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15:lume015-Costantinopoli perduta, città di voci di potere, svela il senso delle ombre, come Dante pellegrino, tra le croci del Paradiso, trovò nel cuore di Roma, l'immagine riflessa, della sua ricerca: tra infamia dei potenti, e lotta guelfi e ghibellini, Lui vela insegnamento, per ritrovar la verità, ne volersi purificar, ricorda il seme piantato, da Evandro e Carmela, fondatori Costantinopoli, che con canto ritmato, mutan caos in armonia. Dante sogna di un villaggio, arroccato su colline, entra dentro un oliveto, pianta simbolo di pace, ma foglia appuntita di olivo, punge suo occhio destro, causando dolore e sangue, il suo corpo accusa il colpo, ma il trauma non lo cambia, e con strumenti adeguati, recupera la vista, vitalità e armonia. Così anche la tua vita, nel suo disordine apparente, può esser riordinata, da un sussurro di saggezza, che nasce dalla terra, lento e costante, come la crescita di un'erba. Coltiva pazienza, raccogli ciò che cresce essenza, nei proverbi della terra, trovi il tuo ancoraggio: se fungo abbonda il grano affonda; l'invidia è la ruggine dell'anima, guardati e vedi in altro modo, vecchio ostacolo è un ritrovo; non lasciar che potere d'altri, decida il tuo cammino, Tu sei seme nella terra, possiedi forza a rifiorire, per riscriver la tua storia, ascolta voce dall'interno, essa non grida ma sussurra, guida oltre il tuo conflitto, verso la pace e redenzione. Il corpo accusa il colpo, dice Bessel van der Kolk, ogni trauma infantile, influenza vita dell'adulto, se trauma resta trascurato, emozioni e ricordi vanno sotto, diventan sintomi fisici, come ansia e depressione, flashback e dissociazione, iperattiva sopravvivenza, che limita la guarigione. Il cervello limbico autonomo, gestisce paura ed allerta, la parola poco aiuta, serve coinvolgere il corpo, yoga qigong respirazione, sanno ridare un equilibrio, col supporto di un gruppo, o una relazion sicura, che aiuta ad assorbire il colpo, digerito assieme o assolo. Trauma può trasmettersi, tra più generazioni, in forma comportamento, e linguaggio corporeo, elaborarlo vuol dire, integrar quell'esperienza, senza dimenticarla. Il corpo ascoltato, diventa un alleato, di guarigione e resilienza, costruita con pazienza.| Riassunto: nel periodo in cui Roma era governata da un duca di Ravenna, sotto il controllo di Bisanzio, Machiavelli osserva la distruzione della città nelle opere di Pinturicchio, e dipinge il suo nemico, Papa Bonifacio. Quest'ultimo riprende la legge dell'Ammiragliato, affermando che ciò che viene trovato in mare appartiene a chi lo scopre, una prassi contrastata da Andronico Comneno, imperatore bizantino, che vieta lo sciacallaggio delle navi naufragate. La legge predatoria, radicata nei tempi antichi, venne sostenuta da mercanti e banchieri, ma anche dalle fazioni politiche come i Prasinoi e i Venetoi. I papi, fuggiti ad Avignone, cercano di riprendere Roma, mentre il conflitto tra Guelfi e Ghibellini si intensifica, segnando le lotte di potere tra le diverse fazioni religiose. Il Vaticano, occupato da due fazioni di papi, diventa teatro di intrighi politici e spirituali. Durante il papato di Rodrigo Borgia, il pittore Pinturicchio affresca la sala delle Sibille, dove appaiono i sette pianeti e il loro simbolismo astrologico, come la Luna, Mercurio e Marte. I Borgia sono noti per la loro influenza e per l'interesse verso l'astronomia e la gnosi. Intanto, sotto il regno di Giustiniano, l'Impero Romano d'Oriente cerca di stabilire una giustizia universale, ma la sua riforma legale, inclusi i Concilii e il controllo delle leggi divine, viene messa in discussione. Dante, nella sua Divina Commedia, riflette sulle tensioni politiche e spirituali, inserendo Giustiniano nel Cielo di Mercurio per il suo operato legislativo, ma anche per i suoi fallimenti spirituali. Il conflitto tra Guelfi e Ghibellini, i contrasti tra la giustizia divina e quella umana, rimangono temi centrali nelle cronache storiche e nelle opere letterarie del periodo. Bonifacio VIII e Giustiniano si ergono come simboli di un impero che, pur sotto il segno della Croce, tradisce la sua stessa missione divina. Entrambi, corrotti dalla brama di dominio, si sono fatti scudo del Cristo per perpetuare il loro controllo, manipolando la fede e la politica a loro vantaggio. Mentre Dante, pellegrino in cerca di verità, attraversa i cieli del Paradiso, scopre che ogni sofferenza umana è il frutto di una resistenza al progetto divino dell'Amore. Le tre Croci, simboli di potere temporale, spirituale e intellettuale, rappresentano la lacerazione tra il Divino e l'Umano, che solo nell'Incarnazione del Cristo trova la sua possibile guarigione. Giustiniano e Bonifacio, insieme ad altri tiranni del passato, sono condannati, non per il peccato, ma per la loro volontà di resistere alla grazia, preferendo il dolore alla redenzione. Il testo evidenzia la figura di Nabucodonosor, il re babilonese, la cui superbia lo porta a essere punito da Dio, perdendo il regno e vivendo come una bestia. Nel ciclo dell'Amore divino, che Dante contempla nei cieli, si svela la verità: ogni azione è scelta, ogni anima è responsabile della sua ascesa o caduta. Alla fine, solo coloro che accettano il mistero dell'incarnazione, come la Croce che si fa carne, possono sperare di ritrovare la salvezza. In questo viaggio tra il bene e il male, Dante trova la luce di Beatrice, che lo guida verso la visione di un amore eterno e universale, al di là delle limitazioni del potere umano. Andronico Xristos, detto anche Tolomeo, fu mecenate di arte, astronomia e almagesto, l'opera di catalogazione delle stelle iniziata dal nonno.# |Roma governata, da un duca di Ravenna, reggente di Bisanzio, dentro palazzo papi, Machiavelli sente mito, distruzione della city, dipinge suo nemico. Papa Bonifacio, riprende legge Ammiragliato, ciò che trovo in mare, appartiene a me che trovo, prassi combattuta, da Andronico Comneno, sotto il suo regno, vieta sciacallaggio, di navi naufragate, pena la cecità, di avidi governatori, che permettono tal crimine; dopo poco tempo, marinai e mercanzie, rimasero intatte, e assistite dai locali. Quella legge predatoria, vien da tempi antichi, con usura e schiavitù, e umani sacrifici, voluta da ig-nobili, mercanti e banchieri, riuniti nel partito, dei Prasinoi parisienne, di Angelo Isaxon, avversari al partito, dei Venetoi slavi vendi. Quando i papi fuggiaschi, approdaron paludi, lungo mare Tirreno, |Albione e Germania, poi su coste Provenza, in city Avignone, complotti sen successo, a riprendere Roma, ai sultani ottomani, poi decisero creare, Roma antica sul Tevere, e inserire il loro papa. |Avignone ospita già, colonie franchi farisei, che discendon dai signori, giunti al tempo di conquista, il regno franchi nacque primo, dopo scelte di Avignone, manda a Roma antagonista, guerre papi ed antipapi, lotta guelfi e ghibellini, sino a scisma delle chiese, cattolica e ortodossa. |Vaticano fu occupato, da papi due fazioni, Borgia borgo e borghesia, cerca strappo ricucire, ma dopo la sua morte, i suoi stemmi son scalfiti, fu dannata sua memoria, sigillate le sue stanze, nel palazzo in Vaticano, che Fomenko visitò, per studiar zodiaco date, grazie a papa Benedetto, che permise ai turisti, visitare stanze Borgia, Fomenko fotografa, zodiaco Astronomia, in sala sibille Borgia, 7 pianeti e 1 tempo, primo è LVNA donna, vestita di bianco, in mano mezzaluna, in cielo con sirena, costellazion marine, pesci balena drago, su ruote posteriori, costellazione CANCRO. Secondo è MERCVRI, che tiene caduceo, viaggia su bira, lo traina coppia cervi, su ruote 2 figure, costellazion GEMELLI, 1 Vergine con spighe. Terzo MARTE vedi, manto rosso ed elmo, una freccia in mano, e cavalli da traino, bianco e rosso, simboli Ariete, e Scorpione avamposto. IOVI in carro è quarto, trainato da corvo, VENERA è quinto, su carro coppia tori, sesto APOLLO cavalli, 2 bianchi 2 neri, costellazion Leone, 1 papa sul trono, tiara nastri d'oro, Iovi ha stella d'oro. Settimo SATVRNO, trainato da un drago, in mano 1 falce, capricorno avanti acquario, sotto sta prigione, giudice è Saturno, pittore che affresca, Pinturicchio nome. Rodrigo ama virgo, studia con Ficino, gnosi astronomia, a dipinger zodiaco, almagesto Tolomeo, cataloga stelle, primo curator, Tolomeo d'Alessandria, imperator che Isaia, rimprovera le spese, a egizi caldei, che a Rodi osserva cieli. Astronomi Cairo, esenti da tasse, zodiaco di Olimpo, Giove barbuto, ha martello e frecce, 1 aquila abbraccia, + tuono e saette. Saturno con falce, tenaglie di ferro, vulcan sottoterra, Apollo sole leo, Mercurio caduceo, siede fra stelle, Diana ha mezzaluna, posta fra capelle, Venere ha pavone, Marte fascio frecce. Sant'Angelo rifugio, di papi-fuggiaschi, ricchezze trasferite, in teatro cittadino, mutato in castello, e palazzo-fortezza, banca rinforzata, torrioni mura spessa. Al castello papale, si fece pulizia, a sviar lanzichenecchi, dalla refurtiva, statua di Michele, ora domina in cima, papa emana bolla, Roma chiama bizantina. Bizantin su carta, scaligero dogma, disprezzo di ottomani, detti romei rom, cova ribellione, oprichina situazione, khazari del 600, segreta opposizione. |Borgia Baruc Borhia, piange la caduta, Ierosolima gloria, esorta perdono cura, scarica la colpa, su politici corrotti, ma papi riformisti, sviano suoi sforzi. Baruc-Borgia libro, rivela fine mondo, Esodo descrive, profezie-lamenti, i vinti narran fati, di deportazioni, arrendersi convien, a Nabucodonosor sultano, muta la storia, Ezechiele LeoneX, la cronaca descrive, Guelfi e Ghibellini, espulsi da Firenze, guerra senza fine, Dante ostile al Papa, esule si arrende, scrive elogio a Enrico, muore poi a Ravenna, mentre Vaticano, riscrive la sua storia. |Nabucodonosor non sente, diventa più orgoglioso, il castigo allora giunge, dodici mesi dopo, passeggiando su terrazza, in reggia di Babilonia, decanta sua grandezza, con forza mia potenza, ho gloria mia maestà, profuse tal parole, una voce vien dal cielo: o re Nabucodonosor, il regno ti è tolto, sarai cacciato dal consorzio, dimori con le bestie, passeranno sette tempi, finché tu riconosca l'Alto, dominus dei regni, che dà a chi lui vuole. La sentenza del sogno, inflitta al superbo re, adempie la parola, sopra Nabucodonosor, cacciato dal consorzio, mangia erba con rugiada, crebbe il pelo come un lupo, e unghie come uccelli. Re licantropo capisce, suo orgoglioso strapotere, ridotto ad animale, predatore dei boschi, isterico uomo-lupo, nelle notti luna piena, William Blake lo dipinge, re impazzito in una tana, perde ogni umanità, per il tempo a lui fissato, poi ritrova il senno, finito quel tempo, io Nabucodonosor, alzo occhi al cielo, lodai Colui che è, il Cui regno è senza tempo, dispone in cielo e terra, mi torna mia maestà, mio regno e ministri, mi da poter più grande, esalto il Re del Cielo, umilia ogni superbia, sue vie sono giustizia. Nabucodonosor conclude, solenne professione, di fede al Re del Cielo, celebrando la giustizia, umiliando i più superbi, Ariosto a lui si ispira, nella pazzia di Orlando, Astolfo sulla Luna, va a prelevare il senno, come Nabucco fù, redento in Dante rima. Michelangelo chiede, a Leone Medici papa, riportare a Firenze, Dante ceneri Ravenna, sarcofago è vuoto, fino al regno Italia, poi frati Francescani, trovano le ossa, in un loro monastero, classica risposta. El Dante Commedia, anticipa giudizio, giusti in Paradiso, colpevoli in Inferno, indecisi in Purgatorio: battagliano schiere, per lista condannati, in tardo cinquecento, sotto nome Dante, cronista più influente, tien memoria evento, di Reset accaduto. Boccaccio aggiunge rime, e Scaligeri Cangrande, crean cronologia, con figli dissidenti, attuano scismi, fino 773, assieme ai gesuiti, 700 manoscritti, tradotti pure in slavo, Virgilio nota il paio: Laggiù trovammo gente dipinta, che giva intorno a lenti passi, piangendo stanca e vinta, avevan cappe a cappucci bassi, dinanzi a occhi e di simil taglia, dei cluniacensi monaci fassi, di fuor dorate sì ch'elli abbaglia, ma dentro in piombo e gravi tanto, che a Federigo le sembran di paglia, oh in etterno faticoso manto! Noi ci volgemmo con loro a manca, intenti al lor tristo pianto, per lo gran peso fà gente stanca. Gente dipinta con doppia faccia, Ipocriti che assomigliano, ai barattieri in pece bollente, oggi chiamati concussori, potenti che indulgono tosto, a corruzione di sé e di altri, dipingendo onesto falso lor volto. Dante conversa con due dannati: Oh frati vedo i vostri mali, ma più non dissi mio occhio corse, a un crucifisso in terra a tre pali, è il sommo Caifa qui dannato, quan mi vide tutto contorse, soffia in sua barba i suoi sospiri, e frate Catalan che a ciò s'accorse, mi disse Quel che tu miri, consigliò i Farisei di porre, un uom per popolo martìrizzar, Caifa sta nudo nella via, chè là chi passa il peso lui senta, e a stesso modo suo suocer stenta, in stessa fossa chi ebbe consiglio, che fu ai Giudei mala sementa, Anna e gli altri sacerdoti, del Sinedrio che han deciso, gravi sciagure al popol Giuda, tutti crocifissi a terra, in posizione orizzontale, poichè non hanno verticale, e calpestati dagli ipocriti, in lor pesante veste piombo. Questo canto sentinella, a Croce infinita del Cristo, da morte di eros in fossa serpenti, lega a diametro canto 73, cioè seconda sentinella, che ci parla del Cristo, nel sesto del Paradiso, conclude triade dei sesti, tre canti politici in poema: Ciacco al sesto dell'Inferno, parla Firenze pien d'invidia, trabocca il sacco con Sordello, nel sesto canto in Purgatorio, parla d'Italia serva in deriva, sanza nocchier nave in tempesta, infine il sesto in Paradiso, è Imperatore Giustiniano, parla del mondo e del suo Impero, fino ad allora conosciuto, Europa Africa ed Oriente, tutti bagnati soglia e confine, dal mar Mediterraneo, strumento di Ordine e Pace, ironia criptata di buon Governo. Giustiniano narra il volo, dell'Aquila Imperiale, da sbarco dei Troiani, su coste laziali e dardanelli, fino ai Guelfi e Ghibellini, del tempo di Dante, loda grandi e buone imprese, che unificaron Gran Tartaria, pace e progresso e ironia criptata, quan mala legge falsa la storia, Aquila imperiale impalla e inganna, e Aquila divina distorce gloria, a Costantin donazio Sutri, commedia inganni e travestimenti, Alighieri reca al figlio Pietro, in fitta rete risonanze, dei vizi umani e di occhi ingenui, un imperator corona d'oro, nel Paradiso ai sudditi parla, giullar rileggi il doppio senso, di ipocrisia dei più potenti; canto più ipocrita mai scritto, ogni terzina gronda il sangue, dolore e lutto dei massacrati, mentre virtù dipinte a insegna, crean falso mito dei romani, come ci dice Cacciaguida, che han dovuto esser riveriti, per forza dai popol conquistati. Aquila segno di riverenza, iniziò dal giorno in cui Pallante, morì alla guerra Latin-Troiani, sotto le mura Yoros crociata, guerra molto sanguinosa, Pallante alleato dei Troiani, italico figlio a re Evandro, fà grande strage guerrier italici, per primo uccide Lago trafitto, sorprende Isbone amico al caduto, immerge spada in suo polmone, poi uccide gemelli Laride e Timbro, figli di Dauco re di Anatolia, recide a Laride mano destra, e decapita Timbro come Giovanni, poi uccide Reteo che difende Ilo, ma infin Pallante viene affrontato, ucciso da Turno al proprio turno, quello si appropria del suo balteo, il giustacuore dei latini, fatto di cuoio e decoro bronzo, Enea cattura allor otto itali, e li sacrifica su pira, del suo giovane amico, e a evitare vittime ancora, ecco la sfida fra Enea e Turno. Enea vince e vendica Pallante, sposa Lavinia e fonda Lavinium, Eneide narrata dal duca Virgilio, dove i Troiani vittoriosi, vivon la prima guerra civile, e recano il mito Romolo e Remo, ovvero Gengis e Batu khan. Romani incontro a Brenno e Pirro, a li altri principi e collegi, onde Torquato Quinzio noma Deci Fabi, che ebber fama come li Aràbi, che retro Annibale passaron rocce, fiume Po Scipione e sotto al colle, sotto cui nacque ciò che ciel volle, redur lo mondo a suo modo sereno, Cesare khan và infino a Reno, tra Isara ed Era vide poi Senna, e ogne valle chiamò Rodano, e sua discendenza uscì a Ravenna, sul Rubicone fà poi suo volo, che non seguì ne lingua o penna, poi verso Spagna rivolse stuolo, verso Durazzo e Farsal percosse, e al Nilo caldo sentì del duolo, e per Tolomeo poscia si scosse, da indi scese a Iuba occidente, tra Bruto con Cassio che inferno latra, e a Perugia e Modena fu dolente, e di trista Cleopatra fu piangene, a causa morte veleno cobra, infino corse fino al rubro, e puose il mondo in tanta pace, che fu serrato a Giano delubro, e regno mortal a lui soggiace, diventa in apparenza un poco scuro, se in mano al terzo Cesare si mira, con occhio chiaro devia e spira, Isacco Angelo usurpatore, poi Tito a far vendetta corse, vendetta del peccato antico, e quan dente longobardo morse, Carlo Magno aquila soccorse, scacco al pontefice falso, che pretendeva territori, di Romagna occidentale, Carlo Sacro Impero in mano, fino ai Guelfi oppositori, che scelser gigli casa Franca, ma i Ghibellini li han rubati, a confondere i partiti, separando la giustizia, quel divina e quella umana, cattiv'uso venne fuori, e non creda Carlo Angiò, di abbatter coi suoi guelfi, quell'impero con artigli, che scuoiarono i leoni, più feroci anche di lui. Impero spaccato a metà, tra Francia e Germania, semina lotte intestine, e massacri civili a Europa e mondo, non è modello Buon Governo, poichè dentro insegna artigli, c'è già scritta la sua storia, che d'Imper Scuoiante narra. Dante mette Giustiniano, nel Cielo di Mercurio, fra gli spiriti attivi, riformò codex romano, sia civile che penale, dopo gran contraddizioni, ma presunse essere anche, il controllor leggi divine, anche queste da snellire, a vantaggio suo Potere, indisse il Secondo Concilio, in 553 Costantinopoli, per abolir Spirito presenza, per la massa dei sudditi, la divin scintilla eterna, doveva esser mutilata, manipolata dal terrore, della dannazione eterna, per accettar costrizione, riformò legge divina, ma Beatrice lo riprende, nel canto 74, ribalta scacchi e carte, confermando che noi