scheda quid  - plus | home | allegati | audio | 14 Lingue | 360 asset | visite sito 155


voce: bacco


vignetovigna Cristo-Bacco, Epicuro e Khayam vino (21) 21- Raseno cura lalingua latingreco | foto vigneto | audiolibro | vino-artigianale_salterio_spagna.mp4 | frutteto_vigna_potature.mp4 | frutteto_vite_potare5regole.mp4 |musica musica_vino-serafino.mp4
tarahumaramilpa Lakota, Alcenero e HakimBey (78) 78- Blueberry medilingua mescahuatl | foto wiramerica | audiolibro | lakota-toroseduto-vovoka.mp4 | popoli_danza-peyotl.mp4 | film_blueberry.mp4 |musica 990_nac_wani_wachiyelo.mp4
iquitosSeba in Amazzonia con Romulo rane e daime (86) 86- |DonRomulo, culingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | filosofi_don-emilio1982.mp4 | filosofi_amaringo.mp4 | doc_peyote_road.mp4 |musica 93_yage_rio_momon04.mp3
yanomamiRomulo canta epenà nel Reaho fratellanza (91) 91- |Yanomami mitolingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | popoli_yanomami_rito-epena-yopo.mp4 | popoli_yanomami-territorio.mp4 | brasil_yanomami_survival.mp4 |musica 89_los_verdadeiros_curanderos.mp3
giaguaroSiona e Matses usan raganella sapo (92) 92-Siona oggi treclingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | musica_shipibo-icaro.mp4 | siona_putumayo_colombia1941.mp4 | ayahuasca_tipi.mp4 |musica 94_icaros_hinario.mp4
sanpedroSeba con achuma passa il ponte vivo (93) 93- Impero Inca allingua quechuamami | foto wiramerica | audiolibro | wachuma_howard.mp4 | wachuma-cusco.mp4 | wachuma_med_yogini.mp4 |musica 990_album_peyo_songs.mp4
arcangeliGabriele Michele e Raffaele guide fedeli (101) 01- Michele, Gabrilingua geeza | foto umanstoria | audiolibro | med_storia-perduta-terrapiana1.mp4 | med_storia-perduta-terrapiana2.mp4 | med_storia-perduta-terrapiana3.mp4 |musica 33_sao_miguel.mp3
quarzoAronne pettorale di quarzo e gemme (168) 68- festa del Dodilingua alchemico | foto minerali | audiolibro | minerali_pietre-gemme-ildegarda.mp4 | minerali_quarzo-ialino_rocca_saman.mp4 | 0119_ildegarda08.m4a |musica 21_il_dono_del_cervo.mp3
mistermeteCristo e Maria nei misteri Iside e Osiride (178) 78- Dante come Seblingua geeza | foto umanstoria | audiolibro | storia_nuova-cronologia_it_fomenko.mp4 | storiaNC_rusroma-stirpe-giga-jesu-kulilovo.mov | fomenko-e-programmatori2023.mp4 |musica hallelujah_canto_pasqua.mp4
zafferanoZafferano risotto, memoria ti riporto (202) 24-lume202 PROTEGGlingua latingreco | foto aglieto | audiolibro | ortoverno_zafferano_isabella.mp4 | zafferano_25marzo_vergine_spagna.mp4 |  |musica chamei-mamae-jurema.mp3
piselliPiselli freschi amici di intestino (209) 29-lume209 DISTRUGlingua italico | foto faveto | audiolibro | ortoverno_piselli_su_rete.mp4 |  |  |musica ancilla2020_2sem.m4a
tabaccoTabacco e cenere cura denti e nicotismo (216) 64-lume216 |L'OMBRlingua quechuamami | foto erbefiori | audiolibro | flora_tabacco_salento.mp4 |  |  |musica mongongo2022.m4a
viperaVipera aspis morso, 100 api o sonagli (218) 09-lume218 AGGRESSlingua cinese | foto rettili | audiolibro | fauna_vipera_morso.mp4 | fauna_vipera_abitudini.mp4 | fauna_biacco_e_vipera.mp4 |musica 10_Segnora-da-Paz.mp3
alanirasnaTago Nevio e Mida a Marta e Bacugno (243) 43-lume243 TRASFORlingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | storia_andronico-e-amazzoni.mp4 | storia_petrarca_crea_rinascimento.mp4 | film_spazio1998_odissea.mp4 |musica canto_madonna_lourdes_bernadette.m4a
yudeiberiTucidide e Paolo, kulikovo e cattedrali (244) 44-lume244 CICLI: lingua slavonico | foto umanstoria | audiolibro | storia_cronologia-fomenko_interview.mp4 | film_bibla_sanpaolo_franconero.mp4 | film_bibla_giuda-maccabei.mp4 |musica canto_megalo_bulgarian_ortodox-inno.mp4
loniceraLonicera madreselva e il Glicine cinese (314) 04-lume314- Storialingua italico | foto erbefiori | audiolibro | flora_lonicera_madreselva.mp4 | flora_lonicera-caprifolio.mp4 |  |musica ayami2019.m4a

(): 16 quid censiti


21:lume021- Raseno cura la vite e narra la parabola (Gv 15): Gesù è la vera vite, e i discepoli sono i tralci: solo chi rimane unito alla vite porterà frutto. La connessione con Xristos è essenziale per portare frutto spirituale. |Luglio soleggiato fà vino assicurato, zappa vigna ad agosto ad aver buon mosto, Settembre inclemente, vino quasi niente, se |poti-a-Luna-calante avrai uva abbondante. La vite insegna il mistero dell’unità: senza il tralcio unito al ceppo non nasce frutto. Così l'uomo, senza radice nel divino, si inaridisce. Epicuro ricorda che il vino, preso con misura, è igiene, medicina e sollievo, capace di rallegrare il cuore e illuminare la mente dopo la fatica del giorno. Troppo, stordisce; giusto, apre alla gioia. Il vino non è fuga, ma parabola dell’esistenza: tutto scorre, siamo polvere e vento, ma anche scintilla che danza. La coppa scioglie paure, abbatte dogmi e rivela che il giudizio è illusione: nell’ebbrezza sacra si cela la verità dell'amore e della comunione. Nei culti antichi il vino è rigenerazione: Dioniso muore e rinasce, Osiride è vite recisa che rifiorisce, Cristo è la vera vite da cui germogliano i tralci. Ogni coppa condivisa è un rito che unisce amici e generazioni, dissolve la solitudine, trasforma la morte in passaggio. Chi beve con cuore puro ricorda che il dolore si scioglie nell’amicizia e la paura svanisce nell’abbraccio del presente.| Nel giardino di Epicuro, il vino diventa medicina dell'anima, capace di sciogliere ipocrisie, miserie e dolori. Dioniso, che muore e rinasce, simboleggia il ciclo del tempo e la forza liberatrice dell’ebbrezza. L'economia di schiavi e la crudeltà dei potenti vengono riscattate dal vino e dalla filosofia, che spegne l'odio e cura con il quadrifarmaco: assenza di dolore, di paura, misura nei desideri e ricerca dell'amicizia. Epicuro stesso, morendo, chiede vino e lascia ai discepoli il rimedio di felicità. Antiche civiltà – ittiti, etruschi, mongoli – hanno venerato il vino come dono divino. Nel mito, Noè pianta la vite dopo il diluvio, tra prove di mansuetudine, forza e intemperanza. Gilgamesh, cercando immortalità, beve il vino e incontra Osiride, che come vite muore e rinasce. Iside e Bastet, dee del vino e della fertilità, intrecciano danze, resurrezioni e misteri. Il vino diventa legame sociale, dono degli dèi, fonte di gioia e catarsi. Raseno, come Epicuro e Khayyam, affronta la morte con l'ultima coppa, dissolvendosi nel tempo del sogno e lasciando agli amici il rito conviviale. L'umorismo insegna che morte e dolore sono illusioni, mentre la gioia condivisa resta reale.# Giardino di |EPICURO, nasce presso tralci, Vino liber colpa, da strategia di ego, categorie etichette, e imposte sorti umane, ebriulare la ragione, oltre arte ipocrisia, è divina impresa, a scioglier falsità, malesseri svelati, di scarna sussistenza, di bimbi oppur anziani, barbon disoccupati. Dioniso in follia, muore e poi rinasce, compie ciclo tempo, del Colosseo di stragi, nato da espansione, di vizi e crudeltà, su popolo che geme, di fame e libertà, economia di schiavi, degrada sensazione, reca depressione, o svilisce nel rancore. Epicuro pedagogo, spegne roghi odio, col nettare di vino, e sua filosofia, quadrifarmaco cibo, uomo fa danzare, 1 comune sentimento, vive gioia invito, dilegua individuo. Epicuro in punto morte, và |tinozza calda, chiese vino e bevve, poi agli amici disse, siate memori felici, spiro mio pensiero, quadruplice rimedio, io vi lascio e bevo: felice mangia e bevi, motto degli Ittiti, etrusci e turcomanni, mongoli con scizi, re Suppiluliuma, lo chiama Dio tempesta, iniza le sue danze, con Uva sulla testa, Dioniso Zagreo, che arriva da lontano, sconvolge città, con Vino fermentato, trapiantano slavi, su terre di coloni, vite olivi e frutti, a rallegrare cuori. Epicuro ricorda, che un dolore in corpo, al tempo vien legato, se acuto porta morte, se breve è passato, se leggero si allevia, tramite terapia, amicizia guarisce, radice di malattia: 1 morale imposta, è malattia + grave, son tutte malattie, malesser di morale, sorgenti di morale, dentro vai cercare, filosofo Kant, ci aiuta ricordare; sostanza vero cosmo, è illuminazione, pace del mio cuore, è liberazione, mi accompagna pure, nel morire-uscire, senza + paure, assenza del soffrire: imparo umorismo, morte non esiste, scopro riso eterno, libero mio triste, cosciente dio Eterno, vive dentro Me, un giorno morirò, in paradosso Zen; viaggio fuori tempo, via dal calendario, in indie navigando, fino al cuore umano, accompagnato io, dai canti senza tempo, al rito degli amici, scaldo cuore eterno: 4 paure vinci, spiriti e aldilà, paura della morte, paura del dolore, morte nulla è, se ci sono io, se sta lei non io, problema non si pone, meno si possiede, meno si teme, dolor fisico leggero, salva gioie interne, acuto passa presto, acutissimo è morte; mali anima prodotti, da opinioni storte, errori bene cura, saggia filosofia, pratica e teoria, felice reca via, sublima irrequietezza, assenza di paure, a mezzo della fede, e misura desideri. Raseno canta il |VINO, bacche medicina, scritto in |ditirambo, Enki Dio saggezza, usa vino festa, per donne accoppiare, le scalda le scioglie, su Olimpo presso il mare, i Re con le Regine, per figli generare, in dinastie tartarie, banchetto è interazione, tra sudditi e sovrano, fonte regno umano. Quando buon Vino, entra in cultura, 1 via di commerci, stabilisce con cura, medicinale diviene, una merce preziosa, buon socializzante, che al culto si sposa. Beviamo diamo al vento, i torbidi pensier, Thera beve onda, che piove giù dal ciel, il Sole beve il mare, la Luna i raggi sole, felici noi beviamo, cantiamo e celebriamo. Beviam lieti beviam, insieme pur cantando, Turanna dea di Amore, letizia tien in mano, in grembo la dolcezza, lenisce amarezza, dilegua ogni tormento, ritorna la purezza. Vita fato incerto, io bere vò di certo, saper nulla importa, se fato tutto porta, quel che sarà di me, Dio Bacco conviene. |Poeti etrussi e turchi, cantan stesso vino, allevia ogni dolore, quel liquido rubino, scaccia via veleni, è medico dei cuori, toglie inibizione, primo igiene dei dottori: se vino murratum, si dava ai condannati, ad annebbiar coscienza, di pene capitali, i vini medicinali, aggiungono al mosto, Pino e Melagrana, o spezie del posto. Vite rinacque, dal sangue dei giganti, Noè la reinterrò, dopo gran diluvio, |Sirio-Cane amico, è stella che rivela, prossima vendemmia, di stagione intera. Noè piantava vigna, Satana gli offrì, suo aiuto consiglia, sgozza in sacrifico, una tua Pecorella, innaffia con sangue, zolla barbatella: chi berrà quel vino, avrà pensier mansueti, come i canarini; uccise poi 1 Leone, bagna attorno a fusto, cosi chi ancor berrà, lavorerà robusto, ma infine Satanasso, gli fà 1 burlonata, ripete col Maiale, la stessa sceneggiata, chi da quel momento, troppo berrà il vino, sfrenata intemperanza, avrà del porcellino. |Gilgamesh cercava, Lungo vie canzoni, sua immortalità, presso mare trova, Sicuri a fermentar, donna della vigna, tiene bimbo in grembo, mortem lui moriendo, in vitam resurgendo: seduto Gilgamesh, mentre beve Vino, si maschera si incarna, in Dioniso felino, gira in processioni, con musici danzanti, suona tamburi, corni e fiati ansanti. Gilgamesh arriva, sul delta fiume Nilo, Osiris mascherato, appare in quel convito, rinasce come Horus, aruspice Dio-Falco, trapianta la sua Vite, delta Egitto alto. In libro sapienziale, aruspice fa elenco, cose necessarie, alla vita di ogni tempo, riparo ferro e sale, acqua legno e cibo, latte e succo uva, miele olio vestito. Isis braccia alate, è Siduri sua compagna, specchio del viaggio, sale su montagna, sale fin la testa, separa Notte e Giorno, riunisce Nume caldo, in utero suo forno. Dea Iside poi cerca, svelar identità, fallo risveglia, con succo Lattucar, col Vino lo riscalda, torna a circolare, la linfa dei misteri, lo fà resuscitare. Nefti la sorella, riflette Dea tramonto, lei vuole aver bebè, ubriaca Osiri sposo, entra nel suo letto, e Anubi concepisce, ma Seth ingelosito, Osiride smembra. Osiride è Vite, giace addormentata, ucciso come Uva, da Settembre settimana, rinasce nel banchetto, alluvion di vino, sangue e succo uva, mutano nel rito. Iside si muta, in leonessa Dea felina, o nera Dea Bastèt, benevola gattina, porta vino in festa, e maschere di danze, diviene protettrice, delle umane istanze. Bast flauto suona, e melodie + vaste, adorata sulle barche, alla città Bubastis, gatti addomesticati, nutriti nei templi, controllan roditori, granai di magri tempi. Gatta con + seni, vien da clan di Nubia, seguendo il fiume Nilo, assieme Anubi guida, porta irrigazione, o inondazion selvagge, in viaggio iniziazione, confine di due acque: sovran sempre sarò, solo nel deserto, Corpo sarà ombra, respiro sarà vento, cavalcherò con ali, di polvere di dune, ovunque tenderò, oblio mi rende immune. |Raseno in punto morte, estingue paura, felice fa il salto, quan soffio si ferma, scompare identità, liberato in vino, come un Epicuro, od Omar |Khayam, riunì ancor suoi amici, ultimo convito, a condivider sogno, |Terabuti giardino: se ci siamo noi, non vi è la morte, se vi è la morte, non ci siamo noi, Morte è privazione, di sensazioni, oltre barriera, di vibrazioni; anima vento caldo, vir mana diffuso, in tutto tuo corpo, gli atomi separa, cessa sensazioni, scompone la persona, in rivoli ulteriori. Raseno ci ha lasciato, ultima esperienza, in piena coscienza, 1 gallo lo ha seguito, noi facciam convito, 1 gesto 1 parola, 1 bicchiere suo vino; bere tutti insieme, ci porta al tempo sogno, dove Lui è tornato, dissolto senza corpo, presso gli antenati, guida i nostri passi. Taras già prepara, veglia attorno al fuoco, mentre suono ngombi, narra la sua vita, veglia e reverie, leggo sue poesie: bevi oh pifferaio! dimentica il destino, sorseggia il vino, Tu sei quel sapore, nel corpo invasato, di attore forsennato. Tu non sei cristiano, ebreo o musulmano, di oriente occidente, ma solo coppa vino, io son venuto al mondo, per soffiare sabbia, come fece il vento, sol mi riconosco, al cuore beneamato, ubriaco ed esaltato, danzo Dio rinato: son Vino di balchè, ebbra Luna in Bosco, che desta 1 cuore fosco, se resto spettatore, catarsi mi succede, poi recito 1 attore. Son io distaccato, in grazia di coppa, ogni azion che feci, fu esente da colpa, è stupido ordinare, a chi no sa obbedir, peggio poi sarebbe, se Dio va incollerir. Raseno amò Khayam, suo vino Rubiyyat, nei versi di ebbro vino, natur sa rivelar, se ogni cosa materiale, nel nulla finisce, stai a cuore lieto, tutto infin perisce. E vennero Profeti, a gruppi di cento, ragionano di luce, mondo a loro attento, ma uno a uno poi, chiudono gli occhi, dileguano in ricordi: io ho attraversato, fino a sette porte, sù dalla radice, a conoscere la sorte, molti nodi scioglier, seppi per la via, quel di umana sorte, mai trovai la via. Tutto tu vedi, ma ciò che vedi è nulla! ti parlano tutti, ciò che ascolti è nulla, i mondi percorri, ciò che impari è nulla, mediti e pensi, e pure questo è nulla! perchè tanta foga, a indagare avvenire, stai allegro e bevi, questo mondo è da prima, nessuno è rimasto, andarono e andremo, altri pur andranno; salutando i corpi, anima tua e la mia, gettano nei forni, la terra tua e la mia, Noi siamo i burattini, il Ciel burattinaio, gioca il breve gioco, al nulla ricadiamo; entrammo lieti al mondo, tristi ripartimmo, e dammo vita al Vento, nulla riverimmo, porgi il bicchiere, che ogni mondo è fiaba, porgilo in fretta, la vita passa e sfiata. Essere e non essere, salvezza e destino, cielo e inferno poi, son parolaio fino, in tutto il mio studiare, vidi il confino, restava in verità, profondo solo il vino: quando Eterno, mi impastò a sua guisa, mia sorte intera, aveva già decisa, il bene o male, lo feci a suo servizio, perchè dunque, un giorno del giudizio? se io mi ribello, dove è onnipotenza? se io pecco o svio, dove è la prescienza? se tutto il cielo, si deve a obbedienza, dove è che val Signore, la tua clemenza? ognuno Ti cerca, non sa che Ti possiede, come sale in mare, ci sei e non Ti vede, Ti chiama e Tu sei, là nel suo chiamare, Daime Eboga Vino, già nel mio cantare; in moschea e madrasa, chiesa e sinagoga, temon fuoco e inferno, e cercan paradiso, il seme a tali idee, vedo mai germoglia, in teste di chi beve, 1 Vino senza noia; fuori da ebbrezza, esiste il condannare, pazzo è chi spera, tal mondo migliorare, usanza di amore, ignora convenzioni, Amore detta legge, azzera nome e onore. Un vasaio un giorno, maltrattava un vaso, il vaso allor gli parla, voltandosi ribello, oh smemorato mio, qual furor ti ha invaso? non sai che io vissi, e ti fui fratello? se Tu non bevi, con orgoglio e impostura, non biasimar colui, che tien ubriacatura, portami vino, perchè presto amico mio, con cenere nostra, faranno orci da vino; fugge il tempo, attimo cui scrivo, è passato già, trinca e parla allegro, chiedi di fortuna? è bel sogno fuggitivo! La giovinezza? è acqua di un torrente, accorda arpa amico, noi siam polvere, porgi la coppa, noi siam vento, silenzio e svuota, sei anima Vino, impara la pazienza, coltiva tuo sorriso. Poiesi devozione, incanta tuo cuore, trae sua passione, dal Sole interiore, ad Anima si volge, donna interiore; la forza del mana, che si agita dentro, fuoriesce e travasa, in comun sentimento, con miti e racconti, modella identità, coltiva memoria, di ogni civiltà. vigneto_divino-rubiyat.m4a
lume021-|Epicuro uomo sano, sapiente prende Vino, igiene e medicina, rallenta suo declino, rallegra il desco quotidiano, dopo un giorno di lavoro umano, assieme fichi e fiori, cura depressione. Epicuro sceso in regno di Ade, offre vino a Persefone, quadrifarmaco la aiuta, scioglie dolori da confino, la rallegra e rischiara,quando preso con misura, pur laggiù nelle paludi, tra febbri e malaria, vino e artemisia, sostengon cura umana, assieme fichi e fiori, vino è consolatore, lenisce animo oppresso,ma fuor giusta misura, confonde e travolge, oracolo ti dice: se il poco basta, il troppo invece guasta, cerca un equilibrio, tra natura e rimedio, piacere e disciplina, nella palude ambigua, dove cura e veleno, convivono insieme. Vino è simbolo unità, scioglie dogmi e paure, svela illusione del giudizio, secondo Rumi e Omar Khayam, che ne decantano la cura, via di liberazione. La coppa è ricordare, che siamo polvere e vento, ma anche scintilla divina, che si ebbra di amore, in comunione e pace interiore.

78:lume078- Blueberry medicina di corpo e anima. Il regista Jan Kounen propone un ponte tra mondi culturali, guarire è attraversare la soglia: la malattia è distanza dall’origine. I Tarahumara, figli del vento e del mais, resistono al tempo. Jiculí, Sole dalle quattro facce, illumina le loro offerte di cibo e vino, mentre peyotl, colei che trattiene l'acqua, sorge dalle pietre e parla nei sogni. Cervo Blu e Dea del Mais recano la visione che rinnova il mondo; li a Virikuta, il canto apre precipizi e infanzia ritrovata, Il tamburo d'acqua risveglia i cuori e il fuoco purifica la paura. La rosa-cactus mostra la rete invisibile che lega gli esseri. Quanah Parker portò la sua luce ai popoli smarriti nel whiskey. Alce Nero vide l'albero che unisce tutte le radici del mondo. Nel cerchio del tepee, la danza e la medicina sciolgono il confine: radice nella terra, fiore verso il cielo, e tu sei parte del respiro che tutto riconcilia.| I Tarahumara, popolo della Sierra, irrigano solo in siccità: vivono tra rocce e miti, figli del vento e del mais. I coloni li spinsero ai margini, ma l'anima Rarámuri resiste, narrata dal poeta-guerriero Tepóraca. Il loro vino, il tejuno, disseta come comunione e memoria. Onorano Jiculí, padre Sole dalle quattro facce, che riceve offerte di carne e tejuno e veglia sui campi di mais e melanzana. Il peyotl, 'colei che trattiene l'acqua', cresce nascosto tra le pietre; è spirito, radice e stella, pianta che vede e sogna. In lui vivono il Cervo Blu e la Dea del Mais, la visione e la rinascita. Nei deserti di San Luis Potosí e Chihuahua, Tarahumara e Wixarika camminano fino a Wirikuta, tra precipizi e canti, per cogliere la pianta divina che dona conoscenza e infanzia ritrovata. Il roadman guida la cerimonia: tamburo d'acqua, salvia e fuoco. Si canta al cerchio, si vomita la paura, si beve la luce. Il cactus parla in silenzio, mostra la rete segreta tra gli esseri, insegna empatia e umiltà. Dal peyotl nasce la guarigione: medicina del cuore e rito comunitario che riaccende identità. Quanah Parker, capo Comanche, lo portò al Nord per curare i popoli sconfitti dal whiskey e dalla nostalgia. Nel tepee la notte vibra: tamburi, piume, fuoco e preghiera. Il corpo suda, la mente ascolta il cerchio del mondo. Alce Nero vide l'albero universale al centro della Terra: un cerchio dentro il cerchio, dove ogni vita ha spirito e ritorno. Così la danza e la medicina, nate nel deserto, uniscono Lakota e Tarahumara, Apache e Wixarika, tutti figli del Wakan, l'energia che cura e ricompone. Chi canta nel fuoco del tepee cerca equilibrio: radice nella terra e fiore verso il cielo.# TARAHUMARA irrigan terre, solo in siccità, vive e domina Sierra, indio coi suoi miti, vuol uscir da pregiudizi, di coloni e gesuiti, loro vita è cambiata, in segherie città; anima india rinasce, coraggio Raramuri, ci narra Teporaca, loro poeta guerrier, tejuno loro vino, è mais fermentato, messo nelle zucche, come acqua da viaggio; se voglion Korima, la condivisione, mancan visitatori, su Raramuri loro terre, Jiculì padre-Sole, 4 facce vede tutto, riceve loro offerte, di carne e tejuno, e aiuta loro milpa, con Mais e Melanzana. Tarahumara ama peyote, loro dio protettor, che in aria paralizza, frecce invasor, pallottole di Apache, e sorveglia stregon, talismano di caccia, che daini convince, a lasciarsi cacciare, e da orsi difende. Suona cerimonie, con violini e tamburi: Orso dice a Jiculì, fumiamo avanti lotta, ma infine Jiculì, a terra orso porta: se topo ne mangia, proprietar negliegente, se ladro lo ruba, paga interessi, oppur perde sonno, Martin suona e canta, quan consuma pianta. |PEYOTL vuol dire, in lingua Nahuatl, lei trattiene acqua, in deserto sacra terra, Loforfora williamsi, cresce interrata, ciuffo lana esce, famiglia Mamillarie: da mammelle sboccia, giunte a maturità, a costole appiattisce, isolato od in gruppi, in colonie nascoste, da vicini parenti, o rocce interposte; in siccità scompare, fin collo radice, arrivano piogge, capezzoli a turgore, incisione disegni, nel sogno dei Nierika, radici gran profonde, fiori estate invita. Messico Luis Potosi, Zacateca e Durango, Chihuahua e Coahuila, Texas Queretaro, gringo turisti, Tarahumara e Wixarika, pellegrini a Virikota, vedon alberi ballare, camminan precipizi, senza perdere la testa, libido pur scende, tornano bambini, conoscono più specie: il mulatto aiuta corse, acuisce loro sensi, Sunami è Mamillaria, protegge dai ladri, + grande di tutti, è hualula saeliami, grande appetito, protegge piccin cacti, vive volto a terra, x ascoltare i canti. Alta 20 centime, in Italia teme scottature, del sole mezzogiorno, dopo riposo inverno, accestisce con età, sviluppa polloni, in vivai cresce lento, su argil substrate; asciutte le piante, resiste sotto zero, in vivaio irrigate, a solubile concime, basso tenor azoto, eccesso acqua rompe, crea marci o cicatrici, lento poi muore; semi freschi a primavera, polloni laterali, in grotte Rio Bravo, da secoli essicca, occhio cervo Tamaz, ama luogo ventilato, vede sente annusa, gusta e tocca dilatato. Gusto amar pungente, nausea visionario, cerimonie religiose, bagni di vapore, fedele iniziato, mangia intero o tagliato, o acqua mescolato: sedativo e stimolante, usa in mal di denti, dolori parto e petto, febbre asma o nervi, appoggio del gruppo, avanti ingestione, armonizza natura, e rapporti avversione, canti a nostalgie, tempo mitico sogno, cibi luci e suoni, ascolto connessioni, tutte rivelatori. Seba in California, presso Sacramento, Chiesa dei Nativi, riserva dei Navajo, siede nel tepee, fuoco in mezzaluna, 2 aquile con penne, ventagli prega e cura. Tepee di Kayumari, indio conosce forza, lo guida il roadman, uomo della via, che agita sonaglio, bastone liuto grande, con piume a ventaglio, che a nonno fuoco dona, aria e fumo tabacco. Ha tamburo ad acqua, che pentola risuona, con pelle di Daino, suo assistente canta, verso nonno Fuoco, bottoni carne-daino, parla e chiama gli avi, dal fumo nascosto, chi vede daino luce, prepara le offerte, da porre nel luogo, dove vien trovato, ciotole con pietre, diventano altare, auspici mais-acqua, candele accese a dare: seduti alba focacce, offerta di tabacco, ci guida a nascondigli, di nonno Coda Daino, ci fa veder insidi, per caccia buona fare. Martin Carrillo, dissottera cacti rosa, con punta bagnata, prega e tocca guance, assieme polsi e collo, peyote fa strisce, dona a tutti noi, Terra di primizie, già recita al divino: offriteci + vita, siamo a Viricota, presso i fratelli, nascosti fra erba, portiamo le offerte, acqua vino e mais, guidateci alla caccia, a cogliere Nierika. Tu fratel maggiore, quan ti abbiam scoperto, piangi come daino, perdonaci poichè, tu muori in noi rinato. Odo nostri-Padri, cantan nostre-Madri, i monti le colline, cantan fiori amati, cercarti son venuto, vita dei miei cari, oh Figlio di Tatei, oh Tamaz Kallumari! sentieri dei Fiori, sentieri di Rose, passano a Virikota, bianco Oriente sposa, perdonami se impuro, se puro mi vorresti, Perdonami le colpe, così con te io resti; a wirikota venni, in cerca del tuo volto, a meritar la vita, più vita in cuore colmo, ascolta la mia voce, ancor voglio seminare, Tuo spirito blu-Mais, mio cuore alimentare. Peyotl hikurì, Dea Mais e Cervo Blu, Stella del Mattino, rinasce e muore pur, sangue di Kaumari, feconda la sua terra, da cui rinascerà, Mais pianta sua gemella; fior diventan brezze, nubi infine piogge, diventa arcobaleno, radici in mille fogge, noi vediamo il cerchio, poco comprendiamo, tal canti a Viricota, conoscere possiamo: Sei fiore di rosa, nostra Dea mais, ascolta canzoni, x tutti è giunta ora, ribattezzar le cose, canta Tatevarì, segrete sue parole. Quanah Parker capo, del popolo |COMANCHE, dal Messico adottò, buon rito curativo, lui fu guarito, dal cactus messicano, poi rito-liturgia, esporta nel suo stato, combatte alcolismo, di compagni americani, che han crisi identità, e carente spiritualità; più nativi americani, raccolsero sua sfida, guarigion di gruppo, e identità di vita, il peyotl medicina, sa spirito trovare, cura ed allevia, loro crisi esistenziale. Vibran nostre voci, emozion condivisioni, riempiono la tenda, di ritmi suggestioni, al centro del Tepee, acceso grande fuoco, mistero ci unisce, tutti a cerchio d'oro: tutti fummo accolti, sedemmo sul terreno, nel circolo dei canti, indigeni e stranieri, Martin dice a tutti, quel che avea vissuto, poi nel Terabuti, con noi lo ha rivissuto: i canti medicina, ricevono accompagno, da tamburo ad acqua, veloci percussioni, noi tutti ripetiamo, canti a risonanza, a turno ogni sonaglio, offre sua danza; in gruppo arrivan note, spiriti gagliardi, molti senza senso, lavor di ritmi indiani, Peyote benedetto, nel circolo ha girato, con acqua tamburo, a ognuno si è sposato. Acqua nel Tamburo, energia di pelle Cervo, accoglie vocalizzi, graduale rende un eco, ritmo di sonaglio, con piume espira vento, diretto verso Fuoco, mistero in movimento: inizia Medicina, parlare al mio sistema, purga miei bisogni, nel vomito li esterna, Mi sento meglio dopo, torno in attenzione, sparisce ansia e sento, mana attivazione. Cactus medicina, lavor tutta la notte, trova significati, nel cuore della sorte, mi aiuta rintracciar, un senso uno scopo, intuizione empatia, pervadono il luogo: raccogli me tua Rosa, nel cuore dei mani, mangia mia forza, tua sete e fame evadi, allora ti conduco, fin dentro la tua casa, Tu portami qual dono, la mia tribù rinata; ci guida il Road-man, a incontro medicina, lui Uomo del Sentiero, e aiuto di cucina, vedo Uomo-Fuoco, e Uomo del Tamburo, Donna madre Acqua, disseta poi ciascuno. Uomo del sentiero, stuoia avanti stende, allinea oggetti vari, ventagli ci protende, fumiga con Salvia, Tabacco a profusione, ornato suo Tamburo, perline sul bastone; digiuno silenzioso, calma contemplazione, ingerita medicina, seccata o in infusione, vigili restiamo, in attesa di un messaggio, lo spirito nel corpo, scava suo passaggio: ognuno va mangiare, + medicin che vuole, effetti del rituale, risalgon col calore, accresce empatia, al calor peyote-luce, al centro sta Fuoco, condivision comune. Roadman a mezzanotte, esce dal Tepee, soffia flauto osso, ai quattro cardinali, acqua vien portata, adorata e condivisa, versata pure a terra, a dissetar la vita. Suono di fischietto, va in ogni direzione, dentro la mia testa, rimbalza a profusione, nausea preme assieme, angoscia della morte, mi libero a fatica, di tal pensiero forte; ventagli piume Falco, assiem fumo Tabacco, porta miei timori, da nonno Fuoco spazio, fuoco scoppiettante, accompagna a mattino, la gioia dei fedeli, brilla volto antico. Martin nel Tepee, ritrova sua infanzia, rituale è come festa, rigenera esperienza, imprinting duraturo, rinfresca la memoria, disseta suo futuro: la molla che lo spinge, è motivazione, a far iniziazione, prova di ammissione, ricorda danza spettri, del mitico Wovoka, annuncio di un messia, liberazion invoca. Mia mente captò, messaggi in risonanza, mi parlano di Tago, tempio in lontananza, una psiche collettiva, vedo nella danza, canto io stasera, il sogno Wakan tanka. |Martin tra gli APACHE, in sauna suda febbre, uomo/donna medicina, accompagna terapia, assieme a parenti, che assiston la causa, serba erbe a cintura, masticando radici, di Fumaria siliquosa, a curare con salvia. 1 Apache mescalero, andò in Aspromonte, a trovare dei bambini, e nel prato cimitero, da cui si vede mare, la tomba sua cercava, viene da Arizona, e una lezione dona, ai bimbi della scuola: quan sarete grandi, e sentite ripugnar, tornate qui da me, per lezione ricordar, innocenza mai si perde, oblia sol la via, recuperate le parole, wakan ridesta vita. Cavalli di confine sono detti Mustang, presso Hidalgo city, e vissero una gara, nel regno del Marocco, ai tempi di Tartaria, Apache amano il gioco. |LAKOTA di pianure, ricordano Tatanka, ovver Toro Seduto, Bisonte americano, leader degli Hunkpapa, una tribù Lakota, guidò la lunga marcia, mantenne unita gente, con Wovoka danza. Nella loro lingua, we-ka-sa wa-kan tanka, richiama una persona, un medium medicina, che chiama forze cura, come uno sciamano, wasica wakan prete, ha cuor mesmerizzato. è Ton energia, come mana e wakan, 1 qualità interiore, posta da 1 pianta, oppur da 1 animale, un monte o una saetta, veleno pur è wakan, sa uccidere in fretta. Uccelli cose e animali, se fan cose inusuali, sono dette wakan, simili a ubriaco, vin che rende folle, ovvero rende wakan, 1 spirito lo prende: ogni cosa al mondo, ha suo spirito-anima, mai nati e mai morti, son wakan 4 tipi, posson fare molte cose, pregati da umani, Wakan Tanka Kin, sole leader gran Khan, jurgi nagi skankan, aman musica e tamburo, prestano attenzione, al lakota che prega, pur se malfattore, mette in moto sfera. Quel che non comprendi, chiamalo wakan, waka buoni o meno, han piacere fumo pipa, rito del Calumet, donato da fanciulla, moglie al bisonte bianco. Nei feticci ton, intermediari amici, ogni prete ha suo, chiamato Wasicun, borsa-medicina, ricettacolo al wakan, tien erba Salvia, che i wakan malvagi, nel fumo allontana. rimase Alce Nero, cattolico sincretico, unì culto Lakota, assieme Spirito Santo, Alce Nero nome, in realtà è cervo Wapiti, in piedi su montagna, narra sua visione: vede cerchio intero mondo, al centro un grande albero, capì oltre ogni modo, forme di ogni cosa, vide in 1 sol fuoco, intero popol suo, vide 1 cerchio sacro, anello che era parte, di un cerchio + ampio, largo come luce, in geometria frattale, poi dalla terra, vide albero fiorito, alto fin le stelle, riparo a tutti i figli, tale centro mondo, ovunque Tu risiedi, pan spirito giocondo. Tu dissi io dovevo, far Albero fiorire, ma eccolo appassito, vedo ancor soffrire, forse 1 radice, pur piccola ancor vive, la nutro con canti, al fine rinverdire, animali torneranno, al ventre di Terra, in attesa che ego, sciolga riserva, lascio dietro me, ogni dubbio e paura, un popolo ritrovo, se seguo strada pura, la danza degli spiri, e sacra medicina, che svela i falsi miti, e l'anima cura. Pan che qui dimori, accorda bellezza, interiore amicizia, esterna saggezza, permetti condivida, in misura uguale, fortuna materiale, e dono spirituale. sessione_kink-tantra.m4a
|Blueberry film 2004, diretto da Jan Kounen, basato sui fumetti, racconta un viaggio tra mondi visibili e invisibili alla frontiera del West americano. Mike Blueberry (Vincent Cassel), sceriffo di una cittadina di frontiera, è cresciuto e iniziato ai riti sciamanici dalla tribù dei Chiricahua. Quando il killer Wally Blount arriva in cerca di un tesoro indiano, il conflitto tra coloni e nativi si inasprisce. Affiancato dallo sciamano Runi, Blueberry affronta sia una battaglia per la città, sia una lotta interiore: dovrà affrontare i suoi demoni nel cuore di una montagna sacra: nei suoi sogni e visioni, esplora la sua mente e vede connessione, tra mondo fisico e spirituale, una sinergia tra i mescal e i quechua, hikurì e santodaime.

