insetto che morde l'anima, reale o mitico che sia, il rito convoca i parenti, e vicini musicanti, tamburi orchestra e canti, la crisi diventa teatro sacro, il corpo ferito inizia danza, finché il veleno si muta, in energia di redenzione. Questo sapere custodisce, antica memoria femminile, nei carnevale gioco, o nei rituali Mamutones, guarir non toglie la ferita, ma le imprime un nuovo ritmo, voce e presenza collettiva. Chirone mito pure porta, una ferita che ascolta, un orecchio muto che si chiuse, in relazioni senza amore, lasciando solo il Logos razionale, e gestire la sua vita. Ma poi arriva un un Centauro, presenza autentica che sà, può riattivare tal silenzio, scongelar contatto umano, con gesto semplice del corpo, imprime fascino alle membra, che iniziano la danza. Le fiabe pur ricordano, funzione ferita che si risveglia, attraverso tenerezza e riconoscimento, diventa un organo di risonanza: chi ha sofferto può percepire, il dolore simile negli altri, senza inflazione o desiderio, di salvare a tutti i costi. La vera vocazione, rende più umili e silenziosi, più attenti al limite poichè, il simbolo vive finché resta, incarnato nel quotidiano, nel corpo e nel silenzio, che ascolta sé e gli altri, nell'atto congiunto del parlare.

136:lume136-|Seepana Appa Rao narra a Lisa, dei Bulul totem di riso, studia ecotipi e varietà, diecimila tipi riso in Laos, li collega alle leggende, etnie nomadi Indocina. Lui mappa i semi adatti a umani, come fanno Khami ed Akha/Hani, coltiva risi in piccoli campi, mescolando semi anche diversi, contro tempeste e parassiti. Riso appiccicoso è glutinoso, il nero amato è raccolto a mano, trebbiato e conservato, per far bevande e la semente, sue varietà catalogate, per stagione maturazione: risi offrono proteine, minerali e terapie, ogni seme riceve un nome, che ne racconta la storia: Khao Pulcino e Khao Pong, Khao-Pong-Deng o Riso-incanto, che cresce in risaia con alga |Azolla, concime verde e controllo erbacce. Alcune varietà di risi, resistono a inondazioni, stress climatici e altro, fanno adattamento continuo, tal conoscenza è tramandata, da generazioni di anziani, monaci e contadini, che amano comunità, e armonia veracità. I Khamu coltivano diversi semi, mescolandoli in sicurezza, raccogliendo a mano risi dolci, neri e anche glutinosi, moltiplicati per stagioni. Akha/Hani fondano case, villaggi pacifici nei riti, di antenati e di natura, altari ponti ed altalene, con le feste dei raccolti, amore e corteggiamento, e gratitudine agli spiriti. I Katu cercano armonia, tra fuoco acqua e terra, onorando spiriti foresta, mentre i Lisu sopra i monti, presso le fonti d'acqua, si curan con erbe e sauna, cantando amore nelle danze, di ogni amato Capodanno. Ogni seme è un rituale, custode della storia, adattamento e saggezza, condivisa da ogni età, da cui nasce oracol riso: chi osserva la terra e ascolta i semi, cresce forte e curioso, impara dai cicli di natura, come leggere una bussola, a non perdere il cammino.| Gli Akha/Hani dell'Asia sudorientale usano alfabeto latino e lingue Hmong, con consonanti che segnano i toni. Sono guerrieri senza guerra, pacifici, fondatori delle loro case e città-stato (dzoema), legati a natura, piante e animali. Vivono di agro-sussistenza, allevamento e raccolta selvatica, scambiando cibo e beni nei mercati. Vestono cotone indaco ricamato secondo i sottogruppi. Riti e ponti rituali proteggono dal mondo degli spiriti: statue Bulul e altari agli antenati separano sacro e profano, maschile e femminile. Il riso è cibo base e oggetto di culto; la festa dell'Altalena celebra raccolti, corteggiamento e ringraziamento agli spiriti, combinando gioia e memoria storica. Gli Akha selezionano e moltiplicano semi, adattando varietà al clima e rispettando lo spirito del riso (Dab Pog). I Katu del Laos cercano armonia tra fuoco e acqua, rispettando spiriti della foresta e antenati, che possono causare malattie se trascurati. Coltivano riso e seguono rituali per assecondare equilibrio tra uomo e natura. I Lisu del Myanmar amano montagne, cascate e fonti d'acqua; ogni casa ha un santuario con spiriti antenati e sauna curativa con erbe. La festa di Capodanno è segnata da danze, canti d'amore e simbolici punzecchiamenti del capo, mentre litigi all’alba sono proibiti. Tutti condividono rispetto per spiriti, antenati, natura e cicli agricoli, intrecciando spiritualità, comunità e vita quotidiana in un equilibrio armonico.