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durian Durio zibetino, re dei frutti tropicali (127) 27-Durian (Durio z lingua indocina | foto frutteto | audiolibro | frutti_durian_familiare.mp4 | frutti_mango_albero.mp4 | |musica yo-bxa-mama-jurema.mp3
kawakratom Kawa Hawaii e Figi, Vanuatu e Siam (128) 28-Kava e Kratom, lingua veddha | foto cibospezie | audiolibro | flora_kava-vanuatu.mp4 | mytragina_tomtom.mp4 | |musica gebusi4-2008.mp3
borneo nativi filippini, esposti in fiere Usa (132) 32-Nelle montagne lingua veddha | foto indionesia | audiolibro | popoli_filipinos_banaue-rice.mp4 | popoli_tasaday_san.mp4 | |musica muye-mezimbaka_defunti.m4a
sagopapua Il corpo che entra nel rito (211) 31-lume211-FERIRE: lingua veddha | foto indionesia | audiolibro | paesi_papua-rainshower.mp4 | | |musica gebusi2-2008.mp3
pappagallo Casuario giardiniere, Pavone paradiso (234) 36-lume234 |TRANSI lingua veddha | foto uccelli | audiolibro | fauna_pavoni.mp4 | corteggio3.mp4 | fauna_rondone.mp4 |musica cetra2023.m4a
127:lume127-Durian (Durio zibethinus) è chiamato il re dei frutti, cresce nelle foreste tropicali del Sud-Est asiatico fino a venticinque metri d'altezza. Il suo frutto, protetto da una scorza spinosa e celebre per l'odore intenso, nasconde una polpa cremosa molto apprezzata. Miti malesi raccontano che il Durian non cade mai addosso alle persone, e che chi raccoglie un frutto appena caduto riceve fortuna. Fiorisce una o due volte l'anno ed è impollinato dai pipistrelli; il frutto nutre oranghi, elefanti e molte altre specie della foresta. La polpa viene consumata fresca oppure con riso, latte di cocco, dolci, gelati, curry e preparazioni fermentate come il tempoyak; i semi, una volta cotti, sono commestibili. Foglie, radici e fiori appartengono alla medicina tradizionale locale, mentre il frutto è ricco di energia, vitamina C, potassio e triptofano. Il suo odore è così persistente da essere vietato sui mezzi pubblici in diverse città asiatiche. Accanto al Durian, nasce un giardino edule come ecosistema vivente: un insieme di alberi, arbusti, erbe spontanee e piante acquatiche che cooperano creando microclimi, fertilità, biodiversità e capacità di trattenere l'acqua; ciascuna specie sostiene le altre, trasformando un terreno in un sistema autoregolante, capace di nutrire persone, animali e paesaggio. Il Lume invita a non fermarsi all'apparenza: le spine proteggono un nutrimento prezioso; l'attesa precede la maturazione, e la pazienza trasforma il tempo in raccolto. Come il giardino edule prospera grazie alle relazioni invisibili tra le piante, così anche la vita umana cresce quando impara a custodire ciò che sembra difficile, estraneo o scomodo, fino a scoprirne il valore nascosto.| Durian Durio zibethinus, albero di Austronesia, alto fino a 25 m, con foglie alterne e fiori rosa. Il frutto, pesante e ovale, ha buccia spessa e spinosa, polpa cremosa giallo-rossa, e semi eduli tostati o grigliati. Vietato trasportarlo su mezzi pubblici per l'odore intenso. Caduta frutti è regolata da miti locali: il durian non colpisce mai le persone, e porta fortuna a chi lo raccoglie. Fiorisce due volte l'anno, impollinato da pipistrelli; attrattivo per fauna selvatica come oranghi, elefanti e tigri di Sumatra. Consumato da solo può irritare labbra e gola, ma combinato con riso o dolci è il re dei frutti: fresco con riso, in gelati, dolci malaysiani (dodol, lempuk), Tempoyak fermentato, fritto con cipolle o in zuppa di pesce. Parti vegetali (foglie, radici, petali) usate in medicina tradizionale per febbre e sudorazione. Ricco di nutrienti: zuccheri, grassi, triptofano, vitamina C e potassio. Afrodisiaco malese, è congelato esportato in Cina e venduto per strada.