scheda quid - plus | home | allegati | audio | 14 Lingue | 360 asset | visite sito 254
(): 3 quid censiti
wirarika Hilario e Yoame a Viricota, festa zucche (75) 75- Martin Wirarik lingua mescahuatl | foto wiramerica | audiolibro | filosofi_don-tonio_wirarika.mp4 | popoli_huicholes.mp4 | storia_watakame_e_nakawe.mp4 |musica 991_Peyo_06.mp3
shennong civiltà alterna dieta nomade-stanziale (221) 12-lume221 RISOLUT lingua cinese | foto cibospezie | audiolibro | med_panzironi_dieta1.mp4 | med_panzironi_dietaideale.mp4 | doc_seba-cibo1.mp4 |musica 8-prayerToHanuman.mp3
timo Timo-limone calma tosse e aiuta sonno (344) 06.VI -lume344 |AM lingua latingreco | foto cibospezie | audiolibro | flora_timo-benefici.mp4 | | |musica delia_lode_ayize.m4a
75:lume075- Martin Wirarika, sciamano huichol cantore, di nonno fuoco e madre acqua, come San Francesco, dipinge e tesse fili tra cielo e terra in ogni tepee della NAC in cui è invitato a diriger cerimonia. Cammina la via del peyotl dei cinque colori sacri, le sue piante padroneggiate: il piccolo cactus messaggero, eucarestia della NAC, funghi carne degli Dei, da Maria Sabina offerti, poi la Salvia del veggente, offerta a Emilia per sognare, altri modi a conciliare, infine Martin pure spiega, le ambivalenti forze Toloache, Datura inoxia o solanacee, visionarie pericolosa, da lui usate con cautela. Come oracolo ci insegna, a sussurrar nomi preziosi, a guidar sogni e memorie, come fanno i Wirarika: |Tatewari e |Kauyumari, Hikurì e deserto Wirikuta, dove padre è il silenzio, e la madre è la visione, e dal colle di Leunar, vedi il sole che sorge, come Rosa dell'Est, fior di Dante era Beatrice, che il tuo nome già conosce, e dona al Tocco del Silenzio, la verticale del tuo sogno, che pone forza nel tuo rito, come atto estetico o preghiera, e atto etico che avvera. |Sant'Andrea 30 novembre, o neve o bufera, mentre a veste logorata, poca fede vien prestata.| Il popolo Wirarika, discendente dei Maya e degli antichi nomadi, compie ogni anno un lungo pellegrinaggio da Jalisco e Nayarit al deserto sacro di Wirikuta, per cacciare il Daino Azzurro e raccogliere il peyotl (Hikurì), pianta divina che unisce cielo e terra. La guida spirituale, il marakamè, conduce i pellegrini attraverso prove di digiuno, canto e visione, per ristabilire equilibrio con gli dèi e il cosmo. Durante i riti, il fuoco, il mais, il daino e la rosa rappresentano i quattro elementi della creazione e le forze vitali della natura. I canti e le danze evocano Tamatz Kallaumari, dio-daino del vento, e Tatevari, il Nonno Fuoco. Mangiare il peyote significa partecipare alla morte e rinascita del daino, simbolo del sacrificio divino che mantiene il mondo. Al ritorno da Virikota, il fuoco sacro viene ringraziato e spento: i pellegrini portano fiori, canti e visioni per guarire la comunità. Il mito di Watakame e Mais-Azzurro narra l'origine dell'agricoltura e della Milpa, dove mais, fagioli e zucca convivono come fratelli. I riti ripetono il ciclo di morte e rinascita della natura, rinnovando legami familiari e sociali. Le donne custodiscono il fuoco domestico, gli uomini i campi: la Milpa diventa tempio vivente della reciprocità tra uomo e Terra. Le feste del raccolto e dell'Hikurì chiudono il ciclo con canti, offerte e danze di pioggia: ogni essere torna al suo posto nel grande sogno della creazione.# Popolo Wirarika, gente pellegrina, parton da montagne, Jalisco e Nayarit, giunti a Real Catorce, a |Luis-de-Potosì, in deserto |Nirikuta, cacciano Hikurì. Fan collane cacti, sbucciati pur a fette, pelle radici corna, Daino appar divino, muta in imprevisto, tutti ampliati sensi, mondi fuori tempi, sama va in abissi, uniti cuori e intenti, sopporta ogni prova, insegna gestir rischio, pazzia divien sapieza, in immenso rito. Tamaz grazia alcuni, con canzoni parlanti, narra storie e fatti, origine di rose, terza notte ebbrezza, canti del coyote, ubriaco muta sesso, seduce inter creato, dentro me gran gioia, dovete tollerarmi, grida lanci e dico, suonar violino forte. I fedeli veterani, senton cantar Tamaz, bei fiori a Viricota, diventano muvieri, muvier di Tatevarì, canzoni dei sentieri, maracame propizia, i fior del Caliuey, giunti sani e forti, vantaggio x compagni, che rimasti a casa, potran vedere i fiori. Momento di tornare, invertiamo direzioni, si gira Nonno Fuoco, assieme teste tronchi, verso di ponente, Nonno sia con noi, ci guida ci protegge, ultima notte a Viricota, con violini ed arpe, mangiate quan potete, a mattino caricate, canestri con bisacce, ringraziamo daini, rinnoviam promesse, nuovanno ritornar, se possiamo far. Al falò del venerdi, bruciano cappello, di guida maracame, van obblighi togliendo, brucia loro ruoli, fuoco assegna e toglie, cancella personaggi, assegnati da peyote. Tamaz parla a mezzo, del suo maracamè, guarda le scintille, sprizzan dai muvieri, son fiori Tatevari, narran storie sacre, serbatele nel cuore, a fin di ricordarle: quel che avete udito, visto a Viricota, mi vedi oh marakame? gli chiede Tatevarì, Ti vedo e ti capisco, in ogni tua parola, il segreto qui sentito, accade a Viricota. Kallumari avvisa, abbiam parlato tutti, se manchi di rispetto, Dei sapran punirvi, torno alla dimora, congedo in 5 fischi, Tamaz quinto fischio, ecco luce alba, sveglia pellegrini, immersi a luce santa, aspettano concreto, aiuto ai lor bisogni, salute amor lavoro, raccolto e buoni sogni: chi resta metà strada, percorso marakame, difetta nell'audacia, fiducia poco appare, esperienza con nierika, vien da desiderio, sentire la creazione, mutar in fiore vero. Fiori di ghirlande, cingono il Leunar, diventan daini azzurri, nubi da scrosciar, Martin coi fedeli, a chiudere suo viaggio, fa festa Mais tostato, verso metà maggio, zucca e pannocchia, avviano loro anno. In milpas e chacras, festa di pannocchie, zucche in abbondanza, Martin alla festa, narra fiabe ai bimbi, condotti da cantori, al cortile del ririki, davanti altar pannocchie: zucche e candele, fiori e collane, carne daino e Rose, donne in prima fila, con figli in attesa, tamburo ornato a fiori, suona il marakame, e canta il ballo-viaggio, al Cerro di Leunar; su sedia spalliera, gallette a simular, bastoni muvieri, offre