scheda quid  - plus | home | allegati | audio | 14 Lingue | 360 asset | visite sito 27094


voce: equinozio


capsellaCapsella antiscorbuto ed emorragia (13) 13-Si racconta chelingua arabindi | foto cibospezie | audiolibro | flora_capsella-borsapastore_d-k.mp4 |  |  |musica 991_Peyo_04.mp3
dantenovoDante scruta cielo e rinasce con Beatrice (28) 28- Raseno, mentrelingua alchemico | foto filosofi | audiolibro | brian_austin_lambert01.mp4 | brian_austin_lambert03.mp4 | brian_austin_lambert18.mp4 |musica arpaviggiano_quadrigliantica.mp3
madonaneraMaria Crimea salmi, Bruno e Comenio (177) 77-C'era una voltalingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | storia_reforme-protestante.mp4 | storia_reconstruction-Fomenko.mp4 | film_john-hus.mp4 |musica canto_madonna-czarna_cestokowa.m4a
agropaludiranocchiare di Sezze e nomadi pontini (217) 08-lume217 ORGANIZlingua italico | foto eurafrica | audiolibro | acquesanatori_terapie-polmonari.mp4 | verdepota_rosa.mp4 | film_albero-zoccoli1978.mp4 |musica ayami2022.m4a
pioggiaclima di Febbraio e acqua di Novembre (253) 03.䷂ lume253 |dilingua italico | foto acquaetere | audiolibro | acqua-argilla-su-collo-ventre.mp4 | fibo_frattali_forme.mp4 | bottiglie-farming_pvc-pipe-cisterna.mov |musica arpasacer_amici.m4a
freddogeloRitorni del freddo e segni di stagione (292) 46.䷭-lume292-La lingua italico | foto agrobuti | audiolibro | clima_neve170121_terabuti.mov | doc_afro-garden.mp4 | elettrocultura2.mp4 |musica ancilla2022_bella.m4a

(): 6 quid censiti


13:lume013-Si racconta che il professor Raseno, viaggiando nella bassa Maremma, arrivò davanti a un vecchio muro di pietra, consumato dal vento e dal sale. Portava con sé una piccola borsa da pastore, vuota e leggera. Ai piedi del muro cresceva una pianta umile e tenace: la Capsella bursa-pastoris, la borsa del pastore. I suoi frutti hanno forma di piccoli cuori rovesciati. Raseno la osservò a lungo, cresceva ovunque, nei margini, nei passaggi dimenticati, come ciò che sopravvive tra le soglie del mondo. Toccando il muro, Raseno trovò incisa una parola: EDUCARE-EDUSCERE, ma le lettere sembravano consumate, come se chiedessero di essere lette al contrario, in modo anagogico, così gli vennero in mente i versi di Dante: 'sol sotto il velame de li versi strani si nasconde vera sostanza'. Raseno comprese che la forma ammalia, distoglie, disorienta il lettore, così Educare deriva da e-ducere, tirare fuori. Come la pianta che non si impone, ma rivela ciò che già è nascosto nel terreno. Sopra il muro, il cielo si divideva in due segni: da una parte il Cancro, il ritorno alle origini, la pelle che protegge e trattiene; dall'altra la Bilancia, il gesto che misura, confronta e apre lo spazio tra le cose. Tra i due, il sole segnava l'arco della stagione estiva: del solstizio del Cancro, all'equinozio della Libra. Raseno capì che vivere, era oscillare tra questi due movimenti: custodire e lasciare andare, nascere e redimere, e ancora i versi di Dante lo colsero: l'Umanità è sempre salva nella mente divina, ma dimentica sé stessa: un buon poema aiuta l'anima a risvegliarsi, poichè il cuore che sa discernere tra apparenza e verità, supera ogni prova; ogni velame è un invito a non fermarsi alla forma, riconosci la guida dietro il velo, la tua anima sa dove andare. La borsa del pastore si mosse leggermente, come se respirasse, dentro non c'era nulla, per questo poteva contenere tutto. Il muro senza parlare insegnava che, educare è imparare a vedere ciò che cresce ai margini: come la Capsella, come il pensiero umano, come la luce che passa tra Cancro e Bilancia quando il cielo cambia stagione.| Capsella bursa-pastoris, detta Borsa del Pastore, è pianta perenne, biennale o annuale, con radice fittona legnosa e odore solforato. Le foglie basali sono sagittate, le altre indefinite; porta piccoli fiori bianchi quasi tutto l’anno. I frutti hanno forma di cuore rovesciato, contenenti semi marron chiaro, rifiorisce continuamente. Si adatta a zone aride, accompagna migrazioni e coscienze agricole, ed è edule: foglie giovani sostituiscono il cavolo, crude o cotte, in insalate e zuppe; hanno sapore pepato che aumenta con l'età. Essiccata conserva nutrienti in periodi di scarsità. In Cina è usata per il parto, stimola contrazioni uterine, cura emorragie interne ed esterne, calcoli urinari e sanguinamenti nasali; i semi hanno effetto insetticida su larve di zanzare. I germogli e fiori sono ricchi di ferro, calcio e vitamina C; l’olio dei semi è edule. L'infuso della pianta intera è antiscorbuto, astringente, diuretico, calma ipertensione, stimola la guarigione di ferite e cura reni, stomaco, polmoni e utero contratto. Borsa del Pastore unisce alimentazione e medicina popolare, tra sapore, nutrimento e protezione della salute.# BORSA-PASTORE, Capsella bursapastoris, rubella borsacchina, Capsella hirtentasche, Shepherd's purse perenne, annuale biennale, ha gemme sul terreno, protocarnivora pare; si adatta a pedoclima, radice fittona, legnosa se la tagli, odora solforato, Capsella foglie base, picciol sagittate, forma freccia poi, indefinite l'altre. Porta bian fiorelli, quasi tutto anno, in autunno/primavera, rosette lessare, condire olio oliva, limone e portulaca, tener foglioline, con rucola insalata. Fior ermafroditi, insetti impollinanti, i semi fa cadere, e continua rifiorisce, produce frutti a forma, cuore rovesciato, borsa pastore, semi marron chiaro. Cresce aride zone, con fiori piccini, alimentare amara, pungente e aromatica, meno acre di altre, crucife consorelle, accompagna migrazioni, agrarie coscienze. Edule in cucina, par cavolo insalate, durante l'estate, ha sapore tagliente, acido bursinico, cavolo sostituisce, sue giovani foglie, son pepate con età, essiccate in periodi, di cibo scarsità. |Capsella in Cina, usata duran parto, comprovate forza, di utero contratto, rimedio popolare, cancro o sangue naso, calcolo urinario, tannin cicatrizzando. Giovan germogli fiori, crudi/cotti si, sono ricchi in ferro, calcio e vita C, mentre semi piccini, in zuppe ripieni, olio edule hanno, tossico a zanzare, mille semi, uccidon 10 mila larve: semi nell'acqua, attirano zanzare, lega insetticida, bocca di insetti, enzimi inumiditi, tossico digestivi, efficacia varia, da presenza fungo, che vedi su pianta. Addolcisce suolo, e stimola latte, zenzero sia, radici fresche/secche, rimedia emorragie, interne/esterne, e cura diarrea, varici emorroidi, il fusto trattato, cura dermatosi. |Infuso intera pianta, |antiscorbuto, astringe diureti, calma |ipertensione, sia vasocostrittore, sia vasodilatore. Stimolante |vulnerario, 1 tazza di the, 2 cucchiai foglie, 3 volte al giorno, rimedio sovrano, a tutte |emorragie, reni stomaco polmoni, e |utero contratto. 
lume013-Serafina Mahari reca la Bussola d'Oro, guida interiore che apre il varco, verso il divino spontaneo, senza costringere il cammino. Donna liminale nei sogni, o nei margini della coscienza, il suo incontro è sempre prova: guarisce chi sa attraversarla, ma confonde chi la vuol come possesso; è presenza femminile, come una strega di palude, o una sposa celeste, che unisce attrazione e iniziazione. Talvolta è l'Ayami, spirito dei sogni siberiani, che sceglie e forma gli sciamani, talvolta è un eco antiche guide, come Fatima o Beatrice. Ayami accompagna tutta la vita, come amante e come tigre, alata o vecchia misteriosa, lo istruisce e lo protegge, con sua Borsa Pastore, come una miss lo mette a prova: chi fugge da questa prova perde direzione, chi vi si abbandona senza discernimento rischia di dissolversi. il suo insegnamento è semplice e severo: il desiderio può diventare trappola, e solo chi mantiene integrità attraversa la soglia senza perdersi. Così l'anima oscilla, tra sogno e realtà, tra materia e visione, ma imparando a riconoscer differenza, tra guida e seduzione, tra amore che libera e amore che consuma. Serafina è bussola e palude insieme: orienta e disorienta, apre e chiude, nella sua presenza lunare, mutevole come il ciclo della luna, riflette il mistero femminile, del limite che accoglie senza possedere, e conduce al cuore solo chi, sa restare integro nella notte, come le streghe delle Eolie, che volan su Alicudi, o le Baba-jaga slave.

28:lume028- Raseno, mentre cena con tre sue anime, Emilia verde natura, Lisa rossa passione e Yolanda gialla ascesa, narra come Dante percorre il suo viaggio seguendo una mappa celeste: il cielo diventa guida del Poema e dell'anima. Le costellazioni dell'Almagesto di Tolomeo scandiscono il tempo, l'orientamento e il cammino interiore. Inferno, Purgatorio ed Empireo riflettono una cosmologia dove ogni stella richiama una tappa della coscienza. L'anima, attraversando dolore, contemplazione e desiderio, risveglia la dimensione intellettiva capace di riconoscere il Bene. L'ascesa del Purgatorio è lenta e faticosa: ogni passo educa alla libertà. Virgilio insegna la misura del cammino, Manfredi la speranza, Matelda la purificazione, Beatrice il risveglio dello sguardo. Come nel film Amma, anche qui il corpo, la natura e l'incontro diventano strumenti di trasformazione. Il tempo cosmico non è solo astronomia, ma ritmo della maturazione interiore. Il cielo non impone il destino: offre orientamento a chi desidera elevarsi. Chi contempla le stelle impara a leggere anche sé stesso. Il traguardo ultimo del viaggio, non è il possesso della verità, ma una libertà che nasce dall'amore, dalla sapienza e dalla capacità di perdonare. Chi più intende, più perdona; perdonando, si conquista il vero trionfo. Amma (film del 2006) è la mistica indiana Mata Amritanandamayi, nota per i suoi abbracci: durante i suoi viaggi incontra migliaia di persone a cui offre conforto e amore attraverso il gesto dell'abbraccio, come forma di benedizione/assoluzione. Tutti abbiamo bisogno di amore, accettazione e pace interiore; medita sul potere del contatto umano, dell'empatia e della presenza di amore nel quotidiano, un amore che ascolta, accoglie, consola e trasmette la forza del Qi cosciente.| Riassunto anagogico del viaggio di Dante nel Purgatorio, viaggio Iniziatico della Salvezza. Nel Purgatorio, Dante intraprende un cammino di liberazione interiore: dopo aver toccato il fondo dell’Inferno, risale rigenerato come un neonato, pronto alla rinascita spirituale. Con l’aiuto di Virgilio conquista il libero arbitrio purificato, base della sua autonomia morale. Giunto nell’Eden, incontra Beatrice, simbolo di sapienza e amore, che lo guida nel risveglio mistico. Le anime-caprette, i colori del Grifone, le figure del Rebis e le nozze alchemiche rappresentano fasi di trasformazione dell’anima. Dante viene rimproverato da Beatrice per aver tradito la propria vocazione, scegliendo la sofferenza come rifugio e rinunciando alla felicità spirituale. Il suo pianto diventa atto sacro: come neve che si scioglie, il cuore si apre alla compassione divina. Attraverso i fiumi del Lete e dell’Eunoè, Dante dimentica il male e ricorda il bene: è pronto al matrimonio virginale con Beatrice, l’unione mistica tra anima e spirito. Lo sguardo di lei, come smeraldi, è strumento di elevazione. Il carro dell’umanità, violato dal drago-serpente, diventa simbolo del mondo ferito, ma redimibile. Il viaggio prosegue nei cieli: ogni simbolo (Dioscuri, Grifone, Aquila) rappresenta una soglia iniziatica, dalla bestialità alla conoscenza, dalla redenzione alla visione cosmica. La Divina Commedia diventa rito sacro e manuale esoterico, costruito su armonie numeriche e geometria sacra. Dante, iniziato e trasfigurato, sale verso Dio come spirale d’amore, in un cosmo che parla con luce e giustizia. L’umanità, già salvata nella mente divina, è invitata a ricordarsi di sé, riscoprendo la propria origine eterna e destino luminoso.# Dante narra Purgatorio, 25 canti dei Dioscuri, orizzonte Sudest sudovest, mentre il monte resta fermo, quando esce si ribalta, Virgilio e Dante avvinghia, al pelo torace di Lucifero, tenendo testa in alto, ma presso cosce gira testa, in giù a poter uscire inferno, con la testa alta ora, lungo gambe di Lucifero, per uscire con la testa, iniziazione dei neonati, niente parti ipodalici, giunto a spiaggia del Monte, poeta si scopre capovolto, sul piano detto australe, e alla fine Purgatorio, ribalta ancora il fuso orario, e Saturno in Paradiso, ribalta orbita al poeta, da senso orario ad antiorario. Dante muove nei Tre mondi, senza smettere ruotare, attorno a centro stella Barga, pizzicando questa corda, dove narra in circolare, Dante muove anche nel Cosmo, lascia dietro molte tracce, elicoidi cilindri e coni, nel geocentrico Uno, dove colloca il compasso, a costruire Stella Barga, come un cavatappi, entra a spiral dei cieli, qualsiasi punto scegli, quello è sempre il centro, ognuno per se stesso, è centro d'infinito, giri a destra o sinistra, a spirale attorno al centro: appena fummo in cima a scala, Virgilio intenso mi guardò, dicendo figlio hai visto molto, pene eterne e temporanee, sei giunto ora in un punto, dove io non posso andare, con le mie sole forze, ti ho condotto qui a ragione, con ingegno e con arte, tuo piacere prendi per duce, tuo piacere sia tua guida, fuor de l'erte vie tu sei, fuori ripide vie strette, vedi il sol ti brilla in fronte, vedi erba fiori e arbusti, che qui la terra da sé produce, finché vegnano a te, lieti e belli occhi Beatrice, che lagrimando a te, mi spinsero aiutarti, tu puoi andar tra elli, non avrai altre parole e gesti da me, liber giusto e sano è tuo arbitrio, la libertà che cercavi, ora l'hai trovata, il tuo potere di scegliere, è diventato incorruttibile, e sarebbe errore non usarlo, io ti corono e ti mitrio, Virgilio dà il su addio, la doppia regalità, di Parola e Silenzio, dono dei Dioscuri, è la madre dei Gemelli, nella Buiti tradizione, quando parla il Povi, o quando osserva e tace. Dante ben capisce, che ultime parole, proferite dal maestro, che gli diede Primavera, la viridis dei Dioscuri, gli regala erba e turioli, teneri arbusti e fiori, che a suo piacere usa, in eterna prima Eden, dove tutto sempre nasce, e dove Dante nuovo muove. Celebrare nozze sacre, lui terrà con Beatrice, unione due poteri, è di ogni anima libera, Dante tenne ambo le chiavi, del cor di Federigo, dice Pier Vigne del suo khan, eco risuon da basso Inferno, quan Dante insinua il sospetto, che ogni uomo ha diritto, di posseder due chiavi, che aprano il cuore, se ha spirito libero, canti 13-37-62, parla di un khan, che libero deve esser, se possiede