umani, siamo angelica natura, spirito destinato a spirito, tanto amato che farà, risorger corpo sua materia, vostra vita senz'esso spira, somma beninanza la innamora, di sé e poi sempre la disira, poichè Umanità si fa Spirito, quando Spirito si fa Carne, nel mistero Riconciliazione, apocatastasi giustiniana, sotto il velame versi strani, si ordisce beffa a coron d'oro, come a Ipocriti pesanti, noi dobbiamo diventare, Papi e Imperator noi stessi, ciascun se stesso preso, nel risveglio individuale, argine a isteria Potere, sempre uguale in ogni veste. Siamo tetragoni sebbene, Giustinian censura Spirito, apocatastasi compresa, come Guido Montefeltro, che volea ingannar giustizia, come suo capo Bonifacio, controllar divine leggi, indulgenze per chiunque, spodestando papa Celestino. |Bonifacio fu nemico, soprattutto dei cristiani, come col suo compare Giustiniano, che gli siede di fronte, tutti e due a far sentinelle, alla Croce del Cristo, del quale tutti e due, si son fatti scudo e fendente, per avere dominio terra, e il potere su ogni gente; ipocrita Imperatore, e gran fetente il Papa, corrotti dai banchieri, vendon corona e mitra, |IMPERO-SCUOIANTE che, ci toglie pelle mentre in vita, e Caifa in canto 23, inchiodato a terra steso in croce, sua vile eterna dannazione. Sinedrio è nell'inferno, esecutori in Paradiso, insieme a Giustiniano, a sventolar Aquila segno, senza il manto dell'inganno, denudati a verità, dal giullare turuscano. Giustiniano è messo lì, da sentinella Croce al Cristo, al mistero Eros Divino, avvolto in suo manto dorato, sentinella a ipocrisia: veder voleva come convenne, imago al cerchio vi s'indova, mistero imago non svelato, con le parole mutilate, Dante ha visto Verità, nel Poema circolare, sta il segreto questa imago, canti sincroni in risonanza, Stella Davide o di Barga; in Cielo Giove Aquila divina, svela a Dante che lui è, un pellegrin con occhi miopi, che su battigia vede sul mare, ma non può scrutare abissi, di mar giustizia divina, poichè in mente di Dio, Commedia narra degli umani, sol profilo della storia, che nulla può sapere, del mister suo genitore. Sigillo Nord in canto, Aquila parla di profilo, con un occhio solo, e nella Candida Rosa, il mondo Beati è informato, da apocatastasi zenith, della potenza dello Spirito, che svela tutto sia divino, e al divino và tornare. Sigillo Est in canto, divinità d'Uomo è riposta, nella sua Intelligenza, che necessariamente è, separata a Dio a poterla usare, lavor da essere compiuto, nel verbo Tetelèstai, così il peccato originale, e necessaria lacerazione, fra il Divino e l'Umano, perché si compia il progetto. Sigillo Sud in canto, Anima intellettiva ci rende, responsabili del cosmo, perché noi Siamo l'Universo, e usiam libero arbitrio, sol se diventiamo liberi. Sigillo Ovest in canto, celebra apocatastasi, riconciliazione al Cristo-serpente, che ha condiviso orfanità, separazion con tutti umani, accumulando ogni dolore, e restituendoci lo Spirito, nel momento in cui fà Carne, così tutto è compiuto, e nel canto 74 della Croce, Beatrice insegna natura umana, Adamo è angelico divino, che deve tornare al divino, e Dio in sua solitudine, non poteva salvarci, come umani loro solitudine, non potevano salvarsi, così Spirito si è fatto Carne, in gesto supremo amore, Dio sacrifica se stesso, per riscattar più del perdono, e tutte le altre strade, insufficienti a tal giustizia: Figlio di Dio s'è umiliato, incarnandosi alla terra, natura angelica dell'Uomo, trafigge Giustiniano, e il suo ipocrita giochetto, di far parlar Cristo sulla Croce, con la sua divinità, e non con sua umanità. Giustiniano ipocrita cantore, della Storia Impero Scuoiante, e Bonifacio svende Chiesa, dove il Cristo pure merca, sebben gente dispetta, cui oltracotanza in voi s'alletta, tutti e due appaion salvi, in libera scelta volontaria, per volontà di umani e Dante: poichè vostra sofferenza, vi opprime perché vi opponete, a quel progetto di Amore, che per certo è realizzato, è solo vostra volontà, di resistere all'Amore, che vi condanna al dolore, voi calciate la salvezza, siete dannati sol per scelta, come per scelta pur si sale, al Paradiso angeli umani, accomunati a stessa condizione. Croce del Cristo rinascita, sorvegliata da 2 IMPER SCUOIANTI, temporale e spirituale, Giustiniano e Bonifacio, dolor di Spirito e Intelligenza, che scuoian pelle e scippan Spirito, ogni giorno umiliano e mortificano, nos Intelligenza volgono al male, togliendole divin bellezze, e costringendola a credere, che nostra vita non è sacra, ma merce da svender massacrare, come banchieri fiorentini, che inventarono il debito, mezzo di scuoiamento. Filosofia è Beatrice Sophia, cervello animato raggio angelico, alimentato dallo Spirito, dono di spirito sapienza, che svela geometria poema, nel canto 77 dieci Paradiso, entra nel Cielo del Sole, Cielo dei Beati Sapienti, cielo di Aritmetica, al servizio di Universo. Dante và in lucida coscienza, oltrepassato il numer 9, progetto compiuto in canti Eden, fatica a visitar Dolore, poi incontra Beatrice, e vola verso la Luna, separa il 9 dal 10, contempla il suo lavoro, per cominciarne un altro, come in orto e giardino, e in quel volo giunge vetta di Amore, come dice Beatrice, spinto da volontà di esser fuoco, per tornar luogo di partenza, prime parole di Virgilio: Inferno e Purgatorio visiterai, Paradiso vedrai se vorrai salire, conquista dello Spirito, a Empireo canto 100, stan Maria ed Eva due madri, che rigeneran Corpo. |Dante in Paradiso, vide inverse stelle, Icaro và in volo, in aere mostra arte, la strada non seppe, carreggiar Fetonte, si infiamma e frantuma, cieco fu Caronte; leggenda di Fetonte, riflette meteorite, cade sul Volga, acciaio e khan terribe, Maometto conquista, carro di fuoco Elia, a Yaroslav su Volga, anno 421. |Maometto steso a terra, disse di partire, carro Elia si alza, come fa un Vimana, poi solo fiamma, |Dante descrive, nuvola che sale, un tuono ode e intende, così genti degne, si ferman con insegne. Rodrigo Borgia, Alessandro VI nero, pontefice eminente, come Colonn Farnese, odiato e diffamato, da molti classisti, infine avvelenato, e offeso nei libri. Vaticano residenza, dopo di Avignone, Sisto 471, autorizza la Sistina, Innocenzo realizza, galleria Bramante, GiulioII cortile, Raffaello decorante, PaoloIII Farnese, cappella Paolina, museo clementino, etrusco egizio sia. Borgia zodiaco, anno 498, sesto papa da Callisto, prima di Niccola, avanti la caduta, siede in Vaticano, fuori lista sua. Pio dopo Callisto, Paolo II farnese, Sisto IV quinto, Innocenzo 492, Borgia sesto pontefice, nipote di Callisto, seggio ereditato. Nicola V, Tommaso Parentucelli, riforme e crociate, in Lega di Lodi, vuol Lorenzo Valla, scriver lingua, latina elegantia, al posto rusca slava, critica ascetismo, atamano di cosacchi, commenta e traduce, Erodoto e Tucidide, ma dono Constantino, sfugge censure. dopo Nicola, Martino ed Urbano, 626 apre sanPietro, palazzo Vaticano, residenza sanGiovanni, pure in Laterano, papi adeguan luoghi, a malaria pantano, con forza danaro, assoggettano Rasna, stampano inganno. Giardino privato, su luogo risanato, è cortile sanDamaso, primo Vaticano, Enea-Ioan Battista, chiesa in Laterano, capo tutte chiese, Vatican abbandonato. Incendi e terremoti, sciacalli ladrocini, a santAngelo forte, le mura passetto, leonino borgo sorge, mura e torre Borgia, giugno 670, Portogallo e Spagna sorga. Piazza del popolo, 2 chiese-gemelle, anno 823, di banchieri Chigi, finto Raffaello, primo libro schizzi, Raffaello bozzetti, in 844, incise da tedesco, William Gruner, che a Roma lavora, a Londra stampa, affresca vittoria, vaticana su tutti, poi dirige Dresda, museo di bozzetti, affresca-stucca chiese, lucra palazzi, disegna inesistenti, vecchi dizionari. Giulio tortura, servi di Borgia, licenzia cardinal, cambia biblioteca, vuole latino, crea mondo antico, brucia avi editti, vuol banchieri edili. Dopo epoca Donskoj, escon khan autonomi, frattura Rus-Bisanzio, Roma minacciata, controlla Europa sud, dalla pianur russa, ottomani vanno giù, assediano Bisanzio, rovescio dinastia, nobili fuggiaschi, ataman insegue scia, scappano nel west, alcuni in Provenza, altri Civitavecchia, portan oro e libri, su Tevere sponda, presso urbe et-rusca, su sinistra sponda. Ruma ha malaria, paludi Tirreno, Vaticano e Trastevere, ospita romeno, ora novi papi, avviano scissione, creano doppio clero, Roma e Avignone, competono chiese, scomunica ciascun, cattedra di Pisa, Costanza e Basilea, papi e antipapi, faide con crociate, guerre di riforme, chiese nazional. Borgia avvelenato, faide sanguinose, Colonna con Orsini, contendono zone, Vaticano vince, inventa latino, e brucia libri slavi. Dante ci narra, papa di Guascogna, che con Filippo bello, siede in Avignone, nemici sovversivi, di Arrigo Lussemburgo, khan di impero unito, che vede lor rifiuto. Enrico Acquisgrana, scese in Italia, su invito Bonifacio, a pacificar contese, fra guelfi e ghibellini, ma eccolo tradito, muore presso Siena, impero ormai diviso, città perdono torri, esempio fu Bologna, o Tuscania vescovile, che perde sua sede, a causa del conflitto, tra guelfi e ghibellini, i Barberini a forza, converton cittadini, ma visto lor rifiuto, distruggono un quartiere, la Civita di etrussi, discesi dagli slavi, giunti tempo prima, città resta in terzieri, abbattute le alte torri, in subordine a Viterbo, ora sede vescovile, fedele al nuovo papa. Su torri tibetane, i funeral celesti, di corpi nobiliari, banchieri e clericali, smembrati e lasciati, in pasto agli uccelli, mentre i popolani, sepolti sottoterra. Oggi funerale celeste, è praticato dai Parsi, zoroastriani emigrati, da Persia fino in India. Ferlini ci ricorda, che pure egizi e Jaina, serbano in piramidi, corpi mummificati, deviando raggi cosmici, su alte torri a metallo, li serbano dai furti. |Dante-danna-il-guasco, pone nello inferno, assieme a Bonifacio, in bolgia traditori, Arrigo invece siede, un seggio nella rosa, dove sta Beatrice, che illumina ogni cosa. |Dempster scrive, etruschi discesi, da truppe in Italia, che da Rus Vladimir, regna su Eufrasia, nel 500 a Gubbio, lasciano tavole, necropoli a tumulo. Ciampi usa slavo, sui testi pelagi, 825 a Firenze, professor da Varsavia, condivise scoperta, contratto Roma-Gubbio, in pelagio volgare, ma tedeschi fan muro; fabbrican latino, umanisti riformati, combattono volgare, lingua originale, Egidi da Viterbo, ci descrive Etruria, nei secoli passati, custode di cultura. Etruria imperiale, ha leggi e militari, geometri muratori, agromi e sacerdoti, medici e pittori, inventori di armi, attori e scultori; poi Romanov-asburgo, prendono Toscana, tra Roma e Firenze, cultura falsata, i cardinal toscani, combattono mito, di stato pontificio, che muta lor memoria, Avignone perde, precedente papa, Bertrand de Got, Clemente egizio nome, Roma vince lotta, Dempster censurato, scaliger nuovo stato. Cortona e mir toscane, infine son piegate, toscani irretiti, scrivono in versi, la rasna verità, dopo crollo impero, e storici francesi, sostengono i rasna, da oriente venuti, turchismi di lingua, in turanica lupa: è lingua etrusca, come lingua slava, tracce in Italia, Firenze e Vaticano, storici tedeschi, falsarono storia, creano miti ariani, stirpi senza gloria. Libri di Volansky, bruciati nel rogo, Sebastiano Ciampi, in Polonia trova scopo, scopre che etrusco, da slavo derivato, decifra iscrizioni, in Egitto e balcani. Lo storico Chertkov, vive guerre Crimea, in Svizzera e Italia, vide molte mir, Rasna paesini, di cristiani slavi. Migrano tribù, stanziate in Anatolia, a nord del Danubio, creano slava storia. Resiston rituali, acqua con fuoco, rito iniziazione, cunicoli con grotte, passaggi mentali, portano al luogo, dove il divino, rivela suo gioco. Libro della Suda, sacro a genti rasna, sudny slavo-russo, è giudizio legge, rasna cristiano, consulta libri sacri, Volansky traduce, Greccio canti funerari: altissimo signore, di tutti fiumi Rus, affida miei figli, al khan di Thule, rasna nella Bibbia, son figli a Javan, giunti da tartaria, con Ivan Kalita, per abitare Italia. Specchi e manufatti, protesi dentali, arrivano a ondate, geti e samogeti, dopo fine impero, emerge la Riforma, 700 vieta lingua, slava archeologia. In tutta Eufrasia, volutamen celata, poichè contraddice, scaligera vulgata, Florinsky di Tomsk, indaga falsa Troia, utensili e ornamenti, stoviglie siberiane, tra rasna e veneti, maschere di drago, trasmettono al cavallo, potere di fiato. Ruderi di Troia, da Schliemann ritrovati, appartengono a uno, dei centri abitati, in Anatolia 400, dopo la conquista, abitato dagli slavi, uniti coi locali. Troia è Tsargrad, fortezza di Yoros, su asiatica costa, tra mar nero e bosforo. |Italia capitale, etrusca Firenze, ma Vaticano a Roma, piano piano ascende, il principe califfo, ovvero Ivan Kalita, |Batukhan dio Crono, partito da Assiria, guida la conquista, e campi base attiva, alloggiamento zar, sul Tevere fortifica, governo sta a Firenze, in Vaticano sua milizia. Saturno chiamato, Ivan califfo crono, detto il gigante, feroce combattente, fratello a Yuri capo, Daniele loro padre, Danilovic Kalita, lascia Elena in Rus, viaggia in occidente, non torna mai più, nel Latium si accampa, muore in Italia, suo figlio Simeone, da Yaroslav arriva, e rende Vati_khan, cento religione; detto Carlo magno, dopo la sua morte, Firenze appar città, commerci corti e artisti. Cornelius Bruin, scrive libro 711, stampa in Olanda, narra case lussuose, piatti oro argento, splendidi vestiti, viaggio in Persia e India, attraverso Moscovia: romani e ottomani, hanno harem femminili, in Orda chiamati, terem separati, connessi a costruzione, passaggi speciali, guardati da eunuchi, ospitan famiglia, nessuno vi accede, hanno sala trono, e sala per amici. Musica maestosa, Bruin la sente ovunque, orchestre strumenti, in strade e nelle case, matrimoni con organo, pneumatica mantice, metallici tubi, che comprimono aria, come cornamusa, od organo da strada. Vivaldi veneziano, cerca impiego a Mosca, suo allievo Verocagli, realizza tale sogno, di abate veneziano, che ama i cori gipsy, in sue 4 stagioni, uomo ormai anziano. Fisarmoniche ad aria, mantici e canne, usata nelle feste, imitan cattedrali, musica dei corni, forte senza vento, nel raggio 7 verst, orchestre sale ballo. Pietro vieta tutto, resta solo vocale, assenti gli organisti, ranghi musicisti, vivono a Mosca, mancano a Pietroburgo, Pietro che poi, Cremlino distrugge, incendio 701. Due secoli prima, banchieri elitari, della tribù askenazi, fanno secessione, infiltrano impero, Moscovia e Bisanzio, riscrivono storia, con gesuita monopolio, Scaligero e Petavius, crean cronologia, al concilio di Trento, fann calendario sfida, per conto nuova Roma, nera aristocrazia: mappamondo falso, poi eliocentrismo, al posto di fontane, dove terre e acque, sono paralleli piani, con un centrale asse, presso il polo nord, albero tagliato, che causa epidemie, e inondazione fango. Ricordano evento, cupole a spirale, Clementskirche tedesca, come san Basilio, stessa architettura, simili ai turbanti, ottomani di Tartaria, di epoca conquista, che fondano empori, creano loro flotta, ebber gran vigore, arte della guerra, culti di stupore, e scrittura slavo antico, studian teologia, padroni della scienza, ed astronomia. nc-400anni-inganni.mp3
lume015-Roma contesa, tra papi e imperatori, centro intrighi politici, religiosi e finanziari, assiste al conflitto, tra Guelfi e Ghibellini, riflette la frattura, tra Bonifacio e Giustiniano, che manipolan la fede, per politico dominio. Leggi piegate all'interesse, rivelano giustizia, corrotta e predatoria, in Vaticano e Avignone, due poli di potere, in lotta e doppi scismi. I Borgia incarnano intreccio, tra politica e cultura, con saperi e calendari, diversi tra di loro. Pinturicchio e Piranesi, dipingono un sapere, cosmico e nascosto, legato ai pianeti, e al destino degli imperi,, mentre Dante va interpreta, il caos storico emerso, come crisi morale; nella sua Commedia, denuncia ipocrisia, corruzione e falsità, di artefatte verità, Impero e Chiesa allora, appaiono poteri, che sfruttano e opprimono, scuoiando essere umano. La storia vien riscritta, sempre dai vincitori, attraverso la censura, e falsificazione, di popoli e lingue, reinterpretati o nascosti, mentre il sapere di Alessandria, diventa mezzo di controllo. Nabucodonosor khan, è la caduta di superbia, e il ritorno alla verità, nel destino del potere, limitato e soggetto, al giudizio superiore, Dante propone sua visione: la sofferenza nasce, dalla resistenza all'Amore, è uomo libero e responsabile, di propria ascesa o caduta, la Croce è simbolo frattura, e possibile riconciliazione, tra umano e divino, tra mente e anima e natura. L'incarnazione è il punto chiave, fiato e materia san riunirsi, Beatrice appare la Sophia, guida oltre inganno del potere, Lei smaschera illusione, per ritrovar la verità, il vero percorso è interiore, se lo accetti esci dal ciclo, di corruzione ed inganno. |Pio VII 807, anfiteatro Flavio, Colosseo rifatto, simbolo di richiamo# Pio IX 852, targa |Colosseo, marmo all'ingresso, celebra lavori, 7 anno pontificato, larga pubblicità, banchieri finanzia, scavi sotterran. Istanbul Colosseo, prototipo primo, arena e cisterna, stanze e labirinto, accanto san Sofia, un obelisco-egizio, |obelisco-Donskoy, colosso nome primo, anfiteatro rovinato, mezzo interrato, pavimento rialzato, edificio ginnasio. Re Napoli mappa, il Colosseo intero, Roma-|Bisanzio, sotto ataman assedio, si erge su fonte, spettacoli navali, ricorda prima Roma, valli fluviali. da Nilo al Nero, Kemit agraria, egizia edilizia, e culti funerari, culto dei morti, in sabbie deserto, piramidi sfingi, obelischi d'impero, viaggiano salme, con nave Caronte, ben imbalsamate, preservano rotte, viaggio descritto, libro dei morti, estuario del Nilo, una donna diventa, cimitero imperiale. Vaticano soppianta, autorità di Avignone, storia vien riscritta, da ordine gesuiti, assieme a inquisitori, incapaci a riunir tempio, la pace scompare, emerge nuova legge, nuovo clero banca, che adora nuovo Cane. Babilonia eclissa, ottomani emarginati, nuovo esodo ebrei, dopo perdita funzione, rifugiano altrove.

