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Muovere ciò che ristagna | audio: santorosario_latino.m4a | video: acquesanatori_terapie-polmonari.mp4 | verdepota_rosa.mp4 | film_albero-zoccoli1978.mp4 | brano: ayami2022.m4a |
|foto eurafrica Il quid dipinge un vivido affresco della vita nelle paludi del Tirreno, tra le capanne di paglia e le comunità di pontini, butteri e pastori. Descrive le abitazioni di fortuna, le pratiche di pesca dei ranocchi, le tradizioni locali e le difficoltà di vivere in un ambiente umido e malsano, dove la malaria e le zanzare sono compagni quotidiani. I personaggi principali sono le famiglie che vivono e si adattano a questi luoghi, tra cui spiccano le donne che vendono i ranocchi e uomini che custodiscono le capanne e le tradizioni. È un ritratto di resistenza, lavoro e cultura popolare radicata in un paesaggio difficile ma ricco di storia e vita.# |Paludi del Tirreno, in capanne lestraioli, vivevano i pontini, e butteri |Maremma, capanne di paglia, due varietà primarie, conica e allungata, identica africana, in agro pontino, palude loro amica, canne mais e strame, giacigli x famiglie, vimini e fieno, paglia per cuscino. |Lestra del Montanaro, spiazzo disboscato, debbiato e cintato, per uomini e bestiame, in paludi Pontine, in piccoli gruppi, in estate vanno su, in autunno tornan tutti: 9 mesi in palude, 2-3 mesi in montagna, bonifica Pontina, cancella transumanza, 944 riallagati, da tedeschi in ritirata, ritorna malaria, e palafitta rialzata, malarici assuefatti, diffidan medicine, riposano a tre metri, lontan da umidità, e malar zanzare, prima di dormire, cospargon volto e mani, poltiglia aglio-tabacco. Piccoli ripari, su palafitte a 4 pali, 3-5 metri suolo, tetto con frasche, scala a pioli accesso, aria malsana sotto. |Littoria nasce 38, nel comun di |Sezze, che spende soldi frasche, a nascondere capanne, su ferrovia Roma-Napoli, fino anni 80, capanne abitate. Sindaco contadino, scrive sua storia, da bimbo mio papà, in lestra mi porta, a sorvegliar frutteto, 2 mesi in palafitta, fò bagno al canneto, e apprendo storia vera: si cerca un area piana, asciutta e riparata, terra poi sfalciata, si traccia diametro, due metri circolare, pali fissi al suolo, x yurta da steccare, pareti impermeabi, con mazzetti |STRAMMA, duran 4 anni, delicata è parte alta, confluenza dei pali, a 3 quarti sta buco, x fumi focolare, sotto è iattarola gatto; io dormo posto a sud, in capanna palafitta, confortevole a calura, conservo acqua in orcio, fresca a lato nord,. Sezzesi e Bassianesi, ciociar terracinesi, secon costume natio, capanne di ogni clan, da nomadi macchiaroli, ai paesi altopian: pastori Ciociari, fan capanne a cono, pareti spioventi, evitan forte vento, con tralci vitalba, pavimento è pula-terra, bagnato e pestato; rettangolo capanna, di bovari a cono basso, pianura senza neve, rivela soluzione, per bestie da fieno. Scafurno scintì o baracca, famiglie fortunate, cassapanca pane-panni, botte legno 5 litra, in pietra pesta-sale, concone e soregli, brocca con beccuccio, imbuti mestoli zucca, e palo appendi tutto. Focolar centrale, 2 aste fan paiuolo, tirando la catena, allontano dal fuoco. Proteggi o rovo spino, Grasce case scorte! coltello e lama ferro, toglie fango scarpe, fumo esce da tetto, vince tarme e zanzare, capanne abitate, riparate ogni tanto, resiston centanne. In zone vulcane, la base è muro a secco, elevato 1 metro, a cui si appoggia tetto; capanna da trasporto, è 2 metri a cono, lo spostan due persone, 50 chili peso, su asino legato, usata in alta quota, riparo di scorta. Recinto addossato, a lato capanna, 1 conico pollaio, di legno e stramma, galline di giorno, stazionano in aia, aiuto di acquacotta. Centinaia di fosselle, aiutano