i due poteri; nel canto 36 troviamo, Casella parla di Roma, sul Bosforo e ogni fiume, dove angelo raccoglie anime purganti, e qui abita un Papa, che avoca a sé i due poteri, spirituale e temporale, mentre al canto 61, Dante vien libero incoronato, con queste due corone, iniziato al quarto grado, dei Misteri orfeo-pitago, progetto politico dantesco, mostra il punto più alto, che raggiunger può individuo, diventare imperatore, e papa di se stesso, cerca il centro d'Infinito, ma sa legger populismi, demagogie e consensi masse. Dante era cataro, pitagorico e alchimista, templar mistico e sufi, massone gnostico e fedel Amore, ascoltiamolo parlare, rincorriamo sue visioni, come il rito di Virgilio, indaghiamo le ragioni, a esser liberi per Eden. Duomo di Barga è dedicato, a san Cristoforo protettore, di viaggiatori e pellegrini, di più viaggi spirituali, qui dipinte due corone, sul portale laterale, miracol d'oro san Nicola, e due templari protettori, quello a destra fu ferito, dalle bombe di alleati, alla leggenda di Crociate, dove fanciullo Adeodato, rapito da Emiro Saraceno, costretto a servir da giannizzero, usando uno vaso d'oro, il ragazzo prega San Nicola, di liberarlo da quel sorte, il giorno dopo arriva il Santo, che lo prende pei capelli, e lo riporta alla sua madre, che piange felicità, Adeodato dopo serve, al banchetto re cristiano, usando stesso vaso d'oro, due banchetti allegorici, due poteri a confronto. Adeodato templare, vuol dir dedicato a Dio, dopo esperienza mondana, inizio del cammino, verrà tirata pei capelli, ricondotto a servir Spirito, necessarie il mondano, a produrre la scelta, Adeodato sceglie di pregare, intervento del Santo; nel linguaggio sapienziale, libertà appar servizio, scrive Dante in Purgatorio, a maggior forza e miglior natura, liberi soggiacete, quella cria la mente in voi, che ciel non ha in sua cura, Marco Lombardo dice, lui vescovo cataro,da uomini liberi sottomessi, a forza maggiore di voi, e a natura migliore, questa forza crea dentro, intelletto simposio, da cui influssi astrali, non preoccupan più. Liberi sottomessi, alla libertà dono Amore, tutto da conquistare, Dante cerca libertà, la trova quan Virgilio, lo sottomette a due corone, cioè alle leggi libertà, di equilibrio e armonia, serenità bellezza pace, giustizia e sapienza, prudenza elevazione, amore e rispetto, decoro e dignità, leggi a cui Kan e Papi, dovrebber esser sottomessi, scegliendo la libertà, sottometti alle sue leggi, che al servizio mondo poni. Catari e Templari, lasciaron chiese segni, tre corde a pizzicare, un accordo alto e vivo, che risuona in Libertà, ingresso dentro Eden: la divina foresta, folta e rigogliosa, che occhi temperava, il novo giorno ero pronto, senza aspettar lasciai la riva, prendendo la campagna, lento sui pendii, brezza dolce e regolare, profumata sulla fronte, soave vento tremol fronde, tutte quante piegan pronte, a prima ombra il santo monte, mentre sulle loro cime, gli uccellini cantano arte, con pien letizia accolgon alba, intra foglie accompagnati, da fruscio alle loro rime e le foglie in accompagno, come accade quando Eolo, scioglie il vento di scirocco. Alba eterna primavera, scioglie sensi in libertà, liber tocco vento e fiori, con il canto degli uccelli, nel tepore di scirocco, sulle labbra sente casa, Dante prima era smarrito, mentre al canto 62, torna al luogo primo Adamo, nella veste dei lettori, assonnato in selva oscura, sorge ai sensi attivi, presso un fiume adamantino, che gli vede innazi, tutte l'acque sono monde, dopo dolorosi morti, che ci ebbero trafitto, il mondo è sempre uguale, sol simmetrico diventa, opposto ai nostri occhi, esplode in sua bellezza, canto 1 e 62, simmetrici ed opposti, Pasqua di Resurrezione, Dante sorge sotto Vergine, nel luogo virginale, all'alba del mondo: coi piè e occhi ristretti, passai di là dal fiumicello, per mirar rami fioriti, e mi apparve all'improvviso, meraviglia che distrae, una donna soletta, cantando fior da fiore: orsù bella donna, che sei scaldata da amore, fatti un poco avanti, così capisco cosa canti, Tu mi rimembri Proserpina, quando perdette la madre, nei misteri di Demetra, e la madre a sua volta, perse la primavera. Dante sale lento, attraversa anche le soglie, senza capir tutto, del dono del Grifone, ascesa al mondo Spirito. Io mi rivolsi ad amoroso suono, colei che mi conforta con sua voce, ma mia memor poco ricordare, se non sorretta da Dio, poichè rimirando Beatrice, lo mio affetto fu, libero da ogn'altro disire, fin che piacere eterno diretto, raggiava in suo bel viso, poi rifletteva in me, il mio cuore liberato, da tutti i desideri, immerso in suo sorriso, spirituale trasparenza, donata dal Grifone, in terra mentre vivo. Liberiamoci anche noi, per qualche istante dai desii, fino quan Beatrice ci risvegli, con un dolce rimprovero: volgiti e ascolta, ché non sol miei occhi è paradiso, raffina il tuo udito, e i confini del cuore, a sentir eco lontano, che dissolve nel cosmo, vibrazione in armonia, fin trentunesimo Purgatorio, quan Dante apprese dal Grifone, il Mistero di Amore, rispecchiato in Beatrice, congiungendo anima sua, terrestre e divina, di aquila e leone, con anima di Donna, guida spirituale, con sguardo di smeraldi, dentro estasi totale, carnale e sublimata, spalancando loro porte, per Anima uscir entrare, così occhi di Beatrice, divenner Paradiso, in ogni canto incrocio sguardi, che lo rinvigorisce, schioccante sferzata, di orgasmo in Paradiso, cui Dante mai si manca, perché senza Eros, sua Anima mai canta, leggi il Paradiso, per esser Paradiso. Ora è giunto il tempo, per Aquila guardare, Beatrice si dissolve, insieme ad ogni storia, Dante avrà imparare, a far meno anche di lei, senza provarne sofferenza, accecato ed abbagliato, da luce Aquila-san Giovanni, fà incontro con Spirito, in suo profondo cuor, traversa Arco di Fuoco, cammino in Solitudine, dove Aquila evolve, lo Spirito in Materia, mistero sen parola, che è libero a trovarlo, chi scardina se stesso, da tutti i condizionamenti, e con Spirito fa festa, e vede tutti i cieli. Grifone somma leone e aquila, rappresenta Gran Tartaria, impero nato dal Xristos, poi diffusa in tutti i mari, potenze simili a Dioscuri, doppia natura del Daimon, fà da ponte uman-divino, fra Dante e il Paradiso, con terrene zampe feline, balza il volo nello Spirito, Grifone muta il suo passato, e diviene allegoria del Cristo, in forza doppia sua natura, Dante sfrutta a intelligenza, a deviare i più saccenti. Orfeo riscatta stor d'amore, con Beatrice eterna ngombi, amante eterna del Poeta, sul Grifone dai colori, oro rosso e bianco, auredo rubedo albedo, fasi alchemiche compiute, in alto dei cieli, in compagnia di sue ali, che fino al ciel arrivan. Daimon personale e collettivo, padron destino a tutti, al suo collo aggioga il Carro, con Beatrice e umanità, nemmen trionfali Fasti a Roma, conobber carro così bello, più del carro del Sole, africano vero Augusto, la nostra doppia natura, terrestre e divina, come due ruote portan peso, del viaggio nostra vita. Carro tiene due corone, Beatrice fra i Beati, ci appartiene e ci riguarda, nostro esistere nobilita. Quando settentrion del primo cielo, con stelle a forma candelabri, senza alba nè tramonto, mai stata offuscata dalla nebbia, a ciascun indica il dovere, come fà l'Orsa Maggiore, che indica strada al Timoniere, per giungere in porto, si fermò allor la gente, si voltò verso il carro, come fonte di pace, un dei vecchi grida e canta, per tre volte tale stofa: Vieni sposa dal Libano, e in coro tutti gli altri, beati al nuovo bando, cantano alleluia! con la voce loro corpo: Benedetto tu che vieni!, gettan fiori tutt'intorno, rinati in coro alleluiando, si alza Cantico dei Cantici, ministri e angel messaggeri, spargon gigli a piene mani, nel Giudizio Universale, quan due ruote son riunite, in Beatrice meritata, a continuar la stor d'amore: Dimmi o amore anima mia, dove vai a pascolar gregge, dove lo fai riposar meriggio, così che trovi il posto, il coro allor risponde: Se non lo sai bella tra donne, seguiò'orme del gregge, mena a pascolar tue caprette, presso dimore dei pastori Dov'è andato il tuo diletto, o bella fra le donne, noi lo possiam cercare con te? La sposa allor risponde: il mio diletto è in suo giardino, fra le aiuole del balsamo, pascola gregge e coglie gigli, Io son per lui e lui è per me, pascola il gregge tra i gigli, mio diletto bianco e vermiglio, lo riconosci fra mille e mille, ha capo di oro puro, il suo Libano è Paradiso, da cui arriva Beatrice. Dante dopo il viaggio, da Capretta appar Pastore, con Beatrice pascola gregge, noi caprette infinite, diventate carro fiori, gettati da angeli alla luce, dei colori del Grifone, oro bianco e vermiglio, i colori del diletto, nell'incanto delle Nozze, tra due anime del Rebis, come nozze Siva e Sakti. Salmo duplice che canta: |Benedetto tu che vieni, nel nome del Signore! sei diletto della Sposa, hai i colori Grifone, ecco il rito dell'Unione: dentro nuvola di fiori, che da mani angeli sale, e ricade dentro il carro, una donna allor mi apparve, indossava un velo bianco, incoronata con ulivo, sotto un verde mantello, vestita rosso fiammante, e il mio spirito tremante, ha stupore in sua presenza, sentì sua gran potenza, di antico amore vivo, tremavo in ogni cella, sua vista mi trafisse, già nella puerizia, quan vidi Maria statua, che calpestava il serpe, con ansia di un bambino, cercavo io il maestro, Virgilio era scemato, mio dolce padre e guida, mie guance accolser pianto, con rosea serenità, e nell'alba pioggia fiori, apparve donna in tre colori, verde pace e bianca liber, e rossa come amore. Il mio spirito divino, rivisse la ferita, di amor terreno boccio, nei brividi di Orfeo, attratto in corpo e cuore, che irrompe anche lo spirito, Eros mortale e immortale, condiviso con qualcuno. Vidi fianco sinistro al carro, ruota detta spiritual, odo suono del mio nome, mi voltai verso la donna, drizza li occhi verso me, pur suo vel scendea di testa, cerchiato a fronde di Minerva, ovvero rami ulivo-pace, non permette veder viso, regale atto ancor proterva, come chi parla e si riserva, argomenti forti per la fine. Smetti pianger per Virgilio, ti conven per altra spada, Beatrice appar Jurema, ammiraglio a poppa e prora, che sorveglia i marinai, e li sprona a fare bene, donna amazzone guerriera, mi fa viver scontro amore, in prosa musica e teatro, mi rimprovera così: guarda ben sono Beatrice! come degnasti accedere monte? a questa sede uomo felice? Dante e voi care caprette, perchè in vostra vita, avete scelto infelicità? sceglier solo il dolore, come mare a naufragare, è una colpa non prevista, dai comportamen terreni, che ci aiutano a credere, che infelicità sceglie noi, mentre è viceversa, tal è peccato originale, a Dante rimproverato, nell'Eden Paradiso. Li occhi mi caddero alla fonte, in fiume vedo il mio riflesso, poi li volsi verso l'erba, la vergogna gravò mia fronte, tanto da sfuggir lo specchio, come madre al figlio par superba, così lei sembrava a me, amor rimprovero sapor amaro, la donna infine tacque, e coro angeli a cantare, offre parole a Dante, in te Domine ho speranza, salvami da errore, piega tue orecchie verso me, a liberarmi da confusione, tu sei mio Dio protettore, in casa e fuori a farmi salvo, mia fortezza e rifugio sei, mia guida e sostentamento, mi trai fuor da quel laccio, che mi han teso occultamente, perchè tu sei mio protettore, e mi hai redento in verità, liberandomi da vanità, esulto tua misericordia, tu getti sguardo a mia abbiezione, e salvasti anima mia, dalle angustie del nemico, e apristi campo pei miei piedi! ecco salmo 30 Bibbia, dalla Vulgata al latino, da san Girolamo per Dante, in canto 30 Purgatorio, quan nemici di noi stessi, carichiamo infelicità, non certo per sadismo, ma per rafforzar orgoglio, nostre volute durezze, ci procurano alibi, per viver rinunciare, e di vanitas morire, dunque lotta a liberarti, per percorrere la terra, fin le stelle di Universo, dove Dante ha messo i piedi, a scardinare ogni fobia. Io sen lacrime e sospiro, prima di angeli a cantar, armonie ruote celesti, mi compativano com se, vibrazion di compassione, avesser detto Donna! perché lo fai a pezzi? allora gelo intorno al cor, come neve su Appennino, da venti freddi di Schiavonia, si scioglie poco a poco, quando Afro manda i venti caldi, si trasforma in acqua e fiato, e uscì fuori bocca e occhi, quel rimprovero sudato, ecco pianto coi singhiozzi, ella ferma in su la coscia, in carro stando volse e disse: angel creature così poscia, voi vigilate eterna luce, giorno e notte sapete tutto, ogni passo che Terra compie, così la mia risposta, ha scopo a farsi sentire, da colui che piange oltre il fiume, dolor commisurato a colpa; intenda colui che piagne, al di là di questo fiume, colpa e duolo una sol misura, non solo influenza Cieli, indirizza ciascun essere, al suo fin virtù di stella, che a sua nascita presiede, ma pur generosa grazia divina, che piove da nubi alte, cui nostra vista neanche scorge, come terren fertil dotato, si fà maligno e silvestro, cioè sterile e selvaggio, co mal semente e non coltivato, sostenni Dante col mio volto, conducendo a retta strada, ma quan morii tradì memoria, e si diede ad altre donne, da carne a spirito mutai, gli fui men cara e men gradita, rivolse passi a via fallace, seguendo false immago di bene, che non mantengono promessa, allor lo richiamai nel sogno, narrato in Vita Nova, e anche in altro modo, ma a lui importò ben poco! e cadde tanto in basso, che divenne inefficace, ogni mezzo per salvarlo, salvo mostrargli genti perdute, così visitai uscio dei morti, in Limbo soglia dello inferno, piangendo volsi preghier Virgilio, che l'ha condotto fin quassù, fato di Dio sarebbe infranto, se Dante superasse il Lete, e gustasse acqua del fiume, senza provare un pentimento, gustae vivanda senza scotto, pentirsi è lacrime versare; a Dante è chiesta confessione, accurata di sue colpe, e un pentimento lacrimante, suo peccato è la superbia, orgoglio a scegliersi infelice, lo scialare dei talenti, tradir suo angelo custode, Daimon scelto dalle stelle, e da Grazia Divina, Beatrice questo gli ricorda, aver tradito la sua Donna, che lo ha iniziato Amore, al gran disìo di elevazione, donna del corpo e intelligenza, donna di anima e intelletto, donna di Spirito e Sapienza, Daimon che parla a voce Dio; Dante la vide a nove anni, lei lo ri-sveglia a diciott'anni, quan presentano i