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agropaludi ranocchiare di Sezze e nomadi pontini (217) 08-lume217 ORGANIZ lingua italico | foto eurafrica | audiolibro | acquesanatori_terapie-polmonari.mp4 | verdepota_rosa.mp4 | film_albero-zoccoli1978.mp4 |musica ayami2022.m4a
yudeiberi Tucidide e Paolo, kulikovo e cattedrali (244) 44-lume244 CICLI: lingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | storia_cronologia-fomenko_interview.mp4 | film_bibla_sanpaolo_franconero.mp4 | film_bibla_giuda-maccabei.mp4 |musica canto_megalo_bulgarian_ortodox-inno.mp4
217:sogni08-lume217 ORGANIZZARE: senza ordine e interrelazione, tutto sarebbe caos e dispersione di qi; nelle vicende umane si trascorre la maggior parte della propria vita a creare l'ordine delle cose. Per salire i gradini della nostra vita dobbiamo coordinare pensieri e azioni, organizzando il calendario del tempo, poichè il nostro destino ci chiama a operare con successo all'interno di una schema universale delle cose. Tuo compito è |organizzare la tua energia dedicando tempo a ogni area della tua vita in modo equilibrato e completo. IMG8: Musicista (l'universo si esprime nel particolare, oggettivo in soggettivo trascendi i tuoi limiti andando più a fondo nella tua vita). |Formiche mantengono la loro fila comunicando, l'ordine non è una meta, ma un supporto a creare significato, abituati a coordinare i tuoi sforzi con quelli degli altri. Soldati (un rigido ordine può controllare il caos, ma non lo trasforma; abituati a spezzare le abitudini personali ed esprimi energia). Il sognatore prepara il cibo (organizzare le piccole cose fa succedere quelle più grandi; pensa a nuovi modi per affrontare i compiti quotidiani). Filosofo sale le scale (guarda al modo in cui ti contraddici). Muri stipati di libri e uomini morti (la vera conoscenza conduce all'ordine dell'universo (impegnati a leggere solo libri che destano la tua consapevolezza, non quelli che la assopiscono). Numeri (ordine è conoscere ciò che viene prima e ciò che viene dopo, se ti rendi conto di un importante verità, la seguirai?) Modello: modo in cui le cose potrebbero funzionare (abbandona le tue categorie a priori e costruiscine di nuove, più realistiche, aldilà delle difficoltà che incontrerai). Quando cantano le |Rane giorno |equinozio certo appare| Il quid dipinge un vivido affresco della vita nelle paludi del Tirreno, tra le capanne di paglia e le comunità di pontini, butteri e pastori. Descrive le abitazioni di fortuna, le pratiche di pesca dei ranocchi, le tradizioni locali e le difficoltà di vivere in un ambiente umido e malsano, dove la malaria e le zanzare sono compagni quotidiani. I personaggi principali sono le famiglie che vivono e si adattano a questi luoghi, tra cui spiccano le donne che vendono i ranocchi e uomini che custodiscono le capanne e le tradizioni. È un ritratto di resistenza, lavoro e cultura popolare radicata in un paesaggio difficile ma ricco di storia e vita.# |Paludi del Tirreno, in capanne lestraioli, vivevano i pontini, e butteri |Maremma, capanne di paglia, due varietà primarie, conica e allungata, identica africana, in agro pontino, palude loro amica, canne mais e strame, giacigli x famiglie, vimini e fieno, paglia per cuscino. |Lestra del Montanaro, spiazzo disboscato, debbiato e cintato, per uomini e bestiame, in paludi Pontine, in piccoli gruppi, in estate vanno su, in autunno tornan tutti: 9 mesi in palude, 2-3 mesi in montagna, bonifica Pontina, cancella transumanza, 944 riallagati, da tedeschi in ritirata, ritorna malaria, e palafitta rialzata, malarici assuefatti, diffidan medicine, riposano a tre metri, lontan da umidità, e malar zanzare, prima di dormire, cospargon volto e mani, poltiglia aglio-tabacco. Piccoli ripari, su palafitte a 4 pali, 3-5 metri suolo, tetto con frasche, scala a pioli accesso, aria malsana sotto. |Littoria nasce 38, nel comun di |Sezze, che spende soldi frasche, a nascondere capanne, su ferrovia Roma-Napoli, fino anni 80, capanne abitate. Sindaco contadino, scrive sua storia, da bimbo mio papà, in lestra mi porta, a sorvegliar frutteto, 2 mesi in palafitta, fò bagno al canneto, e apprendo storia vera: si cerca un area piana, asciutta e riparata, terra poi sfalciata, si traccia diametro, due metri circolare, pali fissi al suolo, x yurta da steccare, pareti