86:lume086- |DonRomulo, curandero del Rio Momon, unisce saggezza di Ande e di Selva. Le sue parole scorrono lente come pietre nel fiume e narrano la medicina andina: Ayahuasca, decotto di Caapi e chacruna, purga, apre il cuore, svela traumi e paure, e stimola mondi paralleli: draghi d'acqua e rane in orchestra. Huachuma reca luce e guarigione; Coca aiuta a pregare e a superare il soroche. |Mapacho, Epenà, Rapé e Kambo purificano in profonda. Seba partecipa a cerimonie con Romulo e Maria, attraversa ponti e impara equilibrio e coraggio; alla riserva botanica vede ocelot, arbusti anti-malaria, funghi e forme. Le cerimonie richiedono digiuno, diete, icaros e mapacho; i Mariri guidano i curanderos, trasmettendo melodie per diagnosi e cura, miti, simboli e animali ancestrali: Bufeo rosa, giaguari, volpi e ragni, disciplina, piacere e protezione. Sachamama e Yacumama sono selva e acqua-fiume, spiriti che ricordano agli umani il rispetto per natura e antenati. Sinchihuyacui, re mestizo, apparve a Gamacuina e le insegnò a usare la liana dei suoi capelli per vedere il passato e ricevere saggezza. Romulo canta icaros in lingua quechua: 'Mi voz te susurra, soy energía en ti dormida, despierta ya, quiero ascender, cerrar el círculo aquel. Y mi voz te guía a través del agua del amor: ogni ponte che attraversi ti insegna a camminare con coraggio e curiosità: ascolta la tua voce e lascia che la selva ti mostri il mondo invisibile| Seba, in Amazzonia sul Rio Momon a Iquitos, partecipa a cerimonie con Romulo e Maria, pulendo corpo e mente con cactus Huachuma (San Pedro), liane e funghi sacri. Attraversa ponti, combatte vertigini e apprende lezioni di equilibrio e coraggio, sudando e riprovando fino a motivarsi. La Riserva Botanica offre osservazioni di ocelot e arbusti anti-malaria; funghi e lime freschi, in cicli rituali, elevano coscienza e visione della selva. Ayahuasca, decotto di caapi e Psychotria viridis (chacruna), purga e apre il cuore, svelando paure e traumi; la bevanda stimola visioni di mondi paralleli, giaguari, draghi d'acqua e rane in orchestra, riorganizza ricordi e emozioni. La preparazione richiede tempi, precisione e digiuno; la liana Caapi e la foglia Chacruna interagiscono con enzimi MAO per effetti terapeutici su mente e corpo; le Cerimonie includono icaros (canti maestro), mapacho (tabacco rituale) e diete specifiche; i curanderos apprendono melodie e rituali sotto guida dei Mariri, sviluppando capacità di diagnosi e cura. Le visioni rivelano miti, storie ancestrali e simboli animali: Bufeo rosa, spiriti di volpe, giaguari e ragni insegnano piacere, disciplina e protezione. Mito di Ayahuasca: Sinchihuyacui, re mestizo, apparve in sogno a Gamacuina, indicando come usare la pianta cresciuta dai suoi capelli per vedere il passato, ricevere consigli e sviluppare la psiche. La pianta-guaritrice lega uomini e antenati, cuore e selva, creando ponti invisibili tra il mondo reale e quello spirituale.# Seba in Amazzonia, sul fiume Rio Momon, da Romulo e Maria, in Perù presso Iquitos, chiarisce intenzione, pulisce corpo e mente, con cacti liana e hongo. HUACHUMA cacti detto, Sanpedro bevanda, in Romulo fazenda, Seba supera strizza, attraversare 1 tronco, posto su torrente, vertigini combatte, striscia da serpente: passare sopra ponte, lezione ricorre, maldestri tentativi, portano a imparare, sudore in ogni prova, riesce a motivare. Romulo e compagni, in botanica riserva, vedono Ocelot, in agguato nella gabbia, graffio gli ricorda, la visita prosegue, arbusti anti-malaria, e le hongo distese; fungo e lime fresco, dopo un ora e mezza, innalzano al cielo, le forme della selva, 3 funghi per 3 cicli, fan nove sacrifici, su fiume rio Momon, son acque di confini. Viva narrazione, incorpora nel canto, stratifica ogni cosa, che vedo camminando, sopra e sotto acqua, uguali e rovesciati, riflessi son 2 mondi, paion rispecchiati; draghi di acqua e selva, svelano misteri, poggian su esistente, i mondi paralleli, rane in sottofondo, gracchiano in orchestra, frutti Amazzonia, e cactus di Sierra, Achuma ed Ayahuasca, in cerimonia mesa. Tricheco per 10 ore, 3 fasi va snodare, calma rilassante, graduale mal di testa, 1 mango freddo prese, Seba nella mesa, nausea indigestione, gira nella stanza, effetto scende sale, cura in acqua calda; se effetto tarda, probabile non viene, Romulo ci pensa, parla alla sua pancia, mantieniti in attivo, canta oppure balla, dopo di 4 ore, cammina scrive e parla. |AYAHUASCA purga amara, Liana morti in lingua quechua, avvita piante al cielo, su alberi Amazzonia, Seba legge storia, di nascita di liana, da Villavicencio ispano, che narra sua esperienza, in conca rio Orinoco, attorno al 500: ebbero antenati, ascoltato preghiere, mossi a compassione, dei fratelli selve, inviano mama foglia, e yagè consolatore. Mama chacruna foglia, offre suo bambino, pianta smembrata, offerta in banchetto, ogni indio mangia e beve, restano scarti, interrano in selva, secon Mama dettagli: su alberi attorciglia, Liana pianta di avi, cerca via del cielo, è spirito di Caapi, liana di ayahuasca, che sale senza affanno, a casa dei giganti, gli umani impareranno; da seconda sepoltura, nacque arbustello, rubiacea foglie verdi, unita a ritornello: se yagè con chacrona, in pentola bolle, liquido marrone, è raccolto nei vasi, usato in cerimonie, curare e divinare, avi e umani uniti, a mezzo di bevanda, nei corpi spasmo cresce, si forma gruppo mente. Tag-huasca decotto, india medicina, onora mogli e amici, o simposi solitari, risveglia visione, ognuno bello e brutto, rivede il fato suo, lancia invettive, a spettri e malattie: se molte volte beve, indio coi compagni, necessita un gruppo, a prevenire danni, vertigine innalza, inizia lui volare, vede gran città, con ponti e tartar case, assalito dalle fiere, difende strenuamente, dorme si risveglia, emicrania leggermente. |Ayahuasca vino 鬯 chang, decotto curativo, prodotto miscelando, banisteriopsis caapi, detto bimbo yage, jagube daime natema, e psychotria viridis, chacruna ugual caffè. Caapi corteccia liscia, ha foglie lanceolate, fior racemi rosa, samara alato seme, teme attacchi fungi, se ha troppa umidità, aiuta camomilla, innaffia sa svezzar, poi escono piantine, dopo due settimane, germogli con pazienza, controlla umidità. Decotti di liana, sposati a chacruna, pestati posti a strati, in pentola di acqua, bolle 3 ore, esce liquido amaro, sgradevole marrone, travasano in bottiglie: decotto blocca MAO, così diversi cibi, come la tiramina, aumenta noradrenalina, crisi ipertensiva, 4 ore avan rituale, sen farmaci digiuna, via carne caffè, vino birra e latticini, lui beve acqua limone, nausea eliminar, mastica zenzero, amaro mitigar. |CHACRONA tropicale, mesoamerica e caraibi, propaga via seme, o per talea foliare, grappol bacche rosse, come caffè, arbusto ha 4 semi, fusto scarificato, peluria rosso-bruna, cresce 5 metri alto, foglie verdi brillanti, opposte ed ovali, lunghe 10 larghe 4, nido piccoli animali, acari simbionti, la proteggon da funghi; in chacras peruane, la coltivano tutti, a partire da talea, 1 foglia sufficiente, ingrediente al decotto, enteogeno yagè: effetti dopo 1 ora, dalla ingestione, dura 4-6 ore, con picco 1 ora e mezza, + spiriti Mariri, rito chiede incantar, per entrare in cuore, e una cura attivar; chacrona triptamine, simil serotonina, attivata da iMao enzimi, forniti da liana, armina armalina, se assunta regolare, è antidepressiva, parkinson allevia, effetto antitumore, vince alcolismo, e abuso di sostanze, calo di attenzione, autismo crisi ansie, vince parassitosi, e febbre da malaria. Cerimonia di cura, di analoghi ayahuasca, può dare vomito nausea, 20 minuti tutti, pallore e tremore, scema la paura, serotonina calma, aggressione scalza. 鼎 ding vaso rituale, è coppa intagliata, che azzera differenze, allinea gruppo intero, a terre frequenze, aiuta spostamenti, di scale e priorità, ripristina speranze, in gruppi identità: prescrizioni vari, di cibi e situazioni, precedono rituale, purga di emozioni, a fare differenza, buona o dolorosa, possibile esperienza: la medicina scende, va nel cuore tempio, scopre sua bellezza, dopo un certo tempo, gioia per la vita, spontanea guarigione, il gruppo alla Maloca, fa rassicurazione; la pianta-guaritrice, impone disciplina, a chi manca di rispetto, lei fa dispetto, in lezioni di vita, oppure a mezzo sogni, fa esser ricettivo, chiarifica bisogni: sinfonia di rane, con piogge temporali, suoni della selva, reali e immaginari, tappeti di fogliame, gigante ecosistema, che in circolo rimette, vita con materia. Albero di Vita, del mito dei toltechi, vive in Amazzonia, Brasile e Venezuela, se Liana dei morti, può esser riannodata, permette agli umani, viver nicchia data; se un umido legno, non sa bruciare bene, allor nostra persona, limpeza richiede, al fine di sognare, e mondo immaginare. Romulo mi dice, che inarrestabil fiume, sono le intuizioni, 1 corpo come piume, mentre pone a strati, Caapi con Chacruna, in pentola con acqua, bolle la mistura: se medicina sale, come fumo bottiglia, scende nella pancia, la mente scompiglia, apre porta inconscia, viaggia la visione, la medicina è viva, lavora a profusione: pressione con calore, risale dentro me, paura del distacco, nel corpo sta yajè, velocità di fuga, mi assalgono paure, assieme insicurezze, mentali le torture. Giaguaro di Amazzonia, forza di otorongo, vomita e ruggisce, potenza a tutto tondo, il malessere si esprime, al fine liberare, turbina la mente, mosaico a riordinare. La mente della infanzia, fu piena di paure, peccati e sensi colpa, si incarnano in creature, molte proibizioni, imbrigliano gli istinti, piaceri e punizioni, mischiano indistinti; totale confusione, fiducia sol rimane, mi aiuta nuovamente, rinascere purgare, immagini cangianti, al canto di un icaròs, sprazzi di passato, e futuro a zigo-zago. Romulo canta in quechua selva, IKARAY verbo soffiare, fumo e messaggi, parole adatte a dirigere, 1 visione cura od emozione, con Icaro mapacho, che amplifica percetti, poichè icaro son canti, appresi sotto ispirazione, indotta da bevanda, quintessenza del potere, di ogni buon vegetalista, che apprende nei rituali, con diete e profumi, sogni e animali; vede gli icaros rubati, da brujo curandero, travestiti nelle feste, in città di Loreto. Romulo amico dei Shipibo, ci porta a visitare, villaggi Bora e Yagua, lungo rio Momon, su cui brilla la luna, riflette la notte, sui costumi dei Boras, copricapo in piume uccello, mentre il piede batte a terra, loro volano nel cielo. Romulo e Maria, recan bagni floreali, e icar commoventi, purgan dai veleni, aggiungono ingredienti, secondo esigenze, di cure personali, erbe in infusione, e profumi acqua sanGiovanni, di selva medicina, esperienza audiovisiva, con sinfonie di rane, e insetti fastidiosi, mangiati dagli uccelli. Jan Kou in quella selva, chiamata Sachamama, segue un corso acqua, fino al Rio Amazzoni, che nel mare sfocia, cuore di floresta, vide in tela ragno, gioco di finzioni, credenze e culture, mappe interiori, visioni di erbe, gli dice Questembetsa, che veglia cerimonia, dell'uomo di Blueberry: se chiedi alla pianta, ti mostra drago a scaglie rosse, che porta umana storia, sequenze di stagioni, tutto accoglie in sè, mali e sofferenze, come fiume Yacumama, Anaconda delle acqua, che sfama e pulisce, ma a volte punisce, insegna disciplina, le regole del gioco, a vivere quel luogo. Ayahuasca + chacrona, svelan meccanismi, di ogni rigida prigione, poi le orme dei tuoi avi, nel bacino di Amazzonia, segui flussi migratori, lavoratori di caucciù, e gesuiti coloniali, che assistono alla cura, con bevande alle missioni, amerindie riduzioni, dal 700 in poi. Tre gradi medicina, son Muraya Sumi e Banco, dove i pajè prendon Yagè, più volte a settimana, si astengono dal sesso, 3 giorni prima e dopo, a evitare ingelosire, spirito femmina di pianta. Pajè nelle visioni, apprendono canti, parole e nomi ridondi, esempio notte sia tapiro, selva sia patata, giaguari ceste intrigo, lingua twist impara, gemello twin legame, diagnosi e cura emana. Mapacho tabacco, è cibo dei Mariri, nutriti per restare, in bocca al curandero, aiutano la cura, e vanno preservati, da furto dei brujo, che teme fum tabacchi. Muraya-cai sono piante, creatrici di pajè, recan spiriti aiutanti, a mezzo diete e sogni, mariri insegnano a icarare, le melodie di potere, al novello curandero, parole ritmo e suono. Se la dieta si prolunga, molte canzoni apprendo, e se uso altrui canti, ne chiedo il permesso, chiunque ha pazienza, riceve melodie a lui adatte, e padre/pajè diventa. Ogni curandero ha proprio idioma, dei canti vari a zona, spiriti di avi o natura, subacquei o di animale, icaro son tanti, ognuno fa un lavoro, di cura e mondo sogno: se ti appaiono cantando, erotiche sirene, catturano umani, con seduzioni vere. Pusanga canto amore, del Bufeo delfino rosa, nel fiume di Amazzonia, sotto acqua insegna, un prete erotizza, Bufeo è spirito forte, ha carisma sessuale, come spiriti di volpe, piacere encanto per curare. |Pablo Amaringo vegetalista, in Amazzonia peruviana, narra un mito su Ayahuasca, dei mestizo di Pucallpa, un re chiamato Sinchihuyacui, sconfitto giunse affranto, in un giardino di Ande, morì e fu seppellito, anni dopo apparve in sogno, a sua moglie Gamacuina, le chiese andar sua tomba, con alcune principesse, portando suo scudo e lancia, sua mazza bronzo e fionda, una zucca per bicchiere, e un vaso per la chicha; le diede le istruzioni, a mezzo sogni e canzoni, la regina faccia uso, di pianta nata su sua tomba, lasci armi del marito, vicino a tomba fiume, vedrà emergere un Bufeo, col suo corpo rosa brillante, che porta una mazza d'oro; ma regina e le compagne, stramazzan spaventate, incapaci di guardare, ma il re disse via delfino, non abbiate paura, ascoltate mie parole, per comunicar con me: morii triste e amareggiato, a causa di sconfitta, che fui incapace a prevedere, ma ho fatto crescer pianta, fuor dai miei capelli, e ogni volta che vorrete, avrete buon consigli, conoscenza su altri mondi, con liana che qui cresce, presso albero mia tomba, e fiorita reca semi, voi prendete delle fette, Ayahuasca la chiamerete, liana del morto in quechua. Ecco perché le canzoni, che questa pianta insegna a noi, sono tristi e melanconiche, come melopee di arpe, mescolate liana con chacruna, che cresce dai miei piedi, sarete in grado di vedere, colori e suoni vari, e sviluppare vostra psiche, in visione del passato. Romulo ayahuasquero, incanta le sue pietre, come quarzi curativi, e Pablo dipinge le visioni, con disegni da icarare, Aranita piccin ragno, insegna e tesser corteggiare, mentre altri san curare, dar sapienza e caricare, di energia di protezione, al paziente che arriva, canta e soffia buon intento, con mapacho e con yagè, ogni icaro ha portento, che guida fuor del tempo. quid_icaros-di-iquitos_romulo.m4a
||Romulo in veranda, siede e poi canta, primo sinchi icaro: Ha na nai nana ha roi, nini ha nana ro | discende nella pancia, inizia vibrare, come un Anaconda, segue pista intera.| Mi voz te susurra, cosa que crees no saber, dentro ti va encontrar, respuesta a tu ser, Ocho doble círculo, fecundo dos serpientes, te habla sin decir, te dicen sin hablar, soy energia en ti dormida, despierta ya | quiero ascender, cerrar el círculo aquel, donde flor duerme, cuando el azul llegue, tu cara y la luna, a tu cabeza su encuentro, serpiente roja desde base, fundirme col sol, Y mi voz te guia, a traves del agua del amor. Romulo incanta, tabacco sulla testa, il piccolo dottore, dolce vien ancora, vieni a mio corpo, io ti lascio parlar, dentro mia mente, ogni cosa va mostrare, dammi una canzone, che riesce a collegar. |Mapacho tabacco, è cibo dei Mariri, nutriti per restare, in bocca al curandero, aiutano la cura, e vanno preservati, da furto dei brujo, che teme fum tabacchi. Muraya-cai sono piante, creatrici di pajè, recan spiriti aiutanti, a mezzo diete e sogni, mariri insegnano a icarare, le melodie di potere, al novello curandero, parole ritmo e suono. Se la dieta si prolunga, molte canzoni apprendo, e se uso altrui canti, ne chiedo il permesso, chiunque ha pazienza, riceve melodie a lui adatte, e padre/pajè diventa. Ogni curandero ha proprio idioma, dei canti vari a zona, spiriti di avi o natura, subacquei o di animale, icaro son tanti, ognuno fa un lavoro, di cura e mondo sogno: se ti appaiono cantando, erotiche sirene, catturano umani, con seduzioni vere, Sachamama spirito, è madre di selva, serpente cui cresce, ogni vegetazione, Yacumama mae agua, vive a fondo laghi, avverti sua presenza, quan nuoti o pagaj.

91:lume091- |Yanomami mito. Gemelli-Scimmia (21 maggio - 20 giugno), segno di aria, comunicativo, curioso e giocoso come i bimbi Ibeji. Desiderano apprendere e accumulare conoscenze, ma temono di essere sopraffatti dagli altri, proprio come gli Yanomami, nativi che migrarono dall'Asia fino al Rio Negro e Orinoco: |libertà e sanità vale più di una città. Clan e villaggi praticano agro-sussistenza e caccia, trasmettendo sapere tramite madri e anziani: amore e osservazione dei bambini reca esperienza. La loro religione usa enteogeni vegetali, riti di cremazione e consumo rituale delle ceneri a rafforzare legami collettivi. Le cerimonie di Epenà curano corpo e comunità, stimolano estasi, visioni e unione con spiriti animali (Hekurà). I pagè guidano riti, cantano, danzano, curano malati e gestiscono conflitti, mentre i Giovani aspiranti pagè affrontano Thamamou, isolamento e digiuno per contattare spiriti guida. Foresta è tempio e oracolo, dove si prevedono clima, calamità e epidemie. Con erbe di Croton, peperoncino e linfa di banano curano malattie, punture e veleni. Il mito della Luna ricorda loro origine e ritorno: osserva, ascolta e gioca con il mondo come i bambini Yanomami: ogni curiosità è una guida, ogni errore un insegnamento, mentre la foresta/mente custodisce i tuoi spiriti più veri.| I Yanomami migrarono migliaia di anni fa dall'Asia settentrionale, evolvendo società pragmatiche e creative tra Brasile e Venezuela, lungo Rio Negro e Orinoco. Vivono in clan e villaggi, praticano agro-sussistenza e caccia, trasmettendo conoscenze attraverso bambini, madri e anziani. La loro religione si basa su enteogeni vegetali, riti di cremazione e consumo rituale delle ceneri per onorare i morti e rafforzare legami familiari e collettivi. Usano erbe medicinali di diverse famiglie botaniche per febbri, malarie, infezioni, ferite e veleni, condividendo sapere con vicini. Le cerimonie Epenà stimolano estasi, visioni, unione con spiriti animali (Hekurà) e cura psichica e sociale. I pagè guidano i riti, cantano, danzano, invocano hekurà, curano malati, proteggono comunità e gestiscono conflitti. I giovani aspiranti pajè si isolano per mesi in iniziazioni intense, digiunando, cantando, inalando epenà e interagendo con spiriti guida. La morte è rito di passaggio: cremazione, raccolta ceneri e celebrazioni (Rehao) uniscono comunità, tramandano miti e rafforzano legami sociali. Tra feste, danze, canti e visioni, Epenà integra cultura, medicina, magia e coesione sociale, offrendo equilibrio psicologico, protezione e insegnamento ai vivi e rispetto ai defunti. Gli spiriti Hekurà collegano uomini, piante, animali e clima, guidano guarigioni, predizioni e alleanze. Le cerimonie sono anche educative, creative e collettive, fondando memoria storica e coesione etnica.# giunser YANOMAMI, migliaia anni or sono, da Asia manciuriana, Tartaria siberiana, con altre popolazio, migrarono intorno, pragmatici creativi, creano loro mondo. Lor sopravvivenza, evolve progressiva, vedon lor bambini, azione della madre, i nonni conoscenza, trasmetton il sapere, miti e tradizioni, ciò che può accadere; tra Brasile e Venezuela, vivon Yanomami, su Rio Negro e Orinoco, Amazzone affluenti, 15 mila organizzati, clan villaggi sparsi, agro-sussistenza, caccia e primi contatti. Loro mondo religioso, enteogen vegetali, creman loro morti, seguendo schemi seri, consuman ceneri defunti, cerimonia parentele, familiar e collettive, legami senton vere. Rehao festa di zuppa, e banane speziate, di ceneri defunti, di anno precedente, usan farmaci a trattare, epidemie nuove, trasmesse dai coloni, e predoni di ori, morbillo e dolore, che Maguey vuol curare, contro ipocrisia, di fanati missionari. Loro erbe medicina, di varie famiglie, Apocinacee e Aracee, Leguminose e Moracee, Piperacee e Rubiacee, Guttifere e animali, spontane e coltivate, per febbri e malarie, disordini addome, respiro e mal di denti, infezioni cutanee, ferite e avvelenamenti, scambi coi vicini, diffondon conoscenze, e incontrano malaria, con dengue e febbre gialla, infezioni recenti, portate da coloni, che violano la selva. Maguey porta loro, vaccini e antibioti, a ridurre epidemie, strage di tribù, Zenzer febbrifugo, macerato contro tosse, percola su testa e corpo del paziente. |Yanomami associa, sapor amaro alla cura, pizzicore su pelle, gusto acido al corpo, decotti di corteccia, Aspidosperma nitida, infusi foglie-fiori, di Drymonia coccinia; peperoncino acqua schiacciato, combatte occhi infetti, come infuso di Banano, cura infezioni polmoni, linfa banano, contro ferite serpente, e formiche veleni, Phytolacca su punture, di pulci ai piedi; tabernamontana cura, vermi intestinali, Philodendron lenisce, punture scorpioni, corteccia Croton su capo, emicrani dolori. Tra fiume e foresta, amore fanno bello, si accoppiano istinto, avvinti su terra, si bagnano al fiume, poi escono parlando, affetto desiderio, trasmettono guardando; ai bimbi è permesso, osservare ascoltar, qualunque discorso, si va conversare, confine non vedi, a natural curiosità, dei bimbi gioiello, della comunità; privi di strumenti, di tipo musicali, usano rumori, umani e ambientali, lor nota prediletta, pare sia la pioggia, credono dal mare, il mondo intero sboccia. Lor tempio è la foresta, oracolo di vita, i pagè fan previsioni, accurate su clima, annunciano arrivo, di piogge o siccità, tempeste e vari eventi, epidemie o calamità: lor numerazione, da uno ferma al tre, Mahu orakabe orakataue, simil la cinese, uno produsse due, due produsse tre, bruka è moltitudine, segue al numero tre. Eccelle arte plumaria, tagli di piume, ornamenti al capo, bracci orecchi e viso, i fiori della selva, profumano le donne, curan malattie, con tuberi e con foglie, le donne catturate, ai nemici sconfitti, diventano di tutti, presso i vincitori, sfogo degli istinti, stimola la guerra, in var comunità, presenti sulla terra. Romulo ci canta, elogio ad |Epenà, che alcolismo e droghe, riesce contrastar, comporta tosse sputi, novizi a vomitar, porta far sberleffi, leggero scimmiottar: non reca assuefazione, crisi astinenza, usata nel rituale, è sociale conseguenza, aiuto nella fame, a scopo preventivo, porta a costruire, Sciabono collettivo; alleanze ed amicizie, aiutan comunità, da mal decadimento, curan + malattie, necessita entrare, contatto con natura, Spiriti Hekurà, son ponte infrastruttura, spiriti immortali, invocati a interferir, nelle uman faccende, e nuocere ai nemici, abitano i monti, dirupi e il petto uomo, invocano i pagè, per medicin del luogo: son spirito giaguaro, tapiro ed anaconda, di armadil gigante, e scimmia marimonda, son ara e pappagallo, tucano e tartaruga, Giaguaro della selva, tutti mette in fuga. |Hekurà maschili, sposati a bel fanciulle, eterna giovinezza, aiutan caccia e cura, invocan femminili, x parto nel travaglio, o hekura di piante, x cibo e tabacco; rapporto uomo-pianta, gira tra loro, hekura del clima, di vento tuono e sabbia, lavorano dal cielo, diversi indipendenti, fausti od infausti, cagioni ricorrenti: li possono invocare, pagè nella veglia, con piante di potere, e polvere di Epena, polvere accompagna, ogni yanomami sorte, permette fare riti, dar coraggio in lotte. Sintomi di epenà, ebbrezza o incoscienza, secondo la dose, per uomini maturi, assunta in solitaria, o risolver contese, in dialoghi ritmati, raggiunte son intese: un di fronte altro, or uomini diversi, stringono alleanze, scambiano oggetti, progettano battute, caccia oppure festa, se celebrano i morti, riordinan la testa; riti endo-cannibal, onor memoria morti, dando loro pace, con canti e danze forti, cerimon preghiere, son feste collettive, x maturati frutti, o nuove agrarie sfide; donne affaccendate, poco interessate, giocano bambini, con archi frecce e cani, adulti in pennichella, su amaca dondol, presenza dei pagè, dà sicurezza intorn. Pagè son richiesti, in gran necessità, durante malattie, guerre o tempeste, Spiro superiore, Yaru ovvero il tuono, terrore loro fa, se romba a pieno suono: cielo si scurisce, con vortici vento, ululano i cani, capanne sollevan tetto, Pagè riuniti in piazza, inizia rituale, a vincere paura, di pioggia torrenziale. Durante loro ebbrezza, cantano poesie, imitano passo, cinghiale o giaguaro, lacrime e saliva, tosse e irritazione, gran senso di calore, inizia la visione: epenè mondo poesia, in estasi di volo, camminano col Sole, o cammino della Luna, vola sui nemici, propizia battute, di caccia o di tuberi. Yarima è trasportato, nel mitico reame, cambia corpo mente, unisce alla foresta, e cantano i pagè, dialogan danzando, imitan gli uccelli, e il giaguaro felpando; seduti su terra, abbraccian due a due, sussurrano storielle, miti a bassa voce, pilastro di cultura, porta a rievocar, battaglie di avi, effetti collateral. Yanomami cultura, grazie a epenà, è psichica evasione, lor televisione, unione realizza, col trascendentale, dona loro equilibrio, mentale e sociale; rafforza nel bisogno, e cura ammalati, compie anche magie, a danno dei nemici, interpreta presagi, e sogni dei presenti, scopre furti e vede, di uomini gli intenti. Luna è un antenato, un tempo fu colpita, e da suo sangue mestrual, nacquer yanomami, ci andiam con epenà, in rito ritrovato, noi da li veniamo, là infine ritorniamo. Epenà ambivalente, nuoce oppure cura, pajè canta e grida, risucchia e sputa via, colloquia pur combatte, fino a sfinimento, rantola per terra, e muta atteggiamento: passa in rassegna, antenati e narrazione, atteggiamen teatrale, mangia la tensione, esaltazione gruppo, visibili ora rende, poter di guarigione, tutto già sottende. In yanomami villaggi, molti son pagè, a volte quasi tutti, uomini adulti, a seguito del sogno, o caccia solitaria, sentono chiamata, lor spirito va in aria. |Thamamou-iniziazione, è cura aspirante, adorna si dipinge, astiene cibi e sesso, inizia Epena viaggio, spartana vita 1 mese, isolato da villaggio, avrà zucca acqua, legna per fuoco, amaca letto, e ronzio del luogo. Tutori con epena, imboccano neofita, invocano hekurà, petto aprir sua porta; ballano cantando, suo arrivo poi mimando, femmina del rospo, invocano se ha febbre, se debole per fame, confuso o spaventato, lui scappa in foresta, tutto frastornato; sbavando e vomitando, si rotola su terra, privo delle forze, o di conoscenza, anche se non scappa, è preda di emozioni, accede alle visioni; lunga iniziazion, intensa esperienza, incessanti sensazioni, nenie dei tutori, cantan gli hekurà, son spiriti animali, presentano se stessi, come dei neonati, pronti ad abitare, il petto nuovo uomo. Dopo iniziazione, gradual ritornerà, integrato qual pagè, in comunità, inalar col mokohiro, potrà e canterà, fermo o camminando, ogni suo hekurà. Prosegue formazione, crescono col tempo, hekura di adozione, a spaventar nemici, di notte canterà, con voce vigorosa, mai più vomiterà: febbre raffreddori, diarree lui curerà, eccessi sesso e cibo, e sforzi eviterà, se immerge in acqua, usa precauzione, come donna incinta, di hekur fa gestazione. Per essere |Pajè, beve acqua da cascata, avverte pian cantare, sonora a bassa voce, segue ad alta voce, ripete ciò che sente, fuori e dentro eco, il suono ricorrente; mistica iniziazio, raggiunge col digiuno, in lungo isolamento, invita gli hekurà, far sfrenate danze: mi trovano hekurà, giorno di silenzio, lor figlia si avvicina, danzando verso me, mi fa cadere a terra, mi apre gola e petto, sangue mio pulisce, morto steso a letto; strappami la lingua, metti le tue penne, sento quel che canta, la figlia di hekurà, per aiutare donne, durante loro parto, invoco io Tapiro, grazie al nuovo canto: Wakugnariwe è, hekura di anaconda, Arari uccello Ara, armadillo-Wakariwe, il primo ha molta forza, alberi sorregge, durante le bufere. Scimmia è Pascioniwe, giaguaro-Irariwe, Kumar pappagallino, caimano è Wariwe, tuono Taumiriwe, vento Watoriwe. Poter di ogni Pagè, calor intento spinge, dominare il fuoco, collega a mondo sogno, la danza è susseguirsi, voci di animali, disordine mentale, pagè ci appare morto, purifica col ritmo, alfin torna risorto: il canto del suo volo, viene da lontano, viaggio pare lungo, linguaggio cadenzato, su scala immaginaria, fumo di tabacco, da foglie sventolato, pajè ha oracolato, pietra come quarzo, nel fuoco e calore, ci narra visioni, offre risposte, con canti e invocazioni: se aspira epena, invasano hekurà, tatuato col carbone, cammina ora pagè, avanti indietro va, lui guarda nel malato, su amaca disteso, urla + minacce, a uno spirito ribelle, insediato sotto pelle: gli intima la fuga, oppur lo taglia a pezzi, che buttera nel fuoco, senza troppi mezzi, con sapienti tocchi, massaggia paziente, spinge con le mani, hekura incosciente, lo spinge a estremità, testa mani-piedi, al fin succhiarlo via, da corpo del malato, stremato cade a terra, anche varie volte, amici e conoscenti, rianimano forte, incitan ripresa, di cura spruzzan acqua, su viso battagliero, rialza e inala epena, riprende a dialogar; con un hekur si infuria, sputa vomitar, per gravi malattie, tregua lui non dà, al povero paziente, di giorno e di notte, suo intervento poi, ne accelera la morte, nei casi terminali, abbrevia dolor sorte. Convincere il malato, è arte di pagè, vincere intrusioni, ovver guarire da sè, lo aiuta prender mano, ora la sua sorte, con immaginazione, lo fa sentire forte; pagè yanomami, gran poeta attore, quando si prepara, a estatica seduta, rivela bellezza, di hekurà che serba, richiama ausiliari, spiriti nagual, parla agli animali, ne imita natura, infine gli hekurà, dimorano suo corpo, grida implora e urla, muovesi contorto, parla con la voce, di hekurà presente, il doppio uccider può, esso è ambivalente. Pagè nel pomeriggio, tiene lezione, narra un giaguaro, che mangia + carne, cerca in Sciabono, gira ogni capanna, Yoawe lo scoprì, Epena lui fiutava: vennero hekurà, a frotte verso lui, divenne un pagè, ed ebbe suo potere, si mise a far amore, ma odore vaginale, fugge gli hekurà, lui smise di cantare; tutti conoscon, trama del racconto, vedono commossi, commento a girotondo, si crea complicità, ilarità costanti. Omave e Yomave, sono due fratelli, il primo viaggia molto, e porta epidemie, il secondo tien magia, un piede nel caimano, cura malattie. Iwari tiene fuoco, posto sotto lingua, a nessun ne dà, geloso che si estingua, privo di amici, Yomave lo avvicina, e ridere lo fa; presso amaca Iwariwe, presso sciabono, notte con piogge, freddo faceva, molti yanomami, tossivano insistenza, fuoco Iwariwe, bastava a curarli, ma padrone fuoco, va a ignorarli. Un giorno Yomave, in amaca lo culla, Iwari dormiva, improvviso starna bava, fuoco salta fuori, da bocca spalancata, Yomave lo afferra, salta si allontana, torna allo sciabono, e Fuoco dispensa. Iwariwe disperato, caimano diventa, Yomave spicca salto, ma perde suo piede, finisce sui rami, di albero Cacao, lascia scintilla, che ogni legna brucia, pianta che innesca, fuoco medicina: |Prioma-rospoarancio, donna di torrenti, disse a predire, fuoco fà soffrire, la invocano pagè, a curare febbri. Yanomami morte, è rito di passaggio, lascia ai discendenti, ceneri di ossa, per fare comunione, osteofagico rito, a superar paure, e anima librare: ogni umano possiede, anima Nobolebe, nuvola di fumo, da corpo si solleva, durante cremazione, verso il cielo leva, manca nel bimbo, nei morti non cremati, dispersi o uccisi a fiere, errano in foresta, soli o a schiere; seconda anima è Monise, ombra oppur nagual, durante vita alberga, nel totem animale, ragno aquila o giaguaro, uccide yanomami, se uccidi suo animale. Durante cremazione, si uniscono le due, lo Spirito del sogno, con Anima vitale, poi in altro mondo, van da Wadawadana, giudice dei morti, che smista fiumana. Piangono hekurà, la morte di un pagè, lasciano suo corpo, quando è moribondo, mentre se ne vanno, cielo divien scuro, piove tuona e scaglia, folgori con fumo; danze frenesia, attorno al moribondo, lo chiamano fratello, figlio o papà, mostrano oggetti, di sua proprietà, imprecano gridando, la sorte che verrà. Acqua umidisce, tabacco tra le labbra, piangono a dirotto, donne e maschi insieme, cadavere abbellito, con piume di sparviero, dipinto di rosso, su pira fuoco vero; da varie abitazioni, tizzoni catastati, su legna incenerisce, amaca col corpo, acre odore e fumo, si unisce al crepitio, parenti ballan strazio, lanciano sul fuoco, frecce con faretre, ceste e oggetti del defunto, esprimono dolore, senza disappunto; dopo qualche ora, cadaver consumato, cener raffreddata, è raccolta con ossa, entro una cesta, prese dai parenti, saranno consumate, nei riti di un |Rehao. Yanomami festa, invitano amici, sparsi in foresta, attorno a nonno fuoco, mito agnacorami, occasione di legami, baratti e strategie, scambiano regali, parenti con amici, Pesce selvaggina, cibo nella fossa, chiude intero rito, cenere di ossa. Uomini riuniti, inalano epenà, mangiano banana, sgarbo se ne resta, invocan hekurà, picchian piedi a terra, calata la notte, entran donne in scena; al cenno del pagè, danzano con passi, 4 avanti e dietro, due a due fan canti, frizzi e provocazio, ad uomini rivolte, su amache distesi, danno le risposte; tutti innamorati, prescinder dai legami, rischiano villaggi, di giunger alle mani, duelli con disfide, dialoghi ed affare, culmine Reaho, brivido di gare. Alba fine festa, abbracciano felici, inalano epenà, pagè tutti riuniti, seduti sulla terra, in dialogo ritmato, suggello e garanzia, opera ha compiuta, Reaho di fratellanza. jurema_cantos.m4a
I Yanomami associano erbe e piante a sapori amari, pizzicore e acidità sul corpo, preparando decotti e infusi per curare malattie, punture, ferite e parassiti, con specie come Aspidosperma nitida, Drymonia coccinia, Phytolacca, Tabernamontana, Philodendron e Croton. Peperoncino e linfa di banano trattano infezioni oculari e polmonari, e veleno di serpenti e formiche. La loro origine mitica collega la nascita della tribù al sangue mestruale di Luna. Epenà è ambivalente: cura o nuoce, accompagnando canti, grida, danze e rituali teatrali dei pajè, esaltando il gruppo e rivelando poteri di guarigione. Thamamou è iniziazione per aspiranti pagè: un mese di isolamento, digiuno, astinenza sessuale, pittura rituale e contatto con spiriti, per integrarsi alla comunità. Nei villaggi, molti uomini diventano pagè dopo sogni o cacce solitarie, quando lo spirito li chiama. Amore, accoppiamento e affetto trasmettono esperienze ai bambini, che apprendono osservando. La foresta è tempio e oracolo: i pagè prevedono clima, piogge, siccità, tempeste, epidemie e calamità. La numerazione rituale va da uno a tre, con la moltitudine che segue il numero tre, Mahu orakabe orakataue, simile a sistemi numerici cinesi.#|Yanomami associan erbe, sapor amaro alla cura, pizzicore su pelle, gusto acido al corpo, decotti di corteccia, Aspidosperma nitida, infusi foglie-fiori, di Drymonia coccinia; peperoncino acqua schiacciato, combatte occhi infetti, come infuso di Banano, cura infezioni polmoni, linfa banano, contro ferite serpente, e formiche veleni. Phytolacca su punture, di pulci ai piedi, Tabernamontana cura, vermi intestinali, Philodendron lenisce, punture scorpioni, corteccia Croton su capo, emicrani dolori. Luna è un antenato, un tempo fu colpita, e da suo sangue mestrual, nacquer yanomami, ci andiam con epenà, in rito ritrovato, noi da li veniamo, là infine ritorniamo. Epenà ambivalente, nuoce oppure cura, pajè canta e grida, risucchia e sputa via, colloquia pur combatte, fino a sfinimento, rantola per terra, e muta atteggiamento: passa in rassegna, antenati e narrazione, atteggiamen teatrale, mangia la tensione, esaltazione gruppo, visibili ora rende, poter di guarigione, tutto già sottende. Thamamou iniziazione, è cura aspirante, adorna si dipinge, astiene cibi e sesso, inizia Epena viaggio, spartana vita 1 mese, isolato da villaggio, avrà zucca acqua, legna per fuoco, amaca per letto, e ronzio del luogo. In yanomami villaggi, molti son pagè, a volte quasi tutti, uomini adulti, a seguito del sogno, o caccia solitaria, sentono chiamata, lor spirito va in aria. Tra fiume e foresta, amore fanno bello, si accoppiano istinto, avvinti su terra, si bagnano al fiume, poi escono parlando, affetto desiderio, trasmettono guardando, i bimbi son gioiello, della comunità, lor nota prediletta, pare sia la pioggia, credono dal mare, il mondo intero sboccia. Lor tempio è la foresta, oracolo di vita, i pagè fan previsioni, accurate su clima, annunciano arrivo, di piogge o siccità, tempeste e vari eventi, epidemie o calamità: lor numerazione, da uno ferma al tre, Mahu orakabe orakataue, simil la cinese, uno produsse due, due produsse tre, bruka è moltitudine, segue al numero tre.

