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terabutiRaseno e Shirdi fondano il Terabuti (5) 05-TERABUTI è il lingua alchemico | foto agrobuti | audiolibro | doc_forest-food-it.mp4 | terra200610_crisantemo.mov | film_shirdi-saibaba.mp4 |musica 01_ShirdiSai_01.mp3
abeteRespiro di Abete ed Eucalipto (11) 11-KRAUTEROIL è mlingua latingreco | foto arboreto | audiolibro | flora_abetebianco_selve-casentinesi.mp4 | eucalipto_antivirus-febbre-cefalea.mov | quercia-sughero_antibattere.mp4 |musica 96_Bwiti_Francia_ngombi03.mp3
aborigeniIl canto traccia e conserva il cammino (56) 56-Le songlines aulingua juhoansi | foto eurafrica | audiolibro | popoli_abo-kakadu-uluru.mp4 |  | film_bodhidharma-damo-daruma.mp4 |musica 3-bushfire.mp3
malvabiscoMalva emolliente consola dolcemente (118) 18-Malva e Ibisco lingua latingreco | foto erbefiori | audiolibro | ibisco-siriano-karkade-edulemalva.mov | malva_tisana_completa.mov | altea_benefici.mp4 |musica 86_Maa_He_Maa.mp3
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(): 5 quid censiti


5:lume005-TERABUTI è il luogo dove Terra e respiro si incontrano; non nasce come edificio, ma come gesto: un piede che tocca il suolo, un respiro che si accorda, un corpo che trova il proprio centro tra cielo e terra. La danza di Shirdi divenne una pratica di presenza: radicare i piedi, seguire il respiro, lasciare che il movimento nasca dal centro e si allarghi senza forzare. La pietra fondante rappresenta la memoria del gesto: ciò che viene vissuto nel corpo può diventare luogo, e ciò che diventa luogo può essere condiviso con altri. Raseno riconosce in questo primo Terabuti una forma semplice di Agrobuti: Terra e Cielo, Agro e Buti, materia e soffio, individuo e comunità. Il Terabuti non chiede di fuggire dal mondo, ma di ritrovare nel mondo un punto di quiete. Chi entra può fermarsi, respirare, ascoltare, poi tornare alle proprie faccende con maggiore presenza. La pietra non trattiene il miracolo: ricorda soltanto che ogni cammino può avere un centro. Oracolo del Terabuti: radicati nella Terra, apri il respiro al Cielo e torna al mondo.| La fondazione del Terabuti, intreccia memorie, miti e pratiche. Nel racconto, Raseno e Shirdi danno vita a uno spazio di incontro e cura: luogo di danze, canti e fuoco comunitario, dove ospiti e viandanti ritrovano un senso di appartenenza. La bandiera arancione segnala la presenza di riti e convivialità, mentre i Terabanzi accompagnano le serate con quartine attorno al fuoco. Il canto diventa via di conoscenza, ponte fra culture, occasione di riscatto e di legami solidali. Raseno coltiva la terra, fonda vigneti, frutteti, orti, compone anche poemi che celebrano natura e comunità. Shirdi, il mistico dell'India, richiama tradizioni sufi e aborigene, dialoga con gli spiriti del luogo e ispira visioni. Il tempio si rivela un santuario senza mura, abitato solo dal divino, dove si sperimentano amicizia, silenzio e meditazione. Tago, genius loci, canta nel sottofondo e guida attraverso simboli, miti e cure. La narrazione intreccia memoria personale e collettiva, storie di pellegrini, viaggiatori, guaritori, che nel Terabuti trovano ospitalità. La canzone perpetua, i riti di condivisione, la vita in autosussistenza, segnano la continuità fra passato e presente, aprendo a un cammino di conoscenza, fraternità e rinnovamento spirituale.# Te va gho gandza bobango, moughenda mouma diotse à mayena, nganza thoto gho bwete ama diaka gho (terabuti), mourino ghevedet nièmbo, mbeye itali. IT Esiste un |tempio, molti stranieri possono vederlo, tempio terabuti, danza luce e canti, fiume d'Italia. Sventola arancione, bandiera in giardino, indica che è in atto, un canto del cammino, gli ospiti riuniti, assieme ai terabanzi, inseguono la storia, di 1 o tutti quanti: partecipar la storia, è punto di partenza, crescer progredire, in nuova conoscenza, recuperare gap, che civiltà ha prodotto, raggiungere fratelli, aborigeni del mondo; esempi di culture, rinate fuor cemento, annodano rapporti, gruppi eco-sostegno, in agro-sussistenza, baratti e autonomia, al sabato antenati, reincontran sulla via. Un mondo è finito, qui si apre infinito, Auguri e buon viaggio, anzi buon appetito! una storia una porta, lascia entrare pathos, in forma di un canto, o di Eros e Thanatos. Mentre i terabanzi, cantano quartine, a sera attorno fuoco, varcano confine, rapporto amicizia, ponte fra due mondi, tengono compagni, in veglia o nei sogni, domande a mente fresca, producono risposte. |Tago appare Ananda, nel cuore di Raseno, indica la strada, aborigeno sentiero, ripete inni e canti, spesso senza sosta, scuoton dappertutto, alimentano la forza, ritmo del respiro, sente inspirazione, entra e conversa, esce espirazione, amante con amato, trabocca la canzone: Cultura fu illusione, gioco di umani, svelata e narrata, da piante ed animali, epopea ritmata, la canti in 1 sol sorso, ritmi salmodianti, o in lento discorso; se tu non comprendi, leggi e vai avanti, ora questi canti, chiariscon uno agli altri, Tago è sottofondo, allude miti e gesta, ti cura a mezzo versi, accendi la sua festa. Seba ci racconta, i simposi del Giardino, la storia sufi indiano, venuto assieme a Gandhi, recupera memoria, in valle del Biedano, sosta nelle grotte, Sai Baba di Shirdi, di giorno e di notte, incontra genius loci, Tago e le sue rose, assieme ninfe acqua, nel fiume ascolta note, ritmi musicali, di africane scuole. Il sufi nella selva, medita a lungo, rivede suo villaggio, con gli abitanti che, erigono un tempio, santuario di cura, per anime e terra. Shirdi è religioni, tra ulivi si riposa, poi inizia a cantare, ispira prima strofa, in sottofondo orchestra, grilli vento e rane. |RASENO acquista terra, e smacchia roveti, vigneto ed oliveto, impianta frutteto, annoda quartine, in