Dioscuri, alimentando il gran disìo, Dante ha dolore per sua morte, e manca promessa scriver opera, per Beatrice donna sua anima, sorgente di Dante, Eros Amore e Carità, Filosofia Fisica e Teologia, la ritrova in se stesso, ricomponendo Orfeo sofferto, come spiga chicchi grano, specchia tanti in uno solo, come fosse una sol corda, che da ngombi appar mogongo. Rapporto Amore in utopia, si rispecchia nel rimpianto, di anima innamorata, che ha desiderio di specchiarsi, di ricambiarsi nell'altro, per conoscere se stessi, chimera di viver sempre, l'un nell'altro in ogni evento, quan la perde lu si perde, confondendo le altre strade, in cui specchiarsi e tanto cadde. Grifone è detto pur Chimera, che accompagna anime morti, realizza incontro fuori mondo, con la forza del rimpianto, lo costringe a entrar nel fuoco, al solo nome di Beatrice. Confessione aiuta Dante, a ri-conquistare libertà, tradì sua anima missione, come il Cristo di Dafoe, volsi miei passi a false cose, e il vostro viso si nascose, quando sciali tuoi talenti, scegli di essere infelice, due amanti invitti narran storia, nella forma di Commedia: mai ti appresentò natura o arte, piacer quanto mie belle membra, in cui terrena io fui rinchiusa, e che or son sparse sottoterra, e se tal sommo piacere, ti venne meno con mia morte, qual cosa mortale trasse il disio? Ben dovevi dopo delusione, di ben fugaci terren fallaci, levarti in alto dietro a me, non più terrena e passeggera, non ti dovea gravar in basso, ad aspettar più colpo sorte, una giovan donna o un altro bene, che vano effimero ha uso breve, nostra natura tiene due ruote, carne e divinità, corpo mortale si decompone, Spirito eterno soffia quan vuole, come il vento di alto amore, perché non mi hai seguita, elevandoti su vanità finita? esser materia e non-materia, è un elaborare il lutto, come morte di se stessi, e ri-connetter propria anima, quando il corpo si dissolve, lo Spirito si coagula, e quando questo si dissolve, nuovo Corpo si coagula; tal Commedia fu studiata, dalla Scuola di san Marco, come fonte di sapienza, Dante-Adamo torna ain Eden, e noi tutti insieme a lui, nel fulgor del Sesto Giorno, tra Sette stelle-candelabri, che camminano da soli, a destra Giove Marte e Sole, i pianeti maschili, Mercurio al centro è controllore, Luna Venere e Saturno, i pianeti femminili, alla sinistra del carro. Sette stelle dantesche, a settentrion del primo cielo, gente verace tra il grifone, al carro volse la sua pace, le sette luci arrivan tosto, dal Cristallo motor primo, recan Spirito e Materia, macrocosmo e microcosmo: SATURNO è astronomia, discrezione di sapienza, SOLE fede è aritmetica, LUNA grammatica e giustizia, MARTE musica e lavoro, MERCURIO dialettica e purezza, VENERE filosofia e dolcezza, GIOVE è impegno e geometria, passa il Carro fino al Lete, che riflette stel Polare. Quattro virtù di |Eros, trasformate in Cardinali, ancelle di Anima Beatrice, Psiche trova suo Eros, |Grifone-Cristo anima eleva, a livello dello Spirito, fà che Dante con Beatrice, uniscan loro anime, mentre nel Carro umanità, San Paolo vegliardo, mostra con spada in mano, in territorio virginale, Mercurio e Venere incontro, in forme uman Dante e Beatrice, nuovo Adamo è riscattato, accolto amato dal gran cielo, al Sesto Giorno di Creazione, nel Mistero di Materia, Eros muove le sue corde, vibra corpo e anima tutta, e riunisce umanità, reintegrata alla purezza, della prima sua esistenza. Dante dice che la Bibbia, non contiene Umanità, mentre è questa umanità, che contiene ogni Bibbia, con tutti i suoi linguaggi, insieme a tutti i pellegrini, nel terrestre labirinto, nel mister doppia natura, del Cristo e del Poema, quando si scardina il sigillo, dello Spirito nei canti. Grifone media il contatto, diretto tra Dio e Dante, ovvero tra Dio e noi, in primavera union sacrée. Ortica del pentimento mi punse, dopo la breve confessione, Dante viene invitato, alzar occhi su di lei, la vede bella pur col velo, sviene vinto da visione, ecco evento quinta morte, e quinta resurrezione, diventa Sacerdos et Dux, Pastore e Guida, immerse in Lete, a cancellare ogni dolore, poi si immerge in Eunoè, acque di memorie buone: quan rinvenni vidi Matelda, disse aggrappati a me!, mi aveva immerso nel fiume, sino alla gola, e tirandosi dietro me, scivolava come gondola, fui vicino a sponda opposta, sentii gli angeli cantare: mi aspergerai con tal dolcezza,, la bella donna aprì le braccia, mi abbracciò la testa, e mi immerse a bere acqua, poi mi affida a quattro donne, ciascuna copre col suo braccio, noi siam ninfe e in cielo stelle, create ancelle di Beatrice, ancor prima che Lei nacque. Ti condurremo ai suoi occhi, altre tre donne aguzzan tua vista, perché tu possa osservar lume, che c'è al loro interno, esse hanno vista più profonda, dopo iniziarono a cantare, poi mi portano con sé, sul petto del Grifone, dove Beatrice guarda noi. Guarda i suoi occhi sen risparmio, sei davanti agli smeraldi, suoi occhi verdi da cui Amore, ti lanciò i suoi amori dardi. Or velo Beatrice copre a metà, svela profondi occhi smeraldo, Si celebra Sacra Unione, grazie a cui Dante avrà guida, vivida presenza di Beatrice, estasiarsi del suo sguardo, solo sfiorando il fulgore, di sua doppia bellezza, fisica e spirituale, si fondon due anime, nel Matrimonio Virginale, mentre i Sette Cieli continuano a brillare, sulle teste degli amanti, a irradiare le armonie, di sette arcobaleni, ancora fermi in riva al Lete, mentre le sette ninfe, guidano il rito con cura, e i segreti di Creazione, son luminosi testimoni. Beatrice è Venere, illuminata dalla Luna, mentre tutti i figli Adamo, passati presenti e futuri, schermati nel Carro, per sempre sono spettatori, di bellezza cerimonia. Triade la Tetrade, Dio precipita in Materia, e il suo dolore è il Cristo, che pronuncia le parole, dalle labbra di Beatrice, che infuocata spegne il pianto, come in Jesi nganga ha fatto, ancora un poco e non mi vedrete, ma poi mi rivedrete, se il dolor di Dio è Cristo, solo Cristo può placarlo, può durar pochi secondi, contemplazione di tragedia, per capir la verità, sangue che ingrossa il fiume Storia, indifferente alle macerie, ai cadaveri e ai rapaci, e alle bestie selvagge. Beatrice spiega a Dante, il messaggio del Grifone, il destino del carro-vaso, che il serpente-drago ruppe, fu e non è ora, ma chi n'ha colpa creda, che vendetta di Dio sarà, poichè in mente di Dio, umanità è salva da sempre: se piange il Paradiso, piangono i sette pianeti, e i motori che li muovono, Empireo guarda la Storia, rimanendone fuori, imitando il Cielo allora, siam contenuti e paralleli, Dante usa poema, a uscire di continuo, entrar presente eterno, a cui siamo impreparati; recita Giovanni, che un Dux messo di Dio, sarà inviato a Terra, a salvare la sua Chiesa, e la bestia che hai veduta, era e non è più, sale dall'abisso, e chi abita la terra, si meraviglia che, veden che bestia era, e non è e verrà di nuovo, con sette teste monti, indaghi tal mistero, la mente che ha sapienza. Il VASO siamo noi, e noi fummo dannati, ma poi non lo siam più, da sempre pria del Cristo, perché la storia mondo, corre parallel sapienza, di Dio presente eterno. Grifone ha assolto bene, sue due missiond'Amore, unire Dante a Beatrice, e Umanità a Dio, dentro un tempo non segnato, da lancette di orologi, né dal suono di campane, nell'Eden ricreato, in atto cerimoniale. Umanità sempre salva, nella mente di Dio, non può essere compreso, nemmeno da Dante, perché sovra mia veduta, vostra parola vola tanto, sopra mio intelletto, che più cerca e men comprende. Beatrice disse lui, perché tu riconosca quella scuola, e capisca sua dottrina, tu seguita mie parole, perché tu veggi, vostra via da la divina, distan cotanto quanto, da terra discorda il ciel, che si muove più in alto, nel Primo Mobile cristallo. |Barga segna meditazione, all'ingresso Paradiso, deve entrar uomo iniziato, pronto a comprenderlo, e noi assieme a lui, come ha fatto Virgilio, quand'iniziò Dante al Purgatorio, frastornando il Poeta, con geografia di stelle, e lasciandol senza fiato, con la dura salita, stessa cosa fà Beatrice, gli offre enigma forte, di teologia rivelazione, la salvezza umanità. Beatrice dice a Dante, che umanità è salva, da sempre avanti Cristo, il Poema è la riforma! mentre Martin Lutero si è giocato, tutte carte di riforma, predestinando la salvezza, per grazia gratuita, che Dio concede all'uomo, per i meriti di Cristo, bacchettata a chi si sente, di posseder mistero Dio, e se ne fà pur vanto, con tutte quelle scuole, che san renderci spesso, meschini e arroganti. L'enigma ha soluzione, nel Numero reale, che porta a geometria, qual forma perfezione, in tre cantiche sue ali, l'Aquila ci irradia, col suo poter regale, Custode dello Spirito, dell'Essere Eterno: numero 9 è Beatrice, 3 è trina Perfezione, il Numero conduce, al cuor dei medievali, dentro le loro chiese, tu vedi Geometria, che riordina potenza, del mondo di parole, nei simboli archetipi, che generano altre immagini, e insieme si muovono, su un piano oscillante, in sferica armonia, ad alta intensità, di vibrazioni e sincronie, in Quarta dimensione, per questo è necessario, Guardar Opera vibrare, e oltrepassar lo scoglio, necessario ma obsoleto, di cercar culture affini; sfida all'Uomo di oggi, che pensa ha visto tutto, mentre dal passato, ci giunge un ipercubo, in perfetta quadratura, del cerchio in quattro parti, 25 canti ciascuna, governata ognun da un Daimon, e la sua pianta maestro. Divina Commedia, Opera Trina e Tetragona, 4 Passaggi e Sigilli, che svelano cose, mai viste né dette, il Passaggio Centaurico, immerge in terra Lupa, della violenza umana, Intelligenza esploratrice, premiata a elevazione. Passaggio dei Dioscuri, iniziazione a Conoscenza, e premiato col dono, di Anima Intellettiva, colei che è catturata, da cosmica intelligenza. Passaggio Eden al Grifone, porta Dante fuori Storia, congiunge al Punto Zero, nella linea 1-63, irradiazion della Giustizia, che disegna il confine, fra Smarrimento e Salvezza. Grifon domina 25 canti, dal 63 a 87, col compito elevare, l'Anima allo Spirito, siglati dal suo sigillo, che insegna che noi stessi, siamo custodi dello Spirito, di questa eterna fissità, che possiamo ascoltare, e anche interrogare, a superar spavento, di smarriti pellegrini, precari del pianeta; titanica impresa, sceglier prima strada, i dàimon si fan complici, e mutano senso, da cospiratori astuti, uniscono le forze, e agiscono nei canti, in duetto melodramma. Grifone testa d'Aquila, abbandona scena in 66, perché l'Aquila possa, piombar Eden con artigli, e nei canti 85 86 88, lavora a conquistar Spirito, e da 88 a 100, dal Saturno a Infinito, Aquila farà volare Dante, in alto altissimo, là dove noi temiamo entrare, dove il Tempo non è tale. Beatrice conduce iniziazione, pur solo una terzina, in lungo discorso oscuro, che sfida ogni esegeta, c'è bisogno d'intuizione, di una logica del cuore, di un essere leggero, per avvicinar mistero, emozioni del guardare, che attivano aisthesis, nel modo del trattare, poetico e discrittivo, digressivo e transuntivo, difinitivo e divisivo, probativo ed esemplare, frastornare e ammaliare, velare il Lettore, a poterlo distoglier, da ver sostanza argomento, ammaliarlo a risucchiarlo, in incantesimo che faccia, da muro a ver sostanza, perché sol sotto il velame, de li versi strani si nasconde, vera sostanza di argomento, la fatica dell'enigma, è parte del percorso. Dante rivela in versi, come lui inizia umani, Virgilio gli prospetta, altro viaggio che farà, vedrai i dannati e i purganti, poi vedrai i Beati, Beatrice invece parla enigmi, nel territorio dello Spirito, nel Presente continuo, si avvicina e dice a Dante: Fratel perché non mi domandi, mentre cammini con me? come a color troppo reverenti, dinanzi a un maggior grado, che emettono incerta voce, capitò a me che mormorai: Beatrice mia voi conoscete, miei desideri e necessità, lei rispose io vorrei, che tu liber da tema e vergogna, da non parlare più confuso, sì che non parli più come om che sogna, Io posso insegnare e iniziare, solo a chi ha domande da fare, sappi che il vaso che serpente ruppe, fu e non è più, ma chi ne ha colpa sappia, che vendetta Dio non teme suppe, quel carro ingoiato in selva, chi chiama Chiesa oppure Impero, riguarda invero umanità, da sempre è salva in mente a Dio. L'aquila che lasciò penne in carro, che divenne un mostro preda al gigante, non sarà sempre senza eredi, ma è vicina una costellazione, al riparo da ogni sbarramento, forse quella di Acquario, Ninfe di acqua incontaminata, darà al mondo un'epoca speciale, che ucciderà meretrice e quel gigante, che traffica con lei. Forse mia narrazion buia, come sfinge men ti persuade, perché affatica tuo intelletto, come fan responsi sibillini, ma presto le Naiadi coi fatti, solveranno questo enigma, senza danno a pecore o biade. Tu prendi nota e riferisci, le mie parole a quelli vivi, e che credon che la Vita, sia solo corsa verso morte; intrigante profezia, aquila non resta senza eredi, imperiali dinastie, Cielo Giove parla ad Adamo, l'erede di aquila Comneno, non è normal rampollo, ma è un messo celeste, a cui Dio offre un nome: 500 un 10 un 5, anagramma di DVX, una guida o condottiero, caccerà lupa di villa in villa. Acqua Spirito risveglia, nei canti del Grifone, con due bagni in fiumi Eden, salvezza eterna rivela, Beatrice dà il consiglio, prendi nota e racconta ai vivi, le mie stesse parole, anche se non le comprendi, a umanità che vive nel dolore; e tieni a mente quando scrivi, di non celar pianta che hai visto, qui spogliata due volte. Chiunque depredi o la danneggi, offende Dio nei suoi scopi, Adamo la morse ed ebbe pena, desiderò Cristo molti anni, a riscattare la sua morte, tuo ingegno comprenda, che la pianta è così alta, con la chioma capovolta, per ragione eccezionale, cioè giustizia di Dio, ma poichè vedo tuo intelletto, le mie parol ti abbaglia, conserva immagine sommaria, di ciò che ti ho detto, conserva una frasca di palma. Fai domande parol ben chiare, quando entri in zona Spirito, affronterai quesito Divin Giustizia, come albero di conoscenza, cioè il motore di ogni cosa, nel cielo dello Spirito, dove Adamo è salvo beato, liberato dal Cristo, assieme anime dei Giusti, in sua discesa agli Inferi, Umanità è salva da sempre, nella mente di Dio. Dante-Adamo torna all'Eden, accolto nuovamente, da tutti i misteri di Creazione, si purifica col pentimento, la confessione