92:lume092-Siona oggi trecento, sul rio Putumayo in Colombia, si rifugiano nella selva madre per preservare la loro cultura. Nei loro miti, Sole, Luna e Tuono, insieme ai fratelli Pleiadi e a una sorella, abitavano la terra come giganti e bevevano yagé; la sorella, ebbra, cade e vomita, mentre Luna beve senza visioni. Questi spiriti avi arrivano nella selva per aiutare i Siona a curare l’ecosistema e rafforzare l’identità della comunità. Insegnano la preparazione del yagé e poi ascendono ai cieli, mentre la sorella Pleiade si trasforma in vento, alberi e formiche, fissando il mito. L’universo Siona è composto da cinque piani, con dischi interconnessi, il primo sotto terra, fino all'mpireo di metallo sopra tutti. La terra ha due lati, ikako e yeki kako, e gli esseri che li attraversano mutano forma: umani come uccelli, animali come giaguari, anaconde, rane e pecari guidano gli sciamani, mentre pesci portano piante come il mais. L’interazione tra i lati regola pioggia e cicli naturali. L secrezione della rana Phyllomedusa bycolor, il Kambo, viene usata dai Siona e studiata da Lattanzi per attivare meridiani, favorire sogni attivi e trattare dipendenze.# |SIONA di Colombia, del rio |Putumayo, trecento rimasti, dal tempo coloniale, rifugian selva madre. Siona mito narra, Sole Luna e tuono, a Pleiadi fratelli, hanno una sorella, vivon tutti a terra, come giganti umani, e bevevano yagé: sorella ebbra avan visione, cade da sua amaca, vomita e sparge feci, mentre Luna maschio, beve senza visioni; questi spiriti avi, giunsero alla selva, ad aiutare i Siona, a curare ecosistema, con forza dei cacique, identità che torna: insegnano ai Siona, a fare la bevanda, poi ascesero ai cieli, mentre sorella Pleiade, mutasi nel vento, alberi e formica, e fissa ciò nel mito. Siona universo, fatto a cinque piani, gran dischi in relazione, piatti di fontana, sotto terra il primo cielo, secondo e terzo cielo, sopra tutti sta, Empireo cielo metallo; dove incontrano i fiumi, esiste la colonna, che connette i primi tre, abitati da entità. La terra tien due lati, ikako e yeki kako, ikako quan si sogna, o si beve iko, gli esseri ai due lati, passano il confine, subendo mutazioni, umani come uccelli, mentre gli animali, giaguaro ed anaconda, raganella e pecari, giungono di quà, prendendo forma umani, guidano sciamani, mentre i pesci là, appaion piante mais, quando vengon quà; interazion tra i lati, è base della vita, pioggia cade qua, se attività è di là, ovver si beve chicha. |Kambo secrezione, di anfibio raganella, Phyllomedusa Bycolor, nel libro professore, che Giovanni |Lattanzi, usa a sviluppare, suo metodo di cura, che attiva i meridiani, con il secreto Kambo, usando in sinergia, Kambo e radice Boca, a trattare dipendenza, e sogno attivo essenza.| Romulo racconta la sua vita nell'Amazzonia, tra Perù e Colombia, dove vivono Matses, Ashaninka e Siona, tra giaguari, caimani e rane arboree. Matses/Ashaninka sono cacciatori-raccoglitori su palafitte, coltivano yucca, banane, canna da zucchero, e comunicano con spiriti delle piante e totem animali. Il Sapo Kambo, muco di rana arborea, viene applicato su ferite: induce visioni premonitrici, forza fisica e percezioni acuite per la caccia. I Siona del Putumayo, pochi sopravvissuti, praticano yagé per connessione ai cieli, agli antenati e agli spiriti, con miti di Pleiadi, Luna e Sole; i riti prevedono tre notti di bevuta, canti e visioni, dove lo sciamano guida il novizio attraverso trasformazioni e rinascita simbolica. Ogni esperienza fornisce conoscenze su animali, piani dell’universo e rimedi. Il pajè spiega scopi di cura o caccia, tracciando patti con gli spiriti e indicando luoghi di preda. Gli Awa, nomadi della selva, praticano Karawara alla luna piena, cantano e viaggiano nello iwa, incontrando antenati e spiriti animali. Giovani apprendono osservando, mentre animali allevati diventano compagni, preservati e protetti. Tutti questi popoli intrecciano natura, mito e conoscenza pratica, con riti che insegnano, proteggono e rafforzano la comunità.# Romulo narra, sua storia Amazzonia, vissuta in Perù, confini con Colombia, terra di caimani, malaria febbre gialla, vivono i Matses, giaguari e arborea rana, tra Siona e Yanomami. |MATSES e Ashaninka, cacciator-raccoglitori, fanno palafitte, la pioggia spesso inonda, durante la stagione, ai tropici di norma, umido ambiente, caldo appiccicoso, coltivano yucca, zuccheri e banane; alfine di cacciare, devon comunicare, con spiriti di piante, e totem animale. Romulo ha un amico, Sandro Matsigenga, ha figli e due mogli, del clan Ashaninka, dorme con le piante, sogna il loro uso, se a genio gli vai, ti insegnano infuso: lor usano 1 secreto, di un arborea rana, qual mezzo caccia-pesca, medicina umana, phillomedusa versicolor, detta Sapo Kambo, è un antico pagè, che in loro va cantando; muco pelle raganella, sfregan su ferita, sul corpo cacciatore, farà circolazione, ad avere sogni, premonitori su animale, preciso luogo caccia, li aiuta una solanace: pianta fiuto |Nu-Nu, durante il rito sapo, serve acuire sensi, a caccia nella selva, verde polvere tabacco, a cener mescolata, unita a kambo-saliva, sfregata o inalata: pelle va spellata, da ramoscel rovente, il sapo liquefatto, si applica su piaga, a zona ustionata, ugual capocchia spillo, corpo scalda e arde, suda fa scompiglio, brucia da interno, cuor martella corre, ogni vena arteria, senti aprir nel corpo, a permettere la corsa, sangue burrascoso, vulcano ridestato, corpo erutta acquoso; van fuori controllo, funzioni corporali, sbavare e lacrimare, orinare e defecare, sommerge ogni rumore, corsa martellante, sangue accelerato, dolor divienta grande, respiro affannoso, desider lui morire, lo stomaco tien crampi, inizia a vomitare, tutto affievolisce, esausto cade al suolo, perde conoscenza, risveglia nel Dio tuono: la forza muscolare, erculea in ogni posto, visione approfondita, al buio senza sforzo, sopporta senza cibo, rincorre gli animali, e vari giorni vede, con sogni magistrali. |SIONA di Colombia, del rio Putumayo, trecento rimasti, dal tempo coloniale, lor religione rispose, a repressione esterna, rifugian selva madre, ricevono bevanda, forza dei cacique, identità che torna, a curare ecosistema. Siona mito narra, sciamani primordiali, Sole Luna e tuono, a Pleiadi fratelli, hanno una sorella, vivon tutti a terra, come giganti umani, e bevevano yagé; insegnano ai Siona, a bere bevanda, sente pleiade più giovane, ebbrezza avan visione, cade da sua amaca, vomita e sparge feci, mentre Luna maschio, beve sen visioni; appreso a ber yagé, ascesero ai cieli, mentre la sorella, mutasi nel vento, alberi e formica, e fissa ciò nel mito. Siona universo, fatto a cinque piani, gran dischi in relazione, piatti di fontana, sotto terra e primo cielo, secondo e terzo cielo, sopra tutti sta, Empireo cielo metallo; fine mondo è dove, si incontrano i fiumi, nel grande lago dove, è colonna che connette, i primi tre piani, abitati da entità. La terra tien due lati, ikako e yeki kako, ikako quan si sogna, o si beve iko, gli esseri ai due lati, passano il confine, subendo mutazioni, umani come uccelli, mentre gli animali, giaguaro ed anaconda, raganella e pecari, giungono di quà, prendendo forma umani, guidano sciamani, mentre i pesci là, appaion piante mais, quando vengon quà. Interazion tra i lati, è base della vita, come dicon Tzutujil, che attività di là, influenzano di quà, pioggia cade qua, quando la gente là, beve chicha birra mais, che sparge pure al suolo. Siona fino anni 60, cerimonie ayahuasca, calma crisi e pianti, causati da banchieri, Arsenio Yaiguaje, ultimo pajè, non lascia successore, tra i giovani urbanizzati, ora alcolizzati. Siona due volte anno, ora bevono iko, quan passa il pajè, del popolo vicino, riunioni conviviali, di gruppi familiari, si narrano esperienze, vissute in altro piano, con minuzia dettagli, dei luoghi visitati, esseri incontrati, costumi e riti dati: alcuni esseri sono wati, abitan ovunque, foresta fiumi e cieli, come mbwiri africani, son diversi per tipo, come i wati dei morti, o i wati inviati, o encantos e altri; wati arrabbiati, san dare malattia, in casi debolezza, come nei neonati, mentre i Bain sono, gente come i Siona, vivono altri piani, amano yagè, li visita sciamano, in forma di giaguaro, quan beve suo yagé. Ingrediente base caapi, masticato a lungo, sfibrato ed ingerito, o macerato in ore, beve acqua filtrata. Sama conosce molte liana, per cottura o manducazio, le coltiva e le prepara, per diversi riti bevanda, varie liane importate, da zone gruppi diversi, alcune tolta la corteccia, scende amar sapore, o aggiunge additivo, foglie Diplopterys cabrerana, o specie Brunfelsia, che i piedi intorpidisce, come tabernaemontana, apprendistato accelerato, con yoco e tabacco, o Psychotria in tempi magra, oppure datura, usata raramente, permettono mutare, in serpente o giaguaro. Yagè preparato, in capanna collettiva, usan precauzioni, a evitare che guasti, o rendere visioni, fuori controllo, se donna beve troppo, rischia un aborto, incinte o mestruate, restano in disparte: donna dopo il parto, si lava tutti i giorni, 40 giorni dieta, prima di far cuoca, al Siona sciamano. Rito collettivo, invita tutti quanti, ai giovani maschi, è scuola di Arsenio, che canta a guidar visioni, come vie sonore, prima i canti di chiamata, di spiriti yuxin, seguon canti stabilizzanti, poi icaro a vedere, poi i canti di congedo; nel corso rituale, visioni collettive, invocate e controllate, dal pajè maestro, dopo il tramonto, alla casa yagè, presso la foresta, ognuno amaca da sè, appende e prende posto, nella capanna che: sciamano prova il thè, poi arregla ogni tazza, con canti e foglie secche, a dar vision volute, beve sin tre tazze, verifica qualità, se produce buon visioni, altrimenti va gettar, rito interrompe, per ricominciar. Se visioni son buone, inizia a cantare, lo aiutano assistenti, a vestirsi rituale, corona e baston di piume, di uccello guacamayo, cioè spirito del sole, il primo sciamano, che viaggia nel cielo, uccello su spalla. Bevon partecipanti, a turno dopo Arsenio, che regola lor yagé, tornano a sdraiarsi, sua amaca ciascuno, nel corso della notte, fin cinque tazze a bere, tra pause di 2 ore, chi mastica canna zucchero, va bilanciare amaro. Saman mentre canta, da flauti accompagnato, durante le visioni, fedeli entrano là, vedon gente yagé, bella decorata, comunican con loro, e copiano i disegni, su proprie facce Siona, e su amache vedranno, samano tal giaguaro, anaconda od ocelot, che esce da capanna, a far visita a quei clan. A termine del rito, 1 bevanda temperata, chiude cerimonia, riunione viene sciolta, pajè spiega visioni, esperite da gruppo, se scopo era cura, spiega causa malattia, il wani del malanno, e i rimedi per guarire; se scopo era caccia, Cacique narrerà, il patto concordato, con wani di animali, nel corso del suo viaggio, luoghi e tempi indicherà, a trovar prede animali, donate da lor wani. Visione collettiva, stimolata da pajè, a inizio cerimonia, anticipa nei canti, ciò che incontreranno, tutti alle visioni, dettagli di colori, e geometrie ulteriori. Siona vedono tre tipi, individuo sposato, che ha provato bevanda, il secondo è cantante, ha bevuto più a lungo, ha esperito stacco corpo, con visioni altro lato; terzo è indovino, che vede giaguaro, Curaca in lingua quechua, sa visitare i piani, secondo sviluppo, Dau potere accumulato, con bevuta regolare: dau è come num, sostanza fisica che cresce, nel corpo del maestro, nel lungo apprendimento, dove lo studente, sperimenta visioni, naturali e culturali, alternando isolamento, dieta emetici selva, banane verdi pesci e uccelli, le mature son proibite, almeno per un mese. Dau conferisce, potere a medicine, maestro canta sopra, attiva loro forza, induce pur visioni, con bevande più leggere, come yoco e alloro. Studente pronto beve, tre notti lo yagè, vive mito Pleiadi, ebbrezza vomito e diarrea, perdita equilibrio, seconda notte vede fuochi, bruciato e morso da serpenti, da macchine e anaconda, se resta sen paura, continua iniziazione, vede gente altrove; nella terza notte, vede Madre Giaguaro, o Madre Anaconda, che intona canti lutto, lo chiamano figlio, e lamentano sua morte: studente si vede, mutato in bambino, avvolto e allattato, da Madre Giaguaro, che poi lo allontana, studente è rinato, tra gente yagè, dau in lui fluisce, e riceve un nuovo nome. Studente e maestro, poi bevono insieme, eseguono viaggi, attraverso le pintas, piani di universo, ogni pinta è abitata, da disegni colori, e specifici canti, appresi a ogni ciclo, di tre notti yagè, passata ogni pinta, rafforza il suo dau; alla casa di tigri, invitati a riposarsi, mentre mestre spiega, al novizio ciò che vede, carriera del novizio, passa dai disegni, tatuaggi sonori, degli esseri che vede; se và da altri maestri, viaggia con loro, raggiunge altre pinta, acquista altri canti, cumula visioni, mantiene memoria, del lato in cui si trova, cosciente di apparenze, resta essere umano, ritorna su sua terra; vedon tutti i piani, solo abili sciamani, raggiungono la Luna, o cielo di empireo, fatto di metallo, che Dante pur descrive, con cori musicali, e rosa dei beati; alcuni da lontano, intravedon qualche piano, che poi li specializza, nel rito caccia o cura, contatto di animali, astri tuono e vari. |AWA gruppo indios, vive selva mentale, frutti e miel migliore, san dove trovare, caccian selvaggina, nomadismo stile vita, cerimonia Karawara, luna piena invita: viaggiano uomini, allo iwa della selva, entrano in capanno, portale tra 2 mondi, donne decorano mariti, piume avvoltoio, 1 resina per colla; giovani osservano, al chiaro di luna, arriva stato trance, 1 canto sufficente, canto si fa forte, i bimbi sono a nanna, nel capanno-tempio, a turno ognuno canta, incontrano lor avi, e spiriti foresta, in dimensione aliena, caccia è fortunata, Iwa è la dimora, di essenza di animali, ne allevano qualcuno, compagni degli umani; orsetti procione, cinghiali avvoltoi, se 1 cucciolo di scimmia, entra in famiglia, vien nutrito al seno, mai sarà mangiato, se torna in foresta, è hanima preservato. libro_altrove_incensi-sapopineale.m4a
lume092-Medusa Regina, figlia di Re Forco, in isole occidentali, eredita il trono, di Corsica e Sardegna, dimora dei Giganti, custodi di memoria. Su navi tra i nuraghe, guida le sue genti, saggia e coraggiosa, aleggia nel silenzio, custode oracolare, migra a radicare: ricorda essere intero, conquista il mondo interno, gigante del Tirreno, dal Ponto e la Crimea. Medusa Steno Euriale, son figlie del Tirreno, sovrano di occidente, giunto dall'oriente, Gorgoni erano dette, figlie a quel sovrano, reale e mitizzato, in Corsica e Sardegna. Sorelle pur regnanti, nei culti lunari, vegliano i confini, terra-mare e vita-morte. Medusa regina, combatte gli invasori, venuti anche dal mare, suo padre contro Atlante, in battaglia navale, subisce la sconfitta, e muore annegato, Lei pianta Orniello manna, a memoria di suo padre, che vien divinizzato, come dio marino. Atlante avanzò col tempo, patriarcale e verticale, e Regina mai sconfitta, mutata venne in mito, tra rocce dei Giganti, volti scolpiti al vento, oracola sua voce: Noi veniam dal Ponto, da un mare scuro e antico, dove Amazzoni guerriere, attraversano memorie, fin acque di Amazzonia, a occidente dei nuraghe, un unico respiro. Regine oracolari, di presso al mare scuro, guardano la stirpe, dei culti della dea, poi vennero gli dèi, del cielo a spezzar tutto, ci resero nemiche, chiamandoci gorgoni, i Giganti resi pietra, memor fossilizzate. Medusa con suo sguardo, rivelava verità, del cielo e della terra: non temer suo sguardo, ma temi ciò che in te, rifiuta di esser visto. Tra pietra vento e mare, Hannah Lynn ricorda, memorie di Sardegna, in Pauli Arbarei, tombe dei giganti, giunti per via nave, dal mar della Crimea, sede delle Amazzoni; dopo la migrazione, vi fu frammentazione, tra amazzoni e gorgoni, giunte anche in Brasile, portando il culto antico, di stirpe nata al Ponto.

93:lume093- Impero Inca al tramonto: Apu vegliano su acque e montagne, Pachamama nutre la terra, e gli Amautas leggono i segni del mondo. San Cipriano, mago pentito, rinuncia all'inganno e incontra la pianta Achuma. La beve e sogna Cristo, che benedice il cactus e gli dona il nome di San Pedro, colui che apre le porte del cielo e del cuore. Da allora Sanpedro è medicina e visione: purga, riscalda, unisce. I curanderos come Romulo e Maria lo raccolgono nei deserti alti, lo cuociono con lime, lo bevono a digiuno: durante la mesada invocano spiriti, offrono fiori, tabacco e zucchero. San Pedro illumina chi soffre, dissolve vergogne e paure, insegna che l'amore guarisce. Chi lo usa con cuore puro diventa ponte tra uomo e Dio; chi lo usa per danno, cade nella propria ombra. In Achuma parla il Cristo delle Ande e la Giustizia dei Tarocchi: chi odia il fratello è già assassino nel cuore: odio e invidia sono peccati che vanno contrastati nel cuore. La purezza interiore è la chiave del Cielo, come la vedova del Vangelo che, dopo insistente richiesta, ottiene giustizia dal giudice iniquo (Lc 18): chi persevera nella fede viene ascoltato dal Divino.| San Cipriano, mago del Perù, s'innamora di una suora che resiste al suo incanto grazie alla croce di san Giorgio. Sconfitto, rinuncia alla stregoneria e, errando tra le Ande, incontra la pianta Achuma. Ne beve il decotto e in sogno vede Cristo, che benedice il cactus e gli dà tre nomi: Huachuma, Virtù e San Pedro, colui che ha le chiavi. Da allora, il Sanpedro diventa medicina e via di visione. Cipriano scrive il suo libro, lasciando in eredità la sapienza ai curanderos, che distinguono i cactus a sette coste, legati ai quattro venti e alla croce andina. Romulo e Maria, come i curanderos delle Ande, raccolgono cactus stressati dal sole e dalla sete, più potenti per la sofferenza che hanno patito. Le piante vengono tagliate, cotte in acqua di lime e bevute a digiuno: aprono la visione, purgano e riscaldano, portano empatia e conoscenza. Durante la mesada, i curanderos invocano gli spiriti, fumano tabacco, offrono fiori e zucchero per chiudere il rito. Il Sanpedro apre il cuore come il sole tra le nuvole: mostra la verità delle relazioni, dissolve paure e vergogne, e riconnette l'uomo con la montagna e con Dio. Chi lo beve con rispetto diventa strumento di guarigione; chi lo usa per il male, cade nella propria ombra. In Achuma vive la voce del Cristo andino, che insegna: Chi soffre e vede, guarisce anche il mondo.# Adriano Melendres, curandero peruviano di San Juan de Cachaco, narra mito di San Cipriano, che scopre il SANPEDRO in due generi di cactus, Echinopsis e Trichocereus pachanoi o peruvianus. con essi lui vede cause dei mali nei suoi pazienti, mentre Giorgio Samorini prende appunti e scrive. Al villaggio di Ayabaca, Cipriano s'innamora di una vergine cristiana, una suora che non riesce a conquistar con la sua magia pusanga, la suora porta al petto una croce di san Giorgio, che infusa di fede resiste a ogni magia. |SanCipriano sconfitto rinuncia esser stregone, vagabonda nel Peru gettando oggetti mesa, poi inizia a cercar Cristo, che ben lo aveva vinto. Durante il suo cammino, incontrò pianta Achuma, alle otto di sera lo taglia e lo cucina, lo mangia per la fame e in sogno incontra Cristo, nel Giardino Eden chacra alle otto di mattina. Gesù sorpreso chiese, come hai fatto ad incontrarmi? Cipriano glielo spiega e gli mostra quella pianta, Gesù la benedice e la lascia ai curandero, da oggi avrà tre nomi, Huachuma e Virtù e San Pedro con le chiavi. Cipriano veste un saio e scrive poi suo libro, che arriva anche in Europa a diffonder medicina, ai volenterosi intitolati, e ricorda che coloro, che trovano suoi oggetti, diventan curandero e curano i fratelli; chi li usa a far mal daño, divien brujo maleros, così Gesù pensa a un rimedio, a ridurre pianta forte, che prima di Cipriano, altri monaci travolge, dimezza coste cacti, da 14 a sette, va bene anche otto o nove, e le chiama coste vientos. Sanpedro più usati, sono quelli a sette coste, quelli a quattro sono rari legati ai quattro venti, e rifletton croce quadrante, di andina cosmografia. |Romulo ci porta, in sua casa in Hariquina, paese due or da Lima, ha due metri cacti in fila, talee lui fa asciugare, contro marciume radicale, prima di trapiantare, poi ci dice che più acqua rende achuma meno forza, e nei decotti solo impiega, i più sofferti e resistenti. Cacti quan tagliato, vive fuori terra, minimo un anno, e radici buone serba, dentro veranda, lui porta esemplari, da diversi luoghi Ande, e suoli abbandonati, dove i cacti più stressati, lottano per l'acqua, ma li aiuta la mescali, lì a Las Alda nelle ande. Ogni cacti soffre e adatta, a crescere continua, pur se cade a terra, cresce colonna alta sei metri, nel deserto o su montagne, o nei vasi dei Chavin, ramifica da base, dai tagli trasversali, fiorisce la notte, fior bianchi profumati, che apre al tramonto, e chiude con alba, aroma fragrante, è cactus 4 venti, tawantinsuyu Inca. Maria nella sua mesa, invoca inizio cura, dopo cena leggera, sen grassi sugar sale, florecimento e offerte, a encantos del tabacco, mangia il suo huachuma, spegne luci e attende, diagnosi o intervento; sua mesa tien tovaglia, con disegni ricorrenti, ricami di visioni, candele incenso e statue, lei taglia pianta a fette, la cuoce in acqua-lime, 3 ore alla padella, separ da schiuma e feccia, dopo due decozioni, lo beve poi a digiuno. Achuma a 7 coste, polpa bianca interna a volte, taglia via da cacti, a fette lo cucina, 3 ore in acqua lime, liquido dimezza, da schiuma separato, sen zucchero e sale, diviene denso-amaro, a digiuno dà al malato, lo purga e riscalda, mentre lei fuma tabacchi, contro vomito-nausea; achuma agisce dopo mezzora, effetti durano dieci ore, ha uno spirito solare, di empatia contemplazione. |AAPUS antenati, guidan greggi e clan, in luoghi inospitali, su Ande fan città, Apu è la montagna, Pachamama la terra, Quero il paese, ombelico mondo eterno; Apu collettiva, è l'energia di montagne, che effonde dalle punte, la forza Pacha mama, anche mama coca, attinge al sotterraneo, forza immateriale, che nutre figlio umano. Rifondano aapus, imper Tawantinsuyu, lingua qechua e aymara, parlano su ande, sciamani e sacerdoti, fanno urbana gerarchia, Warschi è primo grado, e nutre monarchia. Watu secondo grado, veggente di foglie, Hampeq terzo grado, è mana curandero, lavora lui profondo, con spiriti piante, riceve insegnamenti, a vivere su Ande, suo lavor profondo, include spiri piante, da cui fa suggerire, ogni metodo curante, lavora col pianeta che mangia inquinamenti, e ogni brujo va stroncare. I sacerdoti aapus, fan arte aruspicina, diagnosi dei ventri, di fauna da cucina, usan divinare, collan portar fortuna, semi rosso-neri, Guairuro pianta runa. Fumiga apus, grasso Cuy e foglia coca, divide sua mesa, come il cielo Rasna, tabacco nero fuma, e sacrifica un Lama, zucca pien di semi, sarà sua maraca: con semi |Brugmansia, beve col malato, inibisce facoltà, offrendo sonno grato, Apus poi trasporta, paziente in ipnosi, osserva mani e occhi, e inizia orazioni: invoca gli antenati, in lingua ispano-qechua, continua in silenzio, fumar nero tabacco, mastica la foglia, vede e indaga prima, oracola destino, e adatta pure al clima. Coca aiuta sostenere, fame e fatica, aiuta a fare fronte, a estrema povertà, malesser altezza, freddo e difficoltà, dolore e tristezza, aiuta dissipar: è arbusto delle valli, caldo umido richiede, prospera in declivi, suol senza calcare, seminati o piantati, a fondo valle vive, dà vita al |Cocal, con alberelli in fila; ogni tre mesi, scerbano erbacce, andini contadini, dopo tre anni fan raccolta, e mantengono usanza, di metter foglia coca, ai morenti sulla bara. Dea salute porta piogge, in cerimonia preventiva, a |Cuzco imperiale, re inca Pachacutec, rende medico chiunque, si adatta a clima; aruspici indovini, di foglie e di miti, mastican foglie, o fumano tabacchi, sacrificano Cuy, Cavia porcellus, strofinando sul corpo, a paziente malato, e l'agonia del cuy, rivela morbo localizzato. Camayoc |erboristi, Pachacuc leggono climi, Ayatapuc parlan defunti, profetan Hechecoc, dopo ingestione piante, o bevute alcool. Guacaues asceti, vivon luoghi isolati, Callahuya dotti erranti, Kamasqa i reali, curano imperiali, i capi tartari incan, tutti seguono dieta. Altomisayo a Cuzco, o qullasiri a Puno, pongo di Ayacucho, |ayahuasquero Iquitos, huachumero di Piura, come paqo a Cajamarca, distinzion di curandero, dai maleros rimarca. Ande è bi-cultura, india e latina, dottori di città, e curandero campesini, se uno è insufficiente, riceve sanzioni, fino pena di morte, se fà atti criminosi. |Amautas sono detti, curandero e curandere, specie donne aymara, di paese Cochabamba, guidano la marcia, contro privazioni, soffrono massacri, ma seguono missione, così Evo Morales, di Aymara tribù, libera suo paese, Bolivia dalla sete. |Ostetriche achumere, indossan cappuccio, turbante lungo velo, ricoprono capelli, spirito sanPedro, presenta sua voce, parla ad orecchio, narra molte cose, da terza a sesta ora, conversa coi pazienti, invita sobria dieta, rende conto fatti, ignoti nella psiche, fiori su ogni cosa, mentre a chiudere gli effetto, di achuma medicina, bevon zucchero-lime. Maria curandera, consuma col paziente, enteogeno che ha, Sanpedro di Ande, o Ayahuasca di selva, venduti ai mercati, a ridestar maestro primo, kon tiki Viracocha che riesce controllare, stati emozionali, anche collettivi, che lui vede nel rastreo, a mezzo riti erbe, con icaros agisce, su specifici nodi; se mesada stabilisce, pensiero positivo, equilibrio mentale, su consumo o disistima, le fasi di |rastreo, accompagnano mistero, con sintomi che sono, mal di mare vertigi, Sogni e ricordi, coscienti subcoscienti, rielabora blocchi, per spiriti incontrare, catarsi estasi andine, un altrove intuire, con vigilanza di immagini, visioni dove un sombra, penetra nel mito, seppur resta piedi a terra, nella mesada viaggia, presso retroterra, che lega luogo a totem; pianta con persona, contagiano a vicenda, trasferiscon forze, oggetti della mesa, a stringere patti: mesa rito spazio, chiama mondo andino, detto pure pacha, connette sogno vivo, fa conoscere visioni, luoghi fas-e-infas, ogni apprendista impara, con anima viaggiar. Con acqua lei pulisce, tutti vecchi oggetti, benessere risiede, armonia psiche-mito, che manifesta in scambi, doni di continuo. Se vede squilibrio, di opposte qualità, amautas va curare, sindromi culturali, infrazione di norme, sociali o rituali; azioni di entità, di aria di vette, azioni di malero, purghe erbe in bocca, susto spavento, malocchio invidia inconsci, amuleti sulla mesa, aiutan sguardi nuovi; pudore vergogna, da improvvisi imbarazzi, accade dopo eventi, di clima e colpi venti, resta la sombra, conflitto è temporane, malattie caldo-freddo, simil effetti vale: primari riti cura, offerta o pagamento, di cibo o qi danaro, accompagnate da versi, litanie agli encantos, al fuoco e |Viracocha, inalando tabacco, rinforza la sombra, e aiuta spiro pianta, sanpedro o ayahuasca, limpia libera contagi, a mezzo di frizioni, trasferisce contagio, da corpo ad oggetto, o espelle via Cuy, despacho desenriedo, suzione scioglimento, chiamata della sombra, con erbe a convegno: se origine ignora, di susto economia, bagni in acque laghi, dotate di encanto, abitati da spiri, a mutar poli contrari, florecimento è recitar, parol beneagurali. |Puerperio è infermità, x ossa disgiunte, causate da parto, e vento freddo entra, madre alimentata, massaggiata e fasciata, tiene unite ossa, levatrice addome spalma: 8 giorni da parto, unguento di gallina, con cenere ed erbe, articolazio massaggia, impiastro pomodoro, x cura di angina, infuso di patate, a fegato-reni malattia; foglie coca flatulenze, coliche mal-denti, Simaba cedron febbre gialla, Simarruba malaria, Schinus molle x ferite, blocca emorragie, paralisi locale, birra chica anestesie; semi di chimico, stramonio macerati, in chica coca o vari, Camelina cura i denti, tartato o gengive, |HEVEA sui gonfiori, e coliche vesciche. quid_achuma-medicina_giorgio.m4a
|Incas canato al tramonto, celebra gli Apu, spiriti di acque e di montagne, proteggono la gente e le piante. Pachamama nutre la terra, mentre gli Amautas e gli Hampeq interpretano i segni della natura, leggono la coca, sacrificano il cuy per diagnosticare le malattie e ristabiliscono l'armonia tra corpo e spirito. Nel tardo impero Inca nacque San Cipriano, curandero sincretista, che converte più maleros ai valori cristiani, di Andronico decreto, e con aiuto delle levatrici, curandere di huachuma, vede chiavi di Sanpedro. Gesù meravigliato gli dona le preghiere, diete e norme d'igiene per guidar lavori di cura in lingua Aymara e Quechua. |Wachuma medicinal dos Andes, expansor de conciencia y expansor cardíaco. Princípio masculino, portador legítimo de sabedoría ancestral, curandeiro natural de constelação familiar, depressoes y ansiedade.