# Durio zibethinus, albero di malvacee, via da sotto frutto, |DURIAN 榴槤 liu lien, avvisan le persone, cartelli Indonesia, albero di jungle, Borneo e Austronesia: se coltivato, frutto a spin taglienti, malese nome durio, sta per Re dei frutti, frutto che cade, su testa causa ingiurie, copioso sangue esce, ma morte non conduce. Dayako detto dice: durio ha occhi e vede, il luogo dove cade, mai cade in ore giorno, a non colpir persone, ketiban runtuh durian, prendi durio che cade, e ricevi la fortuna. Albero 25 metri, con foglie alterne, fior color rosato, che emana odore acre, avviso indonesiano, a raccoglitori frutto, invita usare casco, protegger usufrutto; dopo 4 anni vita, una due volte anno, fiore è impollinato, da miti pipistrelli, frutto a forma ovale, pesa pur tre kili, fuori ha buccia dura, ricca a spessi spini, dentro ha + sezioni, separate da membrana, ospita ciascuna, una polpa gial-rossastra, cremosa mangiata, al naturale o aggiunta, a yogurt e gelato, e i semi pure ghiotti, tostati o grigliati, son come noci. Durio pure caustico, se mangi in eccesso, labbra e gola dolo, segui allora usanza, prepara col riso, o con dolce pietanza; cinesi e tailandesi, dicono yang caldo, consigliano mangiarlo, alterno a |Mangostana, tampone frutto yin, Durio amato-odiato, ha gusto gradevole, emana odore suvrumano: anche frutto chiuso, invade la città, Singapore e Bangkok, vieta treno e bus, credon javanesi, afrodisiaco durian sia, frutto ed erezione, fanno sinergia: duri jatuh sarung naik, cade frutto e sarong sale, forte odore frutti, caduti nella giungla, attrae animali, orango ed elefante, e tigre di Sumatra, lecca e consuma frutto, selvatico mana; narra mito malese, Orang Mawas ama durio, varietà senza spine, cresce in Filippine, dono dei nativi, ai civili del pianeta, Durian congelati, esporta china impresa; suo gelato venduto, su strade Indonesia, malay candy ice-kacang, dodol lempuk frullo, riso glutinoso vapore, piatto durian pulut, con latte di cocco, servito maturo. Sabah durio rosso, fritto + cipolle, servito contorno, polpa e zuppa pesce, polpa durio essicca, Tempoyak fermentato, mangia riso e curry, a spezie miscelato. |Tailandia mangia durio, fresco con riso, in mercati lo trovi, a pezzi adulterati, con pasta zucchine, semi tossici crudi, bolliti fritti o rosti, diventano eduli. Petali dei fiori, mangiati in Indonesia, offre buon miele, nettar polline api, contro febbre in Malesia, decotto spalmato, con foglie e radici, antipiretico mangiato: succo foglie su testa, a pazienti febbre, medicina nativa, contro eccesso sudore, ferma versando, acqua in vuoto suo guscio, dopo polpa mangiata, bevi e imitar durio; frutto rinfresca, zucchero e grassi, tiene triptofano, vita C e sal potassi, solfuro nel frutto, agisce da |i-Mao, a donne gravidanza, sia sconsigliato. libro_giardinoedule3_ventotene.m4a
lume127-Il Durian insegna che, non tutto ciò che ha valore è immediatamente accogliente: occorre attendere il momento della caduta, raccogliere il frutto e custodirne i semi. Seba è su un treno in Indonesia, intento a lavorare con il computer portatile. Il viaggio si interrompe improvvisamente: il convoglio potrebbe essere guasto e tutti i passeggeri devono scendere. Mentre molti salgono su un altro treno, si accorge di aver lasciato sul vecchio treno il bagaglio e il computer. Un capostazione lo rassicura: gli oggetti saranno recuperati, ma aggiunge che il treno si muove ancora lentamente e può essere raggiunto. Seba corre lungo il binario. Tre camerieri, con piatti fumanti diretti al vagone ristorante, gli fanno capire che il convoglio è ancora accessibile. Raggiunge il suo scompartimento e trova che un inserviente ha raccolto in un unico mucchio tutto ciò che era rimasto. Recupera il computer e il bagaglio, poi nota un piccolo orologio da donna ancora funzionante e tre sacchetti di semi. Poiché nessuno li reclama, li prende con sé. Poco dopo arrivano anche altri viaggiatori a recuperare ciò che avevano lasciato. Al risveglio, il sogno richiama il recupero dei semi nel Giardino Edule e la necessità di salvare il lavoro custodito nel portatile. L'interruzione del viaggio non si rivela una perdita, ma un'occasione. Come il Durian, che nelle foreste dell'Asia sudorientale viene raccolto solo quando cade spontaneamente e non viene strappato dall'albero, anche alcune esperienze maturano soltanto quando si smette di forzarle. Tornare indietro permette di ritrovare ciò che davvero merita di essere custodito. Il computer, i semi e il piccolo orologio diventano immagini del lavoro creativo, del futuro ancora invisibile e del tempo opportuno. Come suggerisce il Dao De Jing, il cammino non consiste soltanto nell'andare avanti, ma anche nel custodire ciò che il viaggio rischiava di disperdere; quando il percorso si interrompe, non sempre è il momento di correre verso il nuovo: talvolta è il momento di raccogliere ciò che è essenziale, parti preziose della tua esperienza, affinché possano accompagnare il viaggio successivo, come semi del futuro.
