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voce: balcani


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18:lume018-Un giorno gli alberi cercavano un re, invitarono l'Ulivo, il più antico del bosco, ma lui sorrise e rispose: non posso lasciare il mio dono per comandare, preferisco offrire il mio olio, che porta luce, nutrimento e pace. Nato secoli prima sulle rive del Mediterraneo, l'Ulivo aveva visto passare popoli, viandanti e contadini, imparando che la vera forza cresce lentamente. Ogni primavera si copre di piccoli fiori, e con pazienza prepara i suoi frutti; a novembre le famiglie si ritrovano sotto la sua chioma, stendono i teli, pettinano i rami e raccolgono le olive, tra canti e sorrisi. Raseno e gli amici del Terabuti, raccolgono ancora le olive nel cesto, con gesto lento e rispettoso, accompagnando la raccolta con i proverbi, custoditi negli antichi lunari, e nei calendari di Frate Indovino e Barbanera: per San Silvestro ogni oliva nel canestro (entro fine dicembre la raccolta sia conclusa); Oliva raccolta a mano, olio da sovrano; Chi coglie presto, poco olio ha nel cesto; chi aspetta troppo, il vento fa il resto. I contadini ricordano che l'olivo vuole cinque S: sole, sasso, silenzio, solitudine e siccità; olivo sia potato da povero e concimato da ricco, perché chi pota l'olivo ne raccoglie l'oro; olivo e vite vogliono il padrone, cioè cura costante. Al frantoio le olive si trasformano in olio prezioso, capace di nutrire, conservare e rendere più buono il pane, oltre a sostenere il corpo; anche le foglie offrono il loro aiuto, ricordando che ogni parte dell'albero ha un valore; resiste al vento, alla siccità e al tempo, purché riceva rispetto e una buona potatura. Per questo viene tramandato di generazione in generazione, e i vecchi ripetono ancora: Olio nuovo e vino vecchio (l'olio è migliore appena franto, il vino dopo invecchiato). Pane e olio fanno il figlio gagliardo, con pane e olio si campa da re: ogni oliva piena è promessa di futuro e grazia. L'ulivo cresce lento ma vive contento, poichè è il nonno longevo del podere: insegna la pazienza e ricompensa a lungo. L'ulivo non tradisce chi lo rispetta, chi custodisce un oliveto conserva la memoria della propria terra. L'olio buono nasce da mani pazienti; quanto più l'olivo è carico, tanto più si piega: la vera sapienza non si innalza sopra gli altri, ma si fa umile e generosa. Chi pianta un olivo lavora per i figli; l'olio è il sole dell'inverno sulla tavola. Ulivo rimane simbolo di pace, saggezza e speranza, e insegna che la pazienza fa maturare i frutti migliori. L'Olivo della Rosa dei beati, mostra a Dante che non basta proclamare fede, contano cuore e intenzione, non giudicare, perché la salvezza non segue la logica umana, ma la volontà divina, così il tuo poema sia rito e scuola di risveglio, trasmetta con simboli l'indicibile, e guidi l'uomo oltre la logica umana, verso libertà e saggezza interiore. La raccolta delle olive e come quella del Qi, il rito è lo stesso, mani e anima che seguono saggezza e memoria innata.| |Olivo (Olea europaea) è albero millenario, simbolo di pace, saggezza e prosperità, diffuso da Siria e Creta fino al Mar Nero e al delta del Nilo. Fiorisce a maggio-giugno e richiede mesi freddi per fruttificare. La sua storia intreccia miti e tradizioni: Ercole lo porta da Iperborea, Virgilio lo celebra, olio unguento sacro, crisma e simbolo liturgico, usato per battesimi, cresime, sacerdoti e malati. La raccolta avviene a mano tra novembre e dicembre, stendendo le olive su teli e pettinandole dai rami, con pazienza e cura, per poi molarle e separare l'olio dal mosto e dall'acqua vegetativa. Olio crudo è nutriente, ricco di vitamine D ed E, lubrifica intestino, protegge fegato, cuore e ossa, abbassa glicemia e ipertensione, e può essere combinato a limone o tuorlo per benefici biliari. Le olive si conservano in salamoia, sottolio, sottosale, al forno o congelate, con aromi come aglio, alloro, timo, menta e buccia di agrumi. L'infusion delle foglie reca effetti depurativi, antinfiammatori e antimalarici. Olivo ama terreni mediamente sciolti, clima temperato, tollera freddo fino a –10°C e siccità, resiste a malattie se innestato su olivastro. Moraiolo, Canino, Leccino, Frantoio e Pendolino offrono frutti e oli differenti, bilanciando vigore, resistenza e sapore. Gli oliveti storici, curati da generazioni, uniscono lavoro comunitario e tradizione: dai cupellari fenici ai contadini arberesh calabresi, fino ai trappeti moderni, olivo resta simbolo di fertilità, nutrimento e memoria culturale.# Siria patria OLIVO, albero massiccio, fiorisce maggio-giugno, spontaneo millenario, da Creta di Saturno, fin Mar Nero elleno, Elaia Olea latini, sul delta del Nilo, unguento per defunti, vuole mesi inverno, per dare fiori e frutti. Ercole lo porta, dal paese Iperborea, poi Aristeo insegna, a spremer olio frutto, Virgilio lo decanta, poco lavoro e grande resa, è Genesi alleanza, nata dopo diluvio, ULIVO nasce dopo incendi, unge Cristo e i coribanti, Domenica di palme, porta pace e giustizia, saggezza prosperità. Alberi del Khan, si misero in cammino, nel darsi un nuovo Re, proposero Ulivo, questi lor rispose, non posso rinunciare, a produrre olio, al fin di comandare. Anfora di Vulci, mostra la raccolta, con pertiche sui rami, e coglitore a terra, un giovane tra i rami, pettina le olive, canta annunziazione, di arcangel Gabriele, a Maria da Concezione, col giglio di purezza, dopo diluvio sofferenza. Getsemani orto antico, di ulivi di antenati, che parlan lingua Geez, trasmisero frantoio, assieme ai candelabri, cioè alberi di ulivo, che recano felice, unioni coniguali. Unguento divien Crisma, in liturgie cristiane, battesimo e cresima, unzione a sacerdoti, a malati ed anziani, curati e coltivati, da Atena Menerva, nel nuovo patto aiuto, dopo diluvio mare, fatto da Poseidone, simbiosi terra-umani. Puoi mitigare amaro, di olive verdi acerbe, rispetto alle nere, più dolci e oleose, in bacile acqua fredda, senza ammaccature, cambia mattina e sera, due/tre settimane, se tagli aiuti acqua, poi lava aceto bianco, mangia oppur conserva, sotto Sale o al forno. Olive nere al FORNO, in teglia uniforme, 150 gradi 20 min, raggrinzite fuori, adatte aperitivo, pizza o bruschette. |Olive-SOTTOSALE, metti in un secchio, 20 giorni al buio, Sale è conservante, toglie liquidi e amarogno, tu liquido scola, infine lascia olive in acqua, con o senza aceto bianco, metti in vaso pulito, aggiunti vari aromi: aglio ed alloro, origano o peperoncino, buccia limone-arancio, prezzemolo o menta, dispensa ambiente fresco.Olive in |SALAMOIA: 1 kilogrammo olive, sode e saporite, per un anno intero, 80 gr sale a litro, serba nere e verdi, pria ammollo 20 giorni, acqua fredda a 4 gradi, cambia acqua ogni giorno, bolli in pentolino, olive nei vasetti, coperte in salamoia, con aglio ed alloro, fettine di limone, menta timo o rosmarino, a strati tra le olive, tutto in salamoia, barattolo ermetico, in luogo fresco buio, capovolgi ogni tanto, e rimetti il verso giusto. Dopo 10 giorni, assaggia se dolci, in caso contrario, chiudi e ancora serba.Olive |SOTTOLIO, raccogli in scolapasta, ricopri a sale grosso, lascia dieci giorni, pulite e condite, con alloro e aglio, origano o timo, serba in vaso olio. Olive |CONGELATE, mantengono sapore, senza ammaccature, asciuga metti nei sacchetti, di congelamento freezer. Quan serve tira via, in frigo qualche ora, sal temperatura, restando sode buone. |Atena statua olivo, nel tempio di Tago, con lampade e lucerne, delizia i palati, aiuta cuore e corpo, memoria intelligenza, immuno resistenza, e aiuta la pazienza. 