impermeabi, con mazzetti |STRAMMA, duran 4 anni, delicata è parte alta, confluenza dei pali, a 3 quarti sta buco, x fumi focolare, sotto è iattarola gatto; io dormo posto a sud, in capanna palafitta, confortevole a calura, conservo acqua in orcio, fresca a lato nord,. Sezzesi e Bassianesi, ciociar terracinesi, secon costume natio, capanne di ogni clan, da nomadi macchiaroli, ai paesi altopian: pastori Ciociari, fan capanne a cono, pareti spioventi, evitan forte vento, con tralci vitalba, pavimento è pula-terra, bagnato e pestato; rettangolo capanna, di bovari a cono basso, pianura senza neve, rivela soluzione, per bestie da fieno. Scafurno scintì o baracca, famiglie fortunate, cassapanca pane-panni, botte legno 5 litra, in pietra pesta-sale, concone e soregli, brocca con beccuccio, imbuti mestoli zucca, e palo appendi tutto. Focolar centrale, 2 aste fan paiuolo, tirando la catena, allontano dal fuoco. Proteggi o rovo spino, Grasce case scorte! coltello e lama ferro, toglie fango scarpe, fumo esce da tetto, vince tarme e zanzare, capanne abitate, riparate ogni tanto, resiston centanne. In zone vulcane, la base è muro a secco, elevato 1 metro, a cui si appoggia tetto; capanna da trasporto, è 2 metri a cono, lo spostan due persone, 50 chili peso, su asino legato, usata in alta quota, riparo di scorta. Recinto addossato, a lato capanna, 1 conico pollaio, di legno e stramma, galline di giorno, stazionano in aia, aiuto di acquacotta. Centinaia di fosselle, aiutano pesca, dei |RANOCCHI lepini, apprezzati in cucina, da poveri e ricchi, in piazza ranocchiare, donne di mestiere, vendon rane pescate: granunchiar di Sezze, al sorger del sole, pesca nei canali, con rete e asta lunga, costeggia il canale, batte piedi a terra, mentre vara immersa, rana salta e centra; gli anfibi uno a uno, messi in una nassa, pescato il giusto kilo, torna in sua casa, assieme sua famiglia, decapita i ranocchi, dopo aver spellato, al mercato li porta. Pesca con lenza, asta lunga con esca, di lumaca sgusciata, attira la rana, che ingoia lumaca, lei tira la lenza, prende sua rana, le stomaco comprime, preservar lumaca, se continua a pescare. Ranocchi in eccedenza, son conservati vivi, per giorno successivo, mestiere di famiglie, portati in piazza, in acqua conservati, se acqua rossiccia, son freschi pescati; sdraiata su sgabello, guarda recipiente, vende ranocchi, con camicia sbottonata, ha bilancia nella mano, e petto illuminato, ranocchiara bella, ne spaccia senza fiato; donna vende scorta, tra vicoli sospiri, ranocchi in brodo x, malati anziani e bimbi, leccornia se impastati, e cotti nel forno, ranocchi di cristiani, moltiplicano i pani. santorosario_latino.m4a
lume217-Paludi Pontine liminali, tra vita e malattia, |Ermanno-Olmi traccia bene, con suo |Film_Albero-Zoccoli, segue lui quattro famiglie, di mezzadri e artigiani, nel rapporto con la terra, esplora loro isolamento, fatica rurale e tradizioni, la dignità del lor dialetto, Lombardo-Veneto Ottocento. Tali sforzi contadini, |Verga vede in Don Gesualdo, un contadino siciliano, che salire alfine socialmente, con lavoro e perseveranza, agricoltura del riscatto, tra ingiustizie e isolamento, emerge forza delle donne, resilienti a unir famiglie, in lavoro campi e in società, e pescatori di villaggio, a riscattare dignità, tra sconquassi modernità, che minaccia gran legame, tra famiglie e territorio. La dipendenza da risorse, naturali mare e terra, come in palude gli animali, son garanzia |sopravvivenza, pelle esposta a febbre e insetti, morso mortale di malaria, dove eros resiste e muta, quel disagio in una Lestra, capanne di strame e fango, dove esistenza si organizza, con precisione dei pastori, e butteri della Maremma: ogni palo e ogni focolare, risponde a legge di equilibrio, tra acqua aria e terra, arte minima sopravvivenza, e loro mito comunitario, narra i gesti ripetuti, la pesca dei ranocchi, e loro vendita al mercato, dalle donne gran custodi, di quel ciclo nutrimento, come narra Giovan Verga, in sua memoria popolare, che tiene insieme corpo e anima, con fatica e dignità. Nel caos della palude, dove tutto sembra marcire, ogni capanna è un organismo, che respira con l'ambiente, terra umida e ranocchi, e il fluir di acqua e stagioni, è adattamento continuo, con gesti tempi e relazioni, la vita emerge oltre confini.