e il bagno in Lete, poi viene unito con Beatrice, suo angelico daimon, condotto all'Albero Conoscenza, rivive storia Umanità, la prima cacciata d Eden, e indebolimento sua natura, imbarbarimento e crudeltà, corruzione e oblio di Dio, diventa umanità dolente, calata al Tempo della Storia. Beatrice e Ninfe con il pianto, stempera dolore annulla, confermando il mistero, di una eterna salvezza, e cita Adamo nuova Sapienza, che Dante deve apprender: Adamo cadde sul pianeta, quando nacque contadino, a fine Età dell'Oro, età edenica in Demetra, che donava tutti i frutti, senza far fatica, ora uomo li guadagna, col sudore della fronte. Adamo cade sul pianeta, tremil anni avanti Abramo, divenne padre di un pastore, e di un agricoltore, Adamo è semine e raccolti, iniziator del Purgatorio, da Beatrice ancora cinto, con nuovo cordone ombelicale, all'ingresso del Paradiso, con bastone pellegrino, di memoria delle immagini, a ricordare la fatica, per estrarre e trascrivere, l'iniziatico messaggio, libro a futuro cammino: come cera timbro da suggello, figura impressa in mia memoria, aquila incarna allegoria, dell'alta divinità, fuoco celeste del Sole, di anima e nobiltà, appartenente tutta a Dio. Dante diviene nel Poema, vapore del mercurio, che con Aquila compagna, attraversa Arco di Fuoco, tra i due estremi confini, simmetrici ed opposti, Rosa Beati e Selva Oscura, sigillando in canto 100, sublimazione di immortale, per la visione di Dio. Dante vola in cielo Saturno, nel segno dei Gemelli, a nord-ovest porta Inferno, e nel buio puoi vederlo, coro di stelle che brilla, nell'estate boreale, col daimon suo alato, sale al Cielo Stelle Fisse, orbitando volgendosi, insieme a stelle dei Gemelli, e dall'alto guarda la terra, il giardino che ci fa feroci, e le sette orbite planete; nell'alto cieli Arco di Fuoco, si muove l’Uomo trasformato, rinato da se stesso, nelle mani del Grifone, che sua Anima ha elevato, allo stato dello Spirito, spiriti che Aquila ha ripreso, dominando il Corpo vivo. Dante rivela che lo Spirito, crea Materia no il contrario, e la perfezion della materia, è totale assenza di materia, che genera materia. |SOLE lanterna del mondo, sorge da diversi punti orizzonte: ma da punto in cui quattro cerchi intersecano, essa nasce con tre croci, con stagione più mite, e Ariete stella propizia, a equinozio primaverile, sole sorge in Ariete, era alba allo Inferno, ora su Eden è mezzogiorno, e Dante inizia il suo volo, son passate sei ore, là nel Paradiso, 4 cieli congiungendosi, formano 3 croci, il mondo cambia sotto nostri occhi, l'Uomo è cambiato, anche il punto di vista, a veder 4 cieli tutti insieme, bisogna volare come Dante, su note Ngombi e fra le stelle, scompare terra sotto i piedi, sopra nuvole sol sempre splende, e oltrepassando Sfera di Fuoco, Dante raggiunge la Luna, nel territorio di armonia, dove Creante e Creato, ovvero Triade e Tetrade, si fondono insieme, a dare Settade stelle: prendete cerchio massimo volta stellata, circonferenza di eclittica, poi Equatore Celeste, cioè eclittica solare, nei due punti intersezione, di questi due cieli hai due equinozi, nel punto gamma il 21 marzo, in cui sorge Ariete Sole. Cielo equatore e cielo sole, producono una croce, in sfera armillare tolemaica, 4 cerchi massimi cieli estesi, uno orbita Celeste, due Equatore Celeste, tre circonferenza Orizzonte, quattro orbita Solare, che passa 12 costellazioni, viaggio del Sole zodiacale; il cerchio esterno è orbe Celeste, cioè volta stellata, che incide perpendicolarmente, su Equator Celeste a 360, Orizzonte cambia nel punto di vista, dello Osservatore, permette aver sole movimenti, anche durante la notte, Purgatorio trova a sud-est. Tre croci vedi al sorger Sole, quattro cieli fan tre croci, poichè nel punto gamma, congiungon tutti e quattro i cieli, e nel punto dove sorge il sole, tre croci manifestano il cosmo, la cosmesi del mondo, in tutta sua bellezza, sogno architetti a geometria, di |cattedrali di energia, proiezion piana a quattro cieli, da sguardo estatico poetico, Dante-Pitagora che vola, dentro armonica di sfere, inclinando i ciel di qualche grado, e farli in musicale simmetria, di un gotico rosone: quella che quattro cerchi giugne, con tre croci esce congiunte, sul punto gamma sorge il sole, qui si trova il Cuore Sacro, sul cinquantesimo canto, il punto alto della Croce, dove giace lo Infinito, il Dannato e il Salvo stanno ai fianchi, pur coincidenti con l'Eterno, sotto guida di san Giacomo, mappa di Spes e Libertà. Cuore Cristo irradia Croce, e le tre croci del Calvario, 25 canti dei Dioscuri, fatica salir tenebre e luce, sacrificio per conquista, di anima e salvezza, croce Buon Ladrone canto 63, dove appare il Grifone, Beatrice sfiora la Salvezza, vaso che il serpente ruppe, sarà svelato in canto 87, da Aquila daino. Uomo avvicina a infinito 4, con perfezione Geometria, con quadrato sfera e triangolo, strumenti Gran Geometra, dove sublime perfezione, per difetto coincide, con grandezza del Mistero, come in cattedrali. Poema geometrico in 100 canti, dal punto vista sapienziale, cioè anagogico non-letterale, a un qualsiasi medievale, quattro cieli forma ottagono, inscritto in circonferenza, dalla Stella di Barga, a Castel Monte e Duomo Pisa. Dante ama sfera aristotelica, e le stelle del cielo, dentro fatica ventennale, di ottagono a 4 passaggi, abbondano il san Giovanni, nei pavimenti in Duomo a Pisa, informato a rinascimento, tanti ottagoni scolpiti, sopra e sotto le sue mura, architetti e scalpellini, tutto scritto nel silenzio, in suggestioni che troviamo, quando svegliamo a mezzogiorno. Dante vola a mezzogiorno, col segno Cancro a sudest, noi tutti ancor dormiamo, emisfero boreale a notte, è pieno giorno in Purgatorio, e notte sulla Terra, un emisfero tutto bianco, e l'altro invece nero, vidi Beatrice voltata a sinistra, e intenta a fissare il sole. Dante vola via da storia, per ascender Paradiso, vola al primo plenilunio, che cade dopo 21 marzo, fissa la data Crocefissione, e Pasqua Resurrezione. Poema partitura, fa uso astrologia, da canto 18 Paradiso, parte il volo Aquila, al 32 del Purgatorio, piomba su albero e carro, che Voltaire non comprendeva; canto 2 esorta Lettori, tornate ai vostri lidi, se vostro Spirito è assente, non continuate a seguirmi, da canto 1 e 2, si vola da Eden alla Luna, dal 14 al 15, vola dal Sole fino a Marte, cioè da Spiriti Sapienti, a Spiriti Combattenti, nel canto 14 Salomone, spiega a Dante ultimo giorno, resurrezione dei Corpi, a integrar Spiriti eterni; a fine dialogo con Salomone, Dante è risucchiato al Cielo Marte: lumi bianchi tra poli mondo, Galassia luci deboli e forti, nel profondo cielo Marte, fan giunture di quadranti, 8 raggi o 4 diametri, disegnan Croce Greca: croce greca ha uguali braccia, croce latina diseguali, e attorno alla croce, disegna il moto sole, da Ariete alla Bilancia, nel moto giornaliero, sul braccio orizzontale, secondo occhi visuale, e da Cancro al Capricorno, sul braccio verticale. Calcola in un anno, in dodici posizioni, solstizi ed equinozi, dei 4 cardinali, la Croce ha com due poli, magneti nord e sud, come sopra e sotto, di una medaglia in magnetite, il sole che da Ariete, gira in senso orario, toccando Cancro scende, verso la Bilancia, nell'ora del tramonto, poi cambia polarità, poichè torna indietro, nel buio dei miei occhi, ripassa per il centro, che ora è Capricorno, Yin o polo sud, da mezzanotte alle due; mentre Cancro è centro, Yang o polo nord, da mezzogiorno a due. Stesso ragionamento fò, sul braccio verticale, due vertici dei tropici, che passano equatore, il centro della croce, dodici posizioni, nell'arco di un anno, le stesse posizioni, nel ritmo giornaliero, due ore per ciascuna. Lungo asse croce greca, orizzontale e verticale, si muovevano dei lumi, cioè spiri combattenti, che scintillano intensi, quan si incontrano e oltrepassano: di corno in corno tra cima e basso, vidi corpuscoli muoversi, in diverse direzioni, veloci lenti lunghi e corti, cambiano aspetto in raggio luce, che talvolta illumin ombra, che la gente si procura, con ombrelli ingegno e arte, per difendersi dal sole; danzan Spiriti Combattenti, di corno in corno, cioè i vertici di croce, dei guerrieri crociati, Gurkha e Samurai, come lo era Cacciaguida, morto in battaglia cavaliere, illuminandosi a ogni incontro, come fosse via Lattea, nel cielo Marte rosso fiamma, come polver filtra una finestra, recando un gran piacere; in cieli tersi all'improvviso, passa una stella cadente, sembra che si sposti, in un punto poi si accende, non sparisce nessun astro, e il fenomeno si eclissa; dal corno destro di tal croce, si mosse una luce, percorse raggio della croce, è Cacciaguida stella rossa, dal corno destro inferiore, scorre lungo tutto il raggio, poi esce dalla croce, per incontrare Dante, nel punto Zero centro cerchio, dentro la croce dei Beati, che si muovon scintillando. SFERA di Marte in Tolomeo, è una minore contenuta, in quella maggiore a cipolla, con due raggi che da centro sfera, forman due bracci della croce, che illuminano il Cristo, ma chi prende la sua croce, e segue Cristo vede bene, luce rossa in quel biancore, la figur del Salvatore, Cristo in luce bianca; il raggio è generato, dal luogo del Calvario, dove strazio è consumato, di Maria e di san Giovanni, assieme alle pie donne, luogo deposizione, di un corpo martoriato, nel cielo martiri combattenti, dove croci sono varie, separate fra di loro, a modello del Calvario, Croce bianca del Cristo, che si inscrive in circonferenza, infinita di raggi, che partono dai piedi, di quella stessa croce, Cacciaguida parla a Dante, osserva i bracci croce, nominò Giosuè spirito, che viene come lampo, scorre rapido tra due punti, mentre il nobile Maccabeo, ha luce e voce a stesso tempo, luce gira su se stessa, sua gioia muove trottola, poi al nome Carlo Magno, seguo il volo falcone, poi Goffredo di Buglione, e Roberto Guiscardo, riuniti alle altre luci, Cacciaguida infin riprese, il canto cielo tra i cantori, Cielo di Marte mi saluta, pianeta della Musica, nel suo rosso fulgore, con pioggia di astri lampi, o come stelle cadenti, anticipa esplosione, che si vedrà nel Cielo Giove, in cui Dante è risucchiato, la sesta stella avea colore, più candido di Marte, Giove anime ospitate, come uccelli volan fiume, rallegrandosi a vicenda, del pasto consumato, si raggruppano in cerchio, cantavan volteggiando, dentro ai lumi le creature, muovon ritmo loro canto, poi mutandosi in lettere, D Le e altre, tacevano un poco, Spiriti Giusti nella luce, tutta orbita di Giove, danzano formando, un grafema luce dorata, che si staglia su argentato, sfondo di cielo Giove, che ha sostituito, il vermiglio di Marte. Grifone in suoi colori, in trionfo siderale, saluta il suo Protetto, colori mio diletto, annuncian conclusione, di Opera suo viaggio, per 35 volte, danzano gli Spiriti, forman lettera una a volta, che risplende in tutta l'orbita: 35 lettere che Dante, annota mentalmente, tra vocali e consonanti, Diligite Iustitiam, Qui Iudicatis Terram, in seguito i Beati, si fermarono alla M, della quinta parola, in modo tale che Giove, argento splende in oro, vibrando corda d'arpa, del 18-32 canto, del dialogo che unisce, Grifone con Aquila, a distanze siderali, tra Eden e Giove, conserva il seme d'ogne giusto, disse il Grifone in Purgatorio, mentre ri-legava carro umano, ad Albero Conoscenza, riconciliandola ancora, con la Divina Giustizia; ora rispondon Spiri Giusti, che a Dio si son riuniti: Amate la giustizia, voi che giudicate a Terra, riconciliatevi a Dio, se volete amministrare, la Giustizia sulla Terra, come scuola elementare, dove impari ogni grafema, la classe in coro la pronuncia, a conquistar parola, per cominciare a capire, bisogna tornare bambini, diventare iniziati, all'inizio del segreto, 7 x 5 è 35, 5 è la Bilancia, in mano alla Giustizia, è Legge e Civiltà, partorita in buone Leggi, 7 è strumento di creazione, come il CREATOR l'ha usato, è numero increato, che ha creato se stesso, allor per fare un 5 Legge, per giudicare in Terra, sette volte occorre conciliarsi, allo Spirito Divinità, tornare sette volte, dove Grifone lega il Carro, cioè dove si conserva, il seme di ogni Giusto, divinità che pulsa dentro, riconcilia Essere a Divenire; casate vanno in decadenza, come anche le città, cose terrene son mortali, proprio come umani, che non posson veder fine, a cose che durano di più. Qui la Storia appar dissolta, accettate tal realtà, è ucciso leone verde, rotolate in Infinito, dentro Eterno serve calma, compitando lettera per lettera, il messaggio dei Beati. Vidi scendere altre luci, dov'era il colmo emme, e lì quetarsi cantando, il ben che a sé le move, e vidi ciascuna fermarsi, nel punto assegnato, tutte le luci dei beati, dopo aver formato giglio M, con piccoli movimenti, forman testa e collo Aguglia, su sfondo argento Giove, Dio dipinge sen modelli, quella virtù che forma i nidi, geometria di ogni poema. La M di Bilancia, ingigliata in luci d'oro, dove altre forman Aquila, sua testa vedi al Polo Nord, e artigli al polo Sud, nell'orbita di Giove, che con danza delle stelle, sarà occupata lentamente, da Spiri Giusti un tempo umani, attingon stessa intelligenza, M è monarchia modello, Giglio araldico russo, Aquila è imperator khagan, che mette cose a posto, secondo Numero e Geometria, Musica e Astronomia, linguaggi che usa Dante, per render chiaro imperatori, solo uomini da cuor puro, incamminati verso lo Spirito, pensano al Cielo con bontà, e con cuore semplice cercatelo, perché si fa trovare, nel pane e vino Eucarestia, che Dio nega a nessuno, san Pietro e san Paolo, moriron per sua vigna, eppure ancora vivi, mentre Chiesa è Umanità, sviata da malo esemplo, di chi la governa sen volare, dove ogni Aquila vola, ma marcisce e disconosce, eternità del nos destino, e insegue solo vanità: Giustizia Divina di Giove, operò contro Fetonte, perché non distruggesse Terra, poichè salute è salvezza, come Beatrice ha predetto, nel 67 Purgatorio, guardando Dante in aisthesis, uscendo in estasi da Storia, là nel Sesto Cielo Giove, 6 cosmetica e kòsmos, bellezza ordine universo, salute di uomo e api, che pretende equilibrio, di tutte e quattro le sue forze, corpo intelligenza anima e spirito. Geometria interna ai canti, contien Poema e Terra, e le sfere dei Cieli, al centro giace Infinito, fitta rete cui tutto vibra, anche a cosmiche distanze, nel poema data-base, su cui Dante ha lavorato, per vent'anni di sua vita. Triangolo e Quadrato, generan Dozzina, dodici versi per le mappe, di Uovo Cosmico infinito, guardato da un Drago, sigil che serra enigma forte, il percorso di Salvezza, da consumare in terra, e sollevarci da miserie, a raggiunger felicità. |Dante, il Cielo e l’Architettura del Viaggio Spirituale: Dante costruisce il suo viaggio seguendo una mappa celeste: il firmamento diventa guida del Poema e dell’anima. L’emisfero australe e boreale si uniscono come medaglia sacra, proiettando nel cielo le costellazioni dell’Almagesto di Tolomeo. Il poeta conosce stelle e segni zodiacali, li nomina con precisione: Andromeda, Aquila, Centauro, Croce del Sud, Ariete, Pesci e molti altri. Nel cielo meridionale (cerchi oltre l'equatore), il Centauro trafigge il Lupo, sotto la Croce: visione rovesciata, come vista dall’Empireo. Dante, sulla spiaggia del Purgatorio (sud-est), osserva l’alba in Sagittario. Venere brilla nei Pesci, il Sole sorge in Ariete, tracciando un diametro zodiacale da Oriente a Occidente. Le stelle indicano il tempo, il ritmo della salita, la fatica dell’ascesa. L’anima si concentra su sé stessa, come in estasi: si attiva la dimensione intellettiva, che contempla e desidera. Incontra Manfredi, riflette sulla libertà, sale con fatica il monte: ogni passo è misura cosmica. Si parla di equatore celeste di Primo Mobile e cupola cristallina: è la struttura segreta dell’universo e del Poema stesso. Dante impara il tempo attraverso il cielo: il sole ruota in senso orario* scandendo le 24 ore tra segni zodiacali, da Ariete alle 6 fino a Pesci alle 4. È un orologio cosmico, dove ogni segno regna due ore. Il Purgatorio è sotto la costellazione del Capricorno, punto di risalita. Traguardo non è solo la pace, ma la Libertà: desiderio profondo, meta dell’anima e del cammino spirituale.