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(): 2 quid censiti
cedrina Erba Luisa di Mapuche e Atacami (239) 41-lume239 MUOVERE lingua quechuamami | foto cibospezie | audiolibro | flora_lippia_erbaluisa.mp4 | storia_mito_mapuche.mp4 | cedrina_sorbetto-con-pesche.mp4 |musica 46_Amor_com_Amor.mp3
ebbiosambu Ebbio e Sambuco: amaro e profumo (293) 47.䷮-lume293-La lingua italico | foto erbefiori | audiolibro | ebbio_sambuco_usi-differenze.mov | fitolacca_usi_drbianchi.mov | ebbio-e-sambuco_patrizia.mp4 |musica daime-cantei-na-barra.mp3
239:sogni41-lume239 MUOVERE:nel sogno il sognante vola. La vita si muove, smettere di |muoversi significa cessare di essere; una nobile bellezza risiede in un corpo immobile, tuttavia ci sembra di vedere l'amata respirare, aspettando segni di vita. Avverti in tutto il tuo corpo e nella tua psiche l'estasi procurata dal num che ti sospinge in avanti. Procedi a giusta andatura e la vita sarà completa. Rimani immobile e le cose ti scuoteranno. Avana troppo velocemente e smarrirai la strada andando di fretta da nessuna parte. Muoversi è permettere alla forza vitale di condurti dove sei destinato ad andare. Tuo compito è abituarti a considerare te stesso più viriditas che sostanza, nei vari aspetti della tua vita. IMG8: Alberi si piegano alla forza della Burrasca (muoviamoci nella direzione del num, o potremmo spezzarci: opponi meno resistenza e sii più flessibile). Automobile veloce precipita dal dirupo verso suo funesto destino (identificarsi con l'energia per desiderio di energia crea base instabile: liberati, adottando sistemi più sicuri della velocità). Il gorgo riporta l'acqua su se stessa (procedere in cerchi può creare un vortice che ti risucchia, rallenta abbastanza da iniziare a districare il groviglio della tua vita). Ballerini, i corpo si muovono liberi in ogni direzione (balliamo per liberarci da noi stessi, lasciati andare ed esprimiti in nuovi modi). Zaino posato a terra è pronto per essere portato (rinnovamento significa andare in un luogo diverso: spendi energia per guadagnare energia). Corridore corre come abitudine quotidiana (fai cose nuove, ti contrapponi alla morte scegliendo di esprimere num ad ogni occasione). Aquilone trasportato dal vento (più leggero sei meglio ti muoverai, sii più semplice nell'atteggiamento e nella relazione). Orologio ha infinite lancette (sii libero di accogliere il prossimo cambiamento che avverrà nella tua vita poichè, ciò che sembra definito occupa solo un attimo nel tempo). |Cedrina luigia. Al 5 di Aprile il |cucù deve venire| |LIPPIA-citriodora, odorosa |Limoncina, arbusto di Atacami, e |Mapuche del Cile, primavera taglio steli, per odori duraturi, essicco nell'ombra, per anni profumi. Foglia antinevralgi, insaporisce aceto, macedonie conserve, senza far eccesso, emblema di Araucani, indomita resistenza, secolar testa a testa, federazion cilena. La Cedrina, dal sapore di limone, è una pianta che, per guarire e rivelare il suo sapere, esige di essere toccata, sminuzzata e ascoltata nei suoi canali invisibili: essa rivela che la risposta non è nell'evidenza della vista, ma nel profumo della resa. La Cedrina è protagonista del bellissimo mito di donna Luisa e e l'orecchio d'oro, o lungiudente, del re degli Araucani.