244:sogni44-lume244 CICLI: Cerchi di energia intersecati trasportano la coppia. |Cicli si formano quando la forma domina sull'energia, la natura della vita dipende dal completare i cicli di manifestazione del num, creati dalla forma. Alcuni di noi preferiscono restare in un punto del ciclo vitale e non muoversi accompagnati dal fluire delle cose. Quando cerchiamo di impedire ad un ciclo di completarsi, creiamo comunque il movimento, ma in forma più estrema. La persona consapevole esegue i compiti consoni al momento, aspettati vittorie e sconfitte, alti e bassi, in eguale misura. Tuo compito è rendere conscio un ciclo della tua vita scoprendone gli effetti. IMG8: Ruote rotolano verso il basso (scoprirne i fondamenti cambia le cose nel loro interno: interroga i tuoi sogni o gli oracoli a tua disposizione per conoscere a quali trasformazioni sei pronto). I cicli mestruali sono segnati sul Calendario (il senso di un ciclo sta nell'accettarlo e seguirlo: prendi nota dei tuoi cicli e dà loro uno scopo). Ubriaco alcolizzato ha perso i sensi ancora una volta (ciò che rifiutiamo di scegliere consciamente, accade inconsciamente: cerca un sostegno migliore di quello che otterresti da solo). Orologio al polso è slacciato (efficacia si basa su accettazione, assumi impegni basati sul tempo, scadenza e realtà). Bambini sulla Giostra (tutto ciò che facciamo è una ripetizione dell'infanzia: sfrutta gli avvenimenti del presente per redimere il tuo passato). Il sognante guida la Bicicletta sul pendio (rischia ed agisci per far succedere qualcosa in questo momento). A capodanno brindano alla nuova vita (celebriamo le transizioni per sottolineare il loro valore come tappe del viaggio: abituati ogni giorno ad affermare nuovi intuiti e realizzazioni). La |Luna mostra i suoi cicli (essere naturale significa vivere il num nel modo in cui si manifesta: scegli di seguire, non di opporti all'energia). |Dicembre piglia e non rende, avaro e scroccone si intendono benone| riassunto di Saturno il Khan. Pier della Francesca celebra Saturnalia, riti d'origine remota, tra arte, obelischi e giuochi sacri che fondano civiltà. Saturno, dio e khan, guida il ciclo del tempo, rovescia poteri, rinnova il mondo con i dadi del destino. Esule da Zeus, giunge nel Lazio, fondando agricoltura e pace sotto Giano. Atena pianta Ulivo, segno di eterno patto che vince Poseidone e nutre le nazioni. L'olio diventa commercio, rito e sacramento, dalle sponde greche fino alle Americhe lontane. Saturno dorme ma insegna tolleranza tra i popoli erranti e i culti di Oriente e Occidente. Yeshu e Dioniso condividono il mistero, morte e rinascita del Verbo incarnato. Paolo difende la fede libera dai vincoli mosaici, la Chiesa si fa universale, katholiké e inclusiva. Dmitrij Donskoi e Sergio di Radonez uniscono croce e polvere da sparo: nasce l'Impero cristiano. Le orde pagane si disperdono tra Asia e Occidente,
lasciando templi e miti, memoria di un solo linguaggio divino.# Pier della Francesca, dipinge Saturnalia, esalta costruzione, di Osiride colonna, pilastro obelisco, re incoronazione, canzoni scurrili, con gare di rima, rituali acrobazie, fachir pirobazie. |Proceno-Cinghiale, Fauno chiamato, nella città dei khan, fonda sua stirpe, Gauri moglie Siva, vuol riti primavera, feste di Diwali, accende lumicino, in case di adivasi, e indigeni vari. Clan di primi slavi, fan feste e sacrifici, di pesci e selvaggina, per avi ricordare, partecipare al rito, costruisce società, gruppi commensali, accrebbero sub-caste, al posto di tribù, a Roma piano emerge, nuova classe mista, sparisce distinzione, di razze e religioni, cresce astratta idea, di