# |Dante traccia viaggio, seguendo mappa cielo, firmamento che circonda, il Pianeta ed il Poema, emisfero australe a sinistra, e boreale alla destra, congiungete i cardinali, a creare una medaglia, proiezion volta stellata, a Danzica stampato, su tavole in rame, e atlanti epoca d'oro, con dipinte le stelle, Tolomeo costellazioni, prese da Almagesto, cresciuto regolare, Dante studia e cita, ulteriori conoscenze: Andromeda e Acquario, Aquila ed Altare, Nave Poppa e Vela, Bussola ed Ariete, Auriga Boote e Cancro, Cane Maggiore e Minore, Capricorno e Cassiopea, Centauro con la lancia, tra zampe ha il Crocefisso, che Dante riconosce, ai piedi Purgatorio, velando i Pesci in scorta, mi volsi a man destra, e vidi quattro stelle, Cefeo Balena e due Corone, Australe e Boreale, Corvo e Cratere, Cigno e Delfino, Dragone e Cavallino, Eridano e Gemelli, Ercole e Idra, Leone con Lepre, Bilancia Lupo e Lira, Ofiuco Orione e Pegaso, Perseo e Pesci australe, Freccia e Sagittario, cioè Chiron con arco, Scorpione e Serpente, Toro e Triangol Boreale, Orsa Maggiore e Minore, la Vergine finale. Sole sorge in Ariete, a inizio del poema, traccia diametro zodiacale, dal primo canto Ariete, Centauri al dode canto, sono in segno Pesci, Dante è qui a sud-ovest, su spiaggia Purgatorio, nel segno Sagittario, Centauro in alto a destra. Alba poco prima, Venere è nei Pesci, su orizzonte zodiacale, vede coda al pesce australe, altri due pesci in boreale, poi Dante guarda a Est, dove sorge il Sole, si sposta sulla destra, vede Croce Sud brillare, tra le zampe del Centauro, che trafigge il Lupo, lui osserva tale cielo, dal punto di Empireo, dunque è rovesciato, poichè è visto dall'alto, come in cataclisma. Tolomeo geografia, in Bologna i.477, disegna griglia della mappa, del secondo Passaggio, imponente monumento, abbandonato la spiaggia, dove incontra Manfredi, in faticosa salita, prega Virgilio rallentare, siede e guarda di levante, contemplando dur salita, che avevano percorso. Quando anima si desta, a causa gioia o di un dolore, attira a sé nostra virtù, e si concentra su di essa, abbiamo una sol anima, che possiede tre dimensioni, vegetale sede vita, sensitiva sede percezioni, intellettiva intelligenza, quando si ode o si vede, contempla se stessa, come fece Bab Aziz, assorbe tutta attenzione, il tempo corre non si accorge, Manfredi pieno di stupore, il sole salito in cielo, pur di cinquanta gradi, io non mi ero accorto, quando giungemmo al luogo, che avevamo chiesto, il sentiero nella roccia, estremità da ogni lato, aiutarsi a mani e piedi, raggiungemmo orlo parete, dove pendio è più spazioso. Maestro mio che strada ora?, Nessun tuo passo vada in basso, prosegui in alto dietro me, finché ci appare informatore: lo sommo era alto, che vincea la vista, da mezzo quadrante a centro lista, cioè più di 45 gradi, ero stanco quando dissi, o dolce padre volgiti, e rimira com'io rimango, da solo se non ti fermi, lui rispose Figlio mio, cerca arrivar fin qui, indicandomi un ripiano, che circonda tutto il monte, sue parole fanno sprono, a tal punto mi sforzai, camminando pur carponi, finché giunsi sul ripiano; alza Intelligenza a stelle, è la motivazione, radice erotica di Amore, cioè gran Desiderio, arriviamo alle stelle, al mezzo cerchio del moto, che si chiama |Equatore, sempre tra il sole ed il verno, mentre Equator Celeste, che inscrive la Terra, è Cupola cristallo, nono cielo primo mobile, che fa girar la Commedia, prima ancor essere scritta, anche al centro Terra stessa. Stella Polare al centro Terra, circondata dal Primo Mobile, dove orbita il Poema, il Tempo vola quando assorti, anima vita e percezione, intelligenza sede di amore, sede di affanni e del mistero, quale desìo lei si rivolge? Il suo traguardo è Libertà, dice Virgilio a Catone, Guardian del Purgatorio, marito di libertà, traguardo Inferno è la Pace, del Purgatorio è Libertà, che carica Sapienza, illuminando con Verità, indizi cogli nel Poema, per giungere a Empireo. Dante cita il viaggio sole, quando è a scuola da Saturno, narra bene i fusi orari, un orologio elementare, è impossibile sbagliare: a NORD OVEST Yorosolima, a NORD EST vedi l'India, a SUD EST monte Purgatorio, a SUD OVEST Eden terrestre, incorniciate sotto cupola, Primo Mobile zodiacale, che descrive viaggio Sole, in andata e ritorno, ai due tropici solstizi, 21 giugno e dicembre, sanGiovanni e Cristo, passando per due volte, sopra lo equatore. Sole già sull'orizzonte, meridiano su Czargrad, la notte ruota in posa opposta, spunta fuori al fiume Gange, in congiunzione con Bilancia, finché notte è men del giorno, guance bianche e rosse Aurora, passa il tempo e fanno arancio, quando appena passa l'alba: se in India è notte fonda, a Yoros c'è tramonto, mentre io sono all'alba, ci dice il Duomo a Barga, Sole ruota in senso orario, visto dal tropico del |Cancro, reca orologio di giornata, a ogni segno 30 gradi, il Sole sosta ogni due ore, come organi meridiano, per total 24 ore, calcolando in senso orario, |Ariete inizia a sei mattino, presso Eden a sudovest, Toro arriva alle otto, i Gemelli alle dieci, il Cancro a mezzogiorno, segna tempo equinoziale, Leone regna alle quattordici, la Vergine alle sedici, Bilancia alle diciotto, ora del tramonto, Scorpione a ore venti, Sagittario a ventidue, fino a mezzanotte, nel segno Capricorno, sulla spiaggia Purgatorio, situata qui a SUD EST, poi arriva Acquario, alle due del mattino, seguon Pesci ore quattro, poi ricomincia Ariete. rowbotham1_latitudini_boraustrali.m4a
lume028-C'era un vecchio ponte che univa due montagne. Per molti anni aveva creduto che il suo compito fosse sostenere ogni viandante che passava. Un giorno si accorse che alcuni viaggiatori erano ormai diventati costruttori di ponti; continuavano, per affetto, a passare sul vecchio ponte, ma avrebbero potuto attraversare il fiume anche da soli oramai. Il ponte ebbe allora paura: Se non avranno più bisogno di me, che cosa sarò? Il vento non rispose, fece soltanto cadere un seme tra le pietre. Passarono le stagioni, e dal ponte cominciò a crescere un piccolo giardino. I viandanti continuarono a fermarsi, non perché fosse l'unico passaggio, ma perché era diventato un luogo bello in cui sostare. E il vecchio ponte comprese che c'è una grande differenza tra essere indispensabili ed essere desiderati. Dopo aver imparato a leggere il cielo, tu caro lettore, come un novello Dante, incontri questo racconto che ti suggerisce, senza moralismi, quando sia il momento di smettere di essere indispensabile e iniziare a essere semplicemente presente. Amen.

177:lume177-C'era una volta un viandante, di nome Sebastiano, che si smarrì nella selva della vita. Portava con sé una piccola lanterna, il suo lume, che illuminava appena il sentiero, finché scoprì che il vero viaggio si compiva nell'anima. Ogni suo passo seguiva un ordine nascosto, dove numeri e simboli diventavano mappe interiori: dall'unità dell'origine alla pienezza dell'incontro col divino. Teresa d'Avila chiamò questo cammino il Castello interiore, un luogo senza tempo, in cui ogni stanza conduce a una maggiore consapevolezza. E mentre Sebastiano apriva una porta dopo l'altra del Castello interiore, scopriva che altri prima di lui, avevano cercato di dare un nome a quel mistero, che alcuni chiamavano teologia: il tentativo di dare parole a ciò che il cuore intuiva, traducendo fede e liturgia in un linguaggio di Scritture, per guidare la ricerca. Poi, nel corso dei secoli, diverse Chiese hanno custodito la stessa eredità, con modi e stili differenti: dalla Chiesa cattolica alle comunità indipendenti, fino alla Chiesa Cattolica Liberale Panafricana, accomunate dal richiamo ai primi concili dei cristiani. Lungo questo cammino appare Maria del Rosario, spesso detta Madonna Nera: segno di speranza e resistenza, protezione nei tempi difficili, venerata in Oriente come Theotókos, Madre di Dio. Ponte tra Oriente e Occidente, tra liturgie diverse e un'identica sete di luce, mentre la liturgia conserva il linguaggio e il ricordo del sacrificio e dell'innovazione portata dal Cristo romano redentore. La storia della fede è anche storia di riforme e di ricerca della verità, come fecero Martin Lutero, Jan Hus e Comenio, uomini e donne che cercarono una Chiesa più giusta, una società più fraterna e un sapere capace di unire i popoli nel dialogo. Il viaggio del viandante, iniziato nella selva si conclude nella luce. Allora Sebastiano si accorge che la piccola lanterna, che aveva custodito lungo il cammino, non si era mai spenta: era sempre stata una scintilla della Luce più grande. Così, quando la conoscenza incontra l'amore, l'essere umano rinasce e scopre che il divino non è lontano, ma abita nel cuore di chi continua a cercarlo.| La Madonna Nera è una figura centrale nella religiosità cristiana, presente in vari Santuari come Loreto, Viggiano o Częstochowa, indica resistenza, devozione e miracoli. Czarna Madonna è associata a una icona bizantina dipinta da san Luca: racconta una storia di scisma e miracoli, come quello della sua profanazione in Polonia. Il culto delle Madonne nere, simbolo di speranza e resistenza, nella tradizione ortodossa uniformano lo slavo ecclesiastico, lingua liturgica usata a esprimere concetti sacri e misteriosi. La Chiesa ortodossa venera Maria come Theotókos, una teologia distinta rispetto al cattolicesimo, con liturgie che celebrano l’Eucaristia e il sacrificio di Cristo. Il mito slavo si sviluppa in un contesto di transizione, tra ortodossia e influenze occidentali. La Russia cristiana si distingue per la sua spiritualità povera ma profonda, in contrasto con l'occidente opulento ma materiale. L'ortodossia è custode di una luce spirituale che resiste alle correnti secolari e politiche. In parallelo, la storia delle eresie e dei movimenti dissidenti come gli Ussiti, che criticano il papato e le disuguaglianze sociali, evidenzia la lotta per la libertà religiosa e l'uguaglianza: riformatori come Jan Hus e Martin Lutero segnano cambiamenti nella teologia cristiana e nella politica europea, dove Comenio riflette la necessità di una riforma educativa e sociale, mirando alla fratellanza universale e alla tolleranza tra i popoli: il mondo come un orologio perfetto retto da meccanismi di solidarietà tra culture diverse, a superare le divisioni causate dalla guerra di smembramento del grande impero.# |MADONNA NERA di |Loreto, Vergine Lauretana, giunta dal mare, in 300 sfugge iconoclasta. Cedro Libano legno, raffigura la Madonna, come amata Basilissa, Regina seduta in trono, su scranno che riporta, citazione del Salterio: Nigra Sum Sed Formosa, Sono nera e sono bella, sono Madonna nera, presente pure a Biella, nel Santuario Oropa, statua gotica feconda, Madonna nera bizantina, anche a Tindari in Sicilia, patrona in isole Canarie, Vergine di Candelaria, statua in riva al mare, in anno 392. Madonna Nera |Czestochowa, Czarna Madonna in polacco, Vergine Nera bizantina, Maria col suo Bambino, dipinta da san Luca, contemporaneo di Maria, dipinse il vero volto, che narra storia scisma, in Europa 382: sua icona portata, al Santuario Częstochowa, dal principe Ladislao, durante guerre Ussite, icona profanata, colpi ascia a causare, miracolo sanguinare, su icona a restare. Matka Boska thaumaturga, appare in molti posti, Vergine Nera dei polacchi, simbolo di resistenza, con canto religioso, tradotto in italiano, da padre Adelfio Cimini. |SLAVO ECCLESIASTICO, latino bulgaro sanscrito, lingua popolare, per russi serbi e slavi, comprensibile al volo, sen studio speciale, ha significato twist, necessario a liturgia: presso Vladi-mir, russificarsi vuol dire, non curarsi più di sé, poi nasce mito OCCIDENTE, da cui spira vento novità, santa Musa di occidente! scrive poeta Galczynski, ogni parol che muta, diventa tradizione, così mito Europa e America, va al centro storia russa, di epoca post Pietro, un continuo paragone, a nuova nazione Russia, staccata da |Orda-Rus, diventa illuminista. Tolstoi protestante, ondata inaspettata, ortodossia sviluppa, in competizion cattoli, vite dei santi, monaci starcy ed asceti, raggiunsero vette, incontri occidentali, esperienza liberante, di eletti pastori, con spirito mite, cuore infantile, che predica Divino, in contrasto a scrittori, anticlerici francesi. Imitazion di Cristo, libro anonimo autore, trasfigura il creato, in liturgica esperienza, lingua russa letteraria, assorbe slavismi, di monaci e santi, che comunican misteri, sanPaolo scrive che, Chi parla a dono lingue, prega poterle interpretare. Slavo ecclesiastico, una lingua monastica, Bulgaria e Macedonia, ne discutono paternità, nei codici