128:lume128-Kava e Kratom, radici del Pacifico. Kava (Piper methysticum) è una pianta sacra dei popoli melano-polinesiani, coltivata dalle Fiji a Vanuatu, Tonga e Hawaii. Dalle sue radici nasce una bevanda rituale di pace, incontro e riconciliazione, offerta agli ospiti e ai capi villaggio per accompagnare nascite, alleanze, passaggi e momenti di dolore. Antichi miti raccontano che il Kava nacque dal lutto trasformato in guarigione, grazie al comportamento di un topo: una radice capace di restituire calma, memoria e connessione con la comunità. Tradizionalmente le radici vengono preparate, filtrate e condivise in cerimonie collettive; la bevanda rilassa il corpo, attenua tensioni e favorisce uno stato di quiete interiore. Nelle stesse regioni austronesiane, cresce il Kratom (Mitragyna speciosa), albero tropicale le cui foglie sono usate da secoli, nei villaggi del Sud-est asiatico, per sostenere il lavoro e la resistenza alla fatica. Le foglie possono avere effetti prima stimolanti e poi rilassanti, ma un uso frequente può creare dipendenza. Kava e Kratom sono due piante sorelle del corpo e dello spirito: una insegna il valore dell'incontro e della pace condivisa, l'altra il rapporto tra energia, fatica e adattamento. Entrambe ricordano che la natura offre strumenti potenti, da conoscere con rispetto e misura.| Sintesi di Kava e Kratom, radici del Pacifico. Piper methysticum, pianta sacra di Kava, usata dai popoli melano-polinesiani, è bevanda rituale di pace e comunione, nata da un mito di amore e resurrezione.; dalle Fiji a Vanuatu, da Tonga a Tahiti, rilassa, guarisce e unisce le comunità. Simbolo d'incontro e di riconciliazione, sostiene economia e tradizione locale. La preparano le fanciulle masticando radici, poi filtrano l’essenza, offerta al capo villaggio: enisce ansie, dolori, tensioni e ricordi, rende sacro il passaggio tra vita e morte. In tutta Austronesia cresce un'altra pianta: Kratom, Mitragyna speciosa, foglia del lavoro: stimola e poi placa, la fatica dei villaggi, cura dipendenze, ma può dare assuefazione. Due alberi fratelli del corpo e dello spirito, donano quiete, forza e memoria agli umani.# |Piper methisticum, pianta della KAWA, usano popoli, melano-polinesiani, ingrediente bevanda, rituale locale, alimenta leggende, e rito gregale: Kava di Tonga, e Kawa di Fiji, una in regno Hawaii, e isola Vanuatu, in isole Pacifico, è bevanda sacra, che fa incontrare gruppi, e bene rilassa; a nativi di Vanuatu, è sola risorse, economica coltura, primari esportazione, la bevono ogni giorno, come un vino bono, suo mito di scoperta, narra di un Topo: pianse una donna, su tomba di amato, crebbe 1 pianta, che Topo ha rosicchiato, entra in stato coma, alzato e ridestato, lo imita la donna, e lutto ha superato; supera il dolore, parla con suo amato, con gioia la radice, porta nel villaggio, tale medicina, diffuse tra le genti, dono di antenati, rinnova vita intenti. Hawaii versione rito, giovane disperata, imita il topo, a cercar con lui riposo, ora può parlare, al suo defunto sposo, avuta nuova gioia, di viver con la gente, trasmise la scoperta, al resto di paese. Inno al |Kava-kava, canta Nimal Sesto, avuto navigando, dai Papua fino a Giava, bevanda degli Dei, detta in molti lidi, concilia coi nemici, alle isole Figi: se cresce rigogliosa, vien da Melanesia, va in isole piovose, assolate Polinesia, in acqua mescolata, produce fermentazio, amar color marrone, calmante soddisfazio. Kawa di Tahiti, bevuta dai guerrieri, a superare insonnia, oppure sui velieri, fu data ai marinai, per urinare i mali, curare malattie, di eccessi sessuali; social bevanda Kava, su isole intorno, rende ogni rituale, occasione incontro, legittima i leader, gli ospiti raccoglie, pacifica i gruppi, da nascita a morte, consacra i bambini, insegna salmodie, mezzo di supporto, a lenire ogni dolore, radice dello scambio, buona a divinare, segnale della pace, auspici possa dare; su isola Pentecoste, aiuta cerimonie, giovani fanciulle, mastican radice, enzimata insalivata, trita e grattugiata, in acqua e latte cocco, è dopo stemperata; cantano fanciulle, che stanno masticando, datemi del Kava, datemi ancora kawa, impiegan 2 minuti, poi bolo viene posto, su foglia di banano, e a capo sottoposto: se pare sufficiente, mesce bolo e acqua, con spugna vegetale, filtra la fà chiara, spugna strizza succo, in recipienti vari, allora mescitore, la porge ai commensali; calma nervi e ansia, solve mal di testa, decotto o infusione, di foglie e radici, o in fumigazione, a lenire i reumatismi, rilassa le tensioni, e dolori articolari, salva prigionieri, concilia gli antenati; ferma infuso kava, sifilide importata, ebbrezza e sudore, in dose aumentata, se parton marinai, donne degli atolli, giorno di sudore, a lenir dolori folli; dopo venti minuti, iniziano effetti, erotico sudore, copioso può apparire, seconda della dose, 2 fin le 6 ore, dipen costituzione, inner disposizione; profonda stanchezza, segue 1 ebbrezza, riposo necessario, abuso dà magrezza, i grandi bevitori, han tremito nervoso, sensibili ai rumori, ricercan silenzioso. Albero di |KRATOM, tom-tom in Tailandia, in tutta Austronesia, foglia masticata, fresca deprivata, di nervatur centrale, essiccata sminuzzata, x tisana locale, origine rurale, ha ruolo culturale, presso le città, chiede acclimatare. Albero ton-ton, |Mitragyna Speciosa, tiene soprannomi, lungo tutto il Siam, Malesia e Indonesia, fin Papua e Guinea, in medicina Thai, pianta anti-diarrea, cura dipendenze, da oppio e da denari, usato nei villaggi, aiuto a lavorare, allevia vita dura, pur in zone urbane, la società dei |Thai, riesce tollerare: se reca dipendenza, sintomi son vari, lacrime e dolore, e movimenti a scatti, foglie masticate, inebriano graduale, consumator assidui, finiscon assuefare, perdon loro peso, insonni vanno erranti, sviluppano colore, scuro della pelle, secca loro bocca, spesso fan minzione, feci ugual caprine, alcun costipazione; effetto stimolante, cessa dopo 1 ora, effetto sedativo, in seguito si muta, ansia preoccupazio, scivolan lontano, buon rilassamento, seguita spontaneo.
