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voce: evanga


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(): 5 quid censiti


5:lume005- Primo Therabuti nella Tuscia: Shirdi si fermò in luogo di olivi e iniziò danzare sotto una quercia secolare: una luce dorata si sprigiona dai suoi piedi, e si propagava con onde circolari, dal suo centro alla periferia di quel campo, danzò col cielo e col dolore, il ciel si piega ad ascoltare, e dove il piede si posò, con tocco deciso, la pietrà venne incisa e divenne la pietra fondante del primo |Therabuti. Così sbocciò il tempio, dalla pianta del suo piede, tallone che a radice, trasmise suo respiro. L'evento luminoso aveva attratto pastori, contadini e curiosi del circondario, i quali, giunti sul posto, assistettero al miracolo della pietra incisa dalla luce, così, si inginocchiarono, e con mani posate a terra mormorarono a bassa voce: 'Io sono nel suolo, il suolo è in me, ricevo l'onda del grande respiro che dalla pietra angolare giunge in me, ogni paura e male tace, al loro posto, silenzio e incanto oltre ogni liminale, così sià". Poi rtornarono alle loro faccende.| La fondazione del Terabuti, intreccia memorie, miti e pratiche. Nel racconto, Raseno e Shirdi danno vita a uno spazio di incontro e cura: luogo di danze, canti e fuoco comunitario, dove ospiti e viandanti ritrovano un senso di appartenenza. La bandiera arancione segnala la presenza di riti e convivialità, mentre i Terabanzi accompagnano le serate con quartine attorno al fuoco. Il canto diventa via di conoscenza, ponte fra culture, occasione di riscatto e di legami solidali. Raseno coltiva la terra, fonda vigneti, frutteti, orti, compone anche poemi che celebrano natura e comunità. Shirdi, il mistico dell'India, richiama tradizioni sufi e aborigene, dialoga con gli spiriti del luogo e ispira visioni. Il tempio si rivela un santuario senza mura, abitato solo dal divino, dove si sperimentano amicizia, silenzio e meditazione. Tago, genius loci, canta nel sottofondo e guida attraverso simboli, miti e cure. La narrazione intreccia memoria personale e collettiva, storie di pellegrini, viaggiatori, guaritori, che nel Terabuti trovano ospitalità. La canzone perpetua, i riti di condivisione, la vita in autosussistenza, segnano la continuità fra passato e presente, aprendo a un cammino di conoscenza, fraternità e rinnovamento spirituale.# Te va gho gandza bobango, moughenda mouma diotse à mayena, nganza thoto gho bwete ama diaka gho (terabuti), mourino ghevedet nièmbo, mbeye itali. IT Esiste un |tempio, molti stranieri possono vederlo, tempio terabuti, danza luce e canti, fiume d'Italia. Sventola arancione, bandiera in giardino, indica che è in atto, un canto del cammino, gli ospiti riuniti, assieme ai terabanzi, inseguono la storia, di 1 o tutti quanti: partecipar la storia, è punto di partenza, crescer progredire, in nuova conoscenza, recuperare gap, che civiltà ha prodotto, raggiungere fratelli, aborigeni del mondo; esempi di culture, rinate fuor cemento, annodano rapporti, gruppi eco-sostegno, in agro-sussistenza, baratti e autonomia, al sabato antenati, reincontran sulla via. Un mondo è finito, qui si apre infinito, Auguri e buon viaggio, anzi buon appetito! una storia una porta, lascia entrare pathos, in forma di un canto, o di Eros e Thanatos. Mentre i terabanzi, cantano quartine, a sera attorno fuoco, varcano confine, rapporto amicizia, ponte fra due mondi, tengono compagni, in veglia o nei sogni, domande a mente fresca, producono risposte. |Tago appare Ananda, nel cuore di Raseno, indica la strada, aborigeno sentiero, ripete inni e canti, spesso senza sosta, scuoton dappertutto, alimentano la forza, ritmo del respiro, sente inspirazione, entra e conversa, esce espirazione, amante con amato, trabocca la canzone: Cultura fu illusione, gioco di umani, svelata e narrata, da piante ed animali, epopea ritmata, la canti in 1 sol sorso, ritmi salmodianti, o in lento discorso; se tu non comprendi, leggi e vai avanti, ora questi canti, chiariscon uno agli altri, Tago è sottofondo, allude miti e gesta, ti cura a mezzo versi, accendi la sua festa. Seba ci racconta, i simposi del Giardino, la storia sufi indiano, venuto assieme a Gandhi, recupera memoria, in valle del Biedano, sosta nelle grotte, Sai Baba di Shirdi, di giorno e di notte, incontra genius loci, Tago e le sue rose, assieme ninfe acqua, nel fiume ascolta note, ritmi musicali, di africane scuole. Il sufi nella selva, medita a lungo, rivede suo villaggio, con gli abitanti che, erigono un tempio, santuario di cura, per anime e terra. Shirdi è religioni, tra ulivi si riposa, poi inizia a cantare, ispira prima strofa, in sottofondo orchestra, grilli vento e rane. |RASENO acquista terra, e smacchia roveti, vigneto ed oliveto, impianta frutteto, annoda quartine, in poema LiberTages, rende ecosistema, luogo di epifanes. Decenni successivi, lui storico locale, compone una ballata, del viaggio liminale, Raseno offriva vino, tisane frutti vari, aroma della Terra, felici i commensali, 1 fuoco scoppiettante, scalda le autostime, fuori è notte e piove, in valle del Biedano, risuona suoi canto, nel tempio ritrovato. Raseno sua canzone, quartine salmodia, sonora immensità, fuor quotidianità, vive come in sogno, perde ogni pudore, Pan di ciel e terra, rivela gran mistero, ai piccoli fratelli, cuori di umiltà, pupilla specchio porta, due mondi esterno interno. Se 1 canto dei Sogni, va simile a spada, trafigge e risuona, la testa e la pancia, al corpo poi accende, sua festa di danza, i demoni caccia, Liber Tage incanta. Cuor detta un cammino, ispirato di vino, il Cielo fa entrar, spegne un confino, idee a dilagar, Raseno in capanna, inizia battaglia, eremita in silenzio, sente presenza, del Sufi antico tempo. Terabuti è zen, mente chiar presente, nulla fare attorno, resto nei silenzi, nessun concetto sorge, vedo la corrente, tutto dentro scorre. Alberi maestri, son forza di animali, forza di polmoni, aiutano gli umani, uomo itinerante, una donna poi lo segue, se segue un ambizione, la civiltà consegue; uomo insofferente, ritorna nella selva, se vive solitario, dao gli si rivela, scrolla come orso, si stira come uccelli, prolunga la vita, e rilascia gli orpelli: quan fuoco se ne và, se ne và nel vento, la polvere dei morti, al vento fa convento, la cenere poi canta, nel soffio si diffonde, canta senza posa, in spirito dovunque, cogli occasione, cammina ascolta pure, segui tuo respiro, dopo un pò si arresta, da qualche parte ferma, presso ombelico, poi riprende e sale, gioia senza fine, Cuor va traboccare, stupore oltre confine. |Canzone perpetua, sforzo incessante, di spirito umano, pure quando dormo, ascolto suo verso, angelo alla porta, nel cuor posizionato, mistica comporta, cuore imperturbato, sente voci dentro, fuge tace e quiesce, anacoreta intento. Fremito dei canti, al fuoco della sera, intona una canzone, penetra ogni cosa, col desiderio amore, inutili parole, cuore riconosci, sostegno primordiale, presente in vigilanza, stabile rimani, ogni mondo è sogno, ieri oggi domani: ognuno sperimenta, secondo date idee, poter della parola, agisce nelle vene, se vado ignorando, il mistero profondo, io recito invano, ogni Veda del mondo; se inganno gli amici, con puro ed impuro, morale arbitraria, io in loto seduto, denudo mio corpo, e vò cranio rasare, sto sol recitando, 1 buffone teatrale. Raseno spir sospinge, Tace ogni parola, resta solo ardore, imita deserto, interno testimone, se tutto fu creato, da un atto di scrittura, nel corpo registrato. |SEBA visse al capanno, del tempio Terabuti, incontri misteriosi, con Tago genius loci, storie di compagni, che vider altri luoghi: il giorno lavorava, la sera li ascoltava, in Agro coltivando, e Beti in cuor suonando, il cerchio dei simposi, varia sera a sera, per ospiti e novizi, che restan dopocena. Tra i dodici del tempio, Emilia insegna orto, gestire rifiuti, in sano rapporto, Giorgio Taras gitano, reca medicina, con Mallendi dal Gabon, e Sesto Nimal da Indocina. |Martin Chiviliu, sciamano messicano, narra attorno al fuoco, sue avventur lontane, soggiorna al Terabuti, sosta e poi riparte, e io trascrivo in arte. Pamela fu mia moglie, mi diede dei figli, migrammo tra regioni, a trovare lavoro, in tempi di crisi, affrontammo i problemi, con Lisa la taoista, gran terapeuta in fieri. Curavo orto-giardino, assieme a Pamela, gestivo miei rifiuti, con Kino Kalahari, come pellegrino, in cerca di risposta, lavoro al giardino, e canto senza posa: aumento vie dei canti, da zero fin seimila, a dodemila in anni, le labbra vanno sole, senza sforzi ormai, da lingua verso cuore, emergono le storie. Esiste un Tempio ai margini di terre antiche, vuoto e di forma incerta, privo di ornamenti, senza muri, senza supplicanti e sacerdoti, ma pieno del Divino, molti possono vederlo. Il tempio Terabuti è nato il secolo scorso, Sai Shirdi si è fermato, vicino al fiume Biedáno, giunto da India, il mistico in Italia, erige una capanna, per ravvivar la danza gioia. La danza produce, una luce misteriosa, riscalda i pellegrini, attratti in questa zona, loro sono testimoni, di Tago fuori solco, che intona primo canto. Un secolo dopo, un gruppo di amici, guidati da Raseno, ritrovano capanna, Raseno professore, uno storico locale, scrive nei versi, questa canzone, restaura il tempio, e accoglie i visitatori. |Yolanda dal Brasile, impegna le sue danze, mentre Romulo guaritore, impegna cure di Ande. Raseno narra storia, del tempio senza tempo, di viaggi in paesi, reali e immaginari, Seba scrive tutto, in poema Libertages, percorre con un filo, le tappe di più avi, kukulkan fondatori, di gruppi e percorsi, gli snodi del tempo, e le civiltà dei ponti: quando muore una città, il nomade riacquista, istinto a camminar. Culture e civiltà, di nomadi e stanziali, gioco cataclisma, di vento o di soffio, mescolan respiri, in Anassimene incontro; se ogni campo ha seme, sogno che sostiene, speranza nel futuro, chiama evoluzione, impero argilla crolla, sopra suo deserto, e Popolo di Pan, ri-afferma suo concerto. |Terabuti è sogno, narrato da quartine, eco in Australia, e toltechi fuor confine, Raseno canta ancora, presso Mar Tirreno, in me abita un Re, che vive nella grotta, chiuso pure un mese, digiuno o poco cibo, senza aver pretese, mi dona il viaggio primo. Luglio mese arrivia, Seba fo campeggio, osserva creature, mentre va passeggio, insetti ed animali, di aria acqua e terra, Piante pien di Sole, e Funghi sottoterra; se gira pellegrino, posto dopo posto, traverso la campagna, gira pure il bosco, tengo pane secco, su spalle una bisacca, libro in camiciotto, Libertage e basta: caccio via angoscia, di vecchia disistima, assalti senza soste, canta con fervore, alimenta divino, fuoco interiore, con danza di bambino, pieno della gioia, rinasce a ogni invito, Tago con la gente, in estasi rapito: loda frate Sole, Luna e Stelle vive, loda Acqua pura, aiuto a mille vite, loda vento e aria, con nuvole e saetta, loda nonno Fuoco, che canta senza fretta. La Via del Terabuti 道, domani vo scoprire, suoi 4 mila metri, terra riesce offrire, se li cammino tutti, farò dieci kilome, podistica salute, ai nervi ed il cuore. Mi sembra la terra, un organismo a sè, autosufficiente, pulsante nel suolo, scambia sue sostanze, con piante ed animali, tesse circostanze, il verde poi letame, nutrono entrambe, piante col bestiame, vedo tra loro, uno scambio digerente. Io con il badile, sollevo sposto terra, Zappa rompe zolle, e sradica il feltro, lubrifico mie lame, le forbici soffrego, con la pietra mola, che regola impiego. Io Seba con Pamela, andavo risvegliando, impulso antico canto, dopo aver sofferto, dubbio e confusione, canto al terabuti, a cena e colazione: magico imprevisto, amore là mi attende, adatto ciò che sono, arpa mi risplende, momenti di conforto, dona e mi consegna, quando inaspettato, Tago viene insegna. Taras |Mantegazza, elenca cibi nervi, fermenti distillati, caffeici e narcoti, gioia ed ebbrezza, riduce a trasmissioni, di interiori moti, o esterne impressioni, questi combinati, ci fan loquaci o muti, ghirlande di parole, nei simposi avuti. Esplori 1 canzone, ti scopri a meditare, pratica ogni giorno, 1 orto si può fare, giri fra ortaggi, cogli tue impressioni, matita le connette, in diverse soluzioni, grammatica dell orto, son consociazioni, unir parole e suoni, come piante-fiori, nel lavoro calmo, accresce coscienza, e quando ti arrabbi, vedi nube elettra, ostacolo diventa, arduo zappar via, ti arrendi cosciente, e annaffi melodia, sopporti zanzare, che pungon ostinate, gratti e rigratti, arrendi al fastidio, trovi |Portulaca, e risolvi conflitto, mastico radice, radice ferma tempo, neuroni mi corregge, messaggio mi protende, in lingue equivalenti, rosso bian caolino, ovunque ricorrente. Eroe dai mille volti, il ragno fa la tela, per procurarsi 1 pasto, guarda + vicino, sento sottil suono, venire dalla bocca, del ragno sulla tela, ogni volta che la tocca, suono va uscire, portato dal vento: il ragno suonava, sua tela cantava, una sua preghiera che, in ritorno reca cibo, pioggia al contadino. Tago poi mi porta, presso 1 tempio Buddha, dove 1 Cane sosta, che cosa sta facendo, guardo meglio e ascolto, il cane che abbaia, basso di frequenza, uno spirito è avanti, abbaia prega il santo. Seba invoca Shirdi, viaggia con coraggio, entro leggende, al cuore del messaggio, a compito concluso, Jesus chiude porta, |Monaca-di-Dresda, tal profezia ricorda: con labbra di cuore, e calda coscienza, vado a cantare, eterna mia essenza, addensa pensieri, e nuvole oscure, le vedo su orto, riflette mia paura, emergere da ego, io canto e rasserena, il mondo riacquista, senso con scopo, emerge il bisogno, di vivere il luogo, torno in capanna, 2 giorni a cantare, senza costrizione. Delizia di gioia, in 5 giorni effetto, sale a non finire, prodotto da esercizio, dopo prima spinta: se voglio movimento, dura senza fine, ungo il meccanismo, dando nuove spinte, fermo sento vuoto, riprendo son felice, se qualcuno incontro, posso bene dire. Igiene di mente, canto tutto il tempo, semplice cuore, gioia e rapimento, Cuore va in calore, ama ancor giocare, passo tutta estate, suonare e recitare. Sento un altro mondo, senza difficoltà, mia piccola capanna, palazzo va sembrar, canto 1 nome sacro, rimuovo imbarazzo, parlano antenati, del Terabuti viaggio: mi sento recitar, pur se viene il freddo, se gelo mi colpisce, canto solo intento, se fame fa insistente, canto e bevo acqua, mi sento allora caldo, amato e confortato. Aborigeno giardino, al cuore riscaldato, raccolgo le verdure, da orto ritrovato, cammino al paese, sopra ponte Drago, canto meraviglie, del canyon del Biedano. |Totem sul sentiero, gli parlo li saluto, mi mostrano mistero, di nascita e morte, caccia e sussistenza, produsse cacciatore, uccide e da la morte, diventa allevatore, entrambe son passaggio, rito di confine, pianta fa lo stesso, muta ogni soffrire. Vibra la Foresta, nel buiti sottofondo, piano mi trasporta, arco di Mongongo, lezione interattiva, una storia di radice, di umana sintonia, rivela gradualmente, talvolta chiede prezzo, e riapre la corrente, ognuno va parlare, aperte son sue porte, a mille mie domande, tutte collegate, al bisogno umano grande, un rito di passaggio, al mondo trasognante. 01_shirdi_terabuti.m4a
lume005-|Shirdi Sai Baba film (2012, regia K. Raghavendra Rao), narra la vita del santo sufi Shirdi Sai Baba, dal suo arrivo al villaggio di Shirdi, le sue pratiche spirituali e i suoi insegnamenti, improntati al dialogo tra religioni e culture. Sai Baba, come Bab Aziz, trasformi la vita dei devoti, guidandoli attraverso difficoltà, sofferenze e percezione del soffio. La sua figura lega comunità diverse, incarna compassione, guarigione e unità, è ispiratore del progetto Agrobuti. # Tra episodi significativi vi è la sua azione durante la carestie, quando offre aiuto e sostegno pratico oltre che spirituale. Il film si concentra sul messaggio universale di amore e servizio, rendendo omaggio a un maestro che ispira a superare barriere religiose e sociali, abbracciando la spiritualità come via di liberazione e armonia.