101:lume101- Michele, Gabriele e Raffaele custodiscono popoli e forze naturali. Micael è |Bacco che trionfa sul pensiero che fugge. Gabriel è messaggero tra cielo e terra, appare a Daniele, Maria, Zaccaria, Maometto e guida visioni profetiche, interpreta sogni, conforta Gesù, protegge la storia sacra con Michele e Rafael: annuncia a Fatima il dolore causato dall'ateismo e prepara il cuore al pentimento. In Daniele rivela persecuzioni, un re empio e la promessa del Messia, mentre Ciro il Grande incarna il sovrano ispirato e giusto. Gabriel accompagna Maometto nel Miraj e lo ispira al Quran.; in Dante incorona Maria come Regina celeste. Enoc parla di angeli che governano elementi e cantano col creato in nove cori e tre triadi, trasmettono luce e volontà divina: Serafini ardono d’amore, Cherubini custodiscono la sapienza, Troni incarnano la giustizia. Imitare gli angeli è salire verso la divinità innata in ciascuno di noi, in un cammino di purificazione e unione.| Gabriele/Jibrīl, angelo messaggero, appare a Daniele, Zaccaria, Maria e Maometto. A Fatima (1917) annuncia dolore per la Russia atea e prepara la visione mariana, che invita al pentimento. In Daniele, Gabriele rivela visioni apocalittiche: persecuzioni di tre anni e mezzo e l'avvento di un re empio che sarà spezzato senza mano d'uomo. Gabriele guida i profeti, interpreta sogni, conforta Gesù, protegge la storia sacra. Insieme a Michele e Raffaele custodisce i popoli e gli elementi naturali. Nella Bibbia, Talmud, Corano e testi apocrifi è mano Sinistra di Dio, dominatore dei Cherubini, intermediario tra cielo e terra, rivela il Quran a Maometto e ne accompagna l’ascesa al cielo, mentre nel Paradiso di Dante incorona Maria. Le visioni angeliche provocano tremore, smarrimento, malattia, ma portano messaggi da comprendere. La visione di Daniele sulle 70 settimane preannuncia persecuzioni, restaurazioni, fino alla venuta del Messia. Gli angeli, in Enoc, governano natura e storia, cantano con le stelle e gli elementi nel Cantico dei Tre Giovani, nel Laudato di Francesco. Michele guida le milizie celesti, combatte il drago e appare nei santuari di Gargano e Mont Saint-Michel. Ciro il Grande, citato da Isaia, Daniele e il Corano, è liberatore ispirato da Dio, simbolo del sovrano giusto che unisce popoli e permette il ritorno degli esiliati. La storia umana, da Babilonia a Tartaria, è letta come teatro angelico, dove lotte tra potenze visibili e invisibili plasmano il destino dei popoli.# Arcangelo Gabriele appare a Fatima nel 1917, annunciando il dolore della Russia atea e anticipando la Madonna. In Daniele (cap. 8-9) rivela visioni apocalittiche: persecuzioni di tre anni e mezzo, montone e capro simbolo di Media-Persia e Grecia, e la venuta di un sovrano empio spezzato senza intervento umano. Interpreta le “Settanta settimane” come tempo di espiazione e rinascita. Gabriele guida profeti e giusti: parla a Daniele, Zaccaria e Maria, annuncia Cristo e conforta Gesù nel Getsemani. Nella Bibbia e nei testi ebraici affianca Michele e Raffaele; nel Corano è Jibrīl, messaggero del Corano a Maometto. È descritto anche in Enoc e nella Divina Commedia come voce angelica che incorona Maria. Gli angeli custodiscono storia e natura: stelle, venti, piogge, fuoco e nevi lodano Dio come nel Cantico dei Tre Giovani e nel Laudato di Francesco. Visioni di Isaia e Daniele mostrano smarrimento, malattia e dolori come doglie di parto davanti agli oracoli divini. Il Talmud e i testi apocrifi narrano Gabriele come Mano Sinistra di Dio, dominatore dei Cherubini e difensore dell’umanità. Michele, “Chi è come Dio?”, è comandante delle milizie celesti: combatte il drago, difende Israele e disputa il corpo di Mosè. Nella tradizione cristiana appare a Siponto (490) e ad Avranches (709), fondando santuari sul Gargano e a Mont Saint-Michel. Patrono di città e mestieri, è rappresentato armato con spada e bilancia come giudice delle anime. Gabriele e Michele sono ricordati insieme a Raffaele il 29 settembre (in Oriente l’8 novembre). Michele è anche nel Corano (Mīkāīl), pari a Jibrīl, custode del popolo e degli elementi naturali. Daniele e Giovanni cadono a terra davanti agli angeli, ma vengono rialzati e confortati: “Non temere!”. La letteratura apocalittica unisce mito e storia (Media, Persia, Grecia, Tartaria) con orizzonte escatologico. Ciro il Grande, visto come liberatore e strumento di Dio, permette il ritorno degli esiliati e la ricostruzione del Tempio. Ricordato da Isaia, Dante e il Corano, Ciro unisce domini e popoli, incarnando l’idea di sovrano eletto da Dio.# Angelo |GABRIELE, protegge il Portogallo, ovvero Rusitania, apparve a Fatima, 13 maggio 17, come grido di allarme, per dolore ella Russia, portata ad ateismo, anticipa Madonna, che chiede pentimento, per riconsacrar la Russia, al suo cuore immacolato, fino alla visione del 13 ottobre, quando inter regione vide miracolo del sole, come ad Iperborea. Alla provincia di Elam, il terzo anno del regno, re |Baldassar-Daniele, ebbi una visione, si trova a Susa city, presso il fiume Ulai, il Signore manifesta, attraverso suoi angeli, pone un termine preciso, alla persecuzione, dopo mille giorni, cioè tre anni e mezzo, metà di sette anni, cioè tempo compiuto, nel biblico linguaggio, Roma Elam sotto assedio, i miei fianchi di dolori, come doglie partoriente, mi contorco a quel che sento, spaventato a ciò che vedo, mio cuore si smarrisce, il terrore mi pervade, la sera insonne vado, prego per la calma; il dolore per suo popolo, provoca malessere, nonostante spiegazione, di Gabriele a Daniele, non comprende la visione, non immagina il futuro, di un sovrano crudele. Daniele o Bernadette, Lucia o Guadalupe, citano simboli, immagini e numeri, a comunicare messaggi, che vanno interpretati, come oracolo a Delfi, visioni da comprender: ecco davanti a me, intesi voce di uomo, che gridava e diceva, Gabriele si presenta: Io sono Gabriele, sto al cospetto di Dio, son mandato a portarti, lieto annunzio al sesto mese. Conoscer nome di qualcosa, è anche possederlo, Adamo impone un nome, ad ogni creatura, anche a sua moglie, come al tempo Jukurpa, dopo esilio teologia, si fa ricca intermediari, tra Déi e umanità, nel Libro di Tobia, contemporaneo di Daniele, compare Raffaele, Michele Gran Principe, nel Libro Enoc etiope, Gabriele è definito, Mano Sinistra di Dio, dominator dei Cherubini, uno dei quattro angeli, a tocca l'occidente. Gabriele nel Talmud, compare in tempi chiave, accompagna Maria, a preservare Storia Sacra, protegge umanità, lui comanda a Noè, salire anime animali, prima del diluvio, poi dirige distruzione, di Sodoma città, ferma mano di Abramo, prima del sacrificio, pure parla a Mosè, dal roveto ardente, punisce empio re Sennacherib, e convince Assuero, a ripudiar regina Vasti, per prender sposa Ester. In Vangelo di Matteo, angelo annuncia a Giuseppe, conforta pure Cristo, nell'orto Getsemani, olivi di avi Geez, la notte Giovedì Santo, a Giorni invece avvisa, di caduta Babilonia, in Apocalisse 18. Cattolici e Ortodossi, festeggiano Michele, il 29 settembre, patrono ai diplomatici, postini e marconisti. Gabriele per Islàm, è chiamato Jibrīl, e rivela il Corano, a Maometto Profeta, accompagna sua ascesa, al Paradiso al burak, dove incontra i profeti, a lui precedenti. Gabriele è ricordato, in scritture Bahá'i, come in Paradiso Dante, sotto forma ghirlanda, che incorona Maria, intonando melodia, cui si uniscono i beati: Io sono amore angelico, giro alta letizia, che spira dal ventre, albergo al nostro desiro. Zaccaria vide Gabriele, su altare d'incenso, e preso da timore, Zaccaria stramazza a terra, Egli mi disse: Figlio d'uomo comprendi, questa visione riguarda, il tempo della fine: mentre egli parla a me, caddi faccia a terra, ma egli mi toccò, e mi fece rialzare, Daniele questo cita, stessa reazione in Giovanni, di fronte apparizione, apre Libro Rivelazione: appena lo vidi, caddi ai suoi piedi, ma Egli mi rincuora, di non temere nulla! Io sono Primo e Ultimo, essere Vivente, appaio alle veggenti, e nel butti possente. Figlio d'uomo è detto, Daniele ed Ezechiele. Gabriele mette in chiaro, che visione riguarda, il tempo della fine, non fine del mondo, evocata un pò più avanti. tempo persecuzione, riferisce a profanazione, del Tempio di Sion, da parte di elleni, e lor presunti eredi. Gabriele spiega sogno, del montone e del capro: ecco ti rivelo, il tempo della fine, il montone con due corna, significa il re, di Media e di Persia, mentre il capro è, il re di Grecia Albione; il gran corno che vedi, in mezzo ai suoi occhi, è il primo re, spezzato poi in quattro, sorti al posto suo, significa quattro regni, sorgeranno in stessa nazione, con potenza diversa, empietà sarà al colmo, sorgerà un re audace, sfacciato e intrigante, sua potenza rafforza, ma non per sua potenza, causerà rovine e imprese, distruggerà i potenti, e il popolo dei Santi. Astuzia e frode tiene, nelle sue mani, così insuperbirà, con inganno uccide molti, insorgerà contro il Principe, ma infin verrà spezzato, senza intervento umano. Quando appar monarca astuto, potente e senza scrupoli, mai chiamato a nome, perseguita i Santi, sfiderà il Signore stesso, chiamato Principe dei Prìncipi, tuttavia sarà spezzato, senza intervento umano, morte improvvisa, del superbo sovrano, mentre marcia in avanti, a realizzare obiettivi. |Daniele è invitato, a custodir segreto, sfinito per più giorni, poi si alzo e sbriga affari, del re suo governo. Visione è accompagnata, da smarrimento o svenimento, oppure malattia, i dolori di Isaia, di fronte oracoli Signore: una visione terribile, gli è stata data, la fine di un tempio, e l'inizio di un altro. Capitolo 8 di Daniele, letteratura apocalittica, con immagini possenti, sfiducia in politica, attende un orizzonte, ai giusti riservato, sui quali splenderà, la luce del Signore. Capitol 9 apre, un racconto da studiare, Midrash edificante, storico o leggendario, e commenta la Scrittura, Haggadah sono omelie, rabbiniche in versi, incorporan folclore, aneddoti storici, esortazioni morali, consigli pratici vari; tal gener letterario, rielabora la Storia, di Tartaria-Israele, da Filone di Alessandria, a Dario figlio a Serse, la progenie dei Medi, sopra il regno dei Caldei, o Serse figlio a Dario in greco detto Xerxes, in persiano |Khshayarsha, Signore degli Eroi), dal 485 al 465, salì al trono a 34 anni, dopo morte del padre, circumnaviga Africa, come il re Assuero, nel Libro di Ester, Serse tiene concubine; secondo Aristotele, è assassinato con Dario figlio, da Artabano usurpatore, che ha trono alcuni mesi, Giustino narra poi, Artabano elimina Serse, accusa Dario a parricidio, così lo fa giustiziare; diviene Artaserse I, e si circonda di fantocci, ma qualcuno si ribella, e produce un proprio regno, che dura quarant'anni. Caldeo Medo e Persiano, tre imperi similari, e succeduti l'uno all'altro, Daniele prova comprender, il numero di anni, del profeta Geremia, dove arriva desolazio, settant'anni a Gerusalemme, nel comunismo della Rus. Midrash dei settant'anni, vasta regione abbandonata, a distruzion desolazione, genti schiave sotto atei, compiuti i settanta anni, re di Babilon punito, per delitti anti-cristiani: non vi traggano errore, i profeti in mezzo a voi, oppure gli indovini, date retta ai loro sogni, parlano ingannando, a voi nel mio nome, io non li ho inviati, solo dopo settanta anni, vi visiterò, realizzerò la mia promessa, ricondurvi in questo luogo; deportazione dura, 49 anni dal 587, oracolo Geremia, risolto da preghiera, e infine interpretato, da angelo Gabriele. Confessare i peccati, e riconoscere abbandono, distruzione del Tempio, tragedia nazionale, per aver disobbedito, alle leggi del Signore, su natura e civiltà, e aver scelto la superbia, di esser transumani, Dio permetterà, esser sconfitti dai nemici, esser schiavi tra stranieri, per ritrovare il senno, come il re Nabucco. Torah scritto in esilio, al tempo di Daniele, invoca liberazione, da schiavitù e cecità, misericordia di Dio, contro il peccato-castigo, Signore ascolta e perdona! Fà che vediamo il tuo amore, Ti confessiamo ogni colpa, riconosciamo ogni errore, dona il Tuo perdono, ascolta nostra preghiera, per amore di te stesso, e intercessione di Maria. Il pentimento comunitario, nasce da coscienza, di confessione sincera, Dio torna Liberatore, la preghiera di Daniele, richiama Gabriele, che avevo visto in visione, volò veloce verso me, nell'ora della sera, quando levo mio sospiro, supplicando penitenza, ed egli ascolta la mia voce, mentre nel mattino, Dio concede i Suoi favori, a chi Lo prega con il Salmo. Gabriele inizia spiegare, le Settanta Settimane, a Daniele il prescelto, a portare la Parola, Daniele ora comprendi, il tuo popolo e città, ha quel tempo a metter fine, sigillar peccati di empietà, espiare iniquità, portar giustizia eterna, come in Libro Giobbe, peccato messo in un sacchetto, Dio sigilla ogni misfatto, a cancellare ogni colpa: suggellare la visione, formula usata a indicare, il suo pieno compimento, scrivi e incidi tavolette, perché si legga velocemente. Le settimane sono anni, in cui saranno restaurati, riedificati piazze e fossi, opere pubbliche e palazzi, in mezzo a gran difficoltà, ricostruita la città, operata da Neemia, in mezzo a ostilità, di governatori royal; finiti 60 anni, dopo epopea dei Maccabei, un popol mal guidato, verrà distrugger la città, e con esso il santuario, della tecnica tartar, sua fine è inondazione, assieme guerra e desolazione, Daniele così parla, in libro nove e 26, mentre in libro Maccabei, Menelao ruba oro al tempio, con mercurio a farne omaggio, inganna Papa Onia, a sconsacrare Andronìco, poi uccide il sovrano, lo sdegno corre tra i Giudei, e molti popoli ora tristi, per uccisione empia del Re. Deposto da congiura, e costretto a fuggire, Onia ucciso da Menelao, usurpa carica del trono, con appoggio di ellenisti, questo causa inondazione, nel periodo sette anni, abominio e desolazio, sino al termine segnato. Antioco stringe alleanze, per politica ellenizzante, eresia giudaizzante, tra yudei e falsi giudei, che rinunciano al Cristo, apostati disprezzati, da Giudei osservanti, cessa il Santuario culto, cade il culto del Signore, sostituto dalla statua, di Antioco idolo abominio, simbolo desolazione, cioè Dio lasciato-solo, dalla statua sconsacrata. Profezia 70 Settimane, la più celebre di Daniele, nel discorso escatologico, di Matteo 24: quando vedrete abominio, desolazione del Xristos, allora quelli di città, fuggano ai monti, poiché il tempio profanato, cataclisma produrrà. Re Andronico ucciso, da Antioco il persecutore, modello di Anticristo, produce 70 settimane, 476 anni fissati, per il ritorno del Messia. Gesù adopera immagine, coniata da Daniele, per alludere ad esso, figlio di uomo salvatore, Ciro libera i Giudei, libera umani dal peccato. San |MICHELE culto diffuso, da origini cristianesimo, 8 maggio 490, apparve a Lorenzo Maiorano, vescovo a Siponto Puglia, gli indicò grotta sul Gargano, lo invitò a far santuario, Monte Sant'Angelo, San Michele Arcangelo, santuario nazionale, dei Longobardi pellegrini, lo vide San Francesco. Arcangelo Michele, patrono di paesi, Albenga e Acireale, Alghero ed Aprilia, Bastia Umbra e Bitonto, Castiglione Fiorentino, Cerveteri e Cuneo, Caltanissetta e Gravina, Sant'Angelo Lombardi di Avellino, compatrono di Caserta, Vasto e Venezia. ogni 8 maggio a Tufo, presso Avellino, va in scena la cacciata, degli angeli ribelli, ispira gesta san Michele, che pone spada nel fodero, a Castel Sant'Angelo sul Tevere, e a Mosca Cremlino, la formula dei cavalieri, tocca spalle con spada: a Dio San Giorgio e San Michele, ti faccio cavaliere, invocando il militare, difensore della fede. Mont Saint-Michel 709, canale della Manica, apparve a Sant'Uberto, vescovo di Avranches, chiedendo una chiesa, da fare sulla roccia, il vescovo ignorò, san Michele for suo cranio, con tocco del suo dito, lasciandolo in vita, sant'Uberto si decide. Monte Pirchiriano, Sant'Ambrogio di Torino, imbocco di Val di Susa, edicola Longobarda, ad arcangelo Michele, poi Abbazia di San Michele, guerriero celeste, patrono dei Yudei, di spadaccini e maestri armi, doratori e commercianti, dei mestieri con bilancia, farmacisti e pasticcieri, droghieri e merciai, radiologi e Polizia. festa San Michele, con Gabriele e Raffaele, il 29 settembre, in liturgia bizantina, ricordati 8 novembre: ogni scuola pittori, lo figura sempre armato, con in mano una lancia, un turibolo e reliquiario, con bilancia per pesare, come fee Anubi egizio, nel convento di Dionisiom sul Monte Athos 547, i tre arcangeli dipinti, Gabriele da civile, Raffaele ecclesiastico, Michele da guerriero, rappresentano i poteri, civil religio e militare, erede a Batu khan. Michele angelo custode, del popolo giudaico, di singoli e nazioni, tutti angeli sono, ambasciatori al Dio vivente, e producono vicende, che voi chiamate Storia, Lotta di angeli sottende. Angelo è il Signore, in Genesi e Torah, appare ad Abramo, alle querce di Mamare, egli vede tre uomini, tre angeli con Dio, tutti una voce sola, come in roveto ardente, chiamano Mosè, che sente la voce: Io sono colui che è, ad Abramo Isacco e Giacobbe, nel libro Esodo invece, cioè esilio a Babilonia, Angelo assume, una sua identità, distinta dal Signore, come in libro di Tobia, dove Arcangel Raffaele, salva Tobia e figlio, Daniele loda esalta, i cieli benedetti, soprapposti e associati, a schiere angeliche diverse, visione cosmologica, che Daniele passa a Dante, Angeli a Cielo di Luna, Arcangeli Cielo di Mercurio, Principati Cielo di Venere, Potestà a Ciel di Sole, cherubini e serafini, tutti invocati in loro sedi, benedite acque tutte, che fanno azzurro il cielo, nei secoli dei secoli, fan piogge oppur diluvio. Benedite le potenze, cioè angeliche intelligenze, deputate al controllo, dei fenomeni e dei moti, degli astri regolari, dagli astronomi studiati, intelligenze pagane, angeliche diventate, nelle scritture yudaiche, così il libro di Giobbe, cita i fenomeni naturali, opera Divina Provvidenza, e associa stelle a figli di Dio, che gioivano in coro, le stelle del mattino, e plaudivano tutti, i figli di Dio, ovvero gli angeli citati, nel Libro di Enoc, ispirato in Chiesa Copta, ed entrate in Dante Paradiso, stelle viste come fori, in cupola firmamento, lasciano intravedere, la luce di Empireo. Benedite sole e luna, il Signor lodate ed esaltate, le luminarie al firmamento, che governan giorno e notte, create da Dio al Quarto Giorno, nella Genesi del cosmo, incastonati in sfere rotanti, entro cupola celeste, |Libro-di-Enoc ci ripete, tutta angelica gerarchia, nel primo cieli |Dante è condotto, davanti ai capi signori, duecento angeli sono, degli ordini di stelle, mostrando i loro movimenti, spostamenti da un tempo a un altro, dominan calendari, e combinazion celesti, stelle messe e tenute in moto, da stesse potenze create, Sinfonia della Natura, Benedite piogge e rugiade, il Signore lodate, come fanno le creature, nei secoli dei secoli, San Francesco con letizia, questo canta in Frate Sole: onnipotente bon Signore, tue sò laude gloria e honore, et onne benedictione, invoco messer frate Sole, assieme sora Luna e stelle, gloria a Dio per le sue piogge, le rugiade e frate Vento, che le spinge da quei fori, giù dagli astri fino ai meteo! Benedite, i venti tutti, Eolo assieme coi giganti, da Ipoerborea spira fiato, ora calmo ora tempesta, Enoc dice governati, dagli arcangeli alla festa, cielo terra mare ed anni, mutan giorni ed istruzioni, la dolce voce dei canti, fà salir le nubi ai cieli, e da lì da uscire i venti. Benedite fuoco e calore, il Signore ancor lodate, in focolari e le lucerne, e negli incendi causa lampi, Benedite freddo e caldo, il Signore ancor lodate, tutti e due son svincolate, sia dal fuoco e sia brinate, Benedite rugiada e brina, loro angeli lodate, angeli e numi tutelare, nel Signore ciò esaltate, Enoc cita il patriarca, pre-diluvio di Tartaria, osserva case delle nubi, loro bocche e loro ali, loro piogge e loro gocce, e scrive il rombo loro tuono, e meraviglia loro lampo. Benedite, gelo e freddo, Enoc scrive delle nevi, i magazzini di gran ghiacci, e ogni spirito del freddo, ha osservato i lor custodi, come riempiono le nubi, e i depositi mai vuoti, Lodate il Signore dalla terra, mostri marini e tutti abissi, fuoco e grandine nei chakra, nebbia e vento di bufera, che obbedisce a Sua parola. Leviatano appare anche, Delfino che sguazza, Balena del Gabon, Coccodrillo del Nilo, sotto ha scaglie acute, primo essere in Egitto, che emerge dalle acque, del caos primordiale, resta immerso nel fango, e compare accanto a preda, doppia pure dea Tiamat, drago di acque primordiali, un sirena mezza umana, grande rettile marino, narrato in miti mwiri, causa tempestoso mare, simboleggia tutti i pesci, che sguazzano nell'acque, mare vasto e spazioso, solcato dalle navi. |Baruc cita impresa, di uccisione Leviatano, da parte arcangelo Michele, reca inizio fine mondo, come il mito Quetzacoatl, insegnato dai Desheto, bestia del mare è la potenza, con sette teste e dieci corna, rivelazione di Giovanni, e creazione di animali. Dopo i pesci, ecco gli uccelli, poi animali terrestri, selvatici e domestici, creati al quinto giorno, assieme ai grandi mostri marini, e a tutti uccelli alati, secondo la loro specie. Sesto giorno invece è turno, di rettili e bestiame, creature tutte unite, nella loro Lode al Signore, benedite figli uomo, umanità entra in scena, invitata ad unirsi, alla lode universale, di tutte le creature, anziché recriminare. Benedite i sacerdoti, che recan buon esempio, ai fedeli del signore, e ai lettori del libro, i re della terra, e i popoli tutti, i governanti e i giudici, i giovani e le fanciulle, i vecchi ed i bambini, |SanFrancesco unisce tutti, ricchi e deboli e potenti, nel laudato mio Signore, per quelli che perdonano, per Tuo amore a sostenere, infermità e tribolazione, spiriti e anime dei giusti, lodan dio da vivi e morti, Isaia scrive in versi, mia anima ti anela di notte, mio spirito ti cerca al mattino, mentre San Paolo associa corpo, a spirito e anima. Lodate il Signore, per Sua misericordia, Benedite fedeli tutti, il Dio degli dèi, lodatelo e celebrateLo, la sua grazia dura sempre, ci ricorda Daniele, preghiere scritte a ritornello, recitate a memoria, a intervalli regolari, nel Cantico dei Tre Giovani, nella Fornace ardente, e nel canto di Francesco, per sole luna vento e fuoco, e il mondo vegetale, acque sopra i cieli, mostri marini giorni e notti, angeli e naiadi. Enoc cita cinque benedizioni, abissi è speculare, ad acque sopra il cielo, angeli mi portarono, verso oriente del cielo, mi mostrarono porte, dove il sole sorge, secondo i tempi fissati, e secondo i circuiti della luna, diminuzione e allungamento, dei giorni e delle notti. Iddio crea la luce, da sorgente da cui viene, con le tenebre la alterna, avanti ogni creatura, mentre sole e luna, le crea tre giorni dopo, come luci in firmamento, assieme folgori e nubi. Laudato sii mio Signore, per sora nostra madre Terra, la quale ci sostenta e ci governa, e produce diversi frutti, con coloriti fiori ed erba, poi le Naiadi dei fiumi, che lo aiutano a fluire, e in seguito mutate, in angeliche creature, associate ad ogni fiume, che chiedono pedaggio, a passare all'altra riva, oppur lottar con essa, nel guadare a nuoto il fiume, vincendo la corrente. Giacobbe lotta con Angelo, a causa fratello Esaù, al quale ha rubato, benedizione paterna, lotta tutta la notte, guada il Bosforo fiume, ha paralisi nervo sciatico, zoppicherà poi per sempre, smette combattere ad aurora, chiede angelo benedizione, che gli mette soprannome, da Giacobbe ad Israele, perché hai combattuto, con Dio flusso e con uomini, e hai vinto la lotta, che ti ha traghettato, sulla sponda del rinato! Israele vuol dire, lottare con un angelo, associata ad un fiume, parte di unico Signore. Acque abissi popolate, da |Leviatano anaconda, descritto in |Libro-Giobbe, tra le altre meraviglie, create da Signore, da sua bocca fà vampate, scintille di fuoco, da sue narici esce fumo, come da caldaia, striscia su molle terreno, ribolle il gorgo del mare, come un vaso di unguento, lo teme ogni essere altero, egli è re sulle fiere, dominando ogni superbia. Daniele non temere, son venuto a tue parole, il principe di Persia, mi si è opposto ventun giorni, Michele uno dei capi, mi è venuto in aiuto, l'ho lasciato presso il re, ora intendi quanto avviene, al tuo popolo finale. Michele dopo Gabriele, è secondo angelo chiamato, il suo nome vuol dire: Chi è come Dio? ha titolo arcangelo, comandante in capo di milizie, in contesa col diavolo, disputa il corpo di Mosè, a cui insegno i rituali, per seppelir defunti, lo cita san Giovanni, che ha legami con Daniele, Michele è comandante, di una legione di angeli, impegnati contro il drago, nella guerra in cielo. Michele disse a Satana, Ti rimprovera il Signore, io ho chiavi Paradiso, dai tempi Adamo ed Eva, a cui io insegnai, a raccogliere acqua, e coltivar la terra, Io portai Argilla, usata a creare Adamo, e la mattina di Pasqua, aprii sepolcro di Gesù, accompagnai la Vergine, nel viaggio dentro Inferno, a mostrar pene dannati, apparvi ad Abramo, a impedirgli sacrificio, di suo figlio Isacco, lottai con Giacobbe, e scacciai il superbo re, Eliodor da Yorosolima, liberai apostoli Maccabei, da abominio desolazione. Mīkāīl sono in Corano, pari rango a Jibrīl, con lui ispiro Maometto, e in chiese buiti e avventiste, son fratello a Gesù Cristo. Michele Gran Principe, parla a Daniele Baltazzàr, intendi la visione, di ascesa condottiero, al trono di Persia, ovvero Gran Tartaria, Ciro Kūrush lungimirante, concepì grande progetto, di conquista militare, per mondo unificare, due popoli in uno, nel 347, marciò sulla |Lidia, governata da re Creso, ricco proverbiale. Creso a oracolo di Delfi, chiede se combattere Ciro, oracolo rispose: se scendi in guerra distruggi regno, Creso scese in guerra, ma distrusse il proprio regno, sconfitto da Ciro, ovvero |Gengis-khan, battaglia fiume Pteria, Creso si rifugia a Sardi, cinta poi in assedio, alla fine catturato, legato sopra grande pira, Creso grida a Solone, caducità corone umane, Ciro grazia re di Lidia, e lo tiene in propria corte, mente i suoi figli, andarono in Sardinia. Ciro prese Babilonia, nell'anno 439, scalza dal trono Nabonide, senza colpo di cannone, Nabonide era devoto, alla dea lunare Sin, Ciro rispetta culti e usanze, ma nobiltà scacciò Nabonide, Ciro accolto liberatore. Così il sovrano persiano, San Giorgio riunì nelle sue mani, un dominio vasto tanto, Re dei quattro assi del Mondo, morì in battaglia contro i Massageti, per ordine di Tamiri, la regina risentita, per la morte di suo figlio, un tempo ordita da Ciro, fò gettar testa di Ciro, in un otre di sangue, Dante rievoca il fatto, Canto XII Purgatorio, mostra ruina e crudo scempio, che Tamiri fece e disse a Ciro: sangue tu spargesti, or di sangue io ti empio! Ciro venne ricordato, come un grande comandante, un sovrano illuminato, amante di arte e di cultura, santificato dalla chiesa, permise rientro dei giudei, deportati dal Nabucco. Primo anno regno Ciro, il Signore destò Ciro, dandogli il messaggio, di costruirgli un Yoros tempio, in Romea Giudea Ottomania. Isaia loda Ciro, come eletto di YHWH, Dio l'ha preso alla sua destra, per riunire le nazioni, scioglier cinture ai re, aprire porte di ogni regno. Ciro il Grande nel Corano, vien chiamato Dhul-Qarnayn, e sua discendenza arriva, fino a Shah Reza Pahlavi, il nome Ciro assai diffuso, nel Sud Italia a riprovare, cronologia di NC, lotta yudei contro ellenisti, capitanati da Anglo-Antioco. librodaniele_abominio-desolato.m4a
Gabriel (Gavri-El), forza di Dio, è messaggero delle rivelazioni divine, annuncia a Maria il concepimento, interpreta sogni e visioni e accompagna Maometto nel suo Miraj, presiede il Cielo della Luna, purezza del verbo/soffio che si fa carne. Raphael (Rafa-El), Dio che guarisce, guaritore e guida dei viaggiatori, presiede il Cielo di Mercurio, equilibrio tra corpo e spirito. Micael (Mika-El), simile a Dio, guerriero celeste, protettore, difensore della fede contro il male, presiede il Cielo del Sole e Marte, fuoco purificatore e giustizia divina. Dante colloca le Gerarchie Angeliche in nove cori disposti in cerchi, ispirandosi al De Coelesti Hierarchia di Dionigi Areopagita; gli angeli sono suddivisi in tre triadi, ciascuna formata da tre ordini, per un totale di nove cori angelici. Serafini incarnano l'amore ardente e purificano. Cherubini sono portatori di sapienza e conoscenza divina. Troni incarnano la giustizia e servono da sede per il volere divino. Seconda triade (eseguono i decreti divini): Dominazioni, regolano gli angeli inferiori. Virtù, operano miracoli e governano le forze della natura. Potestà: vigilano sull'ordine cosmico e respingono il male. Terza triade: Principati, guidano le nazioni e le comunità. Arcangeli: messaggeri di grandi rivelazioni (es. Michele, Gabriele). Angeli, più vicini all’uomo, custodi e guide personali. Ogni ordine angelico trasmette la luce e la volontà di Dio al grado inferiore, in un flusso discendente di illuminazione. La gerarchia non è dominio, ma partecipazione all’amore divino e cooperazione nel piano salvifico, mentre i nomi angelici ne descrivonole funzioni spirituali: attraverso l'imitazione degli angeli, l'uomo può salire verso Dio in un cammino di purificazione, illuminazione e unione.# Origene propone una gerarchia dinamica: tutti gli esseri spirituali (angeli e anime) hanno avuto una origine comune e possono ascendere o decadere moralmente. Angelo e anima sono due stadi dello stesso essere: la caduta genera i demoni, la conversione li può redimere. Tommaso d’Aquino riprende Dionigi Areopagita e struttura la gerarchia in nove cori angelici suddivisi nelle tre triadi: Serafini, Cherubini e Troni che contemplano Dio direttamente. Dominazioni, Virtù, Potestà eseguono e mediano la volontà divina. Principati, Arcangeli e Angeli agiscono presso il mondo umano. Dante nella Commedia adotta la struttura tomista dove gli angeli muovono i cieli (influenzano la realtà fisica e spirituale), e i nove cori corrispondono ai nove cieli del Paradiso. L'ordine cosmico rispecchia la giustizia e la bellezza divine.