poema LiberTages, rende ecosistema, luogo di epifanes. Decenni successivi, lui storico locale, compone una ballata, del viaggio liminale, Raseno offriva vino, tisane frutti vari, aroma della Terra, felici i commensali, 1 fuoco scoppiettante, scalda le autostime, fuori è notte e piove, in valle del Biedano, risuona suoi canto, nel tempio ritrovato. Raseno sua canzone, quartine salmodia, sonora immensità, fuor quotidianità, vive come in sogno, perde ogni pudore, Pan di ciel e terra, rivela gran mistero, ai piccoli fratelli, cuori di umiltà, pupilla specchio porta, due mondi esterno interno. Se 1 canto dei Sogni, va simile a spada, trafigge e risuona, la testa e la pancia, al corpo poi accende, sua festa di danza, i demoni caccia, Liber Tage incanta. Cuor detta un cammino, ispirato di vino, il Cielo fa entrar, spegne un confino, idee a dilagar, Raseno in capanna, inizia battaglia, eremita in silenzio, sente presenza, del Sufi antico tempo. Terabuti è zen, mente chiar presente, nulla fare attorno, resto nei silenzi, nessun concetto sorge, vedo la corrente, tutto dentro scorre. Alberi maestri, son forza di animali, forza di polmoni, aiutano gli umani, uomo itinerante, una donna poi lo segue, se segue un ambizione, la civiltà consegue; uomo insofferente, ritorna nella selva, se vive solitario, dao gli si rivela, scrolla come orso, si stira come uccelli, prolunga la vita, e rilascia gli orpelli: quan fuoco se ne và, se ne và nel vento, la polvere dei morti, al vento fa convento, la cenere poi canta, nel soffio si diffonde, canta senza posa, in spirito dovunque, cogli occasione, cammina ascolta pure, segui tuo respiro, dopo un pò si arresta, da qualche parte ferma, presso ombelico, poi riprende e sale, gioia senza fine, Cuor va traboccare, stupore oltre confine. |Canzone perpetua, sforzo incessante, di spirito umano, pure quando dormo, ascolto suo verso, angelo alla porta, nel cuor posizionato, mistica comporta, cuore imperturbato, sente voci dentro, fuge tace e quiesce, anacoreta intento. Fremito dei canti, al fuoco della sera, intona una canzone, penetra ogni cosa, col desiderio amore, inutili parole, cuore riconosci, sostegno primordiale, presente in vigilanza, stabile rimani, ogni mondo è sogno, ieri oggi domani: ognuno sperimenta, secondo date idee, poter della parola, agisce nelle vene, se vado ignorando, il mistero profondo, io recito invano, ogni Veda del mondo; se inganno gli amici, con puro ed impuro, morale arbitraria, io in loto seduto, denudo mio corpo, e vò cranio rasare, sto sol recitando, 1 buffone teatrale. Raseno spir sospinge, Tace ogni parola, resta solo ardore, imita deserto, interno testimone, se tutto fu creato, da un atto di scrittura, nel corpo registrato. |SEBA visse al capanno, del tempio Terabuti, incontri misteriosi, con Tago genius loci, storie di compagni, che vider altri luoghi: il giorno lavorava, la sera li ascoltava, in Agro coltivando, e Beti in cuor suonando, il cerchio dei simposi, varia sera a sera, per ospiti e novizi, che restan dopocena. Tra i dodici del tempio, Emilia insegna orto, gestire rifiuti, in sano rapporto, Giorgio Taras gitano, reca medicina, con Mallendi dal Gabon, e Sesto Nimal da Indocina. |Martin Chiviliu, sciamano messicano, narra attorno al fuoco, sue avventur lontane, soggiorna al Terabuti, sosta e poi riparte, e io trascrivo in arte. Pamela fu mia moglie, mi diede dei figli, migrammo tra regioni, a trovare lavoro, in tempi di crisi, affrontammo i problemi, con Lisa la taoista, gran terapeuta in fieri. Curavo orto-giardino, assieme a Pamela, gestivo miei rifiuti, con Kino Kalahari, come pellegrino, in cerca di risposta, lavoro al giardino, e canto senza posa: aumento vie dei canti, da zero fin seimila, a dodemila in anni, le labbra vanno sole, senza sforzi ormai, da lingua verso cuore, emergono le storie. Esiste un Tempio ai margini di terre antiche, vuoto e di forma incerta, privo di ornamenti, senza muri, senza supplicanti e sacerdoti, ma pieno del Divino, molti possono vederlo. Il tempio Terabuti è nato il secolo scorso, Sai Shirdi si è fermato, vicino al fiume Biedáno, giunto da India, il mistico in Italia, erige una capanna, per ravvivar la danza gioia. La danza produce, una luce misteriosa, riscalda i pellegrini, attratti in questa zona, loro sono testimoni, di Tago fuori solco, che intona primo canto. Un secolo dopo, un gruppo di amici, guidati da Raseno, ritrovano capanna, Raseno professore, uno storico locale, scrive nei versi, questa canzone, restaura il tempio, e accoglie i visitatori. |Yolanda dal Brasile, impegna le sue danze, mentre Romulo guaritore, impegna cure di Ande. Raseno narra storia, del tempio senza tempo, di viaggi in paesi, reali e immaginari, Seba scrive tutto, in poema Libertages, percorre con un filo, le tappe di più avi, kukulkan fondatori, di gruppi e percorsi, gli snodi del tempo, e le civiltà dei ponti: quando muore una città, il nomade riacquista, istinto a camminar. Culture e civiltà, di nomadi e stanziali, gioco cataclisma, di vento o di soffio, mescolan respiri, in Anassimene incontro; se ogni campo ha seme, sogno che sostiene, speranza nel futuro, chiama evoluzione, impero argilla crolla, sopra suo deserto, e Popolo di Pan, ri-afferma suo concerto. |Terabuti è sogno, narrato da quartine, eco in Australia, e toltechi fuor confine, Raseno canta ancora, presso Mar Tirreno, in me abita un Re, che vive nella grotta, chiuso pure un mese, digiuno o poco cibo, senza aver pretese, mi dona il viaggio primo. Luglio mese arrivia, Seba fo campeggio, osserva creature, mentre va passeggio, insetti ed animali, di aria acqua e terra, Piante pien di Sole, e Funghi sottoterra; se gira pellegrino, posto dopo posto, traverso la campagna, gira pure il bosco, tengo pane secco, su spalle una bisacca, libro