58:lume058-Arpa di Viggiano tesse la trama musicale di una storia, dove l'uomo fà il luogo e il luogo fà l'uomo. Il ragno condivide il potere di tessere la trama delle vite, il fato destino ineluttabile, come i fili delle Parche, che possono essere spezzati, solo dalla volontà divina: chi cade nella tela non ha scampo, ma ecco emergere il doppio volto della tessitura, può essere inganno o rivelazione, condanna o salvezza, ma sempre obbliga a confrontarsi, con la verità nascosta dietro l'apparenza. Māyā e Arachne mostrano il lato ambivalente del filo: non tutto ciò che appare è reale, la trama può rivelare o nascondere, come ci ricorda la lingua Popè del Bwiti africano: |nzodi-èyaa-kasa! me va tsina sa getete-ge ege, me-tsi-eneke sene soma na m'enaka kambi ee na ndondo ee na mokuya a matsopi na gebokambi kumu ago mbemba, neee edi disumba eee! yiee eeee! o-daka mambu teta nzambe eee! disumba yieee! Nzodi figlio del pappagallo, sei arpista che canta, nel viaggio all'albero motombi, dove il neonato vede il sole-kambi, il rovo-ndondo e i braccialetti colorati; poi ode queste parole: anziani e banzi salve! padre e madre, mostraci la radice dei riti e delle danze, mangiamo eboga salve! Ngombi arpa, tu sei nata ai piedi delle radici che trattengono la terra, tua madre è la corda motombodi mongòngo. Arpa tu vibri ai fianchi del mondo! da ovest dove son venuti i bianchi, e dove dimorano i defunti; vibri a monte del fiume, nell'uovo di |Muanga-benda, da dove nacque il dio Nzambe, |Evanga-vanga dio del soffio, e vibri dal giorno cui l'infante, scala la montagna con le ginocchia, fino al giorno in cui egli, arriva al porto del fiume dei trapassati. Ngombi tu vibri, dalla culla alla tomba, dalla cima del monte, al fondo del mare.| Viggiano, paese arroccato a mille metri, con uliveti, vigneti, boschi e noccioleti, masserie in fondovalle e antiche torri colombare; la popolazione decresce per terremoti, briganti ed emigrazione, mentre l'economia locale, basata su agricoltura, pastorizia e artigianato, oggi include estrazione di petrolio. Fondato da monaci e cavalieri basiliani fuggiti da Costantinopoli, passò attraverso feudalesimi normanni, longobardi e borboni, con insurrezioni e loggia di Muràt a Potenza. L'arte musicale vanta l’arpa di Valdagri, zampogne, violini e tamburelli, strumenti dei pastori e contadini, con repertori di serenate, tarantelle e pastorali, tramandati in famiglie e nei pellegrinaggi, ascoltati da Pascoli e apprezzati fino a Roma. Il culto della Madonna Nera, ritrovata da un pastore e portata al santuario di Caggiano, anima il paese: pellegrinaggi maggio-settembre, statue portate a spalla, processioni e canti accompagnano la devozione popolare, con fedeli scalzi e soste lungo otto poggi. L’arte liutaria persiste con arpisti e mastri d’ascia, che costruiscono strumenti con legno locale e corde di budella o rame, conservando tradizioni musicali tra scuole napoletane e lusitane, scambi di repertori, brani colti e popolari, e tarantelle in feste, messe, funerali e calende agricole, nonostante emigrazione e sparizione graduale dell’arpa lucana.# Viggiano sale in alto, ma descresce popolazio, masserie a fondovalle, torre colombara, paese a mille metri, uliveti e vigneti, boschi cedui e prati, e rari noccioleti. Capanne transumanza, tumuli di terra, fitta rete fattorie, con oliveto e vigneto, pascoli bestiame, vini latte e tessuti, lino canapa e pietra, locale calcestruzzo, fabbri e carpentieri, oggi pozzi petrolio, dati ad estranei, per pochi privilegi, su Appennino in declino, dissipan risorse, estrazione idrocarburi, 50 mil barili giorno, zolfo gas naturale, Eni sceglie raffinare. |Viggiano paese, come puebla messicani, nacque da monastero, cavalieri basiliani, insediati su vetta, dopo fuga da Czargrad, ricordano leggende, feudi russi slavi, normanni longobardi, poi baronìe borboni, Corleto insurrezioni, contro dinastia, lunga cospirazione, corletani poi delusi, da Savoi dominazione. Terremoti e briganti, esili in oltremare, dimezza popolazio, nasce loggia di Muràt, con banca di Potenza. Viggiano |arpa-di-Valdagri, dedicata a Maria nera, arte liutaia meridione, contadina e pastorale, ha repertor sonori, arpicedda di Lucania, serenate e tarantelle, con zampogna e violino, flauto e tamburelli, organetto e cupicupi, accompagnan voce e danze, in orchestre parentali, di barbieri e falegnami, monti e mari san girare, a Roma detti carciofari, alle feste di Natale; arpisti viggianesi, conosciuti in tutto il mondo, Pascoli li ascolta, a |SantaRosa di Viterbo, in lucana devozione. |Leone-papa 890, incorona Madonna nera, Regina dei Lucani, conferma di altri papi, icòna |bizantina, ritrovata da pastore, mentre pascola suo gregge, in calda notte luglio: in cima vide fiamma, che illumina vallata, la raggiunse e nel terreno, trova statua in oro, il pastorello la portò, nel santuario di Caggiano, amico di Viggiano. |Madonna-Nera-lucana, ha volto dolce di una madre, Gesù sulle ginocchia, cara a ogni famiglia, di sierra contadina, che tiene tale immago, e descrive processione, prima domenica di maggio, pellegrini al Monte, con squadre portatori, ricambio nel percorso, inclinato accidentato, lungo strada Maria nera, dislocan 8 poggi, a riprender forze e acqua, con vino assieme cibo, più fedeli pure scalzi, altri sembrano Demetra, dai vicin paesi, prima domenica Settembre, percorso inverso torna, da Monte a Chiesa Madre, preghiere canto e muse, i fedeli van Viggiano, a omaggiare la Madonna. Fiera e bancarelle, arpe in legno pero, Luigi arpista narra, i pastori e contadini, giran case e campi, in periodi natalizi, novene e invocazioni, alla Madonna nera, son viggianese doc, se ho violino o zampogna, o arpicedda al col. Inverni e freddi venti, estati siccitose, neve tormenta e nebbia, girano arpaioli, emigrano ovunque, a cercare fortuna, quando incontran bardi celti, di Bretagna ed Irlanda, scambian repertori, brani in consonanza, trovan ritmi lusitani, nei buitisti subsahariani, accompagnan poi le navi, da foreste del Gran Congo, alle mabanze brasiliane. Luigi fù in Brasile, a corte Pietro II, narra suo paese, adagiato a monte Enoc, dirupi boschi fitti, pianoro Maddalena, con ruderi e mulini, santuar della Madonna, dorata in legno olivo, volto nero e veste greca, in grembo tien bambino. Fede semplice sincera, di pastori e suonatori, 50 mila pellegrini, ogni anno alla Valdagri, prima domenica di Maggio, statua sale dal Santuario, fin su vetta di montagna, poi dal Monte torna in basso, prima domenica Settembre, si festeggia protettrice, Madonna Nera di Lucania, cuor pulsante regionale, che alimenta da ogni dove, stendardi pellegrini, con zampogne e organetti, giran tre volte attorno, la cappella sopra Monte, prima toccar urna, con rami fiori onore, portan statua a spalla, coperta in oro puro, come |Madonna-Montserrat, bruna madre Umanità: per volere dei fedeli, copia statua di Viggiano, và Melbourne Australia, novembre 964, culto Vergine amata, dai locali bizantini, dopo guerre di Crociate, molti ordini religiosi, portan Madonne Nere, con San Bernardo Chiaravalle, che ama Cantico dei Canti: Sposa nigra e formosa, sono nera e sono bella, porto pace alla tua casa, suona e canta la novella. Mastri d'ascia-liutai, usan legno locale, budella pecora per corde, oppure fil di Rame, transumanza stagionale, isolati molti mesi, allenan repertori, così pure i contadini, fan calende musicali, suonano intermezzi, con i cicli agrari. |Tarantelle fatte al chiuso, questue in terme e spiagge, funerali nelle chiese, e nei pellegrinaggi, scuola di Valdagri, ama scuol napoletana, ispirata a lusitana, appresa dagli anziani. Giuseppe Gala narra che, un tipo di baratto, in Lucania è detto staglio, barbieri e contadini, scambian prestazioni, con sarti e falegnami, ortaggi ed accompagni, di arpisti e sampognari. Italia unisce i repertori, duran servizi leva, archetipi comuni, riemergono due scuole: i repertori contadini, accordatura a orecchio, son cultura iterativa, di brani colti e popolari, accompagno a bordone, armonia in terza e quinta, melodia intervallata, da arpeggi frequenti, da corde acute a gravi, a imitar zampogna, serenate a dispetto, o lutto di lagnanza. Chitarra battente, usa pure corde in rame, millimetri 0.23, 4 corde Mi Si Re La, se son 5 al centro è Sol, a volte 4 corde doppie, loro amalgama di accordi, fà toni improvvisati, al Santuario di Viggiano, Madonna nera esprime, dal sacro monte al cuore, vibrazione nostalgia, come nei santuari Buiti. Arpa lucana estingue, dopo Grande Guerra, arpisti vagabondi, seguon massiccia emigrazione, di italici nel mondo, rimangon pochi anziani, Luigi e Rocco Capobianco, residua repertorio, arpicella dei rituali, in feste messe e funerali, tarascone e tarantella, e novene natalizie, pastorali con zampogne, allietano i bagnanti, sui litoral lucani, da Viggiano e Moliterno, sant'Arcangelo e Grumento, trova un bravo falegname, per arpicella progettare. paesi_viggiano.m4a
lume058-Antenati emersero dalla terra e attraversarono il mondo, cantando il nome delle cose, così le cose vennero all'esistenza, così narra una leggenda. Poi un giorno Brahman chiese a Maya: se un filo di paglia può donarci la gioia, cosa potremo creare con la nostra musica?. Maya sorrise e propose un gioco a nascondino: nacquero allora il cielo e il mare, il sole e la luna, le stelle, le foreste e gli animali, gli esseri umani e ogni altra creatura visibile e invisibile. Poi la Dea prese Brahman e lo disseminò in milioni di frammenti, uno in ciascun essere e poi disse: 'Vediamo se saprai ritrovarti, ti resteranno soltanto i canti della fede, che indicheranno la strada'. Da allora conoscere un canto significa possedere un tratto della mappa; fra quei canti vi era quello di Viggiano, paese di montagna tra boschi, ulivi vigne e noccioleti, fondato da monaci in fuga da lontani imperi, poi attraversato da cavalieri e feudatari, rivolte e migrazioni. Il borgo imparò a custodire la voce degli avi, nella musica di Arpe e zampogne, violini e tamburelli, che accompagnavano pastori e contadini, lungo sentieri e feste, pellegrinaggi e stagioni del raccolto. Poichè poeti e viandanti, di ogni epoca e luogo, ne restavano incantati, si trovò che sopra il paese, vegliava la Madonna Nera, ritrovata da un pastore, onorata con canti e lunghi cammini aborigeni. Scalzi o festanti, i viandanti salivano gli otto poggi, come se ogni passo fosse una nota, e ogni nota un ricordo. E mentre città nascevano e morivano, tra terremoti briganti e migrazioni, l'animo nomade riprendeva il cammino, scambiando di mano in mano, le antiche melodie degli avi. Così il grande gioco di Maya continua ancor oggi: ogni canto svela un poco, dell'illusione del mondo, e ricorda che il Creato è una danza, in cui ciascuno custodisce una scintilla del tutto: quando un mondo finisce, un altro sentiero si apre. E il viaggio ricomincia.