nazione yuda, divisa in caste varie, diverse occupazioni. Saturno a Roma è khan, che allenta le fasce, segna passaggio, tra dinastie a solstizio, avvia carnevale, che ordine sospende, rovescia le usanze, ai schiavi fa doni, ai re condoglianze, suo scettro bastone, gioca alle sorti, riordina il cosmo, scombina i consorti. Microbio narra, nel Saturday giorno, al tempio Saturno, a piè Campidoglio, statua è slegata, da lacci continui, scatena gli effetti, benèfici e ambigui, di inizio del tempo, avvento rinnovo, euforia e penitenze, sconvolge coscienze. Saturno ha le chiavi, del Cosmico Gioco, rilancia suoi dadi, poi oracola al fuoco, signor della tombola, giustizia e misure, con scacchi ed azzardo, ci da le visure, del nuovo anno. |Saturno khan dei khan, risiede estivo in Creta, un giorno fu esiliato, da Zeus guerriero clan, venne spodestato, divenne pellegrino, anziano saggio vaga, girando le paludi, per valli mari e monti, sfugge folgore di Zeus, in incognito ospitato, nel Lazio infin ripara, presso i popoli Lepini, re Giano e moglie Camene, riconoscenti al khan, lo vanno ad ospitar, nel Lazio governato. Giano lo protegge, dal fascio raggio Zeus, poichè controlla vie, frequenze cielo e terra, Saturno rassicurato, inizia a insegnare, civilizza gli abitanti, che vivon Nettuno, aizzano mare a divorare, le pianure coltivate, generare diluvio fango, che divora le città, lascian palazzi e paludi, infestate da malaria, sul luogo prime coltivazioni. Cenere tutto copre, e pioggia porta a terra, reca fango e palude, infestata da malaria, solo albero Ulivo, giunto da Iperborea, con Ercole in Italia, come chiesto da Atena, che sfida Nettuno, per possesso di Attica. Giove interviene, e decide la gara, chi umani aiuta meglio, sarà il padrone luogo. Poseidone col tridente, sgorga sorgente acqua salata, che genera laguna, e commercio via mare. Atena pianta Ulivo, che resiste a intemperie, scatenato da Nettuno, e risorge dopo incendi, sua presenza secolare, reca olive e olio sacro, crisma che unge neonati, malati e sacerdoti, cresime ed anziani, nella ultima unzione. Zeus decreta Atena, vincitrice della gara, e attorno sua pianta, nasce città di Atene, mentre olio di oliva, divien base dei commerci, dei fenici veneziani, in tutta magna Grecia, che diffondono la pianta, fino Americhe ed Australia: dove resiste ulivo, regge umana Civiltà, con commerci e città, e rituali agro religiosi, così espiantare ulivi è punito severamente, fino a recenti guerre. Atena doppia Xristos, e Maria sua madre, afferma culto apostoli, dopo evento Pentecoste, in bibbia resta eco, Genesi alleanza, tra gli umani e Dio, olivo della pace, ramoscello di Colomba, indica fine diluvio. |Saturno addormentato, attende risveglio, agli snodi del tempo, nel cristiano segno, dai fuochi di Ascensione, a incontri in Occitania, insegna tolleranza, religiosa ed economica, a yudei esiliati, da Egitto guidati. Saturno delle indie, è Musa Ibn Nusair, porta Tavole a Toledo, preserva primo tempio, di Salomon Sophia, e serba in Etiopia, arca di Giovanni: nel |mito-di-Toledo, Yeshu entra al tempio, dove sta una pietra, incisa a divin nomi, due Leoni bronzo, seguono i fedeli, ruggiscono in uscita, sorvegliano fedeli. Yeshu trascrive, dentro sua coscia, tagliata ricucita, astuzia contro forza, uscito i due leoni, ruggirono e lui scorda, ma giunto a casa apre, ferita e si ricorda. Ieshu taglia coscia, senza aver dolore, trae segreto nome, scritto sulla pelle, greco mito Zeus, partorisce stessa cosa, Atena dalla testa, e Dioniso da coscia. Dioniso due volte, muore e rinasce, è Cristo sovrano, dio di Nicea, di primi cristiani, poi divisi in