168:lume168- festa del Dodici Therabuti. Nel tocco del silenzio si cela la preghiera più dolce che cresce ad ogni respiro, nell'attesa del dono supremo: la fusione d’amore tra corpo e spirito. Oracolo: la tua anima danza come come la rosa che sboccia: segno di una rivelazione interiore imminente. attraverserai un cammino dove luce e ombra si fondono, e nel confronto con le tue paure e ombre troverai la saggezza, come Dante, nel suo cammino dell'anima verso casa, ascolta il sussurro del divino che arriva come il vento sulla rosa: ti guida verso l'equilibrio tra mente e spirito, un ponte invisibile che unisce mondi diversi dentro di te. I maestri interiori (santi, dervisci, antichi saggi) ti indicano di fidarti del silenzio e della contemplazione. Abbandona il bisogno di controllo e apriti alla danza della vita, dove il corpo e lo spirito si fondono in amore e accoglienza. Questo è il tuo invito a viaggiare oltre la parola, verso la pace che nasce dall'unione con ciò che è più grande di te. |freddo a gennaio fa ricco il granaio| Ildegarda vede l'uomo come centro d'universo, formato dai quattro elementi terra, fuoco, acqua e aria, influenzato dal meteo, vento e piante, e tramite le gemme mantiene guarigione fisica, mentale e spirituale. L'uomo è giardiniere della natura, che scambia ed è influenzato da pensieri ed energie. Il peccato originale ha trasformato la bile lucente in bile nera, generando malattie collegate a collera e malinconia. La cura consiste in digiuno, obbedienza, vita monastica, e l’uso di cibo, profumi, musica e gemme per liberare la mente da tossine e pregiudizi. Le pietre rafforzano l'anima e le virtù, riducendo la causa di malattie legate a rabbia, tristezza, impazienza e sensi di colpa. Minerali come oro, argento e rame, attivati da saliva, acqua o vino, sono rimedi personali e agiscono attraverso la pelle. Le dodici pietre del pettorale di Aronne, simbolo delle tribù d'Israele (Gran Tartaria), rappresentano la difesa della città di Dio e lo splendore divino. Calcedonio calma la collera. Quarzo rutilato aiuta la concentrazione; occhio di tigre allontana malocchio e attira denaro; cristallo di rocca cura occhi, tiroide e rinvigorisce; ametista protegge da ubriachezza e malefici; smeraldo cura occhi, febbre e purifica il sangue; zaffiro favorisce saggezza, calma collera e disturbi oculari. Le gemme agiscono su corpo, mente e spirito, rafforzando fede e virtù, e mantengono equilibrio contro influenze cosmiche e ambientali. Digiuno, acqua calda e canto accompagnano la loro azione, mentre la fiducia in Dio completa la guarigione. L’uomo partecipa di Dio tramite la forza sessuale, che deve essere equilibrata per preservare salute e vitalità. Indossare pietre grezze nate dal sole e dagli elementi previene influenze negative. Le gemme, attivate da suoni e luci celesti, regolano ormoni, sistema nervoso e immunitario, aprendo finestre sensoriali verso mondi spirituali. Così il quarzo, la calcite e altre pietre sono strumenti di equilibrio e guarigione, usati sin dall’antichità da sacerdoti e sciamani, per risanare corpo e anima.# Ildegarda vede umano, centro di universo, fatto in 4 elementi, terra fuoco acqua aria, apprende influenze, di meteo cielo e terra, vento freddo e piante, a mezzo delle gemme, mantiene guarigione, fisica e mentale, luce spirituale. Intera creazione, riflette dentro uomo, così lui diviene, adatto giardiniere, che gioca con natura, a sostenere vita, scambia e catalizza, a mezzo del pensiero, influenza ed è influenzato. Adamo stava bene, finchè disobbedì, e fu malinconico, così satana potè, instillare tristezza, che muta la Bile, cioè cristallo lucente, in bile nera liquefatta, che sale al cervello, come gas di collera, generando malattie, ad essa collegate. La cura consiste, in digiuno eremita, oppure obbedienza, o monastica vita, al fine preservarsi, da collera seduzioni, apprezzare cose buone, cibo e profumo rose, musica o gemme; se liberi mente, da etichette pregiudizi, riduci suggestioni, assieme a tossine, credere è creare, tuo corpo sa già tutto, scopri cosa chiede, vedi interior flusso: ansia e depressione, in modo ricorrente, dan gastriti infette, a tratto digerente, orecchi-naso-gola, o eczema sulla pelle, reumatiche affezioni, e malattie veneree; se fai sudare pelle, aiuti respirazio, usa la tua forza, a fare coltivazio, pelle ben traspira, aiuta percezioni, se vesti lino o lana, canapa o cotone. Guarigione con pietre, inizia rafforzando, anima virtù, che agiscono sul corpo, influenzano causa, di tutte malattie, rabbia e frustrazione, smodatezza e tristezza, ateismo e sensi colpa, impazienza e cecità. Ildegarda cita, minerali curativi, oltre perle fiume, oro argento e rame, a contatto di vettori, saliva acqua vino aceto, come si lecca ferita, come bimbi tedeschi, mentre sputan su ferita, o portan dito in bocca, a sedare e curare, antibiotica saliva, unita a forza gemme, rimedio personale, a stare ancora bene: effetto delle pietre, agisce per via pelle, a men che Dio non voglia, sfida è guarigione, 1 malattia comprende, senso ancor non visto, a rafforzare fede, o doti latente. 12 Pietre primarie, della città di Dio, pietre apocalisse, difesa dal nemico, simbolo bellezza, e splendore divino. Giovanni in visione, vide nuovo cielo e terra, poiché i precedenti, scomparsi con il mare, nuova Gerusalemme, scendeva dal cielo, pronta come sposa, adorna per suo sposo, mentre una voce, usciva dal trono: ecco io faccio, nuove tutte cose, scrivi tal parole, certe e veraci, Io sono Alfa e Omega, Principio e Fine, a chi ha sete darò gratis, acqua fonte vita, e chi sarà vittorioso, erediterà tutti i beni, io sarò il suo Dio, ed egli sarà mio figlio, io Dio-con-loro, tergerò ogni lacrima, svanirà la morte, lutto o lamento, poichè tutte cose, di prima son passate. Poi uno dei 7 angeli, con sette coppe flagelli, venne a Giovanni, e lo invita a vedere, la adorna fidanzata, sposa di Agnello, in spirito lo porta, su monte alto grande: mi mostrò Gerusalemme, città di oro puro, scendeva dal cielo, con gloria di Dio, simile a una gemma, diaspro cristallino, cinta da un gran muro, con dodici porte, un angelo a ciascuna, porta nome scritto, di 12 tribù, dei figli di Israele. Le 12 dodici porte, son dodici perle, mentre la piazza, oro puro trasparente. Cristallo glaciazione, impronta vibrazione, impressa in pietra lava, orienta campo ago, magnetico terrestre, capace a curare, le cellule sfasate, poichè restituisce, vibrazio naturale. se ogni malattia, è peccato originale, accetta malattia, a mezzo fede in Dio, come pane e vino, Acqua serba dati, orienta sue intenzioni, verso un dato scopo, con canto preghiera, pur gemme preziose, medium guarigione. |HILDEGARDA cita Gemme, attivate da suoni, luci firmamento, nemiche al maligno, regolan ormoni, conduzione nervosa, sistema immunitario, e organi dei sensi, che come finestre, collegano i mondi, e lasciano passare, influenze atmosfere, ambientali e sociali: se gemme preziose, usan stesse finestre, indossarle previene, distorte influenze, pietre grezze nate, nel ciclo del giorno, da calore sole, acqua aria o eclissi. 12 pietre, sul pettorale sacerdoti, detto Razionale, da egizi ebrei e thari, così quarzo sfera, che vede nel futuro. Angeli protettori, trasmettono messaggi, a mezzo di pietre, ai 5 sensi aperti, dove entran pure, perturbazioni clima, e cosmo subcosciente, potenza Trinità, Dio è forza vital, Figlio è geometria, fuoco lucente, è Spirito santo, che infiamma i cuori, e caccia ateismo. Mondo è teatro, amor per terra e cielo, colore ama occhio, Tono su orecchio, Profumo per naso, Gusto su lingua, Pelle è tatto e moto, digiuno è prima cura, assieme acqua calda, e canto-coltura; dopo Ildegarda, gran Tartaria invecchia, 5 vizi disgreganti, son mancanza di rispetto, vagabondaggio, magia e avidità, tristezza e ateismo. Dio tuttavia, custodisce finché, sussiste desiderio, di umano verso Lui: se a Dio nulla chiedi, nulla ricevi, sviluppa fiducia, lo chiami a gran voce, ora lui ti aiuta, discorso di montagna: afflitti consolati, miti ereditan terra, misericordiosi avran misericordia, perseguitati il Regno Cieli, siate calmi e felici, in 13 felicità, chiunque pecca, è servo del peccato, tu guarda il sole, ama vita gioiosa, porta pietra Giacinto, o vino Zaffiro, a calmar troppo ardore. Incontrare Dio, è facile poiché, uomo vi partecipa, a mezzo sua libido, forza qi sessuale, sprecata sen controllo, fà + invecchiare, vivila normale, senza abusare, nuoce a sessualità, troppo caffè e maiale, donna responsabile, scelga buon momento, per suo concepimento. |CALCEDONIO quarzo, ha massa compatta, silice fibrosa, realizza ornamenti, virtù ogni colore, come calcedonio blu, ramato rosso e rosa, posto su pelle, la collera resiste, nessuna offesa tocca, pur se giustificata, con sauna e castagne, rende lenti ad ira, così buon oratore, diviene chi la tiene, con fiato inumidita; nasce dopo tramonto, donando sangue freddo, aiuta nei processi, lucens in sermone, fiutata e leccata. |QUARZO rutilato, detto Sagenite, contiene rutilo, biossido titanio, riflette la luce, include aghiformi, di vari colori, lavora sul plesso, aiuto a concentrar. Quarzo tormalina, o rocca ialina, potere amplificato, da tormalina nera lente, pulisce campo aurico, e aiuta psiche scudo. Avventurina verde, aiuta epidermide, e esser + paziente, migliora autostima, amore per la vita. |Occhio di tigre, effetto gatteggiamento, secondo Hildegarda, allontana malospiri, attira il denaro, con pensiero chiaro, dona sicurezza, permette illuminazio: occhio di gatto, grigio con striatura, aiuta intuizione, e radicare a terra, Occhio di falco, altro quarzo trigonale, blu scuro che protegge, occhi dai malocchi, ad Horus associata, lavora sottile, a risolver malattie. |Cristallo di ROCCA, nasce da acqua fredda, ghiaccio brunastro, che fondere non puoi, usato per bicchieri, e occhi intorpiditi, scaldalo nel sole, spesso poni su occhi, leva amor nocivi, e tu vedrai meglio. Usato dai Maya, a calmare tiroide, che rende occhi fuori, e porta a cecità, riduce gozzo al collo, gonfiore da tiroide, riscaldalo al sole, su esso versa vino, il malato beva spesso, e porti pietra al collo, gonfiore sparirà. Cristallo di Rocca, potenzia rituali, di aborigeni sciamani, amplifica messaggi, ogni energia, purifica aura, e blocca chakra porta, allevia gastriti, e problemi cardiaci: il malato cuore e pancia, fà scaldar cristallo, versa sopra acqua, un ora e poi levarla, beva spesso acqua, e tutto starà meglio. Sole penetra profondo, attiva molte pietre, anche se fa caldo, a lungo resta freddo, quarzo Rosa è dono, da Eros ad umani, a farne gioielli, e pietra fertilità, come amore puro, lavora chakra cuore, amplifica coraggio, affrontar problemi vita: improvvisa impotenza, sincope o fatica, scrofola tubercolosi, sopra ganglio collo, prendi ialina Rocca, dopo caricata al sole, poni su zona corpo, lasciala + ore, premuta pure un ora, tra ombelico e petto, e versa vino spesso. Quarzo citrino giallo, ha ferro trivalente, raro da trovare, attrae qi e denaro, supporta imprenditori, citrino in portafogli, equilibra energie, a volte è ametista, trattata e spacciata: Ametrino è mix, ametista e citrino, due piete usate insieme, a equilibrare num, e vena creativa. Libro Esodo cita, pettorale del giudizio, che Aronne e sacerdoti, facciano con oro, e porpora viola, quadrato di forma, incastonato di gemme, disposte in 4 file, di seguito elencate: Cornalina Topazio Smeraldo, Turchese Zaffiro e Berillo, Giacinto Agata e Ametista, Crisolito Onice e Diaspro; inserite entro oro, ognuna tiene nome, sigillo di tribù; pettorale abbia catene, cordoni anelli oro, passanti su spalline, e cintura di efod, di porpora viola, che fissan pettorale, bene sopra efod. Aronne tiene nomi, delle tribù misrael, sopra il suo cuore, quando entra nel Santo, davanti al Signore, giudice supremo. |AGATA è genio, di pietre preziose, nasce da sabbia, battuta da tempesta, se scaldata al sole, o mattone caldo, posta su pelle, estrae veleno zecche, ragni e scorpioni: indossata su pelle, + intelligenti rende, previene epilessie, che luna piena vende, 3 giorni in acqua calma, pesti susto e stress, durante fasi luna, per 10 lune cura, e avanti coricarsi, metti nella mano, gira per la casa, a tener lontani ladri. Agata ciondolo, realizza talismani, protegge neonati, aiuta memoria, è occhio Shiva, la blu del Botswana. |ONICE è un agata, a strisce nere e bianche, nasce nei crepacci, come i calcedoni, mentre onice egizia, è bruna calcarea, e Onice nera, se ha striature bianche, è onice silicea, di Messico e Brasile, crea sintonia, cura mali orecchio, rafforza immunità; nel petto sacerdoti, è in quarta fila, cura influenze, cosmiche e ambientali: cresce in terza ora, con cielo annuvolato, clima che influenza, umor sangue circolare, se cambiamenti tempo, dà crisi angina petto, specie gli occhi azzurri, subiscono influsso, rimedio universale, è Onice e Finocchio. Chi sente dolo a cuore, o fianco sinistro, 1 onice indossi, lo scaldi in mani e pelle, poi versi in vino caldo, bevuto spariranno. Milza purga cuore, ma teme i cibi crudi, tu cuocili con spezie, come aceto e sale, i dolori della Milza, gonfia da infezioni, capra cotta in vino, con Onice inclusa, mentre a febbre forte, onice in aceto, almeno 5 giorni, abbassa temperatura; se sei persona triste, da malinconia, Onice tu guarda, portata a collo o polso, dopo poni in bocca, e tristezza passerà. |AMETISTA ninfa casta, Bacco si invaghì, mentre era ubriaco, la volle a ogni costo, inizia inseguirla, la ninfa chiese aiuto, Diana allor la muta, in cristallo quarzo. Bacco commosso, getta vino su pietra, che prese color viola, per rinsavir da sbornia, così chi indossa pietra, tempra ubriacatura, ametista in bicchier vino, evita sbornia, lavora sesto chakra, occhio in stile sobrio; cristallo di rocca, colore violetto, chiamano ametista, che nasce in sole alone, bagna con saliva, e poni a macchie viso, sgonfia parti gonfie, bagnata con saliva; fregare 1 ametista, su zona puntura, specie di zecche, e pidocchi pulizia, portarla con te, nei viaggi in sottobosco, fuggono le serpi, e le persone ostili; davanti al sacerdote, un aquila la pone, nel nido suoi pulcini, occhio che la vede, brucia suo malore. |BERILLO Acquamarina, o azzurro smeraldo, è tedesco Brille, cura lenti occhiali, pietra di Giove, pacifico lo rende, benefica per occhi, che purga dai veleni, sua polvere raschiata, a digiuno 5 giorni, veleno sarà espulso, con vomito o con feci, sapendo che berillio, in eccesso avvelena, dà febbre omeopatia; nasce in acqua schiuma, come il mare spurga: se polvere berillio, agisce contro veleno, aiutan tutte gemme, virtù religiose, esorcismo contro i mali, e malattie mentali. |GIACINTO di Ceylon, e Zircone oro persiano, se hai occhi annebbiati, poni giacinto al sole, la pietra ricorderà, che da elio proviene, poi bagna con saliva, ponila su occhi, saliva è gran collirio; se tieni febbre, versa buon vino, esponilo al sole, mettici 1 giacinto, pure un pezzo acciaio, bevi a digiuno, se sole non brilla, scalda vino presso tiglio. Infezioni di bimbi, morbillo e scarlattina, hanno forti febbri, 2 - 3 giorni pur, nascono da mute, di clima repentino: chi viene perturbato, da magiche parole, se perde la ragione, cura con giacinto, e pronunci tal parole: Dio che ha tolto gemme, al diavolo ribelle, ti liberi da turbe, e incanti di parole. Se hai forti tentazioni, libidine assai forte, Giacinto tieni accanto, e guarda attentamente, agisce sul cervello, spegnendo eccesso ardore, fai riscaldare al sole, o a fuoco tiglio faggio, poi fai segno croce, con gemma attorno ai reni, e su ombelico centro, libidine sparisce, maschile o femminile: sanGiacomo portava, orecchino giacinto, a purifcar peccati, col suo calore mite, nato presso Aurora. |DIAMANTE respinge, incudine e martello, vero o artificiale, nato da pressione, trionfa sul fuoco, e ogni materiale, chiamato calamita, venne in tempo antico; metter diamante in bocca, soffoca cattiveria, mentre aiuta parola, e canto verso Dio, dove falso silenzio, è cinico ateismo: su persona frenetica, se fugge digiuno, usa diamante in bocca, calma ira e menzogna, e toglier dipendenza. |SMERALDO assorbe verde, lo cristallizza in vita, occhi tuoi riposa, se guardi suo colore, fratello Acquamarina, che ha colore azzurro, lo fissi a lacrimare, purifica ogni male; nasce nel mattino, primi raggi sole, fotosintesi aiuta, e cura epilessia, caccia debolezze, se portato al collo, protegge da febbre, di virus influenze, artrite o malaria; purifica sangue, anche reumatismi, se hai infezione scalda, poni smeraldo in bocca, ripetilo + spesso, e malessere scompare; in crisi epilessia, poni smeraldo in bocca, quan ritorna in sé, levagli la pietra, che guardi intensamente, dicendo la preghiera: come Dio riempì la terra, mi infonda sua grazia, mi arresta turbolenza; anche in mal di testa, scalda nella bocca, e passa fronte e tempie, pur cura sinusiti, cioè cronico catarro, con minestra di smeraldo, vino e fagioli. |ZAFFIRO cielo, rende uomo felice, tiene ossido titanio, cugino del Rubino, entrambe corindoni, forza sul metallo, sintetiche da vetro, da isola Saffir. Amore di saggezza, nasce a mezzogiorno, scaccia mal mentali, collera e impazienza, se hai disturbi ad occhi, scaldalo alla mano, ponilo su occhi, per tre mattine e sere, essi guariranno; chi ha congiuntive, chi sta perdendo vista, metta zaffiro in bocca, mattina a digiuno, con dito togli saliva, tocca poi occhi, che torneranno chiari. Artrite in tutto corpo, fa perdere pazienza, a causa dei dolori, poni nella bocca, zaffiro gemma, aci urico sparisce, sebbene a vincer collera, basti il digiuno, o comincia giornata, 1 zaffiro leccando, e concentra tue faccende, aiuta intelligenza; per malattie nervose, legate a influssi aria, ecco la preghiera, con zaffiro in cera: O spirito maligno, allontana da persona, poichè la tua bellezza, sparì alla tua caduta, dal mondo delle gemme. Vino con zaffiro, combatte erotomania, salva vita coppia, e professor protegge, da ardore delle allieve; anche le donne, che chiedono in preghiera, di spegnere ardore, fan bere questo vino, minimo tre gironi, ai loro spasimanti, oppur bevon se stesse, se 1 uomo non le vuole: chi ha grande passione, per una persona, può ber vino zaffiro, se cerca libertà. |PRASIO è quarzo verde, cugino di ametista, ugual cristallo rocca, nasce verso sera, quan sole si ritira, e viene la rugiada, che molte cose cura. Febbri molto alte, morbillo e rosolia, fan pelli molto rosse, dette scarlattina, così person confusa, in seguito a caduta, o colpo ricevuto, mescoli quel prasio, a grasso di maiale, salvia in parti uguali, scalda a sole e spalma, dolente zona calma. med_ildegarda05.m4a
Il quarzo è una silice a struttura trigonale e durezza pari a 7; nella sua forma ialina, chiamata cristallo di rocca, è trasparente e rafforza cuore e polmoni, rilassando tensioni e alleviando irritazioni di mente e corpo. È un cristallo di energia: laser, dispositivi digitali, PC e radio usano quarzi vibranti; se questi smettono di vibrare, il quarzo si dissolve, segno della perdita di informazione che essi trasmettono. Il quarzo affumicato, talvolta ialino, allontana paure o le trasforma in forze positive. Il ghiaccio, anch'esso un cristallo con struttura esagonale simile a fiocchi di neve, dà la sensazione di freddo quando tenuto in mano. Il cristallo di rocca migliora la vista, agisce sul cuore e sulla tiroide, irradiando energia e regolando l’oscillazione cellulare su frequenze normali, moderando l’euforia. Digiuno e pensiero sul divino favoriscono questo equilibrio, aiutando a contrastare menzogne e litigi, come suggerisce Dante in Antipurgatorio, dove descrive gemme preziose che adornano la città di Dio. Diaspro cura udito, muco e raffreddori, combatte durezza d’animo, sclerosi e vigliaccheria. Zaffiro calma occhi ed erotomania. Calcedonio dona eloquenza e pazienza, utile contro coliche e nervosismo. Smeraldo cura epilessia, Sardonice libera da collera e stupidità, ridona disciplina e udito. Cornalina, crisolito, berillo, topazio, crisoprasio, giacinto e ametista completano le dodici pietre del pettorale di Aronne, ognuna con proprietà curative specifiche. Ametista scaccia tristezza e malefici, proteggendo da cattive compagnie e serpi. Onice allontana dolore e tristezza, mentre agata sviluppa sensibilità e intelligenza; il diamante cura colpi apoplettici e rende dolci le parole.# |QUARZO silice, se ridotto a sabbia, reca vetro struttura, cristallina trigonale, durezza pari a 7, ialino è trasparente, cristallo di rocca, rafforza cuor polmoni, rilassa tensioni, allevia irritazione, di mente e corpo, miglior rapporti amore: cristallo energia, usano i laser, pc radio e tv, digitali orologi, usan quarzi vibranti, se smettono vibrare, sciolgon come neve, manca informazione, che da essi proviene. Quarzo affumicato, a volte par ialino, allontana le paure, oppure le converte, in positive forze. Ghiaccio è Cristallo, sensazione freddo, tenendolo in mano, struttura esagonale, come fiocchi neve. Cristallo di rocca, la vista migliora, al sole scaldato, agisce sul cuore, e ghiandola tiroide, irradia energia, su cellule moto, regola oscillazio, su normale frequenza; modera Euforia, pensando molto a Dio, digiuno e astinenza, contro la menzogna, cura le bugie, con diamante in bocca, o porta Berillio, a fermare litigi. Dante in Antipurgatorio, cita gemme preziose, uscendo dal cunicolo, alla luce della valle: a occhi miei ricominciò diletto, tosto io uscì fuor aura morta, che m'avea contristati occhi e petto: dolce color d'oriental Zaffiro, onde si corona a bel zaffiro, come vivo Topazio a fiumi, o fresco Smeraldo posto dinanzi, quasi aDamante che lo sol ferisce, Perla bianca in fronte, dentro Cristallo di rocca, parea ciascun Rubino, rubin che oro circunscrive, come in Vetro e ambra o cristallo. Le mura adorne in gemme, DIASPRO è primo strato, cura udito e muco naso, raffreddori da fieno, vizi e animo durezza, che i calcoli reca, sclerosi e vigliaccheria, e poi rassegnazione. ZAFFIRO è secondo, gemma cura occhi, calma erotomania. |CALCEDONIO è terzo, dona eloquenza e pazienza, e Ildegarda consiglia, contro coliche fegato, Vino-spento per nervi, e Calcedonio azzur pazienza, posto su una vena, dà forza a stare calmi, o usalo in bracciali, così mediti tristezza, che colica genera; quarto è SMERALDO, che cura epilessia, SARDONICE è quinto, e bene ci libera, da collera e stupidità, e riporta disciplina, Sardio cura emicrania, ridà udito a orecchio; sesto è CORNALINA, settimo CRISOLITO, ottavo è BERILLO, nono è TOPAZIO, che assieme a preghiera, protegge dal male, e il vino topazio, rende occhi chiari, decimo CRISOPRAZIO, che purga diablo possessioni, mentre Prasio quarzo verde, su eczemi con febbre; undici è GIACINTO, che schiara gli occhi, cura follia malocchio, ascessi febbre allergie; dodici è AMETISTA, che scaccia tristezza, su travasi e gonfior sangue, cattive serpi e ladri, lei cura pure tristezza, generata da vipere, cattive compagnie, e serpi evitan luoghi, dove irradia ametista. ONICE aiuta, a scacciare tristezza, dolori cuore e fianco, guardala attenta, e mettila in bocca, tristezza sparirà, assieme le disgrazie: se manca tristezza, è assente disgrazia, 8 beatitudini, contro 8 disgrazie. Calamita cur follia, Agata rende sensibili e intelligenti, Diamante acqua cura, apoplettici colpi, rende dolci nel parlare, cura la menzogna.