109:lume109-Evanga narra che oggi, il Bwiti si articola in tre correnti: |Mimbiri rappresenta il ramo materno e curativo, legato agli spiriti della natura, alle forze degli elementi e alle trance estatiche. |Dissumba costituisce il ramo paterno, orientato alla conoscenza delle leggi cosmiche, delle gerarchie spirituali e contemplazione delle sfere superiori. |Diboki unisce le energie della Madre e del Padre, conciliando esperienza visionaria e sapienza rituale. Nella cosmologia bwitista, il Big Bang è solo una fase, di un processo creativo più antico. Prima della nascita dei mondi, si riunisce il supremo conclave dei Saggi, chiamato Ndzimba-Ossu, da cui deriva il simbolismo del 'Facciamo l'uomo' presente nella Genesi. Successivamente i tre Co-Creatori, Zama-Ye-Mebeghe il creatore, Nyingone la Madre delle forme. e Nono-Ye-Mebeghe, datore della forza vitale, accettano di scendere per dare compimento all'opera cosmica. Prima della loro azione, il grande Kambo Engongom-Ndegue prepara il MEBAKAKA, l'evento cosmico assimilato al Big Bang. L'universo nasce infatti da un Uovo Primordiale, generato dalla fecondazione delle acque originarie da parte del seme cosmico. I canti rituali ricordano le tre fasi di questo mistero: Epépé-Ndzambi-Apingo celebra la formazione dell'Uovo, Kwala-Ngombi la sua incubazione, e Mebakaka la sua schiusa. Solo dopo questa apertura emerge la Santa Trinità creatrice e prende avvio la formazione dei mondi, della terra e degli esseri viventi. L'arpa sacra Ngombi accompagna questi racconti cosmici e i riti di rinascita, fungendo da ponte tra il mondo umano e quello spirituale. Attraverso canti e danze, visioni e memoria degli antenati, il Bwiti insegna che la morte è una trasformazione, e che la vera conoscenza nasce dall'armonia tra gli esseri umani, la natura e gli avi, e il principio divino che anima l'universo.| Savorgnan de Brazza, marciò scalzo tra Gabon e Congo, cercando vie di pace in Africa, contesa dal colonialismo. Trattò coi re locali e fondò Brazzaville, ma fu poi ripudiato dalla Francia quando denunciò i crimini coloniali. In Congo e Gabon sua memoria sopravvive: ai Teke è un alleato e dal suo passaggio nascono intrecci religiosi come il Bwiti, culto fang/babongo, fondato sul mito di Bandzioku, donna che scoprì iboga, radice sacra che permette il contatto con gli spiriti e il mondo invisibile. Bwiti unisce tradizioni, locali e cristiane, reliquie e crani degli avi, canti danze e visioni, e riti di rinascita. Il fedele detto Bandzi, vive morte simbolica e impara il Dao e le leggi di antenati. Bwiti evolve in Gabon in molte forme, culti guarigione, confraternite e chiese di profeti. Ngombi è arpa sacra, accompagna i canti cosmici evocando la creazione, la comunione tra vivi e spiriti. Bwiti nasce dal dolore e resistenza, esprime eredità africana, di fede memoria e musica, medicina e identità collettiva. Il mito Ozambogha narra migrazione dei Fang tra savane e foreste dopo antiche inondazioni: durante il cammino trovano un enorme tronco (Ozambogha) che ostruisce il passaggio; con l'aiuto dei Pigmei Ba-mbiri, i Fang imparano a superarlo, Bambiri offron loro cibo, conoscenze e guida nella selva; da tale incontro nasce un'alleanza spirituale e l'uso rituale della iboga, pianta sacra che diventa strumento di rivelazione e unione con gli avi. Bendzoke, rimasta vedova, pesca in un fiume e trova ossa umane; inseguendo un felino bianco, Mosingi, scopre una radice misteriosa, l'iboga, che le apre la vista spirituale. Vede Etumu, il marito defunto, e gli spiriti che le insegnano i segreti della creazione e della vita. Il prezzo di questa conoscenza è il sacrificio: suo spirito diventa guida dei viventi. Da lei nasce il culto del Bwiti, che insegna il contatto con gli avi e la rinascita attraverso la visione. Banzioku è considerata la prima iniziata, mediatrice fra mondo umano e divino, e madre della sapienza africana.# |Gabon Longo e Congo, con Pietro |SARVOGNAN, esploratore scalzo, che canta di rimando: O terra del sole, Congo misterioso, O splendida valle, del re Makoko! cantate la fama, del comandante, monsieur de Brazza, pioniere vate! Africa narra, leggende col tam tam, Pietro esploratore, 880 lunga marcia, pochi uomini in giungla, in magica notte, vede fiume Congo, e segna sua sorte. Savorgnan di Brazza, maschera colonialista, gentiluomo marcia, scalzo e disarmato, mette alta uniforme, a incontrare i re, negozia in afro regni, unione coi francè. Francia lo ripudia, quando mette dito, su crimini colonie, di umano sfruttamento, salutano i tam tam, suo Spirito ritorna, sul fiume che percorre, terre della Conga. Brazzaville capitale, Repubblica del Congo, accoglie le sue ossa, traslate da sua tomba, da Algeria sin qui, in mausoleo italiano, è reliquario ai Teke, 3 ottobre ricordato. Le genti equatoriali, gli portano omaggi, affluiscono clan, da stati circostanti, poi re capi di Stato, persino dalla Francia, Teke in primafila, ricordano sua lancia: lo aman seppellire, sulle loro terre, ma presidente Congo, unito emblema vuole, x tribù divise, ma Gioco si riaccende, dossier scandali furti, verità sommerse; se nel Congo belga, cani a re Leopoldo, fan crimini abusi, lo scandalo esplode, vociano giornali, Francia chiede verità, governo traballa, e Pietro fan richiamar; torna a servizio, x svolgere inchiesta, attorno ha funzionari, pronti a depistar, Pietro mangia foglia, accetta egualmente, con letto e scrivania, felpato discende; capisce avere ancora, fiducia dei neri, così in ballo tribale, fatto in suo onore, il ganga dei Teke, gli fa capire a gesti, dove son prigioni, dove muoion sue genti. Pietro capisce, il messaggio cifrato, va muoversi a Nord, al teatro abominio, mesi dopo in Francia, a missione compiuta, narra ciò che ha visto, atmosfera è cupa: scrive relazione, la chiude in cassetto, conferma atrocità, accusa burocrati, colonialisti immondi, anno 898, Pietro quarantacinquenne, vien poi destituito, da governatore, sgarbo delle lobby, che sfruttan concessione; denuncia speculatori, ritira city Algeri, sua seconda patria, si sposa fa 3 figli, minato in amarezza, e malattie equatori, vive pochi anni, riesce a scriver cose: racconta sua versione, 1 contro-relazione, Congo fu diviso, in lucro concessioni, suo documento scotta, rovina molti nomi, lo insabbiano a fondo, trapelano notizie, di orrori umani in Congo: governo francese, nasconde i funzionari, attori di torture, nasi mani e piedi, tagliati col machete, indigeni fatti saltare, con franca dinamite, villaggi sterminati, con la mitragliatrice. Francia si auto-assolve, con fiumi di parole, mentre mitragliava, pigmei della selva, potenze industriali, colonial sparvieri, inizian Prima Guerra, infiammano europei; ideale coloniale, diversa strada traccia, feroce sfruttamento, di Stanley scozzese, fatto di dolori, locali genocidi, e riflussi terrorismi, mentre Pietro sogna, un Africa di amici, lungo il fiume Congo, nel bwiti il suo ricordo. Pietro malaria febbre, sbarca a Dakar, muore 14 settembre, suo dossier sottratto, stessa mano occulta, prima lo glorifica, lo vuol sepolto a Pantheon, sua moglie diffida. Pronipoti a re Makoko, vivon da barboni, a Parigi clandestini, figli al re dei Teke, Gaston nGuaioulou, rilancia sogno Pietro, ridare dignità, a suo popolo fiero, che un secolo fà, incontrò esploratore, sulle rive del fiume, del Grande regno Kongo. Africa onor Pietro, del tempo coloniale, che diede indicazioni, Africa rispettare, se a Parigi e Marsiglia, urlano rappers, rabbia tradimento, di libertè fraternitè, in Africa i bardi, cantano avventure, di Pietro italiano, fugando via paure. Sarvognan de Brazza, fece esplorazione, venne con 1 babongo, Mumba fu suo nome, Mbumba pur feticcio, crani di gorilla, coppa di alleanza, tra avi e stirpe umani. |PADRE-NEU 882, scrive che a iniziati, ogni parente desiderato, appare tra la folla, + europei al governo, vanno a cerimonie, a vedere loro cari, chiarire loro storie. Bwiti adottata, dai Fang anni 30, in sincresi culto avi, in diverse cappelle, Byeri è incorporato, a liturgia locale, poter del cranio umano: come reliquie Cristo, Andronico e Maria, cimiteri e chiese, fondano potere, crani sotto altare, aiuta prete recitare; cristiani bwitisti, condividono mana, di ossa dei santi, celebrate a Pasqua, poteri di reliquie, imposti da concili, consacrano chiese, crani e terre di avi, fonte di ogni bene; prete vi si appella, in sua requisitoria, i crani in culto Byeri, reliquie rispettate, assistono le danze, e storia vari clan, passaggio tra foreste, al fine di migrar. Reliquie custodite, dipinte e colorate, in scatole di legno, da perline ornate, maceran con scorze, in scatole di byeri, coperchi sormontati, da scultur guerrieri; reliquia manifesta, volonta a tornare, dopo la mia morte, custodisci mia testa, morto appare in sogno, al custode scelto, che chiude cranio vaso, posto sotto tetto. Se crescita graduale, è rituale identità, sapere singolare, da profano a banzi, fino nganga e nyma, a mezzo relazioni, feticci mediatori, fino al mongonda; nel bwete misoko, più feticci e gemme, moltiplican ruolo, interpretan parola, alter ego proiezioni, in veglie rituali, lo spazio di geliba, è luogo relazioni. Reliquari in legno, di parenti o potenti, oppure di sposa, asperse con erbe, su testa e petto, liberan profumo, per gioia del novizio, alcuni fanno danza, anche per due ore, effetto fino al coma, protetti da disturbi, vedon loro storia; senza protezione, davanti oracol Byeri, si rischia in malafede, cranio perde identità, assieme suo potere. |Byeri ha 2 rituali, oracolo e iniziazio, assieme foglie Alan, mastica iniziando, officiante con olio, statua va spalmare, Byeri è soddisfatto, pronto a oracolare; masticare foglia, apre testa in due, quasi-morte che, incontra avi Bekon, poi van guardare il sole, con euforbie irritanti, colliri del byeri, visioni passaggi. Alan graduale, eccita nervi, dura pur 3 giorni, vedon anime parenti, amici defunti, conversano con loro, ognuno a risveglio, espone suo sogno: diete e divieti, progetti e istruzioni, veder Byeri in sogno, fà contemplare i crani, allineati su foglie, narran loro storie, con fili pupazzi, danzare teste decorate; gente si entusiasma, assieme ai danzatori, con musica emozioni, in fase solenne, esibir rituali crani, come marionette, poi posti in reliquari, a spettacolo finito, nutriti a sangue polli, vino sulle ossa, urna di antenati, a casa poi riposta, con spina di Acacia, che protezion rafforza. Oracolo consulto, per ogni situazione, cibo lavoro e figli, malattie e infortuni, viaggi e migrazioni, caccia o agricoltura. Divergon byeri e bwete, nel fare 2 sequenze, Inizio ed Ostensione, coincidono nel byeri, mentre in bwe misoko, i momenti son divisi, ebando e traversata, inizio e final riti. Pragmatico misoko, vuol cura e protezione, contro sorci e malattie, diventa guaritore, se apri la tua mano, a colui che apre penge, bwete vien scambiato, il prezzo dipende, dal valore anziano, che stima incontro offerte, al genio sottofondo: essere iniziato, vuol esser debitore, verso avi mikuku, e bwete partoriente, il nima mediatore, è come un levatore, ottiene ricompensa, a far nascere signore. Nel moderno Gabon |FANG usano dissumba, tra Byeri culto crani, massoni e missionari, per tornare uniti, ad avere autogoverno, annodano più miti, creano narrazioni, versioni scuole-branche, da albero anteriore. Banzioku pigmea, trova pianta e vede, stimola i profeti, giovani ed anziani, alimentano favella; aiutati da pigmei, piantano la pianta, nei villaggi templi, coltivano speranza, medicin che calma, fame e sofferenza, e aiuta relazione, tra sessi diffidenza. Sonaglio apre cammino, in liturgia dei Fang, coltivano memoria, di palo Ozambogha, ricordo di un evento, durante migrazione, tre secoli anteriore, dopo inondazione. Fang popolo savane, fugge califfi sud-Sudane, travera fiume e selve, fin Camerun Gabon, lingua tonale bantù, parente a Ewe e Fon, narra difficil traversata, come Adzap grosso tronco, detto poi Azamboga; sbarrava loro strada, in foresta equatoriale, Pigmei Ba-mbiri allora, gli offrono sostegno, di cibo e conoscenze. Fang viaggiano a ritroso, a savana centroafricana, fin la valle egiziana, Kemit originaria, Ozambogha a centro tempio, tale diaspora ricorda, diversi clan famiglie, che spartiscono reliquie, di Byeri culto avi; grazie ai pigmei, adottano eboga emboba! amara radice, al posto di Andoma, pur dura da ingoiare, ma chi vuole parlare, tale formula ripete, lingua apinzi-pope: Mwenidyaga obwetè, vuol dir vedere bwiti, mwignidyaga maboga, vuol dir mangiare iboga, Disumba enigma primo, inizio e fine a tutto, sentiero albero primo. Tre notti di Pasqua, rinforzan calendario, al cuore di Maria, czarina nera madre, nel corso cerimonia, lutto Bwiti a Muengwe, Mwei nascosta a vista, da separè di palme. Lunedi di Pasqua, fedeli |NdeyaKanga, fanno processione, santuario di Maria, veneran Dissumba, interetnica riunione, con bwiti Ndea di Tsogo, hanno clan confini. In grandi città, rivali alle danze, ogni gruppo mangia e danza, nel clima di samba, rifonda Ndeya Kanga, sincresi afro-cristiana, giovan seminarista, cattoli-evangelista: usa lettere latine, francesi e membe insieme, fà veglie notturne, nei paesi che attraversa, processioni nei santuari, danze gioia pura: i pazienti sdraiati, attendono la grazia, amar radice intanto, gli avi sintonizza, Dinzona luminosa, radice in grembo invita. |NzeNdong mangia 3 volte, vive tre visioni, prima nel Dissumba, poi Assumega-enin, poi Eboga-tsengue, fonda Erendzi Douma, Ndong ascolta statunitense: gli parla alla nzimba, gli dice torna al cantiere, a curare due operai, malati uomo e donna, darai loro radice, entra poi alla grotta, ed Erendzi voce incontra: gli parla molto tempo, e torna al suo paese, comincia nuova vita, seguendo quella voce, comincia via dei neri, e fà una casa Enanga, suo culto curativo, Erendzi Duma chiama, indipendenza spinge. Nze ndong casa culto, consacra ai malati, in Repubblica Gabon, capo politico quartiere, diviene guaritore, in Libreville city, come altri fondatori, esige uscire vecchio culto, di periodo coloniale. |Erendzi-Duma Eterna-Gloria, tempio sotto buon parola, prosegue guarigione, servizi cure e religione, è storia di individui, chiamati e convocati, riunire orfani figli. Bwiti porta a terra, nel rapporto umano, ecosistema e cosmo, di suolo africano, tutti i bwiti sono, interpreti guardiani, della mos maiorum, valori etici umani. Buiti cerca strade, tra radio ipermercati, recupera folklore, per malattie curare, se migra via mare, riporta agli europei, arpa Kemit dei misteri. |COSTANTIN evangelista, pur scopre vocazione, giovan catechista, mangia e vede suo destin, suo desiderio latente, poi dopo convalescenza, cura in chiarudienza, la notte danza e fonda, il ramo |Ekang-Ngwa, si nomina Mba David, riscrive bibbia intera, assieme ai miti Fang. Michele-Nze-Mba, inizia sacerdozio, per malattia e carisma, di suo cugino avvelenato, ne prende vocazione, cattolico modello, Michele si confessa, e mangia amar radice, sente voce mbwiri, con ronzio sottile, campane e cavalcate, kendo obaka e arpa, seduto fino all'alba, colibrì domanda: tu hai mangiato iboga, entra nella casa, bimbo qui ti trova, seduto sulla sedia, gira assai veloce, in un lampo gira mondo, cresce come adulto, barbuto con capelli, ha trecce da Cristos, 3 calici mi porge, con sole-luna a fianco; oltre è Terra blu, tlalok dei messicani, vidi mia placenta, serbata con le giacche, mi sento chiamar frere, Gesù nzambi-avanga, mi mostra repertorio di canti santa arpa. |OMBWIRI culto donne, cura malati periferie, del mutamen sociale, vede iboga dottor medium, con spiriti bwiri, visioni color blu, color rosso fecondità, regola affari assieme cura, con parole e perdono, piante e riposo, beti suona ngomo, limpeza e confessione, avo parla bene, nel flusso espiro inspiro, chiarezza e guarigione. |ESSOME frequenta bwiti, ombwiri e dissumba, vuol conoscere meglio, realtà di aldilà, mondo spiriti e avi, 4 volte va mangiar, un mbiri ispira in lui, indigeno ospedal. Mwei gli dice procurare, lancia + torcia, porta in cerimonie, dove cura e mangia iboga, avi mbwiri ti diranno, quel che devi fare, lui fà cerimonie, incarico ufficiale. |Paul-OBIANGO ONDO, ha malattia torace, inizia con ombwiri, e paure dei cattoli, muta in Ondombula, suo maestro dottore, capace a curare, suo torace dolore; contatta spirito dottore, oltre sua cultura, vince suo timore, infanzia sua ha guarito; quando gli misero collirio, euforbia calenzula, vide il sole blu, che gaio si divide, gli mostra una finestra, e dentro vide gente, come in Iperborea, capelli rafia testa, custodi di analemma, di notte-giorno ciclo, guardiani della terra, con palla sulle mani, si passano la bolla, in circolo tra loro, quando han terminato, un giorno viene fatto. |AYIZE-ENDENDANG, conoscenza luminosa, |Caterina-Elomba fonda, congregazione fang, in Camerun Gabon, ogni sabato sera, dagli anni 60, + chiesette svela; dopo sua morte, resta ispirazione, april 2000 statua, esce da foresta, con torcia oukoumè, e suono di ngombi, veglia 3 giorni, purgan corpo e cuori, ballando cantando, ricreano buoni sogni. Azione