in camiciotto, Libertage e basta: caccio via angoscia, di vecchia disistima, assalti senza soste, canta con fervore, alimenta divino, fuoco interiore, con danza di bambino, pieno della gioia, rinasce a ogni invito, Tago con la gente, in estasi rapito: loda frate Sole, Luna e Stelle vive, loda Acqua pura, aiuto a mille vite, loda vento e aria, con nuvole e saetta, loda nonno Fuoco, che canta senza fretta. La Via del Terabuti 道, domani vo scoprire, suoi 4 mila metri, terra riesce offrire, se li cammino tutti, farò dieci kilome, podistica salute, ai nervi ed il cuore. Mi sembra la terra, un organismo a sè, autosufficiente, pulsante nel suolo, scambia sue sostanze, con piante ed animali, tesse circostanze, il verde poi letame, nutrono entrambe, piante col bestiame, vedo tra loro, uno scambio digerente. Io con il badile, sollevo sposto terra, Zappa rompe zolle, e sradica il feltro, lubrifico mie lame, le forbici soffrego, con la pietra mola, che regola impiego. Io Seba con Pamela, andavo risvegliando, impulso antico canto, dopo aver sofferto, dubbio e confusione, canto al terabuti, a cena e colazione: magico imprevisto, amore là mi attende, adatto ciò che sono, arpa mi risplende, momenti di conforto, dona e mi consegna, quando inaspettato, Tago viene insegna. Taras |Mantegazza, elenca cibi nervi, fermenti distillati, caffeici e narcoti, gioia ed ebbrezza, riduce a trasmissioni, di interiori moti, o esterne impressioni, questi combinati, ci fan loquaci o muti, ghirlande di parole, nei simposi avuti. Esplori 1 canzone, ti scopri a meditare, pratica ogni giorno, 1 orto si può fare, giri fra ortaggi, cogli tue impressioni, matita le connette, in diverse soluzioni, grammatica dell orto, son consociazioni, unir parole e suoni, come piante-fiori, nel lavoro calmo, accresce coscienza, e quando ti arrabbi, vedi nube elettra, ostacolo diventa, arduo zappar via, ti arrendi cosciente, e annaffi melodia, sopporti zanzare, che pungon ostinate, gratti e rigratti, arrendi al fastidio, trovi |Portulaca, e risolvi conflitto, mastico radice, radice ferma tempo, neuroni mi corregge, messaggio mi protende, in lingue equivalenti, rosso bian caolino, ovunque ricorrente. Eroe dai mille volti, il ragno fa la tela, per procurarsi 1 pasto, guarda + vicino, sento sottil suono, venire dalla bocca, del ragno sulla tela, ogni volta che la tocca, suono va uscire, portato dal vento: il ragno suonava, sua tela cantava, una sua preghiera che, in ritorno reca cibo, pioggia al contadino. Tago poi mi porta, presso 1 tempio Buddha, dove 1 Cane sosta, che cosa sta facendo, guardo meglio e ascolto, il cane che abbaia, basso di frequenza, uno spirito è avanti, abbaia prega il santo. Seba invoca Shirdi, viaggia con coraggio, entro leggende, al cuore del messaggio, a compito concluso, Jesus chiude porta, |Monaca-di-Dresda, tal profezia ricorda: con labbra di cuore, e calda coscienza, vado a cantare, eterna mia essenza, addensa pensieri, e nuvole oscure, le vedo su orto, riflette mia paura, emergere da ego, io canto e rasserena, il mondo riacquista, senso con scopo, emerge il bisogno, di vivere il luogo, torno in capanna, 2 giorni a cantare, senza costrizione. Delizia di gioia, in 5 giorni effetto, sale a non finire, prodotto da esercizio, dopo prima spinta: se voglio movimento, dura senza fine, ungo il meccanismo, dando nuove spinte, fermo sento vuoto, riprendo son felice, se qualcuno incontro, posso bene dire. Igiene di mente, canto tutto il tempo, semplice cuore, gioia e rapimento, Cuore va in calore, ama ancor giocare, passo tutta estate, suonare e recitare. Sento un altro mondo, senza difficoltà, mia piccola capanna, palazzo va sembrar, canto 1 nome sacro, rimuovo imbarazzo, parlano antenati, del Terabuti viaggio: mi sento recitar, pur se viene il freddo, se gelo mi colpisce, canto solo intento, se fame fa insistente, canto e bevo acqua, mi sento allora caldo, amato e confortato. Aborigeno giardino, al cuore riscaldato, raccolgo le verdure, da orto ritrovato, cammino al paese, sopra ponte Drago, canto meraviglie, del canyon del Biedano. |Totem sul sentiero, gli parlo li saluto, mi mostrano mistero, di nascita e morte, caccia e sussistenza, produsse cacciatore, uccide e da la morte, diventa allevatore, entrambe son passaggio, rito di confine, pianta fa lo stesso, muta ogni soffrire. Vibra la Foresta, nel buiti sottofondo, piano mi trasporta, arco di Mongongo, lezione interattiva, una storia di radice, di umana sintonia, rivela gradualmente, talvolta chiede prezzo, e riapre la corrente, ognuno va parlare, aperte son sue porte, a mille mie domande, tutte collegate, al bisogno umano grande, un rito di passaggio, al mondo trasognante. 01_shirdi_terabuti.m4a
lume005-Raseno raggiunse Shirdi presso un antico oliveto, dove Tago aveva indicato loro un luogo aperto verso il cielo. Una grande quercia custodiva il margine del campo e, poco distante, una pietra affiorava dalla terra. Shirdi la osservò a lungo, poi iniziò a danzare lentamente. Non era una danza per gli uomini, ma per ritrovare il respiro: il piede toccava la terra, il corpo seguiva il ritmo, le braccia si aprivano al cielo e tornavano al cuore. Raseno vide allora una luce dorata raccogliersi ai suoi piedi, allargandosi in cerchi sempre più ampi sul terreno. Quando Shirdi si fermò, la pietra portava una traccia luminosa, come se il movimento del piede vi avesse lasciato una memoria. Tago sorrise: Ora avete trovato il centro. Raseno comprese che quella pietra non doveva essere posseduta, ma custodita come luogo d'incontro tra Terra, corpo e respiro. Pastori e contadini, richiamati dal movimento, si avvicinarono in silenzio e posarono le mani sul terreno. Così nacque il primo Terabuti: una casa senza muri, dove il respiro dell'uomo incontra quello della Terra.