178:lume178- Dante come Seba, usa poema a fare un viaggio ultraterreno, specchio del cammino interiore dell'anima smarrita. L'Inferno è un abisso nato dalla caduta di Lucifero, dove i dannati sono puniti secondo colpa e intenzione. Le tre fiere mostrano il dramma umano tra vizi e aspirazioni. La selva oscura è lo smarrimento, ma anche la soglia della rinascita. Beatrice chiama Dante al desiderio autentico, Virgilio è la ragione, Bernardo la mistica visione. Il poema è una mappa del viaggio iniziatico dell'anima, via di salvezza per l'uomo: quando tutto sembra perduto, segui chi accende una luce nel buio. Il desiderio vero è la chiave che riapre la strada. Lo Spirito divino appare e rimprovera Dante di aver scelto sofferenza e infelicità (beni terreni), rinunciando alla missione: sceglier solo il dolore è atteggiamento vittimista che usa dannazione come alibi. Dante si volge al Pentimento, cantato dagli angeli come atto liturgico di redenzione, il suo pianto è catarsi, dove il cuor si scioglie sotto calore e compassione di Iside: allora Amor si drizza al vero bene, fonte di felicità duratura. La sofferenza muta in luce, libera dai traumi mutati in giustizia libertà e sapienza, fondendo natura umana e divina in unica armonia. Il cammino culmina nell'incontro con Sophia, eterna e ineffabile sovrana creatrice. quando-Dio-non-vuole-i-santi-non-possono. |Disumba ande mokoko, adengano mapoma na manze na esuba ea ngambo| Davide è un re-sacerdote, combatte la corruzione e scrive inni poetici nel Salterio, libro di Salmi che narrano la sua vita, le sue lotte contro nemici e traditori, e la sua fiducia in Dio per la vittoria: nel Salmo 88, Davide è tradito dai suoi sudditi, ma trova conforto e forza in Dio. Salmi 17 e 101 esprimono la sua fede nel governo giusto e nella protezione divina. Andronico Xristos sfida la corruzione, arresta i nemici, e crea nuove leggi per ristabilire giustizia, tra cui un decreto di portata storica. Il suo impegno lo porta a scontrarsi con i potenti, ma la sua lotta contro le ingiustizie lo fa crescere come leader. I Salmi sono usati a testimoniare la rinascita dei commerci e la giustizia finale, dove Andronico, pur soffrendo per la morte dei suoi familiari coinvolti nella corruzione, lotta per un regno giusto. La sua ascesa al trono è segnata da battaglie e alleanze, e la sua storia è accompagnata da canti che celebrano la sua vittoria. Kolyada è un ciclo di miti che narrano le gesta di Cristo, riflesse in varie leggende di diversi paesi e provincie del grande impero, così egli appare come personaggio chiave in diverse religioni, abitando storie di divinità egizie (Osiride, Iside e Seth), etrusco/tirreniche (Tago e Kolyada), eccetera, divenendo simbolo di rinascita e di speranza. Infine vengono descritti i rituali e le tradizioni religiose più durature, tra cui il culto di Cristo, la sua morte e resurrezione, la connessione tra divinità egizie e cristiane, in un continuo ciclo di morte e rinascita.# Davide è Re Cristo, e combatte corruzione, scrive inni del |SALTERIO, che narrano sua vita, diario libro Salmi, in poetica fattura. Salmo 88 dice: Samuele unge i re, ma i servi del Signore, insultarono il re, Davide è diffamato, da sudditi tradito, lotta col nemico, stanco e scoraggiato, ringrazia suo Dio, aiuto alla lotta, e fede in vittoria. Salmo 17, è governo secolare, in versi e quartine, inni bulgari amati, mentre Salmo 99, incorona re David, grida gioia al mondo, ai figli dell'uomo, ma è salmo più buio, dolore e reclusione, prima di esecuzione, la fame e la morte, separazione pena, di abiti e corte. Salmo 101, Ascolta mia preghiera! a Te viene mio grido, volgi a nuova era, mie ossa e mio cuore, Isacco mi flagella, mi prende vesti e trono, è dura la battaglia, lascio arco di rame, nel cuore mi ritiro. Dice salmo 17, ti amo Signor, forza e rifugio, ci salvi dai nemici, nostro corno suona, annunzia cherubino, ruggito del cielo, colpisci o proteggi, giustizia ora vedo, ho la tua ricompensa, purezza mani cuore, vedo tua clemenza. Narrano i vangeli, miracol pani e pesci, Andronico astiene, da eccessi alimentari, sobrio alle feste, mal stomaco previene, la sera mangia poco, duran convalescenze, digiuna o tazza vino, diluito al tramonto. Quando va al tempio, siede e ascolta genti, è giudice regnante, corte di giustizia, punisce corruzione, mafie e indulgenze, in tempio-tribunale. Detta nuove regole, ai venditor colombe, cambiavalute detti, combatte i complotti, ma ottiene nemici, che lo chiamano gigante, ciclope occhio accecato, avan crocifissione. |Andronico arresta, oppressione di tasse, punisce ministri, che uccidon commerci, contrasta illegal dazi, Libro Salmi testimonia, il Giudizio finale, rinascita commerci, incarichi assegna, con buoni stipendi, a governator locali, ma lotta corruzione, salmo 13 Davide, quan visita provincie, molti ministri sono, insonni e spaventati, se accettano mazzette, acceca disobbedienti, pur nobili coinvolti, parenti suoi di sangue, senza compassione, fà legge anticorrotti, processa pur lo zio, Isakio usurpatore, Macroduca e Dukas, capi suo partito, subiscon legge dura, ma crescono i nemici. Giustizia possente, su affetti personali, soffre loro morte, esempi lui pretende, navi-merci naufragate, fermino saccheggi, governatori ladri, impicca sul molo, aiutare marinai, diviene legge prima, benessere di Stato. Salterio produce, inni musicali, con arpa muta note, arco eco nostalgie, 150 salmi, parlan di vulcani, di tempestoso mare, e battaglie navali, sul Bosforo porto, incrocio di rotte. Salterio su pareti, in papiri geroglifi, libro morti egizi, narra migrazioni, annuale ad Iperborei. Inario ripetuto, al ritmo passi danza, con devozione cuore, due volte canto s'alza, fin secolo 600, slavo greco e pope, Signore mio rapsode. Salterio poi mutato, da riforme di potere, culto indebolito, da Nikon patriarca, parole son distorte, riflesse in mito Orfeo, che perde la sua donna, nel morso di taranta, purga suo dolore, in veglia di visione. Fomenko cerca rima, tra biografie di Cristo, elenca doppioni, Mida scizio egizio, custode grifon d'oro, imperatore giallo, Leon di Yuda egizio, Kolyada Xristo Klau. Alessio Comneno, astrologi aiuta, con templi sapienza, soldi e onor dispensa, nasce Almagesto, catalogo stellare, poi in libro Alessiade, Anna Comnena scrive: nel regno di mio padre, Alessio Comneno, avvenne invenzione, osservazion del cielo, oroscopi precisi, di alessandrini medi, riportan posizioni, di stelle in vari eventi, nasce il calendario, ovvero il Kalavdai. Sui muri del Cremlino, resiste leggenda, di |Kolyada Cristo, i cui canti son vietati, in tutte le città, di ex Tartaria regno, da decreti del 600, di Romanov clan. Libri Kolyadniki, almanacchi e bibbie, scritti da Esdra, a predire raccolti. Kolyada scese a terra, da vergine nacque, presso un torrente, già insegna alla gente, ma dentro Bisanzio, evita entrare, vi regna nero Toro, che vuole suo trono, sua Madre lo ripara, nel tartaro luogo, qui Horus fa riposo. Santa Cruz Klaus, tradotto in Nikolai, porta doni ai bimbi, Kolyada Xristo Klau, uno dei suoi nomi, Nika Nicea leone, Nikola kolia, rievoca suo nome, in Natale canzone, di bulgari e pomaci, che coltivano mele, e canti di Kolyada. Re magi sui cavalli, cercano il re, aiutati da stella, fin grotta Madre, aprono il petto, fan regali al bimbo, vanno a palazzo, del re basilisco, annunciano nascita, del giovane erede, Re nero si arrabbia, e ordina strage. Manuel Comneno, re nero pelle scura, ha capelli biondi, e i venezian beffardi, lo prendon in giro, negro imperatore, recitan nel circo, Manuele doppiato, a Erode e Nerone, erotico riflesso, in Tiberio Enrico III. Andronico Cristo, esilio pellegrino, erede al trono, porfirogenito nato, da Erode braccato, fugge via da Crono, che vuole ingoiarlo, strage innocenti, sua madre lo nasconde, in grotta con 2 ninfe, capaci a far Kefir, con latte di Capra, Amaltea chiamata, ora capra di Natale, Capricorno in cielo, ricorda allattamento, del bimbo regale. Guardato da Koureti, Crono scopre trucco, inizia persecuzio, si maschera Iesù, rifugia in paese orsi, in versione dei Vangeli: Cristo nato in grotta, nutrito da animali, rifugia nella Rus, di Vladimir e Sudzal, con suo piccolo esercito, fedeli koureti. Re vecchio malato, infine si pente, richiama Maria, torna con tuo figlio, incorona dinastia, giovan re ritorna, accolto dalla folla, nei canti di Kolyada. Cristo è incoronato, su rive del mar Nero, detto acqua Giordano, da Yuda-samovily, da angeli esecutivi, di patriarca slavi. Andronico adulto, concilia con Manuele, poi ascende al trono, legittimo erede, invitato a Czar-grad, capo Angelo mandato, ingaggia battaglia, in fortezza di Charax. Angelo sconfitto, ritorna a Czar-grad, banchieri rivoglion, soldi a lui prestati, x spese militari, ma Angelo su nave, passa con Andronico, e comando riceve: prepara mia strada, mio ingresso in citta, Matteo li descrive, come angeli fedeli, che aiutan suo conto, mentre angeli neri, al soldo Isacco Anglo, dopo usurpazione, lo fan morire a Pasqua. |Clemente alessandro, narra canto morte, Cristo Orfeo pastore, capelli lunghe trecce, Leone di Nicea, Bacco dio di Nisa, Adamo primo uomo, Buddha Krisna e Siva. Ucciso dai nemici, in guerra coi Titani, corpo fatto a pezzi, Isis lo raccoglie, ricompone bara, lo piangono le donne, in vela verso il Nilo: Osiride fu ucciso, da Tifone e Isacco, angel cospiratori, Iside ora vaga, cercando suo marito, sul mare lo trova, presso un Tamerice, rami avvolgon ossa, con bende di lino, pregne di olio mirra, la sindone ora voga, fiume in bara legno, verso terra egizia. Moglie piange corpo, del defunto re, giunge sulle rive, di egizio cimiter, Adone dio morente, risorge con sua voce, dall'albero pilastro, Lui le siede accanto. |Maddalena prega, Cristo versa sangue, su albero di Acacia, detto croce slava, avvolto nel panno, imbevuto di spezie, mistura di mirra, e olio di oliva. Vibra ora arpa, salterio di Orfeo, eterno verbo che, mondo va salvare, lamenti funerali, veglia della notte, sarcofago egizio, piombato da Seth, nemico di Cristo. Radice amara narra, Eva amor di Adamo, esce da inferno, al suono guarigione, in russe epopee, umani fuori Eden, violarono divieto, di guardare indietro. NIKA vincitore, è Xristos risorto, è Dioniso che viaggia, dal regno dei morti, scende e riscatta, nuovo cristiano mondo, Cristo rima Osiris, scettro pigna e foglie, siede a destra trono, con calice di vino, pane liuto e uovo. La madre di Andronico, pure detta |Olga, nacque a Galich, in Vladimir-suzdal, poi in Crimea si sposa, con sovrano Comneno, qui nasce suo figlio, vergine sen parto, poichè avrà cesareo, Efesto dottore, sutura suo taglio. Vergine parthenos, detta Atena Pallas, Theotoko partoriente, sta x taglia-e-cuci, colei che taglia e cuce, talmudica Pantera, è Portnoi la sarta, Yeshu fil Panthera. |Maria libera Novgorod, da truppe di Suzdal, la Rus' celebra impresa, dipinta in cattedrale. Maria dentro Yoros, sul Bosforo imperiale, alloggia presso Fener, monastero di Maria, or Moschea di Miriam, da li divise il regno, in più provincie Rus', educa i suoi figli, a riscuotere tributi, a mantenere orda, per ordine e cultura, elite di cavalieri, con etica struttura, anche nella corte, ministri soprannomi, Perun governa lampo, Volos gli armenti, Stribog tempeste clima, con etere energia. Andrea adolescente, fù esule ospitato, con Mari in terra alana, presso Vladi-mir, da un capo variago, re magio viaggiatore, che invia ambasciatori, per Maria devozione, coltiva nel solo cuore, etica religione. Andronico ora re, nella città di Yoros, riunisce le tribù, che viaggiano lontano, confedera province, che portan suo ricordo, Pan mitico sovrano, Cristo figlio umano. Pan dolce signore, con chiome abbondanti, hai dorso coperto, con manto di Lince, governi col lampo, da vette dei monti, sugli aspri sentieri, sassosi errabondi. Tu vaghi qua e là, boscaglie intricate, ora sei attratto, da acque immacolate, e corri attraverso, terre cui aleggi, siedi e contempli, da cima tue greggi: col tuo riso sonoro, risvegli tuo bosco, fai strage di fiere, se inizi una caccia, alla sera ritorni, suonando siringa, Musica serena, melodia che avvinghia. Tu reciti sul palco, da Thera preparato, lombrico e firmamento, sono la tua mano, danzi circolare, sei un re che viaggia, vesti mascherato, incanti chi ti parla; continui a recitare, negli anni e decenni, cuore fuoco arde, consuma estate inverni, sei satiro maschile, e ninfa femminile, apri 7 centri, e deponi tue poesie, con etere energie. Panthera di foreste, senza malvagità, susseguon pace e guerra, ma resta identità, con grazia o pavore, entri alla realtà, governi nostro mondo, in pace a prosperar. |Niceta Choniate, scrive Andronico regno, Festa del Sole, età di oro bizantina, veste di blu, presso i contadini, riflesso in Saturno, taglia le messi. Studia le scienze, teologia di famiglia, economia educazione, poi circonda trono, di onesti giuristi, li onora con doni, e incarichi primi. Crea ruoli a Corte, come nonno Alessio, Troni e Cherubini, Serafini in schiere, rango degli Angeli, guidati da Arcangeli, serafin guardie corpo, fiamma loro nome, portano ascia fascio, eseguono comandi, potere del lampo, armi e cannoni. Cherubini a guardia, con cani di Alani, vincono i leoni, son grandi lottatori, Dante li chiama, cerberi can pazzi, come leoni a trono, ruggiscono quando, qualcuno si avvicina. Leone primo emblema, di Vladimir città, capitale impero, dopo Yorosolima, nel Libro di Maria, amoreggiano i leoni, ai piedi di Gesù, si prostrano a umiltà, leoni di Giuda, ricordo di crociati, scrive De Clari: bocca del leone, maccanico artefatto, nei pressi del palazzo, giocattolo per gare, per dame e cavalieri. Riflesso in vangeli, è Cristo rovesciato, da corrotte guardie, di angel traditore, venne crocifisso, a equinozio autunno, oroscopi a ricordo, trovi in ogni rus, in oasi di Siwa, nel libico deserto, tra sali di ammonio, itifallico Min, dio auto-generato, a fianco di Maat, giudica ogni operato: una volta gli umani, cospiraron contro Ra, che occhio inviò, e leonessa Sekhmet, ma poi cambia idea, vuol salvarne un pò, fà ubriacar Leone, con rossa birra orzo: bella dea di ebbrezza, Iside onnisciente, magistra con parole, addormenta dio Ra, tra umani nasce guerra, Ra giudice morti, con sole e con luna, crea giorni e notti: dio Thot delegato, governa la notte, Ra nel mattino, respinge assalto forte, in alba riemerge, a oriente su barca, assieme a equipaggio, dio Apopis decapita. |ATUM è Khan-Ra, fenice psicopompa, rinasce come serpe, su acque primordiali, autocreata da sè, genera creazione, parte da se stesso, e crea situazione. Atum solo in acqua, in stato di inerzia, prese a masturbarsi, in acqua creativa, Tefnet fu creata, fù dea umidità, Shu nacque suo fiato, fu aria divinità. Atum stanco giacere, chiede 1 capanna, dove riposare, Num-acqua gli dice, bacia tua Tefnet, vivrà così tuo cuore, ella sia con te, e Shu tuo figlio amore; dopo bacio nacque, Iunu la collina, emersa da acque, mare primordiale, Shu ha piuma in testa, nome geroglifo, venerato leone, Tefnet leonessa glifo. Airone detto Bennu, è aspetto di Atum, porta luce e vita, al mondo quaggiù, roccia su cui posa, diven pietra benben, piramide feticcio, obelisco luce inter; grido di Bennu, dà inizio al tempo, prestabilito in cicli, in greco è fenice, Fenice con la mirra, fa e depone uovo, Cicogna che vola, e divien ragno in volo; nata Shu-Tefnet, Geb-terra e Nut-cielo, fanno 5 figli, in 5 giorni aggiunti, a calendario antico, giorni di fin anno, persi da dio Thot, dopo partita a dadi: nei giorni fuori anno, nacquero Osiris, Isis e Harori, Seth e Nefti occhio, Nefti fugge in Nubia, lontano da Atum-Ra, amazzone divenne, leonessa guardian. Ra sente mancanza, và Thot a chiamarla, la portano a inganno, ora in sua casa, occhio-Ra Onuris, significa colui, che ha ricondotto fiera, da lontana Nubia. Onuris ha consorte, Maat-mehit matema, dea-occhio di horo, strappato 1 dì da Set, guarito poi da Hathor, dea vacca dei fiumi, che morti conduce, a nuovi nascituri. Grifone Gips fulvis; avvoltoio di Tebe, protegge suoi piccoli, sotto sue ali, adorna le regine, Khepri tira il sole, amuleto talismano, scarabeo stercoraro, cuore dei defunti, fornisce istruzioni, su come comportarsi, a giudizio dei morti. |SETH è cinghiale, Orice deserto, un tempo Dio scorpione, di oasi protettore, 1 giorno suoi fedeli, entrarono a conflitto, con gli agricoltori, fedeli a Osiris vino. Orice in deserto, antilope aggraziata, associata a Seth, Asherat compagna, cede a culto Horo, a forma di un falcone, Dio rosso dei deserti, Horo subentra al trono, Leon ferito ad occhio, divenne sfinge Giza, e protegge orizzonte, a mezzo di enigma; falchi belle piume, in aria sospesi, si avventano su preda, Horo è pellegrino, con testa adorna a piume, è fanciullo falcone, Ra dei pastori, e Re di agricoltori, possiede gli artigli, e ha vista acuta, khenty-khem accolto, in altri luoghi giunge, miete raccolto; pupilla luminosa, di falco pellegrino, è Nandi toro nero, e dio-coccodrillo, dissipa malocchio, volto di Ra-horo, oracolo specchio, lungi-mirante luogo. |ISIDE madre grano, dea del Delta Nilo, stella cane Sirio, Dea dai molti nomi, Ape e vacca sacra, demetra astarte sakti, adorata a Bisanzio, e presso Yaroslavi; preserva culto marito, andronico-cristo, serbando seme-essenza, a concepire Horo, il figlio erede trono, alla città dei re, cura il suo baule, che contiene veste, di suo marito Osiri, depostovi da Seth, Isacco il concorrente, nei suoi lamenti lutto, narra mito grano, Re del sotterraneo, Osiris primo Adamo. Iside madre fugge, da Manuel Comneno, affronta + vicende, a proteggere Horo, e suo leone trono, Horo adulto poi, portato a tribunale, rivendica diritto, di eredità regale. Seth viene scalzato, piange si lamenta, Iside dispiacque, x suo fratello Seth, usa sua magia, a salvarlo dai verdetti, Horo furibondo, la mette nei conventi.| OSIRIS khentiamentu, anubis e busiris, Apis-dio dei bugni, tien abito attillato, pelle nera suolo, testa mummificata, Pan lo chiaman greci, Fauno i rusitali, Delfino è sua consorte, Busiris fallo eretto, contien spirito grano, per Iside regina; nel geroglifo segno, ha una pastorale, assieme a correggio, e corona di piume, insegne agricoltori, e nomadi pastori, incarna primo avo, dei khan faraoni; insegna agricoltura, e civitas urbana, Osiride viaggia, dal Nilo al mar Nero, assieme alla moglie, e sorella reggente, fondando città, di primo umano impero, in statuine argilla, sparge semi ai campi, per messi da sfalciare, poi primo cereale, avrà lamentazioni, di sacerdoti Adone, o Adonai signore, bambino di Afrodite, amante di Core, toro Apis di Menfi, sacro al dio Ptah, divenne Osiris-Re, nel mondo sotterran; braccia incrociate, corpo avvolto a bende, lui apre le vie, a morti e iniziandi, al mondo sotterraneo, sciacallo Anubis-lupo, animale del deserto: durante alluvioni, avviene processione, guida 1 sacerdote, con maschera sciacallo, colui che apre le strade, con magico suono, 3 giorni e 3 notti, lamentazioni in coro; compiangono Dio, prefiche donne, alla statua-feticcio, di Osiride defunto, Iside e Nefti, che han sepolto Cristo, dopo processo Seth, al tribunale olimpo; dopo finta battaglia, rituale tra fedeli, Osiris riappare, trionfale su barca, compie erezione, del suo pilastro-fallo, per la resurrezione, nel tempio di Alessandria. libro_asclepio_ermete-trismegisto.m4a
Ermete Trismegisto fonda una scuola di sapienza sincretica, che unisce le tradizioni di Mosè e Zoroastro, incentrata sulla ricerca del Sé e sul rapporto tra l'uomo e il Divino. La sua filosofia si sviluppa attraverso una gnosi che eleva la coscienza umana e si manifesta come un incontro mistico con il Nous divino. Ermete è associato all'arte alchemica: dal dolore nasce la sapienza, e dal piombo si ottiene l'oro, simbolo di trasformazione spirituale. Il suo pensiero influenzò filosofi e teologi, dai Padri della Chiesa fino al Rinascimento, dove la sua filosofia venne tradotta in latino da Marsilio Ficino. Hermes è visto come un messaggero alato, portatore del Logos, Verbo Divino che illumina l'intelletto umano. Il Corpus Hermeticum, una raccolta dei suoi scritti, è un testo base per comprendere la visione esoterica della creazione e la relazione tra cielo e terra: nel ri-nascimento, l'interesse per l'ermetismo rinvigorì la pratica della magia, alchimia e astrologia. La Tavola Smeraldina, con il suo celebre motto "Ciò che è in basso è come ciò che è in alto", ne divenne il simbolo. La filosofia di Ermete fa sua la dottrina sufi della trasformazione dell'anima e unione con il divino, mistero che permea pensatori come Giordano Bruno e Pico della Mirandola, e si estese a società segrete e movimenti spirituali.# |ERMETE TRISMEGISTO, fonda la sua scuola, filosofico ermetismo, sincretica sapienza, di Mosè e Zoroastro, dal dolore esce sapienza, libera piombo e ottiene oro, incarna iniziazione, alla ricerca del Sé: lui insegna il rapporto, tra uomo e Nous divina, evento mistico incontro, tra umano e divino, a mezzo di una gnosi, eleva stato di coscienza, un processo sovra-razionale, per grazia trascendente, dal Dio del medio Oriente, e suona lira e arco, a veder la consunstanzia, Ermete si volge, da fisica e matematica, a contemplazione Dei, e in Duomo Siena e Barga, è ritratta la sua scuola, sul mosaico pavimento. Mercurio Trimegisto, contemporaneo di Mosè, anni dopo Cristo, gira Mediterraneo, su orme pellegrini, fenici egizi e ottomani, tra commerci grano e farro, olio oliva e vino, spezie balsami e profumi, nasce raccolta di suoi scritti, detta Corpus Hermeticum, filosofia perenne, sincretica saggezza, come la Tavola Smeraldo, esercizi sacri cristiani, di parola e scrittura. Lui messaggero alato, portatore del Logos, Verità disvelata, da ibis-babbuino, a mezzo radice santa, intermediaria cielo e terra, tra divino e umano mondo, psicopompo dei defunti. Libri influenzano filosofi, e i Padri della Chiesa, da Tertulliano a Lattanzio, Clemente Alessandrino e San Paolo, da Origene a Sant’Agostino, che lodavano ermetismo, contemporaneo di Mosè, nel romano bizantino. Ermete in due persone, vissute prima e dopo il diluvio, a cavallo di tre terre: megistou kai megistou, theou megalou Hermou, il grandissimo sapiente, che fonda scuola ad Herren, un centro sincretismo, |TEMPIO rinasce dalla pietra, che i costruttori hanno scartata, diventa pietra angolare, di alchimia interna dell'anima, lui Thoth nato da Maat, narra questa storia: un giorno Ermete riflette, sugli esseri e su Dio, suo pensiero allora eleva, sue tutte sensazioni, assopite come in sonno, per sazietà lussuria o stanchezza, gli apparve innazi grande psiche, che lo chiama per nome: son Pimandro psiche eterna, leggo cosa vuoi udire, raccogli dunque in tuo pensiero, tutto quel che vuoi sapere, io ti farò scuola, scrivi tutto ai discendenti, parola santa mi mostrava, terra e acqua mescolate, mosse da verbo spirituale, che si udiva tutta intorno. Pimandro mi chiese: capisci la visione? questa luce sono io, il tuo Dio intelligenza, che precede natura umida, uscita dalle tenebre, sono il Verbo luminoso, che emana da Intelligenza, figlio e figlia di Dio, Kore vergine luminosa, vedi e intendi il Verbo, che è parola di Dio, intelligenza unita a vita, la Vergine del Cosmo. |Kore Kosmou fu trascritta, dal discepolo Stobeo, che alla corte bizantina, narra il mito di creazione, e il destino delle anime, che madre Iside trasmise, a Horus figlio suo. Altri discepoli presenti, Thoth Ptah e Imhotep, Egitto felice al centro mondo, è mito giunto fin Firenze, durante il Rinascimento: Leonardo di Pistoia, fu il monaco incaricato, da Cosimo de Medici, di recarsi in Macedonia, a reperire manoscritti, copie di corpus hermeticum, dal bizantino Michele Psello, al fine di intarsiare, da Giovanni di Stefano, un mosaico marmoreo, nel pavimento Duomo Siena: avanti al portale centrale, Trismegisto è l'inizio, di conoscenza terrena, come Dante con Virgilio, con un libro simboleggia, Oriente ed Occidente, parole di creazion del mondo. Marsilio Ficino, della corte medicea, fonda poi l'Accademia, platonica fiorentina, finanziato a tradurre, in latino quelle opere, col nome di Poimandres, il simposio di Ermete, più di ogni altro filosofo. Ficino bene scrisse, che Ermete è primo anello, di una catena sapienziale, attraverso cui il verbo divino, giunse ai filosofi gregoriani, egizi e persiani, orientali in genere, da radici primi cristiani. Ermetismo nascimentale, svegliò interesse alla magia, alchimia e astrologia, influenzando prima e dopo, Pico della Mirandola, Giordano Bruno e Campanella, fin le società segrete, dei Dervisci e Rosacroce, massoneria e copte scuole: Sara moglie di Abramo, uscì dalla sua tenda, e la luce di una pietra, di smeraldo fermò suoi passi, detta Tavola Smeraldina, latina Tabula Smaragdina, ebbe incise le parole: è verissimo che, senza errore e menzogna, ciò che è in basso è come in alto, e ciò che è in alto è come in basso, poichè tutte le cose, son sempre state e venute, per mediazione dell'Uno, Sole è padre e Luna è madre, Eterno istante è una goccia, che concentra ogni universo, da esso emana Beatrice, raggio di luce dentro acqua, fonde e produce un fiume, da cui nasce cielo e terra; 12 tavole fissate insieme, con cerchi di oro, per resistere al tempo, la saggezza degli antichi: Io Thot atlantideo, Signore dei Misteri, detentore degli archivi, Re mago vivente, generazione dopo generazione, passo le Camere di Amenti, ho raccolto ai discendenti, la saggezza degli antichi, e l'ho posta dentro l'arca, portata in Alessandria, dagli arabi fenici, tris-megisto tre volte saggio, tre filosofie in una, in libro segreti di natura, son mistero cattedrali, del maestro Fulcanelli, che cerca dentro Giza, lapis anima alchimia.

202:sogni24-lume202 PROTEGGERE: vuol dire preservare la nostra natura essenziale da ciò che potrebbe distruggerla, custodire ciò che è fragile, come una madre che salta il vuoto stringendo il figlio: richiede forza, presenza e amore. Ci sono momenti in cui occorre fermarsi, stringere, non rischiare, per preservare ciò che potrebbe andare perduto. La sicurezza è un valore fondamentale nelle fasi iniziali della crescita. Costruire un rifugio sicuro, a volte serve rimanere nel proprio spazio interiore, senza donarsi del tutto, per non disperdere energie vitali. Mettere confini non chiude, ma permette di guarire, come una benda su una ferita. Dire 'no' con fermezza può essere un atto di amore verso se stessi. La fiducia include anche il lasciare che l'aiuto arrivi da fuori. Prevedere i pericoli immediati, come aprire un ombrello prima della pioggia, protegge dalle perdite inutili. Non tutto va condiviso subito: alcuni semi vanno nascosti finché non saranno forti abbastanza. Impara a proteggere la tua sensibilità, creatività, la tua trasformazione. Alcune cose devono restare silenziose per potersi compiere. La vera forza è sapere quando contenere, quando lasciare andare. Non sempre puoi evitare il dolore, ma puoi evitare che si allarghi. Proteggere è un atto sacro: rende possibile la fioritura futura. Immagini-sogno: Mano grande che dà sostegno: fiducia è agire come se fossi sostenuto. Lei nuda che si protegge: se sopraffatto, resta nel tuo intimo. Ponte levatoio e castello: troppe barriere legano al passato, osa aprirti. Serratura e chiave: forza è dire No e conservarsi. Cappello rigido: valuta sempre il prezzo di ciò che guadagni. Braccio bendato: la ferita va protetta per guarire. Foresta cintata: i limiti permettono crescita e libertà. Ombrello sotto la pioggia: prevedere i pericoli aiuta ad affrontarli.# La madre salta il baratro stringendo fra le braccia il figlio. Che cosa richiede protezione in questo momento? Una cosa è allargare e condurre una vita completa, un'altra è stringere e preservare ciò che potrebbe andare perduto. Quand'è il momento di preservare e quello di rischiare? Alcuni valori e doni hanno bisogno di essere coltivati perché raggiungano la pienezza; la sicurezza potrebbe essere il valore più importante, specie all'inizio. Tuo compito è renderti consapevole del pericolo contingente e non fare nulla di avventato, costruendo un porto sicuro per coloro o per ciò che ha bisogno di |protezione. IMG8: Mano grande che dà sostegno (aver fiducia vuol dire agire come se fossi sempre sostenuto in tutto ciò che fai: risolvi i problemi permettendo anche che la soluzione giunga dall'esterno). Me nuda protegge se stessa (la sensibilità alle forti energie, a volte richiede la volontà di non donare tutto: quando ti senti sopraffatto, rimani nel tuo intimo presente a te stesso). Ponte levatoio e Castello chiuso (l'attaccamento al passato rende ciascuno di noi eccessivamente protetto: lascia cadere qualche barriera e guarda cosa succede). Serratura, gira la chiave nella toppa (a volte la forza consiste nel dire No e intendere esattamente questo: conserva ciò che hai invece di essere eccessivamente magnanimo o prodigo). Il suo Cappello rigido dovrebbe proteggerlo (il prezzo che paghi per ciò che guadagni è la perdita: concentrati su ciò che potrebbe andar male in ogni precisa situazione). Braccio bendato, la ferita viene protetta perché possa guarire (non sempre possiamo prevenire i guai, ma possiamo sempre affrontarli: proteggi le cose da un ulteriore perdita). Cintato, la foresta tropicale è resa più sicura (stabilire dei limiti/confini può creare la libertà di crescere: apprendere a rispondere nei luoghi che incutono maggior timore). |Ombrello si pone tra me e la pioggia (la capacità di previsione aiuta ad affrontare la vita: concentrati sui problemi immediati). Presto imparato, presto dimenticato| Zafferano (Crocus sativus) è pianta perenne, bulbi fioriscono ogni anno, produce stimmi rossi da essiccare. Ottobre germoglia, Novembre fiorisce, ogni fiore dà tre stimmi, raccolti al sole per risotti e spezie. Resiste a freddi fino a -15°C; foglie crescono fino a Marzo, poi seccano; bulbo sopravvive e si moltiplica. Bulbi piccoli del primo anno sono più produttivi al terzo; trapianti nuovi richiedono anno di adattamento. In cucina è digestivo, stimola nervi, antispasmodico, calma sindrome premestruale e favorisce la digestione. Tonico per pelle, fegato, prostata e circolazione; in India unito a canapa, burro e parmigiano nel risotto. Usato anche da tintori e monaci per colorare stoffe, saponi, profumi e rimedi tonici. Al-Muktar lo combinava con Iperico: migliora circolazione, calma nervi, protegge cuore e pelle. Croco cugino dello zafferano, mito narra Kore e Ade: viaggio nell’aldilà con sacerdoti krokonidai. Legato ai polsi dei neofiti per protezione nel ritorno sicuro, rituale di Settembre. Croco lega Medea e Prometeo, bulbo dai poteri simbolici, collegato a Pancratium maritimum e canto Alessandrino. Fiori usati da Koribanti e Korykia per ornare templi, quarantene, moribondi e malati. Bulbi e fiori, simboli di protezione, passaggio e purificazione, ricordano cura e spiritualità, tra uso pratico e leggenda. Zafferano e croco uniscono mito, medicina, arte e rituale: cibo, colori, profumi e poteri sacri.# ZAFFERANO fiori, sono Crocus sativus, parenti del Croco, in giardino o balcone, bulbi perenni, fioriscono ogni anno, stacca fil rossi, essicca conservando; dicono lucchesi, spianta bulbi ogni anno, a togliere i guastati, dopo lungo interrato, bulbi ambientano bene, pure per 3 cicli, producon fior e figli. Ottobre germoglia, a Novembre fiorisce, in Aquila coltivato, come pianta protetta, cogli stimmi al sole, ogni fiore ne dà 3, stimmi rossi cogli essicca, per risotti ghiotti; pianta inizia a primi freddi, e resiste a -15: raccogli al mattino, a completa fioritura, poi scerba a Marzo, quando foglie crescon molto, poi aprile-giugno, iniziano a seccare, il bulbo sopravvive, inizia moltiplicare, i bulbi di anno prima. se a Giugno espianti, serba in buio asciutto, contro ogni fungo, serba in scatola carta, fino al prossimo trapianto, bulbi piccini anno dopo, sono più produttivi, al terzo anno impianto; se li metti in nuovo campo, hai bassa fioritura, durante primo anno, è anno adattamento, ma cresce second'anno. |Zafferano è digestivo, stimola il nervoso, antispasmodico a Dioscoride, tonico-eupeptico ai persiani, che usano la polvere, a frizionare gengive, irritate e doloranti. Polvere messa nel risotto, calma sindrome premestruale. Spezia stami gialli yang, cura stitichezza, prostata e fegato, in India unito suo risotto, con canapa e burro, cepa e parmigiano, usato anche dai tintori, a colorare stoffe in giallo, di monaci shaolin, o far saponi e profumi, tonici di pelle. Al-Muktar usava petali, assieme ad Iperico, aiuta circolazione, rimuove stasi sangue, allevia depressione, protegge cardiovasi, calma nervi e diabete, disintossica pelle, in pediluvi o cuscino, Tè 5 fili beve. |CROCO fiore è, cugina a Zafferano, suo mito narra Kore e Ade, mentre coglie fiori, narcotico viaggio, aldilà ponte grotte, fiume acheronte, con sacerdoti accompagnatori, detti Croco krokonidai, verso mese Settembre, i devoti alla |Theokrokon, legan lacci croco, ai polsi di neofiti, cosi da viaggio in Ade, ritornano sicuri. Croco autunno lega, Medea a Prometeo, bulbo dei poteri, Pancratium maritimum, di Xristo Pankrator, canto nato in Alessandria, tra i fedeli |Koribanti, a Kore la |Korykia, doppio-serpente drago, regina madre scura, nata là in |Crimea, fior Iris alata, su stemma di casate, e isola di |Creta, fiori croco ad ornare, templi |quarantena, di |moribondi e malati, o per sereno trapassare. cibo_zafferano_benefici.mp3
lume202-Zafferano è una spezia, di modulazione emotiva, regola intensità energia, con stimmi rosso sangue, che agiscono sui nervi, su umore ed emozioni, con micro-dosi fuoco; stimmi raccolti a novembre, per cucina profumi e saponi, friziona su gengive doloranti, uniti a tralci di vite, calmano e tonificano, mentre in polvere in risotti, aiuta fegato e digestione; ha funzioni antiossidanti, e calma mestruazioni. Il bulbo continua sotto terra, nel passaggio tra mondi, rituale giallo Core e Ade, ciclo ritorno di stagioni, Zafferano è luce condensata, tra simbolo e corpo, tra morte e ritorno, tra quiete ed emozione, calma nervi e tensioni, e colora stoffe in giallo. |Zafferano+Iperico, ricetta anti-tristezza, calma disperazione, o perdita motivazione, disordini alimentari, del sonno e dell'anima, aumentano il piacere, e capacità decisionale, equilibrio emotivo, contro stress e sbalzi umore. Iperico ripara sonno e umore, Saffron è contro depressione, con Magnesio B9 B12, i due aiutano il nervoso, |Magnesio marino e cime iperico, 0.3 di ipericina, con stimmi 2% saffranale, curan tristezza e disistima, senso di insicurezza, indegnità e irrequietezza, insonnia e cefalea, vertigini e cardiovene, combattono fatica, e mancanza di energia, con due perle al giorno, fuor gravidanza e allatto. |Concia-bulbi Zafferano, con fumo di Tabacco, per qualche minuto, o spruzza zolfo giallo, a proteggerli da insetti, avanti del trapianto, o bagna acqua ramata, o infusi al Rosmarino, o Timo Menta Lavanda.