lume239-Luisa e l'orecchio del re. Nelle valli andine, dove la terra tocca il cielo, viveva un popolo che conosceva il mondo solo attraverso la Vista. Il loro re era un guerriero dallo sguardo d'aquila: controllava i confini, misurava le distanze e dominava ogni cosa con gli occhi. Ma quel re era sordo dal lato sinistro, il lato del cuore; per difendersi dalle urla dei nemici, aveva sigillato quell'orecchio con la cera, affidando la vita solo alla lancia e alla vigilanza geometrica dello sguardo. Per lui, vedere era governare. Un giorno, il re si smarrì in un canyon profondo (catabasi), e lì, l'aquila del suo sguardo non poteva scorgere oltre le pareti di roccia scure e identiche, così l'ansia cominciò a stringergli il petto. Disperato, cercò vie d'uscita per sfuggire al labirinto, ma ogni sentiero calcolato falliva. Sfinito, il re si arrese: cadde a terra e poggiò l'orecchio sordo sul suolo di pietra, dicendo a se stesso: Come vada vada. In quel momento di totale vulnerabilità, dalla terra umida germogliò una pianta dalle foglie lanceolate e dai piccoli fiori pallidi, priva di colori sgargianti per attrarre la vista, ma emanava un profumo intenso di limone. Quella fragranza invisibile attraversò la roccia e penetrò nell'orecchio sigillato del re. Era l'Erba Luisa, le sue foglie, se accarezzate (il Tatto), rilasciavano un olio che guariva le ferite; se infuse nell'acqua (il Gusto), portavano la pace della mente; ma il suo dono più grande era spirituale (anabasi): il suo profumo agiva come un ponte che collegava l'uomo alla melodia segreta della terra (chiarudienza). La cera si sciolse, il re si lasciò aggiustare, modificare e accordare da quella frequenza verde; scoprì che l'ascolto non era debolezza, ma la massima sapienza. Tornato al villaggio, il re piantò la Cedrina nel suo giardino privato. Da allora, ogni volta che il controllo visivo stringeva la sua mente nell'ansia del futuro, si sedeva accanto alla pianta, chiudeva le palpebre e lasciava che il mondo lo raggiungesse. Erba Luisa, per guarire e rivelare il suo sapere (sapore di limone), esige di essere toccata, sminuzzata e ascoltata, fu così che divenne la guardiana del re, a cui rivelava la risposta nel profumo della resa.
293:ijing47.䷮-lume293-La Restrizione (困 Kùn), un Lago senz'acqua: quando le risorse si esauriscono o ritirano, rimane visibile l'introspezione della forza interiore. La persona nobile continua il proprio cammino anche quando mancano incoraggiamento, conferme e segnali esteriori di successo. L'amaro precede il dolce: la restrizione costringe a distinguere ciò che nutre da ciò che seduce soltanto. Anche le piante di questo lume insegnano che: non tutto ciò che è naturale è innocuo, e non tutto ciò che appartiene alla tradizione deve essere ripetuto. Il limite diventa quindi uno strumento di conoscenza. Quando l'acqua del lago diminuisce, bisogna conservare ciò che resta e usarlo con intelligenza. Quando le parole degli altri non bastano, occorre ritrovare una sorgente interna. La pianta amara non è solo un rimedio o un veleno: è un invito a riconoscere i confini. Cosa rimane di te quando vengono meno le conferme esterne? E cosa potresti imparare dalla restrizione che stai attraversando? Barbanera dice: Chi non ha gustato amaro non sa cosa sia il dolce.| Ebbio (Sambucus ebulus) è pianta erbacea della famiglia delle Viburnacee, cresce fino a 2 metri e fiorisce in giugno-luglio con corimbi di fiori dalle antere violacee. A differenza del Sambuco (Sambucus nigra), che è un arbusto legnoso, Ebbio emette un odore sgradevole simile a scatoletta di cani o gatti, repellente per i topi. Le sue baccheche maturano in settembre, sono nerastre e possono essere utilizzate per inchiostri e tatuaggi rituali. Ebbio è anche noto per le sue proprietà purganti e antireumatiche, con radici e corteccia che, se essiccate, agiscono come diuretici e purganti. Le foglie possono alleviare dolori reumatici, mentre il sambuco amaro è utile per ustioni, ferite e per trattare la tosse. Sambuco ha un'azione benefica su arti capillari e la vista. Phytolacca, Endod o uva-Spagna, è una pianta emetica usata a curare il colera e sverminare, specie la radice; le bacche viola mature, sono spremute a dare inchiostri per tessuti. In alcune regioni, Endod è usato a purificare fiumi contaminati da nematodi come la bilharzosi. Le bacche di Phytolacca americana invece, sono consumate dall'uccello Beccofrusone, che contribuisce alla diffusione della pianta, rilasciando i semi nelle sue feci. In India, l'albero Madhuca indica (albero Madhu) produce un liquore chiamato mahuwa, che i nativi bevono. La pianta è legata a un mito del dio Bhima, che dopo aver trovato un albero di Madhu con rami pieni di liquore, imita gli uccelli che si ubriacano e diventa ebbro insieme a loro.