doni a Dei, prende volo e canta, davanti ai bambini, li porta a salutar, madre Tatei Matinieri: proteggili da mali, crescan forti e fieri, in futur visiteranno, tua casa fiorita, Tatei li saluta, li abbraccia uno a uno, poi riprende viaggio, candele a Viricota. Ai colloqui rituali, prima di partenza, maracame chiede, volete fare il viaggio? fino a Viricota, a mezzo nonno Fuoco, ricevere più vita, conoscere di nuovo; chiede se son pronto, sistemo mio coamil, dovete fare bagno, vi assegno nome-ruolo, dite a vostre donne, sciogliere ogni nodo, ogni sera avanti, curare nonno fuoco. Anziano capo-corda, annoda mio percorso, pellegrinaggio 1 mese, la rosa x consorti, ciascuno ne porti, a ritorno al paese; allegria veterani, e piangenti novizi, maracame invita tutti, suonar gioiose arie, su strade a Viricota, andiamo nel suo campo, dove daino nasce, sera attorno a Fuoco, Tewari saggio avo, tutto conosce aiuta, niente noi sappiam, lui manda segni vari, grazie maracame, di averci trasportato, ho conosciuto Tamaz, coltivo sua memoria, fino al ritorno, confesso colpe e vado. Real de Catorce, concession minerarie, don Tonio Carillo, sindaco e marakame, chiede aiuto a tutti, per scempio fermare, ha bastoni comando, scettri piume uccelli, che aprono incanto: qui abita |Tamatz-Kallaumari, bisnonno Coda Daino, deserto Potosì, dove cresce jiculì, qui Dei-antenati, fan gesta creazione, al tempo del sogno, rito svela lezione; invita pellegrini, sul colle bruciato, per riti curativi, e adempiute promesse, Madre bada ai bimbi, donaci pioggia, poi ci salutiamo, torniamo 1 altra volta. Preti maracame, interpretan Pa Sole, lo vedon seduto, su astuccio dei muvieri, 1 dialogo cantato, fa viva cerimonia, cacti daino e mais, triade rinnova: coglitor cacciatori, |Masha daini forze, Tamatz Kallaumari, vide bella storia, e pellegrini invita, cacciare cervo-azzurro, con sue canzoni-mappa, Huichol vuol copione, in ordine sequenza, va ribattezzare: daino chiama cacti, mais fanciulla riso, fuoco muta in nube, pioggia cade fina, campi fecondati, da etere correnti: Resisti e cammina, pensa a mangiar vita, chi viaggia x vedere, chi diventa saman, Tewari insegna tutto, digiuno e fatica, mantieni occhi su lui, accanto tiene vita; fratelli con bisacce, seguite passi miei, presto arriveremo, allegri a Viricota, Tatei a sponda stagno, madre regina mia, soffrendo fame sete, ti visitiam x prima; porto miei fratelli, saluti con candele, acqua sulle teste, ai neofiti matewame, guardate a Viricota, ora abbiam la vista, suonate corni e arpe, dite addio a Tatè, andiamo a Leunar; sotto abero pittura, disegni daini e soli, su volto dipingete, x Viricota incontro, arco e frecce avete. |Daino cinese lù 鹿, deer Tamatz o Tabazi, Kallaumari primo, vive a Viricota, con nonno Fuoco e Vento, rinasce come mais, Signore di animali, Pan Siva Pasupati, Mazatl daino azteco, giunto dai toltechi, Serpente piumato, fuoco e siccità, Izpapalot Farfalla, cactus va mangiar: tutto si compie, da sera a mattina, caccia rituale, rende tutti sazi, dea della terra, nutre cuore daini, viaggio del peyote, ridesta nel coamil, di ogni fedele, Daino fuoco e sole, stella che viene. Marakame e nonno Fuoco, Uomo delle Frecce, guida fila pellegini, segna passo e tiene, tabacco e cerini, assegna ruoli temporani, a persone e cose, con rito soprannomi. Matewame neofiti, seguon strada, al mitico Mautiwaki, apprendista marakame, malconcio uomo-lupo, punito a calci corna, da Kallumari, e confessioni sprona: offensor e offeso, via oltraggi ricevuti, nel magico spazio, saman cura tutti, a mezzo di muvieri, coyote Samuravi canta: daino che vieni, su cima di Leunar, montagna bruciata, teatro cosmo fatto, il vento freddo in cima, agita i muvieri, cura stanchezza, peccati mali e lutto, le offerte nel cratere, attiran luci sfere, Viricota luce, pronta a cerimonia, sciamano su stuoia, pone oggetti culto, piume daino e frecce, ciotole acqua flusso; notti nel deserto, clima di gelata, peyoteros son mutati, in rose ghirlande, mentre nonno Fuoco, inizia narrare: dove ansima Tamaz, vai braccar a destra, tu da sinistra, riprendon marcia fissa, maracame scaglia frecce, imitan novizi, guardate bene il posto, Tamaz ho trafitti; maracam disegna a terra, forma del daino, segui zampe direzione, troverai fiori, assieme pannocchie, cogli e offri doni. Trafitto daino a terra, accendi candele, canta maracame: Wawatzari siam venuti, a conoscere tuo campo, bene ti vogliamo, abbiam portato offerte, scambio facciamo. Martin taglia cacti, fette pone in bocca, dice ai pellegrini, allunga vita corta, tutti mangian corpo, Signor perdona colpe, mangiamo la tua carne, vediam comune sorte. Daino vi perdona, tutti alzan felici, su cima di Leunar, lui lascia indizi, a seguire pista, da alto poi li burla; piange maracame, risponde tu hai virtù! rinasci e torni in vita, sempre torni su, Martin compie e disfa, con aiuto Tamaz, mezzanotte brezza, tutti accanto fuoco, Tamaz ci ha trovato, venuto come vento, dice il maracame, lasciate lui offerta; quan compare sole, girate nel deserto, cala poi la sera, cogliendo a Viricota, tornano al fuoco, carichi e ubriachi, Martin li rivista, gli assenti fa cercar, assorti tra le rocce, li trova contemplar. Fedeli a occhi chiusi, masticano piano, si ungono la pancia, saliva impregnata, del cacti sugo, cerimonia chiude alba, disperdono in cerca, di stelle vegetali, fatica ceste a spalla, vagano in deserto, con occhi cacciatore, o coglitori funghi, cercan Kallumari, fra rocce e cespugli, difficile trovarlo, li aiuta cuor tabacco. Cacti in siccità, contrae radice spasmo, vive suo letargo, fin piogge turgore, a notte canterà, ogni Daino Azzurro, le canzon di cura, in estasi insegnando, i monti parleranno, i fiori fioriranno, inizian ronde magi, attorno cime colli, riempion pellegrini, ceste spine e graffi, a sera sono cervi, e pensano alla prova, che attende loro notte, fuoco loro sprona: cercan + salute, di bimbi e raccolti, rivelazion future, e scelte nomi nuovi, per cariche mestieri, cantori o guaritori, leader o ingegneri. Huichole uomo pensa, alimentare il sole, spirito di festa, è scandalo amore, homo ludens gioca, a recuperar tempo sogno, slancio entusiasmo, scherzi