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voce: bosenge:avopigmeo


lontracacciatori alle paludi pontine (110) 10-Evanga in suoi lingua popè | foto fauna | audiolibro | fauna_tasso_faina_volpe_gufo.mp4 | seba-grida-savana.mp4 | fauna_istrice-porcospino.mp4 |musica canto_madonnanera.mp4

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110:lume110-Evanga in suoi racconti, narra nozze sincretismo, tra sposa e servizio, e i nativi culti di avi, uso radice d'iboga, arpa reliquie e cerimonia, festa impegno e vocazione, nella selva africana. Muyè simbolo di rinascita, è uno spirito dell'arpa, che si sposa al suonatore, inizio di un percorso, in cui fedeli e comunità, trasformano i dolori, nella unione ad antenati. Muyè è come Ayami, sposa celeste degli umani, in veli bianchi e pastello, ornata con conchiglie, unisce il suo destino, a colui che suona ngombi, tra visibile e invisibile, nozze alleanza e vocazione. Muyè incarna un lignaggio, di donne-arpa antenate, nel tempio di Evanga, esse sono Nana Nanga, Nana Evissa Tsengue, e Nana Ngondo-Dipouma, che viaggiano dal Gabon, fino al Camerun e Italia. Ruolo di arpa è guida sacra, un tramite tra i mondi, chiamata a governare il suono, canto cura e relazione, dove il Nganga assume ruolo, di sposo celeste in cerimonia, compagno e mediatore, aiuta Muyè a incarnar mandato. Ecco le nozze del richiamo, nel suono d'arpa del suo sposo, che proclamano il suo ruolo, di ascoltare e curare, e rispondere a bisogni. Come le nozze con Sofia, è dichiarata un alleanza, tra spiriti e comunità, corpo ed energia, la cerimonia avrà tre fasi: richiamo e consacrazione, poi presa di servizio, essa inizia col riconoscimento, del lignaggio dell'arpa, ovvero sua ascendenza, segue poi la liturgia, del suo ruolo con i canti, danze abiti e simboli, che identifican l'ayami, coinvolta nella cura, quando proclama sua funzione: ascoltare le richieste, tra spiriti e comunità, curare o rispondere, a esigenze materiali e spirituali, l'arpa unita al suonatore, diventa sorgente luce, protezione e guida etica, che rifiuta dominazione, pur affermando autonomia, dignità e risposta azione.| Seba osserva la fauna, tra Pontina e Biedano, incontra gatti e cinghiali, cani lontre e donnole, martore e tassi, scoiattoli ghiri e pipistrelli. Tra paludi e boscaglie, ferma a riposare in capanne, osserva uccelli migratori, oche selvatiche e folaghe, starne allodole e tordi, anatre lepri e quaglie. Palude Pontina selvaggina, scoiattoli e ghiro fan provviste, come istrice e marmotta, che vanno in letargo. Seba ascolta uccel notturni, upupe gufi e colombacci, evocan storie di ricordi, lontane in luogo e tempo, come il clan degli Ayandzi, e la tratta degli schiavi, che fuggono alla selva, e incontrano animali, come lontra e rondinella, che indican sentier di vita. Giunto al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, in Gabon dividon clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e altri. Narra mito di Mosuma, lontre gemelle in rio Mososo, scopron radici iboga, mbasoka e nyoke, e tuffatesi nel fiume, ascolta il suono obaka e ngombi, di Granchio Bitoto, che suon con molte dita, e dona agli umani, gli strumenti musicali. Mosuma è Banzioku, che incontra la piroga, condotta da Motembwe e scopre il Mobogwe, il fiume dei ritornati, vestiti in bianco e nero. Il viaggio porta conoscenza: radici strumenti e melodie, connessi alla creazione, dell'Arco di Busenge, a segnare il passaggio, dalla selva al villaggio, da isolamento a comunità. Arco maschio solitario, dialoga con spiriti, mentre Istrice sonaglio chiamalo Bopunda, accompagna le scoperte, e interpretazione segni e sogni.