sette, culti e correnti, pianeti differenti, di tredici tribù, in seguito riunite, tranne intransigenti, da dodici apostole, in chiesa di Cristo, il giorno Pentecoste. |Chiesa moderna, come apostolica iniziale, ha problema giudaizzante, prima eresia cristiana: cristiani tentan vincolare, altri cristiani gentili, alla mosaica legge. Atti di Apostoli, capitolo 15, narra di ebrei convertiti, che critican Gentili, invitandoli a fare, iniziazione loro culto, circoncisione primo passo, poi altre feste, trombe ed espiazione, tabernacoli e hanukkah, Pasqua e Pentecoste. Circoncisione cerimonia, causò la controversia, in chiesa apostolica, a Consiglio Gerusalemme, i giudaizzanti dicevano, che i cristiani gentili, si salveran se circoncisi. |Paolo-e-Barnaba rispondono: voi ebrei convertiti, del partito Pharisei, ascoltate Pietro apostolo, lui predica ai Gentili, e li porta nella Ecclesia, come colleghi cristiani, senza oneri mosaici, nella lettera ai cristiani, è presa decisione, i giudaizer siano privi, di autorità su Chiesa, apostolica di Yoros, e voi cari gentili, potete ignorarli, salvaguardate i bimbi, astenete da sacrifici, atti immorali e idolatria. Paul nelle sue lettere, affronta più volte, la eresia giudaizzante, figlia dei royal: ai cristiani è vietato, ingabbiare altri cristiani, apostolica Chiesa, rispetta ogni cultura, dei gentili o dei giudei, è fede universale, Katholikos adatta, a ogni razza etnia. Ignazio di |Antiochia, segue Apostolo Giovanni, nella lettera ai Smireni, usa verbo inculturazio, processo assorbimento, nel cristianesimo apostolico, riconosce e benedice, tutte culture dei Gentili, mondate da immorali, usanze disumane, senza impor precetti, di una cultura dominante, come invece fanno, Pharisei e Islam. Cristianesimo assorbe, una cultura e la battezza, così nacque Russia, Europa e Tartaria, Americhe e sub-Sahara, estremo oriente Australasia, medioriente e nordAfrica, poi presa da Islam. Cristianesimo preserva, culture in rete Christendom, segue supersessione, nuova alleanza in Cristo, dottrina aperta a chiunque, senza adottar legge Mosè, che Andronico Cristo, ha soddisfatto sulla croce, concludendo parabola, del cristianesimo settario, dei farisei royal, lui è Parola divina, Messia per nascita, iniziatore e finitore, di legge del passato, compie e sigilla su di sè, così che noi cristiani, abbiam fiducia in Cristo, intermediario al Padre. Paolo ricorda, proibito ai credenti ebrei, giudicare altri cristiani, i ver yudei cristiani, tengon riti mosaici, nelle proprie famiglie, come ascendenza culturale. Giudaizzanti moderni, ritentano eresia, cercando impor precetti, di vecchia Alleanza, ancor cercano convincere, altri cristiani al vecchia patto, così ogni gruppo loro, tiene agenda loggia, adorar sabato o Hanukkah, invece di Natale o Pasqua, maldicendo tali feste, di domenica o dei Morti, con teorie cospirative, che minano i cristiani, declassati a pagani. Editto Costantino, dopo epica battaglia, vieta sacrifici umani, cessa re transumano, sua città protegge, i bimbi salvati, Cristianesimo Apostolico, divien culto di Stato, con transustanziazione, di vino daime e farro, da fede trasmutato, in nuova eucarestia. |Kulikovo battaglia, origine di Mosca, kulishki grande campo, senza costruzioni, Dmitriy Donskoi inizia fortificare, e da |Sergio-Radonez, riceve benedizione. San Sergio nel west, Bartolomeo schwarz, inventa il cannone, dentro al monastero, apolistico cristiano, Demetrio benedisse, diede arma segreta, schema della croce: usa al posto di elmo, contro i khan ribelli, vittoria del santo, in Europa reca mito, nel classico Tucidide, cannone riferito, pure Marco