166:lume166-|Dante nel Purgatorio, attraversa un percorso liberazione, capovolgendo il punto di vista, da cosmico e interiore, la discesa nell'Inferno, culmina in risalita, lungo il corpo di Lucifero: il poeta come un neonato, rinasce uscendo a testa alta, e giunto al Purgatorio, riceve il dono da Virgilio: il libero arbitrio incorrotto, la doppia corona di equilibrio, e autonomia spirituale. Lasciato il suo maestro, Dante si apre all'incontro, con Beatrice amor sapienza, nella selva dell'Eden, dove Dioscuri e Grifone, Aquila e altri simboli, sono la luce di Beatrice, tappe di trasmutazione, a unire la doppia natura, umana e divina assieme. Il Duomo di Barga rivela, San Cristoforo e Adeodato, viaggio interiore cavalleresco, dove Dante diventa uno, imperatore e papa di se stesso, in armonia tra le leggi, interiori e universali. Il suo viaggio culmina, in unione mistica col cosmo, attraversa i cieli a spirale, come un cavatappi, al centro di ogni rotazione, libertà nasce da unione, tra anima corpo e soffio. Dante si vede tramutare, da capretta a pastore, da smarrimento a esser guida, per elevare le coscienze, caprette sono anime in cerca, che diventan carro di fiori, strumenti bellezza e purezza, in luce colori del Grifone, oro bianco e vermiglio. Grifone è il Cristo binario, divino e umano assieme, maschile e femminile riunite dentro lui, la donna in lui è Beatrice, tripartita nei colori, bianco rosso e verde, le tre fasi di alchimia. Dante nel fiume con Beatrice, fanno bagno al chiar di luna, nell'acqua fresca del torrente, tra olivi riflessi nella sera, rito di purga silenzioso. Dante riceve in Purgatorio, un rimprovero d'Amore, Beatrice lo accusa di aver scelto, il dolore sordo a sua missione, far vittimismo è sacrilegio, poiché si volge a sofferenza, tradendo luce innata in Sé. Il Salmo 30 appartiene la cura, canto e danza di redenzione, dove il pianto scioglie il cuore, in un pentimento purgatorio, viaggio interiore che lava, le passioni mal dirette, in traumi e falsi amori.| Purgatorio di Dante (riassunto): il viaggio spirituale è un percorso di purificazione dell’amore, che è il motor immobile di ogni azione e virtù. Virgilio spiega come ogni anima sia naturalmente mossa dall’amore, ma spesso questo è deviato: troppo attaccamento ai beni terreni o amore rivolto al male genera peccati come superbia, invidia e ira. Gli Accidiosi rappresentano chi ha frenato il movimento dell’amore dentro di sé, bloccando la crescita spirituale. Dante incontra figure simboliche come Francesca, Lucia e Matelda, guide dell’iniziazione spirituale, e attraversa visioni allegoriche del Paradiso dove le virtù teologali si manifestano. Nel cammino, la purificazione serve a correggere gli amori mal diretti, per ritrovare il vero bene e la felicità eterna, ottenibili solo attraverso umiltà e pentimento. Nel viaggio con Virgilio, Dante osserva scene scolpite nel marmo che narrano storie sacre, come quella di Traiano, simbolo di giustizia divina. Si immerge in simbolismi che uniscono scienza, filosofia e misticismo, esplorando l’anima come entità eterna capace di soffrire, amare e crescere. Nel Purgatorio, le pene delle anime sono metafore di purificazione: gli invidiosi con gli occhi cuciti e i ladri trasformati per liberarsi dal peccato. Marco Lombardo interviene per affermare la libertà umana contro il determinismo stellare, sottolineando che il vero potere è nell’uomo che sceglie, e chiarisce che il male nel mondo è effetto della libera scelta umana, non di una necessità astrologica, e invita a coltivare il libero arbitrio per elevarsi. Il poema racconta poi l'arrivo di Dante all’Equatore, dove osserva i ladri puniti da serpenti velenosi che li trasformano in cenere e li fanno rinascere, metafora della lotta e della purificazione spirituale. Tra le anime ladre c’è Vanni Fucci, che confessa il suo peccato e profetizza futuri conflitti politici a Pistoia. Il viaggio di Dante continua tra visioni, insegnamenti, simboli e una profonda riflessione sull’anima, l’amore, il peccato e la redenzione. La parte finale del viaggio svela il Quarto Sigillo: lo Spirito, immobile e quieto, dentro l’eterno ESSERE di Dio, mentre l’Anima vive un eterno DIVENIRE, danza perpetua tra forma e sostanza. Oltre le porte d’argento e d’oro, si apre il mistero dell’elevazione spirituale, dove la sofferenza si trasforma in luce e l’anima, attraverso umiltà e carità, si specchia nella Verità eterna. Così il viaggio termina, ma anche ricomincia, perché chi apre la porta con chiavi d’argento e oro, entra in un perpetuo cammino di scoperta, in un cerchio senza fine, dove ogni passo è nuovo, dove ogni ferita è un varco verso la luce, e ogni parola del Poema è un riflesso dell’Anima, che si specchia nel cristallo eterno della Verità.# Virgilio spiega il Purgatorio, relazione amore-anima, in Quarta Cornice ingresso, Dante vede gli Accidiosi, che hanno amato con il freno, Amore con mal tardato remo, motor immobile che tutto muove, è prodotto d'Amore, su cui possiamo agire, ad ogni intensità, o lievemente o forte, secondo forza nostro cuore, comunque è sempre Amore. Accidiosi hanno impedito, scientemente il movimento, hanno incatenato |Eros: né Creatore o alcun creatura, fu mai senza amore, naturale o d'elezione, natura sempre è senza errore, ma l'altro puote errare, per sbagliato mal obietto, o per troppo o poco vigore; finché amore è diretto, verso il primo bene, equilibrato verso gli altri, ovvero i beni terreni, non può cagionar mal diletto, ma quando si indirizza al male, o corre al bene troppo o poco, è allora la Creatura, che opera contro suo Creatore, dunque ben comprendi, che Amore è in voi semente, causa d'ogni virtute, e d'ogni azion che merita pena. Amore e anima bipolare, Amor smarrito o deviato, amor che ha perso la via, unica colpa che contien le altre, dei dannati e dei purganti, così come dei viventi. Virgilio ci ricorda, nostra vita è sol problema Amore, che sol lui ci regala, la virtù oppur l'errore, anche eccesso Amor del Bene, poiché amore mai agisce, contro salvezza proprio soggetto, le creature son sicure, rispetto all'odio di se stesse, poiché nessuna creatura, può esser separata, dal disio di salvezza, è anche impossibile odiare, la propria redenzione. solo amore mal diretto, vuole il male del prossimo, e nasce in tre modi: vi è chi spera primeggiare, calpestando il suo vicino, desiderando ch'esso perda, ecco superbia-Leone; vi è chi teme perdere potere, favore onore e fama, se un altro lo supera, per cui si rattrista, e desidera superarlo, ecco invidia-Lince; e vi è chi sembra adombrarsi, per aver ricevuto un'offesa, allor desidera vendetta, e predispone il male altrui, ecco ira-Lupa. Dante chiama Dio, Intelligenza di Materia, Forza della Natura, uomini agiscono per disio, di salute e salvezza, e ognuno in ter si sente salvo, quando artiglia il suo piacere, nostro amore più è deviato, più salvi ci sentiamo, quando naufraghiamo, dentro piacer poesia, allontanando da sapienza, siamo fragili terreni, dove amar male del prossimo, è nostra misura di SALVEZZA: ho mentito e ho corrotto, ho ricattato per salvarmi, ho eluso e complottato, congiurato e tradito, soltanto per salvarmi!, ho aperto gli arsenali, ho massacrato i civili, ho affamato i bambini, sempre solo per salvarmi! VASO che il SERPENTE ruppe, sol nel tempo storia, lo ascolti al telegiornale che, dice quanta gente si sta salvando, annientando nazioni intere, amore deviato giace al mondo, ingravidandolo di male. Prime tre cornici Purgatorio, chi ha amato il male d'altri, superbi invidiosi e iracondi, in quarta cornice gli accidiosi, che hanno incatenato Eros, in ultime tre cornici, chi ha amato i ben terreni: avar prodighi golosi e lussuriosi. Questo triplice amore, punito in Cornici sottostanti, ciascun confuso un bene apprende, nel qual si queti l'animo e disira, ognuno cerca di raggiungerlo, sconta la giusta pena, dopo il pentimento. Uomini intendano salvezza, lor felicità su terra, ma spesso innamoriamo, di felicità sbagliata, che non radica o da frutto, in mezzo a persone infelici, che credono esser felici, ma ora che sei grande, che hai anima hai conquistato, puoi guardarti attorno, e cercare da solo Dante! presagio a due Corone, di Dux e Sacerdote. |Popè: mbomo a mon vuta, omboma wi re ererya. Dyen ererya o Koto n'ererya; Ombwiri w'adombina, w'a mane ererya IT: quel Pitone si è srotolato, pizio fa paura, esser preso da spavento; quando ombwiri diventa vecchio, non fa più paura. Dante risponde al test, profession sete di Amore, dove si dirige la tua anima? al suo piacere immediato e futuro, Amore mi trova e legge, sempre pronto ad accoglierlo e viverlo, ad ogni grado e intensità che posso, venga Amore in qualsiasi tempo, da vivo e da morto, sempre mi troverà col viso aperto, anima pronta a tutti i suoi colpi, deboli o forti che siano, piacer dell'anima mia! Dante risorge i sensi, acuti prensili e curiosi, guarda i fiori nuovi freschi, iniziazione è femminile, le tre soglie superate, nelle mani di una donna, Francesca Lucia e Matelda, le donne dei tre ingressi, Inferno Purgatorio e Paradiso, Francesca è prima nello Inferno, mentre in soglia Purgatorio, Santa Lucia mutata in aquila, lo porta in volo sopra, mentre in soglia Eden, incontra Matelda a coglier fiori, paragonata a Proserpina, Lei lo bagna in fiume Lete, portandolo a Beatrice. Matelda è suo passato, che da Francesca torna opposto, nobil guardiana della Soglia, assolve compito doloroso, con lacrime agli occhi, soffre per Dante a morire, caddi come corpo cade, a poter proseguire il viaggio, Seconda Morte dei Misteri, alle illusioni del mondo, al nostro sguardo orgoglioso, alle ferree convinzioni, della grande finzione, scopri conquista Vero Amore. Francesca e Matelda, complici in missione, diagonale 43-93, incrocia il centro eternità, svela un'altra risonanza, aquila-Lucia porta Dante, alla soglia Purgatorio, dove umile è costretto, a chieder Angelo Guardiano, permesso poter entrare; poi in canto 93, Dante incontra aquila-Giovanni, che senza l'umiltà, offre il suo testamento, tuo poema amore scritto, per amore degli umani, quattro donne con Maria, che intercede presso Dio, per far Dante immortale, a poter regger sua visione. Torna il passato nello specchio, trasfigurato in Proserpina, che coglie fiori di un amore, non sbocciato tempo prima, storia narrata al contrario, Francesca riprende sua vita, risorge in centesimo canto, Lei che indica la strada, e la missione del poeta, ricercar amore vero, pizzicando quattro corde, a produrre sinfonia, cui Dante va abituarsi, per incontrar Beatrice, sinfonia d'amor risorto, trainato dal Grifone. Cantando come donna innamorata, Matelda continua dicendo: beati coloro i cui peccati, sono coperti dal perdono! e come ninfe in ombre boschi, la donna inizia risalir fiume, costeggiandone la riva, io la seguo e adatto il passo, il fiume svolta verso levante, luogo di iniziazione, la donna tutta a me si torse, ovver si volse e parla a me, fratello mio guarda e ascolta, un baglior percorse la foresta, e diventava più splendente, bianca luce che annuncia, la fase Albedo in cielo Luna, arriva una lunga processione, trionfale corteo di Beatrice, che si ispira a san Giovanni, nel suo libro apocalisse: un carro in su due rote triunfale, al collo d'un grifon tirato venne, sette alberi d'oro candelabri, che camminano da soli, lascian dietro scia infinita, di sette arcobaleni, i sette doni Spirito Santo, sapienza intelletto e consiglio, fortezza scienza e pietà, e il timore di Dio, 24 vegliardi bianvestiti, 24 libri Testamento, coronati a fiordalisi, 4 animali con sei ali, con migliaia occhi pavone, sono i 4 Vangeli, poi 3 ninfe danzanti, una rossa verde e bianca, Tre Virtù teologali, Fede Speranza e Carità, esse ispirano la Pizza, altre 4 ninfe danzanti, vestite rosso porpora: Forza Sapienza e Giustizia, e Temperanza con tre occhi, vede passato presen futuro, poi il Carro ekklesia trionfante, trainato dal Grifone, allegoria del Cristo, Beatrice siede in Carro, 1 vegliardo degli Apostoli, san Luca san Paolo, tiene spada in mano, è riflesso stesso Santo, 4 umili vegliardi, son le lettere di Pietro, Giovanni Giacomo e Giuda, poi 1 vegliardo Apocalisse, retro a tutti un vecchio solo, dorme e chiude il corteo, tutti onorano il Grifone, Gesù Gristo motor carro, che raffigura umanità, su cui siede la Beatrice: colui che chiude il corteo, sei tu caro Lettore, che con estasi vai uscire, dalla linea letterale, verso quarta dimensione. La chiave d'oro dell'ANGELO, guardiano al Purgatorio, si moltiplica a miliardi, e miliardi vite vissute, tutte diverse incluso Dante, che rinasce a nova vita, rinnovato in corpo e spirito, come ri-nascita di Adamo, cioè Umanità tutta, sigillo alfa e omega, qui finisce e qui comincia, Poema giostra rotante, che coinvolge ogni Lettore, nel ritorno al Tutto, canto 99-100-1, son Tre canti in Uno, ovvero Un canto in Tre, son Trinità Creante; così termina il 99: E cominciò santa orazione, nel 100 arriva San Bernardo, con Preghiera alla Vergine, strumento di creazione, 1 Eterno Essere, contiene il 5 Intelligenza, in Eterno Divenir materia. Dante conquista anima intuitiva, cioè lo sguardo che si apre, a intuizione del divino, Zen somiglia apocatastasi, questo progetto d'Amore, a cui non puote fin mai esser mozzo! questo tempo verrà, ma durata attesa è in chi NON VUOLE, poichè il vaso che serpente ruppe, è Umanità sempre salva, nella mente di Dio, ma sol se Uomini Vogliono, concretizzano il progetto, ciascun individuo per se stesso preso, specie se soffron pene Inferno, arrendendosi all'Amore. Dante conduce alla Certezza, perché non puote fin mai esser mozzo, Croce di Loto vien da melma, nell'Inferno Malebolge, e anche qui sta la Certezza, umani schiavi son dal forse, Alighieri ne era cero: la lega e il peso della fede, è ben passata per tue mani, ma dimmi se la possiedi, Sì possiedo tal moneta, così lucida e tonda, che nulla resta incerto a me, e come stella in me scintilla; a Pietro apostolo risponde, tale Fede è il suo Poema, e a Giacomo risponde, che Speranza è il suo Poema, indica strada di salvezza, a Giovanni poi risponde, che Carità è il suo Poema, scritto con Amore per Amore; canto 43 di Lucia, traccia Via di Elevazione, che conduce ad Adamo, canto Testamento segreto, opposto a Candida Rosa; 44 ingresso al Purgatorio, oltre soglia Angel Guardiano, Dante entra in Tempio intaglio, col decreto della pace, che aperse il ciel lungo divieto, dinanzi a noi parea verace, quivi intagliato atto soave, giurato ch'el dicesse Ave! perché vi era imaginata, quella che alto amor volse la chiave, e avea in atto impressa esta favella, Ancilla Dei in cer si suggella; sculture in marmo bianco, ritrae tra Dio e uomo, Gabriele venne in Terra, col decreto della pace, sospirata in tanti anni, aprì il Cielo dopo il divieto, così reale avanti a noi, scolpito in soave silenziosa, avrei giurato dicesse Ave! raffigurata era Maria, che girò chiave per aprire, l'alto amore di Dio, dicendo Ecce ancilla Dei! come figura sulla cera, Cristo annunciato qui è descritto. |Popè: mbomo a mon vuta, omboma wi re ererya. Dyen ererya o Koto n'ererya; Ombwiri w'adombina, w'a mane ererya IT: quel Pitone si è srotolato, pizio fa paura, esser preso da spavento; quando ombwiri diventa vecchio, non fa più paura. Dante risponde al test, profession sete di Amore, dove si dirige la tua anima? al suo piacere immediato e futuro, Amore mi trova e legge, sempre pronto ad accoglierlo e viverlo, ad ogni grado e intensità che posso, venga Amore in qualsiasi tempo, da vivo e da morto, sempre mi troverà col viso aperto, anima pronta a tutti i suoi colpi, deboli o forti che siano, piacer dell'anima mia! Dante risorge i sensi, acuti prensili e curiosi, guarda i fiori nuovi freschi, iniziazione è femminile, le tre soglie superate, nelle mani di una donna, Francesca Lucia e Matelda, le donne dei tre ingressi, Inferno Purgatorio e Paradiso, Francesca è prima nello Inferno, mentre in soglia Purgatorio, Santa Lucia mutata in aquila, lo porta in volo sopra, mentre in soglia Eden, incontra Matelda a coglier fiori, paragonata a Proserpina, Lei lo bagna in fiume Lete, portandolo a Beatrice. Matelda è suo passato, che da Francesca torna opposto, nobil guardiana della Soglia, assolve compito doloroso, con lacrime agli occhi, soffre per Dante a morire, caddi come corpo cade, a poter proseguire il viaggio, Seconda Morte dei Misteri, alle illusioni del mondo, al nostro sguardo orgoglioso, alle ferree convinzioni, della grande finzione, scopri conquista Vero Amore. Francesca e Matelda, complici in missione, diagonale 43-93, incrocia il centro eternità, svela un'altra risonanza, aquila-Lucia porta Dante, alla soglia Purgatorio, dove umile è costretto, a chieder Angelo Guardiano, permesso poter entrare; poi in canto 93, Dante incontra aquila-Giovanni, che senza l'umiltà, offre il suo testamento, tuo poema amore scritto, per amore degli umani, quattro donne con Maria, che intercede presso Dio, per far Dante immortale, a poter regger sua visione. Torna il passato nello specchio, trasfigurato in Proserpina, che coglie fiori di un amore, non sbocciato tempo prima, storia narrata al contrario, Francesca riprende sua vita, risorge in centesimo canto, Lei che indica la strada, e la missione del poeta, ricercar amore vero, pizzicando quattro corde, a produrre sinfonia, cui Dante va abituarsi, per incontrar Beatrice, sinfonia d'amor risorto, trainato dal Grifone. Cantando come donna innamorata, Matelda continua dicendo: beati coloro i cui peccati, sono coperti dal perdono! e come ninfe in ombre boschi, la donna inizia risalir fiume, costeggiandone la riva, io la seguo e adatto il passo, il fiume svolta verso levante, luogo di iniziazione, la donna tutta a me si torse, ovver si volse e parla a me, fratello mio guarda e ascolta, un baglior percorse la foresta, e diventava più splendente, bianca luce che annuncia, la fase Albedo in cielo Luna, arriva una lunga processione, trionfale corteo di Beatrice, che si ispira a san Giovanni, nel suo libro apocalisse: un carro in su due rote triunfale, al collo d'un grifon tirato venne, sette alberi d'oro candelabri, che camminano da soli, lascian dietro scia infinita, di sette arcobaleni, i sette doni Spirito Santo, sapienza intelletto e consiglio, fortezza scienza e pietà, e il timore di Dio, 24 vegliardi bianvestiti, 24 libri Testamento, coronati a fiordalisi, 4 animali con sei ali, con migliaia occhi pavone, sono i 4 Vangeli, poi 3 ninfe danzanti, una rossa verde e bianca, Tre Virtù teologali, Fede Speranza e Carità, esse ispirano la Pizza, altre 4 ninfe danzanti, vestite rosso porpora: Forza Sapienza e Giustizia, e Temperanza con tre occhi, vede passato presen futuro, poi il Carro ekklesia trionfante, trainato dal |Grifone, allegoria del Cristo, Beatrice siede in Carro, 1 vegliardo degli Apostoli, san Luca san Paolo, tiene spada in mano, è riflesso stesso Santo, 4 umili vegliardi, son le lettere di Pietro, Giovanni Giacomo e Giuda, poi 1 vegliardo Apocalisse, retro a tutti un vecchio solo, dorme e chiude il corteo, tutti onorano il Grifone, Gesù Gristo motor carro, che raffigura umanità, su cui siede la Beatrice: colui che chiude il corteo, sei tu caro Lettore, che con estasi vai uscire, dalla linea letterale, verso quarta dimensione. La chiave d'oro dell'ANGELO, guardiano al Purgatorio, si moltiplica a miliardi, e miliardi vite vissute, tutte diverse incluso Dante, che rinasce a nova vita, rinnovato in corpo e spirito, come ri-nascita di Adamo, cioè Umanità tutta, sigillo alfa e omega, qui finisce e qui comincia, Poema giostra rotante, che coinvolge ogni Lettore, nel ritorno al Tutto, canto 99-100-1, son Tre canti in Uno, ovvero Un canto in Tre, son Trinità Creante; così termina il 99: E cominciò santa orazione, nel 100 arriva San Bernardo, con Preghiera alla Vergine, strumento di creazione, 1 Eterno Essere, contiene il 