60gr foglie infuse, 15 minuti acqua, 3 tazze ogni giorno, abbassa glicemia, rapido osservi, contrasto al diabete, calmi gengiviti, se mastichi foglie: bolli 80 grammi, 20 minuti acqua, 1 giorno riposa, scende malaria febbre, bevi a giornata. Olea usa a crudo, su pomodori e funghi, oppure frigge e cuoce, sopporta 180 gradi, e in periferia rimane. Condisce e conserva, lubrifica intestini, vince stitichezza, prezioso nei bambini, mielizza cervello, aiuta assorbimento, di lipo vitamine, mineralizza ossa, porta vitam D, e vitamina E, rallenta invecchiamento. Olio bicchierino, calma ipertensione, misto a limone, bevi a digiuno, contrae cistifellea, che sblocca la bile, 1 ora coricato, su lato destro corpo, previen tumori colon; se aggiungi tuorlo uova, un poco mentolo, i calcoli biliari, riduce senza dolo; fegato colite, cucchiaio ogni mattina, con parietar bollita, ragadi lenisce, riposa 10 giorni, strizza olio filtra. Decotto corteccia, emorroidi orticaria, per dolori muscolari, macera fiori gelsomino, 120gr in quarto di olio, per due settimane, massaggia ripetuto: mentre per Artrosi, macera fiori camomilla, 100 gr secchi, per tre settimane, in mezzo litro olio, poi filtra e massaggia, o friziona nuca fronte, in casi Emicrania. Balsamo Samaritano, succo olive immature, su colonna vertebrale, lenisce fatica, Olio + vino e chiara di uova, mescola sbattuti, ungi piaghe e ferite, o scottature solari: se con aglio pestato, sfiamma distorsione, con bardana varici, con canfora i reumatismi, massaggia le gambe, di sani e dolenti, muscoli e petti, ungi mani e piedi, emolliente su pelle, estrae spine varie, buon lubrificante, libera orecchie, da otite e cerume, se tiepido scaldi, due gocce versate, chiudi con cotone, |Olio-ferrato, di Marsi e Piceni, contro vipere morsi, foglie sui foruncoli. Toscanella Pian di Mola, su fiume Marta Larthe, recinto in cupellari, abitanti e forestieri, lo lasciano a eredi, come getsemani, pagan canone annuo, o ritorna comunale. Cupellari appezzamenti, yuda sardi etrusci, libera braccianti, che lascia ai figli, recintam cupellari, apicoltori e pastorelli, per avere olivi, legumi grani e uva, portati a Venezia, per essere imbarcati, smerciati dai fenici, che portano ulivo, in America Australia. Aprile anno 813, prefetto obbliga cupellari, a piantare 20 olivi, viti e alberi frutta, acri dei cupellari, ravvivano contrada. Arberesh di Calabria, 5mila abitanti, nel Parco Pollino, alzan case pietra, coltivano olivo, come bulgari pomacchi, scala esterne noti, e vicoli a intrico: gitonie donne slave, colgono le olive, con rosse bandane, con ceste su scale, qualcuna ha salterio, intonano canti, a Giorgio Castriota, eroe dei Balcani, e Bisanzio in rivolta, fuggiti su Appennini, ricordano storia. |ULIVO albero tempio, Catone ci ricorda, in suo libro almanacco, de Agri-cultura, in tufo dimorato, con pala e piccone, zappato e sovesciato, ogni decennio potato; quando alcune olive, iniziano a virare, lasciando il resto verdi, è momento di raccolta, a mano in giorno sole, distendi sulle stuoie, vaglia e pulisci, porta presto al torchio, a novembre-dicembre: pettino 1 a volta, a terra stendo teli, armati delle scale, Seba e Pamela, gran pazienza vera, olive cadon giù, le ore van veloci, passa 1 giornata, tra risa e discorsi, duole corpo a notte, senza addormentare, aiuta una tisana, fiori o passiflora, lenire e passeggiare, 1 settiman fatica, infine ecco raccolto, sui 30 kili media, ogni pianta olivo, al trappeto reco, per olio ricavare. Emilia ci spiega, che trasformar oliva, fu origine importante, trappeto in sottosuolo, calor reca costante, aiuta decantare, mosto separa in olio, e acqua vegetazio. Olio estrae oggi, molando in frangitura, tramite molazza, polpa si frantuma, assieme ai noccioli, a far da drenatori, poi gramolatura, rimescola ulteriori, rompe emulsione, olio misto acqua, Pressatura estrae, nella terza tappa, il torchio a vite preme, fiscoli con pasta, centrifuga separa, olio con acqua. Quan molazza è ferma, manca identita, trappeto a sè raccoglie, intera comunità. Emilia ama oliveto, inerbito e consociato, con asparagi e polli, che mangian mosca olivo, coltivan dopo vigna, orto e saliceto; se trascurato in anni, torni a coltivarlo, presto si rimette, riprende primo posto. OLIVO ama clima, medio temperato, sotto -10, si ammala raffreddato, in suoli a medio impasto, fugge umidità, se innesto su olivastro, resiste a siccità; potami dal legno, e ti arricchisco di olio, al fico ramo pende, a olivo ramo insorge, pota in inverno, avanti a primavera, vedo che innesto, su olivastro impera. Poto rami secchi, sterili intrecciati, lascio i porta frutto, che sole ha puntati, si abbassano i + vecchi, tendono rientrar, cosi perdono sole, e smettono fruttar. Emilia dona forma, a globo o palmetto, salice piangente, ma olivi secolari, liberi tiene, armonia della chioma. Olivo acqua di giugno, par rovini tutto, mentre olio e mosto, pioggia di agosto, oliva quan + pesa, tanto pare rende, terre assai sassose, ama come ambiente. Olivo innestato, su Olivastri Sardanu, reca poco olio, ma resiste al freddo, Olivone Viterbo, Crognolo e Maurino, Canino di Tuscia, Moraiolo e Pendolino.|Canino chioma ricca, e frutto piccino, resiste al distacco, e matura tardivo, adatta al terreno, leggero è Leccino, detto silvestrone, vigoroso antico: chioma espansa e rami, apice arcuati, inclina tutti rami, drupe nero–viola, freddo nebbia venti, tollera Leccino, regge carie rogna, occhio pavone fino. |Frantoio piccante, Pendolino piangente, chioma folta spande, polline per tutti, ha media resistenza, freddo e malattie, in media rende olio, delicate olive. Moraiolo morellino, tollera siccità, drupe tonde nere, resa a 20 arriva, olio amar piccante, fruttato gentile, come Frantoiano, frutto lungo verde, pur con lenticelle, ma troppo freddo teme, precoce nel frutto, matura scalarmente, olio sapido rende. |Ascolano piceno, medio vigoroso, olivo chioma densa, frutto grande ha, polpa tenera latte, ottimo su mensa, regge freddo centrale. Regno Napoli olea, Itrano e Fonnanello, Moschettini Sanlorenzo, Cajetana e di Spagna, Resciola e Urcelluto, selvaggio Gliannata, innestato a sardi forti, fatti con piantoni, oliveto da ceppaia, creata con succhioni, in calcare olivo sale, in argilla scolora. Oliva Majatica, buone olive mangiate, infornate a Ferrandina, fin dal 700, dentro forni a legna, drupe grandi cotte, han retrogusto dolce, e polpa generosa. Erittonio bimbo olivo, nato dalla Terra, Ercole lo porta, come san Cristoforo, su spalle da Iperborea, porta olio di Oliva, ogni mal si porta via, la verità si dice, è luce di olio viva, spalma sul pane, con aglio abbruscato, davanti al focolare. olivo-foglie_amaro-ipotensivo.m4a
lume018-Poseidon e Atena si contendevano il patrocinio della futura città. Zeus stabilì che avrebbe vinto chi avesse offerto il dono più utile agli uomini. Poseidone donò un cavallo guerriero, mentre Atena piantò il primo olivo: gli abitanti giudicarono l'olivo più prezioso perché dava cibo, olio luce legno e pace, così la città prese il nome di Atena. L'olivo sacro dell'Acropoli era detto immortale, poichè anche se incendiato durante l'invasione, il giorno dopo emise un nuovo germoglio, come il Ginko di Hiroshima. Il poema medievale ebraico, chiamato Testamento di Adamo, racconta che il ramo portato dalla colomba a Noè, provenisse dall'Albero della Vita dell'Eden, piantato sulla terra dopo il Diluvio, in vari punti, diede origine ai primi olivi, tra cui quelli di Atene, unendo così il giardino dell'Eden al mondo degli umani. Il mito dell'olivo di Atena, insegna che la vera ricchezza, è ciò che nutre, illumina e accompagna intere generazioni. Eracle decennio dopo raggiunse la terra di Iperborea, e riportò nel Mediterrano l'olivo, come dono per una civiltà rinata. Il Monte degli Ulivi, nella tradizione cristiana, è giardino di Getsemani (avi di Giza), un uliveto antico dove Gesù pregò la notte prima dell'arresto. L'oracolo di Dodona parlava, attraverso il fruscio delle foglie di una quercia sacra, presso cui crescevano olivi consacrati: i pellegrini offrivano olio, per ottenere protezione e risposte. Olivo di Romolo: i sacerdoti romani usavano rami d'olivo durante i riti di purificazione e di pace, mentre gli ambasciatori che chiedevano una tregua, portavano rami d'olivo come segno di inviolabilità, poichè gli alberi più vecchi custodivano gli spiriti degli avi, e abbatterne uno senza necessità, attirava sfortuna sulla vita e sul raccolto. Demetra in Sicilia consacrò olivi grano e orzo, così fu chiamata dea delle messi. La tradizione sarda narra di alcuni olivastri millenari, abitati dagli spiriti dei padri del villaggio, e dalle fate Janas: l'olio nuovo veniva benedetto e offerto anche ai poveri, come gesto di pace con i vivi e con i defunti. Nell'Impero romano-bizantino, l'olio d'oliva era un dono della Provvidenza, con cui alimentare le lampade delle chiese, e preparare il santo crisma con cui consacrare imperatori e vescovi. Per la spiritualità bizantina, e per la tradizione islamica, l'olivo è simbolo della sapienza divina, luce che non si spegne: il Quran (Corano) narra di una lampada, alimentata dall'olio di un olivo benedetto, né d'Oriente né d'Occidente, olio che brilla anche senza essere acceso.