cerimonia, snoda 3 sentieri, strada di villaggio, fino a Mbanza e spiazzo, lo Nzimbe camerino, riunione intimità, ritorno al tempio mbanza: fuoco in buca-terra, scalda entrata-uscita, totem con 2 fori, piroga-trave in cima, Totem chiama cuore, albero ombelico, due fori son 2 porte, colori bianco-rosso, passando foro alto, anima nasce al mondo, in foro basso scende, torna sottofondo. Tempio ha forma umana, trave centrale e tetto, è colonna vertebrale, Cuore altare sia, la sagrestia la testa, 2 porte sono orecchie, palo è linga festa. Nganga fa passare, fascine fuoco dentro, interno verso esterno, incarnazione tempo, Spirito ora svolge, suo stabilito tempo, in rito processione, gruppo esce dal tempio. Una ragnatela fili, appesi sotto tetto, foglie mais sottili, sentiero per i Numi, scorrono avi amici, e impigliano i nemici. Corni detti Biomba, chiamano a raccolta, siedon musicisti, nel fondo della mbanza, arpa tra le gambe, mostra testa a esterno, a fianco i suonatori, del bakè di ferro; ritmo accompagnato, da suoni di mogongo, arco narra mito, di Nzame e del mondo, tamburi verticali, ai lati mbanza, son tsembe e mosombi, stimolan la danza, arrivano i banzi, vestiti e truccati, 1 paio foglie mais, cingon fronte iniziati, come i laureati. BWITI presso i Fang, tiene propri miti, Evanga di Ebolowa, li narra già a Nnganganga, come Virgilio el Dante, a offrire a umanità, una via per ritrovare, lo scopo della vita, e risolvere conflitti. In mitologia bwitista, dopo primo conclave Dèi, son semi posti in uovo, formato da uragano, che sorregge la volta, di acque primordiali. UOVO p protetto dal ragno, DIBOBIA Arcangelo Michele, fino a sua schiusura, |MEBAKAKA-BOKAYE HAYE! qui nasce Santa Trinità, per missione creativa, piante acquatiche e marine, poi primo essere creato, NZAMA-YEMEBEGHE, che creò la Termite, BETOBA-TSENGUE nutrita, dal suo stesso creatore, con paglia di stuoia, che Nzama tesse man mano. Betoba-Tsengue termite, defeca la terra, ancor oggi puoi vedere, così acqua si divise, e nacque solida terra, Pangea primo suolo; la Termite poi finisce, termina missione, reclama lo stipendio, da suo Dio creatore, che le dà permesso, di mangiar parte fisica, degli esseri viventi, tranne anima-spirito, che è proprietà di DIO. Evanga dice che un fedele, è chiamato BENDZI o |BANDZI, colui che ha visto fuor di sonno, è nato uscito dal guscio, come un pulcino rinato, occhi liberi da squame, ha visitato leggi astrali, che ora tracciano sua vita, influenzan sua esistenza, preparan vita sua celeste: sii felice tu che hai visto, per creder senza dubbio, conoscer leggi prime, fa del Bandzi un iniziato, un figlio di Bandzioku, che trova suo sentiero, nel rito iniziazione, apprende a usare i sensi, a superar dolo illusione, chiarovede lampi veglia, ascolta in altro orecchio, assapor con nuova lingua, ciò che nutrirà il suo corpo, senza avvelenar sua mente; attraverso la sua pelle, resa mistica sostanza, Bandzi è in grado percepire, il pericolo in agguato, anche in sonno più profondo, suo olfatto riesce segnalare, presenza spiriti nocivi, e studia leggi naturali, che rivelan conseguenze, degli errori cui è parte, poi conosce i segni morte, assieme ai suoi misteri, impara pur morir cosciente, seguendo sua Felicità, che lo attende in aldilà. Le origini del Bwiti, evocate a mezzo fiaba, narrano BENDZOKE, una donna dei Babongo, Banzioku perse marito Etumu, alla caccia nella selva, ora vedova al villaggio, come vuole tradizione, è data a suo cognato, come seconda moglie. Nuovo marito BALÉBALÉ, ha già un amata moglie, e trascura la seconda, vedova di Etumu, Bendzoke è spesso sola, a mantenersi e sopravviver, sebbene Balébalé, geloso era di lei. Un anno siccità, portò lunga penuria, tra fiumi prosciugati, Bendzoke pesca in selva, cammina e e trova un acqua, in torrente detto Tambi, lei pensa di pescare, scandaglia quelle acque, con diga e rete trap, poi traversa il fiume, e cerca un altro fiume, dopo lunga camminata, giunge a Bapugnia torrente, scarso come il primo, prosegue e ancor cammina, trova un terzo fiume, chiamato era Bavamba, con acque promettenti, per sua battuta pesca. Bandzioke qui si ferma, allestisce trap per pesci, barriera fatta a diga, su un tratto di quel fiume, ai piedi di Mangrovie, che han radici in acqua, adatte per i nidi, di grandi pesci gatto, carpe e granchi che, vi scavan buche fonde, per metterci lor uova. Bendzoke svuota il tratto, prese granchi e gamberi, che mise in cestin vimini, legato al fianco cinta, poi venne incuriosita, da sciabordio di pesci, più grandi nei paraggi, scavò e allargò sua buca, aiutata dal machete, infilò sua mano tesa, sentì su punta dita, qualcosa scivolosa, afferra e tira meglio, è un femore ossa umana, continua a pescar ossa, dal buco getta a riva. La vedova eccitata, alfine estrasse il teschio, si siede e osserva tutto, contempla stupor rabbia, poiché un gatto Mosingi, rubava le sue ossa, portandole lontano. Bendzoke uscì dal fango, e sua trappola ora scaglia, il Mosingi bianco fugge, ha un pelo scintillante, si macula con chiazze, di fango della trap, rallenta la sua fuga, inseguita dalla donna; si infila alla sua tana, sotto grande roccia, Bendzoke senza fiato, sorpresa sente voci: Mamma mamma mamma! |Banzioku tien paura, domanda Chi mi parla? una voce le rispose, se tu ci vuoi vedere, estirpa una radice, che cresce accanto a roccia, gratta e mangia scorza, lei mastica corteccia, di questo arbusto selva, e nasce la leggenda, scoperta sacra Iboga. La voce la consiglia, di alzare gli occhi al cielo, un uccellino passa, e lascia gli escrementi, che cadono negli occhi, Bendzoke ne ha bruciore, improvvisa apre suoi occhi, e contempla gran folla, defunti attorno a Etumu. Ha bisogno di abbracciarlo, e lamentarsi per averla, abbandonata nel villaggio, soggetta a umiliazioni, Etumu dice noli me tangere, non sono nel tuo mondo, ma in eter parallelo, posso ispirarti da aldilà; anche le altre schiere, insegnano a Bendzoke, creazione e teogonia, esistenza uman su terra, consigli per sua vita, e per sua comunità. A fine dello scambio, gli spiriti del luogo, lasciarono Bendzoke, e le chiedono un compenso, del frutto suo lavoro, in cambio della scuola. Bendzoke cede un pesce, serbato nel suo cesto, attaccato alla sua vita, regalo detto oggi, |OKANDZO-na-BWITI ASSONA-MBIEMBO, ogni lavoro ha diritto, a compenso proporzionale. Così nacque il Bwiti nascosto, cioè mistero del celato, dietro i fenomeni viventi, primo incontro con Dio, in sogno o Teofania, poi nascono più scuole, profeti e profetesse, preti Padri o Madri, di culti religiosi, che aiutano dovunque, a guidar popolo a Dio, ognuno in local modo, scondo eco-natura. Bendzoke ora fedele, frequenta il luogo roccia, chiamata KOKONANGONDO, a contattar spiriti mestre, defunti e altre entità, intermedie e celesti, ne fece un santuario, pellegrinaggio personale. Sue molteplici assenze, nella selva Mabandiko, con ceste pien di cibo, insospettiron Balebalè, che decise di scoprire, con quale uomo lo tradiva. Balebalè mise in fondo cesto, una tasca pien di cenere, che forata ben tracciava, il sentiero della donna, Bandzoke si diresse, alla rocca Kokonangondo, lui la segue a distanza, dietro cenere traccia; giunta al suo santuario, la donna inizia il culto, con dialoghi di voci, che anche il marito sente, può udir senza vedere, lui armato di machete, uscì dal nascondiglio, a cercar segreto amante; ma vede sol seconda moglie, che parla a invisibili, di cui può udire voci, capir vuol lui questione. Balèbalè ha iniziazione, stupito dal reliquario, gli venne chiesto di pagare, il suo Okandzo-dazio per la scuola, lui eccitato ed impaziente, lascia sua moglie in pegno, in attesa suo ritorno, dal villaggio con le scorte, ma ignora tuttavia, che il cielo non dà credito, così nel suo ritorno, Bandzoke era impiccata, il suo spirito ha pagato, il debito al marito. Bandzoke guidata dal mosingi, felino bianco maculato, che per primo iniziò cammino, primo martire del bwiti, Balèbalè piange moglie, poi insegna al villaggio, sua esperienza di culto, con iboga arco e arpa, legno sacro del Buiti, che vien dal Fiume Congo. |EVANGA prete Fang, dice che arpa è un taxi, |NDZO-NGOMO ha Spirito Santo, radice è la benzina, Beti-ngomo è il conducente. Ngombi è di due specie, OKAMBO arte scolpita, usata dai bambini, a imparare a suonare, mentre quella viva, il Beti va sposarla, a mezzo notaio nyma. Evanga ispirato, organizza cerimonia, per spirito insediare, sente nome ricevuto, in arpa del contatto, nozze africane ricalca, la figlia di un re, che più ospiti invita: 3 suonatori ngombi, dispone in successione, inizia ngozé, di Nana Muyenguè, cerimonia per 3 giorni, con giorno di preludio, Efoun-beng è giorno annuncio, di kombo che accompagna, lo sposo all'altare, dove Nana attende, al pilastro del tempio. Efoun-ngomo secondo giorno, è detto rito nkeng, consacra/installa sposa, al posto di lavoro, a livello del pilastro, fino a mezzanotte, poi sarà portata, al livello di altre arpe, e posta alla destra, di mama Nana Ngondo-Dipouma. Meyaya-ngoze terzo giorno, è la presa di servizio, del ngombi in cerimonia, sulla sedia centrale, reca codici di accesso, con chiavi musicali, e le regole di nozze, di nganganga e muyengueyengueh, che prevedono la dote, a celeste principessa, oggetti duplicati, per la scuola sua discesa, ecco strumenti di lavoro, toletta e biancheria, pelle mosingi bando-bwiti, campane e corna cervo, fischietti e candelabro, lampade e spade, un set per la cucina, da zuppiere a i bicchieri, forchette e coltelli, tappeti da preghiera, panche e valigia, per portare ngombi in viaggio, assieme suoi mantelli, bottiglie di profumo, di uva Saint-Michel, e acqua di Colonia, talco oppur caolino, specchio e asciugamani, per suo lavoro terra, quando vien chiamata, a sentire lamentele, o aspirazioni umane, e infine preparare, il bardo del trapasso. Alle nozze sono invitati, maestri kombo e nyima, a testimoniare nobiltà, della cerimonia Essigli, che tiene due passaggi, Essigli Kambo che collega, ad angeliche orde, attraverso canale, di San Michele-Arcangelo, con corda rossa legata, da spalla fino ad anca. Ebata Ndembo seconda fase, è Consacrazione a Cristo, che è supremo nganga, corda rossa ai fianchi sposo. Ndzo-ngombi punisce, leggerezza negligenza, allora Evanga cura, attraverso una gemella, installata nel suo tempio, finché il marito è pronto, a incontrar celeste Moglie, severa e rigorosa, che reca formazione, per sua preparazione, a connetter 7 cieli, a mezzo delle muse; consumar matrimonio, con Ayami puro spirito, suggella patto spirituale, a crear figli speciali, Ayami ama candela, accesa spesso o permanente, come una vestale. |MUYE risiede al tempio, suo luogo di lavoro, oppur moglie terrena, cura sua toletta, impegno casalingo, material spirituale. Beti-ngomo ha tre ruoli, il primo è gioco d'arpa, lo vedono i profani, capaci anche i bambini, lui tien spirito nwandji, che lega allo ndzo-ngombi, e amplifica gli effetti. Secondo ruolo appare, da prima iniziazione, dove incontra il Sè, suo angelo custode, suo doppio spirituale, cura talenti e vocazioni, latenti o potenziali, e battezza nome Nkombo, e rispondi YO YOBÈ, oppure YOVÉ MA. Questo avatar ti mostra, tuo ruolo nella vita, e dentro ogni Ngozé, qual ruolo recitare, NGANGA intercessore, KAMBO è il protettore, YEMBE guida cerimonie, NYIMA erborista-guaritore, NDOUNGA musicantore, BETI è suonatore. Chi torna Beti-ngombi, ha visto il suo nwanzi, così ogni Ndzo-ngombi, ha suo nwandzi-beti, Lei tiene proprio nome, alter-ego del suo beti. Beti-Ngomo paga doni, a scultore e guida Kombo, pur viaggi agli invitati, e gli abiti sua sposa, cibo e bevande a tutti, 4 giorni cerimonia, della Regina sposa. Muye cerca sposo, per fare suo lavoro, di cura nel mondo, matrimonio è la chiave, per bene lavorare, coi mondi celesti, per tutta la vita, fino ai successori. La sposa rivela, colori del suo nome, limone paglierino, abiti e oggetti, a volte accetta unione, tramite procura, e tiene suo lignaggio, con Nana-Ngondo-Dipouma, insegna canto richiamo, a districare scelte, con etica cristiana, aver cura suoi bisogni, nel beneficio a entrambi. Preparare ogni lavoro, tiene difficoltà, buio cerca impedir luce, da alba dei tempi, a inizio di un lavoro, serve codice chiamata, motivo da cantare, genealogia di sposa: ngombi che aprì porta, in Camerun paese, Nana Nanga Minsengue ya Nikombo, che generò Nana Evissa Tsengue, che generò Nana Ngondo-Dipouma, che genera Nana Muyengueh, prima ngombi italiana, sposa celeste a Nganganga, che ha forza di lignaggio, di tutte le ascendenti. Lei svela suo stemma, di suo imperio celeste, necessario a sua discesa, in seconda ngozé, così sposo la conosce, nella terza ngose, e la installa nel suo cuore, suo tempio e suo paese: Io son spirito luce, di sole luna e stelle, agisco per amore, pace e libertà, ma rifuggo con fermezza, la dominazion su altri. Suonatore di ngombi iniziato a geni abanzi, invitato con arpa piccola o grande; è sposato còn arpa grande, seconda moglie terrena che salva Beti cuore puro, al fine di far emergere in brano, la presenza di Ningwan sorella di Dio, Dinzona Benzogu Isoga, yaMwei Disumba Ningwan, e altri molti nomi. Gli eventi cosmici narrati hanno loro energia, Beti tocca ottava alta, in nota di chiusura, mentre melodie canti tendono a finire in tono basso, ma inizi van ripetere; la dichiarazione iniziale è ripetuta 4 volte, evoca membri del culto, loro cura e potere, poi viene enunciato un incantamento che ha compito di arredar spazi indefiniti. Canti Mwenza al plural minza, son repertorio fisso, vedi Mitombo mya obaka di pedi Martin. Arpa articola linguaggi, voce umana prolunga, ascolta e comprendi, interpreta gran temi, ogni beti iniziato, segue apprendistato, esperienza dolorosa, o estatico stato. Essalouma è vetrina, fatta nel santuario, per lei che scelse aiuti, Evanguè-Vanga e Combi-combi, aiutanti suonatori, che lavorano per lei, col canto e con il suono, rispettando la sequenza: inizia canto del mintombo, che chiama gli ascendenti, trisnonna Nana Nanga, Minsengue ya nkombo, nonna Nana Evissa Tsengue, e mama Nana Ngondo-Dipouma, infine Muyè sposa, ognuno ha sua canzone, rito chiamata e ingresso, due brani per ngozé, che mimano creazione, da un conclave di Dei, il resto di creazione, si canta in OBANGO, caos cui esce cosmo, che è ultima canzone. Muye è donna scura, carina a corpo snello, statura media e seno medio, capelli lunghi ai fianchi, fin natiche sode, suo abito verde lime, a volte azzurro o bianco, secondo occasione, con strascico limpido, come acqua di vita; la yombo che la porta, fino dentro al tempio, vesta ugual colori, la segue un altra serva, che tiene ciotolina, di acqua in man sinistra, aspersore in mano destra, essa rappresenta sposa, che spruzza acqua su schiena. Muye entra nel tempio, la salutano giocando, con palla bianca a stelle nere, in partita pallamano, Muye ha un mazzo fiori, infilato alla cintura, legato dietro schiena, man sinistra tiene lampada, mano destra una torcia, per aprire porte tempio, poi arriva altare, apre ultima porta, e torna a pilastro spirituale, per far girare Obango. Dopo il suo ingresso, è patrona cerimonia, srotoliamo Zen Ngomo, dramma di creazione, narrato con il ngombi, segue fase BENISANGO-NDZAMBI, cioè punto trasmissione, di nos lamentele a DIO, attraverso il ngombi, accompagnato da libagioni, acqua e vino rosso, oppure buona birra, in caso preghiere curative, caramelle e succo frutta, buon liquore e tabacco, e una somma di denaro, secon valore dei problemi, che hai presentato a Dio, OKANDZO-na-Bwiti Assomna-Mniembo. Denaro o altro dono, raccolto alle preghiere, è usato a equipaggiare, la NGOMBI con la luce, una lampada o candela, brilli nel santuario, un pò di cibo per sue guardie, a lei Borotalco profumato, e guardaroba rinnovato, quan vestiti sia invecchiato, bassè Nana Muyengue! lume109_sogno-bwiti-petitsage.m4a
lume109-Pietro Savorgnan de Brazza, esploratore che percorse Gabon e Congo, cercando il dialogo con i popoli locali. Pur segnato dalle contraddizioni dell'epoca coloniale, la sua memoria rimane viva presso molte comunità, dove il Bwiti continua a presentarsi come una tradizione di resistenza, guarigione e speranza, dove musica visione e saggezza ancestrale, insegnano a coltivare la luce interiore e il rispetto per ogni forma di vita. Il Bwiti è una via di rinascita che intreccia tradizioni africane, culto degli avi ed elementi cristiani. L'iniziato, chiamato Bandzi, attraversa una morte simbolica per apprendere le leggi spirituali, ritrovare il proprio posto nell'universo e rafforzare il legame con la comunità. Canti, danze, visioni e reliquie degli antenati custodiscono questa memoria collettiva. Al centro della liturgia si trova la Ngombi, l'arpa sacra che accompagna i canti cosmici e mette in comunicazione il mondo visibile con quello invisibile. Nei suoi inni risuona il tema di Meyaya-Mbembe: la gioia eterna dell'anima, la resurrezione e il ritorno alla luce divina. La morte non è annientamento ma trasformazione; la Ngombi è il ponte che guida verso la dimora degli antenati, la fraternità dei santi e la continuità della vita.