lume128-La Kava insegna che la pace nasce quando il corpo rallenta e trova uno spazio sicuro dove respirare. Kratom ricorda che anche la fatica può essere trasformata quando si ascoltano i ritmi profondi dell'organismo. Due piante dell'Austronesia diventano immagini di un viaggio interiore: il corpo come tempio, il respiro come corrente, la coscienza come acqua che si calma. Nella tradizione rituale delle isole del Pacifico, la Kava viene preparata e condivisa per creare incontro, fiducia e riconciliazione. Allo stesso modo il lavoro sul corpo richiede presenza, ascolto e rispetto dei confini: prima dell'azione viene l'accoglienza, prima del desiderio viene la sintonia. Il rituale inizia creando uno spazio protetto: luce morbida, silenzio, respiro consapevole. Il corpo viene percepito come paesaggio vivente da esplorare con attenzione: ogni tensione, emozione o memoria diventa una radice nascosta da riconoscere. Come la Kava scioglie lentamente le rigidità, e il Kratom accompagna il rapporto tra energia e stanchezza, anche l'incontro tra due persone può diventare una pratica di ascolto reciproco, dove il desiderio come impulso diventa una forza da conoscere e trasformare. Attraverso giochi di ruolo, fiducia e presenza condivisa, emergono parti profonde della persona: vulnerabilità e forza, abbandono e volontà, quiete e movimento. Si aprono così stati di presenza condivisa e un lavoro sui propri fantasmi interiori: il respiro, il contatto consapevole e l'ascolto empatico permettono di esplorare emozioni, memorie e immagini interiori, trasformando convinzioni limitanti in nuove risorse. Il piacere diventa attenzione, l'energia diventa consapevolezza. Nel ritorno finale, ciò che è stato vissuto viene accolto nel corpo attraverso il silenzio, la cura reciproca, il dialogo, le coccole, la gratitudine e la memoria. Come una radice filtrata nell'acqua diventa bevanda condivisa, anche l'esperienza interiore può trasformarsi in nutrimento per la vita quotidiana. Oracolo del Kava: chi rallenta ritrova la direzione; ciò che la mente non riesce a comprendere può essere maturato e comunicato dal corpo, trasformato in consapevolezza, autostima e armonia con il mistero della vita.
132:lume132-Nelle montagne delle Filippine e nelle foreste del Borneo, i popoli Igorot, Ifugao, Dayak e Penan, custodiscono una sapienza fondata sul rapporto tra uomo, natura e antenati; gli Ifugao coltivano il riso sulle terrazze della Cordigliera, seguendo calendari sacri di semina e raccolto. Le sculture Bulul, guardiani dei granai, rappresentano gli spiriti degli avi che proteggono i semi e la fertilità della terra. Le divinità della natura, Anitu, Diwata e Dewata, ricordano che il vivente è una rete di relazioni invisibili. Durante l'epoca coloniale alcuni popoli indigeni furono esposti nelle fiere occidentali come spettacolo etnografico, trasformando culture vive in oggetti di osservazione. Ma la memoria non scompare: sopravvive nei canti, nei tatuaggi, nei rituali e nelle pratiche quotidiane. Nel Borneo i Penan difendono la foresta, mentre gli Iban celebrano il Gawai Antu, festa degli antenati, dove vino di riso, danze e canti riaprono il dialogo tra vivi e morti. Il corpo tatuato diventa una mappa, il riso un dono degli avi, la foresta un libro vivente. Ogni gesto rituale ricorda che l'identità nasce dalla continuità tra passato, presente e futuro.| Sintesi di Montagne e Foreste del Sud-Est asiatico. Igorot e Ifugao, popoli di montagna, coltivano riso su terrazze nella Cordigliera filippina, vivono liberi seguendo i riti del raccolto. Bulul di legno custodisce i granai, spiriti Anitu vigilano sui semi, e i Diwata e Dewata uniscono l'uomo alla natura e ai defunti. Arrivano missionari, coloni e mercanti, ma le genti resistono, tra rivolte e preghiere, chiedendo autonomia e rispetto; nel Borneo, Dayak e Penan difendono la selva, tra Rafflesia e palme di Sago, contro il taglio delle foreste.Gli Iban del Kalimantan onorano gli avi col Gawai-Antu, festa biennale di vino di riso, canti tatuaggi e visioni. Lemambang e Manang entrano in trance per curare e pregare, il corpo tatuato diventa mappa, la pelle un libro sacro. Tra morte e rinascita, ogni gesto è ringraziamento, la vita è intreccio di radici, spiriti e antenati. Nel riso e nel canto sopravvive la memoria del mondo e l'eco dei tamburi chiama ancora gli dei della foresta.# Tra villaggi |KAIGORO, di Ande filippine, son chiamate Igorot, genti montane native, in villaggi indipendenti, coltivano riso, presso di |Banaue, fieri universali, carne cane in mito. Nella fiera in Usa, presso la Luisiana, conquista americana, origina un hotdog, vendute al padiglione, dove esibito venne, folklore dei filippini, e mille altri nativi, donne uomini e bambini: etnie sorvegliate, da soldati filippini, Negritos e Dumagat, Moro di Mindanao, Magayan o |mangyans, di isola Mindoro, aborigeni Visayan, Kalinga e Bagobo; 4 milioni persone, in 40 gruppi diversi, tra miniere oro, cercate da europei, arrivano i coloni, assieme missionari, scoprono i Moros, nativi musulmani, qui giunti coi Moghul, Grande Tartaria, spagnoli lascian gioco, a Usa unificata, ora Filippine, colonia americana, indio non capisce, la proprietà fondiaria: rivolte in cordigliera, forzata povertà, gran disboscamento, li porta alle città, indigena protesta, organizza comitati, autonoma regione, e risposte militari. |IFUGAO cultura, ruota attorno al riso, 1 elaborato calendario, semina e