# Seba osserva fauna 动物, tra Pontina e Biedano, mammiferi e pesci, insetti rettili anfibi, il gatto selvatico, detto Felis silvestris, Sus scrofa è cinghiale, Cane e Lontra e altri. Mustela nivalis, donnola martora Martes, Hystrix cristata, Sorex samnitico toporagno, Vulpe vulpes dietro lepre, Lepus corsicanus, tasso Meles meles, topo Apodemus sylvaticus. Sciurus Scoiattolo, Ghiro è Glis glis, Muscardinus avellanarius. Seba incontra in treno, un ingegnere cacciatore, raggiunge al mattino, stazione Fossanova, poi a piedi cammina, fa pause e si riposa, capanne di fortuna, tra anatre lui trova. Lepri in quantità, tra sterpi e boscaglie, indisturbate vanno, tra le paludi langhe, Beccacce e Pavoncelle, costellano palude, quaglie tortore africane, aspetta su dune, stremate dal viaggio, nessuna legge venatoria, arrivano Storni, a nuvole su palude. Folaghe dei laghi, son pure abbondanti, oche anatre selvatiche, grassi volatili, Starne e pernici, Allodola e strigliona, pur Tordi e Ficarola; preda cacciatore, uccelli di passaggio, con cani di supporto, che aman tali terre, un riccio per il sugo, condiva sua polenta. Dopo anni bonifica, di Palude Pontina, rimase ricordo, e scompare selvaggina Seba ancora osserva, uno |SCOIATTOLO antico, che accumula provviste, ghiande semi a guscio, Ghiro e Pipistrello, Istrice e Marmotta, che fanno pur letargo, una sorta ibernazione, metabolismo lento, abbassa lor calore. Seba ancora osserva, un passero che mangia, i fichi più maturi, poi animal notturni, Istrice e Tasso, in trappole di lepri, Averla e colombaccio, Upupa e gufi, Talpa che accumula, frutta nei suoi nidi; affiorano ricordi, di storie da lontano, Ayandzi clan faceva, la tratta degli schiavi, più popoli locali, fuggirono alla selva, incontrarono animali, |LONTRA e rondinella, che gli indican sentiero, a sfuggire pirati, riparo al monte Ibunji, sul massiccio duChaillu, al centro del Gabon: ge-bondje è gran montagna, oggi quasi disabitata, terminato il terrore, si diviser nuovi clan, Tsogo Sango Eshira, Kele Baka e bianchi, mitici pellegrinaggi, narrati in sequenze ngombi; così un canto repertorio, narra il mito Lontra, sul torrente Mososo, fiume mitico Mobogwe, dove vivon lontre gemelle, una è Mosuma, l'altra e Sombididi. Mosuma un giorno trova, una pianta sulla riva, ne sradica radice, inghiotte pezzi radice, poi si dirige qui, presso cascate d'acqua, dove siamo tutti noi, si siede e sonnecchia: avanti avanti banzi! scendete nel Mobogwe, come vermi in viscere, fin dove i pesciolini, risalgono i fiumi, mangiamo pure noi, ciò che mangiò Mosuma, e da quel giorno cominciò l'usanza di consumar, due varietà radice, mbasoka di mandrillo, e nyoke dell'istrice. Mosuma nel suo viaggio, al fiume di radice, tuffatasi in acqua, sentì il suono obaka, più avanti nel fiume, sentì arco mongòngo, il maschio solitario, che vibra il primo avo, poi vide arpa suonata, dal Granchio Bitoto, con dita fessurate, nelle articolazioni, e mentre ha visioni, sente vibrazioni, che vien da fondo fiume, si immerge poi esclama, cos'è che vibra? scende in profondità, vede il granchio Bitato, beti assai virtuoso, poi sente un fruscìo, è il sonaglio di