110:lume110-Evanga in suoi racconti, narra nozze sincretismo, tra sposa e servizio, e i nativi culti di avi, uso radice d'iboga, arpa reliquie e cerimonia, festa impegno e vocazione, nella selva africana. Muyè simbolo di rinascita, è uno spirito dell'arpa, che si sposa al suonatore, inizio di un percorso, in cui fedeli e comunità, trasformano i dolori, nella unione ad antenati. Muyè è come Ayami, sposa celeste degli umani, in veli bianchi e pastello, ornata con conchiglie, unisce il suo destino, a colui che suona ngombi, tra visibile e invisibile, nozze alleanza e vocazione. Muyè incarna un lignaggio, di donne-arpa antenate, nel tempio di Evanga, esse sono Nana Nanga, Nana Evissa Tsengue, e Nana Ngondo-Dipouma, che viaggiano dal Gabon, fino al Camerun e Italia. Ruolo di arpa è guida sacra, un tramite tra i mondi, chiamata a governare il suono, canto cura e relazione, dove il Nganga assume ruolo, di sposo celeste in cerimonia, compagno e mediatore, aiuta Muyè a incarnar mandato. Ecco le nozze del richiamo, nel suono d'arpa del suo sposo, che proclamano il suo ruolo, di ascoltare e curare, e rispondere a bisogni. Come le nozze con Sofia, è dichiarata un alleanza, tra spiriti e comunità, corpo ed energia, la cerimonia avrà tre fasi: richiamo e consacrazione, poi presa di servizio, essa inizia col riconoscimento, del lignaggio dell'arpa, ovvero sua ascendenza, segue poi la liturgia, del suo ruolo con i canti, danze abiti e simboli, che identifican l'ayami, coinvolta nella cura, quando proclama sua funzione: ascoltare le richieste, tra spiriti e comunità, curare o rispondere, a esigenze materiali e spirituali, l'arpa unita al suonatore, diventa sorgente luce, protezione e guida etica, che rifiuta dominazione, pur affermando autonomia, dignità e risposta azione.| Seba osserva la fauna, tra Pontina e Biedano, incontra gatti e cinghiali, cani lontre e donnole, martore e tassi, scoiattoli ghiri e pipistrelli. Tra paludi e boscaglie, ferma a riposare in capanne, osserva uccelli migratori, oche selvatiche e folaghe, starne allodole e tordi, anatre lepri e quaglie. Palude Pontina selvaggina, scoiattoli e ghiro fan provviste, come istrice e marmotta, che vanno in letargo. Seba ascolta uccel notturni, upupe gufi e colombacci, evocan storie di ricordi, lontane in luogo e tempo, come il clan degli Ayandzi, e la tratta degli schiavi, che fuggono alla selva, e incontrano animali, come lontra e rondinella, che indican sentier di vita. Giunto al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, in Gabon dividon clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e altri. Narra mito di Mosuma, lontre gemelle in rio Mososo, scopron radici iboga, mbasoka e nyoke, e tuffatesi nel fiume, ascolta il suono obaka e ngombi, di Granchio Bitoto, che suon con molte dita, e dona agli umani, gli strumenti musicali. Mosuma è Banzioku, che incontra la piroga, condotta da Motembwe e scopre il Mobogwe, il fiume dei ritornati, vestiti in bianco e nero. Il viaggio porta conoscenza: radici strumenti e melodie, connessi alla creazione, dell'Arco di Busenge, a segnare il passaggio, dalla selva al villaggio, da isolamento a comunità. Arco maschio solitario, dialoga con spiriti, mentre Istrice sonaglio chiamalo Bopunda, accompagna le scoperte, e interpretazione segni e sogni.# Seba osserva fauna 动物, tra Pontina e Biedano, mammiferi e pesci, insetti rettili anfibi, il gatto selvatico, detto Felis silvestris, Sus scrofa è cinghiale, Cane e Lontra e altri. Mustela nivalis, donnola martora Martes, Hystrix cristata, Sorex samnitico toporagno, Vulpe vulpes dietro lepre, Lepus corsicanus, tasso Meles meles, topo Apodemus sylvaticus. Sciurus Scoiattolo, Ghiro è Glis glis, Muscardinus avellanarius. Seba incontra in treno, un ingegnere cacciatore, raggiunge al mattino, stazione Fossanova, poi a piedi cammina, fa pause e si riposa, capanne di fortuna, tra anatre lui trova. Lepri in quantità, tra sterpi e boscaglie, indisturbate vanno, tra le paludi langhe, Beccacce e Pavoncelle, costellano palude, quaglie tortore africane, aspetta su dune, stremate dal viaggio, nessuna legge venatoria, arrivano Storni, a nuvole su palude. Folaghe dei laghi, son pure abbondanti, oche anatre selvatiche, grassi volatili, Starne e pernici, Allodola e strigliona, pur Tordi e Ficarola; preda cacciatore, uccelli di passaggio, con cani di supporto, che aman tali terre, un riccio per il sugo, condiva sua polenta. Dopo anni bonifica, di Palude Pontina, rimase ricordo, e scompare selvaggina Seba ancora osserva, uno |SCOIATTOLO antico, che accumula provviste, ghiande semi a guscio, Ghiro e Pipistrello, Istrice e Marmotta, che fanno pur letargo, una sorta ibernazione, metabolismo lento, abbassa lor calore. Seba ancora osserva, un passero che mangia, i fichi più maturi, poi animal notturni, Istrice e Tasso, in trappole di lepri, Averla e colombaccio, Upupa e gufi, Talpa che accumula, frutta nei suoi nidi; affiorano ricordi, di storie da lontano, Ayandzi clan faceva, la tratta degli schiavi, più popoli locali, fuggirono alla selva, incontrarono animali, |LONTRA e rondinella, che gli indican sentiero, a sfuggire pirati, riparo al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, al centro del Gabon: ge-bondje è gran montagna, oggi quasi disabitata, terminato il terrore, si diviser nuovi clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e bianchi, mitici pellegrinaggi, narrati in sequenze ngombi; così un canto repertorio, narra il mito Lontra, sul torrente Mososo, fiume mitico Mobogwe, dove vivon lontre gemelle, una è Mosuma, l'altra e Sombididi. Mosuma un giorno trova, una pianta sulla riva, ne sradica radice, inghiotte pezzi radice, poi si dirige qui, presso cascate d'acqua, dove siamo tutti noi, si siede e sonnecchia: avanti avanti banzi! scendete nel Mobogwe, come vermi in viscere, fin dove i pesciolini, risalgono i fiumi, mangiamo pure noi, ciò che mangiò Mosuma, e da quel giorno cominciò l'usanza di consumar, due varietà radice, mbasoka di mandrillo, e nyoke dell'istrice. Mosuma nel suo viaggio, al fiume di radice, tuffatasi in acqua, sentì il suono obaka, più avanti nel fiume, sentì arco mongòngo, il maschio solitario, che vibra il primo avo, poi vide arpa suonata, dal Granchio Bitoto, con dita fessurate, nelle articolazioni, e mentre ha visioni, sente vibrazioni, che vien da fondo fiume, si immerge poi esclama, cos'è che vibra? scende in profondità, vede il granchio Bitato, beti assai virtuoso, poi sente un fruscìo, è il sonaglio di Bopunda, che crepita all'entrata, dove penetra Disumba, Lontra allor sprofonda, cullata dalla ngombi, e da Istrice sonaglio, poi chiese ed ottenne, i strumenti musicali, e a umani li ha donati. Mosuma è mosema, cioè Banzioku stessa, che incontra la piroga, condotta da Motembwe. |Arco accompagna Povi, discorso in 8 tappe, che canta Ngombi mbembe! nel mito Nzambe kana, evoca tempo anteriore, mondo di cacciator/coglitori, dove Mogongo avo babongo, prega sue reliquie, con melodia ronzante, che stimola bandzi, come il marranzano scacciapensieri siciliano, arco-a-bocca siberiano. Mongongo è avo pigmeo, che dialoga con suoni, a spiriti mikuku, nel folto della selva, con la radice in pancia, e strumenti di Mosema. |Popè: go ndibo go epongo go makungaka ngombi, ye mosuma mwana.. ye ake, Mobogwe. |Mobogwe tseny'edi te mandome, mosuma ya dzuwaka eboge. IT |Mosuma-lontra infante, lascia il fiume per andare, al paese dei mortali, guarda i caduti nel Mobogwe, il fiume dei ritornati. |popè: ngombi mbembe! do disumba mokoko, soke sanga sa bopunda au nzimbe. IT radice di creazione, principio filiazione arco-arpa, dove il viaggio di Mosuma, porta la scoperta, sulle rive del Mobogwe, analogia col viaggio, del banzi entro se stesso, con sonaglioM di |bopunda-ISTRICE, che crepita penetrando, nella stanza nzimbe, mentre Efun |mben-mongongo, è genesi d'arco, che segna il passaggio, dalla selva al villaggio, ARCO di BOSENGE detto Mben tra i Fang, Ngadi dei Kota, mu-ngòngo |lingua-Kikongo, ha più significati, gran nervo e spin dorsale, caverna profonda dove, vivon termiti alate. Mo'ngòngo hai compreso, è maschio solitario, con sua corda unica tesa, mentre arpa è suonata, da molte dita del granchio. lume110_ngombi_lionel.mp4
lume110-Mosuma e le rovine sommerse, nella foresta sacra, tra radici intrecciate e luce dorata, Mosuma è lontra del Mobogwe, fiume dei trapassati, spiriti in bianco e nero. S'immerge in acqua e ascolta arpa, del granchio Bitoto, ricevendo conoscenza, da radice di memoria, mentre l'istrice Bopunda, col sonaglio accompagna, passaggio da selva al villaggio. Granchio Bitoto è detto Cancro, con le sue dita sciolte, suona e guida il cammino, a chi ha pazienza di ascoltare, in empatia tra canti di avi, e silenzi del fiume, un fascio di luce scende e lega, visibile e invisibile. Emerge sposa spirituale, che si unisce al suonatore, per ascoltare e servire, attraverso l'arpa ancilla, e i lumi di memoria. La lontra oracola così: prima esplora ciò che giace, nelle memorie sotto di te, poi costruisci ciò che porta, armonia intorno a te; ascolta il fiume della memoria, la vera vocazione non domina, ma collega le rive. Bitoto dalle molte dita, continua a suonare senza rispondere, Mosuma allora scese, in acque più profonde, a conoscere il suo compito, tra pietre sommerse e antiche rovine, scoprì stanze dimenticate, tracce di lignaggi e vocazioni, ferite trasformate in memoria, ruoli e maschere sepolte, e il vuoto pieno di libertà. Allora comprese: |Ngombi-mbembe! L'arpa suoni sempre! soke sanga sa bopunda au nzimbe, ye mosuma mwana ye ake Mobogwe: non ogni richiamo è un potere, non ogni dono è una missione, talvolta la cura nasce dall'ascolto, come la lontra che osserva, prima di agire, così arpa e lontra, istrice e granchio, insegnano il medesimo cammino: ascolta e lascia che tua azione, porti armonia intorno a te.