177:lume177-C'era una volta un viandante, di nome Sebastiano, che si smarrì nella selva della vita. Portava con sé una piccola lanterna, il suo lume, che illuminava appena il sentiero, finché scoprì che il vero viaggio si compiva nell'anima. Ogni suo passo seguiva un ordine nascosto, dove numeri e simboli diventavano mappe interiori: dall'unità dell'origine alla pienezza dell'incontro col divino. Teresa d'Avila chiamò questo cammino il Castello interiore, un luogo senza tempo, in cui ogni stanza conduce a una maggiore consapevolezza. E mentre Sebastiano apriva una porta dopo l'altra del Castello interiore, scopriva che altri prima di lui, avevano cercato di dare un nome a quel mistero, che alcuni chiamavano teologia: il tentativo di dare parole a ciò che il cuore intuiva, traducendo fede e liturgia in un linguaggio di Scritture, per guidare la ricerca. Poi, nel corso dei secoli, diverse Chiese hanno custodito la stessa eredità, con modi e stili differenti: dalla Chiesa cattolica alle comunità indipendenti, fino alla Chiesa Cattolica Liberale Panafricana, accomunate dal richiamo ai primi concili dei cristiani. Lungo questo cammino appare Maria del Rosario, spesso detta Madonna Nera: segno di speranza e resistenza, protezione nei tempi difficili, venerata in Oriente come Theotókos, Madre di Dio. Ponte tra Oriente e Occidente, tra liturgie diverse e un'identica sete di luce, mentre la liturgia conserva il linguaggio e il ricordo del sacrificio e dell'innovazione portata dal Cristo romano redentore. La storia della fede è anche storia di riforme e di ricerca della verità, come fecero Martin Lutero, Jan Hus e Comenio, uomini e donne che cercarono una Chiesa più giusta, una società più fraterna e un sapere capace di unire i popoli nel dialogo. Il viaggio del viandante, iniziato nella selva si conclude nella luce. Allora Sebastiano si accorge che la piccola lanterna, che aveva custodito lungo il cammino, non si era mai spenta: era sempre stata una scintilla della Luce più grande. Così, quando la conoscenza incontra l'amore, l'essere umano rinasce e scopre che il divino non è lontano, ma abita nel cuore di chi continua a cercarlo.| La Madonna Nera è una figura centrale nella religiosità cristiana, presente in vari Santuari come Loreto, Viggiano o Częstochowa, indica resistenza, devozione e miracoli. Czarna Madonna è associata a una icona bizantina dipinta da san Luca: racconta una storia di scisma e miracoli, come quello della sua profanazione in Polonia. Il culto delle Madonne nere, simbolo di speranza e resistenza, nella tradizione ortodossa uniformano lo slavo ecclesiastico, lingua liturgica usata a esprimere concetti sacri e misteriosi. La Chiesa ortodossa venera Maria come Theotókos, una teologia distinta rispetto al cattolicesimo, con liturgie che celebrano l’Eucaristia e il sacrificio di Cristo. Il mito slavo si sviluppa in un contesto di transizione, tra ortodossia e influenze occidentali. La Russia cristiana si distingue per la sua spiritualità povera ma profonda, in contrasto con l'occidente opulento ma materiale. L'ortodossia è custode di una luce spirituale che resiste alle correnti secolari e politiche. In parallelo, la storia delle eresie e dei movimenti dissidenti come gli Ussiti, che criticano il papato e le disuguaglianze sociali, evidenzia la lotta per la libertà religiosa e l'uguaglianza: riformatori come Jan Hus e Martin Lutero segnano cambiamenti nella teologia cristiana e nella politica europea, dove Comenio riflette la necessità di una riforma educativa e sociale, mirando alla fratellanza universale e alla tolleranza tra i popoli: il mondo come un orologio perfetto retto da meccanismi di solidarietà tra culture diverse, a superare le divisioni causate dalla guerra di smembramento del grande impero.# |MADONNA NERA di |Loreto, Vergine Lauretana, giunta dal mare, in 300 sfugge iconoclasta. Cedro Libano legno, raffigura la Madonna, come amata Basilissa, Regina seduta in trono, su scranno che riporta, citazione del Salterio: Nigra Sum Sed Formosa, Sono nera e sono bella, sono Madonna nera, presente pure a Biella, nel Santuario Oropa, statua gotica feconda, Madonna nera bizantina, anche a Tindari in Sicilia, patrona in isole Canarie, Vergine di Candelaria, statua in riva al mare, in anno 392. Madonna Nera |Czestochowa, Czarna Madonna in polacco, Vergine Nera bizantina, Maria col suo Bambino, dipinta da san Luca, contemporaneo di Maria, dipinse il vero volto, che narra storia scisma, in Europa 382: sua icona portata, al Santuario Częstochowa, dal principe Ladislao, durante guerre Ussite, icona profanata, colpi ascia a causare, miracolo sanguinare, su icona a restare. Matka Boska thaumaturga, appare in molti posti, Vergine Nera dei polacchi, simbolo di resistenza, con canto religioso, tradotto in italiano, da padre Adelfio Cimini. |SLAVO ECCLESIASTICO, latino bulgaro sanscrito, lingua popolare, per russi serbi e slavi, comprensibile al volo, sen studio speciale, ha significato twist, necessario a liturgia: presso Vladi-mir, russificarsi vuol dire, non curarsi più di sé, poi nasce mito OCCIDENTE, da cui spira vento novità, santa Musa di occidente! scrive poeta Galczynski, ogni parol che muta, diventa tradizione, così mito Europa e America, va al centro storia russa, di epoca post Pietro, un continuo paragone, a nuova nazione Russia, staccata da |Orda-Rus, diventa illuminista. Tolstoi protestante, ondata inaspettata, ortodossia sviluppa, in competizion cattoli, vite dei santi, monaci starcy ed asceti, raggiunsero vette, incontri occidentali, esperienza liberante, di eletti pastori, con spirito mite, cuore infantile, che predica Divino, in contrasto a scrittori, anticlerici francesi. Imitazion di Cristo, libro anonimo autore, trasfigura il creato, in liturgica esperienza, lingua russa letteraria, assorbe slavismi, di monaci e santi, che comunican misteri, sanPaolo scrive che, Chi parla a dono lingue, prega poterle interpretare. Slavo ecclesiastico, una lingua monastica, Bulgaria e Macedonia, ne discutono paternità, nei codici antichi, parol greche mai tradotte, alektor è Gallo, narrato nei vangeli. |Cirillo-e-Metodio, fan lingua liturgia, per Chiesa di Orda Rus, solo a pregar Dio, parole scelte da santi, a memoria tramandata, in proverbi delle nonne, assenti in dizionari: spirito è duch, dychanie è respiro, mancanza di duch, viridis finita, cioè morire presto, aggel spirito maligno, Slovesi è verbo divino, declinato in Slova, z'ivot vuol dire Vita, ma in russo è ventre e masserizie. Russo e slavo sono viste, come una sola lingua, ma con diverso impiego, russo appalta a slavo, concetti più elevati, ma prende parole, per stile di letterati, poichè parole russe, recano altro senso. Ustami mladenca glagolet istina, verità parla con bocca di bimbi, se lo traduci in russo, rtom rebenka govorit