e confessione, alludono creato, gioco divien culto, confine sfumato, a fine 8 mesi, del ciclo del peyote. Viricota viaggio, musa suona incanta, la favola di Orfeo, rapiti in eloquenza, sublime vera scienza; recitare i miti, a ricreare riti, drammatica forza, tempo origine porta, metamorfosi accade, che umano rifonda, Dei appaiono animali, umani e urani siti, attori sacerdoti, pianti strappacuori. Dei percorser terra, e nominaron cose, dai Pini nascon note, e nonno Kallumari, fu primo marakame, da stuoia detta itari, dal mare venner Dei, vestiti come fiori, arrivano a placenta, presso culla Madre, placenta reca nube, da nube vien itari, da itari nasce daino, che si muta in mais, mais muta in nube, piove su ogni milpa, dal mare venne Daino, Azzurro come Mari, suo fratel minore, e molti piccin daini, vider freccia e testa, daino sopra itari. Dei capiron messaggio, freccia muta nube, testa muta in pioggia, e andarono al Coamil, lasciarono offerta, nel seno Ma Urianaka, Dei nascosti in bosco, vider nascer canna: le giovani pannocchie, e le rotonde zucche, il fiore giallo tuki, strofinan nelle mani, con polvere di tuki, 3 strisce sulla faccia, dissero gli Dei: Daino muore a caccia. Cala la sera, esce Tatevar Muvieri, abbraccia e ci racconta, Tamaz Kallumari, parole da bocca, escon tricolori, e ci capiamo tutti, fratelli che ritrovi. Tamaz nostro capo, puoi fare e disfare, jikurì tuo corpo, tuoi ordini obbedisce, io sono loro cibo, entro cuor pensiero, corro in loro vene, arrivo cuore impero; quando mi mangiano, ha torpore tutto corpo, si accorgono così, che sono jikurì, concentro su coloro, che mi amano +, offro vita e dico, quel che devono veder: insegno loro cose, da punte dei muvieri, a Viricota incontro, mangiano spicchi, ogni spicchio in sè, pensieri del mio cuore, ebbrezza da veder, canti dai miei fiori, son mie rivelazioni, mostrano + mondi, che portano mie storie, parla Tatevari, anch'io son metamorfe, muto in più figure, di Tamaz vittorie: son vampa selvaggia, brucio ed incendio, alzo miei muvieris, che escono da fiamme, da corna di Tamaz, sboccian fiori gialli, fumo convogliato, verso partecipanti: vidi + focacce, mangiandole fui perso, ora siamo assieme, a notte dal falò, vediam uscire i fiori, rossi azzurri e bianchi, color di Tatevari.| Hilario al pomeriggio, offre medicina, ognun beve tazza, mezzora cresce nausea, malessere e bronchite, veglie con digiuni, cervello tien paura, teme oscuri fiumi. Io denuda e calma, al primo canto dato, su alberi e su rocce, sale-scende abissi, tutto acquista senso, nel rumor di vento, voci e risate udite, a distanza tempo; abbraccio cosmo cura, terrore scompare, son esser luminoso, divinizzato in Pan, con spasmi e sudore, scombino certezze, il sacro è mistero, lezione mi arrende; cane pure abbaia, da origine del mondo, fin alla sua fine, ogni storia ha ritorno, mondo è illusione, metamorfosi continua, ecco altra lezione, entrare in altra rima; mi trovo a contemplare, attore spettatore, foglie secche arazzi, bellezze del creato, tra ebbri del tempio, e musica di piante, sanAndrè e Catarina, due wirarika lande, assieme sanSebastian, fan pellegrinaggi, diversi x ognuno, narrano i viaggi, attorno a ogni fuoco, ospiti invitati, mangiano il daino, e piangon Tatewari. 1 anziano scorsa notte, morso da scorpione, rimesso ci confida, i segreti maracame, quando canta bene, una bella nube esce, se canta male invece, pioggia si disperde. Martin ebbe febbre, deliri presso fuoco, quan frenesia di danza, prese pellegrini, i caduti ed ubriachi, son presi da custodi, posti sotto quercia, protetti nei riposi; nei viaggi e feste, offerte frecce posi, esprimon desideri, profon pensieri posti, di bimbi o di stregoni, o di ricamatrici, che chiedono bambini. Se freccia stegone, è fatta x offesa, Paritzika insegna, caccia e difesa, compito saman, sognar dove nascosta, distruggere fattura, malattia risolta: se uno è moribondo, offre lui 1 freccia, ciotola e candela, fa diagnosi col canto, sacrifica galletto, irrora altare fatto, se torna la salute, dio appar calmato.| Martin ebbe un sogno, presso Viricota, teatro nel deserto, Tamaz Kallumari, mi offre il jikurì, daino Wawatzari, è con Tatevarì; mangian medicina, pellegrini al fuoco, Daino canta loro, canzone con violino, anche se ho peccati, vengo io a cercarti, strada delle rose, a Viricota passa: uscii dal mare azzurro, Daino Marrayueve, dritto su Itari, a quattro punti cardinali, apparver Daini Azzurri, soffian via tensioni, da gruppi e da figli, a curare i bimbi, faremo offerte caccia, ciotola e candela, e freccia per un daino, per vita dei bambini, 1 daino va morire, Tatevari nonno, ci dice questo in rime: Dei non san mangiare, mangio io per loro, ecco i kakullari, che iniziano a parlare, tutto aperto e visto, in mare e nel coamil, seduto presso fuoco, tutto può apparir: oh Viricota! perchè piangono le rose e volano i fiori al Cerro bruciato? quando nasce Daino, Dei fanno scuola, perchè i monti parlano li a Viricota? nessuno sa capirli, solo freccia a terra, freccia serpe azzurra, conosce loro lingua, sopra itari stuoia, scatena nube pioggia, parlan Dei fra loro, ai 4 cardinali, nel luogo dove nacque, Tamaz Kallumari. Daino Azzurro esce, da fuoco appare in aria, incarna Dio del Vento, canta una sol volta, marakame apprende, a memoria sua canzone, la trasmette a noi, attendo la sua voce: oh Pan divin dei monti, di Africa e Oceania, America Ti vive, da Europa fino ad Asia, sui monti e nelle valli, deserti le foreste, Sei fuoco saturnale, sei acqua di tempeste; Son Cervo di oriente, sono Hikuri verde, accanto la montagna, sole già risplende, sotto albero fiorito, mio cuore si comprende, son Cervo oriente, sono Hikuri verde; a tutti dò mio canto, chi lo canta primo? ora mi alzo in alba, per salutare il Sole, pure mi inginocchio, respiro suo calore, tra ghirlande Fiori, e turbini di Vento, Tu non puoi vedermi, dove vado eterno, la dove nascono le Rose, dove Rosa sboccia, son Cervo oriente, fior di Virikota: quando nebbia sale, Azzurro Cervo sale, quando pioggia scende, Kallaumari scende, respirano le Rose, rugiada soffia pura, ai piedi di Lehunar, è wiri Virikuta! Germoglia il Mais, e la Rosa sboccia, così canta la Rosa: Io sono il Cervo, così canta il Cervo: Io sono la Rosa, solo a Wirikota, tale canto è strofa.