114:lume114-Principe Birinda, del clan Boudieguy, discende da Olenda, re degli Eshira del Gabon, e dal sacerdote Yondogowiro, iniziato ai misteri Buiti, religione e scienza che unisce, corpo anima e spirito. Nei santuari di foresta, i maestri Moussombi, lo formano ai segreti, di Dinzona e Mukuku Kandja, forze creatrici del cosmo, come verbo e luce. Mukuku Kandja plasma la Terra, e Mutu il primo Adamo, Adamo è detto anche Maguango, Eva è detta Niangui, figli di Dinzona, fondano razza umana, ma violano il segreto, che toglie immortalità, genera razze diverse, celesti marine e terrestri, a popolare tutti i piani. I buitisti tramandano la via, per ritrovar la luce perduta, attraverso la pianta iboga, le cerimonie e la ngombi, il canto e la danza, a risvegliare i nove centri, che albergano nel corpo. L'iniziazione è ritorno, all'origine del ritmo, e dell'estasi dei mondi, mentre il rito Buiti, cura purifica e collega, l'uomo al Dio, come nei templi egiziani. Il culto Nyemba completa il Bwiti, poichè celebra la donna, come culla e sacra fonte vita, mentre Mouniambi è scuola sacerdoti, trasmette conoscenze meridiani, nove sfere e corpi spirituali. Birinda, guidato da Dea Dinzona, studia i Tarocchi in Nigeria, fonda un tempio a Ibadan, diffonde la scienza africana, ci narra il mito di Dinzona, fanciulla che genera il Verbo, come Principe Solare, che crea le leggi divine.| Olenda, re degli Eshira del Gabon, discende dal sacerdote Yondogowiro. Il principe Birinda, del clan Boudieguy, viene iniziato ai misteri del Buiti, religione e scienza che unisce corpo, anima e spirito. Nei santuari di foresta i maestri Moussombi lo formano ai segreti di Dio, Dinzona e Mukuku Kandja, forze creatrici del cosmo. Il culto Nyemba celebra la donna come culla e sacra fonte di vita, mentre Mouniambi è scuola dei sacerdoti, trasmette conoscenze su nove sfere e corpi spirituali. Birinda, guidato dalla Dea Dinzona, studia i Tarocchi in Nigeria e fonda un tempio a Ibadan, diffondendo la scienza spirituale africana; nel mito, Dinzona genera il Verbo e il Principe Solare, origine degli dei e delle leggi divine. Mukuku Kandja plasma Terra e Uomo, chiamandolo alla vita. Adamo è Maguango ed Eva è Niangui, figli di Dinzona, fondano la razza umana, ma violano il segreto divino aprendo le porte del cosmo. La loro caduta genera razze diverse, celesti, marine, aeree e terrestri, che popolano i piani del mondo. I buitisti tramandano la via per ritrovare la luce perduta, attraverso la pianta iboga, le cerimonie, il canto e la ngombi, che risvegliano i nove centri del corpo. L'iniziazione è ritorno all'origine: il canto, il ritmo e l’estasi uniscono i mondi. Il rito del Buiti cura, purifica e collega l'uomo a Dio, come nei primi templi africani e mediterranei.# Olenda re di |Eshira, |duChaillu descrive, mi invia 2 messaggeri, col kendo scolpito, 2 visi reale emblema, di preti sacra sfera. Suo nonno Yondogowiro, pur capo religioso, dei Galwa del Gabon, santuari di selva, vegliardo che omaggia, alzando da piroga, braccia ai pellicani, agita kendo rosa. Principe |BIRINDA, clan di Boudieguy, della tribù di Eshira, nato a Malongouvala, città reale clan, del padre Boundinga, prende suo cognome, da madre matriarcato, e da nonna materna, chiamata Moungongou, al Buity è inviato, lo affida ai gran Moussombi, a iniziarlo ai misteri. Moussombi è grado primo, Missoumbi nel plurale, mantien tutti segreti, segue Nima na Kombo, poi Nima infine Bandji. Buiti è sacerdozio, religione scuola e scienza, un buitista cura corpo, anima e spirito, crede in Dio teologia, donna è sempre culla, madre di ogni società, educatrice primordial. Nyemba è buti femminile, aiuta padroneggiar, natural sensualità, in donna buon misura, Nyemba a suo marito, concede solo a notte, atto amor segreto, poichè ama misticismo, a mezzo canti e danze. Mouniambi fil de Dieu, è scuola sacerdoti, forma preti e curanderi, vien da Muana infante, Niambi è il divino, Dio infante o fil di Dio, introna e detrona i re, con sua parola legge. Muniambi vuol dieci anni, scuola di sapienza, a volte pur ventanni, mostra akasha luce, unione Kombè e Ngonde, cui nasce Verbo eterno: Mbumba nioga divanda, creatura e creatore, serpente di creazione, plasma elettricità, detto Kaki tra i Muniambi, Mbumba è kundalini, suo feticcio è interdetto, sol Moussombi sa gestire, sen pericolo Reale. Birinda tra due mondi, lo visita Dintsouna, lo spinge a viaggiare, su mari e su terre, è sua sposa celeste, sorella figlia e madre, ovunque lo istruisce: studia ai missionari, verso 15 anni, diventa sagrestano, un giorno intende voce, uscir da tabernacolo, Pengui reliquiario, inizia a girare, Libreville e Gomè, presso gran Moussombi, MBombe Moutindi, poi viaggia in Nigeria, dove è spinto dalla Dea, studiar 52 tarocchi, linguaggio universale, a interpretare il Buity, che lui trasmette al mondo, e a Ibadan fonda tempio. Dinzona è Dissumba, primo buiti inizio tempo, uscita dal respiro, |Mokoku-Kandja |Muata-Benga, esistenza luminosa, Etere di luce, figlia della notte, dai seni esce Minanga, i Ghedi bimbi-lampo. |Dintsona parla in lui, nei viaggi Africa e Francia, da anno 1948, quando nasce il Gabon, torna Nigeria in 50, a suo tempio di Ibadan, subisce complotto, da uno dei suoi vice, che vuol gestire tempio, soffre e vince causa, nel tribunal Nigeria, perdona suo aggressore, poi nel 60, è nel primo governo, di Leon Mba in Gabon. Birinda scrive libro, sintetico e chiaro, su Buiti e Nyemba, devota iniziazione, Dinzona intermediaria, come Ayami in Asia, oppure Kore kosmu, detta Muatu Benga, Dea bianca luminosa, Tibet e Gabon, due centri religiosi. Genesi africana, in 52 settimane, Tarocchi etiopi egizi, Tebe Delfi Alessandria, Birinda narra scienza, in 4 stadi progressivi, Ammissione e Teoria, Esercizi e Pratica, in 4 gradi ruoli: Banzi mangia e vede, mentre Nima sà, Nima-na-Kombo pratica, con musica e diboga, svela i nove corpi, legati a 9 sfere: nel corso letargia, Banzi entra in contatto, con 9 sfere chakra, fà viaggio dantesco, bianca luce appare, Dinzona Banzioku, Beatrice saggezza. Banzi quan risveglia, informa iniziatori, a mezzo lingua Itsogo, maestro ascolta bene, a trovar corpo svegliato. Banzi vede ma, ha bisogno di studiar, segreti di natura, poi sperimentar, paga quei segreti, narra la canzone: Na gu keba mongo nu sumbakà. Nima iniziatore, sà fondare mBanze, scuole dei misteri, cosmo in miniatura, come albero arancio, nato da seme, il grande riproduce, da contenuto a contenitore, da bimbo ad adulto, essenza in vari climi, vuol nove sfere cosmo, come 9 porte del Cielo. Dio impregna uomo, con soffio di sè stesso, come seme di limone, embrione albero intero, Uomo pure è seme, soffio del creatore, opera di Volontà, terra è suo frutto. Ngombi lira sacra, dà melodia Mikinga, risuona corde interne, cioè i chakra di Maguango, si sveglia allora M'bumba, Kundalini che monta, dentro albero Montonga, fino al ramo rispettivo, alla nota dominante: tre frutti messi in gioco, son cuore di Dinzona, cervello Prince Solare, e il sesso di entità. Arpa è modello, di albero di vita, donato Adamo ed Eva, per accedere a sfere, a mezzo loro sensi, e ritrovar sentiero, in tutte le esistenze. 1.Prima Esistenza, |Mukuku-Kandja_creatore, Spirito di Spiriti, appare solo eterno, nella notte dei misteri, Muko na Suma, maestro di ogni cosa, divien Givanga Vanga, creatore senza fine, contenuto e contenitore, si divide e si riunisce, diversi aspetti di lui stesso, anima creature, colori e dimensioni, genera |Muanga Bendah_etere, saggezza amore e giustizia, poi è Ntsambi Pindi, maestro dei destini, poi è Kumu Tsengue, sovrano dei mondi. Mukuku Kandja al quarto giorno, soffia nella Notte, genera Dinzona, principessa bianca luminosa, nera figlia della notte, Kundi guilalale, asessuata tiene in mani, Kombe sole e Ngonde luna, ha due seni latte e sangue: risveglia e mette in moto, atomi in più forme, acqua cristallizza, primo soffio protoplasma, seme forza di volontà, pronto a germinare, in tutta la creazione. 2.Esistenza, nasce ordo cosmo, movimento di atmosfera, detta etere Dimungui, protoplasma oceano e acqua, essenza di Dinzona, che genera qualità, quantità spazio e tempo, a limitare i contenuti, che abitan pianeta, senza confusione, Dinzona incarna trinità, Tayi Ngouyi e Muana, Padre Madre e Figlio. Atmosfera si separa, Alto Esteso e Profondo, Dinzona scegli casa in alto, a nutrir tutti abitanti, Kombe sole e Ngonde luna, ricevono missione, dirigere i pianeti, svegliare i sonnolenti, a cantare in armonia di sfere, inno sacro a dei e dee. Dinzona è Nguy banani ne Bundembe, madre di saggezza, incarna madre-notte, Arco in cielo e 7 chakra, Legge di armonia.3.Esistenza, Mukuku Kandja è giorno Niangu, Madre-notte Dibety vasta, Dinzona unisce kombe e ngonde, nasce principe solare, che allatta ed irrora, a mezzo dei suoi seni: Titè te Kombe, Mamè tè Ngonde, Maganga kanda tè, na ngade a bimba tè, na giungo, a viga tè nguii, guipobo a bakè, go time Ngonde, a Baka go Pindi dinga, a viga go ngongoùa Mitovè, Mukuku pèpè kumu tsina. Principe solare, Muana kumu mukuku kombè, è giorno della terza esistenza, come Dinzona è giorno della prima, ma è notte della seconda, riceve da Dinzona, corona dei tre mondi, e imperio a coronare, Dei cadetti li a cantare, Dinzona vergine eterna, ascolta inni melodiosi, porta i due sessi nelle mani, Kombe e Ngonde, lei nata dalla unione, di Mukuku Kandja con la notte, or fa unire Kombe e Ngonde, cui nasce principe Solare, verbo oracolo di Dinzona, da cui nascono gli Dei. Dopo nate le progenie, emergono disobbedienze, Dei divergono con guerre, contro Principe Solare, alcuni restano indecisi, neutrali tra i due campi, ordo vien turbato, infine guerra è vinta, e primo tempio viene eretto, a gloria verbo divino, con culto adorazione, con un inno di allegria, salute verbo eterno! Tu esprimi nos pensieri, tu che penetri nos cuori, la cui musica ci pervade, Gloria onore e grazia, a colui di cui sei forma, gloria a Mukuku Kandja, Muko Na Suma Givanga Vanga, Muanga Bendah Nzambi Pindi, Kumu Tchengue, eterno senza inizio e fine. Dei nel tempio fecer Leggi, su tavolette primo libro, conformi a Dinzona legge, amor giustizia e misericordia. Nasce orda sacerdotale, per tempio e celebrazioni, preti di Dinzona, Verbo eterno e soffio Kandja. Dinzona è madre notte, cioè Mukuku Cangia stesso, Padre spirito onnisciente, adorato in trinità, Padre Madre e Figlio. Tempio e città santa, occupano quarto petalo, della Rosa Atmosfera, terzo petalo a Kombe e Ngonde, con Verbo principe solare, secondo petalo è per Dinzona, legge e modello di saggezza, primo petalo è dimora, corona di Kandja. Sacerdoti in quarto petalo, Dei nel quinto zefirot, detto Valle dei Re, al dieci abbiamo la frontiera, mentre i Dei ribelli, dal quinto espulsi e precipitati, nel mondo infero profondo, con ordine governare, la schiusura delle anime. 4.Esistenza, figli e figlie degli Dei, che innalzano palazzi, come loro Paradiso, uniti ad anime locali, sonnolenti in tale sfera, partoriscon semi-dei celesti, mentre di riflesso, nel mondo ombroso di basso, nascono semi-dei infernali, che alzan lor palazzi, nei petali tenebrosi. Abitanti di alto e basso, han paradisi opposti, così Etere popolata, da 4 razze elencate: Dei e figli-dei, semidei e anime, queste unite a semidei, dan vita a geni e poi angeli_mbieri; angeli maschi detti M'bieri, sterili senza sesso, angeli femmine senza marito, rifugiano fondo acque. Al sesto giorno le 6 razze, si dividono in due clan, celeste e infernale, rivendicando monopoli di anime, ciò porta guerra ierarchia, che oppone clan di razze, resta fuori solo i geni, con le anime neutrali. 5.Esistenza, |cataclisma della guerra, i due clan si affronteranno, su ogni petalo dal quinto, clan celeste vince infine, entra in paradiso sotto, mette fuoco e fa frontiere, smaterializza dei infernali, in varie forme di energia, ma queste forman mostro grande, che divora tutte fiamme, rompe le frontiere, e raggruppa dei smembrati, respinge clan celeste, oltre decimo petalo, quindi installa qui il su centro, Dei celesti salgon tempio, a quarto petalo riunione, chiedo pace di Dinzona, scendono poi settimo petalo, dove installa loro centro. Mukuku Kandja riempie Cielo, con nuvole luminose, pone acqua in mondo Esteso, e pone fiamme nel Profondo, dove lascia Dei infernali, mentre anime ripone, tra le acque in mondo Esteso, se qualcuno vuol cambiare, si deve allora trasformare. 6.Esistenza, Kandja in forma trinitaria, detta |Givanga-Vanga_treregni, stabilisce ierarchia, di contenuti e contenitori, divido Etere in tre regioni, ogni regione in tre sfere, ogni sfera in tre reami: region Celeste Estesa e Profonda, poi dota ogni reame, di un Kombe e di una Ngonde, quattro elementi ed una Legge. Givanga Vanga usa a modello, la celeste regione, primo reame è del Monarca, secondo è della Madre, terzo è del Figlio. I tre regni di seconda sfera, Dei e Angeli ed Anime, i tre regni terza sfera, figli di dio + orda celeste, poi architetti celesti, poi lavoratori celesti. Givanga Vanga designa, ogni Dio in ogni sfera, un re e un prete ogni reame, domina Cielo su altre regioni, poiché soggiorno di Dinzona, Cielo è capital del cosmo, abitanti qui estasiati, da luce suo splendore, ma fa scender tutte regioni, nettare ambrosia sue mammelle, musiche canti e poesie in ritorno. Sesoto giorno Principe solare, prende posto al suo fianco, sul trono gloria e maestà, tra inni di eternità, eco viaggia petalo in petalo, fin regioni infernali, passando regno intermedio, questo è ordine celeste. 