# AKHA/HANI 哈尼族 oggi, usano scrittura, con alfabeto latino, come lingue Hmong, usan consonanti, a designare tono, tutti liberi nati, e ugual diritto sono; guerrieri senza guerra, valore nonviolenza, la tradizione orale, citta-stato in terra, ogni capo paese, ha costruito prima casa, è fondator dzoema, gestisce vita urbana; subiscono influenza, di regnan pianura, dzoema nominato, x relazioni esterne, or parte di sistema, amministrato stato, umani e piante, nati da stesso afflato: dotati di ragione, coscienza fratellanza, oltre sussistenza, raccolgon frutti selva, funghi e piante cibi, allevan maiali polli, capre anatre e bufali, e pagano con oppi, soia cavoli e pomi, scambiano a mercato, a comprare il sale, ferro e altri beni, cacciano cinghiali, cervi topi e uccelli, con trappole e pistole, arte balestrieri. Abiti casalinghi, coton indaco tinto, ricami distintivi, dei sottogruppi Akha, anno suddiviso, stagione secca/piogge, mentre genius loci, cerca doni a scorte. Ciclo riti annuo, comprende 10 offerte, rituali x il riso, ponti ed altalene, marcano i ponti, divisione tra domini, della corte umana, e la selva degli spiri. Nel villaggio Akha, entro e vedo 1 ponte, che tiene fuori spiri, privi di 1 cuore, di solito 2 ponti, 1 a monte 1 in basso, x spiriti e umani, e animali a spasso; i ponti in bambù, han statue fertilità, Bulul maschi femme, con sessi esagerati, fan ponti ogni anno, cerimonia guidata, tra sentieri e abitati, 1 zona recintata; ogni casa Akha, ha 1 altare di avi, maschili e femminili, 2 locali separati, offerte ad antenati, nella parte femminile, mentre cerimonie caccia, in zona maschile: animali da caccia, hanno spiriti-totem, come riso granai, e capanne giovan coppie, cosi uomini vivono, con piccole stufe, x chiacchere clima, fraterni canti pure. Riso cibo base, in asciutto su colline, Akha taglia e brucia, foreste riproduce, frammisti campi riso, a mais fagioli soia, + zucche con verdure, e oppio senza noia. Akha-Hani religione, politeismo combinato, spiri fertilità, e culto di antenato, per buona salute, raccolti abbondanti, crescita animali, felici cuori grandi. Bimbo vien da Dio, tramite altalena, costruita da 1 vecchio, a mito ricordo, dondolar su altalena, veloce e rischioso, corteggio tra i sessi, ricerca di sposo: agosto e settembre, Riso quasi pronto, è festa di Altalena, rito Akha gioioso, gente del paese, si dondola si afferra, in rito ringrazia, Spiri cielo e terra. Riso con umani, buon scambi sa fare, pur dopo 1 litigio, separano strade, festa di Altalena, offerta a Riso annual, stimola raccolto, in scambio con uman; svolge a 4 mesi, dopo semina del riso, verso fine Agosto, stagione piogge cessa, altalena viene usata, pure 4 giorni, inizio raccolti, e storie ricordi: Avi burmo-tibetani, fino capo khan, scambi e divorzi, matrimoni interclan, liberi di scelta, genitori avvisati, cerimonia nuziale, fa in casa di sposo, che ospita coppia, finche altare trovo. Reciproca adozione, villaggi in sinergia, |Miss Lasoy coltiva, e dono d'avi arriva, al paese Pakuvai, Mister Sulan 86, trova glutinoso riso, su stagno radura, semi maturi, lui testa e seleziona, in anni successivi, granella si migliora, famiglia lo raddoppia, seme poi adottato, da tutto suo villaggio, diffuse risultato. Tribale varietà, sensibi fotoperiodo, contadin di Phongsaly, ottenne semi riso, da varietà pianura, aromati medi periodo, semina in suo campo, e uno matur anticipo: matura 1 mese prima, rispetto originale, normali 4 mesi, colse precoci coppie, riusa l'anno dopo, moltiplica seme, variante si adatta, al clima suo paese, meglio di originale, matura sul colle, lo