pravda, acquista altro senso, lo slavo ecclesia rimanda, a simboli e metafore, il russo è concreto, come occhi Glaza, oc'i in slavo è, begli occhi immateriali, un angelo che guarda, con glaza immateriale; dlan è mano Dio, in russo mano è ladon, difficile tradurre, poesie di altri paesi, Dante commedia, è tradotta con slavismo, a descrivere ogni cosa, che ascende fino agli avi. Poesie dottor |Zivago, usan moderno russo, presto si rinuncia, poichè troppo concreta, bulgaro slavo accoglie, simbolica magia, parola sacra ha forza, sfruttata dai partiti, che scrivono memorie, traducono dottrine, giunte da occidente, in slavo messe in versi; gioventù ama lingua, atmosfera di preghiera, liturgia celebrazione, che allontana da guerre, e porta fino amore, o epos liturgia, immolar la propria vita, in favore degli oppressi: zdravstvuet Sovetskij Sojuz, evviva Union |Sovietica, frase tutta slava, in epoca staliniana, russa lingua assorbe, gran parte di slavismi, anni 20 vuol sofismi. Testi ufficiali, acquistan tono sacro, come poesia russa, che prende autorità, da innesto di slavismi, pur poco comprensibi, eppure inconfutabile: nepostojanny greco astatos, tradotto in russo è mutevole, Grazia divina è sempre stessa, se tu traduci in slavo, avrai ne-postojat, vuol dire irresistibile, grandezza invincibile. Umilenie è tradotto, in russo tenerezza, in greco è katanuksis, così icona di Maria, pare Madre Tenerezza, ma in slavo è pentimento, vuol dire contrizione, tale icona induce, istantaneo pentimento, nel peccator che guarda, Madonna del pentimento. C'aju e c'ajanie, indicano attesa, visione di speranza, in animo ortodosso, come in italiano, slavo greco e latino; due parole-chiave, di russa ortodossia, tichij silenzioso, e teplyj appena caldo, detto pietà popolare, tradotto in stile russo, mentre in slavo cambia: teplyj è ardente, infuocato e fervente, Teplyj molitvennik, è chi prega con ardore. Tichij in slavo antico, è calma sul mare, assenza di bufera, Tichim i milostivym vonmi okom, un sovrano serenissimus, greco hilaros lieto, Svete tichij, cioè Luce gioiosa, cioè consolatrice, vien da bella preghiera, che reciti di notte, quando accendo le candele: ticha bo datelja ljubit Bog, Signore ama chi dona gioia, in russo diventa, chi dona in segreto. Russia cristiana, si vede povera e mite, rispetto al ricco ovest, superbo ateo operoso, dove il Grande Inquisitore, è ipocrisia religiosa, che cozza contro Russia, che si isola e contempla, nostalgia di Orda, un fascino ideale, creativa ed umanista, cultura universale, rispetto per la persona, che russo ora proietta, sul mondo occidentale. Polenov pittore, in sua villa di Tarusa, vede modello Europa, morale e religioso, progetta e costruisce, chiesa a suoi contadini, scuole ed ospedali, come altre famiglie, nobiliari ordiane, eredità cristiane, di Roma bizantina, in musica ed arte, è mistica Ildegarda, prima di Pietro Grande. Slavorum apostoli, Woitila papa scrive, a richiamar bellezza, di chiesa orientale, lui vescovo di Roma, condivide suo amore, per tal via spirituale, ammirata venerata,per Luce da Oriente, infinita trascendenza, Padre a Gesù Cristo, epifania Dio-Amore, gaudio Spiri santo, espresso nel rosario, e teologia Maria. Il mondo ha bisogno, di padri orientali, per orfani occidentali, in Spirito consolare, un silenzio sostegno, carico di presenza, ascoltare è adorare, imparare a parlare, obbedienza di ascolto, che cambia la vita, offre via uscita, da estrema aporia, di un umano moderno, che a casa ritorna, se rientra nel cosmo, con viva liturgia, vede le cose, svelar propria natura, dono offerto a umani, da eterno Creatore, che toglie estraniamento, da civiltà esteriore. |Ortodossia custode, di slava luce prima, nei canti liturgia, detti Phos hilaron, canta incarnazione, al tramonto del sole, contempla luce sera, Padre Figlio e Spirito santo, chiarore della luna, gioiosa di occidente, memor di ogni credente, che da infanzia sente, una storia ritrovare, che precede e segue, grandezza del passato, + attesa escatologi, e continuo senso rende, fa uscir gabbia presente. Cristo muore in croce, in un mondo alieno morto, risuscita via Padre, qual garanzia perenne, che amore torna vivo, toccato a gloria Dio, Dante in commedia sente, quel tempo crisi e purga, parole di san Pietro, su navicella scrive, a superar naufragio, di civiltà cammino, giudizio è nella crisi, crisi è greco krino, critica Kantiana, vagliare e giudicare, in simposio Dante trova, mudrost nadeždy, sapienza di speranza, santità senza confini, ragione buon strumento, epifania Bellezza, di un arpa che canta, la fiamma dei maestri, esperienza spirituale. Chiesa-Cattolica Apostolica Ortodossa, è Chiesa ortodossa ufficiale, seconda Chiesa cristiana, più grande nel mondo, 220 milioni battezzati, accomuna chiese autocefale, dove il capo è supremo, su sua propria terra, e guida propri vescovi, nei sinodi locali. Chiesa-Cattolica-Romana, ha un'autorità centrale, dottrinale e governativa, nel vescovo di Roma, definito il Papa, tuttavia il patriarca, ecumenico di Costantinopoli, è da tutti vescovi riconosciuto, come primus inter pares, capo spirituale dei cristiani, in terra di Andronico. La teologia ortodossa, e dei vecchi cristiani, incorpora i decreti, dei |sette-concili, Scritture Padri della Chiesa, afferma di esser una, santa cattolica e apostolica, fondata da Gesù Cristo nella sua Grande Missione, e i suoi vescovi sono, successori degli apostoli, della santa tradizione. I cristiani ortodossi, riconoscono sette sacramenti, Eucaristia è il principale, celebrato in liturgia, attraverso consacrazione, invocata da un sacerdote, il pane e il vino sacrificali, diventan corpo e sangue Cristo, in fede transustanziazione, e la Vergine Maria, è venerata Madre Dio, |Theotókos onorata, fino al Grande Scisma, controversie oriente e occidente, su questioni politiche, di autorità pontificia. Slavi dei Balcani, |BOGOMILI aman Dio, e dichiarano falso, tutto Antico Testamento, escludono soltanto, salmi del Salterio, che cantano in chiese, sparse in impero; dopo purga penitenze, accendono candele, a illuminare stanza, e comunitario bere, anzian divide il pane, dice preghiera, amanti sussistenza, lavoro sufficienza; estranei diffidenti, rifuggono guerra, subirono martirio, in bulgara terra, esilio e sterminio, ma espansero confini, apocrifi vangeli, comunion dei beni, in chiese di catari. |USSITI con Calice, simbolo eucarestia, di apostolica riforma, voluta da Costantino, protestano in Boemia, coi lollardi di John Wyclif, inglese riformatore, finito pure al rogo. Jan Hus professore, a Università di Praga, critica il papato, imposto dai francesi, apostolo orientale, cugino dei valdesi, in Boemia appoggia tosto, rivolte contadine, e nazionalismo slavo; al concilio di Costanza, è condannato al rogo, 6 luglio 415, insorgono gli