7.Esistenza, regno Esteso o intermedio, Kandja dona un Kombe e Ngonde, poi divide acque in due, condensa acque alte e fiamme basse, con latte e sangue seno Dinzona, prende il Mix e soffia sopra, crea una cupola che flotta, pone in mezzo alle due acque. Bolla inizia un movimento, doppio circolar vassoio, Givanga Vanga ammira opera, dota mondo di ogni cosa, presente in alto come in basso, come segno di alleanza, erige Terra come barca, che traversa mondo esteso, permettendo visitar, Dei celesti od infernali, come sirena sulle acque. Terra genera la brama, di tutte razze sopra e sotto, reclamando monopolio. Givanga Vanga fu architetto, detto |Muko-Na-Suma_soffia-e-crea-foreste di erbe, quattro fiumi e le stagioni, sui 4 elementi soffia a turno, dando vita alle creature, dei tre regni di natura. Fuoco pone a centro terra, a impedir che si raffreddi, in superficie mette laghi, a impedir, che si dissecchi, nubi e stelle incanto a occhi, chiavi di ogni sapere, Terra è miniatur del cosmo, e tutti misteri di esistenze. Dentro cupola atmosfera, pone 9 centri antenne, sintonizzati ai 9 regni cielo, per aver corrispondenza, posti in albero centrale, nel centro del pianeta, 4 radici e 7 braccia, prototipi dei pensieri, settimo chakra è trinitario, come albero di Eden, Ngombi vibra corde Ndouma, ad unisono altre sfere, come via a comunicare, tra differenti mondi e loro frutti, manifesti nelle note, dette Moukinga, 4 radici son le dita, che fan vibrare secondo senso, orientamento del pensiero. Ogni anima di Terra, ha la forma della Lira, interiore ed esteriore, con dodici sigilli, mentre tredicesimo, serve passar da un mondo ad altro. Nove frutti sono i sensi, sette rami sono i nervi, fan vibrare i 9 sensi, per la gioia delle dita, il tronco è la colonna, che alberga 7 corde, centro sesso 4 radici, della sfera del Profondo, mentre cuore appare base, delle 7 branche corde, sfera Estesa o intermedia, infine i frutti sono i centri, del pensiero e sfera Cielo. A mezzo 4 radici, anima vibra ciascuna, 7 corde per cantare, le nove note 9 sensi, concezione sentimento e sesso, sonno udito e vista, odorato gusto e tatto. Alor Dinzona nella notte, da suo petalo immaginale, fa apparire a mezzo Ngonde, il riflesso di regione, poi di sfera e di reame, di dio essere o entità, anima atomo e altro, corrispondente alla corda, che avrà messo in vibrazione. Anima comprende lingua, conosce storia e dettagli, di colui che avrà chiamato, poiché essa è ologramma, contenuto e contenitore, mistero di Dinzona, opera di Mukuku Kandja, Givanga Vanga e Muanda Bendah, Ntsambi Pindi e Kuma Tchengue. Terra è uovo luminoso, prodotto da Givanga Vanga, offerto a Dinzona, che ha le chiavi nel suo seno, nessun dio le può vedere, Dinzona scese a Terra, Cielo allora appare buio, Verbo eterno Mukuku Kandja, le chiede popolar la terra, di nostra propria presenza, a nascer razza pura, non mischiata alle esistenti, Dinzona emette da seno vergine, un germe di grano, allatta con mammella sinistra, e con sangue della destra, come il vino di Frascati, infine torna al cielo, che ritrova la sua luce, mentre Esteso e Profondo, risveglia da letargia. Mukuku Kandja a sua volta, fa un viaggio sulla Terra, sotto forma Muanga Bendah, tra le dita prende il germe, opera di Dinzona, e gloria di Givanga Vanga, lo copre con protoplasma, e lo anima con soffio, così chiamando: Mutu vieni alla esistenza! Ti estraggo dal mio seno, tu miniatura di mia madre, incarnerai mio verbo eterno, su questo piano avrai dimora, sarai padre di nuova razza, che popolerà le tre regioni, superiore a Dei e angeli. Prese il germe Dountcingou, soffia e dice ancora: Tu Mutu Mutu Mutu, Te Muma Muma Muma, ou kando na ngadè, ou dimbo na guinigo, kousènguè na kousènguè, Gou saba mousanga, gou saba mugugu, Musanga vela Mugugu vèla; sorgi dal sonno della inesistenza, apri i tuoi occhi, esisti! da zero sei essere! Così Mutu umano si sveglia, apre occhi e vede luce che trova bella, si chiede dove sta, dentro lui è ogni risposta, attorno a lui è meraviglia, suo Paradiso è il più bello, di quel figli dei sesto petalo; seppe di avere un cuore, che batte è forma un doppio, sua immagine vicina, verbo eterno Ntsambi Pindi, lo chiama da interno: Maguango Adamo! Maguango sei figlio di Kombè, tua Ninguè è principessa, figlia di Ngondè, usciti insieme dal seno, virginale di Dinzona, come Kombè e Ngondè, siete fratello e sorella, poi sposo e sposa, unitevi e fondate, la razza nuova di Batou. Nianguè si sveglia, cerca le braccia di Maguango, loro amore eco ogni petalo, dal Cielo fin Profondo, tutte sfere van cantare, Salut coppia divina! vostro amor ricorda a Dei, lor dovere nei misteri, rinnovare ad infinito, Ngondè si arrende a Kombè, così nasce Prince solare, che incarna verbo eterno, e loro bacio fù, la culla degli Dei, così canta il coro, in danze sacre Buiti e Nyemba: gloria a Muanga Bendah! Niguè nagu Muanga Bendah, nigufu Muanga Bendah. Eva-Niangui e Adamo-Maguango, si contemplano e amano, ciò piace a Mukuku Kandja, che appar qual Kumu Tchengue, ratifica loro unione, e la proprietà di Terra, informando lor missione, di far nascer razza nuova. Kumu Tchengue li istruisce, ai misteri cielo e terra, strappa piccola radice, di ngobè pianta dibouga, strappa scorza e offre alla coppia, che ne assorbon sacro succo, Dinzona appare a rivelare, tutti i misteri di Creazione, Maguango primo prete Buiti, Niangui prima fù alla Nyemba. Kumu Tchengue ricorda loro, Terra tiene 13 porte, due per Sotto e due Intermezzo, le altre nove son del Cielo, tutte porte son riunite, presso albero ngobè, iboga sacra che avete preso. Mai aprite quelle porte, escluso in caso di emeregenza, quando cosmo è minacciato, vi autorizzo a far vibrare, settima corda a risuonare, le tre note corrispondenti, alla prima celeste sfera, narra ciò Orfeo leggenda. Voi fondate razza pura, sen mistura ai precedenti, siate casa al Verbo Eterno, propagato ai discendenti, siete liberi su Terra, fate ciò che sembra buono, tranne usare il suono Lira, che apre porte di altri mondi, terra è immagine di cosmo, così parla |Kumu-Tchengue, che ama razza umana pura. Il peccato Adamo ed Eva, appare dunque aver ceduto, ad aprire quelle porte, sotto inganno ad innocenza, aver visto quella scienza, di come vennero creati, toglie manto dei misteri, nudi e soli ai loro occhi, loro unione con gli Dei, fece nascer poi giganti. 8.Esistenza, e fù sera e fù mattina, dopo un tempo ed uno spazio, Maguango e Niangui son felici, loro gioia suscita in altri, lussuria e gelosia, di altre razze precedenti, tenute fuori dalla Terra, così escogitano intanto, usar suono Lira piano, a fare aprire le porte, sedurre |Maguango_Adamo, e |Niangui_Eva, ma tredicesima porta, esige morte trapasso, come fece Orfeo. Maguango a divertirsi, costruisce n'gombi lira, uguale a quel che vide, su Kombè petal solare, Lira a 7 corde, reca melodia di suoni, che raggiunse pure Niangui, presso centro del pianeta, cade in estasi e tocca frutto, seconda porta della Notte. Samael khan del Profondo, appare e unisce a lei confusa, lei lo scambia per marito, e il mistero allor si compie, quan si sveglia sente ansia, lui la calma con carezze, poi le dice chiamar Adamo, infine varca la sua porta. Nel frattempo arriva Adamo, che risponde Eva richiamo, questa è Lilith travestita, cioè compagna a Samael, giunta sù da acque profonde, per seduce Adamo al fine, altro mistero qui si compie. Maguango si risveglia, quan la dama è gia scomparsa, vede Nianguè a piedi Pianta, come in estasi inanimata, lui capisce esssere un sogno, provocato da magia, penetrata dalla porta, della Notte aperta prima. Coppia piange la sventura, fan vibrar settima corda, a chiedere soccorso, ma scienza hanno perduto, avvolti in velo Maya, intravedono lontano, i ricordi del passato, di Terra paradiso, e lor prima leggerezza, fluida per volare, nostalgia tristezza, primo giorno di esistenza. Samael era riuscito, tornare al Sottosuolo, ma Lilith trappolata, rimase sulla Terra. Maguango poi nel sogno, ricorda suo passato, prende arpa e suona, Ero io in splendore, dei piani misteriosi, nuotavo in acque sacre, di oceano più divini, tutto è poi cambiato: Gou nibanga tenana, gou ngongua mitovè, gou ngongua mitovè, gondè te mitangou tangua è; nel corso del suo songo, Muanga Bendah appare, Padre misericordia, parla con Adamo, hai perso stato grazia, mortal sei diventato, se fatto di nove corpi, che vibran separati, come i 9 frutti, or sono in intermezzo, finchè distendi corde, in te tutto è tornato, embrione nell'abisso, ne esci sol passando, la tredicesima porta, tu e tuoi discendenti. Muanga Bendah aggiunse, potrai ripescar corpi celesti, al momento naufragati, usando ngobè la diboga, assieme a Buiti scuola, che i sacerdoti quarto petalo, scenderanno a insegnare, per aiutar tua innocenza, ritrovare primo stato stato, e tuoi discendenti, a mezzo del Buiti, riceveranno Dinzona, che vivrà in loro spirito, e verso fin dodeca esistenza, invierò Principe solare, che incarna verbo Mukuku Kandja, alla testa di un armata, per liberar la Terra, dai intrusi di altri mondi; a tredicesima esistenza, arriva cataclisma, che rifonda il cosmo, in risorte innocenze. Maguango si risveglia, pieno di speranza, Eva fece stesso sogno, riguardo alla Nyembà. Terzo giorno Ntsambi Pindi, discese sulla Terra, rimprovera la coppia, imprudente temeraria, li esilia dal Centro, che riempie poi di acqua, Albero cosmo ritirato, a ottavo petalo inviato, la Terra dichiarata, scuola di anime ignoranti, e la forma umana aperta, a incarnazion di tutti esseri, che salgono o scendono, a inferi e cieli, Dei geni angeli e demoni, o altre entità, dei mondi diversi. Quattro porte del pianeta, 4 mostri a vigilar, entrata-uscita di anime. Coppia dopo Eden diluvio, su isola deserta, rifugian senza cibo, diventano selvaggi, come gli animali. Quarto giorno nasce a Niangui, il figlio di Samael, mentre Lilith partorisce, il figlio di Maguango. Adamo unito ad Eva, avrà legittimo figlio, così diverse razze, popolan la Terra, figli di Adamo e Lilith, figli di Eva e Samael, figli di Adamo ed Eva, e i discendenti meticciati. I discendenti diretti, di Niangui e Maguango, mantengono natura, umana dei parenti, i figli di Lilith, van vivere nell'acqua, i figli a Samael, volano nell'aria, union di acqua e aria, dà vita a razza gnomi, che vivon sottoterra, infine i Dei del Cielo, di Esteso e del Profondo, si unirono agli umani, a dare molte razze, di colore forma e altezza, riassunte in sei gruppi: figli degli umani, figli a Dei e umani, detti semidei, poi figli a Geni-umani, figli ad Acque-umani, figli ad Aria-umani, infine razze mescolate. |9 Esistenza, i semidei terrestri, egemoni su altre razze, studian scienze ed arti, imbattibili guerrieri, vincono le guerre, e innalzano città, imponenti architetture, sui piani del Sahara, tra spiriti del sole, Mikuku mi Kombè, Mundongu è loro re, ma infine lor città, a causa corruzione, incendiate son dal fuoco, sceso giù dal Cielo, lor razza vien distrutta, qualcuno è risparmiato, come in Superman. Intanto i figli umani, di Niangui e di Manguango, son nomadi poichè, spesso perseguitati, da altre razze ariane, a causa lor caduta, poco dotati sono, in misteri arti e scienze, più volte decimati, ma sempre ricresciuti, reclaman loro Terra, diritto eredità, e senza avere nulla, chiedon misericordia, Dio inviaci un Salvatore. Una razza di mercanti, assai abile ed avara, sempre esisterà, e governerà tal mondo, assieme altre tre razze. I figli a Geni-umani, son razza di giganti, vivon da signori, in palazzi isolati, annientati furon prima, in diluvi e cataclismi, essi amano le gemme, diamanti e oro sontuoso, lor discendenti sono, pur gnomi geni Terra. I figli di Acqua-umani, sirene con tritoni, oggi con gli umani, si uniscono assai rado, spesso solo in sogno, Mbieri sono detti, del cosmo messaggeri. I figli di Aria-umani, cioè di Eva-Samael, han subito più misture, come le figlie di acqua, son Mbieri terra e aria. Infin la razza mista, provien da tutte razze, possiede gran pazienza, ma poca resistenza, tutto vuole avere, senza approfondire, ma resta a vuote mani. Tre re vanno da Cristo, giallo bianco e nero, il primo parlò, il secondo parla ora, il terzo è ancora muto, attende emetter voce. Moussombi-maganga, maestro dei misteri, dopo sua morte, separa armoniosi, abita nove sfere, completa onnipresenza, conobbe dissolventi, come sacra Iboga, che separan vari stati, di umani e animali, vegetali e minerali, mentre i coagulanti, uniscon soluzioni, uguali in sostanza, diversi in quantità, stessa legge di natura. Tre specie dissolventi, lenti rapidi o sinteti, Fuoco dissolve, come canti e cerimonie, danze musica e tamtam, preghiere piante e iboga, permettono produrre, stato corrispondente, a sfera che si attende: ciò che agisce su astrale, non dissolve il mentale, un requiem sa calmare, canto amore sa incitare, universo è in tre sfere, astral mentale spirituale, ognuna ha suoi abitanti, con clan e trinità, ogni chakra umano vibra, risuona sua regione, sviluppan 9 corpi, africana iniziazione, lavor con elementi, aria fuoco terra acqua, in dosi e lor mistura, risveglia pineale, detta Dikoundou Louba, trasforma e si infiama, nel risveglio intero, grazie ai dissolventi. Chi ha scarsa batteria, serve unire in coro, chain di religione, come in Santodaime, batterie son pur feticci, o ricordo di antenati, oppur folletti e ninfe. |Mapenga_primouomo-nato-da-eboga, detto pure Mutu, |Dissumba_primadonna, illumina la strada, cacciando Porcospino, perse suo sentiero, Pigmeo pianta le dita, sepolte nel terreno; ecco nasce eboga, la moglie lo cercava, sentì vibrar suo arco, radice le parlava: Io sono tuo marito, non piangere mio lutto, ecco le mie ossa, ai piedi di un arbusto; viaggio con Piroga, sul fiume Mogobue, torna nel villaggio, e parla al gruppo clan, mangiate amar radice, fermar dolor paure, Mogongo suono di arco, sul fiume vi conduce; tale Arco della caccia, risuona musicale, Mosuma nostra figlia, vi aiuta a navigare, parla coi defunti, a risolvere bisogni, scende nel Mogube, iniziazione compie: se arriva 1 straniero, banzi vien detto, se buiti vede intero, divien Nima maganga, esperto in cerimonie, poi Nima-na-kombo, che iniziazion promuove. |ATOME-RIBENGA narra, Bwiti è conoscenza sè, di Dio e le sue leggi, tutti siamo cercatori, bisognosi verificare, suoi misteri graduale, naturali oppur divini, come in buona religione, ogni branca porta al tronco, fare bene o fare male, è una scelta quotidina, per novizi e per esperti, fuori o dentro istituzione, nel travaglio tradizione, usa Buiti iboga sacra, col mongongo e arpa sacra, canti appello per gli spiri, le preghiere ai pian divini. Primi templi sono grotte, tra deserti oppur ruscelli, poi son case nei villaggi, pur se Dio parla nel cuore, senza libri e paramenti, ciascuno sperimenta, Dio Padre e Madre presso voi, legger solo testi sacri, reca solo la teoria, serve viver connessione, Jesus Cristo appare amore, Epèpè Nzambè in pope lingua, ti consacra ad annunciare, la sua cura e buon novella; parla a bocca di iniziato, son la via e la verità, a mezzo me tu arrivi al Padre, conosci te e conosci me, assieme ai regni di universo. Greci giunsero in Egitto, con Pitagora ed Ippocrate, Epicuro con Platone, a scoprir essenza umana, trovan Dio e le sue leggi, nei misteri di ongi tempo. Mistico è diretto a Dio, senza intermediari, nell'oceano etere puro, increato eppur splendente, uomo vede onnipresenza, la saggezza e verità, amor giustizia e compassione, regno e gloria del divino, a vari gradi evoluzione. Spiritual appar mediato, dagli spiri elemetari, avi e santi in vari templi, angeli troni o serafini, ai confini vita e morte, sen paura della sorte, scopo primo Buiti appare, esser Dante ed esplorare. Nima esperti iniziatori, son dal Cielo consacrati, anni lunghi a studiar basi, nella notte van suonare, vibrazioni più elevate, come il Cristo di Natale, fan discesa naturale. Cuore e occhi aperti sono, Epepè Nzambe sa vegliare, suona oppure và pregare. Necessario a iniziazione, caolino bianco e rosso, piuma bianca di piccione, uova e ago con profumo, Dio discende qual colomba, su Jesus dentro Giordano, soffia spira pentecoste, se ha morale il candidato, ha confessato sue mancanze, così vede ascolta tutto, chiarudienza ha risvegliato, può veder suo iniziatore, se ha un segreto inconfessato. Doti cura secondarie, come iboga o gli strumenti, Spiro Santo sol si esprime, a mezzo propria volontà, Iboga è solo un dissolvente, che risveglia ricezioni, in armonia di tutti i sensi, per comprender vibrazioni, che Spir Santo sceglie emette. Arpa sacra vibra il corpo, reca eco nel sottile, a mezzo iboga ed endocrine, rende uomo recettivo, al messaggio del divino, Pineal muta le alte, in frequenza adatta a umano, come fà elettricità, scesa a terra a funzionar. Come iboga c'è pensiero, desiderio e volontà, le parole e i gesti Nima, stessi effetti sanno dar, pure Ngombi con Mungongo, in certe ore giorno e notte, circostanze e necessità. Se la mente troppo pensa, perde via comunicar, con la fonte ispirazione, divin Pà spiritual, che permette di gestire, psico-fisico-social. Iniziare apprendimento, ecco scopo iniziazione, rudimenti di universo, di nozioni impresse là, comunion