Spirito di Riso, soddisfa suo sogno, Risi colti a mano, esprimon mutazione, granella spogliata, + morbida a vapore, risi a falcetto, gialle mature piante, oh spirito Dab Pog, sorveglia il nuovo nato. |KATU del Laos, cercano armonia, con fuoco dominanza, e acqua conformità, storico conflitto, i Laos sono fuoco, i Koom sono acqua, in armonico gioco; loro avo viveva, su zone costiere, spinti su montagne, da predon pianure, gente placa 3 gruppi, di spiriti detti, Dyang di foresta, e Brau morti irrequieti. coltivan campi riso, poi lasciano a riposo, assecondano armonia, con spiriti del posto, Foresta è Casa/tempio, a vari spir locali, Katu sono attenti, ai lavori in loro campi. Entrano in selva, dominio di antenati, che causa malattia, se oltraggiano ingrati, tutta malattia, vien da disarmonia, controversia a parole, pure causa prima. |LISU gente colorata, giunta dal Myanmar, ama le montagne cascate e fonti acqua, aman relazioni, dentro e fuor paese; ogni casa santuario, ha spiriti avi, 1 sauna con erbe, che cura molti mali, Festa nuovo anno, capo punge gli altri, diventa pagliaccio, ma litigi son proibiti, al sorgere sole, investono ogni onore, a mezzo di danza, e le canzon di amore. 
lume136-|Bambino Riso del Laos, antico mito d'Indocina: gli anziani narrano che il Riso, fosse un tempo una persona, spesso chiamata Madre Riso, o Bambino del Riso, viveva accanto agli uomini, che avevano gentilezza, e per amore si offriva, ogni anno nel raccolto. Col passare del tempo, umani divennero impazienti, e irrispettosi del suo dono, offendendo spirito del Riso, che si nascose in piccoli chicchi; fu così che da allora, gli umani vanno a seminare, coltivare e raccogliere con cura, per ritrovare quel dono, del bambino perduto. Durante le feste del raccolto, di molte etnie del Laos, si compion oggi ancor rituali, per richiamare l'anima del riso, affinché abiti i campi, portando salute e prosperità. Riso spirito di saggezza, seminato dalle mani, dei contadini e dal destino, ogni gesto è un rito vivo, ogni chicco è una promessa, nel giardino di terrazze, i cuori tacciono in silenzio, mentre lo spirito del riso, dorme nel campo trapiantato. Donna anziana culla il bimbo, come si culla la memoria, mentre la pioggia benedice i campi, e lo sciamano col tamburo, chiama forza invisibile, animali guardano e comprendono: volpi e naga son sue guida.

171:lume171- Amore e Psiche, nella fiaba di Apuleio, ricerca interiore, connessione tra conscio e inconscio. Psiche vive una relazione magica con Amore, ma la sua curiosità (accensione del lume) portano alla rottura di questa magia. La luce del lume è un tentativo di razionalizzare e controllare qualcosa che è misterioso e ineffabile. Ibn Arabi parla di un amore mistico la cui comprensione richiede un abbandono del razionale fine a se stesso (Virgilio) e una resa all'esperienza mistica nell'abbraccio dell'ignoto. La fiaba di Apuleio illustra la tensione tra il desiderio di conoscenza e la magia dell'amore, tra conscio e inconscio, tra razionale e misterioso. La ricerca della verità va compensata con la fede nell'incanto. Jung sosteneva che ogni persona possiede nella psiche sia aspetti maschili che femminili, e l'integrazione di queste parti è la chiave del processo di individuazione, il percorso verso la realizzazione del Sé. Anima è la parte femminile dell'inconscio di un uomo, Animus è la mente istintiva maschile dell'inconscio di una donna. Corteggiare l'anima è un viaggio personale, secondo la disponibilità di ciascuno a esplorare e accettare le diverse parti nascoste di sé: affrontare l'inconscio può essere doloroso e destabilizzante. Psiche non può vedere Amore poichè la conoscenza diretta distrugge il rapporto; l'anima può entrare in relazione solo in una modalità indiretta. Von Franz scrive: quando una funzione congelata comincia a piangere, non sta guarendo, ma sta ricordando chi è, il pianto indica scongelamento dell'Anima, ritorno della capacità di ricevere, in apertura temporanea. Lucio e la |Rosa-sole tra i rovi di spine, ci