Polo, narra guerra grande, tra Nayam Mamai, e principe Demetrio. Mamai tradì sovrano, da anni vuole guerra, autoproclama khan, estate 380, attende re lituano, raduna enorme esercito, infine catturato, in campo decapitato. Demetrio sesto khan, discende da sanGeorgio, Ivan khan califfo, terzo è Simeone, quarto Ivan il rosso, quinto Dmitry Suzdal, sesto è Donskoi. In seguito lui fonda, Roma-Costantinopoli, Konstantin Veliki, a fine del trecento, per 80 anni dura, casato Paleologi, teatri e ippodromo, Colosseo rodeo, obelisco Costantino, ricorda fede universale, costruita su eclettismo, come Santodaime. Battaglia in Kulikovo, presso odierna Mosca, anno i.380 circa, scontro epico in ricordo, nel mito si trasfuse, leggende in ogni dove, due gruppi opposizione, in seno al culto imperio: guida khan Donskoi, cioè Costantino il Grande, cristianesimo apostolico, erede di Andronico, contro i velets conservatori, di cristianesimo ancestral Royal, guidati da khan Mamaji, in un epica battaglia, tra dei fedeli al Xristos, e al suo decreto imperio, contro asura deva, o giganti Velets, che stemma di Milano, biscione ancor ricorda, allusione al loro rito, primario di potere, dichiarato poi pagano, da editto Costantino, a fine di battaglia, vinta da Donskoi, con aiuto polver sparo, fatta in monasteri, diretti da San Sergio, detto di Radonez. Khan Donskoi divieta, soggiorno in terre imperio, cioè Gran Tartaria, alle tribù Volots, renitenti a convertirsi, ai valori apostolari, rinunciare ai sacrifici, così ordine San Michele, e altri monaci/guerrieri, presidiano i confini, e i Leviti sacerdoti, proteggono i bambini. I capi renitenti, in asilo in terre indiane, tibetane e Indocinesi, e isole indonesiane, memoria manufatti, edifici impressionanti, Anghor Vat o Burubur, o le samoane imprese. Col tempo mutan scopi, nei due partiti in testa, fan sintesi ideali, frammisti o radicali, ecco alcune orde, in fuga o migrazione, raggiunsero la Cina, e fondan manciù Qing, canato del Chitai, e canato Chiagatai, poi orda Samaria, nell'isola di Iesu, avvia shogun Samurai, fino al i.860, quando le navi nere, dell'ammiraglio Perry, al servizio dei banchieri, avviano guerra civile, e nasce altro |Giappone, mentre il Ciagatai, dai romanov annesso, o i sultanati indiani, arabi e persiani, e il canato Mamelucchi, dagli anglo divorati. Velets superstiti, si incontrarono/scontrarono, pur secoli prima, con orde di Maometto, alla nascita Ottomania, anno Iesu 453, Maometto profeta, durante la crociata, guida guerrier sufi, fino mezza Europa, guida cavalieri, di ordine templare, gnosti ed ermetismo, xristo-musulmane: amici del leone, di Nicea e di Nubia, erigono + guglie, Tartaria architettura, cattedre al Signore, centrali di energia, possente medicina, di sonor frequenze, in toroidi rosoni, rito di cavalieri, di orda poderosa. storiaNC_rusroma-stirpe-giga-jesu-kulilovo.m4a
Rissunto: Canto del Verbo e del Vino. Bacco chiama alla danza, la vita è breve e dolce, chi vuol gioire, gioisca: domani non è certo. Ninfe, satiri e suoni accendono le vene, la gioia è un rito, non un peccato. Sileno sorride, ubriaco di sapienza, Mida pesa l'oro, ma resta vuoto il cuore. Meglio il canto che l'avarizia, meglio la luce che la paura. Il suono guarisce, entra nel corpo, lenisce dolore e placa tempesta; dalle scale dei modi nasce l'anima: Ionico è amore, Dorico è preghiera. Verbo era canto, e dal canto il mondo, tra guerra e pace vibrano frequenze. Chi ascolta la Musa ritrova sé stesso: il sogno diventa cura, la voce diventa vita.