antichi, parol greche mai tradotte, alektor è Gallo, narrato nei vangeli. |Cirillo-e-Metodio, fan lingua liturgia, per Chiesa di Orda Rus, solo a pregar Dio, parole scelte da santi, a memoria tramandata, in proverbi delle nonne, assenti in dizionari: spirito è duch, dychanie è respiro, mancanza di duch, viridis finita, cioè morire presto, aggel spirito maligno, Slovesi è verbo divino, declinato in Slova, z'ivot vuol dire Vita, ma in russo è ventre e masserizie. Russo e slavo sono viste, come una sola lingua, ma con diverso impiego, russo appalta a slavo, concetti più elevati, ma prende parole, per stile di letterati, poichè parole russe, recano altro senso. Ustami mladenca glagolet istina, verità parla con bocca di bimbi, se lo traduci in russo, rtom rebenka govorit pravda, acquista altro senso, lo slavo ecclesia rimanda, a simboli e metafore, il russo è concreto, come occhi Glaza, oc'i in slavo è, begli occhi immateriali, un angelo che guarda, con glaza immateriale; dlan è mano Dio, in russo mano è ladon, difficile tradurre, poesie di altri paesi, Dante commedia, è tradotta con slavismo, a descrivere ogni cosa, che ascende fino agli avi. Poesie dottor |Zivago, usan moderno russo, presto si rinuncia, poichè troppo concreta, bulgaro slavo accoglie, simbolica magia, parola sacra ha forza, sfruttata dai partiti, che scrivono memorie, traducono dottrine, giunte da occidente, in slavo messe in versi; gioventù ama lingua, atmosfera di preghiera, liturgia celebrazione, che allontana da guerre, e porta fino amore, o epos liturgia, immolar la propria vita, in favore degli oppressi: zdravstvuet Sovetskij Sojuz, evviva Union |Sovietica, frase tutta slava, in epoca staliniana, russa lingua assorbe, gran parte di slavismi, anni 20 vuol sofismi. Testi ufficiali, acquistan tono sacro, come poesia russa, che prende autorità, da innesto di slavismi, pur poco comprensibi, eppure inconfutabile: nepostojanny greco astatos, tradotto in russo è mutevole, Grazia divina è sempre stessa, se tu traduci in slavo, avrai ne-postojat, vuol dire irresistibile, grandezza invincibile. Umilenie è tradotto, in russo tenerezza, in greco è katanuksis, così icona di Maria, pare Madre Tenerezza, ma in slavo è pentimento, vuol dire contrizione, tale icona induce, istantaneo pentimento, nel peccator che guarda, Madonna del pentimento. C'aju e c'ajanie, indicano attesa, visione di speranza, in animo ortodosso, come in italiano, slavo greco e latino; due parole-chiave, di russa ortodossia, tichij silenzioso, e teplyj appena caldo, detto pietà popolare, tradotto in stile russo, mentre in slavo cambia: teplyj è ardente, infuocato e fervente, Teplyj molitvennik, è chi prega con ardore. Tichij in slavo antico, è calma sul mare, assenza di bufera, Tichim i milostivym vonmi okom, un sovrano serenissimus, greco hilaros lieto, Svete tichij, cioè Luce gioiosa, cioè consolatrice, vien da bella preghiera, che reciti di notte, quando accendo le candele: ticha bo datelja ljubit Bog, Signore ama chi dona gioia, in russo diventa, chi dona in segreto. Russia cristiana, si vede povera e mite, rispetto al ricco ovest, superbo ateo operoso, dove il Grande Inquisitore, è ipocrisia religiosa, che cozza contro Russia, che si isola e contempla, nostalgia di Orda, un fascino ideale, creativa ed umanista, cultura universale, rispetto per la persona, che russo ora proietta, sul mondo occidentale. Polenov pittore, in sua villa di Tarusa, vede modello Europa, morale e religioso, progetta e costruisce, chiesa a suoi contadini, scuole ed ospedali, come altre famiglie, nobiliari ordiane, eredità cristiane, di Roma bizantina, in musica ed arte, è mistica Ildegarda, prima di Pietro Grande. Slavorum apostoli, Woitila papa scrive, a richiamar bellezza, di chiesa orientale, lui vescovo di Roma, condivide suo amore, per tal via spirituale, ammirata venerata,per Luce da Oriente, infinita trascendenza, Padre a Gesù Cristo, epifania Dio-Amore, gaudio Spiri santo, espresso nel rosario, e teologia Maria. Il mondo ha bisogno, di padri orientali, per orfani occidentali, in Spirito consolare, un silenzio sostegno, carico di presenza, ascoltare è adorare, imparare a parlare, obbedienza di ascolto, che cambia la vita, offre via uscita, da estrema aporia, di un umano moderno, che a casa ritorna, se rientra nel cosmo, con viva liturgia, vede le cose, svelar propria natura, dono offerto a umani, da eterno Creatore, che toglie estraniamento, da civiltà esteriore. |Ortodossia custode, di slava luce prima, nei canti liturgia, detti Phos hilaron, canta incarnazione, al tramonto del sole, contempla luce sera, Padre Figlio e Spirito santo, chiarore della luna, gioiosa di occidente, memor di ogni credente, che da infanzia sente, una storia ritrovare, che precede e segue, grandezza del passato, + attesa escatologi, e continuo senso rende, fa uscir gabbia presente. Cristo muore in croce, in un mondo alieno morto, risuscita via Padre, qual garanzia perenne, che amore torna vivo, toccato a gloria Dio, Dante in commedia sente, quel tempo crisi e purga, parole di san Pietro, su navicella scrive, a superar naufragio, di civiltà cammino, giudizio è nella crisi, crisi è greco krino, critica Kantiana, vagliare e giudicare, in simposio Dante trova, mudrost nadeždy, sapienza di speranza, santità senza confini, ragione buon strumento, epifania Bellezza, di un arpa che canta, la fiamma dei maestri, esperienza spirituale. Chiesa-Cattolica Apostolica Ortodossa, è Chiesa ortodossa ufficiale, seconda Chiesa cristiana, più grande nel mondo, 220 milioni battezzati, accomuna chiese autocefale, dove il capo è supremo, su sua propria terra, e guida propri vescovi, nei sinodi locali. Chiesa-Cattolica-Romana, ha un'autorità centrale, dottrinale e governativa, nel vescovo di Roma, definito il Papa, tuttavia il patriarca, ecumenico di Costantinopoli, è da tutti vescovi riconosciuto, come primus inter pares, capo spirituale dei cristiani, in terra di Andronico. La teologia ortodossa, e dei vecchi cristiani, incorpora i decreti, dei |sette-concili, Scritture Padri della Chiesa, afferma di esser una, santa cattolica e apostolica, fondata da Gesù Cristo nella sua Grande Missione, e i suoi vescovi sono, successori degli apostoli, della santa tradizione. I cristiani ortodossi, riconoscono sette sacramenti, Eucaristia è il principale, celebrato in liturgia, attraverso consacrazione, invocata da un sacerdote, il pane e il vino sacrificali, diventan corpo e sangue Cristo, in fede transustanziazione, e la Vergine Maria, è venerata Madre Dio, |Theotókos onorata, fino al Grande Scisma, controversie oriente e occidente, su questioni politiche, di autorità pontificia. Slavi dei Balcani, |BOGOMILI aman Dio, e dichiarano falso, tutto Antico Testamento, escludono soltanto, salmi del Salterio, che cantano in chiese, sparse in impero; dopo purga penitenze, accendono candele, a illuminare stanza, e comunitario bere, anzian divide il pane, dice preghiera, amanti sussistenza, lavoro sufficienza; estranei diffidenti, rifuggono guerra, subirono martirio, in bulgara terra, esilio e sterminio, ma espansero confini, apocrifi vangeli, comunion dei beni, in chiese di catari. |USSITI con Calice, simbolo eucarestia, di apostolica riforma, voluta da Costantino, protestano in Boemia, coi lollardi di John Wyclif, inglese riformatore, finito pure al rogo. Jan Hus professore, a Università di Praga, critica il papato, imposto dai francesi, apostolo orientale, cugino dei valdesi, in Boemia appoggia tosto, rivolte contadine, e nazionalismo slavo; al concilio di Costanza, è condannato al rogo, 6 luglio 415, insorgono gli Hussiti, con moti di protesta, Hus martire diviene, ma Ladislao Polonia, pubblica suo credo, preti e laici liberi, di predicare le Scritture, tradur lingua locale, eucarestia con vino e pane, agli adulti e bambini, calice loro simbolo, rinuncia ai beni materiali, fuga dai peccati mortali. Ussita tolleranza, si scontra con più scismi, causati da infiltrati, fuggiti da Kulikovo, ussiti di Jan Zizka, devastan chiese e monasteri, Sigismondo Lussemburgo, fa guerra contro questi, pur Giovanna Arco, 23 marzo 430, fa editto contro ussiti, ma inglesi e burgundi, catturano Giovanna, e sfuma la minaccia. Finisce guerra hussita, in Dieta di Jihlava, dove due fazioni, in Concilio Basilea, riconoscon Sigismondo, sovrano di Boemia, in cambio libertà, di culto e nobiltà. Martin Huska emerge, fonda mir Tabore, predica ai fedeli, nuda lode in cuore, Zizka lo sconfigge, ferma lor fervore, guida hussiti poi, in difesa di Boemia, vinto a sua volta, da cattolica lega. Taboriti non accettano, condizioni della Dieta, vennero annientati, da ussiti e cattolici, fuggirono in Polonia, ancora perseguitati, da re Ladislao Jagello, e formarono Unione, dei Fratelli Boemi, a Leszno in Polonia, legata ai Cechi di Moravia, tra di loro sta Comenio. |MartinLutero accolto, da hussiti di Germania, scisma dei trentanni, battaglia Montagna Bianca, vuol Massimiliano Asburgo, in Boemia e Moravia, fede cattolica di Stato. Controriforma porta ussiti, via dal Sacro Impero, o restare clandestini, vanno in Nord Europa, Usa e Inghilterra. Francesco Bacone, ministro di Anglia, descrive nel suo libro, cause di conflitti, i mercanti di Luce, fan massoneria, in terre straniere, camuffati a vedere, le migliori scoperte, Herrnhut in Germania, nasce Chiesa di Moravia, fratelli di Boemia, missionari in 727, in Americhe e sud Africa: a Cuba ed Haiti, ospiti dei Moorish, studiano sincresi, culti Vodù e Santeria, Maria è Loa Erzulie, |Marialionza in Venezuela, Santa Barbara africana, in Cuba Santeria, poi Rivoluzione Haiti, soldati polacchi e francesi, mischiano le icone, delle madonne nere, nel culto devozione, di pacificazione. Jan Amos Komensky, filosofo Comenio, sogna tolleranza, condivisa conoscenza, educazione intera, edifica un ekklesia, con Angelo Clareno, e settanta francescani, accusati di eresia, costretti a separarsi. Comenio vede mondo, un orologio perfetto, |Leibniz lo studiava, qualche tempo dopo, solfeggio in movimento, oltre tempo e spazio, dal cuore al cosmo, e dal mondo al cuore, omini omnibus omino. Comenio scrive libro, labirinto paradiso, Unitas fratrum, erede chiesa ussita, dove tempio pansofico, aveva 7 stanze, Didattica atrio primo, opposto a labirinto, che falso sapere, diffondono pochi, elitari massoni: dal Labirinto mondo, a Eden memoria, teatro interno cuore, reca quieta mente, fino alla sua gioia. Comenio fugge lotta, di |Montagna-Bianca, dove Boemia perse, la piena indipendenza, in solitaria ascesi, fà mistico viaggio, traccia sentiero, che trasfigura spazio; pensa Comenio, render semplice lingue, una lingua esperanto, x scambi agevolare, idee merci e pansofia, tra popoli diversi, che cercano la via. |Comenio nel suo libro, scrive di Poutnik, girovago che gira, labirinto e paradiso, inizia rifuggire, giornali e biblioteca, poi con alchimisti, a Praga via si leva, incontra su piazza, cavaliere Rosacroce, che cerca e condivide, segreto di amore: se un fallito progetto, delusione arreca, lui serba riforma, in didattica spera. |Asburgo prende tutto, Comenio rischia vita, tra dispute chiese, la fede si svuota, costretto alla fuga, politica rovina, vede la menzogna, intrigo e ipocrisia, lui chiama assassini, la setta gesuita; infine trova Dio, oltre il mondo fatuo. Comenio con Erasmo, parlan di fratellanza, sceglier propri preti, in ogni mir che nasca, nasce il pacifismo, laborioso su e giù, tra famiglie concorrenti, e mercanti veneziani, che stampan bibbie ereti. A fine percorso, pellegrino riassume, io e tutti sogniamo, Sofia ovunque sfugge, dinnanzi al malgoverno, rifiuta tutti doni, di falsa sapienza, fuor vizi e avarizia, usura e lussuria, a corte scopre trucco, di governo corrotto, con sudditi arricchiti, premiati a ricchezze, e i poveri sviliti. Comenio Salomone, divulga conoscenze, riforma regno e scienza: se ragione è perduta, uomo invoca Dio, comincia viaggio fino, a paradiso Cuore, dove voce Cristo, svela eterno mito, tu sei sempre amato, sebbene ignori tutto, cosi ti ho preparato, il sentiero di Maria, comprendi in versi e canti, la gioia a cui conduce. |Taboriti scissi in due, vivono |Adamiti, guidati da Zelisky, simili a Jainisti, sconfitto pure lui, fuggono in deserti, segreti culti grotte, superstiti fedeli, divengon fraticelli, in grotta di Sibilla, accolti dai Piceni, conobbero Francesco, che libro ricevette, Andronico Salterio, un canto di riforma, cristico fraterno: pervasi a doppia luce, di ragione e fede, spogliano idee, di tutte propagande, poi Spirito Santo, presta nuovi occhi, ai fedeli nella grotta, sacre visioni porta, in stato comunione, di spirito che innalza, sopra differenze, che ego spesso calza, di fuori i pellegrini, seguono sentieri, a cercare redenzione, e |relique guarigione. libro_aurora-sorge_mariefranz.m4a
lume177-C'era una volta un viandante che sognò un grande ponte sul Bosforo; non sapeva se unisse due rive fisiche o del proprio cuore. Mentre lo attraversava, sentì un lieve dolore al ginocchio sinistro, e comprese che il corpo parlava una lingua che la mente aveva dimenticato. Una voce silenziosa gli domandò: Che cosa ti impedisce di correre troppo? Quale dono custodisce il tuo limite? Allora ricordò Giacobbe, che dopo aver lottato con l'angelo camminò zoppicando con un nome nuovo, e Chirone, il guaritore ferito, che trasformò la propria ferita in medicina per gli altri. Il ponte gli mostrò che ogni passaggio unisce due mondi; il ginocchio gli insegnò che nessun cammino esiste senza piegarsi. Così comprese che Oriente e Occidente, ragione e intuizione, memoria e futuro, corpo e coscienza non sono nemici, ma rive della stessa corrente. I maestri del Qi raccontavano che, la guarigione nasce quando molte persone respirano insieme nella stessa speranza. Altri parlarono di magnetismo, altri ancora di empatia; ma tutti indicavano un medesimo campo invisibile, dove la fiducia rende più leggero il peso della sofferenza. Anche gli antichi saggi insegnavano che il cuore è un ponte: quando il rumore della mente si quieta, ciò che è fuori può entrare, senza portarci via da noi stessi, allora ogni incontro diventa una via, e ogni ferita una porta. Al risveglio il viandante comprese che il ponte non era soltanto sul Bosforo, ma dentro di lui. Da quel giorno non cercò più di essere una fortezza, scelse di diventare un ponte, perché chi unisce due rive, permette anche agli altri di ritrovare il cammino.