consumo, collegano feste, ai riti miti e tabù, feste ringraziamento, nel rito di Tungul, cioè giorno riposo, che vieta ogni lavoro, bayah vino di riso, con mix erbe sacre, gusci di conchiglie, tritate per betel, assieme areca noce, ricorre nelle feste. |Bulul/Anitu è, una scultura legno, usata da guardiani, di loro campi riso, sculture stilizzate, immagini degli avi, con prana caricate, trasmetton derivati. Anito è pure nome, collettivo credo, nome degli spiri, e parenti deceduti, bulul seduto a terra, a braccia conserte, son spiriti natura, sorvegliano messi. Bulul maschi femmina, pure messi assieme, con simboli sessuali, mortaio e pestello, 1 gran granaio chiede, almeno due bulul, ricordan manichini, Indocina rito pur: nativi filipinos, discendon dai Moghul, Diwata filippine, Devata indo-moghul, Dewata indonesiani, e Pi in Indocina, elfi fate e ninfe, benevoli o neutrali, recan salute e messe, sol se rispettate.Ttra |DAYAKI Borneo, cresce la Rafflesia, primo fior pianeta, amato dai |PENAN, amici a |Bruno-Manser, svizzero amico, ce narra loro grida, di protezione selva: vivono i Penan, su piccole palafitte, poco amano conflitti, son senza gerarchie, aman bimbi società, raramente puniti, mai obbligati a lavorar; veneran anziani, ma anche i funzionari, che li deportano via, tra fame e malattie, depredan loro terre, le fanno disboscare, poi esportano legname, nel mondo capitale. Penan sopravvissuti, continuan coltivare, riso taglia-bruci, e raccolgono il Sago, amido di palma, commerciano i dayaki, scambiano i prodotti, con sale e tegami. |IBAN dayacchi, popolo confinante, sul fiume Kapuas, nel |Borneo-Kalimantan, loro celebran biennio, festa dei defunti, |Gawai-Anitu che, assomiglia |Byeri culti: da cacciatori teste, Iban trofeo passato, migrarono tra i fiumi, via dal sultanato, conquistan territori, a riso coltivato, per sterili mogli, tatuaggio è celebrato; pratican nel rito, tessere e tatuare, in festa Gawai antu, di Iban dipartiti, ricorre ogni 2 anni, tale Borneo buiti, i popoli Daiaki, qui celebrano i miti: auguri e presagi, lavoro divinazione, random strategie, di continuazione, aiutano famiglie, Iban oggi ospitali, offre |Tuàk-vinoriso, onorano i Gawasi; gli avi del clan, che primi son sbarcati, trattan con rispetto, il riso propiziato, assieme altre piante, stile vita rituale, avi sogni e trance, dei popoli dayake: se inviano istruzioni, affar quotidiani, citan Leka main, loro libro religioso, testo rito cantato, da lemambang bardo, prete tukan-sabak, o manang sciamano; manang contadino, cura malattie, clima e scorte cibo, donne ed office, lemambang e manang bali, sama berdache, tutti vanno in trance, o bevono tuake. Morte-Fertilità, sono assi primari, su cui ruota creazione, e tutti tatuaggi, di spiriti alleati, pantang lutto funerali, se manang fallisce cura, rifanno tatuaggi, rituale nuova mappa, che guidi passaggi. GAWAI ANTU festa, dei trapassati, beban legna sungkup, incontro iniziale, ngambi buluh: bambu x cerimonia, ngeretok: produzion sungkup, ngalu Antu: benvenuto a spiriti, nganyam: preparazion mini ceste, minta manok: ricerca pollame offerte, mandok: produzione vino riso, detto tuàk, Tubai Gawai: pesca con radici, ngambi ngabang: inviti x ospiti, mantar ngeraran: preparazione Gawai, nikika orang ngirup Buluh: accogli Bulul, bedigir: accoglienza ospiti, begeliga: discorso di ospite anziano, ngalu Petara: procession benvenuto a spiri, ngerandang Jalai: danza che pulisce la via, ngelalau danza bulul: che definisce la via, berayah pupu buah rumah: danza guida spiri, nimang Jalong: Lemambang canta sul vino, muai Rugan: distruzione tabernacolo, bebungkar Ruang: pasto di carne e vino, ngambi Tebalu: fine lutto di vedovi, nganjong buloh: bevuta vino ai garong, berangap: cibo e denaro al padrone casa, nganjong sungkup: totem fatto al cimitero.
lume132-Prima dei libri, l'umanità ha scritto mappe sulla pelle, sulla pietra, sui semi e nelle stelle. Ogni cultura ha creato simboli per orientarsi nell'incertezza e dialogare con ciò che non può essere visto: il Bulul custodisce il granaio e la memoria degli antenati, il tatuaggio racconta la storia del corpo, il riso rinnova il patto tra uomo e terra, i Tarocchi evocano archetipi interiori, l'I Jing il fluire dei mutamenti, mentre le carte dei sogni di Kaplan-Strephon raccolgono l'eredità del mondo onirico di Jung e del popolo Senoi (lume124). Nelle montagne delle Filippine e nelle foreste del Borneo, gli antichi gesti rituali ricordano che la vita contiene passato e futuro. Gli Ifugao affidano il raccolto agli spiriti Anitu, i Dayak ascoltano gli avi attraverso canti, sogni e trance, i Penan difendono la foresta come una casa vivente. Ma queste culture portano anche la memoria delle ferite subite: popoli esposti come spettacolo nelle fiere occidentali, territori sottratti, foreste distrutte. Eppure la memoria trova altre vie per sopravvivere: nella pelle tatuata, nei racconti, nelle danze e nei simboli. La vera mappa non indica soltanto dove andare, ma ricorda da dove veniamo. Ogni simbolo è una lettera lasciata dall'umanità a sé stessa, una bottiglia affidata al mare del tempo. Un sogno, un canto degli antenati, una figura scolpita nel legno o una carta oracolare possono sembrare frammenti perduti, ma talvolta arrivano proprio quando siamo pronti ad ascoltarli. Ciò che sembrava scomparso cambia forma e attende un nuovo incontro: le tracce invisibili continuano a collegare natura, corpo e spirito.