pesca, dei |RANOCCHI lepini, apprezzati in cucina, da poveri e ricchi, in piazza ranocchiare, donne di mestiere, vendon rane pescate: granunchiar di Sezze, al sorger del sole, pesca nei canali, con rete e asta lunga, costeggia il canale, batte piedi a terra, mentre vara immersa, rana salta e centra; gli anfibi uno a uno, messi in una nassa, pescato il giusto kilo, torna in sua casa, assieme sua famiglia, decapita i ranocchi, dopo aver spellato, al mercato li porta. Pesca con lenza, asta lunga con esca, di lumaca sgusciata, attira la rana, che ingoia lumaca, lei tira la lenza, prende sua rana, le stomaco comprime, preservar lumaca, se continua a pescare. Ranocchi in eccedenza, son conservati vivi, per giorno successivo, mestiere di famiglie, portati in piazza, in acqua conservati, se acqua rossiccia, son freschi pescati; sdraiata su sgabello, guarda recipiente, vende ranocchi, con camicia sbottonata, ha bilancia nella mano, e petto illuminato, ranocchiara bella, ne spaccia senza fiato; donna vende scorta, tra vicoli sospiri, ranocchi in brodo x, malati anziani e bimbi, leccornia se impastati, e cotti nel forno, ranocchi di cristiani, moltiplicano i pani.
| quidf gemello 217 lume217b lume217-Raseno, dopo aver premesso che l'universo si esprime nel particolare, l'oggettivo nel soggettivo e viceversa, narra ai suoi allievi diverse forme di rapporto con la terra: gesti ripetuti, fatica, stagioni, famiglie e sopravvivenza. Nella palude l'acqua sembra immobile, ma sotto la superficie la vita continua a muoversi: insetti, piante, animali e uomini condividono uno spazio nel quale nulla può essere separato dal resto. Anche nella campagna raccontata da Verga, il lavoro diventa una risposta alle forze del territorio, alla sua durezza e ai suoi cicli. La Lestra, capanna di strame e fango, diventa una piccola forma di ordine dentro l'umidità della Maremma: un focolare, un palo, un riparo, un gesto. Ogni cosa serve a mantenere un equilibrio fragile. Ma l'ordine che permette alla vita di continuare non è immobilità: è il movimento necessario a non lasciare che tutto ristagni. Come nella palude, anche nella vita qualcosa può sembrare fermo mentre sotto la superficie continua a cercare una via. Organizzare non significa mettere tutto a posto, ma dare una forma sufficiente perché le energie possano circolare. Che cosa puoi rimettere in movimento senza perdere il tuo equilibrio?

| oracolo 217 lume217-Raseno, dopo aver premesso che l'universo si esprime nel particolare, l'oggettivo nel soggettivo e viceversa, narra ai suoi allievi diverse forme di rapporto con la terra: gesti ripetuti, fatica, stagioni, famiglie e sopravvivenza. Nella palude l'acqua sembra immobile, ma sotto la superficie la vita continua a muoversi: insetti, piante, animali e uomini condividono uno spazio nel quale nulla può essere separato dal resto. Anche nella campagna raccontata da Verga, il lavoro diventa una risposta alle forze del territorio, alla sua durezza e ai suoi cicli. La Lestra, capanna di strame e fango, diventa una piccola forma di ordine dentro l'umidità della Maremma: un focolare, un palo, un riparo, un gesto. Ogni cosa serve a mantenere un equilibrio fragile. Ma l'ordine che permette alla vita di continuare non è immobilità: è il movimento necessario a non lasciare che tutto ristagni. Come nella palude, anche nella vita qualcosa può sembrare fermo mentre sotto la superficie continua a cercare una via. Organizzare non significa mettere tutto a posto, ma dare una forma sufficiente perché le energie possano circolare. Che cosa puoi rimettere in movimento senza perdere il tuo equilibrio?

|semine: cambiolio 24nov23(agip80) 25mar22(olio+filtri200) 1feb21(VT170)
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