sacerdotale, sanno anima tatuare, bwiti pur produce segni, conosciuti da spirituali, pur se fai più religioni, restan sacre iniziazioni, a quell'uno universale, Cina India Gabon varie, scopo è solo aver coscienza, del divino a te essenziale. Iboga aiuta informazione, via vision sogno audizione, spirituale sensazione, dopo umana ricezione, mentre lotta le influenze, di menzogne tenebrose, cerca luce in verità, per riuscirle a dominar, Iboga libera dal mal, è sol questione quantità, la durata del soggiorno, dentro ai pian spiritual. Morte è legge naturale, oppur legge spirituale, quan separa anima e copro, non è fatto da curar, è destin che Dio dà, fuor di umana volontà, Bwiti scuola insegna questo, cercar Dio dentro di te, trovi il regno cielo eterno. |Riepilogo-rito: 18h installan ceste, fin 22 arrivan banzi, mangiano fin 21, mezzora son mikuku, oggetti rituali, circolano alle 22, mezzora poi invocate, le maschere Mwago; 23:30 le donne, invocano mosema, 1 ora dopo è Mososo, rito bagno limpeza, 1h abbigliamento, 1:30 rientra il buiti, 2h accolgon spiriti mikuku, poi inizia consultazione. Poi maschere mwago, 3h danza dei tre nganga, 4:30 è Mosema, cioè danza di mabundi, 5h danza consulto dei mibele, 6h danze finali, 7h tsobula conclusione, 8h svestimento al camerino, 9h ripasso accaduto, 10h riunione di staff. Variante taglio Corda, 11h fanno corde, 20h taglio cura; variante rito edika, alle 20 pasto pollo, cotto nel banano, poi motoba e mugungu. |Riuscita-CERIMONIA, dipende da perfetta, esecuzione riti, coreografia corretta, Kombo nima e nganga, garanti di coerenza, ARCO e ARPA suoni, trasmettono frequenza: inizia volontà di andare, a vincere punture, di insetti di malarie, nascere in Efun, morire in fiume Muengue, rinascere a Meyaya, terzo giorno attende; 2 fori scolpiti, al palo dei conviti, il ventre della terra, utero del buiti, culto si diffonde, fuori di foreste, entra alle città, e cura dipendenze: incontro di avi è, potere guarigione, scoperta di radice, comune situazione, su strade commerciali, nascono cappelle, curan corpo e mente, svegliano coscienze. |Ngombi otto corde, son tendini Ningwone, corde femme e maschi, creano le armonie, durante cerimonie, segnan strade arpa, con vertigo danze, e sottofondo obaka. Isoga antico mito, sibilla va ronzare, tradotta dal mudunga, la interroga col kendo, dialoga con essa, oracola il sonaglio, le origini di Arpa, nella cascata di acqua, enigma della vita. Disumba-Dinzona, liturgia di cuore-dita, lamento funeral, ngombi Banziogu, da maschi sacrificata, prima donna pigmea, in arpa reincarnata, per dar fecondità: entra nel corpo, di nganga e figli banzi, piroga che mena, monte-valle e viceversa, suo suono guida umani, fino imbarcadero, caravella portoghese, traversa mondo intero; sua musica incontra, africani ed europei, lusitani esploratori, ai tempi della Orda, trae musica e parola, con un berretto rosso, adottato da + capi, su costa africana, pure oltreoceano, su costa brasiliana. Arpa liana e pelle, di pantera e cerbiatto, strumento musicale, di masimba e minza voce, eclissa dominanza, di persona in stanza, accorda italiana, ma-simba toccatas, fai correre dita, finchè struttura si alza, un aria precisa, identità riconosciuta, saluta percussioni, sul baka barra dura, bakakakaka crack! uovo alfine infranto, voce innata parla, da liber gioco di arco. Ngombi masimbu, getsenge-tsenge a-sa-masimbo, arpa si accorda, ma mondo è già pronto, sua cassa risonanza, ad utero associata, pelle di antilope, la prole ha generata: Disumba Tu vibri, dove tartaruga sale, contro corrente, iniziazion sessuale, filiazione arco-arpa, è fremito vitale, maganga suonatore, fa il cuore palpitare, come formica Kam, alle dita di arpista, fà medicamento, che + agile spinge, medicamento inizia, scender dolcemente, fin sentire boom! quando arriva a polso, cuore sintonizza, e al pollice comanda, senton suo dolore, i parenti arco e arpa. |Beti ngomo invita, con arpa piccolina, suonator si sposa, poi con arpa grande, fa emergere Ningwane, sorella di Dio, e moglie terrena, in Beti cuore puro, Dinzona Benzogu, Isoga o yaMwei, Disumba molti nomi, nei cosmici miti, che portano energia. Beti arreda spazi, con repertorio noto, 1 mwenza conosciuto, mya obaka in coro: la vita ebbe inizio, da 1 arbusto iboga, termiti tra radici, fecero la spola, curando germoglio, di universo uovo, masimba ma ngombi, nell'interludio trovo. |Masimba+mwenza_è-Bwete-liturgia, preludio che prolunga, rito prende forma, musica li attiva, suona prima e dopo, pulire casa a sera; mal-spiriti guidati, fuori suon purgati, musica struggente, + accordi mono tono, spiriti antenati, invitati a cerimonie, Mwenza plural minza, son canti collezione, monodici mormorati, sopra suono beti, con 2 accordi d'arpa. Beti tocca ottava, in nota di chiusura, poi enuncia incanto, Banzi nima na kombo! benganga bokayè. Ngombi antropomorfa, articola linguaggio, in melodia vocale, aggiunge uman passaggio, canti son poesie, di banzi apprendistato, sofferte esperienze, di religioso stato, canti interpretati, in corso di rituale, preparano le fasi, allenati ascoltare. In auto o piroga, a casa od in mbanza, stessa ispirazione, del Beti innamorato, legato a vita ruolo, coesione talismano, nel preludio attua, il desiderio primo, da caos rinasce cosmo, ordinato sentiero, masimba impon silenzio, su chiacchere di stanza, prepara riti vita, che acquistano efficacia. Mitombo mya Obaka, canto inizio d'arpa, mwenza repertorio, pinzi tsogo e fang, annuncia inizio riti, a neofiti in marcia, che in oscurità, attendon luce alba, mitombo mio okaba: ai piedi albero di vita, io ho visto luce sole, di luna e di stelle, Bussengue partì, a coglier frutti selve, su un albero sale, di paludose zone, cade con i piedi, in ramo biforcato, sparpagliano intestini, penetrano suolo, arpa nasce li, tra liane di vaniglia, nacquero sue corde, da cielo fino terra, dentro sottosuolo, abbracciano mascella, arpa in basso sei, la morte del sepolto, in alto pure morte, da bocca fugge soffio. Bwete + grande, è vecchio antenato, che dimora a monte, e vibra tra i denti, uccello che saltella, e articola parole, arpa tu piangi, per albero che muore. Oh padre Nzambe-Khana, io temo iniziazione, poichè cuore di banzi, è pieno di amarezza, ma quello dell'anziano, è pieno di visioni; solo vecchio arco, ti insegna a parlare, esiste dietro arpa, nessuno può passare. |BUSENGE-e-BANDZIOKU, arco e arpa Tsogo, x viver scenari, messaggi di altro mondo, Bwete in morbidezza, di musica esteriore, elabora un lutto, con poesia separazione: piange canto arpa, ma ngombi ma ngombi! ge tsina ge ma waa, in basso sta la morte, ge ngong ge ma waa, in alto sta la morte, ge gatse o ma-deaka, in mezzo è lutto sorte. Emozioni viscerali, da musica causate, libidico piacere, di 1 ludico toccare, dove dolor morale, esprime invocazione, nome Yo Mweioo! emozion che fa scattare: le dita e viceversa, corde cielo-terra, cuore con il polso, pollice è gran capo, indice fa sarta, di rafia acconciature, tre dita tiran fuori, arachide colture; 8 parti corpo e arpa, 8 corde voci Mwei, diaframma immaginario, separa 4 corde, nome di ogni corda, chiama 1 pezzo mito, rituale autopsia, depista i guastafeste. Bandzioku toccata, con dita di Busenge, Kaa Bitoto granchio, in YaMwei corrente, Mikondo iya mwei, minde te go komo na mina, te kengo te kuma, te bayanga ngongo ma-sigea, ango tomba na ngongo wi enanga, okiti ya Mwei| le code di madre mwei, han nomi iniziati, pollice indice medio, che scavano arachidi| getindo nao-ngoda na mokoko-e| tronco rotto, o-ma-goga na tsenge, otanga o ma-ke-kongoaka| nutrono funghi otonga, un arpa intagliata |gebokoko ge-ma-penda, mascelle interrate, di madre e padre, nutron discendenze. Prima piantagione, accesa nella selva, da un antenato khan, giunto fin Loango, a conoscer TRE BANDZI: getsukudu le termiti, evitan guardare, i segreti iniziazione, gevavangani scimpanzè, i timorosi banzi, altri han ben visto, dietro linguaggio, ascoltano arco kele, intendono messaggio; orgasmo M solitario, e multiplo di donna, arpa è suonata, da molte dita granchio, arco solitario, con corda unica tesa, vieni ed apprendi, origine hai compresa: appare Nzambe Kana, inventa tutte cose, Avo crea seme-parola, da basso Congo sorge, dove vibra arpa, noi andiamo parlare, nzimbe dove vanno, figli a Nzambe Kan, suo cuore bisaccia, pensieri a seminar. Tso tsoke! semina arachidi patate, te mogenye na gevatavata, trovi in Gabon, due stagioni secche, la corta a febbraio, in cui semini patate, luglio-agosto paio. Kana pianta oguma, la ceiba pentadra, obaka è guibortia, ovenge distemonantus, motombi è copafeira, segni incisi appunta, al tempo di ascensione, pappagallino piuma; tsomine ea mapanga diveve, la pentola falò, nyma na kombwe bwekaye! aee basè aye! |MOSOSO-passaggio, discesa al fiume mito, neofiti a ruscello, tra lanci di piroga, che vengono da est, procedono fin west, simbolo di viaggio, li accompagna ben: durante processione, luce della torcia, da culla fino tomba, bwete fan vedere, momento è venuto, a discendere fiume, torcia accesa avanti, dietro senti muse. a Monte la sorgente, a Valle la tana, grembo dove freme, ogni infante bwete, i talisman rifugi, aiutano traversata, al paese bianchi, oltre oceano acqua; novi banzi siete, sulla strada acqua, vedete e raccontate, tutto quel che si alza, regole di terra, che inghiotte e sputa, non abbiate paura, è strada già battuta; ritornano iniziati, che portano 1 arbusto, e presto vanno giù, alla tana del caimano, grembo a Terra Madre, prigionier di liane, arbusto e nuovo banzi, dicono anziane. Banzi ringraziano, esser stati sradicati, poi ripiantati, ai piedi albero Vita, freme il nascituro, iniziato saprà presto, come strisciar tracce, del Piton sentiero. Narra un povi Nzuba e Sango, uomo nato come ago, Inizia in acqua, piedi punta a terra, arriva ad imbarco, modella umana forma, arriva dove separa, cordona da placenta: ecco madre arpa, che vibra nel fiume, dove sta Kaa, e |Gesomba controcorrente, rana |Bosua la barra, istrice |Bopunda sonagli, crepita entrata, dove entrano iniziati. Nzambe onnisciente, crea fiumi cielo frutti, tu Arpa guarda bene, Arco che ti ha generato, con sua unica corda, guarda in buco a valle, dove arpa vibra fonda, sta Mosuma enfante; lascia fiume aperto, x nascere ai paesi, sentiero della morte, ai coraggiosi veri, |Mosuma tuffa fiume, a rive cresce pianta, amara sua radice, visioni dona in mbanza. Lei sente vibrare, dal fondo del fiume, immerge vede granchio, |Bitato Beti arpa, poi sente fruscii, sonagli di Bopunda, penetra e ode barra, con fremito Mosuma: dolce va + avanti, sente arco mongongo, il maschio solitario, vibra senza fondo, dopo vede arpa, granchio con le dita, dolce culla nanna, che quel suono invita; poi Mosuma prende, strumenti musicali, vede eboga a riva, nessun l'ha piantata, sradica la pianta, taglia sua radice, inghiotte + pezzi, e a tempio si dirige: dove siamo noi, si siede e sonnecchia, ecco suoi sogni, eh eh avanti avanti! scendete nel Mobogwe, come vermi interni, fin dove pesciolini, salgon fiumi esterni; fin mucchio spazzatura, piantagione Kele, dove solitario, va maschio del cinghiale, vanno maschi al mucchio, trovano maiali, ne uccidono vari, progettan nuovi piani; mangiamo pure noi, ciò che mangia Mosuma, partir da quel giorno, comincia costume, consumar 2 varietà, di e-boga amar radice, mbasoka di mandrillo, e nyoke di istrice; discorsi di + Povi, apportan variazioni, a discorso base, uguale a tutti i bwiti, ecco |bwete-mwengue, Mont Bovet Libreville, nima presenta al cadavere, ago + biglie; biglie tsingo e iboga, e pelle di mosingi, chiaroveggen notturna, poi strofina corpo, con polver legno rosso, lo punge con ago, rompe radice a schiocco, sul viso andato. Povi fa discorso, Iya keta ecco la madre! nome del defunto, che fugge da passaggio, fatto da Moanga Benda, sale su piroga, se radice mangi, tu sei dissumba rossa; nel vortice sprofondi, di morte passaggi, consiglio non discender, fiume grovigli, altrimenti incontri, trappola separazione, risali tu il Mobogwe, come fa salmone: incontri Mosuma, con gemella Sombididi, a folla bianchi e luce, tu arriverai, al mucchio dei Kele, dei galli macellati, e nel Gepatsi fiume, tu verrai trovarti; pien di gamberetti, tu va su piroga, Veliero di piante, acquatiche femminili, imbocco a valle è carne, a monte è motombi, dove nasce legno, che giorno lutto odi: dove fianchi uomo, van scoppiettando, Dinzona grida inizio, dolore del parto, accorrono parenti, lamenti e interlude, trappole nemici, se discendi fiume: nima e nuovi banzi, vi saluto tutti! ora lui discende, segue polver-rossa, amico ascolta bene, il beti musicale, presso di Motombi, nastro va trovare, x salire a cielo, e Bwete diventare: chi Disumba generò, mbanza tiene nome, Ge-bwete-bwete kombe, parla col sokè, mbondo origine dei riti, origine fu mbondo, talismano dei Vili, però bwete + grande, son maganga riti. Ndenga millepiedi, Ndongo è rovo spino, Fagara macrophilla, cuce perizoma filo, patsi Kongo le api, come Baka e Kota rovi, pungenti su spiazzo, di danze vorticose; vede uscire testa-membra, alza e cammina, sotto tetto mbanza, Disumba vien a vita, piccolo poi cresce, marca una dottrina, arco sangue-acqua, annoda con rafìa: il neofita dirà, pa non vedo nulla! esce con amici, e dice bwete è buono! in tal disumba fato, lui si incammina, primo incendio vede, scopre poi la milpa; arriva nel letto, dove è uomo e donna, parla con adulti, e trova due strade, basso ed in alto, prova spine Mwei, vede tunnel che sbocca, ai motombi piedi, dove passano anziani, e giovani misteri. musicasacra_ngombi-a-mboka.m4a
lume114-Busengue fu primo arpista ngombi, creò il suono che guida e purifica: dal suo |Arco nacque l'arpa, e dall'Arpa il bambino creatore, che diede nome alle cose, fece scorrere i fiumi, innalzò il cielo dalle acque, e insegnò agli uomini che la musica, è il primo ponte tra il mondo, umano e divino. Il suonatore è detto Beti-ngomo, e suona l'arpa primo utero, linguaggio simbolico bwiti, che consola accoglie e guida, umani e forze celesti: quando il Beti-ngomo suona, il canto mwenza si diffonde, come una preghiera, il suono richiama gli avi, dissolve influenze negative, e porta ordine dove prima, regnava confusione e sofferenza, così apre il rito bwiti, a connette vivi e spiriti. Masimba è l'autorità del rito, mentre il Mwenza è poesia cantata, che cura le ferite dell'anima. Le corde della Ngombi uniscono, il principio maschile e femminile, in un'unica vibrazione, la sua musica nutre il cuore, risveglia memoria e rafforza, il legame tra le persone. Se ogni malattia è una dissonanza, ogni guarigione è melodia ritrovata. L'arpa calma le inquietudini, accompagna i morenti, aiuta anziani e neonati, ad accettare il passaggio, restituendo unità, alle emozioni disperse. I saggi affermano: Mezimba me ngomo ma douta minwandji, se non sai come pregare, puoi iniziare cantando. Il suono della Ngombi chiama spiriti e angeli, chi ascolta veramente la sua voce, comprende il valore della vita, e impara a salvar ciò che è sacro. Un altro canto ricorda: O-daka mambu teta Nzambè eee! È l'invocazione di chi attraversa, l'oceano delle proprie colpe, e chiede perdono al Creatore. Nella cosmologia bwitista, oltre le acque si trovano, il mistero della morte, e il cammino verso una vita più vasta.



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