211:sogni31-lume211-FERIRE: quando l'integrità viene indebolita dall'azione aggressiva. Ogni atto volto a ferire è una battaglia per il controllo, cercando di controllare noi stessi veniamo controllati. Essere feriti è ferire: ciò che non vogliamo ci venga fatto, lo facciamo agli altri. Immagini della carta: Avversari si feriscono a vicenda con i loro coltelli: partecipiamo al ferire considerando ciò parte della nostra esistenza; accetta il ferire come un prezzo da pagare per i propri valori, non sei qui per vincere sempre o essere al sicuro, ma a percorrere il cammino della vita con tutti i pericoli che comporta. Il vecchio continua a Salire le scale: il tempo ferisce ciò che nello stesso tempo guarisce; rafforza le tue debolezze e indebolisci i tuoi eccessi. Aggressore violenta la sua vittima: forzare gli altri rende noi stessi vittime, entra in contatto con ciò che ti ferisce nel profondo. Genitore sculaccia il figlio: non il dolore conta, ma le sue conseguenze, affronta gli esiti di ogni tua azione. Un tumore sviluppa nel seno: immergiti in ciò che temi maggiormente. Zanzara punge: evitare le ferite attira il feritore, guarisci le tue ferite invece di evitarle, ma se puoi, prova a prevenirle. Uccelli si combattono: ciò che facciamo agli altri è ciò che essi fanno a noi: fai agli altri ciò che essi fanno a te. Barbanera dice: la morte dei lupi è la salute delle pecore.| I Gebusi vivono in Papua Nuova Guinea, nelle foreste interne di Papua e Irian Jaya. Partecipano al festival Sing Sing, raduno annuale di tre giorni con maschere, danze e piume di uccelli paradiso. Il cibo base è il sago, amido di palma, preparato e consumato durante i rituali. Gli uomini indossano abiti da guerrieri, marciano e compiono gesti rituali come addentare dita degli ospiti. Li e in altre isole de Pacifico, preparano la bevanda Kava da radice pestata, mescolata con acqua e servita in ciotole di cocco. Kava ha funzione sacra: unisce ospiti e ospitanti, elimina antagonismi e mostra guide spirituali: durante la notte, le danze e il consumo di Kava creano eventi sociali e scherzi, inclusi aspetti sessuali. Le donne con i bambini partecipano cantando, accompagnando la festa. Il rito riflette doppie identità: spiriti del cielo, uccelli e animali nella parte superiore del corpo; coccodrilli, rettili e pesci nella parte inferiore. I movimenti dei danzatori incarnano gli spiriti, combinando salti, corse e contrazioni muscolari intense. Le danze hanno funzione di coesione sociale e controllo dell’energia rituale. Bruce Knauft, antropologo, ha documentato canti, miti e usi dei Gebusi. La long house di 23 metri ospita giovani, introducendoli alla vita adulta. Canti aurorali e serali trasmettono memoria, emozioni e legami comunitari. Gli ospiti stranieri sono accolti e integrati nel rituale, ricambiando favori e rispett.# |Sesto in |Indonesia, a |Papua e Irian jaya, visita popoli |GEBUSI, in Papua New Guinea, isola spettacolo, con molti insegnamenti, festival Sing Sing, dentro monti interni: annuale raduno, con spiriti e genti, dura qui tre giorni, con maschere e danze, piume di gazze, e uccelli paradiso, Sesto prende parte, al raduno più antico; mangia amido-Sago, partecipa lor usi, il sago o pane papua, rimane il cibo base, osserva loro danze, nel rito della Kava, partecipa alla festa, del sago inamidato. Uomini al villaggio, che ospita la festa, da guerrier vestiti, marciano alla testa, diffondono la rabbia, rituale apparente, addentano le dita, che 1 ospite protende; scende poi la sera, e uomini entro casa, preparano bevanda, con radice pianta Kava, giorno è passato, batte polverizza, aggiunge acqua al bolo, lento masticare, siedono a cerchio, in comune rituale, ospiti e ospitanti, via ogni antagonismo, preparano bevanda, e fumi foglie palma, per cener ricavare, e addolcire kava. |Kava con le mani, piano vien spremuta, viene aggiunta acqua, messa in infuso, con ciotole di Cocco, agli ospiti servita, dono di antenati, tra uomini di rito: io bevo varie tazze, pure se non voglio, in ciotole di palma, e gusci noce cocco, inizio a vomitare, lor smettono servire, bevono i Gebusi, e io smetto di soffrire; bevanda sacra inizia, mostrare loro guide, spiriti di Uccello, e Coccodrillo di acqua, rifletton nei costumi, le doppie identità, i mondi superior, inferiore van chiamar; danzano eventi, durante kava notte, scherzo e socializzo, cresce con le tazze, le donne con bambini, sono lì a cantare, kava fra Gebusi, è scherzo pur sessuale; alba quando arriva, resta stupor kava, chi fa dormi-veglia, dopo notte brava, risvegliano tutti, compresi visitator, che ricambieranno, in futuro tal favor. Bruce Knauft raccolse, canti dei Gebusi, i canti della kawa, loro miti e usi, come la lunga-casa, di 23 metri Papua, alloggio x ragazzi, che scopron vita adulta. Yibihilu villaggio, nella rainforest, presso Nomad station, Western province, canto in aurora, tristezza al