5 Intelligenza, in Eterno Divenir materia. Dante conquista anima intuitiva, cioè lo sguardo che si apre, a intuizione del divino, Zen somiglia apocatastasi, questo progetto d'Amore, a cui non puote fin mai esser mozzo! questo tempo verrà, ma durata attesa è in chi NON VUOLE, poichè il vaso che serpente ruppe, è Umanità sempre salva, nella mente di Dio, ma sol se Uomini Vogliono, concretizzano il progetto, ciascun individuo per se stesso preso, specie se soffron pene Inferno, arrendendosi all'Amore. Dante conduce alla Certezza, perché non puote fin mai esser mozzo, Croce di Loto vien da melma, nell'Inferno Malebolge, e anche qui sta la Certezza, umani schiavi son dal forse, Alighieri ne era cero: la lega e il peso della fede, è ben passata per tue mani, ma dimmi se la possiedi, Sì possiedo tal moneta, così lucida e tonda, che nulla resta incerto a me, e come stella in me scintilla; a Pietro apostolo risponde, tale Fede è il suo Poema, e a Giacomo risponde, che Speranza è il suo Poema, indica strada di salvezza, a Giovanni poi risponde, che Carità è il suo Poema, scritto con Amore per Amore; canto 43 di Lucia, traccia Via di Elevazione, che conduce ad Adamo, canto Testamento segreto, opposto a Candida Rosa; 44 ingresso al Purgatorio, oltre soglia Angel Guardiano, Dante entra in Tempio intaglio, col decreto della pace, che aperse il ciel lungo divieto, dinanzi a noi parea verace, quivi intagliato atto soave, giurato ch'el dicesse Ave! perché vi era imaginata, quella che alto amor volse la chiave, e avea in atto impressa esta favella, Ancilla Dei in cer si suggella; sculture in marmo bianco, ritrae tra Dio e uomo, Gabriele venne in Terra, col decreto della pace, sospirata in tanti anni, aprì il Cielo dopo il divieto, così reale avanti a noi, scolpito in soave silenziosa, avrei giurato dicesse Ave! raffigurata era Maria, che girò chiave per aprire, l'alto amore di Dio, dicendo Ecce ancilla Dei! come figura sulla cera, Cristo annunciato qui è descritto. Virgilio dice a Dante, non guardare solo un punto, allor io mossi sguardo e vidi, a destra scolpita un'altra storia, e mi accostai per vederla, meglio coi miei occhi, era intagliata in marmo stesso, lo carro e buoi trae arca santa, dinanzi è gente tutta quanta, divisa in sette cori, e un mio orecchio nulla ode, mentre l'altro sente e canta, in concerto coi miei occhi, che fan lungimiranza; similemente al fumm incensi, rendea discordi li miei occhi, che credevan fosse vero, e il mio naso annusa nulla. Arca Santa è preceduta, da Davide autor di Salmi, che danzava a veste alzata, era un re di fronte a me, e affacciata a un gran palazzo, Micòl osserva ciò stupita, come una donna indispettita; tal distorsione sensoriale, nelle parole di Maria, nel profumo incenso e canti, generati in quiete marmo, divino irrompe nell'umano, e umano irrompe nel divino, Davide danza seminudo, innocente allegro par giullare, che vale molto più di un re, canta l'Arca della Legge, che lo ha incoronato re. Canta e danza a offrir sua gioia, al suo Signore ma Micòl, lo guarda contrariata, negli sguardi dei censor. Io mi mossi dal punto, per guardare un'altra storia, oltre Micòl bianca nel marmo, è raffigurata un alta gloria, virtù Traiano imperatore, spinse Gregorio a vittoria, una vedova accanto al suo cavallo, in lacrime addolorata, intorno molti cavalieri, e le aquile imperiali, si muovevano al vento, la pover donna sembra dire: Signore rendimi giustizia, per mio figlio ucciso soffro, e lui parea risponder: aspetta finchè sarò tornato, e la vedova addolorata, mio signor se tu non torni?, e Traino rispose chi sarà al mio posto esaudirà tua richiesta, la donna rispose, il ben fatto da un altro che gioverà a te, se dimentichi il tuo dovere? Traiano disse stai tranquilla, faccio il mio dovere avan partire, lo vuol giustizia e pietà qui. Leggenda narra che Traiano, morì prima di dar vedova giustizia, ma sua sete di giustizia, lo fà risorgere da Inferno, per assolvere suo compito, nel Poema brilla insieme a Davide, nell'occhio dell’Aquila, dentro la divin Giustizia, che annuncia incarnazione, nel discendente Cristo, nella tribù di Davide, sua stella è Anello Salomone, sentinella opposta a Giustiniano, nel canto di Sofia: l'ho amata e cercata, ho desiderato farla mia sposa, amante sua bellezza, ho pregato venisse a me, a saper cosa mi mancava, e che cosa fosse accetto a Dio, essa aveva comprensione, e mi avrebbe guidato in mio lavoro, tenuto sotto sua tutela. Campagna viva e vivace, e bosco in cima al Purgatorio, Dante fà il botanico, parte dal seme sparso a terra, dal vento e da tempeste, inumidito dall'acqua, attecchisce e germoglia, cresce come i funghi, erba verde agli animali, a volte dannosa ad agricoltura, piante erbacee infestanti, per Dante exemplum paragone, per personaggio o situazione, come Giunco Gramigna e Loglio, inaspettato beneficio. Spelta grano e Verbena, pianta erbacea a fusto rigido, cita Pier delle Vigne, a spiegar metamorfosi in alberi, di anime dei suicidi. Anima separa dal corpo, è inviata da Minosse, nel settimo cerchio poi germoglia, somigliando a erba indistinta, poi si muta in cespuglio, infine in pianta da bosco, tre stadi vegetativi. Festuca erba da pascolo, quan si tramuta in secco stelo, offre paragone coi dannati, congelati in ghiaccio Cocito. Loglio Lolium temulentum, erba tossica paragonata, ai frati allontanati, dalla regola francescana, ma distinto da Lolium perenne, che è cibo per uccelli. Dante paragona Gramigna, a umiltà di Fabbro Lambertazzi, e Bernardin di Fosco, giunti alte cariche politiche, preservarono umanità, Gramigna pure infestante, ricopre il carro della Chiesa. Trifoglio che contadino estirpa, paragona a falsa opinione, che nobiltà di nascita equivale, a nobiltà di animo, Beatrice paragona a Ortica, che aiuta poeta coscienza, della via traversa intrapresa. Canna e cannuccia di palude, Papiro Edera e Giunco, nel primo canto Purgatorio, vede in scena Catone, iniziazione catara, cinger fianchi col giunco, accostarsi all'acqua e lavarsi il volto, Dante aspirante perfetto, dei catari preparati, a cerimonia consolamentum. Catone assume la funzione, di consolato-maestro, invita Dante a pronunziar adesione, ripetendo parole dell'anziano: vengo a Dio va dunque, a voi e alla Chiesa, e al vostro santo ordine, a ricevere perdono, e misericordia miei peccati, che li lavi il viso, e ogni sudiciume quindi estingue. |Ovidio muta Cadmo e Aretusa, il primo in serpente e l'altro in fonte, lo fà poetando io non lo nvidio, ma fronte a fronte lui mai trasmuta, serpente può diventar Ladro, e ladro diventar Serpente, che a sua volta ritrasmuta. Cadmo usa quarta arma, contro il serpente azzurro, come serpente a sei piedi, controfigura Drago alchemico, rebis del due in uno, daimon tradito abbraccia il dannato, e come Giuda gli morde guance, poi con forza del suo fuoco, si fonde a lui in ibrido mostro, Rebis doma un drago alato, sempre vinto e ma mai ucciso, San Giorgio pur ferisce il drago, battuto e vinto mai ucciso, protende fauci pronte a ghermire, IO material istinto profondo, drago sorveglia il giardin tesori, ha occhi infuocati e non dorme, senza riposo né stanchezza, difende mele d'oro in Esperidi, dove Ercole incontra il Drago, che riconosce ogni iniziato, e scaccia ogni indegno al tesoro, mostrando il volto terrificante, guardian di Soglia, impedisce ad incauto, di bruciar tappe senza inizi, a cui fornisce giuste chiavi, a chiarir passato: se sta in terra terrorizza, se sta in cielo volatilizza, è sia farmaco e veleno, guastatore oppure saggio, combatter lui è contro egoismo, Drago domato mai ucciso, così da proseguir cammino; ciò che è vile è nobilitato, come il piombo elevato a oro, mistero del quaternario, unito al ternario, nei sette cieli pianeti, quattro elementi e tre sostanze, zolfo sale mercurio, natura inferiore unita a superiore. Dante cita Azoth opera aurea, di Basilio Valentino, pellegrino arriva da lontano, caricando ogni linguaggio, con archetipi del mondo, per lambirci alla speranza, lui si è fatto Mercurio, Adamo Ulisse e Cristo, si è fatto ermetico e alchimista, pitagorico e astronomo, per parlarci di Materia: i filosofi mi chiamano Mercurio, mio sposo è l'oro antico, son Drago ovunque in terra, padre madre giovan vecchio, forte gracile morto e risorto, visibile e invisibile, duro e molle scendo in terra, poi riascendo al cielo, grandissimo e piccolissimo, leggerissimo e pesantissimo, in me ordine è Natura, color numero e misura. Dante fattosi Mercurio, purezza alla dialettica, a incontrar sua Venere-Beatrice, dolcezza Filosofia, nell'Eden virginale, sotto il segno della Vergine, noi con lui scesi a terra, e poi saliti al cielo, con sembianze Cristo-Serpente, come dicono i peyotisti, il mercuriale caduceo, che ci insegue e spinge a Stelle, nel cammino sempre intriso, di compassione pietate, Dante riesca ad ammaliarvi, voi-noi che siamo Adamo, e siamo Ulisse costretto, da maggior forza a varcar limite, afflitti e confortati, da dote intelligenza, perché il sublime in vita vive. ETERNO DIVENIRE, in Alighieri Jung ed Hillmann, Anima eterna infinita, che soffre sua missione, incessante trasformazion, ri-creazione di sé, che da Spirito differisce, ETERNO ESSERE compagno. Anima piange e soffre, ride e ama con noi, si diverte e impara insieme, spera e dispera assieme a noi, a volte ci lascia soli, se ne va se la scartiamo, diviene un anima dannata, che ha abbandonato individuo, perché non alimentata, ma resta con noi pure dannata, perché eterna e in ogni cosa, ubiqua e ambigua esiste o meno, doppia natur come Dioscuri, curata e nutrita col suo cibo, anima si ciba di anima, cioè storie fiabe e narrazioni, di dannati purganti e beati, Dante Poema ed Agrobuti, Sapienza di Anima rispecchia, diventa Francesca o Farinata, Beatrice Ovidio oppur Virgilio, e ci trasformiamo in tale rito, lor continuano con noi, senza fine Anima eterna, va costruita ogni giorno, cucendo un pezzo di mantello, come rivela Cacciaguida, con lingua immagini o di sogno, amor per Alighieri, che di immagini ci nutre, dentro gli occhi di Beatrice, fino a farle dire, non sol miei occhi è paradiso, noi formiamo e siam formati, rispecchiati in umiltà, poichè accedere a un racconto, è viver trama salutare, Amore spinge verso il mondo, che in Umiltà rendiamo humus, canto 50 Marco Lombardo, vescovo cataro a Concorezzo, parla di anima e di amore, collegata al Polo Nord, Sigillo del Corpo, non desiderare donna d'altri: la colpa de la Invidia, trae forza e corde dallo amor, è molto dolorosa, cura con canti Amore. Cornice che punisce, il peccato di invidia, Guido conosce colpa, disio di roba di altri, Mosè decimo comandamento, ferita d'amor di anima, è ferita di orgoglio. Francesca custode dell'Inferno, donna uccisa per amor Invidia, AMOR non può aver possesso, sebbene noi lo trasformiamo, come fosse un conto in banca, a difender nostro orgoglio, poichè Eros ci spaventa; noi figli di Caino, che uccide il suo fratello, per INVIDIA D'AMORE, così Pietro prova un poco, quan Cristo è per Giovanni, sempre Invidia d'amor. Virgilio dice a Dante, comprendi parol di Guido, egli conosce il danno, del suo maggior peccato, non ti stupir se gente umana lo rimprovera, perché essa stessa possa, evitar provare quel dolore. Invidia spinge a sospirare, perché i vostri desideri, si concentrano sui beni, il cui possesso diminuisce, quanto più li si possiede, ma se l'amore di Empireo, torcesse in alto vostro disio, non vi sarebbe timor al petto, in quanto più numerosi in Cielo, son coloro che godon bene, tanto maggiore è posseduto, e più carità arde in quel luogo. Amor non sia oggetto, di scambio o di possesso, che si rischia di spartire, così bilancio resta in rosso, ma se ti specchi al Cielo, comprendi Amor valore in sé, più si alimenta e più aumenta, non spartito ma moltiplicato, come detta sua natura. Dante non comprende, come un ben distributo fà più ricchi, che se fosse goduto da pochi, Virgilio gli risponde, tu pensi ancor cose terrene, così ricavi tenebre da luce, ovver procedi a tentoni, ma tema d'anima e d'amore, lo infinito e ineffabil bene, tanto si dà quanto trova ardore, sicchè quan carità di ognun si estende, tanto più cresce in lui l'eterno bene, e quanta più gente lassù s'intende, tanto più bene vi è da amare, e tanto più si ama, l'amor riflette da uno all'altro, come la luce da uno specchio. E se la mia ragion non ti disfama, vedrai Beatrice pienamente, ti torrà questa e ogni altra brama, affrettati dunque a far spente, le altre cinque Piaghe, come hai già fatto con le prime due, che scompaion grazie al tuo pentimento. Dante è preso da visioni, vede Maria indulgente al figlio, scomparso perché si fermò, a parlar coi dottor del Tempio, ma con dolcezza lei lo accoglie, pur con rimprovero leggero, poi vede Pisistrato re, che si rifiuta uccider amico, che baciò in pubblico sua figlia, che faremo a chi ci vuol male, se condanniamo color che ci amano? poi vede Stefano che muore, lapidato da folla inferocita, vedevo lui chinarsi a terra, morente volge occhi al cielo, orando all'alto Sire, nonostante tanta guerra, che perdonasse suoi persecutori, con quell'aspetto che genera pietà. Quando mia anima tornò in sé, e percepì cose reali esterne, riconobbi aver avuto visioni, dal contenuto veritiero, il mio maestro mi vedeva, come un uomo che gradual si sveglia, che cosa hai che non ti reggi in piedi? e hai camminato mezza lega, con occhi velati e gambe impacciate, come chi è gravato dal vino o sonno? Le visioni in Purgatorio, causan estasi a Dante, da cui Virgilio lo scuote, per la prova che li attendeì, nel dominio dei Dioscuri, che inducon conoscenza, mansuetudine che oppone, al fumo d'ira vista prima. Mi vidi giunto altra Cornice, ancor rapito altra visione, vidi in un tempio molte persone, O dolce padre mio, ti dirò ciò che mi apparve, quando le gambe mi furon tolte, ma Virgilio rispose, se tu avessi cento maschere, vedrei comunque tuoi pensieri, ciò che vedesti è necessario, d'aprir lo core a l'acque di pace, che da eterna fonte son diffuse, io ti dimandai per darti forza al piede, così convien frugare i pigri, a camminar quan tornan vigili. Noi andavam per lo vespro, fissando gli occhi al sole basso, ed ecco a gradi farsi avanti, un fumo oscuro come notte, dal qual non puotesi scansarsi, ci tolse occhi e l'aere pura. Dante sosta poco tempo, nella cornice d'Invidiosi, con occhi cuciti a fil di ferro, poiché ho peccato lievemente, volgendoli ad invidia, la mia anima ora teme, la Cornice dei Superbi, il tormento carico macigno, già pesa su mie spalle; se abbiam ferite invidia, cerchiamo di saperlo, al fine alleggerirci, a salir sfera infinita, entriamo dentro tenebre, con questo peso sul cuore, e a tentoni procediamo, in aere sozzo coi Poeti. Marco Lombardo parla a Dante: chi sei tu che nostro fummo fendi, e di noi parli come se tu fossi ancor vivo? Dante si presenta, e inizia conversazione, su anima e libero arbitrio, e aumentan pesi sul cuore, lo mondo è diserto di virtude, e di malizia gravido e coverto, ma priego che m'addite la cagione, sì che la veggia e la mostri altrui, giacchè chi dice influenze astrali, altri comportamenti umani; frate lo mondo è cieco, e tu vieni ben da lui, Voi che vivete dite ogni cagione, vien dal cielo stelle, come se tutto movesse, secondo necessitate, se così fosse in voi fora distrutto, libero arbitrio e giustizia, che per ben reca letizia, e per male reca lutto. Male congiunge a umanità, ingravidandola altro Male, a molti animali si ammoglia, ciechi di anima e di occhi, lo cielo i vostri movimenti inizia, non dico tutti ma poniamo, che distinguiate il bene e male, lume v'è dato a bene e a malizia, e Liber Volere possedete, che se fatica a prime battaglie, con gli influssi ciel astrali, poi vince ogni cosa, purché venga ben nutrito. Voi liberi soggiacete, a maggior forza e miglior natura, che voi chiamate Dio, che crea vostro intelletto, che il cielo astrologia, non tiene in suo potere; però se mondo attual disvia, in voi è la cagione, io te ne darò dimostrazione. Marco astrologo afferma, la stella inclina ma non determina, marchia indole e modo d'essere, ma non genera anima intellettiva, che sol noi conquistiamo, combattendo dura lotta, contro il cielo influsso, e offrendo giusto nutrimento, a tale Forza Dio-Natura, rimarremmo sempre uguali, a ciò che siamo essenza, pur oscillanti da poggia ad orza. Libero arbitrio e libertà, sono due cose diverse, il primo ci fa scegliere, fra inabissamento o elevazione, la seconda si conquista, sol se si sceglie elevazione, si diventa fuoco naturalis, e non più si torna indietro. |Alighieri eletto priore, in campagna elettorale, gestita da imprenditori, che taglian fuori aristocrati, entra in Medici e Speziali, che ha simbolo corporativo, il caduceo mercuriale, due serpenti scendenti, dalle due ali della croce; conobbe Arte trasformazione, di erbe in rimedi alambicchi, suono secco del mestiere, la fatica delle mani, la linfa strade borgo, un maniscalco e un falegname, un rilegatore libri, un vasaio col suo tornio, donne chin sul tombolo, fan bozzetti ricami, gran Commedia della Vita, labirinto intelligenza, del villano e del pastore, che nel rigido febbraio, ha poco foraggio per sue bestie, quan brina in su la terra, sotto stelle dello Acquario, vede bianca sorella neve, si leva e guarda la campagna, a interrogare il clima, a mezzo intelligenza; dove il ponte era franato, s'improvvisa carpentiere, a trovare un buon percorso, lungo macerie del franato, nella salita Dante è spinto, anche da mani di Virgilio, e di spuntone in spuntone, arduo reggersi da soli, tra le dieci Malebolge, unico ponte franato, si cammina su macerie, dentro un nuovo Passaggio. Dante è arrivato all'Equatore, nulla è come prima, il corpo sale a intelligenza, senza fiato nei polmoni, quando fui arrivato in alto, non potevo seguir oltre, mi sedetti e lui mi disse, convien che tu proceda, se vuoi avere fama, onde una voce uscì dal fosso, a formar parol sconnesse, io volto in giù vedevo scuro, allor chiedo al maestro, di raggiungere il margine, a guardar pozzo ripugnante, in cui son dannate anime ladri, vidi un groviglio di serpenti, tutte specie diverse, memoria e sangue ancor mi scipa, Libia non vanti con sua sabbia, anche se produce chelidri, iacule cencri e anfisibene, assieme Arabia ed Etiopia, non ebbe mai tanti pestiferi, tra questa cruda e triste copia, correan genti nude e spaventate, sanza sperar pertugio od Elitropia, pietra che rende invisibili, e cura morsi dei serpenti, avean man legate dietro con serpi, che insinuavan coda e capo, e si annodavano sul ventre: un serpente si avventò, contro un dannato presso noi, e lo morse sulla nuca, dove collo a spalle annoda, quello si accese e bruciò, e diventò cenere a terra, poi cener si raccolse, e tornò alle sue sembianze, come Fenice mor rinasce, dopo cinque secoli di vita, e non mangia semi o erba, ma sol lacrima Incenso e Cardamomo, in suo ultimo nido fatto, di foglie nardo e Mirra, in cima a tremula Palma, come un che cade sen saper causa, per forza di demon che a terra tira, od ostruzione di un meridiano, e quando rialza intorno mira, tutto smarrito in grande angoscia, ch'elli ha sofferta guarda e sospira, tal peccator levato poscia, Oh potenza divina severa! assesti cotai colpi per vendetta! Ovidio arriva in commedia, e porta metamorfosi prodigio, il serpe col morso velenoso, brucia e fà cenere il dannato, che da ceneri rialza, dolorante e intontito, senza aver capito l'accaduto: qui il Drago mercuriale, o Serpente Basilisco, realizza mutazion materia, pria che sia putrefatta, infuocata e incenerita, Fenice è il traguardo, la rinascita dell'uomo, fuoco creatore in alchimia, dissolve tenebre di morte, da natura uman che opprime. Tutti tal ladri irredenti, miman Resurrezione, senza saper mai nulla, opposto al mistero Croce, vendetta perfida e sarcastica, diviene eterna condanna, un dannato morto e