| Wirarika Huicholes, tra gole e aridi piani, coltivano la terra, hanno 2 stagioni, una secca e una piovosa, adoran gli elementi, riuniti in una Rosa; derivan loro storia, dai nomadi di caccia, Cervo loro emblema, con Mais assieme Rosa, nel canto del mito, ricordano il passaggio, da nomade lor vita, a stanziale villaggio. Produsse loro clan, un antenato errante, Watakame cacciatore, che vive su montagne, incontra fanciulla, chiamata Mais-Azzurro, dopo un avventura, in luogo sconosciuto: Lei si presenta, con Zucca ricolma, di ottima bevanda, fatta con il mais, bevilo sii sazio, io vivo alla Collina, assiem ai genitori, ti aspetto domattina; indomani Watakami, veste e prende arco, con faretra su spalla, cerca quel passo, ai lati del sentiero, che sale a zig-zag, coltivazion di Mais, distese da osservar. Azzurre rosse e bianche, e altre varietà, in cima una casetta, alfine può avvistar, accolto da due anziani, signori del Mais, gli offrono scodella, di succhi fermentati: vorrei comprare un po, di vostro buono cibo, tengo per pagarvi, le micce del mio fuoco, di Pino resinoso, che uso come torcia, in notti molto buie, mi scaldo alla bisogna. Il vecchio gli rispose, disseta alla sorgente, poi agita lo scettro, di penne di un uccello, da casa esce ragazza, e venne lor incontro, Yowime mais-azzurro, Yumi in mandarino, suo nome rende conto: figlia vuoi seguire, il giovan cacciatore, oh Padre se tu vuoi, allor io vorrò, dunque Watakame, inizia nuova vita, diviene campesino, in Yumi compagnia. Lei insegna preparar, Atole bevanda, tortiglie granoturco, gestire magazzino, si sente Watakame, liber da incertezza, la nomade sua vita, diviene una casetta: taglia piante bosco, incendia ramaglie, usa cenere concime, in buche seminate, Yowime fora il suolo, tramite 1 bastone, e 1 Spirito chiama, quan semi vi depone. Watakame invoca piogge, Sole e vento piano, e durante raccolto, usa cesto Mecapal, fatto con le canne, legato alla bandana, dentro case-tempio, pannocchie accatastava. Passano decenni, e Watakame anziano, perse sua compagna, Mais-azzurro muore, resta lui in campagna, lavora ancora duro, a gesti e con parole, intero ciclo Mais, Yumi amor commuove. Rivivono Huicholes, epopea di Watakame, in campicelli sparsi, sassosi calcare, a Giugno prime piogge, semina van fare, assiem fagioli e zucche, Milpa da rituale: un piccolo cratere, al centro campicello, accoglie falò, e offerte sangue agnello, indio Huatakame, insegna a coltivare, e far pellegrinaggi, su terre di antenate; un giorno dea Nakawe, parla a Watakame, fatti una piroga, gran pioggia piano sale, salva tuoi semi, tra un mese tocca terra, fai milpa e focacce, con indigena nera; mais-cenere acqua, Tashiwa lui la chiama, ti piace impastare, e farmi da mangiare, dammi 2 gemelli, nei campi seminati, possiamo innamorare. Uomini nei campi, e donne a macinar, sopra lastra pietra, dolor da sopportar, tecniche complesse, apprende lo sciamano, che aiuta popol suo, ma vive solitario, senza uno stipendio, vive sacerdozio, sua ragione vita, cantore che raggruppa, Daini nel Tepari. Festa di Pannocchie, Zucche di novembre, ritrovan loro casa, stanze a muri fango, dove vita scorre, quotidian paesaggio, un rito quarantena, serve reintegrazio, e mogli al focolare, piangono commosse, recuperan mariti, mutati da quel viaggio, fan meditazioni, di fronte a Nonno fuoco, i muvieri toccan tutti, rito di ritrovo, ci ha permesso tornare, alle nostre case, tutti qui con te, tornati-andati assieme, donne van cantare, siate tutti benvenuti, la medicin portata, nutra nostri frutti, vien fatto un turbante, di penne di corvo, per la moglie del capo, ora Madre del Mais, nella piazza coi canti, passione religiosa, inizia Festa hikurì, e nonno Fuoco riposa, mille occhi luminosi, osservano la vita, il disordine riporta, a quotidiana sfida, tra effetti medicina, milpa gialle stoppie, dipinte guance scosse, attesa delle piogge, ballan tre ragazze, tenendosi a cintura, invocano la pioggia, acqua in buca Terra, la nutrono per prima, sul monte disboscato, coltivano rapporto, da muvier sacralizzato. | Sikoakame e dea Nakame, tra valli e vulcani, economia sussistenza, da sierra Tarahumara, a Chiapas e Oaxaca, fino al Guatemala: Sikokame nel mito, è figlio di Nakawe, un giorno si ammala, la madre lo abbandona, peripezie via da casa, va presso la zia, che si chiama Yurienaka, vive gira attorno, incontri suoi ci narra; colomba gli porta, semi mais in zucca, poi incontra 2 nonni, gli donan zucca zuppa, lui conosce loro figlie, Mais azzurro e nero, Yohime bianca gialla, e sorelle arcobaleno; vede femmine fagiolo, zucca e altri semi, Sikoame vuol comprare, + semi dai vecchi, li porta a Yurienaka, loro invitano figlie, chi vuol accompagnarlo, mais-nero si decide: ma ci sono 2 norme, dea Yoame non lavori, in sua ciotola viva, sopra altare ririki, fino al tempo semina, Sikoakame solo zappa, tutti semi fan visita, a Yoame nuova casa. Traboccano silos, di mais fagioli zucche, Yurianaka prende mais, lo pesta su macina, x fare focacce, e con Sikoakame ne mangia, mentre Yoame, beve il brodo da sua zucca, Sikoame strappa erbacce, e brucia nel falò, fumo sale a nube, e dio del tuono dice, tu bruci nel coamil, mia pioggia benedice. Cener bagna Yoame, è tempo seminar, abbandona ririki, tutti assieme al coamil, al centro di milpa, Yoame 1 dito a terra, in luogo del falò, zia accende candela. Crebbe la Milpa, nord sud est ed ovest, coamil verdeggiava, grazie a Yoame cuore, tornati al ririki, Yoame accresce capelli, e Sikoakame taglia, i pannocchi + belli; a sud taglia bianca, a est gialla rossa, ponente mix colori, di pannocchie sorelle, nord coglie azzurra, a centro sta la nera, + fagioli con zucca, coglie da terra: semi lui buttava, in sottana di Yoame, di ritorno al ririki, Yoame vuole riposo, Sikoakame col muvieri, offre tazza di cacao, rimani su altare, offerte ti portiamo. Mais dentro ai silos, milpa divien secca, Yurianaka esagerava, da Yoame aiuto cerca, lei aiuta a macinare, sanguinan sue mani, pasta rossa come carne, fugge lei domani. Sikoakame accusa zia, viaggia