Bopunda, che crepita all'entrata, dove penetra Disumba, Lontra allor sprofonda, cullata dalla ngombi, e da Istrice sonaglio, poi chiese ed ottenne, i strumenti musicali, e a umani li ha donati. Mosuma è mosema, cioè Banzioku stessa, che incontra la piroga, condotta da Motembwe. |Arco accompagna Povi, discorso in 8 tappe, che canta Ngombi mbembe! nel mito Nzambe kana, evoca tempo anteriore, mondo di cacciator/coglitori, dove Mogongo avo babongo, prega sue reliquie, con melodia ronzante, che stimola bandzi, come il marranzano scacciapensieri siciliano, arco-a-bocca siberiano. Mongongo è avo pigmeo, che dialoga con suoni, a spiriti mikuku, nel folto della selva, con la radice in pancia, e strumenti di Mosema. |Popè: go ndibo go epongo go makungaka ngombi, ye mosuma mwana.. ye ake, Mobogwe. |Mobogwe tseny'edi te mandome, mosuma ya dzuwaka eboge. IT |Mosuma-lontra infante, lascia il fiume per andare, al paese dei mortali, guarda i caduti nel Mobogwe, il fiume dei ritornati. |popè: ngombi mbembe! do disumba mokoko, soke sanga sa bopunda au nzimbe. IT radice di creazione, principio filiazione arco-arpa, dove il viaggio di Mosuma, porta la scoperta, sulle rive del Mobogwe, analogia col viaggio, del banzi entro se stesso, con sonaglioM di |bopunda-ISTRICE, che crepita penetrando, nella stanza nzimbe, mentre Efun |mben-mongongo, è genesi d'arco, che segna il passaggio, dalla selva al villaggio, ARCO di BOSENGE detto Mben tra i Fang, Ngadi dei Kota, mu-ngòngo |lingua-Kikongo, ha più significati, gran nervo e spin dorsale, caverna profonda dove, vivon termiti alate. Mo'ngòngo hai compreso, è maschio solitario, con sua corda unica tesa, mentre arpa è suonata, da molte dita del granchio. lume110_ngombi_lionel.mp4
lume110-Mosuma e le rovine sommerse, nella foresta sacra, tra radici intrecciate e luce dorata, Mosuma è lontra del Mobogwe, fiume dei trapassati, spiriti in bianco e nero. S'immerge in acqua e ascolta arpa, del granchio Bitoto, ricevendo conoscenza, da radice di memoria, mentre l'istrice Bopunda, col sonaglio accompagna, passaggio da selva al villaggio. Granchio Bitoto è detto Cancro, con le sue dita sciolte, suona e guida il cammino, a chi ha pazienza di ascoltare, in empatia tra canti di avi, e silenzi del fiume, un fascio di luce scende e lega, visibile e invisibile. Emerge sposa spirituale, che si unisce al suonatore, per ascoltare e servire, attraverso l'arpa ancilla, e i lumi di memoria. La lontra oracola così: prima esplora ciò che giace, nelle memorie sotto di te, poi costruisci ciò che porta, armonia intorno a te; ascolta il fiume della memoria, la vera vocazione non domina, ma collega le rive. Bitoto dalle molte dita, continua a suonare senza rispondere, Mosuma allora scese, in acque più profonde, a conoscere il suo compito, tra pietre sommerse e antiche rovine, scoprì stanze dimenticate, tracce di lignaggi e vocazioni, ferite trasformate in memoria, ruoli e maschere sepolte, e il vuoto pieno di libertà. Allora comprese: |Ngombi-mbembe! L'arpa suoni sempre! soke sanga sa bopunda au nzimbe, ye mosuma mwana ye ake Mobogwe: non ogni richiamo è un potere, non ogni dono è una missione, talvolta la cura nasce dall'ascolto, come la lontra che osserva, prima di agire, così arpa e lontra, istrice e granchio, insegnano il medesimo cammino: ascolta e lascia che tua azione, porti armonia intorno a te.



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