risorto, è Vanni Fucci pistoiese: lo duca il domandò chi ello era, ei rispuose io piovvi da Toscana, in questa fossa crudele, volli vita bestial non umana, come il bastardo che fui, son Vanni Fucci detto bestia, e Pistoia mi fu degna tana, Dante lo conobbe in vita, e gli chiese il suo peccato, mi duol più che tu m'hai colto, ne la miseria in cui mi vedi, che de altra vita fui tolto, io non nego quel che chiedi, in giù son messo perchè fui ladro, alla sagrestia arredi sacri, e diedi colpa ad altri, ma ora ascolta mio annunzio: Pistoia in pria guelfi Neri esilia, poi Fiorenza rinnova gente e modi, a liberarsi dei Bianchi, Marte attirerà da Val di Magra, oggi detta Lunigiana, un vapor igneo fulmine, cioè Moroello Malaspina, che sarà avvolto a nere nubi, e con tempesta impetuosa e agra, sovra Campo Picen fia combattuto, nel territorio pistoiese, repente spezzerà ogni guelfo bianco, te lo dico a che doler ti debbia! Ladro di cose sacre, e di libertà innocenti, che fan galera al suo posto, fà un amara confessione, con briciolo dignità, cosciente di sua colpa, si vergogna di esser visto, all'inferno da un vivo, ma rivincita si prende, rivelando fin dei guelfi bianchi, per il piacere di ferire, usando intelligenza, nei modi a fare inganno, ecco i truffator mercati, schiavi al poter danaro, tra i peggior dannati, più di omicidi e traditori, sono i pubblici ladroni, che derubano le genti, vanno in questa Bolgia, che ha rotto i ponti mondo, il più grave dei delitti, aver tradito intelligenza, come strumento CONOSCENZA, donata agli umani, con mediazione del Serpente, tenuto a bada da Maria. Siamo al canto 25, dove dolore Intelligenza, è di esser abbandonata, alla totale incoscienza, della sua potenza, i ladri muoiono e risorgono, nello stato inebetiti, Serpenti identici ai Centauri, son Maestri traditi, e dai Ladri trascinati a inferno, forman loro dannazione, lasciano intatta intelligenza, tranne capire il perché, son condannati a morire, e a risorgere al dolore; il ladro a fin discorso, le mani alzò con foglie fiche, grida a Dio canto 75, dove sta la Croce Cristo, sul diametro equatoriale, da indi a ora mi son serpi amiche, perche una gli s'avvolse al collo, come a dir non vò che dici altro! e un altra legò attorno sue braccia, bloccando ogni movimento. Dante esprime amicizia, per entità dette malvage, amicizia da indi a sempre, come rispetto che provò per Nesso, maestro Centauro che elevò, suo corpo a intelligenza. Vanni Fucci fugge via, poi vidi un centauro pien di rabbia, che dicea dov'è quell'empio? la Maremma ha meno bisce, di quel che lui avea sulla groppa, là dove inizia aspetto umano, sovra sue spalle e dietro coppa, con ali aperte giace un draco, che infiamma chiunque intoppa; Virgilio disse questi è Caco, che sotto rupe di Aventino, di sangue fece spesso lago, non va coi suoi fratel centauri, per furto che frodolente fece, del grande armento a lui vicino, onde cessaron sue opere biece, sotto la mazza di Ercule, che forse gli diede colpi cento, e lui morì avanti al diece. Alighieri presenta Caco, coperto in spire fuoco e serpi, Drago alchemico filosofico, che brucia chiunque incontri, Ercole lo uccide, perchè ha rubato mandrie, nel parco di Bomarzo, dimora di Vicino Orsini, lo squarta spalancando cosce, e i capelli sparsi a fiamme. Ercole è iniziando, in sue dodici fatiche, uomo trasmutato in Cristo, che fa eco al canto 100, Ercole è altra Fenice, ha vinto il fuoco col fuoco, alla fine sua oper vita, è bruciato dai veleni, della camicia di Nesso, innalza pira e accende fuoco, dove si auto-immola vivo, così viene assunto a Olimpo, figura mistica eleusina, risorge dal suo sepolcro, doppia Xristos Cronologia. Canto 25 è dedicato, a cercatori e pionieri, a Intelligenza di Materia, vital scintilla del Creatore, vibrata a materia inerte. Alighieri scava in essa, mentre Virgilio parlava, è Caco se nè andato, tre spiriti venner sotto noi, dei qual nessuno se ne accorse, finchè gridaron chi siete voi? allor smettemmo di parlare, io non li conoscea, mentre uno nomina un altro, Cianfa dove è rimasto? io dissi al duca ascolta attento, apri gli occhi caro lettore, ciò che dirò non ti stupisca, io stesso credo a stento quel che vidi; mentre li guardavo attentamente, un serpente con sei piè aggredì un dannato, con piè di mezzo avvinse sua pancia, e con li anterior prese le braccia, poi addentò una e l'altra guancia, li diretani a le cosce distese, e miseli la coda tra mbedue, e dietro per le ren sù la ritese, Edera Ellera mai si abbarbica così tanto, come fece la orribil fiera, avviticchiato a membra del dannato, poi s'appiccaron come calda cera, a mischiar loro colore, così che nessun dei due, parea quel che era, come una carta che brucia, di color bruno tra nero e bianco, li altri due guardavan gridando, ahimè Agnello come ti muti! vedi che non sei più né due né uno, e le due teste diventan una, e ci apparver due figure miste, in una faccia fuse insieme, e le quattro membra si fan due braccia, cosce gambe ventre e petto, divenner membra fuor mai viste, ivi ogni aspetto ora è casso, due e nessun imago perversa, e tal sen giò con lento passo. Il ladro si taglia fuori, da un percorso di Salvezza, via diritta e di libertà, Serpente daimon tradito, continua a fondere il dannato, in seconda metamorfosi, dopo cenere fenice. Anima serpe divenuta, fugge in bolgia sufflando, l'altro dietro gli parla e sputa, poi volse spalle appen formate, e disse all'altro io vò che corra, carpone a terra come io feci, perché il Serpente è Intelligenza, che arroga a sé la Conoscenza, e non tollera che quella, sia prestata per ladrocinio, inabissamento alla Materia, se non considerata sacra, viene intesa maledetta, un ponte rotto che ha separato, Uomo da Dio nel paradiso, quan scelse strada Conoscenza, ascoltando solo suo Serpente. Così vidi in settima bolgia/zavorra, ladri mutar e trasmutare, coi miei occhi assai confusi, e il mio animo smagato, quei non potea fuggir nascosti, ch'io scorgessi Puccio Sciancato, il solo a non essersi trasformato, in quanto reintegrato. Dante alla Porta |PURGATORIO, mimetizzata da un solco, una ferita della roccia, ci appressammo tre gradini sotto, bianco marmo pulito e terso, ch'io mi specchiai in esso, come un Cristallo di rocca, il secondo è tinto più peperino, riarso dal sole come diaspro, lo terzo di sopra ammassiccia, porfido fiammeggiante, come sangue fuor vena spiccia, sovra questo tenea le piante, l'angelo di Dio, sedendo in su la soglia, mi sembiava pietra diamante. Ora il rito delle due chiavi, divoto mi gittai a santi piedi, misericordia chiesi che mi aprisse, ma tre volte al petto pria mi diedi, Sette P su fronte mi descrisse, col punton de la sua spada, e Fa che lavi quan sei dentro, queste piaghe disse l'angelo, che ha vestito color Cenere, o terra seccata al sole, sotto mantella trasse due chiavi, una d'oro e l'altra argento; pria osò la bianca e poi la gialla, facendo me contento, disse Ogni qual volta una di queste, fallisce a girare in toppa, non s'apre questa porta, quella d'oro è più preziosa, ma l'altra chiede molto ingegno, e arte per aprire, perché quella scioglie il nodo, le ho ricevute da san Pietro, che dissemi ch'è meglio, errare ad aprir porta, piuttosto che tener serrata, purchè la gente ai piè si atterri, ovver sia penitente. Con umiltà ho inginocchiato, chiedendo misericordia, e colpendo il cuore ho svelato, il dolor che lo abitava, entrate per quel che siete, umili e sofferenti, se desiderate una risposta, siate coscienti vostre piaghe, se ne avete volontà, saran chiuse vostre ferite, spariranno mai esistite, il mio vestito del Poema, è color cenere o terra scavata, e comunque la giriate, è sempre uguale a se stessa, accontentatevi di narrazione, ma se scavate trovate altro. Sotto la veste son due chiavi, prima usate quel d'argento, poi quella di oro, se si muovon bene entrambe, la porta si aprirà. Chiave dorata è più preziosa, ma a quella argento serve arte, intelligenza che solleva, il velame de li versi strani, sono un dono di san Pietro, apostolo su cui sta tal poema, pietra di Pace e Conoscenza; se vi presentate in umiltà, anche a costo di sbagliare, SEMPRE aperta sarà porta, del Poema tra le righe, le mie parole col vostro argento, ciop intelletto di mercurio, rispecchierete vostra vita, col vostro oro-spirito-zolfo, e qualcosa sempre troverete, in sincronia al 93, XXVI del Paradiso, canto delle 4 Aquile, dàimon di quel territorio, conversan Dante con Giovanni, di amore e di scrittura, di occhi e santa Lucia, cui Dante fu assai devoto, per guarigione di cataratta, Poeta resta accecato, dalla luce di Giovanni, non può vedere la Beatrice, Giovanni insiste a far dialogo, rimanendo cieco come Omero, o Edipo accecato in Yorosolima, con la pena di cecità, che pur applica Andronico, guardarti dentro per cercare, risposta al quesito Carità, Testamento Spirituale, di Dante il pellegrino: dove s'appunta anima tua? al suo piacere tosto e tardo, mi legge Amore lieve o forte, Chi drizzò arco al tuo bersaglio? Cotale amor che in me fà impronta, quanto più bontade in me comprende, ciò in cui si fonda questa prova; Di tutte sustanze sempiterne, ti farò vedere ogni valore, di qua là giù sovra ogni legge, oltre ogni limite e divieto, Senti altre corde tirarti a lui? ciò che spera ogni fedele, che poi è amore e sempre amore, Lettor vedrai le cose eterne, in cielo e terra e oltre le leggi, regolamenti e catechismi, tremanti avanti allo Infinito, io Dante avrei ancor trasvolato, altre terre lingue e nazioni, usate tutte a urlare a te, che se non bevi l'Assoluto, come puoi dir che vali qualcosa? che dannazione e Inferno, smarrimento e terrore, perdersi e arrancare, cercare e sbagliare, sperare e disperare, ogni cosa è oro all'anima, diamante a sua fatica, quarzi per sue lacrime, diademi al suo piacere, che poi è amore solto amore, sempre amore in tutte corde, la corda speranza a ogni fedele, della mia stessa fede, intrecciata a corda conoscenza, che si acquisisce vivendo, cercando e creando: conoscenza viva del Poema, si fonda in Verità di Amore, unico oggetto di speranza, che capovolge ogni canto, valor semantico in Commedia. Le porte aperte al 43, dove Dante sogna, seguono al 93, dove Dante non vede, fanno scattare chiave d'oro, insegna accedere al divino, perché il divino è ciascun noi, per legge Amore e di Umiltà, spinta benefica fà uscire, fuori da noi estasi è, ci fa muover verso il Mondo, e verso Ordine del Cosmo, Umiltà viene da humus, abilità a render fertile, aisthesis anima disio, realtà nostra che sappiamo, collettiva e individuale, spinta che percepiamo, quando avvolti dalle tenebre, del sogno o da cecità, sguardo alchemico profondo, rivela Via di Elevazione, in 4 vie sapienziali; sacra Dozzina ci rincorre, con 4 Triadi di valzer, Infinito ed Emanazione, Traguardo e Ricreazione, che religione cattolica, traduce in dogma Trinità, ipoteca accesa su Dante: 1 Eterno Padre, 2 il Figlio eterno mediatore, a mezzo di lui tutte le cose, sono state create, 3 lo Spirito Santo, eterno soffio vitale, 4 quattuor ancora una volta 3, Materia che via Spirito, mai cesserà di crearsi, a infinito ritmo del 3. TUTTO ritorna a UNO, visione esacatologica, come le triadi terzinate, dei canti di Dante, infinita catena creante, delle rime in armonia, e che torna sempre a uno; scesi a patti con Eternità, e con Libero Arbitrio, di sceglier farvi parte, di là di contingenze sorte, nessun cambia destino, ma la tua sola Libertà, è condividere eternità, accettare il mito fede, Cristo mediatore eterno, che esiste da sempre, oltre il tempo Storia, accetti allor comprendere, che abitiamo in casa eterna, con occhi a contemplarla, a ogni meridiano e parallelo, in diverse lingue e storie, Sacre Triadi di creazione, di caduta eternità, credere a una Fiaba, come narrata ai bambini, fà rendere alchimisti, in un percorso rovesciato, che raggiunge il punto zero, o punto del Mistero, bellezza è il giusto fine, della fatica umana. Secretum del Poema, rivel che noi possiamo attinger Anima, se possediamo un Corpo, e possiamo attingere allo Spirito, sol se possediamo Intelligenza, cioè esperienza di esistere, ci apre porta all'Infinito, in questo vivere mortificato, mal-trattato e dolorante, si esperisce il sublime, ecco enigma forte e folle, che solve Dante in selva oscura, smarrimento in infinite, deviazioni di nostre anime, ci insegna a fare il 51, rincorre in tenebre sua gioia, come sua unica salvezza, alla cieca inconsapevole, come sappiamo fare. Dante confessa aver distolto, gli occhi da Beatrice, dal suo dàimon personale, custode al suo destino, tradendo se stesso, la più grave deviazione, si perde in false lusinghe, della mondana felicità; se amor deviato a lui è peccato, che riguarda tutti noi, Purgatorio Inferno e Vivi, nel can-can di alienazione, che vieta andar verso se stessi, e produce omologazione, impero alienante e avvilente, che omologa anche i vegetali, e li aliena da loro stessi. Ma nel coraggio singolo individuo, diverso e diversificato, si ripon vera salvezza, ciascun per se stesso preso, come conferma Dante, m'apparecchiavo a sostener guerra, di fatica e compassione, narrata ora senza errori, da anima intellettiva, dalla mente che non erra. se sfera bolla di sapone, è il massimo energia, anche Poema si fà sferico, raggiunge il massimo potenziale, fatelo muovere a universo, come rota igualmente mossa, forse perde i punti cardinali, dalla proiezione piana, ma non perderà mai, sacra coniunctio anima-corpo, come fosser sola cosa, in doppio pinnacolo gotico, simmetrico e compatto, solitario nel molteplice, affogando nostre forze, indebolendo muscoli e ossa, corroborando la visione, di anima intelletto, e percepiamo noi stessi, dal fuoco veniamo e lui torniamo, il raggio angelico ci scova, dentro cieca oscurità, sotto Arco di Fuoco, e nella luce di Empireo, si annida tenebra di selva. IO SOL UNO in corpo immortale, ho contemplato da immortale, la eterna divinità, IO SOL UNO in corpo mortale, sono stato restituito, a terrestrità infernale, fai muover questa sfera, e troverete il moto perenne, si muove 8 rovesciato, infinita schiera di esistenze, in due mappe tolemaiche, 100 e 1 fan caduta, da empireo adamantino, fino al piombo saturnino, che ci consegna a selva oscura, dove triforme amor quaggiù si piange, nel canto 51, blocca i passi di Dante, incarnandosi in tre belve, del canto numer 1. Amor deviato arreca dolore, a noi al mondo e agli altri, Amor deviato ci distrugge, quando invidiamo il mondo, è paradosso della Lince. Amor deviato pur ci annienta, quando disprezziamo il mondo, paradosso del Leone. Amor deviato ci massacra, quando amiamo massacro di altri, è paradosso della |Lupa; ragioniam sulla realtà, in anagogico esempio, alcolizzati o mercenari, che distruggono ogni cosa, branchi Centauri incatenati, ancor ai loro zoccoli, prede dei tre amor deviati, e allora capirete, esistenza è problem d'Amore, nella sera del 51, cioè fatica compiuta, nel risultato raggiunto, risuon con alba dell'1, che è inizio del viaggio, e della fatica da compiere: se canto di usignolo, stride con l'urlo disperato, di chi chiede pietà, miserere di me! e già sol tal risonanza, fà capir |ELEVAZIONE, a contemplare la potenza, della TRASFORMAZIONE, senza tener strozzato, in gozzo un urlo di pietà, così mai viver cominciar! altri invece disinnescan gole, perché quell'urlo non esca, non mutando in usignolo, cacciati fuori con violenza, da un mondo antico-sapienziale, dove Dante visse, a unire il suo interiore: molti nevrotici infelici, cercan successo senza volerlo, reputazione o matrimonio, confini in stretto orizzonte, svuotan lor vita di contenuti, ma se riescono acquistare, una più ampia personalità, loro nevrosi assai scompare, cerca risposte alla tua vita, adeguate e non di altri, ascolta i miti di ogni tempo, e i sogni mondo interiore, per agganciar mondo ancestrale, e sperimentar natura vera, che ben si accorda con se stessi, uomo cominci a guardar se stesso, le sue radici soggettive, a rinnovar spirito eterno, allor seguirà la società, che è somma di uno in trino segno, unicità di ogni destino, dice Alighieri è il sol che conta, giorno che nasci oppure muori, m'apparecchio a sostener guerra, sì del cammino e della pietate, ritrarrà la mente che non erra. Corde d'arpa orchestrate, da Maria Castronuovo, e han vibrato insieme al cuore, e mi considero felice, tutto arriva da lontano, per essere scritto nuovamente, stiam volando Sole e Saturno, stiam vivendo gran risveglio, Alighieri esorta te, alzar gli occhi e guardar stelle! Terza Triade 49-50-51, appare Angelo Misericordia, perpendicolare al miserere, gridato in primo canto, primo passo alla salvezza, chieder pietà a noi e gli altri, fantasmi storici compresi, primo esempio irradiazione, unite ora i due punti, con linea perpendicolare, pizzica in arpa essa irradia, vibrazione Misericordia. Tutte linee del disegno, funzionan come corde arpa, mistero dell'amore, di come aumenti intorno a noi, rispetto amor che provi, Marco Lombardo nel 50, ci racconta che anima dovrà, lottar duo con il cielo, a scoprir meglio di sé, e Virgilio al 51, continuerà parlar di amore, insegna che spiriti Purgatorio, stan pagando lor espiazione, perché lor anima accolse, una forma deviata di amore, che pur sempre amore è, Terzo Sigillo appare anima, territorio di amore; triade 74-75-76, regna Mistero Redenzione, crocefissione del Cristo, e distruzion Gerusalemme, Beatrice cita imperfezione, di anima in 4 elementi, l'uomo invece ha dono eterno, da parte del Creatore, entra ciel Venere in 75, Dante incontra Carlo Martello, parla del Daimon che rappresenta, eternità di tale dono, poi nel canto 76, incontran due beati amanti, una prostituta e un inquisitore, massacratore di albigesi, altro nome per catari; furon salvati poichè, si affidarono a tal dono, Quarto Sigillo appare Spirito, dono immobile e quieto, dentro un eterno ESSERE, il territorio di Dio, mentre l'Anima eterna, vive un eterno DIVENIRE. libro_quintachiave_giorgio-dante.m4a
lume166-Labirinto è una struttura, psichica da abitare, una forma dell'ascolto, come coclea di orecchio interno, qui la psiche si organizza, come un sistema di soglie, che crea immagini ricorrenti, per attraversare intensità, e regolare un tuo contatto. Il primo livello è mezzi trasporto, (auto camion e corriera), strumenti controllo e orientamento, modi d'Io mentali e direzionali, spesso nei sogni questi mezzi, non arrivan mai a destinazione, si bloccano o ribaltano, trovano ostacoli o deviazioni. Segue una fase intermedia: mare spiaggia e onde anomale, qui emerge inconscio come forza, più ampia d'Io controllo, ciò che umano ha costruito, ma è continuamente minacciato, da ciò che è antico e impersonale. Segue poi fase spostamento: il corpo sostituisce i mezzi, il moto diventa cammino, salita piano a carponi, fino a immagine vertigine, di attraversare stati intensi. Sognare il labirinto-coclea, concentra il viaggio interno ascolto, l'orecchio simbolo di soglia: ricezione e vulnerabilità, punto passaggio tra i mondi, psichici e fatati. Sogni e immagini ricorrenti, ponte o salita e labirinto, orecchio oppure onde del mare, descrivono tutte stessa cosa: traversar soglie senza perdersi. In parallelo emergono in corpo, reazioni intense affettive, commozione e regressione, sensazion di indegnità, attivazioni corpo istintive, tra i sistemi di attaccamento, allarme e vitalità; quan qualcosa di buono arriva, può diventare troppo intenso, per esser contenuto, allora sistema nervoso, crea risposta in sequenza: contatto poi apertura, poi vulnerabilità e indegnità, infine una chiusura, in cui il corpo sa trovare, strategie a rallentare, abbassarsi andar carponi, per mantener regolazione. Sia lavoro esperienziale, restare a lungo in sensazione, senza fuggire in spiegazione, aumenta la soglia di tolleranza, a intensità dell'esperienza, ti sia d'aiuto un analista, che faccia da contenitore.