fin Yoame, chiusa in stanza lei, rifuita di tornare, gli vende 5 chicchi, per la semina futura, baston x seminare, la zia si pente e cura. Festa di Pannocchie, zucche di novembre, ritrovan loro casa, stanze a muri fango, dove vita scorre, ma rito quarantena, serve reintegrazio; mogli al focolare, piangono commosse, recuperan mariti, mutati da quel viaggio, fan meditazioni, di fronte a Nonno fuoco, i muvieri toccan tutti, rito di ritrovo: ci ha permesso tornare, alle nostre case, tutti qui con te, tornati-andati assieme, donne van cantare, tutti benvenuti, la medicin portata, nutra nostri frutti; fatto un turbante, di penne di corvo, per moglie del capo, ora Madre al Mais, nella piazza canti, passione religiosa, inizia Festa hikurì, nonno Fuoco riposa, Carrillo porge focacce, pannocchie fumi odori, si nutron mangiatori, poi dormono nei sacchi, ascoltano le storie: mille occhi luminosi, osservano vita, il disordine riporta, a quotidiana sfida, tra effetti medicina, milpa gialle stoppie, dipinte guance scosse, attesa delle piogge: ballan tre ragazze, tenendosi a cintura, invocano la pioggia, acqua in buca Terra. Milpa crea comunità, nucleo indiana società, piccoli campi ritagliati, nella selva un pò, amaranto e chenopodi, fave zucche e pomodori, fagiolini mais e zucca, Milpa è valor. libro_viaggio-a-viricota_martin.m4a
||Milpa crea comunità, nucleo indiana società, piccoli campi ritagliati, al margine di selva, amaranto e chenopodi, fave zucche e pomodori, fagiolini mais e zucca: mais manca amminoacidi, lisina e triptofano, che corpo richiede, a far proteine e niacina, i fagioli ne hanno, e zucca reca vitamine, Avocado reca grassi, milpa unisce la famiglia, infuso barbe mais, diuretico sfiammante. Dal mare venner Dei, vestiti come fiori, arrivano a placenta, presso culla Madre, placenta reca nube, da nube vien itari, da itari nasce daino, che si muta in mais, mais muta in nube, piove su ogni milpa, dal mare venne Daino, Azzurro come Mari, suo fratel minore, e molti piccin daini, vider freccia e testa, daino sopra itari. Dei capiron messaggio, freccia muta nube, testa muta in pioggia, e andarono al |Coamil, lasciarono offerta, nel seno Ma Urianaka, Dei nascosti in bosco, vider nascer canna: le giovani pannocchie, e le rotonde zucche, il fiore giallo tuki, strofinan nelle mani, con polvere di tuki, 3 strisce sulla faccia, dissero gli Dei: Daino muore a caccia. |Canzoni-mappa de |dainoazzurro, che chiama cacti mais, fanciulla riso e fuoco, che muta nella nube, pioggia cade fina, campi fecondati, da etere correnti: Resisti e cammina, pensa a mangiar vita, chi viaggia x vedere, chi diventa marakamè, Tewari insegna tutto, digiuno e fatica, mantieni occhi su lui, accanto tiene vita; fratelli con bisacce, seguite passi miei, presto arriveremo, allegri a Viricota, Tatei a sponda stagno, madre regina mia, soffrendo fame sete, ti visitiam x prima; porto miei fratelli, saluti con candele, acqua sulle teste, ai neofiti matewame, guardate a Viricota, ora abbiam la vista, suonate corni e arpe, dite addio a Tatè, andiamo a Leunar; sotto abero pittura, disegni daini e soli, su volto dipingete, x Viricota incontro, arco e frecce avete.
221:sogni12-lume221 RISOLUTEZZA: il sognante riceve una bella spada dal suo maestro. Agire con |decisione vuol dire agire con certezza/consapevolezza interiore che distrugge ciò che è passato, afferra la spada del discernimento e spezza blocchi di ambivalenze, a dividere il possibile dall'impossibile. Capisci quando è il momento di sguainare la spada dell'azione e quando tenerla nel fodero. Troppo tagliare distrugge il contesto di crescita, tuttavia, quando hai tratto la spada della scelta, agisci senza voltarti indietro. IMG8: aereo atterra precario (a volte serve tutto ciò che possiamo dare per far pendere la bilancia nella giusta direzione). Il bimbo morde la madre (gli impulsi hanno valore se ti portano a superare i tuoi limiti: sostituisci l'azione diretta col controllo indiretto). Fuoco brucia immondizia (scegli di eliminare ogni resistenza alla scelta, o ciò che non vale più la pena di scegliere). Il sognate lotta per uscire da un mud-flood di fango (rafforza le tue scelte persistendo). Salta il baratro con tutto ciò che è possibile (coraggio significa rischiare tutto finché fallisci o hai successo, affronta qualche rischio ogni giorno per smettere di vivere nell'ansia). Sigillo apposto al documento (affronta direttamente le conseguenze delle tue scelte). Prepara la freccia per colpire il bersaglio (dire No alle distrazioni e Si alla scelta). I genitori spingono fuori il figlio ormai cresciuto (forza efficace è quella diretta in una sola direzione, decidi e poi agisci). |SanDemetrio, nel marito prudenza, nella moglie pazienza| Shennong, il Divino Agricoltore, introdusse la coltivazione dei Cinque Grani, trasformando i popoli da raccoglitori a contadini. Assaggiò erbe e acque per scoprirne gli effetti, soffrendo ripetuti avvelenamenti. Insieme al Fuoco di Suiren, portò cottura e medicina, fondando la civiltà agraria. Ma il Daoismo critica questa svolta: cucinare e coltivare cereali allontana dall’equilibrio naturale. Nacque così la pratica del bigu, digiuno dai grani per nutrirsi di respiro, rugiada, erbe e qi. Gli immortali taoisti vivono nei monti, leggeri, longevi, liberi dalla fame e dalle tasse. Il grano è intelligenza, ma limita la durata della vita; la carne dà forza, ma incupisce; il respiro purifica e rende trascendenti. Nei disordini storici, molti fuggirono le pianure coltivate, rifugiandosi tra rocce e foreste, riscoprendo vie arcaiche di sopravvivenza e spiritualità. Il corpo è fatto di soffi; il cibo grezzo lo appesantisce, il respiro lo affina. I riti statali sostituiscono la comunione col cielo con offerte e imposte. Nutrirsi di vento e meditazione diventa atto di resistenza e ritorno al Dao.