tramonto, lo donan Gebusi, a Bruce antropologo. Papa mama papa, bikpela man kam pinis, madre padre maa! Bruce Sesto torna qui, Mipela kam long pela Gasumi, lo incontriamo, tenkyu tru long mi stap, Bruluso lo amiamo, Brata susu brata susu, bikpela kam pinis, fratello sorella, incontriam Bruce e Sesto, grazie che venite, grazie a star con noi, ancora ci benedite; un danzator rimbalza, su-giù lentamente, indossa cavigliere, tintinna semente, accompagna melopea, i canti di donne, danzatore incarna, memor di azioni svolte: spiriti del cielo, uccelli ed animali, discendono al corpo, a metà superiore, e spiri coccodrilli, rettili pesci, trovi nel costume, della metà inferior; satura tensione, soverchia forza esplode, in mil diverse forme, canto o una corsa, 1 salto o convulso, di muscoli agitati, orgia muscolare, può danza addomesticare. www.anthropology.emory.edu/FACULTY/ANTBK/gebusiResearch/gebusi.html
lume211-Sesto entra nella longhouse dei Gebusi di Papua, e sente che il rito della cava appartiene a tutto il gruppo. Il canto passa da un corpo all'altro, il gesto richiama il gesto, la comunità diventa un unico spazio di attenzione. Nella foresta papuana il sago porta con sé il lavoro della terra e della comunità: dalla palma alla materia che viene preparata e condivisa. Il giovane che attraversa una soglia, non cambia soltanto dentro di sé, cambia il modo in cui il gruppo lo riconosce. Il corpo diventa memoria temporanea di una storia più grande. Il rito contiene l'eccesso, la paura, il desiderio e la trasformazione attraverso gesti ripetuti. Sesto comprende che, una soglia non si attraversa solo con un pensiero, a volte bisogna entrarci con il corpo: il respiro, il ritmo e la presenza degli altri rendono visibile ciò che da soli rimane indistinto. Le danze dei Gebusi attuano il mito dello spirito, che si sdoppia in uccelli e coccodrilli, spiriti del cielo e del sottosuolo, rispecchiati nei costumi e nel corpo danzante, dove canto, scherzo e trance son grammatica collettiva, di un sogno condiviso, nel rito del Sago, farina ingerita, poco o in eccesso, tra vomito e comunione, poiché il corpo sa da sé quan trattenere o espellere, scaricare tensione e ritrovare coesione. Questo lume ti chiede: Quale passaggio della tua vita chiede di essere vissuto e non solo compreso? Il respiro insegna a osservare i ritmi di animali, piante e climi, tra mille variazioni, e collega cielo a corpo e stagione, in unica oscillazione.
234:sogni36-lume234 |TRANSIZIONE: punto tra un luogo e un altro. Il sognante scala la montagna. La maggior parte delle persone desidera stare dove si trova o lanciarsi in successiva impresa senza risolvere ciò che si è lasciato alle spalle. Operiamo una transizione quando poniamo un termine laddove possiamo, prendendo tempo per riflettere su chi siamo ora, e chi possiamo diventare. Ci siamo liberati da ciò che è venuto prima e non ci siamo ancora attaccati a ciò che deve venire. Operare una transizione significa ritrovare se stessi nel presente. Durante la giornata concediti delle pause tra le cose, così potrai abituarti a prendere tempo per i passaggi più importanti della tua vita. IMG8: Uccello giovane è spinto fuori del nido (quando è il momento vai, sia che tu lo voglia o meno: affronta le tue resistenze al cambiamento, manifestandole e abbandonandole). Dea apre le sue braccia alle onde (per viaggiare lasciamo il vecchio per abbracciare il nuovo: sii coraggioso grazie alla disponibilità all'accettazione). Foglie cadono dall'albero (conta ciò che impari da un esperienza, non l'esperienza in sè: dì arrivederci e non lasciare nulla in sospeso). Treno si ferma per un istante (lo scopo stesso ci fa andare avanti: abituati a cessare le tue attività, non solo ad iniziarle). La sabbia corre lungo il collo della Clessidra (il tempo puoi solo spenderlo saggiamente: scegli il modo in cui passare da una cosa all'altra). Amanti si spogliano l'un l'altro per la prima volta (gli inizi ti rivelano solo ciò che sta accadendo in questo momento, non ciò che accadrà: sprigiona nuova energia solo dopo aver esaurito la vecchia). Il sognante attraverso un ponte sull'abisso (l'unico posto dove andare è il luogo dove già ti trovi: limita la tua visione al luogo e al momento contingenti). Luna nuova spunta nella notte (rendi onore all'energia quando si manifesta, non quando è troppo tardi: adegua la tua vita al disegno naturale del Dao, che si manifesta in questo momento e non a un ideale). Ottobre 4, a san Francesco tordi al desco, 15 ottobre |santaTeresa, tordi a distesa| Casuario è uccello della foresta pluviale australiana (Kakadu), simile a piccolo struzzo, multicolore, aborigeni del nord lo chiamano “giardiniere” perché semina foreste. Piumaggio ricco e vistoso, paragonato al pavone indiano di Krishna per estetica e funzione attrattiva, questo mostra la coda lentamente, in un rituale estetico e riproduttivo; comportamenti