11:lume011-KRAUTEROIL è miscela svizzera di 31 olii senza alcol: Eucalipto e ginepro, Finocchio e camomilla, cannella e cardamomo, chiodi garofano e coriandolo, Timo Lavanda e Maggiorana, Limone e bergamotto, Melissa Menta e Pino, Rosmarino e Salvia, Sandalo e Incenso, Elicriso Arancio e Iris, Ribes nero ed achillea, noce moscata e Gelsomino, Artemisia e garofano, abete e betulla, Rosa ed Alloro, basilico e Zenzero. Rinfresca la bocca contro alito cattivo, tre gocce in bicchier d'acqua, per sciacqui gargarismi, purifica ambiente, allontana zanzare e insetti molesti, poche gocce per massaggio su caviglie e polpacci, prima e dopo attività, per dolori articolari e strappi muscolari, suffumigi e pediluvi; poche gocce sulle mani o dopo rasatura. Raseno sale verso la collina e comprende che ogni ascesa richiede stabilità, forza e umiltà. Gli torna alla mente il mito cinese di Pan-Gu, gigante primordiale le cui membra divennero montagne, boschi, fiumi e sorgenti: il paesaggio stesso appare come un corpo trasformato. Sognare la montagna indica un progetto interiore, un traguardo che richiede lavoro, agilità mentale e perseveranza; ma lungo il sentiero possono apparire guardiani e ostacoli, che chiedono fantasia, purezza di cuore e abnegazione. Salire significa avvicinarsi a una verità; scendere può indicare il compimento di un ciclo. Anche una caduta, se accolta, può rivelare la pietra che salva. Barbanera dice: non guardare ogni vento, o non entrerai mai nel mare; scegli il sentiero, radica i piedi e sali.| Abete bianco maestoso e resistente, ha radici profonde e chioma piramidale. Vive in boschi misti di montagna, fornisce legno, cellulosa e resina, ha proprietà balsamiche espettoranti. Diffuso in Europa, nei luoghi francescani. Lagerstroemia albero di San Bartolomeo, ornamentale dall'Asia, immune alle malattie, e tollera inquinamento, è legato al santo, venerato in Italia e Medio Oriente, protettore contro tentazioni e sofferenze, raffigurato con la sua pelle. Eucalipto australiano nutre i koala, cura tosse e bronchiti, ed è antiossidante, suo olio decongestiona, sua tintura repelle zanzare. Tra le piante officinali: Assenzio cura inappetenza, canapa aiuta digestione, acetosa è dissetante, aglio cura asma e dissenteria, saponaria lava i panni a mano, biancospino calma tosse, malva scioglie calcoli, Timo aiuta circolazione, Trigonella per catarri, Euforbia per la pelle, Borragine è sudorifera. Karité albero africano, dona frutti e burro curativo per alimenti, saponi e rimedi per ferite, dolori e parto. Kigelia africana ha frutti a salsiccia, con numerosi usi medicinali (anemia, epilessia, infezioni, micosi, sifilide, malaria), ma anche effetti tossici. Ricinodendro detto Niansa, fornisce semi oleosi, dal profumo di cioccolato, usati in cucina, saponi, vernici e medicin tradizionali, è afrodisiaco e antimalarico. Infine Dodonea africana, cresce tra mangrovie, con usi contro mal di denti, malaria e schistosomiasi.# |ABETE-Bianco maschio, peccia dazza arvu, maestoso slanciato, fusto diritto verde, resiste a -20, al vento ed intemperie, sensibile a gelate, sopra valli tiene, boschi misti faggio, larice abete rosso, rododendro pino mugo, assieme + specie, se cresce isolato, fitti rami da base, se cresce con altri, denuda fusto base. Radici han fittone, ancorato saldamente, foglie 10 anni, ago tondo non pungente, andamento spirale, chioma piramidale, rami a 80 anni, continua a sviluppare; corteccia + sacche, estrae trementina, odor resina buono, fiori a inizi giugno, pigne verso alto, abete Rosso verso basso, settembre lascia semi, rachide sul ramo: ogni pigna 50 semi, dopo 30 anni vita, con ali a volteggiare, e olio massaggi, gemme a primavera, balsamo sfiammante, diuresi antireuma, decotti espettoranti; foglie per occhi, strappi e contusioni, legna e trementina, fornisce cellulosa, maestro delle navi, e nippo antisisma. Abete Bianco più alto, in selva della Verna, in foreste Casentinesi, dove san Francesco si fermò, e stimmate ottenne, altre antiche abetine, diffuse in selve Europa, bavaresi e balcaniche, la vita ancor rinnova. |Albero-SANBARTOLOMEO, del 24 agosto, è Lagerstroemia indica, proviene dal Chitai, Cina Giappone e Indonesia, nei commerci fra canati, di compagnia olandese, ebbe genere nome, da Magnus von Lagerstrom, direttore capo, Compagnia delle Indie, 696-759, amico di Linneo: primi fiori luglio-agosto, gran fioritura duratura, adatta a giardini e strade, difficle spontanea, rustica dovunque, allevata ad alberello, chioma arrotondata, o arbusto a rami aperti, e contorti da terra, immune a malattie, resiste a inquinamento, ama sole e clima mite. Vangelo arabo siriaco, di infanzia di Gesù, una donna via Maria, sdraiò suo bimbo malato, nel letto di Gesù, quel bimbo guarì, trovando nuova pelle, fù Natanaele Bartolmai; autore del vangelo, venne detto |Caifa, parente del Battista, da Cefa pietra sacra, soprannome dato a Pietro, sommo sacerdote, del tempio Gerusalemme, che porta 12 pietre, sul pettorale gemme, in carica a vita, per tutti i giudei, sua parola è verità, Kaiapha aramaico, significa indovino, come nel bwiti, parol di Povi affido. San Bartolomeo discepolo, adorato a Lipari Sannio e Benevento, difende gli umani, da tentazioni Isacco demone, a mezzo cambio pelle, leggenda suo scuoiamento, ordinato dal re dei parti, poi reliquie assai contese, da vescovi e imperatori, di nuovo e vecchio impero, dipinto da Michelangelo, apostolo Bartolomeo, con sua pelle in mano, e frammenti sue reliquie, portano con sè, tutte le comunità, che migran territorio, fuggendo oppressione, loro santo riverito, adorato in Sannio, Lipari e Benevento, Siria e Medioriente. |EUCALIPTO di Australia, amato dai Koala, mangiano sue foglie, a inebriarsi bene, lenisce irritazione, di gola e polmoni, pastiglia x tosse, Eucalipto in sciroppi: decongestiona espettorante, antiossidante, se macerato in vino, repelle zanzare, segui tal ricetta, ingerito va nel sangue, e rilascia odore, sangue anti-zanzare, è immunitario fiore. Assenzio decotto, se hai inappetenza, Canapa semi in zuppa, aiuta la pancia, Acetosa disseta, Aglio cura asma, Saponaria schiuma, gli abiti lava; fiori Biancospino, calmano tosse, Agliaria cuoriforme, teneri germogli, x funghi insalate. Melograno succo acerbo, pare febbrifugo, melograno e aglio, dissenteria intestina, foglie Malva per emboli, e calcoli renali, Timo cura circolazio, the semi Trigonella, espettora catarri; Euphorbia lattice tratta, infezioni pelle, Borrago infuso suda, e calma le bronchiti. Albero |KARITE', Vitellaria paradoxa, da Africa proviene, ha virtù di cura, fiorisce stagion secca, olio x unzioni, burro Galam cuoce cibi, produce saponi. Karitè frutti, colti e macerati, alleviano dolore, sfiammano narici, ferite e contusioni, foglie bagni vapore, aiutano il parto, forti mal di testa, alleviano tanto. |KIGELIA africana, cresce lungo fiumi, selve e savane, in Africa pluviale, nei primi anni vita, sensibile al freddo, impollinan pipistrelli, fiori nottetempo; frutti a forma salsiccia, pianta 6 mesi, polpa purgante, causa pustole in bocca, semi abbrustoliti, sono cibo emergenza, coltivato dai locali, contro debolezza: anemia falciforme, rachitismo epilessia, disordini a respiro, cardiaci ed epatici, poi corteccia macerata, cura pure pelle, disinfetta da microbi, e micosi esterne; radice-frutti lassativi, verme solitar, decotto foglie forza, afrodite genital, abortivo antidiarrea, calma convulsion, antidoti a serpi, ingerita o messa fuor: corteccia frantumata, macerata vino palma, tratta la sifilide, malattie vescica e reni, foglie e frutti usa, su pustole e ferite, allevia crampi ed emicranie, e i reumatismi. NIANSA oleoso, albero Ricinodendro, fascia tropicale, di Africa west, ama luce savane, Munguella in Angola, |Essessang Bofeko Wama, esporta in Europa: cresce tronco dritto, rapido ha carbon, dopo cash crop, aiuta rinascer foresta, coron ampia gran radici, corteccia liscia, grigia fuori rossa dentro, aprile fiorisca, frutto e semi rossi-neri, odora cioccolato, amaro retrogusto, in agosto odor di mele, nutriente nocciolo, sfruttato come aroma, in zuppe e stufati, margarina addensatora; olio semi come arachide, tiene tocoferolo, lentamente fa rancido, come olio oliva, semi cotti a vapore, sbriciola essiccati, pestati in mortaio, esportati come pani; suo estratto corteccia, contiene lupeolo, come antidoto al veleno, usan local nganga, x tosse febbre gialla, afrodisiaco sfiamma, cur mal di stomaco, e aiuta anti malaria; lettiera di radici, colonizza micorrize, ricchi di potassio, nocciol semi incenerite, x vernici o saponi, olio è azoto fertile, semi secchi sonagli, |SOKE afragle gabonensis. |DODONEA africana, pianta viscosa hopbush, sapor luppolo amaro, cresce tra mangrovie, succo foglie calma denti, infuso semi su malaria, impedisce schistosomiasi, malattia da lumache. 