209:sogni29-lume209 DISTRUGGERE: Onda gigante causata dalla marea si infrange sulla spiaggia. Oppio e Tabacco nascono dal corpo della defunta: nel centro universale risiede una grande forza distruttiva che alcuni chiamano male. |Distruggere è spezzare separando l'integrità vital e l'energia di un essere o di una cosa, strappare dalla vita per preparare alla morte; ciò che rifiutiamo di lasciare ci verrà tolto. Fai in modo di avere la possibilità di scegliere in ogni questione, sei ancora libero di decidere il modo in cui relazionarti con ciò che sta accadendo. Tuo compito è sacrificare il controllo e sostituirlo con la facoltà di scelta, facendo attenzione a ciò che sta accadendo. IMG8: Tornado risucchia tutto ciò che incontra (una forza schiacciante può vanificare ogni tentativo di resistenza: usa tutto il tuo potere per prevedere laddove i valori siano abbastanza grandi). Suicidio di un essere da un alto edificio (l'eccessiva auto-restrizione provoca urgenze estreme: scegli di porre fine alle cose a livello interiore). Prigionieri sono uccisi nei campi di concentramento (ciò che facciamo agli altri lo facciamo a noi stessi: affronta l'immaginario negativo e interiorizzalo nel tuo animo). Guerriero mascherato è pronto a uccidere (coloro che sono da entrambi i lati di un fucile soffrono lo stesso destino: tratta con i tuoi impulsi distruttivi). Capra mangia gli abiti stesi (ciò che ci accade è semplicemente la realtà: assegna sempre una parte della tua energia e delle tue entrate alla perdita). Bomba atomica esplode sulla città (non evocare più di ciò che puoi integrare o usare: renditi cosciente quel tanto che basta per affrontare la situazione). Il Teschio viene lucidato per essere adorato (andiamo dove la paura è quella di trasformare le nostre vite: esamina le tue paure della morte e affrontale). Aereo esplode a mezz'aria (meglio rischiare la tua vita e vivere, piuttosto che limitarla non rischiando: vivi sul filo del rischio). |Febbraio2-Candelora, col sole tarda primavera, ma se nevica o plora da inverno siamo fora. Febbraio vien con tempeste e se ne va col sole| PISELLI tu semina, dopo 21 aprile, soffrono gelate, oppure in alveoli, poi trapianta a terra, a inizio maggio. Piselli cogli primavera estate, serba nel frigo, due giorni con baccello, o 5 giorni se sgranati; evita quelli in scatola, causano allergie, cucina freschi o secchi, a vapore con il riso. |Piselli fitoestrogeni, aiutan occhi e vista, con vitamina A, aiutan pure il cuore, sistema circolatorio, B6 anticoagulante, regola glicemia, grazie a C vitamina, magnesio calcio e proteine. |Taccole e piselli, usate a integratori, hanno proteine, che aumentan tono muscolare, e sua fibra sazietà, control colesterolo. Piselli e fagiolini, fibre amiche al colon, riequilibra intestino, sebbene poche proteine, hanno vitamine e sali, e un gusto apprezzato, da adulti e bambini. Se conci semi e bulbi, di pisello e zafferano, esporli a fumo di Tabacco, per qualche minuto, a proteggerli da insetti, oppure Olio di Neem, protegge semi e bulbi, dai tonchi e dagli insetti, tratta avanti semina. Pepe di Cayenna, ha proprietà repellenti, una leggera spruzzata, di polvere a semi e bulbi, o la Menta piperita, ha forte odore repellente, metti qualche foglia in vasi, di conservazione semi e bulbi. Pure infusi Rosmarino, di Timo o Lavanda, protegge semi dagli insetti, spruzza a semi e bulbi, prima di piantarli. 
lume209-|PISELLI ricchi e dolci, antiossidanti betacarotene, minerali e vitamine, aiutano il nervoso, calmano intestino, cuore vista e sangue, prevengon |depressione, utili in gravidanza, |allattamento e |menopausa; leggeri a digerire, assieme con le fave, curano stitichezza, conformano le feci, bloccano i batter nocivi, prevengono coliti, e colon irritabile, oppur colon tumore. Nel verde seme del Pisello, dorme promessa d'amore, nutrimento e alleanza, tra carne e luce, un eros discreto, che si apre a terra calda, dopo la Candelora. semina dopo il gelo, o in alveolo sotto serra, trapianta a maggio e attendi: i baccelli acqua e zucchero, conservano poco perché vivi, meglio freschi o secchi, tra menta neem e fumi di tabacco, la loro forma minuta, richiama i sogni che parlano, per immagini e fibre, nel mito di Persefone, che scende e ritorna a Primavera, dalla perdita si muta, in dolcezza del raccolto, con voce che nutre, dal mondo invisibile, pianta della Pizia, sorella a fave e taccole, insegna forza gentile, che costruisce stabilità, regolando senza eccesso, ciò che sale e ciò che ristagna, mentre nel fondo resta, l'eco di un vento che chiama, nel Blu respiro che attraversa, l'orto e il sangue circolante, a ondate regolari, a fine aprile questo fiato, entra ed esce sen permesso, nel ritmo delle rondini.

216:sogni64-lume216 |L'OMBRA: Assassino represso, primitivo e impersonale (ciascuno muore per mano di qualcosa che sfugge al suo controllo; ciò che fa paura è il terrore di morire quando questo sia ancora evitabile; assassinare qualcuno significa sottrargli anni preziosi e impedirgli di seguire il processo di realizzazione: bada a non essere l'assassino del tuo potenziale migliore, usa ciò che più ti spaventa per scoprire ciò che fai per sconfiggere te stesso). Vittima sconfitta (il viso del rifiuto reclama di essere amato. Noi rifiutiamo solo noi stessi, nessuno può rifiutarci benché possa dirci di No; per evitare di perdere, perdiamo; per sfuggire la punizione ci puniamo; per impedirci di vincere sconfiggiamo noi stessi; per suscitare il rifiuto agiamo indegnamente. La chiave per cambiare è mostrare direttamente la nostra vulnerabilità, invece di far soffrire gli altri con le nostre tattiche accusatorie: tuo compito p manifestare le tue paure e i tuoi sentimenti facendo scelte concrete per cambiarli). Avversario che ti minaccia con grandi occhi e bocca piccola (siamo maggiormente avversati quando, fermi sulle nostre posizioni, rifiutiamo di aprirci; i nostri avversari vengono solo quando sono chiamati, possiamo non desiderarli, ma il nostro rifiuto è di una parte di noi stessi che condanniamo o evitiamo: usa il num per distruggere ciò che deve finire. Tuo compito è opporti a cuore perseguendo i tuoi scopi e i comportamenti da essi evocati). Sciocco astuto e istintivo (il suo viso distorto ti fa ridere o guardare altrove (siamo continuamente gabbati dalla nostra innocenza e incoscienza; abbiamo bisogno che i nostri raggiratori ridimensionino la nostra presunzione: smetti di identificarti con false chimere e falsi ideali, in modo da poter affrontare la realtà; ridi e aggiusta le cose per non piangere quan le cose vanno storte. Tuo compito è infrangere la tua abituale visione delle cose per guardarle sotto una luce diversa). |Parlare a tempo è arte di parlare, in bocca chiusa non entrano mosche.| Il Tabacco selvatico, Mapacho, cresce in luoghi abbandonati, ama il sole, fiorisce da giugno a ottobre e produce semi densi di nicotina. Tutte le parti della pianta contengono sostanze attive: foglie medicinali per dolori, spasmi o punture, macerati e infusi, e un potente narcotico stimolante e sedativo. Gli Aztechi, Yanomami e altri popoli nativi lo usano in rituali e cerimonie: aspirano il fumo per guarigione, meditazione o comunione spirituale. Il fumo e il mastico servono a lenire il corpo, stimolare la mente e favorire l’armonia sociale. Mapacho attraversa il mondo: Europa, India, Cina, Giappone e Americhe, portato da esploratori e ambasciatori, associato a devozione, pace e protezione. In alcune culture è simbolo di dono, alleanza e guarigione. L’uso prolungato comporta rischi: irritazioni, ansia, disturbi cardiaci, dipendenza. Ma a dosi limitate, rispettando la misura, è un balsamo per nervi e memoria. Pituri australiano funziona similmente: rituale, sociale, misurato.# TABACCO selvatico, Azteco |Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Semina da marzo, in serra poi vaso terra, tutte parti han nicotina, narcotico forte, foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatici e dermatiti; nicotina è concentrata, ideale insetticida, macera le foglie, a bagno 10 giorni, 1kg pianta in 10L, se secche fà infuso, efficaci per un anno; polvere di foglie, per fiuto o masticazio, accumula sali, nutrienti per il suolo, Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma. Tabacco + Cenere, provoca PH basico, nel cavo orale, va placca ritardare, nel fumo pur presenti, carboline MAO inibenti, accumulo permette, serotonina umana, o tripta sanpedro, mentre nicotina, stimola e deprime, attività nervosa, alternativamente. Pagè Yanomami, aspirano suo fumo, e usano infuso, per cura isteria, applicano foglia, su pancia paziente, ascoltano gorgogli. Yanomami avi, masticavan thara-thara, foglia che ubriaca, a tutti non andava, piange Hasoriwe, che mastica con doglia, commosso Tomiriwe, dona un altra foglia. Hasoriwe riceve, semi avvolti in foglia, li mise nella pigna, ascolta come usarli, pulisci del terreno, brucia local sterpi, sopra i semi soffia, canto tonsigen, coprili con terra, plantula trapianta, coprila con foglie, Sol cosi non brucia, aspetta gran fogliare, staccale dal nervo, sopra Iwari fuoco, appese fai seccare. TABACCO dura a lungo, quando voglia tieni, macera due foglie, in acqua con cenere, rotola tra gengive, mastica forze vive. Hasoriwe fece salti, tanto fu il piacere, andò nella foresta, divenne cuki-cuki, anche Tomiriwe, muta nella selva, e diventa Raganella. Yanomami oggi, coltivano Tabacco, invocan Tomiriwe, se vedon piove poco, finchè fecondi i semi, e possa tabaccare, raccolto abbondare. Semi Tabacco, un esploratore porta, ad ambasciatore Francia, Giovanni Nicot, lui vive a Lisbona, li semina intorno, il fumo cura mali, corti vecchio mondo; al fumo del tabacco, associano idee, di religione e devozione, tra popoli nativi, pianta rivela e vola, con navi di ambasciate. Cosimo de Medici, la coltiva a Firenze, con limoni e patate, la fuma nei convita, il fumo nicoziana, al cuore dà calore, in palazzi o capanne, sa lenir dolore; Tabako è pipa Haiti, |calumet dei Lakota, la pianta è Cohiba, Sairi nel Perù, in Messico è yetla. Raseno narra islami storia, un giorno |Maometto, va deserto inverno, incontrò vipera gelata, ebbe compassione, al suo vestito scalda, ma questa morde e salta. Maometto nel dolore, evita rancore, non vuole sua morte, veleni sugge fuori, sputa giù a terra, tabacco ne nasce, miracolo che purga, contrasto tra 2 razze. Tabacco giunge a Giava, India e Malesia, Cina e Giappone, con navi e carovane, Siberia Africa Australe, ocean di nicoziane; ne mastican bambini, |Tciukci siberiani, lentamen la cicca, spazzolan i denti, lo fumano donne, con molta voluttà, nomadi fan fiuto, pipa della pace: entra portatore, in circolo accende, al sole la volge, e al capo la tende, con caminetto in mani, dopo + fumate, a ospite la porge, sugella patti e pace. Tabacco anti-scorbuto, dilaga tra le navi, equipaggi e soldati, la cercano in empori, novizio tiene nausea, freddo pallore, ai muscoli vertigi, diarrea e vomitone, piano si avvezza, a tale veleno, fin sopor ebbrezza; suo uso prolungato, produce dispepsia, grosso e rosso naso, con anoressìa, ogni nuova gioia, è pure nuovo vizio, sorgente di guai, se manca la misura. Tabacco nervoso, ansia o timidezza, terrore da visioni, fotofobia visiva, delirio alcuni casi, visioni animali, sepolte antiche fasi. Nicotismo continuato, irrita mucose, pur se fumatore, conforto ha nel dolore, e sente meno azione, di chi mai la fuma: orina con sudore, fenomen secondari, nati da un aumento, pression arteri vasi, tabacco a basse dosi, stimol nervo vago, contrazio muscolari, a stomaco e invaso; veleno nicotina, è cardiaco vascolare, come Belladonna, su cuore vasi sale, Nicotismo acuto, paralizza cuor respiro, palpitazion dispnea, angina croni abuso, produce alienazione, soffre evacuazione, respiro e glossite, dolor addominale, corizza e catarro, o asma bronchiale, pelle fa gialla, foruncoli eruzioni, su gambe anestesia, convulsi movimenti, vertigini elevate, angoscia maniacale; se limiti ti poni, sapiente consumo, balsamo ai nervi, moneta scambi curo. |PITURI solanacea, Duboisia hopwoodi, tabacco australiano, viene masticata, foglie polverizzate, mischiate ad acacia, è come nicoziana: sue foglie mescolate, con ceneri alcaline, di piante calcinate, fan bolo rituale, passato bocca in bocca, a gerarchia aborigena, a riposo vien posto, dietro lobo orecchio, pelle pure assorbe, vien modo salutarsi, due amici in incontro, prendon 2 boli, scambio è masticarli, pur poco tempo, poi riconsegnati. 
lume216-|TABACCO selvatico, Azteco Mapacho, cresce luoghi abbandonati, annuale 1 metro e mezzo, ama pieno sole, fiorisce Giugno-Ottobre, abbondanti fiori gialli, poi capsule di semi. Foglia alleata ambigua, tien misura e veleno, in impasti infusi e cerimonie, dove il corpo ne scambia, stimolo e anestesia, e sopravvivenza rituale; nel mito Yanomami, è usato per guarire, vedere e stabilire, alleanze invisibili, fumare in comunione, tra spiriti e comunità, tra corpo e visione, la soglia è sempre mobile, ma fuor di cerimonia, il limite è il dosaggio. Respiro nicoziano, oscilla stimolo e quiete, nel corpo il fumo entra, come spirito vegetale, lascia emergere altro spazio, in cui dissolve identità, attraversa nervi e respiro, tra guarigione e dipendenza, ogni inalazione pare un patto, tra varie identità. Seminata da marzo, in Puglia fino in Cina, ha foglie antispasmo, emetiche sedative, in poltiglia su punture, reumatismi e dermatiti, nicotina in tutte parti: macera foglie insetticida, foglie secche in infuso, efficaci per un anno, a bagno 10 giorni, 1kg a pianta in 10L, nicotina concentrata. Mapacho di Amazzonia, ingrediente di rituali, usato fermentato, sprigiona forte aroma, assieme con la |Cenere, produce |PH-basico in bocca, che ritarda la placca, e inibisce pure MAO, a favorir serotonina, mentre sul nervoso, nicotina stimola e deprime, alternativamente.

218:sogni09-lume218 AGGRESSIONE: uso di energia necessaria a raggiungere uno scopo. Aquila e cicogna vicine nel |combattimento mortale. Molte cose nella vita accadono solo con forte impegno o affermazione concentrata. Impara a usare forte energia in situazioni adatte a crearti uno spazio, ma non a sopraffare qualcuno. Tuo compito è |convogliare-energia dove conta secondo i tuoi valori e progetto di vita. IMG8: Coppia (lui la trattiene finché non cede, sufficiente energia rivolta al giusto potenziale evocherà il suo opposto. Ago (iniezione al sognante, resistere o lasciar andare? Afferma te stesso vivendo ciò che questo evoca). Pugno che polverizza il muro (spezzare a volte può esser necessario per aprire varchi nella vita, ma senza creare pericoli). Giocatori (l'impegno rende la forza più grande della paura, dedica energia al tuo scopo). Corsa Ippica (vinci prima che la corsa abbia inizio, osserva i tuoi atteggiamenti ideali e rendili reali). Plotone di esecuzione (equilibra la tua energia tra aggressione e arrendevolezza). Missile verso bersaglio (chi usa bene sua energia diventa strumento del Dao/fato, fa ciò che è necessario con il num disponibile per raggiungere tuoi valori di fondo). L'infingardo (spada3), chi non mostra ambo le mani, non mostra il cuore. |Opposizioni, discussione. Sono lunghe le ore di un |vecchio-rancore, troppa cortesia fa temere inganno sia| La Viper aspis è lunga circa 60 cm, testa triangolare, pupilla verticale, morde con denti uncini, iniettando veleno che provoca necrosi, dolore e disturbi digestivi. Il Cobra reale indiano (Naja naja) contiene tossine potenti, può causare edema polmonare, paralisi e insufficienza d’organo in poche ore. Veleno di cobra e vipere è studiato per sviluppare antidoti: plasma di cavalli immunizzati permette di ottenere anticorpi monoclonali. Enzimi nel veleno disturbano pancreas, cuore, reni, fegato e polmoni, mentre a basse dosi possono avere effetti antivirali o antibatterici. Alcune specie cinesi, come Naja atra, hanno antidoti storici che proteggono dai danni più gravi. L'epidemiologia mostra che veleno e virus hanno effetti simili, causando coaguli e insufficienze. Farmaci derivati dai veleni sono usati come coagulanti, fluidificanti o antitumorali. Tradizioni mediche amazzoniche e omeopatiche impiegano il veleno trattato per prevenire malattie virali. Tabacco, nicotina, vitamina C e glutatione possono modulare la tossicità. Remdesivir e altri antivirali imitano in parte effetti del veleno. Veleno massiccio senza antidoto provoca danni sistemici e morte. La gestione clinica richiede riconoscimento immediato del morso e somministrazione di antiveneno.# VIPERA 蛇shè |Marasso, detta Viper aspis, lunga 60 centime, inietta veleno a morsi, 4 viperidi velenosi, han capo triangolare, + largo del corpo, sul capo fitte scaglie: palpebre superiori, schiacciano occhi, coda e corpo corto, piccoli occhi-testa, corpo slanciato, morde con 2 fori, di due denti uncino, come gran felini, ha pupilla verticale, muso a punta insù, e testa triangolare: se serpente ha morso, calmo fa sdraiare, vittima fai calma, x sangue rallentare, diffonde pian veleno, indaga tipo morso, a capire tipo serpe, capir se è velenoso; se veleno di Vipera, ha enzimi e tossine, varia in milligrammi, da 5 sin cinquanta, causa una necrosi, alle cellule di pelle, muscoli e cartilago, dolor intenso rende: in base a quantità, peso e resistenza, variano i sintomi, del veleno circolante, col passar di minuti, van turbe digestive, liquidi a interstizi, e sangue-reni soffrir |COBRA Reale indiano, con 139 geni, tossine velenose, mappate per 10 anni, recano nausea, respiro corto e paralisi, vertigo e coagulazio, visione offuscata, emorragia sistema, renale insufficienza, epatica e cardiaca, da velen di cobra, posto in Remdesivir, farmaco antivirus, finanziato da Roches, virus e farmaco, hanno identico effetto, Cina non lo usa, e i reni stanno bene. Roche brevetta, farmaci antitumori, ​​da veleno serpenti, fluidificanti o coagulanti, di sangue e tumori. Naja naja veleno, reca edema nei polmoni, e su tessuti renali, collaterali intestinali, spinge sodio e acqua, disturba la membrana, come virus sars, organismo avvelenato, mostra emorragia, dopo 6 ore, con dose LD50, di veleno cobra: flebo salina a goccia, sodio somministra, poi il veleno spinge, sodio nei polmoni, rompendo celle interno, sono arma binaria. Veleno cobra grezzo, uccide in 6 ore, pazienti con gonfiore, edema polmonare, blocca alveoli aria, interrompendo scambio, portando a insufficienza, respiratoria e cuore. Cobra cinese cardiotossina, distrugge globi rossi, così anti-veleno, da anno 896, inverte tali effetti. Shen Yongyi scrive, che serpente a sonagli, Bungaro fasciato, e Cobra cinese, detto Naja atra, morde e reca antidoto, anticorpi clonali, presso Wuhan, blocca il respiro, come virus e vaccini, che iniettano istruzioni, a produrre veleno, proteine spike, replican se stesse. Pennsylvania university, due ricercatori, presero istruzioni, veleno di serpente, provano a iniettarlo, in cellule di mucche, al fine sviluppare, anticorpi monoclonali, antidoto anti-veleno: veleno entro siringa, enzimi PLA2, in veleno di cobra, Elapide e Vipere, induce alterazioni, emorragia polmoni, e problemi di respiro, lo iniettano al cavallo, raccolgono poi sangue, estraggono anticorpi, detti monoclonali, agenti anti-veleno. Enzimi nel veleno, mirano Pancreas, di persone con diabete, ipertensione e cuor problemi, epatici e renali, polmonari e cerebrali, correlazione inversa, con vitamina C, inferiore in sangue maschi, ne spiega mortalità, maggiore delle femmine. PCR test replica, proteine veleno, nei cicli amplificati, usati da decenni, arma biologica, incolpati gli animali, viene poi diffusa, e diagnosticata male, come virus fantomati. Virus in latino, significa veleno, alla viridas opposto, mentre il Cobra re, chiamalo corona, velen cobra reale, con 19 tossine, usate da scienziati. Veleno scorre in corpo, a mezzo di un Enzima, di serpente a sonagli, in centri Arizona, predice i pazienti, che poi soccomberanno: se in persone sane, si trova in basse dosi, ha ruolo anti-infezioni, su virus e batteri, ma se circola massiccio, come remdesvir, veleno polverizzato, dal medico ignorato, che pompa nelle vene, di pazienti vari, frantuma le membrane, di organi vitali, portando a insufficienza, reni con polmoni, lesioni alle giunture, neuromuscolari, analisi di salme, rivelano veleno, di serpe a sonagli. Epidemia veleno, con antidoti curata, in tutte le varianti, la stessa soluzione, morso oppure infetto, un test Elisa mostra, nei pronto soccorso, risulta positivo, stanchezza post vaccino, fai test D-dimero, che misura il veleno, che coagula il corpo, ed è presente sottopelle, con cellule mutate, a produrre tal veleno, come fossero serpenti. Satana scherzo, alla creazion di Dio, muta umani in serpi, spargendone il veleno, nausea e mal di testa, presso gente vaccinata, disordine mestruale, fino infertilità. Costa Rica specializza, mezzo secolo |antidoti, una vipera del Brasile, immunizza sei cavalli, il cui plasma è utilizzato, a trattare + virus, cioè veleno proteina, anti-veleno è omeopatia, esportata in sudamerica, e nazioni africane, ha forte attività, virucida contro sars, blocca replicazio. |Cobrevax-vaccino, cambia regole gioco, prodotta da decenni, da indiani Hyderabad, viene poi rubato, brevettata da anglosaxi, cambiando solo il nome, possiede sol veleno, in antidoto mutato. Molecole veleno, trattano il veleno, di diverse serpi, a effetto differente, coagulante il Bungaro, fluidificante il Cobra, che ha effetto emorragico, e distrugge linfociti, velen legati insieme, come dei vaccini. Fumo di tabacco, o cerotto nicotina, tenuto per due giorni, blocca virulenza, neurotossine blocca, di vipere veleno: veleno di serpente, attacca i recettori, della nicotina, nel tronco cerebrale, che controlla il diaframma, che aiuta respirare. Mariri medicina, con icaro di selva, tabacco coltivato, e tintura nicotina, con metalli zinco e rame, e idrossiclorochina, blocca la malaria, e veleno di serpente, inibito pur da vitam C, glutatione e cisteina. 
lume218-Vipera e veleno, tra decisioni e rischio. Vipera aspis e Naja naja, iniettan tossine da necrosi, dolore edema e paralisi, veleno agisce su sangue, cuore reni e polmoni, dose e tempo son cruciali, per il vivere o morire. VERDE cura è sapere, stessi veleni son studiati, dosati in farmaci e antidoti, anticorpi e coagulanti, antitumorali a piccin dosi, antimicrobici regolatori. GIALLA sapienza ci dice, il morso richiede calma, immobilità e intervento rapido, con antiveneno o suzione, non ogni morso reca veleno, osserva i segni a evitar panico, la differenza è nella misura, ciò che distrugge può curare. BLU serpente insegna che, l'energia dell'aggressione, può ferire o trasformare, convogliare intensità, senza esserne travolti, il vero antidoto nei sogni, tra attacco e controllo, la vita scorre come destino, e la coscienza dosa il veleno. In fiabe di von Franz, il serpente indica i processi, che chiedon riconoscimento, per esser guida trasformativa, oppure se ignorati, diventan forza distruttiva. Il serpente nei sogni, è istinto corporeo profondo, Animus maschile in donna, pulsione o metamorfosi, ambivalente psicoanalisi, se minaccia è un conflitto, se affascina ci evolve. Groddeck lo vede, come espressione dell'Es, ciò che sfugge all'Io controllo, in processi guarigione, sessualità o malattia, per Jung è forte archetipo, di inconscio collettivo, terra e qi primordiale, connessa a libido profonda: col mutare della pelle, trasforma e rinasce, saggezza antica da integrare, un invito a confrontarsi, con l'Ombra e altre funzioni.# |La vipera, lunga circa 60 cm, testa triangolare, corpo corto, pupilla verticale e muso a punta, morde con due denti uncini, iniettando veleno che provoca necrosi cutanea, dolore intenso, edema e infiammazione. I sintomi variano: dal gonfiore locale (primo grado) a ipotensione, vomito e diarrea (secondo grado), fino a shock e crampi gravi (terzo grado). Il morso è raro: si può prevenire facendo rumore, controllando sotto sassi o bastoni prima di sedersi. Dopo il morso, è importante calmare la vittima, immobilizzare l’arto e comprimere leggermente per rallentare la diffusione del veleno, che contiene enzimi e tossine che agiscono su pelle, muscoli e cartilaggi. Se ingerito accidentalmente, gran parte è inattivato da enzimi digestivi e inibitori MAO. Il decorso può manifestarsi in ore: dolore, gonfiore, agitazione e allucinazioni. Primo soccorso tempestivo riduce gravità; alcuni morsi non inoculano veleno. Monitorare i sintomi è essenziale: edema, dolore, vomito e segni sistemici indicano gravità. In casi lievi, assenza di segni locali indica morso senza veleno. La prevenzione e la calma post-morso sono fondamentali.# |Viper aspide 60 centime, inietta |veleno a morsi, 4 viperidi velenosi, han capo triangolare, + largo del corpo, sul capo fitte scaglie: palpebre superiori, schiacciano occhi, coda e corpo corto, morso egual 100 api, i sintomi precisi, dolore infiammazione, di zone colpite, emorragia alternatore; bocca secchezza, sete intensa e ittero, veleno vipera e api, in stomaco ingeriti, scomposti da ptialina, gran parte inibiti, da pancreatina, e Inibenti MAO enzimi; morde con 2 fori, come gran felini, ha pupilla verticale, muso a punta insù, testa triangolare; morso evento raro, può esser evitato, ricorda a camminare, facendo del rumore, non infilare mani, sotto sassi al sole, e prima di sedere, dà colpo di bastone: se serpente ha morso, calmo fa sdraiare, x sangue rallentare, diffonde pian veleno, indaga tipo morso, a capire tipo serpe, capir se è velenoso. Vipera veleno, ha enzimi e tossine, causa una necrosi, a cellule di pelle, muscoli e cartilago, dolor intenso rende: livello 0 morso, avvelenamento assente, assenza locali segni, dopo due-tre ore; primo grado morso, edema localizzato, a zona del tormento; secondo grado, ipotensione senza shock, vomito e diarrea, edema estende un pò; livello 3 severo, a tronco estende edema, ipotensione-shock, nel sangue si rivela; disturbi dopo 1 ora, crampi e agitazione, delirio allucinazio, comprimi arto leso, opera un bendaggio, completo immobilizza, avrai 6 or ritardo; mezzora dopo morso, dolore e gonfiore, attorno zona fori, assenza di tal fatti, dopo due o tre ore, ci dice che veleno, non fece inoculazione.

243:sogni43-lume243 TRASFORMAZIONE: è la prima vera morte che rende possibile una seconda rinascita.Guerriera azzurra emerge dal suo vecchio io. in che misura sei disponibile a rinunciare al vecchio e |trasformarti totalmente? Chiunque abbia sperimentato la rinascita, per volontà propria o perché richiesta, sa che la sua vita non gli appartiene più. Vive ora per l'essenza e non i valori fissi del passato. Si sottopone a quotidiane morti, rinunciando ai desideri centripeti dell'Ego per rinascere continuamente a un più grande scopo. Tuo compito è abbandonare tutto quanto puoi in modo che una crisi assoluta ti ponga verso la basilare scelta del nuovo. IMG8: Cascate si gettano nell'abisso sottostante (c'è più energia in ciò che è disponibile che nei tuoi desideri: cerca il timore e lascia che ti trasformi). Si taglia i capelli perché vuole cambiare (azione esterna non sostituisce la necessita di affrontare le urgenze interiori: prima di agire ricerca la tua motivazione interiore). Battono le mani furiosamente (le trasformazioni interiori avvengono interiorizzando ciò che è evocativo all'esterno: considera quali sono i risultati che personalmente ti stimolano). nelloo Specchio rotto vede il suo viso frantumato (quando guardi, assicurati di vedere la verità: affronta la distruzione e opta per una nuova vita). Il sognante entra nella Caverna con la testa (nella vita la scelta è il fulcro di risoluzioni decisive: scegli di penetrare l'oscurità per trovarvi uno scopo). La sognante sogna di essere scissa dal proprio Io (scrutarsi internamente conduce alla conoscenza interiore: concentrati su ciò che stai facendo nei tuoi sogni). Farfalla nata dal bozzolo (concludi la tua giornata richiamando alla mente qualcosa di nuovo e significativo, scopri il significato in ogni giorno). Bacio, le loro labbra avvertono l'energia dell'imminente unione (immettere energia nella nuova vita trasforma la vecchia: ora fai ogni sforzo per continuare). |Lunacalante, rilascia qi abbondante, luna crescente, ti lascia qi carente; avaro e scroccone si intendono benone| Gli Alani, nomadi iranici sarmati, abitano tra Danubio e steppe eurasiatiche, citati dai cinesi come Alan-liao. Popolo guerriero, contano 200 mila arcieri e commerci con mongoli; ogni clan nomina la propria terra fino a Occidente. Usati come mercenari da Bisanzio/Costantinopoli, fondano insediamenti in Italia e influenzano guelfi e ghibellini. Praticano riti funebri complessi: kurgan, imbalsamazioni, banchetti di quaranta giorni, affreschi tombali; culti legati a cavallo, lupo e maschere animali. La tradizione li collega a sciti, etruschi e turchi Ashina: il mito della lupa accomuna Alani, Romani e popoli turanici. Le amazzoni alane, vestite di seta e oro, compaiono a corte moscovita e nelle cronache europee. Testi ricordano anche riti di trasformazione in lupi mannari e culti lunari di Diana/Aradia. Dal patrimonio etrusco derivano medicina preventiva, igiene, musica e salmodie curative; feste e balli comunitari hanno funzione terapeutica. Il Mundus romano mantiene il culto familiare, unendo vivi e morti; il guardiano Charun/Caronte custodisce il passaggio. Fuggiti da Bisanzio, i Rasna contribuiscono alla Roma papale, fondendo tradizioni etrusche, slave e orientali. Il fuoco rituale e i riti solstiziali etruschi (Monte Amiata) segnano il passaggio all’età adulta, con falò, tamburi e danze in onore di Diana, Tago e Dioniso.# Alani 阿蘭聊 |Alan-liao, clan nomade irani, bellicosi sarmati, situati su Palude, fin delta Danubio, amazzoni e scizi, gigan corpo canuto. Citano cinesi, vasta steppe Yen-ts'ai, detta Alan-liao, dove abbondan pini, aconito e rapa, muchamor bisaccia, e villaggi Hmong, originan Cosacchia. 200 mil arcieri, cavalcano a regione, importano cammelli, mercanzie mongole, ogni clan stanzia, nomina sua terra, Gallia e Pannonia, Etruria e Venetia, Spagna e Lusitania, Numidia e Zungaria, fino isole esterne, come la Britannia. Impero bizantino, li vuole mercenari, re di Svezia porta, titol Re di Alani, Alania cristiana, 1 regno della orda, battaglia a Kulikovo, con bulgari Volga, e cazari Mar nero, conquistano mondo, a ondate in Italia, guelfi e ghibellini, saccheggiano Apulia, fondan Tavenna, Napoli e Ruma, Firenze ed Etruria. Haldia kolyadovtsi, significa cristiani, astronomi Caldei, sapienti alan di Egitto, casta sacerdoti, Haldia loro regno, kemi alessandrini, casta di bramini, Alani in più domini. |Maria-dei-mongoli, madre di re slavi, matraguna Romania, Alania theotokis, madre al re-cristo, in occasion di riti, indossa pelli cervi, nei cortei guidati, di maschere uccelli, su aste sormontati. Cavallo baldacchino, araldo sovrano, dietro passan carri, di real defunti, con ventre ripuliti, di aromi ricuciti, rituali seppelliti, con servi e concubine, dentro fossa pietra, kurgan tombe prime. Cadaveri comuni, portati dai parenti, ogni amico offriva, banchetto in cimiteri, rito cibo dura, quaranta giorni lutto, fino sepoltura, espiano ungendo tutto. Vimini e giunchi, corteccia betulla, affreschi nelle tombe, della rus etruria, camere ulteriori, corpi di servitù, tumuli 20 metri, in grotte muro pur. Corpi imbalsamati, nudi ingioiellati, cinture bracciali, amuleti scorte pasti, genti etrusche ovunque, turani tibetani, ondate successive, guidate da atamani. |Ashina clan reale, gokturks goti-turchi, Mustafa Kemal cita, con simboli Asena, lupa emblema teatro, mito romolo remo, di Tartaria stato. Un paese cinoturco, distrutto dai soldati, sopravvivono bimbi, li trova Asena lupa, tra i ragazzi-lupo, Ashin è capa clan, da lor discendon slavi, genti turanian. Rasna di Tarquinia, discendono da lupa, simbolo che passa, a Roma papale, lupo animale, folklore popolare, di nativi americani, turchi mongoli alani, cacciator di steppe, figli ai lupi slavi. Lupi di Alaska, fratelli dei Pawnee, Ainu del Giappone, discendon loro unione, lupo nell'India, protegge e distrugge, lupi poliziotti, dragon d'imperatore. Amazzoni a corte, di re moscoviti, fino al 700, han volto caolino, Giovanni Danimarca, sposa figlia khan, Xenia Borisovna, che a cavallo va. Amazzonia sarmazia, tra Azov e Volga, indossa copricapo, bianco a seta gialla, bottoni d'oro e nappe, cadon sulle spalle, tutte vanno a coppie, ciascun cavallo bianco, lunghe vesti seta, e stivali gialli, 24 donne, fan cerimoniale, usanze di Moscovia, da principe Mosokh, principe Ross, principe Sarmat, cosacche donne ordiane, in lotta contro Greci, guerriere donne alane, scizie ed iraniane. Mauro Orbini scrive, che canti di Natale, serbano memoria, di pope bizantino, da Odoacre spaventato, re dei Perugi, sue donne in notti luna, veston pelle lupo, si ungono di piante, maschere animali, ipnosi li trasforma, in lupi mannari. culto Dea Turanna, brilla Aradia luna, amazzoni dianae, errano alla selva, corron chiara luce, ululano accoppi, nelle grotte nude, salgono sui rami, cercano visione, sotto ombrelli aperti, respingon radiazione, raggio luna che, reca possessione. |Tarquinia nasce, presso fiume Marta, toscani creano mito, |Dardano greco-lidio, Dioniso poi Bacco, danza il ditirambo, Firenze grande Mir, volgare lingua muta, quan corte Bisanzio, fugge sul Tirreno, riscrive novo imperio, tratta coi toscani, lingua corso-franca, chiamalo latino, italiano segue usanza. Pope militari, appoggian nuova classe, fanno propaganda, edificano Vaticano, su immagine antica, tesor di Costantino, nasce Roma antica. |Oroscopi papali, datano gli eventi, sui palazzi Borgia, e dipinti conventi, oppure nei canti, |carnascialeschi, rime di nostalgia, sfoghi irriverenti: ogni Rasna paese, risuona sottofondo, armonie musicali, diffuse nel mondo, soffi nel flauto, echeggiano in-canto, di giorno di notte, senza rimpianto; poi satira arriva, fà satur-azione, miscela esplosiva, cioè improvvisazione, di attori istrioni. Contadini avvinazzati, riscattan se stessi, giorni di festa, fescenni Fallisci, scurrile colore, recitano a feste, o in gare onore. Raseno dà stile, con ottave rime, adagia poesie, su popolar melodie, sua metrica struttura, suona così, otto endecasillabi, BA BA BA Ci Ci, 3 distici fà, con rima alternata, ultima conclude, la rende baciata; son frasi ritmate, vocali musicali, scandite cantate, ugual salmodiali, saper salmodiare, 1 ritmico andare, terapia musicale, costanza del fare. Ritmare si accorda, ai balli di gruppo, lenire fatiche, resistere a lungo, nenie e salmodie, richiamano pioggia, proteggono umani, bimbi e bestiame, da varie mal-arie, e morsi di fame. |Rasna medicina, è assai preventiva, usa terme e spezie, fogne e acquedotti igiene dentista, musica e danza, radici minestra, polenta e focaccia, di Farro farina, medicina di pancia. Carne saltuaria, per pochi sicura, Sol vin e olio, ricchezza di Etruria, contro mal-aria, zanzare paludi, esternano sfogo, ai faunus ludi, ballo di gruppo, invoca guarigione, malati in delirio, scende febbrone. Mundus di Ruma, al centro del foro, famiglie di clan, gli portan decoro, Fan ritmi di qua, e ritmi di là, il loro aldilà, è nostro aldiqua, culto familia, di grande antenato, sopra la tomba, banchetto e mercato, 2 volte anno, aprivano il mundus, a festeggiar, coi vivi il fecundus, è corrispondenza, tra mondi vicini, potere dei sogni, e dei vaticini. Guardiano blu, presidia accesso, di porto aldilà, del mondo stesso, Divino Charunt, poi detto Caronte, scorta ciascuno, oltre quel fronte, custode di Tago, e verso sibillino, quan tornerà, a tempo stabilito. Dopo fuga da Bisanzio, con aquila e lupa, nasce pontificia, Roma franca copia, Lupa di Alania, mito ancor diffonde, crea nuova nazione, storia si confonde: i rasna yudei slavi, sedotti da migranti, uniti ed enzimati, da nuove lingue usanze, latini e romani, bulgari e ottomani, mistero di Et-ruschi, papato và creare. |FUOCO arancio centro, cuore dei villaggi, attorno a se raccoglie, stolti con saggi, trasporta i piccini, alla fiaba popolar, in veglia con adulti, attorno a focolar, presso Monte Amiata, antico rito attende, la Selva illuminata, da giovani fiammelle: solstizio d'Estate, baldi giovanetti, fasce canne in spalle, seguono vie cave, dentro grotte tufo, fan luce col fuoco, x interior visione, inizi adulto ruolo. Percorrono viaggio, da tenebre a luce, scoprendo misteri, e affrontando paure, vicino mezzanotte, canne sono accese, rullano tamburi, scandiscono imprese, saltano coi piedi, 2 brevi e 1 lungo, arrivan fondovalle, spogliano di tutto, fanno 1 catasta, per fare gran falò, Raseno riparte, e narra etrusca stor: la notte di Diana, Tago fuori solco, danza del sudore, Luna a ferragosto, cerchi di Funghi, Diana attira danze, a mezzo di Puffi, Funghetti di fate. Tago figlio a Thera, nato nel terreno, in campo seminato, da bulgar orzo nero, festa annuale solco, |Volterra-e-Bacugno, propizia in Toscana, |Pan-Fauno in pugno. Tago pan afflato, spirito incantato, sceso nei raccolti, in corpo celebrato, dona magnetismo, e vita ha riportato. Tage da i segreti, ai musici poeti, Aplu divinatore, Dioniso iniziatore, Vener Afrodite, infonde folle amore: da bocca del folle, esce sapienza, parla x enigmi, esprime un evidenza, Dioniso freme, in assurdo linguaggio, offre sue gemme, a fare ghirlanda: Tag nuovo anno, in festa di locanda, Tin dio del Sole, Tanit dea di Luna, lettura circolare, o tartara scrittura. Tin nuovo giorno, 12 coppie orarie, per viver festeggiare, ciclo della luna, ciclo di stagioni, natura umana doppia, fiumi inondazioni, misteri senza nomi. aruspice.m4a
Tago, aruspice e pastore, con berretto e bastone interpreta voli di uccelli, meteore e lampi per guidare la sua gente; nei sacrifici legge le viscere degli animali, traendo auspici per azioni future. Studia fulmini e tuoni, ne distingue fonte, colore, fragore, durata e odore, valutando se siano segni divini o eventi vani. Custode di sorgenti, mastica edera e alloro, componendo canti-oracoli in versi a rima. Con flauti, mantelli e campanelle, dissolve nebbie e tormenti, richiamando lo spirito sulla terra. Aruspici girovaghi fondano templi presso boschi e acque, dall’India alla Cina, fino all’Italia. , curano il fuoco e l'acqua piovana, cantando il nome di Tago/Gesù, costruendo ponti tra mondi e lingue. Vivono come sabbia isolata, ma in gruppo diventano malta, custodi del sogno e del passaggio umano. Nevio è aruspice discepolo, usa pietre di quarzo e coralli per leggere i fulmini, sà che ogni lampo lascia una pietra sul luogo colpito, poichè Tinia (Jupiter) scaglia i fulmini diurni, Saturno quelli notturni. Nevio classifica i lampi come perentori, ostentatori, devastanti o informativi. Da bambino, Nevio perde le scrofe al pascolo e chiede aiuto agli avi in un sacello. Promette uva in cambio, e dal volo di uccelli riceve l'indicazione per ritrovarle. Traccia il templum, orientato ai punti cardinali, osserva il cielo e i segni del volo, poi esegue i riti: exploremus per l’interpretazione, exoremus per la purificazione, e infine controlla i sogni. Tago e Nevio incarnano l'arte aruspicina, l'arte di leggere nei segni divini il destino degli uomini.# |TAGO Aruspice signore, veste umil pastore, berretto appuntito, e ricurvo bastone, osserva gli uccelli, e meteore cadenti, dal volo e da lampi, scruta gli eventi. In tempi di guerra, offre gli auspici, ai capi guerrieri, con polli ed offici, se viscere indaga, di corte animale, interpreta enuncia, l'azione da fare. Aruspice indaga, nei fulmini e tuono, se serve li attira, evocandone il tono, indaga la fonte, il colore e il fragore, lor tipo e durata, e se emana acre odore: lampo ha sfiorato incendiato a distanza, che cosa è colpito, in qual circostanza, se fulmini son secchi, umidi o chiari, se son segni di fato, o eventi pur vani. Aruspici detti, custodi sorgenti, raccolgon parole, oracoli viventi, masticano foglie, di Edera ed Alloro, sistemano in versi, i canti del coro: con passo viandante, flauti e mantelle, e 1 liuto bastone, assieme campanelle, apron la nebbia, chiariscon tormenta, cosi da invitare, lo spirito a Terra. Girovaghi artisti, di terre e mari, templi han fondato, con semplici mani, da India alla Cina, Africa e oltre, raggiungono Italia, seguendo le orme: questi son Templi, dei primi tempi, Boschi e sorgenti, anfratti clementi, chiamano l'acqua, e il fuoco danzando, col canto di Tago, che librano in alto, se fabbricano ponti, collegano i mondi, viaggiano in tondo, tra lingue del mondo, da soli son sabbia, in gruppi son malta, parlan ferventi, aborigeni a danza, ritiran con garbo, se vanno in letargo, custodi del sogno, di umano passaggio. |Aruspice Nevio, sfugge nebbie-tempeste, usa pietre quarzo, assieme a coralli, sa che ogni lampo, ha cuore di pietra, la trova sul posto, cui cadde la sera: Tinia scaglia, 11 manubie diurne, Saturno summano, lancia le notturne, se utile o dannoso, lampo perentorio, dimostrativo di ira, lampo ostentatorio, lampo devasta, poi cambia e trasforma, lampo presagum, dissuade o ti informa. |Nevio era un bimbo, e pascolava scrofe, un di si addormenta, al campo del padre, poi sveglia e piange, ha perso i maiali, entra al sacello, consulta i suoi avi: chiede trovar scrofe, promette Uva bona, esaudito desiderio, cerca in vigna sua, dunque suddivide, la vigna due a due, dal volo di uccelli, trae auspici sue; traccia suo templum, volge viso a sud, dai punti cardinali, solchi mette giù, posto nel centro, ora osserva il cielo, dai voli di uccelli, segue un sentiero. Nevio procede, fa rito exploremus, interpretazione, è interpretemus, se fa purificazio, lui esegue exoremus, infine controlla, sogno oraleus.