# EBBIO e |SAMBUCO, entrambe Viburnacee, ex Caprifoliacee, Sambucus nigra è solitaria, e ha il fusto legnoso, raggiunge i 10 metri, suoi fiori son corimbi, moltissimi per pianta, che fiorisce a maggio, con antere gialle. EBBIO o sambuchella, Sambucus ebulus, invece è pianta erbacea, che cresce in gruppo, arbustiva fin 2 metri, con unico corimbo, fiorisce a giugno luglio, con antere violacee, suo fusto se spezzato, ha un odore forte, di scatoletta cani o gatti, repellente ai topi. Sambuco di streghe, divien denso arbusto, frutta abbondante, bacche in Estate, sapor buono e marmellate: odorano corimbi, aggiungi a fare vini, con zenzero e menta, senza i tossici semini, infuso fior-frutti, contro freddature, cura tosse insonnia, piantala in Autunno. Sambuco amaro, contagia piante orto, Arvicole a odore, fuggono il posto, radici e corteccia, x unguento puro, fiori utili a sanare, ustioni con ferite, ulcera di pelle, di bocca e gengive; se triti corteccia, cura distorsioni, bacche dentro vino, tonico anti-tosse, artrite reumatoide, sfiamma vie respiro, cura artriti ascessi, tè alito pulito; se germogli verdi, mergi oli e sole, balsamo + giorni, mani dita screpolate, pelle secca emorroidi, foglie triturate, buon insetticida, estive passeggiate: bacca cura occhi, e visione di ipertesi, regredisce lesioni, congiuntive diabeti, pseudomona herpes, e virus influenzali, tè in gargarismi gola, e aiuto ai capillari. |EBBIO Sambuco nano, detto ebulo gebio, reca suolo fertile, se senti odore ebbio, sue foglie sfregate, nauseante mandorle amare; ebbio a settembre, ha bacche nerastre, porpora succo, usato a inchiostro Pane, a tatuarsi viso, in cerimon rituale. Ebbio ama sole, aumenta latte in puerpera, foglia mitiga dolori, reumatici e antiedema, mangiare troppe bacche, causa azione purga, alcaloide sambucina, radici e corteccia, essiccati in agosto, purgano e fan diuresi, azione antireuma. |PHYTOLACCA dodecandra, Endod uva-Spagna, bacca matur spremo, macchia color viola, tessuti carta e vini, radice emetica cura, colera e nervi sfibri, e svermina persone, in fiumi contaminati, nematodi bilharzose. uccello Beccofrusone, mangia bacche vinose, di Phytolacca americana, già nel 920, pur bacche congelate, rilascia in escrementi, a moltiplicar la selva, le ama così tanto, ebbro sen contegno, come bacche rosse Crataegus, nello stato di Indiana. India fior carnosi, di |Madhuca indica, albero MADHU sapotacee, reca un tipo di liquore, mahuwa dei nativi, nel mito del dio Bhima, e il gigante |Bhagavan: Bhima va in foresta, e cerca molto a lungo, trova albero di madhu, cavo e con liquore, tutto attorno ai rami, seduti uccelli ebbri, ciondolan la testa, ebbri senza scopo, Bhima va imitare, e ciondola con loro, poi reca la notizia, a suo Bhagavan signore. sambuco_usi-storia-pardini.m4a
lume293-Nel villaggio dell'infanzia Emilia ricorda due piante spesso confuse: il sambuco nero, arbusto legnoso, e l'ebbio sambuchella, erbacea e dal forte odore. Sambuco, Sambucus nigra, può diventare un grande arbusto; l'ebbio, Sambucus ebulus, cresce invece in gruppi e raggiunge dimensioni più contenute. I loro fiori e frutti appartengono alla tradizione popolare, ma le parti verdi e alcune preparazioni possono essere tossiche: non sono piante da usare senza conoscenze adeguate. L'ebbio è riconoscibile per l'odore sgradevole delle foglie e dei fusti, repellente utile nell'orto. Le sue bacche scure fornivano pigmenti per inchiostri e tatuaggi rituali. Il sambuco è invece legato alla cucina, alle bevande e rimedi popolari tramandati nelle campagne: foglie e rami potevano diventare piccoli strumenti, fischietti, cerbottane e oggetti per bambini. Accanto a queste piante compare la Fitolacca, chiamata Endod o uva-Spagna: le sue bacche viola erano usate come colorante. Taras aggiunge l'albero Madhu dell'India, Madhuca indica, dai cui fiori si ricava il mahuwa: nel mito, Bhima incontra un albero colmo di liquore e vede gli uccelli aggirarsi ebbri fra i rami. Li imita e torna dal suo signore con la storia dell'albero meraviglioso. Emilia sorride: ogni pianta possiede un volto utile, uno pericoloso, uno simbolico e uno narrativo. Conoscere la pianta significa imparare a distinguere, oltre ogni prescrizione. Questo lume, come la memoria delle piante, diventa una scuola di prudenza: anche ciò che cura può, in certe parti o dosi, diventare dannoso. Cosa accadrebbe se potessi confidare solo nelle tue capacità?