lume011-Raseno attraversa un bosco di Abeti ed Eucalipti, un ecosistema verticale tra Terra e Cielo, dove il verde degli alberi incontra il blu dell'aria e il giallo dei funghi. Si siede sotto un Eucalipto e respira lentamente: l'albero della febbre, giunto dalla Tasmania e dall'Australia meridionale, ricorda come la natura possa trasformare un ambiente e aprire nuove vie alla vita. Le foglie aromatiche, raccolte mature e lasciate essiccare al buio, appartengono alla tradizione delle fumigazioni per il respiro. Intorno a lui l'Abete sale diritto, radicato nella terra e rivolto al cielo: il bosco diventa così una colonna vivente, in cui respiro e ascesa coincidono. L'insegnamento dell'albero non è dominare la montagna, ma imparare a salire senza perdere le radici. Oracolo: respira, radicati e procedi; ciò che sale davvero non dimentica da dove proviene.

56:lume056-Le songlines australiane sono sistemi culturali nei quali canto, territorio, memoria e identità sono profondamente intrecciati. Nelle tradizioni di diversi popoli Aboriginal, i racconti del Dreaming custodiscono relazioni con luoghi, antenati, esseri e percorsi: il territorio non è solo uno spazio da attraversare, ma una memoria vivente da conoscere e rispettare. Il canto può diventare così una mappa che non si legge soltanto con gli occhi: una sequenza di nomi, immagini, ritmi e luoghi permette di ricordare un percorso e di trasmetterlo. Il cammino non appartiene solo a chi lo percorre, ma è ricevuto dagli antenati e restituito a chi verrà dopo. Il sufi Hakim Bey trasferisce questa idea al nomadismo, liberando dall'idea che ogni territorio debba essere posseduto, amministrato e trasformato in merce. Le sue TAZ, le Zone Temporaneamente Autonome, immaginano spazi effimeri nei quali le persone possono sperimentare altre forme di relazione, gioco e creazione. Ma il nomade non è colui che non appartiene a nulla: può essere colui che impara ad appartenere attraverso il cammino. Il canto conserva così una doppia memoria: ricorda da dove veniamo e insegna come continuare a camminare. Il tempo ben speso non è quello che produce di più, ma quello nel quale impariamo a riconoscere il sentiero.| Arunta d'Australia usano piume e danze totemiche per rievocare gli antenati del Tempo del Sogno (Jukurpa). Il Serpente Arcobaleno, risvegliandosi, crea fiumi, laghi, montagne e fertilità sulla terra. Dal suo passaggio nascono animali, uccelli variopinti e suoni che riempiono il mondo. I canti d’amore hanno valore sacro e imitano i rituali di corteggio degli uccelli. Donne e uomini celebrano miti, dipingono i corpi e mimano movimenti rituali. Simboli come le piume di emù e il canto confermano legami di clan e fecondità. Il Cjuringa, oggetto sacro, conserva itinerari e memorie incise su legno e pietra. Il suo suono richiama spiriti, pioggia e poteri creativi, come il didgeridoo. Perdere un Cjuringa significa perdere il cammino e la memoria del clan. Le vie di canti custodiscono le orme degli antenati, creando paesaggi e realtà. Le mappe di canto guidano i percorsi durante il walkabout e gli scambi tra tribù. Ogni aborigeno eredita un Sogno fondatore, legato al suo clan e al territorio. Il canto e la pittura mantengono vivo il legame con la terra e la sua energia. L’equilibrio si fonda sul restituire ciò che si prende da natura e spiriti. Clan, totem e riti consolidano parentele e legami con la biodiversità. Il nomadismo umano è l’eredità di questo mondo cantato e sognato.# |ARUNTA di Australia, han copricapo piume, accrescono gli Emù, imitando loro danze, se un clan Canguro, erige grande palo, in piume decorato, imita simulacro: tribu del Canguro, nasce dal suo totem, recita antenati, del tempo Jukurpa, loro imitano i balzi, del mitico canguro, le corrobori danze, alimentano il futuro. Terra parve piatta, ai tempi di inizio, Serpente Arcobaleno, dormiva in orifizio, al centro della terra, fu per lungo tempo, risveglia e sale su, quan matura intento; rompe la crosta, inizia a viaggiare, attraversa la Terra, vuota e senza luce, potente ha magia, e causa forte pioggia, solco del suo corpo, nei fiumi si foggia; così snodò + fiumi, laghi e cascate, viaggia e lascia latte, di mammelle calde, la Terra fertilizza, in selve rigogliose, crea deserti e valli, e le caten montuose; tornando nella terra, animali risvegliò, marsupiali e insetti, rettili ed uccelli, riempie ciel di suoni, e pappagal dipinti, uccelli danzatori, e i grandi Moa estinti. Canti amore dei Djarada, han magica valenza, |imitan-corteggio, di uccelli discendenza, nei canti liminali, aborigen-melanesiani, erotismo è religione, di clan australiani: quan donne aborigene, siedono assieme, cantano miti e fatti, uomo pure viene, dal Tempo del Sogno, fan recita e danza, dipingono i corpi, con ocra e costanza: indossan ornamenti, di semi del deserto, mimano serpenti, che fanno il moto lento, con natiche ondeggianti, e tutte seminude, mentre ergon palafitte, su tutta la palude. Lui le invia bel mazzo, di |penne-di-Emù, che mosse dal vento, invita fin nel bush, suo pube sotto gonna, di peli ricoperto, l'ho messa incinta io, felice e redento! 1 spirito del bimbo, entrato dentro Lei, al clan del Barramundi, cantan son fieri, mettono ripari, fan ombra a donne viso, stanno sempre là, col pene subinciso; possedere 1 canto, 1 pezzo della mappa, fa loro viaggiare, sulle vie di akasha, maschere rituali, di Esseri ancestrali, cantano le orme, nativi austronesiani. |Jukurpa terra-sogno, dicon australiani, attende risveglio, a mezzo di rituali, uomo moderno, può fare corrobori, a ritrovare pace, di avi anteriori; creare risvegliare, mai smettono cantare, la terra cesserebbe, vivere è sognare, antenato Cjuringa, se traccia itinerari, incide in legno pietra, luoghi termitai: il rombo di legno, scolpito e dipinto, narra la storia, nascosta in cjuringa, attaccato alla corda, or vibra roteando, richiama la Termite, che scava il didgeridoo. Piste senza canto, non vengon a realtà, ronza termitaio, |Cjuringa a richiamar, anche didgerido, prodotto da termiti, fa vibrare corpo, con fremiti