Hussiti, con moti di protesta, Hus martire diviene, ma Ladislao Polonia, pubblica suo credo, preti e laici liberi, di predicare le Scritture, tradur lingua locale, eucarestia con vino e pane, agli adulti e bambini, calice loro simbolo, rinuncia ai beni materiali, fuga dai peccati mortali. Ussita tolleranza, si scontra con più scismi, causati da infiltrati, fuggiti da Kulikovo, ussiti di Jan Zizka, devastan chiese e monasteri, Sigismondo Lussemburgo, fa guerra contro questi, pur Giovanna Arco, 23 marzo 430, fa editto contro ussiti, ma inglesi e burgundi, catturano Giovanna, e sfuma la minaccia. Finisce guerra hussita, in Dieta di Jihlava, dove due fazioni, in Concilio Basilea, riconoscon Sigismondo, sovrano di Boemia, in cambio libertà, di culto e nobiltà. Martin Huska emerge, fonda mir Tabore, predica ai fedeli, nuda lode in cuore, Zizka lo sconfigge, ferma lor fervore, guida hussiti poi, in difesa di Boemia, vinto a sua volta, da cattolica lega. Taboriti non accettano, condizioni della Dieta, vennero annientati, da ussiti e cattolici, fuggirono in Polonia, ancora perseguitati, da re Ladislao Jagello, e formarono Unione, dei Fratelli Boemi, a Leszno in Polonia, legata ai Cechi di Moravia, tra di loro sta Comenio. |MartinLutero accolto, da hussiti di Germania, scisma dei trentanni, battaglia Montagna Bianca, vuol Massimiliano Asburgo, in Boemia e Moravia, fede cattolica di Stato. Controriforma porta ussiti, via dal Sacro Impero, o restare clandestini, vanno in Nord Europa, Usa e Inghilterra. Francesco Bacone, ministro di Anglia, descrive nel suo libro, cause di conflitti, i mercanti di Luce, fan massoneria, in terre straniere, camuffati a vedere, le migliori scoperte, Herrnhut in Germania, nasce Chiesa di Moravia, fratelli di Boemia, missionari in 727, in Americhe e sud Africa: a Cuba ed Haiti, ospiti dei Moorish, studiano sincresi, culti Vodù e Santeria, Maria è Loa Erzulie, |Marialionza in Venezuela, Santa Barbara africana, in Cuba Santeria, poi Rivoluzione Haiti, soldati polacchi e francesi, mischiano le icone, delle madonne nere, nel culto devozione, di pacificazione. Jan Amos Komensky, filosofo Comenio, sogna tolleranza, condivisa conoscenza, educazione intera, edifica un ekklesia, con Angelo Clareno, e settanta francescani, accusati di eresia, costretti a separarsi. Comenio vede mondo, un orologio perfetto, |Leibniz lo studiava, qualche tempo dopo, solfeggio in movimento, oltre tempo e spazio, dal cuore al cosmo, e dal mondo al cuore, omini omnibus omino. Comenio scrive libro, labirinto paradiso, Unitas fratrum, erede chiesa ussita, dove tempio pansofico, aveva 7 stanze, Didattica atrio primo, opposto a labirinto, che falso sapere, diffondono pochi, elitari massoni: dal Labirinto mondo, a Eden memoria, teatro interno cuore, reca quieta mente, fino alla sua gioia. Comenio fugge lotta, di |Montagna-Bianca, dove Boemia perse, la piena indipendenza, in solitaria ascesi, fà mistico viaggio, traccia sentiero, che trasfigura spazio; pensa Comenio, render semplice lingue, una lingua esperanto, x scambi agevolare, idee merci e pansofia, tra popoli diversi, che cercano la via. |Comenio nel suo libro, scrive di Poutnik, girovago che gira, labirinto e paradiso, inizia rifuggire, giornali e biblioteca, poi con alchimisti, a Praga via si leva, incontra su piazza, cavaliere Rosacroce, che cerca e condivide, segreto di amore: se un fallito progetto, delusione arreca, lui serba riforma, in didattica spera. |Asburgo prende tutto, Comenio rischia vita, tra dispute chiese, la fede si svuota, costretto alla fuga, politica rovina, vede la menzogna, intrigo e ipocrisia, lui chiama assassini, la setta gesuita; infine trova Dio, oltre il mondo fatuo. Comenio con Erasmo, parlan di fratellanza, sceglier propri preti, in ogni mir che nasca, nasce il pacifismo, laborioso su e giù, tra famiglie concorrenti, e mercanti veneziani, che stampan bibbie ereti. A fine percorso, pellegrino riassume, io e tutti sogniamo, Sofia ovunque sfugge, dinnanzi al malgoverno, rifiuta tutti doni, di falsa sapienza, fuor vizi e avarizia, usura e lussuria, a corte scopre trucco, di governo corrotto, con sudditi arricchiti, premiati a ricchezze, e i poveri sviliti. Comenio Salomone, divulga conoscenze, riforma regno e scienza: se ragione è perduta, uomo invoca Dio, comincia viaggio fino, a paradiso Cuore, dove voce Cristo, svela eterno mito, tu sei sempre amato, sebbene ignori tutto, cosi ti ho preparato, il sentiero di Maria, comprendi in versi e canti, la gioia a cui conduce. |Taboriti scissi in due, vivono |Adamiti, guidati da Zelisky, simili a Jainisti, sconfitto pure lui, fuggono in deserti, segreti culti grotte, superstiti fedeli, divengon fraticelli, in grotta di Sibilla, accolti dai Piceni, conobbero Francesco, che libro ricevette, Andronico Salterio, un canto di riforma, cristico fraterno: pervasi a doppia luce, di ragione e fede, spogliano idee, di tutte propagande, poi Spirito Santo, presta nuovi occhi, ai fedeli nella grotta, sacre visioni porta, in stato comunione, di spirito che innalza, sopra differenze, che ego spesso calza, di fuori i pellegrini, seguono sentieri, a cercare redenzione, e |relique guarigione. libro_aurora-sorge_mariefranz.m4a
lume177-C'era una volta un viandante che sognò un grande ponte sul Bosforo; non sapeva se unisse due rive fisiche o del proprio cuore. Mentre lo attraversava, sentì un lieve dolore al ginocchio sinistro, e comprese che il corpo parlava una lingua che la mente aveva dimenticato. Una voce silenziosa gli domandò: Che cosa ti impedisce di correre troppo? Quale dono custodisce il tuo limite? Allora ricordò Giacobbe, che dopo aver lottato con l'angelo camminò zoppicando con un nome nuovo, e Chirone, il guaritore ferito, che trasformò la propria ferita in medicina per gli altri. Il ponte gli mostrò che ogni passaggio unisce due mondi; il ginocchio gli insegnò che nessun cammino esiste senza piegarsi. Così comprese che Oriente e Occidente, ragione e intuizione, memoria e futuro, corpo e coscienza non sono nemici, ma rive della stessa corrente. I maestri del Qi raccontavano che, la guarigione nasce quando molte persone respirano insieme nella stessa speranza. Altri parlarono di magnetismo, altri ancora di empatia; ma tutti indicavano un medesimo campo invisibile, dove la fiducia rende più leggero il peso della sofferenza. Anche gli antichi saggi insegnavano che il cuore è un ponte: quando il rumore della mente si quieta, ciò che è fuori può entrare, senza portarci via da noi stessi, allora ogni incontro diventa una via, e ogni ferita una porta. Al risveglio il viandante comprese che il ponte non era soltanto sul Bosforo, ma dentro di lui. Da quel giorno non cercò più di essere una fortezza, scelse di diventare un ponte, perché chi unisce due rive, permette anche agli altri di ritrovare il cammino.