178:lume178-Il giovane Sebastiano, sentiva nel cuore una domanda, e per trovare la risposta, iniziò un lungo viaggio, attraversando paesi e città, deserti, templi e biblioteche, incontrando maestri, di tradizioni diverse: ognuno gli offriva un frammento, del puzzle che cercava: Davide gli insegnò che un vero re, governa prima sé stesso, affronta il tradimento senza perdere la giustizia, e trasforma il dolore in un canto di fiducia. Andronico gli mostrò che il bene comune richiede coraggio, e che la rettitudine vale più del favore dei potenti, poichè quando-Dio-non-vuole, i-santi-non-possono. Ermete Trismegisto gli rivelò che ogni essere umano, custodisce una scintilla del Nous divino. Come l'alchimista trasforma il piombo in oro, così l'uomo può trasformare le proprie prove in sapienza. Ciò che è in alto è come ciò che è in basso, disse Ermete, perché il cuore dell'uomo riflette l'armonia del cosmo. Proseguendo il cammino, Sebastiano scoprì che i popoli raccontavano la stessa storia con nomi differenti: Cristo, Osiride, Orfeo, Kolyada e molti altri, cambiavano i simboli, ma il messaggio rimaneva lo stesso: chi attraversa la morte dell'ego artificioso, ritrova una vita più luminosa. Un giorno giunse in un luogo, dove gli uomini non guarivano soltanto con le erbe, ma imparavano a respirare insieme, a sostenersi e a nutrire speranza. Il maestro Pang Ming chiamava questo spazio 'campo del Qi': quando molte persone orientano il cuore verso la guarigione, ciascuno sostiene il cammino dell'altro, e la forza della comunità diventa parte della cura. Allora Sebastiano comprese, che il viaggio non era mai stato solo suo.; ogni incontro, ogni simbolo e ogni maestro era uno specchio. Come scrive Borges, i simboli non dimostrano, aprono possibilità, essi invitano il viandante a completare da sé il significato del cammino. Così Sebastiano attraversò il proprio inferno, alleggerì ciò che lo tratteneva, e salì il monte della conoscenza fino a incontrare Sophia, la Sapienza silenziosa; non trovò un trono né un segreto nascosto, ma una presenza che abitava da sempre il suo cuore. Da quel giorno comprese che tutte le tradizioni autentiche, sono sentieri che conducono alla stessa sorgente. La conoscenza diventa vera, solo quando trasforma il carattere, la giustizia diventa reale solo quando si accompagna alla compassione, e la guarigione nasce, quando l'essere umano ricorda di appartenere a qualcosa di più grande di sé. Per questo i maestri continuano a raccontare storie: non per dire al viandante quale strada seguire, ma perché, riconoscendo sé stesso nei simboli, possa finalmente trovare la propria.| Davide è Re Cristo, e combatte corruzione, scrive inni del |SALTERIO, che narrano sua vita, diario libro Salmi, in poetica fattura. Salmo 88 dice: Samuele unge i re, ma i servi del Signore, insultarono il re, Davide è diffamato, da sudditi tradito, lotta col nemico, stanco e scoraggiato, ringrazia suo Dio, aiuto alla lotta, e fede in vittoria. Salmo 17, è governo secolare, in versi e quartine, inni bulgari amati, mentre Salmo 99, incorona re David, grida gioia al mondo, ai figli dell'uomo, ma è salmo più buio, dolore e reclusione, prima di esecuzione, la fame e la morte, separazione pena, di abiti e corte. Salmo 101, Ascolta mia preghiera! a Te viene mio grido, volgi a nuova era, mie ossa e mio cuore, Isacco mi flagella, mi prende vesti e trono, è dura la battaglia, lascio arco di rame, nel cuore mi ritiro. Dice salmo 17, ti amo Signor, forza e rifugio, ci salvi dai nemici, nostro corno suona, annunzia cherubino, ruggito del cielo, colpisci o proteggi, giustizia ora vedo, ho la tua ricompensa, purezza mani cuore, vedo tua clemenza. Narrano i vangeli, miracol pani e pesci, Andronico astiene, da eccessi alimentari, sobrio alle feste, mal stomaco previene, la sera mangia poco, duran convalescenze, digiuna o tazza vino, diluito al tramonto. Quando va al tempio, siede e ascolta genti, è giudice regnante, corte di giustizia, punisce corruzione, mafie e indulgenze, in tempio-tribunale. Detta nuove regole, ai venditor colombe, cambiavalute detti, combatte i complotti, ma ottiene nemici, che lo chiamano gigante, ciclope occhio accecato, avan crocifissione. |Andronico arresta, oppressione di tasse, punisce ministri, che uccidon commerci, contrasta illegal dazi, Libro Salmi testimonia, il Giudizio finale, rinascita commerci, incarichi assegna, con buoni stipendi, a governator locali, ma lotta corruzione, salmo 13 Davide, quan visita provincie, molti ministri sono, insonni e spaventati, se accettano mazzette, acceca disobbedienti, pur nobili coinvolti, parenti suoi di sangue, senza compassione, fà legge anticorrotti, processa pur lo zio, Isakio usurpatore, Macroduca e Dukas, capi suo partito, subiscon legge dura, ma crescono i nemici. Giustizia possente, su affetti personali, soffre loro morte, esempi lui pretende, navi-merci naufragate, fermino saccheggi, governatori ladri, impicca sul molo, aiutare marinai, diviene legge prima, benessere di Stato. Salterio produce, inni musicali, con arpa muta note, arco eco nostalgie, 150 salmi, parlan di vulcani, di tempestoso mare, e battaglie navali, sul Bosforo porto, incrocio di rotte. Salterio su pareti, in papiri geroglifi, libro morti egizi, narra migrazioni, annuale ad Iperborei. Inario ripetuto, al ritmo passi danza, con devozione cuore, due volte canto s'alza, fin secolo 600, slavo greco e pope, Signore mio rapsode. Salterio poi mutato, da riforme di potere, culto indebolito, da Nikon patriarca, parole son distorte, riflesse in mito Orfeo, che perde la sua donna, nel morso di taranta, purga suo dolore, in veglia di visione. Fomenko cerca rima, tra biografie di Cristo, elenca doppioni, Mida scizio egizio, custode grifon d'oro, imperatore giallo, Leon di Yuda egizio, Kolyada Xristo Klau. Alessio Comneno, astrologi aiuta, con templi sapienza, soldi e onor dispensa, nasce Almagesto, catalogo stellare, poi in libro Alessiade, Anna Comnena scrive: nel regno di mio padre, Alessio Comneno, avvenne invenzione, osservazion del cielo, oroscopi precisi, di alessandrini medi, riportan posizioni, di stelle in vari eventi, nasce il calendario, ovvero il Kalavdai. Sui muri del Cremlino, resiste leggenda, di |Kolyada Cristo, i cui canti son vietati, in tutte le città, di ex Tartaria regno, da decreti del 600, di Romanov clan. Libri Kolyadniki, almanacchi e bibbie, scritti da Esdra, a predire raccolti. Kolyada scese a terra, da vergine nacque, presso un torrente, già insegna alla gente, ma dentro Bisanzio, evita entrare, vi regna nero Toro, che vuole suo trono, sua Madre lo ripara, nel tartaro luogo, qui Horus fa riposo. Santa Cruz Klaus, tradotto in Nikolai, porta doni ai bimbi, Kolyada Xristo Klau, uno dei suoi nomi, Nika Nicea leone, Nikola kolia, rievoca suo nome, in Natale canzone, di bulgari e pomaci, che coltivano mele, e canti di Kolyada. Re magi sui cavalli, cercano il re, aiutati da stella, fin grotta Madre, aprono il petto, fan regali al bimbo, vanno a palazzo, del re basilisco, annunciano nascita, del giovane erede, Re nero si arrabbia, e ordina strage. Manuel Comneno, re nero pelle scura, ha capelli biondi, e i venezian beffardi, lo prendon in giro, negro imperatore, recitan nel circo, Manuele doppiato, a Erode e Nerone, erotico riflesso, in Tiberio Enrico III. Andronico Cristo, esilio pellegrino, erede al trono, porfirogenito nato, da Erode braccato, fugge via da Crono, che vuole ingoiarlo, strage innocenti, sua madre lo nasconde, in grotta con 2 ninfe, capaci a far Kefir, con latte di Capra, Amaltea chiamata, ora capra di Natale, Capricorno in cielo, ricorda allattamento, del bimbo regale. Guardato da Koureti, Crono scopre trucco, inizia persecuzio, si maschera Iesù, rifugia in paese orsi, in versione dei Vangeli: Cristo nato in grotta, nutrito da animali, rifugia nella Rus, di Vladimir e Sudzal, con suo piccolo esercito, fedeli koureti. Re vecchio malato, infine si pente, richiama Maria, torna con tuo figlio, incorona dinastia, giovan re ritorna, accolto dalla folla, nei canti di Kolyada. Cristo è incoronato, su rive del mar Nero, detto acqua Giordano, da Yuda-samovily, da angeli esecutivi, di patriarca slavi. Andronico adulto, concilia con Manuele, poi ascende al trono, legittimo erede, invitato a Czar-grad, capo Angelo mandato, ingaggia battaglia, in fortezza di Charax. Angelo sconfitto, ritorna a Czar-grad, banchieri rivoglion, soldi a lui prestati, x spese militari, ma Angelo su nave, passa con Andronico, e comando riceve: prepara mia strada, mio ingresso in citta, Matteo li descrive, come angeli fedeli, che aiutan suo conto, mentre angeli neri, al soldo Isacco Anglo, dopo usurpazione, lo fan morire a Pasqua. |Clemente alessandro, narra canto morte, Cristo Orfeo pastore, capelli lunghe trecce, Leone di Nicea, Bacco dio di Nisa, Adamo primo uomo, Buddha Krisna e Siva. Ucciso dai nemici, in guerra coi Titani, corpo fatto a pezzi, Isis lo raccoglie, ricompone bara, lo piangono le donne, in vela verso il Nilo: Osiride fu ucciso, da Tifone e Isacco, angel cospiratori, Iside ora vaga, cercando suo marito, sul mare lo trova, presso un Tamerice, rami avvolgon ossa, con bende di lino, pregne di olio mirra, la sindone ora voga, fiume in bara legno, verso terra egizia. Moglie piange corpo, del defunto re, giunge sulle rive, di egizio cimiter, Adone dio morente, risorge con sua voce, dall'albero pilastro, Lui le siede accanto. |Maddalena prega, Cristo versa sangue, su albero di Acacia, detto croce slava, avvolto nel panno, imbevuto di spezie, mistura di mirra, e olio di oliva. Vibra ora arpa, salterio di Orfeo, eterno verbo che, mondo va salvare, lamenti funerali, veglia della notte, sarcofago egizio, piombato da Seth, nemico di Cristo. Radice amara narra, Eva amor di Adamo, esce da inferno, al suono guarigione, in russe epopee, umani fuori Eden, violarono divieto, di guardare indietro. NIKA vincitore, è Xristos risorto, è Dioniso che viaggia, dal regno dei morti, scende e riscatta, nuovo cristiano mondo, Cristo rima Osiris, scettro pigna e foglie, siede a destra trono, con calice di vino, pane liuto e uovo. La madre di Andronico, pure detta |Olga, nacque a Galich, in Vladimir-suzdal, poi in Crimea si sposa, con sovrano Comneno, qui nasce suo figlio, vergine sen parto, poichè avrà cesareo, Efesto dottore, sutura suo taglio. Vergine parthenos, detta Atena Pallas, Theotoko partoriente, sta x taglia-e-cuci, colei che taglia e cuce, talmudica Pantera, è Portnoi la sarta, Yeshu fil Panthera. |Maria libera Novgorod, da truppe di Suzdal, la Rus' celebra impresa, dipinta in cattedrale. Maria dentro Yoros, sul Bosforo imperiale, alloggia presso Fener, monastero di Maria, or Moschea di Miriam, da li divise il regno, in più provincie Rus', educa i suoi figli, a riscuotere tributi, a mantenere orda, per ordine e cultura, elite di cavalieri, con etica struttura, anche nella corte, ministri soprannomi, Perun governa lampo, Volos gli armenti, Stribog tempeste clima, con etere energia. Andrea adolescente, fù esule ospitato, con Mari in terra alana, presso Vladi-mir, da un capo variago, re magio viaggiatore, che invia ambasciatori, per Maria devozione, coltiva nel solo cuore, etica religione. Andronico ora re, nella città di Yoros, riunisce le tribù, che viaggiano lontano, confedera province, che portan suo ricordo, Pan mitico sovrano, Cristo figlio umano. Pan dolce signore, con chiome abbondanti, hai dorso coperto, con manto di Lince, governi col lampo, da vette dei monti, sugli aspri sentieri, sassosi errabondi. Tu vaghi qua e là, boscaglie intricate, ora sei attratto, da acque immacolate, e corri attraverso, terre cui aleggi, siedi e contempli, da cima tue greggi: col tuo riso sonoro, risvegli tuo bosco, fai strage di fiere, se inizi una caccia, alla sera ritorni, suonando siringa, Musica serena, melodia che avvinghia. Tu reciti sul palco, da Thera preparato, lombrico e firmamento, sono la tua mano, danzi circolare, sei un re che viaggia, vesti mascherato, incanti chi ti parla; continui a recitare, negli anni e decenni, cuore fuoco arde, consuma estate inverni, sei satiro maschile, e ninfa femminile, apri 7 centri, e deponi tue poesie, con etere energie. Panthera di foreste, senza malvagità, susseguon pace e guerra, ma resta identità, con grazia o pavore, entri alla realtà, governi nostro mondo, in pace a prosperar. |Niceta Choniate, scrive Andronico regno, Festa del Sole, età di oro bizantina, veste di blu, presso i contadini, riflesso in Saturno, taglia le messi. Studia le scienze, teologia di famiglia, economia educazione, poi circonda trono, di onesti giuristi, li onora con doni, e incarichi primi. Crea ruoli a Corte, come nonno Alessio, Troni e Cherubini, Serafini in schiere, rango degli Angeli, guidati da Arcangeli, serafin guardie corpo, fiamma loro nome, portano ascia fascio, eseguono comandi, potere del lampo, armi e cannoni. Cherubini a guardia, con cani di Alani, vincono i leoni, son grandi lottatori, Dante li chiama, cerberi can pazzi, come leoni a trono, ruggiscono quando, qualcuno si avvicina. Leone primo emblema, di Vladimir città, capitale impero, dopo Yorosolima, nel Libro di Maria, amoreggiano i leoni, ai piedi di Gesù, si prostrano a umiltà, leoni di Giuda, ricordo di crociati, scrive De Clari: bocca del leone, maccanico artefatto, nei pressi del palazzo, giocattolo per gare, per dame e cavalieri. Riflesso in vangeli, è Cristo rovesciato, da corrotte guardie, di angel traditore, venne crocifisso, a equinozio autunno, oroscopi a ricordo, trovi in ogni rus, in oasi di Siwa, nel libico deserto, tra sali di ammonio, itifallico Min, dio auto-generato, a fianco di Maat, giudica ogni operato: una volta gli umani, cospiraron contro Ra, che occhio inviò, e leonessa Sekhmet, ma poi cambia idea, vuol salvarne un pò, fà ubriacar Leone, con rossa birra orzo: bella dea di ebbrezza, Iside onnisciente, magistra con parole, addormenta dio Ra, tra umani nasce guerra, Ra giudice morti, con sole e con luna, crea giorni e notti: dio Thot delegato, governa la notte, Ra nel mattino, respinge assalto forte, in alba riemerge, a oriente su barca, assieme a equipaggio, dio Apopis decapita. |ATUM è Khan-Ra, fenice psicopompa, rinasce come serpe, su acque primordiali, autocreata da sè, genera creazione, parte da se stesso, e crea situazione. Atum solo in acqua, in stato di inerzia, prese a masturbarsi, in acqua creativa, Tefnet fu creata, fù dea umidità, Shu nacque suo fiato, fu aria divinità. Atum stanco giacere, chiede 1 capanna, dove riposare, Num-acqua gli dice, bacia tua Tefnet, vivrà così tuo cuore, ella sia con te, e Shu tuo figlio amore; dopo bacio nacque, Iunu la collina, emersa da acque, mare primordiale, Shu ha piuma in testa, nome geroglifo, venerato leone, Tefnet leonessa glifo. Airone detto Bennu, è aspetto di Atum, porta luce e vita, al mondo quaggiù, roccia su cui posa, diven pietra benben, piramide feticcio, obelisco luce inter; grido di Bennu, dà inizio al tempo, prestabilito in cicli, in greco è fenice, Fenice con la mirra, fa e depone uovo, Cicogna che vola, e divien ragno in volo; nata Shu-Tefnet, Geb-terra e Nut-cielo, fanno 5 figli, in 5 giorni aggiunti, a calendario antico, giorni di fin anno, persi da dio Thot, dopo partita a dadi: nei giorni fuori anno, nacquero Osiris, Isis e Harori, Seth e Nefti occhio, Nefti fugge in Nubia, lontano da Atum-Ra, amazzone divenne, leonessa guardian. Ra sente mancanza, và Thot a chiamarla, la portano a inganno, ora in sua casa, occhio-Ra Onuris, significa colui, che ha ricondotto fiera, da lontana Nubia. Onuris ha consorte, Maat-mehit matema, dea-occhio di horo, strappato 1 dì da Set, guarito poi da Hathor, dea vacca dei fiumi, che morti conduce, a nuovi nascituri. Grifone Gips fulvis; avvoltoio di Tebe, protegge suoi piccoli, sotto sue ali, adorna le regine, Khepri tira il sole, amuleto talismano, scarabeo stercoraro, cuore dei defunti, fornisce istruzioni, su come comportarsi, a giudizio dei morti. |SETH è cinghiale, Orice deserto, un tempo Dio scorpione, di oasi protettore, 1 giorno suoi fedeli, entrarono a conflitto, con gli agricoltori, fedeli a Osiris vino. Orice in deserto, antilope aggraziata, associata a Seth, Asherat compagna, cede a culto Horo, a forma di un falcone, Dio rosso dei deserti, Horo subentra al trono, Leon ferito ad occhio, divenne sfinge Giza, e protegge orizzonte, a mezzo di enigma; falchi belle piume, in aria sospesi, si avventano su preda, Horo è pellegrino, con testa adorna a piume, è fanciullo falcone, Ra dei pastori, e Re di agricoltori, possiede gli artigli, e ha vista acuta, khenty-khem accolto, in altri luoghi giunge, miete raccolto; pupilla luminosa, di falco pellegrino, è Nandi toro nero, e dio-coccodrillo, dissipa malocchio, volto di Ra-horo, oracolo specchio, lungi-mirante luogo. |ISIDE madre grano, dea del Delta Nilo, stella cane Sirio, Dea dai molti nomi, Ape e vacca sacra, demetra astarte sakti, adorata a Bisanzio, e presso Yaroslavi; preserva culto marito, andronico-cristo, serbando seme-essenza, a concepire Horo, il figlio erede trono, alla città dei re, cura il suo baule, che contiene veste, di suo marito Osiri, depostovi da Seth, Isacco il concorrente, nei suoi lamenti lutto, narra mito grano, Re del sotterraneo, Osiris primo Adamo. Iside madre fugge, da Manuel Comneno, affronta + vicende, a proteggere Horo, e suo leone trono, Horo adulto poi, portato a tribunale, rivendica diritto, di eredità regale. Seth viene scalzato, piange si lamenta, Iside dispiacque, x suo fratello Seth, usa sua magia, a salvarlo dai verdetti, Horo furibondo, la mette nei conventi. |OSIRIS khentiamentu, anubis e busiris, Apis-dio dei bugni, tien abito attillato, pelle nera suolo, testa mummificata, Pan lo chiaman greci, Fauno i rusitali, Delfino è sua consorte, Busiris fallo eretto, contien spirito grano, per Iside regina; nel geroglifo segno, ha una pastorale, assieme a correggio, e corona di piume, insegne agricoltori, e nomadi pastori, incarna primo avo, dei khan faraoni; insegna agricoltura, e civitas urbana, Osiride viaggia, dal Nilo al mar Nero, assieme alla moglie, e sorella reggente, fondando città, di primo umano impero, in statuine argilla, sparge semi ai campi, per messi da sfalciare, poi primo cereale, avrà lamentazioni, di sacerdoti Adone, o Adonai signore, bambino di Afrodite, amante di Core, toro Apis di Menfi, sacro al dio Ptah, divenne Osiris-Re, nel mondo sotterran; braccia incrociate, corpo avvolto a bende, lui apre le vie, a morti e iniziandi, al mondo sotterraneo, sciacallo Anubis-lupo, animale del deserto: durante alluvioni, avviene processione, guida 1 sacerdote, con maschera sciacallo, colui che apre le strade, con magico suono, 3 giorni e 3 notti, lamentazioni in coro; compiangono Dio, prefiche donne, alla statua-feticcio, di Osiride defunto, Iside e Nefti, che han sepolto Cristo, dopo processo Seth, al tribunale olimpo; dopo finta battaglia, rituale tra fedeli, Osiris riappare, trionfale su barca, compie erezione, del suo pilastro-fallo, per la resurrezione, nel tempio di Alessandria. |Ermete Trismegisto fonda una scuola di sapienza sincretica, che unisce le tradizioni di Mosè e Zoroastro, incentrata sulla ricerca del Sé e sul rapporto tra l'uomo e il Divino. La sua filosofia si sviluppa attraverso una gnosi che eleva la coscienza umana e si manifesta come un incontro mistico con il Nous divino. Ermete è associato all'arte alchemica: dal dolore nasce la sapienza, e dal piombo si ottiene l'oro, simbolo di trasformazione spirituale. Il suo pensiero influenzò filosofi e teologi, dai Padri della Chiesa fino al Rinascimento, dove la sua filosofia venne tradotta in latino da Marsilio Ficino. Hermes è visto come un messaggero alato, portatore del Logos, Verbo Divino che illumina l'intelletto umano. Il Corpus Hermeticum, una raccolta dei suoi scritti, è un testo base per comprendere la visione esoterica della creazione e la relazione tra cielo e terra: nel ri-nascimento, l'interesse per l'ermetismo rinvigorì la pratica della magia, alchimia e astrologia. La Tavola Smeraldina, con il suo celebre motto "Ciò che è in basso è come ciò che è in alto", ne divenne il simbolo. La filosofia di Ermete fa sua la dottrina sufi della trasformazione dell'anima e unione con il divino, mistero che permea pensatori come Giordano Bruno e Pico della Mirandola, e si estese a società segrete e movimenti spirituali.