antichi: il mito di |Apone, mangiato da titani, dopo aver dipinto, di bianco viso e mani, ruotano il cjuringa, insistente ronzio, richiaman totem pioggia, rito creativo; perdere Cjuringa, oblia via di ritorno, tutti sulla Terra, possiedon pezzo mondo, conoscer ricordare, 1 pezzo del sentiero, permette camminare, al nomade guerriero. |Australia-vie-di-canti, orme di antenati, nascosti in superfici: se nel Tempo del Sogno, le creature totem, girano Australia, intonando cantilene, così quei nomi fanno, esistere le cose, valli con montagne, fiumi stelle e rose: mappe di tal canti, ad uomini van dare, segnano i cammini, e piste da tracciare, aborigeno scambia, mappe in |walkabout, allarga suo folklore, con altre tribù; ognuno tiene 1 Sogno, suo mito fondatore, ovvero primo avo, che lo cantò in ardore: la Terra prima esiste, ideata nella mente, se canti ricorrente, viene ad esistente, se meno prenderemo, meno restituiremo, per cibo o corrobori, pitture rifaremo; ogni aborigeno, figlio a un territorio, totemico suo clan, di nascita o adozione, caccia con raccolta, spontanea vegetazio, legame parentela, cresce in tale spazio: canti danze-riti, risveglian |Mana-fuoco, richiamano presenza, geni di quel luogo, se nel mondo vita, vi è biodiversità, di umano |nomadismo, noi siamo eredità. libro_zonetemporan_kalisufi.m4a
lume056-Arunta d'Australia, fanno |cerchi nel deserto, tessitura del destino, come Africa e Sudamerica, riti Candomblé e Numtchai, sono trance e possessioni, per guarire o alleviar mali, con corpi scossi e incorporati. Fiabe narran stessa prova, muta al morso di un insetto, un serpente o un Grande Spirito, che costringe a crisi e grazia, Arunta usano piume e totem, a rievocare gli antenati, del Jukurpa o Tempo Sogno. Serpente Arcobaleno risvegliato, crea fiumi laghi e montagne, fertilità sulla terra, da sue orme nascono animali, uccelli e suoni variopinti, i canti d’amore degli umani, che vanno presto ad imitare, i ritual corteggi degli uccelli. Donne e uomini nei riti, dipingono i corpi per mimare, piume di emù legami al clan, mentre il Cjuringa è loro mappa, oggetto sacro di itinerari, memorie incise su legno e pietra: il suono cjurunga richiama spiriti, pioggia e poteri creativi, perderne uno è perder cammino, nella memoria di quel clan. Le vie di canti custodiscono, le orme degli antenati, creando luoghi e realtà, mappe sonore durante le marce, walkabout e scambi tribù; ogni aborigeno eredita, un Sogno legato al suo clan, che sposa poi il suo territorio, nella pittura caccia e raccolta, sente l'impulso a restituire, ciò che lui prende da natura, come da spiriti o dal clan, totem e riti Corrobori, legan parenti a biodiversità. Il nomade umano è questo mondo, dove son vivi folletti e fate, |Apone ronza come un ciuringa, richiaman pioggia come rospi e rane, rito creativo possiede un pezzo, di mondo vivo da frequentare, che è solo un pezzo del sentiero, che permette di camminare. Nel Tempo del Sogno, creature girano Australia, intonando cantilene, pronuncian nomi di ogni cosa, così le portano a esistenza, valli montagne fiumi e stelle, mappe di canti sono i cammini, lungo le piste da ri-tracciare, con altri canti da scambiare. Arunta oracolare: Tuo sogno o mito fondatore, è primo avo che lo cantò, la Terra esiste nella tua mente, ma se la canti ricorrente, viene ad esistente a realtà, ciò è legge e danza primordial, tessi senza fretta, pur tra ostacoli passaggio, verso equilibrio e nuova vita. Il |tempo-ben-speso è un gran guadagno.

118:lume118-Malva e Ibisco subtropicale, tra cui Hibiscus sabdariffa e altre specie coltivate, sono piante ornamentali e alimentari diffuse in molte regioni del mondo. L'ibisco è anche associato a rituali e offerte in diverse culture. La Malva è buona cotta in minestre con cipolla, carota e patate, oppure utilizzata in ripieni e creme; foglie e fiori estivi possono essere consumati crudi in insalata. È tradizionalmente considerata emolliente e digestiva e viene associata a Portulaca e Plantago. Gli infusi di foglie e fiori sono tradizionalmente utilizzati per lenire tosse e raffreddore, irritazioni della bocca e della gola. Malva e Salvia possono accompagnare l'igiene della bocca e delle gengive. L'Ibisco offre fiori dal sapore vivace, utilizzati per infusi e bevande. Ne esistono numerose varietà nel mondo e alcune preparazioni sono note per il loro contenuto di composti antiossidanti. Hibiscus sabdariffa è il Karkadè, bevanda diffusa anche in Eritrea e in altre regioni africane: dissetante, dal gusto acidulo e rinfrescante, accompagna la digestione e il piacere della convivialità.| Malva, Altea e Ibisco, riassunto. Malva (silvestre, neglecta, rotundifolia) cresce in prati e abitati, prostrata o in vaso; foglie essiccate all’ombra. Fiorisce maggio-agosto con 5 petali rosa e strisce rosse; semi a giugno, semina in primavera su terreno lavorato. Brodo con Tarassaco, Ortica, Pulmonaria, cipolla e pollo: emolliente, digestiva, sfiamma pelle, allevia denti doloranti, igiene orale; foglie su punture e scottature. Altea ha foglie vellute e fiori rosa simili a Malva; mucillagi fluidificano catarro, calmano tosse e trachea, dilatano bronchi e uretere, semi polverizzati rompono pietre renali. Radici secche rinfrescano e aiutano la crescita dei denti nei bimbi; infusi dei fiori calmanti. Pianta associata a Ganesha e Kali. Ibisco (esculento, rosa-sinensis) sub-tropicale, frutti simili a okra, fiore nazionale Hawaii; simbolo bellezza fugace, dura un giorno. In India offerto a Ganesha, in Turchia a Solimano; specie resistenti freddo e siccità, coltivabile in vaso, siepi o alberelli, richiede rinvasi ogni 2 anni, esposizione graduale al sole. Ibisco cannabinus usato per fibre, gonnellini nelle isole Salomone.