237:sogni39-lume237-ACCRESCIMENTO significa lasciare che ciò che abbiamo ricevuto diventi più grande di noi. Il grande uccello esce improvvisamente dall'acqua: qualcosa che apparteneva a un elemento conosciuto apre le ali verso uno spazio nuovo. Il giovane laureato attraversa la stessa soglia: l'allievo viene riconosciuto e può trasformare l'insegnamento in una capacità propria. Le immagini della carta mostrano diversi aspetti di questo movimento. L'oro scivola dalle grandi mani: prima di cercare altra ricchezza, comprendi ciò che possiede davvero valore. Il giocatore raggiunge il canestro superando un limite; l'uomo obeso resta seduto e ricorda che desiderare non basta; il sognante sorride e libera la propria vitalità. L'acqua riempie il bicchiere: usa ciò che già possiedi. L'uva matura insegna a riconoscere il momento giusto, mentre i fuochi artificiali celebrano un successo, che deve poi svanire per lasciare spazio al giorno seguente. Il tabellone del vincitore ricorda infine che crescere non significa soltanto prevalere, ma aumentare il proprio valore. Le tradizioni bulgare e la festa di Kolyada aggiungono un'altra immagine: una cultura cresce quando riceve un'eredità e la trasforma attraverso il canto, la memoria e le generazioni. Anche la maestra deve infine lasciare andare l'allievo. Il tuo compito non è accumulare ancora, ma riconoscere ciò che è abbastanza maturo per diventare tuo. Ricevi, trasforma, supera: ciò che hai imparato non è il tuo limite, ma il punto dal quale puoi partire. Barbanera ricorda: A chi non ha figli, non chiedere consigli.| riassunto: I Bulgarì (un tempo noti come turchi e alani) fondano l'Ungheria, discendendo dalle tribù del Volga e dei Balcani, schiavi dopo le battaglie. In India, i Rajput sono guerrieri che lavorano la terra, come i villani in Francia, discendenti di conquistatori. Le élite europee disprezzano i servi della gleba, mentre conquistatori slavi e ottomani, provenienti dalla Rus, portano con sé schiavi di guerra, creando logge segrete che decidono i destini. La mitologia della conquista perdura, anche con l'arrivo dei coloni nelle Americhe. I Pomacchi (cristiani musulmani) migrano in Anatolia e Italia, mentre i Geti, che ricordano i russi antichi, si spostano sotto la guida di Attila. In Bulgaria, la tradizione orale tramanda leggende sui giganti e le loro conquiste: antichi libri in slavo recano tracce di migrazioni bulgare attraverso saghe e canti. La lingua slavo ecclesiastica diventa base delle leggi codificate. Suda è un antico testo giuridico, un compendio delle leggi e dei riti dell'impero. I Radaniti sono mercanti slavi che collegano Europa a Tartaria, attraverso rotte commerciali. Samuele narra le gesta dei re biblici, come David e Salomone, da cui discende la dinastia di Israele/Rus. Dopo la divisione del regno, le tribù di Giuda e Israele vivono separate, con il regno di Giuda che resiste ai culti pagani. Il Tempio di Salomone viene distrutto, ma la promessa di un Messia perdura. In Russia, Komiakov smaschera le falsità storiche dei tedeschi e celebra l'origine slava di molti popoli europei. Venezia è radicata nella tradizione etrusca e fenicia, con stretti legami commerciali con la Siberia. La storia slava si intreccia con religione e cultura europea, eredità di antiche tribù e colonie che influenzano l'Europa. Il Sudario di Torino, simbolo della fede cristiana, connette tradizioni e leggi di civiltà.# |BULGARI di ieri, detti turchi e alani, simili agli avari, unni e tibetani, creano la Ungheria, con atamane truppe, partiti dalle russie. Volgari del Volga, sostano ai Balcani, lor contadini sono, fratelli di sangue, ma schiavi e gleba, i vinti in battaglie. Caste nell'India, dei rajput guerrieri, lavoran la terra, i servi della gleba, in francia son villani, indigeni locali, retaggio di conquista, dei nuovi aristocrati. Nuova elite europa, vien da discendenza, disprezzano i locali, detti servi gleba, 2 diversi genti, convivon stesso posto, senza mescolarsi, casate oppure volgo. Conquistatori slavi, e ottom-atamani, vengono da rus', fan schiavi di guerra, riuniti nelle logge, decidono i destini, regole nascoste, fra vincitori e vinti. Perdura tuttora, mito conquista, eufrasia ed americhe, che orda colonizza, ritira la marea, lascia dietro eredi, conquistatori slavi, diventano europei. Vulgari di Orda, |Pomacchi o pomaci, cristiani musulmani, vivono ottomania, migrano Anatolia, diretti in Italia, tarhuni o tirreni, Geti Goti-rossi, etrusci antichi russi, da Attila guidati, tarquini detti Unni, da Moscovia migrati. Orda abita mondo, conquiste '400, tribù stabilite, in fertili valli, fiumi Dniepr e Volga, coltiva miglio ed aglio, lenticchie e farro. Mar Nero coste, Scizi con cipolle, commerci col Bosforo, storion sale tonni, miele carne latte, pelli oppure schiavi, importano stoffe, metal tappeti e armi. Odierna minoranza, Ederle a fine inverno, festa di 6 maggio, rivive tra famiglie, alle Thermos terme, fanno il segno croce, dividono pane, loro 3 villaggi, nomi in dialetto; coltivano tabacco, allevano bestie, la curander conosce, i riti del Natale, canzoni di Kolyada, Suda presso etruschi, Vishnu per ariani, Krishna e Sakyamuni. Giorgio in Bulgaria, gira la campagna, con libro Scivia in tasca, osserva gli animali, a capire medicina, in bosco farmacia. Emilia sua compagna, gli mostra la Cicogna, che pratica clisteri, quando sta malata, spruzza col suo becco, anche acqua salata; presso suo pollaio, pollastre malate, cercano Alloro, al fine purgare, mentre anatre e uccelli, cercan Siderite, e fanno bagni argille. Un giorno Giorgio arava, campo presso grotta, vi entra e trova ossa, umane di giganti, una cassa era sepolta, con due libri dentro, in antico slavo, li porta ai sacerdoti, sperando di far luce, su anno 869, molti guardan libri, nessuno li comprende, lingua pomaco-slava, narra saghe di Kolyada, avi giunti da Orda rus, nei canti migrazione, bulgare tracce, in leggenda di Yudah, e in loro canzoni. |Kolyada-Xristos mito, in |Etruria-e-Bulgaria, in bulgaro glogolitico, slavo ecclesiastico Sanscrito, cioè senza scrittura, poichè dato in geroglifico, nei bauli sotto terra, scoperti da un contadino, che arava il terreno. |Tagete parla ai Lucumoni, che ne fanno libro base, di tutto lor sapere, pure lingua e religione, Yuda e Suda sinonimi, di canone libri slavi, che secoli più tardi, son trovati nei bauli, raccolta leggi dell'impero, studiate dai mandarini, yudei yuris-prudenza, ricompilato a ogni concilio, indetti da Costantino, fin Giustiniano e altri sovrani. Suda andato perduto, sostituito da altri codici, costituzioni e napoleonici, mentre in italiano, Suda origina sudore, essudare e trasudare, distillare e riassumere, tirar fuori essenza leggi, in un compendio almagesto, leggi base dell'impero, su agricoltura e architettura, idraulica e acquedotti, riti funebri e religiosi, leggi guerra danza e canto, diritto privato e notariato, commerciale ed ecclesiastico, per slavi italici europei, libri poi detti sibillini, dai romani vaticini, mentre i Sudeti di Germania, così chiamati da quel libro, come Pomacchi e Catari, vecchi credenti cristiani, di Siberia Alaska e Usa. |YUDAMI antenati, ebrei mandarini, coinvolsero genti, da Egitto spedizione, aver terra promessa, da kan Orda oro, Yuda è slavo Veda: Yudiskogo figlia al re, lamenta poco spazio, a lavorar la terra, vuol pascolo nuovo, allora i sacerdoti, gettano le sorti, per dare loro nome, a nuovi centri che, colonie diverranno, durante spedizioni, in balcani e italie; luoghi deserti, colonie a dissodar, lavorano i giganti, insegnano ai local, arti artigianato, danno ai nostri nonni, che onorano memoria, di Yuda governanti, figli di atamani, che dopo la conquista, e distruzione impero, vedono altra storia, della inquisizione, su chiesa e moschea, che vietan bulgaro ricordo, di giganti avi, venuti da lontano, a gestire patrimoni, di re nelle colonie, mentre i Radaniti, mantengono le rotte, via terra via mare, alleati ai Genovesi, collegan le Tartarie. |SAMUELE in primo libro, narra un epopea dei Re, come giudice e profeta, lui consacra due Re, regna Saul 32 anni, David Re per 40 anni, conquista Gerusalemme, che strappa ai Gebusei, idolatri antagonisti, Arca qui conduce, un dì conosce Betsabea, ottiene figlio Salomone, che regna 40 anni. David pronipote a Miriam, sorella di Mosè, famiglia dove nobiltà, è unita a sacerdozio. Isai padre aveva in casa, una schiava che innamora, Isai cede allor Signore, sua moglie Nasebet consiglia, travestiti da schiava, e prendere suo posto, Isai congiunge a sua moglie, e nasce Davide gentile, che eredita da Adamo, settanta anni di esistenza, che questi chiese a Dio, di donare a quel bambino, suo futuro discendente. Isai vede Davide, come figlio illegittimo, lo manda nel deserto, lontano dai fratelli, a pascolar le pecore, mentre pasce suona cetra, eredita i tre doni, bellezza dominio e poesia, che Dio promise Adamo. |Deserto è luogo purga, solitudine e silenzio, si fortifica il corpo, anima lotta con se stessa, si tempra e rinasce, Davide uccide leone e orso, ma gentil tratta suo gregge, buon Pastore che Dio vede, lo destina a guidar gente, del regno tartaro Israele. Samuel lo unge re, intorno ai 28 anni, con un corno di olio sacro, che non cola su altri figli, pur robusti e belli, ma il Signore guarda il cuore, Samuele chiede a Isai, se tiene