simili osservati in tacchini, galli del paradiso e uccelli dei Caucaso, che si esaltano con frutti fermentati (es. Schotia brachypetala, albero pappagallo ebbro) provocando lieve ebbrezza. Colomba-rosa (Columba meyeri): Mauritius, stretta relazione con tre piante (Aphloia fandamon, Styllingia fangam, Lantana valerianacee); popolazioni decimate da manguste introdotte dagli inglesi. Pappagallo di Molucche (Eclectus linnei) danza aprendo e chiudendo ali, produce suoni in cadenza, esibisce piumaggio e acrobazie. Uccelli Paradiso (Paradisea, Cicinnurus regius): specchiano il piumaggio ai raggi del sole, mimetismo con fiori del cibo; comportamenti estetici e riproduttivi complessi. Maestri costruttori (Burung-guru, Amblyornis inornata) maschi, costruiscono capanne e giardinetti ornamentali con fuscelli e orchidee, per corteggiare le femmine; alcuni, come Chlamydodera maculata, costruiscono cimiteri e gallerie rituali, decorando con conchiglie e ossa.# Imitan |CASUARIO, uccello giardiniere, aborigeni del nord, in foreste Kakadu, piccolo struzzo, che semina foreste, multicolor livrea, come Pavone indiano, che Krisna teneva. |PAVONE di Krishna, apre coda bellezza, si esalta pian piano, giunge a rapimento, oltre riproduzione, tacchin galli paradise, cantan sfoggiano sfogo, estetiche sfide., come uccello dei Caucaso, che si inebria con bacche, di luppolo liana, così insegna a Osseti, a preparar la birra. Lieve ebbrezza accade, se un frutto fermenta, oppure molto sbronzi, pur diversi giorni, su Schotia brachypetala, nativo di sud Africa, drunken PARROT tree, albero pappagallo ebbro. McKelvey ornitologo, studia |Colomba-rosa, Columba meyeri, di isole Maurizio, che ha intimo rapporto, con tre diverse piante, Aphloia fandamon, Styllingia fangam, famiglia euforbiacee, e Lantana valerianace. Inglesi alle Maurizio, introducono |Mangusta, Colombi decimati, da tale carnivoro, che trova sul terreno, abbondante selvaggina, incapace volar via. |PAPPAGALLO di Molucche, Eclectas linnei, si alza e abbassa danzando, con la sua voce, suono in cadenza, apre ali si molleggia, strambe acrobazie, canzona e pavoneggia; altro sublime, |PARADISEA piumaggio, nomade in alba, al tramonto và sui rami, + alti di foresta, come in adorazione, specchia suo piumaggio, ai raggi del sole, si estasia svolazzando, di ramo in ramo. |CICINNURUS regius, è uccello Paradiso, che ha stesso colore, dei fiori suo cibo, chiamato kuning-besar, lo imitan papuani, accade mimetismo, in uomo e animale. |BURUN-guru, Amblyornis inornata, uccello maestro, che imita ogni verso, o grido di uccelli, variando sue note, in ogni momento, i cacciator confonde: è uccello sapiente, che costruisce case, luoghi di piacere, in varie stagioni, riuniscono + maschi, x femme corteggiare, detto |Tukan kobon, spir da contemplare; bellissime capanne, giardinetti amore, costruisce con fuscelli, poco marcescenti, di 1 orchidea che cresce, sopra rami alti, davan suo nido arreda, cortile antistante, fior frutti funghi, insetti ornamenti, altri costruiscon, gallerie e pergolati, tutti ornati a diletto, con gusti esteti, Chlamydodera maculata, costruisce cimiteri: gallerie di ritrovo, usate molti anni, decora conchiglie, crani e ossa bianche, tali costruzioni, ispiran dormitori, per adolescenti, corteggi ritrovi. libro_pappagallobianco1_marie.m4a
lume234-In un tempo antico, gli uccelli tropicali univano bellezza e destino, mostrando piumaggi e mercanzie, come segni di corteggiamento, salute e potere. Tra essi stava il pappagallo Kusu-koso, voce e ponte tra mondi, custode del passaggio tra i vivi e antenati: nel culto Bwiti e tradizioni bantu, è creatura sacra come la colomba, portatrice di messaggi. Ecco la sua leggenda: dopo il diluvio, quando l'Arca di Noè galleggiava sulle acque, fu mandato il corvo a cercare la terra, ma il corvo non fece ritorno, perdendosi nel ciclo della morte e della rinascita. Allora Noè, inviò il pappagallo, allora ancora grigio come la nebbia. Il pappagallo volò a lungo, esplorando il mondo intero con pazienza, infine tornò con una noce di palma, segno di vita ritrovata. Noè pregò che potesse parlare, e gli fu donata la parola, degli uomini e degli spiriti. Da allora il pappagallo, divenne messaggero tra i mondi, e le sue penne della coda, si tinsero del rosso dei Kombo, sacerdoti del sacro; quelle piume divennero chiavi rituali, nullaosta per i viaggi nell'aldilà. Evanga narra che nel 2010, durante una iniziazione, mancò una sola piuma rossa tra i candidati. Una donna, già immersa nel Legno Sacro, vide un posto di blocco invisibile, le chiedevano un nullaosta; il segno era chiaro: mancava la piuma del pappagallo. Nel cuore della notte, fu necessario cercarla fino al mercato, dove fu acquistata a prezzo moltiplicato, come offerta di riparo. Da allora si ricorda, che nulla del rito può essere trascurato, perché ogni dettaglio, è soglia tra i mondi, un articolo del trattato.