217:sogni08-lume217 ORGANIZZARE: senza ordine e interrelazione, tutto sarebbe caos e dispersione di qi; nelle vicende umane si trascorre la maggior parte della propria vita a creare l'ordine delle cose. Per salire i gradini della nostra vita dobbiamo coordinare pensieri e azioni, organizzando il calendario del tempo, poichè il nostro destino ci chiama a operare con successo all'interno di una schema universale delle cose. Tuo compito è |organizzare la tua energia dedicando tempo a ogni area della tua vita in modo equilibrato e completo. IMG8: Musicista (l'universo si esprime nel particolare, oggettivo in soggettivo trascendi i tuoi limiti andando più a fondo nella tua vita). |Formiche mantengono la loro fila comunicando, l'ordine non è una meta, ma un supporto a creare significato, abituati a coordinare i tuoi sforzi con quelli degli altri. Soldati (un rigido ordine può controllare il caos, ma non lo trasforma; abituati a spezzare le abitudini personali ed esprimi energia). Il sognatore prepara il cibo (organizzare le piccole cose fa succedere quelle più grandi; pensa a nuovi modi per affrontare i compiti quotidiani). Filosofo sale le scale (guarda al modo in cui ti contraddici). Muri stipati di libri e uomini morti (la vera conoscenza conduce all'ordine dell'universo (impegnati a leggere solo libri che destano la tua consapevolezza, non quelli che la assopiscono). Numeri (ordine è conoscere ciò che viene prima e ciò che viene dopo, se ti rendi conto di un importante verità, la seguirai?) Modello: modo in cui le cose potrebbero funzionare (abbandona le tue categorie a priori e costruiscine di nuove, più realistiche, aldilà delle difficoltà che incontrerai). Quando cantano le |Rane giorno |equinozio certo appare| Il quid dipinge un vivido affresco della vita nelle paludi del Tirreno, tra le capanne di paglia e le comunità di pontini, butteri e pastori. Descrive le abitazioni di fortuna, le pratiche di pesca dei ranocchi, le tradizioni locali e le difficoltà di vivere in un ambiente umido e malsano, dove la malaria e le zanzare sono compagni quotidiani. I personaggi principali sono le famiglie che vivono e si adattano a questi luoghi, tra cui spiccano le donne che vendono i ranocchi e uomini che custodiscono le capanne e le tradizioni. È un ritratto di resistenza, lavoro e cultura popolare radicata in un paesaggio difficile ma ricco di storia e vita.# |Paludi del Tirreno, in capanne lestraioli, vivevano i pontini, e butteri |Maremma, capanne di paglia, due varietà primarie, conica e allungata, identica africana, in agro pontino, palude loro amica, canne mais e strame, giacigli x famiglie, vimini e fieno, paglia per cuscino. |Lestra del Montanaro, spiazzo disboscato, debbiato e cintato, per uomini e bestiame, in paludi Pontine, in piccoli gruppi, in estate vanno su, in autunno tornan tutti: 9 mesi in palude, 2-3 mesi in montagna, bonifica Pontina, cancella transumanza, 944 riallagati, da tedeschi in ritirata, ritorna malaria, e palafitta rialzata, malarici assuefatti, diffidan medicine, riposano a tre metri, lontan da umidità, e malar zanzare, prima di dormire, cospargon volto e mani, poltiglia aglio-tabacco. Piccoli ripari, su palafitte a 4 pali, 3-5 metri suolo, tetto con frasche, scala a pioli accesso, aria malsana sotto. |Littoria nasce 38, nel comun di |Sezze, che spende soldi frasche, a nascondere capanne, su ferrovia Roma-Napoli, fino anni 80, capanne abitate. Sindaco contadino, scrive sua storia, da bimbo mio papà, in lestra mi porta, a sorvegliar frutteto, 2 mesi in palafitta, fò bagno al canneto, e apprendo storia vera: si cerca un area piana, asciutta e riparata, terra poi sfalciata, si traccia diametro, due metri circolare, pali fissi al suolo, x yurta da steccare, pareti impermeabi, con mazzetti |STRAMMA, duran 4 anni, delicata è parte alta, confluenza dei pali, a 3 quarti sta buco, x fumi focolare, sotto è iattarola gatto; io dormo posto a sud, in capanna palafitta, confortevole a calura, conservo acqua in orcio, fresca a lato nord,. Sezzesi e Bassianesi, ciociar terracinesi, secon costume natio, capanne di ogni clan, da nomadi macchiaroli, ai paesi altopian: pastori Ciociari, fan capanne a cono, pareti spioventi, evitan forte vento, con tralci vitalba, pavimento è pula-terra, bagnato e pestato; rettangolo capanna, di bovari a cono basso, pianura senza neve, rivela soluzione, per bestie da fieno. Scafurno scintì o baracca, famiglie fortunate, cassapanca pane-panni, botte legno 5 litra, in pietra pesta-sale, concone e soregli, brocca con beccuccio, imbuti mestoli zucca, e palo appendi tutto. Focolar centrale, 2 aste fan paiuolo, tirando la catena, allontano dal fuoco. Proteggi o rovo spino, Grasce case scorte! coltello e lama ferro, toglie fango scarpe, fumo esce da tetto, vince tarme e zanzare, capanne abitate, riparate ogni tanto, resiston centanne. In zone vulcane, la base è muro a secco, elevato 1 metro, a cui si appoggia tetto; capanna da trasporto, è 2 metri a cono, lo spostan due persone, 50 chili peso, su asino legato, usata in alta quota, riparo di scorta. Recinto addossato, a lato capanna, 1 conico pollaio, di legno e stramma, galline di giorno, stazionano in aia, aiuto di acquacotta. Centinaia di fosselle, aiutano pesca, dei |RANOCCHI lepini, apprezzati in cucina, da poveri e ricchi, in piazza ranocchiare, donne di mestiere, vendon rane pescate: granunchiar di Sezze, al sorger del sole, pesca nei canali, con rete e asta lunga, costeggia il canale, batte piedi a terra, mentre vara immersa, rana salta e centra; gli anfibi uno a uno, messi in una nassa, pescato il giusto kilo, torna in sua casa, assieme sua famiglia, decapita i ranocchi, dopo aver spellato, al mercato li porta. Pesca con lenza, asta lunga con esca, di lumaca sgusciata, attira la rana, che ingoia lumaca, lei tira la lenza, prende sua rana, le stomaco comprime, preservar lumaca, se continua a pescare. Ranocchi in eccedenza, son conservati vivi, per giorno successivo, mestiere di famiglie, portati in piazza, in acqua conservati, se acqua rossiccia, son freschi pescati; sdraiata su sgabello, guarda recipiente, vende ranocchi, con camicia sbottonata, ha bilancia nella mano, e petto illuminato, ranocchiara bella, ne spaccia senza fiato; donna vende scorta, tra vicoli sospiri, ranocchi in brodo x, malati anziani e bimbi, leccornia se impastati, e cotti nel forno, ranocchi di cristiani, moltiplicano i pani. santorosario_latino.m4a
lume217-Paludi Pontine liminali, tra vita e malattia, |Ermanno-Olmi traccia bene, con suo |Film_Albero-Zoccoli, segue lui quattro famiglie, di mezzadri e artigiani, nel rapporto con la terra, esplora loro isolamento, fatica rurale e tradizioni, la dignità del lor dialetto, Lombardo-Veneto Ottocento. Tali sforzi contadini, |Verga vede in Don Gesualdo, un contadino siciliano, che salire alfine socialmente, con lavoro e perseveranza, agricoltura del riscatto, tra ingiustizie e isolamento, emerge forza delle donne, resilienti a unir famiglie, in lavoro campi e in società, e pescatori di villaggio, a riscattare dignità, tra sconquassi modernità, che minaccia gran legame, tra famiglie e territorio. La dipendenza da risorse, naturali mare e terra, come in palude gli animali, son garanzia |sopravvivenza, pelle esposta a febbre e insetti, morso mortale di malaria, dove eros resiste e muta, quel disagio in una Lestra, capanne di strame e fango, dove esistenza si organizza, con precisione dei pastori, e butteri della Maremma: ogni palo e ogni focolare, risponde a legge di equilibrio, tra acqua aria e terra, arte minima sopravvivenza, e loro mito comunitario, narra i gesti ripetuti, la pesca dei ranocchi, e loro vendita al mercato, dalle donne gran custodi, di quel ciclo nutrimento, come narra Giovan Verga, in sua memoria popolare, che tiene insieme corpo e anima, con fatica e dignità. Nel caos della palude, dove tutto sembra marcire, ogni capanna è un organismo, che respira con l'ambiente, terra umida e ranocchi, e il fluir di acqua e stagioni, è adattamento continuo, con gesti tempi e relazioni, la vita emerge oltre confini.

253:ijing03.䷂ lume253 |difficoltà-Iniziale (屯zhūn, chun): in principio Nubi e tuono si uniscono in fermento creativo: il Germoglio, poi esplode e si intrecciano tutte le sfumature dell'esperienza in una tela, recando ordine al caos creativo. Serve determinazione e sostegno per crescere. Gli eventi naturali (lampi, vento, luna, pioggia) riflettono sfide e opportunità: dalla tempesta nasce ordine.# Così il nobile intreccia ordito e trama, la costanza dona frutti, la sorgente crea il successo; non cercare qui la tua direzione, sfrutta invece il momento per creare nuove alleanze. Come una pianta sviluppa radici in ogni direzione, la vita interiore si proietta nel mondo e incontra per la prima volta una resistenza. La spinta creativa di cielo e terra si uniscono e crescono colme di vita e desiderio di realizzare, non è ancora momento di definire limiti alle tue possibilità: rafforza la tua determinazione e cerca un sostegno, umano o sovrannaturale, per espandere tua coscienza e tua influenza. (Cosa sta iniziando? quale è il fulcro della tua crescita, e dove puoi trovare l'aiuto che ti serve?) Cielo che luce acqua produce, nuvole verdi e scurette son tempeste e saette, se lampeggia e poco tuona acqua a secchi il ciel ti dona, la Luna con l'anello non porta il tempo bello, gioia e sciagura sempre non dura, piccola pioggia fa cessar gran vento ma gran bonaccia, tempesta minaccia, nebbia di gennaio porta primaver piovosa| Seba osserva il cielo e le nuvole: dai cirri di ghiaccio ai nembostrati e cumulonembi che portano tempeste e fulmini. Ogni forma di nube annuncia mutamenti atmosferici, temporali, piogge, aria elettrizzata che rigenera natura e uomini. Il mito di Eolo e dei suoi 12 venti descrive forze che guidano naviganti e popoli. Ogni vento ha carattere e durata: Tramontana, Grecale, Scirocco, Libeccio, Ponente, Maestrale. Segni animali e popolari annunciano cambiamenti climatici. Febbraio è mese di febbri e purificazione: malanni invernali preludono a nuova vita. Luna, stelle e costellazioni (Orione, Lucerna) danno presagi su pioggia e carestie.# Seba osserva cielo, sereno poi con nubi, CIRRI aghi di ghiaccio, fili di cotone, evapora sen pioggia, dopo qualche ora, lattiginoso cielo, strato grigio porta. Cirrostrato vede, a 8 mila metri, nube che ispessisce, abbassa di quota, muta in goccioline, grigio scura sole, altostrato infine: pioggia graduale, nubi ad abbassarsi, scure ispessirsi, 1 nembostrato appare, denso cupo carica, pioggia oppure neve, 400 metri alto, cinque chilometri spesso: reca acquazzoni, fa buchi e schiarisce. Dopo mezza giornata, cielo ancor evolve, ecco cirrocumuli, un cielo a pecorelle, annuncia forte pioggia, temperatura scende, poi nubi maestose, verdi |CUMULONEMBI, sono temporale, nubi giganti violenti, con elettrica massa, ioni negativi in basso, positivi in alto, bombardano Terra, 2 poli equilibrando, con raffiche vento, grandine volendo. Passata tempesta, due ore sta sereno, nubi frammenta, compaion primi cirri, con spalle al vento, vedi cirri spostarsi, a sinistra poichè, temporale va cessarsi. Nei giorni soleggiati, e ore + calde, vedo nubi bianche, raccolte umidità, indican sereno, bimbi ad ammirar, cielo cumul-nembi, ioni a caricar: dopo temporale, vai ti senti meglio, aria ionizzata, la terra ripulita, giorni di tempesta, tanta elettricità, ma stagna corrente, durante siccità. Pioggia bagna suolo, fa circolazioni, neve ancora meglio, conduce lungo gioco, Pianta poi compie, bioelettrico ruolo, elettrolisi ossigeno, che nutre sottosuolo. |ROSA-dei-VENTI, di Eolo re del tempo, 12 clan pelagi, di naviganti giganti, sposati a titanesse, vivono felici, su isole mediterraneo. Tinia chiuse 12 venti, in giara posta in grotta, nel mare Tirreno, Eolo li sorveglia, nei nuraghe sardi, di Lipari, e oltre. Ammaestra i venti mare, con suoi 12 figli, aiuta umani intenti, naufraghi e dispersi, guida a loro casa, un dì la giara rompe, escon 12 soffi, a turno o a litigar. Aquilone o |Tramontana, chiamato Borea, soffia dal nord, freddo vento septem_trione, Tramontana nasce e pasce, circa 3 giorni, o a multipli di 3. Borea suscita tempeste, pure terremoti, fischia le conchiglie, rapisce fanciulle, Bora ci riporta, sereno quan lampeggia, mentre porta pioggia, quan tuona e saetta. Grecale la segue, vento di nord/est, che porta freddo secco, burano siberiano, purifica ogni cosa, e in ciel sa rivelare, presenza del presepe, mito da spiegare: se brillano 2 stelle, Austro e Borea, 2 Asini veglian, presepe mangiatoia, Noto detto austro, se sfavil nasconde Bora, ma se Borea spira, è Noto che riposa, assieme con Borea, lui nomina quadranti. Vento e tempesta, e perigli ai naviganti, Austro e Borea, due stelle rilucenti, vedi chi ora brilla, pronostica eventi. Grecale da nord-est, Cecia porta grandolone, Neve e burrasche, umido nembo freddante, Greco e Levante, acqua dietro e davante; vento di Levante, Apeliote chiamato, porta pioggia dolce, che mena sereno, marito a Dea fiori, ebbe frutto figlia, assieme miele spighe. Emilia bisbiglia: se non piove Levante, è gran brigante, Levante levantina, un di o una quindicina, Levante leva e move, tre o sei o nove, se non si rimette, è diciotto o ventinove. se Apeliote spir da est, porta pioggia a messi, seguito da Scirone, Scirocco dal deserto, Sahara di sudest, piogge calde e sabbia, segue Noto caldo. |Scirocco nasce secco, poi umido raccoglie, il mare traversando, le nubi dietro porta, Austro ancora Noto, ovvero Vento Sud, del caldo mezzogiorno, porta nubi e più; ora segue Lips, Libico Libeccio, soffia da sud-west, segue Zefiro Marocco, apre fior a primavera, talvolta è tempestoso, scoperchia ogni cosa. Lampi a improvviso, a tempesta son avviso, lampeggia e poco tuona? secchi il cielo dona, lampeggia a ponente, lampeggia per niente, lampeggia da levante, Libeccio arrivante. Cielo si oscurò, un vento cominciò, terra trema sotto, e acqua ingrossò, si abbatte uragano, ingoia molte forme, dentro sta la calma, Eolo conforme. Libeccio Garbino, portacqua violentino, scopre i pagliai, quindi poi ci piscia, dopo grande vento, vien sua pioggia fissa. Ponente atlante vento, or spir da ovest, se vento Ponentino, da mare va spirando, è Zefiro Favino, il caldo via spazzando, Zefiro che torna, bel tempo rimena, ridono i prati, e cielo rasserena. Cielo rosso al mare, va contadin arare, nubi rosse a sole, prepara legna pastore, Cielo di lana, piove oggi o in settimana, a cielo improvviso, non fare buon viso. Cielo a pecorelle, acqua a catinelle, Cielo rosso di sera, bel tempo spera, se respiro pesante, gross'acqua farà, se aria è rossa, o piscia o soffierà. Se Aria a fette, son lampi e saette, se gran bonaccia, tempesta minaccia, la Bora scura dura, poco dopo muore, di tre, 5 o nove, dura quando se move. Bel tempo sarà, se Sole alza chiaro, e se nubi in Aurora, vanno nell'ovest, Pioggia nell'aria, è caso aspettare, mordon Moscerini, e Zanzare con Tafane. Se tuona su albero, senza le foglie, allor pochi frutti, stagione raccoglie, canta Usignolo, alle notti di Aprile, segna bel tempo, stabile a offrire. Gallo fuori-orario, clima va cambiando, a pioggia vicina, Galline fanno il bagno, se tardano al pollaio, indice di pioggia, se gracida la Rana, indica che scroscia. Insetti e serpenti, pur sentono acqua, Topi stridi squittii, portano bel tempo, salti ballerini, se corrono sia pioggia, topini entrano case, freddo dietro porta. Se vedi greggi sparsi, pur prossimi a ovile, e avidi gustan, elettrica pastura, Pecore irrequiete, per pioggia futura; pure Vaccherella, vicino al Therabuti, aspetta la pioggia, per ionici tributi, narici allarga in alto, così le giova, gode a respirar, aria elettro nuova. Vacche di Estate, brucano i prati, non toccano ciuffi, di verdi rinomati, anche se affamate, evitan quell'erbe cresciute su letame, d'anno precedente. Tinia si rallegra, di mirar sua figlia, cosi ogni animale, d'amare si consiglia, se segue Maestrale, assieme al Ponentino, 1 gelido d'inverno, asciutto sereno vivo: a mattina è Tramontana, a sera è Maestrale, se Maestrale fresco, Bora arriva presto, esso gonfia-sgonfia, annuovola rasserena, ma con Tramontana, non dura una settimana; se Vento di sera, buon tempo si spera, 1 Vento di mattina, pioggia s'avvicina, mai s'ebbe vento, senza un acqua dopo, non cade pioggia, se vento io invoco. Maestrale o maestro, spir da Nord-west, freddo secco vento, cielo rasserena, chiamato Scirone, distrugge l'Estate, specie nel Tirreno, saette ha scoccate. Iniziano giganti, mutamenti stagione, intorno gli equinozi, venti accelerati, se vai verso Marzo, vento va soffiare, se vai verso Aprile, il vento va finire; se prima sta vento, e poi segue brina, Acqua giù in terra, starà domattina, Cielo grigio a mattino, segna bel tempo, quan canta il Merlo, sei fuori Inverno. |FEBBRAIO mese FEBBRI, se alletta le famiglie, influenza vien e và, aglio e zuppe calde, a casa a riposar, umani flora e fauna, contrastano i catarri, con erbe mucolite, battaglia ricorrente, di purga collettiva, prepara nuovo ciclo: polmone a volte perde, fiato come piante, tisi o polmoniti, gelo sulle piante, sciogliere catarri, su dormienti gemme, invita nuova vita. Febbraio tabarro, Raseno in barba bianca, qualora non piove, la neve non manca, se è sole solicello, è solo mezzo Inverno, sempre si equilibra, tempo brutto e bello. Febbraio mese febbri, aglio e zuppe calde, battaglia ricorrente, prepara nuovo ciclo, gelo sulle piante, sfida vincer morte, sciogliere catarri, dante in purgatorio, la vitanova invita. Neve presagisci, se sibila la legna, o se 1 lucente alone, tiene la Lucerna, Funghi su lucerne, pioggia si avvicina, fiamma che volteggia, vento da cantina: se è verde Natale, sarà bianca Pasqua, Natale al balcone, Pasqua al tizzone, Natale con pioggia, fa Pasqua asciutta, fa debito il Cielo, se manca la frutta. Mare molto scuro, sicuro pioggia mette, Nubi verdi e scure, è tempesta e saette, LUNA mangia nubi, per divenire piena, quan tutto ha mangiato, Cielo rasserena. Luna rossa dopo Pasqua, porta carestia, Luna con anello, non porta tempo bello, luna pallida fa pioggia, rossa fa vento, corni suoi smussati, indican la pioggia, eretti e minacciosi, vento dietro porta; sua stella lucerna, se manca son piogge, presto pioverà, acqua al suolo porge, a Luna settembrina, 7 se ne inchina, a equinozio Autunno, è fata blu turchina: da lei inzia certo, declino insolazione, annata del raccolto, rivela a precisione, levar calar di Luna, cambio di fortuna, assieme con i quarti, muta la cultura. Orione nimbosus, pluviosus acquosus, sorge in Autunno, e porta sue piogge, tramonta ad Aprile, pure con pioggie, di buona stagione, anticipa fogge. Quando nubi vedi, andare al mare, prendi pure zappa, e vai a zappare, quando nubi vedi, andare al monte, prendi gli arnesi, raggiungi la corte. Aria immobile silente, annuncia |TERREMOTO, surreale paesaggio, sensazione sogno, lampi da terra, e insolita nebbia, mal di testa a settimane, svanisce quan terremoto appare. Panda ed Elefanti, corrono in collina, mal di testa nasce, dai cambi di clima, cane mastica corteccia, Salice aspirina, prima del terremoto, fa cura istintiva. Terra continua scambia, elettro energia, con aiuto di punte, di montagne o foglie, campo erba + punti, soddisfa gli scambi, compensa strati alti, assieme strati bassi: bio orgone naturale, immenso e potente, ognuno su Terra, è sotto sua influenza, tutto ecosistema, necessita suo contatto, aver piena salute, connessione al campo; se fulmine cade, reca molta elettricità, non trova passaggio, antenne a punte là, Risonanza Schumann, da lampi alimentata, parafulmini poni, a convogliar tal mana: 50 lampi ogni secondo, infuriano pianeta, colpiscono la Terra, e creano risonanza, specie in estate, pomeriggio fin 18, temperatura + calda, dice professor Otto, caldo-umida muove, in alto e forma nubi, scuri cumulnembi, con base appiattita, da carica negativa, e alto apice rigonfio, con carica positiva, potenziale confronto. Base respinge negative, attira positive, se nube passa sopra, accumula + positive, dentro e superficie, a oggetti conduttori, sotto nube stessa, specie tra i ripetitori; se allontani da Terra, cresce potenziale, 200 volt ogni metro, ogni cosa a livellare, + in alto viviamo, elettrosensibil polmoni, sconnessi da terra, carenza elettroni: fisici scelsero Terra, a riferimento zero, partir da superficie, misura ogni voltaggio, la messa-a-terra serve, scarica e incanala, ogni accumulo carica, elettro indesiderata; se nave o camion, han massa metallica, sostituisce massa terra, preziose le punte, nello scambio correnti, tra cielo e terra, tien equilibrio, tuoi piedi nudi in erba. 