un altro figlio, introduce lui il Pastore, sul suo capo olio vi cade, Davide unto un dì sarà, successore Re di Yoros, porta Arca di Alleanza. Primo incontro con re Saul, lo vuole a corte per curarsi, con il suono di sua cetra, chiede a Isai di mandar figlio, con asino e pane, un capretto e un otre vino, Davide va da Saul, comincia sua presenza, poichè Spirito di Dio, da Saul si ritirò, lasciandolo in silenzio, abbandonato a suo orgoglio, allora incubi salivano, da uno spirito cattivo, inviato in punizione, rende Saul malato, i suoi servi a consiglio: un cattivo spirito ti turba, cerca allora un suonatore, che mette mano a cetra, ti sentirai tu meglio. Isai figlio suona bene, abile con armi, saggio di parole, è Davide il pastore, quando suona Saul si calma, poiché spettro si ritira, come in Alessandro Magno, guarito da suono lira, o Farinelli a corte Re, cura Filippo V Spagna, da mal cronico 700, ripetendo aria preferita. |Saul si affeziona, poiché si sente meglio, ascolta canti di creazione, con oceani pesci giganti, valli monti e alberi, Adamo ed Eva Caino Abele, diluvio e arca di alleanza, Abramo Isacco Esaù e Giacobbe, depravazione di Sodoma, torre Babele ed esilio, ritorno e perdono. Rembrandt lo dipinge, mentre suona la sua cetra, con volto disteso, Saul ascolta in commozione, una mano al viso un telo, asciuga proprie lacrime. |Davide suona per suo re, poi con Gionata suo amico, prende Arca filistei, adopera sua fionda, a sconfiggere Golia, David lotta col gigante, poesia forza e coraggio, illumina buio con più lampi, mura abbassano col suono, fanno entrare lui in città. Saul cresce in gelosia, vorrebbe eliminarlo, dopo inutili battaglie, Saul muore suicida, David proclamato re, a mezzanotte sente suono, da corde di sua arpa, che cominciano a vibrare, dal budello del montone, macellato da zio Abramo; si sveglia sulle note, compone i noti Salmi, vorrebbe fare un Tempio, gloria del Signore, Natan profeta lo ferma: se tu farai tempio, sarebbe un Tempio eterno, ma Dio sa che Israele, si macchierà di tante colpe, così Tempio sarà distrutto, lo farà tuo figlio, nato da Betsabea. Salomone fonda Tempio, regina Saba lo visita, nasce Menelik e re Giuda, dopo la sua morte. Dio amava Davide, sposato sei volte, lui gli chiese esser tentato, a dimostrare sua fermezza, così lo fà peccar con Betsabea, moglie di suo generale, passeggiava su terrazza, freccia abbatte il paravento, vede donna fare il bagno. Pur tentato in carestia, e ribellion di un figlio, suo più grande dolore, ma settantanni vive gaio, regalati da nonno Adamo. Davide è pentito, chiede a Dio conoscer giorno, Dio dice che nessun uomo, può conoscer giorno morte, così a Davide rivela, che un Sabato sarà, ogni Sabato allora, lui studia la Torah, e un sabato mattino, a festa Pentecoste, sente rumore in giardino, si alza e va vedere, muore e cambia scenario, si ritrova in Paradiso, la sua Gloria unita al Padre, seduto avanti a Lui, suona e intona Salmi, sublimi e ammalianti. Davide è ispirato, dallo Spirito Santo, lui suonando trasfigura, comunica con note, fragile e profondo, cura ben comunicando, un repertorio di arpa che, consola e dà coraggio, melopea di nostalgia, cetra lira prima arpa, fatta in Genesi da Jubal, padre di arco arpa e flauto, immette un pò sé stesso, in testi copti elleni e slavi, ecco i Padri della Chiesa. Israele è mondo intero, servizio Dio di pace, frutto di un patto, controllo su Egitto, Arca di alleanza, e Tempio Salomone, progetto di messia, che forma ebraica classe, chiamata da Egitto, Anatolia e mar Nero, fino Europa America. Tribù di Israele, unite a un solo Dio, governi tribali, poi genti chieser re, che unisse una corona, Samuele unge Saul, tribù di Beniamino. Saul pecca ed esce, lascia David Giuda, sua casa governa, fin caduta Tempio, tribù popolosa, colore azzurro sposa. Quarto figlio a Giacobbe, eroe di Israele, occupa meridione, del Regno di Tartaria, mentre altre tribù, hanno altre terre, Davide riunisce, tribù in solo impero; morto Salomone, emergono tensioni, tra la parte nord, e la meridionale, in 453, secessione regni, a Nord Israele, a Sud regna Giuda, il primo è distrutto, Ottomania invece dura. Emerge poi scisma, di culti sincreti, religion cananee, kanati indipendenti, Giuda e Beniamino, sinonimo ebraismo, ebrei di altre tribù, obliano destino. Espandono ashkenazi, da Armenia e Georgia, poi Iberia e Sardinia, in Provenza riuniti, castigliani sefarditi. Regno Giuda regge, ai culti pagani, grazie a coesione, sul tempio Salomone, casa di Davide, fino ad esilio, da Terra promessa, Tempio distrutto, ma resta una promessa: avvento di un Messia, riparte da Giuda, Davide casata, in vangelo di Matteo, |Shekina qui dimora, presenza di Dio: dove son 2-3, riuniti nel mio nome, io sono tra loro, tabernacolo presenza, shekina radice, arriva alla coscienza. Alessio Komiakov, scrive storia russa, di |Veneti ordiani, detti slavi pomaci, e bulgari alani, storia dei lignaggi, da |Romanov cambiata, con storici tedeschi, Miller e Sclozer, pagati dai re, a legittimar trono. In Tula distretto, studiava minerali, brevetta fucile, in guerra di Crimea, conserva diplomi, di avi famiglia, fin dal 600, a servizio Moscovia, smaschera fiction, di falsa storia, scritta da tedeschi. Khomyakov studioso, narra i rapporti, west illuminato, e oriente slavizzato, Vendi occupan Alpi, liguri pendii, creano Pomerania, Baltico ed Illiria, Vudini russi poi, austriaca Vindobona, Komiakov elenca, Vend in tutta Europa. Vienna lago Velenc, o Vandea francese, tutti fiumi e centri, portan nome Sebra, Sevra Bel-gorod, citta bianca albi, Vandal Goti e Daci, nei bassorilievi, slavi uman di ieri. Ap Don e Po, Rodano impetuoso, o placido Danubio, slavi sostantivi, a indicare fiume, un solo ceppo clan, da lago di Ginevra, fino al fiume Nera. Province tartaria, moghul mahabharata, migrano in India, i cosacchi di alania, portando testi, diventano Veda, contemplano Soma, fungo rosso siberia. Indra bramino, conforma dighe sabbia, x arginare fiume, e Yavakri lo guarda, sforzo troppo grande, sembri un bimbo che, vuol arginare mare. Yavakri slavo, significa nemico, contrasta proposte, opposizion partito, Indra detto Andrea, Andronico ed Adamo, progetta acquedotto, nel poema indiano. Europa fu abitata, da VENETI troiani, adriatici fratelli, fondan Padua city, e i lidi veneziani, che iperborei avi, occuparon prima. Veneti venetoi, wend lingua serba, Slovenia Montenegro, e Ragusa Dalmazia, fino a riforma, che vieta lingua slava. Venezia sorretta, da tronchi fondo mar, in acqua non marcisce, larice siberian, rivela rapporti, commerciali fra luoghi, Venezia e Siberia, commerci forti. In terre Germania, serbi di Lusazia, lingua lusaziana, è veneta slava, lusazi detti sorbi, veneti e polabi, restano oggi, estinti o germanizzati. Pochi sopravvissuti, vivono villaggi, prussia sassonia, ultimi clan sorbi. Ragusa dalmazia, sotto napoleon, lingua itali usata, da ricchi signor, il popolo ancora, parla slavo antico, Marino Darsa cita, il Dubravka inno: cara dolce libertà, dono d'eterno, fonte nostra gioia, unico ornamento, draga slatka slobodo, sva blaga nam bog, Tesla e letterati, a Ragusa legan cuor. |Mauro-Orbini duca, è Francesco Maria, di Pesaro-Urbino, scrive che Venezia, nasce come etrusca, fenicia che smercia, con Roma e Ragusa, fin caduta impero, dopo Riforma. Diffusi ricordi, dinastie discendenza, opposti a narrazione, di scuola tedesca, la disputa sorse, fra sassoni e slavi, slavi licenziati, dalle accadem reali; e nascono su carta, popoli finti arian germani, mentre i veri slavi, fondarono colonie, tra baltici e adriati. Sudario sindone a Torino, lenzuolo sacro ci ricorda, impressa essenza Xristos, reliquia legge primaria, da rispettare e tramandare, tra tutti yudei rasna e slavi. lume237_sogno-8gen-bacio.m4a
lume237-Il giovane entra in una scuola che non insegna soltanto nozioni, ma prepara un passaggio. La maestra liminale lo riconosce proprio quando egli smette di essere soltanto allievo: il bacio diventa il segno di una soglia attraversata, ciò che ha ricevuto può ormai diventare suo. Sullo sfondo, le antiche tradizioni bulgare evocano una civiltà che trasmette attraverso canti, feste, racconti e memoria. Kolyada ritorna come una musica stagionale: ciò che viene ereditato non rimane immobile, ma passa da una generazione all'altra trasformandosi. Anche l'arpa e il canto di David, presenti nella memoria delle antiche tradizioni, mostrano come una conoscenza possa diventare voce, cura e forma personale. Lisa comprende che crescere non significa accumulare diplomi, ma trasformare ciò che abbiamo imparato in una capacità nuova. Il maestro può indicare la strada, ma non può percorrerla al posto dell'allievo; a un certo punto deve lasciarlo andare. La maestra liminale rappresenta questo momento: una figura che appartiene alla soglia, abbastanza vicina da riconoscere il cambiamento e abbastanza libera da non trattenerlo. Questo Lume appare quando una parte di te è pronta a uscire dal ruolo che ha sempre occupato. Non ti chiede di rinnegare ciò che hai ricevuto, ma di portarlo oltre la forma originaria: ciò che hai imparato cresce davvero quando diventa una tua voce. Domande: Che cosa sei pronto a fare con ciò che hai imparato? Quale guida puoi lasciare andare senza perdere ciò che ti ha trasmesso? Quale nuova forma vuole assumere ciò che hai ricevuto?