# |MALVA silvestre, neglecta e rotundifolia, pianta bienne in prati, ama gli abitati, le prime 2 confuse, 1 lobi pronunciati, seconda tondi fusi, fusto alza prostrati, cresce pure in vaso, essicca foglie ombra, in vetro serbata. Fiorisce maggio-agosto, 5 petali rosa, con 3 strisce rosse, semi a giugno dona, serba fresco asciutto, semina primavera, su suolo lavorato, sfalcio ben aiuta; da primavera autunno, Malva e Tarassaco brodo, ortica e Pulmonaria, bollire in 2 litri, cipolla e pollo acqua, aggiungo sminuzzati, basili e finocchiella, alfin uovo camicia, con Chenopodia lessa. Malvarosa cibo, emolliente e digestiva, sfiamma pure pelle, urinari e digerente, mastica radice, allevia mal di denti, igiene cavo orale, pure per i bimbi, foglie su punture, di vespe o scottature. |ALTEA foglie vellute, fiori rosa Malva, althaino io guarisco, mucillagi in acqua, fluidifica catarro, calma tosse grassa, dilata coronarie, bronchi e le uretere, polver semi in vino, rompe pietre rene; radici sbuccia secca, Amni visnaga indi, rinfrescano calmando, masticano i bimbi, x crescita di denti, giocattoli di Altea, infuso dei fiori, calma gola e trachea. Altea come fiore Ibisco, offrilo a Ganesha, e Kali con ardore. |IBISCO esculento, sub-tropicale buon cibo, colto frutto immaturo, par okra inscatolato, ibisco rosa-sinensis, originario di Hawaii, fiore nazionale, di Hawaii case reali: donato in ghirlande, ai turisti benvenuti, lo portano hawaiane, tra i capelli lunghi, dietro orecchio sinistro, dice stato single, dietro al destro dice, son impegnata dunque; fiore dura 1 giorno, simbolo bellezza, fugace tien colore. Solimano il magnifico, riceve Ibisco biancorosa, a corte di Istanbul, da ambasciator fiammingo, in India è per Ganesha, bianco sia lealtà, rosso sia pazienza, fiore nazionale, in Malesia e sud Corea; amato in Australia, Aotearoa e Centroamerica, dove specie cinesi, incrociano hawaiane, Siriaca + rustica, luglio-ottobre infiorate, siriaco ben sopporta, freddo e poca siccità, dopo fase attecchimento, ricchi fior darà: a evitargli stress, trapianta fuor fiorita, allargasi a cespuglio, a terra balcon vaso, rinvasi ogni 2 anni, potature fin stagione. Hibiscus famiglia, x siepe città, alberelli coltivate, resiste inquinamenti, e climi impluvi, ha fiori imbutiformi, semplici o plurimi, annuali o perenni, tropicali temon freddi, cosi cresci in vaso, esposto a clima mite: abitualo graduale, prima sotto ombra, poi al sole aperto. Ibisco cannabinus, coltivano x fibre, su isole Salomone, usate in gonnellini. quid_ibisco-fioredule-malvace.m4a
lume118-Emilia racconta che, quando comparvero i primi dolori del mondo, la Terra pianse rugiada sulle erbe dei prati. Da quelle lacrime nacque la piccola Malva, dalle foglie morbide e dai fiori rosa, attraversati da sottili vene rosse, memoria delle ferite che ogni creatura porta nel cuore. Il Sole le chiese perché non cercasse il profumo delle rose né lo splendore dei gigli. La Malva rispose: il mio dono non è stupire, ma lenire. Da allora cresce lungo sentieri e case, dove uomini e animali possono trovarla senza fatica. Le sue foglie addolciscono il respiro e la gola, calmano la pelle e lo stomaco, confortano denti e gengive, mentre l'Altea, sua sorella vellutata, custodisce nelle radici una forza che accompagna la guarigione. L'Ibisco, loro cugino dai grandi fiori, insegna invece che la bellezza può durare un solo giorno e proprio per questo va donata senza risparmio; in infuso ci dona il Karkadè. I nostri avi dicevano che la Malva non guarisce soltanto il corpo: insegna la dolcezza, come un cuore mite che accoglie il dolore senza trattenerlo, trasforma l'amarezza in quiete. Chi incontra la Malva ricorda che la forza più profonda non sempre cresce spinosa o maestosa, talvolta fiorisce umile ai bordi del sentiero, pronta a curare chi si ferma ad ascoltare.

189:ijing34.䷡-lume189-La Voce crea nominando. Il Guerriero traccia i confini del mondo; il Cantore traccia i significati del mondo; il Lavoratore traccia le forme della terra; l'Ascendente riconduce ogni cosa alla luce. Molte tradizioni hanno riconosciuto che la parola contribuisce a generare il mondo; nelle Vie del Canto degli Aborigeni australiani, il paesaggio continua a vivere perché viene percorso e cantato; il canto custodisce i sentieri e rinnova la memoria della terra. Nella cosmologia dei 360 Lumi, la Seconda Forza è la Voce: non crea imponendo, ma nominando. Il cantore non traccia confini come il Guerriero, né costruisce forme come il Lavoratore; traccia i significati del mondo. L'esagramma 34 dell'I Ching, 'La Potenza del Grande', ricorda che la vera forza non coincide con l'impeto. Il tuono agisce con vigore, ma segue il cielo. La potenza diventa feconda quando rimane accordata all'ordine delle cose. Anche la parola trova efficacia non nell'imposizione, ma nella fedeltà al proprio tempo e alla propria natura. |Centocchio e |Correggiola incarnano questa stessa qualità, crescono rasoterra, occupano gli interstizi, si adattano ai mutamenti e ritornano stagione dopo stagione; considerate spesso erbe comuni o infestanti, nutrono uccelli, animali e persone, mostrando che ciò che appare umile può sostenere la vita. La loro presenza discreta ricorda che anche il significato, come una pianta spontanea, spesso nasce dove nessuno aveva pensato di cercarlo. Come intendi usare il tuo potere? Barbanera dice: Chi paga il suo |debito non diminuisce il suo avere.| Beccagallina o Centocchio (stellaria media) è pianta annuale spontanea, comune in Italia e diffusa in tutto il mondo. Cresce bassa e forma un tappeto, con piccoli fiori bianchi a forma di stella. Viene molto apprezzata dagli uccelli, che si nutrono di foglie e semi. In cucina, è utilizzata nelle zuppe e minestre, o crude in insalata, particolarmente in Liguria, Lazio e Toscana. Ha proprietà diuretiche, calmanti per le vie respiratorie e toniche. Sebastiano Kneipp la raccomandava cotta per la sua ricchezza di silicio e potassio. È anche vulneraria, utile per emorragie ed emorroidi. Corregiola (polygonum aviculare) o lingua di passera, è pianta strisciante che si adatta a diversi ambienti; usata in infusi e in cucina, ha virtù diuretiche, emostatiche, e vermifughe, ed è utile per trattare la tubercolosi polmonare e la sete nei diabetici. Riduce la pressione sanguigna e aiuta a regolare il battito cardiaco. Le foglie sono ricche di tannini, tiamina e acido ossalico. Polygonum cuspidatum, nato in Oriente, contiene resveratrolo, un composto antiossidante che sfiamma il corpo, prolunga la vita e contrasta l'invecchiamento cellulare.