# |ERMETE TRISMEGISTO, fonda la sua scuola, filosofico ermetismo, sincretica sapienza, di Mosè e Zoroastro, dal dolore esce sapienza, libera piombo e ottiene oro, incarna iniziazione, alla ricerca del Sé: lui insegna il rapporto, tra uomo e Nous divina, evento mistico incontro, tra umano e divino, a mezzo di una gnosi, eleva stato di coscienza, un processo sovra-razionale, per grazia trascendente, dal Dio del medio Oriente, e suona lira e arco, a veder la consunstanzia, Ermete si volge, da fisica e matematica, a contemplazione Dei, e in Duomo Siena e Barga, è ritratta la sua scuola, sul mosaico pavimento. Mercurio Trimegisto, contemporaneo di Mosè, anni dopo Cristo, gira Mediterraneo, su orme pellegrini, fenici egizi e ottomani, tra commerci grano e farro, olio oliva e vino, spezie balsami e profumi, nasce raccolta di suoi scritti, detta Corpus Hermeticum, filosofia perenne, sincretica saggezza, come la Tavola Smeraldo, esercizi sacri cristiani, di parola e scrittura. Lui messaggero alato, portatore del Logos, Verità disvelata, da ibis-babbuino, a mezzo radice santa, intermediaria cielo e terra, tra divino e umano mondo, psicopompo dei defunti. Libri influenzano filosofi, e i Padri della Chiesa, da Tertulliano a Lattanzio, Clemente Alessandrino e San Paolo, da Origene a Sant’Agostino, che lodavano ermetismo, contemporaneo di Mosè, nel romano bizantino. Ermete in due persone, vissute prima e dopo il diluvio, a cavallo di tre terre: megistou kai megistou, theou megalou Hermou, il grandissimo sapiente, che fonda scuola ad Herren, un centro sincretismo, |TEMPIO rinasce dalla pietra, che i costruttori hanno scartata, diventa pietra angolare, di alchimia interna dell'anima, lui Thoth nato da Maat, narra questa storia: un giorno Ermete riflette, sugli esseri e su Dio, suo pensiero allora eleva, sue tutte sensazioni, assopite come in sonno, per sazietà lussuria o stanchezza, gli apparve innazi grande psiche, che lo chiama per nome: son Pimandro psiche eterna, leggo cosa vuoi udire, raccogli dunque in tuo pensiero, tutto quel che vuoi sapere, io ti farò scuola, scrivi tutto ai discendenti, parola santa mi mostrava, terra e acqua mescolate, mosse da verbo spirituale, che si udiva tutta intorno. Pimandro mi chiese: capisci la visione? questa luce sono io, il tuo Dio intelligenza, che precede natura umida, uscita dalle tenebre, sono il Verbo luminoso, che emana da Intelligenza, figlio e figlia di Dio, Kore vergine luminosa, vedi e intendi il Verbo, che è parola di Dio, intelligenza unita a vita, la Vergine del Cosmo. |Kore Kosmou fu trascritta, dal discepolo Stobeo, che alla corte bizantina, narra il mito di creazione, e il destino delle anime, che madre Iside trasmise, a Horus figlio suo. Altri discepoli presenti, Thoth Ptah e Imhotep, Egitto felice al centro mondo, è mito giunto fin Firenze, durante il Rinascimento: Leonardo di Pistoia, fu il monaco incaricato, da Cosimo de Medici, di recarsi in Macedonia, a reperire manoscritti, copie di corpus hermeticum, dal bizantino Michele Psello, al fine di intarsiare, da Giovanni di Stefano, un mosaico marmoreo, nel pavimento Duomo Siena: avanti al portale centrale, Trismegisto è l'inizio, di conoscenza terrena, come Dante con Virgilio, con un libro simboleggia, Oriente ed Occidente, parole di creazion del mondo. Marsilio Ficino, della corte medicea, fonda poi l'Accademia, platonica fiorentina, finanziato a tradurre, in latino quelle opere, col nome di Poimandres, il simposio di Ermete, più di ogni altro filosofo. Ficino bene scrisse, che Ermete è primo anello, di una catena sapienziale, attraverso cui il verbo divino, giunse ai filosofi gregoriani, egizi e persiani, orientali in genere, da radici primi cristiani. Ermetismo nascimentale, svegliò interesse alla magia, alchimia e astrologia, influenzando prima e dopo, Pico della Mirandola, Giordano Bruno e Campanella, fin le società segrete, dei Dervisci e Rosacroce, massoneria e copte scuole: Sara moglie di Abramo, uscì dalla sua tenda, e la luce di una pietra, di smeraldo fermò suoi passi, detta Tavola Smeraldina, latina Tabula Smaragdina, ebbe incise le parole: è verissimo che, senza errore e menzogna, ciò che è in basso è come in alto, e ciò che è in alto è come in basso, poichè tutte le cose, son sempre state e venute, per mediazione dell'Uno, Sole è padre e Luna è madre, Eterno istante è una goccia, che concentra ogni universo, da esso emana Beatrice, raggio di luce dentro acqua, fonde e produce un fiume, da cui nasce cielo e terra; 12 tavole fissate insieme, con cerchi di oro, per resistere al tempo, la saggezza degli antichi: Io Thot atlantideo, Signore dei Misteri, detentore degli archivi, Re mago vivente, generazione dopo generazione, passo le Camere di Amenti, ho raccolto ai discendenti, la saggezza degli antichi, e l'ho posta dentro l'arca, portata in Alessandria, dagli arabi fenici, tris-megisto tre volte saggio, tre filosofie in una, in libro segreti di natura, son mistero cattedrali, del maestro Fulcanelli, che cerca dentro Giza, lapis anima alchimia. libro_asclepio_ermete-trismegisto.m4a
lume178-Si racconta che al centro del grande bosco, cresca un Albero immenso, le cui radici abbracciano la terra e le cui fronde sfiorano il cielo. Accanto al suo tronco sgorga l'Infopozzo, una sorgente che non disseta solo il corpo, ma risveglia memoria, immaginazione e sapienza. Un viandante giunse un giorno dal vecchio custode, e gli chiese quale fosse il segreto dell'Albero. In risposta, il custode raccolse una foglia e gliela pose tra le mani. Il viandante osservò le sue venature: sembravano fiumi, sentieri, costellazioni, animali, piante, città, volti, miti e strumenti. Più la contemplava, più comprendeva che quella piccola foglia custodiva l'immagine di tutto. Ogni foglia è un Lume, disse il custode, e ogni Lume racconta la storia di una pianta, di un animale, di una persona, di un luogo, di un mestiere, di un mito o di una scoperta, ma nessun Lume vive da solo: ciascuno riflette tutti gli altri, come una goccia d'acqua riflette il cielo. Se impari davvero a comprenderne uno, inizi a riconoscere il linguaggio di tutti gli altri. Il custode indicò allora le quattro grandi linfe dell'albero che salivano dalle radici: la Verde nutriva il corpo e la natura; la Gialla alimentava l'ingegno e l'arte del fare; la Blu apriva la coscienza all'armonia; la Rossa e Bianca facevano fiorire l'amore, la gratitudine e la comunità. Il viandante comprese che conoscere non significa accumulare informazioni, ma imparare a vedere le relazioni che uniscono ogni cosa. Da quel giorno tornò spesso all'Infopozzo, e ogni volta sceglieva una foglia diversa e scopriva nuove storie. Pian piano imparò, che anche ogni persona è un Lume, una piccola foglia capace di custodire il riflesso della foresta intera. E quando molte foglie condividono la loro luce, il bosco diventa un'unica memoria vivente. Il viandante comprese che, conoscere non significa possedere il mondo, ma riconoscere che il mondo è già racchiuso, in piccola parte, dentro ogni essere vivente, poichè anche lui era una di quelle foglie! chiamata a riflettere la luce dell'intero Albero del mondo.|Disumba ande mokoko, adengano mapoma na manze na esuba ea ngambo

249:sogni49-lume249-CAMBIAMENTO: la trapezista si sgancia per afferrare la presa successiva: temiamo il cambiamento perché ci identifichiamo con l'immagine presente di noi stessi e temiamo ciò che potremmo diventare. Opporsi al mutamento spesso lo rende più violento: partecipa invece al processo, accetta i sacrifici necessari e crea nuove combinazioni. Immagini del sogno: la regina delle Amazzoni libera il prigioniero; uno spermatozoo feconda l'uovo mentre gli altri muoiono, dal rimescolamento del vecchio nasce nuova energia. Palla di ferro abbatte il vecchio edificio: quando è tempo di finire, fallo con decisione, sbarazzandoti dei vecchi modelli. Il sognante fugge dal fuoco: allontanati dalle situazioni pericolose. Il ragazzo mangia il suo cibo: interiorizza il problema prima di cercarne la soluzione, non ci sono problemi, solo soluzioni da trovare. Il numero della carta scompare o è stato cancellato: osserva anche ciò che non vedi, li può risiedere il modo in cui stai creando problemi. Cambio d'abito al Guardaroba: segui ciò che sta cambiando dentro di te, segui i tuoi sentimenti quando apportano cambiamenti. Fiume tra scogliere e pianura: trova la via di mezzo, concilia i tuoi opposti estremi. Sole che sorge e tramonta insieme: cambia visuale e cambierai vita, per fare le cose, considera i tuoi motivi reconditi. L'arcobaleno riporta il sereno.| Tacito descrive i Germani come un popolo robusto, temprato dal clima e dalle difficili terre dove vivono, situate ai confini della Tartaria. A differenza dei Romani, il popolo germanico appare disunito, nonostante la sua forza. Dopo cataclismi e disastri, alcuni Germani si rifugiano in grotte. La Sardegna, teatro di diverse invasioni, viene conquistata da Giganti che navigano via mare. Il mito racconta che Shardana fu popolata da Giganti, discendenti di Noè, e che dopo il diluvio, i Tarati giunsero dalla Crimea, fondando nuove terre e culture, su questa isola fertile e ricca di acque, apprezzata per il suo clima salubre. Sassari viene fondata dai Tartari di Crimea, ed emerge come un crogiolo di influenze, con Fenici e Cananei che si insediano nella Nurra, poi invasioni di morish/arabi, turchi e Rasenna, che lasciano il loro segno nel territorio, mentre la cultura si arricchisce di nuove influenze. I legami con la Crimea e le dinastie locali crescono, con la presenza di ebrei e altri gruppi. Le terre vengono coltivate e le risorse sfruttate con successo. Mito e storia si mescolano in un intreccio di eventi che parlano di battaglie, alleanze e tragedie, fino alla resistenza contro Napoleone. I simboli culturali, come i draghi e le sirene, continuano a influenzarne la memoria collettiva.# Tacito narra, i germani robusti, temprati dal clima, in tutte le gallie, razza omogenea, capelli rossi e alti, vivevano ai confini, di terre Tartaria, rispetto ai romani, impero di genti, germani disuniti, fan vana lor forza, dopo cataclisma, alcuni germani, rifugiano in grotte. Giganti di Sardegna, conquistano via mare, |Tirreno mar Tyrene, via flaminia nasce, bruciando foreste, seguendo fiume Nera, oppure via Clodia, verso le miniere; come Moorish e Turuska, arabi e aaraceni, piombano in Sardegna, belve affamate, li guida re Musato, ebano muso di iena, che getta scompiglio. Sassari fondata, dai Tartari Crimea, tartessi di Andalusia, vicini lago Averno. Padre Madao scrive, Sardegna fu fatta, settimo giorno, popolata da giganti, che dopo il diluvio, vide Noè nipoti, giunger da Taranto, in Torres a-sinara. Lungo uso consuma, la lettera erre, Tarati post diluvio, citati da Strabone, scortati da Taras, figlio di Nettuno, amico a Ercole libico, che Taranto fonda. Nettuno è Jafet, Taras è suo figlio, regno di Sardegna, è castello di Tartari, nuraghi a Li Luzani e a sant’Orsola distrutti, al tempo ferrovia, Sassari va sottoterra. Fenici e Cananei, sparsi per la Nurra, lasciano capanne, per vivere a Tartari, allettati dal suolo, arricchito dai giganti, acque abbondanti, e salubre clima. Tatari ingrandiva, verso di levante, dove i santi turritani, reggono edificio, che dura mille anni. Alba di Aprile, due grosse navi, alla rada di Asinara, vedute da Torres, governo manda barca, indaga amici o meno, e molta gente vede; barca di ambasciata, chiede scende a terra, sbarcano a Torres, due celibi fratelli, Arborea Kalos, e Sossoinate Geridon, padroni di 2 navi, che dissero venire, Tartaria precopense, Khanato di |Crimea, invasori e migranti, sbiadita distinzione. Soccorsi sotto loro, 112 famiglie, avendo danari, carichi di gioie, chiedon tratto terra, per vivere abitarla. Anziani di Torres, fecero consiglio, dopo vari giorni, recan loro terra, per fabbricar capanne, al bosco dei ginepri, lontano da Torres, dodici leghe. Arboria fu nome, di nuova contrada, ebrei in fuga Egitto, in penisola italiana. Italici in Crimea, giunti in ottocento, pugliesi giunti a Kerc, diventano fiorenti, in tutti i settori, commercio agricoltura, pesca e artigianato, imprenditori e professioni. Grani presso case, fruttano meglio, terre concimate, con scoli latrine, + semola che fiore, opposto altri suoli: Grano nelle valli, Ulivo sul colle, specie + tardive, aman terre forti, elevate e ventilate, senza ristagni, Germanella rende 7, Carosella pan scuro, Gran grappoli Smirne, coltiva x piacere, Saragolla maccaroni, glutin bruno tiene. Dopo rivoluzione, collettivizzazione, loro beni requisiti, anni Trenta carestie, 938 il terrore, purghe staliniane, processi sommari, e lavori forzati. Etnica pulizia fatta a tavolino, per essere italiani, 2000 rastrellati, deportati nei Gulag, in Kazakhstan, ritorsione per la Armir, italian spazzati via, freddo fame e virus, carcere disumano, 200 sopravvissuti, tornano a Kerc, ricominciano da zero. Sogno oriente vago, riporta memoria, Canato di Crimea, dinastia Giray, di Kazan e Astrakan, sonetti e manufatti, di Krim e |Khazaria: imponente la reggia, deserta dei Ghirei, atrii e logge dei pascià, troni e rifugi amore, multicolore vetrata, con pianta Convolvolo, che invade pareti, in nome di natura. Oggi sala abbandonata, fontana vaso di harem, che lacrime stilla, e grida le memorie: ove sei amore, potenza e gloria? Acqua scorre veloce, voi andaste via, ma restò nostra fontana. Guerra civile 777, Giray chiese aiuto, truppe russe Caterina, 600 tartari uccisi, e Ottomania rottura.|ERCOLE mito, doppia Kukulkan, ovvero Quetzalcoatl, ubriacato col pulque, da fratello che inganna, amare sua sorella, Quetzal-petatl luna, lui pente si dà morte, nel rogo sulla spiaggia, a espiare sua colpa, agli inferi discende, assieme a fido cane, ruba ossa preziose, che dan vita agli umani, dopo 4 distruzioni, diluvi acqua e fango, fuoco ed etere vimana, lui crea quinto tempo. Kundalini calore, cobra a 7 teste, informa umana storia, riporta a memoria, draghi Kukulkan, sovrani Kan-serpente, che navigano i mar: tutti feti umani, in utero son draghi, svegliano il dormiente, dopo ser mutati, creano colonie, in punti di approdo, trasmettono saperi, ai figli nuovo globo; entrano in piante, forza loro mana, insegnano la caccia, alla coscienza umana, insegnano usare, armonia di natura, creano scuole-templi, creano la cultura. |BASILISCO serpente, fu mitico re serpe, pietrifica suo sguardo, lampo corrente, guardiano a Basilea, Milano Terni Fondi, nasce da paludi, biscia dei Visconti. Heracle si chiama, Dio Ercole serpente, unito ad Adrastea, in mar Mediterraneo, immobili intrecciati, in continuo coito, tutto generaron, di ciò che tiene moto; lor copula immensa, diede germe uovo, in forma nebbiolina, verde sottosuolo, sciolto da abbraccio, uovo si spaccò, furon Cielo e Terra, che Phanes liberò. Phanes fango drago, figlio di serpente, Phan ermafrodita, luce risplendente, Proto gonios luce, esce da una grotta, genera le piante, risorge dalla tomba; battagliano i Venti, fanno le stagioni, a ognuno 1 quadrante, poli e meridione, nel cuocere cibo, lo onorano i Pelasgi, con ciotola di acqua, e braci fumiganti. Phane si unisce, a Echidna scura notte, questa fecondata, genera entro grotte, stirpi di giganti, assieme Gaia e Urano, passa lui lo scettro, torna in substrato; nel buio senza tempo, Gaia vuole amore, si accoppia con Urano, genera i Ciclopi, assieme coi Titani, e Ponto dio del mare, Urano mangia tutti, Crono sol rimane. Crono aspetta Urano, venire da levante, falcia i genitali, sopra le nubi alte, seme cade a mare, Afrodite spuma fuori, nuda su conchiglia, a Cipro la ritrovi. Africa suo nome, è Terra fecondata, da |Phan-Urano-Crono, in vita ritrovata, Crono poi divora, di nuovo esistente, gira il ciclo storia, Giove-Zeus emerge. Giove ama sua Thera, diede mille figli, Persefone e Zagreo, Athena la Menerva, vulcani di natura, nasce ordine di Olimpo, ispira nuove storie, ai figli di Corinto: avvolta da vapori, entra Pizia in trance, Phane la possiede, profeta da sua bocca, corpo si sconvolge, spasmi e contorsioni, drizzano capelli, in spiralifor pulsioni. Phanes riproduce, nascosto in ogni cosa, invisibile segreto, rettile sua sposa, riemerge in ogni tempo, luogo e civiltà, a Delfi o Mbanza Kongo, ombelico di città; ricorda che Natura, è ciclico ritorno, è pizia pitonessa, di musico dio Apollo, offre vaticini, drizzando la sua spina, oracola ogni cosa, con forza kundalina. |Heidelburg paese, i draghi sono amici, nativi trovan uova, presso fiume Nessi, come Aladino, le curan nelle case, draghi con respiro, freddo san scaldare; draghi amati molto, dai locali fabbri, acciaio molto fine, aiutano a forgiare, grazie al fiato caldo, rettili volanti, qualcuno li cavalca, sibili fischianti; draghi femminili, vivono di acqua, aiutan pescatori, usando lingua adatta, piano questi amici, vengon spodestati, fuggono da templi, draghi son cacciati, molti nei paesini, attendon loro fiati. Bezau paese, in terra Pannonia, tramanda 1 storia, di simbiosi eterna, 1 prospero fattore, di nome |Jolerbuel, venne visitato, da un mendicante un di. Jolerbue lo caccia, senza dargli nulla, mendico gli dice, che ciel prepara furia, cielo si fa scuro, scroscia la tempesta, fiume di acqua cadde, inonda la sua terra, nel mezzo di uragano, stava mendicante, lui con corda rossa, guida drago grande; impietrito Jolerbue, resta li a guardare, alberi in turbinio, vanno presso lui, tutta sua ricchezza, persa in 2 minuti, il mendicante e drago, volan sui dirupi; anche cattedrali, ricordan tali eventi, Naga son serpenti, eremiti primi tempi, dea-serpente guarda, tesori proibiti, draunare di Sicilia, invitano conviti: vivono in simbiosi, a uomini e animali, primi imperatori, ne ascoltano segnali, il Genio primitivo, ha coda di serpente, là sul monte Zhong, vulcano ricorrente; riposa addormentato, drago nei paesaggi, attende i |Kukulkan, umani risvegliati, alfine di donare, mitici suoi canti.