# |Shennong 神農, Contadino-Divino, imperatore della terra, 五谷先帝 Wǔgǔxiāndì Dio dei Cinque Grani, antenato del Chitai, a cavallo orda pezzata, introdusse agraria ed erborista, e trasformò società umana, da cacciatori-coglitori, ad agricoltor di cereali, con miscugli di Hanfetz. I nativi bevevano acqua, e mangiavano erbe, coglievano frutti, mangiavan carne e vongole, ma soffrivano malattie febbrili, e veleni dannosi, così il |Divino-Agricoltore, insegnò loro a piantare, e coltivare i Cinque Grani: valutava idoneo terreno, annotando se era asciutto o umido, fertile o brullo, alto oppure basso, assaggiò gusto e sapore, delle cento piante, e dolcezza o amarezza, di ruscelli e sorgenti, mentre faceva questo, soffriva di avvelenamento, fino a settanta volte al giorno, come il Nilakanta. Houji 后稷 Signore miglio, antenato degli Zhou, con Houtu 后土 Regina terra, madre al gigante Kua Fu, progenitore di Uva e grano. Confucio vide chiavi civiltà, in agraria e cucina, Daoismo invece invita, il digiuno da granaglie, Hanfeizi narra che, nei tempi della selva, la gente vive di frutta, bacche funghi e vongole, cose che a volte son fetide, e molti si ammalavano. Apparve allora un saggio, che perforò il legno, a produrre il fuoco, e cuocer cibi rancidi, la gente fu felice, lo nominò sovrano al mondo, Suiren uomo del Fuoco. Zhuāngzǐ nel suo libro, Riparazione della natura, scrive che Suiren governante, nel fare la civiltà, disturbò armonia del Tao, così fece anche Shennong, Fu Xi Imperatore Giallo, Shang Tang e Yu il Grande. Il declino del potere, e allontanamento dal Dao, verso costrizion sociale, diede origine a cultura, mentre gli antenati in mezzo al caos, eran tranquilli col creato, yin e yang in armonia, fantasmi e spiriti immobili, non creavano disturbi; le quattro stagioni regolari, miriadi cose erano illese, e la schiera dei viventi, sfuggiva morte prematura. Tutto questo deteriora, quando Suiren e Fuhsi, sorsero a gestire sotto il Cielo, e ci fu accordo senza unità, integrità declina ancora, finché il Divino Agricoltore, assieme Imperatore Giallo, gestiscon sotto il Cielo, e ci fu riposo senza accordo. Integrità declina ancora, finché arrivan Tang e Yu, a gestire sotto il Cielo, dando inizio alla prassi, del governo che trasforma, la purezza è diluita, semplicità è dissipata. Dopo morte imperatore Ling, il mondo era disordine, solo il distretto Chiao-cho, estremo sud coloniale, rimase pacifico, i profughi dal nord, arrivarono in massa, e vi si stabilirono. Molti di loro praticavano, i metodi spiriti immortali, astenendosi dai cibi, a prolungare la vita, se durante i disordini politici, andate in montagne e foreste, eviterete morir di fame, osservando regola sugli amidi, sostentandovi con altro: Se rinunci alla carne, ma vivi in società, quando ne sentirai odor freschezza, impossibile non desiderarla, nel profondo del tuo cuore, allora bigu sia graduale, secondo tue capacità. |Civiltà 穀 e stato sono 谷, Cereale grano miglio 穀子, prodotti agricoli Cinque Grani 五穀 五谷, nella cultura cinese, il Libro dei riti confuciani, della dinastia Zhou, usa cottura del cibo, e consumo di cereali, a marcare divergenza, tra la cultura del Chitai, e i quattro regni barbari: Yi ad oriente, Man a meridione, Rong a occidente e Di a settentrione. Persone di cinque regioni, ciascuna ha propria natura, quelli ad est chiamati Yi, portan capelli sciolti, si tatuano il corpo, e molti mangian cibo crudo. La gente sud chiamata Man, tatua la fronte e teneva, i piedi rivolti verso l'altro, e alcuni mangian cibo crudo; la gente di ovest detta Rong, porta capelli sciolti, indossa pelli ed alcuni, non mangiavano il grano; la gente nord fu detta Di, indossa piume e pellicce, vivevano in caverne, e alcuni non mangiano grano. Un cinese mangia grano, e cucina la carne, facendo uso del fuoco, portato da Prometeo-Shennong, assieme idrauliche conoscenze, nel sistema irrigazione, con canali di energia, rese Sichuan produttiva, dopo esondazioni fiume Min, tributario al Fiume Azzurro, regione florida di Cina, in risaie due raccolti anno, sebben deforestando; importanza agricoltura, nella Zhonguò pacificata, dal divino Contadino, che in seguito degenerò, legando i contadini al fisco, e a civiltà sedentaria: tasse sempre più alte, asservimento al governo, col lavoro di corvée, e la leva militare, epidemie e carestie, e periodiche ristrettezze, guerre ed incursioni, di tribù oltre confine. In tal periodiche catastrofi, umane o naturali, guerre dinastiche o invasioni, si rompe equilibrio, e i contadini van fuggire, in regioni più impervie, come montagne non coltivabili, a sopravvivere con cibi, diversi dai cereali, mentre il suolo-nazione, era conteso tra le forze, che si avvicendano al potere. Qui emergon pratiche taoiste, come digiuno da cereali, con esercizi respiratori, concentrazione e meditazione, proiezione estatica del saman, che viaggia oltre i Quattro Mari. |Zhuāngzǐ vide un vegliardo, che non mangiava cereali, ma li aiutava a crescere, lontano sul monte Kuyeh, presso la |Kamciatka, dimora un uomo spirituale, la cui pelle è come neve, gentile come una vergine, non mangia i Cinque Grani, ma inala vento e beve rugiada, guida un drago volante, e vaga oltre i quattro mari, il suo spirito è concentrato, salva le cose da corruzione, e porta ogni anno gran raccolto. Spirito essenza di vita 精, è il radicale riso 米, con altari a Shejitan, della Terra e del Grano, centro rituale dello Stato, che subentra al precedente, erigendo nuovi dei, onde appropriarsi del suolo, e dei suoi prodotti. Le offerte grano e carne, e liquore a base cereali, fan culto a nuovi antenati, alimentati da morale, ora il sacrificio grani, nutre entrambe spiriti, naturali ed ancestrali. Grano è natura acculturata, luogo di essenza nutritiva jing, richiede fasi produzione, cooperative e comunitarie, semina cura e raccolta, conservazione e battitura, macinazione e miscelazione, e cottura a farlo cibo, trasformato in cultura, per umani e dèi. Chi mangia carne è coraggioso, audaci ma crudele, chi mangia qi divien longevo, chi mangia grano è intelligente, ma di breve durata vita, mentre chi mangia alcunché, non muore e si fà spirito. Nove vermi intestinali, 九蟲 Jiuchong parassiti o tenie, indeboliscono il corpo ospite, causano sintomi fisici, entrano alla nascita, e risiedono ai Campi di |Cinabro, i |Dan-tian 丹田 Campi di elisir, cioè cervello cuore e addome, da cui il qi irradia nel corpo, tramite i meridiani. Dopo la morte dell'ospite, diventano fantasmi, e sono liberi a vagare, rubando offerte