# |Canzone-di-Bacco, Lorenzo Magnifica, la bella giovinezza, sfugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, doman non è certezza, la canzon continua, ninfe e innamorati, caverne e boschetti, han posto 100 agguati, da Bacco riscaldati, ninfe hanno piacer, di ingan satiri agguate, fare Amor riparo, sol genti rozze ingrate, Chi vuol esser lieto sia, domani non è certo, 1 soma viene dietro, su asino è Sileno, 1 vecchio ebbro lieto, ride e gode vita, Mida tien tesoro, non si contenta mica. Ognuno apra orecchi, doman nessuno paschi, giovani e vecchi, lieti femmine e maschi, ne fatica e tristezza, se accade convien sia, arda cor dolcezza, Chi vuol esser lieto sia, ogni triste pensare, caschi nella festa. Rivivono i poeti, le gare fra tribune, Cristo rima grande, ricordano in Etruria, piacevole evade, i confini dei sensi, con complici odori, riscuote consensi: due musiche frasi, si inseguono errando, ipnotica ruota, in continuo rimando, chi ha gusto le sente, corron su pelle, uccelli ed anfibi, cantan ricorrente, sibilanti vibranti, roboanti crepitanti, si incontrano suoni, uno e poi tanti, dan corpo ai miti, attuati nei riti, mutando bisogni, nei sogni infiniti. Un suono trasmesso, tramite 1 aria, entra in mio corpo, e placa malaria, dolori di artrite, punture di insetto, sciatica e gotta, analgesico effetto. In origine è verbo, verbo fù canto, creava ogni cosa, a mezzo di incanto, la genesi compie, in stato di sogno, piste disegna, a estinguer bisogno, Musa ferma tempo, ed ego ristruttura, coi modi influisce, anima struttura: suono calmo concilia, eolico estingue affanno, lidico è remoto, se Ionico è amore, stimola Romeo, 1 dorico solenne, diverge dai frigi, che invitano a guerre. Se sonor frequenze, modellano credenze, guerra oppure pace, salute e malattia, caccia e agricoltura, erbe e religione, pulir nadi canali, e porte percezioni, di chakra meridiani, posologia graduale, o repentini traumi. Yin diviene Yang, durante i tempi crisi, giorno divien buio, e ogni valore inversa, come in guerra o in festa, le dinastie giganti, legate avo serpente, detti anche Velets, adoran bafometto, un androge mediatore, nell'antro di sibilla, dei kahn radice egizia, creativo e distruttore, solve e coagula, muta sabbia in pietra, kundalini interiore. |YUDEI amministratori, al tempo Carlo Magno, mandarini impero, curano gli affari: ogni iudex tenga moggi, sestari recipienti, anno yuda inizia, ai primi di settembre, Osanna è stagione, 4 ogni anno, tenga fuoco acceso, nelle nostre case, usa sugna grasso, di pecore e maiali, contin capre e becchi, loro corna e pelli, e ogni anno, riforniscan di prosciutti. Rendan ordinati, i nostri ginecei per donne, con alloggi riscaldati, per serate invernali, siano circondati, da steccati ben saldi, con solide porte, per lavorar tranquille. Ogni anno a Natale, Ogni iudex sottoponga, un elenco completo, che precisi ammontare, di quanto vien prodotto, nel nostro casale, tenga vivai di pesci, volendo può ampliarli, oppure va crearli, se spazio lo permette, i pesci sian venduti, oppure barattati, così ve ne son sempre, nelle nostre villae, poi iudices li vendano, per nostro profitto. In orto sia coltivo, ogni possibil pianta, giglio rose e salvia, trigonella e balsamita, meli cotogni, noccioli e mandorli, gelsi fichi e noci, ciliegi lauri e pini. Mela gozmaringa, geroldinga crevedella, spiranca lunga durata, e mele primaticce, quattro tipi di pere, a lunga durata, dolci o da cuocere, poi le tardive. Festa di Tabernacoli, yudei di campagne, vivono in capanne, oliveti 7 giorni, a ringraziare Cielo, piogge sulla Terra, Daniele canta il salmo, Yavin fermenta vite, fa Lot ubriaco sacro, Io sono vita e vite, Tu i tralci sostegno, entra nel mio cuore, rendi il mondo bello.