# |BECCAGALLINA-Centocchio, erba oselina, è |Stellaria media, parente anagallis, detta pavarazza, annuale spontanea, diffusa nel mondo, e comune in Italia, infestante tappeto, resta + bassa, fior piccole stelline, sebbene in coltivi, è molto appetita, da tutti volatili, specie semi e foglie, centocchio deriva, dai nodi suoi fusti, molli e raggruppati, in cerca di luci: si drizza si avvolge, ricade su piante, o prostra su suolo, se manca 1 supporto, Stellaria foglie opposte, più picciolate, fiori stelle bianche, a foglie ascellate; su sommità fusto, chiudono la sera, e durante la pioggia, vitalità conserva, partorisce fin 5, generazioni anno, cosi offre succo, fresco tutto anno; in cucina Liguria, Lazio e Toscana, zuppe minestre, crude in insalata, con olio o bollite, da ottobre-febbraio, taglio alla radice; e Sebastiano Kneipp, consuma cotta fresca, stellaria insalata, vanta in Bavaria, silicio e potassio, diuretici sali, calma irritazioni, vie respiratorie, vulneraria a emorragie, e di emorroidi, galattofuga è, antianemica e tonica. Erba |CORREGIOLA, Polygonum aviculare, lingua di passera, 1 pianta arbustiva, strisciante poligona, polimorfa tanta, foglie e lunghezza, internodi guarda: gracili piante, internodi + lunghi, sono + slanciate, delle cespugliose, che hanno internodi, + ravvicinati, pertanto si adatta, clima ambientali; riprende sue forme, se tornan normali, secon pedoclima, in ambienti litorali, ha foglie + grassette, regge disidrazio, aumen diversità, incrocio impollinazio; uccelli e animali, ricercano pianta, mellifera invade, orizzontali orti, suo albume farinoso, usato in infusi, foglie con semi, in cucina si mangia, ha tannini e tiamina, aci ossalico scansa; erba emostatica, usata contro emottisi, tubercolosi polmonare, colta quan fiora, diminuisce sete, nei diabetici poi, restringe vasi sangue, aumenta pressione, regola frequenza, di battito cuore; diuretica emetica, vermifuga vulnerar, espettora bronchi, dona suoi colori, da foglie color blu, giallo da stoloni. |POLIGONO cuspidatum, vien da estremo oriente, pianta che sfiamma, prolunga la vità, col suo resveratrolo, simile al diguno, che toglie ossidazione, dottor Bianchi onore. |Oratores sono coloro che pregano/parlano, chi dà forma simbolica, spirituale o narrativa alla realtà: i narratori, i filosofi o custodi del verbo, il clero e gli intellettuali, gli insegnanti, i registi, artisti, scrittori, comunicatori, giornalisti.. nei miti (Vie del Canto) o Songlines aborigene, gli antenati cantano il mondo in esistenza, il paesaggio esiste perché viene cantato, la parola non descrive, ma produce: la voce crea, la parola dà forma, nominando le cose le portano in esistenza. Orāre, parlare solennemente, pregare, oranti collettivamente chiamati clero. L'etimo simbolico/ mitico viene da Horus, divinità egizia che crea narrando, pronuncia parole e discorsi che delimitano un rituale: Horus prescrive, ordina, parla autorevolmente, enuncia definisce e stabilisce, da lui nasce la preghiera, un parlare rituale che mette ordine. Horus è il Dio della regalità, dell'oro che ha luce, valore e purezza, così orare imita l'atto creativo del Dio che crea ordine a mezzo del Logos (verbum), in epoca cristiana è associato al Xristos. MITOS è percezione della natura pura, un modo di sentire il mondo, livello in cui le parole sono forze vive, diventa ETIMOS quando le forze, in atto o potenza, diventano forme linguistiche, infine diventa LOGOS quando le forme diventano concetti astratti (bellum-guerrapolitica, oratio-discorso_convincente, labor-lavoro economico, an-mito_spento). L'impero traspose quattro miti/archè originari (BELL OR LAB AN), in tre ordini sociali: chi combatte (forza), chi prega/guida (parola), chi lavora (materia) e infine chi trasmigra (en-stasi). I bellatores creano confini geopolitici; gli oratores creano confini simbolici, narrazioni e cultura; i laboratores creano architetture e infrastrutture materiali come edifici, ponti, strade; infine gli anscensores, migrano in altro contesto. Aristotele dice che il mito è potenza e atto, e il pensiero razionale può nascere dentro il mito, non contro di esso: capire il mondo serve a liberare l'anima e raggiungere la verità profonda.  flora_stellar-beccagallina_pardin.mp3
lume189-Il Centocchio compare dove quasi nessuno guarda. Cresce basso, vicino alla terra, riempie gli spazi dimenticati e, senza fare rumore, ricopre il suolo di piccole stelle bianche. Gli uccelli lo trovano prima degli uomini: per loro è nutrimento, per il paesaggio è una promessa. La Correggiola non cerca di vincere il terreno; lo segue, se il suolo cambia, cambia con lui; se trova un passaggio, lo percorre. La sua forza non consiste nel resistere a tutto, ma nel conservare la propria direzione adattando la forma. Così agiscono anche certe parole: non conquistano nè hanno bisogno di alzare la voce; compaiono nel momento giusto, trovano una fessura nell'esperienza e, quasi senza accorgersene, cambiano il paesaggio interiore. Come il Centocchio rende fertile un terreno nudo e la Correggiola disegna il cammino seguendo la terra, alcune parole trasformano ciò che incontrano senza imporsi. Ci sono parole che dividono, ci sono parole che costruiscono, e ci sono parole che fanno esistere ciò che, fino a un istante prima, non aveva ancora trovato un nome. Forse questo Lume appare quando sei chiamato ad ascoltare il peso delle parole che pronunci, ma anche di quelle che scegli di non pronunciare, non perché ogni parola debba convincere, ma perché alcune, semplicemente esistendo, aprono uno spazio in cui qualcosa può nascere. L'oracolo del lume domanda: Quale parola sta cercando di germogliare nella tua vita? Dove stai cercando di convincere, quando forse basterebbe esserci o dare un nome? Quale piccolo gesto silenzioso sta già cambiando il paesaggio senza che tu te ne accorga?



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