insegna che il dolore e ogni ferita, può diventar saggezza; la Candida Rosa di Dante, mostra che dentro ognuno esiste un cielo infinito e inesplorato, dove ogni prova è lezione. La Rosa/hikurì resiste, fiorisce e profuma nel cuore interiore, alimentato da fiducia, pazienza, coraggio e rispetto, di te stesso negli altri. Dante come Lucio, affronta Pietro Giacomo e Giovanni, Fede Speranza e Carità, da cui apprende: Fede guida a costruire la tua vita come un tempio, dove ogni esperienza è un mattone. Speranza è luce che scende dalle stelle, libertà da conquistare tra smarrimento e perdono, perdersi a ritrovarsi. Caritas è Agape, pietà e gentilezza che porta pace e apre strade, condivise con altri, è il Sole della Rosa, che illumina tutti i sentieri.| Rosa damascena: fiori e profumi curano corpo e anima; petali astringenti, semi antielmintici, foglie antidiarrea, alleviano dolore e depressione. Roseti e siepi crescono con potatura e compost, mantenendo vigore, forma e colori brillanti. Rosa canina: bacche rosse, diuretiche, lassative e sedative; decotti e tisane calmanti, marmellate nutrienti e curative. Ruscus pungitopo, diuretico e anti-reuma, cura emorroidi e varici; rami e bacche proteggono e purificano. Artiglio del diavolo e Sutherlandia: analgesici, adattogeni, sfiammano articolazioni, antibatterici e antivirali. Rosa nevi e rododendro caucasico: simboli di resistenza e bellezza spirituale. Apuleio e Psiche: l'anima affronta prove, scende nel regno dei morti, ritrova Amore e Grazia, simbolo di rinascita e libertà interiore. Amore divino guida verso libertà e unione col divino, lungo il percorso iniziatico, di catabasi e anabasi. Beatrice e Candida Rosa, conducono il viaggio spirituale, da umano al divino, sotto Sole Luna e stelle, fin nel ventre della Terra. Dante in Paradiso, mostra l'eterno presente, armonia dei cieli e moto, e cicli stagionali a Terra, e accolgono il poeta, tre spirali di Beati, maestri santi e triviali, lo guidan verso la sapienza. San Tommaso e Francesco, Domenico e Bonaventura, incarnano fedeltà, contro a inganno e ipocrisia, mentre Sophia è sentinella, guida e protegge da illusioni, insegna all'anima sapienza, assieme Amore sentimento, che se cresce condiviso, trasforma ogni azioni di ogni sorta, in bontà e bellezza antica, come Amore e Psiche sanno, nei petali dei beati: gloria luce e ardore, da loro ascende fino a Dio, ogni volto in ciò riflette, l'armonia del Dao creatore. libro_asinodoro_vonfranz1.m4a
lume171-Rose di Iside: Lucio cade nell'eccesso della curiositas libidica, ruba un unguento, diviene asino che attraversa peripezie, subisce umiliazione servitù e privazione, poi tra lacrime e preghiere invoca il divino, giunge in riva al mare dove in sogno gli appare la Dea Iside nelle sue 4 forme: Venere amore, Demetra del grano, Diana della caccia e Persefone/Ecate sul trono degli inferi. Lucio apprende che deve mangiare le rose dalla mano di un pastoforo durante una processione, capisce che come asino subì la schiavitù, umiliazione e privazioni, una fase necessaria, ma transitoria. Iniziato da Iside, torna umano, trasformato e reintegrato nella comunità. come i moderni sub, con le loro femdom, accetta la perdita di autonomia, erotizza la condizione asinina, e infine chiede il riscatto della forma. Nei misteri di Iside e Osiride, Lucio apprende in sogno la ricetta del Rosolio: petali macerati in alcol, poi uniti ad acqua e miele, macerazione e riposo un mese, prima del consumo, è liquore profumato, come l'Acqua di rose, amori interni ritrovati. Rosa nasce dal sangue di Venere, attira Dante in Paradiso, che incantato contempla cosmologia, paesaggi e firmamento: da sua lingua or fatta luce, moto e coro spinge in alto, dall'inferno all'Empireo, mentre l'Aquila osserva tutti i sentieri laterali, specchio dei cieli dentro noi, che sulla Terra appar Leone. Lucio iniziato da Iside, ritorna uomo trasformato, e capisce che lo stato asinino fu una fase transitoria ma necessaria.



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