| Yulunggul serpente, su rotte Oceania, vien da Melanesia, arriva in Tasmania, Cielo-Terra uniti, come fonti acque, generan uovo, in cui Pan Gu nacque: esce Pan Gu, esser primordiale, crebbe gigante, separa madre-padre, Pan Gu resta in mezzo, fin che resiste, a pezzi le sue membra, creano le isole; creazione di mondo, prezzo sacrificio, del primo testimone, eterno e immutato, lui scivola oblio, attiva creature, succedono stagioni, mutano strutture. Un drago daoista, Uovo tiene dentro, insieme dei piani, Dao genera Uno, uno genera Pangù, Due genera Tre, questi Aotearoa; vulcano erutta prima, 2 isole in mare, Taroa con la scossa, genera una coppia, draghi in Polinesia, crean progenitori, da utero di Thera, vengono Moriori; da albero di Felce, inizia nazione Ori, polinesiani viaggi, crean federazione, da Hawaii a California, tra boschi e deserti, fiumi e città, emerge Gran Tartaria, mondiale civiltà. Zhong è drago Cina, |Zhu-Long è fuoco sole, Zhu-Yin oscurità, metallo di autunno, fa cadere foglie, frutti dalla terra: quando apre occhi, il giorno compare, quando li chiude, notte riappare, ora fa estate, quando esso inspira, ora fa inverno, quando esso espira, dorme e risveglia, stagione di piogge, se vola troppo alto, tu cogli siccità, se vola troppo basso, porta inondazioni, dentro corpo umano, equilibra 2 poli. Yang conduce Yin, nel corso naturale, Acqua freddo invernale, Long drago sole, si abbassa la notte, emerge nel cielo, solleva pioggia forte; piccolo baco, grande come cielo, vola nello stagno, ha testa di cammello, corna ramificate, collo serpente, occhio volpi alate. Fenghuan la Fenice, sole-fuoco assieme, corpo cigno e gru, e schiena tartaruga, ha lunga coda piume, becco di gallina, collo di serpente, e ciuffo mandarina. |Enea fugge da Troia, raggiunge Kostroma, dà origine ai khan, cristiani sovrani, fonda dinastia, capitale Yaroslavl, fortifica sul Volga, Vladimir Suzdal. Succede ad Enea, bolgar prete Gianni, protetto da fortezze, sovrano di Etiopia, assieme tutte indie, con debbio agricoltura, cavalli e armi fuoco, avvia conquista slava, nel 300 gioco. Riducono foreste, si mutano in terreni, campi agricoltura, a sfamare cavalieri, aratro scassa sassi, nascon nuove caste, slavo con il fuoco, crea ogonshani classe; boiari feudatari, bruciano gran boschi, e futuri servi gleba, legano ai terreni, nasce rotazione, trienne agricoltura, durante il 500, migrazioni ancora, miniere e capitali, trasformano ambiente, orda a cavallo, pax mongola ricorda. da Enea vien Gengis khan, e suo fratello Batu, Cane-alato che, comanda le tribù, con polvere sparo, salnitro carbon zolfo, cannoni e propaganda, di epoca Tartaria. Youri Gengis khan, da Rostov in Suzdal, unifica Orda, e inizia Hegira età, muore in battaglia, sul fiume Sitt. Ivan suo fratello, |Batu-Khan califfo, padre della patria, continua unificare, battezza suo fratello, con nome di Giovanni, Presbitero d'India, titolo ereditar. Giovanni del Carpine, inviato papale, Polonia e Boemia, Teutonia e Campania, va lungo il Volga, risale Yaroslav, Caracorum tsar khorom, residenza Zar. A corte Moscovita, adorano san Giorgio, l'Orda ebbe porti, Arkangelsk a nord, con Tamerlano inizia, la dinastia Turca, tutti imparentati, a imperator romani. Alba storia Russa, inzia in Orde sparse, costruite su rovine, ex impero bizantino, Grande Orda d'oro, piccola Orda blu, Orda bianca e poi, Nogai e pezzata. Novgorod Yaroslavl, Suzdal e Ryazan, Smolensk e Astrakhan capitali indipendenti, combattono tra loro, sebbene discendenti, da Augusto romano. Legami con la corte, attivi e funzionali, Khan che sposan figlie, di imperatori vari. Gengis khan governa, da cento Novgorod, anno 318-232, battezza Latia e Rus, con patriarca tugra, che lo rende santo, leggenda di san Giorgio, cavalier con spada, e autorità indiscussa. Giorgio fonda |Orda, usa cavallo steppa, e nave sopra mare, lancia spedizioni, da Volga discende, divide stato in 2, milizia consente, cosacchi prelevati, addestrati da bimbi, niente agricoltura, famiglia o tributi, ritiran monastero, quando sono vecchi, o lasciano orda, per civil progetti. Lingua imperiale, usa firma tughra, Maometto la manda, a zar Michele pure, tugra era sicura, contro falsi doc, decreti sigillati, su terre sconfinate; al crollo Tartaria, alcuni usan potere, di vicari khan, governator ribelli, angeli fuori Orda, kzar con proprie leggi, si staccano dal centro, separano le genti, con inganno e tormento, qualcuno sconfitto, si pente e và redento; cosacco si slega, impara a coltivare, divene servo gleba, si sposa e cresce figli, origina villaggi, mentre resiste, leggenda di guerrieri, nei rajput canati, indiani e samurai. Marco Polo vide, eredi Orda pezzata, nel khanato di Chitai, poi Ming dinastia, mura fabbricate, con malta di Kemit, ziggurat mattoni, contro var cannoni, testimonia il nome, lor uso della tughra, sigillo che trascrive, la firma imperitura. Dante cita Ugo Capeto, figlio di beccaio, amministra Parigi, è capo macellaio, boss dei mercanti, vende ad ingrosso, banchiere autorità, in inferno tiene posto. Colpo di stato in Orda, spacca struttura, da Sodoma e Gomorra, sommosse di Riforma, partono gridando, rimproveri e vergogna, Stabia ed Ercolano, eruzione di Vesuvio, ricorda tale dato. Putifarre egiziana, vuol sedurre Assiro, guerriero Oloferne, ucciso da Giuditta, intorno esso resta, Daniel chiesa russa, assiro sta per orda, Giuditta è voloshanka, la Elena dei Zakharia, a corte dei khan. Scisma religioni, durante crisi Orda, Islam si separa, dai primi cristiani, islam e salmi, anagramma di islàm, cristiani coranisti, Khazari e Yudei, poi Rom e Mori espulsi, Sefarditi da Spagna, dispute teologiche, tra ebrei e maomettani, cristiani e indiani, crisi geopolitica, in 600 e 700. Nestore pope, bandito da Bisanzio, vescovo a Mosul, chiamato musulmano, Cristo nestoriano, ai daoisti di Laozu, mentre Pitagora, a Creta vieta sacrifici, insegna metempsicosi, mistica cristiana, apostolica visione. Venezia è Fenicia, nord Italia è Caanan, longobardi e yudei, immuni a Peste nera, Manzoni ci ricorda, diretti discendenti, della tribù di Giuda. Furon Khazari sovrapposti, al regno dei Goti, formano impero, multietnico in due caste, khazari bianchi e neri, commerci via mare, Cangrande Dante e Polo, quan Cesare Borgia, trafitto a tradimento, 23 colpi di picca. Ashkenazi discesi, dai capi khazari, guida gruppi tribali, in Federazione russa, |Caraiti son detti, i turchi kazari, convertiti a ebraismo, Nicola I protegge, li decreta non ebrei, saran risparmiati, da nazisti e stalinisti, durante invasione.| Russia meridionale, e Volga della Orda, capitale ad Astrakhan, aveva proprio zar, Razin divenne khan, di entrambi domini, Kazan e Astrakhan, con potenti truppe. Romanov usurpatori, boiardi infiltrati, alla corte di Ivan, con euro mercenari, sconfissero Razin, con corruzione e inganni. Razin ha turbante, stemma sultani egizi, antenati dei Circassi, clan russo mamelucco, che governa Egitto, dal 380 al 517, poi torna in Orda, a metà seicento. Stefan Razin guida, i cristian fanti, come ogni sultano, avuti dai villaggi, visti da ufficiali, ogni 5 anni, nuove leve siano, Giannizzeri ventenni, privi di famiglia, vinsero battaglie, Varna nel Kosovo, assedio a Zargrad, poi furon sterminati, anno 826, declino di Ottomania. Astrachan 667, battaglia Stepan Razin, risuona in Europa, come lotta di potere, Razin figlio a Ra, muore in 671, guerra finisce, con presa di Astrachan. A gennaio '682, brucian libri Ranghi, vecchia gerarchia, detta mestnichestvo, registro mandarini, di alto livello, in tutto impero ordiano, e province lontane. Gran Principi in cima, poi principi locali, in cima i discendenti, khan Vladimir e Suzdal, seguon governanti, di terre conquistate, locali signorotti, in araldiche notai. Ordiana dinastia, spazzata dai Disordini, impero frammentato, a causa di Riforma, diviso in molti Stati, dati a sottoposti, clan Romanov locali, di origine straniera, dopo il colpo stato, vietan orda usanze. Fabbriche di Urali, a |Pugachev alleate, fabbrican cannoni, per Tartaria moscovita, clero e mercanti, gli mostran rispetto, con icone e pani, e benvenuto cori, Alessandro archimandro, menziona zarina, Oustinia Petrovna, di Tartar Moscovita. Pushkin scriveva, i normali cittadini, appoggiano Peter, khan di Tobolsk, si batte pei confini, e riprendere Mosca, con cupole dorate. Pugachev ucciso, da caterina e inglesi, sconfitta l'orda, repression di massa, sui territori annessi, spaventano i locali, che imparano versione, diversa della storia, abitanti di Zlatoust, impiccati pei cannoni; vietate lingue slave, spade e turbanti, sposta capitale, da Mosca a Pietrogrado, cambia geografia, e muta il calendario. Ogni città incendiata, è rinominata, Tobolsk capitale, forte a forma stella, Siberia corsa all'oro, diviene pure gulag, di tutti criminali, sistema'790, statale di esiliati, Tobolsk penitenziari, poi romanov cattura, bandiera drago grifo, muta cultura. Russia Pietroburgo, 781 + piccola, 3 volte di Moscovia, Canato Samarcanda, e Chitai Cinese, capitale a Chinuan. Samarcanda conquistata, da Romanov 868, 4 anni di guerra, scompare da mappe, Giappone e Tartaria, avevano rapporti, ma nel 775, rifiutano stranieri, olandesi e americani, varano la fine, forzarono Ieshu, aprire suoi porti, anno 860, Shogun guerra samurai, Giappone predato, insedia casa Meiji, in 861, cade regno ordiano. |Putin a Damasco, rilascia intel spionaggio, una mafia khazariana, usa terrorismo guerra, Gladio fanatismo, banca e falsa bandiera. Cromwell uccise Carlo, e fondò loro banca, ladri e assassini, banditi di strada, rubar identità, di viaggiatori in rotte, drogano persone, eugenetisti a corte. City Londra nasce, gestita da banchieri, capitale d'impero, britannica espansione, mafia infiltra, dirotta la moneta, arrivano in Germania, cambiano nome, inganna lord inglesi, a investir banca privata, stampa carta moneta, dal sangue infantile, sradicano re, da Francia ed Asburgo, con traffico droga, abbattono Chitai, usura in colonie, sterminio amerindi, Moorish e ottomani. Tratta schiavi e armi. Usa Congresso, FED corrompe 913, approva illegal fisco, finanziano Lenin, a danno degli zar. Contrastano casate, la rossa pandemia, anni 20 I.900, disordinate dittature, Cheka bolscevica, controlla professioni, assieme mass media, miniere e ricchezza, Hitler si ribella, sviluppa sua banca, con falsa bandiera, cade sua farsa. Germania annette terra, presa ai norvegesi, della regina Maud, in Antartide cornice, fonda nuova Svevia, Neuschwabenland, base in nuova Swabia, a condurre eu-genetica, creare superazza, e armi di massa, secondo piani di elitisti, finiti in Usa e Israele, che finanzian propaganda, narrativa sugli alieni, di agenzie spaziali Nasa. Ammiraglio |Byrd ritrova, Iperborea al polo sud, ma il sionismo chiude tutto, Trattato Antartico redige, limitato accesso umano, oltre ottantesi parallelo, per nasconder storia umana, opinion pubblica deviare, altre creature camuffare, con Trump forze spaziali. Robert Sepher documenta, motore di antigravità, da Tesla a Schauberger, fin Germania e Usa, Hanuebu nazi-Vril, Vimana degli hindù, che Bal Tilak leader indiano, dice scritti nei Veda, composti sotto i ghiacci, e ridati a umanità, dopo fine glaciazione, a ristabilire civiltà. Maria Orsic medium, capa di azienda German Vril, ispira Wonder Woman, nei Marvel studio, amazzone che ricorda, Orda d'oro Tartaria, dice che razza Aryana, sopravvisse al cataclisma, diluvio e glaciazione, in caverne sotterranee, sotto i poli ghiacci: creature bibliche capaci, di abomini o gentilezze, mangian carne umana, o regalan free Tartaria, creature miste descritte, tra giganti e semidei, fabbricanti di città, armi e tecnologie, distrutti varie volte, dai lampi del Cielo, pochi superstiti vivi, isolarono la terra, come culla umana specie; pure Bibbia africana, cita etere brillante, nato da notte vuota, crea prima coppia umana, a cui affidar la Terra, da popolar con discendenza. libro_suntzu-arte-guerra.m4a
lume249-Seba, passeggiando con Raseno, medita su Apuleio e Dante, che sembrano attendere un tempo ancora invisibile, tra ciò che è e ciò che potrebbe essere. Serve allora un atto di fiducia: mollare la presa sull'immagine che abbiamo di noi stessi e permettere che ogni incontro generi nuove combinazioni. Dante mostra Ciacco tra i Golosi, dilaniato da Cerbero sotto pioggia e grandine, mentre il dannato profetizza le lotte di Firenze tra Bianchi e Neri. Dante prova compassione ma riconosce la giustizia della pena di Ciacco; più avanti Stazio racconta la propria conversione e comprende che poesia, sapienza e amore nutrono l'anima. Il Grifone unisce gli opposti e Beatrice ne riflette la natura; il poema diventa un cammino circolare verso l'Eden, dove verità e armonia si ricompongono. Raseno racconta poi di guerrieri, giganti, draghi e antiche dinastie che attraversano cataclismi e fondano nuove città. Ogni trasformazione chiede sacrificio, ma apre una possibilità. Phanes, il gigante che genera l'universo dal nulla, diventa immagine del passaggio da una forma all'altra. Se ogni mutamento personale appartiene a un ciclo più grande, allora non dobbiamo temere di diventare ciò che ancora non siamo. Raseno conclude: cambiare non significa perdere se stessi, ma permettere a una forma più ampia di noi di nascere.

258:ijing09.䷈ lume258 |Forza-domestica (小畜xiǎoChù, xiaoXu): Potere ridotto, influenza sottile e moderazione che prepara la crescita. Coltiva con cura i dettagli, affina carattere, lavora senza forzare. Domanda: quale compito modesto affronterai oggi?. Il vento soffia nel cielo: domatura del piccolo, il nobile affina i tratti naturali del proprio carattere. La creazione ha successo, nuvole dense, senza pioggia, giungono dagli altari occidentali. Coltiva il momento nei dettagli. Mengzi erede di Confucio, descrive |Ming命_fato destino, eventi fuori controllo umano, oracolo impone un mandato. Cielo causa poter sovrano, suo fine ultimo e scopo, khan conforma a tal mandato, compreso e accettato, fuor giudizio morale. Uomo che segue il mandato, conosce e coltiva sua natura, così padroneggia suo destino, adempie sua natura xing: conosce il Cielo e lo serve, allor diviene indifferente, morire da giovane o vecchio, tal disciplina consente, attende morte serenamente, poichè tutto vive in ming. Chi muore a termine sua vita, segue linea dritta del destino; ma morire carcerato, per un crimine commesso, è fuori linea dritta, Chi conosce propria natura, conosce anche il destino, distingue cosa può e non può, comprende cosa è ming o meno. |Dicembre18, a san Graziano lo scaldino in mano, seppur prima di Natale il freddo non fà male| Confucio, grande pedagogo cinese, promuove un’etica integrale basata sull’armonia tra uomo, natura e cosmo, insegnando a vivere secondo la natura umana e il Tao universale. Nei suoi Dialoghi, esprime l’idea che uomo, cielo e terra condividono un’essenza comune, mentre simboli come drago e fenice rappresentano forze in mutazione e trasformazione. La saggezza degli antichi, come lo I Jing, guida al rilassamento e alla comprensione del ciclo vitale. Seneca, stoico romano, insegna a resistere alle difficoltà e a interrogarsi sul senso e il beneficio delle azioni, sottolineando la provvidenza e l’anima immortale. L’esperienza infantile modella il carattere: un ambiente amorevole favorisce giustizia e fiducia, uno ostile porta aggressività e paura. I bambini, liberi di esprimersi, sono la più grande risorsa educativa. Steiner sviluppa una pedagogia che coltiva i talenti innati attraverso arte, musica e teatro, aiutando ogni individuo a scoprire ciò che già possiede dentro di sé, senza forzature o ingozzamenti di conoscenza. La pratica zen e le discipline energetiche orientali insegnano la presenza mentale, il silenzio e la coscienza del respiro, riconnettendo mente e corpo attraverso il qi, soffio vitale. Questa consapevolezza fluida e creativa genera l’arte e la trasformazione, dove l’essere umano diventa vasaio e sciamano del proprio destino.# |CONFUCIO 孔夫子Kong fuz, pedagogo cinese, promuove insegnamento, etico e integrale, impatta su cultura, storia e stile vita, da Cina alla Corea, Giappone ed Indocina: lui elabora consigli, condurre esistenza, seguen natura umana, e armonia di vita, insegna ai letterati, e storiografi cinesi, suoi Dialoghi lunyu, aforismi frammenti; fra macro-micro cosmo, uomo là si pone, identica essenza, tra Cielo-Terra muove, ricerca armonia, di suo vitale spazio, lo aiutan sovrumani, spiri comunicazio. Acqua e fuoco sono, var manifestazio, simboli del Drago, e Fenice loro spazio, Uomo fluisce in vita, esce nella morte, vita 1 astrazione, come il mondo sorte: figur di Mutazione, studiano gli avi, ritrovo I-Jiing, archè a noi vicini, apprendere vita, chiede rilassarsi, in oracolo 64, simboli esagrammi, combinano tra loro, in 8 trigrammi; studi successivi, arrivano in Europa, mercanti e gesuiti, impiantano missioni, traducono primi, nuovi annali storia, da veri mandarini, fabbrican la storia. |SENECA insegna, resister difficoltà, maestro imperiale, insegna investigar, domanda cui prodest? 4 le risposte, io tu noi e loro, o tutte 4 assieme. Seneca stoico, vede natur gestita, da leggi provvidenza, Logos primordiale, così dopo morte, anima sopravvive, nel mito di Er, tutto rivive. Lisa ci racconta, 1 bimbo di 3 anni, trauma abbandonato, 3 mesi sperimenta, 1 relazion amore, uman condivisione, come i samurai, in orda di adozione: esperienza lascia, dento lui impronta, tutta la sua vita, ideale serba pronta, usata a comparar, qualcosa buon intorno, amorevole modello, a motivator ritorno; se bimbo criticato, impara a condannare, messo in clima ostile, impara ad aggredire, se vive in ironia, timido si apprende, in clima di vergogna, spesso si arrende; 1 bimbo tollerato, impara ser paziente, spesso incoraggiato, fiducia protende, in clima di lealtà, impara la giustizia, approvato si accetta, impara 1 amicizia: i bambini sono presi, muoversi saltare, cantare gridare, rider muscoli delirare, ebbri della vita, li inonda a ogni parte, senza pregiudizi, didattica + grande. |STEINER pedagogia, sviluppa tre talenti, con aiuto discipline, musica e teatro, Scuola consiste, immaginar situazioni, aiutare persone, in talenti emersione: imparare è scoprire, quel che già so, niente è problema, senza essermi dono, evita ingozzare, piuttosto tira fuori, num da tuo gebesi, aprirsi come fiori; se educo ego, io estingue divisione, che mente proietta, prima e dopo azione, se nube non sa, perchè lei si muove, il Cielo elevato, sa tutto e non muore. |Terabuti-zen, samadhi di ogni giorno, mente chiar presente, nulla far attorno, resto nei silenzi, nessun concetto sorge, vedo la corrente, e tutto dentro scorre: non sono vesti e pelli, nè i nodi karmi, |Sivoham Io Sono, sono un terabanzi, ne guru ne discenti, amici o parenti, noi siamo Chidananda, libere correnti: cosi sentiamo qi, dirigerlo nel corpo, imparo aver coscienza, di mente riposo, aree del mio corpo, che chiedono cura, distendo a pensiero, num fa li puntura; qi soffio di gas, non vedo ma lo sento, entra nel mio corpo, forma mio intento, in Cina qi possiede, molteplici varianti, trasformano frequenza, in cicli mutanti: 1 pensiero formulato, alleno custodisco, respiro va gentile, in addome fluisco, fluidifica sangue, assieme calda cute, sequenza di figure, traccia scene mute: poiesi creazione, di mondo personale, sà scaldare cuore, frutto del poetare, artista è creatore, di oggetto finale, vasaio o sciamano, natura a lavorare. libro_corpo-accusa-il-colpo.m4a
lume258-Conosci te stesso e accetta la tua storia: pedagogia della cura, dalle ferite all'armonia. Confucio insegnava che l'essere umano trova equilibrio, quando vive in armonia con la propria natura. Bessel van der Kolk mostra che anche le ferite del passato, fanno parte della nostra storia, ma non devono definire il nostro futuro. Ascolta il corpo e le emozioni: paure ansia e traumi, lasciano tracce nel corpo, impara a riconoscere ciò che provi, respira con calma e ritrova presenza mentale, è il primo passo verso la guarigione. Libera la mente dai vecchi schemi, il cervello è plastico, può cambiare per tutta la vita: rancori e convinzioni limitanti, come paure o scarsa autostima, possono essere sostituiti da fiducia, curiosità e apertura al nuovo. Coltiva ciò che hai dentro: ogni persona possiede talenti e potenzialità innate, arte musica creatività e studio, aiutano a far emergere ciò che è già presente. Cresci attraverso l'azione: sport qigong movimento, hobby e passeggiate, viaggi e apprendimento, trasformano il cervello e rafforzano il carattere. Costruisci relazioni sane: sentirsi accolti, rispettati e compresi, aiuta a recuperare fiducia, in se stessi e negli altri, l'amicizia e la collaborazione sono mezzi di guarigione. Confucio e Seneca insegnano a vivere il presente, non prigionieri del passato, né ossessionati dal futuro, la serenità nasce dall'agire bene nel momento presente; davanti a ogni persona si aprono due strade: restare bloccata nella paura, oppure trasformarsi: la crescita consiste nell'usare il passato, come materiale per costruire una vita più libera, consapevole e ricca di significato.



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