sacrificali, perniciosi vermi-cadavere, cercano danneggiare, sia il corpo sia il destino, del loro ospite indebolito, poi ascendono al Paradiso, ogni due mesi giorni del Genghsen, riportano al Giudice celeste, o direttore dei Destini, tutte le nostre malefatte, anche il Dio del Focolare, ascende al cielo stesso scopo, la notte ultimo giorno mese, a recare un resoconto, dei torti di un uomo: per i fatti più gravi, detratti trecento giorni vita, per i minori sol tre giorni. Astenendosi dagli amidi, un uomo smette spender soldi, mangiano cardo e mercurio, e pillole di cinabro, ecco aumento dei respiri, forza a trasportare carichi, durante lunghi viaggi, i loro corpi fan leggeri, intestini fan puliti, sebben chi mangia verdure, sarà buon camminatore, ma stupido al contempo, e chi mangia carne sarà forte, chi mangia amidi sarà saggio, ma vivrà una media età, mentre chi mangia il respiro, avrà in sé dèi e spiriti, che non moriranno mai: le medicine di oro o cinabro, elisir di lunga vita, agiranno sul digiuno, cento giorni precedenti. Durante imperatore Cheng, alcuni cacciatori dei monti, videro una persona nuda, col corpo di peli neri, allora vollero inseguirla, ma questa saltava sui burroni, come caprezza aggraziata, non poté essere raggiunta. E videro i cacciatori, dove abitava la creatura, la circondarono e catturarono, e videro era donna, interrogata ella racconta: abitavo al palazzo, in harem re Ziying, ma giunsero invasori est, gli edifici son bruciati, io fuggì sulle montagne, affamata fin morire, quando un vecchio m'insegnò, a mangiar noci e pinoli, all'inizio erano amare, gradualmente mi abituai, a non sentire fame o sete, né il freddo d'inverno, né il caldo di estate. I cacciatori portan la donna, nel loro villaggio, aveva lei duecento anni, le offron grano da mangiare, lei vomitò diversi giorni, poi riuscì a tollerarlo, due anni dopo questa dieta, caddero i peli suo corpo, invecchiò e morì; se non fosse stata catturata, sarebbe diventata trascendente. Anche altre narrazioni, riassumono argomento, secondo cui i cibi comuni, bloccan strada a trascendenza, un agiografia taoista, il Baopuzi di Ge Hong, descrive uomini analoghi, tornati nella selva, e vissute assai longeve; se esse studiano il Dao, le chiamano immortali, già dopo i cento anni. Al tempo di Han Wudi, viveva Li Shaojun, che praticando il bigu, scongiura la vecchiaia, incontra imperatore, che gli conferì gli onori. I nobili trascendenti, differiscono dal volgo, poichè scansano la gloria, rango o ricchezza, mentre coltivano proprio corpo, vedono stomaco come madre, che governa qi dei cinque visceri. Gente comune mangia il grano, e senza grano finisce e muore, mentre i nobili trascendenti, mangiano grano quando ne hanno, altrimenti consumano il qi, che ritorna allo stomaco, sacco a strati d'intestino. Ge Hong descrive il Bigu: abbandonare i cereali, è scomodo e difficile, abbandonare tua famiglia, e vivere in montagna. tornare a mangiar amidi, è necessario cominciare, ingoiare malva e strutto, affinché cibo scorra indigerito. Ho osservato due o tre anni, uomini a digiuno amidi, i loro corpi erano magri, la loro carnagione buona, potevano resistere al vento, al freddo caldo e umidità, digiuno che durava, un paio di settimane, da principio noterai, diminuzione delle forze, poi mese dopo mese, e anno dopo anno, le forze reintegrate, prendendo erbe medicine, e deglutendo il respiro. Il momento crisi avvien precoce, quando abbandonano gli amidi, e assumon medicine, solo dopo quaranta giorni, di progressivo indebolimento, si usa solo acqua sacra, oppure a base spirulina, e riacquistano forze. Un guaritore taoista, quando curava un malato, faceva digiuno, ad accelerare guarigione, quest'uomo a digiuno, chiese due o tre litri acqua, per farne acqua sacra, andò avanti per un anno, le sue forze ancor normali, e la sua unica paura, era morire di vecchiaia, e non certo di fame. |Pratica-taoista del bigu, mira a fornire ai praticanti, uno strumento secolare, allontanamento da società, basata su industria-agricoltura, e cibo base confezionato, i sacrifici ancestrali, e il pagamento delle tasse: astension cibo volgare, riduce vita sedentaria, e condizione subalterno, fuga da miserie, accede a pratica taoista, 養性 |yangxing nutrire tua natura, creare in sé il corpo immortale, a sostituir corpo mortale, con il Cibo del Respiro, aerofagia respira aria, trattenerla il più a lungo, senza farla uscire, farla passare qual boccone, con grandi sorsi d'acqua, inviato a stomaco qual cibo. Il corpo è fatto di Soffi, come tutte le cose, ma sono soffi grossolani, mentre aria è leggero, soffio sottile e puro. libro_vita-e-storia-del-chitai.m4a
||Quegu-shiqi 卻穀食氣 manoscritto, cita astension da cereali, durante Stati Combattenti, da cui emerge nuovo impero, manuale medico cinese, aiuta sostituire i cereali, con circolazion del qi, e consumo erbe medicinali, felce 石韋T shiwei diuretico, tratta ritenzione urinaria, del digiuno da cereali: coloro che mangiano grano, mangiano ciò che è quadrato, coloro che mangiano qi, mangiano ciò che è rotondo, rotondo è detto il cielo; quadrato è detto terra, in cosmografia Chitai. |Digiuno alleggerisce il corpo, come pure spiega Dante, mentre dirigi e coltivi, il qi come nutrimento, alternativo e onnipresente. |Bigu-taoista, risuona oggi alle diete, a basso tenore carboidrati, cioè di zucchero e pane, con riduzione di feci, e diabete nel sangue. Cibo normale digerito, fornisce al corpo Cinque Sapori, soffi comuni ed impuri, che lo appesantiscono, invece il Cibo del Respiro, sostituisce poco a poco, la materia grossolana, con Soffi leggeri e puri; questa dieta assai severa, tiene momenti dolorosi, senza carne e cereali, il praticante è denutrito, può avere molti disturbi, vertigini e debolezza, sonnolenza e moto lento, diarrea o stitichezza, tuttavia perseverando, i sintomi scompariranno, dopo alcune settimane, e il corpo si sentirà, come prima oppure meglio, più calmo e più a suo agio. Alcune erbe potranno, accompagnare transizione, per più veloce adattamento, dai 30 ai 40 giorni: ginseng e cannella, pachyma cocos Fu Ling, sesamo e liquirizia, tutti i tonici cinesi, un ruolo preponderante. Eliminar grano e mangiar Qi.