310:ijing64.䷿ lume310 |prima-del-compimento (未濟wèiJì, sei-chi) Fuoco brucia sopra l'acqua: il nobile distingue con cura le cose, affinché ognuna trovi il suo posto. Fuoco sopra dell'acqua non può cucinare alcunché. Per esser produttivi è necessaria una miglior sistemazione. La persona nobile ha una rispettosa consapevolezza dei conflitti in atto, approfondisce la conoscenza del modo in cui le variabili di una situazione complessa si combinano, e trova il modo di riportare l'armonia tra le persone. Rappresenta l'importanza di essere pronti per future criticità o futuri raccolti. Potenziale preparazione in vista del completamento. Buona riuscita. La giovane volpe ha quasi compiuto il passaggio, ma si bagna la coda: nessuna direzione è propizia. Alla fine dello I-Jing nulla è compiuto, tutto è ancora in movimento. La volpe saggia attraversa il fiume solo quando il ghiaccio è solido, muovendo un passo alla volta con tutti i sensi in allerta. Se sei ancora in cammino, potresti esitare a impegnarti per una possibile transizione, così, per superare la trappola dell'incertezza, muoviti come la volpe saggia. (Come puoi prepararti al meglio per la traversata? Riuscirai a individuare il momento giusto?).| Corniolo (Cornus mascula) o cornet-berry, è un arbusto rustico e longevo che cresce nei boschi e nelle siepi. Produce frutti crognole, che diventano rossi e maturano in estate. Le bacche, quando sono mature, hanno un sapore delizioso, ma acerbe sono aspre. Sono usate in marmellate o in preparazioni culinarie come con il pollo. Corniolo virtù: la corteccia è un blando astringente e febbrifugo, usata in decotti a curare febbri e diarrea. I frutti hanno proprietà simili, usati per infusi che aiutano a curare dolori articolari, malattie di pelle e disturbi intestinali: radici e legno del Corniolo sono resistenti e usati a costruire attrezzi come zappe, lance e bastoni. Sanguinello (Cornus sanguinea o femmina), un altro tipo di corniolo, è arbusto che produce bacche rosse e blu; usato per scopi ornamentali o curativi, come migliorare la circolazione sanguigna, ridurre l'ipertiroide, e calmare ansia e diarrea. Il legno del Sanguinello è durevole e lavorabile, usato per oggetti come pipe e manici di attrezzi; il contatto con le foglie può causare irritazioni allergiche.# CORNIOLO per Linneo, è Cornus mascula, anglo cornet-berry, rustico alberello, a lento accrescimento, longeva medicina, di siepi e boscaglie, nasce da semi, quiescenti due anne: nei boschi cresce alto, come Sanguinello, ha legno + duro, e produce buoni frutti, sanguinello e corniolo, magica bacchetta, donano al mago, allegra testa; fiori avanti foglie, son gialli dorati, riuniti in ombrelle, sboccia febbre-marzo, Crognole drupe rosse, mature a |luglio-agosto, buon crude cadute; stacca legger tocco, ha sapore delizioso, che aspro ci appare, solo se immaturo, sapore e consistenza, dipende da stagione, usa in marmellate, con pollo 2 ore bolle: crognole acerbe, metto a salamoia, oppure sotto alcol, come le ciliegie, i Serbo-ortodossi, dicono zdrav kao dren, Sano come corniolo, traduco per te. Acquavite Balcani, detta |dernovka, vin de courneille, in terre Franchi, Ildegarda coltiva, in giardini Fumena, forza febbrifuga, astringe antidiarrea, corteccia nei vini, blando astringente, usato a curare, stati febbri e malaria, come legno chinino, aci tannico e malico, Taras fa bere, 3 tazze dì al malato: decotto febbrifugo, astringe intestino, si prepara mettendo, in 1 tazza acqua, 2 grammi corteccia, essiccata sminuzzata, bolle 10 minuti, riposa e và filtrata. |Crognole frutti, han stesse virtù, infusi o decotti, freschi o marmellata, decotto si prepara, con 5 grammi bacche, in ogni tazza calda, sorseggia graduale: corniole immature, pesta e mesce aceto, curano enterite, e malattie di pelle, dolori articolari, mentre il legno duro, serve zappe e forconi, lance frecce e scudo. |SANGUINELLO femmina, è Cornus sanguinea, insipida bacca, Cornu selvatica, giavellotto fù, duro come cornu, slavo-latino cornus, x asta da passeggio, o manico zappe, lavorabile al tornio, frecce con lance, duraturo legno, x pipe e pioli scale; arbusto bello autunnale, colonizza terre incolte, siepi boscaglie, in vivai forestali, scopo ornamentale, ingegner naturale, scarpate da frenare; euroasiatica foglia, ovali nervature, tinta rossa autunno, dei rami venosi, piccini fiori bianchi, 4 petali corimbi, reca bacche rosse, poi blu convinti, gradite ai maggiolini, e uccelli vari, merli e codirossi, con capinere e tordi, pur eduli sono, di sapor poco gradevole, matura sette-ottobre, marmellate onore: in Teoria segnature, han forza curativa, circolazione sangue, fortifican cuore, corteccia e frutti, usati a sfiammare, ridurre ipertiroide, dimagrire calmare, anticoagulante, tonico vene-arterie, ansia e diarrea, e tremore di mani, dai semi oleosi, olio per lampade, tinge grigio azzurro, pelle sgrassante; contatto con foglie, causa irritazioni, in allergiche persone, prurito tannini, rami giovani canestri, scope da cortile, spiedin stuzzicadenti, scorza incenso fine. 
lume310-|Tarocchi di Provenza, donò Maria Maddalena, a Giovanni Cassiano, e suoi monaci cassiniti, come strumenti a decifrare, enigmi eventi umani, in corti e taverne, o sotto arbusto del Corniolo. Jung li chiama mappe, 22 archetipi dell'anima, fasi di un viaggio verso il Sé, in gruppi di quattro semi: |BASTONE è azione e passione, ingegno e lavoro, apprendimento ed esperienza, fuoco e talento. |COPPE è cuore e sentimento, seme di equilibrio, emotiva relazione, comprensione e nutrimento, misticismo uno o in due, gioia e infelicità, fuori e dentro noi stessi. |SPADE è ferita e parola, rivolte pure agli altri, la nostra sofferenza, a narrar dolore interno, rancore o sensi colpa, punge graffia e ferisce, interno ed esterno. |DENARI legano ambizioni, umane realizzazioni, successo e potere, tutti parte dei denari, l'uomo che cerca dominare, natura interna ed esterna, a realizzar suoi desideri. Una stesa in 5 carte, secondo Jodorowsky, teatro e gioco insieme: alla domande consultante, cartomante mischia carte, e le dispone in questa stesa: PRIMA carta al Centro, proietta ombre verso Ovest, ciò che l'Io cosciente dice, è luce del mattino. SECONDA carta a Ovest, descrive come si realizzeranno, le speranze del consultante, e indaga suoi motivi. TERZA carta sarà a Nord, ci dice come si trasforma, l'atteggiamento del consultante. QUARTA carta è verso Est, nasce da luce del tramonto, indica il mondo esterno, che reagisce al consultante. QUINTA carta messa a Sud, in assenza della luce, è ciò che pone inconscio, della mente consultante, ciò che nasconde a se stesso. Cartomante legge la stesa, con intuizione e sensibilità, ma in autolettura, Tu e Lui siete uno. Ora libera fantasia, con stese di tua scelta, come fece FAUL: spaia carte coperte, poi scegli una carta, di situazione attuale, seconda scelta sia progetto, la terza sia il sostegno.



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