244:sogni44-lume244 CICLI: Cerchi di energia intersecati trasportano la coppia. |Cicli si formano quando la forma domina sull'energia, la natura della vita dipende dal completare i cicli di manifestazione del num, creati dalla forma. Alcuni di noi preferiscono restare in un punto del ciclo vitale e non muoversi accompagnati dal fluire delle cose. Quando cerchiamo di impedire ad un ciclo di completarsi, creiamo comunque il movimento, ma in forma più estrema. La persona consapevole esegue i compiti consoni al momento, aspettati vittorie e sconfitte, alti e bassi, in eguale misura. Tuo compito è rendere conscio un ciclo della tua vita scoprendone gli effetti. IMG8: Ruote rotolano verso il basso (scoprirne i fondamenti cambia le cose nel loro interno: interroga i tuoi sogni o gli oracoli a tua disposizione per conoscere a quali trasformazioni sei pronto). I cicli mestruali sono segnati sul Calendario (il senso di un ciclo sta nell'accettarlo e seguirlo: prendi nota dei tuoi cicli e dà loro uno scopo). Ubriaco alcolizzato ha perso i sensi ancora una volta (ciò che rifiutiamo di scegliere consciamente, accade inconsciamente: cerca un sostegno migliore di quello che otterresti da solo). Orologio al polso è slacciato (efficacia si basa su accettazione, assumi impegni basati sul tempo, scadenza e realtà). Bambini sulla Giostra (tutto ciò che facciamo è una ripetizione dell'infanzia: sfrutta gli avvenimenti del presente per redimere il tuo passato). Il sognante guida la Bicicletta sul pendio (rischia ed agisci per far succedere qualcosa in questo momento). A capodanno brindano alla nuova vita (celebriamo le transizioni per sottolineare il loro valore come tappe del viaggio: abituati ogni giorno ad affermare nuovi intuiti e realizzazioni). La |Luna mostra i suoi cicli (essere naturale significa vivere il num nel modo in cui si manifesta: scegli di seguire, non di opporti all'energia). |Dicembre piglia e non rende, avaro e scroccone si intendono benone| riassunto di Saturno il Khan. Pier della Francesca celebra Saturnalia, riti d'origine remota, tra arte, obelischi e giuochi sacri che fondano civiltà. Saturno, dio e khan, guida il ciclo del tempo, rovescia poteri, rinnova il mondo con i dadi del destino. Esule da Zeus, giunge nel Lazio, fondando agricoltura e pace sotto Giano. Atena pianta Ulivo, segno di eterno patto che vince Poseidone e nutre le nazioni. L'olio diventa commercio, rito e sacramento, dalle sponde greche fino alle Americhe lontane. Saturno dorme ma insegna tolleranza tra i popoli erranti e i culti di Oriente e Occidente. Yeshu e Dioniso condividono il mistero, morte e rinascita del Verbo incarnato. Paolo difende la fede libera dai vincoli mosaici, la Chiesa si fa universale, katholiké e inclusiva. Dmitrij Donskoi e Sergio di Radonez uniscono croce e polvere da sparo: nasce l'Impero cristiano. Le orde pagane si disperdono tra Asia e Occidente, lasciando templi e miti, memoria di un solo linguaggio divino.# Pier della Francesca, dipinge Saturnalia, esalta costruzione, di Osiride colonna, pilastro obelisco, re incoronazione, canzoni scurrili, con gare di rima, rituali acrobazie, fachir pirobazie. |Proceno-Cinghiale, Fauno chiamato, nella città dei khan, fonda sua stirpe, Gauri moglie Siva, vuol riti primavera, feste di Diwali, accende lumicino, in case di adivasi, e indigeni vari. Clan di primi slavi, fan feste e sacrifici, di pesci e selvaggina, per avi ricordare, partecipare al rito, costruisce società, gruppi commensali, accrebbero sub-caste, al posto di tribù, a Roma piano emerge, nuova classe mista, sparisce distinzione, di razze e religioni, cresce astratta idea, di nazione yuda, divisa in caste varie, diverse occupazioni. Saturno a Roma è khan, che allenta le fasce, segna passaggio, tra dinastie a solstizio, avvia carnevale, che ordine sospende, rovescia le usanze, ai schiavi fa doni, ai re condoglianze, suo scettro bastone, gioca alle sorti, riordina il cosmo, scombina i consorti. Microbio narra, nel Saturday giorno, al tempio Saturno, a piè Campidoglio, statua è slegata, da lacci continui, scatena gli effetti, benèfici e ambigui, di inizio del tempo, avvento rinnovo, euforia e penitenze, sconvolge coscienze. Saturno ha le chiavi, del Cosmico Gioco, rilancia suoi dadi, poi oracola al fuoco, signor della tombola, giustizia e misure, con scacchi ed azzardo, ci da le visure, del nuovo anno. |Saturno khan dei khan, risiede estivo in Creta, un giorno fu esiliato, da Zeus guerriero clan, venne spodestato, divenne pellegrino, anziano saggio vaga, girando le paludi, per valli mari e monti, sfugge folgore di Zeus, in incognito ospitato, nel Lazio infin ripara, presso i popoli Lepini, re Giano e moglie Camene, riconoscenti al khan, lo vanno ad ospitar, nel Lazio governato. Giano lo protegge, dal fascio raggio Zeus, poichè controlla vie, frequenze cielo e terra, Saturno rassicurato, inizia a insegnare, civilizza gli abitanti, che vivon Nettuno, aizzano mare a divorare, le pianure coltivate, generare diluvio fango, che divora le città, lascian palazzi e paludi, infestate da malaria, sul luogo prime coltivazioni. Cenere tutto copre, e pioggia porta a terra, reca fango e palude, infestata da malaria, solo albero Ulivo, giunto da Iperborea, con Ercole in Italia, come chiesto da Atena, che sfida Nettuno, per possesso di Attica. Giove interviene, e decide la gara, chi umani aiuta meglio, sarà il padrone luogo. Poseidone col tridente, sgorga sorgente acqua salata, che genera laguna, e commercio via mare. Atena pianta Ulivo, che resiste a intemperie, scatenato da Nettuno, e risorge dopo incendi, sua presenza secolare, reca olive e olio sacro, crisma che unge neonati, malati e sacerdoti, cresime ed anziani, nella ultima unzione. Zeus decreta Atena, vincitrice della gara, e attorno sua pianta, nasce città di Atene, mentre olio di oliva, divien base dei commerci, dei fenici veneziani, in tutta magna Grecia, che diffondono la pianta, fino Americhe ed Australia: dove resiste ulivo, regge umana Civiltà, con commerci e città, e rituali agro religiosi, così espiantare ulivi è punito severamente, fino a recenti guerre. Atena doppia Xristos, e Maria sua madre, afferma culto apostoli, dopo evento Pentecoste, in bibbia resta eco, Genesi alleanza, tra gli umani e Dio, olivo della pace, ramoscello di Colomba, indica fine diluvio. |Saturno addormentato, attende risveglio, agli snodi del tempo, nel cristiano segno, dai fuochi di Ascensione, a incontri in Occitania, insegna tolleranza, religiosa ed economica, a yudei esiliati, da Egitto guidati. Saturno delle indie, è Musa Ibn Nusair, porta Tavole a Toledo, preserva primo tempio, di Salomon Sophia, e serba in Etiopia, arca di Giovanni: nel |mito-di-Toledo, Yeshu entra al tempio, dove sta una pietra, incisa a divin nomi, due Leoni bronzo, seguono i fedeli, ruggiscono in uscita, sorvegliano fedeli. Yeshu trascrive, dentro sua coscia, tagliata ricucita, astuzia contro forza, uscito i due leoni, ruggirono e lui scorda, ma giunto a casa apre, ferita e si ricorda. Ieshu taglia coscia, senza aver dolore, trae segreto nome, scritto sulla pelle, greco mito Zeus, partorisce stessa cosa, Atena dalla testa, e Dioniso da coscia. Dioniso due volte, muore e rinasce, è Cristo sovrano, dio di Nicea, di primi cristiani, poi divisi in sette, culti e correnti, pianeti differenti, di tredici tribù, in seguito riunite, tranne intransigenti, da dodici apostole, in chiesa di Cristo, il giorno Pentecoste. |Chiesa moderna, come apostolica iniziale, ha problema giudaizzante, prima eresia cristiana: cristiani tentan vincolare, altri cristiani gentili, alla mosaica legge. Atti di Apostoli, capitolo 15, narra di ebrei convertiti, che critican Gentili, invitandoli a fare, iniziazione loro culto, circoncisione primo passo, poi altre feste, trombe ed espiazione, tabernacoli e hanukkah, Pasqua e Pentecoste. Circoncisione cerimonia, causò la controversia, in chiesa apostolica, a Consiglio Gerusalemme, i giudaizzanti dicevano, che i cristiani gentili, si salveran se circoncisi. |Paolo-e-Barnaba rispondono: voi ebrei convertiti, del partito Pharisei, ascoltate Pietro apostolo, lui predica ai Gentili, e li porta nella Ecclesia, come colleghi cristiani, senza oneri mosaici, nella lettera ai cristiani, è presa decisione, i giudaizer siano privi, di autorità su Chiesa, apostolica di Yoros, e voi cari gentili, potete ignorarli, salvaguardate i bimbi, astenete da sacrifici, atti immorali e idolatria. Paul nelle sue lettere, affronta più volte, la eresia giudaizzante, figlia dei royal: ai cristiani è vietato, ingabbiare altri cristiani, apostolica Chiesa, rispetta ogni cultura, dei gentili o dei giudei, è fede universale, Katholikos adatta, a ogni razza etnia. Ignazio di |Antiochia, segue Apostolo Giovanni, nella lettera ai Smireni, usa verbo inculturazio, processo assorbimento, nel cristianesimo apostolico, riconosce e benedice, tutte culture dei Gentili, mondate da immorali, usanze disumane, senza impor precetti, di una cultura dominante, come invece fanno, Pharisei e Islam. Cristianesimo assorbe, una cultura e la battezza, così nacque Russia, Europa e Tartaria, Americhe e sub-Sahara, estremo oriente Australasia, medioriente e nordAfrica, poi presa da Islam. Cristianesimo preserva, culture in rete Christendom, segue supersessione, nuova alleanza in Cristo, dottrina aperta a chiunque, senza adottar legge Mosè, che Andronico Cristo, ha soddisfatto sulla croce, concludendo parabola, del cristianesimo settario, dei farisei royal, lui è Parola divina, Messia per nascita, iniziatore e finitore, di legge del passato, compie e sigilla su di sè, così che noi cristiani, abbiam fiducia in Cristo, intermediario al Padre. Paolo ricorda, proibito ai credenti ebrei, giudicare altri cristiani, i ver yudei cristiani, tengon riti mosaici, nelle proprie famiglie, come ascendenza culturale. Giudaizzanti moderni, ritentano eresia, cercando impor precetti, di vecchia Alleanza, ancor cercano convincere, altri cristiani al vecchia patto, così ogni gruppo loro, tiene agenda loggia, adorar sabato o Hanukkah, invece di Natale o Pasqua, maldicendo tali feste, di domenica o dei Morti, con teorie cospirative, che minano i cristiani, declassati a pagani. Editto Costantino, dopo epica battaglia, vieta sacrifici umani, cessa re transumano, sua città protegge, i bimbi salvati, Cristianesimo Apostolico, divien culto di Stato, con transustanziazione, di vino daime e farro, da fede trasmutato, in nuova eucarestia. |Kulikovo battaglia, origine di Mosca, kulishki grande campo, senza costruzioni, Dmitriy Donskoi inizia fortificare, e da |Sergio-Radonez, riceve benedizione. San Sergio nel west, Bartolomeo schwarz, inventa il cannone, dentro al monastero, apolistico cristiano, Demetrio benedisse, diede arma segreta, schema della croce: usa al posto di elmo, contro i khan ribelli, vittoria del santo, in Europa reca mito, nel classico Tucidide, cannone riferito, pure Marco Polo, narra guerra grande, tra Nayam Mamai, e principe Demetrio. Mamai tradì sovrano, da anni vuole guerra, autoproclama khan, estate 380, attende re lituano, raduna enorme esercito, infine catturato, in campo decapitato. Demetrio sesto khan, discende da sanGeorgio, Ivan khan califfo, terzo è Simeone, quarto Ivan il rosso, quinto Dmitry Suzdal, sesto è Donskoi. In seguito lui fonda, Roma-Costantinopoli, Konstantin Veliki, a fine del trecento, per 80 anni dura, casato Paleologi, teatri e ippodromo, Colosseo rodeo, obelisco Costantino, ricorda fede universale, costruita su eclettismo, come Santodaime. Battaglia in Kulikovo, presso odierna Mosca, anno i.380 circa, scontro epico in ricordo, nel mito si trasfuse, leggende in ogni dove, due gruppi opposizione, in seno al culto imperio: guida khan Donskoi, cioè Costantino il Grande, cristianesimo apostolico, erede di Andronico, contro i velets conservatori, di cristianesimo ancestral Royal, guidati da khan Mamaji, in un epica battaglia, tra dei fedeli al Xristos, e al suo decreto imperio, contro asura deva, o giganti Velets, che stemma di Milano, biscione ancor ricorda, allusione al loro rito, primario di potere, dichiarato poi pagano, da editto Costantino, a fine di battaglia, vinta da Donskoi, con aiuto polver sparo, fatta in monasteri, diretti da San Sergio, detto di Radonez. Khan Donskoi divieta, soggiorno in terre imperio, cioè Gran Tartaria, alle tribù Volots, renitenti a convertirsi, ai valori apostolari, rinunciare ai sacrifici, così ordine San Michele, e altri monaci/guerrieri, presidiano i confini, e i Leviti sacerdoti, proteggono i bambini. I capi renitenti, in asilo in terre indiane, tibetane e Indocinesi, e isole indonesiane, memoria manufatti, edifici impressionanti, Anghor Vat o Burubur, o le samoane imprese. Col tempo mutan scopi, nei due partiti in testa, fan sintesi ideali, frammisti o radicali, ecco alcune orde, in fuga o migrazione, raggiunsero la Cina, e fondan manciù Qing, canato del Chitai, e canato Chiagatai, poi orda Samaria, nell'isola di Iesu, avvia shogun Samurai, fino al i.860, quando le navi nere, dell'ammiraglio Perry, al servizio dei banchieri, avviano guerra civile, e nasce altro |Giappone, mentre il Ciagatai, dai romanov annesso, o i sultanati indiani, arabi e persiani, e il canato Mamelucchi, dagli anglo divorati. Velets superstiti, si incontrarono/scontrarono, pur secoli prima, con orde di Maometto, alla nascita Ottomania, anno Iesu 453, Maometto profeta, durante la crociata, guida guerrier sufi, fino mezza Europa, guida cavalieri, di ordine templare, gnosti ed ermetismo, xristo-musulmane: amici del leone, di Nicea e di Nubia, erigono + guglie, Tartaria architettura, cattedre al Signore, centrali di energia, possente medicina, di sonor frequenze, in toroidi rosoni, rito di cavalieri, di orda poderosa. storiaNC_rusroma-stirpe-giga-jesu-kulilovo.m4a
Rissunto: Canto del Verbo e del Vino. Bacco chiama alla danza, la vita è breve e dolce, chi vuol gioire, gioisca: domani non è certo. Ninfe, satiri e suoni accendono le vene, la gioia è un rito, non un peccato. Sileno sorride, ubriaco di sapienza, Mida pesa l'oro, ma resta vuoto il cuore. Meglio il canto che l'avarizia, meglio la luce che la paura. Il suono guarisce, entra nel corpo, lenisce dolore e placa tempesta; dalle scale dei modi nasce l'anima: Ionico è amore, Dorico è preghiera. Verbo era canto, e dal canto il mondo, tra guerra e pace vibrano frequenze. Chi ascolta la Musa ritrova sé stesso: il sogno diventa cura, la voce diventa vita.# |Canzone-di-Bacco, Lorenzo Magnifica, la bella giovinezza, sfugge tuttavia, chi vuol esser lieto sia, doman non è certezza, la canzon continua, ninfe e innamorati, caverne e boschetti, han posto 100 agguati, da Bacco riscaldati, ninfe hanno piacer, di ingan satiri agguate, fare Amor riparo, sol genti rozze ingrate, Chi vuol esser lieto sia, domani non è certo, 1 soma viene dietro, su asino è Sileno, 1 vecchio ebbro lieto, ride e gode vita, Mida tien tesoro, non si contenta mica. Ognuno apra orecchi, doman nessuno paschi, giovani e vecchi, lieti femmine e maschi, ne fatica e tristezza, se accade convien sia, arda cor dolcezza, Chi vuol esser lieto sia, ogni triste pensare, caschi nella festa. Rivivono i poeti, le gare fra tribune, Cristo rima grande, ricordano in Etruria, piacevole evade, i confini dei sensi, con complici odori, riscuote consensi: due musiche frasi, si inseguono errando, ipnotica ruota, in continuo rimando, chi ha gusto le sente, corron su pelle, uccelli ed anfibi, cantan ricorrente, sibilanti vibranti, roboanti crepitanti, si incontrano suoni, uno e poi tanti, dan corpo ai miti, attuati nei riti, mutando bisogni, nei sogni infiniti. Un suono trasmesso, tramite 1 aria, entra in mio corpo, e placa malaria, dolori di artrite, punture di insetto, sciatica e gotta, analgesico effetto. In origine è verbo, verbo fù canto, creava ogni cosa, a mezzo di incanto, la genesi compie, in stato di sogno, piste disegna, a estinguer bisogno, Musa ferma tempo, ed ego ristruttura, coi modi influisce, anima struttura: suono calmo concilia, eolico estingue affanno, lidico è remoto, se Ionico è amore, stimola Romeo, 1 dorico solenne, diverge dai frigi, che invitano a guerre. Se sonor frequenze, modellano credenze, guerra oppure pace, salute e malattia, caccia e agricoltura, erbe e religione, pulir nadi canali, e porte percezioni, di chakra meridiani, posologia graduale, o repentini traumi. Yin diviene Yang, durante i tempi crisi, giorno divien buio, e ogni valore inversa, come in guerra o in festa, le dinastie giganti, legate avo serpente, detti anche Velets, adoran bafometto, un androge mediatore, nell'antro di sibilla, dei kahn radice egizia, creativo e distruttore, solve e coagula, muta sabbia in pietra, kundalini interiore. |YUDEI amministratori, al tempo Carlo Magno, mandarini impero, curano gli affari: ogni iudex tenga moggi, sestari recipienti, anno yuda inizia, ai primi di settembre, Osanna è stagione, 4 ogni anno, tenga fuoco acceso, nelle nostre case, usa sugna grasso, di pecore e maiali, contin capre e becchi, loro corna e pelli, e ogni anno, riforniscan di prosciutti. Rendan ordinati, i nostri ginecei per donne, con alloggi riscaldati, per serate invernali, siano circondati, da steccati ben saldi, con solide porte, per lavorar tranquille. Ogni anno a Natale, Ogni iudex sottoponga, un elenco completo, che precisi ammontare, di quanto vien prodotto, nel nostro casale, tenga vivai di pesci, volendo può ampliarli, oppure va crearli, se spazio lo permette, i pesci sian venduti, oppure barattati, così ve ne son sempre, nelle nostre villae, poi iudices li vendano, per nostro profitto. In orto sia coltivo, ogni possibil pianta, giglio rose e salvia, trigonella e balsamita, meli cotogni, noccioli e mandorli, gelsi fichi e noci, ciliegi lauri e pini. Mela gozmaringa, geroldinga crevedella, spiranca lunga durata, e mele primaticce, quattro tipi di pere, a lunga durata, dolci o da cuocere, poi le tardive. Festa di Tabernacoli, yudei di campagne, vivono in capanne, oliveti 7 giorni, a ringraziare Cielo, piogge sulla Terra, Daniele canta il salmo, Yavin fermenta vite, fa Lot ubriaco sacro, Io sono vita e vite, Tu i tralci sostegno, entra nel mio cuore, rendi il mondo bello.

314:amore04-lume314- Storia Ideale. Beatrice Portinari era una giovane fiorentina di famiglia agiata. Dante la incontrò la prima volta quando entrambi erano bambini, lui aveva 9 anni e Beatrice 8. I loro incontri furono di breve durata. |Beatrice morì a 24 anni, e Dante la idealizzò, trasformandola nella sua Dama di Grazia, divina guida spirituale; una relazione poetica e di eros, si celebrava ogni notte, nel cuore del poeta, una sublimazione mistica, che crebbe dopo la sua morte. Dante racconta in Vita Nova, la storia del suo amor cortese, elevando Beatrice, a sua guida celeste, arcangelo della teologia, della fede e salvezza, come la relazione, tra l'arcangelo Gabriele e Maometto, descritta da Ibn Arabi. Ora chiudi gli occhi, e consenti a Cupido di offrirti un immagine della tua storia d'amore ideale, poi dichiara: osservo la mia immagine ideale dell'amore con gli occhi della mente, esprimo armonia nella mia vita. Poi |Scriviti-una-lettera, descrivendo in dettaglio la tua situazione |amorosa ideale. Senza la neve a |sant'Ambrogio inverno sarà mogio| Lonicera implexa, detta anche Caprifoglio etrusco o Madreselva, è un arbusto rampicante mediterraneo dai fiori bianchi, gialli e rosa, usata per siepi e boschi. Contiene acido salicilico e tannini. Lonicera caprifolium, nota come Honeysuckle, è impiegata in fitoterapia e nei fiori di Bach per le sue proprietà antivirali e immunostimolanti. Si assume in forma di decotti o tinture, spesso combinata con melissa, gelsomino e astragalo. I fiori hanno effetto espettorante, astringente e sedativo, le foglie cicatrizzano, e la corteccia è anticatarrale. Usata anche in cosmetica (shampoo, saponi, profumi), ha bacche che in eccesso possono risultare lievemente tossiche. Uccelli come pettirossi e picchi si ubriacano mangiandole, dando luogo a sbornie collettive osservate in natura, specie in America e Tartaria. |Glicine (Wisteria sinensis), rampicante vigoroso, si avvolge in senso orario e antiorario, raggiungendo i 20 metri. Fiorisce in primavera con profumati grappoli viola, bianchi o rosa, e produce legumi solitari. Rustico e decorativo, è compagno dei sentieri di campagna.# LONICERA Implexa, o |Caprifoglio etrusca Santi, è detta |Madreselva, oppure abbraccia-boschi, arbusto rampicante, compagna di clematis, ha liana legnosa, foglia ovale opposta, fiori appena profumati, color bianco giallo, con sfumature rosa, acido salicico, tannino nei boschi, per siepi Mediterraneo. Lonicera Caprifolium, detta Honeysuckle, suo fiore in Bach e Cina, ha virtù antivirali, immunostimolanti, ingeriti 3-12g, decotti 6-15g, tintura 4-13ml, due volte giorno per 3 giorni, combinati con melissa, gelsomino astragalo crisantemo, abete e cipresso a stimolare immunità, frutti effetti sconosciuti, in eccesso un poco tossi. Fiori espettoranti, tonico astringenti, depura da renella, sue foglie cicatrizza, sedative di bronchi, tosse con singulto, corteccia suo fusto, in decotto anticatarro: macerata sfiamma spasmi, calma la tosse, diuretica e bechica, cura dermatosi, essicca fiori e foglie, contiene oli essenziali, per shampoo e saponi, profumi e dopobarba, e cosmesi femminile. Uccelli intossicati, ebbri con le bacche, alcoliche o meno, sbornie collettive, accadono a Giugno, in Usa e Tartaria, quan caprifoglio frutta. Picchi e Pettirossi, amano tal bacche, di Lonicera tatarica, Caprifoglio del Tartaro, arbusto coltivato, ornamento lungo costa, orientale Stati Uniti; Picchio pur si inebria, con linfa fermentata, mansueti e istupiditi, a terra sopra il fango, con ali di traverso, facil prede gatto. Ebbrezza a vari stadi, riduce lor timore, non temon spettatori, e passanti incuriositi, un merlo sopravvissuto, il giorno dopo torna, in forma e sa volare. |GLICINE rampicante, Wisteria sinensis, cresce avvolgendo, attorno il supporto, orario e antiorario, fino a 20 metri, profuma a primavera, amica di sentieri; rustica vigorosa, radici ben espande, fiori ermafroditi, a corolla papilionace, indaco o malva, bianchi rosa e violacei, in grappoli pendenti, fa legumi solitari. 
lume314-|Lonicera etrusca, o caprifoglio etrusco (Lonicera implexa, mediterranean honeysuckle), è un arbusto rampicante, dai fiori profumati, spesso associato alla Clematide, e ai sentieri di campagna. Erbalista usa i tannini, e composti salicilici, fiori foglie e corteccia, decotti in dieci grammi, per virtù antivirali, immunostimolanti e sedative, espettoranti e astringenti. Fiori e foglie essiccati, in profumi e dopobarba, fiori depuran da renella, mentre la foglia cicatrizza, la corteccia macerata, sfiamma spasmi e dermatosi, sedando bronchi e tosse, è un anticatarrale. Picchi e Pettirossi, mangian sue bacche Giugno, ebbri di linfa fermentata, mansueti stanno a terra, con ali di traverso, facil prede al gatto. Madreselva è simbolo di amore, gratitudine e amicizia, in cultura popolare, è volontà di cambiamento, uscir da forma auto-imposta, abbandonarsi a redenzione, a seguir proprio percorso, come in celebre leggenda, di Tristano e Isotta, sulle cui tombe nacquero, una rosa selvatica e una madreselva, che si intrecciarono inseparabili. Madreselva ancor si arrampica, in varie zone Mediterraneo, pianta timida in origine, desiderava vedere il sole, ma cresceva all'ombra di alberi, chiese aiuto a querce e frassini, che le permisero avvolgersi ai loro tronchi, lei abbraccia chi la sostiene. Lonicera invita a seguir proprio cammino, sua natura è accettazione, della propria fragilità, capacità di affidarsi, a ciò che sostiene, sua crescita personale, accogliere il cambiamento. Una credenza toscana, la vuole pianta beneaugurante: il suo profumo serale, attira affetti sinceri, e visite gradite. Tra gli slavi di Bulgaria, Serbia e Macedonia, le ninfe Vile dei boschi, prediligono i rampicanti, e i fiori profumati: Vila danza nei boschi, e al proprio passaggio, lascia fiori e profumi.



elenco foto di:   | home | foto | audio | allegati | lunario