344:tarot06.VI -lume344 |AMANTI o innamorato: Rifletti sulle tue relazioni e sulle scelte che fai; necessità di una scelta consapevole, prova, amore, ispirazione, comunicazione, |unione-sacra, figli contatto fisico, passaparola, gruppi. Amanti è sesta carta, sotto cupido alato, pronto a scoccare la sua freccia, un giovane sta in piedi tra due figure femminili, Ambra e Topazio. Questa lama richiama il mito di |Ercole e dell'eroe |bizantino, che deve |scegliere tra più opzioni, o tra più persone, come un uomo tra due donne. Campeggia un angelo disco solare, a volte appare Eros. Ercole termina sua scuola, presso il centauro Chirone, si trova di fronte a una scelta, per sua futura esistenza, gli appaiono due donne, cioè rigore e mollezza, che gli promettono strade, vantaggi virtù e vizio diversi, ognuna fa sue promesse, eroe sedotto da entrambe, deve compiere una scelta, sulla capacità di amare, ma lui esita indeciso, attesa di situazioni, ancora in formazione. Scegliere col cuore, è l'azione principale, intuito affidabile, carta interroga i rapporti, di maggior valore nostra vita, l'innamorato è il |consultante, di fronte a scelta che ha potere, determinar ciò che verrà dopo; libera scelta nella stesa, se circondato da carte positive, costruisce nuove strade, da intraprendere sereno, un incontro inaspettato, o l'inizio di una storia, incontro di anima gemella, interiore od esteriore, scelte e progetti con un socio, in vista unione società, oppure un matrimonio. Se circondata a carte capovolte, scelta spiacevole da fare, mettere fine a una storia, o comportamento sleale, verso il proprio socio, insidie e traditori, sceglier tra pretendenti, o mantenere la promessa, attraverso impegno quotidiano, un amicizia sincera, fedeltà e dedizione, a volte in vita famigliare. Quando carta è rovesciata, dubbi prendon sopravvento, le debolezze di ognuno, vengono alla luce, dilaniando nel dilemma, turbamenti oppure vizi, o subisce scelte altrui, convinto siano scelte giuste, innamoramento o infatuazione. BOSCH: da solo non sei abbastanza, gli opposti si devono incontrare per generare qualcosa di nuovo e puro. CINA 31: Attrazione, o Cina 54 Kueimei: Ragazza in |sposa/concubina, o Cina 43: la Decisione. AFRO: terra agricoltura raccolta, Adamo ed Eva, attrazione degli opposti. |Oxóssi per Alice, orixá di caccia e nutrimento, unione e scelta, accostato a |SanSebastiano. BOCCACCIO: se avete gioia di entrare nelle |grazie di una fanciulla, non siate reticenti, donate prove concrete della vostra passione. Alte o basse nell'aprile son le pasque| Timo (thymus vulgaris), BaiLiXiang in cinese, è una pianta dalle molteplici virtù: potente espettorante, aiuta a liberare i polmoni e cura le infezioni delle vie urinarie. Il suo decotto è utile contro le tenie e gli avvelenamenti, oltre a migliorare digestione e ridurre fermentazione intestinale. Timo ha timolo, un valido antisettico, antispasmo e vermifugo; efficace a trattare anemia, bronchiti, tossi secche, asma e pertosse, aiuta la convalescenza e i disturbi legati alla bile. Le sue foglie possono alleviare anche il dolore da reumatismi e punture di insetti, mentre il suo infuso è un tonico generale che favorisce il sonno e aiuta a calmare i sogni inquieti. Timo è un ottimo repellente naturale contro insetti e parassiti, utile a disinfettare e cicatrizzare ferite. Timo-limone è una varietà citrodora, ha profumo simile al limone ed è perfetto per aromatizzare cibi: conservarlo in vaso ermetico a mantenere il suo aroma. Timo è spesso associato all'aglio e alla rosa, a migliorare la salute generale e stimolare il sistema immunitario.# TIMO 百里香 BaiLiXiang, Thymus vulgaris, buon te mattutino, cura vescica infezioni, antianemico aiuto, buon anticatarrale, espettora polmoni: decotto espettorante, elimina tenia, cura avvelenamenti, aiuta intestino, contro fermentazio, di vie urinarie, bocca e respiro, depura a gargarismi, morbide mucose gola. Timo in vino calma tosse, asmatici rincuora, stimola orina, lenisce articolazio, controlla sua energia, con dosi e durata, uso interno esterno, timolo antisettico, antispasmo e vermifugo. Timo a giuste dosi, cura anemia, epidemia bronchiti, tossi secche sfida, asmatica-pertosse, influenze dispepsie, astenia convalescenza, denti e mestruazioni, insufficien biliare, punture reumatismi, pidocchi scabbia piaghe. Infuso cime Aprile, fin tutta estate, calma sinusite, tonico generale, spesso aiuta sonno, incubi allontana, fonte coraggio, e pazienza emana. |Timo officinale, foglie sue giallisce, con nematodi sottoterra, ruggine presenta, macchie arancio foglie, consocia con aglio, che aiuta pure Rosa: pota vecchi rami, x nuove infiorescenza, respinge parassiti, tra libri e credenze, bruciar rametti timo, allontana insetti, cicatrizza ferite, conserva gli alimenti; prima afferrar Conigli, sfrego mie mani, antisettico del pelo, infezioni animali, e varroa di Apis. |Serpillo balsamico, medicina popolare, aiuta globi bianchi, epilessia calmare, ingrediente noto, Aceto 4 ladroni, su malati infettivi, spalmano dottori. |Timo-Limone, citrodora varietà, profuma limone, foglie ovali fior lillà, cresce tappezzante, divide cespi a talea; tutti i tipi |Timo+Melissa cugina, attirano api, mellifere amico, foglie di labiate, leniscono dolori, sfiamma strofinate: tutta pianta essicca, in ombra tu serba, in vaso ermetico, mantiene aroma forte, insaporisce cibi, foglia aiuta alito, pesce verdur arrosti, sughi aceto |balsamico.
lume344-oracolo del Timo, gli Amanti: amare è anche respirare insieme, sostenersi, purificarsi a vicenda senza invadersi. Tra due respiri che si cercano, il profumo del timo purifica l'aria e avvicina i cuori, inalalo, libera il petto, scioglie il muco, calma la tosse e riapre il passaggio tra dentro e fuori; nella tisana calda, il timo sostiene la digestione, placa le infiammazioni, rafforza le difese. Come l’amore, la sua forza è intensa, dona voce a ciò che era trattenuto. L'olio di timo, sempre diluito, applica con consapevolezza su ombelico, richiama calore e circolazione, aiutando a sciogliere tensioni profonde, bronchite e infiammazioni, il petto si apre, la voce torna, il sentire diventa chiaro, dove c’è infezione o disordine, porta pulizia e protezione. Timo ha forti proprietà antisettiche, antibatteriche, antifungine ed espettoranti, un rimedio naturale completo per respirazione, digestione, difese immunitarie ed equilibrio generale. il suo olio essenziale va sempre diluito prima dell'uso sulla pelle, per evitare irritazioni. Poche gocce su un fazzoletto, aiutano a respirare meglio e stimola concentrazione e lucidità mentale; come l’amore, richiede cura, misura, rispetto, poichè la sua forza è grande, va diluita e integrata con dolcezza.