lume253-Seba sogna terme e pioggia, dove acqua calda è apertura, piacere immersione emotiva, desiderio di affetto, mentre frigidarium acqua fredda, è regolazione difensiva. Il suo orecchio ricorda, schiaffi e baci d'infanzia, lui desidera il contatto, ma fatica a mantenerlo, così sul bordo vasca, cerca di verificare, se entrare o ritirarsi. Acqua calda o fredda in sogno, è immersione entro emozione, come il corpo vive l'esperienza, si scalda o sporca o si raffredda, impara a gestire il sovraccarico. L'orecchio in sogno è porta ingresso, del contatto da ogni altro, una via passiva a ciò che entra, e produce relazione, con voce tono e presenza, può regolar sua sordità, una ricezione selettiva, finchè un bacio lo riattiva, come avviene nelle fiabe, dove un bacio sull'orecchio, attiva un pianto simulato. il sognatore dall'interno, verifica la vicinanza, affetto e ascolto profondo, e il suo respiro vola in blu, senza tensione o fastidio, senza bisogno di capire, impara segnali del suo corpo: verifica e diffidenza, era sua sosta a bordo vasca, mentre fissa tono e gesti, con rapido pensiero, lieve tensione al collo, respirazione a tratti, emozione sentita e trattenuta. Sovraccarico e ritiro, quan sente fastidio improvviso, rapido calo emotivo, sensazion che l'altro invada, irritazione nel contatto, riduzione del sentire, interrompere il suo bagno, si astien dal partecipare, a esperienze conformiste, l'inconscio lo protegge, dalla falsa immersione, di suoi colleghi in giacca scura, ruoli automatici collettivi, incoerente con sua natura. Groddeck vede conflitto, tra abbandono e difesa, e Strephon Kaplan vede il sogno, come una scelta a valutare, tra sicuro o insicuro, prima del suo ingresso. Il sognatore infante, dopo punizioni e giudizi, creò una fase di verifica, nel suo inconscio emotivo, l'orecchio regola quantità, del mondo che entra in lui, per riconoscere incoerenze, o manipolazioni. Tu puoi vivere esperienza, senza controllo o diffidenza, cioè senza protezione, trasformando infine il filtro, da preventivo a itinerante, impara a immergerti graduale, monitorando sicurezza, mentre ti spogli e scendi in vasca: contatto affettivo sicuro, o accesso a vecchie difese, la terapia sul corpo vedi in sogno, inconscio sceglie acqua termale, come lingua del corpo.

292:ijing46.䷭-lume292-La Spinta verso l'Alto (升 Shēng), il grembo della Terra partorisce il legno: il seme cresce lentamente, accumulando piccoli progressi fino a diventare albero. La persona nobile non pretende di saltare le stagioni: procede con umiltà, costanza e fiducia nel processo. Anche il ritorno del freddo appartiene alla crescita: una gemma può essere costretta a rallentare prima di continuare ad aprirsi. I giorni della Vecchia e i santi del ghiaccio segnano, nella memoria agricola, soglie in cui occorre ancora prudenza. La crescita autentica non consiste nell'eliminare ogni ostacolo, ma nel saper attraversare i passaggi senza perdere la direzione. Il Legno sale verso la luce, ma le sue radici rimangono nella Terra: così anche l'uomo avanza senza dimenticare ciò che lo sostiene. Questo lume ti chiede: Quale piccolo passo puoi compiere oggi senza pretendere di conoscere già tutta la stagione che verrà? Barbanera dice: Marzo 29-30-31 son tre giorni della Vecchia, a metà Maggio i Santi del ghiaccio, coda d'inverno, speculari a san Martino.| Il ritorno del freddo è raccontato con la parabola della vecchia furba che sfugge alla pioggia di marzo, simbolo delle variazioni climatiche primaverili. Marzo breve porta pioggia, mentre l’acqua di aprile e maggio è preziosa per i raccolti. Tra il 12 e 14 maggio i santi del ghiaccio possono causare bruschi cali di temperatura, perché la fusione di neve e ghiaccio assorbe calore dall’ambiente. In autunno, tra ottobre e novembre, accade il contrario con il rilascio di calore dalla neve che favorisce il clima. I solstizi e gli equinozi portano pioggia e sono fondamentali per i cicli agricoli; si osservano fenomeni come nebbie, brine e temporali che anticipano il tempo futuro. La neve, con i suoi cristalli esagonali, conserva l’energia dell’inverno e prepara la vita per l’estate. La natura ciclica si manifesta con segnali da animali e piante: il canto della civetta e il comportamento delle farfalle annunciano cambiamenti climatici. Il proverbio 'marzo pazzerello' ricorda che il freddo può tornare anche a primavera, invitando a vestire a strati e a non abbassare la guardia. La relazione tra montagna e mare influenza il clima locale, mentre l’equilibrio tra annate calde e fredde regola abbondanza e carestia. Infine, la natura segue il suo ciclo, tra sonno e risveglio, con il freddo che ancora può sorprendere prima dell’estate.# |Ritorni-del-FREDDO, parabola di vecchia, donna furba che, riusciva scansar pioggia, Marzo 28 giorni, ne prese da Aprile, cosi inzuppò la vecchia. Marzo fuor la gemma, Aprile dopo la apre, Maggio poi la tiene, Giugno poi la rompe; acqua di Maggio, vale + di buoi e carro, 1 acqua Aprile-maggio, pane tutto anno. Ai tre santi del ghiaccio da 12 a 14 maggio, si abbassa temperatura, per fusion di grandi masse, di neve e ghiaccio ai monti, che per tornare acqua, sottrae calore ambiente, portando il nodo freddo, assieme acqua vivente che vive a 4 gradi. Analogo e contrario, in autunno san Martino, alle prime nevicate, l'acqua divien neve, che vuol minore forza, così libera calore, che va scaldare ambiente, attorno 11 novembre. |Solstizi-equinozi, posson aver pioggia, osservali con cura, buoni affari porta, Maggio maggione, mantieni il tabarrone, a Luglio gira nudo, sole è in leone, se 26 Luglio, ristora i mietitori, piange Maddalena, pioggia vera manna, l'ora del pastore, tregua sopraggiunta, sibilo ad orecchi, pioggia pur annuncia. Luglio gran caldo, bevi vino batti saldo, Agosto capo Inverno, nasce nodo freddo, notte di Lorenzo, carbone piove addosso, Francesco si rinfresca, presso 2 agosto: poc'acqua di Agosto, por uomo ti conosco, Settembre porta via, ponti o secca fonti, Settembre mutamento, aria settembrina, Fresca alla sera, e fresca la mattina. Nebbia bassa, quel che trova lascia, 3 nebbie fan pioggia, 3 piogge 1 piena, dopo 3 brine, sarà pioggia a mezzane, se muro trasuda, temporale può arrivare; mordono le Mosche, giornate sono fosche, Ottobre speculare, al Marzo carnevale, qualche scampagnata, ancor sa regalare, tu getta ghiande, a suino da ingrassare. 11 Novembre san Martino, 3 giorni un pochino, alla festa dei santi, neve per i campi, alla festa dei morti, neve negli orti, giunge a monte e piano, nel 18 e rotti; se a Novembre acqua gela, a gennaio il sol si cela, mentre se fa neve fa fertile campo, al 25 Caterina, tira fuori una fascina, al 30 san'Andrea, il freddo spacca pietra, se Natale freddo cordiale, bruma Dicembre, davanti ti agghiaccia, e dietro t'offende. Serena la campagna, neve alla montagna, per 1 settimana, la neve sara madre, dopo due è matrigna, dopo 3 fa tigna, ma dopo ogni neve, bel tempo sospinga. |NEVE 雪 accumula orgone, crescita forze, usa a vantaggio, in torrida estate, preparato di Neve, posto in bicchiere, serba in congelatore, l'estate contiene. Giorni luna piena, effetto evidente, comunica qi plasma, forma di 1 vivente, osservi fiocco neve, ha cristallo bello, esagonali forma, attira memoria inverno. Cuore fiocchi Neve, polvere che viaggia, vento porta in alto, e 1 nube abbraccia, al freddo si ghiaccia, cade assume forme, a terra sudiciume, rilascia quan scioglie. Ghianda cade presto, freddo viene lesto, abbondano ghiande, lungo freddo Inverno, così bianco Gelo, acqua messaggero, se pizzican geloni, neve/freddo intenso, poi successiva Estate, caldo davvero: se Canna palustre, fa grande pennacchio, sara lungo Inverno, di neve o di ghiaccio, fiore del Cardo, rivela il picco estate, Arco beve in mar, per nubi dissetare; arcobalen mattina, riempie la marina, arcobalen di sera, il tempo rasserena, arcobaleno in mare, tempo buon da fare, arcobaleno in terra, va piover nevicare. Farfalle a primavera, nomade africana, Vanessa del cardo, che migra Mediterran, Europa sorvolando, milioni in tutti cieli, nasce Cane-lupo stella, Sirio in milky way. Annate calde e fredde, abbondanza o carestia, bilanciano tra loro, in natura tutto cicla, se piove al 4 aprile, piove a quarantina, fino metà maggio, pioggia bene arriva. A chiara montanga, bevi va in campagna, a chiara marina, mangia e sta in cucina, se montagna è chiara, la marina è scura, va in bosco e campi, senza alcun paura. Dum tepore mutant, stercora natant, quan cambia tempo, galleggia la lordura, se vien brutto tempo, pur cigola legno, di porte e finestre, armadi e bracello. Inizia Civetta, cantar con Cornacchia, voce roca insiste, così arriva pioggia, Maiale scontroso, pioggia segnale, Farfalle intorno casa, imminen temporale. Se la testa prude, insistente sen ragione, o fuoco brucia interno, neve fina fina, sfavilla brace viva, la grandine avvicina; inverno neve odo, Nocciole gran raccolto, quan sole neve indora, neve-neve ancora, se nevica a minuto, la trovi fin al buco, primi tuon di Marzo, serpe esce dal buco. Quando canta Rospo, Inverno pare morto, in Toscana primo canto, tien a fine marzo, svegliano i scursuni, odor di primavera, tartarughe e piante, escon dal letargo, pure gli umani, ferormon richiamo. Muor radice inverno, April dolce dormire, uccelli a cantare, gli alberi a fiorire, alla coda di Marzo, e alla testa di Aprile, non si sa il freddo, che puo ancor venire. Marzo pazzerello, esce sol porta ombrello, la Neve marzolina, da sera alla mattina, equinozi in luna piena, goccia o fontanile, April gentile freddo, non ti alleggerire, Maggio vai adagio, vestiti a cipolla, mentre infine a Giugno, ecco scopri il grugno. rowbotham3_maree_crosta_vulcani.m4a
lume292-Marzo sembra aprire la primavera, ma la natura non procede in linea retta: il freddo può tornare quando le gemme sono già sveglie. La tradizione raccoglie questi ritorni nei giorni della Merla, nei giorni della Vecchia e nei nodi di marzo e aprile. Poi arrivano i santi del ghiaccio, tra il 12 e il 14 maggio, memoria popolare dei possibili bruschi abbassamenti di temperatura. La vecchia del proverbio sfugge alla pioggia di marzo, ma aprile la sorprende: la stagione insegna a non fidarsi delle apparenze. Marzo pazzerello: esce il sole, porta l'ombrello, ricorda che un cambiamento non è ancora una stabilità. Emilia osserva nebbie e brine, vento e nuvole, animali e piante come segnali del mutamento, senza pretendere che siano previsioni infallibili. La neve appartiene all'inverno, ma il suo scioglimento modifica l'acqua e il calore dell'ambiente montano. In autunno il processo si inverte: la formazione della neve libera calore, mentre la primavera ne richiede per fondere ghiaccio e neve. Il ciclo continua fra mare e montagna, solstizi ed equinozi, caldo e freddo, sonno e risveglio. Il canto della civetta, il rospo che torna a farsi sentire, le farfalle e il comportamento degli animali diventano per il contadino segnali da osservare. Seba impara così una regola semplice: non basta conoscere il calendario, bisogna guardare ciò che sta accadendo realmente. La primavera cresce per ritorni e correzioni, non per una marcia trionfale verso l'estate. Vestirsi a strati diventa quasi una metafora: lasciare spazio alla possibilità che ciò che sembrava finito ritorni. Il freddo tardivo ci ricorda che, la crescita richiede pazienza.



elenco foto di:   | home | foto | audio | allegati | lunario